Le balene non si innamorano più

Buio

Le Balene non si innamorano pi

Atto unico

di

Antonello Riva


La scena: Un salotto qualunque

Personaggi: Elena

Giorgio

Scena prima

Buio. Si sente girare la chiave nella serratura. Luce di colpo. Elena entra dalla porta dingresso. Giorgio, in pigiama, seduto per terra in mezzo ai giornali. Elena, ancora con il cappotto addosso, lo guarda con aria di rimprovero. E sera.

Elena: (ironica) Hai avuto molto da fare, oggi, tesoro?

Giorgio: (continuando a leggere i giornali) Perch fare a tutti i costi? Questetica dellazione ...

E. Non a tutti i costi! E nella natura delluomo: vivere, agire, confrontarsi con gli altri, lavorare, guadagnare ...

G.Non nella mia.

E.Cosa?

G. Natura. Non nella mia natura. Non mi piace la gente. Ho la natura di un istrice.

E. Ne hai paura? (comincia a togliersi le scarpe e il soprabito)

G. Di che cosa?

E. Della gente.

G. Per niente! Solo che, quelli che mi piacciono sono io e pochissimi altri molto uguali a me! La gente volgare. E ne faccio a meno;

E. La gente la gente! Non te la devi mica sposare! Nessuno ti impedisce di pensarne tutto il male possibile, ma questo non significa che puoi far finta che non esista.

G. Non faccio finta! Sono perfettamente a conoscenza dellesistenza del genere umano! E' proprio per questo che lo ignoro! Sei tuche fai finta che si possa avere rapporticon la gente. Sono rapporti finti. In realtnon comunicate affatto tu e la tua gente!

E. (angelica) Ne sono assolutamente cosciente,quel comunicare per finta mi fa guadagnare dei soldi. Se vedo qualcuno per la mia carriera, non per andarci a letto! (si toglie gonna e camicetta, rimane in sottoveste) Tu invecein ogni uomo vorresti un amico e in ognidonna la donna della tua vita. Sei un estremista! Tra un amico e la donna della vita c' un'infinita gamma di sfumature. Conoscenti, colleghi di lavoro, genteche vedi tutti i giorni o che vedi una solavolta nella vita. Milioni di individui,ognuno diverso da te e da chiunque altro.Non sono tutti come te, sensibili, dolci,creativi.

L fuori esistono dei maiali che non pensanoad altro che a sopraffarti, se sei uomo, oa metterti una mano sul culo, se sei unadonna.

G. Appunto. Lo vedi?

E. Cosa?

G. Hai ragione; non mi piace frequentare maiali.

E. Ma hai delle esigenze ...

G. Sono molto autonomo. Stiro da me le mie camicie e lavo le mie mutande. E anche le tue.

E. Vuoi mangiare due volte al giorno ...

G. Basta una. Mai stato un ghiottone ...

E. ... comprarti le sigarette, il giornale ...

G. Posso smettere di fumare quando voglio.

Eppoi stammi a sentire: se il prezzo da pagare per mangiare, fumare, leggere il giornale consiste nel fare un bagno quotidiano di gente e di rapporti, decisamente troppo alto per ciche ne ricavo.

E. Sopravvivi, non vivi.

G. E allora per sopravvivere mi sufficientefare qualche lavoretto ogni tanto eguadagnare quel tanto che mi permetta di nonfrequentare alcun essere umano al di fuoridi quelli che voglio io. E cio nessuno.

E. (ferita) Me, mi frequenti.

G. Se frequentarsi vuol dire vedersi la sera, quando torni dal tuo tuffo quotidiano nella folla... (si interrompe)

Un silenzio

E. Continua.

G. Ci vedevamo di pi quando non vivevamo insieme.

E. Cosa vorresti ? Che facessi come te? Stare tutto il santo giorno a guardare il muro ?

G. Non faccio solo questo.

E. Ah! E cosaltro, per esempio?

G. Leggo. Penso. Scrivo quello che penso. Talvolta faccio anche due chiacchiere con quello dell'edicola; simpatico.

E. (affettuosa, si china in terra, verso di lui) Non credi che potresti meritare di pi del giornalaio?

G. C pi mondo e pi vita nel giornalaio che in tutti i dipendenti del tuo ufficio. E un piccolo uomo grigio che da ventanni vende notizie; distribuisce alla gente le notizie della gente. Capisci? I fatti passano attraverso le sue mani, distribuisce atrocit e poesia, frivolezze, pianti, sorrisi ... la vita. In una parola, un distributore di vita. E sempre con la stessa faccia.

E. Non la fabbrica mica lui, la vita.

G. E proprio questa sua assoluta neutralit che lo rende un eroe. Lui partecipa con assoluta obiettivit. Niente isteria, niente gioia o dolore, nessun abbandono. Un santo. Lo faranno il santo degli edicolanti.

E. Rimango dello stesso parere. Puoi meritare di pi che un distributore automatico di fatti.

G. Sei tu che vuoi di pi. Tu vuoi fare carriera. Io no. E questo il punto.

E. Ma mi vuoi bene?

Un silenzio

E. Ci vuole un bel bagno caldo!

BUIO

Scena seconda

Subito luce. Elena non in scena. Giorgio, sempre in pigiama davanti alla televisione con il telecomando in mano, ma la televisione spenta.

Si sente girare la chiave nella serratura. Elena entra dalla porta dingresso vestita di tutto punto. Lo guarda in silenzio da dietro. Poi fa spallucce e si dirige verso unaltra stanza.

G. (senza girarsi) Cosa ci succede Elena?

E. Sono stanca.

G. Sono stanca !

E. Si.

G. Si pu essere stanchi di milioni di cose. Stanca di cosa? Di chi?

E. Non ho voglia di parlare.

G. Allora sei stanca di parlare. Puoi sempre mandarmi dei biglietti, perch voglio delle risposte.

E. Risposte a che cosa? Giorgio non avrai intenzione di torturarmi, vero? Non stasera almeno. Ascolta, mi spoglio, faccio un bagno caldo, mangiamo qualcosa e poi ...

G. Spogliarsi. Fare il bagno caldo. Mangiare. Non quello che ti ho chiesto.

E. Si. Mi sembra chiaro che hai deciso di torturarmi. Senti ... ho avuto una giornata ...

G. Almeno tu ce lhai avuta la giornata. Lhai voluta, lhai cercata e te lhanno data. Io invece voglio le mie risposte e tu non me le dai. Ti ho chiesto che cosa ci sta succedendo, Elena, e tu ti spogli, fai il bagno caldo, mangi. Ti pare logico?

E. (dura) Non te lho chiesto io di stare tutto il giorno a meditare, seduto come un bonzo. Cos?! Sei geloso delle mie giornate, forse? Potresti cercartela anche tu la tua giornata, e saresti felice! Stanco ma felice! E ora invece di litigare, saremmo qui a raccontarcele, le nostre giornate. Felici! Stanchi! Ma felici! Tutti e due!

G. Ma chi ti dice che io non sia ...

E. No! Non sei felice, te lo si legge in faccia, perch ti trovo l, tutto giallo, in pigiama, dopo che tutto il santo giorno ti sei mangiato il fegato perch io le mie giornate ce lho e tu no! (grida) Non cos? Quanto tempo che non ti metti una cravatta e non vai fuori a cercarti un lavoro? Eh?! Rispondi!

G. (calmissimo) Sei lunica persona che mi lascia letteralmente senza parole. Certe volte vedo un tale abisso di incomprensione tra noi, che gli argomenti mi vengono meno. Mi passa la voglia di risponderti. Non ne ho la forza.

Silenzio

G. Elena, cosa ci sta succedendo?

E. (esasperata) Ma in che senso?!

G. In che senso! Ma, non ti accorgi che io per te non ci sono?

E. Come?! Che dici?!

G. Io per te sono un bonzo tutto giallo, in pigiama, che medita tutto il giorno senza cravatta, perch cos tu mi immagini ...

E. Sbaglio? Non cos?

G. Vuoi sapere come ti immagino io? Una frenetica, una finta, una gasata, con le mani appiccicose per quante persone ti vengono presentate, con la lingua secca e lalito cattivo per le cazzate che devi raccontare, spettinata e con la pelle grassa perch non hai tempo di andare alla toilette tra una riunione e laltra ...

E. Adesso basta.

G. Sbaglio? Non cos? Perch se mi sbaglio ho ragione io. Se ci sbagliamo uno sul conto dellaltro perch non sappiamo pi chi siamo e ci siamo ridotti ad immaginarci. E limmaginazione fa brutti scherzi, lo sai ...

E. (disperata) Smetti Giorgio, smetti! Sarebbe cos semplice incontrarsi la sera, ritrovarci, raccontarci le nostre giornate, partecipare ognuno alla vita dellaltro ...

G. Partecipare? Hai detto partecipare?

E. Perch no?

G. Partecipare alla vita dellaltro non significa farsi dei rapporti a fine giornata! (esasperato) Elena non siamo in ufficio! Io sono il tuo uomo, tu la mia donna, si presuppone che ognuno di noi due ...

E. E quelli che vivono lontani, allora?

G. Noi non viviamo lontani ...

E. ... come fanno ad amarsi? A stare insieme a distanza di chilometri? Si scrivono, si telefonano ....

G. Si ingannano, si tradiscono, si stancano di fare l'amore a distanza e poi si lasciano!

Silenzio. Si guardano a lungo senza poter parlare.

E. E' questo che vuoi ?

G. Elena per l'amor di Dio! Ti sembra questo che voglio? Starei qui a parlare? "Parlare"! Capisci? "Parlare"! Volevo solo risposte! Se avessi voluto lasciarti, semplicemente non mi avresti trovato qui, stasera.

E (debolmente) Giorgio, sono stanca.

G Si lo so, vuoi spogliarti, fare il bagno caldo, mangiare qualcosa.

E Non mi pare di pretendere molto.

G Molto o poco, comunque, per te primario. In questo momento lo desideri pi di qualunque altra cosa, dunque fallo.

E. Ma Giorgio...

G. Devi farlo. Senza rancore.

E. Giorgio...

G. (canticchia) Addio mia bella addio...

BUIO

Scena terza.

Subito luce. Elena non pi nella stanza. E mattina.

Giorgio seduto per terra in mezzo alla stanza; vestito e legge il giornale.

G. (sobbalza) Accidenti ... (continua a leggere) Per ... chi l'avrebbe .... (continua a leggere) .... ma guarda 'sti cretini....

Si alza, raggiunge il telefono senza lasciare il giornale, e compone di fretta un numero.

G. Elena ? Ciao amore, senti ti devo leggere una notizia incredibile ... va bene, li fai aspettare due minuti! ... guarda proprio interessante....ma no che non te la posso leggere staser e se poi muoio ? ...non faccio il bambino, voglio solo avere il piacere di chiamare la mia donna sul lavoro per fare due chiacchiere...si, si, ci metto due minuti, allora ascolta: si tratta delle balene ... si, delle balene, cosa credevi, che ti chiamavo per leggerti cambi delle valute estere ... vuoi sapere a quanto sta lo Yen ?...e allora ascolta la notizia sulle balene ! Dunque: Un gruppo di scienziati canadesi del Canadian Oceanografic Center (pronuncia come si legge) ... e io che ho detto?... E va bene, che differenza vuoi che faccia se dico Canadian anzich Canedien!... Allora ricomincio: Un gruppo di scienziati del Canedien Oceanografic Center che lavorano al progetto "Cetaceus"eh no! scusa! Questo latino ... si dice "cetaceus e non "sitasceas"! ... ma stai a sentire, se mi interrompi ogni due minuti!...allora: che lavorano al progetto (affettando) Sitasceas, per studiare e capire i comportamenti di balene e capodogli, hanno rilevato un considerevole calo degli accoppiamenti e delle nascite in queste specie marine. ...Elena mi stai a sentire ?...mi sembra stai parlando con qualcun altro, scusa,..e allora perch metti la mano sul ricevitore ...va bene, tanto hai sempre ragione tu... allora hai capito! le balene non si accoppiano, non fanno pi figli!... ma ti rendi conto?! ... e un momento! Se non mi fai finire! Adesso ti leggo il seguito ... ma no che non manca molto, quasi finito, stai a sentire: il fenomeno dovuto allimpossibilit per le balene di corteggiarsi e di accoppiarsi con il loro consueto rituale fatto di comunicazioni sottomarine, suoni, fischi mugolii, trasmessi sottacqua anche a distanza di chilometri ... come? ... hai un avviso di chiamata? E non la prendere laltra linea! ... E io che devo fare? Ti aspetto in linea? E va bene ... Uffa! ...

Giorgio rimane in attesa.

G. Glob, glob, glob ... glob, gob ... fiuuuuu fiuuuu, fiuuuu ... mum, mum, mum ... glob, fiuuuu, mum, mum ... (di scatto) si pronto Elena? ... (imbarazzato) stavo facendo i mugolii delle balene, cercavo di immaginare ... no, aspetta, quasi finito! Un minutino solo Elena, non vuoi sapere perch le balene non comunicano? ... te lo leggo in un attimo: Tali comunicazioni infatti, vengono continuamente disturbate da milioni Elena, qui dice proprio milioni di segnali estranei che luomo fa viaggiare sottacqua: sonar, trasmissioni via cavo, impulsi elettronici, segnali radio, ecc., tanto da confondere il linguaggio damore ed i corteggiamenti delle povere balene che, di fatto, non si innamorano pi ... allora? Che ne pensi? ... Elena? Pronto? ... Elena? Sei in linea? Pronto? Pronto?

Buio

Scena quarta.

Subito luce, ma non pi mattina.

E' sera e Giorgio sta sempre seduto in terra al centro della stanza.Si sente girare la chiave nella porta ed entra Elena, scura in volto.

E. (secca) Ciao.

Elena butta il soprabito dove le capita, cerca le sigarette nella borsa, non le trova, impreca.

G. Ciao.

Silenzio, Elena scompare nell'altra stanza.

G. (portando la voce) Problemi ?

Nessuna risposta.

G. Giornataccia ?

Nessuna risposta

G. Qualcosa non va tesoro ?

E. (entrando come una furia) Qualcosa non vadici ? Qualcosa non va ? Tutto non va! Esattamente "tutto" non va ! Lo sai a chi hanno affidato le relazioni con gli spagnoli ? Alla Pratesi!

G Quella nuova ?

E Nuovissima ! Tanto nuova che il Segretario Generale della Confederazione le sbava dietro e ha telefonato al Direttore chiedendo, pretendendo, ordinando, che gli spagnoli fossero dati a lei ... quella zoccola ... chiss cosa deve avergli fatto ... un lavoretto speciale ... e io che ci avevo faticato da due mesi a sta cosa con gli spagnoli ...

G Ma non avevi firmato una ... quella roba inglese ... come la chiamate?

E (ululando) La convention? No, che non lavevo firmata ... cogliona che sono ... mi ero fidata ... Elena di qua ... Elena di l ...

G (conciliante) Va bene, non una tragedia ...

E Lo sai quanto ci perdo in provvigioni?

G Se solo una questione di ...

E No! Non solo una questione di soldi! E una questione di autostima, perch ora, vedi? Io mi ammazzerei per quanto sono stata ingenua ... idiota ... imbecille ...

G (impercettibilmente ironico) Non ti sottovalutare, amore ...

E Farsi fregare cos da una pivella, appena arrivata, fresca fresca ... ah ma quella si era studiata tutto, sai? Aveva previsto tutto nei minimi particolari: prima vado a letto con il Segretario, poi mi cerco un primo incarico di prestigio, magari lo frego a qualche babbiona del terzo piano e mi sistemo ...

G Saresti tu la babbiona?

E Fanculo!

G (riflettendo, ma sempre con quel sorrisetto impercettibile) Be, se era tanto pivella, come dici tu, come faceva a prevedere tutto cos, nei minimi particolari...

E Piantala ! Non ti ci mettere anche tu ! Ah sono isterica! Sento che non ce la faccio, Giorgio, non ce la faccio a superarla, stavolta troppo grossa, la vergogna, la rabbia, la...la...(cerca qualcosa di appropriato ma non le viene niente)...

G La disdetta ?

E (presa dalla foga) Ecco si ! La disdetta !

Ma come ci torno in ufficio domani...gi le vedo tutte quante affondate con le facce nei computers che fanno finta di niente, e non appena io mi siedo al mio tavolo ... gi risatine, occhiate complici...

Si ferma di scatto come folgorata da un pensiero. Guarda Giorgio intensamente.

E Giorgio !

G Si amore ?

E Non te ne frega niente.

G Di cosa ?

E Non te ne frega niente di tutto questo !

G Ma che dici?

E Non negare. Lo sento. Lo percepisco con chiarezza. A te non interessa minimamente di quanto mi successo oggi in ufficio.

G Non vero.

E E' verissimo. Lo vedo. Lo sento. Me ne accorgo da come rispondi, da quel sorrisetto che hai stampato in faccia come una marca da bollo...insomma me lo comunichi....

G (imbarazzato) Be'...non posso certo dire che le tue gesta aziendali...

E Vedi ? Non te ne frega un cazzo !

G Non il mio massimo ... ma ... come dire ... sono partecipe! Ecco, si! Partecipe !

Elena lo guarda in silenzio.

E Partecipe ?

G Esatto ! "Partecipe".

E Partecipare un'altra cosa, Giorgio.

G Ah si ? Vuoi dire come hai partecipato tu questa mattina, quando ho cercato di comunicarti le mie ansie per le balene?

E Adesso ho capito. Ti stai vendicando...

G Che brutta parola !

E Giorgio, ascolta, non puoi pretendere di telefonarmi in ufficio per parlarmi dellebalene...

G Volevo comunicare, le balene erano un...

E Andiamo ! Ti trovo al telefono che fai i versi dei capodogli...

G Cercavo di comunicare...

E Ma riesci ad immaginare i. problemi che ho io in ufficio...

G Ormai mi riesce soltanto di immaginarti...

E ... telefoni che squillano, fax che arrivano in continuazione, colleghe checercano di fregarmi, il capo che urla...

G E tu riesci ad immaginarmi, qui in casa a pensare...

E ...e in tutto 'sto casino arrivi tu e timetti a mugolare al ricevitore, e pretendiche io...

G Ascolta! Sono stato seduto qui tutto il pomeriggio a guardare il cielo da quella finestra. Ho visto tutta la gamma dei colori del tramonto da quando il cielo si incendiato fino a che a poco a poco si spento, per diventare freddo come una lastra di vetro blu. Per me questo importantissimo, vitale. Come faccio a dirtelo!? Come faccio a farti sentire quello che sento io. Ci provo ma poi arriviamo sempre a questo punto. Pretendo solo di parlarti, di sentirti, ma dentro dico! Essere dentro di te! Capirti! Farmi capire!

Silenzio. Elena non risponde.

Facciamo l'amore.

E (guardandolo come un marziano) Cosa ?

G L'amore.

E (spiazzata) L'amore ?

G S, lamore! Non ho detto una convention.

Silenzio. Elena imbarazzata, guarda in terra. Non sa che dire, n che fare.

G Allora ?

E Be' ... ci vorrebbe un po' di atmosfera ... non cos, su due piedi ... ci vorrebbe ... forse dovremmo ...

G (calmissimo) Ci vorrebbe un po' d'amore, e basta.

E (riprendendosi) Aspetta ! So io quello che ci vuole ! Una bella bottiglia di vino ! Scendo a prenderla...

G Ma io voglio fare l'amore con te, non con una bottiglia di vino.

Silenzio. Elena lo guarda sconfitta.

G. Spogliati.

E Qui ? Cos?

G Qui. Cos.

Silenzio.

E No.

G Ne ero certo.

E E allora...?

G Volevo vedere fino a che punto arrivavi a fingere di avere un rapporto con me.

E Ma io non fingo...

G A parole. Solo a parole hai un rapporto con me. Io sono il tuo uomo. Parli di me con le tue colleghe. Leggi il mio oroscopo sul giornale. Mi immagini. Mi proietti nella tua vita. Ma quando si tratta di toccarmi, di baciarmi, di ascoltare le mie cazzate al telefono, di stare con me veramente, di essere dentro di me anche quando non ci sono...di ...di...

E (fredda) Sono stanca. (comincia a spogliarsi)

G Ecco appunto. Lo volevo dire io. Finisce sempre cos: con te che ti spogli non per fare l'amore con me ma per andare a fare un bagno caldo.

E Si, adesso, l'unica cosa al mondo che desidero un bagno caldo.

G Pluf ! Mia bella balenottera ! Vai a tuffarti nei mari del Sud!

Buio

Scena quinta.

Subito luce. E' sera ma la stanza vuota.

Si sente girare la chiave nella serratura, Elena entra e subito si guarda intorno.

Elena Giorgio ?

Nessuna risposta

Sei di l ?...tesoro?

Elena si accorge che in terra, al centro stanza dove di solito siede Giorgio, c' una lettera. La raccoglie, la apre, la legge ad alta voce.

Elena "Cara Elena, vado a vivere con il giornalaio anche se lui non fa il bagno caldo tanto spesso come te e per difendersi dal freddo beve un po troppo.

Ho provato ad aspettarti vestito con la giacca e la cravatta, anzich in pigiama, ma ho dovuto rinunciare perch il colletto della camicia era troppo stretto e il nodo della cravatta mi dava un senso di soffocamento.

Elena, ti assicuro, non sono innamorato di lui, ma ho deciso di andare a vivere a casa sua perch siamo entrambi soli e perch potr avere gratuitamente tutti i giornali che voglio. In cambio gli ho regalato tutti i miei vestiti e per me, ho tenuto solo sei pigiami di ricambio, oltre quello che ho gi indosso. Ti prego di non telefonarmi al numero sessanta, novanta, centocinquanta..."

Elena non finisce di leggere, butta la lettera per terra e si precipita al telefono.

Elena (componendo il numero) Cretino, imbecille ... sessanta ... in pigiama!... novanta ... centocinquanta ... scommetto che uscito in ... pronto ? E' lei il giornalaio ?... Sono Elena, la ragazza di Giorgio... l da lei?...me lo passa, per favore? Ci mancava pure questa ... dal giornalaio! Pronto Giorgio? Ma sei impazzito! ... senti, torna a casa e ne parliamo ... ma ... ma certo che voglio parlarne! .. non vero! Quante volte abbiamo parlato dei nostri problemi!! ... io sono sempre stata disponibile, magari questi ultimi tempi ero un po' stanca per via dei fatti in ufficio, lo sai bene, ma ... Giorgio non mi pare il caso di mettere in scena questa fuga dal giornalaio per risolvere un nostro momento difficile ... no, guarda, questa sera non lo faccio il bagno e sto tutta la notte a parlare con te ... (pausa lunga)... come sarebbe a dire domani mattina?...Giorgio non fare il bambino, non posso non andare in ufficio... domani mattina devo lavorare, ho la riunione con la delegazione dei giapponesi .... ma vengono apposta da Tokio!...e, secondo te io al direttore gli dico che non ci sono andata perch dovevo parlare con te delle balene? ...Giorgio non essere assurdo, non fare richieste impossibili...lo ! E' una richiesta impossibile !...(pausa lunga)...ma che significa "voglio una vita in pigiama!" Giorgio! Ma sei impazzito?! ... Insomma basta! Voglio che torni a casa! Subito!... (pausa lunga, poi con tono pi basso, quasi con pudore) si, anch'io lo guardo il cielo...la prossima volta lo voglio guardare con te, eh? Vuoi? Lo guardiamo insieme il cielo...no, che non ti sto fregando, stronzo!...(si commuove) non ti ho mai fregato io, questo non puoi dirlo... (perde il controllo) ancora con sto pigiama! Solo perch una volta ti ho rimproverato che tu ... puoi stare come cazzo ti pare, se vuoi vivere in pigiama, vivi in pigiama ma torna a casa!...come perch? Ma perch voglio che torni, tutto qui ... ma come perch?... che domande sono!...ma perch....perch...(esita, poi esplode) ma perch ti amo, e ti voglio qui, in pigiama o con la giacca o con la tuta da astronauta, ma qui! a casa! qui con me! ...(pausa lunga)...No! Non sei solo! Hai me!...E allora tu ? Lo sai quanto tempo che non mi dici "ti amo"?... Dimmelo, allora! (grida) Dimmelo! ...pausa lunga, poi dolcemente) ... va bene ... d'accordo ... no, amore, te lo giuro, devo andare in ufficio domani ... ma torni ... quando torni? ... no! subito! ... non me ne frega niente che il tuo giornalaio si offende! ... voglio che torni stasera ... (poi dura) ti ho detto che in ufficio ci devo andare! Non puoi chiedermi di rinunciare alla mia vita!...va bene, facciamo un patto: tu passi la notte dal giornalaio e io domani mattina vado in ufficio ... domani sera parliamo ... va bene ... ma torni veramente? ... d'accordo, amore ... a domani ... adesso allora vado a farmi il bagno....pronto?...pronto Giorgio?...stronzo!

Elena riattacca con forza. Buio.

    Questo copione è stato visto: