Le petit cafè

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LE PETIT CAFÉ

commedia in due atti di Tristan Bernard

PERSONAGGI

ALBERT, cameriere

CASSIERA del “PETIT CAFÈ”

UN SIGNORE

PHILIBERT, proprietario del “PETIT CAFÈ”

YVONNE, sua figlia

EDWIGE, cantante e mestatrice

BIGREDON, amico di Philibert

UN FATTORINO

JABERT, gaudente

AMELIE, sua ganza

BERANGERE, cocotte

PLOUVIER, gaudente

GASTONNET, conte

PROPRIETARIO del “LAPIN AGILE”

UN GENERALE

UNA GIORNALISTA

LE DUE SORELLE NORVEGESI

CLIENTI, CAMERIERI, PUBBLICO

ATTO PRIMO

Interno di un piccolo caffè. Un bancone per le mescite, una cassa, alcuni tavolini con piano di marmo, sedie adeguate. S’intravede anche un piccolo retrobottega ingombro di merci e di casse. Albert sta appoggiato alla cassa e parla con la Cassiera che si sta incipriando.

Scena I

CASSIERA, ALBERT poi UN SIGNORE

CASSIERA            Vi capisco, Albert, come vi capisco!  Ognuno ha i suoi guai. A me, per esempio ieri sera è scappato il gatto dalla finestra. Io e mio marito eravamo tanto affezionati a quel micione!  (sospira) Bah!

ALBERT                 (va a togliere la tazzina da un tavolo e la posa sul bancone poi si avvia di nuovo dalla cassiera) Io non mi lamento mai perché non è nel mio carattere lamentarmi. Ma è una vita da cani, la mia, sa? Dalla mattina alle otto fino a mezzanotte: mai un attimo di sosta, di pausa.... La sera non mi sento più le gambe . Capirà non mi fermo mai. Correre a servire i clienti, correre in cantina, lavare le tazze, spazzare, imbottigliare il vino, pulire, spolverare! Brutto mestiere quello del cameriere!

CASSIERA            Me ne rendo conto, Albert e come!

ALBERT                 E pensare che facevo una vita da signore! Adesso non mi fermo nemmeno per mangiare una minestra!

SIGNORE               (stava seduto leggendo il giornale e poi, interessato alle parole di Albert finisce per intervenire)  Ma il suo padrone, durante la giornatanon le concede mai un'ora di riposo?

ALBERT                 Mai!

SIGNORE               E' inaudito!

ALBERT                 Inaudito dite? E' così: devo lavorare tutto l’anno anche per Pasqua, Natale e Capodanno!  Perché in quei giorni molti caffè chiudono, ma il nostro mai!  Nemmeno a Ferragosto

SIGNORE               Cosa sento! Niente ferie? Niente vacanze?

ALBERT                 Mai!

SIGNORE               Siete un martire!  E anche lei signorina ...

CASSIERA            Signora, prego!

SIGNORE               Pardon, Signora.... anche lei e sottoposta a questo sfruttamento?

CASSIERA            Parzialmente. Io lavoro mezza giornata. Poi la figlia del proprietario, la signorina Yvonne, mi sostituisce e io me ne tornoa casa dal mio Minouche.

SIGNORE               Il gatto?

CÀSSIERA            .…mio marito! Che mi aspetta impazientemente.

SIGNORE               Ho capito. In una parola l’unica bestia da soma qui è lei, allora ?

ALBERT                 Si, signore, sono io!

SIGNORE               (alzandosi)  E' uno scandalo. Se mi permette vorrei darle una mano. Interesserò i sindacati,  scatenerò una campagna di stampa.... provocherò inchieste. Lei, giovanotto, ha tutta la mia stima, la mia comprensione, la mia solidarietà! (lascia dei soldi sul tavolo ed esce impettito)

ALBERT                 (va al tavolo e ritira i soldi mormorando) Tanta stima, tanta comprensione, tanta solidarietà, ma nemmeno un soldo di mancia!

CASSIERA            (controlla impaziente l'orologio)

ALBERT                 Suo marito la sta aspettando vero?

CASSIERA            Si, scommetto che starà fremendo e....

ALBERT                 ....e invece la signorina Yvonne ritarda anche oggi.

CASSIERA            Bisogna comprenderla: è molto occupata.

ALBERT                 Occupata? Lezioni.... ripetizioni!  Tutte perdite di tempo.

CASSIERA            A lei non è tanto simpatica la  signorina Yvonne, vero?

ALBERT                 No.  Si comporta troppo da padrona.  Mi tratta dall'alto in basso ... si crede chissàchi!

CASSIERA            Minouche, mio marito, la trova un bella ragazza, e lei?

ALBERT                 Troppo giovane per giudicarla. E’ dopo i quarant'anni che si può dire se una donna è bella o no!

CASSIERA            Lei parla come un vero gentiluomo Albert

ALBERT                 Sono stato semplicemente un uomo di mondo!

SIGNORE               (rientra e si affaccia alla porta) Ancora un'informazione. La pagano bene, almeno?

ALBERT                 Una miseria. Se non avessi le mance....

SIGNORE               Cosa sento! Ma le mance umiliano l'uomo!

ALBERT                       E a me piace farmi umiliare!

SIGNORE               Ma prima, mi scusi, come viveva?

ALBERT                 (entra in trance) Prima ho avuto una vita meravigliosa. Fino a pochi anni fa abitavo in uno stupendo castello circondato da un parco immenso.  Tanto prato intorno come se tutto il mondo fosse un prato! E io vivevo in mezzo a tutto quel verde, tra ninfee e pesci dorati e servito e riverito come un signore. Di me si occupava il primo giardiniere  del Conte di Caspion, sua madre una Dupin, la nonna una Du Cartier. Aristocrazia antichissima risalente a Ugo Capeto o forse su su fino a Carlo Magno   Saloni enormi, scale di marmo!  E la galleria degli antenati, che splendore! Visi nobili, severi, vestiti fastosi! E il conte di Caspion che uomo! Un fascino, una distinzione!  E quanto mi voleva bene!  Ma perché gli venne l’idea di fare il giro del mondo per esplorarlo?  Per cinque lunghi anni non abbiamo saputo più niente di lui. Il castello andava in rovina, ci trovavamo a corto di denaro e cosi fui costretto a venire via e arrivai a Parigi. Per fortuna che grazie alla mia distinzione, alla mia cultura, alla mia educazione e alla mia intelligenza ho subito trovato un'occupazione degna di me!

SIGNORE               Non credo che sia degna di lei! Comunque, coraggio! Ha tutta la mia solidarietà!

Scena II

CASSIERA, ALBERT, YVONNE poi PHILIBERT

ALBERT                 (allunga la mano e l'altro gli porge la sua e la stringe ed esce)  Ha visto, signora, questa è la sua solidarietà.

YVONNE                (entra vestita da passeggio)  Mi scusi, se anche oggi sono in ritardo.  Saluto papà e le do il cambio. (si avvia al retrobottega) Albert, le ceneriere sono luride.  Debbo sempre ripeterle che le ceneriere vanno pulite ogni sera?

                                 Albert ha uno sguardo d'intesa con la cassiera che alza le spalle e si rimette la cipria)

PHILIBERT            (entrando)  Come mai cosi tardi, tesoruccio.

YVONNE                Non ho trovato carrozze. Sono dovuta venire a piedi!

PHILIBERT            Gioietta mia, ti sarai stancata!

YVONNE                No, papà

PHILIBERT            La lezione di pianoforte è andata bene?

YVONNE                Benissimo, papà.

PHILIBERT            Cosa hai suonato?

YVONNE                Un lied.

PHILIBERT            Che cosa?

YVONNE                Un lied di Schumann, papà.

PHILIBERT            Di chi?

YVONNE                Schumann.

PHIILIBERT           Ah!  E hai controllato che fosse un’ora precisa?

YVONNE                Si, papà.

PHILIBERT            E come e andato l'inglese?

YVONNE                Ho tradotto una scena del Coriolano.

PHILIBERT            Di chi?

YVONNE                Di Shakespeare, papà.

PHILIBERT            E ti sei accertata se era di Shakespeare o di Coriolano?

YVONNE                Era il Coriolano, ma di Shakespeare.

PHILIBERT            Ah! E hai controllato che fosse un’ora precisa.

YVONNE                Un'ora e sei minuti, papà.

PHILIBERT            Brava. L'importante è che non sia meno di un'ora! Adesso vieni con me in cantina e mi racconterai ancora....

La cassiera dà evidenti segni d'impazienza, guarda l'orologio più volte, si specchia nella grande specchiera sopra il bancone, si ridà un tocco di cipria, sbuffa, sbadiglia.  Albert si mette a lucidare le ceneriere e borbotta.

ALBERT                 Piccola iena autoritaria ed egoista, ecco cos’è la signorina Yvonne!  Degna figlia di suo padre!  Lo sa perché ha fatto tardi? Per farle dispetto e per farla restare mezzora di più. Praticamente per sfruttarla meglio!

CASSIERA            A me dispiace soprattutto per il mio Minouche. S'inquieta quando faccio tardi.  E quando si arrabbia gli viene il singhiozzo e quando gli viene il singhiozzo non mangia e quando lui non mangia, non mangio nemmeno io....  E ho una fame....

Scena III

CASSIERA, ALBERT, EDWIGE

Entra Edwige, una donna energica, autoritaria, vestita in modo bizzarro. Fulmina con un’occhiata Albert che parla con la Cassiera e si siede ad un tavolo.

EDWIGE                 Cameriere!

ALBERT                 La signora desidera?

EDWIGE                 Vederti morto! Con una spada che ti trapassi il cuore!

ALBERT                 Come dice?

EDWIGE                 Sei un farabutto, un mostro, ti odio!

ALBERT                 Ma perché lei.... tu....

EDWIGE                 Lei, lei!  Non osi darmi del tu?  Devi darmi del tu, capisci? O forse hai paura di quella mezza calzetta seduta; alla cassa?  Credi che non abbia capito che tra voi c'è del tenero?

ALBERT                 Non è vero, ti giuro....

EDWIGE                 Come osi giurare spergiuro come sei?  Tu sei uno di quegli uomini che della menzogna fanno la loro bandiera!  Ma io non sono tipo di sopportare torti ed insulti!  Sei l’unico e il primo uomo nella mia vita....  Se osassi tradirmi.... pum!  (fa il gesto di un colpo di revolver)

ALBERT                 No,  Edwige, ti prego no!

EDWIGE                 Preferirei vederti morto che di un'altra donna. Si, tu morto e io tutta in nero a piangere sul tuo cadavere.  Forse, però ti preferirei vivo che morto.  Per questo ti sposerò!

ALBERT                 E quando sarebbe.... ?

EDWIGE                 Quando mi farà comodo.  Già a te farebbe comodo che ti sposassi subito. Speri che ti mantenga, vero? No, mio caro giovanotto, no. Non me la sento di girare tutta la notte, sfacchinando con la mia orchestra, per mantenere un disgraziato scansafatiche come te!

ALBERT                 Ti giuro....

EDWIGE                 Non giurare!

ABERT                    Ti assicuro che non ho mai pensato che tu, con la tua orchestra spagnola....

EDWIGE                 Non ho più l'orchestra spagnola.  Adesso ho un’orchestra di dame ungheresi. Comunque sia l'argomento è chiuso: non ti mantengo!

ALBERT                 Desideri qualcosa?  Qualcosa di dolce?

EDWIGE                 No, di amaro!  Un amaro molto amaro!

Albert si dirige al bancone e versa un amaro che si accinge a portare al tavolo di Edwige.

CASSIERA            (sottovoce)  Di cattivo umore anche oggi?

ALBERT                 (sottovoce)  No, aggredisce.  E’ il suo modo d’essere.  Ma non mi rivolga la parola, per carità, altrimenti.... pum! (fa il gesto del revolver che spara, va da Edwige e posa il bicchiere davanti a lei che lo fissa con occhi di fuoco)

EDWIGE                 Bevilo tu, prima.

ALBERT                 Perché?

EDWIGE                 Ho visto che confabulavi con quella sgualdrinella. Chissà cosa avete messo dentro al bicchiere.  Magari avete pensato di avvelenarmi. Bevi!

ALBERT                 (beve un sorso e porge il bicchiere a Edwige)  Ecco, cara.  Ora puoi berlo tranquillamente!

EDWIGE                 (alzandosi e fulminandolo)  No. Se c’è del veleno basta una sola vittima. Addio. Quando ti rivedrò?

ALBERT                 Canti al ”Pigmalione”?  Vuoi che ti venga a prendere stasera?

EDWIGE                 Non ti azzardare a farlo!  Ogni sera viene a prendermi mammà e se sapesse di noi due....  Addio.

ALBERT                 Addio.

EDWIGE                 Ah!  E mi lasci andar via cosi senza nemmeno domandarmi quando tornerò?

ALBERT                 Quando tornerai?

EDWIGE                 Sei un farabutto e un mostro. Ti odio!  (esce e Albert guarda la Cassiera)

ALBERT                 Sono finiti i miei dieci minuti di amore. Adesso può chiacchierare liberamente con me.

CASSIERA            Ma perché è sempre cosi violenta?

ALBERT                 E' il suo modo di voler bene. Per fortuna che ci vediamo raramente. Ha una madre molto severa.... e poi ha un lavoro molto impegnativo....

CASSIERA            Artista?

ALBERT                 Mettiamola pure cosi: ecco, dirige un piccolo coro composto dalle sue sorelle....

CASSIERA            Una cosa tutta in famiglia, allora?

ÀLBERT                 Già. Soltanto c'è una cosa che non capisco. Una volta queste sorelle sono spagnole, un'altra tzigane, un’altra ancora russe, addirittura siciliane....  Ma quante sorelle avrà mai?  E' un mistero che mi perseguita.... immagini che una volta....

YVONNE                (dalla cantina si dirige alla cassa. Albert schizza viaper mettere ordine)  Signora, lei può andare. Mi raccomando la puntualità domattina!

CASSIERA            Non dubiti, a domani, signorina. Salve Albert!

Albert accenna ad un sorriso alla cassiera che esce. Poi il suo sguardo incrocia quello di Yvonne e resta sul suo volto un sorriso. Yvonne come una furia si scaglia contro Albert mentre il signore di prima, affacciandosi, assiste alla sfuriata.

Scena IV

ALBERT, YVONNE, un SIGNORE, poi BIGREDON

YVONNE                Albert, siamo alle solite?  Come mai tanti bicchieri sporchi? Non ha fatto in tempo a lavarli?  Non vede che in terra è un letamaio? Che aspetta a spazzare?  Perché non prende uno straccio e non pulisce i tavoli?  Perché un grembiule così sporco?  Non si vergogna?  Perché non va  a cambiarselo?  E le scarpe? Non lo sa che un cameriere deve avere sempre le scarpe lucide?  Debbo ancora una volta ricordarle che questo è un locale di prima categoria, Albert?

Albert ha una specie di a solo goffo e allucinato. Prende la scopa e la passa sui tavoli. Si leva il grembiule e si lucida le scarpe.  Poi si mette a lavare i bicchieri e con una mano cerca di pulire il bancone e i tavoli e con un piede da lo straccio per terra. Mentre Albert, ansimante e sudato, fa questa specie di numero entra Bigredon amico del padrone

BIGREDON            Bella la vita, eh, Albert?  (a Yvonne )  Buon giorno bella signorina. Posso parlare col papà?

YVONNNE             Si accomodi pure, signor Bigredon. Papà è giù in cantina.... ma no, eccolo che sta arrivando.

BIGREDON            Caro Philibert, ti trovo molto bene.

PHILIBERT            A proposito Yvonne, vai con Albert in cantina a completare il lavoro; qui al bar, penso io.

BIGREDON            Ora che siamo soli devo darti notizie grosse, Philibert, grossissime!  Non immaginerai mai cosa può essere accaduto al tuo cameriere.

PHILIBERT            Ha rotto qualche altro bicchiere?  Adesso lo concio io per le feste

BIGREDON            Altro che bicchieri!  Stai calmo, seduto e ascoltami.

PHILIBERT            Sai Albert è uno capace di tutto!  Figuriamoci, è stato allevato in casa di un conte!

BIGREDON            E' qui che, ti volevo. Ora il conte è morto e lo ha lasciato erede universale!

PHILIBERT            Il conte di Caspion è morto?

BIGREDON            Uuh!  E ha lasciato Albert erede universale!

PHILIBERT            Senti, senti!  Povero conte e come è morto?

BRIGEDON            Divorato dai cannibali.  Ed ha lasciato Albert erede universale.

PHILIBERT            Dio, che fine orribile!  Divorato dai cannibali!  Perché poi?  Era così magro!  Che cosa ci avranno trovato da mangiare?

BIGREDON            Non lo so Philibert.  Ma se lo sono mangiato lo stesso.  E lui ha lasciato erede universale Albert!

PHILIBERT            Cosa?

BIGREDON            Ti sto dicendo che ha lasciato erede universale, Albert!

PHILIBERT            (acido)  E cosa aspettavi a dirmelo?

BIGREDON            Ma se è mezz'ora che te lo sto dicendo?

PHILIBERT            Accidenti!  Proprio adesso che avevo trovato un cameriere che funzionava.  E lui che dice?

BIGREDON            Niente. Non lo sa, ancora. Figurati, pare che abbia ereditato qualcosa come ottocentomila franchi!  Ero dal notaio Gedebois mentre stava redigendo la comunicazione. Tra pochi minuti, al massimo, un fattorino porterà la notizia. Ora prima che Albert sappia che ha ereditato questa valanga di soldi perché non studi il modo di papparti tu una parte del malloppo?

PHILIBERT            Io?  E che c'entro io?

BIGREDON            In cambio del dieci per cento di quello che sarà il tuo reale guadagno ti cedo un'idea meravigliosa che mi è venuta in mente. Ascoltami bene: tu fai firmare ad Albert un contratto che lo leghi a te per vent'anni dandogli uno stipendio di cinquemila franchi l'anno....

PHILIBERT            Dico, sei matto?  Mica sono io ad ereditare!

BIGREDON            Lasciami finire. E' matematicamente sicuro che Albert non continuerà a fare il cameriere appena saprà di aver ereditato ottocentomila franchi. Comprendi?  Si licenzierà!

PHILIBERT            Mi pare ovvio.

BIGREDON            Ma non potrà licenziarsi se avrà firmato un contratto che lo lega a te per vent'anni.

PHILIBERT            E' ovvio anche questo!

BIGREDON            E allora?  Nel contratto che Albert firmerà e che ho qui pronto, in tasca, ci sarà una precisa clausola, per cui, se lui se prima dello scadere del ventesimo anno si licenzia dovrà pagarti un indennizzo di duecentomila franchi. Lo stesso indennizzo dovrai, pagarlo tu nel caso di licenziamento da parte tua prima del termine stabilito. Che te ne pare?

PHILIBERT            Come trovata mica male!

BIGREDON            Stai tranquillo che Albert, appena saputo dell'eredità penserà solo a licenziarsi e tu ti papperai duecentomila franchi senza colpo ferire!

PHILIBERT            Non ti pare una mascalzonata?

BIGREDON            Certo che lo è!

PHILIBERT            E tu pensi che, quando gli proporrò di firmare, lui acconsentirà?

BIGREDON            Perché non dovrebbe? Gli raddoppi il salario e mi pare un gesto molto generoso da parte tua....

PHILIBERT            Sotto la luce di un atto di generosità, come tu dici, non mi pare più una mascalzonata.

BIGREDON            Ecco il contratto.... Andiamo a parlare con Albert....  (tira fuori di tasca il contratto e lo porge a Philibert che lo. esamina con attenzione)

PHILIBERT            Lui dovrebbe firmare qui?

BIGREDON            Esattamente.

                                 Rientrano Yvonne e Albert;  Yvonne va alla cassa, Albert va a sedere ad un tavolo dopo aver preso un bicchiere e una bottiglia di liquore.  Philibert e Bigredon vanno in un angolo della scena e con il foglio in mano continuano a parlare

YVONNE                Cos’è?  Vuole provocarmi?  Si ricordi che io non tollero affronti del genere. Se non la smette immediatamente di bere la faccio cacciare immediatamente da mio padre.

ALBERT                 (su di giri)  Perché voialtre donne dovete sempre urlare?  Il cielo è azzurro,le rondini volano, i mandorli fioriscono.... E' primavera, signorina, la stagione dell'amore....  Un briciolo di amore potrebbe averlo anche lei.... andiamo!  E' giovane e con un po’ di buona volontà, la si potrebbe considerare anche graziosa....

YVONNE                Albert le ordino di tacere.  Basta!

ALBERT                 Molto meglio un fidanzato, mi creda, di un cassa automatica.

YVONNE                (al padre)  Papà, caccia via immediatamente questo energumeno. E' ubriaco e si comporta in modo disgustoso....

PHILIBERT            (mellifluo)  Carissimo Albert.... No, no non alzarti, ti prego.... resta pure comodamente seduto.... Non è necessario tra noi fare complimenti....

YVONNE                (trasecolata)  Papà!  Ti sto pregando di cacciarlo via!  E' il peggior cameriere che abbiamo mai avuto!

PHILIBEERT          Stai zitta smorfiosa.  Non ficcare il naso nelle mie faccende, intesi?  (si apparta con lei )

BIGREDON            (mellifluo)  Carissimo Albert, il principale ha deciso di concederle un congruo aumento. Cosa ne dice?

ALBERT                 (alticcio )  Accetto, ma non ci credo!

BIGREDON            Perché?

ALBERT                 Quando mai, nella sua vita, il signor Philibert ha dato prova d'intelligenza? Un bue ottuso e ingrato come quello.... ma lo guardi.... lo guardi in faccia?

PHILIBERT            (avvicinandosi)  Ce l’hai con me?

ALBERT                 Non è possibile che lei voglia aumentarmi lo stipendio….

BIGREDON            Le giuro che è la verità.

ALBERT                 Non credo ai giuramenti degli spergiuri.…  Come mi dice sempre Edwige ....

PHILIBERT            (dolce )  Perché, non vuoi credermi. Mi sono detto: Albert è l'uomo che fa per me. Non voglio rischiare che mi pianti da un momento all’altro. Per tenerlo ben stretto a me che cosa posso fare? Un contratto per vent'anni a cinquemila franchi l'anno.

ALBERT                 Escluse le mance?

PHILIBERT            Mi pare giusto: mance escluse.

ALBERT                 Mi sta bene. Starò con lei per vent'anni!

YVONNE                (intervenendo)  Ma papà, è assurdo!  Vuoi legarti per venti anni ad un ozioso, ad un fannullone, a un mangiapane a tradimento che, oltre tutto, mi manca di rispetto e osa contraddirmi

PHILIBERT            Si

YVONNE                Allora sei veramente uscito di senno, papà!

                                 Albert guarda Yvonne da vincitore assoluto.

BIGREDON            Il signor Philibert mi ha pregato di stilare questo contrattino. Oh, c’è una piccola condizione....

ALBERT                 Cioè?

BIGREDON            Ecco. Se una delle due parti rescinde il contratto deve pagare un piccolo indennizzo.

ALBERT                 Mi pare logico.

BIGREDON            Bene. E siccome sappiamo che ciò non avverrà mai si stabilisce quale indennizzo, la somma di duecentomila franchi.

ALBERT                 (fischia)  Eh? Ma duecentomila franchi sono una bella sommetta!

BIGREDON            Diciamo una piccola fortuna che però lei, signor Albert, non verserà a mai in quanto mai si licenzierà.  Invece il signor Philibert dovrà sborsarli, uno dietro l’altro qualora si stancasse di lei.

PHILIBERT            Mi pare ovvio.

ALBERT                 Mi avete convinto. Accetto. Dov’è che debbo firmare?

BIGREDON            (premuroso )  Qui, il signor Philibert ha già  firmato.

                                 Albert firma.  Si stringono la mano.  Philibert si avvia a versare da bere per brindare.  Yvonne è rimasta basita e ancora incredula.  Albert si rivolge a lei.

ALBERT                 Cara signorina Yvonne, ora, che le piaccia o no, dovrà sopportarmi per altri venti anni!

YVONNE                Invece non resterà  qui nemmeno un minuto di più.  Albert, lei è licenziato!

ALBERT                 E, io mi licenzio con piacere basta che suo padre mi versi duecentomila franchi.  E' tutto scritto qui. (ride )

YVONNE                E' vero, papà?

PHILIBERT            Figlia mia, l'ho fatto anche per il tuo bene.

YVONNE                Per il mio bene?  Ma vuoi capirlo o no che mi e antipatico, che non ne sopporto la presenza?

PHILIBERT            E allora sopportalo per me. Voglio essere generoso con lui....

YVONNE                Va bene.  Se quest'uomo deve restare per altri vent'anni alle, mie dipendenze saprò ben io come fare per liberarmene.... Albert come mai le sottocoppe non sono allineate?  Perché il banco non è stato pulito a specchio?  Quando tira su la tenda dell'ingresso? E si metta in ordine!  Lo sa o non lo sa che questo è un locale di prima categoria?

Albert ripete il numero come prima cercando di eseguire sincronicamente gli ordini che Yvonne impartisce con spassosissimi risultati)

BIGREDON            (sottovoce )  Puoi scommetterci, caro Philibert; che il tuo Albert, tra l'eredità e tua figlia si toglierà di mezzo in men che non si dica!

Scena V

PHILIBERT, ALBERT, YVONNE, BIGREDON, un FATTORINO

Entra un fattorino che si scontra con Albert affannato ad eseguire ordini.

ALBERT                 E stia attento!  Non vede che ho da fare?

FATTORINO          Mi scusi, cerco il signor Albert Loriflan!

ALBERT                 Sono io.

FATTORINO          C’è qui una lettera urgente per lei.

ALBERT                 Per me?

FATTORINO          Non ha detto d'essere lei Albert Loriflan?

ALBERT                 Si.

FATTORINO          E allora la apra.

Albert prende la lettera, la apre, legge qualche riga e poi cade a terra svenuto con un tonfo.  Yvonne lascia la cassa e va, insieme con gli altri, vicino ad Albert.

YVONNE                Albert, per l'amore di Dio, parli!  Cosa è successo? Una disgrazia?

BIGREDON            Si faccia coraggio, Albert....

FATTORINO          Forse una brutta notizia?

ALBERT                 (rinvenendo ) Sei sposato?

FATTORINO             Si.

ALBERT                 (dandogli del denaro )  Ecco: cinque franchi per te.... cinque per tua moglie....  Quanti figli hai?

FATTORINO          Tre.

ALBERT                 Sono pochi. Devi averne subito un altro....  Ecco, cinque franchi per ogni figlio....  Tanti franchi....  Prendili, svelto e vai a festeggiare.

FATTORINO          Oh, signor Loriflan....

ALBERT                 (si alza e bacia il fattorino, bacia Bigredon, bacia Philibert e bacia anche Yvonne che, stupita, si lascia baciare)  Evviva!

YVONNE                Ma che le prende, Albert, vuole spiegarci?

ALBERT                 E' morto il conte di Caspion!

YVONNE                E le pare un motivo per essere allegri?

ALBERT                 Allegrissimo!  Mi ha lasciato erede universale.  Ad occhio e croce circa ottocentomila franchi. Sapete cosa farò?  Mi comprerò un automobile, dieci smoking, cento paia di scarpe, cinquecento pappagalli, un gatto, un bosco, un narghilè, sigari: tanti sigari, profumi: tanti profumi.... e poi tanti antipasti e altrettante frivolità! Avrò le ballerine del Moulin Rouge per cameriere, i Cosacchi del Volga per cantarmi la ninna nanna.... e al mio risveglio voglio il Can-Can....  Si, voglio proprio il Can-Can.... Addio a tutti! Addio padrone crudele.... Addio zitella a vita.... Addio perfido Bigredon addio Piccolo caffè!  Rientro nel mondo che mi aspetta.... me ne vado.... E per sempre!  Non mi rivedrete mai più!  (butta in aria piatti, bicchieri, tazze.  Il fattorino scappa credendolo impazzito.  Yvonne urla atterrita.  Bigredon sogghigna e Philibert cerca di coprire il clamore).

Scena VI

PHILIBERT, ALBERT, YVONNE, BIGREDON, poi JABERT e AMELIE

PHILIBERT            Un momento, giovanotto. Se ha proprio intenzione di lasciare questo posto deve versarmi l'indennizzo di duecentomila franchi, come da contratto.....

ALBERT                 Ma lei.... lei.... non crederà che io possa ....

PHILIBERT            Prima che ti arrivasse quella lettera non pretendevi duecentomila franchi da me se mia figlia ti licenziava?

ALBERT-                Sì, ma io....

BIGREDON            Niente ma.  Lei verserà duecentomila franchi al signor Philibert se vuole andarsene da qui.

ÀLBERT                 Ma io non me lo sogno neanche!

PHILIBERT            Come?  Ne ha ereditati ottocentomila e....

ALBERT                 Sa cosa significa?  Che se ne do duecento a lei me ne rimangono soltanto seicentomila.

BIGREDON            Non mi dica che, con tutti quei soldi, lei voglia continuare a fare il cameriere?

ALBERT                 Ma non è nemmeno giusto che io butti via i miei soldi.  Perché mi avete fatto firmare quel contratto. E' una mascalzonata bella e buona!

YVONNE                Per ciò che mi riguarda, se se ne vuole andare non pretendo nemmeno un franco di indennizzo.....

ALBERT                 Grazie, signorina, grazie.  E’ la prima frase gentile che sento uscire dalle sue labbra da quando la conosco.

PHILIBERT            Tu, Yvonne, stai zitta e torna alla cassa. Queste sono faccende di uomini. Quanto a te, Albert, se vuoi proprio licenziarti, paga!

ALBERT                 Da, me non avrete un soldo. Resterò!

BIGREDON            Non vorrai dirmi, che con la tua nuova situazione finanziaria continuerai a fare il cameriere?

ALBERT                 Non ho questa intenzione ma non mi licenzierò!

PHILIBERT            E allora starai qui per vent'anni!

ALBERT                 Questo è da vedere.

PHILIBERT            Da me non vedrai il becco di un quattrino!

ALBERT                 Farò di tutto per essere cacciato!

PHILIBERT            E io farò di tutto per costringerti a licenziarti!

BIGREDON            Via, Albert, rifletti, potresti fare una vita da signore con quello che hai....

ALBERT                 La farò quando lui mi licenzierà....

PHILIBERT            Io non ti licenzierò mai!

ALBERT                 Gorilla!  Ignorante!  Mascalzone!  Despota!  Negriero!  Sanguisuga!  Evasore fiscale!

YVONNE                Ma papà ti fai insultare cosi?

ALBERT                 Cretino!  Pappamolla!  Sfruttatore!  Ladro!

PHILIBERT            Non ti licenzierò!

ALBERT                 Ah, no? Allora vedremo!  (si dirige al banco e comincia a spaccare, uno  dietro l'altro i bicchieri del bancone. Yvonne,  spaventata, si rifugia tra le braccia del padre)

YVONNE                Aiuto, papà!

ALBERT                 Allora?  Non vuoi licenziarmi?

PHILIBERT            No.

ALBERT                 (Albert prende un vassoio colmo di tazze e lo rovescia)  Vuoi che continui, farabutto?  Non vuoi licenziarmi?

PHILIBERT            (imperterrito)  Mai!

                                 Albert sta per gettare una bottiglia contro la specchiera quando entra una coppia di avventori, Jabert e Amelie.  Tutti cercano di ricomporsi.

JABERT                  C'è stata battaglia qui?

ALBERT                 Si. La polizia ha pizzicato quei due rapinatori.  (indica Philibert e Yvonne)

JABERT                  Proprio in questo locale?

ALBERT                 Proprio qui.  Non lo sapevate che questo caffè è il covo abituale di delinquenti, ladri ed assassini? Quando la polizia ricerca qualche mascalzone o qualcheevaso viene qui e trova sempre qualcuno!

AMELIE                  E pensare che sembra un locale cosi distinto!  Pensa, amore mio, che cosa eccitante.  Lo consiglierò a tutte le mie amiche a caccia di forti emozioni!

JABERT                  Voi mi state dicendo che questo è un posto malfamato?

ALBERT                 Malfamato? Siete gentile! Vedete quello li? E' il padrone: tre volte evaso dalla Cajenna. Assassinava le vecchie paralitiche per depredarle!

JABERT                  Sarai contenta, adesso, tesoro! Tu che volevi conoscere i posti più caratteristici della vecchia Parigi!

AMELIE                  Oh, lo racconterò a tutte le mie amiche che ho conosciuto un ergastolano. Creperanno di invidia. (a Philibert ) Permette: Amelie Lafitte!  Molto lieta di fare la sua conoscenza.

JABERT                  Si potrebbe bere qualcosa?

ALBERT                 (rivolto a Philibert )  Certamente. Ehi vecchio avanzo di galera, prendi le ordinazioni di questi due scimmiotti! (Philibert non si muove, atterrito)  Gambe, muoversi vecchio ippopotamo, ce l’hai o no le gambe?  (Bigredon sospinge Philibert al tavolo dei due)

PHILIBERT            I signori desiderano?

AMELIE                  Dio che emozione essere serviti da un vero ergastolano!  Perché' lei è proprio un assassino, vero?

PHILIBERT            (sogghigna)  I signori desiderano?

JABERT                  Cosa gradisci, Amelie?

AMELIE                  Una granatina al kirsch.

PHILIBERT            E il signore?

JABERT                  Una crema di menta al seltz ....

Philibert va al bancone mentre Albert prepara i bicchieri

PHILIBERT            (sottovoce )  Questa me la pagherai....

ALBERT                 (sottovoce )  Perché non mi licenzia?

PHILIBERT            Mai!

YVONNE                (rimasta impietrita accanto alla cassa, si rivolge a Bigredon che è vicino a lei )  Si rende conto di come si sta comportando? Ci rovinerà il locale, allontanerà tutta la nostra clientela ....

BIGREDON            Non si preoccupi, signorina.... pian piano si calmerà....

YVONNE                E’ uno sciagurato, un violento.... sarà la nostra rovina, lo sento!

BIGREDON            Lo lasci pure sfogare. Troveremo il sistema per farlo rigare dritto....

YVONNE                Sarà la nostra rovina, la nostra rovina!

                                 Albert, preparando menta e granatina canta a squarciagola. Philibert porta il vassoio alla coppia.

AMELIE                  (confidenziale a Philibert) Anche lui è stato ergastolano? (allude ad Albert)

PHILIBERT            (ghigna)  No, ma lo diventerà presto....

ALBERT                 (alludendo a Jabert e Amelie)  Ehi, padrone, che ne diresti di far fuori quei due scimuniti?  Lui deve avere un po’ di grana e lei, la befana qualche gioiello ce l'ha!

JABERT                  (beve di un fiato la bibita e si alza dicendo ad Amelie)  Non ti pare che sia meglio andare, tesoro?  (Amelie trema, si alza e scappa fuori dal locale con Jabert)

Scena VII

CASSIERA, ALBERT, YVONNE, BIGREDON

PHILIBERT            Albert io ti rovino, ricordati che ti rovino!

ALBERT                 Allora mi licenzi?

PHILIBERT            No!  (a Bigredon )  Hai visto come si comporta?  Che posso fare?

BIGREDON            Ci penso io.  Albert non sa ancora che il Codice parla chiaro: Insubordinazione e oltraggio nei pubblici esercizi Articolo 346. Lo incastriamo. Vado a chiamare il poliziotto all'angolo..... Poi vediamo come si godrà l’eredità.  (sorride compiaciuto a Philibert)

ALBERT                 (viene avanti)  Ho troppo da fare con i miei ottocentomila franchi. Non posso certo spenderli con gli avvocati e poi andare lo stesso in prigione. Meglio cambiare tattica: farò il cameriere perfetto (si avvicina a Yvonne alla cassa)  Signorina Yvonne....

YVONNE                Si.

ALBERT                 Per favore, mi sorrida.

YVONNE                Perché mai dovrei sorriderle?

ALBERT                 Perché questo avrebbe dovuto essere il più bel giorno della mia vita....

YVONNE                Albert, non perda tempo. Ci sono mille cose da fare in questo locale. Il pavimento e uno schifo. Ci passi un cencio, almeno!

ALBERT                 Subito, signorina Yvonne, tutto quello che desidera, signorina Yvonne. Non sono un uomo, io. Sono un forzato. Sono un imbecille!  (si inginocchia per pulire i pavimenti)  Con quarantamila franchi di rendita costretto, per vent'anni, a fare il cameriere!  (ha poi uno scatto di dignità)  Ma è sempre meglio che pagare duecentomila franchi a quella canaglia del mio padrone Volevo godermi la vita. Non importa. La farò, la farò la gran vita. Donne, locali notturni, musica, champagne! Saprò degnamente dimostrare che anche un cameriere può vivere come un vero signore!  (si rimette a pulire il pavimento mentre Philibert sogghigna)

BUIO

ATTO SECONDO

Sala di un locale di lusso alla moda.  Arredo elegante, piante ornamentali. Pubblico vario.  L'inizio dell’atto  sarà preceduto da uno o più "numeri" di varietà” con una canzone, un giocoliere, un mimo o un duetto.  Ciò servirà non solo a dare la sensazione scenica di un cambiamento di luogo, ma anche di cambiamento di stile e di gusto.

Scena I

ALBERT, BERANGERE, BIGREDON, PHILIBERT

ALBERT                 (entra trafelato tergendosi il sudore, visibilmente stanco)  E’tardi! Lo so che è tardi!  Ma provateci voi ad arrivare prima!  Non ho un minuto di respiro.... un istante di pausa!  Un inferno di vita la mia!  Stanco morto, gli occhi gonfi di sonno.... faccio fatica a tenerli aperti!  La mia giornata è indescrivibile: Albert qua.... Albert là.... Albett su.... Albert giù!  Peggio di Figaro!  No, no, no: non si può continuare così!  (E' elegantissimo in frac, cilindro, pipistrello che consegna ad un zelante cameriere;  poi si dirige verso il tavolo occupato da Berengere, una vistosa cocotte che pare lo stia aspettando)  Tesoro mio, perdonami, ma non capirai mai cos’è la mia esistenza!  Però puoi capire perché dopo mezzanotte io non aneli che a divertirmi, per dimenticare tutti gli affanni della giornata.... Pecorella mia non sgridarmi se arrivo in ritardo. Semplicemente non ce la faccio ad arrivare prima, ecco!  Io sono come le fate, sai le fatine?  Prima di mezzanotte nessuno riesce a vederle!  Come me!  (chiamando)  Cameriere, champagne, champagne!

BERANGERE       (imbronciata)  Non speravo più di vederti stanotte: è quasi l'una!

ALBERT                 Lo so, lo so anima mia, ma credimi, sono presissimo!

BERANGERE       Possibile che i tuoi affari t’impegnino tanto.

ALBERT                 Cos'altro, allora?

BERANGERE       Io, modestamente, ho avuto modo di conoscere molti uomini d'affari, ma nessuno aveva una vita movimentata. come la, tua!

ALBERT                 C’è temperamento e temperamento, uccellino mio!  (appoggia la testa sul seno di Berangere e quasi si addormenta. Berangere lo sveglia offrendogli una coppa di champagne. In un angolo del locale Bigredon e Philibert stanno spiando il comportamento di Albert e commentano)

BIGREDON            Adesso sei convinto di come passa le sue notti il tuo Albert?

PHILIBERT            Incredibile se non lo vedessi con i miei occhi!

BIGREDON            Tutte le notti cena qui al  “Lapin Agile” e poi fa il giro di tutti i locali di Parigi fino all’alba.

PHILIBERT            E quella cocottina che è con lui sarebbe la sua ganza?

BIGREDON            Cocottina?  Quella è la famosa Berangere la bella, la corteggiatissima Berengere. Una delle più in vista e quotate di Parigi. E anche tra le più eleganti!

PHILIBERT            Gli costerà qualche. soldo questo menage!

BIGREDON            Cosa vuoi che sia per lui con tutto quello che ha ereditato!

PHILIBERT            C’è una: cosa che ancora non riesco spiegarmi. Come farà Albert a gozzovigliare tutta la notte e lavorare nel mio caffè tutto il giorno?

BIGREDON            Finirà  per crollare e sarà costretto a licenziarsi. Guarda gli dò tempo quindici giorni o un mese al massimo e riscuoterai l'indennizzo che ti deve....

PHILIBERT            Però, però sono mesi che va avanti cosi!

BIGREDON            Appunto. La resistenza umana ha dei limiti. Crollerà, crollerà!

PHILIBERT            Ormai comincio a dubitarne.

BERANGERE       (ad Albert che sonnecchia sul suo seno) Albert, se sei stanco perché non andiamo a dormire?  Con me non devi fare complimenti!

ALBERT                 Dormire?  Come osi propormelo? Io sono qui per fare la vita... per divertirmi!  Devo divertirmi!  (sbadiglia rumorosamente)

BERANGERE:      Scusami, sai. Ma di cosa ti occupi per stancarti tanto?

ALBERT                 Di caffè.

BERANGERE       Caffè?

ALBERT                    Si.... caffè, birra.... liquori.... Importazioni in grande stile, insomma!

BERANGERE       E rendono molto le importazioni?

ALBERT                 Non c'è male.

BERANGERE       Ma è assurdo che i tuoi affari ti blocchino per tutta la giornata e sia impossibile vederti prima di mezzanotte!

ALBERT                 Eh, si.... purtroppo fino alla chiusura del locale non....

BERANGER          Quale locale?

ALBERT                 Del nostro locale. Si, insomma, del nostro ufficio importazioni.  Sai, gran parte della merce che riceviamo arriva via mare. Ora, siccome le navi arrivano al mattino, di giorno le scaricano e spediscono la merce in giornata, per cui la merce arriva sempre la sera. Comprendi, tesoro?  Ma ora parliamo d'altro, per favore.... Siamo qui per divertirci, no?  E allora divertiamoci!  Dobbiamo divertirci!

Scena II

Gli Stessi, PLOUVIER

BERANGERE       Oh, ecco Plouvier.  Lo facciamo accomodare al nostro tavolo?

ALBERT                 Ma certamente, tesoro!  Accomodatevi, prego, accomodatevi!  Più siamo e più ci divertiamo!  Dobbiamo passare una serata allegra!

PLOUVIER             Ero passato qui un'ora fa e ho trovato Berangere, sola e disperata e allora volevo condurla altrove ma lei ha preferito restare ad aspettarla....

ALBERT                 Lo so, lo so, purtroppo un noioso contrattempo mi ha fatto far tardi.  Per colpa di un cliente che si era addormentato a un tavolo e non se ne andava mai....

PLOUVIER             Come?  Un cliente....?

ALBERT                 (riprendendosi)  Già, un vecchio importatore. Mentre stavamo trattando una partita si è addormentato. Capita, sapete. Specie in certi locali dove la gente viene.... (si sta nuovamente distraendo e allora versa copiosamente da bere)  Ma voi non bevete?  Dovete bere!  (mesce;  vede Philibert e Bigredon che passano nella sala)  Volete scusarmi un istante.... Vorrei salutare due miei amici.  (si alza e va verso i due) 

PLOUVIER             E’ molto strano questo tuo nuovo amichetto, Berangere.

BERANGERE       Sai benissimo, Plouvier, che ho sempre collezionato uomini originali.  Poi è comodo.  Non è di quei tipi appiccicaticci che ti stanno alle costole tutto il santo giorno ....

PLOUVIER             Praticamente lo vedi solo di notte?

BERANGERE       Si. Ci diamo appuntamento verso mezzanotte e l'una. E' sempre stanco ed :assonnato....

PLOUVIER             L'ho sempre visto sbadigliare.... Sarà uno di quei tipi che soffre d'insonnia.

BERANGERE       No, perché non appena si butta sul letto, dorme come un ghiro.... Il fatto è che dorme poco....

PLOUVIER             Perché?

BERANGERE       Giudica tu. Pranziamo verso l'una dopo mezzanotte.... poi iniziamo il giro dei locali notturni di mezza Parigi e non andiamo mai a letto prima delle cinque. Non è che ci addormentiamo subito mi capite.... però lui mette la sveglia alle sette, e alle sette e mezzo è fuori casa!  Ma cosa farà mai dalle sette del mattino all’una di notte?

BERANGERE       E' un uomo d'affari. Cosa vuoi che faccia?

PLOUVIER             Non ti pare strano che un uomo ricco e giovane come lui dedichi tanto del suo tempo al lavoro?  Piuttosto sei sicura che sia ricco?

BERANGERE       Ricchissimo.... E anche generoso. Però non butta il suo denaro dalla finestra. Lo sa spendere, ecco.

                                 Albert ha raggiunto Bigredon e Philibert

PHILIBERT            Complimenti, Albert, niente da dire.  Bellissima donna.  Ma lo sa che, di giorno, fai il cameriere nel mio caffè?

ALBERT                 No, ma se c'è qualcuno che vuole fare la spia, parola mia che gli rompo la faccia!

PHILIBERT            Albert mi offendi: non penserai che io....

ALBERT                 Guai se lo facesse!

BIGREDON            Beato te, Albert, che di notte folleggi!

PHILIBERT            Ma non ti stanchi ad andare a letto cosi tardi e a svegliarti così presto?

ALBERT                 Affatto. Dormire è un’inutile perdita di tempo Poi non mi è mai piaciuto dormire!  (sbadigli in maniera plateale)

PHILIBERT            Però sbadigli....

BIGREDON            ....e hai certe occhiaie....

ALBERT                 Signor Philibert ,se lei pensa che sia troppo stanco e che non renda abbastanza sul lavoro perché non mi licenzia?

PHILIBERT            Non ho alcuna intenzione di licenziarti. Sono contentissimo di te e dei tuoi servizi.  Però.... però se tu non ce la fai a continuare questa vitaccia e preferissi andartene....

ALBERT                 No, signor Philibert, lo scopo più alto della mia vita è fare il cameriere al suo “Petit Cafè”.

PHILIBERT            Buon proseguimento, allora, buon divertimento!

ALBERT                 Anche a lei.

Bigredon e Philibert escono

ALBERT                 (torna al tavolo mugugnando)  Maledetto strozzino!  Vedremo chi creperà prima di noi due!

BERANGERE       Con chi ce l'hai, Albert?

ALBERT                 Con quell'idiota che sono andato a salutare.

PLOUVIER             Importatore anche lui?

ALBERT                 Chi quello?  No. E un mercante di schiavi!  Ma adesso basta con le chiacchiere!  Siamo qui per divertirci?  E allora divertiamoci.... anzi urge divertirsi!  (sbadiglia e si riappisola sul seno di Berangere)

Cantare una languida canzone quasi una ninna nanna melodica.

Scena III

CASSIERA, SIGNORE, GIORNALISTA

Siamo nuovamente nel “Petit Cafè”. Tutto come il primo atto Il solito SIGNORE, seduto al tavolo e la CASSIERA parla con lui. Al tavolo con il SIGNORE c’è anche una GIORNALISTA

CASSIERA            Non tarda mai.  E' puntualissimo.  Il suo turno di lavoro comincia alle otto.

SIGNORE               Allora siamo sicuri di poterlo vedere se aspettiamo?

CASSIERA            Tra cinque minuti esatti sarà qui.

SIGNORE               (alla Giornalista)  Gran lavoratore, quell'Albert, sa!  Se ne renderà conto anche lei: un vero martire sfruttato da un padrone tiranno e aguzzino

GIORNALISTA      (birignaosa)  Il caso mi appare molto interessante e si presta sicuramente ad un articolo ficcante, polemico, provocatorio, che esalti tutta la categoria dei camerieri indicando, dettagliatamente, quale siano i comportamenti ed i soprusi delle classi padronali contro lo spirito di sacrificio dei dipendenti.  Potrebbe essere lo stimolo a una vera e propria rivolta sociale....

SIGNORE               Ha ragione.  Si potrebbe addirittura con questo caso montare una battaglia di stampa.  Un articolo su tre colonne ed un titolo: ”I camerieri, grandi sacrificati dell’umanità”  Già lo vedo stampato!

GIORNALISTA      E perché no: "Schiavi o camerieri?”  Sa, con un bel punto interrogativo tutto diviene più polemico, più dialettico....

SIGNORE               No, no, no.... non è giusto!  Lavorare dalle otto del mattino a mezzanotte non è giusto!  Legato ad un’infame catena per permettere ad un sordido padrone di far soldi a palate, no!

                                 Si ode rumore di carrozza

CASSIERA            Eccolo, sta arrivando, è lui!

GIORNALISTA      Come?  Arriva in carrozza?

SIGNORE               Probabilmente un suo amico cocchiere gli offrirà un passaggio.... avrà sentore di come le categorie di lavoratori solidarizzino spesso tra loro.... Poi.... all'età di Albert guadagnare un'ora di sonno è un bel ristoro....

Scena IV

Gli Stessi, ALBERT

ALBERT                 (entra elegantissimo: pipistrello, marsina, cilindro)  Signora, sia gentile, dia quaranta franchi al fiacre....

CASSIERA            (stupita)  Quaranta franchi?

ALBERT                 Capirà.  Ho tenuto impegnata la carrozza per tutta la notte. Per comodità, ovviamente. Difficile, la mattina alle otto, trovarne una libera. La prego, regoli lei il fiacre....

                                 La cassiera prende il denaro dalla cassa ed esce per pagare il cocchiere La giornalista guarda allibita Albert.

GIORNALISTA      (piano)  E questo sarebbe il suo martire?  Quaranta franchi per la carrozza?

SIGNORE               Non si faccia influenzare dalle apparenze: la carrozza sarà servita a qualche altro cliente!

GIORNALISTA      Ma ha visto com'è vestito?  E' un principe!

SIGNORE               Non sa che un cameriere è tenuto ad aver sempre cura dei suoi abiti e della sua persona?

                                 Albert si è svestito e si è messo il grembiule da lavoro.

CASSIERA            (rientrando)  Ho pagato il cocchiere.

ALBERT                 La ringrazio, signora. Ora le firmo subito un assegno....

GIORNALISTA      (guarda storto il Signore e gli sibila piano)  Dica un po’?  Quella sarebbe una vittima, secondo lei? Vestito come un milord, viaggia in carrozza, conto in banca?

SIGNORE               Le ripeto spesso le apparenze ingannano. Forse, invece del solito libretto di risparmio, avrà preferito aprire un conto in banca. E’ noto come i camerieri siano dei grandi risparmiatori.

ALBERT                 (si avvicina al tavolo sbarellando per il sonno)  l signori hanno già ordinato?

GIORNALISTA      Scusi, sa. Ma lei ha un conto in banca?

ALBERT                 E a lei che gliene....

SIGNORE               Non per sapere i fatti suoi, ma: come mai non si accontenta di un libretto a risparmio?

ALBERT                 Perché il massimo di deposito dei libretti e duemila franchi!  Mi ci vede ad andare in giro con trenta o quaranta libretti sotto il braccio?  E di questi tempi? No. E poi per fare i miei investimenti è molto più comodo il libretto di assegni. Vogliono un caffè?

SIGNORE               (sconcertato)  Si, due caffè.

                                 Albert si allontana.

GIORNALISTA      Strano personaggio.  Da quanto dice pare possieda una fortuna!

SIGNORE               Lo ripeto: tutti i camerieri sono economi e risparmiatori.

GIORNALISTA      Sarà. Ma per quanto mi sforzi non riesco a vederlo vittima della cupidigia padronale.

                                 Albert da un assegno alla Cassiera poi va a preparare il caffè

CASSIERA            Albert, posso dirle che la trovo molto stanco?

ALBERT                 Ci credo. Avrò dormito al massimo un paio di ore.  Berangere ha voluta. andare in carrozza fino a Versailles. C'era un ballo di gala! (porta le tazze di caffè ai due clienti)

GIORNALISTA      Chi è questa Berangere?

ALBERT                 E a. lei che gliene....

SIGNORE               (accomodante)  Forse lei non vuol dire che lei lavora anche per questa signora Berangere oltre che in questo locale, vero?

ALBERT                 Lei può anche chiamarlo lavoro se vuole. Berangere è la mia amichetta!

CASSIERA            Una delle più belle donnine di Parigi....

GIORNALISTA      E lei ha “amicizia", diciamo così, con questa signora?

ALBERT                 In confidenza questa “amicizia”, come la chiama lei, mi costa un po' caruccia. Ma bisogna pur prendersi qualche soddisfazione nella vita, no?

GIORNALISTA      Già, anche perché lei, essendo un “sacrificato"....

ALBERT                 Dica pure una vita che stanca. Smonto di qui a mezzanotte. Qualche volta anche all’una. Il tempo di cambiarmi e arrivare al Cafè de Paris o al Maxim's.... ed ecco fatta l'una e mezza....

SIGNORE               Lei vuole dirci che quando stacca va a lavorare in altri locali....

ALBERT                 E dai  col lavorare!  Vado a divertirmi!

GIORNALISTA      Ha capito?  Smonta di qua e va a divertirsi nei locali notturni!

ALBERT                 Perché tante storie, signora?  Che forse i soldi che spendo me li da lei?

SIGNORE               Non è per questo. E' che io avevo parlato di lei a questa mia amica.  Lei è una giornalista specializzata in campo sindacale. Le ho detto che la sua vita era un inferno.... che il suo principale non gli dava mai un attimo di respiro....

ALBERT                 Infatti è tutto vero....

GIORNALISTA      Si, ma l'amica, la carrozza, le scappatelle notturne per Parigi?

ALBERT                 Se permette questi sono affari miei!

SIGNORE               Si, ma dove li prende tutti quei soldi che spende? Mi aveva detto che riceveva un salario da fame, al di sotto addirittura delle tariffe sindacali....

ALBERT                 Infatti qui guadagno soltanto quattrocento miserrimi franchi al mese....

GIORNALISTA      (si alza furibonda) Roba dell'altro mondo! E lei ha il coraggio di dirmi che i camerieri sono i grandi sacrificati dell'umanità, degli schiavi?  Lei ha voglia soltanto di farmi perdere tempo.... Lei non solo è un cretino, ma anche un imbroglione! (esce forsennata mentre il Signore la segue urlando)

SIGNORE               Non è vero, non è vero. Non mi dica questo! Il solo ad essere stato imbrogliato sono io.  Ero in buona fede. Lui, lui è un farabutto, un bugiardo.... unica vergogna di tutta una categoria.... (esce)

ALBERT                 Ma tutti qui debbono capitare i matti?  (comincia a scopare il locale)

Scena V

PHILIBERT, ALBERT, CASSIERA, poi YVONNE

PHILIBERT            Tutto in ordine, Albert?

ALBERT                 Magnificamente, signor Philìbert....

PHILIBERT            Ti vedo un po' giù di tono.... Non è che; ti è venuta la voglia di licenziarti?

ALBERT                 No. A meno che non voglia farlo lei....

PHILIBERT            No, Albert. Come cameriere funzioni. Mi piaci.

YVONNE                (che viene fuori)  Io vado a lezione, papà.

PHILIBERT            Fai un'ora esatta, mi raccomando. Quei professori se riescono a rubarti cinque minuti lo fanno sempre con gioia ....

YVONNE                Controllerò, papà. Ciao. (bacia il padre ed uscendo incontra Albert)

ALBERT                 Buon giorno, signorina Yvonne.

YVONNE                (dolce e gentile)  Buon giorno, Albert. Mi permetto di ricordarle che oggi è giovedì. E il giovedì bisognerebbe lucidare tutti gli ottoni ....

ALBERT                 Lo ricordavo, signorina Yvonne.

YVONNE                Inoltre bisognerebbe togliere tutte le bottiglie vuote da dietro il bancone ....

ALBERT                 Sarà fatto, signorina Yvonne ....

YVONNE                Poi imbottigliare il “pastiche” e dare la cera ai pavimenti ....

ALBERT                 Lo consideri già fatto, signorina Yvonne.

YVONNE                Ma forse lei è troppostanco per fare tutte queste cose?

ALBERT                 Sto benissimo, signorina Yvonne. Mi sento un toro!

YVONNE                Molto bene. Allora ci vedremo al mio ritorno.  (alla .cassiera) Arrivederla, signora.

CASSIERA            Arrivederla, signorina .... (Yvonne esce)

ALBERT                 Una jena, ecco cos'è una jena .... come suo padre! Peccato, perché è molto carina ....

CASSIERA            Non rimandava i suoi giudizi sulle donne oltre i quarant'anni?

ALBERT                 Ho modificato i miei giudizi.

CASSIERA            Forse perché adesso la signorina Yvonne la tratta con più gentilezza?

ALBERT                 Più gentile? Quella sarà contenta soltanto il giorno che tirerò le cuoia, mi creda!

CASSIERA            Ah, dimenticavo! Hanno lasciato una lettera per lei, stamattina presto.

ALBERT                 Chi?

CASSIERA            La. signorina Edwige.

ALBERT                 Povera Edwige!  L'ho trascurata in questi ultimi tempi!  (apre e legge la lettera)  Povera creaturina, non si smentisce mai. Senta cosa scrive: “Ti ho cercato senza trovarti. Dove si nasconde il mio giaguaro? Se una lama ti spaccherà il cuore saprai che la lama è della tua appassionata, innamorata, fedele Edwige”.

CASSIERA            Ha un modo di professare il suo amore quella Edwige.... un modo!  (ad Albert ha un capogiro)  Cos’ha, Albert, che, cos'ha?

ALBERT                 Niente. Un semplice, capogiro. La stanchezza, solo un po’ di stanchezza.... ma mi riprendo subito, sa!  Basta che faccio un pisolino!  Non glie la darò vinta!  Loro vorrebbero che io gettassi la spugna e mi licenziassi!  Fossi matto!  No.... devo fare la vita, capisce signora, la gran vita, tutta vita!  Mentre vado in cantina per schiacciare un pisolino, passi lei lo straccio, che poi saprò bene come ricompensarla.  (esce con una musica languorosa che lo accompagna)

CASSIERA            Questo, Minouche, lo faccio per te, solo per te, amore mio. (tira fuori una foto e, sognante, canta con lo straccio in mano inquadrata dall’occhio di bue)

Scena VI

ALBERT, PLOUVIER, PROPRIETARIO DEL “LAPIN AGILE”, BERANGERE

Siamo nuovamente nel locale di lusso dell’inizio dell’atto, il “Lapin Agile”. Ad un tavolo sono Plouvier, Berangere ed Albert sempre più stanco ed assonnato

ALBERT                 Che giornata, amici, che giornata! Piegato in due tutta la mattinata....

PLOUVIER             Perché piegato in due?

ALBERT                 Si fa per dire.... Importazione di cera.... ed ottoni....

PLUOVIER             La Francia importa molta cera?

ALBERT                 (gesto)  Ehh! Purtroppo ne importa e tanta!  Troppa!  Piuttosto non si mangia ancora?  (un cenno al proprietario del locale che si precipita)

PROPRIETARIO   Il signore desidera?

ALBERT                 (vezzoso)  Ha fame il mio piccolo delizioso uccellino?  Ti ho fatto aspettare anche stasera, vero?  Ma tu mi scusi, no?

BERANGERE       Ormai non ci faccio più caso ai tuoi ritardi.

ALBERT                 Mi mandi pure uno dei suoi camerieri, vorrei ordinare.

PROPRIETARIO   Può ordinare a me. Sarà un onore per me servirla!

ALBERT                 Non so perché ma io odio i padroni: tutti!  Trovo che i camerieri sono molto ma molto più simpatici e voi?

BERANGERE       Sei sempre un originale Albert!

ALBERT                 Li conosco i padroni: affamatori, strozzini, tutta gentaglia che preferirei vedere morta!  Ne conosco uno io....

PROPRIETARIO   (che ha fatto buon viso a cattivo gioco)  Le dispiacerebbe ordinare, signore?

ALBERT                 (seccato)  Cosa ci consiglia?

PROPRIETARIO   Abbiamo delle deliziose crocchette di pollo.

ALBERT                 Quelle se le pappi lei!  Crocchette di pollo fatte con tutti gli avanzi che ritornano in cucina!

PROPRIETARIO   (piccato)  Se preferisce della carne fredda....

ALBERT                 Quella che passeggia da un tavolo all’altro. con le mosche che passeggiano sulla medesima?  No. Uno schifo!  Che altro c’è?

PROPRIETARIO   (seccatissimo)  Ci sarebbero dei galletti di primo canto....

ALBERT                 Di ultimo canto vorrete dire?  Sicuramente saranno tutti morti di morte naturale!

PROPRIETARIO   (controllandosi)  Non so, allora: lepre in salmi!

ALBERT                 Come osate chiamare lepre un animale che miagola?

PROPRIETARIO   Allora dell’ottimo gulasch.

ALBERT                 Ah! Ah!  Li conosco tutti i vostri trucchi!  Carne vecchia e puzzolente resa insapore da un chilo di paprika!

BERANGERE       Non ti pare d'essere un po' difficile, tesoro?

ALBERT                 Padronissimi di avvelenarvi se lo volete! A me non mi fregano! Prosciutto crudo, due uova à la coque con qualche puntina d'asparago. Non mi fido!

PROPRIETARIO   Vuol finire con una bella macedonia di frutta?

ALBERT                 No, perché la fate con la frutta marcia. A me una bella mela ohè: sana ed intera, intesi?  Voi avvelenatevi con quello che vi pare! (Albert si appisola sul seno della Berangere, ma un frastuono presso l'ingresso lo sveglia)

PROPRIETARIO   (accorrendo)  Cosa c'è?  Che succede?

Scena VII

EDWIGE, PROPRIETARIO. ALBERT, PLOUVIER, PROPRIETARIO,BERANGERE

EDWIGE                 (non vista da Albert)  Come osano farmi delle; difficoltà i vostri camerieri, signore? Impedire; a me e alle mie colleghe di cantare in questo locale?

PROPRIETARIO   Veramente i miei camerieri sono rimasti ligi ad un mio ordine perentorio. Ecco Questo locale è di prim’ordine e non mi pare il posto adatto per eseguirvi della musica folkloristica.... Insomma non è chic, capito?

EDWIGE                 (violenta)  Non è chic!  Non è chic, dite?  Cosa ne sa lei di quello che è e di quello che non è chic?  Le nostre canzoni sono di uno chic chicchissimo che nemmeno se lo immagina, lei! Abbiamo cantato, tanto per informarla, alla presenza dello Czar di tutte le Russie mentre si scolava una pinta di wodka con l’imperatore del Giappone!  Abbiamo cantato alla cerimonia di fidanzamento del figlio di primo letto dell'arciduca Vladimiro con la Principessa Maria Consuelo, infanta di Spagna!  Abbiamo cantato a Vienna, Budapest, Varsavia, Londra. Tutte le corti d'Europa hanno spalancato i loro saloni alla nostra orchestra e tutti i Re mi hanno baciato la mano!  E lei... lei ora oserebbe rifiutarci di esibirci in questo localuccio di terz'ordine?  Che noia possiamo darle?  Cantiamo, poi passiamo con il piattino....

PROPRIETARIO   (piangendo)  No, questo no: il piattino, no!

EDWIGE                 Si, invece. Anche nelle Corti lo facevamo. Passavamo col piattino e le alte dame ci mettevano dentro gioielli, rubini, giganti, diamanti, smeraldi, lapislazzuli. Lei sarà così gentile da offrirci una modesta colazioncina, dopo. Prima, però noi cantiamo!

PROPRIETARIO   (osservando)  Ma le sue ragazze sono proprio norvegesi?

EDWIGE                 Per caso lei vorrebbe metterlo In dubbio?

PROPRIETARIO   E che fine hanno fatto le altre due sorelle ungheresi con le quali cantava., fino a poco fa nei locali notturni di Parigi?

EDWIGE                 Quelle non erano mica mie sorelle.

PROPRIETARIO   Non erano sue sorelle?

EDWIGE                 Le spiego in breve: i miei genitori, spostandosi rapidamente dalla Norvegia in Ungheria, persero, sventuratamente, le mie quattro sorelle norvegesi. Il governo magiaro, avendo ritrovato quattro sorelline ungheresi abbandonate, credette di risarcire la mia famiglia affidandogliele!  Ma quelle non erano mie sorelle, comprende?

PROPRIETARIO   E che accadde, allora?

EDWIGE                 Che vissero e cantarono con me semplicemente fino a quando non. ci giunse notizia che le mie due sorelle norvegesi erano vive ed erano state affidate ad una famiglia ungherese che aveva, a sua volta, perdute le sue due figliole spostandosi sempre in treno, dall’Ungheria alla Norvegia. Chiaro?

PROPRIETARIO   A me pare una storia complicata....

EDWIGE                 Non so darle torto. Perché le mie povere sorelle norvegesi sono vissute in Norvegia mentre le mie false sorelle ungheresi vivevano in Ungheria. Per noiosi motivi, doganali e politici, fino a qualche mese fa, era impossibile effettuare lo scambio. Ora tutto è sistemato e io posso legittimamente avere l’orgoglio di presentare l'unica vera orchestra di dame norvegesi esistente al mondo! Un'esclusiva, capisce?  Basta che io alzi l'archetto che loro si mettono a cantare. Vuole vedere? (Edwige alza l’archetto e le due iniziano a cantare una canzone ungherese)

PROPRIETARIO   Basta!  Basta, per l’amor di Dio!

EDWIGE                 Forse preferisce che le nostre voci arrivino da lontano? Non c'è problema entreremo dal fondo cantando e logicamente bisognerebbe prima preparare un po’ l'atmosfera.... (esce con le due ragazze. Albert si era riaddormentato e non si e accorto di nulla)

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Scena VIII

BERANGERE, ALBERT, PLOUVIER, PROPRIETARIO, poi EDWIGE e

 le 2 SORELLE

BERANGERE       Tesoro, tesoro, svegliati!

ALBERT                 (soprassalto)  Eh, cos'è?  Due vermouth al numero 5?

BERANGERE       Ti eri addormentato....

ALBERT                 Trovi?  Non me n'ero accorto. Sono un po' stanco stasera. Ma non dormivo: pensavo!

PLOUVIER             Forse, Albert, un po' di vacanze ti rimetterebbero in sesto?

ALBERT                 Vacanza, vacanza.... come osi Plouvier?  No, mio ,caro, l'ozio annoia, deprime, sfibra. L'unica cosa che vale al mondo e vivere attivamente, alacremente, incessantemente. Non ci credereste ma è da stamattina che non mi sedevo....

PLOUVIER             Davvero? E come mai?

ALBERT                 Ma mi ci vede lei seduto mentre arrivano i clienti?

BERANGERE       I clienti? Ma non li ricevi nel tuo ufficio i tuoi clienti?

ALIBERT                Certo che li, ricevo nel mio ufficio. Ma in piedi!

PLOUVIER             Perché in piedi?

ALBERT                 Un'abitudine degli importatori. Chi importa si alza, chi esporta sta seduto. Quasi un rituale, capito? Allora, Berangere, tesoruccio mio, ti diverti?  Io tanto!  Tanto!

PROPRIETARIO   (avvicinandosi)  Signor Loriflam, ho l'onore di annunciarle che questa sera si esibirà nel nostro locale un'orchestra di dame che ha cantato in tutte le principali corti d’Europa....

ABERT                    (distratto)  Davvero?

PROPRIETARIO   La migliore orchestra di dame di Parigi.

ALBERT                 (tornando ad assopirsi)  Hai sentito, uccellino mio!  Sarà una serata meravigliosa. Musica, canti, champagne. Ci divertiremo da morire!  Sai cosa ti dico?  Niente giro per Parigi!  Resteremo qui tutta la notte!

BERANGERE       D'accordo, Albert. Come vuoi tu.

                                 Edwige e le 2 Sorelle entrano gorgheggiando; Albert fa un salto e si alza

ALBERT                 (affannato)  Andiamo via, subito, presto, andiamo via!

BERANGERE       Ma che ti prende?

PLOUVIER             Non abbiamo ancora mangiato ed io ho una fame!  Perché se ne vuole andare, signor Loriflan, non le piace; la musica?

ALBERT                 Perfettamente. Non mi piace questa musica. Mi immalinconisce. La cantava mia nonna pochi istanti prima di morire e io... (piange)

PLOUVIER             Che uomo sensibile è lei, Albert!

BERANGERE       Piantala, Albert e mettiti a sedere!

ALBERT                 Non posso, credetemi, quella musica mi farà piangere come un vitello.... Cameriere il mio mantello, prego....

BERANGERE       Cameriere, dica piuttosto alla cantante di smettere di cantare.

ALBERT                 Io non resto qui un minuto di più. Andiamocene....

PLOUVIER             Ma mi faccia almeno mangiare un boccone.

                                 Intanto Edwige, seguita dalle 2 Sorelle, comincia a cantare; Albert, che la vede arrivare, cerca di darsi un contegno: sposta un bicchiere al tavolo vicino, spolvera una sedia, aggiusta dei fiori a centro tavolo , si mette una salvietta sul braccio.

EDWIGE                 Allora?  Lavori qui ,adesso?

ALBERT -               Si.

EDWIGE                 Hai una gran brutta cera. Hai lasciato; definitivamente “Le Petit Cafè”?

ALBERT                 No, vengo qui ,dopo mezzanotte, per rimpiazzare un caro amico che sta poco bene ....

EDWIGE                 Ti stancherai troppo, no?

BERANGERE       (chiama)  Cameriere?

EDWIGE                 Ti stanno chiamando?

BERANGERE       Albert!

EDWIGE                 Ah, conosce già il tuo nome?

ALBERT                 E' un’habituè ....

EDWIGE                 Stai in guardia. Qui ci sono solo donnacce!  Prendono subito di mira i camerieri e, dopo averli sedotti, li abbandonano.

Albert si riavvicina al tavolo

BERANGERE       Perché stai in piedi, Albert?  Siediti.

ALBERT                 (ancora sulle spine)  Dopo. Mi siedo dopo. Adesso non posso.

PLOUVIER             Perché?

ALBERT                 Un crampo.... qui alla gamba.... Tutta la gamba!

BERANGERE       Che ti stava dicendo quella cantante?

ALBERT                 Le domandavo notizie della Norvegia. Dato che importo ingenti quantitativi d'olio di balena, le domandavo come va la pesca alla balena....

BERANGERE       Dammi una moneta d'oro.

ALBERT                 Per farne che?

BERANGERE       Per darla alla cantante.

ALBERT                 Un luigi d'oro!

BERANGERE       Certo. E' stata molto gentile. Le ho fatto dire dal cameriere, di smettere di cantare e ha smesso subito.

ALBERT                 Male. Meglio quando canta.

BERANGERE       Perché?

ALBERT                 Perché fin che canta se ne resta di là. Io non la vedo vestita da norvegese e cosi non penso all'olio di balena e mi diverto di più, ecco!  Permetti?  (si allontana)

BERANGERE       Albert, dove vai. Vuoi tenerci compagnia no?

PLOUVIER             Si comporta in modo strano....

BERANGERE       Allora, Albert, ti siedi o no?

ALBERT                 Dovete scusarmi, ma purtroppo ho l’abitudine di stare in piedi tutto il giorno!  (le canzonettiste si avvicinano nuovamente)

BERANGERE       Ma almeno per mangiare, ti siederai, Albert?

ALBERT                 Grazie, mi è passata la fame.

BERANGERE       Albert te lo ordino. Siedi e mangia con noi!

Scena IX

ALBERT, BERANGERE, EDWIGE e le 2 SORELLE, PLOUVIER.

ALBERT                 (a Edwige che si è avvicinata, prima di sedersi, mormora)  Sai come sono fatti i clienti.... Non si possono contrariare....

BERANGERE       Signora, la prego: vuole cantarci una canzone molto romantica?

EDWIGE                 Volentieri!  (alza l’archetto e quando lo riabbassa le due intonano una languida canzone. Berangere comincia a sdilinquirsi e appoggia la testa sulla spalla di Albert; poi gli accarezza i capelli. Edwige trasforma il suono in una specie di litigata sonora quasi strillata)

PLOUVIER             Ma che razza di canzone avete cantato?

EDWIGE                 Non badi alla canzone, pensi piuttosto a quella cocotte della sua amica!

PLOUVIER             Come osa?

BERANGERE       Che dice questa vecchia zingara?

EDWIGE                 Ihh!  Zingara a me? E tu, Albert, permetti che questa donnetta mi dia del tu?

EDWIGE                 E ti fai dare del tu da questa cocotte?  (a Berangere) Come si permette di dare tanta confidenza al mio amico qui presente?

BERANGERE       Amico?  Oh, questa è bella!  Sei l'amico di un tale tipo da baraccone? (ride)

EDWIGE                 Baraccone a me?  Adesso ti strappo tutte le penne che hai in testa, vecchia gallina spennacchiata che non sei altro!

BERANGERE       Albert difendimi!

                                 Albert resta immobile. Plouvier è stupefatto. Le due donne ringhiano. Plouvier si fa avanti.

PLOUVIER             Guai a lei se oserà alzare una mano sulla signora Berangere!

BERANGERE       Finalmente, un autentico gentiluomo!

PLOUVIER             E lei, Loriflan, che non è capace di difendere una signora è soltanto un miserabile....

ALBERT                 Si consideri schiaffeggiato!

PLOUVIER             Cosa?  Dovrei considerarmi schiaffeggiato proprio da lei? Va bene.  Riceverà presto i miei padrini!

ALBERT                 Li aspetto. (nella confusione se la squaglia)

BERANGERE       (gli grida dietro) Mostro!

EDWIGE                 Che fai, te la squagli, impostore.

BERANGERE       (singhiozza)  Mi ha lasciato completamente sola il vigliacco!

EDWIGE                 Come ha detto?  Come osa dare del vigliacco ad Albert, il mio fidanzato! Io sola ho l'esclusiva d'insultarlo!  Ora vedrà! (alza l'archetto per colpire Berangere ma le due sorelle, al segnale, cominciano a cantare a squarciagola)

Scena X

CASSIERA, ALBERT, poi PHILIBERT

Ci ritroviamo, la mattina dopo, al “Petit Cafè”. Albert, sempre più corrucciato ed assonnato sta mettendo a posto tazze e stoviglie. La Cassiera lo guarda, non smettendo di rifarsi il trucco, come suo vezzo.

CASSIERA            Qualcosa non va, Albert?

CASSIERA            Stanco vero? (Albert annuisce) si è divertito, almeno?

ALBERT                 Divertito, lei dice?  Non sa che cosa è successo stanotte? Ho fatto appena in tempo a squagliarmela prima di finire al commissariato!

CASSIERA            Addirittura!

ALBERT                 Non mi reggo in piedi dal sonno. Pensi che mi pare di essere stato anche sfidato a duello.... Due donne si sono accapigliate per me....

CASSIERA            (pimpante)  Che soddisfazione dovrà essere stata per lei, Albert? Chissà che divertimento, no?

ALBERT                 Dai col divertito!  Ma quale. divertimento!  Non ce la faccio più con questa vita, io!  Come si fa a tirare avanti in questo modo.... ci lascio sicuramente la pelle.… è sicuro: ci lascio la pelle.... Ma non darò mai soddisfazione a quell'ippopotamo del principale. Crepo, piuttosto, ma non glie la do vinta.

CASSIERA            Ne parlavo proprio ieri col mio Minouche. Pensa che soddisfazione si prende l'Albert, gli dicevo!  E che carattere!  Si stanca, è vero, però fa una bella vita: frequenta ambienti di lusso, gente alla moda, il gran mondo, insomma. Cosa non avrei dato io per entrare nel gran mondo!  Lei è proprio fortunato, Albert!

ALBERT                 Lasciamo perdere la fortuna. Sa quale sarebbe la sola fortuna per me?  Un letto!  Un comodo letto dove dormire almeno trecento ore senza mai svegliarmi!

Scena XI

PHILIBERT, ALBERT, YVONNE, CASSIERA.

PHILIBERT            (chiama da fuori scena)  Albert!

ALBERT                 (che si era appoggiato alla scopa schiacciando un irrisorio pisolino)  Si padrone!

PHILIBERT            Scendi giù in cantina ad imbottigliare il vino per la mescita....

ALBERT                 (fermo)  Vengo.... vengo subito.... sto venendo....

YVONNE                (entrando)  Albert, cos'ha?  Non si sente bene?

ALBERT                 Perché si vede?

YVONNE                Abbastanza.

ALBERT                 No.... sto benissimo.... mi sento un leone.

YVONNE                Dica la verità: ha un po' di sonno?

ALBERT                 Sonno? io?  Ma quando mai.... sono sveglio come un grillo....

YVONNE                E allora, se è un grillo, faccia un salto giù in cantina, da papà, ad imbottigliare il vino, no?

ALBERT                 Obbedisco.  (esce nel retrobottega)

YVONNE                Che cosa è successo ad Albert?  E' ridotto uno straccio.

CASSIERA            (sospira)  Eh, sa com'è?  Vita dissipata, donnine, stravizi.

YVONNE                Molte donne?

CASSIERA            Eh!  Questa notte due donne si sono azzuffate per lui. Sembra ci sia anche un duello!

YVONNE                Può anche darsi che si diverta, che gli piaccia la vita che conduce.... però ha uno sguardo triste.... un viso stanco.... si ricorda, signora, com’era prima?  Allegro, spensierato, burlone.... anche spiritoso.... Adesso, invece, non ride mai, sempre serio: quando apre bocca è solo per sbadigliare!  Se almeno si confidasse con me potrei cercare di aiutarlo ad uscire da questa assurda situazione.... Ho molta influenza su mio padre e....

CASSIERA            Signorina, Albert ormai è un uomo di mondo, abituato a frequentare l'alta società.... Non dà confidenza a donnette come noi....

Scena XII

GENERALE, GASTONNET, ALBERT, YVONNE, CASSIERA.

GENERALE           (entrando insieme al Barone Gastonnet)  Possibile che il signor Loriflan abbia scelto, quale suo domicilio, un caffè?

GASTONNET        Eppure questo è l'indirizzo che ci ha dato la cantante norvegese che, a quanto pare, lo conosce molto bene.

GENERALE           Dev'essere un tipo originale, non trova barone?  Abitare in un caffè.... e, a quanto pare, si tratta di un signore molto ricco?

GASTONNET        Ricchissimo, se è per questo. E di ottima famiglia!

GENERALE           Loriflan, Loriflan..... non mi pare, ad occhio e croce, di nobiltà molto antica.... A meno che non si tratti del ramo cadetto dei Flery de Loriflan. Potrebbe aver preso solo la seconda parte del nome.... Si, dev'essere così! Io m'informo sempre, perché prima d'accettare di far da padrino in un duello debbo sapere con chi ho a che fare! Capirà, se non si tratta di un duello ad alto livello o che costituisca, almeno, un grosso avvenimento mondano, io non mi ci metto!

GASTONNET        Stia tranquillo, generale. Il signor Loriflan io lo conosco benissimo. E' un vero gentiluomo.... (a Yvonne) Scusi, signorina, cercavamo del signor Loriflan!

YVONNE                E’ giù in cantina che sta aiutando mio padre a imbottigliare il vino....

GENERALE           Capisco. E potrebbe chiamarcelo, per favore?

YVONNE                Subito. (si avvia)

GASTONNET        Sia cosi gentile, signorina, di portargli i nostri biglietti da visita....

GENERALE           Perdoni, la domanda indiscreta, signorina.... Il signor Loriflan ha- l'abitudine di passare molte ore della sua giornata in questo caffè?

YVONNE                Dalle otto del mattino, a mezzanotte  (Yvonne si allontana per chiamare Albert. I due confabulano)

GENERALE           Tipo un po' curioso, non le pare barone? Passa le giornate in un caffè dove risulta anche imbottiglia il vino. Bah!

GASTONNET        Un originale, ha detto bene, generale, un tipo bizzarro. E pensare che mi ha confidato proprio ieri notte, di non avere mai un minuto libero, preso com'è dai suoi affari!

GENERALE           Rampolli di antiche famiglie, amico mio. Ricchi, capricciosi, imprevedibili!  Conoscevo un ragazzo, un Du Bas, Du Bas che passava le sue ore in barca, sulla Senna ad intagliare turaccioli ....

GASTONNET        Certo che questo Loriflan....

GENERALE           Scusi, barone, ma la madre come nasce?

ALBERT                 (entra sulla scena asciugandosi le mani. Yvonne lo segue e si apparta per gustarsi la scena)  Caro Gastonnet, qual buon vento vi porta?  Per caso è per il duello?

GASTONNET        Appunto, caro Loriflan. (presentando)  Permette, generale, che le presenti il signor Loriflan?  Signor Loriflan, il generale barone Augusto di Kerkoadec

ALBERT                 Fortunatissimo

GENERALE           Lieto.

GASTONNET        Mi scusi, Loriflan. Mi potrebbe dire cosa fa, qui dentro, conciato a quel modo?

ALBERT                 Faccio il cameriere.

GENERALE           (tuona)  Il cameriere? Lei fa il cameriere? Ma è pura follia! Perché?

ALBERT                 Perché questo è il mio mestiere. Faccio il cameriere perché sono cameriere.

GENERALE           Ma tutto ciò è assurdo!  Ridicolo! Il marchese di Plouvier, uno dei più bei nomi di Francia, dovrebbe battersi con un cameriere?  E scomoda addirittura me, un generale, per fargli da padrino?

GASTONNET        Ma sul serio lei è cameriere?

ALBERT                 Certo. E' il solo mestiere che so fare.

GASTONNET        (scopipia a ridere)  No.... questa è troppo bella!  Figurarsi quando Berangere saprà d’essere l’amichetta di un cameriere

ALBERT                 Allora del duello non se ne fa niente, vero?

GASTONNET        Un aristocratico non si batterà mai con un cameriere!

ALBERT                 Senti, senti!  Però sbafare alle sue spalle è più che giusto e decoroso, vero?

                                 I due se ne escono indignati e impettiti. Albert torna nel retrobottega.

Scena XIII

YVONNE, CASSIERA, BIGREDON.

YVONNE                Ha sentito, signora?  Che umiliazione per quel povero ragazzo!

CASSIERA            Eh, quelli sono ambienti che non perdonano!

YVONNE                Povero Albert!  Stanco com’è.... lavora tutto il giorno...  ha un sonno arretrato di mesi…. ed ora subire anche questa umiliazione!

CASSIERA            Forse lei avrebbe preferito che Albert si fosse battuto in duello?

YVONNE                Oh, no…. Per carità, no!

BIGREDON            (entra e domanda)  Ciao, Yvonne, c'è papà?

YVONNE                E’ giù in cantina con Albert.

BIGREDON            Allegri!  Perché questa volta ci siamo!  Pare che stanotte ne abbia combinata una grossa e credo proprio che, questa volta sarà costretto a licenziarsi!

YVONNE                Ma, signor Bigredon, possibile che non si possa arrivare ad un accordo?

BIGREDON            Con Albert?  Cocciuto com’è?

YVONNE                Ma possibile che un uomo furbo come lei e uno pratico come papà non abbiate pensato che ci sarebbe un sistema sicuro per sistemare tutto?

BIGREDON            No, mia cara, le abbiamo pensate tutte. Non c’è niente da fare....

CASSIERA            Cos'è che non va, signorina Yvonne?  Da un po' di tempo a questa parte la sorprendo sempre triste....

YVONNE                Nulla.... perché.... nulla....

CASSIERA            (incipriandosi)  Eppure…. eppure…. mi reputo abbastanza  psicologa: lei è innamorata, signorina Yvonne. Si innamorata. Anch'io, sa, quando conobbi il mio Minouche....

YVONNE                Io capisco il suo comportamento.... Debbo riconoscere che i primi tempi, sono stata un po' dura con lui.… Ma adesso non si accorge nemmeno di me…. Ci sono altre donne, d'accordo.... ma nemmeno un gesto, un sorriso, un accenno....

                                 Albert entra carico di bottiglie che posa sul bancone e poi si appisola.

CASSIERA            Ma come vuole che si accorga di lei con quel sonno?  Se avesse meno sonno si accorgerebbe sicuramente di lei, signorina!

Yvonne si asciuga un occhio. Nello stesso momento Edwige entra come un bolide nel locale e si dirige verso Albert.

EDWIGE                 (urla)  Eccolo qui il lestofante!  Due parole soltanto!  Prima mi hai ingannato nel modo più vile e vergognoso con una cocotte di basso rango.  Poi mi hai nascosto d'aver ereditato una somma favolosa!  Perciò non mi resta che ammazzarti!  Ma che fai: dormi?

ALBERT                 (assonnato)  Oh, Edwige!

EDWIGE                 (sadica)  Ma no, ma no  che non ti ammazzo! Mia madre, da quella santa e oculata donna che è, mi ha fatto osservare che sarebbe un errore uccidere un uomo che possiede una fortuna come la tua prima di sposarlo. Perciò eccomi qui. Ripara l'oltraggio che mi hai fatto con un matrimonio lampo. Io, pur disprezzandoti dal profondo del mio cuore sarò cosi generosa d'acconsentire a questo matrimonio. Perché non mi servi un grappino, intanto?  Sbrigati!

                                 Albert, automaticamente, si porta al bancone e mesce un grappino.

Scena XIV

BERANGERE, EDWIGE, CASSIERA, ALBERT, YVONNE.

BERANGERE       (entra elegantissima)  Il signor Loriflan?  (la Cassiera indica Albert. Berangere si dirige verso di lui urlando)  Tu?  Un cameriere?  Bugiardo, mascalzone, che non sei altro!  Ti rendi conto che mi hai rovinata?  Hai rovinato soprattutto la mia reputazione. Mio Dio. Diverrò lo zimbello di tutta Parigi, quando si saprà che un donna della mia classe si è messa con un cameriere! E' finita, è finita, la mia carriera è finita!  Se ti rimane, quindi, un briciolo di dignità devi licenziarti subito e sposarmi!

EDWIGE                 Ehi, mezza calzetta, non è bastata la lezione che le ho dato stanotte?  Vuole decidersi o no a lasciare in pace il mio fidanzato?

                                 Albert sta a guardare col grappino in mano. La Cassiera e Yvonne assistono interessate.

BERANGERE       Lei, cara signora, farnetica. Quest'uomo sarà mio marito a tutti gli effetti tra qualche ora….

EDWIGE                 Sposerà me.

BERANGERE       No. Sposerà me.

EDWIGE                 Non credo.

BERANGERE       Che diritti vanta su di lui?

EDWIGE                 Quelli della mia virtù oltraggiata. E' stato l'unico uomo conosciuto nella mia vita!

BERANGERE       Povera cocca!  E gli altri?  Si gli altri? Non creda sia facile darmela a bere! Ho preso informazioni sul suo conto. Le due cantanti norvegesi che cantano con lei non sono sue sorelle....

EDWIGE                 Non sono mie sorelle?

BERANGERE       No. Sono sue figlie!

EDWIGE                 (crollando a sedere)  Mie figlie?

BERANGERE       E anche il gigante russo che si esibisce alle Folies Bergères è suo figlio…. Cosi come sono suoi figli i tre trapezisti scozzesi che lavorano al CAN-CAN, come pure i sette bambini sapienti del Circo Barnum. Tutti figli suoi!

ALBERT                 E io che ero convinto d'averla conosciuta illibata.... Come ingannano, a volte, le fisionomie….

EDWIGE                 (tenta di lottare)  Scusi, signora, una domanda. Come fa a conoscere la mia vita.

BERANGERE       L’ho conosciuta qualche anno fa quando faceva la sirena al Cìrco Defueil....

EDWIGE                 ....aspetti. A quel tempo lei non era la moglie dell'uomo serpente?  E lo lasciò per il domatore di cani?

BERANGERE       (commossa)  Ma allora.... allora tu sei Tatiana. Dio come ti conservi bene!

EDWIGE                 ....e tu Claudette!  Che tenerezza ritrovare una amica che si era creduto perduta....

                                 Le due donne si abbracciano e si baciano. Albert, soddisfatto di come stanno andando le cose, beve il grappino e si addormenta di brutto. Russa.

BERANGERE       E dimmi, dimmi: che fine ha fatto Tony il lottatore?

EDWIGE                 Piaceva anche a te?  Di la verità!  Era il  più bel ragazzo del Circo….

BERANGERE       Non l'hai più rivisto?

EDWIGE                 Macché!  Però pare che viva a Parigi. E' molto dimagrito, mi dicono, e ora fa l'uomo anguilla. Ha lasciato la trapezista ed è scappato con la moglie del domatore dei leoni....

                                 Le due, continuando la serie di pettegolezzi, si allontanano come due care e vecchie amiche dimenticando completamente Albert e il  resto.

Scena XV

YVONNE, CASSIERA, poi PHILIBERT e BIGREDON.

YVONNE                Questo sarebbe il gran mondo che frequentava?  Povero ragazzo!

CASSIERA            Squallide, riciclate cocottes....

YVONNE                Donne senza cuore, senza sentimenti….

CASSIERA            Sa cosa penso, signorina?  Che Albert avrebbe proprio bisogno di una ragazza come lei!

PHILIBERT            (entrando con Bigredon)  Lo vedi, lo vedi Bigredon  come è ridotto Albert (Albert russa)  Va a finire che uno di questi giorni mi muore dietro il banco per la stanchezza. E io che ci guadagno?

BIGREDON            Tieni duro. Philibert, resisti!  Duecentomila franchi sono sempre una bella sommetta.

PHILIBERT            E un cameriere morto di sonno…. è solo un cameriere morto di sonno!  Ehi Al…. (Yvonne lo ferma con un gesto)  Non lo devo chiamare?  Non posso svegliarlo?

YVONNE                Papà, l’ho già accennato a Bigredon. Se tu non vuoi sborsare duecentomila franchi per licenziarlo e lui non ne vuole sborsare altrettanti per andarsene, la soluzione c'è!

PHILIBERT            Ma tesoruccio mio, le abbiamo pensate tutte!

CASSIERA-           Signor Philibert,l'ascolti, che sua figlia sa come rimediare....

PHILIBERT            Come?

YVONNE                Se io lo sposassi, papà....

PHILIBERT            Sposarlo?  Tu?~

BIGREDON            Che colpo, ragazzi!  Cosi il capitale resta in famiglia ed Albert al caffè!

PHILIBERT            E tu, tu Yvonne, saresti disposta a sacrificarti cosi per me?

YVONNE                Certo bisognerà chiedere anche a lui.

CASSIERA            Perché non glielo domandate?

YVONNE                (si avvicina ad Albert che dorme e lo scuote piano, piano)  Albert! Ehi…. Albert!

ALBERT                 (apre gli occhi)  Due aperitivi al quattro….

YVONNE                Niente aperitivi, Albert. Vorrei parlarti di una cosa molto importante…. molto seria....

CASSIERA            Di un matrimonio, signor Albert.... (Albert si accascia ancora una volta)

ALBERT                 (con un fil di voce)  Con Edwige?

YVONNE                No.

ALBERT                 Con Berangere, allora?

YVONNE                No.

ALBERT                 E allora con chi?

YVONNE                Con me.

ALBERT                 (sveglio)           Con te?

YVONNE                Si.

ALBERT                 Ma se ti sposo tu poi mi obbligherai ogni giorno a lucidare gli ottoni!

YVONNE                Ma no!

ALBERT                 E a pulire le ceneriere?

YVONNE                No.

ALBERT                 Nemmeno di mettere le sottocoppe…. pulire il bancone.... sciacquare le tazze?

YVONNE                No. Te lo prometto.

ALBERT                 E mi lascerai dormire tutto il tempo che voglio?

YVONNE                Quanto vorrai.

ALBERT                 Me lo giuri?

YVONNE                Lo giuro

                                 Albert si illumina e cade sul seno di lei addormentandosi subito. La Cassiera, Bigredon e Philibert, guardano soddisfatti la scena mentre una musichetta allegra e frizzante accompagna definitivamente il calare del sipario

Sipario

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