L’amico è… (Il Piccolo Principe e altro)

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Introduzione

       

Adattamento teatrale per alunni di IV scuola Primaria a cura di Liliana Catalano

                                        Introduzione

Se ne dicono tante sull’amicizia, ma , insomma, che vuol dire essere amico?

Io, più ci penso a questa faccenda dell’amicizia, e più ci perdo la testa. Crediamo di essere fratelli, di volerci bene, di avere complicità e poi, tutto a un tratto, scopriamo invece che gli altri ci criticavano, ci snobbavano, insomma, non provavano per noi, non dico il sentimento dell’amicizia, ma neppure quello della simpatia.

Ma allora, dico io, l’amicizia sarebbe un’abitudine come comprare il giornale, una comodità come la poltrona o il letto, un passatempo come il cinema? Ma se è così, perché la chiamiamo amicizia e non la chiamiamo piuttosto in un altro modo?

Secondo me l’amicizia dovrebbe essere una preziosa carezza di cui non puoi farne a meno, un’emozione che ti entra nel cuore e non se ne va.

Ne abbiamo parlato con i nostri compagni, così, per sapere come la pensano loro e ognuno di essi ha detto delle cose che vorremmo farvi ascoltare.

Inoltre abbiamo pensato di recitare un libro bellissimo sull’amicizia, che abbiamo letto in classe, “ Il Piccolo Principe”, chi di voi non lo conosce!!!!

E’ un romanzo che si rivolge ai ragazzi e a tutti i grandi che sono stati bambini, ma non se lo ricordano più, come dice l’autore, e che vuol trasmettere, a chi lo legge, quanto importante sia l’amicizia, quella vera però,  che con la sua forza riesce a non far sentire più sole le persone.

I personaggi e gli interpreti sono:

Presentatori 

Narratore

Il Piccolo Principe

Il fiore

Il Re

Il geografo

L’uomo d’affari

Il lampionaio

La volpe                                      

Epilogo

Nicole Randazzo  e

 Mariangela Cassarino

Chiara Cassarino

Alessandro Mirona  e

Mattia Merlo

Chiara Cugno

Alan Barbagallo

Alessio Ciarcià

Paolo Lombardo

Salvato D’ambrogio

Federica Randazzo

Paolo Lombardo

(si prepara la scena a sipario chiuso)

Per iniziare ascoltate, recitata da Michela Fede:

La canzone del Piccolo Principe

Cerco sempre negli occhi tuoi i perché

delle cose che vedo intorno a me:

perché un fiore profuma,

perché poi un sogno svanirà,

perché tu vivi e canti insieme a me.

 Come il Piccolo Principe sono io

cui la volpe un giorno raccontò:

se qualcuno sorride  a te

è segno che crede in te,

l’amicizia si canta in allegria.

Il mio Piccolo Principe sei tu

se con gioia lavori accanto a me

e non ti stanchi di sognare

cose nuove da inventare:

la pigrizia fa crescere i baobab.

Il tuo Piccolo Principe sono io

quando voglio affezionarmi a te,

quando voglio costruire

il grande gioco della vita

e mi impegno a farlo insieme a te.

Il mio Piccolo Principe sei tu

il tuo Piccolo Principe sono io.

Piccoli principi sono tutti quelli come noi

che vivranno l’amicizia in allegria.

 

Si apre il sipario

Narratore :” Quando ero piccolo mi piaceva disegnare tutto ciò che vedevo. Il mio primo disegno rappresentava, per me, un grosso boa che inghiottiva un animale, ma quando lo mostravo, tutti vedevano soltanto un grosso cappello. I miei genitori mi dicevano che ero negato per il disegno e che, invece di perdere tempo, dovevo dedicarmi di più alla storia, alla geografia all’italiano. Così a sei anni, rinuncia alla mia carriera di pittore e mi misi a studiare. Diventato grande imparai a pilotare gli aerei e diventai pilota. Ho viaggiato molto e la geografia mi servita davvero, ma ho trascorso la mia vita da solo, senza nessuno che mi parlasse, fin quando ebbi un incidente con l’aereo nel deserto del Sahara.

Ero tutto solo e avevo poca acqua e poco cibo; all’alba fui svegliato da una vocina……..

..entra il Piccolo Principe

Picc. Princ :” Mi disegni per favore una pecora ? “

Narratore  : “ Cosa?”

Picc. Princ : “ Disegnami una pecora”

Narratore  ( alzandosi e strofinandosi gli occhi) : “ Chi sei? Cosa fai qui?”

Picc. Princ :” Per piacere disegnami una pecora! “

Narratore  : “ Ma io non so disegnare!”

Picc. Princ : “ Non importa. Disegnami una pecora.”

Narratore  : “ Io non ho mai disegnato una pecora, ti faro, invece, uno dei disegni che facevo quando ero piccolo”

 ( Disegna il boa e lo mostra al principe)

Picc. Princ :” No, no! Non voglio un boa che divora un grosso elefante! Il

                       Boa è pericoloso e l’elefante è troppo ingombrante. Dove

                       vivo io è tutto piccolo, ho bisogno di una piccola pecora”.

Narratore ( fa tanti disegni e glieli mostra)

 

Picc. Princ :” No! Non va bene, voglio una pecora che possa vivere a

                       lungo”.

Narratore ( perdendo la pazienza disegna una cassetta di legno gliela da)

                     “ Questa  è la sua cassetta! La pecora che vuoi sta lì dentro!”

Picc. Princ :” Ma è proprio quello che volevo, perché dove vivo io, tutto

                       È molto piccolo” ( guarda l’aereo) “ Che cosa è questa cosa?

Narratore  : “ Non è una cosa, vola, è un aeroplano, è il mio aeroplano!”

Picc. Princ :” Ma allora sei caduto dal cielo?”

Narratore  : “ Sì! “

Picc. Princ  ( ridendo):”Ma questa è buffa! Allora pure tu vieni dal cielo!

                     Da quale pianeta vieni ?”

Narratore  : “ Tu vieni, dunque da un  altro pianeta? “

Picc. Princ  ( Scrollando il capo e guardando l’aereo) Con quel coso certo                   non potrai venire da molto lontano!”

 ( e si mette a pensare )

Narratore  : “ Da dove vieni ometto? Dove è la tua casa? Dove vuoi                               portare la mia pecora?”

Picc. Princ :” Quel che c’è di buono è che la cassetta che mi ha dato le                               servirà da casa per la notte!”

Narratore  : “ Certa, e ti darò pure una corda per legare la pecora durante                         il giorno e un paletto per la corda.”

Picc. Princ :” Legarla!!!! Che buffa idea!”

Narratore  : “ Ma se non la leghi, andrà in giro e si perderà”.

Picc. Princ ( ridendo) :” Ma dove vuoi che vada!”

Narratore  : “ Dappertutto!”

Picc. Princ :” Nel mio pianeta non si può andare lontano, è molto piccolo                     e si chiama Asteroide B 612. ma dimmi una cosa, è vero che                   le pecore mangiano gli arbusti?”

Narratore  : “ Sì, è vero! “

Picc. Princ :” Ah!! Sono proprio contento! Allora mangiano anche i                              baobab?”

Narratore  : “ Ma i baobab non sono arbusti, ma alberi grandi come le                            chiese e neppure mettendo uno sull’altro, una mandria di                       elefanti, arriveresti alla sua cima!”

Picc. Princ :” Ma, prima di diventare grandi, saranno pur stai piccoli!”

Narratore  : “ Certamente! Ma perché vuoi che le tue pecore mangino i                  baobab?”

Picc. Princ :” Semplice! Perché i semi del baobab, da noi, sono molti e                             pericolosi; formano radici che trapassano tutto il                                         pianeta e così è necessario toglierli ad uno ad uno,                                   ogni giorno con cura e ripulirlo tutto. Poi quando                                       finisco, mi metto a guardare i tramonti

Narratore  : “ Oh! Piccolo Principe, perché stai a guardare i tramonti?”

Picc. Princ :” Mi piacciono tanto! Andiamo a vederne uno?”

Narratore  : “ Non si può, bisogna aspettare che il sole tramonti! I                                   tramonti, di solito, mettono malinconia, ma per te, a quanto                  vedo, erano l’unica distrazione”

Picc. Princ  (scrolla le spalle):” Sai quando si è tristi, si amano molto i                         tramonti. Ma dimmi un’altra cosa, una pecora mangia anche i                      fiori?”

Narratore  : “ Le  pecore mangiano tutto ciò che incontrano”

Picc. Princ :” Anche i fiori che hanno le spine?”

Narratore  : “ Si, anche quelli”

Picc. Princ :” Ma allora le spine a cosa servono?”

Narratore  : “ Ma non so a cosa servono! Lasciami riparare il motore del                         mio aeroplano, perché devo ripartire!”

Picc. Princ :” Allora, dimmi, a cosa servono le spine!?”

Narratore ( perdendo la pazienza) : “ A niente! Non servono a niente! E’                                                                solo cattiveria dei fiori che le fanno                                                              spuntare.”

Picc. Princ :” Non ti credo, i fiori sono deboli, ingenui, non possono                             essere cattivi! Si rassicurano come possono, si credono                         terribili con le loro spine. E, tu credi, tu credi che i fiori…”

Narratore ( perdendo la pazienza) : “ Ma vuoi smetterla! Tu non sai                                                                         quello che dici! Non credo niente!                                                               Ho risposto una cosa qualsiasi, mi                                                                 occupo di cose serie io! ”

Picc. Princ:” Di cose serie! Parli come i grandi, tu confondi                                   tutto…mescoli tutto! Non è una cosa seria cercare di capire                  perché i fiori si danno tanto da fare per fabbricarsi delle                               spine che non servono a niente? E se io conosco un fiore,                                  unico al mondo, che una piccola pecora può distruggere di                 colpo, così, senza rendersene conto, non è importante questo?                           (inizia  a piangere)

Narratore: “ Non piangere, il fiore che tu ami non è in pericolo, ora ti                          disegnerò una museruola per la tua pecorella, così non potrà                mai mangiare il tuo fiore!”

Picc. Princ: ( asciugando le lacrime ) “ Sai, il mio fiore è spuntato un                         giorno, da un seme ,  venuto chissà da dove ed io l’ho                               sorvegliato, giorno per giorno. Non smetteva mai di prepararsi                   ad essere bello, sceglieva con cura i colori, si vestiva                              lentamente, aggiustava i suoi petali ad uno ad uno. La sua                       misteriosa preparazione era durata giorni e giorni, poi, ecco che             un mattino, proprio al levar del sole si era mostrato. E lui che                   aveva lavorato con tanta precisione disse bisbigliando:

( il Narratore si allontana )

Fiore: “Ah! Mi sveglio ora. Ti chiedo scusa….sono ancora tutto                         spettinato…”

Picc. Princ:” Come sei bello !”

Fiore “ Vero, e sono nato insieme al sole! Credo che sia ora di far                colazione, vorresti pensare a me ?”

Picc. Princ  ( prendendo un annaffiatoio ) Ecco la tua colazione, un po’ di                  acqua fresca ti tirerà su per bene”

Fiore: ” Sai, io con le mie spine posso far fuggire le tigri che si                               avvicinano”

Picc. Princ: “   Ma qui non ci sono tigri, e poi le tigri non mangiano i                                l’erba”.

Fiore:” Ma io non sono un’erba! E poi non ho paura delle tigri, ma ho solo        paura delle correnti d’aria. Non avresti per caso un paravento? Alla             sera mi potrai mettere al riparo sotto una campana di vetro. Fa                 molto freddo! ( lentamente esce di scena )

Picc. Princ

(entra il narratore si rivolge a lui e riprende il discorso  interrotto): “ 

 Non avrei mai dovuto venirmene via e lasciare  il mio fiore da solo, non ho saputo capire nulla allora! Lui mi profumava e mi illuminava, avrei dovuto indovinare la sua tenerezza dietro le piccole astuzie, ma ero troppo giovane per saperlo amare! E quando lo innaffiai per l’ultima volta prima di partire e lo misi al riparo sotto la campana di vetro, avevo una         gran voglia di piangere, e lui pure mi spinse ad andarmene, perché non voleva che lo vedessi piangere!”

Narratore:” Fatti coraggio, ormai sei qui !Vorrei che mi continuassi a                      raccontare del tuo viaggio, ciò che hai visto prima di arrivare                    qui!”

Picc. Princ: “ Prima di venire quaggiù ho girato i sei asteroidi attorno al                         mio per cercare un lavoro e per istruirmi. Il primo asteroide                   era abitato da un Re.

( il narratore esce mentre entra il Re con un mantello rosso e si siede su un sasso)

Re :” Ah! Ecco un suddito”

Picc. Princ: “ Come potete riconoscermi se non mi avete mai visto!?”

Re:” Non sai che per i Re tutti gli uomini sono dei sudditi? Avvicinati che     ti veda meglio! Siediti vicino a me”

.

Picc. Princ: “ Dove dovrei sedermi se  il vostro manto ricopre tutto il pianeta!” ( comincia a sbadigliare )

Re:” E’ contro l’etichetta sbadigliare alla presenza di un Re, te lo   proibisco!!”

Picc. Princ: “ Non posso farne a meno, ho fatto un lungo viaggio e non ho          dormito…”.

Re:” Allora ti ordino di sbadigliare. Sono anni che non vedo qualcuno che     sbadiglia e i sbadigli sono una curiosità per me. Avanti, sbadiglia   ancora. E’ un ordine!”

Picc. Princ: “  Mi hai intimorito, non posso più… Posso sedermi?”

Re:”  “  Ti ordino di sederti!”

Picc. Princ: “  ( guardandosi intorno ) Scusate, Sire, se vi interrogo, su che                       cosa regnate?”

Re:”  “  Su tutto! “

Picc. Princ: “ E le stelle vi ubbidiscono ?”

 Re:”  Certamente, mi ubbidiscono immediatamente; non tollero                         l’indisciplina”.

Picc. Princ: “ Mio Sire, vorrei chiedervi una grazia, vorrei tanto vedere un                   tramonto…Fatemi questo piacere. Ordinate al sole di                            tramontare!”

Re:”  Ragazzo mio, bisogna esigere da ciascuno quello che ciascuno può         dare! L’autorità si basa, prima di tutto, sulla ragione. Io ho il diritto         di esigere l’ubbidienza, perché i miei ordini sono ragionevoli! Quindi   il tuo tramonto l’avrai,ma nella mia sapienza di governo aspetterò         che le condizioni siano favorevoli”.

Picc. Princ: “ E quando lo saranno?”

Re:”  ( consultando un calendario ) Sarà…..verso….verso…sarà questa             sera verso le sette e quaranta! E vedrai come sarò ubbidito!

Picc. Princ: “ ( sbadiglia annoiato ) Non ho più niente da fare qui, me ne                          vado.”

Re:”  Non partire, ti prego, non partire, ti farò ministro…..ministro della           giustizia!”

Picc. Princ: “ Ma se non c’è nessuno da giudicare!”

Re:”   Non si sa mai, non ho ancora fatto il giro del mio regno. Sono molto        vecchio e mi stanco a camminare!”

Picc. Princ: “ Ho già controllato io e ti assicuro che non c’è proprio                                nessuno”

Re:”   Allora giudicherai te stesso. E’ la cosa più difficile. E’ molto più difficile giudicare sé stessi che gli altri. Se riesci a giudicarti bene è     segno che sei veramente saggio”.

Picc. Princ: “ Io posso giudicarmi ovunque, non è necessario che resti                               qui!” se Vostra Maestà desidera essere ubbidito, può                                  darmi un ordine ragionevole. Potrebbe ordinarmi, per                                      esempio, di partire fra un minuto.

Re:”    ( non risponde, è pensieroso e il Principe se ne va…….poi              all’improvviso gli grida )

            Ti nomino mio ambasciatore, non andare  via !!!”

         ( esce di scena e rientra il narratore al quale il principe   continua a           raccontare il suo viaggio )

Picc. Princ: “ Sul secondo pianeta incontrai un uomo molto vanitoso che                aveva un grande cappello che in continuazione sollevava dal                    capo per salutare chi lo ammirava. Mi spiegò che ammirare                             significa riconoscere che lui era l’uomo più bello, più elegante,              più ricco e più intelligente di tutto il suo pianeta. Ma sul suo                          pianeta c’era solo lui, decisamente era molto bizzarro. Sul terzo                pianeta incontrai un ubriaco, anche lui molto strano, perché, mi              disse, che beveva per dimenticare, che aveva vergogna di bere.

Narratore:” Continua, è davvero interessante il tuo viaggio!!”

Picc. Princ: “ Quindi, eravamo rimasti al terzo pianeta! Il quarto, invece,                 era abitato da un uomo d’affari.

( entra l’uomo d’affari ed esce il narratore)

Uomo d’affari: “ 3+2 fa 5,  5+7 fa 12,  12+3 fa 15,  22+6 fa 28,  non ho                           tempo, non ho tempo! Uf! 500 e 1 milione!.

Picc. Princ: “ 500 e 1 milione di che?”

Uomo d’affari: “ Ma chi sei, cosa vuoi? Non mi disturbare sono un uomo               serio io, non mi muovo mai, non ho tempo da perdere e tu mi                  fai domande!!”

Picc. Princ: “ Ma mi vuoi dire cosa conti?”

Uomo d’affari: “ Eccolo lì, ancora a fare domande!”

Picc. Princ: “ Se tu mi rispondessi, io ti lascerei in pace…1 milione di                               che?”

Uomo d’affari: “ Milioni di piccole cose dorate che fanno fantasticare,                    milioni di  quelle piccole cose che si vedono qualche volta                       nel cielo; milioni di piccole stelle e le posseggo tutte io.”

Picc. Princ: “ E che ne fai di 500 milioni di stelle?”

Uomo d’affari: “ Che ne faccio ? Niente! Le posseggo!

Picc. Princ: “ E a che ti serve possedere le stelle?”

Uomo d’affari: “ Mi serve ad essere ricco e a comprare così delle altre                      stelle.”

Picc. Princ: “ Come si possono possedere le stelle?

Uomo d’affari: “ Quando tu trovi qualcosa che non è di nessuno, è tua!                            Quando hai per primo un’idea, quella è solo tua! Così,                              poiché nessuno prima di me si è sognato di possedere le                      stelle, adesso sono mie. Le ammiro, le conto e  le riconto.

Picc. Princ: “ Questo è vero, ma che te ne fai?”

Uomo d’affari: “ Le amministro, le conto e le riconto; è una cosa difficile,                           ma io sono un uomo serio!”

Picc. Princ: “ Io se possiedo un fazzoletto di seta, posso metterlo intorno                      al collo e portarmelo via; se possiedo un fiore, posso                                 cogliere il mio fiore e portarlo con me, ma tu non puoi                                 cogliere le stelle!”.

Uomo d’affari: “ No, ma posso depositarle in banca, cioè scrivo su un                               pezzetto di carta il numero delle stelle e poi chiudo a                                 chiave questo pezzetto di carta in un cassetto.”

Picc. Princ: “ Tutto qui?Io posseggo un fiore che innaffio tutti i giorni, è                          utile al mio fiore che io lo possegga, ma tu non sei utile                             alle stelle….”

(L’uomo d’affari non trova nulla da rispondere ed esce di scena mentra rientra il narratore)

Picc. Princ: “Sul 5 pianeta c’era soltanto un lampione e un                                             lampionaio. Pensai che almeno quest’uomo fosse meno                             assurdo di tutti quelli incontrati prima, il suo era un lavoro                     quanto meno utile.

(entra il lampionaio )

                   Perché accendi e spegni il lampione in continuazione?”

Lampionaio: “ Ho la consegna di fare questo, il mio è un lavoro terribile;                prima era più ragionevole, accendevo al mattino e spegnevo                     alla sera, e avevo il resto del giorno per riposarmi e il resto                       della notte per dormire..adesso che il pianeta, di anno, in anno              gira sempre più in fretta e fa un giro al minuto, non ho più un                secondo di riposo; accendo e spengo una volta al minuto!

Picc. Princ” : Conosco un modo per riposarti quando vorrai, il tuo pianeta                       è così piccolo che in tre passi ne puoi fare il giro. Non                               devi far altro che camminare abbastanza lentamente per                        rimanere sempre al sole. Quando vorrai riposarti,                                            camminerai e il giorno durerà finchè tu vorrai.”

Lampionaio: “ Non mi serve molto. Ciò che desidero soprattutto nella                              vita è di dormire; non ho proprio fortuna. Ciao!

                            ( esce di scena ed entra il narratore )

Picc. Princ: ” Quest’uomo sarebbe disprezzato da tutti gli altri, tuttavia è                          il solo che non mi sembri ridicolo, forse perché si occupa                          di altro che non di sé stesso. E’ il solo di cui avrei potuto                    farmi un amico. Ma il suo pianeta è davvero troppo                                 piccolo, non c’è posto per due.

                            Sul 6 pianeta che era dieci volte più grande incontrai                                 un vecchio signore che scriveva enormi libri.”

( entra il vecchio signore)

                            Cosa è questo enorme libro? Cosa fate voi qui?

Geografo:” Sono un geografo, un sapiente che sa dove si trovano i mari, i               fiumi, le città, le montagne e i deserti”

Picc. Princ: ” E’ molto interessante, questo finalmente è un vero mestiere!                        E’ molto bello il vostro pianeta, ci sono degli oceani?                                Delle montagne? Dei mari? Dei……

Geografo:” Basta, basta, stai zitto, non lo so, non lo posso sapere!! Sono                 un geografo non un esploratore! Il geografo è troppo importante                   per andare in giro a fare il conto delle città, delle montagne, dei                    deserti. Il geografo non lascia mai il suo ufficio, ma riceve gli            esploratori, li interroga e prende appunti sui loro ricordi. E se i                ricordi di uno di loro gli sembrano interessanti, il geografo fa                fare un’inchiesta sulla moralità dell’esploratore, nel caso egli                   mentisse. Se mentisse, porterebbe una catastrofe nei libri di                      geografia!” Ma dimmi, tu vieni da lontano? Mi devi descrivere                il tuo pianeta? “

Picc. Princ: ” C’è poco da dire sul mio pianeta! E’ molto piccolo con tre                           vulcani, ed ho anche un fiore, il mio fiore!”

Geografo:” Noi non annotiamo i fiori! Essi sono effimeri!

Picc. Princ: ” Cosa vuol dire effimero?”

Geografo:” Significa che è minacciato di scomparire in un tempo breve,                  quindi il tuo fiore è destinato, col tempo, a scomparire!

Picc. Princ: ” Povero fiore! Io l’ho lasciato solo! Non ha che quattro spine                       per difendersi dal mondo e io l’ho lasciato solo!

                            ( si intristisce ma si fa coraggio e continua)

                            Cosa mi consigliate di andare a visitare?

Geografo:” Vai sul pianeta Terra, ha una buna reputazione!”

                             ( esce di scena ed entra il narratore  )

Picc. Princ: ” Così eccomi qua! Il settimo pianeta è stato proprio la Terra;                         non è un pianeta qualunque, è grandissimo con circa 2                              miliardi di adulti. Quando arrivai, non vidi però nessuno,                         ma improvvisamente un anello del colore della luna si                                   mosse, era un serpente che mi spiegò che ero sceso in                              Africa, nel deserto, per questo non vedevo nessuno. Mi                       sembrò buffo, con il suo corpo lungo e sottile, senza                                 neppure le zampe; non mi sembrava tanto potente, ma lui                          mi disse che bastava un suo tocco e avrebbe restituito                                     qualunque uomo alla terra da dove era venuto. Mi disse                           pure che gli facevo pena così debole e puro e mi offrì il                            suo aiuto, nel caso ne avessi avuto bisogno. Così                                       cominciai a camminare attraverso le sabbie, le rocce,                                  quando all’improvviso apparve una volpe. ”

( entra la volpe )

Volpe: “ Buon giorno!”

Picc. Princ: ” Buon giorno! Chi sei non vedo nessuno!”

Volpe: “ Sono qui, sotto il melo, sono una volpe.”

Picc. Princ: ” Vieni a giocare con me, sono così triste!”

Volpe: “ Non posso giocare giocare con te, non sono addomesticata!”

Picc. Princ: ” Ah! Scusa! Che cosa vuol dire addomesticare?”

Volpe: “ Non sei di queste parti, tu, che cosa cerchi?”

Picc. Princ: ” Cerco gli uomini! Che cosa vuol dire addomesticare?”

Volpe: “ Gli uomini hanno dei fucili e cacciano. E’ molto noioso!                    Allevano anche le galline. E’ il loro interesse. Tu cerchi delle                 galline ?”

Picc. Princ: ” No, cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?”

Volpe: “ E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare legami…..”

Picc. Princ: ” Creare legami?”

Volpe: “ Certo! Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a                centomila ragazzini. E non ho bisogno di te, e neppure tu hai                    bisogno di me. Io non sono che una volpe uguale a centomila                   volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno                         dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo e io sarò per te unica              al mondo”.

Picc. Princ: ” Comincio a capire! C’è un fiore…….credo che mi abbia                     addomesticato…”

Volpe: “ E’ possibile, capita di tutto sulla Terra!”

Picc. Princ: ” Oh! Non è sulla Terra”.

Volpe: “ Su un altro pianeta?”

Picc. Princ: ” Si!”

Volpe: “ Ci sono cacciatori su questo pianeta?”

Picc. Princ: ” No,”

Volpe: “ Questo mi interessa! E delle galline?”

Picc. Princ: ” No,”

Volpe: “ Non c’è niente di perfetto! La mia vita è monotona. Io do la                        caccia alle galline e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le           galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io               mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà                    come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso                    da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra.                    Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi,                            guarda! Vedi, laggiù, in fondo, dei campi di grano ? Io non                      mangio il pane e il grano, per me, è inutile. I campi di grano                      non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli           color dell’oro, allora sarà meraviglioso quando mi avrai                         addomesticata. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te e                           amerò il rumore del vento nel grano…..per favore                                       addomesticami!”

Picc. Princ: ” Volentieri, ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire                    degli amici e da conoscere molte cose.”

Volpe: “ Non si conoscono che le cose che si addomesticano; gli uomini                   non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai                        mercati le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercati di               amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico,                             addomesticami!”

Picc. Princ: ” Che bisogna fare?”

Volpe: “ Bisogna essere molto pazienti. In principio tu ti siederai un po’                   lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda                           dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di                     malintesi! Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino…               sarebbe meglio rivedersi sempre alla stessa ora, così man mano            che essa si avvicina io comincerò ad essere felice e col passare                del tempo aumenterà la mia felicità e quando sarà giunta l’ora           stabilita scoprirò il prezzo della felicità! Ma se vieni, non si sa                 quando, io non saprò mai a che ora preparare il mio cuore”.

Picc. Princ: ” Va bene, mi hai convinto, ti addomestico ma quando dovrò                         andare via cosa farai?”

Volpe: “ Ah! Piangerò!”

Picc. Princ: ” La colpa è tua, io non ti volevo far del male, ma tu hai                         voluto che ti addomesticassi…..”

Volpe: “ E’ vero!”

Picc. Princ: ” Ma piangerai!”

Volpe: “ E’ certo!”

Picc. Princ: ” Ma allora che ci guadagni?”

Volpe: “ Ci guadagno..il colore del grano! Ascolta, vorrei dirti un segreto,                è molto semplice: non si vede bene che con il cuore;                                     l’essenziale è invisibile agli occhi. E’ il tempo che tu hai                      perduto per il tuo fiore che ne ha fatto per te un fiore                                 importante. Gli uomini hanno dimenticato questa verità, ma tu                 non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di                    quello che hai addomesticato, tu sei responsabile del tuo fiore!                Addio amico mio.

( la volpe esce ed entra il narratore)

Narratore: “ Sono trascorsi già 8 giorni dal mio incidente nel deserto e                sono molto graziosi i tuoi ricordi, ma  io non ho ancora                                  riparato il mio aereo,  non ho più nulla da bere e sarei felice                        se potessi trovare una fontana, altrimenti sono sicuro che                              moriremo di sete!”.

 

Picc. Princ: ” Fa bene l’avere avuto un amico, anche se poi si muore. Io,                       io sono molto contento di avere avuto un amico                                         volpe…anch’io ho sete, cerchiamo un pozzo” .

Narratore: “ Hai sete anche tu?”

( si siedono )

Picc. Princ: ” Un po’ d’acqua può far bene anche al cuore….Sai il deserto                        è bello, e ciò che lo abbellisce è che nasconde un pozzo in                        qualche posto”.

Narratore: “ Si, che si tratti di una casa, delle stelle o del deserto, quello                           che fa la loro bellezza è invisibile!”

Picc. Princ: ” Sono contento che tu sia d’accordo con la mia volpe!”                                           

Narratore: “ ( guardandosi intorno ) Guarda, lì c’è un pozzo!”

( si avvicinano alla corda e al secchio, il principe tocca la carrucola del pozzo che cigola)

Picc. Princ: ” Senti, noi svegliamo questo pozzo e lui canta! Ho sete di                    questa acqua, dammi da bere.

( bevono )

                       Devi mantenere la tua promessa!”

Narratore: “ Quale promessa?”

Picc. Princ: ” La museruola per la mia pecora….io sono responsabile del                  mio fiore! Sai, domani sarà un anno dalla mia caduta sulla                      Terra, quando tornerò sul mio pianeta e tu guarderai le stelle,                allora tutte le stelle ti piacerà guardarle…tutte saranno tue                           amiche , avrai delle stelle come nessuno ha…Quando guarderai                  il cielo, la notte, dato che io abiterò in una di esse, dato che io                  riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle                     ridessero: tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere! E                         quando ti sarai consolato ( ci si consola sempre ), sarai contento             di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico, avrai voglia di               ridere con me. E aprirai a volte la finestra, così per piacere, e i               tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere quando guardi il                             cielo. Allora tu dirai, sì, le stelle mi fanno sempre ridere!”

Epilogo

Paolo Lombardo

Sono già passati sei anni,e il nostro pilota non ha ancora, mai raccontato questa storia. Gli amici che l’ hanno rivisto erano molto contenti di rivederlo vivo. Era triste, ma diceva è la stanchezza. Sapeva che il Piccolo Principe era ritornato nel suo pianeta, perché al levar del giorno non  lo trovò più. Gli piace la notte ascoltare le stelle, sono come 500 milioni di sonagli.

Ma accade una cosa straordinaria!! Alla museruola disegnata per il piccolo principe, ha dimenticato di aggiungere la correggia di cuoio! Non avrà mai potuto mettere la museruola alla pecora! Allora si domanda che cosa sarà successo? Forse la pecora avrà mangiato il fiore?

Michela Fede

Poi pensa che certamente il piccolo principe l’avrà protetto sotto la campana di vetro e avrà sorvegliato bene la sua pecora…così è felice e tutte le stelle ridono dolcemente.

Ma se accadesse che dimentichi per una volta di mettere il fiore sotto la campana di vetro, oppure la pecora è uscita senza far rumore durante la notte e……..allora i sonagli si cambiano tutti in lacrime!

E’ tutto un gran mistero!

Per voi che pure volete bene al piccolo principe, come per me, tutto cambia nell’universo. Guardate il cielo e domandatevi: la pecora ha mangiato o non ha mangiato il fiore? E vedrete che tutto cambia.

Ma i grandi non capiranno mai come ciò abbia tanta importanza!

      

Un amico è così ( Pausini)

E’ facile allontanarsi sai

Se come te

Anche lui ha i suoi guai

Un amico è così.

Non chiederà né il come, né il perché

Ti ascolterà e si batterà per te oh oh

E poi tranquillo ti sorriderà

Un amico è così.

E ricordati che

Finchè tu vivrai

Se un amico è con te

Non ti perderai,

in strade sbagliate

percorse da chi

no ha nella vita un amico così.

Non ha bisogno di parole mai,

con uno sguardo solo capirai uoh oh..

che dopo un no lui ti dirà di sì

un amico è così.

E ricordati che

Finchè tu vorrai

Per sempre al tuo fianco

Lo troverai

Vicino a te mai stanco perché

Un amico è la cosa più bella che c’è.

E’ come un grande amore

Solo mascherato un po’

Ma che si sente che c’è

Nascosto tra le pietre,

un cuore che si da

e non si chiede perché,

ma ricordati che

finchè tu vivrai

se un amico è con te

non tradirlo mai

solo così scoprirai che

un amico è la cosa più bella che c’è

oh oh oh

E ricordata che

Finchè tu vivrai

Un amico è la cosa più vera che hai

È il compagno del viaggio più grande che fai

Un amico è qualcosa che non……muore mai.

Nicole Randazzo

Volete sapere  cosa è per noi l’amicizia? Allora, ascoltate ….

Paola Petrolio

Quando l'amicizia ti attraversa il cuore
Lascia un'emozione che non se ne va
Non so dirti come, ma succede solo
Quando due persone fanno insieme un volo
Che  porta in alto oltre l'altra gente
Come fare un salto nell'immensità..
E non c'è distanza, (non c'è mai)
Non ce n'è abbastanza,
Se tu sei già dentro di me
Per sempre..

Patrick Brundo

I veri amici sono quelli che si scambiano reciprocamente
fiducia, sogni e pensieri, virtù, gioie e dolori;
sempre liberi di separarsi,
senza separarsi mai.

Stefano Ficara

L'amicizia è un sentimento unico che rende la vita degna di essere vissuta;
l'amicizia insegna a vivere la vita con serenità e gioia;
l'amicizia aiuta a scalare la montagna della paura.

Salvatore Petrolito

Amico mio,

non camminare davanti a me,
potrei non seguirti;
non camminare dietro di me,
non saprei dove condurti;
cammina al mio fianco
e saremo sempre amici.

Nicole Randazzo

Se potessi fermare il tempo
lo farei per te amico mio
perchè i tuoi momenti più belli
regalassero ai tuoi giorni
una gioia sempre viva.
Se potessi prendere un arcobaleno
Lo farei proprio per te.
E condividerei con te la sua bellezza,
nei giorni in cui tu fossi malinconico.
Se potessi costruire una montagna,
potresti considerarla
di tua piena proprietà;
un posto dove trovare serenità,
un posto dove stare da soli
e condividere i sorrisi
e le lacrime della vita.
Se potessi prendere i tuoi problemi,
li lancerei nel mare
e farei in modo che si sciogliessero
come il sale.
Ma sto trovando che tutte queste cose
sono impossibili per me.
Non posso fermare il tempo,
costruire una montagna,
o prendere un arcobaleno luminoso.
Ma lasciami essere ciò che so essere di più
semplicemente un amico.

Salvatore Brancato

Gli amici hanno bisogno uno dell'altro
proprio come un fiore ha bisogno della pioggia
per aprirsi e mostrare la sua bellezza.
L'amicizia dovrebbe essere un preziosa carezza
di cui non puoi fare a meno.

Mariangela Cassarino

Amico, ti voglio bene non solo per quello che sei, ma per quello che sono io quando sto con te.
Ti voglio bene non solo per quello che hai fatto di te stesso, ma per ciò che stai facendo di me.
Ti voglio bene perchè tu hai fatto più di quanto abbia fatto qualsiasi fede per rendermi migliore,
e più di quanto abbia fatto qualsiasi destino per rendermi felice.
L'hai fatto senza un tocco, senza una parola, senza un cenno.
L'hai fatto essendo te stesso.
Forse, dopo tutto, questo vuol dire essere un amico.

Giusy Ganci

Dà alle persone più di quello che si aspettano e fallo con gusto. Quando dici " ti voglio bene" dillo seriamente. Quando dici " mi dispiace " guarda la persona negli occhi. Non prenderti gioco dei sogni degli altri. Puoi uscirne ferito, ma è il solo modo di vivere la vita. Non giudicare gli altri, parla lentamente e rifletti rapidamente. Se qualcuno ti pone una domanda alla quale non vuoi rispondere,sorridi e domandagli : "Perché vuoi saperlo?" Ricordati che i più grandi amici e i più grandi successi comportano dei rischi maggiori. Quando perdi, non perdere la pazienza. Ricordati le 3 "r": rispetto per te stesso, rispetto per gli altri, responsabilità delle tue azioni. Non permettere che un piccolo diverbio inabissi una grande amicizia. Sorridi quando rispondi al telefono. Chi ti chiama, lo sentirà dal suono della tua voce. Leggi tra le righe. Ricordati che non ottenere quello che vuoi quando vuoi, talvolta è una fortuna.

Chiara Cugno

L'amicizia è uno dei sentimenti più belli da vivere perchè dà ricchezza, emozioni, complicità e perchè è assolutamente gratuita.
Ad un tratto ci si vede, ci si sceglie, si costruisce una sorta di intimità;
si puo' camminare accanto e crescere insieme pur percorrendo strade differenti, pur essendo distanti centinaia di migliaia di chilometri.

L'amicizia non biasima nel momento della difficolta', non dice con fredda ragionevolezza: se tu avessi fatto cosi' o cosi'.
Apre semplicemente le braccia e dice: non voglio sapere, non giudico, qui c'e' un cuore dove puoi riposare.

Daniele Lorefice

I veri amici amano condividere i momenti preziosi che la vita riserva loro,
 come le piccole cose dell'esistenza per cui vale la pena di vivere ogni giorno.

Amico è ( Baldan Bembo- Caselli)

E’

L’amico è

Una persona schietta come te

Che non fa prediche

E non ti giudica

Fra te e lui divisa in due la stessa anima,

però lui sa

l’amico sa

il gusto amaro della verità,

ma sa nasconderla

e per difenderti

un vero amico

anche bugiardo è.

L’amico è

Qualcosa che più ce n’è meglio è

È un silenzio che vuol diventare musica

Da cantare in coro io con te.

E’ un coro è

Un grido che più si è meglio è

Oh oh oh oh oh ……..

E il mio amore nel tuo amore è.

E’

L’amico è

Il più deciso della compagnia

E ti convincerà a non arrenderti

Anche le volte che rincorri l’impossibile

Perché lui ha

L’amico ha

Il saper vivere che manca a te

Ti spinge a correre

Ti lascia vincere

Perché un amico punto e basta è.

L’amico è

Qualcosa che più ce n’è meglio è

È un silenzio che vuol diventare musica

Da cantare in coro io con te.

E’ un coro è

Un grido che più si è meglio è

Oh oh oh oh oh ……….

E il mio amore nel tuo amore è.

E’

L’amico è

Uno che ha molta gelosia di te

Per ogni tua pazzia

Ne fa una malattia

Tanto che a volte ti vien voglia di mandarlo via

Però, lui no

L’amico no

Per niente al mondo io lo perderò

Litigheremo sì

E lo sa lui perché

Eppure il mio migliore amico è.

L’amico è

Qualcosa che più ce n’è meglio è

È un silenzio che vuol diventare musica

Da cantare in coro io con te.

E’ un coro è

Un grido che che più si è meglio è

Oh oh oh oh oh ……………..

E il mio amore nel tuo amore è.

Ebony and Ivory

Ebony and Ivory
live together in perfect harmony
side by side on my piano keyboard
oh! Lord, why don’t we?

We all know
that people are the same
wherever you go
there is good and bad
in everyone…

We learn to live
we learn to give each other
what we need to survive
together alive.


Ebony and Ivory
live together in perfect harmony
side by side on my piano keyboard
oh! Lord, why don’t we?

Ebony, Ivory living in perfect harmony
Ebony, Ivory……

We all know
that people are the same
wherever you go
there is good and bad
in everyone…

We learn to live
we learn to give each other
what we need to survive
together alive.


Ebony and Ivory
live together in perfect harmony
side by side on my piano keyboard
oh! Lord, why don’t we?

Side by side on my piano keyboard
oh! Lord, why don’t we?

Ebony, Ivory living in perfect harmony

Ebony, Ivory living in perfect harmony

Ebony, Ivory living in perfect harmony

Ebony, Ivory living in perfect harmony

Imagine

Imagine there’s no heaven
it’s easy if you try
no hell below us
above us only sky.

Imagine all the people living for today a-ha

Imagine there’s no countries
it isn’t hard to do
nothing to kill or die for
and no religion too.

Imagine all the people living life in peace yu-huh.

You may say I’m a dreamer

but I’m not the only one
I hope some day you’ll join us
and the world will be one lives as one

imagine no possessions

I wonder if you can
no need for greed or hunger
a brother hood of man

Imagine all the people sharing all the world yu-huh

You may say I’m a dreamer

but I’m not the only one
I hope some day you’ll join us
and the world will be one lives as one

Ci vorrebbe un amico ( Venditti )

Stare insieme a te è stata una partita
va bene hai vinto tu
e tutto il resto è vita.

Ma se penso che l’amore
è darsi tutto dal profondo
in questa nostra storia sono io che vado a fondo.

Ci vorrebbe un amico

per poterti dimenticare

ci vorrebbe un amico
per dimenticare il male.

Ci vorrebbe un amico
qui per sempre al mio fianco,
ci vorrebbe un amico
nel dolore e nel rimpianto.

Amore, amore illogico
amore disperato,
lo vedi sto piangendo
ma io ti ho perdonato
e se amor che nulla ho amato
amore, amore mio perdona,
in questa notte fredda
mi basta una parola.

Ci vorrebbe un amico
per poterti dimenticare
ci vorrebbe un amico
per dimenticare il male.

Ci vorrebbe un amico
qui per sempre al mio fianco,
ci vorrebbe un amico
nel dolore e nel rimpianto.

Ci vorrebbe un amico
per poterti dimenticare
ci vorrebbe un amico
per dimenticare il male.

Ci vorrebbe un amico
qui per sempre al mio fianco,
ci vorrebbe un amico
nel dolore e nel rimpianto.

Vivere con te è stata una partita,
il gioco è stato duro
comunque sia finita.

Ma sarà la notte magica
o forse l’emozione
io mi ritrovo solo davanti al tuo portone.
 Ci vorrebbe un amico
per poterti dimenticare
ci vorrebbe un amico
per dimenticare il male.

Ci vorrebbe un amico
qui per sempre al mio fianco,
ci vorrebbe un amico.

Amici per sempre (Pooh)

Si può essere amici per sempre
anche quando le vite ci cambiano
ci separano e ci oppongono.

Si può essere amici per sempre
anche quando le feste finiscono
e si rompono gli incantesimi.

Si può anche venire alle mani
poi dividersi gli ultimi spiccioli
non parlasi più, non scordarsi mai.

Gli amici ci aprono gli occhi
ci capiscono meglio di noi
e ti mettono davanti agli specchi
anche quando non vuoi.

E campioni del mondo o in un mare di guai
per gli amici rimani chi sei
sarà il branco che viene a salvarti
se ti perdi.

Puoi alzare barriere, litigare con Dio
cambiare famiglie e città
strappare anche foto e radici ma tra amici
non c’è mai un addio.

Si può essere amici per sempre
anche quando le donne non vogliono
e per vivere devi scegliere.

In amore o sei dentro o sei fuori,
un amico ti lascia anche vivere
non ti scredita, non si vendica.

Gli amici colpiscono duro
che neanche una madre è così
senza chi mi sbatteva nel muro
forse non sarei qui.

E campioni del mondo o in un mare di guai
per gli amici rimani chi sei
sarà il branco che viene a salvarti
se ti perdi.

Puoi alzare barriere, litigare con Dio
cambiare famiglie e città
strappare anche foto e radici ma tra amici
non c’è mai un addio.

Si può essere amici per sempre……

                                                       

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