Le fragole di Lulù

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

Le fragole di Lulù

Commedia in due atti

di

Santo Capizzi

Santo Capizzi

mob. 347 80 60 577

santocapizzi1@alice.it

1                                                  www.santocapizzi.it


Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

A te Pupo mio,

che illumini i miei giorni,

dai senso ai miei passi,

che ci sarai per sempre,

comunque,

a prescindere.

s.c.

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

Questa storia è semplice frutto della fantasia, pertanto ogni riferimento a persone, fatti e luoghi è del tutto casuale.

Sinossi

Marito docente colto e facoltoso; moglie fervente religiosa e filantropa; figlia ragazza a modo e dal radioso futuro. Una famiglia perbene che sembra perfetta. O almeno tutti lo credono, fino a quando la tela degli inganni e delle menzogne s’impiglia in se stessa strozzandosi ed allora, attraverso una serie esilarante di equivoci e di rocambolesche vicissitudini, si scopre una madre che ha una relazione con un toy boy, una figlia che ha una visione “allegra” dei rapporti con i ragazzi ed un padre drag queen, il tutto condito da sordidi tentativi di accaparrarsi denaro, proprietà e libertà coniugale.

Nota dell’autore

Se quella che ho scritto fosse un’opera seria, per presentarne i contenuti non letterari, cioè quelli che vanno oltre le parole appoggiate sul foglio, quelli non scritti, per mezzo dei quali voglio accompagnare lo spettatore ad esperire realtà tanto tangibili, quanto repulse, che tutti noi ambiamo a mantenere lungi dalla nostra comoda vita, parlerei di società relativista, dove nulla è un punto fermo, tutto si muove fluido, niente è riferimento se non per i pochissimi istanti che servono a farci volgere lo sguardo altrove. I valori della famiglia, degli affetti in generale, si sono degradati, forse irrimediabilmente.

Sembra non esistere quasi più quel “collante social e” che ci faceva sentire protetti, sembra che i freni inibitori abbiano ceduto da un bel pezzo, rimasti apparentemente imbrigliati in quelli che sono in realtà labili legacci, impastati in una poltiglia di falsa morale e ipocrisia.

La morale è diventata una bella parola che riempie le bocche, ma viene confinata alla teoria filosofica più che alla pratica di vita.

Si conducono, non di rado, vite parallele, fisiche e materiali o solamente interiori, dove alla “maschera del perbene“, grottescamente fa eco un ip ogeo lercio. E allora questi valori vanno alla deriva, disancorati dalla società del “tanto c he mi frega”, e in questo loro derivare distruggono, lacerano, fanno male e intanto viaggiano, cambiando rotta ad ogni nuovo soffio di vento che spinge più forte. Ma il viaggio senza meta, per quanto avvincente possa apparire inizialmente, tramuta l’essere umano in biascicante essenza che, ovunque approdi, si sarà ormai persa per sempre.

Ma in fin dei conti, questa è una commedia brillante e vuole solo fare ridere. O forse no!

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

Scena unica

Personaggi


Aurelio Cortona

Linda

Carola

Alfonzo Sgroppillo

Clotilde

Guendalina

Federico


Marito

Moglie di Aurelio

Figlia di Aurelio

Amico di famiglia

Moglie di Alfonzo

Domestica

Fidanzato Carola e amante di Linda


Nota:

Guendalina è argentina, dunque parlerà in maniera t ipica.

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

ATTO PRIMO

Salotto di una famiglia di ceto sociale alto.

Scena I

(Guendalina, Aurelio)

All’apertura del sipario Guendalina entra in scena con una scopa in mano. Recita una pantomima, come se la scopa fosse un uomo che la corteggia; lei inizialmente resiste ma alla fine cederà, allora comincerà a ballare un tango molto Caliente la cui musica produrrà con la bocca (meglio se può partire una musica di sottofondo).

GUENDALINA: (con trasporto.)no Miguel. Te digo de no. Tu me usi, me trati male, te ricordi demi, solo quando no hai altre muchacias da cortegiare. No, questa vuelta non cederò . E’ inutile che mi guardi con quegli ochi d e cerbiato, non m’incanti sai! (Come se ci fosse qualcuno che la tocca) Oh Miguel, che fas? Tieni quelle mani alposto; donde vannos! No. Ti ho detto che il tango con ti nu lo balo. Intenditos? oh Miguel, Miguel (comincia a ballare come rapita da Miguel). (Dopo qualche passo di tango vede una parrucca nera sul tavolo e la toglie) e questa, cosa estas?Una parruca nera. Deve essere di Carola.

Quando i suoi genitori non ci sono, quella ragazza organizza di tuto in questa casa. Deve averla dimenticata ieri sera…ah quanto e stas bella e focosa la gioventù!

Da fuori si sente Aurelio.

AURELIO:             Guendalina. Guendaliiiiinaaaa!

GUENDALINA: oh, por tudos le tangherigni della savana africana, il professore me cerca. Se vedela parruca povera Carolita, le fa un caziatones che non finisce più. Ma dove la metto la parrucca adesso? Dove la metto? (Si guarda un poco intorno, poi vede l’urna cineraria dentro la quale sono contenute le ceneri della mamma del professore e senza pensarci la mette là dentro). Ecco qua, qui di certo non lacercherà mai nessuno.

AURELIO: oh Guendalina, eccoti finalmente.(Guarda l’urna, si avvicina e comincia a parlarglicon affetto e rispetto). Ciao mammina cara, come stai oggi? Scusami sai, in questigiorni non abbiamo potuto parlare molto, non ti ho nemmeno potuta portare a fare la passeggiatina domenicale. Ma ti assicuro che presto faremo una bella chiacchierata e che domenica ti porto prima al ristorante, dopo al mare e se resta tempo anche ad un concerto.

GUENDALINA: professore Cortona, me cercava per caso?

AURELIO:  a  sì  sì.  (All’urna)  a  dopo  adorata  mammina  cara.  Senti  Guendalina,  (vago  eimbarazzato) non è che per caso…mentre mettevi in ordine…hai tro    vato…

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GUENDALINA: ho trovato?

AURELIO: (imbarazzato)sì insomma…

GUENDALINA: insoma de che!

AURELIO: no dico…non è che hai trovato mentre rassettavi, qu  alcosa di…strano!

GUENDALINA: de strano? Tipo cosa! Un topo? Una nevicella spaziale? Una tuta da palombaro?Un aumento de stipendio? A no, quello non è strano, è impossibile! Cosa professore, cosa!

AURELIO: e cosa…qualcosa che ti è sembrata fuori luogo.

GUENDALINA: professore me dica, questo per caso è uno de quei giochi che fa ai suoi studenti del’università?

AURELIO: (come dissimulando con un sorriso nervoso)ah, sì certo. Lo hai capito brava, brava.

Aurelio comincia a guardarsi intorno.

GUENDALINA: in questa casa sono tutti mati, todos loco. Se continuo a frequentarli, mi sa che merinminchilisco pure mi. Andiamo Miguel e tieni a posto le manos. Intendito? Magari non le tenere troppo a postito.

Comincia a ballare il tango mentre esce.

Scena II

(Aurelio, Linda, Guendalina)

AURELIO: questa è proprio fuori di testa.(Va all'urna e con fare ridicolo)mammina, mamminacara ma l’hai vista quella? (Come infastidito) oh per favore mammina, adesso non cominciare con le tue solite ramanzine, ne abbiamo già parlat o. Basta, è inutile continuare, non ti ascolto. Bla bla bla…aahhhhh. Non ti ascolto.

Aurelio comincia a rovistare freneticamente nei cassetti, come a cercare qualcosa di estremamente importante. Ad un certo punto annusa l'aria e comincia a grattarsi.

AURELIO: ma dove è andata a finire? Eppure ero assolutamente certo fosse qui(continua acercare senza tregua). Ricapitoliamo: ieri sera, mia moglie era a fare il rosario con leamiche del club della “ coroncina scalza”; mia figlia ha dormito fuori; la domestica non

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c’era. C’eravamo: io, pucci pucci e la parrucca. Pu cci pucci a un certo punto mi ha lasciato con la parrucca, che era qua. Era! Ma dov’è andata a finire? Un attimo, calma. Aurelio, fai un respiro profondo (fa il respiro) come ti hanno insegnato a yoga. Perfetto, ricongiungiti con il tuo mantra; ecco bravo, rilassati, non farti prendere dal panico. (Dopo un istante che sembra di calma, ricomincia più frenetico di prima) ma quale rilassamento, yoga e mantra, se non trovo quella dannata parrucca...sono rovinato!

Squilla il cellulare di Aurelio.

AURELIO: si pronto? Oh amore mio, pucci pucci, sei tu! No, non l’ho ancora trovata. E sì, certodeve essere qui, e dove altrimenti! Sarà caduta ier i sera mentre noi eravamo avvinghiati sul divano. Sì, sì, ovvio. Certo, se non la trovo sono rovinato. È la parrucca che mi hai regalato tu, nella parte interna ci sono scritti i nostri nomi per esteso e la data in cui ci siamo messi insieme, e tutto racchiuso da un cuore! (Sorrisino) ah che serata ieri, amore mio, che serata. Ma certo che ti amo…sì solo te e nessun altro! (Come a fare delle moine) Pucci pucci…cipi cipi, cipi cipi. Dai non mi fare parlare, che la mamma mi guarda, lo sai che poi mi imbarazzo. (Sorride malizioso come se gli avessero detto una cosa piccante). Oh, birbante!

LINDA: (da fuori campo)Guendalina, portami una spremuta.

AURELIO: oh amore mio, presto fammi chiudere, è arrivata mia moglie. Ti amo, pushi paschiposchi. Ciao, ciao.

LINDA: (entra quasi trascinandosi per la stanchezza e cantilenando una novena di santi e concamminata da processione). Santo Eucalipto della liquirizia…

AURELIO: Prega per noiiiii.

LINDA: Santo Daniele del prosciutto crudo…

AURELIO: Praga per noiiiii.

LINDA: Ah non ce la faccio più. Sono stremata.

Aurelio inizialmente continua la sua ricerca con ansia crescente fermandosi solo per rispondere alla litania. Linda, dopo essersi seduta sul divano, si rivolge al marito con un tono di voce sostenuto e atteggiamento marziale.

LINDA: A-u-re-li-o,

Aurelio, irrigidendosi di colpo, batte la testa contro un cassetto.

LINDA: che cosa stai cercando? Sembri un forsennato!

AURELIO: ahi ahi. Mi sono rotto la capa. Mannaggia a te mannaggia!

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LINDA: cos'hai? Cosa cerchi?

AURELIO: (dissimulando imbarazzato)chi?

LINDA: tu, e chi allora? Vedi qualche altra anima in questa stanza?

AURELIO: la mammina, c’è l’anima della mia mammina.

LINDA: ma che c’entra la mamma!

AURELIO: quelle, le anime, sono leggere e libere...un momento ci sono quello successivocambiano stanza, poi escono e vanno a fare due passi, insomma è risaputo, le anime in quanto precedentemente esseri mortali ora liberi dai terreni vincoli, esasperano il primordiale istinto al viaggio insito atavicamente in noi, esseri finiti che all'infinito per mezzo del viaggio tendono.

GUENDALINA: (entrando fa un forte pennacchio che poi dissimula)prrrrrrrrrrrrrrr…olè!

LINDA: oh, che fai?

GUENDALINA: el naso, me sofiavo el naso. Prego seniorita, qui c’è la spremuta che mi ha chiesto.

(Si avvicina a Linda a passo di tango gli consegna la bibita ed esce).

LINDA: A-u-re-lio, ti ho chiesto cosa stai cercando!

AURELIO: (sudando freddo e in difficoltà).  Io...io, io stavo...

LINDA: (gelida)A-u-re-li-o, le hai prese oggi le medicine che ti ha prescritto lo psicanalista per ituoi attacchi d'ansia?

AURELIO: si in doppia razione: tre pillole di trictinina, quattro di sofotelina, dodici gocce dibenzobuclonina, e ancora il collirio per il glaucoma, la pomata per la dermatite ascorbica, lo spray per l'asma e l'aerosol per la sinusite. Mapiuttosto, cos'è questa puzza tremenda?

LINDA: è il nuovo deodorante alla fragola per l'ambiente che ha comprato la sguattera.

AURELIO: e proprio alla fragola doveva prenderlo? Non lo sa che sono allergico!

LINDA: glielo farò cambiare. Ma tu, nonostante tutti quei medicinali, ancora in questo stato tipresenti?

AURELIO: e che ti devo dire, sarà lo stress...il lavoro, il libro di poesie che devo terminare presto.

L’editore mi sta perseguitando.

LINDA: (ridendo e con ironia)ah, dico ahahah, e ancora ah ahah! Stressato tu? Vieni qua a sedertie stai a sentire cosa significa davvero essere allo stremo delle forze.

AURELIO: da chi da te?

LINDA: che fai, deridi mio caro Lulù?

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AURELIO: dai, ti ho detto mille volte di chiamarmi così solo in intimità.

LINDA:vedi mio caro maritino, visto che tu ti dai tanto da fare per guadagnare ci vorrà pure qualcuno che questi soldi li spende! O no?

AURELIO: e certo, il ragionamento non fa una grinza.

LINDA: io ovviamente non li spendo mica tutti  per me. Oh no. Sai benissimo che sono una

filantropa...

AURELIO: e certo. A tempo pieno e senza metterci un solo soldo di tasca tua.

LINDA: ad esempio ieri dopo essere andata ad ascoltare messa, dopo essermi confessata dei mieipochi, quasi nulli, innocenti peccatucci, dopo avere partecipato allo scoronamento del rosario, insieme alle mie consorelle del gruppo di preghiera della “comunità delle mogli dei mariti facoltosi”, siamo andati distribuire il cibo ai poveri...

AURELIO: brava! Hai cucinato con le tue mani e poi lo hai distribuito ai senzatetto!

LINDA: ehm si più o meno.

AURELIO: cosa intendi?

LINDA: il cibo, l’ho ordinato ad un catering...

AURELIO: e le tue care amiche, timorate di Dio, lo sanno?

LINDA: ma che sei matto? Apparire; l'importante non è quelo che facciamo realmente, ma quelloche la gente creda che noi facciamo. Ricordatelo mio caro maritino. Non è importante che io materialmente mi affatichi a cucinare per ore ed ore, quello che conta è che loro credano che sia stata io a farlo. Apparire mio caro, cioè che conta nella nostra società è apparire, auto-promuoversi.

AURELIO: e se si viene a sapere in giro?

LINDA: ma che! E poi lo fanno tutte: Marta fa cucinare la colf e dice di avere preparato lei, Vilmacommissiona i dolci e poi si sfaccia per una che passa ore tra vaniglia e fornelli.

AURELIO: almeno delle povere persone hanno avuto un pasto.

LINDA: più o meno.

AURELIO: cosa intendi?

LINDA: i pasti erano destinati a quei poveri disgraziati del circolo del golf. Il personale delristorante ha deciso, così di punto in bianco, di scioperare. Tu lo sai cosa vuol dire dopo una partita di ventidue buche, arrivare al ristorante e non trovare nulla da mangiare?

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AURELIO: e allora ai poveri senzatetto cosa avete portato?

LINDA: gli avanzi...il giorno dopo. Secondo te avrei ordinato aragoste e spaghetti ai ricci di mareper dei pezzenti. E poi così ho preso due piccioni con un…riccio: sono passata in testa per nomination come presidentessa del club “mogli circo lo del golf” e ho ottenuto un bonus di otto peccati dal parroco.

AURELIO: che spirito altruistico. Ma almeno glieli hai portati personalmente questi avanzi!

LINDA: (parte con slancio di enfasi che scema all'interno della frase)certo che...no! Ma dico seifuori come un balcone! Ho mandato la nostra sguattera.

AURELIO: Guendalina?

LINDA: e già.

AURELIO: Filantropa, sei una grandissima, immensa filantropa.

LINDA: (prende il cellulare per farsi fare una foto)Lulù, vieni qua fammi una cortesia, fammi unafoto mentre prego, che poi la posto su facebook e vediamo quanti like mi mettono.

AURELIO: pure la foto.

LINDA: e certo questa si chiama fede 2.0.

AURELIO: fammi capire meglio.

LINDA: ah, ma certo che sei proprio vecchio mentalmente. Una volta esistevano le indulgenze. Piùgrande era l’offerta, più eri perdonato, meno stavi in purgatorio. Al giorno d’oggi ci sono i like su facebook. Più like hai, più velocemente sei perdonato per i tuoi peccati.

AURELIO: e la chiesa che ci guadagna?

LINDA: in pubblicità caro mio. Più like ha la pagina, più la pubblicità gli viene pagata.

AURELIO: a certo che è una fede profonda.

LINDA: scatta, scatta.

Scena III

(Aurelio, Linda, Guendalina, Carola)

Guendalina e Carola entrano ballando insieme un tango. Dopo qualche passo, Carola lascia Guendalina e parla con i genitori. Carola è contenta.

CAROLA: oh, Guendalina, sono sicura che la stravincerai la gara di tango della prossima settimanaSei un portento.

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GUENDALINA: grazie Carola, credi davvero?

CAROLA: ma certo.

GUENDALINA: speriamo

Ma devo ancora lavorare su Miguel. Quelo là ha il s angue mui caliente, pasionale. Ogni sera dovremmo provare due ore, ma…ma non riusciamo a bal lare per più di dieci minuti…capiscimi: Bolle, quell’uomo bolle. (Esce).

LINDA: ehi sguattera, ma che capisce e capisce? Non mi “sc rupuliare” la bambina, sai!

CAROLA: un bacione alla mia mammina...

LINDA: ciao tesoro di mamma.  Non l’ascoltare, quella è una donna in perdenza.

CAROLA: e uno al mio papone preferito.

AURELIO: come...preferito!(Alla moglie)scusami Linda, c'è qualcosa di nuovo che dovrei sapere,no perché già mi è salita la pressione e mi è venuta l'ansia.

CAROLA: ma dai papy, stavo scherzando! Sei sempre così serio tu.

AURELIO: serietà! Nella vita ci vuole serietà e disciplina,Carola. Senza queste, il mondo andrebbe a rotoli.

CAROLA: ma dai papy!

AURELIO: la nonna. Saluta la nonna, non essere maleducata.

CAROLA: Ciao nonnina.

LINDA: Carola, non farci caso. Lo sai che tuo padre, l'integerrimo uomo tutto di un pezzo, non ridemai, non scherza mai; solo sermoni riesce a fare. Ma dimmi tesoro, oggi ti vedo particolarmente raggiante, cosa ti è successo di così bello?

CAROLA: mi sono successe due cose meravigliose e ve le voglio dire.

LINDA: dimmi amore, sono tutta un fremito.

AURELIO: (con tesa impazienza)e parla figlia, parla. Non tenermi sulle spine, non lo vedi che micresce lo stato ansiogeno?

CAROLA: la prima notizia è che mi sono fidanzata.

AURELIO: con Carlo lo sappiamo.

CAROLA: ehm...no quello era, sei mesi fa.

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LINDA: lascialo stare, tuo padre è tutto libri e filosofia, vive in un mondo suo, parallelo alla realtà.

Il fidanzato di tua figlia si chiama Alfredo.

CAROLA: mamma quello era...cinque mesi fa.

AURELIO: senti, tagliamo la testa al toro. Facciamo come con l'estratto conto bancario, dimmi gliultimi dieci movimenti che facciamo prima.

CAROLA: Luca, Alessio, Flavio, Giorgio, Marco, Amedeo, Fabrizio, Barbara, Matilde...

AURELIO: Barbara?

LINDA: Matilde?

CAROLA: tutta acqua passata sotto i ponti. Adesso c'è solo lui, l'amore della mia vita, il mio

respiro, il mio tesoro...

Aurelio e Linda stanno tesi ad ascoltare sperando di non sentire un nome femminile.

CAROLA: Federi...co!

Aurelio e Linda fanno un sospiro di sollievo.

AURELIO: ma Carola, tutte queste relazioni non ti sembrano eccessive?

CAROLA: papà mi meraviglio di te! Ma che fine hanno fatto t utti quei discorsi sulla libertà delpensiero, del fare, del…cito testualmente: "vivere intensamente ogni istante da esseri liberi, lungi dalle ragnatele che ci incatenano ancorandoci alle rigide infrastrutture del pensiero convenzionale affamando l'animo fino alla lenta ed agonizzante dipartita per astenia"!

AURELIO: ma che c'entra, un conto è dirlo un altro è sentireche tua figlia è una specie di ufficio dicollocamento per fidanzati.

LINDA:   (preoccupata) ma almeno fra un...una...un...insomma fra una storia e l'altra, ti seiconfessata?

CAROLA: (ironica)certo mammina, tutte le volte.

LINDA: (rassicurata)oh, almeno l'anima...e la faccia sono salvi.

AURELIO: io resto senza parole.

CAROLA:   e siccome io e il mio Federico, la prossima settimana festeggeremo i nostri primi due

mesi insieme....

AURELIO: due mesi? Praticamente un record.

CAROLA: abbiamo deciso di fare un viaggio.

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AURELIO: (saltando dal divano)che che che? Ma che siamo usciti fuori di testa? Ma dico, siamomatti? Un viaggio con il primo che capita!

LINDA: e la gente? Cosa penserebbe la gente? E cosa dico a don Giacomo? E al mio gruppo dipreghiera?

AURELIO: di don Giacomo questa si preoccupa, di don Giacomo! La figlia conta più strike di unasquadra di bowling e lei pensa alla gente. Ma ti rendi conto che tua figlia è promiscua?

LINDA: basta, non continuare con questo turpiloquio.

AURELIO: ma quale basta, questa fa...capisci a me, fa...

LINDA: fermo sconsiderato, non dire quella parola, non la dire che fai peccato.

AURELIO: ah, faccio peccato io a dirlo, e allora lei a fare...

LINDA: Carola tuo padre ha ragione. Noi ti abbiamo cresciuta con dei valori saldi, sani, seri, solidi.L'amore per la famiglia, l'onestà, il senso della morale pubblica...dell'opinione pubblica e di quello che dice la gente.

AURELIO: e sì, ha ragione tua madre. Ti abbiamo insegnato il rispetto prima di tutto per te stessaE tu invece con il primo che capita fai...capisci a me.

CAROLA: e basta con questo bigottismo. Sesso, sesso, sesso. Sì, io ho già fatto sesso.

LINDA: (come se un pugnale l'avesse trafitta al cuore)oh, nooo, no, no! Cosa devono udire le mie

sante orecchie. Questo è troppo. Guendalina, sguattera, Guendalina...

GUENDALINA: mi dica signora.

LINDA: presto sguattera, portami la coroncina del rosario e chiama immediatamente don Giacomo,digli che sto andando da lui per una confessione dell'ultima ora.

GUENDALINA: vado signora.

LINDA: (al marito)e tu, tu con la tua tracotanza, hai visto cosa hai combinato?

AURELIO: cosa?

LINDA: cosa? Cosa mi hai fatto sentire, una serie di parolacce degne di una poco di buono e per dipiù le hai fatte dire anche alla piccola Carola che adesso ha impolverato l'amina.

AURELIO: e certo, ovvio. L'anima, come dici tu, l'ha impolverata dicendo le parole, no reiterandoil fatto carnale, vero?

LINDA: basta, ora basta ! Io vado da don Giacomo. Per fortuna domani mattina partirò per il ritirospirituale e lì spurgherò la mia anima (esce).

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CAROLA: e comunque io questo viaggio me lo faccio.

AURELIO: tu con il tuo fidanzato non farai un bel niente.

CAROLA: ormai ho diciannove anni e faccio quello che voglio, quando voglio e...con chi voglio.

AURELIO: ma i soldi nella tua carta di credito li metto io, e la carta la blocco quando voglio ecome voglio.

CAROLA: (quasi in lacrime)sei...sei...sei un barbaro!(Esce).

AURELIO: e ricordati che domani partirò per un convegno di t re giorni; non fare scherzetti. Per mela faccenda è chiusa.

Scena IV

(Aurelio, Linda)

AURELIO: ma guarda un po’ se questa mocciosa...

Rientra Linda.

AURELIO: e tu che ci fai ancora qui?

LINDA: ho dimenticato il velo da mettere in testa(lo prende da un cassetto).

AURELIO: ma dico, l'hai sentita quella scostumata di tua figlia?

LINDA: e già. Io non mi spiego cosa le sia successo. Eppur e l'abbiamo educata e dovere: la manosulla bocca quando si starnutisce, salutare quando si ritorna a casa...

AURELIO: E che dire del nostro esempio genitoriale! Sempre affiatati...

LINDA: uniti, mai un diverbio. Fedeli!

AURELIO: esattamente, fedeli! Sempre insieme, affiatati e fedeli dall'inizio ed insino alla morte.

LINDA: tu mi hai colto nel fiore dei miei anni fanciulleschi fresca ed illibata, come un gelsomino dinotte. Io ho conosciuto solo te nella mia vita amorosa. Unico uomo, unico amore, unico...desiderio.

AURELIO: e io allora? Tu unica donna nei secoli seculorum...

LINDA: amen.

AURELIO: ma dove abbiamo sbagliato?

LINDA:   in nulla ovvio. Le abbiamo fatto fare l'asilo dalle suore bianche, le scuole elementari da quelle rosa, le medie dai preti segreganti, le superiori dai monaci sordi! E la tata, dalla

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

nascita fino ai diciotto anni! E gli amichetti a noleggio per farla giocare! E gli attori che ingaggiavamo per andare al saggio di danza al posto nostro, ne vogliamo parlare!

AURELIO: cos'altro potevamo fare?

Linda e Aurelio escono di scena. Luci soffuse e musica per indicare il trascorrere del tempo, circa due giorni.

Scena V

(Guendalina Alfonzo, Clotilde)

GUENDALINA: prego si accomodi avvocato Sgropillo. Olè.

Alfonzo entra in scena con impermeabile, cappello e occhiali scuri e con fare circospetto.

ALFONZO: Guendalina, ma sei proprio sicura che non ci sia nessuno?

GUENDALINA: glielo detto già al telefono, il professore è fuori per un convegno, la signora perun ritiro spirituale e Carola dormirà a casa di un'amica. Potete stare tranquilli per tutta la serata, la vostra privacy è assicurata.

ALFONZO: bene, bene, meglio così. Tu come da accordi adesso andrai via.

GUENDALINA: come da accordi.

ALFONZO: bene, bene allora arrivederci.

Guendalina allunga la mano per ricevere del denaro, ma Alfonzo non capisce e gliela stringe per salutarla.

ALFONZO: a sì, buona serata e grazie.

GUENDALINA: avvocato non crede di avere dimenticato qualcosa?

ALFONZO: non mi sembra! Lo champagne è in frigo, fragole e panna pure...

GUENDALINA: (ironica)e non mancano nemmeno i bignè con la crema e i cannoli con la ricotta.Avvocato, i soldi!

ALFONZO: a sì vero! Scusa me li ero levati di testa, sai com'è l'eccitazione.(La paga).

GUENDALINA: ah capisco, capisco. Sapesse come mi eccita il mio Miguel. Che poi lui è…

ALFONZO: un’altra volta, me lo racconterai un’altra volta Gu endalina, va bene?

GUENDALINA: ah, sì certo. Buon divertimento(esce).

ALFONZO: bene bene, finalmente soli. Entra panterona mia.

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Clotilde entra portando un piccolo trolley. È vesti ta normalmente, ma indossa un’appariscente parrucca bionda. Entrando fa il verso della pantera. Tutta la scena si svolgerà con una sensualità comica.

CLOTILDE: Crrr, ti mangio porcellino mio.

ALFONZO: sì, sì mordicchiami tutto, panterona feroce.

CLOTILDE: aspetta non avere fretta, non essere impaziente. Tranquillizzati altrimenti ti succedecome la volta scorsa che a causa della grande emozione, spari a salve e fai cilecca.

ALFONZO: ma io non ti resisto. Poi oggi, con questa parruca biondo fine del mondo, mi stai

facendo impazzire. Vieni qui...

CLOTILDE: fermo. Tieni duro! Anche se detto a te potrebbe sembrare uno sfottò. Aspetta divedere che bel costumino la tua amante sexy ha portato per te.

ALFONZO: bene, bene. Allora vai a cambiarti in quella stanza, ma fai in fretta sotto questo grigioimpermeabile si nasconde un vulcano sul punto di esplodere.

CLOTILDE: magari!

ALFONZO: cosa?

CLOTILDE: no niente, niente. Ma tu non ti cambi?

ALFONZO: ho il mio costume sotto. Vedrai come ti sorprenderò  questa volta.

CLOTILDE: io vado a cambiarmi.

ALFONZO: Io nel frattempo vado a prendere champagne e fragole.

CLOTILDE: per favore controlla se c'è un po’ di digestivo, magari del bicarbonato, mi sentoancora l'abbacchio sullo stomaco.

ALFONZO: va bene.

Escono entrambi.

Scena VI

(Linda, Federico)

Entra Linda avvinghiata ad un ventenne con il quale sta scambiando effusioni. Il ventenne è Federico, il fidanzato della figlia, ma Linda non lo sa. Durante la scena il ragazzo non sarà mai chiamato col suo nome. Linda indossa un velo sulla testa.

LINDA: sì, sì baciami. Ah, ooh, uuuuh. Ma sei tutto un fuoco.

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

FEDERICO: signora sei tu ad accendermi. Vieni qua, dove scappi.

LINDA: quando mi chiami signora, non sai quanto mi piace, piccolo toy boy mio.

FEDERICO: togliti questo foulard dalla testa; fatti vedere in tutta la tua bellezza...matura.

LINDA: un attimo. Spegni per un istante quel bolide alimentato a testosterone.

FEDERICO: e come faccio quando ho davanti a me tanta sensualità?

LINDA: almeno mettiti in folle! Dammi il tempo di mettermi comoda, non vedi che sono ancoravestita da ritiro spirituale?

FEDERICO: a proposito, ma come hai fatto a svignartela?

LINDA: eh piccolo vulcano mio, tu sei ancora giovane e non sai quante cose riesce a dire o a fareuna donna quando vuole. In questo caso è bastato simulare un malore seguito da un piccolo mancamento ed il gioco è fatto, don Giacomo in persona mi ha mandata a casa con tanto di benedizione e assoluzione anticipata.

FEDERICO: diavolaccio che non sei altro!

LINDA: no amorino mio, no diavolaccio semplicemente...donna.

FEDERICO: e tuo marito?

LINDA: ah, non preoccuparti del cornuto, quello è fuori per lavoro, immerso in una tre giorni di

Hegel, Nietzsche, Russel...

FEDERICO: chi? Basta nomi che mi sta già fondendo il cervello .

LINDA: ecco bravo appunto, non pensare troppo prima che ti deconcentri. Io ho portato a casa miauna macchina, un bel giocattolino e l'unica cosa che voglio è giocarci fino a quando non mi sarò stufata.

FEDERICO: e allora mi sa proprio che ci giocherai un per un bel po’.

LINDA: sai che per essere poco più di un ventenne sei davvero uno sfrontato? Ed è anche questoche mi piace di te (lo prende sotto braccio e mentre vanno verso la sua stanza continua a parlare) oltre ai bicipiti, ai pettorali agli addominali...

Scena VII

(Alfonzo, Clotilde, Federico)

Entra Alfonzo, tiene in una mano le fragole, sotto un'ascella la panna spray, mentre nell'altra mano tiene due flute e la bottiglia di champagne appiccicata alla lingua.

ALFONZO: (farfugliando)aiuto, aiuto. Clotilde aiutami.

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

Da una stanza esce Clotilde vestita da infermeria sexy indossando sempre la parrucca bionda.

CLOTILDE: eccola qua la tua infermiera personale.

ALFONZO: (nel frattempo si è seduto sul divano sempre con la bottiglia appiccicata alla lingua,la panna sotto l'ascella e le fragole in mano) aiutami, la bottiglia non si stacca.

CLOTILDE: (credendo che stia giocando)oooh che paziente sbadato! Gli si è attaccata la bottigliaalla lingua. Adesso ti curo io.

ALFONZO: non sto giocando, si è appiccicata davvero.

CLOTILDE: piano, non ti agitare, adesso ci pensa la tua infercloty. Adesso ti do un bacio sulla bua(cerca di staccare la bottiglia con le mani ma non ci riesce allora insiste con forza). Oh, ma si èappiccicata sul serio.

ALFONZO: te lo dico da dieci minuti.

CLOTILDE: pensavo facesse parte del gioco.

ALFONZO: no, e mi fa male.

CLOTILDE: e adesso come la spiccichiamo? Un coltello, ci vuole un coltello.

ALFONZO: (saltando dal divano preoccupato)no, no, il coltello no.

CLOTILDE: e come faccio allora? Provo con una fiamma viva?

ALFONZO: ma sei matta?

CLOTILDE: e allora come? Che ne so io, mica sono un'infermeria, io faccio la commercialista!

ALFONZO: panna.

CLOTILDE: Anna, chiamo Anna? E chi è questa?

ALFONZO: ma quale Anna e Paola!

CLOTILDE: devo chiamare pure Paola?

ALFONZO: ma che dici! Paaanna, prova a spruzzarci sopra panna.

CLOTILDE: si giusto, la panna che è più calda e scioglie.

Spruzza la panna in bocca, stacca a bottiglia ma nel frattempo Alfonzo soffoca.

CLOTILDE: ecco fatto.

Alfonzo si alza tossisce un poco, fa un poco di scena e poi si riprende.

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

ALFONZO: (annaspando)aria, aria, fatemi respirare.

CLOTILDE: ma cosa è successo?

ALFONZO: per favore non me ne parlare. Vado in cucina, prendo le fragole, la panna, cerco ilbicarbonato, a proposito non ne hanno. Vado in freezer e prendo la bottiglia; ah un vino pregiato, d'annata e fresco al punto giusto, preso dall'emozione pregustando il seguito, la bacio.

CLOTILDE: e ti sono rimaste incollate le labbra.

ALFONZO: non lo avessi mai fatto.

CLOTILDE: e va bene il peggio è passato. Ma dimmi, cosa c'è ottos questa impermeabile per la tuainfermiera sexy e panterosa?

ALFONZO: chiudi gli occhi.

CLOTILDE: come?

ALFONZO: sì dai chiudi gli occhi, è una sorpresa.

CLOTILDE: e va bene, mi fido.

Alfonzo toglie l'impermeabile e sotto indossa un costume da Batman con tanto di mantellina, dalla tasca prende anche la maschera e la indossa. Poi sale sul divano pronto a lanciarsi con la mantellina chiusa sul davanti. Il costume presenta nella zona della mutanda una protuberanza eccessiva, evidenziata da un bollino rosso.

ALFONZO: adesso puoi aprire.

CLOTILDE: ma è fantastico, questa volta ti sei superato.

ALFONZO: e ancora non hai visto il bello. Tetè(contemporaneamente apre il mantello e mostra laprotuberanza col bollino rosso).

CLOTILDE: (fra stupore e felicità)mamma mia! Per tutte le dichiarazioni dei redditi! Alfonzo, mache cosa hai fatto?

ALFONZO: non t’illudere troppo, non è tutta farina del mio sacco. È la bat-cintura!

CLOTILDE: (delusa)ah, tanta grazia mi sembrava strana!

ALFONZO: (con fervore)aspettami spicco il volo e sono da te. Caricaaa.

Alfonzo si lancia dal divano facendo capitombolo sul pavimento, sbattendo la testa e il coccige.

CLOTILDE: oh, per tutti i revisori dei conti. Cosa ti sei fatto?

ALFONZO: aaaahi, ahiaaaahi. Mi sono fracassato l'osso sacro e spaccato la testa.

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

CLOTILDE: aspetta ti aiuto a sederti.

Clotilde lo aiuta a sedersi.

ALFONZO: ahi che male, che male!  Il bacino...

CLOTILDE: (che ha frainteso)ma dico ti pare il momento?

Gli da un bacio.

ALFONZO: ma che fai tesoro mio!

CLOTILDE: me lo hai chiesto tu il bacino!

ALFONZO: no, dicevo il bacino, l'osso sacro. Me lo sono frantumato di sicuro.

CLOTILDE: ma per tutti gli ispettori del fisco, come ti è passato per la testa di fare quel salto!

ALFONZO: ti volevo...ahi, ahiahi...ti volevo impressionare.

CLOTILDE: e ci sei riuscito. Per tutti i modelli 730, se ci sei riuscito.

ALFONZO: a proposito di testa, cosa ho qui?

CLOTILDE: un bozzolo bello grosso, e continua a crescere a vista d'occhio.

ALFONZO: ci vuole qualcosa di fresco, presto.

CLOTILDE: (si guarda intorno poi...)lo champagne, certo la bottiglia dello champagne.

ALFONZO: (saltando sul posto)ferma no, sei impazzita? Se si appiccica al bernoccolo perstaccarla dobbiamo chiamare i pompieri.

CLOTILDE: ma per tutti gli evasori di tasse, che ci metto?

ALFONZO: la panna, mettici la panna.

CLOTILDE: questa panna è come l’acqua santa!

Clotilde prende la bomboletta con la panna, la scuote e gliela spruzza abbondantemente in testa ad Alfonzo.

ALFONZO: ma, ma, ma che cosa stai combinando?

CLOTILDE: me lo hai detto tu di metterci la panna.

ALFONZO: Clotilde, ma per tutti i commercialisti con un poco di sale in grana! La bomboletta,dovevi appoggiare la bomboletta fresca!

Entra Federico mezzo svestito, ma vedendoli fa un urlo.

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

FEDERICO: o mamma mia!

CLOTILDE: cos'è stato?

ALFONZO: (vedendolo)aaahhh. E tu chi sei?

Federico scappa nella stanza di Linda.

CLOTILDE: per tutti gli scontrini non emessi, chi sarà mai?

ALFONZO: non lo so e credimi non lo voglio sapere. Andiamocene immediatamente! Prestoaiutami ad alzarmi…

Clotilde lo auta ad alzarsi fra lamenti e movimenti ridicoli. Nel trambusto, Alfonzo le toglie la parrucca che cade sul divano.

CLOTILDE: per tutti i sottosegretari all'economia, questa sera facevo meglio ad accettare l'invitoal torneo di burraco.

ALFONZO: ed io ad andare alla partita di calcetto. Che serataccia.

Escono di scena.

Scena VIII

(Linda, Federico)

LINDA: (entra in scena furente portando con sé la borsa che brandisce)disgraziato, vigliacco,fetente, fedifrago. (Non lo vede e si affaccia rapidamente nelle altre stanze). Dove sei, cornificatore di sante mogli! Esci, esci subito, tanto prima o poi ti trovo e ti scanno con le mie manine.

FEDERICO: (che inizialmente era rimasto nascosto)deve essere scappato.

LINDA: (sempre più inviperita)e fa benissimo a scappare perché se lo prendo lo disintegro.

FEDERICO: adesso calmati tesoruccio.

LINDA: ma che calma e calma e poi di cosa t'impicci tu ragazzino! Stai un po’ buono che stannoparlando i grandi. Quel fetente con la scusa del convegno ha aspettato che io, donna santa, casta e pura, andassi a fare il ritiro spirituale, per portare una sgualdrinella qualsiasi qui a casa nostra, sul nostro divano, dove si siedono ogni giorno l'amorevole moglie e l'ingenua figlia.

FEDERICO: che porco!

LINDA: bravo piccolino, hai usato la parola corretta: è un porco, un maiale di prima categoria.

FEDERICO: sarà pure un maiale, ma il vecchietto ci sa proprio fare. Guarda qua champagne...

LINDA: e a me dice da una vita di essere astemio. Falso e bugiardo.

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

FEDERICO: fragole.

LINDA: e la sua allergia che fine ha fatto eh?

FEDERICO: panna spray.

LINDA: ma se ha il diabete. Ah, perché non c'è rimasto secco! Almeno avrei intascato i soldidell'assicurazione. (Vede la parrucca sul divano e la prende) e questa che cos'è? Pure con la parrucca se l'è scelta! E per di più biondissima.Ah, falso e meschino! A me ha sempre detto che il colore dei miei capelli è meraviglioso e che non l'avrebbe cambiato con nulla al mondo.

FEDERICO: (parla sempre con una sorta di ingenuità)  ma cara, il tuo colore è meraviglioso.

LINDA: trovi?

FEDERICO: che scherzi? Certo. Poi la cosa che più adoro sono quei capelli bianchi che partonodalla cute prima di diventare castani.

LINDA: cosa dici scimunito; quella è la ricrescita.(Poi con un pizzico di preoccupazione)perché sivede molto?

FEDERICO: giusto un pochetto.

LINDA: ma io non lo perdono. Tutto poteva farmi, ma non tradirmi con una finta bionda chemagari avrà la metà dei miei anni.

FEDERICO: idiota! Tradire la moglie con una trentatreenne.

LINDA: (quasi in lacrime)ma io non ho sessantasei anni. Lo sapevo, questo botox sulle labbra miinvecchia, gli zigomi sono venuti troppo pronunciati e le protesi alle tette sono troppo flosce. Faccio causa al chirurgo plastico.

FEDERICO: ma perché davvero hai ritoccato labbra, zigomi e hai le tette rifatte. Non si vede.

LINDA: (fa da prima la mimica di chi è mortalmente offesa e sta per bottare, poi un urlo stridulo)basta, ti ho detto di fare silenzio.

FEDERICO: che ho detto?

LINDA: ma questa non gliela faccio passare. Lo so io cosa fare,(Va verso un mobile e comincia arovistare in cassetto dal quale estrarrà dei fogli rilegati) dov'è? Ma dove è andato a finire? Ah,eccolo qua!

FEDERICO: cos'è?

LINDA: piccolo amante mio, questo è il contratto prematrimoniale che abbiamo sottoscritto appenaprima di sposarci, venticinque anni fa.

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

FEDERICO: io avevo…meno quattro anni.

LINDA: con questo lo rovino del tutto. Qui c'è scritto chiaramente che in caso di adulterio, siprocederà al divorzio e tutti, tutti i beni passera nno esclusivamente al cornificato, cioè io.

FEDERICO: corretto, perché invece tu...

LINDA: tu cosa?

FEDERICO: no dico, tu non, non lo stai cornificando, giusto?

LINDA: ma che dici? Che insinui moccioso? Queste sono cose da adulti, quando sarai grande forsecapirai, (lo scruta con lo sguardo) forse. (Guardando la parrucca) devo nascondere questa in un posto sicuro dove nessuno la cercherà mai. Ma dove… dove…ah ecco la metterò dentro l’urna di quella prefica di sua madre (nasconde la parrucca dentro l’urna) . E adesso andiamo.

FEDERICO: dove?

LINDA: tu a giocare con le macchinine, io a far saltare un matrimonio.

FEDERICO: va bene chiamo l'ascensore.

LINDA: ma quale ascensore, si va per le scale.(Uscendo)ah gioventù pigra.

FEDERICO: no, lo dicevo per te. Alla tua età non vorrei che t i stancassi.

LINDA: preoccupati per te! Questa vecchietta se solo vuole, ti omogenizza.

Escono.

Scena IX

(Aurelio, Linda)

AURELIO: (entrando posa a vista un trolley e parla a voce alta)eccomi, sono a casa! C'ènessuno? A già vero, Linda è al ritiro, Carola dorme da un'amica e Guendalina ha il giorno libero. Meglio, vorrà dire mi godrò un poco di silenzio, so lo soletto. (Vede sul tavolino davanti al divano i due flute e la bottiglia) e questa? Che cosa ci fa qui? Basta che mi assenti solo per un paio di giorni,perché quella screanzata di mia figlia organizzi party a volontà.

Entra Linda feroce come una belva famelica.

LINDA: eccoti qua! Proprio te cercavo!

AURELIO: amore mio.

LINDA: non ti sei ancora stancato di recitare, porco!

AURELIO: anche tu mi sei mancata.

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

LINDA: maiale, suiniforme.

AURELIO: Linda, credimi fatico a capire di cosa parli e poi questo tuo atteggiamento cosìaggressivo.

LINDA: (con un tono fintamente dolce e comprensivo)ah, il povero tonto fatica a capire.(Adessourlando) neghi ancora, nonostante le schiaccianti evidenze?

AURELIO: ma spiegami, fammi capire! Di cosa parli?

LINDA: (con un piagnucolio lamentoso alternato ad urla, in un atteggiamento isterico)ma comehai potuto! Come hai potuto farmi una cosa del genere! A me, alla donna più amorevole, più servizievole, più accondiscendente e...fedele del mondo. Come mi hai potuto fare una cosa del genere.

Aurelio nel frattempo continua a grattarsi per l’allergia alle fragole che sono nella stanza.

AURELIO: (spazientito)ma di cosa parli?

LINDA: come hai potuto tradirmi?

AURELIO: cosa?

LINDA: e sii uomo almeno, e ammetti la tua meschinità.(Si gira dall'altra parte in modo da nonvedere Aurelio, poi parlando con tono teatrale) ma dimmi almeno il motivo. Sono così ripugnante?

Aurelio nel frattempo sta strofinando la schiena sul divano per grattarsi trovando sollievo.

AURELIO: (con goduria per avere alleviato il prurito)sì, sì, sìì!

LINDA: (arrabbiata per la risposta)come? E me lo dici con tutto questo entusiasmo!

AURELIO: ma no! Ma quale ripugnate io ti trovo bellissima.

LINDA: (un poco addolcita)nonostante i miei quarant’anni?

AURELIO: (che ancora si gratta provando sollievo)dai!

LINDA: (credendo stia parlando con lei)e va bene quarantacinque.

AURELIO: (sempre dimenandosi sul divano)più su...

LINDA: quaranta...sette?

AURELIO: più su, più su!

LINDA: cinquanta tre e non gliene aggiungerò nemmeno un al tro.

AURELIO: (alla moglie)cosa hai detto?

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

LINDA: allora vedi che è come ti dico? E poi ecco qua le prove: Champagne, due bicchieri epanna! Panna capisci? Proprio tu che sei diabetico e ti si alza la glicemia solo a pensarlo un dolce. Eri disposto anche a morire pur di soddisfare le voglie di chissà chi? Porco! E io, io poveretta mendico inutilmente un solo, piccolo, tenero, succoso...babà.

AURELIO: ma io non ne so proprio nulla. Piuttosto appena torna tua figlia, le faccio unaramanzina, una lavata di capo che non se la scorda finché campa.

LINDA: ma ti senti? Non vedi quanto sei patetico, falso, bugiardo. E non bastavano alcool e dolci,anche i giochetti hai bisogno di fare per risvegliare il dinosauro, ma che dico, il topino in letargo che ti ritrovi.

AURELIO: (offeso)Linda adesso stai proprio esagerando. Bada bene che la mia pazienza ha unlimite e tu sei molto vicina a superarlo irrimediabilmente.

LINDA: e chi se ne frega!

AURELIO: (alzando il tono della voce)basta, adesso basta o non rispondo più di me!

LINDA: e con quale faccia tosta dici queste cose! Guarda che l'ho trovata.

AURELIO: (urlando)cosa?(Parla usando un tono beffardo)che cosa avrai trovato mai di cosìcompromettente, sentiamo!

LINDA: la parrucca! Ti ho pure visto mentre lo facevi, mentre mi tradivi. Porco!

NB: Linda non dirà mai di che colore è la parrucca che ha trovato, l'equivoco si basa su questo fraintendimento.

Gelo. Aurelio che si era alzato, si lascia cadere impietrito sul divano. Il prurito aumenta e la bocca gli diventa secca. Dopo qualche istante tenta di riprendersi.

AURELIO: (sconcertato)la parrucca! Sono un uomo finito.(Ora dolcissimo e declamante)amoremio, fulgente creatura divina ed eterea, per la parrucca...non è come credi. Posso spiegarti tutto.

LINDA: ah sì!

AURELIO: certo, ogni cosa. Ma non penserai forse che io...(con un sorriso)suvvia, davvero crediche io...(Linda annuisce). (Si butta in ginocchio ai piedi della moglie) oooh, mia luce ed oscurità, Ying e Yang del mio errare trascinandomi barcollante in questa terra. Mio unico e solo filo di Arianna, che dirige sicuro i miei passi nell'altrimenti vacuo e angosciante vagare fra i meandri oscuri e tortuosi che, arrancando stanco, percorro nella sola speranza che la luce che vedo aldilà dell'orizzonte che mi accingo a scrutate e scavalcare, sia il tuo cuore pulsante, trepidante, traboccante d'amor puro per me, come lo è il mio per te. Sì, il mio misero, logoro d'amor, consunto cuore, che ogni sua fibra ha vocato a te, fresca acqua di sorgente che disseta; dolce e di zagara profumata aria, pura e rigenerante.

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

LINDA: bello mio, non mi fregherai ancora una volta con queste parole da millantatore.

AURELIO: ma io t'amo. Forse, non volendolo ho sbagliato, ma Lindina…Lindetta…Lindella mia,io t'amo.

LINDA: ma che m'ami e m'ami. La parruca! Cose dell'altro mondo. E le fragole, ne vogliamoparlare delle fragole?

AURELIO: (va a prenderle su un mobile dove in precedenza Federico le aveva posate)queste!(Gliele spiattella in faccia).

La razione di Aurelio, che è allergico alle fragole è, per intenderci, simile a quella di Dracula davanti alla luce del sole. Aurelio stende le braccia come ad allontanare un pericolo, mentre indietreggia e si butta sul divano.

AURELIO: adesso capisco il perché del prurito!(Alla moglie che si avvicina a lui con le fragole inmano) allontanati, per favore, allontanati!

Comincia a grattarsi senza tregua e ad avere fame d'aria come per un attacco d‘asma provocato da uno shock anafilattico.

LINDA: basta fingere, lo hai fatto per anni. Mangia, fammi vedere come mangi le fragole,mascalzone. Oh dimenticavo, ci vuoi messa sopra un poco di panna?

Aurelio che prima annaspava, adesso non respira e nel frattempo si gratta. Mima il gesto dello spray per l'asma ed indica a Linda la valigia.

LINDA: ma guarda come recita bene il signorino!

Aurelio annaspa.

LINDA: (con un sorriso beffardo)cos'è che vuoi?

AURELIO: (con un filo di voce)spray...asma...valigia...aiuto...aiuto...

LINDA: ah, vuoi lo spray per l'asma che è dentro la valigia?

Aurelio sofferente, dice di sì con gesti disperati.

LINDA: a sì? E io non te lo prendo...tanto stai recitando...

Aurelio quasi non respira più, è comicamente disperato.

LINDA: (realizzando che forse non è una messa in scena)perché tu...tu stai fingendo, vero?

Aurelio nega con la testa.

AURELIO: soffoco, soffoco...

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

LINDA: (allarmata)oh mio Dio, questo mi muore sul serio.(Apre la valigia in cerca dello spray.Tira fuori degli abiti poi si ferma, fa una faccia tra il sorpreso e l'orribilmente schifata. Solo adesso tira fuori un baby dool rosso fiammante). E questo, che cos'è?

AURELIO: spray, presto non respiro...

Scena X

(Attilio, Linda, Carola)

Entra repentina Carola. È come se non si rendesse c onto di quello che sta succedendo.

CAROLA: (ferma, decisa e risoluta)mamma, papà, devo dirvi una cosa!

LINDA: (non dando per nulla retta alla figlia)disgraziato, fetente, schifoso. Porco! Sei un vecchioporco. Pure i regalini intimi le fai, vero?

Aurelio con le mani indica che quel capo intimo è per lei. Poi ancora reclama lo spray.

CAROLA: papà, mamma, ho detto che devo dirvi una cosa...imp ortante.

LINDA: (che ha preso lo spray dalla valigia e glielo ha lanciato)tieni il tuo spray, vermecornificatore. Te lo do solo perché non voglio chetu muoia così tranquillamente. Voglio ucciderti io con le mie mani...voglio farti soffrire.

Aurelio comincia a riprendersi e a respirare abbastanza normalmente.

CAROLA: ma mamma, papà, volete ascoltarmi un attimo!

LINDA: ma prima ti spenno come un pollo, ah se ti spenno. Vedrai.

AURELIO: (ansimante)ma quello(l'intimo)è per te!

LINDA: taci fedifrago.

CAROLA: mamma, papà: sono incinta!

A queste parole, Aurelio senza nemmeno voltarsi verso la figlia ha un'altra crisi respiratoria. Linda cade sconvolta sul divano e mentre con una mano sventola qualcosa per riprendersi, con l'altra toglie lo spray al marito per usarlo lei stessa.

CAROLA: ho un ritardo di tre settimane.

LINDA: ma il tuo fidanzato, lo sa?

CAROLA: ancora no, anche perché non credo sia il suo.

Ancora crisi, poi all'unisono.

AURELIO, LINDA: e di chi è?

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

CAROLA: (con assoluta tranquillità)  boh!

Isteria totale.

FINE PRIMO ATTO

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

ATTO SECONDO

Stesso ambiente del primo atto.

SCENA I

(Linda, Guendalina, Alfonzo)

LINDA: ti spenno come un pollo. Questa casa, quella al mare e quella in montagna, me le pappo io.Il conto corrente lo prosciugo e tutti i titoli bancari li scambio a mio favore. Ti lascio solo con lo stipendio, e nemmeno tutto intero, due terzi me li sgraffigno. E chi se la lascia scappare una occasione così ghiotta!

GUENDALINA: signora, è arrivato l'avvocato.

LINDA: oh, benissimo, comincia la festa.

GUENDALINA: lo faccio accomodare?

LINDA: un attimo, dammi il tempo di rendermi presentabile.

GUENDALINA: va bene (esce).

Linda prende da un cassetto un foulard nero che mette in testa a coprire il capo fino alle spalle. Dallo stesso cassetto tira fuori una coroncina per recitare il rosario ed un libro di preghiere. Dunque si siede nuovamente sul divano e comincia a salmodiare parole incomprensibili mentre snocciola la coroncina.

ALFONZO: permesso? Posso entrare?

Linda fa finta di non sentirlo e continua per qualche secondo l'incomprensibile preghiera, alternando toni di voce alti a toni bassi e quasi sussurrati.

LINDA: (tono alto)Ave Maria(basso e sussurrante)shusshushu. (Ripetere la sequenza per tre oquattro volte).

ALFONZO: (schiarendosi la voce)uhm uhm! Linda, posso entrare?

Linda adesso sembra avere sentito ed è come se all'improvviso fosse uscita da uno stato di trans.

LINDA: oh Alfonso, accomodati pure. Scusami se non ti ho sentito arrivare, ma sai, ero assortanelle mie preghiere.

ALFONZO: scusami tu, non volevo interromperti.

LINDA: non preoccuparti, riprenderò dopo. Sai caro amico m io, se ogni giorno non dedico almenocinque o sei...ore alla cura della mia anima, mi sento una peccatrice immonda.

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

ALFONZO: (sorridendo con garbo)tu, una peccatrice...ahah...immonda? Scusa se mi permetto disorridere, ma è praticamente impossibile. Linda, per tutti noi, per la nostra comunità di amici, sei sempre stata un esempio di correttezza, disciplina, onestà, integrità, amorevole servitrice del prossimo, moglie integerrima e fedele oltre che madre attenta, presente ed esemplare.

LINDA: (gongolando)oh suvvia, tu esageri!

ALFONZO: per nulla! Credimi non esagero affatto. Praticamente sei ad un passo dallabeatificazione.

LINDA: sul serio!

ALFONZO: certo che sì! Aspettano solo...

LINDA: (molto interessata)solo?

ALFONZO: che tu muoia. Prima non possono farlo.

LINDA: (facendo gli scongiuri senza farsi vedere né sentire)tiè!

ALFONZO: ma dimmi Linda, cosa dovevi dirmi di tanto urgente?

Linda scoppia a piangere.

ALFONZO: ma...cos'hai? Cos'è successo? Qualche disgrazia?

LINDA: (sempre singhiozzando e piangendo)Aurelio mi, mi, mi, mi tradiiisceeee!

ALFONZO: ma cosa stai dicendo? Aurelio, ti tradisce! Ma non può essere, deve esserci stato unmalinteso. Conosco tuo marito da trent’anni e credimi non glielo vedo proprio a tradirti.

LINDA: ho le prove!

ALFONZO: sul serio?

CAROLA: sì. Adesso non ho molto tempo, ti racconterò in det taglio poi. Sappi solo che l'hobeccato in casa con una poco di buono.

ALFONZO: Aurelio?

LINDA: sì. Tutti! Ci ha ingannati tutti.

ALFONZO: ma sei proprio certa di quello che dici?

LINDA: certissima!

ALFONZO: li hai visti con i tuoi occhi?

LINDA: come se fosse.

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

ALFONZO: che cosa vuoi dire?

LINDA: tornando a casa prima da un ritiro spirituale a causa di un malore, ho trovato qui, proprio inquesto salotto i resti del festino peccaminoso, lussurioso, libidinoso...

ALFONZO: ho capito Linda, ho capito.

LINDA: appena è rientrato, l’ho incalzato e lui è crollato.

ALFONZO: capisco, ma non vale, è la tua parola contro la sua, nulla di ufficiale.

LINDA: questo non è un problema. Vedrai, il gran porco come crollerà appena la Poliz ia lointerrogherà in una stanza buia con una lampada pun tata dritta in faccia.

ALFONZO: temo che nessuna Polizia punterà la lampada contro Aurelio.

LINDA: poco importa. Vedrai come quel maiale spiattellerà tutto ai Carabinieri, quando lometteranno sotto torchio in una stanza buia con una lampada puntata dritta in mezzo a quegli occhi catarattici.

ALFONZO: credo che la lampada non ci sarà nemmeno dai Carabi nieri.

LINDA: e va bene, vorrà dire che questa benedetta lampada la comprerò io. Alfonso tieni( glipassa il contratto prematrimoniale che aveva preso prima).

ALFONZO: e questo cos'è?

LINDA: è il contratto prematrimoniale che io e Aurelio abbiamo sottoscritto prima delle nozze eche tu stesso, allora avvocato in erba, avevi redatto.

ALFONZO: sì ricordo. Ma cosa vuoi che ne faccia.

LINDA: in quei fogli c'è scritto che in caso di adulterio, l'adulterato, oltre che al divorzio, avràdiritto a tutto, tutto, il patrimonio di famiglia. È mio fermo desiderio che tu assuma l'incarico di f are rispettare pedissequamente quanto c'è scritto su quei fogli.

ALFONZO: Linda, adesso non è l'avvocato che ti parla ma l'amico. Sei veramente sicura di volerebuttare alle ortiche una vita insieme ad Aurelio, per il presunto unico errore di un uomo avanti con gli anni, che probabilmente più che condannato andrebbe aiutato?

LINDA: assolutamente sì. Anche perché non si tratta di uno scivolone, ma di una relazione in pienaregola.

ALFONZO: e cosa te lo fa pensare.

LINDA: cosa? Per esempio il fatto che dentro il trolley del suino, ho trovato un baby dool rosso cheaveva comprato (voce crescente e furiosa) per quella grandissima zocc...( riprendendosi) meretrice. Grandissima meretrice. Una pecorella smarrita meretrice.

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

ALFONZO: biancheria intima?

LINDA: e no? E guarda anche questa(dall’urna tira fuori la parrucca bionda).

Vista la parrucca l'atteggiamento di Alfonzo cambia radicalmente. Se prima era tranquillo, posato e lucido, adesso si presenta impacciato, quasi convulso, in chiaro disagio.

ALFONZO: una pa...una pa...una pa...

LINDA: una parrucca, bravo. E insieme a questa ho trovato champagne, fragole e...

ALFONZO: panna.

LINDA: e panna, infatti. Ma tu come lo sai?

ALFONZO: ehm...e come lo so! Lo so...lo so perché è una clasico, dove ci sono le fragole c'è lapanna. È risaputo.

LINDA: e certo, tu col lavoro che fai chissà quante ne hai sentite di queste cose!

ALFONZO: eeeh! Credimi se ne sentono di tutti i colori. Guarda, non farmi parlare.

LINDA: no, per favore, altrimenti devo correre a confessarmi.

ALFONZO: bene. Adesso la situazione mi è chiara, dammi giusto il tempo di rileggere con calmaquesto contratto (che porterà con se).

LINDA: d'accordo. Allora attenderò tue notizie.

ALFONZO: certo, come no! Ehm...Linda.

LINDA: dimmi.

ALFONZO: la parrucca.

LINDA: la parrucca cosa!

ALFONZO: no dico, la parrucca forse è meglio che la tenga io. Sai com'è, è una prova difondamentale importanza.

LINDA: sì sì, certo ovvio. È l'arma del delitto.

Linda consegna la parrucca ad Alfonso.

ALFONZO: e le fragole, la panna, le hai ancora?

LINDA: no, le ho fatte buttare via.

ALFONZO: e...lo champagne? Sai, con quello li inchiodiamo di sicuro.

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

LINDA: quello l'ho bevuto tutto io.

ALFONZO: tutto, tutto?

LINDA: non ne ho lasciato neanche una goccia.

ALFONZO: ne...neanche una.

LINDA: alla faccia loro.

ALFONZO: ( fra se)duecento cinquanta euro di champagne.

LINDA: come?

ALFONZO: no niente. Dicevo...alla faccia loro. Brava.

LINDA: infatti.

ALFONZO: bene, adesso io vado.

LINDA: d'accordo e mi raccomando fammi sapere, sai ho una certa fretta.

ALFONZO: certamente! Aspetta me(esce).

Linda si toglie il velo e lo rimette dentro il cassetto, insieme libro e alla coroncina.

Scena II

(Linda, Aurelio)

LINDA: questa è l’occasione della mia vita. E quando mi ricapita, in un colpo mi levo il vecchiobacucco dalle scatole e ho la reputazione integra. (Melodrammatica) Lui mi ha tradita e io sono solo una mite e pia donna che pur soffrendo internamente, ha dovuto, dovuto lasciarlo. Troppo forte il dolore, troppo grande la delusione e il dispiacere. (Normale) mi pappo soldi, libertà e scalpitante ventenne ormonalmente inferocito.

Entra Aurelio.

AURELIO: oh Linda, amore mio, eccoti finalmente.

LINDA: dove sei stato?

AURELIO: ma come dove sono stato? Ma se mi hai mandato a dormire in hotel.

LINDA: per strada dovevo mandarti.(Aria e voce straziate)dopo quello che mi hai fatto!

AURELIO: ma…Linda, tesoro mio, ti ho già detto che non c'è n  essun'altra.

LINDA: taci maiale in decadenza. Ho le prove certe e lampanti.

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

AURELIO: ma quali prove? Di cosa parli?

LINDA: del baby dool per esempio.

AURELIO: ma come devo dirtelo, quello era un regalo per te!

LINDA: di tre taglie più grandi?

AURELIO: in crescenza, l'ho preso in crescenza.

LINDA: ma cosa dici, idiota! E poi c’è la parrucca! Ah, se non è una prova la parrucca! Pervertitodi un vecchio impotente e puzzolente. Porco. Adesso taci, setz, cuccia e buono.

AURELIO: ma come...

LINDA: io…io perdono. Nonostante tutto perdono. Mi ci vorr à del tempo(Fra sé)il tempo chel’avvocato studi le carte, (al marito) ma perdono.

AURELIO: oh amore mio, grazie!

LINDA: allora ammetti?

AURELIO: sì, cioè no, cioè…mi sono confuso…

LINDA: (fra se)è confuso il porco. Adesso ti faccio vedere io come ti sistemo per le feste!

AURELIO: e poi io…

LINDA: basta! Per adesso abbiamo un problema più grosso da gestire.

AURELIO: sì è vero. La gravidanza di Carola.

LINDA: sì certo, anche. Ma soprattutto devo capire cosa raccontare alla gente.

AURELIO: ma come, tua figlia aspetta un figlio da non si sa chi, e tu ti preoccupi di cosa penseràla gente e cosa inventare per giustificare l'accaduto!

LINDA: ovvio. L'apparenza mio caro, l'apparenza prima di utto.

AURELIO: ma guarda tu se...

LINDA: ( preoccupata)don Giacomo!

AURELIO: (a questo nome salta in aria)cosa? don Giacomo, cosa? Cosa c’entra don Giacomo!

LINDA: cosa racconto a quell'uomo casto, pio, che è ad unpasso dalla santità?

AURELIO: (rilassandosi)ma digli la verità.

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

LINDA: sei uscito fuori di senno? La verità a quel sant’uo mo che crede ancora che bimbi nascanosotto i cavolfiori! No, no, quello è capace di morirmi davanti. Gli dirò...gli dirò...a sì, che è succ esso con un bacio.

AURELIO: un bacio!

LINDA: beh, magari un bacio più focoso del consueto.

Entra Guendalina.

AURELIO: ma digli un po’ quel che ti pare. Guendalina hai visto Carola?

GUENDALINA: si professore, è nella sua stanza, olè. Dice che hamal di schiena e le nausee. Olè.Professore vuol ballare un tango?

AURELIO: ma che tango e rumba. Io mi sento tutto irrigidito per la tensione.

GUENDALINA: meglio. Il tango scioglie tutti i muscoli, rilassa e fa stare meglio. Seniorita Linda,lei acconsente?

LINDA:     per me potete fare quello che volete, tanto con me questo uomo ha chiuso.

AURELIO: ma Lindella…

LINDA: zitto maialoide. Sguendalina, ma tu non ballavi con Miguel?

GUENDALINA: sì, ma dobbiamo allenarci per la gara. E con lui più de dieci minuti non puessoaballar. Lui ha il sangue caliente e nos caliendamo subito e poi…non so se me spiego. E allora fine prove. Allora ho deciso di allenarme con un uomo scalientado.

AURELIO: ma…

GUENDALINA: sienza fascino…

AURELIO: oh insomma.

GUENDALINA: insomma un omo no veramente homo.

AURELIO: questo è troppo.

SCENA III

(detti, Carola)

Entra Carola. Malgrado non abbia segni esteriori della gravidanza (nessuna protuberanza nella pancia) si atteggia come una donna incinta da otto mesi che "porta avanti male" la gravidanza. Entra camminando molto lentamente, quasi trascinandosi. La schiena è inarcata in avanti, una mano accarezza la pancia mentre l'altra sorregge la zona sacrale della schiena. Dal braccio penzola un secchio che userà durante le simulazioni di conati.

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

CAROLA: non ce la faccio più(simula un conato di vomito).

LINDA: tesoro di mamma, vieni a sederti.

Carola si siede.

AURELIO: come ti senti?

CAROLA: uno schifo. Non pensavo che un cosino più piccolo di uno scarafaggio dentro la pancia,potesse devastarmi in questa maniera.

LINDA: (ricorda con affetto)anche io quando aspettavo te avevo delle forti nausee. Ma poi quandosei arrivata ho dimenticato tutto. Sei stata il più bel regalo della mia vita.

CAROLA: (che non ha ascoltato nemmeno una parola)quel cretino.

AURELIO: chi?

CAROLA: ma Federico, chi se no! Glielo avevo detto di stare attento.

AURELIO: ma dico io, non li usavate gli anticoncezionali?

LINDA: (sconvolta) Aurelio, scostumato! Ma ti sembra il linguaggio da usare davanti allabambina?

AURELIO: ma allora non fingi! Sei veramente fuori dal mondo! Ma lo vuoi capire che la bambina,come la chiami tu, sono anni che fa... patatracchete!

LINDA: no. Ma che dici?

AURELIO: solo come stanno i fatti.

LINDA: ma Carola, è vero?

CAROLA: mamma, svegliati! Per me è passato da tanto il tempo delle bambole.

AURELIO: adesso preferisce i bambolotti. Mi sa che il discorso dell'ape e del fiore, avresti dovutofarglielo anni fa.

LINDA: che delusione.

CAROLA: perché sono incinta?

LINDA: no, solo perché pensavo che queste cose te le avesse spiegate la tata.

CAROLA: quale delle ultra novantenni che assumevate!

AURELIO: senti Carola, più tardi verrà il tuo fidanzato, par leremo e vedremo di sistemare la cosa.

Magari per i primi tempi, finché non avrete trovatoun lavoro, potreste abitare qui con noi...

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

LINDA: matrimonio. La prima cosa da organizzare è il matrimonio!

AURELIO: ma per quello c'è tempo.

LINDA: ma che scherzi? Carola è incinta di circa tre settimane, se ci impegniamo, si possonosposare entro un mese, in chiesa e con l'abito bianco, magari un poco sistemato perché non si veda nulla. Dopo sette nascerà il pupo e potremo tranquillament e dire alla gente che è nato prematuro. Così l'apparenza è salva.

AURELIO: eccola, ha sistemato tutto lei.(A Carola)ma dimmi piuttosto, tu sei proprio sicura oltreogni più ragionevole dubbio, che il padre sia proprio lui?

CAROLA: (titubante)uhm...mah...beh...sicura sicura, proprio no. Diciamo che è il più probabile.

Ecco sì, il più probabile.

LINDA: ma come il più probabile. Ma se siete fidanzati da due mesi e tu hai solo tre settimane...

AURELIO: ma certo, non possono esserci dubbi. Due mesi...tre settimane. Se la matematica non èuna opinione!

CAROLA: ma nella matematica...

LINDA: nella matematica?

CAROLA: nella matematica... possono esserci delle variabili.

AURELIO: (allarmato)cosa vuoi dire?

CAROLA: è vero che sto con Fede da due mesi, ma io nel frattempo...

AURELIO: nel frattempo che cosa!

CAROLA: ho conosciuto un altro paio di ragazzi.

AURELIO: conosciuto...conosciuto?

CAROLA: conosciuto...conosciuto!

LINDA: un paio?

CAROLA: sì, adesso non ricordo bene bene. Saranno stati tre, quattro, certamente non più dicinque.

Aurelio e Linda si guardano poi all'unisono.

LINDA, AURELIO: Federico. Il papà è certamente Federico!

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

SCENA IV

(Detti, Guendalina, Federico)

GUENDALINA: signori est arrivado vostro genero.

LINDA: eh sguattera, tu fai poco la spiritosa e non ti intromettere in faccende che non ti riguardano.Fai entrare inseminator, forza. (Con dolcezza) Carola tesoro di mamma, guarda un po’ chi è arrivato!

Appena Federico entra, Carola lo guarda e ha un conato (lo simula). Linda che riconosce il suo giovane amante ha un sussulto e urla.

LINDA: noooo!

Aurelio, si fa prendere dal panico e anche lui urla.

AURELIO: aiutooo! Che c’è?

FEDERICO: mamma mia, che accoglienza…movimentata.      Non mi aspettavo tanto calore.

CAROLA: e dopo quello che mi hai combinato, cosa ti aspettavi i fuochi d'artificio? Mamma, papàlui è Federico, il padre. Forse.

AURELIO: ma che forse, sicuro, sicurissimo.

LINDA: (imbarazzata)ma perché non ci sediamo? Siamo rimasti in piedi!Che…sorpresa...Federico.

FEDERICO: sorpresa, mia cara signora? E perché mai?

LINDA: (fra l’incredula e l’imbarazzata)no dico, che sorpresa un ragazzo così giovane,simpatico…

Federico parlando con Aurelio assumerà sempre un to no serio e riguardoso, quasi formale.

FEDERICO: signor professore, per me è un privilegio immenso, un onore, conoscere un uomodella sua levatura culturale, sociale ed umana.

LINDA: ( fra se )e questa presentazione chi gliel'ha scritta!

AURELIO: grazie, troppo gentile. Ma basta formalismi, d’altronde oramai sei quasi di famiglia.

FEDERICO: va bene, Aurelio.

AURELIO:  Tu come vai di cognome?

FEDERICO: La Mela.

LINDA: sarebbe stato più appropriato La…Banana!

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

AURELIO: mia moglie, l’hai appena conosciuta...

LINDA: (di getto)adesso, proprio adesso. Giusto un paio di minuti fa.

AURELIO: si, infatti…

FEDERICO: ( fra se)un paio di minuti  e una ventina di incontri infuocati.

AURELIO: come dici?

FEDERICO: no, dico sì, ho avuto il piacere di conoscere la signora, di conoscere Linda...

LINDA: va bene anche signora.

FEDERICO: …solo adesso, anche se a dire il vero mi sarebbe pi aciuto conoscere una donna così,bella e affascinante da prima. Adesso capisco da dove arriva tutta la bellezza di Carola. Senza nulla togliere a te Aurelio, ovviamente.

LINDA: ( facendo un sorriso di circostanza)ma quanto sei gentile.(Poi fra se)a questo gli stiro ilcollo se continua (gli fa il gesto di renderlo eunuco).

AURELIO: ho capito, sei un adulatore.

LINDA: (fra se )e non sai quanto!

AURELIO: ora capisco perché sei piaciuto così tanto a nostrafiglia.

CAROLA:    ma che! Aveva una bella macchina sportiva e fiammante, un fisico niente male e

allora...

LINDA: (fra se)riguardo al fisico confermo e sottoscrivo.

AURELIO: tranquilli, l'amore arriverà col tempo. Ecco a proposito di tempo, qui non mi sembra cene sia molto. (Indicando la pancia di Carola) quello che c'era da…non fare, oramai lo avete fatt o.

CAROLA: (quasi stizzita)lo ha fatto.

AURELIO: Caroluccia mia, certe cose mi risulta si facciano in due, oppure nel frattempo tu stavigiocando con la casa delle Barbie!

Carola tace.

AURELIO: ecco brava. Allora ragazzi, è inutile fare tanti giri di parole. Certo per noi è stato unfulmine a ciel sereno.

LINDA: infatti.

AURELIO: in modo particolare per tua madre che è sempre stata una donna retta…

FEDERICO: (fra se)eeeh, rettissima, fino a quando non si sdraia sul letto.

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

AURELIO: …e integra.  Una donna che nella sua vita ha conosciuto solo me.

FEDERICO:   sicuramente! Aurelio, ne sono certissimo. Sono assolutamente sicuro che la signora abbia conosciuto solo te in vita sua.

LINDA: ecco bravo. Aurelio continua.

FEDERICO: si deduce dalla sua compostezza, dal portamento, dalla serietà e, se possopermettermi, da come ti guarda. Si vede che ti ama alla follia.

AURELIO: vedo che sei un ottimo osservatore e hai già scoper to tutte le doti nascoste di miamoglie.

FEDERICO: tutte! Credo di averle scoperte proprio tutte. Integralmente!

Linda durante la conversazione lo fulmina con lo sguardo, mimando minacce magari dandogli anche colpetti o pizzichi.

AURELIO: allora avrai capito che non siamo persone che abbandonano due giovani in un momentocome questo. Vi sposerete entro un mese, giusto Linda?

LINDA: assolutamente…no!Ma perché tutta questa fretta? P erché questa premura, questa urgenza!

AURELIO: ma come? Hai insistito tanto perché questo matrimonio si organizzasse in tempi darecord!

LINDA: macché! Davvero mi credi un Matusalemme? Siamo negli anni duemila e cocci, i ragazzisi conoscono, si frequentano, poi magari non si piacciono e si lasciano…

AURELIO: ma don Giacomo?

LINDA: capirà! Capirà!

AURELIO: e l'apparenza da salvare?

LINDA: oh, ma veramente dobbiamo essere bigotti! E poi chi avrebbe da ridire contro chi accoglieil figliol prodigo?

AURELIO: mah! Comunque, ragazzi vi sposerete con comodo, ma nel frattempo, tu Federico,verrai ad abitare qui con noi.

FEDERICO: va bene. Aurelio, hai ragione. Per il bene del piccolo è meglio che io venga a viverequa da voi. Tutti sotto un tetto.

LINDA: (saltando sul posto)no! Non se ne parla nemmeno lontanamente! Non precorriamo itempi. Aspettiamo intanto che il pupo nasca, non li soffochiamo i ragazzi. Poverini, così da un momento all’altro catapultati in questa situazione, a vivere insieme come marito e moglie. Ma

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

diamoglielo un poco di respiro. Per questi nove mesi ognuno se ne starà a casa propria, nel frattempo questo bel giovane si cerca un lavoro per affittare una casa e dopo la nascita ci andranno ad abitare.

AURELIO: ma eravamo d'accordo che...

LINDA: ho cambiato idea. Una povera donna, una povera casta e pura madre, sarà pure libera dicambiare idea, scossa dal turbinio delle emozioni ancestrali?

FEDERICO: ance che?

AURELIO: e...sì, certo che puoi cambiare idea.

CAROLA: non resisto più devo vomitare.

AURELIO: ti accompagno io amore. Linda ti dispiace intrattenere qualche minuto Federico?

LINDA: ma ci vado io con la bambina.

CAROLA: papà, voglio papà.

AURELIO: vuole papà!

FEDERICO: vuole papà!

LINDA: vuole papà.

Carola e Aurelio Escono.

SCENA V

(Linda, Federico, Aurelio)

LINDA: a ma dico io, con tanti puledri che ci sono in giro, proprio tu? Proprio tu!

FEDERICO: (abbracciandola)sì sono pazzo, di te.

LINDA: da un momento all'altro potrebbe tornare il cornuto, ehm...mio marito.

FEDERICO: ma io non ti resisto. Senza di te vado fuori di testa.

LINDA: ecco, per adesso comincia ad andare fuori dai piedi. Non ho voglia di giocare.

FEDERICO:(fa una gran risata) ahahah...ahahah. ma io non resisto al tuo irresistibilefascino…d'altri tempi!

LINDA: sei un cretino!

FEDERICO: sì mia adorata...suocerina!

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

LINDA: (presa un po’ dal panico)oh mamma! Oooh mamma! Questa proprio non ci voleva.

FEDERICO:ma come, non sei contenta? Così potremo vederci tutte le volte che vorremo. Sposo la figlia e amo la suocera.

LINDA: certo, più o meno come "la Lupa" di Verga.

FEDERICO: anche lui aspetta un figlio dalla fidanzata?

LINDA: chi?

FEDERICO: questo Verga di cui parli.

LINDA: Federico, bello sarai bello, ma sei di una ignoranza!

FEDERICO: mah.

LINDA: senti ragazzino, stammi bene ad ascoltare. Qui c'èin ballo una posta alta, ma così alta chela tua testolina completamente invasa da ormoni impazziti non può nemmeno lontanamente immaginarla. Non ti azzardare minimamente a: toccarmi, sfiorarmi, baciarmi, guardarmi con quei tuoi occhioni languidamente arrapati, oppure tuo figlio avrà un padre eunuco.

FEDERICO: e che vuol dire eunuco?

LINDA: azzardati a trasgredire le regole e lo scoprirai. Ma guarda un po’ come si stannocomplicando le cose.

Rientra Aurelio.

AURELIO: Federico, Carola ti sta aspettando nella sua stanza. Sono sicure che avrete tante coseimportanti di cui parlare, un futuro da pianificare, un bambino da amare.

SCENA VI

(Linda, Aurelio, Guendalina)

LINDA: oh santa pazienza! Che giornata incredibile.

Linda si alza e apre il cassetto dove prima aveva posato il velo ed il rosario.

AURELIO: cosa fai Linda?

LINDA: caro marito mio, sono provata!(Prende dal cassetto il rosario ed il breviario)Dopo tuttoquesto trambusto, mi sento scombussolata. Ho bisogno di qualcosa che mi aiuti a tenermi su.

AURELIO: hai deciso di rifare il rosario?

LINDA: non basta, non basta! Per questi casi ci vuole qualcosa di più forte per farmi rilassare.

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

Posa il rosario e il breviario e tira fuori una bottiglia di whisky ed un enorme sigaro. Poi con calma e sotto gli occhi increduli del marito, si versa il whisky in un bicchiere, si siede posando i piedi su una sedia e comincia a sorseggiare il drink.

AURELIO: (sconvolto)ma, Linda, che cosa stai facendo? E quelli dove li avevi nascosti?

LINDA: eran…

AURELIO: santa pazienza!

GUENDALINA: (entrando)signora c’è la sua amica Fabiola.

LINDA: (salta in aria e agitandosi goffamente nasconde sigaro, alcool e bicchiere), aspetta, aspettaa farla passare. Una mentina, presto portami una mentina.

GUENDALINA: ma no signora. Non è in casa, ha citofonato dicendo che ha la macchina in doppiafila e chiedendo se lei poteva scendere un attimo, giusto il tempo di consegnarle un pacco.

LINDA: un colpo, Guendalina, mi hai fatto venire un colpo!

GUENDALINA: mi dispiace.

LINDA: a me di più. Sto scendendo. Sguattera, appena torno tieniti pronta che dobbiamo fare il rito.

GUENDALINA: il rito? O mamma mia, ma allora sta messa proprio inguaiata.

LINDA: inguaiata? No, peggio!

GUENDALINA: allora vado a preparare tutto l’occorrente.

LINDA: (Sia avvicina al marito)Attilio, mi puzza l’alito?

AURELIO: sembri una distilleria clandestina.

Nel frattempo Guendalina esce.

LINDA: prima di scendere mangerò una mentina.

AURELIO: non basta: Aglio!

LINDA: cosa?

AURELIO: meglio uno spicchio d’aglio; ammazza tutti gli odori.

LINDA: sì, e anche chi ti sta a meno di un metro. Ma che dici, che dici!(Esce).

LINDA: oh, santa pazienza. Ma guarda un po’, una vita che stiamo insieme e per tutto questo tempo

èriuscita a nascondermi che fuma e beve. Ma come ho fatto a non accorgermene prima, proprio io che mia moglie la conosco come le mie tasche, che di lei so tutto, vita morte e miracoli.

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

SCENA VII

(Aurelio, Alfonzo, Clotilde, Guendalina)

Entrano Alfonzo e Clotilde.

ALFONZO: oh, Aurelio eccoti qua, per fortuna.

AURELIO: Alfonzo, Clotilde, che bella sorpresa. Ma che avete? Sembrate agitati!

CLOTILDE: e Linda? Linda non c’è? Dobbiamo parlarle, anzi dobbiamo parlare a voi due.

AURELIO: Linda, sta tornado.

ALFONZO: e va bene vorrà dire che poi glielo racconterai tu. In fin dei conti è meglio, sai è unaquestione un poco imbarazzante.

AURELIO: mi state facendo preoccupare. Mi sta venendo l’ansia.

ALFONZO: vedi caro amico, noi ci conosciamo da anni oramai…

AURELIO: anni? Da una vita.

ALFONZO: ricordi da giovani, eravamo dei vulcani. Quanta energia che avevamo.

AURELIO: inarrestabili! Non ci fermavamo mai. Specialmente tu, una scheggia impazzita e…undongiovanni.

ALFONZO: ecco appunto.

AURELIO: poi hai conosciuto la tua bella mogliettina e ti sei dato una calmata.

ALFONZO: anche troppo!

CLOTILDE: vuoi vedere che adesso è tutta colpa mia!

ALFONZO: no amore mio. Ma che dici!

AURELIO: non ci sto capendo granché. Mi spigate per favore cosa sta succedendo?

ALFONZO: ecco amico mio, io una volta ero un toro, anzi di più: un toro nelle cui vene nonscorreva sangue ma lava. Ero un toro dell’Etna. Solo che poi…sai com’è?

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

AURELIO: a dire il vero, no.

ALFONZO:…il tempo passa, gli anni avanzano, la tempra si…stempera e poi gli impegni, il lavoro, lo stress…insomma tu…tu mi capisci.

CLOTILDE: Alfonzo, per tutte le scadenze delle dichiarazioni dei redditi, vai punto.

ALFONZO: (sempre imbarazzato)uno non è che non ci prova! Anzi, considerate le circostanzes’impegna anche di più, però...sai, le armi si spu ntano…e quella che prima era una sciabola affilata che scivolava lesta nel vento e assestava fendenti, ora…

AURELIO: ora?


ALFONZO: ora… ogni tanto si grippa e non sempre riesce a tralanciate con veemenza dalle navi pirata, che prima devastanti e poi però…


figgere. Sai, come quelle cannonate dell’arrembaggio  assestano  colpi


AURELIO: però?

ALFONZO: col tempo, la salsedine, l’umidità e i dolori reuma tici…

AURELIO: scusami cosa c’entrano i dolori reumatici con le palle dei cannoni e le navi pirata?

ALFONZO: e certo, a causa, anche dei dolori reumatici, ecco quei cannoni, quelle palle…fannocilecca.

AURELIO: scusami amico mio. Mi hai raccontato tutti i romanzi di spade dei Dumas padre, quellidei corsari di Salgari…però io non capisco ancora.

ALFONZO: ah, non cogli!

AURELIO:  proprio no.

ALFONZO: sai quei cavalieri del medioevo che…

CLOTILDE: è impotente! Oooh, per tutte le verifiche fiscali nelle quali presenti i registri falsi! Eci voleva tanto a dirlo! Alfonzo è diventato impotente.

ALFONZO: (un poco esagitato)no! Ma no, cosa dici amore mio, non essere troppo catastrofica.

CLOTILDE: a no! Aurelio, hai presente quando anche una leggera brezza di vento fa svolazzarecon impeto le bandiere?

AURELIO: si certo.

CLOTILDE: ecco.(Un po’ accalorata)qua non svolazza nemmeno con un tornato. Nemmeno conun tifone, nemmeno con una tempesta. Nemmeno con …

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ALFONZO: ha capito, basta ha capito. E che gli vuoi fare le previsioni del tempo per tutta lasettimana.

AURELIO: sono tremendamente dispiaciuto amico mio. Addolorato. Ecco non so cosa dire,veramente. Ma…dimmi cosa posso fare io per te!

CLOTILDE: niente Aurelio, proprio niente, a meno che tu non sappia fare miracoli.

ALFONZO: grazie per la fiducia.

CLOTILDE: siamo noi però che possiamo fare qualcosa per te.

AURELIO: a sì ! E cosa?

ALFONZO: salvarti il matrimonio.

AURELIO: come?

ALFONZO: ti spiego. Vedi, per il mio piccolissimo contrattempo…

CLOTILDE: impotenza.

ALFONZO:…contrattempo, abbiamo consultato uno specialista.

AURELIO: e hai fatto bene. Bravo.

CLOTILDE: lo specialista ci ha consigliato di stimolare l’immaginazione uscendo dalla routine,cambiando luoghi, travestendoci e facendo giochi.

AURELIO: e questo cosa c’entra col mio matrimonio?

ALFONZO: vedi amico mio, noi siamo due persone rispettabili e non è che possiamo andare ingiro per la città travestiti e fare…capisci a me.

AURELIO: e dunque!

CLOTILDE: Aurelio, abbiamo allungato un centone a Guendalina e una sera che a casa vostra non c’era nessuno siamo venuti a…

AURELIO: a consumare?

ALFONZO: (quasi in lacrime)a cercare il miracolo, il miracolo!

CLOTILDE: che ovviamente…non c’è stato.

AURELIO: ma dico io, Alfonzo, Clotilde, non è da voi! E poi potevate parlarmene prima, vi avreiaiutato..

ALFONZO: Aurelio capisco che sei arrabbiato e credimi ci dispiace non sai quanto, ma adesso laquestione è grave, gravissima.

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AURELIO: e perché.

CLOTILDE: quella sera, mente eravamo qua ad un certo punto abbiamo sentito dei rumori poi abbiamo visto un uomo…

AURELIO: un uomo a casa mia?

ALFONZO: sì, e lui ha visto noi, anche se per come eravamo travestiti non credo ci abbiariconosciuti.

CLOTILDE: ci siamo messi paura e siamo scappati. Immediatamente. Riflettendoci, poi, abbiamo pensato che probabilmente era un amico di tua figlia. Non vi abbiamo detto nulla perché sono cose della vostra famiglia.

ALFONZO: solo che poi è successo il patatracchete.

AURELIO: quale patatracchete?

ALFONZO: tua moglie mi ha chiamato d’urgenza e mi ha detto di averti colto in fragrante mentrela tradivi.

AURELIO: (allarmato)vero, è vero!

CLOTILDE: che la tradivi!

AURELIO: ma no! L’altra sera sono rientrato prima da un seminario e lei ha cominciato a inveirecontro di me dandomi del porco, dicendomi che l’avevo tradita e che mi avrebbe rovinato.

ALFONZO: ed è proprio quello che vuole fare! Mi ha detto che vuole usare il vostro contrattoprematrimoniale! Te lo ricordi?

AURELIO: quel vecchio accordo? Certo che me lo ricordo. Anche se non so assolutamente dovesia, dopo tuti questi anni!

CLOTILDE: ecco, noi non potevamo permettere che una famiglia felice, armoniosa, rispettabile edi esempio per la collettività, fosse distrutta da una nostra colpa.

ALFONZO: e allora siamo venuti a confessarvelo per toglierci questo peso dalla coscienza.

AURELIO: grazie amici, grazie ve ne sono davvero grato.

Entra Federico.

FEDERICO: Aurelio scusami. Dov’è il bagno? Devo prendere una asciugamani per Carola.

Alfonzo lo riconosce e cerca di nascondersi dicendo a mezza voce ad Aurelio.

ALFONZO: è lui, è lui.

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

AURELIO: lui chi?

ALFONZO: quello che ho visto l’altro sera.

AURELIO: ma quello è il fidanzato di mia figlia. È la prima volta che mette piede in casa mia.

ALFONZO: ti dico che è lui, ne sono sicuro.

AURELIO: adesso vediamo. Federico vieni caro, ti voglio presentare due carissimi amici.L’avvocato Sgroppillo la dottoressa Belvedere. Lui è il fidanzato di Carola. Ci sono delle belle novità, poi vi dico.

FEDERICO: molto piacere. Beh, allora io vado in bagno, scusatemi ma Carola mi aspetta.

Federico va verso il bagno prima che Aurelio glielo indichi.

AURELIO: di..là.

Nel frattempo Federico entra nel bagno.


AURELIO: (sorpreso)il…bagno…è…Caro Alfonzo credo che il ragazzo sappiatrovi il bagno.


benissimo dove si


CLOTILDE: allora mistero risolto e…matrimonio salvato. L’altr a sera c’erano tua figlia e il suo fidanzato.

ALFONZO: tutto è bene quel che finisce bene. Allora Aurelio, racconti tu a Linda come sonoandate le cose?

AURELIO: certo, certo.

ALFONZO: ah, mi raccomando, se puoi, sorvola la parte della sciabola, dei cannoni, delmedioevo…

CLOTILDE: insomma, non dirle che è impotente.

ALFONZO: ma Clotilde, dai! Andiamo amore mio, che per oggi ho pronto il vestito di CapitanAmerica.

CLOTILDE: per tutti gli scioperi di categoria.

Alfonzo e Clotilde escono.

AURELIO: Alfonzo, volevo chiederti una cortesia, sai per sdrammatizzare, vorrei fare uno scherzoa mia moglie.

ALFONZO: dimmi pure, se posso lo faccio con piacere.

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

AURELIO: per favore quando ti manderò un messaggio al cellul are, devi venire immediatamentedicendo a Linda che i documenti per “rovinarmi” son o pronti.

ALFONZO: ma ne sei sicuro?

AURELIO:  certo, ci divertiremo un poco, stai tranquillo.

ALFONZO: va bene. Allora a dopo.

Alfonzo e Clotilde escono.

SCENA VIII

(Aurelio, Federico, Linda, Guendalina)

AURELIO: qua le cose non tornano. È evidente che Alfonzo dic e la verità; quella sera Federico erain questa casa, infatti sapeva dove era il bagno senza che io glielo indicassi. Ma Carola non c’era di sicuro e di questo ne sono certo. Guendalina, che mi devo ricordare di licenziare, non può essere perché gli ha affittato la casa! Linda!(Sorridendo per autoconvincersi) Linda c’era! No, ma non può essere. Oppure sì. C’era Federico, Alfonzo appena l ’ha visto è scappato. Subito dopo sono entrato io e poi Linda che mi ha accusato di avermi visto mentre la tradivo. Ma non ero io, era Alfonzo. E Alfonzo era qua quando c’era Federico…e Linda. Due più due fa quattro. Minchia sono cornuto! Quella disgraziata si è fatto il toy boy. Pensava che Alfonzo fossi io e ha preso la palla al balzo per applicare l’accordo prematrimoniale e liberarsi di me tenendosi tutto. Brutta fedifraga! E mi volevi pure rovinare e per di più facevi finta di avermi perdonato. Disgraziata che non sei altro. A me, uomo integerrimo e moralmente integro…adesso ti fac cio vedere io cosa ti combino.

Federico esce dal bagno e va nella stanza di Carola.

LINDA: mamma mia. Altro che cinque minuti, mi ha trattenuto due ore. Mi ha raccontato tutti imalanni che ha, tutte le disgrazie che le sono capitate. Povera sventurata. Guendalina, Guendalina!

GUENDALINA: sì signora.

LINDA: è tutto pronto?

GUENDALINA: certo.

LINDA: allora cominciamo.

Guendalina comincia a portare un piatto fondo, una bottiglia di olio, del sale e un poco di prezzemolo.

AURELIO: ma…ma che cosa state combinando?

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

LINDA: il malocchio! Qualcuno deve avermi fatto il malocchio! Troppe cose brutte mi stannosuccedendo.

AURELIO: ma come, cinque messe al giorno, un ritiro spirituale a settimana, un rosario ogni dueore…e credi al malocchio?

LINDA: no! Ma che fai scherzi? Mai! Io non ci credo al malocchio…però…

AURELIO: però?

LINDA: però sai com’è, non si sa mai! Sguattera comincia.

Linda si siede, Guendalina, che sarà dietro lei, me tterà sulla testa di Linda il piatto che in teoria dovrebbe contenere dell’acqua. Poi, Guendalina assume l’aria di vecchia megera e comincia a bofonchiare qualcosa, mentre aggiunge nel piatto olio, sale e basilico.


GUENDALINA: (va come in trans emettendoOoooo…olè! De la tiesta e de lo corpo el malocio va


una “O” prolungata prep aratoria ad olè) da via (prende l’olio e lo versa dentro il piatto).


AURELIO: e quello a che serve?

GUENDALINA: è il rito. Il rito!(Continua)Ooooo…olè!

AURELIO: ha segnato di nuovo.

GUENDALINA: de le braccia e de la pancia el malocio vada via.

AURELIO: dalla pancia più che il malocchio dovrebbe andare via la caponata che ci hai cucinatoieri.

Guendalina adesso mette un po’ di sale dentro il piatto.

AURELIO: e quello a che serve?

GUENDALINA: Ooooo…olè! È il rito. Il rito!(Continua)Ooooo…olè! De lo cuore e de la gambeel malocio vada via. Olè.

AURELIO: tre a zero.

Guendalina adesso mette il basilico.

AURELIO: e quello? Aspetta non me lo dire. El rito, el rito.

GUENDALINA: no questo è per dare un poco di sapore, altrimenti resta insipido.

AURELIO: ah!

GUENDALINA: Ooooo…olè! Ora e tutto ben lavato, el malocio se n’  è andato.

Insieme Guendalina e Linda:Ooooo…olè!

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

LINDA: ah. Un’altra, mi sento un’altra.

GUENDALINA: olè(esce).

AURELIO: aspetta ti aiuto io a portare qualcosa(esce).

SCENA IX

(Linda, Federico, Aurelio, Guendalina)

Entra Federico e vedendo Linda seduta le va alle spalle e comincia a massaggiara.

LINDA: (senza voltarsi)Aurelio ma che ti sei impazzito? Ma che stai facendo?

Aurelio rientra ma sta a guardare un po’ nascosto per non farsi vedere, ad un certo punto arriva anche Guendalina che mantiene la stessa posizione.

FEDERICO: sì sono pazzo di te.

LINDA: oh...sei tu? Ma cosa fai? E se rientra mio marito?

FEDERICO: il cornuto?

LINDA: toglimi subito le mani di dosso.

FEDERICO: eppure l’altra sera non mi sembravi poi così rilutt ante.

LINDA: imbecille, se il cornuto…ehm mio marito ci scopre,     addio a soldi, case e libertà.

FEDERICO: ma io non ti resisto bella vecchiettina mia.

LINDA: ehi tu! Non mi chiamare vecchietta perché ti spaccoqualcosa in testa sai! Ecco, la vediquella (indica l’urna) vedi quel bel vaso!

FEDERICO: sì.

LINDA: ecco, là dentro c’è mia suocera.

FEDERICO: ah però, una tipa smilza!

LINDA: cretino, sei un cretino. Bono, arrapante, ma cretino. Se mi scompigli il piano, ti lancio suquella testa di cocomero, mia suocera con tutto l’urna.

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

Nel frattempo Guendalina, che non crede a quello che sta vedendo, è indignata, mentre Aurelio ha la faccia disgustata.

LINDA: vattene adesso.

Guendalina e Aurelio escono.

FEDERICO: e va bene, allora torno dalla tua figliettina, tanto noi avremo tempo, e come se neavremo. (Esce).

LINDA: è un cretino…ma ha degli addominali!

AURELIO: Lindina mia, come ti senti adesso?

LINDA: meglio, decisamente meglio.

AURELIO: tesoro del mio cuore, gioia della mia vita, zucchero che mi caria i premolari…

LINDA: Aurelio, mi è venuto il diabete solo a sentirti.

AURELIO: sei una donna splendida, meravigliosa. Mi hai perdonato per averti tradita, vero?

LINDA: (ironica)e come no!

AURELIO: ecco appunto. Io non so, dove potrei trovare una donna come te. Neppure se giro tuttoil mondo la trovo.

SCENA X

(Linda, Aurelio, Carola, Federico)

Entra Carola, saltando felicissima. È seguita da Fe derico.

CAROLA:  papà, mamma.

AURELIO: Carola, amore mio piano, cosa sono questi salti nelle tue condizioni.

CAROLA: non ci sono più condizioni, né cosini microscopici che mi fanno vanire la nausea, mifanno ingrassare o che mi rovineranno la vita.

LINDA: cosa vuoi dire? Non capisco!

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

CAROLA: erano sbagliate. Le analisi erano sbagliate. Mi hanno appena chiamato dalla clinicadove mi ero fatta visitare e mi hanno detto che avevano scambiato le analisi. Non aspetto nessun bambino.

AURELIO: o mamma mia, mi sento stordito.

LINDA: evviva, evviva. La faccia è salva!

AURELIO: ma come fino a dieci minuti fa la nausea, i dolori, la stanchezza.

CAROLA: isterica!

AURELIO: isterica chi?

CAROLA:  la gravidanza. Avevo tutti i sintomi delle donne incinte, senza in realtà esserlo.

AURELIO: peccato però, già mi ero affezionato a questo nipot ino.

CAROLA:  ma che dici papy! Sono di nuovo libera. Free.

AURELIO: Già me lo immaginavo: piccolo e dolcissimo. Magari avrebbe avuto la mia stessavoglia di caffè sul braccio oppure quella di ciliegie che tua madre ha sul gluteo sinistro.

FEDERICO: destro.

AURELIO: cosa?

FEDERICO: la voglia di ciliegia è sul gluteo destro.

CAROLA:  e tu come lo sai?

SCENA XI

(Linda, Aurelio, Carola, Federico, Guendalina, Alfonzo, Clotilde)

GUENDALINA: professore è arrivato l’avvocato Sgropillo.

AURELIO:  oh Alfonzo, entra caro amico mio.  Clotilde, che piacere.

Entrano Alfonzo e Clotilde travestiti da qualche personaggio.

ALFONZO: permesso.

LINDA: ma come siete vestiti?

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

CLOTRILDE: per tutti gli scontrini non emessi, è una lunga storia.

AURELIO: sapete Alfonzo, Clotilde, stavamo per festeggiare.

ALFONZO:  cosa?

CAROLA: non sono più incinta!

CLOTILDE: perché lo eri?

CAROLA: no,  in realtà no. Un errore. Uno scambio di anali si.

AURELIO: io a dire il vero, sono un poco dispiaciuto, mi ci ero già affezionato. Già vedevo ilpiccolo con le voglia di cappuccino o di ciliegia…a nche Federico vedeva la voglia di ciliegia. Certo sapere che tua figlia e il suo fidanzato fanno certe cose a casa tua mentre tu non ci sei, non è che faccia proprio piacere…però.

CAROLA: papà guarda che Federico prima che tu lo conoscessi , non aveva mai messo piede inquesta casa.

AURELIO:  a no! E l’altra sera, quando io ero al convegno e la mamma al ritiro spirituale.

CAROLA: ma che scherzi! Non eravamo qua.

AURELIO: sicura?

CAROLA: certo, io ero con Riccardo.

FEDERICO: con chi, ma…ma guarda questa.

AURELIO:  eppure Federico era in questa casa vero Alfonzo?

ALFONZO:  vero, confermo.

LINDA: e tu che ne sai Alfonzo?

AURELIO: perché anche lui e Clotilde erano qui.Vero Guendalina?

GUENDALINA: confermo, olè.

LINDA: (allarmata)ma cosa c’entra tutto questo! Dove vuoi arrivare? E poi…tu. Tu mi hai tradita,porco fedifrago. Ora basta, voglio il divorzio immediato, istantaneo. E voglio applicare il nostro contratto prematrimoniale. Voglio case, soldi e proprietà. Esci, esci subito da questa casa. Via!

AURELIO:  e no mia cara mogliettina.

LINDA: a no! A no! Adesso ti faccio vedere io. Alfonzo, hai preparato i documenti che ti avevochiesto?

ALFONZO:  no!

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

LINDA: (al marito, come se Alfonzo avesse risposto di sì)  no!(Ora ad Alfonzo)come no?

ALFONZO: no cara Linda, perché quella sera tuo marito non it ha tradito. Lo champagne, lapanna, le fragole, erano nostre. Mie e di Clotilde.

LINDA: ma…ma come!

AURELIO:  e già! Resta da spiegare però cosa ci facesse Fede rico a casa nostra e… con chi fosse.

FEDERICO: basta lo devo dire.

LINDA: zitto. Ma che devi dire scimunito che non sei altro!

FEDERICO: ero qui sì. Ed ero con l’amore della mia vita.

LINDA: zitto. Ho detto zitto.

FEDERICO: ero qua con lei(indica Linda).  Linda, io…io ti amo!

LINDA: e io ti ammazzo(va a picchiarlo).

AURELIO:  fuori vai subito fuori da questa casa, tu e il tuo amante. Via subito.

Federico esce inseguito da Linda che lo vuole picchiare.

SCENA XII

(Aurelio, Carola, Guendalina, Alfonzo, Clotilde)

AURELIO:  che tristezza che angoscia. Scusatemi vado di là a cercare di riprendermi.(Esce).

CAROLA: sono scioccata. Scusate ma io vado.

ALFONZO:      tesoro, un duro colpo anche per te immagino. Vai a riprenderti.

CAROLA: no. Ho un appuntamento con un tipo che ho conosciuto su facebook. Dalle foto sembraun figo! (Esce).

GUENDALINA: ma guarda un pochito. La signora Linda, sempre così religiosa, preghiera de qua,opere buone de là.

CLOTILDE: per tutti  i contratti co.co.co., sono rimasta anche io senza parole.

ALFONZO: vedi delle volte quanto ingannano le apparenze. Esemplare, ho sempre visto questacome una famiglia esemplare, praticamente perfetta e invece, Linda che tradisce il marito con un ragazzino, Carola che un attimo dopo avere saputo che non era incinta e che il matrimonio dei genitori sta naufragando esce con un altro come se no fosse successo nulla.

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Le fragole di Lulù – 2 atti di Santo Capizzi

CLOTILDE: e io che pensavo che avere un marito impotente fosse un dramma.

ALFONZO:  ma, amoreeee!

Escono tutti.

SCENA XII

(Aurelio)

Nel frattempo Aurelio si è travestito da drag queen. Magari indossa il baby dool sui vestiti. Torna in scena con in mano una parrucca che poi indossa. Si siede sul divano e telefona.

AURELIO: (con voce normale)pronto la parrocchia del divino sentimento? Buonasera, sono ilprofessore Cortona, per favore potrei parlare con don Giacomo? Grazie, attendo in linea (nel frattempo indossa la parrucca se non lo ha fatto prima). (Con voce da drag) ciao Giacomino pushipishi miao miao; Sono Lulù. Mi si è liberata la serata e ho la casa vuota: facciamo da me o da te?

SIPARIO

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