L’articolo 252

LARTICOLO 252

Commedia in un atto

di MICHELE PROVINS

PERSONAGGI

GIORGETTA

PAOLO

IL COMMISSARIO

Commedia formattata da

L'appartamento di Paolo d'Autheuil ha un'aria gioiosa. Da per tutto, una profusione di fiori e una festa di luce elettrica. Il salotto, in cui Paolo, con la gioia negli occhi, attende una visita femminile, colmo di rose, di garofani, come per una sera nuziale. Un gran fuoco fiammeggia sul caminetto, e da presso, la tavola preparata per una cenetta da innamorati: argenteria abbagliante, coppe di cristallo iridato, e nei secchi da ghiaccio, le bottiglie promettenti, incappucciate d'oro della sciampagna.

Giorgetta - (un folto di cose seriche e di capelli castani con occhi d'un nero vellutato, superbi - entrando, tutta trafelata per essere salita troppo rapidamente) Cinque minuti d'anticipo. Non bello per una donna?

Paolo - (che se l'attrae al petto per una carezza) E' cosa adorabile.

Giorgetta - Ascolta come mi batte il cuore! Un altro bacio!... Non ti sembra?... Non dici nulla!

Paolo - (serio) Sono commosso... tanto commosso. Dubito quasi di questo sogno avverato... Non posso credere che tu sia qui... qui... tu, in casa mia!

Giorgetta - In casa tua, finalmente. Da cinque anni che aspettiamo!... Mi tolgo il cappello, il mantello... no?

Paolo - Tutto ci che vorrai.

Giorgetta - Con un lusso di precauzioni e una ricchezza di espedienti! Giacch quel cerotto di tua moglie stava tanto sull'attenti.

Paolo - Eh, gi, avrebbe voluto cogliermi!

Giorgetta - Ti ricordi che per i nostri convegni non mi profumavo mai, e che ti passavo in rivista per vedere se non ti portassi sul vestito della cipria o dei capelli?

Paolo - S, era buffo!

Giorgetta - Ogni volta, al tuo ritorno, la sciocca ti fiutava come un cane da caccia. Son certa che quando apprender il nostro matrimonio, ne far una malattia.

Paolo - Ohib! Faccia ci che crede. Ora me ne rido, (offrendo) Un altro po' di pernice e sciampagna.

Giorgetta - S, s... molta sciampagna, (riflettendo) Il nostro matrimonio... Penso a questo... Sono anni che lo desideravamo come la felicit infinita. Se nella realt, ci avesse a portare delle delusioni...

Paolo - Che strana idea!... Perch poi?

Giorgetta - Perbacco! L'istituzione del matrimonio non ben riuscita a tutti e due noi separatamente.

Paolo - Ma riuscir a tutti e due riuniti, amandoci pazzamente come ci amiamo.

Giorgetta - S' detto tante volte che la vita in comune lo spegnitoio d'ogni entusiasmo. Non sar vero, di'?

Paolo - Ma no, non sar vero. Che ti viene in mente? Non vuoi dunque pi che diventiamo il signore e la signora d'Autheuil?

Giorgetta - Ma noi l'abbiamo troppo sognato! Soltanto, stasera, durante questa ebbrezza della promessa, giurami di rimanere per la tua Giorgetta sempre quel Paolo pieno di attenzioni, pieno di gentilezze, di carezze che eri una volta ogni quindici giorni..,

Paolo - Come vuoi, te lo giuro.

Giorgetta - (lieta) Allora passiamo alla seconda bottiglia di sciampagna... e dedichiamoci all'insalata americana, eh' una meraviglia.

- (la cena continua col crescendo normale. E' uno scintillio di risate e di motti con interpunzione di baci. Gli occhi brillanti, il cervello un po' in ebollizione per la sciampagna bevuta, Giorgetta e Paolo si sono perfettamente avvicinati. Alle frutta bevono alla stessa coppa e si scambiano sulle labbra dei chicchi d'uva).

Giorgetta - (ridendo) Ah! tutto ci che vorr, no, non ancora! ... (guardandosi in giro) Molto bello qui! Son per me tutti questi fiori?

Paolo - Certo. Gran pavese in onore della promessa nuziale della regina Giorgetta e del suo suddito fedele.

Giorgetta - Promessa nuziale di vecchi amanti...

Paolo - Che stanno per diventar sposi!

Giorgetta - (vedendo la tavola) Oh, e questa tavola!... Sar una cosa squisita. Come, due bottiglie di sciampagna?

Paolo - Una a testa.

Giorgetta - Saranno belle, le nostre teste, dopo. E la lista, di' un po'...

Paolo - Costolette d'agnello, con punte di asparagi, pernici fredde e insalata americana, teste di sedani, fondi di carciofi, tartufi, sherry-brandy e sciampagna. Va bene?

Giorgetta - Troppo bene, (facendo l'atto di sedersi subito) Cominciamo, ho una fame!

Paolo - Cominciamo! Ecco il tuo posto, con le spalle al caminetto, accanto a me... a portata dei baci. Starai comoda?

Giorgetta - Divinamente, (cominciando a sgretolare degli intermezzi) Della grande notizia, io non so che quello che m'hai telegrafato tu, l'altr'ieri. Ora, racconta i particolari.

Paolo - I particolari sono venuti d,a mia moglie, naturalmente. Ella ha tentato ancora l'impossibile per opporsi al divorzio; ma la seduta era avvenuta, e i giudici erano stati sufficientemente edificati sul suo carattere dall'inenarrabile tentativo di conciliazione. E la sentenza venuta da se.

Giorgetta - (radiosa) Allora ci siamo? E cos, no? l'ex signora d'Atitheuil stata restituita alla sua cara famiglia e noi siamo liberi?

Paolo - Tutto ci che v' di pi libero. E vedi che non abbiamo aspettato molto ad approfittarne.

Giorgetta - Stura la sciampagna... Liberi!... Io sono come te, ho un bel ripetermi questa parola: non posso credere che sia accaduto, che noi ceniamo tranquillamente nel tuo domicilio, che mi faceva l'effetto della terra promessa... che diventeremo marito e moglie, e che non saremo pi costretti ad amarci di nascosto.

Paolo - Una volta ogni quindici giorni!

Giorgetta - (la cui lucidit diventata un po' vaporosa) Di' dunque, Paolo, che ora ?

Paolo - Le dieci.

Giorgetta - Le dieci! Incredibile e siamo ancora alle cose dolci.

Paolo - Spero che non le abbiamo esaurite tutte.

Giorgetta - Fammi visitare l'immobile.

Paolo - Quale immobile?

Giorgetta - Il tuo appartamento, perbacco! Il domicilio inviolabile dove tu coabitavi con l'ex legittima. Voglio vedere tutti i cantucci in cui stata lei... prender possesso di tutto!

Paolo - Andiamo!

- (Essi visitano successivamente la sala, la stanza da pranzo, il salotto da fumo e arrivano alle camere).

Paolo - (dando delle indicazioni) Io, ero dall'altro lato dell'appartamento... Ecco la camera di lei.

Giorgetta - Il santuario del cerotto, (esaminando) Perdinci, molto elegante! Di gran stile! Sei stato tu a pagare?

Paolo - No, qui, quasi tutto suo. Deve far riprendere i suoi mobili domani o posdomani.

Giorgetta - (sorridendo a un'idea un po' paz-zerellona. All'orecchio di Paolo) Perch no. Paolo?...

Paolo - E se questo ci porta disgrazia?

Giorgetta - Ma no... al contrario... Superstizioso!

Paolo - (inquieto) Hai sentito?

Giorgetta - Che cosa?

Paolo - Si suona, (levandosi) Si parla nella anticamera... Viene qualcuno.

Un domestico - Il commissario di polizia con la sciarpa e un altro signore. Vogliono entrare in nome della legge. (Paolo si precipita e si trova, in costume molto succinto, di fronte al funzionario che si presenta alla porta).

Il Commissario - (affabilmente) Non fate cerimonie. Sono abituato a codeste acconciature sommarie... E' il signor d'Autheuil che ho l'onore?...

Paolo - S, signore, ma...

Il commissario - (avvicinandosi un po' pi) Ed ugualmente -alla signora Giorgetta de Traver sei?...

Una voce debole - (che emana da una confusione di merletti) S.

Il Commissario - Allora, giacche la situazione nella quale vi trovo l'uno e l'altra, non pu lasciar alcun dubbio sul motivo della vostra riunione, io elevo processo verbale di reato flagrante, (al segretario) Scrivete!

Paolo - E' molto strano... Ma, signor commissario, voi arrivate in ritardo, perch son due giorni che il tribunale della Senna ha pronunciato il mio divorzio. Dunque, non vedo bene in nome di chi e in forza di qual diritto, voi siate penetrato in casa mia.

Il Commissario - (con aria furba) Non sono io ad essere in ritardo, signore... siete voi ad arrivare troppo in anticipo. Agisco a richiesta della signora d'Autheuil, ancora vostra consorte, in virt dell'articolo 252 del Codice Civile,: ... La sentenza di divorzio, per essere valevole, dev'essere trascritta sui registri dello Stato Civile. In mancanza di questa formalit, sar considerata come nulla e non avvenuta . Giacch il vostro vincolo legale non stato rotto, io ho dunque perfettamente il diritto di presentarmi qui. Ma ora, vi prego, signore, d'accettare tutte le mie scuse per il disturbo e il dispiacere che ho dovuto arrecare a voi e anche alla vostra complice.

Paolo - (pallidissimo) Come, la mia complice?

Il Commissario - Evidentemente, v' flagrante reato d'adulterio e complicit... Per conseguenza, impossibilit assoluta per voi due, di contrarre matrimonio, se per caso ne aveste il disegno, (ritirandosi, cordialmente) Signore, ancora mille scuse... ho l'onore di salutarvi...

- (.... Senza che una, parola possa loro salire alle labbra, Paolo e Giorgetta restano annientati. Innanzi ai frantumi del loro bel sogno, essi pensano a quella fatalit della vita che rompe, fin nelle mani, nel momento in cui si crede di tenerle strette per sempre, le cose pi vivamente desiderate).

Paolo - (scoppiando d'ira) Cos, questo maledetto articolo!...

Giorgetta - (calma e sorridente, sdraiandosi sii un mucchio di cuscini) Che vuoi, mio povero Paolo, resteremo amanti! E' forse il miglior dono che tua moglie poteva farci!

FINE

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