Le olive di Giacchè

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BANCA QUINTAVALLE

LE OLIVE DI GIACCHE’

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Titolo

Eventuale Sottotitolo

Le olive di Giacchè

 

Autore ed aventi diritto

Giuliano Angeletti 

poetangeletti@gmail.com

tel. 3317115597

Data pubblicazione

08.12.2009

Anno di stesura

2009

Genere

Commedia brillante

Atti

1/2 a discrezione della Regia

Durata (minuti)

70

Lingua

italiano

Personaggi maschili

8

Personaggi femminili

8

Minimo attori maschili

8

Minimo attrici femminili

8

Premi e riconoscimenti

Depositato S.i.a.e.

Sezione DOR numero posizione SIAE 198563

Reparto proventi : concordato tra gli Aventi Diritto

Da effettuarsi dalla SIAE

100%

100%

SINASSI: Angeletti in questa commedia brillante fa rivivere un fatto veramente accaduto a Vezzano Ligure ma abbastanza consueto nel territorio nazionale. Verso la fine dell’800 , un nobile spiantato vende un uliveto non suo ad una coppia di giovani sprovveduti che poi tanto sprovveduti non sono …

PERSONAGGI:

IL CONTE DE CAROLIS

LO STRILLONE

LA CONTESSA A. MOSCONI

RAGGI

GIACCHE’

MICHELINA

IL MARCHESE F. PARODI

DON PIATELETO

ORTENSIA

CHIARA

NORA

IRIDE

LIVIO

IL VISCONTE QUINTAVALLE

CHANTAL

LOLA

IL DOTTOR VINCIGUERRA

IL PRESIDENTE DEL DUELLO

SCENA 1

( IL CONTE DE CAROLIS, LO STRILLONE)

Il conte entra in scena, al lato destro del palco, uno strillone grida ... giornali, nel lato sinistro vi è un venditore di cipolle.

LO STRILLONE: giornali ... giornali, il principe Amedeo visita la città, ladri di formaggio e di cipolle fanno man bassa nel fondo di Gianardi

IL CONTE DE CAROLIS: si avvicina al ragazzo che vende i quotidiani, il ragazzo vedendo arrivare, il nobile smette di gridare, e si ferma

Giovine, fammi un pò vedere quel pezzo di carta straccia che voi ostentate chiamare giornale.

LO STRILLONE: passa un giornale al conte

ILCONTE DE CAROLIS: il conte prende il giornale, ma non lo apre ( rivolto al ragazzo e tirandogli la guancia)

Bel giovine, giovane e baldo esponente della nuova italia, raccontatemi cosa vi è scritto in queste pagine poco veritiere.

LO STRILLONE: allungando la mano

Sono 10 centesimi.

IL CONTE DE CAROLIS: allibito

Vergognatevi, plebeo chiedere i soldi a me, al Conte De Carolis.

LO STRILLONE: riprende il giornale

Conte o non conte, se volete leggere dovete pagare.

IL CONTE DE CAROLIS: riprendendo il giornale, ed  aprendolo

Ditemi plebeo, parlatemi del Duca D’Aosta, sapete chi è e cosa ha detto di Vezzano e della nostra amata terra.

LO STRILLONE: stupito

No ... non sò .. niente ...

IL CONTE DE CAROLIS: fingendo di essere meravigliato

Come voi depositario della verità ... non sapete leggere

LO STRILLONE: giustificandosi  no ... purtroppo non so leggere .....

IL CONTE DE CAROLIS: ad alta voce questa è una cosa grave, anzi gravissima.

LO STRILLONE: e io cosa posso farci

IL CONTE DE CAROLIS: leggendo e sfogliando il giornale

Vedete, il furto di cipolle e formaggi  nella fattoria di Gianardi, che colpo fatto con grande abilità, dei malviventi nessuna traccia, e a pensare che avevano anche due cani lupo, grossi come due leoni.

LO STRILLONE: stupito

C’è proprio scritto così !

IL CONTE DE CAROLIS: inventandosi anche fatti

Hanno rubato anche due manze, un gallo e dieci galline

LO STRILLONE: con voce tenue davvero ... e dove è scritto ....

IL CONTE DE CAROLIS: indicando alcune colonne del giornale prese a caso

Adesso devo lasciarvi, buon uomo piega il giornale mettendolo sotto braccio

LO STRILLONE: fermandolo con un braccio

Dove andate !

IL CONTE DE CAROLIS: alterato

Come vi permettete, mettere le mani addosso ad un nobile, togliete quella mannaccia dal mio giornale altrimenti chiamo le guardie.

LO STRILLONE: gridando  datemi i soldi del giornale, i soldi del giornale.

IL CONTE DE CAROLIS: alterato a sua volta

I soldi del giornale ! ma ... voi siete pazzo, io dovrei pagarvi quattro fogli spiegazzati e già letti da qualcun’ altro e per di più toccati da mano impure di plebeo.

LO STRILLONE: timoroso ma io non so leggere .....

IL CONTE DE CAROLIS: a voce alta ed autorevole

Ho letto io per voi ... e per la lettura sono 1 Lira

LO STRILLONE: timoroso  ma sono i soldi di una mezza giornata di lavoro

IL CONTE DE CAROLIS: autorevole datemi i soldi, solo così posso dimenticare

LO STRILLONE: con voce soffocata da un singulto

Vi prego signor conte lasciatemi almeno i soldi per un tozzo di pane

IL CONTE DE CAROLIS: non si vive di solo pane, datemi quà

Lo strillone tira fuori i soldi dalla tasca

E adesso andate ... andate via plebeo ... e ringraziate

LO STRILLONE: grazie signor conte per non avere chiamato le guardie.

Lo strillone esce di scena gridando: giornali ... giornali ....

SCENA 2

( LA CONTESSA ADELAIDE MOSCONI, RAGGI,)

La scena si svolge nello sportello di una banca, il banchiere mette in ordine le pratiche, vede entrare la contessa esagitata che entrando urta uno sgabello e subito si agita lui stesso.

RAGGI: timoroso e sconvolto, esce dallo sportello e di corsa va a raccogliere i  fogli, mentre la donna impassibile lo guarda con disprezzo ed anzi con un frustino da cavallerizzo da una frustata all’impiegato) che urla di dolore, Raggi ritorna dietro lo sportello

Desidera contessa

LA CONTESSA MOSCONI: esageramente agitata apre la borsetta e tira una serie di fogli li deposita sul tavolo

Questo, è il resoconto della mio banca, questo è quello della figliale, no questo no, eccolo

E tira fuori un fogliettino

Cosa sono queste spese

Raggi prende il foglio si cambia gli occhiali e ad alta voce

Fatemi vedere, questo meno... a si, vediamo, tranquilla  Contessa questi 50 centesimi sono le spese di cancelleria che abbiamo addebitato a tutti coloro che hanno un deposito nella spettabile Banca Parodi.

LA CONTESSA MOSCONI: Furiosa

Spettabile sto par di balle, questa è una truffa, 50 centesini a me, 50 a Quintavalle, e poi agli altri voi aumentate il capitale.

RAGGI: tranquillo

Penso che questo succeda anche nelle vostre banche.

LA CONTESSA MOSCONI agitata

Quello che succede nelle mie banche non vi interessa

RAGGI

Voi siete più usuraia di noi,i vostri tassi sono di gran lunga maggiori dei nostri, voi ve ne approfittate della povera gente .

LA CONTESSA MOSCONI ma se vengono tutti da me

RAGGI se vengono tutti da voi, non lamentatevi, anzi togliete .... i vostri depositi da questa banca ed andatevene ...

LA CONTESSA MOSCONI agitata

Io non tolgo niente, anzi compro la banca e mando via voi e quel truffatore del vostro titolare

Quel bellimbusto di sambuco: il Marchese Parodi

Anzi adesso vado da lui

RAGGI cercando di trattenerla

No ... non potete, non avete un appuntamento.

LA CONTESSA Mosconi entra di forza nell’ufficio del Marchese Parodi

LA CONTESSA MOSCONI

Felicino, Felicino diavolo di un bandito, truffatore che non sei altro cosa sono questi 50 centesimi di tassa

IL MARCHESE PARODI ma è una cosa da niente.50 centesimi non sono niente, sono per le piccole spese, non sono niente ...

LA CONTESSA MOSCONI collerica

Niente lo dite voi ...  50 centesimi oggi, 50 domani il capitale va via

IL MARCHESE PARODI

Ma scherziamo

LA CONTESSA MOSCONI

Scherziamo lo dico io ... io vi ammazzo

IL MARCHESE PARODI come vi permettete, cerchiamo di moderare i termini.

LA CONTESSA MOSCONI moderare i termini truffatore

IL MARCHESE PARODI  truffatore a me ... vi va bene che siete una donna altrimenti

LA CONTESSA MOSCONI altrimenti cosa collerica io vi ammazzo

( prende a borsettate il marchese )

IL MARCHESE PARODI

Aiutatemi ... aiutatemi liberatemi da questa pazza

LA CONTESSA MOSCONI

Pazza a me ... disgraziato ( e piange ) offendere me una nobildonna timorata di Dio

IL MARCHESE PARODI ( cercando di consolarla ) su su ... non ve la prendete ... le parole volano

LA CONTESSA MOSCONI ( con un gesto inaspettato da un registro sulla testa del

marchese ) disgraziato io chiedo soddisfazione ... vi voglio sfidare a duello ... un uomo mi rappresenterà e difenderà il mio onore ... martedì alle prime luci dell’alba ... nella piana degli ulivi.

IL MARCHESE PARODI ma i duelli sono proibiti

LA CONTESSA MOSCONI per noi non è proibito niente

La contessa esce dall’ufficio, il marchese rimasto solo

IL MARCHESE PARODI e adesso come faccio, io non so usare armi ... e da chi mi faccio rappresentare

SCENA 3

(IL CONTE DE CAROLIS, GIACCHÈ , MICHELINA )

Il conte passeggia per il palco con il giornale in mano

IL CONTE DE CAROLIS cosa vorranno da me quei villici che hanno osato importunare un nobile, cosa vorranno ... non sanno che il mio tempo è prezioso ... per un nobile il tempo è sacro ... sono loro, i plebei che non devono sprecare tempo, perchè finchè c’è luce devono pigare la schiena e faticare per il bene della nobiltà iddio ha voluto così ...

Entra Giacchè e Michelina

GIACCHE’ Signor conte i miei ossequi , mi saluti la signora ...................

IL CONTE DE CAROLIS io non ho una signora,

 MICHELINA i miei rispetti signor Conte

IL CONTE DE CAROLIS ma che bella giovincella ... in cosa posso servirla

GIACCHE’ noi vorremmo ...

IL CONTE DE CAROLIS silenzio, nessuno vi ha interpellato

GIACCHE’ va bene ....

IL CONTE DE CAROLIS come vi chiamate mia bella ragazzotta

MICHELINA: Michelina

IL CONTE DE CAROLIS : Michelina io vi autorizzo a chiamarmi, non più conte ma Signor Anteo

MICHELINA che onore ... sono felicissima

IL CONTE DE CAROLIS ditemi in che cosa posso servirti

MICHELINA voi siete proprietario di quella piana il Lavagia

IL CONTE DE CAROLIS , si

MICHELINA di quell’oliveto ... in quella bella posizione .. un giorno florido ...  ed ora sommerso dai rovi

IL CONTE DE CAROLIS si ... ebbene

MICHELINA noi vorremmo prenderlo e coltivarlo

IL CONTE DE CAROLIS  sapete quello è stato il primo podere della mia illustre famiglia ... ed io ho un legame affettivo con quelle piane. Non so! Sono perplesso !

GIACCHE’ a noi intesserebbe

IL CONTE DE CAROLIS fate silenzio voi!

MICHELINA dai signor Anteo, cercate di venirci incontro, una mano lava l’altra. Noi ve lo puliamo, trasformeremo la sua terra in un giardino, datecelo in mezzadria.

IL CONTE DE CAROLIS in mezzadria no

MICHELINA allora affittatelo ...

IL CONTE DE CAROLIS ci penserò

GIACCHE’ andiamo via ... il conte non vuole fare niente

IL CONTE DE CAROLIS a malincuore,  lo dico a malincuore, ve lo affitto in più mi date 1/3 dell’olio

GIACCHE’ mi sembra troppo

IL CONTE DE CAROLIS o un 1/3  o niente ed in più 250 LIRE ogni sei mesi

GIACCHE’ e’ troppo!

IL CONTE DE CAROLIS e sarà troppo poco, e voi fate silenzio!

GIACCHE’ andiamo via andiamo a vedere l’uliveto della Contessa Mosconi

IL CONTE DE CAROLIS andatevene via, io non svendo ... via ... via ...................

MICHELINA  signor Anteo, un nobile come voi cadere così in basso, avete sempre detto che il denaro non è tutto. Non bisogna essere schiavi del denaro.

IL CONTE DE CAROLIS si è vero ...................

MICHELINA allora facciamo 200 LIRE ogni sei mesi e ... e... ¼  d’olio

IL CONTE DE CAROLIS va bene ... ma solo perchè siete voi ...

MICHELINA va bene così

IL CONTE DE CAROLIS ... pagamento anticipato

GIACCHE’ ecco i soldi

Il conte conta i soldi e li mette in tasca

MICHELINA va bene

IL CONTE DE CAROLIS si Michelina

GIACCHE’ lasciateci uno scritto!

IL CONTE DE CAROLIS il conte non lascia uno scritto ... il mio è un patto d’onore ... prendere o lasciare.

GIACCHE’ va bene ... va bene ... ma calma ...

MICHELINA l’onore ... è l’onore ...................

IL CONTE DE CAROLIS adesso miei villici ... devo lasciarvi

GIACCHE’ e MICHELINA  ossequi signor Conte

IL CONTE DE CAROLIS riverisco

( escono tutti di scena )

SCENA 4

(IL MARCHESE FELICINO PARODI  - IL CONTE DE CAROLIS)

IL MARCHESE PARODI e adesso ...  da chi mi faccio rappresentare

Non so dove sbattere la testa, io non posso... quella balorda è una donna che conta, a lei basta un sorriso e tutti sbavano, poi se mostra una caviglia gli uomini si farebbero ammazzare per Adelaide .... io invece ... sono costretto a chiedere in giro, ma alcuni sono disponibili, basta pagarli bene a rischiare qualche giorno di prigione.... per un duello non all’ultimo sangue, basta una leggera ferita e tutto finisce. Se non fosse per lei ... per quei 50 centesimi, fosse una poveraccia capirei, ma è ricchissima ... la padrona di Vezzano.  Ragioniamo: un duello che di per se è proibito, quindi se arriva voce alla celere, arrestano i due, fanno una multa astronomica a me e alla Mosconi, quindi ... inanzitutto devo sapere dove parare, ma prima di tutto devo sapere chi rappresenta l’onore ( e sputa ) della contessa, e dopo di seguito.

Prima deve arrivarmi la lettera di convocazione, il luogo, il padrino...

E poi può darsi che il papero, non arrivi mai...

E si speriamo non arrivi mai ...................

Passa il Conte De Carolis

IL MARCHESE PARODI signor Conte, qual buon vento lo porta da queste parti

IL CONTE DE CAROLIS passavo di quà, allora ho pensato di chiedevi un prestito

IL MARCHESE PARODI un prestito ... ma scherziamo, non mi faccia ridere, non è il momento

IL CONTE DE CAROLIS usufruisco del buono della nobiltà

IL MARCHESE PARODI il prestito d’onore, si concede una volta solo, a voi in via eccezionale è stato concesso ben due volte in banca nella mia onorata Banca Parodi e in quella scalcinata del Banco Mosconi

IL CONTE DE CAROLIS non c’è due senza tre

IL MARCHESE PARODI avete preso denaro ... ma non avete restituito niente, un bel niente, non siete affidabile ... non avete onore ...

IL CONTE DE CAROLIS i soldi non sono niente, sono pezzi di carta senza nessun valore ... voi siete un commerciante ... un commesso ... un uomo senza valore ...................

IL MARCHESE PARODI  restituitemi i dovuto

IL CONTE DE CAROLIS domani ...

IL MARCHESE PARODI ... come domani !

IL CONTE DE CAROLIS ... si domani ... promesso ...

IL MARCHESE PARODI non sapete dire altro ... voi ... solo domani

IL CONTE DE CAROLIS adesso devo andare ... sapete ... gli affari ...  domani ... domani . ... promesso ...................

Il Conte esce di scena ... il marchese subito dopo ...

SCENA 5

(IL CONTE DE CAROLIS,  MERCATO ORTOFRUTTICOLO)

Il Conte passa attraverso il mercato gli ambulanti lo chiamano festanti

ORTENSIA mele ... mele ... le più belle della Cornia ... conte vieni prendine una

IL CONTE DE CAROLIS sono in bolletta, non posso saldarti il debito

ORTENSIA prendine una, te la regalo ... da conte ... dai questa è la più bella

NORA pere ... pere ... comprate le mie pere, conte prendine due le offro io

IL CONTE DE CAROLIS non ho una LIRA

NORA non importa, sei grandissimo conte, raccontaci qualcosa

IRIDE prenditi anche una pasca, come stai Anteo ...

È un pò che non ti fai sentire ...

LIVIO vieni a bere ... ti offro un bicchiere

IL CONTE DE CAROLIS lo gradisco perchè è offerto con il cuore,

però il prossimo giro, lo offro io ... lo offro io ...  oggi sono in grana ... ho appena affittato un terreno, e vaiii ...

( tutti uomini e donne bevono )

Il conte racconta:

ma lo sapete che Adelaide Mosconi ha litigato con il Marchese Parodi perchè si è ritenuta truffata  di 50 centesimi dalla banca Parodi

NORA ma 50 centesimi è il prezzo di una cassa di pere

ORTENSIA che usuraia, la contessa non la posso soffrire,

LIVIO e lui non è da meno...

IL CONTE DE CAROLIS

È proprio vero, che la nobiltà non è più quella di una volta

NORA raccontateci qualcosa di piccante

IL CONTE DE CAROLIS

Lo sapete di Don Piateleto, dicono che ...................

( e tutti fanno capannello )

 E tutti dicono

OHHH... Ohhh

IL CONTE DE CAROLIS ma adesso beviamo

E tutti alzando il calici gridano

VIVA IL CONTE

E tutti abbracciando il conte escono di scena

SCENA 6

( DON PIATELETO, ORTENSIA, CHIARA)

Don Piateleto passaggia sul palco leggendo il breviario, passa Ortensia, proveniente dal mercato

DON PIATELETO signora Ortensia, oggi è sempre più bella, la luce del signore ha baciato il suo volto

ORTENSIA lei è sempre così galante Don Marco

DON PIATELETO ma come si fa, con una donna come voi stando in silenzi, farei peccato

ORTENSIA quello zoticone di Mario, non mi ha mai fatto un complimento

DON PIATELETO come mai ... come mai signora Ortensia

ORTENSIA lui pensa solo a vangare la piana e ad ubriacarsi

DON PIATELETO non si vive di solo pane

ORTENSIA anche adesso ... a casa sono sola, i miei figli sono con Mario a vangare, poi deve pensare alle manze, poi ha i dolori alla schiena, e alla sera arriva sfinito, mangia e va a letto.

DON PIATELETO povera Ortensia, povera creatura del signore, se volete posso accompagnarvi per un po di strada.

ORTENSIA no venite a casa mia ... abito in una casa isolata ... venite vi preparo un caffè, e anche di quello buono, non il surrogato...

DON PIATELETO un buon caffè lo prendo e vi ringrazio

In quel momento passa Chiara

CHIARA buon pomeriggio signor curato, i miei rispetti Ortensia

DON PIATELETO ma chi è questa creatura

Chiara passa ed esce di scena

ORTENSIA è la figlia di Osvaldo e Stefania, di cognome fanno Manganelli una famiglia nuova, stanno nella Durasca.

DON PIATELETO ma non vengono alle orazioni

ORTENSIA si ... ma Chiara no ... è stata malata ma ora verrà perchè si è rinsanata

DON PIATELETO ( sfregandosi le mani) bene ... bene ...

ORTENSIA andiamo, andiamo prima facciamo e meglio è

DON PIATELETO si andiamo

Ed escono di scena

SCENA 7

( IL CONTE DE CAROLIS, CHANTAL, LOLA, LUCIE)

Il conte entra nella casa chiusa

IL CONTE DE CAROLIS ciao cioccolatine, oggi sono in ritardo

Le ragazze:

conticino,bentornato

CHANTAL benvenuto tra noi cioccolatino ( e lo bacia )

LOLA mi sei mancato topolino ( e lo bacia)

CHANTAL fatti baciare gattone ( lo bacia)

IL CONTE DE CAROLIS io sto bene solo con voi, ragazze

Le ragazze:

Grazie Conte, e noi stiamo bene con te

IL  CONTE DE CAROLIS sapete, oggi ho qualche soldo in tasca

LOLA: allora siete passato a pagare i vostri debiti !

IL CONTE DE CAROLIS: ma scherziamo, ho pagato da bere a tutti, e un pò di soldi io li do a voi, le mie favorite

LOLA: sei meraviglioso conte

CHANTAL: non pensate a noi, dovete risolvere problemi più impellenti.

IL CONTE DE CAROLIS: e no! Siete voi le uniche parsone che mi stanno a cuore... i debiti rimangono debiti.

LOLA: ma vanno pagati

IL CONTE DE CAROLIS: i debiti devono rimanere debiti, e non vanno pagati.

CHANTAL: ma vi pignoreranno tutto.

IL CONTE DE CAROLIS: ma cosa vogliono pignorare ... ormai non ho più niente

LOLA: al limite ... rimani con noi ....

IL CONTE DE CAROLIS : si mie belle francesine, godiamocela oggi

CHANTAL: ma il domani

IL CONTE DE CAROLIS: domani potremo tutti essere morti

E tutti ridono, si abbracciano ed escono di scena

SCENA 9

( IL MARCHESE PARODI)

Il marchese Parodi, seduto alla scrivania legge la posta

IL MARCHESE PARODI (sfogliando le carte)

Nulla d’importante, nulla d’importante, meno male...  eccola maledizione ...

 è arrivata e adesso, cosa vuole la Contessa Mosconi ...

quella baldracca ...  adesso leggiamo:

Egregio Marchese Parodi

Per l’increscioso fatto accadutomi nella sua banca, esigo soddisfazione o le pubbliche scuse

Si presenti all’alba del giorno 21 c.m. alla piana degli olivi,o di persona o quantunque lo rappresenti per un duello all’ultimo sangue. Io sono e mi ritengo offesa e quindi a me la scelta delle armi: la tenzone si terrà con con arma ad un sol colpo ( pistola)Pistola io sarò rappresentato dal Visconte Quintavalle, comunichi al più presto la persona che vi rappresenta

Con Stima

Contessa Adelaide Mosconi

Il Visconte Quintavalle Sannio, un ussaro, un maestro nell’uso delle armi, grande nel fioretto,nella spada e un ottimo tiratore, come faccio...  e chi trovo! Chi trovo!

Adesso vediamo un pò !

Sfoglia un brogliaccio, e ripete dei nomi

Aurelio Rossi

Manfredo Manfredi questo sarebbe in gamba, ma non è disposto a farsi ammazzare

Evaristo Tornabuoni

Il Conte, Severino Scarselli

Il Conte Achille Alibrandi

E infine Vezio Vilibrandi

Adesso dovrò provare a convocare uno di loro, e vedere quanto prendono e poi ...

a meno che non chiedo le pubbliche scuse, ma sarebbe un’umiliazione per me nei confronti della nobiltà...

e poi devo trovare uno che si faccia ammazzare... perchè! Io non posso permettermi che Quintavalle muoia, ho un sacco di interessi con lui ...

SCENA 9

( GIACCHE’, MICHELINA)

Sono in scena con un rastrello,

GIACCHE’ che fatica però, ne vale la pena

MICHELINA un bel raccolto, abbiamo faticato tanto, ma

GIACCHE’ guarda che olive

MICHELINA se non c’eravamo noi andava tutto in malora

GIACCHE’ ma secondo te...

MICHELINA dimmi

GIACCHE’ perchè abbiamo preso l’oliveto

MICHELINA ma per fare l’olio

GIACCHE’ e quando lo abbiamo fatto

MICHELINA ci condiamo l’insalata

GIACCHE’ non mi piace l’insalata

MICHELINA ci facciamo la pasta all’olio

GIACCHE’ non mi piace la pasta all’olio

MICHELINA lascia stare la pasta all’olio

GIACCHE’ allora perchè facciamo le olive

MICHELINA insomma noi facciamo le olive, perchè tutti fanno le olive

Capito!

GIACCHE’ ma a te piace la pasta all’olio ?

MICHELINA no!

GIACCHE’ Allora non capisco !

MICHELINA non devi capire

GIACCHE’ e dopo dove le mettiamo le olive

MICHELINA a casa tua, nel tuo fondo

GIACCHE nel mio fondo?

MICHELINA si perchè hai un fondo grande e una casa piccola

GIACCHE’ ma se io metto le olive nel fondo il fondo diventa piccolo

MICHELINA e allora anche tua moglie è piccola

GIACCHE’ io ho paura

MICHELINA e di cosa hai paura!

GIACCHE’ e chi viene a prendere le olive?

MICHELINA Fernà il torchiaro

GIACCHE’ ed è per questo che ho paura!

MICHELINA hai paura che viene e si fa tua moglie

GIACCHE’ ho paura che batte con la testa sulla volta del fondo e si fa male

MICHELINA non capisco

GIACCHE anche Don Piateleto ha battuto la testa e si è fatto male l’ultima volta che è sceso nel fondo con mia moglie, pensa che Cesira si è perfino tolta la gonna per mettercela sul’ematoma e gli è anche salita a dosso, povero Don

MICHELINA con le mutande

GIACCHE’ no senza ... anche lui era senza mutande, ma che bernoccolo che aveva ! (ride)

MICHELINA adesso Cesira dov’è !

GIACCHE’ A casa !

MICHELINA mi fai vedere il fondo, prima di portare le olive

GIACCHE’ si domani mattina, vai su c’è mia moglie e lei te la fa vedere !

MICHELINA si domani vado su da lei ! adesso andiamo

GIACCHE’ si andiamo!

MICHELINA dimmi hai per caso mal di testa

GIACCHE’ No !

MICHELINA ti cresce per caso qualcosa in testa

GIACCHE’ no!

MICHELINA strano!

SCENA 9

( IL MARCHESE PARODI)

IL MARCHESE PARODI  che tempi... ho provato a chiamare e contattare la nobiltà ! ma che nobiltà! Mi fanno schifo, non c’è nessuno vuole morire in modo eroico: una volta questo non succedeva, la gente correva per morire in duello, ora i cosi detti nobili... pensano solo a farsi degli amanti e a far quattrini. Ho provato anche a contattare il Conte Severino Scarselli, gran soldato, ottimo armarolo e gran tiratore, che nutre un odio per Quintavalle Sannio, ma sapete cosa mi ha risposto:

“ andate voi a farvi ammazzare tamburo, e non osate più dirmi niente altrimenti io vi sparo un colpo in fronte.”

