di Wilhelm Michael MUND
Titolo originale dell'opera
DER TOD JULIUS DES ZWEITEN : LA MORTE DI GIULIO II
Versione italiana di Italo Alighiero Chiusano
da IL DRAMMA n. 184-185 del 15 Luglio 1953
LE PERSONE:
Papa Giulio II
Il Cardinale Bibbiena
MENECME, medico ebreo
PAOLINO, servitore
MICHELANGELO
SITTEN, capitano degli Svizzeri
LUCREZIA BORGIA
Le voci delle ombre
Una guardia
* Tutti i diritti sono riservati.
Stanza nel Vaticano. Una porta e un uscio segreto. Una grande finestra, che d su di un'altana prospiciente piazza San Pietro, oscurata da tendaggi. Sullo sfondo, un immenso arazzo che copre tutta la parete, sul quale si intravede, pi di quanto non si scorga chiaramente, una figurazione del Giudizio Universale. Al centro, una grande poltrona dall'alto schienale. Da presso, su di un prezioso candeliere, il cero mortuario. Su di un piccolo tavolo, alcuni bicchieri, una caraffa di vino, dei candelabri. Gettato con negligenza su di uno sgabello, il gran manto papale, su cui posa la tiara.
(Giulio siede nella poltrona, rigido, paralizzato, mortalmente infermo. Paolino, un giovane bruno in abito secolare, stringe tra le braccia il cero mortuario. Di dietro la scena giunge una sinfonia polifonica di voci oranti).
Paolino(spiritato) O Papa, vuoi che gi ti accenda il cero mortuario? Sospesa a una corda di capelli umani, la terra simile a un tamburo, e la Morte la serra nella morsa delle sue ginocchia. O trionfo! Da un dolce brusio innalzandosi al fragore di un uragano, il vortice delle sue nocche ossute strepita sulla pelle tesa. S, trionfo! Poich, o Morte, o grande vendicatrice, codesta agonia che ci sta dinanzi in verit una tua condanna!
Giulio(febbricitante, nel dormiveglia) Giudicami, Signore e Dio mio! Infondi vigore al mio corpo infermo, poich non posso morire finch, sette volte accesa dallo Spirito, la consacrata potenza della Chiesa non sopravviva alla mia morte.
Paolino(con gioia sinistra) Eccoti steso dinanzi a me, Papa Giulio. Non pi ti concede, la paralisi che t'ha colpito, di muovere quella mano, che cos spesso levasti per colpire me, per colpire i tuoi servi, e perfino taluno dei principi della Chiesa. Ora, o Papa, la tua camera mortuaria non racchiude che me e te. E se io, in atto di amore o d'odio, voglio posare le mie mani di servo sul tuo cuore, tu non puoi pi dirmi n s n no. Per quanto in alto tu ti sia levato. Papa Giulio, re dalla triplice corona, ora Dio ti piega di nuovo verso gli uomini. Tu certo non hai ben conosciuto gli uomini, e meno ancora hai conosciuto i tuoi servi. Ma ora sei abbandonato in loro bala, immobile, e come noi sei soggetto alla morte. Questa giustizia.
Giulio Giustizia all'Italia e a me, o Dio! Non abbandonarmi, finch non ti abbia pienamente salvato il retaggio del Tuo Figliuolo, il sacramento della redenzione.
Paolino Oh, non darti pensiero: taci, piuttosto, e ascolta. Ascolta le chiese risuonar di preci come violini, come organi tremanti di terrore. Batti sul tuo tamburo, o Morte, e incunea il ritmo della distrazione in questa supplice musica, poich l'uomo che tu gettasti su questo giaciglio non deve pi risollevarsi, n riprendere in mano il governo del mondo. Senza di lui, tutti i cardinali e i crociferi non sono che un nulla. Raccogli gli eserciti dei ribelli, dei quali Roma non ha mai patito penuria, poich un'ora come questa giunge una volta sola.
Giulio Statemi vicino, la mia ora venuta! Vegliate con me e pregate. Non lasciatemi solo! Io sono una creatura umana e ho bisogno di conforto quant'altri mai. Datemi un po' d'acqua e inumiditemi gli occhi. Non posso pi alzare le palpebre, oh, aiutatemi!
Paolino Non voglio pi aiutarti, della Rovere. Voglio solo pi sedermi ai tuoi piedi e osservare le grosse stille di sudore che ti scorrono gi per la fronte, le tue tempie che s'incavano, i tuoi sopraccigli che, come ispidi cespugli del color della cenere, ti s'imbiancano sopra gli occhi, le tue guance cadenti in uno sfacelo sepolcrale, e il tremore delle tue mascelle, e la febbre che, simile al pungolo del rimorso, fa trasalire le tue labbra assottigliate dal dolore. La tua bianca barba profusa come un ghiacciaio sopra il quale riposi il sole. Quanta stanchezza, sul tuo mento! Il luccichio caldo di lagrime che brilla tra le tue palpebre non mi spaventa ormai pi, poich tu non odi pi nulla, e se anche mi potessi udire, meglio, che d quel giaciglio non ti rialzerai in eterno. Come le ombre gettate dal sole, la luce della tua vita si allontana verso occidente, e l'ora, per te, ormai morta. Spalancher le finestre, affinch il passo dei vindici cammini sopra il tuo cuore, e te lo calpesti!
(Schiude i tendaggi, apre la finestra. Il brusio aumenta).
Giulio La misera, sterminata schiera delle anime passa come un vento sopra di me. Tu vieni, o Signore, sul carro di Elia. O Infinito, al tuo cospetto io non sono che un verme, la rinsecchita larva di un moscerino. Eppure tu mi hai fatto grande, talmente grande che la mia preghiera sfiora la bestemmia. O sommo Correttore, avventati su di me con la tua dolorosa sferza, s ch'io mi rifaccia piccolo, oh piccolo come un bambino, ch'io sia nient'altro che un uomo, nient'altro che un fanciulla, e non pi il vicario della potenza suprema.
Paolino(indicando oltre la finestra) A che ti servono le variopinte schiere degli Svizzeri? A che ti servono le cancellate irte di lance? A nulla! La fiumana che rombando giunge di lontano li frantumer come vetro e invano le si chiudono le porte. Aspetta: i lupi che Roma ha nutrito del suo seno gi si dispongono al balzo. Dimmi, o Papa: senti la zappa gi scavarti le carni? Io danzer, invasato dalla morte, intorno a questa tomba!
(Il Papa ricade in un sonno simile al deliquio).
Bibbiena(dietro l'uscio segreto, bussando impaziente) Apri, Paolino, presto!
Paolino Dite il vostro nome.
Bibbiena Il cardinal Bibbiena.
Paolino La parola d'ordine?
Bibbiena Immortalit.
Paolino Vi apro il sepolcro. (Apre la porta segreta).
Bibbiena(entra accompagnato da Menecme, che ha una benda sugli occhi) Chiudi le finestre!
Paolino(umile) Perdonatemi, Eminenza, il nostro signore sta molto male. Domand di vedere la luce del cielo. Io gli spalancai le finestre.
Bibbiena(giovane, delicato, pi simile a un allievo di Raffaello che a un principe della Chiesa) Chiudile! Avvicinati, giudeo! Togliti la benda. Menecme, sai dove ti trovi?
Menecme(un ebreo di alta statura, il viso scavato dal dolore) Lo immagino.
Bibbiena Tu sei un gran medico.
Menecme(pensoso) Medico e... giudeo, signore.
Bibbiena Giudeo o cristiano, in questo caso lo stesso. Comincia!
(Menecme non si muove, china la testa)
Incomincia! Non vedi, dunque? Abbiamo bisogno di te. Non c' tempo da perdere.
Menecme Non c' mai tempo da perdere per gli uomini, signore. Dannata fretta! Non fu che una pia fretta quella che un giorno spinse una piccola ebrea, una tenera bambinella bruna, dall'altare gi nel Tevere, e su quella testolina infantile, una grandine d'odio, di pietre, di randelli!
Bibbiena Non tempo di raccontar favole.
Menecme Favole, signore! Mi brucia ancora nell'anima, nella sua piena realt, il giorno in cui la Madonna di Michelangelo comparve al cospetto di Dio quasi l'avesse creata Lui stesso. Un'immagine ch'era tutta un dono di luce, che ispirava la santa fiamma dell'amore, della piet, chiedendo compassione per il Figlio morto che le giaceva in grembo, nella sua sacra bellezza. Ingenuamente anche la mia bambina, che pure era d'altra fede, and con gli altri, carica di fiori, a offrire, nella sua devozione infantile, l'innocenza del proprio cuore alla Madre di Dio, e fu subito riconosciuta come figlia del medico ebreo. Lapidatela! gridarono, e cominciarono a volar pietre, pietre: tutte sul mio cuore!
BibbienaChi non sarebbe sensibile al tuo dolore? Ma noi non siamo il popolo!
Menecme E io dovrei donare il mio segreto a quest'uomo che sono costretto a odiare come causa della mia pena? S, poich chi altri ha fatto la legge che comandava di agire in quel modo? Dite, Eminenza, non temete che la mia arte colpisca ora quella legge di sangue in quest'uomo?
Bibbiena Se vuoi distruggere anche te stesso, vndicati pure.
Menecme Che fede mai codesta, che parla e opera cos?
Bibbiena Le maschere cadono dai nostri volti quando la disperazione ci accoglie nel suo inferno. E poi non voglio giustificarmi con te di un'azione che non fu voluta da noi. La terra vestirebbe un abito di bianca seta se vivesse second la parola del Signore. Qui la tua arte destinata a qualcosa di pi alto che non a un uomo, poich con costui si regge o precipita l'opera salvatrice di Dio. Impara a distinguere l'uomo dal suo ministero! L'uomo pu parerci pi scellerato di novantanove peccatori, ma il suo ministero resta sacro, immacolato. E se un giorno lo colpir il castigo - e lo colpir certamente - esso sar perci novantanove volte pi duro. Se la tua missione quella del medico, anche tu hai il tuo ministero.
Menecme S, questa la mia missione, e la sento pi profonda, profonda fino allo spasimo, dalla morte della mia bambina. Io, che sono gi un morto, non servo pi che la vita. Par quasi che una forza superiore mi costringa a disputare la preda della vita alla morte.
Bibbiena(davanti al Papa) Vieni osservalo.
Paolino(attento) gi morto?
Bibbiena Che uomo ci sta dinanzi!
Menecme Quando avverr mai che l'uomo sappia qualcosa dell'uomo? Lumi, portate dei lumi!
Paolino Il cero mortuario, Eminenza?
Bibbiena Apri la cortina! Poi accendi quei candelieri. Vieni, Menecme.
Menecme Lasciatemi solo con lui.
Bibbiena Menecme, bada!
Menecme Quando, quando avverr che l'uomo sappia dell'uomo? Fatevi da parte!
Bibbiena(avvicinandosi alla finestra) Perdona!
Paolino(sottovoce, mentre Menecme gli passa accanto) Dgli del veleno, e non solo per la tua bambina.
Menecme(con uno sguardo significativo a Paolino) L'uomo non sapr mai nulla dell'uomo.
Paolino E gridalo, dunque!
Menecme(dinanzi al Papa, che giace in una rigidit statuaria) Avreste dovuto chiamarmi prima.
Bibbiena(presso la finestra, voltandosi vivamente) Aiutaci, Menecme! Strappaci da questo carcere di guai. La gran Bestia dell'Apocalisse in agguato dinanzi al palazzo, accesa e istigata dal furore. Guarda, i nostri Svizzeri si ritirano in silenzio, e in silenzio la moltitudine li segue passo per passo. Quella mortale marcia silenziosa come un urlo altissimo. Io ti supplico come un mendicante: ridacci la volont di quest'uomo, un gesto della cui mano basta a far s che la belva si acquatti. Oh, ti prego!
Menecme Non c' che un veleno segreto che possa giovare.
Bibbiena Un veleno?!
Menecme Iddio ha meravigliosamente intriso la terra della propria virt, s che anche nei veleni riposa la vita, purch Lui lo voglia. Ecco uno di tali veleni: ma la dose esatta dipende da un gioco di gocce. Questo rimedio rende schiava la volont, s che l'infermo sembra ancora pi infermo: ma tre notti di sonno possono forse restituirgli la salute, se non il vigore. Decidete.
Paolino(subdolo) Oh, daglielo! La parola d'ordine immortalit!
Menecme Non il tuo consiglio che ho chiesto. Decidete voi, signore.
Bibbiena Rimettiamo la cosa nelle mani di Dio.
Menecme Riempite quella coppa di vino, poi risvegliatelo. Fate presto!
Paolino(riempiendo la coppa) Pi presto possibile.
Bibbiena(scuotendo il Papa) Svegliatevi, Santit, svegliatevi!
Menecme(versando le gocce nel vino) Dammi ora, o Dio, di poter sapere qualcosa dell'uomo.
Bibbiena vivo! La lingua di fuoco dello Spirito Santo arde ancora.
Giulio(svegliandosi) Oh, rotolate via la lapide di odio umano che un servo malvagio mi ha gettata sul petto! Eccolo l! Servitore infedele, mercenario! Guardie, a me! Credevi forse, perch le mie dita son divenute simili a bastoni, le mie braccia e le mie gambe come la pietra, che mi si fossero impietriti anche gli orecchi? No, nessun delitto si accosta impunito a me, che sono la roccia di Dio. Io sto ancor sempre come una diga, cui le ondate del furore rodono invano. Anche adesso io respiro ancora, io vivo! Tu, o Signore, hai teso in me la volont come una molla d'acciaio. Sciogli il fermaglio: li voglio colpire!
Bibbiena(presso la porta grande) Guardia!
Giulio Portatelo a Castel Sant'Angelo. E sorvegliatelo, che non vada a raccontare come stanno le cose qua dentro. Io vivo ancora!
Paolino(afferrato dalle guardie) Che tu sia maledetto, flagello degli uomini!
Bibbiena Via!
(Le guardie portano via Paolino).
Giulio Io vivo ancora! Io voglio vivere, perch debbo vivere! Anche se artigli di ferro mi costringono il petto, se il Signore mi colpisce per il mio bene, io sono pur vivo! Dovetti dare scandalo a questo mondo, bench Dio mi avesse chiamato alla Sua cattedra. Rimasi un uomo, prigioniero della mia umanit. Ma seppi pi cose dei miei simili, e perci forse feci pi male degli altri. un peccato segreto di cui tutti mi accusano. Ma costringere Dio e l'uomo nel gran cantico di lode, essere la verga disciplinare nella mano del Maestro, questa era la mia missione. Immergere in un oro rutilante l'immagine del secolo, inarcare verso il cielo la cupola del nostro tempo e della mia Fede eterna, spazzare via dall'Italia le orde dei barbari, forzare i reggitori e i loro popoli ad associarsi al coro che sale a Dio, rendere gli uomini limpidi e buoni... oh santo, bellissimo fine, come ti si raggiunge di rado! Chi creder mai di sanare veramente gli uomini con le sole parole? Il Signore chi avrebbe dunque redento con la sua morte in croce, se vero che senza croce credono di vivere pi felici? Io fui costretto a gettare l'anatema sul volto senz'anima dell'umanit, sentendomi maledetto io stesso e soffrendone pi di loro. Ah, come l'avrei accompagnata volentieri in veste di amico! Con lo stesso amore col quale il Maestro, mite e benigno, si strinse al seno il prediletto Giovanni, io invitai ogni creatura buona, come un ospite, dentro il mio cuore, e vidi gli angeli con ali di luce sopra di noi! Intimamente accesa dal fuoco dello Spirito, la mia terra, paradiso di uomini liberi, doveva fiorire, bellissima, quale giardino di Dio. Ma ahim, non divenne che uno sterile campo coperto di macerie. Nulla fu portato a termine, i divini talenti furono sperperati... ahim...
Bibbiena(inginocchiandosi presso il bracciuolo del seggiolone) La Chiesa, come un carro senza guida, sbanda verso l'abisso. I cavalli hanno preso la mano. Oh, afferra le redini! Erigi il tuo sacro ministero come uno scudo dinanzi al tuo cuore!
Giulio Chi sei? Guardami! Io sono un vecchio.
Bibbiena Santit, io sono Bernardo da Bibbiena.
Giulio Oh, caro! Tu sei Bibbiena dalle mani sottili, il raffinato protettore dell'arte. Quante gemme conta ora la tua collezione? No, non dirmelo: sono geloso, mi faresti andare in collera. Io vado a rapina, quando si tratta di far rinascere la bellezza degli antichi. Dov' adesso Michelangelo?
Bibbiena Presso il sepolcro, signore.
Giulio Ditegli di non lavorare pi oltre al mio sepolcro. Voglio che edifichi la cupola di San Pietro. Non io. ma il mondo ha bisogno di un monumento: un fulgido monumento ammonitore in mezzo alla tempesta che sta sballottando gli Stati come vascelli alla deriva. Oh, questi uomini che servono la santa, grande arte! Anch'essi sono autentici messaggeri di Dio presso il mondo, dovrebbero essere l'altra schiera dei miei sacerdoti. Ma non conoscono che se stessi, la loro poesia, la parola e l'opera che producono: la loro casa spesso tutto il mondo. Voglio strapparli fuori dal loro io, voglio metterli a gloria di Dio sulla solare piazza del mondo. Oh, se dai loro corpi potessi spremere le loro lente anime neghittose, e fonderle in un'unica forza che, infaticabile, agisca e plasmi e formi e crei come fa Iddio, finch, realizzata la perfezione, si estingua come un'esausta bufera. Ma essi derubano se medesimi, e me, e Dio. Quando tempo di agire, non agire un delitto: ed essi hanno il dovere di agire nel tempo!
Menecme(sottovoce, a Bibbiena) Signore, il tempo fugge.
Bibbiena pronta la pozione?
Menecme(indicando la coppa) Eccola.
Bibbiena Vi prego, Santit, ascoltatemi con pazienza. Vi ho portato un medico che non conoscete...
Giulio Buttatelo fuori!
Bibbiena Voi non lo conoscete: un uomo...
Giulio Mi hanno tormentato abbastanza. Dov' il mio bastone?
Bibbiena Egli vi giover. Grande la sua arte, e piena di insolite cognizioni. Il suo nome Menecme...
Giulio(colpito) Come?
Bibbiena Menecme, il famoso medico ebreo.
Giulio Ah, Menecme? S, un nome che conosco.
Bibbiena(quasi spaventato) Come mai?
Giulio Menecme, sei tu quel giudeo la cui bambina venne lapidata il giorno in cui Michelangelo ci don la statua della Piet?
Menecme S.
Giulio E io dovrei fidarmi di te?
Menecme S.
Giulio Tu vorresti aiutarmi?
Menecme S, voglio aiutarvi.
Giulio Avvicinati, Menecme. Guardami in faccia. Al popolo d'Israele tocc un tremendo destino di dolore e di grandezza, di santit e di tradimento, meravigliosamente intrecciati come in uno splendido tappeto multicolore, n gli fu risparmiata la pi miseranda delle sciagure, quella di aver messo in croce il Figlio del suo stesso Dio. Nessun altro popolo, infatti, prese su di s l'uccisione del Redentore, che pure, nel piano salvifico di Dio, doveva essere compiuta. Cos voi siete, allo stesso tempo, il popolo eletto e il riprovato.
Menecme(con amarezza) Riprovato, e tuttavia prescelto: ne ho fatto esperienza. La mia bambina anneg nel Tevere, sotto una grandine di sassi.
Giulio La sorte comune passa sopra di noi con potenza inesorabile. Intorno al perch? c' il deserto: nessuna risposta gli sorella. Debbo domandarti perdono, giudeo? Non io ti feci chiamare. Ma ora sei qui. Cosi simile si trova con simile al momento predestinato. Non danaro, non doni, nessun bene terreno pu esserti moneta di riparazione. Accetta la mia amicizia. Ti offro la mia vita.
Menecme(dopo una pausa) Io sono medico, e incorruttibile.
Bibbiena Angeli di Dio; e voi, Santi; tu, Madre di misericordia: non avete dunque pi memoria della nostra miseria!
Menecme(si accosta al Papa, risoluto, con la coppa) Solo questo rimedio pu salvarvi. Vi scender sull'anima un sonno profondo, di piombo. Avete bisogno di quel riposo che vi sempre mancato. Non avete che da bere.
Giulio Via la tazza dalla mia bocca! Non voglio n sonno n riposo! Fa' che si fonda il piombo che mi grava sulle gambe e sulle braccia, e fallo subito e fallo presto. Voglio montare a cavallo! Rendi alle mie mani, che non si muovono nemmeno pi per tremare, la forza di fare anche un solo segno di croce. Avanti! Lo voglio: fa' che all'istante mille fiamme ardano dentro di me e dammi una fronte fresca e sveglia, nient'altro!
Bibbiena Oh Santit, siate ragionevole! Ascoltate: il paese minaccia di insorgere, se il cielo vi chiama a s. E che cosa accadr, se il conclave non trover un accordo? Dategli una direttiva, un ordine per l'elezione di un Papa che sia il degno erede della vostra carica e della vostra gloria.
Giulio Tengono gi consiglio presso il mio cadavere? Forse che gi finita per Giulio II? No, non mi accalappierete a far s ch'io mi uccida da me stesso col solo abietto pensiero della mia morte. Son dieci anni che porto le chiavi di Pietro, che l'anello del Pescatore brilla al mio dito, che ho il potere di sciogliere e di legare, quale il Signore ce l'ha trasmesso nel Sacramento. Io non muoio!
Bibbiena Fratello Giulio, tu pecchi di superbia, e Iddio sopporter il tuo scherno ancor meno del mio. Io ti stetti accanto nella tua solitudine e tra noi regn un amore senza parole. Ma ora devo parlare, poich sono legato a te in soggezione filiale. Ascolta con calma ci che stato deciso nel concilio...
Giulio(urlando) Deciso senza di me?!
Menecme Basta, troppo.
Giulio Portate i cannoni in piazza San Pietro! Cacciateli via con palle infocate, questi che mi si accalcano irti di lance sulla sacra soglia! Vogliono la rivolta? Ebbene, io mi sollever dalla mia paralisi, li frantumer con un cenno della mia mano. Io vivo! L'amore, un tempo, trasportava le montagne. Io, con l'amore della mia volont, li costringer all'ordine antico. Qua tutti i cardinali, alla mia presenza! Il conclave, il concilio sono qui!
Bibbiena Papa Giulio, questa l'umilt che ti si addice?
Giulio E a te, cosa si addice?!
Menecme Se non tacete, lo farete morire.
Bibbiena(ostinato) Dice la Scrittura che meglio che muoia uno solo, piuttosto che tutto il popolo. Il popolo di Dio la Chiesa. Chi sar il nostro Papa? Stanno puntando le artiglierie della dannata politica sulla nostra santa elezione, degradando la potenza dello Spirito Santo a negozio terreno. Trastullo del mondo diventa ci che non appartiene che a Dio, perch la paura di essere aggrediti da una massa atea ci schiuma intorno come un mare. Abbiamo, certo, la forza e la protezione delle armi, ma ditemi se noi, i predicatori della pace, possiamo legare la Parola di Dio. il suo messaggio d'amore, all'elsa delle spade! stato deciso di eleggere il nuovo Papa, ma invece di un solo nome ce n' ora in lizza una dozzina!
Giulio O massa nata cieca! Affrettate quel giorno che finalmente la unisca in una sacra comunit! Ahim, cerulei mantelli agitati dal vento mi sbattono sul viso. In un luccichio di fuochi fatui lo spirito mi si perde lontano. Come uno stormo di corvi sospinto dal vento mi sorgono mille pensieri. Il cardinale de Medici... correte a Firenze! Io non l'amo, ma in lui c' grandezza, coraggio, astuzia. Cos rinuncer a me stesso. Spedite ambascerie a Firenze! Fatelo venire! Lui, che mai m' stato amico in tutto questo tempo, ora mi dovr succedere, poich in verit un uomo.
Bibbiena Una nuova corona fiorisce per te sul capo dell'umilt. Il nostro fratello de Medici campir la tua opera.
Giulio Ahim, quando mai ci dato di compire qualcosa? Tutta in fiore, quasi un meraviglioso boschetto di aranci, in un volo di bianche innocenti colombe, un duomo dalle sublimi volte consacrato alla Vita, che un fuoco d'amore, illuminato da cupole sfavillanti come il sole nella potenza della Fede, e chiaro, anzi pi bianco delle nevi dei ghiacciai, con la croce cui l'osannante coro degli angeli innalza nel cantico di lode su su di sfera in sfera negli abissi dell'eternit entro una beatifica pace; tale la mia chiesa, opera di Dio, in un equilibrio perfetto, luminosa come i colonnati del Bramante e al tempo stesso dispensatrice di soavi ombre discrete, tale doveva sorgere allorch il Te Deum mi avesse condotto alla presenza di Dio. E invece, che cosa stringo in mano? I cocci dei vasi di cristallo del pensiero! Oh, mi sento gelare, quasi gi fossi dentro la tomba.
(Il Papa rompe in lagrime).
Menecme Ecco l'uomo.
Bibbiena Da ogni lagrima spunta per lui una pianta d'alloro. Se il Medici porta con s la pace, forse potr ancora avverarsi il sogno di un mondo migliore.
Giulio Perch sua Eminenza non venuta al conclave?
Bibbiena Egli stato bandito ed rimasto a Firenze, obbediente.
Giulio Per tutta la mia vita ho sofferto dell'obbedienza dettata solo dalla paura, non mai venutami incontro per amore. Si rider molto, quando il Medici regger da Roma la verga pastorale. Una festa continua tra la corona di una societ fulgida come un diamante: cos trascorre la sua vita a Firenze. Un ramoscello fiorito ha inalberato a figura del suo stemma. Un selvatico cespo di cardi circondava invece l'arme ormai offuscata di questo moribondo. Oh tortura! lo mi sono perduto. Andate, vendetemi! Giuda! Un mostro dai denti gialli mi va strisciando attorno. La rossa serpe dell'aria calda di febbre mi si avvinghia al collo. Non sento pi il canto delle fontane. un segnale prima della tempesta? Gli spettri sanguinari son desti nel fulgore del sole e un balenio di fiamme aleggia intorno a me. Le pendule ragnatele si arroventano. Il fuoco! Incendiano il mio palazzo! Io sono ancora il Papa! Chi ha la mia carica simile al contadino: deve squarciare col vomere divino il campo del tempo. Chi che alza la voce contro di me? Mi si fanno addosso brandendo nere clave, la masnada di Caino. Una bimba mi lancia dei sassi. Oh, aiutatemi! Io non voglio dormire, rifiuto il sonno! Immortalit! (Cade in deliquio).
Bibbiena Menecme, somministragli le gocce per forza.
Menecme Mentre la febbre lo tiene in deliquio? Non posso.
Bibbiena I messi devono partire per Firenze!
Menecme E allora andate: sorveglier io il suo sonno, andate!
(Forti colpi cenuro la porta grande).
Bibbiena Menecme, ascolta! Una nuova sciagura sta bussando alla porta. Bisogna che mi segga. Vai alla finestra. Dimmi che cosa accade.
Menecme(guardando dalla finestra) La folla, un muto oceano d'odio insorgente, ribolle in alte ondate lungo la muraglia degli Svizzeri. Per beffa si son fabbricati dei pupazzi di paglia, rivestendoli di sbrindellate vesti sacerdotali, mentre una donna nuda, con il capo il berretto cardinalizio, danza in un sinistro silenzio sotto una forca alla quale appesa un'effigie del Papa. La guardia resta in attesa, immobile. Sui cannoni arde gi la miccia. Ma ecco l! Cominciano a disfare il lastricato! Ecco! Appiccano il fuoco alle case intorno al Vaticano.
Bibbiena Siamo perduti!
Sitten(dietro l'uscio, dopo aver di nuovo energicamente bussato) Aprite, apritemi, debbo vedere il Papa.
Bibbiena Chi siete? Dite la parola d'ordine.
Sitten Immortalit.
Bibbiena(a Menecme) Apri.
Sitten(a Menecme) Conducetemi da Sua Santit!
Bibbiena Fate piano! Ditemi: voi, signore, siete il capitano Sitten?
Sitten S, Eminenza, Sitten del cantone di Grigioni, capitano della guardia.
Bibbiena Perch non siete sulla piazza? Che cosa accaduto?
Sitten Dateci ordine di sparare, di caricare, altrimenti... Ci arrostiranno ancora vivi. Se la marmaglia viene a sapere che il Papa morto, si scatena. Noi siamo in trappola. Ma per adesso teniamo ancora il coltello per il manico e possiamo dare alla 'lotta il corso che vogliamo.
Bibbiena Diffondete subito la voce che il Papa si del tutto rimesso e che tra poche ore si mostrer al popolo. Chiunque allora sia da lui sorpreso con un'arma interdetta, verr punito duramente, senza alcuna misericordia. Tenete duro, amici miei: vi benedico e vi auguro buona fortuna. State saldi!
Sitten Non ci muoveremo dal posto, finch l'ordine non sar ristabilito. Paolino, per, durante il percorso verso Castel Sant'Angelo sfuggito ai miei uomini. L'abbiamo inseguito finch non scomparve nel palazzo dei Colonna.
Bibbiena Anche loro? Sventura e tradimento! Roma resta Roma: la citt santa edificata sui sette colli, e tuttavia un pantano! Fate schierare tutte le guardie dinanzi al Vaticano. Noi non cederemo. Il nuovo Papa gi stato eletto. Se il pericolo sar tale che non potrete pi dominare la situazione, attaccate pure, ma non un attimo prima del necessario. I pi forti siamo noi.
Sitten S, ma se saranno loro i primi a sguainare le spade, avremo un eccidio senza fine.
Bibbiena Obbedite, obbedite! Altra norma ci stata affidata, che non la gelida legge delle armi.
Sitten E gli altri? Quelli faranno fuoco. Eminenza.
Bibbiena Non ne avranno il coraggio, purch voi restiate fedeli. Datemi la mano.
Sitten Noi abbiamo prestato il nostro giuramento a Dio.
Bibbiena Grazie! Lui, che ha condannato l'omicidio, sia la vostra difesa.
Sitten(faceto) In questo momento preferisco l'alabarda: posso cacciarla sotto il naso, ben visibile, alla canaglia. Ma si faccia secondo il vostro comando.
Bibbiena Accompagnatemi. Tu rimani, Menecme.
Menecme Che debbo ancora fare? Uno solo pu ancora aiutare: il Signore. Se Egli richiama in vita la volont del Pontefice, potr forse accadere il miracolo di vederlo risollevarsi. Quanto a me, sono spoglio di ogni potere dinanzi a questa roccia.
Bibbiena Oh, se riponessimo maggior fiducia gli uni negli altri!
(Escono Bibbiena e Sitten).
Menecme(inchinandosi dinanzi al Papa) O Papa Giulio, potenza tellurica composta di spirito e di sangue: ad ogni respiro una goccia della tua anima fugge verso l'ignoto mare dell'eternit. una fuga che non posso impedire, come molte volte ho potuto, allorch la fede del mio malato mi veniva incontro. E fuori, intanto, infuria la rivolta, l'assassinio, l'odio contro Dio! O vanit di ogni umano favore, dei giochi del caso! Nugoli di fiori piovevano sulla tua carrozza, nella quale tu andavi verso le nozze della tua vita, e intorno a te, pi limpide dei cantici stellari, risuonavano le grida di giubilo, simili a un buon vento che favorisse il viaggio. Per quanto tempo? Oh, come brillavano a tutti gli occhi nel guardarti! Come palle i berretti volavano lietamente in su, e, quasi una spumeggiarne fiumana, il popolo si riversava ridendo lungo la strada dalle statue di marmo, che tu percorrevi frenando possente con le briglie il tuo regale destriero. E adesso? E adesso? L'amore del popolo non era che schiamazzo. O forse la tua signoria non merita di meglio che vani clamori? E la fedelt degli uomini? Vale ancora la pena di andarne in cerca? Essa, forse, ha le sue radici nell'interesse, cui concima in danaro. Fiducia? Fede? Confidenza? Siedono come spettri sugli altari rovesciati. Dove mai brilla la luce della verit, cui ricerchiamo con tanto desiderio? Come una maschera Iddio si mise il mondo dinanzi al viso. E fu l'uomo che lo costrinse a farlo. La mia fede negli uomini si ridotta a brandelli come una vecchia bandiera flagellata dalle tempeste. S, l'uomo un animale mostruoso, e la sua grandezza non un'ombra. la paura Che, da autentica padrona, governa questa terra. Incatenala, quella cagna dal volto pieno d'odio, e trascinala per le strade delle tue citt: guarda, ecco gli uomini che strisciano nella polvere dinanzi a quell'idolo. Quando verr il Salvatore, che ci liberer dalla paura? Quando verr il Salvatore, che ci porter una luce che tutti ci illumini? La nostra vita non intessuta che di sogni eruttati da spiriti maligni. Intorno a noi la notte, quando crediamo di fissare lo sguardo nella luce del sole; il giorno, quando la mezzaluna ci guarda dal cielo, con la sua falce bianca come un osso. Quando torner mai la voce simile al canto dei salmi, e la mano di Mos. tutta luce e folgori, si lever ad annientare la marea d'odio, nella quale oggi ognuno vorrebbe sommergere il suo simile? Ahim, il mio lamento non che il cadere di una foglia secca! Un sogno autunnale, cui ogni speranza morta sotto una coltre di muffa! Oh, il sonno! Ma anche il dolce ristoro del sonno si converte in veleno: e noi spasimiamo, sbattuti di qua e di l da una tempesta di sogni che sanno acquistare volto e parola.
(Man mano si fatto pi buio. Si ode il trepestio di innumerevoli passi che, come lo scroscio della risacca, aumenta e diminuisce d'intensit. Lafigura del medico scompare).
Giulio (sognando) Su su, tirami a riva, amico! La nave infranta. Io sento la terra, tocco fondo, ma... non posso andare avanti, le alghe mi si avvinghiano al piede. Dove sei? Aiutami, l'acqua mi comprime il petto! Non siamo ancora annegati, dammi la tua mano! Ma perch fuggi? Non ho dunque neppure un amico?
(Una sinistra risata di donna, che si dilata in un sommesso ridere spettrale di molte voci. Lucrezia, una donna matura la cui bellezza va gi sfiorendo, si stacca dall'arazzo del Giudizio Universale e scivola dietro la poltrona del Papa).
Lucrezia Un mare ili risa e la risposta, o della Rovere. Tu, che non hai mai conosciuto amicizia, invochi degli amici?
Giulio(con gli occhi sbarrati) Donna, chi sei?
Lucrezia Lucrezia Borgia.
Giulio Un sogno, nient'altro che un sogno!
Lucrezia Come un sogno di broccato io me ne vado per il mondo. Tu, invece, muori!
Giulio Molto, o donna, tu sci invecchiata.
Lucrezia E tu no?
Giulio Io fui serbato giovane dalla mia volont.
Lucrezia E io dal mio odio.
Giulio Che cosa vuoi, qui?
Lucrezia Offrirti amicizia: il mio odio! Voglio posartelo sul petto come una corona mortuaria. Durante tutta la mia vita ho desideralo l'ora del tuo abbandono. venuta, eccola. Circondato dallo scrosciante oceano della morte e del tutto inerme, eccoti pavidamente aggrappato allo scoglio del tuo ultimo resto di vita. Ci sei giunto, finalmente! Ora che nel naufragio della tua vita tu giaci sulla roccia dei tuoi misfatti, saresti cos sciocco da credere che questo giudizio sia un sogno? Forse che i nostri sogni non sono realt quanto il mondo? Poich nessun uomo ha mai osato affrontarti sar una donna che ora ti colpir con tremenda raffinatezza: freccia su freccia colpir il nucleo della tua vita, finch la tua volont, il midollo della tua esistenza, non si sar spezzata.
GiulioScocca, dunque, scocca e colpisci. Io sono corazzato contro chiunque.
Lucrezia O cane dalle molte perfidie, dalla mano colma di doni, pari a un'ulcera l'infamia germoglia sul tuo nome. Rendi conto delle tue guerre, o principe della pace!
(Ammassandosi in silenziose caterve, delle ombre indefinite si riversano fuori dall'arazzo).
Voci (in un sussurrio spettrale) Rendi conto delle tue guerre, o principe della pace!
Giulio Rendetemene conto voi! Forse che voi siete vissuti in pace? Allorch Caino assassin Abele, noi uomini inventammo la guerra. Ogni giorno la inventiamo di nuovo. Una sola spada basta a risvegliarne mille!
Lucrezia Tu avresti dovuto spezzarle tutte!
Giulio S, lo so, lo so, spaventoso!
Lucrezia Ti reggi ancora?
Giulio Mi reggo sopra cuspidi di corallo, ma mi reggo ancora!
Lucrezia La tua dorata cappa da ipocrita, foderata di piombo, ti va tirando gi, nell'abisso dei dannati. Reggiti, dunque!
Giulio Con inani insanguinate mi reggo al masso, e prima di lasciare la proda trasciner la terni dentro il mare.
Lucrezia Guarda, guarda quello squalo, come cerca di azzannarti le mani, vorace, inviperito! Allo stesso modo tu, come un pescecane, hai per tutta la vita dato la caccia alla tiara del mio diletto padre Alessandro. Gli hai propinato veleno e gli hai strappato la stellante corona dalla testa consacrata!
Giulio No!
Lucrezia Oh s! E del resto, che cosa contava per te, l'uccisione di un Papa?!
Giulio Lui stesso, lui stesso, e lo sa Roma, e lo sa il mondo intero! Volendo avvelenare i componenti del sacro collegio, si ubriac col vino in cui lui stesso aveva versato il veleno per i suoi amici! E non sarai certo tu ad oscurare la verit, o mostro incestuoso: tu, la figlia di un Papa! Che la maledizione divori te e la tua stirpe di assassini! Voi non riuscirete a sottomettermi!
Lucrezia Il nome dei Bolgia ti eccita come il drappo scarlatto eccita il toro. Ma la sua testa campeggia sul nostro stemma!
Giulio Gi, ora e sempre, gi dal sacro seggio la testa del toro!
Lucrezia Essa risplende oggi in un aureo fulgore sopra di te. Quante non ce ne hai fatte, o mostro! Cesare, mio fratello, l'hai cacciato in Spagna a morire come un cane nel sordido fossato di una fortezza...
Giulio Assassino dei suoi capitani!
Lucrezia Fu lui, non tu, a unire la santa Italia!
Giulio S, col pugnale e col capestro!
Lucrezia Egli era un uomo e sosteneva con pieno diritto tutto ci che era stato chiamato a fare. Ma tu?... Tu, sul trono, sei stato un bottegaio che vendeva i vescovadi come le olive.
Giulio Io non vivo che per Uno solo! Che cosa contano, per me, i nipoti, gli amici? Il supremo, unico bene della Chiesa: ecco il mio fine. Mi sono strappato dalla famiglia, dalla stessa cara cerchia degli amici. Ci che ho acquistato appartiene alla Chiesa, al mio Dio, non gi a me. Dio chiam le schiere che circondano la sua maest, e disse: Ho costruito in lui la mia roccia, affinch sia un fondamento che nessuna fiumana mi possa travolgere. La roccia rimane roccia: e su di essa si edifica meglio che sulla rena insidiosa. Noi resteremo una roccia! N solo con la predicazione diffondemmo la buona novella. Non minore verit da noi rivelata nelle cattedrali, nei dipinti, nelle allegorie, nelle pompe liturgiche. Tutto ci, pur non essendo che il lustro di un'unghia di Dio, e anzi assai meno, per gli uomini di una sacra, sublime bellezza.
Lucrezia Quanto brutto, meschino pare tutto questo, oggi che perdi ci che hai rubato: le citt di Perugia e di Bologna, Roma e la Romagna. L'Italia, intorno a te, tutta un incendio di rivolta.
Voci Sei reietto e abbandonato!
Lucrezia Si spezzer, ora, l'orgogliosa volont di questo vecchio?
Giulio Oh no! Quanto pi in alto Iddio ci leva, tanto pi grande il pericolo. Pi sottile spira a noi l'aria sulle vette, il cuore ci palpita in un batter pi serrato, ma il nostro spirito si accende di una pi viva audacia.
Lucrezia E l'audacia il principio del peccato!
Giulio E l'inizio della grandezza umana! Non tu concessa che agli eletti.
Lucrezia Come inganni te stesso, cosi un tempo ingannasti il mondo. Ma ecco che gi sorgono i profetici vendicatori, e chiamano a gran voce; e la parola di Dio esce dalla loro bocca come una spada. Le Alpi sono il confine della nuova separazione. Tu sei la causa della perdizione e della apostasia di immensi reami.
Giulio Li far rincasare a sferzate nell'eterna parola, poich nulla potr durare, tranne la parola di Dio, dovesse anche il mondo bruciarsi da se stesso in un incendio di idee. E se anche il nucleo del nucleo entro il pi infinitesimale degli atomi non dovesse pi essere certo, il vincolo che ci lega a Cristo indissolubile.
Lucrezia Soltanto tu, tu solo l'hai disciolto, avendo tradito lo spirito di Dio. Tu hai distrutto la fiducia e la fede, sei vissuto nei piaceri del mondo e hai riso, impudente, dei sacri canoni; tu hai annientato ogni speranza, o assassino della verit, e questo perch non volevi esistere che tu, tu solo!
Giulio Io stesso mi accuso, io stesso: ma in me arde un'amorosa contrizione, ed Egli perdoner al figlio che torna, e che lo ama. Dal naufragio io mi salvo cos nell'amore.
Lucrezia Tu, che hai negato l'amore, parli di amare? Hai mai amato una donna, hai mai sentito la dolce unione della carne?
Giulio Colei che ha generato il mio Signore, lei sola ho molto amato. Ad ogni altra ho chiuso il mio cuore, secondo il mio voto.
Lucrezia Nemmeno la splendente figura di qualche giovinetto ha mai toccato il tuo duro cuore, ha mai acceso il tuo sangue!
Giulio La bellezza del divino Maestro mi fior dinanzi superiore ad ogni altra.
Lucrezia Tutte le tue belle parole fondono come ghiaccio sul fuoco. Gli ottant'anni della tua vita non furono che una continua fame di potenza, con gli occhi sbarrati, le occhiaie livide di tenore, in una possente e furente volont di attesa: e la corona del martirio ti si presenta negli spasimi di questa caccia. cos che sei salito in cima alla torre dei tuoi peccati! Ma il popolo, che tenevi nell'inganno, si ormai risvegliato, poich n le condanne di morte n gli strumenti di tortura costringeranno mai la Grazia a riversarsi dalla fonte della Trinit dentro il cuore degli uomini. Tu, che pure eri Papa, il pastore dei bisognosi di Grazia, non hai n sperimentato n voluto la fortezza che la Grazia procura. Ebbene ora, fortificati da una renitente tracotanza, eccoli che insorgono, un baluardo di avversari, a tuo dispetto, cantando a squarciagola la terribile canzone di una paura ormai dimenticata. Lo scoglio in attesa. Con un boato le onde ti ricoprono schiumando. Tu stesso hai spento le luci del faro. I cavalieri dell'Apocalisse stanno arrivando su rozze scheletrite. Tra il fango degli antichi baratri di Satana tutto un fermento. La gran bestia degli abissi solleva la fronte!
Giulio O stella, che la tua luce scenda su di me e mi ricopra!
Lucrezia Via di qua, stella di Betlemme, apportatrice di speranza!
Voci Via di qua, stella di Betlemme, apportatrice di speranza!
Lucrezia Allontanandosi da te, eccola che precipita sibilando come una cometa. finita, lascia la presa della roccia. Il mare ti si avvinghia addosso con orride, appiccicose dita di polipo, serrandoti dai piedi su su fino al collo. E tu cadi, vecchio tralcio inaridito, e te ne vai alla deriva, come un empio relitto a tutti estraneo, struggendoti in un tormento senza fine. Perugia, pronuncia la sua sentenza!
Voci Dannato! Colpevole!
Lucrezia Bologna, pronuncia la sua sentenza!
Voci Due volte colpevole!
Lucrezia Romagna, pronuncia la sua sentenza!
Voci S, tre volte colpevole!
Lucrezia E Roma?
Voci Abbiamo l'Anticristo in mezzo a noi!
Giulio Oh Dio, perch mi hai del tutto abbandonato! Non rendermi anche muto nella mia grande angoscia. Chi parla in mio favore?
Lucrezia Dio non ti risponde.
Voci Dio non ti risponder in eterno!
(Lontano rombo di cannoni, come un temporale, Giulio non riesce pi che a balbettare confusamente).
Lucrezia Ora sei morto, perch nessuno parler pi in tua difesa.
(Di dietro il seggiolone appare il volto doloroso di Michelangelo, dai profondi occhi sfavillanti).
Michelangelo Parler in sua difesa.
Lucrezia Michelangelo?
Michelangelo Via di qua, ombre della disperazione: tracotante marmaglia, divora te stessa! Chi di noi oser dirsi migliore di quest'uomo?
Giulio(raccogliendo le ultime forze) O Michelangelo, sono davvero un reprobo?
Michelangelo Sta' di buon animo, Papa Giulio: chi ha amato l'arte come te non pu essere interamente reietto da Dio, poich ha arricchito la terra del buon Dio pi di quanto l'avesse fatta ricca Egli stesso, e fu il Signore a conferirci questa missione. E chi altri poteva darcela? Ma chi aspira verso il cielo non si faccia meraviglia se coi piedi dev'essere profondamente radicato nel suolo.
Lucrezia e le Voci(che si disperdono scomparendo) Eppure colpevole, colpevole!
MichelangeloDove sarebbe ora ci ch'io creai, se tu non mi avessi dato pietra, patria e libert?
(Le ombre sono sparite).
Giulio Oh amico mio, tu hai costruito il mio sepolcro, ed ecco che ora mi salvi da questo diluvio di macerie.
Michelangelo Esci da codesto mare d'odio, eccoti la mia mano. La nave in frantumi, ma il nocchiero vive. Risvgliati in pace, gli spettri si sono dispersi, la femmina si inabissata. Del resto, tu ed io, che ce ne facciamo delle femmine? Noi siamo stati chiamati da un altro dovere. Bisogna che torni alla mia officina. Il mio cuore voleva solo darti un estremo saluto, poich il giorno non misura ormai la tua vita che a ore. Ma ciascuna sar turgida di vita come una bacca di prugnolo ad autunno inoltrato: acerba insieme e salutare. Sii forte!
(Lontano rimbombo di cannoni).
Giulio(risvegliandosi, fioco) Addio, mio grande amico! Ti rendo grazie. Addio!
(La figura di Michelangelo scompare, mentre Menecme ridiventa visibile)
Che cos' questo sparare di artiglierie?
Menecme Non so. Restate calmo! Una tempesta sta passando sopra la vostra citt.
Giulio Ma io sono scampato alla tempesta. O non stato che un sogno?
Menecme Un uomo della vostra tempra non vive che in mezzo alla tempesta.
Giulio Stanno sparando. Lo sento chiaramente. Sono cannoni!
Menecme Tu sei malato, Papa Giulio. Tu non ti rialzerai pi da codesto seggiolone.
Giulio Ecco! Di nuovo! Va'! Voglio parlare col Bibbiena.
Menecme(prende la coppa) Ora non ti abbandoner: devi vuotare la coppa che ti ho preparata. Giulio Obbedisci, uomo!
Menecme Obbedisci, Papa!
Giulio(grida) Bibbiena!
Menecme Taci! Anch'io ho la mia volont. Io sono un medico.
Giulio Non tormentarmi, aguzzino! Davanti al palazzo scoppiato un incendio, il suo riflesso danza diabolicamente sulla finestra. Il Signore e io ... ahim, incatenati in questa miseria! Via le cortine! Corri alla finestra! Dimmi che cosa accade!
Menecme Se anche dovessi costringervi con la violenza...
Giulio Lapidatelo!
Menecme Questo grido furioso inciso profondamente nel mio cuore!
Giulio Non voglio pi starmene qui inchiodato. Voglio uscire. Comprendimi, dunque! Se c' uno che pu ancora salvare il salvabile, sono io, io solo! Corri alla finestra!
Menecme(obbedisce) Invano tentiamo di sot-trarci al destino. Ti obbedisco. Chi ora comanda un potere che ci trascende. Aprire questa tenda equivale a caricare l'orologio della tua morte. Giulio Lo so, lo so, ci non mi spaventa. Il miracolo avviene, quando Iddio ha bisogno di un miracolo, ed il peccato stesso a operarlo.
Menecme(aprendo la cortina) Con possenti colpi d'ala ecco il tuo destino che ti romba incontro e in un bagliore di fiamme ti rapisce verso l'alto.
Giulio Parla, dunque!
Menecme(guardando fuori) Oh Jahv, ci viene addosso una rovina peggiore del previsto! Dammi licenza, signore! Ero venuto qui per aiutarti, non per morire.
Giulio Miserabile sorcio, fermati e parla!
Menecme Il mostro spalanca le fauci: il suo scottante respiro fuma verso di noi. Ecco! la prima poderosa zampata. La muraglia degli Svizzeri trema e vacilla sotto il suo colpo. L'ebbrezza della lotta comincia a prenderli! Ecco gli Svizzeri che si spingono avanti. Il loro capitano corre alla testa di quella selva d'alabarde, la spada abbassata.
Giulio Il giovane Sitten. Le nostre artiglierie sparano?
Menecme Non lo so. Quasi piovessero direttamente dall'inferno in agguato, io non vedo le palle che nell'attimo in cui colpiscono. Ciascuna apre una nuova breccia nella muraglia umana che circonda la nostra isola di solitudine. Ma s, dilaniatevi: non siete forse uomini? Splendidamente siete stati redenti!
Giulio Oh Signore, io grido a gran voce nella mia disperazione, poich la mia preghiera ammutolita! La mia testa superba di salmi ora vuota. Non riesco a commuoverti. E intanto ti si mette un'altra volta in croce, e me pure, in Te!
Menecme(con un grido) Sitten caduto! Ahim, una freccia gli trapassa la gola. Un colpo di folgore abbatte il giovane capitano. Il lastricato asciutto di polvere beve la sua vita, e i suoi capelli giacciono orlati di sangue come una manciata di spighe. Il furore del popolaccio gli passa sopra e lo calpesta. Eccoli gi arrivati all'orlo di piazza San Pietro. Paolino, in piedi sopra un carro in mezzo al tumulto, guida la zuffa col gesto e con la voce, la mano alla bocca!
Paolino(lontanissimo) Levati su, Papa Giulio: la ricompensa si avvicina!
Giulio Si avvicina per voi, anzi su di voi si abbatter come un temporale, in un crepitare di grandine, in un saettare di palle, distruggendovi fino all'ultimo, o ignominia del mondo, o feccia della terra! No, oh no, la mia volont non ancora infranta. Voglio forzare le mie deboli ginocchia al vigore di un giovinetto, voglio reggermi in piedi, s: perch lo voglio! Faremo ancora i conti, canaglie!
Menecme Stanno avanzando di corsa. Gli Svizzeri indietreggiano. C' un lingueggiare d'incendio sulle soglie di San Pietro! Il fuoco!
Bibbiena(entrando a precipizio) Il collegio dei cardinali si disperso. Venite, trasferiamoci a Castel Sant'Angelo. Dnno gi l'assalto al Vaticano.
Giulio Oh, Signore, io t'invoco dall'abisso della mia tribolazione. Cuor mio, resisti: infondi torrenti di sangue nelle mie vene, palpita ancora una volta col tuo risoluto, fervido ritmo. O volont, sferza il mio corpo con mille flagelli. E voi impennatevi, o dolori, spezzate queste ferree cinghie.
Bibbiena inutile, il Signore ci chiama a rendere l'estrema testimonianza.
Giulio S, lottiamo nella sofferenza per Lui, per il suo trionfo! Oh, vengano su di me tutti i tormenti del Getsemani, il calice dei dolori colmo fino all'orlo, lo spasimo della croce dentro il mio petto, s ch'io possa, portando salvezza, squarciare per te in due la mia miseria, pari al velo dell'antico tempio! A me, lagrime, passione e pentimento, stimoli del peccato e purgatorio: bruciate via dalle mie membra questi capestri, divorateli col vostro fuoco!
Menecme Sta morendo.
Bibbiena O Dio di salvezza, abbi piet di noi tutti! Le porte dell'inferno si sono spalancate, l'Avversario trionfante vomita distruzione. Hai voluto tu stesso confondere il nostro spirito, quando prestammo fede alla tua promessa, che la tua Chiesa durerebbe sino alla fine dei tempi? Il Cristo muore, e noi con lui, poich abbiamo falsato la sua parola, facendone opera umana.
Paolino(pi da presso) morto il Papa! La Chiesa muore!
Voci (con deliranti grida di trionfo) La Chiesa muore!
Giulio(si alza d'un solo colpo, e resta in piedi) S, che la divina tempesta si abbatta su di voi in Colui che !
Bibbiena guarito! Oh Cristo, Dio!
Menecme Un miracolo! Signore!
Giulio Imponetemi la corona, simbolo della Trinit. Datemi il sacro manto, intessuto di oro e di luce. Voglio andare incontro a quel torrente infernale. Lo costringer ad arrestarsi, e le armi faranno silenzio.
Bibbiena(vestendolo) Ricevi il manto come lo ricevette il sacerdote novello, e sia intangibile nella sua consacrata dignit. Ricevi la tiara come nel giorno dell'incoronazione, e sia il riconciliante segno di pace del nostro Redentore.
Giulio Aprite i vetri! O forza mai provata prima d'ora! O luminosa giovinezza che tutto mi pervadi! Io mi avvio, nella luce della festa sacrificale, a placare interamente Colui la cui mano benigna ci trattiene ancora sull'orlo dell'abisso. In Lui e con Lui e per Lui noi siamo ci che siamo. Lui solo il vivente, e noi, senza di Lui, non siamo. Su roventi graticole ecco ch'io gli vado incontro.
(Menecme ha spalancato i vetri. Giulio, con passo rigido e solenne, sale sull'altana).
Bibbiena(gettandosi a terra). A terra! Dio, gettami a terra! O folle ch'io fui, a dubitare della parola che e che sar.
Menecme Noi abbiamo parole, ma la Parola quanto muta per noi!
Bibbiena Guarda dunque, guarda!
Menecme(presso l'altana) Ecco che li domina dall'alto.
Bibbiena Ebbene?
Menecme Le grida di vittoria si spengono.
Bibbiena Che cosa fa la folla? Parla! Io non posso muovere un dito.
Menecme Taci! Eccoli l, immobili, affascinati.
Bibbiena E lui?
Menecme Quella bianca, tre volte incoronata volont fatta uomo l in piedi alla luce del sole in tutta la sua poderosa maest, e molte teste di assassini si levano impietrite a fissarla con uno sguardo selvaggio di belve in cui pure si appiatta il timore, non sapendo se li atterrisce un angelo, se li inganna uno spettro. Ecco come se ne stanno.
Bibbiena O lacrima di felicit! Lo sguardo di un uomo basta ad arrestare i ribelli contro Dio nella loro marcia vittoriosa. Ridiventeremo semplici e schietti, dinanzi alla semplicit con la quale Dio ci si manifesta in quest'istante.
Menecme Su tutte le torri di Roma si addensa livido il temporale: lui solo tutto immerso nella luce. Ora alza la mano, muto. Il segno della vostra Fede! O magia di una mano che s'alza! Cos la alzava Mos, e la forza misteriosa della grazia di Dio si riversava su tutto il popolo! L'animale dalle molte teste ha un tremito, ondeggia, abbacinato in quel tremendo silenzio, si avanza tremante, poi rincula appiattendosi, alla maniera che un serpente misura il colpo. Egli li benedice, e schiere angeli si librano su di lui. Ed ecco che quel cupo baluardo d'odio comincia a incrinarsi, e ora comincia un lento retrocedere al modo delle pantere quando fiutano il leone: con una terrificante indolenza ancor piena di minaccia. La sua mano si erge come una torre. Ed ecco che la muraglia comincia a frantumarsi, il terrore li invade e la mano del sacerdote cresce verso il cielo. Con un urlo, dilaniandosi a vicenda, eccoli che precipitano nel caos ch'essi medesimi desideravano. E avanti, avanti, alla rinfusa, un vortice di angoscia! Verdeaurata come il pinnacolo di una rocca, la mano sacerdotale risplende nella vita e nell'immortalit!
(L'urlo caotico di una gran fuga si ripercuote nella stanza come un'ondata).
Bibbiena Oh Dio, toglimi la mia porpora! Voglio prestar servizio alle porte di un convento come un semplice monaco, innalzando a te il mio cuore in santa letizia e servendo gli uomini di buona volont. Io non son degno di star cos vicino al tuo sole.
Menecme La piazza vuota. O sacro silenzio, o consolazione: tutto risanato.
Bibbiena Ed egli assolto.
Menecme Nell'atto di benedire egli ha espiato.
Bibbiena Confessando tutti i suoi grandi peccati e recando la pace. Signore, conservaci la pace!
Menecme Le porte di San Pietro si spalancano e lungo gli alti scalini scende lacrimando una figura umana.
Bibbiena la madre di Nostro Signore.
Menecme S, la madre, la madre degli uomini, e una viene in luogo di molte. Essa cura le ferite, prega in silenzio per tutti i morti.
Bibbiena Oh piet, quando mai gli uomini ti daranno ascolto!
Menecme Ora la mano del Papa si china sul dolore degli uomini, per benedire i misericordiosi. Nell'ultima vampata della sua titanica volont si spenta la sua grandezza.
(Alto silenzio. Giulio rientra, rigido, eretto).
Giulio(sussurra, non vedendo pi nulla n alcuno) Tutto nelle tue mani, o Diletto! Grazie, Signore, grazie.
(Crolla esanime sulla poltrona. Un lampo, un tuono).
Menecme Il Papa morto, la Chiesa continua misteriosamente a vivere. Voglio conoscere la sua dottrina, tutto voglio conoscere di lei.
Bibbiena(si genuflette) Essa ci fu davvero edificata sulla roccia, e rimarr intatta finch i cieli scenderanno su di noi, e a noi e alla Chiesa i tuoni dall'alto rispondono un amen.
(La tempesta si allontana rombando).


