L’eredità di zio Egisto

1993

1993

Leredit di zio Egisto

Commedia BRILLANTISSIMA

in 3 atti

DI

Antonella Zucchini

Antonella Zucchini Tutti i diritti riservati


Personaggi

Egisto Cavaciocchi

Argia Bellini Cavaciocchi, sua cognata

Marianna, figlia di Argia

Cesare, figlio di Argia

Elvira Forasacchi, serva

Baldo, Cacciatore

Armandino, fidanzato di marianna

Niobe, madre di Armandino

Sor Baracchi, notaio

Sora Gina, levatrice

Sinossi

Nella Firenze del primo Novecento vivono Argia Bellini vedova Cavaciocchi e i due figli Cesare e Marianna insieme al vecchio cognato Egisto. La bella casa signorile teatro dei continui battibecchi trai i due cognati: l'una spendacciona e amante della bella vita, l'altro avaro e sempre maluzzato. Un giorno dalla Banca arriva un avviso per la vedova: il conto piano piano si asciugato e non c' pi una lira. Dopo i primi momenti di disperazione, che vedono quasi sfumare le nozze di Marianna con il ricco Armandino, l'intraprendente vedova non si arrende ed escogita un piano insieme ai figli: prendere il vecchio zio con moine e gentilezze fino a farlo arrivare a intestare loro il testamento. Ma lo zio se ne accorge e d'accordo con la serva di casa...rende loro la pariglia.


Primo atto

La scena si apre su un salotto riccamente arredato. Argia, seduta alla tavola, sta esaminando delle fatture. Sul tavolo ci saranno fogli, una busta bianca e un calamaio. Alle sue spalle Elvira sta spolverando dei bicchieri e delle tazzine riposte dentro ad una vetrina. Sulla sinistra della scena ci sar unottomana con dei cuscini damascati, un attaccapanni in ferro battuto, belle piante, quadri alle pareti, ricchi tendaggi ad una finestra che dimostrano la fiorente situazione economica della famiglia.

Argia: (osservando con aria dubbiosa i fogli sparsi sul tavolo) E un c verso via, questi conti un tornanoLa sarta lha detto che la un va avanti co i vestito della Marianna se innanzi un gli si porta un acconto. Poi c da saldare la sora Aurelia per quei ricami a quella parure di lenzoli che gli sordin, c da far cucire i mi vestito, quello di Cesarinopoi le scarpe.(scartabellando i fogli trova la busta) Ah, poi c questo avviso della banca mah! Chissa icch vogliano(leggendo) La signora Argia Bellini vedova Cavaciocchi invitata a presentarsi il giorno trenta del corrente mese alla Tesoreria di questa banca per delle importanti comunicazionimah, forse vorranno fare dei conteggi

Elvira: (che in tutto questo tempo lha osservata di sottecchi, smettendo di spolverare) Ecco, sora Argia, se i banchiere gli fa i conteggi la si ricordi che gli ho da fare anchio! (Prima di essere interrotta) No, siccome gli diversi mesi che avanzo qualche liruccia, un vorrei lavorare anche i prossimi a ufo, nteso.


Argia:Uh come tu sei attaccata! In questi urtimi tempi so stata cos occupata che tu mi sei passata di mente e poisi capir quanto thai da avere!

Elvira: Quanto ho da avere? Glielo dico subito: (contando sulle dita) settembre, ottobre, novembre e dicembre dellanno passato poi c gennaio, febbr

Argia:Si, si ho capito! Tanto stamani vo in banca e fo un prelievo.

Elvira:La far dimorto bene. Io quasi quasi ero tentata di chiedili a i sor Egisto questi soldi

Argia: Per carit, un tazzardare! Se lo sapesse quellesoso di mi cognato chiss che testa mi farebbe. Accidenti a i giorno che entrai in questa casa! Mi diceva sempre i mi poero marito,(facendosi il segno della croce) che Dio labbia in gloria, tu ti troverai bene con me, con la mamma, co mi fratello Egisto!Un ti mancher nulla, tu farai la signora (accennando a Elvira) sha anche la serva! Accidenti a lui, che Dio labbia in gloria. Mi toccava fare i salti mortali per portare i bambini alle giostre o per comprargli le vesti! Poi, quando mor, mi dissi: oh, ora da qui avanti de quattrini ne fo proprio icch mi pare! Un corno! Quelavaraccio di mi cognato gli sempre a mette bocca (imitando la sua voce) Sperperoni, guardate che lusso, guardate icch si deve vedere Eppoi, (rivolgendosi ad Elvira) se te tu sei sempre a servizio qui, tu puoi ringraziare me perch se gli era per Egisto (rifacendogli il verso) Icch ci se ne fa della serva! Ah, io un la pago davvero! I servizi io me li fo da me! Che poi unn mica vero eh! Insomma se tho voluta, tho da pagare io!

Elvira: (accennando verso la porta con il dito) Lui l per, gli ha pi soldi che un pesa!

Argia: Per forza, unne spende mai nulla. Unha preso nemmen moglie per non dovella campare. O un tu vedi che quando ci si mette a tavola, noi si mangia o larrosto o lumido o le verdure e lui mangia una fettina di cacio con una pera..eh?

Elvira: Ma lui dice che gli ha la dilatazione allo stomaco, iventricoloso io icch!

Argia: Sie, poera te! Gli ma che un vole spendere sai quellavaraccio: Sicch per tornare a dirti, se sapesse che gli du mesi che un ti pago

Elvira: Sei, sei mesi!

Argia: E va bene, sei mesi che un ti pago, poeri noi. Direbbe, mi par di sentirlo: Ah, io un la pago davvero, quattrini unne tiro fori. Per lamor di cielo Elvira! Appena ho prelevato ti pago subito. (riguardando i foglietti dei conti) Lui e tutti i su soldacci, almeno gli facessin fogo!

Elvira: (continuando a spolverare) Eh, lera una famiglia dimorto tirata, bah. Anche so ma, la sora Sofia, o che era di nulla?

Argia: (sospirando) Eh, icche tu ci voi fare? Gli amici si scelgano ma i parenti bisogna piglialli come sono. Io un voglio dire male della mi suocera, che Dio labbia in gloria, malera dimorto gnorante e maligna!

Elvira: Che se ne rammenta quando la sammal? In un anno lebbe tre stianti a i core. La stette l l tutte e tre le volte con laffanno, gli occhi sbarrati e i singhiozzo.

Argia: Io dicevo: sta a vedere che questa vortamica che desiderassinono, icch thai capito! Solo che un la potevo pi vedere patire a qui modo.

Elvira: Che se ne rammenta? Si corse a chiamare i prete per lestrema unzione tutte e tre le volte e tutte e tre le volte appena la lo vedeva, la si rizzava a sedere su i letto e la gli faceva una bella pernacchia.

Argia: Eh lera tremenda vai! Lo so io icch ho passato a avella tra i piedima finalmente venne anche i su momento(riprendendosi) dico finalmente perch ormai poverina, o come lera diventata in qui letto! (riguardando i fogli) Ma come lera tirata eh Elvira?

Elvira: Se lera tirata? A me la lo dice? Dopo tutta lassistenza che gli avevo fatto, la un mi lasci nemmeno un fazzoletto. E s che laveva un cofanetto pieno di gingilli doronemmeno un paio di buccoline mi tocc!

Argia: Eddie, o a me! Mi tocc solo un anellino, un filino che un si vedeva nemmeno. I resto dei gioielli di famiglia lo chiuse subito i sor Egisto e ancora gli hanno da rivedere i lume! Le chiavi le tiene attaccate a i collo per paura che qualcuno gliele pigli!Ma a me un me ne importa sai. Io campo co icch mi lasci i mi poero Girolamo e bene anche! (avvicinandosi a Elvira e mostrandogli la mano) Guarda, laltro giorno me lo so regalato da me un anello. Ti piace? Bello vero? L uno zafferano.

Elvira: (continuando nel suo ragionamento pieno di rabbia) A avello saputo prima vedi! Gli facevo sempre un monte di cosine: gli preparavo lo zabaione, le farinatine, gli votavo lorinalea avello saputo glielo votavo in capo, guarda!

Argia: I mi Girolamo lera un po meglio ma Egisto i mi cognato l tale e quale a so ma.

(entra Mariana in camicia da notte, sbadigliando e reggendo in mano una brocca)

Marianna: Mamma, un mi son potuta nemmeno lavare i viso. C lacqua diaccia marmata nella brocca! La un lo sa che la voglio carduccina?

Argia: Uh nina, abbi tanta pazienza. Co i riguardare i conti e i chiacchierare m passato di mente stamani di riscaldartela. Elvira, vai pensaci te!

(Elvira esce con la brocca, scuotendo la testa)

Marianna: (sedendosi languidamente sullottomana e continuando a sbadigliare) Ma che ora l stamani?

Argia: Sie, unn mica tardi sai? Sar sonato appena lundici!

Marianna: (stirandosi) Avevo un sonno!

Argia: Tavevi a dormire dellaltro poverina! Io bisogna che tiri via con questi conti. Ho ancora da ire alla Banca. (vociando verso la cucina) Elvira, fagli i caffellatte e portagli anche unovo: bevilo , ti fa bene alla pelle.

Marianna: No, un nho fame stamanimagari se cera una brioscina

Argia: Oddio che scapata, un so ita a comprartela!

Marianna: E quellorlo alla mi camicetta nova che me lha fatto fare?

Argia: (mortificata) Uh, Ges, thai ragione poverina ma

Marianna: (alzandosi in piedi e andando su e gi per la stanza) Ecco, come fo ora? Tutte le mie amiche le rinnovano i vestiti e io i mia un ce l ho mai pronti e poi avevo promesso di farla vedere anche a i mi Armandino! Lei l sempre la solita ,mamma, per farmi sfigurare l lasso!

Argia: Via un lo dire a codesto modo, un tarrabbiare. Si manda lElvira dalla sarta e tu vedrai per domani tu ce lhai anche te.

Marianna: (gi pi calma) I mi fratello un c?

Argia: No, mha detto che gli andava allarmeria in via dellAriento per vedere di un fucile novo e ancora un tornato

Marianna: E i zio Egisto?

Argia: Zitta zitta nina, un me lo rammentare. Anche stamani, prima dandare fora , gli ha brontolato un po e via. Lascialo , lascialo fare indo gli !

(Mariana si siede e sfoglia distrattamente il giornale mentre da fuori si sente la voce di Egisto)

Egisto: Argia! Argia!

Argia: Vai, ciuco rammentato, ciuco che ragliagli belle qui! (vociando in corrispondenza della porta dingresso) Icch la vole?

Egisto: La mapra , so rimasto chiuso fora!

Argia: Un vu lavete la chiave?

Egisto: Se laveo aprivo! La si sbrighi, gli freddo e cho i catarri(e siccome aspetta inutilmente) Che ci si move o devo mori qui sulluscio?

Argia: Dio volesse!

Marianna: Ecco, gli arrivato ibocia, gli arrivato i dai!

Argia: (aprendo la porta) Ohi, ohi, un vu lavete pi la chiave di casa?

Egisto: (entrando) Stamani me le volevo legare a i collo insieme a quellaltre(e le mostra)

Marianna: Sembra S. Pietro, guarda!

Egisto: .e invece va a finire che le devo avere lasciate su i cassettone(posando il bastone ed il cappello) Che tempaccio ragazzi! Meno male siamo a aprile, l un freddo che un si sta ritti. Bono per la mia artrosi! Stamani sento che anche i ginocchi mi fanno diego, o che lo so icch sarsar la debolezza.A proposito, a che ora si mangia?

Argia: (seccata) Oggi si mangia un po pi tardi perch ho da andare alla banca.

Egisto: (sospettoso) Alla Banca? A fare icch?

Argia: (stizzita) Mhanno mandato una lettera. Vogliono parlare con me. Che va bene?

Egisto: Ah si, si. Basta che un centri io! Io un ne voglio sapere nulla delle su questioni con la banca.

Argia: .sicch si mangia quando so tornata. Se un gli va bene, la piglia du pere e la mangia quelle.

Egisto: La un ci poteva andare prima alla banca eh?

Argia: No, un ci potevo andare prima!

