L’ambizione di Romano

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L’AMBIZIONE DI ROMANO

Commedia in tre atti

Di

Angelo Alfieri

Personaggi

Romano: docente

Anna:           docente e moglie di Romano

Severo:   possidente

Nina:             possidente e moglie di Severo

Alberto:  commerciante

Stefania: commer. e moglie di Alberto

Nicola:   operario

Loretta:   operaria e moglie di Nicola

Edoardo: pseudo affittuario

Ispettore di polizia

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La scena: La casa di Romano. Un salone arredato in modo approssimativo e qualche oggetto di scarso valore. Tre porte. Nel terzo atto i mobili vengono sostituiti con quelli che Severo dice essere i propri. (Stile impero). Dopo la scena quinta del terzo atto suggerirei di far calare un fondale anonimo per nascondere il mobilio altrimenti sarebbe difficoltoso doverlo portare fuori scena. L’appartamento deve apparire vuoto.

ATTO PRIMO

Scena prima

Prima di cena

Romano: Eccoci finalmente a casa! Che bello rientrare dopo una stressante giornata di lavoro e trovarsi in discarica. Anna, un giorno, che mi auguro non molto lontano, riusciremo ad avere un arredamento meno spartano o ci dobbiamo rassegnare a questo deposito di mobili in eterno?


Anna:


Lo dici tutte le volte che rientriamo: dacci un taglio!


Romano:       Sai qual è la verità: che ti accontenti, mentre io no! Abbiamo comprato


questo arredamento perché all’inizio, quando ci siamo sposati, non avevamo possibilità ma ora credo di potermi permettere un più soddisfacente colpo d’occhio.

Anna:               Ti senti inferiore ai tuoi amici: Ecco perché.

Romano: Migliorare mai! Restiamo anonimi, confusi nel mucchio, tanto si deve morire. E poi nell’aldilà non ci serve niente. Fortunatamente la nostra religione è diversa da quella degli antichi egizi.

Anna: Ti piacerebbe riempire la tomba di vasi peni di cibo … guarda, conoscendoti mangeresti anche di là. Portati il frigo! Saresti il primo, sai la novità? (ride). Non ti conviene!

Romano:       Perché!

Anna:               Te lo svuoterebbero subito … i morti di fame sono la maggioranza.

Romano:       Un discorso serio con te è impossibile … (Risentito).

Anna:               Fanne uno possibile! Comincio io?  Metti l’acqua sul fuoco se vuoi

mangiare … ambizioso!

Romano: Sei umiliante: per mestiere. Che lavoro fa sua moglie? Umiliatrice di mariti: il proprio! (Anna va in camera). Andiamo avanti così … allora smettiamola di frequentare quei signorotti dei tuoi amici. (Alza la voce). Non parla … quando ha torto: tace. (Campanello).

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Edo: Buonasera … il proprietario degli appartamenti qui sotto è lei? (Guarda l’arredamento).

Romano:         No!

Edo:                  Lo sto cercando da ore. Mi perdoni! Vado di fretta. (Esce).

Romano: Vada dove vuole … mah! Se non è pazzo poco ci manca. Chissà che idea si è fatto della casa. Piomba dentro senza preavviso ‘sto … cerca il proprietario qui?

Anna:               (Rientra). Quei signorotti, come li chiami tu, mi fanno pena! Vivono

d’aria. Di quelle che si danno ovviamente. Una cosa è certa: non li vado a cercare. Se vogliono vengono, altrimenti restino nelle loro regge ben arredate ad ammirare le domestiche mentre sgobbano.

Romano: Che mentalità! “Vana verba”! (Risentito). Invece di sentenziare vediamo di mettere ordine di là … se viene qualcuno all’improvviso oltre a prenderci per poveracci, giustamente, ci assocerebbe agli zingari.

Anna: Tesoro … sono stanca … mi gira la testa e devo preparare la cena. Quando viene qualcuno, invece di mostrargli la casa, sapendo in che condizioni è, portalo sul balcone così, vedendo le ciminiere, non torna più. .… Agli altri di casa tua non gliene frega niente.

Romano: Per carità … viviamo nell’immondizia. Ci facciamo largo tra gli abiti appesi sui tappeti … Ah, già! Se dovesse passare Aladino si vestirebbe in volo, perché complicargli la vita. (Si siede sulla poltrona).

Anna:               Lo vedi che a qualcuno può tornare utile? (Campanello). Sarà qualche

nobile che suona alla porta di un povero … forza: è l’occasione buona per vantarti di avere una moglie disordinata. Raccontagli tutto. Mostragli i poster delle modelle, le figurine di Braccobaldo… Ti dirà che non ne poteva più dalla voglia di vederli per non mandarti a quel paese … Avanti!

Severo: (Entra con la moglie, sono molto eleganti, a dir loro). Cara Anna che gioia vederti, Nina non vedeva l’ora di venire a trovarti. Scalpitava.

Anna: Portala al maneggio! Nina … che splendore di vestito … sempre al passo con le stagioni. Ti sei buttata sull’estroso. È firmato? Che mera-viglia! È nuovo? Fai una giravolta.

Nina:                 È una cosetta … uno sfizio diciamo.

Romano:       Qui gli “sfizi” si guardano … amiamo quelli altrui.

Severo:           Ah … mia moglie se li toglie tutti.

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Romano: Mia moglie li tiene tutti. A parte questa cosa degli sfizi, peraltro di interesse nazionale … a cosa dobbiamo l’onore della visita?

Nina:                 L’onore è mio … vero caro?

Severo:           Indubbiamente: è mio!

Anna:               Mettetevi d’accordo sulle priorità. Lo sapete che ci avete fatto una

sopresona: mai avremmo immaginato che sareste venuti, vi aspettavamo con ansia … da secoli!

Nina: Alle volte il desiderio di incontrare gente amica prende il sopravvento sulla noia e di conseguenza sono costretta ad uscire di casa come trascinata da una forza invisibile.

Anna: Incredibile! Ci sono tali forze al mondo? Allora vi dovete fermare per la cena. Come si fa a lasciarvi così in balia dei desideri … oppure siete venuti esclusivamente tanto per soddisfare quella voglia matta di vederci?


Nina:


Severo ci vogliamo fermare a cena?


Severo:


Mi sembra di offenderli se non restiamo: si resti!


Anna:


Ecco! Stasera purtroppo cucina mio marito.


Nina: Ohhh … mi viene in mente proprio ora che abbiamo un impegno … dio che stupida! A volte la mente si ottenebra.


Anna:


Troppi desideri!


Severo:


Quale impegno?


Nina:


Ma caro non ricordi? Stefania!


Romano: Se avete molta fame andate da lei: il marito è comunemente considerato un eccellente cuoco. Viceversa se avete più marcato il desiderio di parlare, restate pure … ci fa molto piacere intrattenerci con voi che amate discutere di filosofia … giusto qualche minuto fa Anna ha sollevato una questione di rilevanza capitale.

Nina:                 Riguarda Roma?

Anna: (Guarda il marito). Certo! Mi stavo chiedendo se sia opportuno o meno tenere la casa in perfetto ordine.


Nina:


È un problema che non mi riguarda: ho le domestiche.


Romano:


Siete fortunati. Noi confidiamo in un intervento soprannaturale: angeli !


Severo:

dialogare.


Siete di un simpatico, il solo pensare di vedervi mi da gioia. Starei ore a


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Anna:


A questo livello: anni! Secondo te la ricchezza è sinonimo di felicità?


Nina:                 Vedi, la felicità è quella cosa che passa inosservata fin quando non sai di


averla e nel momento in cui scopri che c’è: svanisce! E per questo motivo la devi per forza cercare … perché senza non si vive.

Romano: Si vive si vive … e come! Qui da noi dura un attimo: il culmine è raggiunto il ventisette di ogni mese. Regolarmente! Per qualche giorno si fanno anche delle follie presi come siamo dalla gioia e poi passato questo “lungo” periodo di euforia si torna alla normalità fino all’arrivo dell’altro ventisette. (Guarda Anna).


Anna:


È un ottimista incallito!


Severo:           Mi sono sempre chiesto a cosa serve essere felici quando sai di essere


ricco. Nina, mi fa specie questa tua affermazione. Ieri, per esempio, quando ti ho vista indossare l’abito che porti, eri felice … due giorni fa quando sei salita sull’auto nuova eri felice, oggi sarai felice perchè sei venuta qui, quindi tutti questi attimi fanno un continuum. Bisogna dunque arguire che la ricchezza da felicità.

Anna: Che pensiero profondo … menomale che siete venuti. A volte mi chiedo a cosa servono gli amici. A questo!


Romano:


Ora lo sai!


Anna:                Il vero problema, ammesso che lo sia, è tutto nella morale o se vogliamo


nella morale che la gente che ci ascolta deve percepire dai nostri discorsi. Quindi bisogna dedurre che ce ne sono due! Quella che lasciamo ad intendere e quella vera che ci guardiamo bene dall’esternare per non incorrere in sanzione ideologiche, in anatemi culturali, oscenità etiche …


Nina:


Se ti spiegassi meglio?


Anna:


Siamo falsi!


Severo: Il ricco è falso, il povero no? Un soldo dato in beneficenza da un ricco non ha il valore di quello dato da un povero?


Anna:


Esattamente! Volete ancora cenare qui?


Nina:


Come ti dicevo abbiamo un impegno con Stefania.


Severo:           Discussioni sulle compere. È così felice quando spende … si accontenta


anche di piccole cose. Bene … purtroppo si deve andare, è stata una serata istruttiva … ci spiace andar via così su due piedi.

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Anna: Eh ma .. quando si ha quella voglia pazza di vedere qualcuno … ti capisco Nina … capita spesso anche a me ma difficilmente mi lascio travolgere dal desiderio … arrivederci cara … passa quando vuoi.


Nina:


Vedi? Ora sono felice! (Escono).


Anna: Mi chiedo se sia possibile! E tu vorresti diventare agiato per assomigliare a loro? Ammira il legname che ti circonda e pensa: “finché c’è sono salvo” . dev’essere un “memento”!

Romano: Non hai margini … si può essere agiati e non ostentare, parallelamente si può essere poveri e ostentare.

Anna:               Ecco! Vediamo di trovare una via di mezzo. E detto questo ce ne


andiamo a letto senza mangiare.

Romano:       La riflessione ha avuto il sopravvento?

Anna:               Se non venivano, ora saremmo in cucina a goderci la cena ma sono

voluti passare a tutti i costi, per niente, e adesso è tardi. Mangiamo domani: si risparmia! (Va in camera).

Romano: Anna, non facciamoci sopraffare dalle idee … anche i poveri devono mangiare … almeno finché vivono! Dopo purtroppo …

Anna:               (Dalla camera). Lo vedi che ho ragione?

Scena seconda

Il mattino dopo: domenica

Romano: (Esce dalla camera in pigiama). Arriverà il giorno in cui, o nel quale, che è poi la stessa cosa, sparirete. I mobili dovrebbero essere l’immagine di una famiglia. Ovviamente non questi. Proporrei ai possidenti di metterli come sfondo sui biglietti da visita … una bella foto e in risalto il nome, la professione eccetera. Da un lato è un’ottima idea ma dall’altro, se finisse in mano ad un ladro sarebbe come invitarlo a fare un sopralluogo. Come fare? L’immagine vale di più della sostanza: da sempre! Il problema non è di facile soluzione: apparire e rischiare un furto o restare nello squallore dell’anonimato? È un dilemma! Si mette una foto di qualche sala di un qualsiasi museo … così vanno a fare man bassa: no. (Pensa). Fingere ricchezza è pericoloso? Meglio essere e non fingere … e negare a seconda delle occasioni. Per ora lasciamo al tradizionale cartoncino la percezione dello status familiare … Nel frattempo sentiamo la moglie che cos’ha in mente. Che programmi abbiamo per oggi?

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Anna: (Dalla camera). Vengono Nicola e Loretta … non ricordi? Si fa una scampagnata. C’è il Sole quindi, si va!

Romano:       Si pranza al sacco?

Anna:               È più divertente! (Entra). Ti piace?

Romano:       Esci così: in salopette?

Anna: Ahhhh … che palle. Quando andremo alla Scala metterò un bel grembiulone alla moda con una fascia tricolore in vita. Un tocco di classe è obbligatorio, naturalmente lo faccio per gli altri.

Romano:       Mi sembri Liz Taylor a spasso con Lassie … che epoca eh?

Anna:               Meglio di questa. Vestiti! (Campanello, Romano va in camera). Mi

raccomando: non fare il gradasso con loro. Sono della nostra stessa condizione, anzi, hanno dei mobili che non stanno in piedi, il bagno che funziona a giorni alterni e non si lamentano. Avanti!

Nicola: Sciura Anna … che bella paciarotta sei diventata … un mese fa eri più magra. (Convenevoli).

Anna:               Ho fatto il pieno d’aria.

Nicola: Perlomeno non spendi niente per il cibo. Possiamo andare? Dai … andiamo con una macchina sola … è meglio! Cerchiamo di evitare il traffico pesante. Andem Sü! Pensavo di trovarvi sulla porta già belli pronti e sì chi anca mò in compagnia di gatt! (Rientra Romano). Prufessur alura?


Loretta:


Ci credete che è da stamattina presto che si agita come un ossesso?


Nicola:


È la prima scampagnata della stagione … un po’ entusiasmo per bacco.


Loretta:           Ecco appunto, cerca di non fare la fine di bacco … il vino l’abbiamo noi:

non ne portate!

Romano: Ragazzi … non andiamo mica in ferie … stasera siamo già di ritorno. E poi la scampagnata non dev’essere fine a se stessa.

Anna: Se devi fare la predica dillo subito così ci mettiamo in ginocchio e sappiamo di che male dobbiamo morire.

Nicola:            Ha ragione tua moglie: predichi troppo … cavilli … sei puntiglioso.


Lasciati andare un attimo. Quando sarai morto avrai tanto di quel tempo per cavillare che manco te lo sogni.

Romano:       Essendo morto di sogni non è che ne farai tanti. Sarà unico credo!

Lungo!

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Loretta: Un sogno solo? Che miseria! Pensa se nell’aldilà si potessero realizzare tutti i sogni.


Anna:


Sarebbe giusto! Almeno quello lo dovrebbero lasciare per legge.


Nicola:            Tanti li realizzano tutti di qua! E quando vanno di là non sognano più e


riposano tranquilli. Andarsene via insoddisfatti avrà delle conseguenze?

Romano: A questo punto penso che sia giunto il momento di andare perchè il pendio che abbiamo intrapreso è troppo ripido … rischiamo di fracassarci i piedi.

Anna:                Loretta non ti manca un cane? In questa occasione se ne sente il bisogno.

Te lo vedi scorrazzare felice nei prati.


Nicola:


E tu a rincorrerlo tutto il giorno per evitare denunce per furto di vivande.


Romano:


Ha già la divisa giusta non vedi.


Loretta: (Un po’ trasognata). Sì … la scampagnata felice lo prevede! ..Se ne noleggiassimo uno?


Nicola:


Vorreste noleggiare un cane? Questa è bella! Lassie o Rintintin?


Romano:


Va bene anche uno nazionale! Anna è provocatrice. Da’ solo consigli!


Anna:


Meglio darli che riceverli.


Loretta:


Non so cosa vuoi dire ma …


Le cotolette vi piacciono?


Romano:       Le abbiamo anche noi … dovete sapere che tanti anni fa, quando i nostri


nonni ci portavano al Sacro monte in gita ci preparavano le cotolette impanate, una ciotola di pomodori, una bottiglia di frizzina e un’aranciata.


Anna:


Annegavano nel lusso. Perché rompere una tradizione?!


Loretta:


È vero! E poi si addice alla nostra condizione economica.


Nicola: Avendo la gita uno scopo didattico a che serve stramangiare … non gusteresti il panorama … (Ironico).

Romano: E gli scavi archeologici! Ah … mi viene in mente dove stiamo per andare. L’ho organizzata io e mi stavo dimenticando …


Anna:


Quando uno ha un chiodo fisso.


Nicola:


Per la miseria


… che distratto … prenditi a schiaffi.


Anna:               Via Nicola … a schiaffi? Bastonalo! … Loretta come ti trovo bene oggi!


Sobria. La tua è quell’eleganza italiana che fa chic.

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Loretta:           Non lo sapevo. Volevo venire in jeans ma poi mi sono detta: “ se mi

guardano di profilo mi prendono per una scema che non sa vestirsi”. Mi è venuto il sederotto.

Anna: Ma no! Ieri sera sono passati per un saluto i nostri amici ricchi. Avessi visto lei! Per me si è fatta confezionare una tovaglia di qualche trattoria.


Loretta:


Gli sarà costata un occhio.


Anna:


Oh! Se per caso rientriamo presto fermiamoci in qualche cinema.


Loretta:


Oh sì … che bello …. Sono così felice. Tu no?


Anna: Il discorso è complesso … lo abbiamo affrontato di striscio con i due amici … quelli ricchi che ti dicevo.


Nicola:


Ho capito: facceli conoscere, uno scambio di vedute sarebbe educativo.


Loretta:           Basta che non li inviti a casa perchè non mi va di diventare lo zimbello


del quartiere. Ho dei mobili che invocano soccorso da decenni. E mi sta bene così. Ma gli altri sai come la pensano no!

Romano: I nostri invece … pensa che li hanno lasciati qui invece di portarli in discarica … ma Anna dice che sono antichi.


Anna:


Sono quelli che ci possiamo permettere …


Loretta:

le cose.


Non sono certo i mobili che fanno grande una famiglia … son ben altre


Romano:


Dinne una! Però devi essere sincera.


Loretta:


L’amore reciproco.


Nicola:


Mia moglie è romantica … idealista.


Loretta:


Vorresti insinuare che non è così?


Anna: Fermiamoci qui e mettiamo una pietra sopra … adesso che andiamo agli scavi ne prendiamo una grossa … affrontare certi temi di domenica fa male. Cotolette a noi! (Escono).

Romano: Penso che parlasse in generale. Ho notato che a volte usi delle parole dialettali, milanese giusto? Come mai?

Nicola:            Per darmi un tono … sai, con gli amici al bar, dici una parola ogni tanto,

ci si diverte, loro ridono: io sono nato a Bari … il nome … tuttavia mi sento milanese al disopra delle righe. Praticamente sono meneghino! Quando sento pronunciare la parola “Milano” mi si apre il cuore.

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Romano:       E questo ti rende felice?

Nicola:            È una domanda che non mi sono mai posto. Dove andiamo di preciso?

Romano: A Castelseprio, nei dintorni di Varese … scavi importanti … c’è un bel prato … ci stendiamo sopra il plaid, tiri fuori le cotolette, si discute del castrum e si torna a casa con un bagaglio culturale …

Nicola:            Ti porti la valigia?

Romano: Ah … Sìììì … è meglio! Sei contento così? Poi dicono che la cultura fa la differenza … tutte balle!… “Andem”!

Scena terza

Lunedì sera

Romano: (Entrano come al solito). Sono simpatici quei due … ignoranti come bestie ma simpatici.

Anna:               Quelli sono ricchi … questi sono ignoranti … quegli altri che cos’hanno?

Romano e Anna:   Sono degli sprovveduti.

Anna: I migliori siamo noi. Poveri ma migliori! Se non cambi mentalità ti troverai solo in mezzo ai tuoi scavi.

Romano:       Mi stai dando del rudere?

Anna: Ideologico! Che strano? Non hai detto niente dei mobili … stai tentando una riflessione più dettagliata o ti sei scordato di citarli in giudizio?

Romano: Fai del sarcasmo? D’accordo! Non ne parliamo più! Siamo felici una settimana al mese … forse … altri lo sono per quattro … altri non sanno nemmeno dove vivono … accontentiamoci. … Parliamo di cose serie! Dei programmi televisivi.

Anna:               Sei tu che eviti di farlo … batti sempre sullo stesso chiodo.  (Si avvicina

al marito). Vedi,fra noi due c’è una piccola differenza: Io accetto la condizionementre tu pensi che il contenitore sia più importante del contenuto.

Romano: Ma no! Vorrei che la gente che ci frequenta pensasse che sì, è vero, siamo quello che siamo ma che in futuro potremmo fare il balzo qualitativo. È fine a se stesso … estetica, immagine! Apparenza. Quello che pensano gli altri di te dev’essere suggerito dal colpo d’occhio e non dall’effettivo …

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Anna:                Te lo ripeto: non voglio diventare come quei due. Che giorno è? Lunedì!

Fa che si perdano per strada …


Romano:


Pensa se un domani ci ritrovassimo ricchi come loro?


Anna: Non mi vedresti più. Non perché mi fa schifo la ricchezza ma perché mi fa schifo diventare così fatui!

Romano:       Tu associ la ricchezza alla futilità, ecco perché preferisci stare in questa


casa semi diroccata. Ti posso assicurare che come quelli non diventeremo mai! E sai perché? Perché prima di diventare ricchi siamo stati poveri.

Anna: Ecco! Cosa mangiamo stasera? Un bel panino con la cotoletta di ieri? (Campanello). Se sono loro io non ci sono! A me tutta questa felicità da sui nervi! (Va in camera).

Romano: Avanti! Noooo?! Alberto! Noooo! Stefania? Un momento non vorrei che … ottimo.

Alberto:          Perchè hai sbirciato sulle scale?

Romano:       Sedetevi … Anna … guarda chi c’è? Sono mesi che non vi fate vedere.

Stavamo già pensando ad una scomparsa prematura.


Stefania:


Pensi sempre male tu! Sei in casa da solo?


Romano:

in camera).


Non vorrei che Anna pensasse di trovare altre persone … la chiamo. (Va


Alberto: Hanno ragione quando dicono che è una casa misera. Anche i muri reclamano aiuto. Non aspetteranno una colletta per far piazza pulita?

Stefania:         Saranno anche così così ma sono simpatici. E istruiti! Cosa rara oggi.

Vengo solo per sentirli parlare … che storie raccontano … che bravi.

Alberto:          Saranno vere? Mah! Sinceramente a me di questo Ovidio che racconta


tutte ‘ste cose. Balle colossali. Quella che viene trasformata in ragno , quell’altra in una fontana, voglio dire: chi se ne frega! Se ci invitano a cena?

Stefania: Restiamo! Ogni tanto mangiare fuori casa non guasta. Sono mesi che non veniamo. So che ieri sono andati fuori porta, in gita, con Nicola e Loretta. Deve aver tenuto una lezione di archeologia che ha lasciato stupefatti tutti i presenti.

Alberto:          Che roba … menomale che non c’ero.

Stefania: Sei un ignorantone. Te l’ho detto: riprendi gli studi … finisci quel corso di ragioniere … migliora la posizione sociale invece di guardare “il grande fratello”.

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Alberto: Migliora tu … ortolana … allora dove s’è cacciato. Romano! (Alza la voce).

Stefania: Poi l’ortolana sono io! Questi qui hanno dei mobili che fanno schifo ma sono colti, a differenza nostra che siamo dei benestanti ignoranti.


Alberto:

rivanghi.


Bisogna esserlo per forza? Agiato e istruito? Io sto bene così! Sei tu che La gente che mi guarda dice:”quello è pieno di soldi”!


Stefania:


Ma è un somaro!


Alberto:


Alla fine quello che conta è il “pecunio”: cara! Cosa faccio: vado di là?


Stefania:


Sta fermo! (Entrano i due). Anna … cara … sei splendida.


Anna:


Mi ero già infilata nel letto. Pensavo che non sarebbe venuto nessuno e


Romano: Glielo puoi dire … temeva che fossero i coniugi Dellerto. Persone squisite ma un tantino pesanti … dice lei … mi dissocio.

Stefania:         Non ha tutti i torti … saranno mesi che non li vediamo. Dai racconta ...

ieri? Bello? L’ho saputo tardi che andavate.


Anna:


Non te lo abbiamo detto perché so che Alberto detesta le gite.


Alberto:

resto.


Ma sì … mi stufano … dipende dalla gita … e dalla compagnia … per il


Stefania:


È il resto che … (Campanello). Aspetti gente?


Anna:


No! Avanti! Menomale: sono loro!


Nicola: Mancavate solo voi ieri … visita guidata eh! Uso brillante della parola, disquisizioni incomprensibili quasi tutte in latino. Tutto perfetto!

Loretta: Cotolette divine! Una cosa da sciuri. Sono tornata a casa felice. Mancava il cane per fare il pieno.

Alberto: Bastava dirlo … vi avrei prestato Ettore … non vede l’ora di sgambettare nei prati.

Romano:       È già vecchiotto o mi sbaglio?

Stefania:         È più di là che di qua.

Romano:       Meglio … ci manca solo il cane tra i piedi … bello eh ma …

Anna:               Domenica, se c’è il Sole, andiamo al Sacro monte di Varese.

Alberto: Mi volete far fare la via crucis voi … turismo religioso? Chiudo il cane nella prima cappella e andiamo su a piedi. Voi davanti e io a debita distanza vi seguo

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con disinvoltura fingendo interesse sorridendo agli stranieri che scendono con la girandola.


Stefania:


Non mi dire che sei interessato?


Loretta:


Io ci sto!


Anna:


Sì ma … niente cotolette. Una tantum.


Stefania:


Mi è sempre piaciuto parlare in latino.


Loretta: Anche a me … a lui meno! Preferisce l’arabo. Quando parla in milanese poi … “strafoione” . Non sa nemmeno cosa dice.

Nicola: Dice così perché non è capace … io mi so adeguare. Cià allora, mettiamo su qualcosa o ci facciamo un pizzetta fuori?

Alberto:          Usciamo! Pago io!

Stefania: Ecco! Ma sì … tanto in un paio di giorni … in questo periodo stiamo lavorando molto … pensa che nell’ultimo mese abbiamo incassato settantamila.


Romano:


Come noi … euro più euro meno.


Anna:


Non sappiamo dove metterli. (Ironici).


Loretta:


Dalli a me!


Nicola:


Esagerata … dalli a me!


Alberto:


Vi pago la cena e morta lì … Veramente volete andare a Varese?


Nicola: È patrimonio dell’Unesco. Loro salgono a piedi, noi col pullman, ci beviamo un “borducan ” al bar, li accontentiamo e torniamo belli freschi.

Alberto:          Tu sì che sai vivere. Come si chiama quella roba lì?

Nicola:            (A parte). Tu bevila … dopo  parliamo tra di noi senza farsi sentire da lui

…non peraltro … non vorrei passare il pomeriggio della domenica attorcigliato intorno a questioni storiche delle quali posso benissimo fare a meno. Conta i sassi uno per uno e ti dice se sono fuori posto.


Alberto:

banane.


Hai ragione … bravo e tutto ma c’è un limite allo scassamento di


Nicola:


Dove c’è umido il fungo cresce.


Alberto: Esatto! Cosa centrano i funghi? Ah: ho capito! È già stagione? È una cosa lì … per dire! Metà dentro e metà fuori. Dove andiamo?


Nicola:


Dove costa molto!


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Alberto:


Quando pago io non badi a spese. (Escono).


Scena quarta

Il giorno dopo

Romano:        Non mi aspettavo una così sperticata generosità da parte del tuo amico. È


la prima volta, credo, che offre la cena, oltretutto in un ristorante di lusso.

Anna:               Ce la farà pagare … non è il tipo che fa qualcosa tanto per farla.

Romano: È sostanzialmente uno sbruffone. Quando non sa che dire inventa delle panzane grandi come lui. Non mi puoi venire a dire che la storia è un’invenzione degli editori per poter stampare i libri. … dai … Carlo magno era grande perché mangiava tanto. (Tenta di leggere il giornale). Se invitassimo anche quei due domenica? … Le cotolette le facciamo mangiare a loro.

Anna:               Li punisci così? Vorranno andare al ristorante. Te lo immagini con lo

zainetto: Severo con la merenda sulle spalle? Verrebbe trascinato all’indietro dal peso.

Romano:       Con tutti i soldi che hanno ne comprerebbe uno che cammina da solo.

Anna:               Perché gli altri? Li hai sentiti: settantamila al mese!

Romano: E noi … guarda qui come siamo messi. Cambiamo mestiere Anna … lasciamo la scuola e gettiamoci nel mondo dei venditori di fumo.

Anna:               Vuoi fare lo spacciatore?

Romano: Cosa capisci? Fumo, nel senso del nulla … cosa vendono? Fiori, arredi da giardino, nanetti! Finché rimaniamo degli stipendiati non ci arricchiremo mai.

Anna: E chi se ne frega … se cominci a spostare i paletti della felicità non ti fermi più. Passeresti la vita a rincorrerli. Un vestito al giorno, un’auto al mese, un viaggio dietro l’altro per dimenticarsi il precedente, pigiama nuovo ogni notte …


Romano:


Perché uno ogni notte?


Anna:

funziona?


Perché suderesti anche nel sonno rincorrendo i sogni. Lo sai come


Romano:


Non proprio!


Anna:               Ti vuoi arricchire senza conoscere le conseguenze? Tu sogni una cosa e


di conseguenza, per forza, il giorno seguente devi andare a comprarla … non vorrai

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sudare tutta la notte per niente inseguendo, che ne so, una gazzella per poi lasciarla dov’è?

Romano: Noi sudiamo solo di giorno: per niente! Devo dedurre che dovremmo essere orgogliosi della nostra situazione?


Anna:


Non orgogliosi ma fieri! Cosa ti manca?


Romano:


Non lo so … un figlio forse?


Anna:


Non avere premura … prima o poi arriva.


Romano: Lo vai a prendere col treno? Scusa, è una battutaccia … vuoi che ti dica qualcosa in dialetto per farti sorridere?

Anna:               Taci! Mi stai facendo venire il complesso di inferiorità. Smettila di


sbattermi in faccia la nostra agiatezza.

Romano: Ma dai … sotto molti aspetti siamo superiori agli altri. Vuoi per il mestiere che facciamo, vuoi per la simpatia, per la capacità di relazionarsi e quant’altro. L’unico neo è il conto in banca.

Anna: Avevi preso la strada giusta ma sei tornato indietro. Ho capito: di’ qualcosa in dialetto, vediamo!

Romano:       Deve venire qualcuno?

Anna: Salti subito al discorso successivo? Speriamo di no! (Campanello) Di’ qualcosa in dialetto va. Chissà mai che mi scappa da ridere. Perché non andiamo noi da loro qualche volta?

Romano:       Mi rifaccio gli occhi … per dire.  Avanti!

Severo:           Cara Anna che gioia vederti. Nina non vedeva l’ora di venire. (I due si

vestono in modo pacchiano, pensano che la ricchezza sia sinonimo di eleganza.)

Anna:               Scommetto che scalpitava?

Nina: Ciao tesoro … hai cambiato arredamento? C’è qualcosa di nuovo? (Lo dice tanto per dire qualcosa).

Romano: C’era ma purtroppo ci è stato rubato. (A parte). Anna non dirle niente del vestito nuovo, vediamo cosa fa per farsi notare.

Severo:           Siete vittime di un furto? (Nina sta facendo di tutto per farsi notare). Vi

devono aver sottratto le cose migliori.

Anna: Dipende dai punti di vista caro … non sempre quello che lasciano è il pessimo … (tra se) a giudicare da come è vestita tua moglie direi che da voi hanno

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fatto man bassa lasciandovi gli stracci. Cara Nina (Nina pensa che Anna stia per farle dei complimenti e si atteggia tentando una passerella). Ti vedo sciupata … che sial’età che avanza? (Nina si siede stizzita).

Severo: Glielo detto che sarebbe il caso di intraprendere una sessione di cure estetiche ma si ostina a non darmi retta.

Anna: Nina, ascoltalo! Sei ancora stupenda ma visto che puoi gioca d’anticipo. Cosa ti costerà?


Severo:


Quindicimila tondi tondi!


Romano:


Bazzecole!


Nina:


Mi state denigrando … da te Anna non me lo sarei mai aspettato.


Romano:


Da Anna c’è da aspettarsi di tutto … per dire … Vi fermate a cena?


Severo:


Mah …


Nina:


Abbiamo un  impegno urgente! (Seccata).


Romano:


Siete a cena da Stefania?


Severo: Esatto … eravamo di strada e siamo entrati per un saluto rapido. Sai che non ne possiamo fare a meno.

Anna: Sì lo so … la felicità impone scelte obbligate. Spiegami come funziona, sai, un domani ne dovessi avere bisogno so come destreggiarmi.


Nina:


È semplice: fai tutto quello che ti passa per la testa.


Romano: Vedi com’è facile? Mi posso permettere di invitarvi a partecipare ad una gita fuori porta domenica? Varese!


Nina:


Che gioia. (Ha un malore).


Severo:


Non ci fate caso: quando è così felice: crolla.


Romano:       Oh signore! La grande felicità la deprime tanto da farla svenire? Che


passioni forti … non sarà debolezza? … Perdona Severo la franchezza ma mi sembra una che non esce mai di casa. È una reazione tipica.


Severo:


Affatto! Siamo qui!


Anna: È qui! Pensa alla distanza astrale. Romano, sarà la prima volta che l’ estrema gioia la manda in tilt. Montagne di desideri … a questo non ha retto.

Severo:           Forza Nina  … non ti lasciare sopraffare dalle notizie. Che spettacolo


indecoroso stai dando?! (A Nina).

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Nina: Anna, ti ringrazio per l’invito. Mi emoziono facilmente. La gioia mi fa trasalire. A volte svengo. … Come mi vesto?

Anna:               Così come sei ora va bene. Non portiamo nemmeno il plaid.

Nina:                 Bene … Severo andiamo a prepararci.

Romano: È soltanto lunedì. (Guarda Anna perplesso).Sì … ho capito. La scelta del vestiario è impegnativa. Non vi fermate allora? Si mangia meglio da quelli. Ci faremo invitare pure noi un giorno o l’altro.

Nina:                 Anna, non hai nemmeno apprezzato il mio abito.

Anna: (Tra se). Lo dici tu! … Hai ragione tesoro … che sbadata. Sembra uscito da un sogno. Vero Romano?

Romano:       Esatto!

Nina:                 È vero … l’ho sognato e il mattino dopo per caso l’ho visto appeso in

una boutique: mi sono precipitata dentro per non lasciarmelo sfuggire.


Anna:


Hai visto? … Lui non ci crede …


Severo:


Questi sogni mi fanno sudare anche di notte. Si va allora. Alla prossima.


Anna:               Cambiatevi il pigiama spesso. State bene … e tu vorresti essere come


loro: non te lo permetterò mai!

Romano:       Esco! Vado in boutique alla ricerca di pigiami.

Anna: Bravo … prendine tanti … però ricordati che il mattino seguente, quando accenderai la luce, ti darò una bastonata sul testone.


Romano:


Perché?


Anna:


Per farti dimenticare il sogno.


Romano:

trama?


Me la daresti a prescindere o soltanto dopo che ti ho raccontato tutta la


Anna:


A prescindere!


Romano:


Mi faresti svenire!


Anna: Almeno avrebbe un senso lo svenimento! Pensa alla tua amica che trasale senza toccarla


Romano:


Però è ricca!


Anna:


Difatti è trasalita da ricca.


FINE ATTO PRIMO

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ATTO SECONDO

Scena prima

Domenica, mattina

Anna:               Che ora è? Quasi le nove? (Si abbandona sulla poltrona). Si apre il

dibattito prima del tempo. Nemmeno la domenica mi lascia in pace! Deve sempre discutere di tutto. E questo e quello e l’ombrello non sta chiuso … speriamo che passi davanti all’affresco di Guttuso senza tante storie: è capace di tenerci inchiodati per ore. … Ti prego non mi abbandonare proprio ora … non ti sfasciare ti prego … non voglio gettare al vento qualche migliaio di euro per sostituirti. (La poltrona da segni di cedimento). Sto risparmiando da anni senza interruzioni per poter avere un piccologruzzoletto da parte per qualche evenienza straordinaria.

Romano:       (Entra). Sei già in piedi?

Anna: (Guarda la poltrona). Per forza … eh? Siediti là! Cerchiamo di usare un po’ tutte le sedie, non sempre le solite.

Romano: Temi uno sfruttamento disomogeneo dei rottami? Senti già l’influsso dell’aria di Varese? Ottocento metri d’aria buona. Sai che nelle giornate limpide si vede il duomo?


Anna:


Ma pensa!? Adesso che l’hai detto mi hai cambiato la vita.


Romano:       Oggi si va al ristorante: poche storie! Cosa credi che non lo dicano? Due


professori di liceo che non si possono permettere di mangiare fuori? Non mi va che pensino che siamo dei morti di fame.

Anna: Fagli credere che siamo morti di sete! Vuoi dire qualcosa in dialetto per risollevare il morale?


Romano:


Lo vedi … stiamo già litigando e sempre per la stessa storia.


Anna:               Io litigherei anche per altro ma tu mi porti lì. Senti! Hai intenzione di


tenere una conferenza stampa anche oggi o hai in mente uno stratagemma per obnubilarti il cervello?

