Le tre figlie di Pincopallino


LE TRE FIGLIE

DI PINCOPALLINO

Fiaba avventurosa in tre atti e quattro quadri

di MARIO POMPEI

PERSONAGGI

PINCO PALLINO

PRIMA FIGLIA

SECONDA FIGLIA

TERZA FIGLIA

LORCO

IL SEME DELLE MARGHERITE

LO GNOMO GIARDINIERE

LA ROSA

I FOLLETTI

IL POSTINO

IL PRINCIPE AVVENENTE

Commedia formattata da

ATTO PRIMO

In una delle tante stanze dell'appartamento di Pinco Pallino. Quando si alza il sipario sono in scena le tre figliole. La Prima sta alla finestra, la Seconda si guarda nello specchio, la Terza lavora alla calza).

La prima - Sono giovane, sono bella e mi voglio maritare. La seconda: Sono stanca d'aspettare rester certo zitella.

La prima e la seconda (alla Terza): E tu non ti lamenti? - sii sincera - ti piace proprio tanto - lavorare - inverno - estate - autunno - e primavera?

La terza - Io vorrei, ma non lo so credo, s, forse, per...

Tutte e tre - Non c' sposo n ricco n tapino per le tre figlie di Pinco Pallino. La prima - Sto alla finestra tutto il santo giorno e pare impossibile che qualche bel cavaliere da queste parti non ci debba passare.

La seconda - Consumo mio specchio per settimana e tanto, ditemi voi, a che vaie? Guardate questo qui come s' logorato, non siamo ancora a sabato e gi lo dovr ricomprare...

La prima - Per colmo di sventura sta per finire anche la stagione delle margherite. Non ci sar pi neanche quel conforto. Ecco, ce n' rimasta una sola, guardate: (coglie una margherita dal vaso posato sul davanzale e fa sfoglia). Prima foglia, mi brama, seconda foglia mi ama, terza foglia mi vuol bene, quarta foglia, ohim che pene, quinta foglia non ne ha voglia... Capite? Non ne ha voglia e questa era l'ultima foglia dell'ultima margherita della stagione! Ditemi voi se si potrebbe essere pi disgraziate di cos, (la Prima e la Seconda piangono).

La terza - Su, andiamo, sorelline mie, non vi disperate in questo modo. Se nelle margherite trovate proprio tanto conforto beh, potrebbe darsi che, annaffiando la pianta ben bene ne spuntasse fuori qualche altra. Non vi pare? Volete che proviamo? La prima e la seconda (asciugandosi le lacrime con dei fazzoletti di fine battista) S, s, proviamo. (La Terza annaffia abbondantemente la pianta in questione). Il seme delle margherite (sbucando dal vaso) Io domando e dico, bambine mie, che modo sarebbe questo di volermi far nascere per forza? Ma non sapete che ogni cosa va falla a tempo e luogo? Credete voi che s possa mangiare quando non si ha fame, dormire quando non si ha sonno, andare a spasso per il Corso la domenica quando non si pu camminate? Io posso fornirvi, care le mie bambine vanitoset-te, dieci margherite per stagione e non pi. Mi pare che da un seme piccolo Come me, vogliate pretendere un po' troppo. E siccome le persone che non si contentano mai vanno punite adovere, io me ne vado per i fatti miei, ecco, e in quel vaso l non ci sto pi. Non voglio mica restare a marcire l dentro. Cos quest'altra stagione avrete voglia ad aspettare le mie margherite. Arrivederci.

La terza - Senta, signor seme, signor seme.

Il seme - Mi lasciate andare, s o no?

La terza - Non se l'abbia cos a male ili quel]'innaffiatura...

Il seme - Avermene a male! Ma sappiate bene, smorfiose mie, che, bagnandomi a quel modo, mi avete seccato abbastanza...

La terza - Ma via, le chiediamo scusa, non sia cos sgarbato...

Il seme - Ah, ah, sgarbato, vero ? Avete proprio ragione. Quando non alligno io sono sgarbato e maligno. E vi dico, vi dico...

Le tre sorelle - (ansiosamente) Che cosa, che cosa?

Il seme - Io vi dico: bambine mie, state attente per l'avvenire. Chiss che non sia proprio una pianta la cagione del vostro pianto. Arrivederci (scompare).

La prima - (alla terza) Hai visto che cosa hai combinato? Ho avuto una paura terribile...

La seconda - (alla terza) Se se ne accorge il babbo che hai fatto scappare il seme delle margherite...

La terza - Care sorelline, ma io credevo...

La Prima - Bisogna proprio essere sciocche come te per credere che da una pianta possano nascere i fiori fuori stagione...

La terza - Care sorelline, ma io credevo...

La prima - Che cosa credevi?

La seconda - Credevi che cosa?

La terza - Credevo di farlo per il vostro bene, ecco. Dopo tutto quasi che lo avevate chiesto voi...

La prima - Chiesto noi? Oh, else bugiarda !

La seconda - Ah, che ipocrita! Se non c'era nemmeno passato per la testa!

Pinco Pallino - (entrando) Care le mie figliole, care le mie belle figliole, care le mie belle ebrave figliole, .anzi, care le mie belle, brave e buone figliole, eccomi qua.

La prima - Buongiorno, pap.

La seconda - - Buongiorno, pap.

La terza - Buongiorno, pap. (Una pausa).

Pinco - Oli Dio, oh Dio, la mia testa!...

Le tre figlie - Perch, babbo, che c'?

Pinco - C' che non ricordo gi pi che cosa mi avete detto in questo momento...

La terza - Ti abbiamo augurato il buon giorno, caro pap.

Pinco - Ah, s, vero, vero, ora rammento. E' incredibile come sono smemorato. E che cosa stavate facendo, care le mie figliole?

La seconda - Stavamo parlando del pi e del meno, pap.

Pinco - Brave, brave. Per voglio darvi un consiglio. Tra il pi e il meno parlate sempre del pi. Ricordatevi che a questo mondo sempre meglio abbondare...

La prima e La seconda - Grazie, pap.

Pinco - Come si sta bene a casa propria, bambine mie. Dopo tanto girare, dopo tanto viaggiare, ora per un bel pezzo conto di non muovermi pi(suonano).

La prima - Hanno suonato.

La seconda - Mi sembra che abbiano suonato.

La terza - Visto che nessuno si muove andr ad aprire io.

La prima - Uh, che ipocrita!

La seconda - Uh, che ipocrita! Il fattorino del telegrafo C un telegramma per il signor Pinco Pallino.

Pinco - Pinco Pallino sono io.

Il fattorino - Oh, finalmente! Sentilo sempre dire: domandalo a Pinco Pallino, raccontalo a Pinco Pallino . Ora, finalmente, ho saputo chi questo famoso Pinco Pallino.

Pinco - (congedandolo) Eccovi uno feudo, brav'uomo. (Il fattorino esce).

Pinco - (aprendo il telegramma) Figlie care, un bastimento allo scalo di Galais, devo andare, l per me, senza perdere un momento...

Le tre figlie - E' arrivato un bastimento carico di... carico di... ha sfidato pioggia e vento carico di... carico di... ha passato tutto il mare carico di... carico di... acque dolci ed acque amar carico di... carico di... Babbo, quando avrai finito di viaggiata, di lasciarci sole sole, notte e d?...

Pinco - Che volete, bimbe mie, come si fa? Questi affari non concedono riposo. Anch'io sono, come voi, desideroso di godermi la tranquillit... Ma vuol dire se sarete state buone, al ritorno voglio farvi un regalino...

La prima - Babbo, a me quei bei merletti di Lione...

La seconda - A me l'abito guarnito di ermellino...

Pinco - (alla terza) E a te, cara, che regalo potr offrire?

La terza - Io non so, forse vorrei, chiss...

Pinco - Che cosa?

La terza - Se potrai, babbo, riportami una rosa.

La prima - Uh, che ipocrita!

La seconda - Uh, che ipocrita!...

La terza - Vi sembra una cosa mai tanto curiosa ch'io chieda soltanto una rosa? Ch'io sia un poco menao di voi vanitosa? Ma pur di sembrare smorfiosa scontrosa sdegnosa io chiedo una rosa una rosa una rosa!

Le sorelle - Uh, che ipocrita!

La terza - E che cosa dice il telegramma, pap, che devi partire molto in fretta?

Pinco - Peggio, bambine mie!

La seconda - In quattro e quattr'otto?

Pinco - Peggio, bambine mie!

La prima - Subito, subito?

Pinco - Peggio, peggio, bambine mie. Niente di meno devo partire immediatamente!

