LAUTORE DELLA COMMEDIA
Commedia in un atto
Di Enzo MOR e BORGHESIO
PERSONAGGI
GIOVANNI STERNINI, illustre scienziato
GIANNA, sua figlia
Dott. CARLO ROSSANI, giovane commediografo
Prof. FILIPPELLI, professore d'Universit
BUROZZI
Comm. VENTURI
UNA DATTILOGRAFA
UNA CAMERIERA.
Commedia formattata da
La scena si svolge ai giorni nostri nello studio di uno scienziato, illustre fisico, l'accademico Giovanni Sternini. Scrivania monumentale a destra. Varie poltrona, macchina da scrivere sopra un piccolo tavolino verso il fondo. Comune al centro. Grande libreria a sinistra.
(All'aprirsi del sipario una dattilografa seduta alla macchina da scrivere. Lo scienziato detta, passeggiando, con una certa agitazione).
Sternini - (fermandosi improvvisamente in mezzo alla stanza) A che punto siamo arrivati?
Dattilografa - (rileggendo) ... giovane di alto talento e di non comune cultura... .
Sternini - E' meglio che rilegga tutto.
Dattilografa - Tutto il periodo?
Sternini - Tutto, tutto.
Dattilografa - (leggendo con voce un po' monotona) Caro amico, ha il piacere di rimetterle, unito alla presente, il copione di una commedia che ritengo degna di essere data alla stampa. Si tratta del lavoro di una persona a me particolarmente cara.- .
Sternini - (interrompendo) No, cara. E' meglio mettere... raccomandata... s, ecco... raccomandata... anzi, no; lasci pure: cara. Continui.
Dattilografa - (riprendendo a leggere) ... di persona a me particolarmente cara, che ritengo molto adatta ad affermarsi nella difficile Arte di Talia. Posso anzi aggiungere che, sotto lo pseudonimo, si nasconde un nome abbastanza noto. Conto su di lei e sono sicuro che ella non vorr negarmi questo favore, aiutandomi a valorizzare un giovane di alto talento e di non comune cultura... .
Sternini - (ripetendo) ... cultura. (Ricomincia a dettare) Punto. Aggiungo che, virgola, per manifestarle la mia gratitudine, virgola, ho deciso di accettare la sua offerta e le condizioni da lei propostemi per il mio nuovo libro Il sincronismo delle radiazioni dei piccoli pianeti che (con importanza) come ella sa, altro editore mi aveva sollecitato promettendomi una migliore veste tipografica e condizioni pi vantaggiose. Punto. Gradisca i miei saluti cordiali. Punto.
Dattilografa - (ripetendo) Saluti cordiali.
Sternini - Ora la firma. (Firmando) Ecco fatto. Tenga, chiuda, unendo il copione, e spedisca subito... Anzi, no, meglio che vada lei stessa a portare la commedia al commendatore. Conosce l'indirizzo?
Dattilografa - S, Casa Editrice Burozzi, corso Venezia cinquantasei.
Sternini - Bene, vada pure e torni subito.
Dattilografa - S, eccellenza. (Esce).
Sternini - Ed ora esaminiamo la posta... (Borbottando) Giornali, riviste, solite lettere... (Lacera alcune buste) Ah! La calligrafia di Filippelli! Vediamo cosa risponde il caro collega... (Lacera una busta) Come? Come?! (Leggendo) ...il tuo raccomandato dimostra di non avere la pi lontana dimestichezza con le lettere e con l'arte drammatica; sono quindi spiacente di doverti dichiarare, Con tutta franchezza, che ritengo tu m'abbia voluto fare uno scherzo o non abbia letto quanto mi raccomandi come un capolavoro... . (Scoppiando) Ah! E' troppo! Questi professori di lettere sono tutti eguali! Io domando e dico come hanno fatto ad ammetterlo in diverse Accademie... (Amaramente) Gi, demolendo gli altri, si finisce sempre col far carriera... Del resto dovevo immaginarlo che ha il cervello di un fossile! Non l'ho mai sentito dire bene di un giovane; anzi, di un qualunque contemporaneo... Deficiente! Arrivo a dire: cretino! E la letteratura ed il teatro sono rappresentati nelle Accademie da idioti simili! Per loro non esistono che Orazio, Catullo, Dante, od Alfieri... gi, quelli sono morti e stramort e non possono pi dar fastidio... poi, dirne male, sarebbe pericoloso... Ma questa me la paga: quant' vero che sono Giovanni Sternini, il pi grande fisico contemporaneo...
(Entra, quasi di corsa, la figlia).
Gianna - (allegra e festosa) Ma cos'hai, pap, che gridi cos?
Sternini - Io grido?
Gianna - S. Gridi. Cosa successo?
Sternini - (calmandosi) Nulla, nulla... m'ha fatto arrabbiare una lettera di Filippelli. Guarda cosa scrive. Tu hai letto, vero, la commedia di quel mio giovane protetto?
Gianna - Certo. Ma come, l'hai mandata anche a Filippelli?
Sternini - S, ed anche al mio editore Burozzi.
Gianna - A Burozzi l'ho consegnata io ieri.
Sternini - L'avessi saputo! Ne ho mandato una copia, proprio ora, anch'io.
Gianna - Che pasticcio!
Sternini - Ma no, poco male. (Incalzando) Avevi detto che la commedia era bella, non vero?
Gianna - Sicuro.
Sternini - Che ti piaciuta?
Gianna - Molto-.
Sternini - Non l'hai detto per farmi piacere?
Gianna - Ma no; ti assicuro che bella -
Sternini - Sono contento; perch tu hai buon senso nel giudicare...
Gianna - Anche Carlo dice che...
Sternini - (interrompendo) Carlo?
Gianna - S, Carlo... il dottore Rossani.
Sternini - Benone! Lo chiami gi Carlo?!? Ti avevo ben detto -
Gianna - Lo so, lo so... (rifacendo il padre) ... il ragazzo mi piace, di buona famiglia, ma non ha ancor dimostrato di valere quanto dici
Sternini - Proprio cos! (Severo) Se vuol meritare la mia fiducia ed il mio consenso, d.eve dimostrarmi di saper fare qualche cosa
Gianna - Certo; non chiede di meglio
Sternini - E cosa dice della commedia, questo signorino?
Gianna - (imbarazzata) Dice che bella...
Sternini - Vuole ingraziarsi l'autore?
Gianna - (sorpresa) L'autore?
Sternini - (riprendendosi comicamente) ...l'autore dei tuoi giorni!
Gianna - Ma no, Carlo non ricorrerebbe a simili mezzi.
Sternini - E' un bel caso. Un autore che parla bene di un altro autore... perch, se non baglio, il tuo Carlo sorive.
Gianna - Altro che! Se tu sentissi pap che versi - scendono diritti al cuore.
Sternini - (ridendo) Immagino. Al cuore delle ragazze romantiche ed innamorate. Io preferisco quelli che vanno diritti al cervello.
Gianna - (interrompendo) Vuoi sentire che cosa dice? E' di l.
Sternini - Di bene in meglio. E cosa venuto a fare?
Gianna - Ha riportato il copione che gli avevo mandato...
Sternini - Fallo venire. Sono curioso di ascoltare i suoi complimenti.
Gianna - (con slancio) Grazie! (Chiamando) Carlo! Carlo! (Correggendosi) Signor Rossani!
(Entra Rossani).
Rossani - Buon giorno, eccellenza.
Sternini - Mi chiami maestro, semplicemente.
Rossani - Come vuole, grazie-.
Sternini - (con benevola superiorit) ...Pare che mia figlia... abbia una certa... simpatia per lei... simpatia che io, per ora, non condivido: e lei sa il perch -
Rossani - Veramente -
Sternini - Io aborro i mediocri. (Con importanza) Sono convinto che, ad ogni nomo, sia necessario, per urna soddisfazione propria a cui legato il buon andamento della famiglia, un certo successo. Non tutte le persone intelligenti riescono, d'accordo, ma quelle che riescono sono quasi tutte intelligenti... a buon inten-ditor -
Rossani - Ha ragione. Ma cos difficile affermarsi al giorno d'oggi
Sternini - (con importanza) Era difficile anche ai miei tempi... e lei ha un incentivo che la spinge: mia figlia.
Gianna - Vedrai, pap!
Sternini - Vedremo. E veniamo alla commedia. Mi dica il suo giudizio: sincero, eh!
Rossani - (un po' incerto) Io l'ho trovata buona -
Sternini - (un po' deluso) Soltanto buona?
Rossani - Vede. E' difficile giudicare, sopra tutto quando si legge col preconcetto di dover dare un giudizio - L'impostazione mi pare felice... v' del pensiero... un lavoro... degno, insomma.
Sternini - S, s. Il suo giudizio coincide col mio, per quanto io non dovrei fare apprezzamenti su cose letterarie... almeno secondo il mio buon amico Filippelli. Comunque, anzi, a dispetto proprio di Filippelli, il lavoro merita. L'autore un (giovane di ingegno che, per la posizione che occupa, non pu esporsi agli inevitabili rischi a cui va incontro ogni produzione teatrale -
Rossani - Un giovane?
Sternini - Un giovane proprio, no: ma, insomma, una persona in buona et... (Bussano) Avanti!
(Entra la cameriera).
Cameriera - Il comniendator Venturi chiede di lei, eccellenza.
Sternini - Benissimo. Venga, venga. (La cameriera esce). Sentiremo ora il parere del capocomico... sollecito l'amico: buon segno!
(Entra Venturi).
Venturi - Maestro, signorina -
Sternini - Buon giorno, commendatore. (Presentando) Dottor Rossani - Commendator Venturi, il nostro pi grande attore -
Venturi - Troppo buono, maestro. (Fatuo, con falsa modestia) Ho avuto qualche piccolo successo -
Sternini - (ridendo, benevolo) Macch; i successi, lei, li ha in serie! Vorrei che il mio protetto -
Venturi - (con importanza) Maestro, ho finito mezz'ora fa d leggere il lavoro che ella gentilmente mi ha inviato; sono qui per dirle il mio interesse per questa produzione cui non mancher il pi lusinghiero successo.
Sternini - (sul tono di chi sicuro del fatto suo) Bene, bene...
Venturi - (scaldandosi) Ci troviamo alla presenza di un bellissimo lavoro!
Gianna - (con slancio) Che gioia, pap!
Venturi - (fatuo) Se avr il piacere di interpretare la parte, ne far una creazione indimenticabile, vedr!
Gianna - (con slancio) Come sono contenta.
Sternini - (calmo) Anch'io, ragazza mia. Ero sicuro di quanto raccomandavo, ma fa piacere sentirei confermare il proprio giudizio, specialmente dopo la lettera dell'amico Filippelli. amico per modo di dire. (A Venturi) Sa, un collega d'Accademia... Un giudizio pessimo!
Venturi - Possibile? Conosco il professor Filippelli: persona molto competente... (sicuro di s) ... ma non possono sussistere dubbi su di un lavoro del genere, garantisco il successo!
Sternini - (contento) Che bestia, quel Filippelli. Gi, questi critici dicono male per partito preso. (Bussano). Avanti !
(Entra la cameriera).
Cameriera - (annunziando) Il professor Filippelli...
Sternini - Benone!
(Entra Filippelli, la cameriera esce).
Filippelli - Caro amico.., buon giorno signorina... buon giorno... Commendatore, come va? (Saluti, breve pausa imbarazzante) ... Chiedo scusa ai signori, ma avrei bisogno di parlare cinque minuti con l'amico Sternini...
Sternini - (freddo) Se per la commedia, puoi parlare alla presenza degli amici...
Filippelli - (incerto) E' cosa delicata, non vorrei...
Sternini - (freddo) Di' pure. (Con fermezza) Abbiamo gi tutti, qui, una ben definita idea in proposito...
Filippelli - iCome vuoi... (Sicuro) Anch'io ho una ben definita idea> da esprimere...
Sternini - Ed ?
Filippelli - Qua e l, nel lavoro, si vede che, chi ha scritto, ha una certa cultura...
Sternini - (ironico) Grazie per la certa cultura...
Filippelli - (con forza) Ma appunto per questo bisogna consigliare, ad una persona che potr benissimo riuscire in un altro campo, di non insistere in una via che non assolutamente la sua...
Venturi - (scandalizzato) Ma cosa dice, professore! (Con sussiego) Io ho una certa pratica, eppure...
Filippelli - (interrompendo) Se il mio giudizio pu contare qualcosa, mi pare onesto evitare ad una persona di perdere il suo tempo... (sentenziando) ... un ottimo generale pu essere un cattivo professore, cos come un pessimo commediografo pu riuscire in altra strada, specialmente, se, come credo, ha dell'ingegno...
Sternini - Tu non sai quello che dici...
Venturi - Non avr letto con attenzione, professore.
Filippelli - Ho letto e riletto, trattandosi di un lavoro raccomandato dall'amico Sternini, ma (con fermezza) sono assolutamente sicuro del mio giudizio! Come commedia una vera ignominia!
Sternini - Avevo un'opinione migliore di te e della tua intelligenza, caro Filippelli, ma vedo che, con l'andar degli anni, si ritorna bambini. (Ironico) Ricordi al ginnasio i quattro che fioccavano sulla tua pagella in italiano e latino?
Filippelli - (di rimando) Proprio come succedeva ad un gran fisico moderno bocciato in matematica e fisica...
Sternini - Qui parliamo di letteratura. Io nel mio campo, non oserei dire le tue bestialit...
Filippelli - Ti ripeto: quella commedia impossibile!
Venturi - E' un bel lavoro, parola di Venturi!
Filippelli - Se i capolavori che lei rappresenter sono tutti cos, le pronostico una bella stagione di fiaschi... e non un pronostico difficile, creda.
Venturi - (ironico e risentito) Mi pare che qui sia il solo a pensare cos!
Filippelli - Del resto, l'autore non ha neppure avuto il coraggio di mettere la sua firma. Ed ha fatto bene!
Sternini - (seccato) Che ragioni senza senso...
Gianna - Carlo, che pasticcio.
Rossani - (intervenendo) Scusate, ma non mi pare il caso di litigare per un motivo simile: il signor Venturi capocomico: pu decidere e se vuol rappresentare la commedia...
Venturi - (con forza) Sicuro che la rappresenter!
Rossani - Lei, professore Filippelli, fa un pronostico disastroso: a me pare che buon giudice sar, come sempre, il pubblico; e gli applausi od i fischi saranno tanto pi sinceri in quanto non si sapr a chi verranno diretti...
Sternini - (con forza) > - Bravo!
Gianna - (timidamente) Pap... vorrei... (Entra la cameriera).
Sternini - Un momento. (Alla cameriera) Cosa vuoi?
Cameriera - Eccellenza, una lettera per lei.
Sternini - Dammi qua. (Apre e legge; la cameriera esce). E' di Burozzi, il mio editore: scrive il suo giudizio...
Filippelli - Almeno quello se ne intender...
Sternini - (trionfante) Ascoltate. (Leggendo) Egregio, ecc., ecc., ho letto immediatamente, con grande interesse, il lavoro consegnatomi dalla signorina sua figlia. Con piacere le comunico che, a mio giudizio, il lavoro ricco di qualit, pieno di idee, teatrale... (Sarcastico, a Filippelli) Cosa ne dici, Filippelli?
Filippelli - (trasecolato) Io casco dalle nuvole!
Sternini - Tu vivi nelle nuvole, mio caro! Vedi, c' gente che si crea un modo di vivere artificiale, come se indossasse un abito senza smetterlo pi. Tu, ad esempio, sei professore dalla testa ai piedi, dalla mattina alla sera, sempre.
Filippelli - Dovresti dire piuttosto che non invado il terreno degli altri. Evito cos di fare brutte figure in materie che non sono le mie! A ciascuno il suo mestiere, mio caro!
Sternini - No! (Scaldandosi) Non dobbiamo limitarci, imprigionare la nostra mente. E proprio io, fisico, uomo metodico e preciso, debbo erigermi contro te, letterato, poeta, uomo della fantasia, che vorresti negarmi d'aspirare a ci che vi pu essere di pi bello: vedere! Provare ogni cosa! Vivere, insomma! Tu vorresti che fossimo tutti come macchine attrezzate per un solo lavoro e capaci di capire, di produrre soltanto in serie, sempre le stesse cose! Ah! No! Io mi ribello. La fisica non mi impedisce di avere un animo che sente ed ha bisogno di esprimere, orecchi che ascoltano, occhi che vedono anche non attraverso le leggi e le formule. Appunto perch scienziato non ho limiti davanti a me: non ho i tuoi paraocchi. A destra, a sinistra, ovunque esiste qualche cosa che merita di essere vista, conosciuta, tentata, io sono presente. Mi ribello, sicuro; mi ribello alla tua mentalit standardizzata!
Venturi - Bene! Se fossimo a teatro qui verrebbe un applauso a scena aperta.
Filippelli - Non divagare, caro...
Sternini - Non divago.
Filippelli - Mi (pare di s. Tu stai parlando di te ed io ho criticato il tuo autore.
Sternini - (scattando) Ma non capisci che la stessa cosa!
Venturi - (stupito) Come? Maestro... lei sarebbe? Dovevo immaginarlo!
Gianna - (core/usa) Pap, perch non me lo avevi detto?
Filippelli - La commedia tua! Possibile?!? Io pensavo che fosse opera di un tuo allievo
Sternini - E perch?
Filippelli - Perch infarcita di espressioni tecniche, di definizioni scientifiche...
Sternini - S, qualcuna... questo dimostra una mente superiore. Le espressioni scientifiche dosano con esattezza il pensiero, danno ad esso tutta la sua forza specifica, lo fanno scintillare di luci nuove e le immagini assumono colori ed aspetti definitivi. Io ho voluto portare nella commedia il soffio del novatore, ho voluto esprimere secondo i tempi, cos come ora si affacciano nell'arte i primi capolavori che inneggiano a questo vivere moderno! La poesia- finalmente esalta la bellezza e l'armonia della materia e del lavoro, la pittura ha fissalo in espressioni nuove la nuova fatica che ha asservito la macchina; la musica ha nuove sinfonie che portano l'eco dei ritmi e delle pulsazioni pi celeri impresse dal progresso ai nostri cuori. Ma tutto ci ancora espresso in accenti usati e troppo noti. Anche la parola ed il periodo devono modificarsi, e sintetizzare Di qui la tua incomprensione, caro Filippelli, a quelle parole tronche, a quegli effettfi di luce, a quei rumori assordanti che niella commedia ti hanno sorpreso e sdegnato.
Venturi - (sorpreso) Espressioni tecniche? Rumori assordanti?
Filippelli - S, s.
Venturi - Io non ne ho trovate. Tutto 'al contrario, anzi !
Filippelli - Ma se (ve ne sono dieci per ogni pagina! Lei avr letto un altro lavoro!
Venturi i - Sar lei che avr sbagliato!
Filippelli - Macch sbagliato !
Sternini - Qui c' un equivoco... (Entra fa cameriera).
Cameriera - Eccellenza, il suo editore chiede di lei.
Sternini - Avanti, avanti, Burozzi. (La cameriera esce; entra Burozzi: saluti, presentazioni).
Burozzi - Maestro, ho ricevuto poco fa il suo biglietto e sono venuto subito da lei per avere una spiegazione^.
Sternini - Una spiegazione?
Burozzi - S, maestro. Ieri ho avuto, dalla signorina sua figlia, una commedia che ho subito letta... bellissima... Le ho scritto...
Sternini - Ho ricevuto, grazie. [
Burozzi - Oggi lei me ne manda un'altra...
Sternini - Ma la stessa. Non ricordavo che mia figlia ieri...
Burozzi - (interrompendo) No, no: un'altra...
Sternini - Un'altra? Impossibile!
Filippelli - (ridendo, malignamente) Anche lei, anche lei come Venturi ne ha letta un'altra! (A Sternini) Capisci, Sternini, il tuo capolavoro di un altro!
Gianna - (improvvisamente) Perdonami, pap...
Sternini - Perdonarti cosa? Gianna, spiegati, che cosa hai fatto?
Gianna - Perdonami... ho spedito e consegnalo un'altra commedia...
Sternini - Tu?! Ma perch?
Gianna - Non sapevo che la prima fosse tua...
Filippelli - (interrompendo, ironico) Caro maestro, quella che ho letto io proprio la tua. Ed tanto brutta!
Sternini - Ma chi dice che debba proprio esser mia?
Filippelli - Tu l'hai detto!
Sternini - (seccatissimo) Ma neppure per sogno! Io ho promesso all'autore di non rivelare il suo nome; ecco tutto!
Filippelli - (sarcastico) Perdona, ma ho i miei dubbi in proposito.
Rossani - (improvvisamente) Oh, basta! (Pausa imbarazzante).
Gianna - Carlo, cosa dici?
Rossani - (calmo, ma in tono deciso) Basta! (A Sternini) Maestro, permetta, ma non posso pi tacere... (Agli altri) La commedia... la commedia che il maestro ha raccomandata, (con pi forza) che il commendatore Venturi e Burozzi non hanno letto, (rafforzando ancora) che lei, professore, trova cos brutta, mia! Mia. (A Sternini, calmo) Scusi, maestro, ma avevo il dovere di parlare... non crede?
Sternini - Lei un bravo ragazzo!
Filippelli - S, s, ma cambi mestiere... (Pausa).
Venturi - Ma allora l'altra che ho letto io...
Burozzi - Ed io anche...
Venturi i - Quella ohe io voglio rappresentare: di chi ?
Filippelli - Gi: di chi? (Pausa).
Gianna - (timida) E'... mia.
Sternini - Tua?!
Venturi - Congratulazioni, signorina. Avrei dovuto pensarlo... certe sfumature... certi pensieri gentili non possono essere opera che di una donna! Signorina, se non le spiace, ripasser per accordarmi con lei...
Gianna - S, grazie... Mi telefoni...
Venturi - Domani stesso. (Ed ora vado...
Burozzi - Vengo con lei. Signorina, mi congratulo... Maestro, sono sempre a sua disposizione. Non dubiti: legger subito anche l'altro lavoro...
Rossani - Troppo buono...
Sternini - Grazie... grazie... buon giorno.
Filippelli i - Caro Sternini, perdona la sincerit... E lei, dottore, con l'appoggio del maestro, provi a dedicarsi alla fisica... forse riuscir meglio...
Gianna - (ironica) Chi sa che mon debba ricredersi presto...
Filippelli - (gentile) Lo spero. Arrivederci,
(Saluti. Escono Filippelli, Burozzi, Venturi. Pausa).
Sternini - La ringrazio, Rossani: il suo stato un gesto generoso. M'ha tolto id'imbarazzo ed ha salvato un collega - carissimo... (Pausa, poi, sul tono di chi non si pu rassegnare) ...E dire che a me la commedia piaceva... ;
Rossani - Vedr... con poche modifiche... alleggerendo il dialogo... inserendo qualche battuta d'effetto... cambiando l'impostazione troppo tragica... diverr rappresentabilissima.
Sternini - (poco convinto, con bonariet) ... Cambiando tutto, insomma! (Improvvisamente) Ma dimmi un po', Gianna, da quando scrivi commedie?
Gianna - (semplice) Io non scrivo, pap.
Sternini - Come, come?
Gianna - Carlo... Rossani non ha scritto la - (slava per dire la tua ma si corregge)... l'altra, ed io non ho scritto la seconda.
Sternini - Non capisco. Spiegati una buona volta. Chi l'autore del lavoro che hanno letto Venturi, Burozzi? Tu?
Gianna - No.
Sternini - Chi? ,
Gianna - (rifacendo il padre) Ho promesso all'autore di non rivelare il suo nome: ecco tutto! (Guardando Rossani) Ma si tratta di un (ragazzo che ti piace, di buona famiglia, che ha dimostrato di saper fare qualcosa, di meritare il tuo consenso...
Sternini - Ora capisco!
Gianna - (continuando sullo stesso tono) ... di un giovane intelligente che riesce ad avere un certo successo... a cui sar legato il buon andamento della sua famiglia futura...
Rossani - (sorpreso) Gianna, possibile?! Per me hai fatto questo?
Gianna - (continuando, come se non fosse stata interrotta) ... di un giovane che per, come te pap, non stato abbastanza furbo per accorgersi della terza commedia...
Sternini - (comicamente spaventato) Ce una terza commedia? Aiuto!
Gianna - (imperturbabile) S, una terza. Fatta da me, scritta da me. La commedia pi bella che tu possa immaginare. La mia commedia... quella della mia vita. L'abbiamo recitata ora tutti assieme. La commedia della mia felicit... onesta, del buon tempo antico,... di tutti i tempi... a lieto fine... col matrimonio inevitabile... Perch tu, ora, hai detto dd s , non vero, pap?
FINE
- Questo copione è stato visto:


