L’evoluzione del lucchetto

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ISABELLA: Nutrice

L’EVOLUZIONE  DEL  LUCCHETTO
di Stefania Cofano

ISABELLA: Nutrice! Nutrice! presto vieni qui ..prendi porta questo biglietto a fabbro Tobia..

NUTRICE: Sì padrona vado subito!

ISABELLA: (si siede con un gran rumore di ferraglia) Ma tu guarda! Lui parte, va alle Crociate…e guarda come mi combina! Speriamo che Tobia arrivi presto!

Mentre aspetta il ritorno della nutrice, si alza e si siede con un grande rumore di ferraglia.  

NUTRICE: (entra correndo) Tobia arriverà subito!

ISABELLA: Cosa ti ha detto?

NUTRICE: Che verrà subito…

ISABELLA: ha letto il biglietto?

NUTRICE:

ISABELLA: Non rimanere lì a guardarmi! Vai alla finestra e avvertimi quando arriva….vai!

NUTRICE: (brontolando) ma tu guarda! Chiama Tobia, guarda se arriva Tobia…come se fossi stupida…ho capito perché ha bisogno di Tobia….vuole le chiavi per farsi aprire la cintura…se il padrone, Dio non voglia, arriva prima del previsto… a lei fa tagliare la testa, a Tobia fa tagliare le mani e a me poveretta, che non c’entro niente …mi farà marcire nelle segrete. Ma la conosco, quella non ragiona! Se si mette in testa una cosa!…(si mette di vedetta  alla finestra)

NUTRICE: Mia Signora, ecco Tobia!

ISABELLA: Corri, vai alla porta e fallo entrare, presto!

NUTRICE: Vado, vado, e che sarà mai questa fretta, neanche andasse a fuoco!

Entra Tobia

TOBIA: Eccomi madonna (nasconde dietro la schiena un grosso mazzo di chiavi che cerca di non farle vedere alla nutrice che gli gira intorno) come mi avete chiamato sono corso…come mi avete detto….ho portato, (si ferma interdetto dalla presenza della nutrice) ho  eseguito…Insomma come mi avete scritto nel biglietto…

ISABELLA: Bravissimo Tobia! Nutrice…vai pure

NUTRICE:  Ehi! Mie pargoli! Credete che sono cretina? Ho capito perché Tobia è qui, (rivolgendosi indignata ad Isabella) vi ho visto nascere, ho seguito i vostri primi passi, i primi balbettii e pensate di farmi fessa? Mi reputate non solo cretina ma anche inutile?

ISABELLA: Ma no! Nutrice non volevo coinvolgervi in questa storia…sappiamo benissimo tutti e tre,che se il mio Signore torna, o torna  prima del  previsto, saranno guai grossi.

NUTRICE: Lo so, lo so, comunque non perdiamo tempo, perché una volta aperto il lucchetto, poi dobbiamo, dovete, trovare un sistema per nascondere che è stato manomesso.

TOBIA: Organizziamoci. Allora Nutrice queste sono tutte le chiavi che ho trovato a bottega…

ISABELLA: Grazie Tobia. Ve ne sarò eternamente riconoscente.

TOBIA: Madonna…lasciamo perdere l’eternità, io sono un uomo concreto…quando avrò aperto il lucchetto, mi aspetto mooolta umana riconoscenza!

NUTRICE: Ma guarda che indisponente!

ISABELLA: (fa gli occhiacci alla nutrice) Non sarebbe un sacrificio per me…siete un così bel giovane ed anche io, poveretta, sono così giovane! I tempi delle Crociate non li conosce nessuno, potrebbero essere molto lunghi, e mentre il tempo passa… vedrei sfiorire la mia giovinezza….non riesco a  pensare di trascorrere tutta la mia giovinezza…in questo stato! Il mio Signore ha dato disposizioni, non so neanche a chi, affinchè la cintura possa esser tolta fra trenta anni, se mai ci arriverò!

TOBIA: Non vi preoccupate madonna, riuscirò a venire a capo di questa faccenda in pochi minuti. Adesso organizziamoci: nutrice aiutate madonna….sotto le vesti, io vi do le spalle, voi provate di volta in volta le chiavi, fino a trovare quella giusta.

NUTRICE: Venite signora dietro questo paravento …di questo messere non mi fido…

TOBIA: (si stringe nelle spalle) comunque ho promesso che resto con le spalle girate..

ISABELLA: ma fate come vi pare, basta che ci sbrighiamo!

Le due donne vanno dietro al paravento, mentre Tobia con le spalle girate aspetta il felice esito dell’operazione

TOBIA: (sfregandosi le mani) Viva le Crociate! Un lucchetto di qua un lucchetto di là…

Si sentono rumori di ferraglia. Dopo alcuni secondi riemerge la Nutrice affannata

NUTRICE: Non apre nessuna. Ma che chiavi avete portato?!

TOBIA: Andiamo, donna inefficiente, ci provo io!

NUTRICE:prima dovrete passare sul mio cadavere!

TOBIA:quante storie! Va bene, va bene (alzando le mani) facciamo così: ridatemi il mazzo di chiavi, ve ne passerò una alla volta. Sono sicuro che avete provate più volte la stessa e quindi non avete trovato quella giusta.

ISABELLA: Basta che vi sbrigate!

La nutrice va nuovamente dietro al paravento e Tobia passa una chiave alla volta.

NUTRICE: Niente! Non si trova!

TOBIA:Non è possibile! Le avete mischiate! Facciamo così, provate la chiave e poi me la ridate, così non  vi potete sbagliare.

NUTRICE:  Mi prende per cretina! Le fareiprovare a lui! 

TOBIA: Nessun problema nutrice, eccomi!

NUTRICE: Non osate neanche pensarci!

ISABELLA: Finitela voi due! Pensate piuttosto a togliermi da questo incomodo!

Sul rumore delle chiavi si abbassano le luci. Il palcoscenico si illumina e si vede Tobia incanutito con due ceste di chiavi  ai lati, ha le mani tremolanti mentre porge l’ennesima chiave ad una vecchissima nutrice.

ISABELLA: (voce di Isabella) Allora, messere?  

TOBIA: Madonna abbiate pazienza cos’è tutta questa furia!

ΩΩΩΩ

Anni sessanta.Un ragazzo ed una ragazza  parlano al telefono:

CIOCCIOLA: Cicciolo,allora? Ce la fai, si o no, a fregare le chiavi della cinquecento a tuo padre?

CICCIOLO: Cicciola,ci ho provato! Ma quello le tiene nascoste. Da quando ho il foglio rosa le nasconde.  Mica è scemo il matusa! Lo ha capito che non appena posso le “picchio”!

CICCIOLA: (con voce lagnosa) Cicciolo, ti prego, non abbiamo i soldi per andare al cinema, è inverno, piove, fa freddo,  mi sono stancata di andare per giardinetti! Se non riesci a fregare le chiavi della cinquecento a tuo padre, fino alla prossima estate non esco più con te. Giuro!

CICCIOLO:  Ma Cicciola! Che sono cretino? Neanche a me piace andare in giro sotto la pioggia e con il freddo, ma se le chiavi non le trovo…non le trovo…però io, non rinuncio a uscire con te, io!

CICCIOLA:  Fai come ti pare, però se non trovi le chiavi della cinquecento, con te non esco più, ho giurato!

CICCIOLO:  Va bene. Sai che  faccio. Stasera quando il matusa torna lo seguo, mi appiccico a lui come un francobollo, e vedrai che le trovo ‘ste maledette chiavi!

CICCIOLA:  Allora mi chiami domani? Mi fai sapere?

Il giorno dopo al telefono

CICCIOLO: Ciao Cicciola! Senti ho una notizia bomba!

CICCIOLA: Bravo Cicciolo, hai trovato le chiavi della cinquecento!

CICCIOLO: No…ecco non ho trovato le chiavi della cinquecento, però ho trovato le chiavi del lucchetto della cantina dei miei!

CICCIOLA:   Le chiavi del lucchetto della cantina?

CICCIOLO: Si, le chiavi della cantina! Non ci avevo mai pensato, ma ieri sera mentre mi aggiravo intorno a mio padre, le ho viste e mi si è accesa la lampadina!

CICCIOLA: La cantina…non mi convince molto!

CICCIOLO:  Dai! Facciamo così. Ci vediamo questo pomeriggio vicino casa mia, entri nel portone come se dovessi salire da me. Controlla che la portinaia non ci sia, mi fai un cenno io arrivo e invece di salire le scale le scendiamo e via! veloci come lucertole, andiamo in cantina!  Che ne dici?

CICCIOLA: Non mi convince…Però se non c’è altra alternativa….

CICCIOLO: (con silenziosi gesti di esultanza) Allora d’accordo, ci vediamo alla solita ora. Bacini, bacini..

CICCIOLA: Bacini, bacini

Si abbassano le luci sul palcoscenico. Palcoscenico illuminato sul fondo fiaschi e salumi. I due ragazzi irrompono senza fiato in scena.

CICCIOLO: (ridendo) Fatto! (guardandosi intorno) Che te ne pare? Non fa freddo, non tira vento e non ci piove. (si avvicina a Cicciola tentando di baciarla)

    

CICCIOLA: Eh no! Che fai? Te l’avevo detto che non mi convinceva!

CICCIOLO: Ma dai! Come sotto la pioggia e al freddo sì e in cantina no?

CICCIOLA: Lì era diverso…spazio aperto….

CICCIOLO:  (imitando la  voce lagnosa della ragazza) Prima lo spazio era troppo aperto, adesso troppo chiuso….dai, bacino?

CICCIOLA:  Nooo (si divincola senza troppa convinzione) Ma guarda che bel salame! Mi è venuta una fame!

CICCIOLO:  Pure a me! Ma non del salame….

CICCIOLA: E finiscila! Dai ..non si potrebbe mangiare un po’ di quel salamino?

CICCIOLO: (piuttosto deluso) Come vuoi….

CICCIOLA: Una fettina…e un bacino…una fettina e un bacino…

CICCIOLO: (riacquistando la speranza) Va bene!

I due ragazzi mangiano di gusto. Fra un bacino e l’altro sfuma la scena. Buio. Luce sul palcoscenico, entra un signore che sta cercando di inserire  qualcosa in un mazzo di chiavi.

CICCIOLO: Ciao papà (lo guarda un po’ per capire cosa sta facendo) cosa fai?

PAPA’: Ciao caro. Sto aggiungendo le chiavi del nuovo lucchetto della cantina alle mie chiavi di casa. Ieri pomeriggio non riuscivo a trovare le chiavi della cantina e questa mattina quando sono sceso per prendere il salame che avevo messo a stagionare  l’ho trovato mezzo mangiato. Non riesco a capire…. Così ho sostituito il vecchio lucchetto con uno più robusto e invece di lasciare le chiavi in giro le ho unite a quelle che porto sempre con me .

CICCIOLO: Già…scusa devo fare una telefonata… (va al telefono e forma un numero)  Ciao Cicciola…senti questo pomeriggio fa freddino ma non piove….che ne diresti di uscire? No, ecco le chiavi …ci sono stati problemi…con il salame…poi ti spiego..no che non riesco ad avere le chiavi della cinquecento! ….

ΩΩΩΩ

La scena si svolge ai nostri giorni due ragazzi di incontrano.

SIMONE: (ha il casco del motorino sotto il braccio , la catena un  lucchetto ed è piuttosto triste) Ciao Andrea!

ANDREA: Ciao Simo! Che hai fatto? Hai una faccia! Sei incazzato nero!

SIMONE: Ehh, che ho fatto… ho fatto che con questo strazio di S. Valentino, sto’ nei guai! 

ANDREA: Perché?

SIMONE: Perché non c’ho una lira…

ANDREA:  Caso mai un euro!

SIMONE: Andrè, eh! Che fai lo spiritoso!

ANDREA: Ma dai! Scherzavo,  allora che t’è successo?

SIMONE: E’ successo che Valeria, co ‘sta storia del S. Valentino s’aspetta il regalo. S. Valentino di qua, S. Valentino di là. Fra la pubblicità che fanno al cinema, in televisione, i cartelloni per strada, lei non fa che guardarsi intorno e ricordarmi che fra pochi giorni è S. Valentino.  Ma io che je regalo che nun c’ho ‘na lira?

ANDREA: E frega qualche cosa a tua sorella….

SIMONE: L’ho già fatto per il compleanno. Solo che poi si sono incontrate è successa la Cambogia.

ANDREA: Allora frega qualche cosa a tua madre…è più difficile che si incontrano…

SIMONE: Ma non, mi madre è vecchia c’ha altri gusti..non va bene…

ANDREA: Non puoi chiede un po’ di soldi ai tuoi?

SIMONE:   Negativo. Me li hanno già dati per il motorino. L’altro giorno so’ rimasto pe’ strada e mi hanno dato  i soldi per il meccanico…Ce mancava pure questo, porca miseria!

ANDREA:  E soldi a tua sorella?

SIMONE: E’ ancora incazzata con me per il ciondolo  che gli ho fregato…(Simone gioca con la catena e  il lucchetto del motorino)

ANDREA:  la finisci co’ ‘sta catena….da quando ci siamo incontrati che fai ‘sto rumore!

SIMONE: So’ nervoso! Se non si fosse rotto il motorino…. 

ANDREA: E regalagli il motorino tuo!

SIMONE: Ma finiscila! Ma dì cose sensate!

ANDREA: Allora regalagli la catena con il lucchetto (ridendo) così se la mette al collo! Ciao! ( e si allontana scuotendo la testa)

Buio in scena. Si illumina il palcoscenico, al centro c’è una colonna. Due ragazzi di avvicinano.

ANDREA: Senti Valeria…oggi è S. Valentino….io te vorrei fa’ …te volevo fa’ un bel regalo…allora ho pensato che… cioè…io se potessi te regalerei …allora ecco, guarda…..la vedi ‘sta catena e ‘sto lucchetto è tutto quello che te posso offrì perché…lasciamo perde…Adesso sai che faccio? la metto a ‘sta colonna  la chiudo col lucchetto e butto la chiave nel Tevere. Starà qui per sempre…e tutte le volte che passerai da qui te ricorderai che  i soldi non c’erano ma l’amore era tanto….  

 

F I N E  

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