Le tre figlie - Immediatamente.

Pinco - Ecco qua: Attendiamovi immediatamente - Stop. Arrivato bastimento... Oh, Dio, Dio, la mia smemoratezza...

Le tre figlie - Perch, babbo, cosa c'?

Pinco - C' che non ricordo pi di che cosa carico il bastimento e qui non c' scritto... Oh, Dio, oh Dio, come si fa?

La terza - Ma non ti disperare, cos, caro pap; vuoi che facciamo il giuoco del fazzoletto? Potrebbe darsi che ti aiutasse a ricordartene...

La prima - E' arrivato un bastimento carico di M... Forse era carico di M, pap, pensaci bene...

Pinco - Macch, macch...

La seconda - E' arrivato un bastimento carico di... N... Non ti sembra che fosse carico di N, pap?

Pinco - Niente affatto, niente affatto...

La terza - E' arrivato un bastimento carico di F... Speriamo che sia carico di fidanzati.

Pinco - Carico di F, carico di F... E' vero, vero, ora mi ricordo. Oh, Dio, oh, Dio, carico di fiammiferi, fatemi sbrigare, per carit, che se se ne accende uno mi va per aria tutto il bastimento!...

La prima - Babbo caro, ecco l'ombrello.

La seconda - Babbo caro, ecco il mantello.

La terza - Babbo caro, ecco il cappello.

Pinco - A presto, a presto, bambine mie...

La terza - Torna presto, caro pap.

Pinco - (parte. Dopo due minuti rientra a precipizio) Oh, Dio, oh Dio! ho dimenticato l'ombrello.

La prima - Ma l'hai in mano, caro pap.

Pinco - Oh, che smemorato, addio, addio! (parte).

(Le tre figlie fanno per mettersi a sedere).

Pinco - (rientrando a precipizio) Oh, Dio, oh Dio, ho dimenticato il mantello!

La seconda - Ma l'hai addosso, caro pap.

Pinco - Oh, che smemorato, addio, addio! (parte).

(Le tre figliole fanno per rimettersi a sedere).

Pinco - (rientrando a precipizio) Oh, Dio, oh, Dio! ho dimenticato il cappello!

La terza - Ma l'hai in capo, caro pap!

Pinco - E' vero, vero; addio, addio... (parte).

(Le tre figliole lo salutano dalla finestra. Si sente il rumore dei sonagli che si allontanano).

Le tre figlie - (cantano): La settimana ha sette giorni, con trenta giorni si forma un mese, dodici mesi fanno un anno. Babbo, babbo, quando torni, se sapessi quanto affanno che ci danno queste attese,(Improvvisamente si sentono di nuovo i sonagli. Pinco Pallino rientra affannatissimo).

La terza - Hai dimenticato qualche altra cosa, caro pap?

Pinco - Che testa, che testa, bambine mie! Quando sono stato alla stazione ho dimenticato cosa dovevo fare!...

Le tre figlie - Ma dovevi partire immediatamente, caro pap...

Pinco - E' vero, vero, addio, addio!...

Le tre figlie - Pinco Pallino, Pinco Pallino, che cervello da bambino si ricorda del mantello e dimentica l'ombrello, il vestito da lavoro se, lo mette il d di festa si ricorda del cappello e dimentica la testa. Tondo, tondo e piccolino, viva pap Pinco Pallino!...

Pinco - Dovevo partire? E' vero, vero! Sapete adesso che cosa faccio per non dimenticarmene pi? Mi faccio un bel nodo al fazzoletto. Addio, addio,(esce. Rientrando dopo un minuto come una, palla) Bambine mie, mi trovo qui un nodo al fazzoletto e va a indovinare di che diamine mi dovevo ricordare.

Le tre figlie - Pinco Pallino, Pinco Pallino, ecc.

Fine del primo tempo

ATTO SECONDO

(Nel giardino incantato. Fior fantastici e cancelli d'oro).

I folletti - (sbucando fuori dai cespugli):

Primo folletto - Guarda, guarda che tipo buffo sta venendo da questa parte!...

Secondo folletto - Viene proprio nel nostro giardino, ora s che ci diverti remo!...

II seme - (sbucando fuori anche lui) Scusatemi tanto se metto bocca in un di scorso senza essere stato interrogato, ma sapete come s chiama quello l?... Niente di meno si chiama Pinco Pallino!

I FOLLETTI:

Pinco Pallino,

Pinco Pallino,

o che nome strampalato

ci sei venuto o ti ci hanno mandato

Pinco Pallino,

Pinco Pallino!?...

II seme - Ce l'hanno mandato, e ce lo hanno mandato le sue tre figliole, antipatiche, sciocche e dispettose! Cos dispettose che a furia d'innaffiarmi fuori stagione mi hanno fatto scappare per disperazione. Ma io gliel'ho detto a quelle ragazze, e Voi siete dispettose e io sono maligno . E questa volta mi voglio proprio vendicare.

Secondo folletto - Eccolo, eccolo. Il seme - Nascondiamoci, nascondiamoci!...

Pinco - (entrando tutto sudato) Oh, che smemoratezza! Ho incontrato un conia' dillo e gli ho detto: Dimmi, dimmi, contadino - qui vicino c' un giardino? e allora il contadino mi ha detto: Di giardini ce ne sono parecchi, tanti a destra e tanti a sinistra . E io gli ho detto: Sono pi belli quelli di destra o quelli di sinistra? . E il contadino mi ha detto: Sono tutti belli allo stesso modo, ma ce n' uno pi bello di tutti; bada, bada, Pinco Pallino, non entrare in quel giardino!... . E come faccio io a sapere qual' il pi bello se non mi ricordo com'erano gli altri?- (si guarda attorno) Anche questo bello la parte sua, non dico di no, ma possibile che proprio debba essere il pi bello di tutti?... E poi, a proposito. Dimenticavo che ormai ci sono e quello che fatto fatto... Soltanto non mi ricordo pi che cosa ci sono venuto a fare. E' incredibile come sono smemorato... Pensiamoci un po'... Che cosa pagherei per potermene ricordare... (appare improvvisamente la panchina fatata) Oh, meno male che qui c' uria panchina... Chiss che quando non mi sia riposato non mi torni anche la memoria... (posa ti cappello sulla panchina).

Il seme - (di dietro al cespuglio) Pinco Pallino, Pinco Pallino.

Pinco - (si volta. Spariscono la panchina e il cappello) Curiosa! Mi sembrava che mi avessero chiamato!... (guardandosi attorno) Ma siccome per essere chiamati bisogna che ci sia qualcuno e qui non c' nessuno, proprio segno che mi sono sbagliato!... Strano per! Mi sembrava di aver vista la panchina e di averci posato sopra qualche cosa, non mi ricordo bene che cosa... ah, di averci posato sopra il cappello. Ma siccome il cappello, senza dubbio l'ho in testa e la panchina non c', proprio segno che mi era sembrato... Peccato, peccato, perch, non me ne ricordo proprio bene, ma mi sembrava d'essere stanco... (appare la fontana fatata) Oh, che bella combinazione! Certo assai preferibile aver sete e trovare una fontana, piuttosto che essere stanco e non trovare una panchina... (si accosta per bere).

I FOLLETTI - (cantando di dietro i cespugli) Pinco Pallino, poveretto vuole bere ma sudato. Asciugati col fazzoletto cercalo in terra che t cascato!

II seme - (sbucando dal cespuglio gli si la il fazzoletto dalla tasca).

Pinco - Oh, curioso, curioso... Mi sembra di aver sentito dire: Asciugati col fazzoletto, ma cercalo in terra che t' cascato . Questo senza dubbio un saggio consiglio. Infatti sono sudato e il fazzoletto mi cascato in terra... E' strano per... Chi pu averlo detto se non c' nessuno? Eh, ma diamine, non mi ricordavo pi della coscienza! Non abbiamo tutti, chi pi chi meno, la coscienza, tranne quelli che non ce l'hanno affatto? E non si dice sempre: a E' la voce della coscienza? . Ora chiaro che se non c' nessuno e ho sentito una voce che diceva: Asciugati prima col fazzoletto... eccetera eccetera, quella voce era la voce della coscienza... Sicuro, m'asciugo prima coscienziosamente col fazzoletto e poi bevo,(la fontana scompare) Questa s che bella! M' cascato il fazzoletto e mentre mi chinavo per raccoglierlo ho dimenticato che cosa dovevo fare... Ammettiamo che io sia venuto per cogliere qualche cosa... Ora, dico io; che cosa si pu cogliere in un giardino? (entra uno gnomo giardiniere tirando la carriola).

Lo gnomo - (con una vocino, sottile sottile) Un albero...

Pinco - No.

Lo gnomo - Una siepe.

Pinco - No.

Lo gnomo - Un cespuglio.

Pinco - E' impossibile!

Lo gnomo - Aspetta, aspetta... Forse sei venuto per cogliere un fiore...

Pinco - E' vero, vero, sono venuto per cogliere un fiore... Ma mi levi una curiosit... Lei un uomo o non un uomo?

Lo gnomo - Pinco Pallino, - Pinco Pallino, io non sono - proprio - un uomo - se non sai - come mi chiamo

- fatti un poco - - pi vicino - che se no - divento roco. - Sono un uomo, - ma per gioco - perch sono - un uomo gnomo. (esce).

Pinco - Ah, ah, ah, un uomo-gnomo! Questo s che mi ha fatto ridere di cuore! Ci ha indovinato, devo cogliere un fiore. Ma vattela a pesca che fiore devo cogliere... Una fresia? Una viola? Pi ci penso e pi lo scordo. Una primula, un mughetto? Un giacinto? Un fior di prato? Sembra fatto per dispetto! Ma perbacco, quella cosa che comincia con un ro e finisce con un sa, cosa diamine sar? (I Folletti e il Seme sbucando fuori dal cespuglio e facendogli intorno U giro tondo).

Lo gnomo - L'ha in punta di forchetta rosa e rosetta ma sciocco e non lo sa rosa e rosa...

Pinco - Lo sapeste almeno voi che siete cos buffi!...

Lo gnomo - Buffi?... Perch non ti sei visto mai!... Hai un poticello sulla punta del naso e il naso storto e il collo troppo corto. Tu s, che sei buffo e non lo sai!...

Pinco - Zitti, zitti, l'ho trovato, l'ho trovato, meno male! Perch certo quella cosa che fa ro prima e poi sa, eh, ma dico, naturale, non pu esser che la rosa ! Rosa! La rosa che devo riportare alla mia cara figliola, perbacco! Ora dunque non mi resta che di coglierla e d'andare e speriamo mentre colgo che non mi esca dalla testa. Dunque, rosa, rosa, ela,..

La rosa - (scappando via):

Pigliami, pigliami...

Pinco Pallino

son la pi bella

di tutto il giardino,

non lo sai che il giardino fatato,

Pinco Pallino sciagurato?

Pinco - Oh, Dio, oh Dio, un giardino fatato. Povero me, che cosa mi succede?

I folletti - Scappa via - scappa via - scappa via a gambe levate - ora viene -

per davvero - tutto nero - brutto, - sporco...

Pinco - Chi verr, chi verr?

I folletti - (scappando a nascondersi) L'orco, l'orco!... l'orco, l'orco!...

L'orco - (uscendo fuori all'improvviso) Ladro!...

Pinco - Sa, sono un mercante!

L'orco - Peggio, quattro volte ladro! Chi ti insegna, furfantello, a rubar la roba altrui? Sai ch' male, o sia per cui non proprio punto bello?

Pinco - Ma mi lasci ragionare, signor Orco, io non rubavo...

L'orco - Non rubavi?

Pinco - No, coglievo!

L'orco - (a parte) E' anche sciocco, lo dicevo, un po' corto di cervello! Vieni qua, con me, rifletti! Dunque: o bere o affogare Hai deciso? Non mi pare. O saltare questa minestra o mangiare quella finestra a sinistra oppure a destra hai capito?

niente

ancora

vuoi che proprio te lo dica

senza pi delicatezza? Preferisci: che io

mi prenda la tua figlia per isposa o che

invece, tale e quale io ti mangi rosolato

come un piccolo maiale, vale a dire come

un porco?... Perch, intendi, disgraziato,

ninte meno io sono l'orco!...

Pinco - L'or?...

L'orco - ... co!...

Pinco

Per la pena e lo spavento

non ci vedo e non ci sento

non so pi se sono desto,

s' bel tempo o tira vento.

S' gi tardi oppure presto

chi lo sa?

come diamine si fa?

1 folletti - (girandogli intorno): E tra le rose e le viole

sei cascato nella rete

l'orco ha sempre fame e sete

e cosi ti manger!...

Fine del secondo atto

ATTO TERZO

(In un'altra delle tante stanze dell'appartamento di Pinco Pallino).

Le tre figlie - (cantano): Rondinella nera e bianca vola vola e va lontano passa il monte e passa il piano passa il fiume e passa il mare e di' al babbo che ritorni siamo stanche d'aspettare.

La prima - Benedetto pap Pinco Pallino, questa volta che diamine fa?

La seconda - A momenti sono passati tre mesi e ancora non se ne sa niente!

La terza - Sorelline mie, tanto smemorato che capacissimo di essersi addirittura dimenticato di tornare!...

La prima - Vogliamo andargli incontro?

La seconda - Davvero, che bell'idea, andiamogli incontro!

La terza - Andiamogli incontro, sorelline mie, ma facciamo presto perch sto tanto in pensiero!

La prima - Prima di partire bisogner bene che io faccia il bagno, mi lucidi le unghie, mi arricci i capelli, mi metta la cipria e mi prepari un vestito nuovo...

La seconda - Questo viaggio non sappiamo quanto potr durare. Lasciate almeno che io mi ricami quattro dozzine di fazzoletti...

La terza - Ma sorelline mie, non c' un minuto di tempo da perdere. Queste sono tutte vanit di cui potete benissimo fare a meno...

La prima - ,., lucidarsi le unghie?...

La seconda - Ricamarsi i fazzoletti per il viaggio?...

La prima e la seconda - (insieme) Tu le vorresti chiamare vanit?... Ma questo, ipocrita mia, sono tutte ne-ces-si-t... (lontano si sente un rumore d sonagliera e Pinco Pallino che canta); 0 cavallino, cavallo moro trotta e corri, corri e vola avrai biada e avrai ristoro, o cavallino, cavallo moro...

La terza - Ecco il babbo, non mi sbaglio!...

La seconda - Senti? Viene la carrozza!

La prima - Si conosce dal sonaglio...

Tutte insieme - Hop, hop, hop, eia! viva, viva, il babbo qua!...

Pinco - Figlie cara, bimbe belle...

Le figlie - Dalla voglia di vederti non si stava nella pelle.

Pinco - Care, care le mie figliole.

Le figlie - Con un uovo di piccione ti faremo un frittatone o se hai fame una frittatina con un uovo di gallina.

Pinco - Grazie, grazie, care le mie figliole. Piuttosto datemi un fazzoletto, per carit, e datemelo bello grande perch devo piangere parecchio!

Le figlie - Pap caro, pap caro, che cosa t' successo?

Pinco - Bambine mie, che cosa mi sia successo con precisione non me lo ricordo, voi sapete che sono tanto smemorato... Ma sono entrato nel giardino dell'orco, per cogliere la rosa, capite? ho visto l'orco in persona e questo m' rimasto bene impresso...

Le figlie - Oh, povere noi, oh, povere noi!...

Pinco - E l'Orco m'ha date ventiquattr'ore di tempo per decidermi, ma io non mi ricordo pi che cosa dobbiamo fare... Non mi ricordo pi se vi vuole mangiare o se vi vuole sposare, se mi vuole sposare 0 s mi vuole mangiare, se vi vuole sposare prima d'avervi mangiato, o se mi vuole mangiare dopo avervi sposato... Oh, Dio, oh, Dio, come si fa?... Bambi ne mie, questa una grande calamit e bisogna partire senza perdere un mitrato. Le figlie: Babbo mio, babbo mio se tu piangi, piango anch'io. Se tu hai pianto pianger con pi impegno che potr. Oh, che bel piagnucolo!...

(Secondo quadre

(L'Orco, apparendo fuori del sipario):

L'orco - 1 bambini impertinenti me li mangio a colazione non fissa la razione ora quindici, ora venti... Con il t alle diciassette mangio i bimbi capricciosi imburrati e fatti a fette sono proprio appetitosi. E per non imbarazzare la mia pancia troppo piena i bambini mangio a cena, senza voglia di studiare.

I folletti - (uscendo dai lati del sipario) Caro padrone, non viene nessuno, oggi, vedrai che rimani digiuno! (Escono l'Orco e i folletti. Appare il palazzo dell'Orco).

L'orco - Uccio, uccio, uccio, che puzza di cristianuccio, o c' o c' stato gi o presto ci sar! Cosa fa questo Pinco Pallino che ancora non si vede. A quest'ora dovrebbe essere gi qui. Non posso soffrire la gente che si fa aspettare agli appuntamenti.

I folletti - Caro padrone, caro padrone Pinco Pallino sta gi nell'androne piange e singhiozza, con qualche starnuto e chiede d'essere ricevuto.

L'orco - Ho capito. Sia introdotto. Ritiratevi, folletti,(entrano piangendo Pinco Pallino e le sue tre figliole) Vostro padre, certamente, vi avr bene fatte edotte... Voi sapete, non vero, quale sorte ora vi aspetti? Sono l'orco il pi tremendo che si possa immaginare, n pietoso, n indulgente, n disposto a rimandare. Godo inoltre giorno e sera d'un buonissimo appetito. Questo quanto. Ora ho finito. Dite pure una preghiera.

Pinco - Per me e per le mie tre figliole, signor orco, le chiedo piet.

L'orco - Piet?... Ah, ah, mi fate ridere! Ma sai che hai proprio delle belle pretese? Non capisci, sciocco, che io sono l'orco e quindi non posso essere pietoso perch se fossi pietoso sarei un Pinco Pallino qualunque, ma non sarei pi lorco?...

Pinco - Pinco Pallino, sono io.

L'orco - Peggio per te. Hai colto la rosa?... E adesso paga il fio...

Pinco - (alle figliole) Il fio?

Le figlie - (a Pinco Pallino) Il fio?

L'orco - Il fio, il fio. E' forse una paro-la tanto difficile? Cos imparerete una volta per sempre che nei giardini vietato rovinare le piante e condurre cani sciolti. E adesso decidetevi e liquidiamo questa faccenda.

La terza - Pap caro, se tutti questi guai sono causati dalia rosa, ebbene, poich la rosa l'avevi colta per me, giusto che tocchi a me pagare il...

L'orco - Il fio...

La seconda e La terza - Uh, che ipocrita! Non si sa che cosa farebbe, pur di mettersi in vista!

I FOLLETTI:

Cara mia, sei bella e fritta

senza un filo di salvezza

ma fai pena, cos afflitta...

Prova a fargli una carezza...

(Lo terza figliola si accosta all'orco e gli

fa una carezza).

L'orco:

Meraviglia, sento in petto

un'insolita, un'insolita bont

\m sapore di confetto alla vaniglia,

di anisetta, di anisetta e di mistr.

Cosicch, trallallalero, voglio fare un bel balletto perch il ballo, trallal, fa cambiare di pensiero.

Se mangiai bimbi arrostiti

fino a ieri

oggi scendo a sentimenti

assai pi miti

e alla carne ci rinuncio volentieri.

D'ora innanzi diverr vegetariano

ra' venuto tutto a un tratto il pentimento

non far pi cattiverie

sar umano

e ne faccio sacrosanto giuramento.

I FOLLETTI:

Quando un orco si duole e si pente l'incantesimo non vale pi niente.

Cos l'orco che principe fu, torna principe e non cambia pi.

(Si rompe l'incantesimo. L'orco scompare e appare il Principe Avvenente).

II principe - Un orribile incantesimo mi aveva condannato a restare sotto le spoglie di orco fino a che qualcuno non avesse avuto piet di me. Bella fanciulla, con la vostra carezza voi m'avete salvato. Io sono il principe Avvenente e chiedo la vostra mano.

La terza figlia - Altezza, bisogna domandare il permesso a pap...

Pinco - Figliola mia, dopotutto la mano tua, fanne quello che ti pare.

La prima e la seconda - Che rabbia, che rabbia!

Il Principe - Che cosa avete da ridire, voi, non mi trovate forse Avvenente?

La terza - (cantando):

A primavera che tutto fiorito

fare all'amore la cosa pi lieta.

Il Principe;

Verrai alle nozze vestita di seta

un bell'anello ti metter al dito.

Pinco Pallino:

E qui applaudisca ogni bravo bambino

la tavoletta di Pinco Pallino.

Pinco Pallino - (uscendo precipitosamente fuori del sipario, al pubblico) Oh Dio, oh Dio la mia testa! Non mi ricordo pi come si chiama questa favola!...

Il Pubblico - (in coro): Ma sei proprio un bello smemorato: Le tre figliole di Pinco Pallino!

FINE

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