Leviatani, o Vindaloo (al curry)

LEVIATANI

ovvero

VINDALOO (AL CURRY)

Atto unico

di

Gianluca Arena

Posizione SIAE Autore: 220263-0

Sparire. Combattere come far sesso.

Articolazione: Atto unico

N personaggi: 4 (2 personaggi femminili, 2 personaggi maschili)

Linguaggio: Lingua italiana contemporanea

Ambientazione: Moderno salotto di un appartamento

Personaggi:

Riccardo, marito di Marina

Marina

Enrico, marito di Anita

Anita

Salottino di un appartamento. Mobilia varia. Una porta conduce ai corridoi interni. Al centro: un tappeto color avorio, un divano, una poltrona per lato ed un tavolinetto da fumo. A lato: un bancone a due piani con pietanze da aperitivo ed un carrello per gli alcolici.

Riccardo in piedi, davanti al banco a due piani. Enrico sul lato destro del divano, Anita, che sta fumando una sigarettaelettronica, sulla poltrona destra, eMarina sulla poltrona sinistra.

Riccardo: Hai visto, Ma? Hai visto? Eh?! Hai visto, Ma? Eh, Ma? Hai visto? Guarda quanta roba, Ma! Guarda quanta roba! Hai visto, Ma? Eh?Hai visto? Hai visto Ma? Hai visto? Lo hai visto, Ma? Hai visto? Eh? Hai visto?Oh, le arachidi!(Fa per versarsi delle arachidi in un piattino)

Marina: (A Riccardo) Attento al parquet.

Anita: E veramente una cosa incredibile. Insomma, trentanni passati senza neanche sapere se eravamo vivi o morti, e guarda qua come facciamo presto a ritrovarci nel niente.E proprio in casa dei nostri figli!

Marina: Gi Quanto piccolo il mondo.

Anita: Davvero

Enrico: Beh, devo essere sincero: sapevo che eravate i genitori di Maddalena, e sapevo che anche voi sapevate chi eravamo.

Anita: S, insomma: sapevate che noi sapevamo che voi sapevate

Marina: Infatti, s.

Enrico: Immagino ci fosse ormai una certa abitudine allidea.

Marina: S. S, s

Enrico: (Sorridendo) Non posso certo nascondere lo stupore che ho provato. E quando vi ho visto poco fa, alla porta

Riccardo: Quel brivido lungo la schienaVero?

Enrico: Gi.

Riccardo: Dunque anche tu?

Enrico: Lo ammetto, pure io.

Riccardo: (Sorridendo) Hai sentito, Ma? Anche lui.

Enrico: Beh, non che possiamo vivere con le stesse storie di quando avevamo ventanni. Certi rancori lasciamoceli alle spalle.

Anita: Eravamo appena fidanzati

Riccardo: Sono daccordo. Eh, Ma?

Marina: S, lasciamoci tutto alle spalle. Del resto il tempo ha cambiato tante cose

Anita: (Riferendosi alla sigaretta) Scusate, non ho chiesto: disturbo nessuno con la sigaretta, vero?Ma tanto elettronica

Marina: No, no, ma figurati!

Anita: S, comunque quello che conta, certo, sono loro.

Marina: Infatti.Il matrimonio dei nostri figli. Questo soltanto.

Riccardo: Come sei premurosa, Ma.

Enrico: S, mio figlio lo vedo proprio felice adesso. Basta questo, no?

Riccardo: Certamente, e lo stesso vale per mia figlia. Oh, scusa, amore, per nostra figlia

Marina: Beh, i figli non sono i genitori: prima o poi devono prendere il largo. Non diamogli pesi che non gli appartengono.

Anita: Gi

Marina: Gi Quanto hanno detto che doveva starci?

Anita: Andrebbe tolto ora.

Marina: Oh, perfetto. Vieni con me?

Anita: Certo.

Marina e Anita si alzano.

Enrico: Dove andate voi due?

Anita: Oh, non preoccupatevi. Dovevamo solo prendere una cosa. Ce lhanno detto Giorgio e Maddalena.

Marina: Torniamo fra un attimo

Enrico: S, perfetto, fate con comodo.

Riccardo: Fate con comodo, Ma!

Anita e Marina escono dai corridoi interni.

Riccardo: Incredibile che in questo prendere il largo si siano incontrati proprio loro due. Chiamala coincidenza!

Enrico: Una bella coincidenza, s.Insomma ti dicevo della barca

Riccardo: S, che ne avevi comprata una nuova.

Enrico: Ci siamo andati domenica scorsa. Eun po' pi spaziosa. Sai, con quella di prima proprio non mi trovavo pi.

Riccardo: S, capisco. Era una day?

Enrico: Una day, s.

Riccardo: Eh, lo sapevo. S, difettano in questo: dopo un po' di tempo risultano strette. Anche per noi era cos.

Enrico: Pure voi una day?

Riccardo: Oh, labbiamo venduta.

Enrico: Credevo che un ex della marina non avrebbe potuto farne a meno.

Riccardo: Beh, in effetti dura anche per me. Sto cercandone una nuova.

Enrico: E incredibile. Pensionato. E io che ti ricordavo coi capelli lunghi!

Riccardo: S, i capelli lunghi, gi. E tu che indossavi sempre quella giacca bianca. Quella che ti fece tuo padre.

Enrico: La giacca bianca. S. Quanto ero fissato con quella giacca bianca. E ritrovarci qui, adesso, cos

Da dentro si sentono Anita e Marina ridere amichevolmente.

Enrico: Ma che avranno da ridere quelle due?

Riccardo: Ah, non lo so

Enrico: (Riferendosi al banco a due piani) Che poi hanno pensato davvero a tutto. Guarda qua quanta roba che hanno preparato.

Riccardo: Davvero.

Enrico: Non capisco quel buco in mezzo a tutta quella roba da mangiare.

Riccardo: E quello che stanno portando Anita e Marina.

Enrico: Beh, s, sono quasi commosso. Non mi era mai successo che mio figlio mi preparasse qualcosa da mangiare.

Riccardo: Oh, neanche a me con Maddalena, ora che mi ci fai pensare. Sai, Maddalena ha una testa un po' fantasiosa

Enrico: Non abituata?

Riccardo: S, certo

Enrico: Che poi avr sicuramente preparato quasi tutto lei.

Riccardo: Cio?

Enrico: Beh, tra maschio e femmina in cucina

Riccardo: Oh, giusto, s

Enrico: Mi immagino mio figlio con tutti i suoi impegni di lavoro quanto tempo abbia mai avuto

Riccardo: Beh, non che Maddalena abbia poco da fare.

Enrico: S, s, certo, non discuto (Ride, poi) Avvocatessa mi pare, vero?

Riccardo: Oh, s. Avvocatessa. Ma non lavora ancora.

Enrico: Bene. Bene, bene.(Cerca nelle tasche) La mia sigaretta elettronica. Vedrai che ce lha lei

Riccardo: E cos sigarette elettroniche, eh?

Enrico: S, da un paio di settimane. E un tentativo, ma sinceramente mi fanno proprio schifo. Ad Anita non dispiacciono per, e sai com alla fine... Fra quanto hanno detto che arriveranno?

Riccardo: Giorgio e Maddalena?

Enrico: S.

Riccardo: Ah, non ho idea. Mia moglie me lo aveva detto prima di arrivare ma non me lo ricordo proprio. Credo per cena

Enrico: Non sei stato molto attento, eh?

Riccardo: Oh, se dovessi ascoltare ogni cosa che dice

Enrico: Beh, s, stata una buona idea fare in modo di farci incontrare cosLo sai, ora che mi ci fai pensare, lo sai che assomigli un po' a tuo padre adesso?

Riccardo: Mio padre?

Enrico: S, tuo padre, in lontananza per

Riccardo: (Sorridendo) Dicevano che aveva una bella faccia tosta.

Enrico: Oh, puoi dirlo forte! (Ridono, poi) Mi dispiaciuto di quel cancro

Riccardo: Oh, non ti preoccupare. Era un ufficiale. Ha visto la morte in faccia tante di quelle volte Un giorno ci sei ed il giorno dopo non ci sei pi: oh, lo sapeva bene, lui.

Enrico: Beh, tocchiamoci forte allora. (Ride)

Riccardo: Oh, s, tocchiamoci forte. (Ride, poi) Non ha detto niente. Non ha detto una sola parola, una sola parola prima di andarsene. Ma non parliamo di questo adesso. (Porgendo il piattino) Vuoi?

Enrico: No, grazie.

Entrano Anita e Marina dai corridoi interni, ridendo.Marina fa per posare una pentola con coperchio sul bancone.

Enrico: Eccole qua. Ma che avete da ridere voi due?

Marina: (Ridendo) Oh, no, scusate! Mi stava raccontando

Anita: (Ridendo) Quando siamo andati sullaruota panoramica!Quella volta, amore, ti ricordi?

Enrico: La ruota panoramica

Riccardo: S, che si blocc mentre eravamo in cima! Mammamia! Quanti anni avevamo?

Anita: Ventitr credo.

Riccardo: No, di pi.

Marina: Ventitr, ventitr.

Riccardo: Ah, non ricordo allora. Mi confondo sempre

Enrico: Io ricordo che ne avevo ventisei.

Riccardo: Beh, allora non pu essere ventitr

Anita: Ma infatti non aveva ventisei anni.

Enrico: Come no? Era una sera destate. Andammo a cena da Carlino Ricordate Carlino?

Riccardo: S.

Enrico: Ha chiuso da un po'.

Riccardo: Lavevo saputo.

Anita: (Esaltata) Ma s, che si fece un tale baccano da lass!Rimanemmo sospesi per venti minuti. Part limpianto elettrico mi sembra.

Marina: No! Ci fu una signora che si sent male. Dovettero farla uscire.

Anita: Ah, s, forse

Marina: Ma s, ti ricordi Riccardo?

Riccardo: No.

Marina: Tu stavi quasi per fare la stessa fine!

Riccardo: Io?!

Anita: Oh, io mi divertii come una matta!Che la gente da sotto guardava: ma che fanno questi!?

Marina: Porca miseria, s!Quanti anni avevamo allora?

Anita: Non lo so.

Riccardo: Ah, non lo chiedete a me. (Ride)

Marina: Saranno passati davvero trentanni!

Anita: Ma chi se ne importa!

Tutti ridono.

Enrico: Amore, la sigaretta elettronica ce lhai tu, vero?

Anita: E in borsa. (Fa per prendere la sigaretta elettronica dalla borsa)

Riccardo: (Facendo per togliere il coperchio dalla pentola) E questo cos?

Marina: (Fermandolo) Oh, no, lascia stare, Riccardo. Deve freddare.

Enrico: Ma tu guarda: addirittura un piatto caldo. Si vede che proprio unoccasione speciale, eh?!

Marina: (Sorridente) S, direi. Non ti pare?

Riccardo: Hanno davvero cucinato tutto?

Marina: Cos hanno detto: tutto loro.

Enrico: Secondo me c il trucco No, Riccardo? (Ride)

Anita: (Porgendo la sigaretta elettronica) La sigaretta.

Enrico: (Afferrando la sigaretta elettronica) S. (Fa per accenderla e fumarla)

Riccardo: Da quando Maddalena cucina cos tanto? (Ride, poi) RicordoEnri, lo sai? Non sapeva farsi neanche un uovo sodo.E sempre stata cos. Neanche un uovo sodo sapeva farsi!

Anita: (Ridendo) Addirittura!

Riccardo: Oh, una volta ci ha provato. Tu vedessi!

Anita: Beh, neanche io sono brava con le uova.

Enrico: (A Riccardo) Come vedi siamo abituati.

Tutti ridono.

Enrico: Mica ci sar qualcosa sotto al matrimonio?

Riccardo: Tipo?

Enrico: (Sorridente) Mica sar anche incinta? Intendo lei, la ragazza...

Silenzio.

Riccardo: Ah!

Marina: No, non penso, su

Anita: Beh, potrebbe essere. Sarebbe normale, no?

Marina: M (Guardando Anita) Mas, solo che non lo !

Enrico: (Sorridente) Beh, potrebbe darsi!

Anita: A questo punto

Marina: S, ci pu stare

Enrico: Eh!

Riccardo: Non avevo valutato la cosa.

Enrico: Perch? Cosa c da valutare? Si sposano, Riccardo.

Riccardo: S, ma la femmina mia.Capisci, no?

Enrico: Ah! (Sorridendo) Ho capito, ho capito cosa intendi, vecchio volpone!

Anita: Sapete, Enrico molto preso dallidea di avere un nipote.

Enrico: (Sorridente) Anche tu, Anita, lo sei. Eh, eh! Non fare come se fosse solo una cosa mia!

Anita: E va bene, lo ammetto. (Sorridendo) Siamo presi tutti e due.

Riccardo: Ma s. Ma certo.No, Ma? Un nipotino!

Anita: Nonne! Ormai siamo vecchie, Marina! Vecchie!

Marina:(Emozionata, si copre il volto) Oh!

Riccardo: Vedete? Pure Marina emozionata Eh, Ma?

Marina: S, sarebbe bellissimo

Enrico: Perch? C qualche problema?

Marina: No!

Anita: Beh, abbiamo parlato di nipotino. In realt potrebbe anche essere femmina. (Fa per riaccendersi la sigaretta elettronica)

Marina: S, infatti

Enrico: Ah, s, certo

Riccardo: Maddalena avrebbe il suo da fare, e noi diventeremmo nonni!

Marina:S, Riccardo: nonni! Ma state pur certi che per il momento non lo .

Enrico: Oh, non contraddico. Le donne hanno un sesto senso per certe cose. Basta che sia in salute

Marina: Ma certo!

Riccardo: Quello che dice la mamma non si discute. Io lho sempre detto.

Tutti ridono.

Marina: Ma ora non stare a rovinare il parquet Su, Riccardo. (Conduce Riccardo sul tappeto)

Riccardo: Volevo prendere

Marina: Te lo do io.

Anita: Ah, questo parquet! Ma perch non gli cambi le scarpe?

Marina: (A Anita, sorridente) Sempre a mettersi quelle col tacco. Vedi?

Enrico: Ah quanto pare, Riccardo, non andiamo pi bene per le scarpe. (Ride)

Riccardo: Diglielo, Enri!

Enrico: (Sorridente) Beh, quelle tacchettate sono le pi eleganti Guarda qua, le indossopure io.

Marina: Ecco, appunto

Riccardo: (Sorridente) Mio padre le usava sempre. Lui s che conosceva lo stile!

Marina: Gi, lo stile

Enrico: Le portava anche mio padre. Ne aveva un paio di una pelle particolare... Strano, no? (Ride, poi)Non ricordo di cosa. Forse serpente...

Riccardo: Gi, serpente... Mio padre le aveva laccate

Enrico: fu l che me ne innamorai.

Riccardo: portava quelle francesine.

Enrico: Le francesine, s. Coi lacci.

Riccardo: Coi lacci esatto. Non usava altro. Anche il padre di Ma le usava quando andava in tribunale. Facevano un suono Il suono pi bello del mondo.

Enrico: Ah, davvero?

Marina: Gi

Enrico: (A Marina) Cosa faceva?

Riccardo: Era un noto avvocato.

Marina: S, era un avvocato

Riccardo: Come Maddalena, insomma.

Enrico: Oh, ma le scarpe di mio padre, quelle dovevate vederle.

Anita: (A Marina) Prendiamoci qualcosa.

Marina: Da bere? Perch no? (Anita e Marina si alzano e si dirigono al carrello di alcolici)

Enrico: Beh, mi prendo qualcosa anchio. (Si alza e si dirige verso il carrello)

Anita: Ma hai sentito cosa abbiamo detto prima?

Enrico: Oh, su, non rovino niente!

Marina: Quanta roba.

Riccardo: Hai visto, Ma? Hai visto quanta roba che c?

Marina: Questo parquet, dobbiamo farci attenzione. Resta l, Riccardo.

Riccardo: Non mi sono mosso, Ma. Tanto non voglio niente.

Marina: Si rovina con quelle scarpe.

Riccardo: (Sorride)Mia moglie si preoccupa sempre per ogni cosa.

Anita: Beh, una donna premurosa.

Riccardo: Oh, s. Assolutamente.

Anita: (Indicando le patatine) Vuoi?

Marina: Oh, no, grazie. Da quelle sto alla larga.

Enrico: Ci sono delle forbici qui?

Marina: Forbici? No.

Anita: Cerca in cucina.

Enrico: Queste etichette dietro il collo: le fanno sempre troppo spesse e alla fine infastidiscono.

Riccardo:Le etichette delle maglie? S, anche a me.

Enrico: Maglie, cappotti Non hanno ancora capito che non servono a niente.

Marina: Io le tolgo ogni volta.

Riccardo: Vero, Ma! Diglielo un po' Ma!

Anita: (A Enrico) Vuoi il Pastis?

Enrico: C anche il Pastis?

Anita: S.

Enrico: Mio figlio non sbaglia mai. Versamene un po'. Guardo se ci sono delle forbici.(Mentre fa per andare) Con ghiaccio!(Esce per i corridoi interni)

Anita: (Versa il Pastis in un bicchiere) Voi?

Marina: Per me lo spritz va benissimo.

Anita: Anchio. Il Pastis non lho mai sopportato. Neanche lodore.(Facendo per versare lo spritz in un bicchiere)Noi in pellicceria non le mettiamo. Le etichette, intendo

Marina: Ah, non le mettete?

Anita: Certo, ma non cos. Applichiamo un trattamento tale che letichetta rimane perfettamente aderente al tessuto, morbida, come se non ci fosse. (Porge il bicchiere a Marina) Ecco, tieni.

Marina: No, no, prendi pure. Lascia fare a me.

Anita: No, figurati.

Marina: (Afferrando il bicchiere) Beh, allora grazie. Oh, quanto piacerebbe anche a me avere una pelliccia tutta mia.

Riccardo: Ti piacerebbe, eh, Ma? (Il cellulare emette un suono. Lo estrae dalla tasca e legge)

Marina: E solo che penso troppo a quei poveri animali. Insomma la cosa mi fa impressione.Sono piuttosto sensibile allargomento (Nota che Riccardo al cellulare)

Anita: Beh, se pensi che i nostri sono prodotti certificati

Marina: S, hai ragione pure tu.(A Riccardo) Tu, Riccardo, non vuoi niente?

Riccardo: (Leggendo ancora al cellulare) Oh, no, amore, grazie.

Marina: Qui c di tutto. Magari un bitter

Riccardo: (Scrivendo al cellulare)Vada per il bitter, s Ah, versamelo in un bicchiere.E delle arachidi

Marina: S.I bicchieri

Anita: (Indicando i bicchieri) Qui.

Marina: S, grazie. (Facendo per versare il bitter in un bicchiere)Chi , Riccardo?

Riccardo: (Finendo di scrivere al cellulare) Oh, nessuno amore. Solo il Caldara che mi chiede per domattina.

Marina: Ah! Il Caldara.

Anita: Chi ?

Marina: Oh, uno col quale organizza dei tour in bicicletta.

Anita: Ah! (A Marina, sottovoce) Passione per il ciclismo?

Marina: (A Anita, sottovoce) Puoi dirlo forte. Mammamia!

Anita: (A Marina, sottovoce) Insopportabile?

Marina: (A Anita, sottovoce) Non parlerebbe daltro.

Anita: (A Marina, sottovoce) Come il mio col Pastis.(Trattengono le risa)

Riccardo: (Riponendo il cellulare in tasca) A proposito, Enrico! (Accorgendosi subito dellassenza di Enrico) Ah, no.

Marina: Tieni, caro. (Porge il bitter a Riccardo)

Riccardo: (Afferrando il bitter) Grazie, amore. (Marina fa per tornare da Anita al bancone e, nel dialogo che segue, mangia di nascosto qualche patatina)

Anita: E in cucina.

Enrico: (Rientrando con delle lunghe forbici in mano) Sono qui. Le ho trovate. Mi avete chiamato?

Riccardo: Il Caldara!

Enrico: Il Caldara

Riccardo: Te lo ricordi? Eh?

Enrico: Il Caldara, s.

Riccardo: Abbiamo ripreso a frequentarci qualche anno fa.

Enrico: Oh, ma senti! Lho incontrato ultimamente, non ricordo dove Non lho visto bene.

Riccardo: S divorziato.

Enrico: Ah, davvero?(A Anita, porgendole le forbici) Tieni, amore.

Anita: (Afferrando le forbici) S.

Enrico:Carina la cucina.

Marina: Hai visto?

Enrico:E molto ordinata. Mi piace, s. Un po' stretta, ma mi piace.(A Anita, mostrandole letichetta della maglia) Eccola qui. La vedi? Toglila per favore.

Anita: Siediti.

Enrico: S. (Fa per andare a sedersi)

Anita: Il Pastis.

Enrico: S. (Afferra il bicchiere di Pastis sul carrello. Poi,a Riccardo) S, mi ricordo bene di lui. Beh, salutamelo appena lo rivedi.

Riccardo: Ma certo, non mancher.

Enrico: Bicchieri di plastica?

Anita: (Con sorriso) Oh, non fare storie

Enrico: Posso capire i piattini

Marina: Almeno non avranno da rigovernare.

Anita: Fa pi aria di festa, amore.

Enrico: Potevamo prenderli di vetro. Di l c una mensola piena.(Mentre fa per sedersi, a Riccardo) Come non sopporto i bicchieri di plastica

Riccardo: Oh, neanche io.

Anita: (A Marina) Che ti dicevo? Per lui il Pastis sacro. (Ride insieme a Marina)

Enrico: (Si siede sul divano. Mentre Anita gli si posiziona dietro facendo per tagliargli letichetta sul collo del maglione)Mi sempre piaciuto il Pastis. Tu dirai che lho scoperto in Francia. No, lho scoperto in Canada. Un gran bel viaggio, sai? Te lo ricordi amore, eh? Ci siamo andati per i nostri venticinque anni insieme. Bello, davvero un bellissimo posto. E non riesco pi a liberarmene. Quel retrogusto di anice che ti lascia in bocca...

Riccardo: Anice, eh?

Enrico: Anice, s, il Pastis fatto con lanice.

Riccardo: S, s, lo so.

Enrico: Ehi!

Anita: Sta un po' fermo! (Taglia letichetta) Ecco qua. (Passa letichetta e le forbici a Enrico e fa per tornare da Marina, che le passa lo spritz)

Enrico: (Guardando letichetta) Guarda qua che roba. Guarda. Mi viene il prurito solo a guardarla una roba simile.

Riccardo: S, vero. Anche io me li faccio togliere sempre. Eh, Ma?Ma perch non ti siedi, Ma?

Marina: Aspettavo Anita. (Fa per sedersi insieme ad Anita)

Enrico: Che poi i bicchieri di plastica, i piattini, li trovo proprio disgustosi, offensivi direi quasi Col Pastis, col vinoProprio non centrano niente. Rovinano tutto. La plastica proprio non la posso vedere. Bah! (Controlla il cellulare, poi lo ripone in tasca)

Marina: E cos siete stati in Canada?

Anita: S, stato circa cinque anni fa.

Riccardo: Una volta sono stato a Le Havre. Con la nave, sai? Unesercitazione.

Enrico: Le Havre in Francia.

Riccardo: S, lo so. Dicevo solo che in Canada non sono mai stato.

Enrico: Perfetto. Un paese a dir poco meraviglioso. Il nazionalismo lo respiri in ogni angolo del paese.

Anita: Ah, vero, s. Quel senso patriottico

Enrico: Dovremmo essere cos pure noi.

Marina: Dove eravate?

Enrico: (A Anita) Dove eravamo?

Anita: A Montreal.

Marina: Ah!

Anita: Sai dov?

Marina: No.

Anita: A sud.

Enrico: Sud-est per lesattezza. L s che leconomia funziona.

Marina: No, noi per il venticinquesimo siamo stati in tuttaltro posto.

Anita: Ah, e dove?

Marina: Le Maldive. Oh, vedeste che acqua, che sole, che pace. Vero, Riccardo?

Riccardo: Gi

Enrico: Bello?

Marina: Bellissimo.

Anita: Quanto?

Marina:Due settimane.

Anita: Due settimane alle Maldive.

Marina: Siete mai stati?

Anita: Alle Maldive? No.Potremmo andarci per...

Enrico: Un mio amico c stato e ha detto che preferisce la Sardegna.

Riccardo: Beh, forse

Anita: La Sardegna, s, la Sardegna. Noi ci siamo stati. E stato laggi che ci siamo fatti i tatuaggi, vero? I gemelli.

Enrico: Gi.

Marina: Avete dei tatuaggi gemelli?

Anita: S, qua dietro la spalla: volevamo un ricordo, sai? Per lacqua e per il sole niente di meglio.

Marina: No, no, davvero, credimi.

Anita: Io dubito

Marina: S, ma se poi andate in Canada

Anita: Beh, cosa centra?!

Marina: Prima di dirlo dovreste andarci.

Anita: Oh, ma che?!

Marina: Noi pure in Sardegna siamo stati.

Anita: Ah, s?

Riccardo: A tratti la preferisco

Marina: Per quella sabbia, quel calore, non lo trovate da nessunaltra parte.

Anita: Sicuramente.

Marina: Non mi credi?

Anita: S, ti credo.

Marina: Non una goccia di sudore, non una goccia di sudore in tutta la vacanza.

Silenzio.

Enrico: (Controlla il cellulare, poi lo ripone in tasca)Quando ci siete andati?

Riccardo: Oh, era un febbraio.

Enrico: Dunque voi festeggiate lanniversario

Riccardo: Il tredici febbraio

Enrico: Tredici febbraio

Riccardo: Gi

Enrico: Non credo sia un problema ormai a chiederlo, no?

Riccardo: (Sorridendo) No, no, figurati.

Marina: E voi?

Anita: Aprile.Il ventisette.

Marina: Ah, aprile. Bel periodo.

Enrico: Beh, insomma, vi vedo in forma.Una bella famiglia

Riccardo: (Abbracciando Marina) Oh, pure voi.

Enrico: S, non ci lamentiamo. (Sorride con Anita)

Riccardo: Cosa si vuole di pi?

Enrico: Sono proprio contento, s.So che avete pure un altro figlio

Anita: (Guardando Marina) Ah, credevo fosse figlia unica...!

Marina: No (Sospira)

Riccardo: S, Luca. Luca si arruolato Da quanto, Ma?

Marina: Luca Due anni circa.

Riccardo: Vedi? (Abbracciandola) Lei si ricorda sempre tutto. E entrato esattamente alla stessa et di quando sono entrato io in marina.

Anita: Ah, ma senti.

Riccardo: S. Sono entrato in marina e sono entrato in Marina. Eh? (Ride, ma rendendosi conto che nessuno partecipa) S, comunque tu vedessi, un gigante.

Enrico: E in salute pure lui?

Riccardo: Diglielo, eh, Ma: quanto alto Luca, eh?

Marina: Un metro e novanta.

Anita: Caspita!

Riccardo: Un metro e novanta, capito? Un metro e novanta!

Enrico: Avr preso da qualche nonno.

Riccardo: No, secondo me un corno!

Tutti ridono.

Enrico: (Controlla il cellulare, poi lo ripone in tasca) Dunque arruolato pure lui. Come il padre, insomma.

Riccardo: Anche lui a seguire le orme del padre, esatto.

Marina: Come anche il padre col nonno.

Enrico: E vero. Tuo padre era ufficiale.

Marina: Tre generazioni di marina militare.

Riccardo: Oh, in realt la lista sarebbe lunga. Oh, ma non fare come se fossi solo io!Anche tu sei piuttosto in forma.

Enrico: Sorpreso?

Riccardo: Nientaffatto. (Ride) Qualche segreto?

Enrico: Direi la barca.

Anita: Oh, la barca!

Enrico: (A Riccardo) E tu? Non mi dirai che non hai niente da nascondere

Riccardo: Ah, beh!

Enrico: Suvvia! Non ci credo. Raccontami quello che vuoi ma non venirmi a dire che ti tieni tra il cuscino e le lenzuola...!

Riccardo: E va bene: diglielo Ma.

Marina: La mattina fa cycling.

Enrico: Ah, ciclismo! E ciclismo, no?

Marina: S, ciclismo.

Riccardo: Tutte le mattine.

Enrico: In bici tutte le mattine?

Riccardo: Ho comprato una Bianchi proprio laltro ieri.Eh, Ma?

Marina: Una Bianchi, s.

Enrico: Ah, una Bianchi!

Marina: (A Anita, sorridente) Ora comincia. (Trattiene le risa con Anita)

Riccardo: Non ci sono ancora andato.

Enrico: S, conosco le Bianchi. Un bel modello. (Controlla il cellulare, poi lo ripone in tasca)

Riccardo: Ha unaerodinamica pazzesca.

Anita: Quindi tutte le mattine a correre in bici?

Marina: Beh, quasi.

Enrico: (Rimproverandolo ironicamente) Eh, eh, eh, eh!

Riccardo: No, in realt tutte. Solo in questi giorni non sono andato. Prendo sempre il multivitaminico.

Anita: Ah, davvero?

Riccardo: S, beh ormai ho una certa et

Anita: Beh, complimenti. Anche per Enrico potrebbe essere utile. No, Enrico?

Enrico: Cosa?

Anita: (A Marina) Enrico pigro.

Enrico: Non manco mai la ginnastica prima del lavoro.

Anita: S, cinque minuti e sei gi al caff! (Ride insieme a Marina)

Enrico: No, ma questo non vero.

Riccardo: Se non sbaglio tenevi molto alla Facevi palestra, no?

Anita: Eh, s.

Riccardo: Perch non tenti il multivitaminico?Io ormai mi sono abituato. E unabitudine. Semplicemente unabitudine. Lunica noia che fa fare tanta acqua. Vero, Ma?

Enrico: Ma io la faccio...!(Vedendo che Anita ride, con sorriso) Cosa ridi tu?!

Anita: (Schernendolo) Uno, due, tre. Via, ho fatto anche troppo.

Enrico: Oh, lasciatela perdere!

Tutti ridono.

Marina: Va bene

Anita: (Interrompendola) Un brindisi, allora!

Riccardo: S, facciamo un brindisi!Eh, Ma?

Anita: Ma s dai, perch no?

Marina: Un brindisi, s!

Enrico: Coi bicchieri di plastica?

Anita: Ma s, coi bicchieri di plastica.

Riccardo: Ai nostri due splendidi ragazzi!

Anita: A Maddalena e Giorgio!

Enrico: A Maddalena e Giorgio!E come si dice in francese: sant!

Marina: Pro! (Momento di pausa. Anita e Enrico si fermano e la guardano) Alle Maldive si dice cos.

Anita Enrico: Ah!

Fanno toccare i bicchieri e bevono.

Anita: (Ridendo, a Marina) Oh, ma guarda un po' cosa mi tornato in mente!

Marina: Cosa?

Anita: No, mi tornato in mente di di quel Oh, com che faceva? Youwin!

Enrico: Come?

Anita: Oh, com che si chiamava? Ma non ve lo ricordate?

Enrico: Ah, s, s, forse ho capito, No, non mi viene in mente... Ma ce lho, s, ho capito

Riccardo: Ma cosa?

Enrico: Quel videogioco Come si chiamava?

Anita: Faceva sempre youwin alla fine!

Enrico: Dai, Riccardo! S!

Riccardo: Oh, s, s. Quel

Enrico: Il nome

Riccardo: Come potrei ricordarlo? E passato troppo tempo.

Marina: Ah, ma forse ho capito!

Riccardo: Non lo ricordo davvero.

Marina: Ah, non puoi non ricordarlo!

Riccardo: Ma

Enrico: Era una cosa tipo che col pad facevano una cosa tipo: mezzaluna-pugno, mezzaluna-pugno

Riccardo: Ah, s, s, vero Era Era una cosa cosS

Enrico: Pazienza(Controlla il cellulare, poi lo ripone in tasca)

Silenzio.

Marina: Bene, Ani

Anita: (Interrompendola) Ma perch adesso non parliamo un po' di noi? Eh?! Ci avete raccontato tante cose voi, noi non vi abbiamo detto quasi niente.No, amore?

Enrico: S, vero. E un discorso di parit, insomma

Anita: Io so il tuo, tu sai il mio. Eh, Marina?

Marina: (Con sorriso forzato) Un discorso che ti calza a pennello.

Anita: S, vero. Non si cambia mai. (Ride con Marina)

Riccardo: S, sono daccordo, anche se, beh, da quello che ho capito adesso lavorate insieme. Me lo aspettavo, ecco

Enrico: S, io e Anita gestiamo insieme la pellicceria. Cio in realt io sono al reparto produzione.

Anita: E io vendite.

Marina: Ma che cosa bellissima!

Enrico: Dopo mio padre avevo bisogno di qualcuno che mi affiancasse nel lavoro. Sapete, non me laspettavo, non ero allaltezza Ma perch avrei dovuto chiudere? Insomma gli affari andavano alla grande. E chi meglio di mia moglie poteva fare una cosa del genere? Mio padre diceva sempre che i migliori con cui lavorare sono le persone che abbiamo pi vicino.

Anita: S, io ed Enrico abbiamo passato momenti difficili. Ma alla fine siamo riusciti a cavarcela. Stiamo rinnovando il matrimonio sapete?

Marina: Davvero?

Enrico: (Dolcemente) Oh, amore

Riccardo: Sentito Ma? Eh?Anche noi dovremmo farlo, non credi?

Anita: Ci venuto in mente in questi giorni. Stiamo aspettando che arrivi lanniversario.

Riccardo: Sonoperfettamente daccordo.Mammamia! Mi ricordo di quando facevate le sfilate di presentazione. Te lo ricordi tu, Ma?

Marina: S, ricordo, ricordo. Quelle pellicce che indossavate tu e Anita Comerano belle.

Anita: Oh, s, quelle sfilate. Mammamia

Enrico: Montavamo una passerella apposita nel negozio. Pap ci teneva molto. Aveva molto gusto.

Anita: Era la pubblicit migliore.

Riccardo: S, te lo ricordi Ma?

Marina: Me lo ricordo. Anita ci teneva cos tanto

Anita: S, beh, normale

Marina: Ricordo che passavi giorni interi a prepararti

Enrico: S, vero. La notte dormiva in modo danon scomporsi i capelli.

Anita: Beh, non proprio, dai...

Enrico: Ma come no?!

Marina: Ti facevi pure le foto.

Anita: Eri tu, Marina, che me le facevi.

Marina: S, ma col tuo cellulare.

Riccardo: Beh, insomma, non posso certo dire che Maddalena abbia scelto un cattivo partito.Lascerete tutto a Giorgio, non cos? E il vostro unico figlio.

Enrico: Ma certo. Lasceremo tutto a Giorgio.

Anita: Tutto a Giorgio, s.

Riccardo: Ho saputo che il ragazzo notaio.

Enrico: S, notaio.

Riccardo: Sentito Ma? E notaio!

Anita: E un bonaccione. Sapete, durante il tirocinio si ammal, una febbre, e aveva il permesso di restare a casa. Mi disse: ma secondo te ci devo andare? Certo che no, gli dissi io. Insomma, non ne ha voluto sapere: andato al lavoro anche con la febbre.E il datore ad un certo punto gli fa: beh, tanto domani starai gi meglio. Beh, gli feci, lo avesse detto a me sarei tornata dopo un mese di permesso. E sicuro, s, s, io avrei fatto cos. Ma lui (Ride) Lui non cerano ragioni: and al lavoro per tre giorni con trentasette e otto di febbre. E cos: si fa sempre prendere dalla soggezione.(Tutti ridono)

Riccardo: Beh, normale. Direi che sia semplice apprensione per il lavoro.

Enrico: S, insomma, ordinaria amministrazione

Anita: E questo solo un esempio

Enrico: Un giovane che tiene ai propri risultati. Ha studiato molto.Alluniversit tutti trenta.

Anita: Pensate che a scuola ci portava tutti nove e dieci in diritto.

Riccardo: S, direi che sia unottima cosa. Maddalena s che non avr problemi!

Enrico: Ma perch? C qualcosa che non va nella ragazza?

Riccardo: No. Eh, Ma?

Marina: No, infatti

Enrico: Avete detto che in salute.

Marina: Si, lo .Sanissima.

Enrico: E allora? (Sorride)

Riccardo: Beh, a questo punto posso dirlo, no? Aveva in mente di provare la carriera di cantante.

Enrico: Sul serio?

Riccardo: Renditi conto

Enrico: E tu?

Riccardo: Ah, no, no!No, per me No.Ho provato a dirglielo tante volte, eh, Ma?

Marina: S, s, infatti

Riccardo: Ho passato delle serate da inferno. Beh, non cerano versi, non cerano versi di convincerla.Lei non come Luca Luca sempre stato docile, ecco... (A Marina) No?

Marina: S, s, infatti

Riccardo: Non che fosse il massimo a scuola, per Maddalena s. Maddalena in classe era la migliore.

Anita: Anche Giorgio. Giorgio non aveva rivali.

Marina: Quanto prendeva?

Anita: La media era nove.

Enrico: S, nove.

Anita: E la vostra?

Marina: Otto.

Anita: Beh, va bene lo stesso, dai

Riccardo: S. Solo che quando si impunta proprio non vuole tornare indietro. Anche se, devo ammetterlo, in questi ultimi tempi si era fatta pi

Marina: Pi sorridente

Riccardo: Pi sorridente, s, pi leggera Ha tirato fuori unironia che prima non aveva.

Enrico: Come se avesse trovato la pace, insomma.

Riccardo: S, come se avesse trovato la pace. Esatto.

Enrico: Beh, a volte ai figli vengono in mente certe cose, lecito, ancora giovane, ha tanto da dire, da scoprire,ci si sente invincibili, ma Insomma,non cos facile, no? E un brutto mondo. Certi compromessiMa prima o poi ci si rende conto. Insomma le prospettive cambiano

Anita: Ecco lui col suo sessismo.

Enrico: Non sono sessista. Che dici? Sto solo dicendo che complesso di suo, figuriamoci per una donna. Che poi, s, parliamone del sessismo. Che se una donna non sta al passo delluomo per debolezza, ma se luomo non sta al passo della donna egoista

Anita: Oh, ma guarda che sei

Enrico: Se una donna fa aspettare luomo normale, se un uomo fa aspettare la donna stronzo.

Riccardo: Beh, non si pu avere tutto, no?

Tutti ridono.

Riccardo: S, s, certo. Comunque glie lho detto, glie lho detto Ma bene o male ci arrivata da sola, vedi? O almeno grazie a Giorgio.Sono contento che vada a sposarsi con lui.Almeno adesso sar costretta a frenarsi. E io non le ho detto niente, pensa te.

Enrico: Il richiamo della natura, come si dice! Rimette ogni cosa al suo posto.

Riccardo: Oh, s, ogni cosa al suo posto.Ma a proposito di richiamo Ecco, vedi Ma? Che ti avevo detto? Mi hai fatto bere

Marina: Di gi in bagno?

Riccardo: Quelle vitamine che prendo fanno cos. Beh, almeno non possiamo dire che i reni rimangano fermi.(Ride)

Marina: Mi sembra un tantino forzato

Riccardo: Oh, no, Marina. Ma perch devi dire questo? Beh, sentite, io torno subito.

Enrico: (Controlla il cellulare, poi lo ripone in tasca) Ma certo, certo, vai pure.

Riccardo: (Alzandosi) Grazie. Scusate. Il bagno ?

Marina: Ti accompagno.

Riccardo: Ah, mi accompagni Ma?

Marina: Vai piano. Rovini il parquet. Da questa parte.

Marina e Riccardo escono per i corridoi interni. Momento di silenzio.

Enrico: Senti, secondo me devi chiederlo tu, in privato, daccordo?Marina sa qualcosa. Non so esattamente che cosa, ma sa qualcosa di Maddalena, capisci?E titubante quando parliamo proprio di lei Non la vedi un po' titubante tu?

Anita: S, in effetti sembrata un po' anche a me

Enrico: Va bene. Va bene, daccordo.Senti, magari non vuole dirlo qui davanti a tutti, ma tu puoi cercare di capire meglio, magari da sola con te, fra voi due, fra donne si sentir pi a suo agio.

Anita: Con i giusti tempi: si rischia di dare nellocchio

Enrico: Dobbiamo saperlo, Anita, dobbiamo sapere se Maddalena disposta e in grado di dare alla luce dei figli. Ne basta anche uno.Non possiamo perdere tempo. Capisci che cosa intendo, no? Capisci che cosa intendo? E una questione che vale anche per te. Lo capisci, vero? Lo capisci?

Anita: S, Enrico, ora calmati

Enrico: Va bene, allora parlaci da sola, adesso, appena torna. Io vi lascio sole, trover una scusa. Tu parlaci e vediamo cosa ti dice, daccordo?

Anita: Daccordo

Enrico: Con molta spontaneit, con molta nonchalance

Anita: E quello che ho detto.

Enrico: Bene, bene. Allora (Gli squilla il telefono)

Silenzio. Enrico legge il cellulare.

Anita: E lei?

Enrico: (Si ferma, la guarda un momento, poi) Ti interessa?

Anita: No, anzi rispondile pure.

Enrico: No, qui non mi va.

Anita: E perch?

Enrico: Non mi piace.

Anita: Come vuoi. Hai trovato la scusa per uscire.

Enrico: Sta zitta

Entra Marina dai corridoi interni con due paia di babbucce in mano.

Enrico: E quelle cosa sono?

Marina: Non ho trovato altro. Mentre aspettavo Riccardo ho pensato che possono andar bene, per non rovinare il parquet.

Enrico: E quindi?

Marina: Dovreste metterle.

Enrico: Chi?

Marina: Tu e Riccardo.

Enrico: Oh, io quelle non le indosso.

Anita: Sarebbe carino.

Enrico: Non ci penso nemmeno.

Marina: Ma il parquet

Enrico: Non roviniamo niente. E anche se fosse io quelle non le metto, figuriamoci. Sar stato un capriccio della femmina

Marina: Maddalena

Enrico: S. Le avr comprate a chiss quale baracchina in centro! Posale pure

Marina: (Posando le babbucce ad un angolo della stanza) Le metto qui. (Fa per mangiare delle patatine)

Enrico: E adesso scusate, ma vorrei sgranchirmi un po'. C un balcone di l, vero,in camera da letto?Non ci sono ancora stato.

Marina: Oh, davvero? Ma certo. Vai pure.

Enrico: Vi lascio sole un attimo. Posso?

Marina: E perch no? Almeno avremo un attimo per delle confidenze fra donne. No, Anita?

Anita: S, ovvio.

Enrico: Bene, bene. E quello che vogliamo.(Ride)

Anita: La sigaretta.

Enrico: Dove? Ah, s, qui. (Afferra la sigaretta elettronica, poi) Torno subito.

Enrico esce per i corridoi interni. Momento di silenzio.

Marina: Anita, sono due ore che voglio chiedertelo: ma che cosa stai facendo?!

Anita: (Riferendosi alle babbucce) Perch le hai portate di qua?

Marina: Lo sai perch. Piano piano dovranno pur saperlo!

Anita: E glielo fai capire cos?

Marina: Non ho detto questo!

Anita: Tu reggi finch puoi.

Marina: Dobbiamo dirglielo, Anita! Tu stai

Anita: Lo so, lo so. Poi ti spiegher.

Marina: Stai stai complicando tutto! Non possiamo rimandare ancora. E poi la faccenda se Maddalena incinta o meno Oddio!

Anita: Marina, calma. Ho tutto quanto sotto controllo.

Marina: Senti, io non ho voglia, daccordo? Non facile neanche per me, ok? Non capisco!

Anita: Fai quello che ti dico io e basta.

Marina: Cos non fai che peggiorare le cose, lo sai? Lo sai questo? Va bene, senti, te la vedi da sola poi! Te la vedi da sola!(Breve pausa, poi) Oh, magari te la potessi vedere da sola!

Anita: Ecco, brava! Allora siccome siamo in due limitati a seguirmi.

Riccardo entra dai corridoi interni col cellulare in mano.

Riccardo:Hai visto che bel bagno, Ma? Voi lo avete visto? C una bella finestra, eh?! (Si dirige verso il bancone ma vede le babbucce in terra) E queste cosa sono?

Marina: Dovreste indossarle.

Riccardo: Indossarle chi?

Marina: Tu ed Enrico.

Riccardo: Ah, non ci penso nemmeno.

Marina: Non ho trovato di meglio.

Riccardo: Oh, amore, su, adesso secondo te per un semplice parquet mi dovrei mettere quelle!

Marina: Beh, invece dovreste farlo. Con quelle scarpe finirete per rovinarlo.

Anita: E vero, finirete per rovinarlo. (A Marina, sorridente) Immaginatelo con quelle ai piedi

Marina: Oh, mammamia! (Ride con Anita)Su, mettitele, dai!

Riccardo: Amore, per favore

Anita: Ma perch no?

Marina: Ma te lo immagini? Luomo della foresta!

Anita: Lhobbit! (Ride con Marina)

Riccardo: S, carina questa (Ride un po' forzatamente)Beh, allora guarda, guarda come cammino, guarda. (Cerca di addolcire goffamente la camminata) Ecco, vedi?Cos non si rovina. (Si dirige verso il bancone)

Marina: Vai sul tappeto.

Riccardo: Tu non vuoi niente, Ma?

Marina: No, per ora no.

Riccardo: Mangia qualcosa. Non hai mangiato niente.

Marina: Ho detto no, ora non mi va.

Riccardo: Non ti innervosire.

Marina: No, non mi innervosisco. Hai fatto tutto?

Riccardo: (Mentre posa il cellulare in tasca) Dove?

Marina: In bagno. Hai fatto tutto?

Riccardo: Che domande fai?

Marina: Niente, lascia stare

Riccardo: Ma tu guarda quanta roba hanno preparato (Fa per prepararsi un piattino)

Enrico entra dai corridoi interni mentre posa il cellulare in tasca.

Enrico: (Sorridente) E incredibile come tutte le scarpe sparse in camera da letto siano da uomo. Si vede che Giorgio ha perso il senso dellordine. Ah! (A Marina e Anita) Capito, no? Notaio! Senso dellordine!(Guarda per un momento Anita, che ricambia lo sguardo come a dire che non ci sono problemi. Poi, contento, a Riccardo) Riccardo, Riccardo (Posando un braccio sulla spalla di Riccardo) Ma ti rendi conto? Rivederci in questo modo!

Riccardo: S, ha davvero dellincredibile.

Enrico: Ci copiavamo a scuola, e ora guarda dove siamo!

Riccardo: Gi, trascorsa una vita

Anita: Ah, voi vi copiavate a vicenda?

Riccardo: S, ci copiavamo spesso

Enrico: Beh, Riccardo, tu copiavi, io non proprio

Riccardo: Oh, su

Enrico: S, insomma, non era copiare

Anita: Beh, hai detto questo.

Enrico: Avevo un sistema pi efficace: mi facevo solo fare i compiti da qualcun altro. (Ride)

Riccardo: E con quale sistema!

Marina: Quale sistema?

Riccardo: Riusciva a rubare le verifiche che i professori ci avrebbero datoin settimana.

Enrico: Dio, non lo dimenticher mai! La prima volta ci presi otto, se non sbaglio.Otto e mezzo!

Riccardo: E ci credo! Fu la media generale. Facesti le fotocopie in segretoper tutta la classe!

Enrico: Ero altruista, gi!

Anita: (Ride) Altruista!

Enrico: Beh, alzai la media di tuttie in cambio mi facevo fare i compiti. Poi un giorno il bidello mi scopr, ma tanto ormai lanno era finito, eh, eh Fu quel leccaculo del Romanelli.Una volta stavo per spintonarlo sotto lautobus.

Marina: (Ironica) Certo, a ben pensarci, non si pu dire che sia stato copiare!

Enrico: No, infatti!

Anita: (Ironica) No, no! A ben vedere direi che sia quasi peggio! (Ride con Marina)

Enrico:(Sorridente) Beh, comunque non era copiare. Non era copiare...! Voi avete usato copiare, e io no, non copiavo! Non copiavo!(Ridono. Solleva il coperchio del vassoio centrale. Guarda il contenuto, poi) Ma che roba ?

Riccardo: Ah, non ho idea.

Anita: Ah, quello Quello Come?

Marina: Evindaloo.

Riccardo: Vin?

Marina: daloo.

Enrico: Vindaloo?

Anita: E un piatto indiano.Lo hanno preparato per voi.

Enrico: Ah. Mmm Avevi detto che non sapeva fare neanche un uovo sodo.

Riccardo: Maddalena mangia indiano? Da quando?

Marina: Lo sai come sono i giovani, no? Ormai dobbiamo aprirci a tutto.

Anita: Devessere buono. C anche un sentore di curry: una spolveratina a crudo, sai? Dicono che ci sta benissimo.

Enrico: (A Riccardo) Tu mangi indiano?

Riccardo: Mai andato. Anzi mi rifiuto proprio. Vero, Ma?

Enrico: Pure io.

Riccardo: A me cucina solo lei.

Enrico: Io non lo prendo.

Anita: Oh, andiamo

Enrico: Ma perch cibo indiano?

Anita: Perch volevano fartelo. A loro piace.

Enrico: Ho capito ma a me no!

Riccardo: Io ai ristoranti stranieri non vado mai. Ho sempre detestato anche solo lodore. Per me come si mangia qua da noi non lo trovi da nessunaltra parte.

Enrico: Dicono che il cibo del futuro saranno addirittura gli insetti.

Marina: E vero.

Anita: E vero, vero. Gli insetti.

Riccardo: Se li mangino. Io preferisco la mia bella bistecca. Eh, Ma?

Enrico: Appunto, se li mangino.

Anita: Oh, io adoro il giapponese.

Marina: Non ci sono mai stata, sai?

Anita: Oh, tu sentissi che roba

Enrico: Bah!

Anita: (A Riccardo) In realt una volta ci venisti tu.

Riccardo: Io?

Anita: S, eravamo noi.

Riccardo: Non ricordo

Anita: Come no? Vi eravate appena fidanzati. Non ricordate?

Marina: Dal giapponese?

Anita: S, dal giapponese.

Marina: No, Anita, io dal giapponese non sono mai stata.

Enrico:Io non ricordo bene...

Anita: Avremmo avuto ventitr, ventiquattro anni massimo.

Marina: Infatti, non ero io.

Enrico: (Realizzando) No, non

Riccardo: Oh, no! No, era Era Vanessa.

Anita: Ah, era Vanessa?

Marina: (Guardando Anita) Gi

Momento di silenzio.

Marina: Va bene, sentite, avremmo da dirci qualcosa

Anita: No, Marina

Marina: Cosa?

Anita: Era davvero Vanessa?Cavolo. Si parla davvero di tanto tempo fa. Troppo.

Enrico: Trentanni davvero.

Marina: Scusate

Anita: Che poi non si fece pi sentire anche lei.

Riccardo: Per forza.

Marina: Anita

Riccardo: Lasciamo perdere?

Enrico: Quanti anni avevi? Ventisei?

Riccardo: No, aspetta, prima.

Enrico: Macch prima!

Riccardo: Stavo gi con Marina a ventisei.

Enrico: No, Marina non cera ancora.

Marina: No, aspetta, io cero.

Enrico: Ah, s?

Anita: Poi non vi siete pi fatti vedere, non ricordo

Riccardo: Noi?

Anita: Cosa?

Riccardo: Semmai siete stati voi a non esservi pi fatti vedere.

Enrico: Aspetta, aspetta, aspetta Come noi?

Riccardo: Non vi abbiamo pi visto.

Enrico: Ma io ti cercai.

Riccardo: Non ricordo quando.

Enrico: Beh, pensaci. Con calma, mmm?

Marina:Possiamo

Riccardo: No, Enrico, non come dici.

Enrico: Ma senti l!

Anita: Le occasioni sono state pi duna.

Marina: Enrico, Anita

Anita: Tu, Marina, dovresti ricordare qualcosa, no?

Marina: Oh Dio santo

Enrico: Riccardo, pensa a quello che dici: vorresti dire che siamo stati noi ad allontanarci?

Riccardo: Beh, se vogliamo metterla cos. Eh, Ma?

Enrico: Mi sembra assurdo.

Anita: S, insomma, assurdo.

Riccardo: Sentite, non prendetemi in giro: non il caso di ricordare Vanessa.

Enrico: Non ti ho detto di ricordarla.

Riccardo: Vanessa stata Vanessa. Ognuno ne ha fatto il suo gioco, e lei ora non c pi, daccordo?

Enrico: Che intendi con il suo gioco?

Anita: Enrico

Enrico: No, no, voglio sentirmelo dire.

Anita: Enrico, lasciamo perdere. Va bene?

Enrico: S, ma non capisco cosa intende.

Anita: Lascia stare. Vanessa del resto ha fatto il suo tempo, ormai non ci riguarda pi.

Marina: E la portavi dal giapponese.

Riccardo: Cosa?

Marina: Ho detto che lei ce la portavi.

Riccardo: Che hai, Ma? Sei gelosa?

Marina: Non ho niente.

Riccardo: Stiamo parlando di trentanni fa.

Marina: Trentanni fa, esatto.

Riccardo: Non capisco.Che ti prende, Ma?

Marina: Mi prende che lei ce la portavi.

Riccardo: E quindi?

Marina: Nulla.

Riccardo: (Facendo per cingerle le spalle)Ah! La mia Ma gelosa.

Marina: (Scostandosi) Non mi toccare!

Riccardo: Perch devi fare cos, Ma?

Marina: Tu hai fatto tutto, vero?

Riccardo: Come?

Marina: In bagno. Hai fatto tutto?Col Caldara?

Anita: Col Caldara?

Marina: Adesso mangi il vindaloo!

Riccardo: Perch devi fare cos!

Marina: Mangia il vindaloo!

Riccardo: No, no, il vindaloo non lo voglio!

Marina: Oh, s, s, s, s, s!

Riccardo: Smettila, Ma! Smettila!

Anita: Sentite, forse il caso di darci una calmata ora, va bene?

Momento di silenzio. Tutti si siedono.

Anita: Ecco, adesso cerchiamo di andare daccordo.

Marina: S, scusate

Anita: Del resto, siamo qui per i nostri figli

Enrico: Ma s, infatti: per i nostri figli. Pensate cosa ci regaleranno! Un bel nipotino.

Anita: Maschio!

Enrico: Maschio, certo.

Anita: Ai nostri figli: Maddalena e Giorgio.

Enrico: Oh, s, amore!

Anita: Ma ci pensi, Enrico? Nonni!

Enrico: Di un bel pargoletto!

Anita: Non sei contento?

Marina: Senti, Anita, perch non glie lo diciamo? Non posso andare avanti

Anita: Ma certo. Adesso puoi.

Enrico: Cosa?

Anita: Dirti una grande novit!

Enrico: Ah, davvero?

Marina: Sentite, avremmo qualcosa da dirvi

Riccardo: Io non voglio che queste persone diventino miei consuoceri!

Anita:(Pausa) Oh!

Enrico: (Ridendo) Dice a noi? Dice a me?

Anita: Enrico

Enrico: (Ridendo) Che cazzo vuole?

Riccardo: Io non voglio diventare consuocero di questi qui!

Enrico: E impazzito! (Ride)

Marina: Riccardo, basta!

Enrico: (Ridendo) Stattene buono, Riccardo. Anche tua moglie te lo dice.

Riccardo: Non voglio che mia figlia copuli con suo figlio.

Silenzio. Anita comincia a ridere.

Enrico: (Ridendo) Avresti qualcosa da dire su mio figlio?

Riccardo: Ho detto qualcosa su tuo figlio?

Enrico: (Ridendo) Eh, gi. Perch il notaio in casa fa comodo a tutti! Cos la ragazzina sistemata,eh? Dai Avresti davvero il coraggio di dire di no?Lo sai anche tu che tua figlia ha bisogno di una sistemazione, soprattutto adessoNon si campa con la fantasia. E questo, Riccardo, lo sai pure tu. Anita, che minchia ridi?

Anita: (Riprendendosi) No, niente, niente Mi ha fatto ridere copulare

Enrico: Tu ti stai divertendo, Anita.

Anita: Oh, no!

Enrico: Oh, s! Tu ti stai divertendo!

Anita: Sta zitto! Non colpa mia se ti trovi nei casini!

Enrico: Senti sono gi abbastanza teso di mio!

Marina: Che casini?

Enrico: No, niente!

Anita: Oh, casini in cui si ritrovato.

Enrico: I miei casini sono anche i tuoi casini. Ricordatelo.

Anita: In poche parole

Enrico: Anita...!

Anita: In poche parole!

Enrico: Anita?!

Anita: (Ridendo) Qui abbiamo bisogno di un figlio maschio.

Marina: In che senso?

Enrico: Oh, porca puttana!

Riccardo: Amore, devo riandare in bagno. Le vitamine mi fanno andare

Marina: (Disinteressata a Riccardo) Vai.

Riccardo: Guarda, non mi considera nemmeno pi!

Marina: Riccardo

Riccardo: Ogni cosa pi importante di me!(Estrae il cellulare) E con questo? Questo qui? Con questo qui divento importante?

Marina: Sta zitto, Riccardo!

Riccardo: Mi hai distrutto, mi hai disintegrato, mi hai umiliato nel peggiore dei modi! Ho pure venduto la barca! Non ti permetto di trattarmi cos! Sei stata tu ad averlo voluto!

Anita: Cosa?

Marina: Niente

Anita: Dimmi che cosa?

Riccardo: Anita, sta zitta, non posso pi sentirti parlare!

Enrico: Ehi, vedi di darti una calmata ora!

Riccardo: Vanessa fuggita per colpa vostra!

Enrico: Cosa?

Riccardo: Vanessa fuggita per colpa vostra!

Enrico: Ma cosa centra?

Riccardo: Ci siete stati tutti e due!

Enrico: In che senso? Un triangolo?

Riccardo: S, un triangolo. (Anita ride)

Enrico: Che minchia dici? Che minchia dici? Chi ti ha raccontato queste minchiate? (A Marina) Sei stata tu?

Marina: Io

Anita: Le pellicce sono fatte col poliuretano!

Silenzio.

Marina: Ah, davvero?

Enrico: Fanculo, Anita!

Anita: Non mi interessa

Marina: Vendete pellicce di poliuretano?

Enrico: Non sono di poliuretano.

Anita: Una percentuale s. A prezzo pieno.

Marina: Vendete pellicce con poliuretano a prezzo pieno?

Enrico: Beh, cosa c di male? Lo fanno tutti. Ormai una cosa regolare:non pi leconomia di prima.

Riccardo: Io te lo avevo detto che non ti saresti dovuto fidare.

Enrico: Tu fatti gli affari tuoi.

Riccardo: Io te lo avevo detto che lei ti avrebbe rovinato! Tu ti arrabbiasti!

Enrico: Sta zitto!

Anita: Oh, non lho rovinato. E solo che campa coi fondi dinvestimento. Ordine nuovo si chiama. Se non dar la garanzia di un erede per progetti a lungo termine i fondi non gli saranno pi concessi, e lazienda dovr chiudere.

Enrico: Brava, hai detto tutto ora?

Anita: Non tutto.

Enrico: Oh, s, s. S, s Continua pure. Tanto ormai tu non vai da nessuna parte

Anita: Oh, ma questo ormai lo so.

Riccardo: Bella fine la ditta di tuo padre.

Enrico: Non nominare mio padre, capito? Non nominare mio padre! Lui ti ha dato lavoro quando eri in mezzo alla strada! Non sei venuto neanche al suo funerale!

Riccardo: Gi ci eravamo persi di vista!

Enrico: Saresti dovuto venire!

Riccardo: Non ho potuto!

Enrico: S, non ha potuto Perch aveva da fare cycling sto pensionato. Maledizione, quanto odio i ciclisti in mezzo alla strada!

Marina: Basta, smettetela!

Enrico: Beh, a me non importa. Non importa niente di te, di questo e di questaltro, non mi importa nulla!E non dovrebbe importare nulla neanche a voi! Mi basta che fuori di qui le cose vadano per come devono andare. Tua figlia ha bisogno di una sistemazione

Riccardo: S

Enrico: Beh, pure io. Quindi va bene... Basta che vadano daccordo loro due, no? Se vanno daccordo loro due tutto ok, no? Diglielo un po', Marina.

Marina: S

Enrico: Su, Riccardo, lo sai anche tu, lo sai anche tu che non puoi farlo.

Riccardo: (Pausa, poi) S, sono daccordo. Per il bene di mia figlia (Anita ride, poi si ferma) Per il bene di mia figlia direi che...

Anita: (Riprende a ridere. Enrico e Riccardo la guardano) No, no, scusate, che (Trattiene le risa) E che

Marina: Anita

Anita: No No, no Sto bene Mi (Trattiene le risa e prende fiato) Sono calma, ok. Sono sono calma ecco sono calma son sono calma (Riprende a fumare la sigaretta elettronica)

Riccardo: Che i nostri figli si sposino, e lasciamo da parte ogni rancore.

Enrico: Sono daccordo. Non c per forza bisogno di litigare (Si stringono la mano) Ormai il passato passato, no?Ed il presente il presente. Del resto, guarda qua. (Prende le babbucce da terra) Guarda qua che cosa combinano. Non danno gi con questo lidea di andare damore e daccordo? Non possiamo rovinare tutto. Guarda qua. Questo cos un coniglio?

Riccardo: Sembra pi un orsacchiotto.

Enrico: Sar stata sicuramente Maddalena ad aver costretto Giorgio a comprarle. Guarda qua. (Muove le babbucce, animandole) Ciao. (Ride) Te li immagini con queste qua addosso? (Ride con Riccardo. A Anita, animando le babbucce) Ciao Anita! Ciao Anita! Sii buona Anita! Fai la brava!.(Si ferma. Pausa, poi) Amore, quanto porta Giorgio di scarpe?

Anita: Ah, non so, mi pare un quarantatr.

Enrico: Un quarantatr E Maddalena?

Riccardo: Maddalena mi sembra un trentanove, quaranta

Marina: Un trentanove, s

Riccardo: S, un trentanove

Enrico: Perch allora ho in mano un quarantasei?

Anita: Ah, non lo so Si vede che Giorgio cresciuto (Guardando Marina) E sviluppato!

Enrico: (Pausa, poi) Marina, avevi da dirci qualcosa se non sbaglio.

Riccardo: S, perch non ce lo dici? (Pausa) Amore?

Marina: Sentite la scorsa domenica ci siamo viste con i nostri figli

Enrico: Chi?

Marina: Noi due, io e Anita. Ci hanno chiamate e ci siamo incontrati in un bar

Riccardo: Ah.

Marina: Ci siamo ritrovate faccia a faccia cos, non non sapevamo niente, non Oh, come la spiego questa?(Sospirando) Oddio

Enrico: Beh?

Riccardo: C qualcosa che non va...?

Anita riprende a ridere sonoramente. Tutti la guardano, poi, lentamente cominciano a ridere insieme a lei. Grande risata generale, mentre ognuno scambia sguardi e risa con gli altri. Infine tutti si placano e, lentamente, fanno tornare il silenzio.

Marina: Luca e Giorgio stanno insieme da due anni.

Enrico: Cosa?

Riccardo: Come?

Marina: I nostri figli maschi convivono qui.

Enrico: Cio?

Anita: (Con grande sorriso) Sono omosessuali!

Silenzio.

Riccardo: Vado un attimo in bagno a Sapete le le vitamine, no?

Silenzio. Riccardo esce con freddezza per i corridoi interni e lo si sente vomitare da fuori.

Enrico: (Ridendo e puntando col dito Marina e Anita, mentre Riccardo fa per rientrare e mettersi a sedere) Ma che bello scherzetto, eh? Che bello scherzetto...! E cos vorreste farmi credere ad una cosa del genere!? (Pausa, le guarda, poi)Vorreste dirmi che tutta una farsa?!

Marina: Luca e Giorgio sono una farsa

Enrico: E impossibile!

Anita: Ah, ma non tutto!Si sono convertiti al buddismo. Stanno facendo la cerimonia indiana in questo preciso istante.(Pausa) Verranno col turbante, capite? Con la tunica Allah, Allah, Allah!

Marina: No, quello lislam

Anita: E lislam, s, cosa , !

Silenzio.

Riccardo: Io non lo voglio vedere.

Marina: Riccardo

Riccardo: Io non lo voglio!

Marina: Senti, Riccardo, difficile anche per me, va bene?

Riccardo: Io pensavo che fosse in marina!

Marina: Luca in marina!

Riccardo: Pensavo che avesse trovato una stabilit! Con tutto quello che ho fatto per lui!

Marina: Hanno fatto tutto quello che hanno detto di fare. Solo che questo non lhanno detto.

Riccardo: E omosessuale! Ed pure buddista!Mi deprime! Mi ha voluto fare uno spregio! Cosa gli hai detto tu? Cosa gli hai detto tu quando te lo disse?

Marina: Cosa volevi che gli dicessi?

Riccardo: Cosa volevo che!? Ma come? Oh, no, no, no! No, dovevi dirgli che, no! Che era una sciocchezza, che Che

Marina: Riccardo, non era cos semplice. Pensa in che situazione mi sono trovata! Con questa becera che mi hanno messa di fronte!

Riccardo: Quindi sei rimasta zitta?Non gli hai detto niente?

Marina: Riccardo sono stata zitta! S, sono stata zitta! Mio Dio!

Anita: Assolutamente zitta. Lho vista io.

Riccardo: Quindi sei rimasta zitta?

Anita: Ho fatto la rima!

Riccardo: Dov Maddalena?

Marina: Maddalena ha un provino domani. E gi in treno.

Riccardo: Ha un! Non mi sento bene!Scusate (Fa per alzarsi)

Marina: Oh, Dio, Riccardo!

Riccardoesce di corsa per i corridoi interni.

Anita: E cos io sarei la becera, eh?!

Marina: Sta zitta, Anita!

Enrico: (A Anita) Questo un tuo sporco gioco! (Anita ride) Questo un tuo sporco gioco!

Anita: Bene, uomo! Va bene! Mettila pure cos!

Enrico: Mi hai. Ah, che puttana! Mi hai voluto far credere che andasse tutto bene, non cos? Mi hai voluto illudere fino alla fine!

Anita: S, esatto! E ne sono tremendamente felice! Che divertente sei stato! Uno spasso!

Enrico: Fanculo! A teA te non frega niente di come andr a finire Non ti importa!

Anita: No! No, non me ne importa niente. Scoppia! Scoppia, bastardo! Adesso puoi pure scoppiare! (A Marina) Ha fatto la separazione dei beni e li ha assegnati tutti a suo nome.

Enrico: Ah! Avresti voluto, eh?! Avresti voluto prendere e andartene impunemente, vero?!

Anita: Ma se stiamo rinnovando il matrimonio! (Ride)

Marina: Perch rinnovate il matrimonio?

Enrico: (Pausa) Pubblicit.

Anita: Ordine nuovo vuole investire solo su chi rispetta certi criteri. Ed io ed Enrico siamo una famiglia ideale, vero Enrico?

Enrico: Verissimo, amore.

Anita: Cos i fondi non ci verranno tolti.

Enrico: Ecco qua.E ora tieniti la tua Smart.

Marina: Una Smart?

Enrico: Una Smart rosa e nera. La sua preferita. Il chicco. Glie lho lasciata. Almeno qualcosa le rimasto.

Anita: Pezzente.

Enrico: Tu non hai capito con chi hai a che fare! Non hai capito una minchia! Tu non hai capito proprio una beata minchia! Oh, oh, oh! La troia la fai, s, ma a casa mia!Ti ho dato da lavorare, ti ho fatto entrare nella ditta di mio padre!

Anita: Bellaffare!

Enrico: Voleva andarsene con met della mia roba questa logora.Lasciarmi senza pi niente cos, su due piedi, e lei a tasche belle piene con quel rincoglionito di... Oh, porca miseria, non farmici pensare che!

Anita: (Ridendo) Doveva essere lerede della ditta! E invece lo ha dovuto licenziare! (Ride)

Enrico: Stai provocando, Anita! Stai attenta!

Marina: Giorgio non vuole

Anita: Giorgio non vuole, no, non vuole la ditta! Non vuole niente. Non voleva neanche essere notaio.

Marina: E allora perch?

Anita: Perch serviva.

Enrico: Lho fatto studiare. Lho indirizzato negli studiper farlo lavorare con me e per me. Ci avrebbe solo guadagnato.

Anita: Beh, ma in fondo notaio lo diventato, no?

Enrico: Maledetta bastarda!

Marina: Neanche Luca era da carriera militare. Voleva fare il pittore.

Riccardo: (Rientrando dai corridoi interni) Il pittore! Il pittore, ti rendi conto!? Passava le giornate non so neanche io come,e non parlava che degli impressionisti! Degli impressionisti! Ma chi diavolo se ne sbatte degli impressionisti! Io lho mandato in marina, non potevo vederlo a non fare niente!

Marina: Diciamo che non vedevi lora, Riccardo.

Riccardo: E tu accondiscendi a tutto questo?

Marina: Io non accondiscendo proprio a niente!

Riccardo: Potevi dirgli che non bene. Potevi dirgli che certe cose che certe cose non non sono normali. Che sono periodi. Che si poteva fare qualcosa. Magari sentire qualche esperto in privato. Che un militare come lui Suo nonno era un ufficiale!

Marina: (A Anita) Dipingeva nella sua stanza a giornate intere. Diceva che voleva fare una mostra.

Riccardo: E Maddalena ancora con questa storia!?(Crolla a sedere)

Enrico: S, giusto! Pensiamoci un po': una ragazza come Maddalena si sarebbe messa in disparte per

Anita: No, non hai capito.

Marina: Maddalena e Giorgio non sono mai esistiti se non per copertura

Enrico: Non ci credo!

Marina: Lo racconteranno appena saranno qui.

Enrico: Ah, perch? Verranno tutti e tre?

Marina: Avevamo solo il compito di anticiparvelo, ora non vi resta che vedere coi vostri occhi

Silenzio.

Enrico: Tra quanto saranno qui?

Marina: Mezzora circa.

Enrico: Quindi l vedremo tutto.

Anita: Tutto, esatto.

Enrico: (Quasi tra s) Porco cane!

Anita: Ti senti sfuggire qualcosa, caro?(Ride)

Enrico:(Si ferma un momento, sorride, poi) Vedi, Anita, purtroppo c una cosa che non avrai mai lintelligenza di capire: io sono sempre un passo avanti a te. E questo il tuo difetto. Quindi abbaia, abbaia pure

Anita: Fai lo sbruffone quanto vuoi: tuo figlio non ti dar un nipote!

Enrico:Io lo so che cosa tu vuoi. S, lo so: tu vuoi che io scoppi. Ecco, guarda come scoppio. Tanto per cominciare mi bevo qualcosa, giusto quel che serve per schiarirmi la gola. Sono tranquillissimo. Guarda un po', logora. Guarda. (Fa per versarsi da bere) Bevi con me, Riccardo?

Riccardo: Lasciami stare.

Enrico: Ma s, dai, non farmi bere solo. E poi ti far bene. (Fa per versare da bere a Riccardo)

Anita:(A Marina) Te lo ricordi quando andavamo a cena fuori, quel ristorante quello... quello in centro!

Marina: Ah, s, non mi viene il nome Carlino!

Enrico: (Porgendo il bicchiere a Riccardo) Ecco qui.

Anita: S, Carlino! Con le luci fluorescenti e le decorazioni alla marinara. Solo per gli antipasti ti chiedevano un occhio della testa, e lui ci andava per mangiare (Trattiene le risa) Un uovo al tegamino! (Ride con Marina) Un uovo al tegamino con verdure! Venti euro di piatto solo quello! Perch prendeva le proteine per la palestra! (Parodiando il verso) Voglio lovino al tegamino perch come lo fa la mia mamma: tanto buono e fa tanto bene! (Ride con Marina)

Enrico: Guardale. Guardale, Riccardo, le vedi?

Riccardo: S.

Enrico: Sai cosa penso, Riccardo?

Riccardo: Cosa?

Enrico: Che pi facile che vadano daccordo due donne in guerra che due uomini in pace.

Riccardo: E vero.

Enrico: Beh, per, se due uomini riescono ad andare daccordo diventano i pi pericolosi di tutti. Primo errore, Riccardo, primo errore da non commettere mai pi, ormai lo imparo alla mia et: non permettere mai alla tua donna di mettere mano nel tuo lavoro.Bei vecchi tempi: avevano capito proprio tutto, porca logora.

Riccardo: Gi

Enrico: Non sei daccordo?

Riccardo: Daccordissimo.

Marina: Ma vaffanculo pure tu!

Riccardo: Io? Ah, io devo andare a fanculo?

Enrico: Riccardo, cos perdi. Lascia stare.

Riccardo: Non hai mai lavorato.

Marina: Tu s?

Riccardo: Hai campato col mio stipendio finora e adesso devo pure andare a fanculo! E tu a fare lattrice. (A Enrico) Lo sai dove recita? In una compagnia amatoriale da quattro soldi. E la pi schifosa del gruppo.

Marina: Zitto

Riccardo: Lultimo spettacolo lhanno fatta salire e scendere da una sedia per unora e mezzo. Unora e mezzo su e gi da una sedia!Mentre tu eri qua a farti i book fotografici, io facevo la guerra!

Marina: (A Anita) S, a inviare i giornali da un ufficio allaltro! Senza le spinte di suo padre neanche sarebbestato arruolato:altro che ritrovarsi per puro caso in prima lineaChe guerra del cazzo stata. Un vero pretesto assurdo per rinnovare il personale.Tra poco questo sono pi gli anni di pensione che di contributi versati.

Enrico: Maledetti pensionati! Avete rovinato il mondo e leconomia

Marina: Con quella tutina da cycling, tutto secco secco, e quelle gambette storte! Il caschettino! (Ride con Anita)

Anita: Che impressione!

Marina: E che schifo!

Riccardo: Lo ha fatto apposta! Lo avete fatto apposta! Lo avete fatto apposta di rovinarmi cos! E tutto cambiato da quando siamo andati a quelle maledette Maldive! Che siano maledette!

Anita: Cos successo alle Maldive?

Riccardo: Oh, ma sono stato io ad accettare! Che deficiente!

Marina: Riccardo, ti prego! Attento al parquet!

Riccardo: Basta di parlarmi del parquet! Non me ne importa nulla! Questo! (Pesta in terra prepotentemente, poi) Oh! Andiamo via!

Marina: (Quasi per piangere) Non ho voglia

Riccardo: Andiamo via!Marina!

Marina: Lasciami stare!Io Io sono unattrice!

Riccardo getta con forza il bicchiere a Marina. Marina emette un gemito di paura e fa come per volersi parare.

Enrico: (Quasi divertito) Uoh! Uoh! Ferma, ferma, ferma!

Silenzio. Marina si alza ed esce per i corridoi interni.

Anita: (Sconcertata) Tu sei un pazzo! Voi due siete due pazzi scatenati (Esce per i corridoi interni)

Enrico: (Pausa, poi) Capisci perch non mi piacciono di plastica? (Pausa) Bevi ancora un po' con me?(Versandogli da bere) Sai, Riccardo, voglio essere onesto con te: non me laspettavo. Insomma, con tutto quel tuo modo di fare Sono davvero sbalordito. (Gli porge il bicchiere)

Riccardo: (Afferrando il bicchiere, quasi tra s) Mio figlio omosessuale! (Si siede)

Enrico: Ma porca miseria, ora che ci penso ero sbalordito anche quando ti vidi arrivare con Vanessa. Porca puttana, che gran bel pezzo di fica che era. Posso dirlo adesso, no?Era davvero una bellezza colossale. Tette, culo, bocca, occhi. Fanculo, era di quelle che davvero le avresti fatto di tutto, in ogni angolo del suo corpo ci avresti passato la lingua sopra Quelle sono le donne che curano i dolori!Mi sono sempre chiesto come facevate a stare insieme Aveva solo un difetto: era un po' troppo emotiva s, emotivaCome dire A una strafica cos non si addice tutta quella

Riccardo: Questo cos?

Enrico: E Pastis. Ti piace?

Riccardo: E buono, s.

Enrico: Cosa ti disse?

Riccardo: Chi?

Enrico: Marina. Cosa ti disse?

Riccardo: Su Vanessa?

Enrico: S.

Riccardo: Che ci eravate andati a letto

Enrico: Ma certo Beh, non nascondo che labbiamo frequentata dopo che vi eravate lasciati. Ma noi non ci siamo andati a letto. Tu capisci cosa intendo, vero?

Silenzio. Rientrano Marina e Anita, chesi siedono sul divano.

Enrico: Oh, rieccole qua.

Riccardo: Possiamo andare via adesso, Ma?

Marina: Dobbiamo aspettare che tornino

Riccardo: Da quando sei cos interessata a loro?

Marina: Non lo sono!

Riccardo: Neanche io. Non mi interessa di vederli! Non lo voglio vedere! Quello non mio figlio!

Marina: Io non eseguo i tuoi ordini!

Anita: E cos frequentate quel locale semibuio lungo il fiume. Quel club per scambisti.

Enrico: Ah!

Riccardo: (A Marina) Glie lo hai detto?

Marina: Beh, tanto ormai

Riccardo: Perch glie lo hai detto?

Enrico: Non ci credo! Ma veramente?

Marina: Riccardo mi sfuggito!

Anita: Hanno cominciato alle Maldive, sai amore?

Enrico: Ma tu pensa!

Marina: Anita, ti prego

Anita: E stata Marina ad averlo voluto.

Enrico: Davvero?!

Riccardo: Tutto gli hai detto! Tutto!

Marina: Anita basta!

Anita: Con uno del posto.

Enrico: No!

Marina: Basta Anita!

Riccardo: Vogliamo continuare?! Vogliamo pure dirgli come siamo arrivati a quel locale?!Come tenevi gi lo sguardo ogni volta che uscivamo dal letto?!Alle mie giornate di solitudine in barca?! Dai, s, diciamogli tutto! Diciamogli pure come ho dovuto guardarti a giornate interechiusa nella tua stanza, senza mai una volta degnarmi di uno sguardo! Mai!A come mi sono Oddio, no, non ci riesco, andiamo via

Marina: (Con voce rauca) Lasciami stare Lasciami stare

Riccardo: Basta, Marina! Lo hai voluto tu! Lo hai voluto tu! (Estrae il cellulare) Cos questo?

Marina: Oh, no, ti prego!

Riccardo: Oh, io lo faccio, io lo faccio. La chiamo! Anche davanti a voi! Non mi importa pi niente! La chiamo!(Cerca il numero sul cellulare)

Marina: Lasciami in pace!

Riccardo: Andiamo via!

Marina: No!

Riccardo: La chiamo. S, s Io la chiamo

Enrico: Chi chiami?

Riccardo: La ragazza del cellulare. Me lo ha lasciato in quel locale.

Enrico: Ah, s?

Riccardo: Me lo ha lasciato, e io la chiamo!

Anita: Cosa?

Riccardo: Lho raccolto e me lo sono portato dietro.

Anita: Ah!

Riccardo: Chattiamo da tre mesi.

Anita: Ma allora!

Riccardo: S, invece. Sappilo, Marina, sappilo che mi hai costretto tu a farlo! Hai fatto tutto da sola! Sta squillando!

Enrico: Ma tu pensa, ma tu pensa che lavoro E veramente (Gli suona il cellulare. Lo estrae, lo controlla velocemente) Cosa? (Rispondendo) Pronto? (Pausa) Pronto?(Cercando di nascondere la telefonata) Senti, mi dici cosa ti preso? Ti avevo detto di non provare mai a (Si interrompe)

Silenzio. Enrico e Riccardo sono immobili, raggelati. Sivoltano lentamente e si guardano.

Enrico: Porca di una puttana

Anita: (Ridendo) Marina, hai sentito?

Marina: Cos successo?

Anita: Questi due si scrivono le porcate a vicenda!

Marina: Come?

Enrico: Credevo tu fossi

Riccardo: No, non possibile

Enrico: Ti firmavi come Jasmine!

Riccardo: Ti firmavi come Sveva!

Enrico: S, perch non volevo rivelare la mia identit!

Riccardo: Nemmeno io!

Anita: Immaginatevi a fare quelle porcate!

Enrico: Oddio!

Riccardo: No! No!No!

Enrico: Che cazzo ti prende a scrivere ad un numero che non conosci?!

Riccardo: E tu a rispondere pure!

Enrico: Mi dici cosa avresti voluto ottenere?

Riccardo: Oh, non lo so!Non lo so! Pensavo fosse di una donna vera!

Enrico e Riccardo crollano a sedere.

Anita: (Prende il cellulare di Enrico, poi, mostrandolo a Marina) Ecco, guarda. Guarda qua cosa si scrivevano. (Ride controllando il cellulare) Oh, Dio mio! Tanta bella roba!

Marina: Dunque anche voi in quel locale?

Anita: Anche noi, s.

Marina: Mi viene da ridere per non piangere!

Anita: Voi come lo fate?

Enrico: Io al buio completo. Le mascherine non mi sono mai piaciute.

Marina: Pure io.

Anita: Anchio.

Riccardo: Io anche...

Anita: Potremmo

Marina: Potremmo averlo fatto tra di noi senza saperlo.

Silenzio. Tutti iniziano a ridere, rimanendo sdraiati, sfiniti.

Enrico: Dammi delle sigarette.

Anita: Non so dove sia la tua.

Enrico: No, quelle vere.

Anita: (Estrae un pacchetto di sigarette slim) Sono slim. Vanno bene?

Enrico: Vanno beneslim. Basta che siano sigarette. (Si mette in bocca una sigaretta slim) Volete?

Marina: Io, s.

Anita: Pure io.

Enrico: Riccardo?

Riccardo: Io

Enrico: Oh, su

Riccardo: Va bene.

Marina: Accendino dov?

Anita: Qui. (Estrae laccendino)

Tutti si accendono le sigarette slim e fumano.Mentre il dialogo procede, le luci fanno lentamente per cambiare, diventando pi fredde e cupe.

Riccardo: Vatti a fidare dei figli che fanno lironia

Marina: Quando i figli fanno lironia coi genitori

Enrico: Quando i figli fanno lironia coi genitori vuol dire che finita. Sei fregato.

Anita: Gi

Enrico: Voi quando vorreste che si sposino?

Riccardo: Io a marzo.

Enrico: Sono daccordo.

Marina: Io preferivo luglio.

Enrico: No, i matrimoni estivi fanno schifo

Anita: Si suda troppo.

Enrico: Non capisco perch si debbano fare i matrimoni destate. Credo che ci sia un girone dellinferno apposito per chi li organizza.

Marina: In chiesa, vero?

Anita: In chiesa, s. Una grande cerimonia.La torta alta almeno cinque ripiani.

Marina: S, cavolo quello s. Cinque ripiani di torta, tutta bianca.

Anita: Oh, Dio mio, stiamo proprio divagando!

Marina: Macch divagando! Io mi sento cos in alto!

Anita: Ah, in alto, in alto!

Enrico: E incredibile. Lunica volta che veniamo qui e guarda che cosa succede.

Marina: Ma che? Hai paura, Riccardo?

Riccardo: No No, non ho niente.

Enrico: Stai sudando.

Riccardo: Ma per favore!

Marina: Che freddo. Ho uno provino tra una settimana, devo anche rinnovare il book Ma perch proprio adesso ci siamo saliti?

Anita: Beh, credo che faranno presto.

Marina: Speriamo.

Riccardo: Del resto se si sentita male una signora non colpa sua

Enrico: (Ridendo) Porca miseria

Riccardo: Che ridi?

Anita: (A Marina) E cos un nuovo progetto, eh?

Marina: Oh, in realt parecchi. Ma questo va: il regista era molto interessato.

Anita: Ah, davvero?

Marina: Non ha minimamente posato lo sguardo sul foglio che aveva davanti. Solitamente lo fanno, quando sono meno interessati, sai? Ma stavolta lho visto che era proprio concentrato, e ha fatto cos con la mano. Basta puntare su poco, non ci vuole molto. I registi cercano la verit, la naturalezza.Ecco, basta essere naturali con la parte che ti si addice. Naturalezza ci vuole, naturalezza, verit, naturalezza!

Anita: Certo.

Enrico: Carlino ci andato gi pesante stasera

Anita: Ma dato che ci siamo possiamo dirvelo qui

Marina: Non avevo mai visto la citt da quass: sembra unimmensa distesa nera.

Riccardo: Gi

Anita: (A Marina) Urla. Urla qualcosa.

Marina: (Emette un urlo, poi) Oh, cavolo. Laggi mi stanno guardando tutti. (Ride insieme a Anita, poi, a Riccardo) Coshai?

Riccardo: Niente! Ho detto che non ho niente, cosa vuol dire!? Niente.No?!

Anita: Riccardo, tutto bene?

Riccardo: Non mi sento a mio agio qui,daccordo?

Enrico: Tra poco dovremmo scendere.

Riccardo: Beh, che si sbrighino!

Anita: (Ridendo) Ma guardalo! Ma cosa ti arrabbi?

Marina: Quando fa cos proprio non lo capisco.

Riccardo: Anita, non facile per me stare bloccato quass, ok? Se per te facile bene, sono felice per te, ma per me non lo !

Marina: Suo padre spara coi cannoni e lui non sa stare sospeso in aria per qualche minuto!

Riccardo: Non qualche minuto! E poi che centra mio padre?!

Enrico: Su, su, Riccardo, stiamo scherzando! In effetti un paragone che non si pu fare.Campa coi discorsi di suo padre, vero, ma in fondo sempre stato un bravuomo. Si vede che non farebbe del male a una mosca.

Marina: Comunque scusa, ti ho interrotto. Dicevi?

Enrico: (Prendendo la mano di Anita) Io e Anita ci sposiamo.

Marina: No!

Anita: Tra un anno.

Riccardo: Ma che bello

Marina: Ma che bellissima notizia! Congratulazioni! Oh, ma Non ci posso credere!

Anita: S, siamo molto contenti

Riccardo: Ma tu pensaTi sposi.

Enrico: GiBeh, ormai lavoro con mio padre. Perch dover aspettare?

Riccardo: Che bello

Enrico: Non sei contento?

Riccardo: Ho detto che lo sono

Enrico: S, eh?

Riccardo: Non mi sento bene

Marina: Ecco Su aspetta ancora un po'.

Enrico: Sai qual il tuo pi grande difetto, Riccardo? Ci pensavo qualche giorno fa: che alla fine non riesci a stare abbastanza sui coglioni a nessuno. Non ti si pu voler male. Questo il tuo pi grande difetto.

Marina: (Starnutisce, poi) Ecco, lho gi presa. Lo sapevo. Ora cosa vado a raccontargli al regista?

Anita: Credo abbiano quasi fatto.

Marina: Qualcuno ha un fazzoletto? Li porto sempre

Anita: No, mi spiace...

Marina:Perfetto

Anita: Di cosa parla?

Marina: Il film? Oh s, riassumendo, di una ragazza che vuole inseguire il proprio sognoad ogni costo.

Anita: Ma senti

Enrico: E lo realizza?

Marina: Ah, non lo so: non mi hanno inviato tutta la sceneggiatura. Solo un pezzettino, un monologo.

Anita: Ah, s. Avevi pubblicato una foto se non sbaglio. Direi che ha avuto molto successo.

Marina: Vero? Non me laspettavo, non me laspettavo proprio un successo del genere.

Riccardo: (Quasi tra s) Non mi sento bene

Marina: Insomma, avete presente quelle cose tutte tetre, sguardo malinconico e sperso,truccosbavato? Ecco, una cosa cos.Potente, vera, diretta, senza peli sulla lingua.Naturalezza, lho detto, naturalezza!

Anita: Al tuo debutto allora! Anzi no: al tuo prossimo film. E meglio. (Ride)

Marina: Oh s! E Per voi come si dovrebbe dire?Auguri e figli maschi? (Ride)

Anita: E figli maschi, s! (Ride)

Enrico: Ah, ah! Figli maschi! (Ride)

Riccardo: Non mi sento bene! (Fa per rimettere)

Marina: No, di sotto no!

Lentamente, mentre il dialogo procede, le luci fanno per tornare come prima.

Riccardo: Il mio nipotinoVorrei che si chiamasse Ermanno, proprio come mio padre!

Anita: E se fosse femmina?

Riccardo: Ah, se fosse femmina non lo so!

Marina: Io ho sempre adorato Eleonora.

Riccardo: Vada per Eleonora.

Enrico: Io Lorenzo assolutamente.

Riccardo: E quando crescer, s, quando crescer gli insegner a giocare a quel cavolo di videogioco: lui non lancer diecimila hadoken per vincere.

Anita: Ah, vero!

Enrico: Cosa?

Riccardo: Cosa vero?

Anita: Era lhadoken. Mezzaluna-pugno: hadoken!

Enrico: E vero, hadoken!

Marina: E vero, Riccardo! Tu perdevi sempre per quello!

Enrico: Hadoken, hadoken, hadoken, hadoken, hadoken! (Beve)

Riccardo: No, sentite, ora come ora non lo posso sopportare

Anita: Lascialo stare, Riccardo. Non vedi che mezzo ubriaco?

Enrico: Non sono ubriaco.

Anita: Come no? Con quel Pastis che bevi

Enrico: Oh, ma va al diavolo!

Anita: Ti si sente da quaggi.

Riccardo: Gi. Anche quel giorno nel locale al buio avevi lodore di anice nellalito. Non dovevi essere certo al massimo della forma, eh?!

Enrico: Daccordo, forse un po' lo ero

Riccardo: Beh, per sbagliare stanza cos

Enrico: Meglio di te che sbagli senza niente.

Riccardo: Quella roba fa male, dammi retta.

Enrico: Ma per favore!E comunque volevo dirti unaltra cosa

Riccardo: Cosa?

Enrico: Hadoken!

Riccardo: Basta!

Marina: Scusate un attimo

Anita: Cos che hai detto, scusa?

Riccardo: Che avevamo sbagliato stanza.

Anita: S, daccordo, prima.

Riccardo: Cosa?

Marina: Che il suo alito sapeva di anice.

Riccardo: Ho detto cos?

Enrico: Oh

Anita: (Pausa) Come fai a sapere che il suo alito sapeva di anice?

Marina: (Come realizzando) No!

Riccardo: No, ho sbagliato, non

Enrico: Non dovevamo cambiarci le scarpe?

Riccardo: Le scarpe?

Enrico: S, s, vedi? Roviniamo il parquet senn. (Si alza) Sono di l, vero?

Marina: (Indicando le babbucce a terra) Sono l.

Enrico: Dove?

Marina: L.

Enrico: Ah s, giusto. (Fa per prendere le babbucce) Va bene.

Riccardo: No, le scarpe non

Enrico: (Prende le babbucce a terra e ne passa un paio a Riccardo) Ecco tieni. Mettile. (Fa per mettersi le babbucce) Vedi amore?

Riccardo: Va bene. Mi metto le babbucce eh, Ma? Vedi? (Fa per mettersi le babbucce)

Enrico: Questo parquet si stava rovinando.

Riccardo: Eh, gi.

Enrico: Ecco fatto. Vedete? (Simulando una voce infantile e muovendo il piede) Ciao. Eh, non divertente?

Riccardo: Ora non ci saranno pi problemi, anche se le mie sono piuttosto larghe.

Anita: (Pausa) Vi siete baciati.

Enrico: No

Anita: Vi siete baciati per errore in quella stanza buia.

Riccardo: No, io non intendevo

Anita: E allora?

Riccardo: No, no, io non

Enrico: Porca

Anita: S, voi vi siete baciati. Vi siete baciati!

Riccardo: No, non successo niente!

Enrico: Va bene. Va bene

Riccardo: No!

Enrico: E successo, daccordo? E successo per errore! Pu succedere? Pu succedere, s. Cristo santo, come diavolo potevo sapere di chi mi trovavo davanti?! Non ci si vedeva niente!

Anita: (Ridendo) E a quel punto hanno sentito la barba e sono fuggiti via!

Marina: Oh, Dio, non ci posso credere! (Controlla ancora il cellulare di Enrico)

Anita: Ah! Questa sar bella da raccontare!

Enrico: Oh, Cristo santo!

Anita: O magari, che ne sappiamo, lo avranno fatto di proposito.

Enrico Riccardo: No!

Enrico: No, stato un puro incidente!

Riccardo: S, un puro incidente.

Enrico: Mio Dio! E ora come faccio! Sono rovinato

Marina: Guarda che cosa le scrivevi.

Riccardo: Era lui.

Marina: S, ma per te non lo era.

Riccardo: S, ma era lui.

Marina: E che differenza fa?!

Riccardo: Oddio, lasciami stare! Lasciami stare!

Enrico: E chi quello passivo? Chi quello che sta davanti? Non sar mica Giorgio, vero? Almeno questo!

Anita: Non lo sappiamo.

Enrico: Ditemelo!

Marina: Non lo sappiamo davvero.

Enrico: Eh, eh, magari Luca. (A Riccardo, sogghignando) S, devessere Luca, sai? Eh, eh!

Anita: Beh, sai, Luca un metro e novanta

Marina: Per novantacinque chili.

Riccardo: (Sogghignando) Ah, ah!

Enrico: Oh, porca

Riccardo: No, no, non voglio pensarci!

Enrico: Ma arriver il giorno in cui ti incontro a fare cycling

Riccardo: Sta zitto!

Enrico: Hadoken, hadoken, hadoken, hadoken, hadoken!

Riccardo: Io nel corpo a corpo ero pi bravo!

Enrico: Hadoken, hadoken, hadoken, hadoken, hadoken!

Riccardo: Tu vincevi solo perch sapevi fare lhadoken. Io non lo sapevo fare. Cho provato, ma non lo sapevo fare il mezzaluna-pugno.

Anita: Youwin!

Enrico: Voglio da bere. (Fa per andare al carrello degli alcolici e prepararsi da bere)

Marina: (Ad Anita, riferendosi al cellulare) Qui invece sei tu.

Anita: S.

Marina: Te la feci io questa.

Anita: Ah, davvero?

Marina: Eri tanto presa da quelle sfilate.

Anita: Hai qualche problema?

Enrico: Quelle sfilate, s. Ne andavi matta.

Anita: Tu sta zitto!

Enrico: Si sentiva la modella lei! Tutta per le sue, con le pellicce di mio padre!

Anita: Togli quelle foto!

Marina: Non ci penso neanche!

Anita: Marina

Marina: Ti sei divertita con me, vero?

Anita: Beh, non colpa mia se non ti andava bene.

Riccardo: Chi?

Anita: Gli presentammo un amico.

Riccardo: Quale amico?

Anita: Quello con cui esci per fare cycling.

Riccardo: Il Caldara?

Marina: S.

Riccardo: Ah!

Anita: Ma la cosa non funzion. No, non funzion per niente. E cos torn da te, enoi non ci siamo mai pi visti.

Riccardo: Tu questo non me lo avevi mai detto. Pensavo fosse una tua

Marina: Non metterla cos.

Riccardo: Ci siamo lasciati per un mese e tu uscisti col Caldara.

Marina: S.

Riccardo: E voi

Enrico: Beh, vi eravate lasciati

Riccardo: Sei stata a raccontarmi tutte quelle cose di Vanessa. Hai avuto la faccia di sfruttare Vanessa per offuscarmi la vista.

Marina: Non erano tutte bugie. Vanessa stata veramente con loro. E io lo so il perch.

Enrico: Era sola come un cane.

Marina: S, in voi cercava unamicizia sincera. Ma voi?

Anita: (Con aria di sfida) Dimmelo, forza. Perch?

Marina: Tu, Anita, non sopportavi minimamente che fosse cos bella. Ti si leggeva in volto quando ne parlavi.

Anita: (Con cupo sorriso) Ah ma sentila lattrice.

Marina: Ma vi andata male: se n andata prima di essere raggirata ancora.

Anita: Fu brava. Non ne abbiamo pi sentito parlare. Nemmeno una traccia di lei, una sola traccia. E quando sei arrivata tu Marina quanto ne abbiamo parlato, eh? Oh, s, noi ne abbiamo parlato tanto.

Riccardo: Basta, non parlate di Vanessa. Vanessa Vanessa lavete cacciata voi! Lavete fatto voi!

Anita: No, Riccardo. Sei stato tu.

Riccardo: Come lo sapete?

Enrico: Sei stato tu, Riccardo. Sei stato tuad averla umiliata. Proprio in quel mese in cui vi eravate quasi lasciati.

Marina: E vero?

Enrico: Ci venne a salutare unultima volta, pochi giorni prima del nostro matrimonio, poi se ne and.E da l che non si pi vista.

Marina: E vero, Riccardo?

Anita: Eravate di nuovo insieme, e ti eri appena arruolato. Cos ci disse

Marina: Riccardo, vero quello che dicono?! E vero quello che dicono?!

Riccardo: (Pausa)S, vero... La pregai di venire: si fidava ancora di me. Poco dopo lo abbiamo fatto, in macchina, una notte, e poi le dissi di non farsi mai pi rivedere. Pensavo checos, senza pi lei di mezzo, avrei potuto riavervi.Lei lo aveva capito: non ha pi retto. Quella seradecisi di entrare in marina. Fu lunica volta che mi sentii dire bravo da mio padre.

Anita: (Pausa) Bene, direi che possiamo finirla qui.

Riccardo: (Fermo e cupo) No, non ho finito. A questo punto voglio dirla tutta.

Anita: Cosa?

Riccardo: E cos, credete veramente che Vanessa sia fuggita?

Anita: Perch? No?

Riccardo: No, non cos

Enrico: Come no?

Marina: (Pausa, poi, come realizzando) Ah

Riccardo: Gi Vanessa non c pi. Ormai sono trentanni.

Silenzio.

Anita: Va bene. (A Enrico) Mi basta tornare a casa e avere delle belle storie da raccontare in tribunale. Cosa ne dici?

Enrico: In tribunale, eh?

Anita: In tribunale. Eh gi!

Marina: (A Riccardo) Che cosa sei?

Riccardo: (Quasi tra s) Non colpa mia

Enrico: (A Anita) E cos hai deciso di rovinarmi ad ogni costo. S, Anita, tu sei inattaccabile. Sei di quelle che gioca sempre al sicuro tu. Per, vedi, hai un altro grande difetto

Marina: (Quasi tra s) Non ci posso credere

Enrico: (A Anita, prendendo le forbici dalla mensola) Tu parli troppo! (Fa per raggiungerla, minacciando con le forbici)

Riccardo: (Quasi tra s) Io ero solo! Eravate tutti spariti!

Anita: (A Enrico) Cosa vorresti!

Marina: Io

Enrico: (A Anita) Io ti ammazzo!(Anita fa goffamente per allontanarsi, impaurita)

Marina: Io sono unattrice! (Le cade Anita addosso)

Riccardo: E soltanto colpa vostra!Vostra!

Confusione generale. Riccardo si scaglia su Enrico, e ambedue cascano su Marina e Anita. Urla e chiasso.Infine tutti sono a terra, stanchi e distrutti e fanno lentamente per rialzarsi.

Marina: Tra poco arriveranno. Non possiamo farci trovare cos

Tutti si rialzano sui divani e si sistemano.Anita riprende a fumare la sigaretta elettronica.

Marina: (Indicando il bancone a due piani) Non volete

Enrico: No.

Anita: No, non mi va.

Marina: Oh, ma neanche a me, neanche a me

Riccardo fa per andare al bancone a due piani.

Riccardo: Hai visto, Ma? Hai visto? Eh?! Hai visto, Ma? Eh, Ma? Hai visto? Guarda quanta roba, Ma! Guarda quanta roba! Hai visto, Ma? Eh? Hai visto? Hai visto Ma? Hai visto? Lo hai visto, Ma? Hai visto? Eh? Hai visto? (Toglie il coperchio al vassoio centrale, guarda, poi) Questo cosera?

Bussano alla porta dingresso. Tutti si voltano verso i corridoi interni.

Sipario