L’hotel del libero scambio

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L’HOTEL DEL LIBERO SCAMBIO

L’HOTEL DEL LIBERO SCAMBIO

commedia in tre atti di

George Feydeau

PERSONAGGI

Pinglet

Paillardin

Mathieu

Massimo

Boulot

Bastiano

Il Commissario

Ernesto

Chervet

Facchini

Marcella

Angelica

Vittoria

Violetta

Margherita

Pratolina

Pervinca

Una Signora


ATTO PRIMO

SCENA PRIMA

PINGLET                (canticchiando mentre lavora) O primavera! Portale una goccia di rugiada…. O primavera portale un raggio di sole.

ANGELICA             (compare con in mano due campioni di stoffa. Con voce secca) Signor Pinglet!….. C’è la sarta!

PINGLET                (girandosi a metà) Beh, cosa vuoi che me ne importi?….

Riprende a lavorare

ANGELICA             Come! Non potete smettere di lavorare quando vi parlo?

PINGLET                (a parte)  Che rompiscatole! (Alla signora Pinglet) Sto facendo un lavoro molto urgente, per una casa che devo costruire assieme all’amico Paillardin.

ANGELICA             Ebbene, la casa aspetterà!

PINGLET                Va bene ….

ANGELICA             (mostra i campioni) Sono incerta fra questi due campioni di stoffa! Quale devo scegliere?

PINGLET                E’ per una poltrona?

ANGELICA             No, signore! Per un vestito!

PINGLET                (indicando un campione) Questa non mi dispiace!

ANGELICA             Benissimo… prenderò l’altra!…

PINGLET                Allora non valeva la pena d’interpellarmi….

ANGELICA             Scusate.. vi ho interpellato perché so che non avete buon gusto… e così, preferisco quella che non devo prendere!

PINGLET                (la signora Pinglet esce mostrandogli la lingua) Bah!… Quella non è una donna, è uno sbirro!… E pensare che l’ho sposata per amore, contro il volere dei miei! (Ritornando al tavolo da lavoro) Vent’anni fa, d’accordo!… Ah! Se si potessero vedere le donne vent’anni dopo, nessuno si sposerebbe vent’anni prima!… (Davanti alla finestra) Cade già qualche goccia!… (Di fronte al pubblico) (Bussano) Avanti!…

SCENA SECONDA

PINGLET                (andando premuroso incontro a Marcella) Ah! Signora Paillardin

MARCELLA           (di malumore)  Buongiorno, caro Pinglet!… E così mi ricevete in vestaglia, eh?

PINGLET                (amabilmente, venendo avanti con lei) Sono i privilegi dell’essere vicini di casa; quando si abita in case attigue e si è amici intimi, il meno che possa capitare è di frequentarsi senza cerimonie!

MARCELLA           E’ quel che ho pensato anch’io!… Vostra moglie non c’è?

PINGLET                Sì! E’ in riunione con la sarta!… E Paillardin come sta?…

MARCELLA           Non lo so.

PINGLET                (le prende le mani e la guarda negli occhi) Che avete?

MARCELLA           Nulla

PINGLET                Non è vero… Avete gli occhi rossi.

MARCELLA           Oh! Nulla! Nulla!… sempre la stessa cosa: un litigio con mio marito.

PINGLET                Povera cara!… Dite, sì è mostrato forse aggressivo?

MARCELLA           Aggressivo!… Ah! Ah! No, non è aggressivo!… Se fosse aggressivo, forse ci sarebbe qualche speranza!… ma io per lui conto meno delle sue ciabatte!… Sentite, non parliamone più, mi irrita!… vado a cercare vostra moglie!

PINGLET                (indicando) Bene, è di là!… E poi vedrete gli farò una bella ramanzina, a Paillardin.

MARCELLA           Oh! No, ve ne prego!… Non aprite bocca. Cosa volete?… non si può chiedere a uno storpio di suonare il violino!

Esce.

SCENA TERZA

PINGLET                (la guarda uscire eccitatissimo) Ah! Quella donna!...Mah!.. Oh!... Sì!.. Mia moglie mi dice sempre che sono un uomo finito!.... Sono finito con lei... perché non ho nessuna voglia di smentirla!.... Ma mettetemi alla prova con... oh! (Ritorna a lavorare)  Lei ha sposato quella specie di baggiano!... (Di fronte al pubblico) Io lo posso dire!... E’ mio amico intimo... chi potrebbe chiamarlo baggiano se non il suo amico intimo! (Lavorando) Ah! Se lui non fosse mio intimo amico!... (Cambiando tono) E se io fossi sicuro che con sua moglie m’andasse bene... Però non sono affatto sicuro che mi vada bene... e non sarò certo io a fare una carognata a un amico... per rimanere poi con un palmo di naso. (Srotolando un progetto) Ma cosa mi caccia nel progetto quel merlo di Paillardin! (Paragonandolo al suo) Eccoli, gli architetti!... Conoscono solo la teoria!... Ci fanno il solletico, a noi imprenditori!... (Viene avanti, cambiando tono) Però ha una moglie veramente carina!

SCENA QUARTA

PAILLARDIN         (entrando) Buongiorno Pinglet!... Ti disturbo?...

PINGLET                No, al contrario!... sono contento di vederti!.. Ma cosa mi hai cacciato nel progetto?

PAILLARDIN         (sedendosi ed esaminando il progetto) Come?...

PINGLET                Vuoi che adoperi la pietra molare per sostenere un edificio del genere? Sei matto?

PAILLARDIN         Cosa ci vorresti mettere?

PINGLET                Non so, pietraglia

PAILLARDIN         Mettici quel che vuoi purchè tenga!... Mia moglie è qui?

PINGLET                Sì, è di là con la mia. A proposito cosa hai fatto ancora a tua moglie?

PAILLARDIN         Perché è venuta a lamentarsi?

PINGLET                Dio mio no, ma basta guardarla...

PAILLARDIN         (con tono indolente e apatico) Ah! Non parlarmene! È insopportabile! Non so cos’abbia! Insomma, io la faccio completamente felice!... Di cosa ha bisogno?... Non la tradisco!.. Non ho l’amante!...

PINGLET                Non hai l’amante!?... Fai soltanto il tuo dovere!

PAILLARDIN         Lo so bene. Però lo faccio! Ma no, lei non è ancora contenta! Dice che non sono abbastanza affettuoso!

PINGLET                E tu perché non lo sei?

PAILLARDIN         (ridendo) Ma tu capisci, se dopo cinque anni di matrimonio devo ancora dare importanza a queste formalità!... No!... Se uno deve prender moglie per... buonasera... tanto vale prendersi un’amante!

Accende una sigaretta

 PINGLET               Bella morale, la tua...

PAILLARDIN         No!... Soltanto capisci... lavoro tutto il giorno, passo le mie ore sulle impalcature, rientro alla sera con le ossa rotte, vado a letto e.... dormo! Bene, questo mia moglie non lo può ammettere!... Lei lo chiama: una mancanza di rispetto!...

PINGLET                Ah! Bella l’espressione!

PAILLARDIN         (semisdraiato con le gambe accavallate) Cosa vuoi!... Non sono un donnaiolo io!... Non lo sono mai stato! Mi sono sposato proprio per questo! Non ero un tipo esuberante.

PINGLET                (ridendo) Ah!... Bene!... Benissimo! Insomma... sei quel che si dice un pezzo di ghiaccio!

PAILLARDIN         (alzando le spalle e andandosene) Ma questo che c’entra!... (prendendogli il braccio) Ascolta! Volevo chiederti... Non potresti prestarmi la tua donna di servizio?...

PINGLET                (scandalizzato) La donna di servizio!... Per farne che?

PAILLARDIN         Come sei stupido!... E’ per Massimo, mio nipote!

PINGLET                Ah! Belle cose davvero!

PAILLARDIN         Oh! Come sei noioso con le tue spiritosaggini!... Povero ragazzo!... Ah! Quello sì che non pensa a divertirsi. E’ uno sgobbone che ha in mente soltanto la sua filosofia.

PINGLET                Filosofia alla sua età!... Cosa farà quando sarà vecchio?

PAILLARDIN         Insomma! Stasera entra allo Stanislas per terminarla, la sua filosofia! Ora, io non ho una domestica che lo possa accompagnare al liceo. Come sai, ho messa alla porta tutto il personale.

PINGLET                Va bene, d’accordo!... Ma perché non lo accompagni tu, tuo nipote? 

PAILLARDIN         Non ho tempo! Ho la giornata piena… e poi stanotte dormo in città.

PINGLET                (dandogli un colpetto). Ah! ah! ….

PAILLARDIN         Devo passare la notte in non so quale orribile alberghetto!… Pare che sia abitato… abitato dagli spiriti.

PINGLET                Oh! Storie!

PAILLARDIN         E’ quel che penso anch’io! Perché sai, io agli spiriti!… non ci crederei nemmeno se li vedessi! No, il mio parere è già fatto: viene dalle fognature.

PINGLET                E’ evidente!

PAILLARDIN         Solo che l’inquilino vuole disdire il contratto! Il proprietario si impunta e il Tribunale mi designa come perito; così sono costretto a dormire laggiù, per constatare.

PINGLET                Che gli spiriti sono soltanto gas che provengono da un tubo rotto!

PAILLARDIN         L’hai detto.

Fa un riferimento per andarsene.

PINGLET                (richiamandolo). Senti! Questa, però, non mi pare proprio la maniera di aggiustare le cose con tua moglie!

PAILLARDIN         Puoi immaginarlo!…. E’ da stamattina che mi fa scenate. Dice che approfitto di ogni  occasione per lasciarla sola. Dovrebbe capire che l’architetto deve venire prima del marito.

PINGLET                Sì, vecchio mio! Ma sta’ attento anche tu! Sta’ attento che non sia un altro a venire prima del marito!….

PAILLARDIN         Come?

PINGLET                Non ho consigli da darti! Ma stai facendo un gioco pericoloso. La donna, e soprattutto la tua, è un essere essenzialmente sentimentale! Non te lo auguro… Ma se tua moglie dovesse prendere uno che ti sostituisca, te lo meriteresti!        

PAILLARDIN         (ridacchiando). Ah! ah! mia moglie tradirmi!… Prima di tutto non è così facile trovare un amante! Sono cose che capitano a teatro!

PINGLET                Va bene, va bene!…. Continua così, amico mio. Continua così!

PAILLARDIN         Certamente!

PINGLET                Ah, le risate che mi farei se tua moglie ti tradisse! (A  parte ). Specialmente se lo facesse con me!

Bussano.

Scena quinta

PINGLET                Avanti!

Appare Massimo, con un libro sottobraccio

MASSIMO              Volevo dirvi, signor Pinglet… Devo aver lasciato qui un libro…. Non l’avete trovato per caso?

PINGLET                No, amico mio, non ho trovato niente!..

MASSIMO              Mi secca, è un trattato di filosofia che mi serviva. Sembra che confuti certe opinioni di Descartes… di cui sto leggendo il Trattato delle passioni..

Indica il libro.

PAILLARDIN         Ah! E’ il Trattato delle passioni questo?

PINGLET                (dandogli una gomitata). E della maniera di servirsene?

VITTORIA              (entrando) Signore!

PINGLET                Cosa! …Che c’è?

VITTORIA              La signora chiede del signore!

PINGLET                Ah! era da un pezzo che non lo faceva.

VITTORIA              Sta provando un vestito, e vorrebbe il parere del signore!

PINGLET                (sullo sgabello, a Paillardin). Ah! com’è noiosa! (andando incontro a Vittoria) Tanto più che poi il mio parere non lo segue! Tanto più che non lo segue! Va bè, ci andrò!

PAILLARDIN         (a Massimo che fruga nei cassetti). Ma cosa cerchi, Massimo,?

MASSIMO              Vedo se riesco a trovare il libro, zio!

PINGLET                Ma no, amico mio! Se ti dico che non c’è! Non devi frugare così nei miei cassetti! Vittoria! Non avete trovato per caso un trattato di filosofia?

VITTORIA              No, signore, non ho trovato nulla.

MASSIMO              Mi toccherà ricomprarlo.

PINGLET                A proposito, Vittoria, stasera dovete accompagnare il signor Massimo al collegio Stanislas!

VITTORIA              Io, signore?… Molto volentieri!

PINGLET                Non vi ho chiesto se lo accompagnate volentieri. Vi ho detto che lo dovete accompagnare!… (A Massimo) A che ora?

MASSIMO              Devo rientrare alle nove, signor Pinglet!

PINGLET                Alle nove!… Avete sentito, Vittoria?

VITTORIA              Bene, signore.

Va al tavolo di lavoro a riordinare le carte.

PAILLARDIN         (alzandosi, a Pinglet). Ti ringrazio, sai.

PINGLET                Di nulla!

Massimo si mette a leggere.

ANGELICA             (in quinta). Signor Pinglet!

PINGLET                (rispondendo) Vengo! Vengo! Che tafano! Dio mio! Che tafano! Paillardin, vuoi vedere mia moglie che prova il vestito?… (spingendolo) Vieni, vieni! Ti divertirai!

PAILLARDIN         Andiamo!….

Escono.

Scena sesta

MASSIMO              (Seduto sullo sgabello, leggendo) “L’amore è un’emozione dell’anima causata dal movimento degli spiriti animali che la invita a congiungersi volontariamente agli oggetti che appaiono ad essa convenienti”. (con convinzione). È proprio così!

VITTORIA              (Appoggiando i gomiti sul tavolo di lavoro). E allora, signor Massimo?

MASSIMO              Signorina?

VITTORIA              Cosa fate lì?

MASSIMO              Studio l’amore, signorina!….

VITTORIA              (canzonandolo) Eh! via! …. In quella posizione? (a parte). Però è carino lo stesso, il ragazzo! (Avvicinandoglisi). Se volete, signor Massimo, vi faccio ripetere la lezione….

MASSIMO              Come, signorina, avete studiato l’amore?

VITTORIA              (con molta naturalezza) Perdinci! Come tutti.

MASSIMO              Su Descartes?

VITTORIA              No! … Su dei fondi di caffè!

MASSIMO              Credo che vi sbagliate, signorina!

VITTORIA              Allora ditemi… non volete che vi faccia ripetere la lezione?

Gli accarezza il ginocchio.

MASSIMO              (impassibile). Signorina… mi fate il solletico.

VITTORIA              Vi dispiace?

MASSIMO              Non dico questo, ma mi fate il solletico! (a parte)    

VITTORIA              Oh! Non è gentile allontanarsi mentre io sto qui!

MASSIMO              (serissimo). Non mi allontano!… lavoro!…. non posso studiare l’amore, con una donna continuamente accanto!

Siede sul divano.

VITTORIA              (ridendo). Ah! … questo poi è la prima volta che lo sento dire!

MASSIMO              (leggendo). “Si distingue l’amore di benevolenza e l’amore di concupiscenza. La passione che un uomo ha per la sua amante e quella che un buon padre ha per i propri figlioli sono di certo molto differenti. E tuttavia, in quanto partecipano dell’amore, sono simili! Ma … (si alza e va a sedersi all’altro estremo del divano). Ma l’amore del primo è soltanto per il possesso dell’oggetto a cui si dirige la sua passione e non per l’oggetto in sé ”. (con molta serietà). È gradevole quel che state facendo!…

VITTORIA              (che lo accarezza). Via pare, signor Massimo?

MASSIMO              Sì! (continuando la lettura). “Mentre l’amore che un padre ha per i propri figlioli è così puro che elgi non desidera avere nulla da essi e non vuole possederli in altro modo che in quello doveroso, né essere congiunto ad essi in altro modo che già non lo sia”.

VITTORIA              Ci mancherebbe altro!

MASSIMO              (continuando). “Ma considerandoli come altri se stesso, ricerca il loro bene come il suo proprio”.

VITTORIA              (accarezzandogli i capelli). Oh! piccinino, piccinino!

MASSIMO              Vi prego, signorina, grattate ma non parlate!

VITTORIA              Signor Massimo. (appoggiandosi coi gomiti al divano). Non vi ha detto mai nessuno che siete un bel giovanotto,  signor Massimo?

MASSIMO              Io? …. Non saprei!…. Sì, una volta!

VITTORIA              Ah!

MASSIMO              Sì, il fotografo!…. Oh! gli avevo ordinato una dozzina di copie… Mi ha detto: un bel giovanotto come voi dovrebbe prenderne tre dozzine!… Così le ho prese.

VITTORIA              Ah! Sì, ma ….  ma non è una donna!

Riprende ad accarezzargli i capelli.

MASSIMO              No! (Ricomincia a leggere) Ma considerandoli come altri se stesso, ricerca il loro bene come il suo proprio.

Si stupisce che Vittoria non gli accarezzi più i capelli.

VITTORIA              (ridendo) Ah! Ah!

MASSIMO              (riprendendo). ….ricerca il loro bene come il suo proprio… (Volgendo il capo) o addirittura con cura maggiore in quanto si figura che lui ed essi formino un tutto.

VITTORIA              (come se non capisse). Cosa avete, signor Massimo?

MASSIMO              Niente!… E’ che, se voleste?…

VITTORIA              Si!… Ebbene, no! Rivolgetevi a Descartes!

Da un colpo sul libro.

MASSIMO              (sul divano). Oh! signorina, è muto a questo proposito!

VITTORIA              Ah! Si? E allora chiudete il libro! (glielo chiude fra le mani) Un giovanotto non deve imparare l’amore sui libri!… Mi fa pensare a quelli che vogliono imparare a nuotare sopra un sgabello!… quando li sbatti in acqua non combinano niente!… Forza, mettete giù quel libercolo!

Glielo prende e si siede accanto a lui

MASSIMO              Ma cos’ha, questa

VITTORIA              (prendendogli le spalle). E poi, guardatelo!… vi pare il caso di infagottarvi così? (gli accomoda il vestito) E questi orribili occhiali!… (glieli toglie) Non ci vedete bene anche così?

MASSIMO              Si!… anzi, ci vedo meglio!

VITTORIA              (passa dietro il divano) E poi cos’è questa maniera di pettinarsi?… Non è permesso, quando la natura ci ha concesso un bel fisico, farsi brutti a questo modo!

Gli accomoda i capelli sulla fronte.

MASSIMO              (con gli occhi chiusi). No, davvero! È piacevole quel che mi state facendo.

VITTORIA              (stringendolo al petto). Oh! piccinino, piccinino!

MASSIMO              Si sta bene, qui!

VITTORIA              E come no! (A parte) Forza, allora!… (Mostrandogli lo specchio) Ecco! Ma guardatevi allo specchio! Non siete forse meglio così

MASSIMO              (guardandosi). E’ vero!… Positivamente, sono meglio!

VITTORIA              Eh! Perbacco!

MASSIMO              (rimettendosi gli occhiali e riabbassandosi i capelli). Non c’è che dire, sono molto meglio. (riprendendo a leggere) “O addirittura con cura maggiore, in quanto si figura che lui ed essi formino un tutto”

VITTORIA              (lasciando cadere le braccia, scoraggiata) Oh!

MASSIMO              (continuando) “Preferisce sovente i loro interessi ai suoi!…”

VITTORIA              (seccamente). Signor Massimo!

MASSIMO              Arrivederci, signorina!

VITTORIA              Arrivederci!

MASSIMO              Signorina?

VITTORIA              (uscendo a destra). No! Non è possibile! Questo non ha sangue nelle vene, ha acqua fresca!

MASSIMO              (leggendo) “L’effetto che gli uomini d’onore…” (Rumori fra le quinte; Massimo si tura le orecchie per riprendere la lettura) “L’affetto che gli uomini d’onore hanno per i loro amici è di questa natura…”

Scena settima

MARCELLA           (esasperata). Oh! oh!…

PAILLARDIN         Ma insomma, mia cara amica, cos’hai?

MARCELLA           Ho che mi rendete la vita insopportabile!

ANGELICA             Ah! Mia carissima amica, cosa direte allora quando avrete, come me, venti anni di matrimonio alle spalle?

PINGLET                La tua vita con me è stata felicissima.

PAILLARDIN         (a Marcella). E la tua pure!

ANGELICA E MERCELLA    (ai loro rispettivi mariti) Felicissima! Ah, si! Meglio non parlarne!

PAILLARDIN E PINGLET     Sicuro, felicissima!

MARCELLA E ANGELICA   No, per niente felice!

PAILLARDIN E PINGLET     Si invece, felicissima!

TUTTI E QUATTRO ASSIEME             No!

Si accapigliano.

MASSIMO              (alzandosi). Oh! No! No! Non è possibile lavorare in queste condizioni!… Me ne vado!…

Esce .

MARCELLA           No! Ma … insomma mi chiedo perché mi sono sposata con lui… Si comporta forse come un marito dovrebbe comportarsi?

PAILLARDIN         (irritato dai rimproveri della moglie). Oh!

MARCELLA           No! Ma lui crede che mi sia sposata per badare alla casa!… Perché, insomma, cosa sono oltre a questo?… Niente!

ANGELICA             Come? Povera cara! Oh! male, molto male!…

PAILLARDIN         Ma no! Ma no! Esagerata!

ANGELICA             (a Paillardin). Ah! Sapete, noi siamo sposati da vent’anni, il signor Pinglet ed io!… ma se mio marito si mettesse in mente di comportarsi in questo modo con me… Ah! Ah!

PAILLARDIN         (a mezza voce a Pinglet). Come? Ma davvero?

PINGLET                (a mezza voce a Paillardin). Si vanta! Si vanta!

PAILLARDIN         (a sua moglie). Insomma, che cosa vuoi?… Non vuoi che vada stasera a fare la perizia?

MARCELLA           Oh! si.. andateci!

MARCELLA           Vi confesso che mi aspettavo ben altro dal matrimonio!… ah! Rimanere una donna onesta, con voi, è davvero un grande merito!

PAILLARDIN         Eh, via!… questa è un’altra cosa!…

PINGLET                In questo ha ragione!

PAILLARDIN         Ah! sta’ un po’ zitto!… ti ci metti anche tu!…

MARCELLA           Ma badate che non mi venga un giorno l’idea di andarla a cercarla fuori, quella felicità che in casa non sapete darmi!

PAILLARDIN         Tu!

MARCELLA           Perché no! Ci sono donne più brutte di me che hanno trovato dei consolatori!

PAILLARDIN         (ridendo), Ah! Questa è bella!… Ma non fare complimenti, mia cara amica!…..Ma prendilo dunque il tuo consolatore!

MARCELLA           Ah! Non mi sfidare, sai!….. Se volessi! Conosco molte persone!……..

PALLARDIN           E va a cercarle, allora, queste tue persone!… Va a cercarle!

Fa qualche passo verso il fondo.

ANGELICA             Paillardin, non esasperatela!

PAILLARDIN         (venendo avanti). E’ lei che mi esaspera!… Oh! Ma se lo prenda una buona volta, il suo consolatore!…Oh! io chiedo una sola cosa: che ne trovi uno! E che lui se la tenga!

MARCELLA           (indignata). Oh! Signor Pinglet!

PINGLET                Roba da matti! Ma tu sei matto! E’ matto!

MARCELLA           Ah! È così!… Bene, sei tu che l’hai voluto!

PAILLARDIN         Esatto!….. Buonasera!

ANGELICA             Su, Paillardin……. Abbracciatela!

PAILLARDIN         Io?… Ah! No, perdinci!….

Torna verso il fondo

ANGELICA             (seguendolo). Paillardin! Paillardin!.

PINGLET                (alla porta). Stai facendo una sciocchezza!… Guarda, Crescenzio, che stai facendo una sciocchezza!

Paillardin e la signora Pinglet sono usciti.

Scena ottava

MARCELLA           (seduta sul divano, furiosa). Ecco! Vedete come mi parla, mio marito? Ecco come mi parla! Ah! Questo è troppo!

PINGLET                (esita, poi bruscamente). Marcella! Marcella! Ti amo!

MARCELLA           (si alza di scatto). Eh!….

PINGLET                Ah! No, no! È troppo stupido! È troppo stupido! Voi siete testimone, vero, che gli ho detto tutto ciò che dovevo dirgli?… Ho compiuto o no il mio dovere di amico?

MARCELLA           Si!

PINGLET                Gliel’ho detto che faceva una sciocchezza!… E lui si ostina!… Ebbene! Peggio per lui!…Io tengo conto di una sola cosa: quando lo avete minacciato di prendere un consolatore, vi ha risposto: prendetelo!… Ebbene, se avete un po’ di carattere, dovete prenderlo, il consolatore.

MARCELLA           Sì, avete ragione

PINGLET                E non venitemi a dire che non avete nessuno sottomano. Ci sono io!

MARCELLA           Voi?

PINGLET                Si, io!… Io so una cosa sola: vi hanno insultata davanti a me!…Bene, raccolgo l’insulto!… vi hanno sfidata a prendervi un amante!… Bene, raccolgo la sfida!… Sarò io il vostro amante!

MARCELLA           Voi?

PINGLET                Esattamente!… Ah! Non ammetto che si insulti una donna davanti a me! Ah! Ma… Dio mi è testimone che soffro di dover giungere a questi estremi nei confronti di una amico! Soffro orribilmente!… Ma non c’è amico che tenga…. In me prima di tutto, c’è il cavaliere francese!… Marcella! Marcella! Ti amo.

Vorrebbe prenderla fra le braccia.

MARCELLA           (sciogliendosi). Eh!… Ma non pensateci nemmeno!… Signor Pinglet!… E’ il mio dovere…

PINGLET                E io, allora?… non lo dimentico forse in questo momento il mio dovere? E la signora Pinglet, allora?… Pure, non esito! Perché si tratta di un dovere superiore!

MARCELLA           Si!

PINGLET                Ci hanno insultato… E quando si insulta un uomo, non ci sono più né donne né bambini!… Si procede!…

MARCELLA           Si!

PINGLET                Procedimao!

Le prende la mano.

MARCELLA           Come?

PINGLET                Insieme… Andiamo!

La trascina.

MARCELLA           Ah! Pinglet!… No, non posso!

PINGLET                Ah! Marcella… non siate pu… non siate pu… (Batte il piede, contrariato) Pusillanime! Perdio! Avete già dimenticato l’affronto che vi ha fatto, là, davanti a tutti?

MARCELLA           (con ira). Oh! No!

PINGLET                (le prende le mani). E pensare che ha la più graziosa donnina che si possa immaginare e che la butta!… in un angolo!… lasciandola incolta!

Marcella piange; Pinglet le asciuga gli occhi.

PINGLET                (tenerissimo, tenendola fra le braccia). Vedrete che uomo diverso sarà io!… Come sarò tenero, innamorato, degno di voi insomma!

MARCELLA           (guardandolo, con emozione). Ah! Pinglet!… Siete brutto!… ma sapete parlare al cuore delle donne!…

PINGLET                Ah! Grazie! Marcella! Grazie!

MARCELLA           Se soltanto un’ora fa mi aveste parlato in questo modo; vi avrei respinto con orrore. Dio lo sa!

PINGLET                Che cosa vuol dire arrivare nel momento psicologico!

MARCELLA           E ora vi dico: Parlate! Pinglet! Ordinate! Obbedisco!

PINGLET                (prendendola di nuovo fra le braccia) Ah! Marcella!… Marcella!… Sto vivendo un sogno!

ANGELICA             (in quinta) Pinglet! Pinglet!

PINGLET                Ah! Eccomi ricaduto nella realtà!… (A Marcella, che si è liberata dalla stretta) Marcella non abbiamo tempo da perdere! C’è mia moglie; stasera vosto marito parte, voi siete libera!… anch’io mi renderò libero…

MARCELLA           Si!…

PINGLET                Ci troviamo e andiamo…

MARCELLA           Dove?…

PINGLET                Non so ancora!… ma vedremo!… ve lo dirò… e allora, a noi la vendetta!… Silenzio!… Mia moglie!

Si separa da Marcella e si ferma davanti al tavolo da lavoro.

Scena nona

ANGELICA             (entrando da destra). Ah! Eccovi qui, signor Pinglet! Ah! È davvero un uomo garbato il vostro amico Paillardin!

PINGLET                E perché mai?

ANGELICA             Mentre io, anima buona, per amicizia nei vostri confronti, mia cara Marcella, cercavo di rabberciare la situazione, sapete cosa mi ha risposto lui? “Ah! voi, non rompetemi le tasche e occupatevi di ciò che vi riguarda!”.

MARCELLA           Non mi meraviglio!

PINGLET                (senza convinzione). E’ sconveniente!

ANGELICA             Non è vero?

PINGLET                A te!

ANGELICA             Si!…

PINGLET                Più vecchia di lui!…

ANGELICA             Non è per questo!… (A Marcella) Ah! Mia cara amica, vi compiango di avere un marito come il vostro!…

MARCELLA           Certo!… (Minacciosa, perdendo il controllo) Ma adesso…

ANGELICA             Cosa?…

MARCELLA           Niente.

ANGELICA             Se mai il signor Pinglet si mettesse in mente…

PINGLET                Io, amica mia?

ANGELICA             Oh! Non perderei tempo!…

MARCELLA           Cosa fareste?

ANGELICA             Io?… Prenderei un amante!…

PINGLET                (reprimendo la voglia di ridere). Oh! Angelica! … Non lo faresti mai!…

ANGELICA             Senz’altro!…

PINGLET                (a parte). Ah! Davvero! Sarei curioso di vedere!

Scena decima

VITTORIA              (entrando, con la posta in mano). Signora, hanno portato un vestito per la signora Paillardin!

MARCELLA           Ah! Si, è un vestito che mi son fatta fare… Permettete?

ANGELICA             Ma vi pare! Andate! Consolatevi con gli abiti, se non altro, dei vostri dispiaceri coniugali… Arrivederci, cara amica!

MARCELLA           Arrivederci!… (A Pinglet) Arrivederci anche a voi!

PINGLET                Arrivederci!… (sottovoce) Allora, siamo intesi?

MARCELLA           Si! (A parte) Ah! Se l’è voluta lui!

Esce

PINGLET                E ora, dove trovare un nido discreto e misterioso?… Ah! Che stupido!… sul Bottin.

Dà un pugno sul tavolo come per dire: ho trovato.

ANGELICA             Ma smettetela di far rumore! (dopo aver letto una lettera) Ah! Vittoria, stasera non cenerò a casa…

PINGLET                (a parte). Non cenerà a casa! Capita a proposito!… (A voce altra) Non cenerai a casa?… E dove, allora?…

ANGELICA             A Ville-d’Avray…. Da mia sorella… Che non migliora affatto!… Toh, leggi. (Gli passa la lettera) Anche se stasera, per caso, non dovessi rientrare, non stare in pensiero… se mia sorella sta peggio, passerò la notte accanto a lei…

PIGLET                   Benissimo! Benissimo!

ANGELICA             Allora, avete capito, Vittoria? Preparate la cena solo per il signore!

VITTORIA              Bene, signora!

Esce a destra.

Scena undicesima

PINGLET                (volgendo le spalle alla moglie, sfoglia il Bottin). Vediamo! Gli alberghi… gli alberghi…

ANGELICA             (che ha aperto una lettera). Toh!… La modista mi manda il conto!

PINGLET                (a voce altra). Ecco! Ci siamo!

ANGELICA             Come? Ci siamo cosa?

PINGLET                Eh? Niente! Ho detto: ecco! Ci siamo! La modista ti manda il conto!

ANGELICA             Lo so bene, te l’ho detto io.

PINGLET                Ah! Si.

ANGELICA             Il fatto è che talvolta fate delle considerazioni del tutto inutili!

PINGLET                (fra i denti). Si, befana, si! (A parte, leggendo) Hotel Termidoro, no! Hotel del Pinguino e della Donna amata, no!

ANGELICA             (che ha aperto un’altra lettera). Oh!

PINGLET                Cosa?

ANGELICA             Guarda un po’ se devono mandarmi una cosa del genere!…

PINGLET                Cos’è

ANGELICA             Pubblicità di alberghi!… Uno, due, tre!

PINGLET                Pubblicità di alberghi!

ANGELICA             Si! E sentite questa! Sicurezza e discrezione! Hotel del Libero Scambio, rue de Provence 220! Consigliabile alle coppie sposate…. Tra di loro o separatamente!…

PINGLET                Sposate tra di loro o separatamente?… C’è scritto proprio così?

ANGELICA             Si, guardate!

Gli dà un pieghevole.

PINGLET                E’ vero!

ANGELICA             E’ un albergo allegro, questo!

PINGLET                Certamente! (a parte) proprio quello che fa al caso mio! (a voce alta, leggendo) Camere di tutti i prezzi.

ANGELICA             (continuando). Sconto sensibile per un abbonamento di dodici sedute!… E’ indecente!

PINGLET                Indecente! (a parte) farò l’abbonamento da dodici!…

Mette il pieghevole in tasca.

ANGELICA             (alzandosi). Veramente mi domando per chi mi hanno preso, per mandarmi una pubblicità del genere!…

Accartoccia i pieghevoli e li getta a terra.

Scena dodicesima

VITTORIA              (entrando). Signora, c’è un signore che chiede del signore de della signora Pinglet!

ANGELICA             Un signore…. E chi è?

VITTORIA              Ecco il biglietto da visita.

ANGELICA             Ah!… Mathieu!… Benedetto!… E’ il nostro amico Mathieu!…

PINGLET                Come, Mathieu?…Non abita più a Valenziennes, allora!…Andate, Vittoria, e pregatelo di salire!

VITTORIA              Bene signore!

ANGELICA             Ah! Sentite! Prima raccogliete le carte che sono in giro!

VITTORIA              (raccogliendo i pieghevoli accartocciati). Si signora!… (a parte) Cos’è ‘sta roba?… Toh, pubblicità di alberghi.

ANGELICA             Andate! (Vittoria esce) Mathieu qui! Il buon Mathieu!

PINGLET                Ah! Bene, mi farà piacere rivederlo, ci ha ospitati con tanta cortesia quando eravamo a Valenciennes!…

ANGELICA             Sicuramente non si può essere più ospitali di lui!… ci ha dato da mangiare e da dormire per quindici giorni!…

PINGLET                E lo faceva come se avesse degli obblighi nei nostri confronti!

ANGELICA             Insomma, era casa nostra in casa sua… e poi piacevole, brillante conversatore…

PINGLET                Caspita, è un avvocato, se non è un brillante conversatore lui!…

Scena tredicesima

VITTORIA              (introducendo Matieu). Entrate, signore!

PINGLET                Ah! Eccolo!… Venite, dunque, mio caro Mathieu!

ANGELICA             Che bella sorpresa!

Mathieu abraccia la signora Pinglet.

PINGLET                Siete stato gentile a venire!

ANGELICA             (indicandogli il divano). Ma accomodatevi, prego!

PINGLET                Datemi l’ombrello! Povero Mathieu! È bagnato fradicio!

Va a deporlo accanto alla finestra.

MATHIEU              Oh! Amici miei, sono fe… sono fe…

PINGLET                Come?

MATHIEU              Ho detto: sono fe… felice di vedervi!

PINGLET                Ma cos’ha?

MATHIEU              Ah! Amici miei! Non vi a… aspettavate di ve… hum!…dermi?

PINGLET                (sedendosi accanto al divano). Ma cos’ha? (a Mathieu) Ma… ma, dite un po’, vi è capitato qualcosa?

MATHIEU              Peper….chè?

PINGLET                Perché mi sembra… si avverte appena… ma mi sembra che vi esprimiate con una certa difficoltà.

ANGELICA             Effettivamente… e quest’estate, nei quindici giorni che abbiamo passato con voi non ci siamo mai…. Al contrario!

MATHIEU              Ah!… questa… estate… Ah! Perché nei quiquin… quindici giorni… il tempo è stato ma… ma…

SCENA TREDICESIMA

PINGLET                Il tempo e’ stato ma... ?

MATHIEU              Aspettate, non ho finito !... Il tempo e’ stato ma... hum... (Dando un calcio e gridando) ... gnifico !

PINGLET E ANGELICA        (che non capiscono, di soprassalto). Ah !...ah !...

MATHIEU              E quando il tempo e’ ma.. hum !

Stesso gioco.

PINGLET                ... gnifico !

MATHIEU              Io parlo... ehm !... come gli altri.

ANGELICA             Guarda un po’ !

MATHIEU              Mentre all’opposto... quando come adesso piove a ca... a ca ... a ca...

PINGLET                A casaccio ?

MATHIEU              ... No !... A catinelle !...

PINGLET                E’ lo stesso !... Non abbiate fretta.

MATHIEU              Subito la mia pipì... la mia pipì...

ANGELICA             La vostra... Suvvia, non abbiate fretta, vi seguiamo !

MATHIEU              La mia pi... pi...ccola balbuzie ricompare.

ANGELICA             Oh ! che strano !

PINGLET                Avere un barometro come questo, a disposizione !...

MATHIEU              E quando c’e’ l’u... ragano, neanche una parola !...

PINGLET                Muto !...

MATHIEU              Per me è una rottura di co... di co...

PINGLET                Contatti !

MATHIEU              No !

PINGLET                (alzandosi). Ah ! si ! si ! Ho capito !

MATHIEU              No ! Di co... struttive azioni per la mia carriera !

PINGLET                Ah ! di co... struttive !  Beh, no ! non era quello che...

ANGELICA             Eh, si, in realtà... per un avvocato... Come fate quando avete un’arringa in tribunale ?...

PINGLET                (gli stringe le mani). Caro Mathieu !... E’ molto gentile da parte vostra non averci dimenticati ! Appena arrivato, la vostra prima visita e’ stata per noi !

MATHIEU              Diamine ! So benissimo che siete becco...hum !... siete becco...hum !

PINGLET                Che dice ?

MATHIEU              Siete ben contento di vedermi !

PINGLET                Ah ! meno male !

ANGELICA             Il nostro signor Mathieu trova sempre parole gentili !

MATHIEU              Oh ! ma non dubitate, non ve la cacà...cacà... verete così a buon mercato. Non ho dimenticato quel che mi avete detto quest’estate : se vi capita di venire a Parigi... sarete ospite nostro e di nessun altro !

PINGLET                Ma... lo spero bene !...  

ANGELICA             Ah ! che bella sorpresa !...

PINGLET                Rimanete fin che vi pare : due giorni, tre giorni !... Resterete almeno tre giorni ?

MATHIEU              No !

ANGELICA             - Oh ! si ! andiamo !

PINGLET                Per farci piacere !

MATHIEU              - No !

PINGLET                - Mathieu, mi offendo !

MATHIEU              - No !... Un mese !...

PINGLET E ANGELICA        (improvvisamente freddini). Ah ! ah ! ah ! è molto gentile !... molto gentile !... molto gentile !

MATHIEU              E vi chiedo... senza complimenti... di ospitarmi...

ANGELICA             Siete molto caro, non potreste esserlo di più ! ma un mese ! veramente è troppo !

MATHIEU              No !

ANGELICA             Vi assicuro, avremmo il timore di abusare !

MATHIEU              Niente affatto !

PINGLET                Comunque, siamo molto contenti ! molto contenti !

Mathieu si toglie il cappotto.

ANGELICA             (sottovoce a Pinglet). Senti un po’, un mese ! Mi pare tanto !... Noi siamo rimasti solo quindici giorni !

PINGLET                Si ! ma eravamo in due ! I conti tornano ! (A Mathieu) Ah ! mio caro Mathieu!

MATHIEU              Fo... forse vi disturbo ?

PINGLET                Per niente ! eh, via ! la casa è abbastanza grande per poter ricevere... e poi diamine! non occupate posto !... Arrivate come un giovanotto, con la vostra valigetta...

MATHIEU              Ah ! ... il fatto è che... ho una sorpresa per voi...

PINGLET                Ma tanto meglio, caro amico !... Angelica ! ha una sorpresa per noi !...

ANGELICA             Una sorpresa ! Ah ! che gentile !... Pensa proprio a tutto !

Scena quattordicesima

 

VITTORIA              (entrando). Signora... hanno portato un baule.

MATHIEU              E’ mio !...

FACCHINO             (entrando con un baule sulla schiena). Ecco il baule.

Vittoria esce.

MATHIEU              Volete ada... volete ada...

FACCHINO             Ada ? Magari !...

FACCHINO             Giarlo là ?...

PINGLET                Beh, che c’è !... Il signore vi ha detto di metterlo là ! Mettetelo là !... Mi sembra che il signore parli chiaro.

FACCHINO             Si.

Pinglet lo aiuta a scaricare

MATHIEU              Quanto ci devo ?

FACCHINO             Quaranta soldi...

Mathieu lo paga.

ANGELICA             (guarda il baule). Dio mio, che baule enorme avete !

PINGLET                Si è vero, è un monumento !... Comunque... Lo faremo portare in camera vostra !...

VITTORIA              (entrando). Ecco, da questa parte !... (Alla signora Pinglet) Signora, ci sono altri facchini con dei bauli !

PINGLET E ANGELICA        Ancora !

Entrano quattro facchini con quattro bauli.

MATHIEU              Ah ! sono miei !

ANGELICA             Vostri !... Uno, due, tre quattro !... Ma è spaventoso !

MATHIEU              Ah ! è qui che comincia la sorpresa !

ANGELICA             La sorpresa !... oh ! oh ! ma è una follia !...

PINGLET                Mathieu ! Non siete ragionevole !

MATHIEU              Io ! Ma per quale motivo ?

ANGELICA             No ! no !... Ma che cosa ci può essere lì dentro per noi ? Che cosa ci può essere per noi ?

PINGLET                Evidentemente dev’essere qualcosa di molto grosso se ci vogliono quattro bauli.

MATHIEU              (a Pinglet). Pinglet ! Non ho più moneta, volete dare cento soldi a questi fafa...

PINGLET                ... cchini ! Ecco qua !

MATHIEU              (tendando di termonare). Accidenti !...  cchini !...

PINGLET                Si ! Si ! Ci siamo !... E’ fatta !... E ora ; brava gente, andate in cucina e fatevi dare un bicchiere di vino !...

FACCHINI              Grazie, signore !

Escono.

PINGLET                (a parte). Su cinque bauli, quattro di sorpresa !... sono spendaccionii in provincia !...

ANGELICA             Apriamo subito i bauli !...

MATHIEU              (arrestandola) . Perché ?

PINGLET                Ma... per la sorpresa !...

MATHIEU              No ! No !

ANGELICA             Oh ! vuole farci languire !...

MATHIEU              La vedrete piut... piut... piut... hum ! (Dando un calcio) ... tardi !...

PINGLET                (sfuggendo al calcio). Ah ! ah ! questa volta non mi ha preso ! Oh ! ma ora sto attento !

ANGELICA             Insomma, volete farci languire ? e noi languiamo !... Ma quel che possiamo dire fin d’ora è che vi siamo assolutamente grati !

PINGLET                Ne ho conosciuti di individui generosi, ma quando la generosità raggiunge l’insommench... hum !... l’immonchen... hum ! Accidenti !... l’incommen...

MATHIEU              (freddamente). L’incommensurabilità.

PINGLET E ANGELICA        (stupefatti). Oh ! complimenti !

Pinglet gli stringe la mano.

MATHIEU              Non balbetto mai per gli altri !...

SCENA QUINDICESIMA

VITTORIA              (entrando). Signora, ci sono delle signorine appena scese dal tram che chiedono...

MATHIEU              (risalendo fino alla porta). Sono loro !... Ah ! è per me !... Fatele salire !...

VITTORIA              (uscendo). Bene, signore !...

MATHIEU              (con aria trionfante, a Pinglet e a sua moglie). Ah ! ah ! ah ! ah ! è la sorpresa !... E’ la sorpresa !

PINGLET E ANGELICA        Eh ?

MATHIEU              Voi conoscete le mie figliole ?

PINGLET                No !

MATHIEU              Quando siete venuto, questa estate, vivevo solo, perché da quando ho perduto la povera signora Mathieu... oh ! sono già otto anni !...

PINGLET                Ah !... E allora !...

MATHIEU              ... Le mie figliole sono cresciute in convento. Ma ora le hanno mandate a casa perché in  convento c’erano molte ragazze con gli orecchi...

ANGELICA             E allora ?

MATHIEU              Allora, appena uscite... ho pensato : i Pinglet non le conoscono, le ragazze... gli farò una sorpresa: condurrò le ragazze da loro.

PINGLET E ANGELICA        Eh ?

MATHIEU              Io sono avanti per annunciarle !...

ANGELICA             Come ?... E’ questa la sorpresa ?...

MATHIEU              (gongolante). Ma si ! si !

PINGLET                Ma allora... questi bauli !

MATHIEU              Si, sono i bauli delle mie figliole !...

PINGLET E ANGELICA        (sbalorditi). Ah ! benissimo ! davvero !

Rumore di voci.

MATHIEU              Eh ! Eccole qua !... Avanti ! Avanti !... Entrate !...

Compaiono le ragazze.

PINGLET                Eh ! Sono quattro ! ?

ANGELICA             Se è questa, per lui, la sorpresa !

MATHIEU              Si !... Vi ho parlato spesso dei miei amici Pin... hum...

SIGNORINE MATHIEU         (in coro). ... glet !...

MATHIEU              Si !... Sono questi !... Abbracciateli.

SIGNORINE MATHIEU         (in coro). Ah ! signor Pinglet !... signora Pinglet !...

PINGLET E ANGELICA        (difendendosi dalle piccine). Si ! bene ! piacere ! ma...

ANGELICA             Ma è un’invasione !... è un’invasione !...

ANGELICA             Non sapevamo che aveste tante figlie.

PINGLET                E cosa ne volete fare ? Le portate oggi in un altro convento ?

MATHIEU              No !... Aspetterò che gli orecchioni se ne vadano...

PINGLET                Ma dove le mettete a dormire ?

MATHIEU              Ma qui !

ANGELICA             Eh !

PINGLET                Qui !... Ah ! no !... ah ! no, perbacco !

MATHIEU              Come ! Mi avete detto voi stesso...

PINGLET                (andando da Mathieu). Eh ! vi ho detto... vi ho detto... di fermarvi a casa mia !... Ma insomma !... sono cosae che si dicono... che si dicono... che si dicono per educazione !

ANGELICA             Eh ! ma la colpa è tua ! Se non ti fossi lasciato andare con gli inviti !...

PINGLET                Io mi sono lasciato andare ?... Ah ! si ! ah ! questa è buona ! Sei tu invece che mi hai detto : non possiamo fare altrimenti ! Abbiamo passato quindici giorni da lui !... dobbiamo invitarlo.

ANGELICA             (toccando leggermente Mathieu). Te l’ho detto, ma pensavo che non avrebbe accettato !

PINGLET                E allora ! è colpa mia se ha accettato !

ANGELICA             Si, è colpa tua !... Se ti fossi accontentato di invitarlo una volta, tanto per dire... le maniere erano salve e lui non sarebbe venuto. Ma no ! Ci hai messo un’insistenza !... E lo ripetevi ! e lo ripetevi ! Naturalmente, questo povero ragazzo... Si è sentito in obbligo...

PINGLET                Ecco, lo difendi ! (A Mathieu). Mi sarei stupito che la colpa non fosse mia !...

MATHIEU              (alzandosi, sbalordito, con rassegnazione). Si !... Allora, se ho ben capito, bisogna che ce ne andiamo ?

PINGLET                Naturalmente, visto che non c’è posto per ospitarvi tutti !

MATHIEU              Si !... Va bene ! andiamocene, bambine mie !... Ringraziate il signore e la signora Pinglet della buona accoglienza.

SIGNORINE MATHIEU         (stringendo loro le mani). Grazie, signore ! Grazie, signora !

PINGLET                Non è il caso, non ne parliamo neanche !... (Alla signora Pinglet) Angelica, vedi un po’ se i facchini sono ancora in cucina e pregali di venire a riprendere i bauli .

ANGELICA             Si ! vado !

Risale verso il fondo

Scena sedicesima

MARCELLA           (entrando da destra). Oh ! cosa sono tutti questi bauli ?

ANGELICA             Venite, carissima ! Sto appunto andando a dire che vengano a portarseli via !

Esce.

MATHIEU              (scorge Marcella e va a salutarla). Signora !...

PINGLET                (vivacemente, presentando i Mathieu). Carissima... il signore Mathieu, mio ottimo amico, del quale vi ho spesso parlato, e la sua prole... (A Mathieu) La signora Paillardin. (Sottovoce a Marcella) Ho trovato quel che cerchiamo ! Siete sempre decisa ?

MARCELLA           Sempre !

PINGLET                Bene, aspettatemi stasera alle otto all’angolo dell’avenue du Bois e della Rue de la Pompe, in una carrozza con le tendine abbassate.

MATHIEU              (a Pinglet). E allora noi dove possiamo alloggiare ?

PINGLET                Sono subito da voi.

MATHIEU              (a parte). Se almeno avessi l’indirizzo di un albergo...

MARCELLA           (sottovoce a Pinglet). E dove andiamo ?

PINGLET                Hotel del Libero Scambio, Rue de Provence 220 !

MATHIEU              (che ha sentitola frase e crede che si riferisca a lui). Grazie !... (Prende l’appunto) Hotel del Libero Scambio, rue de Provence 220. (A Pinglet) Bene ! Arrivederci !

Entra la signora Pinglet.

SIGNORINE MATHIEU         Arrivederci, signore ! Arrivederci, signora !

ANGELICA             Signorine !...

MARCELLA           Signore !...

MATHIEU              (a Pinglet). A presto, e grazie !... Allora ci andiamo, eh ?

PINGLET                E dove ?

MATHIEU              All’hotel !...

PINGLET                Ah !... Benissimo ; andateci !

ANGELICA             Arrivederci !

I Mathieu e la signora Pinglet escono.

Scena diciassettesima

PINGLET                Ah! Marcella, se sapeste come sono felice!...

MARCELLA           Su, su, fate la persona seria

PINGLET                Ditemi, vostro marito è partito?

MARCELLA           Sì!... Ed è molto se mi ha salutato. Perciò!...

Gesto di minaccia.

PINGLET                Si!... e con me!...

MARCELLA           Con voi!

PINGLET                Ah! Come sono felice! Come sono felice! Ascoltate, Marcella, mia moglie stasera è fuori a cena, vostro marito è partito... volete che ceniamo assieme al ristorante?

MARCELLA           Vendetta completa. Allora!... Va bene con molto piacere!

PINGLET                Bene, andate a prepararvi!... Fra mezz’ora all’angolo di rue la Pompe e dell’avenue du Bois.

MARCELLA           D’accordo!

Falsa uscita.

Scena diciottesima

ANGELICA             (entrando, seguita da Vittoria). Ve ne andate, cara?

MARCELLA           Sì! Ho un po’ di mal di testa!

ANGELICA             Oh, curatevi bene! (A Vittoria) Ecco, mettete là, Vittoria.

Marcella è uscita.

PINGLET                (sullo sgabello). Cos’è questa roba?...

ANGELICA             La cena per voi!... Siccome Vittoria deve accompagnare Massimo allo Stanislas...

PINGLET                La mia cena?

ANGELICA             Sì!... Andate, Vittoria!

Vittoria esce

PINGLET                (alzandosi, con molta naturalezza). Ma no! Ci ho pensato, non mi va di mangiare qui!... Tu vai da tua sorella, io sono solo... mi concedo un pranzetto al ristorante!...

ANGELICA             Al ristorante?... Non ammetto che andiate a mangiare al ristorante!

PINGLET                Che male c’è?

ANGELICA             C’è che siete sposato!... e quando si è sposati non si va al ristorante senza la moglie!... Il giorno in cui andrete al ristorante, ci andrete con me!

PINGLET                (infuriato). Ah! questo è troppo!... Oh! Insomma! Quando la finirai di tenermi sotto tutela!...

ANGELICA             Cosa dite?

PINGLET                Dico che ne ho abbastanza!... e che tu lo voglia o no, stasera andrò al ristorante.

ANGELICA             No, non ci andrai!

PINGLET                Sì, ci andrò!

ANGELICA             No, non ci andrai!

PINGLET                Sì!

ANGELICA             Ah, sì? Ti faccio vedere io come ci andrai!

Toglie la chiave dalla porta di destra.

PINGLET                (cercando di riprendergliela). Vuoi..., vuoi...

ANGELICA             (respingendolo a colpi di schiena). E tu, vuoi lasciarmi o no?

PINGLET                Vuoi rendermi la chiave!... Vuoi rendermi la chiave!

ANGELICA             No!...

PINGLET                Sì!

ANGELICA             (schiaffeggiandolo). Toh!

PINGLET                (cadendo a sedere, con una mano sul viso). Oh! oh!... (Si alza e scuote la porta). Vuoi... vuoi!...

ANGELICA             (dall’esterno). Arrivederci, signor Pinglet!... A domani!

PINGLET                (entra nella camera della signora Pinglet e ritorna). Oh! che peste!... (Pantomima). Ha tirato il chiavistello!

Attacca una scala di corda alla finestra, alla sbarra del davanzale, e scende precipitosamente.

SIPARIO


ATTO SECONDO

All’Hotel del Libero scambio. La scena è divisa in tre parti. La parte di sinistra è costituita da una camera il cui interno è visibile al pubblico. A sinistra, in primo piano, contro il muro, un tavolino rotondo coperto da un tappeto scolorito; in secondo piano, una porta che immette nello spogliatoio; in terzo piano, a “pan coupé”, un caminetto; in fondo, di fronte al pubblico, un letto con trapunta e cortine di Persia a fiori, montate su un anello di mogano fissato al soffitto. A destra, in primo piano, porta che immette nel pianerottolo; questa porta si apre all’interno della camera, verso il fondo; in mezzo alla camera, verso il proscenio, una sedia impagliata; il mobilio è quello di un albergo di quart’ordine; sulle pareti, carta da parato a fiorami azzurri, di cattivo gusto e sporca; sul caminetto, una pendola di zinco con un globo; a destra e a sinistra due candelabri con le rispettive candele e due vasi di porcellana dipinta, con fiori artificiali e piume; sulla trapunta del letto, una sovracoperta a uncinetto; vicino alla testata un comodino, con una caraffa, un bicchiere e una zuccheriera: Il pianerottolo occupa la seconda parte della scena, ossia la parte centrale; in primo piano, a sinistra, la porta summenzionata che immette nella camera di sinistra e, sopra, dipinto sul muro, il numero 10; in secondo piano, sul dietro e in fondo, di fronte al pubblico, scala praticabile proveniente dal basso, da sinistra a destra, che continua a salire da sinistra a destra; all’altezza del terzo scalino, porta che immette in una camera, di fronte al pubblico, sormontata dal numero 9; la scala che gira a destra, a partire da questo punto, si perde nel soffitto a destra, in modo che la rampa sia interamente visibile al pubblico; a destra, in primo piano, attaccato al muro che separa il pianerottolo dalla camera di destra, un casellario con chiodi a uncino numerati, a cui sono sospese delle chiavi; sotto di esso, un tavolino con cassetti, sopra, candelieri di rame, di cui uno è acceso; davanti al tavolino una sedia impagliata; oltre il tavolino, nel senso della profondità, porta che immette nella camera di destra, sormontata dal numero 11; la porta si apre all’interno della camera, verso il fondo. La terza parte della scena è costituita da una grande stanza, una specie di dormitorio. A sinistra, tra la porta e il proscenio, un letto di ferro addossato alla parete per il suo lato più lungo; sopra il letto, un piccolo specchio. A destra in primo piano, prospicienti ad esso, altri due letti di ferro disposti parallelamente alla ribalta e con la testata contro il muro; davanti al primo, una sedia; in secondo piano, oltre il secondo letto, porta che immette in uno spogliatoio; in terzo piano, a “pan coupé”, una finestra e prima di essa un quarto letto di ferro addossato, per lungo, al muro. In fondo a destra, di fronte al pubblico, porta che immette in uno spogliatoio e che si apre all’interno dello spogliatoio stesso; fra il letto e la porta, una sedia; in fondo, a sinistra, un grande letto di legno con cortine bianche sostenute da un anello come nella camera di sinistra; dietro la testata del letto, disposto lungo la parete di destra, una sedia; un attaccapanni è applicato al muro in corrispondenza della testata del letto, col tavolino da notte davanti; tavolino rotondo con tappeto in mezzo alla scena, fra il letto di sinistra e quelli di destra; carta da pareti grigia alle pareti e sul soffitto. I tre compartimenti possono essere di diversa ampiezza, secondo lo spazio disponibile. Le porte di sinistra e di destra, sul pianerottolo, sono munite di serrature vere, che si aprono e chiudono a chiave; quella di sinistra ha in più un chiavistello all’interno della camera di sinistra. Sono le otto e mezza di sera: All’alzarsi del sipario, le camere di destra e di sinistra sono al buio. Soltanto il pianerottolo è illuminato da due becchi a gas che si trovano fra la scala e le porte di sinistra e di destra.

Scena prima

BASTIANO             (seduto davanti al tavolino di destra). Là!... Una candela più una candela fanno quattro candele!...Sembra una sciocchezza...Bene, in quindici anni - perché sono ormai quindici anni che sono all’Hotel del Libero Scambio - ah! ne ho viste!...ah! se ne ho viste! In quindici anni, soltanto con questo piccolo raddoppio, la bugia mi ha procurato più di seimila franchi!... Ah! perdinci, qui la cresta si fa sul serio!

BOULOT                 (scendendo dalle scale a precipizio, tutto affannato). Oh! Dio mio! Oh! Dio mio!...

BASTIANO             Eh! Ma cos’avete, signor Boulot? Siete tutto sconvolto!

BOULOT                 Ah! Signor Bastiano, se sapeste quel che ho visto! Eppure non è colpa mia; io ho bussato, come mi avete detto voi!

BASTIANO             (alzandosi). Bene, e allora! Che c’è?

BOULOT                 Il 32 aveva suonato, signor Bastiano. Ho bussato alla porta. Ho sentito rispondere: Avanti!... Sono entrato... c’era una signora tutta nuda!

BASTIANO             (tranquillo). Bene, e dopo?

BOULOT                 (smarrito). Eh! Beh, vi dico: una signora tutta nuda!...Signor Bastiano, ma nuda nudissima!

BASTIANO             Eh! Sì, ho capito!

BOULOT                 E lei mi dice: Cameriere, portatemi le carte da gioco!...Cosa avreste fatto al mio posto?

BASTIANO             Beh! Le avrei portato le carte da gioco

BOULOT                 E lei nuda?

BASTIANO             Ma sì, diamine!

BOULOT                 E vi sembra naturale?

BASTIANO             Una donna nuda? Si capisce!

BOULOT                 Ah! com’è diversa dalla provincia la vita a Parigi!...

BASTIANO             Boulot, amico mio, qui vi dovete sprovincializzare! Del resto sono sicuro che dopo quindici giorni di servizio in questo albergo sarete corazzato! Affronterete la vita come me, con indifferenza e disprezzo. (Riprende a tagliare le candele) Nel frattempo, visto che siete qui, fatemi il favore di andare a bussare al 9.

BOULOT                 Al 9?... Bene, signor Bastiano!... anche lì non devo preoccuparmi per come si presenterà la signora?

BASTIANO             Oh! non è una donna, è un assistente! È Chervet, fa l’assistente supplente al liceo Fontanes. Ho appena ricevuto un biglietto dal padrone, che è del parere che Chervet non paga da un po’ troppo tempo, e mi ordina di mandarlo via tenendo però il suo baule... Andate e buttatelo fuori!...

BOULOT                 Io?

BASTIANO             Ma sì! Certo!

BOULOT                 Il signor Chervet; ma è quel tipo che s’arrabbia sempre!... e che dice che vuole farvi saltare le cervella!...

BASTIANO             Eh! Sono solo parole!

BOULOT                 Sì, ma se le fa saltare a me?

BASTIANO             Me lo verrete a dire!... Andate Boulot!...

BOULOT                 Bene, signor Bastiano. (Davanti al 9) Ah! queste corvées mi piacciono poco...

Bussa timidamente

CHERVET               (con voce forte). Avanti!

BOULOT                 Preferirei tornare dalla signora di sopra.

Uscita

Scena seconda

BASTIANO             (alzandosi). Povero ragazzo!... Quando avrà come me quindici anni d’albergo dietro le spalle, sarà un po’ più corazzato! (Scampanellata) Ecco! Altre coppie clandestine, di sicuro!

ERNESTO               (sottobraccio alla signora). Cameriere!

BASTIANO             (garbatissimo). Eccomi, signore!... Il signore e la signora desiderano?

ERNESTO               Cameriere, avete?

BASTIANO             Senz’altro, signore!... l’abbiamo: (Con voce melliflua) So quel che ci vuole per il signore: un piccolo nido delizioso dove la gentile signora si troverà benissimo... È molto carina, signore, molto carina!... Il signore ha molto buon gusto!...

ERNESTO               Non vi ho chiesto nulla, cameriere!

BASTIANO             (garbatissimo). Sì, sì, capisco. Io ho già indovinato i desideri del signore! Il signore può vantarsi di avere fortuna, abbiamo per l’appunto il 22 che è vacante:

ERNESTO               Il 22... hum! Le due cocotte!

BASTIANO             Ah! Ma signore, qui si è accettati anche con una!

SIGNORA               Eh!

ERNESTO               Con una!... (Drammatico) Ehi, cameriere!... cri credete che sia, la signora?... La signora appartiene all’alta società, all’alta società, perdiana!

BASTIANO             Ma... è quel che stavo per dire, signore!... qui si è accettati anche con una... donna dell’alta società.

ERNESTO               E poi... (con sufficienza) dovreste conoscere anche me!

BASTIANO             Voi?

ERNESTO               Ernesto! Il bell’Ernesto! Tutti conoscono il bell’Ernesto! Il grande primattore di Montmartre, Batignolles e Belleville!...

BASTIANO             Come! Signore! Voi siete il bell’Ernesto? Quante belle donne qui mi hanno parlato di voi...

ERNESTO               Ah! vi hanno... (Pavoneggiandosi) Avete sentito, signora! (Sottovoce a Bastiano) È una duchessa, sapete, è una duchessa!

BASTIANO             Ah!... complimenti... Ma allora, a maggior ragione, vi consiglio il 22... Al 22 la principessa ereditaria di Polonia è venuta a fare il viaggio di nozze... col primo ciambellano. (Alla signora) Sarete nel vostro ambiente, signora!

ERNESTO               Sì. Sì! (a parte, a Bastiano) Sentite... tutto ciò è molto bello, ma dev’essere carissimo il vostro 22... l’appartamento di una principessa di Polonia...

BASTIANO             (con molta naturalezza). Oh! che ve ne importa?

ERNESTO               Come, che me ne importa?... Sono io che pago, sapete?

BASTIANO             (stupito). Ah! Ah!

ERNESTO               Ma, perdinci!... (Rumore di voci) È questo cos’è?

BASTIANO             Niente! Un cliente che viene sbattuto fuori...

BOULOT                 (irrompendo da sinistra, a Bastiano). Oh! sì, sì ve lo dicevo io che mi avrebbe fatto saltare le cervella!... Ve lo dicevo io!... Non vuole andarsene se non gli rendiamo il baule!

BASTIANO             Non vuole andarsene! Lo vedremo! (Chiamando) Chervet! Chervet! Vieni un po’ qui!...

CHERVET               (comparendo sul vano della porta). E allora? Cosa c’è

BASTIANO             La vedi la scala?... Bene, fammi il piacere di scendere e di sloggiare in fretta!

CHERVET               Me ne vado soltanto se mi rendete il baule!

BASTIANO             Ti rendiamo il baule se paghi!

CHERVET               Ah! è così... Va bene, sentirete parlare di me! Ho molti amici al commissariato, io! E andrò a protestare: Vedremo se farete tanto i furbi quando la polizia sbarcherà qui!

ERNESTO E LA SIGNORA    La polizia!

CHERVET               Precisamente! E dirò quel che succede qui dentro. (A Ernesto) Capitano certe cose, signore, dovreste vedere!

ERNESTO E LA SIGNORA    Eh!

BASTIANO             Ehi, voi, sentite un po’ avete finito?

CHERVET               Non parlo con voi!... discorro col signore! (Saluta Ernesto) E che albergo, signore! Una vecchia baracca che scricchiola da tutte le parti!... con le cimici!...

BASTIANO             Non è vero! Mettiamo la polvere tutti i giorni...

CHERVET               Ah! la tua polvere!... asfissia i clienti e fortifica le cimici!... E così, camere inabitabili, infestate dagli spiriti!

ERNESTO E LA SIGNORA    Dagli spiriti!

BASTIANO             Volete stare zitto? Volete stare zitto?

CHERVET               In quella stanza (indica la stanza di destra) ci sono gli spiriti, e tutte le notti vengono fuori, fanno fracasso, rompono tutto, rovesciano tutto!... al punto che l’hanno adibita a dormitorio per i camerieri e i camerieri non ci vogliono più rimanere!

SIGNORA               Che orrore!

BASTIANO             Ma non è vero!

CHERVET               Andiamo, andiamo!... Siete stati costretti perfino a chiedere una perizia!... Non vorrete sostenere il contrario?...

ERNESTO               Ma dove siamo capitati!... Cameriere, disponete pure del 22.

Torna verso il fondo.

BASTIANO             (seguendolo). Come! Il signore se ne va?

ERNESTO               Ah! sì, certo!... (Alla signora) Andiamo, venite, venite, duchessa!

Esce preceduto dalla signora

BASTIANO             Ma signore... (A Chervet) Vedi cosa combini?...

CHERVET               Certamente! Se ne vanno, mi fa molto piacere!... Se ne vanno e io faccio come loro! (A Bastiano) E sentirete parlare di me, vi dico!... (A Boulot) Sentirete parlare di me.

Esce.

Scena terza

BASTIANO             (A Chervet, che è scomparso). Sì! Buon viaggio, vecchio mio! Vai pure da un’altra parte, a farti buttar fuori!

BOULOT                 Intanto ci ha portato via due clienti!

BASTIANO             (sedendosi). E va bene, se ne vadano, i clienti! Mi danno la nausea! Figurati, per un guitto come lui! (Alzandosi) Però, fa lo stesso, ero curioso di vedere in che modo un grande primattore di Montmartre, Belleville e Batignolles fa la corte a una duchessa!

BOULOT                 Di vedere? Non potevate mica vedere!

BASTIANO             E perché?

BOULOT                 (con aria da idiota): Perché non vi avrebbero invitato!

BASTIANO             Ma dici sul serio? (Dandogli un buffetto sulla guancia) Stupidino! Lo so anch’io che non mi avrebbero invitato! Ma io li avrei visti lo stesso!

BOULOT                 E come?

BASTIANO             Come? (Alzando le spalle) È proprio un novizio! (Mostrando un succhiello) E questo, allora, a che serve?

BOULOT                 Un succhiello? Serve a fare dei buchi!

BASTIANO             Esatto!... Quando una persona mi interessa... (Fa ruotare il succhiello) Mi costruisco un altro occhio!

BOULOT                 No!

BASTIANO             Proprio così! In questo modo le più belle donne di Parigi io le ho avute... sott’occhio! (Scampanellata) Questo cos’è

PAILLARDIN         (sulla scala). Il cameriere! Dov’è il cameriere!

Scena quarta

BASTIANO             (garbatissimo). Eccomi, signore!... Il signore aspetta qualcuno?... Ho già visto quel che ci vuole per il signore! Un piccolo nido delizioso dove la sua gentile signora si troverà benissimo!

PAILLARDIN         (con una borsa in mano). No, grazie! Non aspetto nessuno! Sono il signor Paillardin, il perito designato dal Tribunale.

BASTIANO             Ah! benissimo, signore!... per la camera stregata!... Ah! signora, è una vera opera di magia!... (Suono di campanello) Ecco!... Boulot, hanno suonato di sopra! Su, andate a vedere!... Sì, signore, tutte le notti è un baccano spaventoso! I muri si crepano, i mobili scricchiolano!...

PAILLARDIN         Sì! Sì! Va bene! Dal momento che vengo qui per constatare, non ho bisogno di spiegazioni. Constaterò benissimo da me. Vediamo un po’, dov’è questa camera?

BASTIANO             (indicando a destra). Questa, signore: Se il signore mi vuole permettere di accendere una candela!

Ne accende una.

PAILLARDIN         Va bene, vediamo questa camera stregata:

Entrano entrambi a destra.

BASTIANO             Ecco, signore: Preferisco che ci rimaniate voi a passare la notte, invece di me!

PAILLARDIN         (ridendo). Ah! beh, se sono tutti qui i pericoli che devo correre, non rischio gran che. (girando attorno al tavolino rotondo) Però! Ha un aspetto quieto per una camera dove gli spiriti vengono a fare le capriole!

BASTIANO             A quest’ora è quieta!

PAILLARDIN         Già! E l’ora in cui gli spiriti sono fuori!

BASTIANO             Ma a mezzanotte, quando tutto è spento, fanno una baraonda!

PAILLARDIN         (ironico). Sì! noi li chiamiamo spiriti fracassoni!

BASTIANO             Il signor perito ha voglia di scherzare! Ma il signor perito vedrà!

Si sente cantare in alto

PAILLARDIN         Dite un po’, pare che si faccia rumore lassù!... Non saranno già gli spiriti per caso?

BASTIANO             Oh! no, signore... sono dei commessi dei magazzini Printemps che son lì con le loro commesse! Non sempre sono ragionevoli! Sono giovani! Vado a farli tacere.

PAILLARDIN         (posando al borsa). Andate! Andate! (Aprendo la borsa) Dunque... i sigari! Le spazzole!

Estrae le sue cose dalla borsa

BASTIANO             (sul fondo, gridando). Sentite un po’! non è ora di finirla, là in alto?

VOCE                      Uffa!

BASTIANO             Uffa?... Aspetta un po’!... Ora salgo!...

PINGLET                (comparendo). Scusate, cameriere!

BASTIANO             Un momento, signore! Un momento e sono da voi!

Scompare.

Scena quinta

PINGLET                (con un enorme sigaro in bocca, porta la borsa di Marcella). Un momento! Sarà da noi fra un momento!... Ah! ho l’impressione che siamo capitati in un albergo davvero tranquillo!...

MARCELLA           (guardandosi attorno). Ma è orribile questo albergo!... dove l’avete scovato?

PINGLET                In un albergo elegante, si corre il rischio di essere riconosciuti, mentre qui, dovremmo avere una bella disdetta per incontrare gente che conosciamo!...

MARCELLA           È vero!...

PAILLARDIN         (starnutendo). Ecciù!

PINGLET                (in tono di canzonatura). Salute!

PAILLARDIN         (togliendosi il cappello). Grazie!

PINGLET                Prego! (A Marcella teneramente). E poi, cosa importa l’albergo... questo mi sembra bello, perché mi riunisce a voi!... (Cambiando tono) Accidenti! Che odor di gabinetto c’è qui dentro!...

Paillardin entra nello spogliatoio di fondo. Buio.

BASTIANO             Eccomi agli ordini del signore!... (Garbatissimo) Ho già visto quel che ci vuole per il signore: un piccolo nido delizioso dove la gentile signora si troverà benissimo!... È molto carina, signore, molto carina.

PINGLET                Cameriere! Cosa sono queste confidenze? Prima di tutto la signora è mia moglie!

BASTIANO             (con sicurezza). No!

PINGLET                Sì!

BASTIANO             No!

PINGLET                Sì!

BASTIANO             No! È il signore, ho notato, che porta la borsa.

PINGLET                (A voce alta) Sentite, avete camere su questo piano?

BASTIANO             (indicando a sinistra). Sì, signore! Il 10... È in questa camera che la principessa ereditaria di Polonia è venuta a fare il viaggio di nozze col primo ciambellano!

PINGLET                Oh! benissimo!... (A Marcella) Come vedete, ricevono gente molto per bene.

BASTIANO             (con un candeliere acceso in mano). Ecco, signore! Vi troverete come meglio non è possibile!... (Entrano a sinistra) La camera è confortevole!... C’è anche lo spogliatoio annesso... cosa molto apprezzabile!

PINGLET                Va benissimo!... Prendo questa camera!...

BASTIANO             Bene, signore!

Accende le candele dei candelabri

PINGLET                (dimenticando la presenza di Bastiano). Marcella!

MARCELLA           (animatamente e sottovoce). Zitto! Il cameriere!

PINGLET                Sì!... (Disagio dei tre personaggi) Bene, cameriere, prendo la camera!...

BASTIANO             Ecco fatto! Buonasera, signori!...

PINGLET                Buonasera, cameriere!

Bastiano esce

PINGLET                (A Marcella, cercando di prenderla fra le braccia). Marcella!

BASTIANO             (rientrando rapidamente) Questa è la chiave, signore!... Auguri, signore...

Torna sul pianerottolo

BASTIANO             (A Paillardin).  Il signore esce?

PAILLARDIN         (dando il candeliere a Bastiano) . Sì! È troppo presto per andare a letto!... Vado al caffè vicino a bere una birra... Tornerò fra mezz’ora:

Torna verso il fondo

BASTIANO             Bene, signore. Il signore troverà il candeliere al suo posto!

Paillardin esce, mentre Bastiano sale al piano superiore.

Scena sesta

PINGLET                (sempre col sigaro in bocca). Marcella!

La prende tra le braccia.

MARCELLA           (un po’ inquieta) Pinglet!

PINGLET                (rimproverandola). Ah! non Pinglet!... Ormai non sono più Pinglet per voi... Chiamatemi Benedetto.

MARCELLA           Come volete... Benedetto!

La donna si libera.

PINGLET                (seguendola). Sì, Benedetto!... Ah! Marcella, l’ora della vendetta è suonata!... Marcella, fra le mie braccia!...

Vuole afferrarla.

MARCELLA           Badate! Mi scottate col sigaro!

PINGLET                Sì, aspettate! (Vuole abbracciarla tenendo il sigaro in bocca) Marcella, ti adoro!

MARCELLA           (respingendolo). Ma state attento! Mi fate inghiottire il fumo!

Indietreggia

PINGLET                Oh! scusate!

MARCELLA           Non potete buttarlo via, il sigaro?

PINGLET                Me l’han fatto pagare quaranta soldi, volevo fumarlo fino alla fine!

MARCELLA           (un po’ risentita). Ah! allora!...

PINGLET                (dirigendosi al caminetto). Ma non fa niente! In amore, io non bado a spese! (Ritornando da Marcella) E voi siete tanto bella!

MARCELLA           E il mio vestito, eh! Come vi sembra?

PINGLET                Voi state bene con tutti i vestiti, e senza vestiti ancora meglio!

MARCELLA           Oh! oh! Pinglet!... Ecco, guardate, me l’hanno portato proprio ieri sera dalla sartoria... Lo metto la prima volta per voi!

PINGLET                (Con passione) Marcella, io vedo solo te! Non vedo il tuo vestito!... Per me tu non hai vestito! Ti voglio! Ti voglio!

Si getta su di lei.

MARCELLA           Ah! mio Dio!... che cosa vi prende, Pinglet!... Signor Benedetto, vi prego!

PINGLET                (prendendola fra le braccia). Ti dico che ti voglio! Ti dico che ti voglio!

MARCELLA           (sciogliendosi). Ma che avete?... Non vi ho mai visto così... Su, andiamo! Pinglet! Signor Benedetto... Lo champagne vi ha dato alla testa!...

PINGLET                Ah! Non lo so che cosa mi dà alla testa!... Ah! e mia moglie dice che non posso fumare, che non posso bere vino! Che mi fanno male!... Ecco, guarda che male mi fanno!... Ti voglio! Ti voglio!... (Si siede tenendo Marcella fra le braccia; la sedia si rompe). Oh! mamma mia!... Oh! com’è stupido tutto questo!... com’è stupido!...

MARCELLA           (scoppiando a ridere). Ah! ah! come siete buffo!

MARCELLA           (ridendo). Non vi sarete fatto male, almeno!

PINGLET                Io?... Ma per niente!... L’ho fatto apposta!... (Rialzandosi) Ah! che stupida sedia! (Scaraventa la sedia sul pianerottolo) Toh! Piglia! (A parte) (Vuole riprendere Marcella fra le braccia) Marcella!

MARCELLA           (respingendolo leggermente) Ah! se aveste potuto vedervi!...

PINGLET                (contrariatissimo). Vi prego, Marcella, non ridete così! (tenendo Marcella fra le braccia). Ah! mia cara Marcella!

BOULOT                 (sul pianerottolo, scorgendo la sedia a pezzi). Toh! La sedia del 10... Chi l’ha portata qui? (Entra da Pinglet canticchiando, sorpreso) Oh!

MARCELLA E PINGLET       (separandosi). Oh!

BOULOT                 (confuso). Signore!... Chiedo scusa! Non sapevo che la camera fosse occupata!... Riportavo la sedia!...

PINGLET                (furioso). Ah! no! Ah! no! L’ho già vista anche troppo... e anche voi! Portatela via, la sedia, portatela via!

BOULOT                 (indietreggiando). Ma, signore, fa parte della camera!...

PINGLET                Sì, va bene, portatela via! portatela via! Andate fuori! (Lo spinge sul pianerottolo) Oh!

BOULOT                 (sul pianerottolo). È graziosa la donnina!... e io sono curioso!... E poi, perché no?... Il succhiello!... Ma sì!

Se ne impadronisce.

BASTIANO             (al piano superiore) Boulot! Boulot!

BOULOT                 Eccomi! Eccomi!

Ripone il succhiello e scompare.

PINGLET                (inquieto). Ah! Dio mio! Ma cosa mi capita!

MARCELLA           Che avete?

PINGLET                Non lo so! Un sudore freddo che mi sale alla testa!... Deve essere l’emozione!... Non è niente! (Con passione, prendendola fra le braccia) Ah! Marcella! Eccoci qua soli, a tu per tu! Ah, se poteste vedere quel che accade in me! Sento che il mio cuore, il mio cuore... Ah! Dio mio!... Ma gira, il mio cuore!

MARCELLA           (inquieta). Ma come siete pallido! Pinglet! Benedetto! Amico mio!

PINGLET                Ah! mi sento male!... Ah! mi sento male!

MARCELLA           (spaventata). Sedetevi, amico mio, sedetevi!

PINGLET                (guardandosi attorno). Ma dove?... La sedia non c’è più!

MARCELLA           (indicando). Là, sul tavolo!

PINGLET                (sedendosi sul tavolino rotondo). Oh! Marcella!... Credetemi, sono desolato per questo contrattempo, che, che... Ma passerà!... Ohimé!... Ohimé!...

MARCELLA           Aspettate, vi porto un po’ d’acqua.

Va a preparare acqua zuccherata.

PINGLET                (comico, disperato). È chiaro! È il sigaro! L’avevo detto io! Il sigaro... non c’è niente da fare!... E poi lo champagne... ohimé! Ohimé!

Si alza.

MARCELLA           (girando lo zucchero nel bicchiere). Mio povero amico!

PINGLET                (bevendo, smarrito). Ah! mio Dio! E mia moglie che non è qui!

MARCELLA           (togliendogli il bicchiere dalle mani). Ma restate seduto!

PINGLET                No! Non posso! Devo camminare, se no sento che me ne vado!

MARCELLA           Toglietevi la giacca!

PINGLET                (spogliandosi). Sì, sì!... Ohimé!...

MARCELLA           Andiamo, su, reagite!

PINGLET                (con disperazione). Ah! Marcella, qualcosa mi dice che morirò qui!...

MARCELLA           (spaventata). Ah! no! Non farete una cosa del genere!...

Inzuppa il fazzoletto e gli bagna le tempie.

BOULOT                 (ricompare e riprende il succhiello). Dopo tutto... Anche Bastiano lo fa!... (Tastando il muro) Vediamo un po’! dove po’! dove posso fare il buco? Ah! qui mi sembra il posto giusto!

Incomincia a girare.

PINGLET                (addossato alla parete). Oh! grazie. Siete molto buona!

MARCELLA           Va meglio?

PINGLET                Oh! Mica tanto.

BOULOT                 Toh! Entra facilmente. Sì ! è chiaro che non sono sulla pietra

PINGLET                (sgomento) Eh! Ma…. Eh! Ma che sarà?

MARCELLA           Che avete?

PINGLET                Non so… un formicolio sotto le reni!

MARCELLA           Buon Segno! E’ il sangue che scende dal cervello

PINGLET                (lanciando un grido) Ah!

MARCELLA           Che c’è?

PINGLET                (allontanandosi dal muro) Ohimè! Ohimè!…

BOULOT                 (ritirando il succhiello) Fatto!

PINGLET                Ohimè! Ohimè!…

MARCELLA           Ma che avete?

PINGLET                Non so! Ho sentito un dolore lancinante, come se qualcuno mi avesse perforato….

MARCELLA           Cosa?

PINGLET                (girando attorno al tavolo) …..l’interno!

BOULOT                 Toh!  È rosso!… dev’essere il mattone bagnato!…

MARCELLA           Forse dovremmo chiamare un medico

PINGLET                No, vorrei soltanto un po’ d’aria…. (facendo vento col cappellino di Marcella) e una tisana!

BOULOT                 (guarda ginocchioni il foro praticato) Vediamo un po’!

PINGLET                (aprendo per chiamare) Dov’è il cameriere? (finisce sulla schiena di Boulot, messo per traverso) Beh! Cosa fate lì voi?

BOULOT                 (a parte) Oh! (rialzandosi) Credevo che il signore avesse chiamato, e allora stavo qui, per ascoltare!

PINGLET                (con voce spenta) Cameriere! Un balcone! Una terrazza!… voglio prendere un po’ d’aria

BOULOT                 Di sopra signore. In fondo al corridoio a destra

PINGLET                Bene

MARCELLA           (nel vano della porta, a Boulot) Ah! Portate una borsa d’acqua calda per il signore!

PINGLET                Sì benissimo, una borsa! (salendo le scale) Voi mi aspettate, non è vero?

MARCELLA           Sì!

PINGLET                (scomparendo) Ah! Come mi sento male!

SCENA SETTIMA

MARCELLA           (fra sé e sé) Poveretto! (a Boulot) Presto una tisana! Del tè! Qualcosa!….

BOULOT                 Signora, a quest’ora è tutto chiuso!… Oh! Ma aspettate! Dal cliente che hanno mandato via …. Tutte le sere si faceva il tè… deve avere tutto l’occorrente!

Entra nella camera di Chervet

MARCELLA           (entrando a sinistra) Ah! Mio Dio! Che avventura!…

BOULOT                 (tornando con l’occorrente) Ecco qua signora… sapevo che avrei trovato tutto quel che ci vuole!

Entra da Marcella

MARCELLA           Bene, mettete lì

BOULOT                 (posando il tutto)    Sì signora.

MARCELLA           Sentite, il signore prenderà freddo, là sul balcone!

BOULOT                 (accendendo il fornellino a spirito) Oh! No, signora l’aria è dolce… Non è più come stamattina, che l’acqua cadeva a torrenti. La pioggia è completamente cessata, il tempo si è rimesso e c’è un magnifico chiaro di luna!

SCENA OTTAVA

MATHIEU              (comparendo) Su, venite ragazze, venite!….

BAMBINE               Siamo qui, papà!

MATHIEU              (con volubilità) Ma non ci sono camerieri qui? Non ho mai visto un albergo come questo!… si entra come in un cortile! Non si è davvero al sicuro qui dentro! Siamo già al primo piano, non abbiamo incontrato nessuno. Potremmo depredare, svaligiare, buttare all’aria, saccheggiare la casa…. E chi s’è visto s’è visto!

VIOLETTA             Oh! Papà si vede bene che non piove più!

MATHIEU              Però non capisco perché Pinglet ci ha consigliato questo albergo… non è per niente allettante! E’ tardi, dormiremo qui… domani ce ne andremo

MARGHERITA       Oh, sì preferisco un albergo chic!

LE ALTRE              (successivamente) Anch’io, anch’io!

MARCELLA           (guardando l’acqua che bolle, a Boulot) Va bene così, andate pure! Dovete preparare la borsa dell’acqua calda, adesso.

BOULOT                 Bene signora.

MATHIEU              Ah! Il cameriere!

BOULOT                 Santo cielo! Cos’è questo ? un collegio?

MATHIEU              Sentite cameriere, vengo da parte del signor Pinglet…

BOULOT                 Il signor Pinglet? Ah… benissimo! (a parte) Non lo conosco affatto ma non fa niente.

MATHIEU              Amico mio, avrei bisogno di camere per me e per le mie figliole!

BOULOT                 Sono le vostre figliole?

MATHIEU              Beh, e allora cosa ci potete dare?

BOULOT                 (guardando il quadro in cui si trovano le chiavi) Accidenti  Signore, non avrò mai camere sufficienti per… (a parte) Oh, che idea!… la stanza degli spiriti… non si riesce mai a darla a nessuno. (a voce alta) Ebbene signore, se non siete troppo esigente… forse ho trovato qualcosa per voi!

MATHIEU              Beh! Come volete!… Fatemi vedere questo qualcosa!

BOULOT                 Ecco, signore è questa grande camera! Le signorine sono quattro e ci sono appunto cinque letti

MATHIEU              Cosa volete cameriere, se non c’è altro!…

Prende il candeliere di Boulot

Lo scambia rapidamente con un altro del pianerottolo

MATHIEU              E cosa ci costerà il vostro dormitorio?

BOULOT                 Oh! Signore, date le circostanze, dal momento che vi ha mandato il Signor… coso, sono sette franchi al giorno, tutto compreso.

MATHIEU              E’ abbastanza ragionevole!

MARCELLA           (uscendo dallo spogliatoio) Ah! Ma cosa fa Pinglet!…

MATHIEU              Bene! D’accordo cameriere! Prenderemo la camera!…

BOULOT                 Bene! Signore, Buonasera signore! Buonasera signorine…

LE BAMBINE         Buonasera, cameriere!

Boulot ritorna sul pianerottolo

MARCELLA           (a sinistra) Non è possibile! sta male!… Comincio ad essere inquieta!

Si dirige verso la porta del pianerottolo

MATHIEU              (a destra) Ho bisogno di una candela per le ragazze.

Si dirige verso la porta del pianerottolo

MARCELLA           (uscendo sul pianerottolo, al cameriere) Ah sentite, cameriere!

MATHIEU              (stesso gioco) Ah sentite, cameriere!

MARCELLA           (voltandosi dall’altra parte) Il signor Mathieu!

MATHIEU              (girando attorno a Marcella) Eh!..Ma!.. Non mi sbaglio! La signora Paillardin!

MARCELLA           (voltando le spalle a Mathieu) No, no! Sì, sono io!

MATHIEU              Che ho avuto il piacere di conoscere in casa del nostro comune amico, il signor Pinglet!….

A destra le giovani Mathieu si mettono in libertà

MARCELLA           (turbata) Il… Il piacere è mio… credetemi!

BOULOT                 (sorpreso) Toh! Si conoscono!

 MATHIEU             Ah! Che magnifica sorpresa! (chiamando le figliole) Ragazze!

MARCELLA           (vorrebbe trattenerlo) Signore vi prego!

MATHIEU              Ma sì!… Ragazze, venite dunque! La signora Paillardin! La signora Paillardin!…

MARCELLA           Ah!… Dio mio! Grida il mio nome!

BOULOT                 Si chiama Paillardin!

Entra a sinistra a vedere con Imbarazzo

BAMBINE               (con gioia) Signora Paillardin!…Ah signora che magnifica sorpresa!… E’ la signora Paillardin!

MARCELLA           (a parte) Le bambine!… Ci mancava anche questa!…

Le saluta con imbarazzo

BOULOT                 (sulla porta) Signora Paillardin, il tè bolle!

MARCELLA           (a parte) Signora Paillardin! Ecco! Sa il mio nome (turbata) Il tè, bene grazie!

MATHIEU              Il tè?… Come signora… voi abitate qui?

MARCELLA           (gorgogliando) Io? No! Cioè, è mio marito che ha voluto… Stiamo per cambiare casa. E allora..

VIOLETTA             Oh… è magnifico! Le nostre camere sono vicine!

BOULOT                 Signora Paillardin, il tè bolle!

MARCELLA           (a parte) Oh! Come mi irrita col suo “signora Paillardin”!

BOULOT                 Signora Paillardin, il tè….

MARCELLA           (spazientita) Va bene grazie!.. . Signore, mi dispiace ma, vedete il tè mi chiama… (Nel vano della porta) Non sto neanche ad offrirvelo…

Entra a sinistra

MATHIEU              (seguendola) Proprio perché insistete!… con piacere!

MARCELLA           (esasperata) OH!…

BAMBINE               (ballando) Oh! Il tè..! sì, sì, il tè!…

MATHIEU              (rivolgendosi a Boulot) Cameriere, portate delle tazze!

BOULOT                 Sì signore!

MARCELLA           (a parte) Ohimè! Non riuscirò più a liberarmene!

MATHIEU              (alle ragazze) Su, ragazze andiamo dalla Signora Paillardin!

MARCELLA           Oh! La giacca!

La nasconde dietro di sé

MATHIEU              (guardandosi attorno, a Marcella) E’ carino qui

MARCELLA           (raggiungendo lo spogliatoio) Sì! Sì!

Entrano da Marcella , che ha fatto scomparire la giacca e il cappello di Pinglet nello spogliatoio

MARCELLA           (con garbo) Ma accomodatevi, dunque.

MATHIEU              Proprio perché insistete! Ma mi sembra che qui manchino le sedie!

MARCELLA           (con un risolino forzato) E’ vero! Ah! Ah! Ah!

BOULOT                 (entrando) Ecco le tazze!

Posa il vassoio, sette tazze e la zuccheriera

TUTTI                     Ah, finalmente!

MATHIEU              Cameriere, le sedie, le sedie!

BOULOT                 Sì, signore

Va a cercarle da Chervet

MATHIEU              Su ragazze, aiutate il cameriere!

Vanno e prenderle a destra e sul fondo

MATHIEU              Signora, se permettete, verso l’acqua nella teiera!...

MARCELLA           Sì,sì!

BOULOT                 (tornando) Ecco le sedie!

Le ragazze tornano con una sedia ciascuna

Tutti siedono

BOULOT                 (a Marcella) Vado a cercare la borsa

MARCELLA           Quale borsa!

BOULOT                 La borsa per il signore che sta poco bene!....

MARCELLA           (rapidamente) Ah! Sì! Sì! Andate! (Boulot esce. A parte) Ohimè! Questa gente mi farà morire! (non sapendo più quel che dice) Accomodatevi dunque! Accomodatevi!

MATHIEU              (sulla sedia, con aria di importanza) E a parte questo, signora Paillardin, tutto va come desiderate?

MARCELLA           (inquieta) Ma sì! Ma sì!

MATHIEU              (alle figlie) Su ragazze... rendetevi utili! Servite il tè!... (le ragazze eseguono. A Marcella) E l’amico Pinglet lo vedete spesso?

MARCELLA           Oh molto di rado!.. Sapete come sono le relazioni a Parigi! Sono molto legata a sua moglie... per questo vi ho incontrato a casa sua oggi.

SCENA NONA

PINGLET                (giunge sul pianerottolo) Ah! Sto meglio! Ho preso aria e mi sono sbarazzato della cena. Mi sento tutto ringiovanito! (canticchiando) Lo gran Monaco in tondo si balla! Lo gran Monaco vieni a ballar!

MATHIEU              (a Marcella) Cosicchè lo vedete di rado

MARCELLA           Oh! Pochissimo, pochissimo!

Pinglet entra da Marcella

I MATHIEU            (stupiti, alzandosi) Pinglet!

PINGLET                I Mathieu!

MATHIEU              (prendendolo per mano) Il mio buon Pinglet!... Stavamo appunto parlando di voi!

BAMBINE               Sì, sì, è vero!

PINLGET                Siete gentili. (a Marcella) Eh! Buongiorno signora Paillardin! Come state? Avevo alcune faccende da sbrigare proprio nel quartiere. Passavo di qua e mi son detto: vado a salutare la signora Paillardin!

MARCELLA           Ah, molto gentile da parte vostra! Che magnifica sorpresa!

I MATHIEU            Ah! Sì,sì... davvero!

MATHIEU              Sentite un po’! ma voi andate in giro in maniche di camicia?

PINLGET                (a parte) Oh! (a voce alta) Eh! Sì! Vi dirò... uno strappo alla giacca; l’ho portata da un sarto qui accanto e mentre le davano un punto mi sono detto: vado a presentare i miei rispettosi omaggi alla signora Paillardin!

MARCELLA           Molto gentile!... Ah veramente gentile!

I MATHIEU            Ah! Molto gentile!

VIOLETTA             (gli presenta una tazza di tè) Una tazza di tè, signor Pinglet?

PINGLET                Ah! Molto volentieri.

MARGHERITA       (con la zuccheriera in mano) Zucchero, signor Pinlget?

PINGLET                Molto volentieri!

MARGHERITA       (ridendo) Vi piace il tè con molto zucchero?

PINGLET                (continuando a mettere zucchero) Oh! No! Pochissimo!.. pochissimo!...

MARGHERITA       (a parte) Beh! Non si direbbe!

MATHIEU              Vostra moglie sta sempre bene, dopo stamane?

PINGLET                Benissimo, benissimo! La vostra pure?

MATHIEU              Sapete bene che l’ho perduta otto anni fa!

PINGLET                E’ vero! È vero!... sono molto.. insomma, pazienza! (a parte) Hanno messo radici.

MARCELLA           (a parte) Non se ne vanno!

Sul pianerottolo compare Boulot

SCENA DECIMA

BOLUOT                 (entrando a sinistra) Signore! La borsa!

MARCELLA           (a parte)  Ci voleva anche questa!

PINLGET                (strappando la borsa dalle mani di Boulot)  Che idiota! (si scotta) Ahi!...

MATHIEU              Come la borsa!... Voi giocate in borsa?

PINLGET                Sì, certo! Cioè, no!... Ogni volta che vengo in questo albergo, ordino una borsa d’acqua calda!...

MATHIEU              Ah!..

PINLGET                Sì, sono famose qui le borse d’acqua calda! Sono famose. Non lo sapevate? Allora mia moglie mi ha detto: se passi dall’Hotel del Libero Scambio portami una borsa d’acqua calda!.... Non è così signora Paillardin?

MARCELLA           (imbarazzata) Sì !Sì!

BOULOT                 Come Signore, ma....

PINGLET                Sì va bene! Nessuno vi chiede niente! Andatevene ! Andatevene!

Lo spinge verso destra

BOULOT                 Ah? .... Bene Signore!

Esce, fa le scale e scompare

PINGLET                (a Marcella). E ora , vedo che siete stanca.....(quasi nell’orecchio di Mathieu ) stanca. Non voglio abusare più a lungo del vostro tempo; permettetemi di prendere congedo da voi.

MATHIEU              (alzandosi). Siete stanca? Ma perché non l’avete detto? (alle figlie) Andiamo ragazze ... torniamo nella nostra camera.... non bisogna essere indiscreti.

 Prende la sedia e , seguito dalle figlie, si dirige verso il pianerottolo.

PINGLET                (imitandolo ,sottovoce a Marcella) Sapevo che li avrei fatti sloggiare!

MATHIEU              (a Marcella) Signora.... arrivederci! Buona notte!

PINGLET                (spingendolo)Si! Andiamo! Andiamo! (imbroglio di sedie)  Attento (sottovoce a Marcella) Scendo e faccio finta di niente, poi torno! .... Aspettatemi!

Passa sul pianerottolo

MARCELLA           (chiudendo la porta) AH! Sì , ci troviamo in una bella situazione!

MATHIEU              (stringendo La mano a Pinglet)  Arrivederci caro Pinglet ! Tante cose alla signora Pinglet!

PINGLET                (mentre gli stringe la mano , gli passa la sedia) Non mancherò ! Non mancherò! Oh! Si! Si!

Scompare scendendo le scale Mathieu si libera di una sedia.

Scena undicesima

MATHIEU              (entrando a destra) Torniamo in camera!  

MARCELLA           Oh! No! No! basta così! che lezione! Dio mio che lezione!

LE BAMBINE         (baciando il padre) Buonanotte papà!

VIOLETTA             Ora ci spogliamo!

MATHIEU              Bene! .... Quello è il vostro spogliatoio. (le ragazze vi si dirigono) Ma non fate rumore! C’è gente che dorme!

MARCELLA           Non voglio rimanere un minuto di più in questo maledetto albergo! E appena Pinglet ritorna....

Indossa il cappotto

MATHIEU              Ah! Che bello andare a letto!

MARCELLA           Ma! E il cappellino? Dov’è il cappellino?

Cerca da ogni parte

MATHIEU              Quando si è viaggiato durante il giorno!... MARCELLA  Forse l’ho buttato là con la roba di Pinglet!

Con un candeliere in mano entra nello spogliatoio  .Buio

MATHIEU              (esaminando la camera) . Credo che qui staremo bene!.... C’è un’atmosfera UN PO’ vecchiotta e onesta che mi piace molto. (scorgendo  l’astuccio di Paillardin) Oh! Caspita! Che lusso di servizio da toeletta! Pettini di tartaruga! Spazzole in ebano! Con le cifre dell’albergo: C, P.(riflettendo) C. P. ..... Veramente non capisco come C.P. possa fare Hotel del Libero Scambio.... Forse è il nome del proprietario!.... E poi ,dopo tutto, per quel che importa! (pettinandosi) Non so perché ci si debba portare dietro le proprie cose , al giorno d’oggi si trova tutto! A Parigi gli alberghi sono senz’altro molto meglio che in provincia! Ah ! prima di coricarmi fumerò un sigaro. (ne estrae uno piccolo) Non sono una gran cosa, non sono abbastanza buoni ! (scorge una scatola) E questo che cos’è? Una scatola dio sigari? !..... Oh no! È incredibile! (leggendo) Regalias ottanta centesimi. Oh! Ma preferisco questi!.... (ripone il suo sigaro) Che albergo..... Per sette franchi al giorno, una scatola piena di sigari! A discrezione! (prende tutta la prima fila e ne accende uno)E’ meraviglioso!...Aveva ragione Pinglet a consigliarmi questo albergo!....

MARCELLA           (uscendo dallo spogliatoio) Sembra un miracolo! Impossibile mettere le mani sul cappellino.

MATHIEU              (in fumando col candeliere mano). Squisito, questo sigaro!... Non capisco proprio come possano coprire le spese!

MaRCELLA            (sempre cercando) E Pinglet .... che fa? Non torna!

Socchiude la porta

MATHIEU              (vedendo la camicia che è sul letto) oh! La camicia! Anche la camicia da notte! E le pantofole! Pensano a tutto! (se ne impadronisce) Ammirevole ! Vi dico ammirevole!

Scena dodicesima

Pinget compare tenendo la borsa dell’acqua calda sotto il braccio.

MARCELLA           (sulla soglia) Ah! Venite su!

PINGLET                (a bassa voce molto circospetto) Eccomi! Eccomi!

MATHIEU              Manca una sola cosa : una borsa d’acqua calda . Dirò al cameriere di portarmene una.

MARCELLA           (a Pinglet). Su sbrigatevi!

Mathieu passa sul pianerottolo con una candela in mano. Buio a destra.

MARCELLA           (scorgendolo) Oh!

Richiude bruscamente.

PINGLET                (a parte) Mathieu!

Rimane di stucco

MATHIEU              Come ? Voi?

 Posa il candeliere sul tavolo di Boulot

PINGLET                (imbarazzatissimo) si! È... è... per voi! ... Stavo appunto risalendo perché volevo dirvi....

MATHIEU              Che cosa?

PINGLET                Bene ! stavo giù ...e sento qualcuno che dice.. insomma oggi alla Camera pare che si  siano riscaldati molto!

MATHIEU              (indifferente) ah!

PINGLET                Si! Hanno fatto un’interpellanza al governo .. per la questione del bilancio..- la solita grave questione del bilancio! E sembra che il ministero sia stato lì lì per cadere!

MATHIEU              Sì sì!

PINGLET                Dove andremo a finire? Dio mio! Dove andremo a finire? Allora ho pensato: questo forse può interessare il caro Mathieu e immediatamente....

MATHIEU              A me? Cosa volete che me ne importi?

PINGLET                (con animazione) Ah! Non ve ne importa niente ! Beh!  ,allora buonasera! Me ne vado! Me ne vado!

 Torna verso il fondo 

MATHIEU              (con animazione) Ah ! Buonasera Comunque vi ringrazio lo stesso!

PINGLET                Di nulla Di nulla... Tornate pure in camera vostra!

MATHIEU              Aspetto il cameriere ,vorrei una borsa di acqua calda! Mi avete detto che sono così famose!

PINGLET                Una borsa d’acqua calda? Ma prendete la mia! Su prendete la mia!

Gliela passa

MATHIEU              Neanche per sogno! Non voglio che rimaniate senza!

PINGLET                Ma non rimango senza. (a voce alta) Ne prenderò un’altra passando.

MATHIEU              Ah ! siete troppo gentile.

PINGLET                Ma no! Non è nulla. Su tornate dentro! Tornate dentro

MATHIEU              Senz’altro ,buonasera.

Rimane nel vano della porta a fumare il sigaro.

PINGLET                (aspettando che Mathieu rientri) Buonasera.... Buonasera!...

MATHIEU              (salutandolo con la mano) Buonasera!

MATHIEU              (tornando fino alla tromba delle scale). Ebbene buonasera! Che aspettate? (a parte) Ma vai rompiscatole! (con un sorriso affettato) Buonasera!

Scompare lungo la scala.

MATHIEU              (rientrando) Caro ragazzo!.... Ah! Dimenticavo la candela!....(ritorna sul pianerottolo e si trova di fronte Pinglet) Come! Ancora voi?

PINGLET                (imbarazzato) Sì avevo dimenticato di stringervi la mano!

Gli stringe la mano e scende le scale. Mathieu rientra in camera. Pinglet ne approfitta e si precipita nella camera di Marcella.

MATHIEU              (passando nello spogliatoio) Vado a spogliarmi!

Buio a destra

SCENA TREDICESIMA

PINGLET                Uff!

MARCELLA           Finalmente siete qui! Pensavo non tornaste più

PINGLET                Mia cara amica ho faticato a liberarmi di Mathieu.... Se credete che sia facile!

MARCELLA           Ah! Sì di Mathieu meglio non parlarne!

MARCELLA           Intanto mettete la giacca il cappello e andiamocene.

PINGLET                Il cappello ? la giacca? E dove sono?

MARCELLA           Là nello spogliatoio!....

Glielo indica

PINGLET                Sì Sì!

Entra nello spogliatoio

MARCELLA           E poi il mio cappellino! Cosa ne avete fatto del mio cappellino?

PINGLET                (rivestendosi) Il vostro cappellino! Come ,il vostro cappellino?....dovrebbe essere qui!....

MARCELLA           Dove ?  dove? Dove?

PINGET                  (agitatissimo) Dove? Dove? Dove? Non so!.... Quando ve lo siete tolto l’ho messo sul letto ...Ah! ...ora ricordo: quando sono salito al piano disopra. L’avevo in mano.... l’ho dimenticato là.

Ride stupidamente.

MARCELLA           (furiosa) E questo vi fa ridere!...non sapete fare altro! L’avete lasciato là ! Siete un bel furbo! ...Su andate a cercarlo! Vi aspetto.

PINGLET                Sì, sì, aspettatemi!

MARCELLA           Va bene ! andate! Sbrigatevi!

PINGLET                (uscendo urta bastiano) Oh! 

BASTIANO             (che sta arrivando) Oh! Dove andate?

PINGLET                (salendo le scale) Lo so io! Lo so io!

Scompare

BASTIANO             Ah! Va bene! Va bene!

 MARCELLA          (nervosissima)Oh no! Basta con queste tribolazioni !Basta!

Entra nello spogliatoio.

SCENA QUATTORDICESIMA

BASTIANO             (sul pianerottolo sente la scampanellata) E dalli! Un altro (scorgendo Paillardin) Ah! È il signor perito

PAILLARDIN         (comparendo) Mio Dio si!

BASTIANO             Il signor perito va a letto?

PAILLARDIN         Se non avete nulla in contrario!....

BASTIANO             Eccolo ,signor perito

PAILLARDIN         I signori spiriti non hanno ancora segnalato la loro presenza?

BASTAIANO          No .che io sappia, signor perito.

 Gli dà il candeliere.

PAILLARDIN         Mi dispiace molto!

Entra a destra. Luce nella camera.

BASTIANO             ( a parte) Sì ,Sì, fa lo spaccone! Fa lo spaccone!.....

Segue Paillardin

PAILLARDIN         (guardandosi intorno ridendo) Ebbene! Questa è una camera piena di spiriti! Non si direbbe ,ma questa è una camera piena di spiriti! Se gli spiriti sono uomini  di mondo , voglio sperare che non facciano troppo rumore e mi lascino dormire!

BASTIANO             Speriamo che gli spiriti vi sentano ,signor perito!

PAILLARDIN         (vedendo la scatola aperta) Toh! ....E i miei sigari!

BASTIANO             Signor perito?

PAILLARDIN         Ho detto :i miei sigari!.... La scatola poco fa era piena; ora ne  manca la metà... Dove sono andati a finire?

BASTIANO             Non lo so signore!

PAILLARDIN         Come non lo sapete!....Non se ne sono mica andati da soli!

BASTIANO             Lo so che cos’è signore: sono gli spiriti!

PAILLARDIN         Ah! Sì... Mi fate ridere coi vostri spiriti!... Degli spiriti che fumano?....

BASTIANO             Perché no!.. Anche il signore fuma!....

PAILLARDIN         E guarda !guarda! i miei pettini! Le mie spazzole ! tutto all’aria!

BASTIANO             Vedete signore? Vedete?

PAILLARDIN         Sì comincio a capire qual è la natura degli spiriti che vengono qui!.... Qualche furbacchione che con la scusa dei fantasmi deruba la gente!.....

BASTIANO             (a parte) Non crede proprio a niente quest’uomo!

PAILLARDIN         Bene! Lasciatemi ! Spiegherò tutto domani al vostro padrone!

BASTIANO             Bene signore. Buona notte!

PAILLARIN            Buona notte!

BASTIANO             (Passando sul pianerottolo) Cosa pagherei perché gli spiriti gli dessero una bella strapazzata  a quello lì! 

Scompare per le scale

PAILLARDIN         C’è un ladruncolo qui è chiaro ! C’è un ladruncolo! (tornando a guardare la spazzola)Hanno lasciato addirittura i capelli nella spazzola.

Ripone la spazzola nella borsa

SCENA QUINDICESIMA

PINGLET                (compare sul fondo e scende le scale) Niente! Niente!.... Ho avuto un bel cercare!..... Che fine avrà fatto il cappellino?

PAILLARDIN         (guardando sul letto) Beh! E la mia camicia? Le mie pantofole? E così mi hanno soffiato camicia e pantofole!...

Va ad appendere il cappello

PINGLET                (sul pianerottolo) Marcella mi farà una scenata ,tanto peggio... Le dirò la verità.

Entra a sinistra

PAILLARDIN         Vado a letto vestito perbacco ! Così se capita qualcosa faccio più presto a saltare in piedi!

Si stende sul letto e si mette a leggere

MARCELLA           (uscendo dallo spogliatoio) Ah! Siete qui!...e il cappellino?

PINGLET                (drammatico) Marcella! Coraggio!

MACELLA              Perché

PINGLET                Non l’ho trovato.....

MARCELLA           Magnifico ! Per fortuna ho la mantiglia, posso mettere sulla testa quella! (esegue) Partiamo immediatamente!

PINGLET                (passando sul pianerottolo seguito da Marcella) Sì Partiamo !Confesso che ne ho abbastanza!

MARCELLA           E io allora! Che lezione! Mio Dio ! Che lezione!

Scompaiono giù per le scale

PAILLARDIN         (sbadigliando) Ah! Mi sento a pezzi! Gli occhi mi si chiudono. Non capisco cosa sia! Dormirò.

Spegne la candela .Buio

MARCELLA           (risalendo la scala ,seguita da Pinglet). Ah! Mio Dio !Massimo!

PINGLET                Il nipote di vostro marito con Vittoria, la mia domestica! Scappiamo!

Entrano a sinistra

MARCELLA           Chiudete la porta!

PINGLET                (agitatissimo) Ma la chiave!....Dov’è la chiave? ...Non ho la chiave!....

MARCELLA           Non fa niente ,chiudete lo stesso!

PINGLET                Ma senza chiave non posso!....(indicando lo spogliatoio) Ah! Di là! C’è un chiavistello!  Venite!

Marcella           (precipitandosi) Ah! Che notte ! Mio Dio che notte!

Entrano

SCENA SEDICESIMA

Vittoria con alcuni libri in mano, Massimo con una cartella sottobraccio.

BASTIANO             Ecco signore, di là!

MASSIMO              (A Vittoria) Signorina ! è molto grave quel che facciamo!

VITTORIA              Bah! Lasciate perdere!

BASTIANO             (mellifluo) Ho già visto quel che ci vuole per il signore e per la signora! Un piccolo nido delizioso dove la gentile signora si troverà benissimo!...è molto carina signore, molto carina!

MASSIMO              (turbatissimo) Ah! Sì ..... Credete?

BASTIANO             Consiglierei al signore e alla signora il numero 9 .(indica) E’ in questa stanza che la principessa ereditaria di Polonia ha fatto il viaggio di nozze col primo ciambellano!

VITTORIA              La camera di una principessa!

BASTIANO             Oh! Signora, vi trovate in un ottimo albergo!

VITTORIA              Si! Lo so! Va bene, si! Prendiamo il 9.

BASTIANO             Benissimo! Benissimo!

Li guarda ridendo.

BASTIANO             (che è andato ad accendere un candeliere). Se il signora e la signora vogliono entrare!

Vittoria cerca di tirarsi dietro Massimo.

MASSIMO              Signorina.. vedete…. signorina… non so dove sto andando a cacciarmi!

VITTORIA              Si! Si! Va bene!

Bastiano li segue. Buio sul pianerottolo.

Scena diciassettesima

VIOLETTA             (posando il candeliere). Ah! Finalmente! Si va a letto! Era ora!

Si siede a destra.

MARGHERITA       Io prendo quel letto lì!..

PERVINCA             Io prendo questo!..

PRATOLINA           No, è mio!

PERVINCA.            No! No!

Piccola disputa.

VIOLETTA             (abbassando la voce). Non fate rumore!… Papà non vuole. (si siedono tutte e si tolgono le calze) Brr!…. Che freddo!..

Pervinca si scioglie i capelli.

MARGHERITA       (con la borsa in mano, venendo avanti) Toh! Prima di andare a letto mi metto i bigodini!

PERVINCA             Oh! E’ un’idea!

TUTTE                    Si, si! Arricciamoci i capelli!

BASTIANO             (uscendo dal numero 9). Buonanotte signori!

Scompare giù dalle scale.

TUTTE                    Passami la candela!…. Anche a me!… A me!…

Si contendono la candela che si spegne. Buio a destra e sul pianerottolo.

VIOLETTA             Hai visto? La candela si è spenta!

PERVINCA.            Proprio non ci sai fare!

Accendono i fornellini a spirito.

VIOLETTA             Oh! Guardate! I fornellini a spirito! Sembrano fuochi fatui!

PERVINCA             (salendo sul letto). Si, e noi sembriamo fantasmi!..

VIOLETTA             E’ vero!

Salgono sui loro letti e cantano.

TUTTE                    Suore che riposate entro la fredda tomba M’udite voi?… sorgete!

PAILLARDIN         (in piedi sul letto, spaventato). Ah! Mio Dio!.. Delle anime!

Le piccole Mathieu sono scese e ballano in tondo attorno al tavolo.

PAILLARDIN         (scavalcando la testata del suo letto, con le braccia alzate). Vade retro Satana!

TUTTE                    (vedendolo). Ah!

Fuggono nello spogliatoio.

PAILLARDIN         Fantasmi! Sono fantasmi! (si precipita sul pianerottolo). Aiuto! Aiuto!

Scena diciottesima

VITTORIA              (seguita da Massimo). Cosa c’è?

PAILLARDIN         (gridando). Aiuto! Aiuto!

VITTORIA              (vedendolo). Il signor Paillardin!

MASSIMO              Mio zio Paillardin!

Massimo si rifugia al numero 9. Vittoria fra le cortine del letto di Mathieu.

PAILLARDIN         (scompare su per la scala gridando). Ci sono gli spiriti! Ci sono gli spiriti!

SCENA DICIANNOVESIMA

MATHIEU              (uscendo dal suo spogliatoio, con un candeliere in mano) Che cosa mi venite a raccontare?... C’è un uomo!... Dove un uomo? Nel letto, un uomo!

Socchiude le cortine e scorge Vittoria

VITTORIA              Oh!..

MATHIEU              Oh! Scusate signora!... (ridendo) Ah!... ah!... e loro lo chiamano un uomo, questo! E’ una donna!... (tornando nello spogliatoio) che cosa mi venite a raccontare? Non è un uomo, è una donna!

Buio nella camera

BAMBINE               (nello spogliatoio) Sì, papà... è un uomo!

MASSIMO              (che è uscito dalla camera di Chervet) Lo zio se n’è andato! Bisogna che vada a vedere che cosa fa Vittoria in questa camera! (entra a destra) Nessuno! (chiamando sottovoce) Vittoria!

VITTORIA              (uscendo dai panneggi delle cortine del letto) Signor Massimo... da questa parte!

MATHIEU              (uscendo dallo spogliatoio, seguito dalle figlie) Insomma, ragazze... venite a vedere!...

MASSIMO E VITTORIA        (nascondendosi) Oh!...

VIOLETTA             Insomma! Papà! Ti assicuro che abbiamo visto bene! E’ un uomo!...

MATHIEU              Anch’io l’ho vista bene!... e che diavolo! Sarebbe una bella disgrazia se alla mia età non sapessi distinguere un sesso. (Vittoria scappa sul pianerottolo) Eh! Perbacco! So quel che dico!... Vedete bene che è una donna.

Massimo scappa a sua volta

LE BAMBINE         (scorgendolo). Ma no, papà! Guarda! E’ un uomo!

MATHIEU              (un po’ inquieto). Un uomo e una donna!

MASSIMO              (a Vittoria, sul pianerottolo). Oh! Basta con questo albergo! Andiamocene!

VITTORIA              Si! Si! Andiamo!

Scompaiono giù per la scala.

MATHIEU              Oh! Voglio mettermi il cuore in pace! (Chiamando sul vano della porta). Cameriere!.. Cameriere!..

Compare Boulot.

Scena ventesima

BOULOT                 Che c’è? Perché questo rumore?

MATHIEU              Cameriere!.. Che significa tutto questo?… In camera mia trovo uomini e donne!… Non so!

BOULOT                 Come, signore? Ma davvero?… Allora il signore se n’è accorto…

MATHIEU              Di che cosa?

BOULOT                 Ah! Non ho osato dirlo al signore. Ma la sua camera, signore, è visitata dagli spiriti!…

TUTTI                     Gli spiriti!..

Paillardin compare dall’alto della scala, e scende con precauzione.

BOULOT                 Si, signore!.. Quel che il signore ha preso per uomini e donne sono spiriti, signore, sono fantasmi!

LE BAMBINE         (lanciando alte grida). Gli spiriti! Ah!

Salgono le scale lanciando alte grida; e spaventano Paillardin che le precede precipitosamente.

MATHIEU              (seguendo le figlie). Bambine!.. Ma guarda, scappano in camicia per l’albergo… (chiamando) Bambine!… Bambine!….

Scompare.

BOULOT                 (seguendolo). Ah! Che disastro!…. Dio mio! Che disastro!…

Scena ventunesima.

PINGLET                (uscendo dallo spogliatoio, seguito da Marcella). Che vuol dire tutto questo gridare? Questo subbuglio?

MARCELLA           Vi assicuro che sta succedendo qualcosa di anormale nella casa! Sono morta di paura!.. Ve ne prego, andiamocene!

PINGLET                Si, si! Ma, aspettate! Non facciamo imprudenze!

Socchiude la porta.

PINGLET                (guardando il pianerottolo). Nessuno! Venite!

MARCELLA           (passando sul pianerottolo con Pinglet). Ah! Finalmente!

PAILLARDIN         (scendendo le scale come un pazzo). Ah! Mio Dio! I fantasmi! I fantasmi!

MARCELLA           (spaventata). Dio!.. Rientrate!

Rientra.

MARCELLA           Mio marito!

PINGLET                (spaventato).  Ah!

Richiude bruscamente.

PAILLARDIN         (che li ha visti senza però riconoscerli) Dio, degli esseri viventi! (cercando di aprire) Aprite! Aprite!

PINGLET                (dall’altro lato)       Non si entra! Non si entra!

PAILLARDIN         Sì! Sì! Per carità aprite!

MARCELLA           (a Pinglet) Non lasciatelo entrare

PINLGET                Sento che non resisterò! E’ più forte di me!

PAILLARDIN         Ma aprite dunque!

La porta cede, Paillardin entra a sinistra. Pinglet viene proiettato nel caminetto. Marcella si impadronisce del cappello di Paillardin e se lo calca in testa fino al collo.

PAILLARDIN         Il mio cappello! Signora il mio cappello!

Tenta di riprenderlo

MARCELLA           (aggrappandosi con forza alla testa e gridando) Aiuto! Aiuto!

Pinglet esce dal caminetto con la faccia tutta nera

PAILLARDIN         Ah! Uno spazzacamino! (Pinglet gli da un pugno in un occhio) Oh!... (Pinglet gli da un calcio che lo manda a finire sul pianerottolo) Oh!... gli spiriti maneschi! Gli spiriti maneschi!

Scompare giù per la scala

SCENA VENTIDUESIMA

PINGLET                Uff!... Marcella!.. se n’è andato!

MARCELLA           (scoprendosi) Finalmente... Ah! Che emozione!... Dio!... un negro!

PINGLET                No! Sono io, Pinglet!

MARCELLA           (sul punto di svenire) Ah!... Pinglet! Questa notte mi farà morire!... Dio mio! Come siete nero!

PINGLET                Sì! Sì! Non importa!

MARCELLA           Ah!... mio Dio! Quante emozioni abbiamo provato!

PINGLET                Finalmente tutto è finito. Possimao respirare un po’!

MARCELLA           Sì, ora staremo un po’ meglio! Ci riposeremo un po’!

PINGLET                Ah! Sì! Meno male! Meno male! (rumore di voci) Ma che c’è?

MARCELLA           Ancora qualcosa?

BASTIANO             (agitato) Ah! Mio Dio! La polizia! La polizia! Sparite, il buoncostume!

PINGLET                Il buoncostume!

BASTAINO             (porta di destra) C’è il buoncostume! (salendo la scala) C’è il buoncostume!

MARCELLA           ( a Pinglet) Che vuol dire?

PINGLET                Il buoncostume... è la polizia! Siamo perduti! È la polizia!

MARCELLA           La polizia!... scappiamo!

Passano sul pianerottolo

SCENA VENTITREESIMA

 MARCELLA          (scorgendo Boucard che sbuca dalla scala seguito dagli agenti) Ah! Il commissario!

Si precipita a sinistra e richiude

BOUCARD              (scorgendola) Ah! Ah! (indicando Pinglet) Intanto arrestate quello!

PINGLET                Io?... ma signori!....

AGENTE                 Sì! Sì! Subito!

BOUCARD              (indicando la porta di sinistra) Voi! Forza! Di lì!

L’agente tenta di aprire

MARCELLA           (dall’altro lato) Non si entra! Non si entra!

BOUCARD              (all’agente) Su! Sfondate!

La porta cede, l’agente entra a sinistra

MARCELLA           Ah! Sono perduta!

AGENTE                 Venite avanti!

PINGLET                (trattenuto dall’agente) Ah! Poveretta!

MARCELLA           (passando sul pianerottolo) Dio!

BOUCARD              (a Marcella) Signora, venite avanti!

MARCELLA           Ma signore! Non so cosa vogliate da me! Sono una donna onesta!

PINGLET                Ma sì, signore, la signora è una donna onesta!

BOUCARD              Va bene! Nessuno vi ha chiesto niente! Agente, portatelo di là!

Indica a destra

PINGLET                (resistendo) Ma insomma! Insomma!

AGENTE                 Su, su poche chiacchiere!

Lo conduce a destra

BOUCARD              (a Marcella) Ed ora a voi, signora! E intendiamoci, poche storie! Vogliate dirmi chi siete.

MARCELLA           Ma signore! Non capisco la domanda!... sono qui con mio marito

BOUCARD              (alzando le spalle) Con vostro marito!

MARCELLA           Esattamente! Sono la moglie del Signor... del signore che avete fatto trascinare di là!

 BOUCARD             (mordace) Ma certo, signora! Ma certo. E, signora, sono troppo indiscreto se vi chiedo come vi chiamate?

MARCELLA           Ma signore, ma... (a parte) Eh sì non ho altro mezzo! (a Boucard) Sono la signora Pinglet!

BOUCARD              Bensissimo! (all’agente) Fate entrare la persona che è di là!

Indica a destra

AGENTE                 (nel vano della porta) Su! Venite avanti, voi!

PINGLET                (passando sul pianerottolo, a parte) Dio mio! Povera donna! Non avrà avuto la presenza di spirito di non dire il suo nome!

BOUCARD              (a Pinglet) Ora a voi, signore! Chi siete?

PINGLET                (a parte) Eh, sì non altro mezzo per salvarla! (a Boucard, con disinvoltura) Ma... signore... non capisco la domanda. La mia posizione è regolare... e la signora è mia moglie.

MARCELLA           (con un barlume di speranza) Ah!

BOUCARD              (a parte) Come! Che siano davvero... (a Pinglet) E, signore come vi chiamate?...

PINGLET                La signora ve lo avrà detto... sono il signor Paillardin!

MARCELLA           Dio!....

BOUCARD              (con molto garbo) Perfettamente! Proprio quello che pensavo.

MARCELLA           (a parte) Sono perduta!

PINGLET                (a parte, soddisfatto) L’ho salvata!

Compaiono Boulot, Bastiano, Mathieu e le sue figlie, seguiti da agenti in borghese

BOUCARD              (agli agenti) Avanti, portatemi tutta questa gente al commissariato!

TUTTI                     Al commissariato?

Grida, proteste

SIPARIO


ATTO TERZO

SCENA PRIMA

All’alzarsi del sipario la scena è vuota e la finestra di fondo aperta come alla fine del primo atto. L’orologio suona le sette. Quindi Pinglet, sempre con la faccia nera, appare, salendo dalla scala di corda e scavalcando il davanzale; ritira la scala di corda che si mette sotto il braccio e cade a sedere sul davanzale della finestra, esausto. Si rialza quasi subito, si dirige in punta di piedi alla porta del “pan coupé” di sinistra); ritorna immediatamente, terminando di infilarsi una giacca da casa. Estrae da una tasca un fazzoletto che si annoda in testa, poi un secondo fazzoletto che si mette attorno al collo. Quindi viene avanti in scena e guarda il pubblico con aria soddisfatta.

PINGLET                Devo avere l’aspetto di uno che si è appena alzato! Che notte, Dio mio, che notte! (Si sente bussare; a parte) Lei! di già!...No! E poi ha la chiave! Non avrebbe bussato. (A voce alta) Chi è?

VITTORIA              (dietro la porta). Sono io, signore: Vittoria!

PINGLET                (a parte). Vittoria! ...Ah! la viziosetta! un’altra che stanotte era all’Hotel del Libero Scambio! E pensare che non le posso dire nulla, se no mi tradisco. (A voce alta) Cosa volete?

VOCE DI VITTORIA             Signore, vi porto la cioccolata!

PINGLET                Va bene, entrate!

VOCE DI VITTORIA             Non posso! Non ho la chiave!

PINGLET                (estraendo al chiave di tasca, a parte. A voce alta). Beh, chiedetela alla signora;  ce l’ha lei.

VOCE DI VITTORIA             Ma la signora non è tornata, signore!

PINGLET                Non è tornata! Non è tornata? Caspita! Vuol dire allora che sua sorella è stata peggio e lei ha voluto rimanerle accanto...

VOCE DI VITTORIA             E allora, signore, che devo fare?

PINGLET                Cosa volete che vi dica? Io la chiave non ce l’ho! Aspettiamo che la signora torni.

VOCE DI VITTORIA             Bene, signore.

PINGLET                Perbacco! Potrei aprire benissimo!... Ma allora addio alibi! Uffa! Però, che notte! Che notte! (Si sente bussare. Si alza) Eh? Chi è?

MARCELLA           (dall’altro lato della porta, sottovoce). Pinglet! Sono io!

PINGLET                Ah! Finalmente!... Siete sola?

VOCE DI MARCELLA           Sì! Aprite!

PINGLET                Aspettate. (Aprendo) Tirate il chiavistello che sta dalla vostra parte!

VOCE DI MARCELLA           Ecco fatto!

PINGLET                (facendo entrare Marcella). Presto! Entrate.

Richiude a doppia mandata.

SCENA SECONDA

PINGLET                Ah! Marcella! Che notte! Mio Dio! Che notte!

MARCELLA           Ah! Pinglet! Pinglet! Mi avete rovinata!

Va verso il fondo, agitata.

PINGLET                (seguendola). Ma no! Ma no! non vi ho rovinata... Dopo tutto la situazione non è gravissima. Non siamo vagabondi. La polizia le retate le fa per i vagabondi.

MARCELLA           Ma voi sapete com’è la polizia!... Quando si finisce fra le sue unghie, cominciano le ricerche, le inchieste!... E allora può capitare fra le mani di mio marito una carta che lo mette al corrente. Ah! Pinglet! Cosa sarà di noi?

Cade a sedere sul divano.

PINGLET                (va ad inginocchiarsi davanti a lei). Su! Su! coraggio! (L’abbraccia) Ma chi me l’ha data, questa donnina piena di timori? (Cambiando tono) Avete la faccia sporca di nero!

MARCELLA           Di nero!... Io? Ah! ma siete voi! Siete voi! Siete voi che mi avete sporcato di nero. (Conducendolo davanti allo specchio) Non vedete che faccia avete?

PINGLET                Io? (Guardandosi allo specchio) Porco cane! E’ il nero di ieri sera! Il nero del caminetto... Ah! sì! proprio quello che ci voleva per far credere a mia moglie che ero appena sceso dal letto!... Uff! quante tribolazioni!...

MARCELLA           Ah! sì! Che notte, mio Dio, che notte! (cambiando tono) E’ colpa vostra, se ci troviamo nelle peste!

PINGLET                Beh! sì, che notte! D’accordo! Ma insomma, avrebbe potuto finire peggio! Avremmo potuto passare la notte in guardina, come gli altri! Invece il commissario ha avuto  fiducia in noi e ci ha concesso la libertà provvisoria.

MARCELLA           Diamine! Ha pure visto con chi aveva a che fare.

PINGLET                Sì! E poi gli ho versato una cauzione di cinquemila franchi!

MARCELLA           (tirandolo per il braccio sinistro) Avete versato cinquemila franchi?

PINGLET                Sì!... Gli avevo offerto la mia parola d’onore oppure una cauzione di cinquemila franchi... Ha preferito la cauzione, con l’intesa che ogni pomeriggio gli avrei portato i documenti che attestano la vostra identità.

MARCELLA           Eh, già! Ma siccome non riuscirete mai a mostrare dei documenti che attestano che siete il signor Paillardin, cosa accadrà? Che il commissario, non ricevendo niente da voi, verrà qui!

PINGLET                (sempre pulendosi). Ma no, non verrà qui!... E per evitarlo, andrò fra poco dal questore.

MARCELLA           Dal questore?

PINGLET                Esattamente... stanotte sono già andato, io, dal questore.

MARCELLA           E l’avete trovato?

PINGLET                No! Era andato a un ballo. L’ho aspettato fino alle sette...

MARCELLA           E alle sette?

PINGLET                Era a letto! Ma non importa!... Ci tornerò fra poco. Lo conosco molto bene.

MARCELLA           Voi?

PINGLET                Sì... Gli dirò tutta la verità.

MARCELLA           (spaventata). Come! Gli direte?...

PINGLET                Il questore è come un confessore! Gli dirò che c’è di mezzo l’onore di una donna! E lui metterà a tacere la cosa...

MARCELLA           Oh! come sarebbe stato più semplice non metterci in questo guaio! Anche quell’idea di andargli a dire che vi chiamate Paillardin quando vi chiamate Pinglet!

PINGLET                Toh!... Ma siete stata voi! Se non gli aveste detto che vi chiamate Pinglet, quando vi chiamate Paillardin!...

MARCELLA           Ma scusate! Se ho detto che mi chiamavo Pinglet, era per far credere che ero vostra moglie.

PINGLET                Bene! e io ha detto che mi chiamavo Paillardin per far credere al commissario che ero vostro marito!

MARCELLA           Ma insomma, amico mio, come potevate sperare di far credere al commissario che vostra moglie si chiama Pinglet quando voi stesso gli andate a dire che vi chiamate Paillardin!

PINGLET                Ma cara amica! Non  potevo indovinare, quando gli ho detto che mi chiamavo Paillardin, che voi, proprio voi, gli avreste detto che vi chiamate Pinglet!

MARCELLA           (offesa). Bene! allora, quando non si sa una cosa!... non si dice niente!

PINGLET                (a parte). Ah!... Le donne hanno una logica!... (Si sente bussare) Chi è?

VOCE  DI PAILLARDIN        Sono io, Paillardin!

MARCELLA           (sottovoce). Mio marito!

PINGLET                (facendo segno di tacere). Sst! (A Paillardin, attraverso la porta, un po’ emozionato) Cosa vuoi?

VOCE DI PAILLARDIN         Ti devo parlare!

PINGLET                Non posso aprire! Mia moglie mi ha chiuso dentro e ha portato via la chiave!

VOCE DI PAILLARDIN         Ah! perdinci!

PINGLET                Beh... fa’ così! passa dal giardino, prendi la scala del giardiniere ed entra dalla finestra!

VOCE DI PAILLARDIN. Ah! bene, è un’idea!...Ah! se mia moglie mi facesse una cosa del genere!... Ma lei non si azzarda, perché sa bene che con me non le andrebbe tanto liscia!

MARCELLA           (alzando le spalle) Oh! storie!

VOCE DI PAILLARDIN. Bene! Vado a cercare la scala!

PINGLET                Ecco!

MARCELLA           Su!... Aprite!

PINGLET                (ascoltando). Aspettate!... I passi si allontanano. (apre) Potete andare. (va alla finestra per vedere se Paillardin è in giardino, poi ritorna) Ah! tirate il chiavistello, dopo!

MARCELLA           Sì! sì! Ah! che notte!... Dio mio, che notte!...

Esce, Pinglet richiude.

PINGLET                (andando alla finestra). Ah! sì!... Che notte! Dio mio! Che notte! (A Paillardin, che non si vede) Beh, ci sei?

VOCE DI PAILLARDIN. Eccomi, salgo!

SCENA TERZA

PAILLARDIN         (scavalca il davanzale della finestra; ha un enorme livido su un occhio). Ah! ecco fatto!... Ah! che notte!... amico mio! che notte!

PINGLET                Oh! ma cos’hai sull’occhio?

PAILLADIN            (sedendosi) Tu non credi agli spiriti, vero?

PINGLET                Ah! no!

PAILLARDIN         Sì, sì, nemmeno io ci credevo. (Alzandosi) Ebbene, amico mio, bisogna crederci! Li ho visti!

PINGLET                (canzonandolo). Ma dai!...Ah! Ah! ha visto gli spiriti, lui! ha visto gli spiriti!

PAILLARDIN         Sì! sì! Anch’io ero scettico! Stavo dormendo da appena mezz’ora nella camera stregata, quando mi sveglio circondato da voci soprannaturali che sembravano venir fuori da certe bianche apparizioni, che si erano messe a ballare intorno a me!... E cantavano... cantavano... (Pinglet ride) Sì! ridi! ridi! E allora prendo i miei quattro stracci e me la do a gambe come un matto!... Finalmente in una camera mi pare di vedere degli esseri viventi. Ah! quella camera! quella camera!...

PINGLET                (lasciandosi andare). Era il 10.

PAILLARDIN         Il 10? Non so. Perchè proprio il 10 e non un altro numero?

PINGLET                (sconcertato). Eh! Non so. Perché proprio un altro numero e non il 10?

PAILLARDIN         Beh, mettiamo che sia il 10. Mi precipito!... C’era una donna con un vestito... e.... (indica con un gesto i fronzoli). Non ho potuto vederla in faccia ce l’aveva sotto il mio cappello.

PINGLET                Ma com’è possibile?

PAILLARDIN         Ah! non so! Non ho avuto il tempo di accorgermi di niente. Ma quel vestito! quel vestito... Lo riconoscerei fra mille!

PINGLET                (a parte). Accidenti!

PAILLARDIN         Allora in quel momento - ti dico, sembra un incantesimo - dal caminetto vien fuori uno spazzacamino! Alto pressappoco come te.

PINGLET                (girandosi rapidamente). Oh! no. Molto più alto.

PAILLARDIN         Come, più alto?

PINGLET                (imbarazzato). Gli spazzacamini sono sempre più alti.

PAILLARDIN         E’ possibile. No ho avuto il tempo di prendere le misure! Prima che possa raccapezzarmi si precipita su di me e pum! mi becco un pugno in faccia!... e anche una pedata!

PAILLARDIN         Ah! quell’albergo non mi ci piglia più! Ah! caro mio! Dio non voglia che tu debba passare una notte con gli spiriti maneschi!

Si siede sullo sgabello.

PINGLET                (a parte). Sembra proprio che ci creda, ai suoi fantasmi. (A voce alta) Ma senti un po’, tua moglie ha creduto alla storia dei fantasmi?

PAILLARDIN         Mia moglie? Non l’ho ancora vista! Quando sono tornato stanotte, ho avuto un bel bussare, non mi ha risposto!

PAILLARDIN         (alzandosi) Allora sono andato a dormire nella camera degli ospiti.

VOCE DI MASSIMO (dal fondo, in giardino). Zio! Zio!

PAILLARDIN         Toh! sembra la voce di Massimo.

Va alla finestra.

PINGLET                (seguendolo). Ma sì!... E’ lui!

PAILLARDIN         Senti! sali con la scala!

Pinglet si siede.

MASSIMO              Sì! (Compare con una sigaretta in bocca) Ma cos’avete sull’occhio?

PAILLARDIN         Niente! niente!... (meravigliato) Che aria furbetta hai! Di’ un po’: perché non sei in collegio?

MASSIMO              Vi dirò, zio, ieri sera... devo essermi dimenticato in mattinata di caricare l’orologio, ho sbagliato ora e quando sono arrivato in collegio la porta era chiusa!

PAILLARDIN         Ma cosa mi dici? (con diffidenza) Non avrai mica fatto qualche corbelleria, tu!

MASSIMO              Io? Oh! zio! Io corbellerie, sono troppo serio!

PINGLET                (a parte). Proprio un bel tipo! Era con vittoria all’Hotel del Libero Scambio!

PAILLARDIN         Ma allora dove sei andato a dormire?

MASSIMO              Al Continental, zio! Al Continental!

PAILLARDIN         Davvero?

MASSIMO              Oh! zio!

PAILLARDIN         Va bene, va bene! Vedremo poi!

MASSIMO              (a parte) E’ andata bene...

VOCE DI MARCELLA           (dietro la porta) Crescenzio! Crescenzio!

PAILLARDIN         Toh! mia moglie che mi chiama! (a Marcella, attraversola porta) Eccomi, cara.

VOCE DI MARCELLA           Beh! apri!

PAILLARDIN         Non posso! La porta è chiusa!... La chiave ce l’ha la signora Pinglet... Son dovuto entrare dalla finestra. Sono qui assieme a Pinglet.

PINGLET                (come se non l’avesse ancora vista). Buongiorno, signora.

VOCE DI MARCELLA           Buongiorno, signor Pinglet.

PINGLET                (salutando come come se vedesse Marcella) E come va stamane? Avete dormito bene?

VOCE DI MARCELLA           Oh! così così! Ho passato una notte agitatissima.

PAILLARDIN         Ah, sì! A proposito di notte agitata... io sì che ho passato una notte agitata! Non sai cosa mi è capitato?

VOCE DI MARCELLA           No! Casa?

PAILLARDIN         Ah! cose da non credere! Sai, l’Hotel del Libero Scambio...

VOCE DI MARCELLA           Non lo conosco! Non lo conosco!

PINGLET                No! Non lo conosciamo! Non lo conosciamo!

MASSIMO              Io nemmeno! Io nemmeno!...

PAILLARDIN         (girandosi) Lo so che non lo conoscete!... E’ un albergo malfamato!... Come potreste conoscerlo?

PINGLET                Evidente! Evidente!... (Ridendo) Ah! ah!

(quasi assieme)

VOCE DI MARCELLA           (ridendo) Sì! Evidente! Ah! ah! ah!

MASSIMO              (ridendo) ah! ah! ah!

PAILLARDIN         Dunque, per tornare all’hotel... Ma perdinci! non è comodo parlare in questo modo attraverso la porta... Aspettami! il tempo di scavalcare la finestra e di fare il giro del gioradino!... Ti raggiungo.

MARCELLA           Ah! bene!

PAILLARDIN         (a Pinglet) Permetti? Ieri sera ci siamo lasciati in collera. Vado a fare la pace con mia moglie.

si dirige alla finestra

PINGLET                Sì! giusto!...

PAILLARDIN         (a Massimo) Dai! Muoviti, tu!... Fammi scendere!

MASSIMO              Sì, zio!

scompare

PAILLARDIN         (scavalcando il davanzale, a Pinglet) Tu non scendi con me?

PINGLET                Eh, io?... Ah! no, no! Rimango, io! Rimango! (a parte) Grazie tante! e il mio alibi? (va ad aprire la porta, poi torna alla finestra) Ehi, voi! ritirate la scala! Ehi! ritirate la scala!

VOCE DI PAILLARDIN         Sì! Sì!

SCENA QUARTA

VOCE DI MARCELLA           Mio marito se nìè andato?

PINGLET                (accanto alla porta)               sì!

MARCELLA           Cosa vi ha detto?

PINGLET                Niente! Non sa niente! Soltanto, per carità!... il vestito di stanotte... è tutto quello che ha visto di voi... è il solo indizio che ha. Strappatelo! Bruciatelo! Regalatelo!

MARCELLA           Dio! avete fatto bene a dirmelo... Lo regalo subito a qualcuno.

PINGLET                Sta salendo! sparite! (le chiude la porta in faccia) Il chiavistello, tirate il chiavistello!...

si sente il rumore di una serratura

PINGLET                Uff!...Forza, che tutto va bene!... Anche mia moglie, però! sarebbe ora che tornasse e mi desse via libera! Capisco che sua sorella è malata, ma dovrebbe pur pensare che sto chiuso qui dentro!

SCENA QUINTA

VOCE DI VITTORIA             Signore! Signore!

PINGLET                Siete voi, Vittoria? Eh? Che c’è?

VOCE DI VITTORIA             Un telegramma per il signore.

PINGLET                Bene, fatelo passare sotto la porta.

VOCE DI VITTORIA Ecco, signore.

fa scivolare il telegramma sotto la porta

PINGLET                (aprendo) Probabilmente è di mia moglie (aprendolo) No, è di sua sorella! (leggendo) “Molto inquieti. Angelica doveva venire cena. Atteso invano” (Parlato) Come, atteso invano? (leggendo) “E’ forse malata?... Telegrafate!” (parlato) Come! Ma che significa? Mia moglie non è andata da sua sorella?... Oh, questa! Allora dov’è andata? (gli si illumina il viso) Che l’abbiano rapita sulla provinciale?... Oh! no, al giorno d’oggi gli atti d’eroismo sono rari!... Ma allora... ma allora... la signora Pinglet, da parte sua... farebbe anche lei la sue scappatelle?...

ANGELICA (dietro la porta con voce tremante) Pinglet! Pinglet!

PINGLET                (sottovoce) Eccola! Lo sapevo che non l’avrei perduta per molto tempo!... E ha la voce che trema!... Andiamo!

entra in camera

SCENA SESTA

VOCE DI ANGELICA            Ah! Pinglet!... Mio caro! Benedetto! (appre con un enorme livido sull’occhio) Ah! che notte! mio Dio! che notte! (togliendosi la spolverina) Benedetto! Bendetto! Dove sei?

VOCE DI PINGLET               (sbadigliando) Eh? Cosa c’è?

ANGELICA             Ah! Benedetto! Sono felice di rivederti!

PINGLET                Anch’io! Ma perchè?

SINGORA PINGLET              Ah! Bendetto! Che notte mio Dio, che notte!

PINGLET                (a parte) Lo conosco questo ritornello! (prendendole la testa fra le mani) Ah! ma guarda un po’! Che ti è successo?... Oh! là,là!  che occhio nero hai!

ANGELICA             Ah! Pinglet! Pinglet! Lo puoi ben dire, hai rischiato di perdermi.

PINGLET                (calmissimo) Davvero?

ANGELICA             Ti dispiace?

PINGLET                Sì! (a parte) Perchè è un’occasione che non mi capiterà più!

ANGELICA             Ah! mio caro! Un incidente! Un incidente spaventoso! Avevo preso una carrozza, come sai, per andare a Ville-d’Avray. Da principio tutto è andato bene... quando d’un tratto, nel momento in cui stavamo oltrepassando le porte di Parigi, il cavallo si spaventa per il fischio di una locomotiva... e si imbizzarisce...

PINGLET                Ma cosa mi dici?

ANGELICA             Il cocchiere tenta di trattenerlo... Impossibile! Ah! sì, Benedetto, è in quei momenti, quando è in gioco la nostra vita, che ci si accorge delbene che vohliamo a nostro marito! Lo crederesti! Il solo essere che occupava i miei pensieri eri tu!... tu che non rischiavi niente! E mi dicevo... (con emozione) Ah! se fosse qui accanto a me!

PINGLET                Oh!... Angelica... tu li hai, di questi pensierini!

ANGELICA             Ma purtroppo non c’eri. E allora ho perso la testa! ho aperto la portiera e sono saltata.

PINGLET (calmissimo)           Oh!Dio mio! Dio mio!

ANGELICA             E patapunfete! ho picchiato la testa contro un mucchio di sassi!

PINGLET                Oh! Povera creatura!

ANGELICA             Da quel momento non ricordo più niente! So soltanto una cosa, che mi sono svegliata al mattino presto in una capanna di contadini, circondata da persone che non conoscevo... Ah! brava gente! Mi è dispiaciuto di avere solo cento franchi nel borsellino! Avrei voluto dare tutto quello che possediamo.

PINGLET                Un po’ troppo forse.

ANGELICA             Oh! no. Mi hanno salvata!

PINGLET                (fra i denti)             Appunto!

ANGELICA             Finalmente stamattina, quando hanno visto che stavo meglio, mi hanno ricondotto fino casa, ed eccomi qui!

ANGELICA (piangendo) Ah! Pinglet! Pinglet! Se ora ci ripenso... Quando rivedo quella scena... Pensa un po’ se la tua povera moglie..

singhiozza

PINGLET                Su, su!... Questo non è il momento di piangere...

ANGELICA             Sì, ma tuttavia!... Se tu m’avessi perduta, eh? Che cosa avresti fatto?...

PINGLET                (tenendola fra le braccia) Non mi sarei risposato, credimi... Su, su!

La bacia

SCENA SETTIMA

VITTORIA              Signora! La posta!

ANGELICA             (indicandole il divano) Bene! Mettete lì!

PINGLET                Io vado a vestirmi....

Entra in camera sua

ANGELICA             Sì... va pure!... Mi sento a pezzi! Ho voglia di fare il bagno.

Siede sul divano

VITTORIA              (vedendo l’occhio pesto della signora Pinglet) Oh, ma cos’ha la signora?.. forse la signora non se n’è accorta... ha un occhio tutto nero!

ANGELICA             Come, non me ne sono accorta?... Certo che me ne sono accorta! Preparatemi subito il bagno!

VITTORIA              Sì, signora!

Esce

SCENA OTTAVA

ANGELICA             (prendendo le lettere) Vediamo un po’ la posta.

PINGLET                (cantando) O primavera, portale un raggio di sole!

ANGELICA             Toh! Cos’è questo? (legge) Commissariato di polizia. Cosa vogliono da me?... (aprendo la busta e leggendo) “Signora siete pregata di passare nel mio ufficio per una faccenda che vi riguarda e di portare con voi i documenti di identità!” Cosa vuol dire?... (continuando) Alla signora Pinglet, che è stata sorpresa con il signor Paillardin!... Cosa!... nel corso dell’irruzione operata questa notte dalla polizia all’Hotel del Libero Scambio”! (sbigottita) Io! Io! Nel corso dell’irr....all’Hot... con Pail...Io!... E’ una follia! E’ una follia! (agitatissima) Eh, no via devo aver letto male, non sto delirando!

PINGLET                (entra con uno stivaletto in mano) Ehi, guarda! E’ saltato un bottone allo stivaletto!

ANGELICA             (lo scorge e tirandolo a se’) Tu! Benissimo! Arrivi al momento giusto!

PINGLET                Cosa c’è?

ANGELICA             (molto emozionata) C’è che mi sto chiedendo se sono diventata matta!... se non sono più capace di leggere!... Qui sopra... mi si dice... Ah! È odioso! Toh! Leggi!

Gli dà la lettera

ANGELICA             Leggi! Leggi!

PINGLET                (forte) “Alla signora Pinglet, che è stata sorpresa col signor Piallardin, nel corso dell’irruzione operata questa notte dalla polizia all’Hotel del Libero Scambio”

ANGELICA             Sì! Io! Io!... sono stata sorpresa questa notte col signor Paillardin!

PINGLET                (forte, prorompendo) Disgraziata! E lo confessi!

ANGELICA             Eh?

PINGLET                Ti hanno sorpresa, eh, con Piallardin!

Picchia con lo stivaletto sullo sgabello

ANGELICA             Come? Come? Ci crede! (a Pinglet) Ma no! Ma no!

PINGLET                Fuori!

La prende per mano e la trascina

ANGELICA             Pinglet!

PINGLET                (alla signora Pinglet) E cosa facevi con Paillardin? Eh! Cosa facevi?

ANGELICA             Ma nulla!...Ti assicuro! E’ una follia!

PINGLET                (mostrando la lettera) Eh! Via! La lettera è precisa! (drammatico) Cosa facevate?... Rispondete, signora!

Le stringe i polsi

ANGELICA             Benedetto! Mi fate male! Mi fate orribilmente male!

PINGLET                (terribile) Rispondete!

ANGELICA             (mettendosi in ginocchio) Ah!

VITTORIA              (entrando) il signore ha suonato?

PINGLET                (cambiando tono, tranquillamente) Sì, attaccate un bottone allo stivaletto! Prendete! E badate che tenga, mi raccomando!

VITTORIA              Sì, signore! (a parte, uscendo) Ma cosa fanno?

PINGLET                (cambiando tono, con furore) Messalina!... E questa è la donna nella quale avevo riposto la mia fiducia!... Le credevo!... Mi dicevo: ho una moglie bisbetica, asfissiante, ma fedele!.. .Ebbene, no! Non è neanche questo! Malgrado la sua età... neanche questo!...

ANGELICA             Ma non è vero! Ti ripeto che non è vero!

PINGLET                Ah! Ecco perché mi avete chiuso in casa: per abbandonarvi più facilmente ai vostri festini d’amore con Paillardin, il mio migliore amico!

ANGELICA             Io? Io?

PINGLET                E dove andavate?  All’Hotel del Libero Scambio!... un albergo malfamato di rue de Provence.

ANGELICA             Ma neanche per sogno!... Non so nemmeno se è in rue de Provence, chi ti dice che sia in rue de Provence?

PINGLET                C’è scritto sul documento. (percorrendo la lettera) Toh! Non c’è!

ANGELICA             Lo vedi? Ti assicuro che ti ho detto la verità...Oh, senti! Paillardin... lui!... che è stato citato assieme a me, forse ti potrà dire, spiegare...

PINGLET                Va bene, signora! E sia! (guardando alla finestra) Sta appunto attraversando il giardino! (chiamando) Paillardin! Paillardin!

VOCE DI PAILLARDIN         Eh?

PINGLET                (con voce severa). Vieni un po’ qua! Ti devo parlare!

VOCE DI PAILLARDIN         Ma cosa hai da dirmi?

PINGLET                Vieni e lo saprai! (Alla Signora Pinglet) E voi, Signora, quando il vostro complice sarà qui, non una parola, non un gesto!… Non interrompete il tribunale!

ANGELICA             (drammatica, con le braccia alzate). Ah! Mio Dio! Mio Dio! …Tu che conosci la verità, convincilo e giustificami!  

Scena nona

PAILLARDIN         Beh! E allora? Cosa c’è?

PINGLET                (molto dignitoso). Avvicinatevi, Signore.

PAILLARDIN         (meravigliato, ridendo) Signore!… Cosa ti prende?

ANGELICA             Ah!……Paillardin!…..

PINGLET                Non una parola, Signora….. Lasciate parlare la giustizia degli uomini. ( A Paillardin) Dove mi avete detto che siete stato la notte scorsa?

PAILLARDIN         All’Hotel del Libero Scambio!

ANGELICA             (stupita) Eh?

PINGLET                (trionfante). Ah! Ah! Avete sentito, Signora!

ANGELICA             (stupita). Dio mio! Che sia diventata di colpo demente? Che davvero sia stata….. Oh! No, no! Non può essere! Non può essere!

PAILLARDIN         Ma cosa hanno?

PINGLET                E con chi eravate all’Hotel del Libero Scambio? Eh? Con chi eravate?

PAILLARDIN         Ma solo!

PINGLET                Suvvia (terribile) Eravate con la Signora!

PAILLARDIN         Cosa?

PINGLET                (terribile) So tutto signore!…. Siete l’amante di mia moglie!

PAILLARDIN         Io?

ANGELICA             (a suo marito). Ecco vedete?

PINGLET                Tacete signora!

PAILLARDIN         Ah! Cos’è questa storia? Dimmi un po’ vuoi scherzare?

PINGLET                Voglio scherzare?… Ah! Ah! Toh, leggi! (Gli porge la citazione) Una bella canagliata la mia….

PAILLARDIN         Cos’è questa roba? ….. (Leggendo) “Alla signora Pinglet, sorpresa con il signor Paillardin nel corso dell’irruzione operata questa notte dalla polizia all’Hotel del Libero Scambio”. (Ridendo) Ah! Ah! Questa è buffa!… E’ uno scherzo, eh? E’ uno scherzo, eh?

PINGLET                Vi sembra che stia scherzando, signore?

ANGELICA             (soffocata). Si, mio marito è convinto che io abbia potuto … io, con voi…si!

PAILLARDIN         Come? Io? Il vostro amante? (Ride sbellicandosi) Ah! Questa è buffa! Questa si che è buffa!

PINGLET                Oh! Non ridete, signore!

La Signora Pinglet, prostrata, cade su una poltrona.

PAILLARDIN         Ah! No, io l’amante di … (sottovoce) Oh, senti, vecchio mio, dammi ascolto, non vorrei dirti cose sgradevoli … ma, sul serio, prima di accusarmi, ti prego guardala, amico mio! Guardala!

PINGLET                Ah!  No! …. Ma prendetela anche in giro, mia moglie, adesso!

ANGELICA             Lui mi prende in giro?

PAILLARDIN         Senti!  Sei stupido!

PINGLET                Si! Si! Ma queste non sono ragioni! Come la spieghi, questa citazione?

PAILLARDIN         Che ne so, io? … Uno scherzo di qualche bello spirito! E la prova è che io, io che sono implicato esattamente come tua moglie, in questa cosiddetta faccenda, non ho ricevuto niente. Hai capito? Niente! …. Ebbene, finché non avrò ricevuto anch’io una citazione come questa, io negherò, negherò fino all’ultimo.

Scena Decima

VITTORIA              (entrando). Signore! C’è una lettera per il signor Paillardin, viene dal commissariato!

PAILLARDIN         (aprendo la lettera) Cosa sarà?

PINGLET                (trionfante). La citazione.

PAILLARDIN         (leggendo a mezza voce). “Al signor Paillardin, sorpreso con la signora Pinglet, nel corso dell’irruzione operata questa notte dalla polizia all’Hotel del Libero Scambio”.

ANGELICA             (prostrata). Ah! C’è una fatalità che si accanisce contro di noi!

PINGLET                Eh? Lo negate, ora, lo negate?

PAILLARDIN         (sbigottito). Non capisco! Io divento matto!

VITTORIA                (porgendo a Pinglet lo stivaletto). Il vostro stivaletto, signore.

PINGLET                Grazie! ( A Paillardin) Oh! Infame! … Tre volte infame!……

VITTORIA                Signore?

PINGLET                Non sto parlando con voi! Andate!

VITTORIA                Bene, signore!

Esce

Scena undicesima

PAILLARDIN         (vedendo Marcella entrare). Marcella!

PINGLET                Voi, signora! Arrivate a proposito! … (Indicando Paillardin) Lo vedete quest’uomo?

MARCELLA           (stupita). Mio marito?

PINGLET                (prorompendo). Si! E’ l’amante di mia moglie!

MARCELLA           Lui!

PAILLARDIN E ANGELICA Dio!

PINGLET                (sottovoce) Non è vero niente! Svenite nelle mie braccia.

MARCELLA           D’accordo. (Cadendo nelle sue braccia). Ah!

PAILLARDIN         Ma non è vero! Non è vero! Dio mio! ( A Pinglet) Sei matto, non dovevi dirglielo! (A Marcella) Marcella! Marcella! ( Le dà dei colpetti sulle mani) Dio mio! I sali! I sali!

ANGELICA             Aspettate! Sono di là!

Esce da sinistra.

MARCELLA           (sollevando la testa, sottovoce). Cosa succede?

PINGLET                (sottovoce, velocemente). Hanno ricevuto la citazione.… E allora, per salvarvi … voi capite…

MARCELLA           (stesso gioco) Ah! Capisco!

PINGLET                (sottovoce, velocemente).  Eccoli! Svenite! Svenite!

 Marcella lascia ricadere la testa sulla spalla di Pinglet.

PAILLARDIN         (con la boccetta dei sali in mano). Ecco i sali! … (Minacciando Pinglet con la boccetta come se fosse una rivoltella) Signore, quel che avete fatto è indegno di un galantuomo!

PINGLET                Eh! Signore, come la fate cascare dall’alto! (Cambiando tono). Non mettetele i sali così sotto il naso! Sono irritanti! Su! Date qua!

Gli strappa la boccetta dalle mani.

PAILLARDIN         Ah! Dio mio! Che dramma!… Acqua!…

PINGLET                (Sottovoce a Marcella) Su! Adesso basta! Svegliatevi!

MARCELLA           Bene. (Fingendo di tornare in se) Ah!

ANGELICA             Ah! Torna in se!…

PAILLARDIN         (A Marcella). Marcella! Marcella! Te ne prego! Non crede una sola parola di quello che ha detto!

ANGELICA. Si! Si! Non è vero!

PINGLET                Eh, andiamo sono stati scoperti tutti e due dalla polizia stanotte!

MARCELLA           (Senza convinzione). Oh! E’ spaventoso! (Sottovoce a Pinglet) Devo svenire?

PINGLET                (sottovoce). No! Non è il caso! Arrabbiatevi!… Calore! Calore!

MARCELLA           (Sottovoce). Bene. (A Paillardin ruggendo) Ah!

ANGELICA             (Spaventata) Dio!

PAILLARDIN         Marcella! Ti prego! Non credere a quel che hai letto! E’ una burla, un odioso scherzo!

MARCELLA           Lasciatemi, signore! (Prorompendo) Ah! Ah! Eccoli i vostri cosiddetti spiriti!

PINGLET                Si’, per il signore erano spiriti, per la signora un cavallo imbizzarrito… E tutti e due ritornano al tetto coniugale con un occhio pesto!… E vorrebbero farci credere che non è stato dibattendosi in mezzo agli agenti che si sono fatti quei due occhi neri!

MARCELLA           Eh! Suvvia!

PAILLARDIN         (prorompendo) Ah! No, è troppo stupido, alla fine!….. Siamo veramente ingenui a difenderci contro accuse fondate sul niente!…Voi siete convinti, non è vero… che siamo stati arrestati stanotte dalla polizia?

PINGLET                E come, se siamo convinti!

PAILLARDIN         Ah si? Ebbene! Andiamo tutti e quattro dal commissario, e vediamo se ci riconosce!

PINGLET E MARCELLA       (vivacemente) Eh? Ah! No!

ANGELICA             Si, si! Giusto! Andiamo dal commissario!

Si prendono tutti e quattro per mano; gli uni tentano di trascinare gli altri.

PINGLET E MARCELLA       (resistendo). Ma no… ma no! PAILLARDIN. Oh, permettete? Ci avete accusato! Solo il commissario può assolverci!… Andiamo dal commissario!

Scena dodicesima

VITTORIA              (annunciando). Il signor Mathieu!

PINGLET E MARCELLA       Lui!

Vittoria esce.

MATHIEU              (comparendo). Ah! Che notte, amici miei! Che notte!

PINGLET E MARCELLA         (a parte). Dio!

MATHIEU              ( A Pinglet). Buongiorno, Pinglet!

PINGLET                (afferrandolo alle spalle e respingendolo). D’accordo!… Come state?.. Aspettatemi in camera mia! Stiamo parlando d’affari!….

MATHIEU              Ah! Bene.. Buongiorno, signora Paillardin!... Buongiorno, signora Pinglet. Oh! Cosa avete nell’occhio?

ANGELICA             Niente! Niente!

MATHIEU                (di nuovo spinto, fermandosi). Se sapeste cosa mi è accaduto dopo che vi ho lasciato ieri!

PINGLET                (spingendolo). Si! Va bene! Me lo direte dopo!

MATHIEU              Sono stato costretto, con le mie ragazze a passare la notte dentro….

PINGLET                (precipitosamente) … Un albergo!… dentro un albergo!… (girandosi) Non badategli! Balbetta! Balbetta!

MATHIEU              Come, balbetto?… Niente affatto!… Io non balbetto!

PINGLET                (smarrito, a parte). Oh! Dio mio! E non piove! E non piove!

MATHIEU              (viene di nuovo avanti). Per fortuna stamattina hanno visto chi eravamo e ci hanno rimesso in libertà!

PINGLET                (correndogli incontro). Tanto meglio! Su, venite! Andate in camera mia, di là, di là!

Lo spinge alle spalle.

MATHIEU              Si!… Oh! Ma ne ho abbastanza! Torno subito a Valenciennes!

PINGLET                Ah, si? … E allora di là, di là!

Gli fa fare dietrofront.

MATHIEU              Ma no! Ma no! Non ancora!…

PINGLET                Quindi dicevo, bene. Di là, di la!

Lo fa entrare nella propria camera.

PAILLARDIN         Oh! Che seccatore!

MATHIEU              (riaprendo la porta e venendo di nuovo avanti) A proposito, e voi? Come avete fatto stanotte?

PINGLET                (precipitandosi su di lui). Benissimo! Benissimo! Vi ringrazio.

MATHIEU              Eh?

PINGLET                Andate! Andate!

Lo spinge nella propria camera e richiude.

ANGELICA             (a suo marito). Ma cosa intendeva dicendo: “Come avete fatto stanotte?”

PINGLET                Niente. E’ un modo di dire di Valenciennes!… Quando si vuol chiedere a qualcuno: “Come avete passato la notte?” gli si dice: “Come avete fatto stanotte?”

ANGELICA             Ah! Non lo sapevo!

PAILLARDIN         Andiamo al commissariato.

Si riprendono tutti e quattro per mano.

PINGLET E MARCELLA       No! No!

Resistono.

Scena tredicesima

VITTORIA              (annunciando). Il signor commissario.

TUTTI                     Il commissario!

PINGLET                Benissimo! Anche lui, adesso!

PAILLARDIN         Bene! Arriva a proposito!

PINGLET                (a parte). Siamo fritti!

Volta le spalle a Boucard, che entra.

PAILLARDIN E ANGELICA (a Boucard). Entrate, signore, entrate!

BOUCARD              Il signor Paillardin, per favore! Il signor Paillardin!

ANGELICA             Siamo noi! Signore! Siamo noi!

PAILLARDIN         Sono io, signore!

Fa venire avanti Boucard precedendolo.

BOUCARD              Oh! Signore, vi chiedo scusa, non vi ho riconosciuto subito. Innanzitutto c’è brutto tempo e poi stanotte quando vi ho visto, eravate talmente imbrattato di nero!…..

PAILLARDIN         (sconcertato). Io?

BOUCARD              Oh! Ma vi riconosco benissimo.

PAILLARDIN E ANGELICA Cosa?

PINGLET                (Sottovoce a Marcella). Lo riconosce! Beh! Non va mica male!

PAILLARDIN         Voi mi riconoscete?

BOUCARD              Ma certo! Dal momento che vi ho sorpreso stanotte con la Signora Pinglet, all’Hotel del Libero Scambio.

ANGELICA             Me? Avete sorpreso me?

PAILLARDIN         E me, con lei?

BOUCARD              (girandosi verso la Signora Pinglet). Ah! La signora Pinglet, senza dubbio!

ANGELICA             Si, signore! La signora Pinglet!

BOUCARD              Scusatemi, signora… Era così difficile distinguere il vostro viso sotto il velo.

ANGELICA             Il mio?…

BOUCARD              Ma ora mi ricordo benissimo di voi.

TUTTI                     Eh?

BOUCARD              (a parte). Non è per niente carina.

ANGELICA             Ah, voi vi ricordate di me?

PINGLET                (contento, sottovoce a Marcella). Si ricorda di lei!… Di bene in meglio!

PAILLARDIN         Eh! Signore, è impossibile che vi ricordiate di noi! Per il semplice motivo che non ci avete mai arrestati all’Hotel del Libero Scambio.

BOUCARD              Come, non vi ho mai arrestato? Ma se vi ho interrogato e vi ho rimesso in libertà dietro cauzione!

PAILLARDIN         Eh! Signore! Se avete arrestato qualcuno, sarà qualche bel tipo che si è preso i nostri nomi e le nostre qualifiche.

BOUCARD              Oh, questa è bella! … Oh! D’altronde non ha importanza!

PAILLARDIN E ANGELICA Come, non ha importanza?

BOUCARD              Ma si! Visto che la faccenda non deve avere un seguito! Mi è anche spiaciuto che il segretario vi abbia mandato la citazione, quando stamattina ho saputo chi eravate: Paillardin, architetto, perito del Tribunale! Perché, siete perito del Tribunale, vero?

PAILLARDIN         Si, signore! Ma lasciamo stare! Non ha importanza, nel nostro caso!

BOUCARD              Scusate! Forse non per voi! Ma per me si! Ho appunto bisogno di un perito!… e non sapevo a chi rivolgermi!

PAILLARDIN         Ma signore….

BOUCARD              Oh! Signore, è una vera fortuna avervi trovato!… In poche parole, ecco come stanno le cose. Ho una casetta in campagna…

PAILLARDIN         (spazientito). Eh! Signore, qui non si tratta della vostra casa, si tratta dell’affare di stanotte!

BOUCARD              Ma ve lo ripeto, non pensateci più!.. Dal momento che avete un domicilio e dei mezzi di sussistenza, non siete una persona che posa interessare la polizia!

PAILLARDIN         (spazientito). Eh! Signore, non è mica della polizia che mi preoccupo!… E’ del signore e della signora!

Indica Pinglet e Marcella.

BOUCARD              (salutando). Signore!… Signora!..

Pinglet e Marcella rispondono al saluto voltando le spalle.

PAILLARDIN         Sono i nostri rispettivi coniugi, i quali, basandosi sulla vostra citazione… si sono immaginati che davvero stanotte… Ecco, siccome tutto ciò è falso, desidero che togliate loro queste idee dalla testa e che diciate pubblicamente che voi non ci riconoscete affatto!

BOUCARD              Ma signore! E’ da un’ora che non faccio altro.

PAILLARDIN         Oh! Scusate! Scusate! Io la intendo in un altro modo! Voi sostenete di non essere in grado di riconoscere le nostre facce, dal momento che non le avete viste! Però dichiarate ugualmente che avete arrestato noi!

BOUCARD              Perbacco, signore! E’ molto difficile…

PAILLARDIN         Ma insomma cercate di ricordare!

Guardateci bene!

ANGELICA             Se la signora non l’avete vista in faccia, ricordatevi almeno come era fatta, quant’era alta..

Pinglet nasconde Marcella alla vista di Boucard.

BOUCARD              Ecco!.. Mi era sembrata più.. meno grossa… ma può darsi che sia un effetto ottico. Il mio ufficio è molto più alto e largo di questa stanza e riduce le proporzioni.

ANGELICA             Oh!

BOUCARD              Mi ricordo una sola cosa (movimento), ed è che la persona in questione aveva un vestito color prugna!

ANGELICA             Ah! Si? Bene, io non ne ho!

MARCELLA           (rapidamente) E io nemmeno!

PINGLET                (Sottovoce). Tacete voi!

PAILLARDIN         Eh! Ma tu che c’entri?

BOUCARD              (alla Signora Pinglet) Purtroppo è tutto vago e non posso fare un’affermazione precisa.

PAILLARDIN         E allora, signore, fate un’inchiesta.

BOUCARD              Un’inchiesta?

PINGLET                (a parte). Sono proprio indiscreti ad insistere così!

BOUCARD              Il fatto è che volevo parlarvi della mia casetta.

PAILLARDIN         Si!… Va bene, più tardi! Oltre a noi, stanotte, avrete arrestato altre persone, immagino. Bene, interrogatele… e vediamo se ci riconoscono!… Dove sono gli arrestati?

BOUCARD              Aspettate! Ho l’elenco!

PAILLARDIN         Datemelo! (leggendo) Gaetano Boeuf… Non conosco!… Adele Dubois, detta Flora, Bastiano Morillon… il signor Mathieu con le figlie….

ANGELICA             (animatamente) Mathieu!… Quale Mathieu?.. Ma noi ne abbiamo uno qui, di Mathieu!

PINGLET                (A parte) Accidenti.!

BOUCARD              Qui?

ANGELICA             Esattamente.. e ha quattro figlie!

PAILLARDIN         E ci ha detto appunto che aveva passato la notte dentro.

PINGLET                (rapidamente) …un albergo, dentro un albergo!

PAILLARDIN         No, no! Sei tu che hai detto “un albergo”. Lui ha detto “dentro”.

BOUCARD              Ma allora è lui!

ANGELICA             Ah! La vedremo! Glielo chiederemo a lui! (chiamandolo) Mathieu! Mathieu!

MARCELLA           (sottovoce a Pinglet). Pinglet! La terra mi manca sotto i piedi!

PINGLET                Non fate così!

ANGELICA             (aprendo la porta della camera di Pinglet). Mathieu! Mathieu!

PAILLARDIN         (chiama anche lui). Signor Mathieu!

Scena quattordicesima

MATHIEU              (comparendo). Beh? Che c’è? Che c’è?

PAILLARDIN         (tirandolo per la mano). Venite! Venite!

MATHIEU              (scorgendo Boucard). Il commissario! Cosa c’è ancora?

Vuole fuggire ma è trattenuto.

PAILLARDIN         Ah! Signor Mathieu, voi solo potete cavarci da questa inestricabile situazione!

ANGELICA             Vi prego! Dite la verità! Solo voi potete salvarci.

BOUCARD              Si signor Mathieu, su, cercate di farvi venire in mente….

MATHIEU              Ah! Vi prego, signori, non parlate tutti assieme… Come volete che capisca?

PINGLET                (a parte, perduto). Ah! Mio Dio! E non balbetta più!… e parla!

PAILLARDIN         Questa notte eravate all’Hotel del Libero Scambio, non è vero?

MATHIEU              Si, mi trovavo li, anche se mi hanno arrestato, non so perché!.. Ah!… mi ricorderò di questa notte!

PAILLARDIN         Si! Ma questo a noi non importa! Diteci piuttosto se mi avete visto assieme alla signora Pinglet.

MATHIEU              Io?… no, non vi ho visto!

ANGELICA             (a Boucard). Ecco! Lo sentite?

MATHIEU              Quando penso alle mie povere figliole sono state portate via assieme a me e hanno dovuto passare la notte dentro...

PAILLARDIN         Si, ma non ce ne importa! Dunque, se non avete visto noi, avrete visto qualcun altro!

MATHIEU              Certo, certo che ho visto qualcun altro!

BOUCARD, PAILLARDIN, ANGELICA               (vivacemente). Chi? Chi?

MATHIEU              Ah! Beh, non è difficile dirlo!

PINGLET e MARCELLA       (a parte). Siamo perduti!

MATHIEU              (a Pinglet, ridendo). Sentite, Pinglet? Mi chiedono chi ho visto!

PINGLET                (con un riso forzato). Si, si! Sento!

MATHIEU              Volete sapere chi ho visto? (Pinglet gli tira le falde del cappotto) Non tiratemi per il cappotto! (Alla signora Pinglet) Beh, ho visto… (Tuono, grandine sui vetri) Il bede… euh! Se…

ANGELICA             Beh! Cosa vi prende?

MARCELLA           (a parte). Oh! Balbetta!

PINGLET                (salendo su una sedia, con gioia, alzando le braccia al cielo). E’ stata la pioggia!… grazie, Dio mio!

BOUCARD              (a Mathieu). Su! Signore… Andiamo! Rispondete.. Chi avete visto?

MATHIEU              Eh! Si… il bede…ehm!…tel del Libero… ehm! Cambio…ehm! ehm! ehm!

PAILLARDIN         Su! Forza! signore, forza!

PINGLET                (a parte). Dio misericordioso! non ha mai balbettato tanto!

ANGELICA             Andiamo Mathieu, lo fate apposta!… Parlate!

MATHIEU              Il bede…. bede…. bede…si!

PAILLARDIN         Non c’è modo di venirne a capo!

BOUCARD              (colto da un idea improvvisa) Ah! Un modo c’è..

TUTTI                     Un modo?

BOUCARD              Fargli scrivere la deposizione.

PAILLARDIN E ANGELICA SI! si!

PINGLET                (a parte). Maledizione!

BOUCARD              (a Mathieu). Ecco, Signore! sedetevi là e scrivete chi avete visto…

Prepara carta e penna.

MATHIEU              Eh!… si!…

MARCELLA           (sottovoce a Pinglet). Ah! mio Dio! Ma allora verranno a sapere ogni cosa!

PINGLET. BOUCARD. ANGELICA      (facendo segno a Mathieu). Su! scrivete! scrivete!

Scena quindicesima

MASSIMO              (entrando con in mano il cappello) Oh! quanta gente! (a parte) Dio! il tizio di stanotte! (Nasconde la faccia col cappello). Se mi riconosce dice tutto. (Scorgendo la cartella nera di Pinglet).Oh!

Si mette la cartella in testa, poi il cappello e tenta di scavalcare il davanzale.

MATHIEU              (mostrando Massimo a Paillardin e alla signora Pinglet). Là!.. Là!.. bede..

PINGLET                (scorgendo Massimo, spaventato, con un grido). Ah!.. un delinquente!..

TUTTI                     E questo cos’è?

Paillardin corre verso la finestra.

BOUCARD              (seguendolo). Aspettate! la cosa riguarda me!

Paillardin afferra Massimo a un braccio e Boucard all’altro.

BOUCARD              (tentando di togliergli la cartella). Signore! Signore! In nome della legge..

MASSIMO              (dibattendosi). Lasciatemi! lasciatemi!

BOUCARD E PAILLARDIN   Volete levarvi questa roba? Volete levarvi questa roba?

MASSIMO              No! No!

Paillardin gli strappa la cartella.

TUTTI                     Massimo!

BOUCARD              Ah! L’uomo di stanotte!

TUTTI                     Eh!

BOUCARD              L’uomo tutto sporco di nero! E’ lui… Eccolo!

TUTTI                     Massimo!

PAILLARDIN         Come, tu, disgraziato! Eri tu?

MASSIMO              Eh? Io? Ma cos’hanno?

BOUCARD              Signore, voi questa notte eravate all’Hotel del Libero Scambio, nevvero?

MASSIMO              Eh? Come, voi lo sapete?

TUTTI                     Era lui!

PINGLET                (a Boucard). Avete sentito? Avete sentito? Ha confessato!

MATHIEU              Effettivamente!… Ehm! Ehm!

PINGLET                Si! Tacete! Tacete.

ANGELICA             E con chi?.. Con chi eravate?

Non oserete dire, spero, che eravate con me!

MASSIMO              Con voi?.. Ah! No davvero!

BOUCARD              Con chi allora? Perché eravate con una donna!

TUTTI                     Si, con chi?

MASSIMO              Oh! Insomma, tanto peggio!…con Vittoria!

TUTTI                     Vittoria!

PAILLARDIN         Dov’è?.. Dov’è questa Vittoria?

ANGELICA             In camera sua… è andata a vestirsi!

PAILLARDIN         In camera sua! Aspettate! (chiamando) Vittoria! Vittoria.

MATHIEU              Ah! Toh! Ma chechè… chechè..

PINGLET                (spingendolo). Si, si state zitto… Lasciateci in pace!

MATHIEU              Ah! Bene! bene!… bene! bene!….

Va a scrivere la sua deposizione.

VOCE DI PAILLARDIN         Su venite, venite!

VITTORIA              Ma no, signore, non ho ancora finito di vestirmi!

Scena sedicesima

PAILLARDIN         (compare seguito da Vittoria). Volete venire, si o no?

Tutti vengono avanti, solo Mathieu rimane alla scrivania a scrivere.

TUTTI                     Il vestito color prugna!

ANGELICA             E’ un vestito che stavo provando. Un vestito che mi è stato regalato!

PINGLET                (a Vittoria). Si!….Niente spiegazioni! Niente spiegazioni!

PAILLARDIN         Stanotte eravate all’Hotel del Libero Scambio, vero?

VITTORIA              Come, il signore lo sa?

ANGELICA             (A Vittoria). E avete avuto il coraggio di assumere il mio nome?

VITTORIA              Io?

PINGLET                Si! Niente spiegazioni! Niente spiegazioni! Andatevene! Andatevene! Vi caccio!

La spinge verso la porta.

ANGELICA             Ma, amico mio!…

PINGLET                (respingendola). Non ti compromettere! Non ti compromettere (a Vittoria) Su, avete capito?.. Vi caccio! Uscite!

La fa uscire.

VITTORIA              (scomparendo). Si Signore! Oh! Mio Dio! Ma cos’hanno?

PINGLET                Ah! Ma!…

MATHIEU              (che ha scritto la deposizione, a Boucard)Ecco la de.. ehm… la de..ehm…

PINGLET                (vivacemente). Eh! Cosa? La deposizione?..Eh! Non abbiamo più bisogno della vostra deposizione, sappiamo già tutto!… Non ne abbiamo più bisogno!

TUTTI                     No, no, non ne abbiamo più bisogno!

Pinglet strappa la deposizione.

MATHIEU              Oh!

PINGLET                (guardando l’orologio). Su, andatevene! E’ l’ora del treno! Tornate a Valenciennes!

TUTTI                     (spingendolo verso l’uscita). Si, si, a Valenciennes!

MATHIEU              Ma bede… eh!… bede… eh!… piove.

PINGLET                A Valenciennes il tempo è bello. A Valenciennes!

TUTTI                     A Valenciennes!

Mathieu esce, spinto da tutti.

PINGLET                Uff!

BOUCARD              (a Massimo) E ora, giovanotto, dal momento che questo incidente non deve avere un seguito, permettetemi di consegnarvi la somma di cinquemila franchi che vi appartiene.

MASSIMO              A me?

PINGLET                (a parte). Accidenti! I miei cinquemila franchi!

MASSIMO              Come, che m’appartengono?

BOUCARD              Eh! Perbacco! Visto che eravate voi quello che stava all’Hotel del Libero Scambio!

MASSIMO              E’ per questo?… Ma come, c’è un premio?

PINGLET. (a parte). Ah! No! Tornare con le pive nel sacco e poi doverci rimettere anche cinquemila franchi!

MASSIMO              Che albergo!… Ci tornerò!

PINGLET                Che albergo!… (a parte) Non ci tornerò mai più!

SIPARIO

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