LE QUINTE DELLANIMA
Monodramma
di NIKOLAJ NIKOLAJEVIC EVREINOV
Versione italiana di Grazia e Fernaldo Di Giammatteo
PERSONAGGI
IL PROFESSORE, in veste di prologo
IL BIDELLO DI ANATOMIA che non parla
IL PRIMO IO, ragione
IL SECONDO IO, sentimento
IL TERZO IO il subcosciente immortale
LA MOGLIE in due apparizioni
LAMANTE canzonettista in due apparizioni
UN FERROVIERE
Il luogo dellazione reso noto dal prologo
Commedia formattata da
PROLOGO
(Un bidello della facolt di anatomia, indossante un camice bianco, porta dinanzi al sipario una lavagna, alcuni gessi colorati ed una spugna).
Il Professore - (entra da sinistra, si colloca a fianco della lavagna e saluta il pubblico) Signore e signori! Venerd scorso l'autore dell'opera Le quinte dell'anima , che adesso si rappresenta, venne a farmi visita. Debbo confessare che in un primo tempo accolsi con grande scetticismo l'opera che mi consegnava, poich ritenevo fosse una sciocchezzuola di nessun conto. Assai pi grande e piacevole stata la mia sorpresa quando mi sono potuto convincere che Le quinte dell'anima un lavoro rigorosamente scientifico, un lavoro che si attiene con scrupolo alle pi recenti conquiste della psicoanalisi sperimentale. Le indagini di Freud, di Wundt, di Tophil Ribeau e di altri ci hanno rivelato che l'anima umana non omogenea, unitaria, bens consiste di vari io . Mi spiego? (Scrive sulla lavagna: Io 1 + Io 2 + Io 3 + ... ... = Io). D'altra parte Fichte nutriva un'opinione simile a questa, che il mondo non pu essere un io anche se l' io io. Mi spiego? Risulta, per, ora, dalle pi recenti indagini scientifiche che
-nonostante che il mondo non sia un io - lo io stesso non un io-unico. Mi spiego? L'io, perci, non un semplice io, giacch
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-come si detto - si trovano in un solo io parecchi io. In verit, lo io-essere pi di un semplice io-sono, ossia il grande io, la nostra cosiddetta anima, , secondo le ultime esperienze, un triplice io . (Scrive : io = x : 3) X l'individuo. Dunque... (Scrive: x = 3 io). Ora, il primo io il raziocinante, la nostra ragione, il secondo io l'io illogico: il nostro sentimento. Tutti e due si esauriscono con la nostra vita. Mi spiego? Il terzo io, subcosciente, che si trova oltre il confine degli stimoli materiali, la parte immortale della nostra anima: l'energia psichica. Tirando le somme : questi tre piccoli io formano il grande io . (Scrive : io 1 -f io 2 + io 3 IO). Orbene, dove sono localizzate in noi le singole parti di questo io-totale ? Dove si trova la nostra cosiddetta anima? Gli antichi credevano nel fegato, ma il nostro autore ritiene, ed a ragione, che l'anima si trovi l dove noi istintivamente ci battiamo, quando profferiamo parole concitate. Come sarebbero, ad esempio: Mi fa orrore! Oppure: Il mio animo sconvolto! e simili. Mi spiego? Riassumendo ci che ho detto, ecco come io immagino le quinte dell'anima. (Traccia sulla lavagna, con i gessi colorati, il disegno che, poi spiega) Sulla volta del diaframma collocata, a sinistra dell'aorta e della vena cava superiore, la massa del cuore, che pulsa da 60 a circa 125 volte al minuto. Alla sua sinistra ed alla sua destra lavorano i polmoni: essi si riempiono dalle 14 alle 18 volte al minuto. Sul fondo, al centro, sta la colonna vertebrale, dalla quale si irraggiano le costole. Sotto vedete, appeso ad essa, un telefono da) color giallo dei nervi, collegato con il cervello. Tenui e quasi trasparenti, i nervi sono disposti obliquamente sul diaframma, a mo' di corde d'arpa. Ecco a un dipresso, signore e signori, il luogo d'azione dell'anima tripartita di questo individuo in preda alla malinconia, che l'autore ha preso a soggetto del suo lavoro. E' un certo signor Ivanof, il quale si trova adesso in un ambiente che non si conf ad una persona per bene, come potrebbe essere una sala da ballo o un tabarin. Qui egli sta ubriacandosi. Mi spiego? La scienza, signore e signori, non si limita a indagare, ma vuol anche recar conforto. Non si accontenta, ad esempio, di constatare che l' io totale infelice a causa dell'azione inconsulta di uno dei suoi io-parte : tenta anche di scoprire quale io ne ha la colpa. Se stato l' io-sentimento , la questione non ha importanza fin tanto che funziona l' io-ragione , ed altrettanto poco nuoce P io-subcosciente - U quale in un certo senso assopito in noi - se non varca la soglia del cosciente. Pericolosa, la situazione diventa solo quando l'i io-ragione che si ammala o comunque impedito di funzionare. E purtroppo ci avviene spesso in un periodo di tensione estrema come il nostro, signore e signori. Ma tempo ch'io finisca il mio preambolo. Voi conoscete ormai la situazione ed io posso cedere il posto: all'autore, all'attore, e soprattutto a voi, che siete stati invitati a giudicare questo bizzarro lavoro. Mi spiego? (Se ne va; il bidello porta via gli oggetti e lo segue).
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S'ALZA IL SIPARIO
(La scena rappresenta la sede dell'anima, come l'ha disegnata e spiegata il professore alla lavagna. Sul palco, che rappresenta il rosso diaframma un po' arcuato a sinistra, si trovano i tre io , simili l'uno all'altro, tutti e tre in nero, ma vestiti in maniera diversa. Il primo io, la ragione, con un'impeccabile marsina, il secondo io, il sentimento, in vestito da bohemien, con una blusa di velluto ed una cravatta a farfalla, color porpora; il terzo io , l'immortale, con un abito da viaggio, un berretto in testa, una mascherina nera sugli occhi. Il primo io gi un po' canuto; ha un atteggiamento compassato; pallido, labbra sottili, capelli lisci con la riga. Il secondo io ha una testa arruffata, ha l'aspetto di giovane scapestrato; le sue labbra sono molto rosse, i gesti violenti. Il terzo io sdraiato sul pavimento, verso sinistra, ed appoggia il capo sulla valigia chiusa; durante l'azione dorme, in atteggiamento di viaggiatore stanco. Polmoni e cuore funzionano secondo le istruzioni del regista).
Secondo Io - (presso la colonna vertebrale, parla al telefono) Cosa? Pronto?! Senti poco? Ma, io parlo abbastanza forte Ah, ti ronzano gli orecchi. E' uno scherzo dei nervi: bisogna reagire, vincerli. Cognac! Molto cognac, questo ti consiglio. (Il cuore comincia a battere pi forte).
Primo Io - (disapprovando) Gi la terza bottiglia. E solo per colpa vostra! Come se qui foste solo. Povero cuore! Guardate come martella.
Secondo Io - (nervoso) Certo. Secondo voi dovrebbe passare tutta la vita a sonnecchiare, come quello l? (Indica il terzo io ) Bella esistenza sarebbe!
Primo Io - Sst! Lasciatelo tranquillo. Date retta: se continuate ad affaticarlo a quel modo, prestissimo andr tutto a catafascio.
Secondo Io - Dio, prima o poi ci deve pur capitare.
Primo Io - Allora confermate la mia diagnosi?
Secondo Io - (spensieratamente) Perch no? Alle volte la imbroccate. (Arpeggia sui nervi. Canta fanciullescamente, spavaldamente) Alle volte!... Alle volte!...
Primo Io - Non tirate troppo i nervi! Quante volte ve lo devo proibire?
Secondo Io - (scattando) Proibire?! A chi? Oh, che sono il vostro lacch, io? Io sono un poeta! Io sono l'amore! Fiamma! Rivoluzione. Senza di me il mondo sarebbe una tomba coperta di muffa e di ragnatele! Proprio, una tomba, signore! Dove non c' amore c' la tomba.
Primo Io - (misurato) Non parlate a vanvera!
Secondo Io - Dico la pura verit. (Pausa) E poi., se lui beve, di chi , ditemi, di chi la colpa?
Primo Io - Vostra! Voi lo incitate.
Secondo Io - S, ma io lo incito per liberarlo dalla soggezione alle vostre barbose regole. Altrimenti si sarebbe gi impiccato.
Primo Io - Insania! Al contrario: se infelice e sfortunato pu ringraziare voi. S, voi! Perch voi siete un cattivo soggetto, voi io-sentimento, siete un disgraziato che nessuno potr salvare! Ma non vi siete mai sovvenuto, anche una sola volta, che esista qualcosa come i valori morali? Gli imperativi categorici? O la religione? Eh?
Secondo Io - (torcendosi le mani) Ma lasciatemi in pace con queste bubbole, voi teologia morale ambulante!
Primo Io - Non mi potete offendere, signore. Siete troppo in basso per me.
Secondo Io - Ah, ma per me voi lo siete ancora di pi! Io sono un artista! (Trae un arpeggio violento dalle corde dei nervi).
Primo Io - Dio, come siete sciocco. E non tirate un'altra volta i miei nervi.
Secondo Io - I vostri nervi?! Ah, guarda! Permettetemi di osservare, signor io-ragione che questi nervi appartengono ad entrambi, e quando pizzico i vostri nervi, pizzico anche i miei. Ne ho lo stesso diritto. Perch , se i vostri nervi si comportassero solo secondo i vostri desideri, io dovrei semplicemente rincretinire. E non ne ho punto voglia! Voglio toccare i miei nervi, e lo far! E mi garba che siano cos tesi, come corde d'arpa: vi suoner il mio inno, un inno alla libert ed all'amore! (Suona. Il cuore pulsa violentemente. Il secondo .io smette, va al telefono e dice) Cognac!
Primo Io - (gli strappa di furia il microfono dalla mano) Bromuro, vi prego!
Secondo Io - (riprende il telefono) Cognac, per Dio!
Primo Io - (lo scaccia dall'apparecchio e lo tiene distante) Prendete del bromuro, signore. Udite?... Dov'?... Nel taschino del gilet... No?... Cercate meglio... Ah, ecco: nell'astuccio degli occhiali... S?... Ed ora beveteci su un bicchier d'acqua... Cos va bene! Finalmente!
(Lascia cadere il microfono e, calmato, torna al centro della scena). Le battute successive avranno un tono naturalmente placato dal bromuro. Il cuore lavora adesso normalmente, ed il terzo io sembra dormire ancora pi profondamente. Il primo ed il secondo io vanno su e gi per la scena, in silenzio, gli occhi bassi. Ad un tratto quasi si scontrano.
Primo Io - Vi siete gi calmato?
Secondo Io - Hmm. E voi?
Primo Io - Come vedete... (Si avvicinano al terso io).
Secondo Io - (scotendo il capo) Ma che ne di questo subcosciente ?
Primo Io - (con devozione) E' uguale in eterno. E' calma suprema. (Il secondo io si china) Per l'amor del Cielo, non lo toccate! Se si sveglia siamo perduti! Venite qua piuttosto, e state a sentire. Riguarda anche voi. (Va al telefono e parla) Il bromuro ha fatto effetto. Come?... Bene, ed ora prover ancora una volta a parlare alla vostra coscienza. Io non riesco proprio a capire il motivo del vostro turbamento, caro signore. Ammettiamo pure: quella donna vi ha fatto girare la testa per l'originalit del suo talento, se pur talento lo possiamo chiamare; ma che un uomo debba per questo abbandonare la moglie ed il bambino... (Aspro, al secondo io che vuole strappargli il microfono) Scusate, vi prego. (Parla di nuovo al telefono) Signore, per questo non v' alcuna scusa, a meno che non vogliate ridurvi ad essere un selvaggio. Un selvaggio per il quale valgono pi due gambe ben tornite e delle spalle lisce che il tempio dell'anima.
Secondo Io - Dio, com' tronfio e retorico tutto questo! Tempio dell'anima : il diavolo ve lo porti il vostro tempio! Carne e sangue io voglio! E lei questo ! Per il suo corpo degna di essere adorata. C' qualcuno, forse, che ci penserebbe due volte?
Primo Io - (con disprezzo) Una bestia certo no. ma l'uomo, che possiede la logica. (Parla al telefono) Fumate un sigaro, privo di nicotina, naturalmente. Vi calmer. Ed in avvenire, seguite soltanto me, capito?
Secondo Io - E cos uno ci rimane incatenato sino alla fine dei suoi giorni!
Primo Io - Un tempo eravate pi ragionevole.
Secondo Io - Verissimo. Anzi, avevo per voi, addirittura, una certa simpatia, perch eravate ancora dalla parte della ragione, caro <t io-ragione . In fede mia, non dimenticher mai come mi siete stato d'aiuto con la piccola Nina, che m'infiamm appena la vidi. E come avete cianciato con quell'accorta ragazzina! Con quanta raffinatezza avete saputo menare per il naso i suoi genitori! S s, sapete essere un freddo briccone quando vi garba. Ma siete un filisteo lo stesso! Da quando sono sposato, mi negate semplicemente ogni appoggio, e lasciate intristire placidamente le vostre qualit pi belle.
Primo Io - Ah, mi fate dei complimenti, anche se non si va d'accordo. Ma io non vi posso prendere sul serio. In voi parla la febbre.
Secondo Io - Dio, che cosa ne capite voi, io-ragione ! Neppure immaginate quanto essa sia in alto! Quanto sia degna di adorazione! Come sia elettrizzante! Infantile ed insieme satanica nel suo fascino! Ammetto che solo una canzonettista. E con ci? Cosa significa? Non l'avete ancora vista nel fulgore della sua bellezza; altrimenti sareste voi pure d'accordo. Ma no! No! No! A che le parole, che impallidiscono miseramente dinanzi alla realt? Vado a prenderla. (Corre a sinistra e conduce la cantante, nella apparizione che la sua fantasia ha creato) Cantate, divina! Cantate come ieri, come avantieri, come allora, come sempre! Cantate! Chantez! Je vous prie. (Al primo io che squadra l'apparizione con crescente orrore) propos, caro amico, ora che impariate il francese. Sentite? Signore, vi scongiuro! Questa lingua necessaria come il pane. (L'amante canta e balla a tempo con il cuore che batte gioiosamente).
Primo Io - (distoglie lo sguardo da quella scena) Che orrore!
Secondo Io - (con rapimento, dopo che lei ha finito) Inebriante! L'universo per queste note! Ma che dico, note? Per questi piedini! Buon Cielo, il mondo intero non ha un tappeto che sia degno di questi piedini minuscoli. (Si getta a terra, dinanzi a lei) Deh! guarda! Io piango, ti supplico! Danza su di me! Ah, voi dolci, vellutate sorelle, voi incensieri degli angeli! (Le bacia i piedi, poi le mani, la bocca, i capelli).
Primo Io - Mostruoso delirio della carne! Basta! Voi non baciate lei, voi baciate il vostro delirante sogno. Non sentite il belletto? E non vi accorgete, pazzo, che dove voi credete di accarezzare dei morbidi capelli, le vostre dita toccano I morti cernecchi di una parrucca? Voi abbracciate una vecchia! Non fatevi pi abbindolare! La realt questa! (Mentre egli parla, l'apparizione ideale della cantante scompare verso destra. Il primo io porta in scena, dalla stessa parte, la sua caricatura grottesca) Ecco, guardate! Guardate come sono raggrinziti questi minuscoli piedini! Con le unghie storte, i calli, i polpacci flosci! E la faccia poi! Senza trucco e senza parrucca. (Le toglie il belletto, poi la parrucca, sotto la quale vi sono rade ciocche di capelli) Fa vedere cos'hai in bocca! (Le cava la dentiera) Ecco! Ora canta! Canta, salta, tortorella! (L'amante canta con voce stonata, danza goffa e zoppicante).
Secondo Io - (urlando) Non vero! Non vero! Questa non lei. L'avete stregata. (A lei) Vattene! (La caccia fuori, poi si abbatte al suolo) Sono perduto!
Primo Io - Gi, gi, come dicono i francesi: Jupiter, sei abbattuto, ergo hai torto.
Secondo Io - (si rialza di scatto) Storie!
Primo Io - No, nient'affatto, signor io-sentimento . V'accorgete bene che questa nobile amante non degna nemmeno di pulir le scarpe a quella che volete tradire. E perch poi? Io chiedo: perch ? (Conduce da sinistra una soave apparizione di madonnina, con il bambino in braccio: la moglie) Perch lei ha avuto per voi solo bont e amore. Perch lei offre il caldo seno a vostro figlio. Perch veglia sulla sua culla. Oh, il suo canto non lo si pu certo paragonare a quelle frivole chansons .
La Moglie - (.comincia a cantare la ninna-nanna di Mozart: Dormi angioletto).
Primo Io - Ascoltate, vi prego, io-sentimento , ascoltate questa ninna-nanna! Vi resta ancora, ditemi, vi resta del sentimento per note cos pure? Vedete, lei non fa sfoggio di s, lei non sa incantare con la sua dizione. La sua voce disadorna e flebile: la terza notte che passa insonne a cantare... Canta e aspetta. Aspetta voi, signore!
La Moglie - (nel frattempo ha finito la canzone. Dopo una pausa, sospira) Su, su, dormi angioletto. Cosa? Male? Tu hai male? Hai male? Vedrai che passer subito, mia piccola dolce gioia. Pap? Dov' pap? Viene subito, Picei. Subito! S, s, e forse porta a Picei qualche giocattolo. Un cavallino che fa op... op... op... Ah, cos buono pap!
Secondo Io - (insolente) Basta con questa farsa! Non c' una parola di vero! Via! (Scaccia la donna) Far la commedia della pazienza, lei! Spudorata! La conosco meglio io, la dolce donna. Ha soffocato la mia vitalit con quella sua sciattezza sconfinata: mai un attimo di gioia ho avuto da lei. Un'anima da serva, ecco cos'! (Riporta in scena, da destra, la moglie come la vede lui: una persona arrogante, meschina, con le trecce finte ed una vestaglia sdrucita e costellata di macchie).
La Moglie in caricatura - (biliosa) Esser moglie di un impiegato. Bel regalo! Ed in pi di un vagabondo come quello! Ah, i miei poveri vecchi! Se lo sapessero, si rivolterebbero nella tomba. Avrei potuto sposare un consigliere di Stato, e invece... E come pu rimanere nel suo ufficio, quest'uomo? Come mai non l'hanno ancora cacciato a pedate?! Se ha quattro grammi di cervello, pu ringraziare la grappa, questo pitocco! Questo pitocco incosciente! Mettere figli al mondo: ecco cosa riesce a fare. E correr dietro ad ogni sottana svolazzante, questo anche lo sa fare. E poi ha la pretesa di esaltarsi per l'arte, di struggersi per il teatro. Questo porco! Come se i caff notturni ed i lupanari fossero del teatri! Se io fossi uomo me ne starei distante un chilometro da quelle carogne ritinte. E chiss che non ci appesti i bambini, questo farabutto depravato! Come potrebbe essere altrimenti? Lui sregolato per natura. Se io non stessi attenta, porterebbe al Monte di Piet anche le fasce dei suoi figli. Perch no? Un uomo che delle Chiese ha visto s e no la facciata?! Per di pi stupido come una rapa. Ma fa il filosofo! E senza libert e diritti dell'uomo non riesce a dormire! Ne discute fino a seccarsi la strozza, naturalmente all'osteria, con il vino davanti! Sta attento, che un giorno o l'altro queste libert te le cavo io dalla testa!
Secondo Io - (trionfante) Eccola l'eroina! Ecco com'! E per non lasciarla dovrei rinunziare a lei? (Conduce in scena, da sinistra, l'apparizione ideale dell'amante) A lei, che splende come il sole dinanzi a questa candela puzzolente? Lei che d un senso e uno scopo alla mia esistenza?
L'Amante - (canta e sberteggia la caricatura della moglie, spingendola fuori a calci, verso sinistra. Ad un tratto tace e si ritrae, poich torna l'apparizione ideale della moglie, che porta nei tratti del volto l'espressione di un altero dolore).
La Moglie - (all'amante) Andatevene. Questo non posto per voi!!
Primo Io - Giustissimo.
La Moglie - Voi non lo amate! Voi non sapete sacrificarvi per lui. Per voi egli solo uno dei tanti. Ma per me tutto. Lasciatelo, se in voi resta un barlume di dignit femminile! Ho bisogno ch'egli sia qui, che mi aiuti. Siate buona, non strappatelo alla sua famiglia, che senza di lui muore!
L'Amante - (con una cristallina risata) Ah! Ah! Ah! (Con accento straniero e voce gutturale) Che pathos! Che belle parole!
La Moglie - Ve ne prego ancora una volta. .Andatevene! Non mi costringete a far qual...
L'Amante - Ah, siamo alle minacce? Ma bene! Che colpa ne ho io se i miei piedi sono cos carini, se il mio seno cos sodo, se le note escono dalla mia gola come piccoli uccelli canterini, e l'allegria s'effonde dalla mia bocca come zampillo di spumante?
Secondo Io - Brava! Brava!
La Moglie - Voi volete solo il suo denaro, creatura venale!
L'Amante - Come?! Io essere venale, io essere una creatura? Ritirate subito la parola. (Le si avventa).
La Moglie - Fuori! (Le due si accapigliano, e lottano sotto il cuore che pulsa forte, in una stretta mortale. Giungono cos sul fondo della scena, dove scompaiono. Un brivido fa sussultare l'organismo, questo stimolo di ribrezzo riporta avanti le donne, ora nelle loro apparizioni caricaturali, che continuano ad accapigliarsi. La moglie tiene in mano la dentiera e la parrucca della canzonettista, mentre questa sventola trionfante le trecce ed i capelli posticci della nemica. Si scambiano volgari insulti) Prostituta maledetta!
L'Amante - Lavandaia! Bestia! (Scompaiono nuovamente verso il fondo e ritornano nelle loro apparizioni ideali. La cantante piega sotto di s la moglie. Poi si volta ridendo, con un grazioso passo di danza e un voil, applaudita freneticamente dall'io-sentimento, mentre la moglie sguscia via verso sinistra, piangendo forte).
Primo Io - (durante questa scena ha dominato a stento il suo furore. Ora si precipita sulla canzonettista e le d un sonoro schiaffo).
LAmante - (d un urlo, e fugge singhiozzando verso la colonna vertebrale, dietro la quale si nasconde).
Secondo Io - (con balzo felino salta sul primo io e lo strozza. Il cuore cessa per gualche minuto di battere. Due o tre nervi si spezzano).
L'Amante - (si fa di nuovo avanti, lentamente).
Secondo Io - (si assicura che l'avversario sia morto, poi si getta ai piedi dell'amante) Ora solo tu regni qui! Ordina, mia regina!
L'Amante - Basta, tesoro. C' voluto troppo, troppo tempo. E poi, l'amore ha bisogno di quattrini. (Gesto relativo) E in quanto a questo con te c' poco da fare, eh? Dove potresti prenderli, buon Dio? Non guardarmi cosi! Non c' niente da fare, mio caro. E' stato un capriccio, uno scherzo. Suvvia, non prenderla in tragico. (Gli d un buffetto sulla guancia ed esce da destra).
Secondo Io - ( impietrito. Si ode, man mano allontanantesi, un lungo trillo della canzonettista. Da sinistra si fa avanti lentamente, dal buio, l'apparizione ideale della moglie, intenta ad. acchetare il bambino che tiene in braccio. Poi alza il capo e rivolge su d lui i suoi grandi occhi chiari, in segno di muto rimprovero. Il motivo della ninna-nanna si fa sentire molto smorzato, svanisce a poco a poco, insieme all'apparizione. Il secondo io scatta improvvisamente, in preda a cieca disperazione, corre al telefono. Rantolando) Ti prego di una cosa sola. Presto! Non ne posso pi! Sono finito! La Browning nella tasca destra dei calzoni. S... dietro... Presto! Ti prego, presto! (Con insistenza) Mira bene! Fra la terza e la quarta costola! S!... E adesso? Di che hai paura? E' solo un decimo di secondo! (Ruggendo) Presto!!
- (Pausa di un secondo. Il terzo io si svegliato, e si guarda ora intorno inquieto, come in preda ad un oscuro presentimento. Risuona un gran colpo, che rimbomba sotto la volta dell'organismo. Nel cuore si forma un foro slabbrato, dal quale erompono rossi nastri di sangue - come stelle filanti di seta - che investono il secondo io . Questi si abbattuto sotto il cuore e si rotola morente in questo sbocco di sangue, finch vi si impiglia completamente e muore strozzato. La scena si oscura. Il cuore ha smesso di battere, i polmoni non respirano pi. Lunga pausa, durante la quale il terzo io si muove inquieto e si strofina gli occhi).
Un Ferroviere - (entra con una lanterna accesa; ha fretta) Ehi, voi! Alzatevi, signore! Si cambia! Dovete cambiare. S, cambiare! Per un nuovo signor Ivanof.
Terzo Io - (si alza) Un nuovo Ivanof? Di gi? Beh, proviamo con il nuovo Ivanof. In fondo, sempre la stessa cosa. (Si mette il berretto da viaggio in testa, prende la valigia e segue sbadigliando il ferroviere).
F I N E
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