Le due leggi di Maud

LE DUE LEGGI DI MAUD

Commedia in tre atti

di ANDREA DELLO SIESTO

PERSONAGGI

MAUD KENNING

CLARA KENT

ANNIE HOLT

ELY, governante

DICK KENT

MARK STANE

L'avvocato TROD

TOM BOLLON

NORTON

Cameriere di Dick - Cameriere d'albergo.

Commedia formattata da

ATTO PRIMO

Nel salottino di Maud Kenning a Boston. In fondo uscio dall'esterno, a sinistra interno della casa. L'arredamento lascia scorgere che finora mancata la completa agiatezza. Dei nuovi oggetti, come la radio di marca, l'apparecchio telefonico nascosto in un mobiletto di stile a s, una bambola graziosamente abbigliata, fanno invece intravedere dei tempi nuovi per la padrona di casa.

Quando si alza il sipario Maud distesa su un divano a fumare una sigaretta, e assorta a seguire le spirali di fumo. I suoi frequenti movimenti rivelano una mal contenuta impazienza. Improvvisamente balza dal divano, va alla radio e si mette a manovrarla rapidamente in cerca di una musica che possa interessarla e che non trova mai. Spazientita getta violentemente la sigaretta e la pesta. Calmata da questo sfogo preme lungamente un bottone situato sul muro di fondo. Si ode, a sinistra, il suono a cicala. Dopo aver atteso qualche istante, Maud, seccata, prende una rivista e si stende di nuovo sul divano a guardare le illustrazioni. Non passano che pochi secondi e si sente, al di l dell'uscio di fondo, richiudere la porta d'entrata all'appartamento.

Maud - (interrompendo la lettura e gridando) Ely, Ely!

Ely - (dietro l'uscio di fondo) Devo passare prima in cucina.

Maud - Fa presto. (Si rimette a guardare la rivista. Appare dopo poco a sinistra Ely, pi governante che donna di servizio. piuttosto anziana, vestita molto modestamente).

Ely - Ero carica. Avevo perfino due pacchetti appesi al collo.

Maud - (sempre distesa) mezz'ora che ti aspetto.

Ely - Cos' mezz'ora per una ragazza come te? Il brutto quando io devo attenderti delle ore intere.

Maud - L'avvocato Trod si era riservato di precisare l'ora della sua venuta. Ha telefonato?

Ely - Eri appena uscita. Sar qui alle sei. Alle sette deve partire per San Louis.

Maud - Ti ha detto altro?

Ely - Vuole vederti assolutamente stasera. Star assente per molto tempo.

Maud - Son proprio curiosa di sapere su chi converge l'affare che vuol propormi. Non c' dubbio: egli verr qui per soppiantare Seymour.

Ely - Non pu avere altro scopo.

Maud - Se mi offrir un affare molto buono non esiter ad associarmi a lui.

Ely - Seymour, che ti ha accompagnato nei primi passi, non la creder certo una dimostrazione di gratitudine. Ma se Trod pi abile... Come si dice in tutte le lingue del mondo? La gratitudine la rovina degli affari.

Maud - E Jack Brown s' fatto vivo?

Ely - No. Ti conviene abbandonare la partita. Deve aver capito.

Maud - Non credo. Ieri mi ha ancora invitata ad una gita.

Ely - Ha chiesto invece di te un certo signor Stane.

Maud - (alzandosi e mettendosi a sedere) Stane? Mi completamente nuovo.

Ely - Anche a me. Dalla voce mi parso un uomo maturo e molto pacato. Ritengo che verr anche lui per affari. Gli ho fissato un appuntamento per le cinque e mezza.

Maud - (alzandosi dal divano e guardando l'orologio) C' ancora tempo. (Andando verso la radio) Speriamo che si decidano a trasmettere qualcosa di ascoltatile. (Mentre sta per manovrare la radio si ode il campanello alla porta di entrata) Chi pu essere?

Ely - (avviandosi all'uscio di fondo) Sei in casa?

Maud - Per tutti meno che per Jim Mossie. (Ely esce. Maud manovra inutilmente la radio. Appare, poco dopo, all'uscio di fondo Annie Holt, una ragazza della stessa et di Maud).

Annie - (correndo molto affettuosamente incontro a Maud per abbracciarla con gioia) Maud! (Dopo averla baciata e squadrata) Sei molto mutata... Hai fatto un viso serio.

Maud - (sorridendo) Annie, sono tre anni che non ci vediamo.

Annie - (sedendo e accendendo una sigaretta) Tre anni. Il tempo per diventare donne. Ricordi come piangevo quando lasciammo il collegio? Mi pareva che non potessi vivere lontana da te senza informarti giorno per giorno. E invece...

Maud - Succede sempre cos... Quando ci si divide lagrime e promesse di interminabili lettere. Poi la vita si incarica di mantenere gli occhi asciutti e di limitare il consumo dell'inchiostro. Vedi? Io e te ci ritroviamo in perfetta salute, senza pi una riga dopo le prime lettere.

Annie - (scherzosa) Ti sbagli. L'anno scorso feci un viaggio e ti mandai una cartolina da New York.

Maud - Allora sei tu in credito.

Annie - E dieci giorni fa ti scrissi per annunciarti la mia venuta a Boston.

Maud - Non ti aspettavo per oggi.

Annie - Ho dovuto anticipare.

Maud - Hai concluso?

Annie - No. Proprio ieri hanno assunta un'altra. Non hanno avuto tempo di avvertirmi.

Maud - A New York non puoi trovare nulla?

Annie - Non ci sono nemmeno andata. Quella citt pullula di stenografe francesi disoccupate. Pochi anni fa, lo studio di quella lingua dev'essere stata una vera mania.

Maud - Prova ad impararne qualche altra. Lo svedese, ad esempio.

Annie - Non servirebbe. Per non avere concorrenti ci vorrebbe qualche lingua nuova... Ma nessun ufficio l'adoprerebbe.

Maud - E la tua ditta di New Haven. Ti ha licenziata?

Annie - la crisi che ha licenziata lei. Anche l, su centottantamila abitanti, vi sono almeno cinquanta stenografe internazionali senza impiego.

Maud - (affettuosa) Hai tanta urgenza di trovar lavoro?

Annie - (seria) S. (Contrita) Mio padre invalido e ha bisogno di aiuto. Mio fratello disoccupato da un anno. Finite le poche economie sar la miseria.

Maud - Che programma hai?

Annie - Conto di fermarmi a Boston alcuni giorni. Credo che qui sia pi facile trovare che a New York.

Maud - (affettuosa) Ti illudi. In proporzione, Boston ha pi stenografe inoperose di New Haven e di New York.

Annie - Tenter ugualmente. Non si sa mai...

Maud - Perderai inutilmente delle giornate questuando ed arrossendo... A meno che non sia disposta a diventare l'amante di qualcuno, e a farlo capire nella domanda d'impiego.

Annie - Se si trattasse solo di coltivare delle speranze... Negli uffici capita molto spesso...

Maud - Le coltivazioni sono diventate molto veloci. Quei tipi di principali hanno delle esigenze immediate. Temporeggiando, sbarcheresti il lunario per due settimane appena.

Annie - Quando mi assale lo sconforto, penso che per aiutare mio padre io debba fare qualsiasi cosa. In quei momenti mi sembra perfettamente naturale... Mi comprendi?

Maud - Tu hai la tendenza a scegliere le vie molto faticose.

Annie - Che intendi dire?

Maud - Ho un'idea. Hai il temperamento necessario... Conosci bene le leggi che tendono alla tutela del nostro sesso?

Annie - Ne ricordo vagamente qualcuna.

Maud - Quali?

Annie - La legge sulla condotta maschile disordinata.

Maud - La sanno tutte le ragazze che desiderano un po' di reclame quando qualcuno le guarda per la strada.

Annie - La legge sull'adulterio.

Maud - La imparano a memoria tutte le aspiranti al matrimonio... Ne sai altre?

Annie - No.

Maud - (avviandosi verso un mobile) Perci ti vengono certi pensieri... (Estrae da un cassetto un fascicolo dattilografato molto spesso e lo porge ad Annie) Qui sono spiegate e commentate tutte le otto leggi.

Annie - Ed io che dovrei fare?

Maud - Leggerle attentamente. Imparare ad usarle a tuo vantaggio. Questo fascicolo un ottimo manuale pratico. Naturalmente non in vendita.

Annie - (resta assorta, poi apre il fascicolo e legge la prima pagina) A Maud Kenning, per le sue due leggi con auguri. - Charles Seymour. (Richiudendo) Che significa?

Maud - la dedica dell'avvocato Seymour, l'autore del fascicolo. Vuole alludere alle due leggi che mi interessano di pi.

Annie - Quali sono?

Maud - La legge di seduzione, che obbliga a riparare i guasti alle ragazze inferiori ai ventun'anni. La troverai a pagina ventotto. E l'altra quella che condanna l'uomo a pagare le indennit, se non sposa la donna con cui stato sotto lo stesso tetto.

Annie - (ingenuamente) Quanto tempo deve restarvi?

Maud - Anche pochi minuti sono pi che sufficienti. Leggi... A pagina quarantatre.

Annie - (dopo aver sfogliato e letto rapidamente) Non credo ai miei occhi. una cosa stupida. Se fossi uomo mi ribellerei.

Maud - Son proprio gli uomini che le hanno fatte e le applicano giorno per giorno. Non ti sembra un invito ad approfittarne?

Annie - (dopo essere restata lungamente assorta) E quando le avr bene imparate?

Maud - Ti presenter all'avvocato Seymour. uno specialista. Guider non solo tutti i tuoi passi, ma ti segnaler volta per volta la vittima predestinata. onesto. Lavora al trenta per cento.

Annie - Ma non gi associato con te?

Maud - Non sono sola. E ritengo che dovr lasciarlo. Forse passer all'avvocato Trod che ha bisogno di collaboratrici pi esperte. Seymour sar molto contento della sostituzione.

Annie - Ma tu ne hai fatta una professione?

Maud - Non proprio una professione. una speculazione continuata.

Annie - Trovi che facile?

Maud - Facilissimo. Finora ho sempre lavorato con la legge delle promesse matrimoniali. Bastano due o tre passeggiate in automobile e dieci minuti tra quattro mura con i testimoni alle porte. Gli uomini, nonostante la pubblicit, abboccano all'amo in un modo sorprendente.

Annie - Quanti processi?

Maud - Quattro. Uno a Boston e tre in altre citt vicine. Poco lavoro e venticinquemila dollari di economia. Vedi quella radio e quella bambola? Sono gli unici oggetti di lusso che ho comprati. Li considero senz'altro le prime pietre della mia futura villa.

Annie - Ma i giudici non s'accorgono che tu lo fai con intenzione?

Maud - E quale donna non lo fa con intenzione? I giudici fanno i processi ai fatti. A loro basta portare le prove.

Annie - E finora hai avuti... inconvenienti?

Maud - Non ho mai pensato di dover fare appello alla legge dei guasti.

Annie - (prendendo le mani di Maud dopo averla guardata fissamente) Che cambiamento! Tu che a scuola eri cos sensibile, cos sentimentale... Com' stato?

Maud - (guardando l'orologio) Ora sarebbe troppo lungo raccontarti. Aspetto gente.

Annie - Io passer all'agenzia di collocamento.

Maud - Dopo ritornerai qui... Porta i tuoi bagagli... Finch non ti sarai sistemata starai con me... Stasera ti dir dove ho lasciata la Maud sentimentale... (Per cambiare) Che impressione ti ha fatta la mia proposta?

Annie - Preferirei far la stenografa... Ma se non potr assolutamente trovare... Ci penser. (Depone il fascicolo su un mobile).

Maud - Sar sempre meglio che obbligare te stessa a dei contatti ripugnanti. Tra i due mali non dovresti esitare.

Annie - Cerchi una giustificazione? Io non credo che si possa differenziare tra cinismo e cinismo.

Maud - Forse in linea morale. Ma il nostro fisico, colle ripugnanze sue proprie, ci impone anch'esso le sue differenziazioni. Discorreremo a lungo anche di questo... (Suona il campanello. A Ely che appare) Ely, accompagna la mia amica. (Ely esce all'uscio di fondo).

Annie - Scusami se sono curiosa. (Puntandosi un dito in direzione del cuore) E il cuoricino sempre zitto?

Maud - Finora s. C' un certo Jim Mossie, un bravo figliolone, mezzo spiantato, che tenta di svegliarlo. Ma io lo faccio tacere per forza.

Annie - Ti obbedisce? Non amore.

Maud - (ridendo) L'amore? Per ora anch'esso un problema di tornaconto e di volont. Gli aprir le porte quando non potr darmi fastidio.

Annie - Cio?

Maud - Appena avr un patrimonio rispettabile. L'indipendenza mi dar anche pi spiritualit. Se mi capita, potr anche amare uno straccione. O qualche talento in miseria.

Annie - (sull'uscio di fondo) Non c' che dire. Sei una filibustiera simpatica.

(Maud rimasta sola sfoglia un po' il fascicolo' e lo ripone nel cassetto del mobile. Rientra dal fondo Ely).

Ely - Quanto si fermer quella ragazza?

Maud - Non posso' prevederlo. Forse parecchio tempo.

Ely - Non ti dar fastidio?

Maud - No. Mi vuole molto bene. L'ho gi informata. Prepara un po' di t. Se il signor Stane sar una persona interessante, gliene offriremo una tazza. (Ely esce a sinistra. Maud guarda l'orologio, accende una sigaretta e siede pensosa. Si ode il campanello alla porta d'entrata. Appare poco dopo Ely).

Ely - (dall'uscio di fondo) Il signor Stane. (Via a sinistra senza entrare. Maud si alza. Appare dal fondo Stane. Uomo d cinquant'anni. Dai suoi modi untuosi e dal fare circospetto traspare che persona equivoca).

Stane - (entrando) Mark Stane per servirvi.

Maud - Accomodatevi.

Stane - (sedendo) Mi accorgo che il mio nome non vi dice perfettamente nulla.

Maud - Non vi sbagliate.

Stane - Gi, si spiega... Voi siete molto giovane, anche negli affari... necessario che mi presenti un po' meglio... La fiducia basata principalmente sulla conoscenza delle parti... Non vi pare?

Maud - (secca) Avanti.

Stane - Pochi cenni... Fino a dieci anni fa ero un uomo politico locale. Non vi era elezione comunale in cui non riuscissi. Mi ero specializzato nell'amministrazione... Un giorno un'inchiesta trov che si spendeva enormemente nei servizi funebri gratuiti... Pensate un po'! Accertarono che in base alla spesa fatta, la popolazione di Boston doveva essere sparita da due anni...

Maud - Quanto avevate guadagnato?

Stane - Perch volete offendermi signorina Kenning?... Io, personalmente, nulla. Il mio torto fu di fidarmi troppo dei miei impiegati... E fu allora che dovetti, diciamo cos, cambiar mestiere.

Maud - Questi particolari non hanno relazione colla vostra visita.

Stane - Ho dovuto accennarveli. Sentendoli da qualche altro, vi sareste male impressionata.

Maud - State tranquillo... Non vi avrei fatto caso... Ditemi cosa desiderate.

Stane - Ecco... Il vostro nome mi stato segnalato da un mio amico che vi ha seguita attentamente nel processo Conny. Rottura di promessa di matrimonio. Vero?

Maud - Il cancelliere Lamont?

Stane - (facendo segno con la mano) Per l'amor di Dio... Io non ascolterei mai i consigli del cancelliere Lamont. Ha un cervello pi impolverato del suo calamaio.

Maud - L'usciere Bolly?

Stane - No... un altro. Non posso dirvi il nome. Permettetemi questa reticenza. Questo mio amico mi ha detto che la causa Conny l'avete vinta voi, non il vostro avvocato, e che i diecimila dollari ve li siete guadagnati.

Maud - Infatti li ho incassati.

Stane - Voglio dire, ve li siete meritati... Il mio amico non ha torto. Voi siete una donna intelligente... Si vede.

Maud - (seccata) Continuate.

Stane - Ecco... Ho un affare veramente sostanzioso... Voi siete il tipo che ci vuole. Un gettito minimo di cinquanta-sessantamila dollari.

Maud - Siete certo?

Stane - Certissimo. Faccio per una premessa. A me piace essere onesto. Noi lavoriamo al cinquanta per cento.

Maud - (alzandosi) Allora niente da fare.

Stane - Calma figliola, calma. Capisco, voi siete abituata a pagare percentuali inferiori. Ma qui il colpo grosso. L'idea nostra.

Maud - Il lavoro sar mio.

Stane - (animato) Anche al cinquanta per cento incasserete una cifra molto forte.

Maud - Non ha importanza. per principio. Io non tollero percentuali superiori al trenta.

Stane - Facciamo il quaranta.

Maud - (decisa) Non un centesimo pi del trenta.

Stane - (acconsentendo a fatica) Bene. Vada per il trenta.

Maud - (dopo aver suonato il campanello sul muro di fondo, siede) Di che si tratta?

Stane - Conoscete Fred Mory di New York? (Da sinistra entra Ely col vassoio del t e lo poggia sul tavolino).

Maud - No. (Rilevando l'esitazione di Stane per la presenza di Ely) Seguitate pure.

Stane - (dopo aver guardato Ely, prende una tazza di t e si mette a sorbirlo, muto, finch la donna non esce). Non mi piace la pubblicit... Dunque dicevo... Fred Mory... Un uomo abile... il mio corrispondente. Mi ha segnalato un soggetto da sfruttare. Ricco a milioni e stupido.

Maud - Come sapete che stupido?

Stane - l'opinione del mio corrispondente: non si sbaglia mai.

Maud - Si chiama?

Stane - Eh... eh... Non da voi una simile domanda. Certe indicazioni non si mettono nelle lettere.

Maud - Non vi ha dati altri particolari?

Stane - Per ora vi basti sapere che il tipo adatto. Poi lo valuterete meglio sul posto.

Maud - Come intendete impostare l'affare?

Stane - Ecco. un mese che studio il caso... Peccato che solo ieri mi abbiano parlato di voi... vero che voi guidate molto bene l'automobile?

Maud - Non c' male.

Stane - Non il momento di far della modestia. L'automobile la base... vero che guidate molto bene?

Maud - Da ragazza. Mio padre era del mestiere.

Stanh - Abbandonerete la vostra Ford per una macchina molto potente. Vi eserciterete prima qui, per una quindicina di giorni, sotto una buona guida. Vi sentite di raggiungere velocit eccezionali?

Maud - S.

Stane - Quando sarete al punto, vi trasferirete a New York. Sar pronto per voi un grazioso appartamento a Park Avenue... Il mio corrispondente vi dir di chi si tratta... Questo signore tutte le mattine, dalle otto alle dieci, fa delle lunghe passeggiate in macchina. Baster che gli passiate davanti a tutto motore cinque giorni di seguito, per interessarlo a voi. Ha una vera mania per il volante... Il sesto giorno, dopo averlo sorpassato, vi farete trovare in panne in mezzo alla strada. Appena vi vedr affaccendata al motore, in tuta, e sporca di olio, sar fatta. Il resto affidato alla vostra abilit. (Pausa. Con soddisfazione) Vi pare un affare intelligente?

Maud - (alzandosi e accendendo una sigaretta) Non c' male. (Rivelando il suo interessamento) E con quale legge dovrei lavorare?

Stane - (timidamente) Perch l'affare renda il massimo, bisogna impigliarlo nella legge di seduzione. (Con tatto) Certamente egli non vorr sposarvi... Per liberarsi dalle seccature pagher molto... E se non vorr pagare subito, sapranno obbligarlo. Voi avete vent'anni... Coi ricchi, i giudici gravano la mano per i guasti alle ragazze della vostra et.

Maud - Che cosa intendete dire?

Stane - Che dovreste decidervi a... a... a...

Maud - A darmi a lui? cos?

Stane - (scuote la testa in segno affermativo) un'idea che vi d tanto spavento?

Maud - un'idea che dovete togliervi dalla testa, caro il mio generale dei becchini.

Stane - E allora?

Maud - Non c' solo la legge di seduzione.

Stane - Siete sciocca figliola mia... Dove vi capiter una simile occasione? Riflettete. Un minimo certo, per voi, di trenta quarantamila dollari... Che aspettate? Siete giovane, bella e intelligente, ma non dovete esagerare.

Maud - (pausa) Avete dimenticata la legge della schiava bianca. (Ripetendola) Chiunque attira una donna in un altro Stato con scopo immorale punito con la reclusione da uno a venti anni. Baster fargli traversare con me il tunnel sotto l'Hudson per essere in un altro Stato.

Stane - E dopo?

Maud - Dopo certe gite a due, la cosa pi naturale di prendere alloggio nello stesso albergo. quanto richiesto.

Stane - Quella legge un rottame. Parla poco di indennit e nessuno l'usa pi.

Maud - Per evitare gli anni di carcere pagherebbe certamente molto.

Stane - Complicazioni figliola mia, e pericolo che si scorga il tentativo di ricatto. Nemmeno la legge con cui avete lavorato finora fa al caso.

Maud - E perch?

Stane - I giudici dubiterebbero subito. inverosimile che un uomo cos ricco prometta il matrimonio ad una ragazza come voi.

Maud - Non pensavo... Non avete torto.

Stane - Ascoltate chi ha esperienza. Non c' che la legge di seduzione. Lo stesso colpevole non potr riconoscere il suo torto a fatto compiuto. Lavorerete a colpo sicuro... Accettate?

Maud - (dopo aver esitato) Ebbene, accetto. Dite un po' Stane. Avete pensato che questo signore o qualcuno dei suoi amici possono conoscermi di nome? Per il processo Conny i giornali hanno fatta molta pubblicit.

Stane - Giornali locali. Chi volete che a New York legga i giornali di Boston? Il nostro automobilista e i suoi amici certamente no... Ad ogni modo voi vedrete subito quale effetto gli farete presentandovi.

Maud - Non potrei scegliere un nome falso?

Stane - Dati i vostri precedenti qui, indebolireste la vostra posizione. Voi siete l'unica parte in causa. Dovete apparire cristallina fin dall'inizio,

Maud - E il finanziamento dell'affare?

Stane - In proporzione delle percentuali.

Maud - No, no. Io ho gi da arrischiare la pelle con l'automobile.

Stane - Figliola cara. Sono almeno mille dollari per l'appartamentino e duemila per l'automobile nuova. Poi vi sono le piccole spese...

Maud - In tutto quattromila dollari. In un mese al massimo ne incasserete almeno diciotto-mila. Impiegate il vostro denaro al 450 per cento al mese e cio al 5400 per cento all'anno. Non vi basta?

Stane - Voi approfittate... Ponete delle condizioni disastrose. E se l'affare non riesce?

Maud - Siete stato voi a definirlo sicuro... Anche volendo contribuire, non potrei. Ho gi impiegati in altro modo gli ultimi incassi.

Stane - (sospirando) Sta bene... Dovete per farmi un grande favore.

Maud - Se posso.

Stane - Nei miei affari, per ragioni personali, devo subire la societ di Tom Bollon. Lo conoscete?

Maud - No.

Stane - una croce che porto da anni. un ex scalpellino. Avido e violento. Per pochi dollari ucciderebbe un uomo... Per una cara persona se trattato con lealt.

Maud - Questa circostanza non m'interessa. Io tratto solo con voi.

Stane - E non conoscereste che me, se aveste accettata la percentuale del cinquanta e divise le spese. Ma Tom Bollon non mi creder. Penser subito che io voglia fare la parte del leone.

Maud - (ridendo) Poverino. Voi che invece, a quanto vedo, fate la parte della pecora... Ho capito. Volete che io stessa esponga le condizioni al vostro socio... Sta lontano?

Stane - Mi aspetta in un caff della strada.

Maud - (suona il campanello) Vi accompagno. (Ad Ely che appare a sinistra) Il cappello. (Ely esce a sinistra).

Stane - Sar lieto di conoscervi.

Maud - Credo bene. Coi tempi che corrono dove guadagnerebbe un minimo di settemila dollari in un mese? (Ely rientra col cappello. A Stane). Avviatevi. Vi raggiungo subito.

Stane - Grazie signorina Kenning, grazie. (Fa un inchino pure a Ely ed esce).

Maud - Non credo che l'affare di Trod potr interessarmi. Tuttavia, adesso che viene, sentilo tu.

Ely - Sar indispettito. Si tanto raccomandato... Di me non si fider.

Maud - (va ad un tavolo e scrive in fretta) Mostragli questo biglietto. autorizzato a riferire a te. Nei cassetto c' il mio passaporto. Gli farai controllare la firma. Passo di qui per non incontrare Trod. Ciao Ely. (Esce di corsa dal fondo).

(Si sente sbattere con forza la porta d'uscita. Ely dopo aver preso dal cassetto il passaporto e averlo messo in tasca con la lettera spegne la luce ed esce a sinistra. Scena vuota e oscura per qualche secondo. Campanello d'entrata. Poco dopo dal fondo, Trod, un ometto anziano con gli occhiali e una busta di cuoio sotto il braccio).

Trod - (a Ely che lo segue, con voce nasale, irato) una indecenza. Mi avevate assicurato che l'avrei trovata. Non ho che pochi minuti.

Ely - (senza scomporsi) Ha dovuto uscire improvvisamente con un certo signor Stane.

Trod - Stane? Avete detto Stane? Si messa nelle mani di quel farabutto? Se restava consigliere comunale, in tre anni seppelliva tutta l'America... Sapete voi che Stane un farabutto?

Ely - (placidamente) So soltanto che venuto qui per una faccenda simile alla vostra. (Dandogli la lettera e il passaporto) Potete parlare con me.

Trod - (dopo aver letta la lettera) Che devo fare col passaporto della signorina Kenning?

Ely - Controllare la firma.

Trod - L'ho sempre detto io che quella ragazza ha del talento. Non vero che una sua idea?

Ely - S. Sbrigatevi se non volete perdere il treno.

Trod - Sono contento. Mi dispiaceva partire senza che la signorina Kenning conoscesse l'affare. Ora che ritorna ditele queste poche parole. Capir subito: John Warren, ventisei anni, boxeur, pesi medi. Ha incassato ventimila dollari tre giorni fa a Worcester. Indirizzo su guida telefonica. Tipo molto diffidente. Indispensabile molta accortezza. Iniziare da domani stesso per legge rottura promesse matrimoniali. Vi ricordate bene?

Ely - Non difficile.

Trod - Raccomandatele di occuparsene immediatamente. C' pericolo che qualche altra gli metta gli occhi addosso. E ditele a nome mio che per questo affare ho fiducia in lei sola. Sapete la percentuale di Seymour?

Ely - Trenta.

Trod - (rapido) Bene... Assicuratele che io, pur di averla con me, lavoro al venti. Arrivederci. (Si avvia verso l'uscio di fondo. Sulla soglia si imbatte in Annie. La guarda, fa un inchino ed esce).

Annie - (togliendosi il cappellino) Ho trovato l'uscio socchiuso.

Ely - L'ho lasciato io cos. L'avvocato Trod deve partire. Non volevo corrergli dietro.

Annie - Dov' Maud?

Ely - fuori. Sar qui a momenti.

Annie - Da quanto tempo state con lei?

Ely - Son pi di due anni.

Annie - Come l' venuto in niente di darsi a questo genere di affari?

Ely - Ma... che devo dirvi? La prima volta aveva ragione e dopo ci. ha preso gusto. l'ambizione. Vuole diventare molto ricca. Ha trovato il filone e lo sfrutta. (Entra Maud dal fondo).

Maud - Oh sei gi qui Annie? (A Ely) venuto Trod?

Ely - andato via pochi minuti fa. (Declamando) John Warren, ventisei anni, boxeur. Ha incassato ventimila dollari a Worcester tre giorni fa. Tipo diffidente. Iniziare subito legge promesse matrimoniali.

Maud - (sorridendo) Basta. Sembri una macchina telegrafica. (Va al telefono) Pronto. Per favore Stazione Centrale... Pronto stazione? Fonogramma per avvocato Trod, treno San Louis. Scrivete. Ely riferito. Impossibilitata accettare. Maud Kenning. (Depone il microfono. Con tono allegro) Ely sii buona. Prepara una cenetta per due amiche che non si vedono da tre anni. (Ely esce. Ad Annie) E cos?

Annie - Nulla. avvilente. All'agenzia di collocamento non mi hanno voluto nemmeno iscrivere. Ho parlato pure col signor Folp.

Maud - ancora in carica quel mascalzone? Deve avere pi di sessantacinque anni.

Annie - Lo conosci?

Maud - Scommetto che ti avr preso il mento fra i suoi luridi polpastrelli (esegue) e ti avr chiesto: Vi piace il ballo?.

Annie - Come fai ad indovinare?

Maud - Lo dice a tutte. Lo disse anche a me tre anni fa. l'invito a passare qualche sera con lui. Gli hai dato un bel ceffone?

Annie - Non era il caso.

Maud - Io glielo diedi. Quell'uomo non ha la sensazione dei suoi vecchi novanta chili. Solo cos pu sentire il grasso che ha sul viso.

Annie - (sospirando) Maud, temo che dovr accettare la tua idea. Dov' il fascicolo delle leggi?

Maud - Delle leggi se non avremo trovato altro ti occuperai fra un mese. Adesso ho un'altra proposta che pu interessarti. Ascolta Annie... (Mentre Maud e Annie sono sedute sul divano appaiono da destra Mark Stane e Tom Bollon).

Stane - (a Maud) Perdonate signorina.

Maud - (seccata) Cosa volete?

(Annie si alza e si sposta verso la vetrata di fondo, mettendosi a guardare lontano).

Stane - Ho, col mio socio una questione, diciamo cos, aritmetica. Siccome siete cos brava nei conti, abbiamo stabilito di ricorrere a voi. Dobbiamo dividere le spese, tra me e lui, secondo certi nostri criteri speciali.

Maud - Cio?

Bollon - (per darsi delle arie) Un criterio... muscolare. Pi forti si , meno si deve pagare.

Stane - (bonario) Vuol intendere che siccome mi protegge, ha diritto a qualche riguardo. (Mostrando a Maud un taccuino) Fatemi il favore di controllare questa divisione.

Maud - (prendendo il tacciano) Per una divisione, non c'era bisogno di venire fin qui.

Stane - Avete ragione... Ma... Tommino s' arrestato...

Bollon - (pronto, prepotente) T'ho gi detto che non voglio sentire questa parola.

Stane - S' arrestato... (correggendosi, impaurito) s' fermato alla divisione a una sola cifra.

Bollon - (mortificato) Non colpa mia se non mi hanno mandato agli studi superiori.

Maud - (dando uno sguardo al taccuino) Sta bene. Fa proprio cinquecentocinque dollari.

Stane - (a Bollon intascando il taccuino) Hai visto? Sai bene che non mi sbaglio mai.

Bollon - Oh, quando ti conviene, s: (A Maud) Siete certa che non fa quattrocentottantacinque?

Maud - No. Cinquecentocinque esatti.

Bollon - (scuotendo la testa) Venti dollari, venti dollari in pi. Se sapeste come mi secca!

Maud - Non una cifra importante.

Bollon - (c. s.) Importantissima.

Stane - (a Maud, indicando Bollon) Ha ragione. I venti dollari son proprio quelli che gli mancano.

Bollon - (deciso, a Maud) Ebbene... Ora che vi ho rivista non ho pi esitazioni... Trover i venti dollari... Dovessi anche farmeli prestare onestamente.

Maud - (divertita) Un prestito sempre una azione onesta.

Stane - (spiegando) Vuol dire che questa volta deciso a farseli prestare ooU'intenzione di restituirli.

Bollon - (a Stane) Andiamo... (Si avvia).

Stane - (a Maud) Arrivederci.

Bollon - (sulla porta a Maud) Mi raccomando ragazza mia. Non dimenticate che investo in voi tutto il mio capitale.

Stane - Ve lo dicevo che era un galantuomo un vero galantuomo.

Fine del primo atto

ATTO SECONDO

Un'ampia hall nella villa di Dick Kent a New York. Pomeriggio avanzato. Arredamento di gran lusso. In fondo ampia vetrata. Al di l, verde. A sinistra armadietto con liquori, shaker e tavolinetto con ncessaire per fumare. A destra divano e poltrone.

Comunicazioni: a sinistra, in seconda, con l'esterno, in prima con l'interno della casa. A destra, in seconda, coi servizi e dopo con l'esterno.

Poco dopo l'alzata del sipario entrano da sinistra, in seconda Mark Stane e Tom Bollon. Indossano i soprabiti. Sono seguiti dal cameriere di Dick Kent.

Stane - (al cameriere) Non sapete quando ritorna?

(Tom Bollon si avanza verso il centro guardando con curiosit l'ambiente).

Cameriere - Non ha lasciato detto nulla, signor Kenning.

Stane - E mia nipote?

Cameriere - stata qui a colazione con k sua amica. Poco fa uscita in macchina.

Stane - Bene, bene. Aspetteremo. (Il cameriere fa per levargli il soprabito). No. Lasciate. Non possiamo trattenerci molto.

(Il cameriere fa un inchino ed esce a sinistra in seconda. Stane avanza verso Bollon. Bench discutano spesso in gergo, durante il colloquio i due saranno molto circospetti. Tra una battuta e l'altra guarderanno spesso alle porte e dalla vetrata in fondo per accertarsi che non sono uditi. Anche la scena con Trod, che entrer dopo, avr lo stesso carattere).

Bollon - (ha il fare del prepotente di professione. Prende una sigaretta dalla scatola sul tavolino, l'accende e aspira un paio di volte. Mette, seccato, la sigaretta nel portacenere) Questi ricchi! Non sanno fumare che paglia profumata!

Stane - Hai gi finito le Lucky-Strike?

Bollon - (prendendo il suo pacchetto dalla tasca) No. Ma conviene sempre risparmiare. (Accende una sigaretta).

Stane - (timido) Mi raccomando. Adesso che arriva non tradirti. Ricordati che sei Gerard Burke, agente in diamanti.

Bollon - (ride forte, di scherno) Rido. Vedi che rido?

Stane - Vedo, vedo. Lo vedrebbe anche un cieco.

Bollon - l'effetto del tuo avvertimento. Come se tu fossi in grado di fare delle raccomandazioni a me! (Nervoso) Come se io non mi trovassi in queste condizioni per colpa tua. (Minaccioso) Ma faremo i conti!

Stane - Calma, amico mio, calma... Vedi che hai proprio bisogno di raccomandazioni? Se incominci a strillare (circospetto) capiranno in due minuti.

Bollon - Non hanno capito in un mese. Vuol dire che non sono in grado di capire. Non vedi che qui la stupidit nell'aria? Basta fumare una delle sue sigarette.

Stane - Zitto! Scommetterei cento dollari contro dieci che a furia di discutere, finirai per guastare tutto.

Bollon - (siede di nuovo) Io?! Come se la faccenda non fosse gi guastata... Non temere. So come parlare. Nessuno pu proibirci di ingannare l'attesa discutendo dei nostri affari.

Stane - (da lontano colla mano alla bocca) In gioielli.

Bollon - Gi... Non so come ti sia possibile di fare tanto lo spiritoso. Vedrai se non ho ragione... La tua conchiglia vuole ingoiare tutta la perla. Ma avr da fare con me.

Stane - Sei troppo pessimista... Aspetta a giudicare ad affare finito.

Bollon - Spiegami per quale ragione, in un mese non ha concluso niente.

Stane - Ma... Avr trovati degli ostacoli imprevisti.

Bollon - E perch avrebbe lasciato l'appartamentino che le affittasti, senza far sapere il suo nuovo indirizzo?

Stane - In un'ora la sesta volta che me lo domandi. Che devo dirti? Si vede che l'aria le faceva male.

Bollon - (in sordina) Idiota! Facevi bene a continuare con i morti. Dei vivi non capirai mai un'acca.

Stane - (tra il seccato e la preghiera) Perch hai voluto accompagnarmi? Bastavo io per rivedere... i gioielli di mia nipote.

Bollon - (prendendogli una guancia fra due dita) Bamboccione! E credi che io continui a contentarmi delle tue caramelline? un mese che mi tieni buono. Ti assicuro che staremmo in altre condizioni se quel maledetto affare non mi teneva inchiodato a Detroit.

Stane - Se non ti dispiace molto, vorrei ricordarti che in fondo in fondo, l'affare interessa pi me che te. Su quattromila dollari di spese, tremila cinquecento li ho messi fuori io.

Bollon - (puntandogli un dito sotto un occhio) In base a quale criterio i miei cinquecento valgono meno dei tuoi tremilacinquecento?

Stane - Hai ragione... Ma adesso vattene. (In sordina) Finirai per rovinare tutto. Lasciami solo.

Bollon - (pausa. Lo guarda fisso) Stane?! mai possibile?! (Lo guarda ancora) E perch no? Anche i bruchi mettono le ali. (Prendendolo per la cravatta) Me la pagherai. Giuraddio che te la far scontare!

Stane - (cercando di svincolarsi. In sordina) Lasciami. Maledizione! Possono vederci.

Bollon - (scuotendolo) Non m'importa pi di nulla. Ho solo desiderio di fartela pagare come si conviene.

Stane - Lasciami. (Bollon lo lascia) Ti sapevo prepotente, ma non soggetto a questi accessi di follia... (Bollon lo guarda male) Che t' saltato in mente?

Bollon - (convinto. In sordina) chiaro. Tu sei d'accordo con lei per estromettermi dall'affare. Confessa.

Stane - (bonario) Ti facevo pi intelligente. l'ultimo affare che faremo insieme. I diamanti non sono la tua partita. Farai meglio a riprendere il travertino.

Bollon - All'avvenire ci penseremo dopo. inutile deviare il discorso.

Stane - (in sordina. Allontanandosi) Imbecille!... Come posso essere d'accordo con lei? Tutto questo tempo non sono stato con te a Detroit?

Bollon - (non si arrende. Convinto) Puoi averle scritto. Telefonato...

Stane - (da lontano) Idiota. Ne so meno di te... Cio, ho soltanto la convinzione che l'affare non ancora compromesso. Sar semplicemente ritardato.

Bollon - E come lo sai?

Stane - nell'aria. Quello che tu chiami stupidit invece tranquillit. Se l'affare era gi rovinato (avvicinandosi a Bollon) non mi avrebbero fatto entrare. Hai visto che aria rispettosa aveva il cameriere?

Bollon - Forse non hai torto.

Stane - Poi ho fiducia in mia nipote. leale. E siccome ho in ballo tremila dollari pi di te, intuisco certamente meglio la situazione. (Lunga pausa) Lasciami solo. Ci penser io.

Bollon - E sia. (Avviandosi all'uscita) Cerca di sbrigarti. Porter non ha l'abitudine di aspettare molto. Ci troverai alla ventottesima strada. (Bollon quasi sulla porta a sinistra in seconda. S'imbatte nell'avvocato Trod seguito dal cameriere di Dick Kent).

Trod - (ha la busta di cuoio in mano. Celando la sua sorpresa per l'incontro coi due) Tarder molto il signor Kent?

Cameriere - Credo. Non ha nemmeno telefonato.

Trod - Aspetter.

Cameriere - (avviandosi alla porta in seconda a destra) Si accomodi. (Lascia passare Trod tenendo la porta aperta. Lo segue. Silenzio fra i due rimasti in scena).

Bollon - (dalla vetrata. Indicando verso destra) Lo conosci?

Stane - l'avvocato Trod.

Bollon - Specialista in materia. Che sar venuto a fare?

Stane - ci che mi stavo domandando.

Bollon - Mi spiego tutto. Tua nipote nelle sue mani. (Irato) Ci ha truffati. (Lanciandosi verso destra) Incomincio da lui.

Stane - (prendendolo per la giacca) Aspetta. Non essere cos impulsivo.

Bollon - Mascalzone! Gli voglio rompere gli occhiali.

Stane - Lascia stare gli occhiali. Pensa ai miei tremilacinquecento dollari... Non sappiamo ancora perch qui. Bisogna parlargli con calma. Vado a chiamarlo. (Si avvia a destra) Mi raccomando. Lascia fare a me. (Esce. Bollon rimasto solo si mette a guardare in giardino. Dopo poco rientrano da destra Stane e Trod).

Stane - L'avvocato sa chi siamo.

Bollon - (ironico) E perch ha fatto finta di non conoscerci?

Trod - Age quod agis.

Bollon - Che significa?

Stane - Bada solo a ci che devi fare.

Bollon - (a Trod) Parla americano. Io non sono mai stato a Boma antica.

Stane - A quanto ho potuto capire, l'avvocato un po' dispiaciuto per il nostro intervento nell'attivit di mia nipote. riuscito a sapere dei gioielli che stiamo cercando di collocare qui.

Trod - Sta bene che ubi major... dove maggiore c'... Ma voi due me l'avete fatta sporca. Tre o quattromila dollari sfumati in un batter d'occhio.

Bollon - E adesso cosa pretendi? Perch sei qui?

Trod - (enigmatico) Ma... cerco di tirar fuori i miei quattromila dollari nel miglior modo possibile.

Bollon - Cio?

Trod - affar mio. Non ho il dovere di informare voi, caro Bollon.

Bollon - Dovere? Sar io a farti venire la voglia di parlar chiaro. (Gli si avvicina minaccioso) Io so di che razza di stoffa sei fatto.

Stane - (fermandolo) nostro amico... Non ci conviene fermarci qui a discutere. Andiamo via.

Bollon - Dobbiamo spiegarci subito. C' Porter che aspetta.

Stane - (a Bollon) L'avvocato potr accompagnarci. Qui finiremo per compromettere irrimediabilmente l'affare.

Trod - Non mi muovo. Ho da parlare col signor Kent.

Bollon - (minaccioso) Se farai la spiata, ti romper gli occhiali sul naso e ti far ingoiare tutti i pezzetti di vetro. E anche le stanghette.

Stane - (a Trod) La torta grossa. Ci sar la fetta anche per voi. Venite.

Trod - Giacch giochiamo a carte scoperte... A me non piace mettere bastoni fra le ruote degli amici... Non parler al signor Kent. Ma, (facendo segno con le dita per i denari) chi mi assicura?

Bollon - La nostra parola non ti basta?

Trod - (lo guarda) S... Dopo i fatti.

Stane - (a Trod) Credo di capire che desiderate essere tacitato all'istante.

Trod - (a Stane) Preferirei.

Stane - Sapete... Mi dispiace. Il mio amico ed io, in questo momento, siamo particolarmente sprovvisti.

Trod - (a Stane) Avete molte relazioni in citt. C' il vostro corrispondente, Fred Mory.

Stane - a Detroit da circa un mese.

Bollon - inutile fare tanto il difficile. O vieni con noi o ti rompo gli occhiali.

Trod - (ironico) Mi baster che mi lasciate la bocca per parlare al signor Kent.

Stane - Sentite Trod! Tra gentiluomini non si agisce in questo modo. Come si dice? Oggi a me, domani a te.

Trod - Per oggi a me. Domani vedremo.

Stane - Non vi credevo cos cocciuto. V'ho detto che ci troviamo sprovvisti. (Trod non risponde. Pausa) Millecinquecento e non un soldo in pi...

Trod - (a Stane) Giacch siete cos ragionevole e siamo tra veri amici, facciamo duemila. Non vedr il signor Kent.

Stane - E sia... Venite.

Trod - Subito. Non avete che a favorirmi il quibus.

Bollon - Cosa?

Trod - Il pattuito.

Stane - (prendendo uno chque) Ecco qui. L'ho avuto stamane. Sono duemilacento. Datemi cento dollari. (Porge lo chque a Trod che gli d cento dollari di resto).

Trod - Ora posso fare a meno di vedere il signor Kent. Scusatemi: ho lasciata la borsa nel salotto. (Esce a destra).

Stane - Non ci mancava che lui. E sono cinquemilacinquecento. Come va che di te non ha paura?

Bollon - Per forza. Non fai che frenarmi... Mi conosce, mi conosce! Fu lui a difendere Durhan quando litigammo.

Stane - Mi spiego perch non ha paura... Da Durhan le prendesti di santa ragione.

Bollon - Non fare lo spiritoso... (Guardando l'orologio) tardi. Porter ci attende. meglio che lo veda anche tu.

(Rientra Trod da destra. Ha la borsa).

Trod - Arrivederci. E se avete bisogno di me non fate complimenti. (Entra il cameriere da sinistra in seconda).

Cameriere - Il signor Kent ha telefonato proprio adesso. Fa sapere che tarder molto.

Trod - Avevo gi rinunciato. Lo dicevo a questi signori. Ho fatto con loro quattro chiacchiere per ammazzare il tempo.

Stane - (a Bollon) Ci conviene andare. (Al cameriere) Torner pi tardi.

Trod - (a Stane) Giacch ho avuto il piacere di fare la vostra conoscenza, mi permetto invitarvi a prendere un po' di t. A Times Square ne offrono del delizioso.

Stane - Grazie avvocato, grazie. Troppo gentile.

(Il cameriere lascia passare i tre che scambiandosi atti di cortesia, escono' a sinistra in seconda. Entra poco dopo da sinistra, in prima, Dick Kent. un giovane di trentadue anni. molto elegante. Va al tavolo prende una sigaretta e Faccende. Siede fumando. Rientra il cameriere).

Dick - Sono andati?

Cameriere - Lo zio della signorina Maud ha detto che ritorner.

Dick - Preferisco vederlo pi tardi. Adesso c' mia cugina. A proposito. Dove s' cacciata?

Cameriere - S' fermata a parlare con la governante. Il signore sa che la signorina Clara ha un debole per l'andamento della sua casa.

Dick - Non ha torto. Non ho nessuna donna in famiglia. Datemi da bere.

Cameriere - (aprendo larmadietto) Cherry?

Dick - S.

(// cameriere versa un bicchierino).

Dick - (bevendo) Avvertite mia cugina che l'aspetto.

(Il cameriere fa un inchino ed esce a destra. Dick rimasto solo resta pensoso a fumare. Appare poco dopo Clara Kent cugina di Dick. Elegantissima).

Dick - Cara la nostra prima cugina. Novit a San Francisco?

Clara - La solita vita. Tu piuttosto non dovevi farmi trovare tante novit.

Dick - Quali? Qui non c' che roba consueta.

Clara - Intendimi bene. Quando vuoi, sai essere intelligente.

Dick - Non solo quando voglio. Sempre,

sempre

Clara - Meglio cos. (Riprovevole) Quella ragazza!

Dick - Quale? In questa casa ne bazzicano tante!

Clara - Se ne sente il profumo in giro.

Dick - Non puoi vantarti d'aver buon fiuto. Fino a poco fa, qui dentro, c'erano tre uomini. E non precisamente della specie pi profumata.

Clara - Dicevo in senso figurato. Voglio parlarti. Sei disposto ad ascoltarmi?

Dick - mio dovere. Per a una sola condizione: che tu riduca almeno del cinquanta per cento la tua solita potenza oratoria.

Clara - Non il momento di scherzare. (Fissando Dick. Scandendo) Maud Kenning!

Dick - Qui casca l'asino!

Clara - Ci stai cascando tu, caro!

Dick - Non ti comprendo.

Clara - Non fare lo gnorri. Non ammetto-che un uomo come te non s'accorga di camminare sull'orlo d'un precipizio. una facolt che hanno perfino i muli!

Dick - (sorpreso) Precipizio?!

Clara - Tu non sai quella ragazza, chi , cosa fa, da dove viene. Proprio cos: precipizio, burrone, orrido!

Dick - Esagerata!

Clara - Procediamo con ordine. M'hanno riferito eh' diventata la tua migliore amica. vero?

Dick - Verissimo.

Clara - E me lo affermi cos, in faccia, con tanta disinvoltura?

Dick - Scusami, ci tenevi a saperlo, s o no?

Clara - Ci tenevo, ci tenevo. Ma trattandosi di un'altra donna, un po' di forma, un po' di compunzione non avrebbero guastato!

Dick - Ah... Ma vedi... Maud Kenning non un'altra donna.

Clara - Perch, cos'?

Dick - Una donna pi qualche cosa. Qualit rare, intrinseche. (Col dito sulla fronte) Fosforo, fosforo.

Clara - Hai sempre detto che nella donna l'intelligenza esuberante una anomalia.

Dick - Quando la donna brutta!

Clara - Con ci confessi che Maud Kenning ti piace.

Dick - No. Escludo che sia brutta.

Clara - E su quali legami fiorita questa amicizia?

Dick - Primo: la mia passione. L'automobile. Non un avvenimento di tutti i giorni vedersi sorpassare a velocit folle, da un bolide rosso guidato da due manine cos sottili! E il sesto giorno, trovarla in tuta, macchiata di olio, di benzina, col viso tutto sporco, irriconoscibile. Che spettacolo interessante!

Clara - Secondo?

Dick - Te l'ho gi detto: il tipo. Tu non puoi nemmeno intuire il godimento di un uomo in compagnia di una donna che ragiona spendendo merce propria.

Clara - Ah... E lo zio della ragazza? S' pi visto dopo il giorno del rimorchio?

Dick - No.

Clara - A me bastarono pochi minuti per rilevare tutta la volgarit di quell'uomo.

Dick - Anche a me.

Clara - E non ti sei mai domandato cosa pu essere una ragazza con uno zio simile?

Dick - Me lo domandai. Arrivai subito alla conclusione che quella figliola una nipote sfortunata!

Clara - (incredula) Insomma pura e semplice amicizia?

Dick - S. Amicizia. Amicizia motoristica.

Clara - (pausa) Dick, dovrei parlarti.

Dick - Ancora?!

Clara - Volevo farlo prima di partire. Mi pento di aver rimandato.

Dick - Di che si tratta?

Clara - Sei convinto che alla tua et ora di fidanzarsi, fidanzarsi seriamente?

Dick - Tutt'altro. Ho soltanto trentadue anni.

Clara - Vuoi forse aspettare l'et che rovina la reputazione d'un uomo, subito dopo la prima notte di matrimonio?

Dick - No. Questo no. Aspetto... Non so nemmeno io quello che aspetto.

Clara - Scusami. Per te che significa essere primi cugini?

Dick - Nel nostro caso, figli di due fratelli. Nulla di meno, nulla di pi.

Clara - (risentita) Parliamoci un po' chiaro. questa, secondo te, una ragione sufficiente per rimandare una spiegazione necessaria, mentre l'uomo si permette delle continue distrazioni? Carezze, abbracci, toccatine e diciamo pure la parola: palpeggiamenti. il nostro caso, caro mio.

Dick - Clara, ti prego! Non rimproverarmi delle innocenti espansioni dovute al mio grande affetto per te.

Clara - Tre mesi fa volevo fidanzarmi con Murphy. Fosti tu a sconsigliarmi il passo... E con molto calore.

Dick - Sai bene che Murphy un idiota. Una di quelle idiozie piene, decise, convincenti.

Clara - Dimentichi che ho ventisette anni. E che idiota o no, Murphy ricco e ha la fortuna d'appartenere alla fauna maschile.

Dick - Ma io ti voglio bene. E desidero per te l'amore, il vero amore.

Clara - Quando un gentiluomo sconsiglia un fidanzamento, e augura l'amore, si crea dei doveri. Specialmente se un gentiluomo giovane.

Dick - (gentile) Tutt'al pi potr continuare ad augurare, finch ve ne sar bisogno.

Clara - Maud Kenning! Ecco la ragione. Ne sento la presenza in ogni tua parola, ogni tuo gesto. Altro che amicizia, amicizia motoristica.

Dick - Maud Kenning non c'entra... Vedi Clara... Io ho per te molta stima, molto affetto, ma non ti amo. Sono certo che non ti amer mai.

Clara - Sei crudele.

Dick - Tutta la buona chirurgia crudelt. (Affettuoso) Quando avrai trovato l'uomo che ti auguro io, che ti riveler l'amore, ricorderai con piacere questa giornata. Su, non fare quel viso... Preparami un buon cocktail.

(Clara per nascondere le lagrime al cugino china la testa ed esegue. Dick accende la sua ennesima sigaretta. Entra da sinistra in fondo Riccardo Norton, giovane amico di Dick).

Norton - Buongiorno. Buongiorno, Kent. (Avvicinandosi a Clara e stringendole la mano) Ben tornata. (Fissandola) Cosa c'? Vi vedo turbata. (A Dick) Scommetto che avete parlato di Maud Kenning.

Clara - (riprendendosi) Precisamente. Diteglielo voi, Norton, che sta esagerando. Sentili certo pi il suo migliore amico che sua cugina.

Norton - (versandosi del liquore e sorseggiando) Francamente io trovo che esagerano gli altri a parlarne tanto. Che c' di strano che Dick, collezionista di motori, abbia una spiccata simpatia per la donna pi veloce d'America?

Dick - Hai visto? Mi d ragione anche lui, che a causa dell'amicizia sempre il mio critico pi feroce.

Clara - (a Norton sorridendo) Fate venire il sospetto che la spiccata simpatia la sentiate anche voi.

Norton - L'insinuazione fuori posto. notorio che a me piace di pi Annie Holt.

Clara - Chi Annie Holt?

Dick - L'amica di Maud. Avevo dimenticato di dirtelo.

Norton - Venne qui il giorno seguente al rimorchio. Voi eravate gi partita.

Clara - Bravi! Vi siete divisi il campo... Stesso genere di Maud Kenning?

Norton - Molta somiglianza spirituale. Minore intelligenza, ma proprio quello che ci vuole per me.

Clara - Anch'essa motorista di classe?

Norton - La sua competenza si arresta all'automobile a pedali che aveva da bambina.

Clara - Allora con quale specialit vi ha conquistato?

Norton - Chi pu dire con quale specialit una donna conquista un uomo? Ve la trovate dentro senza accorgervene.

Clara - Troppo poco.

Norton - Sar forse il suo modo d'essere cos diversa dalle donne che ho finora conosciute.

Clara - Cio?

Norton - Che volete che vi dica? Freschezza, determinazione, assenza completa di convenzioni usuali.

Dick - (distrattamente) Un corpo meraviglioso...

Clara - Non vi siete mai domandato cosa fanno a New York queste due ragazze?

Dick - Visitano la citt.

Clara - Cos a lungo? New York offre poco. Non Roma, Parigi.

Norton - Non dite cos Clara... Pensate al tempo che ci vuole solo per salire in cima ai principali grattacieli.

Clara - E la signorina Holt non vi ha mai detto da dove vengono?

Norton - Da Boston. Citt puritana. Provenienza garantita. (Pausa) Lo feci notare anche a Dick.

Clara - (a Dick) Perch me lo avevi nascosto?

Dick - (senza dare importanza) Non ricordavo. Quando me lo disse non ci feci caso. (Si sente una macchina all'esterno, nel giardino. Alzandosi) Sono loro. Vanno all'autorimessa.

Clara - Giacch siete in buona compagnia posso lasciarvi.

Dick - (con tono di bonario rimprovero) Clara, ti prego di restare.

Clara - (compunta) Sono gi in ritardo. Arrivederci. (Esce a destra in seconda).

Norton - (avviandosi con Dick verso lentrata di sinistra) proprio indignata. Che le hai detto?

Dick - Nulla di speciale. Ho sistemato definitivamente i nostri rapporti di parentela.

(Mentre i due sono a met scena, entrano a sinistra in seconda, Maud e Annie, entrambe in elegantissimo costume sportivo).

Maud - (togliendosi la berretta) Buongiorno, Dick. Buongiorno, Norton.

Dick - Ebbene?

Maud - Centosettanta sul chilometro lanciato. Regolarmente registrato.

Dick - Per una vettura da gran turismo gi molto. Mi dispiace che i miei impegni non mi abbiano permesso di accompagnarvi.

Annie - (o Dick) Che spavento! Io non andr pi a provare le vostre macchine con Maud.

Dick - (a Maud) Bevete qualcosa?

Maud - No, grazie.

Dick - E voi Annie?

Annie - Non disturbatevi. Mi servo da me. (Esegue).

Dick - (a Maud) Che impressione vi fa la macchina?

Maud - Ottima. Io poi ho le mie preferenze Il ritorno ai quattro cilindri mi piace.

Norton - (ad Annie) E a voi?

Annie - (semplice) Mi piacciono molto i fari.

Norton - I fari? Ma se giorno pieno.

Annie - Facemmo anche ieri sera una passeggiata. Anche Maud entusiasta di quella luce. Come dicesti? (Pensando) Aspetta.

Maud - (bonaria) Non annoiare, Annie.

Annie - Ne vale la pena. (Dopo aver pensato) Ah... ecco. Automobile di notte, figurazione tipica dell'affanno umano. Corsa perenne dietro la propria luce, come nell'uomo inseguimento perenne delle chimere da lui stesse generate, e proiettate davanti al suo cammino.

Dick - Ha ragione Annie. Andava detta.

Maud - Non fateci caso. Chi la sente crede che sia per farmi della reclame.

Annie - Norton, facciamo una cosa simpatica. Io vado a fare delle commissioni e voi mi accompagnate. Staremo meglio noi e loro.

Maud - (a Dick) Aggiunge anche noi per non sembrare egoista.

Norton - (ad Annie) La vostra idea previene un mio desiderio inespresso.

Annie - (a Maud) E stasera?

Dick - Fate le commissioni e telefonateci. Nel frattempo decideremo noi dove passare la serata. State allegri. Sorpresa in vista.

Norton - (avviandosi) Speriamo bene. (A Dick) Abbi piet di noi. Non proporci di andare a cena all'esposizione automobilistica!

Dick - Non temere.

(Annie e Norton escono in seconda a sinistra).

Dick - Non vi sembra che la vostra amica cerchi sempre di lasciarci soli?

Maud - (spontanea) Annie si preoccupa di restare sola con Norton.

Dick - Non parlo d'adesso. L'altro ieri, quando ci siamo fermati quell'ora in campagna, sparita e si rivista alla partenza. Norton non c'era.

Maud - Annie si trova a disagio nella nostra conversazione. Per non obbligarci a parlare di altro, preferisce allontanarsi.

Dick - un rilievo che feci pure i primi giorni, quando Annie non poteva ancora conoscere lo stile della nostra conversazione.

Maud - (sorridendo) Che terribile osservatore!

Dick - una mia disgrazia. (Per cambiare) Quanto tempo resterete ancora a New York?

Maud - Credo parecchi giorni.

Dick - Vi rimane ancora molto da vedere?

Maud - Quasi tutto il Nord Manhattan e i dintorni.

Dick - Sapete che siete la pi accanita e minuziosa visitatrice di New York? Vi siete gi fermata per venticinque giorni.

Maud - un mese. Arrivai cinque giorni prima che ci conoscessimo.

Dick - Gli altri si fermano appena sei o sette giorni. Che trovate di interessante in una citt cos monotona?

Maud - Amo le impressioni complete. Considerate che ho perduto una diecina di giorni solo alla biblioteca.

Dick - A che fare? In mezz'ora si gira tutta.

Maud - Ho consultato i pi preziosi volumi per averne un'idea. Che gusto c' a guardare i libri allineati? Se non si legge, fa l'effetto di un cimitero.

Dick - Avete ragione.

Maud - Mi piace prolungare la mia permanenza. Il pensiero di tutte queste masse enormi di popolazione che si spostano continuamente, la sensazione di tutto questo moto, mi danno un'ebbrezza strana.

Dick - In voi parla l'effetto della novit.

Maud - Amante della velocit, non posso non amare la citt delle grandi distanze. Spesso chiudo gli occhi e cerco di immaginarmi la continuit di queste lunghe strade abitale. (Esegue) Chilometri e chilometri di case, vita che segue e precede vita. (Apre gli occhi) Dick vi avete mai pensato?

Dick - Eh s. Vi pensiamo tutti. un bel disturbo per noi uomini di affari.

Maud - (dispiaciuta) Perch mi avete risposto cos?

Dick - Scusatemi. Mi son fatto vincere dal mio cattivo gusto.

Maud - Avete voluto prendermi in giro? Non mentite?

Dick - E perch dovrei mentirvi?

Maud - Temevo d'avervi data l'impressione di posare. Con voi mi capita spesso. Prima mi lascio trasportare dal desiderio di parteciparvi tutte le mie sensazioni, poi me ne pento. Per quanto con la coscienza tranquilla, una donna ha sempre paura di essere mal compresa da un uomo ricco come voi.

Dick - (amaro) Gi, la barriera dei dollari. Uno dei pochi inconvenienti della ricchezza. (Pausa) Ma voi che non avete mai fatto caso ai miei milioni dovete continuare a comportarvi come finora. Avete mai pensato di stabilirvi a New York?

Maud - Qualche tempo fa era la mia aspirazione.

Dick - Perch qualche tempo fa? Avete cambiato opinione? Appena adesso ne parlavate con entusiasmo.

Maud - Anche ora vorrei... Ma ho deciso di fare dei viaggi. Passer lungo tempo prima che ritorni in America.

Dick - E dove volete andare?

Maud - Voglio vedere un po' di mondo. Ho pensato di proporre ad una casa automobilistica un giro di reclame in Europa. Se andr bene, faranno certamente anche l'Asia e l'America del Sud. Vi pare una buona idea?

Dick - Ottima. Viaggerete guadagnando invece di spendere.

Maud - Perci mi son fatta raccomandare da voi alla Motor Company.

Dick - Ma prima non ritornate a casa? Io avrei piacere di venirvi a trovare, di conoscere i vostri.

Maud - (pronta) Proprio oggi mi hanno scritto che partono. Hanno degli importanti affari. Staranno lungamente assenti. mia intenzione imbarcarmi direttamente qui.

Dick - Mi dispiacer perdere per tanto tempo un'amica come voi... A proposito di amici. (Prende un giornale su un tavolino, lo sfoglia per cercare una notizia e lo porge piegato a Maud) Volevo farvi leggere il caso che capitato a George Fisher.

Maud - (guardando Dick col giornale in mano) Chi George Fisher?

Dick - Per essere preciso, pi mio conoscente che amico. un petroliere. Anche lui ha continue noie a causa dei suoi milioni. (Fissando Maud) L'hanno condannato a pagare ottantamila dollari per guasti ad una ragazza di diciannove anni. cretina la dizione della sentenza: guasti irreparabili. (Puntando il dito sul giornale).

Maud - (dopo aver letto rapidamente. Calma) Non c' nulla di strano. Se colpevole giusto che paghi.

Dick - Dite cos perch non conoscete l'imputato. Ha pi di sessantanni. Ed conciato molto male. Nessuno mi leva dalla testa che Fisher ha pagato per un altro. Certo che la colpa principale di queste leggi. Non le giudicate eccessive?

Maud - Una difesa della donna necessaria.

Dick - Ad una certa et la donna deve difendersi da s. Nessuno le proibisce di chiamare aiuto quando vuole. Ecco, io difenderei le minori dei sedici anni e le sordomute.

Maud - Credo che le vostre idee non troveranno terreno fertile.

Dick - Purtroppo. Poi non trovo giusto che noi ricchi, in casi simili, dobbiamo pagare di pi...

Maud - Giustizia distributiva!

Dick - un errore. In fondo in fondo quelle leggi offendono invece di difendere. Se fossi donna non tollererei che certi miei beni valessero in proporzione del patrimonio dell'usufruttuario. Avete mai fatta questa considerazione?

Maud - No. E ho sempre pensato che le leggi potrebbero restare lettera morta... Basterebbe che gli uomini agissero diversamente, e imparassero a valutare bene le loro conoscenze femminili.

Dick - (dopo averla guardata, a voce alta convinto) Siete semplicemente ammirevole!

Maud - (fredda) Perch questa esclamazione?

Dick - Certe volte, quando parlate, sembrate la saggezza ringiovanita.

Maud - Nei vostri giudizi siete molto generoso.

Dick - (prendendo le mani di Maud) Sentite Maud. Tutte le volte che siamo stati insieme abbiamo parlato delle cose pi disparate. Vi dispiace se parliamo un po' di noi due?

Maud - Io non amo molto parlare di me... Ma se vi fa piacere...

Dick - (sedendo sul divano) Ditemi un po'. Mai nessun uomo nella vostra vita?

Maud - (con un soffio) Mai.

Dick - (puntando un dito sul cuore di Maud) Intendevo dire: cuore.

Maud - (sorridendo) Avevo capito.

Dick - Verginit di corpo e di cuore. Due boccioli in uno. In voi, cos indipendente e spregiudicata, molto bello.

Maud - Come fate ad essere certo? Io posso essere stata di qualcuno senza amarlo.

Dick - Non possibile. Voi non sapreste donare senza ragione. Eppoi una donna completa mancherebbe di certe freschezze.

Maud - Volete palesarmi la vostra forza di intenditore?

Dick - (prendendole la mimo) No. Cerco di comunicarvi le mie certezze. (Pausa) E di me non mi domandate nulla? (Pi animato abbandonando le mani di Maud) A proposito. Io ho sempre dimenticato di dirvi un particolare che mi riguarda. Io passo per un uomo molto stupido.

Maud - (pronta) Lo sapevo.

Dick - E come?

Maud - (riprendendosi) L'ho sentito dire, non ricordo da chi.

Dick - Vi abbandono il peccatore... Passo per un uomo molto stupido, perch mantengo delle fabbriche che da anni non mi rendono nulla. stata una speculazione sbagliata. L'anno scorso perdetti. Quest'anno perdo il doppio. Voi che fareste se si trattasse del pane di migliaia di persone?

Maud - (riprendendosi) Vi imiterei. Ogni sera mi ripeterei con convinzione di aver spesa bene la mia giornata.

Dick - Meno male, siete stupida anche voi! Poi ho sempre intorno degli scrocconi che mi beccano continuamente -dei dollari. Mosche attorno allo zucchero. Voi che fareste se sapeste che tutta gente in miseria?

Maud - Manterrei il becchime.

Dick - Son contento che mi approviate. Sento che siete sincera. Ora permettetemi una domanda. Quale tipo d'uomo avete sognato per voi? A quale uomo sapreste donare tutto senza richiedere nulla?

Maud - Se non foste cos ricco ve lo direi.

Dick - Dimenticatelo per un poco.

Maud - Non ho mai sognato un tipo d'uomo. Sono realistica. Mi aspettavo di trovarlo bell' fatto... prima che incontrassi voi.

Dick - Per contraccambiarmi avreste dovuto domandarmi qual' la donna che pi mi piace.

Maud - Non oso.

Dick - Maud voi potreste anche farmi felice, se... ( interrotto dal cameriere che entra da sinistra in seconda).

Cameriere - Lo zio della signorina. (Si ritira. Appare subito dopo da sinistra Mark Stane. Dick e Maud si alzano visibilmente seccati).

Stane - (avanzandosi col suo fare untuoso) Buongiorno Maud. Caro signor Kent. Come state?

Dick - Bene, bene. E voi? Non vi siete fatto pi vedere.

Stane - Gli affari, gli affari signor Kent. Ho dovuto assentarmi.

Dick - (a Maud) Che strana combinazione! Nella vostra famiglia viaggiano tutti per affari.

Stane - Gli spostamenti sono l'inevitabile tortura dei commercianti.

Dick - In che commerciate voi?

Stane - Pietre preziose.

Dick - Commercio ricco! Come va che Maud non porta gioielli? Vi consiglio di utilizzare vostra nipote per farvi della reclame.

Stane - Grazie. un'ottima idea. La metter in pratica...

Dick - Quanto starete con noi?

Stane - Sono di passaggio. Appena il tempo di salutare mia nipote. A Park Avenue non l'ho trovata. Ho immaginato che fosse qui. (A Maud) Hai cambiato alloggio cara?

Maud - S.

Dick - Forse avrete parecchie cose da dirvi. Io vorrei approfittare per leggere un po' di corrispondenza. Maud fatemi avvertire nel mio studio quando vostro zio vi avr lasciata. (A Stane) Arrivederci signor Kenning. (Esce a sinistra in prima).

Maud - (dopo aver fatto segno a Stane di tacere a bassa voce) Uscite. Vi seguo. Parleremo fuori.

Stane - Dobbiamo parlare per forza qui. C' Tom Bollon al cancello. un miracolo se son riuscito a farlo aspettare in istrada.

Maud - Andiamo nel giardino.

Stane - Vedendoci l avrebbero dei sospetti. Vi sono pure i cani. (Maud si reca ad ispezionare le porte).

Maud - Cercate di non gridare.

Stane - Gi supponete che dovr arrabbiarmi?

Maud - Dove siete stato finora? Il primo giorno, uscito di qua, spariste. Da allora vi cerco inutilmente. Avr telefonato a Boston almeno quaranta volte.

Stane - Altri affari fuori... Perch avete lasciato l'appartamento di Park Avenue?

Maud - Non mi ci trovavo bene.

Stane - A quanto vedo siete ancora al punto di partenza... Vero?

Maud - Perch siete venuto qui? E perch ci veniste la prima volta? Chi vi ha dato il diritto di qualificarvi mio zio?

Stane - Fu Tom Bollon a volere un sopraluogo quando fosse rimorchiata. Io non lo contraddico mai... Ve l'ho gi detto. un violento. Del resto, ai fini del nostro affare, che io sia o non sia vostro zio non ha importanza.

Maud - E adesso, cosa volete?

Stane - Cosa voglio? Intanto dite anche cosa vuole Tom Bollon. Oggi scaduto il fitto dell'appartamento... Mille dollari buttati. furibondo. Vi confesso che mi fa paura... e non ha torto. Tutti gli altri affari andati male. Non ha pi un soldo. Voi rappresentate la sua unica carta. Sar capace di qualunque cosa se non arra gli utili. Vuole gli utili...

Maud - Meno male! Credevo che pretendeste dell'altro. (Decisa) Andiamo da lui.

Stane - Vi ripeto che vuole gli utili. In questi venticinque giorni ha letto tutte le cronache giudiziarie di New York. Cercava la vostra citazione a Dick Kent, con un'impazienza mai vista. Dubita che vogliate (indica a sinistra) ricettarlo per vostro conto.

Maud - Imbecille.

Stane - fatto cos. E non pensate di calmarlo con un bel sorriso. Non crede alle donne. Crede solo al denaro.

Maud - Siete persuaso che rester soddisfatto se avr gli utili pattuiti?

Stane - Lo trasformerete in una tortorella. E farete un gran favore pure a me. Sono gi cinquemila cinquecento!

Maud - State tranquillo. Li avrete certamente. E molto prima che non crediate.

Stane - (indicando di sopra) Sta abboccando all'amo?

Maud - Vi dir fuori, a tutti e due insieme. Adesso datemi un po' di carta e una matita.

Stane - (porgendo un notes a Maud) Ecco qua.

Maud - (scrive poche parole, piega il foglietto in due e suona per il cameriere che appare dal fondo a sinistra). Devo uscire. Consegnate questo biglietto al signor Kent. (Si avvia al fondo a sinistra).

Cameriere - Subito signorina.

Stane - (avviandosi) Ho l'impressione che quei cani debbano mordere... Mi sbaglio?

Cameriere - Non si sbaglia. L'accompagno al cancello. (Maud, Stane e il cameriere escono in seconda a sinistra. Dopo poco da destra, entra in iscena Clara Kent che si avvia al tavolinetto per accendere una sigaretta. Rientra da sinistra in seconda il cameriere).

Clara - Dove andate?

Cameriere - A portare questo biglietto al signor Dick.

Clara - Date a me. Dite a mio cugino che vorrei vederlo subito.

Cameriere - (dando il biglietto) Bene signorina. (Fa un inchino ed esce a sinistra in prima. Clara rimasta sola d uno sguardo al biglietto, lo stringe nervosamente nella mano sinistra, e passeggia concitatamente per la sala. Appare da sinistra, in prima, Dick Kent).

Dick - Che c'?

Clara - (porgendogli il biglietto, appallottolato) C' qui un biglietto della signorina Kenning. Ti avverte che ritorner fra poco.

Dick - (aprendo il biglietto) Non sei stata molto delicata a leggerlo. E perch lo hai sgualcito in questo modo?

Clara - Maud Kenning, la tua prediletta Maud, remissaria di una banda di ricattatori, E il suo caro zio il capo banda.

Dick - (calmo) Chi ti ha informata?

Clara - Il caso. Ho fatto ci che una Kent non avrebbe mai dovuto fare.

Dick - Ho capito. Ti sei fermata (indicando verso destra) ad ascoltare.

Clara - E turni credi capace di una simile bassezza? Mi sono invece limitata a parlare con un signore che cercava di te.

Dick - Chi ?

Clara - Un certo avvocato Trod. In tale che parla spesso latino.

Dick - E perch Jack non me l'ha annunciato?

Clara - Gli ho detto io di non disturbarti. Mentre uscivo mi son fermata nel salotto a prendere della musica. entrato Jack con quel signore. Per curiosit ho domandato chi era e da dove veniva.

Dick - Curiosit un po' esagerata.

Clara - Appena ho sentito che veniva da Boston ho intuito che doveva sapere qualcosa della signorina Kenning.

Dick - (canzonatorio) Non c' che dire. Hai delle spiccate qualit poliziesche.

Clara - Puoi dirlo con ragione. Quell'uomo aveva il fare molto misterioso. Insisteva per vedere te. Era reticente. Mi ha fatto comprendere che per parlare voleva tremila dollari.

Dick - E tu glieli hai dati?

Clara - S.

Dick - Brava! Potevi impiegarli meglio.

Clara - Mi ha detto che li avrebbe richiesti pure a te, per informarti. Ne valeva la pena.

Dick - Che hai saputo da questo avvocato Trod?

Clara - Quello che tu non avresti mai immaginato. Maud Kenning una donna volgare e interessata. Ti gira intorno per ricattarti con la legge di seduzione. Per farsi pagare la sua verginit a peso d'oro.

Dick - (placido) Ci non prova ch' interessata. La verginit di una donna ha un peso inconsistente.

Clara - Tu hai il coraggio di rispondermi in questo modo? Sai che dubito delle tue facolt mentali?

Dick - Mi dispiace troncare all'inizio la tua carriera poliziesca.

Clara - Vorresti dire che ti ho riferito il falso?

Dick - Nessuno meglio di me sa che hai riportato il vero. Tu hai perduto del tempo... Io sapevo gi tutto.

Clara - Eh?

Dick - (calmo) Tutto, dall'a alla zeta. Il finto zio Mark Stane e l'altro socio Tom Bollon. Entrambi di Boston. Tom Bollon poco fa stava al cancello del giardino. cos?

Clara - E tu, un Kent, conoscendo con chi hai da fare, accogli una simile ragazza in casa?

Dick - un soggetto interessante. C' del romanzo. Non poteva essere trascurata da un collezionista che si rispetti.

Clara - Ti sta dando di volta il cervello. Credo che pap dovr iniziare le pratiche per farti mettere sotto tutela.

Dick - Se continui cos, costringi un Kent a commettere qualche azione poco simpatica verso la sua prima cugina.

Clara - (contrita) Scusami... Ammetterai almeno che non posso non essere preoccupata per te.

Dick - Questo linguaggio che mi piace. Rivela un certo disinteresse. E ti rassicuro subito. Non corro nessun rischio. Quegli uomini, dato il loro genere d'affari, non possono essere pericolosi.

Clara - Ma la ragazza? Sei finalmente convinto che un poco di buono?

Dick - (misurato) Non ho nessuna certezza. una continua altalena. Mi attrae con tutto il suo essere e mi respinge colle brutture che so in lei. La sento schietta in tutti i suoi atteggiamenti e so che qui per la menzogna. Ne soffro.

Clara - (dopo aver lungamente fissato Dick, falsamente affettuosa) Ne sei innamorato?

Dick - (misurato) Diagnosi molto difficile... Sotto le brutture vedo delle gemme. Nulla di pi bello che riportarle alla luce e riconoscerle autentiche. Poco fa stava rivelandosi. L'ho quasi sentita purificata. L'arrivo di quell'uomo mi ha ridata la mia incertezza.

Clara - Ti sbagli. Ti ha data la sicurezza che non avevi.

Dick - Spiegati.

Clara - Quando ha saputo che Tom Bollon era adirato ha assicurato a Stane che gli utili erano molto prossimi.

Dick - (colpito. Con voce che rivela il suo dolore contenuto. Sempre misurato) Guardami bene. Non menti?

Clara - (decisa) A che scopo sarebbe uscita se non per tranquillizzare i suoi soci? Ha preso per oro colato quanto le hai detto e ti crede giunto al punto di cottura. Ormai sai come devi comportarti... La devi far scacciare dal cameriere... Deve essere lui a dirle di non accostarsi pi nemmeno ai cancelli.

Dick - Ti sarei grato se mi lasciassi solo. Anche per te tardi.

Clara - Fa come vuoi. Io ho compiuto il mio dovere. Arrivederci. (Esce a sinistra. Dick rimasto solo guarda di nuovo il biglietto di Maud. Siede pensoso, strappando lentamente il biglietto in minutissimi pezzi. Entra Maud da sinistra nello stesso costume di prima e col cappotto. Dick mette affrettatamente i pezzettini di carta in tasca).

Maud - (andando di corsa verso di lui) Oh Dick. (Guardandolo) Cos'avete? Siete turbato?

Dick - Maud, devo parlarvi.

Maud - (con fretta) Adesso non ho tempo. Devo uscire immediatamente. Son venuta solo per avvertirvi che domattina parto.

Dick - (sorpreso) Cos... all'improvviso?

Maud - S. A casa c' molto bisogno di me.

Dick - Siete qui per congedarvi?

Maud - Per preannunciarvi il congedo.

Dick - Non comprendo.

Maud - (timidamente) Questa l'ultima sera che sto a New York. (Con maggiore timidezza) Mi darete una grande felicit se la passate in mia compagnia.

Dick - (dopo una lunga pausa) Dove?

Maud - Scegliete voi. Ovunque purch non ci siate mai andato con qualche altra. (Guardandolo) Cosa c'? Non vorrete farmi credere che siete imbarazzato nella scelta... Io so che conoscete bene i posti pi adatti agli innamorati...

Dick - Ascoltate Maud...

Maud - (mettendogli una mano sulla bocca, animata) Non sento ragioni. Vi ritengo impegnato. Passerete a prendermi tra due ore a casa. Adesso scusatemi se vi lascio. Devo sbrigare una faccenda che mi sta molto a cuore. Mi raccomando. Alle nove precise a casa mia. (Si avvia verso l'uscita a sinistra. Dick resta imbambolato a guardarla. Sulla soglia Maud ritorna improvvisamente indietro) Avevo dimenticato che quell'importuno di mio zio ci aveva interrotti. (Getta le braccia al collo di Dick e lo bacia lungamente sulla bocca. Dopo correndo verso V uscita) Alle nove Dick. Non tardate. (Dick resta inebetito a guardarla).

Fine del primo atto

ATTO TERZO

PRIMO QUADRO

La stessa sera. Sala in un piccolo albergo sulla riva dell'Hudson. Arredamento molto semplice. A sinistra in fondo, finestra su una balconata. Comune in fondo al lato destro. chiusa. A sinistra porta di comunicazione con altra camera. A destra grammofono. Al centro piccola tavola apparecchiata. Secchio con sciampagna. Maud e Dick sono seduti a tavola, dirimpetto. Stanno sorbendo il caff. Sono giovanilmente allegri. Bench l'allegria di Maud sia pi spontanea, si capisce che essa lievemente alterata per lo sciampagna bevuto.

Dick - (accendendo una sigaretta) Finalmente! Questa cena rischiava di non finire pi.

Maud - Perch tanta fretta?

Dick - Cos... Forse per poter conversare pi liberamente.

Maud - Si direbbe che avete da dirmi qualcosa molto importante.

Dick - Pu essere importante o una sciocchezza. Dipende dai punti di vista.

Maud - Come siete ammusonito! Pi che ad un convegno d'amore, sembrate partecipare a una cerimonia di penitenza... Su... Un po' di coraggio... Raccontatemi una storiella. Allegra per... E non sugli ebrei...

Dick - Non il mio forte. Non ho memoria.

Maud - Allora, di che parliamo?

Dick - Vi sono tanti argomenti.

Maud - Per esempio?

Dick - Voi e me.

Maud - Credete ancora necessarie delle parole?

Dick - Dio mio... Anche qui questione di punti di vista.

Maud - meglio tacere. Venite. Un po' di aria ci far bene. (Va sul terrazzino, seguita da Dick).

Dick - Mentre cenavamo, ho fatta una quantit di supposizioni sul vostro conto.

Maud - Brutte o belle?

Dick - Le une e le altre

Maud - Ditemi quelle brutte.

Dick - Vi confesso la pi brutta... Strano... Ho pensato che voi potreste essere anche qui per attirarmi in un tranello, per farmi un volgare ricatto.

Maud - Come siete diffidente. Dick - - Non colpa mia. Sono le circostanze. Le mie ricchezze, il modo con cui vi ho conosciuta, la velocit con cui vi ho conquistata. Dopo appena venticinque giorni! Mi avete detto voi stessa che... sono il primo.

Maud - Le vostre ricchezze sono fuori causa. E in quanto al resto, il problema molto semplice: sono una povera ragazza innamorata di voi.

Dick - Credete?

Maud - Non credo. cos.

Dick - Una donna innamorata orgogliosa. Poco fa vi ho offesa. La mia supposizione degradante. In voi non un cenno di risentimento, di ribellione.

Maud - Sono in perfettissimo stato di grazia.

Dick - Gi... Ogni ipotesi ha la sua giustificazione. Che brutto destino quello di noi ricchi! Mai tranquilli, mai sicuri. Abbiamo tutto e non possiamo ricevere nulla. Ci hanno privati di uno dei migliori sentimenti umani: la gratitudine.

Maud - Se volete, avete il riparo: donate tutto il vostro patrimonio.

Dick - In fondo, in fondo, per tante ragioni, non sarebbe una mossa sbagliata. Ma ad averne coraggio

Maud - Non prendete sul serio le mie parole. Scherzavo!

Dick - In ogni scherzo pu esservi una grande verit. Certo che se io stasera fossi uno qualunque, un povero impiegato, uno studentucolo, un pittore da soffitta, potrei dire d'aver toccato il mio settimo cielo.

Maud - Voi credete ancora al settimo cielo?

Dick - Tutti ci crediamo, e tutti lo cerchiamo. Pochi abbiamo il coraggio di confessarlo. Ormai di moda qualificare debolezza il sentimento.

Maud - Se vi abbandonaste un po' al vostro istinto, e un po' meno al vostro pensiero, ai vostri ragionamenti, trovereste quello che cercate, Com' vero che in voi uomini, nelle questioni d'amore, l'intuizione che fa difetto! (Si ode bussare alla comune).

Dick - Avanti. (Appare il cameriere. Ha in mano una bottiglia di cognac).

Cameriere - Perdoni signore. Ne valeva la pena. marca esaurita.

Dick - Son dieci anni che mi sento offrire l'ultima bottiglia di marca esaurita.

Cameriere - rimasto soddisfatto della cena?

Dick - Non ho ancora chiesto il conto.

Cameriere - Non per questo, signore. Io sono obbligato per contratto a rivolgere la domanda agli avventori. Ho sempre paura di dimenticarmene .

Dick - Sono soddisfatto. Potete ritenere esaurito il vostro compito.

Cameriere - Grazie, signore... grazie. E... buon proseguimento. (Esce).

Maud - Datemi un po' di cognac. (Dick esegue) Bevete anche voi. Fatevi dare dall'alcool il calore che vi manca. (Dick esegue).

Dick - Non di calore che ho bisogno. Ma di certezza. Voi sola potreste darmela.

Maud - Io non potrei darvi che parole. Null'altro che parole. Siete voi che dovete dare la certezza a voi stesso. Non vi bastano la mia disinvoltura, il mio sguardo, la mia voce, la mia stessa semplicit?

Dick - Gi, ma se voi siete qui per simulare, esperta come dovreste essere, non potreste avere che quello sguardo, quella voce, quella semplicit. Tutto il vostro atteggiamento, dal primo giorno a questo minuto vero se schietto, vero se falso.

Maud - (nervosa) Se siete cos poco sicuro, cosi indeciso, non vi resta che andarvene.

Dick - Potreste anche sapere che invitarmi ad andarmene, significa invogliarmi a restare. La cacciatrice, fiuta benissimo fino a che punto la preda presa, e sente che se l'uomo tentenna, il maschio accoglie volentieri l'invito.

Maud - Dite un po' Dick... Forse vi hanno riferito qualcosa, qualche particolare di me? Fate male a tacere... Possono essere pure e semplici malignit.

Dick - No. Nessuno mi ha riferito nulla.

Maud - Allora non fantasticate pi.

Dick - E voi, voi non avete proprio nulla da dirmi?

Maud - Nulla che gi non sappiate... Piuttosto d parlare tanto, fatemi ballare un po'... Voi ballate cos bene!

Dick - Ma s... Inutile affaticarsi a profumare i fiori artificiali. (Avviandosi al grammofono) Rumba?

Maud - Troppo selvaggia.

Dick - (scegliendo tra i dischi) Fox-trott?

Maud - Voglio musica romantica.

Dick - C' un tango. (Aziona il grammofono. Balia con Maud un paio di giri e la bacia). Luci. Fine del primo quadro.

SECONDO QUADRO

Stessa scena, al mattino. Luce piena. Sole dalla finestra di fondo. La tavola libera. Dick al telefono.

Dick - (telefonando) Visconsin 6432... Pronto Jack... S sono io... Ha chiesto nessuno di me? No? Sta bene. (Aggancia il ricevitore e si reca a guardare a sinistra. Ritorna al centro della scena e siede al tavolo. Cava in fretta dalla tasca il suo libretto di chques e la stilografica. Dopo si alza e va a sinistra. Chiama sulla soglia della porta) Maud, tardi.

Maud - (dall'altra camera) Eccomi Dick... Ho finito. (Appare poco dopo a sinistra. Ha il viso sorridente).

Dick - (va verso il tavolo) Siedi. Abbiamo poco tempo. Anch'io ho da fare.

Maud - (sedendo e guardandolo) Cos'hai Dick? Sei impallidito.

Dick - Nulla. Mi avr fatto male lo sciampagna... Forse l'ultima volta che ci parleremo. Ascoltami un po'.

Maud - (per nascondere il suo stato d'animo) Testamento?

Dick - (calmo) Per essere pi propri, donazione.

Maud - (smarrita) Non comprendo.

Dick - Scusami se trovi l'uomo d'affari. la mia mentalit mattutina. Non riesco mai a reprimerla.

Maud - (smarrita) Stamane avresti dovuto

Dick - Meno che mai... Mi piace regolare tutto a tempo debito, con calma. effetto del mio sistema nervoso. L'agiatezza continuata me lo ha reso terribilmente soffice...

Maud - (smarrita) Spiegati.

Dick - Ieri sera ero sicuro che tu mi avevi invitato per ricattarmi. (Maud rimane pietrificata) Pagare destino degli uomini ricchi. Pagare, anche l'ossigeno. Sono venuto ugualmente. Ti desideravo... Ormai mi eri entrata nel sangue. Dovevo liberarmi. E non mi stato difficile farmi l'animo adatto. Ho avute altre amanti meno giovani, meno interessanti di te, che mi son costate molto di pi.

Maud - (come svegliandosi, gridando, accorata) Come ti possibile parlarmi cos?

Dick - Maud, ora di smettere la recitazione. Capisco che ci provi gusto. Sei tanto brava. Anche stanotte hai recitato benissimo. (Maud non risponde) Ero sicuro. E non da ieri sera. da tempo che so tutto. Anche il nome dei tuoi complici. A pochi giorni dal tuo arrivo feci assumere informazioni. Fu quando la tua amica si lasci sfuggire che eravate di Boston.

Maud - (dopo una lunghissima pausa, vinta) Avevi sospettato?

Dick - (seccato) Il motivo non ti riguarda pi... (Lievemente rammaricato) Del resto puoi supporre facilmente. Fu curiosit. Mi piacevi molto. Volevo sapere bene chi eri.

Maud - (tra il deciso e il dispiaciuto) Non sei stato leale. Dovevi dirmi tutto.

Dick - Ho sempre aspettata la tua confessione. L'ho provocata in tutti i modi. L'ho attesa fino all'ultimo. Oltre ogni limite. Speravo che tu stessa finissi col rifugiarti completamente in me.

Maud - (con rammarico, quasi sbiadita) Confessarti... Per perdere di colpo tutto ci che avevo conquistato nel tuo animo...

Dick - (sdegnato, quasi sprezzante) la risposta logica... a fatto compiuto... Illuso e stupido!... A credere perfino che ti facessi troppo male a rivelarti!... Non hanno tutti i torti a definirmi stupido... Sai che ho pensato ieri sera mentre ballavamo? Che in fin dei conti avevo pi convenienza a non dirti nulla. Capivo che un po' ti piacevo: sapendomi in buona fede, avresti potuto dimenticare il tuo scopo e darti con pi slancio.

Maud - Sei cinico.

Dick - Meno di te. Adesso inutile farmi la citazione. (Estraendo il libretto di chques e staccando lo chque riempito) Qui c' molto di pi di quanto ti darebbero i giudici. (Depone lo chque sulla tavola e si alza) Addio Maud e buona fortuna. (Si avvia verso la porta di fondo per uscire).

Maud - (gridando) Dick... Dick... (Correndo e mettendosi avanti alla porta quasi implorando) Tu non puoi andar via in questo modo... Non pu essere questo il tuo saluto. Ascoltami... (Supplichevole) vero che mi ascolti? Ieri sera ero limpida. Con te lo sono sempre stata; ieri sera e dal primo momento. E interamente dimentica di me stessa, incapace perfino di disprezzarmi. Che mi restava se non offrirti quello che potevo, soccombere a questa mia legge e fuggirti, prima che tu sapessi?... Che mi restava Dick? (Si sente bussare alla comune. Maud si allontana).

Dick - Avanti! (Entra il cameriere della sera precedente).

Cameriere - C' un signore che desidera vederla con urgenza. Ha insistito perch avvertissi subito.

Dick - Va' di l. (Maud esce a sinistra) Chi ?

Cameriere - Mi ha incaricato di annunciarlo come il signor Kenning.

Dick - (irato) Il signor Kenning? Avete detto il signor Kenning?! Siete ben sicuro? Non siete ubriaco?

Cameriere - (sorpreso e rispettoso) Mi permetto di far osservare al signore che anch'io ho l'abitudine di svegliarmi col cervello depurato.

Dick - (pensa a lungo) Fatelo entrare. (// cameriere fa un inchino ed esce dalla comune. Dick chiude col catenaccetto la porta dalla quale uscita Maud e ritira lo chque dalla tavola. Entra poco dopo dalla comune Mark Stane col soprabito e il cappello in mano).

Stane - (cerimonioso) Buon giorno signor Kent.

Dick - (irato e canzonatorio) Favorite, favorite! Gioielliere dei miei stivali!

Stane - (capisce che Dick sa ma non sorpreso) Non avete un bel modo di rispondere ai saluti... Siete sicuro che io non ho mai commerciato in gioielli?

Dick - Non lo escludo. Se ne rubano tanti ogni giorno!

Stane - (arrabbiato) Vi prego di moderare le vostre espressioni, signor Kent!... Del resto anche se di provenienza furtiva, non cessano d'essere gioielli.

Dick - Cosa desiderate? ... Incominciate col dirmi come avete saputo ch'ero qui.

Stane - (prendendo una sedia) Se permettete... (Siede) Soffro un po' di dolori alle ginocchia... Mi stato facilissimo.

Dick - Credo bene. Sar bastato un biglie! tino di... vostra nipote.

Stane - Vi sbagliate signor Kent... Intani poich... avete capito, meglio parlarci in mini pi chiari. Aboliamo i gradi di parentela fittizi... vero che sapete?

Dick - (ironico) Mi siete noto. A incominciare dalle vostre avventure funerarie.

Stane - Lasciamo stare i morti... Occupiamoci dei vivi... Dunque dicevo. Mi stato facili sapere ch'eravate qui.

Dick - Come?

Stane - Conosco il mio mestiere. Basta dite che v'ho scovato.

Dick - Non potevate aspettarmi a casa?

Stane - Sono appena quattro fermate di metropolitana. Ho fretta... Devo partire. (Girando lo sguardo) Mi fa piacere notare che da giovane avevo i vostri gusti... Anch'io apprezzavo molti la poesia delle rive dell'Hudson.

Dick - (irato) Sentite Stane. La mia pazienza sta per esaurirsi. Ditemi cosa volete prima di costringermi a mettervi alla porta.

Stane - Non prendetevi tanto disturbo, Quando avr finito me ne andr da me... Io sono qui per un caso, diciamo cos, di coscienza,

Dick - (ironico) Vi preme forse esigere direttamente la vostra percentuale?

Stane - Oh no! Io sono stato gi soddisfatto... Pi del necessario. E appunto per questo sono da voi.

Dick - (sorpreso) Soddisfatto? Cio pagato? (Stane fa un segno affermativo) Comprendo, Non poteva essere che lei a fare il gesto.

Stane - Lei chi?

Dick - Mia cugina. (Irato) Poteva fare al meno di seminare ancora dollari per liberarmi da una banda di cartapesta! Dovevano bastare quelli gi buttati via col vostro degno compare?

Stane - (sorpreso) Quale compare?

Dick - L'avvocato Trod. (Minaccioso a Stane) Se ieri veniva da me prendeva dei calci, Non tremila dollari per dire cose che gi sapevo da un pezzo.

Stane - Trod? Tremila dollari?!... (Scandendo) Mascalzone!!

Dick - (ironico) un vostro degno amico,!

Stane - (insorgendo) No! Questo no! Tengo! molto alla differenza tra me e lui. Sappiate che ieri stesso aveva presi (puntandosi un dito sul petto) da me , in casa vostra, duemila dollari per tacere. (Scandendo) Mascalzone.

Dick - (sorpreso e ironico) Chi questo benefattore sconosciuto che paga a vantaggio di un milionario? Chi quest'animo sublime che per la prima volta nella vita, mi d spettacolo di disinteresse?

Stane - Io sono stato soddisfatto da... mia nipote, pardon, dalla signorina Kenning.

Dick, - (scettico) Stane, che altro trucco state preparando?

Stane - Nessun trucco signor Kent... Ieri sera, usciti da casa vostra, la signorina Kenning ci accompagn alla banca che fa servizio notturno. Fece trasferire, in parti uguali, a me e al mio socio, tutti i suoi risparmi, a condizione che, diciamo cos, la liberassimo dagli impegni. Fummo felici di aderire. Come si dice? Meglio l'uovo oggi... D'altronde era gi gallina. Parecchio pi del previsto. (Porgendo una carta a Dick) Guardate.

Dick - (leggendo) Undicimila dollari, dal conto Kenning al conto Stane.

Stane - Gi...

Dick - E in che consisterebbe il vostro... caso di coscienza?

Stane - Ecco. Alla banca credetti che la signorina Kenning volesse, diciamo cos, assumere tutta l'impresa per suo conto... Mi recai all'albergo di Trod, mascalzone! ! ! per un nuovo affare. Trod mi espresse la convinzione che la signorina fosse, diciamo, innamorata di voi.

Dick - L'aveva sognato?

Stane - filibustiere ma un uomo di grande esperienza. Parlava con convinzione. E poteva parlare... Ormai aveva spremuto il limone da tutte le parti. Gli fu facile persuadermi. C'era l'abbandono dell'appartamentino di Park Ave-nue, l'insolito ritardo nell'affare, il pagamento fattoci alla banca, quasi con gioia. Tutti particolari che, dopo le parole di Trod, mi si presentarono sotto altra luce.

Dick - possibile...

Stane - Povera figliola! Ha voluto comprare il nostro silenzio. E per essere certa ha dato tutto. Deve proprio aver perduta la testa per mollare tutti i suoi denari con tanta facilit.

Dick - Dite un po' Stane. La signorina Kenning ha parenti a Boston? Parenti veri?

Stane - sola... Cio, ha una bambina.

Dick - (sorpreso) Una bambina?

Stane - Di sua sorella. Morta di parto circa tre anni fa. La signorina Kenning aveva appena finito le scuole. Erano orfane di un proprietario d'un piccolo garage. Il fidanzato della sorella non solo aveva consumati i loro risparmi ma se l'era squagliata. Fu a quell'epoca che la signorina fece il primo processo. Contro Folp del l'agenzia di collocamento. S'era recata a cercar lavoro e trov un vecchio vizioso. Capita spesso. Gli diede un bel ceffone in presenza dei suoi impiegati. L'avvocato Semyour la consigli. Due mila dollari d'indennizzo. Ci prese gusto. D'altra parte il denaro era la tranquillit per se e per la piccina.

Dick - Dov' la bambina?

Stane - Vicino Boston. Dalla balia, ormai asciutta. (Pausa. Dick imbarazzato) Credetemi. Lavorava con convinzione. E si spiega. La sorella morta che lei aveva appena diciassette anni. Un uomo che pianta una bambina appena nata... Si fa presto ad acquistare l'insensibilit necessaria e a sentire una certa repulsione per il nostro sesso. Non vi pare?

Dick - (serio) Avete perfettamente ragione, Stane. Vi ringrazio. Apprezzo assai il vostro gesto.

Stane - Non crediate che io mi faccia commuovere tanto facilmente... Ma dopo che quel farabutto di Trod mi ha raccontato questo, il caso mi sembrava poco comune. Vorrei anzi un favore da voi.

Dick - Dite.

Stane - Dovreste darmi uno chque di cinquemilacinquecento dollari.

Dick - Per il caso di caso di coscienza?

Stane - (sorridendo) No. Vi lascio gli undicimila della signorina. Mi basta rimborsarmi delle spese effettive. Non voglio questi utili. Finch si trattava di pigliarli a un uomo ricco come voi...

Dick - Grazie per la preferenza.

Stane - la verit. O finch questione di aumentare il numero dei morti senza ammazzare nessuno... Ma qui c' di mezzo un'orfanella.

Dick - (rallegrato) Vi confesso che non vi avrei mai creduto capace di queste sfumature.

Stane - Non avete torto. Mi capita molto raramente. Dovete per riconoscere che esiste una certa gradazione di... diciamo cos, affaristi. Ognuno ha i suoi - (mettendosi una mano sul petto) limiti interni.

Dick - Ci che dite non diminuisce i vostri meriti.

Stane - Meriti. Fino a un certo punto! In fondo in fondo questo affare mi ha gi dato il suo guadagno. Mi sono finalmente liberato del mio socio. Mi mangiava parecchio.

Dick - (sorridendo) Tom Bollon? E perch?

Stane - Ieri, a casa vostra, mi convinsi che ero il solo ad aver paura di lui. Mi son fatto coraggio e gli ho mostrato i denti. Datemi lo chque signor Kent. (Gli porge la carta della banca).

Dick - (bonario) Teneteli, Stane. Penser io... Da me potete prenderli..

Stane - Da voi s. Non avr rimorsi. (Intascando la carta) Non vi nascondo che prevedevo questo gesto. Il mio era uno stato d'animo un po' complesso.

Dick - Bravo! Dal momento che siete in vena di verit voglio contraccambiarvi. Quando mi avete offerta la carta della banca ho capito perfettamente la... vostra previsione.

Stane - La verit che riguarda me non cambia le verit che vi ho detto sulla signorina Kenning. (Serio) Posso per assicurarvi che sarei rimasto ugualmente soddisfatto se, diciamo cos, vi foste dimenticato dell'offerta.

Dick - Vi credo. E ve lo provo con una stretta di mano.

Stane - Arrivederci, signor Kent.

Dick - Addio, Stane.

Stane - Vi ringrazio. Vi assicuro che mi ricorder spesso di voi.

Dick - (scherzoso, allargando le braccia) Non per i vostri affari, Stane! (Stane esce dalla comune. Dick va ad aprire la porta a sinistra. Dalla comune Annie entra con una valigetta in mano).

Annie - ( sorpresa di trovarlo) Buongiorno Dick... Scusatemi... Maud mi aveva assicurato che a quest'ora l'avrei trovata sola. Dov'? Le valigie sono gi sulle retine.

Dick - E Norton?

Annie - alla stazione. L'ho lasciato poco fa. Ieri sera vi telefonammo continuamente. Quando passammo da casa e trovai il biglietto di Maud con l'ordine di partenza, lo pregai di tenermi compagnia tutta la notte.

Dick - (sorpreso) Anche voi?

Annie - Che male c'era? Abbiamo girato tutto Harlem e ballato continuamente. Norton stato molto gentile. All'alba venuto con me a fare le valigie.

Dick - Dove sono i biglietti?

Annie - Li ho tutti e due io.

Dick - Dovete farmi un gran favore. Rimandare a casa le valigie di Maud e dire a Norton di accompagnarvi a Boston. Ne avr piacere. Dovete recarvi a prendere la nipotina di Maud.

Annie - Dick, l'avete compresa?

Dick - Come vedete...

Annie - New York per sempre?

Dick - Per sempre, con me... Vi sembra un premio esagerato? Vedete Annie: io sono dell'opinione che certi gesti, in determinate condizioni, bastino per dare l'esatta visione di tutto un avvenire.

Annie - Date una gran gioia anche a me... Maud ha proprio l'occhio clinico.

Dick - In che cosa?

Annie - Appena vi conobbe, cap che la vostra celebre stupidit tutta gentilezza d'animo.

Dick - Sbrigatevi. ora del treno. E tornate presto.

Annie - Domani saremo a New York. Arrivederci. (Esce).

Dick - Maud! Maud! (Appare Maud. Dick la guarda con cipiglio duro) E stato qui Mark Stane! (Cambiando tono) Che farabutto per bene! (La bacia lungamente).

FINE

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