Romano: Ma vengono per quello … non sanno niente di niente … quando tornano a casa non fanno altro che sfogliare il dizionario per cercare le parole che hanno sentito da me.

Anna: Te lo fanno credere … la gente normale non si interessa di avvenimenti accaduti mille anni fa … si interessa dei programmi televisivi.

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Romano: Infatti si vede come siamo conciati. Sanno tutto di un calciatore e niente della storia della loro città … per dirne una! (Campanello). Partiamo a quest’ora? Forza Anna si parte per la Colchide. Ti fa ridere eh? Avanti!

Loretta: Anna … come sei bella … ciao … oggi ho portato tutto io … ho giù un fagotto di roba da sfamare un reggimento. (A Romano cascano le braccia).

Nicola: Spese pazze … Tello qui il Romano … sei contento: le scuole sono finite! Vacanze! Tre mesi di far niente mentre noi cittadini comuni combattiamo fino all’ultimo in attesa delle due “lunghissime” settimane di ferie che passeremo ad imbiancare casa. Loretta dice che mi diverto.


Loretta:


Il primo che parla di pirlate verrà appeso con la testa in giù: chiaro!


Anna:               Brava Loretta! Avremo già il cane di quelli da tenere controllato e di


conseguenza non potremo ascoltarvi.


Romano:


Noooo il cane no! Dai?! (Entra Stefania).


Stefania:


(Triste). È morto!


Nicola:

Un colpo?


Oh signur l’è ‘ndai! (Pensa al marito. Accompagna Stefania alla sedia).


Stefania:


Dieci anni poverino … è come se mi fosse morto un figlio.


Romano:       È morto il cane!  (Nicola tira un sospiro di sollievo). Che cosa te ne


frega del cane: sei libera! Ti sei levata il macigno che ti eri infilato nella scarpa. I cani lasciateli a chi se ne serve per lavoro.

Alberto: (Entra). Grazie per la solidarietà … non se ne poteva più. Piangi durante il viaggio dai … avviamoci … Anna prendila in macchina con te … raccontagli qualche favola delle tue … lo sai che è una liberazione?!

Romano: Lo credo! Fortunatamente Anna ha espresso il desiderio di averne uno ma in forma puramente retorica.


Nicola:


Loretta lo vuole ma io la dissuado con la storia delle malattie.


Alberto:          A me la passione per il cane non è mai venuta. Me lo sono trovato come


regalo di nozze. Idee malsane. Mantenere un cane sono tutti soldi buttati.

Romano: Non fai altro che alimentare l’industria dei croccantini. È una lobbie. Hanno convinto il parlamento a promulgare leggi ad hoc! Ci hanno indotti a credere che gli animali hanno gli stessi nostri diritti, di conseguenza vanno trattati bene e vanno curati, così i veterinari si arricchiscono. Questo modo di pensare non è altro

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che una estensione, una “lunga mano, una propaggine” della New age. Neo paganesimo! Adorazione degli animali, come nell’antico Egitto. Siamo alla follia!

Nicola: Quanto hai ragione? Tra un po’ gli daranno anche il voto. E tutte queste associazioni animaliste?


Alberto:


Puro scopo elettorale!


Nicola: Siamo dei fessi … dei fessi … ci lasciamo manipolare da tutti … che mondo sta diventando? Contano più gli animali di noi … e ma il cane da gioia, è l’amico fedele … da fastidio!


Loretta:


Allora ragazzi .. parlate sempre di cani, di gatti … forza scendiamo.


Anna: È la loro passione! Oggi la gita non sarà guidata: parola di professoressa.


Romano:

funicolare.


Ognuno è libero di trarre le proprie conclusioni. Chi crede potrà salire in


Nicola:


Noi! Ma non dovevano venire i vostri amici ricchi?


Anna:               Madonna ci stavamo dimenticando … che errore madornale! Chiamali!


(Romano esegue). Pensate che sono venuti due volte in una settimana: non era maisuccesso! Ha detto che è il desiderio di vederci. Mi raccomando dategli poco spago se volete tornare lucidi e soprattutto senza voglie di stranezze varie.

Loretta: Non li conosco … come mi devo comportare? Nicola, cerca di dire fesserie in dialetto … facciamoci conoscere subito. Già con quella faccia ispiri poca credibilità se poi ti metti a farfugliare in meneghino verremo bollati come scemi da combattimento.

Nicola:            Sei sempre fine nel dare giudizi.

Alberto:          Saranno … sei mesi che non li vediamo.

Romano: Stanno arrivando! Come sei mesi? Hanno detto che venivano a cena da te per ben due volte in una settimana?

Stefania: Li hai invitati a cena? (Anna annuisce). Quando li invito dicono che hanno un impegno con voi e se ne vanno.

Anna: Quando li invito io dicono che devono venire da voi. Proviamo a non invitarli più, visto che loro non ci hanno mai invitati.


Nicola:

snob!


Amano avere finti impegni? … O non hanno mai fame o sono degli


Romano:


Sai che significa “snob?”


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Nicola:            Eccolo là che salta fuori il prof … Bulli!

Romano: “Sine nobilitate”. Tuttavia loro, pur non essendo titolati, si possono permettere ogni cosa … anche il lusso di mentire, credo! (Guarda la moglie).


Stefania:

del genere.


Anche noi ci possiamo permettere ma non andiamo in giro a fare figure


Anna: Quando li incontriamo facciamoli sentire come se fossero gli unici abitanti della Terra. Li vedresti galleggiare.


Loretta:


Ci sto! Ragazzi, potrebbe essere tutta apparenza … sotto sotto … eh!


Romano:


Hai visto dove abitano?


Alberto:


Il palazzo non è di loro proprietà.


Stefania:


Sì caro: è loro!


Anna:

rientriamo.


Questo discorso lo voglio approfondire con una persona quando


Nicola:


Andem! Mia moglie ha portato tutto. Tranne il bere.


Alberto:


Che compreremo in loco. Pago io! Ci aspettano giù?


Anna : Sì! Non amano salire a vuoto, a meno che non si sentano pervasi da qualche desiderio.


Loretta:


Che gente strana. Sarà sufficiente il cibo?


Romano:


Non penso che mangino con noi: andranno al ristorante.


Stefania: Scommetti che stavolta si abbassano al nostro livello? Loretta, hai della roba avariata in borsa? Peccato! … Forza Ettore andiamo!

Alberto: Ettore è morto! Che giornata si prospetta! Stefania, quando avremo un figlio lo chiameremo Ettore … sei contenta? Così ti verrà in mente il cane.


Nicola:


Perché perdere tempo ad inventarsi un altro nome. Dai che si fa tardi.


Scena seconda

Lunedì sera

Romano: Bella domenica vero? Sai che mi hanno incuriosito quei due! Hanno divorato tutto.

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Anna: A me hanno dato l’impressione di essere dei morti di fame … tutto questo sfarzo alla fine … mi sa che è inconsistente.


Romano:


Mi piacerebbe averla quell’inconsistenza. Parliamo d’altro.


Anna:


Bravo! Era ora! Per esempio?


Romano:


Per esempio del viaggio che non faremo …


Anna:                Sognalo! È la stessa cosa. Se hai fantasia ti potresti ritrovare a spasso per


la galassia. Finora non è mai andato nessuno.

Romano:       Non vorrei inzuppare il pigiama nuovo. (Campanello). Vai di là! Avanti!

Edo:                  Buonasera signore! Mi conosce di sfuggita. Ho trovato il proprietario!

Ora sono l’affittuario dell’intero piano sottostante e se vengo a disturbarla è perché penso che quello che ho da dire le possa far piacere.

Romano: Guardi quello che mi farebbe piacere in questo momento è andare a dormire ma se pensa che quello che mi dirà sia così interessante da tenermi sveglio lo dica!

Edo:                  Ho una tale quantità di mobili che non so dove collocare …  roba di

prim’ordine … le posso chiedere di essere così gentile da volerne ospitare un po’?

Romano: Che questione interessante … pensi che ci stavamo sbarazzando di questi. A che titolo li dovrei ospitare?


Edo:


Gratuito …. Anzi …


Romano:


Il problema é mia moglie: non ha il coraggio di separarsi da questi.


Edo:                  Chiunque si separerebbe da questi …. Cosi … non conosco la vostra


condizione economica ma due più due fa quattro.

Romano: Che matematico! … Le confesserò che non è questione di appartenenza. Mia moglie ritiene che sia opportuno mantenere un profilo basso, più confacente alle aspettative dei conoscenti, i quali, si farebbero delle strane idee se dovessimo adottare un mobilio sfarzoso. (Improvvisa).

Edo:                  Questi mobili sono in adozione?

Romano:       Cosa dice? Mica sono figli! Li abbiamo comprati.

Edo:                  Avete dei gusti un tantino barbarici … mi permetta l’ardire.

Romano: Lei va oltre le buone maniere che si addicono ad un primo colloquio tra sconosciuti.

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Edo: Le sto offrendo un cospicuo patrimonio ebanistico e se ne esce con queste conclusioni? Chiami sua moglie.

Romano:       Questo discorso a mia moglie non interessa …

Edo:                  Credo di capire che lei è di tutt’altro parere?

Romano: Crede bene … se lo ritiene opportuno scendiamo di sotto e visioniamo il tutto.

Edo: E sia! … Lei non sa che favore mi fa … ho sempre avuto tanta disponibilità e poco spazio … ho mobili che risalgono al seicento … appartenuti a principi … regnanti … non ha idea! … Oserei dire pezzi da museo, ma non lo dico. Questo è il mio biglietto … prego!

Romano: Accidenti: Antiquario! Sono senza parole. Quanto durerebbe il periodo di deposito, di usufrutto diciamo?

Edo:                  Ad libitum … quando si stufa di vederli li cambiamo con altri.

Romano:       È una prospettiva allettante! Avviso mia moglie … permesso!

Edo:                  Si sbrighi perché è tardi.  (Si aggira). Non c’è un oggetto che valga la

pena di essere tenuto in considerazione ma i mobili sono davvero interessanti: per la

discarica. … Sì … certo! Ha ragione quello.

Anna: (Rientra col marito). Buonasera! Badi bene che se è uno scherzo la prendo a bastonate.

Edo: Signora, io non scherzo mai … guardi che abiterò sotto di lei, mi potrà contestare tutto quello che vuole … non scappo! (Come se fosse stato preso alla sprovvista).

Anna:               Almeno li possiamo scegliere o ci prendiamo quelli che ci da’ ?

Edo: Lei pretende un po’ troppo … le do una parte di quelli che non mi stanno in casa, che non sono affatto i peggiori. Anzi!

Romano:       Se scendessimo?

Edo:                  Vedano, fin ora ho poca roba … ho iniziato il trasloco stamattina,

pertanto quello che vedrete è la decima parte della proprietà e guarda caso costituisce il mio arredamento usuale. Tutto il resto arriverà a giorni.


Anna:


Ha preso in affitto tutto il piano? Sono quattro appartamenti.


Edo:                  Lo so! Ve lo dico in confidenza. Non pensate male: è vero che sono il


primo che passa ma, credetemi, non troverete nessuno che vi fa una proposta del genere. Vi sto arredando la casa gratis per una semplice questione di esubero.

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Romano: In effetti! Anche se non saranno mai nostri! … Potremo dire che li abbiamo avuti in eredità.

Anna: Da chi? Da Babbo Natale? Io sono del parere che entrare in possesso di un qualcosa in modo del tutto provvisorio sia un cretinata. Affido a te la responsabilità del gesto. Del resto sei tu che li vuoi sostituire.


Romano:


Gli amici si sorprenderanno.


Edo:                  Sicuramente! La prossima volta che verranno si troveranno a palazzo


reale. Avete una cerchia di conoscenti molto ampia? (Edoardo è un ladro. Organizza furti su commissione ).

Anna:               Non direi: vediamo sempre i soliti.

Romano:       La amplieremo.

Anna: E certo … a qualcuno bisogna pure mostrarli. Scendete voi … mi astengo! Buonanotte!

Edo: Signora. Veda signore non è necessario esibirli in pompa magna, lasci che i suoi ospiti, meglio pochi e ben scelti, glieli invidino … li prenda per la gola!

Romano: Non penso che si ingolosiscano tanto facilmente: sono piuttosto ignoranti, non distinguono un barocco da un impero.

Edo:                  Che miseri … mi creda: è meglio! Li lasci nell’ignoranza. (Escono).

Scena terza

Qualche giorno dopo

Romano: Ma pensa che fortuna ci capita … la vedi questa casa arredata come un palazzo … cosa diranno i Dellerto?

Anna:               Che li abbiamo rubati …

Romano: E ma sei una disfattista! Qui bisogna dare un rinfrescata ai muri. Le pareti non possono rimanere scolorate.

Anna:               Ma certo! Chissà cosa penserebbero. Facciamo venire l’esercito?

Romano: Sei di un umorismo trascendentale … fattene una ragione … come si dice? A caval donato non si guarda in bocca. Ce li teniamo per un paio d’anni poi li sostituiamo con altri e via. Basta non dire da dove vengono.

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Anna: Non ci prenderanno nemmeno più per semplici ricchi. Bisognerà trovare un aggettivo nuovo per definirci. Aspetta … “Strapaperoncresimidi!


Romano:


Sei senza ambizioni …


Anna:               Farsi prestare mobili è da ambiziosi? Per me è da scemi! Comunque si


dia inizio alla trasformazione. Inizierei con un rococò … eh? Bello!


Romano:


Non ti sembra un tantino appariscente?


Anna:


Assolutamente no! (Campanello)


li ricevi tu?


Romano:


Nessuna parola con loro …


Anna:


Gli facciamo una sorpresa. (Va in camera).


Romano:


È aperto! La stavo aspettando.


Edo:                  Allora! Che stile preferisce … barocco … un Luigi? Guardi le propongo


un lombardo, oggi come oggi va a ruba … pensi che i prezzi sono così aumentati da rendere praticamente invendibili i pezzi.


Romano:


Non mi dica? Questi sono “lombardo” … si accomodi!


Edo: Lo so ma veda. Questo lombardo è scadente, povero. È compensato. Se fossi uno sprovveduto le chiederei di vendermeli. Ma non lo sono.


Romano:


Le sue parole non fanno altro che accreditare la mia tesi. Anche se ora …


Edo:


Li butti via! Le offro un”impero” via! È qui sotto ancora smontato.


Romano: (Pensa). Quasi quasi mi tengo questi. A lungo andare mi sono leggermente affezionato.


Edo:

anzi …

(Mente).


Mi lascerebbe nel caos. Facciamo così! Tiene questi in più le porto … si trasferisca nell’ appartamento che sto arredando. Ne parli alla moglie.


Romano:


È da escludere! Anna non abbandonerebbe mai queste mura.


Anna:


(Entra, era in camera). Esatto! Ha cambiato idea?


Edo:


Suo marito la sta cambiando.


Anna:


Deve aver bevuto!


Romano:


Dice che i mobili sono pessimi ma sto pensando di tenerli. (Timido).


Anna:

tu li odi …


Io li tengo perché sono affezionata e non vedo il motivo di sostituirli ma


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Romano: Il signor Edoardo mi sta confondendo … come potrò dire agli amici che tutto ad un tratto abbiamo un patrimonio in casa? Non ci crederanno mai!


Anna:


Li devi convincere con discorsi filosofici. Tira in ballo Aristotele.


Edo: Cari amici vi lascio ai vostri dilemmi … sappiate però che il tempo stringe. (Esce).

Anna:               Stringerà per lui. Certo che ti fidi di chiunque … mi chiedo perché non li


vende? Terresti tu una montagna di cianfrusaglie inutili?

Romano:       Li avrà ereditati  … li amerà … non gli staranno in negozio. In effetti

adesso che mi hai fatto pensare: è strano!

Anna:               Lo vedi che c’è qualcosa che non torna?

Romano: È strapieno di roba. Dai! Si vede! Avrà un negozio piccolo.(Cerca di auto convincersi. Campanello). È così. Avanti!

Nicola:            C’è un gran movimento di sotto! Vengono ad abitare diverse famiglie?

Romano:       In realtà no! Il signor Edoardo ha affittato i quattro appartamenti vuoti.

Loretta:            Dev’essere un milionario …  scusa la franchezza Anna … perché non gli

chiedi di venderti qualcosa di decente: il pianerottolo è pieno di mobili.


Nicola:


Anche noi ne abbiamo bisogno.


Loretta:


Ne abbiamo bisogno ma ce ne freghiamo altamente.


Romano: Il signor Edoardo ci ha appena detto che questi mobili sono di ottima fattura ma …


Loretta:


Il signor Edoardo necessita di un paio di occhiali.


Anna:


Perfetto! Cose mie …


Nicola: Sono simili ai nostri, lombardo povero! Puro compensato. Erano di mia monna e prima ancora del bisnonno.


Loretta:


E prima ancora di Mastro Geppetto.


Anna:

niente.


Se erano di Mastro Geppetto sono in stile toscano e quindi non valgono


Nicola:


Lo vedi che figure mi fai fare? (Campanello). Sono loro?


Severo: Cara Anna non vedevamo l’ora di venire … ah ma ci sono i signori Santamaria …. Simpatici! Nina stravede per voi.


Anna:


(Tra se). Stravede per qualsiasi cosa.


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Nina:                 Loretta cucina delle cotolette squisite … Come mi trovate? (Fa la solita

sceneggiata).

Loretta: (Vedendola agghindata in quel modo …). Ecco dove è finito il plaid … Che bell’abito Nina … vaporoso. (Lancia un’occhiata ad Anna).


Nina:


È all’ultima moda.


Anna:


È riciclabile? Ti vedo felice.


Nina:

tanto.


Severo mi ha acquistato una casa al mare. Un sogno! La desideravo così


Nicola:


Noi abbiamo acquistato due loculi nuovi!


Romano:


Amano portarsi avanti, guardano al futuro.


Anna: Essere previdenti non guasta. Lo sapete che abbiamo tentato di vendere queste cose e non ci siamo riusciti?

Severo:           Davvero? Regalateli ai bisognosi, prendetevi  altro. Pensate che noi


abbiamo il palazzo pieno e non sappiamo che farcene. In fin dei conti si vive sempre negli stessi locali. (Suona il telefono).

Romano:       “Sì?... Il signor Dellerto è qui … un attimo”! È per te.

Severo: “Pronto? Giovanni sei tu, sei rientrato dalla vacanza? … Dimmi … ieri notte abbiamo dormito fuori … anche stanotte perché? … vengo direttamente dalla Liguria “… ci hanno svaligiato casa! Dio mio Nina non ci è rimasto più nulla.

(Panico).

Romano:       Dai non ti abbattere: ti regalo i miei … mi hanno detto che valgono assai

…poco. Mi sta arrivando del mobilio nuovo … Anna, vogliamo fare questo gesto caritatevole? (Non vede l’ora di sbarazzarsi di quelli che ha).


Anna:


Mi sembra giusto: una volta tanto è il povero a dare al ricco.


Nina:


Siete comprensivi. Severo andiamo a verificare il danno.


Severo: Tutte a noi capitano … mai una volta che rubassero a casa di qualche straccione. Nina quell’errore lo stiamo pagando caro. Per valorizzare i nostri beni abbiamo fatto stampare i biglietti da visita con un sottofondo di oggetti pregiati e questo è il risultato. (Improvvisa).

Romano:       (Tra se) Era venutaanche a me l’idea ma …

Nicola: Se l’avessimo avuta noi quell’idea ci avrebbero portato sicuramente una quantità di oggetti interessanti.

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Loretta:


Certe idee a noi non vengono.


Anna: Quando si ispira pietà anche il più scellerato dei ladri è colto da magnanimità. Allora Severo lo vogliamo fare questo trasloco o ?

Severo:           Facciamolo! Ma solo per un periodo limitato, finché non rientriamo in


possesso dei nostri.

Nina: Che vergogna … farsi prestare l’arredamento da amici così intimi è una tale bestemmia che non so quantificare. Sono mortificata.


Loretta:


Parli proprio bene. Venite a cena da noi?


Severo:


Abbiamo un impegno con Stefania.


Nina:


Sei sicuro?


Anna:


Non ce l’hanno più. Adesso vengono!


Severo: Andiamo Nina … questo fatto ci getta nella disperazione: Come ci risolleveremo?

Niuna:             Vendiamo la casa di Sanremo che abbiamo appena acquistato.

Anna:               Muovete un po’ il commercio. (Sarcastica).

Romano:       Do disposizione per il trasloco?

Severo:           A malincuore devo dire di sì. (Escono).

Nicola: Bella gatta da pelare … pensa se capitasse a noi: ci toccherebbe dormire per terra e nessuno ci darebbe una mano.


Romano:


Se avessero rubato prima a te li avremmo dati a te.


Anna:


È soltanto questione di cronologia.


Loretta:


Questo significa che state cambiando tutto? Anche negli altri locali.


Anna:


Abbiamo avuto un’eredità improvvisa. Quando si ha fortuna?!


Romano: Sono anni che dibattiamo sull’argomento mobili senza trovare un accordo ed ora improvvisamente verremo in possesso di un certo valore.

Anna: In fondo Romano ha ragione quando dice che i mobili sono l’immagine di una famiglia … giacché questi sono delle anticaglie, vista l’occasione, mi sono lasciata convincere, diciamo. (Lancia un occhiataccia al marito).

Loretta:           Purtroppo la mia eredità sarà destinata alla discarica. Caro Nicola,

nemmeno i ladri ci visitano … ci avessero derubati per primi …

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Anna:               È solo questione di fortuna. Loretta, se dovesse ritrovarli, potresti

prendere i nostri. Te li fai dare.

Nicola:            Se li ritrova ci penseremo.

Loretta:           Forse è meglio comprarli nuovi … se proprio li dobbiamo cambiare.

Nicola:             Lo vedi che se ti impegni arrivi alla conclusione più logica. … Ma? Quei

due non sono passati?

Anna:               È vero! Dovevano … non avranno subito un furto pure loro?

Loretta:           Tutte agli altri capitano le fortune. Andem! Ciao!

Anna:               Li hanno fatti fessi?

Romano:       Oh … sono loro i ricchi …. Mica vengono qui a rovistare.

Anna:               Vedi che l’ essere poveri ha i suoi vantaggi?

Romano:       Oh!

FINE SECONDO ATTO

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ATTO TERZO

Scena prima

Romano: (Rientrano come al solito). Ah … finalmente una casa decente. Non finirò mai di ringraziarlo! Generoso, magnanimo, altruista. Nel panorama delle nostre conoscenze costituisce un unicum, però sarà ormai una settimana che non si fa vivo. È tutto chiuso.

Anna: Avrà preso un periodo di ferie: lui se le può permettere. Comunque sia rimango del parere che farsi prestare mobili per apparire è da scemi.

Romano:       Ti affezionerai lo sento! Ricorda che anche noi abbiamo dato in prestito i

nostri a quei due disgraziati … e sinceramente mi auguro che non li ritrovino mai: i loro! (Campanello). Avanti!

Loretta: Che splendore … adesso si può definire una casa da signori, del resto lo siete effettivamente aldilà di … questa roba qui.

Nicola:            Chi ti è morto? Il marchese di “era tutto mio?”

Anna:               Devo dire che “ora” non è nemmeno tutto nostro.

Romano:       È così felice che straparla. Roba scelta! Ottocento.

Anna:               Vi piacciono? Bene! … Parliamo d’altro. Domenica che si fa?

Loretta:           Io andrei un po’ più lontano: Courmayeur!

Romano:       Con puntata ad Aosta per visita parco archeologico.

Nicola:            Entro in sciopero.

Alberto: (Entra con la moglie). Vediamo ‘sta meraviglia di arredamento nuovo. La madonna chi ti è morto? Creso? Lo so che era uno ricco perché l’hanno detto in televisione in uno spot pubblicitario.

Anna: Ti tieni aggiornato. Ti piacciono? Bene! … Vogliono andare a Courmayeur domenica.

Stefania: Se ci sono sassi da vedere non vengo. Anna, siamo passati da Severo, per la prima volta credo, vero Alberto?

Alberto:          Sì! Ho voluto constatare di persona e devo dire che quei … cosi … fanno

il loro effetto.. Li ha raccolti tutti in una stanza. Modo bizzarro di arredare devo dire.

Qui stavano proprio male.


Anna:


Si vede che non era la loro collocazione giusta.


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Romano:       Glielo dicevo ma … (Campanello). Entrate!

Nina: Sono venuta per vedere come ti sei sistemata …. Per bacco che salto qualitativo … vero Severo? Che belli! Da quale palazzo signorile verranno? Riconosco una certa nobiltà in questo arredamento. Severo, cosa dici?

Severo: (Sono venuti per controllare se effettivamente ci sono). Stupefacente oserei dire. Mi chiedo chi è quell’imbecille che te li ha venduti! Un’attrezzatura simile si tiene ben stretta. Personalmente la inchioderei a terra.