Egisto: Va via, va via, lei l sempre persa dietro alla su figliola. La lha avvezzata che la un si sa rifare nemmeno i letto

Marianna: (che ha continuato a leggere indifferentemente il giornale) Lo sa icch mangerei volentieri mamma? Mangerei du noci

Argia (dispiaciuta)Noci? Nina un se nha mica in casa sai? (rivolgendosi sgarbatamente a Egisto) Lei, che la vien di fori, la un nha mica portato du noci per la bambina?

Egisto Si, le noci che ho ai piedi ho portato, guarda! Le costano un occhio della testa, vo a comprare le noci. Eppoi le un pensan mica invece a fare una bella minestra di pane o una bella insalatiera di paste.

Argia: Ih, che omo ordinario! Accidenti a questa famiglia. Se penso che mi voleva sposare ifarmacista

Egisto: I farmacista? Nha poche delle purghe in bottega, un gli mancava che lei! (poi rivolto verso Marianna) E te?

Argia: Icch c?

Egisto: L quasi mezzogiorno e l sempre in camicia

Argia: E con questo? La bambina lera stanca e la s levata ora

Egisto: Allora l sempre stanca, perch prima delle dieci e mezzo o lundici un c verso di vedella per la casa.(prendendola in giro) Poverina vah, la un sabbia a sciupare. (rivolgendosi in tono di rimprovero a Marianna) Mentre tornavo a casa ho visto un monte di figliolette della tua et, chi a a fare la spesa, chi a mettere i letto alla finestra

Marianna: Grazie a Dio io ce lho chi mi fa queste cose!

Egisto: Grazie a Dio la dice? Bada che la ti duri bambina codesta vita perch

Argia: Ma che la lascia un po in pace eh? Ma icch lha sempre da ridire e da brontolare?

Egisto: Ma venite via, le sembrano diventate le contesse Guicciardini: vestiti, feste, lussi, un si parla daltro.

Argia: (riscaldandosi) Oh, noialtri si fa co nostri sa, icch la crede!

Egisto : Co vostrico vostriio un me la rifo altro che co i mi poero fratello

Argia: Che Dio labbia in gloria!

Egisto : .glielo dicevo io: quella la un fa per te. La un nha che i vestiti, le feste e i lusso per i capo. E lui a lavorare, a lavorare e alla signora un gli bastavan mai. Poi gli ha tirato laghetto, disgraziato!

Argia: Ma sentitelo, un nha rispetto nemmeno pe morti. La se li tenga tutti i su quattrini. Voglio vedere quando la more icch la se ne fa. Tanto veh, acciaccato come l, l quistion di poco!

Egisto : (andandole sul viso e facendole le corna) To! Un accidente nella palla di core! Eh mondo ladro, a me un vu mi fate stiantare come quellaltro sai!

Argia : (rivolta alla figlia)Vien via, vien via bambina perch stamani i tu zio s levato alla rovescia. Ma a me, sorte, le mentran da una parte e le mi sortan da quellaltra. Tanto lo sanno tutti che lei l uno spilorcio, uno che cha i pelo irto su i core, che la mi bambina e Cesarino la un li pole vedere, che la gli sta addosso anche per vedere quanto mangiano

Egisto : No! Codesto la un lha a dire. Son sempre i figlioli di mi poero fratello. Soltanto un posso vedere come la gli ha tirati su. La Marianna la un nha per i capo che i vestiti, le scarpine e i capelli accomodati e Cesare oh, lomo di casa.di casa s ma alle Giubbe Rosse, Se tu vai a qualsiasi ora alle Giubbe Rosse gli l a tavolino. Che un gli passi per il capo di trovare un lavoro. Sie, tanto basta batter cassa. Gli sta tutt igiorno a strasciconi senza compicciare nulla!

Argia : Cesare l sfortunato per il lavoro ma lo cerca continuamente

Egisto : Si, lo cerca ma sotto i tavolini delle Giubbe Rosse o a Bosconi lass, quando va a caccia!

Argia: E la Marianna? Oh un capisce mica che si fa di tutto perch la trovi un bel partito e no uno zoticone. A i giorno doggi bisogna stare attenti a chi ci si mette accanto e poi o la un vede che questi giovanotti un si decidan mai a pigliare moglie!

Egisto : Eddie no, son grulli!

Marianna:(con fare annoiato, alzando appena il capo dal giornale) Oh mamma, oggi alle tre viene Armandino con la su mamma. La un se n mica scordata?

Argia: Uh cocchina! Mera passato di mente davvero. (rivolgendosi acida a Egisto) Che ha capito? Stasera alle tre viene Armandino con la su mamma. Guardiamo di non fare tanto igrezzo peuna volta perch quello l un partito doro! nteso? Devono avere limpressione dentrare in una casa in dove regna la pace e lamore.

Egisto : Accidenti! E lhanno indovinata allora!

Marianna: (a mani giunte) Zio, mi raccomando a lei. Per una volta la si sforzi di non essere tanto scorbutico. Glielo chiedo per piacere

Argia: Ma icch tu lo preghi! Tanto lavrei a conoscere, se ti pole fare un dispetto se ne ingegna. Vieni, vieni te vai a vestirti e io vo fori senn fo tardi alla banca. (escono una a destra e laltra a sinistra)

Egisto: (rimasto solo passeggia per la stanza) Una casa indove regna la pace e lamoreo un lo vedo che nessuno mi po vedere, che un aspettano altro che vada a far compagnia a Girolamo nella tomba di famiglia.(Tossisce in modo esagerato) Ma sha a ridere tanto quando far testamento! Oh, se rider! La cassa da morto lha a ballare nella buca da quanto rider.(tossisce ancora) Accidenti a questa tosse oh, se un me la curo va a finire che gli fo davvero un piacere allArgia. Certo per chiss quanto coster lo sciroppo(pensandoci un po su e poi chiamando a gran voce) Elvira! Oh Elviraaa!

(Entra Elvira asciugandosi le mani al grembiule)

Elvira: Icch c?

Egisto: Abbi pazienza Elviracome tu stai te della tu tosse?

Elvira: (meravigliata) Della mi tosse?..Bene..ora bene (tra s e s) Senti gentile stamani i sor Egisto! Si, andai a comprare una boccettina di sciroppo e ora un nho pi nulla, grazie(fa per andarsene).

Egisto: Allora vien via, imprestamelo un po anche a me. Icch tu voi, so tornato ora di fori e un me la sento di ritornare dallo speziale

Elvira: Ah, ecco di dove gli veniva la gentilezza, mi pareva strano. Glielo vo a pigliare si! (Piano) Almeno speriamo sia andato a male!

(Elvira esce scuotendo la testa)

Egisto: (rimasto solo si siede in poltrona) Ohi ohi le mi gambe! Mettiamoci un po a sedere.(vedendo il giornale) Questo icch l, i giornale doggi? Oh, lo compran tutti i giorni!O un n uno spreco anche questo? Poeri quattrini! Vah, intanto che gli qui gli dar unocchiata.

(Entrano Cesare, un bel giovanotto vestito elegantemente e Baldo, un amico cacciatore. Cesare ha in mano dei pacchi.)

Cesare: (parlando con lamico) Eh, ho speso! Ma son contento. (vedendo Egisto) Oh, buongiorno zio.

Egisto: (freddamente) Buongiorno.

Baldo: (facendo un cenno al vecchio) Sor Egisto! (poi curioso rivolgendosi a Cesare)Allora dimmi, via

Cesare: Insomma ti dicevo, ho comprato un fucile inglese di marcadi marcano la marca un me la ricordo ma deve essere bono perch gli era quello che costava pi di tutti

Egisto : (ascoltando fa delle smorfie)

Cesare: Bello eh, una doppietta! Cinquemila liregli ho dato unacconto e domani vo a ritirarlo!

Egisto : Un altro fucile? O un tu ce nhai due ni mobile?

Cesare: Si, ma mhanno detto che la doppietta per un vero cacciatore l indispensabile. (rivolgendosi di nuovo a Baldo e indicando i pacchi) Poi ho preso altri due vestiti nuovi, stivaloni di gomma, impermeabile, cartucce.

Egisto : (dopo aver ascoltato) Oddio oddio, mi piglia male allo stomaco.

Baldo:Icch lha sor Egisto?

Egisto : Zitti, zitti, m preso un dolore alla bocca dello stomaco!

Cesare: Lha fatto una faccia verde, zio!

Baldo: (piano a Cesare) Per me questomo un campa mica tanto sai!

Egisto : (che ha sentito facendo le corna) Poeri bischeri!

Cesare: Un n nulla, un n nulla. Insomma Baldo, che sei stato sopra a Fiesole stamani?

Baldo: So stato ma da quando gli hanno aperto la caccia un m riuscito di prendere nemmeno un passerotto. O senti icch m successo eh, (rivolto a Egisto) La stia a sentire anche lei sor Egisto!

(Egisto lo guarda annoiato e poi si rimette a leggere)

Baldo: Stamani, gli era prestogli era appena bruzzicocera una nebbiolaiaho detto icch fo, che mi levo o un mi levo?

Cesare: Si, vieni a i sodo per.

Baldo: Insomma mi decido perch mhanno detto che questanno di animali ce n un fottio. Sicch piglio i cane e vo. Cammina, sali, scendi, cammina, sali e scendi

Egisto : (alludendo) Tu sapessi icch m sceso a me!

Baldo: A un certo punto vedo che i cane comincia a correre e allora anchio dietro a lui co i fucile in mano

Cesare: E poi?

Baldo: (mimando esageratamente)A un tratto lui si ferma con una zampa per laria e mi guarda

(Egisto alza il capo dal giornale , lo guarda e scuote la testa)

Baldo: Io tutto bramoso di tirarepumtum, lascio andare una fiammatama gli era troppo presto! Frrr (imitando lo svolazzare del fagiano) Via la fagiana!

Egisto : Lha padellato, via!

Baldo: Eh, quando si comincia male l un affaraccio. Laltro giorno i cane minfil in una macchia di pruni (mimando i movimenti del cane) e io dietro, lui avanti e io dietro, lui avanti e io dietro.

Egisto : (a Cesare) O che seguita di molto?

Baldo: .Insomma tanto gli and avanti che un lo potetti pi trovare!

Cesare: (ridendo) O lanno scorso icch tu facesti? Co i fatto che ti parava una frascao un te lo impallina poero Lampo!

Baldo: Sta zitto, sta zitto, un me lo rammentare. Ma poi un mi riusciva pi di trovarlo! Chiama, fischia, fischia, chiama.macch! Che me lavranno preso? Che mavr mangiato qualche polpetta di veleno fulmineo? (strappando di mano il giornale ad Egisto per farsi ascoltare) Quandecco che sento raspare alla porta::Poero Lampo, to, gli fo, vien qua, vien qua Sie, mi mostr certi denti credevo mi volesse mangiare!

Cesare: Eddie, se ne ricordava che tu lavevi impallinato, poero Lampo. I cani sono intelligenti, sai!

Egisto: (ripiegando il giornale) Ecco, io dico una cosa: ma se vu stessi a casa o un sarebbero tutti quattrini risparmiati?

Baldo: Oh sor Egisto, la caccia l una cosa antica come lomo. Io poi, guardi, lho ni sangue. Levatemi tutto ma un mi levate dandare a caccia!

(Entra Elvira con lo sciroppo)

Elvira:Ecco qua. A ne beva du cucchiai dopo mangiato. Poi quando lha fatto la me lo rende.

Egisto: Si poverina va! Perch ho una tosse che un dormo di notte e poi ho un dolore che mi parte da una spalla, mi fa tuttigiro di collo e mi va a quellaltrasto di nulla! Ma io lo so icch l saigli qui dolore che presi a i campo

Baldo: A i fronte eh?

Egisto: Macch fronte! A i Campo di Marte, laltro giornoaspettavo uno che mi doveva rendere dei soldi. Sera fissato alle quattro, alle sei gli arriv! Mi lasci du ore aifreddoma laspettai sai!

(si sente bussare da fuori)

Egisto: E bussano Elvira. Lesta va a vedere chi gli e se gli un venditore chiudigli luscio in faccia. Un sha bisogno di nulla noi!

Elvira: Ho inteso!(apre) Un n un venditore. L i sor Armandino.

(entra un giovanotto dallaria timida, con occhialini, capelli impomatati e quando parla balbetta)

Armandino:(balbettando) Buongiorno. Che in casa la signorina Marianna?

Elvira: (balbettando anche lei) Si, gliela chiamo subito.

Armandino: (rivolto a Egisto) Buongiorno sor Egisto. Come va?

Egisto: La potrebbe andare meglio.Stamani mi gira anche i capo. Devo avere la pressione bassa, mi sembra dessere in barca, guarda.

Armandino: Ma che s fatto vedere da i dottore?

Egisto: Dottore? Chi! Volessere pagato sai, un vien mica a ufo!

Cesare: Di certo zio. Ma la salute l una cosa da tenessi di molto cara. Dico bene Baldo?

Baldo: Se l cara? Sentite questa: un giorno ero nella selva e mero intestardito di pigliare una lepre in tutti i modi. Cammina, cammina, cammina (esegue il movimento a lunghi passi)

Egisto: O falla finita tu mi consumi tutto limpiantito!

Baldo: Insomma arrivo in uno spiazzo e vedo un poeromo che ciondola da un albero come fosse i batacchio duna campana..

Armandino: (impaurito) Poerini!

Baldo: a vede quello spettacolo un persi tempo ( mimando i gesti) tiro fori i cortello, me lo metto tra denti, marrampico sulla quercia.no, la un nera una quercialera un carpine.no, o lera una quercia

Egisto: Tira via, tira via!

Baldo: insomma marrampico sullalbero e zac.gli taglio la corda e quello piomba diritto a capofitto su i borraccino.

Armandino: E allora icch la fece lei?

Baldo: Icche fecigli tirai un par di schiaffettini, gli detti da bere un po dacquavite che porto sempre con meinsomma feci icch cera da fare e dopo un po qui disgraziato cominci a riavessi. E quando si fu riavuto per bene.cominci a dirmene di tutti i colori, a urlare accidenti a chi mi caveva mandato, che lui voleva morire, che mi dovevo fare i fatti mia.e altre cosine che vi risparmio. Ma a me un me ne importava perch la vita e la salute lhanno a premere a tutti!

Egisto: Tu di bene vah!

Armandino: Ma lavr capito anche quel benedetto uomo?

Baldo: Sie, due settimane dopo mhanno detto che si butt in Arno ma l c rimasto!(fa un gesto inequivocabile con il braccio)

Armandino: Brrr, che storie!

(entra Marianna vestita di tutto punto che gli tende le mani)

Marianna: Armandino!

Armandino: Buongiorno stellina!Sono venuto a ricordarti che stasera viene la mamma.Gli ho parlato tanto di te e lha deciso che la ti vuole conoscere. L una benedetta donna, un po severa ma la ti vorr bene, tu vedrai!

Marianna: (chinando il capo) Io sento che gliene voglio gi!

Armandino: (tenendole le mani) Cara la mi bambina. Ora devo scappare perch si desina presto oggi.

Egisto: Noi invece qui un se ne ragiona.

Cesare: O un gli doleva lo stomaco zio?

Egisto: Si, ma per la fame. Ho fatto colazione alle sei e mezzo stamani. Un nho rimesso in bocca nulla, che lo so io.

Marianna: Ora, quando torna la mamma. Vai, Armandino ci si vede alle tre.

Baldo: E vo anchio. Vo ire a pulire ifucile perch domani voglio ritornare in selva.

Cesare: O Baldo, se tu vuoi restare a desinare con noi un fare complimenti.

Egisto: Noe, un tu nhai sentito che gli ha da andare a ripulire i fucile! Vai, vai pallino, un ti sabbia a tappare!

Baldo: E vo, e vo!(piano) Oh, mai che mi riesca a scroccagli un pranzo a questo avaraccio. (poi rivolto ad Armandino) Andiamo sor Armandino si scende insieme. Che va a caccia lei?

Armandino: (entre escono) No, la mamma la dice che pole essere pericoloso.

Baldo: (rifacendogli il verso)Lha ragione, poerino. (escono)

Egisto: (dopo averli seguiti con lo sguardo mentre escono) Sar che mi sbagli eh, gli avr anche i quattrini.ma a me mi sembra un gran papaero!

Marianna: La si cheti zio, la pagherebbe!

Egisto: Ah, pagare un pagherei davvero, tu po sta sicura. Oh Cesare, ma te un tu ce lhai fame?

Cesare: (sedendosi a leggere il giornale) No, tornando ho fatto uno spuntino alle Giubbe Rosse.

Egisto: Ti pareva! Te lo dico io te che lavoro tu vuoi fare. Quello di Michelaccio: mangiare, bere e andare a spasso. Poera giovent!

Cesare: Oh, zio!

Egisto: Sapete icche fo? Vo in cucina e tuffo du fette di pane ni brodo e poi vo a letto. Vediamo se co i riposo e i carduccino mi passa questo dolore ai ginocchi.

Cesare: O la un aveva i dolore alle spalle?

Egisto: Si, ma a sta con voi m sceso (mentre esce) Elvira! Elvira, scaldami un po di brodo!

(Marianna e il fratello restano soli)

Marianna: (allungandosi e stirandosi) Che esoso! Speriamo ci stia fino a stasera a letto cos so sicura che quando verr la mamma di Armandino un mi far fare brutte figure.

Cesare: Io comunque la penso come izio. Mi pare un bel minchione!

Marianna: Sie, minchione? Lo sai che quella bella palazzina in via Cavour l tutta sua e che cha tre serve in casa? E poi un n mica brutto. Cha i difetto che tartaglia un po ma io ci passo sopra.

Cesare: Contenta te! Io invece ho conosciuto una ballerina alle Giubbe Rosse, ti farei vedere icch la un!(schiocca un bacio)

Marianna: (ridendo) Se la ti sente la mamma, tu sta fresco. (volteggiando per la stanza) Ah, un vedo lora d esse sposa. Mi far fare un vestito bianco di pizzo Chantilly con lo strascico lungo tre metri. Poi voglio una carrozza tirata da sei cavalli bianchi, e i fiori e gli invitati (fa una giravolta) E la mamma anche lei vestita tutta di trine..Ah eccola che la torna!

Argia: (entra trafelata, sconvolta, pallida) Oddio ragazzi, che cosa, che cosa! Oddio mi manca i terriccio sotto i piedi.(si butta a sedere)

Cesare: Icch lha fatto mamma? Che si sente male?

Argia: Peggio, peggio! (guardandosi intorno e parlando sottovoce) Indo gli i zio Egisto?

Marianna: Gli ito in cucina a mangiare un boccone ma ora credo che sia belle andato a letto. Perch?

Argia: Zitti, zitti per lamor di Dio! (tirando fuori un fazzoletto e asciugandosi gli occhi) Che cosa, che cosa, come si far? Datemi un bicchier dacqua perch se un so morta oggi alla banca allora un moio pi.

Marianna: (piagnucolando) Perch? Oddio mamma la parli! Elvira, Elvira portaci dellacqua!

Argia: Mhanno mandato quella lettera dalla banca perch mi volevano dire delle cose importanti? Ebbene, il direttore mha ricevuta ni su ufficio e mha detto senza tanti convenevoli:Signora Cavaciocchi, il suo conto sta per distinguisi.guistinguisi..oh insomma .un c pi una lira!(piange)

Marianna: Oddio!

(entra Elvira con un bicchiere dacqua n mano)

Elvira: Vai e lo sapevo io! Ora gli ho belle avuti! Oh, proprio quando mi volevo ritirare da i servizio e con qualche soldarello andare dalla mi sorella a Borgo, hai visto te icch succede?

Cesare: Ma mamma, o come l potuto succedere?

Argia:(beve lacqua) Eh nini, a levare, levare, levare e a non mettici maila cassa la s asciutta!

Cesare: (Vociando) Accidenti alla miseria e ora come si fa? Mi volevo comprare la moto co i carrozzino per questestate!

Argia: Zitti, un vociate per lamor di dio. Se ci sente i zio Egisto allora s che siamo rovinati. Gli capace di buttarci tutti fori di casa.

Elvira:Ma a chi vu la volevi dare ad intendere? Io un ce lho sai i prosciutto sugli occhi! Io le cose le vedo sai, come le stanno! E se vu navete macinati! E i vestiti e le feste e le gite a Torre di Lago destate e allAbetone dinverno. Io, icche vu volete, so solo una poera contadina ma mi dicevo sempre O quanto la dura questa cuccagna se nessuno lavora qui!

Argia: (raccomandandosi) Elvira..Elvira mettiti a sedere.(costringendola a sedersi) Te tu sei con noi da tanto, da quando i mi Girolamo, che Dio labbia in gloria, mi port in questa casa. Te thai visto come sera felici

Elvira: Accidenti, un facevan che leticare!

Argia: Te thai visto nascere Cesarino e la Mariannathai visto con quanti sacrifici gli ho tirati su

Elvira: Di molto sperpero sai!

Argia: (piangendo) Elvira un cabbandonare anche te, un ci lasciare!

Marianna (piangendo anche lei) Oddio, sapere questa cosa proprio oggi che deve venire Armandino con la su mamma a conoscimi! No, io mammazzomammazzoo bevo linchiostro o mangio i fiammiferi o mi butto dalla finestraoddio mi sento svenire!( si accascia su una sedia)

Argia: Maria Vergine, la mi bambina!

Cesare: Marianna, su su, un n nulla!

Elvira: Spruzziamogli un po dacqua su i viso! (ed esegue)

(Esce Egisto in camicia da notte e papalina, svegliato da quel voco)

Egisto: Icch c? Icch gli questurlo?

(Gli altri vedendolo rimangono pietrificati)

Argia: Sie, nulla Egisto. La bambina lha avuto un giramento e l abbasita.

Egisto: Per forza! Gli i tocco e mezzo e nessuno gli ha messo in tavola nulla, l abbasita si!

Argia: Si, sar per quello di sicuro. Ma ora gli si d un brodino. Nina che ti senti meglio ora?

Marianna: Sisi..

Egisto:Allora io torno a letto. Credevo che ci fosse qualche venditore alla porta nteso e ho sartato subito i letto. Un gli aprite eh? Perch un sha bisogno di nulla noi.

Marianna La vada, la vada perch l tutto a posto

(Egisto esce brontolando)

Marianna: Come si far mamma? Come far a sposare i mi Armandino ora che un sha pi una lira? Oh come so disgraziata!(piange)

Argia: Zitta, un vociare, senn torna in qua(pensando) come si po fare.Figlioli, qui un c che una soluzione.

Cesare e Marianna: Quale?

Argia: Quella di fare buon viso a cattivo gioco. Lunica risorsa l lui l.

Cesare, Marianna e Elvira:Chi?

Argia: Quellavaraccio di zio egisto.

Marianna: I zio Egisto?

Elvira: La notizia la gli deve aver dato alla testa sa? Se laspetta lui la sta fresca!

Argia: Eppure un n che lui la nostra salvezza. Certo, un si potr pi fargli le mossacce e trattarlo male

Cesare:Oh mamma la si spieghi meglio perch noi un s capito nulla!

Argia: (abbassando la voce) I zio un n ricco sfondato? Eh? Ecco baster stringere i denti e sapello pigliarecon moine, gentilezzeCerto la sar dura eh, perch lo so io (mordendosi una mano) icch un mi coster fare la gentile con lui, ma bisogna farcela!

Elvira: Laspetti un po: lei la vorrebbe dire di arruffianassi co i sor Egisto per spillagli un po di quattrini!

Argia: Ecco, vedete? Lei l di campagna ma lha belle capito ogni cosa. E poi un basta. O un n anche tutto maluzzato? Baster convincilo a fare testamento a nostro favore!

Elvira: Lha detto stecco!

Argia: La ci si far vedrai. A costo di fare i testamento falso e dammazzarlo con le mi mani!

Elvira: (facendosi il segno della croce) Ges, Giuseppe e Maria!

Argia: Te Elvira abbi ancora un po di pazienza e poi saggiuster anche qui conticino.

Elvira: (dubbiosa) Mah, sar(fa per rientrare in cucina, poi si ferma) Gli scusino maquella roba che c su i foco che deve stare dellaltro a rinficosecchire?

Argia: Si, dopo tutte queste cose sha dimolta fame: copri tutto con un piatto, si manger stasera. Bisogna cominciare a fare delle economie.

Marianna: Poverini, come si far con la mamma di Armandino? Gli hanno tre serve in casa, loro!

Argia: Un ti preoccupare. Basta non dallo a vedere che si fa economia e quando (indicando la camera di Egisto) il cappone mi lascer carta biancaVia su, andiamo a prepararsi perch alle tre un manca mica tanto eh! Cesare, te un nandare via eh, perch bisogna dare limpressione di essere una bella famigli unita.

Cesare: Avevo fissato di andare a giocare a carte!

Argia: E allora tu sfissi! Lavvenire della tu sorella un ti preme? Su, vai a darti una lisciatina e te nina vai a mettiti i vestito di velluto sciffonne. Un te lho mica fatto per tenere nellarmadio, sai?

(parlando fra s e s mentre escono) E tu vedrai come te lo sistemo i cappone.

Elvira: (rimasta sola) I cappone? Speriamo un metta in pentola te, il cappone!

Cala la tela

Secondo atto

La scena si apre sullo stesso salotto. Seduti al tavolo ci sono Argia e Marianna con Armandino e sua madre Niobe. Questultima unaustera signora in nero. Pi in l siede Cesare che legge il giornale con aria molto annoiata. Elvira entra con un vassoio di biscottini.

Argia: (rivolgendosi a Niobe) La li assaggi sora Niobe, la li ha fatti la Marianna proprio con le su mani

Elvira: (ironica) La Marianna

Argia: (ad Elvira) Posali qui, brava. E ora tu puoi andare Elvira. Se sha bisogno ti si chiama.

Elvira: Come la comanda. (esce)

Argia:Io vero, anche se ci sha i personale che ci serve, i mi figlioli li ho abituati a fare tutto. La Marianna poi guardi, un fo per dire, l proprio brava.

Armandino: (tartagliando) Brava e bella!

Niobe: (con tono autoritario) Sta zitto te! Sa, io quando i mi Armandino mi disse che sera innamorato di una ragazza lho voluta subito conoscere. A i giorno doggi in giro c certe malvone che poerini! Dio ce ne scampi! Io, prima di chiudere gli occhi a i mi poero Gastone, che Dio lo riposi ind gli , gli promisi che gli avrei cercato una giovane brava, onesta, che l la prima cosa, ma soprattutto parsimoniosa

Argia: Uh, la guardi sora Niobe che come la mi Marianna la unne trova mica in giro. L brava, brava che un glielo so nemmen descrivere. Oggi la si figuri che lha voluto preparare lei i desinare. Con un brincellin di carne lha messo su un pranzo, la vedesse! La lha fatta tenera come i burro, eh Cesare? Come lera la braciola che lha cotto la Marianna? Cesare?

Cesare: (sollevando il capo dal giornale) Eh?

Argia: (Calcando sulle parole) Come lera la carne che lha cotto la tu sorella oggi?

Cesare: Come la seta!

Niobe: Bene, bene. Sapersi destreggiare anche in cucina unn mica cosa da poco.

Armandino: Ha visto mamma come l brava?

Niobe: Sta zitto te! I mi marito, i mi poero Gastone, che Dio lo riposi ind gli , ci teneva tanto che a casa nostra tutto fosse in ordine, che un pendesse un pelosa lui unnera di Firenzelera di quellaltra parte dello stivale.

Argia: Ah, lera sguizzero?

Armandino: (tartagliando) No, lera di fondo dello stivalelera calabrese!

Niobe: Sta zitto te! Lera calabrese e per loro, si sa, la donna la deve essere tutta casa, chiesa e figlioli. E io ero daccordo co i mi poero Gastone, che Dio lo riposi

Argia:.ind gli ! (Un po imbarazzata rivolgendosi a Marianna) Via nina, che ce lo porti te i the? (poi sottovoce a Marianna) Eh l di nulla!

Marianna: (sottomessa) Vo subito mamma. Con permesso. (esce)

Argia : Anche se ci sha la serva, la mi Marianna la vole fare sempre da s. La sembra un anguilla, la un pole mica stare fermaanche co i mi cognato Egistola gli fa tutti i servizi, la laiuta sempre..

(rientra Marianna con la teiera fumante)

Niobe: Bene, bene! Nella nostra famiglia le donne le son sempre state sottomesse allomo.

Argia : Si, si, anche a casa nostra. Poi la guardi, da quando gli morto anche i mi poero marito e so rimasta co i mi cognato Egisto, siamo sempre andati daccordo. In tantanni un c mai stato mezza parola di traverso. Unn vero ragazzi?

Marianna: Si, si.

Cesare: (sollevando appena il capo dal giornale) Accidenti, un po di pi!

Niobe: Come?

Cesare: (rificcando la testa dentro il giornale) No, no..nulla!

Marianna: Armandino ecco i the. (sfiorandolo con malizia) L cardo cardo

Armandino: (deglutendo imbarazzato)cardo..cardo?

Marianna: (guardandolo con intenzione) A bollore

Niobe: (togliendogli la tazzina di mano) Armandino! I th ti eccita tu lo sai e poi stanotte un tu dormi. Piglia un bicchier dacqua piuttosto cos tu ti raffreddi!

Armandino: Ma mamma

Argia: Marianna vai a pigliare una brocca dacqua a i sor Armandino.

Marianna: Subito mamma.

Armandino: (seguendola con lo sguardo ammirato mentre esce) Com servizievole e bella!

(Marianna esce anche lei seguendolo con lo sguardo)

Argia: (Versando il caff a Niobe) Ha visto che viso rosso lha fatto? L timida sa la mi Marianna. La unn mica abituata ai complimenti dei giovanotti. La unn di quelle che visti e presicome i pidocchi! Che vole l sempre stata attaccata alle mi sottane e basta.

Niobe: Come i mi Armandino!

Argia: (sorseggiando il th) Si, io so una mamma severa sa? Eh, un so come tante che ogni vogliolina gliela levano alle figliole. Io lho voluta tirare su diritta e, un fo per dire, ma m proprio riuscito.

Armandino: Un c bisogno che la lo dicasi vede!

Argia: Brava sa, senza grilli per il capo. Semplice, educata, la nha di tutte.

Cesare: (non potendone pi) Mamma, la senta, io avrei quellappuntamento alle Giubbe Rosse

Argia: (a denti stretti) Via, se proprio un tu ti puoi trattenere!(rivolgendosi a Niobe)Cha un appuntamento con un avvocato per un lavoro.

Cesare: (pi veloce del vento) Arrivederci allora. Sora Niobe, tanto piacere. (esce)

(rientra Marianna con la brocca dellacqua)

Argia: Sora Niobe che vole dellaltro th?

Niobe: No, no grazie.

Argia: Un altro biscottino della Marianna allora?

Niobe: Sono speciali ma basta cos grazie.

Argia: (indicando a Marianna quanto ancora sulla tavola) Allora nina, porta via anche queste tazzine..

Marianna: (sempre con esagerata sottomissione) Subito mamma. (Toglie quanto sulla tavola lanciando sguardi languidi a Armandino poi esce)

Argia: Ma come l brava eh? La guardi, io un sono di quelle mamme che le un fanno che lodare le figliole ma lei, o come si fa a non lodarla? La sa fare ogni cosa,a tutto icch la tocca la gli d grazia, lha le mani doro

(Si sente dalla cucina un fracasso di cocci rotti)

Niobe:Oddo, icch gli stato?

Argia: (impaurita) Marianna!

Egisto: (da una stanza allinterno) Giue, mondo birbone! Icch gli stato rotto ora?

(Entra nel salotto)

Argia: Icch gli successo?

Egisto: Gli andato tutto in bricioli!Tanto la costa poco la roba!

Argia: (imbarazzata) Egisto, questa l la signora Niobe, la mamma di Armandino.

Egisto: (dando la mano a Niobe)Tanto piacere. ( poi sottovoce) Guardali bellini, lui tartaglia e so ma l miope!

Niobe: Ma allora l in cucina

Egisto: Io lo dico sempre. La lavesse avvezzata a fare qualcosa

Argia: (interrompendolo) Ma via Egisto, la un lha mica fatto apposta!

Egisto: Io vorrei sapere come le fanno a fare le cose: ogni pochino le rompano qualcosalaltro giorno quellaltra, lElvira, nello spolverare la mha rotto la statuina che tenevo su i cassettone. Ci tenevo pi!

Armandino: Che era un ricordo caro?

Egisto:Lera cara s. Laveo pagata un monte di soldi!

(Entra Marianna con unaria contrita e sottomessa)

Marianna: Abbiate pazienza.ma nellandito unnho visto lo scalino e ho inciampicato. (rivolta a Egisto) Labbia pazienza zio, questaltra volta ci star pi attenta.

(Egisto meravigliato vorrebbe parlare ma Argia non gliene d il tempo)

Argia: Di certo bambina tu devi stare pi attentai zio gli ha ragione. I quattrini ci si sudano sai?

Egisto: (stupito da tanta gentilezza) Maremma cane o icch cera in qui the? Icch gli era oppiato?

Argia: (piagnucolando) Vorr dire che far a meno di qualcosa e si ricomprer le tazzine.

Armandino: (avvicinandosi) Povera la mi stellina, non niente su

Niobe: (severamente) Armandino! Vieni qui, rimettiti a sedere!

Argia: Diamine! Anche lei Egisto la si sieda con noi. Che lo vole un biscottino? Anche lui, questo vecchierello, e brontola brontola ma gli bono come i pane. O se gli ha le lacrime anche lui!

Egisto: (meravigliato) Chie?

Argia: Eh, via la ne faccia meno. Ci si vole un bene fra noialtri!

Egisto: (sempre pi meravigliato) Il th un lo bevo sai! Cha a essere qualcosa dentro!

Argia: Su, la pigli un biscottino e la stia vicino a noi. Icch c di meglio che fare du chiacchiere in famiglia?(nel dire cos fa una carezza a Egisto poi da s, con un sospiro come se avesse fatto uno sforzo) Dio Signore che sforzo. Alla fine mi si schianta qualche vena!

Niobe: (alzandosi) Via , adesso proprio lora di levare il disturbo

Marianna: Di gi?

Niobe: S, io e i mi Armandino ci si ritira presto la sera. Lho abituato a non frequentare certi postacci come certi giovanotti doggigiorno. E poi s lasciato Renatino a casa

Egisto: Renatino?

Niobe: Lui unn mica abituato a stare solo sadopo un pochino gli piglia la malinconia e si mette a piangere.

Argia: Poerino, lavea a portare anche lui!

Egisto: (indicando Argia)Lei? Basta invitare gente!

Niobe: No, gli timido sa? Lui gli abituato a stare solo con me e con Armandino. Eh, a queste creature che bene gli si vole!

Egisto: (annoiato) Se la seguita a chiacchierare l una noia!

Niobe: Gli un po freddo in questi giorni sicch preferisco lasciarlo a i calduccio in casa. Icch la vole, tempo fa mi prese una broncopolmonite .(commuovendosi) mi stette fra la vita e la morteun ci posso nemmen pensare

Argia: Poera creaturina!

Egisto: E nho poco di giramento di mio e questa la viene a raccontammi le su tribolazioni.

Niobe: (asciugandosi una lacrima) Vu vedessi come mi leccava poerino

Egisto: La leccava?

Argia: Ma di chi la dice?

Niobe:Dico di Renatino, i mi pechinese!

Egisto e Argia:Ahhh!

Niobe: Io so pi attaccata a lui che a tutti perch spesso le bestie le son meglio dei cristiani.

Egisto : (guardando Argia) Oddio, lha ragione.

Niobe: Via, ora si va via davvero.

Argia: Mariana, accompagnali fin gi e state attenti alle scale un vu nabbia a inciampicare. La torni quando la vole sora Niobeanzi sa icch si fa? Domenica venite tutte e due a desinare!

Egisto : E dai con questo invitare! Tanto icch gli fae c la cassa sempre aperta.

Armandino: Allora arrivederci e grazie.

Niobe: Armandino! Passa avanti te!

( Escono tutti e tre. Rimangono Argia ed Egisto che mangiucchia un biscotto. Argia lo guarda scontrosa poi con un grande sforzo gli fa un largo sorriso).

Argia: Che gente a modino vero?

Egisto :Mah, a me mi paiano uno peggio di quellaltra! Lui l un mammalucco che un dice nemmen pappa e lei? La un vede che i su Renatino, i pechineseva via, va via! (facendo una smorfia di dolore)Ohi ohi, mi so levato con un male alla testa. Come se avessi una cinghia che la mi stringe e la fibbia mi pare davella qui. Per me, unnho digerito bene.

Argia: (avvicinandosi gentile) La un si preoccupi, stasera gli si fa un semolino e poi un pettino di pollo con le patatine masc eh? Che contento?

Egisto : (sospettoso) La senta un po. O come mai improvvisamente l diventata tutta dolce con me?

Argia: (sospirando) Eh, icch la vole. Mi son detta che l ora di finilla con tutte le mossacce, le rispostacce, i musi lunghi(si avvicina docile) bisogna andare daccordo

Egisto : E questa bella pensata quando la lha fatta?Perch stamani mi pareva che la fosse guerra come tutti quegli altri giorni!

Argia: Quando lho fattaquando lho fatta.lho fatta.

Egisto : Che lha fattaquando l ita alla banca per caso?

Argia: (imbarazzata) O icch centra la banca orauno un pole essere gentile che subito bisogna spiegare il perch e il percome.

Egisto : A proposito, icch volevano?

Argia: (sempre pi imbarazzata) alla bancavolevano(fingendo di sentire Elvira che la chiama) S, Elvira vengo subito!

Egisto : O se io unnho sentito nulla!

Argia:L lElvira che la mi chiama. Benedetta donna, se un la seguo un po la un mi compiaccia nulla. Lei la stia pure comodo in poltrona e se lha bisogno la mi chiami eh? Vengo subito.

(Argia esce seguita dallo sguardo dubbioso di Egisto)

Egisto : Mah, a me la mi pare dimorto strana lArgia: Che si sentir male? S, perch con me certi versi la un gli aveva mai fattic da stare allerta

(Entra Marianna tutta infreddolita)

Marianna: Oh, zio! So ita a accompagnalli fino alla cantonata ma brrrr, l un freddo

Egisto : Se gli freddo? M venuto certi geloni aditi de piedi, tu sentissi.mi fanno vedere le stelle. Anzi, mi fa male proprio tutto piede, da i collo in gi.Un mhanno fatto nulla nemmeno i saltrati.

Marianna: Che vole che vada a prendergli la pomatina zio?

Egisto : Noe, me la do stasera prima dandare a letto.

Marianna: Che vole che gli porti i cardano zio? Se gli fa freddo

Egisto : (guardandola sospettoso) Noe, sto bene cos.

Marianna: Che vole che gli metta du guanciali di dietro, cos la sta meglio a sedere?

Egisto : (vociando) Noe! Sto bene cos. Da retta nina ma che lha fatta anche te la pensata come la tu mamma?

Marianna: (fingendo di cadere dalle nuvole) Icch la vole dire zio? Io un la capisco.

Egisto :Nulla, nulla.

Marianna: Allora io vo di l eh? Se lha bisogno la mi chiami che corro subito.

(Marianna esce mentre Egisto la segue stupefatto con lo sguardo)

Egisto: (grattandosi la testa) Macch, io un mi raccapezzo. Stamani le parevano delle iene pronte a sbranarmi e ora le son diventate agnellini. La faccenda la comincia a puzzare di bruciato, eh la puzza s.

(entra Cesare)

Cesare: Icch puzza zio?

Egisto: No, parlavo tra me e me. Di do tu vieni te?

Cesare: (tutto eccitato) Zio, lei la un ci creder ma forse ho trovato lavoro davvero!

Egisto: Allora nevica!

Cesare: (ridendo) Davvero sa, zio? Eh, voglio mettere finalmente i capo a i posto perch unn bello via, che un giovanotto della mia et campi alle spalle dei su familiari. Che dico bene?

Egisto: O un lho sempre detto anchio? Meno male che tu ci sei arrivatoe icch tandresti a fare?

Cesare: (imbarazzato perch deve inventare una bugia)Icch andrei a fare?

Egisto: S, icch tandresti a fare?

Cesare: andrei a fareancora un lo so!

Egisto: Come? Thai detto che tavevi trovato lavoro!

Cesare: Ho detto forse, forse ho detto. Comunque la stia tranquillo. Lo sa icch fo? Appena ho in mano i primo stipendio gli fo un bel regalo.

Egisto: A chi, a me?

Cesare: Sicuro! Ora vo di l ma se lha bisogno di me, la un si periti, la mi chiami.

(Cesare esce. Egisto lo guarda uscire, fa per alzarsi per andargli dietro poi si rimette seduto)

Egisto: Ch, ch. A me un mi convincano per nulla. Tutti gentili, tutti premurosi se lha bisogno la mi chiami, la un si peritiqui cha a essere sotto qualcosa, ma icch?

(entra Elvira che reca una bracciata di panni)

Egisto: (dopo averla squadrata ben bene) Da retta te, vien qua.

Elvira: Chie, io?

Egisto: Si, proprio te. Da retta, ma icch c nellaria?

Elvira: (annusando intorno) Nellaria? (poi, come colpita da unidea improvvisa) Oh intendiamoci, io il profumo della sora Argia questa volta un me lo son dato eh?

Egisto: Macch profumo! Voglio sapere icch gli hanno tutti. Stamani gli erano in un modo e ora gli agiscano in un altro. Icch c, si pu sapere?

Elvira: Un so nulla io e ora, se la unnha altro da comandarmi, vo a portare questi panni di l e poi vo a riposarmi perch so stanca morta.

Egisto: Eddie, l stanca morta!

Elvira: Stanca morta si! Stanotte la mha fatto levare du volte a fagli la camomilla e poi un mi son pi potuta addormentare!

Egisto: O io un mi sono alzato, scusa!

Elvira: Gi, ma dopo lei l tornato a letto e lha dormito. La sentivo russare di fondo a i corridoio

Egisto: Ma io so i padrone!

Elvira: E io la serva! Con tutto questo alzarsi di notte e piglia fresco m venuto un dolo allanca che nemmeno. Ma stanotte metto i paletto alla porta della mi camera e tu vedrai un mi levo nemmen se tona!

Egisto: Se ci fosse bisogno un ti parr i vero.

Elvira: Secondo me!

Egisto: E io ti mando via!

Elvira: Vu mi date tutti i soldi che avanzo, un mi pare i vero, vo via anche subito.(e nel dir cos si toglie il grembiule) Ma icch vu vi credete!

Egisto: Senti che riconoscenza oh! Ma glielo dico allArgia:ora si muta sistema. Da qui innanzi il solo mese stecchito, niente pi regali.

Elvira: Regali? Che regali?

Egisto: To, tutta la carta straccia chi la piglia eh? Chi la piglia? E tutti gli ossi? Te!

Elvira: Essai ci fo i brodo ( e fa per andarsene)

Egisto: Aspetta, aspetta un po. Tha detto che tavanzi un monte di soldi? O la un ti paga LArgia?

(Elvira , accortasi della gaffe, si tappa la bocca)

Egisto: (con voce minacciosa) Qui succedono delle cose che un mi so spiegare(si avvicina a Elvira e le punta contro il dito minacciosamente) te thai a sapere icch bolle in pentola.

Elvira: Io un fo nomi, io so segreta! (e fa per andarsene)

Egisto: (Alzando la voce) Ma come un tu sai nulla? Ti si legge in faccia.bada Elvira se un tu parli

Elvira: (parandosi temerariamente di fronte a lui) Oh, la un mi fa mica paura sa? Glielho belle e detto, io so segreta e i segreti li tengo per meper.per questo l un segreto troppo grosso. Stianto se un lo dico!

Egisto: Brava, cos tu mi piaci. E ora gi, chiacchiera!

Elvira: (abbassando la voce e prendendolo a braccetto) Il fatto l che la sora Argia stamani l andata alla banca e l gli hanno detto

Egisto: Andiamo, discorri! Un mi fare stare in pensiero.

Elvira: E l gli hanno dettoche un cera pi una lira!

Egisto: (urlando) Un cera pi una lira? Come un cera pi una lira?

Elvira: Capir, nhanno spesi tanti e poi tanti che ora son rimasti senzuno. Io vero, allinizio mi so un po turbata.la capir, avanzo diversi soldarelli, ma la sora Argia lha detto di non preoccuparsi perch la soluzione di problema la sarebbe stato .lei!

Egisto: Io?

Elvira: Si! Bastava solo che tutti la sapessin prendere per il verso di pelo e lei lavrebbe sganciato un bel po di quattrini.

Egisto: Senti senti, figlia di una bona donna.

Elvira: Ma la unn mica finita qui.

Egisto: Ah no?

Elvira: No. Siccome lei l anche tutto pien di mali, pieno dacciacchi e certo gli riman poco da campare

Egisto: (facendo gli scongiuri) To, ma allora l un vizio eh?

Elvira: .allora la sora Argia lha pensato di entrare nelle su grazie e di convincila a poco a poco a fare testamento a favore suo e de figlioli, cos un c pi problemi!

Egisto: No, un c pi problemi. La Marianna la sposa i sor Armandino, Cesare fa i signore e io riscoto icch ho da avere.

Egisto: (girando nervosamente per la stanza con le mani dietro) Ma senti questi assassini, questi filibustieri.l tutta lei l..l tutta lArgia! Finire una fortuna come gli lasci i mi poero fratello..e ora la vorrebbe finire anche i mi quattriniE come gli erano tutti premurosi, tutti gentilisi corre subitola un si periti.Eh povera grulla, glielo fo ripagare io i ficoma o come posso fare?

Elvira: Mah, la senta sor Egisto, la faccia come la vole. Noi un ci siam visti! (e ripresa la bracciata di panni, fa per andarsene)

Egisto: (Bloccandola) Ferma l! M venuta unidea ni cervello. L un pezzo che la mi correva in qua e in l e ora gli ho dato i fermo. Lo sai icch fo? Fo finta di sentirmi male e dallessere malato passo direttamente allagonia. Si va a chiamare il notaio e fo testamento. E l si ride!Lascio tutto a te!

Elvira: (cascandole i panni di mano) A me??

Egisto: Si fa apposta eh? Fo per fargli vedere come gli avevano sbagliato a fare i conti senza loste e dopodopo che ci son rimasti come salamivia, fora da questa casa!

Elvira: La scusi sor Egisto, lei la dice bene ma io allora icch ci guadagno?

Egisto: Io e te siamo della medesima pasta e ci si intende. Un dubitare, tu sarai ricompensata come tu meriti. Per oh, mi raccomando: acqua in bocca e mele strinte!

Elvira: (ridacchiando) Certo, la dovr essere una bella scena quando i notaio legger i testamento e.

Egisto: (improvvisamente si ripiega su s stesso con un grido disumano) Ahhh!

Elvira: (impaurita) Oddo, sor Egisto icch c?

Egisto: ( con voce normale) No, nulla, provavo a sentirmi maletu vedrai sar facile come bere un ovo. Ora lesta, vai a chiamarlala commedia lha a cominciare subito.

Elvira: Poerini, icch si far?

(Elvira esce e Egisto rimasto solo dapprima prova, facendo delle smorfie, a mettersi una mano alla testa, poi alla pancia, poi alla schiena, come per fare delle prove. Infine si distende sulla poltrona e inizia a lamentarsi)

Egisto: Ohi, ohi!

(Entrano Argia, Marianna ed Elvira)

Argia: Icch l successo?Icch lha?

Egisto: (lamentandosi a dismisura) Ohi, ohi!

Elvira: (con fare allarmato) O che lo so? Sera qui a discorrere quando ad un tratto gli diventato prima tutto verde, poi tutto bianco, poi tutto rosso!

Egisto: (sottovoce) Sie, icch so la bandiera italiana! (poi continuando a lamentarsi) Ohi, ohi!

Marianna: (terrorizzata) Mamma, icch si fa ora? Cos un laveva mai fatto!

Argia: Che faccia bianca! Che occhi sbarrati! O icch gli ha visto.i diavolo? Lesta Elvira, piglia i termometro nella vetrina, gli si misura la febbre.

(Elvira esegue)

Egisto: (lamentandosi) Ohi ohi, come sto male

Argia:Lalzi i braccio Egisto. (gli mette il termometro sottobraccio)

Egisto: Uh, come gli diaccio!

Argia: Via uggioso, la tenga i braccio cos (e siccome Egisto si agita) fermovai, lha rotto!

Egisto: (urlando e contorcendosi) Oh Dio, m andato tutto i mercurio a giro pe i gropponeuh Marianna: Guardate qui che lavoro, state fermo zio!

Argia: ( rivolta alle donne) Vai, per me ora gli piglia un accidente a ombrellinoma icch la si sente Egisto?

Egisto: (lamentandosi) un lo so, un lo so.mi s attorcigliato tutte le budella. Oddo sto per moprirevai ..moio..

Marianna: (piagnucolando) Mamma, io ho paura!

Argia: Chetati. Che ha mangiato qualche robaccia?

Egisto: Un lo so, un lo somhanno avvelenato mhanno.

Marianna: (impaurita) Icch si fa mamma?

Argia: (sottovoce) Sta a vedere che tutti gli accidenti che gli ho mandato finora gli hanno cominciato a fare effetto. Bisogner chiamare i dottore, sapete

Egisto: Il dottore noun lo voglioi dottore no, vero Elvira? (le fa un cenno dintesa senza farsi vedere dalle altre due)

Elvira: Aspettiamo a chiamare i dottore. E polessere uno strizzone di corpoche vole andare a igabinetto?

Egisto: Nonodatemi una coperta, cho tutti i bordoni! (batte i denti per fingere il tremito)Oddo come sto male!

(Elvira esce e rientra subito con una coperta. In quellistante entra Cesare da fuori)

Cesare:O icch c? Che si sente male qualcuno?

Marianna: (andandogli incontro) Si sente male i zio. (poi sottovoce) Io ho paura Cesare: s sperato tanto che morisse e oraun ci abbia a cascare addosso qualche maledizione.

Cesare: Sie, te tu leggi troppi romanzi. Guarda come si fa..(avvicinandosi a Egisto) Ziozioche mi riconosce?

Egisto: (guardandolo attentamente) Si, tu sei quellimbecille di mi nipote.

Cesare: (rivolgendosi tutto contento alle donne) Mi riconosce sicch unn tanto grave, via.

Egisto: Ohi ohi, lasciatemi staresto tanto male.

Argia: O icch sar?

Marianna: Io dico l mal di vita.

Argia: Macch, io dico l mal di fegato. Un tu vedi come l macchiato ni viso?

Cesare: Un sar indigestione invece?

(Si sente bussare)

Argia: O chi ora? Elvira vai a aprire.

(Elvira esegue e rientra con Baldo)

Baldo: Buonasera. So venuto a fissare per domattina, Cesare. O icch lha i sor Egisto?

Cesare: S sentito male.

Baldo: S sentito male? Fa vedere(si avvicina a Egisto, poi sottovoce) Icch tho detto stamani? Questomo campa poco.

Egisto: (facendo gli scongiuri con la mano) Ohi ohi, ma che ti levi di qui? Ohiohi

Argia: (spingendolo pi in l) La senta giovane, unn i momento ora

Baldo:(continuando noncurante) Uh, come gli bianco, sembra di marmoE mi viene in mente qui giorno che andai alla lepre. Mi rimpiatto dietro una frasca e aspetto. Aspetta unora, aspetta due a qui freddo, mero quasi congelato. Sembravo un baccalproprio come i sor Egisto!

Egisto: Ohi ohi, buttatelo fori, ohi ohi.

Marianna: Via Baldo, la vada ora. I zio une sta punto bene.

Baldo: (noncurante, proseguendo nel racconto) Ma la unn mica finita eh? Aspetta aspetta, a un certo punto sento razzolare fra le foglie. (punta il dito verso Marianna) Lera lei!

Marianna: Io?

Baldo: No, la lepre! Piglio la mira, aspetto che la venga allo scoperto e tiropumtumdissi: vai, l ita!

Cesare: (cercando di spingerlo fuori) Ora vai, Baldo. Ci si vede domani.

Baldo: (noncurante, proseguendo ancora il racconto mentre arretra) Esco fori dalla frasca pe piglialla e ti vedo la lepre che la se la d a gambe levate. Io dico che la unnaveva mai corso tanto da che lera nata.

(Viene definitivamente spinto fuori)

Egisto: Ohi ohi come ci son grulli a questo mondoma tantoa questo mondo ci sar per poco.

(Argia guarda Marianna ed Elvira con aria interrogativa)

Argia: Icch si fa?

Elvira: Che ho a andare a chiamare la sora Gina?

Cesare: Chi, la levatrice?

Elvira: Oh, la veste anche i morti se l per codesto. Un po pi di noi la ne sa!

(Egisto fa nuovamente gli scongiuri con la mano)

Argia: S, scappaci Elvira. La ci dir qualcosa lei.

(Elvira prontamente esce)

Argia: (rivolta a Egisto) Egisto, che sha a portare a letto?

Egisto: No, voglio morire nella poltrona indo mor i mi poero fratelloOhi ohi..che avete spento la luce? Un vedo pi nulla.

Marianna: No, zio

Egisto: Mi s tappato gli orecchi.ohi ohiun sento pi nulla

Cesare: Oh mamma, questomo more davvero!

(Argia si torce le mani e gira da una parte allaltra della stanza come una pazza, Cesare fa lo stesso, Marianna piange in un angolo. In quel mentre entra Elvira introducendo la sora Gina. Osservano la scena allibite)

Elvira: Icch gli dicevo sora Gina? Par dessere a S. Salvi, la dica la verit!

CALA LA TELA


TERZO ATTO

La scena si apre sul medesimo salotto. Egisto, in camicia da notte e papalina, disteso in poltrona con una coperta sulle gambe. Al suo fianco ci sono Elvira e la sora Gina che lo vegliano. Questultima si alzer dalla sedia, avviciner il viso a quello di Egisto e una volta scrutatolo, si rimetter seduta.

Gina: Ecco, ora s addormentato.. Poeromo, unnha fatto che lamentarsi fino a ora.ma la mi dica.(dando una gomitata a Elvira) Chiss icch un lascia eh?

Elvira: Eh, i sor Egisto l uno che sta bene sa? I soldi un gli son mai mancati.anche perch un gli ha mai spesi.

Gina: Ma la mi dica lei! Eicch gli ha, icch gli haterreni, titoli

Elvira: Eppoi! (abbassando la voce in vena di confidenze) Quando mor la su mamma, la sora Amelia, che se ne ricorda?

Gina: Se me ne ricordo? O un venni io a vestilla!

Elvira: (proseguendo imperterrita)Insomma la sora Amelia la lasci tutto a lui e a i su fratello Girolamo. Io, che lavevo assistita fino allultimo un beccai nulla per. E allora dissi tra me e me: Eh perbacco, dopo tutto icch gli ho fatto qualcosa mi spetta anche a me.

Gina: E allora?

Elvira: E allora.avevo visto ni baule della sora Amelia no che fossi andata a ciacciare eh? Io so segreta, un le tocco le robe degli altri, intendiamoci e insomma in questo baule avevo visto una bella coperta tutta damascata che gliela misero perfin su i letto quando lera in estremisse. La mi piaceva di nulla quella coperta! O come potrei fare? dicevo sempre tra me e me. Quando la mor andai da i sor Egisto e gli dissi (facendo la voce di pianto): Via, la un si disperi sor Egisto! La su mamma lha patito tanto da viva ma da mortache ha visto? Distesa su quella bella (calcando le parole) coperta damascata, la pareva una bambola!

Gina: E lui?

Elvira: Sie, gli era l che cercava delle cartedei documenti, un ci pensava nemmeno! Allora continuai: (facendo la voce di pianto) Poera sora Amelia, la mi diceva sempre.Quando moio, Elvira, questa bella (calca sulle parole)coperta damascata tu lhai a pigliare te.

Gina: E lui?

Elvira: Continuava a ciancicare quei fogli come nulla fosse. Allora lo presi per il bavero e gli dissi (mimando la scena con fare drammatico) Perch un so morta io a i posto della sora Amelia su quella bella coperta damascata!.

(Ha recitato con tanto fervore che Gina commossa)

Elvira:(continuando)si vede che qui dolore sincero, nteso, lo intener.

Gina: E gli regal la coperta.

Elvira:(asciugandosi la fronte) Si, ma la fu una sudata a caso! (abbassando la voce) Anche perch, prima di regalare qualcosa alla sora Argia, i sor Egisto si farebbe mozzare le mani. (abbassando ancora di pi la voce e guardandosi intorno guardinga) Un si possono vedere!

Gina: Ah, un c che cattiveria ni mondo. Tanto male, tanto peccato! Gli ha ragione lui lass a mandaci i flagelli e le carestie.

Elvira: Lha proprio ragione sa? Ci vorrebbe un altro diluvio universale, vede. (ripensandoci) Oddio, no da queste parti per.magari l ni Casentino.

Gina:(risentita) Sie, c tornata di casa la mi figliola!

(entra Argia che regge una catinella dacqua e una pezzetta.Le due donne si ammiccano poi fanno finta di pregare e dicono le loro battute sullaria delle litanie.Per tutta la durata di questa scena esse parleranno con la cantilena della preghiera alla quale si unir anche Argia)

Gina: Ora mi pare gli stia meglio, s addormentato

Elvira:Ora pro nobis

Gina: Per me un c discussione, le son colichine di reni.

Elvira: Ora pro nobis

Argia: Glielo dissi a quello zuccone di non mangiare le salsicce coi fagioli di sera ma lui lha volute mangiare lo stesso

Gina e Elvira: Ora pro nobis

Gina: O Cesare indo gli andato? Lera qui ora.

Argia: Egisto in un momento di lucidit gli ha detto di andare a chiamare i notaio

Gina e Elvira: Ora pro nobis

Elvira: Io dico che i sor Egisto vuol fare testamento senn i notaro icch lha chiamato a fare

Gina: Eh lo dico anchio.

Argia e Elvira: Ora pro nobis

Gina: (farfugliando una preghiera) Misere nobis, Regina salva i proprietari.

Argia e Elvira: Ora pro nobis

(Egisto comincia a svegliarsi mugolando)

Gina: Guardate donne, si sveglia! (rivolta a lui) Oh sor Egisto, come la si sente?

Egisto: (guardandola attentamente) O chi l? Ohi ohi so belle e morto. Cho davanti la morte in persona. Come l brutta!

Gina: Macch morte sor Egisto. E so la Gina, la levatrice

Egisto: Lo dicevo io che son belle e mortol venuta a vestirmi!

Argia: E vagella, sentite. La stia bono, la si lasci stringere i capo con questa pezzola molle. (gli schiaffa in malo modo la pezza bagnata sulla fronte).

Egisto: (stizzito) La mi gocciola! Accidenti a chi un sa far nulla!

Gina: (rivolta a Argia) Sentilo! L moribondo ma lenergia un lha persa.

Argia: Sie! L ignorante come sempre.

Egisto: (cacciando un alto grido) Ah! Gli occhi mi sappannano sempre pi. SantAnna, te che tu mi proteggesti anche quando moperarono dellernia

Gina: Sie, SantAnna l la protettrice delle partorienti

Egisto: (pi forte) SantAnna proteggimi anche questa voltaOddio, Girolamoti vedo!

Argia: Gli ha le visioni

(Entra Mariana che si ferma impaurita accanto alla madre)

Marianna: O mamma, icch vede?

Egisto: Vedoi mi fratello Girolamo (guarda fisso un punto dando ad intendere che vedequalcosa) Gli l , guardate, vicino alla tavolaOh Girolamo, come tu sta bene! Come tu sei ingrassato! (dando a credere che il fratello gli parli) Come? Icch tu mi vuoi dire? Che da quando tu sei morto tu sei rifiorito come una rosa?

(Argia e Gina si avvicinano al punto indicato mentre Marianna si mette accanto a Elvira)

Marianna: (piagnucolando) Mamma, io ho paura!

Gina: O che lo vede davvero?

Argia: (scettica) Sie, o la un lo vede che gli ha le visioni perch l in agonia?

Egisto: (continuando a far finta di parlare con il fratello morto) Ssthai ragione Girolamo. Te tu sei in Paradiso mentre linferno l quaggieh lo soho provato anchio icch vuol dire a vivere con quella donna..con quella strega dellArgia!

Elvira: (rivolta ad Argia) Oh, parlan di lei

Egisto: senti, senti icch mi dice?

Gina: (curiosa) Icch? Icch?

Egisto: (con voce profetica) Mi dice Stai attento Egisto perch quella donna, la mi moglie, lha rovinato me e ora la vuole rovinare anche te

Marianna: (piangendo)Lo dicevo io che ci cascava addosso qualche maledizione

Argia: (torna vicino al tavolo e si sforza di vedere qualcosa) Ma.io un capisco

Egisto: (sempre con voce profetica) Dimmi, Girolamoicch devo fare? SsAh, ho capito! Tu dici che devo fare cos eh? Dimmidimmi..no, unne scomparire in queste spire di fumoGirolamo! GirolamoVai, gli ito!(si mette a sedere e si sfrega le mani, poi con voce normale) M venuta fame, donne, un c nulla da mangiare?

Argia: (tremante) Che lha visto davvero?

Egisto:Sicuro! E mha detto

Argia: E gli ha detto?

Egisto: Lo so io! E lo dir davanti a i notaio quello che mha consigliato di fare.

Elvira: (avvicinandosi complice) Sor Egisto, c i brodo di l, che glielho a fare una bella minestrina?

Argia: (seccata) Che ti sembra i momento?

(Entrano Cesare e il sor Baracchi, il notaio. E un uomo molto distinto e piuttosto serioso)

Cesare: (introducendolo) La venga, sor notaio. (rivolgendosi ai presenti) Ecco i sor Baracchi, i notaio.

(Le donne lo salutano ossequiosamente)

Tutte: Buonasera

Argia: Sor notaio, la scusi se la si disturba a questora ma i sor Egisto un dava pace se la un si chiamava!

Baracchi: Vi prego di scusare me invece, se vi ho fatto attendere, ma allo studio del signor procuratore cera molto lavoro oggi. Come sta il sor Egisto?

Argia:(ansiosa) Fa a momenti, capito sor notaio? A tratti gli sta un po meglio, si tira su come ora e gli viene anche appetito. Oggi , la si figuri, gli ha voluto perfino i nastroni a sugo e una bella bistecca.

Baracchi: Segno buono!

Argia: Macch! Poi magari gli piglia i tremito e si ributta a diacere. (sottovoce) Vede perfino gli spiriti. Un ci si rileva un numero.

Baracchi: Il dottore stato avvisato?

Argia: Un c verso di chiamarlo. Appena si fa i su nome, dalle voci butta gi tutta la casa. (indicando la sora Gina) Si chiam la sora Gina, la levatrice. Lei la dice che son colichine di reni ma che si sa? A proposito, sora Gina, ora che c anche i sor notaiose la vole andare a casala un faccia complimenti.

Gina: (che vuole rimanere ad ascoltare) No, no rimango volentieri.

Argia: (prendendola energicamente per un braccio e accompagnandola alla porta) No, la vada poverina. L tanto che l qui e poisiamo cos in tanti in questa stanzucciagli si leva laria.

Gina: (dispiaciuta) Ho capito, ho capito. (poi piano) Peccato, mi sarebbe piaciuto stare a bracare.

(rivolta ai presenti) Arrivederci.

(Gina esce mentre Egisto si sistema pi comodamente sulla poltrona)

Egisto: (facendo un cenno al notaio) La savvicini sor Baracchi, la saccomodi. Che ce lha tutto loccorrente? Ecco, la lo tiri fori perch voglio fare testamento.

Baracchi: (rivolgendosi ai presenti) Ma che in grado di intendere e di volere?

Egisto: Se sono in grado? O la guardi se sono in conoscimento. (indicando i presenti) Quella l lElvira, la nostra serva. L un po zotica ma in cucina l un portento. Quella l la mi nipote che la un sogna che i vestiti per le feste. Quello l l Cesare: quando unn in casa l alle Giubbe Rosse. E quella(indicando Argia)quella l quella scellerata della mi cognata che in pochi anni lha speso una fortuna.

(Argia china il capo e si volta da unaltra parte)

Egisto:Ecco, questo l il quadro completo della mi famiglia.

Baracchi: Bene. (tira fuori la penna) Allora cominciamo.

Egisto: Io, Egisto Cavaciocchi, ni pieno possesso delle mie facolt voglio dettare i mi testamento.

Baracchi: (scrive) mento.

Egisto: Quando avr chiuso per sempre gli occhi su questa valle di lacrime, mettetemi per benino composto su i letto co i mi vestito bono, quello marrone.

Elvira: Che tiro fori quella bella coperta damascata?

Baracchi: Silenzio, per favore!

Egisto: I funerale gli ha a essere spettacolare. I soldi che unnho voluto buttare via da vivo gli voglio buttare via da morto. Voglio una carrozza tirata da quattro cavalli bianchi co i pennacchio rosso e sette o otto corone di fiori.quali costano di pi?

Elvira: Le rose! Lhanno certi prezzi, bambini mia un ci savvicina pi!

Argia:Chetati te!

Egisto: (per farle rabbia) Allora sette o otto corone di rose. Davanti voglio la banda dellImpruneta con tutti gli ottoni tirati a lucido. (pensando) Oh, poi icch mi ci vole? .Ah! La lapide lha a essere tutta in marmo bianco di Carrara, con i nome Egisto Cavaciocchi scritto a lettere tutte doro

Cesare: (preoccupato) Accidenti zio!

Egisto: Si, proprio. E ora passiamo a i lascito. Alla cognata Argia Bellini vedova Cavaciocchi, che in tutti questi anni la mha fatto mangiare tanti bocconi amari, nonch la mha fatto prendere in antipatia dai mi du nipoti e non in ultimolha dilapidato la fortuna che gli lasci i mi poero fratello.

Baracchi: .tello.ma la vada un po pi piano perch senn non ce la fo a scrivere tutto

Egisto: lascio

(si sente bussare ripetutamente)

Elvira:(stizzita) Vai, e ora chi c, proprio su i pi bello?

(Si precipita ad aprire e rientra introducendo Niobe e Armandino)

Niobe: Siamo venuti a far visita al sor Egisto. Marianna ci ha avvertito che un si sentiva tanto bene

Elvira: (sbrigativa) Gli a fare testamento! Mettetevi cost e zitti(poi rivolta a Egisto)la continui sor Egisto

Egisto: dicevo che alla mi cognata lascio.(ridacchia) lascio qui bel portaritratti che tengo su i cassettone con la mi fotografia perch tutti i giorni la mi possa guardare e la si possa tirare tanti nocchini ni capo. E la un si provi a mandarmi degli accidenti perch da i mondo di l glieli rispedisco tutti in cost!

Baracchi: (scrive).cost.

Egisto: Ai mi nipoti Cesare e Marianna che, avvezzi a tutti i lussi e alle comodit, non hanno certo bisogno di nullaltro, lascio un librettino.

Cesare: (speranzoso) Di banca?

Egisto: No!lascio un librettino intitolato Le memorie di Egisto Cavaciocchi indo ho annotato in tutti questi ani tutti i dispetti che mhanno fatto, affinch lo possan leggere e meditare

Baracchi: (scrive)tare.

Egisto: Mentre la casa con tutti i suoi arredi, la casa di campagna ni Mugello, la casa in Via de Gondi indo ci sha linquilino, quei campi che cho ni Casentino e tutti i quattrini che ho alla Banca su i mi conto li lascio.

Baracchi:(scrive).lascio

Tutti: Lascio?

Egisto: Li lascio alla fedele serva Elvira Forasacchi che mha fedelmente servito in tutti questi anni!

Elvira: (si precipita ad abbracciarlo) Sor Egisto, sor Egisto!

Argia: (crollando su una sedia) Oddo mi sento male!

Cesare: (accorrendo per sostenerla) Mammamamma!

Niobe: (che ha udito tutto) Armandino, andiamo! Non abbiamo pi nulla da fare in questa casa!

Argia: (allarmata) Ma indo la vole andare, sora Niobe?

Niobe: Si va via e alla svelta. Io un voglio che i mi Armandino simparenti con dei morti di fame!

Argia: (offesa) Oh, la si moderi eh? Morti di fame la cha detto? Sempre meglio che morti di sonno come i su figliolo! Guardalo l, dorme da ritto!

Niobe: (inferocita) La unnoffenda i mi bambino sa? Io credevo davere a che fare con una signora.

Argia: (spingendola) Invece un so una signora. So nata in San Frediano, capito? E ora la si levi di torno senn stasera succede casamicciola.

Armandino: (balbettando) Mamammae Marianna?

Niobe: (prendendolo per mano e tirandolo via) Ho detto andiamo via e in fretta!

Marianna: (disperata) Armandino!!

(I due escono)

Elvira: (pazza di gioia) So ricca, so ricca!

Egisto: Un ti sgolare tanto. Ricordati che si faceva per finta.

Elvira: Ah gi! (e siccome tutti la guardano minacciosi)Lo sa icch fo? Vo a levare i panni, unnabbia a piovere.

(esce con laria pi innocente del mondo)

Baracchi: Come, per finta?

Egisto: (buttando allaria la coperta e alzandosi dalla poltrona) Eddie no, scialavo a qui modo senn! Ora, che gli sembra logico a lei che uno che gli ha fatto tante economie nella su vita vada a spendere tutti i soldi quando l belle e morto? Uno quando nasce tirchio, more tirchio. La guardi come si fa. (strappa il testamento in quattro parti) Perch so guarito anzi, un so mai stato meglio dora.

Baracchi: Ma cosa fa? Non capisco.

Egisto: E allora mi spiego. Ho voluto far capire ai miei cari parenti, che avevano architettato un bel piano per levarmi di sotto un bel po di quattrini, che un so un rintronato come credevano loro. Mi sono accorto che tutte le gentilezze che mhanno fatto in questi giorni le un venivano da i core ma dalla bramosia dei soldiEcco, gli ho voluto far capire che un si fanno i conti avanti alloste, soprattutto se loste si chiama Egisto Cavaciocchi!

Argia: (piangendo) Oddo, so rovinata!

Marianna:(piangendo) Ho perso i mi Armandino!

Cesare: Addio, moto co i carrozzino!

Baracchi: (rimettendo stizzosamente in borsa loccorrente) Questa poi.caro il mio signor Cavaciocchi! Su questioni cos delicate non si scherza. Non mi piace perdere il mio tempo con questi scherzi carnascialeschi.

Egisto: Lha ragione, sor Baracchi, ma la questione lera importante come lha potuto vedere.

Baracchi:(sempre pi stizzito) Lei non ha il diritto di prendere in giro un uomo come me, che rappresenta la legge.un uomo che ha indossato la divisa del combattente, un uomo che crede nellItalia fatta dal re

Egisto: Oh, se l per codesto, lItalia lha fatta Garibaldi.

Baracchi: (tutto infervorato, urlando) LItalia fu fatta dal re!

Egisto: (urlando pi forte) Nooo! Lha fatta Garibaldi!

Baracchi: (urlando ancora di pi) Lha fatta il re, le ho detto! E ora me ne vado ma non finisce qui, caro il mio sor Egisto. Non finisce qui..

(prende la sua cartella ed esce come una furia)

Egisto: Oh, s arrabbiato davvero!

Baracchi: (rientrando, grida per lultima volta) LItalia fu fatta dal re!

Egisto: (correndogli dietro mentre esce) Garibaldiiii!

(Egisto quasi si scontra con Elvira che rientra insieme a Gina)

Gina: Mamma mia, o chi lera qui grullerello che tra poco mi fa ruzzolare le scale? Un lho mica visto a i buio!

Egisto: Lera i notaio.

Gina: Accidenti come correva! Icch gli aveva paura che gli rubassero i testamento?

Elvira: (tutta mesta) Sie, i sor Egisto un lha mica fatto altrimenti.

Gina: Un lha fatto? E guarda come gli rittogli sta proprio bene. La sora Argia invece lha un viso verde! Sta a vedere che guarisce lui e lammala lei.

Argia: (avvicinandosi titubante a Egisto)Egistola senta(Egisto si gira dallaltra parte) O come si far?

(piange e le donne la consolano)

Gina: Mah, io un cho capito nulla. Comunque la senta sora Argia, so tornata in su perch i commesso della Banca gli ha sbagliato portone e questo biglietto lha consegnato a me. Sopra per c scritto Signora Argia Bellini Cavaciocchi..

Argia: (asciugandosi gli occhi) Della banca? La mi faccia vedere.(leggendo) Oddo, mi mandano a chiamare unaltra volta! Ora chiss icch c di cardo..

Egisto: Positivo son altri guai

Argia: Ah, questa volta un ci vole gambe le un mi reggonoso tutta un tremito!

Cesare: Ma mamma potrebbe essere importante

Elvira: Cesare gli ha ragione. Se la mandano a chiamare l segno che vogliano parlare con lei.

Argia: (dopo averci un po pensato su) Via, datemi lo scialle. (Elvira si accosta allattaccapanni e glielo porge) Mi far forza, tanto pi che essere rovinati.di peggio un mi pu capitare!

Egisto:(ironico) Polessere che vogliano una donna per le pulizie

(Argia d una spallata poi chiama a s Elvira)

Argia: Ancora per un mi so capacitare come gli abbia fatto a indovinare che alla banca un saveva pi una lira(sospettosa, puntandole il dito contro) Ne sai qualcosa te?

Elvira: (imbarazzata) Io?io noglielo giuro (tappandosi gli occhi) Madonnina se unn vero che potessi riaprire gli occhi e non vederla pi.(riaprendo gli occhi) Sie, l sempre l, vede.

Marianna: (Avvicinandosi premurosa alla madre)Mamma, la un ci faccia stare in pensiero. La torni subito appena lha fatto.

Egisto: Un dubitare nina, la un va a affogassi in Arno, no!

Argia: (lanciandogli unocchiata di fuoco) Bisognerebbe ma affogare lei, sai!

Gina: Vengo via con lei sora Argia. (prendendola a braccetto, curiosa) Ma che mi racconta un po icch l successo?

(Nelluscire si incrociano con Baldo che entra ma Argia troppo sconvolta e non gli presta attenzione)

Baldo: (Entra trionfante reggendo per le orecchie una lepre morta) Cesare! Che hai visto se lho presa, brutta assassina?

Egisto: Madonna santa, o che qui unaltra volta questaltro?

Cesare:(andando verso di lui per tentare di arginarlo) Abbi pazienza Baldo ma questo unn i momento

Baldo: (venendo avanti sfacciatamente e posando la lepre sul tavolo) Ma come un i momento? Guardate come l.grassa come un picchioEh, la unn bella? Sentite come ho fatto a chiappalla!

Egisto: (sbuffando) Vai, l rinova!

Baldo: (accorgendosi solo ora che Egisto sta bene) Guarda che colorito gli ha rifatto! O sora Marianna, la stia a ascoltare anche lei..(racconta mimando le azioni)La prima volta che ho lasciato partire la botta credevo davella presa pienama poi la s messa a correre e l sparita dietro i castagni. Allora ho detto: marianna cane.oh, la scusi sora Marianna.i fucile l bono, le cartucce le son nove di zeccaun mi raccapezzo!

Egisto: (scuotendo la testa) Un mi raccapezzo nemmen io!

Baldo: (proseguendo come nulla fosse) Allora mi son detto: ho belle visto, via, gli meglio tornare a casa (fingendo di rivolgersi al cane) To Lampoto.. (rivolto a Marianna) O indo gli entrato?

Marianna: O che lo so io?

Baldo: (vociando e smaniando per trovare il cane) Lampo! Quaquapsssu belloqua.

Egisto: (spazientito) Tira via, tira via!

Baldo: .quandecco che te lo vedo scodinzolare vicino a un albero secco e mi son detto: l l!

(tutti tirano un sospiro di sollievo perch credono che abbia finito) .Ma ecco che te la vedo riscappare. Ormai mero intestardito, lavrei seguita in capo a i mondo. Piglio la mira.Pumtum! Ita.ita sullistante!

Marianna: Oh, se Dio vole!

Baldo:(pensieroso) Certo, ora che lho presaa pensarci bene.icch me ne fo?

Elvira: Come icch la se ne fa? La la coce, no? In umido l bona a caso!

Baldo: Sie, io son solo a casa e poiun mi riesce mica!

(Tutti si voltano a guardare Egisto restando in attesa)

Egisto: E ho capito, via! Lasciala qui. LElvira la ci fa le pappardelle e la si mangia tutti insieme. (rivolto a Baldo) Tu vieni anche te.ho buttato gi tanti di quei bocconi amari che ora qualcuno un po meglio mi ci vole.

Baldo: Allora sono invitato? Un ci posso credere!Senti che giornata l oggi..ho preso la lepre e i sor Egisto mi invita a desinare

Egisto: Eh, oggi l proprio una giornata da mettere ni libro dei ricordi.

Baldo: Allora sa icch fo sora Elvira? Vo a spellarla e poi a cuocila la ci pensa lei, eh?

Elvira:(accompagnandolo alla porta) La vada, la vada ma un c furia, capito?

Baldo: (nelluscire) Ma come un c furia? Dopo tutto icch ho patito per chiapparla, questa diavola, un vedo lora di mettigli la forchetta ni groppone.(continuando da solo) Eh, ma lho presa in pieno questa volta..

Elvira: (spingendolo)Oh, un c verso di mandarlo via, eh?

(Elvira riesce a cacciarlo fuori quindi rientra borbottando in cucina)

Egisto: Eh gli sonato di nulla! (guarda i ragazzi e si avvicina loro) Figlioli, ora che la farsa l finita, parliamo seriamente. Ho combinato tutto questo scherzo, un po macabro se si vuole, perch voglio che in questa casa cambino le cose. Io un vi voglio buttare fori di casa. Vu siete i mi nipoti e vi voglio bene anche se un sembra ma un posso pi sopportare gli insegnamenti che la vha dato lei l. Lo so che sono, come vu dite voi, un avaraccio, un egoista, un taccagno.ma so anche icch costano i soldi. A me e a i vostro poero babbo ci son costati sudore e fatica quando sera giovani! (rivolgendosi a Cesare) Lo sai i tu babbo quanto gli ha lavorato, Cesare? E te tu mi venisti a dire che tavevi trovato lavoro e invece unnera vero nulla!

Cesare: (abbassando il capo, pentito)Si zio, mi rincresce.

Egisto: Ecco, a me mi rincresce di pi a vederti a strasciconi per i caff(fa una pausa) Ma se tu sei veramente convinto che questa la unn vita per te.ecco, ti posso venire incontroti posso aiutare

Cesare:Aiutare? In che modo, zio?

Egisto: Io ho tante conoscenze, un lavoro salta fuori di sicuro! Dapprima tu puoi fare anche i galoppino, intendiamoci, ma se tu dimostri volont tu puoi passare avanti a tutti

(Marianna piange sommessamente in un angolo)

Egisto: E te, perch tu piangi?

Marianna:(tra le lacrime) Ha visto la sora Niobe come lha trascinato via Armandino quando lha saputo che unnero pi ricca?

Egisto: O un tu lo sai? I quattrini son come i dolori: chi ce lha se li tiene. Ma lo sai , nina, icch c di bono a esse poeri? Che un si spende nulla!

Marianna: E ora indo lo ritrovo un altro marito?

Egisto:(avvicinandosi e abbracciandola) Vien via grullina! Con un musino cos tu lo ritrovi a tutti gli angoli. E poi, se un torna vuol dire che un ti voleva bene davvero. Oh, poi, a dirlo fra noi, la tu mamma lha fatto proprio bene a dargli di citrullo.va via, va via, prima di dire una cosa gli ci voleva tre ore!

Marianna: Lha proprio ragione, zio. Chiss dicch mero innamorata. Di fisico sembrava un palo per legare le viti, di faccia pareva un ebete e poi sempre attaccato alle sottane di so ma.(piangendo) .ma io gli volevo bene! Con quei begli occhi! Con quei bei capelli onduleggianti!

Egisto: Vai, vai, lascialo ire! Per te ci vole qualcosa di meglio.sempre che tu cambi registro, eh bambina! Gli omini vogliono sposare una che la sappia fare e non una cimbellona che la sta tutto il giorno a incipriarsi i naso.

Marianna: Come la dice bene, zio! E un lo dico per avere dei vantaggi, lo dico con il cuore questa volta.se lei la fosse sempre stato cos con noicos come un padreforse un si sarebbe giunti a questo punto.

Egisto: (un po commosso) Via, in qualche modo si cercher di rimediare.

(Si sente bussare. Elvira accorre dalla cucina per andare ad aprire)

Egisto: Accidenti che velocit! Positivo lera dietro luscio a bracare!

Elvira: Forse l la sora Argia che la torna dalla banca! (Apre, meravigliata) No, l i sor Armandino

Armandino: (entrando timidamente e balbettando) So venuto a chiedere perdono a tutti per il modo in cui mia madre mi ha portato via.ma soprattutto a chiedere perdono a te Marianna, stellina mia. Anche se ora tu sei povera io ti sposo lo stesso.

Marianna: (sdegnosa) E la tu mamma?

Armandino: La mi mamma la conta ma tete tu conti di pi!

Egisto: A proposito di contare.io, a uno che in casa sua conta meno di due di briscola, la mi nipote un la do, nteso? Sicch, o la piglia in mano la situazione e la si sterna con so ma o senn la va a cercare moglie a Brozzi. (a Elvira) Elvira, lesta vai a pigliare una bottiglia di quello bono che si festeggia!

Elvira: (incredula) Che ho capito bene? Lha detto di quello bono?

Egisto: Thai capito bene, s. Quando in famiglia ci si ritrova se ne pole stappare anche una botte di quello bono! Che dico bene?

(Tutti approvano. Elvira va alla vetrina e tira fuori i bicchieri e la bottiglia del vino.Cesare si appresta ad aiutarla. Armandino e Mariana si abbracciano felici. In quel mentre appare sulla porta Argia che, vedendo tutti in festa, si ferma interdetta.)

Argia: E me? Un vu maspettate per festeggiare?

Egisto: S, ma prima ho da fare un discorsino anche a lei

Argia: (togliendosi lo scialle e il cappellino) Oh, lo so di gi icch la mi vole dire. Che sono una sciagurata, una che lha sempre avuto le mani bucate e le manie di grandezza e per la prima volta in tantanni che ci si conosce mi tocca a dargli ragione. Per la un dica che unnho cuore eh? Perch quando lera disteso (indicando con il dito la poltrona) facendo finta di sentissi male e di avere le visioni, a me mi dispiaceva davvero. E gli dir di pi.se la fosse morto avrei sentito nostalgia della su presenza in questa casa, delle nostre leticate e delle su rispostacce(imbarazzata) E questaquesta l la dimostrazione che il bene glielo voglio anchioanche se lho scoperto solo ora.

(Tutti approvano e sorridono insieme ad Argia)

Argia: S, i quattrini sono importanti ma la famiglia unita e in accordo l di pi

Elvira:(riempiendole il bicchiere) Sora Argia, la beva!

Argia: (alzando il bicchiere) Da oggi vita nova! A proposito, lo sapete che qui mammalucco di direttore della banca mha comunicato che serano sbagliati, che il nostro capitale l sempre l, non intatto, ma quasi!

Tutti:(abbracciandosi contenti) Evviva, evviva! Che bella notizia!

Cesare: Allora mi posso anche comprare la moto co i carrozzino

Argia: Calma bambino! Ho detto vita nova. Un dico di stare a stecchetto come diceva lui (accennando a Egisto) ma nemmeno di buttarli via. Se un tu vuoi andar a piedi tu ti compri la bicicletta!

Egisto: (approvando compiaciuto) Brava! Cos si parla!

Elvira: (prendendo confidenzialmente Argia sottobraccio) O sora Argia, lei lha architettato tutto questo traffico di testamento per pigliargli i soldio unnera megliotentare di sposarlo? Cos un moriva nessuno e noi si mangiava i confetti!

Argia: (schernendosi) Sie, tu nhai a inventare unaltra, anche te.(poi guardando Egisto e illuminandosi) Oddo.Egisto(avvicinandosi a lui)Egistino

Egisto: (scappando via impaurito) No eh? Un facciamo altri scherzi!

CALA LA TELA

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