L’eredità

LEREDITA

2004

COMMEDIA IN DUE ATTI

DI

RAFFAELE CAIANIELLO

Leredit una commedia che non si distacca dalle altre per le tematiche ricorrenti ma il messaggio proposto dato con un tono alquanto serioso, in modo divertente ma non troppo: possiamo dire che lautore si propone in una veste nuova, meno comica, per suggerire che nella vita i soldi non sono tutto e che ci che arricchisce veramente le persone la condivisione che solo la generosit danimo pu concepire ed attuare. La superstizione la fa da padrona Lignaro parente iettatore tenuto alla larga da tutti alla fine riuscir a guadagnare lamore della sua bella ma soprattutto vinceranno la generosit e lonest. Una serie di intrighi porta a conoscenza dello spettatore la situazione di una famiglia che cerca in tutti i modi di sbarcare il lunario, imbrogliando onestamente! Da parcheggiatore abusivo a sensale di matrimoni a jucatore de tre carte, il padrone di casa cerca comunque di insegnare ai propri figlioli principi sani: lavoro innanzitutto. In questo arrangiarsi giunge la notizia di una grossa eredit da parte di un parente poco dabbene, un malavitoso arricchitosi con la ditta del caroestinto: dal produttore al consumatore. E il senso di onest, la coscienza, che salva i congiunti dai raggiri dallavvocato che ha elaborato un piano per accaparrarsi la societ. E tangibile la tensione dei protagonisti che devono decidere e dare una risposta al legale ma le persone buone e perbene lo sono sempre, in ogni situazione, anche se imbrogliano per campare, ed cos che si fa largo la coscienza: cercano disperatamente di liberarsi della gravosa eredit fino a quando trovano un accordo con lavvocato stesso ma proprio lingordigia di questo e la sua cattiveria portano il parente jettatore a pensare a lui mentre va via!!! Alla domanda che la padrona di casa a se stessa ed agli altri: Scegliere in una bilancia dove in un piatto si trova la ricchezza che puo cambiare completamente, la vita, le abitudini di tutti e pu farci navigare nelloro come zio Paperone e sullaltro piatto la miseria, quella di sempre! segue la risposta del marito che suggerisce la scelta di vita con la sua semplice filosofia: Voi pensate solo alle ambizioni della ricchezza, alle passioni sfrenate, ai bagordi, a non voler ascoltare la coscienza! Quando non si sente pi quella vocina di dentro che ti dice: questo male non lo devi fare, allora finita, va tutto a catafascio. Si perch io ho gia capito!: vuie penzate e sorde! Ma a decidere aggia essere sule je e nisciune cchi!. Ed in questo abisso che si apre la commedia portando al lieto fine. Con il giusto pizzico di fortuna che scaturisce, manco a farla a posta, dalla forza della jettatura

L'EREDITA'

FRANCESCO ACCIARINO

GELSOMINA sua moglie

SALVATORE figlio

MARIA figlia

VIOLA sorella di Gelsomina

ARMANDO fidanzato di Maria

ALFONSO padre di Gelsomina

VINCENZO MORTELLA Cugino di Alfonso ( jellatore)

GIACINTO PALILLO avvocato

MIMI scapolone

ROSA

DON CARLO

LAURETTA

CARMELA vicina di casa

1 ATTO

Casa di Francesco Acciarino, salone con due porte laterali, una finestra a prima quinta, ammobiliata

in stile moderno,Francesco in poltrona a leggere il giornale. Gelsomina a sistemare i fiori

FRANCE: spettacoli, cultura, oh ecco qu, sport. Eh eh povero Napoli! si prospetta n'ata batosta, e anche quest'anno dobbiamo soffrire

GELSOMINA: devi soffrire Franc! io da domani in poi faccio a modo mio, tu te ne vai a vedere la partita? ed io me ne vado al cinema, e basta non se ne pu piu, e ogni domenica la stessa storia, esci di mattina , ritorni , mangi e poi sparisci, quando torni tutta tv ed io qui ad annoiarmi, si ho deciso , da domani vita nuova, a me la partita non mi piace e allora me ne vado al cinema con le amiche,

FRANCE: ( si alza posa il giornale)ah,ah, cinema? e dove, qui non c', e i soldi dove li trovi i soldi! Ca nun tenimme luocchie pe chiagnere , nun sapimme comme avimme affrunt sta situazione do fidanzamente e Maria e tu te ne viene cu cinema e e teatro e po..po non mi risulta che qualcuna delle tue amiche sappia portare l'auto per andare fuori ed miliardaria . e poi non hai pensato a Salvatore e a Maria; se pure tu esci loro che faranno?

GELSOMINA: ma perch ti si mai preoccupato e chelle ca fanne quando sei via?

FRANCE: che c'entra , so che stanno con te e allora. . .

GELSOMINA: e allora s passate vint'anne Franc, vint'anne, e ormaie si nun te ne sei accorte ,sappi ca escono da soli, non hanno bisogno dell'accompagnamento ( entra Salva ancora in pigiama)

FRANCE: a proposito ma dormono ancora, ma come con la luce del giorno non..

SALVO: La prima luce del giorno quello che serve ad aprire gli occhi alla speranza. A letto bisogna starci quando si malati e soltanto se c' l'ordine del medico. L'inattivit una malattia... Babbo, l'abbiamo imparato a memoria.

( si butta sul divano e sbadiglia ) buon giorno gente, pronto o caffellatte?

FRANCE: eh eccolo qu , mange ,dorme, e st a spasse da matina a sera, e questo vuole fare

SALVA: e che debbo fare, fosse che il lavoro non lo cerco, io lo cerco ma non lo trovo!

FRANCE: Salvat la verit una sola il lavoro che piace a te non l'hanno ancora inventato, ma guardalo, vent'anni, vent'anni buttati sul divano e sui marciapiedi del paese.

GELSOMINA: e lascialo stare possibile che ogni mattina sempre la stessa storia, se ha detto che st cercando , vuol dire che st cercando, e prima poi lo trover, ecco il latte a mamm caldo caldo e ci sono pure i biscottini, non t'arrabbiare quello pap non cattivo , f cos ma poi. .( Salvo f il cucciolone)

FRANCE: m a poi sempre va a finire che lo ciacco se non vede quello che deve fare ( si avvicina a Salvo) hai capito, tu una strada la devi prendere non puoi restare a guardare.

SALVA: ho capito, stamane prendo la strada principale,quella che porta al bar sport

FRANCE: Bada che quella porta pure al fiume eh... facci un pensierino, cos ti si sciacquano le cervelle. Ricordati un uomo si realizza solo se ha un lavoro. E quando dico lavoro mi riferisco a lavoro onesto.Lonest soprattutto! Lavoro ed onest?Ma insomma, vi rendete conto che qua ogni giorno si dervono riempire quattro bocche e due forni! Due figlioli impertinenti! (Alla moglie) Ecco cosa ci siamo tirati su: due figli che non ti rispettano... che ci prendono per il bavero!... Due vecchi, siamo diventati! Due vecchi da buttare nel sacchino della spazzatura! O da spedire all'ospizio insieme al quel vecchio scassamnbrelle di tuo padre!

GELSOMINA: ma se tu avessi un lavoro continuativo,stabile,arrengeremmo pure noi come tante altre famiglie ,invece.ma ti pare che si puo portare avanti una famiglia come la nostra facenne o posteggiatore abusivo,nonch o sensale e matrimonio! e pe camp simme costrette a fa ogni juorne e gioche e prestigie ormaie un continuo pellegrinaggio o santuarie de diebbete , ecco che cosa addiventata la nostra casa.

MARIA: ( entra anche lei in pigiama) Salvat guarda un p ( gli porge una rivista) leggi qu sotto

SALVO: ah qu sotto! <Zanise:oggi, ore 18 in piazza Roma sagra della mozzarella, potete degustare . . .azze e questa non si pu perdere

MARIA: Salvat, non qua sotto, ( indicando con il dito) qu Salvat, qu

SALVA: ah, qu, lavori socialmente utili, eh no! sono lavori che non fanno per m, grazie ma preferisco la mozzarella, e poi scusa, tu mi ci vedi sotto il sole a tagliare l'erba, a potare la piante, a spazzare la strada, io sono di costituzione delicata, posso solo fare lavori di concetto, io sono nato per pensare.

FRANCE: e allora pensa che ti butto in mezzo alla strada se non vedi che devi fare eh capito! lavoro di concetto! seh, e quale sarebbero questi lavori

SALVA: pensare, ideare, la pubblicit,si potrei lavorare per la pubblicit

FRANCE: per la eminflex al posto dell'elefante

SALVO : eh papa avete sempre voglia di scherzare, lo sapete fino a quanto si pu guadagnare? oggi per uno scoop intelliggente ideato per una grande ditta , miliardi!

MARIA: se lo scoop intelligente certamente non sar stato ideato da te!

SALVO: (Di rincalzo) si a parlate a principessa sul pisello. tu inutile che sogni a occhi aperti e che aspetti carriva il principe azzurro (A Maria) Aiza e piede e vide pure tu che fa!

MARIA :(Leggermente imbarazzata) Pap dice che bello aspettare Dice che lattesa come loasi nel deserto della vita!

GELSOMINA:Peccato che Lui o trove sempe senz acqua! (Con disgusto) Chest a casa da gente caspette.Tuo padre aspetta che il mondo si accorge di lui e le danne nu posto e lavoroE intanto stracce e porta annanze! Tuo fratello aspetta ca le purtene o poste e lavore fine in casae intanto dorme! Tu aspiette o principe azzurroe intanto suoni! o nonne aspette ca se magne sempe!mia sorella aspette lanima gemella,chiste brutte,chille belle e rimmane sempe zitelle

FRANCE: ah si e tu che faie

GELSOMINA Io aspetto ancora un poco e po ve lasso a tutte quante e me ne vado.

ALFONSO: (entra dalla comune con un pigiama a strisce lunghe ma con giacca,bombetta in testa, camicia i cui lembi fuoriescono dalla giacca eborsa da spesa in mano) Gelsom, io scengo nu mumento, haie bisogno e quacche cosa?

GELSOMINA: Pap, ma add iate cumbinato accuss?

ALFONSO : pecch comme sto cumbinato?

MARIA: comme state cumbinate? Ca ascite ca cammisa e o pigiame!

ALFONSO (guardandosi le gambe) Uh, a capa, a capa, avite ragione ma caggi fa quanne me sente o stommache vacante sarravogliene e cervelle e me scorde pure e me mettere e mutande . A proposito, ma quanno se mangia?( si siede)

FRANCE: ov ca te diceve scise latu furne!

SALVA mo n, ambressa, ambressa!

ALFONSO E ambressa? (facendo atto di dargli un manrovescio sul muso) Je quanne tenche famme lorologio nun o guarde! e fatte e fatte tuoje si no abbusche pure

SALVA: ohe ma cher? me vonno vattere tutte quante inta sta casa! E sule perch ce mancane e sorde! ah comme fosse belle se improvvisamente sulla gente povera e miserabile comme a nuie piovessero dal cielo cibi e provviste di ogni genere

FRANCE: e invece a Pataterne te cad sule lacqua pe te sciaqua e cerevelle

VIOLA (entra con i pantaloni di Alfonso) ecco qua pap, ma ve site nzallanute!ma comme e vuie vulite ascite co pigiame a strisce

ALFONSO: nzallanuta ce sarraie tu, e capite, ma comme ti permetti! esco comme me pare vabbu! e fatte e fatte tuoie (prende i pantaloni e li infila)

GELSOMINA: nun accuminciame mo s! che po ce vo a mano e nostro signore pe fa fernute!. (squilla il tel.e Viola va a rispondere)

VIOLA: Pronto!chi? si in casa, ve lo passo subito! Franc, per te, un certo avvocato..Palo.. boh, Palillo

FRANCE: e che pu volere da me un avvocato,che pu volere da un integerrimo lavoratore come me, ca nun tene diebbete cu nisciune,e nun fa male a na mosca e..

GELSO: seh che dice nu cuofene e fesserie e fa debbite une coppa a nate

SALVO: e chille e diebbete so comme a rogna chi ti gratti e chi sallargane

FRANCE: avimme accuminci?e vedimme nu poco po! Passame o telefone! pronto!Si,si sono io,mi dica ah,certo(si avvicina Gelsomina) beh ma era un lontano parente,come dite?ah si, si ma non abbiamo avuto mai contatti diretti con lui e.. e va bene vi aspetto( si avvicinano tutti gli altri) a fra poco, si,si,arrivederci!

GELSOMINA: beh si pu sapere che voleva!

FRANCE: ci ho capito poco e niente

VIOLA: ma comme Franc e tu si state tutto stu tiempe o telefono e nun e capite niente

FRANCE: e tu staie sempe mmieze ca vuoie sap!niente! non mi ha spiegato niente! mi ha solo chiesto unappuntamento e verr qui fra poco!

VIOLA: e com?

FRANCE: (infastidito) cosa, chi com?

VIOLA: ma lavvocato!

FRANCE: ah Viol e comme si scocciante,e chi o canosce!

VIOLA: ma comme, tu ce parlate pe telefono e nun o canusce?

FRANCE: e si quello il telefono teneva pure a telecamera. Siente Viol famme nu favore nun accuminci! Tu tavisse mettere a fa a civetta pure quanne vene chiste!

VIOLA: dipende! si e nu tipo interessante e soprattutto scapolo, perch no! io primme o poi mi debbo sistemare!

GELSOMINA: certo quella si deve sistemare!e volesse il cielo che succedesse!

VIOLA: ma cher? me tenite ncoppe o stommache?

FRANCE: nooo! E si fosse accuss cavesseme purgate tutte quante!la verit mia cara Violina che tu e perze o tram, ma chi vuo ca sinteressa a te,40 anni e tiene na bellezza nunce s, e sorde te mancanelunico ca tene a debbulezze pe te nun o vuoisaie ca te diche. Statta a casa

VIOLA: nun te preoccup,ieri agge fatte na bella pensate. Agge fatte scrivere nannuncio ncoppe o giurnale: piacente quarantenne nubile e nulla tenente conoscerebbe scopo matrimonio persona pari et gentile ed onesto.e ci ho messo anche lindirizzo di casa.quanto a tuo cugino dincelle ca me se scordasse, nun fa pe me!S. Pascale Bailomme,protettore delle donne,mannammille nu marite ,belle,tuoste e sapurite!

FRANCE: Pure!Violi ma allora tu si scema! Ih ca bellannuncie ca e fatte! Nullatenente!!!e chi vuo ca sappresente,sule nu sceme te se po pigli! E po tu nun si nullatenente: tu tiene a patete!

VIOLA vuo dicere tuo suocero! Chille cio putimmo spartere mieze a pedune!

ALFONSO: eh si ! so fatte nu babb ca me se spartene

VIOLA: e po meglie nu sceme pe marite ca chillu iettatore e tuo cugino. Mo dice ca ce facesse cu nu mammalucche e chella manera

SALVO: (finito la colazione si alza) io per esempio.

FRANCE: tu statte zitte!(si sentono le voci fuori della portinaia ed di un uomo) e vaie a ved chi !(Salva esce)

ALFONSO: Salvat,marraccumanne si o bariste nun te fottere e babb! (A Francesco) lagge telefonate pe me e fa purt frische frische nzieme a nu bellu caf!

GELSOMINA: a pensate bona! ce sta sule nu piccule problema! Chi paghe!

ALFONSO: io pago io! Me so rimaste ancora qualcosa da pensione e stu mese e io modestamente so signore!

FRANCE: ah beate chi a casa si tene nu cane ca nun tene parole

GELSOMINA: ma mo a vulimme fern vavite scurdate ca ogge venene e famigliari e Geppino Per conoscere a famiglia e Maria?

FRANCE: ah si! E a nuie ca ce nimporta!

MARIA: pap! Maria so je , e si nun me sbaglie o capa da famiglia mia site vuie!

FRANCE: eh, o principe azzurre se decise? e comme ca je nun sacce niente?

GELSOMINA : Franc so passate doie settimane ca ci hanno avvisati

FRANCE: ahe da tanne e mo me vuo fa arricurd sti cose, ma tenimme almene qualche cosa da offrire o facimme e fiurelle comme al solito

GELSOMINA: niente fernute pure o caf!Viol, famme o piacere scinne nu poco abbascie e fattenne prest nu poco do guardaporte.(esce Viola)

FRANCE: Mar ma tu a questa gente che cosa gli hai detto di noi?

MARIA: ho solo detto che siamo una famiglia perbene e tranquilla e che pap tiene un certo conto in banca

GELSOMINA: e le ditte nu cuofene e fesserie!

SALVA (entra di corsa) cataclisma e distruzione! E no! e je lultima volta magge fatte quinnece jorne e spetale, ve salute esco pa fenestre e ce vedimme stasera. Anze dimane!( si guardano tutti con aria sorpresa,poi..)

MARIA: je me ne trase dinta a cammera mia e tanne esco quanne zi Vicienze se ne ghiute!(esce)

GELSOMINA: madonna Franc sta arrivanne tuo cugino Bicienzo! !

FRANCE: emb! cher tutta stagitazione? nun accuminciamme nata vota cu sti fesserie da iettatura!

GELSOMINA:e addio pure o fidanzamento e Maria, ma comme Franc, t si scurdate ca succedette lultima vote ca venute cc?

FRANCE:Coincidenze, pure coincidenze!

GELSOMINA: ma quali coincidenze! La povera Viola,stava finalmente per combinare il matrimonio con il vicino di casa quando a quel poveretto ,mentre sorseggiava il t insieme a lei gli venuto un colpo ed rimasto paralizzato, il povero Salvatore scivolato su una buccia di banane e si slogato la caviglia,a me mi scivolato la bottiglia del cognac dalle mani e ti ho rovinato il vestito nuovo.Al povero pap, gli venuto una indigestione che per poco non ci restava!e il povero Giovanni che si trovava qua per combinazione,ha perso il posto sul comune. E tutto questo in una giornata! E tu mi parli di coincidenze?

FRANCE: destino,disattenzioni,ingordigia,incapacit gestionale! vi agitate per niente, mio cugino solo un poco sfortunato ecco tutto!(suona il campanello)non agitatevi vado ad aprire io!(si alza e fa per andare)

VIOLA( entrando) ne cher tutta stammuine ve sentite a lla fore

FRANCE: niente..sta arrivanne Vincenzo e stanne gi tutte agitate, e stateve quiete e pe piacere!

ALFONSO: Francesco ha ragione non agitatevi, basta non farsi vedere e uno sta tranquillo, je mo venghe! (si alza e va via)

GELSOMINA: bene e allora vidatelle tu! io e Viola siamo uscite e non torniamo prima di stasera, non ci teniamo proprio a farci colpire dalle sue sfortunate coincidenze!

FRANCE: basta. ( Va verso la moglie)Finiamola una buona volta con queste illazioni. Io non vi permetto pi di parlarmi cos di mio cugino, che solo a nominarlo (inciampa e st per cadere) accidenti ai tappeti!io li odio e tu li piazzi dovunque! Dunque ,che solo a nominarlo mi si spezza il cuore! Ma non vi fa senso, non vi desta piet,pena? vedere come la gente lo allontana temendo quali disgrazie possono capitare solo a vederlo! chi si attacca alla fontana chi al palo della luce chi si gratta le parti basse! un povero disgraziato, ecco cos veramente!Dicerie di paese e false superstizione ecco di cosa vittima!(risuona il campanello)

GELSOMINA: basta!calmatistai tranquillo non dir piu niente! per ognune ha le sue idee! Mo va arrap si no se bruce pure o campanielle! (Francesca va per aprire e Gelso si avvicina aViola) , ma nun te piace Vicienzo! E falle stu sforze! chille a ditte ca si spose nata vota,parte pe lamerica e se ne v add o zio industriale e tu addeviente na signora americana

VIOLA comme si malvagia sora mia! ma comme chille le so morte gi doie mugliere pe disgrazia e a me me vuo fa addivent a terza disgraziata?

GELSOMINA (canzonatoria) uh ma ca dice chelle so state sule coincidenze !(entra Vincenzo)

FRANCE: viene ,entra Vinc! ah il cielo che ti manda

VINCENZO: ( sulla porta) no! Veramente so e trecentomila lire ca tagge prestate

FRANCE: e nun e penz mo ,statte calme e nun e penz e sorde

VINCENZO: non posso Franc, je a quei soldi ci sono troppo affezionate

FRANCE: Vinc mo nun cose ,guardame facce!,ca vide?

VINCENZO: a facce e une che nun me vo d!

VINCENZO: ah! ! ah! Nun te pozze d! ma dai trase mo!! Maria,Viola; guardate chi venuto a trovarci!

ViNCENZO: (vestito scuro e molto affranto quasi timoroso) cara,Gelsomina,Viola amatissima, come state?

GELSOMINA: fino a m na meraviglia

VIOLA:ma po sapite,ponne succedere e coincidenze e allora

FRANCE: siediti Vinc,siediti,le signore qua hanno sempre voglia di scherzare!allora come v? A che devo la fortuna di averti qui! Ne passato del tempo ma che fine avevi fatto eh..(fuori si sente una frenata di una macchine e una botta) cosa successo? Avete sentito. una botta!

GELSOMINA: niente sarr stata na coincidenza! (Suonano alla porta Gelso va ad aprire)

CARMELA: (entra trafelata) Franc, iomannaggia(prendendo fiato)

FRANCE:! Donna Carm, che state? Ancore pe chille quate sorde ca vaggia da? Guardate ca nun cosa, avitece pazienza forse tra una settimana, sempre potendo eh

CARMELA: niente niente, nun sto ca pe sorde ma pe ve dicere ca nu camion ha sbandate e si infilato dinto e o purtone e

FRANCE: eparlate!

CARMELA: e.. ha distrutte na machina nova vostra!

FRANCE: Qua machina!! Parlate!

CARMELA: Amachina vostra..nun bona cchi!

FRANCE: (correndo fuori seguito da Carmela), madonna! la macchina nuova del ragionier Casillo che ho preso in prestito abusivamente

GELSOMINA: Lui! non pu essere stato che lui! e Francesco che si ostina a non credere alla sua potenza occulta!

VIOLA: e mu vulive fa spus a me?

GELSOMINA:e vabb che centra puteve pure essere ca doppe spusate andandovene in america che si trova tutta allincontrario dellitalia,si capotava pure la sfortuna

VIOLA: eh si! e quella fatta una frittata che si capota!

VIOLA: nonsignore ragiona! Qaundo qui giorno,in america notte: chesto o saie no?e accussi si ca mo chille porta iella,in america avesse porta furtuna,no?

VIOLA:sarr,ma meglie ca me sta luntane!(rientrano Francesco Carmela e Vincenzo)

GELSOMINA: che stato Franc, a macchina se fatte male assaie? grave?

FRANCE: no cosa e niente! appena la portiera rotta, il parafango distrutto, e tutti i vetri frantumati. Raffaele o purtiere ha gi chiamato il carro attrezzi per portarla via e io aggi ved comme aggi fa pe spieg al ragioniere comme a machina soia invece e se truv parcheggiata vicina a scola steve dinte o purtone mie!

VIOLA 😮 Ges e add a portane ( esce per andare a vedere)

FRANCE: o spedale! a portano allospedale! E mo statte nu poche zitte!

VINCENZO: mi dispiace,sono veramente desolato che questo brutto episodio sia avvenuto proprio quando sono arrivato io.Vedete cosa succede? Capitano queste coincidenze negative e la gente non perde occasione di addossarmi la responsabilit dellaccaduto!ormai tutto ci che accade di negativo nel circondario in cui mi trovo mi viene addebitato.Ognuno si sente in diritto di dare sfogo alla sue manie, alle sue suggestioni, alle proprie stupide supertizioni.Ognuno giustifica la sua stupidaggine,la sua inferiorit intellettuale,la sua malaccortenza per ci che gli accade e incolpa un suo simile di iettatura rendendolo infelice e avvelenandole lintera esistenza.

FRANCE: ma cosa dici non ti preoccupare, io no sono certo il tipo da credere a queste stupidaggine da mercato.piuttosto mo me procure nu paie e testimone facce in modo ca dicene che la macchina stata spostata da due balordi vicine a portineria e vedimme e appar a situazione

CARMELA: sentite viste ca sto ca ve ricorde ca

FRANCE: guardate donna Carm parliamone ma

CARMELA : ma so due anne ca ne stamme a parl. Cavimme dicere chi? E mo vi do a natale , po aspettate vi do a pasqua , passa pasqua e vene natu natale e po nata pasqua. Don Franc agge viste nascere, mor e resuscit Ges Criste quatte vote ( si fa il segno della croce) ma nun agge viste na croce e sorde.

FRANCE: ma io mica ve li sto negando

CARMELA:non me li state negando ma neanche me state dando, questa lultima volta ca vo diche : si pe pasqua prossime nun me date facce veni o terremote anzi il diluvio universale. Stateve buone (esce)

FRANCE: (: a Vincenzo) nun te preoccup,tutte saggiuste a fore ca a morte!

VINCENZO: la morte! Si quella,appiana tutto e tutti mette allo stesso livello a chi primma e .a chi doppe ..Permettete? Vado in bagno (esce) suona campanello e Francesco va ad aprire)

FRANCE: ( entra con Mim ) scusate qualcuno in questa casa ha bisogno del fioraio?

GELSOMINA: no e po chi a chiammate !

FRANCE: e diglielo tu a questo signore che ha tanto insistito

MIMI: mi dovete scusare o signore non mi ha capito, io ho detto il fioraio per darminu tone pazziarielle, per via che sto un po imbarazzato ( accennando timidamente al giornale)

FRANCE: ohe! questa una casa rispettabile Guard ll, ih che tipe, sta mbarazzate trase dinta a casa mie e se porta pure o giurnale qui non ci sono cessi pubblici! Fuori!

MIMI: aspettate, ma che avete capito, io son venuto in questa casa a cercare un tesoro dolce e profumato. Io cerco un fiore!

FRANCE: un fiore? Neh sentite andate via pecch nu tenimme nanco nu sorde a ve d

MIMI: ma io non voglio niente, io cerco una donna che tiene il nome di un fiore

FRANCE:Gelsomina?( guardando la moglie)Voi cercate, ah!hai capito questo cerca te!

GELSOMINA: ma chi o canosce!

MIMI: (inginocchiandosi e porgendo i fiori) oh dolce creatura, sogno mio incantatomi prostro ai tuoi piedi e mi ti offro anima e corpo e. sentite ma chiste nun se ne po je?

FRANCE: eh e ma pigliate po serve da casa!

GELSOMINA: sentite..come vi chiamate..avizateve a terra e spiegate ca vulite

MIMI: oh che sbadato, non mi sono presentato, permettete, Domenico Cafiedo ma per voi angelo mio solo ..Mimi

FRANCE: siente Mim cafiede ora basta! ti do quattre secondi pe dicere ca vuoi truvanne a mugliereme

VINCENZO: (entra e osserva la scena)

MIMI: (a Gelsomina ) ma scusate voi non siete la viola appassita ca a fatte lannuncio ncoppa o giurnale

GELSOMINA: Viola appassita?no! io soGelsomina!

MIMI: ( a France) e tu mhe date nu sciore pe nate ( fa per andare)

GELSOMINA: aspettate add iate? Mo agge capite vuie chi site; chella mha ditte pure

MIMI: ma chi?

GELSOMINA: mia sorella!

VINCENZO: come come, Viola avrebbe fatto un annuncio sul giornale!

GELSOMINA: beh vedi..Violae Franc dincelle tu!

FRANCESCO: je! e cagge dicere!si chelle tene a cape a schiovere che ce pozze fa!

VINCENZO: ma alloraoh povero me, misero me, tutti tutti contro. Un perdente ecco cosa sono un perdente anche nellamorema io lotter .si Violina sar mia o di nessuno!

MIM: (in tono canzonatorio) questo lo vedremo caro mio eh eh. Se vi avesse voluto, non avrebbe fatto lannuncio . ed io per ci sto qua eh peme sistem

GELSOMINA: peccheste nun ve preoccupate , na sistemazione lavite sicure.

FRANCE: sentite fate una cosa ,ore non il momento,non mi sembra il caso einsomma meglie ca ve ne jate

MIMI: non prima di vedere la mia Viola appassita e io pecchesto sto cca, e che facce me ne vado e lasse campo libero a chistu cca

VINCENZO: Ma come vi permettete, che insolenza!

GELSO: addio povero fioraio!

VIOLA: (entra vede Mimi con i fiori in mano) oh che belli! Per me?

MIMI: si mio dolce fiore,lasciate che vi guardi e vi ammiro,io..! (mentre fa un passo avantiper porgere i fiori inciampa sul tappeto e cade a terra) ahia che male ,che male! La mia gamba!

GELSOMINA: ?o sapeve! cadute o fioraio!ma tu guarda a combinazione!

VIOLA: oh poveretto cosa vi siete fatto

FRANCE: venite vi aiuto a sollevarvi

MIMI: no non mi toccate, chiamate un medico,ah la mia gamba ,la mia gamba!

FRANCE: venite su vi aiutiamo noi , vi portiamo gi e Raffaele il portiere provveder ad accompagnarvi allospedale Vincenzo dammi una mano ( lo alzano ,lo sorreggano e lo portano fuori )

MIMI: addio mio bel fiore..torner,,torner!( via)

GELSOMINA: Viol e pure questo andato! Te rassegn! O te piglie a Vicienze o a nisciune!

VIOLA: Mai, hanne ferni prime tutte luommene coppo o munne prime ca me piglie a isse!

GELSOMINA: e nun te preoccup ca Vicienze e sisteme a tutti quanti

VINCENZO: (Entra con Francesco) ma tu vide nu poche a volte o destine !o poveromme che laveva succedere, comunque ti ringranzio caro cugino!io avrei voluto fare a meno di farti visita, oltretutto se poi penso a ci che successo lultima volta che son venuto a trovarti,ma ho dovuto perch un certo avvocato Palillo mi ha dato appuntamento qui e poi perch ho bisogno di sfogarmi pure con qualcuno se no impazzisco e allora ho pensato a..

FRANCE: a me eh ed io ti ringranzio eh..! e daltra parte tu chi hai; hai solo me..e Io poi figurati se credo a queste cose,anzi io ti rispetto e ti difendo da tutte quelle vergognose illazioni che fanno nei tuoi riguardi. E ti giuro ca si potesse ,cummigliasse a vocca e tutti quanti cu carte e cientimilalire ma. vabb. ha proposito Vinc me lo rifaresti un altro prestito di centomilalire?

VINCENZO: ma comme je venghe pav e tu me ne chiede ancore! (guarda il viso scuro diFrancesco)e e va bu e se non li presto a te a chi li do eh..poi tu un giorno sempre me li darai non vero?

FRANCE: e certo ..un giorno sempre te li dar eh. Grazie ,grazie Vici!.

GELSOMINA: e si...aspetta ciucce mie ca

FRANCE: ca meglie ca te staie zitte!

VIOLA: (facendo segno a Gelso) Gelsom, mentre i cugini parlano, perch non finiamo di sistemare quelle faccende?(escono)

VINCENZO: Franc ti ricordi lultima volta che ti ho detto di aver conosciuto uan certa Rosita Ercolano?

FRANCE e come no!eh me ne raccontasti di crude e di cotte! Casanova!

VINCENZO:si Casanova! ma intanto nun riesco ad essere simpatico a tua cognata ah!ma torniamo a Rosita

FRANCE: a chi?

VINCENZO: a Rosita!je sto dinte e guaie e tu mi dovresti fare un piccolo favore ed io queste centomila lire. te le regalo (tira fuori il portafoglio)

FRANCE: (seguendo con gli ochhi le centomila che gli sbandiera davanti ) ma io pe cientamila lire te ne facce tre e favore! Dimmi

VINCENZO:dunque devi sapere che questa Rosita Ercolano si una bella donna ma ha pure un carattere troppo difficile ed per questo motivo che voglio lasciarla.

FRANCE: e allora stai a posto glielo dici bello bello: senti Rosita tu tiene nu carattere e merde e nun putimmo je daccorde perci.

VINCENZO: e gi! Comme si fosse facile. Purtroppe agge gi fatte o sbaglie! Per levarmela di torno agge ditte chero gia spusate.

FRANCE:ah e allora staie a poste tu a chi devi rendere conto

VINCENZO: Franc ma chelle ha ditte che se vo vendic e che mi avrebbe mandato a casa sua sorella che fa lattrice di variet a sputtanarmi con mia moglie

FRANCE: e a te che te ne importa! Si spusate tu? Tiene a mugliere tu?

VINCENZO:no!e appunto per questo! Si chelle manna a sora e se ne accorge ca nun tenche mugliere ,me laggia spus pe forza .altrimenti me spare!Franc aiutame je lagge date lindirizzo tuo, je lagge ditte che chesta a casa mia e lagge date pure o nummere e telefone!

FRANCE :Vici ma tu che cancare me combinate e m?

VINCENZO: (sbandierando le centomila) Francaiutame

FRANCE:eh comme si fosse facile! Dime na cosa quante avesse ven a sore e cheste a te .sputtan!

VINCENZO: domani , Franc domani Alle dieci!

FRANCE: e allora facile! Domani far in modo che Gelsomina e Viola se ne vanno a fare spesa a Caserta e accuss apparamme a situazione, chelle vene te fa a sparate e fernisce a questione. cos

VINCENZO: ah! e a chi a fa a sparate si a mugliere nun a trove?tante valeve ca le deve lindirizze da casa mia! Qui ci vuole una donna! Tua moglie Franc, ci vuole tua moglie!

FRANCE: tu si pazze! Accuss po pierde Filippe e o panare!chelle po o dice a Viola e tu ce pierde ogni speranza. Nun te preoccup ce mettime daccorde cu Carmela a portiere. Chella vedova e pe ventimila lire te facesse pe mugliere pe tutta a settimana!

VINCENZO. Allora stamma poste! Marrraccumanne domani alle dieci!( mette il portafoglio intasca)

FRANCE: Vici e cientemila lire! Ee pure e ventimila!

VINCENZO: ( riprende il portafoglio) giusto!ssss zitte ( sisente un rumore di passi sono Viola e Gelso che rientrano gag delle centomila) marraccumanne ..acqua in bocca cu Viola

GELSOMINA:Franc ma dico io questo avvocato doveva venire proprio oggi che venene a gente e Geppino?nun puteve ven dimane! Pechh nun o teliefene e cio dice!

FRANCE: nossignore! Ha detto che era urgente e po o tel. suoie nun o tenghe, tu nun te preoccup quante vene se ne parla: Vici sai che facimme jammuncenne nu poche dinte o giardine e quante vene gente ce chiammate ( escono)

VIOLA: No in giardino no! povere sciure mie!

GELSOMINA: siente in attesa della tempesta, je mo vache a pulizz a cucina tu sistieme nu poco stu soggiorno e si vene lavvocato avvierti tu a chille duie!(esce)

VIOLA: (si affaccia al balcone) maronna mia! povere sciure mie!(campanello)vuo ved che chiste lavvocato!( si aggiusta i capelli si da una rassettata e va ad aprire) prego, si accomodi lei ?

GIACINTO: (sulla cinquantina,ha occhiali spessi e fatica a muoversi, tipo alquanto disordinato e curioso) sono lavvocato ho un appuntamento con il signor Francesco Acciarino

VIOLA: (tendendo la mano) piacere! Io sono la sorella,Viola Esposito,(fa smorfie) nubile!

GIACINTO(si avvicina ad un appendiabiti e da la mano ad una manica di un cappotto) piacere Giacinto Palillo ( con fare curioso) celibe!

VIOLA: no.no prego io sono qua (e gli da la mano) madonna! Voi siete celibe?

GIACINTO Uh Ges! E che c di strano!

VIOLA: Oh per carit proprio niente!per che combinazione!

GIACINTO ah certamente! Voi nubile ed io celibe! Per eh.. che bella combinazione,entrare in questa casa e incontrare un bocciuolo di rosa cio volevo dire ..di viola come voi

VIOLA: oh via signor avvocato voi mi adulate.io un bocciuolo? Non sono certa pi una ragazza,certo (pavoneggiandosi) sono piacente e.(appare salvo dalla finestra)

GIACINTO e interessante! (con fare dongiovannesco) ah che donna interessante,bella,(si avvicina a Viola che rimasta mezza imbambolata e le prende le mani ) simpatica e

SALVO (dalla finestra) pssss pssss.. A zi!!

VIOLA ( si scuote come da un sogno e,) scusate, mio nipote (va verso salvo) Salvat ma insomma!

SALVO chr? ho interrotto forse qualche cosa?

VIOLA (visibilmente seccata):niente! nun interrotto niente! ma che vu?

SALVA Attila add st? Tengo o tiempe e tras in camera senza ca me vede?

VIOLA: st dinto o giardine cu patete;anze mo o chiamme ca venuto il signor Palillo ,lavvocato ca stevene aspettanne

SALVO: agge capite facce nu salte in camera e po ci vedimme acchi a tardi doppe ca Attila ha lasciato il campo di battaglia!!ciao!

VIOLA: scusate signor Palillo, allora vi chiamo subito mio cognato (esce)

GIACINTO: (accompangnandola) Giacinto prego,per voi solo Giacinto.

ALFONSO(entra e vede Giacinto sulla porta con la borsa in mano) ah finalmente e tante cavite mise?

GIACINTO: veramente sono stato puntualissimo

ALFONSO: ma che puntualissimo avevo detto alle nove e mo (tira fuori lorologio dal taschino) e mo so e 10 e meze

GIACINTO: ma veramente

ALFONSO: va beh vamo fa ambresse, jamme add o tiene tirale a fore

GIACINTO: ( sorpreso e impacciato) ma veramente

ALFONSO: fa ambresse ca si vene nepoteme ,iamme, add o tiene caccia fore

GIACINTO: si si tutto nella borsa

ALFONSO: dinta a borza? agge capite o tiene o caure e forza mo a chi aspiette a tirarle a fore!

GIACINTO: ma signore che modi sono questi!un po di rispetto per un professionista!

ALFONSO:ah ah o professioniste dobabb, ne famme o piacere e fa ambresse si no te scuteleie (avvicinandosi ccon fare minaccioso)aho insomme, tire fore!

SALVO( entra ) cher n ca succede!

ALFONSO: eh !succede ca stu piezze e cancare nun vo cacci babb a parte a fore!

SALVO: e pe forza! ma ve pare ca chiste tene a faccia e tene o babb!

ALFONSO: ma pecch che facce tene? si ha ditte ca teneve tutte dinta a borza? forza tira a fore stu babb ,che aspiette che se ne va e rancide!

GIACINTO: ma come v vi permettete! Io sono lavvocato Palillo e non un pasticciere ( entra Viola)

VIOLA: pap salvat! Ma che diavole succiese

SALVATORE : niente a z! O nonne a pigliate avvocate Palillo po caffettiere

MARGHE: madonna mia pap che figure!

ALFONSO: qua figure, io che ne potevo sapere che questo pallino era un avvocato!

GIACINTO: Palillo prego e adesso se non vi dispiace (rivolgendosi a Viola) desidererei parlare con vostro fratello.

VIOLA: certo certo arriver a momenti intanto accomodatevi qui (mostra il divano) Tu e Pap facite na cosa prima che arriva Attila jatevenne dinta a camera vostra ca appena arrive o caffettiere ve porte tutto io ( il padre e Salvo se ne vanno sbuffando mentre entra Gelso)

GELSO : buongiorno! lavvocato Pa..

GIACINTO : (alzandosi) Palillo,signora per servirvi

GELSO: prego, prego accomodatevi. Mio marito arriva subito, intanto gradite qualcosa

GIACINTO: beh veramente prenderei unaaranciata se

GELSOMINA: un aranciata e (guarda Viola che fa segno di no) noo e laranciata a questora fa male sarebbe meglio una birra (Viola fa segno di no) no la birra no, pesante ..allora una orzata (Viola fa segno no e suggerisce mimando una limonata) eeho trovato una cosa semplice e fresca! Una bella limonata!

GIACINTO: si si va bene

GELSOViolina fammi il piacere preparala tu che sei brava va va! (esce con riluttanza) dunque signor avvocato come mai venuto a trovarci

GIACINTO Violina che bello ..Violina emmm.. veramente una cosa un po delicata e preferirei che ne parlassi direttamente a vostro marito

GELSO; su via almeno qualcosa a me sono la moglie lo potete dire, sapete noi donne siamo sempre cos curiose,

GIACINTO: ma vedete..

GELSO: e su signor avvocato mi dica almeno largomento( lo guarda con insistenza) allora..

GIACINTO : e va bene, ma mi raccomando ssssshh si tratta di un atto a favore di vostro marito semprech腅

GELSOMINA: semprech.avvoc ! e parlate!

GIACINTO: semprech sussistono o si avverano determinate condizioni!

GELSOMINA: avete detto atto a favore di mio marito se si avverano o sussistono determinate condizioni? ahhh allora aspettate non vi muovete..( si affaccia dalla finestra) vincenzo, Vici curre, curre a casa hanne telefonate e vigile se sta allaganne tutta quanta, va curre ( lavvocato segue tutto con curiosit) Franc saglie subite coppe si no perdimme o trene curre. Curre! Curre!!

GIACINTO: signora ma cosa succede.si sta allagando il paese forse? Eppure non ha piovuto

GELSO: no niente avvoc! Quella venuto la portiera ad avvisarmi che al signore che sta con mio marito gli si rotto il rubinetto dellacqua ( entra France)

FRANCE: ma insomma che succede., o vero che a casa e Vicienze se sta allaganne?

GELSO: e ehh e comme no! Franc qua ci sta il signor avvocato ( sottovoce) Franc Vicienze nun po sent ehhhh ehhhhhh

FRANCE: oh mi voglia scusare signor avvocato non lavevo neanche visto . prego accomodatevi, prego ( si seggono sul divano) allora ditemi di che si tratta. Non vi nascondo che sono un po turbato.sapete quando viene a casa vostra un avvocato , uno si sente sempre un po preoccupato,anche se la coscienza tranquilla

GELSO.ah se per questo ora siamo veramente tranquilli

GIACINTO: dunque voi siete il signor..

FRANCE: Francesco Acciarino per servirvi

GIACINTO: bene! un vostro zio in america e precisamente il signor Aniello Acciarino

FRANCE: no! per favore non lo nominate perch io con i gangster nu ce voglie niente a spartere. Io sono una persona onesta! Voi

GIACINTO: voi cosa? , io caro signore, sono un professionista e considerato che quello per cui sono venuto non vi interessa, posso anche andare, mettetemi una firma su questo documento e tutto fatto!

FRANCE: fatto cosa ? voi non mi avete ancora detto niente!

GIACINTO: ma come io avevo appena cominciato a parlare che un vostro parente,,

FRANCE: no! faciteme o favore nun me lavite annumin, je cu chillu signore nun ce voglie av accheff

GIACINTO:avete visto? Voi non mi fate andare avanti e allora me ne torno indietro e. addio alleredit!

FRANCE: quale eredit,state pazzianne, eredit

GELSOMINA: eredit? ma insomma Franc o vuo fa parl? ( fa un cenno a France di starezitto ) parlate avvoc!

GIACINTO: Dunque! Vi stavo dicendo che questo vostro parentema il signor Mortella non c? Mi aveva dato appuntamento qui ,considerato che anche lui deve essere presente eh

GELSOMINA: ah volete dire Vincenzo

GIACINTO: Si ,il signor Vincenzo Mortella eh pure lui deve essere presente altrimenti non posso leggervi il documento, in fondo anche lui nominato nel testamento

FRANCE :Testamento? Agge capite buone avvoc?

GIACINTO: avete capito bene! il grande vecchio, come dite voi , il gangster morto ed ha fatto testamento e sono qui per esprimere le sue volont ed eventualmente essere il vostro consigliere amministrativo,come per tanto tempo lo sono stato per il signor Acciarino quindi fate in modo di far venire qui il signor Mortella altrimenti sono costretto ad andarmene.

FRANCE; no,no pe carit non vi muovete, lo faccio venire subito,intante pigliateve a limunate eh je mo subbete venghe!(entra Viola con la limonata) Viola a limunate! Versa a limunate allavvocate! (esce)

VIOLA: (Versando la limonata) prego signor Palillo

GIACINTO: oh ma vi prego..(un tono vezzoso) Giacinto, Giacinto!

GELSO:Giacinto? Cos vi chiamate? J che bellezza tutte e tre facimme nu giardine!(suonano alla porta e va ad aprire)oh! Ma..siete voi?

MIMI: ( appare Mim con inmano un mazzo di rose e con un piede fasciato e si aiuta con un bastone) si,eccomi qui! Dov? ,dov il mio bel fiore

GELSO: ehh ed arrivate o fioraie!

VIOLA: oh carissimo! Venite son qui,come state, accomodatevi sul divano,prego!( si siedono)

GIACINTO: (a Gelso) il signor Mortella?

GELSO: ( verso Giacinto) no,no, abbiate pazienza un amico di mia cognata!

GIACINTO: (lo guarda con sospetto)e porta i fiori bah!( a Gelso) il fidanzato?

GELSO: noo uno che lha conosciuto unora fa!

GIACINTO: ah allora un pretendente?

ALFONSO: (entrando) neh ma stu chiaviche do bariste nun venute ancore

GELSO: ehh , che vi debbo dire, forse..( entrano Francesco e Vincenzo) Oh finalmente

FRANCE: eccoci qua! ( a Vincenzo che intanto ha notato Mimi e Viola sul divano) Vieni Vincenzo che ti presento al signor avvocato; Vincenzo! Mah .ahhh ..ehhhhh e ci risiamo!

VINCENZO: ( va verso i due sul divano) Ma voi state ancora qui? Siete gi guarito?

MIMI: e caro mio , ci vuole altro per mettere K.O. a Mimi Bellapanza!o forse voi pensavate ca cu na piccola buttarelle o pede mavesse ricoverate o spedale!eh si e lassave appass stu sciore belle vicine a vuie!

VINCENZO:ah ma pe chi me pigliate, ma come ti permetti, evidentemente nun saie cu chi avaie accheff,io te facce.

MIM: (inalberandosi) ma chi si ,chi te canosce, je nu te penze proprie!Cump.. o saie che te diche?chi se mette a paura nun se cocche che femmine belle e je nun me mette paure e nisciune!

VINCENZO: ah si e allora puozze

FRANCE (velocemente verso Vincenzo) zitte Vinc zitte pe carit, viene lasso o st, nun fa niente pe carit, viene che te presento lavvocato ca ci deve parlare, poie capite! Poi..eh

VINCENZO: e va bu, ma arricurdateve buone ca prime o poi ve ciacche! ( segue France che lo prende sottobraccio)

FRANCE. Oh caro avvocato mo simme al completo putite parl, questo Vincenzo Mortella!

GIACINTO: bene ( apre la borsa ed estraie una busta ) Ora io provveder ad aprire la busta sigillata contenente le ultime volont di vosro zio.Chiaramente gia le conosco considerato che

Proprio le ho redatte poco prima che vostro zio rendesse lanima a..

FRANCE: o diavole! (lavvocato lo guarda brutto)No vuleve dicere mammaggia o diavolo!

ALFONSO: ma insomma stammatine nun se mange?

VIOLA(ntervenendo) Pap e nun facite o scucciante venite cu nuie dinte o giardine ja! Facitece compagnia nun o vedite ca stane parlanne e cose serie

ALFONSO: e o babb?

GELSO: appene o portane te chiamme, va, va! Fa compagnia a tua figlia

ALFONSO: e ghiamme . ma tu vide o pataterne ie a sittantanne agge pure manten a cannela a chesta! ( escono)

GIACINTO:oh, a questo punto aprirei la busta ma mio malgrado,tenuto conto della delicatezza del documento devo pregare la signora qui presente di lasciarci soli.

GELSO: ma comme je so a mugliere!

FRANCE: Gelsom, agge pazienze; va pure tu dinte o giardine ; va , va ca po te diche. Si no chiste nun dice chi niente

GELSO: e va be! Ce vedimme avvocato (esce)

Giacinto Oh! (comincia ad aprire la busta) dunque ..ah ecco qua! Leggo testualmente il documento recante le ultime volont di vostro zio redatto dal notaio in mia presenza . Leggo?

FRANCE E VINCE: (allunisono) liggiite avvoca!

GIACINTO: beneio sottoscritto Aniello Acciarino, in piena facolt mentale dichiaro quanto segue: lascio il mio intero patrimonio e in parti indivisibili ai miei due nipoti Francesco Acciarino e Vincenzo Mortella, a condizione che portino avanti e dirigono la mia azienda: qualora non accettino leredit questa passa automaticamente ad una comunit parrocchiale cristiana che sar indicata a loro piacimento in compenso del perdono e a risarcimento del male che ho fatto su questa terra..in fede Aniello Acciarino: in allegato poi c la descrizione di tutto il patrimonio.

FRANCE: avvoc, mica so diebbete?

GIACINTO:diebbete? Signori miei..il patrimonio di vostro zio .

VINCENZO e FRANCE: .

GIACINTO: in contanti un ..miliardo di dollari e poi c lazienda!

FRANCE: Vici( una mano sul cuore)

VINCENZO: Franc(una mano sul cuore e si abbracciano)

FRANCE: e lazienda. , lazienda in che consiste

GIACINTO: una grande azienda! Con succursali in tutto il mondo

VINCENZO: e noi come faremo a portarla avanti, non abbiamo esperienza ma almeno diteci che tipo di azienda !

GIACINTO: nulla di pi facile, basta avere fegato e coraggio!e poi ci sar io che so gi tuttoe la diriger per voi!. unazienda di POMPE FUNEBRI!

FRANCE: pompe funebri?

VINCENZO: pompe funebri!

GIACINTO: esattamente!vostro zio era un dirigente veramente allaltezza e la societ cresciuta ed diventata un punto di riferimento per tutti quelli che desiderano commissionare un servizio pulito, sicuro e perfetto e al di sopra di ogni sospetto.

Il motto della societ infatti: oggi vivi ,domani morti!

FRANCE. Io..io forse non ho capito bene, scusate avvoc, ma di questa azienda non ne potremmo fare a meno ..la cediamo incassiamo il liquido etanti saluti a zio Aniello:

GIACINTO: eh no!o tutto o niente! Ma voi per lazienda non vi dovete preoccupare, c tutta unorganizzazione che da ventanni funziona come un orologio svizzero!tutto schematizzato e collaudato.

VINCENZO: cio. funziona da sola?

GIACINTO: da solo proprio no! Ecco..arrivano le commissioni, voi le autorizzateuna piccola firma..e allesecuzione e al perfezionamento della pratica ci pensa. lorganizzazione.in poche parolecome dice il nostro motto (ridendo sarcasticamente) ahhh eehhh il vivo diventa morto! e il tutto con cerimonia in chiesa e trasporto salma al cimitero..ahhhhahhhh

FRANCE: voi ..voi state dicendo che noi( con tono di terrore) Vici e capite chella agge capite purje?

VINCENZO: France

GIACINTO: avete capito bene! Voi dietro commissione autorizzate lassassinio e lazienda si interessa dellesecuzione! O tuttoo niente!o tutto alla chiesa! PENSATECI BENE O PEZZENTI, O MILIARDARI!Ahhha ahhh

FRANCE: ( una mano al cuore e uno al petto) madonna ! (e sviene)

VINCENZO:Franc! madonne! ( sviene pure lui!)

GIACINTO: che gente e paglie ih! Mancu nu pile do zie! (affacciandosi alla finestra) signore, aiuto aiuto, accorrete ,accorrete!

GELSO :Madonna muorte mariteme, muorte mariteme! (lo scuote e niente) madonne, muorte mariteme.

FRANCE: (riprendendosi) niente niente sta passando, zitta , zitta per carit, prima ragioniamo e poi..vevimme camma fa!

GELSO; mamma mia e che paura Franc! Ma lavvocato ca ditte?

FRANCE: doppe .parlammo doppeVici!.

VINCENZO ( rinvenendo)Franc!

FRANCE: ehce penzate, ce penzate buone? Ca dice?

VINCENZO ( fa cenno ammiccando) Franc je cagge penzate ma tute si scurdate ca..ogge Franc .Rosita

FRANCE: Rosita?ah..madonna e chi ce penzave chi, e comme se fa?

VINCENZO: e mo dice a me!

FRANCE: e e..commme vene cia pigliammo , mai chiu nera da mezzanotte po essere.

ViNCENZO: e sarr nera chiu da mezzanotte!

FRANCE: eh, e nun te putive sta zitte mo ( bussano) madonne, ovilloco ov! ( entrano Don Carlo Rosa e Armando) eh e chisti pure maveve scurdate speramme ca se ne vanne ambresse si no .. na tragedia!

MARIA: (introducendo gli altri) accomodatevi, venite, vi presento mia madre il padre Carlo, mamm questa donna Rosa Annunziata e questo Armando e questo ..zio Vincenzo ( presentazioni)

GELSO: (sottovoce a France) ,ma o pate e nu monache ? ( France fa un gesto)

ARMANDO: ahh ahh padre Carlo mio zio e dirige un orfanotrofio e mia madre lo aiuta in questa caritetevole attivit.

FRANCE: Maria ci ha detto che voi siete dottore .. cos giovane!

ARMANDO: si mi sono laureato presto e ho gi dei clienti

GELSO: ah bene!

VINCENZO: e a nuje nu miereche in casa pure ce serve!!

FRANCE: (da un colpo a Vincenzo come a farlo stare zitto) venite accomodatevi,la casa un poco piccola ma accogliente

GELSO: sapete a noi le case grandi non piacciono,e poi per pulirle ce ne vuole e sei costretta ad avere camerieri per casa .per non parlare poi dei giardinieri ( Maria ed Armando si defilano e parlano fra loro )

FRANCESCO: preferiamo stare nel piccolo e stare tutti assieme

ROSA: oh non vi preoccupate ,noi apprezziamo solo onest e buona educazione ese poi c anche sostanzaintendo soldi, un bel corredo, qualche pezzo di terrra,delle rendite, qualche buona azienda bene avviata.

GELSO ah si na bella azienda ,e comme no la stiamo proprio per procurarcela

P. CARLO: state per avere una bella azienda

VINCENZO: eh! e pure bene avviata! A proposito zi pr ma vuje e celebrate e funerale

P.CARLO: veramente fratello siamo venuti per..matrimonio

VINCENZO: per. in seguito.

GELSO: (a Vincenzo ) ma ti pare questo il momento di chiedere certe cose

FRANCE: Vincenzo! e ti prego!

VINCENZO: era per lazienda nel caso sa tutto in famiglia!

FRANCE: allazienda pensiano dopo

ROSA: no ..no ditemi una bella azienda ,ditemi di cosa si tratta

GELSO: sar una sorpresa non vogliamo anticipare niente ma vi assicuro che render tantissima e avr un grande giro di affari

FRANCESCO: e siamo certi che Armando ,avr molto da fare nella nostra azienda

VINCENZO: e come no! Si va in porto pure vuje zi pr! Si fa tutto iun famiglia!

P. CARLO: ah, bene, sapete io e mia sorella Rosa,siamo ormai alle soglie della vecchiaia e vorremmo vedere il nostro caro Armando ben sposato in modo che un domani anche io e mia sorella ci possiamo sistemare a dovere

FRANCE:per la vecchiaia non dovete preoccuparvi a sistemarvi .ci pensiamo noi. Anzi ci pensa Vincenzo

P. CARLO:e allora sia fatta la volont del signore, chi ha tanto ,deve essere anche generoso verso chi ha poco E allora offriamo signora offriamo!

GELSO: si capisce..( chiama Viola) Viola porta il caff

P. CARLO: no io dicevo offriamo.. ai poveri . Sa noi dirigiamo un orfanotrofio e quei bimbi sono tutti figli di povera gente che li ha abbandonati.Perci se avete unazienda potete donare ai quei poveretti un po' di felicit

GELSO: ma certo e poi i poveri da noi sono di casa , vanno e vengono e fino a ch il Signore ci aiuta noi daremo!

P. CARLO : ah provvidenza che provvidenza ( suona il telefono)

FRANCE: ( si alza come colpito da uun presentimento e va a rispondere) pronto? No,no avete sbagliato.questa unaltra casa, non chiamate pi.(torna a sadere)

GELSO: chi era caro?

FRANCE: niente ,uno che aveva sbagliato, sa..a volte capita!

GELSO: allora che dicevate (risuona il telefono) rispondo io

VINCENZO: no ,no lascia ,ci penso io ( va al telefono) ma no stai stai, pronto, avete sbagliato di nuovo e non ci scocciate pi .Avete capito bene? Non chiamate pi!ahhh

FRANCE: e speriamo che non scocci pi!

GELSO: tesoro, calma non ti innervosire

FRANCE: no mia cara, sono calmissimo

ROSA: (a Padre Carlo) hai visto come gentile? si preoccupa per il marito

GELSO: sa signora cara,ci vogliamo bene come se fossimo sposati ieri

DON CARLO: ma si vede subito, voi non siete come certe famiglie di oggi :tradimenti ,liti,separazioni..

GELSO: per carit! Non mi ci fate pensare, che cosa terribile!

ROSA: pensate, io sono rimasta vedova per ben tre volte e non ho mai tradito un marito, anche solo con il pensiero!

FRANCE: tre? .. e pe forza! Puverielle Nun lha manche dato o tiempe e penz ca subbete..

ROSA: come prego?

GELSO: no, quello mio marito voleva dire, che poveretti non hanno potuto neanche pensarlo una cosa del genere..

FRANCE: (fra se) so muorte prime!

ROSA : e come facevano ,io sono stata sempre una donna fedelissima!

GELSO: e che volete fare e la vita.(suona il citofono) se quello che ha sbagliato numero ora ce ne dico quattro

VINCENZO: vado io! ( va a rispondere) pronto.. no.. noo niente! ca nun ce sta nisciuno Vicienze! Va via!!Ahh ( chiude) e chesta nun a fernisce!.. ( a France in disparte ) Rosita nun vene ma ha ditte che mo manne nattrice e variet ca manche canosche pe me sputtan nnanze a mugliereme

FRANCE: (guardando il cielo) nnanze a muglierene vuo dicere! e sai che casine si vene! Ahia

DON CARLO: ma si sente male?

FRANCE: no tenche nu prurite al sedere

DON CARLO: vi fa male?

VINCENZO: sisi. ha le emorroidi

FRANCE: speranne ca chiste se ne vanne ambresse! Si no so dulore

ROSA: comunque noi siamo pronti per il matrinomio ( ad Armando ) vero Armando

ARMANDO: prontissimo mamm!

ROSA: Maria ha detto che avete gi pronto il corredo

GELSO: ah il corredo ? ma certo! ma per il momemto abbiamo comprato solo le cose necessarie sa tanto tempo dinta a cascia la roba si rovina

ROSA: e avete ragione e poi quando ci sono i soldi si fa tutto e subito!

P. CARLO: eh la provvidenza..la provvvidenza

GELSO: Maria vieni facciano vedere il corredo a tua suocera Franc noi andiamo di l..,viene Armando vieni anche tu ( esce con Rosa ,Maria ed Armando)

VINCENZO: meno male un po di tregua ma forse ha scherzato e non viene nessuno ( suona il citofono

FRANCE: lhanna fa e pompe e glicerina! ( bussano al citofono) ! madonna!

DON CARLO: sempre sia benedetta

FRANCE : vinc vai ad aprire ( fa per entrare e Vincenzo non visto da Carlo la spinge indietro) madonna!

DON CARLO : sempre sia benedetta!

CARLO: ma chi fuori la porta?

FRANCE: no,no nienteuna che ha sbagliatoche ha sbagliato indirizzo ( Vede Vincenzo spingere fuori qualcuno e che poi torna a sedersi ) madonna!

FRANCECARLO: sempre sia benedetta! ( nessuno si muova e ribussano ) ma qualcuno vada ad aprire

FRANCE: ( si alza, va verso la porta. Apre e tenta di chiudere subito) non nessuno

LAURETTA: ( spinge ed entra. Giovane , indossa una gonna cortissima e una camicetta os ) ma quando mai, io sono qui eh!. ( entrano Rosa e Gelso)

FRANCE( torcendosi come un serpente) madonna!

DON CARLO: ( si alza in piedi sconcertato )sempre sia benedetta!

LAURETTA: ( si guarda intorno ) dov il mio orsacchiotto

GELSO: orsacchiotto?

FRANCE: ma cu chi parle? Ah sifiglieme asciute

LAURETTA: ( va verso France ) ma sono io .ma comme nun me canusce chi..orsacchiotto mio?

ROSA 🙁 tenta subito di coprire gli occhi con una mano a Don Carlo)

FRANCE: ma chi cheste?

LAURETTTA:comme chi so ! (si avvicina accarezzandolo) o tigrotte mio , o pesciolino,o passerottino bellille, lorsacchiotto mio!

ROSA: Ma cheste tenesse nu zoo?

FRANCE.: noo cheste appena asciuta a dinte o manicomie. Vinc cheste vo a te!

LAURETTA: ah siii. ( va verso Vincenzo abbracciandolo ) Lui! E Lui il mio orsacchiotto!

VINCENZO: ma quale orsacchiotto Ma chi te canosce!

LAURETTTA: ma staie pazzianne! Je tenghe ancore e livide de pizzicotti tuoie

GELSO: ( prende la chitarra di Salvatore e la imbraccia a mo di clava) noo! Cheste pazze

VINCENZO: ma quali pizzicotte! Quali lividi!

FRANCE: (verso gli altri ) .. ( a Don Carlo) Padre cheste possedute do diavule!

LAURETTA: ( scoprendo una ganba proprio sotto gli occhi di Don Carlo il quale si arretra ) ah si .e chiste che so allora?

DON CARLO: ( chiudendosi gli occhi) signore Iddio che scandalo !

GELSO: la fine del mondo! ( entrano Armando e Maria )

FRANCE: aspettate, aspettate, ragioniamo con calma.ah..ah mi sento male, fatemi sedere

LAURETTA:( andando da Francesco) il povero lupacchiotto mio!

FRANCE: e ferniscele cu stu lupacchiotto ( indica Vincenzo ) ovv l addo sta o lupacchiotte tuoje

LAURETTA: ( va da Vincenzo e gli si butta addosso) oh mio porcellone

GELSO: ma insomma Vinc a canusce o no a sta nvasate!!

DONCARLO: calma calma perlamor del cielo!

VINCENZO : (svincolandosi da Lauretta) ma je nun a sacce, nun a canosche

LAURETTA: overe? Tutte juorne a casa mia, mangiave ,beveve , me spugliave e me vesteve e mo nun me vo spus! E je percio so venute cca po svergogn nnanze a muglierete

GELSO: ma quala mugliera?

LAURETTA: ah gia mo agge capite tu si a mantenute soja

GELSO : Neh grandissima zoccola , ma che staie dicenne?

LAURETTA: a me zoccule? E tu chi si? ah agge capite .si Gelsomina chella ca so mantene

ROSA: andiamo via subito da questa casa!

GELSO: je a mantenute e Vicienze?

VINCENZO : pazze.. pazze!

LAURETTA: je pazza? ( a Gelso) certamente site vuie! Vincenzo ma ditte ca isse nun spusate e tu a faccia e mantenute e da svergognate a tenite!

ROSA: oh madonna!

DON CARLO: sempre sia benedetta!

GELSO: ( agitando la chitarra e fa per colpire Lauretta mentre questa si da alla fuga) ah e mo o vedimme! ( si gira versoVincenzo che comincia a scappare in cucina) add vaie tu ( gli corre appresso)

DON CARLO:andiamo via , andiamo via!

ROSA: si si, Andiamo

MARIA: ( piangendo) ma no aspettate tutto un equivoco! ( entrano e si scontrano con loro Alfonso Mim e Salvo mentre rientrano Vincenzo e Gelso che corrono per la casa)

ALFONSO : o terremoto, o terremoto, fuimme fuimme!

Cala il sipario

FINE PRIMO ATTO

SECONDO ATTO

La scena quella del primo atto, France sul divano con la testa fra le mani, Gelso cammina su e giu nervosamente,,Viola,seduta su una sedia, dallesterno si ode una canzone allegra intervallata con un messaggio pubblicitario.

GELSO: Non possibile ,,nun possibile!.per piacere chiude nu poche sta finestre ca nun me fire e sentere a nisciune (Viola chiude la finestra e la musica siinterrompe mentre France beve nervosamente in un bicchiere posato sul tavolino) je nun ce pozze penz ( alza gli occhi al cielo) ma comme tu dinta a vita toia e accise, rubbate,mbrugliate mieze munne e lunica vota ca putive fa na bonazione,che faie ,ce mitte dinta a na situazione che solo a pensarci mi viene da inorridire! E nu cristiane comme fa a non pensarci, na famiglie e muorte e famme comme a nuie ca dalloggi domani si trova davanti ad una scelta cos drammatica! Scegliere in una bilancia dove in un piatto si trova la ricchezza che puo cambiare completamente, la vita, le abitudine di tutti e puo farci navigare neloro come zio peperone e sullaltro piatto la miseria, quella di sempre!

FRANCE: calmati, stai calmo! Vedimme se possibile fare qualcosa senza ca ciammmiscamme dinte a chelli brutte cose ca ditte lavvocato

GELSO: Franc lavvocato stato chiarissimo! O tutto o niente!

VIOLA: e si nuie ce dicessimo : avvoc,a nuie laziende do zie nun ce interessa ,pecch nun va pigliate vuie! Nuie prime ce pigliammo tutte cose e po ce tenimme sule e sorde e lazienda ve la cediamo a voi e ne facite chelle ca vulite.

FRANCE : j che bella penzate! Nuie prime ce pigliammo tutte cose e po cedimme lazienda ov?

GELSO: e nun na bella penzate!

FRANCE : certamente! Sule ca o siconde juorne lazienda ha trovato nuovi clienti !tutti quanti noi!

VIOLA: madonna Franc!

FRANCE;maledetto!

GELSO: e Vicienze Vicienze ca dice..

FRANCE: ca dice? Sta a casa che scolle fronte comme a me! Cadda dicere?

GELSO: doppe chella cha fatte sammeritasse a forca! e ai ragazzi ? nun diche a pap pecch nzallanute! Ma e ragazzi nun ce vulimme dicere niente?, nun vulimme sap comme a penzene?

FRANCE: niente ! nun hanne sap niente!nun ce putimmo mettere nu pise coppa a coscienze pure a loro

GELSO: gi a cuscienza!

VIOLA: a coscienza! Ma sta coscienza lavimme ten sule nuie? Ma pecch nun riunisce tutta a famiglia e sentimmo a voce da coscienze e tutti quanti!

GELSO: a ragione Viola Ha ragione tutta a famiglia ladda sap! nun puoie cumann pure e coscienze e late

FRANCE- Stiamo calmi. Stiamo calmi: ragioniamme. Una volta il marito era il capo della famiglia, comandava tutto; poi hanno cambiato il codice civile e marito e moglie hanno diritti uguali: mi sta bene. E se i figli son maggiorenni, possono intervenire anche loro sui problemi familiari: e mi sta bene anche questo!ma tu ( aViola) che centri tu!Ma vidite nu poverommo, che in fin dei conti, si da tanto da fare, si consuma a lavorare come un dannato, pe camp figli,, moglie cainate e genero per dare loro una posizione, per non fargli mancare nulla... alla fine, la bellaricompensa:.essere additato come un tiranno. E tutto questo perch? Per non voler aver dar retta ai principi pi saggi della vita. No! voi pensate solo alle ambizioni della ricchezza,alle passioni sfrenate, ai bagordi, a il non voler ascoltare la coscienza! Quando non si sente pi quella vocina di dentro che ti dice: questo male non lo devi fare, allora finita, va tutto a catafascio.Si perch io ho gia capito!: vuie penzate e sorde! Ma a decidere aggia essere sule je e nisciune cchi!

GELSO: e allora sbrigate a scegliere, pecch je nun cia facce cchi cu sta tragedia

FRANCE: Si na tragedia!e avesse vulute ca stavvocato nun fosse maie venute a purtarme a tentazione dinta a casa ma tu ce pienze? Nu miliarde e dollare, palazzi ,piscine,crociere , servi,e che vita ,che vita!

GELSO: che vita si ne fusse capace!ma tu

FRANCE : Gelsom , ma a ma pe chi me pigliate

GELSO: pe une ca nun mai capace e pigli na decisione, specialmente quante se tratte e decisione ca te ponne cagn a vita!

FRANCE:ecco qua mo accumince a darme velene!

GELSO: velene? E quale velene, chi e chelle ca me piglie je ogni juorne , aspettanne ca finalmente ne schiare une diverse! Macch niente! E juorne passane e tutte comme prime, tu continue a mbrugli pe camp e accuss,disperate simme e disperate rimmanimme

FRANCE : a verit nate! che tu e perze a stima verso di me e so sicure ca si putisse me cagnasse pure pe marite

GELSO:si e raggione ma nun cu nate omme! Te cagnasse cu nate te stesse ca steve dinta fantasia mia e che po nun agge truvate cchi!

FRANCE: e tu te cride ca facile pe nomme ,essere comme na femmene so sonne ?

Nun tutte putimme essere come gli eroi ca vulesseve, nun tutte putimme essere , Garibaldi, lOrlando furioso,Casanova o Indiana jones, cheste so fantasie ca ve mettite ncape vuie femmine!

GELSO:ma io vun vuleve tutte cheste! Indiana jones no! ma manche pullecenelle! Ca ride ,mbroglie pe camp e quante se tratte e pigli na decisione ca le po cagn a vita..si perde!

FRANCE: e va bene! Ma arricuordate ca le vulute tu!mo trove e mode e e te regne e sorde!

GELSO: ma po. cu tutti sti sorde ,accumincene e vizie e femmene ca vanne e venene..

FRANCE . ma che dice Gelsom, je te so state sempe fedelesempre

GELSO:si nei secoli comme e carabinieri!

FRANCE: e tu na carabbinere si state sempe appriesse comme a nombra

GELSO: certo si no allore e monun fusse campate abbastanza, pecch si sule avesse avute o sentore ca mi stive ncurniciande cu natenun ce fosse state bisogne e me rivolgere allazienda e tuo zio!

FRANCE: ahh Gelsom e commme te ne tene, nuie tenimme stu prubleme pe mane e tu rumpe ma ce pienze.si e sorde, e crociere e palazze e servi e fe.ste ma po.a coscienze a do mettimme a coscienza!

GELSO: mittele add vuoi tu, ma fa ambresse! (suona il campanello) Vi ,va arape pe favore e vide chi ( va alla porta)

VIOLA: ( aprendo e girandosi)) Vicienze!

GELSO: ehh tombola; Viol damme na mane a sistema sti fiori ( si defilano verso la finestra)

VINCENZO: (entra con un mazzo di fiori e si dirige verso Gelso ) mia cara, ti ho portato questo fascio di rose, per quellinperdonabile incidente e come ti spiegato per telefono,il povero Francesco non centra per niente.E stato solo una vittima della mia malaccortenza

FRANCE: uno dei tanti

GELSO: e tenute a faccia tosta e turn ?

VINCENZO:( alludendo a Viola) si pecch coppa a sta casa ce sta na persona che amo e che senza me rischia e rimman zitella pe tutta a vita

VIOLA: si so pe me te putive sparagn.jettele

e sciure (esce)

VINCENZO: beh add e mette?

GELSO: dammi qua che li sistemo( va verso un vaso a sistemarli)

FRANCE: Vici..hai trovato una via duscita? E penzate ca lavimme dicere allavvocato?

VINCENZO: beh certamente nui na risposta ce lavimme d

FRANCE: si ma quale? A dinte o a fore! Voglio dire: accettiamo tutto o rifiutiamo?

VINCENZO: e comme si fosse facile

FRANCE: Vici,je nidea c lavrei.. piensece tu! Dico iotu e fatte tanti piacere allate, pecch nun ne faie une a te stesse!

VINCENZO: non capisco, che me vuo dicere?

FEANCE: vedicome debbo dire.eehh mi spiego: mettiamo il caso che quando viene lavvocato, noi gli diciamo di accettare tutto! Bada bene, tutto! Che succede?

VINCENZO: e che deve succedere, semplice: diventiamo miliardari e proprietari di una grande azienda.Lavvocato diventerebbe il nostro consigliere nonch direttore amministrativo di tutte .le nostre agenzie di. pompe funebri.

FRANCE: bravo! E a noi resterebbe poco da fare se non firmare e autorizzare tramite il nostro amministratore le richiestedi funerali tutto compreso che ci pervengono da tutto il mondo

VINCENZO: ma si hai ragione! Tante morene tanta gente ca nun canuscimme proprie e chi se ne fa na raggione, nuie nun vedimme e nun sentimme , pecch forse mo lazienda ha chiuse? No! Funziona ancora e funzioner sempre cu nuie e senza nuie..cheff? ce penze lavvocate! Nuie avimme penz sule pensare a goderci la vita!

FRANCE: ( scuote il capo e si mete le mani davanti agli occhi) ma tu ca staie dicenne! Ma a tiene na coscienza? Ma riuscisse a durm a notte penzanne ca cu na firma ca mitte ncoppa a nu piezze e carte , dinta a chillu mumente tu accide nu cristiane? Nu cristiane ca po essere nu pate e figlie, na mamma e addiritture nu creature? Si o sacce ca si nun o facimme nuie ce sta sempe chi o fa!o munne na chiavica Vici e nuie nun o putimmo cagn! A coscienza Vicia coscienza chelle ognune e nui avesse sentere pe cagn e cose!je pe camp a famiglie agge fatte tutte. Agge nbrugliate, arrubbate pure ma.. sempe onestamente! E cheste schifezze nun e facce!

VINCENZO: ma allore Franc che vuoie a me che piacere a me stesse avesse fa?

GELSO: (si avvicina) ma allore nun capite?

VINCENZO: no!

FRANCE: Vici..comme taggia spieg..veditu tiene na potenza ca si sule a riuscisse a cuntrull fusse nu pataterne!

VINCENZO: non capisco

GELSO: Vici..Francesco vo dicere ca quanne lavvocate vene, nuie accettammo tutte cose

VINCENZO: ma comme e a coscienza?

GELSO: Vici, stamme a sent: lavvocate vene? E nuie accettammo. chille ce firme a liberatoria e se ne va e quante scenne mmieze va ..sotto a nu tram e schiatte !

FRANCE: e nisciune sape chiu niente, viste ca solamente isse sape o segrete e tutte cose. Nuie ce pigliammo sule e sorde e lazienda sa spartene le varie agenzie oppure fallisce!

VINCENZO: si ma je caggi fa?

FRANCE: tocca a te Vici,,tocca a te!.. almene a coscienze ta spuorche na vota sola e pe nu fetente ca pure o pataterne doppe te vene a ringranzi!

VINCENZO: me staie forse dicenne ca aggia essere je a vuttarle sotto o tram?

GELSO: ma non materialmente Vici!,,capisceco penziere, mittece sule o penziere!

VINCENZO : madonna santa! Ma allore..no! no! (va verso France) tu , pure tu, pure tu ..e io che credevo che almeno tu, non credessi a quelle brute cose su di me! Come puoi farmi questo, tu lamico ..il fratello!che brutta giornata , che brutta giornata( le luci si affievoliscono e si sentono tuoni e fulmini) vado via vado via! ( comincia a piovere) che brutta giornata!

GELSO: e panne tenghe e panne spise fore..(corre via).

FRANCE: ( trattenendolo con un braccio)fermate! Aspiette nu poco.

VINCENZO: aspettare? E cosa..( si mette il capo fra le mani)

FRANCE: beh fore sta chiuvenne e sta manera,ti bagni.Vici je te voglie bene, ma capiscimi, la disperazione ti fa dire tante cose, ti offusca la mente, ti tormenta e ti rende disponibile a qualsiasi brutta azione.perdonami.

VINCENZO: no,no, inutile ormai ne so convinto pure io.. e viste?

FRANCE: cosa?

VINCENZO: ma comme! Nun appena aggie ditte: ca brutta jurnata succiese o finimondo, affacciate a finestra nun o vide? Chiove, lampe e tuone dinta a nu mumente ,e s chera na bella jurnata e sole e mo se fatte scure e sule pecch agge ditte; che brutta jurnate! Ce pienze? No overe Franc overo je porta a malasorte!

FRANCE: ( avvicinandosi e abbracciandolo)Vicije te voglie bene

VIOLA: (entrando) oh scusate

VINCENZO:no niente..vieni vieni. Ci stavamo confortando e commiserando per la triste situazione in cui ci troviamo

VIOLA: essere o non essere. Vivere o morirequesto il dilemma!.( prende i fiori ed esce)

FRANCE: eh! A parlateamleta! ( bussano ala porta)

FRANCE: ( va ad aprire) ah siete voi?.. entrate tante ormaie.

MIMI: (entra con don Carlo, ha in mano in mazzo di fiori) Permesso,posso accomodarmi o(guardando Vincenzo) ce sta pericolo!

FRANCE: prego ,prego,trasite esenza responsabilit

VINCENZO: nun ve preoccupate ..tenite vicine a vuie lantidoto giusto.

DON CARLO: buona giornata, pace e bene

GELSO: (entrando) e che sia ringraziato il Signore, prego trasite ,accomodatevi

DON CARLO: sempre sia ringraziato, grazie,grazie

FRANCE: beha che dobbiamo la vostra visita? Pe case stavote site venute pe Viola?

VINCENZO: ( come svegliandosi) Viola? Nata vota?

MIMI: pe carit.. nun vagitate! Veramente ieri dopo il putiferio che successo ho avuto modo di parlare con Viola..ma..nun pe chelle ca penzate eh mi ha invece raccontato della situazione in atto e allora ho pensato che potervi essere utile.

GELSO: quale situazione in atto?

FRANCE: spiegateve meglie!

DON CARLO: vedete, Mim mi ha parlato di una certa presunta eredit e.cosi io avrei unidea per risolvere la situazione. Vedete si potrebbe.

FRANCE: Viola della malora! Fra poco a notizie esce pure coppe e giurnale! Ahhh ca male agge fatte..pe tene nnanze e piede chella scervellate e sorete!

GELSO: e calmati! Sentimmo primme o prevete ca dice e po parle. Chi to dice ca nun ha truvate na soluzione o probbleme. Calmati facimmele prime fern e parl,

FRANCE: ma..

GELSO: e zitte! Parlate Don ...comme caspite ve chiammatedicite!

DON CARLO: vi stavo dicendo che per risolvere il problema la soluzione semplice e razionale

GELSOMINA: e sarebbe!

MIMI: rinunciare a tutto a favore della chiesa!

FRANCE:come? Agge capite buone?

GELSO: zi pr! ma fosse asciuteve pazze!

VINCENZO: puzzate je tutte e duie( Gelso gli chiude la bocca)

GELSO: zitte tu pe carit! Vuie ce state dicenne ca nuie avesseme rinunci a tutto pe fa favore a zi prevete?

DON CARLO: non cos ascoltate. Il testamento come mi ha raccontato Mimi? Parla chiaro. O vi riducete in peccato mortale e cos Dio non voglia oppure fate del bene a tanti poveri bisognosi

FRANCE: e prievete?

DON CARLO: no! Ai poveri, agli orfanelli

FRANCE: e nuie che simme! Nun simme povere! ca simme tutti orfanelli!

DON CARLO: orfanelli?

FRANCE: orfanelli padre! Ca si succede na cosa e chesse in un modo o nellaltro..Francesco Acciarino e nomme muorte e o rieste so tutti .orfanelli.

DON CARLO: ma no. Statemi a sentire . Quando verr questo avvocato, voi gli direte che giammai , come giusto che sia, vi prestereste a gestire unazienda cos perversa e maledetta pertanto rinuncerete alleredit in favore della confraternita del convento della misericordia di cui modestamente ne sono il padre priore quindi

GELSO: donca..logero e turnamme do cape!

FRANCE: aspette lasso o fern e parla .jate annanze!

DON CARLO:dicevo che a tutti gli effetti cosi facendo , la volont del fu..comme si chiame isse rispettata!

GELSO: si a nuie nun ce trase niente

DON CARLO: eh no! qui invece che che lo stratagemma va in porto:

FRANCE: spiegateve meglie!

DON CARLO: noi prima di ereditare, sottoscriviamo da un notaio in assoluta segretezza un atto dove il convento beneficiario si impegna a restituire agli eredi legittimi del defunto il cinquanta per cento deleredit! Eh.che ve pare?

GELSO: sule o cinquanta pe cient!

FRANCE: zi pr ma allore site proprie pazze!

DON CARLO: prendere o lasciare

GELSO: chiste numbruoglie belle e buone

VINCENZO: e meno ,male ca appartenite a chiesa!

DON CARLO: figlioli..vi prego in fondo fin di bene! se voi vedeste come soffrono i nostri cari orfanelli,la gente non ha piu cuore.li abbandonano in mezzo ad una strada, appena nati.madri senza coscienza,a noi ci vengono affidati in attesa che qualche coppia senza figli oppure qualche anima buona ,decida di adottarli,ma nel frattempo hanno bisogno di tutto e noi poveri frati viviamo della carit di tutti.

MIMI:beh qualcosa tocca pure a me eh nun pe niente a penzate stata a mia!

VINCENZO: puzzate scul!

GELSO: zitte nun se dicene certe cose a nomme e chiese!

FRANCE: ( contorcendosi e andando avanti e indietro)e va bene. Considerata la situazione non ci resta che..accettare,daltronde altre non ce ne sono e vero Vinc?

VINCENZO: ( stringendo le spalle) al momentonun ce ne stanno

GELSO: o accuss o (facendo segno con la mano ) o accuss

FRANCE: e va buono! Telefono allavvocato e gli comunico la decisione.nuie per dopo..Don Carlo insieme a Vincenzo andiamo dal notaio e facimme prime latte, valide sule per quante o firmammo e cio si lavvocate accette e don leredit ai vostri..orfanelli!

DON CARLO: daccordo e sia fatta la volont di Dio!

TUTTI: amen!

FRANCE : ( va al telefono chiama lavvocato e parla con lui al telefono)

GELSO: ( a Vincenzo sottovoce mentre Don Carlo e Mimi aspettano sulluscio) ma tu ce pienze e perze o cinquanta pe ciente! Va va (Vincenzo a capo chino, apre le braccia senza dire niente)

FRANCE:( France torna e invita tutti ada andare) tutto a posto a ditte ca vene piu tardi. nuie intante sbrigammece si avimme fa sti servizie.agge telefonato pure o nutaie Frongillo e ce sta aspett, iamme zi pr jamme! ( escono)

GELSO: (va a chiudere la porta, entra Alfonso)Gelsom io esco, arrivo a puteche ca sotte..si te serve qualcosa , me rimaste ancora

GELSO. Nu te preoccup penzate a te ca a me me se chiuse a vocche do stommache, va va, ca almene tu nun faie malesanghe

ALFONSO: ma insomma se po sap ca succede dinta a sta casa! Tu ca staie nervose comme a na janara figliate ca sta da jere chiuse dinta a camera e nun vo asc, e po chi va e chi vene ca me pare e sta coppe o porte e napule. Allora ca succede mo vuo dicere?

GELSO: niente! Nun te preoccup.va va ,vatte a fa a camminata, ca po essere ca pe quane viene sto chi calma, va va ( lo accompagna alla porta mentre entra Viola)

ALFONSO: (uscendo) ah, mo me scurdave , agge telefonato o spuzzacesse, nun te preoccup, pavio mhanne ditte ca mannene a qualcune,perci si avesse ven primma ca marretire faccia a ved tu! (esce)

VIOLA: allora! Ve site mise daccorde?

GELSO: pare ca si, nun te movere , ca avesse arriv lavvocato, anze si vene tienile ncaure

VIOLA: e che lappicce a vrasere!nun ce sta nne manche e gravune

GELSO: Viol! Capisce a me, tienile in sospire , nun e viste comme te guarde? Tienile caure, nun se po maie sap

VIOLA: e gi! Ma nun e viste comme curiose? E po nu delinquente! E je cu une comme a isse nun me ce mettesse maie, chiuttoste me pigliasse a Vicienze

GELSO: ah te asciute finalmente a parola! L capite che luniche ca te po fa felice!

Chillate po ,o fioraie! Nun le viste comme se pretende? mo ca sentute addore de sorde nun penze cchiu a niente! Lavvocate nu delinquente e cheste laveve capite appena se presentate a casa nostra.,sule pe c mbrugli, Maricordatete,nuie simme femmine e ne sapimme una chi do diavole percio allavvocato ci penso io!

e..siente a mefaccille buono o penziere pe Vicienze,

VIOLA: si, mo pigliasse pecch agge viste ca me vo bene! E che fa si dicene ca porte male, limportante che a me me porte o bene! E po si vere o fatte e lamerica.(bussano alla portaViola apre ed entra Lavvocato)

GIACINTO (entrando) Oh carissimo fiore profumato , buongiorno (notando Gelsomina) Signora cara, buongiorno, finalmente ci siamo! Ho ricevuto la telefonata di suo marito in merito a quella decisione e mi sono precipitato sapete in queste cose meglio essere veloci! Esapete pure cosa ha deciso di fare?

GELSO: veramente non so niente ! .. andato a chiamare anche il signor Mortella e

Penso che a momenti arriveranno. Intanto accomodatevi, Viola fa tu compagnia allavvocato io intanto vedo se Salvatore si alzato, permette (esce )

GIACINTO: bene eccoci qua! E( si guarda intorno) ma dove siete , non vi vedo

VIOLA: ma sono qui! Eccoci qua ( si mette di fronte seduta) e.. quindi siete venuto ,per leredit!

GIACINTO: e anche per una proposta.dipende anche da voisapete!

VIOLA: (meravigliandosi) da me ma voi che dite non sono certo io che devo ereditare!

GIACINTO: ma potreste esserne la beneficiaria!

VIOLA: ma che dite, io sono sola la cognata e prima o poi..uscir fuori da questa famiglia. Si forse mio cognato se avr tutti quei soldi..puo darsi che avr un pensiero gentile per me e penser alla mia dote ma non spero altro

GIACINTO:sperate , sperate , puo anche darsi che qualcuno con molte ricchezze interessato a voi fortemente ( si avvicina con lintento di prendergli la mano inginocchiandosi buffamente mentre entre Alfonso)

ALSONSO: ah e vuie gi state cc!no,no nun lloco dinto bagne!

GIACINTO: ( si alza sorpreso) ma veramente..

ALFONSO: jamme venite con me e facimme ambresse ( lo prende per un braccio)

VIOLA: ma pap, ca facite

ALFONSO; zitte tu,avimme a je a spil o cesse!

GIACINTO: ma..allora voi siete veramente pazzo! lasciatemi e questo una mania!prima mi avete preso per il caffettiere mo per un operatore ecologico

ALFONSO: che? Operatore ecoma quale operatore ,io vi ho chiamato po cesse

VIOLA: ma pap !nun tarricuorde ? chiste Lavvocato

ALFONSO: pecch mo ce vo lavvocato?

GIACINTO: ma per favore vada via, mi lasci un pace ( entra Maria e Salvatore)

MARIA: (entrando) Vi ha ditte mamma ..ah scusate

SALVA: ( porta sotto il braccio un involucro)penzavame ca stive sole! E tu o n, nun sive asciute!

ALFONSO: e certe m a po co penziere ca aveve veni o spuzzacesce so turnate ambresse ,.. ma chiste ov sta a fa storia,mo telefone allagenzia e mo facce cagn?

MARIA: ma o n chiste lavvocato

SALVATORE:avite pigliate asse pe fiure

VIOLA: Mar, Salvat..faciteme o favore..purtateve o nonne

SALVATORE: Mar va tu sola je agge fa na commissione a mamm ,(facendo segno a Maria di andare che ci pensa lui)

GIACINTO; che vergogna: non sono mai stato umiliato in questo modo

ALFONSO: e va bene.. per ve trove senpe annanze e piede , je po me scorde chelle a vecchiaie!

GIACINTO: certo la vecchiaia carogna ma vuie scusate superate il limite

ALFONSO: ogni limite tene ammisure sua avite raggione a vecchiaie carogna ma pe chi nun ciarriva ci sta a pena morte! Stateve accuorte ..(mentre esce accompagnato da Maria) e mo vache allagenzia e si mavite fatte fesse puzzate je sotto a nu tram!

VIOLA: scusate. Avitece pazienza ma pap nu poco arteriosclerotico e allora( la porta riapre e d entrano Vincenzo e Francesco)

FRANCE: oh caro avvocato,vuie gi state cc? E avite fatte ambresse eh?

VINCENZO: e nuie ca penzaveme ca fosseve venute doppe pranze

GIACINTO: eh cari amici ,gli affari sono affari ! e non ci dorme su, dunque mi avete detto che avete preso la vostra decisione non vero?

FRANCE : si , si overe

GIACINTO: benissimo, mi auguro che qualunque sia, spero labbiate ponderata bene,nel vostro interesse sintende.

VINCENZO: vedete, ci abbiamo pensato,pensato eh

GIACINTO: eh? Allora?(entra Gelso)

FRANCE:vedete, vieni mia cara , stata pure merito suo sa,ci ha aiutato a riflettere, noi uomini tante volte ,pensiamo di essere saggi,invece le donne .

GIACINTO: ne sanno una piu del diavolo

VINCENZO: bravo! Ma.quando si nel giusto, tutti lo riconoscono

GIACINTO : ma insomma, veniamo al problema!. Cosa avete deciso

VIOLA: beh si ce lavite dicere , che aspettate

FRANCE: azze e cheste comme freme, calma, calma. Parlo io. Vedete caro avvocato, noi siano una famiglia povera, lo siamo sempre stata, mia madre faceva a lavannare e mio padre faceve o sanzane e matrimonio, mestiere che io ho imparato bene e che adesso non tanto va di moda e cos per campare la famiglia mi sono dovuto inventare altri mestieri, posteggiatore abususivo, o juco de tre carte, a vennere e biglietti po Napoli ,a fa o prestanome pe cambiale in protesta e non vi nascondo che tante volte preso dalla disperazione agge pure mbrugliate a gente, pe purt a casa nu piezze e pane e creature meie, po un po alla volta un lavoretto per una ditta o un lavoretto per unaltra so riuscito a tir annanze.

GIACINTO: beh e questo che centra

FRANCE: centra e come! Ora siete venuto voi a portarci la notizia di una eredit cosi enorme e cosi crudele.miliardi ,miliardi che noi si stessimo pre tre mesi sempre a contare e neanche a fernesseme, ricchi e straricchi,dalla stalle alle stelle, tutti i nostri desideri che sia avverassero al solo schioccare delle dita,ma.ma a coscienze avvoc!A coscienza ca ad ogni secondo da vita nostra ce sbattesse nfacce o male ca facessimo!No avvoc ciavimme penzate nuie simme gente povera si,ma oneste nui nun vulimme o male e nisciune e perci siamo pronti a rinunciare a tutto in favore della chiesa, come indicato anche nel testamento e siamo sicuri che cos almeno anche lanima di nostro zio ne possa trovare giovamento.

GIACINTO:ma vi rendete conto di quello che state dicendo? Voi non cambiereste niente. L attivit dellazienda non si fermerebbe comunque, perch in questo caso tutto passerebbe alla ..Famiglia e i soldi, tanti miliardi regalati e voi neanche un dollaro.suvvia pensateci ancora un po

GELSO: avvoc noi ci abbiamo pensato! A gente facesse chelle ca v o munne certe nui nun o putimmo cagn ma almene a coscienza nostra sta in pace e perci accuminciate a scrivere

GIACINTO: io sono lunico responsabile di questo testamento e lunico a conoscere le volont del, defunto vostro zio pertanto adesso sottoscriverete quello che intendete fare. Dunque avete pensato anche a chi donare i soldi! Ricordate che lazienda torna alla Famiglia e che verr specificato nel documento che firmerete.

VINCENZO: abbiamo pensato a tutto,procedete!

GIACINTO: aspettate, visto che siete cosi determinativi voglio dire una cosa: nel testamento anche scritto.. e ve lo faccio leggeredunque ecco qua. Nel caso che gli eredi designati non vogliano neanche optare per una donazione alla chiesa il mio avvocato delegato a devolvere lammontare di tutta la somma mobiliare alla gente della famiglia.

FRANCE: ma noi vogliamo devolvere in favore della chiesa eh

VINCENZO: e certo

GELSO: tutto alla chiesa mene e cascie e muorte

GIACINTO: ( si alza con rabbia) giammai!non permetter mai che tutti questi soldi vadano perduti! Adesso vi dir io come si fa e se non accetterete vorr dire che la nostra o vostra azienda come preferite ,si occuper pure di tutti voi, nessuno escluso!

GELSO: ma avvocato,voi prima avevate detto che alla chiesa.

GIACINTO: si alla chiesa ma a decidere quale e a chi.sar io non voi. E gi e vi pare che in tutti questi anni che ho servito vostro zio in tutto e per tutto , vi pare che io permetta una cosa simile!piuttosto vi faccio ammazzare tutti!

FRANCE-VINCENZO: madomma

GELSO: ges mmie chiste pazze

GIACINTO: pazzo? I pazzi siete voi. Ma come, potevate essere ricchi e gestire unazienda sotto la mia consulenza e non avete voluto,poi avevate detto che volevate solo i soldi ed io vi ho detto di no, ora mi dite che volete dare tutto ad un ente della chiesa e che non volete saperne di niente ed io sarei pazzo?

FRANCE: ma nel testamento.

GIACINTO: nel testamento c scritto cio che io ho voluto che ci fosse scritto!infatti stato redatto quando ormai vostro zio era gi moribondo e alla mia merc!

E vi pare bello, voi donate alla chiesa il patrimonio mobiliario, e lazienda finisce alla..Famiglia ed io ,io che faccio,dopo tanti anni di servit e di umiliazioninon solo non becco un centesimo ma non dirigerei neanche pi lazienda.

FRANCE: ma allora perch ci avete designato quale eredi si nostro zio nun capeve cchi niente e ve puteveve design vuie stesse. Almene ciavesseve risparmiate tutti sti guaie e tutti sti penziere

GELSO: almene nun ce fossime maie illuse e addivent ricche

GIACINTO: perch senza di voi il mio piano non avrebbe potuto funzionare:

GELSO: come sarebbe a dire

GIACINTO: sarebbe a dire che la..Famiglia non avrebbe mai permesso che leredit del suo capo andasse al singolo ma che fosse divisa fra tutti i mammasantissima affliati al clan. E allora ecco lidea.voi mi firmerete un documento in cui non rinuncerete alleredit mobiliare e cosi facendo, con un nuovo documento che mi firmerete, me la girate e lazienda va cos alla Famiglia e tutto si sistema.

FRANCE: nu mumente,nui nun firmammo proprie niente overe Vici

GELSO: ma vuie nun aviveve ditte ca il patrimonio era indivisibile? O tutto o niente?

GIACINTO : lo avevo detto per fare in modo che voi prendeste tutto e tutto mi sarei preso

FRANCE: mascalzone!

VINCENZO: farabutto!

GELSO: nu mumente avvoc, mettiamo che ne Francesco ne Vincenzo vi firma niente ca succede?

GIACINTO: succede che purtroppo , vi debbo fare ammazzare !metto delle firme false e la faccio in barba alla Famiglia

FRANCESCO: a tutti quanti ?

GIACINTO: a tutti quanti!

GELSO: e allora muoia Sansone cu tutti i filistei! Tu te credive e essere furbe? Ma je so state chi furbe e te! L viste o guaglione mie? Ha registrate tutte chelle che ditte

E tutte chelle che ditte sacce je comme laggia fa recapit allaFamiglia e accuss si nomme muorte!

GIACINTO: Voi ;voi avete fatto questo?

GELSO: e si capisce! Avvoc je quante guarde facce a gente e scanaglie subbete e a vuie vagge pittate subbete! E mo turnamme a nuie! Nuie o testamente o firmammo e ce pigliammo e sorde e vuie ve salvate a vita ehhh

GIACINTO: ahhahha ed io mi accontenterei? Voi siete stata furba ma io a questo punto niente per niente! Preferisco morire che subire la miseria! Lo vede questo testamento?ebbene io lo straccio e poi voi fate quello che volete, avete detto bene muoia Sansone con tutti i filistei!( fa per stracciarlo)

FRANCE: fermo,fermo per carit! Possiamo sempre trovare un punto daccordo, non vero Vinc?

VINCENZO: certo,certo pe carit troviamo questo punto. Allo stato delle cose non conviene a nessuno perdere il danaro per mettersi a fare gli eroi

GIACINTO: e sia! Facciamo cos ora firmate il documento che accettate il patrimonio mobiliare e rifiutate lazienda e po mi firmerete un documento in cui mi donate il cinquanta per cento a me e tutto va a posto! Che ne dite?o cos o niente ( e fa finta di stracciare)

GELSO: ( facendo segno a France e poi a Vincenzo) e Vici e parla! Franc!

FRANCE: ehh che debbo dire io.accetto

VINCENZO: per me va bene

GELSO : me dispiace pe lorfanelle ma..

GIACINTO: quali orfanelli? Ah gi la chiesa Bah! Allora ecco qua il documento, leggete e firmate ( gli posa il documento tenendolo per le mani)

FRANCESCO:(France,legge il documento e pi lo firma) ecco qua, letto e firmato !

GIACINTO: bene ( a Vincenzo) ora tocca a voi

VINCENZO: ecco qua letto e firmato.

GIACINTO: ora firmerete il documento di accettazione delleredit e..sarete ricchi..grazie a vostra moglie , Prego firmate ( eseguono mentre Giacinto tiene benstretto tra la mani il documento ) bene queste sono le copie controfirmate da me e tutto e a posto legalmente ( le consegna) queste sono anche le credenziali che presenterete alla banca indicata nel frontespizio e, mi raccomando, appena entrate in possesso delleredit , versate subito sul conto indicato nel documento che avete firmato la mia parte.altrimenti non farete a tempo a farmi qualche brutto scherzo che siete gi morti. Avete capito( rivolgendosi a Gelso)e unaltra cosa.appena concluso laffare mi consegnerete pure la registrazione .arrivederci Signora!

GELSO: Avvoc, noi siamo gente onesta e di principio cos stato detto e cos sar naturalmente poi cu vuie nu ce vulimme chi ten niente a spartere.mo simme ricche simme ricche!

GIACINTO: (mette tutto in valigetta) le copie v le ho date e ..arrivederci ( a Gelso)con voi po facimme e cunte ( esce)

VINCENZO: puozze jett o sanghe ! e mo ca a vulute dicere!

GELSO: Franctenghe paure chille malvagie

FRANCE: nu te preoccup chille a ditte po smacche che le date

GELSO: si per e sentite? Madonna (bussano alla porta)

VIOLA : vado io ( apre ed entrano Don Carlo e Mim) accomodatevi prego

DON CARLO: il signore sia con voi

GELSO: amen!

DON CARLO: stiamo giu gia da mezzora ma non siamo saliti subito perch abbiamo chiesto alla portiera e ci ha detto che avevate visite. era lavvocato mafioso che andato via adesso?lo abbiamo visto uscire tutto furioso,pensate che ha preso a calci anche il povero cane che st allingresso.

FRANCE: miserabile!delinquente e disonesto di un avvocato

VINCENZO: voleva arraffarsi tutto, chillomme e niente e pe fortuna ha trovato pane per i suio denti

MIMI: allora tutto a posto! Nuie avimme purtate o documento pe vuie e ..pe me

France::don Carlo, vedete ..io non so come dirvelo.io..Vici dincelle tu

VINCENZO: eh che gli devo dire..mi dispiace per gli orfanelli ma.quel cinquanta per cento.

DON CARLO:ma cosa state cercando di dirmiche forse non intendete pi rispettare nostro patto? E come potete, siete forse riusciti a convincere lavvocato a tenervi tutto per voi?

FRANCE: magari!

DON CARLO: ma allora?

GELSO: zi pr, stateme a sent,mo ve lo spiego io : il patto che avevamo fatto non stato piu possibile mantenerlo per la semplice ragione che lavvocato, minacciandoci di morte se voleve arrubb tutte cose isse, ma ha fatte e cunte senza loste e accuss je magge registrate tutte cose e tutte chelle cha ditte minacciando di portare tutto ai suoi amici e solo cos, siamo riusciti ad avere almeno il cinquanta per cento deleredit mentre quello che doveva toccare agli orfanelli,sarrubbate isse altrimenti minacciava di distruggere il testamento. tutto!

FRANCE:vedete a noi dispiace tantissimo e mo ce vo sule a penz che tutti chille sorde so ghiute mmane a nu farabutte e chella manere mentre avessene putute fa a felici e tanti piccoli bambini

VINCENZO: adda jtt o sanghe mo. mo,

DONCARLO; zitto pe carit non bestemmiate!

GELSO: ormaie troppe tardi. Cavive penz prime

VINCENZO: e mo accuminciamme nata vota?

MIMI: ma allora neanche io non becco piu un soldo. Don Carlo , voi me li avete promessi! (va verso Viola) mia cara come siamo sfortunati

VIOLA: sei sfortunato, agge pazienze vide a do e je!

DON CARLO: sia fatta la volont del signore. Comunque la vostra intenzione era buona ed io ve ne do atto. per i poveri orfanelli era unoccasione unica. Con quei soldi Avremmo potuto creare una struttura adeguata per accoglierli , per farli dormire in locali riscaldati, costruire una mensa piu idonea, farli studiare e giocare come tutti gli altri bambini . ma ahim! Poveretti.io.beh arrivederci noi andiamo..e..

GELSO: don Carlo, aspettate, in fondo noi con tutti quei soldi non sapremmo neanche che fare e io penso che se una parte la donassimo a voi ce ne resterebbero

Ancora tanti da campare per tutta la vita perci..

FRANCE: perci mia moglie ha ragione , Gelsom si na femmina cu nu core tante,Vici tu che dici?

VINCENZO: Franc , tua moglie na signora!na vera signora! E si nun fosse stata pe essa nuie fossime rimaste ancore chi muorte e famme e prime! So daccorde!

MIMI ma allora ce sta pure a parte mia!

VINCENZO: abbaste ca te lieve a tuorne e te vaie!

GELSO: Vi, famme o piacere chiamme a Salvatore e Maria e falle ven cc (Viola Esce)

DON CARLO: Signore Iddio grande la tu misericordia,io sono un povero prete e non so come ringraziarvi.quello che state facendo frutto di una nobilt danimo che solo la gente povera e timorata di Dio puo capirla. Perch non povero chi non possiede nulla ma lo colui che che tanto ha e niente d!grazie grazie, i nostri orfanelli grazie a voi potranno vivere una vita piu tranquilla e dignitosa (entrano Salvo e Maria) Maria figlia mia vieni, vieni con me

MARIA: ma mamma papa che succede?

GELSO: che siamo ricchi,ricchi Maria

SALVO: ricchi? Ma che state dicenne

FRANCE : po vi spiego ora abbracciatemi tutti abbracciamoci ( eseguono mentre entra il nonno con una valigetta in mano)

ALFONSO: salute! Ma che ce sta na festa, se magna?

VIOLA: ma pap a do venite, ve site accattate pure a valigetta

ALFONSO : quale valigetta!

GELSO: chelle ca tenite mmane

ALFONSO: ah caspite mo marricorde, lagge purt o commissariate

FRANCE : o commissariate ..e pecch?

ALFONSO: ma comme nun sapite niente?

GELSO : e cavimme sap?

ALFONSO: nun avite ntise niente?

FRANCE:no! ma che state?

ALFONSO: chille comme se chiamme mo nun mo manche arricorde, o spuzzacesse, chille cose curiose ca steve coppe add nuie,

GELSO: ma chi lavvocate forse?

ALFONSO: eh si comme diceve isse

FRANCE: emb?

ALFONSO: emb ,mentre scenneve e scale lagge salutate , isse ma risposte malamente allora je lagge curse appriesse e ce nagge ditte quatte come dichio

Ne chille s infuriate comme a nanimale ca attraversanne a strada

VINCENZO:attraversanne a strada?

ALFONSO: ghiute sotto o tram!

FRANCE: per la miseria

GELSO: muorte

ALFONSO: crepato la per la!

VINCENZO: (si mette le mani nei capelli )Mio Dio! Mio Dio!

GELSO: sia fatta la volont di.

DON CARLO: no, vi prego!

FRANCE: nun stato o Signore ! a chille sa chiammate o diavole

GELSO: ma a valigetta?

ALFONSO: non lo so me la trovo in mano cos per caso. Mo la porto alla polizia e tanti saluti

FRANCE (guarda un po tutti poi..)state pensanne che lle ca sto penzanne je? (tutti annuiscono, apre la valigetta) ecco qua i documenti! ( straccia la copia di Giacinto e lascia le altre (Poi prende la valigetta e la consegna ad Alfonso) ora la puoi pure portare al commissariato. Don Carlo il patto che avevamo fatto sempre valido!il cinquanta per cento delleredit degli orfanelli lavvocato non ne ha pi bisogno!

DON CARLO: sia fatta la volont del signore in fondo, stata una disgrazia

GELSO: na disgrazia ca levate nu delinquente a coppa a terra ma ha fatte felice tanti bambini. Vi (le fa cenno di andare da Vincenzo)

VIOLA: ( gli prende le mani) Vinc me porte in america?

VINCENZO: Viol add vuo tu!ma nun te mitte a paura e me spus?

GELSO: ma che paura? Fatture ,superstizione,jettature,nun esiste niente!pe ognune nuie ce sta nu destine e chille nisciune e nuie o canosce!

CALA LA TELA