L’eredità dei Lauri

LA

Commedia in due atti

di

Mimmo Titubante

SIAE N posizione 197365 (titubantedomenico@hotmail.it)

Trama

La famiglia dei Lauri perita al completo in un incidente aereo, costretta a vagare sotto forma di fantasmi nella villa di sua propriet con annesso parco naturale e sar libera da vincoli terreni sino al momento in cui torneranno alla luce i resti dei loro corpi che da tempo giacciono dimenticati in un aereo caduto in fondo al mare. I Lauri sembrano accettare di buon grado lattuale sistemazione a tempo indeterminato; daltronde essendo la propriet disabitata e, non essendoci eredi designati , il parco divenuto da tempo patrimonio demaniale. Il sindaco e sua figlia, naturisti convinti, proteggono lincolumit e limpenetrabilit della villa poich essa sede di una biblioteca di immenso valore che nei loro progetti futuri dovr essere restaurata e restituita al paese affinch esso possa divenire un centro culturale dimportanza mondiale. I Lauri sono contenti del progetto che porter il loro nome, ma non hanno fatto i conti con un ricco imprenditore senza scrupoli che riesce a corrompere la maggioranza del consiglio comunale ed a dar via ad una delibera che prevede labbattimento della loro propriet ed il passaggio attraverso il parco di unautostrada con annesso centro commerciale. Per non ha fatto i conti con la caparbiet dei fantasmi che, con vari stratagemmi e con laiuto inconsapevole del sindaco e della figlia, cercheranno di ostacolare in tutti i modi linfame tresca che rischia di sfrattarli dal loro rifugio terreno. Daranno via ad una serie di situazioni divertenti, ma come andr a finire? Vincer la natura od il cemento?

Personaggi

Antonio Lauri Fantasma (padre)

Emma Donati Fantasma (madre)

Rodolfo Lauri Fantasma (figlio)

Francesca Lauri Fantasma (figlia)

Stefano Lauri Nipote dei Lauri

Augusto Cellini Sindaco

Giulia Cellini Figlia sindaco

Bruno Milani Imprenditore

Sonia Compagna di Stefano

Gianni Figlio di Sonia

Santa Medium

Assistente Assistente medium

Cliente Cliente medium

Profilo dei personaggi

Antonio Lauri

Fantasma di un notaio severo, ma allo stesso tempo incline alla battuta. E costretto per necessit a falsificare latto che servir a designare il suo erede: la sua condizione ed il suo passato gli consentono di avere una certa pratica per questo tipo di faccende. Con consigli e mosse azzeccate e, con laplomb tipico della persona nobile, gestir la storia della commedia dando un senso di austerit, ma al contempo divertente al suo personaggio creando spassose e divertenti scenette con i figli, con la moglie e man mano con gli altri personaggi .

Emma Donati

Moglie di Antonio (et cinquanta anni). Impersona la nobile snob che vive la storia come se abitasse su una nuvola. Fantasma di una scrittrice di successo, dedita solamente alla lettura, rappresenta il personaggio che con la battuta azzeccata e pacata e con la giusta dose delleffetto umoristico di stampo anglosassone, dar vita con il marito ed i figli a scenette molto divertenti e di sicuro effetto.

Rodolfo Lauri

Figlio dei Lauri, ragazzo sui vent anni, rappresenta il fantasma del figlio ribelle di indole sessantottina sempre pronto al battibecco. Dedito solamente al suo passatempo preferito di collezionista di armi antiche, sembra infischiarsene di ci che gli gira intorno, ma pian piano diventer il protagonista e detter man mano che la storia diventer pi intricata, le mosse azzeccate per il successo finale del piano preparato dal padre.

Francesca Lauri

Figlia secondogenita dei Lauri, interverr con lo spirito nostalgico e triste della ragazza che purtroppo non ha potuto vivere come tutte la sua giovinezza perch strappata troppo presto alla vita terrena. Con molto garbo e riservatezza, dar il suo contributo per la riuscita del progetto del padre.

Stefano Lauri

Nipote dei Lauri, vivente. Uomo sulla trentina, di origini nobili e della serie dammi un patrimonio che so io come sperperarlo. E lerede destinato che serve alla famiglia Lauri per mantenere il possesso della tenuta dei Lauri, ma essi non hanno fatto i conti con lindole di questo nipote che, soggiogato dalla sua compagna, si lascia convincere a vendere la propriet lasciando nello sconforto i fantasmi. Con laiuto di Giulia, figlia naturista del sindaco di cui in seguito sinnamorer, si ravvedr e smascherer il piano della compagna tirando fuori al momento opportuno la grinta dei Lauri e diventando leroe della natura che vince sul cemento.

Sonia

Compagna di Stefano. Donna bella e seducente innamorata non del suo uomo, ma della sua disponibilit economica che le serve per parare i debiti fatti con il suo ex marito e quelli di suo figlio schiavo del gioco. Per nulla affascinata dalla villa con parco, per niente naturista, si vende a Milani, imprenditore spregiudicato ed interessato al terreno della propriet Lauri e convince Stefano a venderla ad un prezzo pi basso del suo valore commerciale. Non ha fatto i conti, per, con i fantasmi. Sar smascherata e perder Stefano e tutto ci che ne consegue.

Gianni

Figlio di Sonia. Giovane venticinquenne, fisico ed immagine da play-boy da strapazzo con indole truffaldina e debiti a non finire. Diventer il bersaglio preferito dei fantasmi e metter in scena scenette molto divertenti e di sicuro effetto.

Augusto Cellini

Sindaco. Accanito naturista innamorato della figlia Giulia e del suo paese. Con il suo carattere fermo e deciso, contraster con tutti i mezzi i progetti di Milani e servir alla causa della famiglia dei Lauri per la conservazione della propriet.

Giulia Cellini

Figlia del sindaco. Ragazza , dolce e semplice, ma allo stesso tempo decisa. Diventer man mano strumento essenziale nelle mani dei fantasmi che ladorano e servir alla causa per il mantenimento della propriet Lauri con relativa biblioteca di cui solo lei conosce limportanza ed il valore storico. Si innamorer di Stefano e, per la gioia dei fantasmi, lo sposer assicurandone la discendenza.

Bruno Milani

Ricco e arido imprenditore. Tenter con ogni mezzo di prendere possesso della propriet dei Lauri che nelle sue intenzioni deve essere demolita per permettere il passaggio dellautostrada con annesso centro commerciale. Non ha fatto i conti con la caparbiet dei fantasmi che pin piano manderanno in fumo il suolo losco progetto.

Santa

Sedicente medium. Servir come strumento per i Lauri, che si useranno il suo corpo per smascherare lo sporco gioco di Sonia ed aprire gli occhi a Stefano.

Cliente medium

Personaggio di media et, aspetto ordinario. Figura che servir a rendere pi efficace ed esilarante la scena della seduta spiritica

Assistente Santa

Personaggio che interpreta ad hoc il linguaggio pseudo - medianico di Santa con effetto esilarante.

Atto primo

Leredit dei Lauri

Leredit dei Lauri

Scena prima

Salone: scrivania, divani coperti da teli bianchi, mobili in stile, scaffali pieni di libri. Una casa disabitata da tempo. In scena i Lauri, una famiglia di fantasmi: Antonio Lauri, sua moglie Emma e la figlia Francesca. Il notaio alla scrivania. Scrive.

Nb. In corsivo i nomi dei fantasmi

Antonio: Allora vediamo, nel giorno dellanno millenovecento in presenza dei testimoni io dottor Rossi Guglielmo, notaio di

Emma: (Seduta sulla poltrona a sfogliare distrattamente un libro) Ma caro che nome poco originale!

Francesca: (Intenta ad eseguire un passo di danza). Rossi o Bianchi che importanza ha? Se pap ha scelto un nome cos avr avuto le sue buone ragioni.

Antonio: Ma no.Rossi un nome come un altro!

Emma: Il nome rappresenta la persona. Il nome importante!

Antonio: Cocosa

Rodolfo: (Entra Rodolfo. Ha in mano una spada. Con passo lento ma deciso la punta verso un nemico immaginario alle spalle del padre ed affonda) Ha ragione mamma, Rossi che fantasia! Si poteva pensare a qualcosa di pi originale, caro pap

Emma: (Rivolgendo al figlio un sorriso pieno daffetto) Grazie Rodolfo. Tancredi Ildebrando De Witt direi che suona decisamente meglio.

Antonio: Va bene, va bene Tancredi Ildebrando De Uit

Emma: De Witt, tesoro, con la double V tedesca.

Antonio: (Si ferma, alza lo sguardo sulla moglie. Si arrende e si corregge) De Witt con la double V tedesca

Rodolfo: Discendente ultimo della famiglia dei De Witt di Prussia (mentre intento a duellare con lennesimo nemico immaginario).

Antonio: (Che non ha mai rivolto lo sguardo verso il figlio) Se invece di accanirsi contro (si volta verso il figlio) Chi abbiamo sfidato a duello questa mattina, Rodolfo?

Rodolfo: Il nemico ha un solo un volto: Guglielmo degli Aragonesi di Svevia!

Antonio: Ecco. Se il tuo caro Rodolfo lasciasse al suo triste destino il povero Guglielmo e si decidesse a darmi una mano, magari riusciremmo a mettere la parola fine a questo testamento. Forse non vi siete resi conto della gravit del momento! Quando quellintrallazzatore di come si chiama..

Francesca: Milani, pap. Bruno Milani.

Emma: Che nome volgare

Antonio: Appunto. Da quando quelluomo volgare travestito da ingegnere ha convinto la maggioranza del consiglio comunale ad approvare il progetto dellautostrada, io non ho pi pace.

Emma: Non ti agitare Antonio, lo sai che ti fa male.

Antonio: Come faccio a non agitarmi? Se tutto va secondo i suoi loschi piani, tra meno di due mesi il tuo amato parco sar invaso dalle ruspe e della nostra villa non rester in piedi nemmeno un mattone.

Emma: Caro, noi tutti abbiamo fiducia nel tuo progetto.

Antonio: Vi ringrazio della fiducia, ma questa volta sono molto preoccupato sulla riuscita delloperazione, primo perch bisogna escogitare il modo perch questo documento venga ritrovato. Secondo bisogner che vada a finire in mano sicure, che quindi non venga occultato, ma recapitato a nostro cugino. Terzo: il tempo un elemento da non trascurare. Il denaro di Milani stata unarma molto convincente per i consiglieri comunali che stanno accelerando i tempi per il rilascio dei permessi necessari alla demolizione della nostra propriet.

Francesca: ( Si avvicina al padre con un passo leggero) Pap ha perfettamente ragione. Sbrighiamoci a sistemare questo benedetto documento. Non ho nessuna intenzione di finire su un guard-rail di autostrada.

Emma: E della mia biblioteca cosa ne sar?

Francesca: Ti prego mamma, concentriamoci sul documento ora. Se passa salveremo anche la tua biblioteca.

Antonio: Per fortuna che qualcuno in questa famiglia ha ereditato un po del mio senso pratico

Rodolfo: (Che continua nel suo duello, con una abile mossa da spadaccino provetto, disarma il malcapitato avversario e gli punta la spada al centro del petto) Sei un uomo finito (e fa il gesto di infilzarlo)

Antonio: Povero Guglielmo Dicevamo Innanzi a me dottor Tancredi Ildebrando de Witt, sono presenti i signori Antonio Lauri nato a Verona ecce la sua consorte Emma Donati nata a Verona il sette del mese di aprile dellanno

Emma: Soprassederei sui particolari poco influenti...

Antonio: Dunque detti comparenti, della cui identit personale il sottoscritto ne attesta la veridicit, in pieno possesso delle loro facolt fisiche e mentali e in presenza dei testimoni eccetera, eccetera, in caso di loro morte e della morte accertata dei figli Rodolfo e Francesca Lauri, esprimono la volont di designare come unico erede di ogni loro propriet il signor Stefano Lauri . Ai sensi degli articoli eccetera eccetera approvano e sottoscrivono . Dal punto di vista legale mi sembra che sia a posto. Ora, cara, apponi la tua firma accanto alla mia. (porge il documento alla moglie Emma) Mi stato facile introdurmi negli uffici della procura per apporre il timbro originale Sto scoprendo che essere un fantasma ha i suoi vantaggi

Emma restituisce il testamento firmato e Antonio procede alla chiusura della busta che sigilla con la cera lacca.

Emma: Mi domando se questo Stefano Lauri sar allaltezza della situazione Si poteva pensare a qualcuno della mia famiglia, per esempio. Un Donati sa sempre quello che deve fare

Antonio: Vorrei rammentarti, Emma, che lunico erede dei Donati il figlio di tuo fratello Brando, Giuseppe. Nome darte Josephine.

Emma: E allora?!

Antonio: Fa la Dark Queen in uno spettacolo a Broadway

Emma: Beh, una splendida carriera, non ti pare?

Rodolfo: Guglielmo ha avuto quello che si merita.

Antonio: Tu, no!

Francesca: Lascialo stare, pap. Si annoia. E poi un ottimo modo per restare in forma

Rodolfo: E per pensare.

Antonio: Perch tu pensi?

Rodolfo: Qualche idea sul ritrovamento del testamento?

Antonio: (Preso in contropiede) Beh, non ci abbiamo ancora pensato.

Rodolfo: Io invece si. Seguo molto da vicino la figlia del sindaco

Francesca: Da troppo vicino, prima o poi la spaventerai

Emma: Parli della piccola Giulia

Rodolfo: Si, mamma. Ogni tanto Giulia viene qui. Entra in casa dalla porticina del giardino che facile da aprire senza chiavi. Il suo posto preferito la biblioteca. Si aggira un po tra gli scaffali, prende un libro da leggere e se ne va. Tra una visita e laltra passa di solito una settimana. Poi torna, rimette il libro al suo posto e ne prende in prestito un altro.

Antonio: In paese anche lunica persona che ha il coraggio di mettere piede in questa casa. Le case disabitate fanno paura

Francesca: Uuuuuhhh sono piene di fantasmi!

Rodolfo: Posso finire?

Antonio: Ti prego

Rodolfo: La prossima volta, quando torner per restituire il libro, le faremo trovare la busta esattamente nel vano della libreria dove riporr il libro. E una precisa non sbaglia mai posto

Emma: Giulia ha sempre amato leggere una ragazza sensibile. Mi sempre piaciuta.

Rodolfo: Una volta presa la busta la seguir per accertarmi sul suo destino

Francesca: Il destino della busta o quello di Giulia?

Rodolfo: Hai unidea migliore?

Antonio: A me sembra unottima idea. Giulia una ragazza in gamba e suo padre, il sindaco Cellini, lunica persona allinterno del consiglio comunale che pu darci una mano. Si opposto al progetto di Milani sin dallinizio.

Rodolfo: Lui vuole trasformare il nostro giardino in un parco pubblico

Emma: Conosce il valore della prestigiosa raccolta di libri antichi

Francesca: E vuole che la casa sia la sede di eventi culturali, di spettacoli e di mostre

Antonio: Suo malgrado, si dovuto attenere alla delibera votata dalla maggioranza. Sar molto felice di mettere i bastoni tra le ruote a quellavvoltoio idea geniale figliolo.

Emma: Una volgare autostradache cosa orribile!

Francesca: E bravo il fratellone!

Si chiude il sipario.

Buio

Scena seconda

Siamo nello studio del sindaco Augusto Cellini intento a guardare alcuni incartamenti. Bussa la figlia.

Cellini: Cosa c?

Giulia: (Facendo una smorfia) C Milani. ti vuole parlare.

Cellini: Non ci sono per nessuno, devo mettere a posto tutte queste carte...

Giulia: Pap, non puoi sempre cacciarlo via

Cellini: Va bene, fallo passare, tanto so gi cosa vuole

Entra in scena un signore sulla cinquantina, vestito in modo classico. E lingegnere Bruno Milani. Lo segue Antonio Lauri.

Milani: Buongiorno sindaco!

Cellini: Si accomodi pure, ingegnere. Mi dica.

Milani: Sono venuto per sapere a che punto la pratica Lauri. Sto facendo il piano dei lavori e avrei gi unidea sulla data di inizio della demolizione

Cellini: Dello sterminio

Milani. Prego?

Cellini: Non faccia lingenuo. Centinaia di ettari di bosco cadranno sotto i colpi delle sue ruspe senza parlare della fauna che verr annientata per colpa della sua autostrada. Si rende conto della gravit del suo gesto? O non le interessa affatto lentit del danno ecologico che recher alleco-sistema di questo paese?

Milani: E a lei, egregio sindaco, non le importa sapere quanti soldi entreranno immediatamente nelle casse disastrate della sua amministrazione e quanti altri ne arriveranno al compimento dellintero complesso urbanistico? Mi dispiace per il suo bosco, ma il progresso deve andare avanti.

Cellini: E lei ne lartefice?

Milani: Le sue facili battute non mi toccano affatto, tanto pi che il suoconsiglio comunale ha gi approvato il mio progetto, quindi

Cellini: E riuscito, diciamo cos, ad abbindolare molto bene i miei consiglieri.

Milani: Abbindolareche termine!

Cellini: Sarebbe stato pi esatto usare il termine comprare?

Milani: Questa solo una volgare illazione! I suoi consiglieri non sono mica degli stupidi

Cellini: Mentre io

Milani: Ah, non mi permetterei mai! Solo che io credo che nella vita tutto abbia un prezzo. Mi dica il suo e facciamola finita con tutti queste chiacchiere. Tanto pi che alle prossime elezioni potrei darle una grossa mano

Cellini: Cos, un tentativo di corruzione?

Milani: La smetta. Le sto solo offrendo un valido aiuto.

Cellini: Commovente!

Milani: Non faccia del sarcasmo fuori luogo. Piuttosto consideri quanti posti di lavoro creer il mio cantiere.

Cellini: Le faccio una controproposta. Lei rinunci alla sua autostrada ed io far in modo che lei entri, con la sua societ, in un progetto per la ristrutturazione della villa in un centro culturale e del parco in una area verde pubblica. Una forma di investimento vantaggioso per tutti.

Milani: Il vero business lautostrada... il resto solo chiacchiere inutili.

Cellini: Non le interessa affatto il futuro della terra?

Milani: Che vuole, sono abbastanza adulto e non ho tanti anni davanti, quindi amo occuparmi dellimmediato.

Cellini: Come potevo pretendere che una persona arida come lei riuscisse a vedere oltre il suo portafoglio? Non ho nessun interesse a sveltire le sue pratiche. Convocher unassemblea straordinaria per proporre unalternativa al suo progetto. E nel mio diritto come sindaco!

Milani: Non diciamo stupidaggini, ho in mano lapprovazione del suo consiglio, quindi cerchi di essere ragionevole.il mio tempo prezioso!

Cellini: Anche il mio. Se permette avrei degli impegni (Si alza per invitare Milani a fare altrettanto)

Milani: (Si alza e si avvia verso luscita, poi ci ripensa e torna indietro) Ci rivedremo presto e lei si pentir di aver rifiutato la mia offerta.

Milani esce senza salutare e sbattendo la porta.

Cellini: Che uomo spregevole! Mi attaccher ad ogni cavillo burocratico per ritardare linizio dei lavori.

Il sindaco torna a sbirciare le sue carte. Entra la figlia Giulia seguita da Rodolfo Lauri che non pu essere visto in quanto spirito. Rodolfo si accomoda su una poltrona e guarda la scena.

Giulia: (Ride) Che gli hai fatto pap? Sembrava molto agitato

Cellini: Gli ho solo detto che i tempi per lapertura del suo cantiere saranno piuttosto lunghi. Purtroppo c una delibera consigliare! Ha il coltello dalla parte del manico ed io al massimo posso prendere tempo sensibilizzando lopinione pubblica e magari mobilizzando gruppi ambientalisti

Giulia: Non ci posso pensare. In quel bosco ci sono cresciuta e lidea che migliaia di alberi verranno abbattuti mi fa stare male... e la villa dei Lauri poi ho trascorso l dentro i pi bei giorni della mia vita...

Rodolfo: Giulia, cara

Cellini: Una tragedia quella dei Lauri Il notaio non avrebbe mai permesso che un losco mercante come Milani mettesse le sue mani sporche sul nostro paese. Gente eccezionale quei Lauri!

Giulia: Rodolfo era lamico migliore che potessi avere

Cellini: So quanto hai sofferto

Rodolfo: Giulia, piccola, sono qui !

Cellini: Un destino crudele: scomparsi per sempre con il loro aereo, inghiottiti dal mare.

Giulia: Non sai quanto mi manca

Rodolfo: Cavolo, perch non puoi sentirmi?

Cellini: Far il possibile per la propriet dei Lauri, te lo prometto. Te, per devi promettermi che non entrerai pi nella villa attraverso la porticina del giardino

Giulia: Ma pap

Cellini: Giulia, se lo viene a sapere Milani capace di farci passare dei guai seri, non il momento di peggiorare la situazione

Giulia: Ma era il nostro passaggio segreto E poi io entro solo per prendere in prestito dei libri

Rodolfo: La porticina rossa

Cellini: Lo so, Giulia, ma questo potrebbe complicarci la vita e poi non sono sicuro quando sei l dentro

Giulia: Non crederai anche tu alla storia dei fantasmi?

Cellini: Io non credo ai fantasmi ma c gente che giura di averli visti.

Rodolfo: Impossibile!

Giulia: Leggende metropolitane!

Rodolfo: Giusto!

Giulia: E poi io ci vado sempre di giorno

Rodolfo: Ah, io preferisco di notte!

Cellini: Giulia, per favore!

Squilla il telefono. Il sindaco va a rispondere. Qualcuno lo invita ad uscire dalla stanza.

Cellini: (Prima di riappendere il telefono) Arrivo subito. (Poi rivolto alla figlia) Te non muoverti. Noi non abbiamo ancora finito.

Giulia rimane sola nellufficio del padre. Rodolfo sempre vicino a lei. Si sistema sulla poltrona, tira fuori un libro dalla sua borsa. Lo guarda e sorride.

Giulia: Questo libro mi fa pensare a te.

Rodolfo: Questo il nostro libro

Giulia: Ce lo leggeva nonna Diletta, la tua adorata nonna. Tutte le volte che glielo chiedevamo conosco a memoria ogni figura e ogni singola parola

Rodolfo: La mia storia preferita era

Giulia: Moby Dik era la tua storia preferita.

Rodolfo: Bravissima

Giulia: Mentre la mia favola preferita era

Rodolfo: Il bosco incantato!

Giulia: Che importa sembrano passati milioni di anni.

Rodolfo tira fuori la busta del testamento e la infila nella borsa di Giulia. Qualche secondo e Giulia nota la lettera nella borsa. La raccoglie e la tiene tra le mani per qualche secondo.

Rodolfo: Hai preso il libro delle favole senza rimettere a posto laltro. Non sapevo come fare per fartela avere non potevo aspettare unaltra settimana

Giulia: E questa cos? E com finita nella mia borsa..?

Rodolfo: Che ti importa, aprila!

Giulia si rende conto del peso di quella lettera. La lascia cadere dalle mani come se scottasse. Improvvisamente si apre la finestra e una folata di vento spazza via alcune carte sul tavolo del sindaco. Rodolfo approfitta per rimettere la busta nella borsa.

Giulia: Cosa diavolo succede? (Va a chiudere la finestra)

Rodolfo: Qualche piccolo trucchetto del mestiere

Giulia torna a sedersi e vede che la busta di nuovo dentro la borsa. Si guarda intorno perplessa.

Rodolfo: Giulia, devi aprire quella busta!

Giulia: Non so se!

Rodolfo: Aprilati prego!

Giulia: E se? Ma no.

Giulia prende tra due dita la busta dalla borsa. La osserva tenendola lontano come se fosse infetta si guarda nuovamente intorno, si alza e la va a mettere sulla scrivania del padre. In quello stesso momento si riapre la finestra e Rodolfo riprende di nuovo la busta dalla scrivania e la rimette nella borsa di Giulia mentre Giulia torna a chiudere la finestra.

Giulia: Quando sono arrivata non tirava un alito di vento

Rodolfo: Potenza della natura

Torna verso la poltrona e vede di nuovo la lettera nella sua borsa. Comincia ad agitarsi. Prende di nuovo la busta e questa volta la getta nel cestino dei rifiuti.

Rodolfo: Che cocciuta! Giulia, lhai voluto tu.

Mentre Giulia si volta dallaltra parte e fa il gesto di pulirsi le mani soddisfatta, Rodolfo riprende la lettera dal cestino e mentre la sta porgendo a Giulia, lei si volta e vede galleggiare nel vuoto la lettera e lancia un urlo di terrore. Rodolfo non si aspetta quella reazione ed urla anche lui.

Rodolfo: Ma che sei pazza!!

Giulia: C qualcuno?

Rodolfo: Che spavento!

Giulia: No, no, non vero. Io non ho visto galleggiare nessuna lettera

Rodolfo: Certo che lhai vista!

Giulia: Deve essere il caldo. Devo prendere una boccata daria assolutamente!

Rodolfo: Ti prego, Giulia, apri quella lettera!

Giulia: Oh mio Dio! E se ci fossero i fantasmi? Forse mi vogliono dire qualcosa

Rodolfo: Fuochino

Giulia: Ma perch proprio io?!!

Rodolfo: Insomma quante domande!

Giulia: Magari se apro la lettera

Rodolfo: Fuoco!

Giulia si blocca. In quello stesso momento irrompe trafelato nella stanza il sindaco.

Cellini: Giulia!! Che successo!?!

Giulia: Cosa??

Cellini: Giulia, stai bene??

Giulia: (Facendo finta di non capire) Certo. Certo. Perch?

Cellini: Eravamo al piano di sotto e abbiamo sentito un urlo e

Giulia: Ah si si! Ho visto ho visto un topo!! S, ho visto un orribile topo che entrava nella stanza e

Nel frattempo Giulia ha spinto con il piede la lettera sotto la poltroncina.

Cellini: Che spavento, Giulia! Siamo in campagna, diamine! Un topolino ci pu anche stare (riprende fiato)

Giulia: Hai ragione p ma lo sai, non riesco ad abituarmi

Cellini: Stai bene?

Giulia: Si, sto bene.

Cellini: Vuoi aspettarmi ancora un attimo o preferisci andare a casa?

Giulia: No, no. Ti aspetto. Sto bene p. Davvero.

Cellini: Va bene torno subito (ed esce dalla stanza richiudendo la porta alle sue spalle).

Giulia raccoglie velocemente la busta e la apre.

Giulia: (Esitando un attimo) E un testamento

Rodolfo: Sapevo che potevo contare su di te

Giulia: Rodolfo ! (Si guarda attorno)Sei tu? Ma cosa sto facendo, sto diventando pazza (guarda ancora il testamento che ha in mano) E adesso cosa mi invento?

Rodolfo: Non hai bisogno di suggerimenti. Sei troppo in gamba, Giulia.

Entra il sindaco Cellini nella stanza.

Cellini: Qualche altro avvistamento di topo?

Giulia: Avvistamento? Ah, no, no. Nessun altro topo, p. Ma devo dirti una cosa una cosa davvero importante

Cellini: Che cosaltro c, tesoro?

Giulia: Questa pap (gli porge la lettera-testamento).

Cellini: Di che si tratta? (La rigira tra le mani per qualche istante guarda la figlia) Dove lhai trovata?

Giulia: In biblioteca, a casa dei Lauri.

Rodolfo: Aprila!

Cellini: Io, quella porticina rossa la muro!

Rodolfo: Digli di aprire la busta!

Cellini: (Abbassa la voce) Questo documento potrebbe cambiare molte cose

Giulia: Credo di s, p. Penso sia importante

Cellini: (Guarda la figlia ancora una volta) Ce scritto: aprire in caso di morte...

Giulia: Di solito il testamento si apre solo in caso di morte

Cellini: E se non fossero

Giulia: Se non fossero?

Rodolfo: Se non fossero cosa?

Cellini: Dico, mettiamo che non fossero

Rodolfo: Ma noi SIAMO! Giulia, ti prego, diglielo te!

Giulia: Sono morti, p!

Il sindaco gira la lettera tra le mani incerto

Giulia: P non possono essere vivi assurdo!

Rodolfo: Digli che se non la apre, vado a tirargli i piedi stanotte!

Giulia: Accidenti!

Cellini: Cosa?

Giulia: E da qualche minuto che sento un ronzio nelle orecchie

Cellini: Sar lalta pressione (Prende un tagliacarte ed apre con cautela la busta, estrae il foglio che vi contenuto. Basta una rapida occhiata) Il testamento!

Rodolfo: Alleluia!!!!!

Giulia: Cocosa c scritto?

Cellini: I Lauri designano come unico erede il signor Stefano Lauri!

Giulia: Stefano Lauri deve essere un nipote del padre.

Rodolfo: Lunico Lauri disponibile

Giulia: Ora che si fa?

Cellini: Restiamo con i piedi per terra. Prima bisogner accertarsi dellautenticit del documento

Giulia: S, certo

Cellini: Ti rendi conto che se lerede vivo, cambia tutto?

Giulia: Cio!

Cellini: La villa non potr essere abbattuta

Giulia: Magnifico

Cellini: E lintero progetto dellautostrada andr in fumo.

Giulia: Questa unottima notizia!

Cellini: A Milani gli verr un attacco di bile

Giulia: Speriamo!

Rodolfo: Non poniamo limiti alla provvidenza

Cellini: Pensa se questo documento finiva in mani sbagliate

Rodolfo: Praticamente impossibile!

Giulia: E poi che facciamo?

Cellini: Poi.. poi dovremo rintracciare questo il signor Lauri. Mi metto subito sulle sue tracce.

Rodolfo: Giusto!

Giulia: Questo ronzio sta diventando insopportabile Se scopro che centri tu

Rodolfo alza le mani e le spalle come per dire che lui non centra niente.

Cellini: Cosa dicevi Giulia?

Giulia: (Sorride) Niente p

Il sindaco e la figlia escono in tutta fretta. Giulia prima di chiudere la porta sussurra alla stanza vuota.

Giulia: Te, fastidiosissimo ronzio, rimani qui!!

Rodolfo: Mah

Rodolfo: Adoro quella ragazza!

Scena Terza

Salone della villa dei Lauri, luce in penombra. Musica di apertura, entrano Stefano Lauri seguito dalla sua compagna Sonia e dal figlio Gianni. Su di un divano sono seduti Antonio ed Emma Lauri, mentre Francesca e Rodolfo se ne stanno un po in disparte ad osservare il terzetto.

Stefano: Il parco una meraviglia, non pensavo fosse cos bello.

Sonia: Qui dentro c una puzza di muffa e di vecchiume che fa venire il volta stomaco.

Francesca: Schizzinosa la signora!!

Rodolfo: La prossima volta le faremo trovare la casa perfettamente pulita e magari anche il pranzo pronto Per non parlare del ragazzo non sar mica un nostro parente?

Antonio: E il figlio della compagna di Stefano; vostro cugino non sposato, ho preso le dovute informazioni.

Rodolfo: Ha una faccia che non mi piace per niente

Francesca: Invece carino.

Rodolfo: Non farti venire strane idee

Emma: Ragazzi, non mi sembra il momento.

Antonio: Avremo tutto il tempo per conoscerli meglio

Sonia: (Continua a guardare in giro con aria contrariata) Non mi sembra una casa vivibile, ci vorr una barca di soldi per ristrutturarla e per mantenerla poi.

Emma: Caro, ti sembra cos poco accogliente la nostra casa? (Antonio scuote la testa per tranquillizzare Emma)

Stefano: Tesoro, ti prego, siamo appena entrati! Ci vorr una squadra di tecnici per conoscere il reale stato della casa.

Sonia: A me bastata unocchiata.

Stefano: E una casa piena di fascino.

Sonia: Punti di vista.

Emma: Cocca, con te finisce male!

Gianni: Queste armi antiche devono valere un sacco di soldi.

Rodolfo: Dovrai passare sul mio cadavere,ragazzo!

Tutti i componenti della famiglia Lauri si voltano verso Rodolfo

Rodolfo: Cio, si fa per dire!

Stefano: Non farti venire strane idee.

Sonia: Caro le stava solo guardando.

Stefano: Lultima volta che gli ho visto guardare insistentemente qualcosa, il giorno dopo, quel qualcosa sparito.

Gianni: Cosa vuoi insinuare?

Stefano: Nessuna insinuazione. I debiti di gioco si pagano. Hai trovato un sistema indolore per finanziare il tuo vizio?

Gianni: Non mi sei mai stato simpatico e non riesco proprio a capire cosa ci abbia trovato mia madre in uno come te.

Stefano: Ti avviso: non toccare niente in questa casa.

Gianni: Altrimenti?

Sonia: Gianni, per favore Stefano, ti prego, lascialo stare (lo prende per il braccio). Sta arrivando il sindaco.

Emma: (Rivolta al marito) Che bella famigliola ci siamo messi in casa.

Rodolfo: Meno male che avevi preso tutte le informazioni

Francesca: Gi

Antonio: Ma com possibile

Emma: Te lavevo detto io che era meglio un Donati!

In quel momento entra Cellini che va ad armeggiare con un quadro delle luci sul muro. Si accende la luce in scena.

Cellini: E questa la magnifica biblioteca dei Lauri.

Stefano: E davvero splendida come me laveva descritta. Forse meglio. Grazie per averci accompagnato signor Cellini

Cellini: Non lo dica nemmeno per scherzo. La famiglia Lauri ha fatto cose straordinarie per questo paese e il loro ricordo ancora vivo in tutti noi.

Stefano: Mia madre mi parlava spesso di suo cugino Antonio e della sua famiglia alla quale era molto legata.

Emma: Adelaide, cara!

Cellini: Sar bene proseguire il giro della casa E rimasto tutto cos come quando ci abitavano i Lauri.

Stefano: Questa eredit stata una tale sorpresa per me

Sonia: Graditissima sorpresa, direi

Stefano: Del tutto inaspettata. Negli anni 30 mio nonno si trasfer in Francia con tutta la famiglia. Noi tutti siamo nati l. Dopo la morte dei nonni non ci siamo pi visti anche se per Natale un biglietto dauguri dello zio Antonio non mancava mai sotto lalbero. Io mi sono trasferito in Italia da appena sei mesi. Dopo la morte degli zii e quando mi ha telefonato non avrei mai immaginato

Antonio: Neanche noi

Cellini: Tuttavia il documento parla chiaro.

Sonia: Tuo zio avr avuto i suoi buoni motivi

Emma: Una scelta dettata dalla fretta prima di conoscerti, cocca.

Cellini: Limportante che lei sia qui, non crede?

Stefano: Sono davvero onorato

Sonia: Peccato che la villa abbia un aspetto a dir poco decadente

Emma: Mi piacerebbe vedere dove abiti, cocca

Antonio: Vedrai che imparer ad apprezzarla

Sonia; A dire il vero mette i brividi

Rodolfo: E non hai ancora visto niente

Francesca: Giproprio niente

Cellini: Il comune potrebbe aiutarvi nella ristrutturazione facendosi carico di una parte delle spese.

Sonia: Anche se saltato fuori un erede?

Cellini: Ci sono una serie di progetti che sono stati presentati per il recupero della propriet. Parte della villa e del parco potrebbero diventare attrazioni turistiche per il paese naturalmente in sintonia con le vostre esigenze. E in questo caso

Stefano: Mi sembra una proposta davvero interessante.

Sonia: Non so se sia il caso di impegnare risorse finanziarie in un paesino come questo

Emma: Io questa la strozzo

Antonio: Se ti serve una mano, chiamami

Stefano: Cara, mi sembra prematuro parlare in questo modo di un posto che non conosciamo affatto

Cellini: Credo abbiate ragione entrambi. Mi sono lasciato andare. Parlare di affari prima di conoscere la propriet, il paese e lintera regione che lo circonda decisamente prematuro. Terminiamo la visita della villa e poi andremo in paese. Sar onorato di farvi da cicerone.

Stefano: Mi sembra unottima idea. Andiamo, cara?

Sonia: Caro, ti prego, vai pure da solo a visitare il resto della villa. Il viaggio mi ha stancato molto. Preferisco restarmene un po seduta. Avr tutto il tempo per visitare la casadopo.

Stefano: Non vorrai rimanere qui da sola.

Sonia: Mi far compagnia Gianni,vero tesoro?

Gianni: Come vuoi mamma.

Stefano: Bene

Cellini: Se vuole possiamo finire il giro in un altro momento.

Stefano: No, no. Andiamo. Prego

Cellini e Stefano escono dalla stanza seguiti da Antonio e Rodolfo che a un cenno del padre segue il gruppetto. Rimangono nella stanza Sonia, Gianni, Emma e Francesca.

Sonia: (Guarda il figlio che tornato a guardare le armi antiche della collezione) Cerca di non bisticciare con Stefano dobbiamo averlo dalla nostra parte

Gianni: Non lo sopporto, lo sai. E sempre pronto a giudicarmi!

Sonia: Non importa. Non ti ha mai fatto mancare il suo appoggio economico, e tu sai di cosa parlo.

Gianni: Ricominciamo!

Sonia: Ha pagato i tuoi debiti di gioco fino allultimo centesimo.

Gianni: Lo fa soltanto per te, di me non gliene frega assolutamente niente!

Sonia: Limportante che l ha fatto, altrimenti.

Giani: E poi non fingere, mamma, te non sei stata mai innamorata di Stefano. Ti servito solamente perch pap dopo il fallimento della sua societ scappato via e ci ha lasciati in mezzo ad un mare di debiti.

Sonia: Non ti permettere Gianni! Forse non lo amo come ho amato tuo padre,ma lo stimo molto E stata una persona molto buona con noi. Si fatto carico della nostra situazione

Gianni: Tienitelo! Non mi serve un altro padre.

Sonia: Beh, in questo momento ti conviene fare uno sforzo Se riusciamo a convincerlo a vendere questa baracca ci sar una entrata extra anche per te

Gianni: Voglio crederci!

Emma: Li finiamo adesso o aspettiamo ancora un po

Francesca: Questa mi sembra una grande occasione

Sonia: Dobbiamo stare attenti, per quel Cellini con i suoi progetti di recupero non mi piace per niente potrebbe mettere strane idee in testa a Stefano.

Gianni: OK, mi comporter bene..

Francesca: Povero Stefano, non sa con chi ha a che fare

Emma: Bisogner informare immediatamente tuo padre e preparare un piano B. .

Francesca: Se le riuscisse il colpo di vendere la propriet tornerebbero gli speculatori con Milani in testa e noi avremmo fatto un buco nellacqua!

Emma: Cocca, non hai fatto i conti con la determinazione dei Lauri

In quel momento rientrano Stefano e Cellini seguiti da Antonio e Rodolfo.

Stefano: Che casa meravigliosa. Sindaco, lei aveva perfettamente ragione. Mi viene voglia di viverci (Sonia e Gianni si scambiano unocchiata preoccupata). Mi interessa conoscere meglio il suo progetto

Cellini: Con piacere! Ma gliene parler davanti ad una tavola imbandita. In paese c un ristorante dove si mangia benissimo

Stefano: Molto volentieri. Cos avremo anche lopportunit di conoscere meglio questo posto, non vero cara?

Sonia: Certo.certo.

Cellini: Allora, faccio strada

Escono tutti dalla sala con calma, rimane la famiglia di fantasmi.

Antonio: Stefano proprio una brava persona

Rodolfo: Approvo, pap.

Antonio: Si vede che uno di famiglia.

Emma: Ma c la signora la coccadobbiamo tenerla sotto controllo un soggetto pericoloso. Antonio, tesoro, dobbiamo inventarci qualcosa

Antonio: Problemi?

Francesca: Grossissimi

Buio

Scena Quarta

Musica. Villa dei Lauri, salone. Entrano in scena Stefano e la sua compagna Sonia. In un angolo del salone ci sono anche Antonio ed Emma Lauri.

Stefano: Non riesco a capire perch da quando siamo arrivati hai assunto questo atteggiamento ostile.

Sonia: Questo paese non mi piace e questa villa mi mette langoscia! Ho come limpressione di essere continuamente spiata.

Emma: Magari una sensitiva

Antonio: Sar lenergia negativa che c intorno a lei

Stefano: (Sorride) Saranno i fantasmi dei Lauri.

Antonio: Perspicace il ragazzo.

Sonia: Sciocchezze!! I fantasmi non esistono

Emma: Quanto ti sbagli, cocca

Sonia: Io qui non potrei mai vivere. Detesto questo silenzio

Stefano: Staremo a vedere (guarda lorologio) Lingegnere Milani un po in ritardo.

Sonia: Dicono che sia grosso imprenditore

Stefano: Ha insistito per vedermi con una certa urgenza

Sonia: Magari ha un progetto interessante a proposito di questa propriet.

Stefano: Magari uno speculatore

Antonio: Ben detto

Sonia: Mi sembra che tu parta prevenuto Gianni mi ha detto che lo conosce.

Stefano: Ecco, appunto.e questo non depone certo a suo favore.

Sonia: Non perdi mai loccasione, vero?

Stefano: Tutte le conoscenze di tuo figlio non mi piacciono.

Sonia: E mio figlio che non ti piace.

Stefano: Non vero e tu lo sai. Con lui mi sono sempre comportato bene. Gli ho dato fiducia,ho provato a dargli dei consigli, ma lui ne sa sempre una pi del diavolo. Si messo in un giro di scommesse con delle persone davvero poco raccomandabili e riempito di debiti che non in grado di sostenere. Questo non mi piace

Sonia: E mio figlio.

Stefano: Infatti lo sto aiutando. Ma lo faccio solo per te. Non chiedermi pure di essere clemente.

Sonia: E giovane. E la perdita del padre la causa di molti suoi problemi.

Emma: Che attrice!

Stefano: Mi dispiace, ma non posso rimproverarmi nulla.

Sonia: Sta arrivando qualcuno. C un rumore di una macchina nel viale.

Stefano: Sar Milani.

Antonio: Arriva il farabutto.

Emma: In questo momento mi preoccupa di pi questa signora

Entra Milani accompagnato da Gianni. Stefano guarda Sonia poi si presenta.

Stefano: Ciao Gianni.

Gianni: Ciao Stefano.

Stefano: (Come se Sonia non gli avesse detto niente) Non sapevo che vi conosceste tu e il signor Milani.

Milani: Abbiamo delle amicizie in comune.

Stefano: (Sarcastico) Mi sembra meraviglioso ma accomodatevi, vi prego.

Milani: Grazie. Ho saputo della sua eredit e mi voglio complimentare. E una splendida propriet.

Stefano: Grazie.

Sonia: Bella ma direi piuttosto decadente!

Milani: Visto che ha introdotto largomento, io approfitto per aggiungere che in effetti linteresse per un posto di questo genere esclusivamente di tipo imprenditoriale

Stefano: Imprenditoriale, in che senso?

Milani: Come ho potuto accennare a Gianni, la vostra propriet situata allinterno dellarea che prevede il passaggio dellautostrada e la costruzione di un grande complesso residenziale. Questo naturalmente vuol dire occupazione per la gente del paese e benessere per lintera comunit che, nel giro di un paio di anni, vedr crescere notevolmente linteresse turistico verso questo piccolo e insignificante paese

Emma: Insignificante?

Sonia: Interessante

Antonio: Speculatore!

Stefano: A lei sembra un paese insignificante?

Milani: Mah, direi che un paese dove io non andrei in vacanza, per esempio.

Stefano: Pensi che un paese dove io, invece, vivrei volentieri

Gianni: Io neanche morto!

Stefano: Nessuno ti obbliga a rimanere

Milani: Lacquisto della vostra propriet da parte della Societ appaltatrice potrebbe essere per lei motivo di grande interesse

Sonia: Cosa vuole dire esattamente.

Milani: La propriet, per via del progetto, assume un valore che onestamente non ha. Questo vuol dire che lei venderebbe molto bene. Inoltre, se le interessa, le darei lopportunit di entrare nellaffare con la partecipazione ad alcune quote sulle quali ci potremmo accordare Consideri che, oltre al guadagno non proprio trascurabile, lei non dovrebbe affrontare pi la spesa per la ristrutturazione della villa che, mi creda, le verrebbe a costare un occhio della testa

Stefano: E lei cosa ci guadagna?

Milani: Io ho preso un impegno che desidero portare a termine e ho unimpresa che pronta a partire con i lavori. Non si preoccupi, dottor Lauri, lei far un ottimo affare. Mi creda.

Gianni: Il dott. Milani mi ha anche promesso un posto dirigenziale allinterno della sua societ, se deciderai di vendere ed entrare nellaffare.

Milani: Conosco Gianni so che un ragazzo molto sveglio.

Stefano: Su questo non ci sono dubbi.

Sonia: Dott. Milani si gi fatto unidea sul prezzo di vendita della propriet?

Antonio: La signora va subito al sodo

Emma: Ora la strangolo (prende il suo foulard)!

Milani: Signor Lauri, se lei decide di vendere sono pronto a ritoccare ulteriormente il prezzo che avevo fissato con il comune.

Stefano: Me ne ha parlato il sindaco

Milani: Ah! Lei conosce il sindaco

Stefano: S, ho avuto il piacere di trascorrere qualche ora in sua compagnia

Sonia: Parlavamo del prezzo della propriet

Milani: Certo. Le offro dieci milioni di euro.

Gianni: Accidenti!

Sonia si gira di scatto verso Gianni per vedere la reazione.

Emma:Unofferta irrinunciabile

Antonio: E bravo il perfido Milani

Stefano: La sua proposta davvero molto interessante

Milani: Lo so. Solo che i tempi sono molto stretti. Ho il cantiere dellautostrada bloccato. Ogni giorno che passa una perdita per la societ. Dovremmo concludere laffare nel giro di pochissimo tempo.

Sonia: Le daremo una risposta molto presto, vero tesoro? (Rivolta a Stefano)

Emma: Che iena.

Stefano: Le faremo sapere, ingegnere Milani.

Milani: (Gli porge un biglietto) Bene. Mi pu chiamare in qualsiasi momento a questo numero. Le lascio anche il progetto cos potr valutarlo meglio.

Si salutano. Gianni accompagna Milani, Stefano e Sonia. Lei lo guarda. Cerca di leggere nei suoi pensieri. Alla fine di un interminabile silenzio lei lo infrange.

Sonia: Stefano, che te ne pare?

Stefano: Unottima proposta, non me laspettavo. Questo Milani un uomo daffari che sa il fatto suo

Sonia: Beh, direi che ha fatto unofferta che non lascia spazio a molti ragionamenti!

Stefano: Direi che unofferta che offre un margine di trattativa.

Sonia: Un margine di trattativa? Ma questa una proposta che non si pu rifiutare! Non capisci che questa vendita potrebbe significare per noi linizio di una nuova vita?

Stefano: Non ci manca nulla! Non abbiamo bisogno di vendere questa casa. Le mie rendite ci fanno vivere pi che bene. Una nuova vita potremmo cominciarla qui. Non hai pensato che questa eredit possa essere un segno del destino? Unoccasione da cogliere al volo per cambiare la nostra vita?

Sonia: Stefano mi stai facendo preoccupare cosa vuoi dire?

Stefano: Voglio dire che sarebbe bello venire a vivere qui, per esempio

Sonia: Cosa? Non se ne parla proprio! Dovrai fare a meno di me! Non voglio andare in pensione a quarant anni!

Stefano: Anche la proposta del sindaco molto interessante. Potremmo avviare unattivit turistica che ci permetta di vivere tranquillamente. Io potrei dedicarmi al restauro dei libri antichi della biblioteca e tu potresti trasferire il tuo studio in questa casa e lavorare qui

Sonia: E rimanere a corto di clienti e di idee! Quando parlavo di cambiare la nostra vita non intendevo certo questo!

Stefano: Potrebbe essere unottima opportunit anche per Gianni. Qui sarebbe lontano dal suo giro di amici e potrebbe impegnarsi seriamente nello studio.

Sonia: Milani ha detto che pu sistemare Gianni nella sua impresa.

Stefano: A lui di Gianni non gliene importa niente. E solo un mezzo subdolo per lusingarci a vendere. Sicuramente avr preso informazioni su di noi e soprattutto su Gianni.

Sonia: E allora? Non vedo dov il problema. A noi i soldi, a Gianni un impiego onesto e ognuno per la sua strada. Stefano non capisci c da vivere da nababbi! E poi, diciamoci la verit: sei arrivato meno di sei mesi fa dalla Francia e fino a ieri non conoscevi nemmeno il nome di questo paese!

Stefano: Direi che meglio rifletterci un po prima di prendere delle decisioni affrettate. Mi studier attentamente i due progetti. Solo dopo potr esprimermi.

Sonia: Cosa vuoi dire con questo?

Stefano: I soldi non sono tutto nella vita, ed io voglio cogliere al volo questa occasione!

In quel momento entra Gianni nella stanza. Si rende conto di aver interrotto qualcosa e che non andato tutto come lui e la madre avrebbero voluto. Prova a sondare il terreno.

Gianni: Mi sembra unofferta davvero allettante, voi che ne dite?

Stefano: E da quand che sei diventato un imprenditore?

Gianni: Non ho nessuna intenzione di litigare con te.

Stefano: Gi, in questo momento meglio non creare attriti

Sonia: Mi avevi promesso

Gianni: Lascialo finire, mamma.

Sonia: So dove porta questo discorso e non ho nessuna intenzione di vedervi litigare, se mi volete un po di bene vi prego (ha un moto di pianto)

Emma: Il secondo atto della tragedia greca.

Stefano: (Le si avvicina e le mette una mano sulla spalla) Scusami cara.

Sonia: Voglio tornare in albergo.

Stefano: Ancora qualche minuto e andiamo via. Vorrei passare nello studio dello zio per prendere la planimetria della propriet. Il sindaco dice di averne vista una sulla scrivania.

Sonia: Non ti preoccupare rimani pure, mi far accompagnare in paese da Gianni. Non posso stare un minuto di pi in questo posto. E un posto talmente umido

Emma: Povera cocca, ha i reumatismi!

Stefano: Vi raggiungo subito con la mia macchina.

Gianni: Andiamo mamma.

Antonio: Che abbia i reumatismi pure lui?

Emma: S, ma al cervello.

Sonia ed il figlio escono. Stefano rimane solo nella villa. Comincia a guardare in giro ed a cercare nei cassetti.

Emma: Quella donna rappresenta davvero un grosso ostacolo.

Antonio: Ma lui diverso. Spero solo che non si lasci convincere.

Emma: E spaventare lei potrebbe solo aggravare lo stato delle cose Una casa con i fantasmi diventa un posto dove nessuno vuole vivere

Antonio: Male che va, boicotteremo i lavori.

Emma: Mi vengono i brividi se penso che devo passare leternit seduta sul guard- rail di unautostrada

Antonio: Ti prometto che non sar cos.

Escono dalla stanza. In quel momento entra in scena Giulia Cellini seguita da Rodolfo. Rimette a posto il libro preso in prestito

Giulia: E lultimo libro.

Rodolfo: Voglio che il libro delle nostre favole lo tenga tu

Giulia: Di nuovo quel ronzio nelle orecchie E una follia, lo so, ma mi sembra di sentire la presenza di qualcuno una presenza amica. Mi piace immaginare che sia tu, Rodolfo non mi ci voglio abituare per. Ho paura a restare di nuovo da sola

Rodolfo: Schhhh arriva qualcuno.

Entra nella biblioteca Stefano

Stefano: Buongiorno! Lei

Giulia: (Tendendo la mano) Giulia Cellini, la figlia del sindaco.

Stefano: (Le stringe la mano) Che piacere fare la sua conoscenza!

Giulia: Mi dispiace essere entrata di nascosto, ma non sapevo che lei fosse qui adesso.mi scusi!

Stefano: Non deve scusarsi! Suo padre mi ha detto della porticina rossa e del suo amore per i libri e per questa biblioteca.

Giulia: S, vero. Ho appena rimesso al suo posto un libro bellissimo di Miller. Ma le prometto che non succeder pi.

Stefano: Mi dispiacerebbe davvero. Anchio amo i libri. Sono un restauratore di libri e manoscritti antichi.

Giulia: Davvero? Ma magnifico!

Rodolfo: Guarda che non ha ancora deciso di tenere la propriet

Stefano: Io credo che questo sia un posto magico. Mi ci sto affezionando

Rodolfo: Non ti fare incantare

Giulia si porta la mano ad un orecchio con una smorfia del viso.

Stefano: Qualche problema?

Giulia: No, Niente. Le dicevo che io sono innamorata di questo posto,

ci sono cresciuta. I figli dei Lauri erano miei amici.

Stefano: Lultima volta che li ho visti erano molto piccoli. E il mio grande rammarico. Lei di che cosa si occupa?

Giulia: Sono una veterinaria.

Stefano: Unamante della natura.

Giulia: Nella sua completezza. E poi ci sono i libri e questa biblioteca.

Stefano: Un patrimonio inestimabile.

Giulia: Mi perdoni la franchezza, ma lei vender tutto questo?

Stefano: Non lo so. Devo confessarle che mi hanno appena fatto unofferta molto allettante.

Giulia: Milani, vero?

Stefano: Conosce la storia?

Giulia: Benissimo e sarebbe un peccato distruggere tutto questo ben di Dio.

Stefano: Lo so ed infatti voglio rifletterci a fondo. Valuter seriamente la situazione. Se non potr farne a meno, ho gi deciso che la biblioteca di mia zia rimarr al paese.

Rodolfo: Bello sforzo

Giulia: Capisco grazie, comunque vadano le cose.

Stefano: Lei resti pure. Io devo tornare in paese. E stato davvero un piacere conoscerla.

Giulia: Ci vediamo.

Stefano: Ci pu contare

Rodolfo: Non siamo ancora al sicuro

Giulia: Direi di no. (Si blocca ed alza lo sguardo) E comunque ti prego, se sei tu, smettila di ronzarmi nelle orecchie. Domani mi vado a far controllare!

Giulia: Per carino.

Rodolfo Carino?

Giulia: S, insomma un uomo pieno di fascino fico!

Rodolfo: E allora?

Giulia: Credo che possiamo ancora sperare

Rodolfo: Questa cosa mi distrugger!

Buio

Atto secondo

Leredit dei Lauri

Leredit dei Lauri

Scena Quinta

Siamo nella stanza di un albergo. Gianni e Sonia discutono degli ultimi avvenimenti accaduti. Sonia si sta truccando. Francesca li osserva.

Gianni: Stefano mi sembra poco disposto ad accettare la proposta di Milani.

Sonia: Sei troppo pessimista, lascia fare a me lo conosco bene, riuscir a trovare il modo per convincerlo (prende un rossetto e se lo passa sulle labbra).

Gianni: Sai, mamma, Milani conta su di me per la riuscita di questa operazione...

Sonia: Non ci lasceremo sfuggire questa occasione

Francesca: Disgustosi!

Gianni: Hai gi un piano?

Sonia: Forse. Devi combinarmi un appuntamento con Milani da soli (prende un portacipria e comincia a truccarsi).

Francesca: Furba, per(le fa cadere il portacipria per terra)

Sonia: Accidenti e ora come faccio (piagnucolando)

Francesca: La mamma direbbe: naso lucido, cocca! Certo non da una signora come te ma te la sei cercata.

Gianni: Se vuoi ti accompagno a comprarne unaltra.

Sonia: Fa niente.

Gianni: Cosa hai in mente?

Sonia: Fidati di tua madre.

Gianni: Come faremo a tenere lontano Stefano?

Sonia: Mi ha chiamata la mia amica Giorgia. Suo padre le ha lasciato in eredit una straordinaria collezione di manoscritti medioevali. Avrebbe chiamato Stefano per farsi fare una stima al nostro ritorno. Le ho detto di farlo subito. Lui non resister alla curiosit di andare a vedere di che si tratta. e per un paio di giorni almeno non lavremo fra i piedi

Gianni: Geniale mamma!

Francesca: Diabolica direi e dire che Gianni, con la sua faccia pulita, mi sembrava cos carino

Sonia: Lincontro con Milani sar il nostro asso nella manica. Te, nel frattempo, cerca di non commettere imprudenze.

Gianni: Non ti preoccupare, sar un angioletto.

Sonia: E mi raccomando, Gianni, massima riservatezza. Ho come limpressione di essere continuamente spiata.

Francesca: Quanto hai ragione, cocca! Che razza di vipera, ma prima o poi la paghi

Gianni esce. Sonia prende una sigaretta dal suo pacchetto ma non riesce ad accenderla perch Francesca le si avvicina e soffia continuamente sulla fiamma. Sonia spazientita getta via laccendino poi cerca di prendere la borsa poggiata su un tavolo, ma Francesca la rovescia, facendo cadere in terra tutto il contenuto.

Sonia: Sono troppo nervosa. Devo stare pi calma!

Francesca: Mentre cerchi di calmarti io mi diverto un po (e rovescia un bicchiere sul tavolo in modo che il liquido vada a finire esattamente sullabito di Sonia)

Sonia: Oh no, il vestito no!

Si alza in piedi e prova a tamponare la macchia sul vestito. Entra Stefano e vede Sonia in preda allagitazione.

Stefano: Che succede?

Sonia: Guarda. Il vestito nuovo. Accidenti. Questo maledetto paese, comincia a darmi sui nervi!

Stefano: Cosa centra questo paese? Il vestito si cambia

Sonia: E proprio quello che volevo sentirmi dire in questo momento accidenti!

Stefano: Cose che capitano, non mica una tragedia!

Sonia: E che sono un po nervosa.

Stefano: Perch non usciamo un po Ci facciamo una passeggiata e prendiamo un po di fresco. C un panorama bellissimo.

Sonia: Non minteressa. I posti isolati mi mettono tristezza. Spero solo di lasciare questo paese e di tornare presto in citt.

Stefano: Se vuoi, possiamo partire anche subito. Mi ha chiamato la tua amica Giorgia. Sembra che abbia ereditato dal padre i manoscritti del trisavolo. Un patrimonio inestimabile. Mi ha chiesto un parere.

Sonia: E come pensi di risolvere il problema delleredit?

Stefano: Non c fretta.

Sonia: Non c fretta?

Stefano: Milani pu aspettare!

Sonia: Non credo, stato molto chiaro sui tempi.

Stefano: Allora mi dispiace per lui, per quel che mi riguarda, la sua autostrada dovr aspettare ancora un po. Mi pure antipatico

Sonia: Hai intenzione di rifiutare la sua offerta?

Stefano: Forse s. Quel progetto non mi convince affatto.

Sonia: Ma sei pazzo? Nessuno ti offrir mai pi tutti quei soldi per una villa come quella decadente e sperduta nel nulla.

Francesca: Eccola che ricomincia con gli insulti (le fa cadere il foulard dal collo e lo trascina avanti col piede impedendo a Francesca di raccoglierlo)

Stefano: C anche la proposta del sindaco. Che sicuramente pi vicina al mio modo di sentire

Sonia: Cosa? Ma, stai scherzando? (finalmente riesce a recuperare il foulard)

Stefano: Direi di no. Lidea di abbattere gran parte degli alberi del parco, spalancando la strada prima alle ruspe e poi agli autocarri non mi fa dormire tranquillo.

Francesca: Bravo Stefano, diglielo a quella strega!

Sonia: Tesoro, ti prego tra meno di una settimana potremmo essere dallaltro capo del mondo a goderci tutti quei soldi e tu non avrai difficolt a dimenticare questo orribile posto, la villa dei lauri, il parco e tutti quei polverosi e inutili libri!! (Urlando istericamente. Lultima nota della frase resta sospesa nellaria)

Stefano: (La guarda smarrito) Sonia! Che ti prende?!

Sonia: Scusa. E solo che non mi sento pi parte dei tuoi progetti.

Stefano: Io non ti ho mai esclusa.

Sonia: Ma questa volta stai prendendo da solo una decisione importante per entrambi Se accetti la proposta del sindaco dovremmo vivere qui la maggior parte del tempo per curare i tuoi interessi e io non voglio vivere qui. Mi sembra di essere stata chiara su questo concetto.

Stefano: Nessuno ci obbliga a vivere qui. Potremmo individuare una societ che curi i nostri interessi, magari istituire una fondazione a scopo benefico e organizzarne il lavoro non necessariamente da qui. Potremmo tenerci unala della villa ristrutturarla e venirci a passare le vacanze

Sonia: E con quali soldi intenderesti fare tutto questo?

Stefano: Ho alcune risorse che mi permetterebbero di far fronte ai primi interventi, poi ci sono le mie terre in Francia. Potrei venderle e tenermi solo la tenuta del nonno. E talmente grande Per il resto Cellini in contatto con alcuni finanziatori che sarebbero pronti ad investire nella sua proposta. Credimi, Sonia, questo davvero un bel progetto. I soldi arriveranno, fidati! E poi con te al mio fianco sar tutto pi facile

Sonia: E proprio questo il punto. Stai decidendo tutto da solo senza chiedermi cosa ne penso tu mi hai tagliato fuori dal gioco. Come faccio a restare al tuo fianco?

Stefano: Pensavo che avresti condiviso con me questa nuova vita.

Sonia: Anchio pensavo che avresti accettato senza esitazione la proposta di Milani

Stefano: Perch?!

Sonia: Per i soldi, per esempio.

Stefano: Non ti credevo cos attaccata al denaro

Sonia: Infatti non lo sono. Ma sono convinta che sarebbe una follia rifiutare una proposta del genere.

Stefano: Cosa vuoi dire?

Sonia: Vuol dire che bisogna essere degli idioti senza nessun senso pratico per rinunciare a quellofferta

Francesca: Non permettere che ti tratti cos male! (va subito in difesa del cugino)

Stefano: Forse non do troppo valore ai soldi e magari ho degli ideali diversi dai tuoi!

Sonia: Tutto questo va ben oltre il tuo essere un inguaribile idealista.

Stefano: Beh, se proprio lo vuoi sapere, io mi trovo bene in questo viaggio

Sonia: Smettila per favore! Nessun uomo con un briciolo di amor proprio si farebbe sfuggire una simile occasione per proteggere un mucchio di alberi sperduti in un buco di paese!

Stefano: Se la pensi davvero cos, fai conto che questa eredit io non labbia mai avuta. La villa rimarr chiusa e la storia finisce qui. Per te questo posto non mai esistito.

Sonia: Che grande idea! Tra non molto la villa cadr a pezzi, lautostrada verr deviata e nessuno avr ottenuto un bel niente!

Stefano: Sono stanco di questa discussione. Prepara le valigie. Torniamo a casa.

Sonia: Io non vengo con te.

Stefano: Cosa?

Sonia: Torno con mio figlio. Ho bisogno di riflettere seriamente sul futuro della nostra relazione, tanto ho come limpressione di esserti di peso!

Stefano: Siamo a questo punto? Pensavo ti fidassi delle mie scelte evidentemente non quando ci sono di mezzo i soldi.

Sonia: Tu non capisci. Il fallimento del mio ex marito ha gi messo a dura prova il mio equilibrio emotivo. Non potrei sopportare di ritrovarmi in una situazione analoga.

Stefano: La tua mancanza di fiducia nei miei confronti la cosa che mi ferisce di pi. Mi domando se mi hai mai amato veramente.

Sonia: Sei la persona che amo di pi al mondo dopo Gianni. Ma restare al fianco di un uomo che progetta la sua vita senza minimamente consultarmi mi fa pensare che non mi voglia pi al suo fianco

Stefano: Questa frase potevi risparmiartela! Fa come vuoi (fa per andarsene).

Sonia: Stefano! (Stefano si ferma) Non lasciare che questa cosa ci separi. (Sonia lo raggiunge e gli butta le braccia attorno al collo. Lo bacia). Lo sai che ti amo.

C un attimo di silenzio. Stefano guarda la donna come per valutare i suoi sentimenti. Francesca si mette seduta a terra al centro della scena con le gambe incrociate ed un foulard sulla faccia come per non vedere

Stefano: Anchio ti amo, lo sai. Per un momento ho pensato che

Sonia: Sssshh.(lo bacia di nuovo). Non posso vivere senza di te. Ci penserai ancora, vero? Per favore

Stefano: Va bene. Daccordo. Magari hai ragione tu.

Sonia: Ti adoro(continua a baciarlo)

Francesca: (Alza il foulard) Che schifo

Stefano: Forse non ho valutato attentamente ogni cosa.

Sonia: Direi proprio di si!

Stefano: Va bene, combiner un nuovo appuntamento con Milani.

Sonia: Tu sei troppo tenero per uno squalo come Milani, e noi abbiamo il coltello dalla parte del manico! Se vuole questo posto deve trattare e lui sicuramente gi preparato ad un nostro rilancio.

Stefano: Hai ragione! Metter tutta la questione in mano al mio procuratore di fiducia ! Torneremo qui soltanto per firmare la cessione.

Sonia: Non ne hai bisogno, ci sono io ed il mio vecchio lavoro non lho dimenticato. Fidati, io so come affrontare i tipi come lui.

Stefano: (La guarda per un attimo) Non ho dubbi sulla tua determinazione!

Sonia: Far tutto in tua assenza e vedrai che riuscir a spuntare un prezzo di gran unga superiore a quello di partenza.

Stefano: Va bene!

Soia: E poi questo posto ti procura disagio. Prima andrai via di qui e prima riuscirai a vedere tutta questa faccenda in modo pi distaccato e chiaro.

Attimo di pausa, Stefano la guarda.

Francesca: (Alza il foulard)Non lo fare Stefano

Stefano: Hai ragione tu. Come sempre. Devo andare via di qui. Per mi devi promettere una cosa

Sonia: Tutto quello che vuoi...

Francesca: Non le dare retta!

Stefano: Comunque vadano le cose, mi piacerebbe investire una piccola somma di denaro per la costruzione di una biblioteca in paese dedicata ai Lauri. Ci terrei particolarmente...

Sonia: Mi sembra un gesto nobile e doveroso. Vedrai che ogni cosa si aggiuster. Non appena laffare sar concluso tutto ci sembrer diverso.

Francesca: (Alza il foulard)Te ne pentirai

Sonia: Ti amo, ti amo tanto. Per un attimo ho temuto che volessi lasciarmi.

Stefano: Non dire sciocchezze.

Si baciano nuovamente con passione.

Francesca: (Alza il foulard) Qui si sta mettendo malissimo. Questo rammollito si sta facendo fregare. Devo avvisare subito gli altri. Bisogner organizzare qualcosa

La scena si chiude.

Scena sesta

Siamo di nuovo nel salone della villa dei Lauri, c tutta la famiglia dei fantasmi al completo.

Antonio: La faccenda si sta complicando.

Francesca: Quella donna spietata, non si arrender fino a quando non avr ottenuto quello che vuole. Povero Stefano

Rodolfo: poveri noi! Dovremo sbaraccare presto da questo posto.

Emma: Non possiamo assolutamente permetterle di farci una cosa del genere.

Antonio: Per quanto mi sforzi, non riesco a farmi venire nessuna idea.

Rodolfo: Le bastato minacciare di lasciarlo per avere campo libero.

Francesca: Stefano troppo innamorato di lei poverino.

Rodolfo: Mi rimane difficile crederlo

Antonio: Eppure pare proprio che sia cos

Emma: Lamore offusca ogni ragione.

Rodolfo: Quando c

In quel momento entrano Sonia e Milani.

Emma: Eccoli. Puntualissimi

Milani: Avrei preferito incontrarla in un posto pi adatto ad una donna affascinante come lei.

Sonia: La ringrazio. Il suo complimento mi lusinga. Credo che questo sia lunico posto per parlare di affari, lontano da occhi indiscreti.

Rodolfo fa cadere il cappello dalle mani di Milani, mentre Francesca aggancia alla sedia il vestito di Sonia, facendoglielo strappare.

Emma: Ragazzi

Sonia: Accidenti! Sono proprio sbadata, il secondo vestito che oggi rovino

Milani: Non la sola. Io non riesco a tenere in mano nemmeno un cappello!

Ridono divertiti.

Milani: Lei davvero una donna speciale. Affascinante e risoluta. Sa perfettamente dove vuole arrivare

Emma: Semplicemente disgustoso.

Antonio: Approvo in pieno!

Sonia: Ottima intuizione. Ci tenevo ad incontrarla di nuovo. Da sola Stefano dovuto partire per un lavoro urgente. Mi ha dato carta bianca.

Milani: Lei ha sempre gli argomenti giusti per convincere chiunque, non vero? (lei gli lancia unocchiata compiaciuta) Prego, lascolto.

Sonia: Ho intenzione di farle una controproposta.

Milani: Me laspettavo. Se permette, prima di ascoltare la sua, vorrei fargliene una io. Posso essere franco?

Sonia: Certamente.

Milani: Sono un uomo daffari abbastanza navigato per capire che tra lei ed il signor Lauri non c una grande affinit di vedute

Sonia: (Lo guarda irritata) Non si pu andare daccordo su tutto

Milani: Mi perdoni. Io non concludo affari se non so perfettamente chi ho davanti. Mi aiuta. Sono riuscito a costruire la mia fortuna studiando il mio avversario. Perch, mi creda, ogni affare una partita, ogni partita ha il suo avversario ed ogni avversario ha il suo punto debole. A me piace scoprirlo.

Antonio: Uno vero psicologo!

Emma: No, un essere ignobile

Sonia: E quale sarebbe il mio?

Milani: Il suo compagno il suo punto debole.

Sonia: Cosa fa, lo psicologo?

Antonio: Cos, mi ha letto nel pensiero?

Milani: E una persona assolutamente inadatta agli affari.

Sonia: Per questo ci sono io qual la sua controproposta?

Emma: Ci siamo!

Milani la guarda per un attimo, come se volesse leggerle dentro

Milani: Giusto. Suo marito scomparso alcuni anni fa dopo il fallimento dellimpresa di cui lei era lamministratrice unica. Le ha lasciato un mucchio di debiti. Ha conosciuto Stefano Lauri rampollo di una famiglia aristocratica che vive di rendite. Molte. Si occupa di libri antichi per hobby. Ha accettato di vivere con lui. Si intuisce facilmente il perch.

Sonia: Queste sono faccende che non la riguardano

Antonio: La sta mettendo in difficolt

Emma: Non ci giurerei

Milani: Il suo compagno sino ad oggi ha provveduto a tutto. Anche al pagamento di una parte dei suoi debiti e di quelli che Gianni ha accumulato col vizio del gioco

Sonia: Dove vuole arrivare

Milani: Mi dica, ho dimenticato qualcosa?

Sonia: Sa anche qual la mia taglia?

Milani: Questo lo immagino. Ho degli ottimi informatori. Conosco bene molte persone che frequenta suo figlio. Gran brutta gente, mi creda.... e conosco anche lammontare del suo nuovo debito

Rodolfo: Bingo!

Sonia: (Le trema la voce) Gianni mi aveva giurato.

Milani: Il giuramento di una persona con il vizio del gioco, dura lattimo in cui viene fatto.

Sonia: Ma lei che cosa vuole

Rodolfo: Sta cedendo!

Milani: Mi sembra ovvio. Prima di tutto voglio la propriet dei Lauri.e in fretta.

Sonia: Sono qui per trattare.

Milani: Nessuna trattativa.

Francesca: Resisti ti prego!

Sonia: (Fa per alzarsi) Stiamo perdendo tempo

Milani: Il suo scaduto. Comprer al prezzo che io stesso stabilir.

Sonia: Cosa?

Milani: Secondo: voglio lei, Sonia. Mi piaciuta dal primo momento che lho vista. Una volta chiuso laffare, il suo compagno deve sparire dalla sua vita..per sempre.

Francesca: Hai capito il Milani?

Sonia: Cosa le fa pensare che io possa accettare una proposta cos delirante??!

Milani: Il fatto che io estinguer ogni vostro debito e che mi occuper personalmente di Gianni. Gli dar un lavoro e gli impedir per il resto dei miei giorni di mettere piede in una sala da gioco.

Sonia: E pensa che questo possa bastare per comprare una persona?

Milani: Forse una persona normale no ma lei s, Sonia. Lei una persona speciale

Sonia: Lei si sbaglia

Milani: Il mio istinto mi dice di no. Sono molto ricco e piuttosto potente da distruggere chiunque intralci la mia strada. Posso darle tutto, tutto quello che cerca da sempre: il lusso e la bella vita

Sonia: E se non accettassi la sua proposta?

Emma: Io non ci credo

Francesca: Nemmeno io!

Milani: Beh tornerebbe nella sua citt, al suo lavoro, alle sue preoccupazioni per Gianni, tra le braccia di un uomo che non ama a godersi i soldi di questa vendita che, mi creda, ben poco rispetto a quello che io posso offrirle

Sonia: Ma cosa ne sa di quello che provo io? E poi perch proprio io? Il mondo pieno di belle donne e lei lei non una persona disprezzabile

Milani: Ma nessunaltra lei.

Antonio: E bravo nessuna donna gli resisterebbe

Emma: Io s...

Sonia: Sa che lei un presuntuoso?

Milani: Pu darsi. Lei invece sicuramente la donna che voglio al mio fianco

Sonia: E tutto cos strano, cos inaspettato

Milani: Non mi sembra una donna che si lascia sorprendere troppo

Sonia: Lei mi ha sorpreso

Milani: E solo che ho capito prima di lei che noi due siamo troppo simili per restare lontani

Emma: Non gli basta comprare la sua preda, vuole anche lanima

Rodolfo: Se fosse il diavolo?

Antonio: Se non il diavolo un suo parente stretto

Sonia: Mi servir un po di tempo per pensare alla sua proposta.

Milani: Potremo cominciare a darci del tu e magari potresti accettare questo mentre pensi alla mia proposta

Milani tira fuori dalla tasca un cofanetto che immediatamente fa pensare ad un oggetto molto prezioso. Lo apre e il viso di Sonia si illumina.

Sonia: E bellissimo

Sonia rimane esterrefatta. Prende un piccolo biglietto allinterno dellastuccio, lo apre e lo legge. Nel frattempo anche la famiglia Lauri ammira la splendida collana.

Antonio: Un pezzo unico

Emma: Forse potrei innamorarmi anchio

Sonia: Grazie

Milani: Posso?

Sonia: Certo.

Milani: (Dopo avergliela allacciata al collo) Tu risplendi pi di lei

Lei sorride imbarazzata.

Francesca: Non ce lo facevo proprio

Milani Manca solo un vestito nuovo adesso.

Sonia: Non ti sembra di esagerare?

Milani: Io amo esagerare (lei sorride di nuovo) Il tuo sorriso mi fa capire che hai gi preso una decisione

Sonia: Non ti sfugge proprio niente

Milani: Non sarei arrivato dove sono oggi.

Attimo di pausa. Milani si avvicina a Sonia.

Sonia: Nutro per Stefano un sincero affetto e non so davvero come fare

Milani: A lui penseremo dopo, ora hai bisogno di un vestito nuovo

Milani attira la donna a se e la bacia con trasporto. Sonia risponde al bacio.

Francesca: Mi viene da vomitare

Emma: Vengo a tenerti la fronte, tesoro

Sonia: Ti prego andiamo via di qui questo posto non mi piace. E come se mi sentissi osservata

Antonio: Che perspicacia

Milani: Hai ragione. Andiamo via di qui

Sonia e Milani escono dalla stanza tenendosi per mano. La luce si abbassa.

Antonio: Hai capito Milani. Ha giocato il suo asso

Rodolfo: Sembra davvero che non ci sia una soluzione, pap.

Antonio: Forse si

Ad un certo punto si sente il cigolio di una porta che si apre. Musica sottofondo.

Antonio: Hai sentito? E entrato qualcuno

Rodolfo: Sar Giulia che strano di sera non mai venuta.

Entra in scena una persona coperta da un cappello e che ha in mano una torcia ed una valigia. Indirizza il fascio di luce verso un punto della parete e quindi riesce ad azionare il pannello dellinterruttore.

Rodolfo: Ma Gianni, cosa sar venuto a fare qui?

Antonio: Ho paura di indovinare

Gianni poggia la valigia sul tavolo, la apre e poi comincia a prendere gli oggetti poggiati sui mobili e li mette nella valigia.

Rodolfo: Ecco che cosa venuto a fare!

Antonio: Che dici, Rodolfo, restiamo a guardare oppure.

Rodolfo: La seconda che non hai ancora detto. E con vero piacere.

Rodolfo va verso il pannello della luce e spegne linterruttore.

Gianni: Accidenti deve essere scattata la valvola, questa catapecchia..

Cerca di prendere la lampada portatile, ma Antonio la fa cadere dal tavolo.

Gianni: Mannaggia!!! (la lampada non si riaccende) Ci mancava pure questa!

Cerca di arrivare verso linterruttore, ma Rodolfo gli spinge uno sgabello davanti ai piedi facendolo inciampare, mentre il padre accende e spegne la luce.

Gianni: Ma che accidenti succede?

Rodolfo gli prende il cappello dalla testa e urlando lo getta a terra. Gianni cerca di prenderlo, ma Rodolfo lo sposta con un calcio. In quel momento si affaccia Francesca nella stanza.

Francesca: Vi serve una mano?

Rodolfo: Diamoci sotto!

Buio nella stanza.

Gianni: Perch questa dannata luce non si riaccende!!?

Entrano Emma e Francesca con un lenzuolo sul capo illuminate da due torce sotto il mento. Alla vista dei fantasmi Gianni caccia un urlo.

Gianni: Oddio, chi co so so sono fantasmi! (con un filo di voce)

Gianni in preda al terrore cerca di guadagnare luscita ma inciampa di nuovo e cade, cerca di arrivare alla porta, ma non riesce ad aprirla, quindi comincia a girare per la stanza inseguito dai fantasmi sino a quando si lancia fuori gridando aiuto. In quel momento Emma e Francesca si tolgono il lenzuolo dalla testa e cominciano a ridere.

Emma: Erano secoli che non mi divertivo cos tanto.

Francesca: I vecchi, cari fantasmi fanno sempre il loro effetto

Rodolfo: Con la paura che si preso, mi sa che non avremo pi il piacere di rivederlo in questa casa.

Antonio: Magari gli passata anche la voglia di rubare

Rodolfo: E poi le mie armi non si toccano!!

Francesca: Che peccato, era un bel ragazzo!

Emma: A parte questo (occhiataccia alla figlia) rimane il fatto che abbiano un grosso problema da risolvere

Rodolfo: Questa faccenda ha preso una gran brutta piega.

Emma: Direi tragica, se non ci viene in mente qualcosa!

Antonio: Se solo potessimo trovare il modo per avvisare Stefano di quello che sta succedendo

Francesca: Se almeno uno di noi potesse rendersi visibile

Antonio: Oppure ci vorrebbe un intermediario

Emma: In che senso, tesoro?

Rodolfo: Ecco lidea che andavamo cercando!

Antonio: Di che parli?

Rodolfo: Vi ricordate di Santa? (lo guardano tutti con aria perplessa) Ma s, la maga del paese

Francesca: Santa, la veggente?

Antonio: Quella cialtrona?

Rodolfo: Esatto, proprio lei!

Emma: Non riesco a capire, tesoro. Quella signora, gentile per carit, non mi sembra che possa essere in grado di mettersi in contatto con noi

Rodolfo: Lei no, ma noi

Antonio: S!!

Musica di stacco.

La scena si chiude sui quattro che confabulano e gesticolano.

Buio

Scena settima

Musica. La scena si apre nella casa di Santa, chiaroveggente del paese. E una donna, grassoccia, vestita da gitana, con un foulard fermato sul capo da una catena fatta di medaglie. Arredamento uno di quelli adatti alla circostanza: tavolo da seduta medianica, limmancabile sfera di cristallo in bella evidenza e una serie di oggetti stravaganti disposti un po ovunque. La famiglia dei Lauri al completo comodamente seduta. Santa indaffarata a sistemare un ninnolo sul mobile in fondo alla stanza. Di spalle al pubblico. Entra la sua assistente che introduce la cliente di turno.

Assistente: C la signora Grossi.

Santa si gira, si aggiusta il foulard in testa e fa un cenno di assenso con la mano. Poi la blocca con un urlo soffocato.

Santa: Ferma! La musica!

Lassistente fa partire un vecchio lettore di cassette sul mobile, attenua la luce della stanza e sparisce. Santa va a sedersi al tavolo ed assume latteggiamento delle grandi occasioni.

Cliente: Buonasera (Santa le fa cenno di sedersi, la cliente ubbidisce in silenzio. Si guarda intorno intimorita). Mi chiedevo se lei potesse

Santa: Santa pu

Cliente: Vorrei parlare con

Santa: Non voglio sapere, le anime sanno

Assistente: Sar lo spirito della persona cara a rivelarsi quando sar il momento.

Rodolfo: Guarda come s conciata

Emma: Non ci posso credere, tu guarda se il nostro futuro doveva cadere nelle mani di questa signora

Rodolfo: Ce la far sono sicuro che ce la far.

Emma: Ho qualche dubbio caro figliolo!

Santa si mette in posa con gesti solenni e china il capo come per concentrarsi. La cliente prende delle banconote dalla borsa e le poggia sul tavolo.

Cliente: Una piccola offerta per le anime dei defunti.

Santa guarda con disprezzo i soldi poi li scansa con un gesto della mano verso la sua assistente che li prende e li getta con noncuranza nella tasca del suo grembiule.

Rodolfo: Accidenti che rapidit desecuzione!

Francesca: Sembra un rito consolidato

Assistente: Santa non accetta soldi.

Rodolfo: E menomale!

Santa: Le anime accettano solo preghiere lei prega?

Cliente: Sempre, dalla mattina alla sera.

Santa: Brava. Tutto sar pi facile

Santa china il capo e comincia a mettere in scena un rituale a cui evidentemente abituata.

Francesca: Sembra proprio una maga vera!!!

Emma: Come se esistessero le maghe vere!

Assistente: Preghi con me (congiunge le mani, china il capo imitata dalla cliente)

In quel momento Santa alza la testa e guarda la donna che ha davanti.

Assistente: Questa donna vuole stabilire un contatto con il caro defunto...

Santa: Se lo desideri veramente bisogna formare una catena con le nostre mani...

Cliente: S..s (impaurita poggia le mani sul tavolo. appena entra in contatto con le mani di Santa si ritrae impaurita)

Assistente: Cosa fai? Lo spirito si arrabbier. Rientra immediatamente nella catena!

Santa: (Le afferra le mani) E adesso cercher di materializzare lanima del caro estinto, naturalmente non posso garantire nulla se lui non vuole

Cliente: Grazie Santa. Grazie

Emma: Per come bella tornita, riuscirebbe a materializzare al massimo un piatto di spaghetti!!

Santa: Gli spiriti non amano essere importunati.

Emma: Tanto meno da te, cocca.

Santa guarda la donna con gli occhi sbarrati.

Santa: Bisogna credere (tuona). Lei crede?

Cliente: Io credo molto, credo a tutto.

Rodolfo: Non avevamo dubbi.

Santa: Molto bene, le anime dei morti sanno

Assistente: A loro non sfugge niente.

Santa fa un cenno allassistente che le sta vicino, la quale spinge un bottone sulla parete, la luce si affievolisce di colpo e poi si spegne. Si riaccende e si spegne pi volte.

Emma: Ma guarda che organizzazione.

Assistente: Santa sta evocando!

Santa comincia a muovere la testa con movimenti ritmici .

Emma: Ma non le fa male la cervicale?

Santa: Anime misericordiose del purgatorio, mi appello alla vostra infinita bont affinch possiate intercedere per questa donna!

Pausa. Santa rimane per qualche secondo a capo chino.

Assistente: (Sottovoce, rivolta alla cliente che la guarda) Sta cercando il contatto.

Santa: (Con voce affannata) E lontano, troppo lontano non riesco a vederlo non lo vedo, non lo vedo troppe anime.

Assistente: Riprova Santa, fallo per questa povera donna che ha pregato tanto!

Santa: Non ci riesco lo sforzo troppo grande.

Cliente: La prego, riprovi ancora io devo parlargli (mette una mano nella borsetta e prende altre banconote) ecco unaltra offerta per le anime dei defunti. Riprovi Santa per favore!

Lassistente, con il solito repentino gesto, fa sparire i soldi dal tavolo.

Rodolfo: Questa volta stata ancora pi rapida.

Francesca: Un fulmine!

Assistente: Riprovi Santa, faccia un altro tentativo per questa povera donna!

Antonio: Quando uscir di qui, sar ancora pi povera !

Santa: Ecco, ecco forse ci siamo vedo vedo unombra che si avvicina.

Cliente: Chi ? un uomo o una donna?

Santa: Non riesco a distinguerlo in mezzo a tante anime lo provi a chiamare.

Cliente: (Con una vocina flebile) Dino! Dino,sei tu?

Santa comincia a lamentarsi in sottofondo.

Assistente: Pi forte, pi forte! Se lo spirito qui risponder!

Cliente: Dino, amore mio, dimmi che sei tu

Santa: Ecco, adesso vedo chiaramente un uomo. (Continua a lamentarsi)

Cliente: E Dino..si lui lo sento.amore mio.

Santa: Eccolo avverto le sue vibrazioni sempre pi forti com alto!

Cliente: Alto? (Voce sbigottita)

Santa: Insomma, imponente come tutte le anime del purgatorio i suoi capelli si agitano al vento caldo

Cliente: Ma Dino era calvo!

Santa: E che vuol dire in purgatorio le anime si rivestono di quanto abbandonato sulla terra e stai a guard il capello ora sta venendo verso di lei in questo momento le sta poggiando una mano sulla spalla.

Cliente: La donna si guarda la spalla.

Santa: No laltra, laltra ora le sta accarezzando i capelli.

Antonio: Che adorabile cialtrona

Cliente: (Si tocca la testa) Lo sento, lo sento amore mio, quanto mi manchi.

Santa: (Lancia un urlo, cade in trance e le cambia il tono della voce) Moglie mia adorata

Cliente: Prego sempre per la tua anima

Santa: Perch stai turbando il mio riposo eterno? (Sempre con la voce bassa da uomo)

Cliente: Ero venuta per per avere la tua approvazione.

Santa: Quale approvazione (apre solo un occhio e la guarda)?

Cliente: (La donna abbassa lo sguardo) Sai, Sergio, il tuo amico, una brava persona, molto rispettosa ecco lui vorrebbe che noi

Santa: (Sempre nelle vesti del marito) Che voi cosa?

Cliente: Beh, sai mi ha chiesto di sposarlo tu mi hai lasciato sola da cos tanto tempo io per non posso senza la tua approvazione.

Santa si lamenta con un tono maggiore.

Cliente: Cerca di capire la mia situazione io far quello che dici tu!

Santa ora si agita e si lamenta.

Assistente: Comprender, non si preoccupi. Ora Santa gli sta parlando

A questo punto Santa abbassa il braccio e lascia cadere la testa in avanti.

Cliente: Cosa si dicono?

Antonio: Sapessi.

Assistente: Un attimo di pazienza ancora (schiaccia di nuovo il pulsante e le luci riprendono ad accendersi e a spegnersi)

Santa: (Quando la penombra si assestata alza lentamente il capo. E uscita dal trance guarda la cliente) Dino mi ha parlato

Cliente: E approva?

Santa: E felice della sua scelta, ma ci vuole riflettere un po, per lui una grossa sorpresa ma Sergio gli piace... torni tra una settimana, la metter di nuovo in contato con lui. Ora va va in pace Santa molto stanca va in pace va!!

Assistente: Santa stanca, gli spiriti le assorbono tutte le energie.

Cliente: S, s vado! (Si alza, prende la mano di Santa e la bacia mentre lassistente le fa strada) Torner tra una settimana.

Santa: Ecco, va, va e non dimenticarlo nelle tue preghiere La prossima volta ti prometto un contatto pi lungo, ora lasciami riposare. Che il Signore ti accompagni. Va.va

Lassistente e la cliente escono, Santa si guarda allo specchio poi si aggiusta il foulard, da una sistemata al tavolino.

Emma: Semplicemente eccezionale. Ma come si fa a cascarci?

Antonio: Aveva solo bisogno di mettere a tacere la sua coscienza e quellimbrogliona di Santa le sta dando una mano.

Emma: Ma come puoi pensare che Stefano possa credere ad una simile pagliacciata?

Antonio: Se hai un po di pazienza lo vedrai.

Francesca: Io ancora mi domando come siete riusciti a convincere Stefano a venire qui

Rodolfo: Quello merito mio. Ho passato unintera giornata e una lunghissima notte con Santa non le ho dato tregua un solo minuto. Mi sono divertito molto. Lei meno. Ma alla fine era talmente esasperata che ha chiamato il sindaco e gli ha chiesto se conosceva un certo Stefano Lauri

In quel momento entra lassistente.

Assistente: C di l il sindaco con un signore

Santa: Li stavo aspettando. Falli entrare e tu va pure di l. Per adesso non ho bisogno di te.

Entrano Cellini e Stefano.

Cellini: (Rivolto a Stefano) Salve Santa.

Santa: (Alzandosi dal tavolo ) Grazie, signor sindaco per aver accompagnato da me il Signor Lauri.

Cellini: Al telefono, mi sembrata molto agitata ho pensato che fosse una cosa importante

Santa: Ero sconvolta.

Sindaco: Signor Lauri, questa Santa, la medium

Santa: Signor Lauri, mi dispiace di averla disturbata, ma non mi avrebbe dato pace.

Stefano: Chi, mi scusi?

Entra lassistente.

Assistente: C la signora Sonia

Santa: Chi??

Sindaco: E la compagna del signor Lauri

SantaAh certo, la faccia accomodare.

Francesca: Ti pareva?

Emma: Ma che ci fa lei qui? Mi avevi detto che sarebbero venuti Stefano con il sindaco.

Antonio: Non ne so niente neanche io !

Francesca: Ora vado l e le strappo il vestito.

Rodolfo: Francesca, le stai dimezzando il guardaroba.

Antonio: Mi venuta unidea!

Emma: Coshai in mente?

Antonio: Aspetta e vedrai

Entra Sonia, molto agitata.

Santa: Chi questa donna?

Cellini: E la compagna di Stefano Lauri.

Santa: Non era prevista unaltra persona.

Cellini: Non entrer in catena, stai tranquilla!

Sonia: Buonasera Stefano,voglio una spiegazione

Stefano: Ti prego,stai tranquilla tesoro

Cellini: (Piano rivolto a Santa) Cosa potevo far,incatenarla? Sapesse quanto mi ci voluto a convincere il signor Lauri a venire qui!

Soni: Mi dici cosa ci facciamo io e te,da una maga cialtrona?

Santa: E se con lei presente non funzionasse?

Stefano: Ti prego non fare scenateil sindaco mi ha chiesto una cortesia e per questo siamo qui

Sindaco: Io ancora non ho capito cosa dovrebbe funzionare

Sonia: Io non ti riconosco pi Stefano.Da quando abbiamo messo piede in questo dannato posto sembri una persona cos diversa

Sonia: Se lei fosse stata al mio posto solo due giorni fa,non si farebbe troppe domande

Stefano: Ti prego tesoro,ne parliamo dopo.

Stefano accompagna Sonia ad accomodarsi .

Sonia: Ci mancava pure lo spirito, in questo paese di matti. (Rivolta a Stefano)

Cellini: Questo paese di matti le sta dando modo di incassare una bella somma,non le pare?(Si allontana contrariato insieme alla medium)

Stefano: (Rivolto a Sonia)Evita,ti prego questi apprezzamenti fuori luogo.

Sonia: Ma trovo che questa cosa sia assurda!

Stefano: Male che vada ci faremo quattro risate, tu st seduta l e guarda.

Santa: Bhe diciamo che ieri ho ricevuto una visita

Stefano: Una visita? E chi venuto a trovarla?

Santa: Sembrer assurdo, anzi direi che sembra assurdo anche a me quindi decisamente assurdo ma venuto a trovarmi un suo parente morto!

Sonia: Cosa?

Stefano: Mi scusi, credo di non aver capito

Sindaco: Santa, mi aveva assicurato che il soprannaturale non centrava affatto in questa storia

Santa: Come potevo convincerla a venire qui?!

Stefano: Lei quindi afferma che un qualcuno della mia famiglia sia venuto a trovare lei e che quel qualcuno fosse morto?

Santa: Mortissimo!! Anzi leggermente moriammazzato, ma mortissimo di sicuro!

Sonia: Ecco, ci mancava solo il fantasma e poi siamo davvero al completo! Stefano, direi che arrivato il momento di andarcene

Emma: Lei non doveva venire

Sindaco: Signor Lauri, io sono mortificato

Stefano: Non si preoccupi dott. Cellini, lei non poteva certo immaginare

Santa: E stato dentro di me ventiquattro ore!!!! (Santa quasi urla)

Tutti i presenti si girano esterrefatti verso Santa. Tutti, compresi i Lauri che per dopo un attimo rivolgono lo sguardo verso Rodolfo.

Sindaco: Santa!

Sonia: (Si lascia cadere sulla sedia) Proprio un nome che non le si addice affatto!

Santa: Si impossessato del mio corpo

Cellini: Non peggiori la sua situazione, la prego

Santa: Ma cosa ha capito?!!!! Uno spirito, decisamente troppo allegro, entrato nel mio corpo e vi ha soggiornato per ben ventiquattro ore.

Sonia: Il suo corpo ne potrebbe accogliere anche di pi.

Cellini: (Tirando un sospiro di sollievo) Io, io credo che lei abbia bisogno di una vacanza

Sonia: E non solo lei!

Stefano: La prego, la faccia finire

Cellini: Se proprio vuole

Santa: Ecco appunto

Santa: Mi ha fatto fare cose che non avevo mai fatto!

Cellini: Ricominciamo?

Santa: Se mi lascia finire!

Stefano: Vada avanti Santa

Santa: Mi ha portato nel parco a fare jogging alle 7.00 di mattina, in pigiamino ghepardato, quando io non mi sveglio mai prima di mezzogiorno, mi ha trascinato a giocare a bowling, dove ho rischiato di finire nellinquietante buco nero che inghiotte i birilli perch sono rimasta appiccicata a quella maledetta palla, mi ha fatto mangiare un orrendo hamburger con le patatine fritte che incontrando la mia colite spastica durante linevitabile passaggio, lha stesa con un ko tecnico al primo round rendendo infinito il mio soggiorno in bagno per tre lunghissimi giorni mi ha fatto assistere ad una lezione alluniversit, sulle armi medioevali capite? le armi medievali una noia mortale!

Rodolfo: Ma che dici?

Santa: E come se non bastasse, nel tardo pomeriggio, mentre io cominciavo ad avvertire i primi sintomi di una colica,e non solo io, ma anche I presenti , mi ha fatto salire fino in cima al monte Remogna, 5 chilometri cos (e fa il gesto con la mano per indicare la pendenza) per vedere un meraviglioso tramontoe per tutto il tempo continuava a ripetermi che dovevo contattare un certo signor Lauri e che non mi avrebbe mollato finch non lo avessi fatto

Francesca: Poverina!

Antonio: Rodolfo, non avrai esagerato un po?

Antonio, Emma e Francesca guardano Rodolfo che fa spallucce come per scusarsi.

Stefano: E poi cosaltro le ha detto?

Sonia: Di iscriversi ad una gara di pentatlon perch sarebbe stata pronta!

Santa: Niente. Non ha aggiunto assolutamente niente.

Stefano: Ma questo cosa vuol dire?

Cellini: Ho paura di aver capito

Santa: Signor Lauri, perch mai uno spiritello venuto proprio da me invece di andarsene in giro a prendere in prestito qualche altro corpicino pi atletico e meglio fornito del mio?

Stefano: Veramente io

Santa: Perch io sono una medium, signor Lauri, e forse qualcuno, per non so quale ragione, vuole mettersi in contatto con lei, attraverso me.

Stefano: Per dirmi cosa?

Santa: Io purtroppo non lo so, anche se temo che dovr scoprir presto

Sonia: Non vorrai credere a tutte queste fandonie, vero?

Santa: Fandonie?!! Vorrei vedere lei costretta da uno spiritello maschio a fare la pip in piedi!!!

Stefano: Mi dispiace, Santa, mi rendo conto del suo disagio, ma io non ho mai creduto a queste cose, mi capisce? E quindi... con rammarico stato davvero un piacere conoscerla.

Fa per uscire insieme a Sonia quando Santa lo blocca.

Santa: E cosa mi dice della sua piccola cicatrice sulla spalla sinistra?!

Stefano: (Si gira e la guarda basito) E lei come fa a saperlo?

Rodolfo: Forse ci siamo!

Santa: Era molto piccolo e stava giocando nei boschi intorno alla tenuta di suo padre quando stato attaccato da un giovane cinghiale.

Stefano: Cosa?

Antonio: Ci siamo!

Santa: Se non fosse stato per un colpo di fucile sparato da un ottimo tiratore, lei non sarebbe qui

Stefano: Non ci posso credere Questa storia non la conosce nessuno La sapeva solo mia madre e naturalmente chi ha sparato a quel cinghiale e cio lo zio Antonio!!

Emma: Ma bravo!

Antonio: Modestamente

Stefano realizza e si gira di scatto verso Cellini che fa spallucce poi si rivolge a Santa

Stefano: Cosa devo fare?

Sonia: Stefano!

Stefano: Zitta e siediti!

Santa: Dobbiamo provare a metterci in contatto con lui

Santa li invita a sedersi intorno al tavolo. Sonia resta immobile sulla sua sedia. Santa invita la sua assistente a sedersi con loro. Formano una catena con le mani. La luce si abbassa. Antonio si colloca dietro Santa, Emma resta al suo fianco, Rodolfo e Francesca sono in piedi dietro Sonia, come due angeli custodi.

Santa: (Rivolta a Cellini) Se non le dispiace sindaco, vorrei che anche lei entrasse nella catena.

Cellini: Si certo

Antonio: E ora tocca a me

Santa: Concentriamoci

Emma: E il tuo momento, puoi farcela

Santa: Anima benedetta come si chiama suo zio?

Stefano: Antonio. Antonio Lauri!

Santa: Anima benedetta di Antonio Lauri sono pronta ad accoglierti (abbassa il capo per concentrarsi) anche voi, pregate affinch discenda tra noi il suo spirito.

Passano alcuni istanti di silenzio, poi Santa alza la testa e comincia a ruotare il capo. Muove la bocca per parlare, ma Antonio che parla attraverso di lei

Santa/Antonio: Stefano, Stefano ascolta per favore ascolta attentamente le mie parole

Emma: Bravissimo

Stefano: (Alza la testa stupito) Chi sei?

Santa/Antonio: Sono tuo zio, Antonio Lauri.

Stefano: Zio ma dove sei?

Santa/Antonio: Non ho molto tempo per le chiacchiere, sono venuto solo per dirti di guardarti da quella donna (Antonio indica Sonia, Santa indica Sonia)

Sonia: Cosa? Basta! Questo davvero troppo. Io me ne vado! (fa per alzarsi, ma per non ci riesce. Rodolfo e Francesca la bloccano)

Rodolfo: Non ci provare

Stefano: Cosa vuoi dire zio, spiegati?

Santa/Antonio: C un astuccio nella sua borsa. Aprilo, scoprirai la verit su molte cose

Stefano: Quale astuccio?!? (Guarda Sonia con aria interrogativa)

Sonia: (Paralizzata dallo spavento ha un ultimo guizzo e cerca di afferrare la sua borsa, ma Rodolfo e Francesca le impediscono di arrivarci e come ogni animale ferito a morte lancia il suo urlo finale) Non dar retta a quella maledetta zingara, sta dicendo un mucchio di idiozie!!!

Rodolfo prende lastuccio dalla borsa di Sonia e con un gesto teatrale lo fa fluttuare nellaria e lo poggia sul tavolo. Nel frattempo i presenti guardano la levitazione delloggetto stupiti.

Cellini: Che diavoleria questa!

Stefano si alza, afferra lastuccio e lo apre

Sonia: Lascia stare quellastuccio. Non hai nessun diritto di mettere le mani nelle mie cose. (Prova di nuovo ad alzarsi,ma non ci riesce perch Francesca la tiene bloccata). Non riesco ad alzarmi che mi succede? Stefano Stefano ho paura fatemi uscire da questa stanza!

Stefano: (Rivolto a Santa) E questo? Questo lastuccio di cui parli?

Santa/Antonio: Fa un cenno di assenso con la testa.

Sonia: (Urlando) Voglio uscire di qui! Lasciatemi andare bastardi!

Stefano: (Apre lastuccio lentamente, sa che questo gesto gli cambier la vita. Ha paura. Prende il biglietto e finalmente lo legge) Sei la donna che aspettavo da sempre. Neanche questa collana potr mai risplendere quanto te. Con amore Bruno Milani . Sonia perch?

Sonia resta immobile terrorizzata.

Santa/Antonio: Niente appagher mai la sua sete di denaro e di potere Si data al miglior offerente Ti ha consegnata al nemico Addio Stefano e abbi cura di te (leco della voce si fa sempre pi lontana).

A questo punto Santa si accascia sulla sedia. Cellini si alza per darle aiuto.

Cellini: Presto un bicchiere dacqua!

Lassistente sparisce per ricomparire subito dopo con in mano un bicchiere colmo di acqua e dei sali da farle annusare. Antonio stremato dallo sforzo abbraccia Emma. Rodolfo e Francesca liberano Sonia che prende la borsa e fugge via dalla stanza. La scena si chiude su Stefano che guarda con sgomento il biglietto e lastuccio che ha nelle mani.

Buio

Scena ottava

Siamo nel salone dei Lauri. Sono scomparsi i teli bianchi sui divani, i mobili hanno una disposizione diversa e vi sono delle tende colorate alle finestre. Stefano Lauri seduto su un divano intento a leggere dei documenti mentre la famiglia dei Lauri sca sono presi da un discorso.

Emma: C voluto un po di tempo ma il risultato finale eccellente, non trovi Antonio?

Rodolfo: E come se avesse riacquistato quellatmosfera che si respirava qualche anno fa.

Antonio: E vero. Quasi un anno di lavori, di architetti, di operai un trambusto infernale ma ne valsa la pena

Emma: Il parco poi un incanto.

Francesca: I giardini privati sono rinati e le tue rose sono finalmente riemerse dalla boscaglia.

Antonio: Anche la parte che diventata parco pubblico bellissima. In generale direi davvero un ottimo lavoro!

Rodolfo: Questa iniziativa sar un successo, ne sono convinto.

Antonio: Mio nipote c riuscito. E io sono molto soddisfatto.

Rodolfo: E niente piautostrada.

Emma: Non ci posso pensare un incubo stato.

Antonio: Acqua passata.

Emma: Sarei proprio curiosa di sapere che fine ha fatto

Francesca: Chi mamma?

Emma: Sonia, la cocca e il suo degno compagno

Francesca: Lontanissimo da qui, spero e per sempre.

Rodolfo: Pare che Milani ci abbia rimesso un sacco di soldi.

Francesca: Non tutte le ciambelle riescono col buco.

Antonio: E poi c la fondazione Lauri. Vanto e orgoglio per tutti noi.

Emma: Ci sar linaugurazione tra qualche giorno in comune. Sono cos emozionata.

Francesca: Avevamo troppe cose in sospeso !

Antonio: Ben detto, Francy!

Entra Giulia, Stefano si alza, le va incontro e la bacia teneramente.

Giulia: Amore, le cornici sono bellissime!!

Stefano: Ciao tesoro!

Giulia: Non vedo lora di attaccarli! Ma non ti sei mosso per niente da qui?

Stefano: Sto finendo di leggere la relazione per il progetto dello spazio multimediale. Devo consegnarlo prima del consiglio comunale. Sembra che tuo padre sia riuscito ad ottenere i fondi per il finanziamento dal ministero. Un successo!

Giulia: Fantastico!! (Giulia abbraccia Rodolfo).La tua idea di intitolare la biblioteca a Emma Donati stata una cosa davvero carina. Conto di finire la catalogazione entro la fine della prossima settimana e poi ho trovato un amico che disposto ad aiutarmi a realizzare un sito sulla fondazione!Non unidea bellissima?

Stefano: Te sei bellissima! Ma dove la prendi tutta questa energia?

Giulia: Me la dai tu! (si abbracciano di nuovo)

Rodolfo: Davvero una bella coppia

Francesca: (sospirando) Chi lavrebbe mai detto

Stefano: La biblioteca ed il parco apriranno al pubblico prima di Natale. Sono cos felice!

Giulia: Fantastico

Stefano: Mi devi promettere per che non ti affaticherai troppo. Il nostro bambino pi importante di tutto(le poggia una mano sul grembo)...

Giulia: Esagerato, ma se lho saputo solo ieri!

Stefano: Invece mi preoccupo.

Giulia: Tuo figlio in ottime mani

Stefano e Giulia si abbracciano con trasporto.

Antonio: Ho capito bene?

Emma: Lo sapevo gi!

Antonio: E non mi hai detto niente?

Emma: Volevo che fosse lei a dirlo a tutti.

In quel momento si sente suonare alla porta. Stefano va ad aprire.

Antonio: Tutto sta andando nel verso giusto. Cosa si pu desiderare di pi?

Stefano rientra con Cellini.

Giulia: Ciao pap, che bello vederti (Si salutano)

Cellini: Ho una notizia da darvi.

Stefano: Anche noi.

Cellini: Bene e di che si tratta?

Giulia: Prima tu!

Cellini: Volevo farvi leggere questo. E il giornale di oggi (prende il giornale e comincia a sfogliarlo)

Stefano: Di che si tratta?

Cellini: Sono un po emozionato di oggi. Ecco: La nave da ricerca Universitatis che ispezionava i fondali davanti alla costa di Trapani, ha trovato i rottami di un piccolo aereo da turismo

Stefano: Li hanno trovati!

Antonio: Il nostro aereo, lo hanno trovato finalmente!

Emma: Non possibile (si avvicina al marito che sta cercando di sbirciare sul giornale).

Cellini: I numeri di matricola dellaereo corrispondono allaereo personale dei Lauri scomparso nei cieli siciliani il 18 marzo di 6 anni fa. Le acque inghiottirono laereo e i 4 membri della famiglia Lauri. E il loro aereo, non ci sono dubbi.

Stefano gli toglie il giornale dalle mani e legge, i fantasmi sono intorno a lui.

Stefano: La capitaneria di porto si sta organizzando per il recupero dellaereo e dei resti del suo equipaggio

Emma: Che impressione

Rodolfo: Fa un certo effetto anche a me

Stefano: Da un lato un gran sollievo dallaltro

Giulia: Mi sembra ieri

Cellini: Gi ho gi parlato con il sindaco di Trapani, mi terr informato sugli sviluppi del recupero. Per noi un dovere e un onore seppellirli nel paese che hanno amato.

Stefano: Finalmente avranno la loro degna sepoltura

Cellini: Organizzeremo una bella cerimonia in loro memoria.

Emma: Partecipare al mio funerale una cosa alla quale non avevo mai pensato

Antonio: Vedrai che per allora non saremo pi qui

Emma: Tu credi?

Antonio: Lo spero.

Francesca: Se solo quella burrasca non ci avesse colti allimprovviso

Antonio: Forse se avessi tentato un ammaraggio

Rodolfo: Finivamo in un mare forza nove

Francesca: E sarebbe stato anche peggio.

Emma: Che se proprio vogliamo essere puntigliosi, ti convinsi io a partire per la Sardegna, nonostante il tempo non promettesse nulla di buono.

Antonio: Tanto non serve a niente recriminare!

Cellini: Ora devo andare, vi far avere notizie al pi presto. Ma cosa dovevate dirmi?

Stefano: Una nota di allegria ci vuole.

Giulia: Aspettiamo un bambino, pap!

Cellini: Questa s che la migliore notizia che potessi mai aspettarmi (abbraccia Giulia).

Giulia: Se non ti spiace, tesoro (rivolto a Stefano), approfitto del passaggio di pap per tornare in paese. Devo visitare il cucciolo della mia amica Sara

Stefano: Ti aspetter qui.

Giulia ed il padre escono. Stefano si rituffa nelle carte ma poco dopo sprofonda in un sonno profondo. Musica dolce poi la luce si abbassa lentamente e le luci illuminano i fantasmi.

Rodolfo: Ed ora cosa succeder?

Antonio: Finalmente si parte. Sembra che il viaggio non sia poi cos male.

Emma: Il nostro tempo finito.

Francesca: Ora capisco perch mi sento cos strana.

Rodolfo: Ti sentirai meglio, vedrai (mette il braccio sulle spalle della sorella in senso di protezione).

Emma: Credo di aver paura

Antonio: Sar pi bello di quanto tu possa mai immaginare. Nessuna paura.

Rodolfo: E poi aspettavamo da tempo questo momento, no?

Emma: Quanto pensi che ci vorr?

Antonio: (Abbraccia con tenerezza la moglie) Poco, la nostra avventura terrena terminata.

Emma: Mi dispiace lasciare tutto questo, ma partire con tutti voi mi da una grande forza.

Antonio: Pensa a quante cose belle siamo riusciti a fare. E lultimo anno stato davvero un piccolo capolavoro

Stefano si alza dal divano e li guarda come in trance. Musica.

Stefano: Cosa succede, chi siete?

Antonio: Non lo immagini proprio?

Stefano: Zio zio Antonio e zia Emma e voi voi siete Rodolfo e Francesca.

I fantasmi lo guardano sorridendo.

Stefano: Sto sognando?!

Emma: Non esattamente. Qualcosa che lega il sogno alla realt.

Antonio: Siamo davvero felici e soddisfatti di come sono andate le cose. Noi ce labbiamo messa tutta e tu hai fatto il resto (gli strizza locchio in maniera complice).

Stefano: Ho ripensato mille volte a quel giorno in casa di Santa. Quel giorno ha cambiato la mia vita. La tua voce mi ha sconvolto.ma ho preferito pensare che Santa fosse una brava ventriloqua e una brava donna!Non riuscivo ad accettare che i fantasmi esistessero davvero. Invece mi sbagliavo. Grazie.grazie davvero a tutti

Antonio: Non ci piaceva lidea di unautostrada nel nostro salotto (si sente una musica dolce) e auguri al piccolo..Come lo chiamerete?

Stefano: Emma o Antonio naturalmente!

Tutti salutano. Musica celestiale, pian piano i fantasmi si incamminano verso la luce e scompaiono dalla scena. Stefano li guarda andare via poi come inebetito ritorna sul divano, si distende chiude gli occhi. La musica si fa sempre pi lontana. Entra Giulia, lo guarda mentre dorme, poi si avvicina e gli da un bacio. Stefano si sveglia.

Giulia: Ciao amore, mi dispiace averti svegliato.

Stefano: Ho dormito profondamente.

Giulia: Sei molto stanco.

Stefano: Stavo facendo un bellissimo sogno o forse non era un sogno...

Giulia: Che vuol dire?

Stefano: Niente. Ma era bellissimo.

Giulia: Io ne facevo parte?

Stefano: No, tu sei la mia realt.

Si baciano con tenerezza.

Stefano: Allora stasera cucino io! E come sta il cucciolo di Sara?

Giulia: Benissimo, meraviglioso! Ah, sai chi ho incontrato mentre stavo tornando?

Stefano: Il lupo cattivo?

Giulia: No, la medium?

Stefano: Chi, Santa?

Giulia: Mi ha detto di consegnarti questa busta.

Stefano guarda la busta . La apre ed estrae dei fogli che legge lentamente.

Giulia: Cos una lettera damore?

Stefano: No lo zio

Giulia: Ma tu non hai mai creduto a quella storia

Stefano: Chi non cambia idea un idiota.

Giulia: Di che si tratta?

Stefano: Non lo so ma sembra una mappa

Giulia: Ma che dici?

Stefano: La pianta quella di questa villa, c un percorso che porta allo scantinato,una serie precisa di indicazioni, una croce.

Giulia: (Prende il foglio che Stefano le porge) E questi numeri?

Stefano: Se non sbaglio dovrebbero essere la combinazione di una cassaforte

Giulia: Ma uno scherzo?

Stefano: Credo di no (Sorride). C anche una lettera indirizzata a te.

Giulia: A me?

Stefano: Il mittente Emma Donati.

Giulia: La mamma di Rodolfo

Stefano lo consegna a Giulia. Giulia la apre. Musica di sottofondo. Voce fuori campo di Emma. Giulia legge la poesia mentre tutti gli attori della commedia man mano e lentamente entrano in scena per il finale.

Giulia fermati ed ascolta il tuo cuore ed esso

in silenzio ti regaler la chiave delle sensazioni.

Lascia che la primavera ti risvegli dall'inverno
che un campo di girasoli t'illumini il sorriso

e le stelle invadano i tuoi occhi.
 
Insegui la scia dell'arcobaleno,

vivi la vita semplice e fugace di un fiore
e scoprirai che ogni piccolo, tenero gesto d'amore
un'emozione che danza in punta di piedi.
 
Ed io, come una madre,
difender i tuoi sogni, custodir i tuoi segreti,
culler il tuo tempo
sperando che tu possa sentirti
almeno per un istante

in un piccolo posto

che solo il tuo.

Musica.

Buio

fine

    Questo copione è stato visto: