L’appuntamento

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Massimo Valori

L’APPUNTAMENTO

ATTO UNICO

Versione 1.01

Interpreti:

Un signore

Valentina

Daniele Ghiribelli

Il commissario

Un poliziotto


OPERA TUTELATA SIAE – TUTTI I DIRITTI RISERVATI


Valentina alla panchina)

Daniele.

Massimo Valori - L’appuntamento

Una panchina in scena, al centro.

SCENA 1. Il Signore, Daniele e Valentina


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Signore.(di mezza età, ben vestito, cappello, occhiali da sole; parlerà sempre molto pacato, lentamente, scandendo le parole; entra inscena da sinistra, circospetto; si guarda intorno, si attende l’arrivo di qualcuno; poi da sinistra vede arrivare le persone che aspettava d.d.; le osserva, le tiene d’occhio, ma senza farsi vedere da loro)

Daniele e Valentina.(entrano da sinistra in quest’ordine)

(giovane, elegante; è fidanzato con Valentina, ma non è di quei tipi romantici innamoratissimi della propria donna; conduce

Allora Vale mettiti qui, eh… Tanto io dovrei fare alla svelta, dieci minuti, un quarto d’ora al massimo.

Valentina.(stessa età di Daniele, elegante anche lei; ingioiellata, avrà un anello, due orecchini e un collier piuttosto vistosi e dapotersi togliere in fretta; ha una borsetta; sicura di sé e disinvolta, sarà molto provata da quel che viene a sapere nelle scene successive, ma senza esserne completamente sopraffatta; si siede) Daniele… Ma ci devi andare proprio ora?

Daniele.(si siede accanto a lei; la bacia su una guancia)Faccio prima che posso, promesso. Devo andare,sono già in ritardo.

Valentina.(annuisce)Ti aspetto.

Squilla il cellulare di Daniele.

Daniele.(estrae il cellulare e risponde; si alza)Pronto? Sì, sono io, sono Ghiribelli… Certamente, sono quivicino, sto arrivando, non si preoccupi… A fra poco. Buongiorno. (conclude la telefonata; a Valentina) Mi aspettano, vado.

Valentina. Mi prometti che fai alla svelta? Perché volevo anche andare…

Daniele. Vale, te l’ho detto, faccio prima che posso. Ciao.(esce a sinistra, prima che Valentina lo saluti)

Valentina. Ciao… Ciao.(è lievemente contrariata dal frettoloso congedo; breve pausa; estrarrà dalla borsetta il proprio cellularee si metterà a guardare i propri sms)


SCENA 2. Valentina e il Signore: l’approccio


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Signore.(smette l’aria circospetta; si va a sedere accanto a Valentina)

Valentina.(non si era avvista di lui; continua ad armeggiare al telefonino, voltando leggermente le spalle al Signore)

Signore.(guarda dalla sua parte)

Valentina.(se ne accorge, e gli volta ancor di più le spalle, per non mostrare il cellulare)

Signore.(distoglie lo sguardo da lei)

Valentina.(si rimette a sedere composta, lanciando qualche occhiata al Signore; continuerà ad armeggiare al telefonino per tutta lascena, e guarderà il Signore quel tanto che basta, interessandosi manifestamente più al cellulare che a lui)

Signore.(si sente osservato, si volta verso di lei)Buongiorno.

Valentina. Buongiorno.

Signore. Mi scusi se sono venuto a sedere qui, ma… Ho un appuntamento, per cui…

Valentina. Ha un appuntamento?

Signore. Esattamente.


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22 -  Valentina. Qui?

23 -  Signore. Precisamente qui, sì.

24 -  Valentina. Ah.

25 -  Signore. Spero di non rovinarle il pomeriggio.

26 -  Valentina. A me? No no, faccia pure.

27 -  Signore. Si tratta di un appuntamento di lavoro, per cui… Lei mi capisce…

28 -  Valentina. Di lavoro?

29 -  Signore. Già.

30 -  Valentina. Mah…

31 -  Signore. Qualcosa non va?

32 -  Valentina. No, è che… Mi scusi, ma… Chi può averle dato un appuntamento di lavoro… Qui?

33 -  Signore. Ah, nessuno.

34 -  Valentina. Nessuno?... Come nessuno, ma… Allora che appuntamento è?

35 -  Signore. Di lavoro, glie l’ho detto.

36 -  Valentina.(osserva il Signore; breve pausa; bada di nuovo al suo cellulare)

37 - Signore. Comunque non si preoccupi. Sarà un appuntamento breve. Ci metto poco ad espletareil mio compito. (pausa) Io sono bravo, sa?

38 -  Valentina.(sorride lievemente)

39 -  Signore. Non ci crede?

40 -  Valentina. Non riesco a immaginare di che lavoro si possa trattare.

41 - Signore. Ah, credo bene. Il mio è un lavoro unico nel suo genere. In Italia penso di essere il soloa fare questo mestiere.

42 -  Valentina.(guarda il Signore; cercherà di mostrarsi indifferente, ma sarà sempre più coinvolta dal dialogo)

43 -  Signore. L’ho incuriosita, eh?

44 -  Valentina.(distoglie lo sguardo da lui)Un po’.

SCENA 3. Valentina e il Signore: il mestiere del Signore

45 -  Signore. Potrei dirle… Vediamo… Che io mi occupo di… Eutanasia?

46 -  Valentina. Di che cosa?

47 -  Signore. Eutanasia.

48 -  Valentina.(da qui inizia a dialogare col Signore)È un medico?

49 -  Signore. No, no… Niente del genere.

50 -  Valentina. E allora come fa a…

51 - Signore. Vede… La gente di solito non apprezza molto il tipo di lavoro che faccio. Eppure, micreda, è una missione.

52 -  Valentina. Ma se ha a che fare con l’eutanasia… Insomma, c’è la vita di mezzo?


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53 - Signore. Ecco, esatto. La vita. È tutto qui, signorina. La vita. Per molti… La vita non è che unfardello pesante di cui non si ha il coraggio di liberarsi.


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Valentina.(intimorita)Ma lei…

Signore. Vede? Sempre così. Il mio mestiere sarebbe semplice da spiegare, però, vede cosasuccede? Come iniziamo a girare attorno al nocciolo… Anche lei, ha visto? Si è già messa sul chi vive.

Valentina. Ma scusi, lei sta dicendo…

Signore. Sto cercando di soddisfare una sua curiosità. Lei è curiosa ha detto, no?

Valentina. Ma …

Signore. È curiosa o no?

Valentina. A questo punto sì, sono curiosa.

Signore. È curiosa di sapere qual è il mio mestiere, giusto?

Valentina. E sì!

Signore. E questo le sto spiegando. Vuole che continui?

Valentina. Io ancora non capisco…(per tagliar corto)Sì, sì, voglio che continui.

Signore. Bene. Dunque. Parlando di eutanasia forse non mi sono spiegato abbastanzachiaramente. Allora potrei dirle che mi occupo di… (ride sommessamente) Scusi, signorina, non sto ridendo di lei. È che i gerundi sostantivati li trovo così ridicoli… Potrei dirle, dicevo, che mi occupo di… Suicidandi.

Valentina. Suicidandi?...

Signore. Sono buffi, vero?

Valentina. Allora lei è un poliziotto.

Signore. No, perché?

Valentina. Se si occupa dei casi di suicidio…

Signore. Per un suicidando ancora il suicidio non c’è stato, signorina, non è ancora il momentodel poliziotto. E comunque… Un suicidando quando ha fatto le cose perbene, per prima cosa ha bisogno del medico legale, e di tutto quel che segue. (ride c.s.) Mi scusi, so che non è bello ridere di queste cose.

Valentina. Allora è uno psicologo?

Signore. No, nemmeno.

Valentina. Un assistente sociale, qualcosa del genere?

Signore. Guardi, sarà più semplice se glielo spiego io, signorina. Ecco… Le figure professionaliche ha appena ricordato, se si trovano a che fare con un suicidando sul cornicione del settimo piano di un palazzo, gli parlano, cercano di dissuaderlo, di redimerlo… Io invece, se il suicidando

èun mio cliente, gli do l’ultima spintarella. Valentina. Come, lo… Lo butta di sotto?

Signore. Per ora non mi è mai capitato, ma…(gesto come per dire “sì, lo farei”)

Valentina. Ma lei è matto.


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79 - Signore.Ecco, anche questa è una cosa che succede sempre. Mi date tutti di matto. Creda, signorina, io sono fra gli uomini più savi che ci siano. Io non faccio altro che rispondere a un bisogno. Come si inizia un’attività commerciale? Si individua una domanda e si lavora per creare un’offerta che la soddisfi. Il matto, signorina, non sono io. È questo mondo, che è matto da legare, pazzo fino all’eccesso, tanto che vi sono coloro che non riescono a sopportarlo. Ma nonostante non lo sopportino, nonostante lo odino con tutti loro stessi, nonostante anelino di non farne più parte, non riescono a dire basta, non trovano il coraggio per tirarsi fuori. Eppure è tutto ciò che desiderano. Io mi occupo di questi individui. Do loro quel che vogliono.

80 -  Valentina. Ma gli individui di cui parla lei… Vogliono… Insomma, vogliono… Morire…

81 - Signore.Esattamente, signorina. Vogliono l’ultima spintarella, vogliono morire. E io li accontento.


