Le impiegate

Titolo : BLA BLA BLA

Le Impiegate

di Antonio Zanetti

Commedia in due atti

Personaggi : Erika Sivieri Titolare dellAgenzia Morini Immobiliare

Riccardo Morini Marito di Erika Sivieri

Paola Giordano Impiegata

Clara Bazzani Impiegata

Lisa Barone Impiegata

Assunta Coviello Portinaia

Cosimo Russo Cugino tuttofare di Assunta Coviello

ATTO PRIMO

SCENA 1

Assunta e Cosimo

La scena si svolge in un ufficio ove sono disposte parallelamente tre scrivanie per le impiegate. Sulla destra, in primo piano, una porta a soffietto che d accesso alla toilette mentre sulla sinistra sono situate la porta di accesso principale e la porta dellufficio della signora Erika. Cosimo sta eseguendo le pulizie mentre Assunta, seduta con le gambe a penzoloni su una scrivania, chiacchiera e dirige le operazioni.

ASSUNTA : ...caro mio, tua cugina Assunta Coviello aveva una carriera davanti. Certo che se le cose fossero andate diversamente, ora non mi chiamerei Assunta. Che nome Assunta ? Che vuol dire ?

COSIMO : O contrario e licenziata.

ASSUNTA : Che ?...Ma vedi tu quanto sei scemo ! Assunta sarebbe o cuntrario e licenziata ? Assunta un nome.

COSIMO : No, nu verbo.

ASSUNTA : Nu verbo ? E io invece di portare un nome porterei un verbo ?

COSIMO : Assunta il participio passato del verbo assumere : Io sono assunta, tu sei assunta, ella assunta.

ASSUNTA : Oh, jamme piano : qua di Assunta ci sto solamente io. Fai piano che scassi o computer. Devi spolverare, non ci puoi sputare sopra alla tastiera, lo capisci o no ?

COSIMO : Ma sporca. C uno striscio rosso che non se ne viene ...

ASSUNTA : E sar nu puoco e rossetto di Lisa. Quella si sta sempre a impiastricciare. Tiene sempre una bocca che pare nu papavero. Lascia stare, piuttosto che fai malanni lascia stare. Lufficio della Bossa lhai pulito bene ?

COSIMO : E come no? Sicuro.

ASSUNTA : Bravo, che quella dopo ci scassa sempre lanima che lufficio suo fa schifo.

COSIMO : (indicando la scrivania di Clara, particolarmente sozza e disordinata) E qui che faccio ? Appiccica.

ASSUNTA : Fa un po vedere. Mannaggia che schifo! E qua che ci ha fatto ?

COSIMO : (assaggiando col dito) E cioccolata.

ASSUNTA : E st fermo, che stai a leccare ? Pulisci con questo, ti : sgrassante al limone. Vedi nu puoco se viene via con questo.

COSIMO : Va bene.

ASSUNTA : Caro Cosimo, se fosse stata pi disponibile, capisci cosa intendo ?, tua cugina Assunta a questora sarebbe una star del cinema....

COSIMO : ...di Hollywood.

ASSUNTA : Beh, magari non di Hollywood ma almeno di Cinecitt o della televisione. Se avessi accettato di andare a letto con quello scarrafone di agente, con quel piezze fango di Aristide Baraldi...

COSIMO : ...oppure con Giorgio Bellozza....

ASSUNTA : ...Gi, il segretario del produttore della...

COSIMO : ...Metropol Cinematografic S.p.A...

ASSUNTA : ...proprio quella! Hai voglia a leggere i giornali, vedere la televisione : avresti sempre sentito parlare di Hassy Cowiell....

COSIMO : Hassy con lacca e Cowiell col vu doppio.

ASSUNTA : Esattamente. Quando si diventa nu personaggio sha da cambiare nu puoco il nome : che figura ci farebbe Love story di Assunta Coviello con Tom Cruise in coppa copertina di Novella 2000 ?

COSIMO : ...oppure su Eva Exprss ?

ASSUNTA : Farebbe schifo. Almeno Mamma mavesse appiccicato nu nome americano! Coviello lo potevo lasciare cos come stava. Se mi chiamava che ne so...

COSIMO : Jessica...

ASSUNTA : ...Gi, Jessica, oppure...

COSIMO : ....Samantha...

ASSUNTA : Speciale ! Samantha Coviello. Senti come suona bene : Samantha Coviello! Pensa se mavesse chiamato accuss : Samantha Coviello....Avrei potuto fare anche ....

COSIMO : ...una parte in Beautifl come amante di Ridge....

ASSUNTA : Ah, chist sicuro, e... Ah, sienta me: si pu sapere come fai a sapere sempre quello che sto per dire io ?

COSIMO : Io ?

ASSUNTA : Tu, s, tu. Vedi qualcun altro dentro qua ? E allora ?

COSIMO : E che me lo sento dire e ridre tutti i giorni.

ASSUNTA : E allora ? Questo ti d il permesso di pigliarmi in giro ?

COSIMO : E chi piglia in giro? No.

ASSUNTA : E allora ? Impara a starti zitto, capito ?

COSIMO : Va buno, va buno ...

ASSUNTA : Sono le ottemmezza. Mo arrivano le impiegate. Hai finito ?

COSIMO : Finito. Tutta posto .

ASSUNTA : E allora piglia su tutte cose e jamme, che a Signora se ti trova qua mi scassa lanima che non ti vuole vedere nellorario dufficio.(escono).

SCENA 2

Paola, Lisa e poi Clara

PAOLA : Ed eccoci ancora qui. Ogni volta che entro in questo ufficio mi viene la nausea.

LISA : Mmh, a me no. Quando devi lavorare un posto vale laltro.

PAOLA : Gi, ma se di l (indica lufficio di Erika) ci fosse una donna anzich una rompiscatole spocchiosa ed isterica, il tempo passerebbe meglio e pi in fretta.

LISA : Lagenzia sua. Tu hai bisogno di lavorare e lei comanda. Tutto qui.

PAOLA : Tutto qui un accidente. Lagenzia del marito. Il titolare il signor Morini.

LISA : S, ma chi comanda lei. Ti pare che non sia evidente ?

PAOLA : Altroch. Lui lo si vede solo quando ha bisogno di soldi. Che coppia.

LISA : Fatti loro.

PAOLA : Certo, se a lui sta bene che i pantaloni li porti lei.....

LISA : Clara di nuovo in ritardo.

PAOLA : Tanto per cambiare. Avr perso lautobus.

LISA : Ancora ? No, impossibile.

PAOLA : Vuoi scommettere ? Diecimila lire che ha perso lautobus.

LISA : Scommettiamo: dieci carte.

PAOLA : Ce lhai tu la pratica della Cristalli-Porrino ?

LISA : S, te lho gi imbustata. Lho messa con gli altri plichi da spedire. Vai tu alla posta oggi ?

PAOLA : S, non ho fatto colazione. Se non ti dispiace vado io cos approfitto per fare uno spuntino veloce al bar di fronte.

LISA : Figurati, vai pure.

CLARA : (Entra. E ombrosa) Buongiorno Lisa, salve Paola. Sono in ritardo di molto ?

LISA : Sei nella media, tesoro : nemmeno dieci minuti.

PAOLA : Hai perso lautobus ?

CLARA : (siede alla sua scrivania) Per un minuto. Mi passato sotto il naso.

PAOLA : (a Lisa) Paga !

LISA : Metti in conto. Clara, hai la camicia macchiata, non te ne sei accorta ?

CLARA : Lo so, lo so.

LISA : E vai in giro cos ?

PAOLA : Lisa, sappiamo che per te sarebbe scandaloso farsi vedere in giro con unaccidenti di macchia cos sulla camicia, ma ha gi fatto tardi ; non pu prendersi due ore di permesso per tornare a casa a cambiarsi.

LISA : E i capelli ? Clara, ti sei pettinata stamattina ?

CLARA : No. N pettinata n truccata.

LISA : Inammissibile.

PAOLA : E mllala, ti fa schifo ? Se a te va di tirarti a lucido stile copertina di Vogue sono fatti tuoi, non detto che gli altri debbano fare altrettanto.

LISA : Chi le dice niente ? Se le piace lo stile trasandato sono fatti suoi. Solo che quando Lucifero la vede la prima cosa che le dir sar : Clara, fai schifo, non ti sei accorta che aspetto hai ? Curati, questa unagenzia seria non casa tua. Vuoi scommettere ?

PAOLA : Balle, quella nemmeno ci vede quando entra.

LISA : Dieci carte ?

PAOLA : Dieci carte. (Clara visibilmente scossa) Clara, che c ? (Clara non risponde. A Lisa, sottovoce) Accidenti, Lisa, non potevi essere pi delicata ?

LISA : Io ?

PAOLA : (c.s.) Certo, tu: con la macchia, i capelli e il resto...

CLARA : Non colpa sua, Paola, Lisa non centra.

LISA : Clara, tesoro, cosa c ? E successo qualcosa ?

CLARA : S.

PAOLA : Che c, Clara ?

CLARA : Si tratta di me e di Andrea...

LISA : Su, racconta.

PAOLA : Quel bastardo lha messa incinta, me la sento.

LISA : Paola, per favore ! Su Clara, parla pure.

CLARA : Ci siamo lasciati, ecco.

PAOLA : Quel bastardo ti ha lasciata ?

LISA : Paola !

CLARA : No, sono io che ho lasciato lui ...

LISA : Tu ?

PAOLA : Lhai lasciato tu ? Beh, gli sta bene a quel bastardo !

LISA : Paola, sbaglio o Andrea ti un po antipatico ?

PAOLA : Ho torto ?

LISA : Chi era lindelicata due minuti fa ?

CLARA : Sto male, io sto male.

LISA : Cos successo tesoro ? Ti va di parlarne ?

CLARA : Non ne potevo pi. Ogni volta che usciamo lui non fa che fissare le altre ragazze. Lo so che non sono un granch, non sono bella n alta, n affascinante. Ma lui ogni volta che incontriamo una ragazza carina non le stacca gli occhi di dosso. A volte si mette anche a parlarci insieme, come se io non esistessi.

PAOLA : Inequivocabilmente bastardo.

CLARA : Andrea dice sempre che a lui una donna piace truccata, provocante, curata in ogni dettaglio...

PAOLA : (A Lisa) Ehi, sta parlando di te !

LISA : Non essere idiota Paola! Clara, questo ce lhai gi detto altre volte. Vuoi spiegarci cos successo ieri sera ?

CLARA : Eravamo a teatro, lui aveva adocchiato una tizia e ha fatto di tutto perch ci sedessimo vicino a lei. Io non ci ho pi visto e gli ho fatto una scenataccia...

LISA : L in mezzo alla gente ?

PAOLA : Ben fatto !

CLARA : Veramente... mi sono messa a piangere e sono venuta via, Che vergogna...

LISA : E lui ?

CLARA : Mi venuto dietro dicendomi che sono una scema isterica.

PAOLA : Un vero gentleman !

CLARA : E io gli ho detto che tra noi finita.

LISA : Hai fatto la cosa pi giusta, Clara.

CLARA : Lo so, credo anchio, ma ora ci sto male da morire.

PAOLA : Non hai perso niente, Clara, lo capisci questo ?

LISA : Lo capir fra un po, ora sta troppo male per rendersene conto.

CLARA : (Disperata) Che faccio adesso ?

PAOLA : (Dopo una pausa) Senti, Clara, in palestra c un ragazzo che potrei presentarti. Mi sembra un tipo a posto: un po abbondante di corporatura ma simpatico. Combino un incontro a casa mia cos vi conoscete, ti va ?

LISA : Paola, hai la sensibilit di un rinoceronte ! Il suo problema di non di avere un compagno.

PAOLA : E allora qual  ?

LISA : E lei il problema : come fa a farsi amare da qualcuno se non si ama lei per prima ?

CLARA : Che vuoi dire ?

LISA : Ma guardati : hai una pelle che fa pena, i tuoi capelli vivono nellanarchia totale, ti vesti con quello che ti capita a tiro.... Sei una donna, hai dei doveri verso te stessa riguardo al tuo aspetto. Capisci cosa intendo ?

CLARA : Credo di s, ma

PAOLA : Le stai suggerendo di mettersi calze a rete, tacco dodici e pitturarsi la faccia sei volte al giorno come fai tu ?

LISA : Paola, non devi andare a spedire la posta ?

PAOLA : Non ora. Il fatto che se tu, Clara, non cambi le tue abitudini alimentari e non fai un po di ginnastica per rimetterti in forma ed avere un aspetto pi tonico, meno smunto, non c trucco o abbigliamento che ti possano far apparire carina per chicchessa.

LISA : Devi dedicare pi attenzione a te stessa, Clara, in tutti i sensi : devi fare un po di moto, andare dal parrucchiere, dallestetista, comprarti qualche cosa di carino da vestire....

CLARA : Lo so, lo so, sapeste quante volte me lo sono detta. Ci ho provato! Ma i miei pensano che quelle che si truccano, scusami Lisa, sono delle poco di buono. I vestiti me li sceglie mia madre e per quanto mi sforzi, non riesco a fare a meno di mangiare i dolci che mia nonna prepara tutti i giorni. Non potr mai farcela a diventare unaltra, lo so gi.

PAOLA : Perch non vieni a stare con me per un po ?

CLARA : Cosa ?

PAOLA : Ti trasferisci a casa mia per qualche tempo. Io faccio ginnastica tutti i giorni, ho unalimentazione equilibrata e non ho nessun problema a darti una mano a fare altrettanto.

LISA : Giusto ! Io potrei venire ogni tanto a sistemarti un po dal punto di vista estetico, ti insegnerei a truccarti, potremmo acquistare qualcosa da vestire... Paola, strano a dirsi ma hai avuto unottima idea.

CLARA : Ragazze, io non so cosa dire... No, Paola, io ho un sacco di cose a casa mia a cui sono affezionata. Non potrei staccarmene...

PAOLA : Il mio appartamento pi che spartano. Oserei dire spoglio. Puoi portare tutto ci che ti pare, va bene ?

CLARA : Ma un mucchio di roba.

LISA : Chiederemo ad Assunta e a suo cugino di darti una mano per il trasloco, sono sicura che non si rifiuteranno.

PAOLA : Chi, Assunta ? Ci parlo io.

CLARA : Sarebbe bello...

LISA : E allora, accetti ?

PAOLA : Questo fine settimana ti sta bene per il trasloco ?

CLARA : Ragazze... E sia, mi avete convinta. Sono cos gi che cambiare ambiente mi far senzaltro bene. Siete sicure di volervi prendere su una lagna come me ?

LISA : Non sei una lagna, e poi, tesoro, ti vogliamo bene.

PAOLA : Nessun disturbo, Clara, se vieni mi fa solo piacere. A volte mi sento un po sola in quellappartamento. Male che vada mi farai compagnia.

CLARA : Vi voglio bene, a tutte e due!

SCENA 3

Paola, Lisa, Clara e Erika

PAOLA : E meglio che ci mettiamo a fare qualcosa, ragazze, fra poco arriver la signora Erika, non il caso che ci trovi a chiacchierare, vi pare ?

CLARA : Hai ragione, meglio darsi da fare.

LISA : Gi, ho un sacco di cose da sistemare, meglio che mi metta allopera.

PAOLA : Ci vorrebbe una vincita alla lotteria per tirarsi fuori da questaccidente di vita da cani : tutti i giorni qui : lavorare per una donna che somiglia pi ad unarpia che ad un essere umano ed alla quale non puoi nemmeno dire quel che pensi perch hai bisogno di questo schifo di impiego per vivere.

LISA : Paola, vuoi dire che quella simpatica donna della nostra dolce padrona non ti piace ?

PAOLA : La signora Erika non dolce n simpatica e tantomeno donna : solo padrona

Entra Erika.

ERIKA : Benone ! Vi pago per far conversazione a quanto vedo.

PAOLA : Buongiorno Signora..

LISA : Buongiorno.

CLARA : Buongiorno signora Erika.

ERIKA : Clara, fai schifo, non ti sei accorta di che aspetto hai ? Curati, questa unagenzia seria non siamo casa tua.

CLARA : Mi scusi, ha ragione signora.

LISA : (a Paola) Paga !

PAOLA : Va bene, va bene, siamo pari.

ERIKA : Voi due : invece di continuare a chiacchierare, perch non vi guadagnate lo stipendio ? Lisa, vieni nel mio ufficio. Ho due lettere da farti ribattere, sono piene di errori. Invece di pitturarti le unghie tutto il giorno faresti bene a ripassarti la grammatica.

LISA : Veramente, signora, io scrivo quello che lei mi detta.

ERIKA : Se quello che scrivi fosse ci che ti detto non ci sarebbero errori. Non cercar scuse e muoviti.

LISA : Vorrei farle notare che...

ERIKA : S, s, dtti da fare, non star sempre a discutere, tanto hai torto. Facciamo presto che poi devo uscire. Le lettere sono sulla mia scrivania (Lisa esce e va nellufficio di Erika). Chi che va alla posta oggi ?

PAOLA : Io.

ERIKA : Ecco, brava, cerca di non star via tutta la mattina e porta a casa un po di francobolli. Ricordatelo, chiaro ?

PAOLA : Lo sapevo da me che sono finiti i francobolli. Avevo gi pensato di prenderli.

ERIKA : Pensato ! Se non ci fossi io a pensare per tutti, questagenzia avrebbe chiuso da un pezzo. Le uniche cose a cui pensate voi sono lo stipendio di fine mese e lora di uscire.

PAOLA : Mi pare che nessuna di noi trascuri il lavoro.

ERIKA : Balle. Appena giro locchio non fate che chiacchierare e perder tempo. I dipendenti sono tutti cos. Del resto, non mica vostra lagenzia Morini, vero ? Lisa, ci fai le radici in quellufficio ? Non le hai ancora trovate quelle dannate lettere, porcaccio demonio ?

LISA : (uscendo dallufficio con le lettere in mano) Pensavo di dover aspettare lei per rivederle insieme.

ERIKA : Unaltra che pensa ! Ti scoppier il cervellino, bambola, a furia di pensare. Bada a lavorare, a pensare basto io. (uscendo verso il suo ufficio) Per fortuna.

LISA : La odio ! La odio, la odio, la odio !

PAOLA : Una bastarda del genere non la trovi nemmeno a cercarla per ventanni.

CLARA : Come far suo marito a sopportarla ?

PAOLA : Quello non la sopporta : la subisce. Giusto Lisa ?

LISA : Beh, sono affari loro.

ERIKA : (dal suo ufficio) Paola !

PAOLA : Eccomi.

ERIKA : Dove hai la testa ? Hai visto qui ? Come puoi essere cos scema ? Vieni qui !

PAOLA : Arrivo (raggiunge Erika nel suo ufficio).

LISA : Questa mattina s che comincia bene.

CLARA : Ed solo luned. Hai voglia ad arrivare a venerd sera.

ERIKA : (sempre dallinterno del suo ufficio, mentre Paola esce con una cartellina) Clara !

CLARA : S ?

ERIKA : (f.s.) Oca giuliva che non sei altro, vieni subito qui ! Dove hai cacciato quella stramaledetta relazione del condominio Albatros ?

CLARA : Era l pronta...

ERIKA : (f.s.) Col cavolo che pronta, su : muovi il culo.

CLARA : Arrivo, arrivo... (va da Erika).

LISA : Che voleva larpa ?

PAOLA : Non trovava un file e credeva che lo avessi cancellato io per errore.

LISA : Ma scema ?

PAOLA : Non lo sa usare il computer, ma da noi esseri inferiori non vuol farsi insegnare niente, quindi...

LISA : Ignorante, ottusa, dispotica...

CLARA : (uscendo dallufficio di Erika) Va bene, provo a cercarla in archivio di sopra.

ERIKA : (f.s.) Ecco, brava. Chiama su Assunta che ha la chiave dellarchivio e fatti accompagnare da lei. Lisa !

LISA : Che c ?

ERIKA : (f.s.) Qui manca un assegno. Dove lhai cacciato ?

LISA : E in cassaforte.

ERIKA : (f.s.) Non c. Lhai perso tu ?

LISA : Devessere l per forza, guardi bene.

ERIKA : (f.s.) Muovi anche tu il sederino, bambola, e vieni subito qui, muoversi !

LISA : (alle colleghe) Ce n per tutte, stamattina, eh ?

PAOLA : Deve aver mangiato pesante : ha lalito che ammazza un bue.

CLARA : Io domani mi d malata.

ERIKA : (f.s.) Lisa, porcccio demonio, ti muovi ? Devo andare in banca !

LISA : Eccomi, eccomi... (Va nellufficio di Erika).

CLARA : Sono gi abbastanza gi per conto mio. Ci manca solo che continui cos per tutta la mattinata e domani sar da ospedale psichiatrico.

PAOLA : Dovrebbero rinchiuderci lei nella gabbia dei matti, non te.

CLARA : Dobbiamo cambiare lavoro, ecco tutto.

PAOLA : Facile a dirsi, ma non altrettanto a farsi. Con tutta la disoccupazione che c in giro...

ERIKA : (uscendo dal suo ufficio con Lisa) Io vado in banca.

PAOLA : Avete trovato lassegno ?

ERIKA : Era nel primo cassetto della mia scrivania. Distratta com, Lisa lo aveva messo l anzich al suo posto in cassaforte.

LISA : Io lavevo messo in cassaforte con gli altri assegni e il contante. Nel cassetto deve avercelo lasciato lei dopo aver controllato gli incassi.

ERIKA : Io non ce lho messo nel cassetto.

LISA : Come no ?

ERIKA : No, bambolina cara. Se ce lavessi messo io me ne sarei ricordata. Mi spiace per te ma io non sbaglio mai ed ho unottima memoria. Ci vuole la testa per lavorare, ragazze. Datevi da fare, vi pago per produrre. Addio (esce per andare alla banca).

SCENA 4

Paola, Lisa, Clara e Assunta

PAOLA : Spero che possa romperti la testa sbattendola su tutti i gradini da qui al pianterreno !

LISA : Rimarremmo senza gradini, tesoro.

PAOLA : Secondo voi quellessere cos ? Ci vorrebbe uno psicanalista per capirlo.

CLARA : Quella non ha bisogno di uno psicanalista : gliene servono dieci !

LISA : Ci andremo noi dallo psicanalista, di questo passo.

ASSUNTA : (arriva con un pacchetto in mano) Corriere espresso ! Buongiorno, Signorine impiegatuccie, arrivato questo e presto-presto Assuntina vostra ve lha portato su.

PAOLA : Salve, Assunta, entra pure.

ASSUNTA : (Indicando lufficio di Erika) A Lucifera nun ci sta ?

LISA : E uscita adesso, non lhai incrociata per le scale ?

ASSUNTA : Per le scale ? Io ho pigliato lascensore. Com stamane, eh ?

PAOLA : Odiosa, come al solito.

ASSUNTA : Ah, a quella so io che ci vorrebbe per darle una calmata.

CLARA : Che cosa ?

ASSUNTA : Un uomo uomo, di quelli con i cosi e controcosi.

CLARA : Ce lha un marito, no ?

ASSUNTA : Eh, Claretta bella, chillo nu maccherone mollo-mollo. Che uomo  ? (Paola e Clara ridono, Lisa no). Issa viene qua, lavora, sbraita, fa.... e isso ? Ci dovrebbe stare lui qua o no ? E lui fa bene : a spasso tutt o jorno, bei vestiti.... Eh, signor Morini, chi te la guasta a te, eh ?

PAOLA : Fa bene. Chi ci sta vicino a quellarpa di Erika ? Giusto noi perch ci tocca.

ASSUNTA : Per me, quella pure cornuta.

CLARA : Assunta, che dici.

ASSUNTA : Fidati, quella cornuta  :

PAOLA : Io devo andare allufficio postale. (Si avvia) Vi serve niente di fuori ?

CLARA : No, Paola, grazie.

LISA : Ah, Paola, mi prendi un biglietto della lotteria ? Tieni, ti d i soldi. Ecco... hai da cambiare ?

CLARA : Io ho un po di spicci se vuoi... ecco, tini.

PAOLA : Ma no, lascia, te lo prendo coi miei e poi me li dai.

ASSUNTA: Macch, macch! Statti ferma! Siete impazzite?

PAOLA : Impazzite? Perch impazzite?

ASSUNTA : Perch il giuoco mica un giuoco!

CLARA: Il gioco mica un gioco? Che intendi dire?

ASSUNTA: Nun sha da fare a questo modo! (A Lisa) Tu vuoi giocare e tentare la fortuna: e questo buono. Buono, giusto e sacrosanto! Ma quando sha da giocare, i soldi ce li devi mettere tu, non lei.

LISA : Ma glieli dar infatti: solo che non avendo

ASSUNTA : No, no e no! Scusate, chi meglio di me conosce queste cose? Se Paola ti compra il biglietto e quanne fanno lestrazione tu vinci, che succede?

LISA : Che succede?

ASSUNTA : E che succede?

PAOLA : Che succede?

ASSUNTA: (con laria di chi la sa lunga) Lo volete sapere? Ah?

PAOLA : Assunta, io devo andare alla posta: se ce lo vuoi dire prima di mezzogiorno te ne sarei grata.

ASSUNTA: Eh, che timporta? La posta mica scappa: sta l!

LISA: Per favore, Assunta, che succede?

ASSUNTA: Succede un guaio grossassai.

CLARA: Un guaio? Che guaio?

ASSUNTA: Un guaio vi dico! Tu Claretta, se gli hai prestato gli spicci, penserai di avere diritto a ricevere pure tu qualche cosa: in fin dei conti se tu non le facevi il prestito lei non giocava e quindi non vinceva

CLARA: Ma no

ASSUNTA: No dici? Quando ci stanno di mezzo i milioni? E tu Paola, che le hai fatto il servizio di acquistare, ma soprattutto di scegliere il biglietto vincente? Credi che non ci farai un pensierino?

PAOLA: Che pensierino?

ASSUNTA: Ma come? Avevo tra le mani la fortuna, e lho data a lei! Perch non me lo sono tenuta io il biglietto? . E per questo pure tu ti sentirai in diritto di pretendere una parte della vincita! Ma Lisa dir: Eh, no; il biglietto lho pagato io! Quante amicizie, quante parentele si sono guastate per cose come queste! Quando sha da giuocare, ognuno con le tasche sue: mai prestiti, mai piglia uno, paga laltro, poi te li do e poi non te li do! Il giuoco una cosa personale.

LISA: (dopo aver scambiato con le colleghe uno sguardo sbigottito) Beh, Paola, lasciamo stare allora. Prender da me un biglietto dopo il lavoro.

PAOLA: Bene. Vado alla posta. A dopo (fa per avviarsi).

ASSUNTA: Eh, no!

CLARA: No cosa?

ASSUNTA: Ecch: lasciamo che se ne vada accuss? Senza giocare?

LISA: Ma se da unora che ci dici che non si pu comprare un biglietto della lotteria! Di che gioco vai parlando adesso?

ASSUNTA: Lisa, se tu hai avuto lispirazione di tentare la fortuna, qua sha da giocare! Volete ascoltare a me? La lotteria non va bene!

LISA: Non va bene? Perch?

ASSUNTA: Perch nun scientifica ma casuale!

PAOLA: Non scientifica? Che significa? E casuale come lo sono tutti i giochi.

ASSUNTA: Certo. Tranne il lotto! Il lotto una filosofia, una scienza! Cacciamo fuori tutte quattro la stessa somma, scegliamo i numeri e Paola li va a giocare. Poi subito subito quando ritorna deve consegnare o biglietto della giocata a Lisa.

LISA: A me? Perch a me?

ASSUNTA: Perch tua stata lidea di giocare! Porta bene!

PAOLA: Sentite: io devo uscire!

ASSUNTA: Ih, che furia tieni! Th, queste sono le mie mille lire: ciascuna di voi ne caccia altrettante e ci giochiamo 4.000 lire: cinquina secca sulla ruota di Napoli!

CLARA: Cinquina? E se esce quanto si vince?

ASSUNTA: Moltiplica 4.000 per un milione di volte e quanto ne esce?

LISA: (frugando nella borsa per far su 1.000 lire in monete) Cpperi! Sono quattro miliardi di lire! Uno a testa! Ecco le mie mille (d i soldi ad Assunta).

CLARA: Ecco la mia quota.

PAOLA : (Spazientita, prende un foglio e una penna) Su ditemi che numeri devo giocare, veloci.

ASSUNTA: Statti calma! Ora, presto presto, senza troppo pensare, ciascuna dica prima cosa che le passa per la testa. Lisa?

LISA: Beh io

ASSUNTA: Eddi!

LISA: Il caff! Avrei tanto bisogno di un caff stamattina!

ASSUNTA: Oh, brava: 42, o caff. Paola scrivi e d pure tu la prima cosa che ti passa pa capa.

PAOLA: Io? Che ne so? Topolino!

ASSUNTA: Bene! 11: e suricille. I sorci, i topi insomma. Io ho pensato che devo andare dal macellaio: 49, o piezzo e carne. Scrivi Paola. Clara, tocca a te

CLARA: Mah, non so fate voi

ASSUNTA: Ecch? Su, la cosa che hai in mente!

CLARA: Ma no

ASSUNTA: Avanti!

CLARA: Andrea.

PAOLA: Che? Hai in mente quello stronzo?

ASSUNTA: E chi ?

LISA: Era il ragazzo di Clara: la trattava malissimo e lei lha lasciato.

ASSUNTA: Benissimo: 71!

PAOLA: Che sarebbe?

ASSUNTA: Lommo e merda! (ridono).

PAOLA: 42, 11, 49, 71 ne manca ancora uno: che ci metto?

ASSUNTA: Avmme messo ciascuna la cosa che aveva in mente; m ci mettiamo una cosa che porta sempre fortuna: numero 57.

CLARA: 57? A cosa corrisponde?

ASSUNTA: O scartellato!

LISA: O scartellato? Che cos?

ASSUNTA: Come che ? (mima la posizione del gobbo) O scartellato!

LISA: Sarebbe Il Gobbo? Gi, vero: toccare la gobba porta fortuna.

PAOLA : Bene: 42, 11, 49, 71 e 57 . Quattromila lire, cinquina secca sulla ruota di Napoli.(uscendo) Addio, sto via poco.

ASSUNTA : Aspetta!

PAOLA: Che c ancora?

ASSUNTA: Devi giocare per lestrazione di sabato.

LISA: Come, per lestrazione di sabato? Ce n una anche mercoled!

ASSUNTA: E quella non va bene! Il Lotto si gioca per il sabato. Lestrazione infrasettimanale serve solo a spillar quattrini alla gente.

LISA: E se poi i numeri escono mercoled?

ASSUNTA: E qunne mai? V, v Paolina, sienta m: gioca per lestrazione di sabato.

PAOLA: Estrazione di sabato. Vado (esce).

ASSUNTA: Ciao bella.

CLARA : Assunta hai con te  le chiavi dellarchivio di sopra?

ASSUNTA : E come, no ?

CLARA : Ti spiacerebbe allora venire su con me ? Devo cercare dei documenti.

ASSUNTA : Volentieri, Claretta bella. Andiamo lass in paradiso e pigliamo tutti i documenti che vuoi.

LISA : Vuoi che venga su anchio ?.

CLARA : No, grazie, non ce n bisogno. Non ti spiace stare in ufficio da sola vero ?

LISA : Figuriamoci. Fai con comodo tesoro, io ho da fare fino a stasera con questaggeggio qui (indica il video).

ASSUNTA : Buon lavoro, ci vediamo dopo.

LISA. A dopo (escono Clara e Assunta. Lisa lavora al computer).

SCENA 5

Lisa, Riccardo e poi Cosimo

Mentre Lisa sta alla scrivania di Paola, di spalle allingresso, concentrata nel lavoro, si affaccia alla porta Riccardo che entra furtivamente, si assicura che Lisa sia sola e acquattatosi tra due scrivanie, sempre non visto, bussa per attirare lattenzione di lei e far s che vada verso lingresso per coglierla di sorpresa.

RICCARDO: (bussa).

LISA : Avanti, aperto.

RICCARDO: (bussa ancora).

LISA : Prego, avanti, aperto. Arrivo subito.

RICCARDO: (bussa ancora una volta).

LISA : (si alza e va verso lingresso) E aperto, avanti...

RICCARDO: (abbracciando Lisa da tergo) Salve pupa !

LISA : (Si spaventa) Ah!, ma chi...Riccardo !

RICCARDO: Non resistevo pi, dovevo assolutamente vederti (cerca di baciarla).

LISA : Riccardo , sei pazzo ? E pericoloso, potrebbe entrare qualcuno (si divincola e si assicura che nel corridoio fuori dallingresso non ci sia nessuno).

RICCARDO: Non c nessun rischio, dolcezza. Ho visto la belva andarsene in automobile, dunque non sar di ritorno prima di un po ; ho incrociato Paola per le scale con dei plichi sotto il braccio - dunque devessere diretta allufficio postale - sicuramente non rientrer prima di una mezzora almeno ; appena giunto sul pianerottolo, infine, ho visto Assunta e Clara salire verso larchivio. Immagino che siano andate alla ricerca di qualche scartoffia e quindi suppongo che non scenderanno tanto presto. Come vedi mi sono assicurato che tu fossi sola. E tutta per me. (cerca di abbracciarla ma lei si divincola, divertita e spaventata nel contempo).

LISA : Tu sei pazzo da legare. Ricky, per favore, no.... Metti che abbiano dimenticato qualcosa o tornino qui per qualche motivo.

RICCARDO: Pupa, lo sai che non so stare lontano da te.

LISA : (lusingata) Lo so...

RICCARDO : Ho una voglia pazza di te. E troppo tempo che noi due non si trascorre un romantico week-end insieme,..

LISA : (Con tono di rimprovero) Non colpa mia, mi pare.

RICCARDO: Lisa, un bacio solo...(le si avvicina per abbracciarla ; lei indietreggia dal lato opposto allentrata schermendosi, ma non troppo) sei fantastica, Lisa non trattenermi...

LISA : Riccardo , no... sei impazzito?...

RICCARDO: S, pupa, per te (abbraccia Lisa in un impeto di passione. Lui cerca di sbottonarle la camicetta).

LISA : No, Ricky, non qui, ti prego, stai buono.

RICCARDO: Vieni, andiamo di l (indica lufficio di Erika).

LISA : Nellufficio di tua moglie? Sei pazzo...

RICCARDO: Ma certo, vieni, andiamo

LISA: Ma, veramente E sia. Andiamo (escono e vanno nellufficio di Erika).

Cosimo, fa capolino dallingresso dellufficio. Guarda se c qualcuno. Bussa due o tre volte e non udendo risposta si decide ad entrare. Ha con s un grosso sacco della spazzatura ed venuto per vuotare i cestini dellufficio essendosene dimenticato durante le operazioni di pulizia della mattinata. Convinto di essere solo, svuota metodicamente i cestini delle scrivanie di Lisa e di Clara, interrompendo di tanto in tanto le sue azioni quando si sentono gridolini o mugoli dei due amanti e dimostrando comunque con sbigottimento di non individuarne lorigine. Incuriosito, si affaccia allufficio di Erika e ne esce quasi subito come se non avesse visto nulla. Poi realizza e si precipita a guardare. Lisa se ne accorge e manda un urlo.

LISA : Chi  ? Oddo !

RICCARDO : (fuori scena) Accidenti !

COSIMO : Ehm... io... scusate! (fa per andarsene).

RICCARDO : (Entra in scena furioso. Sistemandosi.) Ma che modi sono questi, non si bussa prima di entrare, razza di imbecille ?

COSIMO : Io ho bussato...

RICCARDO : Macch bussato ! Sei entrato e basta !

(Lisa transita veloce dallufficio tenendosi chiusa con una mano la camicetta sbottonata sul petto e con il reggiseno nellaltra, infilandosi in bagno)

COSIMO : Scusi, ma io avevo bussato e...

RICCARDO : Anche se fosse, chi ti ha detto di entrare ?

COSIMO : Credevo che non ci stava nessuno...

RICCARDO : Ma vattene via, v, v !

COSIMO : Veramente, dovrei pigliare a monnezza... .

RICCARDO : Fuori !

COSIMO : Allora vado ?...

RICCARDO : S, fuori dai piedi, v !

COSIMO: E la mondezza st qua?

RICCARDO: Fuori!

COSIMO: Visto che insistete io vado.

SCENA 6

Riccardo, Cosimo, Clara, Lisa, Erika

CLARA : (Entra portando a fatica tre grosse cartelle piene di documenti. E va a scontrarsi con Cosimo che non la vede. Il contenuto delle cartelle cade e si sparge sul pavimento) Oh ! Oh, no...accidenti !

RICCARDO : Che razza di imbecille ! Guarda coshai combinato, imbecille !

COSIMO : Mi dispiace assai, scusami tanto, io... Tiro su io.... (si mette a raccogliere i documenti con Clara).

CLARA : Che pasticcio.

COSIMO : Faccio io, faccio io... Che ci vuole? Due minuti!

ERIKA : (Entra in quel momento) Salve Riccardo. Ehi, che successo qui dentro ?

RICCARDO : Buongiorno tesoro. Clara entrava carica di pacchi e questimbecille uscendo lha urtata. Guarda che disastro.

CLARA : Non si preoccupi signora, non successo niente. Basta raccogliere i fogli e rimetterli a posto, ci metto solo un momento.

ERIKA : Ma quanto imbranata devessere una ragazza per rovesciare tutto cos per terra. Non ce li hai gli occhi per vedere dove vai ?

COSIMO : No, non colpa sua signora....

RICCARDO : E stai zitto ! Zitto e raccogli, muviti.

CLARA : Signor Morini, per favore : stato solo un incidente, non il caso di aggredire Cosimo in questa maniera.

ERIKA : Tu stai zitta e raccogli. Come osi rivolgerti in questo modo a mio marito. Ricorda che il tuo padrone e nella sua agenzia pu parlare come gli pare, chiaro ? (al marito) hai sentito che lingua hanno le dipendenti al giorno doggi ?

RICCARDO : Lasciamo perdere, cara, lasciamo perdere...

LISA : (Rientra dal bagno, dopo essersi risistemata. Imbarazzata) Buongiorno.

ERIKA : E tu dove ti eri cacciata ?

LISA : Ero andata un momento in bagno, signora.

ERIKA : Gi, se non vai ad impiastricciarti la faccia ogni tanto non stai bene, vero ? Su dtti da fare, di una mano a questimbranata, svelta ! Oh, Cristo, Riccardo, vedi cosa succede se manco cinque minuti da questufficio ?

RICCARDO : Calmati, cara, ci sono qua io. La colpa tutta di questimbecille ritardato che andato a sbattere contro Clara...

ERIKA : Ah, s ? (A Cosimo) Quante volte ti devo dire che non voglio averti tra i piedi in orario dufficio ? Che ci facevi tu qua, si pu sapere ?

COSIMO : Ecco.... Ci stava la mondezza nei cestini e

ERIKA : Sparisci, chiaro ? Spa-ri.sci !

SCENA 7

Cosimo, Riccardo, Lisa, Clara, Erika e Assunta

ASSUNTA : (Che ha assistito alle ultime due battute) Eeh ! Che sparisci e sparisci ? Chi ha da sparire qua ? Vi da fastidio mio cugino ?

ERIKA : Assunta, le ho detto altre volte che non voglio vedere suo cugino qui dentro in orario di lavoro. Faccia il piacere di levarlo di torno, che qui dobbiamo lavorare.

ASSUNTA : E brava voi ! Quanne sha da faticare u quaglione torna buono, vero ? E mo che tutto pulito e a posto, non ci sono mobili pesanti da spostare non lo volete nemmanco vedere, accuss ?

ERIKA : Via Assunta, facciamola corta. Si tolga dai piedi e si porti via Cosimo. (al marito) Visto ? adesso anche le sguattere alzano la cresta.

RICCARDO : E incredibile, cara.

ASSUNTA : Sguattera a chi ?

ERIKA : Oh, basta, chiaro ? Qui la padrona sono io.

ASSUNTA : Che ? E quanno mai ? Signo sapete che vi dico ? Io di femmine antipatiche ne ho conosciute tante, ma tante assai : arroganti, cafone, presuntuose, avide, inacidite, bastarde dogni sorta e pure puttane... Ebbene : voi siete la pi peggio specie di femmina chabbia conosciuto mai. Jamme, Cosimo. (si avvia verso luscita seguita prontamente da Cosimo. Si ferma sulla soglia.) Ah, scusate : voi signo siete sicura dessere una donna o che ? Buona giornata ! (esce insieme a Cosimo lasciando un silenzio imbarazzato.).

ERIKA : Lisa, Clara, che avete da guardare ? Datevi da fare, vi pago per lavorare, guadagnatevi lo stipendio ! Non avete finito con quelle carte ? Date qua, far io anche questo.

LISA : Abbiamo finito, solo un attimo. Su Clara, sbrigati (porge le cartelle assemblate alla belle meglio a Clara).

ERIKA : (Leggendo la copertina di una cartella in mano a Clara) E questa che roba  ?

CLARA : I fascicoli che dovevo prendere dallarchivio, signora.

ERIKA : I fascicoli che dovevi prendere ? Sei sicura ?

CLARA : S, credo di s...

ERIKA : Imbranata, non lo vedi che questi riguardano tuttaltra cosa ? Dovevi prendere i fascicoli della corrispondenza con la Rossi & De Vito, non questi ! Ma mai possibile che non usi il cervello nel fare le cose ?

CLARA : Mi sembrava lei avesse detto Condominio Albatros cio i fascicoli di Garbossi Lino.

ERIKA : Macch Garbossi, ti avevo detto Rossi & De Vito. Come si fa a sbagliare ?

CLARA : Io avevo capito Garbossi...

ERIKA : Lascia perdere quello che avevi capito. Come hai fatto a sbagliare ?

CLARA : Glielo sto dicendo : io avevo capito...

ERIKA : Come hai fatto a sbagliare ?

CLARA : Ho capito male, ecco tutto :

ERIKA : Come si fa a capire male ? Ho detto chiaramente Rossi & De Vito. Non puoi aver capito male, impossibile. Beh ora riporti su tutto e torni qui subito con quelli giusti. Lisa, se non troppo pericoloso per le tue belle unghiette, vai su con lei e dalle una mano, vai.

LISA : Che centrano le unghiette, scusi ?

ERIKA : Centrano. E dora in avanti al bagno ci vai una volta al giorno per due minuti al massimo, chiaro ? Non mi interessa avere in ufficio una bambolina dipinta, a me serve unimpiegata. Andate, e fate presto.

CLARA : Posso trovare quelle cartelle da me, non c bisogno che venga anche Lisa.

ERIKA : Imbranata come sei chiss cosaltro mi porteresti gi. Lisa muoviti. (escono le due impiegate).

SCENA 8

Erika e Riccardo, poi Paola.

ERIKA : Come mai sei qui, Riccardo ?

RICCARDO : Bah, passavo di qui, ho pensato di venire a farti una visitina.

ERIKA : Gentile da parte tua, caro (lo bacia sulla guancia).

RICCARDO : Sei nervosa ?

ERIKA : Tu non sai che vuol dire tenere a bada le dipendenti. Lagenzia non loro, che le cose siano fatte bene o male, tardi o presto a loro non importa, basta che alla fine del mese arrivi lo stipendio. I dipendenti sono tutti cos. Con tutto quello che ci costano di contributi... Credono di avere solo diritti e nessun dovere. Sono convinta che quelle tre mi odino.

RICCARDO : Ma no, una idea tua. Non credo.

ERIKA : Io invece credo di s. Riccardo, che ne diresti di andare a tirar su un po di soldi dalla Mostacci e da Gigotta ? Sono in ritardo di un mese con i pagamenti.

RICCARDO : Cara, lo sai che odio fare lesattore. Non potresti vedertela tu ?

ERIKA : E va bene. Allora potresti occuparti della faccenda della modulistica : ho un appuntamento con il tipografo per oggi pomeriggio. Potresti andarci tu cos io potrei sbrigare un po di arretrati...

RICCARDO : Preferirei che te ne occupassi tu, cara. Io non so nemmeno...

ERIKA : Caro, sono molto indietro col lavoro. Non c niente di complicato, solo qualche modifica alla grafica, una faccenda che puoi gestire benissimo, almeno questa. Non difficile, non c da decidere niente di importante.

RICCARDO : Bene, allora potresti mandarci una delle ragazze, non credi ? Io non sono fatto per star l a discutere con un tipografo pignolo sulla tonalit di una righina della carta intestata.

ERIKA : (Dominandosi) Daccordo. Passeresti allora alla Computer Services ? La stampante ce lhanno riparata ma non hanno nessuno che ce la possa portare in mattinata e a me serve subito per un lavoro urgente...

RICCARDO : Ehi, non sono mica un fattorino. Quando potranno te la porteranno loro la stampante.

ERIKA : Riccardo, questagenzia si chiama Agenzia Morini : sei tu Riccardo Morini, io sono Erika Sivieri, tua moglie. Non credi che dovresti dirigere tu questa baracca al posto mio ?

RICCARDO : Che vorresti dire ?

ERIKA : Semplicemente che mi piacerebbe sapere qual il tuo ruolo.

RICCARDO : Senti, cara, io ora dovrei andare, ho da fare.

ERIKA : Hai da fare cosa ?

RICCARDO : Devo vedere delle persone anzi, ho bisogno di un po di contante.

ERIKA : Non ne ho. Torno adesso dalla banca, ho appena fatto un versamento.

RICCARDO : Beh, allora fammi unassegno. Un milioncino va bene.

ERIKA : Un milione ?

RICCARDO : Ho delle spesucce da fare.

ERIKA : Ti ho dato un assegno di unmilione e mezzo anche la settimana scorsa, Cristo, dove li butti i soldi ?

RICCARDO : Che c ? Mi conti i soldi in tasca adesso ?

ERIKA : Riccardo, stiamo parlando di duemilioni e mezzo in otto giorni !

RICCARDO : Cara, per favore, dovr pure avere un po di liquidi con me. Un uomo della mia posizione vuoi che giri con quattro spiccioli in tasca ?

ERIKA : Ho capito, ho capito. (Tira fuori il blocchetto degli assegni) Ecco, ti faccio un assegno di trecentomilalire..

RICCARDO : No, per favore, mi serve un milione.

ERIKA : E li chiami spiccioli, un milione ?

RICCARDO : Dammene almeno ottocentomila...

ERIKA : Facciamo mezzo milione, non una lira di pi. E non chiedermi pi nulla per almeno quindici giorni, intesi ?

RICCARDO : Se avessi anchio un libretto di assegni, non ti disturberei ogni volta che mi serve qualche lira....

ERIKA : Puoi scordartelo, caro. Un blocchetto di assegni nelle tue mani sarebbe la via pi comoda per dichiarare fallimento nel giro di due mesi. Eccoti lassegno.

RICCARDO : Bene, ora devo proprio andare. A stasera.

ERIKA : Ad unora decente, spero.

RICCARDO : Addo, cara (uscendo incrocia Paola di ritorno dallufficio postale) Buongiorno Paola (esce).

PAOLA : Buongiorno signor Morini.

SCENA 9

Erika e Paola

ERIKA : E questa lora di tornare in ufficio ?

PAOLA : Cera un sacco di gente allufficio postale, non ce lho fatta ad arrivare prima. Lisa e Clara dove sono ?

ERIKA : Le ho mandate in archivio a cercare delle pratiche.

PAOLA : In due ?

ERIKA : Naturale ! Quellidiota di Clara da sola non sa trovare nemmeno una pratica in archivio...

PAOLA : (Posando i plichi che aveva con s sulla scrivania) Clara non idiota, se permette.

ERIKA : No che non permetto ! Una volta o laltra la licenzio. Lei e anche quella smorfiosa di Lisa. Non so come le abbia sopportate fino ad oggi quelle due.

PAOLA : Che discorsi. Non si pu mica lasciare a casa la gente cos.

ERIKA : Ah no ? E invece s. Ci mancherebbe altro che un datore di lavoro non potesse licenziare una dipendente che gli sta sullo stomaco.

PAOLA : Per il fatto che gli sta sullo stomaco ? No che non pu.

ERIKA : Che accidenti dici ? Io sono la padrona della baracca e se un subordinato mi va lo tengo, altrimenti aria, lo licenzio, Ne ho il diritto !

PAOLA : Balle, signora. Siamo nel duemila ormai da qualche mese, non se n accorta ? Lei e i cosiddetti padroni come lei non vi siete ancora resi conto che il lavoro che un dipendente svolge per unazienda non presuppone la qualifica di sottomesso ?

ERIKA : Sei comunista ! Lo sapevo che eri una sinistroide. Questi sono discorsi da comunista !

PAOLA : Signora, io e lei abbiamo un contratto : Io presto la mia opera nella sua agenzia e lei paga il mio lavoro secondo un contratto sindacale sottoscritto con lassunzione. Abbiamo entrambi degli obblighi e dei diritti luna verso laltra, in poche parole : due soggetti sul piano di parit.

ERIKA : Parit un accidente ! Sono io che pago. E il dipendente che ha bisogno del datore di lavoro.

PAOLA : Non meno di quanto il datore di lavoro abbia bisogno del dipendente per svolgere la sua attivit.

ERIKA : E se io ti licenzio tu, che fai ? Come vedi sei tu ad aver bisogno di me.

PAULA : Se lei mi licenzia, cara signora, dovr assumere unaltra persona al mio posto proprio come io mi dovr trovare un altro titolare per cui lavorare. Come vede siamo pari : Lei non pu fare a meno del dipendente cos come io non posso fare a meno del datore di lavoro.

ERIKA : (Dopo un attimo di riflessione, per troncare) Beh, qui chi comanda sono io, chiaro ?

PAOLA : (Scattando ironicamente sugli attenti) Sissignore, signor generale !

ERIKA : Razza di cretina. Comincia a far qualcosa.

SCENA 10

Erika, Paola, Clara e Lisa

CLARA : (Rientra con Lisa, portando due grosse cartelle simili a quelle portate in precedenza) Eccoci qua, sono quelle giuste questa volta : Pratiche Rossi & De Vito.

ERIKA : Era ora (esce e va nel suo ufficio).

CLARA : (A Paola, piano) Ha detto qualcosa ?

PAOLA : Il solito.

LISA : Gi, qui non cambia mai niente.

ERIKA : (Dal suo ufficio caccia un urlo) Aah !

CLARA : (Spaventata ha un sussulto e fa cadere le cartelle spargendo fogli dappertutto) Aah, che succede ?

LISA : Oh, no ! Di nuovo !

ERIKA : (urlando esce di corsa dal suo ufficio) Aah ! ...Aah ! Un topo !... Un topo.... (chiude la porta dietro di s, ansimante). Chiamate Assunta, che mandi su Cosimo a prendere quello schifoso topo, presto.

PAOLA : (Mentre Lisa e Clara in ginocchio stanno raccogliendo i fogli va al telefono) ..Assunta ? Sono Paola. Dice la signora Erika di venir su con Cosimo, c un topo nel suo ufficio. ...Che ?...

ERIKA : Dille di sbrigarsi.

PAOLA : ...S ma... ah, va bene, glielo dir.

ERIKA : E allora ?

PAOLA : Dice che non le importa un fico del suo topo e che poich lei non vuole Cosimo tra i piedi in orario dufficio o si piglia il topo da s o aspetta la pausa pranzo.

ERIKA : Ha detto proprio cos ?

PAOLA : Parola pi, parola meno...

ERIKA : Maledetta terrona ! (Le tre ragazze stentano a trattenere le risate). Al diavolo il topo, Assunta, e pure voialtre. Non resto qui col topo nemmeno per sogno. Dite a quella coppia di idioti di levare di mezzo quella bestiaccia per oggi pomeriggio, chiaro ? Io me ne vado, ci vediamo dopo pranzo. (Sta per uscire, torna indietro) E non crediate di far festa finch sono fuori. Quando torno controllo il lavoro fatto, chiaro ? (esce).

PAOLA : Buongiorno.

LISA : Buongiorno.

CLARA : Arrivederci.... Scoppiano a ridere).

SCENA 11

Paola, Clara e Lisa

PAOLA : Accidenti che ridere... avete sentito che urli ? Aah !...un topo !

LISA : Magari fosse stato un orso.

CLARA : Oh, s, oppure un Boa di sei metri. Cosa ti ha detto Assunta ?

PAOLA : Oltre a quello che ho detto prima ? Un sacco di parolacce : Devi dire a chilla fetiente scurnacchiata....

LISA : (Che sta sfogliando la posta portata su da Paola) Clara, c una busta per te.

CLARA : Per me ?

LISA : (Leggendo sulla busta) Gentile signorina Clara Bazzani presso Agenzia Morini eccetera. Ecco qua.

CLARA : E chi pu scrivermi qui in agenzia ? Vediamo...non c il mittente...

PAOLA : Prova ad aprirla (Clara apre la busta e ne trae un foglio).

CLARA : Sembra una poesia ! (legge)

Non esprimere lamore,

quello vero sempre ascoso;

PAOLA: Ascoso? Che vuol dire?

LISA: Vuol dire nascosto. Vai avanti, Clara.

CLARA:

E uno spiro che si muove

Silenzioso, misterioso.

PAOLA: Spiro? Che roba ?

LISA: Spirito! Significa spirito! Vuoi stare zitta?

PAOLA: Ma se non capisco! Ascoso, Spiro, Sparo, che lingua ?

LISA: Zitta! Prosegui, Clara.

CLARA:

Dichiarai il mio grande amore

Il mio cuore le si apr;

Con paure orrende, fredda,

Ah, tremando, lei fugg.

Come fu da me lontana

Un viandante laccost,

Silenzioso, misterioso:

Sospir e la conquist.

LISA : E bellissima... Ma piena di tristezza ! Chi te la manda?

CLARA : Non firmata. C solo una sigla: G.A.!

PAOLA : Andrea ?

CLARA : No, non certo lui... troppo abbietto per scrivere poesie....

LISA: E allora chi? Fammi leggere, posso? (prendendo di mano a Clara il foglio delle poesia. Rilegge:).

Dichiarai il mio grande amore

Il mio cuore le si apr;

Con paure orrende, fredda,

Ah, tremando, lei fugg.

Sembrerebbero le parole di un innamorato che dopo essersi dichiarato fosse stato respinto da una donna che poi si lasciata conquistare da un altro Chiss se stata scritta da chi te lha mandata o .

PAOLA: (che mentre Lisa leggeva, non vista, aveva digitato sulla tastiera) La poesia : Non esprimere lamore, di William Blake, poeta, pittore, incisore inglese; Londra, 28/11/1757 12/08/1827.

CLARA: Cosa?

LISA : Paola, non immaginavo fossi cos esperta di poesia!

PAOLA: Infatti non lo sono. Ho solo digitato i versi su un motore di ricerca, semplice, no?

LISA: Ah! Verrebbe da pensare che il mittente qualcuno che ha una buona cultura letteraria

PAOLA: Non detto.

CLARA: Perch non detto?

PAOLA: Perch pu essere benissimo qualcuno che ha scelto da un libro o su internet una poesia che facesse al caso suo!

CLARA: Mm pu essere. Non ci avevo pensato. (si alza e si avvia verso il bagno. Esce)

LISA: Paola, sei di un prosaico impressionante!

PAOLA: Io? Perch?

LISA: Perch con la tua precisazione razionale e freddamente logica hai frantumato quel minimo di romanticismo che questo (mostrando il foglio con la poesia) poteva suscitare! Ti costava tanto startene zitta? Lasciarle almeno il sospetto che ci sia qualcuno che pensa a lei e che potrebbe esserne innamorato? Lavrebbe aiutata a superare il trauma di aver rotto con Andrea!

PAOLA: Lisa, che palle! Vuoi che te la dica tutta? Clara ha solo bisogno di trovarsi un ragazzo che non badi tanto al sottile: uno pratico, energico, vitale

LISA: Seeh ! Un mister muscolo narcisista e con la zucca vuota di quelli che frequenti tu!

PAOLA: Magari! E che ci faccia un po di sesso: fisico, appagante, disinvolto e sano sesso! Quello, le farebbe bene; altro che sta roba qui (stappando di mano il foglio a Lisa).

LISA: (Applaudendola lentamente, in modo sarcastico) Brava. Complimenti. Immagino che la tua vita da single impostata su questi principi ti garantisca unesistenza serena e felice.

PAOLA: Che centra la mia vita, scusa? (Clara rientra e va alla sua scrivania).

LISA: Tutto bene, Clara?

CLARA: Tutto bene, s.

LISA : Clara, che c? Hai pianto? Hai gli occhi rossi.

CLARA: No, mi sono solo tolta un punto nero. Mha fatto un po male. Tutto qui.

LISA: Davvero?

CLARA: Davvero (Le tre rimangono un attimo a pensare, ciascuna per conto suo. Poi Paola reagisce).

PAOLA : Su ragazze, mettiamoci al lavoro (squilla il telefono, Lisa va a rispondere mentre le altre due prendono posto alle rispettive scrivanie).

LISA : Pronto Agenzia Morini buongiorno......No, la signora Erika uscita, pu dire a me ?....

Paola inizia a lavorare, poi si ferma, riprende in mano il foglio della poesia e lo legge in silenzio mentre le luci si abbassano e finisce il primo atto.

.


Atto secondo

SCENA 12

Paola, Clara e Lisa

E sabato pomeriggio. Lazione si svolge nellappartamento di Paola. Il posto pi che spartano e larredamento (o meglio la parvenza di esso) costituito dagli oggetti pi disparati e scompagnati, raccattati qua e la a pochi soldi e senza risparmio di fantasia. Paola in tuta sta facendo esercizi di aerobica.

PAOLA : ..Uno, due, tre e quattro...Op,...op..., Uno, due, tre e quattro....

Spegne il registratore, si siede e rimane pensosa. E tormentata. Infine si decide: fruga dentro una borsa e ne tira fuori un foglio. E la poesia che Clara aveva ricevuto in ufficio. Legge. Squilla il telefono.

PAOLA: Pronto? (.) Ciao Rudy () Tutto bene, grazie e tu? () Ah, ecco () No, non possiamo vederci questo fine settimana da me. Ospito unamica per un po. Si appena lasciata col suo ragazzo e (..) Portare un tuo amico? No, non credo sia una buona idea. (..) No, macch Chiodo scaccia chiodo, non proprio il caso. (.) S, lo so che sempre stata la mia filosofia, ma non ne sono pi cos sicura! Non sempre cos che va. (..) Capirai! () Per favore, Rudy! (.) No. () No-oo! (.) Me ne frego di quel che mi perdo, c altro nella vita, non c solo il sesso! (.) Ma senti, Rudy (lui ha riattaccato) Stronzo!

Suonano alla porta. Paola nasconde il foglio che aveva in mano sul tavolino, sotto una felpa che vi ci posata sopra e va ad aprire

CLARA : (E ben vestita, truccata, rispetto a prima ha avuto una metamorfosi. Entra insieme a Lisa. Hanno delle borse e dei pacchetti) Ciao Paola! Mi aiuti per favore?

LISA: Bonjour! .Qualcosa non va?

PAOLA: No, perch?

LISA: Hai una faccia

PAOLA: (dissimulando) Ho appena finito di fare aerobica. Sono solo un po stanca. (nota Clara:) Clara! Fatti vedere!

CLARA: Come sto?

LISA: Che ne dici?

PAOLA: Assolutamente incantevole! Complimenti!

CLARA: Il merito tutto di Lisa. Mi ha portato dalla sua estetista e poi siamo andate a fare un po di acquisti per rinnovare il guardaroba.

PAOLA: Sembri unaltra persona! Che dire? Da brutto anatroccolo a cigno bianco, da bruco a farfalla,

LISA: Da Cenerentola a principessa!

CLARA: Ma no, esagerate

LISA: Ma vero: se ti vedesse adesso il tuo Andrea, si pentirebbe mille volte di averti trattata in quel modo.

CLARA: Non pi il mio Andrea.

LISA: Non si sa mai.

CLARA: (sorridente) Ma sono io che non lo voglio pi!

PAOLA: Ben detto, Clara: acqua passata non macina pi.

LISA: S, forse proprio cos (fa un cenno dintesa a Paola, non vista da Clara).

CLARA: (Raccoglie suoi pacchetti e si accinge ad uscire) Io, se non vi spiace, andrei di l a sistemare le mie cose in camera. Posso?

PAOLA: Non devi chiedere il permesso. E casa tua.

LISA: Ce la fai da sola? Non vuoi una mano?

CLARA: No, ce la faccio. E confesso che ho anche bisogno di starmene un po per conto mio: troppe cose nuove tutte insieme e Beh, a dopo (esce).

SCENA 13

Lisa e Paola

LISA: (Fa cenno a Paola di avvicinarsi. Ha una confidenza che non vede lora di rivelarle) Ti ricordi la poesia?

PAOLA: (Dissimulando) Poesia? Quale poesia?

LISA: Quella che qualcuno ha spedito a Clara, in ufficio!

PAOLA: Ah, s! La poesia E allora?

LISA: Beh, senti qua: stamattina mentre eravamo in giro ho cercato di far sbottonare un po Clara per capire se avesse idea di chi gliela potesse aver spedita.

PAOLA: Impresa non da poco! Clara chiusa come unostrica.

LISA: Infatti. Per di e ridi alla fine ci sono riuscita.

PAOLA: No ! Davvero? E dunque?

LISA: Te la faccio breve: prima di mettersi con Andrea

PAOLA: Lo stronzo

LISA: appunto, cera un ragazzo, un amico che Clara adorava, Gabriele. Un ragazzo in gamba, a quanto dice lei, un amico dai tempi delle medie. Da come me ne ha parlato mi sembrato di capire che si frequentassero spesso e che lui fosse molto gentile con lei. Un ragazzo intelligente, sensibile, spiritoso e piuttosto carino.

PAOLA: Solo che lei purtroppo non piaceva a lui. Giusto?

LISA: E invece s! A quanto pare per, questo Gabriele non si era mai fatto avanti. Lei tutto immaginava, fuorch di piacergli almeno quanto lui piaceva a lei.

PAOLA: E a questo punto?

LISA: A questo punto una sera, dopo essere stati al cinema, lui le disse che aveva qualcosa di importante da dirle e le dichiar di essere innamorato di lei.

PAOLA: Uu! E lei?

LISA: Lei? Vai a capire cosa le sar passato per la testa! Non gli ha creduto!

PAOLA: Co-osa? Ma scema?

LISA: Ha pensato che lui le stesse facendo uno scherzo. Figurati se lui si vuole davvero mettere con una come me si detta. Anzi, il sospetto che quella dichiarazione fosse solo un espediente per portarsela a letto le si insinu nella mente fino a diventare certezza. Cos gli rispose che lei veramente lo aveva sempre considerato solo un amico, che lui non era il genere di compagno che cercava, e che tutto sommato sarebbe stato meglio, visto come stavano le cose, che non si vedessero pi. E cos stato.

PAOLA: Ma che, cavolo! E la peggior cosa che una ragazza possa dire: Sai, io ti considero solo un amico!

LISA: Infatti. Di l a poche settimane Clara partecip ad una festa di compleanno e conobbe Andrea. Mai visto prima, mai frequentato. Le sembr cos solo, cos introverso che

PAOLA: che le fece pena e ci si mise insieme! Povera scema!

LISA: Non pi scema di tante altre, direi. Beh, comunque quindici giorni fa lei e Gabriele si sono incontrati per caso. Hanno preso un caff insieme e hanno scambiato due chiacchiere. Lui si laureato in Lettere e filosofia ed insegna da qualche anno in un liceo.

PAOLA: Ed impegnato o ?

LISA: Scapolo. O meglio: single. Pensa: lei invece gli ha detto di essere ormai giunta al quinto anno di fidanzamento. Evidentemente lui c rimasto male e spedirle quella poesia stato il suo modo discreto di farglielo sapere.

PAOLA: Adesso vado di l e la pesto! Ma sicura che sia stato lui a spedirle la poesia?

LISA: S. Al caff lei gli aveva detto dove lavorava e poi, ricordi? Sul foglio non cera firma ma cerano le iniziali G.A.: Gabriele Adami.

PAOLA: Quindi Clara ha sempre saputo chi gliela mandava, la poesia. Sono senza parole.

LISA: Non mi chiedi cosho fatto?

PAOLA: No, perch me lo dirai comunque!

LISA: Hai ragione. Beh, io tanto ho fatto e tanto ho detto, che lho convinta a telefonare a questo Gabriele: stasera escono a cena insieme! Lui passer di qui a prenderla alle otto e mezza!

PAOLA: Fantastico! Sei una grande! Lisa, che colpo! Complimenti.

LISA: Grazie. Sono proprio orgogliosa di me. Ora per devo uscire. Devo passare dallottico ad acquistare il liquido per le lenti a contatto. Ci vediamo fra poco.

PAOLA: Va bene. A momenti dovrebbero arrivare anche Assunta e Cosimo con le ultime cose di Clara perci ti aspettiamo.

LISA: Daccordo. A pi tardi. (si avvia alluscita)

PAOLA: (accompagnandola) A pi tardi. Ciao. (escono).

SCENA 14

Clara e Paola

Clara entra con un pacchetto. Lo posa sul tavolo e comincia a scartarlo: contiene una torta alla panna. Paola rientra e visto cosha in mano la guarda con aria di rimprovero.

CLARA : ...Te lo giuro Paola, te lo giuro che da domani anzi, da luned mi metto a dieta e comincer a fare un po di movimento fisico.

PAOLA : (La guarda costernata con disapprovazione. Non la tranquillizza, inoltre, che lamica stia armeggiando sullo stesso tavolino in cui poco prima lei aveva nascosto, infilandolo sotto un indumento, il foglio con la poesia) Rimpinzarti con quel dolce non comunque un buon inizio, Clara.

CLARA : Uffa, lascia almeno che mi ci abitui un poco alla volta !

PAOLA : E qui che sbagli. Meglio un taglio netto, credi a me.

CLARA : Hai ragione, sono daccordo anchio.

PAOLA : Dunque ?

CLARA : Da luned prossimo niente pi dolci, solo ginnastica, dieta bilanciata e cure estetiche, promesso.

PAOLA : Gi, mentre invece oggi e domani ?

CLARA : Paola, oggi il primo giorno che sono qui, fra poco arriveranno Assunta e Cosimo con il resto delle mie cose ed io ho invitato anche Lisa.

PAOLA : Lo so. E con questo ?

CLARA : Dobbiamo festeggiare, non credi ?

PAOLA : Scusami, Clara ma c qualcosa che mi sfugge : festeggiare cosa ?

CLARA : Ma come cosa ? Linizio della nostra convivenza ! Ho comprato appositamente la torta ed ho messo in frigorifero una bottiglia di vino.

PAOLA : Oh, Clara...

CLARA : Assunta e Cosimo sono stati cos gentili ad aiutarmi a traslocare, come potevo non offrir loro nemmeno una fetta di dolce !

PAOLA : E sia, mi arrendo. (suona il campanello dellentrata). Oh, chi pu essere ?

CLARA : Vado io, devono essere Assunta e Cosimo con la mia roba. Arrivo !

SCENA 15

Paola, Clara. Assunta e Cosimo

(Clara apre la porta. Assunta e Cosimo entrano con degli scatoloni).

ASSUNTA : Buongiorno Claretta bella, siamo arrivati. Vieni Cosimo, per di qua.

CLARA : Bene, siete gi qui. Ecco, posate tutto qui per terra. Salve Cosimo.

COSIMO : Salve, Paola, salve Clara.

ASSUNTA : Facmme presto figliole che tengo na notizia...

PAOLA : Notizia ? Che notizia ?

ASSUNTA : Ah, se lo sapevo ! Che, non mi credevate a me ? Mo state a sentire...

CLARA : Di che si tratta ?

ASSUNTA : Quelli che si credevano, che io ero fessa ? Io per certe cose, tengo locchio clinico ! (durante tutta la scena, Cosimo sar distratto, annoiato. Si interesser al contenuto degli scatoloni badando a non farsi vedere mentre curiosa).

PAOLA : S abbiamo capito, fuori la notizia.

ASSUNTA : Bene. Voi vi ricordate che vi dissi luned, dentrallufficio vostro, dopo che a Lucifera se nera andata ?

PAOLA : No, che hai detto ?

ASSUNTA : Claretta bella, diglielo tu : te larricordi che vi dissi ?

CLARA : Veramente io non...

ASSUNTA : Eeh, Santo Gennaro, proprio non ve lo ricordate ? Quanne ve portai o pacchetto chaveva consegnato o fattorino e io vi chiesi : Com a Lucifera stamattina ? e tu Paolina mi dicesti : Odiosa, come al solito. Ti ricordi mo ?

PAOLA : S, credo di s...

ASSUNTA : Brava ! E ti ricordi che disse poi Assuntina vostra a proposito della signora Erika ?

CLARA : Aspetta, aspetta... Non dicesti per caso che secondo te era....

PAOLA : No !...

ASSUNTA : E invece s.

CLARA : No !...

ASSUNTA : E vi dico di s....

PAOLA : No....

ASSUNTA : Oh, come laggio a dire ? La signora Erika, vostra padrona, e belle cornuta !

CLARA : Cornuta ?

ASSUNTA : Cornuta, s : becca, tradita, insomma : Riccardo Morini se la fa con unaltra.

PAOLA : (divertita e meravigliata nel contempo) Accidenti che colpccio : se la cosa vera quella sar fuori di s.

ASSUNTA : Ha da schiattre, ve lo dico io. Aveva la schiuma alla bocca, cacciava di quegli urli....

CLARA : No, no, Assunta, racconta tutto dallinizio.

ASSUNTA : Oh : io non vho detto nulla eh ?

PAOLA : Ti puoi fidare, lo sai.

CLARA : Parola !

ASSUNTA : Bene. Come voi sapete, io sto dabbasso in portineria. Stamattina sul tardi, era quasi luna, mi si presenta o commesso di Gaudenzi, il negozio di scarpe, e mi chiede se ci sta il signor Morini. Io gli dico che no, il signor Morini non ci sta, ma ci stava la moglie su in ufficio e cos laccompagnai su perch a me non mi poteva dire di che cosa si trattava.

PAOLA : Era in ufficio a quellora anche oggi che sabato ?

ASSUNTA : Sst ! St a sentire....(campanello dellingresso)..E mo questo chi  ?

PAOLA : Credo sia Lisa. Aspetta un momento, la faccio entrare. (esce e rientra con Lisa).

SCENA 16

Paola, Clara. Assunta, Lisa e Cosimo

LISA : Buongiorno a tutte.

CLARA : Buongiorno Lisa. Entra, presto.

LISA : Che c ?

ASSUNTA : Salve bellezza. Siedi qua e statti buona buona.

LISA : Si pu sapere di che state....

PAOLA : Assunta ha scoperto che il signor Morini ha una tresca. Sst !, lasciala raccontare.

LISA : Cosa ?

CLARA : E la signora Erika lha saputo proprio oggi !

LISA : (Sgomenta, tentando di dissimulare) Ah, davvero ?

ASSUNTA : Allora, come questo entr nellufficio, io rimasi fuori per sentire.

CLARA : E cosa hai sentito ?

ASSUNTA : Beh, senza dire che ha detto e che non ha detto, la cosa sta accuss : il commesso era venuto perch il signor Riccardo aveva dato al negozio un assegno con la cifra corretta : lassegno era di cinquecentomila lire ma lui sotto al primo zero ci ha fatto una zampetta per far risultare cinquecentonovantamila lire, senza pensare che la cifra ci sta scritta anche in parola...

PAOLA : E allora ?

ASSUNTA : Sttti buona Paolina, mo viene il bello. Il signor Riccardo era andato al negozio marted ed aveva scelto un bel paio di scarpe da donna di vernice rossa numero trentasette. Aveva fatto pure confezionare nu pacchetto regalo e aveva lasciato detto che qualcuno sarebbe poi passato a pigliarlo. Gi da Gaudenzi si sono accorti dopo che lassegno era irregolare : hanno aspettato un giorno, nhanno aspettato due, nhanno aspettato tre, ma non vedendo arrivare nessuno, e credendo che comunque le scarpe fossero per la signora Erika, hanno mandato un commesso per farsi sostituire lassegno che era sbagliato : quella che vale la cifra in parola, che era cinquecentomila lire, ma le scarpe ne costavano cinquecentonovanta.

CLARA : Cinquecentonovantamila lire per un paio di scarpe !

ASSUNTA : E quello cha detto pure la signora. C un errore... gli ha dett issa, ...mio marito lo sa che non sopporto le scarpe rosse eppoi io calzo il trentanove e mezzo. Allora il commesso ha detto : Signora, le scarpe le possiamo cambiare, ma lassegno ce lha dato proprio il signor Riccardo, ecco qua Tutta un tratto naggio sentito chi niente. Quella deve aver fatto un nuovo assegno al commesso e poi le ho sentito dire : Tenete le scarpe in negozio e non le date a nessuno che nel pomeriggio le verr a pigliare io. Arrivederci Quando quello uscito io non mi sono fatta vedere, e appena se ne andato, la signora ha cominciato a parlare da sola. Avrei voluto vederla quando diceva : Maledetto bastardo ! Ecco dove butta tutti i soldi ! Mi tradisce con unaltra donna ! Non possibile, maledetto cane. Ma voglio scoprire chi la puttana con cui te la fai !.... e poi mi sono squagliata perch quella uscita dallufficio che sembrava una tigre infuriata.

PAOLA : Io credo che potrebbe anche trattarsi di un equivoco. Il signor Riccardo potrebbe aver comperato quelle scarpe per una sua parente oppure...

ASSUNTA : Una parente ? E quanno mai ? Cinquecentonovantamila lire pe nu paio di scarpe, solo per una amante si possono spendere !

CLARA : (Ridendo) Ben le sta a quella megera ! Ci pensate ? Lei con tutta la sua aria da superdonna ? Ha, ha, ha...

PAOLA : Gi, proprio lei..ha, ha, ha...

ASSUNTA : Che vi dicevo ? Io tengo locchio clinico : Ho detto chera cornuta ? Avevo ragione o no ?

CLARA : Certo che avevi ragione.....Lisa, che hai ? Stai male ?

ASSUNTA : E che ?... ti metti a piangere mo ?

CLARA : Lisa, che ti succede ? Perch piangi ?

LISA : Non ce la faccio... ho paura che....

PAOLA : Su, su, bambolina, che ti si sciupa tutto il maquillage. Rifiata un momento e poi dicci cosa ti prende.

LISA : Chiss cosa penserete di me...

ASSUNTA : Oh, quante storie, ce lo vuoi dire o no ? Che successo ?

PAOLA : Coraggio, sptalo questo rospo.

ASSUNTA : Figliole, aggio capito o guaio !

CLARA : Cio ?

ASSUNTA : Lisa, si tratta di un uomo ?

LISA : S....

ASSUNTA : Un uomo che tha inguaiata ?

LISA : Beh, ecco...

ASSUNTA : E allora ho capito !

PAOLA : Hai capito che cosa ?

ASSUNTA : Che Lisa nostra ha fatto a frittata !

CLARA : La frittata ? Che vuol dire ?

ASSUNTA : Oh, gnoccolone ! Lisa incinta ! E vero o no ?

PAOLA : No !

ASSUNTA : Eh gi.... No ?

LISA : No, che avete capito ? Ci mancherebbe altro...

ASSUNTA : Come, non sei incinta ?

LISA : No, non lo sono.

ASSUNTA : E allora che chilla faccia e funerale, figlia bella, eh ?

CLARA : Se non sei incinta allora perch sei cos sconvolta ?

LISA : Me lo sono sempre tenuto per me, ho tenuto tutto nascosto anche a voi che siete le migliori amiche che ho, ma ora... ormai....

PAOLA : Ormai cosa ?

LISA : Ho una relazione con Riccardo Morini.

ASSUNTA : Tu ? Mannaggia lu pesce! ! Tu ?

PAOLA : Dici sul serio ? Con il marito di Erika ?

LISA : S, s, s ! Io, proprio io, con Riccardo Morini, il marito di Erika che ora scoprir tutto e mi far a pezzi e mi caccer dallagenzia, io, s, io Lisa Barone sono lamante del signor Morini !...

CLARA : No, non gridare, Lisa, ti prego calmati. Qui nessuno ti vuole giudicare male.

PAOLA : Sicuro, siamo dalla tua parte, tesoro, qualunque sia.

LISA : Non voglio la vostra compassione. Non so nemmeno io perch successo, non posso nemmeno dire di essermi innamorata di lui....

CLARA : No ?

LISA : No. Ci ho pensato a lungo, mi sono chiesta perch mi sono lasciata coinvolgere... O forse s Era cos gentile con me Mi sentivo apprezzata, ammirata tutto il contrario della signora: a volte a vederlo strapazzare da lei, anche in nostra presenza, mi sembrava che pure lui fosse una vittima della sua arroganza. Pi lei era sprezzante, cattiva con me e pi io mi sentivo spinta a stare con lui .

ASSUNTA : Era la vendetta : la pi grande vendetta che una donna sappia attuare ai danni di unaltra donna.

PAOLA : Vendetta ?

ASSUNTA : Paolina, tu si tutta muscoli e poco cervello : Lisa che femmina al cento per cento, a me mha capito gi. E vero o no ? (Lisa fa cenno di s col capo). Con tutto quello che la signora Erika le fa passare ogni giorno con la sua prepotenza, con le sgridate, i giudizi taglienti, listinto di femmina di Lisa ha detto : Apertamente non mi posso ribellare, ma dato che voi signora mi trattate a questo modo, io sapete che vi faccio ? Vi metto nu paio di corna lunghe lunghe col maritino vostro e cos voi non ve naccorgete, ma io quando ve la prendete con me, io sotto sotto me la rido di voi e della vostra meschinit.

LISA : Oh, Assunta....(abbraccia Assunta la quale la consola).

CLARA : Dunque le scarpe erano un regalo per te.

LISA : Credo di s. Gli avevo detto di aver sempre desiderato un paio di scarpe di quel tipo e lui mi aveva chiesto che numero portavo...(squilla il campanello della porta).

PAOLA : Chi pu essere ?

LISA : Non voglio che mi vedano...

ASSUNTA : Lisuccia, non ti preoccupare, ci sto qua io, no ?

CLARA : Vado ad aprire. (esce dietro le quinte e da l 🙂 Signor Morini !

SCENA 17

Paola, Clara. Assunta, Lisa, Cosimo e Riccardo

RICCARDO : (Da dietro le quinte) Buongiorno, Clara. Sto cercando Lisa. E qui da voi per caso ? E importante.

CLARA : (Entra in scena seguita da Riccardo evidentemente scosso ed in preda ad agitazione) Prego, si accomodi.

RICCARDO : Buongiorno a tutti. C qui Lisa? Devo assolutamente parlarle...

LISA : Sono qui, signor Riccardo.

RICCARDO : Bene, allora vuoi scendere gi un momento per favore ?

LISA : Pu parlare anche qui. Ragazze, per favore posso....

ASSUNTA : Uh, certo, come no ? Paola, me lo fai vedere sto appartamentino tuo bello ?

PAOLA : Che ? Ah, s, da questa parte, ti faccio vedere la mia camera, e cos ne approfitto per cambiarmi. Vieni Clara.

ASSUNTA : E cos adesso siete in due a stare nellappartamentino, eh ? Cosimo, vieni con noi.

PAOLA : (Uscendo seguita da Assunta, Cosimo e Clara) Appartamentino unaccidente ; manca praticamente tutto : I mobili sono roba raccattata qua e l.....

CLARA : Io per lo trovo accogliente.....

SCENA 18

Lisa e Riccardo

RICCARDO : (Rimasto solo con Lisa) E successa una cosa terribile.

LISA : Lo so. Tua moglie sa che hai una relazione, vero ?

RICCARDO : E tu come lo sai ?

LISA : Ce lo ha appena detto Assunta.

RICCARDO : Al diavolo, quella pettegola sa sempre tutto...

LISA : Non giudicarla male. E tua moglie che andata in escandescenze. Spero non sia venuta a sapere che con me che la tradisci.

RICCARDO : E per questo che sono qui. Temo che non ci metter molto a scoprirlo.

LISA : Oh no, e come ?

RICCARDO : Erika, prima che potessi farlo io, si precipitata da Gaudenzi ed ha ritirato la scatola con le scarpe che avevo scelto per te...

LISA : Avevi messo un biglietto col mio nome ?

RICCARDO : No, questo no. Ti avevo semplicemente scritto di scusarmi se non ti consegnavo personalmente il pacchetto in ufficio per non insospettire di mia moglie, che mi sarei fatto perdonare al pi presto con un week-end dei nostri e firmato Tuo Riccardo. Ti avrei fatto recapitare il regalo da un fattorino oggi stesso se quellidiota del negozio...

LISA : Vuoi dire che Erika leggendo quel biglietto sapr che la donna con cui la tradisci una di noi ma non sa precisamente chi ?

RICCARDO : E cos. Mi ha telefonato ed era furiosa. Voleva sapere chi era la mia amante, ha usato degli epiteti irripetibili e...

LISA : E tu hai fatto il mio nome ?

RICCARDO : Certo che no, io ho negato tutto. Ma temo che stia arrivando qui per interrogare Paola e Clara. Ho paura che se non inventiamo qualcosa non ci metter molto a risalire a te.

LISA : (Dopo una pausa) Io glielo dico.

RICCARDO : Lisa, sei impazzita ?

LISA : Le confesso tutto, Riccardo, non voglio che Paola e Clara vengano coinvolte o rischino di perdere il posto per causa mia. (Chiama) Clara ! Paola ! Venite pure...

RICCARDO : Ma... Che fai?

LISA : Loro sanno tutto, glielho appena detto.

RICCARDO : Che ? Intendi dire che hai detto loro che noi...

LISA : ...Abbiamo una relazione. S, glielho detto.

SCENA 19

Lisa, Riccardo, Paola, Clara, Assunta e Cosimo

(Rientrano in scena Paola, Clara, Assunta e poi Cosimo).

RICCARDO : Come hai potuto spifferare tutto ? Cretina, ti sembrano cose da spargere ai quattro venti ?

LISA : Io non ne potevo pi, Riccardo.

RICCARDO : Incredibile ! Idiota ! Non dire pi niente, dovevo immaginarlo che prima o poi saresti andata a raccontarlo ! Capiri, avere una relazione col padrone ! E troppo grossa per tenere il segreto. Scema !

LISA : Riccardo che stai dicendo ?

RICCARDO : Staa sentire, stupida creatura : tu adesso non dici pi niente, chiaro ? Se Erika piomba qui tu non mi hai mai visto e non confessi un bel niente.

LISA : Scoprir tutto comunque, lhai detto anche tu poco fa.

RICCARDO : Inventer io qualcosa, non la prima volta, devo solo guadagnare tempo. Capito ? Razza di cretina.

CLARA : (Indignata) Signor Morini ! Si vergogni ! Le sembra il modo di trattare una persona ? Lei un....

RICCARDO : Tu stai zitta. Fatti gli affari tuoi, chiaro ?

CLARA : Cosa ? Sa cosa penso di lei, Signor Morini ?

RICCARDO : Non me ne importa un accidenti, idiota, impara a farti gli affari tuoi !

LISA : Riccardo !

RICCARDO : Zitta anche tu ! Ma guarda queste... solo per una cosa siete buone voi donne....

COSIMO : (Senza proferir parola prende in mano la torta dal tavolo, si avvicina innocentemente a Riccardo e con tutta tranquillit ne richiama lattenzione battendogli con due dita sulla spalla).

RICCARDO : Che c ?

COSIMO : (Gli sbatte la torta in faccia con esultanza delle ragazze)

RICCARDO : Maledetto ritardato mentale ! (I due iniziano una colluttazione mentre le ragazze cercano di dividerli fino al suono del campanello dellingresso).

ASSUNTA : E molla mio cugino, fetente....

PAOLA : Piano, piano, calmatevi....

LISA : Lascialo Riccardo, lascialo ti dico....

RICCARDO : Gi le mani sceme, lasciate che lo strozzi !....

(Suona il campanello dellingresso).

ASSUNTA : Fetente, pezze fango, razza di maccherone...

LISA : Basta, basta, per favore, smettetela !...(Suona insistentemente il campanello. I litiganti allimprovviso smettono di lottare. Paola va ad aprire).

SCENA 20

Lisa, Riccardo, Paola, Clara, Assunta, Cosimo ed Erika

PAOLA : (Fuori scena) Buongiorno signora Erika.

ERIKA : (Fuori scena) Buongiorno Paola. Posso entrare ?

PAOLA : Veramente...

ERIKA : Bene. Grazie ...(Entra in scena seguita da Paola). Ah ! Siete qui tutti quanti... Riccardo ! Guarda questidiota come s fatto conciare...

RICCARDO : Cara, non pensare male io...

ERIKA : Stai zitto ! Non te che sono venuta a cercare, ma visto che sei qui mi rendo conto di essere nel posto giusto.

RICCARDO : No, senti...

ERIKA : Basta ! (alle sue impiegate) Siete tutte e tre qui. Bene, cos non dovr ripetere le domande ed eviter di perdere tempo.

ASSUNTA : Gi, il tempo denaro. Cosimo, dammi una mano a risistemare (con il cugino comincia a pulire e risistemare quanto buttato allaria durante il parapiglia).

ERIKA : Credo che ormai vi sar noto che io sono venuta a conoscenza di tutto ; so che una di voi ha in qualche modo adescato quel tonto di mio marito....

RICCARDO : Cara !...

ERIKA : Zitto tu! Avanti: chi ?

RICCARDO : Erika, tesoro, non ritengo elegante discutere questa faccenda in presenza delle nostre dipendenti. Nessuna di loro ha nulla a che vedere con

ERIKA : Ah, no dici? E invece io sono sicura di s. Guarda caso le hai tutte e tre qui presenti: chi la tua amata? Forse Paola? Bionda, atletica, coscia lunga una Valkiria!

PAOLA : Signora!

ERIKA : Va bene, va bene, non Paola. Chi allora? Ah, beh, Lisa! E lei? Sofisticata, femminile, sempre elegante e truccata la Pupa da esibire.

LISA : Io non sono affatto una pupa da esibire

ERIKA : Oh, ma come non ci ho pensato prima? Clara!

CLARA : Io? Io cosa?

ERIKA : Ma certo: la pi giovane! Cos almeno una volta tanto lei ti d modo di sentirti il maschio dominante! Come ti chiama nellintimit? Fragolino mio? Potrebbe essere tua figlia, ti rendi conto? E lei?

RICCARDO : Cara, mi credi davvero cos imbecille da invaghirmi di una dipendente del nostro ufficio?

ERIKA : Certo che lo credo.

RICCARDO : Secondo te sarei babbeo fino a quel punto?

ERIKA : Assolutamente s!

RICCARDO : Erika!...

ERIKA : Riccardo, tu sei un debole; evidente che sei stato vittima di una di queste tre. Non uscir da quella porta senza averlo scoperto. (Rivolta alle ragazze:) Bene, ho qui in questa scatola le scarpette rosse con cui questo inetto intendeva fare un regalino alla sua ganza. (al marito) Cinquecentonovantamila lire : accidenti caro, le paghi troppo salate un paio dore di piacere. (alle ragazze, dopo aver posato la scatola sul tavolo) A chi di voi erano destinate ?

PAOLA : Signora, con tutto il rispetto : non credo sia suo diritto venire qui a fare linquisizione.

ERIKA : Ah, no ? Questo il bigliettino che era allegato al regalino : Perdonami tesoro se non ti porto di persona questo presentino... Cinquecentonovantamila lire. Lo chiama presentino lui. ...per il nostro primo anniversario, ma dallufficio non posso passare per via di mia moglie. Mi far perdonare presto con un week-end di quelli che tu sai. Tuo Riccardo. Ora, evidente che la puttana a cui era diretto ha a che fare con lagenzia e quel che peggio....maledetto idiota.... evidente che la storia dura da un anno...

ASSUNTA : Oh signo, voi s che tenete una capa tanta : da nu biglietto accuss avete scoperto tutte ste cose.

ERIKA : Assunta, fatti gli affari tuoi.

ASSUNTA : Signo non vincazzate : il tenente Colombo molto pi diplomatico di voi.....

COSIMO : ...e pure la signora Fletcher....

ERIKA : Silenzio ! Quella di voi che per spillare denaro a Riccardo non ha esitato ad esercitare la pi antica delle professioni, sappia che le conviene confessare subito. E se ci non avverr entro cinque minuti voi tre, care signorine, consideratevi tutte licenziate in tronco a partire da ora !

RICCARDO : Erika, ti assicuro che nessuna di loro ha nulla a che fare con tutta questa faccenda...

ERIKA : Riccardo, una di loro ti ha adescato e raggirato per un anno, te ne rendi conto ?

RICCARDO : S.... in effetti pu essere cos... del resto un uomo se provocato...-

ASSUNTA : E che sta a dire questo ? Signor Riccardo, ma vi rendete conto di che state a dire ?

RICCARDO : Erika ha ragione, solo ora mi rendo conto di essere stato usato...

ASSUNTA : Gi, di essere stato nu pappamolla, nu carciofo, nu scimmunito che s fatto abbindolare dalla femmina ammaliatrice. Ma facesse luomo una volta nella vita !

ERIKA : Sia come sia, fuori la colpevole. Su Riccardo, dimmi chi di loro tre.

RICCARDO : Ehm, ecco...mi spiace ma la verit prima o poi bisogna dirla. La donna che mi ha offuscato la mente da un anno a questa parte .....

PAOLA : Sono io ! (stupore da parte dei presenti) Ebbene, caro, ti ringrazio per non aver rivelato il mio nome fino a questo momento. Signora Erika, sono io la colpevole.

ERIKA : Tu ? Tu saresti....

PAOLA : La Valkiria. S, sono stata io.

ERIKA : Non...non so che dire.... Riccardo, da lei che ti sei fatto bere il cervello ?

RICCARDO : Lei ?.... veramente no.... non lei,

CLARA : Sono io ! Grazie Paola per aver cercato di salvarmi, ma non posso permettere che unaltra sia infelice al mio posto. Riccardo, Fragolino mio, d pure a tua moglie che sono stata io a sedurti e soggiogarti.

ERIKA : Clara ? Hai tradito me per una come Clara ?

RICCARDO : Ma no, che state dicendo ?

CLARA : Riccardo, diglielo caro che eri il mio Fragolino...

Approfittando del momento, Cosimo - non visto - apre la scatola, ne tira fuori le scarpe e le infila dentro uno degli scatoloni sostituendole con un paio di vecchie pantofole.

ERIKA :No, no, non ci credo. Per quanto idiota mi rifiuto di credere che Riccardo si sia fatto abbindolare da una sciattona come te Clara. Comunque grazie, perch involontariamente mi hai fornito la risposta che volevo.

CLARA : Cio ? Io non...

ERIKA : Non Paola, non sei tu, lunica possibile Lisa.

LISA : Signora Erika, io.... Non come ha detto lei... io non ho mai avuto intenzione di sedurre suo marito.... Ecco io....

ASSUNTA : (Con melodrammatica intensit) Riccardo, amore: tu pe mme si nu piezze core, ma io mo aggio a parla !

RICCARDO : Cosa ? Ma che ?...

ERIKA : Assunta, che accidenti vai dicendo ?

ASSUNTA : Lasste prde ste tre povere figliole, signo, sono io la colpevole, mia la colpa, mia la carne cha travolto i sensi di questo povero disgraziato marito vostro !

RICCARDO : Assunta, ma cosa stai dicendo ?

ASSUNTA : La verit, tutta la verit, nientaltro che la verit. Signora, vostro marito ancora ammaliato e vi vuol far credere che non sono stata io la sua amante, ma io posso provare che vero.

ERIKA : Con lei ? Riccardo, tu sei stato lamante di Assunta ? La portinaia !

ASSUNTA : E come no ? Sapeste quante volte, signo.... mentre voi stavate in ufficio, io e lui ci siamo follemente amati.

RICCARDO : Ma no, non vero, non assolutamente vero ! Questa qui pazza !

ERIKA : Neghi ? Dunque vero !

ASSUNTA : Brava signo.... vedete quanto sono vigliacchi gli uomini, alla fine negano sempre. Riccardo, pecch nun dici S, ho amato follemente la mia Hassy ?

COSIMO : Hassy con lacca. Diminutivo anglosassone di Assunta

ERIKA : Hassy ?

ASSUNTA : Gi, a lui piace chiamarmi cos : Hassy, Hassy la focosa ! Diglielo che ci siamo amati ovunque : In ascensore, sulle scrivanie, su in archivio, dentralla guardiola della portineria ovunque ci assalisse la passione !

ERIKA : E semplicemente incredibile....

ASSUNTA : Gi ed in pi a me non mi potete nemmeno licenziare, perch non sono dipendente vostra ma del condominio.

ERIKA : (Sconcertata) Assunta ! (a Riccardo) Che vuol dire ?

COSIMO : Il contrario di licenziata.

ERIKA : Il .. contrario di licenziata?

COSIMO : Esattamente. Il participio passato: Io sono assunta, tu sei assunta,

ASSUNTA : Oh, non divaghiamo : Signo, la vostra colpevole sono io !

ERIKA : Riccardo, che hai da dire ?

RICCARDO : Ma ti sembra plausibile che io mi vada ad invaghire di una portinaia ? Erika, tesoro, ti facevo meno sprovveduta.

ERIKA : Un momento, un momento.... Le scarpe !

PAOLA ? Le scarpe ?

ERIKA : S, le scarpe. Proverete tutte e quattro le scarpe che Riccardo ha comperato e quella a cui andranno bene dovr essere senzaltro colei a cui erano destinate. (Cosimo fulmineamente sottrae la scatola con le scarpe dal tavolo e la passa a Clara di nascosto) Ma...dove sono finite le scarpe ? Avevo posato qui a scatola....

CLARA : Quale scatola ? (Passa la scatola ad Assunta)

ASSUNTA : Non c nessuna scatola.(ripassa la scatola a Cosimo).

ERIKA : Eccola ! Cosimo, restituiscimi quella scatola.

COSIMO : No.

ERIKA : Dammi quelle scarpe dannato idiota !

COSIMO : No.

ERIKA : Riccardo, fatti dare quella scatola !

RICCARDO : Su, molla la scatola....(lotta per strappargliela).. e lsciala !..

COSIMO : No.... no... (cede).

RICCARDO : Oh, finalmente.

ERIKA : Bene, care, ora preparatevi a far la prova della scarpetta. Voglio proprio vedere se Cenerentola chi dico io...

LISA : (Alle amiche) Ragazze, sono finita.

RICCARDO : (Aprendo la scatola) Eccoti le..... sono sparite le scarpe !

ERIKA : Cosa ? Non possibile.

RICCARDO : Guarda tu stessa, c dentro un paio di vecchie pantofole....

ERIKA : D qua !... (Si impossessa della scatola e ne trae fuori le pantofole)...e queste di chi sono ?

CLARA : Le mie pantofole ! (Paola, Assunta e Cosimo ridono).

ERIKA : Molto divertente, ma questo trucco non servir a niente! Bene, dopo queste penose sceneggiate ho qualcosa da dirvi: non so cosa ci troviate di tanto spiritoso, non so dove siano finite quelle maledette scarpe, ma a questo punto tutto chiaro: tu Riccardo per un intero anno ti sei fatto abbindolare da una troietta che risponde al nome di Lisa Barone...

LISA : Non vero !

ERIKA : Osi negare di essere la sua amante, Pupa ?

LISA : No, questo no. Ma anche se mi rendo conto di non averlo mai realmente amato, di certo non si pu dire che sia stata io ad abbindolare Riccardo.

ERIKA : Storie ! Egli stesso lo ha ammesso poco fa. In ogni caso, sei licenziata !

CLARA : Lei e suo marito siete due esseri spregevoli. Lei non pu fare questo.

ERIKA : No ? Certo che posso anzi, sei licenziata anche tu ! Paola, luned mattina telefonerai al nostro consulente perch prepari la liquidazione di queste due.

PAOLA : Spiacente signora, ma la prospettiva di restare ancora in un posto frequentato da due bastardi come lei e suo marito mi d il voltastomaco. Pertanto la telefonata se la faccia da s e dica al consulente di preparare anche la mia di liquidazione: d le dimissioni da subito.

ASSUNTA : E brave ragazze. Alla fine glielavete schiaffate in faccia. Brave !

ERIKA : Quanto entusiasmo. Vuoi dare le dimissioni anche tu, Assunta ?

ASSUNTA : Che ? Io sono dipendente del condominio, mica vostra e poi, signo io mica sono fessa : nessuno mi toglier la soddisfazione di vedere tutti i giorni la faccia vostra e pensare che oltre che cafona, arrogante e cattiva siete pure cornuta. Quanto a voi, signor Riccardo, vi vedr sgambettare su e gi a elemosinare denaro da quellarpa di vostra moglie. Ma ogni volta che mi vedrete sar come se vi sentiste dire : Sei nu maccherone, nu baccal, nu buono a nulla che giuoca a fare luomo, ma che uomo non . Ah, me so levata sto sasso dalla scarpa e mo sto bene !

CLARA : Brava Assunta !

ERIKA : Clara, stupidella e sciattona, che fai? Alzi la cresta ? Tornerai a pregarmi di riprenderti al lavoro. Chi vuoi che ti assuma, imbranata come sei ? Eh ? Dove credi di andare ?

COSIMO : (Lentamente si avvicinato alle spalle di Erika ; prima che lei se ne possa rendere conto le d un calcio sul sedere che la manda avanti di un metro !).

ERIKA : Ahi !....Chi ?... Cosa ?.... Riccardo ! Mi ha dato un calcio !

RICCARDO : Maledetto idiota, ora te ne pentirai (cerca di afferrare Cosimo per vendicare la moglie. Le altre donne cercano di ostacolarlo. Riavutasi, Erika d manforte al marito. Ne nasce una baruffa di botte e strattoni con battute a soggetto nella quale i due aggressori hanno la peggio e vengono buttati fuori dallappartamento).

SCENA 21

Lisa, Paola, Clara, Assunta e Cosimo

ASSUNTA : Oh,  finalmente labbiamo cacciati! Ragazze mo si pu stare in santa pace.

PAOLA : Erano anni che volevo togliermi questa soddisfazione.

CLARA : Anchio : dopo tutto quello che abbiamo dovuto sopportare in quel miserabile ufficio.

ASSUNTA : E brava Claretta ! Avete mandato a quel paese quella trombona ed il suo degno consorte. Brave, brave quaglione!

LISA : E io che per un anno ho dato retta ad un bastardo del genere... Come ho fatto?

PAOLA : Almeno tutto questo putiferio a qualcosa servito: te ne sei liberata.

CLARA : E adesso, ragazze, che facciamo ? Siamo tutte e tre disoccupate.

LISA : Gi....

ASSUNTA : Figliole, che vi posso dire ? Non sar la fine del mondo... il lavoro difficile da trovare, ma chi ha buona volont prima o poi...

LISA : Ma io non posso fare a meno di lavorare, ho le rate della macchina da pagare.

PAOLA : Ci sar pure un modo di venirne fuori, volete che tre impiegate con esperienza come noi non riescano a trovare un altro impiego ?

CLARA : Due, Paola ; imbranata e pasticciona come sono io, temo che non trover nessuno disposto ad assumermi. La signora Erika aveva ragione : dovr tornare da lei ad implorarla di riprendermi.

LISA : Non vero, Clara, non essere cos catastrofica.

ASSUNTA : Ragazze! O biglietto dove sta?

CLARA : Biglietto? Quale biglietto?

ASSUNTA : La giocata del Lotto: chi ce lha?

CLARA : Lisa, dovresti averlo tu.

LISA : Certo, ce lho in borsa.

ASSUNTA: Bene! Che ore sono?

COSIMO : Le 19 e 55!

ASSUNTA : Presto, appccia o televisore, presto!

PAOLA : Cos? Perch?....

COSIMO : Sul primo canale alle otto danno le Estrazioni del Lotto.

ASSUNTA: Presto, presto! Ecch? Ce le vogliamo perdere?

PAOLA: Ma io non ce lho il televisore!

ASSUNTA: Non tieni manco o televisore? Mannggia! Cosimo!

COSIMO: Che vuoi?

ASSUNTA: Vattnne, ci sta il bar che sta qua allangolo della strada

COSIMO: Quello di Pasquale Cacace?

ASSUNTA: S, quello! Sta qua allangolo. Pasquale paesano nostro e sicuramente si guarda le estrazioni del lotto! Valle a vedere l. Vai, vai

COSIMO: Vado (Si avvia). Aspetta

ASSUNTA: Che c?

COSIMO: Mi servir carta e penna

PAOLA: Ah, giusto! (cerca carta e penna mentre le altre sono in agitazione) Ecco!

COSIMO: Vado (c.s.) Aspetta

ASSUNTA: Ancora? Che vuoi?

COSIMO: Ma quando torno, per salire qua, che campanello devo suonare?

ASSUNTA: Io taccdo! Lo stesso di quando siamo saliti prima, no?

COSIMO: Prima? E io che ne saccio? Lhai suonato tu. Io stavo a portare gli scatoloni! L di campanelli ce ne stanno un decinio!

LISA: Cos, cos che ce ne stanno?

COSIMO: Un decinaio! Quanne son mille si dice un migliaio, se ce ne stanno cento si dice un centinaio, qua ce ne stanno dieci, che devo dire? Un decinaio!

LISA: Ma no! Una decina! Se sono dieci una decina!

COSIMO: See. E quanne mai? Allora cento sarebbe mo una centina?

ASSUNTA: Cosimo, vattnne, sciagurato!

COSIMO: E o campanello?

PAOLA: Giordano! E il terzo campanello della fila a destra: c scritto P. Giordano!

COSIMO: Terzo campanello, fila a destra. P. Giordano. Vado (si ferma) Aspetta!

ASSUNTA: Si pu sapere che vuoi ancora?

COSIMO: E mica posso andare al bar senza pigliare manco nu caff! Dammi mille lire!

ASSUNTA: (si avventa addosso a Cosimo ma viene trattenuta da Paola e Lisa) Taccdo!

PAOLA: (Trattenendo Assunta) Calma, Assunta, che fai?

ASSUNTA: Io taccido!... taccoppo!

LISA: (Trattenendo Assunta. A Clara) Dagli i soldi per il caff, presto.

CLARA: (Esegue) Ecco, tieni.

COSIMO: Grazie! M vado (si avvia verso luscita. Si blocca, torna sui suoi passi) Ma

TUTTE: Vai viaaaa!!!.... (Cosimo esce di corsa).

ASSUNTA: (Agitata. Deve sbollire la rabbia) Ah, senti che agitazione! Paola, ci sta niente da bere? Tengo sete

PAOLA: Certo: succo dananas, aranciata, t .

ASSUNTA: Ma no, che roba ? Dico qualcosa di alcolico che ci fai col t?

PAOLA: Mah, veramente io birra, vino o liquori non ne uso e

CLARA: C il vino!

PAOLA: Vino? Che vino?

CLARA: Quello che avevo portato io per brindare col dolce. Il dolce andato distrutto, ma il vino di l nel frigorifero.

ASSUNTA: Benone! Vallo a pigliare, v. Lo beviamo insieme.

CLARA: Vado a prendere vino e bicchieri (esce).

PAOLA: Ma cos a stomaco vuoto? (Verso la cucina) Porta anche i salatini. Sono nel pensile sopra il frigo!

SCENA 22

Lisa, Paola e Assunta

ASSUNTA: Cosimo nu bravo quaglione, ma a volte quando ci si mette farebbe perdere la pazienza pure ai santi del paradiso!

LISA: Sono le otto passate. Far in tempo a vedere i numeri che sono stati estratti?

ASSUNTA : O biglietto dove sta?

LISA : Nella mia borsa. (lo cerca, lo trova) Eccolo qui : i numeri giocati sono: 57

ASSUNTA : O scartellato!

LISA : 11

ASSUNTA : E suricille!

LISA : 42

ASSUNTA : O caff!

LISA : 49

ASSUNTA : O piezzo e carne!

LISA : e 71.

PAOLA e ASSUNTA: Lommo e merda (ridono)!

LISA: Esattamente! Cinquina secca sulla ruota di Napoli.

PAOLA: (Ad Assunta) Hai visto com carina Clara?

ASSUNTA: Eh! Mera sembrato. Ve lo volevo proprio chiedere. Chha fatto?

LISA: Lho portata dalla mia estetista: viso, unghie, massaggio rilassante e maquillage. Poi dal parrucchiere ed infine siamo andate a comprare qualcosina di carino da vestire. Ti piace?

ASSUNTA: Assai. Sembra unaltra! Una nuova Claretta.

PAOLA: E dulcis in fundo : stasera esce a cena con un tipo figo che non vedeva da anni. Un vecchio amico.

ASSUNTA: E brava guagliona! Cheta, cheta, hai visto mo! (le sorge un dubbio) U! Non sar che chist uno sposato, fidanzato o magari uno sciupafemmine?

LISA: Ma no: un ragazzo che Clara conosce dai tempi della scuola. Tra i due c sempre stata una certa simpatia e forse qualcosa di pi. Si chiama Gabriele.

ASSUNTA: Gabriele! Come larcangelo Gabriele! Il nome mi piace.

PAOLA: Speriamo bene.

ASSUNTA: Perch dici accuss? Ci sta qualche difficolt? E uno spiantato? Che ?

LISA: No, al contrario: laureato, fa linsegnante. Un tipo a posto.

ASSUNTA: (A Paola) E allora?

PAOLA: Uno che ci mette dieci anni a dirti che ti ama, capirai!

ASSUNTA: Nooo! Ma veramente?

PAOLA: Ti pare? E lei, pensa un po, dopo che lui glielha detto s spaventata e lha respinto!

ASSUNTA: Ma che ? Scimmunita?

PAOLA: Appunto! C uno che ti piace da una vita, lui finalmente trova le palle per dirti che ti ama Che ci vuole?

LISA: (Che fino ad allora si era trattenuta. Sarcastica) Gliela molli l seduta stante senza dire n a e n ma!

PAOLA: Che discorsi! Certo. Carpe Diem. Bisogna essere pratici nella vita.

LISA: Pi prosaica di cos non potresti essere, Paola!

SCENA 23

Lisa, Paola, Assunta e Clara.

(rientra Clara con vassoio, vino, bicchieri e salatini).

PAOLA: Ah, eccoti qua. D qua, faccio io (prende il vassoio e va a disporre tutto sul tavolino).

ASSUNTA: Claretta bella, che, non mi dici niente a me?

CLARA: Io? Di che?

ASSUNTA: Di questappuntamento di stasera! Ti sei fatta tutta bella, sembri un fiore! Farai colpo di sicuro.

CLARA: Ma no, un vecchio amico

ASSUNTA: Eh, che amico ed amico? Lisa e Paola mhanno raccontato tutto: esci insieme a o professore, Gabriele, che era sempre stato innamorato di te! Ah che storia romantica!

CLARA: (Seccata che la cosa si sia risaputa. Alle due amiche). Grazie per la riservatezza. Grazie davvero!

ASSUNTA: Ih, quanto sei suscettibile! Mica mhanno detto chiss che! Pensa quante hanno vissuto una storia come te. E quanti film ci hanno fatto: Vento di passioni Ragione e sentimento

LISA: Non prendertela, Clara, abbiamo solo detto due parole cos, in amicizia

CLARA: Beh, poco male. Tanto avevo gi deciso di non uscire pi. Ci ho ripensato.

LISA: Cosa? Ma sei

ASSUNTA: Che vuoi fare? Ma senti questa! Che strunzta questa?

CLARA: Non una stronzata. Ci ho pensato bene. Mia nonna dice sempre: Cavoli riscaldati e amori ritrovati non furono mai buoni. Ha ragione! Mi sono lasciata convincere da te, Lisa, ma mi rendo conto che meglio lasciare le cose come stanno. Stasera non uscir con Gabriele. N stasera n mai.

LISA: Ma fra poco lui sar qui. Non puoi.

CLARA: Non mi trover perch ho anche deciso di tornarmene a casa. Gli dirai da parte mia che ci ho ripensato.

PAOLA: Te ne vai?

CLARA: S.

PAOLA: Ah! Se hai deciso cos (Va al telefono e compone un numero).

LISA: Che fai? Chiami un taxi?

PAOLA: No. Chiamo Rudy il mio amico. Mi aveva chiesto di passare il week end con me. Visto che Clara se ne va, gli dico che pu venire. (Al telefono) Ciao Rudy, sono Paola. Sei sempre dellidea di vederci stasera? ()

LISA: Metti gi quel telefono!

PAOLA: Scusami un attimo. (A Lisa. Senza riattaccare) Perch?

ASSUNTA: Sst..! Statti buona, Paolina. Lascia fare a Lisa.

LISA: (a Clara) Stammi bene a sentire Clara: ti chiedo scusa se ho parlato di te e Gabriele con Assunta. Mi dispiace, so che non avrei dovuto. Detto questo per voglio tu sappia che scappare come stai tentando di fare sarebbe un grosso sbaglio.

CLARA: Capirai. Uno pi, uno meno

LISA: Niente affatto! Tu stasera esci con quel ragazzo e se proprio vuoi mandare a monte tutto glielo dici di persona.

CLARA: Ma io

LISA: Gli dici che non provi niente per lui e che non lhai mai considerato altro che un amico!

CLARA: Ma non vero!

ASSUNTA: Ha ragione Lisa! Non si giuoca coi sentimenti della gente. Se non lo ami e non vuoi uscire con lui, almeno glielo devi dire di persona personalmente!

CLARA: (Esita. Poi ) E va bene. Uscir con lui e spero di non deluderlo.

ASSUNTA: Oh, tanto ci voleva?

LISA: Bene. E se in futuro avrai ancora attacchi di panico, ricorda che chi ama non sbaglia mai.

ASSUNTA: (commossa) Lisa, che belle parole! Pare di stare sul set di un film damore

PAOLA: Scusa Clara, tanto per regolarmi: resti o non resti?

CLARA: Se posso

LISA: (con intenzione, verso Paola) Certo che puoi. Vero?

PAOLA: Ah, beh s. (Al telefono) Pronto Rudy? . Pronto? Che stronzo, ha riattaccato!

ASSUNTA: Brindiamo?

LISA: Brindiamo! Alla salute, alla fortuna e allamore!

PAOLA: A me bastano le prime due!

ASSUNTA: Ecch? Non poniamo limiti!

(suona il campanello)

ASSUNTA: Questo Cosimo! Vai, apri. (Paola va ad aprire).

SCENA 24

Lisa, Paola, Clara, Assunta e Cosimo

Entra Cosimo con Paola. C un momento di imbarazzo. Poi Lisa prende in mano il biglietto della giocata e

ASSUNTA: E allora? I numeri?

COSIMO: Ce li ho qua.

ASSUNTA: Avanti, leggi!

COSIMO : (legge): Ruota di Bari: 10, 51,

PAOLA: Ma che centra Bari?

ASSUNTA: Eh, Cosimo! Che ci frega di Bari? Vai a Napoli!

COSIMO: A Napoli? M? A questora?

ASSUNTA: Leggi i numeri della ruota di Napoli!

COSIMO: Eh! Calma! Ecco qua: ruota di Napoli: 57

ASSUNTA : O scartellato!

COSIMO: 42

ASSUNTA : O caff!

PAOLA: Non ci credo

ASSUNTA : Sst! Statti zitta!

COSIMO: 11

ASSUNTA : E suricille!

LISA: Tre! Ne abbiamo indovinati tre!

ASSUNTA: Zitta, zitta! (a Cosimo) Poi?

COSIMO: 49

ASSUNTA : O piezzo e carne! E fanno quattro! Ora dimmi lultimo numero. Dimmi ch uscito Lommo e merda,

LISA: Il 71, ti prego:

COSIMO: O contrario.

ASSUNTA: Come o contrario?

COSIMO: Quinto estratto: numero 17

ASSUNTA: Noo! A disgrazia! Invece che 71, Lommo e merda, escito o 17: a disgrazia! Scalogna nera!

PAOLA: Ma come? Non abbiamo vinto nulla? La quaterna?

ASSUNTA: Macch! La giocata era per la cinquina secca!

LISA: E cos: solo cinquina.

CLARA: Non abbiamo vinto niente! Per un numero! Un numero solo!

ASSUNTA : Mannaggia alla scalogna nera...

PAOLA : Che vi dicevo ? Troppo bello per essere vero.

CLARA: Che jella! E adesso? (lungo silenzio durante il quale ciascuna sembra riflettere sul da farsi). Niente vincita e disoccupate: tutte e tre.

PAOLA: Confesso che alla fine una piccola speranza ce lavevo anchio di vincere. Invece Proprio come dici tu: senza vincita e senza lavoro per giunta.

LISA: Mi dispiace ragazze Io mi sento tremendamente in colpa. Tutto nato a causa mia, dal fatto che la signora Erika ha scoperto della mia storia con Riccardo, col signor Morini. Le cose sono precipitate e ne siete rimaste coinvolte vostro malgrado. Non dico per il Lotto, quella una sciocchezza naturalmente Ma per colpa mia avete perso il lavoro anche voi Mi sento responsabile.

PAOLA: Ma no, Lisa, non devi. E poi per quanto riguarda me, le dimissioni le ho date io e non me ne pento. Vuol dire che scriver un curriculum, far un po di domande e (si estrania. Sembra riflettere per conto suo).

CLARA: Brava! Tu s, ma io? Che curriculum scrivo? Questo era il primo lavoro dignitoso che ero riuscita a conservare. Esperienze precedenti: barista o fruttivendola: che ci scrivo sul curriculum?

LISA: Mi dispiace, Clara, davvero tanto Io, male che vada, cercher un posto come commessa: ho le rate della macchina da pagare, non posso permettermi di non guadagnare.

CLARA : Io non so proprio dove trovarlo un nuovo padrone

ASSUNTA: Ecch? Che sto Padrone? Mica sei un cane! Nun sha da dire padrone!

CLARA : No? E come lo devo chiamare?

COSIMO : Datore di lavoro, Principale, Titolare o Capo.

ASSUNTA: Vedi mo? E di tutti quanti ne sono vuoi che non ce ne sia uno che assuma tre brave quaglione come voje? Paola, diglielo tu.

(Paola, che era rimasta pensierosa in disparte, sembra aver preso una decisione.).

PAOLA: Statemi a sentire: siamo proprio sicure di volerci andare a mettere di nuovo alle dipendenze di un datore di lavoro?

LISA: In che senso, scusa?

PAOLA: Nel senso che io, dopo questa esperienza, ho tanta voglia di trovarmi un altro padrone quanta ne pu avere un gatto di entrare in una gabbia con dentro tre Rothweiler.

CLARA: Eh, gi, fai presto a dirlo. Ma come vivi se non hai un lavoro?

PAOLA: Ragazze, ho pensato una cosa: ciascuna di noi da sola forse no, ma tutte e tre insieme io credo che saremmo perfettamente capaci di far funzionare unattivit come quella in cui abbiamo lavorato finora.

CLARA: Unagenzia di pratiche?

PAOLA: S: disbrigo pratiche, gestione condomini, servizi vari ad imprese e privati: quello che abbiamo sempre fatto per anni! Potremmo continuare a farlo in proprio, noi tre. Perch sperare sempre negli altri, nella fortuna, nel Lotto? Investiamo su di noi. Siamo brave, intelligenti, oneste ... Prendiamo in mano il nostro destino e costruiamocelo noi il nostro futuro!

ASSUNTA: Ben detto!

LISA: (dopo qualche istante di imbarazzo) S, e dove, come, me lo spieghi?

PAOLA: Ho pensato anche a quello: nello stesso edificio dove ci siamo recate al lavoro fino a ieri. Solo, al pianterreno anzich al terzo piano.

ASSUNTA: Dentro locale dove ci stava la tappezzeria che ha chiuso? Da Rutigliano? Quello che mo ha aperto la pizzeria a piazza Garibaldi?

PAOLA: Proprio l. E sfitto in questo momento, giusto?

LISA: Ma lo sai cosa vuol dire lavorare in proprio? Senza garanzie, senza clienti, senza capitale..

COSIMO: ma pure senza padroni!

CLARA: Nello stesso stabile dei Morini? Sei pazza? La signora Erika ci far causa.

ASSUNTA: Che fa quella? Causa a chi? Stiamo in un paese libero! La libera iniziativa tutelata dalla legge! Che causa e causa!

PAOLA: Dico sul serio: possiamo metterci insieme, noi tre, fare una piccola societ e lavorare come prima; ma senza padroni. Praticando tariffe oneste anche molti dei clienti dellagenzia Morini verrebbero da noi, acquisiremmo nuovi clienti! Ce la possiamo fare benissimo!

LISA: S la fai cos facile tu: e il capitale per partire? Larredamento dellufficio, laffitto, i computer e tutto il resto chi li paga? Io ho gi le rate della macchina da pagare, mica mi posso indebitare ancora!

CLARA: E vero. Nemmeno io potrei e non ho granch da parte.

ASSUNTA: Ecco! Avmme gi bell chiusa societ! (silenzio).

COSIMO: Scusate

ASSUNTA: Cosimo, sttti zitto.

COSIMO: No, che se permettete, io volevo suggerire

ASSUNTA: Ti vuoi stare zitto ah? Vattnne.

COSIMO: Io mi sono fatto na pensata Ma se non la volete sapere

ASSUNTA: Ah, te s fatta na pensata? Mo sentiamo: Cos ci facmme quattro risate.

COSIMO: Posso parlare?

ASSUNTA: Parla, parla! (a parte) A pensata ha fatta isso! Mo sentiamo o sproposito!

COSIMO: Dato che voi tre, chi pi chi meno, siete state dipendenti dellagenzia per pi di qualche anno, per contratto vi spetta o TFR ...

PAOLA: Giusto! Non ci avevo pensato. Lindennit di licenziamento!

COSIMO: Giustappunto! Ma non solo: nel caso di Lisa e Clara, che sono state licenziate in tronco, lazienda deve pure corrispondere lindennit di mancato preavviso. E pure quelli son soldi!

PAOLA: Cspita, vero! Cos avremmo il capitale per partire! Bravo Cosimo!

ASSUNTA: Ah, mio cugino, modestamente, quando ci si mette tiene na capa di famiglia!

LISA: Ma siamo sicuri che ce laffittano il locale?

ASSUNTA: Che? Rutigliano? Chill paesano mio: ci parlo io! Ve lo d sicuro e pure a poco prezzo.

CLARA: Credi davvero?

ASSUNTA: Lasciate fare a me Rutigliano vedovo. E da m che quando lincontro mi saluta, mi sorride se glielo chiedo io Lasciate fare a me. E cosa fatta.

PAOLA: Che ne dite, ragazze? Ci state?

LISA: Sarebbe bello unagenzia pratiche tutta nostra!

CLARA: Accidenti, in una settimana ho lasciato il mio ragazzo, ho cambiato casa, ho perso il lavoro e divento socia di unagenzia!

PAOLA: E allora? (Lisa e Clara si guardano: sono sempre pi convinte).

LISA: Ci sto!

CLARA: Anchio ci sto!

ASSUNTA: Evviva! Tanto vi ci voluto? Mi voglio godere la faccia della signora Erika o jorno cavesse a vedere lapertura dellagenzia vostra: Ha da schiattare! Cosimo, jamme subito a parlare a Rutigliano prima che qualcun altro gli chieda in affitto il locale.

COSIMO: Ma come? Mo?

ASSUNTA: Mo, s! E quando senn? Jamme, v, andiamo alla pizzeria di piazza Garibaldi!

COSIMO: adessadesso?

ASSUNTA: Adessadesso, muoviti. (sospingendo Cosimo) Ciao impiegatucce! Anzi: Ciao socie! Appena saccio qualche cosa, vi faccio sapere.

LISA e PAOLA: Ciao Assunta, ciao Cosimo.

ASSUNTA: Ah, dimenticavo Clara: sta settimana hai piantato lommo merda, hai cambiato casa, hai perso il lavoro, sei pure diventata socia mo lhai da chiudere in bellezza. Stasera lamore ce lhai a portata di mano: Nun te lo far scappare! Ciao! (escono).

SCENA 25

Lisa, Clara e Paola.

LISA: Sono le otto e mezza. (a Clara) Fra poco arriver Gabriele a prenderti. Fatti vedere: vieni qui che ti sistemo il trucco.

CLARA: Ma no

LISA: Vieni, ti dico. (Clara le si avvicina e Lisa le cura gli ultimi dettagli).

PAOLA : Alla fine non abbiamo nemmeno aperto la bottiglia.

LISA : Aprila! (Paola inizia a stappare) Cos facciamo un brindisi di buon augurio. In fondo ce lo meritiamo, no?

PAOLA: Altroch!

LISA: Inoltre credo che questa sar lultima occasione per Clara di brindare da single.

CLARA : Non correre troppo, Lisa, non si sa mai

LISA: E tu smettila di fare la lagna! Un po di ottimismo, che diamine!

CLARA: E che non so cosa dire

LISA: Lascia parlare lui: limitati a sorridere, sii carina e gentile, stai al gioco.

CLARA: Ma nemmeno lui un mostro di intraprendenza!

PAOLA: Bacialo! (stappa)

CLARA: Cosa?

PAOLA: Bacialo! (versa nei bicchieri)

LISA: Paola!

PAOLA: Oh, insomma! Uno timido, laltra ritrosa! (a Clara) Ora, quando suona il campanello, tu scendi, lo saluti, sali in macchina e l, prima di partire gli dici: Gabriele, avvicinati un po. Come lo fa, tu lo abbracci, e gli di un bacio lungo un minuto intero, come minimo!

LISA: Ma Paola! (porge un bicchiere a Clara)

PAOLA: E quando rimani senza fiato ti stacchi, lo guardi e gli dici: Ok, adesso possiamo andare!

LISA: Poco ortodosso, ma senzaltro esplicito. Mi costa ammetterlo ma concordo. Alla salute, alla fortuna e allamore (brindano).

(suona il campanello)

PAOLA: Eccolo!

CLARA: Oddo !

LISA: Su, su! Fatti vedere? Sei perfetta! Vai!

CLARA: Sono terrorizzata!

PAOLA: Vai Clara e ricorda: non parlare, agisci!

CLARA: Ci prover ragazze grazie!

LISA: Lascia perdere vai (suona di nuovo il campanello).

CLARA: Vado (esce).

PAOLA: E ricorda: non meno di un minuto!

Lisa e Paola rimangono per un attimo a guardarsi.

LISA: E noi?

PAOLA: Bella domanda.

LISA: Quel tuo amico, Rudy

PAOLA: E un idiota. Ora capisco perch i suoi amici lo chiamano tubo.

LISA: Tubo?

PAOLA: S: duro fuori e vuoto dentro! (ridono e brindano insieme)

LISA: Beh, Paola, sai che ti dico? Credo che due belle ragazze in gamba

PAOLA: . future imprenditrici

LISA: e disinibite single come noi .

PAOLA: a questora di sabato sera dovrebbero uscire a divertirsi.

LISA: e magari a rimorchiare!

PAOLA: Parole sante! (brinda con Lisa) Alla nostra! (posano i bicchieri e si avviano alluscita)

LISA: Stasera mi sento in forma. Sono sicura che incontrer un soggetto interessante!

PAOLA: Ah s? Beh, anchio! Scommettiamo che stasera rimorchio?

LISA: Tu? Dopo di me, naturalmente.

PAOLA: Non stasera! Sono carica, lo sento. Scommettiamo diecimila?

LISA: E una sfida? Ok, dieci carte! (escono ridendo).

BUIO

FINE