Sparare un colpo in fronte a me, che io gli proponevo una morte gloriosa! Che brutta fine che sta facendo la nobiltà ...

( il marchese Parodi esce di scena con i documenti )

SCENA 7

( IL CONTE DE CAROLIS, CHANTAL, LOLA )

Il conte passa abbracciando le ragazze

IL CONTE DE CAROLIS come siete belle ragazze

Tutte: adulatore

Tu Chantal hai un colliè bellissimo, con quel serpente d’argento, in quel collo e su quel seno meraviglioso che mi viene voglia di baciare.

CHANTAL tu hai qualcosa di più degli altri uomini, tu sei ......

IL CONTE DE CAROLIS ( ridendo e ad alta voce) pieno di debiti, con tutti, se continua così sarò costretto ad emigrare.

LOLA: ed io verrò con te

CHANTAL: anch’io! se vuoi andiamo via anche domani

IL CONTE DE CAROLIS: è ancora prematuro, e poi come fate con i clienti

LOLA: paese che vai,clienti che trovi

CHANTAL: e poi così ti potremo aiutare

IL CONTE DE CAROLIS lo sapete che non accetterei mai

LOLA: lo sapevo topolino ( e lo bacia )

CHANTAL : comunque noi siamo qua tesoruccio.

IL CONTE DE CAROLIS: adesso andiamo al Cafè: vi offro, un marsalino all’uovo.

Fanno per uscire di scena, apre la porta il Marchese Parodi

SCENA 10

( IL CONTE DE CAROLIS, IL MARCHESE PARODI, LOLA, CHANTAL)

Il Marchese Parodi, vede il gruppo di gente e con il dito fa segno al conte di prestare attenzione, tutti si fermano.

LOLA: signor Marchese, venite con noi!

CHANTAL: andiamo al Cafè con il conte!

IL CONTE DE CAROLIS: venite Felicino, pagate voi naturalmente!

IL MARCHESE PARODI: vi ringrazio, ma non posso, non ho contanti nel borsello

IL CONTE DE CAROLIS: ( canzonatorio) nel borsello ci sono solo scorpioni.

LOLA: ( canzonatorio e ridendo) e che veleno hanno quei scorpioni.

CHANTAL: (sghignazzando) andiamo via conte altrimenti ci mordono anche noi.

IL CONTE DE CAROLIS ( provocatorio) andiamo .... si! Andiamo, e di corsa. Via !

Fanno l’atto di scappare

IL MARCHESE PARODI: (pacato)  se fossi in voi, signor Conte io mi fermerei ( e mostra delle carte)

IL CONTE DE CAROLIS: ( si ferma e fa segno alle ragazze di andare)

LOLA: come non venite con noi

CHANTAL: no! Non andiamo neppure noi, vi aspettiamo!

IL MARCHESE PARODI: andate, andate. Il conte si ferma un pò di tempo con me.

IL CONTE DE CAROLIS: (fattosi serio) non potremo rimandare a domani.

IL MARCHESE PARODI: no! Assolutamente...

IL CONTE DE CAROLIS: ( serio e nervoso) ragazze, andate ... andate, dite a Silvano che dopo passo a pagare io.

LOLA: ( delusa) no andiamo e paghiamo noi

CHANTAL: (con voce soffocata) a presto conticino...

IL MARCHESE PARODI: (con ghigno satanico) vieni, vieni conticino.

Le ragazze escono di scena.

FINE 1 ATTO

ATTO 2

SCENA (1) 10

( IL CONTE DE CAROLIS, IL MARCHESE PARODI )

IL MARCHESE PARODI: voi siete sempre pieno di donne, come fate... io non riuscirei mai

IL CONTE DE CAROLIS sapete  perchè non riuscite a fare innamorare nessuna delle vostre pari, bel mio marchese

IL MARCHESE PARODI no !

IL CONTE DE CAROLIS perchè avete tanti soldi, le manine corte e il portafogli cucito

IL MARCHESE PARODI come sarebbe !

IL CONTE DE CAROLIS quando andate in Versilia, invece di portare la carrozza a 4 chilometri per risparmiare il parcheggio, dovete andare davanti al Principe di Piemote, tirare  le briglie nel muso dello stalliere e ditegli : merdaccia, vi lascio questa vecchia cariola mettetela dove volete, e se non trovate  posto buttatela  in mare, dopo entrate prendete un tavolino e ordinate due bottiglie di champanne, e chiamate  le due più buone della sala: non verranno, ma la seconda volta che vi vedranno, non verranno solo quelle due ma verranno in quattro. E li la bellezza, non conta.

E invece voi siete ancora lì a contare i vostri soldi, mentre in tempo passa, e con quello la vita.

Per cosa mi avete convocato con così tanta urgenza

IL MARCHESE PARODI: la vostra vita, è nelle mie mani

IL CONTE DE CAROLIS: ( sghignazzando ) siete sempre più comico marchese ! io potrei morire domani, ma ho sempre vissuto più di voi!

IL MARCHESE PARODI: il vostro morire domani: mi interessa !

IL CONTE DE CAROLIS: da quanto interessano le mie enfatiche affermazioni.

IL MARCHESE PARODI: ( tira fuori le carte) vedete queste carte

IL CONTE DE CAROLIS: voi vivete solo per le carte (e ride) infatti non vivete affatto !

IL MARCHESE PARODI: in questo libro,  o quadernaccio che voi disprezzate ci sono accumulati i vostri debiti

IL CONTE DE CAROLIS (fa l’atto di alzarsi) soldi non ne ho, quindi non vi pago!

IL MARCHESE PARODI voi siete nobile e dovete comportarvi da nobile!

IL CONTE DE CAROLIS appunto … me ne vado

IL MARCHESE PARODI  (ad alta voce )rimanete !

IL CONTE DE CAROLIS  va bene … ma calmatevi

IL MARCHESE PARODI lo sapete che io sono stato sfidato a duello

IL CONTE DE CAROLIS i duelli sono proibiti (fa l’atto di alzarsi)

IL MARCHESE PARODI sedetevi ed ascoltate (il conte si risiede )

Io sono stato sfidato a duello!

IL CONTE DE CAROLIS e allora sono problemi vostri e non miei !ù

IL MARCHESE PARODI devo trovare un gentiluomo che mi rappresenti

IL CONTE DE CAROLIS non troverete nessuno ! dovete andare voi ( e ride) a chi lascerete i vostri averi ... e i miei debiti andranno tutti in cavalleria !

IL MARCHESE PARODI rappresentatemi voi ! una volta voi avevate una pistola

IL CONTE DE CAROLIS un pistola sarei io se vi rappresento !

IL MARCHESE PARODI non mi farete uno scherzo simile!

IL CONTE DE CAROLIS io me ne vado dalle ragazze... auguroni

E si alza

IL MARCHESE PARODI va bene io non vi obbligo ... ma così mi condannate a morire

IL CONTE DE CAROLIS prima o poi bisogna morire tutti

IL MARCHESE PARODI agitando le carte  comunque vi voglio condonare tutti i debiti , aspettate ad andare.

IL CONTE DE CAROLIS (sorpreso) tutti i debiti a cosa devo questo slancio di generosità ?

IL MARCHESE PARODI per il bene della nobiltà. Adesso vi faccio un elenco di quello che vi condono. (il Marchese comincia a leggere) 20 lire del macellaio, 2000 lire circolo della nobiltà, 1000 lire il sarto, 200 lire il mugnaio, continuo ...

IL CONTE DE CAROLIS no ... mi fido datemi che firmo

IL MARCHESE PARODI vi condono tutto, ed in più vi do un vitalizio di 3000 lire al mese e vi regalo anche un funerale di classe ed una somma di 20000 lire solo in caso di decesso

IL CONTE DE CAROLIS ( fa il segno dei corni) tie!

Datemi quà che firmo, prima che ci ripensate.

IL MARCHESE PARODI non si può, questa è un Atto  Legale

Entra il notaio Arguaglia

IL NOTAIO ARGUAGLIA  permette signor Conte io sono il notaio Arguaglia e sono stato chiamato per legittimare il tutto.

Ecco firmate quà... quà ... quà ...

Il Conte ed il Marchese firmano il notaio prende i documenti, ringrazia e dice al conte

IL NOTAIO ARGUAGLIA buon duello signor conte, io vi auguro una buona morte

Il notaio esce di scena, con i documenti

IL CONTE DE CAROLIS (alterato) truffatore ... ridatemi i documenti! io non mi batto con nessuno!

IL MARCHESE PARODI invece voi vi batterete, altrimenti non vi rimarrà neppure una lira e il vostro palazzo diventerà di proprietà della mia banca

IL CONTE DE CAROLIS io non mi batto! Non mi batto! Non mi presento: chiedo scusa ... alla contessa

IL MARCHESE PARODI voi dovete battervi !

IL CONTE DE CAROLIS e con chi dovrei batteremi ... tanto per saperlo ?

IL MARCHESE PARODI con un ometto, un uomo insignificante !

IL CONTE DE CAROLIS chi!

IL MARCHESE PARODI un nessuno ... 

IL CONTE DE CAROLIS chi!

IL MARCHESE PARODI (sottovoce) il Marchese Quintavalle

IL CONTE DE CAROLIS No! No! E un maestro d’arma, non ho nessuna possibilità

IL MARCHESE PARODI Signor Conte, la vita è un cavallo che corre, e voi avete gia corso

IL CONTE DE CAROLIS ma io voglio ancora correre!

IL MARCHESE PARODI lasciate correre gli altri

IL CONTE DE CAROLIS ma! Muoio io non voi!

IL MARCHESE PARODI è il giro della vita

IL CONTE DE CAROLIS ma lo batterò ... venderò cara la mia pelle

IL MARCHESE PARODI cosa dite, cosa farneticate! Io ho degli importanti interessi con lui e con la sua famiglia.

IL CONTE DE CAROLIS E allora !

IL MARCHESE PARODI voi non dovete sfiorarlo neppure con un dito ! chiaro!

IL CONTE DE CAROLIS allora! Io dovrei farmi ammazzare, perchè voi avete degli interessi con i Quintavalle.

IL MARCHESE PARODI diciamo sacrificare ... ma tutti i vostri eredi ne avranno benefici

IL CONTE DE CAROLIS io non ho eredi

IL MARCHESE PARODI allora lasciate tutto a me

IL CONTE DE CAROLIS ma neppure per idea

IL MARCHESE PARODO pensateci

IL CONTE DE CAROLIS ci devo pensare... anzi ci ho pensato.... me ne vado.

IL MARCHESE PARODI no ... io vi triplico tutto!

IL CONTE DE CAROLIS: va bene! Accetto però fate slittare tutto di tre anzi quattro mesi, nei giorni che mi rimangono voglio vivere da re.

IL MARCHESE PARODI :per questo, non c’è problema.

Il conte e il marchese escono di scena

SCENA (2) 11

( IL VISCONTE QUINTAVALLE, CHIARA, DON PIATELETO )

Il visconte seduto maneggia la pistola

IL VISCONTE QUINTAVALLE ma guarda un pò... che cosa mi tocca fare, un duello (ride) e poi con chi! Con uno spiantato ... se non fosse per l’onore, e la parola data, mi rifiuterei!

CHIARA pensa a quel poveraccio, che si farà ammazzare!

IL VISCONTE QUINTAVALLE non doveva accettare, quel De Carolis

CHIARA De Carolis

IL VISCONTE QUINTAVALLE ma chi lo conosce? Ma sa cosa sia un’arma!

CHIARA non credo, posso informarmi!

IL VISCONTE QUINTAVALLE no cara non mi interessa! Saranno problemi suoi

Tesoro adesso mi assento per pochi minuti...

E maneggiando la pistola esce di scena, rimane in scena Chiara, entra don Piateleto

DON PIATELETO posso!

CHIARA prego, mio buon curato

DON c voi o la mia nuova parrocchiana

CHIARA si! Mio bel curato

DON PIATELETO come siete bella siete meravigliosa!

CHIARA sono da pochi mesi in paese e tutti mi hanno parlato di voi,

DON PIATELETO vi avranno parlato bene di me credo

CHIARA avete una fama!

DON PIATELETO e voi siete bellissima

CHIARA ditemelo ancora

Don Piateleto improvvisamente si gira e vede la canna di un fucile puntata sulla sua testa

E lui intimorito

DON PIATELETO signorina Chiara, le cose che vi hanno detto di me sono tutte false. Io sono un servitore di dio, e voi siete troppo succinta per meritare la pace eterna... cos’è questa  scollatura, mi meraviglio come il visconte Quintavalle, uomo retto e timorato di dio, vi permetta di andare per la pubblica via ... quì siamo a Follo e non in un luogo di perdizione... ed ora ditemi dov’è il Visconte !

CHIARA ma Curato! Cosa dite !

Entra il visconte con la pistola, ci giocherella puntandola verso il prete

IL VISCONTE QUINTAVALLE a cosa devo la vostra visita

DON PIATELETO ho saputo del duello e sono venuto a darvi i conforti religiosi

IL VISCONTE QUINTAVALLE io vi ringrazio ma non ho bisogno di conforti religiosi e neppure Chiara ne ha bisogno

DON PIATELETO ho capito, comunque ringrazio ... in bocca al lupo

IL VISCONTE QUINTAVALLE crepi, tenete questo per i poveri

E da qualche moneta al parroco cercate di dimenticare Chiara altrimenti sapete ci sono anche le pallotole vaganti.

DON PIATELETO ho capito... i miei ossequi ed esce di scena

SCENA (3) 12

( IL CONTE DE CAROLIS )

In scena con una pistola, ci giocherella in maniera goffa

IL CONTE DE CAROLIS: come si usa questo coso (gira e rigira la pistola)

Ma non mi ricordo più... sono anni che non uso più una pistola, che non sia il mio coso.

E adesso di punto in bianco, mi tocca sparare a una persona...

Va bene che Quintavalle, è un nobile da poco ... ha persino pochi debiti ... no anzi non ne ha.

Devo dare io dei soldi a lui ! ma se muoio non becca un centesimo

A lui gli conviene ferirmi, .

No... il marchese vuole ammazzarmi, non mi ha mai potuto vedere, gli facevo un sacco di dispetti fin da ragazzo.

Una volta gli ho messo al tempo delle castagne un riccio negli stivali. Sapessi come saltava quel pomelone ( e ride ) ma adesso! Quello lì si vendica.... e poi io devo morire ....

Perchè se non muoio ... mi arrestano ... per tutti i debiti che ho ... mi cacciano dal circolo della nobiltà ... quasi quasi ... è meglio la galera ...

No è meglio morire ... l’onore è l’onore ...

No èèè meglio vivere, magari con disonore !

SCENA (4) 13

( IL CONTE DE CAROLIS, LA CONTESSA MOSCONI )

Entra la contessa

LA CONTESSA MOSCONI: si può

IL CONTE DE CAROLIS: sempre giocherellando con la pistola  prego!

LA CONTESSA MOSCONI: non state a giocare con quest’arma, potreste farvi male, è pericoloso.

lL CONTE DE CAROLIS: voi vi preoccupate per me ! quale onore, non è per causa vostra che sono condannato a morire.

LA CONTESSA MOSCONI: tutti dobbiamo morire, non tengono nessuno per razza

IL CONTE DE CAROLIS: per razza no, ma qualche anno di più mi farebbe comodo

LA CONTESSA MOSCONI: avete vissuto abbastanza, e bene voi la schiena non l‘avete mai chinata, neppure per raccogliere una paglia, e poi dovete soldi a tutti, diciamo che voi conte siete uno spiantato, un imbroglione, un truffatore un niente che con questo duello e con questa morte si rivaluta.

IL CONTE DE CAROLIS: non riesco neppure ad odiarvi... però potevate aspettare un pò di tempo e lasciarmi partire prima di scatenare quel putiferio con quell’idiota di Parodi.

LA CONTESSA MOSCONI: e dove andavate con quei pochi centesimi che avete in tasca

IL CONTE DE CAROLIS: ho affittato il terreno a Sarciara

LA CONTESSA MOSCONI: ma non è più suo! Anzi, non è mai stato suo …

IL CONTE DE CAROLIS: non è più mio! Questa mi giunge nuova.

LA CONTESSA MOSCONI: (ridendo) era di Giacchè, ma.. lasciamo perdere .... lo sapete che ho scommesso su di voi.

IL CONTE DE CAROLIS: avete gettato via i soldi! Scommettere su di me, siete pazza!

LA CONTESSA MOSCONI: non getto via i soldi... io ho fiducia in voi !

IL CONTE DE CAROLIS: fiducia in me, non capisco !

LA CONTESSA MOSCONI: si! Fiducia in voi ! io ho scommesso su di voi

IL CONTE DE CAROLIS: (vantandosi) certo che io un tempo, quando ero giovane ero un uomo d’armi, in collegio ero il migliore nel maneggiare il fioretto, all’accademia ero un ottimo tiratore con la carabina, ed anche con la pistola non ero male ....

LA CONTESSA MOSCONI: ma cosa vi siete messo in testa! io ho scommesso: ...vede

(e tira fuori un poster del corpo umano cerchiato in alcune parti)

Se il Visconte Quintavalle che è un grande tiratore, vi colpisce alla testa le scommesse vengono pagate 10 volte la posta: se invece venite colpito alla spalla le scommesse vengono pagate 5 volte la posta ... e così ... via per ogni parte del corpo.

IL CONTE DE CAROLIS: e ... così ... in ogni parte del corpo ... cosa sono io un orsacchiotto da tiro a segno.

LA CONTESSA MOSCONI: fate silenzio ... insomma ... sapete cosa voglio!

IL CONTE DE CAROLIS: io non ne voglio sapere, basta ... non mi batto più !

LA CONTESSA MOSCONI: allora siete un vile !

IL CONTE DE CAROLIS: No... vile Nooo !

