L’anniversario

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ridotto marzo. 2009/ok

L'ANNIVERSARIO

atto unico di

Mario Fratti

Le persone:

IL "PADRE"- Un bell'uomo di cinquant'anni.

LA "FIGLIA"Non gli somiglia affatto; ventenne.

IL SERVO-Corretto e preciso; trentenne.

Il "Padre"osserva attraverso un televisore a circuito interno l'arri­vo della "Figlia ".

Il Servo apre la porta, s'inchina; prende la valigetta e la depone in un angolo; aiuta la "figlia"a togliersi il cappotto. Non si scam­biano una parola.

Il "Padre"si guarda nello specchio, sorride largamente per con­trollare la bianchezza dei denti, si pettina, va incontro alla "Figlia".

PADRE ( a braccia aperte)- Amor mio!

FIGLIA (dopo un attimo d'incertezza) -Papà! (Lungo abbraccio. Si osservano con curiosità, studiandosi. Come se fosse la prima volta che s'incontrano).

PADRE-Ben tornata, mia cara. (La "Figlia" si guarda dattorno mentre il Servo aggiunge gli ultimi tocchi alla tavola imbandita). Tutto uguale. Come l'anno scorso. Ogni dettaglio, così come l'hai lasciato l'ultima volta. (La" Figlia"osserva gli oggetti con curiosità. Sembra non riconoscerli). La stessa poltrona. Ti sedesti qui; eri stanca. Lo stesso specchio. Ti ammirasti qui. Ed io ero alle tue spalle,così. Dissi anche-ricordo-: " facciamo una bella coppia, no? Se non fossimo padre e figlia..."(Si fissano intensamente, stu­diandosi). Ricordi?

FIGLIA: Ricordo.

PADRE: Siedi qui, amore. Peter ci servirà subito. Ricordi Peter? ("Figlia"e Servo si scambiano uno sguardo. Un pallido sorriso di convenienza).

FIGLIA-Lo ricordo.

PADRE-Sempre fedele. Senza di lui l'anniversario sarebbe incom­pleto. Impossibile. (Il Servo sorride brevemente, a bocca chiusa, e continua a lavorare).

PADRE- Il rito del ritorno, ogni anno, alla stessa ora. Puntuale e precisa, varchi quella soglia, mentre io attendo col cuore gonfio d'e­mozione e d'amore. (L'abbraccio di nuovo stringendola a sé con amore).Grazie. (Siedono in silenzio alle due estremità della tavola. Il Servo offre loro due aperitivi differenti. Conosce i loro gusti. Forse è vero che i tre si conoscono).

PADRE- (sollevando il bicchiere) - Alla tua bellezza!

FIGLIA- All'anniversario. (Bevono. Si fissano, studiandosi).

PADRE- Mi sei mancata. Dodici lunghi mesi. Un'eternità. Che hai fatto in quell'eternità?

FIGLIA- Ho viaggiato.

PADRE- Dove?

FIGLIA (vaga) California, Florida.

PADRE- Sola?

FIGLIA- Sola. (Un silenzio. Il "Padre"la fissa. La "Figlia"evita lo sguardo. Il Servo comincia a servire).

PADRE (dopo aver piluccato)-.. .Non ti annoiavi, sola?

FIGLIA: No.

PADRE- Come passavi le tue ore?

FIGLIA- Nuotando, passeggiando, leggendo.

PADRE- Che tipo di libri?

FIGLIA- Simone De Beauvoir, Ana'is Nin, Kate Millet, Germaine Greer.

PADRE- Quelle.

FIGLIA- Quelle.

PADRE- Ti hanno insegnato ad odiare gli uomini?

FIGLIA- No. A capirli.

PADRE- Che hai capito?

FIGLIA- Molte cose.

PADRE- Per esempio?

FIGLIA- L'ideale per loro è averti lì, viva, pronta e palpitante, solo quando ne han voglia. Una volta alla settimana.

PADRE: Non è vero.

FIGLIA: È vero.

PADRE- Io, io la desideravo ogni sera tua madre.

FIGLIA (vagamente ironica)- "Desideravi".

PADRE- Era lei a non volermi. (Un silenzio. La "Figlia"sorride pallidamente, misteriosamente). Lo sapevi?

FIGLIA- No.

PADRE- Ti ha detto il perché?

FIGLIA- No.

PADRE- Mai?

FIGLIA- Mai.

PADRE- Giuralo.

FIGLIA (pronta e sincera; sollevando la mano destra)- Lo giuro. Non abbiamo parlato di te. Mai.( Un silenzio. Mangiano ignorando l'andirivieni del Servo).

PADRE- Perché, perché hai scelto quei libri come lettura? Vuoi imparare, imparare a capire gli uomini di più?

FIGLIA- Anche per quello.

PADRE- Che altro hai scoperto?

