Le carte sono truccate

Le carte sono truccate

Le carte sono truccate

Commedia in tre atti di

LUIGI MENNA

Personaggi, in ordine di apparizione:

Nunziatella, la domestica

Felice, il factotum

Filomena Scartavento, moglie di Reginaldo

Reginaldo Scartavento

Ferdinando Scartavento, figlio di Reginaldo e Filomena

Antonio Scognamiglio, lavvocato

Peppinello guarda e femmene, laiutante a tempo determinato

Donna Assuntina, la vicina

1 operaio

2 operaio

Gargiulo, ispettore di polizia

Voci fuori campo

ATTO I

Scena 1

Napoli, anno 1954. Una sala con tre porte, il locale in cui si svolge la maggior parte della vita familiare. Una ampia finestra aperta che d sulla via. La stanza arredata con un grande tavolo al centro, sul quale posto un candelabro in metallo; alcune sedie attorno al tavolo; una vetrina nel cui interno sono disposti, in bellordine, il servizio buono e dei soprammobili dozzinali. Alla parete, sono appesi i ritratti fotografici degli antenati. Di lato, una vecchia poltrona sgangherata e polverosa coperta da un una tela stinta, sgualcita e strappata in pi punti. Contrasta col resto dellarredamento che invece di discreta qualit. Dallesterno si sente il consueto vociare indistinto dellinizio di giornata. Estate, fa molto caldo, mattino presto.

Nunziatella con un piumino della polvere in una mano e il battipanni nellaltra, entra dalla porta di sinistra seguita da Felice che la incalza. una giovane piacente e spigliata. Si muove velocemente e non disdegna di mostrare la sua provocante avvenenza. Indossa un vestito attillato dalla generosa scollatura.

Nunziatella Guardate qua, guardate! Quella, donna Filomena, non tne ch fa stamatina. Niente di meno, mi ha chiesto di spolverate e riassettare questa schifezza. (si riferisce alla poltrona)

Felice un petulante. Ha la mania di alternare frasi in un italiano stentato a forme dialettali. Potrebbe avere dai quarantacinque ai cinquantanni, ma ne dimostra di pi. calvo. Inforca un paio di spessi occhialetti a stanghetta sopra la punta del naso. ossessionato da una lieve balbuzie che non vuole ammettere nemmeno a s stesso. Gli occhi sempre socchiusi e le labbra sporgenti, lo fanno somigliare ad un roditore intento ad annusare ovunque.

Felice e tu fllo, ca timprt. E fai ambrss che ancora non ho preso o caf. E mi sento comm ... Che so!... Si nun me piglio o caf a matina nun me fide accummenci a iurnata. Ecco!

Nunziatella N Fel, matucabburame?

Felice voglio sapere se o caf o bbuo' fa' o no? Che gi tardi e se don Reginaldo, quando scende, non trova il negozio in perfetto ordine, se la piglia cu me, se la piglia . Epochiosnte!

Nunziatella (recitando la parte della servetta devota) Ah! il signorino Felice vuole il caff. Presto preparate il caff per il signorino ca tne prssa mafmmeopiacr!... Bbuocaf? Efattl.

Felice (con affettato trasporto) Cmme! Tu si a vita mia, a nnarnmurta mia. Io mi leverei il pane di bocca per darlo a te

Nunziatella eh! Fel E che schifo! Il pane di bocca.

Felice (seccato) che centra, un modo di dire

Nunziatella e tu nun o rcere. Che a me, il pane dalla tua bocca, mi fa schifo (guardandolo dallalto in basso, sprezzante) e pure tttu o risto.

Felice nun rcere accuss Nunziat, che mi ferisci overamnte! Nuziat jmme! facmme stu caf. O sje che io nuno sacc f.

(Nunziatella, nel frattempo, intenta a sbattere la poltrona dalla quale escono nugoli di polvere, accumulata in decenni di incuria, che la fanno tossire disgustata)

Nunziatella E gi! Perch io mo tngo o tiemp e metterm a fa pure o caf, a chistu scarafone. Cse e pzz!

Guardate qua, guardate: questa porcheria apparteneva alla buonanima del nonno di don Reginaldo e da allora, si pu dire, nessuno lha potuta toccare nemmeno per pulirla!

Felice Soltanto il primogenito della famiglia Scartavento, cio: o nnno, o pte e don Reginaldo stesso si sono potuti assttare l ncppa. Per carit e chi a tucc. Be! Sai che ti dico? M il caff me lo vado a prendere al bar qui allangolo. Con tutta questa polvere, capace che mi viene un attacco dasma.

Nunziatella (indicando con ostentazione un candelabro sul tavolo) E beh Fel! quant vero iddio, se non te ne vai, capace che t arriva cacc csa e pesant rnto 'ecurna.

Felice E che modi! Vato, vato. (con trasporto) Nunziat, pi tu mi tratti male e io cchi mazzcco. cchifrteeme!

Nunziatella Fel, ma tu fsse scim overamnte? Ma lievte a miez, fmmi sto piacre. Ges, Chist ascito pzzo!

Scena 2

Felice sta per uscire quando entra Filomena: una donna di rara bellezza, fascinosa e sensuale, anche se trascurata. Ha cinquantanni,ma ne dimostra almeno dieci di meno. Dai modi sbrigativi e risoluti. Appare insoddisfatta, non riesce a essere serena, ossessionata com dalle apparenze, dal Cosa dir la gente. Il suo matrimonio non la soddisfa, perch non le consente di vivere secondo le sue attese. in vestaglia, ha in mano una tazza di caff bollente che sorseggia dopo averlo preventivamente raffreddato, soffiandovi ripetutamente.

Filomena Fel, tu stai qua, ancora?

Felice Buon giorno donna filum. Stavo uscendo proprio adesso. Se mi volete scusare

Filomena no. Aspitta nu mument. Nunziat con questa caldo, tutta questa polvere dentro casa! Potevi farti aiutare da chsto sfaticato a portare fuori sul terrazzo il cimelio, prima di sbatterlo.

Nunziatella ( fra s, intendendo la poltrona) ma pecch nun a jettmmo direttamnternto a munnzza. U tu. intile ca fai finta e ninte. E sentte ca rtto a signra? dmmi na mno!

Felice no, no. Io non a tcco. Se per disgrazia dovesse arrivare don Reginaldo, succide nu macillo. E poi, mi sa che porta pure male. Quello, don Reginaldo, me lha rtto chiramente: Fel, ricordati sempre quello che sto per dirti. Non ti avvicinare alla poltrona. meglio. Se per disgrazia lavss a tucc anche solo distrattamente, putss pass nu guio.

Nunziatella Oh Marnna mia! E io la sto vttenn a sta matna!

Felice (Felice fa il classico gesto quando, a Napoli, si accenna ad una persona defunta).

Filomena (poggiando la tazzina sul tavolo) Nun date rtta a sti fessrie. Sono tutte fisime di mio marito. Una cosa certa: (esasperata) sta fetenzia, dnto a casa mia, non a posso ved cchi.

Ma mai possibile, dico io, che in una casa per bene come la nostra, si debba mantenere questa usanza barbara. Ma come! Per anni e anni si tiene una poltrona in questo stato? Quello mio marito qunno s asste ll ncppa (sarcastica) A meditare, come dice lui quando si alza tiene il vestito tutto pieno di polvere e di chi sa qua utra purcara.

E poi, tra quindici giorni ci trasferiamo a Terzigno per la villeggiatura e lui se la vuole portare appresso, come sempre. Io dico m: che figura facciamo, anche con i facchini

No, no. Qualcuno doveva prendere liniziativa, e lho presa io. Adesso, a sua insaputa, la puliamo per bene e quando poi si trover di fronte al fatto compiuto, sar contento pure lui.

Fel, svrto, aiuta Nunziatella a portare fuori la poltrona, poi la sbattete come dio comanda, la lavate con cura e quando si sar asciugata la riportate al suo posto. Vedrete che laria di questa casa sar pi respirabile, dopo.

Ho parlato pure con mio figlio. Anche lui daccordo, anzi mha ritt: Mamm chello ca' fai tu smpe ben fatto e si nun a lev a miez tu, un giorno o laltro, a levio.

Felice e pecch nun lha levta isso?

Filomena ca aie rtto?

Felice No, dicevo: datosi che il signor Ferdinanto giovane e di larghe vetute, avrebbo potuto accontentarvi prima, visto che lui, alla maledizione della poltrona, ha sempre detto che non ci crre. Ed essendo pure il primogenito, non vuole nemmeno approfittare dei vantaggi che, a sentire don Reginaldo, potrebbo ottenere.

Filomena e quali sarebbero questi vantaggi?

Felice Sign io nun sccio ninte e nun voglio rrcere niente. Quello, don Reginaldo, su questo argomento non si sbottona. Dico solamente, che quando il mese scorso, don Reginaldo ha azzeccato un ambo secco sulla ruota di Napoli, prmma: ha passato na jurnta sna, sna assttato ll ncppa. (indica la poltrona con espressione tra lo schifato e lintimorito).

Filomena fmmi o piacre! S trattato di un caso. Un caso fortunato, ma sempre caso. E allra? Qunno lnno passto stato tre jurni e tre ntti smpe ll ncppa, che doveva azzeccare un terno e andava dicendo che ogni giorno che passava poteva 'nduvin nu nmmero Che ha ndovinato? Ninte proprio. Dei tre nmmeri che ha cacciato, nun ascito mnco no, in nessuna ruota...

Felice ma don Reginaldo, allepoca, dictte che non era riuscito a concentrasi bbne pecch, datosi ca vje e o risto della famiglia o scucciavte smpe ca la doveva fern, lammina, gli ha fatto perdere i sentimenti e i nmmeri nun song ascite!

Filomena ma qua concentrato. Fusse na butta epummarola! Quello era pi il tempo che passava a dormire che quello che passava a pensare. E poi a digiuno, senza mangiare niente n di giorno e n di notte! Quando, alla fine s deciso e fern a cummddia, non si reggeva in piedi e n utro pco, vedeva a Marnna ro Crmine.

Nunziatella sign se dobbiamo pulezz sta zuzzmma meglio che ci sbrighiamo che tra poco si alza don Reginaldo e allora non se ne fa niente.

Filomena vero, meglio che ci sbrighiamo.

I tre si avvicinano alla poltrona, Felice e Nunziatella si chinano per sollevarla. Donna Filomena si appresta a guidare le operazioni di trasporto. La poltrona non si lascia sollevare facilmente dato il suo considerevole peso. Alla fine, con molto sforzo, la poltrona viene portata fuori dalla porta di destra, che d sul terrazzo. Donna Filomena ritorna al centro della scena, riprende la tazzina di caff, che nel frattempo aveva posata sul tavolo e ricomincia a sorseggiare.

Scena 3

Entra Reginaldo. un uomo sulla sessantina, magro, scavato, dallaria ascetica. Indossa una giacca da camera scura sopra il pigiama a righe. arruffato per essersi alzato da poco. Sbadiglia ripetutamente. Non indossa gli occhiali e pertanto, la sua vista annebbiata, sia per la miopia che per il sonno non del tutto smaltito.

Reginaldo una nottataccia. Una notte dinferno. Non m riuscito di chiudere occhio niente . Tutta a ntte a girarmi e rigirarmi rnto o litto. A da ssere stata a psta e fasli e jre sra M rimasta ncppa o stmmaco. Una pietra, proprio qua o vr (si mette una mano allimboccatura dello stomaco). E lacidit poi Un vero tormento per carit! (guardando la moglie con intenzione).

Tu non ti sei accorta e ninte vero E gi pecch tu non taccorgi mai e ninte, tu. Tu dormi! Vita a te, Filum, ca pu addurm. Ma come fai, dico io, come fai? un sonno cos profondo, tranquillo, senza incubi, sereno (guardando la moglie di sottecchi)

Putsse pass nu reggimento e carabinieri a cavallo, ncppa o litto, naturalmente dalla parte mia, che tu non ti scomponi.

Filomena (mentre tenta in tutti i modi di frapporsi tra il marito e la poltrona che non pi presente nella stanza. Adirata e acida) E beh! Che vuoi dire? Che dovevo rimanere sveglia per assistere impotente alla tue manfrine notturne. Io devo dormire. Genn, aggia addorm! Di giorno fatico dalla mattina alla sera per mandare avanti la casa Che se era per te, a questora Nun me fa parl Genn, nun me fa parl

Reginaldo po a matna, cu tttto o bllo sunno ca te si fatta si smpe a stessa: acida e scorbutica E poi, ti ho detto mille volte che non mi devi chiamare Gennaro. Stu nmme nun o posso sntere, nun me pice

Filomena e che ci posso fare se ti chiami Gennaro, Reginaldo, Scartavento. Quando tho conosciuto ti facevi chiamare Gennaro. E io accuss tggio chiammto smpe. M mi sono abituata e certe abitudini, non si perdono facilmente E poi, Gennaro o Reginaldo, che differenza fa, smpe tu s, o no?.

Reginaldo no signore. Nun cmme rce tu: e nmme e purt io, e io scelgo quello che mi conviene di pi. Gennaro un nome comunissimo che non d nessuna distinzione. A Napoli, dmme tu, chi non si chiama Gennaro? Assistiamo a una vera e propria inflazione di Gennari! Un nome che si associa immancabilmente con tutti quei fantasiosi soprannomi che il popolino ignorante usa al posto del cognome. Un vero e proprio invito al pubblico ludibrio. Per esempio: o verdummro ca tne o magazzno sotto o palzzo o chimmano Gennaro pizzatorta. E tutti quelli della famiglia song pizzatorta invece che Esposito.

Se un forestiere, mettiamo il caso vero chiedendo un informazione, vuole sapere dove abita Gennaro Esposito, la gente subito chiede quale soprannome ha, e hanno pure ragione. Pecch di Gennaro Esposito ce ne sono a migliaia, ma che dico a migliaia, a decine di migliaia. E se tu non sai il soprannome non c modo di identificare la persona che stai cercando.

Filomena (insofferente) E pecch con Reginaldo nun a stssa csa?

Reginaldo no signre, nun a stssa csa. Intanto, di Reginaldo nel quartiere ci sono solo io, ma a parte questo, Reginaldo non si associa con niente che non sia il cognome regolarmente registrato allanagrafe Filum, (guardingo) ma tu lo sai qual il soprannome che hanno appioppato alla mia famiglia?

Filomena (sta al gioco per distrarre lattenzione del marito dal fatto della poltrona mancante.) no, non lo so. Sentiamo, qual ?

Reginaldo (sottovoce) fmmedujeva.

Filomena Come? Non o sentito.

Reginaldo (pi forte, ma non troppo) fmmedujeva.

Filomena (Accenna ad uno scoppio di riso, ma si trattiene.) fmmedujeva! Ne Genn e tu in tutti questi anni di matrimonio non me lhai mai detto Beh! Poteva andarti peggio. (Scoppia a ridere nonostante gli sforzi per non farlo).

Reginaldo (molto seccato,ma senza scomporsi troppo) Lo vedi perch non te lho mai detto? Pensa se si sapesse in giro. Diventerei immediatamente, Gennarillo fmmedujeva

Filomena (viene colta da una crisi di riso irrefrenabile a cui non riesce a porre rimedio) Scusa Genn, ma non riesco a frenarmi! Ma chi sa perch poi? Proprio questo

Reginaldo E chi o sape,! Forse qualche (a Filomena che non sa trattenersi. il suo uno di quegli attacchi di riso che, nonostante tutti gli sforzi per evitarlo, riemerge continuamente, irrefrenabile) Va bu, Filum, e m basta, m

Filomena (A fatica) S! Scusa, scusa M pssa (non ce la fa) (finalmente) passto! (si asciuga le lacrime e si stabilizza)

Reginaldo Dunque, stavo dicendo forse qualche mio antenato che sicuramente si chiamava Gennaro si distino perch continuava a chiedere due uova: Gennar, che vuoi magiare stasera? Ma non lho so fmmedujeva. E dai oggi e dai domani, qualcuno decide che fmmedujeva la maniera pi appropriata per distinguerti. Queste cose nascono cos, per scherzare o per invidia: qualcuno che magari ti vuole male, ti appioppa un soprannome che ti rimane incollato o nmme pe tutte e generazioni future. E poi non c pi niente da fare. Tu ti puoi ribellare, puoi protestare, importi per carit! Peggio. A quel punto lo scherzo diventa sberleffo pubblico e tu trovi ad essere la macchietta cittadina. (Strizza gli occhi per guardarsi in giro e fa il gesto di cercare qualcosa nelle tasche della giacca.) Ho dimenticato gli occhiali ncppa a culunntta, vado a prenderli e mi vado pure a dare una sciacquata che oggi si muore gi di prima mattina!

Filomena E va, va. Quando torni ti faccio trovare o caf pronto, bello, caldo, caldo.

Reginaldo (asciugandosi il sudore) Pure si nun accuss cvero! (esce)

Scena 4

Filomena si avvicina alla porta di destra facendo segni inconsulti a Nunziatella e Felice perch riportino la poltrona. I due rientrano, imbrattati di polvere con la poltrona e la depongono al suo posto.

Nunziatella Sign, e qua surtntoa polvere avimme levto e nemmeno tutta, che per fare un lavoro come si deve, nc vulsse na jurnta.

Filomena lo so, lo so. Ma mio marito pu tornare da un momento allaltro e con gli occhiali addosso, impossibile che non saccorga che la poltrona non c.

Felice mglio accuss! Ca io mi sento gi o malucchio ncullo. E m passata pure a vglia e caf.

Scena 5

Entra Ferdinando detto Fif, figlio di Reginaldo e Filomena. un giovane alto, allampanato, non una cima. Veste un completo grigio con tanto di camicia, cravatta e fazzoletto nel taschino. Porta un paio di baffetti appena accennati ed pettinato alla moda. Si d arie da gran signore ed costantemente irritato da chi ritiene essere inferiore a lui. Insomma, uno con la puzza al naso.

Fif Buona giornata a tutti!

Felice Don Ferdinando i miei rispetti

Nunziatella (civettando un po) Buona giornata a voi Don Ferdinando. Avete dormito bene?

Fif (con spocchia) S, grazie.

Filomena Fif, bello e mamm! Sei tornato tardi ieri sera?

Fif E s, tardissimo. Ho passato la serata con gli amici al circolo, poi abbiamo fatto un giro lungo il corso e siamo finiti a bere qualcosa al caff Bella Napoli. Sul lungo mare cera un bel fresco e Sapete come succide! ci siamo messi a parlare del pi e del meno fino alle tre. A quel punto ci siamo lasciati e finch sono arrivato a casa, si sono fatte cinque. Vco nu pco strtto, veramnte. Ieri sera poi, era tardi assai e mi sono coricato senza nemmeno cenare, ma in compenso ho passato una bella serata.

Filomena Eppure, figlio mio, stamattina sembri fresco come una rosa Quanto sei bello! vero che bello il mio bambino!

Nunziatella s, s. Bello assai. Io lho dico sempre!

Felice bello e buono! Quello, don Ferdinando, sa come farsi voler bbne da tutti!

Fif (Schernendosi, ma lusingato) ma no, che dite!? Avr dormito si e no tre ore. Mi sono messo un po di quellacqua di colonia che ho comprato la settimana scorsa e che mi era stata consigliata da Geg. Un vero toccasana contro la stanchezza. costata una cifra, ma n valsa la pena e gli effetti benefici, si vedono e si sentono. Comunque sia, sono davvero stanco.

Scena 6

Reginaldo (che nel frattempo entrato senza essere visto, vestito per uscire) E i srdi ar laie pigliati? (fra s, ma non troppo)

Fif Buon giorno pap. Scusate non ho capito

Reginaldo (sarcastico) no, dicevo, e i soldi per fare tutte queste belle cose dove li hai presi?! Tu non lavori, non vuoi lavorare: la serata con gli amici, il caff, lacqua di colonia Queste cose costano e visto che io soldi non te ne do e non te ne voglio dare, mi domandavo dove hai preso i soldi. Oppure devo pensareche otre che sfaticato sei pure scroccone.

Fif mamm avete sentito? sempre la solita storia! In questa casa la vita diventata insopportabile. (al padre) Io vorrei sapere cosa faccio di male per meritarmi, da parte vostra, questi continui rimproveri, ogni volta che mi vedete.

Reginaldo Niente. Non fai niente. E questo proprio il problema. E pure non facendo niente, vivi come un signore e non ti fai mancare nessuna cosa.

Filomena Genn quanto sei indisponente e prmma matna.

Reginaldo (alla moglie) Ti ho gi chiesto di non chiamarmi Gennaro E non lo voglio ripetere pi. (al figlio) La solita storia, eh! Tu trovi il tempo di passare la notte con gli amici, ma il tempo per trovarti un lavoro decente non ce lhai. In negozio da me non vuoi venire Voglio sapere i soldi dove li prendi, chi te li d?

Filomena Glieli ho dati io, va bene? Glieli ho dati io! Sar padrona di dare qualche soldo a mio figlio? In negozio da me. Vuoi far fare a tuo figlio, la stessa fine che hai fatto tu: chiuso in quel buco tutto il santo giorno a vendere e aggiustare cappelli.

Reginaldo E pecch, un mestiere dignitosissimo

Felice dignitosissimo, sicuro!

Reginaldo tu sttte ztto, e cpito? Chi ti ha interrogato. Queste sono questioni di famiglia, questioni che non ti riguardano e non ti devi intromettere. (alla moglie) Le mamme cmme a te sono la rovina dei figli sempre a giustificare, a comprendere, a soddisfare ogni minimo capriccio... a viziare Cos i figli diventano mariuoli e poi si piange. Si signore, si piange.

Se si risale alle origini, si vede che sempre dietro ogni mariuolo, ci sta na mamma.

Filomena ma tu che vai cercando dal quel povero ragazzo, non lho vedi com sciupato, e poi ancora troppo giovane per impegnarsi

Reginaldo ma qua sciupato. Nu pzzo e mmo a chlla manra. Tne trentanni, Filum. Tne trentanni. E ancora non un ha mestiere in mano.

Fif ventotto, per la verit.

Felice e vero, trentanni non li ha ancra.

Reginaldo (lo fulmina con unocchiata)

Felice no, vulva rcere che ancora piccerllo o guagline. Quando poi far i trentanni, se ne parla.

Reginaldo ne fel, ma tu da che parte stai?

Felice Dalla vostra don Reginaldo, sempre dalla vostra.

Filomena Adesso finiamola, che stamattina fa pure caldo e io nun me fido mnco e parla. Per fortuna che, tra una quindicina di giorni, andiamo a passare un po di villeggiatura al fresco. Qua, ogni giorno che passa, il caldo aumenta sempre di pi. Nunziat, bella mia, va a fa o caf che mio marito non lha preso ancora. Fif, che dici, ti preparo na bella zppa e latte, come piace a te?

Felice io nemmeno ho preso il caff, veramente! (viene completamente ignorato e lui assume unaria rassegnata)

Nunziatella vado subito (esce facendo un inchino ammiccante mentre passa vicino a Ferdinando)

Reginaldo In questa casa non si pu affrontare mai un discorso serio che subito si taglia corto E Facciamola finita!...

Fif Pap, voi insistete perch io venga a lavorare con voi

(Filomena fa cenni al figlio di non esasperare la discussione, Reginaldo se ne accorge)

Reginaldo iniziato il telefono senza fili!.[1]

Fif (Insiste) ma non vi siete accorto che luso del cappello ormai al tramonto? Sono pochi quelli che lo portano costantemente. A parte i preti e i militari, nessuno ormai gira a capo coperto e i giovani men che meno Insomma pap, il mestiere del cappellaio destinato a scomparire. Poi voi lavorate ancora con i sistemi artigianali del secolo scorso, con costi di produzione altissimi rispetto a quelli dellindustria, che producendo in serie, facilmente pu far fronte al fabbisogno, a costi bassissimi.

Reginaldo Mi fa piacere sentire che finalmente ti interessi del lavoro di tuo padre, ma questa non farina del tuo sacco, e no! Qualcuno ti ha messo in testa queste idee, che tu ripeti come un pappagallo; un po per darti un tono, e un po per giustificare il fatto che comunque non fai niente. E gi, perch se il mio mestiere non lo vuoi fare, perch come dici: sorpassato, appartiene al secolo scorso eccetera, nessuno ti vieta di fare qualcosaltro Ti ricordo poi, che tutto quello che abbiamo, compreso la bella vita che tua madre ti fa fare, lo devi al negozio e alle ore che passo in quel buco e capto Filum. E m me so scuccito Si signore. Me so scuccito: mai un apprezzamento, un ringraziamento, un penziro gentile e chsto che cose Voi sputate nel piatto dove mangiate, questa la verit

Filomena e pecch, il lavoro cha faccio io rnto a sta casa, dalla mtina alla sera, quello non conta niente? E a me chi mi ringrazia? Chi si interessa di quello che faccio io? La verit sai qual ? Che lo dobbiamo fare e basta.

Reginaldo Scusa Filum, e dove sta scritto?

Filomena che cosa?

Reginaldo che lo dobbiamo fare e basta. Questa mentalit, questo modo di vedere le cose ci che rovina i rapporti nelle famiglie. Il sentirsi obbligati, costretti a immedesimarsi nei ruoli familiari fino allabnegazione, allannullamento totale di s stessi. La famiglia cos diviene una gabbia, una prigione insopportabile una condanna allergastolo E gi, pecch dura tutta la vita, proprio come lergastolo

Filum, perch stiamo assieme noi due, te lo sei mai chiesta?

Filomena Eh! Tante di quelle volte

Reginaldo e che risposta ti sei data?

Filomena Genn, a tutti i costi vu f questine stamtina! Non cominciamo con le tua solita filosofia da quattro soldi. Io tngo cch fa! E cpito? Non ho tempo da perdere.

Reginaldo nessuna questione, vorrei che rispondessi serenamente alla mia domanda.

Filomena e se la risposta non ti piacesse?

Reginaldo sono le risposte che non mi piacciono quelle che mi interessano di pi.

Filomena Sinte a me, Genn, meglio che la finiamo qua. Questo un argomento pericoloso Sai come comincia, ma nun sai cmme fernsce!

Reginaldo e cmme fernsce, Filum Cmme pu fern? Ci possiamo dire tutto quello che non ci siamo mai detti, quello che abbiamo soffocato in anni e anni di sopportazione reciproca Alla fine, continueremmo a stare qua, io e te, come se niente fosse, a f finta e vulrci bbne cmme na vta talliqurdi, Filum? Quando era tutto vero!

Filomena e m nun cchi ovro. volersi bene! na frse ca nun me dice cchi ninte da tnto, ca nun mallicurdo cchi o timpo ca vuleva dicere qucche ccsa. Noi ci siamo sposati, e va bene. Ci amavamo? Sissignore, ci amavamo. E po ch successo? Nun o sccio, Genn! Cirte ccse succidono Forse perch io volevo altro dalla vita! Quando ci siamo sposati, pensavo che me lo potevi dare tu, ma nun stto accuss. Cc nun cgna mai ninte: chive smpe, pre se fra ce sta o sole ca lce. E jurnate sng smpe e stesse la noia, Genn. O sfastrio che certi jrni me snto daffuc. La vita per essere degna dessere vissuta, non dico in continuazione, ma almeno un volta ogni tanto, ti deve stupire; deve riservarti delle sorprese che so: un cambiamento, qualcosa che non ti aspettavi e che improvvisamente, varia il corso della tua esistenza e ti fa fare un salto di livello. Invece io ti saprei dire esattamente quello che succeder oggi, domani, laltro domani e cos via, per i giorni a venire. Genn, la nostra vita uno schema chiuso che si ripete nel tempo, inesorabile, cmme nu castigo e Ddio.

Reginaldo Hai voluto scomodare il Padreterno addirittura il castigo di Dio. Ma tu ca bbu ra me? Se vuoi il cambiamento, la prima che deve cambiare s tu.

Filomena Io? Ma se io non aspetto altro!

Reginaldo S signore, proprio tu. Quando si hanno aspettative al di sopra delle proprie possibilit, o ci si adegua a quello che si ha, senza pretendere dagli altri quello che non possono, e sottolineo, non possono dare. Oppure ci si rimbocca le maniche in prima persona, per ottenere quello che si desidera. Le possibilit che ho io, le sapete quali sono E non mi pare che manchi il necessario a nessuno. Anzi, (al figlio) specialmente a te.

Filomena vorrebbe tanto continuare. Il suo sguardo velato dal rancore, dal rampinato di tutto ci che, secondo lei, avrebbe potuto avere e che non ha avuto. Poi, rendendosi conto della presenza del figlio e di Felice si trattiene.

Fif Finitela adesso, j. Queste discussioni forse meglio che le facciate in privato

Scena 8

Entra Nunziatella con un mazzo di 24 splendide rose rosse.

Nunziatella Donna Filum, queste rose sono per voi. Lha portate proprio adesso il garzone del fioraio. (le porge a Filomena che le accoglie compiaciuta e imbarazzata al tempo stesso)

Filomena E chi pu averle mandate io non ne so niente per so blle assi!

Reginaldo ci sta nu buglitto vedmmo che r sta nvit.

Filomena (Filomena titubante e cerca di schernirsi, poi passa nuovamente il mazzo a Nunziatella e apre il biglietto. sconvolta, ma anche compiaciuta) Qua dice: un modesto omaggio da un vostro ammiratore segreto. (si aggiusta una ciocca di capelli) E chi pu essere?!

Reginaldo Volevi il cambiamento? Eccoti servita.

Filomena fammeopiacr! Sar quaccherno che vo pazzi. Sicuramente uno scherzo (a Nunziatella) ma tu non hai chiesto chi li ha mandati.

Nunziatella ha detto il garzone, che chi li manda, vuole restare anomino.

Reginaldo Anonimo!

Nunziatella Eh, accuss. Allora io gli ho chiesto se lui laveva visto

Filomena Beh?

Nunziatella ha rtto accuss, ha rtto: Un signore alto con i baffi e la barba La barba e i baffi pu ssere, ma alto! chillo, o garzone, crto, crto.

Filomena Non conosco nessun signore alto con barba e baffi. Comunque, i fiori so belli Nunziat, trova un vaso e mettlli ncppa a tvula.

Nunziatella Si signora.

Reginaldo Come sarebbe Tu accetti fiori da uno sconosciuto? Nunziat chiama il garzone e digli che i fiori non possono essere accettati.

Nunziatella quello gi se ne andato

Reginaldo allora riportarli tu personalmente.

Filomena Insomma! La vuoi finire, o no? I fiori li hanno mandati a me e io decido cosa farne. Me li tengo. Nunziat fa come ti ho detto, ma prima porta o caf.

Nunziatella esce.

Reginaldo Ma come?! Tu ricevi un mazzo di ventiquattro rose rosse da un ammiratore segreto e reagisci cos? E io che ci sto a fare io sono un uomo e non posso tollerare che mia moglie

Filomena Aah! Genn, qunto si scuccinte! Chi o cansce a chstu. Ha voluto spendere i soldi inutilmente per mandarmi delle rose? Peggio per lui. Grazie, buona giorno e figli maschi (taglia corto) Fif, bello e mamm, a zuppa e latte, la vuoi?

Reginaldo a zuppa e latte! Cose e pzzi!

Fif No mamm, stamattina ho una certa fame, che ieri sera non ho cenato Fammedujeova, pe piacere.

Reginaldo sobbalza e Filomena, vista la reazione del marito, lo compatisce. Reginaldo si appoggia al tavolo colto da un improvvisomancamento.

Reginaldo dove hai sentito quella frase?

Fif Quale frase, pap?

Reginaldo quella che hai pronunciato proprio adesso.

Fif a zuppa e latte?

Reginaldo no, quella lha detta tua madre. Quella che hai detto tu pocanzi

Filomena Tuo padre vuole sapere dove hai sentito dire fammedujeova.

Fif Da nessuna parte. Tenevo nu pucurllo e fmma e ho chiesto se per piacere, potevo avere due uova. Ecco tutto. Che c di male Pap, ma vi sentite bene?

Reginaldo sto benissimo. No, non li puoi avere. In questa casa uova non ce ne sono. Le uova non ci piacciono, fanno male al fegato e quindi non le compriamo.

Fif si rivolge sconcertato alla madre chiedendo, a gesti, se suo padre fosse impazzito.

Felice scusate. Se posso intromettermi. Ma di uova ce ne debbono essere ancora. Donna Filomena, proprio ajre, mi ha mandato dal fruttivendolo qua sotto, a comprarne na duzzna.

Reginaldo, va a sedersi sulla poltrona e vi si adagia sconfortato.

Reginaldo Fel, si nu fetnte!

Felice e pecch don Regin, che ho detto? Voi mi mortificate!

Filomena Fif, vieni bello e mamm, vieni in cucina che mamma tua ti fa le uova al tegaminoChe in questa casa, a qualcuno, andato di volta il cervello. (Escono)

Scena 9

Entra Nunziatella col vassoio del caff sul quale sono posate una caffettiera fumante, due tazze e la zuccheriera.

Nunziatella pronto il caff bollente per don Reginaldo, gi versato e zuccherato come piace a voi!

Felice fa cenno a Nunziatella di posare il caff sul tavolo e di andarsene, che non il momento.

Nunziatella ma ch succisso!

Felice (cercando di non farsi sentire da Reginaldo, che sembra in trans) Niente, niente. entrato in meditazione. Lssa o caf ncppa a tvula e vattnne.

Nunziatella, sconcertata, sospinta da Felice, esce.

Scena 10

Felice si appresta a servire il caff.

Felice Ecco qua, don Regin, m ce piglimmo na bella tazzullla e caf, ca o mnno dppo cgna culre. (porge la tazzina a Reginaldo il quale la prende e inizia a sorseggiare) Se permettete, me la piglio pure io (versa il caff anche per s, abbondando vistosamente con lo zucchero)

Reginaldo Fel, pecch nun mitti o caf direttamente rnto a zucchriera, accus fai prmma!

Felice scusate, don Regin, a me o caf, mi piace bllo dce

Reginaldo e purtte o zccaro, nta vta. Ti porti il tuo bel sacchetto personale di zucchero e ne disponi come vuoi. Se riesci ad ottenere un caff, cacci o scchetto, ti versi lo zucchero che vuoi e nessuno ti pu dire niente invece tu approfitti e irriti le persone.

Felice o sacchtto a casa?

Reginaldo proprio cos.

Felice me pare brtto!

Reginaldo No, fel. Sinte a me, fa accuss ca mglio. (Reginaldo, gi dal momento in cui s seduto, continua a dimenarsi sulla poltrona come se ci fosse qualcosa di assai strano, come se non la riconoscesse) Sta pultrna tne qucche csa ca nun f capce. Tu ne sai ninte?

Felice (imbarazzato) No, den Regin, ninte proprio.

Reginaldo Fel, s succisso qualche cosa alla poltrona, me lo devi dire

Suonano alla porta

Felice (tentando di svicolare) Se permettete, vado ad aprire

Scena 11

Entra Nunziatella trafelata e in affanno

Nunziatella Don Regin, don Regin Ci sta quel quello jettatre dellavvucto Scognamiglio. O Oh Marnna mia, quant brtto! Fa 'mpressina. Tutto nero: pare na curnacchia (spaventatissima) Chiede di voi.

Reginaldo (anche lui non proprio sereno) e va beh! Io sto seduto sulla poltrona (guardando Felice), che mi protegge, e vero fel? Perch mi protegge, o sbaglio?

Felice (sempre pi a disagio) certamente come sempre. A pultrna un potente portafortuna e poi, vostro nonno e vostro padre, pace allanima loro! Vegliano non vi pu succidere niente di mle (evasivo) Col vostro permesso io andrei a mettere ordine nel negozio, che s fatto tardi

Reginaldo Statti qua e non ti muovere.

Felice (affranto) Don Regin, io nun a tengo a pultrna

Reginaldo e di che hai paura? Ti piazzi qua, nel raggio dazione dellinfluenza benefica delloggitto scaramantico, cabalistico(non gli vengono altri aggettivi roboanti) (sornione) Fel taiast cc. Non te ne puoi andare. Il negozio pu aspettare.

Felice (fra s) i o sapvo. Vir che disgrzia stamatna!

Reginaldo Nunziat, ar sta lavvucto?

Nunziatella (indicando la porta a sinistra) Sta rto a porta

Reginaldo E fallo entrare, non lo facciamo aspettare non si sa mai: dovesse irritarsi per lattesa

Felice Fa amprssa. (si mette dietro la poltrona)

Nunziatella va ad aprire, ma prima si accerta che la maniglia sia di metallo, apre la porta trattenendo la maniglia e nascondendosi dietro il battente mentre entra lavvocato Antonio Scognamiglio.

Scena 12

La descrizione che Nunziatella ha fatto dellavvocato Scognamiglio non gli rende giustizia. vero, veste di nero, porta occhiali da sole scuri, baffi e barba nerissimi, ma sicuramente un uomo prestante. i suoi modi sono sbrigativi e burberi. Entra senza togliersi il cappello.

Scognamiglio Don Reginaldo, i miei rispetti! (porge la mano a Reginaldo, il quale si alza porgendo la mano a sua volta, ma tenendo laltra aggrappata saldamente alla poltrona. I due si stringono la mano. Nunziatella sguscia fuori) spero godiate di buona salute!

Reginaldo (sprofonda velocemente nella poltrona e trattiene con forza i bracciolo) Ringraziando iddio, s Ma accomodativi, vi prego. Felice, porta un sedia allavvocato. (Felice va a prendere un sedia, ma porta con s anche il candelabro di metallo) A che debbo lonore di questa visita? (a Felice che nel frattempo ha fatto sedere lospite, sempre tenendo il candelabro in mano) Fel, che vai facendo con sto candelabro?

Felice No, nel caso vi servisse pi luce ho pensato che

Reginaldo (con imbarazzo) Ma che stai deicendo? (allavvocato) E mattina, abbiamo tutte le finestre aperte, ci vediamo benissimo Abbiate pazienza, avvocato Gradite una tazza di caff, un bicchierino di rosolio.

Scognamiglio no, grazie. Non vi disturbate, sono a posto cos, grazie.

Reginaldo come volete allora, di che si tratta?

Scognamiglio Si tratta di questione assai riservata, voi mi capite!? (fa cenno alla presenza di Felice, intendendola inopportuna)

Felice (Felice se ne accorge) Io veramente, gi me ne volevo andare... e se permettete

Reginaldo (facendo cenno a Felice di non muoversi) Non preoccupatevi, avvocato. Felice persona fidata e poi non vedo il motivo di tanto mistero, siamo tra persone oneste, mi pare. Quindi, possiamo parlare alla luce del sole.

Scognamiglio Dunque, don Reginaldo, sono venuto a disturbarvi per conto di certi miei clienti, di cui, per il momento, non posso fare il nome. Voi tenete una propriet dalle parti di Terzigno

Reginaldo (con soddisfazione, quasi con orgoglio) S, sono due ettari di terreno, per met coltivati a vigneto e per met a oliveto.

Scognamiglio C pure una bella casa padronale

Reginaldo la propriet appartiene alla mia famiglia da generazioni Anzi, tra quindicina di giorni ci ritireremo l per la villeggiatura. Qui a Napoli di questa stagione non si pu proprio stare: il caldo, questo clima umido, specie a ntte, non fa dormire come si deve insomma per noi si tratta di un rifugio estivo a cui non rinunzieremmo per nessuna ragione. Tra una quindicina di giorni, come dicevo, poco prima di ferragosto, chiudiamo casa e negozio vero Fel

Felice Certamente. Come s sempre fatto da quando mi ricordo

Reginaldo Felice sta con noi da sempre, si pu dire Ma vedo che siete ben informato

Scognamiglio per lappunto Vedete, don Reginaldo, questi miei clienti conoscono molto bene il sito e sarebbero interessati a farvi un offerta vantaggiosa

Reginaldo Avvocato, vi debbo interrompere immediatamente. La propriet non in vendita.

Scognamiglio Scusate, ma non vi ho ancora detto quanto vantaggiosa sia questofferta

Reginaldo ma io non la voglio sentire, abbiate pazienza avvocato, se vi ho detto che non in vendita e lho detto, come avrete notato, in modo perentorio, vuol dire che non c spazio per la bench minima trattativa. Avvuc nun a voglio vnnere, ma anche se volessi non potrei. (Assumendo un tono burocratico) C un vincolo testamentario che stabilisce linalienabilit della propriet che deve rimanere di pertinenza esclusiva della famiglia insomma, per farla breve, nessun notaio stilerebbe latto di vendita dopo aver preso visione del testamento. Ma a parte questo, il motivo, ancora pi vincolante per me, che vendendo, offenderei irreparabilmente la memoria

Scognamiglio 30 milioni.

Reginaldo (sconvolto, si asciuga il sudore, guarda Felice che rimasto ammutolito anche lui dallentit della cifra. Le parole gli escono a fatica) Scusate avvocato, volete ripetere, per favore?

Scognamiglio 30 milioni. S signore. In contanti e senza battere ciglio. 15 milioni in anticipo a titolo di caparra e 15 alla stesura definitiva dellatto di vendita. I miei clienti non intendono perdere tempo con inutili contrattazioni e quindi offrono il massimo.

Felice Avete detto proprio melini!?

Scognamiglio certamente. Che vi credete?

Felice no, niente (trasognato) melini che bella parola! Da queste parti non che si sente tutti i giorni. Melini! e quante carte da mille lire sono? Cos, per curiosit.

Scognamiglio (seccato) E facteve o cnto che vlite a me.

Reginaldo (schiarendosi la voce) eh! Certo che una bella cifra Ma, ammesso e non concesso che io volessi vendere vero col testamento, come la mettiamo?

Felice (accentuando lespressione da roditore) eh! Come la mettiamo?

Scognamiglio di questo non il caso di preoccuparsi, una gabola si trova per aggirare il problema. Io sono specializzato anche in diritto testamentario Insomma, limportante che voi vi convinciate a vendere.

Felice e cirto! Ma sa d truv a gabbia e chi sa a r st (la domanda posta in tono affermativo, con tono di garbato rimprovero) Voi certamnte lo sapete Ma poi, dentro questa gabbia, che ci mettiamo?

Scognamiglio (esasperato) Ah! Sentite, ma vje site proprio na zcca cavallna e scusate!

Reginaldo Fel e statte zitto pe piacre abbiate pazienza avvocato Quello che non capsico come mai i vostri clienti, pagherebbero una cifra tanto alta per una propriet che ne vale, s e no, un terzo.

Scognamiglio Questa non cosa che vi deve riguardare. Se vi sta bene la cifra, e io credo che vi deve stare bene, accettate e non se ne parla pi. Ja. (aprendo la borsa come se fosse cosa fatta) Ho qui pronto il documento da firmare e la procura per versare a vostro nome o a nome di chi vi pare, la cifra corrispondente alla caparra

Reginaldo (sardonico) Ci debbo pensare.

Scognamiglio come sarebbe?

Reginaldo Eh, avvuc, ci debbo pensare. Poi non capisco: voi arrivate qua in casa mia, allimprovviso, col contratto pronto, i srdi n mna

Felice Con la fama che avete

Scognamiglio (alzando il tono, irritatissimo) E quale sarebbe questa fama, sentiamo.

Reginaldo lasciate perdere, avvocato!

Scognamiglio no, no. Voglio sapere. (a Felice) che r sta fama?

Reginaldo lasciate perdere, avvocato, vi prego! Felice voleva dire: con la fama di ottimo professionista quale siete

Scognamiglio Ah, beh! (a Felice) Volevate dire questo?

Felice Esattamente come dice don Reginaldo. (Fra s, riferendosi la candelabro) comunque io a chsto nun o lsso!

Scognamiglio (sempre molto irritato) perch, sapete? Si dice in giro che io sarei uno iettatore

Reginaldo Ma per carit! Non date retta a queste stupidaggini, frutto dellignoranza e della superstizione.

Felice pe carit, nun date retta, nun date retta (con la manica della giacca si mette a spolverare il candelabro).

Scognamiglio Sentite, non perdiamo altro tempo, accettate lofferta o no?

Reginaldo Ecco avvocato, io non ho capito ancora che cappello portate.

Scognamiglio che centra adesso il mio cappello?

Reginaldo Eh no. Il cappello centra eccome. Io faccio il cappellaio, come immagino sappiate, e di solito so distinguere il tipo di cappello che le persone portano

Scognamiglio Io proprio non capisco il mio un semplice Borsalino e penso che con il vostro mestiere labbiate riconosciuto subito.

Reginaldo non si tratta della marca.

Scognamiglio e di che si tratta, allora?

Reginaldo vedete, avvocato: ciascuno di noi, a secondo dei ruoli che ricopre, indossa un cappello differente: c il cappello delle buone intenzioni e quello delle cattive; ce il cappello del diretto interessato e quello dei facenti funzione. Ma il pi delle volte i cappelli sono stonati, non si intonano col resto dellabbigliamento, che so: la bombetta portata con una tenuta da cacciatore, la paglietta col cappotto, la coppola col frak I cappelli che portiamo tutti, quasi sempre sono stonati perch il ruolo, la posizione che occupiamo realmente nella scala sociale, non corrisponde a quella che immaginiamo di avere, la quale sta sempre pi in alto di quella che in realt abbiamo.

Voi siete venuto qua vero con una proposta allettante e vi confesso che, per un momento, ho pensato pure di accettare. Col cappello della convenienza, ho cominciato a pensare che con tutti quei soldi si possono fare tante cose: ingrandire il negozio, aprire unattivit pi congeniale per mio figlio e con quello che resta, ci si potrebbe comprare pure un altro podere. E tutto questo, senza muovere un dito, semplicemente apponendo una firma sul vostro documento Ma, vedete avvocato, questo cappello su di me stonato: Il frak con la coppola! E gi.

Io non porto cappelli.

Li fabbrico, li vendo, ma non ne porto. Mi danno fastidio, non li sopporto mi soffocano il pensiero... Alcuni poi, come mi pare nel vostro caso, indossano pi cappelli contemporaneamente: quello del facente funzione e quello dellinteresse diretto e tutti e due, se permettete, sono stonati. Insomma, avvuc, se non indossate il cappello giusto, quello per cui veramente siete venuto a parlarmi, non c possibilit di capirsi Vi tradisce il tono con cui vi proponete: a momenti, conciliante e persuasivo; a momenti: tassativo e persino minaccioso. Voi siete qualcosa di pi di un semplice intermediario e qualcosa di meno del mandante diretto. Non so se mi sono spiegato.

Scognamiglio vi siete spiegato benissimo. E anchio voglio essere franco con voi. Le persone che mi hanno dato lincarico, non sono disposte a ricevere un rifiuto. Per tanto, o accettate questa offerta con le buone, oppure dovrete accettarla con le cattive a condizioni, certamente, meno favorevoli. Non so se mi sono spiegato.

Reginaldo Ecco, finalmente il cappello in tono. La propriet non in vendita. Ve lho detto allinizio e lo confermo adesso.

Scognamiglio la vostra ultima parola?

Reginaldo senza possibilit di appello.

Scena 13

Entrano Filomena, Fif e Nunziatella che nel frattempo stavano origliando. Sono molto eccitati e contrariati dal rifiuto della vendita.

Filomena Genn nun f a cpa tsta come al solito tuo. Qua si tratta del nostro futuro e di quello di nostro figlio. A filosofia nun centra proprio niente

Fif pap, lavete detto pure voi: un attivit pi congeniale per me! E poi un altro podere, magari vicino al mare, lo possiamo sempre acquistare in un secondo momento

Filomena Genn, o accetti lofferta, o io e mio figlio ce ne andiamo di casa

Felice e pure io

Reginaldo Stavate origliando dietro la porta, eh! Tutti con i cappelli perfettamente intonati. Non vi sfiora nessun dubbio. (Allavvocato) Hanno colto al volo le opportunit, linteresse non capiscono nientaltro. La barava moglie, il figlio devoto, il servo fedele questi erano cappelli completamente fuori luogo. Adesso tutto diventa pi chiaro. I rapporti acquistano un luce pi vera, la vera indole delle persone emerge con chiarezza e si pu ragionare sapendo esattamente quello che taspetta.

(ai familiari) Io vi sono grato. Veramente! Perch se prima mera rimasto qualche dubbio, voi lavete fugato definitivamente.

Avvuc, per quel che riguarda noi due, ci siamo detto tutto, mi pare.

Scognamiglio Non volete proprio ripensarci

Reginaldo No.

Tutti intervengono contemporaneamente per tentare di convincere Reginaldo a cambiare idea. Si crea una grande confusione: chi urla, chi minaccia, chi si dispera. Reginaldo sprofonda nella poltrona e sembra parlare con entit ignote al di fuori della percezione sensoriale. Assume, di volta in volta, espressioni adeguate ad una vera conversazione. Gesticola con le mani, persino. Intorno a lui tutto confusione e strepiti. Reginaldo, in fine, assume unespressione soddisfatta, tipica delluomo che ha fatto la cosa giusta al momento giusto, con lapprovazione dei suoi misteriosi interlocutori.

Una voce alterata emerge dal coro.

Filomena Ma guardatelo com beato com soddisfatto. un pazzo, matto da legare

Scognamiglio Se pazzo, fatelo interdire. (Si crea un improvviso silenzio e tutti si volgono verso di lui con vivo interesse).


ATTO II

Scena 1

Terzigno, 15 agosto 1954. La casa padronale del podere. Tutto larredamento risale allinizio del900 in uno stile che ricorda volgarmente il liberty. Il fondale costituito da unampia vetrata decorata da cui si intravede il giardino allesterno. Di lato, un salottino con due poltrone, un tavolinetto basso e una lampada a stelo dal paralume frangiato. Nel mezzo, un tavolo da pranzo massiccio con le sedie ordinatamente disposte intorno. Dallaltro lato, in bella vista, la poltrona scaramantica con a fianco, un piccolo trom su cui posto un antico grammofono a tromba e alcuni dischi dopera lirica. Sullo stesso lato, un ampia credenza rustica che non si combina col resto dellarredamento. Appesi alla parete campeggiano gli immancabili ritratti degli antenati che, assieme alla poltrona, sono sempre al seguito di Reginaldo.

Ci sono tre uscite: una sulla sinistra, vicino al salottino; una al centro, ricavata dentro la vetrata e una a destre, in prossimit del grammofono.

Filomena e lavvocato Scognamiglio sono seduti in poltrona nel salottino, tenendosi teneramente, entrambe le mani, mentre si guardano negli occhi con trasporto. Filomena, adesso molto pi curata e la sua bellezze emerge prorompente.

Scognamiglio Filum, allora siamo daccordo? tutto predisposto, appena otterremo il consenso di tuo figlio, diamo fuoco alle polveri. Filom, se tu non mi aiuti, sono inguaiato veramente. Quelli me la fanno pagare e poi

Filomena Ma ti pare! Posso negarti qualche cosa? Poi non lo faccio solo per te, anchio sono convinta che non ci sia altra soluzione. il fatto di noi due che non mi d pace Siamo stati degli incoscienti, questa la verit!

Scognamiglio (il tono ambiguo, deve capirsi che non del tutto sincero) Amore mio! Io nemmeno posso andare avanti cos. Non resisto pi. Tu ti neghi, non vuoi pi incontrami, mi sfuggi e io muoio di desiderio

Filomena Ma come facciamo, bene mio! Io sono una donna sposata, ho un figlio grande. La nostra storia non ha futuro, non ne pu averne. Tu mi capisci, mi devi capire

Scognamiglio No, io capisco solo una cosa, che ti voglio, ti desidero sopra ogni cosa, che senza di te sono io che non ho futuro (la frase detta con intenzione, quasi a dimostrare che non si tratta di una semplice affermazione da innamorato, ma della pura verit, come si dimostrer in seguito). Dalla prima volta che ti ho vista, in casa tua, ti ricordi, Filum

Filomena e come posso dimenticarlo! E tutte le volte che ti facevi trovare dove stavo io quando uscivo! Sembrava per caso, ma invece lo facevi apposta. Sempre gentile, sempre premuroso tutti quei fiori! Alla fine, tanto hai fatto, che ho ceduto

Scognamiglio io non avevo che un pensiero. E quando ho capito che anche tu mi ricambiavi, la mia vita non stata pi la stessa Filum, io non dormo pi, non mangio pi, il mio lavoro, che prima era la mia ragione di vita, adesso passato in secondo piano. Insomma Filum, io ti devo avere. Costi quel che costi (si avvicina per baciarla).

Filomena (prima sembra corrispondere, poi si sottrae malvolentieri) calmati amore mio, potrebbe entrare qualcuno. Ma non possiamo. Oh, mio Dio! Siamo due pazzi, due incoscienti irresponsabili. Ti rendi conto?

Scognamiglio no, Filum, non siamo pazzi. Siamo due persone che si vogliono bene e che hanno il diritto di dirlo a tutti. Che tutti sappiano, non mimporta Sono stufo di incontri segreti in squallidi alberghetti di terzordine, come due ladri, quando non facciamo nulla di male

Filomena Come non facciamo nulla di male, ma cosa dici? Una donna sposata con un figlio, e neppure tanto giovane!? Se si venisse a sapere sarebbe un disastro per tutti.

Scognamiglio la gente dimentica in fretta. E poi che timporta del giudizio degli altri, quando c lamore, tutto lecito

Filomena No, no no. Uno dei due deve rinsavire e quella sono io. Ormai ho deciso. Con dolore, Ant, con dolore che Dio sa quello che mi costa, ma la dobbiamo finire qui. finita, Antonio, ora, adesso. (tenta di staccare le mani da quelle di lui, ma lo fa con non troppa convinzione)

Scognamiglio Filum, cos mi uccidi (si sporge per baciarla una seconda volta, la trattiene e la spinge verso di s. Lei si sottrae, tenta di respingerlo trattenendolo al tempo stesso in una specie di schermaglia fatta anche di gemiti soffocati e sospiri)

I due sentono avvicinarsi qualcuno dietro la porta: Ferdinando che parla con Nunziatella. Filomena e Scognamiglio si ricompongono.

Fif (prima di entrare. Il tono quello del richiamo, evidentemente i due si trovano ad una certa distanza) Nunziat, pop a ro sta?

Nunziatella (fuori scena, risponde ad alta voce) Sta facnno a Buttgl' e pummarla con Felice, donna Assuntina, e Peppinello guarda e femmene. Stanno ll da stamtna presto

Scena 2

Fif (entra, ma rimane sulla porta continuando il dialogo con Nunziatella) E speriamo che si sbrighino che tra poco ora di cena. Oggi festa grande! (si accorge della presenza dei due) Avvocato Scognamiglio, che piacere!

Scognamiglio Il piacere tutto mio, signor Fif. State in piena forma, vedo?

Fif non mi lamento, anche se a Terzigno mi annoio assai. Qua non ci sta niente, nessuno svago che possa interessare a un giovane come me. Cos, quando proprio non ne posso pi, me ne torno a Napoli e ricomincio a vivere. Questo posto una vera tomba, pensate che dopo le otto di sera, per la strada, anche in piena estate, non si vede nessuno, se non qutto vicchi mizo mbrichi che passano tutto il santo giorno in piazza. A proposito, avvocato, e per quella storia dellinterdizione?

Scognamiglio vedete, signor Fif, se non riuscite a convincere don Reginaldo a vendere non se ne fa niente. Listituto dellinterdizione non applicabile nel caso di vostro padre

Fif ma voi avevate lasciato intendere che era possible

Scognamiglio No, mi avete farinteso. Io dicevo cos per dire, in un momento di esasperazione per il fallimento della trattativa, ma certamente, sapevo benissimo, che quella strada non era legalmente praticabile. Vostro padre non rientra nella casistica prevista dallarticolo 414 del codice civile, che disciplina la materia.

Don Reginaldo ragiona benissimo e nessun medico ne attesterebbe linfermit mentale.

Fif (esasperato) allora non si pu fare niente. E noi dovremmo rinunciare ad una simile occasione per un puntiglio, per la testardaggine di un vecchio rimbambito che altro non sa fare, che consultarsi con una vecchia poltrona E questo secondo voi non infermit mentale?

Filomena siamo ridotti che ormai non ci parla pi e quando deve dirci una qualche cosa, che proprio non ne pu fare a meno, ce la manda a dire dai domestici. Si figuri che nel discorso diretto c sempre un intermediario. Lui parla allintermediario che poi riferisce, anche se siamo a due passi luno dallaltro

Scognamiglio io dico soltanto che non possibile intervenire legalmente

Fif e allora?

Scognamiglio E allora, allora Bisognerebbe intraprendere altre strade, altre iniziative magari Come dire Non proprio cristalline Ecco!

Fif Se avete qualche idea, vi prego di dirla, non fatevi riguardo.

Scognamiglio (rivolto ad entrambi) ma voi fino a quanto sareste disposti a spingervi

Filomena fin dove necessario.

Fif Andiamo, avvocato, non teneteci sulle spine.

Scognamiglio Ai miei clienti e a me (piccola pausa per riprendere il discorso escludendo la responsabilit dei clienti). O meglio, diciamo che questa soprattutto unidea mia, e che potrebbe avere una buona probabilit di riuscita

Fif (seccato) venite al dunque, avvocato. Voi tergiversate un po troppo. Scusate. (con ironia) Non che dobbiamo commettere un omicidio, no?

Scognamiglio No, no. Per carit, Per chi mi avete preso?! Qua omicidio. Una cosa meno cruenta certamente. Insomma, la mia proposta e questa: sappiamo tutti quanto don Reginaldo tenga alle colture presenti nel podere, cio al vigneto e alloliveto. Diciamo che per lui il valore del podere costituito essenzialmente da questi due elementi. Se per disgrazia dovessero essere distrutti, ai suoi occhi, il podere stesso, perderebbe di ogni valore e dunque, anche il suo rifiuto a vendere verrebbe meno. Siete daccordo?

Fif Certamente s. Luliveto era presente, anche se malandato, mentre il vigneto lha piantato il nonno. Sono tre generazioni che, sia luno che laltro, sono curati con la massima premura e quanti soldi se ne vanno ogni anno per mantenerli nello stato in cui si trovano, senza ricavarne una lira di guadagno! la vendita dellolio e del vino non basta nemmeno a pagare le spese. La vigna poi, ormai vecchia e bisognerebbe reinnestarla, ma lui non ne vuole sapere

Filomena Figuriamoci! Quello non vuole nemmeno che si levi la polvere da quella specie di catafalco (la poltrona), per non cancellare le tracce della presenza dei suoi antenati Se la porta smpe apprisso, se la porta. Sta ll, vedete? Labbiamo dovuta trasportare da Napoli perch senza non pu stare. Senza di me e di suo figlio magari s, ma senza chlla csa ll non se ne parla proprio.

Scognamiglio bene. Supponiamo che in questo periodo di siccit sono quattro mesi che non si vede una goccia dacqua scoppiasse un incendio devastante che distruggesse tutto quanto?

Fif un incendio, dite?

Scognamiglio proprio cos, un bellincendio in piena regola, di quelli che non lasciano in piedi nemmeno un filo derba; una devastazione, una rovina totale; spettacolare e terribile come una maledizione e Ddio

Fif s, ma poi lofferta dei vostri clienti si abbasserebbe di conseguenza

Scognamiglio signor Fif, ai miei clienti, delle colture, non interessa un fico secco. Loro sono interessati alla terra nuda e cruda, alla superficie libera. Anzi, per loro sarebbe pure un risparmio, visto che una volta acquisita la terra, dovrebbero comunque spianare il terreno e abbattere le piante.

Fif quindi voi dite che bisognerebbe appiccare un incendio Doloso?

Scognamiglio A meno ch, nel frattempo, non ci pensi il Padre Eterno per conto suo, ma dubito

Fif E chi farebbe il lavoro?

Scognamiglio (sarcastico) lo volete fare voi?

Fif io? E che centro io?

Scognamiglio se non lo volete fare voi personalmente, bisogna ingaggiare degli specialisti che sanno come si procede in questi casi perch non bisogna commettere errori, nemmeno il minimo errore. Altrimenti tutto si pu trasformare in una tragedia dalle dimensioni incalcolabili. Se lincendio sfugge di mano e la catastrofe. (con una sinistra luce negli occhi) Per esempio, lo sapete che gli ulivi bisogna incendiarli a uno a uno; che lulivo brucia prima dallinterno e fino a ch non s consumato tutto da dentro, da fuori, non si vede quasi niente. Alla fine implode in un nugolo di scintille e cenere incandescente e non ne rimane pi niente. Eh! Lulivo duro a morire. Anzi, si pu dire che immortale e solo il fuoco lo pu distruggere definitivamente E quando muore, muore con fierezza, rimanendo in piedi fino alla fine. La vigna no. La vigna brucia con facilit: si appicca il fuoco su due o tre piante nella direzione del vento e il gioco e fatto. Lincendio si propaga veloce e inarrestabile, un filare dopo laltro. (assorto, con uno sguardo quasi allucinato come se vedesse e gustasse le immagini evocate)

Sguardo dintesa tra Filomena e Scognamiglio: tra loro il piano gi stato concordato.

Fif Avvocato, (non risponde) Avvocato ci siete ancora?

Scognamiglio (si riprende) Come dite? Ah! Scusate si tratta di argomenti, per me, molto affascinanti Scusate ancora.

Fif No, volevo dire, e se arrivano i pompieri e spengono tutto?

Scognamiglio devono arrivare da Napoli, perch qua non ce ne stanno e quando arrivano?! Hai voglia a chiamare!

Fif Piuttosto i vicini, potrebbero dare una mano!

Scognamiglio e come, signor Fif? Coi secchi dacqua da tirare su dai pozzi? Unimpresa immane e disparata Ve lo dico io, signori miei! Di fronte ad un incendio di queste proporzioni, tutti assisterebbero impotenti fino alla fine, e la maggior parte delle energie, sarebbero impiegate per fare i modo che lincendio non si propaghi ai poderi vicini.

Fif mi sembra un buon piano E certo che per pap sarebbe un brutto colpo

Filomena ma alla fine si dovr rassegnare. Daltra parte, se non c altro modo! Per me la cosa si pu fare anche subito.

Fif a questo punto direi, pure per me. Come intendete procedere, avvocato?

Scognamiglio Vi confesso che, ad ogni buon conto, io avevo gi organizzato tutto da qualche tempo, (altro sguardo dintesa con Filomena) aspettavo solo di parlarne con voi, prima di dare il via libera agli uomini che sono pronti ad attivarsi ad un mio semplice cenno A proposito, vogliono essere pagati in anticipo, voi capirete, se qualcosa dovesse andare storto

Filomena niente deve andare storto, mi raccomando a voi, avvocato.

Scognamiglio state tranquilla signora, tutto andr bene. Si tratta di una piccola somma, in fondo. Poche migliaia di lire basteranno. Molti dei miei uomini farebbero il lavoro persino gratis. Per alcuni, appiccare incendi, pu essere molto divertente, sapete. Poi, io personalmente assister alle operazioni insomma potete stare tranquilli che tutto andr per il verso giusto.

Fif e quanto sarebbe questa somma?

Scognamiglio Considerando che gli uomini son una decina e che a ciascuno spetterebbero circa 800 lire diciamo che 10.000 lire sarebbero pi che sufficienti: 8.000, per pagare gli uomini, e 2.000 per acquisiti di materiale vario. Li anticiperei io, ma voglio che la responsabilit sia condivisa: io mi occupo dellorganizzazione e voi del denaro necessario.

Fif 10.000 lire! E chi ce lha?

Filomena io naturalmente (dalla scollatura estrae un fazzoletto arrotolato. Lo srotola e ne ricava un mazzetto di banconote da cui preleva quella da 10.000 lire) ecco qua, avvocato. Queste sono 10.000 lire.

Scognamiglio Vi ringrazio, donna Filum, non ve ne troverete pentita.

Fif (divertito ed eccitato) allora quando si fa il colpo? Prima , meglio Mi pare.

Scognamiglio io non parlerei di colpo. Si tratta di un semplice espediente per riportare le cose ad una dimensione pi ragionevole comunque, se siete daccordo, io direi stanotte stessa a mezzanotte. Voi non dovrete fare altro che aspettare, ma mi raccomando, don Reginaldo, ovviamente, non deve sospettare di niente.

Fif ma oggi ferragosto, una grande festa. Proprio a mezzanotte sparano i fuochi e la gente tutta per le starde

Scognamiglio meglio, signor Fif, meglio. La gente sar distratta dallo spettacolo e cos nessuno far caso a noi. Proprio per questo ho scelto stanotte e sono venuto a parlarvi oggi: tutti penseranno che il fuoco stato provocato da qualche favilla vagante.

Fif e bravo avvocato. Avete pensato proprio a tutto. Siete un uomo dalle mille risorse.

Scognamiglio Eh! Quello il mestiere. Ventanni desperienza contano. Comunque, limportante agire in fretta, con precisione e discrezione

Scena 3

Reginaldo e Felice stanno per entrate dallingresso ricavato nella vetrata, si sentono le loro voci che commentano il lavoro appena terminato: hanno imbottigliato la passata di pomodoro e stanno rientrando con le cassette di bottiglie che tintinnano.

Scognamiglio mi pare che don Reginaldo stia per entrare, forse meglio che io vada

Si apre la vetrina ed entra Reginaldo che parla rivolto a Felice che sta dietro di lui.

Reginaldo Fel, sttte accorto Le bottiglie sono ancora calde e se tu e sbtte a chlla manra piano, fate piano.

Entrano Felice e due aiutanti: Peppiniello guarda e femmene, uomo di fatica assunto al bisogno e donna Assuntina, una corpulenta vicina sempre pronta a dare una mano e a immischiarsi dei fatti degli altri. Tutti recano una cassette contenente sei bottiglie di passata.

Venite, entrate, entrate. Poggiate tutto vicina a crernzia che poi le sistemiamo negli scaffali.

Assuntina chstanno a Buttgl'e pummarla venuta na bellzza. E pefrza: stavano cirte pummarrle ch erano grusse e rsse ca parvene fatte co o pennillo! Qunno c st a materia prima, non si pu sbaglire. Ttto vne cchi smprice Voi, don Regin, con le piante avete un dono! Tutti gli altri s, a fnno pure loro. Ma e pummarrle vuste, so nutra cosa, sentitte a mm!

Reginaldo si accorto della presenze nel salottino, ma fa finta di niente continuando ad occuparsi del suo daffare anche se, di tanto in tanto, sbircia per studiarne le reazioni. Prende una sedia vicino alla credenza e vi sale. Felice gli passa le bottiglie da sistemare. Lui le asciuga con un panno e le sistema ordinatamente nello scaffale pi alto.[2]

Reginaldo voi mi confondete, donna Assunt per carit nessun dono, niente di miracoloso. Diciamo che pure la coltivazione del pomodoro richiede un certo grado di conoscenza vro si deve sapere il periodo giusto per la messa a dimora, i concimi pi appropriati, la distanza esatta tra una pianta e laltra ah! Questo importantissimo. E gi, perch se li metti troppo vicine c il rischio che si influenzano negativamente; se le metti troppo lontane, le piante, non comunicando tra loro, si sentono isolate, sole, abbandonate a s stesse e non producono a dovere. La solitudine na brutta cosa, donna Assunt. Cos come le persone, pure le piante ne risentono.

Scognamiglio Beh! onna Filum, io andrei che s fatto tardi signor Ferdinando, allora tutto apposto, per quella domanda al comune, poi mi fate sapere. Quando lavrete presentata, vedr cosa si pu fare per farla accettare.

Fif va bene avvocato, siamo daccordo cos

Scognamiglio Don Reginaldo, ossequi

Reginaldo scende dalla sedia e si avvicina con una bottiglia in mano, asciugandola ostentatamente.

Reginaldo Avvuc, voi qua state?

Scognamiglio (brusco) e pecch, non ve neravate accorto?

Reginaldo e che siete venuto a fare?

Scognamiglio vostro figlio, qui ha intenzione di inoltrare una domanda di assunzione al comune di Napoli, ero venuto ad accordarmi con lui per certi dettagli.

Reginaldo ha inoltrato domanda al comune, per fare che cosa?

Scognamiglio questo non lo posso dire adesso. Si vedr. Secondo la disponibilit di posti si capisce. Comunque qualcosa troveremo.

Reginaldo usciere, fattorino.. che cosa?

Scognamiglio no,no. Qualcosa di meglio. (guardando anche Fif) Si spera!

Reginaldo Qualcosa di meglio!? mio figlio, non sa fare niente. Non ha nemmeno un titolo di studio adeguato, non neppure invalido Come sarebbe qualcosa di meglio?

Scognamiglio Don Regin, ma voi in che mondo vivete? Di questi tempi, pensate che sapere fare qualche cosa e avere un titolo di studio, sia indispensabile per ottenere un posto pubblico? Anzi, avvolte, pu essere persino un ostacolo

Reginaldo ah! Ho capito la raccomandazione, il santo in paravso (al figlio) e tu naturalmente sei daccordo, vro?

Fif Pap che vulte a me fanno tutti cos! Lavvocato, qua, ha accolto gentilmente la mia richiesta e io, (a Scognamiglio) sinceramente, gliene sono grato.

Reginaldo e gi, siccome fanno tutti cos, allora uno si sente autorizzato a vendersi al migliore offerente. Ma io ho capito

Scognamiglio che avete capito, scusate

Filomena Lasciatelo parlare, avvocato, sentiamo cosa avrebbe capito

Reginaldo Nel gioco del tresette, quando tutto regolare, il mazziere distribuisce dieci carte a testa e ciascun giocatore sa, sin dallinizio, sulla base delle carte che si ritrova, come potr condurre la partita. Dagli scarti dei compagni poi, se il giocatore bravo, dopo qualche mano, pu farsi unidea abbastanza precisa delle carte in possesso degli altri giocatori quando tutto regolare . A secondo di come giocano gli altri, fa la sua partita serenamente, pu vincere o perdere: se vince, meglio. Se perde, pazienza. Molto dipende sicuramente dalla fortuna, se le carte non vengono Ma, molto dipende anche dalla bravura, dallattenzione, dallintesa con il compagno di gioco. Se tutto regolare, il gioco un vero divertimento, anche se si perde.

Le cose cambiano quando il gioco scorretto e le carte sono truccate. In questo caso, non si gioca pi per divertimento, ma per interesse e linteresse genera limbroglio, il raggiro, linganno Il tradimento. La posta alta e nessuno disposto a perdere.

Qui il gioco si fatto scorretto S signore.

Avvuc, se vi siete reso disponibile ad aiutare mio figlio per trovargli un posto in comune, pensando che, in questo modo, mi sarei convinto a vendere, avete fatto male i vostri conti. Io non vendo, ve lho gi detto una volta e ve lo ripeto. Non vendo. Insomma cmme ve laggia a dicere: in tedesco? Non conosco il tedesco. Dovrete accontentarvi dellitaliano: non vendo.

Filomena e anche se fosse? Che ci sarebbe di male, sentiamo. e gi, perch a te, del futuro di nostro figlio, non te ne importa proprio nienteNoi non contiamo. Per te lunica cosa che vale davvero, sei tu stesso, i tuoi principi antiquati e chella schifzza e pultrna (esasperata, quasi piangendo nervosamente) tu, tu, tu

Reginaldo (imitando il suono) tuuu, tuuu, sta occupto o telfono. Fel di a mia moglie che suo figlio, se vuole, un lavoro ce lha. Con me al negozio.

Felice Sign, ha detto vostro marito

Filomena Fel, sttti zitto. Ho capito. Di a mio marito che se vuole, pu crepare, lui e la maledetta propriet. Arrivederci, avvocato. (Esce furente)

Felice Ha detto vostra moglie ve lo devo proprio ripetere?

Reginaldo certamente, forte e chiaro. Che sentano tutti.

Felice che dovete crepare, voi e la maledetta propriet. Ma i nun sng daccrdo: che centra a propriet?

Tra il generale sconcerto

Scognamiglio perdonate signori, ma io devo proprio scappare. Don Reginaldo, Signor Fif (si appresta ad uscire)

Fif aspettate, avvocato, vengo con voi. (escono)

Scena 4

Rivolto ai presenti che nel frattempo sono ammutoliti, imbarazzati e un po spaventati per la tensione che s creata.

Reginaldo Scusate, abbiate pacinza. A volte nelle famiglie si creano delle tensioni Delle incomprensioni, ma niente di grave. Ordinaria amministrazione Cose e ninte.

Assuntina S, s. Nun ve piglite cllera. Cirte ccse si capiscono E vero, Peppini?

Peppiniello e come no. Io e mia moglie buonanima c appiccecvamo smpe Mi dava cirte pccehere ncppa a cpa ca u dulre me passava dppo na semmna. Non esgero, don Regin. Teneva cirte mane cmme nu scarrecnte

Reginaldo, nel frattempo, ritorna alla sua occupazione, sale sulla sedia e con laiuto di Assuntina e Felice sistema le bottiglie.

Eh! Adesso che non c pi mi manca assai. Qunno me ne vco a csa, senza chille pcchere, me pre ca a jurnta passata inutilmente. E s, pecch, prmma, qunno c stava ssa, come trasvo dalla prta, ma dimannva: (con un tono vezzoso da sposina recente, al rientro del maritino) Peppini, che hai fatto oggi? (Burbero, da uomo che sa quello che vuole) Ho faticto Facvo io E ssa: Pah: Na pcchera proprio qua (Indica la parte del collo dietro la testa. Quasi piangendo) e io le dicevo tttu qunto, le dicevo Quello che avevo fatto e anche quello che non avevo fatto. Quanto mi voleva bbne! (si asciuga gli occhi con un fazzolettone bianco e rosso)

Reginaldo Anche quello che non avevi fatto?

Peppiniello e s perch, tanto, prima o poi lavrei fatto lo stesso Lo dicevo prima, cos mi toglievo o penziro

Felice ed Assuntina ridono di lui

Felice (per stuzzicarlo, in combutta con Assuntina) Peppini, pecch te chimmano: Peppinello guarda e femmene

La domanda attira subito lattenzione di Reginaldo.

Peppiniello Eh! Io o sccio. Vje me vulte sfruculi

Reginaldo Ma tu veramente guardi e femmine (scherzando) Si nu guardone.

Peppiniello No, don Regin, quello, il soprannome, me lo sono dato io stesso medesimo. Dovete sapere che dinverno, quando il lavoro in campagna poco, io mi devo arrangiare a trovare qualche altra cosa da fare. E Siccome mia moglie Pace allanima sua e io, non abbiamo potuto avere figli, il tempo che avevo a disposizione era assai e lo passavo quasi sempre in piazza, seduto allosteria o passeggiando qua e l senza fare niente. Allora mi sono detto: perch non mettere a frutto tutto questo tempo per guadagnare qualche cosa. Debbo pure mangiare, don Regin! Voi mi capite, site uomo di mondo

Reginaldo francamente non ho capito niente. Comunque, vai avanti

Peppiniello In questo paese siamo ancora allantica, sapete? Le famiglie sono molto gelose delle donne giovani: mogli, figlie, sorelle le tengono ancora chiuse in casa come na vta. Possono uscire soltanto per andare a Messa accompagnate.

Reginaldo E allora?

Peppiniello E allora! Le donne giovani in queste condizioni di clausura, mordono il freno, come si soul dire, e qualcuna, sgarra, nel senso che di nascosto escono, scappano, se ne scnneno, insomma, come diciamo noi. Si tratta quasi sempre di incontri clandestini e se non c qualcuno che sorveglia Sapete come sono fatte e femmine: esce la schifezza e quando il fatto succisso, il pi delle volte finisce a coltellate, finisce.

Allora sorveglio, guardo, (indica con il dito il proprio naso) e se odoro il fieto del miccio[3], cerco di prevenire. Vedete, in genere, al fattaccio non si arriva subito, al primo incontro. Prima ci sono una serie di incontri preparatori in cui i due fieti-frachi si tengono per mano, si scambiano carezze e bacetti innocenti, parlano fitto, fitto delle loro cose. Poi, arriva la svolta, quando si baciano overamnte. Quello il momento di avvisare la famiglia perch se si aspetta ancora, la schifezza inevitabile. Io poi non dico che si sono baciati come due amanti, e no, perche gi questo potrebbe scatenare la rabbia incontrollata dei parenti, dico che lincontro stato innocente, al massimo dico che si sono tenuti per mano, se proprio voglio esagerare, dico che si sono scambiati un casto bacio sulla guancia prima di salutarsi.

In questo modo la famiglia interviene per tempo senza che si scateni la vendetta e io vengo compensato per il sevizio. E devo dire che molto apprezzato. Anzi, adesso mi chiamano loro.

Cos mi sono dato il soprannome io stesso, come uninsegna, insomma. O casadduglio non tiene linsegna sopra il negozio con la scritta Salumiere? Io, non potendo avere un negozio, mi sono dato un soprannome che dice a tutti quello che faccio.

Reginaldo e bravo Peppiniello. Ma le donne ti odieranno

Peppiniello un po s, ma non pi di tanto. Perch, vedete, finch le cose non degenerano, io non dico niente e gli incontri possono continuare. Io intervengo solo quando il pericolo diventa alto e si arriva al punto che la passione incontrollabile. Anche nellinteresse delle donne, che per il capriccio di un momento, rischiano di compromettere una vita intera.

Reginaldo Sono stupefatto, Peppini Ti devo fare i complimenti. Tu sei una specie di mediatore di pace che contribuisce non poco, a far diminuire la tensione sociale. A limitare le guerre tra famiglie. E gi, perch quando si comincia una faida, le conseguenze sono imprevedibili e la faida stessa, pu durare per generazioni. Bravo, bravo Peppiniello.

Assuntina non dategli retta don Regin. Lui dice, dice, ma alla fine solo uno spione che si fa pagare pure per starsi zitto fa il doppio giuco, fa.

Peppiniello nun ovro na calunnia bella e buona. Don Rgin, credetemi Lo giuro sulla memoria di quella santa donna di mia moglie

Reginaldo (ironico) Peppin, se quello che dice donna Assuntina vero, ritiro tutto e dico che sei un imbroglione, un truffatore che approfitta delle debolezze degli altri.

Assuntina avete proprio ragione, proprio accus. (a Peppiniello) si nu mbrugljne e capto? Lo dice pure don Reginaldo.

Felice Eh! Il mondo oggi va cos. Che ci volte fare. Tutti si debbono arrangiare come possono. E poi lesempio ci viene dato dalle persone che contano, da quelli che occupando posti importanti, quelli poi arraffano a man bassa! Come si dice: tu magne buono e te ngrasse e io me moro 'e famma? Arruobbe tu? Arrobbo pur'io e si salvi chi pu![4]

Reginaldo Ne Fel, quante mesate avanzi tu da me?

Felice Adesso sono cinque. Ma po io o sccio, quando il momento, voi me li date tuttassieme, come aveto sempre fatto. Io non mi lamento. Nel frattempo mi date vitto, alloggio e companatico.

Reginaldo (molto seriamente) Questa volta non avrai niente.

Felice (preoccupato) Come sarebbe, don Regin, c un accordo che si sempre rispettato

Reginaldo tini qucche csa e scritto, che so nu cuntrtto, nu pzzo crta che lo confermi?

Felice no, ma la parola parola, per!

Reginaldo Le parole volano

Felice Don Regin, non facciamo scherzi! Io non ci tengo, perch non ci tengo, ma e sordi e vglio.[5]

Reginaldo Fel Si salvi chi pu!

Felice (prima sconcertato, poi capisce e si rasserena) ah! Ho capito. Avete fatto la morale, avete fatto

Reginaldo E si capisce. Vogliamo sempre giustificare il nostro comportamento scorretto, perch tanto lo fanno gli anche altri Questo fatto ha delle conseguenze. Dagli altri, si pretende che la parola data sia rispettata, che gli accordi siano accordi Dagli altri pretendiamo sempre lonest, la puntualit, il rispetto degli impegni. Quando tocca a noi, siamo molto pi tolleranti. Se Peppiniello si comporta come dice donna Assuntina, un mariulo. Punto e basta.

Peppiniello Io non sono un mariulo e quello che vi ho detto vero. Donna Assuntina na buscirda

Assuntina na buscirda io? Ma come ti permetti, brtto pzzo e m e non dico la parola per rispetto di don Reginaldo, ma tu hai capito benissimo a quale parola mi riferisco, pecch tu rnto a chlla cosa ll, ci sguzzi. Ma se o snno ttti quanti che ti fai pav pure pe fa o ruffino

Peppiniello chsto proprio nun ovro e vje site na buscirda senza ritegno di quello che dite

Assuntina ah, nun ovro, eh! En beh, don Rigin, se non mi credete, chiedetelo a vostra mogl (Si accorge della gaffe che non avrebbe mai voluto fare e che nellimpeto della lite, le sfuggita involontariamente).

Reginaldo, che ascoltava divertito, sbianca in viso. Con gesti meccanici finisce di asciugare len-nesima bottiglia e la sistema come un automa nello scaffale. Poi si gira, si schiarisce la voce una prima volta, prova a parlare, ma deve schiarirsi la voce una seconda volta. alla fine parla, con gelida calma

Reginaldo Scusate, donna Assuntina. Avete detto che, secondo voi, Peppiniello si farebbe pagare per fare il ruffiano Sono parole vostre, non lo potete negare. Poi, in un secondo momento, avete detto, rivolto a me: Se non ci credete, chiedete a vostra moglie. Se metto assieme le due affermazioni, si capisce, inequivocabilmente, che mia moglie si servirebbe dei servizi di un ruffiano o, quantomeno, che ne al corrente vorrei che mi spiegaste che centra mia moglie in questa faccanda?

Assuntina (cerca in qualche modi di rimediare) Oh Marnna mia! Io nun o vulvo rcere No, no, don Regin , che andate pensando Mi sfuggito, senza vulrlo (al colmo dellimbarazzo perch capisce che, questultima affermazione, ha peggiorato la situazione, passa la patata bollente a Peppiniello) Peppini, parla tu D quaccsa (di nuovo a Reginaldo) Non vero niente don Regin, credetemi Peppin, prla

Peppiniello (sommesso) e va bene, don Regin. Io non ve lo volevo dire, ma visto che ormai (Rivolto ad Assuntina, rimarcando la frase con stizza) qualcun altro, che non si cuce la bocca e parla quando non deve, soprattutto quando non deve per farla breve, don Regin: Ho visto spesso vostra moglie, donna Filomena, in compagnia dellavvocato Scognamiglio. Per carit, non andate a pensare male, li ho visti che si tenevano per mano innocentemente, soltanto in un paio di circostanze si sono scambiati un innocuo bacetto sulla guancia

Reginaldo per la strada, davanti a tutti

Peppiniello Noo! Il pi delle volte si ritrovano allalbergo De Rosa, dove io faccio luomo di fatica, quando mi chiamano.

Reginaldo e quanti soldi thanno dato per starti zitto?

Peppiniello don Regin, ve lo posso giurare. Io sono un uomo donore, se mi avessero pagato, non vi avrei detto niente nemmeno sotto tortura

Reginaldo E siccome non thanno pagato Si tenevano per mano vero, Peppini il bacetto sulla guancia lalbergo

Peppiniello tutte cose innocenti. Niente che potesse far dubitare dellonore vostro e di quello di vostra moglie.

Reginaldo eppure a me, me fa mle a frnte, Peppini

Peppiniello ah! Quello sicuramente male di stagione!

Assuntina Peppini, iammuncnne ch mglio. Don Regin, se permettete, noi adiamo. Poi, col comodo vostro, se avete bisogno, ci fate chiamare.

I due escono, continuando a litigare in sordina, senza ricevere risposta da Reginaldo.

Scena 5

Reginaldo (affranto) Fel, fmme sto piciere, vai di ll, vedi se mia moglie pu venire, dille che urgente, senza dire nientaltro, e cpito?. Se fa difficolt, tu insisti

Scena 6

Entra Nunziatella che si appresta a preparare la tavola per la cena di mezzanotte. Reginaldo trattiene Felice

Reginaldo (a Nunziatella) Tu che vai facendo?

Nunziatella (con fare allegro e spensierato) E non lho vedete? Sto apparecchiando per la cena di mezzanotte. Quella, la signora, mha detto di sbrigarmi pure, che tra poco, arrivano gli ospiti.

Reginaldo E chi sarebbero questi ospiti?

Nunziatella allora, ci sta: il parroco, don Amilcare, lavvocato Santoro con la sua signora, il farmacista con la sua signora Va beh! Poi ci state voi e vostro figlio, (in tono trasognato) il signor Ferdinando.

Reginaldo Vai a dire a mia moglie che stasera non ci sar nessuna cena, e falla venire qua.

Nunziatella ma don Regin, la signora, s raccomandata tanto

Reginaldo (con gelida fermezza, in un tono che non ammette repliche) Fa come ti ho detto. (a Felice) Fel, fa na cosa: raggiungi Peppiniello e fallo ritornare qua

Nunziatella esce sconcertata.

Felice guarda e femmene?

Reginaldo Conosci altri Peppinielli, tu?

Felice No.

Reginaldo proprio lui. Quando arrivate, aspettate fuori in giardino. Stanotte na nttata calda e si sta meglio fuori che dentro. Sedetevi sopra la panchetta e aspettate che vi chiami io. Nel frattempo non fate entrare nessuno.

Felice Come volete voi allora io vado?

Reginaldo e che aspetti!?

Scena 6

Mentre Felice esce, entra Filomena che sembra avere un diavolo per capello.

Filomena Che sarebbe questa storia che non si fa pi la cena? Ma ti rendi conto che ho invitato le persone pi in vista lavvocato Santoro e uno dei pi illustri personaggi del foro di Napoli e abbiamo la fortuna di averlo come vicino

Reginaldo La cena non si fa. Ho deciso cos.

Filomena E me lo dici adesso che stanno arrivando?

Reginaldo Filum, la cena adesso, lultimo dei miei problemi

Filomena ma il primo per me

Reginaldo quando ti dir quello che ho da dirti, vedrai che anche per te non conter pi niente.

Filomena che succisso, Genn, mi stai facendo paura e succisso qucche ccsa a mio figlio?

Reginaldo che io sappia no chi sta meglio di lui! No, non si tratta di nostro figlio

Filomena (Ansiosamente) e di che si tratta, allora!?

Reginaldo Si tratta di te.

Filomena (subodorando qualcosa, cambia tono. Freddamente) e allora?

Reginaldo Filum, di te e di me si possono dire tante cose, ma una cosa non la possono dire: che non siamo stati sinceri. Almeno fino adesso. Ci siamo detti in faccia sempre quello che pensavamo, nel bene e nel male. Ne abbiamo passate tante: ci siamo conosciuti dopo la guerra, non questa, quella di prima, poi c stato il fascismo, questa guerra tremenda, la fame, la borsa nera, i bombardamenti... ti ricordi, Filum I bombardamenti! le bombe che scoppiavano continuamente e ti facevano uscire le viscere dallo spavento la gente che scappava nei rifugi tu cercavi conforto da me e io avevo pi paura di te, ma assieme ci confortavamo luno con laltra. Come potevamo, si capisce, nella disperazione e nella miseria di quei momenti che ancora la notte, gli incubi mi tormentano senza tregua.

Avevamo fatto un figlio. E la nostra paura pi grande era che potesse succedere qualcosa di brutto a lui. Mi ricordo che facemmo un voto. Chiedemmo alla Madonna di farci la grazia: piuttosto che a nostro figlio, meglio a noi. No, dicevo io, tu no. Meglio io soltanto. Una vita contro una vita. Eravamo sinceri e determinati, tanto che se qualcuno me lavesse chiesto, per salvare nostro figlio e mia moglie, non avrei avuto dubbi Subito, immediatamente... La possibilit che si verificasse questa situazione, cera, eccome: i tedeschi o i fascisti ti potevano prendere e fucilare senza pensarci due volte e tu non sapevi nemmeno per che cosa. Finalmente sono arrivati gli americani: sigarette, cioccolata, generi di conforto di ogni specie, sembrava lalbero della cuccagna, ma non era cos, ce ne siamo accorti anche troppo presto. Il dopo guerra, per certi versi, stato peggio della guerra stessa: la fame nera, non si trovava niente per carit. Abbiamo superato pure questo. Assieme, Filum, assieme! Poi le cose sono cominciate ad andare meglio e questa la storia.

Filum, due persone che hanno passato quello che abbiamo passato noi, che lo vogliano o no, rimangono vincolate per sempre la sofferenza, il dolore, le difficolt ti legano. Il filo magari si assottiglia, ma resistente assai e non si spezza. Il matrimonio, solo un contratto. Ci che davvero indissolubile, la storia comune di due persone che si protrae nel tempo, per anni.

Filomena Non capisco dove vuoi arrivare.

Reginaldo Non capisci, eh! E gi, perch tu pensi che il filo s spezzato, ma nun ovro, Filum, non si pu spezzare, resste.

I crro ca tu mha da rcere qucche csa Se questo ti pu aiutare, devi sapere che so tutto, ma lo voglio sentire dire da te.

Filomena Ma che sai tu Che vuoi sapere! Tu non sai proprio niente. Tutto quello che hai detto passato e il passato passato. Non mimprta cch. Riguarda unaltra persona Chlla Filumna ll nun songh io. nutra fmmena. Io non ti sopporto cch, chsta a verit. S ovro c un altro, finalmente la mia vita cambiata. Insieme a te, in tutti questi anni, ci sono stata solo per mio figlio che se non era per lui, me ne sarei andata gi da un sacco di tempo. Ma tu che ti credevi? Che potevo sopportare ancora tutte le stupidaggini che tieni nella testa? e a pultrna, e capplilli, e pummarle, lolio, o vino E basta! Basta. na fmmena cmme a mm non ci pu stare cu nmmo cmm a tt. Sono innamorata di un altro e non ho nessuna intenzione di rinunciare a lui. Se ti sta bene cos. Se no, lo stesso. Se vuoi, per salvare le apparenze, rimango in casa tua, ma come unestranea, per. Letti separati Ognuno per proprio conto. A me non deve interessare quello che fai tu e a te non deve interessare quello che faccio io. Altrimenti me ne vado. Se rimango, lo faccio ancora una volta per mio figlio.

Reginaldo Si salvi chi pu, eh! Filum? No. Non ho nessuna intenzione di tenermi in casa unestranea. Se te ne vuoi andare, sei padrona Come puoi pensare che io accetti queste condizioni. Il ricatto delle apparenze tu lo sai bbne, che a me, delle apparenze non me ne pu importare di meno. Non sono ricattabile da questo punto di vista.

Ma tu sei sicura di essere ricambiata?!

Filomena Genn, si proprio nmme e niente. Ma credi che sia cos sprovveduta da potermi spaventare con queste meschinit

Reginaldo il filo, Filum. il filo che non si spezza. Se tu hai un altro, non posso farci niente. Potrei fare il pazzo, uccidervi tutti e due Delitto donore. Qualche hanno di galera con un buon avvocato, probabile, nemmeno quelli. E poi? No, Filum. Non sono il tipo: a pultrna, e capplilli, e pummarle Siccome il filo resiste, non voglio che tu sia ingannata, non voglio che proprio su questa cosa, tu possa aver preso un abbaglio. Voglio metterti nelle condizioni di prendere una decisione a ragion veduta.

Si sentono voci fuori dalla vetrata. Felice che si affanna a dare spiegazioni nel tentativo di non fare entrare gli invitati che, naturalmente, protestano. Reginaldo apre la porta della vetrata.

Reginaldo Abbiate un po di pazienza, dovete scusare se volete avere la compiacenza di aspettare ancora un po dobbiamo finire di preparare... Si tratta di una sorpresa. Grazie, troppo buoni. Peppin, vuoi entrare un momento?

Scena 7

Peppiniello Comandi, don Reginaldo!

Reginaldo Vuoi dire a mia moglie qui, e a me, per chi lavora lavvocato Scognamiglio?

Filomena Genn, non facciamo commedie, a me non interessa.

Reginaldo aspetta, non avere fretta. Peppin d pure tutto quello che sai.

Peppiniello veramente io non vorrei

Reginaldo Non ti preoccupare, quello che dirai, rimane tra noi e nessuno sapr mai niente.

Peppiniello voi me lo garantite?

Reginaldo Ti do la mia parola donore. E poi me lo devi, Peppin Me lo devi.

Peppiniello e va bu. Mi fido. Allora, dovete sapere che lavvocato Scognamiglio, lavora quasi esclusivamente per i Grieco

Reginaldo e chi sarebbero

Peppiniello (spaventato) so tutti malamnti, don Regin. Quelli non scherzano. Se non sei con loro, sei contro di loro e in un momento, ti ritrovi morto ammazzato. In paese, fanno il bello e il cattivo tempo. A Napoli poi, hanno una rete ben organizzata di contrabbando di sigarette ne tengono il monopolio. Qui a Terzigno stanno comprando tutti i terreni vicino al vostro sono ettari ed ettari. il vostro sta proprio in mezzo. Si dice che si tratta di un affare di centinaia di milioni, ma se voi non vendete, non se ne fa niente Si dice anche, che Scognamiglio ha avuto un ultimatum ho detto bene?... Ultimatum. Se entro questo mese non riesce a convincervi, intervengono loro e lui poi, se laffare non si fa, ha chiuso.

Reginaldo e tu queste cose, come le sai?

Peppiniello in paese lo sanno tutti, ma hanno paura e nessuno parla. Voi siete una persona di parola e io so che mi posso fidare per, don Regin, statevi accurto! Qua non si scherza. Non fatemi passare un guaio.

Reginaldo tranquillo, Peppin Unaltra domanda: in paese che si dice della relazione tra lavvocato e mia moglie? Perch immagino si sappia.

Peppiniello Come avete giustamente immaginato, in un paese piccolo come il nostro, questa cosa non poteva sfuggire Si dice che lavvocato, pur di salvarsi la pelle, se la fa con vostra moglie, per arrivare a voi, e attraverso lei, avere una carta in pi per convincervi a vendere. Scusate donna Filum, ma questo quello che si dice.

Reginaldo Quindi, le carte sono veramente truccate. Grazie Peppin! Adesso puoi andare.

Peppiniello Voi me lo assicurate

Reginaldo vai pure e non ti preoccupare.

Esce preoccupatissimo. Filomena intanto si reca vicino alla vetrata e guarda fuori con lo sguardo nel vuoto

Scena 8

Reginaldo volevo solo che tu lo sapessi. Adesso, se vuoi, te ne puoi pure andare.

Filomena Una donna sa quando un uomo sincero. Che cosa hai voluto dimostrare? Quello che pensi tu, nun ovro. Io lo so per certo, non mi posso sbagliare!

Reginaldo ma quando ci sta un interesse che supera, per necessit, tutti gli altri la vita stessa ad esempio allora uno disposto a tutto, anche a fingere senza ritegno, immedesimandosi a tal punto, da non far trapelare niente. E magari, mentendo persino a s stesso, si convince a crederci pure lui.

Filomena (si volta con aria di sfida) allora perch non vendi, cos risolviamo la situazione senza tragedie. Se invece dovesse capit na disgrzia, la colpa sar tua. E siccome ti conosco anche troppo bene, non te lo potrai perdonare.

Reginaldo Mia? E perch? Io non ho fatto proprio niente. Mi hanno dichiarato guerra, Filum. Io nun a vulvo. Adesso, per, visto che siamo in guerra, la voglio combattere fino in fondo. Tu te ne vai con un altro? In guerra, purtroppo, ci sono delle perdite. inevitabile. E poi chi a detto che non voglio vendere? Non voglio vendere adesso. Adesso non il momento. Prima deve succedere qualcosa, non so bene cosa, ma qucche ccsa a da succdere.

Iniziano i fuochi dartificio. Si sentono i commenti degli invitati che godono dello spettacolo. Reginaldo e Filomena rimangono dentro. Filomena osserva il marito per coglierne le reazioni. Dalla vetrata si intravede un bagliore che non dovuto ai razzi dello spettacolo pirotecnico. Le voci degli spettatori esterni si fanno prima preoccupate e poi spaventate. I commenti mutano da quelli di ammirazione per i fuochi dartificio, a quelli di spavento per lincendio. Decidono di ritirarsi per evitare eventuali danni ai loro poderi e a s stessi. Si spalanca la vetrata ed entra Felice in affanno.

Felice Sta brucando tutto, don Regin. Il podere va a fuoco

Reginaldo Ecco quello che doveva succedere. I o sapvo. Il messaggio era chiaro.

Filomena lo guarda con un misto di stupore e sgomento. Poi, camminando allindietro per non perderlo docchio esce dalla porta di sinistra. Reginaldo si va a sedere sulla poltrona mentre Felice si dispera e non sapendo che fare, esce a sua volta dalla vetrata.

Reginaldo (Sempre rivolgendosi alle presenze misteriose con le quali dialoga come se le vedesse veramente in un punto di fronte a s, leggermente sollevato) bisogna fare qualche cosa! (ascolta) Dite di no. Come? (ascolta) Ah, ho capito Tanto non si pu fare niente. Ma io dico: questa terra, la nostra terra e dobbiamo rinunciare cos, senza difenderla, senza muovere un dito? (ascolta) Come sarebbe che tutto quello che deve succedere non successo ancora sta bruciando tutto, e non basta! (ascolta) C qualcosaltro che non mi potete dire? (ascolta) Mi devo fidare E io mi fido, ci mancherebbe altro. Come? (ascolta) Adesso posso anche vendere. Ma siete sicuri? (ascolta) E posso pure chiedere cinquanta milioni? Mi sembra unesagerazione. (ascolta) Voi dite che me li danno e se lo dite voi (ascolta) Alla fine tutto saggiusta? Non credo. Filomena la conosco, orgogliosa: pur di non darmela vinta (ascolta) Certamente! anche intelligente, e chi lo nega. (ascolta) Se io le voglio bene? gliene ho sempre voluto e voi lo sapete! Ma avete sentito anche voi: na fmmena cmme a mm non ci pu stare cu nmmo cmm a tt. Come dite? (ascolta) I melini so melini? Che centra, marito e moglie non possono stare assieme soltanto pe i melini? (ascolta) No, ma quelli aiutano? E avete ragione pure voi. Insomma, staremo a vedere. (ascolta) Volete un favore da me? Ma certamente, per carit. Non ve lo posso negare. Ci mancherebbe! Dite pure. (ascolta) Devo disfarmi della poltrona? E no questo no. Non potete chiedermi questo. A pultrna la mia ancora di salvezza, non posso proprio farne a meno e poi, lunico tramite che mi permette di parlare con voi. Sarebbe na pazzia, una catastrofe (ascolta) Decidete voi, anche per il mio bene? Come sarebbe, non capisco, scusate? (ascolta) Il cambiamento, dite? Ma questo troppo. Si pu cambiare, anzi si deve cambiare, e siamo daccordo, ma un po alla volta, scusate! Cos, per me, il mondo si volta sottosopra. (ascolta) proprio quello che richiede la situazione? E voi non volete pi avere a che fare con questo mondo e volete chiudere ogni contatto?... Posso sapere il perch, ho sbagliato in qualche cosa? (ascolta) na fetenzia, dite? Allora vi capisco e vi invidio. E si capisce! voi chiudete la porta, ve ne andate e chi s visto s visto. E chi pu dirvi niente: e murti so murti. Ed gi tanto che in tutti questi anni vi siete fatti vivi per modo di dire sintende con me. E va bu, vorr dire che domani, dopo quello che succisso al podere, daremo fuoco pure alla poltrona. Ma voi, mi raccomando, salutatemi a tutti qunti da quella parte. E se questa lultima volta che ci sentiamo mi dispiace overamnte. E curioso, per: quando si tratta della morte, le parole ultima volta acquistano un significato definitivo e permanente. Tra i vivi le stesse parole lasciano comunque un margine di speranza: lultima volta che ci vediamo. Si dice, ma poi la vita magari, ti fa incontrare ancora e lultima volta non pi lultima Con la morte no. Lultima volta quella e basta. Per questo ci spaventa tanto, non siamo abituati. Nella vita non c niente di cos preciso, di cos sicuro e risolutivo come nella morte. Sappiano che prima o poi ci sar la fine del mondo S, ma quando? Nessuno lo pu dire e allora continuiamo a vivere come se n la fine del mondo e n la nostra stessa fine debba accadere mai. Forse vero che siamo fatti per essere eterni Voi che dite?. Come? (ascolta) Non devo fare il furbo? Per carit, ma quando mai Allora sulla vita eterna non mi potete dire niente? (ascolta) E no. Questo no. Non chiamatemi in quel modo Gennarillo fmmedujeva, no. Per piaciere! Va beh! Ho capito, non ne parliamo pi. Statevi bene. (ascolta) Grazie, grazie. Anche a voi.

In sequenza, dalla parete si staccano e cadono fragorosamente, prima il ritratto del nonno e poi quello del padre.


ATTO III

Scena 1

Napoli, febbraio 1955. La casa sottosopra. in atto una specie di trasloco. In realt si cambiano i mobili: accanto ad alcuni vecchi sopravissuti ancora per poco ci sono i nuovi, tipici di queglanni: formica, spigoli arrotondati, arditi accostamenti cromatici... Ci si pu sbizzarrire nel creare un evidente contrasto tra vecchio e nuovo. Il nuovo, il nuovo che avanza inesorabile al ritmo del neonato rock and roll, del miracolo economico, della cementificazione selvaggia, del consumismo, dei primi elettrodomestici, di Lascia o Raddoppia, ecc.

Al posto della vecchia poltrona, adesso c il televisore poggiato su un tavolino dal piano di cristallo; accanto, appeso alla parete, il telefono nero in bachelite. La radio, di quelle ancora con locchio magico, trasmette la canzone di Renato Carosone: La panz, cantata dallautore stesso con il suo complesso.

Felice entra seguito da due operai che trasportano un frigorifero. Nunziatella in tenuta da cameriera con tanto di cresta e grembiulino in pizzo, spolvera i nuovi mobili e canticchia, accennando al motivo trasmesso dalla radio. Sono le cinque di sera.

1 operaio Fel, add o mittmmo stu cataplsmo?

Felice eh! Nun o sccio. Mo vedmmo

2 operaio fa amprssa, ca chsto psante e i non a fzzo cchi. So qutto rmpe e scle, Fel. Tnghe e rne... ca nun me fdo cchi e fa n utro psso

Felice e lasstelo ll a ro stte.

Nunziatella ma che andate facendo? Chillo nun o psto sio!

Felice e qual, sentiamo?

Nunziatella ncppa e curna ti! a quarta vta ca tho ddco : il posto suo ll, vicino a fensta. Ci sta nu psto prpita pe sso. E non facmmo ammina che qua gi nun se capisce ninte.

Gli operai poggiano il frigorifero dove ha suggerito Nunziatella e si massaggiano la schiena curvandosi allindietro.

1 operaio Se putsse av nu bicchire e vino?

Il secondo operaio si accende una sigaretta.

Felice eh, guagli, qua non si fuma, il padrone non vuole. Stta a sigartta. Assetttevi ll ncppa (indica una vecchia panca) arrepustevi nu pco e po pigliate a panchtta e a prtate abbscio. Accuss nun scnnite co e mno vacnte.

2 operaio il padrone non vuole che si fumi e gi o fmmo nun o po sntere cch, dppo chillo ch succisso!

Felice ftte e ftti ti. E capito?

1 operaio ma ch succisso veramente?

Felice nta vta? Ma allra nun avte capto? Ftevi e ftti vusti. Io nun sccio ninte e non mi fate parlare... Che non posso dire niente

1 operaio e jmme, (sarcasticamente Felice acquista il don, e lui, che ne lusingato, si comporta di conseguenza, con affettata albagia) don Fel! Ne ha parlato tutta Napoli non ci tenete sulle spine.

2 operaio non sapete, non volete, o non potete dire? Vi dovete decidere, le tre cose non stanno assieme

Felice (imitando quello che secondo lui un linguaggio altolocato) non il caso che io vi tico a voi medesime che siete gnurnti ftte e vestte e vero di cose ca nun poteto capire.

Squilla il telefono. Nunziatella e Felice si precipitano a rispondere in una specie di gara a chi arriva primo. Sono attratti dalla novit. Vince Felice per poco. Nella foga provoca una lieve distorsione al polso di Nunziatella che se ne lamenta.

Nunziatella ahia! Maie ftto mle Si na bstia, si!

Felice (a Nunziatella in malo modo) lssa ll, ca tu cirte ccse nun e ssai (Alza la cornetta e parla pi forte del dovuto) pronto! (ascolta) Da questa parte sto parlando io e da quella, chi parla? (ascolta) No, no dito prima voi. (ascolta) No, non sono il signor Scartavento, sono Felice. (ascolta) Siete Felice pure voi Mi fa piacre! Pure voi vi chiamate Felice? (rivolto ai presenti) Tu guarda a combinazione! (ascolta) Ah! Non vi chiamate Felice. E come vi chiamte? (ascolta) ispettore Gargiulo della questura. (ai presenti) A pulizza. (ascolta) No dicevo alle persone che stanno qua con me, s. (ascolta) Chi sono? Non le conoscete e inutile che (ascolta) Ma voi volete il signor Scartavento padre, o il figlio? (ascolta) Ah, il padre. Dovrebbo essere qua da un momento allaltro, s. Lo stiamo aspettanto pure noi. (ascolta) Come? Parlate pi forte che non vi sento! (ascolta) S, riferir. A che ora? (ascolta) na mezzora? E va bene, quando arriva gli dico che voi tra na mezzora state qua.

(ascolta) Eh! Anche questo vero. (ai presenti) dice lispettore che lui non sapendo quando arriva don Reginaldo, giustamente, non pu partire alla cieca. (al telefono) Ispettore, state ancra ll? (ascolta) Allora facciamo cos: quando arriva don Reginaldo, vi faccio chiamare, cos voi vi potete regolare S. s, s. Non vi preoccupate, sar mia premura (ascolta) Saluti anche a voi e telefonate pi spesso! (ascolta) No, per fare due chiacchiere, dicevo. (ascolta) Non avete tempo da perdere. (ai presenti) a riattaccato, me pareva pre nu poco ncazzto.

Nunziatella e pe forza. (scimmiottandolo) telefonate pi spesso per fare due chiacchiere. Che si fa cos al telefono? Ma va, va!

Felice pecch, che ho detto di mle?

Nunziatella leducazione, Fel, leducazione. Ti sei dimenticato di chiedere per piacere.

Felice Era a pulizza

Nunziatella abbiamo sentito, e allora?

Felice no, niente. Sar per la storia dellincendio

1 operaio Eh, eh! E poi?

Felice e poi che cosa?

1 operaio andate avanti, dopo lincendio ch succisso?

Felice E ch succisso don Reginaldo, inaspettatamente, ha deciso di vendere e a chiesto cinquanta milioni, invece dei trenta che erano stati offerti precedentetemente.

1 operaio avevano offerto gi trenta milioni, ma voi veramente dite?

Felice certamente, quando lavvocato Scognamiglio s presentato con la proposta, io ero presento.

2 operaio Poi, i cinquanta milioni, glieli hanno dati?

Felice S signore. Laffare s fatto immediatamente. E con i soldi stato rinnovato prima il negozio, che adesso non tratta pi solo cappelli, ma anche articoli dabbigliamento per la gente comune. Infatti il negozio si chiama Confezioni al popolo. Gli affari vanno bene perch i prezzi sono alla portata di tutti. E rnto o negozio ci sta smpe na folla che pare che a rbba te la rilano. Io non ci vado pi come prima. Adesso ci sta il figlio, Don Ferdinando, che d na mno al padre.

1 operaio e la moglie che fine ha fatto?

Felice Pure chsto sapte, eh?

1 operaio Che c di strano? Lo sanno tutti. Dicono che sia scomparsa dopo l incendio Qua, di sicuro non ci sta, noi non labbiamo vista. E na muglira, se c, quando si rinnova casa, non manca mai!

Nunziatella donna Filomena, dopo il famoso incendio, fece le valige e se ne jtte assieme al figlio. Po sso, turnto ca se murva e fmma, nzime a mmma. E don Reginaldo, che un santo, lo ha accolto come il figlio prpito. Di donna Filomena non s saputo cchi niente. Ma sso, don Ferdinando, se prmma era nu poco superbiso m, ca se crre tenutario di negozio, si d nu scco d arie, ca pre o principe del gallo

Felice Che r stu gallo

Nunziatella lho sentito dire in negozio: quel principe ca tene o vestito tutto righe, righe che ne sccio

Felice sta carcerto?

Nunziatella ma chi?

Felice o principe

Nunziatella Ma io pecch te rong aurinza, mi domando e dico?

Felice Ca bbu ra me? Tu aie rtt ca tne o vestito a righe. E vestiti a righe e tnene e carcerti

Nunziatella Comunque, mentre prima, di faticare col padre, non ne voleva sapere, adesso dopo che ha provato cosa vuol dire la fame vra non manca dal negozio un solo giorno.

2 operaio Ma possibile che di donna Filomena non si sa proprio niente: dove finita, con chi sta, che va facendo, come campa?

Nunziatella Solo dicerie. Qualcuno che lavrebbe vista pi volte, assieme allavocato Scognamiglio dice che si sarebbero trasferiti tutti e due in un'altra citt, su al nord Milano mi pare.

1 operaio ma pecch, tra la signora e lavvocato, ci sta na tresca?

Felice M basta, m. Abbiamo parlato anche troppo. Me pre ca ve site arrepusti bastantamnte. Prtate a panchtta abbscio.

I due si apprestano a sollevare insieme la panca, anche se il poco peso non richiederebbe uno sforzo comune.

Felice E bravi! Se volete, vi aiuto pure io uno porta la panca, e laltro tu (rivolto al 2 operaio) ce sta chillo scco e rrobba da jett rinto a munnezza. Pigliatllo e fllo sparire.

2 operaio (esegue, mentre laltro operaio senza sforzo alza la panca e si appresta ad uscire) marnna qunto pesa! Che ci sta ca rinta?

Nunziatella niente, tutta rbba vicchia ca nun serve cchi

2 operaio (apre il sacco ed estrae il candelabro di metallo) chsto ancra buno. Me lo posso pigli io?

Nunziatella E piglitillo!

Felice alto l! Se c qualcuno che deve avere il candelabro, quello sono io. M che non ci sta cchi a pultrona, o candelabro diventa lultima difesa contro o malucchio (lo prende ed inizia a pulirlo con la manica della giacca)

Scena 2

Entra Reginaldo. segnato dagli eventi trascorsi. Veste elegantemente. Indossa un soprabito scuro sbottonato che lascia intravedere un completo grigio di ottimo taglio, la camicia bianca stirata alla perfezione e la cravatta intonata allabito, annodata impeccabilmente. Porta il cappello leggermente spostato in dietro. Nella mano destra reca un voluminoso sacco della spesa e appeso al braccio sinistro, un ombrello. Appare affaticato per aver fatto le quattro rampe di scale a piedi e carico. Loperaio che stava uscendo con la panca lo intralcia poi, trovato laccordo su chi deve passare per primo, entra e poggia lombrello da qualche parte, estrae dal taschino un fazzoletto e si asciuga il sudore. I due operai gi sono usciti dopo lingresso di Reginaldo.

Reginaldo (a Nunziatella, porgendogli il sacco della spesa) Tini, Nunziat. Qua ci sta la spesa per domani. Stasera vorrei cenare con un brodino vegetale. Ho comprato anche un po di tagliolini che col brodo vegetale vanno bene. A sra devo stare leggero, altrimenti non riesco a prendere sonno.

Nunziatella viene pure Don Ferdinando?

Reginaldo S, s. Pi tardi. rimasto in negozio con certi clienti che lo stanno facendo uscire pazzo. Sapete, quegli scocciatori che non gli va mai bene niente E na vta a giaccetta stretta, nata vota e larga, po tira a mneca, e po cazne basso e cavllo e chsto che cos na vera scocciatura. Ma poi io dico m: pe qutto srdi che si vuole pretendere? Se vuoi un vestito su misura vai dal sarto e te lo fai fare. Paghi quello che devi, e puoi esigere la perfezione. Gli abiti che vendiamo noi, sono fatti in serie se uno tiene un po di gobba, mettiamo il caso vero si deve adattare. La giacca far qualche grinza, ma se vuoi spendere poco Chste . Va bu, va. Non ne parliamo pi. Pittosto, cc rnto c sta ancora lira di Dio. Possibile che non si pu vedere la fine di tutta sta confusione!

Nunziatella A chi lo dite, don Regin! Non faccio a tempo a mettere ordine da una parte, che gi si deve ricominciare dallaltra. Comunque ha rtto o mbbiliere che massimo domani o dopodomani sar tutto finito. I mobili nuovi non sono ancora arrivati tutti qunti bisogna aspettare le ultime consegne Don Regin, per cambiare discorso: pure don Ferdinando si mangia o brodo vegetale?

Reginaldo No, no. Quello giovane avr bisogno di qualcosa di pi sostanzioso. Ci sono quei bucatini al sugo rimasti da mezzogiorno. Glieli scaldi con nu pco dolio, che facciano quella bella crosticina a lui piacciono assai fatti accuss.

Nunziatella che dite gli faccio anche dujeva al tegamino, per secondo?

Reginaldo ti ho detto mille volte che due uova, in qualsiasi maniere, in questa casa, non si devono nemmeno nominare. Ci sono centinaia di modi di fare le uova ma po, pe frza duje hanno a ssere? I numeri sono infiniti, non capisco perch, quando si tratta di mangiare, esce sempre il due.

Nunziatella Va bbne, don Regin, nun ve pigliate cllera. Gliene faccio tre, Contento?

Reginaldo tre vanno bene.

Felice don Regin, vi chiedo scusa, ma e bucatini me li so magnti io, accus cmme stavano. Verso le tre me venuta nu pco e fmme non potevo immaginare che, signori come a vje, se magnassero e maccarne e miezojurno

Reginaldo (seccato) va bu, va! Nunziat, per piacere, fa nu pcho e pasta al sugo di pomodoro per mio figlio. Mi pare che ci deveessere ancora mezza bottiglia di passata, di quella nostra. Se non c, ne apri una nuova. Chillo e bucatini se lera lassti apposta pe sta sera! ( a Felice) m che viene glielo dici tu ca te li si magnte.

Felice (preoccupato) posso inventare una scusa?

Reginaldo E sarebbe?

Felice che Nunziatella, non sapendo che erano per stasera, li ha buttati.

Nunziatella tu nun si mnco scmo. M la colpa mia!? No, no. Chi ha ftto o peccto e ho detto tutto.

Squilla il telefono. Nunziatella e Felice sono tentati di correre a rispondere, ma la presenza di don Reginaldo li trattiene.

Felice A proposito, prmma che arrivaste, ha chiamo un certo ispettore Gargiulo della questura, voleva parlare con voi. Questo potrebbo essere lui

Reginaldo Nunziat vai, rispondi vedi chi .

Nunziatella mentre si appresta a rispondere, passando vicino a Felice gli mostra la lingua, come per dire: don Reginaldo dei due, ha scelto me, perch la classe non acqua.

Nunziatella Pronto. Qui parla famiglia Scartavento, voi chi siete?

Felice Che esagerazione! (facendole il verso) Qui parla famiglia Scartavento. Stai tu sola e m parla tutta a famiglia mafammeopiacr!

Reginaldo Statti zitto! (a Nunziatella) chi ?

Nunziatella lispettore Gargiulo. Dice che tra na mezzore, forse meno, verrebbe qua. Chiede se pu parlare con voi.

Reginaldo si fa passare il telefono.

Reginaldo ispettore buona sera. (ascolta) S, si. Non c problema, allora vi aspetto. (ascolta) Avete fatto bene. Felice non esperto, il telefono labbiamo appena istallato Ancora non ha quella malizia che gli consentirebbe di usare il mezzo in modo adeguato. (ascolta) La saluto anchio ci vediamo tra poco, s. (riattacca)

(A Felice) Quando qualcuno, al telefono, ti chiede di essere richiamato, ti fai dare il suo numero, se non come lo richiami, col megafono? Esci fuori al balcone e ti metti a chiamare sperando che quello ti senta?

Felice mi dovevo far dare il numero? Scusate don Regin, non ci pensato. Ma io pure per non farmi i fatti degli altri

Reginaldo ma che stai dicendo! Ti ha chiesto lui di essere richiamato, o no?

Felice S signore, stato lui

Reginaldo E allora!? non hai capito, vero? Lo vedo dalla faccia.

Felice No, no, ho capito mi faccio dare i numeri e poi ce li giochiamo. Se vinciamo, dividiamo per tre: voi, io e lispettore.

Reginaldo aaah! Fel, tu me bbu fa assc pzzo, a me e dillo ca nun ne parlmmo cch

Nunziatella nun date retta, don Regin, chillo scmo proprio. Se permettete vado a preparare la cena. (esce)

Scena 3

Reginaldo Fel, lummo sti ccse a mizzo.

Reginaldo e felice tentano di riordinare per preparare la stanza in atteso dellispettore.

Reginaldo Non ho capito ancora perch abbiamo cambiato i mobili... Quello stato mio figlio. Io ne avrei fatto a meno, veramente. (si guarda attorno scettico) ttte st ccse mudrne io nun e cpisco. St mbbili me parno fuzi, tutti st culori Il legno: il buon legno con cui si costruivano e mbbili prmma non ce ne pi nemmeno lombra. Prima, se tu volevi un mobile di qualit, badavi prima di tutto alla qualit del legno, poi alla fattura e alla fine chiedevi il prezzo. Oggi dimmi tu, come faccio a sapere se questa rbba qua, o vr, di qualit vera o meno. Con che materiale fatta, me lo sai dire tu? Non me lo sai dire Costa un occhio della testa e non sappiamo nemmeno di che ccsa fatta. Intanto lui ha voluto cos E io, pe nun fa questini, lho dovuto accontentare.

Felice che ci volte fare, don Regin, chillo giovane Largo ai givani!

Reginaldo S, s. Dici bne tu! Allora i vecchi non devono contare pi niente? Ci dobbiamo fare da parte A noi ci tocca solo pagare e stare zitti. Chsta a verit

Felice Don Regin, vi posso fare una domanda che da tanto tempo che ve la voglio fare, ma mi mancato sempre il coraggio?

Reginaldo Che domanda?

Felice ma voi, alla poltrona, ci credevate overamnte?

Reginaldo dipende.

Felice come sarebbe

Reginaldo le cose Gli oggetti, di per s, non significano niente, sono inanimati. Magari hanno un funzione utile La poltrona, appunto, serve per sedersi e il suo significato si ferma ll, se la si considera per quello che , nella sua funzione specifica. Una pietra, per esempio vero- non ha nessun valore, un pietra e basta, anche se vecchia di milioni di anni. Il fatto che sia cos vecchia, che abbia una storia tanto lunga, se non pu essere comunicata, si annulla, niente non esiste.

Altra cosa , se sono io ad attribuire un particolare significato alle cose. In questo caso gli do unanima, sposto un po della mia anima sulloggetto e lui, cessa di esistere soltanto per la sua funzione specifica, per diventare qualcosa che io stesso ho voluto che diventasse. Dio quando ha creato luomo, ha agito allo stesso modo, ha preso del fango e dellacqua e gli ha attribuito un significato diverso dal semplice fango e dalla semplice acqua. Soltanto che se penso al comportamento dellumanit in generale, se fossi stato Lui, (accenna a Dio con un dito che indica il cielo) sarei stato pi accorto a scegliere i materiali. E gi perch, secondo me, lacqua se ne andata tutta nel cervello e il fango se ne andato tutto nel cuore.

Per tornare a noi. Io, alla poltrona in quanto tale, non ho dato mai nessuna importanza, ma ne ho data moltissima a quella su cui ho trasferito una parte di me stesso: gli ho dato la facolt di orientare le mie scelte. Allinizio era solo un caro ricordo, tuttavia, man mano, che il tempo passava, diventata una bussola per trovare la strada in mezzo al caos che ci circonda. Era vero, non era vero? Per me era vero.

Felice perch ve ne siete disfatto, allora?

Reginaldo perch me lha chiesto lei.

Felice a pultrna vha dimannto dssere distrutta?

Reginaldo (lo guarda prima di rispondergli. Felice ha assunto un espressione di totale apatia rispetto alle cose dette: gli occhi, due fessure; le labbra completamente sporgenti) non hai capito niente?

Felice La verit?

Reginaldo eh!

Felice ma niente proprio! (in tono piagnucoloso) Me so mbruoglito dppo e prmme parole, me so mbruoglito Mannaggia a mrte, mannaggia! A scla so stto smpe nu ciccio. Non volevo studiare e questo il risultato: voi parlate E io non vi cpisco!

Reginaldo va beh, lasciamo perdere.

Scena 4

Entra Ferdinando anche lui molto elegante. Un po tirato per via del lavoro a cui non abituato. Rispetto alle apparizioni precedenti ha cambiato pettinatura: adesso i capelli sono allindietro con laccenno di un leggero ciuffo che i giovani porteranno in modo assi pi evidente negli anni successiv, e s tagliato i baffetti.

Fif Buona sera pap. Felice!

Felice Buona sera a voi, don Ferdin

Reginaldo bhe! Com andata a finire poi con quei clienti?

Fif Tutto a posto, pap. Alla fine si sono convinti a prendere il principe di Galles, ma ncppa a sso pi che un principe, pareva nu tavernro A proposito, domani, quando arriva Concettina lo deve aggiustare subito: ci sono da allargare giacca e pantaloni, e da spostare i bottoni della giacca che con quella pnza non c verso che s abbottoni. Poi, verso sera, passa lui a ritirarlo. Ho fatto i segni Speriamo che ci sia stoffa a sufficienza. Dovevate vedere la moglie, pap, pareva ca o vestito se lera accat essa. (Imitando la moglie) Con questo vestito, mio marito sembra appeso! E aveva pure ragione. Ma che ci potevo fare Con quel fisico sembra appeso a prescindere. Comunque sono riuscito a convincerli, ed andata... (fregandosi le mani soddisfatto) Bhe! che si magia stasera? Avevo lasciato quei bucatini da fare scaldati.

Reginaldo I bucatini non ci sono pi. (guarda Felice con aria di rimprovero) Prima, quando sono tornato a casa, non mi ricordavo che erano i tuoi, avevo un po di languore e li ho mangiati mi dispiace. Ho detto a Nunziatella di prepararti un piatto di pasta col sugo di pomodoro.

Fif e va bu, pap, non fa ninte. Anzi, mi fa piacere che v tornato lappetito, di solito mangiate cos poco!

Reginaldo Ha telefonato lispettore Gargiulo della questura dovrebbe essere qui da un momento allaltro, pare che ci siano delle novit nelle indagini sullincendio di Terzigno.

Fif (preoccupato) Che novit ci possono essere, mi pareva che tutto fosse chiaro: s trattato di una fatalit.

Reginaldo lo penso anchio, vedrai che sar per qualche formalit.

Suonano alla porta

Reginaldo Questo deve essere lui

Ferdinando sempre pi preoccupato.

Scena 5

Nunziatella Ci sta lispettore Gargiulo

Reginaldo Fallo passare.

Scena 5

Entra lispettore Gargiulo. Un tipo robusto, di media statura, sudaticcio, anche se la stagione ancora quella invernale. Indossa un completo marrone sgualcito, la camicia sbottonata e la cravatta allentata. Sopra il vestito, un impermeabile chiaro, anchesso sbottonato, indossa un cappello floscio.

Gargiulo Il signor Scartavento?

Reginaldo Sono io, per servirvi Prego, accomodatevi ispettore.

Gargiulo grazie. Non vi incomoder per molto. Mi rendo conto dellora, ma prima, proprio non ho potuto.

Reginaldo Per carit Tutto il tempo che vuole. Questo mio figlio Ferdinando

Fif (Tendendo la mano) piacere.

Se la stringono.

Gargiulo Il piacere mio.

Reginaldo Fel, vai a dare una mano a Nunziatella, vedi se ha bisogno di qualcosa. (a Gargiulo) Ispettore, se vi volete fermare a cena con noi Senza complimenti

Felice tergiversa.

Fel, va, che aspetti?

Felice Vato, vato

esce malvolentieri

Scena 6

Gargiulo grazie, molto gentile, ma proprio non posso.

Reginaldo Allora, ispettore, di che si tratta?

Gargiulo Per risparmiare tempo: ditemi cosa sapete di quello che successo dopo che avete venduto la propriet e siete tornati a Napoli.

Reginaldo Non so niente, non ho voluto pi saperne niente.

Gargiulo Quindi, nemmeno dai giornali?

Reginaldo dopo quello che successo, per scelta di proposito, insomma, ho rifiutato qualsiasi notizia che avesse a che fare con Terzigno. Dovete capire ispettore, per me non stato facile rinunciare a quella propriet.

Gargiulo sappiamo, sappiamo. Allora la mia visita si allungher un po. Cominciamo dallinizio.

Reginaldo Prego.

Gargiulo Dunque, dovete sapere che lincendio non ha danneggiato solo il vostro podere, che poi quello che ha subito i danni maggiori, ma anche, sia pure in modo non cos grave, quelli limitrofi. I proprietari di tali poderi hanno sporto denunzia contro ignoti, anche se si dava per scontato che lincendio fosse dovuto ad una tragica fatalit Per ottenere eventuali risarcimenti statali o assicurativi. Voi mi capite!?

Reginaldo Credo. Comunque, andate avanti

Gargiulo sulla base di queste denunzie, noi siamo stati costretti a compiere ulteriori accertamenti. Ci sono stati accurati sopralluoghi e in occasione di uno di questi, abbiamo trovato la prova inconfutabile della dolosit dellincendio

Fif quale prova?

Gargiulo Un momento di pazienza e ci arriviamo. In uno di questi sopralluoghi, come dicevo, stata rinvenuta un tanica usata per contenere del petrolio, con ancora un po di liquido dentro, e con sopra scritto il nome di uno degli incendiari.

Reginaldo come possibile una simile ingenuit

Gargiulo lasciatemi finire se no perdo il filo Doveravamo? Ah! S. Il nome. Evidentemente, il fornitore del combustibile, ha scritto sulla tanica il nome dellacquirente e questo, lha dimenticata sul posto nella fretta di allontanarsi. Labbiamo rintracciato ed arrestato e lui, ha fatto i nomi dei complici che adesso sono stati tutti assicurati alla giustizia, tranne uno e precisamente: il mandante dellintera operazione.

Reginaldo e chi sarebbe?

Gargiulo lavvocato Scognamiglio.

Reginaldo Ah! Dovevo immaginarlo. Fin dal primo momento, non lho mai potuto sopportare. E perch non avete arrestato pure lui?

Gargiulo Calma, fatemi dire. Una volta accertato il dolo, stata inviata sul posto, una squadra di carabinieri per mettere sotto sequestro lintera area interessata dallincendio e in particolare, il vostro ex possedimento. Sul posto, i carabinieri hanno constatato che era gi allopera un impresa alle dipendenze dei Grieco come s saputo dopo con tanto di escavatori e con il compito di spianare tutto e iniziare gli scavi per le lottizzazioni. Un affare di svariate centinaia di milioni, eh! Una cosa grossa, insomma. Proprio al centro del vostro ex podere erano stati sistemati una serie di teloni che evidentemente, coprivano qualcosa di poco chiaro. I carabinieri hanno ordinato la rimozione dei teloni e indovinate che cera sotto?

Reginaldo non saprei.. che ci poteva essere?!

Gargiulo i resti di un antico insediamento romano. Un sito archeologico di straordinari valore storico. Naturalmente i carabinieri hanno bloccato tutto e hanno fatto intervenire la sovraintendenza alle belle arti che, senza indugio, ha posto i sigilli su tutto il sito che si estende su un area vastissima; tanto vasta, da vanificare tutta loperazione immobiliare dei Grieco.

Reginaldo Ho capito. Quello che ancora doveva succidere, era questo allora!

Gargiulo Prego?!

Reginaldo No, niente un pensiero che mi venuto cos. Quindi laffare andato a monte?

Gargiulo Aspettate, il bello deve ancora venire. Dicevamo di Scognamiglio

Reginaldo Appunto.

Gargiulo una volta accertata la sua responsabilit diretta e testimoniata dai complici, stato emanato nei suoi confronti un mandato di cattura, ma di lui si erano perse tutte le tracce. Evidentemente, lo Scognamiglio, sentendo odore di bruciato in questo caso, lespressione oltremodo appropriata s dato alla latitanza Fino alla settimana scorsa quando, nelle campagne intorno a Ottavino, stato rinvenuto un cadavere, ammazzato con due colpi di rivoltella precisi, precisi: uno al cuore e laltro in mezzo alla fronte. Il morto, dopo gli accertamenti del caso, risultato essere lo stesso Scognamiglio. Siamo certi che s trattato di uno regolamento di conti. Evidentemente i Grieco, non gli hanno perdonato di aver perso tutta quella montagna di denaro, investita inutilmente in una operazione tanto fallimentare

Reginaldo di fronte alla morte, non posso che dolermi per lui, anche se dopo quello che successo, mi pare che se l andata a cercare. Non capisco per il regolamento di conti, in fondo Scognamiglio non poteva sapere che cosa si celava sotto il terreno?

Gargiulo questo un pensiero da persona onesta e sensata quale voi siete, ma loro, i Grieco, sono delinquenti spietati: avevano bisogno di un capro espiatorio.

Reginaldo va bene, ispettore, tutto molto chiaro e vi ringrazio di averci aggiornato sugli eventi che, anche se il podere non pi nostro, sicuramente mi hanno colpito e interessato. Vi ho ascoltato con molta attenzione, credetemi, ma ancora non conosco il motivo esatto della vostra visita Evidentemente c qualcosaltro

Gargiulo Certamente che c. Noi non facciamo visite di cortesia finch siamo in servizio. Ho voluto rendervi partecipi dei fatti, per farvi capire la gravit che ha assunto tutta la faccenda.... Allora, dagli interrogatori degli autori materiali dellincendio, saltato fuori che Scognamiglio non era solo

Reginaldo volete dire che ci sono stati altri mandanti?

La preoccupazione di Ferdinando, che nel frattempo ha ascoltato sbiancando ad ogni rivelazione sullaccaduto, si trasforma in autentico terrore.

Gargiulo per lappunto, signor Scartavento. Scognamiglio avrebbe agito in combutta con qualcuno della vostra famiglia, che gli avrebbe accordato una specie di mandato ad agire diciamo cos addirittura pagando di tasca propria, sia il compenso per gli incendiari, che sono una decina, e sia il materiale occorrente per appiccare il fuoco. Tanto per fare un esempio: le taniche di petrolio come quella che abbiamo trovato col nome del destinatario scritto sopra.

Fif ma assurdo, come fate a dar credito a un mucchio

Reginaldo vorrei poter escludere che qualcuno della mia famiglia abbia potuto agire, contro di me, in questo modo (guardando il figlio con intenzione) sconsiderato. Voglio sperare che si tratti di una falsa testimonianza. Daltra parte questa gente disposta a tutto magari un depistaggio, che ne so hanno voluto coprire qualcun altro

Gargiulo vedete signor Scartavento, il reato c stato, ed grave Adesso c pure un morto. Ed nostro dovere procedere con le indagini fino in fondo, non serve nemmeno che voi sporgiate denunzia: si procede dufficio

Fif avrete qualche sospetto, immagino i famigliari poi sono due: mia madre ed io

Gargiulo (ignorando Ferdinando, rivolgendosi sempre a Reginaldo) vostra moglie, per esempio, di cui nota la relazione avuta con Scognamiglio (a Ferdinando) O voi, signor Ferdinando

Fif ispettore, queste sono solo illazioni prive di ogni fondamento

Reginaldo zitto. Non parlare, se davvero non centri e meglio che ti stai zitto. (a Gargiulo) Vogliate scusare, ispettore, fate tutte le indagini che ritenete opportune e se qualcuno della mia famiglia ha commesso qualche reato, giusto che la giustizia faccia il suo corso. Ma adesso vi chiedo il favore di non insistere. Le cose che avete detto ci hanno scosso e capirete che vorremmo parlarne tra noi, prima che

Gargiulo capisco benissimo. E per riguardo a voi, non procedo oltre. Per il momento ho voluto solo mettervi sullavviso, ma siate certo che la verit verr a galla (guardando Ferdinando) e prima di quanto possiate immaginare. Se permettete adesso tolgo il disturbo.

Reginaldo vi ringrazio, ispettore

Gargiulo arrivederci, signor Scartavento. stato un piacere! (a Ferdinando, un arrivederci colmo di significati poco rassicuranti) arrivederci anche a voi.

Reginaldo arrivederci.

Lispettore esce.

Scena 7

Reginaldo pi che sconvolto appare in preda ad una grande amarezza, Ferdinando non osa guardarlo: a testa bassa contorcendosi le mani, si dirige verso luscita di destra con lintenzione di sparire.

Entra Nunziatella.

Nunziatella la cena pronta, dove apparecchio?

Reginaldo (al figlio) come! Te ne vai proprio adesso che dobbiamo cenare?

Fif niente, pap, m passato lappetito

Reginaldo T passato lappetito, he!? E gi, ti capisco. Alle volte la coscienza talmente invadente che riempie tutto, persino o stmmaco, e fa pass a fmma. Ma non ti preoccupare, non c motivo di rinunciare alla cena. Non andartene, mangia un boccone con me. Fammi compagnia e raggiunmmo nu pco. Nunziat, levmmo chelle ccose da ncppa a tvula e prepariamo qua.

Nunziatella don Regin, Felice ed io vi volevamo dimann nu piacre

Reginaldo se posso

Nunziatella cch trde, vrso e nve, ci sta quel programma alla televisione, tanto bbello! Con quel presentatore che mi piace tanto assai: Mic Buongiorno me pare ca se chimma lo volevamo proprio vedere se a voi non dispiace.

Reginaldo a me non dispiace (al figlio) e a te?

Fif (distrattamente) neppure a me.

Reginaldo (a Nunziatella) hai sentio? Non ci dispiace.

Nunziatella Grazie, don Regin. Volevo avvisarvi che verrebbero pure gli inquilini del piano di sopra e anche quelli del piano di sotto loro la televisione non a tngono. Sempre che a voi faccia piacere.

Reginaldo proprio stu piacere nun che comunque se proprio vogliono venire, falli venire, che ti devo dire.

Nunziatella contenta, velocissimamente, prima sgombra e poi apparecchia per due. Intanto Reginaldo e Ferdinando rimangono appartati. Non si parlano, ma il loro silenzio si taglia col coltello. Ferdinando vorrebbe dire qualcosa, ma poi rinuncia. Reginaldo lo guarda di tanto in tanto, ma non si pronuncia. La tensione sale, finch la tavola pronta e i due si siedono uno di fronte allaltro.

Scena 8

Nunziatella esce per tornare subito dopo con le pietanze, aiutata da Felice. Servono ed escono parlottando animatamente tra loro della serata televisiva che li aspetta. Tra i due commensali continua il silenzio. Reginaldo inizia a mangiare il suo brodo vegetale. Ferdinando non tocca nemmeno la forchetta, ha le braccia lungo i fianchi, finch sbotta.

Fif pap io ti giuro che (rinunciando al voi formale, per il tu)

Reginaldo (freddo, continuando a mangiare) non voglio sapere niente. meglio che ti stai zitto, capto? Non difficile immaginare come sono andate le cose. Qua non si tratta di accampare scuse, di farsi perdonare, o altro. Qua, tu e tua madre, rischiate la galera.

Fif io non potevo sapere che le cose sarebbero precipitate in questa maniera. Quando ho accettato la proposta dellavvocato, ero convinto che con voi non cera verso

Reginaldo e questo mi fa andare ancora pi in bestia che centravi tu, era una decisione mia. Credevate davvero, tu e tua madre, che distruggendo tutto, mi sarei convinto? Io avrei avuto la forza di ricominciare da capo cento, mille volte pur di non cedere alla prepotenza, allarroganza di certi individui che credono che il mondo sia ai loro piedi e che fino allaltro ieri facevano i caprai. Se ho venduto stato perch sapevo approssimativamente, come sarebbe andata a finire. Ne ero stato avvertito

Fif e da chi?

Reginaldo ci sono cose che non possono essere spiegate: o ci credi o non ci credi.

Fif La poltrona immagino

Reginaldo s signore, la poltrona... inutile che usi quel tono. In questa faccenda stata pi utile la poltrona di tutti voi messi assieme. Ha azzeccato il pronostico! E la partita lho vinta io.

Veniamo invece al problema pi urgente. Tu e tua madre avete agito per forzare la mia volont e vi siete associati, non so quanto inconsapevolmente, con dei delinquenti senza scrupoli. Adesso siete nei guai. Hai sentito che ha detto lispettore? Loro sanno gi tutto e se non oggi, domani quello ritorna con altre intenzioni.

Fif (in ansia) che si pu fare? Pure voi per! Eravate cos determinato, cos sicuro Non volevate ascoltare nemmeno i consigli di chi vi vuole bbene

Reginaldo m pure colpa mia. E tu questo lo chiami voler bene? Vi dovrei lasciare al vostro destino! Ma non posso farlo perch tu sei mio figlio e tua madre, nonostante tutto, sempre mia moglie. Che si pu fare Secondo me, lunica cosa da fare e che tu ti assuma tutta la responsabilit che ti compete Probabilmente ti dovrai fare qualche mese di galera

Fif Come, la galera?

Reginaldo Si signore, la galera. C un limite a tutto, Ferdin, che ti credevi? Se c stato un reato, e questo reato lhai commesso tu, c la galera. Devi capire che a seconda di come agisci ci sono delle conseguenze. Nessuno pu sostituirsi a te, specialmente quando si tratta di pagare. Nessuno. anche vero che, avvolte, qualcuno sceglie di pagare al posto di un altro io per esempio, potrei accollarmi ogni responsabilit e tutto si risolverebbe, ma non lo voglio fare. No signore. Per te sarebbe la rovina: ancora una volta avresti la convinzione che si pu fare tutto, perch c sempre qualcunaltro che ci mette una pezza. Insomma, quand che un uomo si pu dire tale, secondo te? Certamente non per let anagrafica, ci sono molti adulti che sono rimasti fermi allet dellincoscienza; nemmeno per laspetto, perch, come si dice: labito non fa il monaco. Uno pu sembrare adulto, vestire in modo impeccabile, esprimersi correttamente e in modo gradevole, ma essere in continua contraddizione tra quello che mostra di essere e quello che veramente . E allora? La risposta semplice: quando ogni contraddizione si risolve e il dire e il fare corrispondono. Oppure, quando sa quello che fa e se ne assume la responsabilit, che a stessa cosa; quando, invece di farsi tormentare dalla propria coscienza, si fa guidare da essa e si libera dai pesi dellanima che molto meglio se rimane leggera: la notte si dorme meglio!

Fif (mentre il padre parla si convince che ha ragione e che, per lui, non c altra via duscita) Mi sono lasciato prendere la mano! Sembrava tutto cos facile! Ho capito, pap. giusto. Chi sbaglia paga. E sono pronto. In fondo vero, lunico modo per togliermi questo peso dalla coscienza.

Reginaldo Ooh! Questo quello che volevo sentire. Finalmente sei cresciuto, ti sei fatto uomo. Non tutto il male viene per nuocere!

Fif E per mamm, che si pu fare? Io non voglio che subisca le stesse conseguenze che devo subire io. In fondo, se ha fatto quello che ha fatto, lha fatto per me. Piuttosto dico che ho agito da solo.

Reginaldo tua madre decider per s stessa, se la conosco bene. Poi non cosa che mi riguarda. Se ne andata Ha fatto la sua scelta.

Scena 8

Entra Nunziatella preoccupatissima. Con cautela si avvicina ai due commensali.

Nunziatella Oh Marnna mia non so come dirvelo

Reginaldo Ch stto, Nunziat?

Nunziatella arrivata donna Filumna, se vedeste in che condizioni si trova!

Reginaldo Ah!

Nunziatella don Reggin Mi ha chiesto di chiedervi se volevate vederla

Reginaldo (Reginaldo titubante, sa che rivedendola, la sua resistenza, il rancore accumulato nei suoi confronti, le promesse fatte a se stesso di non accettarla pi in casa sua, potrebbero essere infranti in un istante. Poi si convince) Falla entrare Che aspetti?

Scena 9

I due si alzano in piedi mentre Nunziatella esce. Entrano Filomena, Nunziatella e Felice. Filomena unaltra donna , ci che ha passato ha segnato soprattutto il suo sguardo: un tizzone ardente. Ha dovuto prendere atto di aver sbagliato tutto, dopo unestenuante lotta col suo orgoglio devastato. Le mancano le forze, ma trova lo stesso il coraggio di resistere e di presentarsi al cospetto del marito e del figlio

Filomena Genn!

Reginaldo, sentendo pronunciare il suo nome, quasi fosse uninvocazione, come previsto, vinto dal piacere di rivederla e abbandonata qualsiasi istanza di rivalsa,le risponde a sua volta, pronunciando il nome di lei.

Reginaldo Filum!

Filomena (si abbandona fra le braccia del marito) perdnami, Genn, perdnami!

Reginaldo (la stringe a s, consolandola) nun recere ninte, Filum. Nun recere ninte! passto passto!

Filomena ero disperata, non sapevo dove sbattere la testa, dove andare.. poi sono venuta qua, se mi volevi riprendere Anche per fare la serva

Reginaldo la serva, mCi st gi Nunziatella

Nunziatella Come la serva Sign, che dite!? Non vi dovete preoccupare, ci sto io non mi sono mai mossa da qua

Felice E se non bastasse, ci sono pure io.

Filomena e Reginaldo, sempre abbracciati, passano dalla commozione al riso contenuto. Filomena piange e ride insieme. felice per laccoglienza inaspettata, ma si sente in colpa per come ha agito. I suoi sentimenti contrastanti determinano le sue reazioni. Allunga una mano verso il figlio che di slancio, la prende fra le sue.

Filomena Avevi ragione tu, Genn! Ho fatto di tutto per spezzare il filo ti ricordi?! Ma non ci sono riuscita. Hai saputo di lui?

Reginaldo s, ho saputo.

Filomena mi ha lasciato in mezzo a una strada e non s fatto pi vedere. Ero arrabbiata, avvilita, avrei voluto ucciderlo Mi sono trovata in una citt sconosciuta, senza un soldo, senza nemmeno la possibilit di prendere un treno per tornare a Napoli. In un primo momento, il mio pensiero non era quello di venire qua, no. Lodio per me stessa e per lui, era cos grande, che lunica cosa che volevo veramente era vendicarmi e poi farla finita. Immaginavo che fosse tornato lui solo lasciandomi senza nemmeno pensarci un momento: come un peso morto di cui ci si vuole liberare.

Reginaldo Va beh! Non ne parliamo pi, Filum!

Filomena si stacca da lui e dal figlio con forza.

Filomena No, devete sapere Genn, devi sapere tutto non potrei restare se non ti dicessi tutto. Sono riuscita a racimolare la somma necessaria, arrangiandomi a fare quello che m capitato. Per fortuna so cucire e ho trovato un posto in un laboratorio di sartoria. La notte mi lasciavano dormire ll stesso in un sottoscala, ncppa a na vecchia branda sfunnta. Ma nun era ninte non mi importava. Quando ho risparmiato i soldi necessari, me ne so turnta e lho cercato. Alla fine lho trovato. Genn, lho trovato! Era un uomo finito: solo, braccato, cu na para ncullo ca pareva na bstia ferta Mi chiedeva aiuto, mi pregava di non lasciarlo Io, quando mi sono resa conto che ormai era diventato lombra di s stesso, lho lasciato dove stava e me ne sono andata senza voltarmi indietro. Qua non potevo tornare, almeno cos credevo, cos ho cercato darrangiarmi anche questa volta. Ma qua nun cmme ll, al nord Lavoro non se ne trova, specie per una donna sola come a me. Ho chiesto aiuto a qualcuno e questo qualcuno me lha dato, s! In cambio, per cos, cos e cos[6] mi vuoi ancora? Pensaci bbne, Genn, perch sono caduta cos in basso, che prima o poi potresti rinfacciarmelo e io allora, freddamente, senza nessuna esitazione, maccre. E se non mi credi, sappi che lunica ragione di vita ch me rimasta, il tuo perdono.

Reginaldo continua.

Filomena giusto. A questo punto Una sera, mentre rassettavo la cucina cmme na serva o jurno e cmme na schiava a ntte, si spalanca la porta e trsono die ommn che solo a vederli capivi sbbeto ca rano malamnti. Non ho provato nessuna emozione. Pure se maccrevano in quel preciso momento mi avrebbero fatto un piacere! Quello che doveva succedere, succedesse. Che vlite?, dictti Che andate cercando? tutte e due tenevano na fccia malgna che non cera bisogno dinterpretare. Uno di loro, prima ancora di parlare, mi dette un manrovescio tanto forte, che mi fece cadere per terra. Poi, laltro parl. Tu sai a ro sta chillomm e niente dellavvucto. chesta nun era na dmanna, era naffermazione. Io mi alzai da terra, mi sedetti, col sangue che mi colava dal naso e dalla bocca E seppi in quel preciso momento, che lora della vendetta era arrivata. Anche questo, se mi vuoi ancora, lo devi mettere nel conto. Dissi loro dove lavevo visto lultima volta il resto lo sai. Laltro giorno poi, ho saputo dai giornali, che era morto ammazzato. Non avevo pi nessuno scopo e oggi, tra mille tentennamenti, ho deciso di tornare a casa.

Se non mi vuoi, non fa niente, ti capisco e come potrebbe essere altrimenti dopo tutto quello che tho fatto! Se non mi vuoi, esco da questa casa e non sentirai pi parlare di me. No, non la faccio finita, no. Troppo comodo! La voglio scontare tutta, fino in fondo

Reginaldo Filum, che taggia ricre Sono passati solo pochi mesi, ma sembrano secoli Siamo cambiati tutte due. Non siamo pi gli stessi. In pochi mesi la nostra vita se girata sottosopra. Ci devo pensare bbne, dici tu! Anche se volessi mi riesce difficile pensare alla mi vita senza di te, cos come stata difficile fino adesso, che non ceri. Un uomo e una donna quando stanno assieme per tanti anni, diventano un tuttuno. E quando, malauguratamente uno dei due viene a mancare, per un motivo o per laltro , quello che rimane si sente diviso a met. Le cose che apprezzava prima, le cose in cui credeva condividendole col marito o con la moglie, ora che rimasto solo, non hanno pi lo stesso valore Persino il mangiare diventa insipido la vita stessa non sa di pi niente. Fino a quando due stanno assieme, non si rendono conto niente non sanno di formare un unit con latro Tutto naturale, scontato Non ci si fa caso... normale, ecco: normale. Le liti, le incomprensioni, i dolori tutto ci che sembra dividere, in realt lavora per unire ancora di pi. che taggia ricre, Filum Vuoi essere perdonata da me? Quello che doveva succedere E doveva succedere, successo. Il cerchio si chiuso. Adesso siamo qua, uno di fronte allaltro. Tu chiedi perdono a me e io avrei il ruolo di quello che deve decidere se e come Si tratta ancora una volta di una formalit. Una pura e semplice formalit.

Filum, se tu non fossi mia moglie, se non avessimo una lunga storia in comune, ci che hai fatto non potrebbe essere perdonato. No signore! Al di fuori della coppia che siamo stati e che siamo tuttora, meriteresti di essere abbandonata al tuo destino. Ma se una parte di me stesso, decidesse, per assurdo, di staccarsi, di abbandonarmi per attaccarsi ad un altro e poi decidesse di tornare non potrei rifiutarla perch quella parte mi serva per vivere. Senza quella parte sono un uomo dimezzato. Non ho bisogno di perdonarti, lo sai che cos. Sono costretto nel profondo a farlo.

Filomena io non costringo nessuno!

Reginaldo infatti, non sei tu a costringermi. Non sei nella condizione di farlo

Filom, avrei preferito non dire tante parole. Quando sei entrata da quella porta e mi hai guardato, hai capito Mi sono accorto che avevi capito. Infatti, la prima cosa che hai detto stato pronunciare il mio nome (accennando ad un sorriso) quello che non mi piace (anche Filomena risponde con un accenno di sorriso). E io ho pronunciato il tuo. Basta, ceravamo detto tutto. Non cera bisogno daltro Vieni qua, Filum, ben tornata.

I due si abbracciano in silenzio. Suonano alla porta.

Nunziatella (commossa, asciugandosi una lacrima) saranno i vicini per la televisione.

Reginaldo Filum, stasera abbiamo la televisione

Filomena La televisione!? Non mi sembra il caso

Reginaldo No Filum, importante. Adesso ci sediamo tutti davanti alla televisione e i pensieri, le preoccupazioni passano, immediatamente

Filomena ci voulaltro, Genn!

Reginaldo Non mi credi? E la televisione proprio questo!

Filomena e chi lo dice?

Reginaldo la televisione stessa. E quando una cosa la dice la televisione, sicuramente vera

Nunziatella che faccio, apro?

Reginaldo Va, va.

Nunziatella esce. Reginaldo, Ferdinando e Felice spostano il televisore ponendolo di spalle al pubblico. Preparano alcune sedie per la visione. Entrano tutti gli interpreti della commedia, ciascuno portando la propria sedia e disponendosi allegramente attorno. Reginaldo porge il braccio a Filomena e la fa accomodare su una sedia. Tutti siedono. Ferdinando accende il televisore e i volti si illuminano di una luce biancastra. Si sente la sigla di Lascia o raddoppia quindi, la voce di Mike Buongiorno che annuncia linizio del programma

FINE


[1] Natale in casa Cupiello, atto I

[2] Non ti pago, atto I

[3] Questi Fantasmi, atto I

[4] Lultima parte della battuta tratta da Napoli milionaria, atto I

[5] Questi Fantasmi, atto I

[6] Filomena Marturano, atto II

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