LA CONTESSA MOSCONI: lasciatemi parlare!

IL CONTE DE CAROLIS: va bene ma non alzate la voce!

LA CONTESSA MOSCONI : ma lo sapete che, quando fallirete il colpo: perchè lo fallirete vero! Non state mica a fare scherzi !

IL CONTE DE CAROLIS: e si, mi capita il colpo risolutore ed io ... lo sparo in aria ...  proprio come uno scemo!

LA CONTESSA MOSCONI: voi lo fallirete ...

IL CONTE DE CAROLIS: vedremo ... andate avanti

LA CONTESSA MOSCONI: voi avete la facoltà di mettervi di traverso, per poter riuscire diciamo ferito ma vivo dal duello.

IL CONTE DE CAROLIS: e proprio ! non ci avevo pensato!

LA CONTESSA MOSCONI: voi non lo fate! Perchè io ho scommesso che il Visconte vi colpisce al cuore ... il cuore è pagato di più 1 a 1000 e voi mi dovete fare questo piacere!

IL CONTE DE CAROLIS: e si ... devo morire ... e anche farvi guadagnare ... ma ditemi c’è qualcuno in tutta Vezzano che ha scommesso per me.

LA CONTESSA MOSCONI: nessuno, vi danno 1 a 10000,no ... forse la Contessa Raggi un centesimo, ma lei non fa testo....

IL CONTE DE CAROLIS: io muoio, voi ci guadagnate, ma io cosa ci guadagno

LA CONTESSA MOSCONI: tutti questi soldi ( e gli fa vedere una cambiale) ne avete forse mai visti tanti in una volta.

IL CONTE DE CAROLIS: no!

LA CONTESSA MOSCONI: allora tenete.... e firmate ... (il conte firma)

IL CONTE DE CAROLIS: ma potrei scappare o non morire così!

LA CONTESSA MOSCONI: voi non scapperete, e morirete così ... secondo il contratto che avete firmato e che adesso porterò al notaio.

Buona giornata signor Conte

IL CONTE DE CAROLIS: posticipate tutto  almeno per un altro mese

LA CONTESSA MOSCONI Fatto ... fatto... leggete tra le righe ... sono una donna di buon cuore io ................... ed in più vi faccio una donazione di 2000 Lire se vi fate colpire al cuore, 2000 lire solo per voi per farvi vivere alla grande per 2 mesi

IL CONTE DE CAROLIS : 5 mesi e 6000 Lire

LA CONTESSA MOSCONI: 4000 e 4 mesi

IL CONTE DE CAROLIS: ma è strozzinaggio

LA CONTESSA MOSCONI: finitela altrimenti, non scommetto più ... tanto morirete comunque quindi ... tanto vale che ci guadagnate.

IL CONTE DE CAROLIS: accetto mi farò colpire al cuore come un eroe d’altri tempi, ma se per caso vincessi

LA CONTESSA PARODI: non ci pensate nemmeno!

IL CONTE DE CAROLIS: ma una speranzina

LA CONTESSA MOSCONI: va bene mi gioco una Lira ....

IL CONTE DE CAROLIS: pensate 100000 di Lire

LA CONTESSA MOSCONI: sono soldi buttati via ... ma tanto ! i soldi vanno e vengono

 (la contessa esce di scena)

SCENA (5) 14

( IL CONTE DE CAROLIS, DON PIATELETO )

Entra Don Piateleto

DON PIATELETO: signor Conte .... posso

IL CONTE DE CAROLIS: entrate pure tanto .... entrano tutti ....

DON PIATELETO: io sono venuto .... per il duello

IL CONTE DE CAROLIS: che interessamento .... anche il curato adesso

DON PIATELETO: è il mio mestiere... ho portato anche il viatico...

IL CONTE DE CAROLIS: si tocca gli attributi e fa il gesto delle corna

DON PIATELETO: cercate di prendere le cose con filosofia, siamo tutti di passaggio

IL CONTE DE CAROLIS: immagino che avete scommesso anche voi, su di me

DON PIATELETO: solo un piccolo obolo, sapete per la chiesa

IL CONTE DE CAROLIS: o per  Chantal

DON PIATELETO: povera pecorella, sapete hanno scommesso anche loro

IL CONTE DE CAROLIS: sulla mia morte naturalmente

DON PIATELETO: naturalmente

IL CONTE DE CAROLIS: ma anche loro ... che infami ... loro mi vogliono bene

DON PIATELETO: l’amore è l’amore, l’interesse è l’interesse

IL CONTE DE CAROLIS: che donne squallide ....

DON PIATELETO: l’essere umano è fragile, cosa credete che verranno a portarvi un fiore quando il piombo di Quintavalle farà scempio delle vostre carni e voi finalmente andrete lassù dal creatore ... le vostre donne ! (ride) le vostre donne vi porteranno un fiore il primo giorno ... poi si cercheranno subito un altro.

IL CONTE DE CAROLIS: che brutta fine, tanto vale godersela fino in fondo...

DON PIATELETO: volete confessarvi

IL CONTE DE CAROLIS: non ci penso neppure..

DON PIATELETO: lasciate due soldi alla chiesa e lassù avrete l’indulgenza

IL CONTE DE CAROLIS: io non lascio niente

DON PIATELETO: ma andrete all’inferno

IL CONTE DE CAROLIS: all’inferno è estate tutto l’anno, e ora andatevene

DON PIATELETO: aspettate ( e da un quaderno al Conte)

IL CONTE DE CAROLIS: e cosa me ne faccio

DON PIATELETO: vedete le vostre donne rimarranno sole

IL CONTE DE CAROLIS: ma se hanno una casa d’appuntamento

DON PIATELETO: soli li siamo tutti ... scrivete sul quaderno, ecco il lapis tutto quello che sapete di Chantal, di Lola sapete devo accontentarle tutte e ho poco tempo... è dura la vita del prete

IL CONTE DE CAROLIS: andateve via altrimenti ... vi spacco le ossa in due

DON PIATELETO: va bene vado, ma che modi ... nemmeno all’inferno non vi vogliono

IL CONTE DE CAROLIS: io in paradiso non ci voglio andare, non ne voglio di santi io!

DON PIATELETO: ma cosa dite!

IL CONTE DE CAROLIS: le donne del paradiso, hanno tutte le ginocchia spellate a forza di pregare:  le donne dell’inferno sono tutte calde, libertine e goderecce: ma cosa vi hanno messo in testa a voi preti.

DON PIATELETO: va bene, però non lo sapete quello che ci può essere di là .... tanto vale tenere i piedi in due scarpe ... come faccio io ... piaceri terreni e piaceri divini ... lasciatemi qualcosa ed io in persona intercederò per voi . così quando sarete lassù, potete scegliere

IL CONTE DE CAROLIS: si ... io vi lascio dei soldi ... soldi che finiscono nelle mani delle mie ragazze ... perchè voi i franchi li bruciate tutti con loro, e al vostro principale ci lasciate solo gli spiccioli ... non vi do niente e andatevene via.

DON PIATELETO: voi avete una condotta di vita immorale.

IL CONTE DE CAROLIS: parlate voi che vi siete mangiato anche le campane della Chiesa nelle case d’appuntamento del regno

DON PIATELETO: mangiato, che termine scurrile, io ho visitato si le case chiuse ma per ricondurre le povere pecorelle all’ovile

IL CONTE DE CAROLIS: se per condurre le pecorelle all’ovile ... dovete pagare allora non metto lingua.

DON PIATELETO: si non dovrei pagare perchè sono un ministro di dio ma sono anche uomo

IL CONTE DE CAROLIS: si dovete pagare per intero, senza sconti ... e senza lasciare puffi ..

DON PIATELETO: pagherò ... pagherò

IL CONTE DE CAROLIS: si pagherete ma IO NON VI LASCIO UN CENTESIMO

DON PIATELETO: si ho capito ... adesso c’è Sant’ Isidoro e tra elemosine e messe vedrò di tirare un po sù

IL CONTE DE CAROLIS: bravo mettetevi in pari e le ragazze saranno a vostra disposizione

Adesso andate!

DON PIATELETO: io vado e buon trapasso

IL CONTE DE CAROLIS: tooooo ! ( e fa un gestaccio al prete)

SCENA (7) 15

( IL MARCHESE PARODI , RAGGI )

Il Marchese armeggia con due pistole

IL MARCHESE PARODI: vedete queste due pistole ...

RAGGI: si

IL MARCHESE PARODI: queste due armi, sembrano uguali

RAGGI: vedo

IL MARCHESE PARODI: visionando una delle due armi

Questa ha il cane difettoso, la canna storta, questa pistola è una trappola

RAGGI: ma per chi?

IL MARCHESE PARODI: ma per il Conte De Carolis, abbiamo o non abbiamo scommesso sulla sua morte: il conte quel puffaiolo e farabuto, stramazzerà al suolo colpito dal piombo del Visconte e morirà così ... così....

Raggi scimmiotta la mimica del Marchese

IL MARCHESE PARODI: pensate domani l’altro quando il conte morirà, noi saremo ricchi e in più ci riprenderemo anche i soldi che non ha speso.

