Le cage aux folles

LA CAGE AUX FOLLES

Commedia in 4 atti di Jean Poiret

PERSONAGGI

IN ORDINE DI APPARIZIONE

GEORGES
FRANCIS
ALBIN

SALOME

JACOB

MERCEDES

M. TABARO

ZORBA

LAURENT
LANGUEDOC
DIEULAFOI
M.ME DIEULAFOI

MURIEL

SIMONE

ATTO 1

Scena unica.

Un living nellappartamento padronale di un locale notturno specializzato in travestiti, sulla Costa Azzurra. Il posto prolungato da una terrazza. Il locale adiacente, ma noi non ne prendiamo coscienza che attraverso gli interventi sporadici di impiegati che vengono a consultare il padrone. Linsieme di una grande preziosit. Lo stile del salotto di un gusto squisito talmente equivoco che finisce per non pi esserlo. Dei busti di uomini, delle incisioni. E estate, di sera. Una donna di schiena, alla sua toilette, finisce di truccarsi. Un uomo di una quarantina danni: Georges, visibilmente nervoso per la sua lentezza.

GEORGES - Sbrigati! Un giorno, la gente ne avr abbastanza, e si offender. Mai, mai trovi il modo di essere puntuale. Se invece di trascinarti a letto con le tue Serie Nere, cominciassi a prepararti pi presto, non dovresti correre come fai, e risparmieresti i miei nervi; perch, alla fine, sono io che mi ammalo! Soprattutto non rispondere; non darti la pena di rispondermi. Tu ti intristisci a letto! Avevi delle spalle stupende, guarda cosa sono diventate. Pasta! Prosciutti incrostati! (Laltro continua a truccarsi senza dire niente). Un giorno, mi stancher, sai! Cosa farai quel giorno? Si, andiamo! Vanno bene le tue ciglia: sufficiente.

In questo momento, una porta nascosta si apre, e Francis, un ragazzo di 35-40 anni, fa irruzione nella stanza. La porta, rimasta aperta, permette di sentire gli eco di una canzone, proveniente dal cabaret.

FRANCIS - (Avvicinandosi al personaggio di schiena) Ti sbrighi, Zaza?

ZAZA (Albin) - Oh!

GEORGES - (a Francis) Non devi rispondere con questo tono al Signore

La nominata Zaza si toglie intanto il foulard dalla testa; un uomo: Albin.

FRANCIS - Mercds sta per lanciare un urlo di protesta.

ALBIN - Mercds non lamichetta del padrone; allora, tenga chiuso il becco! E poi, una parola di pi e io non scendo. E semplice. Non giornata, sapete!

GEORGES - Non fare pi capricci!

ALBIN - Daltronde, per quello che devo fare in questa rivista, potrei anche restare qui.

GEORGES - Oh! Ma se tu fai di tutto in questa rivista! Allora, non ricominciare.

ALBIN - Non mi dai pi i ruoli come mi davi una volta. E perch mi ami di meno: normale! Dopo tanti anni di vita insieme: mi guardi come un piatto di minestrone, non come una regina del teatro.

GEORGES - Andato! E partito!

ALBIN - Cosa mi fai fare ora? Manouche, La Pazza di Chaillot e Elisabetta la donna senza uomo. Credi sia gentile far fare Elisabetta la donna senza uomo a una dama? Dove sono finiti i tempi quando mi facevi danzare la ninfa dal cuore fedele con una mutandina di giunchiglie e un reggiseno di orchidee!

GEORGES - (imbarazzato) Certo, ma, il pubblico ne ha abbastanza delle ninfe: le ninfe non sono pi di moda.

ALBIN - Taci! Il pubblico adorava questo! Non ho mai avuto tanto successo come con la ninfa dal cuore fedele. Era un quadro stupendo. Tenero, emozionante. Quando morivo, vedevo la gente ai tavoli in lacrime, con il fazzoletto in bocca.

GEORGES - Si, ma le persone ora vogliono ridere ora senza mettersi dei fazzoletti in bocca.

ALBIN - Cosa vuoi dire?

GEORGES - Niente, ma non si pu fare per sempre le scene di ninfe.

ALBIN - In ogni caso non ci sono pi corpi per fare le ninfe. Il signor Ghislaine de Guermants o il signor Salom von Liebig, con le loro cosce rachitiche non possano permettersi di fare le ninfe. A proposito, fai salire il signor Salom. Ho due parole da dirgli.

GEORGES - Gli dirai da basso quello che hai da dirgli.

ALBIN - No! No! Voglio farti vedere quello che si permette di fare in scena, il signor Salom, mentre io canto. Chiamalo.

GEORGES - No!

ALBIN - Si!

GEORGES - Ah! (Aprendo la porta del locale) Francis, fate salire Salome un secondo.

Ci farai chiudere bottega un giorno con i tuoi ritardi! Sarai contento quel giorno.

ALBIN - Non importa cosa far. Io sono una vera professionista, io! Ho un pubblico che viene per me. Ingaggia dei debuttanti, se vuoi, ma che non intralcino dei veri artisti.

GEORGES - Ah! I veri artisti!

Fa un gesto per far vedere la sua stanchezza. Salom appare, venendo dal locale. E una persona molto graziosa, dal sesso indefinito, allapparenza di ragazzo; si ingegna, con dei modi da dama, a comporre un personaggio maschile.

ALBIN - Ah! Venite un po qui, piccola mia. Mi piacerebbe molto che il signor Georges vi regolasse i gesti per il quadro de La Regina di Broadway.

GEORGES - Bene, allora, andiamo! Fatemi vedere.

ALBIN - (a Georges) Avvia il play-back. Allinizio di Strangers the night.

Georges fa partire una mini-cassetta.

ALBIN - E molto carino avere ventanni e la coscia lunga, ma questo non sufficiente per darvi del talento, voi capite, piccolo mio.

(La musica parte. Albin fa qualche passo in una coreografia semplicista che stata regolata visibilmente a misura dei suoi mezzi, alla moda vamp. Va ad adescare il giovane uomo che assume, per la circostanza, dei modi da tenebroso. Poi Albin indietreggia nettamente)

Stop! Ferma la musica! Hai visto? Hai visto cosa fa?

GEORGES - Cosa fa?

ALBIN - Non hai visto? Tu lo fai apposta: fa delle bolle con il chewing-gum mentre io canto.

SALOME - E allora?

ALBIN - Dice E allora?. Io lo picchio. Non deve attirare lattenzione della sala con la sua lingua mentre io canto. Soprattutto perch gi molto difficile cantare.

GEORGES - Oh! In play-back!

ALBIN - E allora! Il sentimento, le intenzioni, la mimica che io ci metto, tu credi che questo non sia faticoso? Allora che lui mi aiuti, buon Dio!

GEORGES - (a Salom) In ogni caso, tu non devi fare delle bolle con il chewing-gum. Un po di contegno, buon Dio!

ALBIN - Lui non collabora assolutamente con me. Come vuoi che mi senta a mio agio.

GEORGES - Pensa un po alla situazione. Non perch noi facciamo una rivista di travestiti che non ci siano situazioni da interpretare. Tu sei un giovane uomo perso nella notte, nella nebbia. E allimprovviso, cosa vedi? Questa donna che appare che

(Cerca delle parole che tenterebbero di descrivere la grazia, la bellezza, e visibilmente Albin non gliele ispira, allora si accontenta di dire):

che una donna. Allora tu sei , affascinato

Salom prova a rettificare i modi, senza convinzione.

ALBIN - si chiede se sta sognando?

GEORGES - Sicuro, cos!

ALBIN - Non ama le donne, cosa vuoi! E questo, questo si sente!

GEORGES - (conciliante) dobbiamo ucciderlo?

ALBIN - No, lo so bene, ma ci sono dei limiti! Una vera donna, lo capisco, ma io!!!

GEORGES - Lha visto bene, ora, lo far. Lha visto bene.

Georges si defila, prende la mini-cassetta e la riavvolge.

ALBIN - Si, oh! lha visto bene, tu pensi! Questi sono dei dilettanti, tutto qui!

In ogni caso, che non ricominci a fare delle bolle, altrimenti lo schiaffeggio in scena.

Francis arriva da sotto.

FRANCIS - Mercds ha cantato quattro canzoni.

GEORGES - (ad Albin)Tu ti rendi conto!

FRANCIS - E sapete, pi ne canta e pi queste diventano scabrose.

GEORGES - Lo sappiamo bene.

FRANCIS - Sta per attaccare Le ragazze di Pont--Mousson!

Il solo annuncio di questo titolo sufficiente a far impazzire Georges.

GEORGES - (a Albin) Mio caro, in ginocchio, te ne supplico, sbrigati; fa che non canti Le ragazze di Pont-a-Mousson.

ALBIN - Il mio mantello! Il teatro muore di dilettantismo. Io sono lultima grande professionista. Dopo di me, il nulla.

GEORGES - Cos sia!

ALBIN - Il mio ventaglio! Non ho il mio ventaglio!

GEORGES - Oh! Il tuo ventaglio

ALBIN - Non posso cantare senza il mio ventaglio.

GEORGES - Te lo faccio portare gi da Jacob (Albin esce facendo dei vocalizzi.Georges chiude la porta di comunicazione. Grida verso il retroscena):

Jacob, porta gi il ventaglio del signore.

(Inserisce laltoparlante interno che ritrasmette lo spettacolo. Si sentono i frammenti di una canzone assai volgare cantata da una voce aspra di donna. Georges trattiene il respiro. La canzone, per fortuna, termina rapidamente. Qualche applauso, e continua sullannuncio di Zaza Napol. Applausi alla sua entrata. Qualche chiacchiera di Zaza-Albin che si distingue vagamente. Mentre Georges ascolta, uno splendido negro entrato in scena. E semplicemente vestito con un perizoma, ma quasi totalmente nascosto dietro un grande ventaglio di piume, simile a quello che ha fatto la gloria di Joan Warner. Scivola dietro Georges. Ondeggia attorno a lui)

Jacob, perdi questa abitudine di passeggiare per casa sempre tutto nudo.

JACOB - Non le piace?

GEORGES - Non durante il servizio. Potrebbe entrare chiunque.

JACOB - Ci sono solo delle Folies (pazze? gaie? checche?) che entrano qui, allora!

GEORGES - No, non ci sono solo delle Folies. Il signor Tabaro non una Folie.

JACOB - Lo diventer?.

GEORGES - Povero signor Tabaro! A settantadue anni!

JACOB - Perch non vuole che faccia un numero anchio?

GEORGES - Perch tu fai molto bene da mangiare e i lavori di casa, e perch non ci tengo a lasciarti andare via.

JACOB - Io continuerei a cucinare e a fare i lavori di casa.

GEORGES - No, no, io vi conosco voialtri. Appena vi si incolla su un palcoscenico con due riflettori rosa sul viso, vi montate la testa, e poi ve ne andate con un amante greco in quattro e quattrotto.

JACOB - Io, io sar fedele.

GEORGES - Ne ho avute di soubrettes che ho avviato sulla buona strada. Tutte me lhanno fatta bella: Albert, Eric, Roberto. Le noie che ho avuto con Roberto! Aveva derubato un piccolo commerciante, un calzolaio, che era venuto a prenderla, una sera, con sua moglie, per festeggiare il loro trentesimo anniversario di matrimonio. Il disgraziato. A cinquantacinque anni! Allora, le servette, ora, restano al loro posto.

JACOB - Schiavista! Lei non ha mai fatto fare una prova di canto alla tua servetta.

GEORGES - Albin entrato qui come Maestro dalbergo, non come cuoco.

JACOB - Ah si? Bene! Allora aspetti la sua cucina! Vedr, la sua cucina! Io sputo nella sua cucina! Io sputo nei suoi cavoli salati.

GEORGES - Si, oh! I cavoli salati! Tu non sai fare che questo, i cavoli salati!

JACOB - E un piatto del mio paese.

GEORGES - Ebbene, tornaci, nel tuo paese, se non sei contento.

JACOB - Lei sa bene che io non posso vivere a Bruxelles, fa troppo freddo.

GEORGES - Allora, trattieniti, altrimenti io ti rispedisco nelle tue nebbie.

JACOB - Vile Diavolo bianco.

GEORGES - Avanti, scendi! Sporco Belga!

Apre la porta di comunicazione, e si scontra con una prosperosa ragazza rossa che irrompe come una furia, in scena.

Jacob sparisce.

MERCDS - Sono stufa, sono stufa della tua amante. Sono tutte al servizio di questa donnaccia.

GEORGES - Mercds! Abbassa la voce: hai una collega che sta lavorando.

MERCDS - Me ne frego. Perch scesa ? Non era necessario che si disturbasse. Al punto in cui ero, avevo finito la serata.

GEORGES - Dovresti essere contenta, ti lamenti sempre di non cantarne a sufficienza.

MERCDS - Si ma, non come tappabuchi. O ne canto otto tutti i giorni, o ne canto quattro. Non secondo gli umori di Madame. Non ha che da rimanere meno a letto, quella grassa oca!

GEORGES - Mercds, tu dimentichi con chi stai parlando.

MERCDS - Lei ti fa del torto, Georges, fa torto allo spettacolo. Tu vuoi assolutamente farne una vedette. Non una vedette. Non eccitante, non femminile. La nuova Marlne!!! Tu dici! Non pu neppure far vedere le gambe, quei suoi due pietosi budini!

GEORGES - Sei acida, Mercds! Ecco cosa sei !

MERCDS - (Scoppia in singhiozzi) Come sei duro! Come sei offensivo! Zaza ha tutto: gioielli, vestiti. Tu gli hai disegnato i costumi pi carini. Io, guarda come sono conciata. Una poveraccia!

GEORGES - Ma se sei incantevole.

MERCDS - Lei non fa niente durante il giorno. Canta, Sbuffa. Dorme. Io, io non sono mai a letto prima delle tre e alle sei sono al volante della mia annaffiatrice comunale.

GEORGES - E una follia.

MERCDS - E una follia? Non con il salario da fame che tu mi dai qui che posso sopravvivere.

GEORGES - Se tu non avessi il tenore di vita che hai, potresti. (Le lacrime di Mercds raddoppiano)

Cosa c ancora? Che cosa hai? C qualcosaltro?

(Mercds fa segno di si, fra le lacrime)

Hai fatto una stupidaggine?

MERCDS - Aspetto un bambino.

GEORGES - Ancora! Hai di nuovo fatto un bambino con tua moglie! Ma la stai uccidendo! E il settimo.

MERCDS - (Sempre piangendo) Amo cos tanto i bambini.

GEORGES - Ma lei, lei li ama?

MERCDS - Meno.

GEORGES - Come puoi fare carriera? Ti esaurisci! Ti esaurisci a procreare. Sei sfatta prima del tempo. Guardati, sei cadaverica. Andiamo, andiamo! Brigitte Bardot ha sette figli?

(Bussano alla porta di comunicazione. Georges apre e introduce un vecchio signore, dallaspetto rispettabile. Ha un dossier sotto il braccio e porta una cassetta)

Entrate, signor Tabaro

(Poi alle quinte:)

Jacob, cosa ti ho detto? Non voglio che bighelloni. Sali Jacob! Vuoi che scenda a cercarti?

(Jacob riappare e passa davanti a Georges come un ragazzino colto in fallo)

Avanti, Fiammingo, in cucina.

JACOB - Io sono Vallone.

GEORGES - Va bene! Il Vallone metter il coperto qui, con dello champagne.

Jacob va a strofinarsi voluttuosamente a Tabaro e gli mette le braccia al collo. Laltro lo lascia fare; si sente che abituato e che ne ha viste altre.

JACOB - Buongiorno Tata (Poi scorge Mercds, il fazzoletto sugli occhi) Cosa c mia cara? Hai dei dispiaceri? (Va a accarezzare Mercds).

GEORGES - Non palpare, non palpare le artiste.

JACOB - Sudista!

GEORGES - E vai a preparare la cena!

Esce.

Tabaro si avvicina a Mercds che labbraccia a sua volta.

MERCDS - Buongiorno, Tata.

GEORGES - Mio povero signor Tabaro, Mercds ne ha fatta ancora una delle sue. Sua moglie di nuovo incinta.

TABARO - (con tono di rimprovero) Oh! Oh! No! Non serio!

GEORGES - Non volevo che te lo dicesse. Non posso tenerti.

MERCDS - Georges, non puoi licenziarmi.

GEORGES - Non posso pi farti lavorare in sala.

MERCDS - Perch?

GEORGES - Renditi conto: un cliente che fa un grosso conto, che chiede di te al tavolo, e che viene a conoscenza che hai sette figli!

MERCDS - Ma non lo sapr.

GEORGES - Ma si, mia povera ragazza. Noi siamo a Saint-Tropez qui, non a Parigi. Tutto si viene a sapere qui. Bisogna pensare con la mentalit della campagna. Non ho ragione, signor Tabaro?

TABARO - Senzaltro.

GEORGES - Io ho una responsabilit, mia piccola bimba, capisci? Non posso ingannare la mia clientela, troppo grave. Ora, se tu non fai pi la sala, se tu non fai stappare almeno sei bottiglie per sera, diventi un peso morto per me. Non cos, signor Tabaro?

TABARO - Ah! Assolutamente!

MERCDS - Ma, sindacalmente, tu non hai il diritto di congedarmi; mia moglie incinta.

GEORGES - Allora ti tengo, ma come ragazzo.

MERCDS - Oh! No! pi umiliante che mai. E le mie parrucche? E i miei gioielli? Cosa ne far!

GEORGES - Bisognava pensarci prima che ti rotolassi nei piaceri.

MERCDS - Io non posso; non posso mostrarmi in scena in giacca e pantaloni. Avrei troppa vergogna.

GEORGES - Ora lasciaci, Henri. Abbiamo i conti da fare.

MERCDS - Henri! Tu mi hai chiamato Henri! Oh! Che orrore!

(I singhiozzi raddoppiano. Henri-Mercds si dirige verso la porta)

Esce.

GEORGES - Datemi il border, non ho molto tempo (Guarda il suo orologio, nervoso. Tabaro apre il suo dossier, pone il border di fronte a Georges e la cassetta sul tavolo. Georges apre la cassetta e conta lincasso)

meglio che luned scorso, no?

TABARO - Abbiamo fatto dieci coperti in pi. E al tavolo del Principe Filippo siamo alla diciottesima bottiglia.

Si sente bussare.

GEORGES - Andate a vedere, Tabaro.

FRANCIS - (fa irruzione) Oh l l!

GEORGES - Cosa succede ancora?

FRANCIS - C un tipo che si messo nudo. Vuole salire in scena per fare la danza dei veli, con delle tovaglie.

GEORGES - Cacciatelo! Dove si crede di essere? Chi ?

FRANCIS - Un Americano.

GEORGES - Buono! Eh bene allora! Cinque minuti, non di pi. Che genere di Americano?

FRANCIS - Un giornalista! Di Vogue!

GEORGES - Dategli delle tovaglie, se non ne ha abbastanza.

FRANCIS - E Zaza, cosa far nel frattempo?

GEORGES - Che balli con lui!

Esce.

GEORGES - Andateci voi Tabaro, e non appena ha finito il suo giro, ditegli di andare a presentare i suoi omaggi al Principe Filippo.

TABARO - Facciamo qualche cosa per il conto del Principe?

GEORGES - A quanto ammonta?

TABARO - Circa cinquecentomila.

GEORGES - Non mettete in conto i caff (Tabaro sta per uscire) Ah, Tabaro! Darete un assegno a Mercds per il corredino del neonato, e invierete dei fiori a sua moglie. Ma domani, Mercds, da uomo! Non ho ragione?

TABARO - Assolutamente. Io, quando ho avuto il mio primo figlio ho smesso il travestitismo; per occuparmi dellamministrazione. Era a Berlino nel 28. Poi, non mi sono pi travestito.

Aprendo la porta, si scontra con un uomo che, visibilmente, origliava. Passa e scende.

GEORGES - (al nuovo venuto) Cosa fate l, Zorba?

ZORBA - Mi sono perso; cercavo luscita.

GEORGES - Vi ho proibito venti volte di mettere i piedi in questo locale. Non mi piace il tono del vostro giornalucolo. Noi siamo una grande famiglia: non c niente da spettegolare per voi qui.

ZORBA - Io sono giornalista: io informo. Voi non potete impedirmi di informare.

GEORGES - Non vale la pena di gironzolare; non avete che da chiedere. Io riassumo. Sono il figlio naturale di Roger Peyrrefitte, in compenso, non c pi niente tra Eddy Merckx e me. Ora, per non perdere le sane tradizioni, se permettete

Lo afferra, con una mano al collo e laltra per il fondo dei pantaloni e lo spinge verso la porta dentrata. Si sente che una specie di rito. Zorba apre lui stesso la porta dicendo:

ZORBA - La spiaggia?

GEORGES - Diritto davanti a lei (Ed sbattuto fuori. Georges resta pensieroso, guarda il suo orologio, passa in terrazza, sempre pi febbrile. Chiama)

Jacob, porta tutto; e poi puoi andartene.

(Jacob entra spingendo un carrello carico di piatti coperti, e di stoviglie. sempre quasi nudo, ma al posto del perizoma, sfoggia ora un grembiule bianco da servetta; ha messo una parrucca bionda arricciata sulla quale ha appuntato una crestina da servetta)

Tu hai veramente unanima da puttana. Ti proibisco di mettere le parrucche di Albin.

Va verso Jacob, che si sottrae.

JACOB - Mi prenda, se pu! (lo scansa) Venga! Venga a prendermi (si fa lascivo). Si fa una piccola cena raffinata, una piccola cena da innamorati, con la diva, dopo il suo trionfo

(Georges mette la tovaglia e il coperto lui stesso)

Preparo il tavolo con amore per la diva? Vuole che resti per servire? Vuole che io danzi nudo, con delle piume, per voi due durante il pasto?

GEORGES - Voglio che tu mi lasci in pace, che ti vesta decentemente, e che vada a battere il marciapiede al porto se questo ti fa piacere.

JACOB - Un giorno, io la pianter; mi far scrivere una pice dal signor Gent. Diventer una grande attrice nera, e adotter dodici piccoli bambini.

GEORGES - E io ti comprer un gonnellino di banane, idiota!

(Jacob gli fa la linguaccia, ed esce. Georges va a chiudere a chiave la porta della cucina, poi quella di comunicazione con il locale. Torna sulla terrazza, scruta nella notte,scorge qualcosa o qualcuno. Allora si riavvicina al tavolo sul quale dispone con amore dei fiori, cambia la disposizione dei coperti per avvicinarli, controlla la temperatura dello champagne. Si sente suonare. Georges si precipita ad aprire. Entra un ragazzo di una ventina danni, molto affascinante. Porta una borsa da viaggio che posa rapidamente per gettarsi fra le braccia di Georges. Restano un momento abbracciati, guancia a guancia. Georges lo contempla).

Stai bene?

LAURENT - Molto bene.

GEORGES - Mettiti a tuo agio. Siediti. Cosa vuoi bere? Whisky? Champagne?

LAURENT - Champagne! Non dico di no.

Georges lo serve. Si guardano con tenerezza.

GEORGES - Sei bello! E sei in forma! Hai una bella carnagione!

LAURENT - (sorridente) Ti piaccio?

GEORGES - Ah! Che dire!

Gli porta il suo bicchiere, e ne approfitta per abbracciarlo di nuovo, poi si siede vicino a lui.

LAURENT - in scena?

GEORGES - Si, ne ha per due ore. Con tutti i cambi, non ha il tempo di risalire.

LAURENT - E Jacob?

GEORGES - Gli ho dato la sera libera. Mi sei molto mancato.

LAURENT - Oh! Andiamo!

GEORGES - Non siamo mai rimasti separati cos tanto tempo

(Laurent ha un piccolo sorriso imbarazzato) Era bella, lIrlanda?

LAURENT - Meravigliosa! Nebbia! Pioggia! Li sogni quando esci di qui!

GEORGES - (insidioso) E questo bene?

LAURENT - Molto.

GEORGES - Hai fame?

LAURENT - Un po (Si mettono a tavola, molto vicini uno allaltro)

Sei in forma, anche tu.

GEORGES - Quando sei qui, sempre! (Laurent inizia ad imburrare un toast. Georges glielo prende dalle mani) No. Sono io che spalmo il burro.

Lo serve. Il volto di Laurent si adombra.

LAURENT - Sai non potr rimanere molto tempo.

GEORGES - Questa sera?

Laurent - In generale

Georges - E per quale ragione?

Laurent - Mi sposo.

Un silenzio.

GEORGES - (Falsamente disinvolto) Eh, bene! Ecco una novit!

LAURENT - Volevo scrivertelo, solo in una lettera

GEORGES - Muriel? La piccola Dieulafoi?

LAURENT - Si.

GEORGES - Non e una cosa seria.

LAURENT - molto seria.

GEORGES - Sono quattro mesi che vi conoscete, partite per due mesi insieme, rientrate e vi sposate! Non una cosa seria.

LAURENT - (Gentile, ma deciso) Questa volta si! Ho limpressione di si!

GEORGES - Non avrei dovuto lasciarti andare in Irlanda; l c un clima troppo afrodisiaco

LAURENT - (Non pu trattenersi dal ridere) L avevamo deciso prima. (Un silenzio. Laurent si messo a mangiare di buon appetito. Georges fa degli sforzi per fare altrettanto, ma senza convinzione)

Sono sollevato. Mangio tranquillamente. Temevo di darti un dispiacere.

GEORGES - No, anzi, leuforia!

Prova nuovamente ad inghiottire un boccone senza riuscirci.

LAURENT - Non rovinare la mia gioia.

GEORGES - Hai un modo di parlare da fotoromanzo, mio povero ragazzo.

LAURENT - E poi, te lo voglio dire: ne ho abbastanza di passare per il tuo gigol.

GEORGES - Tu non passi per il mio gigol.

LAURENT - Ma si, pap, credimi.

GEORGES - Io ti presento a tutti: Ecco mio figlio! Voi conoscete mio figlio!. Daltronde, il modo come tu ti comporti con le ragazze dovrebbe eliminare ogni equivoco.

LAURENT - Sei tu che me le hai messe nel letto. A dieci anni ne avevo dappertutto, di ragazze; sotto il mio cuscino, e nella mia cassa dei giochi.

GEORGES - Non se ne hanno mai troppe!

LAURENT - Allora non ti lamentare di esserci troppo ben riuscito.

GEORGES - Io non mi lamento. Solamente trovo che sei troppo giovane per sposarti. Non hai che ventidue anni. E lei, questa donnetta, quanti anni ha?

LAURENT - Anche lei ha solo ventidue anni.

GEORGES - Si, ma una ragazza a ventidue anni molto pi matura. Tu aspetterai ancora cinque anni

LAURENT - Lei ne avr ventisette e sar ancora pi matura.

Una pausa.

GEORGES - E conti di fermarti qui?

LAURENT - Oh! Pap, non possibile.

GEORGES - Perch?

LAURENT - Non possibile! Con il locale!

GEORGES - Perch, esce dal convento, la tua piccola amica?

LAURENT - Non per lei; per i suoi genitori.

GEORGES - I suoi genitori?

LAURENT - Suo padre si presenta alle prossime elezioni legislative.

GEORGES - E allora?

LAURENT - Qui, nel Var

GEORGES - Molto bene, lavremo sottomano.

LAURENT - Sotto la sigla S.C.C.

GEORGES - S.C.C.?

LAURENT - Sociali Contadini Cristiani

GEORGES - molto sana come etichetta. Questo aiuter la loro campagna elettorale.

LAURENT - Il loro motto : Famiglia, Morale e Progresso. difficilmente compatibile con la Cage aux Folles.

GEORGES - Non vedo perch! La famiglia, labbiamo! Il morale, labbiamo! Quanto al Progresso, siamo al vertice!

LAURENT - Ho detto morale, al femminile.

GEORGES - A maggior ragione.

LAURENT - Il loro gruppo ha chiesto la chiusura dei locali di streap-tease!

GEORGES - Ah! Allora frequenti il bel mondo! Bravo! Dopo tutto, non siamo obbligati ad incontrarci quella tua bella famiglia.

LAURENT - Sfortunatamente

GEORGES - Cosa?

LAURENT - Bisogna incontrarli.

GEORGES - Vorrei sapere quello che vuoi: vuoi nascondermi o vuoi farmi vedere?

Non capisco pi.

LAURENT - Ti faccio vedere un momentino.

GEORGES - Non ho tempo per le stupidaggini. veramente indispensabile?

LAURENT - Loro vogliono conoscere la mia famiglia; normale.

GEORGES - Perfetto! Andr a prosternarmi dove tu mi dirai.

LAURENT - Ebbene, non dovrai disturbarti.

Una pausa durante la quale i due uomini si guardano. Georges stenta a capire.

GEORGES - Cercher di capire. Ci vorr del tempo, ma ci arriver.

LAURENT - Non ho potuto fare altrimenti. Lui presiede un meeting a Toulon il gioved e un altro a Saint-Raphal la domenica. Mi hanno detto: Ci piacerebbe approfittarne per incontrare i vostri genitori. Cosa volevi che facessi? Bisogna pure che essi passino la notte da qualche parte.

GEORGES - (sempre pi sbalordito) Che essi passino la notte da qualche parte?

LAURENT - Non cera pi una sola camera libera in tutta Saint-Tropez.

GEORGES - Tu mi hai detto, un minuto fa, che una volta sposato, non potrai fermarti nel circondario?

LAURENT - Si.

Georges si alza e va alla porta che conduce al locale.

GEORGES - (facendo vedere la porta) Che cos questa?

LAURENT - (non comprendendo dove suo padre vuole arrivare) una porta.

GEORGES - E dove conduce, questa porta?

LAURENT - Al locale.

GEORGES - Allora, cosa ne facciamo, di questa porta?

LAURENT - Bisogna murarla.

GEORGES - Murarla?

LAURENT - Metteremo un mobile davanti, e la chiudiamo a chiave.

GEORGES - E per scendere nel locale?

LAURENT - Non si scende pi nel locale. Non c pi un locale. Per tre giorni.

GEORGES - Ah! Sono tre giorni, ora?

LAURENT - Due o tre.

GEORGES - Ho partorito un demente.

LAURENT - Tu puoi benissimo, per tre giorni, lasciare lazienda andare avanti da sola. Gli ingressi sono indipendenti. Una volta chiusa questa porta, nessuno pu dubitare che questo appartamento ha un rapporto con un locale di travestiti. Per

GEORGES - Per cosa?

LAURENT - Ci sarebbe qualche sistemazione da fare.

GEORGES - Ah! Bene! Ci sono delle cose che potrebbero non piacere?

LAURENT - Dei dettagli! Qui! Qui! Qui!

Indica differenti oggetti, di uno spirito particolarmente orientato.

GEORGES - Mi farai una lista.

LAURENT - Si, pap (labbraccia).

GEORGES - E io, in questa storia, che ruolo gioco?

LAURENT - Come? Ebbene, sei qui, tu li ricevi.

GEORGES - Si ma, non come titolare della Cages aux Folles, suppongo?

LAURENT - No, sicuramente.

GEORGES - Allora, come mi hai definito con i tuoi amici? Non nascondermi nulla.

LAURENT - Ho detto loro

Esita.

GEORGES - Vai! Sar forte.

LAURENT - Ho detto loro che eri al Quai dOrsay.

GEORGES - bene avere delle ambizioni per i propri genitori. E cosa faccio al Quai dOrsay?

LAURENT - Sono rimasto sul vago; un membro del Quai dOrsay.

GEORGES - Ma se non so neppure qual la capitale della Bulgaria.

LAURENT - Non c alcuna ragione perch ti chiedano qual la capitale della Bulgaria.

GEORGES - No. D'altronde, questo non li riguarda.

LAURENT - Bisognava trovare qualcosa che li impressionasse favorevolmente

GEORGES - Ah! Perch, in pi, bisogna impressionare favorevolmente?

LAURENT - preferibile. Valgono comunque un miliardo.

GEORGES - Caspita!

LAURENT - Allora c concorrenza tra i pretendenti.

GEORGES - Mi sarei visto meglio come ufficiale di carriera. Armata dAfrica, magari!.

LAURENT - Il padre antimilitarista. Non sarebbe stata una buona referenza. Credimi, il Quai dOrsay va molto bene. Al Quai dOrsay si pu essere oscuri e importanti. La carriera mette laureola a tutti.

GEORGES - E quando arrivano questi signori?

LAURENT - Venerd.

GEORGES - Quattro giorni, poco.

LAURENT - ampiamente sufficiente. Ti chiederei semplicemente

GEORGES - Cosa?

LAURENT - Scusami pap a me personalmente questo non imbarazza ma se tu potessi un po controllare oh! Niente! i tuoi gesti la tua andatura il tuo modo di parlare e il tuo vocabolario.

GEORGES - Vorr dire che far un corso intensivo di bon-ton.

LAURENT - Puoi controllarti molto bene quando vuoi. Viviamo unepoca dove non si pu pi fossilizzarsi nel proprio ambiente; bisogna guardare quello che c altrove.

GEORGES - Cosa daltro?

LAURENT - (molto imbarazzato) Albin.

GEORGES - Cosa?

LAURENT - Non possiamo tenere Albin. Tu da solo, puoi ingannarli, ma con Albin non possibile. Se, in pi, si accorgono di Jacob, ripartono immediatamente.

GEORGES - Non rovinerai il nostro rapporto di tuo padre perch arrivano degli stranieri. Io li invito, vengono a casa mia; mi prendono come sono.

LAURENT - Si ma, me che non prenderanno.

GEORGES - Ma chi sono queste persone? Non escono mai, non hanno mai visto Lultimo tango a Parigi?

LAURENT - Sono come sono!

GEORGES - (alterandosi) E la tua donnina? Ha comunque la sua da dire! una stupida? O cosa?

LAURENT - Ti prego.

GEORGES - lei che deve capire, non i suoi genitori. Se ti amacapir.

LAURENT - No pap.

GEORGES - Come, no?

LAURENT - Lei non mi seguir.

GEORGES - Ti ama?

LAURENT - Mi ama, ma non pu fare questo.

GEORGES - E perch?

LAURENT - (reticente) Perch sua sorella maggiore vive con una ostetrica israeliana. Questo ha rischiato di spezzare la carriera politica di suo padre.

GEORGES - Il mondo non che una fogna senza fondo.

LAURENT - Allora, due volte questo non possibile.

GEROGES - Ma lei, lei sa da dove vieni?

LAURENT - Non ho osato confessarglielo.

GEORGES - Mio figlio un deficiente. Nellepoca in cui la sua generazione rimette il mondo in discussione, mio figlio si inchina davanti ai pi vecchi tab. Invece di urlare la tua fierezza di avere un padre sessualmente libero, tu hai laria di scusarti. No, mille volte no!

Io non voglio pagare per lostetrica israeliana.

LAURENT - Quando ero bambino, non ti ho mai chiesto un dolcetto n un giro in giostra; avrei dovuto perseverare per questa strada. Scusami di averti disturbato. Non sposer Muriel. D'altronde molto meglio cos; quando si viene al mondo in una famiglia tradizionale, meglio seguire questa tradizione. Dormi bene, pap.

Laurent si alza, prende la sua valigia ed esce.

GEORGES - Laurent! Ascolta, Laurent! (Georges resta un momento in aspettativa, poi ) Allora, abbandonare il locale, murare le porte, virilizzare le decorazioni, ripudiare Albin, mascolinizzare Jacob, e riciclarmi anchio. Tutto questo per venerd. Ho comunque quattro giorni davanti a me.

S I P A R I O

ATTO 2

Lindomani mattina:

Georges, in vestaglia preziosa ma di buon gusto, prova a fare delle sistemazioni. Toglie dai muri dei quadri troppo particolari, mimetizza delle sculture troppo spinte, spinge dei mobili. Albin esce dalla sua camera. Se la tenuta di Georges equivoca, quella di Albin liberamente provocante nella sua forma e nei suoi colori.

ALBIN - Ebbene, cosa fai?

GEORGES - (un po imbarazzato) Provo provo unaltra disposizione. Bisogna cambiare ogni tanto la disposizione delle cose. Sei molto mattiniero?

ALBIN - (un po freddo) Ho dormito pochissimo. (Si avvicina a Georges) Non mi dici buongiorno?

GEORGES - Si (lo bacia a fior di labbra sulla guancia) Buongiorno.

ALBIN - Buongiorno, Piccino.

GEORGES - Smetti di chiamarmi Piccino. Cosa significa Piccino?

ALBIN - Ti ho sempre chiamato Piccino.

GEORGES - Si, ma non pi di moda.

ALBIN - Ti chiamer Nonnino allora.

GEORGES - Tra Piccino e Nonnino, si deve poter trovare un termine di mezzo.

ALBIN - Non sei stato bene stanotte? Hai dormito per conto tuo.

GEORGES - Mi sentivo agitato; ho preferito coricarmi in ufficio.

ALBIN - (perfido) Non bisogna bere dello champagne; ogni volta che bevi dello champagne sei agitato, lo sai bene.

GEORGES - Non ho bevuto molto champagne.

ALBIN - Grazie di avermi aspettato, comunque. Voi avete fatto bene a finire ilCaviale. (ironicissimo).

GEORGES - Ce ne sono delle scatole piene in frigorifero; potevi aprirne una.

ALBIN - Mangiare del caviale da solo non mi diverte. Avresti potuto dirmelo che Laurent arrivava.

GEORGES - Pensavo di avertelo detto.

ALBIN - Bugiardo! La verit che non sopporti di dividere tuo figlio. Per da qui a cancellarmi quando Laurent arriva

GEORGES - Io non ti cancello, Albin, non sarebbe comunque facile.

ALBIN - Non avete tirato per le lunghe. Sono salito che non erano ancora le Due ed eravate gi andati via. Laurent avrebbe almeno potuto aspettare per darmi un bacio. Inoltre Jacob era uscito.

GEORGES - Si, gli ho dato la serata libera; mi innervosiva.

ALBIN - Risultato, ho mangiato delle patate bollite e del formaggio dAvergna. piacevole! (Jacob entra, portando il vassoio della colazione, con i giornali e la posta. Bacia Albin) Hai passato una buona nottata, cara (ironico)?

JACOB - Oh! Molto buona, padrona.

GEORGES - (scattando) Non voglio che chiami il signore padrona. infantile!

ALBIN - Oh! che parolone,oggi.

Jacob bacia Georges.

GEORGES - (scattando di nuovo) No! No! Bisogna disfarsi anche di questa mania.

ALBIN - Lui ama i suoi maestri.

GEORGES - Ci sono altri modi di manifestare il suo attaccamento che non

essere perpetuamente appeso al collo.

JACOB - in questi momenti che sento che sono nero.

ALBIN - (a Jacob) Non dargli ascolto, ha dormito male.

Jacob esce.

GEORGES - Bisogna che il personale di servizio si vesta come del personale di servizio e abbia un comportamento da personale di servizio.

ALBIN - Non Jacob.

GEORGES - Jacob come gli altri. Quello che c stato tra te e lui non lo autorizza a prendersi tutte le libert. D'altronde, ti faccio presente che vorrei non rievocare questa dolorosa storia, questa Love Storyda cucina.

ALBIN - Oh! Ma che ometto! si ribella come un ometto! il mio ometto?

GEORGES - Smetti di fare la bambina, alla tua et.

ALBIN - Hai veramente i nervi a fior di pelle, mio povero caro.

GEORGES - Si, ho i nervi a fior di pelle, perch, noi siamo in pieno cambiamento Tu non senti che siamo in unepoca di cambiamento? E tutto questo snerva, tutto questo stanca. Anche tu, tu non te ne rendi conto, ma sei stanco.

ALBIN - Io mi sento bene.

GEORGES - Guarda la tua faccia. Sono molti giorni che noto la tua faccia, tu sei verde.

ALBIN - (si precipita davanti a uno specchio) Sono abbronzato.

GEORGES - Sei verde bronzo. normale: siamo a fine stagione, non hai preso delle vacanze.

ALBIN - Non prendo mai delle vacanze destate.

GEORGES - Si ma, ti stai ammalando. Si va fino al limite delle proprie forze e poi, si cade.

ALBIN - Ti assicuro che mi sento molto in forma.

GEORGES - curiosa questa ostinazione delle persone a non voler arrendersi allevidenza. Abbi cura di te.

ALBIN - da molto tempo che tu non ti occupi di me con tanta premura. Che cosa hai?

GEORGES - Ho ho che non ci tengo a vederti finire in una casa di cura. Stai crollando, Albin.

ALBIN - Perch mi dici questo? Tu mi fai paura; ti hanno detto qualcosa?

GEORGES - Mi hanno detto si.

ALBIN - Chi?

GEORGES - Delle persone. Non vuoi fermarti? Non sar che per due o tre giorni?

ALBIN - In settembre, nella seconda met, vedremo.

GEORGES - No. Non vale la pena di accumulare ancora stanchezza. Se devi riposarti, fallo subito. Non so, parti per il fine settimana.

ALBIN - La vedette dello spettacolo non si deve assentare per il fine settimana.

GEORGES - Ma, mio caro, la salute prima di tutto.

ALBIN - (subito inquieto) Georges, tu hai saputo qualche cosa; il dottor Deslandes ti ha detto qualche cosa, che tu mi nascondi.

GEORGES - Niente affatto; ma trovo che tre giorni di riposo ti ridarebbero una boccata dossigeno.

ALBIN - Allora, partiamo, insieme, per Dieppe! Oh! Si, tre giorni a Dieppe.

GEORGES - No, io, io non posso partire. Non possiamo abbandonare il locale tutti e due.

ALBIN - Ebbene, io mi riposer qui, sulla terrazza.

GEORGES - No, no, a mio avviso, hai bisogno di un cambiamento daria radicale. Vai da tua madre a Sedan. Deve essere incantevole, Sedan, in questo fine destate.

ALBIN - Per sentire mamma ripetermi per tre giorni che tu non sei un ragazzo per me, che sei un cattivo soggetto, grazie.

GEORGES - Porta con te Jacob; vuole molto bene a Jacob, tua madre.

ALBIN - Resterai solo?

GEORGES - Tre giorni!

ALBIN - No. Resister fino a gennaio. Sar sufficiente restare un po pi di tempo a Bourboule.

GEORGES - (va in collera) Come vuoi! Ma hai veramente un caratteraccio.

ALBIN - Dimmi dunque, mio piccolo Georges, pu essere che io non sia molto fine, ma quando mi si mette i punti sulle i, io finisco per avere delle illuminazioni; tu cerchi di farmi fuori.

GEORGES - Oh! Cosa ti fa credere questo?

ALBIN - Tu cerchi di allontanarmi per il fine settimana. C un uomo nella tua vita, tu sei pazzo di lui, parti con lui per il fine settimana, e vuoi allontanarmi con Jacob! Nessun testimone, eh! Ebbene, no, non lavorer durante il fine settimana, ma non ti lascer un secondo, non potrai fare un passo. (Crolla in lacrime) Oh! Quindici anni di vita in comune per arrivare a questo punto! Tutto questo perch mi sono un po appesantito, perch ho perso la mia linea. Quanti anni ha? Molto giovane? Eh? Minorenne? Hai troppe tentazioni qui sulla Costa. Non voglio pi restare qui. Voglio che vendiamo, e che andiamo ad abitare in Corrze, o in un bacino minerario. In ogni caso io non ti lascio pi! Tu esci, io esco; tu telefoni, io alzo laltra cornetta. Non potrai neppure avvisarlo, non potrai neppure dargli un altro appuntamento. Non mi lascer spodestare.

Una pausa. Georges gli prende le mani.

GEORGES - (con calma) Albin ascoltami. Tu ami Laurent, gli vuoi bene?

ALBIN - Che cosa centra? Non tenermi sulle spine.

GEORGES - Per la felicit di Laurent, bisogna che tu parta per tre giorni.

ALBIN - (sulla difensiva) Spiegati.

GEORGES - Laurent si sposa.

ALBIN - Laurent si sposa?

GEORGES - Laurent si sposa.

ALBIN - E tu me lo dici cos?

GEORGES - Come vuoi che te lo dica? Non posso mandarti una partecipazione.

ALBIN - (piagnucolante) Ma una pazzia, troppo giovane, roviner la sua vita.

GEORGES - Detto tutto questo, ho detto tutto quello che cera da dire. Il fatto che ha intenzione di sposarsi con una ragazza affascinante che ho conosciuto allinizio della stagione.

ALBIN - (continuando a piagnucolare) Perch non me ne hai parlato?

GEORGES - Perch Laurent esce con un mucchio di ragazze e non posso dirtelo ogni volta.

ALBIN - Tu lo lasci troppo libero.

GEORGES - Ma no Si Non so pu essere Il fatto che gli eventuali suoceri vengono in visita qui alla fine della settimana, e, siccome non hanno una panoramica larghezza di vedute, necessario che queste persone abbiano di questa casa una impressione pi che positiva.

ALBIN - Ma noi faremo di tutto per questo.

GEORGES - per questo che sarebbe preferibile che tu te ne andassi per il fine settimana.

ALBIN - (stupito) Georges, ti rendi conto cosa mi chiedi? Tu mi rifiuti, mi esili come un lebbroso, quando nostro figlio si sposa.

GEORGES - Nostro figlio! Non esageriamo.

ALBIN - Tu mi ripudi, io che ho passato notti a vegliare sul suo vaiolo

GEORGES - Era una varicella.

ALBIN - contagiosa allo stesso modo.

Piange.

GEORGES - Ci siamo! La scenata! Ecco la scenata!

ALBIN - (idem) Io sono dunque un mostro, che non si pu farmi vedere.

GEORGES - Non questo che

ALBIN - Cosa?

GEORGES - Tu hai dei modi.

ALBIN - Quali modi?

GEORGES - Dei modi affascinanti, ma che possono sorprendere delle persone non preparate.

Georges ha detto questo, aggiustando la sua vestaglia, molto donna.

ALBIN - Proprio tu parli! Ti sei visto? (lo imita, facendo il vezzoso) che possono sorprendere delle persone non preparate.

GEORGES - Fatto da me, questo pu passare per distinzione; fatto da te, questo torbido.

ALBIN - Io scommetto che inganno qualcuno molto meglio di te. Io ho le spalle larghe, tu sembri una silfide. Io ho del peso quando cammino.

Fa una dimostrazione assai poco convincente, roteando le spalle.

GEORGES - Anche quando non cammini.

ALBIN - Ascolta, Georges, se in una circostanza come questa, devo lasciare questa casa, io non ci rimetter pi piede. un affronto che non sopporterei. Te lo dico con calma ma con una risolutezza irremovibile.

Si guardano in silenzio. Georges sente che Albin non sta bleffando.

GEORGES - Perfetto! Ah! Tu non mi faciliti le cose, in un caso e nellaltro! (dopo una pausa) Cosa vuoi che faccia di te?

ALBIN - Come sarebbe a dire?

GEORGES - In quale veste vuoi che ti presenti?

ALBIN - Posso essere perfettamente suo zio.

GEORGES - Tu non hai laspetto di uno zio.

ALBIN - Oh, davvero!

GEORGES - Uno zio, ha un bellaspetto, tondo.

ALBIN - Tu mi dici sempre che ingrasso.

GEORGES - Tondo in senso di schietto, non di grasso. rassicurante, uno zio; tu non sei rassicurante.

ALBIN - perch tu non hai frequentato che zii convenzionali, senza fantasia.

GEORGES - Non abbiamo bisogno di fantasia, in questa avventura, abbiamo bisogno di rigore. Io ti vedrei meglio come precettore.

ALBIN - Ah! Lasciami ridere. Laurent gentile, ma non ha certo laria di essere stato allevato da un precettore.

GEORGES - O allora un vecchio maggiordomo vicino alla famiglia?

ALBIN - Tu vuoi veramente relegarmi nella dispensa, eh? Se tu avessi sposato una donna che beve, non la faresti passare per la tua domestica?

GEORGES - Si ma, sarebbe una donna! In un focolare, di fronte alla gente, una ubriacona pi presentabile di un pederasta.

ALBIN - Mio caro amico, bisognava che vi accorgeste prima, di questo.

Georges guarda Albin mangiare i suoi crostini imburrati come una vecchia frequentatrice di sala da th.

GEORGES - Che guaio! Guardati! No ma, guarda che modo di fare!

ALBIN - E poi accidenti! Se non amano questo, le tue persone, che vadano a sposare altrove. Laurent non sar mai felice in una famiglia come quella!

GEORGES - Grande egoista! Grossa mummia! Ah! I tuoi figli non danno problemi, a te.

ALBIN - Il dramma del padre! Commediola umoristica! Perch hai avuto un bambino per caso, una sera di sbevazzamento.

GEORGES - Perch io sono curioso di ogni cosa, anche le pi lontane dalla mia sfera. Tu, partecipare al mistero della vita, a questo miracolo permanente che la creazione di un essere, non ne hai mai provato il desiderio.

ALBIN - Ah! Mi viene da piangere! Toglietemelo di torno, mi sta facendo piangere.

GEORGES - Ebbene, bisogner mettercisi.

ALBIN - (inorridito) A fare che cosa?

GEORGES - Perch, ti avverto, se Laurent manda a monte il suo matrimonio per un tuo errore, non te lo perdoner mai.

ALBIN - Ma come mi guardi! Mi fai paura!

GEORGES - Ah! Non vuoi cedere il posto! Ah! Vuoi fare l zio! Bene! Bisogna che si virilizzi, lo zio! Bisogna che impari a tenere le fette biscottate come un maschio, a imburrare le tartine come uno scaricatore di porto, e a bere il th come un facchino da mercato! Lo zio! Avanti! Si sta diritti.

Fa volare i cuscini sui quali Albin adagiato.

ALBIN - (piagnucolante) Ah! Mio dio! Che ti prende?

GEORGES - E bisogna che si mettano a non pi piagnucolare ogni volta che il suoconiuge alza la voce, lo zio! (Albin si nuovamente profondato sul suo seggio) Raddrizzati. La fetta biscottata, prendila a piene mani cos! (prende una fetta biscottata. Durante le ultime frasi che seguono, Georges si sforza di inculcare ad Albin dei modi, dei gesti, delle inflessioni di voce che lui stesso indicandoli, non riesce a rendere molto maschili. Albin vuole prendere la fetta biscottata in modo un po virile e la rompe) Prendine unaltra! Tienila bene! Ferma, ma non brutale! La fetta biscottata delluomo! La marmellata, ora. Il cucchiaino. Non cos, il cucchiaino! Non fra due dita! Tenuto saldamente.

Ci provano tutti e due, facendo vedere luno allaltro. Albin prova a spalmare la marmellata come Georges gli indica; trema, si innervosisce e nuovamente rompe la sua fetta biscottata.

ALBIN - (in mezzo alle lacrime) Ah! Non ci riuscir mai.

GEORGES - (vivacemente) Non piagnucolare, soprattutto non piagnucolare.

ALBIN - La mia fetta biscottata.

GEORGES - Hai rotto la tua fetta biscottata, un peccato, sicuramente, ma in questa circostanza, devi reagire da uomo. Il th, ora. Bevi il th (Albin beve con infinita grazia) No, cos Delphine Seyrig! Fammi Gabin. Immagina Gabin, scendendo da una locomotiva e prendendo il suo th allo spaccio. (Albin prova ad appesantire il corpo, la sua andatura, ma il gesto resta femminile) Sai che sei scoraggiante!?

ALBIN - Ebbene, fammi Gabin, tu che sei cos furbo. (Georges esegue: un po pi cos, ma non che un sogno. Albin sbuffa) Gabin giovane ragazza.

GEORGES - (va in collera) Tu sei in malafede.

ALBIN - Non sei convincente, che vuoi!

Tabaro entra.

TABARO - Signore, per il riapprovvigionamento.

GEORGES - Albin! Albin, guarda! Approfitta del fatto che il signor Tabaro qui. Ecco un uomo, il signor Tabaro!

TABARO - (confuso) Oh!

GEORGES - Guarda come si muove, la sua prestanza.

TABARO - Voi scherzate.

GEORGES - Assolutamente. Parlatemi, Tabaro, incantatemi, con la vostra bella voce maschia.

TABARO - Per lo champagne, ci rivolgiamo nello stesso posto?

GEORGES - No, oh la la! Troppo caro! Riprendetemi dunque quel buon vino bianco di Poitiers, un po aspro; a partire dalle tre del mattino, si giurerebbe che champagne. (Tabaro prende nota) Guarda, Albin, guarda i gesti del Signor Tabaro.

ALBIN - (irritato) Io non far questo.

GEORGES - Ecco un uomo.

TABARO - Voi mi imbarazzate.

ALBIN - Ah Tabaro, mentre siete l, avvertite Mercds che mi rimpiazzi per il

fine settimana.

GEORGES - (sorpreso) Ah! Davvero?

TABARO - Voi non lavorerete per il fine settimana?

ALBIN - No, ho bisogno di riposarmi due, tre giorni. (Negli occhi a Georges) A casa!

Jacob entra come un esaltato.

JACOB - Il macellaio! Il macellaio qui! Viene a consegnare!

GEORGES - Dio che lo manda. Veloce, Tabaro, andate, ecco il macellaio.

TABARO - (un po sbalordito) Si, signore.

JACOB - Oh! Il bel macellaio!

Tabaro esce.

GEORGES - (a Jacob) Fai entrare il macellaio, e non toccarlo. Ti supplico di non toccarlo. Ecco il modello sognato! Il macellaio! (Jacob introduce Languedoc, il macellaio. Non tradisce il suo mondo; fisicamente il macellaio tradizionale, tagliato con la mazza. Jacob rimasto sulla soglia, Georges lo respinge brutalmente e chiude la porta.) Buongiorno, signor Languedoc. Entrate

LANGUEDOC - Signori, signore.

Georges, raccomanda ad Albin di fare ben attenzione.

GEORGES - Fila, tu ( Jacob) sedetevi, signor Languedoc.

LANGUEDOC - Oh! No, dite, h, ho fretta, non ho il tempo!

GEORGES - (provando a copiare le sue inflessioni) Oh! Dite, h trenta secondi!

ALBIN - (seguendo il passo) Si, dite, h! Avete sicuramente trenta secondi.

LANGUEDOC - Vi do le indicazioni per la cottura, e me ne vado.

GEORGES - (gli passa una sedia) Intanto sedetevi unattimo.