FIGLIA- Che gli uomini hanno fondamentalmente paura delle donne.

PADRE- Non il sottoscritto.

FIGLIA- Che han più complessi di noi.

PADRE- Complessi?

FIGLIA- Son più infedeli delle donne.più vanitosi.più egoisti.

PADRE- Vedi? Lo sapevo che quei libri ti avrebbero avvelenata!

FIGLIA- Preferiresti che ti dicessi che.sono degli angeli, fedeli ed appassionati, migliori di noi donne? PADRE- No.. .La verità, solo la verità.

FIGLIA- Quale?

PADRE- Siete come noi (lentamente, accusandola) infedeli come noi...volubili come noi...umane...da "homo-hominis"- umane-come noi (improvvisamente)Con chi vivi adesso? (un silenzio) Lo stesso dello scorso anno?

FIGLIA- No.

PADRE- Chi è? FIGLIA- Non lo conosci.

PADRE- Il tipo che, di tanto in tanto, ti spedisce in California- o in Florida- sola. Perché?

FIGLIA- Confuso, egoista, complessato.

PADRE- In che senso?

FIGLIA- Ha paura di una presenza femminile.

PADRE- La tua. FIGLIA- La mia. Altre.

PADRE- Ci sono altre, nella sua vita?

FIGLIA- Non credo.

PADRE- Ci sono state, prima di te?

FIGLIA- È possibile. Tentativi. Gli uomini tentano sempre.

PADRE- Anche le donne.

FIGLIA- Naturalmente.

PADRE- "Naturalmente". È la natura a farci agire come agiamo. Non avevi bisogno di quei libri per scoprire che è.egoista pieno di complessi.

FIGLIA- Quei libri hanno confermato le mie esperienze.

PADRE- "Esperienze". Hai avuto molti.amici quando eri sola in quelle spiagge?

FIGLIA- No. Non credo in amicizie occasionali. Danno agli uomini argomenti contro di noi.

PADRE (interessato)- Una tesi interessante."Non bere quando hai il distintivo del tuo partito. Potrebbero credere che i repubblicani sian tutti ubriaconi".

FIGLIA- O prostitute.

PADRE- Vedo con piacere che sei un appassionata femminista. Bene. (la osserva con occhi da innamorato) Un anno in bianco, quindi.

FIGLIA- In bianco.

PADRE- Quasi pura.

FIGLIA- Pura.

PADRE- Solo.solo uno.quello che ti spedisce in California.

FIGLIA- Nemmeno lui.

PADRE- Nemmeno la prima volta, quando l hai incontrato?

FIGLIA (fissando il padre e studiandolo)- No. aveva il distintivo ed era ubriaco.

PADRE- E quando s è svegliato, al mattino?

FIGLIA- S è sorpreso di vedermi nel suo letto. Non ricordava d avermi invitata a restarci. "Per sempre"-, fra i fumi del vino. PADRE- E dopo, durante l anno?

FIGLIA- Ho atteso. Profumata e sentimentale. Vibrante ed appas­sionata. Vulnerabile. Niente. (Il "Padre"appare sollevato e felice. Sta ricevendo delle buone notizie. Mangia con appetito)

PADRE- Credi che sia.invertito?

FIGLIA- Non attivamente. (lo fissa) Ha paura di fare il gran salto. Ha paura di tutto.

PADRE- Ed altri.Amici suoi.Non ti ha presentata ad altri?

FIGLIA- No. È anche geloso. Geloso degli altri. Quelli che valgono più di lui. Anche se posseggono meno di lui.

PADRE- In dodici mesi, quindi, nemmeno un.?

FIGLIA (confermando)- Nessuno.

PADRE (felice)- La mia bambina, pura ed innocente. Immacolata da quando ti baciai la fronte, l anno scorso, dopo un delizioso tenero anniversario.

FIGLIA- Proprio così, papà.( lo fissa) Come mi hai sempre voluta. Pura ed innocente.

PADRE- Son contento.Non so perché ma son contento.Tutti i genitori ragionano così, mi han detto."Naturalmente".È natura.

FIGLIA- Egoisti. Uomini.

PADRE- Lo scorso anno, invece.Ricordi quel che mi dicesti lo scorso anno?

FIGLIA- No.

PADRE- Il viaggio in Europa.L amante italiano.

FIGLIA- Il passato è passato.

PADRE- Quello tedesco.

FIGLIA- (nervosamente) Non ricordo, papà. Parliamo di te. Che hai fatto in questi ultimi mesi?

PADRE- Conosci la mia vita. Ufficio, banca, sempre solo.

FIGLIA- Sempre?

PADRE- Quasi.

FIGLIA- La "desideravi"ogni notte, hai detto.

PADRE- Quando l'amavo, si. Solo se si ama si desidera sul serio, intensamente. (un silenzio; "Figlia"mangia; "Padre"la studia con curiosità).

PADRE- Non sei d'accordo?

FIGLIA- Sì e no. Siam tutti differenti.

PADRE- Tu, potresti amare senza amore?

FIGLIA- Cioè?

PADRE- Sesso. Solo sesso.

FIGLIA- Preferirei di no ma teoreticamente.

PADRE- Teoreticamente?

FIGLIA- Sei un bell'uomo papa. Ci saran state cento donne nella tua vita. Le hai amate tutte?

PADRE- Meno di cento. Le ho amate tutte.

FIGLIA- Congratulazioni!

PADRE- E tu?

FIGLIA- Papà.

PADRE- Perché non vuoi parlarne?

FIGLIA- Si parla d'altro con i padri.

PADRE- Perciò c'è tanta incomprensione nel mondo. E tanto dolore. Perché si parla d'altro. Fuggisti di casa, forse, perché non trovammo il tempo di parlarci più a lungo.

FIGLIA- Amore. Si crede di essere innamorate e.non si vuol par­lare. Si vuol "sentire".

PADRE- "Sentisti"per lui?

FIGLIA- Sì.

PADRE- Non una lettera, non una cartolina, un cenno. Perché non ti facesti viva?

FIGLIA (nervosamente, vaga)- Credevo che non mi avresti perdo­nata. Molti padri non perdonano.

PADRE- Io, io ti amavo disperatamente. La mia unica figlia. (improvvisamente) Perché mi hai tradito? (la "Figlia"è confusa; il Servo è ora dietro al "Padre"; con cenni ben definiti incoraggia la figlia a rispondere; c'è chiaramente un'intesa fra di loro).

FIGLIA- .Io.non volevo. Non mi parlavi, allora. Non ti conoscevo.

PADRE- E adesso?

FIGLIA- Un po'meglio.Ti stai confidando. Dici di amarmi "disperatamente".Non me l'avevi mai detto, prima, mai.

PADRE (ferito, scattando in piedi)- Mai? (andando verso di lei) Te lo ripetevo cento volte al giorno!

FIGLIA (confusa ed intimidita)- Non ricordo.

PADRE-Non ricordi? (avanza verso di lei) Tua madre, perché m' ha lasciato tua madre? (accusandola) Perché dedicavo troppo tempo a te! (È aggressivo, nervoso, forse pericoloso; il Servo risolve la situ­azione riempendogli il bicchiere, muovendo la sedia; invitandolo praticamente a sedere. Il "Padre"è indeciso. Si calma e va di nuo­vo, lentamente, all'altra estremità della tavola. Un silenzio).

PADRE (sedendosi di nuovo)- Scusa...scusami...Ma sentirmi dire che t'ignoravo.È falso, assolutamente falso!...Ti portavo dapper­tutto, lo sai.Dappertutto.

FIGLIA (con curiosità) Dove? (un silenzio; si fissano).

PADRE—A teatro, sempre...E ti tenevo la mano, ricordi?...Al par­co, ogni domenica.E ti compravo sempre tutto ciò che volevi.Al mare, durante le mie vacanze.E t'insegnai a nuotare.   (un silen­zio; si studiano) Sai nuotare?

FIGLIA (dopo un momento d'incertezza)-Sì.

PADRE- I tuffi in piscina, te li ricordi? (La "Figlia"incerta, annuisce; si studiano; qualcuno sta mentendo)...Diventasti più bra­va di me in poche settimane.Hai imparato nuovi tuffi?

FIGLIA- No.

PADRE (fissandola)- Eri sempre così attiva, intraprendente, piena d'iniziativa, curiosità.Sei ancora così, col desiderio dell'avventura a tutti i costi?

FIGLIA- A tutti i costi, no. non sono mai stata così.

PADRE- Ti perdesti nel bosco, quella domenica, ricordi? Volevi dimostrarmi di aver senso della direzione.Dovemmo organizzare una battuta di caccia, con cani e poliziotti, per trovarti. Ricordi?

FIGLIA (incerta e confusa)- No.

PADRE- No? Ti trovammo piangente, sotto una quercia.Il vestito strappato ed infangato. Affamata. Assetata. Pentita. (un silenzio; la studia; lei evita il suo sguardo) Mi baciasti la mano, umilmente. (un silenzio; continua a fissarla sperando che sollevi lo sguardo).

PADRE- Pentita ed umile come oggi.(spera in una reazione; la "Figlia"solleva finalmente lo sguardo e lo fissa; c'è forse sfida nei suoi occhi).

PADRE- Avevi dodici anni.Si ricorda sempre quello che succede a quell'età.

FIGLIA- Io no. Le cancello sempre dalla memoria le cose spi­acevoli.

PADRE- Anche il primo uomo, quello che ti strappò a me? Gli altri.

FIGLIA (interrompendo)- Tutto e tutti. Io rinasco ogni compleanno. È la mia maniera di vivere. La mia unica speranza di sopravvivere.