RAGGI: ma se li ha donati ha qualcuno

IL MARCHESE PARODI: il conte non dona niente a nessuno... troveremo quello che cerchiamo dopo a casa sua magari dentro il materasso.

RAGGI: diventeremo ricchi

IL MARCHESE PARODI: io divento ricco, basta che muore colpito alla testa, ed ho anche scommesso abbastanza. E voi quanto avete scommesso ....

RAGGI: le mie finanze sono misere, ho scommesso 1 Lira

IL MARCHESE PARODI: con 1 Lira non potete fare più di tanto

RAGGI: e poi io ho solo scommesso sulla sua morte

IL MARCHESE PARODI: voi Raggi, non siete un grande giocatore, non sapete sfrutare le occasioni.

RAGGI: ho una famiglia da mantenere

IL MARCHESE PARODI: la scommessa si vince ... si vince ma a volte la fortuna va aiutata, vedete questa pisatola ... 

RAGGI: quella difettosa!

IL MARCHESE PARODI: si questa .... che è identica all’altra... questa voi dovete fare in modo che venga usata dal Conte De Carolis ... tenete mi raccomando ... non scambiatele ... altrimenti io vi mando in mezzo ad una strada. Adesso devo andare ... e fate quello che ho detto ... ecco le pistole ... questa è quella fasulla ...

Il Marchese Parodi esce di scena

SCENA (8 ) 16

(  RAGGI )

Raggi guarda le pistole:

RAGGI: ecco ... non mi posso sbagliare, questa è quella fasulla, eppure sono proprio uguali,Prende l’altra sono identiche, che diavolo che è il Signor Marchese ... non lo frega nessuno  le prende in mano tutte e due perfette, sapete cosa faccio adesso, le vado a consegnare al presidente del duello, e poi vado a farmi un goccio all’osteria si fruga in tasca per vedere se ha dei soldi, in quel momento cade una pistola per terra, la raccoglie subito

Ci mancava anche questa ... quale è caduta, quella buona o quella fasulla, e non posso ritornare dal Marchese, perchè quello mi licenzia ... sicuramente, sarà questa ... o quella ? non sò! Quale sarà ... proviamo con la monetina ... testa questa e croce questa ... testa ... questa è la fasulla

Raggi esce di scena...  

SCENA (9) 17

(  RAGGI- DE CAROLIS- PARODI- MOSCONI- QUINTAVALLE – IL PRESIDENTE )

IL PRESIDENTE: i due padrini vengano a me, Parodi e Mosconi si avvicinano

Mi raccomando e che la sfida sia leale, dieci passi e poi sparare, avete qualcosa da dire prima del duello:

IL MARCHESE PARODI: no

LA CONTESSA MOSCONI: no

IL PRESIDENTE: consegnate le armi e sia fatta la volontà di dio ...

Vengono consegnate le armi ai due contendenti, il Visconte Quintavalle guarda l’arma con maestria, mentre il Conte De Carolis si mostra alquanto imbranato

Tutti escono di scena ( nessuno rimane in scena ) si sentono due colpi

Voce fuori campo

LO STRILLONE: muore il Conte De Carolis in duello colpito al cuore dal Visconte Quintavalle

La gente passa compra il giornale ed esce di scena

SCENA (10) 18

(   PARODI- MOSCONI )

LA CONTESSA MOSCONI: (euforica) colpito al cuore! Colpito al cuore! Quintavalle è un fenomeno ...................

IL MARCHESE PARODI: ho perso la scommessa ... quel farabuto, è riuscito a fregarmi anche stavolta.

LA CONTESSA MOSCONI:voi avevate scommesso sulla testa (e rida) la testa .... solo un tamburo come voi, poteva scommettere, sulla testa ... tutti nel duello con arma a canna corta, tirano alla testa, la testa rimane ferma: il difficile è il cuore. Si il cuore colpire al cuore, pensa che il cuore è coperto dal braccio che punta l’arma... solo un grande tiratore può colpite al cuore.

IL MARCHESE PARODI: quel truffatore di De Carolis, se lo prendo lo ammazzo con le mie mani

LA CONTESSA MOSCONI: ormai potrete solo ammazzarlo quando vi ritroverete lassù, per adesso vi ha fregato, e per di più non si è fatto ammazzare da voi.

IL MARCHESE PARODI: truffatore! Mi aveva promesso che si faceva colpire alla testa, me lo aveva promesso: invece (preso dallo sconforto) oltre a scroccarmi dei soldi ...................

LA CONTESSA MOSCONI: siete stato un ingenuo! E come dice il provebio CON GLI SCEMI CI FANNO LA FIERA, voi ci siete cascato come un pivellino, chissà come se la ride da lassù quel grand’uomo del conte.

IL MARCHESE PARODI: io prima di pagare chiedo, una perizia medico legale.

LA CONTESSA MOSCONI: potete chiedere quello che volete! Chiedete al medico e al prete io non ho paura è stato colpito al cuore, che grand’ uomo, che uomo di parola il Conte

La Contessa Mosconi esce di scena

SCENA (11) 19

(   PARODI- DON PIATELETO- )

Il Marchese Parodi passeggia nervosamente

IL MARCHESE PARODI: sono stato truffato, da quel puffaiolo, da quel poco di buono, da quel figlio di buona donna da quel ....  ma quello è Don Piateleto

Don Piateleto passa per il palco

IL MARCHESE PARODI: Don Piateleto! Don Piateleto!

DON PIATELETO: Signor Marchese: cosa avete ! cosa vi preme!

IL MARCHESE PARODI: il Conte De Carolis è morto!

DON PIATELETO: e allora! Lo sanno tutti, lo hanno detto anche i giornali

IL MARCHESE PARODI: e come è morto!

DON PIATELETO: ma cosa volete prendere in giro!

IL MARCHESE PARODI: no! Volevo dire!

DON PIATELETO: cosa volevate dire

IL MARCHESE PARODI: dove è stato colpito!

DON PIATELETO: è stato colpito e basta, ed anche bene

IL MARCHESE PARODI: come bene!

DON PIATELETO: al cuore... al cuore e mi ha fatto vincere anche un sacco di soldi

IL MARCHESE PARODI: voi avevate scommesso sul cuore?

DON PIATELETO: si! Tanta gente ha scommesso sul cuore

IL MARCHESE PARODI: io no!

DON PIATELETO: che colpa ne ho se voi avete l’intelligenza di una gallina, comunque prima di morire vi ha ricordato!

IL MARCHESE PARODI: mi ha ricordato ! e cosa ha detto!

DON PIATELETO: io mi sono raccolto intorno a lui, per dargli il viatico che lui ha rifiutato, perchè non voleva andare in paradiso perchè lassù le donne sono troppo caste

IL MARCHESE PARODI: era proprio matto! Non voleva andare in paradiso!

Adesso so dove trovarlo! Voglio andare all’inferno per ammazzarlo di nuovo.

DON PIATELETO: voleva e preferiva l’inferno li le donne fanno sesso sfrenato

IL MARCHESE PARODI: cosa ha detto di me!

DON PIATELETO: il povero conte ha detto di voi che...

IL MARCHESE PARODI: ditelo senza paura...

DON PIATELETO: che siete un pollo, e spennarvi dei soldi è come rubare dei confetti ad un bambino, ed in più mi ha fatto una donazione

IL MARCHESE PARODI: figlio di una buona donna! Se lo prendo lo impicco e poi

DON PIATELETO: mi ha regalato un buono di 2000 Lire da spendere nella casa di tolleranza,  un buono regalato dal marchese Parodi ...................

IL MARCHESE PARODI: ridatemi il buono, non è valido lui è morto

DON PIATELETO: quando lo ha dato era ancora vivo

Buona giornata signor marchese

Il marchese esce di scena

Tutti portano in scena il conte e lo mettono in un letto. Vengono posizionati quattro ceri

SCENA (12) 20

(   PARODI- DOTTOR VINCIGUERRA )

Il Marchese Parodi e il dottor Vinciguerra sono davanti alla salma

IL DOTTOR VINCIGUERRA: povero conte, morto da eroe ... pace all’anima sua.

IL MARCHESE PARODI: (alterato) da eroe, ma scherziamo ... farabuto.

IL DOTTOR COLASANTI: non vi permetto Signor Marchese di infangare un grande uomo che fino all’ultimo si è prodigato per il benessere della gente.

IL MARCHESE PARODI: (irritato) benessere della gente, ma se era pieno di debiti.

IL DOTTOR COLASANTI: con il suo sacrificio ha pagato tutti e con gli interessi

IL MARCHESE PARODI: e come ha fatto ! aveva debiti con tutti, ci voleva almeno due vite per poter saldare tutto, e forse non sarebbero neppure bastate.

IL DOTTOR COLASANTI: che uomo di buon cuore, uomini così non ne nasceranno più!

IL MARCHESE PARODI: come ha fatto a pagare, quel figlio di buona donna.

IL DOTTOR COLASANTI: ha pagato, tutti quel santo.

IL MARCHESE PARODI: come ha fatto! Chi ha pagato per lui!

IL DOTTOR COLASANTI: ma avete pagato voi signor Marchese

IL MARCHESE PARODI: (gridando) io come !... ho pagato io !

IL DOTTOR COLASANTI: pensate signor Marchese, che io avevo scommesso sulla sua morte.

IL MARCHESE PARODI: tutti hanno scommesso sulla sua morte, io solo ho scommesso sulla testa e purtroppo mi sono giocato casa e banca

IL DOTTOR COLASANTI: ma come! Tutto il paese sapeva che il povero conte doveva morire colpito al cuore!

IL MARCHESE PARODI: no! Doveva morire con un colpo alla testa, lui mi aveva assicurato

IL DOTTOR COLASANTI: è vero! Io stesso subito avevo scommesso sulla testa, ma il signor Conte.

IL MARCHESE PARODI: vediamo cosa ha combinato quel delinquente

IL DOTTOR COLASANTI:il signor conte, saputo che avevo scommesso e memore della nostra amicizia mi ha pregato di cambiare la scommessa, e di puntare tutto sul cuore. Perchè!

IL MARCHESE PARODI: perchè !

IL DOTTOR COLASANTI: tanto pagava quel pollastrone del Marchese Parodi.

IL MARCHESE PARODI: pollastrone a me ... a me ( e si rivolta verso il letto dove riposa il Conte) io lo ammazzo.

IL DOTTOR COLASANTI: non potete!

IL MARCHESE PARODI: perchè non posso!

IL DOTTOR COLASANTI: perchè il povero Conte è gia morto, e una persona più di una volta non può morire.

IL MARCHESE PARODI: voglio vedere la ferita, voglio vedere se è stato colpito al cuore, voglio cospargere aceto sulle ferite, voglio vedere quell’uomo morire, voglio portarlo io stesso all’inferno.

IL DOTTOR COLASANTI: volete vedere la ferita ( si avvicinano al corpo) avete visto centro perfetto ...

IL MARCHESE PARODI: povero me ... povero me ( e si accascia sul tavolo)

Il dottore esce di scena

SCENA (13) 21

(   PARODI- RAGGI )

Il Marchese è seduto al tavolo entra Raggi

IL MARCHESE PARODI: Raggi cosa ci fate voi qua!

RAGGI: sono venuto a fare una visita al morto, povero Alfonso !

IL MARCHESE PARODI: ma se ci ha portato alla rovina

RAGGI:povero Alfonso lui si che era un santo, altruista ... simpatico

IL MARCHESE PARODI: ma voi siete pazzo ... lo sapete che forse non abbiamo neppure più la banca

RAGGI: Alfonsino, prima di morire ha aiutato tutti: grazie Fo ...

IL MARCHESE PARODI: noi non ci ha aiutato, anzi ci ha fatto fallire e voi siete in mezzo ad una strada, senza un lavoro e senza uno straccio di un quattrino.

RAGGI: perchè!

IL MARCHESE PARODI: voi avete scommesso come me sulla testa! Noi abbiamo perso tutto ed io forse la banca! Quel lazzarone ci ha truffato.

RAGGI: io si dovevo scommettere per la testa, ma poi: ho incontrato il conte e lui mi ha consigliato di scommettere sul cuore, quindi!

IL MARCHESE PARODI: ma il posto di lavoro lo avete perso ( e ride isterico) voi siete ridotto peggio che me.

RAGGI: no! La Contessa Mosconi mi ha dato la sua parola che appena acquisito la vostra banca Signor Marchese mi riprenderà a lavorare: e sapete che la parola della contessa vale oro.

IL MARCHESE PARODI: fidatevi di quella megera!

RAGGI: si mi fido ! buna sera Signor Marchese.

Raggi esce di scena

SCENA (14 ) 22

(   PARODI- GIACCHE - MICHELINA)

Il marchese in scena, entrano Giacchè e Michelina

IL MARCHESE PARODI: cosa volete voi!

GIACCHE’: siamo venuti per il morto

MICHELINA: che bravo uomo

IL MARCHESE PARODI: bravo uomo o no! Dovete ridarmi il terreno e consegnarmi tutto il raccolto che mi hanno riferito è stato florido.

GIACCHE’: ma scherziamo, il terreno è il nostro.

MICHELINA: il terreno è stato rilevato dalla Contessa Mosconi, e noi lo abbiamo acquistato da lei.

GIACCHE’: la morte del conte ha fatto diventare tutti ricchi in paese

IL MARCHESE PARODI: meno uno!

MICHELINA: che santo uomo i conte. Sono diventati tutti benestanti

GIACCHE’: tutti quelli che hanno scommesso, ed ora lasciateci soli ... vicino al morto

Michelina e Giacchè rimangono soli, Michelina mette un fiore sul letto poi escono di scena

Rimane in scena il Marchese

 SCENA (15 ) 23

(   PARODI- DE CAROLIS )

Il marchese gira per il palco, nervosamente si avvicina al letto dove è deposto il defunto

IL MARCHESE PARODI: disgraziato, rovina famiglie, io con te mi sono sempre comportato come un fratello e tu .... (si avvicina al letto) invece ti sei dimostrato ...

Un vero figlio di Caino:.. (gira per la stanza Io ti ammazzo un’altra volta truffatore: ipocrita, fallito, il tuo posto è l’inferno: va bene che non hai voluto neppure di preti.

(il marchese è girato verso il pubblico)

( il conte alle spalle fa le corna e il gesto dell’ombrello) ( il  Marchese si gira e il conte fa il morto) ( il marchese si avvicina al morto, il conte ride)

Che cosa hai da ridere, e c’è poco da ridere ... prendi anche in giro, ma io ti distruggo: sei morto apposta per non farti ammazzare da me ... sei anche un vigliacco De Carolis.

( si gira verso il pubblico, il conte fa un gestaccio)

Il marchese si gira di scatto, il conte rimane fermo con il gesto delle corna rivolte verso Parodi)

Cosa è successo, si è mosso ... e queste corna ... brutto cefalo, mi sembrava che no .. non è possibile (si gira verso il pubblico, il conte ritorna nella sua posizione originale)

Cos’ho visto ... non ha fatto nessun gestaccio, solo questo sorriso da piglia in culo ci è rimasto, comunque prima, devo avere avuto una visione: ma ... non puoi più fare del male a nessuno De Carolis, sei morto ... sei morto, mi hai rovinato ... ma sei morto(si gira verso il pubblico, il conte De Carlis fa un gestaccio dicendo)

IL CONTE DE CAROLIS: tiè! Tiè ! tiè ! (e ritorna nella posizione originale)

IL MARCHESE PARODI: chi ha parlato! Chi ha parlato! (e si rigira verso il morto)

Eppure ho sentito una voce, sembrava quella disgustosa voce del conte, ma il conte è morto

(si rigira verso il pubblico, il conte ripete)

IL CONTE DE CAROLIS: beccati questo usuraio (e fa un gestaccio)

(il marchese si volta di scatto, il conte rimane sospeso e statuario nel gestaccio)

IL MARCHESE PARODI: non è possibile, questa è la voce del conte, e ... ma si è mosso, non è possibile, non è possibile, sto impazzendo ... sto impazzendo ... e questo gesto...  no! No! Non può essere ... non può essere ...

A cosa sto pensando ... no ... ( esce di corsa di scena)

SCENA (16 ) 24

(  DE CAROLIS – CHANTAL - LOLA )

Chantal e Lola si avvicinano al defunto

LOLA: tesoro siamo noi ... svegliati

CHANTAL: Topolino svegliati

LOLA: amorino, non è il momento di fare scherzi

CHANTAL: (prova a schiaffeggiarlo) amore ... amore ...

Il conte non da segni di vita

LOLA: svegliati, ti prego amore svegliati

CHANTAL: ( gridando e piangendo) aiuto! Aiuto!

LOLA: tesoro, no! No!

Improvvisamente il conte si sveglia e grida

IL CONTE DE CAROLIS: Oleeeee! Siamo ricchi !

Getta i soldi al vento

Pausa

SCENA (17) 25

(  DE CAROLIS – CHANTAL - LOLA – DON PIATELETO)

Entra Don Piateleto e raccoglie i soldi sparsi per la scena

Tutti rimangono sbigottiti

DON PIATELETO

Questi soldi sono i miei

E tutti

I suoi

DON PIATELETO

Mostra un foglio al Conte

Non miei, ma della curia … il Signor Matteo Giacchè ha donato il suo terreno alla curia

IL CONTE DE CAROLIS

E a me

DON PIATELETO

Niente naturalmente

Don Piateleto riprende il foglio e i soldi ed esce di scena

SCENA (18) 26

(  DE CAROLIS – CHANTAL - LOLA )

IL CONTE DE CAROLIS

Sorridendo, malgrado tutto

Ragazze io con quei soldi volevo comperare per noi la Fontanazza … invece …

LOLA

È lo stesso … ci arrangiamo

CHANTAL

Sapete dove andiamo!

E tutti

Noooooo!

CHANTAL

Andiamo a stare al Borgo

E tutti

Ma sono due vani … e non ci stiamo

IL CONTE DE CAROLIS

Ma c’è un letto grande, e allora ci stringiamo …

( uscendo di scena si abbracciano)

SIPARIO

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