Le Rozeno
LE RONZENO
Commedia in quattro atti
di CAMILLO ANTONA TRAVERSI
PERSONAGGI
CLARISSA ROZENO
LIDIA, sua figlia
MATILDE e VALENTINA ROZENO, sorelle di Clarissa
IRMA, mima
GIACOMO SUARDI, maestro di musica
ENRICO VALENTI, studente
GIORGIO NALDINI
UGO FRANCHI
Marchesino CASTELLI
Cavaliere STOPPINI
STEFANO ZUOCHELLI, cugino di Clarissa
MANETTA, cameriera
UN FATTORINO DI PIAZZA.
L'azione, ne' primi tre atti, In Roma, e si svolge dal marzo, ti giugno, con Intervallo di un mese tra un atto e l'altro. L'ultimo atto ha luogo a Venezia, alla distanza di venti giorni. Epoca 1890.
Commedia formattata da
ATTO PRIMO
Salotto poveramente arredato in casa Rozeno.
(Matilde, in toletta elegantissima, sdraiata su una poltrona, legge l'appendice della Tribuna. Clarissa, in toletta semplice, scura, da visita, entra dalla comune).
Clarissa - (agitata, nervosa, stanca, si abbandona sopra una sedia) Oh Dio, non ne posso pi!
Matilde - Hai fatto tutto?
Clarissa - Tutto. Ho firmato il contratto per il quartierino in via Gregoriana... 150 lire il mese.
Matilde - Non caro.
Clarissa - Ma ho dovuto fare la scrittura per due inni, e dare tre mesi di deposito. Poi, .sono andata da Noci. Anche per i mobili tutto fissato. Ce m' voluto per intenderci! Per noi sono stata tirata; ma per la stanza di Lidia... capirai!... Ho voluto dei mobili chic !
Matilde - Danaro sprecato!
Clarissa - E perch?
Matilde - Ma gi, tu ti fai sempre delle grandi illusioni!... Adesso, credi che il Principe debba perdere la testa per la tua ragazza!
Clarissa - E perch non dovrebbe capitarle questa fortuna?
Matilde - Anche dato le capitasse... Lidia non saprebbe profittarne ugualmente... con quel carattere.
Clarissa - Oh, ma ci sono sempre io! Dov'?
Matilde - Di l, e, al solito, di malumore.
Clarissa - Oh, le passer... Per bacco, quando capir che per il bene della sua famiglia! E, poi, quel che fatto fatto! Ora si tratta d'indurre il Principe ad aver fiducia in Lidia,
Matilde - E' questo che mi fa dubitare!... Non vedi che Lidia gi malcontenta del passo fatto? Quella radazza tutta a colpi di testa... lo sai bene?
Clarissa - A ogni modo, il Cavaliere sapr far le cose per benino... e, per Lidia, ti ripeto, ci sono qua io a farla rigar per diritto! Capirai... quello che il Principe ci passa di fisso... lo ha detto lui... ancora nulla. E' un uomo navigato, si sai... ed stato ingannato mille volte... Se si tratta di pagare un tanto... a una ragazza, non ci bada, ma farle una posizione, darle un capitale. caspita!... vuol prima qualche cosa di concreto.
Matilde - Speriamo che tutto vada bene! E tu sei stata anche da Linardi... per la biancheria?
Clarissa - S... ma non ho potuto combinare nulla. Voleva un acconto troppo grosso.
Matilde - Non ti ho dato 700 franchi?
Clarissa - Ti ho pur detto che ho dovuto pagare tre mesi anticipati per l'affitto in via Gregoriana?
Matilde - 450 lire! E il resto? Gi, avrai incontrato quel bel mobile di Stefano!
Clarissa - Ma no... ti dico di no! A ogni mode, il Cavaliere oggi ha promesso di tornare con una risposta positiva. Speriamo che non manchi di parola. (Si ode il campanello) Ah! ecco... lui senza dubbio.
Matilde - (guardando dalla camera) Purtroppo... niente affatto! E' Naldini col Marchesino. (Ridiscende).
Clarissa - Che seccatura! Me ne vado... Se viene il Cavaliere, chiamami.
Matilde - Sta' tranquilla.... e di' a Valentina di venir qui. (Clarissa via, a sinistra. Andando incontro a Giorgio e al Marchesino) E cos, questo palco all' Argentina ?
Giorgio - (stringendo con galanteria la mano a Matilde) Vittoria completa!
Matilde - S! Sar il solito 9 in quarta fila!
Giorgio - No, Maest; il 9 in prima.
Matilde - (lusingata) Possibile?!
Il Marchesino - E conquistato a viva forza contro il Giappone, il Messico e l'Olanda.
Giorgio - Corrompendo il bollettinaio. Solite armi della diplomazia.
Matildei - Ma bravo!... (Al Marchesino) Ci sar anche lei?
Il Marchesino - Se viene sua sorella.
Matilde - Ma sicuro, andremo tutte. E Valentina sar la pi contenta.
Giorgio - E siccome ogni fatica merita premio... (Bacia Matilde, allimprovviso, nel collo)
Matilde - Dico... che cosa fate?
Giorgio - Niente... fatto! (tentando di baciarla di nuovo) E' la ricetta indiana... per medicare le ferite!
Matilde - (con finta collera a Giorgio) Vi ho detto mille volte che di queste confidenze... in pubblico... non ne voglio.
Giorgio - (gaio) Per voi, Maest, o per il pubblico?
Matilde - Badate che non scherzo!
Giorgio - E n pur io... perch, se per voi, domando cubito di chiedervene perdono a quattr'occhi... Se, poi, per il pubblico... (volgendosi al Marchesino, e squadrandolo) signor pubblico, chieggo scusa.
Il Marchesino - Oh, io non mi scandalizzo per cos poco!
Valentina - (entra Gialla sinistra, saluta cordialmente Giorgio e, freddamente, il Marchesino) Caro Naldini... Marchesino... (D la mano a Giorgio, e fa soltanto un cenno del capo al Marchesino. Egli fa per darle la mano; ma Valentina si volge a Matilde) E questo palco?
Matilde - C'... In prim'ordine.
Valentina - Meno male!
Giorsio - (avvicinandosi a Valentina, piano) Aria fiera quest'oggi! Abbiamo i nostri nervi? (Indicando il Marchesino, che, dopo di essere rimasto un po' in asso, ha cavato di tasca un piccolo involto) M'ha detto che aveva un ninnolo da portarvi...
Il Marchesino - (presentando un involto a Valentina) Se la signorina permette...
Valentina - (forte) Cos' questo?
Il Marchesino - (togliendo la carta all'involto) Un ventaglio, che vi prego di gradire...
Valentina - (sorpresa) Oh Dio!... Un altro!... Il quinto!... Ma non siamo in Africa!
Il Marchesino - (un po' imbarazzato) In Africa le signore non portano vestiti... E questo - (indicando il ventaglio) accompagner molto bene il vostro abito color di rosa.
Valentina - (ironica) Gi... come le piume dell'altro giorno... come i braccialetti di lava del Vesuvio... come la sciarpa giapponese... il male si che adesso di accessori non me ne occorrono pi... Anzi, di vestiti che avrei urgenza... Ma, santo Dio! quando imparerete a essere pi positivo?
Giorgio - (piano a Matilde, ridendo) Mi pare che Valentina parli chiaro, eh? Che botta!
Matilde - (piano, a Giorgio) Oh, ma vedrete come sapr pararla!
Il Marchesino - (forte, a Valentina, mortificato) Veramente... se avessi saputo... Ma mi pareva, invece, che di abiti ne aveste tanti!...
Valentina - S... tutti vecchi.
Il Marchesino - Oh, non dite cos!... Quello bianco nuovo fiammante, e vi sta cos bene!... (Azione di Matilde, che sorride a Giorgio, come se dicesse: che parata! Giorgio ride).
Valentina - (sempre al Marchesino) Troppo scollato... non si usa pi.
Il Marchesino - (con galanteria) Quando si hanno le vostre spalle!... Che eresia!
Valentina - Oh, insomma, vecchio, vecchio, vecchio! (Via, indispettita).
Il Marchesino - (seguendola) Ma provatelo almeno!... Vediamo... proviamolo! (Via, dietro a Valentina, dalla sinistra).
Matilde - (al Marchesino, gridandogli dietro) Ma... dico... Marchesino!?...
Giorgio - (ridendo) Bestia d'un Marchesino! Per pagarle un abito muovo non poteva prendere una strada pi corta!
'Matilde - E sarebbe poi tempo! Io non so spiegarmi questo: egli continua a sprecar danari in oggetti inutili, mentre potrebbe impiegarli, una volta almeno, in qualche cosa di... positivo come dice Valentina. Vasi giapponesi, scatole giapponesi, statuette giapponesi!... Ma la nostri casa diventa un magazzino! Tutte cose bellissime... non dico... ma, a venderle, non se ne ricavano cinquanta lire mentre ne avr speso delle centinaia... Le avesse date almeno a noi!
Giorcio - Questa una vera e ottima idea!
Matilde - Non gi che noi si sia cos materiali!... Ma, insomma, fa rabbia vedere sprecare il danaro a quel modo!
Giorgio - Il male si che... non mica perch voi altre siate materiali... ma se, insomma, il Marchesino avesse dovuto dare a voi quello che ha speso per tutte quelle giapponeserie, non vi avrebbe dato neppure le cinquanta lire che potreste ricavarne vendendole adesso...
Matilde - Che?!
Giorcio - Ma, santo... chiodo! Se il Marchesino potesse prendere a credito da Ponterorvo, come prende da Jannetti... Valentina, a quest'ora, avrebbe non uno, ma dieci abiti.
Matilde - (ridendo) Ah, Jannetti gli fa credito!...
Giorcio - Proprio cos...! Il Marchese padre un suo vecchio cliente... e il figlio, di rimbalzo... Mi capisci?
Matilde - (c. s.) Oh, allora... si spiega, Ah! ah! ah!
Giorcio - (di sorpresa la bacia nel collo).
Matilde - Ma... dico...
Giorgio - Ogni spiegazione merita premio... Ne danno persino i giornali per le sciarade!... E, poi, adesso, non c' nessun pubblico...
Matilde - Oh Dio, come sei noioso!
Giorgio - Noioso... vediamo!... Infine, poi, io non mi prendevo altro che qualche acconto sulla cena di stasera,
Matilde - (fingendo sorpresa) Che cena?
Giorgio - Quella per l'inaugurazione del mio nuovo quartierino!...
Matilde - Ah, lo inauguri stasera?
Giorgio - Precisamente, Maest... E Spillmann mi ha fatto un menu ! Vedrai... se, per altro, mantieni la promessa.
Matilde - Che promessa?
Giorgio - La visita notturna.
Matilde - La visita notturna?
Giorgio - Al salotto orientale... Io conto sulla parala di Vostra Maest.
Matilde - Ma io non ho dato nessuna parola!
Giorgio - Allora, vedremo stasera... Vengo a prenderti al teatro.
Matilde - (ridendo) Come e. dire che mi vorresti condurre per forza.
Giorgio - (gaio, scherzoso) Il ratto delle Sabine... cio, di una Sabina sola, perch non ho nessuna intenzione 'di rapire la materna Clarissa!... E, scusi, Maest... ma la Maest Vostra non mi permetterebbe di farle un'altra domanda?
Matilde - Faccia pure... Tanto, gi, mi hai cos annoiata!
Giorgio - Vostra Grazia si era degnata di desiderare, un tempo, certe cartelle al cinque per cento... non vero?
Matilde - S... Oh Dio!... tre o quattro... difatti..,
Giorgio - (da se) Meno male che la memoria le torna! (Forte) Ne profitto per avvisare l'Amabilit vostra che, nel salotto orientale, in uno stipo a destra, entrando... te desidera sempre di averle...
Matilde - (abbracciandolo) Birbante!...
Giorgio - (gaio, felice) Ah, non sono pi noioso... eh?!
Matilde - Va' l... demonio!
Giorgio - (baciandola) Dunque, a questa sera.
Matilde - (rendendogli il bacio) S. (Giorgio bacia ancora una volta Matilde, ed esce).
Il Marchesltjo - (esce dalla camera di Valentina, ed esclama con entusiasmo) Divina! Divina!...
Matilde - Ha deciso dunque?
Il Marchesino - Che cosa?
Matilde - (in tono canzonatorio) Ma s... di lasciare Jannetti per... Pontecorvo!
li Marchesino - Ah!... Ma Giorgio me la pagher!... (Via dalla comune. F notte. Marietta porta dei lumi; poi esce).
Clarissa - (entrando) Non ancora venuto?
Matilde - Purtroppo, no!
Clarissa - Ma questo sarebbe proprio un colpo per me!... Ma, gi, noi povere Rozeno non siamo mai state fortunale!
Matilde - Via, sta' a vedere adesso che tocca proprio t me non farti disperare!
Clarissa - Non mica che io diffidi del Principe... veh! Quello l... una persona... Ma... il Cavaliere!... Quello, quello capace d tutto!... Ma gi, un uomo che fa di questi affari!
Matilde - Questo poi no!... Lo Stoppini quello... the ... ma, appunto perch quello... che , non farebbe mai la corbelleria d'intascare del danaro destinato... a delle Rozeno... e di scappare come un cassiere qualunque! Ci guadagna troppo a essere... onesto! Con la sua senseria intasca quello che vuole... restando un perielio cavaliere...
Clarissa - Ma un farabutto!... Non hai sentito ieri come tirava l'acqua al suo mulino?... Faceva schifo! (Si ode il campanello) Oh Dio... Che sia lui?
Matilde - (andando verso il fondo) Lui!
Clarissa - Ah!... vedi... vedi!... Il cuore me lo diceva.
Matilde - Adagio... sentiremo prima.
Stoppini - (figura antipatica, modi da gentiluomo, abito elegante. Ostenta familiarit con Matilde, e si d un'aria di protezione con Clarissa) Buona sera...
Clarissa e Matilde - E cos?
Stoppini - Tutto combinato.
Clarissa e Matilde - Davvero?!
Stoppini - (con solennit affettata) Si sa... bisogna contentarsi.., e incominciare dal poco... Sua Eccellenza ha avuto tanti disinganni...
Clarissa - Oh, cavaliere!... Ma qui...
Stoppini - Dunque, diecimila lire subito... per i mobili... e cinquecento lire ogni mese...
Clarissa - (con. esclamazione di gioia) Ah, lei proprio un grand'uomo!... Matilde, hai sentito?
Matilde - Te lo dicevo io che il cavaliere un uomo di polso... Ottiene tutto quello che vuole... E un'altra volta, vedrai, far anche di pi.
Clarissa - S... s... lei proprio la nostra provvidenza! Venga... s'accomodi... la prego... racconti... Com' andata? (Gli porge una sedia).
Stoppini - (sedendo) Non mi diano pi merito di quello che posso avere... Gi... il Principe aveva promesso di fare, col tempo, una posizione alla signorina Lidia... Naturalmente, in queste cose, quando si tratta di venire... dir cos... al tandem... ci si trova di fronte a delle difficolt... E' una faccenda... molto delicata...
Matilde - Ma col suo tatto...
Clarissa - E poi il Principe una persona... una persona!...
Stoppini - Insomma, mi stato possibile far le cose per benino... e senza correre troppo... (A Clarissa) Veda... sono riuscito anche nei particolari... Quei piccoli debiti, che lei mi aveva detto di avere... anche quelli saranno liquidati...
Clarissa - Che uomo!
Stoppini - Sua Eccellenza stato proprio gentile... Mi ha detto subito: una signorina cos... distinta... cos delicata, che bisogna risparmiarle ogni dispiacere .
Clarissa - Caro!... caro!... Toh! (Fa l'atto di gettargli un bacio).
Stoppini - (con intenzione) Il resto verr da s... (Piano, allorecchio di Clarissa) E tutto dipender, naturalmente, dalla signorina Lidia...
Clarissa - A questo... ci penser io!... (Esitando) E per lo sborso... scusi sa?
Stoppini - Le diecimila lire subito.
Matilde e Clarissa - (con gioia mal repressa) Cio?
Stoppini - (togliendo dal portafogli una busta da lettera) Eccole...
Clarissa - (per prendere la busta) Tutte?!
Stoppini - Tutte. Cio... secondo il nostro accordo... io mi sono trattenute le due...
Matilde - (pronta) Bene!... bene!...
Stoppini - E... scusino... veh!... ma sanno che io sono scrupoloso negli affari... Queste deve consegnarle alla signorina....
Clarissa - (dissimulando un certo dispetto) Va bene... gli scrupoli... capisco... Ma, in fin dei conti io sono la madre!
Stoppini - Giustissimo... ma necessario che almeno la signorina sia presente...
Matilde - La chiamo subito... (Avvicinandosi all'uscio, e chiamando) Lidia!
Stoppini - (a Clarissa) Lei non me ne vorr... non vero?... Ma meglio, in certe questioni delicate, andare coi piedi di piombo... Non si sa mai!
Clarissa - Padronissimo! - (Si allontana).
Stoppini - (piano a Matilde, indicando Clarissa, e avendo sempre la busta in mano) Non le deve parer vero di toccar tanto danaro!?...
Matilde - (piano al cavaliere) Che vuole?... Le Rozeno sono sempre cos disgraziate!
Lidia - (entra da destra; /toletta semplice, aspetto di fanciulla anemica, senza volont, che soffre moralmente. Parla con fredda cortesia allo Stoppini, ma con repugnanza a Clarissa. A Matilde) Mi avete chiamata?
Clarissa - (con effusione di gioia, correndole incontro) Vieni... vieni, Lidia... che ti dia un bacio!... (Abbracciandola teneramente).
Lidia - (tentando schermirsi, fredda) Cosa c'?
Clarissa - Oh, cara... cara la mia creatura!... Sei la mia consolazione, la mia vita!... Vieni... vieni...
Lidia - Si pu sapere?...
Stoppini - (consegnando la busta a Clarissa) Ecco... signorina... sua madre le spiegher...
Clarissa - (mostrandole i biglietti di banca) Guarda... guarda... cara! (Piano) E sei tu che porti in casa questa fortuna, caro il mio angelo!... (Fa per baciarla nuovamente; ma Lidia si ritira con disgusto. Clarissa la prende per mano, la fa sedere vicino a se, e continua a parlar piano. Lidia non le d ascolto).
Matilde - (ridendo, piano allo Stoppini che fissa ironicamente Clarissa) Che bel quadretto di famiglia, eh?!...
Clarissa - (a Lidia, forte) Queste le portiamo subito... almeno cinque... alla Cassa di Risparmio... Che te ne pare?
Lidia - (seccata, allontanandosi) Fate voi.
Stoppini - (a Lidia, con aria sinceramente rispettosa, e a mezza voce) Ma il danaro suo. Lei sola, signorina, pu disporne...
Lidia - Lo so... ma non voglio nulla!
Stoppini - (tirando fuori e offrendole un piccolo astuccio) Nemmeno questo? Lidia - (scotendosi, con interesse) Cos'?
Stoppini - Un piccolo ricordo del Principe per lei.
Lidia - (esitante) Veramente...
Matilde - (prende lei l'astuccio, lo apre, ne toglie un bigliettino e lo legge) Alla cara Lidia, colui che ha molto da farsi perdonare . Clarissa - Com' gentile!
Matilde - Che delicatezza!... (A Lidia, piano) Animo!... Rispondi almeno qualche cosa...
Lidia - (allo Stoppini) Dica al Principe... la prego... che davvero non saprei come ringraziarlo...
Stoppini - Glielo dir lei stessa (piano) perch... domani... spera di rivederla... come l'ultima volta...
Lidia - (trasalisce) Domani?... Cos presto!...
Stoppini - Alle quattro mander la carrozza a prenderla... Questo l'ordine. (S'inchina, d la mano a Matilde, e se ne va senza salutare Clarissa). Clarissa - (a Lidia) Cos' questo regalo?... Vediamo.
Lidia - (apre l'astuccio e mostra il gioiello) Un paio di orecchini...
Clarissa - (con entusiasmo) Di brillanti?!
Matilde - (osservando il gioiello) Il sogno di tutte le fanciulle.
Lidia - (con amarezza) Perch sanno di non poterli portare che dopo maritate!
Clarissa - (con vivacit) Le solite sciocchezze che dicono nei collegi : , Le fanciulle per bene non devono portare diamanti!.... Vere stupidaggini! Io li ho sempre portati! (A Lidia) Li metterai questa sera per venire al teatro.
Lidia - Non vengo...
Matilde - E perch? ;
Lidia - Mi annoia di vestirmi... e, poi, aspetto il Maestro per la lezione.
Clarissa - (combattuta, tra s, nell'andarsene) Testarda! (Via).
Matilde---------------- - (con dolcezza, insinuante)Lidia via... hai torto di fare cos!... Non c' proprio ragione di avvilirsi... Lo so... va bene!... Anch'io ho avuto la tua et. e... Io ammetto... non ho mai pensato a certe ridicolaggini che hai tu... ma le capisco... Tuttavia, per bacco!, bisogna farci una ragione di tutto! Sai pure le, nostre condizioni!.... Tua madre vecchia... Noi... oh, non siamo pi quelle di una volta!... Valentina.... pazienza... per qualche anno potr ancora andare innanzi, ma io?... Le Rozeno sono state sempre cos sfortunate!... Ma gi, quando si ha ,un po' di cuore!... E poi, si nasce fortunati o disgraziati...
Lidia - Ne hai per un pezzo?
Matilde - (rifacendole il verso) Ne hai per un pezzo?!... Ne hai per un pezzo?! Tu faresti perdere la pazienza a un santo!... Non sembri neppure una della nostra famiglia!..- Non hai cuore!... E deve essere cos... perch tu sei anche fortunata!... Perch, dico, in fine dei fini, un uomo come - (quello... un principe... .con tanti milioni!...
Irma - (toletta elegante, eccentrica, colori vivaci. Entra giuliva, parlando con volubilit, a voce alta, e con accento gaio) Si pu?... Epermesso?... Avanti!... Sono io!... Sono io!... Non s'incomodi nessuno! (Bacia Matilde) Come va, gioia?... (A Lidia) Stai bene, bellezza. Dunque, eh? (Comicamente, inchinandola) Siamo prin-cipessa!... (Con sincerit) Brava! Me ne congratulo... (la bacia) ma di cuore, sai!... Perch io non sono di quelle che mangiano amaro... e sputano dolce!... Eh, il mondo una ruota... e bisogna adattarsi!... Le giovani cominciano, e io!... Per adesso... oh! questo, s, tengo duro.Ma se continui a far pazzie, povera Irma!
Matilde - Povera Irma... A sentir te si direbbe che nessuna pi da compiangere!... Con le fortune che ti sono capitate!... Soltanto quel tedesco di tre mesi fa!
Irma -Tre mesi fa... gi... hai ragione... ma tre mesi fa era un conto... e adesso... adesso invece!... Figurati, che anche ieri ho dovuto impegnare il braccialetto con gli smeraldi... 120 lire mi hanno dato... e ne valeva almeno 300, a buttarlo via!
Matilde - Dovevi venderlo...
Irma - A un orefice?... Sono pi ladri del Monte!
Matilde - No... a un'amica. A me, per esempio...
Irma - Grazie... terr calcolo. Perch, gi, anche il collier non mi rester un pezzo in casa!
Matilde - Liquidi, eh?
Irma - Per forza..., mia cara! Sono al verde!
Matilde - Perbacco! Ma una cosa seria, allora!
Irma - Purtroppo!
Matilde - Mi rincresce... ma... via... permetti che te lo dica; colpa tua.
Irma - Eh! dillo pure... perch, gi, quello che mi dico anch'io! Non ho giudizio... ne faccio sempre qualcuna delle mie! Ma, cosa vuoi? Io la vita non posso capirla che cos! Se dovessi fare come fai tu... o come fa Valentina... morrei di noia... E, in fondo, anche voialtre non nuotate nell'oro... dopo aver fatto tanti sacrifizi! Quasi mai un capriccio... quasi mai una pazzia! In fondo, Clarissa-., che stata pi allegra di voi... non pi sfortunata! Ah! ma scusate... A proposito... voglio presentarvi la mia ultima pazzia...
Matilde - Lo studente?...
Irma - Proprio! E' di l... (indicando l'anticamera).
Matilde - Perch non lo hai fatto entrare?
Irma - Ora... (Va alla comune, e chiama ad alta voce) Enrico, vieni!... Queste signore lo permettono. (Enrico entra. Irma fa le presentazioni) La ignora Matilde, sua nipote Lidia.
Enrico - (inchinandosi) Oh, sono in paese di conoscenza! Ho gi avuto l'onore di conoscere la signorina... (indicando Lidia) il mese passato... al concerto dal maestro Suardi.
Matilde - (indicando Lidia) Il suo maestro di pianoforte...
Lidia - S.
Enrico - La signorina, forse, non ricorder che io le sono stato presentato...
Lidia - Oh s... ricordo benissimo! (Enrico va da Lidia, e parla con lei).
Matilde - Il signore studente, nevvero?
Enrico - (volgendosi un momento) Di legge... (poi, continua a parlare con Lidia).
Irma - (a Matilde) Gi... di legge... e diventer un avvocatone... di quelli che ne guadagnano a palate! Ma, purtroppo, per ora... Figurati che un suo vecchio zio di Venezia lo ha messo all'Universit con 150 lire il mese! Giusto quanto mi d l'impresario per far la mima di spalla!
Matilde - (piano, ridendo) Tu... almeno... hai gl'incerti!
Irma - E se no... come si farebbe? (Guardando Enrico) Povero giovane. Cos allegro! Perch un gran matto! Con lui bisogna ridere per forza... Del resto, ce la godiamo pi di quelli che accumulano le rendite... Siamo sempre in giro! Oggi, mi ha fatto divertire un mondo! Siamo stati a fare una gita fino a Centocelle... Abbiamo mangiato sull'erba... Io avevo portato un pollo arrosto... Eccellente, non vero, Enrico? (Volgendosi verso di lui).
Enrico - (preoccupato, a Irma) Eccellente...
Irma - L, poi, abbiamo trovato un rinforzo di uova sode, e un certo vinetto bianco di Frascati!... Oh, come era buono!... Ne ho bevuto tre fogliette!..
Matilde - (ridendo) Si vede!...
Valentina - (si affaccia all'uscio di sinistra, vestendosi. E' ire toletta, da teatro, elegantissima, e molto scollata).
Irma - (a Matilde, piano) E cos, come ti pare?
Matilde - (piano) Simpaticissimo... Ma. scusa... per te mi pare un po' troppo giovane...
Irma - (con un sospiro) Lo credi?
Matilde - (con malizia) Ti scapper presto! Vuoi vedere il mio abito nuovo? Vieni... (Via, nella sua camera).
Irma - Vengo subito... (Andando verso Lidia e verso Enrico) Vado di l un momento... (Dando un pizzicotto a Enrico) Dico... bada a quello che fai!... (Indicando la casa in cui si trova) Ricordati che qui non c' pane per i tuoi denti! Contentati del pan bigio... (alludendo a se medesima) e ringrazia Dio che non ti manchi! (Via a sinistra, nella camera di Matilde, ridendo allegramente).
Enrico - (sedendo vicino a Lidia) uff!... Sia lodato il cielo!... Finalmente le me orecchie avranno un momento di riposo! Quella Irma un gran molino a vento!
Lima - Ecco gli uomini! Tutti ingrati!
Enrico - Ma io vorrei vedere gli altri al mio posto! Quest'oggi ha voluto trascinarmi! a Centocelle. Sono cinque ore che ride, (scherza, parla... Ho la testa come un pallone!
Lidia - Povera Irma! Figurarsi che crede che lei ne sia innamorato morto!...
Enrico - Oh, una gran buona diavola! Non c' che dire! ma per l'innamorato, e, specialmente, per il morto, neanche il principio!... Un'ora ,di allegria, cos... ma, poi... cinque ore!
Lidia - Scusi, sa!... perch si fa trascinare... quando sa la tortura che lo aspetta!
Enrico - Oh Dio! Un po' per non parere maleducato... poi, non so neppure io... perch certissimo che Irma... se anche le avessi detto di no... ci avrebbe sofferto... per un minuto secondo. E' tanto leggera!
Lidia - E Lidia tanto pesante , dir a Irma appena Lidia se ne sar andata!...
Enrico - (alzandosi) Signorina... ma, gi, inutile... a questo mondo non si sa mai come regolarsi. Tacete quello che pensate? Siete ipocrita. Parlate? Ne tireranno le conseguenze pi contrarie a quello che pensate voi! E io, bestia, che mi sono sorbito, invece, queste cinque ore di... allegria di Irma, per una ragione sola...
Lidia - Ah... vede?! Ne taceva una!... E dice di dire tutto quello che pensa!
Enrico - Sicuro. La tacevo... ma la dico adesso... perch Irma mi aveva detto : Dopo andremo dalle Rozeno... .
Lidia - (con un velo d'ironia) La ringrazio... per la mia famiglia!
Enrico - E... da parte sua... niente!?
Maretta - (dalla comune, annunziando) Signorina... c' qui il Maestro...
Giacomo - (entrando. A Enrico che gli va incontro, mentre Irma esce dalla stanza di Valentina e di Matilde, e va verso Lidia) Oh, signor Enrico!... (Si fermano verso il fondo, parlando tra loro).
Irma - (a Lidia) Ti ha fatto la corte, eh?!
Lidia - Ti pare?!... E, poi, non ne avrebbe avuto il tempo. Ha parlato sempre di te...
Irma - (lieta) Davvero? Come siete bravi!
Valentina - (sopravvenendo, in abito per uscire, e indossando un mantello, una sortie , da teatro) Per me sono pronta.
Clarissa - (dal fondo, in abito da teatro) Si va, o non si va? (Piano, a Marietta) Non dimenticare il t per il Maestro...
Marietta - S, signora.
Clarissa - Non aspettarmi. Porto con me la chiave. Va' a letto... quando ne hai voglia.
Matilde - (entra in sortie da teatro e in pelliccia) Eccomi. Andiamo pure... (Nel partire, saluta Giacomo).
Irma - (a Matilde e a Valentina) Scendo a basso con voi... (Baciando ldia) Addio, tesoretto! (A Enrico) Vieni... (Valentina e Matilde escono dalla comune, seguite da Irma. Enrico d la mano a Lidia e a Giacomo, poi segue Irma. Saluti, complimenti e movimento di uscita durante l'ultima battuta di Clarissa).
Clarissa - (a Giacomo, indicando Lidia) Maestro... abbia pazienza se la far disperare un po'!... Ma lei la conosce... E' una pasta di zucchero. Ma per una certa testolina!... (A Lidia) Tu... sta' allegra... e, prima di andare a letto, prendi qualche cosa... almeno un brodo,.. Abbiti cura, mia cara! (Via, seguita da Marietta, che li accompagna col lume).
Giacomo - (va al pianoforte e lo apre) Dunque... proviamo questa rapsodia a quattro mani?
Lidia - (seduta sul davanti) Proprio cos... subito. subito? Mi lasci rimettere un po'?!... Tutte queste chiacchiere... Non si ha mai un momento di pace in questa casa!
Giacomo - (facendo passare i fogli di musica) Bene... bene!... Concediamo questi cinque minuti.
Lidia - Oh Dio!... Cinque minuti soli!?
Giacomo - (ridendo) Signorina... ma io faccio il maestro di pianoforte non gi il maestro dell'ozio... E, poi, scusi... ma sono molte lezioni che... Insomma, si direbbe che lei non ha pi voglia di continuare...
Lidia - Ma no... ma no!
Giacomo - Eh, via... se anche fosse cos! Non leve mica avere de' riguardi.
Lidia - Ma se le dico di no!
Giacomo - E allora?!
Lidia - Che vuole?... Passo un brutto quarto d'ora. Del resto, lei, sebbene non abbia mai voluto confidenze da parte mia, sapr gi tutto.
Giacomo - Io?! Ma, in verit, io non so niente... Le case dove vado a dar lezioni, sono tutte... su per gi... (vuol dire: a come questa). Quando si ha una clientela come la mia... i pettegolezzi che si sentono... sono tali e tanti, che si finisce a non ricordarne pi nessuno .. anzi non ci si abbada. Quanto alle confidenze...
Lidia - Lei avrebbe ragione di non volerne. Oh, Dio!... Tutte quelle che si trovano in una condizione come la mia... hanno qualche storia... noiosa da raccontare.
Giacomo - E molte... anche dolorose. Ma, cosa fare? Quando non si pu giovare a nulla, non meglio fare come faccio io?!... Ahim! Tanto io... quanto lei... viviamo in un mondo dove... i consigli sono inutili.
Lidia - Anche per lei?!
Giacomo - Sissignora... anche per me!... (Guardando l'orologio) Ma sono passati dieci minuti...
Lidia - Lasciamone passar venti!... Tanto, questa seri, non farei una nota giusta.
Giacomo - E allora... rimettiamo la lezione a un altra giorno. (Fa per prendere il cappello. Marietta entra col t).
Lidia - Vuole andarsene? Ha altre lezioni questa sera?
Giacomo - Purtroppo, no!
Lidia - Resti dunque a farmi compagnia, e prenda una tazza di t!
Giacomo - Grazie! (Depone il cappello).
Lidia - (a Marietta) Porta degli altri biscotti. (Marietta eseguisce).
Giacomo - (sedendo e ridendo) Ah... ah!... degli altri biscotti... Se fosse un'altra, lo avrei per un'ironia sanguinosa... ma ne mangerei ugualmente, veh!
Lidia - Un'ironia?... Perch?
Giacomo - Ma... come?... Lei non sa, dunque, il nuovo soprannome che mi hanno affibbiato?... Prima mi chiamavano il Rossini delle orizzontali... adesso mi chiamano il Wagner dei biscotti! Ma... gi io mi sono preso il primo e il secondo.... come prender tutti gli altri Quando si hanno cinque bocche da mantenere, non si ha tempo da perdere in simili... corbellerie! (Mangia biscotti a due palmenti).
Lidia - Povero Maestro!
Giacomo - (stirandosi sulla poltroncina, e continuando a divorar biscotti) Bisogna prendere il mondo come viene, quando non si ha la fortuna... o la forza... di cambiarlo! Rossini delle orizzontali!? Ma... stupidi che siete!... procuratemela voi una clientela nell'Olimpo! Io, quando mi sono sposato a trent'anni... una pazzia da innamorato... in ritardo... ma... gi.., non si innamorati senza essere un po' pazzi! non avevo un soldo. Le prime lezioni che mi son capitate... erano - oh Dio!... delle orizzontali. Dovevo rifiutarle... per far crepare di fame mia moglie? E una volta dentro in questo mondo... mi bollarono... e le altre porte si chiusero. Invece, vennero i figliuoli... cinque! E, poi, mi morta la moglie da cinque anni! Poveretta! Adesso lascer crepare di fame i miei cinque marmocchi?! Sciocconi! Sono il Wagner dei biscotti?! (Ne mangia alcuni) Tanto meglio! Ne mangio, e ne manger... E' sempre una cena risparmiata!
Lidia - Ma voi siete un uomo! Siete libero! Felice voi!
Giacomo - E voi non volete essere felice! Badate troppo al mondo... mi pare, veh! E' una osservazione che ho fatto tra me e me, pi di due anni fa, quando vi conobbi, e mi raccontaste quella faccenda del Conservatorio. Le vostre compagne avevano saputo che cosa fosse la vostra famiglia... Di l, mortificazioni, oltraggi taciti e velenosi. Avevate dovuto venir via... Ma, santo Dio!, il mondo lasciatelo dire! Fate come faccio io! Nelle case dove vado, ne vedo di tutti i colori... e io taccio e lascio elle mi chiamino come vogliono... anche quando, senza saperlo, mi trovo a fare... il terzo incomodo. Il mio danaro bisogna che me lo guadagni cos! Se tutti i moralisti avessero cinque figliuoli, e facessero il maestro di pianoforte...
Lidia - (piangendo) E' una abiezione!... E dire ch'io non posso nulla... nulla!
Giacomo - Signorina, si calmi, per carit! Che le accaduto?
Lidia - (agitatissima) Quello che doveva accadere!... Mi hanno venduta!
Giacomo - (tra s, facendo scoccare le dita) Lo sapevo io che facevo male a restare!
Lidia - Conosce lei il principe Tardivi?
Giacomo - Oh, un'altra!... Ma quel vecchio peccatore dunque fatto di ferro?
Lidia - Ebbene... proprio lui!... Un mese fa, Matilde mi condusse al Villino, dicendomi che quel signore, il quale aveva conosciuto mio padre, desiderava di vedermi e occuparsi di me... Ci accolse con ogni maniera di cortesia. Tornammo spesso. Si mostrava sempre cos buono cos affabile!... Un giorno, Matilde, con un pretesto... mi lasci sola con lui... (Mettendosi le mani sul volto) Voi mi capite?... Eppure, non cedetti! La nausea era pi forte di me! Ma allora... mi assediarono in un modo! Oh, i lamenti di mia madre!... Io ero la loro rovina! Il mio era un sacrifizio... dovevo farlo... perch le figlie devono sacrificarsi! Insomma, cedetti... perch non ebbi la forza di ribellarmi. Nell'ambiente in cui sono cresciuta... come potevo essere forte?!
Giacomo - E ora?
Lidia - Ora... che tutto fatto... ecco il mio tormento! Ora fo ribrezzo a me stessa!...
Giacomo - Se cos... troncate!
Lidia - E come? Dovrei uscire da questa casa. Ma allora come vivere? Io non sono buona di far nulla! Agucchiare dieci ore al giorno per guadagnare 70 centesimi? Ma vi pare?!... No... no... lo sento, non possibile.
Giacomo - (di botto) Siete innamorata?
Lidia - (dopo una pausa) Ma che!? E perch mi fa questa domanda?
Giacomo - Perch le donne sono forti soltanto quando sono innamorate... Ora, dunque, signorina, lo vedete; il lavoro no... l'amore no... Dovete adattarvi a quello che accaduto. E non vi resta altro che imitare il vostro povero maestro... Prendete il mondo come viene e... voi che lo potete... divertitevi. (Si accinge pian piano a partire).
Lidia - Divertirmi? Io, qui? Ma non trover nessuno che mi comprenda veramente?...
Giacomo - (dopo una pausa, serio) Io... forse, signorina... E perci vi ripeto: innamoratevi. Per una natura sensibile come la vostra, l'amore solamente tiene luogo di tutto... E fate che sia presto!... Ve lo auguro di cuore. L'amore sar una vera fortuna per voi!
Fine del primo atto
ATTO SECONDO
Salotto nell'appartamento di Lidia. Porta comune nel fondo e due porte laterali. Ai muri, tappezzeria di carta. Appese alle pareti, oleografie rappresentanti soggetti allegri, come figurine d donne, in ricche cornici dorate. Mobili, cortine, tappeti del tutto nuovi, un pianoforte, qualche vaso per fiori, delle etageres , piccoli tavolini, poltroncine basse, e un canap, coperto di stoffa gialla. Aspetto di una casa mobiliata da poco, con lusso apparente, ma senza gusto.
(All'alzarsi del sipario, Lidia, vestita con eleganza, suona nervosamente poche battute).
Marietta - (entra dalla comune, e guarda intorno con circospezione).
Lidia - (tralasciando di suonare appena la vede) E cos... l'hai veduto?
Marietta - S... mi ha dato una lettera...
Lidia - (andando verso Marietta) Dammela. (Marietta eseguisce) Guarda che non venga la mamma... (Torna al pianoforte, apre la lettera e la divora con gli occhi).
Marietta - Va bene. (Ponendosi in sentinella. A Lidia, che legge) Eh!, deve essere una gran bella lettera,
Lidia - Sta' zitta.
Marietta - Se non innamorato di lei quel giovane l... non so chi ci sia d'innamorato al mondo!
Lidia - Zitta!...
Marietta - Tutte le volte che mi manda da lui, mi par matto... proprio la parola! Mi tempesta di domande, sospira. E' una cosa che mi fa persino pena!...
Lidia - Ma sta' zitta, ti dico!
Marietta - Gi... inutile che io le racconti tutto questo. Lei lo sa meglio di me... E ci sar nella lettera poi! Oh, se l'ama davvero quello l!...
Lidia - (raggiante di gioia, nasconde la lettera) Lo credi?
Marietta - La signora!... (Fa per andarsene. Lidia prende un volume sul tavolino, e finge di leggere).
Clarissa - (a Marietta, entrando) Oh, finalmente!... Si direbbe che sei stata a Frascati oggi a far la spesa!
Marietta - (alzando le spalle) Non credo di averci messo molto!
Clarissa - Due ore! Hai preso almeno tutto?
Marietta - S... Vuol vedere? (Apre il cesto della spesa).
Clarissa - Brava!... Tira fuori la roba qui!? Siamo in cucina, non vero? Quante volte ti devo dire che nel salotto con la cesta non ci devi entrare?
Marietta - (confusa) Ero venuta...
Lidia - (pronta) Per portarmi un romanzo, che le ho fatto prendere nel salotto di lettura! (Mostrando il libro).
Clarissa - (sospettosa) Bene... (A Marietta) Ora va', e spicciati... che c' tanto da fare... e io non ti aiuto di sicuro.
Marietta - (di cattivo umore) Eh... lo so! (Tra se, nell'andarsene) E' troppo signora... adesso! Si sporcherebbe le mani!
Clarissa - (in tono minaccioso) Che cosa borbotti?!
Marietta - (alza le spalle, ed esce).
Clarissa - (seguendo con l'occhio Marietta) Ciarliera e poltrona! Quella Marietta mi piace poco... (A Lidia) Potevi lasciarla a Matilde.
Lidia - (annoiata, fingendo indifferenza) In due mesi me lo hai detto cento volte... Se non ti piace, mandala via... troverai di peggio. (Siede sulla poltrone, e continua a leggere).
Clarissa - Lo so... e per questo la tengo... e, anche, per farti piacere, perch tu la proteggi... E io cerco di contentarti in tutto... mentre tu...
Lidia - (impaziente) Ci siamo! (Ironica) Mi pare che dovresti essere soddisfatta!...
Clarissa - (con dolcezza) S, s, ma...
Lidia - Dunque... lasciami in pace. (Continua a leggere).
Clarissa - Non voglio tormentarti... ma non posso tacere... Sono inquieta... preoccupata.
Lidia - Di che?...
Clarissa - E' gi pi d'una settimana che il Principe non chiede di te.
Lidia - (seccata e vivace) Che v'importa?
Clarissa - Molto!... Mi pare un cattivo segno. Temo che ti sia condotta male. Il tuo carattere...
Lidia - (si stringe nelle spalle, e riprende la lettura, senza pi darle ascolto).
Clarissa - Non stringerti nelle spalle... e ascoltami. Questa indifferenza dopo due soli mesi... non si spiega che col tuo contegno.
Lidia - (infastidita) Se continuate a chiacchierare, non capisco pi quello che leggo!... (Va a sedere pi lontano, e riprende la lettura).
Clarissa - (irritata) Ti preme pi il libro... delle mie parole?
Lidia - (fredda, impassibile) Sai che mi piacciono i romanzi...
Clarissa - Leggerai dopo. Ora, ascolta tua madre. (Frenandosi, con finta dolcezza) Perch in questi otto giorni non gli hai scritto nemmeno una riga?
Lidia - (asciutta) Perch non ho nulla da dirgli.
Clarissa - Si trovano sempre delle paioli gentili...
Lidia - Io non le trovo!...
Clarissa - E, in tanto, che dir lui di questa tua... indifferenza? Chi sa... forse... che questa non sia una prova... E, in tal caso, ci faresti una bella figura!... Via, non facciamo sciocchezze! Hai tardato fin troppo... Fa' a modo mio, scrivi.
Lidia - (irritata) No... ti ripeto... non ho nulla da dirgli... Io non voglio nulla... dunque, non scrivo. Se gli piace di vedermi, sa come fare... (Risoluta) E su ci mi pare che basti!
Clarissa - (con calore) A te forse... non a me! Se non osi scrivere, vuol dire che hai dei torti, e sai che la tua lettera sarebbe mal ricevuta.
Lidia - (sdegnosa) Ah, ve lo immaginate voi, questo!
Clarissa - Non c' stata nessuna scena tra voi?
Lidia - (alzando le spalle) Siete pazza!
Clarissa - (dopo una pausa) Sai perch non ti manda a dir nulla? Perch... con la tua freddezza, e con quella tua aria da vittima... hai finito col disgustarlo...
Lidia - (si stringe nelle spalle).
Clarissa - (con calore) Ti dico che cos!... Il Principe si accorto del tuo cambiamento... (Ironica) Ne avr indovinata la ragione... se n' offeso... e, senza rimproveri, senza neppur dirti una parola, ti pianta! (Con ira) A questo si doveva arrivare per causa di quel disperato!
Lidia - (turbata e vivace) Di chi?!
Clarissa - (con ira, ironicamente) Del signor Enrico Valenti... lo studente senza un soldo!... Credi che non mi sia accorta dei vostri sorrisi... che non abbia capito che egli cerca di farti salire i fumi alla testa?! Tutto il santo giorno ti fra i piedi! E tu ci stai al giochetto... povera grulla!... Va'!.-. Va'!... Disgusta chi fa la tua fortuna... per uno che vorrebbe aiutarti a goderla!
Lidia - (ironica) Valenti... non il cugino Stefano!
Clarissa - Cosa vuoi dire?
Lidia - Che non vi riconosco punto il diritto d'insultarlo come fate!
Clarissa - (ironica, spietata) Lo calunnio, forse?... Non vive alle spalle di Irma, la ballerina?
Lidia - (risolutamente) Non vero!
Clarissa - Va' l, che io lo so.
Lidia - (con forza) Vi ripeto che non vero!
Clarissa - Ah, non vero!? Se l'ha costretta a vendere o a impegnare tutti i suoi gioielli... e ora vorrebbe lasciarla per attaccarsi a te... a Matilde... a Valentina.,, non importa a chi... purch vi sia il gruzzolo!
Lidia - (con ira) Oh, insomma, basta! Vi ripeto che I Enrico non Stefano!
Clarissa - Nostro cugino Stefano... perch anche tuo... stato per me pi che un fratello! M'ha aiutata per molti anni, e se oggi fo qualche cosa per lui, pago un debito sacro.
Lidia - (con ironia) Con gl'interessi!...
Clarissa - Sia pure!... Non mi sentirai pi dir male del tuo studente... ma prima che ti comprometta, con belle maniere, lo caccer di casa.
Lidia - (minacciosa) Ve ne guarderete bene!...
Clarissa - Chi me lo impedir?
Lidia - Io!
Clarissa - (con aria di trionfo) Vedi, se lo ami?!
Lidia - (combattuta) No... ma vi avverto... una volta per tutte.... giacch mi obbligate a farlo... che, in casa mia, voglio essere io la padrona, e che non permetter mai n che altri comandi, n che si faccian insulti a nessuno!
Clarissa - (con ostentazione) Ma io sono tua madre!
Lidia - (dopo averla guardata fissamente, con aria ironica e amara, mentre Clarissa abbassa gli occhi) Sentite... e non mi fate uscir di bocca certe parole, che potrebbero rendere impossibile la vita fra noi... Avete voluto che io mi sacrificassi... Non l'ho fatto?!... Non sapevate come tirare innanzi... Ora, non ci manca nulla! Avevate dei debiti, dicevate. Ora... dite... li avete pagati! Volevate una somma per l'avvenire, o per altri scopi. L'avete avuta! Mi pare che non potete rimproverarmi nulla... ma, giacch continuate a seccarmi... a scanso del peggio, sentite bene: d'ora innanzi, ve l'ho detto, voglio essere padrona di me, altrimenti, mettetevelo bene in mente, io me ne vado, o fo nascere uno scandalo, che pu farvi perdere tutto... E, ora, lasciatemi leggere in pace. (Riprende la lettura e si getta sulla poltrona).
Clarissa - (combattuta, vorrebbe parlare, ma non osa, temendo far peggio. Tra se) Che cambiamento! Forse, facevo meglio a tacere!
Stefano - (entrando, gaio) Mie care, buon giorno... Come va, Clarissa?
Clarissa - (rimettendosi) Bene... ho bisogno di parlarti.
Lidia - Vi lascio in libert... (Alzandosi, per andarsene).
Stefano - (a Lidia) Puoi restare! Siamo o non siamo in famiglia? Purch le nostre chiacchiere non disturbino la tua lettura... Sempre romanzi, eh?... Bada, piccina, che non ti facciano girare la testa!... (Osservandola) Oh... oh!... come sei bella oggi! E non mi dai nemmeno il buon giorno? (Le stende la mano).
Lidia - (si alza, e risponde asciutta asciutta) Buon giorno. (Via, lentamente, a destra).
Stefano - (rimane un momento interdetto; poi, a Clarissa, in collera) Che !... Tua figlia con me fa un po' troppo la principessa!
Clarissa - Bisogna scusarla. Ha i nervi! E' una cattiva giornata... Mi ha fatto poc'anzi una scena... che ne sono ancora tutta sconvolta!...
Stefano - (sorpreso) Perch?
Clarissa - Per delle osservazioni che le spiacquero. Mi ha risposto in un modo!...
Stefano - E lo hai tollerato?
Clarissa - Ne ebbi persino paura!...
Stefano - Eh, sciocca!
Clarissa - Mi ha minacciato di fuggire... di fare uno scandalo!
Stefano - (ironico) E tu l'hai creduto?
Clarissa - Era cos eccitata!...
Stefano - C' qualcuno che la mette su! Oh, sono pratico del mondo io, sai bene! ... Ma allora... si fa piazza pulita!
Clarissa - Capisco anch'io che sar necessario! Ma, per oggi, non occupartene... Il cattivo umore le passer. Ha il suo romanzo da leggere, e... in questo momento... non pensa ad altro! Parliamo, invece, dei nostri affari.
Stefano - (volendo evitare il discorso, e avviandosi verso la camera di Lidia) Prima per vorrei...
Clarissa - (prendendolo per un braccio, lo fa sedere) Hai portato le azioni?
Stefano - No, non le ho comperate.
Clarissa - (meravigliata) Perch?
Stefano - Ho trovato di meglio... Un impiego che dar il venti per cento.
Clarissa - E come?!
Stefano - Scontando cambiali.
Clarissa - (spaventata) A chi?
Stefano - A gente solida... a capi-mastri, che hanno molti lavori.
Clarissa - Ma se falliscono tutti?!
Stefano - 1 grandi costruttori, che arrischiano milioni senza averli... Ma non ti parlo di loro! Noi faremo dei piccoli prestiti ai cottimisti... a brevi scadenze... a un mese... a quindici giorni... e con giro rapido.
Clarissa - (desolata) Perderemo pi presto... tutto!
Stefano - (irritato) Sei una stupida!
Clarissa - [Pu darsi; ma queste speculazioni mi spaventano. Senti, Stefano, rimettiamo il danaro alla Cassa di Risparmio... l almeno sicuro.
Stefano - (ironico) Perch ti renda il 4 per cento? Ma... sarebbe una miseria!
Clarissa - Io me ne contento.
Stefano - Dovevi dirmelo prima... Ora tardi.
'Clarissa - (spaventata) Come?!
Stefano - Ho gi stretto l'affare.
Clarissa - E hai dato osi ottomila lire?!
Stefano - No... solo quattromila!
Clarissa - (sollevata) Respiro!...
Stefano - Ma mi sono impegnato per le altre... (minaccioso) e non vorrai farmi mancare alla parola!...
Clarissa - (desolata) Oh, poveretta me!...
Stefano - (con ira mal repressa) Perch ti disperi?... Te l'hanno forse rubato il tuo danaro?!
Clarissa - Non andare in collera, e dammi le cambiali.
Stefano - (cavando di tasca un pacchetto di cambiali) Eccole... e presto me ne ringrazierai...
Clarissa - Speriamolo!... Io mi fido di te.
Stefano - Cos va bene... E, ora, addio!
Clarissa - (meravigliata) Te ne vai di gi?
Stefano - Sono aspettato... Ho molte cose da fare!
Clarissa - Pranzi almeno con noi?
Stefano -No... Mi hanno invitato a pranzo gli amici con i quali ho concluso l'affare. Un pranzetto alle Venete. E' la mia senseria!... Vedi che mi contento di poco!...
Clarissa - (lusinghiera) E ritorni?
Stefano - Bono un p, stanco... Vorrei andare a Ietto presto.
Clarissa - (di cattivo umore) Va bene. Ti vedr domani?
Stefano - (come chi sollecito di andarsene) S, s, domani... ( Fa per partire).
Clarissa - (commossa) E non hai altro da dirmi?
Stefano - Altro?... (Si ferma) Ah, s!... (Minaccioso) Insegna alla tua Lidia a trattarmi da amico, da parente... perch, se mi riceve un'altra volta come oggi, do a lei e a te una lezione!...
Clarissa - (non potendo pi contenersi) Rimproveri, ira, minacce! (Commossa) Dopo tutto quello che faccio per te, mai che ti esca dal labbro una parola cortese... buona! ...
Stefano - (turbato, pentito di essersi rivelato troppo) Eh... via! Non farmi storie, adesso! (Le si avvicina e abbassa la voce) Non badare ai modi... Anche quando alzo la voce, parlo nel tuo interesse... regolati con Lidia come credi meglio... e smetti il broncio. Domani vengo a passare tutta la giornata con voi... ma voglio vederti allegra... (Le stringe la mano) A domani... (Via).
Matilde - (entra in toletta elegante da passeggio, con un piccolo involto tra le mani) Si vede che mi dai proprio ascolto.
Clarissa - Perch?
Matilde - Ho incontrato Stefano!... Lo hai sempre tra i piedi!
Clarissa - (seccata) Vuoi che lo cacci di casa?
Matilde - Ti ha fatto soffrire abbastanza.
Clarissa - Tu esageri.
Matilde - E tu dimentichi troppo presto! Ma... bada... lui stato sempre il tuo malanno... Sta' in guardia...
Clarissa - Puoi aver ragione. Ma, ora, lui non mi d pensiero... Me lo danno - (quelli che mettono su Lidia!...
Matilde - (sorridendo) Quelli?... Vuoi dire Enrico, lo studente, eh?... Oh Dio, ci vuol pazienza! C'era da aspettarselo! Noi siamo sempre state cos! Tu per la prima. Anche tu ai tempi tuoi hai fatto lo stesso. Ma sino a quando ce ne capita una buona... il cuore ci rovina! Quanto a Lidia, poi, con quella testolina!... Ma te l'avevo detto tante volte! Piuttosto in questa faccenda dello studente, dimmi un po', siamo al prima... o al poi?...
Clarissa - A farmelo giurare, non saprei.
Matilde - Prima o poi, del resto, non conta nulla... L'importante che non lo sappia... (allude al Principe) mi capisci? Che non nascano scandali. Ti pare?! Oh, ma io non sono venuta per dar consigli, piuttosto per chiedertene! Mi hanno offerto dei merletti... Tu te ne intendi meglio di me... Si tratterebbe, dicono, di averli a met prezzo. Se vero, li prendo. (Apre il pacchetto) Che te ne pare? (Glieli mostra).
Clarissa - (osservandoli) Sono belli. Per bisognerebbe misurarli... e fare il conto per ciascuno. (Alzando un merletto, e mostrandolo) Questo... per esempio... pu valere fino undici lire il palmo. (Ripone il merletto).
Matilde - (mostrando un altro merletto) E questo?
Clarissa - (osservandolo attentamente) Molto piuma conviene misurarlo. Vieni nella mia camera. Ho il metro... faremo i conti.
Matilde - (ridendo) Precisi?!
Clarissa - Mi sembrano uguali a quelli comperati per Lidia... Li ho di l... Vieni. (Via, con Matilde, a sinistra).
Maretta - (entra con circospezione, e guarda attorno) Nessuno!... Bene! (Parlando verso la comune) Venga innanzi... (Mentre Enrico entra, va alla porta di destra, e chiama) Signorina, signorina!... C' qui il signor Enrico. (Via, dalla comune, ridendo).
Lidia - (uscendo dalla sua camera) Voi?!
Enrico - S... Vi dispiace?
Lidia - Siete cattivo!
Enrico - Avete ricevuto la mia lettera?
Lidia - S.
Enrico - Cosa avete da dirmi?
Lidia - Sempre la stessa cosa... Che siete cattivo... cattivo con voi e cattivo con me!...
Enrico - (con passione) Ma io non posso pi vivere cos!... Ma io non posso vedervi cos soltanto pochi minuti, e in fretta! Ho ben capito, dal contegno di vostra madre, che io non dovrei mettere pi piede qui dentro! Marietta mi ha detto le scene che essa le fa... per sapere quello che passa tra noi... quello che ci diciamo... se ci scriviamo...
Lidia - (seduta) Marietta una chiacchierona!
Enrico - (sempre agitato) Ma, intanto, questa la verit... e cos, da un giorno all'altro, io non potr avere neanche questi momenti che passo con voi!... Giacch pare abbiate un terrore insormontabile di vostra madre... e io non posso neppure combatterlo...
Lidia - Calmatevi... sedete... Venite qui vicino a me...
Enrico - Avete un bel dire voi... perch siete fredda, di carattere... Felice voi!
Lidia - Ma non capite che... facendo cos... perdete anche questi pochi momenti che... voi dite... vi sono tanto preziosi!...
Enrico - Ah, non credete dunque che mi siano preziosi?!... Ma s... vero... chi finge sono io!... Io che, da un mese, credo di essere all'inferno! Una eternit... (Pausa) Vi ricordate quella sera... in casa di Giorgio?... Ma chi avrebbe supposto che foste cos... fredda?!... Perch vi siete lasciata dire tante volte che io vi amo... vi amo... vi amo come un pazzo... senza cacciarmi di casa. Ma no! Anche voi mi avete detto... e mi avete scritto... che mi volete bene... E... allora... perch mi torturate?! Voglio andar via! Non voglio vi facciate pi giuoco d me... perch... No, non voglio dire iquel che penso di voi... (Siede sul divano).
Lidia - (correndo a lui) Cattivo! (Abbracciandolo e baciandolo) Ecco, perch hai detto che sono fredda... (Guai Ouuusi alwrno e ribaciandolo) E questo per quello che pensi di me!... E di', poi, che io sono una donna senza cuore!...
Enrico - (stringendole le mani, febbricitante) Oih, Lidia... Lidia... perdonami... scusa!... No... non vero., non vero che io pensavo quello che ho detto... e se l'ho pensato, sono uno stupido! Ho tutti i torti... Ma, che vuoi? Non te l'ho detto? Ho perduto la testa. Come ti amo, Lidia, come ti amo!..
Lidia - E anch'io... cattivo!... Non dubitare di me!
Enrico - Dimmi che verrai stasera! Non sei forse padrona di te?... Ma non vedi? Io sono pur venuto qui sempre... anche con le umiliazioni che mi toccava soffrire da parte di tua madre! Non una prova questa?! Dimmi che verrai... dimmelo, Lidia!
Lidia - S!... Stasera. E fa come ti dico, perch non ci siano sospetti inutili... Manda una carrozza alla porta... Venga su un servo... con un biglietto.
Enrico - (ridendo) Ah, s... s... Sei un angelo... E adesso capisco che mi vuoi bene... perch le donne che vogliono bene... sono astute! Grazie, Lidia, grazie! Oh, come ti amo!... e come ti amer!
Marietta - (entrando dalla comune, a Lidia) C' qui il Maestro.
Lidia - Fallo passare.
Enrico - (prende il cappello, in atto di andarsene) A questa sera... alle otto. (Stringe forte forte la mano a Lidia, divorandola con gli occhi. Uscendo, s'incontra con Giacomo. Lo saluta) Maestro, sta bene?
Giacomo - Non c' male... E lei?!
Enrico - Benissimo.
Giacomo - Gi, si vede! Ha una cera... da sposo! Beata la giovent... Se la goda... sa... lei che pu! A proposito, io volevo pregarla d'un gran favore! M'hanno detto che lei parente del cavalier Davidi, caposezione al Ministero dell'Istruzione Pubblica...
Enrico - S, un mio cugino...
Giacomo - Tanto meglio!... Volevo annoiarla per una raccomandazione.
Enrico - Ai suoi ordini, Maestro...
Giacomo - Lascer due righe di promemoria... qui... alla signorina Lidia... Lei avr la compiacenza di farle avere al cavalier Davidi...
Enrico - La metta come cosa fatta, Maestro... (A Lidia, inchinandosi) Signorina...
Giacomo - (va verso il pianoforte, depone il cappello e il soprabito; poi guarda tra le carte di musica, voltando le spalle alla porta comune. Enrico, gi sulla porta per uscire, si volge ancora una volta verso Lidia, che va da lui, guardando verso il maestro, acci non veda, e porgendogli la mano).
Enrico - (baciandogliela con effusione) A questa sera...
Lidia - (di scatto, gettandogli le braccia al collo, voluttuosamente) S, amore... (Enrico esce. Lidia, avvicinandosi al maestro, che al rumore del bacio s' voltato, e poi lesto lesto, s' rimesso a frugare tra le carte) Sa... Maestro... ho da darle una notizia che le far piacere...
Giacomo - Davvero?... Quale?
Lidia - (raggiante di felicit) Sono innamorata!
Giacomo - Bah!
Lidia - Non le fa piacere?!... Non mi ha detto, lei, che una donna forte soltanto quando innamorata?!
Giacomo - Benissimo!... Ma, purtroppo, badi... l'amore un corroborante... pericoloso, come il cognac.
Lidia - Che ne dice di Enrico Valenti?
Giacomo - (dopo una breve pausa) Grazioso e ottimo giovane...
Lidia - (conferita) Nevvero, eh?
Giacomo - E... sensi... il corroborante... lui?
Libia - (fa segno di s).
Giacomo - Ci voleva poco a capirlo. E lo avevo capito anche prima d'oggi! Del resto, sa bene... la mia massima... vedere e tacere.
Lidia - Ma... questa volta... ha parlato anche lei!
Giacomo - Come?!
Lidia - Gi... quel che ha detto del signor Enrico!
Giacomo - (sorridendo) Grazioso e ottimo giovane... Sicuro! E lo ripeto. Ma questo non vuol dire che lei abbia fatto bene a innamorarsene. Non si spaventi... Grazioso e ottimo giovane, il signor Enrico!... Buon cittadino... buon avvocato... servizievole. Io, poi, come vede, da un minuto, posso considerarlo anche come mio benefattore...
Lidia - E allora?...
Giacomo - E... allora... si pu essere tutto questo e si pu esser pessimi in amore... cio, far pentire di avere amato chi ci ama.
Lidia - Oh, Enrico... no! E' impossibile... E' un mese!
Giacomo - Ta... ta... ta!... Un mese?! Ma, in amore, sono gli anni che contano... e, ancora, quando contano! E io, ve'!, non parlo di Enrico... parlo in linea generale. Fior di scapestrati e di malandrini sono stati ottimi amanti... e fior di galantuomini... e di uomini cos detti d'ordine... sono stati pessimi! E le donne, poi?! Fanciulle tirate su con tutti i riguardi... hanno fatto disperare mezzo mondo; mentre altre... venute su, invece, in mezzo a tutto ci che c' di sudicio... sono state modelli d'amore! Eh, l'amore, purtroppo, un giuoco d'azzardo! E, in viaggio, la probabilit degli scontri non si pu schivare. Nessuno pu dire: far buon viaggio... come nessuno pu dire: sar felice in amore! In questo genere di cose non c' altro che il tempo passato che conta... cio poter dire: sono stato felice. Ed amaro anche questo... perch un rimpianto!
Lidia - Maestro... e allora che cosa si deve fare?
Giacomo - Nulla! Fare quello che fa lei... Io ho detto quello che ho detto, perch lei me lo ha domandato!
Lidia - Precisamente... come quando m'ha detto di divertirmi.
Giacomo - Precisamente! Allora le dissi a quel modo... e oggi le dir: lo ama lei? .
Lidia - S.
Giacomo - Mollo? Proprio?!
Lidia - S... s!
Giacomo - Ebbene: lo ami... E' il solo consiglio che si pu dare agli innamorati! Una cosa che oramai sanno anche i polli! Ci sarebbe da aggiungere: badi alle conseguenze! Lei non pi una bambina... e mi capisce! Ma, insomma, chi va al mulino s'infarina... e dicono che c' un Dio anche per gl'innamorati!
Lidia - Grazie, Maestro!... Ma... vede... io, invece, adesso non ho pi paura di niente!... Aveva ragione un mese fa! Sono diventata forte! Avr ragione anche oggi nel farmi vedere un po' nero... quello che io vedo tutto color di rosa,.. Ma, che fare? Sono tanto felice!
Giacomo - Possa esserlo sempre cos!... Ma, intanto, anche oggi... dico... la lezione se ne va in fumo!
Lidia - (sempre raggiante di felicit) No... perbacco! Ho una voglia matta di suonare d'un fiato la rapsodia a quattro mani.
Giacomo - Da brava... dunque!... A noi!
Fine del secondo atto
ATTO TERZO
Salotto come nell'atto precedente.
(Clarissa e Stefano siedono lontani dalla camera di Lidia e parlano a bassa voce, come se continuassero un discorso).
Stefano - E ne sei proprio sicura?
Clarissa - Figurati! Me lo ha detto il dottore... Anzi, mi ha raccomandato di farle fare del moto... di farle prendere aria tutti i giorni! Invece, Lidia non vuol nemmeno sentir parlare d'uscire.
Stefano - (sorridendo con malizia) Ah... davvero?!
Clarissa - Gi... stava tanto bene! Invece, da una settimana, tornata nervosa... Resta a letto fino alle due... come far oggi.
Stefano - (maliziosamente) Da una settimana, eh?! Ah... ah!
Clarissa - Cos'hai da ridere cos?
Stefano - Nulla!... Un'idea che m' venuta...
Clarissa - Un'idea?
Stefano - E' una settimana ch' tornata nervosa... ed una settimana... poco pi... che quello spiantato... sai... quello studentello... se n' andato via da Roma.
Clarissa - (scossa) Per carit, Stefano... zitto! E, poi, non vero!
Stefano - Non vero... non vero! Ma se tu lo sapevi meglio di me! E' che per vivere in pace... chiudevi un occhio..- e magari due!
Clarissa - (imbarazzata) Che vuoi? Fosse anche stato cos! S... lo so bene... hanno avuto degli appuntamenti. E io... con te! Ti ricordi quando successo quello scandalo, per causa tua, col fonte Araldi? E' stata la mia rovina! Non fo per rimproverartene, ve'!, ma...
Stefano - Eh... va' l! Ma io non son da mettere con quello sbarbatello, perbacco! Io, in un modo o nell'altro, ho cercato di farti del bene. Poi, sono stato disgraziato negli affari, s. Ma colpa mia!?... Invece, lui, quello l! Ma che cosa potrebbe fare per Lidia se, domani, per causa sua, avesse da perdere una condizione come quella che noi gli abbiamo data? Non neppure avvocato... e mi dicono che non sia una cima! Tutti gli anni lo bocciano! E fosse anche avvocato! Ce ne sono tanti, oggi, che non trovano neanche un cliente, e soffrono la fame!
Clarissa - E' per di buona famiglia. A Venezia ha uno zio che sta bene.
Stefano - Gi! Quando si ha salute...
Clarissa - Ma non ricco?
Stefano - Oh!... Una miseria di casa! Quando morir, se morir lui prima... perch non ha che cinquantanni, ed molto in gamba... lo sbarbatello potr, s e no, toccare una trentina di mila lire... a vender bene lo stabile... In fondo, lo zio vive con un po' d'affitti di questo... e con una pensione. Credo sia stato militare.
Clarissa -Sei molto informato tu!
Stefano - Oh Dio! Ci vuol poco! Sai, con le relazioni che ho! Non ti ho mai detto niente prima. M'avevi tanto raccomandato di lasciar tranquilla lei e tema, adesso che se n' andato... e speriamo per sempre...
Clarissa - Oh, lo spero anch'io! Sarebbe il colmo della felicit!
Stefano - Ma se torna?
Clarissa - Eh!... sar come Dio Vorr! Intanto la faccenda col Principe sar bell'e aggiustata! Lui... (alludendo sempre al Principe) per adesso... non sa nulla e questo l'importante... Quando sapr che Lidia ... in quello stato che ... naturalmente dovr provvedere...
Stefano - E vai oggi dal Principe a dargli lai gran notizia?
Clarissa - Non so... vorrei bene... ma aspetto il Cavaliere per sapere se devo andarvi o no. Forse, oggi, non potr ricevermi, perch giorno di corse... e, sai, tutta quella gente in moto.
Stefano - A ogni modo... che tu ci vada oggi, o ci vada domani, non una parola con Lidia di questa tua visita. Mi raccomando! (Prende il cappello).
Clarissa - Non dubitare!... Quando, giorni fa, gliene parlai, sai bene come mi tratt... Oh, non c' pericolo!... Non sapr mai nulla!
Stefano - Bada... perch la cosa bisogna farla subito, e bene!
Clarissa - Ma se ti dico che non c' pericolo... che non ne sapr nulla!
Stefano - Oh Dio!... tu dici sempre cos... e, poi, finisci sempre col farti menar per il naso da tua figlia! (Si ode il campanello).
Clarissa - Ah... ecco il Cavaliere! idi va incontro. A Stoppini, precedendolo) Avanti... avanti, Cavaliere!
Stefano - Buongiorno, 'Cavaliere!
Stoppini - (salutando) Buongiorno!
Clarissa - (a Stoppini) E cos?
Stoppini - E cos... Lei sa bene ch'io non risparmio nulla quando si tratta della signorina Lidia... e di cose d'importanza come questa.
Clarissa - Cio?
Stoppini - Tutto... come si voleva!
Clarissa - (alludendo al Principe) Che uomo!... E mi riceve?!
Stoppini - Ma certo.
Clarissa - Oggi?
Stoppini - Oggi... al tocco e mezzo... Siamo intesi! Adesso mezzod passato... (Guarda l'orologio) Dunque...
Clarissa - Oh, che uomo!... Che uomo! (A Stoppini) Lei proprio la nostra benedizione!... Vede... temevo che... a cagione di quelle benedette corse...
Stoppini - Oh, il Principe! S'immagini se va dove c' tanta gente! Mi capisce! Loro sanno i suoi principi politici. Egli non di quelli che si trasformano... (A Clarissa) Ma faccia presto... si vesta.
Clarissa - E' vero... scusi! (Chiamando) Marietti, Mariella! ... Ma gi, non c' mai quella buona a nulla! E' uscita da un'ora! Non importa... In due minuti son pronta. (Via).
Stefano - Tutto bene... come vede.
Stoppini - Me ne congratulo.
Stefano - E convenga... almeno questa volta... che io sono un uomo che le cose... le vedo giuste.
Stoppini - E chi ne ha mai dubitato?
Stefano - Non dica cos! Del resto, aveva anche ragione. Quando s' disgraziati in affari... come sono sempre stato io! Per stavolta, eh? che occhio?!
Stoppini - Ne convengo. Io avevo paura, glielo dico schietto, quando lei mi disse che era andato dal cavaliere Davidi...
Stefano - Che scoppiasse una burrasca, e dalla burrasca uno scandalo fatale per noi... ma io capivo bene e ho provveduto a tutto. Al cavalier Davidi ho detto chiaro e tondo: Vede; questo suo signor cugino i rovina lui, e rovina quella povera Lidia! E' pieno di debiti... e, se va innanzi cos, ne far delle grosse. E Lidia, poi!... Se chi la protegge viene a sapere che lo inganna, la mette a terra. Ma non potrebbe lei... da parente... da uomo di cuore... scrivere tutto a quello zio a Venezia... consigliarlo a far tornare a casa il signor Enrico con un pretesto qualunque e, quando l, metterlo, come si dice, a pane e pesce... in modo che non possa pi tornare indietro? E il Cavaliere ha scritto. Lo zio ha telegrafato ida Venezia lai nipote che stava male... e il merlo partito da una settimana.
Stoppini - E da allora?
Stefano - Non so pi nulla di positivo... altro che non tornato; tanto vero Che Lidia non pi uscita di casa.
Stoppini - Buon segno!
Stefano - E... poi... tornata di un certo umore! Credo che l'amico sia stato messo a posto- cos bene... che non le ha scritto nemmeno pi... Bah! Me ne andasse a verso almeno una! Anche per lei, Cavaliere, ve'!... E me ne pagher una bottiglia di quel buono! Non sono esigente... perch... se succedeva uno scandalo...
Clarissa - (entra vestita in pompa magna) Eccomi, eccomi!... Volete andare innanzi?... Aspettatemi sulla cantonata... perch meglio non ci vedano uscire insieme.,. (A Stoppini) Per Lidia, ve'! che non deve saper niente... Dev'essere un'improvvisata... Non vero, Stefano?
Stefano - S... e anche a lei, Cavaliere, non pare?
Stoppini - Giustissimo! Questo si chiama aver testa.(indicando la camera di Lidia) per Chi non ne ha!
Clarissa - E' il mio dovere! (Durante questa battuta, accompagna alla comune Stellano e il Cavaliere, che se ne vanno!)
Clarissa - (tornando) Se mi va bene questa!... (Andando verso la camera di Lidia; poi, fermandosi a un tratto, mentre stava per entrarvi) No... meglio che non mi faccia vedere vestita cos! Potrebbe sospettare di qualche cosa! E' tanto furba! (Apre la porta a met).
Lidia - (di dentro) Chi ?
Clarissa - Sono io.
Lidia - Mi vesto. Vengo subito.
Clarissa - Non incomodarti, bambina! Sai; volevo dirti che vado gi un momento a prendere qualche cosa per colazione. Quella pettegola di Marietta non ancora tornata. In casa non c' nulla e io ho appetito. Volevo dirti che ti chiudevo in casa, e lasciavo la chiave alla portinaia. Ma, giacch ti alzi, vado e vengo... Ah, sento la voce di Valentina e di Matilde! Meglio, cos ti terranno compagnia. (Via di fretta. Si ode la voce di Matilde di dentro, che dice a Clarissa)
Matilde - (di dentro) Vai via?
Clarissa - (sempre dal?anticamera) S, ma torno subito... Andate innanzi, andate innanzi! Vengo subito... vengo subito! (Esce).
Matilde - (entrando. E' in gran toletta, per andare alle corse. Cappello di paglia a larghe falde, ornato di fiori, ecc.) Siamo qui, Lidia! (Guardando intorno) Ma dov'?
Valentina - (in veste sfarzosa, elegantissima) Sta a vedere che ancora in vestaglia. (Andando verso la camera di Lidia) Su... su... poltronaccia!
Lidia - (uscendo, in vestaglia) Eccomi qui.
Matilde - Veniamo a prenderti per andare alle corse. Su... vestiti!
Lidia - Grazie... Non ne ho voglia.
Matilde - Devi venire... Abbiamo una bellissima calche con attacco alla Daumont... Sar qui al tocco... Faremo colpo!
Valentina - Sarebbe proprio un peccato se non venissi... perch avevamo calcolato su te!
Lidia - Su me? Come?
Matilde - Oh, una sciocchezza! Ma... insomma...
Lidia - Insomma, che cosa?
Valentina - Vedi... io sono vestita di marrone. Matilde, in verde primavera. Tu ti saresti messo il vestito rosa che ti sta cos bene. Subito, tutti avrebbero detto: Quelle della coccarda... della scuderia. Era un successo. Su vestiti che ne hai tempo!
Lidia - (risoluta) No... mi rincresce, ma non vengo
Matilde - Se non lo sfoggi in questa occasione l'abito rosa, quando vuoi metterlo?
Lidia - Ho tempo tutta l'estate.
Matilde - Fa' come vuoi!... Perdi, per, una bella giornata.
Valentina - Vi sar tutta Roma!
Irma - (entrando con un sospiro) Eccetto Irma!
