L’amore non ze paga

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ITALO CONTI

L’AMORE NON ZE PAGA

COMMEDIA BRILLANTE

IN DUE ATTI

ITALO CONTI

POSIZIONE SIAE 135763

TEL 393-92.71.150 oppure 328-41.71.523

E’ GRADITA COMUNICAZIONE IN CASO DI

RAPPRESENTAZIONE


COMMEDIA

DUE ATTI IN VERNACOLO TERNANO

L’AMORE NUN ZE PAGA

PERSONAGGI e INTERPRETI:

FURGENZIO

-

Il Capofamiglia

LAZZARO

-

Il figlio maschio

GENUFLESSA

-

La figlia zitella

RUSINA

-

La cameriera tutto fare

PERLA

-

La futura suocera

ROSARIO

-

Il figlio di Perla e futuro Marito di Genuflessa

CRUCIFISSA

-

La figlia di Perla e sorella di Rosario

1° CARABIBIERE

-

Comparsa Finale

2° CARABINIERE

-

Comparsa Finale

USCITE:

Sinistra camere – Destra uscita da casa – Certo uscita in giardino

(La scena si svolge nella sala da pranzo della villa di una benestante famiglia. E’ arredata con gusto ma non con sfarzo ed è comprensiva anche di salotto. Si lascia a regista e scenografo la realizzazione e la disposizione della scena. Su una poltrona in bella vista del pubblico sono appoggiati un paio di pantaloni da lavoro con i quali Fulgenzio fa giardinaggio. La scena si apre con Fulgenzio che sta seduto al tavolo della sala con qualche po’ di scartoffie intorno e sta…)

FURGENZIO                (rileggendo ad alta voce)

…E siccome so’ in gradu de intenne e de volè… lascio: Villa Ponente e tutti li poteri de campagna a Lazzaru (pensando ad alta voce con ironia e non con rabbia) che se sa’… e’ allergicu all’erba e a li fiuri…

½milione de euro, che so li sordi de l’ipoteca de Villa Ponente e de li terreni che Lazzaru non ze pole vènne (e fa il gesto dell’ombrello) a Genuflessa… … Tésta villa a Rusina che m’ha accuditu mejio de ‘na fija…

Lu restu a l’ospitale de Terni

(sempre pensando ad alta voce con ironia)

ccucì Lazzaru cià de che curasse le malatie de nervi che je pijano quanno legge ‘stu testamnentu.

FURGENZIO                (concludendo)(soddisfatto)

Ciaco missu tre misi ma mo e’ perfettu…

Una firmetta qui…

Furtuna Furgenzio

(piegando il foglio imbustandolo e commentando)

Furtuna…!!! Che scherzi che fa la vita…!!!

Co’ me ha cuminciatu da lu cognome…

e ha siguitatu co’ li nomi de li fiji…

Lazzaru e Genufressa…


se no’ li chiamao ccucì mi moje se sturbaa…

(Azione: Si alza per andare in camera sua a riporre il testamento nella cassaforte quando entra in scena la donna di servizio con il vassoio della colazione per 3. Porta the, qualche biscotto, mezzo bicchiere d’acqua. E’ una bella donna di 36 anni)


RUSINA


Ci lamentiamo già di prima mattina Signor Fulgenzio?


FURGENZIO


(mettendo in tasca la busta e il resto delle scartoffie sul tavolo)

Ah!… e tu ‘ndo stei gniscusta?


RUSINA


(spostando le scartoffie dalla scrivania e apparecchiando per una colazione

frugale)

Perche’?


FURGENZIO


Rusi’! Non me risponde co’ ‘na domanda? Ce lo sai che non lo sopporto…


RUSINA


(amorevole mentre continua ad apparecchiare)

Ehhh… Da qualche tempo lei sopporta sempre meno… che stia

invecchiando?


FURGENZIO


(Annuendo con senso di ironica ammirazione)

Ao…! Se ce sta’ ‘na cosa che me piace de te… e’ l’intuitu…


RUSINA


In che senso?


FURGENZIO


(spiegando)

C’eo 50 anni quanno la madre superiora de lu conventu “Pie Urzuline

de li fiji abbandunati” me tte raccomannò pe’ pijatte a sirvizziu…Te ricordi?


RUSINA


Certo che mi ricordo


FURGENZIO


(Sospirando)

Mo so’ quaci 20 anni che laùri pe’ me… L’ 8 de Agostu ce n’aco 68… Te si

accorta solo stamattina che forze me sto ‘nvecchiannu? Te fa un baffu a te lu

Tenente Colombo…! (e si dirige verso i pantaloni)


RUSINA


(scrolla le spalle ha finito di apparecchiare per lui e continua per gli altri) Sempre voglia di scherzare… Su su… venga a fare colazione e lasci perdere il testamento.


FURGENZIO


(tornando un po’ sui suoi passi e puntando il dito bonariamente)

Ahhhhhhhhh…! Allora lo vidi che c’eo raggione?


RUSINA


(stupita)

Ma di cosa?


FURGENZIO


Che stei gniscusta da che parte…!!!… A recchia’…!

(e si dirige di nuovo verso i pantaloni)


RUSINA


Ma se da giorni ormai fa solo la stessa cosa! Su mi faccia apparecchiare…


FURGENZIO


Io me sposto

(poi prendendo i pantaloni che stanno sulla poltrona)

Ma tu appena ciai ‘n bo’ de tembu, accommidame sta saccoccia…

(Estraendo il portafoglio e facendo vedere il taglio sulla tasca)

… ce sta un buciu che pare porta romana…!!!


RUSINA


(Sgridandolo amorevolmente)

E li mette in sala i pantaloni da giardinaggio?


FURGENZIO


No Rusì… non è che li metto in sala… è che se no li portao de qua… me

scordao de dittelo… so’ 3 giurni che stonno ccucì…!!

(Va verso il tavolo per mettere in ordine le scartoffie e portarle via)


RUSINA


(Prendendo i pantaloni ed esaminandoli)

Ma come ha fatto a ridurli in questo modo?


FURGENZIO


(In tono cospiratorio avvicinandosi)

La virita’?


RUSINA


Certo… la verità…


FURGENZIO


E’ stata l’urdima cunquista… stamatina, quanno so’ calatu jo da la canala, me so’ agguanciatu su lu tubbu e tracchete… m’ha sgarratu la saccoccia…


RUSINA


Ehhhhh sempre voglia di scherzare…


FURGENZIO


Rusi’… ma come deve esse’…? Sara’ stata ‘che rosa de lu giardino… me sse’

agganciata e m’ha strappatu.

(prendendo i pantaloni e facendo vedere che il portafogli rischia di perdersi)

Ecco vidi… famme lu piacere senno’ lu portafoju me lu perdo.

(Mette il portafoglio nella tasca di quei pantaloni e li lascia sulla spalla

della seggiola e si accomoda in poltrona a leggere il giornale)


RUSINA


D’accordo dopo le metto due punti.


(Una voce fuori campo… quella del figlio Lazzaro)


LAZZARO


Rusiiiiiiiiiiiiiiiiii’….


RUSINA


Arrivo signor Lazzaro… sono subito da Lei…


FURGENZIO


(ironico verso il figlio)

Ohhhhhhhhhhh…. Lu mortu è risuscitatu…!!!


RUSINA


Si alzi signor Lazzaro… la colazione è qui in sala… si alzi


FURGENZIO


(Imitando il tono di Rosina sempre ironico)

Sciiiiiiii… Se arzi sor Lazzaru… e se pole… cammini pure… cuccì lu

miraculu e’ compretu.


LAZZARO


(sarcastico) Me so arzatu da un pezzu... ma non artroo la cravatta...


FURGENZIO


Ehhhh…. Fusse l’unica cosa che non artroi... !


RUSINA


(frettolosa)

Via Via ci penso io ad accudire sua figlia e il signor Lazzaro che mi

reclama… oggi è un giorno speciale…


FURGENZIO


(Stupito) Chi devi accudi’?


RUSINA


La signorina Genuflessa e il signor Lazzaro.


FURGENZIO


(Sarcastico)

Vidi che la Signurina… e lu miracolatu… fonno 65 anni in dui…!

(rivolto a lazzazo)

Tu piuttosto movite che oggi c’emo ospiti.


LAZZARO


(fuori campo)

Ospiti?...


FURGENZIO


Come se non lo sapissi…


LAZZARO


(con voce assonnata e tremante) Rusiiiiiiiiiiiiiiiii’…


ROSINA


Arrivo… arrivo…


FURGENZIO


(Perentorio)

E sci … Movite curri… vallu a scravatta’… se dovesse sfiata’…!

(Poi Perentorio verso Rosina)

… e beh sendi… se lu vai a jiutà me sa che stamattina famo

caporetto (poi rivolto a lazzaro ironico) … vedemo se sua maestà ce degna

della sua presenza?


LAZZARO


(Entrando in scena ben vestito per uscire e mettendosi una cravatta sgargiante e pacchiana) ….E scine eccome eccome…. Me so arzatu…. Senno’ chi te sende a te? (e si siede noncurante di Fulgenzio e Rosina e inizia a fare colazione)


FURGENZIO


(commentando la cravatta)

L’ha trovata infine la cravatta vidi un po’...

scoperti stanotte?


(poi a Lazzaro) Emo durmitu


LAZZARO


None… e che ago fattu tardi e mo so straccu


FUGENZIO


Penza ‘n bo se eri jiutu a zappa’… toccaa jama’ lu carru attrezzi…


LAZZARO


Non saro’ jitu a zappa’ ma me so’ straccatu listessu.


FURGENZIO


(Ironico)

… e beh se sa… te la fa propiu suda’…


LAZZARO


Ciai voja de scherza’ stamattina è… ho capito… bongiornoooooo …!


FURGENZIO


E… finarmente…. Potei fa de mejio … ma un salutu è sempre un salutu… (ironico) Bon giornooooo


(Azione: Entra in scena Genuflessa)

Flemmatica stiracchiandosi e strusciando i piedi va fino al centro della scena. E’ spettinata, si gratta la testa, si assesta la vestaglia. E’ una donna decisamente bruttina ed ingenua nelle sue gaffe. Ha anche il difetto di vedere pochissimo e quindi porta sempre due occhiali con lenti spesse. Raggiunto il centro della scena si ferma faccia al pubblico, si gratta la testa pensierosa

controlla le tasche della vestaglia e poi a voce alta…)


GENUFRESSA


Che ete vistu l’occhiali mia?


LAZZARO


(dopo una breve pausa di compatimento agitando la mano verso la sorella) Oh… Nui stemo de qua…


GENUFRESSA


(Girandosi da dove arriva la voce cammina con le mani tese a cercare il fratello con l’aiuto di Rosina… lo trova… lo tocca… si avvicina con il viso per vederlo e poi quando è a pochi centimetri con voce sempre alta) Che ete vistu l’occhiali mia?


LAZZARO


(sempre a pochi cm dal viso della sorella) None… l’occhiali tia l’honno ancora da inventà…!


GENUFRESSA


Che voli di ?


LAZZARO


(Smovendole gli occhiali che ha sul naso)

E che vojio di’ Genufre’?… E’ che doppo lu microscopio se so’ fermati…!


GENUFRESSA


(Si sposta avvicinandosi a Rosina che le sta a fianco e appoggiandosi sul

tavolo con le mani sempre a voce alta …)

… e che co’ quisti non ce sbaiocco tantu bene…


LAZZARO


(Ironico) E com’e’?


GENUFRESSA


Me dée esse’ calata ‘n bo’ la vista urdimamente…


LAZZARO


(ironico)

E Sci… urdimamente…


FURGENZIO


Sendi tu si che fratellu… ! Falla finita…. E tu non te la pipassi bella de papa’


ROSINA


Si non si preoccupi signorina Genuflessa ora provvedo io a tutto.


GENUFRESSA


(rivolta a rosina)

Rusi’… l’hai cumpratu lu pane de la spagna?


LAZZARO


(Ironico alzandosi)


Come no?… A lu supermercatu ce stea pure un toru in offerta…! Emo pijatu pure quillu.

GENUFRESSA            (scocciata)

Ah ahhhhhhhhhhhh

LAZZARO                     ( prendendo il giornale del padre e mimando il gesto del torero)

Oggi… currida in giardinu… ole’…!!!

FURGENZIO                (Rivolto a Lazzaro)

Certu che tra toro…. E torero… non se sa chi ce l’ha più lunghe le corna…

LAZZARO                     (ridando il giornale e stirandolo) E che sara’ mai…. Eccolo lu giornale…

(ironico guardando a terra) aspe’…. Fosse cascata che nutizia….

FURGENZO                 (a Lazzaro)

Vedi de fa colazione e fa chiaccherà tu sorella…

LAZZARO                     (Ironico riprendendo a fare colazione)

Dicce angiulittu

GENUFRESSA            Lu pane de la spagna pe’ fa’ la base de lu dorge…

LAZZARO                     (Ironico) Mhhhh?

GENUFRESSA            (Seria)

L’ho lettu su lu libbru de cucina… “Pane de la Spagna”:

Tocca mischia’ ova e zuccharu la lu bagnu de Maria…

(poi piegandosi col corpo sul tavolo a 90° e facendo il gesto di salire)

Doppu… tocca montalle a 50°

LAZZARO                     (Indicando alla sorella di rialzarsi)

Ecco allora tirete più su… che quilli so’ 90…

GENUFRESSA            (Risollevandosi e spiegando)

… e doppo che si montata …

LAZZARO                     … La lu bagno de Maria…

GENUFRESSA            (confondendosi e confermando)

… la lu bagnu de Maria sci...

LAZZARO                     ... Fai quello che hai da fa’... e po’ tiri lu sciacquone…!!!

GENUFRESSA            (Sentitasi presa in giro)

Papà lo sendi…

LAZZARO                     (alzandosi perchè ha terminato la colazione) Eh papà… papà… me lo dici mo

che ce famo co’ ‘n toru in giru pe’ casa?


GENUFRESSA            (Piagnucolando verso rosina)


Papàààà…

ROSINA                         Su signorina Genuflessa… lo sa che a suo fratello piace scherzare…

FURGENZIO                (Alzandosi dalla poltrona per redarguire Lazzaro)

E scherza sci fija mia…

(Poi più seriamente)

Piuttostù perché non te vai a prepara’?

A pranzu arria lu futuru consorte…

LAZZARO                     (segnandosi)

che Diu ce lu conservi in salute…

RUSINA                         Il signor Fulgenzio ha ragione anche lei dovrebbe prepararsi signorina…

l’aiuto io a farsi bella…

FURGENZIO                Finarmende conosceremo anche la madre e la sorella… è un bo’ che se ne

parla drento ‘sta casa, ma non me ricordo manco come se jamano…

GENUFRESSA            (Raggiante e bambinesca spiegando al padre)

Allora: issu se jama Rosariu Bonafede… la madre Perla… e la sorella Crucifissa .

LAZZARO                     (perplesso)

…Scusa: ma noi fratelli non ve famo da Tistimoni?

GENUFRESSA            Beh? che ce sta de male?

LAZZARO                     (Mettendosi le mani in testa)

Che ci sta de male? Ma téstu e’ un segnu de catastrofe…!!!

FURGENZIO                De che segnu stai a parla’... ?

(Lazzaro si alza dalla sedia e va al centro della scena)

LAZZARO                     (Scandendo bene e lentamente)

Allora sendime bene:

Io e Crucifissa famo da tistimoni.

(fa un ampio e lungo gesto eloquente col braccio come dire … “E questo già

è un dramma”)

(Dopo la pausa continua con enfasi)

Ma po’:

che Genufressa… Furtuna in Bonafede

se sposa Rosario de Madre Perla…

(Allarga le braccia)

è un segnu de catastrofeeeee…!!!

(Pausa… poi rivolto a Genuflessa)

A postu de le partecipazioni che mannate… li Santini?


GENUFRESSA            (Un po’ offesa) Papaaaaaaaaà…?


FURGENZIO


Zitta fija mia no lo stessi a sindi’...


LAZZARO


(Continuando nell’ironia ma perentorio)

E spreramo che se fai maschio venga co’ tutti li capilli!!!


GENUFRESSA


Perchè?


FURGENZIO


(Lisciandosi la testa sempre ironico)

Cuccì no’ lu chiamerete Carvariu…!!!


GENUFRESSA


(Sempre più dispiaciuta) … Papaaaaaaaaaà!!!


FURGENZIO


(avvicinandosi e tirandolo per un braccio) La fai finita mo... sci o no...

Non dovevi scappa’.... e scappa...


LAZZARO


(Sempre ironico strusciando le mani una contro l’altra)

…Viaggio de nozze a Lourdes … e semo a cavallu…!!!


GENUFRESSA


(Piagnucolante e facendo la faccia con un po’ di smorfie)

E papaaaaaaà….!!!


FURGENZIO


(prendendo il figlio per un vbraccio e tentando di metterlo fuori scena)

Ah ma allora semo de durazzo... scappa.... esci... raus... e daje ‘na chiusa...


GENUFRESSA


(Piagnucolando attaccandosi a Rosina) Uffaaaaaaaaaaa…. Ma lo sendi papaaaaaaaaà…!!!


ROSINA


(Consolandola) Su su signorina… suo fratello è un burlone…


(Fulgenzio raccoglie le scartoffie che aveva preparato sul tavolo e si avvia verso l’uscita per andare in camera sua)


FURGENZIO


Eh sci… lui scherza sembre, nun ce fa casu… e mo vaco in cammora mia a preparamme…


RUSINA


Intanto signorina Genuflessa faccia colazione…


GENUFRESSA


Sci che doppo me vojo fa bella…

(e comincia a mangiare)


(Fulgenzio uscendo di scena si avvicina a Lazzaro)


FURGENZIO


Piuttosto... Te ll’ha gia dittu quarcunu stamattina che si propiu affascinante?


LAZZARO


(Compiacendosi)

None Papà…


FURGENZIO LAZZARO


(Ironico)

Allora sto’ più tranquillu…

(Perpresso) Più tranquillu de che?


FURGENZIO


.. Che oggi ancora gniciuno t’ha preso per culu. (Ed esce)


LAZZARO


(Rivolto verso il padre che e’ uscito)

Semo de bonumore eh?…E me fa piacere!…

(Rivolge al padre un occhiata e un gesto come dire “ma guarda questo” e

dopo la pausa)


RUSINA


Non ci faccia caso signor Lazzaro… lo conosce suo padre…


LAZZARO


Eh… so artornatu da 3 misi ma m’e’ bastatu…


RUSINA


Così ha smesso l’attività di cantante?


LAZZARO


Sci Rusi’… basta… so’ partitu a 18 anni imbarcatu su le navi de ½ monnu… tutte le sere canta, sona, sona e canta … me so’ ruttu…


RUSINA


Sta uscendo ora signor Lazzaro?


LAZZARO


Sci… voleo fa’ ddu passi prima de lu grande eventu

(poi si avvicinandosi alla sorella che sta mangiando ingordamente)

Genufre’… ma non te si preparata ancora?


(Genuflessa fa di no con la testa in modo ampio e continua a rimpinzarsi)


LAZZARO


(Avvicinandosi di più alla sorella ironico)

E dimme bella de Lazzarittu tia… non te potei preparà come aco fattu io?


(Genuflessa fa di no con la testa in modo ampio e continua a rimpinzarsi)


LAZZARO


(Avvicinandosi ancora di più alla sorella ironico)

E dimme bella de Lazzarittu tia… perché?


GENUFLESSA


(Genuflessa con la bocca piena di biscotti rispondendo al fratello ed

iniziando la frase con Perché… gli sbruffa tutti i biscotti sulla cravatta)

Perché sto facenno colazzione no’ lo vidi?

(e riprende a bere il the come se niente fosse)


LAZZARO


(Esterrefatto rimane sul posto e dice)

E nno lo vedo?

(Si allontana senza pulirsi e rivolto verso il pubblico dice)

Ahi voja se lo vedo…


(Rosina indica un possibile aiuto ma Lazzaro la ferma con un gesto e dice)


LAZZARO


Scappo piu’ tardi… me sa che me cambio…

(guardandosi indosso mentre esce di scena)


GENUFRESSA


(Che ha finito di bere il the… mentre rosina sparecchia tutto)

Rusi’…? Ciaco ‘n’emozzione…!!!


RUSINA


Lo immagino Signorina Genuflessa


GENUFRESSA


E chi se lo credea…! Incuntrà l’amore all’età mia…!

(Enfatica)

Bellu Rusi’… quant’è bellu… (poi pensando) oh… pe’ la verita’ e’ piu’

quillu che aco immagginatu che quillu che aco vistu…


RUSINA


Ma che mi dice signoria Genuflessa?


GENUFRESSA


Sci… pe’ vvia de ‘ste lenti che urdimamente non me ce fanno più tantu…


RUSINA


Ma come… lei non ha mai visto il signor Rosario…?


GENUFRESSA


Beh… propiu bene bene… veramente no…!!!


RUSINA


Ma non lo aveva conosciuto ad una festa ?


GENUFRESSA


(Complice)

Ufficiarmente sci…


RUSINA


Perché in realtà?


GENUFRESSA


In realtà l’aco cunusciutu pe’ pretura.


RUSINA


(Stupita) Per pretura? ma è extracomunitario?


GENUFRESSA


Sci e’ estracommunitariu!


RUSINA


E di dov’è?


GENUFRESSA


De Orviniu… Fori de lu comune de Poggiomoiano… è estracommunitariu


RUSINA


(Paziente)

Si va bene… ma che c’entra la pretura?…


GENUFRESSA


Quanno che due se conoscono senza conoscese se dice che lo fonno pe’ pretura.


RUSINA


(Sorridendo e correggendo)

Ahhhhhhhh … per procura …


GENUFRESSA


(In tono confidenziale a Rosina)

Accostete che te dico: Dunque… Te la ricordi Tristana Forcella?


RUSINA


No


GENUFRESSA


L’amica mia de la scola media…


RUSINA


Non me la ricordo


GENUFRESSA


(Mimando)


Quella co’ ‘na cianca offesa… ‘na parpebra calata… lu labbru lepurinu… un po’ pelata… e ciaffa…


RUSINA


Si… e magari anche con le orecchie a sventola…


GENUFRESSA


(Controbattendo rapida)

Eccooooooooo sci….! Essa…! Vistu che te la si ricordata?


RUSINA


(Paziente)

Si va bene… andiamo avanti…


GENUFRESSA


Essa ha troatu maritu pe’ pretura e ce ss’e troata tantu bbene.


RUSINA


(Incredula)

La figlia del miliardario Forcella?


GENUFRESSA


Sci !


RUSINA


(Sempre più incredula)

Forcella quello dei Laterizi ?


GENUFRESSA


Propiu issu…


RUSINA


(Sempre più paziente)

Mah… e allora?


GENUFRESSA


Ciaco parlatu… m’ha missu l’annunciu su lu giornale e non ce crederai….

Mancu un giornu e ho troatu l’amore.


RUSINA


A si?… e che annuncio?


GENUFRESSA


(Con un gesto plateale del braccio)

Ahhhhhhhhh… un annunciuuuuuuu!!! …..

(poi orgogliosa)

Dicea: “Ricca sfonnata mijardaria, danarosa facortosa benestante, sostanziosa

possidente agiata, cerca anima gemella.”


RUSINA


(Ironica)

Insomma… un matrimonio d’amore…


GENUFRESSA


(Sognando)

Oh sciiiii Rusi’… d’amore…


RUSINA


E suo padre lo sa?


GENUFRESSA


Nooooo…! Mica jo raccuntatu tutti ‘sti particulari?


RUSINA


(Prendendo il vassoio, i pantaloni di Fulgenzio e alzandosi)

Ah no è?… Eh va beh… Allora forza andiamo a prepararci.


GENUFRESSA


(Si alza, segue Rosina e sognando)


Rusi’… me vojo fa’ bella pe’ l’amore miu…

RUSINA                         (Mentre insieme si dirigono verso l’uscita tirando un po’ genuflessa)

Su…! Altrimenti non farà in tempo… sono già le 11 passate e tra meno di un’ora arrivano gli invitati.

GENUFRESSA            E’ che oggi nun ce sbajiocco tantu bbene… sarà l’amore….

(poi si ferma insieme a Rosina prima dell’uscita e sospirando)

Ah!….. l’amoreeeeee…. (ed escono)

(Entra in scena Lazzaro che si e’ appena cambiato… e sta facendo una telefonata al cellulare)

LAZZARO                     (parlando sottovoce)

Ma sci che te vojio bbene… ce lo sai no?

(con un gesto del braccio per dire… “e quando mai?”)

Te pare che scherzerebbe su sta cosa solo per fa…

(pausa)

Beh quanno ancora no lo saccio…. Ma te spuso…

(pausa)

Come allora gnente?… Annali’…! So’ tre misi che te vengo appressu…!

M’hai datu sci e no tre bacitti…

(pausa)

Eh… e me pare pocu sci…

(pausa)

Come che vorrebbe de piu’…?

(intrigante e interessato)

Se ce vedemmo stasera te lo spiego…

LAZZARO                     (Come se dall’altra parte avesse udito “perché parli piano?”)

Parlo piano che ci sta papa’ nei dinturni

nun me va de faje sindi’ l’affari mia…

(pausa)

Oggi e’ una giornata particolare Annali…

lassame ji via Aspettu ggente…

(Pausa poi scorato)

No Annali’ non so femmine … !!!

E’ lu fidanzatu de Genuflessa… Co’ la madre e la sorella…

(Pausa poi adirato)

Come ecco ci sta pure la sorella…!? Che la lassamo de fori?

Su non facessi la matta…

(Intrigante)

Vedemoce stasera fa la brava…

(In quel momento rientra in scena Fulgenzio che si e’ cambiato e vestito bene e Lazzaro mette una mano sul telefonino per parlare più piano)

LAZZARO                     Nooooo … mo propiu non pozzo…


(Fulgenzio fa finta di nulla ma di sottecchi guarda il figlio e si avvicina alla credenza tirando fuori un bottiglia di liquore e un bicchierino)


LAZZARO


Ma se te lo dico ce vedemo stasera?

(pausa e poi imitando il gatto in amore)

Va bene… ecculu… Miaooooooo…. Miaoooooooooo…

(tirando qualche bacino) Pciu’ Picu’ Piciu’…


(Fulgenzio senza badare al figlio tiene in mano bottiglia e bicchierino) LAZZARO Sci… Annali’… So lu cagnittu tia… Bau bau bau…


(Fulgenzio versa il suo liquorino nel bicchiere fingendo di non badare al figlio)


LAZZARO


E noooooo… lu cavalluccio no…

(pausa sconsolato)

Va bene…! (imitando) Cloppete… cloppete.. cloppete.. cloppete…

Si contenta mo?…


(Fulgenzio rimette a posto la bottiglia e guarda il colore del liquorino)


LAZZARO


Lu galluuuuuuuuuuuu ?… Ma lu gallu non e’ romanticu….

(pausa sconsolato)

Sci ma e’ l’urdimu è…? (Poi a voce bassa e sfiatata…)

Chiccirichiiiiiiiiiiiiiiiii…..


(Fulgenzio scotendo la testa si avvia verso la sua poltrona e si siede e riprende il giornale)


LAZZARO


Ce vedemo stasera Annali…

A le 8… me riccomanno a lu solitu postu…

(piegandosi e sbaciucchiando)

Pciu’ pciu’ pciu’…..

Fattece troà…

(Con Enfasi)

Pciu’ pciu’ pciu’…..

(chiude il telefonino e si ricompone)


(Fulgenzio e Lazzaro si guardano interrogativamente, poi Fulgenzio con aria pensosa)


FURGENZIO


Steo penzanno…. (pausa)


LAZZARO


(Indifferente) A che papà?


FURGENZIO


Che pe’ le 8.00 no’ je la fai…


LAZZARO


No je la faccio a fa’ che?


FURGENZIO


A ji all’appuntamentu…


LAZZARO


Ammazza che recchie papà…!!!


FURGENZIO


Eh… le tengo…!


(Fulgenzio si rimette a leggere… ma Lazzaro lo ferma…)

LAZZARO                     Beh…? Che fai mo…?… Te rimetti a legge ?

(Fulgenzio alza gli occhi e rivolgendosi al figlio)


FURGENZIO


(Ironico) Che nne so…? Me voli fa lu riassuntu?


LAZZARO


(Spazientito) Sciiiiiii…!!! Giustu lu riassuntu…


FURGENZIO


(Tranquillo e riavviandosi all’uscita)

E allora me rimetto a legge sci.


LAZZARO


(Fermandolo) Aspetta…! Perché m’hai dittu stu fattu de le 8.00?


FURGENZIO


(Continuando a sfogliare)

Perche’ pe’ me no je la fai a jicce pe’ quell’ora… mejiu se ji dicii le 10.00


LAZZARO


E perche’ sintimo…


FURGENZIO


Co’ tutti ll’animali che ciai da governa’… !!!


(Entra in scena Genuflessa in modo concitato perché ha visto dalla finestra della sua camera arrivare gli ospiti. Per l’emozione non riesce a parlare ma gesticola solo emettendo suoni ed è

accompagnata da Rosina.)


GENUFRESSA


Ooooooooooooooo…..!!!!


ROSINA


(Ricomponendosi)

Calma signorina Genuflessa…


FURGENZIO


(Avvicinandosi alla figlia) Che te succede angelu mia...?


GENUFRESSA


(Indicando la sua camera)

Là….. Là… Là …


LAZZARO


(Ironico) Sci.... Zumpapero e Zumpappa’...


GENUFRESSA


(In preda al panico)

No… No… Là… Là…


ROSINA


(Spiegando) Deve aver visto qualcosa in camera sua…


GENUFRESSA


Sci… sci… Là…


LAZZARO


(ironico rivolto alla sorella)

Hai vistu un raganu?


GENUFRESSA


Nooooooooooooooooooooooo……


LAZZARO


(ironico rivolto alla sorella)

Allora te si specchiata….!!!


ROSINA


(Aiutando a far sedere Genuflessa e guardando cupamente Lazzaro)

Si calmi signorina e ci faccia capire


GENUFRESSA


(Ancora agitata)

Là… là… là…


LAZZARO


(ironico)

e... testu l’emo capitu... cambiamo nota o continuamo ccucì?


FURGENZIO


(A Lazzaro) Mo se non la fai finita vidi tu è…


ROSINA


(ammonendo Lazzaro)

Suo padre ha ragione Così non l’aiuta … si avvicini… le dia una mano…


LAZZARO


(facendo di no col dito)

Noneeeeee… non me lo sogno neanche…


ROSINA


Come sarebbe?


LAZZARO


L’hai vistu come m’ha ridottu quanno me so’ avvicinatu pe’ parlaje no?


FURGENZIO


(A Lazzaro) Si propriu un animale…. Da chi avrai arpijatu tra tutti quilli de la fatturia…? Daje ‘na mano a tu sorella…


LAZZARO


(poi rivolto alla sorella)

T’aiuto da quine…. Che è successo in cammora tia?


(Genuflessa fa vedere i suoi occhiali)


LAZZARO


Te so cascati l’occhiali da la finestra?


GENUFRESSA


None… None


ROSINA


Ha visto qualcosa dalla sua finestra?


GENUFRESSA


Scine… Scine…


LAZZARU


(Ironico)

Mh…! Un pajaru volante?


ROSINA


Ma che dice signor Lazzaro?


FURGENZIO


(Stupito) Un pajaru…?


LAZZARO


(dubbioso e ironico)

Ehhhh…. Se lu vede un pajaru…!


(Genuflessa da segni di impazienza)


FURGENZIO


(Combattuto se lasciare genuflessa o scuotere Lazzaro)

Io unu de sti ggiorni o t’addrizzo o me comprometto…

(Poi verso Genuflessa)

Su non je dessi ascorto dimme a me? Che hai vistu?


(Genuflessa incredibilmente lucida e fredda… senza più agitazione)


GENUFRESSA


L’ospiti.


ROSINA


(Interrogativa)

Gli ospiti?


FURGENZIO


L’ospiti?


GENUFRESSA


Scine… stonno qui sotto… so arriati…!


(In quel momento si sente suonare alla porta)


GENUFRESSA


Ecculi…


LAZZARO


Oh….. mo semo tutti…


ROSINA


Corro ad aprire…


LAZZARO


No no… ce vaco io.. tu nascunni Genuflessa


ROSINA


Ehhhh… nascondere addirittura…


LAZZARO


Sci sci… nascunnila che è mejiu.


GENUFRESSA


Poretta me… e mo do me gniscunno?


FURGENZIO


(Fermando la scena)

Ohhhhhhhhhh… ce semo impaciti tutti?


(Suona il campanello una seconda volta)


FURGENZIO


Vado io… fori tutti…


(mentre gli altri escono di scena)


FURGENZIO


Arrivo… Eccome


(Fulgenzio esce di scena per andare ad aprire)

FURGENZIO                Preco… preco… accommidateve…

(Entra in scena: Fulgenzio, Perla ben vestita, Crocifissa ragazza stupenda e appariscente sorella di Rosario e per ultimo Rosario con un mazzo di fiori. Indossa un cappotto o un soprabito double-face, un paio di occhiali che hanno anche le sopracciglia finte, baffi finti. Per comodità diremo che il double-face sia blu da una parte e marrone dall’altro ma i colori sono ininfluenti.)


PERLA


E’ pirmessu…?


FURGENZIO


Accommidateve… Preco… come a casa vostra…


PERLA


(Allungando una mano)

Piacere di conoscerla Signor….


FURGENZIO


(baciandole la mano)

Furtuna…


PERLA


(fraintendendo)

La fortuna è tutta mia… signor…


FURGENZIO


(Ribadendo) F u r t u n a !


(Pausa) Furtuna … è lu cognome…


PERLA


Ahhhhhhhhh Furtunata…!!!


FURGENZIO


(Stupito) E’ lu cognome?


PERLA


(Ridendo) Noneeeeeeeeee è un modu de di’…

(poi presentando i membri della famiglia)

Lo cognome miu e’ Bonafede… Perla Bonafede…

Testa è mi fija Crucefissa e issu mi fiju Rosariu


ROSARIO


Buon giorno sor Furtuna ho portatu un presente pe’ Genufressa… ce sta?


FURGENZIO


(Ironico)

Che non vidi l’ora?… Mo arria …

Accommidateve pure… pozzo offri’ chiccosa?


(Si seggono Perla e Crocifissa e Rosario)


PERLA


Grazie… ben gintile…


FURGENZIO


(Uscendo di scena)

E de che… un po’ de pazzienza e arduno la famija…


Vui intantu fate con commidu…

Se avete bisognu de ‘na rinfrescata lu bagnu sta in fonnu a destra…

Genufressaaaa… Lazzaru… Rusina… c’avemo ospiti…


(Uscito Fulgenzio Rosario si guarda intorno con sospetto, poi certo di non essere visto ne udito comincia a parlare in tono cospiratorio. Non si avvede che Fulgenzio è ritornato sui suoi passi come se avesse dimenticato di dire qualcosa agli ospiti e sentendo il tono del discorso si mette nascosto ad origliare e a commentare con gesti visibili al pubblico.)


ROSARIO


Allora semo daccordu…?


PERLA


Tu si mattu bellu mia… te pare che stu giuchittu pole regge…?


CRUCIFISSA


(Rivolta a Rosario)

Jimocene finchè semo a tembu… è ‘na pacìa…!!!


PERLA


(Rivolta a Rosario)

Ma n’ te potei inventa’ ‘n’andra balla pe’ spilla’ li sordi a ‘sti Cristiani?


ROSARIO


(Rivolto a Perla sfrontatamente)

Mettemo in chiaru ‘na cosa: se vòli sarva’ la pelle co’ ‘che euru ‘n saccoccia

hai da fa quello che te dico io sinnò un certu amicu mia è pruntu a fatte un

laurittu co’ li fiocchi… quindi bona e ripassa la parte…!!!


PERLA


(Ripetendo la parte forzatamente)

Va bene: Spusai lu Marchese Bonafede in un matrimonio cumbinatu… nobile

decaduto che pe’ li sordi m’ha cuncesso lu titolu…


ROSARIO


Braa.. fin qui ce semo… continua…


CRUCIFISSA


Ma non sta in piedi…


ROSARIO


(Rivolto a Crocifissa con tono sprezzante)

Tu penza a fa la parte tia sennò poli anche artornà da do’ si vinuta!


CRUCIFISSA


(Offesa ma impotente) No’ mme trattassi ccucì… no’ mme lo merito!!!


ROSARIO


(Con il tono di chi ha in pugno una persona…) Allora zitta che non te ne penti… (poi rivolto a Perla) Cuntinua…!!!


PERLA


Quanno mi maritu morì l’errore miu è statu l’orgoju de non chiede aiutu a gniciunu nonostante li debbiti e ddu fiji d’alleà.


(si ferma inorridita dalle bugie che sta dicendo ma Rosario la sprona)


ROSARIO


Forza… non te fermà…


PERLA


Testu m’è costatu l’eredità che è jita tutta a mi sorella e pe’ campà ho

laoràtu… diciamo ner sociale…

(Lucida)

e tésta non è una bucìa vistu c’ho fattu la vita fino a 36 anni fa!!!


ROSARIO


(incitandola) Non divagamo …


PERLA


Ve sete dipromati… e mo vurristi mette su famija… ma ce sta un pero’…!!!


ROSARIO


(Rivolto a Crocefissa)Tocca te… forza…


CRUCEFISSA


Lu laoru de mamma non è bastatu a pagà li debbiti… e semo jiti in mano a li struzzini…


ROSARIO


Bene.. benissimo … E poi?


CRUCIFISSA


Lu debbitu invece de diminuì è crisciutu e li struzzini minacciano de morte:


ROSARIO


(Compiaciuto sottovoce)

Sciiiiiiiiiii sciiiiiiiiiiii … e quindi?


CRUCIFISSA


Quindi se entro tre giurni non rimettemo li sordi… ciammazzano… !!!


ROSARIO


(Al settimo cielo)

E qui parlo io… dico che purtroppu… senza volellu… ho missu a rischiu

anche la vita de Genufressa e tiro fori ‘stu bijettu…


(Rosario tira fuori una busta dove c’e’ una lettera anonima la apre e la legge)


ROSARIO


Sapemo tuttu de te… conoscemo le mosse… se non voli che ammazzamo a te e a la regazza tia… caccia fori li sordi entro tre giurni… e non parlà co’ gnicunu … senno’ pe’ vui è firnita.


(Rosario la rimette la lettera nella busta e mentre se la infila in tasca e aggiunge con fare da attore consumato)


ROSARIO


E penza’ che tra un mese ce sarebbe arrivata l’eredità della pora Zia Adargisa…


(Pausa… i tre si guardano … poi Perla perplessa…)


PERLA


Pe’ me non funziona… ce scoprono…


ROSARIO


Macché !!! La leva su li sindimenti funziona sembre… quale padre fa ammazza’ la fija pe’ 500.000 euro se se tratta de un prestitu pe’ un mese?


CRUCIFISSA


(Rivolta a Rosario) Ma perché tocca a mettese dentro ‘sti casini Rodorfo… ?


ROSARIO


(Inveendo contro Crocifissa in un atto di ira e con la mano alzata) Sccccccccccccccccccccc…. Non me jamà Rodorfo… come te lo deo di’ che qui me jamo Rosario…!!!


CRUCIFISSA


(Lei facendosi piccola e timorosa) Scuseme ciai raggione…


ROSARIO


Io so’ Rosario Bonafede… tu si mi sorella Crucifissa Bonafede… e tu mi madre…


PERLA

ROSARIO


(Rassegnata) Perla Bonafede… ce lo so… !!!

Ecco…! Allora Rodorfo… nun esiste…!!!


PERLA


E se te scoprono come te la mitti?


ROSARIO


(Alzandosi e andando al centro della scena)

Cercheranno un omo de nome Rosario

Co’ lu soprabito blu, occhiali e baffi…!

(Pausa di compiacimento)

Ma lu soprabbitu blu po’ diventa’ marrone… (rigira il soprabito e l’indossa)

l’occhiali se pozzono leva’… (li toglie e li mette in tasca)

via li baffi… (toglie anche quelli e li mette in tasca)

e uala’…. Rosario… non esiste piu’…

me cerca mezzu monnu e non ha troatu mai…!!!


CRUCIFISSA


(Timida)

Ma perché hai scerdu propiu a nui…?


ROSARIO


(Rivolto a Crocifissa cinico)

Perchè non rischio gnente…

(spiegando rivolto a Perla senza alcun tatto)

Essa carcava li marciapiedi

(Poi rivolto a Crocifissa)

Tu campi su una baracca con padre malatu, la differenza tra la vita e la morte

te so’ 50.000 euru… e ‘stu giocettu te ne frutta armeno la metà…


CRUCIFISSA


Come la metà? Eravamo daccordu….


ROSARIO


(Sempre cinico guardando crocifissa come oggetto di desiderio e

prendendole il volto tra le mani)

Non te preoccupassi Crucifi’! Non ciavrai difficortà a guadagnattela l’andra

metà … non so tantu esigente…


(Crocifissa si divincola e Rosario continua)

Si bella e servaggia… ma te passa… te passa…


PERLA


(Sdegnata) Schifosu…!


ROSARIO


(Rivolto a perla fa un inchino beffardo e poi cinico prosegue) Ohhhhhh… Reggina de li Lampiuni… Principessa dell’amore a pagamentu…abbandonatrice de fiji…tu parli?


PERLA


(Orgogliosa) Parlo sci! Ho pagatu l’errori co’ lu rimorzu che me sse’magnatu e aco fattu la vita pe’ corpa de un pappone!


ROSARIO


(Sempre cinico) … E’ sembre corpa dell’andri…


PERLA

ROSARIO


M’avrebbe ammazzatu de botte… Aco gniscustu la gravidanza è veru… ma

nonostante tuttu so’ meju de te !!!

(Noncurante e beffardo) Ah sci? E perché sindimo…!


PERLA


(Con orgoglio alzandosi dalla sedia)

Perché tu munti sopra a tuttu pe’ li sordi


ROSARIO


(Beffardo)

Tu invece?


PERLA


(ricordando)

Io invece?… (pausa)

Quella notte dell’ 8 Agustu … 36 anni fa… a Villa Ponente… de

li sordi me ne so fregata: Fedora la Roscia ha fattu l’amore… e pe’ ‘na

vorda… seppure salatu… ha pagatu essa!


ROSARIO                      (Battendo le mani in segno di scherno)

Brava! Bella lezione de ricitazzione! Fattu sta che ‘llu pappone sarebbe

propiu contentu de artroatte e se non fai la parte tia… qualcunu je potrebbe fa

sapè ‘ndo stai…

(Perla si lascia cadere sconsolata sulla sedia in silenzio)


ROSARIO


Mettemola ccucì… vui me dete una mano … io ve pago

e me dileguo…! Scappo via da tuttu… scappo via da tutti…


(Si sente Fulgenzio che sta per tornare in scena entrando dalla parte del giardino)


FURGENZIO


Bene…! Allora io artorno dall’ospiti…


ROSARIO


(Che stava dicendo scappo via da tutto, scappo via da tutti, allarmato…) Scappo via…!


(Il momento e’ concitato: Rosario cerca una via di fuga…)


ROSARIO


E ‘ndo vado?… (poi riflette) A lu bagnu…! Me vaco a rimette a postu… ! (poi si ferma davanti a Perla e Crocifissa e le apostrofa) Occhio eh… (esce di scena frettolosamente)


(Entra in scena Fulgenzio. Perla ha fatto due riferimenti precisi che lo hanno fatto trasalire: sera dell’ 8 Agosto giorno del suo compleanno e Villa Ponente che accorpa i poderi di campagna. Pertanto Fulgenzio sta riallacciando dentro la sua testa questi avvenimenti mentre le due donne sono mute e tristemente guardano il vuoto. Fulgenzio prendendo tre sottobicchieri, bicchieri, tovagliolini, vassoio e una bottiglia di liquore fatto in casa inizia un discorso apparentemente astratto ma con lo scopo di vedere la reazione delle donne.)


FULGENZIO


Eccome qua… scusate l’assenza ma ho dovuto organizza’ tuttu…

(Emozionato) Oggi se festeggia un grande eventu… Genufressa se sposa un

bravu bardasciu… “PROPIU UN BRAVO BARDASCIU”

e io so’ contentu… (Ironico) ce servìa un brau bardasciu a casa mia!!!


(Pausa continuando ad apparecchiare e scrutare le reazioni)

FURGENZIO                Col vostro permesso ve vojo fa assaja’ ‘na cosa…. pozzo…?

(Le due donne restano zitte e ferme e dopo una pausa Fulgenzio aggiunge)


FURGENZIO


Chi tace acconzente… vedrete ne vale propiu la pena…

(Apre il mobile tirando fuori una bottiglia e tre bicchieri)

stu liquorinu l’aco fattu io co’ tutta robba genuina… e la robba genuina se

sa… male non fa…


(Pausa continuando ad apparecchiare e scrutare le reazioni)


FURGENZIO


Allora: dovete da sape’ che lu colore è dovutu a li travasi che je donno quella purezza che prima non cià perché e’ zeppu de feccia… come se dice… tocca pulillu …. (trovando la parola giusta) DISTILLALLU… da le impurità…


(Pausa continuando ad apparecchiare e scrutare le reazioni)

FURGENZIO                (Sdrammatizzando) E mica è una cosa semprice… Nooooooo ehhhhhhh … cevole lu tempu giustu… lo modu giustu… perché certe vorte lu colore pare quillu… (poi calcando) ma lo sapore ha pijatu de stranu…

(Perla tira fuori un fazzolettino e si asciuga gli occhi; Crocifissa comincia ad emozionarsi)


FURGENZIO


E lu processu è dilicatu… perché ce vole la predisposizione de lu liquore…


PERLA


(Accenna un timidissimo assenso)

Si?


FURGENZIO


E sci…. Certamente… perché ce stonno quilli che perdono corpu, colore, sapore e quilli che invece tirano fori lu meju… come téstu!


(Crocifissa continua ad emozionarsi sempre più)


FURGENZIO


Me dovete scusa’… io parlo, parlo, magari de cose che a vui mancu ve interessano, ma ognunu cià le fissazioni sia… io me so ‘nvecchiatu e passo lu tembu curanno giardino e cantina… (Porgendo i bicchierini)… Mo gustatevelu… testo non tradisce… !!!


CRUCIFISSA


(Crocifissa scoppia in un pianto improvviso e si alza singhiozzando)

Scusate… ho bisognu d’aria… pozzo anna’ in giardinu?


(Fulgenzio accenna un “Prego” indicando l’uscita e Crocifissa esce)

FURGENZIO             (Rivolto a Perla e scrutando la reazione)

Che è successu? La bardascia se sende pocu bbene?

PERLA                         (Sospirando e utilizzando il fazzoletto per qualche lacrima)


Sci… se sende pocu bbene…


FURGENZIO


(Controllando la reazione) Me dispiace… pozzo fa’ chiccosa pe’ la fija…?


PERLA


(Alzandosi dalla sedia ma senza guardarlo in faccia) Crucifissa… (sospendendo la frase fa una pausa di riflessione) (Prendendo coraggio ma sempre senza guardarlo) Crucifissa… non e’ mi fija…!


(Fulgenzio non batte ciglio, prende il bicchierino dal tavolo e si avvicina a Perla)


FURGENZIO


Su! beva un goccittu che la rimette a postu…

(Perla dice no con la testa ma Fulgenzio insiste)

Bevaaaaaa… che oggi è un giorno speciale e non ce vonno tristezze…


PERLA


(Guardandolo col fazzoletto in mano senza prendere il bicchierino)

Ma lei ha capitu quello che aco dittu?


FURGENZIO


(Riflettendo) Me so’ ‘nvecchiato… ma insurditu no … su… beva!


PERLA


(Stupita e asciugandosi una lacrima col fazzolettino)

E non dice gnente? Non batte ciju…?


FURGENZIO


(Prendendo il fazzoletto dalle mani di Perla per asciugarle gli occhi)

Pozzo…?


(Perla gli lascia il fazzoletto e lui asciugandola con galanteria)


FURGENZIO


L’occhi de ‘na femmina non dovrebbero mai piagne…

(guarda il fazzoletto, nota le iniziali e le pronuncia ad alta voce)

F.F….

(Capisce che quel fazzoletto è suo non ha più dubbi: quella e’ la donna con

cui ha avuto un rapporto. Ridà il fazzoletto a Perla che lo rimette nella borsa)


PERLA


(Tirando su col naso) Cosa F.F.?


FURGENZIO


Le inizziali de lu fazzolettu… F.F.


PERLA


Ah… sci… le inizziali…


FURGENZIO


Va un po’ meju…?


PERLA


Sci… grazzie… un po’ meju…!!!

(poi riprendendo il discorso)

Ma lei non ha battutu ciju… perche’?


FURGENZIO


(Comprensivo)

Eh…. Perché la vita è come un cassittu. Lu opri tutti li jiorni

pe’ mettece drento le cose tia e non t’aspetti

che ‘na vorda, ce troi un rigalu !


PERLA


(Che non capisce… asciugandosi gli occhi col fazzoletto)

… Un rigalu?…


FURGENZIO


(Offrendo il bicchierino e cercando di cambiare discorso)

Beva su! Brindamu a ‘sta jornata…


PERLA


(Prendendo il bicchierino e bevendo con Fulgenzio)

Non cambi discorso… che rigalu?


(In quel momento rientra in scena Rosario che nel frattempo si e’ ritruccato e Lazzaro)


ROSARIO


Scusate… ero in bagno… po’ uscenno aco fatto ddu chiacchiere co su fuju…


LAZZARO


Rosariu me dicea che cià probblemi co’ ‘na

certa eredità che je dovrebbe arrivà da un momentu all’andru…


FURGENZIO LAZZARO


(Ironico e scostante)

E se sa…!!! La burocrazzia è lenta…

Ammazza… andru che?…


ROSARIO


(Cogliendo la favorevole occasione)

Pora zia Adargisa!!! L’emo siguita fino su lu lettu de morte… ce volea un

bene…


FURGENZIO


(Ironico e scostante)

Immaggino…! Avrete fattu ‘n’opera de misericordia…


ROSARIO


Beh sci… ciavea solu nojadri oramai… che fai… l’abbanduni?


FURGENZIO


(Ironico e scostante) Eh… Che si paciu?


LAZZARO


E’ morta da quaci un annu e ancora non se smove gnente… non ci sta verzu de pijà l’eredità…


FURGENZIO


(Ironico rivolto a Lazzaro)

Non te preoccupassi fjiu mia… vedrai che quarcunu l’anticipa…


ROSARIO


(Stupito) Che vole di’ co’… l’anticipa?


FURGENZIO


Che se pole troa’ quarche impiegatu de bbona volontà che se la pija a core e anticipa un po’ lu tembu…


ROSARIO


Ehhhhhh… magari fusse ccucì semprice… ho misso ‘n mezzo tutti…


FURGENZIO


(Duro) Pure quilli che non cei da mette…!


ROSARIO


Prego?


FURGENZIO


Vojio di’ che uno mette in mezzu la gente che penza se dia da fa……


e po’ invece…

ROSARIO                   Eh… sci e’ veru… capita sembre ccucì… tu te fidi… ce cunti…

LAZZARO                  (Inserendosi nel discorso canticchiando) … e armani fregatu…

FURGENZIO             Eh sci… è propiu ccucì che capita.

LAZZARO                  (cambiando discorso) Papa’… ma l’andri ‘ndo stanno?

FURGENZIO             In giardinu… magnamo de fori oggi… co’ ‘sta bella jornata…

LAZZARO                  Allora se pirmitti io e Rosario jemo de fori…

ROSARIO                   Con permesso sor Furtuna…

FURGENZIO             Prego … prego… a commodu vostru…

(I due escono e vanno in giardino)

PERLA                         Dicevate?

FURGENZIO             De che?

PERLA                         Me stavate a di’ de un certu ricalu…

FURGENZIO             (Rivolto a Perla) Eh sci… oggi la vita m’ha fattu propiu’ un bellu ricalu…

PERLA                         Capisco sembre menu…

FURGENZIO             Vede: io so’ natu riccu e ciò avutu sembre tuttu…

PERLA                         Beatu lei…

FURGENZIO             Beatu dice…? Per un verzu sci… Ma chi cià tuttu corre lu rischiu de

dà pocu pesu a tande cose… invece chi cià pocu s’attacca anche a quelle

che sembrano inzignificanti…

PERLA                         Presembiu?

FURGENZIO             Presembio un fazzulittu…

PERLA                         Un fazzulittu?

FURGENZIO             Sci…! Che ce sta de più ‘nzignificante?

PERLA                         Non saprei…!

FURGENZIO             Co’ ‘n fazzulittu ce pulimo la Bocca, ce soffiamo lu nasu, c’asciugamo lu

sudore… e quanno è logoru… lu buttamo via…


PERLA


Sci succede ccucì…


FURGENZIO


Ma no’ a tutti…! (Poi serio e amorevole)


PERLA


No?


FURGENZIO


E no… Chi troa lu coraggio de di’: “Crocifissa non è mi fija…” cià chiccosa in più… specie se s’asciutta le lacrime con fazzulittu che non ha buttatu via da 36 anni… !!!


PERLA


(Stupita e sorpresa) E lei come ce lo sa’…?


FURGENZIO


(Svelando emozionato e amorevole)

Ce lo so perché quillu fazzulittu… è lu mia…!!!


PERLA


(Esterrefatta) Tu…!!!


FURGENZIO


(Orgoglioso) Io…!!! F.F. …. Furtuna Furgenzio.


PERLA


(Cade sulla sedia tenendosi la faccia tra le mani)

… non è pussibile…


FURGENZIO


E’ pussibbile Fedo’… (Sentendosi chiamata per nome


lo guarda con occhi languidi e lui continua)


FURGENZIO


Quella notte… co quell’occhi … quilli stissi occhi che ciai mo’… me

dicisti solu… “Dimani parto pe’ Milano e oggi è statu un giorno speciale: aco

fattu l’amore, non vojo li sordi… lasseme stu fazzulittu ‘ndo te si asciuttatu lu

sudore… l’amore nun ze paga…”


PERLA


(Sempre più sconvolta) Cuccì te dissi: l’amore non ze paga!


FURGENZIO


Quantu t’ho cercata senza artroatte più?


PERLA


E… testu sarebbe lu regalu…?


FURGENZIO


Te pare pocu?… e poi… C’emo una fija Fedo’…!!! Una fija d’artroa’…!


PERLA


(Alzandosi)


Furge’… te pozzo abbraccià…?


FURGENZIO


(Sdrammatizzando) … E se me sse svejano l’andichi bulluri?


(Una risata liberatoria di entrambi)

PERLA                         (Ironica) Ehhhhh… all’età tia… vai ancora arzanno porvere?

FURGENZIO             (Sconsolato ma ironico)

Fedo’… all’eta’ mia solu la porvere s’arza…


(Altra risata liberatoria mentre si affaccia in scena Rosina dall’uscita per il giardino)


ROSINA


Signor Fulgenzio… se si vuole accomodare …


FURGENZIO


Lazzaru ‘’ndo sta?


ROSINA


Fuori con tutti…


FURGENZIO


Dije che je deo parla de Rosariu… ma non te fa sindi’ dall’andri


ROSINA


Va bene signor Fulgenzio… ora venga… e’ pronto!


FURGENZIO


(Dirigendosi insieme verso l’uscita)

E semo prunti pure nui…

(Offre il braccio a perla che lo prende sottobraccio e camminando verso

l’uscita che da al giardino commenta compiaciuto)

Oggi… è un giorno speciale…!!!


(Uscita di scena parte il brano “Ho trovato una rosa” di Lucio Dalla… cala il sipario)

FINE PRIMO ATTO


SECONDO ATTO

(All’apertura del sipario il pranzo in giardino è terminato e in scena, che è sempre la sala da pranzo, c’è Genuflessa - Fulgenzio e Lazzaro su un divano e nell’altro divano, separati dal tavolino basso Rosario e Crocifissa… pertanto, Rosario di fronte a Fulgenzio e Crocifissa di fronte a Lazzaro mentre fuori scena Rosina sta preparando il liquorino per tutti e Perla le da una mano.)


ROSARIO


… Ecco come so jite le cose… ve l’ho spiegate pe’ filu e pe’ segnu!


GENUFRESSA


(Enfatica)

Certu 500.000 euru non so’ brustulini…


ROSARIO


(intrigante)

Non te preoccupassi Genufrè… papà ce la da una mano.

(poi rivolto a Fulgenzio a cercare conferma)

No?


FURGENZIO


(lucido rivolto a Rosario)

Eccome no? Una? Me serviranno pure tutte e due?

(poi rivolto ai figli Lazzaro e Genuflessa)

Vui che ne dite ?


LAZZARO


(Tranquillo) Io dico che stu problema se risolve co’ un minutu…


FURGENZIO


(Ironico) Eccertu: Basta che ce penza Papà!


LAZZARO


None… io un’ idea ce l’avrebbe

Potressimo venne un paru de poderi de Villa Ponente…


FURGENZIO


(Ironico) Come no! Magari quilli ndo’ ciai la fattoria dell’animali…lu cane…lu gattu … lu gallu… lu cavallu …


ROSARIO


(Fingendo disperazione) E allora nun ce stà soluzione…


FURGENZIO


Una soluzione ce sta sembre… ma certu 500.000 euru non se scavano…!!!


(Rosina e Perla entrano in scena: una porta vassoio e 6 bicchieri per distribuire il digestivo, l’altra liquorino e qualche biscottino, dopo di che Perla si siede vicino a Rosario)


ROSINA


Qualcuno prende un amaro?


FURGENZIO


(Soddisfatto) Ahhhhhh! Lu diggestivu è un ritu insustituibbile a casa mia…


LAZZARO


(Battendosi la pancia platealmente) Tantu piu’ se ce semo attrippati…


PERLA


Un pranzu da favola pe’ davero…!!!


FURGENZIO


Tuttu meritu de Rusina…!


ROSINA


Grazie signor Fulgenzio lei è sempre troppo buono…


LAZZARO


No no Rusi…! Troppo bbonu era lu stufatu de capriolu che hai cucinatu…


GENUFRESSA


(Come al solito inopportuna nelle sue gaffes)

Ma lu capriolu, se jama capriolu perché quanno curre fa le capriole?


LAZZARO


(Ironico, sdrammatizzante e aiutandosi con i gesti)

Eccertu: come lu lama se jama lama perché quando curre taglia l’erba!!!


GENUFRESSA


(Stupita e continuando con la gaffe)

Ecco perché sputa sembre…


LAZZARO


E se sa’… cià l’erba su la bocca…


CRUCIFISSA


(Cambiando discorso anche per far notare meno la gaff)

Ma lei ha magnatu pocu sor Furgenzio…


ROSARIO


(Interessato) Sta a dieta?


ROSINA


Si…! Segue una dieta bilanciata…


PERLA


(Interessata) Come mai?…


FURGENZIO


Beh all’eta’ mià è meju non esaggerà…!


ROSINA


Esatto… (Poi uscendo di scena verso il giardino)

Con il vostro permesso vado a riordinare!!!


GENUFRESSA


(Rivolta a Lazzaro) Ma che fa la dieta pe’ dimagri’ papà?


LAZZARO


(Ironico) None… pe’ diventa’ più ardu.


GENUFRESSA


(Incredula)

Come pe’ diventà più ardu?


LAZZARO


E sci…! Giacché lu pesu non va ggiù, lu medicu ja datu ‘na dieta pe’ cresce… ccucì li chili se vedono de meno.


FURGENZIO


(Ironico) eh… quanno ci sta’ l’amore fraterno…


PERLA


(Sorridendo come tutti) Scherzà sembre lei sor Lazzaro…!!!Ho saputo che lei facea lu musicista su le navi…! E’ artornatu a casa da tantu?


LAZZARO


So’ tre misi… ma dopo 18 anni che manco aco troatu tuttu cambiatu…


CRUCIFISSA


In che senso?


LAZZARO


Ho fattu lu giru de lu paese, solu lu barbiere è armasto li.


N’do’ stea lu barre mo ce sta la farmacia…

‘n’do’ stea la farmacia mo ce sta lu barre...


FURGENZIO


(Ironico) Non avrai fattu la strada all’incontrariu?


LAZZARO


(interdetto)

E beh certu come no…. mo so diventatu stupitu…!


FURGENZIO


(ironico)

Per carita diceo ccucì pe’ di’…!


CRUCIFISSA


Me permetta sor Furgenzio, ma Lazzaru cià raggione: è tuttu cambiatu…


ROSARIO


(Confermando) Tuttu Tuttu! E’ cambiata la vita… li sordi non bastano più…


FURGENZIO


(Ironico) Sarà che lu saccu ‘n ze riempe mai?


ROSARIO


(Sospettoso) In che senzu?


FURGENZIO


(Rassicurante) Che non ciaccontentamo più de gnende


LAZZARO


(Ampliando) O che ce affamano de tasse che aumentano sempre…!


FURGENZIO


(Serio)

Ah no… pe’ esse giusti le tasse so diminuite.


LAZZARO


Sciiiiii…. E quanno mai?


FURGENZIO


So diminuite de 10 punti


LAZZARO


10 punti?


FURGENZIO


Certu… Prima faceo lu 740… mo faccio lu 730!


PERLA


(Rivolta a Fulgenzio)

Parla della denuncia dei redditi…


FURGENZIO


(Ironico) No… parlo della “RINUNCIA” dei redditi…


CRUCIFISSA


(Triste) Se li sordi non bastano a chi ce l’ha… figuramoce a chi non ce l’ha!


LAZZARO


(Allegro)

…E testo pure è vero… Li sordi so’ meju de la povertà, non fusse andru

pe’ mutivi finanziari.


che


FURGENZIO


(Che ha origliato e sa i problemi di Crocifissa rivolto a Lazzaro)

Hai fattu la battuta… !!!


LAZZARO


(Allegro) Eh….! A furia de sindi’ a te…!


FURGENZIO


(Per sdrammatizzare nei confronti di Crocifissa)


Sci ma vidi…: lu vantaggio de esse’ ‘ntiliggenti è che poli fa’ lu scemu… mentre lu contrariu è impussibile…!


PERLA


(Comprendendo il leggero attimo di tensione rivolta a Lazzaro)

E me dica signor Lazzaro: com’è la vita su le navi?


LAZZARO


Mah!!! Pe’ nui che ce laoramo… tuttu sommatu è monotona!


GENUFRESSA


Io ciavrebbe paura de montacce su una nave…! (a voce alta) Se s’affunna?


PERLA


(A Lazzaro) Navi così pozzono affonna’?


LAZZARO


E’ difficile … ma gnende è impussibbile!!!


CRUCIFISSA


(Pensando Triste) Mamma mia che brutta fine sarebbe…


LAZZARO


(Fatale ed enfatico in piedi con ampi gesti lasciando la frase appesa)

Mah… Se lassa tésta valle de lacrime…

s’artorna tra li verdi pasculi ‘ndo che finarmente lu leone e lu vitellu

giaceranno assieme…


FURGENZIO


(Inserendosi ironico) …e lu vitellu suffrirà d’inzogna …!


PERLA


Lei dice che mancu all’andru monnu ciavremo pace?


FURGENZIO


(Serio)

No…! Dico solu che de monnu ne conosco uno ‘ndo’ che li bboni dormono

mejiu la notte… ma li cattii se la spassano mejiu de ggiornu.


ROSARIO


(Riprendendo il discorso che gli interessa)

Come quilli bastardi struzzini …


FURGENZIO


Tranquillu… tembu quarche ora e tuttu va a postu…


ROSARIO


(Incredulo) Sci… quarche ora…?!


FURGENZIO


Pe’ le 6… massimu 6 e mezza sta tuttu a postu…


LAZZARO


(Incredulo) E come fai papà…?


FURGENZIO


Lu direttore de la banca è un amicu… una telefonata e non me negherà lu favore.


LAZZARO


(incredulo)

500.000 euri co’ ‘na telefonata…!!!


FURGENZIO


Eh! Co’ ‘na telefonata e qualche garanzia per un mese me li Impresta.


ROSARIO


(Alzandosi e inginocchiandosi davanti a Fulgenzio gli bacia le mani)

Come potrò mai ringrazzialla…?


FURGENZIO


(Serio) Tirete su… non dèi ringrazzia gnicunu….


ROSARIO


(Sempre in ginocchio e falzamente)

Le sarò eternamente grato… lo giuro


ROSARIO


(Fulgenzio gli stringe la testa tra le mani con ira)

Lo ggiuru… Lo ggiuru… Lo ggiuruuuuuu ohhhhhhhhhh … (alzandosi)

Ma me fate male…!!!


(Fulgenzio ad ogni lo giuro di Rosario stringe sempre di più la presa con veemenza)


FURGENZIO


(Ricomponendosi) Scuseme è l’emozzione…. stai pe’ diventà mi fiju…!


ROSARIO


(Ricomponendosi) E lei mi’ padre…


FURGENZIO


Ecco… allora tra padre e fiju gnente ringrazziamenti! Risorvo io lu problema.


(Rientra in scena Rosina)


ROSINA


Se i signori vogliono tornare in giardino io ho finito di mettere in ordine.


(Tutti si dirigono all’uscita: Perla parlotta con Crocifissa… Lazzaro e Rosario aiutano Genuflessa)


FURGENZIO


Bene… allora vui annate che io faccio ‘sta telefonata…

(poi rivolto a Rosina)

Rusì… quanno hai accommidatu tutti veni qua da me che co’ issi ce

sta Lazzaru…


ROSINA


Va bene signor Fulgenzio… qualche minuto e sono da lei…


FURGENZIO                (Accompagnandoli all’uscita)

Annate annate… godeteve un po’ de friscu…

(Tutti escono di scena e Fulgengio dirigendosi verso il telefono)

specie tu Rosa’… godite lu friscu…

(pausa poi schifato mentre prende la rubrica e cerca il numero)

Giurava…!!! L’avrebbe strozzatu…!!!

(pausa) ma ‘ndo’ sta lu numeru… ah ecculu… (fa il numero)

(Attendendo la linea che di li a poco arriva)

FURGENZIO                (confidenziale e simpatico)

Parlo co’ quillu scarzu che perde sempre a scopa?

(pausa) Non fregassi… l’urdima vorda hai perzu 11 a 9…

(pausa) Furtuna…!!! tèsta e crasse amicu mia.

(pausa) Quanno te pare… ma non me vorrebbe apprufittà…

(pausa e poi come se dall’altra parte gli avesse detto… “Dimmi”)

Intanto te voleo fa’ l’auguri… si diventatu padre e saccio che vor dì:


Come l’ete jamatu?

(raggiante) Ferdinadu? Bellu nome…! Tutti li nomi co’ la F so’ li meju…!!!

(pausa) E’ un bellu monellu?… Sci?… Allora n’t’arzumija…!

(ridendo) Scherzo!!! Appena ciò l’occasione lu vengo a vede’… (pausa)

Dunque: T’aco telefonatu pure pe’ ‘n’andra cosa… me serve un favore particolare…

e siccome sì un amicu….

me lu devi da fa’ fidannote de me.

(pausa)

Bene… Dovresti venì’ sotto casa mia tra le 6 alle 6 e mezza… (pausa)

Tu arrivi e aspetti…

se in quella mezz’ora gniciuno scappa da casa…

fai cuntu che non è successu gnente e te ne vai…

Sennò lu porti in caserma che doppo arrio io…

(pausa)

Se po’ fa? Ce conto? Te ringrazio Onofriu…

si sempre un grande amicu …

quanno stai sotto casa famme ‘nu squillu ccucì saccio che si arriatu.

(Pausa)

Da un bacittu a tu fiju e saluteme quella santa de tu moje che ancora non saccio come fa a sopportatte… (ridendo)

Allora semo daccordu… tra le 6 e le 6 e mezza…

Ciao Ono’ e grazie: saluto tutti sci… grazie… grazie tante… Certu che te spiegherò ce mancherebbe… Ciao amicu mia… Ciao… Ciao!

(Fulgenzio attacca il telefono si passa le mani in faccia scuote la testa come per scrollarsi di dosso la telefonata appena fatta e cominciare un argomento diverso poi contando i mesi con le dita:)


FURGENZIO


Allora: Settembre, ottobre, novembre, dicembre, gennaru, febbraru, marzu,

aprile, maggiu… e non pole esse… !

(sospiro)

Se partimo da Agostu… arriamo a Aprile… ma non artorna mancu ccucì…

(pausa di riflessione)

Fedora dice che è nata de 7 misi lu 10 febbraru

(pausa di riflessione)

Le monache potrebbero avella segnata in ritardu…

(convincendosi)

troi lo monellu… fai le ricerche….

Qualche giorno potrebbe anche passà

E se da lu 10 arriamo a lu 12… è normale…

(pausa convinto)

e ccucì li cunti artonerebbero…!


(Entra in scena Rosina)


ROSINA


Eccomi qui signor Fulgenzio… mi doveva parlare?


FURGENZIO


(Generico)

Ah! Sci Rusi de deo parla’ mittite a sede un minutu.


ROSINA


(Sedendosi a fianco di Fulgenzio)

Grazie


FURGENZIO


(Imbarazzato)

Dunque….te voleo di… anzi te voleo chiede…


ROSINA


Si?


FURGENZIO


(Non riuscendo ad affrontare il problema)

Te piace lu liquorittu che aco fatto quist’annu?


ROSINA


(Stupita dell’argomento)

Si è molto buono… come sempre d’altronde…!


FURGENZIO


(Soddisfatto) Me vene bbene lo deo ammette… ma come quillu deddu anni fa… te lu ricordi?


ROSINA


Ricordo che vinse un premio…


FURGENZIO


Eh sci… arrià’ primu m’ha datu ‘na gran suddisfazzione…


ROSINA


Ne ho piacere…

(poi cambiando discorso)

Ma… mi voleva parlare di liquori?


FURGENZIO ROSINA


(Pensieroso) No… veramente no.. ciai raggione…E allora mi dica …!


FURGENZIO


(Grattandosi la testa e non sapendo come cominciare)

Eh… te dico… te pare facile…!!! Non saccio da ce parte ‘ncumincià.


ROSINA


(Sorridendo)

Su parta dall’inizio che poi anche io le devo dire qualcosa di importante…


FURGENZIO


Che cosa Rusi’?


ROSINA


Una cosa che mi ha detto la signorina Genuflessa.


FURGENZIO


Che?


ROSINA


Gle lo dico dopo…


FURGENZIO


No.. no.. dimmelo mo!


ROSINA


Non voglio interromperla…


FURGENZIO                (Spazientito) Rusi’ me interrompo da solu…!!! Dimme ch’è successu…!!!

ROSINA                         La signorina Genuflessa mi ha confidato un segreto…

FURGENZIO                Ossia?

ROSINA                         Mi ha confidato che qualche tempo fa ha conosciuto il sig. Rosario…

FURGENZIO                (Ironico) E sai che cunfidenza…!? Lo sapemo tutti téstu…!

ROSINA                         Ma lei sa come ?

FURGENZIO                Sci… a la festa de Forcella…

ROSINA                         (Scotendo la testa) No… no.. no…

FURGENZIO                (Sorpreso scotendo la testa) no… ???

ROSINA                         Lo ha conosciuto tramite la Forcella… ma no a una festa…!

FURGENZIO                Ah … e come?

ROSINA                         Tramite un agenzia che organizza sposalizi per procura…

FURGENZIO                (Picchiandosi la fronte allarmato)

Oddio… non sarà che s’e’ ggià sposata co’ quillu!!

ROSINA                         No…! L’ha solo conosciuto così…

FURGENZIO                (Guarda Rosina poi sollevato) Meno male… E che centra la Forcella?

ROSINA                         La Forcella ha messo un annuncio per la signorina Genuflessa e dopo un po’

ha risposto il signor Rosario.

FURGENZIO                Un annunciu…? Che annuncio…?

ROSINA                         Me lo ricordo perche’ era davvero particolare…

FURGENZIO                (Curioso) Sindimo!

ROSINA                         Diceva: “Ricca sfondata miliardaria, danarosa facoltosa benestante,

sostanziosa possidente agiata, cerca anima gemella.”

FURGENZIO                Hai capitu la Forcella…?

Co’ un annunciu ccucì chiunque avrebbe rispostu doppo 1 settimana…

(Rosina gurdando Fulgenzio con ampi atti gli fa capire di scendere con il tempo)

FURGENZIO                4 Giorni?…. 2 Giorni….. Subbitu…

(Rosina annuisce al Subito di Fulgenzio)


FURGENZIO


Ecco come Rosariu s’e’ affacciatu drento ‘sta casa!… E mo ce vole fregà’ li sordi.


ROSINA


(Stupita)

Ma che mi dice?


FURGENZIO


L’ho sinditu io co’ ‘ste recchie… e te diro’ de piu’… è pure trasfurmista…


ROSINA


In che senso?


FURGENZIO


Che sottu li baffi e l’occhiali findi ce sta un certu Rodorfo ricercatu da la pulizia de mezzo monnu…


ROSINA


(Preoccupata) E adesso?


FURGENZIO


Gnende… tu fa come se no’ lo sapissi… che penzo a tuttu iu!


ROSINA


D’accordo… piuttosto ora mi dica lei…


FURGENZIO


(Sempre commosso ma composto)

Te deo di’ ‘na cosa che me sta qui… in menzo a lu core…


ROSINA


Tanto e’ importante?


FURGENZIO


Sci tantu è importante…


ROSINA


Allora mi dica…!!!


FURGENZIO ROSINA


(Serio e amorevole)

Ce lo sai che io… potrebbe esse tu padre?

(Fraintendendo)

Si … lei mi sempre amato come una figlia…


FURGENZIO


No… No… Io Diceo… tu padre veru…


ROSINA


(Trasalendo) In che senso ?


FURGENZIO


Tu padre!


ROSINA


(Stupita) Signor Fulgenzio non capisco…


FURGENZIO


Ho saputu… non me chiede come… ne da chi…


ROSINA


Cosa?


FURGENZIO


(Sospirando)

D’avecce ‘na fija de 36 anni nata tra lu 10-12 Febbraio


ROSINA


(Stupita) Ma che mi dice?


FURGENZIO


(confidandosi)

Lu destinu fa certi giri strani… 36 anni fa c’ebbi un rapporto co’ ‘na

femmina ma non sapeo fusse rimasta incinta.


ROSINA


Mia madre?


FURGENZIO


Tu madre sci… che pe’ sarvatte la vita t’abbandonò su le scale de lu conventu delle “Pie Urzuline de li fiji abbandunati”


ROSINA


(Stupita) Ma che mi dice?


FURGENZIO


Che te dico Rusi’… (pausa e commozione)… che si mi fija…


ROSINA


(Pausa di riflessione) Signor Fulgenzio….


FURGENZIO


(Amorevole) Capisco… non te la senti de jamamme papà…


ROSINA


(Imbarazzata) No.. non e’ questo…


FURGENZIO


E che e’…?


ROSINA


(Determinata) E’… che io sono sicura che lei… non sia mio padre!


FURGENZIO


(Guardandola stupito) Che dici Rusi’?… Combacia tuttu…!!!


ROSINA


(Determinata) Veramente no…!


FURGENZIO ROSINA


(Stupito) No?

No!… Io non sono stata lasciata li appena nata…


FURGENZIO ROSINA


E come lo sai…?

A 18 anni la madre superiora mi confidò tutto…


FURGENZIO


Cioè?


ROSINA


Mia madre, per recarsi in America a trovare il padre morente, non avendo nessuno a chi lasciarmi mi affidò per due mesi, d’accordo con papà, alle cure delle suore, ma avevo già quasi un anno e dai registri risulta… Rosina Esposito di mesi 10…


FURGENZIO


E perché non t’avrebbero arpijatu?


ROSINA


Un incidente tolse loro la vita… e io rimasi li… nel convento…


(Fulgenzio ammutolisce… pausa… riflette… poi china la testa)


ROSINA


(Intuendo il dramma)


Mi spiace averle dato un dolore…


(Fulgenzio rimane muto e con la testa reclinata)


FURGENZIO


(Sollevando la testa)


So’ solu un vecchiu presuntuosu…


ROSINA


Non e’ vero… non è cosi’…


FURGENZIO


Presuntuosu sci…! Aco pensatu che la vita me scodellasse un miraculu su un piattu d’argentu… chi so’ pe’ meritamme tantu?


ROSINA


Lei è una buona persona… merita questo ed altro…


FURGENZIO


E’ giustu ccucì Rusi’… è giustu che la ricerca continui…


(dopo un attimo di pausa)


ROSINA


Ora vado… la signorina Genuflessa potrebbe aver bisogno di me… (Poi avvicinandosi a Fulgenzio)


ROSINA


Mi spiace…! Avrei tanto voluto essere sua figlia…


FURGENZIO


(abbracciandola con affetto) Che dici Rusi’…? Tu si listessu mi fija…!


(Pausa di silenzio in cui i due si abbracciano, Rosina esce e si sente Lazzaro che sta rientrando dal giardino)


LAZZARO


(Sottovoce fuoricampo)

Aspetta… aspetta… e mo te dico sci, ma aspetta.


Fulgenzio capisce che Lazzaro sta per entrare e siccome questa cosa lo insospettisce decide di nascondersi e ascoltare sempre in un posto visibile al pubblico.

LAZZARO                     (Sempre fuori campo e sempre sottovoce)

Staco in giardinu… me dai lu tembo de entrà lla ccasa?

Mica ciacu lu razzu.

Lazzaro entra in scena e si da una guardata in torno per vedere che nessuno lo stia ad ascoltare, ma ovviamente non si accorge di Fulgenzio e allora continua a voce più alta:


LAZZARO


Me spieghi perché me dei telefonà a quest’ora?…

Te l’aco dittu che ciavevo da fa me pare?

(pausa)

….. E sci Annalì…. Ma si impussibbile però…


(Fulgenzio commenta tutto con dei gesti visibili al pubblico e lui stesso non contiene una risata continua e muta.)


LAZZARO


Te mancaa lu passeru…?. Ma ddico iu….!

(Sconsolato)

… Ciò ggende de llà… me pozzo mette a fa lu passeru?


(Fulgenzio annuisce ampiamente con la testa come per dire si si che lo fai…)


LAZZARO


Ma come deo da fa’ co’ tte…

certe vorde propiu ‘n te capisciu.

(Sconsolato)

Comunque ecculu…

cip… cip ... cip…

(come se dall’altra parte gli avesse detto non è un gran che…)

e lo saccio … non è un granche come passeru…

(poi intrigante e sensuale)

ma se propiu te piace…(pausa) un uccellu mejiu lu troamo…

(come se dall’altra parte lo avesse ripreso)

… E che avrò dittu mai….!!!!


LAZZARO


So’ 3 misi che ce conoscemo … m’hai datu 3 bacitti…

(lei dall’altra parte gli dice 4)

Eh 4…. Capirai la differenza…. L’hai contati pure?

(pausa)

Che voli mo?…. Lu leone?

(perentorio)

Vabbene te facciu lu leone ma doppo attacco che ciò da fa.

Allora:

(mimando il verso del leone e ruggendo)

Roarrrrrrrrrrrrrrrrrrrr ….. Roarrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr….

Roarrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr…….

(Frettoloso)

Ciao Annali… ce vedemo massera…!

No …. Lu leone era l’urdimu ….


LAZZARO


(Spazientito ma a voce bassa)

….. e ma si incuntentabbile però…

e se te faccio la scimmia che ce guadambio…?

(Come se dall’altra parte avesse detto come ti permetti)

(Stufato) Non t’aggitassi … eccola:


Mimando urlando e gesticolando come una scimmia

Fulgenzio sta ridendo a crepapelle e non contenendosi fa rumore bussando da qualche parte.

Lazzaro lo sente e pensando che il padre stia rientrando:


LAZZARO


Annali sta rientranno papà me tocca attaccà…

(Sempre più stufato)

sci so’ lu cagnittu tia… va beh… mo ciao … un bacittu sci… pciu pciu….

Ciaooooo.

(pausa poi commentando)

Che palle ‘sta femmina… non se ne pole più…


Lazzaro attacca il telefono e si ricompone mentre rientra Fulgenzio anche lui composto non sta più ridendo e va a prendere un altro goccio di liquirino. Lo prepara molto lentamente mentre parla e si siederà a sorseggiarlo solo quando Lazzaro starà per uscire di scena).

LAZZARO                     (Contenendo l’imbarazzo)


Ah…. Stai qui papà…?


FURGENZIO


(Ironico)

None…


LAZZARO


(Confuso)

Come no… non stai qui….?


FURGENZIO


Tu me vidi?


LAZZARO


E certo che te vedo… mica so ciecu…


FURGENZIO


… E allora che me lo chiedi a fa’ se sto qui?…


LAZZARO


… Ma se fa’ pe’ di’ … che ne so’… come se te dicessi… si arriatu?


FURGENZIO


Eh… aco capitu… e io te riponnerebbe… None.


LAZZARO


E ma si propiu impussibbile… non cce sse pole raggionà co’ te… Piuttosto te serviva chiccosa…?


FURGENZIO


Macchè… ero jitu in cammora mia pe’ cercà la bibbia


LAZZARO


(ironico)

Sci… giustu la Bibbia leggi tu…


FURGENZIO


E allora no…


LAZZARO


Daje sindimo…


FURGENZIO


Voleo rilegge quella frase che parla de lu prossimu… come dice…


LAZZARO


Ama lu prossimu tia come te stessu…


FURGENZIO


Eh… quella… Brau…


LAZZARO


Ah è come mai?


FURGENZIO


Voleo capì se era valida anche pe’ li masuchisti…


LAZZARO


(Ridendo)

Ahahahahahaha testa è propiu bella… certu che se un masochista

amasse lu prossimu sia come se stessu… poracciu quill’andru…


FURGENZIO


(Serio)

Guarda che staco a parlà de te…


LAZZARO


(Stupito)

De me?


FURGENZIO


Scine… de te….


LAZZARO


E che io sarebbe masochista…?


FURGENZIO


Mancu pocu!


LAZZARO


sindimo su… che ciai da di…


FURGENZIO


(serio)

Tu poli fa’ come te pare… però hai da sapè che io certi progetti no’ li

finanzio.


LAZZARO


Cioè


FURGENZIO


Che buttasse in certi affari non convene… e se lo fai si masochista…


LAZZARO


Io penzo che tu stai fori de capoccia…


FURGENZIO


No no… fori de capoccia ce stai tu se voli aprì unu Zoo…


LAZZARO


Cheeeeee….?


FURGENZIO


Eh… che la scimmia e lu leone le mitti assime a lu gallu e lu cavallu?


LAZZARO


Hai arsentitu la telefonata!?


FURGENZIO


None… solu li rumori de la fatturia…


LAZZARO


Come devo fa co’ te …!!!


FURGENZIO


(Mimando platealmente)

Ma quanno lavoravi su le navi, pè cunquistà ‘che bardascia che facei:

Lu polipu? …. Lu pinguinu?…. Lu cavallucciu marinu?


LAZZARU


(Scostante)

Quantu si simbaticu papà....


FURGENZIO


(Perentorio)

Lo saccio che non so’ simbaticu… ma armeno è una scerta…


LAZZARO


Perché la mia che sarebbe?


FURGENZIO


Masuchismu!


LAZZARO


(Pausa sconsolato)

Dici?


FURGENZIO


Eh dico sci fiju mia… tésta non t’ha fattu ggirà solo la capoccia…


LAZZARO


(Sbottando)

E sci… m’ha fattu ggirà pure le palle….

(Mentre Fulgenzio ascolta in silenzio e si siede a gustare il liquorino

Lazzaro va in un crescendo minando Annalisa…)


No’ mme stringessi che me penne lu vistitu…

No’ mme baciassi che me scombini lu truccu…

No’ mme toccassi che mme spettini la capoccia…

Non me ciucciassi che mme vengo’ li bbrividi…

(pausa)

ma vaffanculu tu… lu cane… lu gattu… e lu cavallu… ohhhhhhhhhhhh…. Me so’ libberatu…

(poi guardando il padre…)

Anzi… lo sai mo’ che faccio…

(Compila il numero di telefono)

l’archiamo… E me la sciacquo da le scatole….

(Si dirige verso l’uscita e sempre rivolto al padre)

Va bbene ccucì… ?


FURGENZIO


(Soddisfatto mimando un’aria di accettazione)


(Lazzaro esce di scena parlando ad alta voce al telefono… finalmente libero… qualcosa del tipo… Ciao Annali… te deo parla’ perché ci stanno un sacco de cose che non vanno e io me so’ ruttu… de tuttu… e sfuma questa telefonata uscendo dalla parte del giardino)

(Fulgenzio resta solo in scena… e finendo di sorseggiare il liquorino)

FURGERZIO                (Pausa)

Però…. Cià talentu eh… Lu leone era quaci perfettu… Brucialu…

(Si alza per riporre la bottiglia ed entra in scena ed entra Perla)


PERLA


(Impaziente) Allora?… Dimme… com’e’ annata?


FURGENZIO


(Sconsolato) … non e’ essa…


PERLA


(Delusa) Ma come… ei dittu che…


FURGENZIO


(Sconsolato) Eh… lo saccio … invece…


PERLA


(Delusa) E mo che facemo?


FURGENZIO


(Sconsolato)


Cercamo…! Sarebbe statu troppu bellu non te pare?


(Entra in scena Crocifissa)


CRUCIFISSA


Scusate… credeo de trova’ solu lei sor Furgenzio


FURGENZIO


Dimme… pozzo fa’ chiccosa?


CRUCIFISSA


Le volevo parla’… ma vedo che cià da fa’…!


PERLA


(Discreta) Io pozzo anche anna’ via … !!!


CRUCIFISSA


Pe’ me po’ rimane’ sora Perla… forze è anche meju…


(Fulgenzio e Perla si mettono seduti vicini e Crocifissa nell’altro divano)


FURGENZIO


Dimme…!!! De che se tratta…?


CRUCIFISSA


Le voleo chiede scusa pe’ oggi… quanno so’ scappata via piagnenno…


FURGENZIO


(Piacevolmente sorpreso)

Ah sci…!


CRUCIFISSA


Je voleo spiegà … perché tèsta situazione non la reggo più…


FURGENZIO


Che situazione?


CRUCIFISSA


(prendendo il coraggio a due mani rivolgendosi a Perla)

Io non so’ la sorella de Rosario… e mancu la fija de tésta…!!!


FURGENZIO


(Amorevole) Ce lo so’…!!!


CRUCIFISSA


(Stupita) Ce lo sa?


FURGENZIO


(Rivolto a Perla e facendole una carezza)

Testa… come dici tu… me l’ha dittu prima de te…


CRUCIFISSA


(Vergognandosi) Le chiedo scusa sora Perla…


PERLA


(Amorevole) De gnente fija mia… stu gestu te fa solu onore…


CRUCIFISSA FURGENZIO


Quillu bastardu de Rosariu me tene in pugnu...!

Ma diversamente condanno mi padre a morte…

Che centra tu padre mo?


CRUCIFISSA


Io so stata adottata sor Furge’. Quanno mi madre murì, mi padre s’ammalò… e pe’ fallu curà emo vinnutu tuttu…


FURGENZIO


Cuntinua…!!!


CRUCIFISSA


Aco cercatu tutti li modi pe’ troa li sordi… fino a che ddu misi fa ho conosciutu Rosariu… Io penzao me offrisse un laoru onestu… no téstu…!!!


FURGENZIO


Capisco…!!!


CRUCIFISSA


Voleo dije ‘sta cosa perché non me pare ggiustu fa suffri’ un’andra famija…


FURGENZIO


(Pausa di riflessione) Quantu te serve pe’ cura’ tu padre?


CRUCIFISSA


(Sconsolata) 50.000 Euru…


FURGENZIO


(Riflettendo)


Consideralu curatu…!


CRUCIFISSA


No sor Fulgenzio non pozzo accetta’…


FURGENZIO


Devi accetta’… m’hai fatto risparmià 500.000 euru:

lu 10% te spetta pe’ legge.


CRUCIFISSA


(Emozionata si inchina vicino a Fulgenzio e gli prende le mani baciandole) Lei sta sarvannu mi padre…


FURGENZIO


Arzete su… io non sto sarvannu gniciunu…


CRUCIFISSA


(Emozionata si inchina vicino a Perla e gli prende le mani baciandole) Anche lei sora Perla… grazie de tuttu…


PERLA


(Prendendo le mani della ragazza) De che ? Io non aco fattu niente…

(Poi guardandole i polsi vede un braccialetto e trasale…) E téstu che e’…?


CRUCIFISSA


Un braccialittu…


PERLA


(Sconvolta) Lo vedo ma ‘ndo’ l’hai pijatu…??


CRUCIFISSA PERLA


(Interdetta) E’ lu mia da sembre…!!!

(Sconvolta) Non e’ pussibbile…


FURGENZIO


(Calmando Perla) Boni un minutu (Poi a Crocifissa) Famme vede’…?


(Fulgenzio esamina il braccialetto poi… sereno)


PERLA


(Prendendo il braccio di Crocifissa)

E tésta incisione qui sopre…!!!


FURGENZIO PERLA


(Guardando meglio) 28 Novembre 1943… beh…?

(Prendendo coraggio) La mia data de nascita! téstu braccialettu è lu mia…


CRUCIFISSA


(Stupita) Non e’ possibile…


PERLA


Io… so’ tu madre…


CRUCIFISSA


(Stupita) Mi madre?…


PERLA


Tu si nata lu 10 febbraio …


CRUCIFISSA               E’ vero… adottata che ciavevo sci e no un mese.

FURGENZIO                (Trasalendo con voce tremula)

E da do’ te pijarono tu padre e tu madre?

CRUCIFISSA               Da lu conventu delle “Pie urzuline de li fiji abbandonati”…

PERLA                            (Emozionata) Crucifi’…!!!

CROCIFISSA               (Confusa) Me dica sora Perla…

PERLA                            (Emozionata) me jamo Fedora… e so’ tu madre…

CRUCIFISSA               (Stupita) Mi madre?…

PERLA                            (Emozionata) Sci Crucifi’… tu Madre…

FURGENZIO                (Emozionato) e… io tu Padre!

CRUCIFISSA               (Stupita) Mi padre?

FURGENZIO                (Amorevole) E’ troppu tuttu assieme veru…? E’ troppu pure pe’ nui…!

CRUCIFISSA               (Emozionata) Ma io non capisco spiegateme…

FURGENZIO                Ce n’avremo de tempo…

CRUCIFISSA               (Emozionata) E allora diteme…

FURGENZIO                (rivolto alle donne)

No… mo no… cio’ lu core a mille e deo parla’ co Rosariu…

Fedo’… tu va la lu giardinu e fa rientrà tutti…

PERLA                            Va bbene… (Ed esce di scena)

FURGENZIO                Tu Crucifi’ mittite a sede…

CRUCIFISSA               Come vole sor Furgenzio…

(Restano soli Furgenzio e Crocifissa e dopo un attimo di pausa)

FURGENZIO                Che cià papa’…?

CRUCIFISSA               Deve fa un intervento ar core…

FURGENZIO                Ndo abbitate?

CRUCIFISSA               (Vergognandosi) Lasci stare sor Furgenzio…

FURGENZIO                (Amorevole)

Non te vergognassi Crucifi’… non ce sta motivu…


CRUCIFISSA


Abbitamo in periferia su uno stabbile… malannatu…


FURGENZIO


Malannatu?


CRUCIFISSA


Sci… inzomma… non aggibbile…


FURGENZIO


Infiltrati ?


CRUCIFISSA


Dicemo ccucì…!!!


FURGENZIO


(Guardandola) …e sti belli vistiti … ndo l’hai pijati…


CRUCIFISSA


Testi me l’ha dati Rosario…


FURGENZIO


(Acido) Eccertu…!


CRUCIFISSA


(Confidenziale) … Che po’ non ze jama Rosario…


FURGENZIO


Ce lo so.. se jama Rodorfo… e bazzica casa mia vistitu da trasfurmista…


CRUCIFISSA


(Stupita) Ma allora lei sa tuttu da sembre ?


FURGENZIO


(Perentorio) Solu da quanno v’aco sinditu parla’ prima de pranzu…


CRUCIFISSA


(Stupita) E non ha fattu gnende?


FURGENZIO CRUCIFISSA


(correggendola) Non aco dittu gnende! Ma fattu ho fattu non te preoccupa’!!!E mo?


FURGENZIO


Mo devi aspetta’ che parlo co Rosariu o come se jama issu… e po’ quannu tuttu e’ risordu… dici a tu’ padre che cambiate casa…


CRUCIFISSA


E ndo’ jimo?


FURGENZIO


A Villa Ponente…! Lì l’aria e bbona e stete meju tutti…


CRUCIFISSA


Io non saccio che di’…


FURGENZIO CRUCIFISSA


E che dei di’…? Quarziasi cosa pozza fa’ pe’ te… non è mai abbastanza! (Alzandosi e abbracciandolo) Grazie… grazie signor… (poi si ferma si scosta… lo guarda… lo riabbraccia…) No…!!! grazie… papa’!


FURGENZIO


(Non trattenendo la commozione ma dovendosi dare un contegno per via che sta per parlare con Rosario piagnucolando e asciugandosi le lacrime) Ecco…! Pure lu muschinu mo…?


CRUCIFISSA


(Sorridendo Felice e carezzandogli le spalle)

Non si commuova … su…


FURGENZIO                (Sempre piagnucolando e mentendo platealmente)

Me commuovo? … E’ lu muschinu …

(Entrano in scena tutti e si dispongono seduti come segue: Rosario e Perla vanno vicino a Crocifissa che e’ già seduta… Genuflessa e Lazzaro si siedono nell’altra Poltrona)


LAZZARO


(guardando il padre) Che ciai papa’… piagni?


FURGENZIO


Scine…!


LAZZARO


E perche’?…


FURGENZIO


Steo penzannu de avecce un fiju come te…!


ROSINA


(Avvicinandosi e guardandolo) Lei scherza sempre… che è successo…?


FURGENZIO


(Inventando) Un muschinu Rusì… propiu mo.


ROSINA


(Guardando Fulgenzio dubbiosa) Un moschino in tutte e due gli occhi?


FURGENZIO


(Ironico) Se vede che entratu su unu non ce sse’ troatu bbene e ha penzatu deji su quill’andru ?


ROSINA


(Aprendo le palpebre di Fulgenzio)

Io vedo solo lacrimucce…


FURGENZIO (Ironico) E allora se vede che lu muschinu s’è affogatu… (Squilla il telefono e Rosina si va a sedere vicino a Genuflessa)


FURGENZIO


Vaco iu… e la telefonata che aspettao…


(Fulgenzio va al telefono e risponde ancora leggermente piagnucolante)


FURGENZIO FURGENZIO


Pronto!

(pausa)

Ah bene… puntuale come ‘na cambiale… è tuttu a pustu?

(pausa… poi come se dall’altra parte gli avesse detto:

Ma che stai piangendo?)

Che sto piagnenno???…. Ma che dici?

(Pausa)

E’ un muschinu…: drento l’occhi propiu mo…

(Pausa)

E che voi fa… quanno azzecca dentro mica pija l’appuntamentu…

(Pausa)


Come dici?…. Non capisci perché se m’e’ entratu nell’occhi me sse cambia la

voce?…

(Pausa un po’ imbarazzato inventando una scusa sul momento) Perché… se vede che ancora non è mortu bene… e… sbattendo l’ale…


(Pausa)

Me trettica!

(Ripetendo)

Eh… me trettica sci… tu non trettichi mai?

(Ribadendo con se dall’altra parte non avesse creduto alla scusa)

Ma scusa è… che ne sa’ tu quantu pole esse forte un muschinu che lotta co’ la

morte?


FURGENZIO


(Scherzoso)

E po’…T’aco dittu che trettica…. Puntu… o m’hai telefonatu pe’ sapè se fa

lu mortu a galla…?

(Pausa)

Ma chi se la pija amicu mia… ce mancherebbe pure…

come farebbe senza de te?


(Pausa poi tornando al discorso ricomponendosi)

Venimo a nui daje… che mo non trettica quaci più!

(Pausa)

Sentu solu l’urdimi singhiuzzi:

Sarà l’acqua che ha biutu!


FURGENZIO


(Pausa)

Eh… ridi ridi. tu … co’ un mortu affogatu drento casa…


(Pausa)


Eh … venimo a nui che è mejio…. Hai portatu tuttu….?

Ohhhhhhh Si’ un amicu inzustituibbile!

(pausa)

No no… Non te scomodassi… tu aspetta line…. Magari scenne

(pausa)

Ciò un debbitu co’ te…. Me ne ricorderò…

(Pausa)

Grazie de tuttu… ce penzo io sci…

(pausa) Ciao… ciao e grazie…


quarcunu …


(Chiude il telefono e rivolto agli altri)

FURGENZIO                (Contento) E’ tuttu a pustu… !

(Tutti danno un segno di assenso poi Lazzaro prende la parola)


LAZZARO


Che t’ha dittu papa’?


FURGENZIO


Tuttu a postu… operazione eseguita! Sta quassotto… e aspetta…


ROSARIO


Cià levatu da un guaio grossu sor Furge’…


FURGENZIO


(Rivolto a Rosario) Me tocca scenne….


ROSARIO


(Interrompendo ansioso)

Ce mancherebbe sor Furge’ … ce vago io no… nun se scòmmodi!


FURGENZIO


(Cercado di proporgli una via d’uscita)

Ce voli anna’ tu?


ROSARIO


(Alzandosi eccitato) Certo… che ci metto…? Vado… e torno…


FURGENZIO


(Pausa di riflessione)


Te voleo fa’ ‘na proposta…!


ROSARIO


Me dica…


FURGENZIO


Ce lo sai che io so riccu… e quilli ricchi cionno tanti amici…


ROSARIO


E allora ?


FURGENZIO


Famo ccucì: calo io… rimanno lu direttore in banca e co’ ‘sti struzzini ce faccio parla’ un amicu mia?


ROSARIO


(Serio) Ma che scherzamo?


FURGENZIO ROSARIO


(Serio) Mancu pe’ gnende… è un amicu fidatu…!!!

(Impaurito) Ma li struzzini ciammazzano… non scherzamo su ‘ste cose…


FURGENZIO


(Esagerando)

Ehhh addirittura ammazzano…


ROSARIO


(Agitando la lettera tratta dalla tasca)

Ammazzano sci… so’ stati chiari me pare…


FURGENZIO


Io dico che una soluzione cià da sta…


ROSARIO


Sci… pagà…


FURGENZIO


Po’ esse… ma potressimo anche tentalla ‘standra via…


CRUCIFISSA


(Seguendo perla) Sci Rosa’… penzece…!


ROSARIO FURGENZIO


(Adirato verso le donne)

Ma che ne sapete vui de come so’ fatti quisti…! Fate subbitu a parla’…!

Meju paga’ dateme retta.

(Pensoso)… Rosa’… l’amore nun ze paga…!


ROSARIO


(Perentorio) … Ma li debbiti sci…

(poi guardando l’orologio)

e po’ ‘llu poracciu che sta aspettà de sottu…???


FURGENZIO


(Perentorio) Inzomma si dicisu…?


ROSARIO FURGENZIO ROSARIO FURGENZIO ROSARIO FURGENZIO ROSARIO FURGENZIO ROSARIO FURGENZIO GENUFRESSA FURGENZIO GENUFRESSA ROSINA FURGENZIO LAZZARO FURGENZIO ROSINA LAZZARO FURGENZIO GENUFRESSA FURGENZIO GENUFRESSA FURGENZIO LAZZARO


E’ l’unica cosa da fa…!

Io penzavo che l’arternativa fusse accettabile…

Io la ringrazio… ma propiu non se pole fa…

(Alzando le spalle)

E allora… se non ze pole fa’… scenni…

(Dirigendosi all’uscita) Vado e torno subbitu…

(Ironico) Non c’e’ fretta pijatela con carma…

(Sempre camminando verso l’uscita) Faccio in un attimo…

(Ironico) Non te scapicollassi…

(Uscendo) A tra pocu… (esce di scena Pausa si sente la porta che si chiude)

(Serio) Sci…! A tra una trentina d’anni…! (Pausa)

E’ finita papa’…?

(Tenero) … E’ finita fija mia…!!!

steo pe’ casca’ in manu a un dilinguente…

Beh tutto e’ bene quel che finisce bene…

Sci… ma quillu che finisce meju è meju…

In che senzu!?

Ner senzu che Rosariu… involontariamente

ha trasformatu ‘sta giornata normale… in una speciale…

Io non capisco!

Mancu io veramente…!

Lu distino s’è sirvitu de issu…

Lu destinu? Che voli di’?

Vojo di’ che pe’ un casu che non potemo sape’… hai missu un

annunciu su un’aggenzia pe’ troa’ l’amore…

(Vergognandosi) … E tu che ne sai papa’…?

(Amorevole) Papa’ sa tuttu… vede tuttu… sende tuttu…

(Ironico) Eh…. Che te lo dico a fa… quasci onnipotente!


FURGENZIO


A testu annuncio risponne un dilinquente che pè regge lu giocu cià bisogno de ddu comrprici…


ROSINA


(Assertiva) la signora Perla e la signorina Crocifissa…


FURGENZIO


Esatto… ma penzate vui quant’è bizzarru lu distino? Va a pescà propiu Esse.


LAZZARO


E che vor di…? Unu vale l’andru…!


FURGENZIO


Sci……… magari….!


LAZZARO


Ha no?


FURGENZIO


None…


LAZZARO


Allora drento a ‘stu pescà starebbe la cosa bbona?


FURGENZIO


Esattamente!


LAZZARO


E perche’?… se pole sape?


FURGENZIO


Certu che se pole sapè!! Steteme a sindi’…: (poi rivolgendosi al pubblico) e pure vui steteme sindi’…


vui che come nui vivete drento la commedia de la vita mischianno giurni uguali a giurni speciali…

come nui vivete lu distinu che a vorde leva e a vorde mette…

e come nui dovete accuntentavve de quello ciavete piuttostu che esse dispiaciuti de quellu che ve manca… (Rivolto a tutti)

(Abbracciando le due donne)

Ve vojo di chi so’ in reartà Perla e Crucifissa…!!! (Pausa di riflessione …)

Dunque…


(Tutti in scena si bloccano come in una foto. Il quadro resta qualche secondo e cala il sipario)

FINE

(Prima Uscita)

Si riapre il sipario per i ringraziamenti a scena vuota. Tornano in scena uno ad uno dal centro salutando e ponendosi uno a destra e uno a sinistra.:

Lazzaro

Genuflessa

Crocifissa


Perla

Rosina

Entra Rosario da fondo sala accompagnato da due Carabinieri che si disporranno poi uno a destra e uno a sinistra.

L’ultimo a entrare è Fulgenzio dal centro saluta e resta al centro poi allarga le braccia cercando le mani dei vicini e tutti fanno questa operazione: si prendono per mano raggiungono il bordo del palco e fanno un inchino, poi rimettendosi in posizione eretta si lasciano la mano e indietreggiando applaudono il pubblico.

(Si chiude il sipario)

(Seconda Uscita)

Si riapre il sipario per i ringraziamenti: a centro scena c’è solo Fulgenzio che ringrazierà anche chi

non si era in scema dicendo: “Un ringraziamento a:” ed elencherà il ruolo con nome e cognome….

Esempio: Fonico – Mario Rossi, Tecnico delle Luci, Scenografo, Costumista, Suggeritore… insomma tutti… e poi ad uno ad uno richiama gli attori presentandoli con queste parole: “Nel ruolo di Crocifissa… nome e cognome dell’attrice) e così per gli altri. Come prima gli attori entrano salutano e si posizionano. Sarà Perla a presentare Fulgenzio. Si riprendono per mano… nuovo inchino… e poi applauso al pubblico…

(Si chiude il sipario)

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