Le nozze
di
Elias Canetti
Personaggi
Prologo
La Gilz, proprietaria dello stabile
Toni, suo nipote
Lori, un pappagallo
Thut, professore
Leni, sua moglie
Il poppante
Anita, una ragazza di classe
Peter Hell, giovanotto con mazzo di fiori
Gretchen, donna daffari
Max, un uomo
Franz Josef Kokosch, portinaio
La moglie moribonda
La figlia deficiente Pepi
Le nozze
Il sovrintendente edile Segenreich, padre della sposa
Johanna, madre della sposa
Christa, la sposa
Karl, fratello della sposa, studente universitario iscritto al terzo semestre
Mariechen, la sorellina quattordicenne
Il direttore Schon, un amico
Horch, un idealista
La vedova Zart
Il dottor Boch, medico di famiglia, ottantenne
Gall, farmacista
Monika Gall, sua moglie
Rosig, fabbricante di bare
Anita
Pepi Kokosch
Toni Gilz
Michel, lo sposo
Prologo
In cinque quadri
QUADRO PRIMO
La Gilz, proprietaria dello stabile, sua nipote Toni, il pappagallo Lori.
Una donna dai capelli bianchi, curva ma non senza una certa grazia, siede a un tavolo in stile antico e lavora a maglia. Le finestre della stanza hanno vetri a piombi. Un gatto gioca col gomitolo. Un pappagallo sbuffa. Entra allegramente, di corsa, una ragazzina dalle trecce bionde e dagli occhi azzurri che si muove con grazia e femminilit, ma in maniera un tantino goffa.
Toni - Nonnina! Nonnina!
La Gilz - Sei tu, figliola?
Toni - S che sono io. Ho fatto una corsa. Per le scale c un uomo, ubriaco fradicio. Mi voleva baciare.
La Gilz - Ah, ah, figliola!
Toni - E che colpa ce nho io! La bocca gli puzzava di vino. Me la sono filata subito.
La gilz - Mica che ti sarai lasciata baciare, figliola?
Toni - Pussi si rimesso a giocare con la lana! Ti decidi, eh! Gi! Gi!
La gilz - Lascia in pace il gatto!
Toni - Va via, mi stai antipatico!
La gilz - Si pu sapere perch te la prendi sempre col gatto?
Toni - Sono bestiacce dalla pelle dura, sono. Hanno sette vite, hanno. Anche se casca, quello casca sempre in piedi. Ma che diavolo ci vorr fare con la lana! Mica sai lavorare a maglia tu. Ormai sei vecchio, Pussi!
La gilz - Lascia in pace il gatto!
Toni - E basta co sto Pussi, sempre Pussi! Guardano tutti subito dallaltra parte. Certo gli faccio schifo a tutti quanti, io, basta che mi guardano! Nonnina, come ti senti oggi?
La gilz - Meglio.
Toni - Meglio?
La gilz - Molto meglio.
Toni - E gi, ieri per, nonnina, hai detto che stavi cos male. Male da morire. E i dolori alla schiena che ci avevi. Hai detto che avevi i giorni contati, hai detto. Non ce la facevi a respirare e avevi male al cuore. Un cuore ci vuole, hai detto, se uno il cuore sano non ce lha, non pu mica farcela, lo dice anche il dottore.
La gilz - Oggi va meglio.
Toni - Nonnina, ti ricordi, ieri avevi i piedi gonfi che manco ce la facevi ad alzarti!
La gilz - Oggi ce la faccio.
Toni - Nonnina, a me mi sa che dici le bugie. Perch mica ce la fai a camminare.
La gilz - Ce la faccio.
Toni - Su, fa vedere!
La gilz - Non mi va.
Toni - Lo vedi che parli sempre a vanvera!
La gilz - A casa mia posso parlare come mi pare e piace.
Pappagallo - Casa. Casa.casa.
Toni - Ehi, Loreto! Ricominci gi, bestiaccia del malaugurio!
Papaggallo - Casa. Casa. Casa.
Toni - Nonnina, la portinaia qui sotto sta morendo. Ci ho appena dato unocchiata. Ha una faccia, ti dico, che la faccia te la fa voltare dallaltra parte, peggio di un teschio.
La gilz - Quella ormai vecchia.
Toni - E una settimana che sta per morire e manco ce la fa. Il portinaio, che poi sarebbe suo marito, prega e urla, tanto disperato, poveraccio.
La gilz - Non tira fuori pi nemmeno una parola. Quella si che ormai proprio vecchia.
Toni - Quanti anni credi che ha, nonnina?
La gilz - Deve averne quasi settantacinque, di anni!
Toni - Tu allora sei pi giovane, nonnina?
La girl - Io ne ho settantatre. Puoi fare il conto. Lei ne ha dodici pi di me.
Toni - Due anni vorrai dire.
La gilz - Dodici. Sentantacinque meno settantatre fa dodici.
Toni - Fa due. Sei tu che non sai fare i conti, nonnina.
La gilz - Io si. Tu no. Fa dodici.
Toni - No, due.
La gilz - Dodici! Dodici!
Toni - A te, nonnina, non te la direi mai una bugia.
La gilz - Vorrei prorpio sapere chi ti ha insegnato a contare.
Toni - Sta a sentire, chiediamolo a qualcun altro! Al professore di liceo che abita alla porta accanto.
La gilz - No.
Toni - Lo vedi?
La gilz - A casa mia posso contare come mi pare e piace.
Pappagallo - Casa. Casa. Casa.
Toni - Nonnina, senti qualcosa? Eh gi tu non senti mai niente.
La gilz - Certo che sento.
Toni - Non ci credo manco per niente. Su, di un po: cosa senti?
La gilz - Un tuono, ecco quello che sento.
Toni - Un tuono a dicembre! A dicembre un tuono! Eh gi, nonnina, tu sei sorda come una campana. la musica delle nozze al primo piano. Oggi si sposa Christa Segenreich.
La gilz - Non si sposa nessuno. Io sento un tuono.
Toni - Vorrei una musica cos quando mi sposo. Hanno sei suonatori tutti insieme.
La gilz - Non vero!
Toni - Senti?
La gilz - Un tuono sento.
Toni - Sei proprio sorda come una campana.
La gilz - A casa mia posso sentire quello che mi pare e piace.
Pappagallo - Casa. Casa. Casa.
Toni - La sai una cosa, nonnina, proprio un peccato che tu non ci sarai quando mi sposo io. In cambio mi piglio la casa, vero nonnina, e mio marito, chiunque sar, ed io di te ci ricorderemo sempre.
La gilz - Che hai detto figliola?
Toni - Vero che la casa me la piglio io, nonnina?
La gilz - Non ti riesco proprio a capire. Non sento niente.
Toni - (pi forte) una volta che non ci sarai pi, la casa!
Pappagallo - Casa. Casa. Casa.
La gilz - Lore sta strillando cos forte. Non capisco niente.
Toni - La casa, ti dico, la casa.
Pappagallo - Casa. Casa. Casa.
Toni - E piantala, pappagallo rimbambito, pappagallo di mille colori!
La gilz - Ma si pu sapere perch te la prendi sempre col pappagallo, cos caro.
Toni - Non la posso soffrire, quella carogna, una volta che non ci sarai pi, io lo strozzo! Non mi capisci, la casa! La casa!
Pappagallo - Casa. Casa. Casa
Toni - Io vengo semrpe a trovarti. Passo sempre a vaederti. La Resl, lei non viene mai! Insomma, vorrei perlomento la casa, che mi lasci la casa. Della casa la Resl non sa che farsene. La Resl il marito ce lha gi lei.
Pappagallo - Casa. Casa. Casa.
Toni - Non capisci? (piangendo) la casa! Casa!casa!
Pappagallo - Casa. Casa. Casa.
Toni - Tutti i giorni la stessa storia con quel pappagallo. Casa! Casa! Casa!
Pappagallo - Casa. Casa. Casa.
Alzano tutti e due la voce, facendo a chi strilla pi forte, la ragazza scappa via singhizzando.
La girlz (da quando cominciato il fracasso ha smesso di sferruzzare, si portata la mano allorecchio e ha guardato la nipote con laria di chi non capisce niente di niente. Appena la ragazza uscita, il pappagallo, si azzitisce. La vecchia si alza, si trascina a fatica fino alla gabbia e ficca un dito nel becco delluccello) io mica sono ancora morta.
QUADRO SECONDO
Il professor Thut, un uomo sulla trentina, la moglie Leni, anche lei della stessa et, un poppante di propriet comune.
Una camera da letto. In piedi davanti al lettino bianco del bimbo i genitori parlano bisbigliando ma non a bassa vocem e con vivacit. Il professore cerca di chinarsi ma non ci riesce molte bene. piuttosto alto e rigido, malgrado la giovane et. Sua moglile che piccolina, non la smette un istante di chinarsi e tirarsi su. Ha in comune con il bambino che sta vegliando un che di infantile; per molto sveglia.
LENI Scusa, scusa.
THUT Tu mi starai a sentire finch non avr finito!
LENI Certo. Birichino mio!
THUT Stai calma. Lo sveglierai. Io svegliarlo? Svegliare dal sonno il mio tesoruccio?
THUT Insomma, mi stai ascoltando, Magdalena? Per prima cosa una domanda: che cosa pensi quando lo guardi?
LENI Mentre dorme?
THUT Esatto, mentre dorme, proprio come fa adesso. Allora, che pensi?
LENI Veramente io penso sempre la stessa cosa.
THUT E sarebbe?
LENI Che ti somiglia terribilmente.
THUT Sono anch'io della stessa opinione. Per esempio ha i miei stessi occhi.
LENI Come dorme!
THUT Non svegliarlo! Oggi sei di nuovo distratta, Magdalena.
LENI Hai mai visto una manina cos piccola?
THUT No. Hai ragione. Ma per continuare il discorso: ha i miei stessi occhi.
LENI Certo.
THUT Quando lo guardo, penso a me, a com'ero trent'anni fa.
LENI Te ne ricordi ancora?
THUT Credo di ricordarmi qualcosa. Conosco pi d'uno che avrebbe bisogno di una memoria come la mia.
LENI Tu sei cos intelligente. Ti riferisci a me?
THUT Pu darsi che mi stia riferendo a te. Ma stavamo parlando di nostro figlio.
LENI Si, deve diventare ministro.
THUT Una domanda: lo ritieni proprio indispensabile? Con tutti gli attentati di cui parla il libro della storia.
LENI Allora proprietario di una casa.
THUT Ti allontani sempre dal nostro tema, Magdalena. Quandolo guardo, l'ho detto all'inizio, penso a me, a me com'ero trent'anni fa.
LENI Divertente.
THUT Chi o che cosa sarebbe divertente?
LENI Ma il bambino, si capisce.
THUT Spero che tu mi stia prestando ascolto. Visto che il bambino mi somiglia tanto, dobbiamo fare qualcosa per il bambino. Tu puoi morire. A rigor di termini potrei morire anch'io. Il bambino non pu restarsene qui a mani vuote
LENI E perch mai dovremmo morire?
THUT - Non mi interrompere, Magdalena! Il bambino non pu restarsene qui a mani vuote. Perch ci non accada si aprono a mio modesto avviso, due prospettive: uno (in numeri romani) un'assicurazione; due (sempre in numeri romani)una casa. Io personalmente propendo per due (in numeri romani). Per quel che riguarda uno (in numeri romani), non che non veda che una compagnia di assicurazione pu sempre fallire. A favore di due (in numeri romani) c' invece la circostanza che la casa ha solide fondamenta. Una casa come la parola d onore di un uomo: incrollabile. Forse anche tu saprai che gli Inglesi sono soliti chiamare castello la loro abitazione. Io domando, di e cosa intendono essi per abitazione? La risposta esatta per abitazione essi intendono una casa di propriet.
LENI Non ti arrabbiare se ti interrompo. Ma di quale casa stai parlando?
THUT - Rifletti una volta tanto! Sforza un po' il tuo cervellino! Sarei pronto a scommettere che non lo indovini.
LENI Aspetta un momentino, no. Davvero non lo so.
THUT Sto parlando di questa casa.
LENI Di questa?
THUT Di questa e di nessun altra.
LENI - Vuoi comprare questa casa? Coi nostri risparmi? Divertente Troppi ce ne mancano di soldi.
THUT vero che tu mi chiami intelligente, ma a rigor di termini mi manchi di rispetto. Certo io sono professore di liceo e nonsono uso ad occuparmi di affari. Quando per in gioco il benessere di mio figlio, mi costringo ad agire contro la mia stessa natura. Anche tu, come me, sei testimone ogni giorno dei litigi che avvengono qui accanto. La vecchia Gilz la sua casa non la molla. Tu lo senti. Tu vedi la nipote Toni che sale e scende le scale di soppiatto per amore delleredit. Nessuna espressione troppo forte per definire la condotta indecorosa di questa consanguinea. Gi, ma tu a tuo figlio non ci pensi.
LENI II fatto si che tu sei molto pi intelligente di me.
THUT Quasi quasi lo credo anch'io. Qui nel palazzo tutti sonoconvinti che sar una delle due nipoti a ereditare la casa. Noi due siamo gli unici che non soltanto sentiamo i litigi ma ne afferriamo anche il senso. Forse a questo punto comincerai a comprendere perch ho spostato qui la nostra camera da letto, qui dove non ci pu sfuggire una sola parola di quello che dicono nellappartamento accanto. E ci malgrado che il riposo notturno di mio figlio sia la cosa che pi mi sta a cuore. Noi due sappiamo che la vecchia Gilz preferirebbe regalare la sua casa a un perfetto estraneo piuttosto che lasciarla a quelle due cacciatrici di eredit. E poi lei trema, e a ragione, per la sorte del suo pappagallo. A ragione, perch se c' una cosa che posso avere l'ardire di affermare proprio questa: nel momento stesso in cui la vecchia Gilz chiuder gli occhi, sua nipote Toni, quella cacciatrice d'eredit, assassiner lo sciagurato pappagallo, ri peto: lo assassiner!
LENI Non ti capisco. Che c'entra il pappagallo con la casa?
THUT Non mi interrompere, lascia che tuo marito finisca di parlare e verrai a conoscenza di ogni cosa. Stasera stessa andr dalla vecchia Gilz e le offrir di contrarre una rendita vitalizia. Basta che intesti la casa a nome di nostro figlio. Finch sar in vita riscuoter regolarmente la pigione. Per di pi noi ci impegniamo a provvedere nel migliore dei modi al suo pappagallo sino alla di lui dipartita.
LENI Credi che ci star?
THUT Non lo credo, Magdalena, lo so. In tal modo lei prende - permettemi il paragone - due piccioni con una fava. Da un lato si vendica di quelle cacciatrici di eredit delle sue nipoti e dall'altro provvede all'avvenire del suo pappagallo.
LENI Dovremo essere molto gentili con lei.
THUT Siamo stati sempre molto buoni con lei. Hai forse dimenticato che un mese fa sono andato io stesso a telefonare per chiamarle il dottore?
LENI Quando ha avuto l'ultima volta quel grave malore.
THUT Erano le nove meno cinque minuti, il nostro unico figlio dormiva gi da un bel po'.
LENI Io non ne ero affatto entusiasta.
THUT Neanch'io lo ero.
LENI Tu pensi a tutto.
THUT Debbo pensare a tutto, vale a dire, in questo caso, all'avvenire di nostro figlio. E adesso una domanda: quanti anni le dai ancora, alla vecchia Gilz?
LENI A quella? Se fortunata pu vivere altri sei mesi.
THUT Esatto. Mi associo senza riserve al tuo giudizio.
LENI Questo per non devi dirglielo. Dille che ha ancora una dozzina di anni davanti a s.
THUT Preferirei non dire bugie. Detesto le bugie. Ma purtroppo lei che lo vuole.
LENI Ci vai davvero oggi?
THUT A che cosa miri con questa domanda?
LENI A niente. Dicevo per dire.
THUT Tu stavi pensando che non ho il coraggio di fare il passo decisivo.
LENI No, solo pensavo, visto che tu da...
THUT E dillo! Da...
LENI Da un mese lo dici ogni sera...
THUT Ogni sera...
LENI Lo sai pure tu.
THUT Ogni sera...
LENI Che andrai a parlare con la vecchia Gilz.
THUT Esatto. E come mai passato un mese e non l'ho ancora fatto? Si pu sapere perch?
LENI Non sar perch una cosa che non sta bene? Quando si tratta di nostro figlio non c' niente che non sta bene.
THUT Io non potrei mai fare una cosa che non sta bene. Sotto questo riguardo tu dovresti conoscermi. Ma io non mi lascio imporre da te il momento pi indicato. Io credo nel libero arbitrio dell'uomo, che deve poter fare e disfare come ritiene pi opportuno. Lo sai che non sono religioso. Non nel mio stile andare ogni domenica a riverire il signor parroco nella sua parrocchia. Ma io ho certi principi. E tra essi c' anche il ritenere che la vera morale pi importante di ogni bigotteria. E credo che questo dimostri a sufficienza quanto io ci tenga al libero arbitrio.
LENI Ma no, che hai paura.
THUT A questo punto una domanda: di che?
LENI Hai paura della vecchia Gilz. un mese che mi prometti ogni sera che le parlerai della casa. Ma non ci vai mai! Non ci vai mai!
THUT Ci andr. Ma quando lo vorr il mio libero arbitrio.
LENI Ci andrai? Gi, quando sar morta ci andrai, quando sar morta, e quella pu morire da un momento all'altro. Non hai cuore. Tuo figlio dovr diventare un misero impiegato come te, un professore di scuola media, e dovr starsene seduto per trentanni dietro una cattedra. E proprio ora che una volta tanto ci si presentava questa fortuna! Ah, perch ti ho sposato? Vorrei proprio sapere perch ti ho sposato!
THUT Primo: non strillare; sveglierai il bambino. Secondo: avresti dovuto pensarci prima.
In quello stesso istante si sente il pappagallo che dall'apparta mento vicino gracchia Casa, casa, casa. Il poppante si sveglia e comincia a urlare a squarciagola.
QUADRO TERZO
Anita, una ragazza di classe. Peter Hell, un giovanotto con un mazzo di fiori.
La stanza da signorina di Anita. Anita in piedi davanti allo specchio e sta finendo di far toletta. Mentre si trucca, Peter Hell varca la soglia con un mazzo di fiori ridicolmente grande. Lei lo vede nello specchio ma non si volta.
ANITA Ti presenti a quest'ora?
PETER Dove sono i tuoi genitori? Non mi fraintendere, ti prego.
ANITA In casa non c' nessuno. Ho un invito.
PETER Gi da gran tempo nutrivo il desiderio di dirti quanto ti amo. Purtroppo non ho la parlantina sciolta. In cambio ti offro quella parte della mia persona che meglio riuscita. (Le porge i fiori) Sto posando la mia mano appunto su tale parte. Mi riesce cosi difficile dire dei paroloni. Ma, credimi, sto parlando del mio cuore. Tu certo mi capisci. Sei l'unica persona che mi capisca. Ho la sensazione che mi capirai sempre. Anch'io ti capisco. Quando sono tre anni che si ammira una persona, si pu ben dire che la si capisce.
ANITA Ma che ti prende oggi? Di solito di te ci si pu fidare.
PETER Vedi, e io voglio che tu ti possa fidare di me per sempre. Avverto il bisogno di dichiararmi oggi stesso. Una volta o l'altra bisogna pure aprire il proprio cuore. Non ti arrabbiare, Anita, ma sono venuto per chiedere la tua mano. Mi capisci? Mi capisci del tutto?
ANITA E perch no?
PETER Lo sapevo. Tu - tu - tu. Io ti venero, credimi, venero la tua castit. Mi credi? Tu sei l'unica fanciulla tra le tue amiche. Tu mi fraintendi? No, tu non mi fraintendi, Anita. Io non voglio sporcarmi. I miei figli debbono essere figli miei. Lavoro, mi piace lavorare, ma voglio sapere per che cosa lavoro. Debbo poter credere che lavoro per il mio proprio sangue, pulizia, pi pulizia e il mondo si salverebbe. Certo che sono stato proprio fortunato. Debbo riconoscerlo. La prima donna in cui mi sono imbattuto sei stata tu. La fortuna ha voluto che in te rovassi una fanciulla, una fanciulla casta, Anita.
ANITA Ma io sono cos per natura.
PETER Si, si, ma perch sei cos per natura? Per natura potresti anche essere diversa. Ma proprio per questo che ti amo, per ch sei verginale per natura. Per esempio, che cosa avrei fatto se per natura fossi stata tutto il contrario? Mi sarei ammazzato oggi stesso. Mi capisci? Tu mi capisci. Vedi, io ringrazio Iddio che tu sia venuta al mondo cos. Per fare un esempio, immagi na, ti prego, immagina - e certo non difficile immaginarselo, basta soltanto che pensi a come sono le tue amiche che io, perdonami, giudico ragazze quanto mai scostumate - non arrabbiarti, immagina se anche tu fossi cos. Parlando di te non mi piace usare queste parole, ma immaginati se tu fossi come le tue amiche.
ANITA Non riesco proprio a immaginarmelo.
PETER Lo vedi! Non te l'avevo detto? Tu appunto sei pura, la purezza non una cosa che si acquisti. Puri si nasce. Questa purezza non ha niente a che fare con il sapone.
ANITA Io per ho anche il sapone.
PETER Scusa, mi hai interrotto. Non arrabbiarti. Stanotte sono rimasto sveglio a lungo. Non riuscivo a prendere sonno. Allora, come per magia, ho evocato la tua immagine davanti al mio spirito. E tutto a un tratto, io non so come, tu eri l, tu in persona. Posso assicurarti che nessun'altra donna potrebbe intromettersi fra te e me. Mi sei comparsa davanti ed eri la prima, la primissima e per me tu sei davvero la primissima e ci siamo messi a parlare.
ANITA E che ci siamo detti?
PETER Tu hai detto: sono cosi felice. Allora mi sono alzato, ti ho stretto fra le braccia e ho detto: io sono ancora molto pi felice di te. Credimi. Tu hai detto: ti capisco. Io ti ho baciato e ti ho sussurrato piano piano all'orecchio:Madre dei miei figli.
ANITA Ma io figli non ne ho.
PETER Scusami, mi hai interrotto. Ti ho baciato e ti ho sussurrato piano piano all'orecchio: Madre dei miei figli. Allora ho visto che sei arrossita. Debbo confessarti la verit! Ti avevo messo alla prova. Volevo vedere se saresti arrossita. Se non fossi arrossita, pensavo fra me e me, allora avrei dovuto stare in guardia, .pagina 17
QUADRO QUARTO
Gretchen, una donna d'affari, Max, un uomo. Un salotto. Due soci in affari, una signora e un signore, siedono uno di fronte all'altro su poltrone di cuoio, fumano e discutono con nervoso accanimento. Lei non disposta a cedere.
GRETCHEN Non dimenticare il rischio che corro!
MAX Rischio? Io non vedo nessun rischio.
GRETCHEN E che, secondo te non correrei nessun rischio?
MAX No, questa una delle tue solite frasi. Tu adoperi sempre di queste frasi.
GRETCHEN Sono pronta a dimostrartelo nero su bianco.
MAX Li conosco bene questi trucchetti con i numeri. Li so fare anch'io. Non dimostrano un bel niente.
GRETCHEN Pi che rifare qui davanti a te i conti del rischio che corro, io non posso fare.
MAX Fa' i conti, fa' pure i conti!
GRETCHEN Ma se tu non vuoi starmi a sentire.
MAX Ma s che ti sto a sentire.
GRETCHEN Scusa, fa' la somma. Trentamila per l'auto, vale di pi ma io la calcolo solo trentamila. Quello che mi deve dare Gresenfelder ancora in sospeso, calcolo come minimo ventiquattromila, e fa tutto sommato cinquantaquattromila. I seimila e settecento, di cui abbiamo gi parlato, per il momento li lascio completamente da parte, per quelli potremo metterci d'accordo in seguito. Ma non ancora tutto. Io rischio che lo zio Berger si tiri indietro dall'affare, calcoliamo che in tal caso io ce ne rimetta quarantamila, il tutto fa la piccolezza di novantaquattromila, senza contare i seimila e settecento di cui s' detto, aggiungici gli interessi di...
MAX Va bene, va bene. E io che ne ricavo? Non capisco proprio perch dovrei farlo subito.
GRETCHEN Non occorre che sia subito. Sono disposta a farti credito, Max.
MAX Bene, e poniamo il caso che io ci ripensi, posso ancora tirarmi indietro?
GRETCHEN Tirarti indietro? Come tirarti indietro? Questa sto ria non mi piace.
MAX Allora vuoi che mi decida su due piedi.
GRETCHEN Su due piedi.
MAX Se solo sapessi quanto chiede la Gilz per la casa.
GRETCHEN E tu chiediglielo.
MAX Me ne guardo bene. Perch poi alzi il prezzo?
GRETCHEN A che le servono i soldi?
MAX quello che mi chiedo anch'io.
GRETCHEN A qualcosa le servono. Ci giuro sopra. Stalle appresso. Dille che lei vecchia e sola, tutti vogliono imbrogliarla, tu le sei affezionato perch sono vent'anni che abitate nella stessa casa. Una volta che ti abbia raccontato i fatti suoi, puoi rigirartela come ti pare. Puoi schiacciarla con un dito. Che aspetto ha?
MAX E che vuoi che ne sappia? Di sicuro non so un bel niente. Questo il punto.
GRETCHEN Chiedilo al portinaio.
MAX Sta morendo.
GRETCHEN Chiedilo a sua moglie!
MAX A questo punto non so pi se lei o se lui che sta mo rendo.
GRETCHEN II fatto che vuoi squagliartela. Non staranno mica morendo tutti e due. Chiedilo a quello che ancora vivo! Ma devi chiederglielo subito!
MAX Sei proprio sfacciata, Gretchen.
GRETCHEN Come sarebbe?
MAX Quando si tratta dei tuoi affari sei proprio sfacciata. Se il terreno non sale come dici tu, la tua audacia davvero sfacciata, Gretchen.
GRETCHEN In questo caso sono io che ci perdo. Non dimenticare il rischio che corro. Pretendo forse troppo da te, Max?
MAX Dipende.
GRETCHEN Ti ho spiegato perch questo terreno sicuramente destinato a salire. Fino a che punto mi fido di te, puoi vederlo da solo. Potresti sfruttare il suggerimento per conto tuo.
MAX Ma sono io che ti ho detto che la Gilz.vuole disfarsi della casa senza che nessuno lo sappia, io lo so gi da un pezzo, da quando diventata vecchia. Ero forse obbligato a dirtelo?
GRETCHEN Eccome se eri obbligato! Tu da solo dove li avresti presi i soldi?
MAX Ma che percentuale pretendi?
GRETCHEN Da te il cinque.
MAX quella che fanno tutti.
GRETCHEN speciale, si capisce.
MAX Capisco, capisco.
GRETCHEN Vedi, eppure con la scarsit di soldi che c', potrei ottenere tre volte tanto. Quattro volte tanto, se dico tre volte perch tu non creda che voglia darmi delle arie con te.
MAX No, tre volte tanto.
GRETCHEN quello che dico.
MAX Hai detto tre volte tanto per non darti delle arie. Se non vuoi darti delle arie, di' due volte tanto.
GRETCHEN Bada, non voglio offenderti.
MAX Ma dimmi, Gretchen, su due piedi, il cinque per cento?
GRETCHEN Si. Non cambio idea. D'accordo?
MAX Un momento.
GRETCHEN Abbiamo gi fatto tanti di quegli affari insieme, noi due.
MAX Ma non andr mica a finir male, Gretchen?
GRETCHEN Chi parla di finir male?
MAX solo che non ne ho voglia.
GRETCHEN La voglia non c'entra. Ti verr dopo la voglia.
MAX Non credo.
GRETCHEN C' una cosa che voglio dirti, Max. Tu manchi d'iniziativa.
MAX Quando ho a che fare con te, forse.
GRETCHEN No, in generale, lo sento dire da tutti.
MAX A me non risulta.
GRETCHEN Sforzati!
MAX Sforzarsi! Sforzarsi!
GRETCHEN Coraggio, mio caro! Un po' di coraggio!
MAX Fai presto a parlare tu.
GRETCHEN Ci vuole davvero tanto coraggio?
MAX Non lo so.
GRETCHEN Pensa che sia gi passato!
MAX Eh gi, ma come faccio?
GRETCHEN Allora ti scorderai la tua paura. In fondo sei un uomo.
MAX E va bene.
GRETCHEN Si?
MAX Spogliati!
GRETCHEN Nei secoli dei secoli amen!
QUADRO QUINTO
Franz Josef Kokosch, portinaio, la moglie moribonda, la figlia deficiente Pepi. Uno stretto stanzino che serve contemporaneamente da cucina e da camera da letto. Su un letto traballante sta sdraiata una vecchia. La sua testa sembra un teschio. Rantola. Rade ciocche di capelli bianchi sono sparse sul cuscino, prive di vita. Accanto a lei, ma con il viso rivolto ai piedi del letto, siede il vecchio portinaio Kokosch. Ha una barba alla Francesco Giuseppe e prega leggendo ad alta voce la Bibbia. La figlia Pepi, una ragazza sulla trentina, con una faccia larga, rossa, da idiota, si aggira per lo stanzino ridendo in continuazione. Va a sbattere contro tutti gli oggetti, anche contro il letto e la sedia su cui siede il padre. Malgrado ci non batte ciglio; la sua faccia contratta in un'ininterrotta risata.
KOKOSCH Ma i filistei lo presero e gli cavarono gli occhi e lo con dussero gi verso Gaza e lo legarono con due catene di bronzo e dovette girare la macina in carcere. Ma i capelli sul suo capo cominciarono a ricrescere nei punti dove erano stati rasati. Quando per i principi filistei si radunarono per offrire un solenne sacrificio al loro dio Dagone e far festa, essi dissero: il nostro Dio ci ha dato in mano Sansone nostro nemico. E del pari quando il popolo lo vide, tutti lodarono il loro Dio e dissero: il nostro Dio ci ha dato in mano il nostro nemico, colui che devastava il nostro paese e uccideva tanti dei nostri. E poich il loro cuore era pieno di gioia dissero:
LA VECCHIA Ehi tu!
KOKOSCH Fate venire Sansone perch faccia i suoi giochi davanti a noi. Allora trassero Sansone fuori della prigione ed egli fece i suoi giochi davanti a loro e lo fecero mettere tra due colonne. (Da sopra si sente un ballabile). Sansone per disse al ragazzo che lo conduceva per mano:
LA VECCHIA Ehi, marito mio!
KOKOSCH Mettimi in modo che possa toccare le colonne su cui si regge l'edificio, perch io mi ci possa appoggiare. Ora l'edificio era pieno di uomini e di donne.
LA VECCHIA Marito mio! Debbo
KOKOSCH Vi erano anche tutti i principi dei filistei e sul tetto c'erano circa tremila persone, tra uomini e donne, che avevano assistito ai giochi di Sansone. Allora Sansone invoc il Signore e disse:. . .
LA VECCHIA Ehi, marito mio! Debbo dirti una cosa.
KOKOSCH Signore, Signore, ricordati di me e dammi forza, Dio, ancora per questa volta, perch possa infine vendicarmi dei filistei per la perdita dei miei due occhi!
LA VECCHIA Ti debbo dire ancora una cosa. Ehi tu.
Il ballabile si sente pi forte.
KOKOSCH Ed egli afferr le due colonne maestre su cui si reggeva l'edificio e vi si appoggi.
LA VECCHIA Debbo... . .
KOKOSCH Una con la mano destra e l'altra con la sinistra. (Pepi va a sbattere contro il padre. La Bibbia cade per terra. Kokosch investe la figlia) Una con la mano destra e l'altra con la sinistra. Si pu sapere che hai da ridere mentre la mamma muore? Una con la mano destra e l'altra con la sinistra. Non ridere, ti dico, una con la destra e l'altra. Non vedi che la mamma sta morendo? E l'altra con la mano sinistra. Ora piantala di ridere, ti dico una con la destra. Non lo trovo pi.
LA VECCHIA Marito mio, ti debbo dire ancora una cosa.
KOKOSCH E l'altra con la destra e l'altra con la sinistra; di buttare tutto all'aria sei capace, di sbattere sei capace, ma non sei capace di ritrovare niente. L'altra con la sinistra e una con la mano destra. Se ti vedo ridere un'altra volta, guarda che tua madremuore.
LA VECCHIA Marito mio. Debbo... Ti dico.
KOKOSCH Ti sbatto fuori, ti sbatto. Il Signore ci ha punito mandandoci una figlia snaturata. L'altra con la sinistra. Adesso 1horitrovato. Sempre questa musica. E disse:
LA VECCHIA Stammi a sentire, marito mio
KOKOSCH E disse: Muoia la mia anima con i filistei! E si pieg con forza. Allora l'edificio croll sui principi e su tutta la gentedel popolo che ci stava dentro, cosicch fece pi morti morendodi quanti non ne avesse fatti in tutto il tempo della sua vita.(La musica cresce furiosamente). Pepi, va' su dal Segenreich edi' che chiedo ai signori un favore. Chiedo il favore che non suonino cosi forte. Non vorrei offendere nessuno di quelli che sono alle nozze. Hai sentito, Pepi? Ora vai su dai Segenteich e gli dici che io chiedo ai signori un favore, con questa musica io non riesco a pregare! La mamma sta morendo. Se non ci credono, vengano pure a vedere. Con questa musica io non riesco a pregare! Hai sentito, Pepi? La figlia esce, sbattendo da tutte le parti.
LA VECCHIA Ehi, marito mio, ti debbo dire una cosa.
KOKOSCH Allora vennero gi i suoi fratelli.
LA VECCHIA (piagnucolando, piagnucolando forte)Non mi lascia parlare. Non mi lascia parlare.
KOKOSCH E tutti quelli della casa di suo padre e lo sollevarono e lo portarono su e lo seppellirono
Dal soffitto del salone delle feste, che pi lungo che largo, pen-de un enorme lampadario. Tre ampie finestre, in fila, si supponeche diano sulla strada. Davanti ad esse, in evidente stato di ab-bandono, sta il tavolo, su cui sono rimasti solo pochi avanzi delrinfresco. A destra e a sinistra si aprono alcune porte. Da unadelle stanze accanto si sente venire una musica ora fragorosa oraamabile. Gli invitati alle nozze, sparsi in piccoli gruppi, si tro-vano ormai a loro agio. Il padre della sposa Segenreich, la madre della sposa Johanna, il direttore Schn, un amico.
SEGENREICH Io sono il padre!
SCHN Davvero?
JOHANNA Posso giurarlo! Lui il padre. Il padre felice.
SCHN Lo dicono tutte.
JOHANNA Padre, padre, il direttore
SCHN non ci crede.
SEGENREICH Beati coloro che credono. Io sono il padre. Il padre rimango io, anche se i generi fossero cento. Io lo affermo: questo sangue del mio sangue. Anche la casa l'ho costruita io. Venga qualcuno a contestare la mia paternit. Alla vigilia delle nozze sono pi che mai il padre. Se non sono il padre alla vigilia delle nozze, quando mai dovrei essere il padre? Sono stato sempre il padre. Ne ho messi al mondo tre, io,
KARL Christian
SEGENREICH in persona. Due femmine e un maschio, si facciano avanti! Christa! Christa! Mettiti sull'attenti quando tuo padre ti chiama! Christa! Christa! Sbrigati!
JOHANNA Lasciala stare! Nel suo giorno pi bello! E pallida la mia pupattolina! Se solo non fosse cosi giovane! Non lo capir. Gli piacer tanto da aver voglia di divorarselo a furia di baci? Lui cosi terribilmente fine, se li tira i baci con quell'aria che ha. Con quegli occhi tutti ricci e quei capelli ingenui. Gli voglio troppo bene, troppo. (SEGENREICH va in cerca della figlia). Adorabile lo trovo, dolce e adorabile, e come gli sta bene il frac, gli sta proprio a pennello, e quanto intelligente poi, non parla mica tanto facilmente, non dice una parola di troppo, trovo che ancora pi intelligente di mio marito.
SCHN Ma bello non lo di certo.
JOHANNA La bellezza non serve. Forse che Lei bello, Schon?
SCHN In cambio mi chiamo Schon e sono bello almeno di nome.
JOHANNA Del nome non so che farmene. Che ci faccio io col nome?
SCHN Insomma, lo sposo Le piace pi di me.
JOHANNA Ben Le sta, perch si comporta cos con la Zart? Io la Zart non la posso soffrire. Non sono neanche due anni che suo marito sottoterra e lei gi se la spassa. Ha un amico suo e se ne viene qui, alla festa di nozze di mia figlia, a mettersi a civettare col mio.
SCHN E chi ha parlato di civettare?
JOHANNA Ah s, meglio ancora! Sei gi arrivato a questo punto con lei. Ma guardatela pure, quel manico di scopa!
SCHN Ma io la conosco a fondo. Una vera mimosa!
JOHANNA Una mimosa? Una mimosa? Eh gi, perch cosi tutti la toccano! Sono capace anch'io. Guardatela pure, quel manico di scopa allampanato; io, se fossi come lei, mi vergognerei a farmi vedere in giro! Perch non si veste da uomo? Non ha petto, non ha fianchi, non ha polpacci, non ha niente di quello che deve avere una donna. A me non manca niente. Scusa, tu lo sai. Ti chiamo a testimonio! Forse che mi manca qualcosa di quello che deve avere una donna?
SCHN Sst, il tuo vecchio!
SEGENREICH Non vengono. Chiamo: Marie! E lei non ha tempo. Karl! Lui non pi un ragazzo, dice quell'insolente, non pi un bambino e invece proprio un bambino, vero mamma, e noi siamo il padre ed il nostro gran giorno. Gi domani bisogna che CHRISTAconcepisca dei nipotini, per noi due, la famiglia SEGENREICH prospera e sar sempre cosi per tutta l'eternit. Vecchia, quanti nipoti scommetti che avremo? Io dico otto.
JOHANNA Meglio nove.
SCHN Non le basta mai.
SEGENREICH Direttore mio bello, chiudi il becco. Della mia vecchia tu non ne capisci niente.
SCHN Sono dodici anni che vi conosco.
SEGENREICH Conoscersi non basta. Di bello e cattivo tempo si che te ne intendi. Fiuti subito da che parte tira il vento. Que sto te lo riconosco.
SCHN Ho buon naso, io.
SEGENREICH Questo te lo riconosco. La verit non la nego. Ho sempre avuto una predilezione per la verit e per la chiarezza, gi da prima, faceva parte del mio mestiere. Le mie case le ho costruite sempre dritte. Guardarle per convincersi, prego. Que ste si che sono mura. Qui il naso non serve a niente, davanti a mura come queste il vento se la fa addosso e una tempesta, se non stupida, si affretta a dire pardon. Cosi sono e cos resto. Sono il padre della sposa. Ma di donne tu non ne capisci niente, amico caro, e te lo dimostrer nero su bianco o bianco su nero, come preferisci, io coi colori non sono tanto pignolo.
SCHN E come pensi di dimostrarlo?
JOHANNA Quando c' di mezzo Schn, ho sempre l'impressione che una volta o l'altra verr fuori qualcosa di molto sporco sul suo conto, qualcosa di schifosamente sporco, non so neanche immaginarmi quanto sporco, per esempio una relazione adulterina o qualcosa del genere.
SEGENREICH La mia vecchia da i numeri.
SCHN Santo cielo, dopo tutti quegli anni di servizio...
SEGENREICH E l'et avanzata e quella corporatura colossale.
JOHANNA Ah. Pensavo che ti piacesse.
SEGENREICH Sarebbe troppo anche per un orientale. Tu e la vedova Zart potete andarvi a riporre tutte e due. Non valete niente. Un vero uomo manco vi sputerebbe addosso.
JOHANNA E Lei non mi aiuta, Schn?
SCHN Come me lo potrei permettere? Se lo facessi il signor consorte potrebbe pensare che io con Lei mi sia fatto le mie esperienze. Lo sapr lui perch parla cos. In fondo siete sposati da non so neppure da quanto. ENTRAMBIVentisette anni.
SCHN Ah, da tanto. I miei complimenti a tutti e due, signori miei, io non avrei resistito.
SEGENREICH Resisti a ben altro tu ! Di donne non ne capisci mente. E adesso te lo dimostro. Non ce la faccio pi a resistere, mi sento addosso come un peso, con licenza parlando. Ti faccio una domanda, Schn!
SCHN Beh?
SEGENREICH Sul tuo onore e in coscienza!
SCHN Sul mio onore e in coscienza? Bene, bene, ma si pu sapere che vuoi?
SEGENREICH Sul tuo onore e in coscienza. Guarda in fondo al tuo cuore! Gi in fondo, proprio nel fondo, nel punto pi pro fondo, in cantina, dov' buio pesto!
SCHN E va bene, ma piantala, ti dico quello che vuoi, ma parla, mi rendi nervoso.
SEGENREICH Hai figli?
SCHN E come faccio ad avere figli? Non sono mica sposato.
SEGENREICH (ride fragorosamente)Be', vecchia, adesso lo vedi da te. Non sa neppure che ci sono anche i figli illegittimi! Non lo sa! Non sa come si mettono al mondo i figli! Non lo sa, mamma, soffoco! Dammi un po' di colpi sulle spalle, Schn, soffoco, tu non lo sai, soffoco, ragazzo mio, soffoco, tu non lo sai!
SCHN (battendogli sulle spalle)E come faccio a saperlo? Johanna, Michel lo sposo.
JOHANNA Le vorrai sempre bene, ragazzo mio?
MICHEL Ma mamma!
JOHANNA Tu pensi che ovvio. Hai ragione, ragazzo mio.
MICHEL Ma mamma!
JOHANNA Sai pure come si deve trattare una ragazzina, ragazzo mio? Bisogna stare molto molto attenti. Ho paura, ho paura che tu non sia abbastanza maturo per questo. Non devi far male al la mia bambina, Michel, non farle del male, la mia prima figlia, sono io che l'ho concepita, io che l'ho messa al mondo, non voglio averla concepita per niente. Te ne intendi?
MICHEL Ma mamma!
JOHANNA Sei un cosi bel ragazzo con quegli occhi tutti ricci e quei capelli ingenui. Come genero mi piaci tanto che ti mangerei di baci. Ma lo sai a chi devi dire grazie per Christa?
MICHEL A te, mamma.
JOHANNA Oh, bel ragazzo mio, a me, a tua suocera, che ha un cuore giovane e le forme fiorenti. Quanto alle forme non mi mancano certo, devi ammetterlo, vero che non mi mancano?
MICHEL Ma mamma!
JOHANNA CHRISTA ti giudica uno stupido, suo padre uno sbarbatello, ma a questo punto io ho detto: mi piace. Mi piace da morire e basta. Sono io che comando in casa. Non lo sapevi? Micino mio, ecco che fa gli occhi tutti ricci e i capelli ingenui! Conla bambina per devi davvero stare attento. Lo sai sul serio come devi fare? Vieni che te lo spiego! Ci sono tante di quellecose da spiegare! (Trascina Michel fuori da una delle porte sulla sinistra). Vicino a questa porta c' in piedi Horch, un idealista, che di scorre con la vedova Zart.
ZART Ma lui ha pensato a me, Horch.
HORCH Era il meno che potesse fare. Doveva per forza pensare a Lei. Crede davvero che sarebbe stato possibile che non pen sasse a Lei?
ZART Questo no, ma...
HORCH Lei stata sua moglie per sei anni, ha avuto cura di lui, ha sopportato senza protestare le scostumatezze proprie della sua et.
ZART Era cosi geloso.
HORCH Gli ha sacrificato la Sua giovinezza. Lei ormai ha tren t'anni o li avr tra poco. Quanti anni ancora Le rimangono per avere successo? Dieci o quindici. Non molto.
ZART Se lo sapesse, non avrebbe pace nella tomba. Non posso fa re a meno di pensarci. In fondo lui a me ci ha pensato.
HORCH Tanto meglio! Se persino lui, quel vecchio, ignobile spilorcio ed egoista, ha pensato a Lei, quanto pi ci dovrebbe pensare Lei stessa! Ma Lei si chiama Zart1 ed delicata come una mimosa. Lei per comincia a tremare addirittura prima che qual cuno La tocchi.
ZART Pensa che io sia come una mimosa?
HORCH Si, lo penso. Una mimosa che fiorisce con particolare timidezza. Una mimosa di una specie rara.
ZART Lo dicono tutti che sono una mimosa.
HORCH una cosa che obbliga a lasciarLa in pace. No, deve acchiapparli Lei gli uomini. Non facile acchiappare gli uomini. Ci vuole intelligenza e iniziativa. sempre la donna che attacca.
ZART Mi sta consigliando di farmi un amico?
HORCH Mi meraviglio che non ce l'abbia gi. Sono due anni che sola.
ZART Ma forse un pochettino un amico ce l'ho gi, Horch.
HORCH Se cos, naturalmente, cambia tutto. Non lo sapevo.
ZART Forse, per, Lei lo sapeva.
HORCH Lo sospettavo. simpatico?
ZART Molto. Ed intelligente. Con lui si pu parlare di tutto, Le somiglia.
HORCH Ah, parlare. Quel pochettino dovrebbe diventare una co sa seria.
ZART Trova? Trova davvero?
HORCH Si. Mi fa piacere se Lei si sceglie come amico uno che mi somiglia.
ZART Lei mi fraintende sempre, Horch. Lei un idealista.
HORCH E Lei una mimosa, gentile signora. Finch restiamo lon tani siamo fatti l'uno per l'altra, noi due. Christa, la sposa, l'ottantenne dottor Bock, medico di famiglia.
CHRISTA Mi viene proprio da ridere!
BOCK Perch mai, bambina mia?
CHRISTA Sotto c' un cadavere e qui io che mi sposo!
BOCK Un cadavere? Quale cadavere?
CHRISTA C' la portinaia che sta morendo proprio qui sotto.
BOCK Come, deve morire proprio ora?
CHRISTA proprio questo che buffo. Lo trovo buffo da matti.
BOCK Buffo non direi proprio.
CHRISTA E allora come diresti tu, zio Bock? Tu sai trovare delle frasi cosi belle.
BOCK Per me arabo.
CHRISTA Arabo? Davvero?
BOCK Certo! Non si sa perch lei muore. Non si sa perch tu ti sposi.
CHRISTA Mi sposo perch voglio andarmene di casa. Non posso ricevere i miei amici come si deve. Tu conosci mia madre.
BOCK E a me non ci pensi affatto?
CHRISTA E perch mai, zio Bock? Tu verrai a trovarmi nella mia nuova casa.
BOCK Non va. La gente. Vedrai. Io so come vanno le cose.
CHRISTA Ma no, non c' niente di impossibile. Per esempio puoi venire da me con Rosig, il fabbricante di bare, lo conosci no, sta qui di fronte.
BOCK E come se lo conosco! Sua moglie...
CHRISTA Dir che ho dei dolori. Mentre Rosig parla d'affari con mio marito, tu approfitti dell'occasione e mi visiti, per vedere se il matrimonio mi ha fatto bene o male eccetera. In fondo sei il nostro vecchio medico di famiglia, zietto. Tocca a te. Mi piaci ancora pi di Schon. Mi piacerebbe tanto avere anche Horch, ma un tipo cosi difficile.
BOCK Vuoi Horch? Ti aiuter. A quello gli si pu far fare qual siasi cosa. Mettigli tranquillamente le mani addosso, ma nello stesso tempo digli che un idealista. Si fa fare qualsiasi cosa. Solo, non bisogna parlarne. di ideali che bisogna parlare^ una persona cos colta, l'unica persona colta che abbia mai in contrato in vita mia, e questo vuoi dire qualcosa. L'orchestrina, che all'inizio della scena suonava musiche dolci e sommesse, ha cessato del tutto di suonare.
CHRISTA Ho una voglia pazza di sapere qualcosa sul suo conto.
MONIKA e la Zart gli stanno sempre attorno scodinzolando. Si sentono venire dal piano di sopra le urla del poppante.
BOCK II tuo beb strilla di gi.
CHRISTA Grazie tante, zio Bock.
BOCK Oppure la piccola che ne ha gi uno, tua sorella?
CHRISTA Ma se quello sgorbio dei Thut, qui sopra.
BOCK Lo so. Ci sono stato ieri. Quel bambino non camper per molto, questo poco ma sicuro.
CHRISTA Speriamo. Strilla cosi giorno e notte. Io tanto cambio casa. Ma la povera mamma non riesce a chiudere occhio.
BOCK proprio questo il punto. Quel bambino dorme troppo poco. Io glielo dico alla moglie del professore, si chiama Leni, non vale niente, lui la chiama Magdalena, se avesse i capelli co me la Maddalena almeno servirebbe a qualcosa, glielo dico alla Magdalena che lei fa penitenza, bella forza, se io fossi una donnae fossi come lei anch'io farei penitenza, solo un professore se lapoteva sposare una come lei, le dico: spostate di nuovo la ca mera da letto dov'era prima, quello straccetto dorme troppopoco, perch li vicino c' un pappagallo.
CHRISTA S, il pappagallo della vecchia Gilz.
BOCK Un pappagallo completamente pazzo, ogni volta che vengo strilla attraverso la parete: ca-sa, ca-sa, ca-sa. Uno potrebbe, pensare che dica: ca-ro, ca-ro, ca-ro e si riferisca a me, ma non cosi, Magdalena, la penitente, dice che di notte strilla un sacco di volte, svegliando il suo unico figlio dal suo unico sonno. Spostate la camera da letto, dico io, mio marito non lo permette, dice lei. Lo avveleni, dico io. A questo punto quel rospo si fa verde come il pappagallo, avresti dovuto vedere la faccia che ha fatto, tanto era spaventata, si messa un dito davanti alla bocca, si guardata attorno per vedere se qualcuno la sentiva, ha fatto una smorfia supplichevole, sst, sst, s'immaginava forse di dover avvelenare il marito. S'immaginava forse che io avessi delle mire su di lei, non sono poi cosi vecchio, ne ho altre di donne, che cosa non si deve sopportare quando uno cos giovane e fa ancora visite a questa tarda et!
CHRISTA Adesso almeno lo so perch quello sgorbio sta sempre a strillare. Io un bambino non me lo faccio fare, intesi zio Bock?
BOCK Di me ti puoi fidare. La mia mano sicura come gli strilli del pappagallo.
CHRISTA Quella bestia buffa da matti, davvero, anni fa, quando la vecchia Gilz usciva ancora, se lo portava sempre appresso, le stava accoccolato sulla spalla. Ogni quattro passi lei si ferma, gli mette un dito nel becco, lo tira fuori e aspetta finch lui si mette a strillare, E che ti strilla? Casa, casa, casa, si capisce. Adesso strilla per conto suo. Lo ha addestrato bene. Lei ci tiene alla sua casa, non puoi immaginarti quanto. Be', adesso per dovr lasciarla alla nipote.
BOCK Quale nipote? Da sotto si sente pregare ad alta voce.
CHRISTA Ne ha due. Toni viene sempre a trovarla, la casa la vuole tutta per s. Crede di riuscire a infinocchiare la vecchia venendo tutte le sere. L'altra, la Resi, lo fa apposta a non venire mai. Lei pensa che avr la casa tutta per s perch non cerca di infinocchiare la vecchia. Sono proprio curiosa di sapere chi l'avr. Tu che ne pensi?
BOCK Io la darei alla pi giovane. Ma che sta succedendo? For se non ci sento bene? Sento pregare in continuazione. Sento davvero pregare.
CHRISTA Ma il portinaio qui sotto. una settimana che prega vicino al letto della sua vecchia. superstizioso. Crede che finch lui prega lei rester in vita.
BOCK A questo punto deve essere rauco.
CHRISTA Per questo strilla tanto.
BOCK Vorrei sapere di che muore.
CHRISTA Puoi pure andare a curarla!
BOCK Nemmeno per sogno. Per guastarmi l'umore. Ho grandi progetti per oggi.
CHRISTA Ha il medico della mutua. Ma non lo fa venire. Ieri faccio un salto dalla vecchia, ha una faccia buffa da matti, sem bra un teschio che abbia voglia di parlare, lei vuoi dire qualco sa, ma lui non la lascia mai parlare. Anche quando era viva non l'ha mai lasciata parlare, perch mai dovrebbe lasciarla parlare proprio ora che pi di l che di qua. Tutti i giovani del palaz zo vanno ad assistere alla scena. diventato il nostro nuovo luo go di ritrovo. Diamo fastidio a Kokosch dicendogli: deve asso lutamente chiamare il medico. Si comporta da irresponsabile, noi andiamo a denunciarLa! A questo punto lui si infuria e ogni volta alla fine sbotta: Pregare costa di meno, signori miei, pre gare costa di meno! E intanto si impappina per la paura che, se smette di pregare, la moglie gli muoia sotto il naso. Infatti le vuole un bene da matti.
BOCK Che scemenza. Perch non la lascia morire?
CHRISTA Ma scusa, permetti! Con quello che costano i funerali! Lei gli costa meno di un funerale. Per questo la tira per le lun ghe pi che pu.
BOCK Quello ancora pi avaro di me. Per Giove!
CHRISTA No, davvero, zio Bock, ancora molto pi avaro di te. Sua figlia, Pepi, deficiente. Avrebbe dovuto studiacchiare da qualche parte, in un istituto per ritardati mentali, forse l avrebbe imparato persino a parlare, ma lui avrebbe dovuto pagare per questo una piccolezza, un contributo alla pubblica amministrazione, una vera sciocchezza anche per un portinaio. Ma che fa quel brav'uomo? Non le fa imparare niente. Meglio che si sposi, va dicendo lui, gi da anni e anni. Perch cosi stupida che non si acchiappa neanche un marito? Eppure nel palazzo se la sono fatta tutti. Con gli uomini ha una fortuna incredibile, non rimane mai incinta e non pu spiattellare niente. Gli uomini sarebbero proprio stupidi, se non... Sai, l'ho invidiata tante di quelle volte, anche se non altro che la figlia del portinaio.
BOCK Ma proprio cosi ben fatta?
CHRISTA Io trovo che sono meglio io.
BOCK Trovi! Trovi! Ognuna pensa di essere meglio di tutte le altre.
KARL Si. Non parli cosi forte. Senn La sente qualcun altro e cerca di afferrare l'occasione.
ANITA Si, e allora?
KARL Lei preferisce che La baci io, no?
ANITA (strillando')Si prende delle libert! Si prende delle li bert!
KARL (balza in piedi)Ma chi? Non vero! Non ho fatto niente! (Dall'altra parte compare il vecchio Bock). Ah, cosi, il vecchio Bock! Monika, moglie del farmacista Gall, Horch.
MONIKA Lei un idealista, Horch.
HORCH E me ne vanto, gentile signora.
MONIKA proprio questo che mi piace in Lei. Ma sar difficile che trovi una donna capace di capire il Suo idealismo.
HORCH Lei per dice che Le piace.
MONIKA Potrei essere l'unica. Ne ho passate tante in vita mia. Non sono una donna come le altre. Per questo La capisco.
HORCH Per tutto sommato non se l' mai passata male.
MONIKA Finanziariamente no. Ma questo non conta.
HORCH Io invece penso che conti.
MONIKA Al contrario. Non dovrebbe esserci bisogno di dimo strarlo proprio a un idealista.
HORCH La buona opinione che Lei ha di me ostacola la mia liber t di discussione.
MONIKA A Lei quest'ostacolo non dovrebbe dispiacere.
HORCH E perch mai?
MONIKA Perch Lei abbastanza intelligente per combattere an che se la Sua libert limitata.
HORCH Lei mi sopravvaluta. Ma mi scusi.
MONIKA Dia un'occhiata a mio marito. l. Sta appunto parlan do col padrone di casa.
HORCH Lo trovo buffo. Se almeno non facesse il farmacista. l'uomo pi magro che mi sia mai capitato di incontrare. Di soli to i farmacisti hanno un aspetto sano che consola. Probabilmen te ha la tisi.
MONIKA Indovinato. Sono anni che ce l'ha. Ma non muore, non morir mai. Non pu morire. Morir sicuramente prima io.
HORCH Ma gentile signora! Ha almeno vent'anni pi di Lei.
MONIKA Non vuoi dire. Dipende dalla resistenza fisica. Se so pravvissuto a questa malattia, sopravviver anche a me.
HORCH Forse non affatto malato. Forse si affatica troppo.
MONIKA Al contrario. Noi assieme non facciamo un bei niente.
HORCH Sul serio, gentile signora?
MONIKA Non scherzo affatto.
HORCH Si potrebbe credere tutto il contrario. Ho una certa cono scenza dell'animo umano. Ma confesso che in questo caso ha funzionato male.
MONIKA Lei quindi ha di molto sopravvalutato la mia felicit co niugale. Ho diritto di fare quel che voglio. Le risulta chiaro?
HORCH Sf. Resta solo da chiedersi cos' che Lei vuole.
MONIKA Non lo sa che cosa pu volere una donna?
HORCH Mi piacerebbe sentirlo dire da Lei.
MONIKA Ecco quello che vuole una donna : una donna vuole un uomo che sia grande, forte e soprattutto il pi potente possi bile.
HORCH Lei molto intelligente, gentile signora. Basta che cer chi! Di uomini simili ne incontrer di certo.
MONIKA Lo pensa davvero? Lei un grande idealista, Horch, un grande idealista! Christa, Anita.
ANITA Dov' il bei Max?
CHRISTA Io l'ho invitato.
ANITA Dov'?
CHRISTA Non venuto.
ANITA a casa sua, l di fronte? Vado a chiamarlo.
CHRISTA Ha mandato a dire che non viene. Ha un colloquio im portantissimo.
ANITA E con chi?
CHRISTA Con quella Gretchen. piena di soldi.
ANITA Ma in gamba?
CHRISTA In gamba da matti. Riuscir senz'altro a convincerlo. E ho paura che sar oggi stesso.
ANITA Bella forza. Con tutti quei soldi io ci sarei riuscita gi da un pezzo.
CHRISTA Credi?
ANITA Ah, che roba, mi sono fidanzata.
CHRISTA Mi congratulo, e quando?
ANITA Venti minuti fa.
CHRISTA E con chi?
ANITA Beh, con Peter Hell.
CHRISTA Con quel somaro. Non ce n'era bisogno.
ANITA Mi piace pi del tuo Michel.
CHRISTA II mio Michel non vale niente. Per ti saresti potuta prendere Karl.
ANITA Quello troppo giovincello per me.
CHRISTA Sei tu che te lo devi tirar su.
ANITA Ma lo sai, parla di baciarsi!
CHRISTA Oggi abbiamo troppo pochi uomini.
ANITA quello che penso anch'io.
CHRISTA Perch non ti sei portata Peter?
ANITA Meglio che non me lo chiedi.
CHRISTA A causa di mia madre?
ANITA E anche di tua sorella.
CHRISTA Ti sbagli, si sono incapricciate tutte e due di mio marito. Il farmacista Gall, il fabbricante di bare Rosig.
GALL Dove l'hai messa oggi la tua vecchia?
ROSIG L'ho lasciata a casa. Sotto chiave. Basta che dorma, quella vecchia troia.
GALL La mia di l.
ROSIG Col ragazzetto? Complimenti! E tu lo sopporti?
GALL La rende felice.
ROSIG Quante ne dice, tua moglie. Se fosse la mia, le darei un paio di sculaccioni e chiuso il becco, capito?
GALL Per il resto mi lascia in pace.
ROSIG Ma allora tu con lei - non devi? Proprio per niente? Non devi adempiere i tuoi doveri?
GALL Lei ci rinuncia.
ROSIG Formidabile, perbacco! Questa si che sarebbe una troia adatta a me! La mia una puttana. Il mestiere non lo fa pi, ma continua a essere puttana. A sessant'anni non le baster an cora. Non le baster, sono pronto a scommetterci qualsiasi cosa, ci scommetto manco fossi un negro fresco di bucato'. Adesso ha cinquantaquattro anni e basta che per tre settimane non me la faccio con lei che me ne fa vedere di tutti i colori, a furia di piangere. Non piangere, vecchia troia, le dico, tempi passati2, non va pi, che altro vuoi? Sono ventitre anni che me la faccio con te, con zelo e fedelt, che altro vuoi? Non posso mica starti appresso come un vecchio vetturino di piazza. Oggi ha ricominciato. Non sono passati nemmeno diciannove giorni e ha gi ri cominciato un'altra volta. Quella vecchia troia me lo dice in faccia che non l'amo, non l'amo, io. Ah, dico io, ecco le ultime notizie. Al mattino, quando esco, ti becchi 1 bacio, per 19 giorni fa 19 baci; la sera, dopo cena, 1 pacca sul didietro, per 19 giorni fa 19 pacche sul didietro, quindi, fatte le somme, 19 baci e 19 pacche sul didietro, il resto sono affari miei e chi troppo vuole nulla stringe, questo bolscevismo, quella ti scortica vivo, dovunque la tocchi una pappamolla. Che schifo. Per punizione oggi l'ho chiusa in casa sotto chiave.
GALL Puah! Non fa proprio per me.
ROSIG La tua formidabile.
GALL Non c' male.
ROSIG Ma scusa, permetti, nemmeno trentacinque anni. Nemmeno trentacinque anni e non devi adempiere nessun dovere. Mi fa impressione. Ma come mai fatta cosi?
GALL E chi se lo ricorda.
ROSIG soda?
GALL Dalle un pizzico e lo saprai.
ROSIG Lasciami provare una volta con lei.
GALL Ma certo.
ROSIG Me lo permetti, questa si che una proposta lavata e stirata.
GALL Per oggi stesso.
ROSIG Hurr, hurr, hurr, e cosi gliela freghiamo al giovanotto
GALL Provaci.
ROSIG Se la fanno assieme?
GALL Si sono conosciuti oggi. Si avvicina il vecchio Bock.
BOCK Niente di strano, se lui non ci sta mai.
ROSIG Ecco che arriva quello che origlia.
BOCK Ma cosa ascolta? La vergogna di quello l! (indicando Gall) .
GALL Mica tutti sono caproni. Mica tutti possono essere caproni come Bock. Ci debbono pur essere uomini onesti.
BOCK Io preferisco essere disonesto.
ROSIG Allungate troppo il tiro, signori. Il pi caprone il pi onesto. Il seme dell'uomo deve venir fuori fino all'ultima goc cia, l'hanno gi detto quei barbogi dei greci.
BOCK Aprire il rubinetto. Ho un bei da fare.
GALL Ma c' la galera.
ROSIG Tutmemscios, signori, aprire il rubinetto! Aprire il rubinetto, venir fuori o sparare. Io mi metto al lavoro.
GALL Prego, prego!
ROSIG Ors, camerati, a cavallo, a cavallo! (Si allontana).
BOCK Riesce a combinare qualcosa?
GALL Pi di noi.
BOCK Noi? Noi? Parla per te.
GALL Ma se hai gi settantanove anni.
BOCK Sono vecchio, ma sono ancora giovane.
GALL Si fa presto a dirlo.
BOCK Quel che sicuro che mi sento pi giovane di te, su que sto non ci sono dubbi.
GALL Se sei tanto sicuro.
BOCK Tu mi offendi. Te ne dar la prova!
GALL Allora puoi tentare la fortuna.
BOCK Immediatamente. Ma con chi?
GALL Con mia moglie.
BOCK Posso? Una volta che ho preso fuoco c' poco da scherzare con me. La mia la foga di un giovane. Le mie pazienti ne sono entusiaste. Non ho bisogno d'alcool, io. Mi sento come un quarantenne. Sedurr tua moglie! Sedurr tua moglie!
GALL Si, ma quando, quando?
BOCK Oggi stesso! Oggi stesso!
GALL Immediatamente.
BOCK Oggi. Qui. In questo stesso posto. Un momento, prego. (Un terribile accesso di tosse squassa quel che resta della sua perdona). Segenreich, Rosig.
SEGENREICH Quante volte ci siamo sbronzati questa settimana, Rosig?
ROSIG Una volta sola. Che vita: peggio di una risciacquatura di piatti. Bisogna che sotterri la mia vecchia.
SEGENREICH Non fai altro che parlare della tua vecchia. Oggi una giornata fatta per i giovani. Oggi non devi offendermi. Devi bere. Ecco quello che devi fare. E solo una volta che sarai completamente sbronzo te ne potrai andare a casa dalla tua vec chia. Prima non te lo permetto. Voglio dirti una cosa. Devi be re, perch non mi devi offendere. E perch non mi devi offen dere? Non mi devi offendere perch sono io che ho costruito questa casa. Sono il padre della sposa. Bevi alla felicit della sposa, cin cin alla sposa, salute alla sposa, evviva la sposa, un evviva tre volte tonante! Alla sposa, mia figlia, e il padre sono io. Quei tre li ho messi al mondo io. Beh, hanno fatto una buo na riuscita! Ci si provi qualcuno ad imitarmi! Marchio di fab brica Segenreich! Diffidare delle imitazioni. Protezione legale, brevetto depositato. E sar sempre cos per tutta l'eternit. Io nutro un amore sviscerato per i miei figli, un amore grande e sviscerato. Il giorno delle nozze la figlia diventa maggiorenne.
ROSIG Ma tu parli come ti gira, manco fossi una banderuola ver niciata di rosso. un pezzo che tua figlia maggiorenne. Sei pieno di alcool che ti barcolla su e gi come un ubriaco. Oggi ti sei lavato col vino rosso. Che cosa sembri? Sembri un padre della sposa tuffato nel Mar Rosso, e infatti hai proprio la fac cia di un babbeo verniciato di rosso. Non ho tempo, sto troppo appresso alla MONIKA Gall.
SEGENREICH Certo, smamma, fatti una bara e mettitici dentro con lei e tattici pure seppellire assieme a lei. La tua vecchia, la sciala a casa, quella. Per conto mio fa' pure quel che vuoi. Per devi bere, bere, hai capito? Io sono il padre della sposa!
ROSIG Tu non mi capisci, fratello. Non sai che cosa significa es sere un uomo.
SEGENREICH Si che lo So.
ROSIG No che non lo sai.
SEGENREICH Si che lo So.
ROSIG No che non lo sai.
SEGENREICH E chi che ha costruito la casa?
ROSIG Tu!
SEGENREICH E chi che il padre della sposa?
ROSIG Tu!
SEGENREICH Questo lo riconosci, fratello del mio cuore, bara delle rose, rosa delle bare.
ROSIG Questo lo riconosco e ti ci faccio il segno della croce per giunta.
SEGENREICH A questo punto sei fregato. Ti sei fregato con le tue stesse mani. Sono io che ho costruito questa casa, quindi sonoun uomo.
ROSIG Per non uno come me.
SEGENREICH Che cosa intendi dire?
ROSIG Meglio che stai un po' attento alla tua troia.
SEGENREICH Rosa del mio cuore, rosa piena di virt, sei proprio un bei cretino. Sono ventisette anni che siamo sposati e non mai successo niente. Assolutamente niente. E dovrei comincia re adesso a starci attento? Io ho fiducia, io ho fede, perch bea ti coloro che hanno fede. Cosi sono e cosi resto. Croller il mon do prima che la mia vecchia mi tradisca.
ROSIG Per conto mio. Io con lei non ci sono ancora stato. In compenso ora sto appresso alla Gall.
SEGENREICH E smamma, tanto ti sei fregato! Nella bara tutti e due! Io non ho bisogno di nessuna Gall. Ho i miei figli, io. Lo ro per me si butterebbero nel fuoco, Christa! Marie! Karl! Sul l'attenti quando vostro padre vi chiama! Christa! Marie! Karl!
CHRISTA (da fuori)Che vuole quel vecchio somaro?
MARIE (da dentro)E lasciami in pace.
KARL E il bello che neanche mi pigliano sul serio. Rosig, Monika, Bock.
MONIKA Mi state assediando, signori miei!
ROSIG II Suo signor marito non ha niente in contrario. Niente in contrario.
BOCK Questo non lo direi. Dipende.
MONIKA Mio marito non pu mettersi a darmi ordini. Sono mag giorenne.
BOCK C' chi mette in dubbio che Lei sia maggiorenne, bam bina.
ROSIG Non ce l'ha pi il bisnonno? Eccone qua uno.
MONIKA Io apprezzo i signori anziani perch hanno esperienza.
ROSIG Non sono mica pi tanto giovane. Non sono mica pi tan to giovane.
BOCK In tutto lui di anni ne ha cinquantacinque. Io ne ho ven tiquattro pi di lui.
MONIKA Vi siete conservati bene tutti e due.
BOCK Rispetto al Suo signor marito, certo.
ROSIG Vede, sta offendendo il nostro amico Gall, noi questo non siamo disposti a sopportarlo.
MONIKA Lei dice di essere amico di mio marito? E non se ne ver gogna?
ROSIG Me ne ha dato lui il permesso.
BOCK Quanto a me mi ci ha spinto lui.
MONIKA E voi dite di essere amici di quello spilungone odioso e buono a nulla? Mi sarei aspettata qualcosa di meglio da voi, si gnori!
BOCK Io non ci vado mai d'accordo. un egoista.
ROSIG Di cretini lavati e sputati come Gall non ne trovi un altro al mondo. Nessuno lo pu vedere.
MONIKA quello che penso anch'io.
ROSIG Suo marito non La capisce proprio. Una moglie soda co me Lei.
BOCK II fatto che troppo vecchio.
MONIKA Questo lo crede Lei. Sembra vecchio, ma non muore mai.
BOCK Morir prima di me, glielo dico io. Sono medico.
ROSIG E io Le fornir gratis la bara.
MONIKA Grazie, grazie, signori. Siete bravi a promettere.
ROSIG Lei rilever la farmacia e la mander avanti al posto del nostro defunto amico Gall.
BOCK Noi tre infatti abbiamo sempre lavorato in societ. Per pri ma cosa la gente andava da Gall. E in farmacia lui gli dava una polverina, in modo che si ammalassero per bene, e poi li man dava da me, e, se non bastava, allora io glieli rimandavo, per ch gli desse un'altra polverina, cos la malattia si aggravava sem pre pi e io ci guadagnavo, lui ci guadagnava e, una volta che con quella gente non c'era pi niente da fare, non gli restava che morire e Rosig gli poteva fare la bara. Infatti la fabbrica di bare di Rosig non va mica tanto bene come Lei potrebbe credere. Ho sempre dovuto mandargli dei cadaveri.
ROSIG Questa una bugia fresca di bucato da parte sua. Non gli creda una parola. Da quando ho cominciato la mia attivit, di cadaveri me ne avr mandati tutto sommato cinquecento, e con quelli non sarei mica diventato quello che sono, non mi ci sarei certo ingrassato, con quelli mi sarei ridotto sul lastrico, ci sarei morto di sete, oltre che di fame. Ho ben altri fornitori e ben altre aderenze, io. Gi Gall me ne ha procurati da solo molti di pi. Coi suoi settantanove anni non pu fare a meno di fare lo spaccone e di spararle grosse, ma io di lui non so che far mene!
BOCK Dica Lei stessa a chi crede, bambina. Per conto mio trovo indecente speculare sui cadaveri.
ROSIG Questa una volgarit che grida vendetta! Il bisnonno, lui specula sulle porcherie. Ingravida le donne, poi loro vanno da lui, lui gli fa il raschiamento, raschia via dalle donne i suoi propri figli e si fa pure pagare. Specula sui suoi propri figli.
MONIKA Ah si, ma ce la fa ancora ad avere figli?
ROSIG Lui? In un giorno solo riesce a farne tanti quante sono le pazienti che aspettano in anticamera. Non per niente caprone di nome e di fatto.
BOCK E come faccio a sapere se sono proprio figli miei?
MONIKA Ma Lei davvero ha gi settantanove anni?
BOCK Settantanove e mezzo. In cambio lui ha cominciato lavando cadaveri. Per otto anni Rosig ha fatto il lavatore di cadaveri.
ROSIG una menzogna! Non ho mai fatto il lavatore di cadaveri!
BOCK Lo giuro, posso giurarlo su qualsiasi cosa: Rosig ha fatto per otto anni il lavatore di cadaveri.
ROSIG Questo alla signora non interessa! Stia zitto!
MONIKA Credete davvero, signori, che la farmacia potrei man darla avanti io?
ROSIG Pu farlo altrettanto bene quanto Gall.
BOCK Ci mette dentro un laureato in farmacia, e noi l'aiuteremo.
MONIKA vero che mio marito ha poco pi di cinquant'anni, ma straordinariamente cagionevole. Pu sempre morire all'im provviso per un colpo apoplettico.
BOCK Non sarebbe male. Con quella farmacia cosi ben fornita.
ROSIG Si lasci consigliare da noi.
BOCK Se dovesse sentirsi male, mi mandi subito a chiamare. Io conosco la sua costituzione fisica. A me basta un'occhiata per capire di che malattia morto.
ROSIG Altrimenti potrebbero sospettarla di qualcosa di poco pulito. Mariechen, Michel.
MARIECHEN Michel, tu sei mio cognato, vero?
MICHEL Si, sorellina.
MARIECHEN Perch mi chiami sorellina?
MICHEL Sei la sorella di Christa.
MARIECHEN Questo non c'entra. Sei arrabbiato con me perch sono la sorella di Christa?
MICHEL Ma Mariechen!
MARIECHEN Invece io credo che tu sia arrabbiato. Non devi essere arrabbiato. Di', la sai una cosa, se
CHRISTA non fosse mia sorella, noi non ci conosceremmo affatto.
MICHEL Adesso ci conosciamo.
MARIECHEN Per sarebbe buffo, vero? Ci saremmo appena co nosciuti, come se fossimo a un ballo, e tu mi dici: Gentile si gnorina, posso accompagnarla a casa? E io dico: Certo, su bito, mi dia il braccio, signore. Per potr baciarmi solo dove buio, altrimenti qualcuno ci vede.
MICHEL Ma sorellina!
MARIECHEN Che male c'? Tu puoi baciarmi perch adesso sia mo parenti. E i parenti debbono baciarsi. Altrimenti vuoi dire che sono arrabbiati. Io non gli dico niente a Christa.
MICHEL Dire? Che cosa?
MARIECHEN Che hai baciato la mamma. Io non le dico niente. Tu eri di l, in camera da letto. Ti sei buttato addosso alla mam ma, io vi sono venuta dietro. L'ho visto. A CHRISTA non dico niente. Per devi darmi un bacio bello lungo e forte. No, tre, no, dieci, adesso, subito, e allora non gli dico niente a Christa. Di, perch la mamma ti tirava in quel modo per i capelli? An ch'io voglio tirarti per i capelli. Io l'ho visto come ti ha morso. Anch'io voglio morderti. Di', perch non dici niente?
MICHEL Sono cosi stanco. Non dici altro che sciocchezze.
MARIECHEN Ti ha fatto male? Ti ha fatto male, vero? Fa male a tutti lei, solo a pap no. A lui lo lascia in pace perch non lo pu soffrire. Ora mi devi baciare! Ma come, te ne vai? Io glielo dico a Christa!
MICHEL Non posso baciarti. Se tua madre se ne accorge.
MARIECHEN Lei per ti pu baciare, sei un mascalzone!
MICHEL
CHRISTA mi sta chiamando.
MARIECHEN Hai sentito male. Resta, Michel!
MICHEL CHRISTA mi sta chiamando.
MARIECHEN Lo vedi come sei, dici le bugie! Se lo vuoi sapere, CHRISTA nell'ingresso con quel signor HORCH che parla tanto bene. Gli sono andata dietro. Ho sentito tutto. Lui andr a tro varla nella casa nuova, quando tu non ci sei. Lei un grande idealista, gli ha detto lei, e lui ha detto: s, lo sono. Poi si sono messi a baciarsi e io sono venuta qui di corsa per vedere se eri gi uscito dal bagno. CHRISTA non viene mica, ha detto al signor Horch: Lei bacia troppo in fretta, baci pi adagio, grande idea lista; CHRISTA non viene di sicuro, io lo so. Il fatto che hai paura della mamma. Vieni dietro la tenda! L la mamma non ci vede! Devi venire! Devi baciarmi! Sbrigati!
MICHEL No, no.
Lei se lo trascina dietro la tenda. Dopo pochi attimi lui sguscia fuori con aria imbarazzata.
MARIECHEN (gli corre appresso, su tutte le furie)Erano solo quattro! Erano solo quattro! Sei un imbroglione! (Serra i pic coli pugni e corre piangendo dall'uno all'altro. Gira attorno ad alcuni, va a sbattere contro altri fino a che a poco a poco attira su di s l'attenzione di tutti) Zo Bock! Zio Bock!
BOCK Ma che cos'ha la bambina? Che cos'ha la bambina?
MONIKA (stizzita)La piccola vuole qualcosa.
ROSIG Naturalmente sar andata a sbattere. E ora piange come una fontana. Se c' una cosa che non sopporto che uno vada a sbattere. Per lo spavento uno diventa pallido come un panno lavato.
MARIECHEN continua a correre piangendo.
KARL Eccola che ricomincia a sbraitare, quella stupida marmocchia.
ANITA Che cosa sta dicendo, Karl?
KARL Mia sorella ha ricominciato a sbraitare. Ma Lei guarda sempre dalla parte sbagliata.
ANITA Che cosa sta facendo il signor
BOCK da tutto questo tempo?
KARL II dottar Bock. Ce ne vuole di tempo per strappare quel titolo. Io ora sono iscritto al terzo semestre.
MARIECHEN (alzando la voce)Lo dico a mio padre! Che sfac ciato!
SCHN Lascia un po' in pace tuo padre, ti dar degli altri zuc cherini, si pu sapere che cosa vuoi da tuo padre, semmai sono cose che riguardano la mamma. Su, fai la brava. Tuo padre non. c'entra per niente. Pensi che io abbia fatto qualcosa a tua ma dre? Non le ha fatto proprio niente. (Alla vedova Zart) La bam bina fatta cosi, non sopporta che le si tocchi la madre nem meno con un dito!
ZART Che simpatica. Lei lo sa che cos' che sta bene.
SCHN Per che cosa non mi costata in tutti questi anni! Zuccherini, bambole, cioccolata, ce n' da pagare perch stia zitta.
ZART Queste spese potresti risparmiartele.
SCHN E lo far.
MARIECHEN si ficca un fazzoletto in bocca e piange in maniera straziante. Si apre la porta che da sull'anticamera. Entra HORCH che si guarda attorno con aria sospettosa e armeggia con la cra vatta. Cerca di capire l'origine delle grida, si rende conto che si tratta di Manechen e, tutto contento perch pu darsi subito da tare, si dirige a passo svelto verso la piccola con l'intento di consolarla.
HORCH Si pu sapere perch stiamo piangendo, bambinona?
MARIECHEN Lo dico a pap! Che sfacciato!
HORCH Chi che stato sfacciato? Sta' attenta, lo troveremo subito! Gliela faremo vedere noi a quello! Basta che mi dici chi stato.
MARIECHEN (cambiando voce tutto a un tratto, in tono calmo e asciutto) Se Lei mi da un'altra volta del tu, si becca uno schiaffo!
HORCH Ehi, ehi, non volevo mica offenderLa, signorinella volevo soltanto aiutarLa.
MARIECHEN Vada piuttosto ad aiutare CHRISTA coi Suoi baci! Ma pi adagio, Lei bacia troppo in fretta, grande idealista'
CHRISTA (che sopraggiunta nel frattempo) Hai fatto fiasco con Michel? Vero? E ha quattordici anni quel tipetto! Buffo da matti, no?
MARIECHEN ricomincia a piangere forte e si dirige verso il padre.
GALL (se ne sta impalato e tutto solo in un angolo)E piantala con le lacrime!
MARIECHEN Ah si, e Michel mi pu offendere, Michel!
GALL Se c' una cosa che non sopporto sono le lacrime
SEGENREICH (completamente ubriaco)Io sono il padre di famiglia! Il padre di famiglia e padre della sposa. Perch MARIE ride tanto? Cos sono e cosi resto! Non ridere, Marie, ti dico Tu perdi una fedele sorella!
MARIECHEN Pap! Pap!
SEGENREICH Beh, ridi, ridi pure, sempre meglio che piangere
MARIECHEN Ma io sto piangendo, pap.
SEGENREICH Piangere? Non se ne parla nemmeno. Oggi nessuno deve offendermi- E chi piange nella mia gran giornata mi offendete. Marie, tu stai offendendo tuo padre nei suoi tardi anni II mio nome onorato! E sar sempre cosi per tutta l'eternit A lei otto nipotini non bastano! Ne vuole subito nove Perch la casa l'ho costruita io, Marie, tu mi metterai al mondo tre nipotini, ne uno di pi ne uno di meno, altrimenti ti mando al diavolo, ti diseredo, io voglio da te tre nipotini, ne uno di pi ne uno di meno!
MARIECHEN Pap, pap, Michel mi ha baciata, Michel mi vuole sempre baciare, Michel non mi lascia mai in pace, io da MICHEL non mi lascio baciare!
SEGENREICH Che ha fatto? Che cosa? gi sbronzo anche lui! Non regge niente quel ragazzetto. Si sbronza subito. Quello sbarbatello. Su, vieni.
SEGENREICH 9abbraccia teneramente Marie, l'accarezza, l'accom pagna con galanteria al tavolo, le mette davanti dei pasticcini e da quando sta attorno alla figlia appare meno ubriaco. Dall'uni ca porta che finora non era stata mai aperta (e che conduce alla stanza da bagno), viene fuori barcollando Johanna. Vede il padre con la figlia.
JOHANNA (severamente)Che altro le successo?
SEGENREICH Niente. Niente. tutto passato. Il mio topolino! Qua c' una cosa per il mio topolino. Un divertimento da pazzi, un divertimento coi fiocchi, un divertimento coi controfiocchi! Signori, mi permetto di scatenarvi dentro un putiferio! Ci stia mo isolando troppo. Ognuno di noi se ne sta per conto suo mentre dovremmo stare tutti assieme, perch cosi giusto che sia nella mia gran giornata.
In conseguenza delle urla di poco prima tutti gli invitati alle nozze si sono avvicinati. La musica suona pi forte. Tutti si accostano al tavolo.
ROSIG Quello oggi non si sciacquato la bocca! Domani gli compriamo uno spazzolino da denti.
GALL Non interrompere.
ROSIG Non agitarti tanto, che ti va la bile ' di traverso. Una volta o l'altra bisognerebbe darti una lavata.
SEGENREICH Allora, signori, che cosa suggerite per sollazzare il popolo? Chi ha qualcosa da suggerire, si faccia avanti e parli! Bussano alla porta.
CHRISTA Ma che vuole quel vecchio somaro? Bussano pi forte. Tutte le teste si girano stupite verso la porta. Entra, con un ghigno che le prende tutta la faccia, Pepi Kokosch.
BOCK Chi ?
MARIECHEN la Pepi del portinaio, zio Bock.
BOCK Ah! Ah!
CHRISTA Hai pi culo di tutti noi messi assieme, zio Bock.
BOCK Questa sempre stata una mia caratteristica. E fra poco arrivo a cent'anni.
SCHN A dirlo sono buoni tutti.
BOCK Per me, facciamo pure ottanta. Ehi, Christa, proprio ben fatta. Me la debbo guardare. L'orchestra faccia silenzio! L'orchestra nella stanza accanto smette di suonare.
CHRISTA Non ho affatto detto che fatta male. Trovo soltanto che sono meglio io.
BOCK Mi importa assai di come ti trovi. (Fa un cenno con lindice) Vieni qui, bambina!
Pepi emette suoni inarticolati e indica verso il basso.
ROSIG BOCK se la ripulisce con le dita quella ragazza.
GALL Ma se ha le dita sporche.
SCHN Quando
BOCK afferra una donna, lei si mette subito a ridere.
ZART E ha ragione.
CHRISTA Le donne magre gli stanno antipatiche.
MONIKA Se la fa con chiunque. Il fatto che troppo vecchio.
JOHANNA Che ci fa quell'idiota qui?
MARIECHEN (corre da Pepi)Mia mamma dice che te ne devi an dare! (Le da uno spintone),
HORCH Sovrintendente Segenreich, dovremmo almeno chiedere a quella poveraccia che cosa vuole.
JOHANNA Lo sappiamo da soli, caro Horch, che cosa vuole, ha messo gli occhi sul dolce Michel. Pepi a sua volta da uno spintone a Marie.
SEGENREICH Ha messo gli occhi sui miei figli, quella disgraziata! I miei figli appartengono a me!
BOCK Su, siediti da brava sulle mie ginocchia. Pepi si siede sulle ginocchia di
BOCK e continua a indicare in basso. Tenta di far capire a gesti che la madre sta morendo, ma continua a sghignazzare.
BOCK Questa rimane qui. Questa rimane qui. Mi piace, quando una non la smette mai di ridere. Cosi va bene, bambina. Tarata. Putup! Ahi! Ben ti sta!
ROSIG L'orchestra dovrebbe vergognarsi, con i suoi guanti bian chi: ma se non sta suonando!
GALL Lascia in pace l'orchestra.
SEGENREICH L'orchestra deve suonare! L'orchestra deve suo nare! Fragorosa fanfara.
JOHANNA Non deve entrarci pi nessuno in casa mia.
CHRISTA Ci viene tutta la marmaglia.
KARL Tanto la Pepi non pu dire niente.
ANITA Lei lo dice soltanto perch uno ci creda.
KARL Oh, io ho avuto una relazione con lei. Ha carattere la pic cola.
ANITA Si mai fatta baciare per le scale?
CHRISTA Nemmeno una volta.
HORCH Temo che Suo padre abbia dimenticato il progetto di poco fa.
CHRISTA In vita sua di progetti non ne ha mai avuti.
HORCH Lei lo disprezza perch Suo padre.
CHRISTA Spero che non lo sia.
GALL Questa la giovent moderna.
ROSIG Faresti meglio a star zitto, quando uno non c'entra per niente meglio che stia zitto.
GALL Zitto! Sedersi sulle ginocchia di Bock! Monika!
MONIKA Tu non puoi metterti a darmi ordini. Ho vent'anni me no di te.
JOHANNA (strillando)Io ho una dolce proposta! Michel, lo spo so, si fa dare un dolce bacio da tutte le signore!
SEGENREICH Proposta respinta! A casa mia proposta respinta!
SCHN Me lo immaginavo. A casa sua lui certe cose non le per mette.
ZART Tu non mi dici pi mimosa. quanto deve essere contenta Sua nonna ad avere una nipotina come Lei. E quand' che si sposa?
TONI GILZ - Ho sentito la musica e mi sono detta, va' un po' a vedere come vanno le cose. Ma non lo sapevo mica che c'era quella deficiente della Pepi del portinaio, io insieme a quella li mica ci sto, chi quel vecchio signore che fa sempre cosi con il dito?
CHRISTA il nostro medico di famiglia, il dottor Bock.
TONI Quello vecchio bacucco come mia nonna.
CHRISTA Pi vecchio. Fra poco avr ottant'anni.
TONI Ma no! E non ce l'ha una moglie?
CHRISTA Gi, cercare la cerca sempre, ma non l'ha ancora trovata.
TONI Ah s, e quella deficiente della Pepi che ci fa seduta sulle sue ginocchia?
CHRISTA Ci sta solo come tappabuchi! a Lei che accenna col dito.
TONI Magari mi vuole sposare. tanto che desidero un marito vecchio e ricco.
CHRISTA E perch poi vecchio?
TONI A stare con la nonna ci ho fatto il callo ai vecchi. Coi gio vani ci vuole troppo tempo, per i miei gusti. Che ne pensa, ci avr ancora molto da vivere quello li?
CHRISTA Questo deve chiederglielo a lui.
TONI - (va dal vecchio Bock)Ehi, si pu sapere che cosa vuole da me, vecchio signore? Gi prima per le scale mi ha dato un ba cetto.
BOCK E adesso tu me ne darai un secondo.
TONI Non so manco dove mettermi.
BOCK Di ginocchia ne ho due. Siediti qui.
TONI No. Vicino a quella deficiente della Pepi io non mi ci siedo mica. Mica perch deficiente, ma perch la Pepi del porti naio.
BOCK Bambina, hai ragione, ma sua madre sta morendo e quindi oggi bisogna essere gentili con lei. Su, siediti.
TONI Ah, cosi, perch quella sta morendo? (Si siede) Anche mia nonna morir tra poco.
BOCK E allora te la prendi tu la casa?
TONI Penso di si. Che ricco, Lei?
BOCK Beh, se ci metti anche la tua casa, allora si che sono ricco!
TONI No, quella me la tengo io. Lei ha l'aria di uno ricco.
BOCK Quanto a questo ti sbagli.
TONI No che non mi sbaglio.
BOCK Ma si pu sapere perch pensi che sono tanto ricco, bambina?
TONI Perch vecchio bacucco.
BOCK Perch sono vecchio bacucco?
TONI Non so com', ma coi vecchi, quando muoiono, c' sempre da ereditare qualcosa.
BOCK E va bene, allora sposiamoci! Io mi prendo la casa - ah, adesso ci sono - sta da voi quel pappagallo indiavolato?
TONI Da mia nonna. Tanto quello io lo strozzo, quando lei morta, appena morta io lo strozzo, quel pappagallo!
BOCK E brava la piccola, ha temperamento! Bene, fatti solo visitare un pochettino. In fondo, io sono dottore. Bene! Molto bene!
CHRISTA proprio uno schifo. Non gli basta mai, bisognerebbe togliergli il bicchiere di mano. Se almeno se la facesse con una donna! Lo vedete, con nessuna. E secondo Lei un tipo simile sarebbe mio padre!
HORCH Adesso metto io in moto un bel gioco di societ. Per farLa divertire. O ne ha abbastanza di tutta la compagnia? Lo capirei benissimo.
CHRISTA Oggi Lei la mia unica consolazione.
HORCH (si alza in piedi)Avrei da fare una splendida proposta. Prestatemi ascolto, signori! Ognuno deve dire che cosa sarebbe disposto a fare per l'altro. Immaginatevi che sia minacciato l'es^ sere a voi pi caro, la persona, fra tutte quelle qui presenti, cui siete pi affezionati. Noi siamo qui riuniti, l'uno di fianco all'altro, buoni buoni, tonti tonti, come si conviene a persone allegre, non pensiamo a niente, non desideriamo niente, siamo tutti presi dal momento del matrimonio, quand'ecco tutto a un tratto una saetta attraversa il tetto e provoca un incendio, una saetta appuntita, ardente, abbagliante, - anzi no, una saetta non abbastanza perfida, perfida, pi perfida sarebbe una scossa, si, un terremoto. La via della Bont, qui davanti, si spalanca, come se io l'avessi spaccata con un coltello grande come una casa, per favore, pu dirmi dov' la via della Bont? La via della Bont scomparsa, dov'era prima non c' pi, c' solo un'enorme voragine ingorda e noi, noi vi precipitiamo dentro, nel bei mezzo, alla rinfusa, gi gi fino in fondo, in due secondi, invitati e casa, banchetto e beveraggi!
MONIKA i
CHRISTA Lei un idealista, Horch! ZART
SEGENREICH La casa l'ho costruita io, la casa non crolla! Che volgarit! Crollasse il mondo la mia casa non crolla.
HORCH Lei non deve cominciare subito a interrompermi, caro sovrintendente Segenreich, deve lasciare che sviluppi il mio pensiero.
SCHN Lascia che sviluppi! Caro amico, lascia che sviluppi!
JOHANNA E l'adorabile Michel che ne pensa?
MARIECHEN Mamma, mi vuole baciare un'altra volta.
JOHANNA Vuoi smetterla con queste bugie, bricconcella! Credi che voglia baciare proprio tei
MARIECHEN Ma si! Ma si!
BOCK (respirando affannosamente)Girati cosi, bambina, cos che devi star seduta. Se no non mi riesce di afferrarti.
TONI Hmm, Lei gi stanco morto. Le peso troppo. Lei vec chio bacucco! Dobbiamo sposarci! Sposiamoci!
BOCK Domani. Domani. Ha temperamento, la piccola. Quasi co me me.
ROSIG Questo
HORCH ha un'immaginazione sudicia. Una volta o l'altra a quella immaginazione bisogna dargli una bella lava...
GALL Sta' zitto. Che ci restino tutti scottati.
SEGENREICH Quel tipo ne ha di idee! Ne ha di idee quel tipo! Io posso bere quanto voglio, ma a me di idee cosi non me ne ven gono.
SCHN Ma su, amico caro, rimettiti a lui!
SEGENREICH E va bene, visto che uno scherzo. Mi dichiaro so lennemente d'accordo e rigetto - ah, pardon - (risate fragorose) rimetto la presidenza di questo illustre consesso nuziale al no stro egregio amico Horch.
HORCH Assumo la presidenza e chiedo a tutti lor signori un po' di silenzio. Debbo rivelarvi un segreto. da quando siamo qui riuniti che lo tengo celato. Lo sento e lo avverto e lo assaporo a ogni parola che dico. Non posso pi tenermelo dentro. trop po grande e io sono troppo debole, quello cresce e io no, da so lo sono troppo piccolo, ho paura, aiutatemi a sopportarlo!
BOCK Mah, mah.
HORCH Ascoltatemi! Ascoltatemi! Ma non vi spaventate! Fra quattordici minuti verr la fine del mondo. All'inizio avvertirete una lieve scossa. Penserete che si tratti di un automezzo pesante che sta passando con fracasso per la strada. L'autocarro si ferma davanti alla casa e fa fracasso e non riesce ad andare avanti. Voi sorridete e guardate il lampadario che oscilla avanti e indietro, oscilla avanti e indietro, dal solaio rotolano gi per le scale del le botti, grandi, massicce botti, botti pesanti e massicce...
BOCK Botti di Heidelberg.
MONIKA Stia zitto, lei, cinico che non altro!
HORCH Aspettate a ridere, state ridendo troppo presto! Quando il lampadario - patatrac - precipiter sopra il tavolo e le scheg ge vi entreranno nelle carni, quando comincerete a barcollare e in quel baccano si spegneranno tutte le luci, quando nessuno di voi potr pi guardare l'altro negli occhi, non un barlume, non un'ombra, buio pesto fuori, buio pesto dentro e la strada buia come la casa e la casa buia come voi, e voi vi sbagnerete a toc care, vi sbaglierete a chiamare, ma non vi sbaglierete a strilla re - allora saprete, allora sapremo a che punto siamo e staremo tremanti davanti alla terra come la terra star tremante davan ti a noi e il terrore ci terr stretti in pugno - stop! Chi avr al lora tempo per se stesso, chi si soffermer a pensare a s, chi avr ancora coscienza di se stesso, quando la persona da lui ama ta star per cadere nelle fauci della morte? In fondo siamo es seri umani, non vero, questo me lo concederete e, visto che siamo immersi nelle bugie fino al collo e dato che piacevole e divertente dire bugie in occasione di nozze come queste, fauste di nome e di fatto ', vi regalo un'altra bugia grassa e tonda. Mi crederete anche questa volta?
ROSIG Deciso. Ci crediamo. Tanto non costa niente.
GALL Tu pensi sempre ai soldi.
ROSIG Questa una bugia mal lavata da parte tua. Sei fuori di te perch sto dietro a tua moglie, con lei ci vado a letto subito, appena sei morto, gliel'ho promesso, non ho bisogno di chie derti il permesso e se alzi la cresta ti do una bella ripulita, oggi in figura e domani in sepoltura.
HORCH Calma! Supponete che sia qui, qui tra noi, tra gli invitati alle nozze, la persona a voi pi cara. Vi riesce troppo difficile supporlo? L'avete forse dimenticata a casa? Allora lasciatela pure li dove sepolta e sceglietevene un'altra qui! E quando avrete scelto, appena avrete scelto, ecco che sentite l'autocarro che passa con fracasso qui davanti, ecco che il lampadario lass oscilla, le botti rotolano, il soffitto si apre, si apre il pavimento, irrompe la tenebra. E voi, voi, cosa farete per la persona amata?voci (alla rinfusa)Io? Sta parlando di me? Voglio essere io il primo. Io ho scelto. Per favore. Idealista. Io lo so gi.
HORCH Calma! Vedo con gioia e con grande soddisfazione che vi accalcate tutti per correre incontro alla rovina. Nessuno resta indietro. Ci stanno tutti e ciascuno ha in tasca gi bella e pton ta la persona amata. Non esitate, mettetela pure in mostra! Vi interrogher l'uno dopo l'altro, adesso faccio l'appello. Chi che il pi vicino alla morte? Bock!
BOCK A me piacciono le donne fresche.
HORCH Pi di tutti! Pi di tutti!
BOCK Oggi la Gall.
HORCH Chi che con le bare ci si ingrassa? Rosig!
ROSIG Vorrei sotterrare la mia vecchia che sta a casa.
HORCH Pi di tutti! Pi di tutti! Pi di tutti fra coloro che so no qui!
ROSIG La
MONIKA Gall mi fa venire l'acquolina in bocca.
HORCH Chi onestamente incanutito con la sua tisi? Gall.
GALL Io sono una persona per bene. Mica tutti possono essere dei rosei caproni!
HORCH Si sta parlando di te. Chi ti piace pi di tutti?
GALL Nessuno.
HORCH Non vale.
GALL Io.
HORCH Chi ricco di figli suoi?
SEGENREICH Io sono il padre della sposa. La casa l'ho costruita io. Sono il padre di tutti e tre! Io!
HORCH Pi di tutti! Pi di tutti!
SEGENREICH Christa,
KARL e Marie. Punto e basta, la risposta e valida!
HORCH Questa rispettabilissima signora...
JOHANNA Non lo sono, non lo sono.
HORCH Lei ama?
JOHANNA Mio genero Michel, me lo mangerei.
HORCH Chi che porta il suo nome come un cappello non suo? Schon!
SCHN Ormai ho fatto l'abitudine alla padrona di casa.
HORCH A quale? La vecchia, la giovane, la giovanissima?
SCHN La vecchia. Non posso farne a meno. Che posso farci?
HORCH Quale giovane viene oggi ardentemente desiderata da due vecchi?
MONIKA Gall!
MONIKA Io amo Horch. Io ripongo le mie speranze in Horch.
HORCH Chi che sa trarre profitto dalle parole, chi che ci conosce a fondo? Horch! Interrogo me stesso e dico: Christa.
MONIKA Mascalzone!
ZART Che chiacchierone!
HORCH A chi ha pensato il marito morendo? Alla vedova Zart!
ZART Adesso sto con Schn.
HORCH Chi che non ne pu pi della madre moribonda? Pepi Kokosch!
TONI Quella l mica che la facciamo giocare assieme a noi.
JOHANNA Tanto quell'idiota non pu parlare.
CHRISTA Le orecchie per le drizza.
MARIECHEN da uno spintone a Pepi. Pepi da a
BOCK un bacio con lo schiocco. La dentiera del dottore cade a terra. Risate.
HORCH Mi si dice che qui c' uno sposo. Michel!
MICHEL Ma signor Horch!
HORCH Pi di tutti!
MICHEL Non lo so.
HORCH Devi saperlo!
MICHEL Non posso.
HORCH Si che puoi!
MICHEL - (a bassa voce)Mariechen.
MARIECHEN Mamma, ora ci crederai che mi vuole sempre ba ciare.
JOHANNA Ora
MARIECHEN se ne va a letto. I bambini debbono an dare a letto.
HORCH Chi troppo bella per essere la sposa di un solo marito? Christa!
CHRISTA Lei proprio no! Il pi sicuro sempre stato il vecchio Bock.
HORCH Strilla perch qualcuno si prende delle libert e poi muo re dalla voglia che se ne prenda ancora di pi? Anita!
ANITA (strillando)Bock! Bock!
HORCH Chi l'iscritto al terzo semestre, che nessuno prende sul serio? Karl!
KARL
ANITA mi ha promesso un bacio.
HORCH Tientelo per te. Pi di tutti! Pi di tutti!
KARL Anita. Anche se...
HORCH Chi fissata coi vecchi? Toni Gilz!
TONI A me quello che mi piace Bock! Gesummio che vecchio bacucco che quel Bock!
HORCH Chi che deve andare a letto e non ci vuole andare da sola? Marie!
MARIECHEN Michel vuole me. Io voglio lo zio Bock.
HORCH Stop! Sento il fracasso dell'autocarro. Il lampadario oscilla gi, le botti rotolano. Ascoltate, guardate, il lampadario oscilla, le botti rotolano e fuori l'autocarro fa fracasso. Ho proprio paura che sia la fine del mondo. Tutti voi avete paura, avete molta paura, che cosa farete? Dovete fare qualche cosa. Qual l'ultima cosa che farete, la casa sta crollando, qual l'ultima cosa che farete per la persona amata? Bock!
BOCK Io coprir la Gall. Cos morir piacevolmente.
HORCH Rosig!
ROSIG Io alla
MONIKA le laver via di dosso quel Bock.
HORCH Gall!
GALL Io metter in salvo i miei polmoni.
HORCH Segenreich!
SEGENREICH Io mi metter
CHRISTA sul groppone, afferrer con la sinistra
KARL e con la destra afferrer Marie.
HORCH Johanna, la madre!
JOHANNA Io svelta svelta metter in salvo Michel dentro il mio letto. Li al sicuro.
HORCH Schon!
SCHN Io mostrer a JOHANNA la via per uscir di casa!
HORCH MONIKA Gall!
MONIKA Io chieder a HORCH l'ultimo favore!
HORCH Horch! Sono io. Io bacer in fretta CHRISTA prima di mettermi in salvo! Vedova Zart!
ZART Io mi aggrapper a Schn, lui mi terr stretta.
HORCH Pepi Kokosch! (Pepi, eccitata al massimo, emette suoni inarticolati). Vuoi vedere che per lo spavento le si scioglie la lingua. (Tutti gli uomini cominciano ad agitarsi). Michel!
MICHEL Io prender per mano la piccola Marie.
HORCH Christa!
CHRISTA Io mi conserver bene bene BOCK per dopo.
HORCH Anita!
ANITA Forse allora il signor BOCKavr pi tempo per me!
HORCH Karl!
KARL Io dar un bacio al buio ad Anita.
HORCH Toni Gilz!
TONI Io mi sposer BOCK prima che se lo prenda quella.
HORCH Marie!
MARIECHEN Io salter fuori dal letto. Afferrer lo zio Bo.
Mentre HORCH sta ancora parlando si sente fuori, per strada, un veicolo. Si avvicina con fracasso, dapprima leggero. Si ferma da vanti alla casa e il fracasso si fa sempre pi forte. La luce si abbassa ma non si spegne subito. HORCH ammutolisce. Il ritmo sempre pi rapido della sua enumerazione trapassa in un lento stupore. Tende l'orecchio. Tutti tendono l'orecchio. Alza gli occhi al lampadario. Gli occhi di tutti si alzano verso il lampadario. Il lampadario oscilla. La sua oscillazione si trasmette alle teste. Fuori delle finestre guizzano larghe ombre. Delle botti rotolano pesantemente gi per le scale che scricchiolano. Le teste si sottraggono alle oscillazioni del lampadario e si irrigidiscono, un orecchio teso verso la strada, l'altro verso l'interno della ca sa. Tutte le marionette ridiventano marionette e tacciono, esse sono di legno. La casa comincia lentamente a oscillare. Tutto a un tratto Toni Gilz balza su dalle ginocchia di BOCK e grida come una forsennata.
TONI La mia casa! La mia casa! (Attraversa di corsa la lunga sala precipitandosi verso Segenreich) Ma si pu sapere come l'ha co struita? La mia casa! La mia casa trema! La mia casa!
SEGENREICH (con dignit)Alla casa non succede niente.
TONI Ma io lo sento che trema! La mia casa sta crollando! Non sono nemmeno vent'anni che sta in piedi e gi crolla!
SEGENREICH Io sono sovrintendente edile.
TONI Sovrintendente? Sovrintendente? Sottointendente! Uno che se ne intende di imbrogli!
SEGENREICH Alla casa non pu succedere niente.
TONI I soldi se li messi in tasca! E la casa che fine far? Voglio la mia casa! Io La denuncio, a Lei!
SEGENREICH Adesso finisce che monto su tutte le furie. Alla ca sa non succede niente!
TONI Polizia! Debbo andare alla polizia! Lasciatemi uscire! Po lizia! Io La denuncio, a Lei! Io La faccio arrestare! Polizia!
SEGENREICH (si colloca grande e grosso com' davanti alla porta) Nessuno lascer il mio appartamento. Io non permetto che mi si offenda. Sono sovrintendente edile, io. Questa casa l'ho co struita io. Una casa che ho costruito io non crolla. I signori si vorranno tranquillizzare. Io ho invitato i signori, qui da me i signori si vorranno tranquillizzare. Alla casa non succede nien te! Perch questa casa l'ho costruita io!
Toni lotta con Segenreich.
HORCH Guardate! Ascoltate! Che cosa farete per la persona amata? Gall si alza. diventato ancora pi alto. Allarga le braccia, af ferra Rosig con la sinistra e Dock con la destra.
GALL Ecco che li ho acchiappati i criminali.
ROSIG Mia moglie a casa, sotto chiave. Debbo andare a vederla. Non posso lasciarla sola. Ha paura.
GALL Ecco che li ho acchiappati, i criminali.
ROSIG Lei dorme sola sola. La casa comincia a tremare. Che cre di, che tremi solo qui? Trema anche li. Non sa cavarsi d'impac cio, lei. Come potrebbe fare a cavarsi d'impaccio? sotto chiave.
GALL Tu sei sotto chiave. Anche tu sei sotto chiave.
BOCK Non ho pi denti. Dov' la mia dentiera? Si china e cerca sotto il tavolo. Il braccio di Gall lo segue dappertutto.
ROSIG Lei sta a letto. Si svestita. rimasta in camicia da notte. Non pu mica andare per strada cosi, in camicia da notte. Ha il sonno pesante. Non sente niente. Dall'orecchio sinistro e sorda e sta sempre sdraiata sul destro. Sono gi ventitre anni che sto con lei.
GALL Venti. ..
ROSIG Vivevamo come tortorelle. Tutte le mattine un bacio. Non cucinava mai due volte la stessa cosa, mai, cucinava sempre cose nuove, cucinava sempre con le sue mani, era per me che cucinava, era proprio una cuoca coi fiocchi, non era mica una di quelle, non fiatava, tempi passati, ventitre anni.
GALL Venti.
ROSIG - (piagnucolando)Dovr pure seppellirla. Queste sono nozze di merda. Qui si sposano e a casa mia c' mia moglie che muore. Se fossi restato a casa ti saresti potuto salvare. Mia moglie. Mi sta morendo la moglie. La moglie. Mi sta morendo la moglie. Io la salver. Debbo salvarla. Ventitre anni.
GALL Venti.
ROSIG Ventitre! Ti dico che sono ventitre. Non permetto che si tocchi il mio matrimonio. la migliore delle mogli. Tutti la vogliono. Tutti la amano. Io la tengo a casa sotto chiave perch senn me la rubano. Non una sgualdrina. La salver. Debbo salvarmi. Lasciala!
GALL Ti taglieranno la testa! Anche a te taglieranno la testa!
ROSIG Non mi riconosci pi? Che ti successo? Tu sei sbronzo. Tu sei pazzo. Lasciami!
BOCK Dov' la mia dentiera? Mi aiuti a cercarla! Io a Sua mo glie non le faccio niente. Che cosa dovrei farle senza denti?
GALL (salfa alla gola di Rosig) Ora ti ammazzo.
ROSIG Lasciami! Ti riveler una cosa! Lasciami!
GALL Ti ammazzo.
ROSIG Accidenti, in gioco la tua vita! Lei ti vuole avvelenare! Sta' in guardia!
GALL Ecco che li ho acchiappati, i criminali.
ROSIG - (in tono supplichevole) La Monika ti ammazza!
BOCK (si alza come se avesse ritrovato i suoi denti)Mi voleva per constatare la causa del decesso.
MONIKA Aiutatemi a uscire, signori, aiutatemi a uscire! Mio ma rito morto! Debbo salvare la farmacia!
BOCK E che faccio senza denti?
MONIKA Statemi un po' a sentire. Mio marito morto. La farma cia abbandonata.
ROSIG Lasciami. (Piagnucolando) Eccola. Eccola l.
MONIKA La stanno svaligiando. Che faccio senza farmacia? Mi stanno derubando.
GALL Lui non morto.
MONIKA morto. Ha finito di soffrire.
GALL vivo.
MONIKA Era il suo ultimo desiderio. Debbo occuparmi della farmacia. Aiutatemi a uscire.
ROSIG Adesso devi afferrarla come si deve. Una mano sola non basta. Con tutte e due.
GALL Voglio sapere: di che morto?
MONIKA Non lo so. Come posso saperlo? L'ha ucciso lo spavento.
GALL Quando?
MONIKA Quella volta, alle nozze. Quando successa quella gran disgrazia. Aiutatemi ad uscire!
GALL Per andare dove?
MONIKA In farmacia. Davanti alla porta c' un tipaccio e non lascia uscire nessuno.
GALL A me mi lascia uscire, a me.
MONIKA Si. S. Mi porti con s.
ROSIG Eccola, eccola, eccola, eccola! Strozzala!
MONIKA Io sono vedova. La sposer. Le dar met della far macia. Gall strozza la moglie.
ROSIG Aiuto! Aiuto! Ho mia moglie a casa! Aiuto!
BOCK Avevo pensato: ecco la mia dentiera, la prendo in mano e non la mia dentiera.
HORCH Guardate, ascoltate, che cosa farete per la persona amata?
KARL Adesso buio.
ANITA Che Le salta in mente?
KARL Adesso non ci vede nessuno.
ANITA Sono fidanzata.
KARL Da quanti semestri fidanzata?
ANITA Da adesso.
KARL Lei fidanzata con me.
ANITA II mio fidanzato mi sta aspettando. (Si stacca da lui e corre verso Segenreicb, rovesciando alcune sedie e spostando il tavolo) ArrivederLa, signor sovrintendente. stato molto bello. Era tanto che non c'era una festa cosi bella. Purtroppo il mio fidanzato mi sta aspettando.
SEGENREICH Di qui non passa nessuno.
ANITA Temo che sia gi preoccupato. Mi aspetta di sotto. Quasi quasi non mi faceva venire.
SEGENREICH Qui lasciapassare non se ne rilasciano.
ANITA Almeno permetter che lo vada a prendere e lo porti su. Non posso farlo aspettare ancora. Non La disturber di certo.
SEGENREICH Di qui non passa nessuno.
ANITA Ha un modo di fare cosi pieno di riguardi. capace che per tutta una serata non dice nemmeno una parola. Non posso fare a meno di pensare sempre a lui. Noi ci amiamo.
SEGENREICH Rester al suo posto e morir come un eroe.
ANITA Sa, lui ha un che di rassicurante, baster che entri e Le far stare calmi tutti quanti.
PETER HELL - (da fuori)Non riesco a entrare. Mi lasci entrare. Prego, non mi fraintenda.
JOHANNA Non deve entrarci nessuno, a casa mia. Alla gentaglia non permesso entrare.
PETER Io non sono gentaglia! Non mi fraintenda, prego.
ANITA Peter? Si! Vede, proprio lui. il mio fidanzato. Si preoccupa subito.
JOHANNA Gi ci sono venti mendicanti che ogni giorno suonano alla porta. Guai se quella gentaglia varca la mia soglia! Non ne posso pi di questi mendicanti! Non ne posso pi di questi mendicanti!
PETER Anita, dove sei? Mi capisci?
ANITA Su, apra la porta, signor sovrintendente, soltanto un pochettino, in modo che quel povero giovane possa sgusciare dentro.
JOHANNA Povero? Povero? I mendicanti fuori!
SEGENREICH La porta resta chiusa!
ANITA gi da tanto che vorrebbe fare la Sua conoscenza.
SEGENREICH La porta resta chiusa!
PETER Anita! Anita!
ANITA Peter, non mi lasciano venire da te! Peter mio.
PETER Siamo separati.
ANITA Non possiamo riunirci.
PETER Noi ci amiamo.
ANITA Noi abbiamo nostalgia.
PETER Tu sei come una rosa.
ANITA Tu sei li.
PETER Che ci faccio con i fiori? Non mi fraintendere, prego!
HORCH Guardate, ascoltate, che cosa farete per la persona amata? Una parte del soffitto crolla. Mentre dura ancora il fracasso, e attraverso la nuvola di polvere provocata dalle pareti che pre cipitano, si sente, da sopra:
THUT E adesso una domanda: di che cosa hai paura, Magdalena?
LENI II bambino sta crollando.
THUT Vuoi dire la casa. Come ti ho detto poco fa: una casa incrollabile come la parola di un uomo.
LENI Dobbiamo scappare, vieni.
THUT Sei di nuovo troppo precipitosa, Magdalena.
LENI Prima che crolli la scala, vieni.
THUT Io appartengo a coloro che non sanno cosa sia la paura.
LENI Prima che crolli la casa, vieni.
THUT Sei quasi puerile.
LENI Dorme cos bene. Ce lo dobbiamo portare appresso?
THUT Si appena addormentato.
LENI Mi si sveglierebbe.
THUT Si prenderebbe un raffreddore.
LENI Se ne andrebbe all'altro mondo.
THUT Coprilo bene!
LENI Lo far cadere.
THUT Tienilo stretto!
LENI Sono troppo debole.
THUT Sii forte, Magdalena.
LENI Prendilo tu!
THUT Io sono troppo forte. Lo schiaccerei.
LENI Fa' attenzione.,
THUT Non nel mio stile.
LENI Lo reggi?
THUT Prendilo tu!
LENI Tu sei il padre.
THUT Tu sei la madre.
LENI Tu sei intelligente.
THUT Tu sai come si fa.
LENI Ma non correndo.
THUT Prendi la met.
LENI Ce l'ho.
THUT Ora prendi l'altra met!
LENI Quella la porti tu.
THUT No, ti dico, no chiaro e tondo.
LENI Allora io lascio cadere la mia met.
THUT Che brava madre!
LENI Tu non sei mai stato un padre!
THUT E la trovata della casa?
LENI Cade! Cade!
THUT Non puoi stare attenta?
LENI Nel buco! Nel buco! Ora morto!
THUT Che cosa ti dicevo ieri l'altro!
LENI Ora morto!
THUT Un segno del destino.
HORCH Guardate, ascoltate, che cosa farete per la persona amata?
KARL (afferra Pepi Kokosch con entrambe le braccio)Mi sposi?
Pepi si mette a tubare.
KARL ANITA non mi vuole. Non so perch non mi vuole. Eppure non le ho fatto niente. Non mi pu soffrire. Eppure sono iscrit to al terzo semestre. Ce ne sono tanti che sono iscritti appena al secondo semestre. Adesso si fidanzata. Sono forse cosi im maturo? Anche tu sei un essere umano. Mi sposi? Pepi? Pepi continua a tubare e si da dei gran colpi sulle gambe. Pesta i piedi per terra. Le braccia si sollevano allo stesso ritmo.
KARL Mi sposi? Davvero? Pepi scuote la testa con violenza. La sua faccia, su cui sempre stampato un ghigno, si spiana un poco.
KARL Mi sposi? Pepi si dirige verso di lui a passo di danza, ondeggiando come fa la casa. Tutto il suo corpo dice: si, si.
KARL (l'afferra, la lascia andare, l'afferra, di nuovo e urla) Ho una donna! Ho una donna! Lei mi vuole! Ho una donna! Lei mi vuole! Ho una donna! Al terzo semestre! Ho una donna! Procedono assieme barcollando, un pesante groviglio di ombre, avanti e indietro, indietro e avanti. Il pavimento si spalanca sotto di loro e sprofondano sotto terra.
HORCH (a bassa voce) Guardate, ascoltate, che cosa farete per la persona amata?
CHRISTA Michel!
MICHEL Si.
CHRISTA Tu sei mio marito.
MICHEL Ma mamma!
CHRISTA Tu sei mio marito. Tu mi devi aiutare. Tu mi ami.
MICHEL Ma mamma!
CHRISTA Io non sono la mamma. Mio dolce Michel. Ha proprio gli occhi tutti ricci e i capelli ingenui. Tu mi ami. Io ti ho spo sato.
MICHEL Ma mamma!
CHRISTA Lui non lascia uscire nessuno. E diventato pazzo, iumi devi salvare. Lui forte. Spingilo via! Spingilo da un lato! Lui forte. Ti uccider. Mio dolce Michel. Non ti deve uccidere. Tu mi devi salvare. Uccidilo! Uccidilo!
MICHEL Ma mamma!
CHRISTA Tu sei cosi furbo. Di' soltanto mamma. Non si accor ger di niente. Vieni, di lato, pian piano, ti aiuto io. Vieni. Mi vuole uccidere. Tu mi ami. Vieni!
MICHEL Ma mamma.
CHRISTA Bene. Dammi la mano. Non ti fare trascinare. Che stai facendo? Mi tiri indietro. Insemina vieni!
MARIECHEN Ho paura! Ho paura!
CHRISTA Non starla a sentire! Devi salvare me. Me. Me. Tu mi ami.
MICHEL Ma mamma.
MARIECHEN Ho paura! Ho paura!
CHRISTA Lasciala stare! Non vale niente. Lui ti prender a calci, io lo afferrer per una gamba. Vieni da dietro! Dolcezza mia. Picchier anch'io.
MICHEL Ma mamma!
MARIECHEN Ho paura! Ho paura!
CHRISTA Quella li deve stare zitta! Chi lei? Una marmocchia! Una marmocchia! Io sono madre. Io aspetto un figlio tuo. Dol ce Michel. Sono madre. Avr un figlio da te.
MICHEL Ma mamma!
MARIECHEN Ho paura! Ho paura!
CHRISTA Ascoltami! Io sono madre. Michel. Tu ami tuo figlio. Vieni! Vieni da dietro! Io lo tengo per la gamba. Tu gli sbatti la poltrona sul cranio. A mio padre. Mi senti? A mio padre. Prendi la poltrona, quella pesante, questa qui! Io vado avanti quatta quatta. Ti reggo, vieni, tu la sbatti sul cranio di mio pa dre! Dammi la mano, dolce Michel, io ti amo, dammi la mano!
MICHEL Ma mamma!
MARIECHEN Ho paura! Ho paura!
CHRISTA Tu gli sbatti la poltrona sul cranio!
HORCH Guardate, ascoltate, che cosa farete per la persona amata? Una parte della parete di destra crolla con grande frastuono. Dalla stanza accanto si sente:
GRETCHEN Max, il terreno sale, Max, il terreno sale!
MAX Puoi essere contenta.
GRETCHEN E lo sono. Max, il terreno sale!
MAX Ma sar vero?
GRETCHEN vero. Max, il terreno sale!
MAX Speriamo bene.
GRETCHEN La parete gi crollata, il soffitto appeso a un filo, le finestre sono in pezzi e il pavimento trema. Questo non un terremoto da poco prezzo, questo un signor terremoto, questo un terremoto di prima qualit, sta crollando mezza citt. Do mani saranno morti di paura, dopodomani si metteranno a ricostruire. Ma io ti dico che costruiranno in maniera diversa, costruiranno in maniera funzionale, costruiranno in linea retta e da quella parte verr a trovarsi esattamente la stazione. Sto cal colando quanto potremo chiedere: tre volte tanto!
MAX Quattro volte tanto!
GRETCHEN Diciamo cinque volte tanto!
MAX Sei volte tanto! Affermo sei volte tanto. Ho un motivo per affermarlo. La societ risparmier un sacco di soldi. La casa crolla da sola. Lo senti - io lo sento - ancora tre minuti e la ca sa crolla!
GRETCHEN Lo sento. Che fortuna!
MAX Noi facciamo sgombrare i calcinacci.
GRETCHEN A nostre spese.
MAX A nostre spese. Tutto intorno non ci sono altro che mace rie, un deserto che non ha prezzo, le persone serie scuotono il capo, ma il nostro terreno lucido come uno specchio, lucido come uno specchio e rasato di fresco. Come, ci vuole costruire? La Sua stazione sul nostro terreno? Proprio sul nostro terre no? Prego, costruisca pure, ma quanto disposto a pagare, quanto disposto a pagare per il terreno?
GRETCHEN Sei volte tanto!
MAX Sei volte tanto! Solo la morte non costa niente.
GRETCHEN Senti la parete? La parete trema.
MAX Da capo a piedi.
GRETCHEN Conosco una ditta che prende poco. In tre giorni ci sgombra tutte le macerie.
MAX Ditta? Non abbiamo bisogno di nessuna ditta. Assumeremo dei giovinastri.
GRETCHEN Per un pezzo di pane.
MAX E ci ringrazieranno pure. Chi trova da mangiare sotto le macerie? Noi pagheremo in natura.
GRETCHEN II pavimento! Il pavimento traballa! Sto perdendo la testa!
MAX Per la gioia
GRETCHEN Accaparreremo tutti i viveri,
MAX Potrebbero avanzarne troppi.
GRETCHEN Tutto quello che c' lo accaparreremo. Per sfamare i nostri operai ne useremo -
MAX una parte. La maggior parte la rivenderemo. II soffitto!
GRETCHEN appeso a un filo.
MAX Prima sprofonda il pavimento.
GRETCHEN Dove?
MAX Sotto i nostri piedi.
GRETCHEN Che fortuna! Che fortuna!
MAX Sai, il bello
GRETCHEN che noi due ci capiamo a volo.
MAX Siamo un cuore
GRETCHEN e un'anima sola!
Terribile fracasso. La parete di destra crolla.
HORCH Guardate, ascoltate, che cosa farete per la persona amata?
ZART Io sono la tua mimosa, Schn.
SCHN Che me ne faccio?
ZART Sono io la tua mimosa, Schn.
SCHN Come faccio a saperlo? Come faccio saperlo?
ZART Tremo come una mimosa, Schn.
SCHN E piantala di tremare, mi fai venire i nervi.
ZART Hai pensato a me, Schon?
SCHN Io penso a me stesso.
ZART Schon, non dimenticartelo, sono ancora giovane.
SCHN Anch'io lo sono.
ZART Tu devi pensare a me, Schn.
SCHN Guarda, amico caro. No.
ZART Schn, hai fatto testamento?
SCHN Non cosa tua, amico caro. No.
ZART Non hai pensato alla tua mimosa, Schn?
SCHN Guarda, vado a comprarti gli zuccherini. Va' da tuo pa dre e chiedigli che ti faccia uscire! No.
ZART Schn, non avrai pace nella tomba.
SCHN Pap, nessuno apprezza che sono iscritto al terzo semestre. Devi lasciarmi passare. Lascialo passare subito, amico ca ro! No.
ZART Pensa a me, Schn, senn non avrai pace nella tomba.
SCHN Babbo, ho un nipotino per te. Lo sento gi. No.
ZART Hai pensato alla tua mimosa, Schon?
Schon la sbatte per terra come uno sputo. Si avvicina a Segen reich che, a gambe larghe, se ne sta come una grande statua di pietra davanti alla porta che non c' pi.
JOHANNA (sbarra il passo a Schon e gli si stringe addosso)Ehi tu, le forme non mi mancano.
SCHN A dirlo son buoni tutti.
JOHANNA Ehi tu, tu sei testimone.
SCHN Che me ne faccio.
JOHANNA Ehi tu, c' un mendicante li fuori.
SCHN Io ho fame.
JOHANNA Ehi tu, voglio dare qualcosa al mendicante.
SCHN Dallo a me.
JOHANNA Ehi tu, io ti tradisco con il dolce Michel.
SCHN Prego.
JOHANNA Ehi tu, lo dico a mio marito.
SCHN Glielo dico io stesso. Amico caro, ho tradito tua moglie.
JOHANNA Con chi? Con chi?
SCHN Beh e chi vuoi che sia? Con la sposa. Guarda, amico caro, ho tradito tua moglie con tua figlia.
SEGENREICH Chi sta sparlando di mia figlia?
CHRISTA Sbattigli la poltrona sul cranio!
SCHN Sono andato a letto con tua figlia. Sono andato a letto con una delle tue figlie. Sono andato a letto anche con l'altra. E anche con tua moglie ci sono andato a letto. Tua moglie, non ti fa impressione. Bene, ma la figlia. La piccola ha solo quattordici anni. L'altra si sposata oggi. Amico caro, devi riconoscere che una mala azione da parte mia. Una cosa simile non puoi sopportarla. Cacciami fuori! Devi cacciarmi fuori! Amico caro, una cosa del genere tu non puoi sopportarla in casa tua. Non puoi. Non sta bene.
CHRISTA Sbattigli la poltrona sul cranio!
SEGENREICH Ora se continui a parlare - ti spacco il cranio!
SCHN Guarda, questo troppo onore, amico caro! Un cane rognoso come me si caccia fuori.
SEGENREICH A cuccia!
SCHN Vedi, cosi va meglio. Uno dice a cuccia, da un calcio allabestia e quella vola fuori di casa. La bestia non si difende. Perstare in casa, un cane dev'essere pulito. Se non pulito, lo sisbatte fuori. Bau! Bau! Bau!
SEGENREICH A cuccia! A cuccia!
La pesante poltrona che Michel e CHRISTA sollevano assieme cade con tutto il suo peso sulla testa di Segenreich. Egli crolla gemendo. Davanti al vuoto che si spalanca stanno:
JOHANNA Dov' la porta? Qui non c' nessuna porta!
CHRISTA Michel, dov' la porta?
SCHN Bau! Bau! Bau!
MICHEL Ma mamma!
CHRISTA La porta! La porta!
HORCH Guardate, ascoltate, che cosa farete per la persona amata? TI pavimento crolla completamente. Alle grida terribili e piene di odio subentra un amaro silenzio.
LA VECCHIA
KOKOSCH Ehi, marito mio, debbo dirti una cosa. (Silenzio). Mi lascia parlare. Mi lascia parlare. Ehi, marito mio, la scopa in soffitta. La scopa l'ho dimenticata in soffitta. Non mi devi sgridare. La scopa in soffitta. Gemiti.
KARL (abbracciando LA VECCHIA morente sul cui letto caduto) Ho una donna! Ho una donna!
LA VECCHIA KOKOSCH E mi ha portato all'altare e mi ha baciato ed era cosi affettuoso. Silenzio.
IL PAPPAG. Casa. Casa. Casa.
LA VECCHIA GILZ Io mica sono ancora morta. Io mi... Gemiti.
IL PAPPAG. Casa. Casa. Casa.
FINE
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