Matilde - (andando verso Irma) Oh Irma! Ma se vuoi venire...
Irma - (avvicinandosi a Lidia, mentre Valentina e Matilde vanno incontro a Giorgio, che entra, in abito elegante, per andare alle corse) E tu, Lidia... come stai? (Piano) Ti secca di vedermi qui, dopo tanto tempo? Sta' tranquilla! Non sono donna da far delle scene!
Lidia - Ma che?... Tutt'altro! Anzi, ti ringrazio di esser venuta. (Le porge la mano).
Irma - (volgendosi a Matilde e a Valentina, mentre Giorgio soluta Lidia) Ma che toilettes ! Caspiterina! Devo dirvelo? Siete invincibili! (Con un sospiro, comicamente) Oh, se avessi centomila franchi, potrei ancora... lottare contro queste signore!... Dica lei...
Giorgio - (accostandosi a Irma, e ridendo) Non occorrono molti capitali quando si ha tanto spirito e tanto brio!
Irma - (con ironia comica) S'inganna, signor Giorgio. Un quadro senza cornice... (fa il gesto analogo) chi vuole che lo compri? Oggi... (alludendo, con ironia, a Matilde e a Valentina) vale pi una bella cornice che non un bel quadro! (Alludendo a s medesima).
Valentina - Brava, sei pungente!
Irma - Dico, per ridere, sai!... (A Lidia) E tu non vai con loro?
Lidia - No, non ne ho voglia!
Matilde - (maliziosamente, a Lidia, piano; mentre, Irma, Valentina e Giorgio parlano tra loro) Non vuoi, o non puoi?!
Lidia - Perch? Cosa intendi dire?
Matilde - E' stata da me, ieri, Marietta... per propormi una donna di servizio. Sai bene che ne sono senza.
Lidia - Ancora!
Matilde - Gi. Dopo Marietta, non ne ho trovata una che mi stesse in casa una settimana! Ti ho fatto un bel servizio, quando te l'ho ceduta! Confessalo...
Lidia - E' vero... E cos?
Matilde - E cos... Marietta, chiacchierando... sai che famosa per chiacchierare...
Lidia - Son tutte uguali per questo!
Matilde - Mi ha detto, o, almeno, mi ha fatto capire... che c' del nuovo.
Lidia - Del nuovo? Cosa?!
Matilde - Oh Dio! L'arrivo d'un... principino.
Lidia - (seccata) Marietta sentir la sua!
Matilde - Ma la notizia vera, o non vera?
Lidia - Tutte corbellerie, che si son messe in testa qui in casa.
Matilde - Anche il dottor Morandi? Sai che anche il mio dottore.
Lidia - I dottori! Figurarsi! Sbagliano tante volte!
Matilde - Bene... bene! Fa' pure la misteriosa... ma sei pur fortunata tu!
Valentina - (a Irma) Sicuro! Oggi il debutto della nuova scuderia Naldini-Armirotti. Fanno correre tre cavalli.
Irma - (a Giorgio) Mille auguri! Giorgio i(inchinandosi) Grazie per noi... per Alidor, per Gambrinus, per Matilde!
Matilde - (che rimasta presso Irma, volgendosi) Chi mi vuole?
Giorgio - (a Matilde, ridendo) No... scusate, parlavo della cavalla!
Irma - (a Giorgio) Le ha messo questo nome per amor suo? Oh, molto gentile! E ci ha fede... in Matilde?
Giorgio - E' gi quotata a cinque!
Valentina - E poi... (A Irma) Vedrai quante scommesse su lei! Tutti gli amici di Matilde hanno giurato d scommettere, sai!
Irma - (con leggera ironia) Tutti!?
Valentina - S.
Irma - (a Matilde) Oh, allora... mia cara... salirai alla pari?
Valentina - Stasera, poi, gran pranzo per festeggiare l'avvenimento.
Irma - Anche se Matilde arriva l'ultima?
Valentina - Anche.
Giorgio - (ridendo) Il caso previsto!
Valentina - Del resto, non paga lui solo... Centra anche Arteuil.
Irma - Il banchiere? E' de' vostri?
Matilde - Cio... (indicando Valentina) suo.
Irma - Ah!... Me ne congratulo!... E il Marchesino?
Valentina - Oh, quello mi ha seccata abbastanza con i suoi regali!
Irma - (ridendo) Ah, ah!... Sempre ventagli giapponesi?
Valentina - Peggio!... S' dato alla lana! Maglie, corpetti, flanelle, fazzoletti...
Irma - Oh, roba utile! Non te ne lagnare!
Valentina - Adesso che siamo in estate?!
Giorgio - (a Valentina) E... diciamo il vero... qualche bel vestito?
Valentina - S, uno o due... presi a credito come il rimanente.
Giorgio - (ridendo) Allora il caso che il mercante vi corra dietro sul corso per presentarvi il conto!... (Si ride).
Irma - (a Valentina) E come te ne sei liberata?
Valentina - Dicendogli che tutti lo burlavano, perch si d l'aria d'un grande sportman , mentre non sa montare neppure dei cavalli da nolo... e che io non volevo avere per amante un ridicolo!
Irma - E lui s' rassegnato?
Valentina - Che !? Per mostrare che si trattava d'una calunnia infame... oggi... corre anche lui!
Irma - (meravigliata) Corre?!
Giorgio - Gi... montando un puro sangue!
Matilde - Un cavallo di Giorgio... Alidori
Valentina - Ma io ho scommesso mille lire che far un capitombolo.
Irma - (meravigliata) Perbacco! Arrischi, cos, mille lire, tu?!
Valentina - (imbarazzata) Cio... le ho fatte scommettere da Arteuil!
Irma - (con malizia) Ah!
Matilde - (seguitando) Contro Giorgio...
Valentina - Per punirlo d'aver dato il cavallo al Marchesino.
Irma - (con malizia) S'intende... e per poter cos restare in sella tu... in ogni caso... tanto se il Marchesino casca... quanto se non casca.
Valentina - Ma non avresti fatto lo stesso, tu?
Irma - Certamente.
Valentina - (con malignit) Vedi dunque... che anche l'esperienza mi d ragione!
Il Marchesino - (fa il suo ingresso trionfale, preceduto da Manetta. E' vestito da jockey : marsina rossa, calzoni di pelle, stivaloni, frustino, ecc.) Sono qui!
Tutti - Meraviglioso!
Il Marchesino - (salutando) Caro Giorgio...
Signore - (A Lidia) Signorina...
Irma - (al Marchesino, osservandolo) Bello... veramente bello!
Il Marchesino - (lusingato) Le piace?! (Fa ammirare il costume).
Irma - (squadrandolo da cima a fondo) Elegantissimo!
Valentina - (con aria sprezzante) Un vero jockey !
Giorgio - (al Marchesino, ridendo) Ruberai il mestiere al famoso Jonbson!
Il Marchesino - Canzonate pure... ma ancora per poco!... (A Lidia) E lei, signorina Lidia, viene ad assistere al mio trionfo?
Lidia - No.
Il Marchesino - Mi dispiace... Vedrebbe da se come un gentiluomo si vendica d'una calunnia... (Fissando Valentina) S... (Con calore) Sfido qualunque sport-man ... Nessun cavallo mi ha mai gettato di sella, e io... e Alidor ci conosciamo come se fossimo stati allevati insieme! (Si ride).
Giorgio - Proprio?!
Il Marchesino - (ironicamente, sempre alludendo a Valentina) Eppure... c' chi crede... chi scommette... che oggi... (Fa il segno di uno che rotoli a terra).
Irma - (ridendo) Speriamo di no!
Il Marchesino - (con calore) Ho domato venti cavalli focosi... e Giorgio vide ieri se so stare in sella!
Giorgio - Eri superbo!... Un vero centauro!
Il Marchesino - (pavoneggiandosi) Ah, lo confessi!
Giorgio - (ridendo) Buffalo Bill!
Il Marchesino - (trionfante) Eh!
Giorgio - Vedi... se io fossi in te... mi farei fotografare... (Tutti ridono).
Marietta - (accorrendo) La carrozza gi al portone.
Matilde - Siamo pronti!... (A Lidia) Addio, cara. (Baciandola) Domani avrai le notizie. (Matilde, Giorgio, Valentina e il Marchesino s'avviano, accompagnati alla porta da Lidia e da Irma).
Irma - (al Marchesino) E di nuovo mille auguri.
Il Marchesino - (comicamente) Oh, grazie!
Valentina - (a Irma, con dispetto) Vuoi proprio che perda io, eh? (Via tutti, meno Irma e Lidia).
Irma - (a Lidia) Non ti ha seccato, proprio, che io sia venuta?
Lidia - Ma se ti dico di no...
Irma - E non ti secca neppure se io resto a farti un po' di compagnia?
Lidia - Ma no!... Anzi, figurati!
Irma - Te l'ho gi detto, del resto, e mantengo la parola, sai! Io non soli donna da far delle scene... Quello ch' stato stato!... Oh, non ci bo proprio rancore!... Sulle prime... naturale... mi bruciata. (Ridendo) Soffiarmelo via cos di colpo... mi capisci!
Lidia - Oh, se tu sapessi!
Irma - Taci!... So tutto!... Ero cos felice con quel maledetto!... Ma... poi... dopo un paio di giorni... mi sono convinta che stato un bene per me... e che, anzi, avrei dovuto ringraziarti.
Lidia - Ah, s?!
Irma - Gi, perch sarebbe stato la mia rovina... Invece, mi son data un po' al serio... e, grazie a Dio, son tornala a galla! Quanto al cuore... al quale, purtroppo, non so comandar mai... un chiodo scaccia l'altro, come dite il proverbio... Pazzie ne devo lare!... Non sono Irma per nulla! Ma, insomma, sono stata pi prudente, perch la lezione aveva servito... (Ride maliziosamente) Da allora a oggi, sai, ce ne ho fatte star dentro tre di pazzie!
Lidia - Oh, tu sai prendere il mondo bene! Hai un carattere felice, tu!
Irma - E tu no? Ma mi pare che anche tu... quello che vuoi, vuoi! (Cambiando tono) E, adesso, via da Roma, eh?
Lidia - Chi?
Irma - Oh Dio! Ma lui... quel birbone di Enrico!
Lidia - Gi! Stava male lo zio di Venezia... ma ora pare fuor di pericolo. Tra pochi giorni torner.
Irma - Tanto meglio, perch... gi... lontano dagli occhi...
Lidia - (interrompendola) Oh, Enrico mi vuol bene!
Irma - Si, ma gli uomini! E di quello l (ride) posso dire che ne parlo per esperienza, eh?... E, per giunta, devo dargli ragione a quel birbante!... Si sa... gli uomini son fatti cos! Tu sei giovane, mentre io... per quanto non sia da buttar via... (Accorgendosi che Lidia la lascia parlare senza ascoltarla, come assorta in un pensiero fisso) Ma cos'hai?... Ti senti poco bene?
Lidia - No... no! (Vedendo Manetta che viene dalla camera) Finalmente! Hai la lettera?
Marietta - No.
Lidia - (stizzita, alzando a poco a poco la voce) Tu non sei buona a nulla! Certamente, non avrai saputo spiegarti con gl'impiegati... Sar meglio che ci vada io!
Marietta - Eh!... ci vada!... Ma vedr che, purtroppo, sar inutile! Perbacco!, sa bene che alla posta ci sono stata altre volte, e, quando le lettere c'erano, le ho sempre portate a casa... sicch segno che so spiegarmi!
Lidia - Ma hai domandato, come t'avevo detto io, se la distribuzione dell'Alta Italia era fatta?
Marietta - Ma s! Anzi, m'hanno risposto che, se aspettavo una mezz'ora, ce n'era un'altra. E ho creduto bene di star l ad aspettare... anche a rischio di sentirmi mangiare il fegato dalla signora Clarissa! (Via, indispettita).
Irma - Scusa, veh, Lidia, se ci metto il naso... ma mi pare che tu aspetti qualche lettera...
Lidia - S... una risposta che mi preme...
Irma - Da... lui?!
Lidia - S.
Irma - Ebbene... ma promettimi di esser calma.
Lidia - Perch?
Irma - Perch... ecco... se io sono venuta qui... appunto per questo. La lettera che tu aspetti... l'ho io.
Lidia - (di scatto, con azione analoga) Tu?!
Irma - Gi...
Lidia - E come l'hai tu?!
Irma - Perch Enrico l'ha mandata a me.
Lidia - (sempre di scatto) Lui-., a te... per me!?
Irma - S... In fin de' conti, Enrico sa bene ch'io sono una donna di cuore; e siccome quella lettera ti avrebbe forse un po' agitata... cos... per delicatezza... voleva che in quel momento ti stesse vicina qualche persona... come me... (Togliendo la lettera d tasca) Eccola... la vuoi?
Lidia - (grande azione) No!... Vattene...
Irma - Come vuoi! Ma proprio non sei curiosa di sapere quello che c' dentro? Perch, ti avverto, difficilmente lo saprai da lui... perch lui... lo dice qui... (indicando la lettera) assolutamente non pu scriverti pi.
Lidia - Lui... dice questo?! (Strappandole la lettera di mano).
Irma - Vedi, lui a Roma non ci deve tornar pi... Lo zio lo ha, come si suol dire, incatenato. Non pi un soldo! Non pi lontano da' suoi occhi un minuto solo!... pena l'esser cacciato di casa nudo e crudo! Capisci! Poi, giuramento di non potere... supplica di romperla... decisione di obbedire allo zio... del quale riconosce tutta la ragione...
Lidia - (leggendo sempre) Oh, terribile!... orribile! (Esasperata, mette le mani nei capelli).
Clarissa - (giuliva, entrando con Stefano e il cavalier Stoppini) Sono qui! Sono qui!... Ah, Lidia, figliuola mia!... Ah, che grande consolazione!
Lidia - (a stento ricomponendosi) Che c'?
Clarissa - Ce che... Ah, non rimproverarmi... non rattristare tua madre!
Lidia - (osservando gli abiti della madre, e fissando il Cavaliere e Stefano colpita) Ah, ho compreso!... Voi venite di l, non vero?
Clarissa - S... Da sua Eccellenza...
Lidia - (erompendo) E chi vi ha dato il permesso di far questo?... Non ti avevo detto io che non volevo che non volevo?
Clarissa - Calmati... calmati!... Ma gi, benedetta figliuola, quando saprai tutto... ti calmerai.
Lidia - Non voglio sentir nulla!
Clarissa - Neppure che la tua... la nostra fortuna... fatta... e per sempre! Neppure le benedizioni di tua madre?... (Cambiando tono) Ah, sua Eccellenza... che uomo! Tu avessi visto come era contento di quella notizia! Come s' interessato! Ha detto, persino, di mandargli il medico! Vuol parlargli lui! E che tutto si faccia senza risparmio! L'avvenire del bambino assicurato!... Oh, in quanto a questo, devi ringraziare il Cavaliere! Che fortuna!... Anche Stefano ha dovuto convenire che non sperava tanto...
Lidia - Hai finito? E' tutto quello che avevi da dirmi?
Clarissa - Ma s... benedetta figliuola!... Che volevi di pi?
Lidia - Volevo... e voglio... che quando dico una cosa mi si ubbidisca! Ti avevo detto di non andare! Sei andata? Ebbene... ritorna... e digli che se io... sono... quella che sono... non sono una ladra! Ritorna e digli... che rifiuto tutto... perch la mia creatura... non sua!
Clarissa - (prorompendo minacciosa) Lidia... Sei pazza... o vuoi farmi impazzire!
Lidia - (esaltandosi sempre pi) ...e se non ci andate voi... glielo dir io stessa! Voglio che sappia tutto!... Che l'ho ingannato, come tutte le altre... che, come tutte le altre, .sono stata sua... con la nausea alla gola... Che ho avuto un amante... come tutte le altre... ma che... non gli imporr degli obblighi che egli non ha!
Stefano - (sogghignando) E che nessun altro si prender certamente sulla gobba! Facendo come dici... questo tuo figliuolo... sar di nessuno.
Lidia - (esaltandosi sempre pi) Di nessuno?... E fosse anche!? Di nessuno come me!
Clarissa - (protestando, minacciosa) Lidia... ma c' qui tua madre!
Lidia - E' vero!... Ma, e mio padre chi ? Oh Dio, non farmi parlare! Sei mia madre. Ebbene, qualunque casa tu abbia fatto... di te... e di me... io non devo insultarti! Sapevi tu quello che facevi? No, no, io non ti giudico! Tu puoi ignorare chi fosse mio padre... io so chi quello di' mio figlio... e dovesse costarmi la miseria, l'ospedale, la morte... non voglio... intendi... non voglio... che esso sia quello che sono tutti i Rozeno! E te lo avevo detto: non andare! Finche tu andavi l... o ci andava lui... (indicando il Cavaliere) per te... per me... per quella che tu Chiami la mia... la vostra fortuna... l'ho io impedito? Avevo la nausea alla gola... ma mi rassegnavo. Ma oggi tu ci sei andata per lui... per mio figlio! Ebbene, per lui... no! Che c'entra lui con tutti voialtri? Egli mio! Non tuo... non vostro! E io vi proibisco di parlare per lui... di occuparvi di lui... di dargli il padre che volete voi... di rubare, a suo nome dei danari... per te... per me... per tuo cugino!
Stefano - (con ira) Lidia!... (Clarissa si frappone, e lo trattiene).
Lidia - (a Stefano) E chi ti rimprovera?!... la cassa era aperta... hai fatto bene a prendere! Ma, d'ora innanzi, rivolgiti a un'altra. (Entra precipitosamente nella sua stanza).
Stefano - (fa per seguirla, ma il Cavaliere lo trattiene. Clarissa cade a sedere, e dice con grandi gemiti)
Clarissa - Rovinati! Rovinati!
Fine del terzo atto
ATTO QUARTO
Salotto elegante di albergo. Porte laterali. Nel fondo, una terrazza praticabile.
(All'alzarsi del sipario, Lidia affacciata alla terrazza che d sulla Laguna. Marietta attende ad accendere una lucerna. E' quasi notte. Fuori della terrazza, loscurit aumenta a vista del pubblico).
Lidia - (con profonda malinconia, fissando il canale sotto la terrazza) Come triste Venezia, quando piove!... Che silenzio!... E come tetro quel canale!... Non si vede anima viva! Se quell'acqua potesse parlare, eh?... Chi sa quante storie potrebbe contare di quelli che ci son saltati dentro!
Marietta - Brr!
Lidia - Eh?!... li? un momento in fin dei conti!
Marietta - (tirandola dentro per forza) Ma la finir un po' con questi pensieri!... (Chiude l'invetriala della terrazza) Quando viene il signor Enrico voglio proprio dirgli che la faccia andar subito in un altro albergo... Qui, con quel canale scuro scuro, dove non passa mai una gondola, appena s'affaccia al balcone, le viene la malinconia... (Accende la lampada).
Lidia - (sorridendo con tristezza) Tutta Venezia e press'a poco cos!
Marietta - (mettendo sulla tavola la lampada) Quando cattivo tempo non nego... ma col sole, al raggio della luna, una citt molto pi allegra di Roma.
Lidia - Col sole, forse!
Marietta - No, anche di notte!... Domenica, per esempio, sul Canal grande, durante la serenata, era una bellezza! Non ho mai veduta una cosa simile, nemmeno in teatro! Io non sarei pi tornata a casa... Come mi sono divertita!... E' vero che non c'era il signor Enrico... e, quindi, lei non stata di buon umore... Ma c'era il signor Franchi... Che giovinotto allegro, quello l!
Lidia - Troppo allegro!
Marietta - Troppo?... e perch? E' un giovinotto di buona compagnia... Ha sempre pronta una storiella da ridere... e ne conta di quelle!... (Ride con malizia) Dice che le legge in un giornale francese... Io credo che le inventi lui! Senza di lui, in due settimane che siamo a Venezia, non si vedeva neppure Piazza San Marco!
Lidia - Oh, per me! Non sono mica venuta a Venezia per questo!
Marietta - Va bene... ma quello star chiuse sempre qui come i primi giorni! C'era da morirne! Ed stata proprio una fortuna che il signor Enrico le abbia presentato il suo amico.
Lidia - (triste e pensierosa) Una fortuna?!
Marietta - S... perch, altrimenti, questo albergo era il nostro sepolcro!
Lidia - Esagerazioni!
Marietta - Eh, senta! Lui non l'accompagnava fuori di sicuro! (Ridendo) Con quella paura che ha dello zio! (Ride).
Lidia - (seccata) Ha ragione.
Marietta - (ridendo) Alla sua et... Ma sa che una cosa ridicola veder un giovinotto come lui, che non osa uscir di casa... neppure di notte... con una donna! lo non credevo proprio che il signor Enrico fosse cos... timido.
Lidia - (con cattivo umore, che tradisce il dolore per la condotta di Enrico) Egli deve dei riguardi allo zio... ai parenti.
Marietta - Il signor Franchi li ha anche lui i parenti a Venezia! E che persone! Altro che lo zio del signor Enrico! Suo padre ha un negozio proprio sotto le Procuratie. Eppure, lui ci ha fatto fermare a veder i mosaici nelle vetrine!
Lidia - Ognuno ha il proprio carattere!
Marietta - (con intenzione) Gi... senta... (Frenandosi) Ma no... meglio tacere.
Lidia - Tacere, che cosa?
Marietta - Delle cose che potrebbero farle dispiacere... L'ho provato altre volte.
Lidia - E allora... procura anche d'abituarti a pensare diversamente... (Con vivacit e disgusto) Perch... vedi... la sola idea di essermi trascinata appresso una creatura che ripete qui le massime... e il linguaggio di laggi... mi agita, mi sconvolge...
Marietta - Via, non si arrabbi! Ma le ho gi detto e ripetuto, che lei non vuol pi essere quella... di una volta! (Bussano a destra. Marietta va ad aprire; poi, volgendosi) Il signor Ugo Franchi.
Lidia - (asciutta e un po' seccata) Fallo entrare... e tu resta.
Ugo - (entrando, e dando la mano a Lidia) Buona era, signorina! Ebbene, s' annoiata abbastanza oggi?
Lidia - Oh, mi sono alzata tardi! Ho letto un poco.
Ugo - E sbadigliato molto per non addormentarsi. Non lo neghi! Con questi tempacci non si pu far altro a Venezia! Io, vede, non sono nervoso... ma quando piove per tre giorni di seguito piglio il primo treno che mi capita e scappo a Vicenza o a Padova... non importa dove! Da per tutto l'acqua mi par meno noiosa di qui... (Galante) Ma adesso... col contentino di passare qualche ora con lei... pu piovere per un mese... e non me ne andr! (Vedendo che Lidia non scossa dalla galanteria di lui, dice tra s) Non attacca!... (Poi, forte) Al Rossini , danno questa sera la prima d'una pochade francese di fabbrica italiana... d'un mezzo matto, al quale tutti gli amici hanno regalato una facezia o una stranezza... Io gli ho suggerito di mettere nella sua commedia un tipo di cinquanta anni sonati che, per procurarsi la fama di un Ercole, o di un Maometto redivivo, mantiene, regalmente, un Serraglio dove non entra mai... perch gli s' rotta la chiave... (Ride).
Marietta - (nel fondo, ridendo) Oh bella!
Lidia - (seccata, la guarda severamente).
Ugo - (senza badare alla cattiva impressione fatta a Lidia dalle sue parole, continua con fatuit) Che chiasso faremo!... Ho preso un palco per lei... si divertir molto.
Lidia - Grazie, ma non posso accettare. Attendo Enrico, che verr tardi.
Ugo - L'accompagno io! Enrico ci raggiunger.
Lidia - No... Grazie, non posso!
Ugo - (contrariato) Per Enrico?
Lidia - E anche per lei... Se mi faccio vedere in sua compagnia anche a teatro, finir col comprometterla seriamente... Lei ha qui la famiglia...
Ugo - Mio padre a Parigi per affari... gli altri non si occupano di me!
Lidia - (con intenzione) Ma gli amici sono curiosi!
Ugo - Oh, anche troppo!
Lidia - Dunque, ho ragione!... E chi sa quanto hanno gi almanaccato, vedendoci insieme le poche volte che ci siamo stati?!
Ugo - Oh, ma io li ho fatti tacere!
Lidia - (con dolorosa meraviglia) Possibile?!
Ugo - Ho detto subito chi lei.
Lidia - (turbata) Era necessario?
Ugo - S... perch, altrimenti, non mi davano pace.
Lidia - E ha narrato?
Ugo - (sorridendo, con malizia) Tutta la sua storia.
Lidia - In pubblico?
Ugo - Al Caff Florian .
Lidia - (alzandosi, agitata) Non un tratto d'amico!
Ugo - (ridendo) Che vuole?... A Venezia questo il solo modo per far tacere i curiosi.
Lidia - (nervosa) Sicch... ora... tutti sanno.
Ugo - (trionfante) Che lei la moglie del signor Antonino, orefice di Perugia, mio amico, in viaggio per Vienna... che suo marito ha ricevuto un telegramma urgente d'affari e perci fu obbligato di tornare a casa, mentre lei continuava il viaggio fino a Venezia, dove lo attende.
Marietta - (con entusiasmo) Oh bravo! Quante belle bugie!
Lidia - (sempre seccata, nervosa) Inutili.
Ugo - (meravigliato) Perch?
Lidia - Perch il marito non verr a raggiungermi... Io non lascer Venezia... e finiranno con lo scoprire la verit. Allora si burleranno, non di lei, che ha troppo spirito e li ha gi burlati, ma di me!
Ugo - Se il marito non viene, ne fabbricheremo uno! (Facendo cenno a Marietta di allontanarsi) Non vero, Marietta?
Marietta - (ridendo) Oh s! (Si allontana, e finge occuparsi con un canestro di lavoro, ecc.).
Ugo - (piano a Lidia, insinuante) E, dopo tutto, il viaggio a Vienna lei potr continuarlo sempre.
Lidia - A Vienna, io?
Ugo - (franco e insinuante) Una idea! Se ci venissi anch'io a Vienna?
Lidia - (lo guarda con meraviglia e dolore).
Ugo - (con dolcezza) Via, Lidia, parliamoci schiettamente, come persone ragionevoli... per quanto ella ami Enrico, Che non lo merita.
Lidia - (con rimprovero) Le ho detto gi altre volte che...
Ugo - Enrico un bravo giovane; ma non certo l'ideale degl'innamorati! Non vede come la trascura?
Lidia - (imbarazzata) Per causa di suo zio
Ugo - Ci vuol ben altro che la paura del babbo e dello zio, quando si innamorati davvero!
Lidia - (con rimprovero) Basta! La prego di non insistere su questo discorso.
Ugo - Va bene... ma rifletta. Ella non pu continuare a lungo l'esistenza di questi quindici giorni. Finir col stancarsi dei misteri, delle cautele di Enrico, delle sue sciocche paure... e, in un momento di nervi, gli dar quella libert assoluta ch'egli forse desidera. Salvo che non sia lui...
Lidia - (con forza) Basta! Queste supposizioni offendono me e il suo amico.
Ugo - (con rincrescimento) Perdoni, non credevo di offenderla.
Lidia - (nervosa) E in fondo, perch dovrei offendermi?! (Con tristezza e dolore profondo) Lei mi crede come tutte le altre! E mi offre tutto quello che si pu offrir loro... (Risoluta) Ma, purtroppo, io non sono... come le altre... e quello che lei chiama un episodio troppo serio... tutto il romanzo della mia vita. Se il capitolo Venezia dovr finire... com'ella dice... si chiuder il libro!
Ugo - (vivamente commosso) Non parli cos... a di-ciotto anni!
Lidia - Ci sono creature che, alla mia et, non hanno ancora principiato a vivere... Io sono forse gi vissuta troppo!
Ugo - (sforzandosi di tornar gaio) Ma, via, che tristi pensieri! Ecco l'effetto di queste orribili giornate: lo spleen!... Faccia come me... scappi via... (Con intenzione) E domani mi far il piacere di ridere con me delle brutte cose che ha pensato stasera... e forse... (vivo movimento negativo di Lidia) No... no... non dico altro! (Sorridendo) Buona notte! (Via).
Lidia - (a Marietta) Sentimi bene... Tutte le volte che torner, io non potr riceverlo!
Marietta - (come scusandosi) Oh, ma insomma... che le ha detto di male?
Lidia - (con forza) Basta!... Non una parola di pi, se vuoi rimanere con me! (Passeggia nervosamente).
Marietta - (spaventata) Per carit, signorina, si calmi! (Si allontana, e, come nella scena precedente, finge di lavorare).
Lidia - (tra s e sempre fremente) E Enrico me lo ha presentato! Ed era felice che venisse a distrarmi!... Stupido!... (Come colpita da una idea dolorosa) Stupido. E se non fosse?! (Con angoscia e terrore) Se, d'accordo col Franchi, cercasse, per mezzo suo, di sbarazzarsi pi presto di me?! (Con schianto) Ma sarebbe cosa orribile!... Eppure, non mi ama come io speravo. (Si copre il volto piangendo) Dio!... Dio!... perch penso tanta infamia? (Pausa) E non viene?!... Avr scritto... (A Marietta) Va', va' a vedere.
Marietta - (va alla porta di destra, lapre e d un grido di meraviglia) Oh, signorina! Ma guardi... chi c' qui! (Introduce Giacomo Suardi).
Lidia - (meravigliata) Lei?!
Giacomo - S, io! Che ne dice, eh? Non se l'aspettava questa?!
Lidia - (lieta) No... ma sono ben lieta di vederla! (Gli stringe la mano).
Giacomo - Davvero?!
Lidia - (con effusione) Oh, proprio... (Gli d di nuovo la mano).
Giacomo - Davvero?
Lidia - (con effusione) S.
Giacomo - Allora... sono contento d'aver fatto il viaggio... E sa che cosa vengo a fare?
Lidia - Lo prevedo... E' venuto...
Giacomo - A prenderla. (Movimento di Lidia) Ma non s'inquieti, non si turbi, perch io non ne ho proprio la pi piccola intenzione! L'ho detto prima di lasciar Roma, e l'ho cantato su tutti i toni : Non mi mandino, tanto un viaggio inutile! . Ma, loro, duri a farmi partire... Matilde, da otto giorni, non mi lasciava un momento di pace. Lei solo pu farsi ascoltare; lei solo pu dirle che fa una pazzia; e persuaderla, convincerla, farle intendere la ragione ecc. ecc.. E io a rispondere Non dir nulla, non la persuader, non far intendere nulla! Vogliono farmi viaggiare?!... Ebbene, ander Venezia a trovarla. E, appena la vedo, le domander: "E' felice? S? Ebbene, resti dov'!".
Marietta - (con vivacit) Bravo!
Giacomo - E cos faccio. Ma... intendiamoci! Giacchi sono venuto fin qui, voglio prendermi un po' di vago. Voglio veder Venezia. Lei mi far da cicerone, e coli avremo il tempo di chiacchierare liberamente come a Roma. Se le ricorda le nostre lezioni di pianoforte... cio, di biscottini! (Lidia ride) E... anche a Venezia, perbacco!, ce ne devono essere di biscottini!... Si chiamano baiocoli, mi pare! Dicono che sono eccellenti!
Marietta - (esitando) E... in casa come stanno?
Giacomo - Tutti bene. Matilde e Valentina sempre le stesse.
Marietta - E la signora Clarissa?
Giacomo - L'ha a morte con te! Se ritorni a Roma ti cava gli occhi!
Marietta - Ma io non ci torno di sicuro!
Giacomo - (serio, a Lidia) Del resto... in casa... grandi novit... La signora Clarissa l'ha rotta del tutto col cugino Stefano. Ha scoperto che i cottimisti, ai quali prestava il danaro, erano ballerine del Quirino . Si figuri che scene! Ma, ora, tutto in calma da questo lato.
Lidia - Meglio cos!
Giacomo - Da un altro lato, Matilde ha visto pi volte il Principe... Lo trov molto addolorato dalle rivelazioni del Cavaliere... e dalla sua fuga, signorina... ma lo trov anche meno in collera di quello che credeva. L'ama sempre... ed disposto a perdonarle.
Lidia - (meravigliata) Lui?!
Giacomo - Gi... E' innamorato sul serio... e, alla Bua et, s' indulgenti. Se domani ritornasse pentita a lui... la accoglierebbe senza rimprovero.
Marietta - (a Lidia, che rimane impassibile) Sente, eh?
Giacomo - (sorridendo) Debolezze senili!... (Serio) Un compito gentiluomo, del resto... Ha detto pi volte a Matilde... e vuole lo sappia anche lei... che, in qualunque occasione avesse bisogno di aiuto, gli far un piacere a ricordarsi di lui: vicina e lontana, Lidia avr sempre in me un amico .
Marietta - Che brav'uomo!
Lidia - (atteggia il volto a nausea).
Giacomo - (gaio) Ma di ci, e di tante altre cose, chiacchiereremo meglio domani. Stasera sono stanco... e ho fame.
Lidia - E io, stordita!, non ci ho pensato! Marietta, corri subito.
Giacomo - (a Marietta) Resta! (A Lidia) Non s'incomodi... Ho gi ordinata la cena... A me i viaggi e le commozioni danno un appetito tremendo... e perci, appena sceso dalla gondola, ho preso le mie precauzioni. E, ora che l'ho vista, vado a cenare e a dormire. (Le prende la mano, e le dice seriamente) Prima, per, deve tranquillarmi del tutto. E' proprio felice?
Lidia - (turbata, con un sospiro) S.
Giacomo - (meravigliato e addolorato) Lo dice con una cert'aria! Avrebbe gi de' dispiaceri? V' pericolo che io dovessi davvero ricondurla a Roma? (Con disappunto comico) Non me lo dica! Mi arrabbierei troppo d'essere riuscito contro voglia nella mia missione! Come riderebbero laggi alle mie spalle!
Lidia - Stia tranquillo! Non corre questo rischio! Si tratta solo...
Giacomo - Di nuvolette passeggiere?
Lidia - (con sforzo) Gi! Di un dubbio che, forse, tra mezz'ora pu essere dileguato.-
Giacomo - (alludendo a Enrico) Lo aspetta?
Lidia - S.
Giacomo - (sorridendo) Allora, le nuvole spariranno presto... (Mentre se ne va, con malizia) Tanti auguri! E badi che, prima d'andare a letto, verr a chiederle... (mo-pimento di Lidia) attraverso la porta... se tornato il sereno... e e la luna di miele splende in cielo. Deve dirmi di s.
Lidia - (con sforzo) Speriamolo!
Marietta - Signor Maestro, vengo gi anch'io... se la signorina permette.
Lidia - Vai pure.
Giacomo - (ridendo) Curiosa! Vuoi farmi parlare, eh? Ti piace sapere tutto il male che hanno detto di te? Vieni, vieni! Ti servir a dovere! (Esce dalla sinistra, preceduto da Marietta efce gli insegna la strada).
Lidia - (guardando la pendola) E non viene?! Non viene! (Siede un momento; poi, nervosa, torna al balcone di fondo; lo riapre e guarda gi. Si odono due voci di gondolieri che s'incrociano. Entra Enrico).
Enrico - (entrando, e vedendo Lidia alla finestra,) Cosa fai alla finestra con questa umidit?
Lidia - (con sussulto, correndogli incontro e abbracciandolo) Finalmente! Era tempo! (Indicando l'orologio a Enrico) Sono le dieci!
Enrico - Mi stato impossibile di venir prima! Mio aio m'ha obbligato a lavorare... e finire certi conti.
(Lidia - (incredula, e di cattivo umore) Sempre lui!
Enrico - Che farci? Ora la mia vita ridotta cos! Bisogna adattarsi!
Lidia - (con forza) Ma una vita orribile! Se tu sapessi come io soffro... aspettandoti!?
Enrico - (sorridendo) Povera Lidia! E io? Ma non ne parliamo pi! Ora sono qui... siamo insieme. Non pensiamo pi a cose tristi! (La bacia e la conduce a sedere sul sof) Come mi sento felice... qui... con te!
Lidia - (turbata, combattuta) Mi vuoi bene, proprio?!
Enrico - Pi che mai!
Lidia - Davvero!? (Cerca d'indovinare U pensiero di Enrico).
Enrico - Sempre cos!... (L'abbraccia) Non sei tu... la mia bimba adorata?
Lidia - Oggi... forse... ma domani...
Enrico - Sempre... sempre... fino a che lo vorrai!
Lidia - E se ici dividessero... se dovessi partire da Venezia... lasciarti... per non tornare mai pi?!
Enrico - Sarebbe il pi gran dolore della mia vita!
Lidia - (con isperanza) Proprio?!
Enrico - Ma perch dici cos?
Lidia - Perch ci sono delle novit...
Enrico - (turbato) Quali?! Ugo, forse.
Lidia - (colpita, vedendo Enrico che si tradisce) Ah, tu pensi?!
Enbico - (correggendosi) A. nulla! (Con finta serenit) Ho nominato Ugo... perch il solo che tu vedi. Egli molto leggiero... pu averti parlato chi sa in qual modo di me, del nostro avvenire...
Lidia - (con intenzione, fissandolo) Infatti, mi ha detto molte cose! Ma io non ti volevo parlare di questo.
Enrico - Di che cosa, dunque!
Lidia - E' arrivato il mio maestro di pianoforte.
Enrico - (ridendo) Il signor Suardi?
Lidia - Gi!
Enrico - (gaio) Lui a Venezia!?
Lidia - E' venuto apposta... per me!
Enrico - (tentando di ridere) per darti lezione?
Lidia - (seria, e studiando sempre leffetto che le sue parole fanno sopra Enrico, per iscrutarne il pensiero) Viene a prendermi.
Enrico - (con meraviglia) Ah!
Lidia - Le zie, la mamma... mi vogliono assolutamente a Roma... (Battendo le parole) Il Principe mi perdona... E' disposto a occuparsi del mio avvenire... Che ne dici? Cosa devo fare?
Enrico - (turbato) Lo domandi a me?
Lidia - E a chi potrei domandarlo? Devo separarmi da ite? Partire? Accettare le offerte del Principe, oppure respingerle? Rispondi.
Enrico - La tua domanda m'imbarazza! Gi una volta... per me... hai perduto tutto... Come potrei importi un nuovo sacrificio?
Lidia - (con dolore, e frenando a, stento la propria indignazione) Sicch, a parer tuo, dovrei accettare e partir subito per Roma?
Enrico - Non dico questo... ma, anche il precipitare una determinazione contraria, pu essere una follia! Il Prncipe, in fine, si conduce nobilmente. E' un protettore potente... sicuro... e l'avvenire una incognita! Disgustarlo... rifiutando il suo perdono... un chiudersi la via a qualunque futuro Ravvicinamento! S'io fossi ricco, ti direi senza esitare... rispondi no! Ma come posso assumermi una tale responsabilit? Che difesa avrei se un giorno... stretta da bisogno... tu mi facessi una colpa del mio egoismo?
Lidia - (fremente, e frenandosi a stento) Oh, non corri questo pericolo tu!? Anche respinto il Principe... ne restano altri! Il tuo Ugo, per esempio... il tuo amico! Ebbene, anche lui, poco fa, qui, mi offriva di condurmi a Vienna a Parigi... dove mi piacesse!
Enrico - (tradendosi) Oh, tra il Principe e Ugo... sempre preferibile il Principe!
Lidia - (fremente, ironica) Ah, s!
Enrico - Certo.
Lidia - Allora... tu mi consigli?
Enrico - Non consiglio, rispondo.
Lidia -Con questa calma?
Enrico - Ragiono!
Lidia - Ti ammiro! (Con crescente calore e ira) E tu dici di amarmi? Di quale amore?!! Ma un innamorato, a sentire quello che io ho detto a te, sarebbe scattato furioso! E tu, invece, discuti placidamente la celta del rivale meno sgradito!
Enrico - Discuto... perch lo vuoi.
Lidia - (con forza) No, perch non mi ami! Oh, l'ho ben capito dal giorno che sono venuta qui! Ho tentato, vero, d'illudermi con i tuoi baci e le tue carezze... ma... ogni tua parola... ogni tuo atto... m'hanno fatto capire che m'ingannavo! E ora, poi, non ho pi alcun dubbio... nessuna illusione! E sai che cosa penso di te? Che il tuo amico Franchi non era che un tuo complice! Che io ti sono di peso e d'imbarazzo... e tu me lo hai messo vicino, perch t'aiutasse a sbarazzarti di me!
Enrico - (protestando) Lidia!?
Lidia - Non difenderti... inutile! Ora, non si tratta pi di lui! Il Principe ti libera da una catena insopportabile! Questo ti piace di pi! I suoi milioni non offendono il tuo amor proprio!
Enrico - (con forza) Tu sei pazza a parlare cos! Io ti amo seriamente... Ma tu non ragioni!... S! Io vorrei che tu fossi mia... per tutta la vita... ma...
Lidia - (coti ansia febbrile) Ma... che cosa?!
Enrico - Giacch hai voluto toccare questo tasto doloroso della nostra condizione... e mutare questi pochi momenti che abbiamo di felicit, stando insieme.... in una disputa disgustosa... parliamoci una buona volta col cuore in mano... e affrontiamo con coraggio la realt... Sposarci non possibile!
Lidia - (con gran dolore) Lo so! E quando te l'ho mai chiesto? Sai bene che se tu lo volessi, non lo vorrei io!
Enrico - La nostra relazione avr, dunque, una fine. Prossima o lontana?... Colpa mia o tua?... non so! Pi della nostra volont, decideranno gli avvenimenti... Vuoi che, per allora, io mi prepari il rimorso di lasciarti povera, priva d'ogni aiuto? Il tuo avvenire mi preoccupa, mi spaventa! Sar uno scapato, avr mille difetti... s... ma sono un uomo onesto... ed ecco perch discuto... se ti convenga respingere un'altra volta, chi pu assicurarti un avvenire come io non potrei. E di questo mi fai una colpa? Hai torto! E' una prova di amore che ti do!
Lidia - (ansiosa, ironica) Una prova d'amore?!! Sia! Voglio crederti!... Ammetter anche che la ragione m'imponga di tornarmene a Roma... di rompere questo legame che era tutta la mia felicit.
Enrico - (con calore) Ma io...
Lidia - (pronta) Taci!... Non scolparti... non mentire!... (Con angoscia) Ormai, tutto il male che potevi farmi, lo hai fatto. Mi rassegno... ti lascer libero... senza un lamento... ma a un patto...
Enrico - Quale?
Lidia - (calda, appassionata, eloquente) [Prometti di riconoscere... mio figlio... la nostra creatura!
Enrico - (di malumore) Ancora quest'idea?
Lidia - E' la sola che mi tiene in vita!
Enrico - Ma ti ho gi detto che non posso espormi allo scandalo che ne verrebbe.
Lidia - (insinuante) Quale scandalo?... Tu, per farlo, puoi rivolgerti al Municipio di qualche citt dove nessuno ti conosce. La legge ti consente persino di non nominare la madre... E, dal momento... (attirandolo affettuosamente a se) che non devi nominare la madre...
Enrico - (svincolandosi, con forza) Ma si pronunzisirebbe ugualmente il tuo nome...
Lidia - (con grande vivacit) Queste sono case!... Se 1 si vuole il segreto... si pu ottenere.
Enrico - E' possibile... ma non insistere... ti prego!E' inutile!
Lidia - Ma perch... perch... se tuo figlio?
Enrico - Mio?!... Lidia, non farmi dir cose che mi I bruciano le labbra!
Lidia - (scattando) Oh Dio! Tu credi che io?!... F orribile!... Ma, perch dovrei ingannarti? Sei forse... il Principe, tu?
Enrico - (con vivacit) Non ne parliamo... per ora! (Insinuante) Te ne prego! Ci siamo amareggiati fin troppo! Creder tutto quello che vorrai; ma torna a : essere la mia Lidia, la mia bimba adorata! (La attira tra le sue braccia) Sorridimi come nei primi giorni!... Ho bisogno de' tuoi baci, delle tue carezze! (La stringe tra le sue braccia) Sii mia... sempre mia! (Con passione) Sorridi, bambina!
Lidia - (abbandonandosi, sorridendo) Tutto quello che vuoi... e sempre... (Pianissimo) Ma, te lo giuro, la nostra creaturina!
Enrico - (chiudendole la bocca con esaltazione) Sei tu che io adoro... tu che io voglio... Lidia!
Lidia - (con impeto d'ira, tentando di svincolarsi) Lasciami.
Enrico - (sorpreso, stringendola) Lidia!... amor mio!
Lidia - (con forza) Va'... va'!... vattene! I tuoi baci mi fanno ribrezzo! Oh, Irma aveva ragione! Tu non vali gli altri, e sei, forse, pi abietto di coloro che ci pagano! Essi hanno qualche volta del cuore anche per noi... E tu hai il coraggio di chiedermi...
Enrico - (offeso, con ironia, dopo una pausa) lidia, se il delirio che ti fa parlare cos... ti compiango e perdono! (Per andarsene, dopo un'altra pausa) Ma se sei venuta a Venezia per recitare la commedia della mia paternit, puoi rifare il viaggio! Non ar io a trattenerti! Pensaci! Addio! (Via, a destra).
Lidia - (grande azione. Disperata, annichilita, cade affranta sul sof mettendo le mani ne' capelli) Vigliacco!... Vigliacco! (D in dirottissimo pianto. Di scatto, con grande azione, dopo un nuovo scoppio violento di pianto) Ah!... E' meglio finirla! (Corre al balcone, est slancia nel canale, gettando un grido acutissimo).
Marietta - (entrando) No, signorina. Aiuto! Aiuto!
FINE
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