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Valentina. Senta, qui i casi sono due. Se lei non è matto, è un assassino. Ma si rende conto?

Signore. Io rispondo a una domanda. Non “domanda” intesa come quesito, ma secondol’accezione economica, quella domanda che si contrappone all’offerta. Cioè, voglio dire…

Valentina. Ho capito, ho capito.

Signore. Ah, bene, mi scusi. Io, signorina, non dico a nessuno “suicidati”. Io offro i miei servizi.Sono gli altri a venire da me. E ne vengono, sapesse quanti ne vengono…

Valentina. Ma che cosa sta dicendo, ma mi vuol far credere che lei ammazza il prossimo…Così…

Signore. No, non “così". Innanzitutto ho il mio sistema. Io accetto una richiesta, e la accetto soloe soltanto dal diretto interessato. Non lavoro per terzi e non accetto commissioni da terzi, mai. E poi… Agisco, ma non subito. Così le spiego la ragione della mia presenza qui. Io lascio quel margine di sorpresa, di imprevedibilità. Mi imprimo nella mente la persona, mi informo su di lei e poi… La lascio vivere per un altro po’. Una settimana, un mese, un anno… Poi torno, ed eseguo il mio compito. Colpisco, ma non si sa quando.

Valentina. Li uccide?

Signore.(annuisce)Però mai a completamente a sorpresa, prima di agire mi faccio semprericonoscere, voglio essere ben sicuro che si rendano conto che sono davvero io. Lei mi capisce, non voglio che pensino che la loro dipartita sia frutto del caso, voglio che sappiano che si trattava di me, che hanno ben riposto la loro fiducia. In fondo pagano, per cui…

Valentina. Pagano?

Signore.(annuisce)Per tre buone ragioni, signorina. Innanzitutto io sono un professionista, sonounico nel mio genere, sono solerte, puntiglioso, preciso. Faccio bene il mio lavoro, ed è giusto che ne riceva un adeguato compenso. In secondo luogo, ci sono i rischi del mestiere. Perché, per varie ragioni che tralascerò di esaminare, quel che faccio è vietato dalla legge. Ragione di più per chiedere una contropartita.

Valentina. Incredibile.

Signore. E poi, il pagamento mi aiuta a distinguere quelli che veramente vogliono lasciare questavita da quelli che… Non sono proprio convinti. Quando uno trova i soldi e me li porta, vuol dire che è proprio deciso a farla finita.

Valentina. Ma la gente viene da lei e paga perché lei la ammazzi?

Signore. Mi perdoni signorina… Sono un po’ sensibile su certi argomenti, glielo volevo farnotare anche prima… “Ammazzare” non è il verbo giusto. Presuppone una vittima e un colpevole. Io faccio solo il mio lavoro, e i miei clienti non sono mie vittime. (pausa) Comunque sì, la gente mi paga per questo.


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Valentina. E… Insomma… Voglio dire…

Signore. Ventimila euro.

Valentina. Ventimila euro?

Signore. È una cifra più che adeguata, considerando le ragioni che prima le ho esposto.


SCENA 4. Valentina e il Signore: il motivo dell’appuntamento


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Valentina. Lei… Lei parla come se fosse un professionista… No, nemmeno, un benefattore… Signore. Potrei dirle che sono entrambe le cose, signorina. Valentina. No, lei è un assassino, un killer! Io chiamo la Polizia!

Signore. Faccia pure. Sono ricercato dalle Polizie di mezza Europa. Io so bene come tutelarmi,contro tutti i rischi, signorina.

Valentina.(guarda il Signore, terrorizzata)

Signore. No, non si preoccupi. Lei non ha niente da temere. Io sparo solo sui miei clienti. Sonomolto serio nel mio lavoro, gliel’ho detto.

Valentina. Perché lei adesso… È armato?

Signore. Non è mia abitudine, mi creda. Adesso lo sono, ma solo perché - come le ho detto - houn appuntamento, di lavoro.

Valentina. Cioè quando parlava di un appuntamento… Lei intendeva dire che… Signore. Per l’appunto.

Valentina. Lei commetterà un omicidio! Qui!

Signore. Purtroppo così lo chiama ancora la legge, signorina. Ma qualcuno dovrebbe decidersi aindividuare un nome diverso, prima di tutto. Sarebbe una conquista della civiltà.

Valentina. Lei è un pazzo assassino!

Signore. Né l’uno né l’altro, signorina, già gliel’ho detto, e glielo ripeto. Sarei un assassino setogliessi la vita a chi non vuole perderla: quello è essere assassini. Io non ho mai fatto cose del genere. Io offro i miei servizi solo a chi me li richiede. E mi dà ventimila euro.

Valentina. Ma chi, dico, chi potrebbe mai…

Signore. Per la maggior parte sono aspiranti suicidi, ovviamente. Mi pregano di fare quel che lorodesiderano più di ogni altra cosa, ma che non hanno coraggio di fare per loro stessi. Poi ci sono… C’è la parte più triste, una tipologia che purtroppo è in costante aumento: i malati terminali. Gente che ha un tumore, una patologia dalla quale non ha scampo, e preferisce lasciare questo mondo senza darla vinta alla propria malattia. Quelli sono casi veramente tristi, signorina, i più tristi di tutti. E per quelli di solito non faccio passare tanto tempo, cerco di farli aspettare meno che posso.

Valentina. Ma chi si crede d’essere lei, il Padreterno?

Signore. No, no. Il buon Dio opera secondo delle regole che ci sono sconosciute, signorina. Iofaccio quel che faccio nel nome degli umani sentimenti. Non sono perfetti, come non lo siamo noi. Sarà Lui stesso che giudicherà, quando sarà il momento. Io ritengo di agire per il bene comune. E comunque badi… Anch’io so, meglio di tutti, di non essere perfetto. È un discorso che riguarda la terza tipologia dei miei clienti, una categoria che è venuta a formarsi con la mia fama, con quella notorietà che ho raggiunto.


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Valentina. Lei sarebbe uno… Famoso?

Signore. In certi ambienti sì, signorina. E così sono venuti fuori quelli che credono di sfidarmi.Quelli che mi assoldano solo per avere la possibilità di sfuggirmi. Sembra un paradosso, lo so, eppure è così, ci sono. Si rivolgono a me per mettere suspence nella loro vita, per vivere pericolosamente, o semplicemente per il gusto della sfida, a me, a loro stessi. Ma io sono infallibile. Per ora non ce n’è stato uno che mi sia sfuggito. E - qui confesso che non sono perfetto - provo sempre un sottile piacere nel compiere il mio dovere con questo tipo di clienti. Li scovo, li guardo… Cerco di fare in modo che non abbiano via d’uscita… Perché capisce, gli altri sono consenzienti, quando mi vedono comprendono che il loro momento è arrivato, mi lasciano fare… Ma questi… Questi se non sto attento cercano di scappare… E quando vedono che non possono farlo, cercano di muovermi a compassione, mi chiedono pietà, si appellano a… Cavilli inesistenti… Si mettono in ginocchio, piangono, supplicano… Mi offrono denaro, molto denaro… Ma io… Gliel’ho detto signorina, io sono bravo nel mio mestiere, e soprattutto serio, puntiglioso, meticoloso. Li lascio piangere, supplicare per un po’… E poi… Se sapesse quale lieto sollazzo passa attraverso il mio animo quando li guardo dritto negli occhi, leggo… Leggo il terrore dentro di loro… E premo il grilletto…

Valentina. Basta! Basta, la prego! Lei… Lei è un mostro!

Signore. Signorina, non la biasimo se lei cerca di giudicarmi. In fondo il mio caso è unico, cosìparticolare che non potete esimervi dal giudicare, anche se - se lo ricordi - solo il buon Dio può giudicare. Ma lei, se vuole comprendere qual è la mia missione, deve staccarsi da queste regole convenzionali, deve ragionare su un piano diverso. Si ricordi che sono proprio queste stesse regole che intridono le vite di coloro che si rivolgono a me. Questo mondo così conformista, così spersonalizzante, dove tutti dobbiamo correre nella stessa direzione… È questo il mondo che i miei clienti rifuggono. E se questo mondo, se il vostro mondo mi giudica, e mi ritiene mostro, pazzo, assassino… Bene, che sia. È soltanto una conferma indiretta della liceità della mia missione.

Valentina. Ma come fa a definirla una missione, insomma!

Signore. Non mi faccia sempre le stesse domande, signorina. Ho già risposto a tutti i suoi quesiti.Se lei si ostina ancora a non condividere il mio modo di pensare è solo perché fa parte di quel mondo di cui prima le dicevo… E magari un giorno potrei annoverarla fra i miei clienti.

Valentina. Ah, no! Se lo scordi!


SCENA 5. Valentina e il Signore: la proposta


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Signore. Ho capito. Lei fa parte di quelle persone che hanno bisogno di vedere, per credere.

Vero? Come il buon San Tommaso, signorina. E dunque, vuole vedere? Vuole credere? Stia qui.

Aspetti. Fra poco dovrebbe arrivare il mio cliente. Lei ha… Un carattere forte?

Valentina. Che cosa gliene importa, a lei?

Signore. Beh, non le nascondo che la scena sarà un po’… Traumatica, specialmente per chi nonl’ha vista mai…

Valentina. Per lei no, naturalmente.

Signore. No, certo. Io faccio del bene ai miei clienti. Senza questo presupposto di fondo non misognerei mai e poi mai di fare quel che faccio. E, dicevo… Se lei volesse la conferma di quel che le dico, basterebbe che aspettasse qui, vicino a me. Sarà un attimo, glielo garantisco. Però… Non mi ha detto se ha un carattere forte…

Valentina. E io le ripeto che non capisco che cosa gliene freghi, a lei!


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Signore. Faccio solo per sapere se andare avanti nella mia descrizione.

Valentina. Ma faccia quel che le pare, guardi.

Signore. Va bene. La prendo come una risposta affermativa. Dunque, dove ero rimasto… Ah, sì,dicevo che ci vorrà solo qualche secondo, per me. Ma vede… Non è come si vede nei film. Nei film i colpiti da arma da fuoco schizzano sangue, stramazzano al suolo… La maggior parte delle volte non accade nulla di tutto questo. Tutto quel che si sente sono gli spari - uno, due, tre, a seconda dei casi - e poi il colpito si accascia, piano. Nessuno cade come se fosse scivolato su una buccia di banana. È una cosa lenta, che lì per lì nemmeno ci si accorge che è successa. E allo stesso modo, nessuno dopo resta fermo, senza vita. La morte arriva… Con me arriva sempre, io so bene quando ho colpito nel segno, so quando ho sparato il colpo dal quale non c’è scampo. Ma la morte arriva piano, lentamente, ci vuole sempre qualche minuto. Nessuno “muore sul colpo”, come piace tanto dire ai telegiornali. Mi scusi se l’ho turbata con queste descrizioni, non era mia intenzione, è ben per questo che le ho chiesto prima se lei ha un carattere forte. Le ho spiegato tutto questo per dirle che lei, se crede, avrà tutto il tempo di sorreggere il mio cliente, e di domandargli se è vero quel che le ho detto. Se glielo chiede subito, lui avrà il tempo per risponderle.

Valentina. Io?

Signore. Ci terrei particolarmente. Se se la sente, naturalmente. Non la farò attendere troppo, ilmio cliente sta per arrivare. (guarda verso l’uscita di sinistra, fuori dalla scena) Almeno, questo è quel che penso. A volte… Mi danno qualche buca. Ma trovo sempre un’altra possibilità.

Valentina. Ma non potrei… Non potrei domandarglielo prima, cioè prima che lei…

Signore. No, signorina, no… Non glielo dirà mai! È uno dei presupposti fondamentali delcontratto che stipulo. Se un mio cliente si lascia scappare anche una sola parola… Io non faccio niente, e - ovviamente - nemmeno lo rimborso. Per cui ora lei dal mio cliente non otterrebbe nessuna risposta. Loro tengono troppo ai miei servizi. Ah, e… Tanto per precisare: quando parlo di contratto intendo contratto verbale, naturalmente. Finché la legge - la vostra legge, signorina - continuerà a punire chi fa questo mestiere è assolutamente fuori luogo redigere un contratto scritto.

Valentina. Perché, lei ha notizia di altri che… Fanno codesto… Mestiere? Signore. A dire il vero no, signorina. Ma sarei contento che ci fosse qualcun altro. Valentina. Lei prima ha parlato di un “lui”. È un uomo la persona che sta aspettando?

Signore. Mi complimento per la sua perspicacia, signorina. Sì, sto aspettando un uomo.(guardaancora verso sinistra)

Valentina (guarda anche lei a sinistra)È questo? È quello che sta arrivando?

Signore. No, non è lui. Ma allora… Ha deciso? Resterà?

Valentina. Ma la avverto che io alla Polizia racconterò tutto quel che mi ha detto, e farò ladescrizione più dettagliata possibile di lei!

Signore. No signorina… Non deve… Lei resti, e mi farà un immenso favore, le sonoriconoscente per questo, per aver avuto almeno il coraggio di cercare di comprendere la mia missione. Creda, ho provato così tante volte… Ma finora nessuno ha mai capito. Forse non mi capirà nemmeno lei, ma almeno… Almeno ci sta provando. E per questo non posso che ringraziarla. Anzi, sarò sincero con lei, signorina, con nessuno ho parlato della mia missione così a lungo come ho fatto con lei. Però… Però la prego, lo dico per il suo bene, non dica alla Polizia che ci siamo parlati. Lei poi sarebbe accusata di non aver impedito… Lo chiamo come loro lo chiamano: l’omicidio. Ne verrebbe coinvolta direttamente, perché la legge considererebbe il suo comportamento come un reato. E ciò mi darebbe un enorme dispiacere. (guarda ancora a sinistra)


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SCENA 6. Valentina e il Signore: l’imprevisto


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Valentina. (anche lei guarda c.s.)Allora è lui?