PADRE- Speranza ...Almeno quella, quella non l'ho perduta mai.La speranza che tu tornassi.di nuovo, forse per sempre. (il Servo ha portato un nuovo piatto; "Figlia"lo osserva; non le piace; lo respinge)

PADRE (sorpresissimo) È coniglio con castagne. Il tuo piatto preferito!

FIGLIA (sorpresa ed incerta) - Non ho.non ho più appetito.

PADRE- L'ho ordinato per te, tutto per te.(indicando) Stessi fiori, stesse portate...Tutto per te...Giorno nostro,speciale...L'unico giorno in cui io speri ancora, nella vita, nel futuro, in noi.(il Servo le mette di nuovo il piatto sotto agli occhi; la fissa con rimprovero; la costringe, praticamente, ad accettarlo; "Figlia"pilucca con rilut­tanza).

PADRE: E ci son poi.vitello saltimbocca, misto alla livornese, involtini di ricotta, melanzane ripiene, zucchini.(il Servo li pone accanto alla "Figlia"uno dopo l'altro). FIGLIA- (a disagio) -Grazie.

PADRE- Come vedi ricordo perfettamente i tuoi gusti.

FIGLIA (tentando una battuta allegra) - I miei gusti per un anno!

PADRE- Due zollette di zucchero nel caffè.(il Servo eseguisce) Un goccio di latte, appena appena.(il Servo eseguisce) Torta di mandorle.(il Servo taglia una fetta e la mette alla destra della "Figlia") Gelato alla fragola.  (al Servo) Dopo.

FIGLIA- Grazie papà. Sei meravigliso.

PADRE- Tu, che ti ricordi di me?

FIGLIA - Vuoi farmi sentir colpevole?

PADRE- Prova.

FIGLIA- Affettuoso, generoso, paterno.

PADRE- Lo si può dir di tutti.

FIGLIA- Quasi tutti. Tu sei l'eccezione. Più generoso di tutti.

PADRE- Che altro?

FIGLIA (cercando)- Occupatissimo.Ma trovavi sempre un po'di tempo per me.

PADRE- Sempre.

FIGLIA- Elegante.Profumato.

PADRE- Che profumo uso? (la "Figlia"è assolutamente perduta; non lo sa; balbetta alla ricerca di un'idea) Me ne regalavi una boc­cetta ogni anno.fino all'anno in cui.l'ultima volta insieme. Che profumo?

FIGLIA- (cercando di ricordare) Aspetta.Aspetta.Credo.Mi sembra. (il Servo riesce ad infilare un biglietto che ha appena ver­gato sotto il tovagliolo della "Figlia"; il "Padre"non lo nota).

FIGLIA (leggendo senza che il" Padre" se ne accorga)-" Acqua di Selva".

PADRE (sorpreso e compiaciuto) Ti torna un po' di memoria. Con­gratulazioni! Che altro ti ricordi?

FIGLIA- Poco, papà, mi dispiace. Lo sai che sono stata sempre dis­tratta.

PADRE- Distratta (amaramente) Hai dimenticato l indirizzo, il numero di telefono..

FIGLIA- Non ho scritto, papà, per non riaprire le ferite. Quel primo uomo, nella mia vita, non ha mai scritto o telefonato. Preferisco così. Mi ha aiutato a dimenticarlo. Soffro meno.Volevo che anche tu soffrissi meno.

PADRE- Non hai mai sentito il bisogno di me, di un padre che ti consigliasse e proteggesse?

FIGLIA- Mille volte. Almeno mille.Avrei voluto averlo un padre...(è una confessione improvvisa; un errore; il "padre"la fis­sa; lei si corregge) Un padre accanto a me, nei momenti di dolore...

PADRE- Ero qui.

FIGLIA- Non lo sapevo. Non sapevo che.potevo contare su di te.

PADRE- E oggi, lo sai?

FIGLIA- Lo so.

PADRE- Lo dimenticherai più?

FIGLIA- Mai più. ( "Figlia "fissa il Servo che è di nuovo dietro al "Padre"; come se attendesse un suggerimento; il Servo la incorag­gia a continuare). Io, in verità.è come se non l avessi avuto un padre.

PADRE- Come sarebbe a dire?

FIGLIA- Ho lasciato casa troppo presto.A sedici anni.È allora che si ha bisogno di un consigliere, un amico, un padre.

PADRE- T ho amata e consigliata a sei, otto, dieci, dodici anni. Sempre! Ho risposto a tutte le tue domande. T ho perfino regalato una fotografia del "David"quando.quando volevi sapere come siam fatti, noi uomini.

FIGLIA (sorridendo, sorpresa; con curiosità) - Quanti anni avevo?

PADRE- Sei. Solo sei.

FIGLIA- E ti ho chiesto.?

PADRE- Di vedere, di mostrarti.

FIGLIA (divertita, sorridendo)- e tu?

PADRE- Rifiutai, naturalmente. Ma ti comprai un libro di anatomia. E delle fotografie di quadri, sculture.

FIGLIA- A sei anni.Se potessi tornare indietro, papa.Ti adorerei.

PADRE- Vuoi tornare indietro?

FIGLIA (sincera)- Sì papà. Come?

PADRE- Sei pronta?

FIGLIA- Prontissima.(Fa un cenno al Servo di spegnere le luci. Mette in azione un proiettore cinematografico. Si tratta di un film fatto in famiglia, da dilettanti. Il "Padre"può somigliare al" Padre ". La "Figlia "può essere completamente differente).

PADRE (a soggetto, a seconda delle scene)- ...vicino alla piscina, vedi.ci cadesti due volte.ti salvai io, rimettendoci un vestito nuo-vo.quella palla, la ricordo, enorme.non riuscivi ad abbracciar-la.guarda quanta tenerezza in quei bacetti..spontanei.non te li chiedevo mai.mi adoravi.il giardino.ballavi benissimo, guar­da..Volevi diventare ballerina.il primo tuffo.mica male, no? (etc. etc.a soggetto). (Il "Padre"siede alle spalle della "Figlia", vicinissimo; le parla nell'orecchio, con tenerezza).

(Il Servo sta osservando la coppia che ancora guarda il film, attra­verso lo stesso televisore a circuito interno usato dal "Padre"all'inizio. Il "Padre" non parla, ora. Sta accarezzando la "Figlia". Intimamente. Come se fosse un'amante. Le spalle, i fianchi, i seni. La "Figlia"continua a guardare il film ignorando completamente le azioni del "Padre. Il Servo osserva con estremo interesse. Non è sorpreso. È calmo e sicuro di sè. Controlla benissi­mo le sue reazioni. Il film continua a lungo. Diventa improvvisa­mente "audace". Una coppia nuda a letto. La "Figlia", imper­turbabile, continua ad osservare tutti i dettagli. Come se fosse ancora un film innocente. Il "Padre"non l'accarezza più. Invece di vedere il film che conosce probabilmente benissimo, studia la "Figlia"con curiosità mista ad ammirazione. Fine del film. L'incanto è rotto. Il Servo torna ad accendere la luce. Un silenzio."Padre"e "Figlia"sono a disagio. Cercano d'ignorare quanto è accaduto).

PADRE (tornando a sedersi e facendo il gesto al Servo di servire i gelati ed i liquori) -.Hai visto quanto amore c è in me.T ho ado-rato.Per me, per me eri tutto.Una figlia è tutto.Te stesso, più gentile, più bella, più vulnerabile.T amavo come me stesso, più di me stesso.Cento volte mi son detto:"affronterei il fuoco, per lei.se cadesse nell acqua mi getterei anche se non sapessi nuotare.".

PADRE- Istinto , amore.Desiderio di proteggere, adorare, sal-vare.E tu.Anche tu, l hai visto come mi amavi.A volte mi stringevi forte forte e mi baciavi.Mi si struggeva il cuore in quei momenti.Era amore vero il tuo, amore spontaneo.Mi baciavi sulle labbra.labbra stranamente umide, istintivamente sensuali-natura-, una bocca da amanti. stretta a me.teneramente, dol­cemente. tutta mia. Mi amavi, tesoro (improvvisamente) Perché mi hai tradito? (un silenzio; "figlia"resta col boccone a mezz'aria; non sa che dire)

FIGLIA (a disagio)- Tradito.in che senso?

PADRE- Fuggendo di casa, con un altro?

FIGLIA- Ho sbagliato, lo ammetto.Non avrei dovuto fuggire di casa.

PADRE- Non avresti dovuto baciare un altro.Più di me.Più inti­mamente di me.A lui.Con lui.(è turbatissimo, gelosissimo; si torce le mani; gli è difficile controllarsi) Se ci penso, ho voglia di morire.((un silenzio; "Figlia"lo guarda con pietà) (improvvisa­mente) Eri gelosa di tua madre?

FIGLIA- (sorpresissima) - Io?

PADRE- Alcune figlie, molte figlie son gelose delle loro madri. Sanno.Spiano.Son curiose.Quante volte sei entrata in camera nostra, la mattina presto, per spiarci.Per spiare le nostre azioni o il nostro risveglio.Una volta entrasti e .mi vedesti nudo, ancora addormentato.-me lo confidasti in un orecchio, arrossendo-.Ricordi?

FIGLIA- Ricordo.

PADRE- Era vero?

FIGLIA (vaga) -Era vero, si.

PADRE- Che impressione ne avesti?

FIGLIA- Che vuoi dire?

PADRE- Negativa, positiva.L uomo non è bello quando è nudo, se è addormentato.Ricordi la tua prima impressione?...Paura, sor­presa, ripugnanza.

FIGLIA (improvvisando)-.   Sorpresa. Il "David"è differente.

PADRE- Lo son sempre, le statue.Fuggisti di casa perché son meno bello del "David"?

FIGLIA- Papà...

PADRE- Sì o no?

FIGLIA- No.

PADRE- Perché allora? Perché riappari solo al tuo compleanno? Dove vivi?

FIGLIA- Fuggii perché ero innamorata di quel giovane.Son qui solo per il mio compleanno perché m inviti solo in questo giorno.

PADRE- Tua madre, la vedi spesso?

FIGLIA- No.Non la vedo.

PADRE- Quante volte all anno?

FIGLIA- Raramente.

PADRE- Quante?

FIGLIA- Due, tre volte.

PADRE- Tua madre è sempre stata gelosa di te, follemente (" Figlia"si sente fissata e studiata; non sa che dire) Sem­pre...Quando   litigavamo,   lo   sai   perché   litigavamo?

FIGLIA- No.

PADRE- Per colpa tua. Diceva che da quando sei nata tu la trascu-ravo.È vero, in un certo senso.Una madre, una madre non è più un amante.Non più ("Figlia"lo fissa con curiosità). Amanti? Pensi che io abbia preso amanti quando ho cominciato ad ignorare tua madre? No, mai.Prima sì. Prima che tu nascessi. Dopo no. Mai.("Figlia"gli sorride con gratitudine. È un compli­mento).

PADRE- Tu cambiasti la mia vita. Quei petali rosa, quelle manine. Ero delirante dalla gioia. Gli altri, molti padre preferiscono un figlio, per lasciar loro lo scettro, il potere, il denaro accumulato.Io no, io volevo una figlia.Che crescesse in maniera speciale, unica.Bella, intelligente, regale, pura.Pura, la volevo, mia figlia. (bruscamente) Quanti amanti hai avuti, dopo, dopo il seduttore?

FIGLIA (sorpresa e confusa) - Due, solo due.

PADRE- Due errori, di nuovo, altri errori.Un uomo perfetto, l'uo­mo per te non esiste.

FIGLIA (rassegnata)- Non esiste.

PADRE( con speranza) - Te ne sei resa conto?

FIGLIA- Sì. (si fissano; "Figlia"è a disagio; le domande comin­ciano ad essere difficili).

PADRE- Tua madre, lo sapeva che saresti fuggita con.?

FIGLIA- No.

PADRE- Come fece a trovarti? Chi le dette l'indirizzo? ("Figlia"è confusa; fissa il Servo chiedendo consiglio ed aiuto; il Servo l'in­coraggia a continuare).

FIGLIA- Non so.Me la ritrovai lì, alla porta.

PADRE- (con morbosa gelosia)- Eri in letto? In letto con lui?

FIGLIA- No.Lui era fuori, uscito.

PADRE- Che ti disse?

FIGLIA- Di tornare a casa.

PADRE- Ti parlò di me? Del mio dolore?

FIGLIA- Sì. Disse che dovevo tornare anche per te. Eri.Eri preoc­cupatissimo.

PADRE- "Preoccupatissimo"Disse solo così, quella vacca!

FIGLIA- O qualcosa di simile.

PADRE- Che altro ti disse?

FIGLIA (incerta, improvvisando)- Che ero troppo giovane, che era un grosso sbaglio.

PADRE- Di me, di me, che altro ti disse di me?

FIGLIA- Che.   mi aspettavi, che eri addolorato. ("Padre"la fissa di nuovo, a lungo; "Figlia"non sa che fare e abbassa gli occhi).

PADRE- Ti confidavi spesso in tua madre?

FIGLIA- A volte, sì.a volte.

PADRE- E lei?

FIGLIA- Anche lei, a volte.

PADRE- Quanti amanti ha avuto?

FIGLIA- Oh no! Quello, quello no. Non me ne ha mai parlato.

PADRE- Ma tu sapevi!

FIGLIA- Sapevo che cosa?

PADRE- Che ne aveva.

FIGLIA- No.

PADRE- Lo sospettavi?

FIGLIA- No, io non.

PADRE- Un sospetto, un minimo sospetto?

FIGLIA (confusa)- Un.un minimo.Si pensa sempre.

PADRE- Lo hai mai visto?

FIGLIA- Chi?

PADRE- Il suo amante? L'ultimo?

FIGLIA- No.

PADRE- Venne sola, al tuo "nido"?

FIGLIA- Sola.

PADRE- Giuralo!

FIGLIA- Lo giuro. ("Padre "si calma, sembra soddisfatto).

PADRE- (fissandola)- Ti credo.Sei una ragazza sincera.So che non sai mentire.Che preferiresti non mentire.  (La guarda con ammirazione e simpatia )È vero che preferiresti non mentire?

FIGLIA- È vero.

PADRE- Che ti senti meglio quando dici la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità?

FIGLIA- Sì.

PADRE- Parlami di tua madre.

FIGLIA (sorpresa e timorosa)-Mia madre? (fissa il Servo per otten­er consiglio).

PADRE- Tua madre.

FIGLIA- La mia, proprio la mia?

PADRE- La tua. (Il Servo annuisce; "Figlia"può finalmente parlare della sua vera madre).

FIGLIA (sollevata)- E va bene.La verità, tutta la verità.

PADRE- Tutta.

FIGLIA- Mia madre. Padre irlandese e madre ital-iana.Cattolica.Religiosissima.Una donna onesta fino all'inge­nuità...L'onestà in persona...A sedici anni voleva farsi suo-ra.Voleva dedicare tutte le sue energie ad alleviare le sofferenze del mondo.La sconsigliò mio padre, spiegandole che le sofferenze del mondo possono essere eliminate in altro modo.

PADRE- Come?

FIGLIA- Diventando una buona insegnante, una buona madre. ("Padre"sorride con compiacimento; è una risposta che lo soddis­fa) Ha insegnato per vent'anni in una scuola cattolica.Ero una del-lle sue scolare.Fu severissima con me.Perché mi amava. È morta l'anno scorso, di crepacuore.

PADRE (con interesse)- Crepacuore? Perché?

FIGLIA- La scomparsa di mio padre.Nessuno sa dove sia.

PADRE- Morto?

FIGLIA- ((incerta) Non credo.Era forse stanco della vita in questa città d'inferno. Ha voluto ricominciare in qualche tranquillo ango-letto di mondo.

PADRE- Parlami di lui.(la "Figlia"fissa il Servo che annuisce; può parlare anche di suo padre).

FIGLIA- Molto attivo, politicamente. Non aveva tempo per me.Non sapeva amare come sai amare tu.Tua figlia è fortunata.

("Padre"è improvvisamente nervoso; Servo lascia cadere un piat­to; è forse un rimprovero; non avrebbe dovuto nominare la figlia).

PADRE (ignorando il Servo e ricomponendosi) - Hai fratelli e sorelle?

FIGLIA- No.

PADRE- Vivi sola?

FIGLIA- Sola. ( un silenzio.il "Padre"riflette)

PADRE (con ammirazione) - Sola... bella.   giovane.   gentile. hai tutte le qualità di (si trattiene; evita di nominare sua figlia) Come ti chiami? ("Figlia" fissa nuovamente il Servo per doman­dargli se può rispondere a questa domanda; il volto del Servo è duro ed impenetrabile questa volta; deve decidere da sola).

FIGLIA- Mary Therese Keenan.

PADRE- Mary.un nome puro ed innocente.simbolo di una vergine. madre. Tua madre ha scelto il nome ideale per te.Quando sei nata?

FIGLIA (che non riesce a raggiungere gli occhi del Servo)- Il diciotto ottobre.

PADRE- Il segno della bilancia.Indecisa, romantica, sensuale. (si alza e va ad aprire una cassaforte; la lascia aperta; mette sul tavolo un cofanetto di gioielli). Apri. (la "Figlia" apre il cofanetto timida­mente; estrae con sorpresa dei magnifici gioielli; li ammira uno dopo l'laltro) Erano destinati a lei.il mio angelo.un dono della nonna.(indica la casa e tutto ciò che lo circonda) Per mia figlia.Tutto.Avevo lavorato per lei, costruito per lei, per la sua felicità. Forse Peter te l'ha detto. (con un nodo in gola; addolorato) Ha cominciato a prender droghe.È fuggita di casa.È scomparsa. (assaporando il nome) Mary.Mary.Io.io vivo solo, lo vedi, Io vorrei (è turbato e nervoso; sta per prendere un' importante decisione) Mi piaci, Mary.Vorrei.Potrei adottarti legalmente.C' è il documento qui pronto.Basta inserire il tuo nome- Mary Therese Keenan- (scrive il nome sul documento) . la mia firma. (firma il documento) . e la tua.(spinge il documento verso la "Figlia"che è sorpresa, incerta, immobile) Ti prego.(il Servo lascia cadere un altro piatto; "Padre"ne è seccato e lo guarda di traverso; "Figlia"ignora il Ser­vo questa volta; vuol decidere di testa sua) Io...Io ho bisogno di una donna che mi sia tutto.madre, sorella, figlia. amante (si fis­sano intensamente; è una proposta audace; la "Figlia"sta cercando di decider se l'offerta è seria; forse "Padre"è l'uomo ideale per lei. Il Servo interviene depositando la valigetta accanto alla "Figlia". "Padre"seccato) Che vuoi?

SERVO- Gli altri anni.

PADRE (interrompendo, reciso)- Quest'anno è differente! Mary è differente! (un silenzio; "Figlia"non osa guardare il Servo; il Servo si allontana ma lascia la valigetta accanto alla "Figlia". "Padre"inginocchiandosi accanto alla "Figlia"con amore) Una donna che sia tutto nella mia vita.Tutto.Mary, fammi felice.Ho solo pochi anni da vivere, ormai.Fammi felice restituendomi una figlia che sappia amare.Cancellando dalla mia vita l umiliazione di questi "anniversari"falsi e ipocriti.pieni di menzogne.una ridi­cola ed avvilente messa in scena. (con preghiera nella voce) Firma quella carta e resteremo insieme, per sempre.Padre e figlia.Forse amanti.Forse.Solo se lo vorrai.Domani.Fra un mese.Fra un anno. ("Figlia è incerta; l'offerta è allettante; è il Servo ad essere chiaramente contrario a questo accordo). FIGLIA (incerta)Lo hai offerto alle altre, nel passato? PADRE- (offeso, scattando in piedi) Mai! Domandalo a Peter. (lo fissano entrambi; la risposta del Servo è ambigua: un sorriso può essere interpretato come positivo o negativo) Parla, Peter. Dì la ver­ità. Ho mai offerto la mia vita, alle altre?

SERVO (ipocritamente) - La verità.Se vuole, se proprio vuole!

PADRE- La verità, sì. Le ho mai invitate a restare per sempre?

SERVO (ipocritamente) Ebbene.a restare,sì.

PADRE (furioso) Per la notte! Puttanelle scelte da te! Pagate per la notte! Ma questa volta.Ho mai offerto la mia vita, la mia casa, il mio futuro?

SERVO (vago)- No.(il Servo, usando il suo piede, spinge la valigetta verso la "Figlia"; più vicina, a portata di mano; la "Figlia"ignora l'azione).

PADRE (a "Figlia") Hai sentito? Mai, mai! Questo è un giorno spe­ciale nella mia vita! Nasci oggi, nella mia vita! Tu, tu, tu! Ricominci­amo oggi a vivere! Insieme.((mette il documento sotto gli occhi della "Figlia"; è evidente che la tentazione è troppo forte. Il Servo solleva la valigetta, la mette sulla tavola e si accinge ad aprirla). PADRE (furioso) Che fai? Che vuoi qui? Metti via quella valigia! ( il Servo è calmo ed imperturbabile; mostra una banconota da cento dollari).

SERVO- I cento dollari. Volevo pagarla. Come d accordo. (fa il gesto di mettere la banconota nella valigetta).

PADRE- Come osi, stupido! Sparisci! Non ho più bisogno di te! Fuori! (il Servo lo ignora; apre lentamente la valigetta ed estrae una rivoltella. "Figlia"non ne è sorpresa; "Padre"è sorpresissimo, terrorizzato; arretra con paura).

SERVO (lentamente, puntando la rivoltella) - Ti ho servito per anni. Schiavo e ruffiano. Abbiamo deciso, io e lei, di farla finita. Oggi. ("Padre"è sbalordito; non aveva mai sospettato che "Figlia" potesse essere la complice del Servo. Alla "Figlia"lentamente) Vuoi sparar tu, per darmi un ennesima prova del tuo amore? ("Figlia"non reagisce; è immobile; evidentemente non vuole sparare. "Padre "è sbigottito, incapace di pronunciar parola. Servo decide che tocca a lui sparare. Avanza, gli spara un colpo al cuore, a distanza ravvicinata. "Padre "cade. Servo control­la i battiti del cuore. "Padre"è morto. Servo, che indossa ancora i suoi guanti bianchi e non ha quindi lasciato impronte, mette con cura la rivoltella nella mano destra del "Padre". Il dito sul grilletto per simulare un suicidio. "Figlia "è ancora immobile ed assente; come se non avesse visto nulla. Servo, complimentandola) Brava Mary. Sei stata magnifica. Sei riuscita a fargli aprire la cassaforte col tuo "irresistibile"fascino. (Servo estrae dalla cassaforte numerosi pacchetti di banconote e li mette nella valigetta. Prende poi il cofanetto dei gioielli e lo mette accanto ai dollari) Sei pronta? Possi­amo andare adesso. ("Figlia"si alza lentamente e va a fissare il "Padre. S'inginocchia accanto al cadavere. Prima andiamo, meglio è. Che fai?

FIGLIA- Il dito non è più sul grilletto...Gli è sfuggito...(Si china a rimettere il dito sul grilletto; solleva la mano del morto e, facendo pressione sul suo dito, spara in direzione del Servo. Una, due, tre volte. Lo uccide. Lentamente, adagia la mano dell'"assassino". Prende il documento da firmare e va a sedersi al posto del "Padre". Nel suo trono. Firma. È la padrona di tutto adesso).


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