Le domeniche di Angiola e Bortolo


LE DOMENICHE DI ANGIOLA E BORTOLO

Radiogramma

di GINO PUGNETTI

PERSONAGGI

ILMERIDIONALE DELLA LOTTERIA

UN GELATAIO

DUE RAGAZZI

BORTOLO

ANGIOLA

UN CARABINIERE

UN SIGNORE

IL FOTOGRAFO PADRE DI BORTOLO

LA SERVA

Commedia formattata da

(Parlottare di gente in sottofondo).

Il merid. della lotteria - Ancora tre biglietti, signori! Tre biglietti soltanto a venti lire l'uno. Tre biglietti soltanto e poi daremo inizio alla estrazione di dieci ricchi premi! Osservate e, se volete, toccate pure con le vostre mani. Accendisigari. Un vaso cinese. Una penna stilografica americana. Una lampada da tavolo francese!...

Un gelataio - Gelati.

Il merid. della lotteria - Ancora tre biglietti, signore e signori, e dal bianco sacco magico usciranno i numeri! Venti lire. Venti lire. Coraggio. Venti lire.

Una Voce - Li prendo io.

Il merid. della lotteria - Assegnati i tre biglietti al signore. Sessanta. Quaranta di resto.

Un gelataio - Gelati.

Il merid. della lotteria - Ad incominciare! La mano magica nel sacchetto magico per la estrazione del primo numero! Attenzione, signori, attenzione: (d'un fiato) il primo numero sta per vedere la luce del sole che Dio ce l'abbia in gloria senti come brucia trentotto all'ombra. Trentotto all'ombra, ma vince il cinquantanove: un pettine in avorio bianco, inossidabile, antitermico e antitarmico, al cinquantanove. Lei, giovanotto, il cinquantanove? Assegnato il premio!

Un gelataio - Al gelo. Gelati.

Il merid. della lotteria - Ed ora, signore e signori, secondo numero magico : un fischietto per arbitrare le partite di calcio.

Un ragazzo - Mi piacerebbe vincerlo io, Dio buono.

Il merid. della lotteria - .Ottantasette. (Passa in secondo piano) Avanti il possessore del numero ottantasette. Nessuno ha il numero ottantasette? Lei l in fondo? Si accomodi a ritirare il premio!...

Altro ragazzo - Come fai a vincere, se non hai neanche giocato.

Un ragazzo - Tu fregatene. Ho detto che mi piacerebbe.

Altro ragazzo - L'ha vinto quella ragazza.

Il merid. della lotteria - (in primo piano) Quattordici. (Pronunziando malissimo in inglese e poi in francese) Fourteen, come dicono in Inghilterra; quatorze, come dicono a Parigi. Un pacchetto di dissetanti millecolori : a lei. Contento, con questo caldo?

UNA VOCE - Grazie, se fossero da bere. (Risatine della gente in sottofondo).

Il merid. della lotteria - Ed ora un premio specialissimo. Il capolavoro della storia e della letteratura d'ogni epoca: Ettore Fieramosc, rilegato in pelle scolpita in oro. Per l'interesse della ditta e di lor signori beninteso, per questo capolavoro d'arte saranno estratti due numeri. I vincitori proprietari si metteranno poi d'accordo privatamente per la divisione del premio e, se non si metteranno d'accordo, si avvicinino alla cassa e sar loro rimborsata una gran parte del biglietto acquistato. Attenzione, attenzione. Achtung, achtung, come dicevano quelle buonanime. Ecco i numeri: ...cinquanta e settantuno! Il gioco fatto. Rien ne va plus. Avanti i possessori dei due biglietti.

Un gelataio - Gelati.

Il merid. della lotteria - Cinquanta e set-tantuno. Chi sono i fortunati possessori dei due biglietti estratti? Silenzio, per favore!

Bortolo - Cinquanta.

Il merid. della lotteria - Un militare. Non poteva andare in mani migliori! Ah, ecco. La seconda met del vistoso premio alla signorina l in fondo che ha alzata la mano in questo preciso istante. (Dissolve lentamente) Ancora un altro numero, signore e signori gentili. C' in palio, stavolta, un pacchetto di lame per barba di finissima qualit. Attenzione. La mano gi entrata nel sacchetto magico. Numero: ventitr! Avanti il fortunato possessore del numero ventitr!...

Bortolo - (timida) Scusi. E' lei che aveva quell'altro numero?

Angiola - Il settantuno.

Bortolo - Ecco il libro, signorina. Se lo tenga pure perch, in caserma, abbiamo poco tempo per leggere.

Angiola - Che libro ?

Bortolo - Che ne so. Un romanzo. Quello diceva che roba preziosa. Lo vuole?

Angiola - (indecisa) Se me lo d. Ma lei ha speso i soldi del suo biglietto.

Bortolo - Venti lire, per carit, una stupidaggine.

Angiola - Anch'io, per, ho poco tempo per leggere...

Bortolo - E' occupata? S, dico, ha un mestiere?

Angiola - Sono a servizio. (Si ode, lontana, qualche parola del meridionale della lotteria).

Bortolo - Al ristorante?

Angiola - Da una signora privata.

Bortolo - Ah.

Un gelataio - Gelati.

Bortolo - I giardini pubblici, da questo lato, sono abbastanza tranquilli. Ci viene ogni domenica, lei?

Angiola - Ci sono venuta una volta sola. Con la mia amica Adele.

Bortolo - Anche io ai giardini ci sono venuto una volta sola, ma dalla parte di l, dove c' il museo e le panchine rosse.

Angiola - Eh. (In lontananza un girotondo cantato da bimbe).

Bortolo - (vincendo la timidezza) Non c' venuta col suo fidanzato?

Angiola - Io? Macch.

Bortolo - Non ha un fidanzato?

Angiola - Domande. Se ce l'avessi sarebbe qui.

Bortolo - Eh, gi. A farle compagnia.

Angiola - (un po' sostenuta) B, buongiorno. Grazie del libro.

Bortolo - Se ne va? Si offesa?

Angiola - No, no. Perch offesa? E' meglio che me ne vada, ecco tutto, perch mi spiacerebbe che mi vedessero.

Bortolo - Eh, gi. Che la vedessero con un militare.

Angiola - Che mi vedessero.

Bortolo - (umiliato) Capisco.

Angiola - Si offeso?

Bortolo - Mi capitato anche un'altra volta cos. Allora mi scusi se mi sono permesso...

Angiola - Non c' niente da scusare...

Bortolo - Era per scambiare due parole, perch sono solo e sono stufo morto di fare il soldato. Anche l'altra volta cos. C'era un mio amico che faceva l'amore con una ragazza, e un giorno mi ha detto che la sua ragazza avrebbe portato a passeggio un'amica per me. La domenica dopo, difatti, ci siamo trovati tutti e quattro a un caff all'aperto, di quelli con la musica, e dopo un poco la ragazza che .avevano portato per me ha detto proprio come ha detto lei : che se ne andava perch le seccava che la vedessero con un militare... (Passi di Angiola e Bortolo sulla ghiaia).

Angiola - Mi dispiace.

Bortolo - Oh, niente.

Un gelataio - Gelati.

Bortolo - Vuole un gelato, signorina?

Angiola - L'ho gi preso prima, quando ero seduta sulla panchina.

Bortolo - Allora la prossima domenica glielo pago io.

Angiola - (meravigliata) La prossima domenica, perch?

Bortolo - (lottando contro la umidezza) Eh. In questa settimana lei legge il romanzo che abbiamo vinto, e domenica... me lo riporta qui ai giardini...

Angiola - Qui ai giardini?

Bortolo - Se vuole... O da un'altra parte... Dica lei...

Angiola - Io devo andare...

Bortolo - Mi dica...

Angiola - Buonasera.

Bortolo - Buonasera...

(Girotondo cantato da bimbe in primo piano, poi si dissolve).

Bortolo - (timido) Oh, buongiorno signorina...

Angiola - (gentile) Sono venuta per portarle il litio. Per dovere...

Bortolo - E'... un bel libro"?

Angiola - Ma... Non ho avuto troppo tempo per leggerlo...

Bortolo - B, glielo regalo. Le regalo la mia parte, insomma...

Angiola - Grazie. (Passi sulla ghiaia). Che sole, eh"?

Bortolo - E' un'annata fuori dell'ordinario. A tre militari c' gi venuta l'insolazione durante le esercitazioni. E tutti stanno con la testa al sole sperando che ci venga e di avere cos un po' di riposo in bianda o una breve licenza, lo andrei a casa solo per dare un'occhiata al frumento e alle pesche, per farmi passare un po' di malinconia...

Angiola - Non mi trovo mica tanto bene io, qui in citt,

Bortolo - Neanche io. Stavo meglio al mio paese, lo sono da Brusa. E lei?

Angiola - Da Cantn.

Bortolo - Ah.

Angiola - A Brasa dove vincevano ogni anno la battaglia del grano.

Bortolo - S, ma prima della guerra. Mio pap ha due diplomi di benemerenza alti cos, con le firme del ministro. Ah, senta, vuole che le paghi il cine?

Angiola - Mi fa male agli occhi, il cine...

Bortolo - Ma glielo pago volentieri... Sono appena le quattro...

Angiola - (timida) Va bene, allora andiamo...

(In sottofondo acustica di cinema : musica e dialogo con leggera eco).

Bortolo - Deve essere un bel film. Tutti i film con la Garzn sono dei bei film. E' quella l, vede, sul divano... E lui Ameche.

Angiola - (sottovoce) Se ne intende, lei, di cine?

Bortolo - Abbastanza. Sono un appassionato. Da quando sono militare, vado sempre al cinema, anche per non avere cattive tentazioni.

Angiola - Che tentazioni?

Bortolo - Tentazioni di carte e di vino. E anche altre che non sta bene le dica.

Angiola - (che non ha capito) Ah, s, s...

Bortolo - (con un po' d'affetto) Come si chiama?

Angiola - lo? Angiola. E lei?

Bortolo - lo, Bortolo.

(In primo piano lacustica del cinema, poi dissolve).

Bortolo - (con altro tono) Oh, buongiorno, signorina Angiola...

Angiola - (stanca) Buongiorno.

Bortolo - Fa caldo, eh?

Angiola - Eh.

Bortolo - (che non sa cosa dire) Ho aspettato solo dieci minuti e poi lei venuta.

Angiola - B, sono venuta perch domenica e ai giardini c' un po' di fresco...

Bortolo - (titubante) lo, invece, sono venuto s perch domenica e c' un po' di fresco, ma anche perch volevo trovarmi con lei...

Angiola - Credevo se ne fosse dimenticato...

Bortolo - Le pare. Neanche fossi pieno di donne... E lei, signorina Angiola, se ne era dimenticata?

Angiola - Proprio dimenticata, dimenticata del tutto, no...

Bortolo - (contento) Ah. Eh. (Poi) Cosa vuole che le paghi?

Angiola - Niente, signor Bortolo, grazie.

Bortolo - Vuole che andiamo in prato ? Potrei pagarle un giro di ottovolante. Oppure un cinema come l'altra domenica...

Angiola - Se dovessi badare ai miei gusti, ora avrei solo sete...

Bortolo - Andiamo a sederci in un bar ristorante? O vuole che andiamo alla birreria? C' mai stata lei alla birreria? (Impacciato) Cos... cos le racconto una cosa...

Angiola - Basta anche un gelato, camminando.

Bortolo - Ma al carrettino?

Angiola - S, s.

Bortolo - Senta. Un gelato da cinquanta lire.

Angiola - Di cioccolata e di fragola.

Un gelataio - Servita, signorina. Cinquanta. Grazie.

Angiola - E lei niente?

Bortolo - Noialtri militari non possiamo leccare i gelati per la strada.

Angiola - Le fa gola?

Bortolo - B, un poco... Ma non importa... (Passi sul selciato: Acustica di strada) Le d fastidio il rumore delle scarpe?

Angiola - Non me ne ero neanche accorta. Cosa mi doveva dire, sentiamo.

Bortolo - Insomma era questo... Mi faccio forza e glielo racconto... Sa come succede nelle caserme, specialmente ora che potrebbe venire la guerra : noi militari ci teniamo ad avere una fidanzata... .

Angiola - Crede che venga un'altra guerra, Ges? Lei che del mestiere... Allora per questo che il mio padrone stato richiamato capitano? E, dica, contro i russi?

Bortolo - Non si sa, non si sa. Ma poi chi ha detto che deve venire un'altra guerra? Noi non ci pensiamo neanche... E poi, in ogni caso, noi di fanteria ci tengono indietro perch oggi si combatte quasi del tutto con i carri armati, le atomiche e gli aeroplani... Ecco, signorina, per continuare il discorso di prima, noi militari ci teniamo ad avere una fidanzata... Quasi tutti ce l'hanno, o qui o al loro paese... Sa... L'altro giorno, al rancio, mi prendevano in giro dicendomi che nessuna donna viene con me... che non mi arrivano mai lettere di donne... che ho la testa grossa... e altro... Fino a che mi sono arrabbiato!...

Angiola - E allora?

Bortolo - Allora, dato che avevo conosciuto lei e da tre domeniche ci si trovava e, se devo dire il vero, mi... mi era restata sempre pi simpatica... Eh... Insomma ho alzato la voce e ho detto che erano degli idioti imbecilli prendingiro e che anch'io avevo una fidanzata...

Angiola - Lei?...

Bortolo - Ho fatto male, a dire cos?

Angiola - (un po' allarmata) Di me?! Ma noi non siamo fidanzati!...

Bortolo - (avvilito)Eh, no... (Una pausa).

Angiola - Non doveva.

Bortolo - Sa com', quando ci si arrabbia. E allora ho detto che avevo una fidanzata.

Angiola - Lei padrone di dire quello che vuole, si capisce, senza far nomi.

Bortolo - (sottovoce) Vede. Il fatto che, allora, nessuno dei militari mi ha creduto... e io, arrabbiato com'ero, ho giurato che domenica prossima, che sarebbe oggi, l'avrei fatta vedere a tutti, la mia fidanzata. (Una pausa).

Angiola - Eh.

Bortolo - Ma ha capito cosa ho detto?

Angiola - (che capisce in ritardo) Farla vedere come?

Bortolo - Cos. Farla vedere.

Angiola - Ma chi? Io?

Bortolo - Eh. Glielo domando, signorina Angiola...

Angiola - Ha fatto male ad impegnarsi, senza dirmelo prima. Le risponder domenica prossima, signor Bortolo... Devo pensarci.

Bortolo - Non posso aspettare fino a domenica prossima, per piacere. Le telefono luned per sapere...

Angiola - (decisa) Per carit. La signora non vuole. Neanche la mia amica Adele pu telefonare...

Bortolo - Senta. Giriamo per questa stradina. Vuole un altro gelato?

Angiola - No, no, grazie...

Bortolo - Il fatto , vede, che mi sono impegnato, e se stasera rientro senza aver mantenuto, senza fidanzata... Mi ascolti... Prendiamo quest'altra stradina, ora, signorina Angiola... per piacere... Lei ha proprio un bel nome, un nome di persona buona, che piace, ecco... E se poi voltiamo ancora di qua, passeremo davanti alla caserma...

Angiola - Oh, no, no, la prego, signor Bortolo...

Bortolo - Non c' niente d'aver paura. Chiss quante volte ci sar passata da sola sotto le finestre di una caserma. Invece, stavolta, ci passa con me... E' strada anche quella, come un'altra...

Angiola - Ges. Perch vuol farmi fare questo?

Bortolo - Ascolti. Sia buona. Sulle finestre ci saranno tutti i militari consegnati e ci vedrebbero passare... Sa, i militari che restano in caserma per .qualche mancanza.

Angiola - Bella gente.

Bortolo - Lo so. Gente da tenere alla larga. Magari gente che si macchia la coscienza di colpe, e che non mi perdonerebbe di certo se non mantenessi la promessa... Proprio per il mio bene, signorina.

Angiola - Ges. Ges.

Bortolo - (insistendo, affettuoso) Se lei mi facesse questo favore... Ci pensi: se stasera rientro in caserma senza aver mostrata la mia fidanzata, sarei un uomo senza parola... Capisce?

Angiola - S, capisco... Ma io mi vergogno... E poi... non sono una fidanzata molto bella: sono piccola e un po' grassa...

Bortolo - Oh, se per questo, ha tanto un bel viso!... Vedr, Angiola, un momento, come quando si va in infermeria a farsi la puntura. Un momento. Non c' n da salutare n niente: io la prendo, caso mai, eh, un momento sottobraccio e passiamo sotto le finestre della caserma senza scomporci... E poi andiamo a divertirci un'ora in prato , sulle giostre, eh? Ecco, non abbia paura...

Angiola - Ho paura, invece...

Bortolo - Su. Alla fine di questa strada c' la caserma...

Angiola - Ges.

Bortolo - Noi siamo due fidanzati indifferenti.

Angiola - Io non ho mai avuto un fidanzato, neanche per scherzo, neanche indifferente... (Deglutisce) E' per questo che, ora...

Bortolo - (emozionato) La... la ricompenser, signorina Angiola... Non avr da pentirsene... Vedr che andr tutto benissimo... Senza tremare... E' appena qui al fondo della strada... Ancora venti metri... Si pu camminare anche un po' pi piano... E senza guardare alle finestre... Che poi tutta gente che ha commesso delle mancanze, e magari qualcuno ci guarda anche dalla finestra della prigione... (Passi sulla strada. In secondo piano un fischio, poi due, tre, quattro fischi e vpi sfoltenti che provengono dalla caserma).

Voci - Evviva forchettone! - Viva gli sposi! - Quanto so' belli! - A panzone! - Forchettone! - Te sei trovato la fata?! - Cpelo! Cpelo! (Uno rifa icmt la hocca il motivo della ritirata).

Bortolo - (con voce tremante) Gli ho dato una bella lezione a quel serraglio di bestie... Grazie, signorina...

Angiola - Prego. E' tutto sudato, signor Bortolo.

Bortolo - Eh, s, per forza... Mi chiamano forchettone perch mi piace un fotto la pastasciutta... Non c' niente di male se uno mangia tanto, no?... E ora, come le ho promesso, andiamo in prato .

Angiola - Va bene.

Bortolo - (contento) Voglio farti fare tre giri almeno in tutte le giostre che... Oh, le ho dato del tu, Angiola...

Angiola - B, insomma...

Bortolo - Perch, posso darle del tu, Angiola?...

Angiola - Non lo so, Bortolo... (In avvicinamento acustica di forco dei divertimenti : canzoni e pezzi d'opera sovrapposti, spari, mormorio di gente).

Bortolo - Non le dispiace mica di avermi fatto quel favore?

Angiola - Non so, non mi pare...

Bortolo - Ma lo sa, almeno, se contenta oppure no di venire con me alle giostre?...

Angiola - (con voce nuova) S, Bortolo, questo lo so: mi pare proprio di essere contenta... (Acustica di giostre in primo piano, poi cessa di colpo).

Bortolo - (legge stentatamente una lettera) Caro Bortolo, ho ricevuto la tua lettera donde mi dici l'affetto e mi parli delle finanze, dei tuoi campi al paese e della notte che ti giri nella branda pensandomi invece di prendere sonno. Oh, come vorrei, Bortolo, scrivere anche io come te e dirti, dopo due mesi che ci incontriamo ogni domenica, delle belle parole, ma stasera non posso perch sono arrabbiata dacch mi successo un fatto che per dimostrarti il mio affetto vero ti scrivo subito. Caro Bortolo, il mio padrone stato richiamato da capitano e lo sai che gli hanno dato un attendente per fare i servizi grossi. Questo si chiamo Costanzo e viene da Foggia dalle parti di Napoli dal parlare. Ti dico che tutto il giorno, finch tacciamo i servizi, dice parole scherzose e libertine e dice che io devo essere la sua fidanzata e non la tua, che tu da Brusa sei povero e brutto e lui da Foggia un bel tipo ricco. Non gli ho dato ascolto, anche perch io sono stata in collegio dalle suore sette anni e so cosa si deve fare. Penso caso mai di avvertirti che se lo vedi in caserma di dirgli che la smetta altrimenti lo dico alla signora e al capitano, che io ormai ho te e non ho bisogno di altro. Arrivederci a domenica alle due e mezza solito posto ai giardini, che se la panchina occupata ci aspettiamo in piedi. Angiola. (In avvicinamento suono di tromba sul motivo della libera uscita ).

Angiola - (trattenendo un grido) Bortolo! Ges mio! Che hai fatto?!...

Voci - Cosa successo? - Un militare svenuto. - L'ha picchiato quell'altro militare. - Largo, largo. - Perde sangue dalla bocca. - La ragazza scappata. - S, ma stato il militare a dare il pugno. - Ecco un carabiniere.

Un Carabiniere - Ebbene?

Bortolo - (con voce velata di pianto) S. Sono stato io. Assediava la mia fidanzata!... (Musica di stacco. Cessa di colpo su acustica di strada).

Bortolo - (timidamente) - Angiola.

Angiola - Ah... Bortolo...

Bortolo - Ti bagnerai quel bel vestito, tra poco... Non hai sentito il tuono?

Angiola - (emozionata) Bortolo... Ti hanno liberato?...

Bortolo - Perch non hai risposto alle mie lettere? (Una pausa) Parla: perch?

Angiola - (con un fil di voce) Perch non sono pi la tua fidanzata.

Bortolo - (trattenendo uno scatto d'ira) Ma si pu sapere?!... (Poi pi calmo) Vieni in questa stradina... (Poi) Avanti, spiegati!

Angiola - Lo domandi?

Bortolo - (alzando la voce) Perch ho dato un pugno ad un altro tuo fidanzato?!

Angiola - Non alzare la voce. (Addolorata) Costanzo non era un fidanzato. Era un attendente che mi tormentava.

Bortolo - Ma per lui, vero, che ora mi cacci?

Angiola - Per il pugno, Bortolo.

Bortolo - Ah, dovevo lasciare che ti tormentasse!? Vero;?

Angiola - (sottovoce) Non lo so.

Bortolo - Perch non sono pi il tuo fidanzato?

Angiola - Sei stato in prigione.

Bortolo - B, che c'? Quindici pi quindici. Anche a Costanzo, che il pugno se l' preso, quindici pi quindici come a me, e senza razione di sigarette. Che c'entra, scusa, la prigione?

Angiola - Non posso volerti pi bene. E ora lasciami andare, ti prego...

Bortolo - Angiola...

Angiola - Hai un brutto carattere. (Brontolio di tuono).

Bortolo - Non puoi volermi pi bene perch sono stato in prigione un mese.

Angiola - S, Bortolo...

Bortolo - Oh, ma... Tutti, sai, da militari, si va a finire in prigione...

Angiola - Non ricordi, quel giorno della passeggiata davanti alla caserma per farti vedere con me, quanto li hai disprezzati anche tu, quelli della prigione?...

Bortolo - S, forse avr detto...

Angiola - Torniamo indietro.

Bortolo - Oh, ma... Tutti, sai, da militari... Non mica come nella vita borghese che per andare in prigione bisogna uccidere oppure rubare nelle banche; da militari si va in prigione anche se non ci si alza in tempo dalla branda o se si sputa nelle camerate. E' diverso. Credi che lo scrivano sulla fedina se uno da militare stato dentro?

Angiola - Sulla?...

Bortolo - La fedina una carta dei tribunali dove ci scrivono le colpe. Ma nella mia, ti giuro, non ci scrivono niente. (Brontolio di tuono).

Angiola - E la tua coscienza?

Bortolo - Ma rispondi : cosa credi che sia la prigione?

Angiola - Prigione.

Bortolo - Maledizione.

Angiola - No, no, non voglio fermarmi con te sulla spalliera del ponte...

Bortolo - Fammi questo piacere, Angiola. Due minuti.

Angiola - Non toccarmi il braccio. Ci vengo da sola.

Bortolo - Ascoltami. Non guardare per aria, guardami in viso.

Angiola - Sei geloso delle nuvole?

Bortolo - (sottovoce) Finch ero, come dici tu, in prigione... ho scritto anche a mio padre... e gli ho detto che avevo trovato in citt una... una buona ragazza... e che mi ero fidanzato...

Angiola - Cos? ,

Bortolo - E gli ho scritto anche che, appena terminato il periodo di consegna, sarei andato domenica in paese con lei per fargliela conoscere...

Angiola - Ma ora, purtroppo, non posso pi, Bortolo.

Bortolo - Tu ragionerai, spero...

Angiola - Ho preso tanta paura, Bortolo, quella domenica ai giardini, quando hai picchiato Costanzo...

Bortolo - Ma tutti gli uomini si picchiano, Angiola. Vorrei tu stessi due ore all'angolo di una strada, oppure dentro a un caff e vedresti gente che si bastona continuamente. Anche nei governi si bastonano continuamente. Guarda, basterebbe io entrassi nel primo bar e mi mettessi a discutere di ciclismo, e ne vedresti dieci saltarmi addosso con i pugni alzati.

Angiola - Perch, per chi tieni, tu?

Bortolo - Per Bevilacqua, che di un paese vicino al mio.

Angiola - Bartali non migliore?

Bortolo - B, in montagna, ma... E poi cosa vuoi mi importino le biciclette ora!... (Brontolo di tuono),

Angiola - Perch ti sei lasciato crescere i mustacchi?

Bortolo - Non sono mustacchi, sono baffetti. I mustacchi sono quelli grandi che aveva il re Vittorio. Perch, sto male coi baffi? In caserma, in questo mese... avevo tempo da perdere...

Angiola - Ti stanno abbastanza bene...

Bortolo - Eh, insomma...

Angiola - Ecco, piove. (Brontolio di tuono, picchiettio d pioggia).

Bortolo - Ripariamoci sotto il cornicione...

Angiola - Attento.

Bortolo - Accidenti.

Angiola - Ti sei fatto male?

Bortolo - No, niente. La strada bagnata e si scivola...

Angiola - Ges. Grandina.

Bortolo - Vieni. Staremo meglio nel vano di quel portone. (Rumore di passi rapidi sulla strada bagnata).

Angiola - (ansando) S. Almeno qui siamo un po' pi sicuri.

Bortolo - . Bagnata?

Angiola - Un poco.

Bortolo - Speriamo non grandini anche sulle nostre campagne.

Angiola - (umile) Sulle tue campagne. Io non ho campagne. C' solo una mia zia che ha un orto.

Bortolo - Allora speriamo che non grandini sulle mie campagne e sull'orto di tua zia...

Angiola - Ave Maria, piena di grazia, il Signore teco...

Bortolo - Ti fanno paura le saette?

Angiola - S, molta paura. Ne ho sempre avuta paura, fin da bambina, quando c'erano i miei genitori... Benedetto il frutto del ventre tuo, Ges... (Una forte scarica).

Bortolo - Io, vicino a te, non ho paura di niente. Se andassi in guerra con te sono sicuro che mi darebbero la medaglia d'oro.

Angiola - ... prega per noi peccatori, adesso e nell'ora... Quanto tempo devi fare ancora di militare?

Bortolo - Quattro mesi. E poi, Dio buono!...

Angiola - Poi, niente. Leva la mano dalla spalla, per piacere. (Forte pcchietto di grandine).

Bortolo - Scusami.

Un Signore - (ansando) Disturbo, eh? Non so che farci. Dove dovevo ripararmi se non sotto questo portone?

Bortolo - Ma no, nessun disturbo...

Il Signore - Dal tetto d'una casa, il vento ha portato via delle tegole e una, per un pelo, non mi caduta in testa. Uno esce di casa col sole e per colpa d'una ventata vi ritorna in posizione orizzontale!...

Bortolo - Eh, eh! Gi.

Il Signore - Finito l'estate, dopo questa razza di bufera.

Bortolo - Proprio una bufera...

Il Signore - Ammazzer tutti gli uccelli e far ingrossare i fiumi. E ridagliela con le alluvioni, poi. Campi in malora, gente senza casa. Conosce lei in caserma il tenente De Santi'?

Bortolo - Mai sentito.

Il Signore - E' mio nipote. Tenente dei bersaglieri.

Bortolo - lo di fanteria.

Il Signore - Soldato.

Bortolo - Eh, gi, sul braccio non ho niente. Forse se mi fossi arruffianato un poco...

Il Signore - Belle armi tutt'e due. Anch'io ero di fanteria, prima, e poi sono passato dei bersaglieri. Nell'altra guerra, si capisce. Ero sergente. Eh, bei tempi, signorina. Bicicletta. Sveglia all'alba. Cappello con le piume. Sole, aria, trombe, temporali presi tutti sulla groppa senza fiatare. Bella vita, proprio. Bella, direi, anche per quella settimana di prigione che si faceva immancabilmente ogni mese.

Bortolo - (deglutendo) Ah, lei...?

Il Signore - Questi temporali facevano ridere!

Bortolo - Scusi... Lei, sotto le armi, stato in prigione, quindi?...

Il Signore - (stupito) Perch?

Bortolo - Chiedo.

Il Signore - Lei, nel suo periodo di naja, non ne ha fatto neanche un giorno?

Bortolo - (cordialissimo) Ah, signors: un mese! Quindici di rigore e quindici di semplice!

Il Signore - E se no che militare sarebbe stato?

Bortolo - Eh. Hai sentito?...

Il Signore - Visto che saetta? Chiss dov' andata a scaricarsi. Capace d'aver buttato gi un campanile.

Bortolo - Hai sentito, Angiola? Che poi, con la scusa delle tua paura per le saette, mi vieni a dire che non hai sentito.

Angiola - Ho sentito...

Il Signore - (forte) Ehi! Ragazzo, aspetta. Approfitto di questo ombrello per raggiungere i portici! Auguri!...

Bortolo - Si accomodi. Buonasera. Auguri. (Una pausa, Bortolo tossisce).

Angiola - Il temporale si sta calmando.

Bortolo - Era un vero signore, quello, eh?

Angiola - S. Era simpatico.

Bortolo - Si vede subito la gente che ha esperienza... (Poi) Angiola.

Angiola - (con voce dolce) Bortolo.

Bortolo - Tutti, da militari, si fa qualche giorno di prigione.

Angiola - (titubante) Che cosa mi fai?...

Bortolo - Stiamo un po' vicini...

Angiola - Appena un minuto, per... (Una pausa).

Bortolo - (con improvvisa foga) E allora, porco cane, sei o no la mia fidanzata?!

Angiola - (flebile) S, Bortolo. Sono la tua fidanzata per tutta l'eternit!... (Ancora un tuono. Poi musica di stacco che dissolve).

(Girotondo cantato da bimbe in secondo piano).

Angiola - La zia ha preparato poco da mangiare, domenica scorsa, vero?

Bortolo - No, no. Che dici. E' stato un discreto pranzo. E poi, per la prima volta, abbiamo fatto un viaggetto in corriera assieme.

Angiola - Un po' di minestrone, insalata e uova sode. Ha sempre avuto la mania dell'insalata, la zia.

Bortolo - L'insalata era dolce, tresca...

Angiola - lo, anche se sono grassa, sono abituata a mangiare poco... Per tanti anni,, prima che andassi a servizio, ho sempre mangiato insalata e un uovo sodo. Anche dalle suore, poi, non facevano molto: sempre minestrina in brodo. Dalla padrona, invece, c' ogni tanto la pastasciutta al rag e la carne; sai, le bistecche...

Bortolo - E vino?

Angiola - Un bicchiere a mezzogiorno. Dalla zia mai. E tu?

Bortolo - Mezzo litro al pasto. L'assegnazione sarebbe di un quarto 'a dieci gradi, ma un altro quarto me lo vende un astemio. Trenta lire. Non li posso vedere gli astemi. Hanno tutti la pelle gialla e i foruncoli.

Angiola - Ti ubriachi mai?

Bortolo - Solo all'ultimo dell'anno. All'ultimo dell'anno mio pap fa sempre una bella festa e vuotiamo le botti con i suoi e i miei amici.

Un gelataio - Gelati.

Angiola - All'ultimo dell'anno1?

Bortolo - Perch, ti dispiace1? Al prossimo, ci sarai anche tu, spero...

Angiola - Penso che tu sei di famiglia ricca... mentre io... Hai visto la zia, la sua cucinetta...

Bortolo - Ma tu ti guadagni la vita lavorando.

Angiola - Tuo padre che tipo ?

Bortolo - (un po' indeciso) E' un buon uomo. Ma sai cosa? Ha la mentalit del capitalista. Gli piace mangiare bene e bere bene. Si fa arrivare i vini dalla Toscana e dal Piemonte, eccoti che tipo .

Angiola - E se io non gli andassi?

Bortolo - Ma a chi devi piacere?

Angiola - A te. Ma un pochino anche a lui...

Bortolo - Oh, io dico che gli piacerai. Senti, sei andata dal barbiere?

Angiola - Te ne accorgi ora? S, ci sono andata. Dal parrucchiere, si dice.

Bortolo - Ah. Insomma, no, non aver paura. Mio pap me,lo aveva sempre detto: chiss che ti trovi una bella ragazza di casa...

Angiola - Ricca.

Bortolo - Con una ventina di campi, diceva... Ma non importa. Ti ho trovata. Era da tempo che avevo bisogno di un amore. Non sono mica Tirone Power da poter trovare chiss quante donne con chiss quanti campi.

Un gelataio - Gelati.

Angiola - Posso dirti, in via di discorso, che ho un libretto con sessantacinquemila lire? (Una pausa).

Bortolo - Se per farti la dote, io ti posso prestare qualcosa...

Angiola - Sono poche sessantacinquemila lire?

Bortolo - B, no... Sono abbastanza... Per... Ecco, se mio padre, quando una di queste domeniche andremo a trovarlo in campagna, te lo domandasse, potresti dire di avere un libretto con... con cento, oppure centocinquantamila lire... Eh? E ci penserei io...

Angiola - Non posso accettare, ti ringrazio...

Bortolo - In prestito, si capisce.

Angiola - (a voce bassa, quasi a se) - Vedr di comperarmi il necessario, magari nei magazzini all'ingrosso. E ho anche due vestiti della mia signora che mi posso far ridurre e sono come nuovi... Grazie. Oppure... se credi che non bastino, i miei soldi, potremo aspettare ancora un anno, finch me ne guadagner altri, lavorando...

Un gelataio - Gelati.

Bortolo - Due da cinquanta. Cioccolata e fragola. (Musica di stacco che: dissolve).

(Girotondo cantato da bimbe in secondo piano).

Bortolo - Ormai il sole non riscalda pi. Domenica prossima sar meglio che ci diamo appuntamento a un caff, piuttosto che ai giardini. Domenica prossima sar la penultima domenica. Gioved mi congederanno.

Angiola - Non ti ho ancora visto in borghese.

Bortolo - Eh, mi vedrai. Se non altro il giorno delle nozze.

Angiola - E se non mi piacessi pi?

Bortolo - Vorresti che stessi tutta la vita vestito da militare?

Angiola - S, vorrei... Sono stupida, vero?

Il Fotografo - Fotografia, signori? Permettono? Cinquecento lire tre copie. Consegna entro venti minuti.

Bortolo - Quanto grande?

Il Fotografo - Cartolina, signore. Permettono. Ecco. Cos.

Bortolo - Ti va la fotografia?

Angiola - Cos ti avr per sempre vestito da militare. E ci ricorderemo di tutto. Anche del giorno in cui hai dato il pugno a Costanzo.

Il Fotografo - Un po' pi vicini. Si prendano a braccetto, prego.

Bortolo - (sottovoce) Costanzo sposato con tre figli, da borghese.

Angiola - E da militare?

Bortolo - Da militare fa la corte alle ragazze.

Il Fotografo - Guardare qui. Sorriso. Fermi. Fatto. Grazie. Cinquecento. (Un accordo di stacco).

- (Sequenza, incrociata).

Bortolo - Caro pap, ormai che la ragazza ti piaciuta, anche se non ha molta campagna come volevi, ma che insomma sana e sa far da mangiare e tenere una casa pulita, ti direi se non hai niente in contrario che avremo deciso di maritarci al mio paese il giorno di sabato venticinque novembre. Io fra cinque giorni finisco il militare, che ne ho una barba, e poi vengo a casa e ho davanti pi di un mese per mettere a posto le stanze e se del caso darci una mano di bianco e una lucidata ai mobili. Mi sento tanto felice caro pap e puoi star sicuro che lavorer e star dietro alla campagna e lascer da parte la politica e se vuoi mi iscrivo ai liberali come avresti voluto lanno scorso. Pensaci a quello che ho detto e quando vengo a casa dammi una risposta su tutto, che si possa decidere per le nozze. Grazie, caro pap. Un abbraccio e saluti agli amici dal tuo figliolo Bortolo.

Angiola - Cara zia, posso dirti che Bortolo ha scritto a suo pap e attendiamo risposta sul giorno delle nozze. Il corredo si pu dire che purtroppo quasi pronto: parure, due paia di scarpe, tre vestiti, una valigia. Altra roba me la regala la signora e un'amica della signora che mi ha in simpatia la quale ha comperato cinque metri di stoffa tipo seta per farmi l'abito da sposa. Debiti niente. Che preferisco sposarmi con poca roba ma con la fronte alta e mio suocero si dovr accontentare cos, che un buon uomo ma interessato nei campi e nel denaro. Sono felice di Bortolo che proprio un buon figliolo e buon marito sar. Ti metto nella busta mille e cinquecento lire perch ti compri qualcosa per il matrimonio che sar speriamo di sabato venticinque novembre al santuario delle Grazie, per esempio un bel fazzoletto da testa, ma prima verr a casa io e ti consiglier. Cara zia ti abbraccio, la tua nipote Angiola.

(In secondo piano e poi in sottofondo una mazurka campagnola suonata da una improvvisata orchestrina).

Bortolo - (affettuoso) Come stai?

Angiola - (flebile) Male, Bortolo.

Bortolo - Non puoi proprio tornare di l1?

Angiola - Impossibile...

Bortolo - Che cosa ti senti?

Angiola - Non so dirlo... Mi hanno dato troppo da bere... (Rumore di porta: aperta; .entra un ventata di mazurka) Chi ?

Bortolo - E' pap.

Il Padre - (burbero)Sta male la sposa?

Bortolo - (che ha timore del padre) Ha mischiato vini e liquori, e lei non era abituata n a bere n a mangiare tanto...

Il Padre - Adesso le d un bicchiere di grappa e vedrai che le passer tutto.

Angiola - No... no... un caff col limone, piuttosto... Fa bene, signor...

Il Padre - Animo.

Bortolo - S, ti prego, pap, di' a Caterina che prepari un caff e gli sprema dentro un po' di limone...

Il Padre - Stomaci da ridere. Per un po' di vino. Caff limone!... (Rumore di porta sbattuta).

Angiola - Si arrabbiato?

Bortolo - Non ci badare. Lui non pu ammettere che il vino faccia male.

Angiola - Mi abituer, col tempo...

Bortolo - Non puoi provare ad alzarti?

Angiola - Mi mancano le forze, Bortolo...

Bortolo - Alle cinque c' la corriera.

Angiola - Che ore sono?

Bortolo - Le quattro, ora.

Angiola - Ges. Credo che proprio non potr...

Bortolo - E... e il viaggio di nozze?

Angiola - Perdonami... (Piange),

Bortolo - Mi verrebbe da piangere anche a me, maledetta quella mania di mescolare i vini!...

La Serva - Come va, signora?

Angiola - Oh, cos...

La Serva - Vedr che dopo il caff star meglio. Le da fastidio il baccano che fanno di l gliBortolo?

Angiola - No, no... Che continuino...

La Serva - Torno fra poco, signora...

Angiola - Bortolo.

Bortolo - Angiola.

Angiola - Una si sposa. Dimmi. Si sposa e, cos, improvvisamente, la chiamano signora. Io non voglio che mi chiamino signora; mi pare che mi prendano in giro...

Bortolo - Tutte, dopo sposate, diventano signore.

Angiola - Ma io ero a servizio.

Bortolo - E ora sei una signora.

Angiola - Oh... Preferirei che tutti continuassero a chiamarmi Angiola, e basta.

Bortolo - Senti. Non puoi proprio alzarti per la . corriera delle cinque?

Angiola - No... Sono senza forze... e anche per il viaggio di nozze, sarei senza forze... lo faremo domani...

Bortolo - Ci siamo sposati di sabato, e abbiamo fatto male.

Angiola - Il primo dispiacere, Bortolo, vero?

Bortolo - Ricordi il giorno in cui abbiamo vinto quel romanzo ai giardini, e ci siamo voluti bene? Era una domenica di maggio. Ci siamo incontrati e amati, e qualche volta litigato, e poi amati ancora: ma sempre di domenica. Siamo gente da poco, gente di campagna, noi. E la domenica la nostra migliore giornata...

Angiola - Anch'io, quelle poche cose che ho voluto fare nei giorni feriali... sono andate male...

Bortolo - Il nostro viaggio di nozze lo faremo domani, allora, che domenica. Tutto, proprio tutto, di domenica. Domenica, domenica, domenica.

Angiola - S, Bortolo...

Bortolo - Se a nostro figlio metteremo nome Domenico, sar un uomo fortunato... (Rumore di porta aperta. Dalla stanza vicina provengono musiche, voci e canti).

Il Padre - Come sta?

Bortolo - Domani star meglio, che domenica.

La Serva - Ecco caff e limone.

Angiola - Lasciate pure aperta la porta, che entri un po' di musica... (I suoni dell'orchestrina allegra in primo piano).

FINE

    Questo copione è stato visto: