L'ASSO
NELLA MANICA
tre atti brillantissimi
di
Antonella Zucchini
Antonella Zucchini Tutti i diritti riservati
PERSONAGGI
Achille Brindelli, giocatore incallito
Dora,sua moglie
Silvana,la figlia
Albertina Buccianti,la vicina
Ferruccio, suo marito
Riccardo, il figlio
Ragionier Stiaccini,amministratore
Wanda Ritorcoli,proprietaria dell'appartamento
Romeo Nespola,Vice Brigadiere
Veneranda,anzianaacquirente
Speranza, sua sorella
Primo Atto
Anno 1959, in un palazzo popolare alla periferia di Firenze, nel periodo in cui si svolge il 9 Festival canoro di Sanremo.
La scena si apre su una stanza da pranzo piuttosto disadorna. Sulla parete di fondo si aprir una finestra con tende semplici; sulla destra di questa ci sar una piccola mensola appesa al muro su cui poggia un quadretto raffigurante Santa Marta e un lumino acceso. Accanto sar appeso un orologio a muro.
A sinistra di chi guarda ci sar una porta, attraverso la quale si accede alle altre stanze e, lungo la parete, sar disteso un tappeto solitario a evidenziare il fatto che un tempo l doveva esserci un mobile. Al disopra del tappeto sar appeso uno specchio.
Al centro della scena ci sar un tavolo semplice con due sole sedie, sulle quali poggeranno due cuscini tondi e un po' imbottiti. Sul tavolo sar poggiato un cestino da lavoro e un mucchietto di indumenti, tra cui un paio di mutandoni di lana da uomo con uno strappo in mezzo, una giacca da uomo strappata e calzini bucati.
A destra di chi guarda ci sar un mobiletto basso, sul quale pogger un vaso per i fiori, vuoto.
Pi in l, un attaccapanni e la porta della comune.
La scena volutamente spoglia per sottolineare le precarie condizioni economiche della famiglia Brindelli.
All'apertura del sipario, si diffondono le note di Piove di Domenico Modugno, canzone in gara al Festival.
Dora indossa una semplice vestaglia sopra il vestito, ciabatte su calzettoni di lana arrotolati, ha dei bigodini rosa in testa. E' seduta al tavolo e sta rammendando i panni. A tratti si volta verso l'effige di Santa Marta, sospira, scuote la testa e riprende a cucire, immersa nei suoi pensieri.
Lentamente la musica si stempera.
Dora: (gorgheggiando tra s mentre cuce) Ciao ciao bambina, un bacio ancoraaa....(mugolando la canzone) mmmm...mmmmm...mmmmm... almeno quest'anno vincesse Modugno! (rivolgendosi alla santa) Santa Marta, te icch tu dici? L' proprio bella questa canzone! (cantando) E piove piove sul nostro amorrrr! (staccando con i denti il filo dal calzino). Tra poco piove ma in questa casa, altro che su i' nostro amor! Eppure gliel'ho detto a qui' testone d'Achille che l'infisso della finestra l' rotto e che entra l'acqua, ma figurati! Unn'ha tempo di riguardarla, poerino, con tutte le cose che ci ha da fare, unn'abbia a perdere la briscola e i' tressette! (alzandosi, avvicinandosi alla santa e facendosi il segno della croce) Santa Marta benedetta, te che tu sei la protettrice delle casalinghe, volgi lo sguardo anche su questo rione, in particolare su questo casamento, e pi precisamente su questa famiglia. Unne sbagliare, mi raccomando, un guardare a i' piano di sopra dai Buccianti. A loro gli va sempre tutto bene, un gli manca nulla, ora poi l'Albertina l'ha comprato anche la televisione, sai la spocchia! Sicch guarda a me di qua, alla Dora Brindelli ripeto Brindelli. (inginocchiandosi) Guarda Santa Marta, mi metto anche in ginocchioni, anche se ultimamente ci ho un ginocchio che sembra un pandiramerino. (supplicando) Fa' che i' mi' Achille gli smetta di giocare a i' gioco delle carte perch tanto un raccatta nulla e perde di continuo. E fa' che trovi un lavoro stabile e duraturo. (rialzandosi a fatica) Oddio, troppo duro no perch tanto lo conosco, lui gli stucco e poi un s'adatta. Magari un lavorettino come quello di' nostro vicino di sopra, Ferruccio Buccianti, che dai dai, da scaricatore a i' Mercato Centrale, l'hanno passato impiegato. Lascia fare, gli in un bell'ufficio, a i' carduccino e i' ventisette porta a casa un bel mensile! (abbassando la voce). Oddio, dice che gli hanno dovuto ungere un po' le rote a i' carro ma...io un t'ho detto nulla, intendiamoci. (supplicando) E poi, Santa Marta benedetta, volgi i' tu' sguardo anche sulla mi' Silvanina. Stamani l'ha l'esame di stenografia, la s' tanto impegnata, poera stella! Fa' che la pigli questo benedetto diploma cos la m'entra a lavorare anche lei! E vediamo se, in questo modo, si riesce a ripianare quei debiti che s' fatto....come tu dici? No no, un cominciamo, gli ha fatti Achille, sempre pe' qui' problema di' gioco che si diceva prima. (supplicando) Santa Marta benedetta, volgi i' tu' sguardo...(cambiando tono all'improvviso) S, per impegnati un pochino, mettilo un occhio di qua, abbi pazienza! Io prego, prego, prego ma risultati qui un se ne vede! (indicando la stanza) Guarda come ci siamo ridotti! (indicando il tappeto) L c'era un bel mobile che ora gli a i' Monte de' Pegni, (indicando) i quadri alle pareti gli hanno seguito la medesima sorte e piano piano s' svotato tutta la casa. Guarda, s' perfino dovuto vendere du' seggiole pe' pagare la bolletta della luce senn ce la staccavano. Siamo in tre con du' seggiole, ci tocca fare anche i turni pe' mettisi a sedere, un lo so io! E dire che ero cos innamorata della mi' casina, se ci penso mi va la pressione a mille! (dando poi un'occhiata all'orologio appeso e tornando al tavolo) Uh, come gli tardi, bisogna che mi sbrighi con questi aggeggi anche se, con queste mutande di Achille, so' su i' difficile. (sedendosi, poi con voce pi affettuosa) Via Santa Marta, fa' perbenino mi raccomando, soprattutto con la Silvana, eh? (rimuginando mentre cuce) Ma guardate un po' se l' giusta! Dappertutto c' la crescita, la rinascita, i' bum economico...e qui invece un c' che buchi ne' calzini. (prendendo la giacca di Achille) Anche questa oh, la sembra la tonaca di padre Gaetano, ni' buco pi piccino ci passa una mano!
(Entra Silvana, piuttosto corrucciata. Indossa un cappottino semplice sopra il vestito e un foulard sui capelli, legato sotto il mento. In una mano tiene la borsetta, nell'altra tre piccole buste gialle. Si toglie il cappotto e lo appende senza dire una parola)
Dora: Silvana! (poi, ansiosa) Allora nini, come l' andata?
Silvana: (corrucciata) Guarda, se avessi potuto, qui' professore l'avrei strozzato!
Dora: Per via d'icch?
Silvana: (fremendo) Mmmmm....m'ha fatto una rabbia! Avrei potuto fare un esame che l'era una bellezza e invece quello gli ha cominciato a dettare a raffica...rrrrrrrrrrrrr......pareva un frullino!
Dora: (allarmata) E allora?
Silvana: E allora nulla. Io mi so' impappinata e un c' stato Cristi di andare avanti. Guarda, unn' ho pianto perch ero truccata e mi si scioglieva tutto i' rimmel ma ci sarebbe stato da fare una scena!
Dora: (alzandosi di scatto e parandosi davanti a Santa Marta) O allora? Icch s' detto finora? L' in questo modo che tu ascolti le mi' preghiere? (minacciosa) Guarda che alla fine ti levo di cost e ci metto Santa Teresa. Occhio, eh? (poi, alla figlia) Silvanina, o come si fa? Vai, bell'e sfumata anche questa.
Silvana: (sedendosi di malumore e gettando le buste sul tavolo) Nella cassetta della posta c'era queste: acqua, luce e condominio.
Dora: Ecco, ora cominciano i pensieri pensierosi! Ieri l' finito anche i' carosene...
Silvana: Ah, ecco perch, appena alzata da i' letto, mi faceva un gran freddo! E ora come si fa?
Dora: Per ora mettiti la camiciola di lana e un altro golfe, poi si star a vedere. Piuttosto queste, fammi dare un'occhiata...(preoccupata, facendo i conti) Allora, tre per quattro mi pare ventiquattro, zero per zero fa zero...Per l'appunto c' anche quella cambiale che la scade proprio oggi, ci s'ha i quattrini contati. (accorata, alla figlia) Silvanina, icch si potrebbe impegnare questa volta?
Silvana: (indicando il mobiletto) Quello?
Dora: No, quello no! Gli era della mi' poera mamma, quello un lo permetto.
Silvana: (guardandosi intorno) L'orologio, allora?
Dora: No, quello teniamolo pe' un bisogno, Dio bonino senn un si sa nemmen pi che ora l'! (voltandosi verso la santa, polemica) Santa Marta benedetta, per eh?! (tornando al foglio) Cinque pi quattro e porto due...e sai, l' tre volte che mi rif a fare questa somma e la mi torna sempre in tre maniere differenti.
Silvana: Che vuoi una mano, mamma? Nella stenografia un sar una cima ma i conti li so fare.
Dora: No, ho bell'e fatto, vedi? Le somme le tornano, sono i quattrini che mancano. (poi rabbiosa) Tutta colpa di' tu' babbo!
Silvana: Vai, ritonfa!
Dora: S, proprio! A forza di giocare e perdere ci siamo coperti di debiti. Anche l'affitto l' un anno che un si paga, ci pensi? Meno male che i' sor Nespola chiude un occhio, che Iddio lo conservi! Senn a quest'ora ci aveva bell'e buttati fori tutti! (rammaricata) E io, a i' pensiero di perdere la mi' casina mi sento morire!
Silvana: Mamma, tu dici sempre le stesse cose, per! Un le posso pi sentire!
Dora: Figurati io, mi so' venuta a noia per me! Tutto pe' qui santantonio di tu' babbo e la su' smania di giocare alle carte! Santantonio che unn' altro!
Silvana: Guarda che tu hai nominato i' tu' santo invano...
Dora: No, Sant'Antonio un c' pi! Un funzionava bene e l'ho levato. Ora prego Santa Marta.
Silvana: (ridendo) Ah, ora tu vai dalla concorrenza?
Dora: Di certo, io prego chi mi aiuta! Prima di Sant'Antonio c'era San Bonifacio ma quello l'ho spedito presto e ora (guardando verso l'immagine sacra) l' in bilico anche lei.
Silvana: Insomma, la colpa l' sempre tutta di' babbo...
Dora: No no, la colpa l' mia che me lo so' preso. Tanto i' vizio di' gioco lui l'ha sempre avuto, sempre! E gli ha sempre perso, sempre! L'unica volta che vinse fu alla Fiera dell'Impruneta: due quintali di ceci secchi! S' mangiato ceci pe' quattr'anni! Accident'a me un'altra volta.
Silvana: Se tu l'hai sposato ti sar piaciuto, no?
Dora: Ero giovane allora, un capivo nulla. (sorridendo) Oddio, la prima volta che mi chiese di ballare, mi sentii salire tutta una caldana che mi si strozz in gola tutte le parole. E mentre si ballava cominci a poetare e...m'incant! S perch la chiacchiera la un gli mai mancata. Gli era capace di buttarmi la polvere negli occhi e di fammela passare pe' collirio. Spero proprio che te, nini, tu possa trovare di meglio!
Silvana: (sbuffando) Vabb, intanto salgo un po' su dai Buccianti.
Dora: (ridacchiando) Da' retta, unn' che, per caso, ti garba Riccardo?
Silvana: Chi? Qui' mammalucco? Un mi passa nemmen pe' l'anticamera di' cervello. Un fa che parlare di chiese e santi, Madonne e rosari. E poi, diciamocela tutta, gli brutto asserpentato!
Dora: I Santi, almeno in questa cosa, l'Albertina un l'hanno accontentata! Eh senn, troppo! Comunque, figliola mia, vedi di trovartelo un fidanzato, anche uccio e rifinito, ma che ti sposi. Hai visto la tua amica Graziella? La s' di gi accasata e bene, anche! L'ha sposato i' farmacista di Campi con un monte di quattrini e un automobile lunga da qui a laggi. L'ho vista l'altro giorno tutta elegante, ben pettinata...
Dora/Silvana: (all'unisono) ...la porta perfino i tacchi alti, un ti dico altro!
Silvana: Uffa mamma, quante volte tu me l'hai detto! E poi a me un me ne importa...(sospirando) io un amore per il capo, ce l'ho di gi!
Dora: Ah, un lo voglio nemmen sapere chi l'! Prima t' garbato Alberto, poi Enrico, poi Giovanni e da ultimo Mariolino...eeeeh! A da' retta a te si metteva su una squadra di pallone!
Silvana: (sognante) Eh, ma ora c' Romeo....
Dora: (ridendo) Romeo? I' mi' gatto si chiamava Romeo, va' ia va' ia!
Silvana: Ohi ohi mamma, tu se' proprio uggiosa! Io ora vo su dai Buccianti, primo perch loro c'hanno caldo mentre qui moio di freddo, e secondo perch c'hanno la televisone e stasera c' Sanremo! (dandole un bacio di sfuggita) E, mi raccomando, quando torna i' babbo, un leticare, capito?
Dora: Io un letico, vai! Se gli ha riperso a carte gli ultimi quattrini, piglio direttamente i' matterello e gi!
(Silvana ridendo esce)
Dora: (sospirando) Eh, Santa Marta benedetta. Oggi mi so' levata con un mal di stomaco, positivo gli hanno a essere stati quei porri che ci port Ferruccio Buccianti da i' mercato e che cossi ieri sera. Abbi pazienza Santa Marta, lo so che le un son cose che ti interessano ma anche queste le sono una conseguenza d'icch si diceva prima. Lavorando a i' Mercato Centrale, Ferruccio ci porta sempre qualcosuccia senn si farebbe la fame, te lo dico io!
(da fuori si sente la voce di Ferruccio)
Ferruccio (da fuori) Sora Dora! Sora Dora!
Dora: (accorrendo e aprendo) To', pensavo proprio a lei...
(entra Ferruccio, un ometto semplice dalla faccia buona che reca un cesto pieno di verdure)
Ferruccio: (entrando) Ma un vi fa i' campanello?
Dora: (sospirando) No, s' dovuto staccare pe' risparmiare la corrente, sa.
Ferruccio: La vedo pensierosa, Dora .
Dora: (sospirando) Icch la vole, con questi chiari di luna c' poco da stare allegri.
Ferruccio: (mostrandole il cesto) Gli ho portato qualche rimanenza di' mercato: patate, cipolle e una bella palla di cavolfiore.
Dora: Grazie Ferruccio, lei l' proprio un angelo. Mi ci voleva a me un omino cos invece di quell'arsenale che mi so' sposata! Ma la senta...un lavorino pe' i' mi' Achille, un ci sarebbe l a i' mercato?
Ferruccio: Un altro?
Dora: come un altro?
Ferruccio: S, un gliel'ha detto? La settimana passata l'avevo fatto chiamare per scaricare di mattina presto.... ma mi disse che un poteva.
Dora: Un poteva? Per via d'icch?
Ferruccio: Mah, dice che gli aveva un male a i' capo da non potersi alzare da letto...
Dora (furiosa) Ora quando torna, glielo fo venire io i' male a i' capo! Nato da un cane! Stamani doveva presentarsi a un altro lavoro, scommetto che va in buca anche questo!
Ferruccio: Via, la un se la pigli a codesta maniera. A questo mondo, c' rimedio a ogni cosa.
Dora: (asciugandosi gli occhi con un fazzoletto) No, a avere sposato un imbecille e un fannullone, un c' rimedio!
Ferruccio: Via su, la un si rattristi sora Dora. Cercher di parlarci io e di convincerlo a seguire la retta via. Ora vo su perch l'Albertina, se ritardo, la mi fa un capo come un cestone! Vede? Ognuno ci ha la su' croce!
(Da fuori si sente la voce querula dell'Alberina che chiama)
Albertina: (da fuori) Ferrucciooo...Ferrucccioooo (poi sempre pi acida) Allooraaa, indo' tu ti sei messo? Quanto ci vole a salire queste scale?
Ferruccio (quasi terrorizzato) Sora Dora vo via, i' cesto torner a ripigliallo un'altra volta. Arrivederla, arrivederla!
(Esce frettoloso e agitato)
Dora: Ecco un'altra vittima, proprio come me. L' proprio vero, eh? Chi ha pane unn'ha denti e chi ha denti unn'ha pane, Lui ci ha una moglie impossibile e io un cretino di marito che me ne fa di pelle e di becco. Accident'a me! Avevo a portata di mano l'orologiaio di Borgo La Croce un l'ho vorsuto. Ho preferito i' poeta! Poeta di questo par di...! (a mani giunte davanti alla santa) Santa Marta, stamani gli andava a presentarsi a un lavoro, almeno una soddisfazione, una, dammela!
(Entra Achille, indossa un vestito intero che un tempo era stato elegante, capelli imbrillantinati e in mano tiene un mazzo di fiori)
Achille: (entrando, spavaldo) Donne, c' Achille che co' una manata n'ammazza mille! (porgendole i fiori e canticchiando) Era di maggio, fiorivano i rosi...
Dora: (gelida) Che se' bell'e tornato? Segno poco bono, allora.
Achille: Perch? Tra poco l' l'ora di desinare, un dovevo tornare?
Dora (gi agitata) Ma un tu ti dovevi presentare in quella fabbrica di mattonelle? Allora, come l' andata?
Achille: Ah, non me lo domandare, l' meglio. Si sar stati una ventina: spinte, berci, gomitate nello stomaco che sembrava i' giorno di' castigo. Un po' so' stato, poi gli ho detto Volete passare? Passate, passate e mi so' fatto pi in l. Un mi voglio mica mettere in attrito con la gente, io!
Dora: (subito alterata) Ecco, o divertiti a contare le formicole, ora! Tanto lo sapevo, siamo agli sgoccioli con ogni cosa e lui icch fa? Si scansa dalla fila e fa passare gli altri! D'icch si campa ora, d'aria come le cicale?
Achille: Io so' sfortunato pe' i' lavoro, tu lo sai. Se mi mettessi a fare i' cappellaio, nascerebbe le genti senza testa.
Dora: A te, te la dovrebbero staccare la testa! S' finito i'carosene, tra poco ci tagliano i fili della luce, poi ci chiudano l'acqua e cos si va sotto un ponte e un ci si pensa pi!
Achille: Eeeeh, esagerata!
Dora: Ma io mi domando e dico, ma l'avvenire della tu' figliola un ti preme? Un tu la vuoi vedere sistemata la Silvana? Screanzato e sconsiderato che un tu sei altro!
Achille: (mettendo su una faccia da cane bastonato) Via, ora un mi mortificare. Tu sapessi, c'ho un gomitolino a i' posto di' cuore...
Dora: Per me tu hai un gomitolino anche a i' posto di' cervello, ma dimolto aggrovigliato anche!
Achille: Dora senti, unn'ho voglia di leticare (avvicinandosi mellifluo).... che te lo sei scordato icch l' oggi? L' i' nostro anniversario. Tieni, questi fiori son per te!
Dora: (gi un po' addolcita) I fiori? Dopo tanti anni un me li aspettavo proprio.
Achille: (avvicinandosi, sornione) Come i primi tempi di matrimonio, (agguantandola alla vita) te ne ricordi?
Dora: (completamente arresa) Me ne ricordo s, ma ormai quei tempi un tornano pi. Comunque tu sei stato dimolto carino, s. Chiss che economie tu hai fatto pe' comprami questo mazzolino?
Achille: (candido) Pe' dire la verit gli ho trovati su i' seggiolino dell'autobusse che porta a i' cimitero di Trespiano, positivo qualcuno se li era dimenticati. Per hai visto belli? Via, mettiti i' vestito bono, datti una ravviata ai capelli perch stasera icch ci va, ci vole. Sissignora, stasera ti porto a mangiare fori e poi a ballare...ehm...a proposito (grattandosi la testa, imbarazzato) che ce n'hai punti di soldi te ni' borsetto? Perch io sarei un po' a corto...
Dora: (tirandogli dietro i fiori) Brutto vile, spudorato e bugiardo!
Achille: Via Dora, sta' bona, ti si scalmana tutti i bigodini!
Dora: (amareggiata) Poer'a me! Se penso a come tu mi avevi abituata: la casa sempre piena di fiori, e spesso tu tornavi con un regalino: o un braccialettino d'oro o un neglig di trine...
Achille: Pallina, allora la girava bene! Poi queste carte dannate l'hanno cominciato a non venire, quegli assacci maledetti a non passare. E sai, quando la un dice, la un dice....
Dora: (urlando) E infatti! Appassiti i fiori, venduto i' braccialettino, i' neglig e ogni cosa per pagare i debiti!
Achille: Dora, un ti fare prendere dai nervi...
Dora: (gridando) I nervi? Un me li finisco vai! A stare con te, son bell'e grattati fino all'osso!
Achille: Per quando vincevo, un tu te ne ricordi eh? Tornavo a casa e ...quando un transistor, quando i' macinacaff, quando i' frullatore...
Dora: (ora piangendo) Tutti rivenduti per pagare i debiti che tu hai fatto te!
Achille: (tentando di nuovo di poetare) Era di maggio,
fiorivano i rosi...
Dora: Ma che ti levi di qui?
Achille: Oh insomma icch t'hai, si pu sapere? Che possibile che tu sia ingrugnata anche i' giorno di' nostro anniversario? Vent'anni di matrimonio, un son mica uno scherzo. Vent'anni!
Dora: Gli era meglio se gli avevo fatti di galera, almeno a quest'ora ero libera! E t'hai anche i' coraggio di chiedermi icch ho? In casa un c' una lira, i' frigorifero l' mezzo vto e c' da pagare un altro mese di pigione. Io la mi' casina un la voglio perdere! (isterica) Come si fa ora??
Achille: Eeeeh, icch sar mai! A i' sor Nespola, se la un gli si paga oggi la pigione, la gli si pagher domani...bada l!
Dora: Con questi debiti io un ci dormo la notte, guarda!
Achille: Io devo stare in pensiero e non dormire? Io dormo dimolto bene. Gli hanno a stare svegli i creditori, mica io!
Dora: Ma sentitelo questo sbruffone! L' un anno che un si paga l'affitto! Un anno! Meno male che i' sor Nespola, che Iddio lo conservi, l' un vero signore e gli ha pazienza, senn a quest'ora ci aveva bell'e buttato fori di casa. Ogni tanto manda qui i' ragionier Stiaccini con un sollecito di pagamento...
Achille: (sbuffando) Dora, lo so che bisogna pagare l''affitto arretrato, lo so. Guarda, l'ho anche scritto (frugandosi nella giacca, estraendo un biglietto dal portafoglio e leggendo) Pagare l'affitto arretrato prima che posso E prima che posso l'ho anche sottolineato. Guarda, se un tu ci credi!
Dora: Vergognanti cost! Sconta quella su, l'Albertina... (piangendo di nuovo) i' su' marito un gli fa mancare nulla, gli ha comprato perfino la televisione...(disperandosi) cos la pu vedere anche Sanremo e Domenico Modugno che mi garba tantoooo!
Achille: (andandole vicino, conciliante) Ma che possibile che tu sia sempre agitata?
Dora: (urlando, isterica) So' agitata s, so' agitata! Guarda, levati di qui perch ti darei certi nocchini ni' capo e se poi un ti bastassero, t'ammollo anche una labbrata.
Achille: Donna, ricordati che io so' Achille che co' un ceffone n'ammazza mille!
Dora: Ma icch tu ammazzi te, nemmen le mosche tu ammazzi!
Achille: (andandole vicino e soffiandole all'orecchio) Vieni cocchina, andiamo di l. Ricordati che l'amore fa passare i' tempo...
Dora: .. e i' tempo fa passare l'amore!
Achille: (non arrendendosi e strusciandosi a lei, cantando sull'aria degli stornelli) Bella bambina dai capelli...(poi, guardandola meglio)....dai bigodini rosa, non li guardare gli altri innamorati. Da sottoterra leveresti i morti, da Santa Maria Nova gli ammalati...
Dora: Levati di qui perch senn all'ospedale ti ci mando io ma co' i' capo rotto. E pensare che tu se' stato i' mi' primo amore!
Achille: (suadente) I primi amori sono i migliori, vien qua!
Dora: Lasciami stare, la Silvana la pole scendere da un momento all'altro (e siccome Achille sporge le labbra per baciarla) E gli inutile che tu faccia la bocca a giuggiolo, la un mi passa!
Achille: Vieni, stasera si rif la luna di miele.
Dora: S, i' miele cola e resta...la luna! Sortimi di qui!
Achille: (infilando svogliato i fiori nel vaso) Era di maggio, fiorivano i rosi..accident'a quando siamo stati sposi.
Dora: Ringraziamo Iddio che s' risparmiato i soldi pe' pagare la cambiale. Indo' tu gli hai messi, stamani un m' riuscito di trovarli.
(Achille si mette in un angolo con la faccia mortificata, sul punto di piangere)
Dora: (sospettosa) Icch l' codesta faccia? Sputa i' rospo, icch c'? Un tu gli avrai mica spesi eh?
Achille: (timoroso) No sie, icch tu vai a pensare?
Dora: Allora tutto bene? Si pu stare tranquilli?
Achille (con la faccia di chi nasconde qualcosa) S...s...
Dora: Ah, che sollievo, tu m'avevi fatto quasi paura!
Achille: (pianissimo,vergognandosi) ) A dire la verit...li ho...ati.
Dora: (non avendo realizzato) Che bischero tu sei, sempre con questi scherzi cretini! Suvvia, vai a lavarti le mani. Io levo questa roba e tra poco si mangia: prima io e la Silvana, e poi te. I turni oggi son cos. Accident'a ritrovarsi con du' seggiole sole!
Achille: (un po' pi forte) Li ho...ati.
Dora: (togliendo la roba dal tavolo) E stasera si mette le seggiole pe' le scale e si ascolta la televisione di quelli di sopra. Stasera c' Sanremo...come mi piace Modugno....
Achille: (vociando) LI HO GIOCATI!
(Dora rimane pietrificata, gli occhi sbarrati)
Achille: Dora... un lo fare cos! Dora, per l'amor di' Dio...Dora...
Dora: (avventandoglisi contro come una belva) Ma io ti mando a i' Creatore! Delinquente, assassino, farabutto!
Achille: (correndo intorno al tavolo) Dora, la unn' colpa mia! I' Cincia ci ha pi culo che anima, abbi pazienza! Prima gli ha portato via i' settebello, poi gli ha fatto la primiera e poi anche tre scope, una dietro l'altra!
Dora: Tanto che tu eri barlaccio l'ho sempre saputo! Da quando tu giocasti le fedi nuziali a i' poker e si dovette rimandare i' matrimonio di due mesi. Tu sei un bindolo! Un omo sfiduciato che un d fiducia!
Achille: Dora, via...ti si scompiglia i bigodini...
Dora: (disperata) E ora icch si fa? S' bell'e messo in gobbo i' cottrone, la trapunta e quella bella coperta di pizzo che la mi regal la mi' mamma quando ci si spos. Se con quei soldi la s'era comprata la dentiera, l'aveva fatto meglio, poera donna! Perfino l'tagre di' salotto e l'ottomana, accident'a te e a i' gioco!
Dora: (cercando di scansarla) Via Dora, ti s'alza la pressione...O icch ci posso fare? Cominciai da piccino a giocare i bottoni dei mi' calzoni e poi, su su, quelli di' mi' babbo, i bottoni delle camicie della mi' mamma, quelli delle sottane della mi' sorella...in casa mia s'andava tutti co' vestiti in mano!
Dora: (fermandosi, ansante) Aspetta...aspetta.... ho bisogno di fare uno stacco senn moio!
(esce barcollando verso sinistra)
Achille: (aggiustandosi la giacca) Oh, cos tu mi piaci! A fogarti sempre in codesto modo un ti fa mica bene...
(Dora rientra brandendo un matterello)
Dora: Vien qui, delinquente satanasso! Ti voglio dare in codesto cervellaccio finch un ne ho fatto pur. Un ti salva nemmen Domineddio! (alla santa) Uh, scusa tanto!
Achille: Bada Dora, smetti di vociare perch la va a finire male, eh?
Dora: (spintonandolo) E sai, tremo tutta, guarda!
Achille: Guarda che io so' Achille...
Dora: ...di tutti i' pi imbecille!
Achille: Icch? O ripetilo!
Dora: Certo che lo ripeto, imbecille e farabutto!
(Cominciano a spintonarsi quando entra Silvana, seguita dalla vicina Albertina e da suo figlio Riccardo. La donna suscita antipatia a prima vista mentre il figlio timido e piuttosto bruttino. Dora e Achille, per non far vedere che si stavano accapigliando, improvvisano passi di tango stringendosi appassionatamente ma allo stesso tempo guardandosi in cagnesco)
Albertina: (stupita) O icch fanno?
Silvana: Ballano, la un lo vede? (mettendosi ansiosa alla finestra) A volte torno di fori all'improvviso e loro son l che ballano la milonga o i' foxtrot. Mah!
Riccardo: (saccente) Eh, ma tra poco s'entra in Quaresima e ballare, un si balla pi perch si farebbe peccato. Nella liturgia cattolica bisogna osservare i' precetto...
Albertina: (interrompendolo) Va bene Riccardino, ma un t'esaltare senn ti pigliano le convulsioni. (poi, sbirciando) La vedo un po' vta questa casa, che traslocate?
Dora: No davvero! A me la mi' casina la mi preme e ci sto dimolto volentieri.
Albertina: (notando i fiori nel vaso) Oggi grande festa, eh? Vedo anche i fiori...o che finisce gli anni qualcuno?
Achille: L' i' nostro anniversario di nozze. Che ha qualcosa in contrario, forse?
(Dora gli assesta una gomitata)
Albertina: (osservando i fiori) Sono un po' sbatacchiati per, o chi ve li ha venduti? No pe' fare invidia ma quando ho finito gli anni io, i' mi' Ferruccio gli arriv con un mazzo di rose Mercedes, sa quelle co' i' gambo lungo lungo?
Riccardo: (enfatico) La rosa, il fiore della nostra Mamma Celeste...
Albertina: (scompigliandogli i capelli) Riccardino, bono, un t'agitare.
Dora: Sora Albertina che voleva qualcosa?
Albertina: (incurante, volteggiando per la stanza) Ah, anche casa mia l'ho riempita di fiori: ciclamini, mughetti e pans. La pare un covo di farfalle...
Dora: (guardando il marito di sbieco) Se l' pe' codesto anch'io ci ho di quei farfalloni!
Riccardo: (osservando la mensola) O la settimana passata un c'era Sant'Antonio su questa mensolina, o sbaglio?
Dora: (imbarazzata) S ma a me...mi piace variare. Ora c'ho messo Santa Marta, protettrice delle casalinghe perch ho talmente paura di perdere la mi' casina...
Riccardo: (con supponenza) Eh ma allora lei la ci deve
mettere Sant'Eufrosino!
Dora: San...chi?
Riccardo: Sant'Eufrosino, protettore della casa.
Albertina: Ah, se glielo dice i' mi' Riccardo la pole stare tranquilla, lui li conosce tutti i santi di' Paradiso!
Achille: A' mi' tempi i giovanotti gli attaccavano a i' muro Alida Valli e Isa Miranda, questo gli attacca San Francesco e Santa Chiara! (ironico) Eh davvero, come cambiano i tempi!
Albertina: (carezzandogli i capelli, cosa che lo infastidisce) No per fare invidia ma i' mi' Riccardo gli un ragazzo diritto, volenteroso, obbediente. Gli dico mettiti qui , lui si mette e un rifiata. E cos anche i' mi' marito, eh? (mimando) Ferruccio? L! .E l lui si mette!
Achille: E gli scodinzola anche la coda, ci scommetto!
Albertina: Guardi, almeno si fosse una famiglia con qualche disgrazia, qualche sciagura, invece sie! Si sta tutti bene e a pancia piena: s'ha la casa di nostro, i' mi' Ferruccio porta a casa un bello stipendio, i' mi' Riccardo l'hanno preso commesso in una libreria di libri sacri, o un so' bell'e arrivata a dama? (avvicinandosi a Dora) No, per fare invidia, ripeto, perch poerina, la capisco lei sempre rinvoltata tra cambiali e protesti!
Achille (fremendo) Ora se un si levano di qui....
Dora: (sedendosi) Abbia pazienza, so' contenta per voi ma oggi so' proprio demoralizzata!
Albertina: (invitante) Ma allora stasera la salga un po'
su da noi. Si guarda Sanremo e si mangia du' cenci. Gli ho fatti stamani, la un
l'ha sentito i' profumo pe' le scale?
Dora: (ringalluzzita) Sanremo, l'ha detto? Ma volentieri...
Albertina:(perfida) Uh gi, no un la posso invitare. Viene i mi' cugini stasera, un basterebbero nemmen le seggiole...
Dora: (speranzosa) Ma posso portare la mia...
Albertina: Sie, ci s'entra a buco! La un si confonda, la verr quest'altra volta. (poi, al figlio facendo per uscire) Riccardino andiamo, c' i' caso che i' tu' babbo gli abbia gi finito di apparecchiare la tavola. Icch vi devo dire, gli insiste cos tanto pe' farlo lui...
Achille: (piano) Accident'a chi ce li porta un'altra volta!
Albertina: (sull'uscio, tornando indietro) Gi, che sbadata! Ero scesa per un motivo preciso e quasi me lo scordavo! L'avete saputa la notizia? (quasi con sussiego) ..Stanotte gli morto i' sor Nespola.
Dora: Chi? I' nostro padron di casa?
Silvana: (distogliendosi dalla finestra dove stava facendo dei cenni a qualcuno) I' sor Nespola?
Achille: E come sarebbe successo?
Albertina: Mah, di preciso un si sa. Qui' verso l un l'aveva mai
fatto!
Dora: Vai, ora vu m'avete bell'e messo in convulsione. A chi la si paga la pigione se lui un c' pi?
Riccardo: L'erede ora l' la moglie. Lo dice i' Codice Civile e Santa Romana Chiesa, naturalmente.
Dora: Moglie? O se gli era rimasto vedovo?
Albertina: (abbassando la voce) Dice che s'era risposato con una certa Wanda...una che, dice, l'ha fatto anche la vita! (al figlio) Segnati, Riccardino! Un vi dico altro, anche perch un lo so, senn ve lo direi!
Achille: Vai, ora gli capace che si rifaccia vivo i' ragionier Stiaccini, con quella faccia a bischero!
Albertina: (offesa) Gli i' mi' biscugino.
Achille: Chi?
Albertina: I' ragionier Stiaccini, siamo parenti.
Achille: Maremma, oggi unn'indovino una.
Dora: (al marito) A te bisognerebbe tapparti la bocca ogni volta che ti scappa di aprirla. Tanto icch sorte fori le son tutte bischerate!
Albertina: Via, a questo punto noi si torna su. (maligna) Icch vi si doveva dire, vi s' detto e (con il sorriso sulle labbra) se v'avete bisogno di qualcosa, un fate complimenti. Compratevela! Andiamo Riccardino!
Riccardo: S, mammina.
(esce trotterellando dietro alla madre)
Achille: Accident'a chi ce li ha portati! L' proprio vero: parenti, vicini e figli, come Dio te li d, te tu li pigli.
Dora: (a mani giunte) Santa Marta benedetta, di male in peggio! Ora c' i' caso che venga anche i'ragionier Stiaccini ...
(da fuori si sente una voce nasale che chiama: il ragionier Stiaccini)
Stiacccini: (da fuori) Signori Brindelli? Signori Brindelli? Ma un fa questo campanello?
Dora: (sbirciando dalla finestra) Accidenti, unn'ho fatto in tempo a dirlo che l' bell'e qui! Achille svelto, va a riscontrarlo per le scale.
Achille: Ma speriamo si rompa i' collo!
(esce a destra)
Silvana: Mamma, io andrei in camera mia....
Dora: (ravviandole i capelli) S, poerina almeno tu ti risparmi queste scene. Vai, vai...
Silvana: (piano, mentre esce) Veramente, dalla mi' finestra vedo meglio la caserma di qui' carabinierino che mi piace tanto. Ah, quanto mi piace!
(esce a sinistra mentre Dora mette a posto le due sedie, si ritocca i bigodini, si fa l'ultimo segno della croce davanti a Santa Marta)
(entra Achille seguito da un ometto che cammina tutto compunto. E' un tipo precisino, ha un tic all'occhio destro, porta un evidente parrucchino e parla con voce nasale e stucchevole, finendo le parole in ina. Reca con s una cartella nera dove tiene i documenti)
Achille: (introducendolo) Venga venga, ragionere.
Dora: (fingendosi allegra) Ragionier Stiaccini, che bella sorpresa! La c'ha voluto fare proprio un'improvvisata! (tra i denti) Accident'a chi ce l'ha portato...uh, scusa, Santa Marta.
Stiaccini: (rabbrividendo) Perdincina perbaccolina, che freddo che avete qui dentro!
Achille: Lo fo pe' la mi' moglie, ragioniere. Dice i' freddo gli assoda le cicce e lei la n'ha bisogno.
Dora:(lanciandogli un'occhiataccia) Imbecille!
Stiaccini: Era un pezzettino che non venivo...L'ultimo sollecitino di pagamento ve lo portai la scorsa settimanina...
Achille: (porgendogli la sedia centrale) Ma la s'accomodi, ragioniere.
Stiaccini: Ve lo dico subito, sono venuto a fare un certo ragionamentino per cercare di rimediare il rimediabile. Ora ci si mette perbenino alla tavolina, si piglia tre seggioline...
Dora: Due. Quell'altre l'hanno preso i' volo.
Achille: (per ingraziarselo) La senta, prima si beve qualcosa insieme e poi si ragiona meglio, icch la dice ragioniere?
Stiaccini: (imbarazzato) No grazie, non posso bere...sa...
Achille: Per via d'icch?
Stiaccini: (sempre pi imbarazzato) Ehm...sa ...io purtroppo ho....(sottovoce, indicando) ho le ciliegine sotto e allora non posso....
Achille: (forte) Ah, la c'ha l'emorroidi? Hai sentito Dora? I' ragioniere c'ha l'emorroidi, e sai le son dolorose a caso!
Stiaccini: (indispettito) Ma faccia piano, non gridi!
Achille: (sottovoce) Comunque ragioniere, i' vin bianco un glielo do perch l' vero, fa infiammazione, (poi forte) ma glielo do rosso, cos le sue emorroidi le un se ne accorgeranno nemmeno!
Stiaccini:(sempre pi indispettito) Ma non voci, non gridi! Non c' bisogno di far sapere a tutto il rione che...
Achille: (vociando) ...che l'ha l'emorroidi? Eh, bada l icch sar, la l'ha anche la mi' moglie!
Dora: (gelida) Quanto tu sarai scemo! Comunque vino un ce n', n bianco n rosso. Dispensa vta.
Achille: Ah vabb... tanto i' ragioniere ci aveva l'emorroidi.
Stiaccini: (sbattendo l'occhio) Suvvia, non perdiamo tempo in chiacchierine inutili. Procediamo, per cortesia.
Achille: (piano, alla moglie) Con quell'occhio ballerino mi fa venire un'agitazione di stomaco!
Stiaccini: Vi comunico dunque che, accipispolina, il signor Nespola, proprietario di questo appartamentino, ahim deceduto!
Achille/Dora: (fingendo di non sapere, all'unisono) Noooooo!
Stiaccini: Ebbene s, gli stata fatale questa notte di plenilunio.
Dora: (a Achille, angosciata) La notte di' pediluvio!
Achille: Ci dispiace ragioniere, condoglianze!
Stiaccini: Le condoglianze le farete alla nuova proprietaria, la signora Wanda Ritorcoli, vedova Nespola, la quale vi ha citato in giudizio per mancato pagamento di un anno intero di affitto. Ora, la questione l' semplicina: essendo scaduto per l'appunto il contratto di locazione, ve ne dovete andare. (estraendo un foglio dalla cartella) E questo l' i' preavvisino.
Dora: Coooome??
Achille: Eeeeh??
Stiaccini: Certo, vu fate le vostre valigine, vu ci mettete dentro le vostre robine e...
Achille: Ma grazie, grazie davvero!
Stiaccini: (alzandosi e prendendo la cartella) Prego, un c' di che.
Dora: (allarmata) Achille, di' qualcosa!
Achille: (spingendolo di nuovo a sedere) Via ragioniere, abbia pazienza, ragioniamo un altro po'.
Stiaccini: Non c' nulla da ragionare, caro lei. E' la legge!
Achille: La legge, la legge! Tanto bianchi, neri o rossi l' tutta una gran pappatoria. Altro che legge, altro che politica, caro ragioniere. Siamo pi imbecilli noi a dargli il voto, tanto in Italia, chi fa i' bello e i' cattivo tempo son sempre i soliti.
Stiaccini: (rimettendosi a sedere) Eh eh eh . per tra questi tre colorini che lei ha menzionato...
Achille: (sedendosi anche lui) Quali? Bianchi, neri e rossi?
Stiaccini: Eh, uno di questi partitini, via...la un vorr mica confrontare...
Achille: (per ingraziarselo) Ah certo, i rossi...
Stiaccini: (strabuzzando gli occhi e accentuando il tic) I rossi? I rossi? Mi si alza la pressione a sentire certe cose...
Achille (per rimediare) No dicevo... i rossi, no di certo! Farabutti, pezzi di mota, eeeh!
Stiaccini: Eeeeh, non ci si salva mica! Invece quegli altri...
Achille: Chi?
Stiaccini: Ah, me lo dica lei! Oggigiorno chi potrebbe fare il bene del Paese? E' una domanda facilina facilina.
Achille: (timido, azzardando) I bian... (poi, vedendo che l'altro si agita e sbatte l'occhio) I bianchi no davvero! Troppo insulsi...troppo...troppo bianchi via, un sanno di nulla.
Stiaccini: (con aria arguta, battendogli una mano sulla spalla) E quindi, chi resta? (e siccome Achille alza lentamente il braccio abbozzando il saluto romano) Bravo bravo, vedo con un certo piacerino che la si pensa uguale. (alzandosi) Ma ci si ritorna, eh? Ci si ritorna!
Dora: (disperata) Ma indo' la va, ragionier Stiaccini?
Stiaccini: Vado a riscuotere altri affitti. Quello che avevo da dirvi, ve l'ho detto. (alzando il dito indice) La legge non transige.
Dora: (disperata) Achille, di' qualcosa!
Achille: (alzandosi anche lui) E allora sa icch fo? Ora vo indo' s' appartiene: a i' Sindacato, all' Associazione Poveri Inquilini Malpaganti e sento un pochino come le stanno le cose.
Stiaccini: Ve lo dico io come le stanno: prima vu pagate tutti gli arretrati di cui io mi piglio una lauta percentualina, e poi vu fate le valigine. Anche perch la signora Wanda Ritorcoli vedova Nespola, questa casa la vuole vendere.
Dora: Icch, vendere la mi' casina? Prima v'avete a passare su i' mi' cadavere!
Stiaccini: (prendendo la sua cartella) D'altronde un vu siete mica mancamentati o invalidi! Vu siete solo degli inquilini morosi e un tantino scansafatiche. Tutto qui! Il giudice non potr che darci ragione.
(Dora si accascia su una sedia, la testa tra le mani).
Achille: Comunque caro ragionier Stiaccini, io so' in una botte di ferro. Con il contratto firmato a suo tempo dal defunto Nespola, per trent'anni non posso avere lo sfratto.
Stiaccini: (con un risolino beffardo) Ma la clausolina l'avete letta?
Achille: Che clausolina?
Stiaccini: La nota, il codicillo, la postillina.
Dora: (balbettando) Che...che postillina?
Stiaccini: Se saltavate pi di un mese di affitto, saltava anche il contratto. Non guardiamo se il signor Nespola chiudeva un occhio (accentuando il battito del suo) ma di mesi ne avete fatti saltare dodici. Fanno un anno tondo tondo.
Achille: Di galera che gli darei, sa?
Stiaccini: (andandosene) Fra due giorni torner con la legittima proprietaria e ricordate...chi troppo in alto va, cade sovente, precipitevolissimevolmente!
Achille: La si levi di qui perch gli ammollo un babbuccione, tu vedi indo' lo precipito io! Lei e le sue emorroidi! (andando verso di lui mentre questi fugge) Perch io so' Achille che co' una manata n'ammazza mille!
(Stiaccini esce di corsa)
Dora: (piangendo) Aaaah, lo sapevoooo! La mi' casina, la mi' casinaaaa....
Achille: (cercando di consolarla) Dora, su Dora...
Dora: (rivoltandosi contro, inviperita) Zitto te o ti mangio i' core! (poi al quadro della santa) Santa Marta? Dopo tu sloggi anche te. Meglio metterci San Remo guarda, almeno ci tiene allegri!
Achille: (seguendola con apprensione) Dora senti, ho un'idea...ma se facessi una partitina a poker pe' vincere qualcosina...
Dora: (uscendo a sinistra, isterica, con le mani nei capelli) Aaaaaaaah!
Achille: (seguendola) Dora! Dora!
Si diffondono le note di Tua (versione cantata da Mina)
CALA LA TELA
Secondo Atto
La scena si svolge nella medesima stanza, solo il quadretto sulla mensola cambiato. Non c' pi Santa Marta bens Sant'Eufrosino, protettore della casa. In un angolo c' il cesto di Ferruccio, vuoto. Sul tavolo ci sono rimasti soltanto i calzini bucati da aggiustare.
All'apertura del sipario, mentre si diffondono le note di Serenata Celeste cantata da Oscar Carboni, Silvana in piedi, vicino alla finestra e sta guardando fuori, gli occhi innamorati. Sembra dialogare con qualcuno che in strada, butta un bacio poi fa cenno di no, sospira e butta un altro bacio ancora.
Lentamente la musica sfuma.
Silvana: (alla finestra) Ohi ohi, come gli bello! Che occhi, che bocca... e che baffi! (prontamente ritraendosi) Uh, m'ha visto! (facendo capolino) Oddio, mi fa un cenno... (affacciandosi) S, so' sola...no, un salire! Un salire, t'ho detto! (ridendo) E allora sali,via! (gridando) I' campanello un fa sicch spingi forte il portone....(ritraendosi) Oddio, sale davvero!
(allo specchio si aggiusta la pettinatura, si d dei pizzicotti alle guance per darsi colore, mette in ordine le due sedie e si prepara ad attendere il suo innamorato)
(entra Romeo, vice brigadiere dei carabinieri. Di bella presenza, porta una fascia nera alla manica della divisa in segno di lutto. Parla con uno spiccato accento siciliano)
Romeo: (entrando, con passione) Sivvana!
Silvana: (con altrettanta passione) Romeo!
Romeo: (avvicinandosi) Sivvana!
Silvana: Romeo!
Romeo: (prendendole le mani) Tutte le volte che passavo in perlustrazione in questi paraggi e ti vedevo, il cuore si spremeva come un limone di Sicilia, ah!
Silvana: (poetando) Oh Romeo, Romeo, perch sei tu Romeo?
Romeo: (interdetto) Eh, accuss mi chiamarono, ah....
Silvana: (con enfasi) ...rinnega tuo padre....
Romeo: (accennando alla fascia e facendosi il segno di croce) Defunto di fresco fu.
Silvana: Oh scusa, condoglianze Romeo! (poi imperterrita, con voce drammatica) Rifiuta il tuo nome...
Romeo: (stupito) No, e picch? Romeo me chiamarono, ah.
Silvana: (drammatica) ...o se non lo vuoi, tienilo pure e giura di amarmi, ed io non sar pi una...Brindelli!
Romeo: (preoccupato) Sivvana mia ma te sentisti bene, ah?
Silvana: (con voce tornata normale) Mica tanto, son giornatucce queste. In casa c' un problemino che se un si risolve, l' un pasticcio.
Romeo: Me ne dispiacque assai! Ma io posso aiutarti, vice brigadiere della gloriosa Arma dei Carabinieri sono, ah! Dimmi mia piccola Sivvana (prendendole di nuovo le mani), dolce come un'arancia siciliana.
Silvana: (rabbuiandosi) Eh, te lo dir pi in qua. Intanto, se tu sei venuto per conoscere i mi' genitori, ti dico subito che l' un momentuccio.
Romeo: Ma io vice brigadiere sono! E non ho paura de niente e de nessuni.
Silvana: Eh ma ho paura io! Tu sapessi come sono quando ci si mettano! Uno l' un tornado e quell'altra l' una tempesta...e io so' ni' mezzo!
Romeo: (avvicinandosi) Io l'ho capito sai, qui tu una mosca bianca sei.
Silvana: (in estasi) Una mosca bianca...siciliana.
(entra Achille, con una bella sciarpa di lana al collo, seguito da Ferruccio)
Achille: (parlando con l'amico) Ovidio lo diceva, proprio il grande Ovidio (vedendo poi Romeo) Uh mamma ..i carabinieri in casa mia!
Romeo: (sugli attenti, facendo il saluto) Signori!
Silvana: (piano, imbarazzata) Ehm...uno l' i' mi' babbo.
Romeo: (dirigendosi spedito verso Ferruccio e dandogli la mano) Onorato di conoscerla, signor Brindelli. Mi stavo giusto intrattenendo con la signorina Sivvana perch...
Achille: No, guardi so' io i' su' babbo. (incrociando le braccia come per essere arrestato) La mi' figliola l' innocente, so' io i' colpevole di tutto!
Romeo: (a Silvana) Ma che sta dicendo? Io non lo capisco....(a Achille) Io sono solo venuto per...
Silvana: (interrompendolo) No... che il vice brigadiere qui presente...era venuto in...
Romeo: ...ricognizione, s! Una ricognizione per un normale controllo, ah.
Achille: Guardi che qui c' poco da controllare. Un c' rimasto che la tavola e du' seggiole e tra poco mi sa che parte anche quelle.
Silvana: (vergognandosi) Babbo!
Ferruccio: (notando la fascia) Ma vice brigadiere, vedo che lei l' in lutto...
Romeo: (sospirando) S, un lutto recentissimo affrontai, un dolore incandescente che mi lasci un solco nel cuore come la lava di un vulcano siciliano, ah!
Achille: (inchinandosi) Ma che siciliano, lei? No, perch unn'ero troppo sicuro...comunque, condoglianze brigadiere...
Romeo: Vice. (poi, imbarazzato) Uora che ho controllato, malintenzionati non ce ne stanno, posso scendere avendo lasciato il mio appuntato in fondo alla via.
Achille: Voi carabinieri, sempre in coppia eh? Perch uno sa la strada pe' andare e quell'altro la sa pe' tornare, vero?
Silvana: (dandogli una gomitata) Babbo!!
Achille: Perch, unn' vero?
Romeo: (facendo il saluto) Arrivederci signori e...(con un'occhiata passionale alla ragazza) non detto che qualche volta non mi rifaccia vivo, ah!
Achille:Ma la un si disturbi!
Silvana: (imbarazzata) Venga vice brigadiere, l'accompagno gi....gli faccio strada...(tirandolo) E andiamo!
(escono parlottando dalla comune. Achille li segue fino alla porta, poi si asciuga il sudore della fronte con un fazzoletto)
Achille: Maremma, che paura! Dice gli venuto a fare un controllo ma per me l'ha mandato i' ragionier Stiaccini o quella Wanda, accident'a lei e a tutti i padron di casa che fu stampato. Figli di cani! Io vedi, piglierei i fiammiferi e gli darei foco a tutti quanti sono. Accident'a loro e a chi gli paga...che siamo sempre i soliti!
Ferruccio: (timidamente, facendo il gesto di chi non paga) Che io sappia, te per un tu paghi mica!......Ma dimmi piuttosto, o codesta bella sciarpa che di lana bona?
Achille: (vantandosi) Di certo, bonissima! L'ho presa a chiodo invia Calzaioli, la pagher poi.
Ferruccio: Ah, perch tu paghi a singhiozzo?
Achille: No, a me i' singhiozzo mi viene a pagare. Ma lo sai come diceva il grande Ovidio? (declamando) Finch sarai fortunato, conterai molti amici. Ma se ci saranno nubi, tu sarai solo. E gli proprio cos, caro Ferruccio!
Ferruccio: (stringendosi nelle spalle) Mah.... io tu lo sai, lavoro a i' Mercato Centrale e ortolani con codesto nome unn'ho mai conosciuti punti.
Achille: (tirandogli uno schiaffetto) Santa e beata ignoranza! Icch tu ne vuoi capire, te! Io invece so' un artista, un verseggiatore. Senti, l'altro giorno ho composto questa poesia, senti se la ti piace: (schiarendosi la voce, poi con enfasi) Si scopron le tombe/ si levano i morti/i martiri nostri son tutti risorti...
Ferruccio: Ma scusa, per...
Achille: Zitto! (continuando) Le spade nel pugno/gli allori alle chiome/la fiamma ed il nome d'Italia sul cor!...eh?
Ferruccio: Accidenti bella! La mi ricorda qualcosa che ho gi sentito ma un mi viene in mente icch...
Achille: Lo so io, te tu conosci questa: (con enfasi) Si scopran le pentole/si levino i fagioli/avanti figlioli/venire a strombettar. Ma la mia, un fo per dire, l' dimolto meglio.
Ferruccio: Bella s, accidenti! O come le ti vengano, eh?
Achille: Talento naturale, ciccio! E poi ne ho scritta un'altra: (declamando) Eran trecento/eran giovani e forti/ con le mutande lunghe/e i pantaloni corti....
Ferruccio: Anche questa la mi dice qualcosa...
Achille: L' cos che va i' mondo, caro Ferruccio, un poeta come me fa la fame mentre un ignorante come te si permette anche la televisione. Bando alle ciance, stasera vo a i' barre e, se vinco, altro che Sanremo! Piglio la Dora e la porto ni' meglio albergo di Firenze, ah no? ...A proposito, un tu avresti mica qualche spicciolo da prestarmi?
Ferruccio: Abbi pazienza, io ti so' amico ma t'ho prestato cinquemila lire anche l'altro giorno, con quelle della settimana prima, le fanno dieci. Se la lo scoprisse l'Albertina, sto lustro!
Achille (facendo la faccia triste) Mica per me, sai ma l' i' compleanno di quella figlioluccia. L'aveva visto un vestitino e allora...
Ferruccio: Ah allora se l' cos, i figlioli son sacri!(estraendo il portafoglio dai pantaloni) Tieni, ma ricordati che i' debito gli aumenta.
Achille: Grazie, tu sei un amico, grazie, Ma mi raccomando, l' una sorpresa, che un ti scappi detto alla Silvana e men che mai alla mi' moglie!
Ferruccio: Figurati! O che andrei a sciupare una sorpresa?
Achille: Iddio te ne renda merito e anche (accennando al Santo) Sant'Eufrate, l come si chiama. Ora va di moda quello. (piano tra s intascando i soldi) E sempre sia lodato quel fesso che ha pagato!
Ferruccio: Ma che continui ancora a giocare?
Achille: O nacchero, a me i' gioco mi mette un non so che addosso, una febbre, un'ebbrezza, un pizzicorino...poker, sette e mezzo, terzilio, scopa....icch c', c'! Meglio che andare con la mi' moglie, guarda! Tu dovresti provare anche te. Magari, con codesta faccia a bischero, c' i' caso che tu abbia anche culo.
Ferruccio: (intimorito) No no, io un gioco.
Achille: Allora? Fumare un tu fumi, bere un tu bevi, giocare un tu giochi...(confidenzialmente) ma almeno all'amore che fai? (e siccome Ferruccio va un gesto come per dire poco) E ho bell'e visto via, te t'hai i' male dell'agnello: t'aumenta la pancia e ti diminuisce...t'hai bell'e inteso icch! Oh gioca, no?
Ferruccio: Mah...io un lo so se...
Achille: (tentandolo) Ma ci pensi, se tu vincessi, tu potresti anche cambiare vita! Per esempio, icch ti garberebbe fare?
Ferruccio: (illuminandosi) Mi vorrei comprare una barca, s! Ma mica grossa eh, una barchetta pe' andare a pescare.
Achille: E allora stasera vien con me, da' retta! Si gioca in coppia e la posta tu la metti te, io poi te la rendo con comodo. E ricordati questa regola, (mollandogli una pacca sulle spalle) le mutande e gli assi un si calan mai!
Ferruccio: Mai!
Achille: Mai!
(da sopra si sente provenire la voce antipatica di Albertina che chiama il marito)
Albertina: (da fuori) Ferruccioooooo....Ferruccioooo? O indo' tu ti sei messoooo?
Ferruccio: (intimorito) L'Albertina la mi chiama...ripiglio i' cestino....
Achille: Vai, poerino vai, un tu abbia a buscarne. Ti ringrazio e ti saluto, con la tromba e con l'imbuto. Tante care cose! E ricorda, gli assi e le mutande...
Feruccio (contento) Non si calan mai!
(esce con il cesto)
Achille: E bravo bischero! Sempre a farsi comandare a bacchetta da quella strega della su' moglie. (con enfasi) Un omo invece deve prendere in mano la situazione senn rimarr sempre un cacherello d'omo. Io invece so' Achille che co' una...
(entra Dora, seguita da Riccardo. Lei non ha pi i bigodini bens il velo di chiesa sulla testa e lui in mano tiene il libretto delle preghiere)
Dora (al marito): Lo sapevo che tu eri bell'e a casa, sai?
Achille: O che m'hai sentito all'odore?
Dora: S, di cognacche! Dopo unn'andare via perch bisogna pensare a come risolvere quella situazione .che tu sai.
Achille: (facendo il saluto militare) Agli ordini, signora! (poi allusivo, a Riccardo) Allora Riccardino...ragazzine?
Riccardo: (quasi scandalizzato) No sie, ma che scherza sor Achille!
Achille: Bah, la un t'abbia a fare male a codesta et! (poetando e tirandogli uno schiaffetto) Diceva Cicerone al figlio Aristodemo Non te ne fare troppe senn diventi scemo!
Dora: O che lo lasci stare? Vieni Riccardo, vieni a vedere icch ho messo a i' posto di Santa Marta.
Riccardo: (estasiato) Sant'Eufrosino! Allora la m'ha dato retta! (aprendo il libretto) Guardi, sfogliando i' libro dei Santi, la poteva ben scegliere il Santo Profeta Re David, oppure Santi Cosma e Damiano, Sant'Ermolao....
Dora: Accidenti, quanti sono!
Riccardo: ...e San Nettario! Ma Sant'Eufrosino per la casa l' i' pi indicato!
Dora: Grazie, tu sei proprio un ragazzo d'oro, te! Come i' tu babbo, nato e sputato.
Riccardo: (schermendosi) Sie, la si figuri! La Silvana la un c'?
Achille: L' scesa gi a accompagnare i' vice brigadiere, un tu l'hai vista?
Dora: (allarmata) I' brigadiere??
Achille: Vice. Per me l'ha mandato qui' farabutto dello Stiaccini...oh, eccola guarda!
(da destra entra Silvana, scarmigliata, con il rossetto sbaffato e l'affanno)
Silvana: (pulendosi il viso e sistemandosi i capelli) Eccomi, eccomi.
Dora: (osservandola) Uhm...per me quest'Arma dei Carabinieri...qui gatta ci cova.
(da fuori si sente la voce sgradevole di Albertina)
Dora: (da fuori) Doraaaaaaa! Doraaaaaa, che qui i' mi' Riccardinoooo?
Silvana: (apprestandosi a aprire) S, gli qui.
Albertina: (entrando) Vieni stellino che tra poco si mangia e stasera si guarda Sanremo! Ieri sera la Nilla Pizzi l'aveva un vestito! E anche la Betty Curtis, l'era elegante a caso! Peccato che un vu ce l'avete la televisione perch l' stata proprio una gran bella puntata!
Achille (piano) Gliela darei ma nei denti, la puntata.
Albertina: Siccome i mi' cugini un potettero venire, allora si pens di invitare quella di faccia con i' su' marito e i' su' socero...
Dora: (rimanendo male) Ah s? Ma guarda, carina!
Albertina: (storcendo la bocca) ...ma tra semi di zucca e noccioline di' Brasile, m'hanno fatto un porcaio in terra, neanche fossero stati delle scimmie! Con i' mi' Ferruccio allora s' deciso...anzi, io ho deciso, ch ch un si invita pi nessuno e la si guarda tutta per noi.
Dora: Buon pro vi faccia!
Albertina: (rabbrividendo) Madonna che freddo vu ci avete! A proposito, ancora tre mesi di questo tempaccio e poi (mimando) ...costume elasticizzato, cuffia di gomma a fiori, gommone gonfiato a piede e via, a Viareggio a mettere a mollo le chiappe, no?
Riccardo: (segnandosi) Ma mamma! Queste parole!
Albertina: Uh, scusa tesoruccio. (poi, perfida) E voi, invece?
Dora: (sospirando) Noi si resta qui.
Albertina: Come, un va i' sor Achille un po' a riposarsi?
Dora: Se l' per codesto, lui un ci ha di questi problemi, si riposa tutto l'anno.
Silvana: Alla fine, noi s'andr in riva all'Arno, come sempre!
Albertina: (sogghignando) La Viareggio dei disperati! No per fare invidia ma noi s' bell'e fissato alla Pensione Rosa: vicina a i' mare, pulita e poi, come si mangiaaa! Certi piatti di spaghetti alle vongole, certe fritturine crocchenti!
Riccardo: (giungendo le mani come per pregare) Certi capelli d'angelo alla pommarola! Certe avemmarie e paternostri a i' burro!
Achille: (facendo per afferrare una sedia) Ora se continuano gli lascio andare una seggiolata!
Silvana: Fermo babbo, per carit, senn ce ne rimane una sola!
Albertina: (continuando imperterrita) No per fare invidia ma domenica s'and tutti e tre con la Seicento alla Consuma. Quanto s' mangiatoooo! A strippapelle, proprio!
Riccardo: Davvero, un se ne poteva pi!
Albertina: Gli basti dire che i' giorno dopo c' toccato purgarci!
Achille: Ma lei la un ragiona che di mangiare, ma icch l'ha, i' verme sanitario?
Albertina: Ma veramente...
Achille: Accidenti, io dico la mangerebbe un presepe con tutti i pastori!
Riccardo: (offeso, sottovoce) Andiamo mamma perch qui si scivola nell'imprecazione, si scende nella blasfemia, ci s'avviluppa nello sproposito e io questo un lo posso tollerare. E poi, (guardando l'orologio) prima che faccia buio tu lo sai, ho da dire i vespri, come tutte le sante sere che Nostro Signore mette in terra..
Albertina: S poerino, andiamo. (a presa di giro) Buona serata, e se vi manca qualcosa un fate complimenti, compratevela, eh?
(escono dalla comune)
Dora: (tappandosi il naso) Madonna che puzzo!
Silvana: Maremma, che tanfo!
Achille: Mangeranno anche bene ma...cacano tanto male! No per fare invidia.
Dora: (togliendosi il velo) Lasciateli perdere e veniamo ai nostri affari piuttosto perch qui la faccenda la si fa barbina. E sai gli tutto i' giorno che mi baco i' capo. So' andata anche in chiesa ma una soluzione la unn' saltata fori.
Silvana: (sedendosi sconsolata) E bisogna trovarla anche alla svelta perch oggi ritorna i' ragionier Stiaccini.
Achille: (con fare da gradasso) Lo Stiaccini? Maremma cane, lo stiaccio come una noce se si riaffaccia, perch io so' Achille Brindelli...
Dora: S, Cristo lo fece e butt via i modelli! (poi, al santo) Uh, scusa, eh? (quindi, al marito) Sta' zitto Achille, che devo pensare.
Achille:(sedendosi sconsolato) Comunque, per me un resta che pigliare altri quattrini a strozzo, per vedere se si rabbonisce questa Wanda.
Silvana: Bravo babbo, cos dopo ci tocca a vendere anche le mutande!
Dora: (smaniando per la stanza come una forsennata) No macch, va trovata un'altra soluzione. (supplicando il santo) Illuminami! Indo' un c' malignit un c' peccato, vero Sant'Eufra...San Frus...insomma, tu m'hai capito!
Achille: Eccola lei chi la vole, l' sempre a biascicare paternostri davanti a qui' santo...(poi, accorgendosi) ...ma un c'era una santa, prima? Ah ho capito, tu sei per l'alternanza politica, te.
Silvana: (stringendosi la testa tra le mani) Zitto babbo, pensiamo a una soluzione!
Achille: Accident'a i' boia. Almeno se ieri avevo vinto! Ma i' solito Cincia gli aveva i' regio, i' settebello e poi anche l'asso. Eh miseriaccia infame, se la unn' mela quella! Almeno avessi avuto un asso nella manica!
Dora: (fermandosi di scatto) Icch t'hai detto?
Achille: Che i' Cincia gli ha mela. E l' la verit, i' piatto gli sempre i' suo....
Dora: (rimuginando) No, dopo...icch t'hai detto? (comprimendosi la testa) Eppure...eppure....
Achille: Dora sta' ferma co' i' pensiero perch tu m'ha bell'e fatto girare i' capo abbastanza.
Dora: (illuminandosi tutta) Eccoooo! Ho trovato icch ci vole! .L'asso nella manica!
Silvana: Mamma, ma icch tu dici?
Dora: (euforica) Per non farci buttare fori di casa, ci vole un asso nella manica. E quest'asso...vu sarete voi!
Achille/Silvana: (all'unisono) Noi??
Dora: Come disse i' ragionier Stiaccini? (imitando la sua voce nasale) d'altronde un vu siete mica mancamentati o invalidi...e invece s! Te Achille tu farai da cieco e te, Silvana tu fingerai d'essere incinta. Eh, icch vu ne dite?
Achille: (alla figlia) Nina, a San Salvi tengano solo i' campionario ma quelli veramente grulli son tutti fori. Una eccola l.
Dora: No, ti dico! Per legge un possano buttare fori un cieco e, a maggior ragione, una ragazza incinta. Ma un vu lo capite? Questo sar i' nostro asso nella manica! (correndo al cassetto del mobile, estraendo un paio di occhiali neri, mettendoli a forza al marito, poi prendendo un cuscino tondo dalla sedia e porgendolo alla figlia) Forza, mettitelo sotto i' vestito. (Silvana, eseguendo riluttante) Perfetta, tu sembri di sette mesi!
Achille: (togliendosi gli occhiali neri) Dora, fai un bel respirone e ricomincia da capo perch un s' capito nulla.
Dora: (paziente) Ricapitolando: te cieco, (alla figlia) te incinta e io...(provando a arrancare) io zoppa? Icch vu ne dite?
Achille: Ma a te ti manca qualche ruzzolina all'ingranaggio, sai?
Dora: Tu hai ragione, meglio unn' esagerare. Io resto come sono, i disgraziati vu li fate voi.
Achille: (ribellandosi) Senti Dora, io un voglio fingere d'essere cieco!
Dora: Unn'importa che tu finga perch ti caccio du' diti negli occhi e t'acceco per davvero. Se ci si trova in questa situazione l' tutto per colpa tua!
Achille: (capriccioso) Senti, io i' cieco un lo fo. Se mi vedano que' ragazzi a i' barre, c' da farsi pigliare in giro per i prossimi vent'anni. Un potrei...che so...tipo... ballonzolare e fare l'imbecille?
Dora: Quello unn'importa, imbecille tu sei di gi di tuo. Date retta a me, questa situazione tragica la li commuover e quella Wanda la firmer la rinuncia allo sfratto. (risoluta) Basta, ho deciso, si fa cos, te cieco...
Achille: Per me si va in galera.
Dora: ...e te Silvana, incinta!
Silvana: Volta la carta e pggiora. Te babbo tu farai anche i' cieco ma a me mi tocca i' disonore!Per...icch tu dici? Tentare si pu tentare...
Achille: A tentare si busca sei mesi, bada.
Dora: Secondo me invece la cosa la pu funzionare. Vedrete, si piglieranno come du' pesci all'amo! Su, si prova. (alla figlia) Te fai la donna incinta, cammina un po' a gambe larghe e lamentati un pochino...
Silvana: (tenendosi le mani sulle reni, camminando a gambe larghe e lamentandosi) Ohi ohi...lo fo ...ohi ohi...cos?
Dora: Perfetta, tu sembri gi su i' travaglio. (poi, al marito) Te piuttosto, fammi vedere.
Achille: Senti, io i' cieco un lo so fare...
Dora (sbrigativa) Vieni, pochi daddoli! L'hai mai viste le talpe cieche, quelle di campagna? Uguale! Mettiti cost e fai finta di non vedere.
Achille: Bah, l' come dirlo! Ma gli occhi come li devo tenere, in su o in gi?
Dora: O che lo so, mettiti gli occhiali da sole cos siamo pi sicuri. Su, provate!
(Silvana cammina come sopra, lamentandosi e Achille brancola inciampando dappertutto)
Dora: Bravi, cos!
Achille: (togliendosi gli occhiali) Oh saputona, i' ragionier Stiaccini gli venuto ieri l'altro e io ci vedevo dimolto bene. Icch gli si racconta ora?
Dora: Un ti preoccupare, qualcosa mi verr in mente. Allora, intesi?
Silvana: Poerini! O bene bene o... male male!
Achille: C' una terza ipotesi.
Dora/Silvana: (all'unisono) Quale?
Achille: In galera in galera.
Dora: O sta' bono! So icch dico. (pensando) Per...certo un vu vi potete mica sempre comportare cos? Metti che la scenda gi quell'esosa dell'Albertina...
Achille: ...o qui' torsolo di Ferruccio!
Silvana: ...o qui' mammalucco di Riccardo!
Achille: (piombando a sedere) Ecco, bell'e crollato i' piano della saputona.
Dora: No, invece, basta trovare tra di noi una parola d'ordine e quando la si sente...via, ognuno a i' su' posto di combattimento. Te con gli occhiali e lei co' i' guanciale.
Silvana: S, ma che parola?
(dalla finestra si sente la voce esosa dell'Albertina che canta, gorgheggiando E piove pioveeee sul nostro amorrrr)
Dora: Eccola la parola! PIOVE! Quando vu sentite dire cos, chi c' c', s'entra in azione! Va bene?
Silvana (agitata) Ohi ohi, mi viene i' tormento...
Achille: E a me i' giramento. Ora vo a buttarmi su' i' letto perch con queste trappole tu m'hai bell'e spossato, guarda!
Silvana: (togliendosi il cuscino e portandolo con s) E io vo a truccarmi perch, incinta o non incinta, io stasera vo a i' cine.
(escono a sinistra, bofonchiando)
Dora: E io mi metto all'anima quei calzini bucati perch li voglio finire a tutti i costi.
(da fuori si sentono delle voci di donne)
Speranza: (da fuori) Eppure dev'essere qui i' quartierino...
Veneranda: (da fuori con un timbro di voce altissimo) Ma un l'hanno i' campanello?
Speranza: (da fuori) Mah, io un lo vedo...
Veneranda: (da fuori, vociando) Brindelli? .Brindelli?
Dora: (alzandosi, preoccupata) Vai, e ora chi c'?
(entrano Speranza e Veneranda, due sorelle anziane. Sono vestite in modo antiquato con buffi cappellini, le borsette strette al petto. Speranza porta un bastone e occhiali spessi perch ci vede poco mentre Veneranda ha il corno acustico e vocia come tutti i sordi.
Speranza: Buongiorno signora, io sono Speranza...
Dora: S, e io so' carit!
Speranza: E questa mia sorella Veneranda. Siamo venute a vedere l'appartamentino. La signora Wanda ci ha detto di averlo messo in vendita e noi saremmo interessate.
Dora: (piano) Figlia di bona donna, la unn'ha perso tempo! (facendole entrare) Entrino pure ma, come la vede, la casa l' occupata.
Speranza: Eppure la signora Wanda ha detto proprio cos.
Veneranda: (a voce alta, sbirciando) Bellino, mi sembra proprio bellino! Un po' vto ma.... bellino, questo quartierino!
Dora: Quartierino...chiamiamolo con i' su' vero nome....topaia!
Speranza: Eppure la signora Wanda ci ha assicurato che la casa era bella, ariosa...
Dora: Ariosa, anche troppo! Si piglia tutto i'vento che viene da Monte Morello. E meno male, almeno porta via tutti gli scarichi delle automobili perch qui ne passano, eeeh!
Speranza: (preoccupata) Parecchie?
Dora: Eeeeh, tra macchine, lambrette e tramvai, trema altro che vetri! E la notte un c' verso di dormire. E poi, c' un umidoooo!
Speranza: Davvero? Povere le mi' ossa, per l'amor di Dio!
Dora: (rincarando la dose) Che ve ne ricordate voi di certi aprili e certi maggi che veniva gi un' acqua a catinelle? Ecco, tutte le pentole e i tegami s'avevano distesi sull'impiantito. Lo sa? Perfino i' bricco su i' comodino mi toccava tenere. Tutta la notte con quella gocciola: plin...plin...plin ... ni' bricco! S perch, come viene un po' di pioggia, i' tetto diventa un colabrodo!
Speranza: Ma la scusi, voi non state mica a tetto...
Dora: (inventando) Eh ma l'acqua la si infiltra nei muri, l'entra nelle sgretole delle persiane, la penetra dai tubi, sicch c' un umidoooo! Tutti gli anni ci tocca rimbiancare perch le pareti le fanno la muffa.
Speranza: Ma basterebbe chiamare qualcuno che si occupi della manutenzione dell'impianto idraulico...
Dora: I' tennico? Se ne sar chiamati una decina ma a nessuno gli riuscito di trovare i' baco!
Veneranda: (vociando) Ma icch l'ha detto? Io unn'ho inteso nulla.
Dora : Ho detto che ci piove! (e siccome quella non capisce) Ci PIOVE!
(al richiamo di quella parola entrano Achille, brancolando con gli occhiali neri, e Silvana con il cuscino sotto il vestito)
Silvana: (reggendosi le reni) Ohi ohi...ohi ohi...
Achille (incespicando e urtando il tavolo) Ohi, accidenti a i' boia ladro! Che male!
Dora: (rimandandoli indietro) No, via! Via! Un sono loro! Tornate in l!
Speranza: (impaurita) O questi chi sono?
Dora: Eeeh, siamo una famiglia dimolto disgraziata! I' mi' marito ci ha avuto .un'irritazione a i' bulbo... culare e gli diventato cieco all'istante. Mi ricordo che qui' giorno che torn di fori, stent quasi a trovare l'uscio di camera. Si mise a letto, con le mani su i' petto.... cos, pareva esposto.
Achille: (piano) Ora unn'esagerare!
Speranza: (sinceramente colpita) Sant'Iddio!
Achille: (piagnucolando) E la nostra figliola l'aspetta una creatura: incinta e nubile, un c' la peggio.
(Achille e Silvana escono di nuovo a sinistra, l'uno brancolando e l'altra lamentandosi)
Dora: Allora, se vu volete continuare i' giro, vi dico subito che un funziona bene nemmeno l'impianto elettrico. Ogni settimana c' un corto circuito e dalle tubature sale un puzzo di marcio tutte le volte che piove.
Veneranda: (vociando, il corno acustico all'orecchio) Come?
Speranza: Quando piove.
Veneranda: Quando che?
Dora/Speranza: (all'unisono) Quando PIOVE!
(Entrano di nuovo Achille e Silvana, come sopra)
Achille: (lamentandosi) Ohi ohi, unn'ho la forza di alzare nemmeno un tovagliolo...(a tentoni, sedendosi) la gamba la mi fa giacomo-giacomo...(muovendola esageratamente) Oddio, la gamba la balla da sola...e ora?
Dora: (avvicinandosi, minacciosa, a denti stretti) Smetti di fare i' cretino. T'ho detto di fare i' cieco e allora fai solo i' cieco, imbecille!
Veneranda: (vociando) Che ci fa vedere le camere?
Achille: Camere...du' bugigattoli larghi di qui a l. (mimando) Se la dicesse di sgranchirsi i bracci, bisogna che la spalanchi l'uscio di' gabinetto senn la batte ni' muro.
Veneranda: (vociando) Icch gli ha detto? I' letto gli duro? Bah, ci si dorme meglio!
Achille: (spazientito) No, ho detto l'ho duro, ora gnene fo vedere...
Dora: Achille, falla finita!
Silvana: (a Speranza) Ma poi, d'estate c' un bollore in queste stanze! La creda, si dura fatica a respirare. E poi uno piglia le malattie, qui c' altro che microbi!
Speranza: Uh, per l'amor di Dio!
Silvana: A ripensarci, mi sembra anche ora di non respirare per nulla bene...(fingendo) Oddio lo fo..lo fo davvero...oddio!
Dora: (fingendo) Silvanina, presto, mettiti a sedere!
Veneranda: (vociando) Da bere? No grazie, noi un si beve che acqua, e pe' risparmiare solo l'acqua di' Sindaco, cio della cannella! Comunque dimolto gentili, vah!
Silvana: (fingendo) Sto meglio, grazie, sto meglio...(poi grattandosi la schiena alla spalliera della sedia) Ah che godo per, grattarci quando ci pizzica. Scusate ma in questa stagione, io un lo so icch vien fori dai muri.
Dora: (cogliendo la palla al balzo)A parte le piattole sotto all'acquaio, ci devono essere anche altri animalini tipo pulci, sapete? Comunque ... ci si fa l'abitudine!
Speranza: (inorridita) Per l'amor di Dio!
Achille: (alzandosi) S, a quelle s, le son certe cosine piccine, le un si vedono nemmeno sicch un ci si fa caso. Ecco, ai topi invece, ancora un siamo stati boni di abituarci.
Speranza: (inorridita) Perch, ci sono anche.... i topi?
Dora: ...e a volte anche qualche talpa! L'altro giorno i' mi marito un la vide, cieco come gli , la stiacci co' un piede, in terra fece un porcaio!
Veneranda: (gridando) I' solaio? Mah, a vedello sembra bono. (guardandosi intorno) Bellino questo quartierino, icch tu dici Speranza?
Speranza: (prendendola per un braccio) Dico di andare via subito (a loro) Scusate ma il vostro appartamento non ci interessa. (spingendo la sorella) Veneranda, andiamo! Andiamo, presto!
Veneranda: (gridando) Perch? A me mi pareva bellino! (e siccome l'altra la strattona per uscire) Oh, un tirare, un tirare t'ho detto!
(escono bofonchiando)
Dora: (lasciandosi cadere sulla sedia e sventolandosi) Ohi ohi, che passione! So' sudata intinta! Credevo che fossero i' ragionier Stiaccini e quella Wanda!
Silvana: (togliendosi il cuscino da sotto il vestito) Eh, l'erano un cataplasma di per ridere, quelle due!
Achille: (togliendosi gli occhiali) Meno male che le si son levate da'...
Dora: (fulminando il marito con un'occhiata e indicando la figlia) Achille! ...si dice dai tre passi.
Achille: (candido) E io icch stavo dicendo? Meno male che le si son levate dai tre passi da' coglioni!
Silvana: (ridendo) Comunque le prove generali le sono andate alla grande. Icch vu dite? Quelle due le ci son cascate piene!
Achille: Mah, speriamo sia cos anche domani. (infilandosi gli occhiali) Intanto io vo a allenarmi, vai!
(esce a sinistra brancolando)
Silvana: E io vo a prepararmi (buttando per aria il cuscino) perch stasera vo a i' cine con Romeo, altro che Sanremo!
(esce a sinistra, felice)
Dora: (raccogliendo stancamente il cuscino e avvicinandosi al santo) San Fru...Sant'Eufra... insomma, San Coso, lo sai icch ti dico? Fare male l' peccato ma a volte fare i' bene l' sprecato. S, lo so icch tu pensi ma si ragiona bene quando si sta sull'altare o appiccicato a i' muro...ma io qui ho da baccagliare, sai? Sicch ora si fa come dico io. E te zitto senn a i' tu' posto ci metto San Remo!
(Partono le note di Nessuno cantata da Mina mentre Dora esce a sinistra, sventolandosi per l'agitazione)
CALA LA TELA
Terzo Atto
La scena si pare sulla stessa stanza. Sulla mensola, al posto di Sant' Eufrosino, adesso campeggia il ritratto di San Giobbe.
Al tavolo sono seduti il ragionier Stiaccini e Wanda, una bionda vaporosa che indossa una gonna verde e una camicetta di seta gialla. In testa porta un enorme cappello ornato eccessivamente di fiori. All'attaccapanni appesa la sua pelliccia. Sembra avere molta fretta e lancia continue occhiate all'orologio.
Sul tavolo sono sparse carte e documenti che il ragionier Stiaccini sta consultando.
Dora, con un grembiule sopra il vestito, in piedi vicino alla mensola del santo e, con gesti eloquenti, si sta raccomandando a lui.
All'apertura del sipario si diffondono le note di Due gattini cantata dal Duo Fasano.
Dora: (piano, al santo) San Giobbe, aiutami te! Stavolta dammela te la pazienza di sopportare questi due impiastri!
Wanda: (sbrigativa) Allora, che ci vuole ancora dimolto? Mi sono rotta la schiena per venire qui con l'autobusse. Un'ora ci ho messo, da piazza di' Domo a queste lande.
Dora: (sforzandosi di essere gentile) Guardi, a me mi dispiace tanto pe' i' su' marito. Sincere condoglianze da tutta la famiglia Brindelli.
Wanda: (estraendo una sigaretta, quasi seccata) Cose che succedono.
Dora: Per, chi l'avrebbe mai detto! I' sor Nespola gli era i' ritratto della salute con quelle du' gote belle piene, qui' bel colorito a brodo di trippa...
Wanda: Senta, andiamo al sodo perch vado di fretta.
Dora: (punta sul vivo) La sigaretta per la un l'accenda perch la m'appesta tutta la casa, abbia pazienza.
Wanda: (con un risolino beffardo) Interessante, ma ora la casa l' mia e quindi me ne infischio di quello che gli d noia e continuo a fare proprio i' mi' comodo.
Dora: Ah s? (togliendole la sigaretta di mano, aprendo la finestra e gettandola gi) Ora i' mi' comodo l'ho fatto io e, di certo, ora si ragiona meglio!
Wanda: Questa poi!
Stiaccini: (con voce nasale) Ma indo' l' i' signor Brindelli? Senza di lui non si pu cominciare.
Wanda: (infastidita) Stasera c' anche la finale di' Festival e un me la voglio certo perdere!
Dora: Io credo che i' mi' marito sia ancora a letto. Sono andata prima a vedere, pareva un tordo rinvoltato nella salvia! (riprendendosi) Ehm..comunque poerino .vu vedessi in che condizioni l' ora....
Stiaccini: Ma se ci siamo visti due giorni fa?
Dora: Eh, ma ora un si riconosce, sa?
Wanda: Senta, queste le un son cose che mi riguardano. Io, Wanda Ritorcoli vedova Nespola, sono venuta a legittimare lo sfratto, sissignora, e su questo... un ci piove!
Dora: (vacillando alla ferale notizia) La scusi...co..come l'ha detto?
Stiaccini: (scandendo a voce alta) Un - ci PIOVE!
(entrano prontamente da sinistra Achille, con gli occhiali neri brancolando, e Silvana con la sua pancia, lamentandosi mentre Wanda e lo Stiaccini rimangono di stucco)
Dora: Che avete visto in che situazione siamo? (guidando il marito verso Wanda) Vieni Achille, saluta per benino la signora Wanda Ritorcoli vedova Nespola.
(Lui inciampando apposta, le pesta forte un piede)
Wanda: (stizzita) Accidenti, m'ha pestato i' lupino! Ohi ...ohi...
Achille: Uh la mi scusi, pardonne! Ma sa...(candido) per l'appunto un ci vedo!
Stiaccini: Ma perdindirindina! Perbaccolina! Cosa mai successo al signor Brindelli?
Dora: (al marito) Achille, dagli la manina per benino a i' ragionier Stiaccini...
(Achille fa apposta a non dargliela, fingendo di mancare la presa e assestandogli invece manate)
Stiaccini: Ma cosa fa? Stia fermo con le mani!
Dora: Poer'omo, guardate come m' rimasto...un disgraziato, un nullatenente nullavedente!
Wanda: Ma che diamine successo?
Achille: Gli successo che....
Dora: (intervenendo, prontamente): Gli ha avuto un'irritazione a i' bulbo...culare.
Wanda: Il bulbo...
Dora: .culare, s!
Achille: E sicch ho dovuto....
Dora: (interrompendolo di nuovo) ...a regola gli deve aver dato noia i raggi ultraviolenti di' sole. Che vole, a stare tutto i' giorno davanti all'uscio d'un barre!
Achille: (alla moglie, stizzito) O alloraaa! So' cieco ma mica muto, eh? Lascia parlare anche un po' me, tu sembri una mitragliatrice!
Dora: (prendendolo da una parte, piano) Tu sei pi duro d'un pino d'abeto! Sta' zitto e lascia parlare me. (poi, pi forte) Vedete che scatti, poerino. Gli rimasto menomato anche un po' ni' cervello.
Stiaccini: Ma la prima volta ind gli ha preso questo male?
Dora: Mi pare dalle parti di piazza Donatello, vero Achille?
Stiaccini: No, intendevo dire da dove cominciato?
Achille: (inventando) La scossa elettrica la mi cominci da i' calcagno, la mi sal lungo lungo fino alla spalla e mi si ferm agli occhi. Tutti e due.
Stiaccini: Ma ... grave?
Dora: (piano) I' dottore gli ha detto che ...o more presto o campa poco.
Achille: (brancolando) Eeeeh, me disgraziato, mi toccher a andare a far terra pe' ceci!
Dora: (ironica)S, quelli che tu vincesti all'Impruneta! Comunque quando passer a miglior vita lui, di sicuro passer a vita migliore anch'io, garantito.
Wanda: (scettica) Mah...a me mi pare impossibile, badi!
Stiaccini: Ma se du' giorni fa gli stava proprio bene e fischiava come un merlo?
Silvana: Eh, ma ora, poerino, un fischia pi. Un s'abbia a vedere che l' pi di l che di qua.
Wanda: (squadrandola) E lei chi la sarebbe, la scusi?
Silvana: (lamentandosi) Ohi ohi...questa creatura la fo prima di' tempo, ho bell'e visto! Ohi ohi...
Dora: L' la mi' bambina, vittima di un errore di giovent. (drammatica) Ecco come vivo io, madre di una figlia incautamente ingravidata....
Stiaccini: Ma se l'ho vista l'altro giorno per la strada e la un ci aveva nulla...
Dora: Eh, ma la pancia delle donne la cresce a vista d'occhio. C' i' caso che ni' corpo l'abbia du' gemelli!
Stiaccini: (perplesso) Ma...ma...
Dora: (continuando, drammatica) ...e moglie di un marito altamente menomato! (piano, a Wanda) A dirlo a lei, l'era meglio se l'era morto.
(Achille fa gli scongiuri)
Wanda: (ancora scettica) Mah...sar! Io ci credo poco.
Dora: L'ha ragione, sa? Perch oggigiorno i' mondo gli pieno di trappoloni.
Silvana: Lo sa? Qualcuno addirittura si finge invalido pe' chiedere l'elemosina....
Achille: Io mi domando e dico come si pu essere cos disonesti da giocare sulle disgrazie!
Wanda: (sorridendo, ironica) Guardate che io di furbi ne ho visti anche troppi nella vita, e tutte le vostre manfrine non mi incantano per nulla. Sappiate che mi so' bell'e rivolta a un avvocato perch i' mi' poero marito, pace all'anima sua, con voi gli stato sempre troppo tenero, gli ha sempre chiuso un occhio.
Achille: (piagnucolando) Ecco, io ora gli ho chiusi tutti e due...
Stiaccini: D'altronde i' signor Nespola possedeva appartamenti a Bellariva, a Campo di Marte, a Rovezzano...
Dora/Achille/Silvana: Alla faccia!
Wanda: E poi a Gavinana, a Monticelli, a Porta Romana .e poi, indo' ragioniere?
Stiaccini: All'Isolotto!
Dora: Accidenti, la faceva prima a dire che Firenze l'era tutta sua.
Wanda: Ecco appunto, ma ora le cose le sono cambiate. Ora un c' pi lui, ci so' io!
Achille: (tentando di convincerla) Via, la faccia la detrazione a un povero cieco, uno sconto, un po' di tara....( brancolando verso di lei e brancicandola) Veniamoci incontro, annulliamo le pendenze pendenti e, da oggi in poi, gli prometto che provveder a pagare la pigione ogni mese, di persona personalmente, me medesimo medesimamente. (mostrandole la fodera delle tasche dei calzoni) La un vede ora che tasche mence che ho?
Dora: (piano) Fosse i' male solo delle tasche...
Wanda: (con un sorrisino) No, a me un vu m'infinocchiate! Non solo non vi fo lo sconto ma esigo anche la mora e tutti gli interessi. E quando m'avrete reso fino all'ultimo centesimo, sar soddisfatta. Intanto questa casa la vendo perch pigionali come voi l' meglio perderli che trovarli.
Achille: Ma cos, abbia pazienza, la ci lascia nudi e bruchi. Io so' anche cieco, che l' la pi grossa!
Silvana: Veramente la pi grossa so' io, se tu permetti. Guarda che pancia, tra poco lo fo!
Dora: (a Wanda) Ma lei, sotto codesta bella camicia di seta, la un ce l'ha un brincellino di cuore?
Wanda: (estraendo dalla borsa il fazzoletto, tamponandosi gli occhi e fingendosi accorata) Ma che credete, che non mi dispiaccia costringere una famiglia a vagare per la citt in cerca di un riparo?
Dora: (sarcastica) La provi a strofinarsi gli occhi con la cipolla, almeno qualche lacrima c' i' caso che la gli scenda! Finta, bugiarda e ipocrita che la unn' altro!
Wanda: (stizzita) Come l'ha detto?
Stiaccini: Signore, vi prego! Ora io mi siedo sulla seggiolina, apro la cartellina, prendo la pennina ..
Achille: (rivolto alle sue donne) Ma...o come parla? E pare una monaca infreddata! I' foglino, la cartellina, i' lapissino...
Silvana: (parandosi di fronte a Wanda) Ma chi vu vi credete d'essere tutti e due? Voi e la vostra boria!
Stiaccini: (stizzito) Cerchiamo di non complicare le cosine, per piacere, perch qui son soldini, eh? Son soldini!
Achille: (vagando alla cieca e afferrando con le mani la testa del ragioniere) Stiaccini! Io m'affido a i' su' buon cuore.
Stiaccini: (cercando di liberarsi) Mi lasci, ma cosa fa?
Achille: Stiaccini, la mi' vita l' nelle su' mani!
Stiaccini: (divincolandosi) La mia testa nelle sue,
invece. Mi lasci, perbaccolina...
Achille: (strappandogli il parrucchino) Uh Madonnina, lo scalpo! (gettandolo lontano) Che schifo!
Stiaccini: (correndo a riprenderselo e cacciandoselo in testa di traverso) Signori, guardate che in questa veste io sono un funzionario della pubblica amministrazione nonch Ausiliario del Giudice!
Silvana: A me mi sembra un bischero qualsiasi.
Stiaccini: (alterandosi) E vi ricordo che qualsiasi offesa a me arrecata nell'esercizio delle mie funzioni, costituisce vituperio contro la democrazia!
Achille: E la bischera della su' zia! Proprio lui parla di democrazia. (facendo il saluto romano) A noi! Eh, ragioniere?
Dora: Uggioso, antepatico e, diciamocela tutta, anche fascista!
Stiaccini: (alzandosi dalla sedia, indispettito) Fascista, a chi?
Dora/Achille/Silvana:(all'unisono) A lei!
Stiaccini: A meee? Ora, perch i' mi' maggiore si chiama Galeazzo, la seconda Rachele, la terza Edda e l'ultimo Littorio, un vu penserete mica che...
Dora/Achille/Silvana: (all'unisono) Nooooo!
Stiaccini: (a Achille) Ma poi, questa la mia sfera privata, come si permette lei di interferire?
Achille: Io invece infreterisco...intremenisco...quanto mi pare!
Wanda: (gridando) Insomma basta! Io vi do lo sfratto, eccome se ve lo do! (puntando il dito verso Dora) A lei, a quel finto invalido di' su' marito e alla su' figliola, che tanto seria si vede la un doveva essere!
Dora: Ooooh, la si sciacqui la bocca quando la
parla di noi, capito? Lei piuttosto, che da giovane la chiamavano Core d'oro
perch la un diceva mai di no a nessuno, ma icch la crede che un si sappia?
Wanda: (inviperita) La un s'azzardi, sa? Ora vi fo sloggiare, e rivoglio tutti i quattrini!
Dora: (sarcastica) S, alla Banca de' Monchi, tu li riscti.
Wanda: (fremendo) Guardate che voi state pisciando fori da
i' vaso!
Dora: (cantando sull'aria di Claudio Villa) Buongiorno finezza...amica della mia malinconiaaaa!
Wanda: (strillando, isterica) Lasciate questa casa e subito!
Dora: (ironica) S aspetti, mi levo i' grembiule e gliela
lascio. (poi, agli altri) Ma invece di' sor Nespola, la un poteva essere
crepata lei!
Wanda: (riprendendo il controllo) Forse non mi sono spiegata bene: dovete andarvene, smammare, perch questa casa io la voglio vendere.
Silvana: Eh s' visto, vai! L'ha mandato anche le prime acquirenti, due articoli di nulla!
Wanda: Mi rifiuto di aggiungere alcunch. (a Achille) Lei l' solo un poveraccio senz'arte n parte che vive alla giornata, un misero giocatore incallito.
Dora: Oh, icch l'offende i' mi' marito?
Silvana: Mamma, te tu glielo dici tutti i giorni!
Wanda: (a Dora) E lei una povera donna ciabattante e frustrata. Ma si guardi com' conciata!L'eleganza di una donna la un sa nemmeno cosa sia. Certo, io e lei siamo proprio agli antipodi.
Dora: (punta sul vivo) Si sar anche agli antilopi ma vestita a codesto modo la mi pare soltanto una bella frittata di spinaci! E con codesto cappello, poi? Ma un gli fa male, un gli pesa su i' capo con tutto codesto arsenale sopra? Forse l' per questo che l'ha la testa tanto vta!
Wanda: (facendo per andarsene) Andiamo ragioniere, non mi voglio mica arrabbiare, sa? Torner con l'avvocato, con il Prefetto, con i Carabinieri!
Dora: S, con l'esercito l'ha a venire! Gli venisse un crampo indo' un batte i' sole, drusiana! (poi, vacillando) Ohi ohi, mi sento male...la pressione alle stelle ...ohi ohi...
Silvana: Una seggiola, presto!
Achille: (barcollando) Dora, Dora! (pestando il piede a Wanda e menando colpi alla cieca a Stiaccini) Luce dei mi' occhi!
Stiaccini: (infilando svelto i documenti nella cartella) Aiuto! Aiuto!
Wanda: Ma chi vogliono prendere per il bavero? Si vede lontano un miglio che fanno apposta!
Dora: La si chiama Wanda Ritorcoli? Se la un si leva di qui alla svelta, la ritorcolo io!..Ohi ohi...
Stiaccini: Andiamo signora Wanda (trascinandola via) senn qui se ne busca!
Wanda: (afferrando in fretta e furia la pelliccia e uscendo spinta dal ragioniere) Ma torneremo! Torneremo! Eh, se torneremo!
(escono dalla comune)
Silvana: (impaurita) Mamma? Mamma?
Dora: (rialzando la testa) Bischera, facevo apposta. (asciugandosi il sudore della fronte con la manica) Maremma che sudata! L' un osso duro di per ridere, quella donna.
Silvana: (indispettita) Anche te, tu mi avevi fatto paura!
Dora: (risoluta) Quei due gli hanno a tornare anche con i corazzieri ma via di qui un ci mandano, garantito a i' limone! ( poi, a Achille) Allora?Era o no un bell'asso nella manica, questo? Di' la verit!
Achille: Mah, insomma. Lei la un l'ha bevuta mica tanto. (poi, ridacchiando) Per io mi so' divertito un monte lo stesso. (ridendo) Stiaffi, manate a quello Stiaccini!
Dora: (alzandosi) Via, ora vo a lavarmi un po' perch so' sudata intinta.
Silvana: (togliendosi il cuscino da sotto il vestito e poggiandolo sulla sedia) Aspettami mamma, vengo anch'io. (pensando) Io vorrei tanto sapere come l'ha fatto quella strega a farsi sposare da i' sor Nespola.
Dora: Eddie, co' i' sudore delle cosce, cara mia. Cara Silvanina, cos va il mondo...
Silvana: ...chi sa notare e chi va a fondo!
Dora: Ecco, proprio!
(escono ridendo e confabulando)
Achille: (tendendo l'orecchio) Io invece voglio rimanere qui perch sento certi tramenii per le scale che un mi convincono per nulla.......
(Achille si siede, le mani poggiate sulle ginocchia, gli
occhiali neri ancora sugli occhi.)
(da destra entra Wanda in punta di piedi, prestando attenzione a non fare il
minimo rumore.
Achille rimane fermo e rigido come una statua. In silenzio Wanda gli passa una mano davanti agli occhi mentre lui rimane immobile. Allora si sgancia un po' la camicetta, mostrandogli lo scollo per verificare se cieco davvero. Lui per resta impassibile.
Allora si alza la gonna sopra il ginocchio, mostrando le gambe. E lui sempre immobile. Esegue diverse movenze e moine ma lui sembra non accorgersene.
Quindi camminando a ritroso in punta di piedi, Wanda esce definitivamente.
Dopo qualche attimo, dopo che veramente sicuro che lei sia uscita, Achille si alza e, in direzione della porta, fa un vigoroso gesto dell'ombrello.
Achille: (facendo il gesto) To'! (poi, allentandosi il collo della camicia e guardandosi il cavallo dei pantaloni) Te sta' bono, senn ci scoprano. Bischero!
(Da fuori si sente la voce di Ferruccio che canta, completamente ubriaco)
Ferruccio: (stonando, da fuori) Ciao ciao bambina..hic... un bacio ancoraaaa e poi per sempreeee ti rivedr...hic!
Achille: Ma questo mi pare Ferruccio! (andando alla porta e tirandolo dentro) O icch tu fai? Entra qui perch se la tu' moglie la ti vede in queste condizioni, tu ne buschi quanto un ciuco!
Ferruccio: (stonando mentre entra) ...e poi per sempre...hic...ti perderoooo...hic...vorrei trovareeeee...hic...parole nuoveeeee ma pio...
Achille:(tappandogli prontamente la bocca) Zitto, un nominare quella parola perch senn scatta l'asso nella manica e dopo s'entra in un ginepraio.
Ferruccio: (cantilenando, da ubriaco) La gatta and a i' mulino...hic...la fece un bel piattino...hic...con l'olio e col sale...hic...con la pip di' cane...
Achille: Ferruccio mettiti a sedere senn alla fine tu batti la bocca in terra....
Ferruccio: (cadendo malamente a terra) Uh, all'altra cascavo!
Achille: (rialzandolo e facendolo sedere) Ma te tu sei briaco fradicio! O se tu eri astemio?
Ferruccio: (biascicando) Deve essere stato l'ultimo bicchiere...i primi otto gli ho retti bene. (alzandosi, biascicando e mimando) Empi il bicchiere vuoto, vuota il bicchiere pieno. Non lo lasciar mai vuoto, non lo lasciar mai pieno...
Achille: Ma guarda in che condizioni...
Ferruccio: (biascicando) Achille, amico mio, io bevo per dimenticare...
Achille: Ma poi tu ti dimentichi di smettere, anche!
Ferruccio: (mimando un brindisi) Cin cin! Prosit! Alla sant, come dicano in America! (improvvisamente rattristandosi) So' tanto infelice, Achille...(piagnucolando) la mi' moglie la mi tratta come un canino, i' mi' figliolo poi...voglio morire, Achille, voglio scomparire da questa valle di lacrime....
Achille: No via, un lo dire cos! C' tante belle cose ni' mondo: i' cielo, i' sole, le stelle...
Ferruccio: .i' cacio gorgonzola...hic! (alzandosi e barcollando) Pe' comprare la barchetta e essere libero..hic...ho fatto come tu m'hai detto te, sai? Ho giocato alle carte, sissignore, ho giocato! Hic...
Achille: (preoccupato) Eccoci, all'acqua, disse No! Ma io facevo come l'omo nero, un po' pe' scherzo e un po' per davvero...
Ferruccio: (ora ridendo a pi non posso) ..e ho perso tutto...ma proprio tutto tutto, tuttissimo, eh?(ridendo, smodatamente) E ora, prima di andare a buttarmi nell'Arno, vo dall'Albertina e gli fo (cantando e stonando )Ciao ciao bambinaaaa....un bacio ancoraaaa
Achille: Senti Ferruccio, la tu' moglie l' a fare la spesa. Se la torna e la ti trova in codeste condizioni.... Andiamo, dammi i' braccio, t'accompagno su io e ti metto a letto....
Ferruccio: (sgranando gli occhi a pazzo) No! Un omo non deve mai perdere la dignit, vo solo!
(barcollando cade a terra di nuovo)
Achille: Vien via, bischero. T'accompagno su in camera prima che l'Albertina la ti scopra e la ci ammazzi tutti e due.
(escono mentre Ferruccio canta a squarciagola)
(dopo qualche attimo si sente la voce di Albertina fuori dalla porta)
Albertina: (da fuori, angosciata) Doraaaa! Doraaaa, la m'apra per carit!
Dora: (all'interno, da sinistra) E vengoooo!
Albertina: (da fuori, pi angosciata che mai) Doraaaa!
Dora: (all'interno, da sinistra, gridando) Ho detto vengooo!
Albertina: (da fuori) L' urgente, la m'apra!
Dora: (apparendo da sinistra e andando a aprire mentre si asciuga le mani al grembiule) Icch c'?
Ah, l' lei!
(entra Albertina con la borsa della spesa, sconvolta)
Albertina: Dio bonino sora Dora, se ho urgenza, ho urgenza!
Dora: O perdinci, appena la m'ha vociato...i' tempo di rifare i' letto, di mettere i' lesso a i' foco, di pulire le scarpe a Achille e so' venuta subito. Icch c'? La mi dica.
Albertina: (piangendo) Uaaaah...i' mi' figliolo...i' mi' marito...la mi' televisione...uaaaah....
Dora: Via, se la fa cos un capisco nulla. La ricominci da capo, per benino.
Albertina: (disperata, asciugandosi gli occhi) Nel rifare i' letto a i' mi' Riccardino, gli ho trovato sotto a i' materasso della roba....della roba....
Dora: (scandalizzata) Giornalini di donne gnude?
Albertina: Macch, tutti libri religiosi, santini, vangeli, breviari... Allora gli ho chiesto spiegazioni e lui...(piangendo) lui m'ha detto che si vuol fare...
Dora: Prete??
Albertina: No, frate!! (piangendo) E poi i' mi' Ferruccio, che unn'era mai sortito dalle mie sottane, ma lo sa che gli ha cominciato a fare tardi a i' barre come i' su' marito, a giocare a carte, a bere....ma non solo i' suo, anche quello che resta ni' fondo di' bicchiere di quegli altri!
Dora: Ma icch la mi dice?
Albertina: (piangendo e disperandosi) Gli ha giocato anche la mi' televisioneeee! Son bell'e venuti a pigliallaaaa! Cos un posso vedere la finale di Sanremoooo!
Dora: (intrecciandosi) O come gli potuto essere stato potuto possibile?
Albertina: (disperata) La guardi, io un so proprio a che santo votarmi...
Dora: (guardando di traverso la mensolina) Uhm...A quei tre che avevo io, un glielo consiglio proprio perch, gira e rigira, un son boni a nulla! Anzi, la guardi come si fa! (togliendo San Giobbe, estraendo dal cassetto del mobile il ritratto di Domenico Modugno e mettendolo al suo posto) Oh, ora s che si ragiona!
(Albertina piange sommessamente)
Dora: (guardandola, ironica) Per, ogni tanto i' serpente
s'acciambella, eh? Ha visto, gli piaceva tanto spappagallare degli altri, anche
a lei! Ecco, ora l'ha imparato che finch s'ha denti in bocca, non si sa quel
che ci tocca, cara mia. (e siccome l'altra sta piangendo con lamentosi
guaiti) Comunque la guardi, nessuno meglio di me la pu capire! (passandole
un braccio sulle spalle) Venga, andiamo a prendere un altro fazzoletto, la
un vede codesto gli tutto fradicio e ciancicato?.
(esce a sinistra, sorreggendo Albertina scossa dai singhiozzi)
(dalla comune rientra Achille)
Achille: (sconcertato) Maremma! Ferruccio da come barcollava .secondo me doveva avere in corpo un caratello. E ora chi glielo dice all'Albertina?
(da fuori si sente la voce stentorea di Veneranda)
Veneranda: (da fuori, vociando) Brindelli! Brindelli! Ma un ce l'hanno i' campanello in questa casa?
Speranza: (da fuori, pi debolmente) Brindelli?
Achille: (preoccupato) Oddio, riecco quelle due! (infilandosi svelto gli occhiali neri e barcollando a tentoni per aprire la porta) Chi ?
(entrano Speranza e Veneranda. Ognuna delle due tiene un pacchetto regalo in mano)
Speranza: (entrando) Signor Brindelli, ci perdoni se siamo venute di nuovo a importunarvi ma, visto che non possiamo comprare l'appartamentino, abbiamo voluto portarvi comunque un presente per il nascituro.
Veneranda: (guardandosi intorno e gridando) Per l'era bellino questo quartierino. Peccato davvero perch ci si poteva stare come papesse!
Speranza: Eh, ma se ci pio...
Achille: (svelto, tappandole la bocca) Zitta per l'amor di Dio! La un dica quella parola!
Speranza: (liberandosi) E invece io lo voglio dire e quanto mi pare. Se ci piove, ci piove!
Veneranda: (protendendo il corno acustico) Icch t'hai detto?
Speranza: (perdendo la pazienza) CI PIOVE!!
(da sinistra Silvana esce con il cuscino sotto al vestito, lamentandosi, seguita da una Dora apprensiva e da una Albertina sbigottita)
Albertina: (guardando la scena) Ma...ma ...la Silvana l' incinta? O come? O quando? O che banda l' questa?
Speranza: S, ha visto che bella pancia? Speriamo che sia una bella femminuccia! ...E noi abbiamo portato una copertina e un cappellino di lana fatti appositamente con le nostre mani sante!
(dalla comune irrompe Romeo)
Romeo: (con marcato accento siculo, entrando) Peddonatemi ma la porta aperta trovai...(rimanendo di sasso nel vedere la fidanzata con la pancia)
Dora: I carabinieri!
Achille: Ovvia parte la bambola!
Romeo: (esterrefatto, alla ragazza) Sivvana...
Silvana: (disperata) Romeo...
Romeo: (ora con occhi di fuoco) Sivvana...
Silvana: (piangendo) Romeo...
Achille: S, ormai come vu vi chiamate s' capito!
Romeo: Sivvana...disonorata fosti?
(Silvana tristemente si toglie il cuscino da sotto il vestito, poi sfila gli occhiali neri al padre)
Silvana: (dispiaciuta) I' gioco l' bello quando dura poco. Babbo, mamma... ora basta davvero fingere.... (guardando Romeo) E io tengo troppo a lui.
(Dora e Achille si lasciano cadere sulle sedie con la testa tra le mani)
Romeo: Ma questa...frode fu! Potrei arrestarvi tutti quanti, ah!
Achille: (supplichevole) La ci perdoni, brigadiere...
Romeo: (puntualizzando) Vice!
Achille: (volendo ingraziarselo) Ma capace come l', presto la faranno anche maresciallo o generale, ci scommetterei!
Romeo: (sorridendo) Macari...ringraziando la Madonna Santa! (poi, di nuovo accigliato) Non ci distraiamo... e allra, cosa successe? Cu fu?
Achille: Eh, succede che, quando uno l' preso per i' collo da i' bisogno, un ragiona pi e pu fare anche qualche bischerata.
Romeo: Questo lo saccio e lo capisco assai, ma la legge non ammette questi sotterfugi. A fingere quello che non si , spesso si va in galera!
Dora: (intervenendo) Eh, si fa presto a giudicare sulla pelle degli altri! La sapesse quante se n' passate! Ma la Silvana la un ci ha colpa! Se c' qualcuno da arrestare, l'arresti noi, (porgendogli le braccia incrociate), io e i' mi' marito siamo pronti, brigadiere....
Romeo: (puntualizzando) Vice! (poi, guardando Silvana, intenerito) ...Ma qui in casa chiamatemi pure . Romeo!
Silvana: (buttandogli le braccia al collo, felice) Romeo! Romeo!
Romeo: Sivvana, la mia arancia siciliana!
Achille: (meravigliato) Ma te guarda! Hai visto l'Arma?
Veneranda: (gridando) Ma allora questa casa che in vendita, s o no?
(dalla comune entra Wanda ansante e scarmigliata)
Wanda: (entrando) S, la vendo! La vendo!
Romeo: (intervenendo) E invece no! (parandosi davanti) Il legittimo proprietario non vende! Ah!
Wanda: (stupefatta) Romeo, ma icch tu ci fai qui?
Romeo: (del tutto serio) Gi, quale piacre!
Silvana: Ma..ma ...che vi conoscete?
Dora: (a Romeo) La un sar mica i' figliolo di questa avvoltoio, eh?
Wanda: (con sussiego) No di certo! Che sono troppo giovane per avere un figliolo cos grande, lo vedrebbe anche un cieco...(cadendole lo sguardo su Achille che ci vede benissimo e sulla Silvana senza pancia) ma a proposito lui...lei...loro....
Achille: (scansandola) Ma allora si pu sapere di chi gli figliolo, i' brigadiere?
Romeo/Silvana: (all'unisono) Vice!
Albertina: (sconcertata) Mah, io un ci ho capito un'acca!
Romeo: Subbito mi spiegai... Romeo Nespola mi chiamai e sono figghiu della prima moglie di mio patri. Quando mia matri morta, lui risposato si !
Dora: ...con l'avvoltoio!
(entra trafelato il ragionier Stiaccini, recando due buste bianche)
Albertina: Uh guarda, i' mi' biscugino!
Achille: Gi, quello con la faccia a bischero!
Stiaccini: (ansante) Fermi tutti! Poche ore fa stato aperto il testamento del signor Nespola e, secondo le disposizioni del defunto, questa casa va ...a i' su' figliolo Romeo!
Romeo: (sornione, accarezzandosi i baffi e guardando teneramente la fidanzata) Io gi lo sapevo e ti giuro, Sivvana mia, che la casa non la vendo di sicuro! Te lo giuro sul sangue siciliano di mio patri!
Silvana: (abbracciandolo, al settimo cielo) Oh, Romeo...Romeo!
Wanda: (risentita) E tenetevela questa topaia! Vorr dire che vender l'appartamento di Gavinana, o quello dell'Isolotto...dico bene, ragioniere?
Stiaccini: (chinando il capo) Purtroppo signora Wanda, lei la un pu vendere proprio nulla perch (aprendo la busta) il signor Nespola ha nominato il qui presente brigadiere ....
Tutti: Viceee!
Stiaccini: (laconico) ...erede universale!
Wanda: (con occhi di fuoco) Icch? Impugner i' testamento, far ricorso, vi far arrestare tutti! (poi, avventandosi verso Stiaccini e strappandogli il parrucchino) E lei, che imbecille! Che imbecille!
(esce urlando e inveendo mentre Stiaccini si precipita a recuperare il parrucchino)
Romeo: Io, non solo non vender questo appartamento ma, se me lo permettete, (inginocchiandosi, poi con passione) intendo sposare la mia Sivvana!
Tutti: Oooohhhh!
Romeo: (rialzandosi) Inoltre lei, egregio ragionier Stiaccini, licenziato fu, seduta stante su due piedi e le sue mansioni le offro invece al mio futuro suocero. (battendo una mano sulla spalla di Achille) Con tutti questi immobili che mi ritrovo, mi occorre qualcuno di fiducia che provveda a riscuotere gli affitti, ah!
Achille: Ah, di me la si pu fidare totalmente, brigadiere...(correggendosi subito) Vice!
(Stiaccini rimane di sasso mentre gli altri si abbracciano contenti)
Albertina: (a lui, curiosa) Oh biscugino, abbi pazienza ma in quell'altra busta icch ci sarebbe?
Stiaccini: Purtroppo Albertina questa l' roba tua! Sarei venuto su a portartela. Mi dispiace ma..... l' un atto di' giudice nei confronti di' tu' marito perch giocando a i' poker gli ha perso la casa e questa ora la va all'asta.
Albertina: (cacciando un urlo) Icch? La casa? (poi, accasciandosi tra le braccia del brigadiere) Aaaah!
Speranza: (interessata, alla sorella) Ma allora, se la casa di sopra la va all'asta...la si pu comprare noi, no?
Veneranda: (a gran voce) Di certo! E su questo ora un ci PIOVE!
Silvana/Achille: (ripetendo) Piove??
(sulle note di Piove di Domenico Modugno, d'istinto Silvana si caccia il cuscino sotto il vestito e Achille si infila gli occhiali neri mentre Dora si mette le mani nei capelli e le due sorelle annuiscono soddisfatte)
CALA LA TELA
A sipario chiuso, mentre si diffondono le note di una musica celestiale, sul proscenio entra Dora da destra. Sullo stesso vestito semplice di prima, indossa adesso un soprabito leggero pi elegante, segno evidente che passato qualche tempo. Porta la borsa al braccio e il velo sulla testa. Si inginocchia verso sinistra, fa il segno della croce poi si gira indietro e, non vedendo il marito, torna sui suoi passi. Ricompare subito dopo trascinando per un orecchio un riluttante Achille, obbligato a inginocchiarsi.
Dora: (gli occhi rivolti al Cielo, imbarazzata) Sai...so' venuta da te perch, no pe' dire male degli altri, ma quei tre...Santa Marta, San Giobbe e San...Coso l, si sono impegnati un po' pochino, diciamocela tutta. E allora, stavolta ho preferito venire direttamente da i' titolare. Ti volevo tanto ringraziare perch Achille un gioca pi, vero? (guardando il marito e, siccome lui tace, assestandogli uno scappellotto), vero? (proseguendo, orgogliosa) Poi, la mi' Silvana e i' brigadiere...
Achille: (timidamente) Vice...
Dora: ...si sono sposati e ora gli aspettano un bambino pe' davvero! Achille ora gli ha i' su' bell'impiego e co' i' primo stipendio s' comprato una bella televisione! (al marito, felice) Eh, Achille?Come l' la nostra televisione? Diglielo anche te, come l'....
Achille: (tirandola per un braccio, sottovoce) ...era, Dora...era!
Dora: Come...era??
Achille: (stringendosi nelle spalle, vergognandosi) Sai...l'altra sera...ti giuro che un lo volevo fare ma...pe' l'appunto m' capitato di fare una partitina e la televisione . l'ho persa a i' tressette!
Dora: (con gli occhi di fuori) Icch tu hai fatto??
Achille: (tentando di giustificarsi) La solita mela di' Cincia! Io avevo tre donne, lui ci aveva gli assi...
Dora: (fremendo, rivolta al Cielo) Invece di raccomandarmi a Te perch Achille cambi, lo sai icch fo?(tirando ripetutamente la borsetta in testa al marito) Te lo mando direttamente Lass! (menando colpi all'impazzata) Tieni! Prendi!
Achille: (scappando e riparandosi la testa con le mani) Ferma! Bonina! Ohi! Ohi!
Dora: (togliendosi una scarpa e inseguendolo) Vien qua, vien qua che t'ammazzo con le mi' mani!
(mentre si diffondono le note di Una marcia in fa cantata da Betty Curtis e Johnny Dorelli, facendola iniziare dal cantato)
FINE
- Questo copione è stato visto:


