Leonello da Viceno

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LEONELLO DA VICENO

                                                                                                                                                              

 leonello da viceno

   commedia brillante in tre atti

                                   di

                     piero batella

                         personaggi                                                                                                        

                                  leonello da viceno

                                   leonardo da vinci

                    ida………………………………governante di leonardo

                   annibale………………servo devoto di leonardo

                    francesco del giocondo…marito di lisa

                    lisa……………………………………………………la gioconda

                          un cantante

                          un mimo

                          un buffone

                                 Prefazione

E’ doveroso da parte mia spendere due righe riguardo il dialetto espresso in questa commedia.

Occorre notare che in tutto l’Orvietano, compreso quindi Castelgiorgio il luogo dove è nato il sottoscritto, si parla un dialetto abbastanza omogeneo.  Le poche differenze riguardano in maniera quasi esclusiva gli accenti e le inflessioni.

Vorrei elencare alcuni esempi delle principali peculiarità dialettali che sono sicuramente comuni all’intera area per l’uso che se ne potrebbe fare:

1)Gli articoli determinativi plurali e le desinenze plurali maschili dei nomi hanno la forma del femminile italiano. (Es. i cani = le cane, i disegni = le disegne, ecc.);

2)La  i  finale non accentata diventa  e. (Es. scrivi = scrive, parli = parle, altrimenti = artrimente, ecc.)

3)Tutti i verbi all’infinito presente subiscono il troncamento. (Es. dormire = dormì,    leggere = lègge, andare = annà, ecc.)

4)Il diagramma  nd  diventa  nn  . (Es. quando = quanno, mondo = monno,               scendere = scenne, ecc.)

5)Il diagramma  gl  seguito da  i  diventa  jj. (Es. figlio = fijjo, moglie = moijje, ecc.)

6)I nomi propri di persona vengono troncati al vocativo. (Es. Leonardo = Leonà,     Annibale = Annì, Francesco = Francè, ecc.)

7)in  sia all’inizio di una parola sia quando è preposizione diventa  ‘n. (Es. insieme = ‘nsieme, insegnare = ‘nsegnà, in casa = ‘n casa, ecc.)

8)im all’inizio di parola fa  ‘m. (Es. imparare = ‘mparà, importante = ‘mportante, ecc.)

9)nel condizionale presente, la I e la III persona singolari sono graficamente uguali.        (Es. farei-farebbe = farebbe, mangerei-mangerebbe = magnarebbe, vorrei-vorrebbe = vorrebbe,ecc,)

10)nel futuro e nel condizionale presente, di molti verbi della  I e II coniugazione, la  e  iniziale della desinenza diventa  a. (Es. mangerò = magnarò, scriverò = scrivarò, parleranno = parlaronno, camminerebbe = camminarebbe, ecc.)

11)negli infiniti presenti dei verbi riflessivi e di quelli pronominali la parte terminale della desinenza in  rsi  fa  sse, (Es. lavarci = lavasse,ecc.) mentre quella in  rci  fa  cce. (Es. lavarci = lavacce, ecc.)

12)nei casi in cui il pronome personale si unisce alla desinenza dell’infinito presente di un verbo,  rl  diventa  ll. (Es. mangiarli = magnalli, avvisarla = avvisalla,ecc.)

13)in alcuni casi l’accento tonico viene spostato rispetto all’italiano. (Es. méttercelo = mettécciolo, scommétterci = scommettécce, macinano = macìnono,ecc.)

14)l’articolo  il  fa  ‘l. (Es. il tavolo = ‘l tavolo, il vino = ‘l vino, il campo = ‘l campo,ecc.)

15)l’aggettivo possessivo plurale loro fa  su’, (Es. il loro babbo = ‘l su’ babbo, le loro cose = le su’ cose, ecc.); il pronome possessivo plurale  loro  fa  suo,sua,sue. (Es. questo campo è il loro = ‘sto campo è suo,ecc.)

16)davanti alle parole maschili singolari che iniziano con la   z  l’articolo lo diventa  ‘l. (Es. lo zucchero = ‘l zuccoro, lo zero = ‘l zero,ecc.)

17)in tante parole la parola  s  è pronunciata  z  aspra. (Es. ansia = anzia, verso = verzo, scansare = scanzà, ecc.)

Questi sono alcuni esempi di peculiarità dialettali che riguardano questa commedia, nella speranza, per quel poco che mi compete, di essere stato esauriente.

                                                                                                                        Piero

                                                                                                

                                                                                                              

 La commedia ci riporta nel sedicesimo secolo,in pieno splendore rinascimentale,alla scoperta dell’incomparabile genio Leonardo da Vinci. La vicenda si svolge,appunto,presso la sua abitazione nei primi anni del 1500,durante il suo terzo soggiorno fiorentino, periodo in cui il Genio iniziava a dipingere “La Gioconda”.Anche se  sono molte le interpretazioni storiche sulla vera identità della donna ritratta da Leonardo,  qui viene rappresentata a sostegno delle testimonianze raccolte dove si sostiene trattarsi di Lisa Gherardini, quindi “Monna Lisa”.

La commedia narra l’arrivo presso l’abitazione di Leonardo da Vinci di un nuovo servitore,Leonello, proveniente da Viceno, un piccolo borgo situato nei pressi di Orvieto,il quale s’innamora a prima vista di Ida la governante,anch’essa a servizio da Leonardo da qualche tempo la quale,invece, nutre nel suo cuore una impossibile passione per il Maestro.                       Leonello,che non è certo un adone  e anche un po’ grezzo, al fine di conquistarla le prova tutte,senza però ottenere alcun successo.                                                                                                                                    Annibale,l’altro servo,con un’esagerata devozione a Leonardo, soffre la presenza del nuovo arrivato,cercando a tutti i costi di essere sempre lui il preferito del grande Genio.                              Riuscirà il nostro Leonello, attraverso tutte queste difficoltà, con qualche escamotage e, soprattutto,con l’aiuto del Maestro al quale risulta subito simpatico, ad accaparrarsi la fiducia e l’affetto della tanto desiderata Ida?                                                                                              Chissà…                                                                 

         

          

                               atto primo

si apre il sipario, in scena c’è leonardo da vinci nel suo studio seduto al tavolo di lavoro. Alle pareti sono appesi disegni e progetti di leonardo.  una musica dell’epoca introduce la scena.

                                   Scena prima – Atto I

                            Leonardo,poi Annibale, poi Leonello,poi Ida.

Leonardo: Dunque,ricapitoliamo. 39 alla 25a per radice quadrata di 2727 meno,

                  parentesi tonda,parentesi quadra,parentesi graffa 9845 diviso 9/10…

                  (bussano alla porta)  Avanti!

Annibale: (entra ) Scusate se interrompo nostra genialità  dai suoi umili

                 ed eminentissimi servigi che ogni dì arreca al nostro universo.(fa un

                 inchino)

Leonardo: Ma figurati Annibale! Stavo svolgendo una semplice verifica sullo

                  spostarsi da un lòco all’altro senza dover mòvere le gambe.

                  Dimmi…dimmi che c’è ordunque!

Annibale: Ecco, illustrissimo,è arrivato l’aiutante servitore da voi richiesto.

Leonardo: Ah, bene, fatelo trasire! (timidamente entra Leonello) Ohibò, pensavo foste più giovine… su buon uomo enunciatevi! Su su, ordunque…non abbiate

                 timore declamatevi!

Leonello : Eehhmm…eehmm..(guarda Annibale come per non capire)

Annibale: (tirandolo per la giacca) Forza su! Digli come ti chiami!

Leonello: Ah…Mi chiamo Leonello…Leonello da Viceno1.

Leonardo: Viceno…Viceno, Viceno vicino Vicenza?

Leonello: No, Viceno vicino Benano2.

Leonardo: Benano!?   Vicino…Benevento!?

Leonello: No…Benano vicino Lapone3.

1 Frazione del comune di Castel Viscardo vicino Orvieto

2 Piccolo borgo presso Viceno

3 Piccolo borgo presso Viceno

Leonardo: Lapone?!

Leonello: (rivolto ad Annibale a bassa voce) Oh,questo sarà anche un genio,ma in

                geografia lascia un po’ a desiderà!

Leonardo: (con saccenza) Lapone…Lapone… vicino La Spezia!

Leonello: Vabbé…Leonardo forse è meglio che lasciamo perdere…!

Leonardo: Ma… non capisco…

Leonello: Allora Umbria…Orvieto… ce l’ete4 presente Orvieto?

Leonardo: (in tono altezzoso)Ah Orvieto…dove c’è lo Dòmo5!

Leonello  : Bravo! Ecco io stò da quelle parti. (tra se)… Avrà capito?!

Leonardo: Ho capito…ho capito. Allora… Annibale vi spiegherà tutto quello che c’è

                  da fare, vi farà vedere la stalla,il giardino e il resto della casa. Per quanto riguarda questo  studio e le stanze ci penserà invece…( entra Ida con una scopa in mano intenta a far pulizie) ah eccola!

          Ida: Eminentissimo…(s’inchina)

Leonardo: Suvvia Ida ,quante volte ve lo devo dire…mica sono Giulio II!

          Ida: Di più Sire…di più.

Leonardo: Venite Ida , vi presento…Leonida da Vi…Vi…Viterbo?

Leonello: Viceno signore Viceno .(rivolgendosi ad Ida) E poi

                 mi chiamo Leonello.(le bacia la mano alzando goffamente la gamba) 

                 Leonello da Viceno …Il piacere è tutto mio! (la fissa come folgorato da

                 siffatta bellezza.  Pausa)

Annibale: E ehhmm eeehhmm…Va bene, allora io…direi di andare, se sua

               eloquenza ce lo consente…

Leonardo: Ma perbacco, ite…ite. Ida, voi restate debbo dirvi una cosa.(Annibale esce

                  insieme a Leonello che non stacca più lo sguardo da Ida)

                                           Scena seconda – Atto I

             

                                              Leonardo ed Ida

          Ida: (tutta eccitata) Ditemi Maestà…

Leonardo: Ida…tu sai quanto ti stimo…ecco sono un po’…turbato nel dirvi questa

                  cosa…ecco…io ho un rimprovero da farmi…

           Ida: Ma eccellenza…cosa odono le mie orecchie…Voi…stimare me?!.E di che

                   cosa dovete rimproverarvi? Orsù…non fatevi cruccio   dite…dite!

Leonardo: Ecco…io…sto lavorando ad un quadro…e…

          Ida: E…?!

Leonardo: E…Maledetto il giorno che me l’hanno presentata! Quella…

          Ida: (facendosi seria) Quella chi , mio grande genio?

4 Avete                    5 Duomo

Leonardo: Ma sì…! Dovevo dirlo a te. Tu Ida sei così…così gioiosa, vivace!

          Ida: Dovermi dire cosa mio sire?! (tutta eccitata) Su…non fatemi stare sulle

                  spine…Forse volete dirmi che…

Leonello: Ma sì…!Dovevi farla tu la posa,tu…

         Ida: (interrompendolo) La sposa?! Ma che sublime incanto ora mi adorna.

                 Io…io mi sento confusa e accaldata…ooohhh…io…sposare voi!?

Leonardo: (impacciato) Sposare?! Ma no…Ida…che cosa avete capito! Ho detto

                  posa…non sposa! Intendevo dire posare per il quadro che sto facendo.

                  (avvilito) Ma ahimé oramai c’è quella…!

          Ida: (visibilmente delusa) Oh…mi scusi illustrissimo se ho frainteso le sue

                  emerite parole…io…non volevo assolutamente approfittare di un

                  simil qui pro quo.

Leonardo: Ma per carità ,mia cara Ida, non crucciatevi per tutto ciò…Ma cosa stavo

                 dicendo? Ah già quella…voi non l’avete mai vista in volto, ma quella…

                 quella non ride mai…mai…tanto vale che il velo lo tenesse! Cerco di

                 strapparle un minimo sogghigno, ma non c’è nulla da fare…non irradia

                 alcun,seppur lieve, sorriso…Mannaggia a me e al dì che l’ho conosciuta!

                 Questo è tutto…ecco.. ci tenevo molto che tu lo sapessi.

          Ida: (delusa e afflitta) Se… sua maestà…non ha…nient’altro da dirmi…io

                  …io mi congederei…

Leonardo: Sì…sì Ida, ite…ite. Ah, mandatemi Annibale, debbo conferirgli delle

                 ordinanze.

          Ida: Sì…mio signore. (s’inchina ed esce)

                                              Scena terza – Atto I

                                             Leonardo e Annibale

Annibale: (entra) Mi avete fatto chiamare mio sapientissimo signore?

Leonardo: Vieni…vieni Annibale! Senti, mi dovresti contattare per domani alcuni

                  musici,giocolieri,buffoni…

Annibale: E a qual scopo, se mi è concessa la licenza,mio esimio genio?!

Leonardo: E’….é una cosa mia…Tu procurameli,poi…poi ci penso io!

Annibale:Ma è perché forse il mio signore è troppo triste?

Leonardo: No…no,non è per me…poi ti spiegherò. Ora vai…e fa quello che ti ho

                 detto, procurameli per domani.

Annibale: Va bene sire…Ah, quasi dimenticavo! E’ da poco giunta quella signora…       la    solita quella col velo sul viso. La faccio entrare?

Leonardo: Ma…le avevo detto di venire domani! Mannaggia…va bene falla trasire.

Annibale: La faccio accomodare qui o in camera vostra?

Leonardo: Ma…che camera e camera,ma che hai capito! Qui, falla venire qui  come sempre…acciderba!

                Annibale: Va bene mio saggio signore…

Leonardo: Anzi,falla aspettare e mandami  qui quel Leoluca da Varese…

Annibale: Leonello mio sire…Leonello…

Leonardo: Sì…sì…insomma quello lì…

Annibale: Va bene. (esce)

                                                                                        Scena quarta

                                  Leonardo e Leonello, poi Monna Lisa.

Leonello: (entra) Mi avete fatto cercare…eehhmm…come vi debbo chiamare

                signore…sire…maestà…eccellellentissimo…

Leonardo: Leonardo,chiamatemi semplicemente Leonardo…almeno voi! Ecco,

                  Leandro, vi ho fatto chiamare perché…

Leonello: (si volta)

Leonardo: Chi!

Leonello: Cosa!?

Leonardo: Perché vi voltate?

Leonello: Avete chiamato Leandro (si volta di nuovo) ma…dov’è?

Leonardo: Chi?

Leonello: Leandro!

Leonardo: Ma…scusate…non siete voi Leandro?

Leonello: (sbuffando) No…Leonello…mi chiamo L e o n e l l o.(tra se) E dieci…

Leonardo: Scusatemi…scusatemi…oggi sono un po’nervoso e confuso.

Leonello: Me sò accorto, però fate confusione solo col mio…

Leonardo: Sentite…Leonello…tra un po’ da quell’uscio entrerà una damigella…

                 una…dolce damigella…

Leonello: Chi…Ida?!

Leonardo: Ma no! E’ una signora che nessuno della servitù ha mai visto in faccia…

Leonello: E perché?

Leonardo: Perché ha il volto coperto da un velo…e  voglio che nessuno la noti.

Leonello: Ma…nun se pò guardà perché è tanto brutta o perché (lo sbotta col

                braccio) éèèhh…ce semo capiti é…

Leonardo: (in tono di rimprovero) No…no ma cosa avete capito!

Leonello: Scusatime sor Leonà, ma nun ve sto dietro6!

Leonardo: Ecco…dovete sapere che…siccome sto facendo un quadro che raffigura

                 questa donna…

Leonello: Col velo!?

Leonardo: No…no, poi se lo toglie!

Leonello: Aaahh…me pareva!

Leonardo: Il problema è, caro il mio Le…Le…Leonello…

Leonello: Bravo!

  6  Non vi capisco

Leonardo: Il problema è, dicevo,che questa…non ride mai…non è, come posso

                 spiegarvi…ecco…non è gaudiosa…

Leonello: ho capito…e che ve devo dì…fate un quadro triste,che ve frega!

Leonardo: No…no,già ne ho fatti troppi di quadri tristi…io voglio che lei rida!

                 Come posso fare…che consiglio mi date?!

Leonello: (ci pensa, prende una penna d’oca che sta sul tavolo, alzando un braccio)

                Provate  con questa sotto alle succiche7!

Leonardo: (non comprendendo) Succiche?!

Leonello: Ma si…(alza le braccia) qui sotto…(fa il gesto con la penna) Vedrete voe,

                in quel modo nun pò resiste,ce potete contà…

Leonardo: No…no, non mi posso abbassare a tanto…fare questo ad una donna…

                 giammai!

Leonello: E allora provate co le linguacce…co quarche versaccio…che ve devo dì.

Leonardo: Si…ho capito, però io non sono capace. Per l’appunto domani farò

                 arrivare qui saltimbanchi,buffoni…ma siccome è venuta pure oggi, o

                 la rimando via,e allora ho paura che non ritorni più,oppure debbo

                 inventarmi qualcosa!

Leonello: (dopo una pausa di riflessione) Ho trovato!

Leonardo: Ebbene?! Eruditemi suvvia!

Leonello: Raccontatjie8 una barzelletta

Leonardo: Una…barzelletta?!

Leonello: Ma sì…una barzelletta…come ve posso spiegà…una storiella che fa

                ridere…come la chiamate da stì parte!?

Leonardo: Aaahhh…volete dire un aneddoto burlesco…!

Leonello: Ecco sì…burlesco…burlesco…

Leonardo: Sì ma io di queste…bar…barzellette, come le chiamate voi, non ne

                 conosco alcuna! Se si trattava di indovinelli …bhè lì non ho rivali, ma di 

                 codeste barzellette…(lo guarda) Voi…voi ne conoscete qualcuna?

Leonello: Eeeehhh…hae voja9!  A la bettola10 ne avrò sentite a mijaia11!

  7 Ascelle

  8 Raccontategli

  9Hai voglia!

10 Osteria

11 Migliaia

Leonardo: Bene,anzi benissimo! Dunque sarete voi a raccontarle,vedremo se  

avranno effetto. Se riuscirete a farla sorridere vi raddoppio la paga.

Leonello: Scusate sor Leonà, ma non avete detto che nessuno della servitù la deve

                vedè in faccia?

Leonardo. Con voi…con voi farò un’eccezione…sarete l’unico…però non dite nulla

                  agli altri!

Leonello: Se a voe sta bene così!?

Leonardo: Su…su,fatela trasire!

Leonello:  (non comprende) Come?

Leonardo:  (autoritario) Fatela entrare…chiamatela!

Leonello: Aaahh…(si avvia verso la porta,apre) Prego…prego,trasite.(entra Monna

                Lisa col velo sul volto) Come vi chiamate? (non ottiene risposta,

               guarda Leonardo) Ma che è muta?! Questa oltre a nun ride manco12 parla!

Leonardo: (tutto ossequioso) Prego…prego, accomodatevi al solito posto…toglietevi

                pure il velo.(lei è titubante,guarda Leonello) Non vi preoccupate,non

                abbiate timore, é…é un mio vecchio amico,una persona fidata. (lei si toglie

                il velo) Un…mio…collega, Loenello da Viceno. (Leonello le bacia la mano)

Leonello: Prego…sedete…(Lei si siede)
Leonardo: (tira fuori il quadro nascosto dietro un angolo) Eccoci qua…(lo sistema sul

                  cavalletto lo mostra a Leonello) Bhé allora Leonello, che ne dite?
Leonello: (guarda il quadro) B…b…bello…ma…

Leonardo: Ancora non è finito…(inizia ad attingere sulla tavolozza) Allora caro

                 Leonello che si dice in quel di Viceno…(rivolto a Monna Lisa) Dovete

                 sapere mia cara signora che lui viene dai pressi di Orvieto…si Orvieto

                 dove c’è lo Dòmo…(ma lei rimane impassibile) Vabbé…Allora caro…

                 collega che si dice a Orvieto…su ordunque raccontatemi qualche

                 aneddoto !(strizzando l’occhio) So che ce ne sono di curiosi in quei luoghi.

Leonello: Eeeehhh…hae voja a aneddoti!

Leonardo: Su…su dite…dite,mentre io mi accingo a figurare questa splendida

                 damigella!

Leonello: Eehh…che se dice…dunque…aspettate é…(tra se) dunque c’era quella

                del toro co la farfalla …no quella è mejo de no…quella …………

                Ah, sentite questa…o, questa è vera…dunque mentre stavano a costruì

                ‘l Dòmo una volta lì davanti è passato uno con una biga…a un certo punto

                questo che fa, pija13 e getta una lampada…arriva un operaio che stava a fa

                 lo scavo e raccoglie sta lampada e, siccome è sporca, la pulisce…mentre

                 la strofina come per incanto dalla lampada esce una persona…

Leonardo: Dalla lampada?! Ah…ah…ah…ma che burleria…

Leonello: Aspettate,che ridete, mica è finita…

12Neanche parla   13 Prende e getta…

Leonardo: Oh scusate…ma continuate…continuate…

Leonello: Allora…dicevo…esce sta persona e a quell’operaio je fa…”Qualsiasi tuo

                desiderio è un ordine, chiedimi quello che vuoi e te lo esaudirò!” L’operaio

                lì per lì rimane muto…su,su, je dice quello, non aver paura,chiedimi

                quello che vuoi! Al che l’operaio se decide: “Vorrei avere un castello!” Va

                bene, je dice quello che è uscito dalla lampada,questa sera troverai quanto

                tu hai richiesto!

Leonardo: Ah…ah…ah…

Leonello: Che c’è da ride, nun è ancora finita!

Leonardo: Oh riscusatemi esimio collega.(continua a dipingere)

Leonello: L’operaio alla sera ritorna e ritrova di nuovo la sua umile dimora,niente

                 castello...Apre la porta… e se trova davanti un mastello…

Leonardo: Ah, una tinozza…una bigoncia... Ah…ah…ah…(pausa) E’ fi…finita, vero?

           Leonello: (in tono secco) No! Al che il giorno dopo ripassa questo co sta

            biga,l’uomo lo ferma e je fa :

               “Sente ‘n po’ iere14, quanno tu hae buttato quella lampada,

                mentre la pulivo m’è sortito fòre15 un cristiano che m’ha detto,qualsiasi

                cosa chiedi sarà tua, al che j’ho chiesto un castello. Me so avviato pe la mi

                strada e ho rivisto la mia umile dimora di sempre.Apro la porta e mi

                trovo davanti un mastello . L’altro lo guarda e je fa:

                perché secondo te io j’avevo chiesto la biga!?”(ride) Ah…ah…ah!

Leonardo: (lo guarda, accenna appena un sorriso) Ah…eh..eh..

Leonello: (continua a ridere forte) Ah…ah…ah…Ete capito…? La biga…Ah…ah…ah

                (si fa serio)… Castello…mastello…biga…Nun l’ete capita.  

Leonardo: (mentendo)No…no…io…l’ho capita…!?

Leonello: Voe…forse si…ma lée no…Forse era troppo sboccata?

Leonardo: Mah…non…non mi sembra…

Leonello: Allora nun l’ete capita manco voe.

Leonardo: Bhé…effettivamente…

Leonello: Vabbé,domane16 ve la spiego. Io a sto punto me ne andrei…(fa per uscire)

Leonardo: (lo blocca) No…no…state messere…deliziateci di un’altra storia.

Leonello: Ma no…su…è inutile che la racconto e poe nu la capite!

Leonardo: (abbassando il tono della voce)Provate con una più semplice!

Leonello:Vabbé,provamoce…però si nun capite questa appiccative17…Oh scusate

                questa licenza…

Leonardo: Non fa niente…su dite,dite.

Leonello: Questa è proprio ‘na barzelletta,la capiscono pure li pargoletti…è ‘na

                storiella tra animale…

14Senti un po’,ieri… 15 E’ uscito fuori     16 Domani   17 Impiccatevi

Leonardo: (mentre dipinge) Ah…ah…ah su,su raccontate…

Leonello: Dunque…un giorno qualsiasi in una dimora contadina,un asino passa,

                trainando ‘n carro ,davanti al porcile,quando il maiale lo vede comincia

                a prenderlo in giro,e je fa: “Guarda come sée ridotto,ma nun te vergogni?

Leonardo: Ah…ah…ah un maiale che parla…questa l’ho capita!

Leonello: Ma che ete capito! Sor Leonà fatime annà avante18!

Leonardo: Ma…un animale che parla…non si è mai sentito dire !?

Leonello: Ma è per finzione…per burleria…(pausa) A parte pe esse precise19

                ‘l pappagallo parla.Comunque dicevo ?… ah sì.. il maiale je dice:”Guarda

                   come sèe ridotto,ma nun te vergogni? Sée brutto,magro,pelle e ossa,

                  stracco20,stae sempre a lavorà, te pare vita la tua? Guarda a mme21,

                  me trattano benissimo,magno e nun fò gnente22 tutto ‘l giorno,guarda

                  grasso che so, questa sì che è vita,no la tua!”L’asino guarda ‘l maiale

                  e se rivolge a lue co un  sorrisetto: “Sì ma  tu nun sée ‘l maiale

                   dell’anno scorso…”(nessuno ride) E’ finita…

Leonardo: E’…finita?!

Leonello: (in tono offeso) E già…(pausa) Allora ,l’asino je fa…tu nun sée ‘l maiale

                dell’anno scorso…quindi?

Leonardo: (guardando Monna Lisa) Quindi…

Leonello: Evidentemente…quello dell’anno scorso é…é…

Leonardo: E’…scappato…!

Leonello: S’,vabbé…arrivederci é…(fa per andarsene)

Leonardo: No,no dove andate, venite qua…(si contiene)…vi supplico…(strizzando

                 l’occhio)…mio emerito collega!

Leonello: (tra se) Emerito…emerito ‘n par de ciufoli!

Leonardo: Non volete deliziarci ancora di una birbante novella…Voi che ne dite

                 madamigella? (non ottiene risposta)

Leonello:  Niente é…vabbé allora io…

Leonardo: Oggi proprio non va…(con uno scatto d’ira posa la tavolozza,poi rivolto

                  a Monna Lisa)…Scusatemi gentile signora,ma oggi non mi sento per

                  niente bene…ho bisogno di rilassarmi…se non vi arreca danno ci

                  vediamo domani.(ripone il quadro dietro l’angolo ed esce)

Leonello: O, io ce l’ho messa tutta…ma si nu la capisce lue che è un genio, che po’ 

                      pretenne23 da questa!                  

Monna Lisa: (si rimette il velo,fa per uscire,guarda Leonello e scoppia a ridere)

                      Ah…ah…ah…La biga …buona questa…ah…ah…ah…(esce)

18Fatemi proseguire               21 Guarda io…

19Per essere precisi                 22 Non faccio nulla…

20 Stanco                                   23 Che può pretendere da questa

                                         Scena Quinta – Atto I

                           Leonello,poi Ida,poi Annibale,poi Leonardo.

Leonello: (allibito) Ma guarda tu questa…(nel frattempo entra Ida) Oh,dolce

                miraggio…qual buon vento!

Ida:  (in tono di rimprovero)Che cosa avete fatto al mio encomiabilissimo ed

        ineccepibile maestro?!

Leonello: Io…?! Io nun j’ho fatto gnente de certo…é…è quella che è uscita adesso

                che l’ha fatto innervosì…io nun c’entro proprio gnente…anzi!

Ida : Sì,sì…voe la sapete lunga! Ma come…a noi che stiamo alla sua corte da un

        sacco di tempo, non ci ha mai dato  licenza di vedere in faccia quella…

        quella…insomma quella lì, e voi, neanche siete arrivato e avete preteso di

        vederla…ma non vi vergognate!?

Leonello: Veramente le cose nun stanno proprio come dite voi… dolce venere…

Ida:  Sì,sì…(inizia a sistemare la stanza)Ma…piuttosto…com’é..é bella?

Leonello: Oddio…bella bella non direi,però c’ha un bel fisichetto! (le si avvicina)

                A voi però nun v’allaccia manco ‘na scarpa24!(tenta di baciarla)

Ida:  Ma…come osate siffatta licenza! Io neanche vi conosco! Chissà in quale specie

         di dimora avete prestato servigio!Di chi siete stato servitore?

Leonello: (con aria offesa) Servitore io?! (mentendo) Semmai servito volete dire

Ida:  Volete dire che voi eravate un sire… e che ora…

Leonello: Proprio così mia cara Ida…alcune circostanze hanno fatto sì che il

                sottoscritto si abbassasse a tale stato…!

Ida:  Davvero?!(incuriosita) Su raccontate,dite…orsù dite!

Leonello: (impacciato) Dunque…dovete sapere che io…io ero…sono anch’io come

                 l’illustre Leonardo…un genio…diciamo un genietto va…

Ida:  Ma chi,voi?! Ma se non ho mai sentito declamare il vostro nome!

Leonello: Beh,forse non da queste parti…ma…vi assicuro che a Viceno, e anche un

                po’ a San Quirico25…sono ben rinomato e come dite voi declamato,eccome!

Ida:  Soltanto lì però! Non come il nostro immagignifico maestro!

Leonello: Eh,sì…maestro, esimio,illustrissimo…adesso pure immagignifico! Ma non

                potete chiamarlo normalmente Leonardo?

Ida:  Giammai! Le sue opere,le sue idee,le sue odi sono giunte fin oltre ogni confine!

         Mai,ripeto mai mi abbasserò a tanto!

Leonello: Oh,ho detto solo che lo dovete chiamà pe nome mica l’ete da mannà26 aff…

Ida:  Ho capito,ho capito…ma è più forte di me…non ci riesco!

24Non c’è paragone

25Piccolo borgo nell’orvietano

26Mandare

Leonello: (si avvicina confidenzialmente) A me potete chiamarmi…semplicemente

                Leo…anzi Lio…ve lo concedo…

Ida:  (irata) Ma…ma come osate tanta confidenza! Ora siamo pari grado…anzi,

         ite a pulire lo sterco delle capre!

Leonello: (infervorendosi sempre più) Sì…sì le capre…andiamoci insieme…(cerca di

                metterle una mano sulla spalla)

Ida:  (lo schiaffeggia) Ma insomma! Debbo chiamare Annibale per farvi cacciare?

Leonello: Sì,sì…così mi piacete ancora di più quando vi adirate…(cerca di

                abbracciarla ma lei gli dà una ginocchiata nel basso ventre)

Ida:  Ecco,ora sarete contento! (esce)

Leonello: (piegato su se stesso) Oddio…che dolore (prende fiato,nel frattempo entra

                Annibale)

Annibale: Ma cosa fate,ancora non avete finito di sistemare qui! Cosa avete…che

                 fate,perché state  così prostrato!?

Leonello: (con voce fioca) Niente,niente…avevo perso una cosa…

Annibale: Che cosa?

Leonello: Ho perso…una cosa…ohi…ohi…ohi..

Annibale: Ma cosa?!

Leonello: (seccato) Ho perso un pallo27!

Annibale: Vorrete dire una palla?!

Leonello: Chiamala ‘n po’ come te pare…!

Annibale: Non sapevo che vi piaceva giocare a palla!

Leonello: Sì,vabbé; bònanotte…

Annibale: Comunque questo non è il momento per distrarsi! Su forza è ora di andare

                 alle stalle,c’è da governare lo porco e spazzolare i cavalli di nostra

                 signoria!

Leonello: Di tua signoria…Ma nun è che stì cavalle mandano calci?

Annibale: Dipende da come le spazzolate. Se sbagliate verso…tac…vi

                 faranno vedere le stelle!

Leonello: Già le vedo…anzi ho visto anche la stella cometa!

Annibale: Su, non perdiamoci in chiacchiere,andiamo!

Leonello: E aspetta,che c’hae prescia28! (gli si avvicina) Sente ‘n po’…ma sta Ida

                che tipo è? Ce l’ha ‘n ragazzo…un marito?!

Annibale: Perché? (pausa) Aaaahhh ho capito,vi piace…Beh,posso solo dire di non

                 provarci…è tempo sprecato!

Leonello: E perché mai?!

Annibale: Perché misà che ha preso una bella cotta…

Leonello: Allora ce l’ha un ragazzo,e dimmolo subito no!

Annibale: Ma che ragazzo e ragazzo…(avvicinandosi sottovoce) Ha preso una cotta

                 per lui…(fa cenno con la testa)

27Testicolo         28 Fretta

Leonello: Lui?!

Annibale: Lui!

Leonello: (facendo cenno anch’egli con la testa) Lui…lui…lui?

Annibale: Lui,lui.

Leonello: (incredulo) Ma va?!

Annibale: Già!

Leonello:Lui?! Ma se c’avrà quattro lustri più di lei!

Annibale: Per la precisione quasi sei.

Leonello: Seeei?!

Annibale: Già.

Leonello: E che ce troverà de così tanto bello!?

Annibale: Che c’entra questo! E’ certamente la sua genialità che l’ha fatta

                 accecare d’amore…

Leonello: La sua genialità?! Ah…ah…ah…

Annibale: Cos’è questa ilarità!

Leonello: La sua genialità…solo per aver fatto du quadre,cinque dicerie e

                quattro scarabocchie! Genialità…ma non fatemi ridere!

Annibale: Beh,queste quattro…cosette a cui voi alludete,ce l’hanno fatto

                 lusingare in tutto l’universo,fino alle cime più recondite delle montagne!

Leonello: E allora io…io che dovrei dì ! Dovete sapé che anch’io,modestamente,ho

                qualchecosina nel cassetto!

Annibale: Ma non fatemi ridere…Quando mai si è sentito declamare Leonello Da

                 Viceno…Mai! (ironico)Forse in qualche bettola!

Leonello: (irato) Ma tu…tu chi sìe…! Tu nun sae con chi stae a parlà!

Annibale: Prima cosa che è codesta confidenza,e poi, voi chi sarete mai!

Leonello: Tu…voe.state a parlà col più grande…(nel frattempo entra Leonardo)

Leonardo: Ma cos’è tutto questo sbraitare! Si sentono urla fin da giù alla piazza del 

                  mercato!

Annibale: (chinandosi) Oh…scusate eloquentissimo vate…non volevo disturbare il

                 vostro umile riposo…ma lui mi ha…

Leonardo: (lo interrompe) Su,su,ite…ite a pulire la stalla ,(rivolto a Leonello,

                  vedendolo ancora dolorante) e voi,cosa avete fatto? Perché tenete le

                  mani…lì dove non batte mai lo sole? Ho capito, è stato il cavallo!

Leonello: No,no,macché cavallo! E’ stata ‘na cavalla…E che cavalla!(esce insieme

                ad Annibale. Musica. Sipario)

                                        FINE PRIMO ATTO

                      ATTO SECONDO

SI APRE IL SIPARIO IN SCENA CI SONO: LEONARDO CHE DIPINGE, MONNA LISA CHE POSA,UN BUFFONE,UN MIMO E UN CANTANTE.

Scena prima – Atto II

              Leonardo,Monna Lisa,un mimo, un buffone e un cantante.

Buffone: (fa le linguacce,sghignazza,buffoneggia) Gna…gna…gna , hi..hi..hi

                Lo sapete qual’è lo colmo per un’oca? Avere tante penne e non sapere

               scrivere! (ride)Hi…hi…hi (ridono pure gli altri ) E quello per un pescatore?                                                                                        

                Avere una moglie sarda che si chiama Alice…hi….hi…hi

Leonardo: (tra se) Faceva più ridere Leonello….anche se non lo capivo.(dipinge

                  nervosamente)

Cantante: (con una specie di chitarra in mano cerca di intonare una canzone ma

                  stona spudoratamente) Era d’estate e il mio cuore battea forte,finchè

                  tu dolce fanciulla…(il buffone ride sghignazzando)

Leonardo: Ma cosa devono sopportare le mie orecchie! Basta…finitela con codesta

                  nènia!...Sembrate una cagna che piange…!(dipinge, mentre Monna Lisa

                  rimane impassibile) E tu (rivolto al mimo) Specie di umano scartato a lo

                  circo,fammi vedere cosa sai fare…almeno tu inventa qualche cosa di

                  ilare! (poi rivolto a Monna Lisa con ironia) E voi per carità non vi

                  muovete! (Il mimo inizia a mimare alcuni animali tutti ridono, persino

                  Leonardo accenna a un sorriso, ma lei no,rimane imperturbabile)

                  Ah…ah…ah che scimmiottate, che versi birbanti! Non lo trovate

                  divertente anche voi madamigella?...No é…(tra se) Per carità non

                  vi sforzate a ridere…per carità!

Buffone: Sire la sapete quella birbanteria che narra dell’uccelletto…

Leonardo: (con uno scatto d’ira)Basta!...Basta! Ite,ne ho abbastanza delle vostre

                  ciarlanate! Ite fòra da codesta casa!

Cantante: Ma…eminentissimo,non abbiamo ancora finito, siamo solo all’inizio.

Leonardo: Non m’importa nulla…ite…ite fòra da li…mmmhhh…non mi fate

                  dire quello che non vorrei mai citare,non me le tirate fòra dalla bocca,

                  ite…ite via!

Mimo:(umilmente) Vabbé…allora noi…ce ne andremmo…e…se  nostro sire e

           genialità vorrebbe umilmente gratificarci di quanto ci è dovuto…ci pensa

           sua magnificenza, o dobbiamo passare da lo contabile?

Leonardo: Ve lo do io lo contabile, siete solo dei mangiapane a tradimento,

                  non fareste ridere nemmeno no pargolo di un lustro! Via, altrimenti

                  vi prendo a bastonate ne lo groppone29! Via! (i tre escono borbottando.

                  Dopo essersi calmato riprende a dipingere) Scusate madamigella questo

                  sfogo a me non appropriato, però quando ci vuole,ci vuole! Ecco qua,

                  un ultimo tocco e abbiamo finito…et voilà.(posa la tavolozza e i pennelli,

                  poi si rivolge a Monna Lisa) Ecco fatto, potete pure andare mia cara

                  donzella…e grazie tanto per avermi onorato di siffatta collaborazione.

                  (Monna Lisa i rimette il velo,fa un inchino ed esce) Arrivederci e grazie!

                  Arrivederci…arrivederci un corno! Ma chi ti vuole più rivedere…(stacca

                  la tela dal cavalletto) Guarda qua…neanche un accenno di ilarità…

                  Bhà , mannaggia a me e a quando l’ho conosciuta!(prende la tela e la

                  getta nella pattumiera.Poi rivolto verso l’esterno) Annibale, Ida…

                 Le…Le come diavolo vi chiamate…ittate lo secchio de la mondezza a lo

                  monnezzaro… aerate…aerate lo locale! (esce)

                                            Scena seconda – Atto II

                                       Annibale,poi Ida,poi Leonello

 Annibale:(entra) Ma che gli è successo, sembrava che avesse visto no lupo mannaro!

                 Mannaggia,proprio adesso che dovevo sortire per andare a scuola di tiro

                 con l’arco…la lezione alla quale tenevo di più…il tiro a palombella…

                 e ora…come faccio…?!

Ida: (entra affannata) Che è successo…perché enunciava così concitatamente

        nostra genialità immensa!?

Annibale: Ha detto…ha detto che dovete dare una pulitina a lo locale.Io intanto

                 vado…vado da lo porchettaro, sennò stasera chi lo sente se l’esimio

                 messere  non trova la porchetta a tavola!

Ida: (ironica) E già, se non ch’ha la porchetta non campa…! Ho capito…ite…ite…

        (Annibale esce) Trova sempre qualche scusa pur di non aiutarmi a sistemare

        lo studio di sua…sua…sua…oh non mi viene alcun altro aggettivo!

Leonardo: (da fuori)Ida…Ida!

Ida 🙁 accorrendo verso l’uscita) Siii…dite mio…mio…grande sapientone…dite!

Leonardo: (da fuori)Potete andare a lo centro a fare un’ambasciata a Giuliano de’

                 Medici?

Ida: Ma certo…con la gioia nel cuore,ci vado immantinente! (nel frattempo entra

        Leonello)

28Schiena

Leonello: (imitando Ida) Con la gioia nel cuore…Infingarda!

Ida: Ma cosa volete ancora da me,non accostatevi che vi do un altro calcio che

        vi farà restare prostro per una settimana!

Leonello: E chi s’accosta più! Ieri m’avete fatto rintorzare anche lo misero pasto!

                A proposito…Leonarduccio ,o preferite

               chiamarlo  Leonardino, come sta….L’ho visto un po’ turbato,

               perché nun je fate ‘m po’ di compagnia.

Ida: Ma a che cosa alludete!

Leonello: Lo so io a cosa alludo…e la dimostrazione me la dà il vostro rossore

                in viso.

Ida: Non sono arrossita,sono paonazza dalla rabbia quando incontro voi!

Leonello: Su bella…ammettetelo , avete preso ‘na bella cotta per il capoccia!

                Quante volte ce sete annata a letto?

Ida: Ma come vi permettete, buzzurro che non siete altro! Io sono una donna

        pulita! Non osate mai più fare simili insinuazioni,villano e birracchio che non

        siete altro!

Leonello: Si…si…

Ida : Invece di squaqquerellare30 inutili menzogne,iniziate a dare una pulita…è

         un ordine!

Leonello: Agli ordini mia Dea infelice…

Ida: Non vi sforzate a fare il sentimentale che non vi si addice! E svuotate anche

        il secchione e portatelo a lo mondezzaio!(esce)

Leonello: (ironico) Pulite qua…svuotate là…agli ordini! E ma tanto do vae pe le

                tette…31prima o pòe dovrae cede…(inizia a pulire,prende il secchione,

                prima di svuotarlo guarda che c’è dentro) Quante carte…e questo che è?!

                (prende la tela e la srotola) Aaah…al nostro Leonarduccio non è andata

                proprio giù stà gentil donzella…l’ha buttata addirittura mal32 secchione!

                Ecco perché era nero come no tizzo de carbone! (poi apre altri fogli

                accattorciati) E questo che è?! (lo gira e lo rigira) Deve esse quarche

                trappolo33 che j’e’ venuto male.(riprende in mano La Gioconda) M’è

                venuta un’idea! (prende alcuni fogli stracciati, se li mette in tasca,

                arrotola La Gioconda)

30 Ostentare, far vedere, sfoggiare

31 Dove vai, per tetti…

32 Nel secchio dell’immondizia.

33 Inteso come progetto

                E ora, cara la mia dolce Ida, te faccio vede io se

                so un birracchio…34Eh…eh con queste prove non avrai scampo…hae a

                che fa co un altro genio…anche perché,senza offesa pel sor Leonardo,

                (si specchia) penso de esse ‘n po’ mejo! Do la posso mette sta roba…

                ah…di là…(torna indietro) Famme pijà anche sto disegno…tanto che ne             sa chi é…Ida mica l’ha vista mae ‘n faccia! (esce,dopo un po’ rientra)Ecco fatto…ora   damo ‘na bella pulitina .(inizia a  pulire)         

               

                                                Scena terza – Atto II

                                               Leonello,poi Leonardo

Leonello: (tra se)Certo però che Ida è proprio strana…Te posso capì si te innamori

               de un bel giovine…anche si nun tanto giovine ,almeno presentabile…

               co tutto ‘l rispetto pe Leonardo, ma con tutta quella barba…(entra

               Leonardo)

Leonardo: Barba!? Cos’avete  a che dire sulla barba?

Leonello: (fa un sobbalzo)Oh…che storzo35! Sor Leonà…m’avete messo paura…

                No…dicevo che …bisogna che me la fò cresce pure io la barba…

                  che dite  me dona? Vojo esse come voe…chissà che quarche donzella…

Leonardo: Ho capito…ho capito, so a cosa alludete caro il mio Leonelluccio.

                  Voi credete che non mi sia accorto di Ida…ma cosa volete…alla mia età

                  …lei è una fanciulla…e poi io con le donne…vabbé lasciamo perdere.

                  Ecco voi…voi potete osare!

Leonello: E sì che nun c’ho provato! Ma gnente…nun ce me riesce d’appinzà un

                chiodo36!

Leonardo: Appinzà…ah…ah…ah bella questa…bisogna che me la segno!

Leonello: Eh…voe ridete ma qui la cosa è seria…(pausa)  Sor Leonà…solo voe me

                potete aiutà!

Leonardo: E come?!

Leonello: A voe ve dà retta…mettetece ‘na bona parola…’nventatije37 quarche cosa

                …a voe che siete un genio nun dovrebbe esse tanto difficile…!

34 Burino, grezzo                             36 Non essere capace di farsi accettare

35 Spavento                                       37 Inventategli

Leonardo: E che le racconto?!

Leonello: Che ne so…(pausa) Per esempio je potete dì che m’avete fatto chiamà da

                quarche persona importante…che anch’io tempo fa ero uno…uno…

Leonardo: Uno?!

Leonello: Uno…uno come voe…che ne so…un…

Leonardo: Un collega!?

Leonello: Ecco, bravo! Un collega…uno che disegna, che ‘nventa ,che scrive!

Leonardo: E va bene, le dico che siete un collega…ma…perché ora sareste un

                  servitore?

Leonello: Sor Leonà,me meravijo! Ce vòle poco a capillo…Je dite che so caduto

                in disgrazia e che un vostro esimio amico…

Leonardo:Giuliano De’ Medici!

Leonello: Ma sì Giuliano…Attilio…Gaetano…chi ve pare,basta che je dite che m’ha

                indirizzato qui da voe,e che c’avevo bisogno d’aiuto!

Leonardo: Però…! Non è male come idea.(pausa di riflessione) E va bene, vi

                  aiuterò, mi siete simpatico. In cambio però vi chiedo una cosa!

Leonello: Chiedetime tutto tranne li sòrdi.

Leonardo:Mi racconterete…anzi me le scriverete…sapete scrivere sì?!

Leonello: Eeeeehhhh!

Leonardo: Allora,in cambio mi scriverete tutte le bar…bar…bar…

Leonello: Barzellette?

Leonardo: Ecco sì…le barzellette…

Leonello: Ve scrivo quello che volete…Anzi farò de più, ve ce metto anche la

                spiegazione in caso nun le capite…oh…scusate…senza offesa è!

Leonardo: Affare fatto!(si danno la mano, si sentono dei rumori di passi,Leonardo

                  si affaccia) Eccola che arriva! Sortite di là ,prima che vi vede, ora ci

                  penso io.(Leonello esce)

                                         Scena quarta –Atto II

                           Leonardo, poi Ida,poi Leonello,poi Annibale.

Ida: (entra, fa un inchino) Mio signore per quell’imbasciata è tutto a posto.

        Posso essere ancora utile al nostro luminare scienziato?

Leonardo: Grazie tanto mia cara Ida…potete pure andare…anzi no…scusate

                  debbo dirvi ancora una cosa

Ida: Prego ordinate pure,cosa posso fare per nostra…nostra…

Leonardo: Lasciate stare,lasciate stare non obbligatevi troppo a cercare altri

                 aggettivi…Volevo dirvi che…che quando avete a che fare con Leoncavallo

                 da Velletri…ecco vi pregherei di usare un atteggiamento un po’…come

                 posso dire…sì ecco,un atteggiamento un po’ morbido…

Ida: Ma…nostra sapienza e vita,me ne guarderei assai nel comportarmi in malo

        modo con le persone del vostro rango!

Leonardo: Del…mio…rango?! Ah,perché, già sapete che costui è un esimio   collega,nonché artista di remota fama!?

Ida: Ma…veramente…io non l’ho mai visto e conosciuto, mio sire.

Leonardo: Ma sì che lo conoscete! Ora è a servizio qui da me…

Ida: Ma…forse…scusate se oso…

Leonardo: Osate…osate!

Ida : Forse voi vi riferite a quel…quel Leonello…Leonello da Viceno?

Leonardo: Sì,perché chi avevate capito?

Ida: No,no…niente…sono io che ho frainteso le vostre emerite parole.

Leonardo: (accostandosi a lei) Ecco…vedete,questo…Leo…Leo…

Ida: Leonello ,sire,Leonello.

Leonardo:Sì già…Leonello…Egli realmente non è proprio proprio un servitore

Ida: Spiegatevi meglio sire…non capisco!

Leonardo: Ecco…lui per la precisione…é…é…

Ida: E’?

Leonardo: Lui è, come vi dicevo prima, un artista di fama mondiale…ma che dico

                 mondiale…nazionale…ma che dico nazionale…regionale! Un ex luminare,

                 ora ahimè caduto in disgrazia  per motivi che onestamente neanche io

                 sono a conoscenza.E quindi,per fare un favore ad un amico…l’ho

                 dovuto accogliere in questa dimora, per ricominciare daccapo e scrollarsi

                 di dosso tutte le pene che lo affliggono. Ordunque vi pregherei di essere

                 diciamo…gentile con lui, e usare un linguaggio più consono alle sue

                 prestigiose…o per meglio dire, ex prestigiose origini.

Ida: (tra se) Ma…allora era vero quando diceva…

Leonardo: Prego?

Ida: (con tono sommesso)No,no dicevo che…che va bene…tutto ciò che nostra

       signoria desidera è per me un ordine.

Leonardo: Se mi è concessa la licenza, volevo dirvi un’altra cosa. Voi,voi

                 personalmente ,che opinione vi siete fatta  su questo individuo?

Ida: Bhe…ecco…a dire il vero,spero non vi offendiate grande genio,ma io lo trovo

        un  po’ villano.

Leonardo:Ah,questo è grave!

Ida: (in tono di scusa) Ma dopo tutto quello che mi avete poc’anzi detto,cercherò

        di…di trovare un lato positivo in lui…che onestamente finora non ho ancora

        riscontrato…

Leonardo: Forse tutto questo è dovuto al fatto che voi non sapevate nulla sul suo

                  conto, ma vedrete che ora,guardandolo sotto un’ottica diversa,scoprirete

                  che è tutta un’altra persona,ne sono certo!

Ida: Se…se lo dite voi eccellenza…sarà sicuramente così.

Leonardo: Ida permettete che vi dica un’altra cosa. Noto che da qualche tempo

                  nei miei confronti avete un atteggiamento…come potrei definirlo…direi un po’ troppo…

         Ida: Volete dire troppo confidenziale mio sire? Se dò quest’impressione vi prego

        di perdonarmi…(china il capo)

Leonardo: No,no tutt’altro. Io intendevo dire che voi…voi siete fin troppo premurosa

                  nei miei confronti ,qualche volta, oserei dire assuefatta dalla mia figura.

Ida: (arrossisce)Ebbene sì mio signore..! Il vostro genio, la vostra forza creativa,

        il vostro carisma…mi hanno…come dire… folgorato dal primo istante che ho

        messo piede in questa apprezzabilissima dimora! (china il capo) Comunque

        perdonatemi se ho mostrato queste debolezze, e se il mio comportamento ha

        turbato il vostro animo e la vostra personalità della quale tutti noi abbiamo

        quotidianamente bisogno per i servigi che svolgete per l’Italia e per il mondo

        tutto intero…e ora…se voi me lo consentite,gradirei ritirarmi perché ho ancora

        da dare lo straccio in cucina.

Leonardo: Ooohhh, finalmente avete detto soltanto “voi” senza aggiungere altro!

                  Si ite…ite pure Ida, e…perdonatemi se vi ho deluso,ma che volete,

                  oramai non ho più l’età per queste cose,e…poi voi…voi siete così bella

                  e giovane,avete una vita davanti, sicuramente troverete un giovine

                  assennato e di buona famiglia che possa innamorarsi di voi…vedrete,

                  che non mi sbaglierò!

Ida: (in tono sommesso) Se lo dite voi sarà così di  certo.

Leonardo: Grazie Ida per aver compreso tutto ciò.

Ida: Va bene, allora…allora io vado…

Leonardo: Sì ite…ite,felice sera. (Ida fa un inchino ed esce. Poi Leonardo va

                  Davanti allo specchio) Ah, tempus regit actum! Ma… ma che cos’è

                  questo bitorzolo sulla gota…è grande come una nocchia…sarà forse

                  lo troppo magnare?! Ha ragione Annibale debbo stare attento con la

                  porchetta…!Orsù, non perdiamoci in inutili chiacchiere,rimettiamoci al

                  lavoro!( Si siede al tavolo di studio,prende dei fogli in mano) Allora…

                  vediamo come possiamo fare per deviare il corso dell’acqua de sto

                  benedetto Arno! Diamoci da fare…dunque, se la linea parallela all’asse

                  di trasporto è distante di un quinto dalla…(bussano alla porta)

Leonello: (entra senza aspettare) Disturbo?

Leonardo: Oh carissimo…trasite…trasite pure!

Leonello: Vedo che c’avete da fa…si volete ripasso tra un po’.

Leonardo: Ma no…non disturbate affatto! Venite…venite.Sedetevi qui al mio fianco.

Leonello: (si siede) A che state a lavorà,che ve state a ‘nventà sta vorta?!

Leonardo: Sto lavorando su un progetto per deviare il corso dell’Arno:

Leonello:  Aaahh,hae capito!

Leonardo: Lo sapete sì cos’è l’Arno?

Leonello: Eeehhh,lo so sì! Pensate che ‘na sera mentre, ce trovavamo a ‘na cena

                de amici, un collega tale Furino Delle Draghe38, da la troppa arsura39  citò: “C’ho ,na sete che bearebbe40 anche l’Arno!”

38 Personaggio della nostra zona così soprannominato   39 Sete   40 Avrei bevuto

  

Leonardo: Ah…ah…ah codesta barzelletta l’ho capita ah…ah…ah…

Leonello: No,nun è ‘na barzelletta,questo è successo per davero…ha detto proprio  così!

Leonardo: Ah si?! Ma che simpaticone!

Leonello: Già, e da lì ho capito che se trattava de lo mare! (Leonardo scuote la testa)

                 Nooo?!

Leonardo: E no!

Leonello: Come no, allora sarà… l’oceàno!

Leonardo: Ma no..! L’arno è lo fiume…lo fiume de Firenze, no lo mare!

Leonello: Ah sììì?!

Leonardo:E già!

Leonello: Vabbé, sempre acqua è! Comunque diteme ‘n po’ …perché lo volete

                 spostà sto  fiume?

Leonardo: Bisognerebbe deviare il corso del fiume perché Firenze si possa difendere

                  dagli attacchi di Pisa…

Leonello: Arrabbiele sti pisani come so tremende!

Leonardo: E per ottenere tutto ciò sto pensando alla costruzione di una macchina

                  escavatrice.

Leonello: Bhé,effettivamente a mano rimane ‘ n po’ difficile,ce vorrebbero mille

                Gine de Biaciaccio41!

Leonardo:Se pote pure fare ma ci vogliono almeno dieci anni e forse più.

Leonello: E già, e poi coi pisani chi ce ragiona! E come funzionerebbe  st’attrezzo?

                Sta…come l’ete chiamata…?

Leonardo Macchina,macchina escavatrice.Sapete sì cos’è una macchina?

Leonello: Veramente escavatrice  io nun l’ho ‘nteso mae dì, e pòe de macchina

                conosco solo quella de Santa Rosa42!

Leonardo: No,no…questa è tutt’altra cosa! (gli mostra il disegno) Guardate…

                  poggiandola su due rotaie, questa macchina si può spostare seguendo

                  l’avanzamento dei lavori.

Leonello: (fingendo di capire) Aaahhh già l’avanzamento…

Leonardo:Questa escavatrice,ordunque,funzionerebbe secondo un principio di

                 contrappesi…mi seguite?

Leonello:  (mentendo)Sì,sì…annate pure avante!

Leonardo:Meno faticoso,e quindi meno mano d’opera.

Leonello: (indicando sul foglio) E questo che è?

Leonardo: Questa è una zeppa che quando si aziona ,avviene per effetto del

                  rilascio istantaneo verso il basso del peso del recipiente equilibratore.

Leonello: (pausa) Aaahhh…allora è questo il famoso “Gioco de zeppa”43! E io che

                pensavo fosse tutto un’altra cosa!? E sto còso tonno44 che è?

                                            41  Gino di “Biaciaccio” personaggio locale famoso picconatore

                                            42 Monumentale costruzione votiva che viene per le vie del centro storico di Viterbo da circa 100 facchini

                      43 Modo di dire nell?orvietano per intendere un atto sessuale             44 Rotondo

Leonardo:E’ una semiruota che serve a facilitare l’operazione manuale di ricarico

                 del peso alla massima altezza del lavoro. Questo viene fatto più volte

                 finché la zeppa non arriva alla profondità del fossato. L’escavatrice successivamente trainata in avanti lungo le rotaie e l’operazione può così

                 continuare. Che ne dite?

Leonello: (perplesso) Mah..! Si lo dite voe!? (indicando un altro foglio) E questo

                che è?

Leonardo: Ah,niente è solo uno schizzo…

Leonello: E chi ve c’ha schizzato? Nun me lo dite,è stato de sicuro quell’impiastro

                d’Annibale! (pausa) Ho ‘ndovinato?

Leonardo:Ma no, cosa avete capito! Schizzo è un modo di dire…si tratta di un

                 disegno appena iniziato, debbo ancora giungere a termine.

Leonello: Aaahh,me pareva!? (guarda il disegno) E perché ‘na rota avante e una

                dietro? E sta corda che ce fà lì in mezzo?

Leonardo: E’ una trasmissione a catena…comunque l’ho lasciato insoluto,chissà

                 che un domani qualcheduno riprenda questa mia idea!

Leonello: A capì a che serve!?

Leonardo: Ma per spostarsi senza camminare! In seguito riprenderò questo

                 progetto,ora ho ben altro a cui pensare.

Leonello : Certo Leonà che sete veramente forte! Ma come ve vengono in mente

                 certe cose?!

Leonardo: Impossibilia nemo tenetur!

Leonello: Sì, vabbé…Io nun parlo manco l’italiano!

Leonardo: Significa “Nessuno è tenuto a cose impossibili”.E poi ricordati che

                 nissuna umana investigazione si po’ dimandare vera scienza,s’essa non

                 passa per le matematiche dimostrazioni!

Leonello: ( non comprendendo)…Me pare più che giusto! Scusate Leonà si da un

                discorso annamo a ‘n altro,(si avvicina) de quella cosina co Ida…

Leonardo:Cosina?! Quale cosina!

Leonello: Ma sì…co Ida c’ete parlato?

Leonardo: Ah,sì…sì tutto a posto. Le ho detto che anche voi siete un artista,un

                 musico, un pittore, e che per sinistri motivi siete caduto in disgrazia…

                 eravamo rimasti d’accordo così, giusto? Poi le ho anche detto, anzi fatto

                 capire, che io non sono per nulla interessato a lei. Va bene così?

Leonello: Benissimo, non bene!

Leonardo: Ora però sta a voi conquistarla…devo ammettere che la vedo un po’ dura!

Leonello: Nun ve preoccupate sor Leonà, basta che m’ete spianato la strada, pòe

                al resto ce penso io! (bussano alla porta)

Leonardo: Chi ad’è?

Annibale: (da fuori) Sono io,Annibale.

Leonardo: Trasite,trasite pure Annibale!

Annibale: (entra, e fa un esagerato inchino) Celebrità assoluta.

Leonardo. Eh, ora pure celebrità assoluta,ci mancava solo questo! Ma…ma non

                 potete chiamarmi semplicemente col mio nome o, proprio se non vi

                 riesce, signore!

Leonello: No sor Leonà, e questo se v’ha da chiamà pe nome e quanno dorme più!

Annibale:( rivolgendosi a Leonello con aria di sfida) Tu,piuttosto,cos’è codesta

                confidenza dinanzi al nostro eccellentissimo padrone!? Non dovevate

                andare a guernare45 lo porco?

Leonello: Lo porco l’ho guernato, e ho guernato pure le cunije46! Ma pòe lo sae che te

                dico, ma fatte ‘n po’ ‘n capagno47 de affaracce tue!

Annibale: (guardando Leonardo) Ma…ma suprema eloquentia…non…non dite nulla

                 a codesto bifolco…impertinente e maleducato!?

Leonardo: Annibale, calmatevi! Regolatevi con le parole,perché…vedete… costui

                 non è esattamente quello che poc’anzi avete citato…egli é…(rivolto a

                 Leonello) posso dirglielo?

Leonello: Sì…sì, c’ho provato a dijolo48 anch’io, ma siccome è ‘n po’

                duro de capoccia…vedete che si je lo dite voe ce crederà de certo!

Annibale: Ma…non capisco…

Leonello: E mo capirae…(a parte, senza farsi ascoltare da Leonardo) Mo so cavoli

                tua!  Dite,dite sor Leonà.

Leonardo: Dicevo, egli è, o meglio era, un rinomato…poeta…

Leonello: Pittore.

Leonardo: Pittore!

Leonello: Musicista.

Leonardo: Musicista!

Leonello: Inventore.

Leonardo: E no,non esageriamo! Diciamo…seminventore.

Leonello: Vabbé…facciamo semi.

Leonardo: E quindi,caro Annibale, gradirei nei suoi confronti un po’ più…come

                 posso dire…un po’ più…

Leonello: Di ossequità.

Leonardo: No,no ma che ossequità!Un po’ più di rispetto ecco.

Leonello: Hae capito mo?

Annibale: (s’inchina di nuovo) Scusate tanto, sapienza devota…anche voi…ex sire.

Leonello: Ma che ex e ex…e addrizzative50 su, che a forza de fa l’inchine fra poco

                te pija ‘l corpo de la strega!

Leonardo: Sì,sì aizzatevi! Niente più inchini

Annibale: (si alza) Va bene, farò come dite voi.

45 Dar da mangiare al maiale   46 Conigli  47 Cesto, canestro.  48 Dirglielo  49 Alzatevi 

Leonardo: A proposito,che cosa dovevate dirmi di così cotanta prescia?

Annibale: (accenna un inchino, ma poi si inginocchia) Volevo riferirvi,mio faro

                 illuminante, che oggi al mercato ho incontrato un rinomato commerciante

                 che dice di conoscervi,e che quanto prima intendeva colloquiare col

                 nostro genio assoluto.

Leonardo: Un rinomato commerciante?!...Ti ha detto come si chiama?

Annibale : No signore!

Leonardo. E chi sarà mai costui?! Ne conosco per lo meno trenta di commercianti!

Leonello: Ma sarà sicuramente qualcheduno che vorrà l’autografo!(rivolto ad

                Annibale) E anche tu ,fattelo dire…buono a nulla che non sei altro!

Leonardo: Vabbè non fa niente… Grazie…grazie Annibale, potete

                 andare.

Leonello: (vedendo Annibale che tarda ad alzarsi) Oh,guarda che ce l’ha con te!

                E arzite su, mica sée a le funzione50, Mica stae a pregà .Su cocco razza51!

Annibale: (guardandolo con disprezzo)Va bene, se l’esimio vate,unico al mondo,

                 (rivolto a Leonello) e dico unico,non ha nulla da comandare,io me ne

                 andrei.

Leonardo: Sì…sì,ite pure! (Annibale esce)

Leonello: Ma come fate a sopportà un individuo del genere?!

Leonardo: Non vi fate pena, è da molto tempo che sta a servizio in questa dimora.

                 E’ un po’ pignolo, però in fondo in  fondo è un bravo cristiano.

Leonello: Vabbé, si sta bene a voe…! Ritornando a Ida voi dite ordunque che posso

                osare?

Leonardo: Ma sì,osate…osate e vedrete che qualcosa prima o poi si muove…Ma mi

                  raccomando, usate delicatezza e ricordatevi:”L’acqua che tocchi dé fiumi

                  é l’ultima di quella che andò e la prima di quella che viene.Così il tempo

                  presente.”

Leonello: Ah…(pausa) Nu l’ho capita ma va bene lo stesso.(sta per uscire,si ferma)

                Ah, (tira fuori dalla tasca un foglio) questo è un piccolo anticipo de quello

                che m’avete chiesto.(glie lo dà ed esce)

Leonardo: Un…piccolo anticipo?! E che sarà mai! (apre il foglio) Aahh,ma è una

                  barzelletta! Vediamo un po’ .(legge a voce alta) “Credevo di essere un

                  amante eccezionale…finché non scoprii che lei aveva l’asma.”(la rilegge

                  a bassa voce) Credevo….(si guarda attorno)Mha! Sarò un po’ duro di

                  comprendonio, ma io non ho capito neanche codesta! (buio,musica)

50  Messa vespertina che si svolge in chiesa

51  Vattene, esci

                            FINE SECONDO ATTO

                     ATTO TERZO

SI APRE IL SIPARIO,DI NUOVO LO STUDIO DI LEONARDO. C’E’ IDA CHE

SPOLVERA E ANNIBALE CHE SISTEMA LE CARTE SUL TAVOLO DI LAVORO.

Scena prima – Atto III

                                             Ida, Annibale, poi Leonello

Annibale: Ma voi credete veramente, che quell’essere così…così insignificante,sia,

                 o sia stato un artista? A parte che sei un artista, o di musica, o di lettere,

                 o un pittore,  che sia caduto in disgrazia o no sempre artista rimani! E

                 invece questo…

Ida: Si ma non c’è più l’ ispirazione la forza di volontà per rimanere tale, è difficile

       rientrare nel giro dei grandi.

Annibale: O bella! A sentirvi parlare anche voi sembrate convinta che

                 quell’energumeno sia un genio!

Ida: Io credo a quello che mi ha detto il nostro illustre padrone. Perché voi dubitate

       anche della parola di Leonardo?

Annibale: No…no…non dubito, però mi da l’impressione che il nostro immagignifico

                 genio ,si sia fatto…come posso dire…sì,si sia fatto abbindolare un pochino

                 da quel fannullone mangiapane a tradimento!

Ida: Ma questo, scusate , si chiama dubitare. Quindi voi dubitate?

Annibale: Non dubito sulle parole dell’immenso, ma…

Ida: (incalzando) Dubitate si o no!

Annibale: Nnno…cioè…vabbé, avrete ragione voi…è inutile discutere…sarà così!

Ida: Io non voglio la ragione,uno deve essere convinto di quello che pensa! Ebbene,

        io penso in positivo,per me è una persona per bene,avrà anche lui come tutti

        noi i suoi difetti,…e poi se devo dirla tutta mi è anche simpatico!

Annibale: Ho capito…ho capito,anche voi vi siete fatta abbindolare.

Ida: Ma come osate! A me non abbindola nessuno,ci vuol ben altro!

Annibale :Ah sì, allora sapete cosa vi dico?

Ida: Orsù parlate!

Annibale: Ebbene il nostro carissimo ed encomiabile ex musico, nonché ex pittore,

                 nonché ex seminventore, non appena ha messo piede in codesta illustre

                 dimora ,come un falco ha subito puntato la sua preda!

Ida: E…chi sarebbe codesta preda ?

Annibale: Ma voi,mia cara!

Ida: Io?!

Annibale :Sì, proprio voi!

Ida: (arrossendo) Ma…come osate divulgar simil sospetto,chi vi dà licenza!

Annibale: Perché ha fatto a me dimande sul vostro conto. E’ sposata? E’ fidanzata?

                 E via di seguito…

Ida: (quasi lusingata) Bhé…se una persona può interessare…secondo me è normale

        fare simil dimande…!

Annibale: Sì, ma conoscendo l’individuo,l’unico scopo è quello…

Ida: (offesa) Quello?

Annibale: Quello di portarvi a letto…!

Ida: Ah…ah…ah. E voi pensate che io cada tra le grinfie di uno appena conosciuto

       …così,in quattro e quattr’otto ! Bhé , caro Annibale, vi sbagliate di grosso! E

       poi come fate a dire,”conoscendo l’individuo” , se non sono passati neanche

       due dì da quando è a servizio di Leonardo?

Annibale: L’ho squadrato subito, è questione di pelle! (si sentono dei passi) Eccolo

                 che arriva,l’ex degli ex…

Leonello: (entra con aria superba, guarda Annibale con aria snob) Scusate il ritardo,

                ma io e Leon avevamo da discutere su dei teoremi…

Annibale: Tipo?

Leonello: (tra se) E te pareva…Tipo che!?

Annibale: Che tipo di teoremi!

Leonello: Sui teoremi di chi nun se fa l’affaracce sue!

Annibale: (sarcastico) Ah,ah,ah.Devo prenderlo come un rimprovero, o come una

                 birbanteria che tanto hanno infatuato il nostro ineccepibile e unico,ripeto

                 unico vero genio!

Leonello: Pijala52 ‘n po’ come te pare. Fatto sta che, come lo chiame tu, l’ineccepibile

                genio ha detto che vae a comprà la porchetta, e anche de corsa!

Annibale: Ancora con codesta porchetta! Ma se gli è venuto un viso tutto brollonato5!

                 Allora non ha seguito i miei umili consigli?!

Leonello: Se vede che co’ le tu’ umile consije lui ce…ce…(guarda Ida) ringraziate

                ‘l Padreterno che è presente una damigella e nun vojo annà oltre.

52  Prendila

53  Con tutte bolle

Annibale: Su, forza,date sfoggio alle vostre illuminanti licenze! Deliziateci!

Ida: Ma insomma, fatela finita con queste siniquoquele54! (rivolta ad Annibale)

        E voi,ite a prendere codesta benedetta porchetta!

Leonello: Ite…ite54 bis…su…su fate ‘l bravo.

Annibale: Va bene.(rivolto a Leonello) Continuate voi a sistemare queste preziose

                carte, e che non vi venga in mente di scopiazzare!

Leonello: Mmmmhhh, spiritoso! (mentre Annibale si appresta ad uscire) Ah…già

                che vae dal porchettaio, fatte ‘ mpò da pure ‘n par d’ette de musopisto,

                e si nun ce l’ha fattolo pistà55!

Annibale: Con codeste battute di bassa lega non fareste ridere neanche no pargolo di

                 due lustri…caro ex! (esce)

Ida: Ah…ah…ah.  Carina questa! Ma come vi vengono in mente siffatte birbanterie?

Leonello: (pavoneggiando) E’ un mio nuovo modo di espressione, è un esperimento.

                Questa,veramente, è di  un filosofo del lòco…il contino Scajia56!

                E già, potrei   dà dei  trattati sulle barzellette, voi che ne dite?

Ida: Eh…eh, provate, non si sa mai!

Leonello: Ma lo sapete che quando ridete siete ancora più bella?

Ida: Ancora! Non vi è bastato quello che vi ho fatto ieri?

Leonello: (mettendo le mani nelle parti basse) Sì,sì…m’è bastato e anche troppo.

                Ma me lo so’ meritato…l’ammetto so’ stato un po’ erto57! (si avvicina a lei)

                Mi perdonate?

Ida: (pausa) Accetto il vostro perdono.

Leonello: Bene!

Ida: Ma lo sapete che Leonardo non fa altro che dire bene di voi?

Leonello: Ah sì?!

Ida: Ed è molto dispiaciuto che voi vi siate ridotto a far da servo,deve essere molto

       dura!

Leonello: E già…però…però…

Ida: Però?

Leonello: ( le si avvicina) Quello che sto per divve58 è una confidenza,lo sapete solo

                voe!

Ida: Che cosa dovrei sapere?

54 Questi battibecchi

54bis Andate…andate

55  Aneddoto della zona dell’Orvietano

56  Personaggio locale

57  Brusco, maleducato

58  Dirvi

Leonello: Ho tenuto da parte alcune lavore…piccole ‘nvenzione, progette,altro che

   stì disegne appiccicate sul muro ( indica il disegno che raffigura l’uomo vitruviano) Guarda , che m’arippresenta sto fregno59 messo a quattro de spade60!

Ida : Ma che scherzate, questo è lo  studio di proporzionalità di un corpo umano!

Leonello: Sì vabbé ma io altro che studie c’ho! (si guarda attorno) E poe, c’ho un

                quadro , che si me dice bene ritornerò in auge più de  prima!

Ida: Lo spero bene per voi, perché,sinceramente, passare da padrone a garzone

       non è facile per nessuno.

Leonello: Parole sante!

Ida: E….,se non vi reca disturbo parlarne, che tipo di progetti avete nel cassetto?

Leonello:Ve lo dimostro subito! (si guarda di nuovo attorno, fa per uscire)

Ida: Ma dove andate?!

Leonello: Arrivo subito. (esce)

Ida (Tra se,mentre spolvera)Però…in fondo in fondo mi sembra sincero, ed è anche

       un buon cristiano,anche se Annibale ha da ridire sul suo conto.

Leonello: ( entra con alcune carte) Eccoci qua!

Ida: Ehilà,ma quante carte! Ma perché sono tutte emaciate?

Leonello: (non comprendendo) Tutte ema… che?

Ida: Ma sì, emaciate,rovinate!

Leonello: Ah! (visibilmente impacciato)E…perché…perché m’è salito ‘l gatto sul tavolino e…e me le stava pe magnà…
Ida: Ma davvero!?

Leonello :Sì, ma j’ho dato ‘ n carcio61 che l’ho mannato sopra al tetto, vedrai che mo

                ce pensa du volte.

Ida: (incuriosita) Ordunque vediamo questi progetti! (indica sul foglio) Questo che

       significherebbe?

Leonello: (impacciato) Dunque vediamo, questo…questo…(lo guarda in tutte le

                posizioni, lo gira e lo rigira) Questo è un trappolo62 che…

Ida: Trappolo?! Che significa trappolo,forse volevate dire trappola?

Leonello: No,no è proprio ‘n trappolo che ‘na vorta che ‘sto coso tonno qui che vedete

                se rigira e va a finì sopra a ‘sta trave, che poe s’ arivurtica63 e…e…(si arrampica sugli specchi)Te pije ‘n corpo mal gatto64che m’ha cancellato ‘l pezzo mejo!

Ida: Sì, ma a che serve?

Leonello: Eh,serve…serve pe…pe ah ,pe annà a coje l’olive65!

Ida:E la scala?

Leonello: Quale scala?!

Ida: La scala per andare a cogliere l’olive,qui non la vedo!

59  Che mi rappresenta quest’uomo                                                                    64 Maledizione al gatto…

60  Modo di dire come stare a braccia e gambe larghe                                       65  Per andare a cogliere le olive

61  Calcio

62  Oggetto       63 Si rigira, si rovescia

Leonello:(sempre più impacciato) E già…ma è proprio qui l’invenzione,ce se va

               senza scala!

Ida: E come?

Leonello: (inizia a spazientirsi) E come…come,ce se va zompettando66!

Ida: Non v’offendete, ma continuo a non capire.

Leonello: Bhè effettivamente me manca l’ultima parte, lo devo terminà, ma vedrete

                che sarà un successone!

Ida : Sì,sì ne sono certa. E questo, con tutti codesti numeri?

Leonello:Ah, questo è un altro capolavoro! E’…è…è…

Ida: E questo per l’aere chi è, mi sembra un cristiano.

Leonello: Quale?! (lo guarda) Eh sì, pare proprio un òmo…

Ida : Ma, come pare, l’avete disegnato voi o no?

Leonello: E certo,e chi l’ha disegnato sinnò67!

Ida: Questo però,scusate se ve lo dico, rassomiglia tanto a un progetto che ci stava

        lavorando Leonardo.

Leonello: Ce stava,ma sicuramente nun j’è riuscito…io invece…l’ho quasi finito,

                è questione de quarche giorno…e poe vedrete che capolavoro!

Ida: Sì, ma di che si tratta?

Leonello: E…pòe  ve lo dirò…Ma il capolavoro mio nun l’ete ancora visto!

Ida: E quale sarebbe?

Leonello: No, qui nun c’è.

Ida: E dov’è?
Leonello: E’ dillà…un attimo che lo vò a pijà, voe intanto state attente,dovesse

                arrivà Leonardo…
Ida: E qual è il problema?

Leonello: …Se dovesse offenne68!(esce)

Ida: (tra se) Io sinceramente fino a adesso c’ho capito poco e niente: Però devo

        ammettere che si dà da fare.

Leonello: (entra con la tela della Gioconda) Chiudete l’occhie!(glie la mette davanti)

                Riapritele…et voilà!

Ida: (pausa) E questa chi sarebbe?

Leonello:Eh…eh…eh,bella è…!

Ida: Ho capito,è una vostra ex…?

Leonello: No,no…è…è una mia giovine zia… acquisita…bhè, che ne dite?

Ida:( lo guarda attentamente) Mah…se volete la mia modesta opinione,ma spero

       non vi offendiate, è ammirevole l’impegno e tutto ma…

Leonello: Ma?

Ida: Non sarà mai all’altezza dei quadri che dipinge il nostro genio!

Leonello: E te pareva! Mo ‘sto genio…’sto genio,so’ sicuro che si l’eva69 disegnato lui

                avreste detto che era all’altezza, ce pòe contà!

66  Saltando    67 sennò,altrimenti     68  Offendere       69 Se l’aveva disegnato…

Ida: Ecco,ero sicura, vi siete offeso…comunque ora che lo noto meglio…bei colori,

       bei…

Leonello: Sì,sì ora consolatime co l’ajetto70!

Ida: Scusate se ve lo dico ma a questa vostra zia…

Leonello: Acquisita.

Ida: Sì ,insomma a questa zia acquisita,ma che le era successa qualche disgrazia?

       Mi sbaglio o la vedo un po’ triste?

Leonello: No, è natìa71,è stata sempre così.

Ida: Comunque questi occhi mi sembra di averli già rivisti da qualche parte…

       Secondo me, caro Leonello,invece di scervellarvi su codesti lavori,seppur

       apprezzabili,perché non dedicate più del vostro tempo a queste…come le

       chiamate voi…barzellette! Sono sicura,avreste un ottimo successo,vi

       risolleverete dalla vostra condizione sociale, e chissà che un giorno non mi

       trovi a governare da Leonello da Viceno!

Leonello: Governare da me?! Semmai…

Ida: Semmai?

Leonello: No, dicevo…semmai padrona dei governanti…

Ida: Eh…eh, voi correte un po’ troppo mio caro Leonello(le fa un buffetto sulla

       guancia) Scusate, ma ora devo proprio andare,devo andare a pulire la cicoria,

       ci vediamo più tardi…mio genio incompreso! (esce)

Leonello: (ancora con la Gioconda in mano) Mannaggia, e io che pensavo che co ‘sto

                quadro risolvevo tutto! Però devo ammette che l’ho vista più morbida

                rispetto a iere.(e rimette le mano nelle parti basse.Guarda la Gioconda

                come se le stesse parlando) Dice “continuate co le barzellette”, ma posso

                 scrive ‘n trattato su le zannate72!? Eh…tu che diche73?

                                           Scena seconda – Atto III

                         Leonello,Leonardo,poi Francesco del Giocondo

Leonardo: (entra tutto concitato) Leonello…Leonello, proprio a voi stavo cercando!

                 ( lo vede con la Gioconda in mano) Oh , sia ringraziato il cielo…non l’avete

                 ittato! (lo bacia) Bene,bene…date qua,poi vi spiegherò tutto. Trasite,

                 trasite pure messere…

Francesco: Si pòte74?

Leonardo: Prego…prego entrate! Permettete che vi presenti…Francesco del

                 Giocondo noto commerciante nonché bancario …Le…Leonello da Viceno

                 noto artista polivalente!

70 Come dire “ora accontentatemi”                         72  Fesserie, baggianate         74  Si può entrare?

71  E’ così da sempre                                                    73  Cosa dici?

Francesco: Non ho avuto mai l’onore di sentir declamare codesto nome e

                 codesto lòco75! Giungono nuove alle mie orecchie.

Leonello: Eh sì, perché…perché…(guarda Leonardo in cerca di aiuto)

Leonardo: Perché sono anni che non esercita più!

Leonello: Già,praticamente me so ritirato,c’è troppa concorrenza…e poi qui abbiamo

                il nostro Leonardo che ogni dì l’inventa una nòva,e quindi…

Francesco: Viceno…Viceno…e dite orsù ove ritrova codesto lòco?

Leonardo: Conoscete Orvieto?

Francesco: E come no! Dove c’è lo Dòmo, mi ci sono recato che non è passato un

                  anno.

Leonello: Ah sì?! E a qual scopo,se mi è permessa la licenza?

Francesco: Mi sono recato at Orvieto per barattare i miei rinomati abbacchi co lo

                   vino. Perché concorderete con me che lo vino da quelle parti è bòno!

                   E’ vero o no?

Leonello: A chi lo dite! A sapello76 che passavate pe Viceno ve facevo assaggià ‘l mio!

Francesco: Vorrà dire che la prossima volta che mi accingo a venir in codelle zone,

                   non mancherò di certo di recarvi visita.

Leonello: Me farebbe tanto piacere…così ve fò conosce la mi cantina!

Leonardo:Caro Leonello,oltre ad essere un rinomato commerciante nonché bancario,

                 sapete chi è costui?

Leonello: No!?

Leonardo:E’ il fortunato marito della nostra cara Lisa!

Leonello: (a parte con Leonardo) Scusate sor Leonà…ma chi è sta Lisa?

Leonardo: Ma sì Lisa…quella del quadro!

Leonello: Aaahhh…la muso…

Leonardo: Eeemmmhh…(gli dà una botta col braccio) Volete dire quella dolce Musa?

Leonello: Sì è quello che stavo pe dì…Ah sicchè la signora è la moglie del qui

                presente Giocondo?

Francesco: Francesco…mi chiamo Francesco!

Leonello: Vabbè,è uguale!

Francesco: E no! Per caso a voi vi chiamano Viceno?

Leonello: E già…c’ete77 ragione!?

Leonardo: Il nostro amico è venuto a vedere il ritratto della signora.

Leonello: Della Musa…eh me pare giusto!

Leonardo: (lo mostra a Francesco) Eccolo qua! Ordunque, che ne dite? (pausa)

                  Qualche piccolo ritocchetto e…Perché non favellate?! Non vi piace?

Francesco: Come no, è stupendo! Ma guarda qui com’è gaudiosa! (Leonardo e

                   Leonello lo guardano attentamente) E pensare che a casa non esprime

                   ilarità nemmeno se le fate lo solletico sotto li piedi! Ma guarda tu!

                                75  Luogo                                                          77  Avete ragione

            76  Ad averlo saputo…

Leonello: Ma davero?! Eppure nun sembra, vero sor Leonà?

Leonardo: E già… Osservandola meglio però…è vero, avete ragione…sorride!

Leonello: Sarà stato forse quanno ho raccontato l’episodio della biga!

Francesco:( non comprendendo) Prego?!     

Leonardo: Ah,dovete sapere caro messere, che il mio caro collega è un grande

                 esperto di birbanterie…aneddoti curiosi. E proprio mentre stavo

                 lavorando al qui presente ritratto, lui ne ha raccontate un paio

                 veramente esilaranti! A proposito…quella dell’asma non è che l’ho

                 capita molto…

Leonello: Ve farò avè al più presto la spiegazione…

Francesco: Se non vi reca disturbo,deliziatemi un momento ascoltare qualcuno

                  di codesti aneddoti birbanti!

Leonardo: Sì,sì…eruditeci ancora!

Leonello: E mo…così su du piede…dunque…a proposito de biga…durante l’ingresso

                trionfale a Roma,Cesare sta conducendo la sua biga personale, a un tratto

                je s’affianca ‘n centurione che corre, e je fa :”Cesare il popolo chiede

                sesterzi!” E Cesare j’arisponne: “No…dije che vado dritto”.

Francesco:(ride a crepapelle) Ah…ah…ah…ma è straordinaria! Non trovate anche

                 voi sire? (Leonardo rimane in silenzio, impacciato) E’ sublime!

Leonello: (rivolto a Leonardo) Nun ve preoccupate,ve darò la spiegazione anche de

                questa.

Francesco: Vabbè,allora ringrazio vostra signoria per l’onore datomi nell’effiggere

                  la mia signora, e spero un dì che codesto quadro abbia un po’ di fama.

                  Chissà,al diman non si dimanda!

Leonardo: Ma il piacere è tutto mio…! Metterò questo ritratto tra i miei preferiti,

                  fra le mie opere più importanti!

Leonello: Sì, tra un’escavatrice e l’òmo a quattro bracce e quattro zampe! Me

                …sembra giusto!

Francesco: (rivolto a Leonello)Piacere di aver fatto la vostra conoscenza,mi

                  rechereste immensa gioia se un giorno potreste venire ne la mia,seppur

                  onorata, ma umile dimora, a declamare codeste birbanterie,allorché

                  rendano gaudiosi mia moglie e li mi cinque pargoli.

Leonello: Ve verrò a trovà senz’altro!

Francesco: Ah, e mi raccomando lo vino! Se passo di là fatemelo trovare, sono

                   disposto a prendere due o tre damigiane!

Leonello: E sì! Dopo io che bevo l’olio!?

Francesco: Vabbè, lo necessario…(rivolto a Leonardo) Carissimo genio è con la gioia

                   nel cuore che mi accomiato da codesta dimora pregna di grande arte.

                   Riferirò a chi di dovere e ai miei più esimi colleghi.

Leonardo: Grazie…grazie, e salutatemi tanto la signora e li cinque pargoli. Quando

                  vorrete venire qui, per voi quest’uscio è sempre aperto.

Francesco: Grazie…grazie…(fa un inchino ed esce)

                                                                 Scena terza – Atto III

                                     Leonardo,Leonello,poi Annibale

Leonardo: Uffh…che sudata!Leonello, non ho parole per ringraziarvi, mi avete

                 salvato da una situazione a dir poco imbarazzante,da un’onta che

                 avrebbe offuscato tutto il mio operato eseguito sin qui!

Leonello: Ma figurative78…non c’è di che ringraziamme!

Leonardo:Ma com’è che non l’avete più ittato?

Leonello: E…e…perché anch’io nun ritenevo giusto che ‘sto quadro dovesse finì al

                butto79,e quindi…

Leonardo: Grazie…grazie! (fa per baciarlo)

Leonello: Sor Leonà,e basta co ‘sti bace che me vanno le pele de la barba ‘n bocca!

Leonardo: Oh,avete ragione, scusate! (guarda il quadro) A guardarlo meglio penso

                  che in fondo in fondo non è poi così male. Lo finirò più in là adesso ho altre cose da fare (posa il quadro) Allora, orsù raccontate,con Ida com’è ita?

Leonello: Bbbheè…sssììì…diciamo che qualche cosa se mòve,comincia a essere un po’più gentile…diciamo anche più disponibile…chissà…vedremo!

Leonardo:Venite qua.

Leonello: (si avvicina) Che c’è?

Leonardo: (da un punto nascosto tira fuori un dipinto)Dopo tutto quello che avete

                 fatto per me ,voglio omaggiarvi di questo!

Leonello: Un quadro…per me?!

Leonardo: E’ vostro ve lo regalo!

Leonello: (guarda il quadro) Ma…ma questa è Ida!

Leonardo: Esatto!

Leonello: E quanno l’ete fatto?

Leonardo: Alcuni giorni dopo che era giunta a servizio in questa dimora. Ma il bello

                 è che lei non sa nulla…l’ho fatto di nascosto!

Leonello: Ma davero!?

Leonardo: Vi piace…? E’ vostro! Ditele pure che l’avete fatto voi, e se già siete a

                  buon punto…

Leonello: Dulcis in fundum!

Leonardo: E già! Noto che anche voi vi cimentate bene col latino!

Leonello:Sor leonà,io nun c’ho parole pe ringraziavve…(bussano alla porta)

Annibale: (da fuori) Illustre messere,sono io il vostro umile e devoto Annibale.    

Leonardo: Ah…trasite…trasite pure!

78  Si figuri

79 Discarica di rifiuti

Annibale (entra) Oh…vedo che siete con l’ex collega, se…disturbo passo dopo…

Leonardo: No,no…dite, che volevate?

Annibale: Volevo riferire a nostra…

Leonardo: (lo interrompe) Si, vabbè,bando ai convenevoli…ite avanti!

Annibale: Ecco volevo riferire che il porchettaio80 è chiuso per lutto.

Leonello: E chi è morta…la scrofa!?

Leonardo: Ah…ah…ah,buona questa? Questa l’ho capita! Va bene,va bene, non fa

                 niente, per oggi fate preparare l’oca ripiena con gli augelletti.

Annibale: Ma…sire,permettetemi di osare, è troppo pesante…il medico ha detto

                 che…

Leonardo: Lo medico po’ dire quello che vòle, oggi è una giornata speciale,fate come

                 vi ho detto…oca ripiena! Poi da domani andremo avanti a brodo di gallina

                 e riso co li asparagi.

Annibale: Va bene sire…farò come avete ordinato.(fa un inchino ed esce)

Leonardo: Ora anche lo medico ci si mette…! (notando Leonello che ancora guarda

                  il quadro) Allora vi piace codesto regalo?

Leonello: Altro che!

Leonardo: Va bene, io mi ritiro un momento in una delle mie stanze…ho da

                  meditare su talune cose! (esce)

                                             Scena quarta – Atto III

                                           Leonello,Ida,poi Annibale

Leonello: (guarda il quadro) Però,sto Leonardo! Certo questo nun c’ha niente a che

                vedè con quell’altro…questo sì che è ‘n capolavoro!(bussano alla porta)

Ida: ( da fuori ) Maestro…posso entrare?

Leonello: Un attimo…(nasconde il quadro) prego…prego,entrate!

Ida: Ah,ma siete voi… e il maestro dov’è?

Leonello: E’ annato a riposà,ha detto che era stracco.

Ida: Si sente poco bene?

Leonello: No,no…è che vòle sta in forma pe l’ora de pranzo. (pausa,la guarda)

Ida: (imbarazzata) Perché mi guardate e non favellate!?

Leonello: Ecco…nun sò come divvelo ma…

Ida: Ma? Su avanti non temete,non vi mangio mica!

Leonello: Me…so’ permesso, ne ‘sti du giorne de…de rubà la vostra immagine…

Ida: Spiegatevi meglio!

Leonello:Basta però che nun v’arrabbiate…! Ecco…come sapete io so anche

               pitturà…giusto?

80 Venditore di porchetta di maiale

Ida: Così si declama,e allora?

Leonello: E allora…(tira fuori la tela) Chiudete l’occhie…

Ida: Ancora con codesti giochini da pargoli! Che c’è stavolta da farmi vedere?

Leonello: Chiudete l’occhie!  (Ida chiude gli occhi) Riapritele!

Ida: (rimane di stucco) Ma…ma questa sono io!?

Leonello: Ve piace?

Ida: Ma…ma come avete fatto in così pochi giorni! Neanche il nostro genio c’avrebbe

        messo così poco…e poi non ho neanche posato!

Leonello: Nun ho fatto altro che studià ‘l vostro bel viso…la vostra espressione,

                me le so’ impresse ne la mi’ testa! Pe fallo81 nun c’ho dormito mae, tutte ‘sti du notte a pitturà so’ stato!

Ida: Ma è…stupendo!

Leonello: E’ vostro…ve lo regalo!

Ida: Non ho parole…grazie…grazie! (gli da un bacio sulla guancia) Oh scusate

       l’ardire…

Leonello: No,no…ardite,ardite pure!

Ida: Ah…ma  è anche firmato!

Leonello: (sorpreso) Fir…mato?! (credendo che Ida abbia scoperto il bluff) Io…

                dovrèe sortì82…(fa per uscire)

Ida: Ma dove ite?

Leonello: No è che…dovevo annà a spaccà le legne83 e…(si ferma) Ma me pareva…

                de nun avello firmato…?!

Ida: Come no! (glie lo mette davanti) Guardate qua elle da vu…Leonello da Viceno,

        non è la vostra firma?

Leonello: Aahh sì…e come no! Io firmo sempre così…sì,sì è la mia.(si volta,tra se) Pfui, che sudata!

Ida: Devo ammettere ,Leonello,che mi sorprendete sempre di più! Ma,scusate se

        approfitto, se è vero che siete anche poeta e musicista perché non mi deliziate

        di una vostra ode canora! Orsù,vi supplico…io adoro queste cose!

Leonello: ( impacciato ) Ora così…su du piede…

Ida: Vi prego…una soltanto…!

Leonello: E vabbè…dunque, c’è quella paraponzi ponzi po…no quella mejo de no…

                Ah,sentite questa…(inizia a canticchiare) Ma che ce frega…ma che ce

                ‘mporta…si l’oste al vino c’ha messo l’acqua…e noe je dimo,e noe je famo,

                c’hae messo l’acqua e nun te pagamo…e così via…Allora, ve piace?

Ida: (titubante) Ssssì…però io intendevo qualcosa di più sentimentale…non ce

       l’avete neanche una?

81  Per disegnarlo

82  Dovrei uscire

83  Spaccare legna

Leonello: Sentimentale…?!Eeehhh hae voja…(si gratta la testa) Dunque…

                sentimentale avete detto …Ah questa è adatta proprio a voe!

Ida: Sentiamo!

Leonello: Tu sei…(stona,si schiarisce la voce) Scusate…eeehhhmm…eehhhmm…

                Tu sei la più bella del mondo un amore profondo…(inizia la musica e su

                queste note i due iniziano a ballare) na…na…na…na…na…(dopo un po’

                entra Annibale)

Annibale: Aaahh…bene!

Ida: (si blocca) Oh…che storzo84 che mi avete messo!

Leonello: Ma te pare questo ‘l modo d’entrà…nun t’hanno ‘mparato a bussà…che

                c’hae le porte de saina85 a casa tua!

Annibale: Bene,bene…Abbiamo trasformato lo studio del nostro genio in uno localo

                 da ballo e da orge…Bene,bene!

Leonello: Ma che stae a dì…ma che sèe stupido!

Ida: Mi raccomando Annibale…non dire niente al padrone!

Leonello: Ma perché,che stavamo a fà de male! E pòe al padrone che je frega si

                stavamo a ballà…anzi sarà anche contento!

Annibale: Non vi preoccupate io non mi abbasso a tanto. Però volevo dirvi che,finite

                 le danze, voi caro ex dovete andare a pulire lo tròvolo86de lo porco di nostra eccellenza, e voi Ida, se non vi reca disturbo, a fare l’erba pe li conigli.

Leonello:Perché a te te fanno male le mane! Nun ce poe annà tu a fà ‘sti cose!

Annibale:No, io ho da fare ben altre faccende,prima lavare e poi vestire in nostro

                grande scienziato! (fa il gesto dell’ombrello) Tiè! (esce)

Ida: Perdonatemi Leonello se mi sono fatta prendere dalla fòga, ma questa ode

        canora era talmente bella che non ho resistito e…

Leonello: Ma cosa dite Ida, per me è stato un onore…e quanno me ricapita più

                ‘na cosa del genere!

Ida: Chissà…chi può dire che un dimani…(pausa) Vado…vado a fare l’erba pe li

        conigli,con permesso…Oh dimenticavo il quadro…(lo prende) Grazie di nuovo.

        Ah, e dell’altro che ne avete fatto?

Leonello: Dell’altro cosa!?

Ida: (riferendosi alla Gioconda) Ma sì, dell’altro quadro…

Leonello: (impacciato) Ah…Eh…l’ho…l’ho regalato a Leonardo,siccome  je piaceva e… quindi…je l’ho regalato…Che dite, se sarà offeso?

Ida: Ma che dite! Questo vi fa onore…siete veramente un gentiluomo (lo bacia

        ed esce)

Leonello: (rimane imbambolato) Ida…sì…Ditime che è un sogno! Datime un cenno,

                stò a sognà o no…?

84 Spavento      85 Saggina     86 Truogolo, vaso quadrangolare per tenervi dentro il mangiare dei

Annibale: (da fuori) Lo tròvolo sta aspettando!

Leonello: ( si desta) Ho capito! Mo ce vò…basta che la fae finita! (tra se)Ma questo

                è proprio pallottoloso87…!Ma anche Leonardo già che c’era, nun poteva

                ‘nventà ‘na macchina che pulisce ‘l tròvolo!(esce)

                                                  Buio e musichetta

                                         

                                              Scena quinta – Atto   III                                                                  Leonardo,poi Annibale,poi Ida e Leonello

 Leonardo:(si accendono le luci, si sta specchiando) Sì,sì…sono spariti quasi tutti,

                  devo dire che da quando non mangio più la porchetta,in queste due

                  settimane si notano i risultati…aveva ragione Annibale!

Annibale: (da fuori) Si pòte entrare maestà?

Leonardo: Trasite…trasite pure…(entra Annibale)…Stavo giustappunto meditando

                  sui risultati ottenuti dopo che mi avete fatto alzare la mangiatora88.

Annibale: Vostra eccellenza…avete una cera che il Donatello vi farebbe un baffo!

Leonardo: Troppo buono Annibale…troppo buono. Dovevate dirmi qualcosa?

Annibale: Sì maestro…E’ da un po’ di giorni che alcuni elementi della servitù,

                 senza fare nomi,stanno fannulloneggiando…se posso usare questo

                 termine.

Leonardo: ( si avvicina ad Annibale,gli mette una mano sulla spalla) So a chi vi

                 riferite…sì,l’ho notato anch’io…ma che volete,quando c’è di mezzo

                 l’amore!

Annibale: Ho capito sire,ma mica posso fare tutto io…e spazzola li cavalli,e guerna

                 lo porco, e pulisci lo tròvolo…e va a fa l’erba pe li conigli…abbiate

                 pazienza ma io ho solo due braccia! Oh…scusate codesto misero ed umile

                 sfogo genialità estrema.(china il capo)

Leonardo: No,no…e quando ci vuole ci vuole diamine! Comunque non dovrete più

                 affannarvi, stasera arriveranno altri elementi che alleggeriranno di molto

                 il vostro efficacissimo operato.

Annibale: Grazie per l’efficacissimo mio ineguagliabile genio! (gli bacia la mano)

Leonardo: Ma…che cosa fate! Aizzatevi! (bussano alla porta)

Leonello: (fa capolino) Permesso?

Leonardo: Oh…trasite…trasite…

Leonello: ( entra insieme a Ida ) Buongiorno sor Leonà.

Annibale: Da un bel pezzo che è giorno!

Ida: (fa un inchino) Maestro.

87  Fastidioso, noioso

88  Come dire stare a dieta

Leonardo: Oh…buongiorno…buongiorno! (rivolto ad Annibale) Voi potete pure

                  andare,e…per quella cosa non dovete più preoccuparvi.

Annibale: Grazie immensità scientifica assoluta! (fa un inchino ed esce)

Leonardo: Allora, dai vostri volti scorgo che mi state per dire qualcosa di molto

                  importante…ho indovinato?

Ida: Sì mio sire.

Leonello: E avrete anche notato che da ‘n po’ de giorne semo de spalla tonna89!

Leonardo: Lo noto soprattutto da lo disordine che regna in ogni stanza!

Ida: Dovete scusarci per tutto ciò,ed è per questo che noi…noi avremmo…

        deciso di…  

Leonardo: Di…? Su coraggio non abbiate timore!

Ida: Di congedarci da vostra eccellenza.

Leonello: Abbiamo deciso de sposacce90!

Leonardo: Ah…gioia e gaudio! Ma che bella notizia! Comunque potrete restare pure

                 qui da me se volete…ho decine di stanze…il posto non manca di certo!

Ida: Grazie sire ma abbiamo deciso di andare a vivere a Viceno.

Leonello: Sì, c’ho una modesta ma accojente casa,  c’ho anche parecchie piante

                d’olivo, e ‘na vignetta sopra ‘na greppa91 che fà ‘n vino favoloso!

Ida: E chissà poi che con l’aria di casa non gli venga di nuovo l’ispirazione!

Leonello: E già…!

Ida: Quindi, con il vostro consenso, noi vorremmo partire oggi stesso.

Leonardo: Ma certo cari! Venite qua,avvicinatevi, voi non immaginate quanta gioia

                  ho nel cuore…(rivolto a Leonello) mi raccomando a voi, trattate bene

                  questa fanciulla…siatene degno!

Leonello: Nun ve preoccupate sor Leonà!

Ida: (rivolto a Leonello) Su…dagli quella cosa!

Leonello: Ah già…!( va a prendere un grosso volume ) Ecco questo è un pensierino

                per voe!

Leonardo: Pensierino?! Codesto tomo peserà un quintale e voi lo chiamate

                 pensierino! Ma…che cos’è?

Ida: Sono birbanterie, sire…barzellette…è quanto vi aveva promesso!

Leonello: E già, e a ognuna di esse c’è anche la spiegazione…senza offesa è…

Leonardo: Grazie…grazie!

Ida: (nota “la Gioconda” sul cavalletto) Guarda…il tuo quadro!

Leonardo: Quale quadro?!

Ida: Ma questo!

Leonardo: Ma…non capisco!

89  Nullafacenti, pigri,lavorano poco

90  Sposarci

91  Una vigna su di un poggio

Leonello: (in evidente imbarazzo) Eeeehhhmm…(strizza l’occhio a Leonardo) E già…

                già…(lo tira da una parte) poe ‘ n giorno ve spiegherò tutto! …e già…già…

                Comunque io dirèe d’annà92…! Allora sor…anzi no grandissimo genio,

                è stato n’onore per me esse stato a contatto co ‘na persona del vostro

                rango, al paese manco me ce credono! Me raccomando, si passate da

                quelle parte fatecelo sapè che ve venimo a fa ‘ncontro!

Leonardo: Sicuramente a breve debbo venire in codelle parti per conferire con taluni

                  esperti del lòco per uno studio sul corpo umano, e non mancherò  

                  certamente di farvi visita.

Ida:Grande scienziato, è stato anche per me un grandissimo onore stare a servizio

      in codesta illustre dimora…! Grazie…grazie tanto…(si china e gli  bacia le mani)

Leonardo:Ma…ma cosa fate!Sono io cara che debbo baciare queste sante mani…

   (le bacia le mani) Arrivederci. E…prole…tanta prole mi raccomando!

Leonello: Ce potete contà ! Arrivederci!(stanno per uscire Leonello ritorna indietro)

                Ah…scusa cara , ‘n attimo solo…(prende una scatola e la da a Leonardo)

                Ve volevo donà anche questo!

Leonardo: Oh perbacco! Ma che è oggi la sagra de li doni! (la apre e tira fuori un

                  modellino di moto, tipo Harley Davidson, in legno fatto a mano) E che

                  cos’è codesto còso?

Leonello: E’ ‘na specie de quel còso che ete disegnato voe…io l’ho ‘m po’ modificato…

Leonardo: Ho capito, ma il progetto dov’è…non noto nessuno studio…nessuno

                  calcolo su codesto attrezzo!

Leonello: Eh…caro Leonardo, a quello ce dovete pensà voe…Sete o nun sete 93

                ‘n genio!?

Leonardo: Così dicono!

Leonello: E allora…! Cuius commoda, eius e incommoda!

Leonardo: Chi trae vantaggi, deve sopportare anche gli svantaggi!?

                 Ordunque?!

Leonello: Avete voluto la bicicletta…? Ora pedalate…!(esce con Ida))

Leonardo: (dubbioso) Bi…bicicletta?! Pedalare?! Ma…niente…niente codesto

                  cristiano fosse veramente un genio!? ( guarda il modellino ) E già,

                  credo che sentiremo declamare molto  di questo Leonello da Viceno!

                  Non c’è tempo da perdere, diamoci da fare! ( si siede, e con una squadra

                  misura il modellino e inizia a scrivere,mentre in sottofondo parte una

                  musichetta ) Ordunque…39 alla 25a, per radice quadrata di 2727 meno,

                  parentesi tonda,parentesi quadra,parentesi graffa,9845 diviso 9/10…

                  ( musica in crescendo, si chiude il sipario )

                         92 Direi di andare             93 Siete o non siete…

                      FINE

        

            

                       

 

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