Signore. Ma no, non è nemmeno lui. È un tipo… Tanto glielo dico quando arriva. È uno…(descrive le fattezze di Daniele) E si chiama… Ecco, le dico anche come si chiama. Daniele. DanieleGhiribelli.

Valentina. Che… Che cosa ha detto?

Signore. Non mi dica che lo conosce.

Valentina. Daniele? Ma... Ma certo che lo conosco, è il mio fidanzato!

Signore. No! No, no no! Non è possibile!

Valentina. Ma Daniele… Ma no, guardi che ci dev’essere un errore!

Signore. Ma perché, perché si è messa a parlare con me, signorina… Io adesso le darò un doloreterribile!

Valentina. Daniele non può averle chiesto… No, non Daniele, lei si sta sbagliando!

Signore. Io non mi sbaglio mai. Non c’è nessun errore. È Daniele Ghiribelli che è venuto da me:

mi ha dato i soldi, e vuole morire.

Valentina. No, Daniele no!

Signore. Non posso sbagliarmi su cose del genere, signorina. Gliel’ho detto: io sono puntigliosoe preciso, e non mi sbaglio mai. È lui, è Daniele, e ora appena arriva io faccio quello per cui sono stato pagato.

Valentina. No! No, lei non può….

Signore. La serietà, signorina. Io sono onesto e serio, prima di tutto.

Valentina. E che si uccide un innocente per questioni di serietà?

Signore. Lui è venuto da me perché vuole morire! Morire, signorina, ha capito? Valentina. Ma Daniele non vuole morire!

Signore. Ma lei non lo sa quel che lui vuole! Lei crede di saperlo, lei sa quel che lui intende farlesapere, vede quel che lui vuole farle vedere! Lei crede di conoscere Daniele, mentre invece…

Valentina. Ma che cosa ne sa lei!

Signore. Dio, che cosa non farei per essere creduto da lei… Signorina, il suo Daniele non è lapersona che vede lei! Nessuno dei miei clienti si mostra per quel che è realmente! Nessuno di quelli che vengono da me palesa il proprio desiderio! Se avessero il coraggio di farlo, troverebbero anche il coraggio per porre fine alla propria vita, da soli, senza il mio aiuto!

Valentina. No. No! Daniele no! Lei Daniele non lo tocca!

Signore. Signorina, o qui o in un altro posto, io arriverò e colpirò. Non sbaglio mai. Mai!

Valentina. Ma Daniele non può morire! Il mio Daniele, no! No!

Signore. Non gli impedisca di trovare la pace che sta cercando, signorina. Sarà contento diesalare l’ultimo respiro accanto a lei. Lei può fare una cosa grande per lui. Lo assista in questi ultimi momenti. Gli dimostri il suo amore, gli dimostri che lei aveva capito, gli dimostri che lei, almeno lei, era venuta a conoscenza di quel che stava passando!

Valentina. Io non gli dimostro proprio niente! Io… Io le impedirò di farlo, sì. Chiamo la Polizia.


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Signore. Così non risolverà niente. Io me ne andrò, lui negherà tutto, lei non sarà creduta danessuno e io tornerò in qualche altra occasione, e la prossima volta mi guarderò bene dall’agire in sua presenza.

Valentina. Cosa vuole? Vuole dei soldi? Eh?

Signore. Non renda tutto più difficile, signorina.

Valentina. Le darò dei soldi. Se ne vada e torni qui… Domani. Le porterò dei soldi.

Signore. I miei servizi si comprano una sola volta, signorina.

Valentina.(si toglie il collier)Vuole questo? Guardi… È una creazione di un orafo di Ponte Vecchio.

Vale… Quindicimila euro, è un regalo di Daniele.

Signore. Lo tenga per ricordo, allora.

Valentina.(si toglie anche orecchini e anello; li mette in mano al Signore)C’era tutta la parure. Sono diamanti,classe F. Trentamila euro. Prenda tutto. Dovrebbe essere contento, no? Ci sono già i ventimila che gli ha dato lui… Quando lo ritrova un cliente da cinquantamila euro?

Signore. Non posso, signorina. Io ho una mia etica professionale.

Valentina. Io amo troppo Daniele per restare senza di lui. Gli starò vicino io. Diamociappuntamento qui, fra sei mesi, fra un anno. Le dimostrerò che lei si sbagliava. No, no… Che… Le dimostrerò che lui, Daniele, si sbagliava. Le farò vedere quant’è contento di vivere, con me! La prego! La prego!

Signore. No, non posso…

Valentina. L’ha detto lei… L’ha detto lei che io del mio Daniele vedo solo quel che lui mimostra! E allora capirà che io… Io stento a credere che lui possa essersi rivolto a lei per una cosa come questa. Ma se il rischio c’è, io non lo voglio correre. Se Daniele è veramente venuto da lei, io voglio salvarlo!

Signore. Lei non può salvarlo, signorina. Io, sì, io posso.

Valentina. No, sono io che voglio salvarlo! Mi lasci tentare! Dovrà pure esserci una possibilitàanche per l’amore! Non può essere solo questa la soluzione, maledizione! Di tutte quelle persone che… Di tutti i suoi… Clienti, ce ne sarà stato pure qualcuno che poteva essere salvato in un altro modo!

Signore. Questo nessuno può saperlo.

Valentina. E allora perché si dovrebbe sapere per Daniele? Che ne sa, lei? Mi lasci tentare! Se lasua è una missione, la prego, la porti avanti con quelli che hanno veramente bisogno di lei. Ma non con Daniele. Daniele no. Daniele ha me. Daniele ha delle ingenti possibilità economiche, per lui non sono un peso ventimila euro… Intendo dire, non è un segno del fatto che lui fosse convinto fino in fondo…

Signore. Non si faccia illusioni, signorina…

Valentina. Lui ha me! Ha me! Attraverso me capirà quant’è meravigliosa la vita! Me lo lasci perun altro po’. Il tempo che vuole lei. Poi torni da noi, lei è bravo, è serio, è puntiglioso, ci ritroverà dove siamo. Torni da noi, e domandi a Daniele se ancora vuole morire! E lui le risponderà di no! E se le risponderà di sì, lei potrà fare quel che vuole, e avere altri ventimila euro, se crede! La prego, mi lasci tentare! Mi lasci tentare!

Signore. Signorina…


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Massimo Valori - L’appuntamento

Valentina. La prego… La prego, la scongiuro… Daniele è tutto quello che ho, è tutta la mia vita,

èla terra su cui sbocciano i miei fiori, è la fonte a cui mi disseto, è alba e tramonto di tutti i miei sogni, è il vento che mi scompiglia i capelli, è l’angelo che mi fa volare, è il pittore da cui voglio essere disegnata, è la musica sulla quale voglio danzare, è il respiro che mi dà la vita, che mi fa sentire viva, mi fa sentire donna, io non posso lasciarlo a lei! Non posso lasciarlo a lei! Lo lasci libero, la prego… La prego… (piange a dirotto; pausa)

Signore.(si alza)Lei ama molto Daniele, non è vero?

Valentina.(sempre fra i singhiozzi)Sì, sì, sì… Lo amo, lo amo, io lo amo!...

Signore. Signorina, io spero che Daniele trovi nell’amore che lei prova per lui una ragione percapire che la vita è meravigliosa, come dice lei. Addio, signorina. Non ci rivedremo più. (esce a destra)


194 -  Valentina.(singhiozzando)Grazie… Grazie…(resta sola e piange ancora; pausa)

SCENA 7. Daniele e Valentina


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Daniele.(rientra da sinistra, senza rendersi conto che Valentina sta piangendo)Vale, mi ci vuole un altro po’ ditempo, devo andare anche…

Valentina.(si alza e abbraccia Daniele di slancio; piange, parla baciandolo e carezzandolo di continuo)Daniele! Daniele!Daniele mio sei tornato…

Daniele. Ma che t’è successo? Certo che sono tornato!

Valentina.(cerca di minimizzare, ma è sconvolta)Niente Daniele, niente… Non è successo niente… Daniele. Ma come niente, stai piangendo! Ma che hai fatto?

Valentina. Non ti preoccupare… Stavo solo leggendo uno dei miei libri… Lo sai che mi facciosempre coinvolgere…

Daniele. Un libro t’ha ridotto in codesto modo?

Valentina. Dani, tu mi ami, vero? Tu ami la tua Valentina, non è vero? Dimmelo!

Daniele. Ma certo che ti amo!

Valentina. Tu non mi lascerai mai!

Daniele. Io?

Valentina. Dillo! Dillo, ti prego, dimmelo! Dimmi che non mi lascerai mai, mai! Daniele. Dài, lo sai che non ti lascerò mai, Vale.

Valentina. Promettimelo, giuramelo! Tu resterai con me tutta la vita!

Daniele. Va bene.

Valentina. Giuramelo!

Daniele. Vale, ma che hai?

Valentina. Giuralo sull’amore che provi per me, giura che la vita è meravigliosa! Giuralo,Daniele!

Daniele. Te lo giuro, Vale, te lo giuro. Contenta ora?

Valentina. O Signore ti ringrazio… Tu hai me, Daniele, non te lo dimenticare mai… Hai me, iosarò con te sempre, sempre! Hai capito?

Daniele. Lo so, Vale, lo so.


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Massimo Valori - L’appuntamento


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Valentina. Ripetilo! Io amo Valentina e lei è con me, sempre con me!

Daniele. Valentina…

Valentina. Ripetilo, ti dico!

Daniele. Io ti amo, Valentina, e tu resterai con me tutta la vita. E ora mi spieghi che ti stasuccedendo.

Valentina. Niente! Niente, vedi? Niente… Mi sta passando… È un momento un po’… Così…Mi sta passando… Ecco, guarda… Non piango più, amore, visto? Mi passa, mi passa. Stai tranquillo.

Daniele. Tranquillo, scusa, come faccio a star tranquillo se… Valentina. No, stai tranquillo. Che cos’eri venuto a dirmi?

Daniele. Ero venuto a dirti che non ho finito con quel tizio nell’ufficio, adesso devo andareanche dall’architetto. Ma è dall’altra parte della piazza, ci vado e torno subito.

Valentina. Va bene, va bene. Io ti aspetto.

Daniele. Ti direi di venire con me, ma…

Valentina. No no, vai, vai, Dani. È tutto a posto adesso, davvero. Guarda. È stata solo una…Crisi, insomma, niente di che, non preoccuparti. Vai, amore, vai, ti aspetto qui.

Daniele. Sicura?

Valentina. Vai, vai. Mi troverai qui, vedi?(si siede sulla panchina)Qui, ad aspettarti. Io ci sarò sempre,Daniele, sarò sempre qui ad aspettarti.

Daniele. Va bene, allora vado. A fra poco.(esce da destra)

Valentina. Ciao Daniele.(le lacrime le escono di nuovo, ma riesce a trattenersi; è spossata, sfinita; ha l’espressione di chi èconsapevole che il suo sforzo è stato grande, sovrumano, ma che siamo appena all’inizio)


SCENA 8. Valentina, il Signore, il Commissario e il Poliziotto


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Signore, Commissario e Poliziotto.(entrano da destra; il Signore ha le mani ammanettate dietro la schiena, ilPoliziotto lo tiene saldamente per un braccio; il Commissario, in borghese, li segue; nota Valentina)

Commissario. Ah, eccola qua.(al Poliziotto)Aspetta!

Poliziotto. Sì, Commissario.

Commissario.(al Signore)Ecco quella che t’ha fregato, caro mio.(a Valentina)Dobbiamo ringraziarla,signorina. Se non fosse stato per lei non l’avremmo mai beccato, questo truffatore.

Valentina. Come?

Commissario. Ma sì, questo truffatore, questo pezzo da galera, questo imbonitore del prossimo,eccolo qua. Sapesse da quanto tempo gli davamo la caccia! È abilissimo… O meglio, considerando la posizione in cui si trova ora, potrei dire che… Lo era!

Valentina. Un… Truffatore?

Commissario. Certo, lui! Che storia ha usato con lei, quella dell’uccisore degli aspiranti suicidi?Quella non la usa da tanto. Ma le racconterò tutto quando verrà in Commissariato, domani. Mi raccomando, signorina, la aspettiamo.


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Massimo Valori - L’appuntamento


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Valentina. Una storia? È tutta una farsa?

Commissario. Ma sì, sicuro, una farsa, certo! Non si preoccupi se anche lei gli ha dato retta,sapesse quanti sono quelli che ci sono cascati! Ma con lei il nostro eroe ha fatto un passo falso, è proprio il caso di dirlo. A proposito: (si fruga in tasca; estrae i gioielli che Valentina aveva dato al Signore; li consegna aValentina) questi sono suoi.

Valentina.(prende i gioielli, incredula)

Commissario. Senza quei gioielli falsi non avremmo mai potuto prenderlo, sa? È stata unafortuna che ce li avesse.

Valentina.(ancora più incredula)Gioielli… Falsi?

Commissario. Chiunque si accorgerebbe che non si tratta altro che di bigiotteria di ottimafattura. E lei l’ha fregato, il nostro amico. Non se n’è accorto. Brava, davvero. La Giustizia le sarà eternamente riconoscente. Ma adesso comprendo il suo stato confusionale, signorina, le racconterò tutto domani in Commissariato. Non facciamo prendere troppa aria a chi non se la merita. Andiamo!

Signore, Commissario e Poliziotto.(escono a sinistra)


SCENA 9. Valentina

246 - Valentina.(guarda i gioielli, e guarda più volte dalla parte dei personaggi appena usciti di scena; le viene nuovamente da piangere;singhiozza per qualche secondo, poi si riprende; si alza; guarda ancora quei gioielli nella sua mano; lentamente, li lascia cadere per terra; risolutamente, esce di scena a sinistra, scoppiando in singhiozzi)

Fine della commedia


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