Le avventure di un povero marito

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Le avventure di un povero marito

LE AVVENTURE DI UN POVERO MARITO

COMMEDIA IN DUE ATTI di

LUIGI ZANON

Personaggi: UOMINI n°6 / DONNE n°10

Trama: L’argomento è quello di sempre, il matrimonio, visto in chiave ironica e graffiante. Il povero ‘pesciolino’ Felice, non è sfuggito, neppure lui, alla rete: si è innamorato, si è sposato, ha avuto figli e si è anche lasciato. Ma, grazie alla sua fedele mogliettina, si è pentito ed è ritornato nella rete, più imbrigliato di prima.

E-mail: lui.za@libero.it

Posizione SIAE n° 164671

Personaggi:

FELICE                               il povero marito

CARMEN                             moglie di Felice

ORNELLA                           amica di Carmen

ADALBERTO                       amico di Carmen

VILMA                                mamma di Carmen

EGIDIO                              papà di Carmen

DOLORES                           mamma di Felice

MAX/V.f.c./ORESTE                                       

ELISA/BALLERINA           

MARINA/BALLERINA       

DOTTORE/CAMILLA

INFERMIERA/BALLERINA

CAMERIERA/BALLERINA

ESTETISTA/SHOW-GIRL

GIUDICE

NARRATORE

Scenografia: un siparietto praticabile, sul fondo,  rialzato su tre gradini.


PRIMO ATTO

PROLOGO

(Scena:una panchina da giardino in mezzo al palcoscenico.

Il Narratore improvvisa una melodia su cui recita una filastrocca:

Sono io il padrone del mio mondo/vado a letto quando ho sonno/e mi alzo quando ormai è giorno./Sono io che decido cosa mangiare/se un pollo , due uova o del caviale./Sono io, sono io, sono io…/Il padrone sono io, sono io, sono io/!Eppure, io mi sento tanto solo./Mi sento vuoto e un po’ spento./Vorrei che questa solitudine/si riempisse di una presenza./Vorrei che il mio cuore battesse/per qualcuno che mi amasse!/Questo è il dolore della vita/che per essere felice/bisogna essere in due…Questo è il dolore della vita/che per essere felice/bisogna essere in due…

Occhio di bue puntato centralmente sul sipario chiuso. Felice e Carmen entrano dal fondo, da lati opposti, con una torcia accesa in mano; mentre “si cercano”, si dirigono lentamente verso il palcoscenico. Salgono sul palcoscenico e s’incontrano nel centro illuminato dall’occhio di bue. Si danno un bacetto ed escono. Dopo qualche secondo, il sipario si apre e le luci lentamente salgono; luci piene)

PRIMO QUADRO

FELICE - (Entra da sinistra di corsa con in mano un mazzetto di fiori. Si guarda intorno; è contento per essere arrivato puntuale. Si sentono le campane suonare tre rintocchi. Si siede soddisfatto sulla panchina. Per qualche attimo rimane immobile, il pensiero è lontano, altrove; sta sognando: si  immagina l’arrivo di Carmen e, goffamente, cerca di “figurarsi” quel momento).

Ah, ciao Carmen… Puntualissima come sempre… (Finge di abbracciarla e baciarla) Ma, no… sono passate da tre minuti, cosa vuoi che sia?… Io?… Neanche il tempo di sedermi ed…. eccoti qua! (Guarda i fiori sulla panchina) Ah, sì…. Quasi mi dimenticavo… (Prende i fiori) Un pensierino piccolo piccolo per il nostro primo anniversario di fidanzamento… E’ solo un pensierino, ti ho detto!…. (Si fa dolce) Sì! Anch’io, ti amo, Carmen.

(Finge di baciarla. Si ridesta e si rimette a sedere sulla panchina. Guarda l’orologio. Incomincia ad impazientirsi. Un passante entra da destra ed esce da sinistra, noncurante). … giono. (Buio per un secondo. Luce. Un rintocco di campana: è passata mezzora. Si sbottona un po’ la camicia: comincia ad avere caldo. Si fa coraggio e “ripassa” ancora la parte di quando lei arriva).

Carmen, oh, finalmente sei… (Finge di baciarla).

Perché dovresti scusarti?.. Capita a tutti, no?… Per una mezz’oretta, non è la fine del mondo!… Ma figurati… (Prende i fiori dalla panchina) Eccoti un pensierino piccolo piccolo per il nostro primo anniversario di fidanzamento…. Dimentichiamo l’intoppo e ….

(Finge di abbracciarla e baciarla nuovamente. Nello stesso momento, rientra il passante di prima e, vedendolo fare strani gesti, prende paura e si affretta ad uscire da dove è entrato. Si risiede desolato. Buio ancora per un secondo. Luce. Quattro rintocchi di campana: è passato un’ora. E’ visibilmente incavolato. Se Carmen arrivasse ora gliene direbbe quattro… Immagina il suo arrivo: seccato)

Ah, sei qui?… E’ da più di un’ora che ti aspetto!… Hai avuto un contrattempo?…Non ci credo! Sei bugiarda!… Sì, bugiarda! E non sai essere puntuale… No, non ci sono scuse!…

(Guarda i fiori; li prende in mano) Ah, questi? Sono per mia madre: lei si che se li merita!

(Ha un gesto di stizza e getta i fiori sulla panchina; si siede e sbuffa)

CARMEN – (Entra da sinistra) Iuhhhhh…..

FELICE – (Noncurante) Sììì… buongiorno.

CARMEN – (Dolce) Felice…

FELICE – (Si alza vedendo Carmen, impacciato) Ah, Carmen, sei tu?!..  

CARMEN - (Le dà un bacetto sulla guancia) Scusami caro, ma ho avuto un contrattempo.

FELICE – Un contrattempo? … Non ci credo! … Tu non sai ….

CARMEN – Hai ragione: non so rispettare gli appuntamenti …..

FELICE – Appunto!

CARMEN – Mi dispiace tanto, credimi... Ne soffro tantissimo.

FELICE – (Si fa più dolce) Suvvia, Carmen, capita a tutti di ….

CARMEN – (Interrompendolo) E’ da più di un’ora che tu sei qui? ….

FELICE – Noooo …. Sono arrivato un po’ in ritardo anch’io, se lo vuoi sapere.

CARMEN – Ah, biricchino …. E io che mi sentivo in colpa!..

FELICE – Carmen, ti prego ….. Dimentichiamo l’accaduto e …. (Prende il mazzetto di fiori) Che ne dici? E’ un pensierino piccolo piccolo che ….

CARMEN - …. Vuoi regalare a tua madre, scommetto! (Si siede sulla panchina)

FELICE – No, voglio regalarlo a te, amore ……

CARMEN – A me? …Finalmente un pensiero gentile… E per quale motivo hai  deciso di….

FELICE – Ma come? … Oggi è il nostro anniversario di fidanzamento!

CARMEN – Quanti ne abbiamo oggi?

FELICE – Dodici, amore … Dodici giugno! Ti ricordi …. Un anno fa ….

CARMEN – Felice …Felice …(Si alza) Oggi ne abbiamo undici!

FELICE – Undici? … Sei sicura?

CARMEN – Lunedì undici Giugno!

FELICE – Ma che importa: ho voluto che festeggiassimo insieme “la vigilia” del nostro anniversario.

CARMEN – Allora domani mi farai un altro regalino?

FELICE – Ma certo, tesoro … Un mazzo di fiori più grande. (Si siede accanto a Carmen)

CARMEN – Meglio cambiare , no? …

FELICE – (La guarda; vorrebbe abbracciarla; un po’ estasiato si siede). Si !… Ti farò un altro regalo, va bene … Ma ora …

CARMEN – (Interrompendolo) Lo sai che non ho degli orecchini decenti…

FELICE – Ho capito … Gli orecchini ….

CARMEN – Attento,  mi stropicci  il vestito.

FELICE – Scusami …. Volevo dirti una parolina nell’orecchio.

CARMEN – Quale parolina?

FELICE – Quella che si dicono tutti i fidanzati che si vogliono  bene …. Comincia per S e finisce con E.

CARMEN – Cos’è … Salute? (Gira intorno alla panchina)

FELICE – Acqua…

CARMEN – Salve?

FELICE – ACQUA …

CARMEN – Sognare?

FELICE – Fuochino ….

CARMEN – Stupire? …Scappare? …Saziare? .. Salutare? … Sudare? … Separare? …

FELICE – Stop! … Il contrario!

CARMEN – Il contrario di separare? .. Unire …

FELICE – Si, unire …. (Si alza)

CARMEN – Ma non comincia  per S e non …

FELI CE – Unire in matrimonio, Carmen … Sposare!

CARMEN – Ah, ma dovevi  dirmelo prima … (Si siede)

FELICE – No, Carmen… Voglio dirtelo ora … adesso … qui! (Di dietro)

CARMEN – Qui? .. Ma non ti sembra …

FELICE – (Interrompendola) Carmen, vuoi diventare mia moglie?

CARMEN – Come, scusami non ho capito … “Vuoi …”

FELICE - …Vuoi diventare mia moglie?

CARMEN – E perché no?

FELICE – Perché no? … Carmen, devi dirmi “Sì” oppure “No”.

CARMEN – Allora ti dico … (Pausa) Sì! ..

FELICE – (La prende fra le braccia  e la fa alzare) Sì! … Sì, sento che vivremo felici e contenti insieme. Facciamo il mese prossimo?!

 CARMEN – Ma sei matto? …Tu pensi che in un mese si possa fare un vestito da sposa?

FELICE – Facciamo fra due mesi, allora?

CARMEN – Forse …

FELICE – Tu pensa al vestito … al resto penserò io!

CARMEN – Vuoi dire che tu penserai all’appartamento?!

FELICE – Ma certo, già trovato.

CARMEN - … E che io penserò al resto!

FELICE – (Perplesso) Ma, come? …

CARMEN – Dividiamoci i compiti, no?… Io sceglierò l’arredamento, il ricevimento, i fiori, le

partecipazioni, i testimoni, le fotografie, le bomboniere, il ristorante e il menù, s’intende … Poi, il viaggio, …

FELICE – (Interrompendola; ironico) Ho capito! Ho capito! A me non resta che scegliere la… separazione dei beni! (Parte in crescendo la musica mentre i due parlottano fra loro e si incamminano verso il siparietto)

CARMEN – Con la comunione dei beni, ho sentito dire, che si è più coppia, perché …..

(Escono dal siparietto)

                                                 

SECONDO QUADRO

(Musica nuziale. Entrano lentamente gli invitati alla cerimonia. Si dispongono nell’ordine seguente: vicino al siparietto, a destra, i genitori di Carmen, Egidio e Vilma, più lontani, verso il proscenio, Ornella ed Adalberto. A sinistra, vicino al siparietto, Dolores, madre di Felice, più avanti, Elisa e Marina, amiche dello sposo. La musica sfuma.)

ORNELLA - (Ad Adalberto) Ma tu vedi Carmen nei panni di una donna di casa? … Che lava i pavimenti, che fa il bucato, che cucina …

ADALBERTO – (Ironico) Lei, no! … Però lui, sì !!

ORNELLA – Eh , già … Gli opposti si attraggono.

ADALBERTO - .. Della serie: se non lo fa lei … Lo farà lui!!

DOLORES – (Commossa; in preghiera;decisa) Fà ch’ el se cata ben Signor … fa ch’ el sia piasè  fortunà del me  poro marì .. e piasè rufian: se no nol ottegnarà mai gnente, Signor … Ora pro nobis ….

VILMA – Mi sembra ancora una bambina ed invece ha già vent’anni … Per lei  il tempo corre.

EGIDIO – E per te? … Galoppa impazzito!

VILMA – Comunque, è il giorno più bello della sua vita.

EGIDIO – Perché è il primo, no! ..

VILMA – Egidio, per favore …

ELISA – Ma come fa a sposare una così?

MARINA – Si meritava molto di più.

ELISA – Hai visto che vestito ha: la fa sembrare più grassa!

MARINA – Non credere che sia magra: ha i suoi bei fianchi.

ELISA – Anche l’acconciatura non mi dice niente!

(Musica di sottofondo. Si apre il siparietto. Felice e Carmen sono dietro ad un telo bianco trasparente, in controluce. Gli invitati si voltano a guardare gli sposi. La musica sfuma mentre si ode la voce fuori campo del celebrante e degli sposi)

VOCE F.C. –“Se  dunque è vostra intenzione di unirvi in matrimonio” … (Ornella va a prendere il cestino delle offerte, posto sul gradino, ma viene “fermata” da Dolores. Ornella ritorna dov’era un po’ seccata)... “Datevi la mano destra ed esprimete il vostro consenso”

FELICE – Io Felice, ….

VOCE F.C. – Più forte!

FELICE – (Con voce sostenuta) Io Felice, prendo te, Carmen, come mia sposa e prometto di esserti fedele sempre …. nella gioia …. (La frase viene interrotta abbassando il volume)

VILMA – Guarda sua madre

EGIDIO – L’ ho vista!

VILMA – Io mi vergognerei ….

EGIDIO –  Tu, ma lei no!

VILMA – (Rimproverando il marito) Egidio, ma insomma! ..

ELISA – Pensa che lei non ha mai avuto una malattia infettiva.

MARINA – Poverino dovrà farle da infermiere per tutta la vita.

CARMEN – (Commossa) Io, Carmen …..

VOCE F.C. – Più forte!

CARMEN – (Più decisa) Io,  Carmen, prendo te, Felice come mio  sposo e prometto di esserti fedele sempre, nella …. (Viene sfumata la voce)

ORNELLA – Dopo tanto: o ci si lascia o ci si sposa.

ADALBERTO – O tutte e due: ci si sposa e poi si divorzia.

DOLORESA – Fa Signor, che la sia ‘na braa mama come son sta mi par mé fiol! ..Ora pro nobis …

VOCE F.C. – “…Benedici questi anelli nuziali: gli sposi che li porteranno  …custodiscano integra la loro fedeltà, rimangano nella Tua volontà e nella Tua pace/ … e vivano …

 (Viene sfumata la voce del celebrante)

VILMA – Ma l’ hai vista?

EGIDIO – Sì! L’ ho  vista!

VILMA – E non si vergogna! …Che suocera le doveva capitare.

EGIDIO – Stai parlando di tuo genero? …

VILMA – (Seccata al marito) Egidio, allora? …        

MARINA – Sarà anche carina ma è antipatica!

ELISA – Lo sai che gli sono sempre piaciute le brune.

FELICE – Carmen, ricevi questo anello segno del mio amore e della mia fedeltà …(Mette l’anello alla sposa)

MARINA – (Sognante) Cosa pagherei per esserci io al posto di quella!

ADALBERTO – (Ironico) Nemmeno se mi dessero dieci miliardi salirei la su!

CARMEN – Felice, ricevi questo anello segno del mio amore e della mia fedeltà. (Mette l’anello allo sposo)

ORNELLA – Le trema la voce …Piangerà?

ADALBERTO – Quando, stanotte? …(Ride) L’ hai capita? …(Tra sé) Non l’ ha capita!

VOCE F.C. – Ora siete marito e moglie !!!

DOLORES – Grassie, Signor, adesso posso anca morir on pace!

VOCE F.C. – (Rivolto ai fedeli) Allora, che aspettate? .. Fategli un bel  applauso!!

(Mentre tutti battono le mani, parte la musica nuziale di sottofondo. Si chiude il siparietto per qualche secondo. Gli invitati si scambiano le felicitazioni. Si riapre il  siparietto;  “gli sposi” scendono e vengono accolti festosamente  dai familiari e amici. Volano coriandoli. Scende qualche  lacrimuccia dal viso delle suocere. Nel frattempo è  entrato il Narratore; lentamente gli altri se ne vanno verso fondo sala; sul palcoscenico rimane il Narratore ad osservare il gruppetto festoso; quando questi sono in fondo alla sala, chiama Felice)

NARRATORE – (A voce alta) Felice …

FELICE – (Si volta; a voce sostenuta) Sì!

NARRATORE – (Mentre si è fatto completamente silenzio) Coraggio !!! …

FELICE – Grazie! …(Ritorna il chiasso festoso. Escono)

NARRATORE – (Con lo sguardo fisso sul fondo sala; malinconico)  E anche il povero pesciolino Felice, non è sfuggito alla sorte  comune … (Scende dal palcoscenico e seguito “dall’occhio di bue”, cammina tra il pubblico; con distacco) Sono tanti i pesciolini che cadono nella rete; attirati dall’esca si danno un gran daffare per trovare l’entrata e quando

 l’anno trovata vi entrano contenti perché pensano d’aver trovato finalmente le delizie e i piaceri della vita. (Con rassegnazione) E invece …  (Ironico) Ma non voglio dir male, per carità, di coloro che entrano nella rete del matrimonio. Anzi, io dico che fanno bene perché, se siamo in questo mondo per far penitenze e  sacrifici, Iddio si dimostrerà molto generoso con coloro che scelgono questa strada tortuosa e ardua. Ne sono certo! … Sì! Ne sono certo! … (Sale sul palcoscenico)  E anche il povero pesciolino Felice non è sfuggito alla rete … E tanto ha girato che vi è entrato e si è sposato. Ma per la fretta non è stato a guardare tanto per il sottile ed ha giurato eterno amore ad una dolce creatura senza, ahimè, conoscerla bene. (Entra Felice; è euforico; accende le abat-jour, accomoda dei cuscini

sopra i gradini) Ma … non pensiate che lui sia infelice! No, tutt’altro! … Del resto è sposato da poco e si diverte e si diletta là dentro, nella rete! (Esce di lato; buio)

 

TERZO QUADRO

(La scena rappresenta schematicamente la camera da letto degli sposini. Due abat-jour ai lati dei gradini due cuscini sopra; una poltrona da camera a destra e uno specchio grande a sinistra. Luci piene)

FELICE – (E’ già in scena; canticchia qualcosa di allegro; indossa una vestaglia da camera) Cuccioletto mio… Io sono pronto!… Topolino, topolino… cosa stai cercando il formaggino?…. (Ridacchia tra sé; rivolto verso il lato sinistro) Cuccioletto mio, ti sto aspettando… Arrivi?….

CARMEN – (Voce fuori campo, proveniente dal lato sinistro) Un attimo!.. Ma che impaziente!…

FELICE – Impaziente?… Nooo!!!… Impazzito!… Tra un po’ vado in fiamme!… (Cammina intorno; si ricorda di aver comprato il profumo) Ah!… (Prende la bomboletta di profumo e se lo spruzza sotto le ascelle) “La nuit: parfum pour homme… viril”…. (Lo rimette nascosto dov’era. Ancora rivolto verso il lato sinistro) Cuccioletta mia, che stai facendo?…

CARMEN – (c.s.) Ma sei anche curioso!?

FELICE –  No, è che… mezzanotte è passata da un pezzo e domani mi aspetta un lavoro pesante.

CARMEN – (c.s.) Allora, dormi!

FELICE – Dormi!… E come faccio a dormire dopo aver bevuto sedici caffè doppi, sette litri di coca-cola e mangiato una pirofila di paella col peperoncino? E’ chiedere troppo!… E’ come chiedere al maiale di essere educato… Ma se è un porco! (Pausa. Cammina intorno agitato; si avvicina nuovamente al lato sinistro; mima le movenze di un gatto) Miao… Miao.. Titti mia, il tuo gattone ti sta aspettando… Miao… Miao…

CARMEN – (Entra e rimane per un attimo impietrita vedendo il marito gesticolare in quel modo) Ti è successo qualcosa?

FELICE – (Ricomponendosi in tutta fretta) No!.. No!.. Anzi, sì! L’attesa mi mette in agitazione… Ma, ora che tu sei qui, mi sento un altro…

CARMEN – (Pettinandosi davanti allo specchio) Un altro chi?..

FELICE – Superman! (Mostra la maglietta con la S incisa).

CARMEN – (Noncurante)Poveretto che fine…

FELICE – (Seccato) Stasera sei in vena di complimenti?

CARMEN – Non parlavo di te, ma di Christopher Reeve.

FELICE – E chi sarebbe questo Christopher? Tuo cugino?

CARMEN – Ma li leggi i giornali? Christopher Reeve è l’attore che impersonava Superman.

Adesso è costretto su una sedia a rotelle per un banalissimo incidente…

FELICE – Anche tuo cugino Cristoforo ha fatto un incidente… Però a lui gli è andata bene.

CARMEN – Oddio, come mi vedo grossa… Guarda qui che fianchi….

FELICE – Qualcosa non va, tesoruccio?

CARMEN – (Disperata) E’ un disastro… dopo appena due anni di matrimonio!

FELICE – (Sdraiato sui gradini-letto) Ma di che ti preoccupi? Ti ho già sposata, no???..

CARMEN – Cosa vuoi dire?… Mi vuoi far arrabbiare?

FELICE – Scusami tesoro, era solo una battuta….

CARMEN – Beh, risparmiatele!

FELICE – Cancellato tutto, ok?… Ma ora, vieni a letto perché il tempo vola e…

CARMEN – (Toccandosi le gambe) Ma questa è buccia d’arancia.

FELICE – Se vieni qui, tesoro, ci facciamo una spremuta.

CARMEN – Sei proprio cretino. E’ una cosa seria questa.

FELICE – Non lo metto in dubbio.

CARMEN – Vieni a vedere anche tu… (Invitandolo) Vieni a vedere in quale stato mi trovo…

FELICE – Ma in Italia, no?!… (Si avvicina a Carmen)

CARMEN – Che sciocco!… (Indicando le cosce) La vedi adesso?

FELICE – Cosa? La buccia d’arancia?

CARMEN – Voi uomini siete tutti uguali: non capite mai niente.

FELICE – Ti prometto che mi farò spiegare dall’estetista la differenza tra le bucce

d’arancia e…

CARMEN – Le foglie di fico!

FELICE – Non avrai anche quelle?

CARMEN – (Va verso il letto) Basta, Felice… Per questa sera ne ho abbastanza. Me ne vado a letto.

FELICE – (Contento) Era ora!

(Carmen finge di coricarsi nel letto; volta le spalle a Felice che, prima di sdraiarsi, si spruzza del profumo spray per tutto il corpo)

CARMEN – (Annusando) Non avrai lasciato il gas aperto?

FELICE – E perché?

CARMEN – Sento una puzza.

FELICE – Puzza?.. (Tra sé, guardando il profumo) Mi  è costato un occhio della testa.

(Lo nasconde in fianco al letto)

CARMEN – Cosa?

FELICE – Dicevo che ho controllato tutto prima di venire a letto. (Si sdraia accanto a Carmen) Cuccioletto mio, stai pensando a qualcosa?

CARMEN – (Con voce bassa) Sì.

FELICE – E c’è qualcosa che vorresti da me?

CARMEN – (Scatta di colpo; dolce ma decisa) Potresti comperarmi un completo giacca e pantaloni.

FELICE – (Si alza desolato) Oh, Signore….

CARMEN – Così nasconderei la…

FELICE – … buccia d’arancia!

CARMEN – (Si avvicina a Felice; teneramente, sussurrato) Tesoro… Ti sei arrabbiato?…

Se non vuoi fa lo stesso…

FELICE – Lo sai che le spese sono tante: non possiamo permetterci..

CARMEN – (Tappandogli la bocca con la mano) Me lo fai un sorrisino?

FELICE – (Gli sorride comicamente) Ahhh!!..

CARMEN – E adesso me lo dai un bacino?

FELICE – E va bene, ti do un bacino…. Ma non sulla buccia d’arancia! (La bacia)

(Si abbracciano ridendo ed improvvisano una melodia su cui recitano il pezzo che segue;  escono le quattro ballerine che eseguono una coreografia a tema; luci colorate.

(Insieme) Sì! La vita è gioia/se c’è l’amore./Sì! La vita è bella/se c’è l’amore./(Lui) Anche se sei un po’ testarda/ti amo lo stesso, ti amo lo stesso, ti amo lo stesso/perché l’amore è cieco!(Lei) Anche se sei un po’ rustico/ti amo lo stesso, ti amo lo stesso, ti amo lo stesso/perché l’amore è cieco!/ (Insieme)Sì! La vita è gioia/se c’è l’amore./Sì! La vita è bella/se c’è l’amore./(Lui) Anche se sei un po’ lunatica/ti amo lo stesso, ti amo lo stesso, ti amo lo stesso/perché l’amore è cieco!/Anche se sei un po’ tirchio/ti amo lo stesso, ti amo lo stesso, ti amo lo stesso/perché l’amore è cieco!/(          Insieme) Ma la vita è gioia/se c’è l’amore./Ma la vita è bella/se c’è l’amore./(Parlato/ Lui) Va be’, finchè c’è l’amore…e poi?/(Parlato/Lei) E poi…e poi…sono affari tuoi!/E poi…e poi…sono affari tuoi!/sono affari tuoi…

Buio.)

QUARTO QUADRO

(Scena: un mobiletto porta telefono con un telefono sopra a sinistra; una poltrona  con una seggiola accanto a destra; uno spot illumina la parte di destra e un altro la parte sinistra della scena. Sulla poltrona a destra è seduta Ornella e sulla seggiola l’Estetista. Spot che illumina la parte destra)

ESTETISTA – (Indossa un camice bianco) Manicure o pedicure?

ORNELLA – Pedicure, grazie.

(Squilla il telefono. Spot che illumina la parte sinistra)

CARMEN – (Entra da sinistra; è visibilmente addormentata. Indossa una vestaglia da camera) Pronto, famiglia Gregori…

ORNELLA – (Con in mano un telefonino cellulare) Ciao, sono io, Ornella…

CARMEN – Ornella?… Ma sei impazzita: telefonarmi a quest’ora?…

ORNELLA – Scusami. Ma guarda che sono le dieci!

CARMEN – Le dieci? (Guarda l’orologio, meravigliata) Oddio…

ORNELLA – Ti sei addormentata anche stamattina?

CARMEN – Addormentata? Ma vuoi scherzare… Non ho chiuso occhio stanotte….  Non

sto troppo bene…

ORNELLA – E’ per colpa del solito raffreddore?

CARMEN – Non parlarmene! E’ terribile!…(Finge di parlare con il naso chiuso. Si soffia il naso). Non so più cosa fare!

ORNELLA – E tuo marito?

CARMEN – E’ come il raffreddore: non so più cosa fare!!

ORNELLA – Ahia! (L’estetista le ha fatto male al piede)

CARMEN – Cosa ti è successo?

ORNELLA – Niente…niente, mi sono punta col tagliacarte (Cambia tono). Ho un sacco di faccende da  sbrigare qui in ufficio.

CARMEN – Ah, capisco…tu lavori sempre….fai bene!

ORNELLA – Già…Ma senti, ti sei comperata quel completo giacca e pantaloni?

CARMEN – Sì! E’ stato Felice ad insistere…Io non volevo: costava un occhio della testa!..

Comunque mi sta benissimo, dovresti vederlo!

ORNELLA – Perché non te lo metti stasera? Vieni con noi alla festa di Nicola?..Buffet,

ballo, piscina… ragazzi da sballo… Ah, dimenticavo: niente mariti!!

CARMEN – Figurati se non vengo!

ORNELLA – E il raffreddore?

CARMEN – Sto prendendo gli antibiotici.. Passerà!

ORNELLA – E tuo marito?

CARMEN – Sarà senz’altro contento…

ORNELLA – Ahia! (La ragazza le fa ancora male al piede)

CARMEN – E adesso cos’ hai?

ORNELLA – Il tagliacarte. Ho i piedi che sembrano un colabrodo!

CARMEN – I piedi? Che c’entrano i piedi?

ORNELLA – (Imbarazzata)…Anche i piedi .. per colpa delle scarpe nuove: mi pizzicano dappertutto!

CARMEN – Capisco…

ORNELLA – Allora ti telefono io prima di partire, verso le otto, non si sa mai…

CARMEN – D’accordo… Ah, vale la solita regola: se ti dico che non posso uscire perché devo far compagnia a mio marito vuol dire che uscirò… quindi passate a prendermi!

ORNELLA – Non preoccuparti….Conosciamo bene “ la parte”.

CARMEN – A stasera allora…

ORNELLA – A stasera e … riposati, mi raccomando!

CARMEN – Contaci!

ORNELLA – (All’estetista, seccata) Ma sei un macellaio!

ESTETISTA – Ma, par favor!…(Buio; escono, qualche accordo di musica. Luce sul Narratore)

QUINTO QUADRO

NARRATORE – E il povero pesciolino Felice non è sfuggito alla rete ed ora è là che si diletta e si diverte. I giorni passano, il miele finisce e, si sa, l’inverno arriva presto…. Ad ogni modo il nostro brav’uomo lavora e fatica molto per procurare alla dolce mogliettina

quegli agi che le consentono un tenore di vita piacevole e più che decoroso, e non pretende un granché in contraccambio… Gli basta, quando rincasa la sera stanco e sfinito, trovare la sua mogliettina là, in casa, che lo aspetta. Si accontenterà di un bagno caldo preparatogli con cura, di una cenetta semplice ma preparata dalle dolci mani della consorte… e, naturalmente, della serena e pacifica compagnia di lei, alla quale ha pensato molto durante tutto il giorno. (Esce dal lato sinistro)

(La scena rappresenta il soggiorno: un tavolo, qualche sedia, attaccapanni. ecc…Luci piene)

FELICE – (Entra, dal lato destro. Indossa vestiti da lavoro. Si toglie qualche indumento). Tesoro, sono io… dove sei?

CARMEN – (Arriva dal lato sinistro con in mano una bottiglia di vino e un bicchiere) Eccomi, Felice….

FELICE – Bacino…

CARMEN – Bacino…(Lo bacia sulla guancia; depone la bottiglia e il bicchiere sul tavolo) Scusami tesoro, ma stasera ho un sacco di cose da fare. (Esce)

FELICE – Non mi dirai che stai preparando una cenetta speciale….

CARMEN – (Entra) Non proprio…(Depone sul tavolo coltello, forchetta e un piatto con due carote sopra. Esce)

FELICE – (Guarda sul tavolo; vede un solo piatto; perplesso) Scusami cara ma tu non ceni questa sera?

CARMEN – (Voce fuori campo) Non ho fame, amore.

FELICE – Non hai fame? E perché?….(Si siede e si toglie le scarpe)

CARMEN – (Entra con in mano un altro piatto con sopra un salamino, un panino ed un pezzo di formaggio; lo depone sul tavolo) Perché non ho voglia di mangiare, semplice, no!

FELICE – (Perplesso si siede) Eh, già, semplice…(Tra sé) Vado a prendere il giornale…

(Accenna ad uscire)

CARMEN – (Gentile) Te l’ ho preparato là, tesoro!..(Indicando il giornale sulla sedia. Esce)

FELICE – Grazie! Che gentile…(A voce sostenuta per farsi sentire da Carmen che è fuori

scena). Sai, cara, oggi ho fatto uno scherzo ad un mio collega di lavoro. Sono entrato in ufficio senza fare rumore e, standogli alle spalle, gli ho messo le mani sugli occhi e con voce contraffatta gli ho detto:(voce roca) “Indovina chi è?”

CARMEN – (Entra con le ciabatte) E chi era?

FELICE – Ma come chi era? Ero io, no…

CARMEN – Ma che scherzi sciocchi fate voi uomini!

FELICE – E quali scherzi dovremmo fare?…

CARMEN – Ah, caro, dimenticavo di dirti che questa sera c’è una festa di compleanno…

FELICE – Ma sono stanco; lo sai che la sera preferisco….

 

CARMEN – Lo so! Ma non sei obbligato ad andarci.

FELICE – Ah, meno male!

CARMEN – Ho pensato… che potrei andarci io.

FELICE – Tu, da sola?

CARMEN – Ma, no… con i miei amici: Adalberto ed Ornella…

FELICE – Oddio…(Ironico) Quanto mi piacciono quei due.

CARMEN – Felice, sono i miei amici del cuore.

FELICE – E i miei nemici del fegato!

CARMEN – Allora che ne dici: ci posso andare?

FELICE – L o sai: non mi piace che tu esca da sola.

CARMEN – Insomma, non vuoi che vada al compleanno di Nicola?

FELICE – (Titubante) Non voglio…non voglio…E’ meglio che….

CARMEN – (Non si scompone) Ho capito! Non vuoi! Vorrà dire che dirò ad Ornella di non venire a prendermi!

FELICE – Ma perché non si può stare tranquilli in questa casa?…

CARMEN – E’ tutta colpa tua! (Si siede fingendo di essere adirata)

FELICE – Certo che è colpa mia! (Incavolato) E’ sempre colpa mia! (Si alza impaziente)

CARMEN – Allora, telefono ad Ornella?

FELICE – (Seccato) Certo! Telefona alla tua amica e dille che questa sera rimani a casa!…(Accenna ad uscire; a Carmen, deciso)… a far compagnia a tuo marito! (Esce dal lato sinistro)

CARMEN – (Compone il numero e telefona) Sei tu, Ornella… Sì…Sì, voglio dirti che…(alzando il tono della voce per farsi sentire da Felice) questa sera non posso venire al compleanno di Nicola… Perché? Perché devo far compagnia a mio marito….Ma certo che è giusto!…

FELICE – (Entra; indossa la vestaglia da camera. E’ soddisfatto nel sentire le parole della

moglie)

CARMEN – Ha lavorato molto oggi: ha diritto ad un po’ di compagnia non ti pare?… A presto allora…. Ci sentiremo domani …. D’accordo ….Divertiti….Ciao….Ciao…(Depone la cornetta e si siede vicino al marito)

FELICE – Oh, finalmente hai deciso di ascoltarmi!

CARMEN – Perché  “finalmente”? Io ti ho sempre ascoltato. Di che ti preoccupi?

FELICE – Della mia cena! …(Mostra le due carote, il salamino e il formaggio) E’ tutta qui oppure c’è dell’atro?

CARMEN – Non ti piace il salamino?

FELICE – Potevi almeno preparami …

CARMEN – (Interrompendolo) Mancava la corrente oggi pomeriggio.

FELICE – D’accordo, ma noi abbiamo la cucina a gas!

CARMEN – E’ vero ma l’apriscatole è elettrico!

FELICE – (Seccato) L’apriscatole….So io cosa farei con l’apriscatole….

(Suona il campanello d’ingresso)

CARMEN – Aspetti qualcuno?

FELICE – E chi dovrei aspettare?

CARMEN – Non sarà tua madre, per caso?

(Suona ancora il campanello)

FELICE – Ma vai ad aprire, no… così saprai chi è lo scocciatore!!

CARMEN – Vado subito. (Esce da destra)

FELICE – (Tra sé) Ma guarda che cenetta… Ottima per prevenire l’obesità!….Scarsa per colmare la fame!!

CARMEN – (Entra seguita da Ornella e Adalberto) Caro, sono i miei amici: Adalberto e Ornella.

FELICE – (Tra sé) Le disgrazie non vengono mai sole!

ORNELLA – Ciao..

FELICE – Bene….. Se vogliono cenare con me…..

ADALBERTO – Grazie, Felice. Non ti disturbare…..

FELICE – Non sono io che disturbo.

ADALBERTO – (Si siede vicino a Felice; nel posto che prima era di Carmen) Ma cos’ hai: sei nervoso?

ORNELLA – (In parte; a Carmen) Non mi sembra molto “docile” stasera.

CARMEN – Non preoccuparti: so come “prenderlo”…

ORNELLA – Allora, sbrigati che si fa tardi…

CARMEN – Hai ragione….

FELICE – Scusate, ma … vi fermate molto qui?

ORNELLA – Fino a che non ti avremo stufato.

FELICE – Oh, allora potete andarvene subito!

ADALBERTO – Bella questa! Complimenti, vecchietto! Da chi l’ hai sentita? (Si versa del vino e beve)

CARMEN – Ornella vuole vedere la mia giacca nuova ….(Si avvicina al marito: da dietro le spalle gli fa le coccole) quella che mi hai regalato tu tesoro.

ADALBERTO – E bravo il nostro maritino che fa i regalini alla mogliettina! (Si prende un pezzo di carota e la mangia. Le ragazze intanto escono da sinistra)

FELICE – La smetti di mangiarmi la cena?

ADALBERTO – Oh, scusami, volevo solamente assaggiare…Mangerò dopo, alla festa…Mi hanno detto che ci sarà un buffet a base di pesce: caviale, aragosta, cozze, gamberetti con salsa rosa…

FELICE – (Stizzito) Vuoi elencarmi anche tutti i contorni?

ADALBERTO – Scusami… Ma non sapevo che il pesce ti facesse schifo…

FELICE – Ora lo sai!

ADALBERTO – (Mangia alcuni pezzetti di pane; con civetteria) Allora, “Tesoro”, come va, eh?..eh..?

FELICE – (Fingendo di non capire) Eh?….

ADALBERTO – Come va, eh…dico, il matrimonio….tutto OK?…

FELICE – Tutto Ok!!!

 

ADALBERTO – Dev’ essere bello vivere insieme alla persona che si ama.

FELICE – Finché si ama!!

ADALBERTO – (Come se stesse sognando) Quanti vantaggi si hanno ad essere in due?!!

FELICE – Il doppio!

ADALBERTO – E quante cose si possono fare in due…Si può giocare a battaglia navale!

FELICE – E’ la prima cosa che ho fatto anch’io!

ADALBERTO – Ci si può grattare la schiena, in due; lei la gratta a lui e lui la gratta a lei.

FELICE – Si, contemporaneamente!!

ADALBERTO – (Si alza) Se uno va in prigione l’altro lo va a trovare. Oppure, se si finisce la benzina uno guida e l’altro spinge l’auto fino al distributore. Che bello….

(Contemporaneamente a Felice)…essere in due…..

FELICE - …essere in due!.. Ma la smetti di mangiare e di bere!

ADALBERTO – Scusami : è un istinto inconscio…non riesco a controllarlo.

FELICE – (Mostra il coltello) Vorrà dire che da adesso lo controllerò io…il tuo istinto!

(Entra Ornella e Carmen; quest’ultima indossa i pantaloni e la giacca nuovi)

ORNELLA – (Va a baciare sulla guancia Felice) Complimenti, hai buon gusto!…Guardala…Guardala, non sembra Julia Roberts?!

ADALBERTO – Ma no, assomiglia di più a Jane March nel film “L’amante”.

ORNELLA – Felice, allora, che ne dici?

CARMEN – (A Felice) Ti piace?

FELICE – Bello…ti sta bene…

ORNELLA – Sei in vena di complimenti stasera!

ADALBERTO – Gli schizzano fuori da tutti i pori della pelle. Pluff…Pluff…

FELICE – (Ironico)  E’ il mio vino che gli dà alla testa!

(Guardando Carmen attentamente) Ma dove vorresti andare?…

CARMEN – Senti, Felice, ho pensato di accompagnarli dal momento che sono già pronta!…Ma “vado e vengo”, non ti preoccupare.

FELICE – Ma come?…Tu dovevi restare a casa con me!

ORNELLA – (A Felice) Non mi dirai che sei diventato geloso?

FELICE – Io geloso? Ma non farmi ridere!

ADALBERTO – Il solito marito: tiene in  gabbia la moglie per paura che voli su altri boccioli!

FELICE – (Seccato) Ma cosa ne sai tu di donne… e di boccioli?

ADALBERTO – Io? Io sono la reincarnazione di Don Giovanni! (A Ornella) O no?

ORNELLA - (Ironica) Diciamo che ci vai vicino!

CARMEN – (In un lato, vicino a Felice; figurandosi dispiaciuta) Se vuoi che rimanga, Felice, io rimango!…Non li accompagnerò, d’accordo?! Ci vadano da soli!

ORNELLA – L’ ha già convinto!

FELICE – (Teneramente) Ma… se è solo per accompagnarli…

CARMEN – Ti ho mai mentito, tesoro mio?

FELICE – Beh?… Diciamo che ho perso il conto...

CARMEN – Vedi?!(Gli dà un bacetto) Aspettami, tornerò subito!… (A Ornella) Andiamo? (Esce da destra)

ORNELLA – Andiamo!…

ADALBERTO – Il maritino ha aperto la gabbia?…

FELICE – Si, per chiuderti dentro!

ORNELLA – Buonanotte.(Esce dietro a Carmen)

FELICE – Notte.

ADALBERTO – (Accenna ad uscire poi ritorna; a Felice) Ah, Il salamino, prendilo con

più aglio, la prossima volta!..

FELICE – (Ha un gesto di stizza) Con il cianuro lo prendo, la prossima volta!… E te lo

farò mangiare tutto!…

CARMEN – (Ritorna) Forse è meglio che prenda le chiavi….

FELICE – E perché?

CARMEN – (Carmen prende le chiavi) Perché, non si sa mai…se mi capitasse un imprevisto….(Gli dà un bacetto) Ciao…(Esce nuovamente)

FELICE – Ciao… (Si siede sconsolato. Si versa un bicchiere di vino. Lo beve in un sorso) Non si sa mai… un imprevisto…. (Vuole versarsi un altro bicchiere di vino ma, decide di bere “a canna”) Ah, queste donne…(Altra sorsata) Ah, queste mogli!…Sai chi ti prendi ma non sai che cosa ti aspetta! (Beve)

(Felice improvvisa una melodia su cui recita il seguente pezzo; pantomima a tema; luci colorate.

Prima, lei, era assai graziosa./Ora, invece è un po’ troppo sgarbata./Prima, lei, era tanto tenera./Ora, invece, è un po’ troppo ruvida./Prima, lei, era molto simpatica./Ora, invece, è un po’ troppo noiosa./)Ah, queste donne:/misterioso pianeta inesplorato./Ah, queste mogli:/vicoli ciechi senza via d’uscita…/perché sai che cosa prendi/ma non sai cosa t’aspetta…/questa è la verità, ahimè…ahimè… (rip.)

Buio)

SESTO QUADRO

NARRATORE – (E’ seduto in mezzo al pubblico; si alza e cammina di qua e di là. L’occhio di bue lo segue.) Ma questo non è niente in confronto a quello che gli dovrà capitare e alle pene che dovrà sopportare !.. (Pausa) E il pesciolino Felice è ben chiuso nella rete e non se ne pente, e se non ci fosse correrebbe a buttarcisi. E capita, come avviene spesso, che lei rimanga incinta. Allora il povero marito è tutto tormenti e preoccupazioni: corre di qua e di là per trovarle tutto quello che lei desidera; e se le cade una spilla, lui si precipita a raccoglierla perché lei non deve affaticarsi né chinarsi; e diventa capricciosa e vuole cibi strani e particolari ma, per quanto il povero uomo si dia da fare per trovarglieli, sarà gran fortuna se gliene porterà uno che le piace. (Sale sul palcoscenico) Ma egli è contento perché tali tormenti e affanni gli appaiono come gioie visto che non vorrebbe una sorte diversa. (Esce dal lato sinistro)

(Scena : salotto, un canapè in mezzo al palcoscenico e un tavolino basso davanti; telefono. Squilli di telefono.)

CARMEN – (Entra da sinistra; è visibilmente provata; è pallida e cammina a fatica. Prende in mano la cornetta) Sì. sono io, mamma…..No! Sto peggio di prima….No, non ho preso niente!….Adesso ne bevo una!…Va bene…Ti aspetto!…No, ma dovrebbe arrivare adesso….Ciao….Non ti preoccupare! A dopo!…(Depone la cornetta. Si asciuga la fronte con un fazzoletto. Prende una pastiglia e inghiotte; beve un po’ di acqua…..Sente dei rumori che provengono dal lato destro. A voce alta, faticosamente) Sei tu, Felice…. Felice…

FELICE – (Voce fuori campo proveniente da destra) Sì, sono io, tesoro… un attimo!

CARMEN – Puoi venire, per favore?

FELICE – Ciao Carmen. (Entra; ha in mano un  pacchetto regalo che tiene nascosto dietro la schiena) Ma non ti senti bene?

CARMEN – Hai indovinato!

FELICE – Vedrai che ti sentirai meglio dopo aver visto questo! (Mostra il regalino)

CARMEN – Cos’è?

FELICE – Sorpresa…Chiudi gli occhi!

CARMEN – Felice non ho voglia di….

FELICE – (Interrompendola) Chiudi gli occhi, per favore…Aprili solamente al tre, d’accordo… Chiudili!…Uno,due, tre! (Mostra il regalino: un pupazzetto che fa le pernacchie)

CARMEN – (Si alza ed esce di corsa dal alto sinistro. Rumore dello sciacquone.)

FELICE – (Guarda stupito il regalino) Non pensavo facesse vomitare… A me piace molto…E’ così simpatico!…

CARMEN – (Entra da dove è uscita. Si asciuga la bocca con un fazzoletto.) Scusami…

FELICE – Non ti è piaciuto vero?

CARMEN – No, Felice, è bellissimo.

FELICE – Lo so, che non ti è piaciuto!… Ma ….ma non scoraggiarti questo ti piacerà senz’altro! (Estrae dalla tasca una scatoletta, la apre e gli mostra il “contenuto”) Che ne dici?… E’ tutto d’oro!

CARMEN – (Si alza, ancora, e frettolosamente esce. Rumore dello sciacquone)

FELICE – (Perplesso) Qualcosa non va!….Rifiutare un bracciale d’oro che vale un occhio della testa?! E’ malata! Non c’è altra spiegazione!

CARMEN – (Entra) Scusami Felice……Mi sento male….

FELICE – Siediti qua!….Chiamo il dottore!

CARMEN – Ho già chiamato mia madre!

FELICE – Ma tua madre non è un dottore! Tu hai bisogno di qualcuno che ti…(Deciso, prende il telefono) Chiamo il dottore! (Suona il campanello della porta d’ingresso più volte, confuso) Ci ha chiamato lui!

CARMEN – E’ mia madre, Felice!

FELICE – (Si alza per andare ad aprire la porta; borbotta qualcosa prima di uscire da destra) Parli del diavolo e subito spuntano le corna!…Arrivo…Arrivo…

VILMA - (Entra preoccupata) Oddio, sei bianca come uno straccio!

FELICE – (Entra e rimane in disparte, tra sé ironico) L’interrogatorio ha inizio!…

VILMA - Hai mangiato niente di strano?

CARMEN – No!

VILMA –Sei uscita senza il cappotto e hai preso freddo?

CARMEN – No!

VILMA – (Le tocca la fronte) Scotti! Ti sei misurata la temperatura?

CARMEN – No!

FELICE – (Tra sé) Si brancola nel buio!

VILMA – Ma cosa ti senti?

CARMEN – Ho vomitato due volte, cosa vuoi che….

VILAMA – Ma dovevi dirmelo subito, figliola! .. E quando è stato?

FELICE – Primo indizio!

CARMEN – Poco fa??? E’ arrivato Felice e …..

FELICE – … Io non c’entro niente! (Si scusa a gesti)

CARMEN – Mi sono sentita male e sono andata in bagno.

VILAMA – Ho capito! Vieni di là con me!

CARMEN – Ma, mamma ….

VILMA -  (L’aiuta a sollevarsi e a camminare) Vieni ti ho detto!…

FELICE – (A Vilma) Cos’è che ha capito? Me lo può dire, “dottore”?

VILMA – Ho capito che…lei è la causa! (Escono da sinistra)

FELICE – (Tra sé) Il verdetto è stato pronunciato! L’emerito dottore, nonché investigatore

dal fiuto finissimo, ha riconosciuto, come unico colpevole della malattia di Carmen, il povero marito, Felice Gregori! (Finge di ribellarsi al verdetto) No!…No!…Io sono innocente, non potete condannarmi… Lo giuro, non sono stato io!….

VILMA - (Entra da sinistra) Non mi sbagliavo! Mi è bastato guardarla negli occhi!

FELICE - ….per capire che io sono la causa, il colpevole. E’ così?

VILMA – Precisamente!

FELICE – (Seccato) “ Precisamente”, cosa significa?

VILMA – Significa che Carmen è incinta!!

FELICE – Può ripetere per favore?

VILMA - Carmen, aspetta un bambino!

FELICE – (Ingenuamente) E allora?.. Mi pare una cosa naturale, no? Carmen diventerà madre e io pa….pa….

VILMA – … E lei padre!!

FELICE – Io, padre?! (Sviene e cade a terra)

(Parte la musica di sottofondo. Buio)

SETTIMO QUADRO

 

(Luce piena. La musica sfuma)

CARMEN – (E’ seduta sul canapè; indossa una vestaglia da camera. Sta mangiando dei cioccolatini avidamente) Mmmm… Che deliziosi questi cioccolatini… Una favola!… E adesso cosa mangio?.. Quello con le mandorle o con le nocciole?.. Vada per le mandorle!…

Mmmm.. Squisito pure questo…. (Smette improvvisamente di mangiare perché gli sta venendo una “voglia”) Oddio!.. No!…  Non ce la faccio!.. Non resisto!… Ho una voglia… Sì, una irrefrenabile voglia… (Grida verso il lato sinistro) Felice… Felice, vieni subito, ti prego…

E’ urgente!… Felice…

FELICE – (Entra da sinistra precipitosamente; indossa pure lui una vestaglia da camera; è  visibilmente addormentato) Che c’è?… Ti senti male?…

 CARMEN – Felice, mi è venuta ancora.

FELICE – (Disperato) Nooo!.. Sono le tre di notte! Non ho ancora chiuso occhio.

CARMEN – Mi vuoi bene sì o no?

FELICE – Sì, ma non puoi aspettare domani mattina?

CARMEN – Ho capito: vuoi che nasca con un occhio nero?!.. Me lo sono appena strofinato.

FELICE – Per carità, un figlio con un occhio nero, no!… Dimmi cosa vuoi… ma sii ragionevole, stavolta.

CARMEN – Ho voglia di….

FELICE – (Sospeso) … di??

CARMEN - … una fettina di cocco!

FELICE – (Stupefatto) Cocco?!… E dove vado a prenderlo alle tre di notte?

CARMEN – Non lo so… Da qualche parte ci sarà… Ci sono al luna-park tagliati a fettine, sotto la fon…

FELICE – (Interrompendola) Eh, già! Al luna-park!… Andrò a prenderlo al luna-park!

CARMEN – Ne vorrei due fettine, tesoro… Ma sbrigati….

FELICE – (Si è già tolto la vestaglia; si veste in tutta fretta) Ecco, sono pronto… Ora vado!

CARMEN – Fai presto, mi raccomando.

FELICE – Prestissimo, cara! (le dà un bacino ed esce di fretta) Fra un po’ avrai il tuo cocco!

CARMEN – Oooo… Oooo… (Ha un’altra voglia) Felice… Felice..

FELICE – (Rientra, preoccupato) Che c’è?

CARMEN – Me n’è venuta un’altra!

FELICE – Nooo!!..

CARMEN – Adesso, ho una voglia matta di…

FELICE - … di?

CARMEN – di papaia!

FELICE – Nooo!... (Si lascia cadere sul canapè)

(Qualche accordo di musica. Buio)

OTTAVO QUADRO

(Occhio di bue puntato sul dottore che si dispone a un lato della scena. Sullo schermo viene proiettata una diapositiva di un’ecografia al quarto mese)

DOTTORE – Riuscite a vederlo?… (Puntando un puntatore luminoso sull’ecografia) Queste sono le manine e questi i piedini.. E’ visibile anche l’occhio sinistro… Questo è il cordone ombelicale… Ha detto che è al quarto mese?

CARMEN – (V.f.c.) Sì!

DOTTORE – Bene. Sapete quanto è lungo adesso?

CAR-FEL – No.

DOTTORE – Circa sedici centimetri… E sapete quanto pesa pressappoco?

CAR-FEL – No.

DOTTORE – Circa 200 grammi.. (Seccato) Ma continua a muoversi: è un po’ birichino.

FELICE – E’ sicuro dottore che sia uno solo?

DOTTORE – Ma certo.

FELICE – Meno male.

CARMEN – Ci può dire dottore se è maschio o femmina?

DOTTORE -  Non riesco a vedere bene perché continua a muoversi…

FELICE – (Ironico) Non preoccuparti cara, lo chiederemo a tua madre, lei sa tutto!

DOTTORE – La foto dell’ecografia potete tenerla come ricordo.

CARMEN – Grazie, dottore.

DOTTORE – Guardate, sta facendo le linguacce!

CARMEN – Cosa vuole, dottore….

 

FELICE - …. Buon sangue non mente… Ah!.. Ah!..

(Musica di sottofondo. Buio.)

NONO QUADRO

 (Luci piene)

CARMEN – (E’ seduta sul canapè. La “pancia” è cresciuta ancora. Suona il campanello d’ingresso. Grida) Avanti, è aperto!

ORNELLA – (Entra da destra con in mano un pacchetto regalo) Ciao, stellina… (La bacia sulla fronte e le siede accanto) Come stai?

CARMEN – Bene, grazie…

ORNELLA – Si vede: hai un bel “colorito”.

CARMEN – Mi sono truccata.

ORNELLA – Si vede, pure quello…. (Le porge il pacchetto regalo) Niente di speciale: è per il tuo bebè.

CARMEN – Grazie, ma non dovevi disturbarti… (Apre il pacchetto)

ORNELLA – Figurati…. Sei al settimo mese, vero?

CARMEN – Sì, sono appena “entrata” nel settimo.

ORNELLA – E quanto sei aumentata?

CARMEN – Molto, anzi troppo!

ORNELLA – E dopo?… Cosa farai? Dicono che è impossibile perdere tutto il peso acquisito durante la gravidanza.

CARMEN – Grazie cara, mi sei di conforto… (Mostra il regalino: un vestitino rosa da bimba)

Bello, grazie.

ORNELLA – Speriamo, sia femmina. Altrimenti dovrai riprovare finchè non nascerà una femminuccia.

CARMEN – Per carità, non dirmelo nemmeno per scherzo. (Suona il campanello d’ingresso; grida) E’ aperto… Avanti!

ORNELLA – Non ti manca la compagnia, immagino….

VILMA – (Entra dall’ingresso con un pacchetto regalo in mano) Come stai, amore? (Le dà un bacio)

CARMEN – Bene, mamma. E tu?..

VILMA - Io? Meglio non parlarne.. (Porge il pacchetto) Un pensierino per la nipotina.

CARMEN – (Prende il pacchetto e lo apre) Ma, mamma… Ti avevo detto di non comperare altre cose..

VILMA – Lascia perdere… (A Ornella) Ah, ciao Ornella.. Scusami, sai…

ORNELLA – Non si preoccupi.

VILMA – Come ti sembra la mia bambina?

ORNELLA – In ottima forma, mi sembra.

VILMA – I primi momenti sono stati duri; per fortuna, adesso si è ripresa.

ORNELLA – E’ normale, succede a molte donne.

VILMA – (A Carmen) Speriamo sia femmina, altrimenti me la farò cambiare.

CARMEN – (Mostra il regalo: un vestitino rosa uguale al precedente) Grazie, mamma, è bellissimo.

VILMA – Non sarà, per caso, uguale a … (Indica il pacco di Ornella)

CARMEN – (Cercando di nascondere il vestitino regalato da Ornella) No, no… Si assomigliano un po’….

ORNELLA – E’ così bello. Dove l’ ha comprato?

VILMA – Alla boutique di via Roma. (Nell’orecchio ad Ornella) L’ ho pagato….

ORNELLA – Si vede che è di alta sartoria…

VILMA – Lo penso anch’io.

(Suona il campanello d’ingresso)

VILMA – Vado io.. (Esce)

CARMEN – (Ad Ornella) Capita…

ORNELLA – Coincidenze….

DOLORES – (Entra decisa con in mano un pacchetto regalo) Carmen… Carmen, séto chi?

Se te vedesse che vestitin ho comprà par la me butina.. L’è ‘na smaraea! (Bacia Carmen e le porge il pacco regalo. Ornella e Vilma, che è rientrata, rimangono in parte, quasi immobili)

CARMEN – Ma non doveva disturbarsi.

DOLORES – Par la me butina farea de tutto par farla contenta.

CARMEN – Lo so, ma.. lo stesso non doveva…

DOLORES – (Interrompendola) Vèrselo, dai che el veden….

CARMEN – Lo aprirò più tar…

DOLORES - (Interrompendola) Ma dai, vèrselo chel veden…

CARMEN – (Apre il pacco) E va bene: lo aprirò adesso…

DOLORES – Ma quanti regai che t’è ricevuo: cossa ei?

CARMEN – (Si affretta a nascondere i vestitini) Niente.. niente di particolare…

ORNELLA – Oggetti vari…

DOLORES – Meo, cossì no i se somea.

ORNELLA – Appunto: uno diverso dall’altro…

DOLORES – Eh, speremo che la sia ‘na femena, era?

CARMEN – (Mostra il regalo: un altro vestitino rosa uguale ai precedenti) Eccolo, qua.

DOLORES – (Orgogliosa) Elo poco belo???…

ORN-VILMA – Nooooo….

(Qualche accordo di musica. Buio)

DECIMO QUADRO

 

(Luce piena)

FELICE – (Sta componendo faticosamente un giocattolo per maschietti) E’ più facile che un cammello entri nella cruna di un ago che questo pezzo entri nel foro!… La prossima volta gli compro un pallone da calcio.. già gonfiato.

CARMEN – (Entra da sinistra col pancione cresciuto) Ma che stai facendo?

FELICE – Non lo vedi?.. Sto montando questo giocattolo per nostro figlio.

CARMEN – Ma non è adatto per un neonato.

FELICE – Tesoro, se nostro figlio assomiglia a suo padre a sette mesi gli dobbiamo comprare la bicicletta.

CARMEN – (Ironica)  E a due anni il motorino…Comunque, quello è un giocattolo da maschietti ed invece …

FELICE - .. tua madre ha detto che sarà una femminuccia!

MAX – (Si alza tra il pubblico e va sul palco; è vestito elegantemente; ha in mano una valigetta) E’ permesso?… Posso entrare?… Famiglia Gregori, vero?… Complimenti.. Complimenti alla nuova mamma, alla signora Carmen (con molta gentilezza gli bacia la mano)  e naturalmente, complimenti al futuro papà, il signor Felice (gli stringe la mano con vistosa veemenza)

FELICE – Ma scusi, chi è lei?

CARMEN – Cosa vuole?

MAX – Ahh!… Ahh!… Ma quanta fretta… ma che impazienti…

FELICE – Insomma, ci vuol dire chi è?

MAX – E va bene: io sono Max, agente dell’AGEP… Saprete senz’altro cos’è l’AGEP?!…

FELICE – Quello della benzina.

MAX – Ma vuole scherzare?.. L’AGEP è l’Associazione Genitori Più, dove Più sta per:

più preparati, più maturi e più responsabili. (Camminando qua e là) Una volta si diventava genitori naturalmente, senza alcuna preparazione.. Oggi, lo saprete senz’altro, bisogna sostenere un piccolo esame per poter conseguire il diploma di idoneità alla educazione e crescita dei figli. In altre parole, se risponderete correttamente alle domande che io vi farò, riceverete la “Carta rosa-azzurra” di Genitori Più, dove più sta per: più preparati, più maturi e più responsabili.Sarete così in regola con le nuove normative CEE sulla famiglia. Sono stato chiaro?

FELICE – Beh, insomma…

CARMEN – E’ stato chiarissimo; mio marito arriva sempre dopo.

MAX – Non si preoccupi.. Può succedere a tutti…

FELICE – (Tra sé) Mal comune, mezzo gaudio…

MAX – Allora, siete pronti?

CARMEN – Sì!

FELICE – Ma a fare che? (Prende una pacca sulla spalla dalla moglie)

MAX – Benissimo. (Prende tre buste dalla valigetta) Volete scegliere la busta numero uno, due o tre?

CARMEN – DUE

FELICE – (Contemporaneamente) Uno.

MAX – Bene: la tre!.. Un attimo che la apro… Attenti: dovete rispondere, ognuno di voi, a tre domande… ed è ammessa solamente una risposta sbagliata… E’ tutto chiaro?

FELICE – Un solo errore?…

MAX – Solamente uno, altrimenti sarete …

FELICE – Bocciati!

MAX – Appunto!… Chi inizia per primo?

CARMEN – (Indicando Felice) Lui!

FELICE – (Contemporaneamente indica Carmen) Lei!

MAX – Ho capito: tiriamo a sorte. (Prende una moneta dalla tasca) Testa la moglie, croce il marito. (La tira in aria) Testa! Inizia la signora Carmen.

FELICE – (Ride sotto i baffi) Almeno una volta…

MAX – Delle tre risposte, che io le dirò, solamente una è esatta: lei mi dovrà dire quale. D’accordo?…

CARMEN – D’accordo.

MAX – Prima domanda: dopo circa sette mesi, vostro figlio avrà bisogno di alimenti solidi, le cosiddette pipette; cosa gli dovrà preparare? A – Un frullato di verdure. B – Il risotto col tastasale. C – La paella…

CARMEN – (Sicura) Un frullato di verdure cotte!

MAX – Benissimo! Risposta esatta!… Ora tocca al signor Felice.. E’ pronto?

FELICE – Prontissimo!

MAX – Prima domanda: chi è che deve allattare il figlioletto? A – Il papà.. cioè lei. B – La mamma. C – La lupa….

FELICE – (Deciso) La mamma… cioè lei! (Indica Carmen)

MAX – Risposta esatta! Passiamo alla seconda domanda… Pronta, signora Carmen?.. Bene, allora mi ascolti attentamente. Seconda domanda: cos’è la crosta lattea? A – Una costellazione. B – Una torta alla panna. C – Delle macchioline sulla pelle…

CARMEN – Delle macchioline sulla pelle.

MAX – OK!.. Lei ha indovinato anche questa volta… tocca a lei, signor Felice, mi raccomando, non sia da meno.

FELICE – Non lo dica neanche per scherzo….

MAX – Mi ascolti bene: qual è la rivista specializzata che si interessa di bambini? A – La Gazzetta dello Sport. B – Insieme. C – Il manuale di nonna Papera….

FELICE – (Subito) Il manuale di nonna Papera…. (Si guarda in giro perplesso)

MAX – (Pacato) E’ sicuro?

FELICE – Certo!… Nonna Papera… Topolino… Cose da bambini, no???…

MAX – No, no… Mi dispiace! La risposta esatta era “Insieme”.

FELICE – Allora, c’era un trabocchetto!

CARMEN – E tu furbo ci sei cascato dentro!

MAX – Niente è perduto! Perché, se il signor Felice risponderà esattamente alla prossima domanda sarà promosso ugualmente…  Non è contento?

FELICE – Sì, sì… Speriamo…

MAX – Ultima domanda per la signora Carmen… Dunque: se suo figlio, durante la notte suda molto, cosa fa? A – Spegne la termocoperta. B – Gli toglie il pigiamino. C- Apre la finestra anche se è inverno….

CARMEN – Gli tolgo il pigiamino.

MAX – Benissimo!… La signora ha risposto esattamente a tutte le domande!… Complimenti.. (La bacia sulle guance)

CARMEN – (Felice) Grazie.. Grazie..

MAX – E adesso… adesso tocca a lei, signor Felice.

FELICE - (Agitato) E allora, si sbrighi!

MAX – Le dico subito che non è facile?

FELICE – L’ ha detto!

MAX – Ultima domanda: suo figlio si sente male, ha il vomito, e lei si accorge che le manca una monetina: cosa pensa? A – Se l’è presa sua moglie. B – Se l’è mangiata il gatto. C – L’ ha ingerita il bambino…

FELICE – (Perplesso; sottovoce, tra sé) La moglie, non è la prima volta…. Il gatto, mangia di tutto… il bambino, perché no???

MAX – Forza, mi dica qual è la risposta esatta!

FELICE – Delle tre… il bambino, mi sembra…

MAX - Ha detto il bambino?..

FELICE – Sì, il bambino mi sembra quello meno…

MAX – (Interrompendolo) Risposta esatta! L’ ha ingerita il bambino!… Complimenti… (Lo abbraccia calorosamente)

FELICE – (Fiero) Grazie… Ma era facile… Facilissima…

MAX – Ebbene, arrivati a questo punto non mi rimane che dichiararvi membri effettivi dell’ Associazione Genitori Più, dove Più sta per: più preparati, più maturi e più responsabili. (Estrae dalla valigetta un foglio che porge a Carmen) Per favore, firmi qui.

CARMEN – Qui!… (Firma mentre Max prende i due diplomi dalla valigetta) Fatto.

MAX – Grazie… Ed ecco il diploma di idoneità… Alla signora Carmen: rosa, naturalmente...

CARMEN – Grazie.

MAX - E al signor Felice: azzurro…

FELICE – Molto gentile.

MAX – A questo punto, non mi resta che salutarvi e augurarvi una felice e serena maternità e paternità. (Chiude la valigetta)

CARMEN – Le dobbiamo qualcosa?

FELICE – (Alla moglie, sottovoce) Taci!..

MAX –  (Avviandosi da dove è entrato)  Vi arriverà tutto per posta .. Arrivederci.

CARMEN – Arrivederci…

FELICE – (Grida a Max) E quanto dovremmo pagare?

CARMEN – (Rimproverandolo) Ma Felice…

MAX – Alla prossima.. (Esce dalla sala)

FELICE – Addio, per sempre!.. Speriamo di non vederlo più!

CARMEN – (Guardando il diploma) Che bello, siamo genitori regolari; promossi al primo esame! Che bello, abbiamo tutto, anche il diploma!

FELICE – Manca solo il figlio!

CARMEN – Ma nascerà… nascerà tra poco.

FELICE – Precisamente tra 23 giorni.

CARMEN – Credo che ti sbagli.. Comincio a sentire qualcosa.. (Ha una smorfia di dolore)

FELICE – (Preoccupato) No!.. Non mi dirai che….

CARMEN – Sì.. Sì, sta bussando.

FELICE – E vuole uscire adesso?

CARMEN –  (Sofferente) Credo di si….

FELICE – Digli di aspettare: non siamo ancora pronti.

CARMEN – (Con dolori sempre più forti) Oddio, Felice.. Sta arrivando… Lo sento basso…

Muoviti, fa qualcosa!..

FELICE – Chiamo l’ambulanza?

CARMEN – Sì, ma fai presto… Muoviti, non c’è tempo…

FELICE – Ho capito! (Consegna un fazzoletto bianco a Carmen) Prendi questo! (La prende in braccio)

CARMEN – Che fai, sei matto?

FELICE – Tieniti stretta e sventola il fazzoletto. (Gira intorno) Fate largo… Deve partorire… E’ emergenza… Fate largo… (Escono da destra mentre in sottofondo si sente il suono della sirena dell’ambulanza. Le ballerine vestite con il camice bianco cambiano scena. Buio)

UNDICESIMO QUADRO

(La scena rappresenta la sala d’attesa dell’ospedale, reparto maternità: due panche, alcune sedie e dei giornali in un contenitore.

In scena, seduti uno di fronte all’altra, si trovano Felice e Vilma. Luci piene)

FELICE – (E’ visibilmente preoccupato e teso. Borbotta qualcosa tra sé; si alza, cammina avanti e indietro nervosamente, poi si risiede) Qui dentro si soffoca! Sono tutto bagnato di sudore.

VILMA – Ci credo, dopo quella corsa con Carmen in braccio… Venire da casa fino qua è stata una pazzia. Poteva almeno chiamare l’ambulanza…

FELICE – Potevo.. potevo.. Ho ascoltato sua figlia. (In falsetto) “Oddio, sta arrivando, muoviti.. Oddio…” Sembrava dovesse partorire dopo 30 secondi ed invece… sono già passati 300 minuti!

VILMA – Succede spesso così!.. Anche a me è successo! Sembra che nasca da un minuto all’altro ed invece ci vogliono ore.. Se poi, è il primo figlio…

FELICE – Dovrò piantare la tenda qui?

VILMA – Ma che dice? Carmen sarà già pronta in sala travaglio.

FELICE – Anch’io voglio essere pronto!.. Anch’io voglio “vivere” il parto!

OSTETRICA – (Entra da sinistra; indossa un camice bianco ed una cuffietta) Felice Gregori?

FELICE – Sono io… E’ nato?

OSTETRICA – Non ancora, però siamo ad un buon punto… E lei, è pronto per assistere alla nascita di suo figlio?

FELICE – Sì, lo ero!… Ora non lo sono più… Mi sembra di.. Ho un po’ di.. Sì, insomma, ho una…

VILMA – (Interrompendolo) … gran fifa! Ecco cos’ ha, infermiera.

FELICE – (Seccato) Fifa?.. Mi sto preparando spiritualmente. Io sono..

VILMA – (Interrompendolo) Un uomo! E, come tutti gli uomini, nei momenti importanti, ve la fate sotto.

OSTETRICA – Ci pensi, intanto… Me lo dirà dopo se vuole entrare in sala parto, d’accordo?

FELICE – D’accordo, infermiera. (A Vilma)  Che figura mi ha fatto fare!

VILMA – La verità fa male, eh?..

FELICE – (Ha una smorfia di disappunto) La verità…

ORNELLA – (Entra frettolosamente da destra; a Vilma) Buongiorno..

VILMA – Buongiorno…

ORNELLA – (A Felice) Buongiorno…

FELICE – Buongiorno..

ORNELLA – Allora, come va? Tutto bene?.. E’ già nata?..

FELICE – No, non ancora.

ORNELLA – Perché non mi hai chiamato subito?… Potevi telefonarmi appena si è sentita male, no?!

FELICE – L’ ho fatto… dopo aver ripreso fiato!

ADALBERTO – (V.f.c.) Ornellaaaaa…..

ORNELLA – Scusatemi un attimo… (Esce, gridando) Arrivoooo…

FELICE – (Tra sé) Che due buffoni!

ORNELLA – (Rientrando seguita da Adalberto) Perdonami, avevo fretta di…

ADALBERTO – (Entra; ha in mano un grosso mazzo di fiori che gli copre la faccia impedendogli di vedere; interrompendola)  Scusami, ma potresti farmi strada, no?..

ORNELLA – (Lo aiuta a sedersi) Vieni avanti… Un po’ più a destra… attento, a sinistra… ancora… Ecco fatto: ora siediti.

ADALBARTO – (Si siede e appoggia i fiori in parte) Abbiamo pensato di comprare una

Serra: si vede?

FELICE – Mi stavo chiedendo, appunto, se avete svaligiato un fioraio!

ORNELLA - Perché non ti piacciono? I fiori danno luce,  colore e allegria.

FELICE – (Quasi tra sé) Per chi li vende ma… per chi li compra… (Fa capire che li ha pagati lui a caro prezzo)

ORNELLA – (A Vilma)  Non è vero, signora Vilma?

VILMA – Verissimo!…  E sono anche profumati!

ADALBERTO – Profumatissimi, glielo garantisco!

ORNELLA – Ebbene, quanto manca? Quanto bisogna aspettare, intendo dire?…

FELICE – Chissà…. (Con le stesse parole- e lo stesso tono di voce – usate da Vilma precedentemente) Sembra che nascano da un minuto all’altro, ed invece, ci vogliono ore… 

Se poi è il primo…

OSTETRICA – (Entra da sinistra; indossa la mascherina)  Signor Gregori, siamo pronti.. Vuole entrare?

FELICE – Non mi ha neanche lasciato il tempo di pensare….

VILMA – Avevi nove mesi per “pensare”!

FELICE – Non è così facile prendere una decisione!

ORNALLA – E vai, muoviti! Forse non ne avrai più di occasioni così.

FELICE – Me lo auguro!

OSTETRICA – Allora?

ADALBERTO – Vai, Felice… Carmen ti aspetta a gamb.., braccia “aperte”!

FELICE – (Si fa coraggio) E va bene, ci vado!…

OSTETRICA – Di qua, prego.

FELICE – Grazie… (Si avvia all’uscita ma si ferma sentendo le grida di Carmen provenire da fuori) E queste grida di chi sono?

OSTETRICA – Sono di sua moglie. Ma è normale, non si preoccupi.

FELICE – (Titubante; resta immobile) Non vorrei… Sì, insomma, non vengo… Non vengo per paura di avere paura!

OSTETRICA – (Scocciata) Ho capito! Attenda qui fuori. (Esce mentre Felice si va a sedere)

VILMA – (Ironica) Questi, sono i padri moderni!

ORNELLA – Peccato, nascerà già “orfano" del padre.

 

ADALBERTO – Non ci sono più i padri di una volta!…

FELICE – (Ad Adalberto) Ma per favore, chiudi quella bocca!..

ADALBERTO – (Si mette la mano sulla bocca) Tappata!.. parlo più!

(Pausa; qualche accordo di musica)

DOLORES – (Entra da destra; guardando le facce dei presenti pensa al peggio) Cossa è

sucesso Felice?… Sa ghe capità?… Ghe dele complicassioni?… Dime, qualcosa, Felice!..

Parla!.. Parchè no parleto?..

FELICE – Cosa vuoi che dica?

DOLORES – Mi son to mama! Dime sa è sucesso?

VILMA – Non si preoccupi, signora Dolores. Non è successo niente.. Va tutto bene: stiamo solo aspettando che nasca…

ADALBERTO – …In silenzio!

DOLORES – (Tranquillizzata) Oh Signor, te ringrassio! .. Alora va tuto ben?! (Si siede)

ORNELLA – Benone.

OSTETRICA – (Entra) Ci siamo!… ci siamo!..  Ancora qualche spinta e nascerà. (Esce)

FELICE – (Si alza e cammina di qua e di la in proscenio parlando tra sé) Come sarà?.. Sarà biondo?… oppure moro?… oppure pelato?…

DOLORES – (A Vilma) Ho fadigà tanto mi par averghelo, era… che no ghe auguro a gnissuna de patir quel che ho patio mi.

ADALBERTO – (A Ornella) Glieli dai tu o glieli do io?

ORNELLA – Cosa, scusa?

ADALBERTO – Come cosa? Ma i fiori, no!

ORNELLA – Ma io, e chi senò?…

FELICE – (c.s.) Come sarà?… Mi guarderà?… Mi parlerà?…

DOLORES – (c.s.) Ho fato du giorni e do noti con le dolie, ‘na roba…. Me son desfà!

ADALBERTO – (c.s.) Chi compra, consegna.

ORNELLA – Eh, ma se rompi!

 

OSTETRICA – (Entra col bambino in braccio avvolto in un lenzuolino) Eccolo!.. Un maschietto! Tre chili e ottanta!

(Commenti di gioia a soggetto)

FELICE – (Agitato e commosso) Un maschietto!?… Lo posso prendere in braccio?

OSTETRICA – (Porgendoglielo) Prego, è suo figlio!

FELICE –Ho paura di schiacciarlo… Non sono abituato, sa.

OSTETRICA – Si abituerà presto, vedrà.

FELICE - (Lo prende con delicatezza in braccio) Che bello… mi assomiglia!

ADALBERTO – Speriamo di no!

DOLORES – (Toccandolo) Gate.. gate.. gate…

ORNELLA – Ma che cicciotto: sembra un orsetto.

ADALBERTO –  Tutto suo padre!

OSTETRICA – Scusatemi.. Può dirmi, signor Gregori, il nome che gli vuole dare?

(Ognuno dirà un proprio nome creando non poca confusione.)

OSTETRICA – (Alzando la voce) Per favore!.. E’ il padre che deve decidere!

FELICE – Il guaio è che il padre non ha ancora deciso!.. Pensavamo fosse una femmina così…

OSTETRICA – D’accordo, ma un nome io lo devo avere per…

FELICE – E va bene… Lo chiameremo…

TUTTI - Lo chiameremo?…

FELICE – Lo chiameremo… Salvatore!

 

TUTTI – (Meravigliati) Perché???..

FELICE – Perché salverà il nostro amore!

TUTTI – (Felici) Evviva!

(Parte una musica allegra ballabile, ad esempio una tarantella; tutti ballano e si passano di mano il bambino; la musica si abbassa per dar modo agli attori di dire alcune battute

VILMA – (In proscenio, con il bimbo in braccio) Me lo sento: il mio bambino avrà una gran sete di sapere!

ORNELLA – E da chi l’ ha presa?

VILMA – Il sapere da sua madre!

ADALBERTO – La sete da suo padre!

(Riparte la musica e il balletto corale; dopo qualche decina di secondi la musica si abbassa nuovamente)

DOLORES – (In proscenio, con il bimbo in braccio)) Che bel pagnocon… Ma parchè me guardelo e ridelo?

ORNELLA – Perché non ci vede ancora bene.

ADALBERTO – (Ironico) Senò piangerebbe!

(c.s.)

DOLORES – (Ancora con il bimbo in braccio) Salvatore sarà il primo in tutto.

ADALBERTO – Primo a prendere la varicella, primo a prendere gli orecchioni…

FELICE – (Con il bambino in braccio) Salvatore, sei il mio amore!.. Salvatore, io ti voglio bene e tu?… (Il bimbo fa la pipì: uno zampillo visibile al pubblico. Qualche accordo di

musica mentre le luci calano lentamente. Buio)

                                                                               

                                                                           FINE PRIMO ATTO

SECONDO ATTO

DODICESIMO QUADRO

(Scena: interno di un night o discoteca; quattro tavolini rotondi con sedie. Su ogni tavolino c’è una candela accesa. Le luci colorate illuminano la scena e creano un clima di intimità. In un tavolo ci sono due ragazze; in un altro Carmen, Felice, Adalberto e Ornella; in un altro, in compagnia di una bottiglia di whisky, Oreste. Musica ballabilea volume alto.

All’aprirsi del sipario Carmen, Adalberto ed Ornella stanno ballando. Dopo un po’, la musica sfuma e tutti ritornano al tavolo a bere e conversare. Si apre il siparietto ed esce la Show-girl che improvvisa una melodia su cui recita il pezzo seguente:

You can not buy/you can not sell/love/it is much more worth/than your money/love./You can not own/have/you can not possess/love/it is much more worth/than your goods/love./You can not value/you can not distill/love/it is much more worth/than your pride/love./You can not hide/you can not mask/love/it is much more worth/than you ambitions/love.

La Show-girl esce dal siparietto tra gli applausi. Luci piene. Felice, visibilmente annoiato, esce; anche le due ragazze si alzano ed escono)  

ADALBERTO – (Ad Ornella e Carmen che siedono vicine allo stesso tavolo) Mi dispiace ragazze, ma qui la serata è già terminata.

ORNELLA – Ma è ancora presto!

ADALBERTO – Volete che facciamo follie, stanotte?

CARMEN – Sì, dai! Perché no!?..

ADALBERTO – Che ne dite se andiamo in riviera all’ Holiday?

ORNELLA – Per me va benissimo!.. Carmen, vieni anche tu?

CARMEN – Ma certo che vengo!.. Il bambino è da mia madre, posso tornare quando voglio!

ADALBERTO – E allora, andiamo! (Si alzano e accennano ad uscire)

CARMEN – E Felice, dov’è?

ORNELLA – Sarà fuori che ci aspetta!

CARMEN – Hai ragione: sarà già in macchina.

(Escono. Qualche accordo di musica e,dopo qualche secondo, entra Felice)

FELICE – (Ha un bicchiere di whisky in mano. Si guarda intorno in cerca di Carmen e amici; tra sé) Ma dove sono andati?

ORESTE – (Visibilmente “allegro”) Eh, amico, se ne sono andati!.. Ti hanno scaricato!..

FELICE – (Incredulo) E non mi hanno detto niente?

ORESTE – Non prendertela, siediti qui e bevi un goccetto con me.

FELICE – (Si siede vicino ad Oreste) Forse è meglio!….

ORESTE – Una volta un tizio mi ha detto: “Sono innamorato pazzo della mia ragazza; sto malissimo se non la vedo; non dormo e non mangio perché penso continuamente a lei…

Cosa posso fare per guarire?” Amico, gli ho detto, se vuoi veramente guarire da questa brutta malattia… sposala subito! (Beve un sorso)

FELICE - E’ una brutta malattia, sì!

ORESTE – Già, perché quando si dice donna si dice danno!

FELICE – Vero! E quando si dice moglie si dice inganno!

ORESTE – Certo! Ma non bisogna disperarsi per questo… (Versa dell’ whisky nel bicchiere di Felice) Bevi un altro goccetto!..

FELICE – Grazie… Alla salute!..

ORESTE – Tua moglie va con un altro? Vuoi per questo vendicarti?… La cosa migliore da fare è lasciargliela! Vedrai che si pentirà.

FELICE – Chi, mia moglie?

ORESTE – No, l’altro!

FELICE – Ma tu, chi sei?… Sei sposato?… Hai moglie?…

ORESTE – Ho tutto… per questo sono qui ad ubriacarmi!

FELICE – Anch’io sono qui ad ubriacarmi… Mia moglie preferisce gli amici.

ORESTE – Le mogli preferiscono quello che noi detestiamo.

FELICE – Verissimo! Non ho mai visto una moglie andare allo stadio col marito.

ORESTE – Io, l’ ho visto.. ma era la moglie di un altro! (Ridono e bevono)

Le donne dopo un po’ sono noiose come l’elenco telefonico.

FELICE – Chi l’ ha detto?

ORESTE – Un centralinista! (Ridono)

 Le donne dovrebbero sposarsi, gli uomini no!

FELICE – Le donne sono troppo furbe per noi uomini!

ORESTE – Mia moglie diceva di essere il sole della mia vita… Io ci ho creduto e mi sono scottato!

FELICE – Ti dicono: “Sei il mio tesoro”… Invece, siamo solo il loro te-so-rie-re!

ORESTE – E’ impossibile andare d’accordo!

FELICE – Eh, no, ti sbagli… E’ semplice invece: alla mattina comanda lei, al pomeriggio ubbidisci tu!  (Ridono e bevono)

ORESTE – Non ti sei mai accorto che quando tua moglie parla ha un difetto?

FELICE – No, di che si tratta?

ORESTE – Ogni tanto si ferma a respirare.

FELICE – La conosci bene, allora!

ORESTE – Le mogli sono tutte previdenti.

FELICE – Giustissimo!

ORESTE – Mia moglie mi ha regalato un orologio subacqueo.

FELICE – Perché subacqueo?

ORESTE – Perché così posso lavare i piatti con l’orologio al polso.

FELICE – Allora li lavi anche tu?… (Ridono e bevono)

ORESTE - Le mogli hanno tutte l’amico; dicono che non amano la solitudine.

FELICE – (Si fa improvvisamente serio) No, Carmen non è così!… Carmen, è diversa!..

ORESTE – Amico, non metterti strane idee in testa. Le donne sono tutte uguali, come i cioccolatini.

FELICE – (Malinconico, col pensiero altrove) Io voglio bene a Carmen.

ORESTE – Ma ti rode la gelosia…

FELICE – E’ vero!.. Ma un rimedio ci sarà?…

ORESTE – Sì! Una soluzione c’è e mette fine a tutti i tuoi problemi.

FELICE – E qual’ è?

ORESTE – E’ questa!.. (Mostra la bottiglia) E’ una bella sbornia!

(Luci colorate Oreste e Felice improvvisano una melodia e recitano, visibilmente ubriachi:

L’arrosto si può bruciare!/Il bambino è da cambiare!/Per favore smetti di gridare!/Il giardino è da annaffiare!/La barba è da rasare!I pantaloni sono da accorciare!/(Parlato) Stop!La testa ti duole…/vuol dire che ci vuole:/’na bela sbornia!/ ’na bela bornia!/che ti fa sognare!/’na bela sbornia/che ti potrà salvare!/’na bela sbornia/perché tutto passerà…/passerà…(rip.)

Si abbracciano ed escono barcollanti; le luci si abbassano lentamente. Buio)

 

TREDICESIMO QUADRO

 

(Scena: salotto, come sesto quadro. Luci piene)

NARRATORE – Così il povero pesciolino Felice vive i suoi giorni intrappolato nella rete tra pene e tormenti… E avviene talora che, per una mezza parolina sussurrata da un amico sulla dubbia condotta della moglie, egli cada in preda alla gelosia da cui ogni uomo di buon senso dovrebbe rifuggire. E potete ben immaginare in quali tormenti si verrà a trovare: non dormirà né vivrà più serenamente perché non riuscirà a far altro che pensare a come mettere alla prova la dolce mogliettina. Così deciderà di allontanarsi per qualche giorno per poi ritornare prima del previsto e coglierla in flagrante. (Esce; luci soffuse)

FELICE – (Entra da destra quatto quatto, cercando di non farsi sentire; si toglie la giacca e la appende all’attaccapanni ma accidentalmente vi inciampa; tra sé) Sssss….

(Si avvia verso l’uscita di sinistra ma inciampa nel canapè. Il bambino piange)

 

 CARMEN – (Entra da sinistra; luci piene. Indossa una vestaglia da camera; è visibilmente addormentata) Felice, cosa fai qui? Non dovevi tornare domani?

FELICE – (Imbarazzato)  Come?… Ah,sì!… Ho finito presto, così ho deciso di….

CARMEN - Ma hai viaggiato tutta la notte?

FELICE – Sì! Avevo fretta di vedere se..  Cioè, volevo vederti per… per parlarti.

CARMEN – Ma sono le cinque! .. C’è qualcosa di importante?….

FELICE – (Interrompendola) C’è!.. C’è che voglio vederci chiaro… Voglio vedere se…

(Si immobilizza quando vede entrare Adalberto)

ADALBERTO – (Entra da sinistra, visibilmente addormentato; indossa la vestaglia di Felice) Un po’ d’acqua, per favore… (Si ferma in mezzo al palco; si guarda a destra e poi a sinistra; ignorando i presenti) Dove mettono l’acqua in questa casa?… Di là!.. (Si dirige verso destra ed esce)

FELICE – (Confuso e stupito; riprende coraggio; deciso) L’ ho visto! L’ ho visto con i miei occhi!… Lui è qui!

CARMEN – Cosa vuoi dire, Felice?.. Cos’ hai?…

FELICE – Cos’ ho, hai il coraggio di chiedermi?… Carmen, ora basta! Dimmi la verità?

ADALBERTO – (Rientra con una bottiglia di acqua in mano e si dirige all’uscita di sinistra) Dove posso trovare un cavatappi?.. Forse di là!…

FELICE – (Con tono intimidatorio ad Adalberto) Ei, tu! Fermati!

ADALBERTO – Dice a me?… (Si ferma e guarda assonnato Felice) Ah, ciao Felice.. Sei già tornato?…

FELICE – Tu, che ci fai qui?

CARMEN – (Intervenendo preoccupata) Felice, posso spiegarti tutto se…

FELICE – (Con più rabbia) Tu, cosa ci fai qui?

ADALBERTO – (Tranquillo) Niente, cercavo un cavatappi.. A proposito, sai dirmi dove lo posso trovare?

FELICE – (Grida impazzito) Nooo!!… Ora basta! Non ne posso più! Io ti rovino! Ti distruggo!..

ADALBERTO – (Agitato; cercando di non farsi prendere da Felice) Carmen, cosa gli ha preso?.. E’ ubriaco?!..

FELICE – (Insegue Adalberto che scappa intorno al canapè) Se ti metto le mani addosso…

CARMEN – (Cercando di fermare Felice) Felice, smettila!.. Felice, calmati!…

ADALBERTO – E’ pazzo!.. E’ suonato!… (Esce di corsa a sinistra)

CARMEN – Fermati, per favore! (Sbarra la strada a Felice)

FELICE – Vattene!.. Adesso devo sistemare quel farabutto, poi sistemerò te! (Esce a sinistra)

CARMEN –  Felice, cosa ti succede?… Felice, Adalberto non ha fatto niente… Non penserai che… Siamo tornati tardi e l’ ho invitato a dormire qui da noi… Felice…

ADALBERTO – (Entra di corsa con i pantaloni slacciati e la camicia in mano; si dirige diritto verso l’uscita di destra) Mi vuole ammazzare!… E’ pazzo!… Addio! (Esce)

FELICE – (Entra infuriato con in mano la vestaglia) … nel mio letto!.. La mia vestaglia!.. Farabutto!.. Me la pagherai!… (Rinuncia ad inseguirlo)

CARMEN – Felice, smettila altrimenti me ne vado anch’io!

FELICE – E cosa aspetti?.. Vattene via! Vattene da questa casa!

CARMEN – Sei una bestia!.. Non ti sopporto più!.. (Esce a sinistra) 

FELICE – (Gridando) Sono io che non ti sopporto più! Svergognata!… Sono stufo delle tue manie… delle tue stupide abitudini!.. Sono stufo delle tue finte coccole e delle solite lagne!… Basta!… Basta, non ne posso più!

CARMEN – (Entra con il bambino in braccio; indossa una giacca e si avvia verso l’uscita di destra)

FELICE – Dove stai andando?

CARMEN – Me ne vado! Addio! (Esce)

FELICE – Ti sbagli perché non sei tu che te ne vai ma sono io che ti caccio fuori da casa mia!.. Addio! (Cammina di qua e di là pensieroso. Si ricorda di avere una bottiglia di whisky nella tasca della giacca;  prende la bottiglia e incomincia a bere avidamente. Canticchia una canzoncina; mentre si sta per sedere sul canapè sente la voce di Ornella; resta immobile)

ORNELLA – (Entra da sinistra assonnata; indossa anche lei una vestaglia da camera)

Adalberto… Adalberto, dove sei andato?… Adal…. (Vede Felice) Felice, sei già tornato?

FELICE – (Si lascia cadere sul canapè; incredulo) Nooo!!!…

(Musica di sottofondo mentre le luci si abbassano. Buio)

QUATTORDICESIMO QUADRO

(Scena vuota. Luci colorate. Parte la musica allegra mentre le ballerine eseguono una coreografia da varietà televisivo. Al termine deI balletto, irrompe una voce fuori campo)

V.F.C. – Avete problemi sentimentali?… Il vostro matrimonio è in crisi?…  Scrivete o telefonate alla meravigliosa, alla fantastica.. CAA-MII-LLLA!

(Le ballerine applaudono l’uscita dal siparietto di Camilla e  poi escono; la musica sfuma; luci piene)

CAMILLA – (Vestita con abiti sgargianti; assomiglia ad una conduttrice televisiva di varietà; con molta enfasi) Gentilissime signore e gentili signori, benvenuti a questa nuova puntata di: “LA COPPIA SCOPPIA”, rubrica che si occupa dei vostri problemi matrimoniali ed extra matrimoniali… Continuate a scrivere! La vostra amatissima Camilla vi risponderà sempre e con amore.. Voi lo sapete biricchini quanto mi costate di francobolli! (Ride goffamente) Ma diamo subito il via alla trasmissione. Musica, grazie! (Parte uno stacchetto musicale mentre entra una ballerina con una lettera che consegna a Camilla; la ballerina esce; la musica sfuma) Grazie!.. Vediamo un po’ cosa ci scrive la signora.. Bote da Orbi… (Legge la lettera) “Cara Camilla, le scrivo affinché mi aiuti a risolvere un delicato problema familiare che da diverso tempo è causa di continui litigi tra me e mio marito. Ebbene, chi deve portare l’immondizia nel cassonetto? Io o mio marito? Con affetto….”

(Piega la lettera; rivolta al pubblico) Ma cara la mia signora Bote da Orbi non si disperi per un sacchetto di immondizie… “Immondizie siamo e immondizie diventeremo!”.. Non è così?.. (Ride goffamente) Due sono le soluzioni al suo “profumato” problema; la prima soluzione: smettete di produrre rifiuti, mangiate tutto quello che comprate: gli avanzi, le bucce di patate e le scatolette di tonno.. Seconda soluzione: tirate a sorte, fate “pari o dispari” oppure “alle bombe del canon”!.. D’accordo?!.. Auguri e “dai che ce la fai!”.. Un bacione dalla vostra … Camilla!.. Via alle telefonate. (Stacchetto musicale; entra un’altra ballerina con un telefono su un cuscino di raso rosso; la musica sfuma) Vi ricordo che il nostro numero di telefono è…

BALLERINA 2° – 0-6-2-8-5-4-6-4-5

CAMILLA – Benissimo!… Via alla prima telefonata… (Squilla il telefono. Alza la cornetta)

Pronto, Camilla…. Pronto…

V.F.C. – (Voce maschile) Pronto… Sei Camilla?…

CAMILLA – Sì, sono io!… Con chi ho il piacere di parlare?

V.F.C. – (Timidamente) Sono Gigi di Concamarise in provincia di Verona.

CAMILLA – Bene, signor Gigi… Mi dica qual’è il suo problema.

V.F.C. – Non è semplice… Non so se… Insomma, faccio fatica a confessarlo..Vede, mia moglie…

CAMILLA – Sua moglie…Vada avanti, forza.

V.F.C. – Mia moglie.. mi batte! Io mi vergogno!.. E’ umiliante per un uomo! Mi aiuti lei, Camilla, perché sono disperato.

CAMILLA – (Depone la cornetta; la ballerina esce)  Ho capito,sì!.. Ho capito! (In proscenio, rivolta al pubblico) Ma di cosa si vergogna, signor Gigi?.. Pensi a quante cose si battono… Si battono le uova… Si batte il ferro finché è caldo.. Si batte la fiacca e… si batte il marcia-

piede… Cosa c’è di strano, signor Gigi, se sua moglie la batte! Forza amico e resisti che vincerai! Un bacione dalla tua Camilla. Ciao…

FELICE – Signora Camilla, posso chiederle…

CAMILLA – Aspetti! Dopo la pubblicità!… (Cambiando tono di voce) E siamo giunti al momento dedicato al nuovo sponsor della nostra trasmissione: “Lo scalda piedi elettronico della PIEDETEC”.

(Stacchetto musicale; entra una ballerina spingendo un carrello con sopra il piedone della Piedetec e si dispone al centro del palcoscenico; la musica sfuma)

BALLERINA 3°– Piedetec è lo scaldapiedi elettrico che vi fornisce un giusto tepore, non un caldo dannoso. Lo scaldapiedi elettrico Piedetec è pratico, semplice da usare ed economicamente vantaggioso. Lo scaldapiedi Piedetec è dotato di due temperature, di un termostato di sicurezza e di una federa interna in pelo lavabile a mano a 40 gradi centigradi.

CAMILLA – Benissimo… Immagino abbiate capito a cosa serve! Adesso, con l’aiuto della nostra valletta, vediamo come funziona…

BALLERINA 3°- Ma certamente… Colleghiamo la spina alla presa di corrente. Posizioniamo il comando sul livello 2. Attendiamo qualche secondo e lo scaldapiedi è già pronto alla temperatura ideale per riscaldare i vostri piedi infreddoliti.

CAMILLA – Semplicissimo, no!.. 

BALLERINA 3°- Proviamo ad accenderlo?

CAMILLA – Lo posso fare io?

BALLERINA 3° - Certamente! Prema questo interruttore….

CAMILLA – (Esegue; dal Piedetec esce una nuvola di fumo; preoccupata) Ma cos’è successo?

BALLERINA 3°- (Noncurante, come fosse un robot continua la reclame) Piedetec è conforme alle norme di sicurezza CEE.

CAMILLA – Ma si è bruciato tutto!… (Guarda dietro le quinte allarmata)

BALLERINA 3°- Lo scaldapiedi elettrico Piedetec è pratico, semplice da usare ed economico.

CAMILLA – (Alla Ballerina) Ma è pericoloso! Può bruciare i piedi alla gente questo aggeggio!

BALLERINA 3°- Ma certamente! L’apparecchio non provoca danno perché conforme al decreto ministeriale del 13/08/79…

CAMILLA – Basta, per favore… Basta!… Musica! Facciamola uscire!…

(Parte la musica dello stacchetto mentre Camilla spinge fuori scena la Ballerina)

BALLERINA 3°- (Mentre esce) Comprate lo scaldapiedi Piedetec….

CAMILLA – Grazie!… Grazie, allo sponsor della trasmissione… (La musica sfuma. Quasi tra sé) Che figuraccia!.. Domani saremo su Blob!…(Ritornando in sé; decisa e spavalda come niente fosse accaduto) E anche oggi carissimi amici, il tempo a nostra disposizione è terminato. La vostra Camilla vi saluta e vi dà appuntamento alla prossima settimana… Scrivetemi!… Scrivetemi!… Vi risponderò sempre e subito con tanto tanto amore!… Ciao!

FELICE – (E’ seduto tra il pubblico; si alza e va verso il palco) Signora Camilla.. Signora Camilla… Mi scusi: vorrei chiederle un consiglio…

CAMILLA – Ho solo cinque secondi! Mi dica.

FELICE – Mia moglie è scappata di casa: cosa posso fare?

CAMILLA – (Sbrigativa) La rincorra che forse la riprenderà!… (Risata ironica)

FELICE – Signora Camilla, ma cosa vuol dire?.. Come posso fare….

CAMILLA – (Interrompendolo) Arrivederci alla prossima puntata. Via con la sigla!

(Parte la musica mentre entrano le ballerine che eseguono lo stesso balletto d’inizio quadro. Camilla esce dal siparietto)

FELICE – (Sale sul palco per inseguire Camilla) Signora Camilla, la prego, mi ascolti… Vorrei un consiglio… (Esce a fatica, disturbato dalle ballerine, da dove è uscita Camilla)

(La musica sfuma. Buio)

QUINDICESIMO QUADRO

(Scena: tribunale; una panca a destra ed una a sinistra, rivolte verso il pubblico, in fondo; davanti alle due panche,  circa due passi più avanti, una balaustra in legno delle dimensioni di un metro e mezzo di larghezza per uno di altezza.

All’inizio del quadro gli attori sono già in scena: Carmen, Adalberto e Vilma sono seduti sulla panca di destra mentre Felice, Dolores e Oreste su quella di sinistra. Luci piene)

V.F.C. – In piedi! Entra la Corte! (Tutti si alzano)

GIUDICE – Per l’autorità conferitami da questo tribunale dichiaro aperto il processo a carico del signor Felice Gregori accusato di maltrattamenti, insulti e violenze morali ai danni della signora Carmen Benetti, consorte del suddetto… Diamo subito inizio al dibattimento: chiamo a testimoniare la signora Dolores, madre dell’imputato.

DOLORES – (Si alza e va vicino alla balaustra; impacciata) Eccomi!..

GIUDICE – Lei, signora Dolores, è al corrente di quanto accaduto?

DOLORES – Sì, so tutto, eminensa.

GIUDICE – Bene. E si è fatta una sua opinione? Ha una sua interpretazione dei fatti?

DOLORES – Sicuro, eminensa.

 

GIUDICE – Ebbene, ce la vuole cortesemente esporre?

DOLORES – El me scusarà, signor giudice, se parlo mal el italiano.

GIUDICE – Non importa: lei si esprima come è capace.

DOLORES – Grassie! Dunque, lei voleva sapere come che l’è andata?... Ghe lo digo subito!

GIUDICE – Ci dica il suo parere. Forza.  

DOLORES – El digo, el digo!… Mio figlio nol se meritava mica una donna così! Fin quando l’era nella cuna mi gho sempre voluo ben e no gho mai fato mancar gnente  anca dopo la desgrassia che m’è capitato con la morte del me poro marì!… Lu el stasea meo  con so mama, l’era on sior, on principe. Finchè no è arivà éla!… (Decisa) Mi no volea mia che el le sposasse! Ma lu nol m’ha ascoltà e …. èto visto: l’è andà a finir mal! Se el savesse signor Giudice quante olte me fiol no l’ha catato pronto da magnare!…E quante olte l’è andà a lavorar con le braghe descosite!…Parchè éla la pensa sempre a farse bela e a nar ale feste coi so amici invese de pensar al so poro marì che el laora come on mulo par mantegnarla! Comunque, e chi me fermo, se me fiol el g’ha ‘na colpa, l’è quela de essar massa bon!.. Boni sì, ma no co….Lù, l’è tutti du! Ho finio, signor giudice!

GIUDICE – Grazie….. Venga ora a testimoniare la signora Vilma, madre della signora Carmen.

VILMA – (Si alza e si avvicina alla balaustra) Sono pronta, Vostro Onore.

GIUDICE – Allora, cosa ha da dirci?

VILMA – Mia figlia è venuta a rifugiarsi da me. Era disperata, piangeva come un bambino. “Ma cosa è successo?” le ho chiesto.  “E’ matto!.. E’ matto!” continuava a ripetere... Mi faceva tanta pena la mia bambina.

GIUDICE – Aveva, secondo lei, subito delle violenze fisiche?

VILMA – Non saprei, Vostro Onore… Non posso dire né sì né no… Mia figlia, era, come le ho detto, sotto shock, e Dio sa quando si riprenderà! (Visibilmente commossa)

GIUDICE – Vuole aggiungere dell’altro, signora Vilma?

VILMA – Mia figlia, ha accettato di sposare “quell’uomo” ignorando che non l’avrebbe mai soddisfatta! Ha detto di no a tanti pretendenti, più belli e più ricchi; ha rinunciato alla bella vita e alle comodità perché amava suo marito, lo amava più di qualsiasi cosa al mondo!.. E guarda adesso, cosa ha ricevuto in cambio! (Commossa) Mi fa tanta pena la mia bambina… (Va a sedersi)

GIUDICE – Grazie… Venga ora a testimoniare il signor Adalberto Corradi, amico e difensore della signora Carmen.

ADALBERTO – (Si alza e si avvicina alla balaustra) Sono qui, signor Giudice.

GIUDICE – Lei, che era presente al momento del fatto, può raccontarci con chiarezza quanto è accaduto?

ADALBERTO – Posso raccontarle, signor Giudice, la mia versione dei fatti.

GIUDICE – D’accordo… Allora, perché, secondo lei, il signor Felice vi ha buttati fuori di casa?

ADALBERTO – Per tre motivi; il primo: perché aveva bevuto; il secondo: perché gelosissimo di Carmen; il terzo: non meno importante, perché io indossavo il suo pigiama. Se vuole sapere dell’altro, signor Giudice, sono a sua completa disposizione. Grazie.

GIUDICE – Per ora, basta così, grazie. (Adalberto va a sedersi) C’è qualche altro testimone?

ORESTE – (Si alza) Ci sono io, Giudice. Voglio deporre a favore del mio amico Felice perché vittima di una persecuzione a cui è impossibile sottrarsi.

GIUDICE – Venga avanti. (Oreste si avvicina alla balaustra) Il suo nome, per favore?

ORESTE – Mi chiamo Oreste ma tutti mi chiamano Oste, perché… è più breve. Io ho conosciuto il povero Felice una sera: ricordo che ci siamo bevuti un po’ di bottiglie insieme.

Comunque, credo che vada subito detta una cosa perché nessuno fino adesso l’ ha detta.

GIUDICE – Dica questa cosa, signor Oreste.

ORESTE – Sì, signor Giudice, la dico!… Il mio amico Felice era ubriaco? Sì!… E allora, è vero che un ubriaco vede doppio… ma vede meglio! Felice ha visto bene, troppo bene!… Prima era cieco…

GIUDICE – Ho capito, grazie.

ORESTE - Perché quando si dice donna, si dice danno…

GIUDICE – Va bene… va bene, grazie. Si può accomodare.

ORESTE – M i fa piacere. Ho finito! (Va a sedersi)

GIUDICE – Si alzino,  per favore, la signora Carmen e l’imputato.

(Carmen si alza e va vicino alla balaustra di destra mentre Felice a quella di sinistra; sono entrambi visibilmente imbronciati)

GIUDICE – Vuole dire qualcosa, signora Carmen?

CARMEN – No, signor Giudice.. Quello che avevo da dire l’ ho già detto.

GIUDICE – E’ sicura?

CARMEN – Sì! Non ho niente da aggiungere!..

GIUDICE – E lei signor Felice?

FELICE – Io voglio dire che è successo tutto questo perché amo mia moglie e non voglio perderla.

GIUDICE – Il dibattimento è concluso: do ora lettura del verdetto.

CARMEN – (A Felice) E’ vero quello che hai detto?

FELICE – (Noncurante delle parole del Giudice, rivolto teneramente a Carmen) Sì, Carmen! E tu, mi ami ancora?

GIUDICE – Ebbene, dopo aver ascoltato i testimoni di entrambe le parti…

CARMEN – (Sottovoce, emozionata) Sì, Felice, ti amo ancora.

GIUDICE – Visto l’articolo 115, comma 3° del 18/11/77 dichiaro Felice Gregori colpevole di aver maltrattato e di aver usato violenza nei confronti del proprio coniuge….

FELICE – Allora, vieni a vivere ancora con me?

CARMEN – Se tu lo vuoi.

FELICE – Ma certo che lo voglio, Carmen! (Ha un sussulto di gioia; va ad abbracciare Carmen)

GIUDICE – Viene pertanto condannato a tre mesi di reclusione con la condizionale e al pagamento delle spese processuali. La seduta è tolta! (Esce dal siparietto)

(I testimoni rimangono impietriti nel vedere che i due coniugi si abbracciano felici)

CARMEN – (Davanti alle balaustre, in proscenio) Me lo fai un sorrisino?

FELICE – (Gli sorride goffamente) Ahhhh!!! (Ridono e si baciano)

(Musica di sottofondo. Le luci si abbassano lentamente. Buio)

SEDICESIMO QUADRO

(La scena è la stessa del primo quadro: una panchina da giardino, in centro al palcoscenico. Luci piene)

NARRATORE – Eh, sì! Tutto è bene ciò che finisce bene…. (Cammina di qua e di là pensieroso) Forse, per qualche istante, il povero pesciolino Felice, ha pensato di uscire  dalla rete ma..grazie alla sua fedele mogliettina, ha cambiato idea e si è ritrovato impigliato più di prima….. Passeranno i mesi, passeranno gli anni e il nostro Felice invecchierà contento e sereno perché, mai e poi mai, avrebbe desiderato una sorte diversa; e ringrazierà il Signore, fino all’ultimo giorno della sua vita per avergli donato una così dolce e amorevole mogliettina. (Esce)

(Sono passati quarant’anni circa)

FELICE – (E’ seduto sulla panchina visibilmente invecchiato; si muove a fatica e lentamente; in una mano tiene il bastone nell’altra un mazzetto di fiori. E’ impaziente; si alza e cammina avanti e indietro, davanti)

CARMEN – (Entra da sinistra; gli anni sono passati anche per le; zoppica un po’) Felice… Felice…. (Grida perché Felice non sente: ha problemi all’udito) Felice….

FELICE – (Si guarda in giro confuso) Sì, chi è?

CARMEN – Sono qua!… Sono io, Carmen…

FELICE – (La vede) Carmen…Dove sei stata fino adesso?

CARMEN – Non ricordi che lunedì al circolo giochiamo a tombola?

FELICE – Me n’ero dimenticato.

CARMEN – Ma perché caro, hai insistito per farmi venire qui oggi?

FELICE – Ma come, non ti ricordi? Quarant’anni fa, qui, seduti su questa panchina…. Ricordi?…

CARMEN – Come faccio a ricordarmi cosa ho fatto quarant’anni fa quando mi dimentico perfino di prendere le medicine?… Che fai, adesso?

FELICE – (Porge il mazzetto di fiori a Carmen)  Un pensierino piccolo per te.

CARMEN – Oh, grazie Felice.

FELICE – Ora ricordi?

CARMEN – Non mi viene in mente niente, Felice.

FELICE – Non ti chiesi qui, su questa panchina, di sposarmi?

CARMEN – Ma certo, ora ricordo…. Acqua… Acqua… Fuochino…

FELICE – (Soddisfatto) Sì!… Sì!…

CARMEN – E fu qui che mi regalasti l’anello di fidanzamento.

FELICE – (Avvilito) No, Carmen… In quell’occasione ti regalai un mazzetto di fiori.

CARMEN – Ah, sì, hai ragione!… Ma sono passati tanti anni.

FELICE – Quaranta, Carmen… Quaranta!… Per questo ti ho fatta venire qui, per festeggiare i nostri quarant’anni di matrimonio.

CARMEN – Ne sei certo?… Ci siamo sposati nel settanta! Settanta… ottanta… novanta… Sono trentanove e non quaranta!

FELICE – Trentanove?

CARMEN – Oh, Felice, non sei affatto cambiato in tutti questi anni! (Lo accarezza dolcemente)

FELICE – (Ironico) Sarò anche peggiorato invecchiando, non ti pare?

CARMEN – Che importa, per me sei sempre tanto dolce e carino.

FELICE – Dici davvero?

CARMEN – Lo sai che sei il mio micino tenerino.

FELICE – Allora mi vuoi tanto bene come una volta?

CARMEN – Ma certamente!

FELICE – (Abbracciandola con trasporto) Anch’io, Carmen, ti voglio…

CARMEN – (Frena il suo ardore) Felice, non farti venire strane idee….

FELICE – Sì, Carmen, hai ragione; mi devo controllare…

CARMEN – Bravo… Adesso, però è ora di andare perché s’è fatto tardi.

FELICE – Sì, è meglio andare. (Accennano ad uscire, entrambi zoppicando)

CARMEN – (Si ferma) Ah, Felice, dimmi la verità: se io morissi, tu cosa faresti?

FELICE – La stessa cosa che faresti tu, Carmen.

CARMEN – Ma non mi avevi promesso che non ti saresti risposato?

(Musica di sottofondo molto dolce; si spengono le luci e si accende l’occhio di bue su Carmen e Felice che restano immobili, uno accanto all’altra, in proscenio)

NARRATORE - (V. f. c.) Se le sue glorie Amor vende costose / ha ragione ed il suo traffico è giusto, / ché non ci sono gioie più preziose / di quelle valutate dal suo gusto, / ed è cosa evidente / che non val ciò che poco costa o niente.

(Qualche accordo di musica e l’occhio di bue si chiude lentamente. Buio)

                                                                  

                                                                                                                         SIPARIO

                                                                                                                (1997)

                                                                                      ( Posizione S.I.A.E. n° 164671 )

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