L’amico di’ babbo

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L’AMICO DI’ BABBO

OVVERO

ACCIDENTI A CHI TI LEGO’ I’ BELLICO

Tre atti di Gabriele Verzucoli

PERSONAGGI

LUIGI

ORONZO

ANGIOLINA moglie di Luigi

MARIUCCIA loro figlia

CESARE

LUISELLA sua moglie

ERNESTO

LIVIO CRISPINI

PASQUALINA cameriera

PIERPAOLO dottore


Camera mobile con tre porte laterali e una in fondo. A sinistra dell’attore prima quinta finestra. In

fondo a sinistra mensola con orologio. A dritta in mezzo alle due porte un tavolino con lungo

tappeto con occorrente da scrivere, campanello e scatola di cerini.

A sinistra in mezzo alla porta e finestra una poltrona a bracciuoli, sedie, ecc.

ATTO PRIMO

PASQUALINA (d.d.)Va bene, va bene, ho capito, la un dubiti, sarà fa tto!

(entra) Ohi… ohi! Unn’è posso più! Da un po’ di giorni, qu ello là, mi fa lavorarepiù d’un ciuco, dala mattina alla sera, avanti e indietro, in su e in giù, come una pazza, se continua così, un giorno prendo la mi’ ro ba vò via e lo mando a qui’ paese!

LUISELLA          (che sta facendo le pulizie) Mi raccomando Pasqualina, per le otto deve esseretutto pronto.

PASQUALINA Eh! Come no… tutto pronto!

LUISELLA          Porta pazienza!


PASQUALINAMacché pazienza, quando è troppo è troppo. Quellomi’ vò far morire prima del tempo! Dice che stamattina deve arrivare il figlio d’un suo caro amico, e l’è per questo che mi fa trottare come un ciuco! Nemmeno dovesse arrivare l’Imperatore della Cina. Ma te che lo sai, chil l’è questo amico?

LUISELLA          No! Qualche giorno fa, l’arrivò una lettera che av visava il padrone, che oggi sarebbe venuto questo “amico” ma chi sia un lo so!

PASQUALINAAccidenti a chi ce l’ha portato! Tutta questa fatica per uno che un si conosce nemmeno! Ma come tu fai a sopportare di lavorare in questo posto di grulli?


LUISELLA


E te allora? E son vent’anni che tu sei qui.


PASQUALINA


Ma io ormai icché ho fatto… ho fatto! Ma te tu sei sposarti e trovare un altro lavoro!


ancora giovane… tu potresti


LUISELLA


No… no… I’ un vò mariti! Io sto bene così! Eppoi i sposo a fare?


l salario l’è bono. Icché mi


PASQUALINA


Mah! Contenta te… Ma io un giorno alzo i’ culo e v


ò via…


(esce)


LUISELLA          Se la sapesse, io sono già sposata e c’ho anche un bambino! Povero marito mio, per potermi vedere qualche volta, deve fa’ finta di essere un maestro di canto! Eh!! Se lo sapesse il padrone! Starei lustra!

SCENA SECONDA

MARIUCCIA E DETTA

MARIUCCIA

Luisella, dimmi… dimmi che tu l’hai visto, i’ mi E

rnesto?

LUISELLA

Si… si… l’ho visto ieri sera, e m’ha detto che sta

mattina sarebbe venuto a parlare

con i’ su’ babbo.

MARIUCCIA

No… stamattina, unn’è i’ caso. I’ mi’ babbo l’è co

sì agitato per l’arrivo di questo

amico.

LUISELLA

Ma icché c’entra l’amico… prima deve pensare alla   su’ figliola eppoi all’amico!

Dico bene?

MARIUCCIA

Però se diventasse di buon umore, acconsentirebbe  al fidanzamento!

LUISELLA

Speriamo, signorina! Io glielo auguro di tutto cuore.

MARIUCCIA

Ma quante volte t’ho detto, di non chiamarmi signorina, specialmente quando

siamo da sole. Te per me, tu sei come una sorella maggiore.

LUISELLA

Io la ringrazio tanto tanto, ma vede, lei l’è una signora e io un sono che una

cameriera.


MARIUCCIA    Io un t’ho mai trattato come una cameriera, e te l’ho anche dimostrato, ad esempio sulla faccenda di tu’ marito…

SCENA TERZA

CESARE E DETTE

CESARE

E’ permesso?

LUISELLA

Accidenti! Si parla di’ diavolo e spuntan le corna … Ma icché tu ci fai qui… o un

tu lo sai che i’ padrone un vòle?

CESARE

Un t’arrabbiare Luisella, d’avanzo e mi girano e c ’……

LUISELLA

Cesare! (urlando e facendogli capire che c’è la signorina)

CESARE

Oh!! Mi scusi tanto signorina… Ma unn’è posso più.   Avere una moglie e non

poterla vedere! Se mi sono sposato e, vor dire che mi sono sposato per qualche

cosa? Noo? Invece, devo far finta d’essere un maestro di canto, io che son stonato

come una campana, e tutto questo perché? Per poter parlare un po’ con la mi’

moglie! Basta… basta… io sono stufo. Voglio fare i’

marito (urlando)

LUISELLA

Zitto… per carità!

MARIUCCIA

Cesare, ascolta… abbi pazienza… lascia passare anc

ora un po’ di tempo. I’ mi’

babbo tu lo sai, un vòle donne sposate per casa, e  io e la mamma per far lavorare

la Luisella, gli si disse che l’era zitella, quindi finora tu hai avuto tanta pazienza,

cerca d’averne ancora, tu vedrai che pian pianino cercheremo di persuaderlo.

CESARE

Speriamo bene… Ma ricordatevi, che noi e ci s’ha a

nche una creatura a balia…

Uh! A proposito della creatura, ero venuto apposta…

Luisella e c’ho da dirti…

SCENA QUARTA

LUIGI E DETTI INDI PASQUALINA

LUIGI

(d.d. suonando il campanello) Pasqualina… Pasqualina…

MARIUCCIA

Questo l’è i’ babbo!

LUISELLA

Oddio! Il padrone… Ora se ti trova… Icché si fa?

CESARE

O un sono il maestro di canto della signorina…

MARIUCCIA

Il babbo lo sa… che tu dovevi venire più tardi…

LUISELLA

Presto… eccolo… nasconditi… nasconditi

(cerca) Ecco… vai qui dentro!   (in uno

sgabuzzino)

CESARE

Ma io ti devo parlare di Sandrino…


MARIUCCIA E LUISELLA (infilandocelo)Dentro… Zitto… Poi penseremo a farti uscire!

LUIGI

(c.s.) Pasqualina… Pasqualina…

PASQUALINA (passando dal corridoio)Eccomi…

LUIGI

(c.s.) Ma che sei sorda? Quando chiamo bisogna scattare!

PASQUALINA L’è dalle sei di stamattina… che scatto!

LUIGI

Stai zitta!… altrimenti questa l’è la volta bona c

he ti butto fòri!

PASQUALINA Magari!!!

MARIUCCIA

Dio come l’è nervoso!

LUIGI

Luisella!… Luisella!…(chiamando e non vede che è lì)

LUISELLA

Signor Luigi, sono qua!

LUIGI

Ah! Bene! Venite con me! (esce con Luisella e Pasqualina)

MARIUCCIA

Io un capisco tutta questa agitazione per questo amico che deve arrivare.

SCENA QUINTA

ANGIOLINA E DETTI

ANGIOLINA

Maria Santa… ma icch l’ha da strillare i’ tu’ babo

?

MARIUCCIA

E c’è… che da quando l’ha ricevuto quella lettera

sembra un pazzo, io un l’ho mai

visto così agitato. Ma poi… chill’è questo tizio?

ANGIOLINA

M’ha detto che l’è i figliolo di un suo grande amico e che si volevano un gran

bene, gliera dimolto affezionato.

MARIUCCIA

Va bene, essere affezionati a qualcuno, ma così mi sembra un po’ troppo. Anche

perché se l’è così nervoso, come fò a presentargli Ernesto!

ANGIOLINA

Ma tanto un viene mica oggi!

MARIUCCIA

E invece si… la me l’ha detto la Luisella!

ANGIOLINA

E l’ha scelto proprio i’ giorno giusto! Bisogna fe rmarlo, e subito!

MARIUCCIA

Lo sai icché fò mamma, e mi metto alla finestra di camera mia, così se lo vedo, gli

fò cenno di non salire.  (via)


ANGIOLINA

Si… si… brava… fai così! Povera la mi’ figliola… a

nch’io mi ricordo, quando

Luigi  mi  doveva  sposare,  passò  un  sacco  di

gai  con  i  miei  genitori…  Eh!

L’amore… L’amore!…

SCENA SESTA

CESARE E DETTA

CESARE

(quasi soffocato) Signora…

ANGIOLINA

Aiuto… chi è?

CESARE

Signora sono io!…

ANGIOLINA

Ma che se grullo, tu m’ha fatto una paura! Ma icché tu ci fai lì dentro?

CESARE

Signora… io devo parlare urgentemente con la mi’ m  oglie!…

ANGIOLINA

Si… ma esci di costì… Che se ti vede i’ mi’ marito

, oggi c’ammazza tutt’e due.

LUIGI

(d.d.) Pasqualina…

ANGIOLINA

Oddio… Eccolo… presto… dentro la cassapanca

CESARE

No… lì…no!

ANGIOLINA

Ho detto dentro… Zitto… non fiatare… come morto!

CESARE

E la un dubiti… se ci sto dimolto… altro che morto

! (entra)

SCENA SETTIMA

LUIGI PASQUALINA E DETTA

LUIGI

(entrando) Quante volte t’ho detto che tu devi stare zitta.

PASQUALINA Ma se unn’ho aperto bocca.

LUIGI

Quando io son nervoso, un voglio sentì parlare nessuno! Anche uno starnuto mi

darebbe ai nervi!

CESARE

(starnuto)

LUIGI

(guardando male Pasqualina) Ah! Ma allora tu vòi la guerra!

PASQUALINA Ma io veramente…

ANGIOLINA

(finto starnuto) scusami Luigi, sono stata io… c’è una polvere in q  uesta casa…

LUIGI

Per forza, un vu’ spolverate mai! Te vai di là e q uando arriva il figlio del mio caro

amico avvisami… vai!


PASQUALINA

Va bene! (p.p.)

LUIGI

Aspetta! In cucina è tutto pronto?

PASQUALINA

Sissignore!

LUIGI

La tavola è pronta?

PASQUALINA

Ma c’è tempo, prima che l’arrivi questo… come si c

hiama?

LUIGI

Oronzo! (pausa e gags) Oronzo Macioci! Eppoi icché l’è tutta questa flemma…

Scattare… Io voglio che tutto sia pronto.   (urlando) Sta a vedere che qui in casa

mia un sono padrone di fare icché mi pare.

ANGIOLINA

Calmati, Luigi!

LUIGI

Voglio che si prepari tutto, ora!

ANGIOLINA

Vai… vai… Pasqualina… oggi bisogna aver pazienza!

PASQUALINA nemmeno dovesse venire lo Scià di Persia!

LUIGI

Scio… scio…

PASQUALINA

Si dice Sha’…

LUIGI

E io dico… sciò… sciò… per dirti di levarti da’ tr

e passi. E metti il servizio

d’argento. (Pasqualina esce borbottando)

ANGIOLINA

Ohi!… Ohi! Luigi, datti una calmata, perché oggi t

u ci fai diventare pazzi.

LUIGI

Ma un tu capisci, che sono così emozionato di vedere dopo tanto tempo il mio

caro Oronzo. Chissà che bel ragazzo si sarà fatto.  Eppoi il su’ babbo gli ha

lasciato un sacco di quattrini, e io vorrei vedere se mi riuscisse di metterlo in

società con me e forse… chissà… anche di dargli in

moglie la Mariuccia. Ecco

perché ci tengo a fare una bella figura.

CESARE

(da dentro) Soffoco!

LUIGI

Icché t’ha detto?

ANGIOLINA

No… dicevo… fa caldo… ogi… Vero?

(fra sé) Di lui me ne ero scordata! Luigi

… vieni un secondo in cucina… un so se bastano i po

lli da cocere…

LUIGI

Pensaci te… io ho da fare!

ANGIOLINA

No… no… l’è meglio che tu venga… un tu vorrai mica

fare brutta figura con

Oronzo!

LUIGI

T’hai ragione… andiamo!   (si avviano)


ANGIOLINA

(forte) Noi… si va viaaaaa

LUIGI

Icché tu urli… tu mi rintroni tutto!  (escono)

SCENA OTTAVA

CESARE E LUIGI

CESARE

(uscendo con un respiro affannoso) Oddio!!! Se restavo dell’altro là dentro, la mi’

moglie la rimaneva vedova! Oh… Mamma mia… sarà meglio andare…   (va verso

la porta e vede arrivare Luigi) Oddio, ecco il signor padrone… e ora… Eh! No…

qui un ci torno…   (prende l’atteggiamento del maestro di canto) Do… re… mi…

LUIGI

O lei, icché la ci fa a quest’ora? Unn’è presto?

CESARE

(sempre un po’ affannato) Siiii… è vero… Ho un po’ anticipato…

LUIGI

Ma tanto oggi… niente lezioni, qui c’è da fare.

CESARE

Faccia, faccia pure… io mi scaldo la voce piano pi

ano, che lei non si accorgerà di

nulla (continua a cantare).

LUIGI

La un si riscaldi tanto… oggi, la signorina, mia f

iglia, non prenderà lezioni di

canto, va bene?

CESARE

Ma sarebbe un peccato, perderla… sono già caldo!

LUIGI

Si… come le ciambelline… la vada via… la mi faccia

i’ppiacere.

CESARE

Allora torno più tardi?

LUIGI

(alterandosi) Oggi… no! La farò chiamare io!

CESARE

Come la vòle!  (fra sé)E ora come fò a parlare alla mi’ moglie! Arriveder ci!

LUIGI

Ma chi ce l’ha portato questo qui! Eppoi, queste lezioni di canto l’ho da capire! La

mi’ figliola l’è stonata come una campana, quello più di lei… Mah! Via… via…

Ci penserò poi… ora vediamo!!!!

SCENA NONA

PASQUALINA E DETTO POI ORONZO

PASQUALINA Signor Luigi, l’è arrivato!

LUIGI                     Chi?

PASQUALINA Come… Chi?… L’amico suo… Oronzo!

LUIGI                     Presto… fallo entrare.


PASQUALINAAh, eccolo qui! (Oronzo, assai brutto, entra dal fondo con valigia ed ombrello, mentre Luigi alza una sedie per offrirla a Oronzo, questi crede che Luigi gliela voglia scagliare contro. Getta a terra la valigia e l'’mbrelo e impaurito fugge dal

fondo).

LUIGI

Obbè? Perché l’è scappato?

PASQUALINA

Unn’è solo brutto, l’è anche grullo! Begli amici si!

LUIGI

Stai zitta! (va in fondo) Entra vieni… Oronzo caro…

(Pasqualina alza la valigia e

l’ombrello)

ORONZO

Scusi, ma ho creduto che me la volesse tirare dietro!

LUIGI

Tirare dietro! Ma veramente te la volevo offrire, prego siediti!

ORONZO

Grazie!

LUIGI

(a Pasqualina urlando) posa questa roba!

ORONZO

(fa un salto sulla sedia) Ah! Oddio che paura!

LUIGI

Scusa, un ti volevo spaventare…   (a Pasqualina piano) L’è un po’ peggiorato da

quando l’ho lasciato piccino.

PASQUALINA E non poco!

LUIGI

E bravo il nostro Oronzo… Come tu assomigli a i’ t

u’ babbo: gli occhi il naso i

capelli, (a Pasqualina) i denti no …   (a Oronzo) Tale e quale, tale e quale… Eh!!!

Con il tu’ babbo ci siamo voluti tanto bene, ma tanto tanto… come due fratelli…

che uomo… che cuore…

ORONZO

(piange) Lei mi ha fatto ricordare, che quando morì i’ babb o, si pianse tanto e, per

tanto tempo, eppoi un si pianse più. E ora ripiango!

LUIGI

Scusa, mi dispiace…

PASQUALINA

Io… vò… di là… unn’e posso più.

LUIGI

(forte) Nossignore! Mettiti là, stai zitta e se Oronzo vol esse qualche cosa te tu lo

vai a pigliare! Capito?

ORONZO

Oh, grazie… ma se la signora vuole andare …

PASQUALINA

Grazie …   (si alza e fa per andare via)

LUIGI

Nossignore,  la  deve  stare  qua.  Oronzo,  senza  complimenti,  se  vuoi  mangiare

qualchecosa?


ORONZO              Prima di venire, mi sono fermato a i’ barre e ho preso un caffè-latte e ho mangiato tre briosche.

LUIGI                     Vuoi bere?

ORONZO              Si… piuttosto, prenderei…

PASQUALINA Dica… dica… pure…


ORONZO


Ecco… vorrei un bicchier d’acqua.


LUIGI


Ma che acqua! Una birra.


PASQUALINA


Sarebbe meglio una gassosa.


LUIGI


Oppure un marsalino


PASQUALINA


Io, direi un moscato


ORONZO


Io voglio l’acqua


LUIGI


Solo acqua?


ORONZO


Si!


LUIGI


Vai… presto… piglia una bottiglia d’acqua gelata!


ORONZO


Non tanto gelata… soffro di colite!


PASQUALINA Ho capito… ci penso io.  (esce gridando) acqua, acqua, acqua…

LUIGI                     Ora arrivano i pompieri! Allora, caro Oronzo, dimmi un po’, come mai ti sei deciso a darmi questo grande onore?

ORONZO              Ecco, vede signor Luigi, i’ mi’ babbo appena morto , cioè volevo dire… subito

morto, no… cioè… prima di morire mi disse… anzi no… durante l’agonia… povero babbo… (piange)

LUIGI                     (Dio come l’è sensibile) Su… su… coraggio.

ORONZO              Scusi, signor Luigi, ma quando nomino i’ mi’ babbo , mi devo fare almeno… almeno… un’oretta di pianto.

LUIGI                     Accidenti! Ma un si può rimandare a più tardi?

ORONZO              Va bene… vòl dire che me lo farò stasera.

LUIGI                     Bravo… invece di un’ora… tu te lo farai di due!

ORONZO              Dunque, stavo dicendo, che i’ mi’ babbo, mi parlav a sempre di lei, e mi diceva che voi eravate come due anime in un nocciolo.


LUIGI

E’ vero… siamo stati come fratelli… Abbiamo fatto

tutte le scuole insieme e

tutt’e due s’aveva le pezze qui dietro.

ORONZO

Come? Anche i’ mi’ babbo c’aveva le pezze?

LUIGI

Sai come si diceva? “Una pezza per uno non fa male a nessuno?” Eh! Quanti anni

son passati! Lui si sposò, prima di me e io sono st ato a casa sua per parecchio

tempo.

PASQUALINA Ecco l’acqua!

LUIGI

Ma tu potevi mettere un po’ di seltz.

PASQUALINA Veramente ci volevo mettere un po’ di limone.


LUIGI


Perché non la menta? (e si passano il bicchiere continuamente, mentre Oronzo vorrebbe bere)


PASQUALINA Oppure un po’ di tamarindo…


ORONZO


(prendendo il bicchiere a forza) L’amarena ce l’avete?


LUIGI


Presto… l’amarena!


PASQUALINA


Amarena… amarena…


(gridando)


ORONZO


Ma fa sempre così?


LUIGI


No… solo oggi… L’è contenta di’ tu’ arrivo.


PASQUALINA Ecco l’amarena.

ORONZO              (beve) Grazie c’avevo una sete.

PASQUALINA Bravo, Oronzo, bevi.(e gli fa una carezza)


ORONZO


La prego, non mi piace di essere toccato.


LUIGI


Oronzo c’ha ragione, non lo toccare, così tu lo sc iupi. Mettiti là a sedere e non ti muovere. Se abbiamo bisogno di qualcosa te lo diciamo.


PASQUALINA (si mette a sedere)Va bene.


LUIGI


Allora, Oronzo, ora tu sei rimasto solo, dopo la morte di tu’ babbo…


ORONZO


Ecco, ora lo faccio…


LUIGI


Icché tu fai…


ORONZO


Mi faccio un bel pianto, lei mi ha nominato il babbo.


LUIGI

O Sant’Iddio… scusa me n’ero scordato.

(Pasqualina fa segno a Oronzo d voler

andar via).

ORONZO

Ecco… vede… Ma se quella la vòle andare, la vada p

ure.

LUIGI

Nossignore, la deve stare là, perché se tu hai bisogno di qualche cosa, la lo va a

pigliare.

ORONZO

Dunque… Ora ho soltanto una zia …

(Pasqualina c.s. fa segno) che… Scusi,

signor Luigi, ma se quella la continua… io non ries

co a parlare…

LUIGI

Ma perché, icché la fa?

ORONZO

E la vòle andare…! La la mandi pure via, tanto io

unn’ho bisogno di nulla.

LUIGI

E va bene. Pasqualina vai, però appena ti chiamo v ieni subito.

PASQUALINA

Nossignore, io voglio stare qua, per servire… Oron

zo.

ORONZO

Ma se prima la mi faceva dei cenni, perché la voleva andare via.

PASQUALINA

E ora… c’ho ripensato, voglio stare qua.

LUIGI

No… ora tu vai di là… Aria… Marsh…!

PASQUALINA

E vò…   (salutando) signor Toronto…

LUIGI

Oronzo… si chiama Oronzo…

PASQUALINA Ma un lo potevano chiamare in un altro modo…  (via)


LUIGI


Oh! Finalmente soli… Allora… racconta.


ORONZO


Dunque, adesso ho soltanto una zia, e m’ha detto che la si vòle sposare, però io potrei comunque stare con lei e la mi darebbe pranzo, cena e tutto il resto, ma io però ho pensato che sarebbe meglio che io stessi da solo, così potrei fare più i’ mi’ comodo. E allora, adesso, indovinate dove ho deciso di stabilirmi?


LUIGI


Indove?


ORONZO


Se lei è contento… qui in casa sua.


LUIGI


In casa mia! Proprio così? (con gioia)


ORONZO


Proprio così, che è contento?


LUIGI


Ma contentissimo!


ORONZO              (pieno d’enfasi) Io gli voglio bene, come lei ha voluto bene a i’ mi’ babbo e miricordo che una sera mi chiamò vicino al suo letto e mi disse: Senti, Oronzo, Luigi Chiarelli, che la sarebbe lei, non era soltanto un mio amico, ma era anche amico di mio padre, del tuo nonno! Poveretto era cieco e Luigi l’accompagnava a

mangiare, l’accompagnava a dormire, l’accompagnava… l’accompagnava … insomma da tutte le parti, e gli voleva un gran bene. Dunque figlio mio, io debbo morire e tocca a te a contraccambiare tanta bontà, quello che Luigi ha fatta a me e a tuo nonno, tu lo devi rifare a Luigi; e io gli assicuro, signor Luigi, che io sono venuto per questo a stabilirmi in casa sua, per poter fare qualunque cosa per lei… Lei che ha accompagnato mio nonno quando era cieco, ebbene io non cerco tesori, non cerco ricchezze… ma vorrei che anche lei divent asse cieco per poterla accompagnare come lei ha accompagnato mio nonno.

LUIGI

(mimica) Grazie… molto gentile…

ORONZO

Io  avrei  tanto  piacere  che  gli  potesse  accadere  qualche  guaio,  per  potergli

dimostrare che uomo sono io, e per contraccambiare quello che lei ha fatto a mio

nonno.

LUIGI

(accidenti a topae)! Grazie… Io ti ringrazio di cuore… Ma un c’è mica

bisogno

che mi succeda qualche disgrazia, per dimostrarmi il tuo affetto.

ORONZO

Eh!… No!!! Una disgrazia ci vòle… sennò come facci

o a dimostrarle il mio

affetto.

LUIGI

Va bene… un t’arrabbiare… cercheremo di trovare qu

alcosa (fra sé: speriamo che

tu lo passi te un guaio)

ORONZO              Grazie. La mi dia un bacio (lo bacia e di dentro campanello)

LUIGI (divincolandosi)Pasqualina… Pasqualina… PASQUALINA (entra)Icché c’è?

LUIGI                     (mentre si pulisce le gote) Hanno suonato… Va a vedere chi è. (esce). Senti,Oronzo, ho fatto preparare due stanze, la un sarà u na casa degna d te, ma questo è quello che ti posso offrire.


ORONZO


La prego signor Luigi, non facciamo tanti complimenti, altrimenti riprendo la mi’ roba e me ne vado.


LUIGI


Su… su… unn’esagerare… Eppoi, basta con questo sig nor Luigi… t’ho visto nascere… dammi di’ tu… come fossi i’ tu’… (ci ripensa) babbo no!!! I’ tu’ zio!


ORONZO               Va bene, Luigi! Speriamo che presto, ti possa succedere qualche disgrazia…

LUIGI                     (fra sé)Oh! Ma l’è fissato!


ORONZO


Per poterti dimostrare la mia gratitudine, il mio affetto… Io vorrei che questa casa la potesse prendere foco, e così mi butterei fra le fiamme per salvarti.


LUIGI


(fra sé: l’è proprio grullo)Dopo, si guarda icché si può fare? Che sei contento? (fra sé)Questo una disgrazia me lo fa capitare per davvero, speriamo bene!.


SCENA DECIMA

PASQUALINA E DETTI

PASQUALINA (con lettera)Un ragazzo ha portato questa lettera per lei.

LUIGI

(la prende) Lo sapevo. L’è la solita seccatura. Non mi riesce di levarmi da questo

guaio.

ORONZO

Guaio!:::

LUIGI

(Accidenti a me, e ora icché gli invento a questo?) No… no… unn’è mica un

guaio, l’è una cosa da niente.

ORONZO

Perché se c’è un guaio, ci sono qua io!

LUIGI

E unn’è un guaio… si tratta… con te posso parlare…

Pasqualina.

PASQUALINA

Si.

LUIGI

Vai a vedere in cucina se tutto è pronto. Ah… sent

i… nascondi i fiammiferi!

PASQUALINA

Perché?

LUIGI

Un si sa mai… potrebbero prendere fuoco! Vai… vai!

! (esce)

ORONZO

Dunque?

LUIGI

Leggi prima questa lettera e poi ti dico tutto.

ORONZO

(legge):  “Signore,  con  questa  è  la  quarta  lettera  che  le  mando  e  spero  che

finalmente  mi  vorrete  rispondere.  Quella  sera  che  dopo  aver  cenato  mi

accompagnaste  a  casa,  mi  avete  fatto  mille  promesse  e  mille  giuramenti;  mi

diceste che venivate da me per combinare il matrimonio e invece non vi siete più

fatto vedere, adesso sono alle strette perché un giovane mi vuole sposare e aspetta

una risposta. Ditemi cosa debbo fare. Se vuole, questo giovane lo lo manderò via

e sarò sua. Sbrigatevi però a rispondermi, perché i o non posso più stare in questa

crudele incertezza. Sua aff.ma Bettina Crispini; P.zza S. Croce 21”.

LUIGI

Figurati che in un mese ne ho ricevute quattro di queste lettere.

ORONZO

Ma qui si parla di matrimonio, giuramenti, ma come te tu sei sposato e tu fai di

queste porcherie?

LUIGI

Ma che porcherie. Ascolta e poi giudica te.


Alla fine del mese passato, la mi’ moglie e la mi’ figliola sono andate a Viareggio

a trovare la sorella della mi’ moglie e sono state otto giorni, lasciandomi solo a

Firenze. Una era che non sapevo icché fare… sono us cito e sono andato verso

Borgo S. Frediano a mi venne voglia di bere un bicchiere di vino e entrai in una

bettola e li ci trovai due miei amici che bevevano insieme a tre donne; non appena

mi videro mi fecero mettere a sedere con loro e mi vollero far bere a forza,

eppoi…sai com’è, da un bicchiere si passa ad un alt

ro e si fece mezzanotte. Dopo

ognuno di loro prese a braccetto una di quelle donne e se ne andarono e anch’io

feci lo stesso con la terza donna. Insomma per fartela breve, io che avevo bevuto

un  po’  troppo…  un  so  come  accidenti  l’andò  che

gli

feci  una  dichiarazione

d’amore.

ORONZO

Ah! A questa Crispini?

LUIGI

Si… a questa Bettina Crispini! Gli promisi che la   mattina dopo l’andavo a trovare

per combinare il matrimonio… ma poi la mattina, pas

sata la sbronza, non mi

ricordai più di niente e quella la un fa altro che scrivermi lettere e letteracce, io

sono un po’ preoccupato perché se una di queste lettere la va in mano alla mi’

moglie io sono rovinato, e così… un so proprio icch

é fare.

ORONZO

Va bene, dammi questa lettera.

LUIGI

E icché tu vuoi fare?

ORONZO

Ci penso io. Ti leverò da questa seccatura.

LUIGI

Mi raccomando… Oronzo…

ORONZO

lascia fare a me, non ti preoccupare! Io speravo che fosse un guaio più grande.

Questa l’è una cosa da niente.

SCENA UNDICESIMA

ANGIOLINA MARIUCCIA E DETTI


ANGIOLINA


E’ permesso (Oronzo si alza)


LUIGI


Oronzo, ti presento mia moglie Angiolina, tua seconda madre (Oronzo va a salutare la mano, naturalmente Angiolina si pulirà le mani), questa è la mi’figliola Mariuccia, tua sorella (C.s.) Oronzo Macioci, figlio del mio più grande amico, ed è venuto per stabilirsi con noi.


ANGIOLINA


Tanto piacere


LUIGI


(Mariuccia, è un bel giovane?)


MARIUCCIA


(Chie… quello? Ma che l’hai visto bene?)


LUIGI                     (Eddio… per qualche difettuccio)

ORONZO              Signora mia, io un so che cosa dirle, solo le dico che io sono pronto a fare qualunque cosa per lei, comandi, disponga, che troverà sempre un servo pronto a morire per lei… !

E ora, per rendere manifesto a tutti, quanto io sia affezionato al nostro carissimo Luigi, vi intratterrò, spero lietamente, con un poe metto che ho scritto in suo onore per dimostrargli quanto voglia bene a lui e a voi, che sento già essere la mia nuova famiglia…

“Per una stretta campagnola stradina,

un vecchietto a stento si trascina;

incerto è il suo passo quella mattina

e ad un gran periglio tosto egli s’avvicina.

Davanti a lui uno scosceso dirupo si presenta,

e di questo, il poveretto, il ciglio ormai rasenta.

Non vede egli dove si conduce,

povero vecchio, i suoi occhi non han ormai più luce! Su di essi da anni calato è ormai un triste sipario, della sua vita egli è arrivato all’ultimo binario. Ma d’un tratto, un giovin cavaliere,

sfidando il periglio come il domator le fiere,

con uno slancio degno di un felino,

afferra per un braccio l’incauto vecchino,

e allontanandolo dalla sciagurata sorte,

lo salvò, o eroe, da sicura morte.

Il vecchietto non era altro, mio carissimo uditorio,

il mio caro nonnetto Oronzo Maria Ludovico Ciborio.

Ma forse vorrete anco sapere, chi era quel prode cavaliere.

Alto, di bell’aspetto lui si presentava,

leale nel volto, al buon Samaritano assomigliava;

non era forestiero, non veniva da Parigi,

era lui, signore, il nostro caro carissimo Luigi.

Che da quel momento in poi, con il suo fisico generoso e forte, il mio nonnetto accompagnò fino alla morte, portandolo dappertutto, misericordioso e fiero,

anche durante l’ultimo viaggio al cimitero.

Ora io come un poeta antico,

qui ve lo canto e ve lo dico:

caro amico d’avventura

di nulla dovrai aver tu paura:

Son qua io, Oronzo tuo, generoso e puro

Per vegliar su di te e i tuoi cari nel futuro.

E se una disgrazia cadrà sulla tua famiglia,

Io son qua, pronto a lottar contr’ogni parapiglia. Prego così l’Eterno, per dimostrar l’intenzione mi a, che ti faccia, o Luigino, venire una qualche malattia, morbillo, orecchioni o qualcos’altro, meglio sarebbe ti venisse un bell’infarto.

Io sarei pronto, come tu facesti con il mio nonnino, a vegliarti dalla sera fino al mattino.


Però dico ancor di più a voi che per il mio amico

siete d’amore accesi,

preferirei gli venisse una paresi.

Così nella sua carrozzina di dolore,

ti servirei in tutto e per tutto dal profondo del mio cuore,

per ricambiarlo, senza alcun fine bieco,

i favori ch’egli fece al mio nonnetto ch’era cieco .”

ANGIOLINA

Ah!!! Com’è gentile!

ORONZO

Bene! Dov’è la mia camera?

LUIGI

(indica a sinistra) Sta di là. Vieni t’accompagno io…

ORONZO

Non è necessario, vado da me.

LUIGI

Allora chiamo la Pasqualina…

ORONZO

Macché Pasqualina… ma come te lo devo dire… come t

e lo devo dire?

ANGIOLINA

C’ha un bel caratterino!

ORONZO

Luigi, te l’ho già detto, che con me non si deve f are tante cerimonie, altrimenti

prendo la mi’ roba e me ne vado. Io sto qui per aiutarvi, qualunque cosa vogliate

da me io lo farò… se devo scopare… io scopo… se c’è

da appiccare un fuoco

vengo io, se la Mariuccia ha bisogno di un servizio, mi chiamate e glielo faccio io

il servizio! Signora, se lei sapesse suo marito che ha fatto!

ANGIOLINA

Oddio… icché l’ha fatto?

LUIGI

(pensando alla lettera) No… Angiolina… unn’è vero nulla… io unn’ho fatto

nulla…   (a Oronzo) Bell’amico… Spione!

ANGIOLINA

Insomma… icch’è t’ha fatto?

ORONZO

Ma no… volevo dire… che quest’uomo ha accompagnato

mio nonno quando era

cieco  e  io  voglio  mostrargli  tutta  la  mia  gratitudine.  Starò  in  questa  casa

aspettando che ni’ capiti qualche guaio!…   (Via)

LUIGI

Essai, mi vòle far passare per forza un guaio!

ANGIOLINA

Perché e vòle che ci succeda un guaio?

LUIGI

E dice così, perché mi vòle bene, Mariuccia ti piace?

MARIUCCIA

Oddio… Me l’aspettavo un po’ meglio.

LUIGI

Via… unn’è mica poi da buttare via… Ti piacerebbe

come marito?

MARIUCCIA

Io? (Mamma aiutami)!


ANGIOLINA

Luigi, mi sembra un po’ presto… per parlare di mat

rimonio!

LUIGI

Hai ragione, se ne parlerà con più comodo. Io vò a  vedere se in cucina è tutto

pronto. Mi raccomando se torna di qua, siate gentili.

ANGIOLINA

Certo… sennò che figura ci si fa.

LUIGI

Brava! Io vò…   (p.p.)

SCENA DODICESIMA

CESARE E DETTI

CESARE

(si presenta sulla porta)

LUIGI

Lei icché la vòle?

CESARE

(vedendo Mariuccia) Sono tornato per la lezione di canto…

MARIUCCIA

Si… Maestro… l’aspettavo…

(iniziano a cantare)

LUIGI

Io queste lezioni di canto l’ho da capire!

ANGIOLINA

Ma Luigi, la nostra bambina la potrebbe diventare una Callas!

LUIGI

Altro che Callas… I calli ci vengono ma a noi agli

orecchi, per non sentirli, tanto

son poco stonati. (via)

CESARE

(appena è uscito Luigi a Angiolina) Signora, la mi scusi, ma io devo parlare con la

mi’ moglie.

ANGIOLINA

Si, ma te un giorno o l’altro te ne farai accorgere… I’ mi’ marito prima o poi

scoprirà tutto, e questa storia la deve finire… Met

titi a sedere e che ora ti vò a

chiamare la Luisella (via)

Anzi,  prendi  questo  mandolino  e  fai  finta  d’accordarlo,  così  tu  darai  meno

nell’occhio  (guardando la figlia e lui). Forza…

cantate… suonate…

(cantano

stonati) Gesù… Maria… sembrano de cornacchie…

(via)

CESARE

Signorina… mi dispiace di tutti questi fastidi.

MARIUCCIA

Vedrai, Cesare, presto si accomoderà tutto!

SCENA TREDICESIMA

ANGIOLINA LUISELLA E DETTI POI ORONZO

ANGIOLINA

Vai Luisella, parlaci e fai presto.

LUISELLA

Cesariuccio mio…   (Cesare si alza)


ANGIOLINA

(lo fa mettere di nuovo) No… rimettiti a sedere, suona e intanto parla, e ac  corda…

Speriamo che nessuno vi veda. Vieni Mariuccia, vieni con me.

ANGIOLINA

Mi raccomando fate presto. (Via con Mariuccia)

LUISELLA

Allora, che mi devi dire.

CESARE

(seduto) Senti la m’ha scritto la balia di Giorgino, che la mi dice…   (fa per tirare

fuori la lettera)

LUISELLA

Zitto… zitto, per carità, c’è l’amico de padrone.

(Cesare si allontana e accorda)

ORONZO

Dov’è Luigi?

LUISELLA

E’ in cucina.

ORONZO

Per mangiare, che c’è da aspettare di molto?

LUISELLA

Nossignore, fra pochi minuti… ma se vuole, glielo   vò a chiamare.

ORONZO

No… no… fra un momento andrò da me.

LUISELLA

(Meno male va via).

ORONZO

(ci ripensa) Ma icché ci vado a fare in cucina? (ritorna, Cesare accorda, Oronzo

lo guarda) Che fa l’accordatore?

CESARE

Sissignore, perché un si vede? Do anche lezioni dicanto alla signorina!

ORONZO

Che c’ha molto tempo a finire?

LUISELLA

Eh… Ancora un po’!

ORONZO

Se la va via l’è meglio perché c’ho un po’ di mal di testa.

LUISELLA

Si… si… L’è quasi a fine… Vero?

(Cesare annuisce)

ORONZO

Mi raccomando, faccia piano piano.

CESARE

Si… si… non si preoccupi.

LUISELLA

Ha bisogno di niente?

ORONZO

No, grazie (guarda Luisella) Che sei la serva?

LUISELLA

Sissignore.

ORONZO

Peccato… Hai un’aria così fine… Belle mani…

(gliele prende, Cesare comincia a

cantare e accordare forte). Oh… Oh… avevo detto piano…

LUISELLA

Piano… eh!


ORONZO

E dimmi una cosa… E’ molto tempo che se in questa

casa?

LUISELLA

Da due anni.

ORONZO

Ti trovi bene?

LUISELLA

Non mi lamento.

ORONZO

Bene… bene…(guarda Cesare e gli fa cenno di andarsene)

CESARE

Non posso… devo accordare il mandolino, per intona

rmi con la voce! Che vòle

sentire? (canta)

ORONZO

Zitto… zitto… Ho mal di testa.(A Luisella) Sei fidanzata?

LUISELLA E CESARE No…si…

LUISELLA

No… non sono fidanzata… devo pensare a lavorare!

ORONZO

Bene… molto bene…(Cesare comincia a battere sul mandolino) Ma unn’è mica

un tamburo, così vu’ lo romperete…

CESARE

(magari, te lo potessi rompere in capo) (e fa il gesto)

ORONZO

(A Luisella) Vieni, mettiti a sedere, accanto a me.

LUISELLA

(guarda Cesare e esegue)

ORONZO

Sicché via… non sei fidanzata… e come mai?… Una be

lla ragazza come te.

(Cesare mette la testa in mezzo a due seduti).

CESARE

(Forte) Ho finito.

ORONZO

Bravo, levati di torno

LUISELLA

Uh! A proposito, la signorina vorrebbe comprare un nuovo mandolino, aspetti, la

vado a chiamare (Esce).

ORONZO

Ecco, l’è andata via. Tutta colpa tua.

CESARE

Ma io ho finito di accordare!

ORONZO

Potevi finire prima, accidenti a te. Quella ragazza la mi piace. Che dici, fò bene a

provarci?

CESARE

Io un lo farei… l’è una serva… Per lei ci vole qualcosa di più.

ORONZO

No…  no…  l’è proprio  i’ mi’ tipo. Voglio  vedere se

mi  riesce  di  combinare

qualcosa (Va via in camera).


CESARE               E no… basta… questa situazione… la un pòle andareavanti.

SCENA QUATTORDICESIMA

MARIUCCIA E DETTO POI ORONZO

MARIUCIA        Allora, che sei riuscito a parlarci?

CESARE               Quando stavo per farlo, l’è arrivato qui’ coso brutto… l’amico di su’ babbo… e unn’ho potuto dirgli nemmeno una parola.

MARIUCCIA    Mi dispiace, ma ora tu devi andare, qui un tu ci puoi stare.

CESARE               Ma io gli devo parlare d’ nostro bambino.

MARIUCCIA    Ora unn’è possibile. Cesare abbi pazienza, va via. Aspetta, facciamo così… nasconditi nello stanzino che c’è nell’ingresso, noi mentre stiamo mangiando di là in salotto, ti mando la Luisella qui e te piano piano esci e tu vieni qui, e così potrete parlare eppoi te ne vai. Va bene (Oronzo sta spiando).

CESARE               Grazie, signorina. Lei è un angelo.

MARIUCCIA    Potessi fare di più, lo farei. Speriamo che il babbo un s’accorga mai di nulla, altrimenti succede il finimondo.


CESARE               Ma prima o poi, lo dovrà sapere.

MARIUCCIA       Si… si… Glielo diremo al momento giusto. Ma ora va

CESARE               Vado… vado. Allora appena vu sarete tutti a mangia tutto buio, io arriverò piano… piano… Oh! Quanto le mano) A presto.


i… vai via.

re di là in salotto, qui sarà voglio bene (Gli bacia la


MARIUCCIA

Ma icché tu fai, se ci vedesse il mi’ babbo… sarem

mo costretti a dirgli tutta la

verità. Forza… che ti levi di torno.

CESARE

Grazie… grazie   (Via).

MARIUCCIA

Speriamo bene (Via anche lei) (Spenge la luce)

ORONZO

Hai capito… la mia sorellina… hai proprio ragione…

ci penserò io a riferirlo a i’

babbo.  Svergognata,  si  son  dati  appuntamento  a  i’  buio,  in  questa  stanza,

all’insaputa di Luigi. Ah! Povero amico mio! Ma ci penserò io a risolvere questo

guaio (Corre per la porta del fondo e trovando Luigi di faccia gli salta addosso).

LUIGI

Oh, Oronzo. Ti si sta aspettando per mangiare!

ORONZO

Eccomi, stavo arrivando.


LUIGI ORONZO LUIGI


Forza… tu sentirai come t’ho servito…

(Eh…no… come t’hanno servito te).

Angiolina, Mariuccia? (chiamando)


SCENA QUINDICESIMA

ANGIOLINA MARIUCCIA E DETTI POI PASQUALINA INDI CESARE INFINE LUIGI


ANGIOLINA


Luigi, icch’è tu fai a i’ buio (accende la luce)


LUIGI


Forza… andiamo a mangiare che il pranzo è pronto.


ANGIOLINA


Andiamo


LUIGI


Forza… Oronzo… andiamo


ORONZO


Andate avanti, che adesso vengo, devo andare a prendere una cosa in camera mia.


ANGIOLINA


E tu la prenderai dopo.


MARIUCCIA


Su… io ho fame!


ORONZO


Ho detto… andate avanti voi…


(alterato) andate!


ANGIOLINA


Mamma


mia


che


rospo!!!


Andiamo,


Mariuccia,


Luigi,


se


no


s


fredda


tutto.


(escono)


ORONZO


Che vergogna. Ingannare i’ su’ babbo, disonorare l a sua famiglia. Povero Luigi! Ma per fortuna ci sono io che lo salverò! (spenge la luce e si avvia ma incrocia Pasqualina (urla impaurita) Ahhh!


PASQUALINA


(idem) che gli piace i’ buio?


ORONZO


Si… anche perché io sono come i gatti, a i’ buio c paura del buio!


i vedo benissimo! E non ho


PASQUALINA (Te no, ma quello che t’incontra si)

ORONZO              Cosa vuoi, Pasqualina?

PASQUALINA Sono venuta a prendere queste tazze(le prende e si avvia)


ORONZO


(al buio si nasconderà  dietro il divano aspettando


Cesare)


Sento un rumore,


eccolo, questo l’è lui!


CESARE


ps… ps… forse ancora la un c’è!… ps… ps… ah! Ma io qua, gli devo parlare.


stasera un mi movo di


ORONZO


Stasera l’è l’ultima tua serata! Infame, seduttore!


CESARE


Oddio! Aiuto!


ORONZO


Zitto… Assassino…


CESARE


Ma io sono l’accordatore!


ORONZO


Ah! Si? Tanto piacere.


CESARE


La mi lasci per carità!


ORONZO


No…     un ti           lascio… Lo   sai      chi  sono       io.        Io


sono


l’am


ico


di


Luigi…


che


accompagnava mio nonno quando era cieco!


CESARE


Mi lasci! (si avvicina alla finestra) Mi lasci o mi butto dalla finestra! (tutto questo verrà fatto al buio) Ahh!!! (Cesare cade)


LUIGI


(entra accende la luce) Oronzo… icché succede? Ho sentito urlare!


ORONZO


Luigi!!! Ho salvato tua figlia! (tira il tappeto del tavolino, fa cadere tutto quello che vi è sopra a terra).


FINE DEL PRIMO ATTO

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ATTO SECONDO

Medesima scena del primo atto

SCENA PRIMA

LUISELLA E CESARE

LUISELLA          (introducendo Cesare) Entra, entra Cesare, qua un c’è nessuno, stanno ancoradormendo tutti.

CESARE               (zoppicando) Ah! Mammia, come mi fa male la gamba, se un me la sono rotta l’èproprio un miracolo.

LUISELLA          ma mi dici icché l’è successo?

CESARE               Ierisera, la signorina Mariuccia, la mi disse, di venire in questa stanza, quando tutti stavano mangiando, e che lei la t’avrebbe fatto venire qua. Io son venuto, ma poi mi sono sentito prendere per il collo da uno che mi chiamava “assassino”.

LUISELLA          E chi l’era?


CESARE


E che ne so, diceva che l’era l’amico di tu’ padro ne.


LUISELLA


Ah! Ho capito! Da quando c’è quello per la casa, qui un si vive più!


CESARE


Meno male che vu state al pianterreno, altrimenti mi sfracellavo su’i’ marciapiede


LUISELLA


Povero Cesare! ma l’è l’ora di finilla, lo icché fo? Ora vò dal padrone e gli dico ogni cosa. ICCHE’ tu ne dici ?


CESARE


Brava Luisella! La ci si caverà lo stesso! A propos ito, io ti devo dire che la balia la un po’ più tenere Sandrino e oggi la ce lo riporta.


LUISELLA


Son contenta, avevo proprio voglia di riabbracciare i’ mi’ bambino!


CESARE


Tieni questi sono i soldi per la balia il mese e il viaggio di andata e ritorno.


LUISELLA


Va bene dammi qua (prende il denaro). Chissà come la sarà contenta la signorina quando la vedrà Sandrino.


CESARE


Io, ora vò a aspettare la balia al portone, appena  l’arriva ti chiamo.


LUISELLA


Vai, vai fai presto.


CESARE


E mi raccomando, non fa più la vanitosa con qui’pirulino di ieri sera, capito?


LUISELLA


Ma icchè tu dici!, vai, vai, fai presto!


CESARE


Ma icché tu credi … unn’ho mica paura di quello lì … Se l’incontro per la strada lo cazzotto ben bene! (Via).


LUISELLA


Povero Cesare! Eh!! Ma io ora, parlo con il signor Luigi o dentro o fori, è possibile che una donna come me, la deve stare senza i’marito, questo non è possibile no, no e no! Sennò icché mi sono sposata a fare? … Uh! Ecco i signori …


SCENA SECONDA

LUIGI E DETTA POI FELICE


LUIGI


(in veste da camera e berretto): Luisella, Oronzo s’è svegliato?


LUISELLA


Non lo so!


LUIGI


Vai dentro la su’ camera e vai a vedere se l’è sveglio!


LUISELLA


Ma signor Luigi, un mi sembra i’ccaso!


LUIGI


T’hai ragione, un tu sei abituata a vedere un uomo svestito!


LUISELLA


Ecco … veramente …


LUIGI

Allora, vai a preparare il caffè.

LUISELLA

Sissignore …   (via)

LUIGI

Oggi,  gli  voglio  parlare  dell’affare  di’  negozio,  però  speriamo  che  non  sia

stralunato come ieri sera. Sarebbe proprio un bel colpo se l’entrasse in società con

me, con tutti soldi che c’ha … Uh! Eccolo!

ORONZO

(anche lui in veste da camera con berretto accomodato in modo che muovendo la

testa si muove come un pupazzo, esce con gli occhi sgranati e guarda la finestra).

LUIGI

(fra  se) Mamma mia,  ch’a du’ occhi  sembra un pazzo! ( poi  a  Oronzo) caro

Oronzo ben alzato.

ORONZO

Buongiorno, caro Luigi.

LUIGI

Hai dormito bene?

ORONZO

Abbastanza, grazie.

LUIGI

Ma icché tu c’hai? Sei così serio!

ORONZO

No … no … niente! Un mi sento tanto bene … (

subito) Luigi, ierisera ho salvato

tua figlia e il tuo onore.

LUIGI

La mi’ figliola! …

ORONZO

(accenna con la testa di sì, muovendo il berretto come si è detto).

LUIGI

(fra sé)Oddio … questo m’ha combinato un guaio!

(poi a Oronzo) Spiegati!

ORONZO

(indica una sedia, ne prende un’altra ) Siediti (siedono) Ierisera all’ora di cena, la

tu’ figliola aveva dato appuntamento ad un tizio qui, in questa stanza, a i’bbuio.

LUIGI

Unn’è possibile! … E l’è venuta?

ORONZO

Non … lei la unn’è venuta, ma l’è venuto lui … Io

l’ho aspettato l’ho afferrato per

i’collo, l’ho picchiato e l’ho buttato giù … dalla   finestra.

LUIGI

La finestra? Quale finestra ?

ORONZO

Quella.

LUIGI

Quella  finestra?  Ma  che  sei  grullo?  (riprendendosi)  Scusa  …  un  ti  volevo

offendere … Ma che fine l’ha fatto, quello che t’ha

i buttato giù?

ORONZO

Un lo so! Io lo volevo sapere da te, se per caso, erano venute le guardie, oppure un

dottore … Ohi!!! Ohi!!! Mi scoppia la testa.

LUIGI

Ohi! Ohi!! Questo sì, che l’è un bel guaio!


ORONZO

Ma un tu capisci! Ho salvato la tu’ figliola, perché se un c’ero io quello, chissà

icché gli poteva fare.

LUIGI

Ma “quello” chi l’è? Chi t’hai buttato dalla fines tra?

ORONZO

Il maestro di canto della Mariuccia.

LUIGI

Che? (con grido) Quell’antepatico? Ecco perché veniva sempre, anche quando un

doveva venire, pé far l’amore con la mi’ figliola! Bravo, t’ha fatto bene a buttallo

di sotto! Eh!!! Ma me la pagheranno, cioè … uno l’h

a bell’e pagato … Ma con la

mi’ figliola la un finisce qui … Grazie, Oronzo per

avermi salvato.

ORONZO

Ma io ho fatto solo il mi’ dovere, te che hai accompagnato il mi’ nonno quando

era cieco, e questo è niente in confronto a quello che hai fatto per il mi’ nonnetto.

LUIGI

Infami … svergognati … ! E la mi’ moglie, anche le

i l’era d’accordo con loro.

ORONZO

Certamente.

LUIGI

Ora glielo faccio vedere io, d’icché sono capace …

ma come … la mi’ figliola

fidanzata a qui’ coso brutto e stonato!

ORONZO

Luigi, sta arrivando la tu’ moglie!

LUIGI

Bene … Te, sta zitto … queste son cose di famiglia

SCENA TERZA

ANGIOLINA E DETTI

ANGIOLINA

(guarda Luigi) Icché c’è … icché l’è successo?

LUIGI

Zitta … sai … e rispondi!

ANGIOLINA

Come fò a rispondere se devo stare zita!

LUIGI

Allora, rispondi eppoi stai zitta. Dimmi tutta la verità nient’altro che la verità!

ORONZO

(gli da un bacio) Bravo!

ANGIOLINA

(tenta di parlare)

LUIGI

Zitta! E’ inutile che tu neghi, perché io so tutto e mi sembra impossibile che tu ti

sia resa complice di una tresca amorosa, tanto vergognosa.

ORONZO

(gli da un bacio) Bravo!

LUIGI

(si pulisce) Io mi vergogno per te e per me.

(Oronzo lo bacia) Eh! Ora basta con tutti questi baci! Abbozzala!


Tu m’hai dato ad intendere ( a Oronzo) Non mi baciare … (a Angiolina) che qui’ maestro di canto veniva qui per dare delle lezioni alla Mariuccia … e invece … invece …

ANGIOLINA

(fra sé) Vai … Questo l’ha saputo dell’affare della Luisel

la!

LUIGI

Dunque, che rispondi? Su … forza … rispondi!

ANGIOLINA

Ma icché devo rispondere, si è vero, che le lezion di canto, l’erano solo una scusa

… Ma quello l’è i’ su’ marito!

LUIGI

Che!!! Marito!!! …

ANGIOLINA

Si … si … L’è due anni che quella povera figliola la f

a questa vita, e tutto per

colpa tua perché l’aveva paura che tu lo venissi  a sapere e un giorno la mi disse

che se io t’avessi detto la verità l’avrebbe fatto  la valigia e la sarebbe andata via!