LANGUEDOC - Siete terribile.

ALBIN - Lascialo! Se sta meglio in piedi per fare i gesti.

LANGUEDOC - Per fare i gesti?

GEORGES - No, niente, spiegateci.

ALBIN - (porgendogli una confettiera) Macellaio, un boccone?

LANGUEDOC - No, grazie. Voi prendete il pezzo, lo tagliate in quattro,o in sei, gi disossato(fa la sua dimostrazione sul pezzo di carne stesso. Gli altri due, per, imitano i sui modi) Li imburrate, li insaporite daglio, io metto dellaglio nelle spalle. Poi prendete la casseruola di ghisa. Fate una salsa con burro e farina, non troppo farinosa su un piccolo strato dolio. Io ungo la mia casseruola con olio prima di fare la salsa. Metto le erbe. Copro. Poi metto la carne. Ecco. (Svelto e risolutivo)

GEORGES - Ma voi mettete delle altre cose. Io sono sicuro che voi mettete delle altre cose. Diteci.

LANGUEDOC - No, tutto quello che metto. Mia moglie vi direbbe questo meglio di me.

GEORGES - Ma voi le dite molto bene. Un po dacqua vite?

Senza perdere di vista Languedoc, andato a cercare una bottiglia dacquavite e la serve in tre bicchieri.

LANGUEDOC - (rifiutando) Oh! No! H! Oh! La bottega!

Si alzato.

GEORGES - Avanti, prima di andarvene; questo vi rincuorer per attraversare la strada.

LANGUEDOC - Salute! (Languedoc vuota il bicchiere in un sorso. Gli altri ammirati, provano a fare altrettanto, con i pensieri che si inseguono).

ALBIN - Voi amate il vostro mestiere, eh? Si sente in voi questa specie di comunione con la carne.

LANGUEDOC - Mi venuta! Non amavo la carne.

ALBIN - Ah!

LANGUEDOC - Mi venuta scoprendo Breughel.

GEORGES - Breughel?

LANGUEDOC - Breughel il Vecchio, alla Pinacoteca di Monaco di Baviera.

GEORGES - Ah! Breughel, il pittore?

LANGUEDOC - H si! Chi volevate che fosse? Ci sono delle carni in Breughel, delle selvaggine formidabili. Io non conoscevo che le carni di Rembrandt fino ad ora. Ma Breughel, stata una rivelazione. Non so, resta in Breughel una specie di primitivit che non c pi in Rembrandt. Ed questo che mi tocca: che si ritorni alle lascio tutte le Piet di Leonardo da Vinci, tutte le Santit di Michelangelo per gli Anonimi del Quattrocento. (Georges e Albin si guardano stupefatti perch, man mano che Languedoc parla, il gesto si affina, diviene pi delicato)

In generale, daltronde, io preferisco i maestri minori: sono pi autentici.Vi regalo tutto Watteau per Fragonard, perch l, sono sensibilizzato dal tocco, dalla fluidit del pastello, c una irrealt nelle rose, nello smorzare delle rose. C la grazia, capite?

Quando non trova le parole, Languedoc prova a esprimere lastrazione con i gesti, e le dita di questo macellaio diventano leggere, graziose, femminili.

ALBIN - (che ride sotto i baffi) Che artista, il nostro macellaio!

GEORGES - (che vede che non c pi niente da aspettarsi dalla lezione) Bene, bene!

Non vogliamo pi trattenervi! Il negozio!

ALBIN - Mi piace molto ascoltare il signor Languedoc parlare di Belle Arti.

GEORGES - Grazie di essere venuto.

Lo spinge verso la porta.

LANGUEDOC - Non si mai ritrovata la rosa di Fragonard.

GEORGES - Bisogner mettere qualcuno sulle sue traccie.

Languedoc uscito; Albin scoppia a ridere.

ALBIN - Ah! Tutte pazze! Sono convinto che anche il suocero cos.

GEORGES - Si ma, non si pu puntare sulla tua visione molto particolare del mondo. Abbiamo quattro giorni davanti a noi; io ti chiedo di impiegare intensamente queste novantasei ore per ritrovare le caratteristiche originali del tuo sesso.

ALBIN - Si lotta per degli anni per uscire dal brodo primordiale, e vi si chiede di rituffarvici. Voi siete un cavernicolo, ecco quello che siete (Laurent entrato in jeans e polo. Albin va da lui e lo abbraccia con molto affetto) Ah!eccola, la bestiaccia! Che rientra dalle vacanze e che non aspetta altro che la sua Taty abbia finito di lavorare per dirle buonasera.

LAURENT - Ero stanco e nervoso. Va meglio ora. Scusami, pap, per ieri.

GEORGES - Scusami anche tu (Si abbracciano. Albin si siede e lo prende sulle ginocchia come un bambino) Oh! Ascolta, lui ha ventanni.

ALBIN - E allora! Noi non lavremo per molto tempo. Approfittiamo dei momenti che ci restano. Cattivo, ci sposiamo eh?

LAURENT - (a Georges) Ah! Glielo hai detto?

GEORGES - Difficilmente potevo

ALBIN - E non diceva niente al suo Binbin! Non fa pi confidenze al suo Binbin?

LAURENT - E capitato tutto molto velocemente.

ALBIN - Tu ci dai dei problemi, lo sai?

LAURENT - Perch?

ALBIN - Per il ricevimento.

LAURENT - (Si alza) Perch, tu ci sarai?

ALBIN - (Subito offeso, aggressivo) Si, io ci sar, si. Lo so che nessuno si augura la mia presenza, ma io ci sar, perch il mio posto e se faccio vergogna a tutti e due, bisognava dirmelo quindici anni fa.

Esce in lacrime.

LAURENT - Non sei riuscito a convincere Albin?

GEORGES - No. Io sono pronto a piegarmi ai tuoi capricci. Io sono pronto a sacrificarmi, qualunque cosa tu pensi, ma non bisogna oltrepassare i limiti.

LAURENT - Non possibile; non accettabile. Lui, Jacob e tu, questo non posssibile.

GEORGES - Per qualcuno che non preavvisato, molto, ne convengo. Ma tu cosa vuoi?

LAURENT - Per fortuna che la presenza di mamma compenser.

GEORGES - Come?

LAURENT - Cosa?

GEORGES - Mi parso di avere un miraggio sonoro. Cosa stavi dicendo?

LAURENT - Ho detto: per fortuna che la presenza di mamma compenser.

GEORGES - Non era un miraggio. Ora ti sei messo pure a bere?

LAURENT - Perch?

GEORGES - Non farai venire tua madre qui?

LAURENT - la sola soluzione: la presenza di una donna salver tutti. Quello che sembra sospetto non lo sar pi.

GEORGES - Non c nessuna ragione perch tua madre venga! Noi possiamo benissimo cavarcela da soli.

LAURENT - No.

GEORGES - Siamo andati avanti benissimo senza di lei fino ad oggi. Continueremo ad andare avanti senza di lei.

LAURENT - normale che mia madre venga quando io mi sposo.

GEORGES - Oh, un momento! Noi non ci saremo

LAURENT - Si direbbe veramente che tu ti ingegni per sabotare questo matrimonio.

GEORGES - Come puoi dire questo? Con quello che faccio! ( Tira su con il naso)

LAURENT - Ah! Non piagnucolerai come quellaltro!

GEORGES - In ogni caso, permettimi di dirti che non hai molto orgoglio ad andare a buttarti ai piedi di questa donna che ti ha abbandonato.

LAURENT - Hai dovuto fargliene vedere a questa sventurata perch mi abbandonasse.

GEORGES - Lasciami ridere! La sventurata che non ti ha visto che quattro volte da quando sei al mondo! Lultima volta, avevi diciassette anni. E quel giorno, ti ha portato un bambolotto di pelouche, allora lasciami ridere. lei che non voleva figli.

LAURENT - (Ironico) Ma guarda! E per quale ragione?

GEORGES - A causa dellambasciatore del Cile.

LAURENT - (Che non capisce) Lambasciatore del Cile aveva qualcosa da dire?

GEORGES - H si! Lei era ufficialmente con lui allepoca. Visto che vuoi sapere tutto.

LAURENT - Mamma? Tu non mi avevi mai detto questo.

GEORGES - Eri troppo giovane perch io ti parlassi di politica. Era la pi bella indossatrice delle Folies-Bergres quando io ero ragazzo. Allora la sera della millesima, io mi to: Bisogna conoscere tutto. Ed ecco!

LAURENT - Siete stati molto tempo insieme?

GEORGES - La sera della millesima. Alla mille e trentacinquesima hai cominciato a dare dei problemi.

LAURENT - Ah bene?

GEORGES - Allora lho portata in un piccolo palazzotto del Berry. E ti ha aspettato.

LAURENT - E lambasciatore?

GEORGES - Lambasciatore, lui, non ha atteso che due mesi e mezzo

LAURENT - E dopo la mia nascita, non ha avuto voglia di tenermi?

GEORGES - Non poteva aveva talmente da fare. Io non potevo abusare del suo tempo. E poi, di fronte allambasciatore del Cilenon poteva proprio.

LAURENT - Credevo che lui non fosse pi con lei?

GEORGES - No, ma era con me, da tre mesi e mezzo.

LAURENT - Povera mamma! Le hai preso il suo ambasciatore!

GEORGES - Si, povera cara e santa donna! Per fortuna che il figlio di Ford era l per consolarla.

LAURENT - Ah, bene!

GEORGES - Oh! Si, tua madre ha sempre avuto dei grandi bisogni affettivi nelle alte sfere; io mi chiedo anche fino a che punto non abbia fallito nel diventare la Signora Brejnev in una certa epoca.

LAURENT - In ogni caso, qualunque cosa facesse, questo non si nota nel suo modo di fare che per lei essenziale.

GEORGES - Ah, tu credi questo! Tu non lhai mai vista camminare, mio povero caro: ha sempre laria di scendere una scala con una piuma nel sedere. Se questo che piace ai tuoi suoceri, allora molto bene! Ma non venire a parlarmi di comportamento!

LAURENT - Ad ogni modo, inutile discutere: le ho mandato un telegramma questa mattina allapertura della posta.

GEORGES - Tu non hai fatto questo?

LAURENT - Si, lho fatto.

Jacob entra e si precipita ai piedi di Laurent.

JACOB - Oh! Il piccolo padroncino bianco rientrato.

GEORGES - Ma cosa ne far di Simone qui?

Jacob copre Laurent di baci secondo la sua abitudine.

GEORGES - (furioso) Vuoi dei cazzotti, Jacob?

JACOB - (trascinandosi per terra) Oh! Si, eh! Si! Ebbene! Non ne avrai.

GEORGES - Liberami il campo. E togli il vassoio.

LAURENT - Spremimi due pompelmi ed unarancia.

JACOB - Si, padroncino.

Jacob esce. Si sar visto Zorba approfittare dellentrata di Jacob per andare a incollarsi contro il corridoio della cucina. Georges lo agguanta al passaggio.

GEORGES - Zorba, mio bellissimo, ancora tra noi?

ZORBA - Io informo! un dovere sacro.

Lo fa scendere in scena.

GEORGES - il momento che vi metta al corrente delle ultime novit: il ragazzo che vedete l mio figlio. un pazzo furioso che ho avuto da un secondo matrimonio con mia sorella maggiore. Conto di farlo rinchiudere. Ditelo a tutti con riguardo. E sempre nella cornice dei nostri incontri

Lo prende per il colletto e lo dirige verso la porta dentrata.

ZORBA - La piazza dei Licei?

GEORGES - Diritto di l. (Zorba esce) Non superer lestate.

LAURENT - Ah! Devo anche dirti che il decoratore verr domani.

GEORGES - Il decoratore?

LAURENT - Per dare una rinfrescata allappartamento.

GEORGES - stato interamente rifatto lanno scorso.

LAURENT - Sisaiva fuori moda velocemente. Bisogna approfittare delloccasione!

GEORGES - Tu non toccherai questo appartamento.

LAURENT - Ce n per due giorni. Bisogna mettere sei operai, a partire dalle sette del mattino; sar fatto velocemente.

GEORGES - Ma pi pazzo di una Folie.

LAURENT - Ne approfitteremo per eliminare i dettagli pi equivoci.

GEORGES - Ah! questo! Sempre la tua idea fissa. Che sceneggiata mi far Albin! Saccheggiargli la sua bomboniera. Prima questo e poi Simone. Lo perder, non sopporter questa prova.

LAURENT - E per quanto riguarda labbigliamento, cosa conti di fare?

GEORGES - Come cosa conto di fare?

LAURENT - Si, come ti vestirai per il ricevimento?

GEORGES - Oh! Mio piccolo pulcino, Albin ed io passiamo, a giusto titolo, per due degli uomini pi eleganti della Costa, allora ti prego.

In questo momento, Albin esce dalla camera molto dignitoso e si dirige verso luscita. Si dirige visibilmente verso la spiaggia perch inalbera un insieme che non avrebbe sconfessato Diana Dors o la fu Jayne Mansfield.

Uno sguardo che la dice lunga di Laurent a suo padre.

LAURENT - (a Albin, che uscirebbe senza guardarlo) Albin

ALBIN - Voi mi parlate?

LAURENT - Cosa ti metterai per ricevere i nostri invitati?

ALBIN - Come, cosa metter?

LAURENT - Come ti vestirai?

ALBIN - Non aver paura: non ti far vergognare. Io mi cambier sei volte tutti i giorni per quattro giorni e loro non vedranno mai lo stesso vestito.

LAURENT - Bene. Allora, fammi vedere

GEORGES - (Si precipitano tutti e due verso il e ne escono con alla rinfusa una massa di costumi, di insiemi, di tenute, di maglie, di camicie tutte pi marcanti le une delle altre. Gliele porgono sui loro attaccapanni, le presentano, le infilano al bisogno)

Tieni, Tieni. Questo non ti piace, questo?

ALBIN - Non di buon gusto, questo?

GEORGES - Vedi che non dovrai arrossire.

ALBIN - Abbiamo di che vestirci.

Laurent, davanti a questa valanga di pastelli, di fru-fru, crolla, affondato su una poltrona mettendosi la testa fra le mani.

LAURENT - Niente di tutto questo possibile. Servono delle cose molto pi rigorose.

ALBIN - (ribellandosi) No, non voglio. Non voglio; lasciatemi vivere la mia vita. Sono stato troppo male prima di trovare il mio equilibrio. Voglio vivere il gran giorno come lo intendo io, fra le rose, fra la seta.

GEORGES - (a suo figlio) Che commedia! Tutto questa per poi divorziare tra sei settimane.

LAURENT - Io non ti permetto.

GEORGES - Cosa? Tu non sei diverso dagli altri. Non c matrimonio che resiste.

LAURENT - (vinto dalla collera) Tu non sei mai stato capace di sposarti. Cosa ne puoi sapere? Voi siete due poveri falliti dellamore.

GEORGES - Gli appioppo una sculacciata, io!

ALBIN - (allinizio di una crisi) Ma portalo in collegio, dalle Suore.

GEORGES - troppo tardi, non lo accetterebbero mai.

ALBIN - Allora, in una casa di correzione, in un riformatorio.

LAURENT - Appena mamma arriva, io me ne vado con lei, avete capito! Presenter loro la mamma; mia madre, almeno, onorevole!

GEORGES - Questo intelligente da parte tua!

ALBIN - (scomposto) Come? presenter loro la mamma? Simone verr?

GEORGES - (scocciato) Ma no, ma no!

LAURENT - Aspettiamo sue notizie.

ALBIN - Simone, la tua amante, verr qui? Tu mi porti quella donna in casa? Ah! Mio Dio! Il cuore mi manca!

Si sente male.

GEORGES - Ma cosa ho fatto al Signore?

Versa dellalcool in un bicchiere e tenta di farlo bere ad Albin per rianimarlo. Durante questa pausa, Laurent va a prendere un grosso zaino, e comincia ad ammassare delle cose che prende nel guardaroba.

LAURENT - Recupero le mie cose. Questo zaino mio. Questi pantaloni sono miei, questo corpetto mio. Quando penso che questa vecchia bambola mi rubava i pantaloni. Ah! Ha dovuto rovinarmeli con le sue grosse chiappe, e il suo enorme bacino.

GEORGES - Laurent, ti prego, fermati ora.

LAURENT - Questa maglia mia! Questi bermuda sono miei!

ALBIN - (strappandogli i bermuda dalle mani) No. Sono miei. Tu saresti felice, che io ti lasci solo con questa donnetta? Mio Dio! Quindici anni! Quindici anni di dedizione, di fedelt, per vederlo ricadere nel suo vizio.

Il telefono suona. Georges risponde.

GEORGES - Pronto, ascolto il Basso Volta? (stupito:) il Basso Volta, in Africa Centrale il Palazzo del Governo a Niob cosa vogliono da noi?

ALBIN - per un gal?

GEORGES - Si si, vi ascolto si, prendo il messaggio Ah! Ah! Ah, bene! (riattacca).

ALBIN - Cosa hanno detto?

GEORGES - Niente.

ALBIN - Dimmi, Georges?

GEORGES - No, niente.

ALBIN - Georges! Dimmi!

GEORGES - La Presidentessa Simone Naouba Maoumb sar qui venerd mattina per il fidanzamento di suo figlio.

ALBIN - Che porti dei fiori. Arriver per il mio funerale.

S I P A R I O

3 ATTO

Lo stesso scenario, se si pu dire, perch la decorazione preziosa del soggiorno ha fatto posto a una spogliazione che fa pensare alla casa del Maestro di Santiago: muri dipinti a calce con mobili di alta epoca. E sera. Una tavola apparecchiata, nera, austera. Georges in abito grigio serio, molto rigoroso, camicia bianca, cravatta nera. Laurent in abito estivo, ma pi oxfordiano che tropeziano (di Sant Tropez). Sta finendo di fissare al muro una grande croce depoca. Georges si volta, gira per la camera e , visibilmente, non si adatta alla nuova decorazione.

GEORGES quando penso che non si doveva fare che qualche ritocco alle pareti.

LAURENT E il minimo, credimi.

GEORGES (guardandosi) E il mio vestito? Mi chiedo se estivo?.

LAURENT Impressiona. Un signore che si veste in quel modo, il 15 di agosto a Saint-Tropez, un signore che impressiona. Che ore sono?

GEORGES - Le nove e venti, non sono molto puntuali i tuoi cari suoceri.

LAURENT Mi hanno detto che non sarebbero arrivati che per cena.

GEORGES Devono cenare tardi. E tua madre? La tua famosa madre, vuoi dirmi cosa intende fare? Doveva essere qui questa mattina.

LAURENT (irritato) arriver

GEORGES Non verr. Sono quattro giorni che ti dico che non verr. Suo marito lavr mangiata.

LAURENT Sono sicuro che verr.

GEORGES Tu hai lottimismo cucito addosso..

Albin entra. E vestito di nero ma porta una cravatta molto eccentrica.

ALBIN Allora arrivano, si! Che il martirio cominci! Io sono pronto a soffrire, visto che la felicit di un essere sembra dipendere da questo, ma che si faccia velocemente! E poi ho fame.

GEORGES No, non c alcuna ragione perch io sia il solo a portare il lutto. Tu metterai del nero o del grigio come me.

ALBIN Non posso sopportarlo; mi deprime; Mi sono guardato allo specchio e sono scoppiato in singhiozzi, Lasciami la mia piccola nota di colore.

GEORGES (ad Albin) alzati i pantaloni.

ALBIN Credi che sia il momento?

GEORGES Non discutere, alza i pantaloni.

Albin esegue a malincuore. Si vedono apparire dei calzini rosa tenero

GEORGES Vai a cambiarteli! Fammi vedere le mani!

Albin aveva fino a quel momento tenuto le mani dietro la schiena. Le fa vedere. Sfoggia tre anelli molto vistosi. Georges glieli toglie.

GEORGES . Confiscati. Vai a cambiarti i calzini.

ALBIN avrei dovuto seguire la mia prima idea. Averi dovuto uccidermi.

GEORGES Ebbene, vai ad appenderti con quella cravatta.

Va per uscire poi si ferma sulla soglia della camera.

ALBIN Guardatemi. Appena trovo una pallottola io mi uccido.

Esce

GEORGES Nove e mezza. Cosa diremo se tua madre non arriva?

LAURENT Diremo che andata a fare delle commissioni.

GEORGES - A Longchamps!

Esce sulla terrazza. Jacob entra con delle caraffe che dispone sulla tavola. E in abito e cravatta bianca, molto nobile. Ha una collire di gris-gris e i piedi nudi.

GEORGES Notiamo tre errori: primo il Maitre dHotel non porta praticamente pi i gris-gris dei suoi antenati durante il servizio; in compenso dovr per forza farsi questinverno delle calze e delle scarpe nuove con un vestito indicato. Infine il dito nel collo della bottiglia non ammesso che nel primo anno di scuola alberghiera.

JACOB Non posso mettermi le scarpe; non ho mai messo delle scarpe. Ma fanno cadere.

Parla con una voce esageratamente grave, bassa, come un negro dei film americani, mal doppiato.

GEORGES Che cos questa voce?

JACOB E la voce del vero maschio nero, come mi hai chiesto.

LAURENT E troppo.

JACOB Sono il buon servitore nero che ha dato la tetta al piccolo.

GEORGES Ha dato la tetta al piccolo! Vai a mettere le scarpe!

Jacob esce cantando, landatura pesante.

JACOB - Old my Riveretc

GEORGES E i guai sono appena cominciati...

LAURENT (urla dalla terrazza) Eccoli!

GEORGES (chiamando) Albin! Qui veloce! Tutti sul ponte. (Albin esce dalla camera) Jacob, Veloce! Vieni! (Jacob entra con in mano i calzini e le scarpe) Infila, infila! Faccio appello a tutti voi. Voi sarete qui, per quarantotto ore, accanto a delle persone di un mondo che non il nostro. Dalle abitudini di tutti e due

ALBIN di tutti e tre

GEORGES Dal nostro comportamento dipende una felicit che mi caraal di l di ogni immaginazione, quella di mio figlio.

ALBIN Mi ricorda Joffre, Ci sono dei momenti in cui mi fa pensare a Joffre.

GEORGES In conseguenza. Vi chiedo di astrarvi per due giorni da ci che fa la vostra gioia ed il vostro orgoglio e di adottare, di fronte agli stranieri che vi guardano, un atteggiamento degno e anche meno femminile che sia possibile.

Vai ad aprire, Jacob, e prova a tingere il tuo cannibalismo di quella flemma cara ai tuoi colleghi britannici.

Jacob si avvia ma gli si storcono i piedi ed esce zoppicando.

GEORGES Mio dio, guadate come cammina. (ad Albin) Quanto a teniente!

ALBIN Scusa?

GEORGES Niente. Tu non dire niente. Si, No, Sono incantato, Siete molto amabile. Questo tutto.

ALBIN Sono stato allevato cristianamente, Georges.; lumiliazione il mio destino. Guadagno cos il mio paradiso.

LAURENT E per voi due, meno gesti possibili. Le mani in tasca. Potete toglierne una per volta ogni tanto per fa vedere che non siete monchi. Un gesto ampio, senza forzare sul mignolo, e di nuovo in tasca! Nessuno sguardo appuntato su di lui e un minimo alle signore.

ALBIN Sono entrati, ditemi merda per portarmi fortuna.

GEORGES Oh! Si, diciamoci merda.

ALBIN Di tutto cuore: (forte) merda, merda, merda!

GEORGES Si va bene, va bene! Purch Simone arrivi. Non so se potr ingannarli per molto tempo.

LAURENT Ho voglia di andare loro incontro.

GEORGES No qui. Laurent, qui, vicino a me, leggermente indietro. Albin, due metri indietro, un po spostato.

ALBIN Canaglia! Allora senza di me. Ma lavete voluto voi!

Albin esce.

GEORGES Albin.

La porta si apre e Jacob zoppicando orribilmente si affaccia per lasciar passare il Signore e la Signora Dieulafoi e la loro figlia, annunciando:

JACOB Il signor Dieulafoi, la signora Dieulafoi e la signorina Dieulafoi.

I Dieulafoi squadrano prima il servitore, poi il posto dove stanno per essere introdotti. Si avverte che sono impressionati.

GEORGES (con tono studiato) Portate i bagagli nelle camere.

Jacob esegue

DIEULAFOI Vi chiedo di scusarci; ci abbiamo messo due ore e mezza per venire dalla Fosse.

GEORGES Sono desolato.

Mme DIEULAFOIS Non preoccupatevi. Si abita dove si pu.

Georges va loro incontro con una andatura che lui si sforza di irrigidire per togliere tutta la leggerezza.

LAURENT Permettetemi di presentarvi mio padre Muriel.

Georges si avvicina alla signora Dieulafoi che gli tende la mano, poi pensando alla lezione, toglie lentamente la mano destra dalla tasca e con un ampio gesto porta la mano della donna alle labbra e la bacia guardandola fisso negli occhi. In imbarazzo la signora Dieulafoi che ritira la mano. Laurent continua le presentazioni.

MURIEL Boungiorno

LAURENT Il signor Dieulafoi.

Jacob passa con una prima serie di bagali con le iniziali dei Dieulafoi.

GEORGES Sono infinitamente onorato di accgliervi in questa casa che pi un luogo di lavoro e di raccoglimento che una casa per le vacanze.

DIEULAFOI Confesso che non mi aspettavo di trovare una atmosfera quasi monastica in questo posto.

GEORGES Si, effettivamente questo stupisce.

DIEULAFOI Soprattutto con questo locale notturno di sotto. E un locale notturno?

GEORGES Si, sembra, non so. Sono persone che non vedo mai.

Mme DIEULAFOI Non siete disturbati la notte? Deve esserci un rumore folle.

GEORGES No, non la sala nel sottosuolo.

LAURENT (rettificando) Almeno, noi supponiamo che sia nel sottosuolo.

DIEULAFOI Vostro figlio ci aveva detto che questa casa vi apparteneva.

GEORGES E esatto.

Jacob ripassa con dei bagagli pi grandi della prima volta.

Mme DIEULAFOI E un possedimento di famiglia

GEORGES Si. Era troppo grande per una persona sola, allora io preferisco viverci in famiglia.

DIEULAFOI Vedendo linsegna de La Cage aux Folles sulla facciata, ho creduto che ci fossimo sbagliati.

GEORGES Sarebbe a dire ho dovuto venderne una parte, cio in un momento

LAURENT Mio padre non pi molto giovane. Allora piuttosto che crearsi delle preoccupazioni con un affitto, ha preferito vendere.

GEORGES Si, sapete, un vecchio si spaventa di tutti questi piccoli problemi.

DIEULAFOI E voi avete venduto ad un padrone di night-club?

LAURENT Non sapevamo che ne avrebbero fatto un night-club.

Mme DIEULAFOI La Cages aux Folles! Deve essere proprio della bella roba!

DIEULAFOI Che godano gli ultimi attimi di fortuna. Se vinco le elezioni, far piazza pulita.

Mme DIELAFOI Mio marito ha ragione, bisogna moralizzare tutto questo. Non siete di questo avviso?

GEORGES E LAURENT (insieme) Oh! Sicuramente.

DIEULAFOI Noi vogliamo la libert, ma la libert nella morale.

Mme DIEULAFOI Una casa per travestiti! Quando penso che delle famiglie intere non trovano dove alloggiare.

DIEULAFOI (Elettorale) Io lho detto al meeting di Tolone ieri e lo dir ancora a Saint-Raphael domenica. Non appena sar eletto io conto di intensificare la mia azione sul piano degli alloggi, in favore delle classi meno favorite. Le pazze in officina e i loro sotterranei ai lavoratori.

MURIEL Il signore non ti contraddice, pap.

DIEULAFOI Perdonatemi, ma queste cose mi rivoltano. Non vero?

GEORGES (Completamente perduto) Oh! E certo che tutto questo non molto bello!

Jacob passa con altri bagagli, sempre pi voluminosi.

LAURENT Desiderate rinfrescarvi?

Mme DELAFOI Grazie, abbiamo gi fatto.

DIEULAFOI Abbiamo una Mercedes 600 e vi ho fatto sistemare un piccolo lavabo da battello a pedale.

GEORGES (Inconsciamente) Ah! Mia cara!

Il modo come Georges ha detto questo talmente in contraddizione con il personaggio che tenta di imporre, che gli altri si congedano.

Dopo una pausa:

Mme DIEULAFOI E molto bello questo crocefisso: antico.

GEORGES Si! E mio padre! Cio, non questo mio padre! E mio padre che lha trovato a Ramantuelle in alcuni scavi egiziani, credo

Mme DIEULAFOI Com strano!

GEORGES (A voce bassa a Laurent) Vuoi dirmi cosa sta facendo Albin? Cosa ci riserva laltro? (Laurent si dirige verso la porta della camera, mentre Georges a voce alta) Prendete un bicchiere di champagne prima di cena?

DIEULAFOI No grazie, ho rinunciato allo champagne per una doppia ragione: i miei nervi, e la volgarizzazione. Tutti nella nostra epoca bevono champagne!

Laurent gira pi volte la maniglia invano, ma la porta chiusa a chiave.

GEORGES Ahime!

DIEULAFOI Preferisco un piccolo vinello ben democratico. Malgrado la mia carriera, sono rimasto un vecchio operaio, sapete.

Georges non ha perso nulla dei tentativi di Laurent. Va alla porta, mentre Laurent lo sostituisce vicino agli invitati.

LAURENT Allora, una lacrima di ros del paese per mettervi appetito

DIEULAFOI Vada per il ros del paese

Mme DELAFOI Attenzione Edoard! Attenzione al ros a digiuno. Alla tua ultima riunione non eri completamente in te.

Durante le repliche che seguono Laurent serve i suoi invitati mentre Georges davanti alla porta chiama Albin a voce bassa

GEORGES (In un attimo di silenzio) Albin! (Tanto per giustificarsi), Albin il nostro cocker.

LAURENT Poich capisce le persone si lamenta.

Georges guarda Laurent.

GEORGES Siamo obbligati a parlargli

Mme DIEULAFOI Povera piccola bestia fatela venire.

MURIEL Si, fatela venire

LAURENT No, no salta addosso a tutti.

GEORGES Albin sii saggio, non bisogna fare delle sciocchezze mentre pap non c.

MURIEL Non abbaia?

GEORGES No questo che mi inquieta. Quando non lo si sente cos, in procinto di preparare uno scherzo

DIEULAFOI E normale per un cane

GEORGES (Sempre alla porta) Non aprire testa di maiale!

Mme DIEULAFOI Come?

GEORGES Talvolta apre la porta con le fauci, talmente umano!

LAURENT Lascialo pap

Georges ritorna nel gruppo a malincuore. Laurent gli versa del vino. Un momento di imbarazzo perch i Dieulafoi percepiscono qualcosa di sospetto nellatteggiamento dei loro ospiti, tanto pi che Georges, nella sua agitazione, ha la tendenza di riprendere laspetto effeminato.

LAURENT Mia mamma, la moglie di mio pap vi prega di scusarla; ha dovuto recarsi al capezzale della sua madrina. Non dovrebbe tardare

GEORGES Daltronde molto molto strano, perch mia moglie che una sposa meravigliosa e una madre ammirevole, non si assenta praticamente mai. Io e nostro figlio siamo il suo universo.

Jacob ritorna con un bauletto da maquillage molto femminile, molto prezioso. Ha messo il braccio al fianco e lo tiene come una gran signora. Incrocia lo sguardo di Georges che lo fulmina; allora egli butta loggetto oltre la spalla come un sacco, e assume subito landatura pesante dello schiavo nero che si piega sotto il peso delle balle di cotone.

GEORGES (Per richiamarlo allordine canta) Old man river (la sorpresa aumenta presso Dieulafoi. Georges tanto per dire qualche cosa) E un vecchio servo. Ha allevato mia moglie. Adora mia moglie, tanto come ladoro io.

DIEULAFOI Ha laspetto molto giovane per aver allevato vostra moglie.

GEORGES Era lui stesso piccolo. Egli lha allevata ancora piccolo, quelle persone l sono ancora pi precoci di noi.

Un orologio suona

DIEULAFOI Sono gi le dieci.

LAURENT Pap, pap! Andiamo a tavola, la mamma ci raggiunger, vero Jacob?

JACOB (senza convinzione) Si, la vostra signora madre non deve tardare

DIEULAFOI Possiamo aspettare ancora un po

LAURENT Credimi pap, andiamo a tavola. Se volete accomodarvi, senza cerimoniali.

Mme DIEULAFOI Vedo!

LAURENT (distribuendo i posti) SignorasignoreMuriel

Georges fa visibilmente degli sforzi per trattenere un nervosismo che sta visibilmente crescendo.

Mme DIEULAFOI Non state bene, caro signore?

GEORGES (agitando un campanello da tavolo) Si, ma questo cane mi innervosisce, e mi domando cosa fa mia moglie.

Mme DIEULAFOI Sono divertenti questi piatti. Cos? Vedo dei giovani che giocano insieme.

DIEULAFOI- Sono dei greci

GEORGES (che prende cognizione del tema molto particolare e piccante delle decorazioni) Oh! Mi stupirebbe se ci fossero dei greci nei miei piatti.

DIEULAFOI Secondo me sono dei giovani greci!

Mme DIEULAFOI Ad ogni modo, dei giovanotti!

GEORGES Ci devono essere anche delle ragazze.

Mme DIEULAFOI No credo, si vedrebbe. Ma sono tutti nudi!

GEORGES guardate l: non una ragazza?

Mme DIEULAFOI E da parecchio che voi non ne vedete pi. Tu hai delle ragazze nel tuo piatto, Muriel?

MURIEL Non riesco a capire.

DIEULAFOI Io non ne ho assolutamente.

GEORGES I corpi si assomigliavano talmente a quellepoca, presso i greci!

Mme DIEULAFOI A che cosa giocano?

GEORGES Al salto della cavallina.

In quel momento la porta della camera si apre e appare una donna sulla quarantina ben aggiustata, estiva, per severa, di gran maniera: Albin.

ALBIN Vi prego di scusarmi, il mio prozio morente, non ho potuto lasciarlo pi presto.

Georges e Laurent lasciano cadere simultaneamente le loro posate nel piatto come avessero visto entrare un mostro

Mme DIEULAFOI Noi pensavamo fosse vostra madrina?

ALBIN Si, ma un prozio che mi serve da madrina, dopo il decesso della mia (tendendo la mano a Mme Dieulafoi) Buongiorno cara signora. Buongiorno caro signore.

Dieulafoi le bacia la mano

ALBIN (getta un urlo) Oh! Mi sono lasciata sorprendere stupidamente. Oh! La piccola! Vi abbraccio.

MURIEL Vi prego.

ALBIN Potrei essere vostra madre.

Muriel si lascia abbracciare

LAURENT (tendendo la mano per presentare la sua pseudo-madre) Vi presento

ALBIN (a Laurent) Ti sei lavato le mani prima di metterti a tavola?

LAURENT O! Ti prego!

ALBIN Ha ventanni, ma per me sempre un bambino. Stai bene? Sei palliduccio. (Abbraccia Laurent che lascia fare sempre sotto choc) Buongiorno a te. (Abbraccia teneramente Georges che ha definitivamente adottato latteggiamento del martire)

Mme DIEULAFOI Linquietudine di vostro marito finir per contagiarci.

ALBIN (vicino a Georges) Sei inquieto? Non voglio Georges, io sono qui con te, sono qui (Albin ha preso la testa di Georges tra le sue braccia e lo culla dicendo) Io ci sono, ci amiamo talmente. Mio figlio maggiore, mio marito, sono il mio universo.

GEORGES Si cos

ALBIN Stavo appunto dicendo a Georges che sono ebbra di gioia nel fare la conoscenza della piccola signora Dieulafoi.

Mme DIEULAFOI (un po manierata) Sono anchio molto lusingata.

ALBIN E del suo adorabile marito.

DIEULAFOI Sono confuso.

ALBIN Ma io chiacchiero chiacchiero e voi dovete morire di fame. (Agita il campanello da tavola e chiama Jacob) Jacob! (Laurent e Georges si lanciano come due pazzi verso la cucina per impedire a Jacob di entrare)

GEORGES No ci vado io, ci vado io

LAURENT Ci andiamo noi, ci andiamo noi.

Georges esce

LAURENT (addossato alla porta della cucina) Non vale la pena di disturbare quello sfortunato ragazzo che si ammazza di lavoro; bisogna avere un po di piet per le persone.

ALBIN E un modo di dire. Il piccolo molto servile. Era molto bravo a scuola in geografia. E per questo che amava i dicasteri! Io trovo che un presagio; voi sapete ci che si dice: chi nona ama i dicasteri, non ama le persone.

Mme DIEULAFOI Eggi

ALBIN (mettendo la mano sul tessuto del vestito di Mme Dieulafoi) Guardavo questo! Com carino, com fine, Lo fate voi?

Mme DIEULAFOI (secca) no signora!

Georges entra

ALBIN Ecco la zuppa di pesci.

GEORGES (ambiguo) Oh! La zuppa di pesce!

Georges ritorna con il piatto della zuppa. E una specie di grande recipiente che ha la forma di un basso busto duomo, come limitazione di certe statue greche. Stupore pronunciato dei Dieulafoi.

Mme DIEULAFOI (che non sa pi cosa dire) E divertente questo servizio.

ALBIN Fa parte della mia dote (guarda disperata Laurent e suo padre)

DIEULAFOI (per cambiare discorso) Mi fa piacere. E da molto tempo che non mangiavo pi la zuppa di pesce.

GEORGES Cade a proposito.

Mme DIEULAFOI Confesso che di tanto in tanto piacevole.

ALBIN Dove sono i crostini?

GEORGES E tutto dentro. Non ci si deve pi preoccupare di niente.

ALBIN Sicuramente! Jacob la prepara come dalle sue parti.

Mme DIEULAFOI Di quale paese ?

GEORGES Del Congo

DIEULAFOI Si fa la zuppa di pesci in Congo?

GEORGES Si fa tutto in Congo. (Mme Dieulafoi si serve con fatica). Effettivamente non molto pratico, ma lo tiene al caldo (riferendosi allo strano piatto)

Con stupore Mme Dieulafoi toglie dal recipiente dei crauti

Mme DIEULAFOI (stupita) Oh! Mettono dei crauti nella zuppa di pesce?

GEORGES (con i pugni serrati) Oh!si! E tipicamente congolese. Mettono i crauti dentro tutto. Non sanno fare altrimenti. Lha cucinata proprio come a casa sua. Non manca niente.

Mme DIEULAFOI Effettivamente non mi sembra che manchi qualcosa.

DIEULAFOI E molto eccitante questa pesca miracolosa. Potrei tirare fuori, che so, delle caramelle o un orologio da polso.

ALBIN (passa a servire Muriel) Piccola Muriel.

Mme DIEULAFOI Ma cos che da questo gusto ai crauti?

MURIEL (con un pezzo di ananas in bocca) E lananas mamma!

Mme DIEULAFOI (vagamente disgustata) Ah! E quello!

GEORGES (acido) Si veramente fatto in quattro oggi Jacob! Lha reso ancora migliore.

ALBIN (si serve ed esce un uovo sodo) Ha anche aggiunto delle uova sode questa volta!

Mme DIEULAFOI Mi darete la ricetta, decisamente molto inusuale.

ALBIN Si di tanto in tanto la zuppa di pesce va rinnovata.

Mme DIEULAFOI Preferite gli uomini come domestici?

GEORGES Oh la la! Certo che si.

LAURENT (vivacemente) Abbiamo anche una donna che serve.

GEORGES Si, per i lavoro grossi. Le donne sono pi robuste

Albin si servito piuttosto abbondantemente e divora, sotto gli sguardi inqueiti di Georgese e Laurent. Si imburra una fetta di pane con gesti estremamente femminili, poi la spezza.

ALBIN Oh! Ho spezzato la mia fetta di pane. Accidenti, io volevo cucinarvi la spalla dagnello. E la mia specialit la spalla dagnello (Rif la dimostrazione come il macellaio nel 2 atto). Voi prendete il vostro pezzo, lo tagliate in quattro o in sei; lo lardellate daglio; io metto sempre dellaglio nella spalla. Prendete una casseruola di ferro, avete una casseruola di ferro? Fate un fritto non troppo farinoso su un piccolo strato dolio; io ungo la padella dolio prima di fare il fritto, metto le erbe, copro poi metto la carne. (Ha pronunciato queste ultime frasi riprendendo, inconsciamente nel suo costume femminile, gli accenti virili del suo macellaio. Georges lo richiama allordine battendo il coltello sul suo bicchiere). Noi ci serviamo da Brenghel. L hanno una gran bella carne. Andavamo da Rembrand prima ma erano troppi cari.

I cinque hanno gli occhi fissi sulle sue mani e Georges capisce subito che esse possono tradirlo.

GEORGES Mi d dolore quando vedo le tue mani. Quando penso alla mani che avevi e a come sono diventate. (insistendo) Ti ricordi delle tue mani, della finezza delle tue dita. Non molto tempo fa.

ALBIN Oh! Avevo delle mani meravigliose. Mamma mi diceva sempre; Eleonor, hai delle dita di cristallo!

GEORGES Eleonor? Tua mamma ti chiamava Eleonor?

ALBIN Bh, si! Come volevi che mi chiamasse?

GEORGES Evidentemente (a Mme Dieulafoi) E carino come nome, Eleonor.

Mme DIEULAFOI Sicuramente.

ALBIN Mio marito a quel tempo non era che un allievo al Quai dOrsay (Georges si copre il viso con le mani dalla disperazione). Io ero una povera piccola contadina sbarcata dalla campagna.

GEORGES La campagna! Sedan, io non la chiamo campagna quella. I miei suoceri avevano un bel posto a Sedan

ALBIN Oh! Si mio padre era console a Sedan.

DIEULAFOI Console di che cosa?

ALBIN Console di Francia. Pap sempre stato in Francia.

DIEULAFOI Console di Francia a Sedan? E curioso ( a Georges). Voi avevate delle poste allestero?

GEORGES Oh! Allestero e altrove! Ovunque!

ALBIN Non sono le occasioni dimpiego che sono mancate a mio marito.

GEORGES Sicuramente.

LAURENT -. E vero. Tu sei stato sovente raccomandato.

GEORGES Ovunque. Mi hanno chiesto di andare a Quito, capitale dellEquador, a Bogot, capitale della Colombia, a La Paz, la capitale pi alta del mondo, 366 mt sopra il livello del mare. Bisogna farlo. Mi stato chiesto di andare a Belgrado, che la capitale. di un paese tanto importante, credo, voi non direte il contrario.

LAURENT In effetti, mio padre affezionato al Quai dOrsay.

GEORGES Si, sono profondamente affezionato al Quai.

DIEULAFOI Voi siete al servizio di Thibaudier?

GEORGES No.

DIEULAFOI Di Merlin?

GEORGES NO.

DIEULAFOI Oh! Voi siete con Barrudeau.

GEORGES Si, oh! Si lo potete dire!

DIEULAFOI Oh! Sotto lombra del potere! Quando uno al servizio di Barrudeau, fatalmente un uomo di potere.

GEORGES ( a Laurent) Non sarei dovuto andare al Quai dOrsay, non era una buona idea. Lavevo detto.

ALBIN Ma signori cari no aspettatemi, continuate pure con la frutta.

Mme DIEULAFOI Pensavo fossa inclusa nella zuppa di pesci.

DIEULAFOI Un membro dellopposizione cos eminente presso di voi rischia di farvi torto con i vostri amici politici.

GEORGES Pensate un po!

DIEULAFOI (poco piacevole) E inoltre dovrete essere stanca per questa giornata cara signora. Sarebbe meglio non fare troppo tardi.

Mme DIEULAFOI Hai ragione Edouard.

ALBIN Oh! Non separiamo cos presto le nostre due tortorelle! Che orrore!

GEORGES (furioso, inconsciamente) Albin!

ALBIN Che?

GEORGES Albin il nostro cocker

Mme DIEULAFOI Si, ce ne avete gi parlato.

GEORGES E terribile quella bestiola! Deve sempre aprire quelle sue dannate fauci.

ALBIN Oh! Albin il cocker?

GEORGES Come se tu non lo sapessi.

ALBIN Ad ogni modo un nome carino Albin, non vero signora?

Mme DIEULAFOI Oh! Per un cane.

ALBIN Si evidentemente, io volevo chiamarlo Trotti. ..La frutta! ( e poi suona il campanello)

GEORGES No! ci vado io, ci vado io.

LAURENT Andiamo noi, andiamo noi.

Laurent esce per cercare la frutta mentre Georges rimane davanti alla porta.

ALBIN Allora, perch non pu portarla Jacob la frutta?

GEORGES Ah! Evidentemente secondo te un domestico deve fare tutto, non importa che ora sia, al suono del campanello.

ALBIN Certamente

GEORGES Che mentalit!

DIEULAFOI E disgraziatamente una opinione assai diffusa.

ALBIN Oh! Come se tu lo risparmiassi, il povero Jacob!

GEORGES Sicuramente pi di te. Io ho sicuramente pi di te il rispetto per un individuo.

ALBIN Oh! Signora, il rispetto per un individuo!

GEORGES Si signora.

E a poco a poco il dialogo prende laspetto di una disputa tra signore.

Laurent torna dalla cucina portando un gelato. Albin scopre il sorbetto

ALBIN E molto buono; fa digerire.

Mme Dieulafoi si serve.

DIEULAFOI Io credo che la societ del giorno doggi patisca di queste disuguaglianze di classe che sono inaccettabili. Non pi concepibile che nella nostra epoca ci facciamo servire come dei pasci

Albin che stava per servire Dieulafoi, gli tende la paletta del gelato affinch faccia lui stesso.

DIEULAFOI E avvilente per colui che serve e per colui che si fa servire.

In quel momento si sente bussare dietro alla cassapanca che stata piazzata davanti alla porta che conduce al night per dissimurarla. La sorpresa mescola inquietudine tra Georges Albin e Laurent.

GEORGES (con nervosismo e con una voce forte per coprire il rumore) Io sono pienamente daccordo con voi, ma questa una cosa che le donne non capiscono. Le donne alla fine adorano ridurre gli altri alla schiavit.

Mme DIEULAFOI Non tutte.

GEORGES (sempre pi forte perch i colpi aumentano) Ma si signora, tutte, tutte, tutte, tutte

Mme DIEULAFOI - - Voi vi fate una ben strana idea della donne, permettetemi di dirvelo.

GEORGES (in crescendo) Oh! Le donne!

Mme DIEULAFOI Che cosa, le donne?

ALBIN Si, che cosa le donne?

DIEULAFOI (interrompendolo mentre sta per inventarsi una risposta) Che cosa sono questi colpi?

GEORGES Sono i vicini, ma non ha importanza.

ALBIN Sono degli imbecilli.

GEORGES Sono degli inaciditi.

ALBIN Sentono che noi siamo persone per bene, che ci divertiamo e questo li infastidisce.

Ricominciano a bussare e Georges si alza e va alla porta.

GEORGES E finita, si finita questa commedia? (si ode una vaga voce) Non cercate di essere grossolano, non vi servir a niente. Siamo tra amici, lasciateci tranquilli.

I Dieulafoi incominciano a capire che tutto ci e molto strano.

Si innervosiscono tutto e mangiano il gelato ciascuno con la sua dose di nervoso.

I Dieulafoi, sempre pi annoiati di esse l, Laurent inquieto per lesito della serata, Albin soddisfatto del suo personaggio femminile si lascia cadere ad una grande ricercatezza di gesti godendo del fatto che Georges invece deve trattenersi.

ALBIN (a Muriel) Non dici niente? La piccola intimidita?

MURIEL Io ascolto e imparo.

Mme DIEULAFOI Muriel non mai stata una bambina che si lascia andare facilmente.

ALBIN Da fanciulla ero timida come lei. Avevo i capelli a boccoli e pi lunghi sulla schiena, ma a parte ci ero proprio simile a lei. Poi il mio matrimonio mi ha totalmente rasserenata. Vedrete mia cara. E sar proprio il nostro Laurent ad incaricarsene.

Mme DIEULAFOI Ascoltate signora. Ci mettete in una posizione delicata.

LAURENT Ma ti fermi? Sei pazza?

GEORGES Oh! Si, pazza! Una vera pazza!

ALBIN Sempre meno di te!

GEORGES Io sono matto! Ripetilo che io sono matto ( suona il telefono e Georges si precipita a rispondere) Sisisi, ho capito. Ma io non posso!non sono solo. Perch lei si rifiuta di cantare? Ma lei aveva promesso Cercate di capire.. la linea (telefonica) pu essere controllata.. Dite che le offro diecimila in pi...Andr fino a quindiciEcco! (riaggancia) Ah! Che sgualdrina!

DIEULAFOI Delle complicazioni?

GEORGES No, niente la Quai.

DIEULAFOI A questora?

GEORGES E Madame Golde Meir.

ALBIN Lei rifiuta che cosa?

GEORGES Rifiuta di cantare. Si tentava di farla cantare! Una specie di specie di ricatto diplomatico, non cattivo. Lei rifiuta. (a Albin) Vedi, se tu ci fossi andata!

ALBIN Non insistere, Georges, io non uscir di qui.

DIEULAFOI (ironico) Vostra moglie collabora con gli affari stranieri?

GEORGES Si in certe missioni delicate, la mando al mio posto. Tra donne ci si capisce meglio, delle volte.

DIEULAFOI Sapevo che la politica straniera della Francia era una cucina, ma non pensavo fino a questi livelli! Comunque meglio che noi ci ritiriamo, sento di darvi noia.

ALBIN Ma affatto.

GEORGES I signori pu darsi che abbiano sonno.

DIEULAFOI Sono convinto che sia questo clima mediterraneo a stancarmi un po.

Mme DIEULAFOI Oltre tutto dobbiamo partire presto domani mattina

LAURENT Ma io credevo che voi rimaneste.

Mme DIEULAFOI Disgraziatamente bisogna che noi passiamo a Saint Raphael da una cugina di mio marito.

MURIEL Potete andarci pi tardi.

GEORGES (a Laurent) Laurent fa vedere le camere al signor e alla signora Dieulafoi. (a Albin) Ah! Se tu non esistessi bisognerebbe inverntarti!

Georges cerca di dare delle botte e dei pizzicotti ad Albin.

ALBIN Oh! Mi pizzica! Laurent, tuo padre mi pizzica!

Suonano alla porta dingresso e ognuno prende fiato.

GEORGES Sono dei fanciulli che suonano il campanello. Lo fanno tutte le sere. (ad Albin sottovoce) Cosa Facciamo?

Georges va ad aprire la porta che da direttamente sul pianerottolo; vede una donna molto bella in tenuta da viaggio, con un piccolo beautycase in mano.

GEORGES (stordito) Simone!!

LA SIGNORA Sono in ritardo.

Georges sbigottito le richiude bruscamente la porta sul naso, poi ci si appoggia contro.

GEORGES (come drogato ripete) Simone, Simone, Simone.

SIPARIO

4 ATTO

I personaggi hanno lo stesso atteggiamento che alla fine del 3 atto.

GEORGES Simon! E Simon

(Ci ragiona e ricade)

ALBIN Non voglio che entri.

GEORGES (cercando ci che pu significare Simone per i Dieulafois) E Simone la domestica, stata talmente grossolana con mia moglie prima di partire che non so se la devo lasciare entrare.

LAURENT Siete pazzi, non la possiamo lasciare fuori. Aprite.

(apre)

GEORGES (a Simone che entra) Io vi apro ma non lo dovrei fare dopo quello che avete detto a madame

ALBIN Insolente

SIMONE che accoglienza! Buon giorno madame, Buon giorno Signore.

GEORGES Mi ascolti bene Simone! voglio che mi ascolti per evitare ogni incidente. Lei una domestica, non c niente di male, io non ho niente contro le domestiche, ma bisogna che lei resti una domestica, Mi capisce bene, vero?

SIMONE Ci provo

GEORGES lei qui da noi gi da un po, ha un buon posto, Laurent la adora.

SIMONE e cresciuto.

GEORGES non cambiamo argomento. E let per crescere e se non ne approfitta passer velocemente, ma lei resti una donna delle pulizie, tutto quello che le chiedo.

SIMONE molto bene

ALBIN No, voglio che lei esca!

GEORGES - Ehi tu, facciamo la pace?

ALBIN oh!

SIMONE Georges!

GEORGES Non c nessun Georges, mia cara. Solo per il fatto che lei si chiama Simone non una buona ragione per chiamarmi Georges. Si, vada, Simone, in cucina! C da fare.

(cerca di spingerla)

SIMONE Un secondo!

GEORGES Ah! I domestici adesso, sente come mi parla.

LAURENT Venga Simone, le spiegher. Grazie Simone. (la abbraccia)

ALBIN - ( mettendosi davanti alla porta della cucina) Tu abbracci questa donna! Dopo quello che ti ha fatto? Bisogna che tu scelga Laurent, fra tua madre e la domestica.

LAURENT Sei ridicola!

ALBIN - Ah! Sono ridicola? E ridicolo lamore di una mamma?

Mme DIEULAFOI (a suo marito) Bene ora forse possiamo andare a sistemarci

DIEULAFOI penso di si. Tu vieni Muriel?

LAURENT (ai Dieulafoi) Vi mostro le vostre camere.

In quel momento Albin che era davanti alla porta della cucina letteralmente buttato in scena a causa della apertura improvvisa della porta che lascia passare il sig. Tabaro praticamente nudo, seguito da Jacob, anchesso nudo.

GEORGES ( a Tabaro) Ma signore che cosa vuol dire?

Mme DIEULAFOI comincio ad aver paura.

TABARO Si signore , non avrei dovuto, lo so. Ma loro sono pazzi, mi hanno vestito in questo modo per farmi ballare.

GEORGES Daccordo signore, che cosa ci posso fare?

TABARO Lo so signore, vi dico questo solo perch vi trovate qui.

GEORGES Eleonore che cosa facciamo, mia cara.

ALBIN non ci resta che dare un piccolo presente al signore, cos se ne va.

TABARO Oh no, non voglio scendere di nuovo, stanno per impiumarmi.

ALBIN Oh, bene! La agghinderanno, lei sta cos bene con le piume. Avr laria di una vedette! Portatemi del Benedettin e un bicchiere. Simone ha capito cosa ho detto?

SIMONE Ah! Chi? Io?

ALBIN si lei!

GEORGES ma lei non sa.

ALBIN Vada con lei Jacob

JACOB con Madame?

ALBIN Ah! Lei non riconosce mai una domestica. Non vero? Simone.

GEORGES Bisognerebbe smettere di bere come fa lei, Jacob.

ALBIN ( a Simone) Poi lei se vuole pu restare qui, mia cara. Bisogna cher io smaltisca del lavoro.

SIMONE non mi dispiace la proposta.

Simone e Jacob escono

Mame DIEULAFOI avete ancora bisogno di noi?

GEORGES Ascolti, mi dispiace.

DIEULAFOI Non dispiacetevi, se avete bisogno ancora di qualcosa non esitate a farcelo sapere.

Mme DIEULAFOI buona notte. Pu darsi che noi ripartiremo presto, domani mattina. Non disturbatevi.

LAURENT non partirete.

Mme DIEULAFOI si ci piacerebbe essere a S. Raphael di mattina presto. Mi ha fatto molto piacere conoscerla.

ALBIN spero che ci rivedremo

Mme DIEULAFOI - Pu darsi, la vita piena di possibilit

LAURENT (ai Dieulafoi) Vi accompagno. ( a suo padre) sono rovinato.

Laurent Muriel, Madame e M. Dieulafois sono usciti. Simone e Jacob ritornano con del Benedettin e i bicchieri.

Georges se lo accaparra, si siede e beve.

GEORGES (ironico) Soldati, sono contento di voi. A nome di Laurent e a nome mio: Grazie. Grazie signor Tabaro.

TABARO Ho avuto paura. Perdonatemi. Io non ho avuto che unidea: quella di venire a rifugiarmi qui.

GEORGES grazie Simone, grazie di essere arrivata in tempo.

SIMONE ascolta mio caro.

ALBIN Ah! No! Ah! No! Che almeno non ti chiami mio caro. Sono pronta a sopportare qualsiasi cosa ma non questo.

SIMONE Ah! Ma Albin

ALBIN Si Simone Albin.

SIMONE Stentavo a riconoscerti.

ALBIN si sempre Albin. E sempre di pi Albin.

GEORGES non urlare!

ALBIN Oh Adesso poi. A che punto siamo arrvati!

GEORGES e noi siamo qui per colpa di chi?

M. Tabaro prende la bottiglia di liquore, il bicchiere e si mette a bere gioiosamente.

ALBIN Alla mia salute, senza dubbio.

GEORGES Si alla tua, naturalmente alla tua salute.

Georges vede Jacob che con il pretesto di consolare Tabaro gli accarezza la nuca aiutandolo a sorseggiare il liquore.

GEORGES ( a Jacob) Smettetela. Ne ho abbastanza.

ALBIN Devo proprio farmi una bella risata

JACOB ( tendendo il dito in maniera molto femminile) Potere negro.

GEORGES Tu credi che sia credibile il tuo personaggio di madre, con quel vestito da venditrice di sedie?

ALBIN E tu, tu credi di avere unaria seria da diplomatico? Tu credi che non ti abbiano visto sculettare in quei pantaloni di raso?

GEORGES Ma io ho la mia dignit. Io non uso indumenti intimi fru fru per giocare alla mamma.

ALBIN Io che mi sono fatta in quattro per la felicit di tutti. Ecco come mi tratta. Va bene Georges, lhai voluto tu.

Comincia a spogliarsi dei suoi attributi femminili. Parrucca e vestiti.

GEORGES Che cosa fai?

ALBIN Visto che il mio personaggio inutile, riprendo il mio sesso.

GEORGES E voil, unaltra delle sue scenate.

SIMONE Scusa io non ho cenato.

GEORGES E chi se ne frega!

SIMONE Che tono! La moglie di un presidente che dirige uno stato 18 volte pi grande della Francia non viene trattata cos. I ministri le parlano in ginocchio avvicinandosi con dolcezza.

ALBIN (allontanandosi) Ah bene, lei si considera una presidentessa.

SIMONE Eccola adesso se ne va. (vicino a lui) Mio caro coccolino.

ALBIN Oh!

Tutti i sciolgono i capelli. Nel mentre Delafoi scende in pigiama e loro si fermano.

Albin in desabbill ma pu ancora passare per un uomo svestito.

DIEULAFOI scusatemi.

GEORGES Conoscete mio cognato?

DIEULAFOI No ho questa gioia.

GEORGES Il fratello di mia moglie

Albin immediatamente e troppo virile.

ALBIN Salve signore.

GEORGES (per giustificare labbigliamento) Mio cognato viene dalle spiagge

DIEULAFOI Oh! I bagni di mezzanotte! Li si fa ancora? Scusatemi, fa un caldo torrido in quella camera: potrei avere una bottiglia dacqua per la notte?

GEORGES Siamo intesi (ad Albin e Simone): voi non vi muovete, non fate nulla; aspettate che ritorni.

Georges passa in cucina.

DIEULAFOI Il mare era bello?

ALBIN Una carezza, delizioso, straordinario, eccome!

DIEULAFOI (a Tabaro che comincia ad esser un po alticcio) Vi state ristabilendo signore?

TABARO (Con la bocca impastata) Va bene, Va bene.

Georges torna con lacqua tagliando la reazione di Dieulafoi

GEORGES Ecco lacqua! Buona notte!

DIEULAFOI Io non oso auguravi altrettanto.

Dieulafoi risale sempre pi perplesso.

GEORGES Oh! Il mio cuore! Il mio povero cuore!

Francis fa irruzione in cucina come un barbaro

FRANCIS Signore, fate qualcosa, presto! Rompono tutto!

GEORGES E quella sciagurata di Mercese cosa dice?

FRANCIS Lei partita signore, portando via tutte le sue cose.

Francis esce

GEORGES- Oh! la sgualdrina! La sgualdrina!

ALBIN Vedi, tu che volevi dargli sempre pi del minimo sindacale, ecco la tua ricompensa!

Albin si ritrucca con il rossetto e mette la parrucca

GEORGES Albin, ti scongiuro per lultima volta, truccati e e scendi a rappresentare la rivista, altrinmenti dobbiamo chiudere la baracca.

ALBIN No, Georges, io non ti lascer solo con questa donna.

GEORGES Pensa a cio che rappresenta per noi questo locale. Pensa al nostro debutto; noi non eravamo ricchi. Ti ricordi: io non potevo neppure comperarti un vestito; hai fatto il tuo spettacolo in pantaloni da corsaro con una rete da pescatore come reggipetto. Tu eri bellissima in qualunque modo.

ALBIN No, Georges, tu non mi avrai solamente con un discorsetto.

GEORGES Pensa allora al locale! Il nostro capitale, la nostra ragione dessere, la dote di Laurent. Simone, digli che cos la dote di Laurent!

SIMONE Ascoltate, mi avete chiamato per salvare una situazione che sembra messa male, ora che io prenda in mano la sorte di mio figlio. Perch la vera madre, alla fine, sono io.

Simone si dirige verso le scale.

GEORGES Che cosa fai?

SIMONE Vado a dire tutto ai Dieulafoi.

ALBIN Ah, no, troppo facile! Si abbandona un beb sugli scalini delle Folie-Bergere e si ritorna a recitare Giovanna dArco venti anni dopo!

SIMONE Ebbene? Voi siete due incapaci.

ALBIN Due incapaci? Si vedr quale di noi due la pi incapace di sacrifico, perch, fino a prova contraria, sono stata io ad allevare questo ragazzino!

SIMONE Ah! Tu vuoi che ci battiamo, ebbene allora battiamoci.

ALBIN (preparando un destro) Non avvicinatevi o tiro!

Mme Dieulafoi tutta vestita fa la sua apparizione nella parte alta degli scalini. Tiene in mano una piccola borsa da notte.

GEORGES Partite?

Mme DIEULAFOI Sono desolata, vado a passare la notte in macchina; laria in questa camera irrespirabile.

ALBIN Si. E unestate terribile!

Mme DIEULAFOI Me ne sono accorta (a Tabaro) vi siete rimesso dalle vostre emozioni?

TABARO (completamente ubriaco, lasciandosi andare ad un atteggiamento a lungo respinto) Io, io sono la nonna, sono la nonna di tutte questa pazze.

GEORGES Nessun scandalo qui! O vi faccio portare via da unambulanza!

ALBIN (senza lasciare il tempo di reagire a Mme Dieulafoi). Neppure io riesco a dormire. Il calore, leccitazione di questa serata. Volete che facciamo due passi insieme al porto?

Mme DIEULAFOI Sapete

ALBIN Dobbiamo parlare del futuro dei nostri figli. Sono sicura che abbiamo molte cose da dirci.

SIMONE Vi accompagno.

Mme DIEULAFOI Perch la domestica?

SIMONE Perch immaginatevi che la domestica sia

GEORGES Simone, capisco che abbiate un tantino di affetto in pi per i vostri padroni, ma smette di occuparvi delle storie di famiglia.

Mme DIEULAFOI Va bene, allora andiamo?

ALBIN Lasciate qui la borsa, vi ingombra.

Mme DIEULAFOI Ma no.

ALBIN Ma si, insisto.

Mme DIEULAFOI Siete terribile!

ALBIN E voi vedrete, quando mi conoscerete meglio, nessuno mi resiste. Passate, mia cara.

Mme Dieulafoi attraversa la soglia e Albin prima di uscire lancia unocchiata a Georges e Simone.

ALBIN (a loro uscendo) Questa una mamma!

SIMONE Chi quel tipo lass?

GEORGES Quale tipo?

SIMONE - Il suocero! Cosa Fa?

GEORGES Deputato. O in procinto di esserlo.

SIMONE Vado a chiedergli se ha bisogno di ghiaccio per la sua acqua minerale.

GEORGES O! Simone, sei pazza?

SIMONE Ah! Lei vuole occuparsi della domestica, e io mi occupo del domestico. Sar a fare la felicit di tuo figlio.

Simone entra nella camera di Dieulafoi. Venendo dalla cucina, Francis fa irruzione seguito da Jacob.

FRANCIS Signore! Le tovaglie vanno a fuoco e loro se ne fregano!

GEORGES Non vero?!

FRANCIS Allora che si fa?

GEORGES Tabaro, io voglio salvare la dote di mio figlio, tocca a me.

FRANCIS Grazie signore.

TABARO Grazie mia cara, tu ci ridai il pane.


E cominciano a scendere tutti. Hanno richiuso a chiave dietro di loro la porta di comunicazione. Le mani di Mercedes seguite dalla testa appaiono. Egli scruta il brano, poi si alza con preoccupazione sulla terrazza.

MERCEDES Georges che riappare in scena! Sospettavo che cera qualcosa di losco (si rivolge a qualcuno ad un livello inferiore): avete almeno preso una foto?

Mercedes aiuta il personaggio a salire in scena: Zorba il cronista degli avvenimenti

ZORBA Da dove ero io era difficile

MERCEDES Per fare questo deve esserci qualcosa di molto grave. Sono sicura che ha ucciso la donna e che la si trover a pezzi in una cappelliera. E finita!

ZORBA Io credo che ci sia qualcosaltro

MERCEDES (Stuzzicando) Vi ho messo in imbarazzo?

ZORBA (Respingendolo) Ci sono delle cameriere qui?

MERCEDES Si (Zorba fa finta di salire) ma sicuramente non ci sar nessuno nelle camere a questora

ZORBA Io credo invece che ci siano pi persone di quelle che tu pensi in questo momento in questa casa.

MERCEDES Cosa volete dire?

ZORBA Ogni cosa a suo tempo. Ora che sono entrato nel tempio, sappi che non ne uscir molto facilmente e collaborer con la stampa. E di l che si pu sbirciare?

MERCEDES Si

ZORBA Bene, andiamo!

Zorba va verso la porta di comunicazione

MERCEDES Mio Dio mi sento una specie di Giuda: io sono Giuda. Ah! Le vacche! Hanno chiuso a chiave!

ZORBA Prova a scassinarla!

MERCEDES Scassinarla, facile dirlo. Con che cosa?

ZORBA Non so, con una forcina. Viene?

MERCEDES No, non viene niente.

Mme DIEULAFOI Lasciatemi.

Si sente un rumore di chiave in una serratura, ma quella della porta dingresso

ZORBA Si direbbe che si apre.

MERCEDES (Che si resa conto che qualcuno entrava nella stanza, spaventata) Si, ma questa non una buona cosa

Prima che Zorba abbia avuto il tempo di reagire, lo trascina in un angolo dombra della stanza dove sono nascosti solo a met. La porta dingresso viene aperta brutalmente lasciando entrare Mme Dieulafoi, al colmo dellesasperazione seguita da Albin.

Mme DIEULAFOI Ma lasciatemi, lasciatemi! Avete finito di molestarmi. Non vedete che sono una povera donna che ha bisogno di riposo

ALBIN Vi ho offerto il mio braccio

Mme DIEULAFOI Ma io me ne frego del vostro braccio, voglio camminare in pace, capite; respirare in pace senza che voi mi prendiate sotto braccio ogni 10 metri per parlarmi del vostro beb

ALBIN Calmatevi, vi fate del male Camille.

Mme DIEULAFOI Non chiamatemi Camille! Ho labitudine di essere a letto presto. Per colpa vostra sono ancora in piedi a delle ore insolite. Non ne posso pi. Siccome non posso fare un passo senza trascinarvi dietro, preferisco restare dentro al mio forno, ma sola.

ALBIN Voi spezzate un cuore di madre

Mme DIEULAFOI E fatto per questo un cuore di madre. Non perch due ragazzetti si baciucchiano sotto il sole irlandese che bisogna arrivare a questi estremi.

Mme Dieulafoi si dirige verso le scale ma prende coscienza in quel momento della presenza dei due uomini nascosti.

Mme DIEULAFOI Ah!

MERCEDES (Ad Albin) E il tuo novello Jules?

ALBIN (Prendendola per un braccio) Cosa fai qui? Mi devi dire cosa sei venuto a fare qui? (Egli ha totalmente dimenticato il suo personaggio di dama di buone maniere; riprende coscienza della presenza di Mme Dieulafoi e cambia immediatamente il tono lasciando andare Mercedes) Smettete di perseguitare mio marito, villana, voi non riuscirete a spezzare la nostra unione, malgrado i vostri quattrini

MERCEDES (Ironica) Ma che bella creanza!

ALBIN (Minacciandolo con un pugno e con voce normale da uomo) Non vi colpir, perch vi compatisco; vi auguro di trovare la fortuna come lho trovata io.

MERCEDES (parlando di Mme Dieulafoi) Ditemi dunque! E vezzoso il novello (si dirige verso Mme Dieulafoi) non giovane, ma vezzoso il mio caruccio

Mme DIEULAFOI Il mio caruccio?

MERCEDES Abbiamo tradito il caro Georges!

Mme DIEULAFOI Ma chi questa demente?

MERCEDES (sotto il naso di Mme Dieulafoi) Attenta capretta, si vede la barba, devi avere pi cura di te, devi farti depilare Camille.

Mme DIEULAFOI Aiuto!

ALBIN No, non rispondetele, non rispondetele.

Albin le si butta al collo

ZORBA (Che si era eclissato fino a quel momento punta lobbiettivo du Albin e Mme Dieulafoi) Un sorriso Camille!

Il flash scattato.

ALBIN (che lha riconosciuto) Zorba, che carogna.

Albin non sa se precipitarsi su Zorba o proteggere Mme Dieulafoi.

Mme DIEULAFOI Oh! Mio Dio! Delle foto! E una trappola! Vogliono farmi cantare; vogliono sabotare la riunione di mio marito. Sono una donna onesta. Amo gli uomini; non c nulla tra lei e me. (ad Albin che lha ripresa tra le braccia) ma lasciatemi sono ancora forte.

ALBIN (correndo verso di lei) Signora, signora, anchio amo gli uomini, siamo due vittime

Si forma un gran trambusto: Mme Dieulafoi cerca di salire la scala o di uscire nascondendosi il viso; Albin va alternativamente da lei per proteggerle e da Zorba per strappargli la macchina fotografica; Zorba e Mercedes cercano di tagliar loro la strada.

ZORBA Hai una faccia che mi dice qualcosa, Camille. Non ti avro mica vista da Mme Arthur?

Mme DIEULAFOI (che non sa pi dove si trova) Chi Mme Arthur?

ALBIN (Tanto per dire qualcosa) Mme Arthur una donna che fece parlare , parlare, parlare di lei per lungo tempo.

Mme DIEULAFOI Ah! Capisco! Siamo pericolose per il potere, cercano di corromperci.

ALBIN Ma no, ma no, tacetetacete

ZORBA Tu mi ricordi sempre di pi qualcuno Camille.

ALBIN Ma no, lei non vi ricorda niente. Non sa pi quello che dice: una drogata.

Mme DIEULAFOI Fatemi sparire. Fatemi rinchiudere in un baule dei vostri. La nostre idee vivranno ma mio marito ne morir. Voglio suicidarmi, cos voi non ci macchierete dinfamia!

Mme Dieulafoi aspetta la morte come San Sebastiano con le mani contratte al muro e gemendo.

ALBIN (mani giunte) Mio Dio! Chiamate aiuto!

La porta di comunicazione si apre bruscamente per lasciare passare Georges truccato che esce in scena, senza parrucca. E Jacob che lha messa. Egli arriva con un tale fragore per cambiarsi che non si accorge dei quattro personaggi presenti.

GEORGES Via, cammina, cammina.

ALBIN Mi domando se era cos che bisognava mandarci via.

GEORGES (passa in camera) Cammina, cammina.

ALBIN Vedo che non si perde tempo. Si viene sostituiti in fretta.

GEORGES (riapparendo con unaltra parrucca) Si, cammina?

ALBIN (accigliato, molto accigliato) si tergiversa.

GEORGES - (scoprendolo) Tu? (scoprendo Mme Dieulafoi) Voi?

MERCEDES Ah! Ah!

GEORGES (scorgendo Mercedes) Lui!

MERCEDES (irritata) Lei!

ZORBA (che ha avuto il tempo di ricaricare il suo flash) Laltro!

GEORGES Zorba! Oh! (si precipita verso di lui). Dammi quella macchina fotografica o ti butto gi dal proscenio.

ZORBA (nascondendosi sempre) Oh! Ma diventato una tigre!

GEORGES (cercando di dire qualcosa appena vede Mme Dieulafoi) Fare questo a me, un membro del Quai dOrsay!

ALBIN SiOh! io mi domando se serve ancora?

GEORGES Andatevene ora, bisogna vietare laccesso a chiunque, allassalto.

Mischia generale con Mercedes alla riscossa. Francis fa irruzione, venendo dal basso; Tabaro imbacuccato in un boa rosa

FRANCIS Rompono tutto! Spicciatevi. (ridiscende)

JACOB Vado, vado a calmarli. (si messo una parrucca rosa e si lancia per le scale)

GEORGES (Afferrandolo a forza, con le braccia) No!

Mme DIEULAFOI (con un grido) La Cages aux Foles! Sono quelli della Cages aux Foles!

GEORGES (Tenendo Jacob) Ma no, ma no. Cosa andate ad immaginare? Perch uno organizza un ballo in costume subito si pensa a certe cose!

Mme DIEULAFOI E il figlio della Cages aux Foles! Mia figlia stata sedotta dal figlio della Cages aux Foles. (Cercando di farsi spazio sulle scale dove Albin ha spinto gli altri per coprirgli la ritirata) Edoard! E il figlio della Cages aux Foles.

GEORGES No!

Georges si precipita su Mme Dieulafoi e la prende tra le braccia. Lei si divincola

Mme DIEULAFOI Io tra due braccia senza sesso!

GEORGES (Tenendola abbracciata) Non lasciamoci ingannare dallapparenza!

Mme DIEULAFOI Mi sento male! E la prima volta in vita mia che mi sento male

ALBIN (Che si fa bastonare dalle altre due) Aiuto aiuto.

GEORGES Non ti servir niente gridare

TABARO (E nel frattempo ha messo una parrucca e una vestaglia di pizzo) Ci vado anchio.

GEORGES No.

TABARO Vado a cantare loro qualcosa (Si dirige verso la porta)

Zorba che ha ripreso il controllo della sua macchina fotografica mitraglia tutti di foto, intanto che Mercedes neutralizza Albin. In quel momento Simone esce dalla camera di Dieulafoi.

Mme DIEULAFOI Cosa fate nella camera di mio marito!

SIMONE Lo trattenevo. Voleva scendere.

ZORBA (scorgendo Simone) ma io la conosco quella donna! Ma io conosco sempre piu gente qui!

GEORGES (lasciando Tabar e precipitandosi verso la scala) Simone! Rientra immediatamente!

Mme. DIEULAFOI (cercando di interporsi) Ma no! Ma mai nella vita.

GEORGES Rientra, si.

Egli spinge Simone nella camera di Dieulafoi e chiude la porta. Vi ci si appoggia contro. Mme Dieulafois lo prende a pugni.

Mme. DIEULAFOI Edouard ! Edouard! Non ti lascia salire.

GEORGES (ad Albin indicando Zorba) Impediscigli di fotografare!

ALBIN Stai bene, tu, sul tuo promontorio?

GEORGES - In ogni caso non lasciarlo scappare!

Il gioco di Albin ora di impedire a Zorba, aiutato da Mercedes, di venir fuori con la sua razione di cavolate. Mme Dieulafoi abbandona Georges per andare a bussare alla porta di sua figlia.

Mme. DIEULAFOI Muriel, Muriel, fa qualcosa. (la porta si apre: Laurent appare) Ah! Il mostro! Rendetemi mia figlia!

Zorba ha approfittato di questo piccolo momento di accordo per filare verso la porta di entrata. Laurent scatta verso la scala.

LAURENT Zorba! Ah! Questa volta me la paghi!

Prima che Zorba abbia avuto il tempo di mettere la mano sulla maniglia della porta Laurent su di lui. Mme Delafoi si avventata nella camera di Muriel.

ZORBA Non si gioca con i vestiti. Mercedes fa qualcosa: distrugge tutti i miei affari.

MERCEDES Ma non posso, mi sta girando il polso, sono maniere da sciattona!

ALBIN (accentuando la sua presa) Io, sono una sciattona?

MERCEDES Si , si, una sporca sciattona !

GEORGES (che viene in aiuto) Chi aiuto!

ALBIN Va bene , tengo!

GEORGES - Non fargli pero male.

ALBIN Lo tengo tenacemente ma con grazia.

LAURENT (a Georges) Prendi la macchina, presto! (Georges prende la macchina mentre Laurent cintura Zorba. Laurent. Tenendo sempre Zorba ) E adesso la mano alle dame!

ZORBA tu per i buoni colpi, ti conservo.

MERCEDES Voi me la pagherete tutti e due.

Albin e Laurent escono spingendo i prigionieri davanti a loro.

ALBIN (rientrando) sono sempre i migliori che se ne vanno.

LAURENT (richiudendo la porta) Grazie! Vi siete battuta bene.

Mme Dieulafoi esce dalla camera carica di bagagli; e seguita da Muriel.

Mme DIEULAFOI Allez arriva Muriel.

MURIEL Ma aspetta un minuto mamma.

GEORGES Ascoltate madame, riprendiamo il problema da zero.

ALBIN Si cancella tutto e si ricominca, Camilla.

Mme DIEULAFOI - (picchietta la porta della camera di Dielafoi) Se avete terminato con mio marito, desidererei riprendermelo. (Simon apre la porta) Vieni, Edouard, con tutti i tuoi bagagli ci spiegheremo piu tardi.

DIEULAFOI Ma non c niente da spiegare.

LAURENT (avvicinandosi a Mme Dieulafoi) Volete ascoltarmi?

Mme. DIEULAFOI Non avvicinatevi! Senno facciamo a pugni. Ho labitudine, sapete, durante i meeting caro idiota!

SIMONE (prendendo Mme Dieulafoi per il colletto) Ripetilo, gallina!

Mme. DIEULAFOI (spaventata) gallina?

SIMONE Ripetilo gallinache mio figlio e un idiota.

Mme. DIEULAFOI Suo figlio? Quale figlio Georges

GEORGES - Quindici minuti dintermezzo! Il bar! Chiamate il bar! (e si lascia cadere su una sedia)

ALBIN (idem) Vorrei vivere unaltra vita!

LAURENT Questo non ragionevole mamma!

SIMONE Ah! Scusatemi ma se resta qualcuno normale, bisogna che per lo meno che questo si sappia!

Mme. DIEULAFOI Di meglio in meglio! E la figlia di una governante.

DIEULAFOI (imbarazzato) Si, ma comunque una governante!

Mme. DIEULAFOI Non ho niente contro le governanti. Ma una governante che fa un figlio con un travestito, tu capirai

DIEULAFOI Si ma perlomeno una donna. E meno grave che se fosse il figlio di due uomini.

Mme. DIEULAFOI Spiegherai questo ai tuoi avversari politici?.

DIEULAFOI Posso.

Mme. DIEULAFOI Allora! (Ad Albin, Laurent e Georges che formano un gruppo ai piedi della scala) Si pu uscire?

ALBIN ( a Dieulafoi) Signore! Signore, lasciate che Vi parli da uomo a uomo.

DIEULAFOI Io mi domando

ALBIN (girandosi verso Mme DIEULAFOI) Signora

Mme DIEULAFOI Non mi hanno mai parlato da uomo a uomo; non incomincer certo alla mia et: lasciateci perdere.

SIMONE ( a Muriel) Allora, voi amate Laurent?

Mme DIEULAFOI Vi proibisco di parlare a mia figlia.

SIMONE Non avreste trascinato qui i vostri genitori se si fosse trattato di una semplice avventura.

DIEULAFOI Non rispondere Muriel, una trappola.

MURIEL Io amo Laurent.

SIMONE - Grazie

LAURENT Grazie

GEORGES Grazie

ALBIN Grazie dal profondo del cuore.

Mme DIEULAFOI Si amano! Tutti si amano. Cosa c ancora da vedere. Andate, sbrigatevi.

Va ad aprire la porta.

DIEULAFOI Dei fotografi! Ci sono dei fotografi sotto il bancone!

Mme DIEULAFOI Non farti vedere Edoardo. Pensa alla tua conferenza.

DIEULAFOI Sono una decina. Sanno che sono qua.

GEORGES Pensi che Zorba abbia avvisato i suoi colleghi?

ALBIN (ai Dieulafoi) Voi siete una persona in vista, certo. Della vera carne al fuoco!

Mme DIEULAFOI - Che carogne!

DIEULAFOI Non possiamo uscire. Ci riconoscerebbero!

FRANCIS (facendo irruzione) Padrone, pieno di fotografi.

GEORGES Ve lo avevo detto, (scende)

Mme DIEULAFOI (a Muriel) Vedi, con le tue frequentazioni, adesso puoi ringraziarlo.

MURIEL Lo ringrazio di fare tutto ci che fa per prendersi cura di me.

Mme DIEULAFOI Tua figlia bacata.

GEORGES (risalendo) Siamo accerchiati.

DIEULAFOI Cosa facciamo? Cosa facciamo? Cosa facciamo?

Mme DIEULAFOI Ah! Non lamentarti!

GEORGES E certo che non posso uscire in questo modo.

ALBIN Bene. E necessario che io salvi la situazione, ancora una volta. Allora, per sfuggire al nemico ecco cosa vi propongo. Se voi mi promettete di essere molto comprensivi per Laurent e Muriel

DIEULAFOI Dite!

Mme DIEULAFOI Si, dite!

ALBIN Ma occorre che siate molto comprensivi.

DIEULAFOI Bene noi li sposeremo.

Mme DIEULAFOI Visto che si amano. Visto che tutti si amano.

ALBIN Se vi vanno vi vorrei prestare dei miei vestiti. Ma vi avviso sono di taglia 40.

DIEULAFOI Mai e poi mai mi metter la 40!

GEORGES Oh! Ma una 40 grande, sapete!

SIMONE Non penso che uno dei miei vi vada meglio.

Mme DIEULAFOI Provali, Edoardo, la nostra sola speranza.

DIEULAFOI Camille!

Mme DIEULAFOI Provali!

GEROGES Vado a cercarvi qualcosa.

Albin e Georges aprono il guardaroba dei costumi

ALBIN Oh! Vi faccio vedere! Ho una piccola mise bergre Luigi XII che un incanto.

Mme DIEULAFOI No, Edoardo, Luigi XII uno stile che non ti sta bene.

GEORGES C la tahitiana con la collana di fiori.

Mme DIEULAFOI Non puoi metterti la collana alla tua et!

ALBIN Oppure una grande scollatura fin sulla coscia.

DIEULAFOI Non avreste qualcosa di pi semplice!

GEORGES Ci sono dei costumi del finale del Charleston.

ALBIN Oh! Il vestito dell Dolly Sisters, sarebbe adorabile su di lui!

DIEULAFOI Io, una Dolly Sisters!

Mme DIEULAFOI Prova questi, Edoardo, non il momento di fare il difficile.

GEORGES Penso che vi possano andare bene.

ALBIN ( presentando parecchi vestiti Dolly Sister) Quale preferite? Io credo che quello malva gli andrebbe bene come tinta. Cosa ne dici, carina?

Mme DIEULAFOI Oh! Carina!

GEROGES Si, oppure il verde mandorla.

ALBIN Andato per il vede mandorla!

Albine e Georges cominciano ad aiutarlo a svestirsi.

DIEULAFOI Posso fare la solo! Posso fare da solo!

Mme DIEULAFOI Datemi laltro.

DIEULAFOI Bene, tu non ti vesti?

Mme DIEULAFOI - Perch non dovrei vestirmi? Tu non crederai di lasciarmi qui: anchio sono presa di mira. Datemi questa roba (comincia a svestirsi). Erano due le Dolly Sisters!!!

ALBIN (occupata a vestire Dieulafoi, a Georges) Bisognerebbe fare una pince qua!

GEORGES Va beh, vorr dire che andr senza pince.

ALBIN Va bene, ma sappi che fa delle pieghe.

DIEULAFOI Cosa faccio dei pantaloni?

GEORGES Toglieteveli! Far pi Dolly Sisters!

SIMONE Datene uno anche a me, visto che ci siete. E meglio che passi inosservata.

Mme DIEULAFOI Perch uno anche alla domestica?

SIMONE Perch la domestica conosciuta dai fotografi pi di voi.

Mme DIEULAFOI questa ragazza un enigma.

DIEULAFOI Non avreste un collant color carne?

ALBIN Ah no! Io non impresto i miei collant!

DIEULAFOI Oh! (ironico) ma come siete servizievole!

Mme DIEULAFOI Date un vestito anche a mia figlia.

MURIEL No mamma, io ho i miei.

Mme DIEULAFOI Fai quello che ti dico, altrimenti quelle persone ti riconosceranno.

ALBIN Non bisogna lasciare andare soli questi signori. Accompagnamoli un pezzo.

Infila un costume Charleston.

GEORGES E il minimo che la cortesia ci obblighi a fare.

Egli la imita.

DIEULAFOI - ( completamente vestito) Avete delle scarpe?

ALBIN Si ma non ve le presto. Se no me le sformate.

DIEULAFOI Ma non vi si pu proprio chiedere nulla! Io non esco senza scarpe. Avete delle scarpe?

GEORGES Prendete quelle piccole verdi di Albin, nellarmadio, potrebbero esser un po grandi per voi!

ALBIN (che si sta vestendo) Ho capito! Grazie!

Tutti sono affaccendati, prendono le cose degli altri, si agitano, scelgono delle parrucche. E un vero vespaio. Mme Dieulafoi, da parte sua, inalbera una parrucca stile Infante Velasquez (quelle altissime).

Mme DIEULAFOI Io sono pronta.

ALBIN - No, mia cara, non la parrucca di Velasquez; liscia con la frangia!

MURIEL (riferendosi alla parrucca del padre) Ridatemi la quella bianca pap! Voi ne avete gi una. Io lho scelta prima di voi.

DIEULAFOI Si. Non mi va, mi fa troppo vecchio.

MURIEL Ah! Dovete sempre prendere le mie cose!

DIEULAFOI ( a Laurent) Non mi fa troppo vecchio?

LAURENT No, vi da un tono.

DIEULAFOI (a Simone) Non mi fa troppo vecchio?

ALBIN Laurent, vestiti. Hai unaria spenta.

GEORGES. Oh no! Laurent no!

ALBIN Cosa? Laurent no? Non vorr lasciare che la sua fidanzata se la fili da sola, no?

SIMONE Albin ha ragione, tanto al punto in cui siamo tutti

GEORGES Non vale la pena di preoccuparsi tanto.

Ora sono tutti imbardati e agghindati.

Mme DIEULAFOI (dirigendosi verso la porta dingresso) filiamocela ora.

GEORGES Siete pazza, non di l!

Mme DIEULAFOI Perch?

GEORGES Voi non vi rendete conto? Una armata di Dolly Sisters che escono da una casa privata sar la prima pagina di France-Soir, domani mattina.

Mme DIEULAFOI Allora, diteci Buon Dio, perch la nostra sorte nelle vostre mani!

GEORGES Noi passeremo sulla scena per fare il finale 1925 con tutta la troupe delle Dolly Sisters, e poi scapperemo sparpagliandoci per le vie.

DIEULAFOI Ci riconosceranno.

ALBIN Saremo in ventidue con gli stessi vestiti e le stesse parrucche.

Mme DIEULAFOI Ma io non oser mai mostrarmi in scena.

GEORGES Ma dovrete solo ballare un po.

Mme DIEULAFOI Ma io non so ballare; non ho mai saputo ballare!

SIMONE E molto facile il Charleston. Guardate (e fa una bella dimostrazione di Charleston). Avete visto!

ALBIN Io non lo ballo cos, ma va bene lo stesso.

GEORGES Vado a mettervi la musica

Fa come dice

ALBIN (a Dieulafoi) Andate, carina.

Laurent e Muriel si sono avvicinati a Mme Dieulafoi per mostrarle i passi.

Mme DIEULAFOI spero che il popolo francese ci sar grato.

Sono praticamente tutti in linea. Simone un po avanti, facendo da insegnante. Essi canterellano il Charleston.

ALBIN (a Dieulafoi) Pi femminili i fianchi! Sono i fianchi che vi tradiscono!

DIEULAFOIS Siete bizzarro, voi.

GEORGES E poi, voi avete lavambraccio mascolino!

DIEULAFOI Scusatemi tanto, ma di nascita. (Mentre Albin gli indica delle posizioni pi femminili Georges andato a prendere la macchina fotografica e fotografa a ripetizione il gruppo. Dieulafoi cerca di precipitarsi su di lui, ma viene trattenuto da Albin.) Ah che canaglia! no , Camille, prende delle foto!

Mme DIEULAFOI Lo sappiamo che sono delle canaglie, ma continua provare, se non farai la figura dellimbecille davanti al pubblico.

GEORGES (fermando la musica) Perfetto, miei fanciulli! Sembra che non abbiate fatto altro nella vostra vita. In scena per il finale! (apre la porta di comunicazione) Passate Signore, Passate Signore.

E tutti passano

Mme DIEULAFOI Ho paura, dimmi merda.

DIEULAFOI Merda

GEORGES Passate Signore.

DIEULAFOIS Mi sento goffo in questi vestiti; baller male.

GEORGES Passate Signore.

SIMONE Siate felici.

LAURENT Grazie mamma.

GEORGES Passate Signore.

MURIEL (a Georges) Ti amo.

GEORGES (indicando Laurent) No sbagliate, la donna a fianco.

MURIEL (a Laurent) Oh scusa, ti amo.

LAURENT Ti amo! Grazie Pap.

GEORGES Passate Signore. Ah queste donne, tutte queste donne, questa quantit di donne esaltante! Era talmente tanto tempo che non mi travestivo . Mi fa unimpressione

ALBIN Ma mio piccolo, sei ridicolo travestito. Non hai niente di una donna! Non hai grazia ne sensibilit.

GEORGES Ebbene, ti far una confessione mia cara: proprio cos che mi sento meglio! E mi domando se non sarebbe meglio che restassi cos!

ALBIN Ma tu sei completamente pazzo. Noi non siamo mai stati una coppia di donne. Immagina cosa direbbero i vicini

SIPARIO

    Questo copione è stato visto: