Liberati… l’accento lo mettete voi

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Liberati (Laccento lo mettete voi)

(Commedia in due atti di Stefano De Stefani. Nuovo adattamento. Rappresentato dal 23 al 26/03/2017, Teatro della Dodicesima, Via Carlo Avolio, 60 Roma Compagnia Rosa Blu, regia di Stefano De Stefani)

Personaggi (in ordine di apparizione)

Eugenio (giovane)

Valeria (giovane)

Eugenio

Valeria

Stefania

Roberta

Guido

Titti

Angela

N Posizione SIAE 244307

Per ogni utilizzo del testo prendere contatto con lautore:

rosablufd@gmail.com

Tutti i diritti riservati


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ATTO PRIMO

Prologo

(Eugenio e Valeria giovani)

(Il sipario si apre parzialmente. Buio scena / Luce proscenio Entra un ragazzo, venticinque-trenta anni, jeans, camicia bianca, giubbotto di pelle nero, mocassini neri, calzini bianchi, Ray Ban a goccia, legge un giornale. Da destra arriva una ragazza, meno di ventanni, jeans, Superga bianche, polo bianca e golfino blu sulle spalle. Vede il ragazzo, ha un sussulto, si blocca, poi si avvicina silenziosamente, gli tocca la spalla destra e si sposta velocemente a sinistra. Lui si volta istintivamente a destra, ma subito capisce lo scherzo e si gira di scatto dalla parte opposta. Vede la ragazza e sorride) EUGENIO - Ciao! Tuo fratello?

VALERIA - E a casa, si sta vestendo!

EUGENIO - Sempre il solito: appuntamento alle quattro e (Guarda lorologio, rassegnato) alle quattro e mezzo ancora non pronto

VALERIA - tu invece: sempre in perfetto orario?

EUGENIO - Assolutamente!

VALERIA - Oggi sei arrivato alle quattro e venti

EUGENIO - Ehi! Sono sotto sorveglianza? (sorride sornione)

VALERIA - Figurati ero alla finestra ti ho visto arrivare e

EUGENIO - Che combinazione, eh?

VALERIA - Proprio cos! Mi stavo vestendo anchio

EUGENIO - alla finestra?

VALERIA - Insomma! Stai cambiando discorso! Non vuoi ammettere che anche tu arrivi in ritardo! EUGENIO - E successo oggi, per la prima volta

VALERIA - ti conviene dire cos! (Sorride) Altrimenti si rovina la tua reputazione di precisino! EUGENIO - Ehi, Dorothy, ti piace prendermi in giro, vero?

VALERIA - Mi chiamo Valeria. (Irritata) Perch mi chiami Dorothy?

EUGENIO - Perch Dorothy mi piace di pi.

VALERIA - Allora ti chiamo "UOMO DI LATTA"!

EUGENIO - Per me va bene.

VALERIA - (Alza le spalle) Sei con la moto? (La cerca con lo sguardo)

EUGENIO - S.

VALERIA - Dov?

EUGENIO - E li (Indica il fondo del teatro)

VALERIA - (Allungando il collo in direzione della moto) Dove andate?

EUGENIO - Da "Ricordi".

VALERIA - A che fare?

EUGENIO - A comprare (La guarda sorridendo) dei calzini.

VALERIA - Ah! E dove sta Ricordi?

EUGENIO - A Piazza Venezia. (sempre pi divertito)

VALERIA - Ho capito. (Riflette un attimo) Ma, scusa, per comprare dei calzini, andate fino a Piazza Venezia?

EUGENIO - Lo vedi che sei proprio "DOROTHY"? Ricordi vende dischi. (Spiegando, divertito) Andiamo a comprare un disco.

VALERIA - Aahh, un disco? (Contenta)

EUGENIO - Un Long Playing.

VALERIA - Di chi?

EUGENIO - Elton John.

VALERIA - Ti piace Elton John?

EUGENIO - E' bravo. Per, io preferisco i (La guarda divertito) i Queen!

VALERIA - (Il suo volto sillumina) Davvero? Anche a me piacciono tanto... (Cambia espressione, ora arrabbiata) non vero, a te piacciono i Pink Floyd!

EUGENIO - E tu cosa ne sai? (La scruta)

VALERIA - Ehm... io... me lha detto... mio fratello!

EUGENIO - Ah, ecco. (Ride sommessamente del suo imbarazzo)

VALERIA - Poi sono io che ti prendo in giro, eh? (Imbronciata gli volta le spalle)

EUGENIO - (Con tenerezza, allunga una mano verso di lei) Dai, Valeria (Sentendosi chiamare cos, V. si volta di scatto, E. ritira immediatamente la mano) lo facciamo sempre ma se ti da noia

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VALERIA - ma no, lo so che lo fai lo facciamo, perch perch EUGENIO - perch?

VALERIA - Beh, siamo amici, no? (E. annuisce) Lo siamo da tanto!

EUGENIO - La prima volta che ti ho vista, eri piccola cos (Con le mani indica le dimensioni di un neonato. Sinterrompe guarda in alto, lontano a destra del palco) Guarda l, alla finestra, c quel bel tomo di tuo fratello. (Fa un cenno con la mano e poi indica lorologio) Che cosa sta dicendo? (Guarda ancora) Ah, dice che lappuntamento era alle cinque! incredibile, che faccia tosta! (Rivolto a V.) Ma ti rendi conto? fortunato che gli voglio un gran bene

VALERIA - davvero?

EUGENIO - (Si fa serio. Guarda intensamente V.) Io sono figlio unico e Riccardo il fratello che avrei voluto.

VALERIA - Allora io sono la

EUGENIO - (Turbato) sorellina? S, la mia sorellina VALERIA - vuoi bene anche a me?

EUGENIO - Certo!

VALERIA - Come fossi tua sorella?

EUGENIO - (Si morde le labbra. Guarda altrove, distraendo lo sguardo da V.) Beh, si! VALERIA - O preferisci

EUGENIO - cosa? (La guarda speranzoso)

VALERIA - (Si rende conto di doversi trattenere) Come lamica del cuore?

EUGENIO - Ti piace di pi?

VALERIA - Si! Anche perch, se non baglio, c unaltra sorellina cui vuoi molto bene?

EUGENIO - Unaltra? (Riflette sotto locchio severo di V.) Stai parlando di Titti?

VALERIA - Si! La sorella di Vittorio. bella, vero?

EUGENIO - Bella? unopera darte (Si blocca) anche tu da piccola eri bellissima VALERIA - ero?

EUGENIO - (Sorrisetto) Adesso sei un po diversa (V. si mostra offesa) sei cresciuta

VALERIA - (Sorride compiaciuta, ma cambia discorso) Ricordi quando tu e Riccardo facevate i compiti ed io venivo a rompere?

EUGENIO - Hai detto la cosa giusta: a rompere! (La guarda con tenerezza) Comunque eri la scusa per non studiare

VALERIA - e poi mi portavate al parco (E. ride) ridi, ridi! Mi riportavate a casa sempre tutta arruffata, sporca

EUGENIO - eri tu che volevi giocare con la terra! (Divertito) Non eri la sola a essere sporca ed arruffata? Hai dimenticato che la terra ce la mettevi dappertutto! Quando andavo a casa, dovevo svuotare tasche, scarpe e orecchie!

VALERIA - Orecchie? (Ride di gusto, ricordando)

EUGENIO - Sicuro, anche nelle orecchie!

VALERIA - Eri un baby sitter fantastico (Lo guarda divertita) ma lo sei ancora! Ti vedo, qualche volta, con Vittorio, che giocate con la piccolina!

EUGENIO - una forza! Capricciosa, ma non le si pu dire di no! cos ruffiana VALERIA - ti piacerebbe avere dei figli?

EUGENIO - Naturalmente! (Sorridendo) VALERIA - Deve essere bellissimo aiutarli a crescere

EUGENIO - (La osserva, sorpreso) a te piacerebbe fra qualche anno, averne?

VALERIA - Certo, ma FRA QUALCHE ANNO!

(Pausa di riflessione)

EUGENIO - Chiss come saremo fra venti trentanni? Ci pensi mai?

VALERIA Lo immagino spesso!

EUGENIO Davvero?

VALERIA Tu no?

EUGENIO S

(Il sipario si comincia ad aprire. Luce sulla scena I due giovani si guardano sorpresi)


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Scena I

(Eugenio, Valeria e i due giovani)

(Il sipario si apre completamente. I due Guardano increduli e ascoltano la musica di: I want to break free. Mattino, soggiorno, divano al centro e piccolo tavolo di fronte, altro tavolo consolle a dx, porta della cucina e finestra lunga a sin., libreria e porta dingresso sul fondo. I due giovani si guardano, poi si spostano in un angolo e osservano la scena. Eugenio, sulla cinquantina, sta passando l'aspirapolvere. Indossa jeans, t-shirt bianca e zoccoli bianchi, cuffietta e CD-player, accenna dei passi di danza, scimmiottando Freddy Mercury nel famoso video. Musica e aspirapolvere gli impediscono di sentire il CAMPANELLO che suona pi volte. Dopo vari squilli la porta sul fondo si apre ed entra Valeria, quaranta-quarantacinque anni, indossa un soprabito con il bavero alzato. Si ferma, lo guarda tenera e divertita, lui si accorge di lei, spegne laspirapolvere, si toglie la cuffia)

EUGENIO -Ciao! Da quanto sei li?

VALERIA -Un minuto. Non sentivi il campanello, ho aperto con le chiavi. Scusa!

EUGENIO Perch scusa? Ti ho dato le chiavi cos puoi entrare quando vuoi!

VALERIA -Sembri proprio una perfetta "donnina" di casa!

EUGENIO -Spiritosa. Se non lo facessi questa casa, diventerebbe un porcile.

VALERIA -Immagino!(Si toglie il soprabito e lo lancia sul divano)Il lavello della cucina sar sicuramente lucido come una lama di Toledo! Se trovo unombra di calcare nel box doccia, ti do mille Euro.

EUGENIO -Accidenti che iella!

VALERIA (Si siede) In che senso?

EUGENIO -Beh, se arrivavi mezzora fa avevo appena fatto la doccia, qualcosa avresti trovato! E poi, mille euro, mi farebbero comodo!

VALERIA -Ah!Quando la trovi la cenere? (Mostrandogli il sigaro)Questo ornamentale? Eugenio, perch fai tutto da solo? Potresti prendere qualcuno, per le pulizie.

EUGENIO -Le mie finanze non me lo permettono.

VALERIA -Scusami, non volevo offenderti!

EUGENIO -Per carit, Valeria! Capisco che per te, nella tua posizione, difficile pensare...

VALERIA -... va bene. Parliamo d'altro?

EUGENIO - Bueno! (Prendendo il soprabito di lei) Questo, per lo mettiamo a posto. VALERIA -Lascialo pure sul divano... (E. gli lancia unocchiataccia) oh, scusa: troppo disordine! EUGENIO -La finisci di prendermi in giro? (Prima di appendere il soprabito lo annusa con volutt) (I due giovani si guardano. Lei scuote la testa, lui scocciato)

VALERIA -Che fai?

EUGENIO -Sentivo... ehm... il profumo. (Lo appende)E nuovo? Non il solito.

VALERIA -Esatto, oggi ho voluto provare questa fragranza.

EUGENIO -E' buono! Vostro?

VALERIA - Lo fa per noi, un laboratorio artigianale, in Liguria. Sono essenze naturali. Ti piace?

EUGENIO -Molto!

VALERIA (Tra se) Allora funziona! (Soddisfatta)Me lo offri un caff?

EUGENIO - Naturalmente! Per dovrei pulire qui se vuoi, mentre io finisco, puoi farlo tu, il caff.

VALERIA -Ma che brava mass (Altra occhiataccia di E.) pardon! (Si abbandona sul divano)No, lo voglio

fatto da te! Primo perch sono tua ospite e poi... tu lo fai cos buono.

EUGENIO -Ruffiana, adulatrice.

VALERIA -Ma quale adulatrice, la pura verit! Non ho mai bevuto un caff pi buono del tuo credimi!

EUGENIO -Grazie! (Le guarda le gambe)Vabbe, vorr dire che finir dopo.

VALERIA -Ma no, dai, finisco io. Mi fa piacere aiutarti. (Si alza, prende un piumino, comincia a spolverare) EUGENIO (La guarda sorridendo. Va in cucina. Da fuori) Come sei elegante! Hai un appuntamento?

(Il giovane guarda la ragazza severo)

VALERIA -Si! Una "colazione di lavoro"! Un cliente importante!

EUGENIO -Ah! Un cliente? E com', 'sto cliente?

VALERIA -Ricco!

EUGENIO - Bello?

VALERIA - Bello? Beh, s, effettivamente un bell'uomo, non giovanissimo, ma ancora molto interessante perch dici questo?

(Ora la ragazza che guarda severa il giovane)

EUGENIO (Rientrando, con la moka in mano) Sai, ti ho vista cos "acchittata", allora

VALERIA -... allora?

EUGENIO -Allora niente.

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VALERIA -Tesoro, io sono un direttore commerciale, non una "escort". Capito?

(La giovane mostra il pugno al ragazzo)

EUGENIO - Perdonami! Non avevo intenzione di... (Va di nuovo in cucina) ma dobbiamo litigare? VALERIA -No! Non sono venuta per litigare. Tutt'altro! EUGENIO -E... per cosa, allora?

VALERIA -Perch devo dirti...

EUGENIO (Rientrando) Cosa?

VALERIA -... devo dirlo a qualcuno e tu devi essere il primo a saperlo!

EUGENIO (Preocupato) S, grazie, ma cosa?

VALERIA -La persona con cui pranzer oggi, pu essere colui che dar una svolta a...

EUGENIO (Deglutisce) ... alla tua vita?

EUGENIO Lo vedi? (Alla ragazza)

VALERIA - In un certo senso si! (E. annaspa) Quest'uomo la persona che io e la mia azienda stavamo aspettando. (E. sollevato) Avere rapporti commerciali con lui, con la sua azienda, ci aprir le porte del mercato d'oltre oceano (E. tira un sospiro di sollievo) Stati Uniti, Sud America

VALERIA - Testone

EUGENIO shhh, ascoltiamo

VALERIA - ti rendi conto? E' il salto di qualit tanto atteso. A proposito, tu non mi racconti niente del tuo nuovo lavoro?

EUGENIO (Respira forte) E che ti dico? Il compenso adeguato. Organizzo il lavoro compatibilmente con le altre cose da fare... ho ripreso a scrivere le mie fiabe...

VALERIA -... davvero? Che bello EUGENIO -Lo sai quanto mi piace scrivere per i bambini.

VALERIA -So anche quanto ti piacciono! Ti manca molto un figlio, vero?

EUGENIO -Tantissimo...

VALERIA -... ma la "Capufficio" non era d'accordo!

EUGENIO -Appunto!

VALERIA -Allora, dicevamo. Il lavoro?

EUGENIO -E interessante. Tradurre testi era il mio hobby, ora un lavoro. Inoltre mi ha aiutato a superare il trauma del licenziamento.

VALERIA - Gi! L'ultimo anno stato veramente pesante per te. Prima la cassa integrazione, il licenziamento poi ci si messa anche tua moglie...

VALERIA - Moglie? Ti sei sposato (Delusa)?

EUGENIO Pare (Mesto)

EUGENIO -... la mia "ex moglie"!

EUGENIO Ex (Rinfrancato) ex, capito? (Alla ragazza che fa spallucce)

EUGENIO -Ti prego, se anche tu continui a considerarla "mia moglie", non mi aiuti!

VALERIA -Cambiamo argomento? meglio!

VALERIA - meglio! (Al ragazzo)

EUGENIO meglio! (Tende lorecchio)Il caff pronto! (Va in cucina)

VALERIA -Eugenio!

EUGENIO - Si (Da fuori)

VALERIA -Hai pi pensato alla mia proposta?

(I due giovani si guardano interrogativi e poi scuotono la testa)

EUGEIO - Quale proposta? (Rientrando)

VALERIA -Mi dai il caff? (Posa il piumino)

EUGENIO -Ah, si! (Le porge il vassoio. Lei prende la tazza) Di quale proposta parli?

VALERIA - Di venire a lavorare nella mia societ ... (Sorseggia il caff) proprio buono (Soddisfatta)

dicevo: io so quanto vali, conosco l'esperienza che hai, so come lavori. (Si siede)

EUGENIO -Ne abbiamo gi parlato. Apprezzo molto la considerazione che hai di me, non solo per il caff, ma devo ritararmi, capire bene cosa voglio. (Posa il vassoio. Prende la sua tazza. Sorseggia il caff)

VALERIA -Eugenio, io posso aspettare. Vuol dire che quando sarai pi sereno, equilibrato, ne riparleremo. Lo so! Tu non ti arrendi!

EUGENIO -Non mi arrendo! Ho solo bisogno di un po' di tempo... (Prende il vassoio) non molto, vedrai. VALERIA -Va bene, non mi permetto di insistere, ma non ti mollo! (E. si dirige verso la cucina) Di un po,

la vedi tua moglie? (E. si blocca, come fulminato) VALERIA - Ancora sta moglie? Ma chi ? EUGENIO Non ne ho la pi pallida idea! (Pensieroso)

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EUGENIO - (Guardando inferocito V. che sorride di nascosto) Ma allora me lo fai apposta?

VALERIA Va bene: la vedi Stefania?

EUGENIO No, non pu essere

VALERIA - (Guarda con disgusto il ragazzo) Stefania?

(Il ragazzo allarga le braccia, incredulo)

EUGENIO - (Posa di nuovo il vassoio) S, la vedo, purtroppo. Neanche lei mi molla!

VALERIA -In che senso? (Posa la tazza)

EUGENIO -Ad esempio, quando meno me lo aspetto, viene qua! Se non sono in casa, la trovo qui fuori, ad aspettarmi! Allucinante!

VALERIA -Non le hai dato le chiavi?

EUGENIO -Dovrei?

VALERIA -A me le hai date!

EUGENIO -Tu non sei la mia ex moglie.

VALERIA (Sorride) Giusto! (La ragazza raggiante) Quindi, mi dicevi, che ti fa le sorprese...

EUGENIO - e fa delle cose, per lei, stranissime

VALERIA - cio?

EUGENIO - Fa la spesa! In venti anni, non si sognata mai di farlo. Veramente compra un sacco di cose che io non uso, ma sai com' fatta: sofisticata, sempre all'ultimo grido, anche per il mangiare.

VALERIA Ricordo che non amava cucinare!

EUGENIO - La cucina era solo da mostrare agli ospiti, compresa di maritino che preparava manicaretti e spignattava.

VALERIA Ha mai sfaccendato?

EUGENIO Figurati! Aspirapolvere, detersivi etc, etc: strumenti e preparati alieni! Invece, ora viene qua e fa il caff... il caff? Quella "ciofeca" che sa fare lei! Poi mette i panni in lavatrice, stende il bucato.

VALERIA -Ma dai?

EUGENIO -Mi ha rovinato due camicie e ora ho quattro o cinque paia di mutande di un bel rosa delicato!

VALERIA -Beh, non il tuo colore preferito per lintimo?

EUGENIO -Certo, per quello femminile!

VALERIA -Satiro!

EUGENIO -Si, con le mutande rosa! (Sorridono) Insomma hai capito che situazione?

(I ragazzi ridono)

VALERIA -Forse cambiata?Avr capito di aver sbagliato e ti vuole riconquistare...

EUGENIO -... non ci riuscir!

(I ragazzi si scambiano uno sguardo dintesa)

VALERIA -Di un po', non corriamo mica il rischio che arrivi qua, adesso?

EUGENIO -E se fosse?

VALERIA -Speriamo di no! Non ho nessuna intenzione di incontrarla!

EUGENIO -Come mai?

VALERIA -Ho saputo, da qualcuno, che ce l'ha con me!

EUGENIO -Con te? (Si siede anche lui)

VALERIA -Dice che mia la colpa del vostro "fallimento"!

EUGENIO -E te, cosa c'entri?

VALERIA -Dice che ti ho messo contro di lei!

EUGENIO -Tu? Perch?

VALERIA -Perch siamo molto amici, per la verit lei dice "troppo", e da molto prima del vostro incontro.

(I ragazzi si guardano e annuiscono) Secondo lei, io ho un forte "ascendente" su di te. Quindi ...

capisci?

EUGENIO -No!

VALERIA - Insomma, ti avrei consigliato io di lasciarla.

EUGENIO -Io non lho lasciata!Ci siamo separati di comune accordo. Non trovavamo pi nulla che ci unisse forse solo il letto, ma tutto il resto correva su binari diversi. Tu ne sei al correntene abbiamo parlato e poi, hai fatto di tutto per convincermi a recuperare

VALERIA - vaglielo a spiegare!

VALERIA - Non lo capirebbe mai EUGENIO - guarda che una donna intelligente VALERIA - ma dai, la difendi? EUGENIO - Beh

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VALERIA - zitto! Sentiamo coshai da dire!

EUGENIO -Non sar gelosa?

VALERIA - Gelosa? Di cosa di chi?

EUGENIO - Di te (La ragazza mostra al ragazzo prima se stessa e poi V. grande, come dire: Per forza

gelosa!. Il ragazzo approva sorridendo) (Suona il cell di E., E. non risponde, continuando a guardare V.)

VALERIA Il telefono!

EUGENIO Il il telefono?

VALERIA Sta suonando

EUGENIO non rispondi?

VALERIA il tuo!

EUGENIO Ah (Imbambolato) ma stiamo parlando VALERIA dai, magari importante!

EUGENIO (Guarda chi ) E' lei! Lo vedi, un incubo.

VALERIA Su, rispondi!

EUGENIO (Risponde)<PRONTO... CIAO......... COSA? MA NON SO..... GRAZIE, NON C'E' BISOGNO

CHE.....COME DICI? LO ZUCCHERO?... ASPETTA, ORA GUARDO (Tappando il cell)Mannaggia lo

zucchero! Ti rendi conto?... PRONTO... LO ZUCCHERO, DICEVI... NE HO TANTO.COME?... LHAI

GIAPRESO? ... VA BENE ME LO PORTERAI ADESSO? MA........ NON FAI TARDI IN UFFICIO? ...... E VA BENE......SI....... SI....... A DOPO> Viene qua, porc... a portarmi lo zucchero. Tutta una scusa. VALERIA -Che tigna"! (Si alza)Allora meglio che io vada via adesso!

EUGENIO -Non so meglio?

VALERIA -Si! Mi prendi tu il soprabito? (E. prende il soprabito e lo annusa ancora profondamente) Ti piace proprio, eh?

EUGENIO -E gi! (Lentamente laiuta ad indossare il soprabito, abbozza una carezza, lei sembra

accorgersene, lui ritira la mano e si morde il labbro. Lei ha capito e a sua volta ha un gesto di disappunto))

VALERIA -Sei cos gentile... vado! Peccato!

EUGENIO -Peccato cosa?

VALERIA -Niente, cos... ciao!

(Esce. E. va in camera da letto) Buio scena / Luce proscenio (I due giovani si portano sul proscenio) EUGENIO Peccato?

VALERIA S, peccato! (Prende per mano E., escono)

Scena II

(Stefania ed Eugenio)

(Luce in scena Scena vuota. CAMPANELLO Eugenio torna in scena, si guarda intorno, nota qualcosa sul

divano. Lo prende e lo mette in tasca. Va ad aprire la porta. Entra Stefania, quarantacinque-cinquanta anni,

bella donna, molto ben vestita, stile manageriale, passo elegante, altera, in una mano un pacco di zucchero,

nell'altra una borsa e uno spolverino

EUGENIO -Ciao! (Lei si protende per baciarlo, lui si scosta) E dai... cosa fai?

STEFANIA -Volevo salutarti! Sei solo?

EUGENIO -Solo? Certo... cio, si!

STEFANIA -Vedo due tazzine! (Prende il vassoio e lo porta in cucina)

EUGENIO -Ne ho usate due. Ne era avanzato un po' e

STEFANIA (Da fuori) Comprati la moka da una tazza! Eventualmente posso prendertela io. C un posto

EUGENIO (Suona il suo cell <PRONTO...>

STEFANIA (Rientrando) Chi ?

EUGENIO (Lancia unocchiataccia a S.) <PRONTOAH, SEI TU DIMMI AH, SI SIVA BENECOME? NON MI SENTI?NON POSSO URLARE. E GIA! .A PIU TARDI! >

STEFANIA -Chi era?

EUGENIO (Esita)Un amico devo dargli... (Seccato)ma importante?

STEFANIA -Ma io dico cos! Lo conosco?

EUGENIO -No, non lo conosci. Lo frequento da poco... per questioni di lavoro.

STEFANIA -Come si chiama?

EUGENIO -Senti Ste'! Grazie per lo zucchero...

STEFANIA - non hai ancora cominciato a lavorare?

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EUGENIO -Ma

STEFANIA - voglio ricordarti che tra quindici giorni il compleanno di mamma...

EUGENIO - il compleanno di tua madre?

STEFANIA -Certo! Sai quanto ti vuole bene. Verrai a farle gli auguri?

EUGENIO -Sicuramente le telefoner...

STEFANIA - una telefonata? Solo una telefonata? Scherzi? Sai che ci tiene! Specialmente da parte tua.

EUGENIO -Sono sicuro che le far altrettanto piacere!

STEFANIA - Sei diventato anche poco educato. Per forza, visto la gente che "frequenti"...

EUGENIO - perdonami, Stefania, potrei chiederti un favore?

STEFANIA -Chiedi pure. Non dimentico di essere educata, "Io"!

EUGENIO -Allora, forte della tua "educazione" giacch dovrei uscire

STEFANIA -... va bene! Me ne vado! Che diamine! Stamattina sei intrattabile! Sei sicuro di star bene?

EUGENIO (Alterato) Hai deciso di rovinarmi la giornata?

STEFANIA -Me ne vado, non sopporto questa "violenza"!

EUGENIO - Violenza?

STEFANIA -Me ne vado!

EUGENIO -Ma porca...

STEFANIA -Adesso anche le parolacce. Vado! E non cercare di trattenermi! EUGENIO -Non... non (Lei apre la porta ed esce) cercher di trattenerti. Fossi matto? Aahhh! (Si aggira per la stanza, indeciso. Guarda il cell. Canticchia il pezzo della suoneria. Telefona)

<PRONTO, VALERIA? SONO IO. EINCREDIBILE. NO, EANDATA VIA. COME? SI, E QUI (Si

tocca la tasca) DOMANI? NO DOMANI SONO A CENA FUORI. CON DELLE PERSONE POI

TI DICO.. STASERA? VA BENE..... DACCORDO.. A CHE ORA VIENI?... SI CI SONO.

CIAO.COME?... SI,CIAO TESORO.> Tesoro? (Esce)

Luce proscenio! (Dalle quinte escono i due giovani)

EUGENIO Che fine ho fatto!

VALERIA Non scoraggiarti, puoi sempre recuperare!

EUGENIO A quellet?

VALERIA Non sei poi cos vecchio (Ride di gusto)

EUGENIO Chi se lo immaginava

VALERIA io un po me lo aspettavo!

EUGENIO Avresti potuto mettermi in guardia

VALERIA e come? Eri proprio partito per Stefania (Entra Eugenio)

EUGENIO Shhh, vediamo cosa fa faccio!

Scena III

(Eugenio, Valeria e i due giovani)

(Luce in scena - Sera. Eugenio seduto sul divano, ha indossato una felpa, legge un libro e prende appunti, mezzo toscano spento tra le labbra)

EUGENIO - Que luego a lo mejor s que lo cuento

(Si apre la porta d'ingresso, entra Valeria, ha con se un trolley( (Il giovane dietro di lui. Sembra

interessato e divertito da quello che fa E.)

VALERIA -Buonasera, posso? (La ragazza si mette dietro di lei)

EUGENIO -Vale! Certo che puoi!

VALERIA -Ho aperto cos, senza pensare che...

EUGENIO -Ma dai, ancora questa storia delle chiavi? PUOI ENTRARE

VALERIA - QUANDO VOGLIO! Ma dove lo trovo un amico come te? (Si siede accanto a E.)

(I due giovani si siedono sui braccioli del divano)

EUGENIO -Senti ehm "amica mia" che ti serve?

VALERIA -Quanto sei "bestia"!

(I due giovani si scambiano occhiate, lei divertita, lui infastidito)

EUGENIO -Io?

VALERIA -Sono venuta a riprendere quello che mio!

EUGENIO -Ah, l'agendina?

VALERIA -Non un'agendina.

EUGENIO - No? Ho capito, uno di quei cosi... quei giochini per la memoria, per tenere allenato il cervello.

VALERIA -Esatto!

EUGENIO -A cosa ti serve? Sei giovane e intelligentissima.

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VALERIA -Tesoro, bisogna pensarci in tempo, prima che sia troppo tardi!

EUGENIO -Eh s, prima che sia troppo tardi.

VALERIA -Comunque sono qui anche per un'altra cosa.

EUGENIO -Cosa?

VALERIA -Eugenio, puoi ospitarmi per questa notte? (Gli indica il trolley)

(I giovani si scambiano gesti di soddisfazione)

EUGENIO (Annuendo)Cosa ti successo?

VALERIA -Ho discusso con mio padre!

EUGENIO - Ci risiamo, ma perch non vai ad abitare da sola? Ho detto che sei giovane, ma non tanto da stare ancora con i tuoi genitori.

VALERIA -Hai ragione, ma sapessi com' difficile lasciarli EUGENIO -... capisco

VALERIA -Pi invecchiano e pi hanno bisogno di me. E poi mettici pure che dalle mie parti impossibile acquistare o prendere in affitto un appartamento, costa troppo!

EUGENIO -E tu non andresti mai via da Monteverde.

VALERIA -Non ci penso proprio!

EUGENIO -Io son dovuto andar via.

VALERIA -Ma sei tornato.

EUGENIO -Per fortuna i miei non hanno venduto questa casa. Comunque anche dove stavo da quando

VALERIA - sei convolato a giuste nozze!

EUGENIO -Vipera!

VALERIA -Forse, se mi fossi sposata anch'io?

EUGENIO -Ma non hai trovato "l'anima gemella".

VALERIA -Non deve essere per forza "gemella".

EUGENIO -Come dovrebbe essere?

VALERIA -Deve essere una persona disposta a donare l'anima e capace di "meritare", in dono, la mia.

EUGENIO Ardua impresa!

VALERIA -Eppure l'avevo trovata ma lui ha scelto un'altra.

(La ragazza guarda risentita il giovane che finge indifferenza)

EUGENIO -Fermati possibile che tu non me ne abbia mai parlato?

VALERIA -Potrei...

EUGENIO -... ehi, si prospetta una nottata densa di rivelazioni!

VALERIA -Toglitelo dalla testa! Allora, mi ospiti? Solo per stanotte. Domani, mamma sistemer tutto e far pace col "vecchio"!

EUGENIO - Non ho gi detto di si? Prendi la mia stanza. (V. fa per protestare) No, non ammetto discussioni. Io ho questo divano che va benissimo! Poi devo lavorare, devo usare il computer, sto pi comodo di qua.

VALERIA -Sei proprio un grande amico! (Scuotendo, non vista da E.,la testa)

EUGENIO -Ecco! (Si morde il labbro)

VALERIA -Allora, buona notte! (Ci riprova)Se vuoi, possiamo fare due chiacchiere?

EUGENIO -Va pure a dormire, gi tardi. Tu devi alzarti presto... credo? Io lavoro un po e poi...

VALERIA - va bene. (Sconsolata) Buonanotte! (Si avvia verso la zona notte)

EUGENIO (Prima che sparisca) VALERIA (V. si volta, sorride) (I due giovani si guardano speranzosi) io io ti (V. emozionata) titi prendo degli asciugamani puliti? (V. alza gli occhi al cielo) (Esterrefatti) Se non hai lo spazzolino, ne trovi uno nuovo in bagno, nel cassetto... (Disperati)

VALERIA ... lo spazzolino l'ho portato!Gli asciugamani so dove sono! (Sospira) Sicuro che qua stai bene?

EUGENIO -Benissimo, tranquilla! Buona notte!

VALERIA -Buona notte, tesoro (Va via seguita dalla ragazza)

EUGENIO (Riflette e con veemenza) Ma sei cretino? (Il giovane approva E. va verso la zona notte. Il giovane contento, lo incita. E. si blocca, torna sui suoi passi, si morde le labbra. combattuto, poi prende un blocco notes dalla libreria, una penna, si siede e comincia a scrivere. Il giovane allarga le braccia in segno di disperazione) Una notte come tante Buio scena / Luce proscenio

(La ragazza torna, prende sottobraccio il giovane)

VALERIA Non c niente da fare! Sei rimasto il solito imbecille! EUGENIO No, imbecille no CRETINO s tanto! Luce in scena

(E. si alza ed esce. Il giovane lo segue, vorrebbe dargli un pugno in testa. La ragazza ride di gusto, poi si rattrista e siede sul bracciolo del divano)

Cala il buio in scena, solo una luce sulla ragazza.

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VALERIA Do tutta la colpa a lui, ma, in fondo, anchio non sono da meno! Perch aspetto che sia lui a dichiararsi, perch non lo faccio io? Se non ci riusciamo sar cos che andr a finire! (Guarda il pubblico, si alza, va sul proscenio) Non sar cos, vero? (La ragazza torna a sedersi sul bracciolo del divano)

Scena IV

(Valeria ed Eugenio e i due giovani)

Luce in scena (Mattino. V. entra in scena, indossa un accappatoio, va in cucina. Torna con una tazza di caff in mano e si siede sullaltro bracciolo. Sorseggia il caff. Guarda la stanza)

VALERIA -Qui gi tutto in ordine. Mi ha rifatto il letto. Il caff pronto da bere. E' proprio un fenomeno! Forse non proprio il tipo di uomo che vorrei avere accanto! Forse troppo perfetto per me! Mah, forse non saremmo mai andati d'accordo. Forse stato meglio rimanere amici... forse

EUGENIO (Uscendo dalle quinte, seguito da un arrabbiatissimo E. giovane. Si sistema la cravatta e indossa la giacca) Buongiorno, amica mia!

VALERIA -Accidenti come sei "fico"! Appuntamento galante?

EUGENIO - Macch! Va bene il caff? (V. annuisce, laconica) A proposito, hai dormito bene?

VALERIA Magnificamente (Sarcastica) hai un letto comodissimo.

EUGENIO Ciao (Non raccoglie la provocazione) ci sentiamo. Stai pure quanto vuoi. (Esce)

VALERIA -Perch, stanotte, non sei venuto da me... bestia! (Prende borsa, trolley e soprabito. Esce)

Buio scena / Luce proscenio (I due giovani si guardano, lui sconsolato)

VALERIA Non prendertela, vedrai che prima o poi

EUGENIO - macch! proprio sono proprio un coglione!

VALERIA Forse proprio per questo che

EUGENIO - che?

VALERIA Niente! (Gli da un buffetto e si dilegua. Lui rimane inebetito e poi esce anche lui)

Scena V

(Stefania)

Luce in scena (Scena vuota. Entra Stefania, di soppiatto. Si aggira per la casa. Getta soprabito e borsa sul divano)

STEFANIA Tutto in ordine, ma come far? Eppure lei ha dormito qui! (Osserva gli oggetti. Sfiora con la mano i libri) Che strano, solo ora scopro tanti lati del suo carattere, cos piacevoli. Tutte cose che avevo sotto gli occhi e non vedevo. (Arriva al tavolino di fronte il divano, si siede. Prende il sigaro)Ecco, anche il suo mezzo toscano che non accende mai... gi! Io gli dicevo che mi dava noia il fumo e, lui, non lo fumava! (Rimette a posto il sigaro e si pulisce le mani)La sua gentilezza, la sua pazienza. (Si alza)Con me ne ha avuta anche troppa! Io ero occupata a pensare a me stessa, alla mia carriera, ai miei hobby. Questa sua precisione, la pulizia (Riflette) perch si ostina a fare tutto da solo? (Va nella zona notte a passo svelto. Torna delusa) Il letto sembra che non sia stato usato. Beh, potrebbero averlo fatto anche di qua. La fantasia non gli manca... (Riflette) ero io che lo frenavo? Ma per carit... io? (Raccoglie le sue cose ed esce) Buio

Scena VI

(Eugenio e Roberta)

Luce(Sera. Scena vuota. Si apre la porta d'ingresso, entra Eugenio, visibilmente alticcio. con Roberta,trentacinque-quaranta anni, carina, elegante)

EUGENIO -Eccoci qua, questo il mio regno!

ROBERTA - E proprio una bella casa! Hai buon gusto, si vede! Me la immaginavo proprio cos

EUGENIO - cos, come?

ROBERTA -Cos!

EUGENIO - Vuoi darmi il soprabito?

ROBERTA -S, grazie. (Si toglie il soprabito. Indossa un corto vestito, molto sexy) Hai scelto tu l'arredamento?

EUGENIO -Si!Non mi son fatto sfuggire l'occasione (La guarda con desiderio)

ROBERTA - loccasione?

EUGENIO Come? (Un po confuso)Cosa stavo dicendo? (Ricorda) Ah, s loccasione di dar corpo ai

ROBERTA - ai tuoi desideri repressi?

EUGENIO - Ehm s! (R. lo guarda inespressiva) Non vorrei annoiarti...

ROBERTA -... ma no, di pure!

EUGENIO -Beh, pi che reprimere i miei desideri ho, come dire, "lasciato fare".

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ROBERTA -Capisco, ma lasciar fare , o perlomeno sembra, pi facile che contrastare, discutere.

EUGENIO -Esattamente! Posso offrirti qualcosa

ROBERTA -Meglio di no! Stasera ho un po' esagerato.

EUGENIO -Io qualcosa prendo

ROBERTA -Fossi in te, eviterei! Ho visto che, a cena, non ti sei risparmiato.

EUGENIO - vero! Solitamente bevo pochissimo superalcolici, poi.

ROBERTA - Probabilmente, stasera, cera un motivo particolare per lasciarsi andare?

EUGENIO -Nonon lo so!

ROBERTA -Sei un bel tipo, sai? Estroso, curioso, ma non eccessivo (Si siede, lo squadra) sai una cosa: anche se tutta la sera non hai fatto altro che parlare con quella"topolona" bionda... (Lui sembra non ricordare) quella che ha dimenticato di indossare la gonna...

EUGENIO - Che cosa ha fatto?

ROBERTA -Non mi dire che non ti sei accorto delle dimensioni del suo vestito? In pratica uscita solo con la camicia!

EUGENIO -Ah si? Non ci ha fatto caso...

ROBERTA -... e gi! Comunque, ti ho "studiato". Sei interessante.

EUGENIO -Davvero? (Si siede anche lui)

ROBERTA -Si! Poi, mi hai aiutato a indossare il soprabito, mi hai proposto di finire insieme la serata e sono rimasta senza parole...

EUGENIO -S, vero, ho parlato quasi sempre con la "Pin Up", ma tutta la sera ho sentito, oltre il calore, il tuo odore...

ROBERTA -... odore?

EUGENIO -Se preferisci... profumo. Anche se non abbiamo parlato forse ti ho versato il vino (R. annuisce) ma eravamo molto... intimi bella sensazione, sai?

ROBERTA -Idem. (E. sembra non capire) Stessa sensazione. (Ora E. capisce) Per questo, non ho esitato ad accettare il tuo invito. Ti posso assicurare che non mia abitudine farlo. O meglio: ho sempre rifiutato inviti cos repentini!

EUGENIO -Il mio invito "repentino" lo hai accettato! Perch?

ROBERTA - Ti vedo come una persona misurata, seria, pulita.

EUGENIO -Ecco!

ROBERTA - Posso sbagliare, ma mispiri fiducia!

EUGENIO - Do l'impressione di essere "innocuo"?

ROBERTA - (Si avvicina, sensuale) Tutt'altro! (Sempre pi vicina) Mi piaci (Gli addosso) tanto... (Lo bacia sul collo)

EUGENIO Ahhh!

ROBERTA Coshai?

EUGENIO Ahi che male (Si tocca la pancia)

ROBERTA - sono stata io?

EUGENIO No noAhi credo di sentirmi male ROBERTA - cosa ti senti?

EUGENIO - Mi gira la testa, cio, mi gira tutto attorno e e la testa va al senso contrario mi sento come se avessi un un formichiere nello stomaco

ROBERTA - coshai nello stomaco?

EUGENIO -Si, oh dio, mi va su e gi

ROBERTA -Il formichiere? (Assume un tono professionale) normale! Sentiamo: hai mal di testa, capogiri?

EUGENIO (Toccandosi la testa) S

ROBERTA - nausea?

EUGENIO (Ora si tocca la pancia) S s

ROBERTA - sete?

EUGENIO - Accidenti si!

ROBERTA - Hai bevuto una quantit eccessiva di alcol.

EUGENIO Cio?

ROBERTA Sei ubriaco!

EUGENIO (Si alza) No, non possibile! (Non molto fermo sulle gambe)

ROBERTA I sintomi sono inequivocabili

EUGENIO non ci credo! (Barcolla. Fa alcune prove di equilibrio, senza successo) ROBERTA (Sorride) Vedi?

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EUGENIO Non significa nulla (Sempre pi traballante)

ROBERTA - (Tono professionale) Per me abbastanza!(Sorrisetto) E domani, al risveglio, potresti avvertire tensione, pallore, tremori, bruciore esofageo, deambulazione incerta (Lo guarda muoversi) quella c gi e perdita di appetito!

EUGENIO -Ehi, sei un medico?

ROBERTA - Si! Non te lo avevo detto?

EUGENIO- Forse, ma non lo ricordo (Si appoggia al divano) burp scusa!

ROBERTA - Anche questo normale, nel tuo stato.

EUGENIO - Che devo fare, dottoressa? (R. si alza, lo aiuta a sedersi sul divano) la prima volta che mi succede

ROBERTA - ma dai! Veramente?

EUGENIO Potrei bere del caff forte?

ROBERTA - La caffeina contenuta nel caff, elimina il mal di testa, ma non previene gli altridisturbi. Gli effetti stimolanti del caff, possono darti lillusione che la capacit di giudizio o il controllo motorio non siano stati alterati (E. sbadiglia) scusa, ti sto annoiando?

EUGENIO - No, ma mi si chiudono gli occhi credo

ROBERTA -Ti porto a letto

EUGENIO - non dovrei farlo io?

ROBERTA -Non in queste condizioni!

EUGENIO (Addolorato) Che serata

ROBERTA - ce ne saranno ancora! Vedrai!

EUGENIO - Dottoressa, sei sei cos brava (Si addormenta)

ROBERTA Ecco, andato!

(Gli mette un cuscino sotto la testa. Lo guarda, sospira e va nella zona notte. Luce bassa. E. si agita, cade. R. si affaccia, attratta dal rumore. Come un automa E. si rimette sul divano, senza svegliarsi e comincia a russare. R. scuote la testa, sorride e si ritira) Buio

Scena VII

(Eugenio e Roberta)

Luce. (Mattino. Eugenio ancora sul divano, assonnato))

EUGENIO (Si tira su, si stiracchia) Che mal di testa! (Si guarda intorno, sorpreso) Cosa successo? ROBERTA - (Viene dalla cucina. In mano ha una tazza di caff. Indossa una camicia di E.) Buongiorno!

( Porge la tazza a E. che la guarda sorpreso)

EUGENIO B Buongiorno! (La guarda e ricorda tutto) Ora posso? (Prendendo la tazza) ROBERTA (Annuisce. Gli mette le mani intorno alla vita) Come ti senti, "Ciccio"?

EUGENIO - Direi bene. Solo un gran mal di testa (Riflette, la guarda)"Ciccio"? (Le toglie delicatamente le mani) Alludi alla mia pancetta?

ROBERTA - Ma quale pancetta! Stai benissimo (Si incupisce) Non ti piacciono queste confidenze? Dillo pure sinceramente, non mi offendo.

EUGENIO - Roberta, cosa dici. Anche se stanotte, causa la mia idiozia, non successo niente, tu ed io ci siamo intesi senza troppi giri di parole, senza schermaglie inutili. No, non mi da fastidio, anzi! (Ora lui a cingerle la vita, con un braccio) Sono un po', come dire, sorpreso?

ROBERTA - Anche a me sembra un po' strana questa naturalezza tra noi. Ma ho l'impressione di conoscerti, senza esagerare, da sempre ma dimmi, sinceramente, io che effetto ti faccio? Come ti sembro?

(Si scosta per lasciarsi guardare)

EUGENIO -A me sembra che sei 'na gran bella ragazza! (Da una sorsata di caff si avvicina a lei) Mi piaci!Accidenti se mi piaci! (Labbraccia di nuovo, sempre con un solo braccio)

ROBERTA -Mi fai felice!

EUGENIO -Non esagerare! (Si scioglie dallabbraccio)

ROBERTA -E tu non ti "difendere"! (Lo scuote) Liberati... come ti saresti "liberato" stanotte, se non ti fossi sentito male...

EUGENIO - ecco, se fai cosmi metti in imbarazzo. Non sto scherzando!

ROBERTA -Come sei tenero, ma come ha fatto tua moglie a lasciarti andare? Vorrei proprio conoscerla per chiederglielo!

EUGENIO -Per carit, dovesse rifletterci e cambiare idea.

ROBERTA Sarebbe cos tremendo?

EUGENIO S! (Cambia discorso. Guarda la tazza) Ho un dolce al cioccolato? L'ho fatto io. ROBERTA -Sai fare anche i dolci? Mi vuoi sposare?

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EUGENIO -Errare umanum est, perseverare autem diabolicum.

ROBERTA -Capperi, come citi bene! Senti (Lo provoca) io ho ancora un po' di tempo... (Gli toglie la tazza di mano e la posa sul tavolo. Lo prende per la cravatta e lo tira verso la camera da letto) che ne diresti se "perseverassimo" un po'... di l? (Lo lascia li. E. rimane qualche secondo a bocca aperta, poi si toglie velocemente la cravatta e sta per andare anche lui in camera. Si apre la porta d'ingresso, entra Valeria)

Scena VIII

(Eugenio, Valeria, Roberta e i due giovani)

EUGENIO -B Buongiorno! Che sorpresa!

VALERIA -Buongiorno! Passavo di qui. Disturbo?

EUGENIO -A Assolutamente! Un caff?

VALERIA -Grazie, ho gi fatto colazione!

ROBERTA -(A voce alta, da fuori)Ciccio, che succede?

VALERIA -E Eugenio, ma?

EUGENIO - Roberta (Rientra Roberta) Roberta, lei Valeria la mia amica del

ROBERTA - piacere, ioscusidovrei(Si eclissa))

VALERIA - Roberta?

EUGENIO - Roberta!

VALERIA - Da quanto la frequenti?

EUGENIO -Da ieri sera

VALERIA - da ierisera? Eugenio, ma

EUGENIO - beh? Ti sembra cos strano?

VALERIA - No ehm solo che ecco tu ehm lei

ROBERTA (Entrando) Accidenti tardissimo!

EUGENIO -Hai ambulatorio, stamani?

ROBERTA -Si! Beato te, che lavori a casa. Arrivederci Valeria!

VALERIA - Arrivederci

EUGENIO -Roberta!

VALERIA -Arrivederci Roberta!

ROBERTA -Allora, ciao! Ci vediamo?

EUGENIO -Beh, s... certo... se...

ROBERTA -... tranquillo, senza impegno. (Giocherella con il colletto della camicia di E.) Se ti va. Se ci va... un colpo di telefono e...

EUGENIO -... s. Mi fa piacere... ecco. Se viene, se "naturale"?

ROBERTA - Ciao "Ciccio"! (Si avvicina) Mi piaci, ma non voglio obbligarti...

EUGENIO -... vai, che fai tardi.

ROBERTA -Mi chiami? (Provocante)

EUGENIO -Ciao, dottoressa! (Imbarazzato) meglio che vai a lavorare (Roberta esce)

VALERIA -Ehi, ti dai da fare! Ti stai immedesimando, alla grande, nella parte dello scapolo!

EUGENIO -Ecco si! (prende la tazza che ha lasciato R. e la porta in cucina)

VALERIA -Bravo, cos si fa! Ho preso una cosa per te. Spero ti piaccia!

EUGENIO - Cos? (Rientrando)

VALERIA - Un pensierino lho vista e ho pensato che ma apri! Non sei curioso?

EUGENIO - Claro que si! (Tira fuori una sciarpa rossa) Bellissima! Non dovevi Grazie! Ilmio compleanno tra due mesi

VALERIA - e con ci? Non posso farti un regalo, cos, indipendentemente da un evento particolare?

EUGENIO Certo

VALERIA - certo cosa?

EUGENIO Sei sei

VALERIA - dodici?

EUGENIO - (Si avvicina) Valeria io stamattina non ho voglia di lavorare. Tu hai da fare?

VALERIA -Posso rimandare. Perch?

EUGENIO -Ti va di andare al mare? Mangiamo qualcosa insieme, parliamo...

VALERIA - ... parliamo? O hai intenzione di continuare con i "festeggiamenti"?

EUGENIO -Festeggiamenti?

VALERIA -Per la ritrovata libert, per la tua "rentree" nel club dei "maschi cacciatori"! Bada, io non sono come "quella li"

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EUGENIO -Roberta?

VALERIA -S, "quella li"!

EUGENIO -Sei gelosa?

VALERIA -Cosa? Gelosa?

EUGENIO -Sei gelosa.

VALERIA -Certo! Sono o non sono la tua amica del cuore? Voglio che tu minformi in ... tempo reale. Capito? E di tutto

EUGENIO -Questa notte ho ritenuto che l'orario non fosse consono a un'informativa "IN TEMPO REALE" VALERIA -Bestia! Adesso, per farti perdonare, mi offri un pranzo luculliano nel miglior ristorante della

costa!

EUGENIO - Va bene, ma... se il conto dovesse essere troppo "salato", possiamo fare alla "romana"?

VALERIA -Lo vedi che sei una bestia! Con "quella li"non faresti di certo...

EUGENIO -... veramente le ho solo offerto una colazione, caff della moka e (Indicando la cucina) dolce al cioccolato, fatto in casa...

VALERIA -... le hai offerto ben altro! Schifoso!

EUGENIO -Dorothy... che ti prende?

VALERIA -Dorothy? Da quanti anni non mi chiamavi pi cos?

EUGENIO -Da tanto. Il fatto che... insomma hai fatto una faccia. Sei tornata improvvisamente ad essere Dorothy. Come si chiama questa cosa?

VALERIA -Flashback?

EUGENIO -Quello li!

VALERIA -Ti ricordi ancora?

EUGENIO -Come potrei dimenticare? E' stato il mio primo ed ultimo spettacolo teatrale! "IL MAGO DI OZ", fantastico. Ricordi io, Vittorio... e tuo fratello. Che matti!

VALERIA -Riccardo era "IL LEONE CODARDO", Vittorio, quel "pennellone", "LO SPAVENTAPASSERI" e te? "L'UOMO DI LATTA". Ancora oggi, se guardo le foto...

EUGENIO -... hai delle foto dello spettacolo? Non lo sapevo... le voglio!

VALERIA -Se ci tieni, te le far avere... te le porto

EUGENIO -Ma chi se lo aspettava? Le foto del "MAGO DI OZ"...

VALERIA -... gi, le foto. Se le guardo, ancora oggi, rido e (Un sussurro)... piango.

EUGENIO -Piangi?

VALERIA -Eugenio, avevo sedici anni

EUGENIO -Io, un po di pi.

VALERIA -Ventisei!

EUGENIO -Esatto! Tu eri fantastica! Degna di Judy Garland...

VALERIA -... esagerato!

EUGENIO -Veramente! Ballavi, cantavi e recitavi, in modo sublime. Secondo me avresti dovuto continuare con il teatro. Esprimevi qualcosa di particolare. Io ricordo ogni scena.

VALERIA -Davvero?

EUGENIO -Si! Quanto ci siamo divertiti! Per noi tre fu un momento bellissimo!Ci veniva offerta loccasione di tornare bambini, senza rischiare di perdere la faccia.

VALERIA -Certo, eravate truccati! (E. la guarda torvo)Scherzo, ho capito cosa vuoi dire. Sai che sono un po' sorpresa? Ho sempre pensato che il vostro "interesse" per l'arte celasse "altro"!

EUGENIO -Per carit, la ragazza pi grande avr avuto sedici, diciassette anni!

VALERIA - Ne aveva venti! Sai benissimo di chi parlo! Le diedero la parte della strega cattiva dellOvest! Ci sei anche uscito

EUGENIO - pensa: sono uscito con la strega cattiva dellOvest VALERIA - e dieci anni dopo lhai sposata! EUGENIO Gi!

VALERIA - (Tra se) STRONZO! Allora? Questo pranzo "luculliano"?

EUGENIO -Dolce Dorothy, mi concedi il tempo di una doccia?

VALERIA - Concesso! Ti aspetto gi!

EUGENIO Faccio prestissimo! (E. va a fare la doccia. V. rimane perplessa qualche istante, passa con lo sguardo la stanza, accarezza il divano, una giacca di E, sullattaccapanni. Poi con un gesto rassegnato, prende la borsa ed esce)

Buio scena / Luce proscenio (Entrano i due giovani)

EUGENIO Siamo stai bene al mare, vero?

VALERIA - SONO, stati bene!

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EUGENIO Dopo quel giorno non ci siamo (Lei lo guarda di traverso) non SI SONO rivisti! passata una settimana

VALERIA - otto giorni! Ho avuto HA AVUTO da fare!

EUGENIO Mi nascondi qualcosa??

VALERIA - Lho mai fatto?

EUGENIO Boh!

VALERIA Mi stai offendendo (Si sente lavviso di una mail)

EUGENIO Cos?

VALERIA Non so (Entra E.) shhh eccoti! (Si defilano)

Scena IX

(Eugenio, Voce di Titti e i due giovani)

Luce in scena (Sera. Eugenio legge il messaggio)

VOCE DI TITTI -CIAO MITICO, SABATO SARO' A ROMA. MI FERMO QUALCHE GIORNO. A CASA MIA STANNO FACENDO DEI LAVORI E QUINDI NON POSSO ANDARE. DAL TUO AMICO VITTORIO NON E' POSSIBILE - GLI SONO ARRIVATI I PARENTI DELLA MOGLIE, DORMONO PRATICAMENTE UNO SULL'ALTRO. POSSO VENIRE DA TE? MI FACCIO PICCOLA PICCOLA E SILENZIOSA. TITTI.

EUGENIO -E come posso dirle di no (Scrive) MA CERTO, PICCOLA PESTE, VIENI PURE, LA MIA STANZA E' A TUA DISPOSIZIONE. A CHE ORA ARRIVI? TI VENGO A PRENDERE? GENE.

VOCE DI TITTI -GRAZIE, SEI VERAMENTE ECCEZIONALE. ARRIVO AL MATTINO, MA NON TI PREOCCUPARE, MI FACCIO ACCOMPAGNARE DAL PULMINO DI SERVIZIO. TI CHIAMO APPENA SONO IN AEROPORTO. CIAO MITICO! TITTI.(E. chiude il pc ed esce)

VALERIA - Sono curiosa di vedere com diventata Titti! EUGENIO - Da piccola era bellissima! Speriamo non sia di quelle persone che, crescendo, si guastano VALERIA - a proposito, cosa ne pensi di me da grande? EUGENIO - Beh insomma

VALERIA - insomma cosa?

EUGENIO - Ma niente tu non potevi che diventare cos (Occhiata di fuoco di V.) cos bella!

VALERIA (Compiaciuta ma finge fastidio) Tu, invece, con quella barbetta multicolore

EUGENIO - mi sta male? A me sembra di no

VALERIA - ti sta benissimo!(Lo accarezza) Visto che venuta anche a te la barba da uomo! (Suona il CAMPANELLO. E. le fa cenno di tacere)

Scena X

(Eugenio, Valeria e i due giovani)

(E. arriva e va ad aprire. Entra Valeria, passo deciso, frettoloso, gli da un buffetto sulla guancia mentre gli passa davanti. Si toglie il soprabito e glielo da) (Il giovane E. la squadra da capo a piedi, compiaciuto, sotto lo sguardo divertito di V. giovane)

EUGENIO - Ciao! Hai dimenticato le chiavi?

VALERIA - No, non le ho dimenticate! Sai, non vorrei avere sorprese, entrando.

EUGENIO - Sorprese? Ma quanto sei...

VALERIA - ... s, SORPRESE! Stai lavorando?

EUGENIO - Leggevo la posta. Sabato arriva Titti!

VALERIA - Oh, la piccolina! Che racconta?

EUGENIO - Viene qua da me, per qualche giorno. VALERIA - Ah! Ehi, non starai diventando una specie di "LOVE MACHINE". Alla tua et? EUGENIO -Spiritosa! Titti una bambina. L'ho vista nascere e poi, la sorellina di Vittorio VALERIA - ed io sono la "sorellina" di Riccardo. Hai visto nascere anche me!

EUGENIO - Appunto! (Convinto)

EUGENIO - Appunto! (Stesso tono)

VALERIA - Appunto! (Piccata)

VALERIA - Appunto! (Stesso tono)

EUGENIO - Valeria, non ti capisco

VALERIA - Quando mai hai capito qualcosa

VALERIA - mi capisco io

EUGENIO - ecco, lo vedi? Limportante che sia tu, a capire!

EUGENIO - Valeria! Che c'?

VALERIA - Perch non mi chiami "Dorothy"?

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EUGENIO - Perch ora non mi va. Perch sei Valeria. Della "dolce Dorothy" non hai proprio niente. Dimmi perch sei qui?

VALERIA - Per chiederti un favore.

EUGENIO - Ah si? Dai, dimmi.

VALERIA - Ehm... dunque... tu domani hai la palestra, vero?

EUGENIO - Si! Perch?

VALERIA - E torni tardi, vero?

EUGENIO - Beh di solito, dopo lallenamento, andiamo a cena con il maestro ristorante giapponese,

chiaro (Riflette) effettivamente si fa tardi. Ma perch? VALERIA - Volevo chiederti se puoi "darmi" casa tua... per un paio d'ore. EUGENIO - Darti casa? Vuoi che te la incarti? E per farci cosa?

VALERIA - Senti, sono gi piuttosto imbarazzata nel chiederti 'sta cosa... non complicare la situazione.

EUGENIO - Io non complico niente, voglio solo sapere per che cosa ti "presto" casa mia? VALERIA - Naturalmente! Mi serve per incontrarmi con... con un uomo...

EUGENIO - (A V. giovane) che ha detto? EUGENIO - Come? Scusa, non ho sentito.

VALERIA - CON UN UOMO! VALERIA - CON UN UOMO! EUGENIO - Un uomo? E chi ?

VALERIA - Se permetti, sono affari miei! E' una persona che frequento da un po. Purtroppo non troviamo un posto dove... stare un po' tranquilli.

EUGENIO - E venite da me?

VALERIA - Sai, non possiamo andare a casa mia, i miei non "schiodano" mai. Lui ... sposato. Veramente separato, ma divide ancora lappartamento con la moglie e ha due figlie. Mi spiego?

EUGENIO - Perfettamente! (Il giovane disperato, la ragazza sul punto di piangere) Dunque, domani sera? E fino a che ora, dovrei rimanere "all'addiaccio"?

VALERIA - Ma sei proprio str...

EUGENIO - Alt! Scherzo! E' solo per organizzarmi.

VALERIA - Credo che per mezzanotte saremo fuori di qui. E' troppo tardi? EUGENIO - No, io di solito arrivo a casa non prima dell'una, se non le due. VALERIA -Perfetto! Sicuro che non ti secca?

EUGENIO - Ma cosa dici? Per la "sorellina" di Riccardo, nonch mia amica del cuore questo e altro. VALERIA - Grazie, non ho mai dubitato. Io sar... noi saremo qui alle nove circa.

EUGENIO - Io esco a quellora li vabb, uscir alle otto, massimo otto e mezzo. Contenta? VALERIA - Ora scappo, a domani, cio a dopodomani. Poi ti racconto.

EUGENIO - Se proprio non puoi farne a meno VALERIA - Ti voglio bene... tesoro mio! (Esce)

EUGENIO - A... anch'io! Anch'io ti voglio bene... Ca zzarola(Esce) Buio scena / Luce proscenio

EUGENIO finita! VALERIA Ci speravi? EUGENIO Tu no?

VALERIA Tanto! (Sta per piangere) EUGENIO Maledizione al

VALERIA a che serve imprecare? Anche tu, per! Cera bisogno di rimorchiare quella Roberta? EUGENIO Cosa vuoi, lomo nun de legno

VALERIA e una donna deve esserlo? EUGENIO No, per

VALERIA per per! Euge, vaf Buio

Scena XI

(Eugenio, Valeria e Guido)

Luce (Sera. Eugenio esce dalla zona notte. Indossa un giaccone sportivo, tuta e scarpe da ginnastica. Spegne la luce del disimpegno. Si guarda intorno. Mette in ordine la tavola, dove ci sono dei piatti con del cibo, accuratamente coperti. Strappa un post-it, scrive qualcosa e va in cucina. Torna in scena, prende la borsa sportiva e, prima di uscire, prende la sciarpa rossa appesa, la guarda, la odora, la mette al collo. Una rapida, triste occhiata alla stanza ed esce. Entra Valeria accende la luce e fa entrare Guido,

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quarantacinque-cinquanta anni, elegante, un po' titubante. Lei chiude la porta, lui labbraccia. Lei si divincola con garbo)

VALERIA - Ehi! Aspetta! Quanta fretta?

GUIDO - Beh, tanto che aspetto, non trovi?

VALERIA - Anch'io non vedevo l'ora di averti tutto per me. (Lo allontana dolcemente)

GUIDO - Bella casa. Questo tuo amico... come hai detto che si chiama?

VALERIA - Eugenio.

GUIDO - E u g e n i o. Deve avere buon gusto, oltre ad un gran cuore. Ci devi presentare, vorrei ringraziarlo...

VALERIA - ogni cosa a suo tempo. Ma cosa c' qui?

GUIDO - Generi di conforto? Possiamo scoprire?

VALERIA - E' una forza! Guarda, ci ha preparato delle leccornie. Guarda quanta roba!

GUIDO - Mmmhhh! Cavolo, ce n per una settimana!

VALERIA - Fantastico!

GUIDO - Gran bellaccoglienza! Devi proprio farmelo conoscere. bello avere un amico cos.

VALERIA -E' veramente un tesoro. Come si fa a non volergli bene.

GUIDO - C anche da bere?

VALERIA - (Torna dalla cucina con un post-it in mano) Guarda qui! Era attaccato al frigo

VOCE DI EUGENIO - Ciao amica mia, nel frigo c dell'ottimo prosecco, si accompagna benissimo a quanto troverete sul tavolo. Spero che il tuo "ganzo" sia contento ... di tutto. Buona serata e ...non bere troppo! Eugenio" (Valeria turbata)

GUIDO - Cosa ti ha scritto di tanto emozionante?

VALERIA - Dice che c' del prosecco in frigo, spera ti piaccia e ci augura una buona serata...

GUIDO - ... e ti fa quest'effetto?

VALERIA - E' cos ... cos...

GUIDO - tenero?

VALERIA - Anche.

GUIDO - Anche? Che altro ?

VALERIA - Tante cose. E' un tipo... speciale!

GUIDO - Lo conosci da molto?

VALERIA - Da sempre!

GUIDO - Amici di famiglia? Vicini di casa?

VALERIA - Si, amico e compagno di scuola di mio fratello. Mi ha visto, praticamente, nascere.

GUIDO - Un altro fratello"?

VALERIA - Beh, s... pi o meno.

GUIDO -E tu ne sei stata, segretamente innamorata, vero? VALERIA - Naturalmente... ma...sei proprio un impiccione! GUIDO - Beh, pensavo ti facesse piacere parlarne? VALERIA - Sicuramente, ma siamo qui per altro. No? GUIDO - Senza dubbio (Si fa di nuovo insinuante)

VALERIA - appunto! (Si lascia un po andare, ma si scosta di nuovo) Vuoi mangiare?

GUIDO - Alternative?

VALERIA - Indovina? (provocante)

GUIDO - Ho indovinato! (Labbraccia e tenta di baciarla)

VALERIA (Si schermisce, gli prende le mani) Mangiamo qualcosa

GUIDO -... ok! (Si siede, prende una rivista dal tavolino, da questa cade un foglio, lo raccoglie e lo apre) Cos'? Una poesia. E' anche poeta il tuo amico?

VALERIA - Mah, so che scrive fiabe per bambini. Poesie non lo so. Fa vedere! (Legge) Una notte

VOCE DI EUGENIO- Una notte come tante, troppe. In ogni angolo di questo buio,ci sei tu, solo tu.Da sempre e per sempre. Un pensiero mi martella la mente. a te che penso, te che voglio,te che vorrei guardare, mentre dormi accanto a me. Doloroso non poterlo fare. Ancora di pi non poterlo dire, urlare al mondo. Una notte in cui non riesco, o non voglio, dormire, non voglio smettere di pensare a te, di stare con te. Addormentarmi con te, risvegliarmi con te, tutte le sere, tutti i mattini, questo voglio. In una notte cos avrei il coraggio di liberarmi, di liberare le due paroline magiche, dolci e leggere, ma altrettanto pesanti e importanti. Le due paroline posate sulle mie labbra, ogni volta che arrivi e le mie gambe tremano,il respiro si ferma, il cuore scoppia. Le due paroline ricacciate indietro per far posto alle lacrime che sgorgano,ogni volta che te ne vai. Questa notte mi libero. Libero le due paroline, mai dette,questa notte le grido, in silenzio - TI AMO! - Dorothy, ti amo!

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(Valeria lascia il foglio e si abbandona sulla spalliera del divano. Guido continua la lettura)

VALERIA - Guido! (Gli strappa il foglio dalle mani)

GUIDO - Questa Dorothy, esiste?

VALERIA - S, esiste.

GUIDO - E fortunata!

VALERIA -Chi?

GUIDO - Dorothy, naturalmente! Se un uomo scrive certe cose per una donna, mette cos a nudo la sua anima perch la ama. Di un amore senza limiti.

VALERIA - Dici?

GUIDO - Ma hai letto bene?

VALERIA - Ho letto benissimo.

GUIDO - Quest'uomo innamorato. Ama in modo totale, immenso.

VALERIA - Un grande amore? Quindi mi vuoi dire che la ama pi di ogni altra cosa?

GUIDO - Non solo, l'adora!

VALERIA - L'adora? Come fai a esserne cos sicuro?

GUIDO - Capita a tutti, almeno una volta, nella vita! La conosci, questa Dorothy?

VALERIA - La conosco benissimo e so quanto lo ama anche lei? Come hai detto? Anche lei l'adora!

GUIDO - Ma hanno, o hanno avuto, una storia?

VALERIA - No!

GUIDO - Valeria, cosa ti prende? Cosa c?

VALERIA - C che, lei, non ha avuto mai il coraggio, la forza, di esprimere il suo amore e...

GUIDO - ... e?

VALERIA - E ora l'ha perduto!

GUIDO - Perch dici che l'ha perduto? Che cosa ha fatto di sbagliato?

VALERIA - Quello che ha fatto anche lui! Tenendosi dentro ci che hai letto,

GUIDO -Capisco.

VALERIA - Negli anni hanno scelto altre persone, pi o meno sbagliate. Poi, quando non hanno avuto ostacoli tra loro... hanno perso lennesima occasione. Forse l'ultima.

GUIDO - L'ultima? Perch, non potrebbero averne unaltra?

VALERIA - Non lavranno!

GUIDO - Come puoi dire questo?

VALERIA - Ne sono certa, purtroppo.

GUIDO - Vuoi un gran bene a entrambi. Si vede da come sei coinvolta. Sbaglio?

VALERIA - No, non sbagli affatto. Che peccato vedere due anime cos belle e cos sole

GUIDO - Valeria, forse non il momento, ma vorrei dirti che...

VALERIA - no! Lo hai detto tu, forse non il momento. Ti prego!

GUIDO - Hai ragione. Scusa.

VALERIA -Non hai nulla di che scusarti.

GUIDO - Credi sia il caso di andare via di qui?

VALERIA - Io rimango ancora un po'.

GUIDO - (Sorpreso e piccato) Come vuoi. (Si alza e va a prendere il cappotto)

VALERIA -Guido! (G. si ferma, senza voltarsi)Volevo dirti che... insomma, stasera era cominciata cos bene. Il finale non stato come ti aspettavi. Scusami ma...

GUIDO - (Voltandosi) Valeria, anche tu non devi scusarti di nulla. Sono abbastanza sensibile da rendermi conto della situazione.

VALERIA - Grazie sei veramente caro. Ci vediamo? Io ci conto! GUIDO - Anch'io! Veramente! (Fa un passo, si ferma. Si volta) Ciao... Dorothy! (Apre la porta ed esce)

Scena XII

(Eugenio e Valeria)

(Valeria scossa. Prende il foglio, lo legge e lo stringe al petto. Si alza. Spegne la luce. Le luci si abbassano Si siede sul divano, legge ancora, si rannicchia e si addormenta. Si apre la porta d'ingresso, entra Eugenio,

vede subito Valeria sul divano. Posa la borsa. Si avvicina, ha un lampo negli occhi, guarda verso la zona notte. Un attimo di esitazione e poi, con passo felpato, va in camera da letto. Rientra, guarda Valeria, ha una coperta. Copre V. e, allontanandosi di un passo, resta a guardarla. Un brivido lo scuote. Tira fuori il telefonino dalla tasca, si porta sul proscenio e forma un numero. Non ha subito risposta, impaziente. Controlla che V. dorma)


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EUGENIO - (sottovoce) PRONTO, ROBERTA... SCUSAMI... SI LO SO CHE ORE SONO... HO BISOGNO DEL TUO AIUTO...NO, NIENTE DI GRAVE.......TI ASSICURO, STO BENE.....PARLO PIANO PERCHE.....TE LO SPIEGO DOPO (continua a tenere d'occhio V.)....POSSO VENIRE DA TE?.......UN QUARTO DORA AL MASSIMO E SONO LI......COME?......HO BEVUTO? MA COSA DICI?.......LO SAI CHE.......VA BENE.....GRAZIE, ARRIVO!

(Silenziosamente torna verso l'uscita, si ferma dietro il divano, la guarda e poi si avvia verso la porta. Si volta ancora verso Valeria, fa per tornare indietro. Ci ripensa le manda un bacio con la mano, apre la porta e la richiude in silenzio.

La luce si rialza.

Valeria si sveglia, un attimo per ricordare, poi guarda stupita la coperta, vede la sciarpa, lafferra, scatta in piedi, corre nella stanza da letto. Torna delusa. Si guarda le mani, nella destra ha la sciarpa, nella sinistra ha ancora il foglio con la poesia. Gira intorno lo sguardo, vede la borsa di Eugenio, vi posa la sciarpa. Va al tavolo apre la rivista e rimette a posto il foglio. Si aggiusta capelli e vestito. Lentamente sinfila il soprabito, prende la sua borsa. Prima di andare guarda ancora con malinconia la stanza. Tira su con il naso ed esce)

Scena XIII

(Eugenio e Titti)

Luce (Mattino. Scena vuota) (Squilla il cordless) a lungo. Si apre la porta, entra Eugenio, si guarda attorno, nessuno, la coperta sul divano. Corre nella stanza da letto. Torna, sospira sconsolato, Si toglie il giaccone e lo appende. Squilla di nuovo il cordless)

EUGENIO - <PRONTO...TITTI... STAI ARRIVANDO? BENE (Si guarda attorno preoccupato)... E HAI

FATTO COLAZIONE?....A DOPO... SI, CIAO. (chiude la telefonata) > Ora una bella pulita qui, una

doccia e accogliamo la peste.(Ricorda qualcosa, prende il cell, forma un numero) <ROBERTA...SI,

TUTTO OK! NO, NON CE... VOLEVO RINGRAZIARTI ANCORA... PER STANOTTE... CI

SENTIAMO?... CERTO... UN BACIO... COME?... AH, SI... IDEM...... CIAO. >

(Con lentezza comincia a togliere i piatti dal tavolo, un po' perplesso. Prende la borsa va nella zona notte. Squilla il cordless. Arriva di corsa)

EUGENIO - < PRONTO... AH, SEI TU. COME? RISULTAVA OCCUPATO?.... E ALLORA?.... NO, NON

PUOI PASSARE. DE. DEVO. INSOMMA, STEFANIA, DEVO DARE UNA PULITA, FARE LA

DOCCIA E POI. CHE? MA NEMMENO PER SOGNO!.... NO. NON INSISTERE..

STEFANIA. STEFANIA!> (Guarda attonito il telefono) Ha messo gi!

(Va nella zona notte. CAMPANELLO. Esce dalla zona notte, va ad aprire. Entra Titti, divisa da hostess, trolley. Tipo sbarazzino, trenta anni circa)

TITTI - Eccomi! Vieni qua "mitico"! (Gli scompiglia i capelli)

EUGENIO - Lo sai che non riuscirai mai a spettinarmi.

TITTI - Mi fai impazzire di rabbia, per 'sta cosa! Allora, cosa mi racconti?

EUGENIO -Io? Piuttosto tu, che fai una vita cos movimentata: oggi Roma, domani New York, dopodomani

TITTI - Singapore, poi Tokio, Montreal

EUGENIO - ed io? Piazza Dunant, Viale Marconi, Testaccio (Lei divertita) ah, la settimana prossima sono a Monte Mario! Ci sei mai stata? Devo portarmi qualcosa di pesante? Sai laltitudine

TITTI - ma quando diventi un po' pi serio?

EUGENIO - Serio? Come tuo fratello?

TITTI -No, ti prego! vero, che a vent'anni, era gi"vecchio"?

EUGENIO - In effetti, anche se pi giovane, sempre stato il pi "posato" di noi tutti. Poi sei arrivata tu.

TITTI - Io che c'entro?

EUGENIO - Lui prese molto sul serio il suo ruolo di fratello maggiore.

TITTI - Davvero?

EUGENIO - Eri una bambina adorabile

TITTI - adorabile?

EUGENIO - Eravamo tutti schiavi dei tuoi capricci era impossibile dirti di no Eh si! Vuoi bere?

TITTI - Per carit! (Gira per la stanza. Suona un cell, il suo, ma non riesce a trovarlo. Cerca nella sua borsa, lo trova)PRONTOALBERTO(Rivolta ad E.) un mio collega. Mi fa una corte spietata! ... SI, SONO A ROMA CASA DI EUGENIO (A E.) Ti saluta. (Lui fa un gesto: ma chi ?)Poi ti spiegoAH, VIENI? QUANDO? ... STASERA? (Guarda E. che le sorride, complice) S, S (Ad E.) a cena, con lui, che faccio? (Pollice alto di E. Lei gli manda un bacio) VA BENEA CHE ORA?... OK CIAO! Non ti scoccia se questa sera vado a cena con Alberto?

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EUGENIO - Scherzi? Perch dovrebbe "scocciarmi"?

TITTI - Beh, sai... dopo cena andremo a ballare e...

EUGENIO - ... e?

TITTI - Potrei tornare tardi o... fermarmi da lui...

EUGENIO - ... e con questo? Ti fa piacere?

TITTI - Beh, si! Per domani mi porti tu in qualche posto carino, vero?

EUGENIO - Volentieri, ma non ti annoierai con me?

TITTI - Non scherzare... e dove mi porti?

EUGENIO - Ora non so dire... ma vedrai che non rimarrai delusa.

TITTI - Non ho dubbi! (Apre il trolley, tira fuori uno spolverino. Sale sul divano, si toglie la giacca della divisa e lo indossa) Ti piace?

EUGENIO - Bellissimo! Dove lo hai preso?

TITTI (Con enfasi) NYC!

EUGENIO - Dove?

TITTI Geneee! NEW YORK CITY!

EUGENIO WOW!!!

TITTI A proposito l, ho visto una cosa per te!

EUGENIO For me?

TITTI Absolutely!

EUGENIO Cos?

TITTI Non te lo dico, fossi matta! Sar una sorpresa! (Comincia a tirar fuori cose dal trolley. Le lancia dappertutto, molte addosso a E. che, divertito cerca riparo)

EUGENIO - Com sto collega?

TITTI - Un bel ragazzo. Come diresti tu: un pezzo di Marcantonio

EUGENIO - un grande uomo?

TITTI - Forse. (Si blocca, assume unaria sognante) E', sicuramente, un uomo "grande". Quando ti abbraccia, trasmette sicurezza. Ti senti avvolta protetta.

EUGENIO - gi. Perci, per trasmettere tutte queste cose, bisogna essere GRANDI. Giusto? TITTI - Ma dai! Non mica automatico! Tu, ad esempio, sai avvolgere, dare sicurezza in altro modo. EUGENIO - Cio?

TITTI - Ma s! Con la gentilezza, lallegria, la discrezione, il saper ascoltare. Tu sei cos! Non sei un uomo grande", ma sei un "grande uomo"!

EUGENIO - S, vabb...

TITTI -Ehi, grande uomo perch non mi fai uno dei tuoi "famosi" caff?

EUGENIO - Volentieri.

TITTI - Di un po', come vanno le tue fiabe?

EUGENIO - Bene, in poco tempo, mettendo in ordine gli appunti, ne ho completate cinque, anzi sei.

TITTI - Fenomenale! Perch non me ne leggi una?

EUGENIO -Ma il caff?

TITTI - Lo prendiamo dopo!

EUGENIO - E va bene (Cerca nella libreria) aspetta. Questa va bene.

TITTI - Vieni qua.

EUGENIO - Eccomi.

TITTI - Come sintitola?

EUGENIO - Vediamo, ah si! "Il micio Nicky, ingegnere per amore."

TITTI - Il titolo fa schifo. Sentiamo il racconto.

EUGENIO - Grazie! Cominciamo bene! Possibile che tu debba essere cos "cattiva"?

TITTI - Come mio fratello?

EUGENIO -Questo non devi dirlo, Vittorio sar pure un "vecchio", ma cattivo no, non lo stato mai, specialmente con te. Lui ti adora.

TITTI - E' vero, ma io scherzavo! (Lo fa sedere e gli stringe il braccio)

EUGENIO - Dicendo che Vittorio cattivo o che il titolo fa schifo?

TITTI - Che mio fratello cattivo!

EUGENIO - Appunto.

TITTI - Dai, stupidone, leggi 'sto capolavoro! (Gli tormenta i capelli)

EUGENIO -"QUI SI RACCONTA DEL MICIO NICKI CHE, COME TUTTI I GATTI, AVEVA UNA PARTICOLARE AVVERSIONE PER L'ACQUA. QUESTO GLI IMPEDIVA DI ATTRAVERSARE IL FIUME EINCONTRARE UNA STUPENDA MICIA CHE ABITAVA DALL'ALTRA PARTE. QUALCUNO GLI DISSE

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CHE, UN INGEGNERE, PUO PROGETTARE, OLTRE APALAZZI E STRADE, ANCHEPONTI.

PONTI! CAPITE? DECISE DI DIVENTARE INGEGNERE. AVREBBE PROGETTATO UN PONTE PER PASSARE SULLA SPONDA OPPOSTA. SI RESE CONTO

CHE LA STRADA SCELTA, SAREBBE STATA DURA,MA ERA DECISO A TUTTO, PUR DI INCONTRARE QUELLA SPLENDIDA MICIA DAGLI OCCHI AZZURRI... (Si ferma a pensare. Poi rivolto a T. che intanto si accoccola di pi e si addormenta) Pensi sia troppo scontato questo fatto degli occhi azzurri? Sarebbe meglio "giallo miele"? Che ne dici? Ehi... (Si accorge che si addormentata)Povera bambina a pezzi. (Le accarezza i capelli con un gesto Paterno) Dormi, dormi serena, "sorellina". (Malinconicamente. Si alza ed esce)

Scena XIV

(Eugenio, Stefania, Titti e i due giovani)

(Titti ancora sul divano, dorme. Suona il CAMPANELLO, insistentemente. T. si sveglia. Guarda verso la porta e verso la zona notte )

EUGENIO - (Rientrando) Accidenti! Un momento! (Apre la porta, entra S.)Tu? STEFANIA - S, io! (Vede T.) Ah, Titti! Che ci fai qui?

EUGENIO - Ma cosa timp...

TITTI - (Si alza e fa per abbracciare S.) Stefania, ciao, come stai?

STEFANIA - (La evita con uno scarto. T. per poco non perde lequilibrio) Sono venuta a lasciare una cosa per lui.

EUGENIO - Cosa?

STEFANIA - Ti ho portato l'assegno. (E. prova a protestare) No, non dire niente! Il giudice ha stabilito cos, ed io non voglio fare la figura di una che, per denaro...

EUGENIO - ... certo, la figuraccia la faccio io

TITTI - scusate, io vado. (Raccoglie le scarpe e alcune cose che aveva sparpagliato per la stanza, sotto locchio divertito di E.) Devo fare alcune commissioni. Gene, porto il trolley di l?

EUGENIO - Lascialo pure li, ci penso io. Non vuoi fare una doccia? TITTI - La posso fare pi tardi. (Si infila le scarpe) Stefi, ti ritrovo?

STEFANIA - No, sicuramente! Ti saluto ora! (Bacino formale a T. che esce ) Gene?(Con disgusto) Anche la doccia?

EUGENIO - Stefania

STEFANIA - Cosa vuoi dire? (E. rassegnato)Chi ti fa le pulizie? EUGENIO - Faccio da solo! Lo sai che non posso permettermi...

STEFANIA - ... lo so, ma, allora, perch ti ostini a non accettare il mio aiuto? EUGENIO - Aiuto?

STEFANIA - Beh, la tua situazione, dopo il licenziamento, non rosea, io posso darti anche di pi...

EUGENIO - ... non mi serve niente! Anche se il giudice, considerando la mia attuale condizione, ha stabilito la cifra degli alimenti, io non li voglio! Discorso chiuso per favore! Abbiamo preso questa decisione di comune accordo, da persone civili, vero? Ci siamo resi conto che eravamo diventati, come dire, degli estranei? Allora perch, ora, ti preoccupi della mia vita, della mia situazione economica.

STEFANIA - Estranei? Non mi sembra... Secondo me si potrebbe...parlare un po

EUGENIO - no! Stefania, SIAMO SEPARATI! ABBIAMO SCELTO DI FARE DUEPERCORSI DIVERSI? ALLORA FACCIAMOLI! Perch dobbiamo continuare a frequentarci?Insomma:

Io vivo qui e tu in un'altra casa. Io non vengo mai a casa tua, non ne sento la necessit. Tu, invece, stai sempre qui. Ma non hai da fare? Ti vedo molto di pi ora prima eri sempre impegnata... il tuo lavoro, i tuoi hobby, le tue amiche. Io vorrei avere un po' dintimit o, come diresti tu, di privacy!

STEFANIA - Eugenio!Ascoltami bene Io sono una persona seria. Ho capito di aver un po' esagerato.

Eugenio, io e te ci vedremo di meno! Promettimi solo una cosa, l'ultima.

EUGENIO - Sono qui.

STEFANIA - Non parlare mai male di me!

EUGENIO - Ti assicuro che non lo far.

STEFANIA - Solo questo. Ah, un'ultima cosa... attento alle donne giovani e belle! Ti fanno perdere la ragione e

EUGENIO - Concordo! Difatti, con te non sono stato accorto STEFANIA - Che vuoi dire?

EUGENIO - Anche tu sei una donna giovane e bella. STEFANIA - Mi stai dicendo che, io, ti ho fatto perdere la testa? Veramente?

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EUGENIO - Come se non lo sapessi! Purtroppo, in seguito, mi hai fatto perdere altro.

STEFANIA - Cosa?

EUGENIO - La pazienza, soprattutto e poi la fiducia in me stesso.

STEFANIA - Mi raccomando abbi cura di te e... se vorrai, quando vorrai, potrai sempre...

EUGENIO - CHE COSA?

STEFANIA - ... contare su di me.

EUGENIO - Incredibile! (Esce)

Buio scena / Luce proscenio

(Entrano i due giovani, lui a testa bassa, lei lo guarda severa. E. si volta, incontra lo sguardo di V. che non parla)

EUGENIO non guardarmi in quel modo, io

VALERIA - io ti guardo come mi pare, chiaro?

EUGENIO - Ma cosa ho fatto detto, di sbagliato?

VALERIA - Fossi in te mi preoccuperei pi di quello che non hai detto giusto o sbagliato che sia!

EUGENIO - Gi come darti torto

VALERIA - bella ragazza, la piccola Titti, vero?

EUGENIO - Davvero! ( in evidente imbarazzo)

VALERIA - Un po troppo giovane per te, non trovi?

EUGENIO - Non penserai che

VALERIA - non penso niente! (Esce, indispettita. E. la segue a testa bassa)

Scena XV

(Titti, Eugenio e i due giovani)

Luce (Sera. La porta si apre, entrano Titti ed Eugenio ballando. Lei lancia giacca, sciarpa, borsa in giro per la stanza. Indossa un vestito molto colorato. Canticchiano)

TITTI - Fantastico quel locale! E' vero che ci andavate anche tu e Vittorio? Quanti anni fa?

EUGENIO -Trenta anche trentacinque!

TITTI - Ed rimasto come allora?

EUGENIO - Pi o meno. La musica praticamente la stessa. Allora era una novit, oggi "STORIA"!

TITTI - Secondo te, ci si divertiva di pi, ai vostri tempi?

EUGENIO - Come lo dici: "Ai vostri tempi"! Mi fai sentire decrepito.

TITTI - Ma quale decrepito, sembri un ragazzo! Non hai notato come ti guardano le donne?

EUGENIO - Davvero? Forse qualche "decrepita" come me?

TITTI - Nient'affatto! E poi come guardano me?

EUGENIO - Come?

TITTI - Invidiosette!

EUGENIO -Ma dai, mi avranno, sicuramente, scambiato per un pap moderno che passa unaserata con sua figlia...

TITTI - ... o uno splendido cinquantenne in compagnia della sua giovane amante.

EUGENIO - Si, vabbe! Ultra cinquantenne!

TITTI - Guarda che non sfiguri per niente, vicino a una donna di trentanni!

EUGENIO - Che bel complimento!

TITTI sincero!

EUGENIO Grazie! Non mi hai raccontato niente di ieri sera! Dove siete andati con Alberto?

TITTI A cena, al Pomodorino spiritoso

EUGENIO - ristorante vegetariano?

TITTI Si! Lo conosci?

EUGENIO Lho sentito nominare.

TITTI Poi in un Pub, a Trastevere.

EUGENIO Una bella serata, quindi?

TITTI Direi di si!

EUGENIO Se sei rientrata stamani alle dieci, lo deve essere stata anche la nottata?

TITTI E gia!

EUGENIO Ti vuole bene, questo marcantonio?

TITTI Oh si! Mi cerca, mi copre di attenzioni, di regali tenero EUGENIO - e tu?

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TITTI Io cosa? Se gli voglio bene? Devo conoscerlo un po di pi, per dirlo.

EUGENIO Sicuramente ti prende molto, si vede dalla tua espressione quando ne parli! Non solo attrazione fisica, vero?

TITTI No! E questo mi preoccupa un po. Pensavo di essere, come dire, immune da queste sensazioni romanticheo meglio ho deciso di esserlo

EUGENIO - stai scherzando, spero? Come si pu decidere su queste cose?

TITTI Bisogna farlo, per molti motivi! Io devo pensare al mio lavoro. Sono sempre in viaggio da una parte allaltra del globo anche per Alberto cos. Ogni tanto ci incontriamo, a migliaia di chilometri da qui! Tutto molto eccitante mmhh! No, non rinuncer a tutto questo! (Lo guarda incuriosita)Tu non hai mai contenuto,limitato emozioni, slanci

EUGENIO - io? Beh s, purtroppo!

TITTI Gene, coshai? Ti sento triste. Ti annoio?

EUGENIO Scherzi? Forse sono un po stanco

TITTI - a me non la dai a bere! Vieni? (Si siede al divano)

EUGENIO - Una fiaba prima di dormire?

TITTI - No (Si protende e lo prende per mano, tirandolo sul divano) voglio che mi fai un po' coccole.

EUGENIO - Coccole? (Cadendo sul divano)

TITTI - Non me le negare! (Lo abbraccia)

EUGENIO - Bambina, devo pensare che hai esagerato con i "Margaritas"? (La allontana dolcemente)

TITTI - Ne ho preso uno solo e non l'ho neanche finito (Smorfiosa)

EUGENIO - Titti, non sarebbe meglio... !

TITTI - Lo so io cosa meglio (Lo abbraccia di nuovo)

Buio scena / Luce proscenio (Entrano i due giovani)

VALERIA - Allora, cosa devo pensare?

EUGENIO - Di cosa? ( in evidente imbarazzo)

VALERIA - Non ti sembra estremamente chiaro?(Indicandogli la zona notte)

EUGENIO - Non capisco. Cosa estremamente chiaro?

VALERIA - Niente! (Lo guarda, un po arrabbiata e un po divertita, scuote la testa) Questaria da testa tra le nuvole (Riflette) vedendoti da vecchio (Sorride) sei peggiorato!

EUGENIO - A me non sembra

VALERIA - sembra a me CAMPANELLO adesso chi ?

(Si fanno da parte)

Scena XVI

(Eugenio e Valeria)

Luce in scena (Mattino CAMPANELLO Entra Eugenio, va ad aprire)

EUGENIO - Eccomi. (Apre, entra V.)

VALERIA - Buongiorno!

EUGENIO - Buongiorno!

VALERIA - (Si guarda attorno)Solo?

EUGENIO - Solo!

VALERIA - Titti?

EUGENIO - Sar su qualche aereo pensavi di trovarla qui?

(La giovane fa latto di strozzare il ragazzo)

VALERIA - Eugenio, possiamo parlare un po'?

EUGENIO - Naturalmente! Ti offro qualcosa?

VALERIA - No grazie! Vorrei parlare con te di venerd scorso...

EUGENIO - Valeria! Parlare di cosa? Del fatto che io, rientrando e vedendoti sul divano, ho avuto il timore di aver fatto una imperdonabile gaffe. Quindi sono andato via...

VALERIA - ... prima, per mi hai messo una coperta addosso, sei stato cos tenero...

EUGENIO - ... lasciami finire. Sono andato via perch non volevo entrare in un momento tutto tuo. E' vero siamo amici da tanto tempo...

VALERIA - ... da "sempre" e "per sempre", vero?

EUGENIO - Verissimo! Proprio in nome di questa nostra amicizia cos profonda (Con uno sforzo) ho preferito non svegliarti.

(Il ragazzo fa un cenno alla giovane come per dire:Vedi?)

VALERIA - Dove sei andato?

EUGENIO - Da Roberta.

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VALERIA - Roberta? Ah, la bella ragazza in camicia? (La giovane sferra un pugno sulla spalla del ragazzo) EUGENIO - Lei.

VALERIA - E ti ha accolto, a quell'ora di notte?

EUGENIO - E cosa c' di strano?

VALERIA - La conosci da cos poco tempo.

EUGENIO - Fra Roberta e me, nata subito un'intesa particolare. Con lei tutto cos leggero. Leggero ma intenso

VALERIA - ... una cosa di quelle cose, tipo: "Dov'eri? Dove sei stata fino a oggi?"

EUGENIO - Non proprio!

VALERIA -Eugenio! Che risposta ? Non da te! Ti conosco come un uomo che rispetta molto le donne! Insomma con lei ci sei anche andato a

EUGENIO - nientaffatto!

VALERIA - Come sarebbe a dire?

EUGENIO - Che non ci sono andato a letto! Tu, piuttosto, col tuo "ganzo" (Imbarazzo)?

VALERIA - chi, Guido? E' una bella persona, un uomo profondo, sensibile, ma anche allegro e

divertente. Non "l'anima gemella" ma gli voglio molto ehm bene!

EUGENIO -Io, per, chiedevo se ehm (Sempre pi in imbarazzo)tu e lui

VALERIA - Eugenio!

EUGENIO - Accidenti, la lavatrice...

VALERIA - ... cos'ha?

EUGENIO - Non deve assolutamente fare la centrifuga! (Esce. Rientra) Per fortuna me ne sono ricordato.

VALERIA -Sarebbe stato un guaio tremendo! (Ironica. Si siede sul divano)

EUGENIO - Eh s... non perdi occasione per prendermi per il c VALERIA - ... se ti sente Stefania. EUGENIO - A proposito, la sai la novit?

VALERIA - Quale?

EUGENIO - Stefania ha chiesto di essere trasferita in Inghilterra!

VALERIA - Scappa. Da te?

EUGENIO - Figurati! C' un'altra novit!

VALERIA - Speriamo che non sia sconvolgente, anche questa. (Ironica)

EUGENIO - Per me importantissima! (Si siede vicino a lei)

VALERIA - Non tenermi sulle spine. Avanti! (c.s.)

EUGENIO - Mi compro la moto!

VALERIA - Davvero? (Raggiante)E che moto prendi?

EUGENIO - L'Harley, naturalmente! Ho trovato unottima occasione.

VALERIA - Il tuo primo, unico, indimenticabile "amore"?

EUGENIO - S, il mio... (La guarda sconsolato) grande amore.

VALERIA - L'avevi prima di sposarti, ma a tua... ehm alla tua "ex moglie", non piaceva.

EUGENIO - Ti prego, ho rimosso il tutto. VALERIA - Ora ci "scorrazzerai" con la tua Robertina? EUGENIO - Naturalmente! (Pausa. E. si avvicina a V.) Valeria! VALERIA - Dimmi.

EUGENIO - Se vuoi, qualche volta possiamo fare una gita insieme? In moto, intendo. Ricordo che ti piaceva tanto...

VALERIA - da morire. Ma, tu (Sono molto vicini) non mi ci hai mai fatto salire...

(I due rimangono immobil) Buio scena / Luce proscenio (I due ragazzi sul proscenio)

Scena XVII

(I due giovani, Eugenio e Valeria)

VALERIA - bello andare in moto?

EUGENIO - il massimo (Estasiato)

VALERIA - io non sono mai andata... (Lo guarda adorante)

EUGENIO - Perch sei ancora piccolina...

VALERIA - (Stizzita) non sono "piccolina! Ho diciassette (Lui la guarda poco convinto) vabbe, sedici anni!

EUGENIO - Quasi "vecchia", in pratica. VALERIA - Spiritoso! (Si da un tono) Lo sai che ho gi un fidanzato

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EUGENIO - (Colpito) cosa? (Si riprende) Ah si? E chi sarebbe?

VALERIA - E a te cosa importa? (Lo guarda compiaciuta)

EUGENIO - Ma niente. Solo che

VALERIA - che? (Divertita)

EUGENIO - Insomma anche se non sei proprio mia sorella VALERIA - no, non lo sono! (Adorante) Allora?

EUGENIO - Sei

VALERIA - la tua amica del cuore? (Stuzzicante)

EUGENIO - (Sospira) Gi! Il fatto che io ci tengo a a te.

VALERIA - Dici davvero? (Incuriosita)

EUGENIO - Certo! Quindi

VALERIA - quindi? (Incalzante)

EUGENIO - Ecco mi sembra che sia (Imbarazzato) come dire, un po presto VALERIA - presto? Per cosa?

EUGENIO - Per per (Guarda altrove)

VALERIA - Eugenio (Con saggezza) anchio divento grande. (Stavolta lei che allunga una mano per toccarlo. E. si volta e lei ritira la mano)

EUGENIO - (Serio. La guarda) Non aver fretta di crescere, Dorothy.

VALERIA - (Arrabbiata, offesa) Non chiamarmi Dorothy!

EUGENIO - Invece ti ci chiamo! (Le sorride) lo far anche quando saremo vecchi! Tu per me sei Dorothy! Lo sarai per sempre! (Sorride anche lei, lo prende per mano e si allontanano)

Luce scena

(I due sul divano si scuotono, si guardano, commossi)

EUGENIO - Dorothy

VALERIA - dimmi, "Uomo di latta"

EUGENIO - Ci vogliamo bene noi, vero?

VALERIA - Da morire.

EUGENIO - Saremo sempre cos?

VALERIA - Cos come?

EUGENIO - Cos!

FINE PRIMO ATTO

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SECONDO ATTO

Scena I

(Eugenio e Roberta)

(E. solo seduto al divano, sta completando un puzzle montato su un compensato poggiato sul tavolinetto. Sembra molto concentrato. Entra Roberta, gli fa una carezza. Indossa la vestaglia di E.)

ROBERTA - Ti prende proprio, eh?

EUGENIO - Sicuro! (Ha un sussulto. La guarda con interesse) Accidenti.(Rivolge di nuovo lattenzione al puzzle) impegnativo!

ROBERTA - Mi piace tanto guardarti. (Si siede sulla spalliera, con i piedi sulla seduta del divano)Davanti a questo puzzle sei come un bambino...

EUGENIO - ... ti diverto?

ROBERTA - No. Mi emozioni. (Lo stuzzica con un piede. E. sorride)Tu ti diverti?

EUGENIO - Molto! (Allusivo)

ROBERTA - Qualcosa non ti torna?

EUGENIO - Non so! Forse una tessera andata persa.

ROBERTA - Controlla bene. (Accavalla le gambe. E. trattiene il fiato)

EUGENIO - Lho gi fatto

ROBERTA - Fallo ancora.

EUGENIO - Cosa?

ROBERTA - Quell'espressione imbronciata... sei cos carino

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EUGENIO - Scherza tu! Io sto diventando matto (Accavalla le gambe. E. turbato) a cercare... (Si accorge di qualcosa infilato nelle calza di lei) ma cos'hai qui?

ROBERTA - Cosa? ( una tessera del puzzle)Oh... questa? EUGENIO - Fa vedere... (La prende e la inserisce) proprio questa. ROBERTA - Scusa. (Sorride)

EUGENIO - E di che? (Sorride anche lui)Non potevi sapere che era proprio questa, la "chiave di volta". ROBERTA - C' sempre una "chiave di volta", vero?

EUGENIO - Naturalmente, l'importante avere la pazienza di cercarla o aspettarla, prendi il tuo il nostro caso...

ROBERTA - ... in che senso?

EUGENIO - Tu sei la mia chiave di volta!

ROBERTA - Spiegami.

EUGENIO - Bambina, tu hai liberato il vero Eugenio...

ROBERTA - ... davvero? E com'era il "falso"?

EUGENIO - Beh, proprio falso falso no! (Si alza) Si pu dire... inespresso, forse... trattenuto?

ROBERTA - Il famoso "lasciar fare"?

EUGENIO - Gi!

ROBERTA - Senti, Ciccio, posso farti una domanda? Stupida?

EUGENIO - Sarebbe la prima volta...

ROBERTA - ... beh, a volte pu capitare...

EUGENIO - ... sono sicuro che non riuscirai a essere stupida.

ROBERTA - Che carino. (Scivola sul divano)

EUGENIO - (La raggiunge al divano)Allora? (La accarezza) Questa domanda?

ROBERTA -Credi che tra te e me potrebbe funzionare?E una domanda cretina?

EUGENIO - No! (Si allontana) una domanda seria, invece!

ROBERTA -Ci frequentiamo da circa un mese, parliamo molto, ci divertiamo (Allusiva)vero? (E. annuisce convinto)Per non facciamo cenno a a qualcosa di pi

EUGENIO - forse, cos, va bene a tutti e due?

ROBERTA -Ah...

EUGENIO - non potremmo essere amici?

ROBERTA - Ma se un uomo e una donna hanno (Si blocca) Amici? (Si alza) Come lo sei con Valeria?

EUGENIO -Valeria? (Si avvicina insinuante)Tu sei unaltra cosa!

ROBERTA - (Si alza) io SONO unaltra cosa!

EUGENIO (Si alza anche lui) Roberta

ROBERTA - cosa?

EUGENIO - (Si inginocchia teatralmente) Mi vuoi sposare?

ROBERTA -Ma non eri quello del: Errare umano, perseverare diabolico?

EUGENIO -Mi far esorcizzare!

ROBERTA - Non puoi!

EUGENIO Perch no? Devo solo trovare un buon esorcista

ROBERTA Scemo! Io parlo di sposarti! Dovresti prima divorziare! O sbaglio?

EUGENIO Roberta, io (Si rialza) io sto bene con te!

ROBERTA - Anchio sto molto bene con te!

EUGENIO -Ci piace stare insieme ci raccontiamo un sacco di cose

ROBERTA - non tutto!

EUGENIO -Aspetta! Qui ci sono le mie fiabe... (Fa un passo verso la libreria)

ROBERTA -... le ho lette. Mi piacciono...

EUGENIO -... dicevo! Ce n' una per la quale non riuscivo a trovare il nome della protagonista.

ROBERTA -E lo hai trovato?

EUGENIO -Roberta!

ROBERTA -Si?

EUGENIO -Il nome Roberta!

ROBERTA -Dai? E cosa fa, di particolare, questa protagonista?

EUGENIO -Rende felici gli uomini

ROBERTA -Come? (Sospettosa)

EUGENIO -Cantando e danzando! una fiaba per bambini!

ROBERTA (Sorride) Ah! Mi somiglia?

EUGENIO -No! Sei proprio tu!

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ROBERTA No!

EUGENIO -S! (Laccarezza)

ROBERTA Io non canto, non ballo

EUGENIO Tu, col tuo modo di fare, col tuo essere cos leggera, tenera, mi hai fatto provare emozioni nuove, riscoprirne di dimenticate, mi hai aiutato a liberarmi e mi hai fatto felice

ROBERTA - non dovresti

EUGENIO - cosa?

ROBERTA -Io non sono langelo che credi

EUGENIO - per me lo sei!

ROBERTA - Vedi tesoro, io io ho

EUGENIO - no, non sentirti obbligata a raccontarmi

ROBERTA - lo so. Non sono obbligata, ma sento che con te giusto liberarmi.Eugenio, ho avuto

(E. annuisce) altri uomini. Qualcuno non stato carino con me. Anchio non sono stata carina,

con qualcuno di loro. In entrambi i casi stavo sulla difensiva. EUGENIO - Cosa intendi con stavo sulla difensiva? ROBERTA - Avevo paura di lasciarmi andare. (Si siede) Se solo avessi parlato apertamente, esprimendo

quello che avevo dentro. Invece, nulla! Non mi liberavo. Hai presente silenzi, cose

non

dette

o dette male, con toni sbagliati? Autocensura! Ad ogni storia che finiva, la

mia

mente,

si

perdeva in mille contorsionismi!Mille domande sempre le stesse:

perch

non

ho dettonon

ho fatto? Perch ho lasciato andare fare? S, proprio cos, proprio come te! Ecco perch, ora, ti racconto di me. Mi l i b e r o! Senza remore n vergogne. Non riesco a dire altro se non quello che sento veramente!

EUGENIO Del tipo? (Si siede accanto a lei)

ROBERTA Che sono proprio innamorata di te! E soprattutto, impensabile fino a qualche tempo fa, non ho paura di dirti che che, quando non ci sei, penso sempre a te. Sei dappertutto. Penso, continuamente, a come potrei fare le cose con te

EUGENIO (Intrigante) quali cose?

ROBERTA -Tutte! Anche le pi semplici

EUGENIO -Sono senza parole. (Le prende la mano)

ROBERTA -Sono scema?

EUGENIO -Sei... adorabile! (Labbraccia)

ROBERTA -Davvero mi vedi cos?

EUGENIO -Soprattutto, ti sento... (Lannusa)

ROBERTA -E' fantastico!

EUGENIO -E tu, mi senti?

ROBERTA -Idem.

(R. lo tira a se e lo bacia. Si alzano e vanno verso la zona notte Buio scena / Luce proscenio (Entrano i ragazzi, si guardano. Lei imbronciata e triste, lui incredulo)

VALERIA - Eugenio (Con voce strozzata) che che succede?

EUGENIO - (Serio.) Non non lo so! Non posso saperlo!

VALERIA - Allora che si fa?

EUGENIO - (Le prende la mano) Non temere, vedrai che si sistema tutto.

VALERIA Davvero? (Supplichevole))

EUGENIO - (Si da un tono) Fidati di me.

VALERIA ah, allora (Esce indispettita)

Scena II

(Eugenio e Angela)

Luce scena (Mattino. R. esce dalla zona notte, vestita per uscire.)

ROBERTA Ciccio!

EUGENIO (Esce dalla cucina, ha una tazza di caff in mano, la porge a R.) Il caff!

ROBERTA Grazie! (Beve, sorride) Buono! (Gli da la tazza. Guarda lorologio, preoccupata) Vado, devo passare a casa! (E. laiuta ad indossare un soprabito) Ciao, Ciccio, ti chiamo pi tardi! (un bacio veloce ed esce. E. rimane un istante sognante poi fa una piroetta e va in cucina CAMPANELLO.

E.arriva)

EUGENIO Chi ? ANGELA Sono Angela.

EUGENIO (Apre la porta, etra A., circa cinquanta anni) Buongiorno signora, prego si accomodi!

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ANGELA Buongiorno! Stava dormendo, scusi

EUGENIO no, non dormivo (Guarda lorologio) accidenti le sette e mezzo!

ANGELA Troppo presto?

EUGENIO No, stavo per uscire! Mi dica!

ANGELA Sono passata per metterci daccordo

EUGENIO a che proposito?

ANGELA Beh, mi dica quali sono i giorni e gli orari che preferisce

EUGENIO per cosa?

ANGELA Per le faccende!

EUGENIO Quali faccende?

ANGELA Qui, in casa!

EUGENIO Mi scusi, le ho detto io di (Riflette, si appoggia al divano) non ricordo! Sto invecchiando, vero, ma addirittura dimenticare che

ANGELA tranquillo, signor Eugenio, non me lha detto lei!

EUGENIO Appunto

ANGELA me lha chiesto sua moglie

EUGENIO ecco!

ANGELA Sapeva che ho aiutato i suoi genitori, negli ultimi anni

EUGENIO ho capito, ma ehm vede signora Angela (Cerca di rimanere calmo) io, al momento, non ho non posso

ANGELA so tutto, la signora mi ha informato!

EUGENIO Quindi?

ANGELA Quindi non deve preoccuparsi, penser lei a

EUGENIO proprio questo che non mi va!

ANGELA Ma cosa gliene importa?

EUGENIO Mimporta, eccome!

ANGELA Senta (Si guarda intorno, imitata da E.) ci passi sopra. Conviene a lei e (Lo fa ancora, E. non capisce) conviene a me! (E. la guarda con un mezzo sorriso) Io sono in cassa integrazione, mio marito in mobilit! Lui fa qualche lavoretto, ma non pi un ragazzino

EUGENIO senza offesa, anche lei non lo pi! Abbiamo la stessa et, credo (A. Annuisce sorridendo) se la sente di fare un lavoro, come dire, non leggerissimo?

ANGELA Certo, se posso dare una mano al bilancio familiare lei dovrebbe capire

EUGENIO capisco, ma non voglio darla vinta a mia alla mia ex moglie!

ANGELA Se non le da fastidio la mia presenza

EUGENIO ma sta scherzando?

ANGELA Allora, accetti laiuto di sua mo della sua ex moglie e aiuti me, va bene?

EUGENIO Va bene! Lo faccio solo per lei e per Ermanno (Sorride) Ermanno! Ricordo, da ragazzi, giocavamo a biliardo era un fenomeno

ANGELA lo ancora!

EUGENIO Bene, allora lo sfider! Sono diventato piuttosto bravo ANGELA attento! Dicono che imbattibile!

EUGENIO Sar un onore perdere! (Sorridono) Quando vuole cominciare?

ANGELA Luned! Vuole che venga almeno un paio di volte la settimana?

EUGENIO Il luned e il gioved?

ANGELA Daccordo! Va bene la mattina? (E. Annuisce) Facciamo dalle nove a mezzogiorno?

EUGENIO Perfetto!

ANGELA Arrivederci!

EUGENIO A luned! (Laccompagna alla porta)

Scena III

(Stefania ed Eugenio)

(Eugenio prende deifogli dalla libreria. Si ricorda di qualcosa, posa i fogli sul tavolo. Va fuori. Torna con una borsa. Prende il telefono e forma un numero)

EUGENIO <STEFANIA. E VENUTA LA SIGNORA ANGELA SI, LEI.. COME TI E VENUTO IN

M NO, NON DOVEVI.. LO FACCIO SOLO PERCHE.. SI.. SI.. PERO HAI

ESAGERATO. NO, NON MI TROVI. STO USCENDO.. COME DOVE VAI?.. MA

SARANNO CAVOLI MIEI? HO DETTO CAVOLI. DEVI DIRMI ALTRO HO DA

FARE. CIAO COME?..... SI GRAZIE!> (Unultima occhiata ed esce)

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(Breve pausa, CAMPANELLO. Altra pausa. CAMPANELLO Entra Stefania, ha con se la borsa e una cartella di cuoio. Posa la borsa sul divano e la cartella sulla libreria. Fa un giro per la stanza, giocherellando con un mazzo di chiavi. Va in cucina. Breve pausa. Si apre la porta dingresso, entra Eugenio, prende i fogli che aveva dimenticato, sta per uscire sente un rumore. Raccoglie una mazza da baseball e, brandendola, si dirige verso la cucina. S. esce dalla cucina. Eugenio alza la mazza. Rimane di stucco vedendola)

EUGENIO -Stefania! Che cosa... come sei entrata?

STEFANIA -Io... veramente... ma sei gi tornato?

EUGENIO -Chi ti ha fatto entrare?

STEFANIA -Nessuno.

EUGENIO -Allora come...

STEFANIA -Con queste? (Gli mostra le chiavi)

EUGENIO -Come fai ad avere le chiavi? Chi te le ha date?

STEFANIA -Beh, sai... ne ho fatta fare una copia...

EUGENIO -... quando, come?

STEFANIA -Una volta, tu eri impegnato a riparare un rubinetto, in bagno, credo, io ero qui e con la scusa di uscire a comprare qualcosa da mangiare... insomma, ho prese le tue... erano cos invitanti, l vicino la porta... sono andata qui di fronte, c un posto, dove duplicano chiavi e... scusa.

EUGENIO -Ma sei diabolica! Io non... s c u s a? Stefania!

STEFANIA -Si?

EUGENIO Mi hai chiesto s c u s a? (Sorpreso e raddolcito)Ma come ti venuto in mente? Perch? STEFANIA -Volevo venire qua quando non c'eri... EUGENIO -... non capisco! Questo assurdo, violare cos il privato di una persona...

STEFANIA -... no, non era questa l'intenzione, credimi.

EUGENIO -Allora cos'era?

STEFANIA - Quando c'eri tu, ero sempre arrabbiata e facevo arrabbiare anche te. Cos ho pensato...

EUGENIO -Non ci posso credere. Queste tue visite, quando sono cominciate?

STEFANIA -Beh, tre mesi fa, circa.

EUGENIO -Tre mesi? Ma allora?

STEFANIA -Eugenio! Ti ho chiesto scusa!

EUGENIO -S, s, va bene. Tre mesi? Ecco spiegato tutto...

STEFANIA -... che cosa?

EUGENIO -Sai, mi ero accorto che qualcosa cambiava, qui in casa, piccoli particolari... questo, ad esempio, (Le mostra il sigaro) io lo lascio sempre con la parte che metto tra le labbra all'esterno. L'ho, invece, ritrovato poggiato al contrario.

STEFANIA - (Tra se) Non avevo fatto i conti con la sua precisione. Mi perdoni?

EUGENIO -Eh? (Distratto) Perdonarti? Ma certo! (Ride di gusto)

STEFANIA -Mi trovi divertente?

EUGENIO -Un po'!

STEFANIA -Non lo sono mai stata, vero?

EUGENIO -Non volontariamente. Ma non lo sono neanche io...

STEFANIA -Invece no! Tu sei divertente.

EUGENIO -O buffo?

STEFANIA -Assolutamente no! (Si siede)

EUGENIO -Che cosa intendi, allora, per "divertente"?

STEFANIA -Che, con te, non ci si annoia...

EUGENIO -... vuoi dirmi che trovi interessanti, divertenti le cose che faccio?

STEFANIA -Certo!

EUGENIO -Quali cose?

STEFANIA - Che so i tuoi commenti su un film, uno spettacolo teatrale, un concerto. Il coinvolgimento mentre ascolti una canzone o leggi un libro. Come racconti un avvenimento del passato. La tua mania di fare collegamenti tra un evento e laltro. Il tuo soffermarti sul significato di una parola

EUGENIO - gli accenti!

STEFANIA - Gli accenti, gi! Quel ribadire, sempre, la tua italianit

EUGENIO - sai perfettamente come io sia f e l i c e di essere italiano!

STEFANIA -Sono daccordo con te

EUGENIO - vorrei vedere! (La guarda intensamente) Perch non hai mai dimostrato il tuo interesse?


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STEFANIA -E proprio questo il punto! Ero molto interessata, ma non lo dimostravo! Perch? Non lho ancora capito! So solo che vorrei tanto averlo fatto E tu mi hai sopportato per venti anni!

EUGENIO -Anchio, in fondo, ero affascinato dal tuo modo di fare, dalle tue fissazioni STEFANIA - fissazioni? Che fissazioni?

EUGENIO - Ad esempio quando eri preoccupata, forse meglio dire in ansia, che il tuo abbigliamento fosse perfetto. Guai se qualcosa non faceva pandant, si dice cos? (S. annuisce)Ricordi la prima volta che siamo u s c i t i?

STEFANIA - Che cosa dovrei ricordare?

EUGENIO -Scendendo dallauto eri molto imbarazzata, io credevo per insomma, per quello che sarebbe successo dopo

STEFANIA - stupido! (Nasconde un sorriso)E per cosa, allora?

EUGENIO -Non lo ricordi? Davvero? Io non lo dimenticher mai!

STEFANIA -Allora, me lo dici? (Si da un tono, ma curiosa)

EUGENIO - Mi hai guardato con due occhi tristi e mi hai detto, con un filo di voce: Ho una calza bucata! Mi vergogno tanto

STEFANIA -Tu hai voluto sapere dove era il buco, capirai, il solito impiccione (Sorride) EUGENIO - di l a poco lo avrei scoperto, comunque

STEFANIA - scemo! Allora potevi aspettare! Invece no, hai voluto saperlo subito e

EUGENIO - poi mi hai detto che era sullalluce destro

STEFANIA - e tu mi hai fatto togliere la scarpa li, in mezzo alla strada

EUGENIO - in macchina! Sei risalita in macchina! Non si vedeva neanche, tanto era piccoloma per te era enorme! Ricordo che avevi delle calze di scorta in macchina e in borsa, ma nessun paio era di tuo gradimento! Incredibile! (Sorride)

STEFANIA -Ero... sono cos comica?

EUGENIO -Non sto ridendo di te, ma di me stesso.

STEFANIA -Perch?

EUGENIO -Perch? Ricordi come mi sono precipitato a comprarti un paio di calze? Che ho azzeccato la tonalit dopo vari tentativi? Mi hai rimandato indietro almeno tre volte.

STEFANIA -Alla fine le ho sfilate e tu sei andato, con quelle, nel negozio EUGENIO - la commessa deve avermi preso, prima, per un deficiente, poi, per un feticista! (Pausa)

Ricordo la sensazione che ho provato, tenendo in mano una cosa cos cos intima cos tua

STEFANIA - era il nostro inizio!

EUGENIO -Mi sembra che

STEFANIA - sia successo da poco? Invece

EUGENIO - sono passati trentanni!

(Una pausa di riflessione per entrambi. Stefania la prima a parlare. Si alza)

STEFANIA -Eugenio!

EUGENIO -Cosa? (Non la guarda)

STEFANIA -Eugenio! (Si avvicina)

EUGENIO -Dimmi! (Si volta e la trova vicinissima)

STEFANIA -Ci... ci... riproviamo?

EUGENIO (Fa un passo indietro) Ascoltami bene! Per la prima volta ti vedo interessata a ci che dico (S. fa per parlare) no, non ti preoccupare, non c rancore. Abbiamo riso, prendendoci in giro, serenamente, senza astio

STEFANIA - vero! (Lo raggiunge)

EUGENIO - Ma, io, sono cambiato (Si allontana)

STEFANIA - anchio! Ho anche imparato a fare il caff (Lo raggiunge di nuovo)

EUGENIO - sto parlando seriamente! (La blocca mettendo avanti le mani)

STEFANIA - Anchio! Ho fatto molti tentativi ho usato mia madre e una mia collega comecavie

EUGENIO - Ste!

STEFANIA - In cosa sei cambiato?

EUGENIO - Ho fatto delle scelte. Ho deciso di liberarmi!

STEFANIA -Liberarti? Come? Di cosa?

EUGENIO -Prima di tutto ho trovato il coraggio di non lasciar fare

STEFANIA - lasciar fare? Che cosa intendi?

EUGENIO -Ho messo, al primo posto, Eugenio. Ci voluto un po di tempo, ma ci sono riuscito. Da quel momento mi sento, o meglio, sono unaltra persona: il vero Eugenio.


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STEFANIA - Anchio sto scoprendo unaltra me stessa (Si lascia andare sul divano) la vera? Non lo so. Ho per scoperto di saper perdonare, di avere voglia di farlo. Di saper ammettere le mie mancanze (A fatica) ho dei dubbi. (E. la guarda esterrefatto) Ne ho avuti sempre, ma non li esprimevo. Volevo far credere agli altri di avere solo certezze accidenti!

EUGENIO (La raggiunge al divano, ma non si siede. Rimane alle sue spalle) E giusto esternare i propri dubbi, cercare le soluzioni con laiuto degli altri, di chi ti vuol bene, di chi non ti condanna per le tue incertezze

STEFANIA - e ti vuole, forse, ancora pi bene

EUGENIO - senza forse!

STEFANIA -Eugenio (Si volta verso di lui)

EUGENIO - io ti ho voluto bene, molto e te ne voglio ancora STEFANIA - Cosa mi stai dicendo? (Si protende)

EUGENIO -Venti anni fa, ti ho sposata per questo motivo, oltre al fatto, non secondario, che mi piacevi da morire

STEFANIA - e ora, non ti piaccio pi? (Si alza per mostrarsi)

EUGENIO -Purtroppo mi (Sospira) mi piaci ancora (Le da le spalle)

STEFANIA - Eugenio, ma bellissimo

EUGENIO - ti prego! Stefania (Si allontana)

STEFANIA - hai detto che ti senti libero di scegliere. Se ti chiedo di farlo ancora una volta (Lo raggiunge) lultima. Decidi liberamente ( dietro di lui)

EUGENIO (Si volta e se la trova addosso) mi stai sfidando?

STEFANIA -Nessuna sfida! Io lo voglio (Lo provoca) e anche tu! Siamo liberi di scegliere, no?

EUGENIO -Giusto! Allora, mia bella signora, sappi che

STEFANIA - che?

EUGENIO -Te lo spiego di l (Le mette le mani sui fianchi) vuoi?

STEFANIA -Non aspetto altro! (Gli getta le braccia al collo)

EUGENIO (Dopo un primo cedimento, si divincola, scappa) Non possibile!

STEFANIA -Eugenio (Implorante)

EUGENIO (Imbarazzato) Stefania! (Squilla il cell di E. risponde. Tra se) Salvato dal gong <PRONTO SI, SONO IO AH, SIMI DICA.>

STEFANIA - proprio cambiato (Sconsolata, tra se) un tempo mi sarebbe saltato addosso! EUGENIO -< VA BENE CI SENTIAMO!> (A S.) Dicevo STEFANIA - Eugenio, tra pochi giorni partir per Londra e

EUGENIO - ti auguro buona fortuna e buon lavoro.

STEFANIA -Va bene. Ci salutiamo cos? (Si avvicina)

EUGENIO (Tendendole la mano) Ciao Stefania e scusami

STEFANIA - scusami tu, se (Raccoglie le sue cose ma dimentica la cartella di cuoio sulla libreria) non ho voluto darti un figlio!

(Eugenio rimane immobile, come impietrito, si gira di scatto ma lei gi sparita. Si siede sul divano, poggia la testa, chiude gli occhi, sospira. La luce cambia colore)

Scena IV

(Valeria giovane ed Eugenio)

(Entra Valeria giovane. E. si accorge di lei, sorride, non sorpreso, si drizza a sedere. V. va dietro il divano. E. si poggia di nuovo e la guarda tirando indietro la testa. V. gli posa le mani sulle spalle e comincia a massaggiarlo)

EUGENIO - Ciao Dorothy, era un po che non venivi a trovarmi! Come stai?

VALERIA - Ciao Bestia! Bene. Ti sento un po contratto e dalli con sta Dorothy (Sorride) ma tu, sei sempre il mio amico Uomo di latta?

EUGENIO - Naturalmente! Allora, a cosa devo questa visita? Lultima volta stato due o tre mesi fa VALERIA - quattro, per essere precisi. Stai proprio invecchiando, non hai pi la memoria di un

tempo!

EUGENIO - Tu, invece, grazie a queste visioni, rimani sempre la bambina che amavo VALERIA - che AMAVI?

EUGENIO - Che non ho smesso mai di amare!

VALERIA - Ecco, cosi va meglio! Comunque ti ricordo che non sono affatto una bambina ! Ho EUGENIO - sedici anni


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VALERIA - purtroppo molti di pi! Cavolo, quanti ne sono passati!Tanti e sprecati! Senza trovare mai il coraggio di dirti quello che provavo, veramente, per te

EUGENIO - cosa? Che cosa provavi provi per me?

VALERIA (Smette di massaggiarlo) Devo dirtelo io? Non lo immagini?

EUGENIO - La mia immaginazione si sempre fermata prima.

VALERIA (Siede sul bracciolo) e ti bastava?

EUGENIO -No, non mi bastava, ma ero sono uno stupido. Ti ho confessato il mio amore solo in sogno.

Lho solo scritto, forse perch la cosa che mi riesce meglio ho sprecato tanto tempo anchio.

VALERIA - Forse stato meglio cos? Siamo rimasti amici grandi amici no?

EUGENIO - S, vero, ma

VALERIA - niente ma, niente se! E poi meglio avere rimpianti che rimorsi! Non sei daccordo? EUGENIO - questione di punti di vista!

VALERIA - Appunto! (Si alza, passando dietro al divano, mette una mano sulla spalla di E.) Ora torna a dormire e pensa al futuro! Hai tanto tempo davanti a te, una vita nuova, con Roberta

EUGENIO - ma ci sarai anche tu? (Si gira verso di lei) VALERIA - Io ci sar sempre, tesoro mio!(Gli fa una carezza) Buio

Scena V

(Eugenio, Valeria e i due giovani)

Luce (E. sul divano, occhi chiusi. Si sveglia. Esce. CAMPANELLO. Rientra, si sta asciugando il viso. Va ad aprire. Entra V. Entrano i due giovani)

VALERIA- Ciao. Come va? (Sembra infreddolita)

EUGENIO - Cos! Ti preparo qualcosa di caldo?

VALERIA - No, grazie. Non ho freddo. Stavi uscendo?

EUGENIO No, ormai lappuntamento saltato!

VALERIA - Eugenio, devo dirti alcune cose importanti.

EUGENIO -Ti ascolto.

VALERIA -Per cominciare, ti rinnovo la proposta di venire a lavorare nella mia azienda.

EUGENIO - Beh... cos, di punto in bianco... dovrei rifletterci...

(La ragazza rivolge al ragazzo uno sguardo di commiserazione) VALERIA - Eugenio, ancora devi riflettere? Mi serve una risposta. Ora!

EUGENIO - Ci penso da qualche giorno. Confesso: aspettavo tu mi rinnovassi la proposta.

VALERIA - Aspettavi? Perch stavi aspettando? E se io non ti avessi...

EUGENIO - Ma lo hai fatto!

VALERIA - Ti ho chiesto perch aspettavi?

EUGENIO - Non lo so! Forse per quel maledetto "vizio" di stare sempre sulla "difensiva"...

VALERIA - ... sulla difensiva? Da me, devi difenderti? Proprio da me?

EUGENIO - Mi son fatto prendere dagli scrupoli.

VALERIA - Quali "scrupoli"? Eugenio, ti sto dietro da un anno! Cosa ti trattiene?

EUGENIO - Pensandoci bene niente. Solo seghe mentali, sicuramente. In questi giorni, per, sono successe delle cose... che mi hanno aiutato a liberarmi da alcune remore.

VALERIA - Ah, si?

EUGENIO - S, sono mutate delle situazioni, si sono create condizioni diverse, sono maturate delle necessit...

VALERIA - Spero che questo tuo "ermetismo" finisca e tu mi voglia spiegare cosa intendi per "situazioni", "condizioni", "necessit" e altre storie. Intanto, scusa se sono estremamente pratica, vorrei una risposta!

EUGENIO - La mia risposta, si!

(I due giovani sospirano di sollievo)

VALERIA - Fantastico! Finalmente.

EUGENIO - Sar il vostro nuovo (Si guarda) mica tanto, "venditore"!

VALERIA - Ma quale venditore?

EUGENIO - Ah, non sar un venditore?

VALERIA - Nient'affatto!

EUGENIO - Ho capito. Quindi sar nell'amministrazione? Giusto. Dovr fare un po' di "gavetta".

VALERIA - Non ho parlato di amministrazione.

EUGENIO - No? Allora... cosa mi offri?


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VALERIA - Eugenio, cerca di capire che non potevo decidere io. La decisione stata presa dal Consiglio

dAmministrazione. La nostra azienda non di certo una "multinazionale. Facciamo, per, le cose

con estrema seriet, siamo molto attenti nelle nostre scelte. Daltronde i risultati sono tangibili.

EUGENIO - E' sacrosanto.

VALERIA - Il C. d. A. ha esaminato il tuo curriculum...

EUGENIO - ... il mio curriculum?

VALERIA - Si! Ha verificato e valutato il tuo percorso lavorativo...

EUGENIO - ... capirai! Reduce dalla cassa integrazione e da un licenziamento...

VALERIA -... licenziato perch l'azienda ha chiuso i battenti, definitivamente. Non per altri motivi.

EUGENIO - Almeno questo.

VALERIA - Appunto. Essendo, al momento, resasi vacante la posizione di...

EUGENIO - ... guardiano notturno...

(La ragazza da uno spintone al ragazzo)

VALERIA - ... scemo! La posizione vacante quella del... direttore alle vendite.

EUGENIO - Di... direttore alle vendite?

(Il ragazzo esterrefatto, la ragazza gli fa un cenno come a dire:Lo vedi?)

VALERIA - Esattamente!

EUGENIO - Ma... la tua posizione?

VALERIA - Era!

EUGENIO - Era? Valeria, tu, cosa farai?

VALERIA - Altro.

EUGENIO - Amministratore Delegato?

VALERIA - Ma neanche per sogno! Il nostro A.D. insostituibile!

EUGENIO - Allora, cosa?

VALERIA - Ho chiesto di potermi occupare del settore amministrativo.

EUGENIO - In veste di?

VALERIA - Direttore Amministrativo, scusa, eh!

EUGENIO - Diret... ma se hai sempre odiato il lavoro amministrativo? Ricordo il disprezzo per quello che fa mia... cio, Stefania. La chiami "mezze maniche", "topo d'archivio"...

VALERIA - ... il disprezzo per lei, ha ben altre motivazioni! Lo sai!

EUGENIO - Allora, perch questa inversione di tendenza?

VALERIA - Sono mutate delle situazioni, si sono create condizioni diverse, sono maturate delle necessit...

(Gli da un buffetto, raccoglie le sue cose e se ne va, lasciandolo in mezzo alla stanza con unespressione un po ebete. E. si scuote e va nella zona notte) Buio scena / Luce proscenio (I ragazzi sul proscenio) EUGENIO Beh, le cose si stanno mettendo bene, no?

VALERIA (Poco convinta) Pare!

EUGENIO Non essere negativa!

VALERIA Non lo sono!

EUGENIO Allora coshai?

VALERIA Non mi convinci! Sei sempre indeciso EUGENIO - vero

VALERIA - non basta ammetterlo! Devi tirar fuori gli attributi!

EUGENIO (Sorpreso) Dove hai imparato questespressione?

VALERIA Non ha importanza (Risentita) non cambiare discorso

EUGENIO - no, non nelle mie intenzioni! (Lei lo guarda con sufficienza) Non ti deluder, vedrai!

VALERIA (Ora lo guarda con tenerezza) Ne sono certa!

(Allo stesso modo di V. grande, gli da un buffetto e se ne va. Lui, come E. grande, rimane qualche secondo imbambolato poi esce anche lui, sorridente) Buio

Scena VI

(Eugenio e Angela)

Luce (Angela intenta a rassettare. E. arriva)

EUGENIO Buongiorno signora Angela!

ANGELA Buongiorno! Oggi primo giorno di lavoro, vero?

EUGENIO S, ma come fa a saperlo?

ANGELA Lo so! (Decisa)


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EUGENIO Quand cos (Alza le mani. Suona il cell) Mi scusi <PRONTO. CIAO. SI, STO

ANDANDO.. SE SONO CONTENTO? DIREI PROPRIO DI SI. STASERA? VIENI DA ME?.....

VA BENE, A PIU TARDI CIAO!> Bene, vado! Ci vediamo!

ANGELA Arrivederci e in bocca al lupo!

EUGENIO Dico grazie, soprattutto perch il mio cuore non mi fa dire crepi

ANGELA com quel detto della balena?

EUGENIO Signora Angela, via, non sta bene

ANGELA se me sente Ermanno!

EUGENIO Vado! (Esce)

(Si accerta che sia andato via. Prende il suo cell e forma un numero)

ANGELA < PRONTO, SONO ANGELA.. SI E USCITO ADESSO.. CERTO, ERA CONTENTO. E

IMPORTANTE PER LUI. COME DICE?STASERA?..... HO SENTITO CHE HA DA FARE..

CON CHI? NON LO SO.. SIGNORA, PER PIACERE NO, NON MI CHIEDA QUESTO..

COME?...... AH, E COSI?..... PREFERISCO ESSERE DISOCCUPATA PIUTTOSTO CHE..

SI.. NON MI PIACE SPIARE E FACCIA COME VUOLE ! > Ma guarda te fare la spia

mai! Buio

Scena VII

(Roberta ed Eugenio)

Luce (Roberta seduta sul bracciolo del divano, giocherella nervosamente con un oggetto e da' le spalle a Eugenio che appoggiato alla porta della cucina con la testa china e le mani in tasca)

EUGENIO Sei proprio decisa?

ROBERTA Si! Accetter la proposta dellospedale di Torino! EUGENIO Beh, Torino non lAustralia! Potr venirti a trovare se tu

ROBERTA - Eugenio, non promettermi cose che non puoi mantenere e che, soprattutto, non farebbero bene a nessuno!

EUGENIO Ma tu ed io

ROBERTA - tu ed io abbiamo vissuto momenti meravigliosi! La tenerezza, la complicit, il desiderio stato tutto bello, travolgente, ma

EUGENIO - ma?

ROBERTA Ma, di fatto, non sei mio! Non lo sei mai stato!

EUGENIO Come puoi esserne cos sicura? stato esaltante viverti, amarti averti ROBERTA - tu mi hai avuto, ma io non ho mai avuto te! Una donna, queste cose, le capisce

voi uomini non ci riuscite!

EUGENIO vero! Noi non siamo come voi! Ho sempre riconosciuto le donne superiori, inquanto a sensibilit. A nostro modo, per, siamo sensibili anche noi! Forse facciamo fatica ad ammetterlo, ma se siamo innamorati

ROBERTA - tu sei innamorato di me?

EUGENIO (Come colpito, non risponde subito. R. accenna un sorrisetto) Ehm Certo! ROBERTA - Tu sei preso da me! O meglio, ti sei lasciato prendere, ma non ti sei mai dato! EUGENIO Dove ho sbagliato?

ROBERTA Tu non hai sbagliato! Sono stata io che ho frainteso!

(Qualche secondo di silenzio)

EUGENIO Quindi, devo pensare a un addio?

ROBERTA Com quellaforisma greco che citi tu, ogni tanto? EUGENIO - Forse: Panta rhei os potams? (Roberta annuisce) Tutto scorre come un fiume. ROBERTA Appunto!

(Roberta prende le sue cose, fa per andarsene, ci ripensa, torna indietro. Passa la mano tra i capelli di Eugenio, lo avvicina a se, gli da un bacio leggero e se ne va. Eugenio impietrito, poi si scuote e si copre il viso con le mani. Si sdraia sul divano. Assorto)

Scena VIII

(Guido ed Eugenio)

(Suona il CAMPANELLO, sorpreso, si scuote, suona ancora il CAMPANELLO)

EUGENIO Roberta (Corre ad aprire la porta. Apre e si trova davanti G.) Desidera?

GUIDO (Impacciato) Sono Guido

EUGENIO - Guido? Ahsi (Fa entrare G.) prego, si accomodi.

GUIDO - Piacere di conoscerti (Gli tende la mano)

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EUGENIO - Il piacere mio! (Guarda perplesso la mano di G.)

GUIDO - Eugenio, il mio veramente un piacere!

EUGENIO (Stringe la mano, con forza) C qualche motivo per il quale dovrebbe essere altrimenti?

GUIDO - Da parte mia (Ha una smorfia di dolore) no! (Si massaggia la mano) Forse per te

EUGENIO - non resti li, la prego

GUIDO - possiamo darci del tu?

EUGENIO - Certo! Anzi, scusami se

GUIDO - nessun problema! Eugenio, posso parlare liberamente?

EUGENIO - Sentiamo!

GUIDO - Io so quanto grande ed intenso sia il legame tra te e Valeria. Quanto sei importante per lei e quanto, lei, lo per te!

EUGENIO - Ti crea problemi? Posso tranquillizzarti. Tra noi, non

GUIDO - Eugenio lo so! Valeria me ne ha parlato! Lei parla molto di te! In ogni cosa che dice, c sempre un riferimento a te

EUGENIO - e questo non ti fa particolarmente piacere GUIDO - sinceramente? NO!

EUGENIO - Mi rendo conto, ma siamo amici da da sempre e

GUIDO - . Eugenio! Lei ti ama!

EUGENIO - Lei cosa cosa ne sai tu?

GUIDO - E tu ami lei!

EUGENIO - Io? Co come fai a dirlo?

GUIDO - Lo so! Ne ho le prove!

EUGENIO - Le prove? Che vuoi dire? E poi

GUIDO - perdonami, ma ho letto

EUGENIO - cosa hai letto?

GUIDO - Una tua poesia (E. ha gli occhi fuori delle orbite)accidenti mi sento in imbarazzo!

EUGENIO (Si ricompone) Siediti, Guido! Forse meglio rilassarci un po!

GUIDO - Pensi sia il caso? (Eugenio annuisce e gli indica il divano) Qui? EUGENIO (Annuisce) Beviamo qualcosa? Cognac, Whisky o GUIDO - non saprei! Fai tu. Abitualmente non bevo alcolici! EUGENIO - Allora meglio un chinotto! Solitamente, neanche io bevo. GUIDO - Vada per il chinotto!

EUGENIO (Va in cucina e torna con due chinotti) Ecco il nostro Cognac! Allora, come successo? GUIDO - Ero proprio seduto qui gi, quella sera che

EUGENIO (Torvo) lascia stare! Dimmi dove e come hai trovato, quella poesia? GUIDO - Va bene! Ero qui e, prendendo una rivista, caduto un foglio di carta e Valeria EUGENIO - Valeria? Che centra Valeria?

GUIDO - Si! Io lho raccolto e abbiamo letto! Lo so una cosa veramente EUGENIO - Lo ha letto anche Valeria?Quindi

GUIDO - quindi Valeria, adesso molto turbata EUGENIO - ma lei non doveva saperlo non doveva! GUIDO - Perch?

EUGENIO - Perch lei ed io non possiamo lei ha te GUIDO - Eugenio, siamo adulti (E. annuisce) ecco credo che mi far da parte e

EUGENIO cosa? (Raggiante, ma dissimula immediatamente) No Guido, no! vero, io e lei ci vogliamo molto bene. Un bene profondo, ma rimarremo amici AMICI PER SEMPRE (Spia la reazione di G.)

GUIDO - Amici? (Poco convinto)

EUGENIO - Amici! (c.s.)

GUIDO - Eugenio, quello che hai scritto, un amico, non lo pensa!

EUGENIO -Lo so, sembra strano, ma cos! Talmente strano da poter dire che, se farai felice Valeria, anche noi potremmo diventare amici. Bada, io ti tengo docchio (Minaccioso)

GUIDO - ah, non ci sono dubbi: far di tutto per la sua felicit! In quanto ad essere amicitu ed io non lo so! Cos, a caldo, credo non sia possibile! Mettiti nei miei panni

EUGENIO (tra se) vorrei esserci, nei tuoi panni (A malincuore) beh, potremmo avere delle cose in comune

GUIDO - noi due?

EUGENIO Beh abbiamo esperienze simili ecco! (Riflette) Con tua moglie, come va? Stefano De Stefani Via Santagata di Esaro, 21 Roma 333 31 73 711


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GUIDO - Ormai siamo buoni conoscenti.

EUGENIO - Abiti ancora con lei?

GUIDO - No! Da un mese mi sono trasferito in un altro appartamento, non molto lontano da qui

EUGENIO - ah si? Hai due figlie, vero? Quanti anni hanno?

GUIDO - Otto e dieci sono bellissime

EUGENIO - Come la vivono questa situazione? Scusami, forse non ne vuoi parlare

GUIDO - anzi, mi farebbe bene! Magari mi darebbe la possibilit di sfogarmi un po di liberarmi ! Con Marta, mia moglie, abbiamo evitato scenate davanti alle bambine, ma loro hanno percepito la freddezza tra di noi. Hanno subto i nostri silenzi. Ci vedevano, sempre pi spesso, isolarci. Stavamo ognuno per proprio conto, ognuno occupato, nelle proprie faccende. Ad un certo punto hanno perso interesse per noi due

EUGENIO - perso interesse? Che cosa intendi dire?

GUIDO - Sembrava fossimo diventati pezzi darredamento. desolante rendersi conto di essere diventati trasparenti , per i propri figli. Anche loro si stavano isolando. Per, andando via di casa, ho avvertito, subito, forte la loro mancanza. Appena posso, sono con loro facciamo molte pi cose insieme, adesso! Altrettanto fa mia moglie e loro sono tornate a essere interessate a noi

EUGENIO - come avete affrontato, con loro, la questione?

GUIDO - Non ne parliamo! Lo so non corretto, ma stiamo preparando, insieme con uno psicologo, un percorso insomma Euge difficile accidenti se difficile!

EUGENIO - Ci credo! Lo stato anche per me

GUIDO - gi, vero!

EUGENIO - Ma io non ho figli

GUIDO - Scrivi fiabe per bambini, vero?

EUGENIO - Si! Anche poesie per adulti!

GUIDO - Eugenio, io

EUGENIO - solo una battuta! E con Valeria?

GUIDO - Valeria! Sono molto combattuto!

EUGENIO - Per cosa sei combattuto?

GUIDO - Per te!

EUGENIO - Me? Tu devi pensare a a lei!

GUIDO -Le voglio molto bene

EUGENIO - non basta!

GUIDO - Ciosono innamorato di lei

EUGENIO (Tra se) direi che non poco!

GUIDO - credo damarla

EUGENIO (c.s.) questo troppo!

GUIDO -Mi piacerebbe molto se venisse a vivere con me!

EUGENIO - Ah si?

GUIDO -Dovrei chiederglielo?

EUGENIO - Chiediglielo!

GUIDO -Tu cosa dici?

EUGENIO (Incredulo) Vuoi il mio parere? GUIDO - Beh, come la conosci tu, non la conosce nessuno.

EUGENIO - Certo sono suo amico, ma lei una donna e, in quanto tale, difficilmente si pu conoscere, completamente. Le donne sono un mistero, un affascinante mistero. Noi uomini, vuoi per leducazione, vuoi per un nostro limite intellettuale, vuoi perch loro son talmente brave a nascondere, insomma noi uomini, per quanto ci sforziamo, non riusciremo mai a capirle, veramente. Per questo molti uomini le odiano! Anche se sono molto amati da loro. Io, invece, le amo a prescindere! Per la loro bellezza, la loro tenerezza, la loro forza. s e il loro coraggio! Sono loro che ci danno la vita e

GUIDO - la condizionano?

EUGENIO A volte!

GUIDO - Ci fanno anche soffrire EUGENIO - solo se ci piacciono tanto! Perch a noi GUIDO - ci piacciono le donne GUIDO ed EUGENIO -A!

GUIDO - (ricomponendosi) Allora cosa faccio con Valeria?


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EUGENIO - Ah, gi, Valeria spassionatamente? Non forzarla,aspetta che sia lei a chiedertidi convivere. Lo so cosa stai pensando, ma ti sbagli! Io ho piacere che Valeria viva felice! Quindi, attento! (Ancora minaccioso) Io ti tengo docchio

GUIDO (Tra se) Dovrei crederci! (A E.) AspetterCAMPANELLO

Scena IX

(Stefania Guido ed Eugenio)

(Eugenio va ad aprire. Entra Stefania)

EUGENIO Come mai sei qui?

STEFANIA Scusami, ho dimenticato la (vede la cartella di cuoio, la prende. Si accorge di Guido. Guarda, interrogativa, Eugenio)

EUGENIO Lui Guido, un amico di ehm un mio amico.

STEFANIA Piacere, Stefania

GUIDO - Piacere mio!

VALERIA - Io sono la moglie o meglio, lex moglie di Eugenio!Vi ho forse disturbato?

GUIDO No, stavo andando via.

STEFANIA Chiss dove ho la testa? Qui ho tutti i miei documenti, i biglietti per Londra GUIDO - Londra?

STEFANIA Parto tra quattro giorni! La conosce?

GUIDO - Ho lavorato dieci anni in quella citt!

STEFANIA Davvero? Vado anchio per lavoro! Di cosa si occupa? GUIDO Sono un funzionario di banca, ero l presso la nostra filiale.

STEFANIA Ma guarda che combinazione? Bancario anche lei? Mi dica: com la vita a Londra? GUIDO Di sicuro non ci si annoia! (Guarda lorologio) Eugenio, devo proprio andare EUGENIO - prego!

STEFANIA Eugenio, puoi chiamarmi un taxi (E. sgrana gli occhi) per favore? GUIDO Se non le sembro impertinente, posso darle io un passaggio! Dove deve andare? STEFANIA Ma che gentile! Si vede che ha vissuto in Inghilterra. Io abito allEur EUGENIO (Esterrefatto) lEur? La Montagnola, ora, si chiama Eur?

(S. lo fulmina con uno sguardo. E. la manda a quel paese)

GUIDO (Sorrisetto) Perfetto, io devo proprio andare da quella parte! (Aiuta S. ad alzarsi)

STEFANIA Arrivederci Eugenio. (Si avvia, rallenta per farsi dare il passo da G.)

GUIDO (Non si fa sfuggire loccasione) Prego, dopo di lei! (La segue, attratto dalle sue movenze) EUGENIO - Guido! (Guido si blocca si volta) Allora al prossimo Cognac! GUIDO -Ah! Chiss! (Esce)

Scena X

(Valeria, Eugenio e i due giovani)

(Eugenio, dopo qualche secondo di stupore, prende il telefono, forma un numero)

EUGENIO -<PRONTO?CIAO VALE... COME STAI? DISTURBO?SAI CHI E APPENA USCITO DA CASA MIA? GUIDO (Silenzio) SEI ANCORA LI?... MI HA DETTO DELLA MIA POESIA (Silenzio) A TAL PROPOSITO, VORREI DIRTI MA.... DOVE SEI NO.. QUI FUORI?>

(CAMPANELLO Apre, entra Valeria, lui le prende il soprabito, lo appende, lei lo prende sottobraccio. E.

commosso. V. lo fa sedere, lei resta dietro la spalliera, comincia a massaggiarlo. Lui sorride) EUGENIO -Dobbiamo dirci qualcosa, vero?

VALERIA - lunica che non ci siamo mai detti? EUGENIO - Che idiota sono stato!

VALERIA - Lo siamo stati entrambi! Sarebbe bastato poco per essere la tua donna EUGENIO - ed io il tuo uomo!

VALERIA - Ho lasciato che la paura di perdere la tua amicizia vincesse sul mio amore! Ho scelto di non averti perper non perderti! In questi anni ho avuto altri uomini lo sai, no?

EUGENIO - Certo! Nelle braccia di qualcuno ti ci ho spinto io

VALERIA - ma era a te che pensavo e e quando ho letto quella poesia (Smette di massaggiarlo e si allontana) Eugenio, cerano scritte le stesse cose che pensavo io

EUGENIO - Valeria

VALERIA - tutte quelle sensazioni, quei pensieri perch non lo abbiamo detto prima. Quante occasioni abbiamo avuto per ma ora non pi possibile! Ora tu hai Roberta

EUGENIO (Si alza) e tu Guido! Sei innamorata di lui?

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VALERIA - Innamorata? Credo forse

EUGENIO - lo sei, si o no?

VALERIA - diverso da da quello che sento per te!

EUGENIO - Fantastico!

VALERIA - Che ne pensi di Guido?

EUGENIO -Hai ragione: una bella persona deve essere un buon padre!

VALERIA - S, lo ! Ma lo saresti stato anche tu. A Roberta piacciono i bambini?

EUGENIO -Non lo so!

VALERIA - E tu, sei innamorato di lei

EUGENIO -Dorothy (Si avvicina) ti ho cercata tanto

VALERIA - Io sono stata sempre qui. Poi hai incontrato Stefania

EUGENIO - gi. Non lho mai tradita, fisicamente intendo, ma con questa si! Tutti i giorni. Con te! VALERIA - Tutti i giorni? (Gli mette le mani sulle spalle)

EUGENIO - Anche pi volte al giorno! (La stringe a se)

VALERIA -Sei proprio un bastardo!(Tenta di divincolarsi. Lui non la molla) Hai questa capacit di sdrammatizzare tutto non riesci proprio ad esser serio?

EUGENIO Sono serissimo (Lei finge resistenza, poi si abbandona tra le sue braccia) Ti amo! (La bacia. Poi la guarda) Lho detto! Non lho solo scritto, sognato o sto sognando di nuovo?

VALERIA Siamo svegli e ti amo anchio! (Ora lei che lo bacia)

EUGENIO - (Scioglie labbraccio) Vieni. (Arretra verso la zona notte, invitandola a seguirlo. Lei sorride, si accarezza i capelli con un movimento molto sensuale. E. comincia a sbottonarsi la camicia)

VALERIA Fermo! Voglio farlo io!

(Lo raggiunge, lui labbraccia e la trascina fuori) Luce si attenua (Entrano Valeria ed Eugenio giovani, si tengono per mano) VALERIA Vieni, andiamo a vedere cosa fanno! EUGENIO Sei matta? Non si fanno queste cose!

VALERIA Noi lo possiamo fare!

EUGENIO No, dai

VALERIA - ti dico che possiamo! Vieni! (Spiano cosa succede) Come sono carini, guarda! EUGENIO Ma cosa stiamo facendo cosa mi fai fare?

VALERIA Non mi sembra che tu sia costretto!

EUGENIO Io intendo cosa mi fai fare adesso! Spiare due persone nella loro intimit VALERIA - ma quei due siamo noi!

EUGENIO vero! Valeria (La porta via, lei fa resistenza. Si ritrovano vicinissimi) Valeria

VALERIA - (Lo abbraccia) Eugenio

EUGENIO - (Allontanandola) tu sei una bambina ed io

VALERIA - noi siamo un Flashback! Bestia!(Si abbracciano di nuovo) Luce torna normale (Tornano in scena V. e E., V. per prima, si aggiusta il vestito, lui, dietro, si chiude la camicia. Lei si volta e gli sorride. Lui labbraccia, delicato e sensuale)

(I due ragazzi li osservano)

VALERIA - (Si divincola delicatamente. Gli prende la mano) Sai che lo immaginavo proprio cos?

EUGENIO Cos come?

VALERIA - (Lo abbraccia di nuovo) Com stato! (Si stacca da lui, lo guarda fisso negli occhi) Eugenio e e adesso?

EUGENIO Adesso cosa?(La stringe di nuovo)

VALERIA (Allontanandolo ancora, ma pi delicatamente) Non sar pi come prima! Mi capisci? EUGENIO -E' vero, ma potrebbe essere meglio...

(E, invita V. a ballare un valzer. I ragazzi li guardano, dapprima ironici, poi lei gli prende le mani e fa ballare anche lui. Ballando escono di scena, prima i grandi e dopo almeno quattro giri, i ragazzi) Buio

Scena XI

(Angela, Eugenio e Titti)

Luce (Un mese dopo. Tardo pomeriggio. Angela sta mettendo a posto laspirapolvere)

ANGELA Eugenio, io ho finito!

EUGENIO (Da fuori) Va bene, ci vediamo gioved mattina?

ANGELA S, certo! Oggi stato un caso eccezionale! Stamattina avevo una riunione, sa per la cassa Integrazione! Forse c la possibilit, anche se non subito, di rientrare al lavoro!

EUGENIO Lo spero per lei (Esce dalla cucina, indossa un grembiule e ha una cucchiarella in mano)

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ANGELA - (Lo guarda divertita) Cosa sta preparando di buono?

EUGENIO Un piatto tipico marchigiano

ANGELA - cos?

EUGENIO Tacchino alla Guzzuta!

ANGELA Come si cucina?

EUGENIO (La guarda sorridendo) Facciamo cos: una sera venite a cena con Ermanno, lassaggiate e vi do la ricetta, va bene?

ANGELA Benissimo (Lo guarda, furbetta) ci sar anche Valeria?

EUGENIO Vedremo!

ANGELA Beh, io vado! Buona giornata!

EUGENIO A lei!

(A. esce, E. torna in cucina. Si sente canticchiare E. CAMPANELLO. Rientra E., va ad aprire. Entra T., ha con se un trolley e una voluminosa busta)

EUGENIO -Eccoti finalmente!

TITTI Ciao (Laconica) Grande uomo! (Lascia cadere trolley e busta)

EUGENIO - (Si accorge che la ragazza triste) Coshai Titti?

TITTI - Scusami Eugenio, non voglio crearti fastidi... (Affranta. Si soffia il naso)

EUGENIO - ma di che fastidi parli? Non voglio pi ripeterlo: conta sempre su di me!

TITTI -Possiamo parlare un po'?

EUGENIO -Quando vuoi

TITTI -(Si soffia ancora il naso)Adesso!

EUGENIO Per devo spegnere il fuoco (Si toglie il grembiule e va in cucina. T. prende la grande busta. Torna E.) Sono pronto!

TITTI -(Gli porge la busta) Prima questo!

EUGENIO Cos?

TITTI Lho preso a NYC (Si soffia il naso) spero ti piaccia!

EUGENIO - (Estrae dalla busta un cappello. Rimane a bocca aperta) Ma uno Stetson?

TITTI (Continua e soffiarsi sonoramente il naso) Ti avevo promesso una cosa speciale

EUGENIO - bellissimo! (Lo indossa, assume una posa da cow-boy. T. accenna un sorriso, poi soffia di nuovo il naso) Grazie (Le da un bacio sulla fronte, lei lo accarezza) Allora? (Si toglie il cappello e lo mette nella busta)

TITTI Cosa?

EUGENIO Non volevi parlare?

TITTI S s! Non facile, le cose sono tante, importanti ed io non so da dove cominciare. Fammi qualche domanda!

EUGENIO (Scuote la testa, tra lo sconsolato e il divertito) Sei triste?

TITTI Forse confusa? (E. alza le spalle) Sai, ho fatto una scelta, forse decisiva, per la mia vita... (Si cerca addosso qualcosa) senza forse.

EUGENIO -L'hai presa liberamente o sei stata condizionata da qualcuno, qualcosa?

TITTI -Da qualcuno? (Abbozza un sorriso) Forse s... vero. (Guarda nella borsa) Hai dei fazzoletti?

EUGENIO S, certo (Si alza, va in cucina, torna con una scatola di kleenex) Possiamo fare il punto di

quello che successo, almeno fino ad ora?

TITTI (Soffia forte. Piange, soffia ancora e getta il fazzoletto in terra) Va bene!

EUGENIO (Guarda il fazzoletto in terra) Primo: hai deciso, dopo sette anni, di lasciare il tuo lavoro e tutti ti sapevano entusiasta di quello che facevi. (T. piange, soffia il naso, getta ancora il fazzoletto, sotto lo sguardo preoccupato di E. e annuisce) Secondo: hai accettato di lavorare con tuo padre e tuo fratello, nell'azienda di famiglia e questo ha sorpreso, non poco, sia loro sia chi ti conosce bene. (T. c.s. E. sempre pi preoccupato dei fazzoletti)Terzo: non hai nessuna intenzione di andare a casa dei tuoi e hai chiesto a me di ospitarti. Qui mi fermo, non conosco altro. I motivi di queste scelte?

TITTI - (Piange, soffia il naso. Un altro fazzoletto gettato) Li troviamo insieme?

EUGENIO -Mi aspettavo questa tua richiesta, non so perch, ma...

TITTI (Scoppia a piangere e a strattonare E.) come ma? Non vuoi?

EUGENIO S s!

TITTI (Smette di piangere) Allora, mi aiuti?

EUGENIO - Naturalmente, ma tu rispondi alle domande che ti faccio?

TITTI -D'accordo

EUGENIO -Con la massima sincerit?

TITTI -A te non posso mentire!

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EUGENIO -Grazie, sono lusingato. (T. sembra tranquillizzata) Il lavoro non ti dava pi soddisfazioni?

TITTI -Forse. Tu sai quanto tengo alla mia indipendenza. Sono andata via di casa per non sentirmi compressa, per gestire la mia vita senza condizionamenti. EUGENIO - Condizionamenti? Se hai sempre fatto tutto quello che volevi?

TITTI - Era unimpressione! (Comincia di nuovo a piangere, a soffiare il naso e a gettare fazzoletti dappertutto, con buona pace di E.) Ero coccolata, viziata, da tutti (E gi lacrime e fazzoletti) Genitori ricchi e anziani, un fratello di quasi venti anni pi grande, tutti sempre pronti a esaudire ogni desiderio, a soddisfare ogni capriccio. (C.S.) Non ero libera, per! Libera di scegliere, veramente, cosa fare della mia vita. Avevo un percorso stabilito: lazienda di famiglia sarebbe stata mia. Intanto se ne sarebbe occupato il mio fratellone. Io dovevo solo pensare a studiare e a divertirmi. (C.S. sempre pi lacrime, soffiate e fazzoletti)

EUGENIO - Penso a quanta gente vorrebbe trovarsi in una situazione cos drammatica

TITTI - non scherzare Gene! Conosci il significato dellespressione ricatto morale? S, ero ricattata moralmente: tutto quello che mi era concesso era perch, loro, avevano capito che tipo sono ed erano terrorizzati allidea che potessi andarmene di casa.

EUGENIO - Stavi veramente cos male con loro?

TITTI - Non fare il finto scemo! Stavo benissimo! Voglio loro un bene immenso! Amo quellacasa, questo quartiere, questa citt, ma

EUGENIO - ma?

TITTI - Ognuno di noi dovrebbe avere la possibilit di fare le proprie scelte, anche correndo il rischio di sbagliare! Anche se loro, in questi anni, hanno continuato a stressarmi, non credo di aver fatto una scelta sbagliata e poi mi sono lasciata una possibilit e lho sfruttata!

EUGENIO - Ok! Cosa ti ha fatto cambiare idea? Non posso credere che tu abbia pensato all'azienda paterna come una soluzione di comodo.

TITTI -E invece l'ho fatto, solo, per opportunismo... (Pianto, soffiate. Ormai, in terra c un tappeto di fazzoletti. E. disperato)

EUGENIO -... l'hai detto, diamine! Finalmente ti liberi.

TITTI -S mi libero! E lo posso fare perch tu mi aiuti. Solo con te posso aprirmi, liberarmi.

EUGENIO -Premesso che da me puoi stare tutto il tempo che ritieni opportuno, perch non vuoi

tornare dai tuoi? La casa anche tua. E' una casa immensa. Hai due, dico due, colf... (Guarda sconsolato il pavimento) qui no!

TITTI -Perch... perch sto meglio qui!

EUGENIO -Qui? (Sbarra gli occhi)

TITTI -Si! Due mesi fa, qui da te... con te, ho passato dei giorni indimenticabili, sereni. Tu sei stato meraviglioso, discreto, allegro e comprensivo. Soprattutto comprensivo

EUGENIO -Basta con i complimenti e con i fazzoletti! (Li toglie dalla sua portata. Prima ne prende uno anche lui) Dimmi la verit, Titti!

TITTI -Da te accetto ogni cosa, mi lascio guidare...

EUGENIO -... la verit! (Si asciuga il sudore)

TITTI -E va bene. Quello che sto per dirti, lo so, ti colpir, ma tu mi conosci meglio di chiunque altro e capirai. Accetterai e non me lo farai pesare...

EUGENIO -... cosa devi dirmi? (Preoccupatissimo, il sudore gli cola dalla fronte)

TITTI -Aspetto un bambino!

EUGENIO (Getta il suo fazzoletto in terra) Caz..! Buio

Scena XII

(Angela)

Luce (Entra Angela. Con una scopa e un raccoglitore. Si guarda intorno contrariata. Comincia a pulire) ANGELA Mamma mia che macello! Prima era tutto pi facile! Eugenio era preciso, non sporcava! Io

pulivo sul pulito, ma da quando ha ripreso a lavorare, una fortuna per me, altrimenti la sua ex moglie non mi avrebbe tenuto, cambiato tutto! Capisco che ha meno tempo libero, ma diventato come tutti gli altri uomini! (Alza il posacenere) Meno male che non fuma (Perplessa) per sto mezzo sigaro sta sempre qui (Rimette a posto il posacenere col sigaro) io non lo butto! Chiss, forse un portafortuna? Alla prima occasione glielo chiedo! (Va in camera da letto. Rientra) Il letto non se lo rif pi! Poi meno solo del solito (Sorride) me ne accorgo dagli spazzolini nel bagno! Forse la signora Valeria viene spesso (Riflette) anche se sospetto che non venga solo lei! (Si siede sul bracciolo del divano) Credo stiano insieme! Non capisco perch non viene a vivere qui? Cos gli

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lascia campo libero (Riprende a pulire) ieri non stata qui. Lho vista con sua madre (Contrariata) c stata unaltra donna (Annusa laria) lo capisco dal profumo! (Nel frattempo si formato un cumulo di fazzoletti) Accidenti o la ragazza allergica o hanno visto un film molto commovente o (Contenta) lha lasciata? (Alza le spalle, va in cucina, torna con una busta di plastica. Mette tutto l dentro) Comunque non sono affari miei! (Riflette) Per sarei proprio contenta se Valeria venisse a vivere qui (Sospira) e aiutarla nelle faccende! Chi vivr vedr! (Esce) Buio

EPILOGO

(Titti, Eugenio, Valeria e i due giovani)

Luce (Mattino. Eugenio seduto sul divano, legge. CAMPANELLO. Si alza e va ad aprire. Entra Titti con un pancione di almeno cinque mesi e le mani occupate da pacchi e buste)

TITTI - Ciao, mitico! Fatti abbracciare.

EUGENIO - Piano, "mammina", piano.

TITTI - Ma dai, stupidone. Lo sai che Carlotta non aspetta altro.

EUGENIO - Veramente?

TITTI - Quando sente la tua voce, si agita tutta.

EUGENIO - Non gli far paura?

TITTI Tuttaltro, credimi!

EUGENIO - Non dovresti portare tutti questi pesi! Vieni siediti. Vuoi una fetta di torta?

TITTI - S, si!

EUGENIO Siediti! (T. si siede. E.Va in cucina e torna con una fetta di torta, la da a T.) TITTI (Dando subito un bel morso) Mmhhh! EUGENIO - Ti piace?

TITTI - E buonissima!

CAMPANELLO (Eugenio apre la porta dingresso, entra Valeria, con un bel pancione anche lei, ha molte buste e pacchetti con se. Eugenio sorride, laiuta a liberarsi di quello che ha in mano. Fa per darle un bacio ma lei gli da un buffetto sul naso. Vede Titti e va verso di lei, lasciandolo in una buffa posizione) VALERIA - Titti! Eri qui? Perch non rispondi al telefono?

TITTI - Non l'ho sentito... o l'ho dimenticato? (Prende la borsa, cerca allinterno. Trova il telefono, lo guarda) Guarda, spento! (Accende il cell. e riprende a mangiare)

EUGENIO - Che testa! Allora, mamme, come andiamo?

VALERIA - Bene. E tu "pap"?

EUGENIO - Magnificamente!

TITTI -Finalmente si realizza il tuo sogno

EUGENIO - Ho desiderato tanto un figlio e ora... addirittura due(A Valeria) Vuoi un po di torta anche tu?

VALERIA - Volentieri! (E. va in cucina)

TITTI - proprio mitico il nostro Eugenio, vero?

VALERIA (Si siede accanto a T.) Accidenti, si!

EUGENIO -(Torna dalla cucina con la torta) Ecco qua!

TITTI (Da un bel morso) Ma cosa ci metti per farla cos buona?

EUGENIO - Tanto amore!

VALERIA - Lo senti il poeta? D la verit: che sei un gran ghiottone ...

(Suona il cell di Titti. Come il solito non lo trova e continua a suonare. Lo trova)

TITTI - <PRONTO ALBERTO DOVE SEI?... QUI SOTTO?...SALI?... E TARDI? (Guarda E. che annuisce) ARRIVIAMO MANDAMI UN BACIO> Lo manda anche a voi

EUGENIO Grazie! (Guarda lorologio) Ehi, davvero tardi! Il corso comincia tra mezz'ora... non vorrete

perderlo?

VALERIA - Andiamo.

TITTI (Si alza imitata da V.) Ciao Grande uomo (Lo stringe forte) ma quanto ti voglio bene? EUGENIO - Ciao, piccola peste! Salutami il tuo ragazzone!

VALERIA (A T. con unocchiata dintesa) Scendo subito, prendo una cosa TITTI - ti aspettiamo!(Esce)

(Entrano i due ragazzi)

EUGENIO -(Si china sul pancione di V.)) Ciao, Cuccioli, sono pap. Fate i bravi, non fate arrabbiare la mamma (Riflette) ma mi sentiranno?

(I giovani guardano contenti la scena)


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VALERIA - Certo che ti sentono bestia! E poi, QUATTRO orecchie son meglio di DUE! (Ridono di cuore. V. si avvia alluscita. Torna indietro, si avvicina a E. che sognante) "Uomo di latta"!

EUGENIO - Dimmi "Dorothy"!

VALERIA - Mi vuoi bene?

EUGENIO - Da sempre! E tu?

VALERIA - Per sempre! (Lo bacia ed esce)

(E. rimane immobile guardando la porta. Poi si scuote, prende il mezzo toscano dal posacenere, lo mette tra le labbra, cerca qualcosa in tasca, non trova nulla. Guarda verso il pubblico, alza le spalle e si allontana) (I ragazzi guadagnano il centro della scena, si guardano. Lui le fa cenno di aspettare. Prende qualcosa dietro il sipario. Sono due caschi. Ne porge uno alla ragazza) EUGENIO - Vuoi sempre farlo quel giro in moto?

VALERIA (Prende il casco, raggiante) E VAI!(Si abbracciano) Buio Luce

SALUTI

FINE


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