LIBERTA PROVVISORIA
Un atto radiofonico
di EDOARDO ANTON
PERSONAGGI
Il professore
Anna
Franco
Cesarino
Nando
Infermiere
Suora
Portantino
Modico
Maresciallo
Ai nostri giorni a Roma
(Fischi di frenate- fragore d'incidente automobilistico - rombo d'un'autobotte che si rovescia in un fossato).
Il Professore - ( un imbecille: cordiale, ottimista, retore, soddisfatto di s. Parla con cadenze vagamente settentrionali. Ora, nel tono del narratore) Subito dopo l'investimento, eravamo stati soccorsi. S'incontra sempre molta brava gente sulle strade. Poi altri volonterosi ci trasportarono tutti e tre all'ospedale, qui in citt, i due camionisti ed io. E' consolante constatare come la solidariet umana non sia mera parola. Mi ritrovai - vero - senza portafogli n orologio. Ma certamente avevo perduto quegli oggetti nel capitombolo che la mia automobile aveva compiuto nel fossato. Durante il tragitto, i due camionisti che parevano moribondi, tuttavia con l'ultimo fiato m'avevano rivolto appellativi irripetibili. Gli spiriti semplici e schietti reagiscono spesso cos alla cattiva sorte. Ma io dissi loro civilmente che riconoscevo il mio torto e che ero assicurato. Io sono un sociologo e professore di pedagogia. Un educatore, insomma. Conosco bene l'animo umano e infatti riuscii subito a tranquillizzarli. Fummo ricoverati in una camera lunga e stretta con quattro letti tutti in fila contro la stessa parete. Il quarto letto, quello vicino al mio, era ancora vuoto. Quando pi tardi sar occupato, comincer la storia che vi voglio narrare. La prognosi medica per noi tre era questa: per Cesarino, il camionista pi grosso, vera montagna di potenza muscolare, commozione cerebrale; per l'altro, Nando, meno erculeo e meno giovane, contusioni varie e sospetto distacco della retina, per cui gli bendarono anche gli occhi; per me, frattura multipla del femore con sospetta incrinatura d'un disco sacrale. Ma non parler pi delle nostre sofferenze se non per quel minimo necessario ad inquadrare la storia che ha altri protagonisti. Il nostro incidente stradale fu solo l'occasione che mi permise d'incontrarli. Fu verso le due del mattino che portarono in barella e deposero cautamente nel letto libero un giovane sui ventotto anni. Dovevo apprendere pi tardi che si chiamava Franco Castelli. Era del tutto inconscio ed esalava di tanto in tanto un breve lamento. (Il breve e non drammatico lamento di Franco ad intervalli. Diverso tono: di partecipe della vicenda e a bassa voce, adatta alla notte in una stanza d'ospedale) E' grave?
LInfermiere - S.
Il Professore - Un altro infortunio stradale?
LInfermiere - No.
Il Professore - Che cosa gli successo, allora?
LInfermiere - Stia buono. Dorma, professore. Dorma. (Agli altri) Andiamo. (Passi). Il Portantino (piano, confidenziale, voce incolta) Ha il polmone sinistro perforato da un colpo di rivoltella.
Il Professore - Suicida? Sciagurato giovane! (Retorico) Ah, se i giovani sapessero...
Il Portantino - Gli hanno sparato.
Il Professore - Dramma della malavita, allora...
Il Portantino - No. Dicono che stata una ragazza.
Il Professore - Ah! meridionali di sicuro. Delitto d'onore.
Il Portantino - Be', bonanotte.
Il Professore - (nel tono della narrazione) Rimasi a lungo sveglio inseguendo pensieri sulla mentalit arretrata del nostro Mezzogiorno. E m'addormentai soddisfatto della loro acutezza. A volte il dolore fisico ci rende particolarmente lucidi. Mi svegliai all'alba, per il sussurrare d due voci. Il medico di guardia e un maresciallo dei carabinieri erano al capezzale del ferito.
Il Medico - Non credo, maresciallo. Ma possiamo provare.
Il Maresciallo - Mi sente? Mi sente? Muova gli occhi se mi sente. Ecco. Bene. Sappiamo che fu una ragazza a spararle. Ce ne dica il nome. (Pausa) Ce ne dica il nome.
Franco - (rauco e in un soffio) Non... non la conosco.
Il Maresciallo - Non possibile. (Pausa) E' nel suo interesse. (Pausa) Su. Da bravo. (Pausa).
Il Medico - Deve sospendere, maresciallo. Del resto fuori di nuovo, lo vede? (Passi che si allontanano).
Il Professore - (tra s) L'omert. Naturalmente! Il classico quadro del Sud! (Ora in tono di narrazione) Passarono pi di ventiquattr'ore. Verbali per l'assicurazione, firme, eccetera, eccetera. S'arriv cos al mezzogiorno successivo. Stavamo tutti meglio. M'avevano ingessato la gamba. Cesarino con la borsa di ghiaccio in testa gi tormentava suor Angelina perch aveva fame. Nando aveva sempre gli occhi bendati. E il nostro giovanotto - anche se non era ancora stato dichiarato fuori pericolo -pareva un po' pi sollevato. Al maresciallo aveva ripetuto di non conoscere la sparatrice e in un italiano senza particolare accento dialettale. Il che mi aveva stupito. Ora Suor Angelina aveva portato i vassoi con la colazione. E subito Cesarino, con quella commovente fraternit che esiste fra i semplici, s'era offerto d'aiutare il compagno.
Cesarino - (greve accento e voce romaneschi) Sora, ce penso io a imboccallo. Semo come fratelli io e Nando. Capirai! emo fatto pi de quattrocentomila chilometri su la stessa autobotte!
Il Professore - (partecipe alla scena) Ossia dicci volte il giro del mondo!
Cesarino - Lo senti, Nando, che dice er professore? Ch'emo fatto insieme dieci volte er giro der monno. Sei contento? Per, com' che nun emo visto mai gnente? Se vede proprio che semo fessi. Vie qua. Apri sto forno che te d la ciccia. Ti.
Nando - E' dura.
Cesarino - E che so' le bistecche della sora Amalia? Qui cucineno altre sore, Nando mio! Ecco qua. Apri. Un boccone a te e uno a Cesarino tuo.
Nando - N'antro nervetto m'hai dato.
Cesarino - E' tutta cos. Te giuro.
Il Professore - (narratore) Non potevo veder bene il piatto. E per un momento sospettai che Cesarino prendesse per s i bocconi migliori. Ma subito mi vergognai d'aver dubitato del generoso animo ; popolare. Infatti, quasi a rispondermi, Cesarino disse...
Cesarino - Te sto a capa er mejo, Nand. I ccci de seller come se dice.
Nando - (quieto) Cesari... poi quanno che ce vedo te guardo.
Il Professore - (narratore) Pi tardi con quei pas setti svelti che hanno solo le monache, Suor Angelina entr e si diresse al letto di Franco mentre una giovane bruna e ben dotata da Madre Natura rimaneva fuori nel corridoio. Suor Angelina (sussurra) C' qui fuori sua cu gina. E' venuta a trovarla. La faccio passare? Si sente? Be'... per pochi minuti soltanto. E non parli troppo.
Il Professore - Entr con una evidente timidezza. L'occhio spaurito e l'ombra d'un'angoscia sulla fronte. Ma era veramente una splendida giovane. (Cauto fischio ammirativo di Cesarino). Suor Angelina (piano) Badate, giovanotti. Io qui non tollero maleducazioni.
Cesarino - (balbetta) Io... che ne so... E' stato er cieco, sora.
Suor Angelina - Siete avvisati.
Il Professore - Sin dal primo momento, da come si guardarono, capii che non erano cugini e che anzi non si erano mai visti. Tra me e loro c'era solo lo spazio del comodino. Potevo seguire ogni parola, anche se sussurrata. E sin da quel momento adottai una tattica che doveva in seguito dimostrarsi molto utile: finsi di dormire. (Franco Anna parleranno con un piccolo volume di voce, come richiede il luogo. Ci naturalmente non vuol dire monotonia di ritmi o di toni. Per questo primo dialogo, Franco parler un po' a fatica).
Franco - (diffidente) Chi lei? (Pausa) Perch ha detto d'essere mia cugina?
Anna - Altrimenti non m'avrebbero fatto passare. (Pausa).
Franco - Allora? Chi ? (Pausa) Io non la conosco.
Anna - Sono... quella che le ha sparato. No! non suoni! Aspetti un momento. Potr farmi arrestare anche fra cinque minuti.
Franco - D'accordo. Fra cinque minuti. (Pausa) Perch mi ha sparato? (Pausa) Mai vista n conosciuta... (Pausa) Eh? (Pausa) Cosa poteva avere contro di me?
Anna - Niente.
Franco - E allora? Perch?
Anna - E' stata una disgrazia.
Franco - Mi vuol far credere che s'era messa a pulire una pistola, a mezzanotte, all'uscita d'un cinema?
Anna - No. Voglio dire che... l'ho colpita per errore.
Franco - Voleva ammazzare un altro e invece ha quasi ammazzato me? E' cos?
Anna - Ma spero che lei...
Franco - Anch'io lo spero. Per non ancora detto.
Anna - Non ancora fuori pericolo?
Franco - No.
Anna - Soffre molto?
Franco - Pi per la mano che per il petto.
Anna - Purtroppo quella al petto che grave...
Franco - Se crepo, s. Ma se campo pi grave la mano.
Anna - Perch?
Franco - Perch oltre alla mira storta, ce l'ha pure disgraziata, signorina. Ha fracassato la mano sinistra di un chitarrista. Perci o muoio adesso di pistola o muoio dopo di fame. Ha capito che bel lavoretto ha fatto?
Anna - Mi dispiace.
Franco - Ah, le dispiace! (Pausa) Be', prima che suoni il campanello mi faccia almeno capire perch venuta.
Anna - Mi chiamo Anna De Sanctis. Sono qui a studiare al liceo artistico...
Franco - (interrompe) Guardi... la sua storia non m'interessa affatto. Mi dica lo scopo della visita e facciamola finita.
Anna - Ecco... se lei... volesse aiutarmi... Ho gi capito che non vorr. Ma glielo dico lo stesso. Se avesse un po' di piet per me.
Franco - La vittima sono io. Piet! Qui s'invertono le posizioni.
Anna - Io spero. Spero con tutto il cuore che lei guarisca.
Franco - Lo credo. Le farebbe una bella differenza al processo.
Anna - S. Ma intanto... se lei... se lei potesse non costituirsi parte civile...
Franco - L'ha mandata qui il suo avvocato?
Anna - S.
Franco - Mi faccia capire il punto.
Anna - Dato che non m'hanno arrestata entro le ventiquattr'ore... Adesso tocca alla Procura della Repubblica spiccare mandato di cattura... Cos mi ha detto l'avvocato. Ma se lei esce fuori di pericolo... e non infierisce contro di me... Io domani mi costituisco e... l'avvocato pensa di potermi ottenere la libert provvisoria.
Franco - Per prima cosa, dunque... dovrei cercare di non tirare le cuoia... E quanto a questo le prometto che far di tutto. Ma per la seconda... non ci pensi nemmeno.
Anna - Vuole vendicarsi.
Franco - Voglio il giusto. Lei deve pagare.
Anna - Sono povera. Orfana di padre. A Vibo Valentia mia madre ha un banco di frutta. Non ricaver denaro da noi.
Franco - Non si paga solo col denaro. Andr in galera. Com' giusto. Perch lei una delinquente.
Anna - (piange piano e fra le lagrime mormora) Mi odia.
Franco - Odio la gente violenta. Quelli come lei con la pistola facile... Fosse per me non ci sarebbero mai attenuanti per chi spara. (Una pausa - lei piange piano) Non mi ha detto perch voleva ammazzare quell'altro.
Anna - (in un soffio) Per amore.
Franco - Bell'amore. E' il suo fidanzato?
Anna - S.
Franco - E voleva lasciarla.
Anna - S.
Franco - E non ne aveva il diritto?
Anna - (ora in tumulto anche se con voce soffocata) No! Non ne aveva il diritto dopo tutte le sue promesse... dopo... quello che c'era stato tra noi... lo avevo avvertito...
Franco - S, s. Una specie di ricatto della paura.
Anna - Ma io lo amo! Non voglio... non posso vivere senza di lui... Ci ho provato a rassegnarmi... E non dormivo pi... non mangiavo pi... e intanto mi prendeva una specie di pazzia...
Franco - Perch adesso mangia e dorme?
Anna - No. Ma perch non vuole capire...
Franco - Ho capito. E dopo aver capito, ripeto che lei una delinquente.
Anna - Non pu perdonare.
Franco - Si faccia perdonare dal suo fidanzato e dal suo confessore se ne ha uno. Io che c'entro?
Anna - Anche l'offeso pu perdonare.
Franco - Senta, signorina... lei prima si mette a sparare all'uscita dei cinematografi e poi chiede dalla sua vittima virt evangeliche. Non ne ho. Va bene? La sola cosa che posso fare per lei... non suonare questo campanello. Facciamo come se non fosse venuta. E adesso se ne vada che non ho fiato da sprecare.
Anna - (in un soffio) Grazie lo stesso.
Il Professore - Tra le ciglia socchiuse la vidi an darsene lentamente. Ora pareva meno bella, con l'espressione chiusa nell'angoscia, la faccia terrea e una sorta d'improvvisa vecchiaia nel corpo. Quan to a me ero contento d'averci azzeccato: sia pure con un errore di bersaglio, era un delitto d'onore e lei era meridionale.
Cesarino - Profess... noi da qua non sentiamo gnente...
Il Professore - E con ci?
Cesarino - No... volevo da d... quella cuggina verace o... cuggina p parte d'Adamo? ce semo capiti...
Il Professore - Per quello che ho udito... cugina dalla parte di Caino.
Cesarino - (ottuso) Ahmb! (Sorge il mormorto cadenzato del Rosario cui la suora trascina i degenti della vicina camerata grande. Sale e diminuisce con effetto di dissolvenza).
Il Professore - (narratore) Passarono alcuni giorni. Il mio giovane vicino di letto era uscito di pericolo. Non solo, ma la sua forte costituzione e la giovinezza lo facevano migliorare rapidamente. Aveva ricevuto molte visite: colleghi, amici, gente della Rai. Per non ero stato presente a tutti i colloqui avendo passato due visite di controllo gi in radiologia. Sia detto brevemente per inciso, perch non mi piace parlare di me, il sospetto sull'incrinatura di un mio disco sacrale s'era rivelato inconsistente. A Cesarino invece era stato riscontrato un versamento cranico che doveva lentamente riassorbirsi. Ma la cosa non pareva dargli fastidio. Mah! forse uno di noi - un intellettuale voglio dire - ne avrebbe molto sofferto. Ebbi a questo proposito un pensiero malizioso: che ci sia pi posto nel cranio di un incolto? Io non sono certo razzista. Per sono classista. Ce l'hanno insegnato loro. Be', lasciamo andare. Mi sono proposto di sparire umilmente, in questo racconto. Mi limiter a riferire. Cosa stavo dicendo? Ah s... La vista di Nando era invece ancora in dubbio... Tuch and go come dicono gl'inglesi. E aveva ancora gli occhi bendati. (Sorge un twist da un transistors) Era venuta una parente a trovarlo e, ahim, gli aveva portato una radiolina a transistors. Pi volte perci ero stato costretto ad ammonirlo perch facesse un uso civile di quello strumento. Ed eccoci al pomeriggio in cui Anna fece la seconda visita al giovane chitarrista. (Aumenta un poco il twist dal transistors di Nando) Entr con un completino semplice e un po' stretto, ma che le stava molto bene: esaltava - se cos posso esprimermi - le sue doti naturali... (Di colpo cessa la musica) Con gesto automatico Cesarino chiuse la radiolina. (Un silenzio).
Nando - (soffiato) Cesari... che entrata 'na bona?
Cesarino - (soffiato) S. Come ce lo sai?
Nando - (cs.) Dar fiato tuo. Me pari 'n bufalo.
Il Professore - (piano) Gi Nando andava in certo modo acquistando la sublime sensibilit del cieco...
Franco - Toh! Non m'aspettavo di rivederla.
Anna - Davvero? Pensava che me la sarei cavata con una lettera di ringraziamento?
Franco - (imbarazzato) Ringraziare per cosa!...
Anna - Andiamo! Io piuttosto non mi aspettavo... Dopo quello che mi aveva detto...
Franco - Be'... se qui, vuol dire che ha funzionato.
Anna - S. Ho ottenuto la libert provvisoria. (Pausa) Ma com' che s' deciso a...
Franco - Non lo so.
Anna - Ma lo ha fatto. Perch?
Franco - Non lo so. Quando m'hanno detto che ero fuori pericolo... che sarei guarito... e soprattutto che anche la mano... Pare che potr suonare come prima...
Anna - Questo mi fa piacere pi di tutto.
Franco - Be'... ero contento, si capisce. E quando uno molto felice commette facilmente una sciocchezza.
Anna - Anche quando uno molto infelice.
Franco - E cos... ho detto di ritirare la cosa l... Insomma che non mi costituivo parte civile.
Anna - Anche se la considera una sciocchezza-Grazie.
Franco - Per dire tutta la verit... non stato solo un impulso...
Anna - ... generoso.
Franco - Ma che generoso! Frescacce. Io non sono generoso.
Anna - Ha paura delle parole buone, lei.
Franco - Macch! O... forse s.
Anna - E perch?
Franco - Senta... io ho avuto poche fregature nella vita. Devo dire. Ma quelle poche mi sono sempre venute nascoste sotto parole buone.
Anna - (dopo una pausa, con un certo imbarazzo) Diceva che non lo ha fatto solo per impulso.
Franco - No. Ci ho anche ragionato.
Anna - Le ho fatto pena.
Franco - No. Ho pensato che lei, forse, non una delinquente. E' solo una cretina.
Anna - (umile) Ha ragione. Anch'io sono giunta alla stessa conclusione. Una che... fa quello che ho fatto io... o una criminale o una cretina. Non se ne esce. Dunque... ancora l'interpretazione pi ottimistica.
Franco - Ma non ce l'ha, lei, una famiglia?
Anna - Mia madre e un fratello pi piccolo, a Vibo.
Franco - E la lasciano andare in giro cos, senza guinzaglio?
Anna - Ho vinto una borsa...
Franco - E subito ci ha messo dentro una pistola.
Anna - (umiliata) Prima domanda e poi non mi lascia parlare.
Franco - (pausa; poi un po' pi gentile) Diceva che ha vinto una borsa.
Anna - Per il liceo artistico. Cos sono venuta a Roma. E' gi due anni.
Franco - Quanti ne ha?
Anna - Diciannove.
Franco - Dipinge?
Anna - S.
Franco - Bene?
Anna - Non credo.
Franco - Ma crede d'avere talento?
Anna - Alle volte mi pare. Poi mi avvilisco di nuovo. E allora i miei compagni cercano di ridarmi coraggio... Faccio molta vita di gruppo... Mangiamo poco e parliamo molto. Viviamo di cappuccini e discussioni.
Franco - Bello, in un certo senso.
Anna - S. (Pausa) E l'anno scorso ho conosciuto Rai.
Franco - Che sarebbe lui.
Anna - S.
Franco - Rai. Che nome. Pare la sigla del mio datore di lavoro.
Anna - Rai per Raimondo. E' il figlio di un industriale.
Franco - Ah! ecco perch ci tiene tanto.
Anna - (umilissima) Lei pu insultarmi come vuole. Ha tutti i diritti. Per io... interessata non sono mai stata. Che lui sia ricco... una circostanza casuale. Gli voglio bene con tutta l'anima e basta.
Franco - (delicato) Solo... con l'anima?
Anna - (dopo una leggerissima pausa, semplice) No. (Altra breve pausa) Ma perch lo domanda?
Franco - Per tentare di capire... Mi scuso. Non son cose che mi riguardino... Ma forse lei fu spinta al suo gesto inconsulto da... come dire? da uno stato di emergenza... Insomma, non pu pi aspettare molto questo matrimonio...
Anna - No. Non cos.
Franco - E allora? Ha sparato soltanto per quella storia l dell'onore! Ma possibile che ancora oggi esista una mentalit simile? Lavare l'onta col sangue! Lei deve essere una pessima pittrice.
Anna - Non per questo lo volevo uccidere.
Franco - E per che cosa allora?
Anna - Per amore.
Franco - Impossibile. Per amore non s'ammazza. Lei gli ha sparato per gelosia, per orgoglio e altre storie cos... Dia retta.
Anna - Forse a mia insaputa. Chi pu mai dire...? (Dolce) Ma gli voglio tanto bene... E il solo pensiero che domani lo rivedr...
Franco - Per la prima volta da quando?...
Anna - S. Rai mi ha scritto una lettera... Dice che ha capito... E domani...
Franco - ... grande riconciliazione!
Anna - Credo che fisseremo la data per sposarci.
Franco - Magnifico! Dal piombo allo zucchero! Dalle pallottole ai confetti! Che canzone di successo per Sanremo! (Ride) La gente proprio assurda.
Anna - Be'... certo... lei c' andato di mezzo senza colpa n peccato... voglio dire, ne ha avuto solo il danno. E' giusto che le sembri...
Franco - (la interrompe) No, no. Anche se mi metto nei panni del suo Rai... Io non sposerei mai una come lei.
Anna - Che c'entra! ognuno ha una sua diversa sensibilit... E anche il concetto della bellezza varia dall'uno all'altro...
Franco - Non per questo. Lei sembra molto bella anche a me. L'ostacolo insormontabile sarebbe nella differenza d'et.
Anna - Non capisco... Io ho vent'anni e lei... quanti ne ha? Ventiquattro... Venticinque?
Franco - Ventisei. Ma lei troppo vecchia per me. Lei ha almeno un secolo pi di me. E' decrepita. E' la mia bisnonna. Direi che non neppure una mia contemporanea.
Anna - Per... per la mia mentalit?
Franco - Non certo per la sua pelle.
Anna - Che cosa ho di... di tanto antico?
Franco - Tutto. I gusti, le aspirazioni, le certezze, le azioni...
Anna - Purtroppo... mi pare di essermi comportata come una ragazza piuttosto moderna...
Franco - Non s'illuda. Provi a collocare la cosa nell'800. E guardi come funziona meglio. Senza uno scricchiolo. (Canterella a bassavoce):
Per una coppa di Champagne!
persi l'onor!
Ma la far pagare
al vile seduttori
Anna - (ride piano) Non so come riesca a farmi ridere in una situazione tanto seria.
Franco - E' stato Champagne?
Anna - No. Frascati.
Franco - Pazienza. Adesso invece dell'automatica si metta in mano un pistolone a due canne con i cani... Ed fatta.
Anna - Le piace giocare con tutto, eh?
Franco - Tranne che con le armi da fuoco.
Anna - Non mai stato innamorato, lei, vero?
Franco - Non lo so. Forse molte volte. Ma mai come pensa lei. Con tutte le maiuscole che ci mette. Ormai s' capito che l'amore in quel modo non esiste. O se esiste non cosa importante. E' un soprammobile che non s'usa pi. Non pi nel costume.
Anna - Ma come pu dire una cosa simile! Apra un giornale... guardi un cartellone pubblicitario... entri in un cinema...
Franco - Sensualit. Non amore.
Anna - Proprio lei dice cos che chiss quante canzoni d'amore suona e canta!
Franco - Ah, questo s! Roba buona per le canzoni. Quanto a valore commerciale, l'amore un fatto importante. Grosse industrie ci prosperano sopra. Ma tolto il valore di mercato... in tutti i sensi, da quello artistico a quelli... meno artistici... Niente. Noi lo consideriamo una baggianata.
Anna - Noi chi?
Franco - Noi contemporanei. Noi suoi nipotini.
Anna - Mi considera proprio una cretina. (Pausa silenzio) Be'... ora devo andarmene. Ho un appuntamento.
Franco - Scommetto che col parrucchiere.
Anna - (esitante) S... Ma perch domani lo rivedo e vorrei...
Franco - Ma certo! Tra un colpo di pistola e l'altro che deve fare una donna se non andare dal parrucchiere?
Anna - (rumore di sedia) Comunque... la ringrazio ancora per quel che ha fatto e... sono tanto contenta di vederla fuori pericolo. Mi risparmia molte ansie.
Franco - E molti anni di galera.
Anna - Non ha la minima simpatia per me.
Franco - Ha ragione. Sar strano... ma in generale non ne ho troppa per chi mi spara addosso. Sono fatto cos.
Anna - Addio.
Franco - Addio, nonna! E porti a Rai i saluti della sua devota controfigura. (/ passi leggeri di Anna che se ne va).
Cesarino - (piano) Profess! (Pausa) Profess.
Il Professore - (fingendo di svegliarsi) Eh? Eh?
Cesarino - (imitandolo) Eh! Eh! (Ridacchia) Ma guarda come ce marcia er professore!
Il Professore - Io marciare? Ho la gamba ingessata, giovanotto.
Cesarino - P d che fa finta de dorm.
Il Professore - Io dormivo.
Cesarino - Sull'autostrada, mentre che guidava. No adesso. Be', qua ce sta er povero cecato che vo' quarche notizia.
Il Professore - Circa che cosa?
Cesarino - Circa quer pomicio che c' stato tra er sonatore e la cuggina nostra. Da qua nun se capisce 'na parola!
Il Professore - Vagamente intuisco a che cosa lei alluda con l'espressione pomicio . Ma le posso assicurare che quei due giovani non possono aver niente in comune. Sono lontanissimi l'uno dall'altra.
Cesarino - Io li ho visti a ciangotta vicini vicini...
Il Professore - Il tempo separa assai pi dello spazio.
Cesarino - (ottuso) Ah, ecco.
Il Professore - Tra le due categorie kantiane, la pi difficilmente superabile per un accordo.
Cesarino - (c.s.) Appunto.
Nando - Mb? che dice?
Cesarino - Che ce devono ave fra loro 'na vertenza sindacale. M dormi puro tu, Nand. Eh?
Il Professore - Mi resi conto in quel momento che nel rispondere cos, senza quasi pensarci, all'incolto camionista, avevo intuito felicemente una posizione umana molto importante. Quel seme, opportunamente sviluppato, avrebbe potuto divenire l'argomento di una mia prossima conferenza. (Sorge dalla radiolina una musichetta stupida) E fui contento di me, ripensandoci, anche nei prossimi giorni. A volte, forzati all'inazione da circostanze esterne, diveniamo pi pronti a cogliere il granellino d'eterno nascosto nella contingenza della vita cotidiana. Non tutto il male viene per nuocere, dunque. Anche una gamba ingessata pu servire a uno spirito sveglio. Purch sia sveglio, s'intende. Nel frattempo, sul fronte ospedaliero s'erano verificati alcuni mutamenti: inaspettatamente Nando era stato sbendato e stava per essere dimesso, mentre Cesarino che apparentemente stava benissimo era ancora trattenuto a letto in osservazione. Quanto a me, gi mi alzavo e con l'aiuto delle stampelle circolavo per le terrazze che davano sul giardino. Ma il recupero pi clamoroso fu quello del chitarrista. Si poteva ormai considerare in convalescenza e se ne stava molte ore al giorno su di una panchina nel viale assolato, proprio sotto la nostra finestra al piano terreno. Passava il suo tempo a rieducare la sua mano sinistra sulle corde della chitarra. (La musichetta lascia il posto ad accordi di chitarra) Di lei - di Anna - non s'era avuto pi notizia. A meno che non fossero suoi i fiori che per due volte erano giunti al giovane. Ma una domenica, dalla finestra, la vidi risalire il viale con un vestitino a fiori fresco come un'aiuola. Il suo passo tuttavia era stanco e il bel volto era segnato dalle inconfondibili tracce dell'insonnia. Scopr subito Franco seduto sulla panchina e venne verso di lui lentamente, come per un appuntamento consueto e gi frusto. Io che mi trovavo in ottima posizione per seguire la scena, mi ritirai un poco per non dare nell'occhio. (Cessano gli accordi di chitarra). (Nota: questo dialogo che avviene in giardino non sar costretto al piccolo volume di voce dei due precedenti).
Franco - Come va?
Anna - Lei, piuttosto.
Franco - Lo vede. Gi con la chitarra in mano.
Anna - Mi fa tanto piacere.
Franco - Si segga. (Pausa).
Anna - Ma sapevo gi dei suoi progressi. Ho telefonato qualche volta alla suora.
Franco - Lo so. E grazie dei fiori.
Anna - M'ha fatto dire che mi voleva parlare...
Franco - S... dopodomani dovr testimoniare... volevo concertare con lei... Ma cos'ha? La vedo un po' gi.
Anna - S? Passer.
Franco - Ma come mai?
Anna - Niente. Mi dica.
Franco - Tutto le si sta aggiustando, no?
Anna - Certo.
Franco - E' poi venuto Rai?
Anna - S.
Franco - E le ha proposto di sposarla subito?
Anna - S.
Franco - E allora! Pensi un po' a come stava combinata un paio di settimane fa.
Anna - (fredda) S, s.
Franco - Come s, s ! Le mancava un filo per diventare un'assassina... e adesso il suo assassinato (accordo di chitarra) qui che pizzica la chitarra. S'era persa il fidanzato... e adesso lo sposa. Ma che vuole di pi nella vita?
Anna - Niente.
Franco - (ride) La cosa che mi diverte di pi la storia del fidanzato che si precipita a sposare la sparatrice!
Anna - Davvero?
Franco - S. Tanto che... ieri m' venuta in mente una canzoncina buffa. Se non s'arrabbia gliela faccio sentire.
Anna - Pu gi suonare?
Franco - M'arrangio. Ma devo esercitare la mano il pi possibile. Questa la canzone di Rai. (Accordi di chitarra e poi, accompagnandosi abbastanza bene Franco canticchia a bassa voce):
Tu m'hai sparato cinque colpi di pistola,
amore mio!
E ognuno ha fatto centro sul mio cuore!
Come sai farti amare!
che fascino violento!
Solo chi stato a scuola
da Buffalo Bill
pu dichiarare
con tanta precisione un sentimento!
Infallibile e bella ti condurr all'altare con tutto: velo, fiori e rivoltella! La vita non un gioco. L'amore non cieco: preciso sul mirino non commette uno sbaglio. Ti bacio sulla tua bocca da fuoco e mi firmo per sempre il tuo bersaglio! (Accordo finale. Pausa) Be'? Non l'ha divertita? Uh! proprio vero che le donne non hanno il senso dell'umorismo! (Pausa) Ma cos'ha? Piange? Be', un notevole successo per una canzone buffa... Insomma, Anna, che cosa le accaduto di nuovo?
Anna - Niente. Sono una cretina.
Franco - Questo non nuovo. L'avevamo gi stabilito l'altra volta. (Pausa) Senta un po': mica m'ha detto qualche bugia, lei? Rai venuto davvero all'appuntamento?
Anna - S, s.
Franco - E le ha davvero proposto di sposarla subito?
Anna - Ma s! Tutto regolare dalla sua parte.
Franco - Allora non ci capisco pi niente.
Anna - Il guaio che nemmeno io ci capisco pi niente... Mi ero preparata a quell'incontro con tanta trepidazione... E poi... quando l'ho rivisto... Niente. Non ho sentito niente.
Franco - (ride) Eh, ma voialtri passionali siete incontentabili! E che cosa doveva sentire? Una scossa tellurica? O un concerto di violini?
Anna - Non scherzi. Sa cosa voglio dire.
Franco - Be', qualche cosa deve pure aver sentito, rivedendolo. No?
Anna - (triste) S. La cosa peggiore: indifferenza.
Franco - (scoppia a ridere irrefrenabilmente) Che meraviglia! (Ride) Ma come? il grande amore? (Ride) Ma mai possibile? (S'acquieta la sua ilarit) Una spara... E' disposta a giocarsi la vita per un uomo e poi... Ah, troppo divertente!
Anna - Per me un po' meno.
Franco - Ma lo vede che grande autore la vita? Si poteva immaginare per lei una punizione pi raffinata, elegante, perfetta?
Anna - M'accorgo che ho fatto male a confidarmi con lei...
Franco - Ma dove va! Torni qui a sedere. Per rimetterla in pari le confido anch'io una cosa... Ecco, brava. Senta questa: non vero che avevo bisogno di parlarle per la testimonianza. So benissimo quello che devo dire.
Anna - (stupita) E allora perch m'ha fatto chiamare?
Franco - La verit che mi annoio qui da solo.
Anna - Non vengono molti amici a trovarla?
Franco - S, s... Ma... chi sa... forse tra la vittima e il suo carnefice si stabilisce un legame sottile...
Anna - Un legame odioso, rancoroso, mi pare.
Franco - Ma no!
Anna - E allora perch tanto contento quando tutto mi va male?
Franco - Anna, non prenda sempre le cose tanto di petto. Dovrebbe...
Anna - (interrompe) Non colpa mia se... non sono una superficiale.
Franco - (con semplice dolcezza) Neanche io lo sono. Purtroppo non m' stato permesso. (Pausa) Vede... nel '45... avevo otto anni... Siamo di Pon-tedera. Be', a distanza di cinque giorni, m'hanno ucciso il padre e il fratello maggiore... Carlo, aveva vent'anni: uno ucciso dai partigiani e l'altro dai fascisti. Erano della stessa idea. E uno dei due stato ammazzato per sbaglio. Non importa adesso stabilire quale. Importano le reazioni di quel bambino di otto anni a quella tragedia e a quell'errore.
Anna - (buona figliola) Che cosa fece?
Franco - In apparenza... niente di speciale. Credo che piansi un poco e poi incendiai un gran mucchio di paglia... Non ricordo bene. Ma so che ho imparato presto a diffidare.
Anna - Di chi?
Franco - Di... di tutto... (Pausa, poi con un certo impeto) Ma del resto siamo un po' tutti cos, noi giovani, oggi! Anche quelli che non hanno avuto scosse dirette! Lei non lo sa perch... eh? Abbiamo stabilito che sta sull'omnibus a cavalli...
Anna - Diffidate dei sentimenti?
Franco - Anche. Ma un particolare. Diffidiamo dei valori assoluti. Dei mai . Dei sempre . Delle certezze. Di noi stessi. Siamo sicuri di una cosa sola: che comunque ci si sbaglia. E quando non ci si sbaglia... siamo contenti come per un regalo.
Anna - Siete senza ideali, vuol dire?
Franco - Meglio: siamo contro gl'ideali e sopra tutto la loro veste rettorica.
Anna - E non sentite che vi manca qualche cosa?
Franco - S. Ma anche sappiamo che siamo al riparo dalle delusioni.
Anna - Vi basta questo?
Franco - Mah! C' chi la prende con angoscia. Chi la prende con allegria.
Anna - E lei?
Franco - Faccio di tutto per prenderla con allegria.
Anna - Ci riesce?
Franco - Quasi sempre.
Anna - E come fate a scegliere tra una cosa e un'altra?
Franco - Come si sceglie tra il minore di due mali.
Anna - Vi rassegnate, allora.
Franco - No. Accettiamo.
Anna - Ma non volete anche capire ?
Franco - Non c' niente da capire tranne questo intrecciarsi inestricabile di buono e di cattivo, di giusto e d'ingiusto. E il nostro solo compito quello di viverlo, di godercelo e... di patirlo, se vuole.
Anna - (sognante) E pensare che ho l a met un quadro di Don Chisciotte!...
Franco - Lo lasci a met. E' pi vero.
Anna - Ma vi piace il mondo com'?
Franco - No.
Anna - E non pensate a fare qualcosa per modificarlo?
Franco - (ride) Eccola l! Per modificarlo basta mettersi dalla parte della Storia.
Anna - Che sarebbe quella giusta! Vede che l'ho presa in castagna?
Franco - Ho detto della Storia. Non del giusto.
Anna - Insomma... a darle retta io dovrei vivere... cos, alla giornata...
Franco - (serio) Se mi desse retta, Anna, non si dispererebbe troppo perch ieri era sicura d'amare Rai e oggi ne dubita. Non colpa sua. Lei aveva ancorato una certezza a una cosa incerta come l'amore. Pensi a un marinaio che ancorasse la sua nave a un delfino... (Accordo di chitarra e Franco improvvisamente canticchia su di un ritmo celere e melodia stupida).
Ciccio!
Sei matto!
In testa porti un gatto
in mano reggi un riccio!
Ciccio! Ciccio! (Poi di colpo s'interrompe e ride, allegro) Ah! Ah! Ah! Negli ultimi cinquantanni non m'era mai capitato d'essere tanto noioso! (Pausa, cambia tono) Cosa gli dir a Raimondo?
Anna - Non lo so.
Il Professore - (narratore) Poco dopo la giovane se ne and. Discese il viale con passo ancora pi incerto di quando era venuta. Nando, che da un po' mi s'era affiancato al davanzale, mi disse...
Nando - lo nun ci ho capito gnente di come se mette sta vertenza sindacale. Me pareno sonati.
Il Professore - (nella scena) Ecco, Nando. Lei che un terreno vergine...
Nando - (sospettoso) Io?
Il Professore - S. Con una mente scevra d'ingombri culturali. M'interessa un suo giudizio su questi due giovani che ha sentito parlare.
Nando - (ridacchia) Be'... lui avr' 'na bella chitarra, ma lei ci ha un mandolino che fa faville...
Il Professore - Possibilmente vorrei un giudizio serio.
Nando - Io nun ci ho capito, profess. Ma li mannerei a guida 'n'autobotte d'inverno sulla Ge-nova-Spezia. Co quel bel vetratino sulla strada, sa? Che j'assicuro che uno non ci ha er tempo de d tante frescacce.
Il Professore - (narratore) Ecco. Nella sua meravigliosa semplicit, Nando aveva colpito il punto essenziale. La scontentezza dei giovani d'oggi pi acuta l ove esistono migliori condizioni economiche. E' dunque il benessere che crea lo sbandamento sempre pi acuto delle nuove generazioni? Sarebbe un altro argomento da approfondire. Passarono solo due giorni ed Anna era gi tornata. Intanto Nando se n'era andato e Ce-sarino aveva avuto il permesso d'alzarsi. (Pezzo di chitarra) A un metro sotto di me, Franco suonava la chitarra e parve non accorgersi di lei. Ma l'intensit del suono era aumentata denunciando una segreta contentezza di rivederla.
Anna - Salve.
Franco - Lo sapevo che sarebbe venuta.
Anna - Perch? (Cessa di colpo la chitarra).
Franco - Perch una buona samaritana.
Anna - Vedo che la mano va benissimo.
Franco - Ancora manca d'agilit... Ma questione di giorni. (Pausa) Be', come va?
Anna - Cos...
Franco - Finito Don Chisciotte?
Anna - No.
Franco - E' andata a scuola?
Anna - No.
Franco - E' bella la vita, eh!
Anna - Ho parlato a Rai. Gliel'ho dovuto dire. Ho rotto con lui. (Un accordo lento di chitarra) Non ci vedremo pi.
Franco - E lui? Ci soffre?
Anna - Mah... Non credo troppo.
Franco - Almeno nell'orgoglio.
Anna - Il suo orgoglio stato cos esaltato in questi ultimi tempi!
Franco - Da che cosa?
Anna - Dal colpo di pistola, no? E' andato inj giro a dirlo a tutti! Capirai! una ragazza gli aveva sparato per amore! Per giorni stato l'eroe dei quartieri alti. (Accordo breve) Ma lui... In fondo rimane sempre quello che un mese fa mi aveva lasciata.
Franco - Per poi la voleva sposare.
Anna - - Gi. Chi sa perch.
Franco - Se lo domandato?
Anna - Mah... Forse per senso del dovere... Poveraccia - avr detto - per fare una pazzia simile deve proprio essere cotta di me. (Accordo di chitarra pi. complesso) No, lui se la cava.
Franco - E lei?
Anna - Io no.
Franco - (piano) Perch?
Anna - (in tumulto) Perch non mi capisco pi! Perch ho perso fiducia!
Franco - In se stessa?
Anna - Nella mia consistenza! Nella logica! In quello che sono... Se dopo tutto sono qualche cosa. (Accordo dolce) Se uno mi domandasse: che cosa sei, Anna? Io non saprei rispondere.
Franco - (dolce) Brava. Brava.
Anna - (ignorando) In coscienza dovrei dire: so-no un essere imprevedibile, improbabile, assurdo!
Franco - (e. s.) Benissimo.
Anna - (continuando) Incapace di lasciarsi disegnare in una forma conoscibile, apprezzabile.
Franco - Perfetto! La pittura moderna, infatti, che altro vuol dire? Cosa altro ci mostra?
Anna - (alza la voce) Ma una che si comporta come me non... non sta neppure dentro la legge di causa e d'effetto. E' una dissociata che non sa pi cosa vuole n perch non lo sa!
Franco - Finalmente! (Accordo breve).
Anna - Eh, s! Scherziamo pure su tutto!
Franco - Ma lo sa che lei sta facendo dei progressi formidabili? Guardi... in pochi salti arrivata a dopo la prima guerra mondiale.
Anna - (brontola) Da quindici giorni nuoto nell'assurdo.
Franco - Anch'io, nel mio piccolo, non mi sono comportato assurdamente come vittima?
Anna - Lei stato solo generoso.
Franco - (la rimbecca) Uh! non creda a queste storie! Sono schemi di cattiva letteratura che fanno dipingere brutti quadri e ingrossano il fianco delle donne.
Anna - Ma voi altri andate sempre cos, a vela?
Franco - E non pi onesto andare a vela? E poi non neanche vero questo perch all'improvviso andiamo anche contro vento.
Anna - Che significa, allora?
Franco - Forse niente significa. (Si arrabbia) E poi finiamola di voler sempre spiegare le nostre azioni! Questa vecchia mania ottocentesca! Oggi abbiamo cose pi interessanti da fare. Oggi si cerca di spiegare scientificamente com' fatto il mondo! Cosa vuole che stiamo l a perdere tempo a spiegarci com' fatto Peppino, com' fatto Franco e com' fatta Anna! Ma chi se ne frega!
Anna - (con una certa timidezza) Ma... prima, la gente era diversa?
Franco - Nooo! La stessa. Uguale. Incoerente come noi. Ma invece di accettare questo dato fondamentale della natura umana... s'affannava a costruire ponti psicologici tra un'incoerenza e l'altra. (Accordo strappato) Ponti bellissimi, in s, devo dire, vere opere d'arte. La letteratura dell'Ottocento tutta fatta di questi ponti.
Anna - E... non rimangono belli?
Franco - S, s. Ma non ce ne importa pi niente. E da un pezzo. Ma nessuno osava dirlo. Poi un giorno ci siamo guardati negli occhi e... ci siamo confessati che non c'interessano pi. Se non come cimeli voglio dire. (Senza trapassi) Le piace il passo doppio spagnolo? (Attacca brevemente un pezzetto di un passo doppio . Cessa di colpo) Bello, vero?
Anna - Perch suona la chitarra, lei?
Franco - E perch non dovrei? La suono bene, sa. Non badi adesso. Ma di solito, quando lei non mi spara nelle mani, la suono bene.
Anna - Voglio dire che mi sembra pi intelligente di quello che fa.
Franco - (aggressivo) E che per suonare la chitarra ci vuole la patente di cretino? (Accordo di chitarra a strappo) O facciamo una gerarchia fra le arti?
Anna - No, ma...
Franco - (continuando) E allora, lei che studia pittura? Utrillo era rimbambito dall'alcool, Van Gogh era pazzo... (Altro accordo. Poi riprende pi calmo) Questo non vuol dire che per dipingere bene bisogna per forza essere pazzi o rimbambiti. (Due o tre accordi lunghi, dolci. Poi, in tono staccato) Facciamo quello che ci viene e come ci viene, vuole?
Anna - (dopo breve pausa dice con un filo di voce) Perch lo ha detto... cos? (Altri accordi dolcissimi di chitarra. Poi lei riprende con estremo pudore) Vuol dire che ci stiamo innamorando l'uno dell'altra? (Un ultimo accordo, conclusivo. Poi).
Franco - (quietamente, semplicemente) Noi siamo gi innamorati l'uno dell'altra. No? (Accordo leggerissimo) Il problema adesso uno solo: se t'importa o no che quel rinoceronte, che ci spia dalla finestra qui dietro, veda quando fra un istante ti bacio.
Anna - No.
Franco - Brava. (Il risonare della chitarra che urta contro la panchina).
Il Professore - (narratore) Con la locuzione rinoceronte - ne ebbi il sospetto - s'alludeva a me. Ma io ero gi furioso per ben altro motivo. Questi due sganciati, nel loro gioco stupido, m'avevano mandato a monte la mia bellissima conferenza. Lui, un presuntuoso ai limiti della schizofrenia, incapace di coordinamento culturale e morale, fa dell'assurdo la sua bandiera. Lei, invece di risolvere i suoi problemi, sta trovando comodo l'invito di lui a rifiutare qualsiasi problematica. In sostanza, detto fra noi, anche se in pubblico li blandisco, io detesto i giovani d'oggi: li trovo veramente odiosi. Nota di cronaca: durante tutto questo tempo si sono scandalosamente baciati sulla panchina. Solo adesso riprendono una posizione composta.
Anna - (pausa) Non mi dici niente?
Franco - Che cosa ti devo dire?
Anna - Non lo so... Qualche cosa...
Franco - (pausa) Senti, Anna... Da me non ti aspettare niente. N giuramenti, n promesse-Forse, con cautela, qualche progetto. A breve scadenza, per. Se adesso, in questo momento, mi domandi se ti voglio bene...
Anna - (pronta) Mi vuoi bene?
Franco - ...ecco, ti rispondo: s, ti voglio bene.
Anna - (contenta) Anch'io.
Franco - (continuando) Ma se mi domandi come sar fra un mese o fra un anno... Non te lo so dire. Come posso saperlo? Lo capisci, vero?
Anna - Dopo quello che successo a me... Lo capisco benissimo.
Franco - Brava.
Anna - E anche tu... non t'aspettare niente.
Franco - Mi pare il solo atteggiamento onesto.
Anna - S. Poi magari ci vorremo bene per tutta la vita...
Franco - Pu essere! E allora, vecchietti, diremo da sempre . Ma per sempre ... come fai a dirlo?
Anna - S. Per... Franco, una cosa la devi promettere... Una assoluta, crudele sincerit.
Franco - Certo. Ci sentiamo cos provvisori che senza sincerit il vivere sarebbe un incubo.
Anna - Hai promesso, allora.
Franco - Ho promesso. E ti autorizzo, il giorno in cui ti mentissi, a tirarmi un colpo di pistola. Tanto cogli un altro! (Ridono. Sale la musica di chitarra della canzoncina composta da Franco).
FINE


