L’anima travasata

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ATTOI g -il C—

L’ANIMA TRAVASATA

di

Guido Bertini

Traduzione dal dialetto milanese di Giuliano Mangano

PERSONAGGI

VALERIA BASTIANELLI, Marchesa

ALESSANDRO GHIRINGHELLI, droghiere

PROF. ULISSE PEDERZOLLI, Presidente Circolo Spiritico

CLARA, sua moglie

NINO SIMONETTA, Segretario Circolo Spiritico

IL SIGNOR BOGANI, socio del Circolo

TOGNELLA, tuttofare

PAOLINA, domestica del GHIRINGHELLI

EULALIA PICCANELLI, medium

AVV. QUINTINO GATTINARA

PALMIRA MANZETTI, socia del Circolo

ZAZA’, suo figlio

LA PORTINAIA

ATTO I

(CLARA e SIMONETTA)

CLARA   (entra in scena dalla porta di sinistra seguita da Nino che tenta di abbracciarla e di baciarla)

No, no, adesso basta Nino! Sei diventato matto?! Accendi la luce, per amor di Dio! Pensa che scandalo se ci trovano qui al buio!

NINO   A me piaci anche al buio, Claretta!

CLARA Sì, sì, lo so purtroppo! Ma accendi la luce, per carità!  

NINO (girando l'interruttore) Ecco la luce! Che cosa sono queste paure? Mi sembri tu la pazza, non io!

CLARA Ma dove hai messo la prudenza. Nino!? Può capitare dentro mio marito da un momento all'altro... Stasera aspetta gente prima della seduta (si ricompone)  Chissà che faccia ho?!

NINO   Più bella del solito!

CLARA  Tu approfitti della mia debolezza...

SIMONETTA Approfitto solo dei momenti in cui anche tu sei del mio parere.

CLARA Sei sempre lì a tentarmi…

SIMONETTA Ubbidisco solo alla legge di attrazione, e seguo l'impulso dell'istinto...

CLARA Che è quello più basso che c'è a questo mondo!

SIMONETTA Per te, Clara, mi sento capace di qualunque bassezza

CLARA Ragioni come un ateo, come un materialista. Allora a che vale il nostro apostolato per l'esaltazione dei valori spirituali?

SIMONETTA Ma anche il corpo ha il suo valore, non fosse altro come recipiente dell'anima. E tu, Claretta, lasciatelo dire, hai un'anima eletta, è vero, ma hai anche un corpo...

CLARA Basta, basta, so già dove vai a finire!... Ti dimentichi di essere il redattore capo di una rivista spiritica. Dovresti evitare certe trivialità di linguaggio!

SIMONETTA  A te, ogni tanto, ti spunta la virtù improvvisamente, come i brufoli di un adolescente. Un quarto d'ora fa non ragionavi così...

CLARA Perché ero dominata dalla passione che mi fa dimenticare i miei doveri di donna onesta. Del resto la colpa è tutta tua!

SIMONETTA Proprio tutta? Fin quando dici il cinquanta per cento, mettiamo pure il sessanta, sto con te, ma al di là del sessanta è assurdo, è ingiusto. Chiedilo a qualunque ragioniere pratico di dividendi.

CLARA Intanto, con tutte queste storie domani è il giorno d'andare in tipografia, e per il Giornale è pronto poco o niente

PEDERZOLLI (d.d) Ha detto che torna?

SIMONETTA  Mi sembra di sentire la voce del professore

                       Scena II

  (detti, prof. PEDERZOLLI,)

PEDERZOLLI (d.d.)  Per stasera è impossibile, sono troppo occupato, troppo occupato...

CLARA E' proprio mio marito. Adesso chissà come grida a non trovare nulla di fatto!

PEDERZOLLI  Scusatemi tanto se sono giunto in ritardo. Mi sono dovuto fermare al Circolo Filologico per stendere una colonna in risposta a un articolo della "Rivista di Psicologia sperimentale"...

SIMONETTA  Anonimo come sempre, eh?

PEDERZOLLI No, no, questa volta con tanto di firma d'un certo prof. Di Placido, passabilmente ignoto

SIMONETTA  Di nome sembra un napoletano

PEDERZOLLI Può darsi. Quel che è certo è che si tratta di un farabutto di una vastità eccezionale

CLARA  Già, mi immagino... i soliti motteggi?

PEDERZOLLI Altro che motteggi! E' un attacco in piena regola che mi investe direttamente come direttore e proprietario della "Voce del trapassato".  Pensate che inizia col chiedersi perchè ci sia tanto rigore contro quelli che vendono di nascosto la droga e si lascia tanta impunità invece agli altri spacciatori di veleni per il cervello e per il sistema nervoso...

CLARA  E saremmo noi quelli!?

PEDERZOLLI  Già! Con le nostre teorie che mettiamo in circolazione

SIMONETTA  Che mascalzone!

PEDERZOLLI  Figuratevi che cita una quantità di casi di pazzia provocata, peggiorata e ridotta incurabile dalla pratica dello spiritismo! E, dopo aver invocato dei provvedimenti repressivi da parte del Governo, conclude che aveva ragione il defunto prof. Venanzio che ha definito lo spiritismo... il prodotto della putrefazione di antiche religioni ormai spente da secoli!

CLARA  Ah! Ma bisogna dargli una bella lezione!

PEDERZOLLI Sta pur tranquilla che gli abbiamo inferto la lezione che si merita! Prendendo spunto dalla chiusa, ho steso una colonna di fuoco e con un titolo alto due dita: Putredine!

SIMONETTA  Bene quella putredine!

CLARA  Bravo, Ulisse, sei un tesoro!

PEDERZOLLI (tagliando corto) ho portato subito il manoscritto in tipografìa. E' per questo che ho fatto tardi. Ma vi garantisco che l’ho massacrato il dottor professor Di Placido…. Una polpetta ne ho fatto... una polpetta!

SIMONETTA  Con questo numero della "Voce" i signori materialisti prendono una bastonata di quelle che non si scordano! Guardi professore che cosa c'è in pentola... (porge delle cartelle a Pederz.)

PEDERZOLLI (leggendo) II trionfo del ventre... E' roba sua?

SIMONETTA Se dicessi di sì... direi una bugia. Mi sono giovato molto della collaborazione della signora Clara...

PEDERZOLLI Sì, ma, mi dica la verità... l'introduzione l'ha fatta lei (Nino annuisce) Ah! Vede? Vede che non mi sbaglio, io! Non mi si imbroglia mica tanto facilmente! (avvicinandosi) Ma vediamo un po' che altro c'è

CLARA  Ecco la nota degli articoli: Le ferite del corpo astrale...

PEDERZOLLI   Benissimo

CLARA  Un caso di eredità medianica, una cascina invasa dagli spiriti, poi c'è un trafiletto sulla Sezione giovanile. Energie nuove. II trionfo del ventre, e per ultimo il tuo articolo

PEDERZOLLI No, è meglio ordinarli così: II trionfo del ventre. Energie nuove in mezzo e subito sotto Putredine….  così si viene a separare con un elemento diverso due cose che press'a poco hanno lo stesso sapore.

CLARA  II guaio è che di materia non ce n'è più

PEDERZOLLI  Bisognerà pur farla uscir fuori prima di domani

SIMONETTA  Domani mattina provvederò con qualche ripiego. Stasera rinuncio: sono troppo esaurito.

PEDERZOLLI   Speriamo che la provvidenza ci aiuti (campanello) .  Suonano in anticamera … Sarà di sicuro la marchesa Bastianelli. Vedete? Me ne dimenticavo, come un’oca. Mi ha pregato di riceverla stasera perché deve parlare di cose riservatissime e delicatissime. Possiamo fare accomodare i soci in biblioteca, mentre intrattengo la signora marchesa…. Nino  mi usi la cortesia di andarle incontro e pregarla di accomodarsi

SIMONETTA  Subito professore (via)

PEDERZOLLI   Claretta perdonami se sono arrivato in ritardo

CLARA  Figurati! Ero alle prese con quella benedetta materia e il tempo è volato in un momento

PEDERZOLLI  Sei la martire del nostro apostolato ( la abbraccia) e ti sacrifichi troppo… troppo, Claretta. Te’ un bacetto (la bacia) Ma hai fumato?

CLARA         Io no!

PEDERZOLLI   Hai la bocca che sa di sigaretta

CLARA         Ah! E’ perché ho mangiato una caramella di menta

PEDERZOLLI         Strano! La menta che sa di tabacco! Adesso capisco perché al giorno d’oggi tutti i cibi sono adulterati

Scena III

(detti, SIMONETTA, Valeria)

SIMONETTA (entrando) Sua eccellenza la signora Marchesa Bastianelli

PEDERZOLLI (movendo incontro alla visitatrice) Oh! Signora! prego...   s'accomodi, io sono il prof. Pederzolli, direttore della rivista La voce del trapassato. Le presento mia moglie...

VALERIA   Fortunatissima

PEDERZOLLI  collaboratrice della nostra rivista in quanto vi scrive e sorveglia l'impaginazione. Il signor Nino Simonetta, segretario del Circolo Lux Perpetua. E' il mio alter ego, il mio violino di spalla. Arriva a fare tutto quello che io non sono capace di fare                                                  

VALERIA  Che bravo! (campanello)                             

CLARA Domando scusa, Eccellenza, ma devo andare. Comincia a venir gente per la seduta.

VALERIA   Prego!

CLARA Permesso (via)

SIMONETTA  Chiedo scusa anch'io (Via)

PEDERZOLLI  Si accomodi. In che cosa posso avere l'onore di servirla?

VALERIA   Vengo a pregarla di occuparsi del mio caso che è gravissimo e dolorosissimo

PEDERZOLLI  Mi dica, di che cosa si tratta?

VALERIA   Sono una povera donna condannata a trascinare per tutta la vita un furgone d'un peso superiore alle mie forze. E lei, professore, bisogna che mi aiuti

PEDERZOLLI  A trascinare il furgone?

VALERIA No a scaricarlo di quella catena di rimorsi che ci son dentro

PEDERZOLLI  Se la devo aiutare, è necessario che mi spieghi

VALERIA   Si tratta di colpe antiche: cose di trentadue anni fa!

PEDERZOLLI  Dopo trent'anni qualunque delitto passa in prescrizione. Che si dia pace, signora Marchesa!

VALERIA   Impossibile! Tento di non pensarci, ma i rimorsi tornano alla superficie della mia coscienza come fa il salnitro sul muro d'una cantina

PEDERZOLLI Forse lei si ostina a non vedere alcuna attenuante nella sua colpa.  Eppure, se cercasse...

VALERIA   Veramente, sono stati i libri del De Amicis a rovinarmi. Adesso le racconto...

PEDERZOLLI Sono tutto orecchi

VALERIA   Quando il mio povero marito, marchese Bastianelli, mi ha sposata, io ero una ragazza di umili origini, sa. Ero maestra del Comune, lui era il Sindaco e, a fùria di farmi le ispezioni, ha finito coll'innamorarsi di me.

PEDERZOLLI  Nobile cuore il marchese!

VALERIA   Nobile cuore davvero! povero Poldo! Mi ha fatto passare dalla miseria al fasto, in mezzo all'invida di tutto il paese e alla rabbia dei suoi genitori che erano contrari a un matrimonio con una stracciona come me.

PEDERZOLLI  Già, già, i soliti pregiudizi dei tempi di Carlo Cudiga

VALERIA   La vita passava tranquilla e felice con il povero marchese nella nostra splendida villa di Gavirate, quando un anno, durante il mese d'agosto, capita in paese un reggimento di Fanteria per le grandi manovre

PEDERZOLLI  (grattandosi la pera) Ahi!

VALERIA   Gli ufficiali sono stati alloggiati tutti nel nostro palazzo che pareva trasformato in una piazza d'armi. E lì, un po' per il contatto con tutti quei bei giovanotti, un po' per l'istinto guerrafondaio, alimentato da certi libri che aveo letto da ragazza, ho finito, ho finito, per...

PEDERZOLLI  Per fare quello che hanno fatto centinaia di donne messe nelle sue stesse condizioni. Tra i tanti si trova il tipo che va a genio, che piace e si resta sopraffatti dalla passione....

VALERIA   Veramente io sono stata sopraffatta dal numero. Davanti al numero non si può resistere, bisogna cedere e alzare la bandiera bianca.

PEDERZOLLI  E lei ha dovuto alzarla!

VALERIA   Per tutto il tempo che sono durate le manovre. In maggio dell'anno successivo mi è nato un bambino con gran gioia di mio marito che incominciava ad aver paura di rimanere senza eredi

PEDERZOLLI  Immagino che quel bambino avrà riprodotto le sembianze materne...

VALERIA   Non somigliava ne a me ne a mio marito, che eravamo biondi tutte e due. Se avesse visto che bel bambino! Era troppo bello per stare in vita! Occhi neri come il velluto, capelli neri con riflessi blu, tinta olivastra, insomma un vero tipo meridionale. Bisogna che annoti che tra i nostri ospiti dell'anno prima ce n'erano parecchi del meridione...

PEDERZOLLI  Che hanno influito naturalmente sulla pigmentazione cutanea del bambino. Ma prosegua, signora marchesa, prosegua...

VALERIA   Questa tinta strana, in paese, l'avevano notata subito, ma tacevano per rispetto. Per colmo della sventura, capitano le elezioni amministrative. Non le dico che campagna ignobile hanno fatto i sovversivi contro mio marito. Le basti sapere che quelli del Circolo Vinicolo venivano fin sotto alle finestre del palazzo a cantare:   

  La maestra è andata via                         

  coi soldati di fanteria                                       

  II bambino sacch-frumento

  è il figlio del reggimento!       (*)

PEDERZOLLI  Mascalzoni!

VALERIA   Che notti, che notti ho passato, professore! Mio marito s'era ritirato nel suo studio col pretesto di sistemare delle carte... Alla mattina l'abbiamo trovato morto ai piedi della scrivania. S'era ucciso con un colpo di rivoltella dietro l'orecchio. Ha lasciato un biglietto con su scritto: Tutto è perduto, anche l'onore. Hanno attribuito il suicidio alla sconfitta elettorale. Aveva ottenuto solo quindici voti.

PEDERZOLLI  Con quindici voti c'è poco da stare allegri. Ma non credo si sia suicidato per quello.

VALERIA   Lo so ben io perchè si è ucciso. Ed è per questo che i rimorsi non mi danno pace. Ho tentato tutti i mezzi per trovare un po' di pace. Ho fatto dire messe a bizzeffe, e non da preti volgari di campagna, ma da fìor di monsignori con tanto di scarpe, fìbbie argentate, mitria e pastorale d'oro. Ho fatto mettere la refezione all'asilo e ho mantenuto sei suore a mie spese. Per combattere i danni del cattivo esempio ho fondato la Lega femminile contro la Mela Marcia. Ma è stato tutto inutile, il rimorso me lo sento qui, pare che m'abbiano conficcato un chiodo nel cuore e che me l'abbiano poi ribattuto sulla spina dorsale!

PEDERZOLLI   Signora marchesa, forse suo marito dall'altro mondo la giudicherà meno severamente di quello che si aspetta

VALERIA   Magari fosse vero!

PEDERZOLLI   Se vuole possiamo assicurarcelo stasera stessa

VALERIA   Ma dice sul serio, professore?

PEDERZOLLI   Dico sul serio

VALERIA   Potrò sapere se il mio Poldo mi ha perdonato?

PEDERZOLLI  Ma senza dubbio. Nel nostro Circolo si parla abitualmente coi morti. Delle volte si arriva persino ad avere la percezione visiva e tattile della loro presenza...

VALERIA   Mi mette i brividi nella schiena

PEDERZOLLI   E questo grazie al tramite della Medium e con l'aiuto di vari spiriti familiari, che sono, dirò così, di casa, e che si prestano ad andare in traccia di tutti i trapassati che noi desideriamo evocare

VALERIA   E comunicano per mezzo del tavolino che segna le lettere dell'alfabeto?

PEDERZOLLI  Nossignora, noi abbiamo la fortuna di avere una medium scrivente di un valore eccezionale, che scrive al buio con gli occhi bendati, cambiando scrittura, velocità, stile a seconda dello spirito che si presenta

VALERIA   Con gli occhi bendati, ha detto?

PEDERZOLLI   Ah quello sempre! E malgrado gli occhi siano bendati la nostra Medium vede tutti gli spiriti che assistono alle nostre sedute, li riconosce e li descrive in tutti i minimi particolari

VALERIA   E gli altri non vedono nulla?

PEDERZOLLI   Possono anche vederli se possiedono il grado di medianità  sufficiente ( suona il campanello)                                        

VALERIA   Chissà che impressione mi farebbe vedere il mio povero marito. Credo che non sarò capace di resistere!

PEDERZOLLI   Anche senza vederlo potrà sicuramente comunicare con lui e rivolgergli tutte le domande che crederà opportune. C'è il signor Bogani, ad esempio, uno dei più vecchi soci del Circolo, che tutte le sere si fa una bella chiacchierata con la buon'anima di sua moglie. Anche lui, pover’uomo, ha qualche rimorso sulla coscienza. Prima di rimanere vedovo si perdeva un po' via... con le domestiche… ha avuto dei contrasti con la povera signora

                        scena IV

(detti, EULALIA, PEDERZOLLI, BOGANI, Clara, Simonetta)

CLARA   Mi hai chiamato?

PEDERZOLLI  Sì, fa’ pure passare, che cominciamo la seduta

VALERIA   Professore, che sostenga il mio coraggio. Mi sento mancare le forze

PEDERZOLLI  Non si impressioni, signora. Ecco i soci. Stasera siamo in pochi perché buona parte è andata a sentire una conferenza sul Fachirismo indiano. Ecco, le presento la signorina Eulalia Piccanelli, la nostra medium prodigiosa...

VALERIA   Fortunatissima

PEDERZOLLI   S.E. la signora marchesa Bastianelli

EULALIA   Onoratissma, signora. marchesa

PEDERZOLLI   Il signor Bogani, vecchio e glorioso pilastro del nostro circolo

VALERIA   Gratissima di fare la sua conoscenza

BOGANI   II nostro presidente mi dà sempre un'insaponata... felicissimo di conoscerla, signora marchesa

PEDERZOLLI   Intanto che il nostro segretario benda l’Eulalia, tu Clara prepara la carta e le matite per scrivere (Simonetta fa sedere l’Eulalia al centro della tavola, di fronte al pubblico, e le applica una benda nera sugli occhi)

CLARA   E' già tutto pronto

PEDERZOLLI    Brava!   Signora marchesa, prego, si accomodi qui, a sinistra... così ( Vedendo Bogani che è in procinto di prendere una sedia addossata al muro) No, no signor Bogani! Non quella sedia lì, rischia di cadere. Me l'ha messa fuori posto ieri sera il Barnabò Visconti

VALERIA   Quello della casa dei cani?

PEDERZOLLI    Proprio lui! Ogni tanto capita qui e son dolori!

VALERIA   Ma non si può far nulla per tenerlo lontano?

PEDERZOLLI    Le dirò, signora marchesa, tra i nostri soci c'è una certa signora Palmira Manzetti, una donna con un passato piuttosto movimentato, si fa per dire...

BOGANI è un eufemismo...

PEDERZOLLI che pare abbia addosso la calamità per le entità perverse. Quando lei è presente, si alligna qui tutta la teppaglia del mondo di là: Barnabò, Casanova e Paracelso, i Borgia - l'Alessandro, il Cesare e la Lucrezia: tutti insieme - Torquemada e Padre Sciresa... Giovedì scorso è persino capitato qui il Landrù a chiedere la revisione del suo processo

SIMONETTA  Quello ha proprio perso la testa

BOGANI    Sfido io! Gliel'hanno tagliata con la ghigliottina!

VALERIA   E c'è pericolo che Barnabò tomi anche stasera?

PEDERZOLLI   Non credo, perché manca la signora Manzetti. Alla peggio chiamiamo suo nipote, Gian Galeazzo. Quando lo vede, scappa come un ladro.

SIMONETTA  Si ricorda di sicuro dei fagioli avvelenati che gli ha fatto mangiare nel castello di Trezzo

PEDERZOLLI  Allora se siamo pronti possiamo iniziare. Simonetta, per cortesia, spenga la luce (Nino esegue)

Così: un po' di raccoglimento. Ora, vede signora marchesa, iniziamo con l'evocare il nostro spirito di   famiglia...                                                                          

EULALIA    Hesperia! Hesperia, Hesperia, vieni, ti prego...               

BOGANI   Come è dura stasera!                                  

SIMONETTA  Sssttt! Silenzio!                      

EULALIA    Hesperia! Hesperia, sei presente? (colpo

BOGANI   C'è!

VALERIA   C'è!

SIMONETTA  Sstt! Silenzio!

EULALIA      Ti saluto in nome del Circolo e di tutte le anime buone (si sentono vari colpi)                                          

SIMONETTA  Si è d'accordo nella tecnica delle sedute spiritiche di dire sì con un colpo e no con due. Hesperia siamo intesi? (un colpe) Bene!  

EULALIA   Hesperia vedi questa signora che è venuta tra noi? ( un colpo)

BOGANI   L'ha vista!

VALERIA   M'ha visto!

SIMONETTA  Sssttt! Silenzio se no lo spirito s'infastidisce e poi scappa!

EULALIA     Sai qual è il motivo che la conduce qui? (vari colpi)

VALERIA   O mamma!

SIMONETTA  Silenzio! L’Eulalia scrive...

EULALIA   Ah!

SIMONETTA  (leggendo) Vedo che ha l'anima in pena!

BOGANI    A quella lì non gli scappa niente!

PEDERZOLLI La signora desidera mettersi in comunicazione col suo compianto marito.

EULALIA    Hesperia, cerca per favore nel mondo degli spiriti del cavalier Bastianelli

VALERIA   (suggerendo)   Leopoldo...

EULALIA   Leopoldo Bastianelli, cavaliere. Hai capito? (colpo)

SIMONETTA  L’Eulalia scrive di nuovo... Vediamo (c.s.)   Trovo un Bastianelli Leopoldo negoziante in carbone, legna e affini

PEDERZOLLI     E' lui?

VALERIA   Oh giusto! Le pare possibile che mio marito, il cavaliere, avesse la faccia da carbonaio? (mostra ai presenti un medaglione con il ritratto del defunto)

PEDERZOLLI    Oh che bell'uomo!

CLARA    Che nobiltà d'espressione!

BOGANI   Sembra un inglese

SIMONETTA  Si tratta di un equivoco, evidentemente (buio)

PEDERZOLLI   Adesso controlliamo subito

EULALIA     Hesperia, sai dirci in che anno è morto il Bastianelli di cui parli? (breve pausa)

SIMONETTA  (c.s)  II ventun marzo di tre anni fa

PEDERZOLLI    Si tratta del marchese cavalier Leopoldo Bastianelli da Gavirate

EULALIA    Hesperia! tè ne prego! Cercalo! La signora, come vedi, è in pena (pausa) Hesperia... Hesperia! Oh adesso!

SIMONETTA  Provi a chiamarlo lei, signora

VALERIA   Poldo... Poldo... Poldino... sono la Valeria... Poldo... Poldino... la tua cara mogliettina!

EULALIA    Andiamo, Hesperia, non farti pregare, la signora attende

BOGANI   Sì, ma lei le dia un po' di respiro, no? Le lasci il tempo di cercarlo! Il mondo di là è grande, lo sa?

PEDERZOLLI   Sembra che scriva... Hai finito? Sì?

SIMONETTA  II cavalier Bastianelli non esiste nel regno degli spiriti (buio)

PEDERZOLLI  Impossibile, Hesperia! S'è data la morte di propria mano…  II decesso purtroppo è certo. Cercalo, fatti aiutare da qualche anima buona, da Alessandro Manzoni, per esempio...

BOGANI  Un altro tiratardi anche quello lì!

SIMONETTA  Scrive, scrive! L'hai trovato?

PEDERZOLLI   Vede signora che a fùria di insistere abbiamo finito per prenderlo?

SIMONETTA  (c.s.)   L'anima del marchese cavalier Leopoldo Bastianelli non è nel mondo degli spiriti perché si è reincarnata (buio)

PEDERZOLLI   Ma è uno scherzo, Hesperia? (due colpi tortissimi} no?

BOGANI   Come picchia da arrabbiata                        

EULALIA    Sai dirci, allora, in quale corpo è trasmigrata l'anima del supposto defunto marchese?

CLARA (a Valeria)   Nei suicidi è frequente la reincarnazione a titolo di castigo

SIMONETTA  In quello del signor Alessandro Ghiringhelli, droghiere, corso di Porta Ticinese, N 328

BOGANI   Da Cavaliere a Droghiere, questo si chiama andare a remengo, ma veramente però!

VALERIA   Oh povera me! Anche l'ultima speranza va in fumo!

CLARA   Perché signora marchesa? Non è detto che il reincarnato non possa più ricordarsi di quello che è stato in un'altra vita.

PEDERZOLLI  E vero, signora. Ci sono centinaia di esempi di resurrezione della memoria anteriore. Bisogna naturalmente aiutare l'anima a resuscitare tale memoria, richiamando al redivivo date, nomi, località e circostanze che possano metterlo sulla strada giusta

BOGANI   Delle volte la memoria risuscita da sola. Rischio l'osso del collo che quella cagna che mi ha morso l'inverno scorso era mia suocera reincarnata

VALERIA   E' proprio scritto che io debba morire disperata senza il suo perdono

PEDERZOLLI  Non è il caso di disperarsi, signora marchesa. La provvidenza forse le offre il mezzo di farsi perdonare meglio, di guadagnarselo veramente questo perdono con tutte le prove di pentimento e di amore che può dare a suo marito nella sua nuova veste corporea

VALERIA   Sì, ma come si fa adesso che è diventato un altro?

SIMONETTA  Non lo dica nemmeno per scherzo, eccellenza! L'anima di suo marito è ancora quella.

VALERIA   Ma... io non capisco...

SIMONETTA  L'anima di suo marito è stata semplicemente travasata da un corpo ad un altro come può avvenire ad un liquido che cambia recipiente ma resta sempre quello!

VALERIA   Ghiringhelli, diceva?

SIMONETTA  Alessandro, droghe e coloniali, corso di Porta Ticinese, 328.

CLARA   Adesso glielo annoto su di un biglietto

VALERIA   Come farò a farglielo capire? Lo sa solo Dio!

PEDERZOLLI  Gliel'ho già detto: aiutandolo a ritrovare se stesso sotto la scorza del bottegaio che ha assunto nel rinascere

BOGANI   Naturale che ci vuole pazienza. Bisogna cominciare adagio adagio a grattarlo con bella maniera, e vedrà che a furia di grattare il droghiere salterà fuori il marchese in persona: buon'anima!

CLARA   Ecco l'indirizzo

VALERIA   Grazie. Mi dispiace d'averli disturbati, perdonatemi!

PEDERZOLLI   Ma son cose da dire, marchesa? E' stato un onore per noi avere una sua visita e una fortuna, anche, perché il suo caso ha fornito l'ennesima prova matematica della verità della nostra dottrina

VALERIA   Tolgo il disturbo, signori. Mah! Potrò finalmente ritrovare la pace? ... Basta... Proverò a grattarlo! (via)

                         Scena V

(detti meno VALERIA   e CLARA)

PEDERZOLLI   Mah! Povera marchesa Bastianelli! Che dramma, che dramma spaventoso!

BOGANI  Però se la mia povera Carlotta si fosse reincarnata, magari in una bella servetta, io non sarei poi così scontento!

PEDERZOLLI   Signor Bogani, non è il caso di scherzare. Si ricordi che si trova in un circolo spiritico!

BOGANI   Dicevo così, una metafora

EULALIA (gridando) Ma nooo, ma noooo!

CLARA (rientrando) Che succede?

SIMONETTA  Nulla, è l'Eulalia che va in trance

PEDERZOLLI   Ci vorrebbe il professor Di Placido e tutti quei mascalzoni miscredenti che ridono dietro le nostre spalle e che ci danno degli stupidi e dei ciarlatani

EULALIA (gridando e palpandosi il corpo come per allontanare la pressione di mani invisibili) Oh Dio! Mi tocca... mi prende   (campanello) Aiuto, aiuto! Lo vedo, è lui... Barnabò!      

PEDERZOLLI   Clara va' ad aprire: è sicuramente la Manzetti... Ora lo sistemo io, quello scavezzacollo! (spegne la luce) Galeazzo, Galeazzo! C'è qui tuo zio!

EULALIA   Oh Dio che spavento! (luce)

SIMONETTA  Calma, calma,Eulalia! Sono cessati i toccamenti?

EULALIA   Pare di sì. Sono tutta contusa, sono tutta!

          Scena VI

  (detti e Palmira)

PEDERZOLLI (vedendo entrare Clara con la Manzetti) E' proprio lei! Lo dicevo io! Manzetti che vai, Barnabò che trovi.

PALMIRA Come? E' ancora in giro quel brutto mostro? Non è all'inferno insieme con le anime dannate?

BOGANI  Si vede che anche a loro, ogni tanto, gli lasciano la libera uscita

PALMIRA Mi scuseranno se arrivo in ritardo. Oggi è il venticinquesimo compleanno di Zazà: c'erano tutti i suoi amici a fargli festa e non poteva mancare sua mamma!

CLARA   Se sapesse signora Palmira che cosa ha perso!

PEDERZOLLI  II caso più interessante che mi sia capitato

SIMONETTA    Sentirà...

PEDERZOLLI  L'anima di un marchese che si reincarna nel corpo del signor Ghiringhelli, droghiere in corso di Porta Ticinese. E' appena uscita la vedova

PALMIRA Del droghiere?

PEDERZOLLI   No, la vedova del Marchese Cavalier Bastianelli

PALMIRA II Poldo?

Tutti in coro Poldo... precisamente!

PALMIRA Allora è questo? ( mostra il ritratto simile a quello della marchesa Bastianelli)

PEDERZOLLI   Proprio lui! Guardate, guardate! Stasera passiamo di meraviglia in meraviglia!

BOGANI  E' uguale al ritratto del medaglione della marchesa Bastianelli

PALMIRA Finalmente lo acciuffo, dopo trentadue anni, quell'assassino!

PEDERZOLLI Simonetta, metta a verbale! Ma lei lo conosceva?

PALMIRA Altro che conoscerlo! E' stata la causa della mia perdizione

PEDERZOLLI A verbale!

PALMIRA Brutto bugiardo e infame! A Gavirate mi diceva sempre: se nasco un'altra volta voglio diventare un droghiere

PEDERZOLLI  Gavirate, avete capito!? E' proprio lui!  A verbale!

PALMIRA E intanto mi attirava nella sua uccelliera con la scusa di raccogliere le fragole

PEDERZOLLI A verbale: le fragole e l’uccelliera!

PALMIRA Dopo mi ha ammansita con quattro cartelle di buoni del tesoro che mi fruttano in un mese si e no trecentomila lire. Mi chiedo se la mia innocenza abbia a valere solo trecentomila lire

BOGANI  Non esageriamo! L'innocenza non è una cosa che si può affittare come una macchina a noleggio, a un tanto a chilometro!

CLARA   Questo però sarebbe un caso di reincarnazione premeditata

PALMIRA Questo è poco ma è sicuro! Ha agito in questa maniera per poter piangere miseria e non sganciare più nemmeno una lira!

PEDERZOLLI   Amici! Siamo davanti a dei fatti portentosi E' l'occasione buona che mandiamo in polvere i nostri avversari!

PALMIRA Ah! Che colpo! Che colpo! Mi sento mancare le forze (fiuta una fialetta di sali aromatici)

CLARA   Si calmi signora Palmira, c'è forse la mano della provvidenza in questa faccenda

PEDERZOLLI    Lei, Simonetta, tenga nota di ogni minima circostanza e che si prepari una bella relazione per la nostra rivista. Vede che la materia è venuta?

NINO    Sì, ma adesso ce n'è troppa e non so più dove metterla

PEDERZOLLI   Già, è vero. Bisogna che tu Clara ti decida ad allargare il formato...

CLARA   Non so se sarà sufficiente! Ho paura che possa nascere un numero doppio!

cala la tela

(*) aggiunta del traduttore

Tutti sanno che Valeria          e va il birocc

È una donna poco seria          e va il birocc

E va  ‘l birocc             birocc el va

Tutti sanno che Valeria è una donna poco seria

La Valeria è andata via          e va il birocc

Coi soldà de fanteria  e va il birocc

E va  ‘l birocc               birocc el va

La Valeria è andata via coi soldà di fanteria

Ed il pargolo che è nato         e va il birocc

È il figlio del peccato e va il birocc

E va  ‘l birocc             birocc el va

Ed il pargolo che è nato è il figlio del peccato

Ed al povero Poldino e va il birocc

Fu beffardo anche il destino  e va il birocc

E va  ‘l birocc             birocc el va

Ed al povero Poldino fu beffardo anche il destino

Il marito sprovveduto e va il birocc

È rimasto ahimè cornuto e va il birocc

E va  ‘l birocc             birocc el va

Il marito sprovveduto è rimasto ahimè cornuto

                                                          

ATTO II

                                                           scena I

(Paolina, Alessandro)

Alessandro     (gettando con uno scatto iroso la matita sulla scrivania)   Benone! Mancava anche questa! Un altro che va a farsi imbrogliare! E' il caso di buttarsi nel Naviglio quando c'è il diluvio così ti porta via più  in fretta!

Paolina           E lei perché legge i giornali? Lo sa bene che fanno sempre arrabbiare!

Alessandro     Me la racconti soave anche tu! Se non leggo i giornali come faccio ad accorgermi delle cambiali in protesto e della gente che fallisce?

Paolina           Se falliscono peggio per loro

Alessandro     Eh no! Peggio per i loro creditori! Nel frattempo sono sei milioni di lire che perdo. Eppure a sentirlo parlare incantava anche una balena

Paolina           Ma di chi parla?

Alessandro     Del sig. Alvise Sbregadin, quel veneziano che aveva una fabbrica di polvere per lucidare le unghie. Ad ascoltarlo sembrava che la vendesse in tutto il mondo. Solo in Africa, diceva, tremila scatole a settimana!

Paolina           Magari in Africa ci sarà tanto consumo. In quelle zone camminano tutti a piedi scalzi e avranno tante unghie da lucidare più di  noi.

Alessandro     Intanto, però, ad essere lucidata è la drogheria Ghiringhelli. Sei milioni di lire sono soldi. Orca malora!

Paolina           Oh! Ma gliele pagherà, magari poco per volta

Alessandro     Sì, stai fresca! Aspetta che il morto suoni la chitarra. Attivo settantamila, passivo ottantaduemila

Paolina           Allora che si metta nelle mani di un avvocato

Alessandro     Ci mancherebbe anche questo! Per farmi mangiare anche i chiodi delle scarpe

Paolina           C'è l'avvocato Gattinara, qui a fianco, dicono che sia così bravo

Alessandro     Bravo nel bere, quello sì! Ha sempre la gola secca e piena di polvere come la provinciale di Monza al mese di luglio

Paolina           Dicono che quando beve gli spunta il talento. Del resto, per lei, l'avvocato ha una gran simpatia

Alessandro     Mi ha persino lasciato un debito di quarantamila lire

Paolina           Ragione di più per incontrarsi con la scusa del lavoro e pareggiare i conti.. Dia retta alla Paolina che ha buon naso

Alessandro     Bene, bene… vedrò, ci penserò su

Paolina           Ehi, signor Alessandro se riesce a recuperare i soldi dal veneziano mi compera la pelliccia che m'ha promesso?

Alessandro     Non c'è molto da pellicciare, coi tempi che corrono!

Paolina           Ma io l'ho pure guadagnata, il mio servizio lo faccio bene

Alessandro     Hai anche un fìor di stipendio

Paolina           Io parlo del servizio fuori orario...

Alessandro     Per quello ci arrangiamo dopo l'inventario...

Paolina           Dopo l'inventario è sempre di cattivo umore a causa delle prugne che hanno preso la muffa, per le cose che si sono rotte, per i topi che hanno fatto il nido in cantina ed io resto sempre a mani vuote. D'ora in avanti per i servizi straordinari non le faccio più credito

Alessandro     Vieni qui, stupidotta del Ponte Rotto, dammi un bacio

Paolina           Nemmeno a morire

Alessandro     (inseguendola) Guarda Paolina che se ti metto le mani addosso ti faccio cantare l'Aida... e anche il va pensiero che adesso è di moda...

Paolina           Zitto che arriva il Toni col carrello

Alessandro     Mi arriverai fra le unghie, brutta ladra!

                                                                       scena II

(Detti e Toni)

Toni (entra dalla porta di destra con aria triste ed impacciata mentre i due si ricompongono)

Paolina           Ha capito, eh?! Non si parla più di merce a credito

Alessandro     Allora pagamento a pronta cassa

Paolina           Alla consegna (via)

Alessandro     (a Toni) Cosa c'è? perché fai quella faccia da funerale di terza classe?

Toni    Mi è capitata una disgrazia

Alessandro     Ti è nata un'altra figlia?

Toni    Mi hanno rotto la damigiana del Marsala in Stazione

Alessandro     E' arrivata rotta?

Toni    E' arrivata sana. L'hanno rotta nel far manovra. Così hanno detto.

Alessandro     Belle manovre che fanno! E poi dicono di aver migliorato il servizio delle Ferrovie

Toni    Gli devono aver assestato un bei colpo da karaté perché il vetro è andato tutto in briciole e si è rotta mezza cesta. L'ho portata a casa di modo che anche lei la possa vedere

Alessandro     Ma si può essere più bestia di te?

Toni     Mi sono detto: è meglio che la veda, così, toccando con mano si persuaderà, e dopo farà i suoi passi

Alessandro       Sì... adesso sono sicuro che non me la pagheranno più. Tu nella testa hai dentro l'acqua marcia come una noce di cocco

Paolina           (rientrando) Che cosa è successo?

Alessandro     Ho guadagnato una damigiana di Marsala

Paolina           In che modo?

Alessandro     Tè lo dirà il Toni. Tu intanto scendi in cortile, scaricala e buttala nella spazzatura che nessuno la veda

Paolina           Subito (via)

Alessandro     E scopa bene, non lasciar i cocci in vista, da far ridere tutto  il palazzo

Toni    Ma io ho ben reclamato e loro mi hanno risposto che il vetro era  troppo sottile

Alessandro     Non dovevi ritirarla

Toni    E' stato uno di Napoli che me l'ha fatta portare via perché  era “engombrande”. Tutti che mi urlavano dietro come matti, bisognava sentirli. Quasi quasi le buscavo.

Alessandro     Hanno fatto male a non dartene un bel po'

Toni    Io ho agito secondo quello che mi hanno detto. Del resto  sbaglia anche il prete a dir messa

Alessandro     Senti Toni, non tirarmi a suppurazione. Va di là in bottega altrimenti faccio fare anche a te la fine della damigiana (Toni via)

Paolina           (rientrando) Non ci pensi  più, non si arrabbi troppo, dopo sta male e le viene il dolore nell'orecchio

Alessandro     M'è già arrivato

Paolina            Glielo faccio passare io stasera con l'olio di mandorle tiepido, ma non ci pensi più

Alessandro     Hai un bei dire, tu

Paolina           Lo sa che è proprio vero della casa?

Alessandro     Hanno rotto anche quella?

Paolina           L'hanno venduta alla Marchesa Bastianelli. Sta girando per vedere i locali

Alessandro     E per aumentare gli affìtti?

Paolina           Ai Maggioni qui di sopra dicono che gli abbia aumentato di  trecentomila lire

Alessandro     Ci vuole una bella coscienza ad assassinare un povero cristo con sei figli

Paolina           Coscienza di padroni di casa

Alessandro     Ah! Ti dico la verità, se mi aumenta in maniera equa, con le sue belle riparazioni come voglio io, potrò aggiustarmi e andare avanti, ma se crede di tirami il collo, sbaglia bersaglio, la signora Bastianelli. Lo sai cosa faccio? Chiudo bottega e vado a Codogno da mia zia prestinaia a

portare in giro il cesto delle michette. Almeno là un pezzo di pane non mi mancherà

Paolina           Ed io?

Alessandro     E tu... e tu che cosa vuoi pretendere da un garzone del prestinaio?! (via entrambi)

                            scena III

  (Detti, Portinaia, indi donna Valeria)

(entra Alessandro, si mette alla scrivania)

Portinaia        Permesso, signor Ghiringhelli?

Alessandro     Prego: avanti, Portinaia

Portinaia        Gliel’ha riferito la Paolina?

Alessandro     Che hanno venduto la casa?

Portinaia        No, che la nuova padrona sta facendo il giro di tutti gli inquilini

Alessandro     Per fargli prendere paura? Lo so!

Portinaia        La signora desidera conoscere anche lei. Ma prima m’ha detto di chiederle se disturba

se viene a fargli una visita?

Alessandro     Oh Dio! I padroni di casa disturbano sempre, però può dirle di entrare ugualmente. Vediamo di che si tratta

Portinaia        La signora è qui fuori in cortile che aspetta la risposta (via)

Alessandro     Ma sì! E' meglio sbrigarsi subito così si sa di che male si va a morire

Paolina           Allora io scappo (via da sinistra)

Alessandro     E tu scappa

Valeria           (sulla porta di destra congedando la Portinaia) Sì, grazie, va pure...

Alessandro     Che resti servita, signora padrona. Non guardi il disordine... anch’io sono qui conciato come un ladro (muove alla ricerca di una sedia, intanto Valeria lo osserva confrontandolo col medaglione)

Valeria           O Dio! Come è cambiato!

Alessandro     Prego si accomodi… così alla buona, sa, sono un povero bottegaio

Valeria           Grazie accetto volentieri perché a furia di fare le scale, sono un po’ stanca, morta… Lei è Ghiringhelli, vero?

Alessandro     Ghiringhelli, sì

Valeria           E ha famiglia?

Alessandro     Mi sono morti tutti

Valeria           Allora è vedovo?

Alessandro     Non mi sono mai sposato. Un po’ perché avere una famiglia è un peso non indifferente con quello che costa la vita al giorno d’oggi, e poi perché avere moglie è facile imbattersi in qualche ostacolo… non so se mi spiego…. Ed io sono un tipo che preferisco morire piuttosto che passare per becco

Valeria           Allora è libero?

Alessandro     Come un uccello

Valeria           Meglio così

Alessandro     Ecco. Ora parliamo di affari: era venuta per parlarmi dell'affitto?

Valeria           Anche per quello

Alessandro     La pregherei di tener presente che il peso dell'affìtto per la premiata Drogheria Ghiringhelli è già insopportabile: un milione due è già troppo...

Valeria           Io avevo fissato duecento

Alessandro     Che fanno un milione e quattro! Ma dove vado a prenderli, cara Madonna? Non abbiamo un negozio del centro, noi...

Valeria            Ma no, ha capito male: duecentomila in tutto

Alessandro     In tutto cosa?

Valeria           Invece di pagarmi un milione e due, me ne pagherà solo duecentomila

Alessandro     E gli altri dieci?

Valeria           Li tiene per il negozio. L'affìtto del mio stabile posso aumentarlo e diminuirlo come mi pare e piace

Alessandro     Hanno forse scoperto qualche crepa nei muri maestri?

Valeria           Nessuna crepa. Le sembra strano che faccia un'agevolazione a un mio inquilino?

Alessandro     Mi capirà, questa è una notizia che fa tremare il sangue. Si ha sempre paura di una qualche trappola

Valeria           Per toglierle ogni dubbio ho portato il nuovo contratto. Può guardarlo.

Alessandro     Già, è vero. Duecentomila... E per quanti anni?

Valeria           Quello lo deve fissare lei

Alessandro     Facciamo nove?

Valeria           Nove, diciotto... quello che preferisce...

Alessandro     Signora, io non so come ringraziarla,  ma mi permetta una domanda: si può sapere perché mi usa tutte queste cortesie?

Valeria           Dunque... supponga che io abbia delle cose da farmi perdonare da lei...

Alessandro     Da me? Ma se è la prima volta che ci incontriamo!

Valeria           Parlo di cose di trentadue anni fa

Alessandro     Trentadue anni fa non ero ancora venuto al mondo

Valeria           E' perché adesso non se lo ricorda più

Alessandro     E già prima di nascere si resta sbalottati di qui e di là ed è difficile ricordarsi

Valeria           Se si ricordasse capirebbe che io con lei non faccio nient'altro che il mio dovere

Alessandro     Mi dispiace non averla incontrata prima, signora padrona. Avrei risparmiato di far una vita da ladro per tanti anni per essere pronto a Pasqua e a San Michele

Valeria           Il destino ha voluto che io sapessi solo otto giorni fa che lei era ancora in questo mondo sotto il nome di Ghiringhelli: Vede che non ho perso tempo. Ho acquistato la casa senza lesinare sul prezzo e le ho abbassato subito l'affitto così, ho detto, incomincerà a fiatare, almeno da quella parte...

Alessandro     Quando un uomo incomincia a tirare il fiato dalla parte dell’affitto, è un gran sollievo...

Valeria           Le ho portato anche un po' di fragole, so che sono la sua passione

Alessandro     Infatti io vado matto per le fragole

Valeria           Sono di Gavirate... E' mai stato a Gavirate?

Alessandro     Mai. Io batto piuttosto Gaggiano, Vermezzo, Binasco, quando vado a pescare

Valeria           Peccato che non si ricordi più

Alessandro     Che cosa vuole? Quando un posto non lo si è mai visto è difficile poi ricordarselo. Intanto la ringrazio per le fragole: mi ha fatto un gran regalo

Valeria           E' un'inezia, caro il mio Poldo

Alessandro     Io mi chiamo Alessandro

Valeria           Non potrò mai abituarmi a chiamarlo Alessandro

Alessandro     Faccia come crede... Sul contratto però ha messo Alessandro?

Valeria           Per forza. Del resto se oggi si chiama Alessandro è colpa mia

Alessandro     Non si metta in mente quelle stupiddaggini lì: la colpa è del mio povero zio che mi ha tenuto a battesimo

Valeria           So quello che dico. Lei non sa quello che provo dentro le mie viscere

Alessandro     Sarà un po' di costipazione

Valeria           Dunque, le piace il nuovo contratto?

Alessandro     (legge) Altro che! Mi capitassero ancora questi affari!

Valeria           Allora può firmare

Alessandro     Ecco fatto (firma)

Valeria           Questa è una copia per lei. Se poi alle scadenze non ce la facesse, non si preoccupi

Alessandro     Ma cosa dice? Non vuole mica che mi faccia rimproverare per una miseria simile

Valeria           Pensi di essere una persona di famiglia

Alessandro     Questo sarebbe un po' troppo

Valeria           Eppure lei non sa come sarei felice di poter diventare la signora Ghiringhelli

Alessandro     Ah no! Signora padrona. Fin che mi diminuisce l'affìtto, glielo posso concedere, ma che una signora del suo rango (al pubblico ) e della sua età.... si abbassi anche lei al livello d'un bottegaio, quello non lo permetto

Valeria           Mi permetta almeno di chiamarlo Poldo

Alessandro     Per quello... si permetta pure

Valeria           Se sapesse che sollievo provo nel chiamarla così! Mi fa davvero una carità

Alessandro     Ma le pare? E' giusto che anch'io la lasci fiatare da qualche parte

Valeria           Se permette, verrò a trovarla qualche volta

Alessandro     Mi farà sempre piacere

Valeria           Allora, per adesso, la saluto

Alessandro     I miei rispetti, signora Marchesa, e mille grazie di tutto

Valeria           Tante belle cose, Poldo (via)

                           scena IV

(Alessandro, Paolina, Toni)

Alessandro (guardando attraverso la porta a vetri la Marchesa che si allontana, poi, attraversando la scena) Tante belle cose, Poldo!

Paolina (entra da sinistra dopo aver spiato dalla porta) E' andata?

Alessandro     E' andata! Ah ma è un'infamia

Paolina           Ha aumentato tanto l'affitto?

Alessandro     L'ha diminuito

Paolina           Allora perché dice che è un'infamia?

Alessandro (le accenna di tacere) Toni! Toni!

Toni (d.d.)      Arrivo

Alessandro (fra sé) Poldo! ( vedendo Toni sull'uscio) Vai in fondo al cortile e di’ all'avvocato Gattinara di venire qui un momento

Toni    Subito

Alessandro     Devo incaricarlo di una pratica legale. Spiegagli bene che non è per il conto in sospeso altrimenti non si muove neanche ad ammazzarlo

Toni     Ho capito, ho capito (via)

Alessandro     Ci vuole una bella coscienza lasciar andare in giro per Milano una donna in quelle condizioni senza un parente, senza un'infermiera che l'accompagni

Paolina           La padrona di casa è ammalata?

Alessandro     Nella testa. Ha dentro un fuco femmina con le uova

Paolina           Oh cara vita!

Alessandro     Mi ha diminuito l'affitto di un milione, sul colpo

Paolina           Allora è davvero matta

Alessandro     Afferma che ha avuto dei torti nei miei riguardi prima che io nascessi, e di scusarla tanto perché non mi può chiamare Alessandro

Paolina           Perché poi?

Alessandro     Lo sa il Signore il perché! Mi chiama Poldo, figurati!

Paolina           Oh povera signora!

Alessandro     Mi ha parlato di Gavirate, ha detto che mi sposerebbe volentieri

Paolina           E lei che cosa ha risposto?

Alessandro     L'ho tenuta a bada con le chiacchiere: Mi ha persino regalato delle fragole, guarda

Paolina (osservando il cesto) Quante

Alessandro     Insomma è una cosa che ti spacca il cuore. Qui c'è il contratto: è meglio farlo registrare subito altrimenti sembriamo dei villani che non capiscono le gentilezze

Paolina           Oh caro signore! chi si aspettava una cosa simile?

Alessandro     Mi raccomando, però, non dir nulla, perchè se l'associazione dei proprietari di case viene a saperlo, la fanno subito internare in un manicomio, povera crista!

                       scena V

(Detti e Gattinara)

Toni   Viene subito l'avvocato. Era giù in cantina del parrucchiere ad aiutargli ad imbottigliare.

Gattinara       Eccomi, signor Ghiringhelli

Alessandro     Bravo, bravo, signor avvocato… ho bisogno di lei

Gattinara       Il suo giovane mi ha già raccontato per sommi capi l'infortunio della damigiana

Alessandro     La damigiana è partita e addio

Gattinara       Condoglianze! Ad ogni modo son sempre cose che fanno pena

Alessandro     Ma parliamo invece del fallimento. Si tratta di sei milioni. Non è uno scherzo. Guardi qui sul Sole... Sbregadin...

Gattinara       Sbregadin Alvise, profumerie igieniche. Caspita che ruzzolone! Curatore ragionier Ganassa...

Alessandro     E' una grana. Si può far qualcosa?

Gattinara       Prima bisogna informarsi. Vado subito a cercare il Ganassa che batte all'osteria della Perteghetta. Anche lì non c'è più quel buon vino d'una volta... ma quello... transeat... non è pertinente alla causa

Toni (entrando) Signor Alessandro, c'è gente che lo desidera (esce ed entra a soggetto)

Alessandro     Ma non vedi che sono occupato?

Gattinara       Dopo vado a scovare l'usciere del sesto mandamento. Quello lo trovo alle “due spade” all'ora del bianchino. Quando mi  sarò informato,  saprò dire come conviene agire. Intanto, però,

mi prepari i dati occorrenti per una eventuale insinuazione di credito

Alessandro     Immediatamente… Beve qualcosa avvocato?

Gattinara       Grazie, ma non posso. Mi hanno fatto bere, stamattina, un bicchiere d'acqua di Vichy che mi ha scombussolato tutto lo stomaco. Domani le saprò dire qualcosa. I miei doveri, signor Ghiringhelli (via)

Alessandro     A ben rivederla, avvocato

Paolina           Esco a far la spesa per questa sera. Vuole riso o pasta?

Toni    Allora faccio passare?

Alessandro     Che cosa vuoi far passare?

Toni    Quella signora là in bottega

Alessandro     Servila tu

Toni    Vuol parlare con lei

Alessandro     E falla passare

Paolina           Dunque: riso o pasta?

Alessandro     Sì, ma che sia al dente

Paolina           Ne so come prima! (via)

                           scena VI

(Toni, Alessandro, Palmira, Zazà, indi Paolina)

Alessandro     Che resti servita. Cosa desidera?

Palmira          Lei è Ghiringhelli Alessandro, droghe e coloniali?

Alessandro     Sì, perché?

Palmira          Volevo essere sicura della sua identità

Alessandro     Ecco: Ghiringhelli sono io, droghe e coloniali è la merce che offro. Toni!

Toni (entrando) Cosa vuole?

Alessandro     Mi permetta, devo dare degli ordini al mio giovane (piano a Toni) Quella lì è sicuramente una spia della finanza che viene qui per riferire. Ci sono sei bottiglie di vermuth non registrate con regolare fattura, sotto al banco: falle scivolare nella cantina del parrucchiere. Capito? Dopo vieni a dirmelo quando sono a posto

Palmira (confronta Alessandro col ritratto) Dio, che faccia da villano gli è venuta

Toni    Capitto! (via)

Alessandro     Dunque diceva?

Palmira          Forse non mi riconosce più

Alessandro     Non so nemmeno come si chiama

Palmira          Sono la Manzetti. Non le ricorda nulla questo nome?

Alessandro     Niente, parola d'onore. Se si tratta di una cosa lunga può  anche sedersi

Palmira          Le ho portato un po' di fragole

Alessandro     O grazie! Anche lei ha voluto incomodarsi

Palmira          Per aiutarlo a ricordarsi di Gavirate e dell'uccelliera

Alessandro     Come? Aveva in piedi un'uccelliera?

Palmira          Era lei che l'aveva in piedi

Alessandro     Io?

Palmira          Sì, lei! E ne ha approfittato per rovinarmi

Alessandro     Guardi che saranno stati gli anni e le intemperie a rovinarla

Palmira          Trentadue anni fa io ero fresca come una rosa

Alessandro     Ed io non ero ancora nato

Palmira          Bugiardo! Tu eri nel pieno vigore della giovinezza

Alessandro     Lo dice lei e basta

Palmira          Lo dico perché lo so... Che bei momenti vero Poldo?

Alessandro     Ma in fine dei conti chi è questo Poldo?

Palmira          Va' là, non fare il nesci che lo sai benissimo! E' ora di finirla la  commedia, è ora che tu faccia il tuo dovere

Alessandro     Io ho sempre fatto il mio dovere

Palmira          Con la Palmira no, però!

Alessandro     Che cosa posso fare io a questa Palmira?

Palmira          Sposarla, ora che sei libero

Alessandro     E' sua nipote questa Palmira?

Palmira          Sono io

Alessandro     E io dovrei sposare lei? Le girano i foruncoli di grasso, cara la mia donna

Palmira          Sposarmi, sì, per dare un nome alla tua creatura

Alessandro     Adesso ho anche una creatura?

Palmira          Non negherai certo l'evidenza! Zazà!

Zazà (d.d.)      Vengo, mammina

Palmira          Ecco, questo è il tuo sangue

Alessandro     Il mio sangue quella roba lì? Zazà? Ma è un uomo o una donna

Zazà    Oh Dio! Che diamine

Alessandro     Che lavoro fa questa creatura?

Zazà    Sono collezionista

Alessandro     Deve essere un lavoro di risorsa

Palmira          Questo è tuo padre

Zazà    Oh che bell'ometto, come è giovane

Alessandro     Ma si può sapere perché mi ha condotto qui quel bel genere lì d’ambo i sessi?

Palmira          Perche l'impieghi nel tuo negozio

Toni (entrando deciso) Fatto! Gliele ho nascoste nel retro!

Alessandro     Se vuole mettersi in commercio che vada in riviera, là è  proprio il posto dei collezionisti

Palmira          E' così che mi rispondi? (entra Paolina coi pacchi delle provviste e assiste al diverbio)

Alessandro     A lei farebbero bene dei semicupi d'acqua fresca per farle andar via le scalmane. L'avverto che inizio ad averne pieni i santissimi delle sue stramberie e che se non va fuori dai piedi più che in fretta, le stiro la schiena con un bastone

Palmira          Non fare tanto il prepotente! Guarda, Poldo, che non sono più quella di Gavirate. E' troppo tempo che ingoio bocconi amari e oggi sono decisa a tutto. O mi sposi, e dai un nome alla tua creatura, o faccio uno scandalo che non ti salvi più

Alessandro     E' capace di disinfestarmi la casa, lei e il suo collezionista?

Zazà    Quando mi conduce al cinema?

Alessandro     Adesso te lo do io il cinema, brutto impiastro. Che si riprenda le sue fragole e che porti fuori le ciabatte in fretta altrimenti sono pedate che vengono via!

Palmira        Tienile, quelle fragole. Saranno il tuo rimorso. Vado, vado, ma ci rivedremo presto, Poldo! (via)

  scena VII

(Alessandro e Paolina)

Alessandro     E dai! E' tutto il giorno che prendo del Poldo! Penso che si  sia rotto il catenaccio del Manicomio. Ci sono attorno troppi matti a  piede libero. Hai lì le fragole anche tu?

Paolina (con asprezza) No, sono cornetti. Non sono abbastanza vecchia,  io, per portarle le fragole e poi non sono di Gavirate

Alessandro     Ma cosa dici?

Paolina           Dico che se crede di farmi passare per stupida si sbaglia di grosso

Alessandro     Sei diventata matta anche tu

Paolina           Chi sono tutte queste donne che vengono qui una dietro l'altra?

Alessandro     Si vede che al manicomio erano nello stesso reparto

Paolina           Quante bugie! Mi spiega un po' perché tutte e due le portano le fragole, tutte e due parlano di Gavirate, tutte e due la chiamano Poldo

Alessandro     E lo devo sapere io perche mi chiamano Poldo?

Paolina           Perché è un nome falso che hai dato a quelle due vecchie bagianne per attirarle nella sua trappola. Adesso capisco dove andava alla festa con la canna per prendere i pesci: a Gavirate, andava. Adesso capisco perché va matto per le fragole

Alessandro     Ma Paolina dove hai il buon senso? Vuoi che mi metta con due scorfani simili?

Paolina           Per l'interesse si fa questo e altro

Alessandro     Bell'interesse

Paolina           Per un milione di lire al mese ci si può anche mettere con una vecchia bacucca come la padrona di casa. Che lei fosse uno sporcaccione lo sapevo, però non sapevo che fosse anche un magnaccia

Alessandro     Benone! Prima Poldo, adesso Magnaccia!

Paolina           Sì, magnaccia, magnaccia e sporcaccione perchè se era in obbligo con quella che è uscita poco fa, doveva risparmiarsi di ingannare una povera ragazza come me

Alessandro     Obbligo di che cosa?

Paolina           Già, un figlio non è un obbligo per voi uomini!

Alessandro     Ma non hai visto che ha la mia stessa età?

Paolina           Guarda Alessandro che stai giocando una brutta carta. Non credere di impacchettarmi con quattro bugie nello stato in cui mi trovo. Io, per tua regola, di fagottini in qualche cassonetto non ne porto certo. O fai il tuo dovere, o glielo dico ai mie fratelli

Alessandro     Cosa vuoi che faccia più di così?

Paolina           Sposami che è ora

Alessandro     Anche tu? Oggi è già la terza!

Cala la tela

              ATTO III

                scena I

(ALESSANDRO, GATTINARA, PAOLINA)

GATTINARA (siede alla tavola di mezzo con Alessandro e guarda estatico e sorridente attraverso un calice di vino. Intanto Paolina sparecchia la tavola lasciando in posto una chicchera colma di caffè per il padrone)

ALESSANDRO (vedendo Gattinara sempre nelle stesso atteggiamento) E così signor avvocato, mi racconti. Sono sulle spine!

GATTINARA (fa cenno colla mano di attendere, fìssa ancora un poco il calice poi sorseggia il vino lentamente facendo in ultimo schioccare la lingua con aria soddisfatta) E' un balsamo!

ALESSANDRO Dunque?

GATTINARA Dunque lo Sbregadin paga per intero i sei milioni, entro oggi

ALESSANDRO E' la verità o mi caccia una gran canna?

GATTINARA   L’avvocato Gattinara è sincero come il vino che beve e non caccia mai canne.

Anzi le dirò di più: lo Sbregadin ha offerto anche gli interessi. Mi sono permesso di rifiutarli perché non pareva generoso incrudelire su di un disgraziato

ALESSANDRO (versando da bere) Ma lo sa, signor avvocato, che è una persona straordinaria?

GATTINARA Lei esagera. Comunque, lei crede che sia diffìcile fare l'avvocato? Un po' di faccia tosta, un po' di parlantina e tanto pelo sullo stomaco e l'avvocato è bell'e pronto. Non capisco cosa ci veda di straordinario. (beve)

ALESSANDRO Ci vorrà bene del talento e dello studio per prendere il diploma all'Università

GATTINARA Ma nemmeno per idea! Basta pagare le tasse: andare a Pavia quattro anni a remare sul Ticino. Basta praticare una dozzina d'osterie, le case nuove. San Lanfranco, il Volta, il numero sette, l'Acqua negra, il Confluente e si resta automaticamente laureati in legge. Non vede che diventano avvocati anche i figli dei ricchi, con grave danno dell'agricoltura e dell'industria dei trasporti?

ALESSANDRO Cosa c'entrano i trasporti e l'agricoltura?

GATTINARA Ma sì! Sono tutti dei bestioni grandi e grossi col ventre pieno di pietanze che costano e con la testa vuota, tutta gente che starebbe bene con in mano il tridente a rimuovere il letame nelle campagne e a scaricare le putrelle e i sacchi di cemento allo Scalo Merci

ALESSANDRO Un altro goccio, avvocato?

GATTINARA Con questo non voglio dire che sia proprio indispensabile essere bestie e lazzaroni per diventare avvocato. Mi è anche capitato di vedere gente, piena di talento e studiosa,ma che è riuscita ugualmente a laurearsi in legge

ALESSANDRO E lei, signor avvocato, appartiene a quella categoria

GATTINARA Per dirle la verità, in vita mia, più dei Codici ho studiato l'anima umana. E tutti i miei successi professionali sono dovuti alle cognizioni che ho in questa materia. Sciupo pochissima carta bollata, e vinco la causa quasi sempre senza discuterla. Studio bene l'avversario, cerco dove ha il bottone che fa girare quella tal molla che so io, schiaccio il bottone e l'avversario è subito k.o.

ALESSANDRO E lo Sbregadin dove aveva il bottone?

GATTINARA Nascosto, ce l'aveva: ma io, naturalmente  l'ho trovato subito. Ho saputo che, per non farlo andare in galera, intervengono coi soldi anche i genitori della moglie...

ALESSANDRO Quella bella bionda, alta...

GATTINARA No, la moglie è nera e piccola. La bionda alta che veniva qui a far la spesa, è l'amante

ALESSANDRO Ah che porco! Hai capito Paolina?

GATTINARA Ho saputo che tra i creditori figurava un altro droghiere, quello ufficiale, di casa, insomma, e allora ho detto: di sicuro “l'amigo” ha paura a far sapere ai suoceri che ha un giro al di fuori della casa. Infatti vado a prendere il fallito, gli parlo.... insomma non ho nemmeno fatto in tempo a schiacciare il bottone che era già in terra. Mi ha ringraziato del pensiero delicato, mi ha persino offerto una mezza bottiglia di Barbacarlo. E' un vino un po' gnucco, ma non è malvagio

ALESSANDRO Ma come fa a pagare se è ridotto sul lastrico?

GATTINARA Ha venduto la moto in presenza mia e ha preso la relativa caparra

ALESSANDRO Ma è sicuro che pagherà?

GATTINARA  Gattinara non lavora mai allo scoperto: la motocicletta è al sicuro nella mia cantina

PAOLINA Lo dicevo io che il signor Gattinara è il primo avvocato di Milano! Adesso voglio la pelliccia!

ALESSANDRO Sì, sì, te la compro. Il tuo consiglio vale una pelliccia!

GATTINARA  (che non aveva mai osservato bene la Paolina) Ma guarda che bella ragazza! Mi fa venire in mente certi vini da pasto che lasciano la bocca buona e che, a imbottigliarli, dopo un anno spumeggiano sbattendo il turacciolo in aria!

scena II

(Detti, TONI, PEDERZOLLI)

TONI (porgendo al Alessandro una carta da visita) C'è un signore che desidera parlarle

ALESSANDRO (leggendo) Professor Ulisse Pederzolli, presidente del circolo Lux Perpetua. Dille che la ditta è già provvista

TONI Va bene (via)

ALESSANDRO Sarà sicuramente un rompiscatole che viene a vendere una qualche marca di petrolio

GATTINARA Lux perpetua! Oggi non sanno più che nome dare alle lampadine

TONI Dice che non viene ad offrire della merce, ma che deve parlarle di cose importantissime

GATTINARA Allora io ne approfitto per andarmene. Oggi passerò con i sei milioni

ALESSANDRO Digli di venire avanti (Toni esegue) Avvocato, per il momento la ringrazio, poi mi dirà il suo incomodo

GATTINARA Non voglio nemmeno un centesimo. Certo che se invece di venire da me andava da qualche avvocato astemio, non prendeva niente e gli toccava pagare una parcella di due o trecentomila lire. Mi accontento di sei bottiglie di questo buon vinello...

ALESSANDRO Ma volentieri

GATTINARA A saldo delle mie odierne prestazioni. E non mi faccia torto (via)

ALESSANDRO (sulla porta di destra) Lasci fare a me, signor avvocato, buongiorno...

PAOLINA Buongiorno signor avvocato. E grazie per la pelliccia…Eh? Che cosa ha detto (segue GATTINARA in cortile)

scena III

(ALESSANDRO e PEDERZOLLI)

ALESSANDRO  Mi scusi se non l’ho ricevuta subito. Pensavo che fosse un qualche becco che dà luce ed io di quegli articoli non ne tengo

PEDERZOLLI (ironico)   no, non sono un becco che dà luce, sono il presidente di un circolo spiritico e vengo per parlarle di una cosa che riguarda la sua  vita

ALESSANDRO Se è per un contratto di assicurazione mi dispiace, ma non  faccio niente

PEDERZOLLI Se ha la sofferenza di lasciarmi spiegare, capirà qual è lo scopo  della mia visita

ALESSANDRO Che si accomodi, e che dica pure

PEDERZOLLI Lei avrà certamente sentito parlare di spiritismo e di spiritisti

ALESSANDRO Sì, ho capito! Sono quelli che fanno saltare i diavoli sul tavolino che gira

PEDERZOLLI Mi dispiace dirglielo, ma non ha capito niente. Gli spiritisti non si occupano di diavoli, ma di quello che succede nel mondo dell'aldilà. Studiano tanti fenomeni misteriosi tra cui quello della reincarnazione delle anime

ALESSANDRO Cosa vuole che capisca un povero esercente di quelle fatture lì che mettono gli incubi notturni

PEDERZOLLI Lei, per esempio, prima di nascere e di essere esercente, era il Marchese Leopoldo Bastianelli

ALESSANDRO Io?!

PEDERZOLLI Lei, lei: precisamente. Era il Marchese Bastianelli, quello che aveva quella stupenda villa a Gavirate con tremila pertiche di bosco tutto intorno, senza contare poi gli altri fondi nella Bassa dalle parti di Lodi e di Pavia. Era il padrone di un patrimonio enorme, in poche parole

ALESSANDRO Ma non mi è rimasto nemmeno una lira di tutta questa abbondanza

PEDERZOLLI Mi lasci terminare!  Il Marchese aveva contratto un matrimonio d'amore con una povera ragazza, una maestrina del paese. Un bel giorno viene a sapere che il figlio che aveva avuto da sua moglie non era suo, ma era figlio

ALESSANDRO Dell'amante

PEDERZOLLI No, di un gruppo di ufficiali che erano venuti a Gavirate due anni prima a fare le manovre

ALESSANDRO Ah! Ho capito! Hanno fatto una specie di colletta per metterlo insieme! Eh già! Dopo le grandi manovre ci son sempre degli alti e dei bassi nello stato civile

PEDERZOLLI II dolore per il tradimento della moglie è stato tale che il Marchese s'è ucciso con una revolverata qui dietro all'orecchio

ALESSANDRO E dopo?

PEDERZOLLI Dopo, l'anima del Marchese si è reincarnata nel corpo del signor Ghiringhelli, che sarebbe poi lei

ALESSANDRO Incarnata? ... Come un'unghia?

PEDERZOLLI Non precisamente come un'unghia... Metta piuttosto di vedere, per usare una metafora del nostro segretario, un liquido travasato da un recipiente all'altro. Il recipiente cambia, ma il liquido è sempre quello. Così fa l'anima passando da un corpo all'altro

ALESSANDRO E da che parte passa?

PEDERZOLLI Quello non lo saprei con precisione

ALESSANDRO Senta, professore, sono un bel po' di giorni che mi è nato il sospetto che si sia formato un comitato per prendermi per i fondelli in bella maniera. Non è per caso membro anche lei di questo comitato?

PEDERZOLLI Io ho previsto i suoi sospetti e mi sono provvisto di documenti necessari a farli scomparire. Questo è l'atto di morte del Marchese Leopoldo Bastianelli, guardi: Comune di Gavirate, è in data 17 novembre 64. Questo è il suo atto di nascita: Ghiringhelli Alessandro di Gaetano e  di Pogliani Carolina...

ALESSANDRO Sì è il mio, 24 agosto 65...

PEDERZOLLI Si compiaccia di contare dal 17 novembre al 24 di agosto. Vedrà che ci sono nove mesi suonati come le ore del campanile

ALESSANDRO (contando sulle dita) E' vero, non c'è nulla da dire. Ma, dal momento che io sono ancora vivo, insieme ai due certificati, non potevano fare una bolla di accompagnamento?

PEDERZOLLI Lo stato civile si occupa del corpo, l'anima non può registrarla

ALESSANDRO E tutti quei soldi sono rimasti al figlio?

PEDERZOLLI II figlio è morto

ALESSANDRO Meglio, meglio

PEDERZOLLI Sono rimasti alla vedova che è poi la sua padrona di casa

ALESSANDRO Quella brutta strega che è stata qui ieri? Adesso capisco perché mi veniva dietro colle buone: Poldo di qua, Poldo di là, ha la coscienza sporca

PEDERZOLLI Che cosa vuole! Lei, povera donna, cerca di farsi perdonare

ALESSANDRO Perdonare! Si fa presto a dire perdonare! Per colpa delle sue grosse manovre l'incornata l'ho presa io! (toccandosi) Madonna che male!

PEDERZOLLI Ora è sinceramente pentita

ALESSANDRO Intanto però mi ha costretto a spararmi in un orecchio che, quando cambia il tempo, sento il dolore ancora adesso! E se muore, dove vanno i miei soldi? All'ospedale o a un qualche nipote che annega già nel lusso. E io resto qui, sempre in miseria, a vendere pepe e cannella. Che non mi capiti mica a tiro per amor di Dio, altrimenti le tiro il collo lungo

come lo zucchero filato

PEDERZOLLI Bisogna essere generosi, signor Ghiringhelli. La miglior vendetta è il perdono

ALESSANDRO E' roba da diventare musulmano! Stento a credere che sia vera: mi sembra che lei mi dica una di quelle favole che la mia povera nonna mi raccontava per farmi addormentare

PEDERZOLLI Vuole un'altra prova della sua reincarnazione? Le posso far conoscer una certa signora Palmira Manzetti che è stata anche l'amica intima, per dir così, del Marchese. Si vede che l'aveva molto cara perché le ha assicurato una rendita annua di circa quattro milioni

ALESSANDRO E' già stata qui, abbiamo già litigato e ... tutto!

PEDERZOLLI Eh! L'amore vecchio non diventa mai freddo! Se le capita di rivederla le può chiedere di certe preferenze che il Marchese le ha manifestato per la drogheria in previsione della sua rinascita

ALESSANDRO Spero di non rivederla più! Ha anche un figlio: sa, per caso, quanti anni abbia?

PEDERZOLLI Ha giusto compiuto venticinque anni otto giorni fa

ALESSANDRO Buono a sapersi. Non le dispiace lasciarmi il mio atto di morte fino a questa sera?

PEDERZOLLI Ma diamine! Gliel'ho portato proprio perche lo conservi in caso di bisogno

ALESSANDRO Grazie, professore (fra sé) Già, già: atto di morte, fragole, uccelliera, Poldo, dolore nell'oreccchio... non ci sono dubbi! Sono io… non ci sono dubbi

PEDERZOLLI (con voce solenne e tono profetico) Signor Marchese la riverisco! Se le capita di rivedere quella che è stata sua moglie nell'altra vita, sappia trattarla con quell'indulgenza che ha mostrato Gesù Cristo verso la vedova adultera. Tutti i soci del circolo spiritico Lux Perpetua desiderano che questa strana avventura sia coronata dal lieto fine. Mi raccomando, Marchese, indulgenza, indulgenza e ancora indulgenza verso l'adultera. Chi di voi è senza Manzetti, scagli la prima pietra! (via)

  scena IV

(ALESSANDROPAOLINA, TONI, PORTINAIA)

ALESSANDRO Va', va'! Va' a casa a pettinarti, gatto dei miei stivali!  Donna adultera, le dice! Quella lì era la fornitrice di tutto il regio esercito, altro che! Ma, povero Poldo, è capitata a te, cosa puoi farci? Questo è quello che si guadagna a far uscir dalla palta la porca plebe! (butta il berretto a terra) Se nasco un'altra volta... Veramente sono già nato un'altra volta ed è meglio lasciar perdere (leva le ciabatte e si accinge a infilare le scarpe)

TONI Ehi! Signor Alessandro...

ALESSANDRO Tu incomincia a chiamarmi  Eccellenza e don Alessandro… Non c'è nulla da ridere! C'è tanto di atto di morte che parla chiaro.  Cosa vuoi?

TONI C'è un pittore che vuole della terra gallinella, cosa gliela metto  al chilo?

ALESSANDRO Quattromila e sei

TONI Va bene(via)

ALESSANDRO Gliele darò io le fragole a quella traviata in pensione

TONI (impaperandosi) Eccellander

ALESSANDRO Scemo

TONI Allescenza

ALESSANDRO Stupido

TONI Mi scusi, non ho ancora preso l'abitudine a chiamarla in modo diverso... Il pittore dice che quattromila e sei è troppo cara

ALESSANDRO Bene, mettigliela a seimila

TONI Cosa?

ALESSANDRO (gridando) Seimila, sei sordo?! (Toni via)(Leva la giacca di tela e ne indossa una di panno) E mi tocca star qui a darla ad intendere a delle bestie che non capiscono una verza di quello che fanno

PAOLINA (entra da destra) Esce?

ALESSANDRO Perché?

PAOLINA Vedo che si cambia

ALESSANDRO Vuoi che me ne stia qui conciato come un bottegaio qualunque?

PAOLINA Non beve il caffè?

ALESSANDRO Già, è vero (beve e sputa facendo smorfie di disgusto) Ma cosa mi hai dato?

PAOLINA Caffè

ALESSANDRO Questo è quello che diamo agli avventori! Sta' attenta a quello che fai, porca loca! E' un attimo avvelenare le persone! Eh! Povero Poldo! Finirà anche per te questa vitaccia da galera!

PORTINAIA Ehi, signor Ghiringhelli, c'è la padrona di casa

ALESSANDRO Non me ne frega niente

PORTINAIA E' di sopra nello studio del Ragioniere con altri signori

ALESSANDRO E a me lo racconti?

PORTINAIA  Io l'awiso, a buon conto, perché sappia regolarsi. Ehi, lo sa che è proprio vero che ha cresciuto di ottocento mila l'affìtto del  Maggioni?

ALESSANDRO E bene? Cosa sono ottecentomila lire? Sono in otto in famiglia, ce ne sono sette che guadagnano, cosa pretendono che i padroni di casa vadano a raccogliere stracci e ossi per far annegare  nell'abbondanza gli inquilini? Un po' di decenza, porco mondo, ci vuole!

PORTINAIA (meravigliata e Impaurita infila la porta di destra e incontra la  Palmira) Sì è lì il sig. Ghiringhelli (via)

              scena V

(ALESSANDRO, PALMIRA, ZAZA’, GATTINARA, PORTINAIA)

ALESSANDRO Come? E' ancora qui lei? (Paolina via da sinistra)

PALMIRA Son qui per sentire che cosa hai deciso

ALESSANDRO Ho deciso che, se non la smette, chiamo le guardie e la faccio portare a Monbello

GATTINARA Ci siamo, signor Ghiringhelli disturbo?

ALESSANDRO Oh! Avvocato carissimo! Carissimo in tutti i sensi!

GATTINARA Ho racimolato il malloppo. L'amigo ha fatto il suo verso

ALESSANDRO Porti pazienza. Se va di là in bottega, mi sbrigo in due minuti. Il tempo di litigare con questa signora, poi sono subito da lei (via da sinistra)

PALMIRA So che il professor Pederzolli ti ha spiegato il mistero della tua vita passata e presente

ALESSANDRO M'ha detto anche che l'ho pagata per il disturbo che ha avuto in quel di Gavirate

PALMIRA Oh! Hai fatto un gran sforzo con il patrimonio di miliardi che hai! Pidocchioso! Io con trecento mila al mese non posso tirare avanti

ALESSANDRO Cerchi di farli bastare... apra di nuovo l'uccelliera

PALMIRA Cinico

ALESSANDRO Mandi il suo collezionista a lavorare come fanno tutti

ZAZA’ Dovrei andare sotto agli altri?

ALESSANDRO Sotto, sotto, naturalmente

PALMIRA Se non vuoi far nulla per me, pensa almeno a tuo figlio

ALESSANDRO Come fa ad essere mio figlio se è minore di me?

PALMIRA Anch'io sono minore di mio padre

ALESSANDRO Io sono morto nel 64 e lui è nato quattro anni dopo. C'è un fìor fiore di atto di morte che parla chiaro

ZAZA’ La mammina è un po' distratta

ALESSANDRO E non tiene in ordine l'amministrazione, sbaglia a intestare le partite, confonde la doppia, la singola...

PALMIRA Valeva la pena di offrirti il fiore della mia innocenza

ALESSANDRO Sì, ma i frutti li ha fatti maturare qualcun altro

PALMIRA Mi insulti anche? Guarda Poldo che sono una donna ridotta alla  disperazione e mi sento capace di tutto

ALESSANDRO   Non gridi che ci sono i vicini che sentono

PALMIRA Ah! Hai paura che senta la tua vedova inconsolabile, che ti ha fatto portare le coma come un montone

ALESSANDRO E lei le coma me le ha fatte dopo morto

PALMIRA Ah è troppo, è troppo! Mi sento male. Pensi che è da ieri che sono digiuna (si abbandona su di una sedia)

ZAZA’ O Dio, mammina, non svenire

ALESSANDRO (cercando di rabbonirla) Si faccia una ragione, siamo due disgraziati alla stessa maniera. Adesso la porto dal pasticcere qui di fronte, mangia quattro pasticcini, beve un aperitivo e vedrà che le passa

ZAZA’ E a me mi paga una gazzosa?

ALESSANDRO Sì, ti pagherò una gazzosa: aspetta, aspetta, ti darò anche una matita per le labbra, profumata alla violetta

ZAZA’ Come è gentile. Avevo appunto finita la mia

ALESSANDRO Ecco la matita

ZAZA’ Grazie, paparino (leva dalla tasca uno specchietto e si accinge a dipingersi le labbra)

ALESSANDRO (sulla porta del negozio) Vado via un momento ad accompagnare questa signora e torno subito. Andiamo signora Palmira, che si faccia coraggio!

PALMIRA Ah Poldo! Mi sembra di essere ancora a Gavirate

ALESSANDRO Bei tempi! Vero Palmira!? Mah! povera Palmirina, come si fa? (via)

scena VI

(GATTINARA, PAOLINA, TONI, ALESSANDRO e PORTINAIA)

GATTINARA (entra seguito da Toni e Paolina) Capisco, è una bella responsabilità anche per voi e fate bene a mettere i piedi attaccati al  muro

PAOLINA Creda, avvocato, che è proprio fuori di testa

TONI E' già da un paio di giorni che marca male

GATTINARA Sì, ma prima di telefonare a questa zia di Codogno, lasciate che veda se è il caso di farlo o no. Può darsi che si calmi e allora è inutile farla spaventare per niente, povera donna. Facciamo così: io provo a tastarlo, se vedo che è davvero alterato, lo porto con una scusa nel mio studio e intanto voi spedite il telegramma

PAOLINA Va bene, siamo intesi senz'altro così

PORTINAIA Ehi, Paolina, sembra che la Marchesa Bastianelli voglia venire qui, insieme a tutti quei signori che sono su in ufficio a trovare il Ghiringhelli. Lo avverta lei. Io già non gli parlo più, ha visto in che modo mi si è scagliato contro un momento fa?

GATTINARA Lo avviserò io, lo avviserò

PORTINAIA Ah Madonna, è qui!

ALESSANDRO Finalmente

PORTINAIA  Toni due etti di caffè in grana (via con Toni e Paolina)

ALESSANDRO Finalmente ho potuto staccarla quella sanguissuga digiuna. Mi scusi,  avvocato: adesso sono tutto per lei

GATTINARA Le devo dare il malloppo del veneziano

ALESSANDRO Per ora lasci perdere. Ho delle cose più importanti da chiederle

GATTINARA Dica!

ALESSANDRO Ho il diritto di ereditare dalla mia vedova?

GATTINARA Ha un giro con una vedova?  Che boia d'un Alessandro!

ALESSANDRO Ma no, parlo della mia vedova legittima

GATTINARA Per essere vedova legittima sarebbe necessario che l'avesse sposata … E fosse morto anche lei!

ALESSANDRO  Lei non si preoccupi. Faccia conto che io sia morto

GATTINARA Morirà a suo tempo, per il momento è vivo

ALESSANDRO Metta che io abbia in tasca il mio bravo atto di morte in piena regola

GATTINARA Ah! Vedo! Allora è meglio che venga un attimo di là, nello studio. Vorrei consultare una memoria di Pomponio Beone sull'argomento. Intanto potrà spiegarmi meglio la faccenda della vedova. Se permette prego la sua cameriera di spedire un telegramma per un mio cliente

ALESSANDRO   Faccia pure, diamine

GATTINARA (sull'uscio) Paolina, allora mi fa la cortesia di spedire quel telegramma che le ho detto: urgente e con risposta pagata

PAOLINA (d.d.) Bene

GATTINARA Urgente e con risposta pagata, mi raccomando.  Sono tutto per  lei, sig. Ghiringhelli

ALESSANDRO Prego! (via)

scena VII

(PAOLINA e TONI)

PAOLINA (in lagrime) Capisci, Toni? Si vede che anche l'avvocato si è accorto che qualcosa nella sua testa non funziona più. Povera me, anche questo doveva capitarmi! (piange)

TONI  E' inutile piangere, cara figliola: qui non bisogna perdere tempo perche quell'uomo è fuori di brutto

PAOLINA Ma dove sta questa zia di Codogno?

TONI A me ha detto che per qualunque necessità si poteva scrivere a Formigoni Romilda, antico forno, Codogno

PAOLINA E la strada?

TONI Basta mettere Antico Forno che la conoscono tutti

PAOLINA (scrivendo) Formigoni Romilda, Antico Forno, Codogno. Cosa dobbiamo mettere?

TONI  Alessandro dà fuori di matto...

PAOLINA   ... dà fuori.... urge sua presenza Milano... Va bene?

TONI Benissimo! Firmiamo tutti e due

PAOLINA Tutti e due (eseguono ) Corri, Toni, queste son diecimila lire. Hai capito, eh? Urgente e con risposta pagata

TONI   Ho capito (via)

Scena VIII

(BOGANI e PAOLINA)

BOGANI (affacciandosi) Permesso?

PAOLINA Cosa desidera?

BOGANI E' in casa il Marchese?

PAOLINA Chi è questo Marchese?

BOGANI Lei non è la cameriera di casa Ghiringhelli?

PAOLINA Precisamente

BOGANI E non sa che il suo padrone è Marchese?

PAOLINA E' la prima volta che lo sento

BOGANI Si vede che il suo padrone non dà confidenza alle donne di  servizio. E' il contrario di me, che gliene do fin troppa. Allora c'è o non c'è?

PAOLINA E' uscito un momento

BOGANI Ci sarà pure sua moglie, la Marchesa

PAOLINA Non ha moglie... di questo, poi, sono sicura

BOGANI La Marchesa Bastianelli cos'è allora?

PAOLINA Quella è la padrona di casa. La trova al primo piano, l'uscio di fronte dove sta scritto: amministrazione

BOGANI Non le ha nemmeno detto che la padrona di casa è sua moglie?

PAOLINA Mai

BOGANI E pensare che io la terrei come una di famiglia! Adesso vedremo se possiamo metterli d’accordo: se caso mai facessero un nuovo piano  e lei rimanesse a spasso, si ricordi che duecentocinquantamila lire al mese glieli do io, vestita e stirata, in ordine. Segni: Bogani Giovanni, Bovisa, undici

PAOLINA   Sì, sì, mi ricorderò, Bovisa, undici, Bogani  (Bogani via)Dio! Chissà che pasticcio c'è sotto! La moglie, la Marchesa Bastianelli, la padrona di casa... ma chi ci capisce qualcosa? (via

piangendo)

 scena IX

(GATTINARA, ALESSANDRO, PAOLINA)

GATTINARA Ah! Bellissima, bellissima. Ma non sa signor Ghiringhelli che questa è proprio una cosa dell'altro mondo? E' una situazione dalla  quale si può trarre un capolavoro!

ALESSANDRO Sotto, sotto, avvocato!

GATTINARA Qui bisogna saper vendere a peso d'oro il suo perdono! E la Marchesa Bastianelli è disposta a fare l'impossibile per far tacere i rimorsi, per levarsi gli scrupoli, per morire in grazia di Dio! Il rimorso, la paura dell'inferno, quello è il bottone che bisogna schiacciargli... alla vecchia!

ALESSANDRO E lei che glielo schiacci pure

GATTINARA Non mancherò. Sarà meglio aver sottomano un foglio di carta bollata. Se permette mando la sua cameriera dal tabaccaio

ALESSANDRO Faccia pure

GATTINARA (chiamando) Bella figliola

ALESSANDRO Intanto, le verso un bicchiere di quel vinello che le piace

GATTINARA Vada a prendermi, per cortesia, un foglio di carta bollata

PAOLINA Subito (piano) E' per farlo ritirare?

GATTINARA Se va bene è lui che si ritira

ALESSANDRO Un bicchierino per prender più forza, avvocato

GATTINARA Grazie. Ah che cimosa! (beve) e che boccato! O Dio! Sono  loro

ALESSANDRO Chi?

GATTINARA La Marchesa, il prof. Pederzolli e tutti quelli dell'ufficio trasbordo delle povere anime. Non si può nemmeno bere in pace. Attento che incominciamo a schiacciare il bottone. Svelto, svelto, signor Marchese, si sbrighi altrimenti non arriviamo più a Gavirate per questa sera

scena X

(detti e PEDERZOLLI)

PEDERZOLLI Signor Marchese, sono qui ancora a disturbarla... Vedo che è in partenza

ALESSANDRO Infatti vado a Gavirate con il mio legale, l'avvocato  Gattinara

PEDERZOLLI A Gavirate?

GATTINARA Sul luogo del delitto

PEDERZOLLI Del disastro, vuol dire

GATTINARA Del delitto da sei lustri impunito

PEDERZOLLI Ma in gran parte espiato con amarissime lacrime!

GATTINARA Finora l'espiazione l'ha subita il mio cliente. Si può piangere con comodo quando si hanno a disposizione miliardi

ALESSANDRO Che erano tre, prima della caduta del muro, poche storie!

PEDERZOLLI Ma anche il Marchese non è stato un modello di virtù coniugale

GATTINARA E' naturale che cercasse un seno su cui versare le sue lagrime di sposo tradito

ALESSANDRO Non potevo mica versarle nell'Olona, no?

GATTINARA  Signor Marchese, con tutte queste chiacchiere noi perdiamo la corsa

PEDERZOLLI Io non vengo per far delle chiacchiere, vengo per compiere una missione sacra

GATTINARA Anche la mia missione è sacra

PEDERZOLLI Faccio osservare che gli argomenti contro la Marchesa glieli ho fomiti io con le mie rivelazioni. Può anche aver la sofferenza di rimandare la gita a Gavirate e cercare con me una risoluzione conciliativa

GATTINARA Io accedo sempre alle soluzioni conciliative, purché onorevoli e vantaggiose. Noi siamo ben disposti verso la Marchesa. Se è per gli alimenti, che non si preoccupi che il qui presente cavalier Ghiringhelli, mio cliente, non è uomo da negarglieli

scena XI

(Detti, BOGANI, CLARA, VALERIA, PAOLINA, NINO)

BOGANI  E' qui, è qui l'entrata signora Clara

PEDERZOLLI   Il sig.Bogani, la mia signora, il segretario Nino Simonetta, tutti mèmbri del circolo Lux

Perpetua. Se permette faccio sedere mia moglie che soffre di nausea da un po' di giorni

ALESSANDRO Prego, prego, professore

BOGANI  Non c'è per caso una qualche reincarnazione in vista?

CLARA  Si tratta probabilmente della coagulazione di una corrente spirituale

PEDERZOLLI E' giunta l'ora decisiva. Voi spiriti buoni assisteteci, sorreggete i nostri sforzi. Intanto lei. Nino, stia pronto a verbalizzare tutti gli elementi importanti per il numero doppio che abbiamo in lavorazione. Signor Marchese, il velo del mistero fu squarciato per opera nostra. Ora tocca a lei. Qui c'è donna Valeria che aspetta una buona parola dalla bocca del suo sposo reincarnato

ALESSANDRO (con voce strozzata) Porca!

VALERIA  Ah! Che gioia! Finalmente mi riconosce

PEDERZOLLI  A verbale

BOGANI  Glielo dicevo io, che a furia di grattare il droghiere saltava fuori il Marchese

ALESSANDRO Donna da postribolo

PEDERZOLLI  Andiamo... signor Marchese

ALESSANDRO  Devo pagarle da bere dopo quello che mi ha fatto?

VALERIA  Bisogna anche saper perdonare. La donna è una fragile canna sbattuta dal vento

ALESSANDRO Se era una canna doveva risparmiarsi di farsi ingorgare… invece lei ha scambiato il vento con i militari

VALERIA  Sono disposta a riparare, Poldo!

ALESSANDRO Vuole diminuirmi ancora l'affìtto? Non pago più l'affìtto nella case comprate con i miei soldi

VALERIA  Sono disposta a offrirti nuovamente la mia mano, a tornare tua una seconda volta

ALESSANDRO  Mi sparo nell'altro orecchio, piuttosto

PEDERZOLLI  Sia ragionevole, Marchese! Donna Valeria cerca la strada della riparazione

VALERIA  E lui abbassa la stanga per chiudermela

BOGANI  Se fa chiamare l'Anas forse gliela riapre

PEDERZOLLI Signor Bogani, non scherziamo e lasciamo perdere l'Anas: certo che queste non sono le soluzioni amichevoli di cui parlava il suo avvocato

ALESSANDRO    Bene, che si rivolga al mio avvocato: quello che fa lui è ben fatto

BOGANI  Parla fin troppo bene

PEDERZOLLI   E lei, donna Valeria, permetta che noi assumiamo la sua difesa. Si rimetta a quello che decide il nostro segretario che è dottore in giurisprudenza

VALERIA  Facciano loro! Io ormai sono come una navicella in mezzo ai flutti

BOGANI   Una navicella sì, ma di legno vecchio

NINO    Sentiamo che cosa dice la parte lesa

GATTINARA     La parte lesa si limita a prospettare i fatti nella loro nudità. E' inutile pensare di rivivere il passato. Il Marchese ormai per lei non può essere che un lontano ricordo sanguinoso. Bisogna pensare al mio cliente che oggi è ridotto ad essere un Ghiringhelli qualunque. Bisogna pensare,ai danni enormi che questo Ghiringhelli ha dovuto subire per colpa sua. Danni pecuniari per pagamento di funerali e tasse di successione, per spese inerenti alla reincarnazione sostenute penosamente, per quasi un trentennio, dal danneggiato che non poteva attingere alle cessate rendite patrimoniali. Danni alla salute per l'infermità permanente che gli è rimasta nell'orecchio per via della palla di Gavirate

ALESSANDRO  Ecco qua! (leva dall'orecchio destro un batuffolo di cotone, lo mostra e lo ricolloca)

GATTINARA     Danni morali per l'onta e il ridicolo della cornificazione in grande stile perpetrata durante le manovre campali del 63. Danni sociali derivanti dalla perdita della corona Marchionale e del titolo relativo

ALESSANDRO   Ecco: è quello che mi da più fastidio!

GATTINARA      Tutti fatti cedesti che debbono gravare come un macigno sulla coscienza della convenuta. Ora come riparare a tanta jattura senza invocare i rigori della legge? L'idea di un duplicato del matrimonio è da escludersi assolutamente. Esso sarebbe un ripiego sterile e tardivo.

BOGANI   La stupidata è che gli ha fatto perdere la coincidenza

GATTINARA   Il mio cliente ha pur diritto ad avere dei discendenti

CLARA    E' il mio sogno...

GATTINARA     Auguri, signora! E per questa delicata bisogna deve rivolgersi ad altre donne perche lei, donna Valeria, ormai è un ramo secco, un cratere spento...

VALERIA   Ma il cuore è sempre giovane

GATTINARA Ma per quanto giovane, il cuore non è in grado di sostituire altri visceri pensionati o scomparsi. Ora, se da un lato dobbiamo preoccuparci di questo impedimento funzionale, dobbiamo dall'altro riconoscere alla Marchesa il diritto di dar libero sfogo alla sua esuberanza affettiva

PEDERZOLLI Parole d'oro le sue, avvocato

NINO    Parla come un libro stampato

BOGANI   Si vede che non è un bla-bla dei soliti

GATTINARA     Io offro alla signora la possibilità di cancellare con un tratto di penna un triste passato, di dissipare per sempre le nebbie funeste dei rancori, di riavere, se non il corpo, l'anima innamorata del suo Poldo...

VALERIA   Ma in che maniera, avvocato?

GATTINARA     Con un regolare atto di donazione che faccia rientrare nella famiglia della Marchesa Bastianelli il mio cliente in qualità di figlio e lo riammetta al pieno godimento delle avite ricchezze, senza pericolo di ulteriori gravami fiscali. E così, cancellata ogni colpa col perdono, cessato il tormento dei rimorsi, ritorneranno la pace e l'armonia e la nuova famiglia risorgerà come fa la vite che, per la sapiente potatura del vignaiolo, si libera dai seccumi, emette nuovi tralci, si veste di pampini, si corona di grappoli rutilanti al sole d'ottobre e prepara vini squisiti alle nostre mense!

BOGANI   Bravo signor avvocato ( applausi generali)

NINO    E’ grande quest'uomo

PEDERZOLLI   Aggiungere parole a quelle dell'avvocato Gattinara sarebbe profanare un'opera d'arte. Lei, Marchesa accetta?

VALERIA   Più che volentieri! Basta che il mio Poldo mi perdoni

CLARA    Le ha già perdonato, vero Marchese?

ALESSANDRO (vivamente commosso) Perché non dovrei perdonarle? Per me il dispiacere è stato di più per la perdita del titolo che non altro. Del resto anch'io ho avuto i miei torti e spero che donna  Valerla me li perdoni

VALERIA   (abbracciandolo) Ah! Poldo! Come sei buono. Sei ancora quello di Gavirate, tale e quale. Giurami che non ti ammazzerai più

ALESSANDRO    No, no, non mi ammazzo più. Perche ho capito che il mio fisico non sopporta il suicidio

PAOLINA (entrando) Ecco la carta bollata, avvocato

GATTINARA      Brava figliola! Di già che abbiamo sotto mano un foglio di carta bollata disoccupato, potremmo passare nel mio studio a mettere giù due righe di impegnativa, in attesa di perfezionare l'atto, appena esperite le pratiche necessario. Va bene, Marchesa?

VALERIA   Come crede

GATTINARA     E loro seguiranno come testimoni

PEDERZOLLI   Ci teniamo ad assistere fino all'ultimo al nostro trionfo…  alla vittoria del Circolo

BOGANI   Quale circolo? Quello della Lux perpetua o quello del (gesto significativo) Gattinara?

GATTINARA     Allora ci preceda, signora Marchesa

NINO    Signora Clara  permette? ( le offre il braccio)

PEDERZOLLI      Sempre compito il nostro segretario, prego Marchese! (Alessandro esce impettito, in atteggiamento napoleonico)

BOGANI  (a Paolina)  Allora ha capito, eh? Bovisa undici (via)

Scena Ultima

( PAOLINA e ALESSANDRO)

PAOLINA (dopo aver assistito con doloroso stupore alla fine della scena precedente, si abbatte singhiozzando sulla tavola di mezzo)

ALESSANDRO (rientrando veloce) II contratto, il contratto dove è andato a cacciarsi il contratto...? Ma cosa ti è successo, Paolina?

PAOLINA (sempre tra le lagrime) Ma sì! Sono trattata come un cane in questa casa! Perche non mi hai mai detto che eri un Marchese?

ALESSANDRO L'ho saputo stamattina

PAOLINA  E che la padrona di casa era tua moglie?

ALESSANDRO  Era, mia moglie, adesso è mia mamma

PAOLINA  Ma in che maniera?

ALESSANDRO E' stato l'avvocato a promuoverla sul campo per anzianità

PAOLINA  Io non ci capisco più niente

ALESSANDRO  Ti spiegherò dopo... (Paolina batte i piedi con impazienza) E' andata così. Io una volta ero il Marchese Bastianelli, il Poldo, insomma, dopo sono morto, mi sono incarnato come un'unghia e sono tornato a nascere sotto il nome di Alessandro Ghiringhelli

PAOLINA  Come un'unghia? Chissà che dolore!

ALESSANDRO  No, niente, a regola

PAOLINA  E adesso?

ALESSANDRO   E adesso son qui ancora con la mia Paolina (l'abbraccia, slacciandole il grembiule)

PAOLINA   Come una volta?

ALESSANDRO  Meglio d'una volta (butta lontano il grembiule)

PAOLINA   Cosa fai?

ALESSANDRO  Con il grembiule mi sembri una donna di servizio

PAOLINA  ( che ha capito il valore del gesto) Ah! Dimmi che è vero. Alessandro!

ALESSANDRO  Sì, ti sposo, e subito. Non voglio che il mio primo figlio nasca settimino

PAOLINA   Come sono felice

ALESSANDRO (commosso) Ed io poco, eh! Voglio telegrafare alla mia zia Romilda di venire qui a Milano...

PAOLINA  Ci ho già pensato io!

ALESSANDRO    Ah! Furbacchiona! Eri d'accordo con l'avvocato, eh! Che ladra che sei! Che ladra!

PAOLINA (con ironia) Ho imparato da te! Marchese!

                      FINE

Note specificative sui personaggi de  L’ANIMA  TRAVASATA

La Marchesa Valeria Bastianelli – cinquantacinque anni. Aspetto matronale. Veste con severa eleganza. E’ un personaggio che passa attraverso la commedia trascinandosi dietro il pondo di rimorsi assillanti misti a vaghe paure e a ricordi di lontane peripezie militaresche

Alessandro Ghiringhelli – tipo classico del bottegaio milanese. Avido, spilorcio, con un fondo di arguzia e di bontà. Berretto di stoffa con visiera, giacca di tela da lavoro, ciabatte di panno scuro. Al terzo atto reca, bene in evidenza, un batuffolo di cotone nel meato dell’orecchio destro.

Prof. Ulisse Pederzolli – supera la cinquantina. E’ un tipo di apostolo e di profeta di quarta classe. Barba nera alla nazzarena, testa calva sul vertice e coronata da capelli spioventi che cominciano ad incanutire. Veste di nero decorosamente alla foggia dei Pastori protestanti. Ha l’aria spiritata per evidenti ragioni professionali.

Clara, sua moglie – bella signora di ventisette anni. Peccatrice a fondo mistico ed esoterico. Veste di scuro con eleganza.

Nino Simonetta – bel giovane scettico che ha trovato nel Circolo “lux perpetua” un terreno adatto all’esercizio del suo elegante libertinaggio.

Il signor Bogani – supera la sessantina. Corpo greve e pingue. Veste alla buona di grigio sporco. Brache ampie e flosce che gli danno l’aspetto di un elefante che si rizza sulle gambe posteriori. E’ assillato in permanenza dal bisogno di amori ancillari.

Toni – quarant’anni. È un po’ corto di cervello ma in compenso molto devoto al padrone.

Paolina – bella figliola di ventidue anni. È l’amante del padrone che sa dominare ora con le moine, ora con gesti di violenza. Porta un grembiule da lavoro.

Eulalia Piccanelli – tipo di istero-epilettica con numerose tare psicopatiche. Veste di scuro, dimessamente. Venticinque anni.

Avv. Quintino Gattinara – circa sessant’anni. Faccia arguta, naso rosso, occhi furbi, baffi e pizzo biondastro sempre bagnati di vino. Paltorello color vino bianco, cardano duro dello stesso colore, pantaloni color marsala torbido. Al collo porta una sciarpa di lana a righe che gli dondola sul petto. Busta di cuoio al terzo atto.

Palmira Manzetti – quarantotto anni. Tipo di suffragetta esasperata. Veste in modo stravagante, parla con tono concitato e gesticola abbondantemente.

Zazà – scemetto effeminato. Ha venticinque anni ma ne dimostra diciassette per infantilismo dovuto a insufficienza epifisaria.

La portinaia – delle solite.

ATTO PRIMO - La scena rappresenta la sala delle adunanze del Circolo Spiritico «Lux Per-

 petua». Il locale è tutto dipinto di nero azzurrognolo, costellato di fiammelle d'argento. Sulla parete di fondo, al di sopra della comune, a grandi caratteri chiari la scritta: «LUX PERPETUA». A sinistra una porta che comunica coll'abitazione del Presidente Prof. Pederzolli. Pure a sinistra uno scrittojo ingombro di carte. Nel mezzo è collocata una tavola coperta da un tappeto nero. Sulla tavola una lampada elettrica portatile, carta di grande

formato e matite. Sulle pareti disadorne qualche ritratto di spiritista o di filosofo celebre; su quella di fondo è appeso, bene in vista un manifesto  a stampa colla scritta: «La voce del trapassato - Rivista quindicinale di spiritismo, occultismo e psicologia - abbonamento per l'Italia e Colonie L.  30= Estero il doppio». Addossata alla parete di fondo, verso destra, c'è

una sedia collocata in disparte perché inservibile. All'alzarsi del velario la  scena è completamente buja.

ATTO SECONDO E TERZO - La scena rappresenta il retrobottega della Drogheria Ghiringhelli. Sulla parete di fondo s'aprono due porte. Quella di sinistra conduce nel negozio

Che si intravvede attraverso i vetri di cui è munita. L'altra porta di destra, pure  a vetri, ma più ampia, dà sul cortile. Nel mezzo una tavola sulla quale  iI  droghiere consuma i suoi pasti. Qualche sedia e una poltrona. Addossato  alla parete di destra un buffet che accoglie vasellami, bottiglie e commestibili.  Casse,   barili,   damigiane,  sparsi un po' da  ogni parte a ridosso  delle pareti decorate con sgargianti cartelli réclame di coloniali o prodotti vari  inerenti al commercio del proprietario. Dal soffitto pendono collane di spugne, mazzi di pennelli, funi, ecc. ecc. All'alzarsi del velario, nel secondo atto, Alessandro siede presso la tavola di mezzo leggendo il «Sole».

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