LUIGI

Basta, signora, basta!

ANGIOLINA

Ma …

ORONZO

(prendendo le difese di Luigi) Basta signora! Lei ha tradito la fiducia di questo

brav’uomo!

ANGIOLINA

Te stai zitto! Queste le son cose di famiglia, e te un tu c’entri nulla!!

ORONZO

E  invece  si  …  io  sono  venuto  per  aiutare  Luigi  in

tutto  e  per  tutto  …  Per

ringraziarlo, lui che portava mio nonno quando era cieco!

LUIGI

Ohi!! Ohi!! Datemi una seggiola (balbettando)

ANGIOLINA

Luigi, che ti senti male?

LUIGI

Mi sento il sangue … oddio!!! C’ho tutto un rimesc  olio!!! Portatemi un poco sul

letto! (sempre balbettando)

ANGIOLINA

Luigi mio! Ma chi se lo poteva immaginare che da una cosa da niente se la

prendesse così tanto.

ORONZO

La la chiama una cosa da niente? E l’ha un bel coraggio!

ANGIOLINA

Se un tu ti cheti … non solo cieco … ma anche sord

o e muti ti fò diventare!

(chiamando) Pasqualina … Pasqualina!

PASQUALINA Dica signora!

ANGIOLINA

Prendi la borsa del ghiaccio e riempila … fai pres  to! I’ mi’ marito si sente male!

PASQUALINA Oh! Sia ringraziato Iddio!(esce)

ORONZO              Luigi, come ti senti? T’è passato?


LUIGI

Portatemi un po’ a letto!

ANGIOLINA

Povero i’ mi’ marito … Luigi … Luigino … rispondim

i …

(insieme a Oronzo a soggetto lo sbatacchieranno)

LUIGI

Oh! Che siete grulli … così … vu mi fate male!

ANGIOLINA

Via portiamolo a letto! (lo prendono) Te vai a chiamare un dottore!

ORONZO

Luigi … qualsiasi cosa ti succeda, che so … che tu

diventi cieco … sta’ tranquillo

… ci sono qua io … e farò come te hai fatto con il

nonno … sarò la tua guida!

(esce)

LUIGI

Accident’a chi ti legò l’ombellico!

ANGIOLINA

Stai calmo … Luigi … ora viene il dottore …

(entrano in camera)

ORONZO

(rientra perché ha lasciato il cappello e entra anche Luisella)

LUISELLA

Signore,  ma  è  vero  che  al  padrone  gli  è  venuto  un accidente?  Ho  visto  la

Pasqualina che l’andava a prendere il ghiaccio!

ORONZO

Si … purtroppo … Speriamo che si riprenda presto!

LUISELLA

Oh! Pover’uomo!

ORONZO

Ma dimmi, un pò! Te che ne sapevi niente dell’affa re del maestro di canto?

LUISELLA

Come? Il signor Luigi l’ha saputo?

ORONZO

Si, e sono stato io che gliel’ho detto.

LUISELLA

Lei?

ORONZO

L’è per questo che gli è venuto un accidente.

LUISELLA

Per una cosa così da niente?

ORONZO

Ma come vu fate tutti a dire che l’è una cosa da niente!

LUISELLA

O poi alla fine, icché c’è di male … un gli va ben e? … io prendo la mi’ roba e vò

via!

ORONZO              Perché tu voi andare via? La unn’è mica colpa tua,la vera colpevole l’è la moglie di Luigi, che la sapeva tutto e l’è stata zitta.

LUISELLA          Ma no davvero! Fui io a dire alla signora di non parlare con i’ su’ marito, altrimenti me ne sarei andata.


ORONZO


Una serva … che dice alla padrona di casa … o fa q matti!


uesto o me ne vò! Ma roba da


LUISELLA


D’altronde faceva comodo a tutti di stare zitti!


ORONZO


Scommetto che il “Maestro” ti dava anche dei soldi .


LUISELLA


Sicuro!


ORONZO


(indagando) Zitta … zitta … ma un tu ti vergogni. Quello ti dapigliavi?


va i soldi e te tu li


LUISELLA


E icché dovevo rifiutarli?


ORONZO


(c.s.) Zitta … zitta!!! E quanto ti dava qui’ miserabile?


LUISELLA


Quello che poteva darmi!


ORONZO


(c.s.) Zitta!!! Zitta! Unn’e voglio senti’ più


(esce)


LUISELLA


Zitta!!! Zitta! Macché zitta, ormai! Ma guarda quante storie, perché son sposata!

Questo l’è i’ momento giusto d’andare via!


SCENA QUARTA

PASQUALINA E DETTA POI ORONZO

PASQUALINA Ecco la borsa di’gghiaccio. Come sta’ il padrone?

LUISELLA          Un lo so. Dice che gliè venuto un accidente, perché l’ha saputo che il maestro di canto l’è i’ mi’ marito.

PASQUALINA Icché??? Tu sei sposata?

LUISELLA          Si … si … sono sposata e c’ho anche un bambino  (via)

PASQUALINAE brava Luisella! Meno male tu volevi rimanere zitella! E io che un mi sono mai accorta di nulla. (entra Oronzo) Indove la va?


ORONZO


Vò a chiamare il dottore, la signora la m’ha dato borsa del ghiaccio?


l’indirizzo … L’hai preparata la


PASQUALINA


Eccola qui!


ORONZO


Vai portagliela … (Pasqualina si avvia) Aspetta un momento. Ma te che ne sapevi niente dell’affare del maestro di canto?


PASQUALINAIo l’ho saputo ora, ma mica per questo m’è preso un accidente! Ora che i’padrone l’ha saputo, la manderà via. Eh!! Povera figliola!

ORONZO              E’ quello che si merita!


PASQUALINA Ora capisco perché ogni otto giorni la stava fori d casa una notte intera, la diceva

che l’andava a trovare un’amica e invece l’andava m a a trovare il “Maestro” … ehh!! Certo … si sa la voce la và tenuta … sempre c alda! (esce e va in camera)


ORONZO


Ma questo è il plus ultra della depravazione!! (via)


SCENA QUINTA

LUIGI ANGIOLINA E MARIUCCIA


LUIGI


Gli è inutile … un ci credo … e un ci credo!


ANGIOLINA


Ma icché ti si dice una cosa per un’altra? Il maestro di canto l’è i’mmarito della Luisella e siccome te, dentro casa, un tu voi donne di servizio sposate, per fare contenta la tu’ figliola, che l’è tanto affezionata alla Luisella, ti si disse che l’era zitella, e il marito l’abbiamo fatto passare per il maestro di canto!


LUIGI


Che è la verità questa?


MARIUCCIA


Massì, babbo, questa è la verità! Che ti senti meglio?


LUIGI


Sì… sì… ora stò meglio… Dunque non m’ingannate?


MARIUCCIA


Ma che ingannare, ma che ti pare che io sposerei un maestro di canto.


LUIGI


Allora, ci devo credere?


MARIUCCIA


Eddagli.


LUIGI


Me lo giurate?


INSIEME


Si, lo giuriamo!


LUIGI


(Accidenti a Oronzo, ma guarda icché m’ha combinato) Oh! Ma dimmi una cosa Mariuccia, ma perché qui’ coso… si, insomma il maes tro, perché si fece trovare qui a i’buio?


MARIUCCIA


Perché doveva parlare con la Luisella. E io gli dissi di venire quando noi s‘era tutti a mangiare! Hai capito?


LUIGI


Ah! Te tu gli hai detto di venire qua?


MARIUCCIA


Si, babbo!


LUIGI


Ah! Va bene, ho capito tutto! (Oronzo unn’ha capito proprio nulla!)


SCENA SESTA

LUISELLA E DETTI


LUISELLA


(con la valigia) Scusate, son venuta a salutarvi, me ne vado.


LUIGI


E in do’ tu vai?


LUISELLA


Vo’ via da questa casa!


LUIGI


E perché?


LUISELLA


Perché la s’è arrabbiato così tanto, per aver saputo che io ero sposata, e così per non darvi più un dispiacere me ne vado a servizio in un’altra casa, e chi mi vole deve prendere anche i’ mi’ marito! Perché fino a prova contraria io sono sposata e voglio stare con lui e mi’ bambino!


LUIGI


Icché tu c’hai anche un bambino?


LUISELLA


Sissignore!


LUIGI


E basta? C’è altra gente?


LUISELLA


Nossignore! Però io credevo che lei l’avrebbe capi to la situazione senza fare tante scenate e un c’è bisogno che io vi ricordi, quanto ho fatto per la su’ figliola. Ma le cose bone unsi ricordano mai. (tutto questo viene detto singhiozzando comicamente) Quindi vò via e lei la troverà un’altr a cameriera non sposata come me. Datemi icché devo avere e non mi vedrete mai più!


ANGIOLINA


(a Luigi) Povera figliola, la mi fa’ proprio pena.


MARIUCCIA


Babbo, perdonala, tu sei tanto buono!


LUIGI


Via, smetti di piangere, vieni qua! Unn’e parliamo più! Và a posare questa valigia e, quando viene i’ tu’ marito, tu me lo presenti e se mi conviene prendo anche lui. Sei contenta?


LUISELLA


Grazie, grazie, signor Luigi, Mi spiace che la si sia arrabbiato tanto.


MARIUCCIA


Vedi, Luisella, il babbo s’era sbagliato, e credeva che i’ tu’ marito venisse per me.


LUISELLA


Che grullo!


LUIGI


Grazie! Ehi, dico, il rispetto rimane! Te vai e voi due (Mariuccia e Angiolina) restate qua, che vi devo parlare (Luisella ringraziando ancora via). Tutto questo pasticcio l’ha combinato Oronzo, perché ha ascoltato la conversazione che te tu hai avuto con il maestro, io gli ho dato retta ma ora bisogna dirgli dell’equivoco che te un c’entri nulla con il maestro.


ANGIOLINA


E si capisce. Sennò ci si fa proprio una bella fig ura,


LUIGI


(A Mariuccia) Però mi raccomando a te Mariuccia, cerca di mostra rti graziosa,gentile, perché se Oronzo ti piglia in simpatia, abbiamo fatto il colpo.


INSIEME


Che colpo?


LUIGI


Ma un vu capite nulla? Se Oronzo ti sposa noi si diventerà ricchi e straricchi!


MARIUCCIA


Ah! Questo sarebbe il colpo? Il colpo mi viene a me se lo sposo! Mi dispiace babbo, ma questo un lo posso fare!


LUIGI


Come sarebbe a dire!


MARIUCCIA


A me quell’Oronzo lì, un mi piace!


LUIGI


Piace a me e basta!


ANGIOLINA


Sposatelo te! Io qui coso, alla mi’ figliola un glielo dò!


MARIUCCIA


Io voglio sposare un ragazzo che piace a me! Un lo voglio … un lo voglio … disperata)


(via


ANGIOLINA


L’ha ragione! Ma come la t’è venuta in mente questa cosa? Eppure, che te lo ricordi quando la mi’ mamma e i’ mi’ babbo, mi vole vano far sposare un capitano ritirato, lo sai icché gli risposi?


LUIGI


No, dimmelo!


ANGIOLINA     O Luigi o la Morte!

LUIGI                     La fosse morta! …(via tutti e due)

SCENA SETTIMA

DOTTORE ORONZO INDI PASQUALINA

ORONZO              (entra con il dottore e vanno alla porta di destra, poi a quella di sinistra, leva il cappello e il bastone al dottore, indi va al tavolino e suona il campanello)

ORONZO              Mio Dio … sarà già morto!

PASQUALINA M’ha chiamato?

ORONZO              Allora? Niente guai, disgrazie, niente?

PASQUALINA Che disgrazie!

ORONZO              Allora, niente?

PASQUALINA Niente. Tutto a posto!

ORONZO              Ma Luigi, indove l’è?


PASQUALINAL’è andato con la su’ moglie e la su’ figliola, sul terrazzo di là; voleva prendere una boccata d’aria fresca.

ORONZO              Fori? Vai subito a chiamarlo e digli che lo voglio subito.

PASQUALINA Ma icché l’è venuto anche questo a comandare! Unoun bastava!(via)

ORONZO

La mi scusi dottore.

DOTTORE

Ma come vu m’avete fatto correre come un pazzo, dicendomi che si trattava

du’infarto!

ORONZO

Ma l’è stato un infarto!

DOTTORE

Si … e quello con l’infarto, và sul terrazzo!

ORONZO

Sarà stato un piccolo infartino! Addirittura parla va sconnesso …

DOTTORE

Come sarebbe?

ORONZO

Farfugliava … balbettava … c’aveva la bava alla bo

cca. Sembrava più di là che di

qua. Sa è stata tutta colpa della figliola che la si vòle fidanzare con il maestro di

canto … poi qui a ‘i buio … se né andato giù per la

finestra!

DOTTORE

Ma icché la dice … io un ci capisco nulla! Insomma

indove l’è questo infartuato?

SCENA OTTAVA

PASQUALINA LUIGI E DETTI

PASQUALINA Eccolo qua, il signore(via)


ORONZO


(andando incontro a Luigi) Luigi, come stai?


LUIGI


Sto bene grazie, l’è stato solo un giramento di testa, ma ora m’è passato.


ORONZO


Meno male, son proprio contento.


LUIGI


E quel signore chi è?


ORONZO


E’ il dottore, sono corso a chiamarlo!


LUIGI


Ma perché tu hai voluto disturbare il dottore, iosto bene!


ORONZO


No, Luigi è meglio che tu ti faccia visitare.


LUIGI


Ma l’è inutile perché io sto benone!


ORONZO


Allora, se stai bene (al dottore) Grazie dell’incomodo e arrivederci.


DOTTORE


Bene, io c’ho piacere che il signore stia bene, ma a me la visita chi me la paga?


LUIGI


Che visita, se la unn’ha fatto nulla.


DOTTORE


Mi sono incomodato a venire, caro signore, quindi mi spetta la visita.


LUIGI


Questo significa approfittarsi della bontà mia, le i non ha fatto niente, quindi niente soldi.


DOTTORE


Ho detto che mi spetta la visita e io la voglio …


Sangue di Bacco!


ORONZO


Oh! La un si riscaldi tanto, qui c’è gente che non ha problemi di soldi che potrebbe pagare qualsiasi cifra. Allora, quanto deve avere… mi mostri la tariffa.


DOTTORE


Ma un sono mica un barbiere. Barba e capelli? Prego 100 lire!


LUIGI


Va bene, basta così! Tenga … grazie!


(prende un soldino) per il disturbo! Arrivederci e


DOTTORE


Una lira! … ma sono almeno 10 lire.


ORONZO


Ma che dieci lire e dieci lire! La stava dentro una farmacia a dormire senza far niente, qui l’ha unn’ha fatto nulla, quindi 1 lira l’è più che sufficiente!


LUIGI


Ma icché l’è in cerca di guai?


ORONZO


Non parliamo di guai!


LUIGI


Senti, questo tu l’hai portato te e ora sbrigatela da te. O un tu volevi aiutarmi? Ecco questa l’è la tua occasione.


ORONZO


Al mio paese, vicino all’Impruneta, il mio dottore, il mio dottore per una visita a casa prende 15 lire e viene con il ciuco. Lei la un c’ha nemmeno quello quindi 10 lire.


DOTTORE


E allora la doveva chiamare i su’ dottore, invece di venire a rompere le scatole a me.


LUIGI


Facciamola finita. Tenga queste sono 5 lire e unnéparliamo più! Arrivederci!


ORONZO


Macché, arrivederci, 5 lire e la visita. Su la lovisiti!


DOTTORE


Facciamo questa visita. (visita Luigi, prima gli tasta il polso, poi gli fa cacciare la lingua, poi batte sul petto e mette la testa sui reni battendo forte).


LUIGI


Oh!! Dottore così la mi fa male!


DOTTORE


Eh! La deve aver pazienza!


ORONZO


Luigi, lascialo fare!


DOTTORE


Come sta ad appetito?


LUIGI


Bene!


DOTTORE


La bocca come se la sente?


LUIGI


Bene, bene!


DOTTORE


La testa, se la sente pesante?


LUIGI DOTTORE


No, la sento leggera!

La digestione?


LUIGI


Ce l’ho buona!


DOTTORE


Di corpo, andate bene?


LUIGI


Sono un po’ stitico!


DOTTORE


Questo l’avevo capito! (prende la roba e va via) (borbottando) Arrivederci!


LUIGI


L’è andato via un po’ arrabbiato!


DOTTORE


(rientra ancora più arrabbiato) Eh! No! Che credete di cavarvela così? Mi si sonribollite le chiare! (prende il cappello lo butta per terra e mentre parla lo pesticcia tutto) Un le voglio le vostre 5 lire. Qui si offende la mia professionalità.Io ho studiato per quello che sono: cioè un medico: Non un poveraccio al quale gli si dà l’elemosina. Io un la voglio l’elemosina (gli getta i soldi) (prende il cappello se lo mette in testa così com’è, cerca di ricomporsi e esce) Arrivederci!


LUIGI


(guarda Oronzo, poi va a vedere all’uscio se quello l’è andato via) Se un songrulli e un si vogliono! Roba da matti! Quello s’è arrabbiato perché m’ha trovato sano!


ORONZO


Ma davvero, ti senti bene?


LUIGI


Ma sii, quella l’è stata una piccola alterazione, e lo sai perché? Per un equivoco che te hai pigliato.


ORONZO


Quale equivoco?


LUIGI


Sicuro, perché il maestro di canto unn’è innamorat della mi’ figliola, ma l’è il marito della Luisella, e a me unn’avevano detto niente, perché donne sposate dentro casa un ce le voglio.


ORONZO


E a te chi te l’ha detto?


LUIGI


Me l’ha detto la mi’ moglie, la mi’ figliola e la proprio dire da lei (via pel fondo)


Luisella. Anzi ora te lo faccio


SCENA NONA


PASQUALINA E DETTO

PASQUALINA Indove l’è, il signor Luigi, c’è una lettera per lui.

ORONZO              Dammela a me, ci penso io a dargliela (Pasqualina esce) (Legge). Lo stesso carattere della lettera di ieri, voglio vedere icché c’è scritto. (Apre e legge) “Signore, gli ho scritto quattro lettere e non mi h a mai risposto, adesso non vi scrivo più. Rispondete subito a questa mia, o vengo io di persona a domandarle soddisfazione del modo come mi avete trattata. La sua Bettina Crispini”; Oh! Questa Crispini ha proprio rotto! Ora le rispondo io come si merita. (Siede al tavolino e scrive) “Signora Crispini, io sono un uomo onesto e non ri spondo aduna donna della sua qualità! Sono ammogliato, perci ò non mi seccate più con le sue lettere, né si azzardi a venire a casa mia, altrimenti vado alla questura. Luigi Chiarelli”

Caro Luigi, tu vedrai che questa la unn’è scrive più. Eh! Se un c’ero io in questa casa, questa la lo rovinava (chiude la lettera scrive l’indirizzo e chiama Pasqualina)

PASQUALINA Che ha chiamato? Oronzo?

ORONZO              Si, per favore, fai recapitare questa lettera al suo indirizzo.

ORONZO              Eh! Caro Luigi, anche questo guaio te l’ho risolto . Come mi sento bene!

SCENA DECIMA

LUIGI LUISELLA E DETTO POI ANGIOLINA E MARIUCCIA


LUIGI


Luisella, di’ un po’ a Oronzo chi è il maestro di canto?


LUISELLA


E’ mio marito, Cesare.


LUIGI


Angiolina, Mariuccia …


(le due escono)


ANGIOLINA


Che vuoi Luigi?


LUIGI


Chi è Cesare?


ANGIOLINA


Il marito di Luisella.


LUIGI


Quindi, la Luisella e Cesare sono marito e moglie. Che sei convinto, ora?


ORONZO


Si… si…


LUIGI


Meno male! Luisella, vai a preparare il caffè e portacelo, nel salottino.


LUISELLA


Subito, signore (via)


LUIGI


Hai visto che bella cantonata t’hai preso? Ora, per favore, quando tu pensi che forse c’è un problema, prima dimmelo a me eppoi lo risolviamo. Va bene? Dopo


il caffè, io e te s’andrà a fare un bel giro per il centro di Firenze, perché ti devo parlare di un affare, andiamo (P,p.)

ORONZO              (alle donne) Perdonatemi, ho sbagliato. (Vanno)

ANIGOLINA     Meno male s’è Levato un po’ di torno. L’è asfissiante. Tu te lo ritrovi sempre ni’ mezzo.

MARIUCCIA    Mamma, bisogna convincere iì babbo, che io quell’ … Oronzo, un lo sposo, io un lo voglio!

ANGIOLINA     Stai tranquilla, più tardi ci parlo io.

MARIUCCIA    Te tu lo sai, che io sono innamorata di Ernesto, è un bel ragazzo mi vuole bene, passa tutta la giornata dentro al caffè qui davanti per guardare la mia finestra, l’è ricco, c’ha du’ negozi di gioielliere, perché non lo posso sposare?

ANGIOLINA     Chi te l’ha detto codesto? Bisogna, solo aspettare il momento bòno per parlare con i’ tu’ babbo.

MARIUCCIA    Ma da quando c’è qui’ coso, unn’è mai i’ momento bòno!

SCENA UNDICESIMA

ERNESTO E DETTE

ERNESTO           E’ permesso?

MARIUCCIA    Ernesto!!!

ANGIOLINA       Ma come gli è venuto in mente di salire su!

ERNESTO           Signora, mi scusi, ma perché non dovevo venire? Lemie intenzioni sono più che sincere. Mariuccia mi piace e la voglio sposare, e io voglio parlare a i su’ marito.

ANGIOLINA     Ma il problema, l’è … che i’ mi marito … vorrebbe dare Mariuccia in sposa, ad un suo amico, un certo Oronzo… perciò…

ERNESTO           E chill’è questo… Oronzo?

MARIUCCIA    Un tipo orribile! Ma non ti preoccupare, io ti giuro che voglio bene solo a te, e i mi’ babbo lo dovrà capire o con le bòne o con le ca ttive.

ERNESTO           Io son sicuro, che quando gli parlerò si convincer à, anche perché io sono ricco, c’ho du’ negozi di gioielliere e, appena more una m i’ zia che è straricca, io eredito tutto! Dunque, può essere contento, i tu’ babbo!

MARIUCCIA    (lo abbraccia) Oh! Ernesto!!!

ANGIOLINA     Oh!! Ragazzi…… un po’ di rispetto. Sono la mamma!


SCENA DODICESIMA

LUIGI ORONZO POI CESARE


LUIGI


(D, d.) Un caffeino, ci stava proprio bene.


ANGIOLINA


Oddio … sono loro … (ad Ernesto) Presto nasconditi … nasconditi qui dentro (cassapanca)


(ci  pensa)    ecco


MARIUCCIA


Zitto, mi raccomando!!!


ANGIOLINA E MARIUCCIA (stanno per uscire e incrociano i due)


LUIGI


Dove andate?


ANGIOLINA


Si… va un momento in camera della Mariuccia… Voi c


he vi fermate molto qui?


LUIGI


No… no… si va, via subito!


MARIUCCIA


(alla mamma) Meno male, sennò quello more!


ANGIOLINA


Bene … a più tardi!


LUIGI


Ciao! (fra sé)Mi sembravano un po’ nervose! Mah!

Allora andiamo, Oronzo?


ORONZO


Hai detto che mi dei parlare d’un affare.


LUIGI


Te lo dico strada facendo. Ti aspetto di là, prend o il cappello! (esce)


ORONZO


Vengo subito! Povero Luigi, l’hanno imbrogliato proprio bene. (via)


CESARE


(entra con bamboccio) … Bello Sandrino mio… ora viene la mamma…Biribiribi… Bello, tutto me! Biribiribiri… come t’h anno fasciato stretto… aspetto ti allargo un po’ questa fascia. (Lo mette sulla poltrona e cerca di accomodare la fascia. Ad un tratto sente cantare Oronzo) Oh!!! O Sant’Iddio… ecco il pazzo… e ora icché fò! (copre il bamboccio con lo scialle, lasciandolo sulla poltrona) Sandrino... zitto!!! (cerca un posto dove nascondersi va alla cassapanca come se fosse ormai una cosa familiare, l’apre)


ERNESTO


Occupato!


CESARE


Oh!! Mi scusi! (e si nasconde sotto il tavolo)


ORONZO              (entra  cantando)  Come  l’è  credulone,  Luigi.  Unn’ha  capito  che  lo  stannoimbrogliando, moglie e figlia e anche la Luisella che per aiutare la signorina, la


s’è fatta passare per la moglie di’ maestro. L’hanno proprio rigirato come le volevano loro … (guarda a dritta)

Sta arrivando la signora Angiolina, voglio sentire icché la dice! (si nasconde anche lui)

SCENA TREDICESIMA

ANGIOLINA ERNESTO INDI LUIGI

ANGIOLINA

(si guarda attorno, poi apre la cassapanca) Ernesto… esci!

ERNESTO

(con voce soffocata) Eccomi… Ohi!! Ohi!!

ANGIOLINA

Presto, vai via, perché se ti trova i’ mi’ marito, io sono rovinata.

ERNESTO

Mi raccomando a lei.

ANGIOLINA

Stai sicuro, che da parte mia farò tutto quello ch e posso.

ERNESTO

E quella povera creatura, non la faccia piangere, altrimenti i’ su’ marito potrebbe

sospettare.

ANGIOLINA

Lascia fare a me. Ora vai… e torna domani a mezzog

iorno, quando un c’è Luigi.

ERNESTO

Quanto le voglio bene! (bacia la mano forte e va via)

ANGIOLINA

E’ proprio un bravo giovane! (via)

ORONZO

(esce da dietro la tenda) Unn’è voglio vede’ più (fa per mettersi a sedere sulla

poltrona dove c’è il bambino e da sotto il tavolino Cesare fa controscene) Ah!

Infami, assassini, povero Luigi! Povero amico mio. Bella famiglia! Che vergogna!

(il bambino piange) (Cesare fa per uscire ma Oronzo è più veloce di lui) (alza lo

scialle) Un bambino!…   (lo prende) Ah! Ora ho capito, perché quel giovanotto ha

detto non faccia piangere quella povera creatura, questo l’è il figliolo della signora

Angiolina, oh!!! Che svergognata!

CESARE

(esce dal tavolino) La lo lasci stare, questo l’è i’ mi’ figliolo!

ORONZO

Ah!! Anche lei è d’accordo. Tutti d’accordo!!!

LUIGI

Ma icché l’è tutta questa confusione!

ORONZO

Luigi… Ti stanno imbrogliando tutti… questo è il f

rutto del peccato!!!

CESARE

Macché peccato… dell’amore… dell’amore…

(bimbo piange)

Entrano tutti e tutti cercano di dare una spiegazione nel caos più caos. Si chiude il sipario.

FINE DEL SECONDO ATTO

==============================


ATTO TERZO

Medesima scena degli atti precedenti

SCENA PRIMA

LUIGI CESARE ORONZO CON BAMBOCCIO

CESARE

Signor Luigi, gli giuro che questo l’è proprio mio figlio, ma come glielo devo

dire, lo domandi alla mi’ moglie.

ORONZO

Ma icché tu credi di parlare con Luigi, come a unostupido?

LUIGI

Oh!! Oh!! Macché stupido!

ORONZO

Scusa, Luigi, io ti voglio difendere da questi imbroglioni!

LUIGI

Ti ringrazio… ma mi sò difendere anche da me!

ORONZO

Scusa, se insisto! (A Cesare) Te, guardami negli occhi e rispondi… Questo è

proprio i’ tu’ figliolo?

CESARE

Siii! Ma come glielo devo cantare, in musica!

LUIGI

Nooo… per carità! Scusa, Oronzo, ma se dice che l’

è suo… sarà vero!

ORONZO

Mi fai proprio pena, Luigi!

LUIGI

Se un fosse per l’affare di’nnegozio, a quest’ora  gli avevo bell’è dato du’ manate!

ORONZO

E allora, se l’è tuo, perché tu l’ha lasciato da solo sulla poltrona?

CESARE

Io sono venuto con il bambino per farglielo vedere alla mi’ moglie… poi, ho

sentito che lei la stava per arrivare… e memore… di

quella sera che la mi buttò

giù dalla finestra, mi sono nascosto sotto il tavolino.

ORONZO

Questa è la verità?

CESARE

Sissignore!

LUIGI

Ma poi, scusa Oronzo, se il bambino unn’è di lui, ma di chi tu credi che sia…

ORONZO

Stai zitto, Luigi, sei un povero infelice!

LUIGI

E te un disgraziato!


CESARE

Ve lo giuro… questo l’è mio!!!

SCENA SECONDA

LUISELLA E DETTI

LUISELLA

Cesare, indove l’è Sandrino?

CESARE

Ce l’ha in collo il signor Oronzo!

LUISELLA

Oh! Gesù… così si spaventa!   (lo prende) Povero Sandrino mio!!! Bello della tu’

mamma… Dio, come s’è fatto grande!   (lo bacia)

CESARE

Diglielo Luisella, che questo l’è i’ nostro bambino! Un ci crede..

LUISELLA

(arrabbiata) Senta, lei… la pensi agli affaracci suoi… Prima… m

i vò ammazzare

i’ marito… poi mi vòle portare via i mi’ bambino… P

erché la un torna a casa sua,

così si starebbe meglio tutti. Vero signor Luigi?

LUIGI

Embè!!! Oddio!!! Tu hai un po’ esagerato!

ORONZO

Ho sbagliato! Scusate!

LUIGI

Intanto,  abbiamo  deciso  che  tu  resterai  in  casa  mia  come  maggiordomo!  Sei

contento Cesare?

CESARE

Grazie… grazie… Luisella siamo di nuovo una famigl

ia (e la prende in collo)

LUIGI

Oh! Oh!!! Poche confidenze! Andate a lavorare e al bambino dategli qualcosa da

mangiare… Via… aria… Marsh!

LUISELLA

(con il bambino) Chissà come saranno contente sia la signora che la  signorina

quando lo vedranno! Bello Sandrino…   (via escono)

ORONZO

Scusa ancora un momento!

CESARE

Che dice a me?

ORONZO

Si, a te. Ti devo domandare una cosa. Scusami, Luigi, permetti?

LUIGI

Perché? Io un posso sentire?

ORONZO

No, non puoi sentire.

LUIGI

Ma roba da pazzi!!! Questo detta legge in casa mia! (si allontana)

ORONZO

Prima hai detto che ti sei nascosto sotto il tavolino, vero?

CESARE

Sissignore!


ORONZO


Dunque, hai visto la signora Angiolina parlare con il giovanotto che stava in questa stanza…


CESARE


Queste son cose che a me un mi riguardano.


ORONZO


Rispondi… l’hai visto si o no?


CESARE


Si…


ORONZO


Allora tu hai anche sentito quando lei la gli diceva di tornare quando un c’era il su’ marito.


CESARE


Si.


ORONZO


Hai visto anche quando lui gli ha baciato la mano?


CESARE


Si. Anche quello! Ora, me ne posso andare?


ORONZO


No, devi stare qui. Mettiti a sedere e aspetta 5 minuti.


CESARE


Ma…


ORONZO


Siediti. (poi si avvicina piano piano a Luigi, che lo guarda con paura)


LUIGI


(fra sé) (Ohi! Ohi! Icché vòle ora da me? Un ci sarà mica u n altro guaio?)Oronzino, icché c’è?


ORONZO


(siede) Luigi, amico caro, te tu devi lasciare subito questa casa…


LUIGI


Ma icché tu dici?


ORONZO


Si… perché se non lo fai, domani tutti rideranno d i te. Devi lasciare per sempre la tu’ moglie. Capisco che queste mie parole ti possono sembrare strane, ma in seguito capirai! Anch’io, quando ho visto quello che ho visto, sono rimasto di sasso! Tu sei vecchio (controscena o risposta a soggetto di Luigi), hai una figlia, se vuoi vendicarti, andrai a morire in un carcere e tua figlia resterebbe in mezzo ad una strada, povera Mariuccia, abbandonata e derisa da tutti!


LUIGI


Da’ retta, ma che ha bevuto?


ORONZO


Sono lucidissimo! Dammi retta, vai via, non restare in questa casa un minuto di più!!!


LUIGI


Ma mi dici icché l’è successo? Perché io un ti capisco mica!


ORONZO


Che è successo? Ma come, un tu ti sei accorto di nulla?


LUIGI


No! Ma d’icché mi dovevo accorgere?


ORONZO


Santa ingenuità! La bontà di quest’uomo mi fa pian gere (piange a singhiozzi)


LUIGI                     Via… un piangere, tu diventi ancora più brutto, qu      ando tu piangi! Ma si può

sapere icché c’è stato?

ORONZO              (si alza con precauzione va a vedere alle porte se viene nessuno).

CESARE               Signor Luigi, me ne posso andare?

LUIGI                     Per me si… ma…

ORONZO              Ho detto di stare seduto! (prende Luigi per la mano) Tua moglie Angiolina, fa

all’amore con un giovanotto (glielo dice strascicando)

LUIGI                     Unn’ho capito nulla… tu biascichi…

ORONZO              Perché non è facile dire, quello che devo dire.

LUIGI                     Ma dillo…  (urlando)…

ORONZO              Allora, mezz’ora fa, la tu’ moglie era qui in ques ta stanza con un giovanotto che

stava nascosto e gli ha detto: “Vai via, perché se ti vede i’ mi’ marito sono rovinata, vieni domani a mezzogiorno quando Luigi non è in casa…” Eppoi gli ha detto tante parole amorose e lui gli ha baciato la mano. Quindi, questo vuol dire che tua moglie ti tradisce con questo giovanotto.


LUIGI                     Poerino, ma te tu sei tutto grullo… da quando combinato tanti di quei guai…! Ora, anche questa… mi tradisce… Ah! Ah! (ride)


tu  s  ei  arrivato…  tu  m’hai (ride) La mi’ moglie… che la


ORONZO

Se non mi credi… chiedilo a lui…

(indicando Cesare)… che l’era qui… nascosto

sotto il tavolo!

LUIGI

Ma che è proprio vero, quello che l’ha detto questo… questo… Oronzo!

CESARE

(molto intimorito) Sissignore!!

LUIGI

(riscaldandosi comicamente) Vai… via… e non fiatare con nessuno! Hai capito?

CESARE

Chi io?? Ma io mi cucio la bocca! (Via)

LUIGI

(comincia a passeggiare in su e in giù e dietro Oronzo) Ah!! Brutta infame…

zozzona… tradirmi… dopo tanti anni di matrimonio… m

a io l’ammazzo…  (a

Oronzo) Ma che la smetti di venirmi dietro?

ORONZO

Io, non ti  lascio nemmeno per un secondo!

LUIGI

E levati di torno… sei asfissiante… traditrice! Ingannarmi in questo modo!

ORONZO

Luigi, siccome te hai accompagnato mio nonno quando era cieco…

LUIGI

(gridando) E non mi rompere… te e i’ tu’ nonnetto! Io sono pie

no di guai e questo

mi tira fòri la storia del nonnetto!


ORONZO

Ma io volevo dire… che se vuoi, puoi venire a vive

re a casa mia. Lì non ti

mancherà niente. Nauralmente, anche la Mariuccia po trà venire.

LUIGI

Si… hai ragione… lei la verrà con me e me ne vogli

o andare subito, perché questa

casa brucia… brucia… brucia…

ORONZO

Brucia… brucia!

PASQUALINA (entra trafelata)Oddio… icché brucia…

(butta un bicchiere d’acqua addosso a

Luigi)!

LUIGI

Ecco un’altra grulla!

PASQUALINA Ma  io  ho  sentito  dire…  brucia…  brucia…

e  istintiva

mente  ho  preso  un  po’

d’acqua!

LUIGI

Sai icché tu spengevi con un bicchiere… vai… vai…

un sopporto più nemmeno

te! In questa casa… un sopporto più nessuno! Hai ca

pito? Nessuno. (si calma)

Pasqualina, chiama la mi’ figliola e digli di venire subito… ho detto subito qui!

PASQUALINA Va bene… subito… subito!


ORONZO


Lo sai icché fò Luigi? Io mi avvio, ti aspetto qui sotto al caffè… Appena arrivi con la Mariuccia ce ne andiamo via tutti e tre.


LUIGI


Si… un ci voglio rimanere un minuto di più dentro amara come il fiele, guarda (caccia la lingua)


a questa casa, c’ho la bocca


ORONZO


Anch’io… guarda


(caccia la lingua controscena di Luigi).


PASQUALINA (entra mentre si guardano la lingua)La signorina ha detto che viene subito!


LUIGI


(per rispondere si morde la lingua) Grazz…iee!! Accidenti a te! Pasqualina, vaiin camera mia e prendimi l’ombrello e la valigia.


PASQUALINA Perché? Che va via?

LUIGI                     Si!

PASQUALINA (finta)Uh!!! Quanto mi dispiace!


LUIGI


Bugiarda! Un ti pare i’vvero che mi levi di torno! (la spinge e Pasqualina via). E’ meglio che me ne vada, perché se la mi’ moglie la viene di qua… potrei commettere qualche bestialità!


PASQUALINA Ecco l’ombrello e la valigia.(e via)

LUIGI                     Grazie! Vai… vai Oronzo… fra un po’ arrivo anch’io!


ORONZO

(con il fazzoletto si asciuga le lacrime) Vieni presto, non mi fare stare in pensiero,

che ci  vuoi  fare…  l’uomo deve essere forte per

pote  r

affrontare le sventure,

coraggio non t'’rrabbiare, meno male che ci sono io ad aiutarti! (alza gli occhi al

cielo e via)

LUIGI

Disonorarmi così… alla luce del sole, lei che l’er  a così buona così affettuosa con

me… Brutta assassina… ma quello che non capisco… ch

i è che ha avuto il

coraggio di innamorarsi di lei!

MARIUCCIA

Babbo, mi volevi?

LUIGI

Si, figlia mia, vestiti che voglio portarti a fare una bella passeggiata, è così una

bella giornata!

MARIUCCIA

Questa è proprio una novità! E dove andiamo? Babbo?

LUIGI

Vicino all’Impruneta!

MARIUCCIA

A fare icché? All’Impruneta!

LUIGI

Eh!! Già… a fare icché? All’Impruneta si va… per a

ndare in campagna.

MARIUCCIA

(avendo  capito  che  c’è  anche  Oronzo)  Uh!!  Che  piacere…  Allora,  viene  la

mamma?

LUIGI

(risentito) No! La mamma non viene!

MARIUCCIA

Allora un vengo nemmeno io!

LUIGI

No… te tu vieni… perché devi obbedire al babbo!!!

(grida)

MARIUCCIA

E perché la mamma non viene?

LUIGI

Perché così voglio io e basta! Capito? Basta! (grida)

SCENA QUARTA

ANGIOLINA E DETTI

ANGIOLINA

Ma iché sono questi strilli?(Luigi freme per la rabbia)

MARIUCCIA

Mamma, guarda che occhi da pazzo fa il babbo!

ANGIOLINA

E perché?

MARIUCCIA

E… mi vòle portare in campagna a me sola, te un ti

vòle portare.

ANGIOLINA

E perché un mi vòle portare?

LUIGI

Perché… lei signora… non è più degna di venire con

me… Lei non è più degna di

portare il mio nome.


ANGIOLINA

L’è proprio impazzito! Mi dici icché l’è questa novità?

LUIGI

Ah! La vòle anche una spiegazione! Bene e io te la  do! Te (a Mariuccia) vai in

camera tua.

MARIUCCIA

Ma…

LUIGI

(grida) Ho detto in camera! (Mariuccia, impaurita, via)

(Luigi passeggia rabbioso poi si appoggia alla spalliera di una sedia): “Vuoi una

spiegazione dopo tutto quello che mi hai fatto, vuoi una spiegazione dopo avermi

coperto di disonore e di obbrobrio! Io ora, esco da questa casa per non ritornarci

mai più, e te tu resterai sola, libera e potrai fare tutto quello che ti pare e piace!

Però la Mariuccia, anche se la un vuol venire, la p orto via con la forza! Io, per te

non esisto più… Luigi Chiarelli… è morto!(L’afferra per le mani) Io ti guardo

negli occhi ma non vedo più la mia dolce e cara Angiolina…

ANGIOLINA

E chi tu vedi?

LUIGI

Chi vedo? Margherita Gouttier!!! (canta un pezzo della Traviata)

ANGIOLINA

Aiuto!!! Chiamate un dottore!!! C’è un pazzo!

SCENA QIUNTA

MARIUCCIA E DETTI

MARIUCCIA

Mamma… mamma.. icché succede?

ANGIOLINA

Pazzo!!! I’ tu’ babbo l’è impazzito!!

LUIGI

Noooo… un sono pazzo! Dimmi… dimmi… che l’era qui’

giovanotto che l’era

con te in questa stanza che tu gli hai dato appuntamento a mezzogiorno, quando io

non sono in casa? Chi l’era?

ANGIOLINA

Ah!!! Forse l’era Ernesto!

LUIGI

Il tuo amante si chiama Ernesto?

ANGIOLINA

Il… mio… amante? Ah!!ah!!(ride)

MARIUCCIA

L’amante della mamma? Ah, ah, ah, (ride)

LUIGI

L’hanno i’ coraggio di ridere!!!

ANGIOLINA

Ma si… perché qui’ giovanotto l’è un mese che mi s ta pregando di voler parlare

con te, perché si vòle sposare la tu’ figliola.

LUIGI

Uh! Mamma mia! (poi ci ripensa) E perché t’ha baciato la mano?


ANGIOLINA

Perché gli dissi che ci avrei pensato io, quando fosse stato il momento buono, ma

te tu sei così preso da quell’antepatico di’ tu’ am ico Oronzo, che da qualche

giorno un ti si sta più vicino!

LUIGI

(fra sé) (quello me n’ha combinata un’altra delle sue, e ci

son cascato come un

cretino) Non m’ingannate vero?

MARIUCCIA

Ma no, babbo… Anzi, Ernesto l’è giù ni’ portone, c

he l’aspetta un mio segnale

per farlo salire! Posso, Babbo?… Ti prego!…

LUIGI

Fallo salire! (Mariuccia via e bacia Luigi)

MARIUCCIA

Grazie… babbo!   (via)

ANGIOLINA

Ma mi dici chi è, che t’ha detto che c’avevo un amante?

LUIGI

Un  t’arrabbiare,  però…  perché  vedi…  lui  e  mi  vòle

bene,  sai…  io  ho

accompagnato i’ su’ nonno quando l’era cieco… e all

ora…


ANGIOLINA       Accidenti a te… a lui…e a qui poeromo di’ s’ nonno ci penso io… Dopo, tu c’hai da accompanare pure lui du’ dita negli occhi… ci siamo intesi?


!Se un tu lo mandi via te…

…perché io gli infilo queste


LUIGI                     Tu hai ragione!!! Bisogna levarselo di torno!

SCENA SESTA

MARIUCCIA E DETTI POI ERNESTO

MARIUCCIA    Babbo, Ernesto sta salendo!

LUIGI                     Prima voglio sapere qualcosa su questo Ernesto.

ANGIOLINA       L’è un bravo ragazzo, c’ha due negozi di gioielleria eppoi c’ha una zia che quando

la mòre la lascia tutto a lui. Falla contenta!

LUIGI                     Ora vediamo!

MARIUCCIA    Eccolo qua!

ERNESTO           E’ permesso?

LUIGI                     Avanti, avanti, senza complimenti.

ERNESTO           Grazie.

LUIGI                     Dunque, lei la sarebbe?

ERNESTO           Ernesto Roselli, figlio del fu Vincenzo Roseli, avvocato.

LUIGI                     Ah! Lei sarebbe il figliolo dell’avvocato Rodelli?


ERNESTO

Che l’ha conosciuto?

LUIGI

Si, molti anni fa.

ERNESTO

C’ho piacere

LUIGI

E così, lei la vorrebbe sposare la mi’ figliola, e h?

ERNESTO

Sissignore, ho parlato anche con la su’ moglie.

LUIGI

Eh, ma prima bisogna parlare con me.

ERNESTO

E allora parlo. Le mie intenzioni sono sincere, c’ho due negozi di gioielliere, c’ho

anche  una  zia  ricca  che  quando  la  mòre  eredito  tutt e  le  sue  ricchezze,  stia

tranquillo, signor Luigi, la Mariuccia con me sarà felicissima.

LUIGI

E lo credo con tutta codesta roba! (fra sé) (Uh! Che sbadato, quell’altro l’è al

caffè a aspettarmi… ) Bravo giovanotto, io acconsen

to a questo matrimonio...

MARIUCCIA

Grazie Babbo…   (lo bacia)

LUIGI

Su… su… basta con queste smancerie!!! Senti, Ernes

to… Ti do del tu… ti spiace?

Tu mi devi fare un piacere, devi venire un momento con me al caffè qui sotto, per

mettere in chiaro un equivoco che avea preso un mi’ amico.

ERNESTO

Ma… mi scusi… ma icché c’entro io con l’equivoco d

’ su’ amico?

LUIGI

Tu  c’entri  sicuro,  perché  quello  credeva  che  tu  facevi  all’amore  con  la  mi’

moglie…

ERNESTO

Accidenti  all’equivoco!!!  Oh!  Mi  scusi  signora!  Va  bene  andiamo!  (Luigi  va

vicino  alla  consolle  a  mettersi  il  cappello,  Ernesto  salutando  la  signora)

Signora…   (poi a Mariuccia:) Mariuccia, che sei contenta? (l’abbraccia)

MARIUCCIA

Si, Ernesto mio.

LUIGI

(si volta) Ohhh!!! Ragazzi… un po’ di pudore!!!

ERNESTO

Mi scusi!

ANGIOLINA

Sei contenta? Eh?

MARIUCCIA

Tanto, mamma! Senti, ma chi glielo ha detto al babbo, che te tu ri l’amante di

Oronzo?

ANGIOLINA

Qui’ deficiente di Oronzo!

MARIUCCIA

Da quando l’è venuto qui dentro, in questa casa s’è perduta la pace.


SCENA SETTIMA

CESARE LUISELLA E DETTE

CESARE               (con bamboccio) Signora, porto via Sandrino, gli vòle dare un baci o?

ANGIOLINA     Uh! Si! Si! Bello…biribiri…

LUISELLA          Signora, posso accompagnare mio marito? Starò fuor i solo 10 minuti.

ANGIOLINA     Andate… andate pure!         (Vanno) Vi accompagno… vieni Mariuccia!

SCENA OTTAVA

PASQUALINA E LIVIO CRISPINI

PASQUALINA Gli ho detto che il signore non c’è!

DOTTORE          Non m’importa, io voglio parlare con la signora; c’è la signora?

PASQUALINA Sissgnore!

LIVIO                      E alora chiamatela!

PASQUALINA Vado… subito! (E, questo, icché vòle?)

DOTTORE          Voglio proprio vedere questa moglie… quando gli ra cconterò tutto; Brutto vigliacco… trattare male la mi’ sorella, dopo quatt ro lettere che gli ha mandato quello risponde: “ Io sono ammogliato, non rispondo ad una donna della sua qualità, non venga in casa mia, altrimenti vado all a questura”. Ma per chi l’ha presa la mi’ sorella. Ma se ne pentirà! (tira fuori dalla giacca una spada) Ora parlo con la moglie, e se non lo infilza davanti a me, lo infilzo io davanti a lei, gli buco tutte le budella, così impara questo vecchio vizioso!…

SCENA NONA

ANGIOLINA PASQUALINA E DETTO

ANGIOLINA     Chi mi cerca?

PASQUALINA Questo signore.(via)

ANGIOLINA     Prego, accomodatevi.

DOTTORE          Grazie! Lei sarebbe la moglie del signor Luigi Chiarelli?

ANGIOLINA     Precisamente!

DOTTORE          Io sono venuto per fare giustizia! So marito ha ingannato mia sorella!

ANGIOLINA     Che ha fatto?


LIVIO                      Voleva sposare mia sorella, perché gli aveva dettoche lui non era sposato!

ANGIOLINA     Ma chi, Luigi? Ma qui c’è uno sbaglio!

DOTTORE          Ascolti. Una sera, mia sorella con due sue amiche, dopo il teatro andarono in trattoria, poi arrivo suo marito e si sedette accanto a loro e si bevve tre litri di vino. Dopo cenato, lui si offrì di accompagnare a casa la mi’ sorella promettendogli che la mattina dopo sarebbe venuto per combinare il matrimonio e lì gli fece una lunga dichiarazione d’amore. La mia povera sorella l’ha aspettato per tanti giorni, poi gli ha scritto ben quattro lettere senza avere nessuna risposta, ma stamattina ecco la lettera tanto attesa, leggo:” Io non rispondo ad una donna della sua qualità, sono ammogliato, non venga in ca sa mia altrimenti vado alla questura”. Ora, io le chiedo: “Signora, lo vòle inf ilzare lei o lo infilzo io?”

ANGIOLINA     Si fa insieme. (Brutto infame! E faceva pure il geloso! Vigliacco!)

SCENA DECIMA

LUIGI ORONZO ERNESTO E DETTI POI MARIUCCIA

LUIGI

(d.d.) Pasqualina, Pasqualina!

ANGIOLINA

Ah! Eccolo. La un si faccia trovare qui! La si nasconda qua dentro (porta) appena

l’è il momento la chiamo io.

DOTTORE

Signora, io voglio soddisfazione!

ANGIOLINA

Anch’io! La vada!

LUIGI

Ovvia, tutto è chiarito, tutto è spiegato!

ORONZO

Scusate, se ho sbagliato.

ANGIOLINA

Ma figurati, per così poco!

ORONZO

Mi scusi se ho dubitato della sua onestà, ma lei c apirà, quando si vuol bene ad un

amico, a volte si vede una cosa per un’altra…   (ma vede che Angiolina non lo

segue per niente)

ANGIOLINA

Già… già!(e guarda Luigi)

LUIGI

Angiolina? Che hai? Ti vedo strana!

ANGIOLINA

Niente, niente… mi fa male un poco la testa! Uh!!!

Me ne stavo dimenticando…

Luigi… vai un momento di là, c’è un tuo amico che t

i sta aspettando.

LUIGI

E chi è?

ANGIOLINA

Un lo conosco. M’ha detto che ti vuole parlare!


LUIGI                     Signori miei, scusate un momento. (entra)

(Entrano Ernesto e Mariuccia per mano, d.d. rumore di sciabolate)

LUIGI                     (d.d.) Ahi!!! Ahi!!!

TUTTI                    Icché succede?

ANGIOLINA     Niente, niente, sta scherzando con un suo amico!

ORONZO              All’anima dello scherzo! Io vado a vedere… se Luig           i avesse bisogno di me…

ANGIOLINA     (con forza) No! Te tu stai qui. Anche se tu ti meriteresti d’entrare anche te.

LUIGI                     (entra un po’ strappato, facendo finta di nulla) Icché c’è? Icchè vu mi guardate

così?

ORONZO              Luigi, ma che è successo?

MARIUCCIA E ERNESTO: signor Luigi… Babbo… ma icché t’ha fatto? ANGIOLINA Niente, niente, quando viene quell’amico, scherzano sempre.

LUIGI                     Sicuro, sicuro, noi scherziamo sempre! (non reggendosi in piedi) Ohi!!! Ohi!!!

Ora moio!

SCENA ULTIMA

LIVIO E DETTI POI LUISELLA


DOTTORE

LUIGI

DOTTORE

LUIGI

LIVIO

LUIGI

LIVIO

MARIUCCIA

ANGIOLINA

ORONZO


Oh!! Ora stò meglio!

Speriamo che tu vada sotto un tramme!

Signori, scusate tanto, io me ne vado, l’indirizzo  mio lo sapete, quando

bisogno di me, mi mandate a chiamare e io corro. Caro Luigi, stai bene!

Addio! Addio!

(Se passi dalle mi’ parti, ti faccio un c…)

(Aspetta … aspetta… vengo senz’altro)

Arrivederci!!! (Con grande maestria rimette la sciabola a posto)

Ma mamma, ma chi l’era quello lì?

E’ il sarto nuovo che ho pigliato! Un tipo un po’ strano!

E icchè l’è venuto a pigliare la misura di Luigi?


avete


ANGIOLINA


(A Luigi) (Poi, quando restiamo soli, si fa i conti, t’ho da fare il resto).


ERNESTO


(A Oronzo) Io credo che il signor Luigi n’ha buscate!


ORONZO


La crede? Ora glielo domando io, a me dice tutto!


LUISELLA


Il pranzo è pronto!


ORONZO


Bene, bene. Se intanto voi v avviate, perché io debbo domandare una cosa a Luigi, poi vi raggiungeremo. (tutti via per il fondo) Luigi, amico mio, tu che hai accompagnato mio nonno…


LUIGI


… Quando era cieco!…


ORONZO


A me puoi dire la verità. Perché quel tizio ti ha picchiato?


LUIGI


Lo sai chi era quello? L’era il fratello della Bettina Crispini, sai… quella che te ne parlai… Tutto per una lettera che ha ricevuto e che io non ho mai scritto. Io vorrei proprio sapere chi ce l’ha mandata. (la mostra)


ORONZO


Questa lettera? Ce l’ho mandata io.


LUIGI


(comincia a trasformarsi) Teee?


ORONZO


(ingenuo) Io, si! Perché ho sbagliato?


LUIGI


Guarda, ti do dieci minuti per fare i bagagli e andartene da casa mia, perché sennò va a finire che un guaio serio io lo passo davvero!


ORONZO


Perché icchè tu fai?


LUIGI


Icchè … fò… Io… t’ammazzoooooo!!!!!

(si rincorrono, fine della commedia)


FINE DELLA COMMEDIA

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