L’idea di Cora


LIDEA DI CORA

Commedia in un atto

di ALESSANDRO VARALDO

PERSONAGGI

Le sorelle Flores:

COSTANZA, moglie di Tancredi;

LAVINIA; CAMILLA; SILVIA

CORA IMBERTI

PALMIRA

TANCREDI FLORES

Barone GIGI MALTIVOGLIO

MARIO ALBERTI

BATTISTA.

Commedia formattata da

La scena un salotto di stile novecento: comune in fondo, una porta a destra, finestra dal lato opposto. Altra porta a sinistra. Mobilia: c' una bassa scrivania da una parte, inusabile: una bassa poltrona pure inusabile. Sei o sette sgabelli movibili, e sono gli unici sedili usabili. E' il pomeriggio.

Tancredi - (sopra uno sgabello sta leggendo il giornale: mezza et, pacifico, rasato, sicch appare pi pacifico ancora. Prima d parlare sospira. Del resto non ha che una parola come tutti gli uomini di carattere, soltanto la sua parola abituale non ha carattere. Dice: Bene! per qualsivoglia interpellanza, sia positiva che negativa).

Costanza - ( una bella donna, irrequieta, prepotente, dominatrice. Ha in mano un taccuino e fa somme. Non resta ferma che un secondo e poi riprende a muoversi, come una belva in gabbia).

Tancredi - (quando Costanza gli passa davanti abbassa il giornale, se sta ferma lo rialza: isocrono. Pare soddisfatto) Bene!

Costanza - (fermandosi) Bene un corno! C' uno sbaglio di tre centesimi!

Tancredi - (smorfia disinteressata) Bene

Costanza - Male, malissimo! Tre centesimi, od anche un solo, di errore, per me vai come un milione!

Tancredi - (viso incredulo) Be.

Costanza - (tagliandogli la parola) Errore errore e quindi grave, qualunque ne sia l'entit. Anche Rothschild quando sbaglia d'un centesimo rif le somme. E amministrando il tuo vecchio amico Imberti, ricco al pari di Rothschild, anch'io le devo rifare.

Tancredi - Bene! (alza il giornale).

Costanza - Per, se non stai fermo con codesta sventola...

Tancredi - (gesto analogo) Tu sventoli... movendoti come fai! E davanti a me!

Costanza - C' la poltrona per te!

Tancredi - E per te c' la scrivania! ( due guardano il mobile a cui li si condanna).

Costanza - Non fa per me!

Tancredi - Bene! Sbarazzatene!

Costanza - No: l'architetto la ritiene indispensabile come la poltrona. Intona, dice lui!

Tancredi - Cos tu in piedi, ed io sul trampolo. Bene!

Costanza - Smetti almeno il giornale quando io cerco tre centesimi. Mi distrai.

Tancredi - (ripiega il giornale e lo depone a tetra).

Battista - (servo di et indefinibile) Il signor barone!

Costanza - Passi!

Tancredi - (che ha finito di collocare il giornale) Bene!

Battista - Passi bene, signor barone! (esce).

Gigi - (elegante, monocolo) Ossequi! Ecco la posta.

Costanza - Ha veduto? Importante?

Gigi - Cos cos. Tempo cattivo. Malattie del bestiame che deperisce. Un contadino che scrive dei versi e chiede raccomandazioni...

Costanza - E' un'epidemia. Crescono i poeti e diminuisce il bestiame. Non pu durare. Niente altro?

Gigi - Una riservata per Tancredi...

Tancredi - Bene! (allunga la mano).

Costanza - (si mette in mezzo) Mi meraviglio, barone. Ricordi i nostri patti. Quando in funzioni di segretario, come adesso, qui c' la direttrice generale e l (gesto condiscendente) il cavalier Tancredi. Soltanto in famiglia, quando lo si ammette a far la corte alla sua fidanzata, mia sorella Lavinia, pu chiamare suo padrino Tancredi, e me...

Gigi - (inchino di cortigiano) ...la bella cognatina!

Costanza - (sorride) Ecco. Vediamo la riservata.

Gigi - E' per il signor cavaliere.

Costanza - Non faccia dello spirito... in servizio (gli prende la lettera, l'apre e passeggia leggendo).

Gigi - (siede sopra uno sgabello accanto a Tancredi, piano) Come va l'umore? (indica Costanza).

Tancredi - (piano) ...Sbaglio di tre centesimi...

Gigi - (id.) Ha parlato di Rothschild?

Tancredi - (accenna di s).

Gigi - (inquieto) Ahi! Ahi! Non vorrei che quella lettera...

Tancredi - Da love viene?

Gigi - Dal padrone!

Costanza - (che, finora ha letto passeggiando, rilegge da ferma).

Gigi - (inquieto) Legge da ferma. E' terribile!

Tancredi - Tegola!

Gigi - Ho paura!

Costanza - (batte sulla lettera) Mi piace l'americano!

Gigi - Anche a me, lo prendo sempre!

Costanza - (fulminandolo) Non faccia dello spirito... in servizio! (legge) Mio buon Tancredi....

Gigi - (a Tancredi) E' il vecchio Davide.

Tancredi - Bene!

Costanza - (fulminandolo) E' il signor Imberti! Il padrone!

Gigi - (a Tancredi) E' il signor Imberti! Il padrone!

Costanza - E zitti! (legge) Finalmente mio figlio Dario, colmando i miei voti, acconsente. Come Simeone potr dire nuc dimitte , puoi prendermi, o Signore. Dio! Vuol morire?

Tancredi - No: un quacquero!

Costanza - (a Gigi) E' un quacquero!

Gigi - (che non capisce) Salute!

Costanza - Niente spirito... in servizio! (legge) Dario che cost da quattro mesi... . Quattro mesi? E non l'abbiamo visto ancora? Lo conosce forse lei?

Gigi - Non conosco nessun Dario...

Costanza - (legge) ...e che deve aver vedute le tue sagge e graziose cognate, quantunque, secondo mi dice, non ufficialmente, si dichiara pronto a realizzare quelle speranze che tu ed io sempre abbiamo accarezzate. Mi chiede di venire per la domanda: ma non posso muovermi, sia per gli affari che per i soliti reumi. Mando invece mia figlia Cora, che giunger contemporaneamente a questa mia, e ti chieder per Dario la fanciulla che avr scelto .

Gigi - Domando la parola!

Costanza - Quando lo giudicher opportuno.

Gigi - La domando come futuro cognato...

Costanza - Ed io parlo al segretario! Silenzio! (legge) Poi mi cablografer la notizia che aspetto e mi auguro che tutto si compia al pi presto e che Dario con la mia nuova figliola torni fra le mie braccia .

Gigi - Commovente quadro!

Costanza - (alza la voce) Ricordami e ringrazia la tua bella signora donna Costanza alle cui cure ed alla cui saggezza devo in parte... . In parte? ...la floridezza degli interessi che ti ho affidato. Ti abbraccia il tuo vecchio amico Davide (gesto verso Tancredi).

Gigi - Domando la parola!

Costanza - Come segretario, spero, per incaricarsi della risposta.

Gigi - Come futuro cognato!

Costanza - Hum! Non mi pare il momento: si tratta di affari...

Tancredi - ...di famiglia.

Costanza - Sotto questo aspetto accordo la parola. Sia breve!

Gigi - Sar brevissimo. Mi oppongo!

Costanza - Si oppone? A che cosa?

Gigi - Come? Il signor Dario Imberti non si riserva la scelta della futura moglie?

Costanza - Se ho letto bene!

Gigi - Lei ha letto come io ho udito, benissimo! La scelta? Ma Lavinia mia fidanzata! Pu negarlo forse?

Costanza - Non lo nego. Ha sempre desiderato un titolo quella benedetta ragazza. C'era... sottomano... il necessario appena... appena...

Gigi - Il mio titolo millenario. E Lavinia mia fidanzata. Il signor Imberti figlio non pu sceglierla.

Tancredi - Mi par giusto!

Costanza - Vi pare... perch siete ciechi. Fidanzata, Lavinia, lo , non lo nego. Ma fidanzata non vuol dire sposata. E se ragioni superiori s'intromettono...

Gigi - Quali ragioni superiori! Mi ama, Lavinia!

Costanza - Una ragazza onesta non pu dire se ami o no... Anch'io con Tancredi...! Mi parve, ma poi...

Gigi - Non pu dire se ama?

Costanza - No. Le sembra di amare. Ma finch non moglie non lo pu saper di sicuro. E poi ci sono ben altre ragioni. Vi richiamo ambedue all'ordine.

Tancredi - Non fiato!

Costanza - Hai l'aria di approvare le arrischiate fantasie del barone!

Gigi - Arrischiate? Fantasie?

Costanza - (tuonando) Vi richiamo alla seriet ed alla realt. Parlo io! Tu, e lei, ed io, e le mie sorelle e il lusso che vi circonda, e la vita comoda e facile, da chi dipende tutto io? Dal padrone, Davide Imberti! Che nello stesso modo che tutto ci d, tutto pu togliere. Ci offre un modo insperato e dignitoso di rendere stabile, di rendere eterno ci che soltanto' precario, ci offre i vincoli famigliari, e noi dobbiamo esitare, sofisticare, distinguere? Zitti! Su qualunque delle mie sorelle, e ci conto anche la piccola Silvia, e ci conterei mepure... badate bene a quel che dico... se ci fosse un mezzo per sciogliermi, su chiunque cada la scelta di Dario Imberti, non si discute. E se sceglie Lavinia, c' sempre Camilla per lei.

Gigi - Ma io amo Lavinia. E Camilla ama un altro.

Costanza - Eh! Che cosa ha detto?

Gigi - Ahi! (Forte) Credo... mi pare... E, del resto, all'et di Camilla si pu, si deve anzi, amare qualcuno!

Costanza - All'et di Camilla io mi sono sacrificata per la famiglia!

Tancredi - Grazie per me! Fosti tu...

Costanza - Dico per dire. Sono io, s, che ti ho chiesto di sposarmi. Chi eravamo noi quattro sorelle, di cui una ancora a balia? Delle parenti povere, a carico d'un uomo ancor giovane e seducente. Ringrazia adesso!

Tancredi - Adesso s!

Costanza - Sempre mi dovresti ringraziare tu! Ho lavorato... e anche per lei, barone, che il suo padrino ha accolto per mia intercessione, quantunque, via, l'opera sua non valga molto.

Gigi - Mi colpisce al cuore... e mi mortifica...

Costanza - Non ne ho l'intenzione. Mi spiego chiaramente, io.

Gigi - Fin troppo!

Costanza - Riepiloghiamo, condensiamo anzi. E faccio appello anche a lei per convincere Lavinia!

Gigi - Ma inumano!

Costanza - Niente parole grosse! Lavinia, fin da piccola, si messa in testa di sposare un titolo.., non un uomo... Come Camilla sogna lo studente povero... Fantasie di ragazze. Bisogna trovarsi di faccia alla cruda realt! (indica Tancredi).

Tancredi - Bene!

Costanza - Dico per dire. E davanti alla cruda realt le signorine ci si troveranno! Voglio io vederle esitare! (A Gigi) Che cos' questo scherzo di Camilla?

Gigi - (evasivo) Niente. Un semplice flirt!

Costanza - Davvero? Del resto poco importa. Basta con le chiacchiere! Torni segretario. Ha telefonato alla fabbrica? La nuova macchina pronta?

Gigi - Pronta, signora direttrice.

Costanza - Andiamo, Tancredi! Non voglio che il figlio Imberti ci trovi con un catenaccio che mi costringa a far brutta figura. Questi americani tengono molto alle apparenze. E lei, barone...

Gigi - Vorrei aggiungere una sola osservazione.

Costanza - Resti segretario disciplinato invece e badi alla corrispondenza. Vieni, Tancredi!

Tancredi - Bene!

Costanza - E lei (indicando a Gigi la scrivania) l! (esce con Tancredi).

Gigi - Tombe degli avi miei! (Alla porta donde uscirono i due) Ebbene... no! Come si dice nelle commedie. Mi batter. Congiurer! La congiura del barone! Vedrete, o filistei! No!... L'amor mio non muore... per un americano! (nel gesticolare, batte le mani l'una contro l'altra e dalla porta di fianco appaiono tre visetti di ragazze).

Lavinia - Sei solo?

Camilla - Niente pericolo?

Silvia - Cu cu!

Gigi - Sono solo... e congiuro! Venite! Grandi novit.

Le tre - Davvero?

Gigi - Terribili! Segrete!

Lavinia - E ce le dirai?

Gigi - Naturale! Sono segretario! Congiuro!

Silvia - (saltando e battendo le mani) Voglio congiurare anch'io!

Camilla - Certo che congiurerai. (Indica la finestra). C'?

Silvia - Ce!

Camilla - (a Gigi) Dov' andata Costanza?

Gigi - A provare la nuova automobile con Tancredi.

Camilla - Bene! Silvia! (indica la finestra).

Lavinia - Come? Lo fai salire?

Camilla - Certo. Notizie terribili e segrete! Si congiura! Pi si , meglio ! (A Silvia) Chiamalo! (suona).

Silvia - Che piacere! (Segno di fazzoletto). Viene!

Battista - La signorina ha chiamato?

Camilla - S. Ritirati sotto al tenda, in camera tua.

Battista - S, signorina! (Indicando il giornale d Tancredi) Posso?

Camilla - Puoi! Fila! (A Silvia) Va ad aprire.

Silvia - ('annotando sopra un taccuino) Fanno ventitre lire!

Camilla - Alla fine mese liquideremo. Va. (Silvia esce).

Gigi - Sediamo, intanto, come la Convenzione! (siedono).

Mario - (entra di corsa, va da Camilla: le mani si stringono, gli occhi si fissano, sospirano, ambedue felici).

(Lavinia - Meno smorfie. Facciamo presto! La sedata aperta.

Silvia - Non dovrei presiedere io (indica le due coppie) che non appartengo n a destra n a sinistra?

Gigi - E' giusto! Presiedi! Domando la parola.

Silvia - La parola al signor barone!

Mario - Sii breve!

Lavinia - Vieni al fatto, subito!

Camilla - Senza le tombe degli avi tuoi!

Gigi - Chiedo all'onorevole presidente la pi ampia facolt di parola. Ho delle cose terribili e gravissime!

Mario - Le cose gravi si dicono in dieci parole!

Gigi - In quattro. (Febbrile attesa). Annibale alle porte!

Silvia - Chi Annibale?

Gigi - Il nemico.

Mario - Nemico di chi?

Gigi - Tuo... come mio... (a Lavinia e a Camilla) come vostro!

Silvia - Mio no?

Gigi - Tu non conti... ancora!

Silvia - Non conto io, che sono il presidente? E tu allora che sei un vile segretario?

Mario - Poco galante!

Lavinia - Se lo interrompete non sapremo chi Annibale!

Silvia - (a Mario e a Camilla che parlano piano) Silenzio! (A Gigi) A te! Chi Annibale? Perch sta alle porte? Non ha di meglio che stare alle porte? E se piove?

Gigi - Il nemico s'avvicina. Che ho detto? Annibale? E' peggio, assai peggio. E' il minotauro.

Lavinia - Sempre pi difficile.

Silvia - Che cos' il minotauro?

Mario - Un bestione che mangia le ragazze.

Silvia - Oh! Dio!

Camilla - Ma sono legate le ragazze del minotauro! E noi no!

Gigi - E voi s, invece. Legate dalla famiglia, dalla salvezza comune... cos dice Costanza!

Lavinia - Annibale... o il minotauro... minaccia pure Costanza?

Gigi - Ecco il lato disgustoso. Il minotauro non minaccia Costanza, che anzi lo difende, lo porta, lo impone! Tombe degli avi miei! Sento il rossore sulla fronte, il vulcano in cuore, il pugno stretto...

Lavinia - Meno retorica, barone!

Mario - Ben detto! Fuori il nome?

Camilla - Fuori il nome! Presidente, imponi il nome!

Gigi - Ma s che ve lo dico il nome! E sprofonderete, quando lo pronuncer. Chi Annibale, chi il minotauro? (Pausa: poi scoppia) E' l'americano!

Silvia - Come? Annibale americano?

Gigi - Non ho detto che sia americano... ho detto: l'americano. E sapete chi l'americano?

Lavinia - Che barba!

Gigi - Ah! S? Che barba? Ve la far venir bianca dal terrore la barba! Annibale, il minotauro ... attenzione!... ... attenzione...

Silvia - E' attenzione?

Gigi - (fulminandola) E'... Dario Imberti! (La sensazione poco profonda: i colpiti non capiscono il perch e lo dimostrano all'evidenza).

Lavinia - Imberti? L'amico di Tancredi?

Camilla - Che ci manda le belle pellicce di giaguaro?

Silvia - E quei buoni dolci argentini?

Mario - Non il vostro principale, Imberti?

Camilla - Pi che principale! Un amico!

Lavinia - Barone! Stai perdendo il cervello?

Gigi - Ah! Perdo il cervello? Ah! Perdo il cervello? (s'agita).

Lavinia - (a Mario) Lo fermi! Ci fa venire il capogiro! E pensare che lo dovr sposare...

Camilla - ...perch barone...

Mario - Capisco. Ho una sorella che sar duchessa!

Lavinia - Duchessa?

Mario - Per lo meno. Il duca non c' ancora... (A Lavinia) Meglio un barone oggi che un duca... chi sa quando. Ma ci sar. Almeno un duca ci sar! Mia sorella testarda! (parla con le tre ragazze disinteressandosi, come le sue compagne, di Gigi).

Gigi - (alza le braccia scoraggiato) Sempre cos trattato chi annuncia la verit. Signore, perdonali! (Si mette in mezzo a loro) Ascoltatemi, insensati!

Lavinia - Persiste!

Camilla - Ti ascolteremo... se ci dirai senza indovinelli che cosa vuole il minotauro alle porte!

Gigi - Subito! Vuol prender moglie!

Silvia - Bene! Che bella festa!

Gigi - (indica il gruppo) Una di voi!

Silvia - Oh! Che gioia!

Gigi - Esclusa te... le mocciose vanno a scuola!

Silvia - Insolente! Ti levo la parola! (Ma la cosa ha fatto senso).

Lavinia - (accento indefinibile) Capisco!

Camilla - (pensosa) Capisco!

Gigi - Ah?! Capite adesso? (Le due ragazze a testa bassa, immerse nelle riflessioni, tacciono. A Mario) E tu capisci? Non mi pare... stai l zitto, indifferente...

Mario - Zitto, forse. Indifferente no. Capisco. Quel tuo Dario Imberti foderato di milioni, Io so. (Le ragazze alzano il viso ascoltando). E noi due, tu ed io, segretario e futuro ingegnere, non abbiamo un soldo. Ebbene: che importa! Io voglio bene, so che mi si vuol bene! Venga pure Imberti! Io non ho paura! Io ho fiducia invece. Perch credo !

Camilla - (commossa gli si stringe vicino) Grazie, Mario!

Gigi - (a Lavinia) E io... devo credere ?

Lavinia - Fa un po' tu!

Gigi - Credo... (fra se) perch assurdo!

Camilla - E allora fidatevi di noi. Sapremo ben tener testa al nemico, noi!

Lavinia - Ch'io sappia non nemmeno barone!

Gigi - Grazie! Ma... e Costanza?

Camilla - Terremo testa a Costanza. Vero, Lavinia?!

Lavinia - Certamente...

Gigi - Guerra a Costanza, allora!

Tutti - Guerra! (si stringono in un gruppo con le mani strette).

Silvia - (che s avvicinata alla finestra) Costanza! (fuga generale).

Camilla - (a Mario) Fila... per carit! Dalla porta di servizio.

Mario - S... sta tranquilla tu... Io lo sono!

Camilla - Caro! Ma resta laggi... ti vedr... e mi darai la forza necessaria. Va... va... e credi...

Mario - Non fo altro! (Le bacia la mano) Coraggio! (esce da sinistra).

Costanza - Che cosa fate voialtre qui?

Silvia - Guardavamo la nuova macchina.

Costanza - Hum! (Sguardo circolare) Del resto, vi devo parlare.

Silvia - Ci porti nella macchina nuova?

Costanza - Tu fila! E' alle tue sorelle che devo parlare!

Silvia - E un'ingiustizia!

Costanza - Non sono cose della tua et! Barone, conduca fuori Silvia... e resti con lei, finch la far chiamare!

Gigi - Come?

Silvia - Si vede che non sono cose della tua et.

Costanza - Obbedite, voi due!

Gigi - (trascinando Silvia passa accanto a Lavinia) Bada! Io credo !

Lavinia - E fai bene! (Gigi e Silvia escono da sinistra).

Costanza - (si muove come se cercasse l'errore dei tre centesimi e Tancredi, ogni volta, si scansa) Quando ti deciderai ad occupar la poltrona?

Tancredi - Quando ti metterai alla scrivania.

Costanza - Non far dello spirito! Siedi. Anche voialtre sedete. La cosa seria.

Lavinia - Bisogna sedere per le cose serie?

Costanza - Non far... Anche tu, Camilla, siedi. La cosa seria riguarda tutti. C' in ballo il nostro avvenire. Quando dieci anni or sono era in ballo il vostro avvenire, non ho esitato, io. Ho sposato Tancredi.

Tancredi - (sospira).

Costanza - Non far dello spirito anche tu. Non me ne pentii, e se fosse da rifare lo rifarei. Ho lavorato per voi, per tutti! Continuer. Ma non si tratta di me. Oggi, o domani... o fra poco ci troveremo ad una svolta...

Lavinia - Se tu parlassi chiaro!

Camilla - Anche e non dirai nulla di nuovo.

Costanza - Sapete? Quel segretario non sa tener nascosto nemmeno un dente falso! Del resto meglio cosi. Lo preferisco, anzi.

Lavinia - Taglia corto!

Camilla - Carte in tavola!

Costanza - Eccole! Davide Imberti, il nostro padrone, manda suo figlio, qui, da noi, perch sposi una di voi due. Questo quanto. E adesso parlate voialtre.

Lavinia - (leggermente) Io sono fidanzata, mi pare!

Costanza - Non dire sciocchezze.

Camilla - Ed io posso voler bene ad un altro, per quello che ne sai!

Costanza - Lo so. Uno spiantato che gioca al tennis e che passa il resto del suo tempo sotto la nostra finestra. (Ci va) Eccolo l! Ti pare una cosa seria?

Camilla - Pi che seria!

Costanza - Andiamo, ragazze! Non vi fate ridere dietro! Dario Imberti e sua sorella Cora sono gli unici eredi di una sostanza favolosa. Se pure la dividono... ma non sar cos... Dario ne avr sempre due terzi, almeno... si tratta di decine di milioni. Ed eccolo, questo arci-milionario, che ha la bont di muoversi, per scegliere una di voi, col consenso, anzi con l'entusiasmo paterno. Sembra una fiaba da balie. E per di pi un simile matrimonio... mondiale, non c' altra parola... consolida la nostra posizione, la sua (indica Tancredi) che vi ha fatto da padre, la mia che ho lavorato per voi, quella di Silvia quando avr l'et di profittarne.

Lavinia - E quella di Gigi!

Costanza - Prima di tutto, Dario Imiberti pu anche sceglier tua sorella. E se invece sceglie te, Gigi si sacrificher. Senza il nostro padrone a che sarebbe ridotto Gigi? Alle tombe degli avi suoi! E pu consolarsi con Cora Imberti, che cerca un titolo. Barone poco, forse, ma ci sono tanti antenati! Scherzi a parte, vi rendete conto, vero, che la cosa seria?

Lavinia - (che l'allusione a Cora ha irritato) Posso parlare?

Costanza - Parla.

Lavinia - Questo tuo americano ci conosce?

Costanza - Non credo... ma pu darsi. E' a Roma da mesi! Pu avervi incontrate.

Camilla - E allora perch non ha scelto?

Tancredi - Vi avr vedute... nel gruppo.

Costanza - Che gruppo?

Tancredi - Quello che vi ho fatto ai bagni...

Costanza - E tu gli hai mandato quella indecente fotografia?

Tancredi - Perch indecente? Tu eri vestita.

Costanza - Una donna vestita ci perde al confronto coi costumi da bagno.

Lavinia - Ma quel gruppo sbiadito!

Tancredi - Ci ho messo i nomi.

Lavinia - E allora perch non ha scelto?

Costanza - Vorr vedervi... mi par giusto.

Lavinia - Deve essere d'un gusto da villan rifatto..

Camilla - Se crede di gettare il fazzoletto come un pasci, si sbaglia!

Lavinia - (leggermente) Io sarei fidanzata.

Camilla - Ed io voglio bene ad un altro.

Lavinia - Se uno zotico... io sono nobile... per fidanzamento...

Camilla - Ed io non so mentire...

Lavinia - ...non posso derogare...

Camilla - ...e non voglio tradire...

Costanza - Basta! Vi ho esposto le ragioni che consigliano questo matrimonio, che lo impongono! Ve le ho esposte con calma, pacificamente, da buona sorella che vede pi lontano di voi. Adesso basta! Adesso ordino! (A Battista che entra) Che c'? Va via!

Battista - (con un biglietto sul piatto) Scusi... c' questa signora... che ordina... par la padrona...

Costanza - Ordina? Padrona? Voglio un po' vedere... (legge il biglietto) Cora Imberti! Dio! Aspetta... Non muoverti... (Alle ragazze frenando la voce burrascosa) Vi prevengo che la disobbediente sar chiusa in collegio fino alla maggiore et... e poi... poi, fuori di casa senza un soldo! Vedremo se il barone... e lo spiantato... saranno pronti ad accogliervi! Filate! (le ragazze entrano a sinistra; a Battista) Fa passare!

Battista - Con...

Costanza - Fa passare! (Battista esce dalla comune: a Tancredi) E tu non farmi il pietoso. Bada!

Tancredi - Bene! Gigi - (con un bellinchino di scuola introduce Cora e

Palmiro).

Cora - (formosetta, disinvolta, esuberante, vestita da viaggio, entra ed osserva in giro; a Palmiro) Oooh! Bene! Buon gusto sfarzoso! Vero? (Accento americano).

Palmira - Padrona sempre ragione! (ha un'enorme scatola).

Cora - (guarda Tancredi) Vedo! Signor Tancredi? S? Molto piacere! Pap mi disse: Abbraccia mio vecchio amico Tancredi. Ed io... abbraccio! (eseguisce: poi si volge a Costanza) Vedo! Moglie di Tancredi? S! Molto piacere! Pap mi disse: Abbraccia bella moglie mio vecchio amico Tancredi! . Ed io, abbraccio! (eseguisce).

Gigi - Peccato che pap non mi conosca!

Tancredi - (a Cora) Il barone Maltivoglo...

Cora - (stende la mano).

Costanza - ...nostro segretario!

Cora - (ritira la mano) Prego, segretario, prendere scatola di Palmira.

Gigi - (si raddrizza offeso) Ma io...

Cora - Prego. Palmira stanca.

Palmira - (porgendogli la scatola) Obbedire padrona!

Cora - (a Tancredi e a Costanza indicando lo scatolone) Piccoli regali di pap! Niente grazie, prego! Per vecchio amico, per bella moglie, per signorine... Buona salute signorine?

Costanza - Buonissima. Le faccio chiamare.

Cora - Prego! Ancora no. Prima cose molto importanti. Segretario, posare scatola (indica la scrivania).

Gigi - (eseguisce) E' la prima volta che la scrivania serve a qualche cosa.

Cora - Segretario, prego, spingere Palmira fuori (indica la comune)... e restarci insieme.

Gigi - (offeso) Ma io...

Costanza - Presto, segretario! Obbedisca! (Gigi e Palmira escono dalla comune).

Costanza - (indicando la poltrona) S'accomodi.

Cora - Aooh! No! (Siede sopra uno sgabello fra i due). Cos meglio! Domando perdono. Arrivata lettera pap Davide per amico Tancredi?

Tancredi - (accenna di s).

Costanza - Oggi stesso.

Cora - Ooh! Miei calcoli giusti! Vengo da Budapest! Oh! Bella, bellissima Budapest! Allegra! Si balla! Arrivo ieri con Palmira. Dario viene stazione.

Tancredi - E' dunque vero? Era gi qui?

Cora - S... da mesi vari...

Costanza - E perch non s' fatto vivo?

Cora - Dario molto strano. Studia cavalleria.

Costanza - E' ufficiale?

Cora - Non cavalleria reggimento, no. Cavalleria vecchia... (agita la mano che distanzia) ... assai vecchia, di uomini d'arme vestiti di ferro... tornei... trova... trova...

Tancredi - ...tori!

Cora - Ecco... tori... non corna: trova... tori con chitarra.

Tancredi - Liuto.

Cora - No... chitarra (gesto analogo). Studia cavalleria... ecco perch non venuto qui.

Costanza - Non capisco!

Tancredi - Neanche io!

Cora - Facile invece. Studia cavalleria... pensa come cavalieri vestiti di ferro. Vuole amore... di quello che si canta nelle opere... Io voglio principe... lui amore... fulgor del creato... Ecco, questo. E scrive a pap Davide che vuole una signorina amico Tancredi... non dice quale... Pap scrive amico Tancredi... io vengo a nome pap Davide per domanda ufficiale... non reggimento...

Tancredi - Bene!

Costanza - E non dice quale delle mie sorelle?

Cora - Dario muto. Ma nella sua stanza vedo fotografia... questa! (mostra un'istantanea).

Costanza - Il famoso gruppo!

Cora - Mi accorgo che Dario ne guarda una... ma quale? Questa o questa? Questa bambina, no!

Tancredi - Non glielo ha detto?

Cora - No. Studia cavalleria. Dice: Tu, Cora, va: io verr dopo. Tu dici condizioni....

Costanza - Ah! Ci sono delle condizioni?

Cora - S... credo che siano condizioni di cavalleria... Dice: Va... chiedi mano signorina per me. Se mi accetta non sposo. Se rifiuta, sposo .

Tancredi - Come? Come?

Costanza - E' un indovinello?

Cora - Condizione Dario.

Costanza - Sicch, se ho ben capito, il signor Dario domanda di sposare quella delle mie sorelle che lo rifiuter?

Cora - Preciso. Brava!

Costanza - (a Tancredi) Ci capisci qualche cosa?

Tancredi - No. Ma rispondo: Bene!

Cora - Collegh con me. (Si alza) Prego parlare signorine. Io corro cercare Dario. Prego... non muovete. Penso io spingere Palmira! (esce dalla comune).

Tancredi - Per... se ci si pensa bene... enorme!

Costanza - Zitto! Stai per dire una cosa idiota ed io mi sento satura! (A Gigi che entra) Proprio lei...

Gigi - Se n' andata a centoventi HP, con la cameriera! Si pu sapere...

Costanza - Chiami le ragazze! Presto! (Gigi esce da sinistra). Ho il sospetto che ci si voglia burlare.

Tancredi - Quella ragazza? No. Gli americani sono seri soltanto quando dicono cose stravaganti. No: parlava sul serio la ragazza... (Fra se) Ed io non ho mai parlato tanto!

Gigi - Ecco le ragazze.

Costanza - Venite... (Vede Silvia) Che vuoi, tu?

Silvia - Mi ha chiamato, lui... (indica Gigi).

Costanza - Tu non c'entri...! Per... puoi anche restare. Tancredi? Parla tu. Io mi sento satura.

Gigi - Fa parlare Tancredi? E' inaudito! (A Tancredi)

Potrai?

Tancredi - (a Gigi) S: mi sono allenato. (Alle ragazze) Abbiamo ricevuto la visita della signorina Cora Imberti, la quale, a nome del padre, chiede per suo fratello Dario la mano di... di...

Silvia - Di chi?

Tancredi - Non la tua. Secondo quel famoso gruppo sembra che la scelta cada sopra una di voi due (a Lavinia e a Camilla).

Lavinia - Senza specificare?

Tancredi - Senza.

Gigi - Io protesto! E' immorale!

Costanza - Lei stia zitto!

Tancredi - Ad una condizione... questa...

Costanza - Un momento! Non siamo autorizzati a rivelarla, mi pare, questa condizione.

Tancredi - Non l'ha proibito.

Costanza - Non l'ha chiesto. E quindi non sicuro. Ad ogni modo fra poco sar qui col fratello e poser da s la condizione. Un po' di pazienza.

Camilla - Oh! Tu... sai... la mia decisione non muta!

Gigi - (a Lavinia) E tu non protesti?

Lavinia - (alza le spalle).

Gigi - Non s' mai vista una cosa simile!

Tancredi - E' originale... ma... enorme!

Gigi - Ed io non ci sto. E grider ben alto...

Costanza - (lo prende per mano e lo trae da parte) Zitto! Mi viene un'idea in favor suo...

Gigi - Mio? Cognatina bella...

Costanza - Zitto. Lei... il segretario... barone... io lo conosco... e perci difendo lei! L'altro uno spiantato, antipatico... Lo butto a mare! Si fida di me?

Gigi - Certo! (tra s) Per forza!

Costanza - E mi lasci fare allora! (Lo allontana) Lavinia!

Lavinia - Che vuoi?

Costanza - Vieni qua! (A parte piano alla sorella) Ho pensato che di voi due, Camilla, per me almeno, libera.

Lavinia - (seccata) E cio?

Costanza - Libera. Tu no. C' una promessa con Gigi, e si ha un bel dire, ma le promesse vincolano. Dunque tu sposerai Gigi, arai baronessa come hai sempre sognato e lui rester segretario... gli aumenteremo lo stipendio.

Lavinia - E Camilla? Sai che ama un altro...

Costanza - Lo so. Ma trenta milioni... sono trenta ragioni invincibili. Del resto vuoi vedere che la convinco?

Lavinia - Non credo!

Costanza - Guarda! Camilla! (Camilla s'avvicina alzando le spalle). Tu (a Lavinia) vai pure! Ma osserva!

Camilla - Se credi di convincermi, la sbagli, ti prevengo!

Costanza - (la trae da parte) Lo so! (Voce emozionata) Mi ha commosso il tuo amore per quel poveretto! (Indica la finestra) E' consolante constatare in questo basso mondo, sporcato dal denaro, un sentimento puro, infrangibile, invincibile...

Camilla - Che cosa dici?

Costanza - Dico che non mi oppongo pi. Che hai ragione! Che ti ammiro! Sposa pure il tuo poveretto. Ti autorizzo a rifiutare Dario Imberti.

Camilla - Ah, Costanza! Ah, sorella mia!

Costanza - Piccola mia! (si abbracciano).

Lavinia - (fra s seccata) L'ha convinta!

Gigi - (fra se) L'ha convinta! Io sposo Lavinia!

Tancredi - C' la pace! Meno male!

Battista - La signorina Imberti!

Cora - (entra come un fulmine seguita da Palmira che porta un mazzo di fiori) Sono io! Dario mi segue! Oooh! Le sorelline!

Lavinia - (si presenta) Lavinia! ( melliflua e bacia per la prima).

Cora - (si scioglie e va da Camilla) Camilla? Io Cora! (la ragazza si lascia baciare freddamente) Silvia?

Silvia - Mi piace, Cora! (le salta al collo).

Cora - Anche a me, Silvia! (l'abbraccia; a Costanza) Ebbene, Costanza, avete parlato?

Costanza - Ho voluto lasciare a lei tutto il merito.

Cora - Grazie! Dunque (a Lavinia e a Camilla) mio fratello Dario vuole sposare una di voi...

Lavinia - (pronta) Ne sono lusingatissima, Cora!

Gigi - (salta) Come?

Costanza - (trattenendolo) E' il meno che poteva dire!

Cora - (a Camilla che sta muta e corrucciata) Ebbene? (A Lavinia, freddamente) Sono contenta! Ma Camilla? Non sa parlare Camilla?

Camilla - (risoluta) So parlare e parler. Ma non come crede e s'aspetta. Neanche lusingata sono. (Scoppia) E' inutile che il suo signor fratello si faccia delle illusioni su di me. Amo un altro e sposer soltanto... dico soltanto , a costo di farmi monaca... sposer soltanto colui che amo. Mi sono spiegata chiaramente?

Cora - Aoh! Studia cavalleria come Dario? Bene!, come dice Tancredi! E allora, amici (a Tancredi e a Costanza) visto che Lavinia lusingatissima e Camilla rifiuta chiaramente... io vi chiedo a nome di pap Davide, per mio fratello Dario, la mano di... (breve pausa) Camilla! (Profonda sensazione).

Camilla - (protestando) Ed io rifiuto!

Cora - Aspettate Dario...

Camilla - E venga pure il signor Dario, glielo ripeter sul muso...

Mario - (sulla porla) Grazie, Camilla!

Camilla - (con uno slancio gli corre accanto) Mario! (si prendono per mano).

Costanza - (balzando come una furia) Mi meraviglio! Lei un insolente! Chi le ha permesso! Ma lo far scacciare a bastonate! Tancredi, Gigi, Battista, gettatelo dalle scale...

Cora - (intromettendosi) Oooh! Prego! Perch gettare dalle scale... mio fratello?

Tutti - (quadro) Dario!!!

Mario - Scusatemi. Domando perdono... a tutti ed a Camilla in ispecie. Non una prova che ho voluto fare. No, Camilla. Ero sicuro del tuo amore. Fu Cora! L'idea fu di Cora, quando io le confessai che amavo Camilla. Troppo americana Cora. Vuole esser sicura. Io no. Da quattro mesi vivo qui fra voi e credo. Quando ti ho conosciuta, Camilla, e fu Gigi a presentarmi, il mio nome fu pronunziato male, Mario Alberti, invece di Dario Imberti...

Costanza - Volevo ben dire che la colpa non fosse del barone!

Mario - Ed anche mia. Ho preso gusto ad essere amato come il povero Mario Alberti. Mi perdoni, Camilla?

Camilla - Si

Silvia - Pare una commedia...

Tancredi - ... come nella vita. (Gli attori e le attrici si dispongono sopra una linea e vengono alla ribalta).

Costanza - Fedel copia di vita,

Lavinia - Dubbi,

Camilla - Speranze,

Gigi - Pene,

Silvia - La commedia finita

Costanza - .Come doveva...

Tancredi - Bene!

Cora - E se l'idea di Cora troppo strana pensate

Mario - Non giudicate ancora

Silvia - No, vi prego, osservate.

Camilla - La speranza, ecco, amore,

Lavinia - Il dubbio sciolto al sole,

Gigi - E per le pene il cuore s'allieta, non si duole.

Costanza - Cos scorra la vita per tutti quanti!

Tancredi - Bene!

Cora - La commedia finita come doveva!

Tutti - Bene!

(Inchino: quadro).

FINE

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