Anna:


Sono piovuti dal cielo …


Loretta:


Ma sono rimasti intatti. I vostri?


Severo:


Li ho ritrovati. (Guarda la moglie). Ma per ora sono indisponibili.


Romano:


Tieni i miei fin quando vuoi. In seguito disponi pure come credi.


Nina:


Li possiamo anche regalare?


Nicola:


Passateli a noi …


Anna:


Fai un affare: sono gratis!


Romano:


Se non ci si aiuta fra di noi …


Nina:


Severo non dovevamo andare dal medico?


Stefania:


Pensavo che dicessi che dovevi venire da me per la cena.


Alberto:


Visto che siamo tutti qui … volete uscire? Offri tu Severo?


Severo:


Io? E perché mai? Chiedete i soldi per la cena ad un depredato?


Anna:


Sta scherzando.


Loretta:


Offriamo noi … consideratelo come un ringraziamento anticipato.


Nicola:


Se … se … li prenderemo.


Romano:


E sia! (Escono i sei ospiti). Hai visto come sono contenti? Apprezzano.


Anna:


Perché non sanno!  Andiamo! Mi tocca anche mentire sulla provenienza


…sto zitta. Sei superficiale!

Scena seconda

Il giorno dopo

Romano:       (Campanello insistente). Chi è a quest’ora: arrivo … prego!

31


Isp:                       Il signor Romano Ciacci?

Romano:       Sono io!

Isp:                     Eccoci qui … mi accomodo!

Romano:       Mi deve confessare qualcosa di grave? La vedo un po’teso.

Isp:                     Conosce il signor Dellerto? (Romano annuisce). Bene!

Romano:       Siamo amici di lunga data. Viene da noi spesso. Sta male?

Isp:                     Direi di sì! È stato rapinato.

Romano:       Lo so! Era qui quando ho ricevuto la telefonata del maggiordomo.

Isp: Lo sa perché sono qui? (Romano scrolla la testa). Perché i mobili sono stati ritrovati.

Romano:       Sono veramente contento.

Isp:                     Non credo! Venga dentro Dellerto …

Severo:           Sei un ladro … come hai fatto ad organizzare il furto, chi è il complice?

Come sapevi che ero in partenza per la Liguria e che la casa era priva del personale?


Nina:


Begli amici siete … ispettore lo arresti!


Anna:


(Ha sentito trambusto). Che succede?


Romano: Dicono che i mobili sono i suoi! Guardi ispettore che i nostri sono finiti a casa loro in prestito per sostituire quelli che gli hanno sottratto.

Severo: Siete stati generosi per la miseria … ha capito? Hanno rubato i miei e per mostrarsi generosi ci hanno sbolognato i rottami … lo arresti! Ladri!

Isp: Signor Ciacci la sua posizione è insostenibile, non solo ha organizzato il furto ma si è spacciato da filantropo.

Anna:               Cosa sta dicendo, questa roba ce l’ha offerta un tale che verrà ad abitare


qui sotto … Edoardo si chiama. (Gli da il biglietto da visita).

Isp: Non so chi sia … mai sentito … signori vi prego non mi ostacolate … La devo dichiarare in arresto per furto …


Nina:


Siete dei mascalzoni. Infelice quel giorno che ti ho conosciuta …


Severo:

(Escono).


Nina non ci abbassiamo al loro livello. Traditori. Andiamocene!


Isp:


Siete in grado di mostrarmi la fattura o qualche documento?


32


Romano:       Li abbiamo in prestito … andate negli appartamenti sotto e controllate:

sono pieni di oggetti.


Isp:


Controllerò. Nel frattempo mi segua. (Escono).


Anna: Chiamo questo scemo … “Pronto … numero inesistente?” Andiamo bene! Come ho potuto lasciarmi trascinare in questa follia? (Siede disperata).Chiamo Loretta: “Loretta, sono Anna, potresti venire qui? … È urgente … sei già in strada … d’accordo!” Dio mio fa che non sia troppo tardi. … La mania di apparire.

Alberto:          (Entra). Perché Severo si è rifiutato di salutarmi? Dopo tutti questi anni!

Stefania:         Che modi!

Anna: Dev’essere impazzito: dice che questi mobili sono suoi e che glieli abbiamo rubati.


Alberto:


Non li hai avuti in eredità?


Anna:


Sì ma … non capisco che cosa è successo.


(deve mentire).


Stefania:

saprai mai.


Probabilmente il defunto parente li ha presi da loro. Peccato che non lo


Anna:


Hai ragione: non lo saprò mai! Che guaio!


Alberto:


Romano che dice?


Anna:

sotto?


È uscito … sta cercando di capire. Per caso avete incontrato questo di


Stefania: Gli appartamenti sono aperti e completamente vuoti … ho visto gente che penso stia cercando casa. Si aggiravano.


Alberto:


Direi di sì. Perché?


Anna:


Perché sono una cretina con tanto di laurea.


Stefania:


E adesso? Li vuole indietro? Lasciagli i tuoi!


Anna:


Non hanno valore. Come è stato possibile …


Alberto:


È una strana eredità: ammesso che lo sia! Il defunto era un ladro?


Anna:

Loretta.


Ma quale ladro … è una vigliaccata. Una trappola! Sto aspettando


Nicola:


Anna che succede? (Entra con la moglie).


Stefania:


Ha ereditato i mobili di Severo.


Loretta:


Non sapevo che siete parenti!


33


Alberto:


Ma quali parenti … glieli hanno rubati.


Nicola:


Non sarà vero? Da voi non me l’aspettavo.


Loretta: Ecco perché glieli hai dati! Non sei stata furba abbastanza. Pensavi forse che non sarebbero venuti più? Avresti dovuto interrompere il rapporto prima di commettere il furto.


Anna:


Che conclusioni stai tirando? Come ti permetti di …


Alberto:          Se le cose stanno come credo che stiano poniamo fine alla nostra


amicizia … Stefania: andiamo a casa! Non voglio coinvolgimenti. (Escono).

Nicola: Lasciamola spiegare … tiri conclusioni affrettate perché temi che vengano anche da te? Se ne sono andati!


Anna:


Sei un amico, Loretta, ti prego, almeno tu mi devi ascoltare.


Loretta:


Non capisco quei due!?


Anna:               Ti sembriamo gente che va organizzando piani astrusi per penetrare in


casa d’altri per sottrarre mobili ?…

Loretta: Avete sempre detto che fanno schifo … come i miei del resto … e non vorrei che un attacco di gelosia abbia avuto il soppravvento.


Anna:


Pensi che siamo dei ladri?


Nicola:


Sei arrivata al punto di cedermeli gratis.


Loretta:


Andiamo Anna … cosa devo pensare?


Anna:


Pensa quello che vuoi!


Nicola:            Comunque vadano i fatti, noi, i tuoi mobili non li vogliamo! Ciao!


Fammi sapere! (Escono). Evita di scomodarmi inutilmente.

Scena terza

Il giorno dopo

Romano: (Entra con l’ispettore). Le torno a ripetere: non ho rubato niente a quei due. Li ha portati questo Edoardo.

Isp: Secondo lei dovrei credere alle favole: il capo d’accusa resta fino a prova contraria . È così evidente che le indagini si possono considerare già concluse. Si accontenti degli arresti domiciliari.

34


Romano: Che fortuna neh? Un docente di scuola superiore accusato di furto per il solo fatto che un amico idiota parte per il mare lasciando la villa incustodita, in balia di tutti e guarda caso un altro idiota viene a propormi il mobilio trafugato proprio in quella casa.

Isp:                     Quanti casi eh?

Anna: (Era in un altra stanza). Allora, si è convinto della nostra innocenza oppure crede davvero alle apparenze?


Isp:


Se per voi queste sono apparenze ditemi qual’ è la realtà?


Anna:


Cercate il ladro!


Isp:                     Gli appartamenti che dovrebbero essere occupati da questo immaginario


affittuario sono vuoti e il proprietario dei suddetti non ha mai ricevuto richieste di locazione da parte di nessuno. La prova schiacciante tuttavia sta nel fatto che avete ceduto il vostro mobilio appena saputa la notizia del furto.


Romano:


È inutile Anna, ci hanno incastrato … non ne usciamo più!


Anna: Quelli che credevamo fossero amici ci hanno abbandonato a scopo preventivo … tanto per non sbagliare.

Isp:                     Se è come dite voi devo dire che siete stati degli ingenui … a livelli


astrali … trovatevi un ottimo avvocato! Signori! (Esce).

Romano: (Suona il telefono). “Pronto? … Ah, le spiace … che generoso! … E certo … perché sporcarsi la mani … bravo …” Indovina chi è? Il ladro!


Anna:


Cosa vuole?


Romano:

Politici!


Ha detto che lui non può finire in galera per motivi politici … hai capito?


Anna:                Un ladro di appartamenti?  Ho il sospetto che qualcuno si è servito di noi


per commettere qualcosa di grosso.

Loretta: (Entra). Ciao … Ve lo dico perché non credo che siete dei ladri. Ha chiamato quel Severo … potete dire addio ai vostri amati … cosi … qui! Li hanno distrutti a mazzate!

Anna:               Con quale diritto li hanno sfasciati? Romano facciamo altrettanto.

Romano:       Vuoi restare senza mobili?

Loretta:           Stanno venendo a prenderli … È questione di giorni.

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Anna: Sei un idiota! Un idiota! Mi sto chiedendo chi mi ha convinta a darti retta, quale invocazione al suicidio ho ascoltato. Guarda loro! Vivono felici.


Loretta:

sì!


Non esagerare … felici … in miseria vuoi dire, in felice miseria. Quello


Romano:


Non è legittimo avere delle aspirazioni, delle ambizioni?


Anna:


È anche legittimo non essere fessi. E tu, caro mio, lo sei e come!


Loretta:


Nicola si chiede come vi possiamo aiutare?


Anna:


Non lo so! È bene che tu sappia la verità!


Loretta:


Allora è vero: li avete rubati?


Romano:         Non li abbiamo ereditati. Ce li hanno offerti! Una sera si è presentato un


tizio dicendo che stava traslocando qui sotto e siccome aveva un’infinità di mobilio ci ha invogliati a tenerne un po’ … mi vergogno come un cane.

Loretta: Non dimostrerete mai la vostra innocenza … non vi crederà mai nessuno. Ti sei fidato di un ladro?


Anna:


Moriva se non sostituiva l’arredamento.


Romano: Nemmeno la polizia sa di chi si tratta, tant’è vero che non lo cercano nemmeno. Hanno prove schiaccianti … dicono!


Anna:

direzione.


E se lo dicono vuol dire che se ne fregano di cercarle in qualche altra


Romano:


Siamo stati incastrati. Quello che mi chiedo è perché li ha dati a noi.


Loretta: Sapeva che vi conoscevate … semplice! A meno che sia tutta una messa in scena di Severo.

Romano:       E mi denuncia?

Anna:               Lo ha fatto per la credibilità!

Nicola:            (Fa capolino). Allora? Novità?

Romano:       Sono agli arresti domiciliari. Dicono che l’unico responsabile sono io.

Nicola: (Entra). Posso dire la mia? Quei due, fin dal primo momento che li ho visti, mi hanno dato l’impressione di essere dei poveracci peggio di me. L’ho capito da come hanno divorato le bistecche. Te ne avrei parlato ma gli avvenimenti me lo hanno impedito.


Anna:

Severo.


Sapete qual è il problema: che nessuno di noi ha mai visto la casa di


36


Loretta:


Io non l’ho mai vista perché li conosco da poco .. pensavo che voi …


Nicola:


Quindi vi dovete fidare di quello che dice.


Romano:


Alberto è stato di recente per curiosità ha detto.


Anna: Stefania quella casa non l’ha mai vista se non dal di fuori. Hanno tentato varie volte di fargli visita ma sono sempre stati respinti con scuse fantasiose.

Nicola: E anche questo mi pare strano … che amici vi siete scelti? Fingono di avere impegni … non ti fanno entrare in casa … un giorno che eravamo da quelle parti ci siamo fermati ma … siamo stati respinti.

Anna:               Nina era all’università con me … poi ha lasciato gli studi perché disse

che aveva incontrato Babbo Natale che la voleva sposare: Severo!


Nicola:


Invece io ho voluto sposare la Befana …


Loretta:           Deficiente te la faccio vedere io la Befana. Ci vogliamo bene neh! Io ho


scelto di sposare lui perché era il segretario di santa Klaus. “Andem foura di ball”.

Scena quarta

Isp: (Campanello). Si può? È in compagnia … amici di vecchia data? Bene! Siete anche voi convinti dell’innocenza dei signori?


Loretta:


Sì!


Anna:


Le posso fare una domanda?


Isp:


Di solito le faccio io ma se insiste …


Anna:


Questi mobili a chi appartengono?


Isp:


E me la chiama domanda?


Romano:


Chissà perché ho la sensazione che lei sia in combutta con Dellerto.


Isp:


Fingo di non aver sentito: è meglio per tutti!


(Arrabbiato).


Loretta:

Dellerto?


Ci mostri le foto che dimostrano l’effettiva presenza del mobilio in casa


Isp: Non credo che esistano! A che scopo? Se dice che sono i suoi! Uno non si inventa una denuncia di furto così perché gli garba. (Campanello). Avanti! Sono altri amici?

Romano:       Erano amici!

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Anna:


Ci credono ladri ancor prima del processo.


Isp:                     È normale, si usa così da noi … come pensate che viva un certo tipo di


stampa? Ipotizzando, fantasticando , dibattendo per settimane senza sapere nemmeno perché lo fanno … alcuni dicono che certi casi sono delle invenzioni belle e buone per poter andare in onda tutti i giorni.

Stefania:         Scusateci, siamo stati un po’ precipitosi nel giudicare i fatti.

Alberto: Dopo aver visto la casa di Severo ho pensato che effettivamente questi mobili non abbiano niente a che vedere con quel palazzo. Giudicandolo dal di fuori da l’impressione di una reggia ma una volta entrati ci siamo resi conto che è una catapecchia e i vostri mobili, pur essendo ammassati, danno un certo tono … si immagini lei.

Isp: Questo è il suo parere … ad esempio il giudice è del parere che si debba giudicare a partire dal furto e non dalle condizioni del palazzo.


Loretta:


Punti di vista! Non sarà infallibile pure lui. Ne basta uno.


Isp:                     Cari signori il giudice tira le somme e stabilisce in base alla legge. Se poi


sbaglia, voglio dire …

Nicola:            Chi se ne frega … voglio dire …

Stefania:         Questa faccenda ha tutta al’aria di essere una colossale messa in scena.

Isp: la signora si occupa di teatro? Bene! Siete tutti ispettori provetti. Si da il caso che essendo talmente palese il colpevole mi è stato chiesto di sospendere le indagini. A me non interessa sapere si esista o meno un'altra ipotesi o un'altra pista. Mi hanno detto di chiudere l’inchiesta e io la chiudo. Lei non si muova di casa. Signori! (Esce).

Romano: Anna siamo finiti, non ci salva nessuno. Finire in galera per eccessiva ingenuità mi sembra troppo.


Loretta:


Va la che sei un bel scemotto, ci sei cascato in pieno.


Anna:


La sua mania di apparire … voleva i mobili nuovi


… eccoli!


Alberto: Chiunque ci sarebbe cascato via … quando sei su una determinata frequenza al minimo segnale cogli al volo l’occasione .

Anna: Ragazzi siamo fritti! Tra un po’verranno, ci porteranno via tutto .. i nostri li hanno sfasciati perché è giusto così e noi rimaniamo in mutande.


Loretta:


Ti mettono in galera?


Alberto:


Non credo, non ci va più nessuno ormai.


38


Nicola:


Io mi sto convincendo che ci sia in ballo dell’altro.


Stefania:         Non hanno nessuna voglia di indagare, gli basta quello che credono di


sapere. Esattamente quello che è successo a noi: credevamo!

Romano: Non indagano nemmeno su di noi. Non si prendono nemmeno la briga di esplorare la condizione economica, il ceto a cui apparteniamo, il lavoro che facciamo

…niente! A loro basta la parola di quelli!

Anna: Se riuscissi a rintracciare il furbone che ci ha messo nei guai almeno sapremmo la verità … perché lui la sa!

Loretta: Non ho parole. Due persone intelligenti, colte, preparate come voi, che cascano sulla buccia di banana … ma via …


Stefania:


Poteva capitare anche a noi.


Alberto: Bisognerebbe capire se qualcuno fuori dall’ambito delle vostre conoscenze sia al corrente del desiderio di Romano di volersi disfare delle …

Anna: Mi meraviglio che lo sappiate voi a dire il vero … è sempre rimasto un discorso intimo … vagamente accennato.


Romano:


Sono al corrente.


Anna: Hai attaccato i manifesti ovunque vedo! Adesso la paghi. (Campanello). O sono i facchini o è il poliziotto. Avanti!


Edo:


Non mi accusate ingiustamente. (Tentano di aggredirlo).


Nicola:


È lui il ladro!


Romano:


Si può dire tutto di lei tranne che è privo di coraggio.


Edo: Sono una vittima come voi … piuttosto trovatemi un nascondiglio, in fretta. Temo ripercussioni.

Anna:               Adesso nascondiamo il ladro in casa tanto per completare l’opera.

Alberto:          Non le pare di esagerare un po’?

Stefania:         Si vuol far passare da innocente … eh! Guardalo!

Loretta:           Ci manca solo che rientri l’ispettore e siamo a posto. (Campanello).

Eccolo! Questo si diverte a fare il giro dell’isolato.

Isp: Permesso … (vede Edo). Ahhhh, che bella combriccola?! Lei è nuovo? È per caso un falegname in missione conoscitiva? Il novello Maggiolini che sale le scale di corsa?

Edo:                  Ne più ne meno … sono amico di vecchia data dei signori Ciacci.

39


Anna: È un missionario in cerca del convento di appartenenza … lo vuole? Pacco regalo!


Loretta:


Se lo porta via intero le facciamo un monumento.


Isp:

il modo di


Vedo che siete di buon umore? Mi fa piacere. Coi guai che avete trovate divertirvi … non è da tutti.


Anna:


Essendo innocenti, e lo dimostreremo, ci permettiamo questo ed altro.


Loretta:


Prendi e porta a casa. Ispetur …


Edo:


Il vero responsabile sono io! Ho portato io i mobili.


Alberto:


Si sta comportando meglio del previsto.


Nicola:


Altruista!


Isp:


Lei stia zitto! Ladro … con quella faccia, ma mi faccia il piacere.


Scena quinta

Severo: (Bussa, vede l’ispettore e Edoardo, si trattiene dal dire ). A che punto siamo? Pensavo che i facchini mi avessero preceduto invece mi sbagliavo. Mia moglie non vede l’ora di riavere i suoi preziosi oggetti … non fa altro che piangere a dirotto. Guardi ispettore uno strazio … vigliacchi!


Anna:


Come facciamo ad essere sicuri che sono tuoi?


Severo: E di chi volete che siano? Ispettore le sembro uno che denuncia gli amici così tanto per farlo?

Isp:                     Direi di no! Un signore per bene non agisce in modo avventato. Il

magistrato ha già dato il benestare: li prenda quando vuole.


Nicola:


Mi posso offrire come manovale per il trasporto, assieme a lui?


Alberto:


Ma quale manovale … pesano ‘sti cosi …


Edo:


Mi offro io … ditemi dove li devo portare!


Severo.


A casa mia è ovvio … chieda a lui l’indirizzo. (A Romano).


Loretta:


(Ad Anna). Non ti sembra un po’ scemo? Non sa da dove vengono?


Anna:


Fa il furbo! Aspetta! Severo li compriamo: quanto vuoi?


Romano:


Già, quanto vuoi?


40


Isp:


Prima glieli rubate e poi li volete compare? Siete tutti da ricoverare voi.


Severo: Non sono in vendita mi spiace. Nina non ne può fare a meno. Si è affezionata ormai.


Isp:

(Esce).


Vado … perplesso ma vado. Lei non si muova di casa … per ora è tutto!


Severo:


Quando hai tempo passa a prendere i tuoi. (Ridacchia). Addio!


Romano:


Ci sta sbeffeggiando! Scusi … perché la dovremmo nascondere?


Tutti:


Appunto: perché?


Edo:                  Vi ho messo in un guaio così grosso che mi sento in obbligo di fare il


possibile per darvi una via di difesa. Toccherà al vostro avvocato stabilire se sia il caso o meno di intraprenderla.


Anna:


Io ti strozzo prima di finire dentro.


Loretta:


Almeno ci vai per qualcosa.


Romano:


Io andrò comunque.


Alberto:


Non vi abbandoneremo.


Stefania:


Che bello eh!


Edo:

abita.


Questi mobili non appartengono a quel Severo. Non so nemmeno dove


Romano:


Mi pareva strano che avessero roba simile. Pezzi da museo.


Alberto:


Che vi dicevo? Il palazzo cade a pezzi.


Edo:


Credetemi, non so da che parte cominciare …


Anna:


Cominci dal principio! Nel frattempo mi attrezzo di bastone.


Edo:


E sia! Spiffero tutto. Sarete voi a giudicare.


Nicola:


Una bella ventata che spazza e se la cava.


Loretta:


Certo che per essere un ladro non mi sembra tanto furbo.


Romano:


Forza inizi. Voglio sapere perché devo finire dentro.


Edo: Questi oggetti appartenevano ad un principe, del quale non farò il nome per non compromettervi ulteriormente. Alla sua morte, avvenuta una quindicina di giorni fa …

Anna: Ho capito di chi si tratta. Viveva solo da anni ormai. Perché mi guardate? Di principi ne muoiono pochi, si fa in fretta a risalire al morto.

41


Loretta:


Sono rimasti in tre o quattro.


Edo:

importante.


Ha lasciato un testamento. In poche parole: li ha donati ad un museo


Nicola:


Ma non ci arriveranno mai.


Edo: Se sono qui vuol dire che non andranno la. Il camion del museo che li ha ritirati era il mio.


Stefania:


Chi sapeva del fatto?


Edo:                  Oltre al direttore del museo che è stato informato e che all’apertura del


suddetto testamento rimarrà a bocca asciutta, un noto uomo politico, intimo del principe … al quale facevano gola.


Alberto:


E ha pensato bene di farli rubare a lei.


Edo:                  Esatto! Essendo un uomo in vista ha pensato bene di organizzare questa


messa in scena per sviare le future indagini convincendo quello scellerato di Severo ad esporre denuncia di furto. I mobili li hanno rubati a lui, vai a dimostrare che erano del defunto. Il direttore del museo non li ha mai visti. Fingeranno di portarli a casa sua … poi dove siano diretti una volta fuori di qui non è cosa che ci riguarda.


Romano:


Quindi Severo è al corrente? È ovvio che il magistrato crederà a lui?


Edo:


A chi deve credere, a lei? Al magistrato poco importa chi sia il ladro.


Loretta:


È così palese che sei tu, il ladro: li hai perfino in casa!


Edo:                  Esatto! Si faccia un paio di mesi dentro … se è incensurato esce anche


prima … dica al suo avvocato di insistere sulla semi infermità mentale visto che non potrà andare a sbattere contro il muro che verrà eretto … signori qualcuno la deve pur pagare … non vorrete che finisca dentro un politico di quel livello per quattro mobili.

Anna: Così, per soddisfare le ambizioni di un ladro, finisce lui in galera. Romano le tue ambizioni te le tieni, essendo quelle di un povero insegnante non valgono niente … cosa speravi? Che si realizzassero così dal nulla? Avere un simile arredamento costa. Lo paghi tu al posto suo.


Nicola:


Io l’ho sempre detto: non bisogna essere ambizioni, non ci è concesso.


Loretta: Però in sogno sì ... una notte mi sono trovata a Versailles seduta accanto al re sole e parlavo in francese.


Stefania:


Che ambiziosa! Dimmi come hai fatto che ci provo anch’io.


Alberto:


Cosa le metti in testa … il re sole … stiamo coi piedi per terra.


42


Edo: Signori vi lascio alle vostre fantasie … visto che non mi nasconderà nessuno ho preventivamente prenotato un posto su un volo per il sud America. Se permettete ho anch’io le mie ambizioni: quella di non farmi vedere mai più. Addio! (Esce. Buio. Cala il velo).

Scena sesta

Sei mesi dopo

Romano: (Rientra come sempre) Eccoci a casa … bella eh? Originale! Siamo passati dalla miseria al lusso di possedere aria salubre … salto notevole.

Anna:               Accontentati: hai passato quattro mesi steso sul tavolaccio pagliericciato.

Chi se lo può permettere ormai? … Nessuno! Le ambizioni vanno soddisfatte.

Romano: Nel frattempo quel politico sta godendo del bene trafugato come se niente fosse accaduto.(Campanello). Finché si fanno indagini superficiali e si interpretano le leggi in modo fantasioso … C’è ancora qualcuno che ha il coraggio di farci visita? Temerari. Avanti! Non temete di essere tacciati come frequentatori di ladri?


Loretta:


Un po’ sì … ma conoscendo i fatti.


Nicola:


Esatto! Quando ti restituisce i mobili il furbetto?


Anna:

distrutti.


A giorni. Menomale che ha mentito quando ti ha detto che li aveva


Nicola:

legnate?


Quant’è generoso! Avete intenzione di accoglierlo a braccia aperte o a


Romano:       Il capitolo è chiuso! Il mio legale ha detto che ogni tentativo di ricorso


sarebbe inutile quindi. Il processo con rito abbreviato funzioni così. Ti diminuiscono la pena se accetti il patteggiamento. … Verrà, dirà che si scusa, che tutto sommato siamo amici, che si è trattato di un gesto dettato dall’invidia e appianerà la faccenda col solito sorriso.


Loretta:


Diciamogli che una sera passiamo a trovarli.


Anna:


Brava!


(Campanello). Zitti! Chi è?


Alberto:


Io!


Romano:


Avanti!


Stefania:


Finalmente! Com’è stare in galera da innocenti?


43


Romano:


Si imparano tante cose: come evadere, come evadere e come evadere.


Alberto:


Hai appreso tutto? Bene! Lasciate la casa adorna di queste meraviglie?


Anna:


Ce li restituisce pensa!


Nicola:            Quando uno nasce generoso … stiamo pensando di fargli una bella

sorpresa: andiamo a trovarli a casa.


Alberto:


E quando gli chiederemo che fine hanno fatto i mobili rideremo.


Isp:


Permesso? Posso?


Loretta:           Il commissario Rex senza cane … è stato bravo lo sa? Ha preso quello


giusto! La faranno direttore del pastificio vedrà.

Isp: Ci siete tutti … cosa vi devo dire … lo so … le circostanze … i fatti … i personaggi in campo hanno imposto di agire in … ho le mani legate.

Romano:       Anche il giudice poverino: mi sembrava un salame.

Stefania:         Che bella nazione eh?

Nicola: Cosa pretendi, c’è libertà di condannare chi vuoi a piacimento. State attenti a come camminate … questo qui se non è di buon umore vi carica sulla camionetta e poi chi si è visto si è visto.

Isp: Sta esagerando signore. Siamo in democrazia. Non si carica la gente tanto per farlo. … Cosa vi devo dire …


Anna:


Sa dire solo quello.


Isp: Non indagate vi prego … lasciate che passi il temporale. Tra un po’ sarete riabilitati.


Romano:


Da morti! Vada via … non la butto fuori perché mi fa pena …


Isp:


Lo sapete come funziona no?  Le verità processuali sono processuali.


Nicola:


E non necessariamente devono corrispondere alla verità.


Alberto:


Per gli innocenti le condanne sono esemplari: per i delinquenti no.


Isp: Cosa volete che dica? Non vorrete condannare un ignaro uomo politico, peraltro innocente? Cosa ha rubato? Niente!


Stefania:


Sa chi è il vero ladro?


Isp: Non me lo sono mai chiesto … sarà lui! (Romano). Signori a mai più. Il caso è chiuso! Bisogna fare attenzione a quello che si desidera. (Esce).

44


Anna: Perfetto! Che bello sapere di vivere in un paese come il nostro nel quale ogni ambizione viene soddisfatta in men che non si dica, anche a costo di finire dentro per soddisfare quelle altrui.


Loretta:

(Escono).


Davvero! Voglio indietro le mie cotolette … me le devono ridare.


Alberto:


Gliela facciamo la visita a sorpresa o si studia uno stratagemma?


Stefania: Ci ha fatto entrare l’altra volta perché gli conveniva ma ora ce lo scordiamo. (Escono). Ci si vede!

Anna:               Non resta altro che attendere i facchini. Sei contento? Ritorni in possesso

dei tuoi preziosi mobili, cosa pretendi di più?! …Hai ancora voglia di scampagnate?

Romano: Oh, non vedo l’ora di scorrazzare. “Studi uno stratagemma”. Anna: ho trovato! Denunciamolo per aver sottratto i nostri. Li ha lui! (Campanello). Troppo tardi! Avanti!

Edo:                  Leggete vi prego. (Ha un quotidiano). Volete che lo faccia io?

Romano:       Lei non dovrebbe essere in sud America?

Edo:                  Sì ma legga!

Anna: Dammi! È il direttore del museo … È lui? Ma guarda! Ha dichiarato che il lascito del principe è pressoché inconsistente e pertanto ha deciso di mettere all’asta gli oggetti, il cui ricavato andrà a sovvenzionare alcune attività del museo! Ci credo che sono inconsistenti.

Romano:       Va messo al corrente.

Edo:                  Sta scherzando? Volti pagina … legga!

Romano: “Una grave accusa è stata rivolta al direttore del museo da parte del senatore” … è lui? (Edo annuisce). “ Il direttore non è stato in grado di difendere il patrimonio del principe lasciando che dei ladri di appartamento lo potessero trafugare in piena libertà. Avvierò un indagine affinché sia fatta luce. Depredare la città di un così grande tesoro mi sembra un abominio. Cosa direbbe il principe se fosse qui tra noi? Un politico ha il dovere di intervenire per difendere gli interessi generali. Baserò la mia campagna elettorale su questo argomento: difendere i cittadini dagli attacchi delinquenziali che privano il popolo della possibilità di godere dei beni che tanto magnanimamente i possidenti lasciano alle istituzioni”.


Anna:


Che belle parole eh? Severo non sa che noi sappiamo. (Bussano).


Edo:


Sa chi sono io però! Nascondetemi!


45


Severo:           Vi ho riportato il mobilio … io e Nina abbiamo pensato di chiedervi

scusa … la condanna ci è parsa ingiusta: troppo severa … troppi mesi. Abbiamo voluto denunciarvi più per la stizza che per il danno, ci siamo sentiti come traditi dagli amici più cari.

Anna:               Lo immagino … rubarvi tutto da sotto il naso è effettivamente eccessivo.

Ne va del lignaggio. Romano, tu che sei un esperto: di che stile sono i gioielli?


Nina:


Barocco! (È falso).


Romano:


Lo dicevo Anna: barocco! O impero?


Severo:


Diciamo a metà strada tra l’uno e l’altro per la precisione.


Nina:


Appartengono alla sua famiglia da generazioni.


Anna: Immagino! Vederli svanire nel nulla da fastidio, sopratutto sapendo chi è il ladro … uno sprovveduto professore di storia che a malapena distingue una scrivania da un letto.


Severo:


È evidente che ha agito con dei complici.


Romano:       Molto esperti devo dire. Pensa che ora, mentre sei qui, ti potrebbero


derubare un’altra volta. (Tra se). Per davvero.

Nicola: (Entra con la moglie, la porta è rimasta aperta). I Dellerto. Ho visto bene allora? Ero così ansioso di vedervi che sono tornato indietro di corsa … una sera di queste vogliamo venire a trovarvi, vorremmo vedere come stanno quei lussuosi mobili in casa tua … una curiosità da poveri … diciamo ambizioni innocenti.


Loretta:


Esatto: innocenti!


Severo:


Mi spiace: siamo in partenza per la vacanze, vero cara?


Nina:


Quest’anno facciamo il giro del mondo.


Anna:


In quanti giorni?


Nicola:


Ottanta!


Severo:


Come lo sai?


Romano:

intimi?


Si è sparsa la voce … non temi un altro furto da parte di altri amici


Nina:


Gli unici siete voi.


Loretta:           Vi siete scelti i peggiori … ladri, poveri, ma direi che tutto sommato

sono gli ideali: finiscono il galera per colpe altrui.


Severo:


Non direi … se l’ hanno condannato.


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Nina:


Severo, se andassimo? Allo scarico ci pensano i facchini.


Loretta:


Quando tornate avvisateci.


Severo:


Abbiamo messo in vendita il palazzo. Abiteremo altrove. (Improvvisa).


Alberto: (Entra con la moglie). Ci credo cade a pezzi! Hai visto che erano loro. È tanto il desiderio di incontrarvi che ho perfino commesso un infrazione al codice della strada pur di salire in fretta.

Stefania:         Vuoi passare per la cena? (Ironica).

Nina:                 Stefania che splendore … sarà per un altra volta. Stavamo andando.

Partiamo per le vacanze.

Stefania:         Andate lontano?

Romano: Forse non tornano più! (Severo e Nina si guardano, capiscono di essere stati scoperti).


Anna:


Sarebbe meglio!


Nicola:


Vendimi i mobili prima di partire.


Severo:           Li abbiamo promessi ad un altro .. li vuole a tutti i costi nonostante Nina


sia affezionata e soffra per la perdita.


Anna:


Fanno gola a tanti … povero principe, si starà rivoltando nella tomba.


Severo:


È stato cremato! (Capisce che si è tradito da solo).


Alberto:


Pensa che fortuna!


Loretta:


L’avrà fatto di proposito per non sentire certe cose.


Nina:


Si deve andare per forza. Il tempo stringe.


Severo.


Già!


Anna:


Un desiderio irrefrenabile?


Edo: (Entra, si era nascosto in cucina ) Alt! I Dellerto … lo sapete che sono nobili? Decaduti ma pur sempre conti … possessori di un palazzo di proprietà altrui,

Alberto:          (Alla moglie, intercalato). Hai visto?

Edo: Nullafacenti prestanome di industriali del cotone … amici di potenti personaggi piuttosto oscuri … il meglio sul mercato, non c’è che dire. Ne potrei aggiungere altre di malefatte

Alberto:          … Che bel quartetto ne sta uscendo … leggermente fosco.

Severo:           Costui vaneggia. Un cumulo di assurdità simile non l’avevo mai sentito.

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Loretta:


È ambizioso, vuole i mobili che ti ha rubato Romano!


Nina:


Mi spiace … li abbiamo promessi!


Anna:


Non vi sentite un tantino imbarazzati?


Severo: Perché mai? Se dovessimo dar retta a tutte le secchiate che ci piovono addosso saremmo già sepolti da una montagna di fango.


Stefania:

fresco.


A voi ne piovono addosso tante mentre a lui ne è bastata una per finire al


Romano:


C’è disparità …. Ammettilo! (Ironico).


Nina:                 Noi siamo superiori. Non ci turba più niente! Andiamo Severo. Non ci


facciamo insulare da estranei. Siamo sereni. Lei prima di aprire bocca ci pensi! (Escono).

Edo:                  Hanno la certezza dell’immunità. Signori, non vi resta altro che

prenderla con filosofia: è l’unica!

Romano: Se tutti quelli che hanno un’ambizione devono finire in carcere … beh! Ragazzi, mi sembra un po’ troppo caro il prezzo.

Anna: Sei stato sfortunato … non dare la colpa a questa società democratica, che ti permette tutto … ti lasciano perfino andare in gita alla domenica …


Stefania:


Se il giudice avesse indagato più a fondo …


Nicola:


Lo ha fatto. L’ha condannato! (Ironico).


Loretta:


Voi credete che sia un caso isolato o è la prassi?


Romano:       È la prassi dei casi isolati. Il problema sono gli amici che uno si sceglie.


Ecco dov’è l’errore. C’è chi li sceglie bene e chi male. Quel politico li ha scelti bene … ma io sono più fortunato perché ho scelto voi.


Loretta:


Dobbiamo per forza vivere onestamente?


Romano:


Noi poveracci sì! E da quanto si è visto non basta!


Anna:


Credo che non tutti gli ambiziosi siano uguali.


Loretta:


Per via dell’ ingenuità di alcuni o per la furbizia di altri?


Edo: Non mi guardate perché non sono né l’uno né l’altro. Sono un semplice ladro … che non pagherà pegno.

Nicola:            Si ritenga realizzato. Come dire: bravo! Finché dura la guerra …

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Alberto:          Caro Romano, sarebbe opportuno non rivelare ad estranei di avere certe

ambizioni … esprimiamole sottovoce nell’ambito delle mura domestiche (Scherzoso).… eh?… Voglio dire … ma ragazzi … di chi ci dobbiamo fidare?

FINE

I personaggi, i fatti e il racconto sono del tutto immaginari e pertanto ogni riferimento alla realtà è puramente casuale.

Opera tutelata dalla SIAE

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