LE LUPE

LE LUPE

Dramma in un atto

Di

Antonio Sapienza

Le Lupe dramma in un atto anno 2010 personaggi: tre femminili.

Trama: tre donne sono recluse nella stessa cella per aver ucciso dei loro famigliari.

Rievocazione dei fatti e conclusione tragica.

Novembre 2009

Personaggi:

La gn Pina, di verghiana memoria;

la signora Siscorda, assassina del figlio;

la signorina Mavaffa, assassina della madre.

La vicenda sar ambientata, verosimilmente, in una cella carceraria.

Sulla scena stato ricostruito, sulla sinistra, linterno di una cella di una carcere femminile. E lalba, luci adatte, dallesterno di odono canti di contadini e braccianti che vanno al lavoro. Dopo poco, una figura femminile La Pina - si alza dalla cuccetta superiore di un letto a castello. Essa si stiracchia le membra, poi lentamente scende e si pone dietro allalta finestra tendendo le braccia e serrando con le mani le sbarre. Un minuto, poi fine canti.

Dallaltro lettino si sporge una ragazza che sottovoce dialoga con la vicina di letto: la prima Mavaffa, la seconda Siscorda.

Sis. - La vedi? Che ti dicevo? Sempre cos, tutte le mattine.-

Mav.- - (seccata) Ma lasciami dormireche mimporta della Pina?-

Sis.- Ehi, come sei suscettibile stamanivabb che con te non si pu parlare maisei scorbutica. Come si pu stare insieme a voi due? Questa una condanna supplementarebelle compagne di cella. Ma io lavevo detto alla superiora: Avevo detto: con queste due io non ci voglio stare. Sono due matte!-

Mav.- (sbadigliando) Sei savia tuma va l, finiscila e lasciaci in pacee lascia in pace la Pina, non vedi come soffre? Quella, abituata alla libert dei campi, qui ci muore o prima o dopoe anche iovivevo libera, in montagna ora sono tra queste quattro mura in compagnia di una matta e di una mezza matta!-

Sis.- Io sarei la mezza matta?-

Mav.- No tu sei tutta la matta! E ora basta. Fai il caff!-

Sis.- Non tocca a me. Oggi tocca a lei (accenna disgustata alla Pina).-

Mav.- Pina, tocca a te di fare il caffallora? Ti nuovi o no?-

Pin.- (allontanandosi a fatica dalle sbarre) Gi, tocca a me (si reca presso un fornelletto e prepara la bevanda, intanto canticchia la canzone dellinizio spettacolo).

Mav.- Pina, e piantala! Con questa lagna ci torturi!-

Pin.- (come se non avesse udito, continua a cantare e a preparare, poi, appena il caff sale, lentamente prende la caffettiera e la versa sulle due compagne) Il caff servito!-

Mav.- Ahi! Scotta! Matta! Matta di una matta!-

Sis.- Ahia, pezzo di zoticona di una campagnola ignorante! Guarda come mi hai scottato il braccio!-

Pin. (avvicinandosi e guardando distrattamente) Oggi lesso!-

Sis.- Te lo do io il lesso e il tuo spirito di patate! (sta per lanciare una ciabatta sulla compagna, ma viene fermata da Mavaffa).-

Mav.- Fermati scema, quella reagisce da selvaggia, ci vuoi mandare in punizione? E tu cafona, almeno potesti scusarti.-

Pin.- Scusarmi? E di ch? Io lho fatto apposta! Ho chiuso le vostre boccacceE ora rifaccio il caffse ve ne state zitte e buone(riprende a fare il caff, canticchiando. Poi quando il caff sale, lo versa nelle tazzine e lo offre alle compagne, versandone una tazza anche per lei.) Allora? Che ve ne pare? Oggi ottimo!-

Sis.- Certo, dopo il primo-

Mav.- Buono, buono. Si vede che sei abituata a farlo con la moka. Io lo prendevo solo al Barcon la moka mi viene una schifezza-

Sis.- Lo abbiamo capito gi.-

Pin.- La signorina stata abituata a vivere servita e riverita-

Sis.- Gi. Dio manda il pane a chi non ha denti-

Mav.- Ah, e che ? Che volete ricominciare? Guardate che non sono pane per i vostri denti, io!-

Sis.- E non ti scaldare-

Pin.- (avvicinandosi con aria di sfida) E che mi faresti se ricominciassi?-

Mav.- Farei quel che farei.-

Pin.- Mi faresti la bua? Oppure chiederesti aiuto al tuo ganzo per accoltellarmi?-

Mav.- Io non ho bisogno dellaiuto di nessuno! So sbrigarmela da me, so! (alzandosi come a voler accettare la sfida).-

Sis.- Ma state buone voi due! A chi la volete dare a intendere che sareste capaci di accoltellarvi.-

Pin.- ( a Siscorda) Si, accoltellare te e i mortacci tuoi! Sta zitta tu! Vigliacca dun assassina!-

Sis.- Io assassina? Io sono la pi innocente delle donne. Tu sei unassassina, anzi doppia. E anche lei una doppia assassina! Non io, povera innocente chiusa tra queste quattro mura insieme a delle feroci e pazze omicide-

Mav.- Ma vedi a questa(fa cenno alla Pina con la mano).-

Pin.- ( a Siscorda) Senti bene, bimbetta del cavolo, noi siamo delle assassine, vero! Ma tu sei la pi feroce di tutti: tu hai ucciso un piccolo innocente: Tuo figlio!-

Sis.- E tu? Tu chi hai ucciso? Non hai ucciso forse tua figlia e il suo ganzo, tuo amante segreto? E lei (indica mavaffa) ? Lei non ha ucciso suo fratello e sua madre? Sua madre! E venite a dire a me che sono una feroce assassina?-

Pin.- Si, io ho ucciso due persone, una della quali mia figlia, ma ella era adulta, forte, ha saputo anche difendersi. Ma tu hai ucciso un piccolo esserino di due anni appena, sul tuo letto da sposa, con la nostra stessa ferocia,- vero. Ma con una malvagit degna di una belva!-

Sis.- Io sono innocente! Sono state le donne che me lhanno assassinato! Le donne, le streghe che di notte scendono dai camini e uccidono i bambini ai quali le madri vogliono pi bene! E io volevo un bene dellanima a mio figlio! Capito? Un bene dellanima! Era piccolo, dolce, delicato, con una pelle si seta, con occhi di cielo, con capelli di angelo, con un sorriso da Dio. E le donne, invidiose me lo hanno tolto al mio amore, dando la colpa a me! A me che sono innocente come Cristo! A me condannata a vita in carcere, a marcire dentro quattro murain vostra compagnia. Oh, me sfortunata, oh me addolorata, oh a me vittima innocente! (si esalta)-

Mav.- Va bene, va bene, sei innocente come la maggior parte dei detenuti di questo carcere. Ma ora calmati, facciamo colazione-

Pin.- Ottima idea. Ho fame.-

Mangiano pane e bevono caff.

Pin.- (come se parlasse a se stessa) Oggi debbo vedere il giudice-

Sis.- Il giudice? E perch?-

Mav.- Per te, in tutto ci che si fa, ci devessere un perch. Vedr il giudice per farsi una scopatina, sei contenta?-

Sis.- Sei sempre pi volgare e sguaiata.-

Mav.- Cos? ti scandalizzi?-

Pin.- Debbo vedere il giudice per la semilibert-

Sis.- A te?-

Pin.- Gi.-

Mav.- E come mai?-

Pin.- Sembra per buona condotta. Da anni non ammazzo pi nessuno (ironica).-

Sis.- Si pu avere la semilibert? E quando?-

Mav.- Quando? Quando avrai i capelli bianchi, i seni sulle ginocchia e i reumatismi nelle ossa.-

Sis.- Stronza!-

Pin.- Li otterrai dopo aver scontato met della penacio tra quindici anni, se ti comporti bene, se dimostrerai che sei pentita, che sei unaltra persona, diversa da quella che entr qui, in questo dannato posto di merda.-

Sis.- Ma chi le decide tutte queste cose?

Mav.- Il giudice per primo, poi la psicologa, lassistente sociale, il prete-

Pin.- e i giornali: la famosa opinione pubblica, quelle che ti processa prima, durante e dopo i fatti!-

Sis.- Bella prospettiva.-

Mav.- (a Pina) E tu non sei contenta?-

Pin.- E di che cosa dovrei essere contenta?-

Mav.- Ma di uscire da questo posto schifoso, no?-

Pin.- E per andare dove? Per fare che cosa? Per stare con chi?-

Sis.- Non hai nessuno con cui stare?-

Mav.- E piantala, non battere sul chiodo. Pina, ci dispiace, sai-

Cambio di luci. Buio a sinistra, luce a destra del palco. Musica adatta.

Sulla scena ci sono Pina, che indossa un lungo scialle nero e Mavaffa, anche lei con lo scialle, ma con una parrucca, che fa la parte della figlia.

Pin.- Ed ora vattene a casa, subito!-

Mavaffa si guarda le unghie delle mani, sorride e non d retta a Pina-

Pin.- Ehi, ti ho dato un ordine. Vai subito a casa!-

Mav.- E se non volessi. (provocatoria)-

Pin.- Ma che discorso mi stai facendo?

Figlia Discorro con me stessa, va bene?-

Pin.- No, non va bene. Ti ho dato un ordine e tu lo devi eseguire. A casa, ti ho detto!-

Figlia E io ti dico e ripeto: a casa non ci vado.-

Pin.- Osi disubbidirmi?-

Figlia (ironica) Chi io?-

Pin.- Tu, proprio tu. E non fare la furba, sai? Ti conosco, sei mia figlia. E allora vai, ubbidisci a tua madre.-

Mav.- E perch dovrei andare, sentiamo? (con tono di sfida)-

Pin.- Perch? perch qui non hai nulla da faree io aspetto qualcuno.-

Mav.- Aspetti lui?-

Pin.- E se cos fosse, a te cosa importa? Vai!-

Mav.- Se aspetti lui, lo aspetterai invano-

Pin.- E tu che ne sai?-

Mav.- Io so che sar io ad aspettare lui, qui! non tu! Tu hai chiuso con lui!-

Pin. Non ti permettere, sai? (si sta per scagliare contro la figlia, ma si frena) Lui ancora mio, mio! Capito?-

Figlia- Tuo? E da vedereOrmai sei vecchia, lui ti ha scaricato, lo vuoi capire o no? (Aggressiva) Adesso vuole me! Me, che sono carne fresca, giovane, odorosa, prorompente, viva! Tu sei ormai carne morta, per lui. Fattene una ragionese puoi.-

Pin.- ( Scagliandosi contro la figlia) Cagna! cagna! Ti batter come la cagna che tu sei!-

Mav.- E provaci su?-

Pin.- Maledetta!!(ma inciampa e cade sul pavimento. Ansante, cerca dalzarsi, ma la figlia la colpisce con un calcio) Ahi! Maledetta! Maledetta. Ti ammazzo, buttana!-

Figlia (con distacco, commiserandola) Come? Come? Coshai detto? Mi ammazzi? Forse lo farai strisciando sul pavimento? Leccami le scarpe!-

Pin.- (rialzandosi a fatica) Ti far pentire di quello che hai detto!-

Figlia- Quando lo farai, fammelo sapere. ( le gira le spalle)-

Pina (si alza, tira fuori un coltello a serramanico, lo apre e si scaglia contro la figlia che in quel momento sera voltata di spalle, e la colpisce a morte) Muori cagna! E aspetta allinferno il tuo amante. (minacciosamente) Perch non appena arriva, te lo spedisco sbudellato!-

Fine luci a destre. Luci a sinistra.

Pin.- ( con le mani ancora tra i capelli) Casa ci faccio fuori da qui! (poi con un sussurro) Cosa ci faccioe lui non c pi(passeggia sulla scena)-

Sis.- Come lo uccidesti?-

Mav.- E piantala! Perch battere su quel chiodo?-

Sis.- Ma sola curiosit di donna, e di compagna di sventura.-

Pin.- Lascia stare. Glielo dir: Lo uccisi con un sol fendente, alla pancia.

Io, lo sapete, ero contadina, anzi, per meglio dire bracciante e ci sapevo fare con falce, coltelli e roncole.

Bracciante agricola, gi, come dire una senza un mestiere preciso e senza fisso lavoro. Lavoro stagionale, si dice adesso.

Chi aveva bisogno di te, ti chiamava, i patti erano gi previsti, la paga pure, e lavoravi finch non finiva la semina, oppure il raccolto. Ma io ero specializzata, se cos si pu dire, nella raccolta dallalbero: ero svelta nel raccogliere olive e mandorle, meno per le arance e i limoni. Ed ero ben vista dai padroni. Alcuni di loro mi portavano anche a lettosi fa per dire: mi portavano nelle stalle o nei fienili: due botte e via

Sis.- E lo conoscesti sul lavoro?

Pin.- Si, lo conobbi sul lavoro, era bracciante come me: stavamo mietendo il grano, quando me lo vidi al fianco che mieteva e guardava me, guardava me e mietevae mi sorrideva: con quel sorriso spavaldo, con quei capelli al vento, coi muscoli che gli guizzavano da sotto la pelle, col sudore che gli scorreva sulla schiena forte e abbronzata, sembrava un dio. E fu lanima della mia vita e la mia dannazione!

Ci prendemmo lo stesso giorno, a sera, tra gli sterpi dei campi e i sassi, come due animali selvaggi in piena foia. E poi il giorno dopo e quello successivo e ancora e ancora: ci prendevamo una, due, tre, a volte anche cinque volte-

Mav.- Animali!-

Pin.- Peggio! Eravamo instancabili, insaziabili io me lo baciavo tutto, dalla testa ai piedi, e lui mi chiamava la sua lupa. Ed ero veramente affamata di lui, sempre, come una lupa! (pausa).-

Sis.- E come fu che-

Pin.- Come fu che si invagh di mia figlia?-

Sis.- Gi.-

Pin.- Ella ci incontr dal ritorno dei campi, felici e soddisfatti come due piccioncini, e avvicinandosi ci sorrise, anzi sorrise a lui, maliziosamente. E da quel momento cominci la mia tortura: la gelosia venne a trovarmi sui campi, in casa, per strada, dappertutto. Perch, lo sapevo, egli era un donnaiolo e mia figlia una troietta.

E non mi sbagliai. Mi dissero che li avevano visti al fiume. Questo bast per darmi certezza: non dormivo pi. Ero paralizzata dalla gelosia! E, un giorno egli rifiut di fare lamore con me.

Immaginatevi il mio furore!

Dovevo fare qualcosa! E affrontai la faccenda di petto, come si usa fare tra di noi, gente popolana-

Sis.- Una volta si diceva: delitto donore.-

Pin.- Una volta-

Mav.- Ma, forse in questo caso pi che di delitto donore si dovrebbe parlare di delitti passionali.-

Sis.- Per tutti e due?-

Mav.- Sicuro.-

Pin.- E lo rifarei, sapete!-

Mav.- Cos, a sangue freddo?-

Pin.- Anche se sono vecchia, quando ci penso il sangue mi bolle nelle vene, come quando mi bolliva allora, sia quando lo amavo, sia quando lo uccisi.

Cosa ci farei io, adesso, l fuori? -

Sis.- Hai ragione Pina, cosa ci faresti l fuori tu. Poi, una come te deve avere tutta la libert, non solo la met. Tu sei un animale che nato libero e libero deve morire-

Mav.-oppure in una gabbia in cattivit.-

Pin.- e in compagnia di tua pazze scatenate. (poi ride rumorosamente) Ah, ah. Ah. Pazze! Siamo tutte e tre delle pazze-

Sis.- scatenate(ridendo anchella)-

Mav.- No! (gridato) No, io non ci sto a fare la finta pazza come voi. Non ci sto, no, proprio no!-

Pin.- Finte pazze? Ma che dici: noi siamo pazze fino al midollo. Sole delle pazze possono aver fatto ci che abbiamo fatto noi-

Mav.- Voi, non io! Io ho fatto solo giustizia.-

Sis.- Uccidendo tua madre e tuo fratello? Bella giustizia, sai. Ma va l!-

Mav.- Io ho fatto giustizia di comportamenti scandalosi! Io ho difeso lonore di mio padre!-

Sis.- Stronza(disgustata, poi sottovoce) tu volevi trombare con tuo padre: puttana!-

Mav.- No, no mai! Mai!-

Buio a sinistra luce a destra. Musica adatta.

La Pina era gi in posa: fa la parte della madre di Mavaffa. Indossa una parrucca.

Mav. (andandole incontro con veemenza) Tu che madre sei per me? Eh, dillo, dimmelo, fallo sapere a tutti che madre sei!-

Madre Ma cosa ti prende? Che ti succede?-

Mav.- Mi succede che mi prende la voglia di spifferare tutto a tuo marito, al mio povero babbo.-

Madre- Tutto cosa? (tranquilla)-

Mav.- Tutto, tutto quello che tu sai bene che dovrebbe sapere: della tua tresca!-

Madre- Tresca? Ma di che cosa parli? Sei in te?-

Mav.- Sono in me, eccome! Tu sei una debosciata, una ninfomane, unadultera eeunincestuosa! Ecco cosa sei!-

Madre- E tu sei o pazza o rincitrullita! Ma di cosa vai parlando mocciosa!-

Mav.- Parlo del rapporto incestuoso che hai con mio fratello, nonch tuo figlio! E non provare a negarlo perch ne ho le prove.-

Madre- Ora so che sei veramente pazza. Io avrei avutocon mio figlio? Mio figlio! Mio figlio di appena nove anni? Pazza, pazza di una figlia scellerata.-

Mav.- Tu sei madre scellerata e snaturata. Ti ho visto sai? Ti ho visto mentre gli facevi il bagno, mentre lo accarezzavi, estatica in viso, mentre te lo sbaciucchiavi tutto. Non negare sai? Non provarci! E tuo marito, poveretto, che ha la massima stima e fiducia in te. Traditrice perversa!-

Madre- (con rassegnazione) Sei pazza da legare: io stavo aiutando il tuo fratellino a cospargersi il corpo di pomata antiallergica, e nel frattempo scherzavamo per non farlo sentire depresso a causa della grave allergia alla pelle in tutto il corpo. Pazza di una figlia, come hai potuto-

Mav.- No! Io ti ho visto benissimo: lo accarezzavi nelle parti intime con evidente piacere: socchiudevi anche gli occhi e avevi le labbra socchiuse di piaceree anche lui, il fratellino, aveva il pene dritto. Non puoi negare.-

Madre- Tu non sei madre e non puoi capire il piacere che prova una madre ad accarezzare la propria creatura: ma un piacere spirituale, affettivo, senza la morbosit che ci trovi tu. Perch tu sei la pervertita. Si, il pene era dritto, ma perch evidente che al bambino le carezze provocavano una reazione simile: anche se lui non ne capiva il perch. Lui, lui ancora senza malizia.-

Mav.- Ma tu sei piana di malizia: te ne approfittavi!.-

Madre- Io non davo peso alla situazione, che era del tutto innocente-

Mav.- (ridendo istericamente) Era innocentema che sfacciata!-

Madre- Taci, non una parola in pi: vipera! (la schiaffeggia)-

Mav.- Non mi toccare puttana!-

Madre- Io ti insegno a vivere sporcacciona. (altro schiaffo)-

Mav.- (aggirandosi per la stanza come unossessa, prende un coltello e si scaglia contro la madre, colpendola a morte. La donna resta riversa per terra) Giustizia fatta. Ed ora tocca al tuoragazzino vizioso! (esce velocemente dalla stanza come a voler accoltellare il fratello che sta nellaltra camera, poi ritorna nel cono di luce, poi come ipnotizzata) Giustizia fatta. Pap, ti ho salvato lonore!-

Fine scena. Luce a sinistra. Mavaffa stesa sul letto.

Mav.- No, non volevo farmi mio padre, anche se era un belluomo e tutte le mie compagne lo trovavano fico . No, non era cos. Una per desiderare un uomo, questi le deve far sangue. E a me non ne facevaanche se nel bagno, una volta lo sorpresi nudo e mi turbai nellanimo. Ma poi, non mi successe pi. Ero moralmente sana, io! Ma, poi, lui non cap, mai! il mio gesto. Mi disse: hai fatto malissimo. Dovevi parlarne con me.(poi alle altre) Disse che lui sapeva della malattia di mio fratello e della cura che doveva faree di mia madree che era assurdo pensare al male.

Egli amava mia madre follemente, e non si accorgeva di nulla. Di nulla! Era, ed , ancora con gli occhi chiusi: pensa sempre alla buona fede di quella l-

Sis.- che era tua madre, infine-

Pin.- e tuo fratellino-

Mav.- e complici nellincesto.-

Pin.- Ma ne sei sicura?-

Mav.- Sicura! Come sicura la morte!-

Sis.- E disgustoso! Come si pu, cos, a sangue freddo, uccidere anche il fratellino-

Mav.- Ma come osi parlarmi cos? Tu, che hai ucciso il tuo figlioletto innocentissimo, quello si, a sangue freddo!-

Sis.- Vi ho gi detto che io non lho ucciso! (poi calmissima) Sono state le donne che me lo hanno ucciso, come vi dissi, sono state le donne, le donne.-

Pin.- Veramente sappiamo che tu hai accusato i tuoi vicini di casa di quel delitto.-

Sis.- Si, sono state loro, ma erano le donne travestite da vicineuna addirittura da medico me lo hanno ucciso a tradimento, mentre accompagnavo laltro mio figlio allo scuolabusin un attimoappena rincaso ed entro nella stanza da letto, vedo il mio piccolo che giaceva sul lettone senza vita, accartocciato come un feto, viola in faccia, senza pi respiro n anima. Ed io lo chiamavo, lo accarezzavo lo scaldavo col mio alito di bestia ferita; poi finalmente ho gridata, come una belva ho gridato. Ho gridato laiuto e il mio dolore. E sono venute le donne, le donne a darmi aiuto: ci pensate loro, le assassine! E le ho cacciate via. Ho preso un coltellaccio e le ho cacciate via. Ma esse mi hanno mandato unambulanza e poi i poliziotti. Ad arrestarmi! Capite ad arrestare me. Me la madre addolorata. Me la madre afflitta, me la madre dolente! Come Maria vergine, di fronte alla croce, con suo figlio appeso, sono stata afferrata e sbattuta in prigione! E, purtroppo, sono giudicata male anche da voi, mannaggia a me! Da voi, che non mi credete; che pensate anche voi che io labbia potuto uccidere! Vigliacche! Vi divertite con me, lo so. (poi con tristezza) Ma io uscir da qui, andr al cimitero, tutti i giorni, andr a portare fiori freschi al mio bambino. E gli parler, gli dir: figlio diletto, vedi cos la giustizia degli uomini? Ti hanno scannato come un agnellino e hanno incarcerato me, per impedirmi di onorarti, di amarti, di servirti.

Com ingiusta la vita, tesserino mio. Com ingiusta!

Ora tu devi aspettarmi lass, insieme al Bambinello, aspettami con pazienza che un giorno o laltro verr anchio lass, per restare sempre con te, insieme, sempre insieme: tu, io e il Bambin Ges.-

Tutte le tre donne rimangono immobili per un minuto, mentre partir una musica accorata. Quando essa termina, le donne si metteranno a letto, sdraiate o sedute.

Pin.- Ma che caldo che fa oggi-

Mav.- Gi, c un caldo boia.-

Pin.- (a Discorda) E tu non ne senti caldo?-

Sis.- (con un fil di voce) Lo senti, lo sento-

Pin.- Sai, io non credo che tu abbia ucciso tuo figlio.-

Sis.- Grazie, grazie tante, sei una vera amica.-

Mav.- Io, io voglio essere sincera, ho ancora qualche dubbio-

Sis.- Ti capisco.-

Mav.- Ecco, come si fa ad accusarti di una cosa che avresti fatto, senza un testimone che ti abbia visto? Insomma di una tale cosa assurda, da sembrare impossibile! E, invece, i giudici ci hanno creduto e ti hanno condannato! Non si condanna una persona senza avere neanche uno straccio di prova. Che indizi hanno trovato? Cosa hanno trovato di vero? Qualcosa devesserci stata senn non ti davano trentanni!-

Sis.- Niente. Non hanno trovato nulla.-

Pin.- E lei non ha confessato.-

Sis.- E cosa dovevo confessare?-

Mav.- Ma, accidenti dico io: potevi difenderti con le unghie e i denti, no?-

Sis.- Prova a difenderti tu da una accusa assurda, quando tu stessa sei stata vittima della violenza? Non stato mio figlio ad essere assassinato? Non sono io la madre dolorosa? E come potevo supporre che i giudici pensassero a me, come colpevole dellomicidio? Me! Capite? Me, la madre!-

Mav.- mah(dubbiosa, si volta di spalle) -

Pin.- Hanno puntato sulla sua debolezza psichica-

Sis.- E vero! Ma se tutte le donne, le madri che allevano figlioli piagnucolosi, li dovessero uccidere per farli tacere, allora le galere non basterebbero per contenerle tutte.-

Mav.- Piangeva? Ah.-

Sis.- Si, piangeva, ed io ero un poco esaurita. Tutte quelle notti insonni che il bimbo mi procurava, mi stressavano. Avrei voluto dormire una sola notte per otto ore filate. Ma che dico? Solo quattro ore di filato. Ma la creaturina era implacabile. Ogni ora si lamentava e piangeva come un ossesso. Aveva qualcosa? Chiss, forse aveva disturbi che noi non capivamo. Ma anche la pediatra diceva che il bimbo era sanocerto era isterico. Isterico come la madre. Lo confesso ero isterica in quei mesi. Ma tra questo e il delitto ce ne corre, eccome!

Guardate, a chi non venuta lidea di far tacere il proprio figlio, magari usando le maniere forti? E anche io lho avutama non lho mai praticata. Certo qualche buffetto, qualche scossone per scuoterlo, qualche volta, magari sono stata brusca nel metterlo a letto. Ma niente di pi. E quel giorno ero particolarmente sensibile, tremavo tutta per una notte ancora di veglia, i nervi lavevo a pezzi. Figuratevi che non riuscii nemmeno a preparate la colazione al grande che doveva uscire per andare a scuola. La mano che doveva reggere il coltello per spalmare il burro sul pane, era malferma, mi trema fino al polso. Ma superai tutto. Accompagnai mio figlio alla fermata dello scuolabus e rientrai in casa.

E lo trovai l, riverso sul lettoera gi mortooppure no? Forse era ancora vivo, forse piangeva ancora, forse voleva conforto da una madre nevrastenica, forsechiss(ponendosi le mani in faccia) forse gridai a luio per chiedere aiuto? Non ricordo perch gridai, non ricordoah se potessi ricordare.

Ad un tratto mi trovai accanto al letto con il bimbetto morto senza sapere perchanzi, il perch lo conosco: sono state le donne, le streghe, le magheche me lo hanno uccisole maghe(sempre pi lentamente) le streghele donneche lo hannoucciso-

Pin.- Calmati ora, su, calmati.-

Mav.- Le donne? Sarle maghe, le streghe, Biancaneve-

Pin.- Oggi sei particolarmente pungente, anzi velenosabella mia.-

Mav.- (ironica) Veramente?-

Pina.- Cerca di piantala!-

Mav.- E se non ne avessi voglia?-

Pin.- Non cimentarmi! Sai che ti strozzerei come un topolino.-

Mav.- La pianto, la piantotanto, con voi due-

Pin.- (a Sis.) E allora? Ti sei calmata?-

Sis.- Si, si sono calmacome sempreanche di fronte ai giudici ero calma; e anche di fronte ai periti ero calmaPina, io impazzisco!!-

Pin.- E io con te e lei con noi! Perch siamo tutte e tre della stessa razza.-

Sis.- Che razza?-

Pin.- Quella delle belve. Siamo delle lupe - Noi! E per le belve c la gabbia o le abbattono!-

Sis.- Che vuoi dire? Che ci mandano al patibolo? No, no, in questo paese non c la pena di morte. Eppoi me lo avrebbero detto al Tribunaleno, non possibile. Oppureoppure intendi dire che-

Mav.- che ci lasciano marcire in cella, fino alla morte.-

Sis.- Ma se a Pina stanno per dare la semilibert?-

Mav.- Ma ancora non glielhanno data-

Sis.- Gliela daranno, ne sono sicura.-

Mav.- E lei non laccetter, sono sicura.-

Sis.- Pina, laccetterai?-

Pin.- Lo avete detto voi stesse che per me la semilibert non significa nulla. E io non laccetter. Far qualche cazzata, mi toglieranno la buona condotta ed fatta!-

Sis La dessero a me, saprei cosa fare.-

Mav.- Si, uccidere anche laltro tuo figlio.-

Pin.- Minchia, ma sei proprio una vipera!-

Sis.- Lasciala parlare, poveretta. Sai, se la dessero a lei la semilibert, andrebbe direttamente al letto del padre.-

Mav.- Carogna io ti ammazzo! (sta per scagliarsi, fermata da Pina).-

Pin.- Sapete cosa vi dico? Io mi sono stufata di questi continui battibecchi. E dato che debbo rinunziare alla buona condotta, vi accoppo tutte e due e fine della discussione e dei problemi.(strattona Mavaffa)-

Mav.- Ferma con le mani! Non credere di farmi paura. Io sono giovane e forte e sportiva, mentre tu sei vecchia decrepita inflaccidita da anni di questa vita - puttana.-

Pin.- (fraintendendo) A chi hai detto puttana? A me? Troia di una debosciata incestuosa!-

Mav.- Cagna! Ti far mangiare queste parole. Saranno le ultime che la tua bocca di fogna avr pronunziato! (si scaglia contro Pina, tirando fuori dalla tasca un coltellino ricavato da un cucchiaio, e la colpisce al ventre)-

Pin.- (accasciandosi e premendosi laddome) Ahia! Lo sapevo che eri unassassina - nata per uccidere.-

Mav.- (guardandola con disprezzo) Ecco la lupa! Una lupa morente. Ah,ah, ah. (ride perversamente)-

Sis.- Lhai uccisa! (sbalordita) Lhai uccisa veramente!-

Mav.- E cosa credevi che scherzassi? Vuoi provocarmi anche tu? Vuoi anche tu la tua dose di coltello nel ventre? Non hai che da dire una sola parola una sola! (si avvicina minacciosa)-

Pin.- Chiamate il superiore, sto morendo.-

Mav.- Te lo chiamo, te lo chiamo,(beffarda) ma ti ho solo fatto un graffio alla pancia. Non ti esce neppure sangue (ma non si muove e incrocia le braccia).-

Pin.- (mostrando la mano insanguinata) E questo cos? Acqua per lavare la tua animaccia da lupa selvaggia?-

Mav.- (dandolo un calcio) Cagna!-

Sis.- (correndo verso lo sportellino della cella) Aiuto, aiuto! Superiore aiuto!-

Mav.- Lurida di una lupa snaturata! (la colpisce alle spalle, ripetutamente)-

Pina, nel frattempo, faticosamente, si alza e prende di spalle Mavaffa, stringendole il collo.

Intanto che una musica drammatica parte, la scena lentamente si fa buia.

Fine.

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