Storie di donne, intrecciate dal solo trovarsi tutte nello stesso luogo, nello stesso momento.
In un combattuto monologo interiore, ognuna compie una scelta importante, definitiva, un SI alla vita.senza tener conto di qualcosa o qualcuno che pu rendere vana ogni scelta, decidendo diversamente del destino di tutte.
(Ester Annetta
Via del Casale Giuliani 46
00141 Roma
Cell.339 3034840
Posizione SIAE n. 212341 - Sez. D.O.R. Autori)
Atto unico
LE VITE DEGLI ALTRI
Un muro centrale divide in due la scena, che rappresenta lantibagno di un locale.
A ridosso del muro, da una parte e dallaltra, c un lavabo; la quarta parete idealmente uno specchio.
Sul fondo ci sono due porte. Ad ogni loro apertura aumenta il volume della musica proveniente dallinterno del locale.
Le voci dei personaggi sono fuori campo, come fossero voci della mente; solo la gestualit degli attori ad accompagnare le parole.
Dalla porta di destra entra una ragazza: capelli, trucco e vestiti stravaganti. Si appoggia qualche istante al lavabo poi si dirige verso lo specchio.
- Questa nausea non mi fa godere la serata, uffa! Ho aspettato mesi questo concerto; adoro i Visitors e doveva essere una serata fighissima, con Louis e tutti i nostri amici.
Beh, per loro lo comunque: non lo sanno! Ed anche se lo sapessero, non li riguarda. A Louis si, per, in fondo labbiamo fatto insieme!
Non capisco com potuto succedere: siamo sempre stati attenti! Eppure, ho ripetuto due volte il test esono incinta! Me lo dico da due giorni ed ancora non me ne convinco. Forse perch ho una fottutissima paura. Che faccio? Devo dirlo a Louis?
(Nel mentre che il monologo prosegue, un ragazzo entra dalla porta di sinistra; esce dalla quinta, poi torna sistemandosi la cintura; si ferma allo specchio, rimirandosi compiaciuto ed esce.)
E un immaturo. Non pu gestire seriamente una cosa cos. Neppure io. Abbiamo solo 18 anni, pochi per tanta responsabilit.
Non sono pronta per fare la mamma e rinunciare a tutte le cose fighe che si fanno alla mia et: discoteca, nottate, interrail, cibo da pub...E le mie amiche? Per un po si divertirebbero a fare le zie ma si stancherebbero presto di avermi al seguito con un marmocchio!
E la scuola, luniversit, mia madre? E che dovrei fare con Louis? Mi piace, ci sto bene. Ma passarci tutta la vitaboh! Non esiste lamore eterno. Certo, non devo per forza sposarlo; ma resteremo lo stesso legati se avremo un figlio insieme.
E se a lui non gliene frega niente? Se sparisce e non vuole saperne del bambino? Posso farcela da sola?
Lalternativa interrompere la gravidanza. Oh, ne conosco di gente che non si farebbe problemi. Ma io? Non credo in Dio e nelle sue punizioni, per ho rispetto per una vita che non mi appartiene e che non mi ha chiesto di venire al mondo.
Non si adulti solo per let, ma anche perch si sanno riconoscere delle responsabilit e fare delle scelte!
E forse tempo di crescere...
(Entrano due ragazze ed una donna sulla cinquantina, magra ed emaciata, che si ferma al lavabo; le altre due si specchiano, ritoccando il trucco. La ragazza le guarda con aria nostalgica. Le segue mentre escono. La donna si avvicina allo specchio.)
- Il fondotinta non basta; le occhiaie sono sempre pi profonde. Sembra che lo specchio mi dica: Smettila con questi trucchi, sono inutili! E patetico che tenti ancora di mascherare una sofferenza cos evidente! Gi, magari fossero solo segni esteriori! Per ogni nuovo solco sul viso, un altro morso mi divora dentro. Questo male bastardo mi sta consumando e niente ormai lostacola (si porta le mani alla testa e con uno strappo deciso si toglie la parrucca che copre la sua calvizie); la chemio non un miracolo, solo una possibilit che a me non servita; pare unironia dover accettare la resa a capo scoperto!
Vorrei essere pi forte, come tanti che pur di non affrontare il dolore decidono di farla finita prima.Ci sono delle cliniche dove aiutano a morire; la morte dolce la chiamano. Uniniezione e ci si addormenta. Lentamente gli organi vitali si spengono e si scivola dal sonno alla morte senza percezione. La cosa in s semplice ma deciderlo che non lo . A scegliere di morire ci vuole lo stesso coraggio che a scegliere di continuare a vivere con la consapevolezza del dolore da patire. La sola differenza che conosci esattamente il giorno e lora in cui te ne andrai, come un condannato a morte.
Il mio fisico troppo debilitato per combattere ancora; tra un po servir la morfina per stordirmi e non sentire quei denti che mi dilaniano il ventre.
Che senso ha perseverare in una sofferenza senza riscatto? A che vale accanirsi a contrastare un male che non lascia scampo? Ma devo resistere.
(Dalla porta di sinistra entra un uomo di mezza et; il suo sorriso muore davanti allo specchio. Si copre il viso con le mani abbandonandosi ad un pianto sommesso. Poi va al lavabo, si bagna gli occhi, respira a fondo ed esce.)
Devo farlo per Mike, per lamore che ancora non smette di darmi nonostante la fine sia vicina. Lo so che di nascosto piange, ma continua a mostrarsi sereno e propositivo, come se avessimo tutta una vita da trascorrere insieme. Mi ha portato qui stasera: sa quanto ami questa musica cos apparentemente in disaccordo con i miei anni e quanto mi avrebbe fatto piacere festeggiare questo mio ultimo compleanno con tutti i nostri amici. Anche loro si comportano allo stesso modo, senza accenno di compassione, come fossero anzi una forza che dallesterno rimpiazza quella che dentro di me sta per cedere. Per tutti loro devo stringere i denti ed arrivare allultimo giorno, comunque sia; non privarli di alcun fiato n di una lacrima, concedergli di stare al passo con la mia sofferenza, tenendomi la mano fino alla soglia di quellaltrove che non posso decidere di varcare anzitempo; poich per loro non un dovere ma un conforto restare fino allo spegnersi dellultima luce che mi brilla dentro: io sono il loro Sole e me lo ricordano ogni giorno.
(Calza nuovamente la parrucca, sforzandosi di sorridere nel respingere una fitta di dolore. Esce, incrociando sulla porta unaltra donna sulla trentina, che appare molto agitata. Va al lavabo; tampona fronte e nuca. Poi va allo specchio.)
- Devo calmarmi, respirare e ridurre i battiti. Ecco, cos va meglio.
Dio, aiutami! So che sta per succedere, che ha scelto proprio stasera, qui. Sono cos spaventata e contenta e confusa. Che devo fare? E giusto concedermi questa gioia? Faccio torto alla sua memoria ad essere felice?
Un segno, ti prego, mandami un segno! Fammi capire se il tempo del dolore pu lasciare spazio ad un tempo di rinascita; se il permanere del ricordo di un amore infinito non contrasta con lavvento di un amore diverso e nuovo; se il mio dolore pu convivere con un germoglio di gioia! Elisa, piccola mia, bocciolo di vita mai fiorito. Hai vissuto troppo poco per conoscere il mondo ma abbastanza da scavare una pena profonda nel petto di una madre sopravvissuta alla disperazione di sopravviverti. Non stata colpa mia, lo so. Quello sprovveduto ubriaco ci ha accartocciate in un groviglio di lamiere ed toccato a me soltanto di uscirne viva se poi vivere quello! Impazzire di dolore per un pianto immaginario che ti sveglia nella notte o per un sorriso che ti sembra di riconoscere dietro il vetro di unautomobile ferma ad un semaforo o per una traccia di pennarello che scopri sul cuscino del divano. Un tormento senza fine per cui credi di non poter mai trovare pace. Fino al giorno in cui qualcuno ti aiuta a rialzarti da una caduta sullacciottolato bagnato e, trovandoti improvvisamente imprigionata nel suo sguardo, ti convinci che laverti risollevato da terra sia un simbolo, che quelluomo in realt non ti sta salvando solo da un banale incidente ma dal baratro in cui stava precipitando quel residuo desistenza che conducevi. Ed ora qui con me, mia ombra e mio sostegno, specchio che riflette la mia anima, voce che la fa parlare, melodia che la culla. E so che ha scelto questo luogo e questo momento per chiedermi di spartire con lui il resto delle nostre vite. Dio, dimmelo: ho diritto a questa felicit?
(Nel frattempo un uomo sulla quarantina entrato dalla porta di sinistra; anche lui agitato; va avanti ed indietro come ripetendo a mente un discorso. Poi si ferma davanti allo specchio, estrae dalla tasca un astuccio e, aprendolo, osserva con un sorriso radioso lanello che vi brilla dentro. Quindi lo ripone ed esce.)
Se solo avessi un segno! Piccolo, qualunque, che significasse che Elisa con me e sa che il suo posto nel mio cuore rester per sempre.
(Dimprovviso si sente, acuto, il verso di un usignolo. La donna si guarda intorno ma non vede nulla. Sorride, come al pensiero che quel cinguettio sia il segno che cercava. Sul fondo la porta si apre, la donna si volta per uscire mentre entra unaltra giovane. Ha il colorito olivastro, i tratti marcati e severi. Indossa un ampio cappotto. Guarda lorologio al polso, poi resta immobile a fissare la propria immagine nello specchio.)
- E sempre davanti ad uno specchio che ci si domanda chi sono io?
E quanti sanno davvero rispondersi? Pochi, credo.
Chiunque dubita della propria reale identit, del proprio ruolo, della propria ragione desistere.
Ma io no. Io so perfettamente chi sono e qual il mio scopo. E una litania che nelle ultime ventiquattrore mi hanno conficcato nel cervello con la ritmica precisione di uno scalpello che da forma alla pietra grezza. Al buio di una cella, sola, legata ad un letto mentre una voce nelle orecchie continuava a ripetermi il privilegio che mi toccato, limportanza del compito che mi stato affidato e la gloria che mi frutter.
Pi che una martire sar uneroina che avr contribuito alladempiersi di un grande disegno divino, un braccio di dio. Io che non ho mai avuto un figlio mio sar madre delle mie genti, di quella porzione di umanit che designata a salvare il mondo e dominare. Non sto rinunciando alla mia vita, sto anzi entrando nellimmortalit, in una dimensione superiore.
Che senso ha il passaggio su questa terra se non si lasciano impronte? Le mie si uniranno a quelle di altri privilegiati che pure avranno dimostrato di essere degni del compito ricevuto: estirpare le contaminazioni straniere che inquinano la purezza del mio credo e la giustizia delle sue leggi; annientare gli adoratori di idoli materiali; ricollocare sullaltare il mio dio, lEssere supremo, cancellando ogni fede contraria o diversa.
Sono fiera di servire il mio popolo ed il mio dio, fiera della mia identit.
Ho una cintura dorgoglio legata ai fianchi, che esploder spargendosi sugli infedeli che oltre quella porta venerano fantocci simbolo di ideologie corrotte. La mia carne, le mie ossa, il mio sangue brilleranno nella pioggia di luce che ricadr sui loro spiriti maledetti, redimendoli. Io li salver.
Attendo lordine, senza altri pensieri n dubbi; dio grande e mi ha scelto.
(Di nuovo si sente il cinguettio dellusignolo. La donna si volta chinandosi sotto il lavabo. Dalla cavit sottostante estrae un cellulare, che di nuovo cinguetta. Porta lapparecchio allorecchio restando in ascolto. Poi la sua voce (vera) pronuncia decisa:
- Sono pronta!
Si precipita oltre la porta.
Urla.
Un enorme boato.
Buio.
- Questo copione è stato visto:


