LI N N E S T O
di
Luigi Pirandello
Riduzione e adattamento di Giulio C. Carlotto Farnese
Personaggi
Laura Banti, moglie di Giorgio Banti La signora Francesca Betti, madre di
Laura Il dottor Romeri Filippo, vecchio giardiniere
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Il primo quadro a Roma
Il secondo e il terzo in una villa a Monteporzio.
Oggi.
A t t o u n i c o
Salotto elegantemente mobiliato in casa Banti.
Uscio comune in fondo, e laterali a destra e a sinistra(dellattore)
Scena prima
Al levarsi della tela la signora Francesca, in visita, attende sfogliando presoo un tavolinetto una rivista illustrata.
Giorgio: (pronto ad uscire) Oh! La Signora Francesca!.
Francesca: Gi!
Giorgio: E Laura dov?
Francesca: Vedi? Sono qui ad aspettare.
Giorgio: Da quanto?
Francesca: Sar unora. No, no di pi, che dico? Saranno quasi due ore!
Giorgio: E strano!
Francesca: Sto in pensiero.
Giorgio: Perch? Manca forse da troppo tempo?
Francesca: Ma s! Da questa mattina alle sei; Figurati!
Giorgio: Alle sei? Laura uscita da casa alle sei?
Francesca: Se dici cos alle sei, chi sa cosa puoi far credere, Dio mio!Bisogna dire che uscita con la co..con la cosa.
Giorgio: Con la scatola.
Francesca: Ecco, gi! Dei colori.
Giorgio: Se uscita con al scatola dei colori, non c da stare in pensiero.
Francesca:No, ecco, Giorgio, per questo non si spiegherebbe. Chi esce allalba, vuol dire che s proposto di ritrarre.non so certi effetti di prima luce che, avanzando il giorno, non si possono pi avere.
Giorgio: Via, signora, non stia in pensiero! Si vede che venuto in mente a Laura di cominciare l per l qualche altro studio!
Francesca: Gi, ieri e laltro ieri, alle dieci al massimo stata di ritorno.
Giorgio: Avr voluto finire il suo bozzetto.
Francesco: Ma s, s, avr voluto finire il suo bozzetto,,,,certo. benissimo.
Giorgio: Allora io vado.
Francesca: Va tu, va.. sta tranquillo.
Giorgio: Torno per pranzo!. A presto!
Francesca: Arrivederci Giorgio.
Francesca si alza evidentemente ansiosa, poi si risiede nervosamente
Francesca: Codesta modacodesta smania di uscire, di dipingere, non mi . piace affatto. Ha ripreso a dipingere con lantico fervore.Ma quando si prende marito.Queste son cose per le ragazze. E lui la spinge, la spinge a riprendere la tavolozza, come la spingerebbeche so? A qualunque altra occupazioneil vero guaio qua? Che mancano i figlioli. .. Lei lo vuole e luilo desidera per lei.e intanto la donna, dopo tanti anni, si guasta e anche luomo si guasta. Si guastano tutti e due. Per forza! Non le posso soffrire queste ragazze doggi, con tutta quellaria cos.cosnon lo so neanchio cosa, ma non mi piacciono per nientissimo affatto.
Signora Francesca e seduta in poltrona .. si sente gridare da dietro
LAURA Oh! Mamma, mamma.
FRANCESCA( alzandosi in piedi) Che cosa ? Oh! Dio! Figlia mia! Oh! Dio! Che
stato?
LAURA Sono ferita.
FRANCESCA(andandole incontro con un grido) Ferita? Come! Laura! Figlia mia! Figlia
mia! Ah! Laura! Che thanno fatto? Laura mia!
LAURA (buttandosi al collo della madre, in preda a un convulso crescente, di ribrezzo e di
disperazione)Mamma, mamma, mamma.
FRANCESCA Sei ferita? Dove? Dove? Laura, Laura mia! Ma come stato? Chi
stato? Chi ti ha ferita? Figlia! Figlia mia! Dove sei ferita?
LAURA Qua, mamma
FRANCESCA (portando una sedia) Dove? Dove? Siedi! Siedi.ma chi stato
lassassino? Chi?
LAURA (mostrando il collo alla madre) Guardaguarda..
FRANCESCA Ma chi stato? Chi?
LAURA (non pu parlare; il convulso giunto al colmo; tre volte, fra il tremore spaventoso di
tutto il corpo, storcendosi le mani per lonta, per lo schifo, grida quasi a scatti) Un
brutoun bruto.un bruto..
E rompe in un pianto che pare un nitrito, balzante dalle viscere contratte
FRANCESCA Figlia mia! Ma come stato?
Scena seconda
Entra il dottor Romeri
ROMERI Unaggressione. A villa Giulia pare.
FRANCESCA Vi si era recata a dipingere. Vi andava da tre giorni. Sempre nello
stesso posto.
ROMERI Ma come mai? Sola? Un guardiano della villa la trov per terra,
svenuta. Dice che non dava segni di vita.
FRANCESCA Ma come non accorso?
ROMERI Dice che era troppo lontano. La villa sempre deserta.
FRANCESCA Ma che pazzia! Andar cos da sola!
ROMERI Ecco l la scatola dei colorie il cappello. Furono trovati dal
guardiano a molta distanza dal posto dove la signora giaceva.
FRANCESCA Ma dunque.
ROMERI Evidentemente la signora avr tentato di fuggire.
FRANCESCA Inseguita?
ROMERI Una cosa incredibile! Fu trovata riversa fra le spine di una siepe di
rovi. Forse ghermita l Era tutta strappata! Era tutta strappata! Il
collo, la bocca..Una piet! Tra le spine..Un villanzone. Pare
che lo abbia visto il guardiano.
FRANCESCA Ah! Si?
ROMERI Sissignora. Buttarsi di l dalla siepe. Un villanzone, un
giovinastro. Ma invece di inseguirlo, come avrebbe dovuto, pens
di soccorrere la signora e.(si interrompe voltandosi a sinistra verso
luscio).
Scena terza
Entra Giorgio dalluscio di sinistra
FRANCESCA Per carit! Giorgio! Per carit!
GIORGIO (venendo fuori dalluscio di sinistra, sconvolto tra i singhiozzi e ad altissima
voce)Ma io ho pur diritto di sapere! Debbo, voglio sapere!
ROMERI (forte anche lui) Sapr, perdio, ma a suo tempo!
GIORGIO No: Ora! Ora!
ROMERI Io le dico che per ora lei non solo non deve farla parlare, ma neppure
farsi vedere.
Scena quarta
Esce Francesca
GIORGIO (al dottore investendolo)Che sa lei? Mi dica, che sa? Bisogna averlo,
darlo, darlo in mano a me, subito! Perch, per un delitto come questo,
se lo prendono due o tre anni di carcere, vero? Mentre io ho il
diritto di ucciderlo! Lo sa lei?
ROMERI Basta cos, perdio!
GIORGIO Come basta?
ROMERI Ma si! Le dico che basta! Ha patito unaggressione in una villa; il
ladro
GIORGIO Il ladro?
ROMERI Ma si, il ladro un miserabile qualunque, non si potuto
rintracciare: e basta: finisce tutto cos! Che c da far chiasso
ancora?
GIORGIO Ah no, caro mio! Singanna! No ! no! E io? Finisce per gli altri,
cos! Ma io?
ROMERI Lei? Che vorrebbe fare? Si figuri che, se pure lo prendono, glielo
daranno in mano, perch lei luccida? Balle! E allora? Lha detto lei
stesso. Sissignore, per un delitto che lei, offeso, potrebbe punire
con la morte e non avrebbe un giorno di pena, la legge non da che
due o tre anni di carcere! Vuole questo? E lo scandalo di un
dibattimento? La pubblicazione della sentenza sui giornali? Ma
via! Non serve ormai che a far pi danno!
GIORGIO Ma che mi importa degli altri! Che vuole che me ne importi?
ROMERI Oggi; lo so. Ma vedr che gliene importer domani.
GIORGIO Prima di tutto, inutile perch ormai sanno tutti: qua, l dove
lhanno vista e raccolta ma quandanche nessuno sapesse, se
so io, non capisce che per me finito tutto?
ROMERI Io capisco, Giorgio, lorrore che lei deve provare in questo
momento. Ma bisogna che lei lo vinca con la compassione che deve
ispirarle quella poverina!
GIORGIO Lei parla a me di compassione?
ROMERI Non vorrebbe averne?
GIORGIO Io sono il marito! Pu averla lei, la compassione, e chiunque
sappia di questo scempio. Ma sono io, io solo, veramente in
presenza dellorrore questo scempio, che non stato fatto a lei
sola, ma anche a me! E in nessun altro, pi che in me neppure in
lei pu essere pi vivo e pi atroce, questo orrore!
ROMERI Si, si, la intendo, Giorgio, la intendo! E crudele, si. Ma che
vorrebbe fare?
GIORGIO Non lo so. Non lo so. Impazzisco.Compassione, lei dice?
Sa quale sarebbe la compassione vera in questo momento per me?
Che mi recassi l, sul letto di lei e per questo stesso amore la
uccidessi, innocente.
ROMERI Ma irragionevole scusi!
GIORGIO Vuole che ragioni?
ROMERI Deve pur ragionare!
GIORGIO Lo so, lo so: lei deve dirmi cos, lo so! Ma se il caso fosse capitato
a lei? Ragionerebbe lei?
ROMERI Ma si, che ragionerei! Se qui non c colpa, scusi!
GIORGIO E appunto questa per me la crudelt! Che ci sia loffesa pi
brutale, senza esserci colpa! Per me peggio! Peggio, si! Ci fosse
la colpa, sarebbe offeso lonore; potrei vendicarmi! E offeso
invece lamore! E non intende che niente pi crudele per il mio
amore, che questobbligo che gli fatto, di avere piet?
ROMERI Ma il suo amore appunto, scusi, dovrebbe ispirare a lei stesso la
compassione!
GIORGIO Impossibile! Lamore no!
ROMERI Ma sarebbe allora pi crudele
GIORGIO (interrompendolo)pi crudele, si.
ROMERI(seguitando)..di ci che quella poverina ha patito!
GIORGIO si, si! E proprio cos! Il non aver compassione sarebbe crudele
per lei; ma averne, crudele per me! E quanto pi lei ragioni, e
quanto pi io riconosco che sono giuste le sue ragioni, tanto pi
cresce la crudelt per me! Debbo ragionare, gi! Riconoscere che
non c colpa; che lei stata offesa pi di me, nel suo stesso corpo,
e che l che soffre della violenza, dellonta, del ludibrioE io che
voglio? Che pretendo io? Rincarar la dose della crudelt su di lei?
Lasciarla cos in questonta? Disprezzarla?
ROMERI Sarebbe ingeneroso!
GIORGIO Sarebbe vile!
ROMERI Vede? Lo riconosce!
GIORGIO Vile, si, vile! Ma se si rivela cos vile lamore quando si trova,
come mi trovo io adesso, qua, al limite della sua pi viva gelosia,
che posso farci io? Che posso farci?
(Rompe in disperati singhiozzi)
ROMERI Via, via, GiorgioLei si strazia inutilmenteE il primo
momento, creda.
GIORGIO No! E la selva! E ancora la selva! E sempre la selva originaria!
ma prima almeno cera lorrore sacro di quel mostruoso originario,
nella natura, nel bruto.Ora, una villa coi suoi viali e le siepi e i
sedili. Una signora, in cappellino, che vi sta a dipingere,
seduta.Ed ecco il bruto.Ma vestito, oh! Decente. Mi par di
vederlo! Chi sa se non aveva i guanti! Ma no: lha tutta graffiata!
Non senti quanto pi laido? Quanto pi vile? E io che devo
essere generoso; mentre qua il sentimento mi rugge come una
belva..Generoso.
(subito troncando lo scherno)
No, no sento che non posso. Non posso. Ho bisogno dandarmene.
Parto. Me ne vado.
ROMERI Ma come? Ma dove? Che dice? Vorrebbe davvero lasciarla cos?
GIORGIO Sarei pi crudele, restando,
ROMERI Ma che vuole fare? Dove vuole andare?
GIORGIO Ho bisogno di disperdere, fuggendo come un pazzo, quello che ora
provo per questa ignominia!
Scena quinta
(Entra Francesca accorrendo ansiosa dalluscio a sinistra)
FRACESCA GiorgioGiorgio (raffrenando a un tratto lansia alla vista della
sovreccitazione del genero )Che cos?.Ah figliuolo mio
sipovero figliuolo mio.si si.
GIORGIO Per carit, non mi saccosti! Non mi dica nulla!
ROMERI Signora, dia ascolto a meVede?
GIORGIO Lei comprende dottore?
ROMERI Ma si, comprendo che lei in questo momento.
FRANCESCA Ma se lo chiama di l! Se non fa altro che chiedere di lui!
GIORGIO(con orrore, ritraendosi) Non possoah, non posso, non posso, non
posso.
ROMERI Vede? Le farebbe pi male, signora: creda a me! Ha bisogno
anche lui daspettare un po.
GIORGIO Che vuole che spetti pi, io!
ROMERI Eh, un po di tempo..
GIORGIO E la rassegnazione ?
FRANCESCA Perch, la rassegnazione? Ma dunque, tu.
ROMERI Lasci, signora! Bisogna considerare anche lui..
FRANCESCA Si, figliuolo mio, io ti considero, e come! Ma lunico rimedio a
quello che soffrite
GIORGIO la piet! Anche lei! Ma tutti!, si sa! La piet!
FRANCESCA luno dellaltra, si, subito. Cos lintendo io, che sono una povera
ignorante! Non la rassegnazione a un male che non c!
GIORGIO Come che non c?
FRANCESCA Non c! Non c! E lo deve dire il vostro amore che non c! Se tu
ami davvero la mia figliuola! Se no, che ami tu? Che ami? Non
vero? Dica lei, signor dottore! Dica!
GIORGIO (prorompendo di nuovo in pianto, stringendosi in se, con le mani premute sul
volto)Io lamavo.io lamavo..tantotanto.Ma appunto perch
lamavo tanto. Voi non capite! Pu essere per quella che amavo, la
piet! Ma non pi, ora.
FRANCESCA Non lami pi, ora? E perch?
GIORGIO Ma se volete che ne abbia piet! Quale piet? Quale? La vostra, la
mia, possono aiutarmi? Io ho bisogno dessere crudele! Lei crede
perch non amo sua figlia? No, sa! Appunto perch lamo!
FRANCESCA Non vero! Non vero! Tu non ami lei cos!
GIORGIO Ma vuole che il mio amore sia come il suo? Il fatto forse per lei
quello stesso che per me? Quello che sento io non pu sentirlo lei!
FRANCESCA Va bene! Ma come, come vorresti essere crudele?
GIORGIO Come? Lho detto come! E se lei di l sentisse quello che sento io,
dovrebbe esserne contenta.
FRANCESCA Ma lei di l ti chiama! Che pensi di fare?
GIORGIO Non penso nulla! Ma bisogna che me ne vada, che me ne vada!
FRANCESCA E vuoi abbandonarla cos?
ROMERI Ma si, meglio signora! Lo lasci andare!
FRANCESCA Ma pu restar sola, cos di l, se sa che lui se n andato?
ROMERI Rimanga qua lei.
FRANCESCA E chi glielo dir? Tu che hai il cuore di farlo, dovresti anche
cuore di dirglielo.
GIORGIO (risolutamente) Vuole che glielo dica io?
ROMERI No, per carit, signora!
FRANCESCA Ma dunque lei capisce che pu morirne, la mia figliuola, a vedersi
abbandonata cos in questo momento, da colui che dovrebbe starle
pi vicino, se avesse un po di cuore?
GIORGIO Per me finita! E finita! Sento che per me finita! Posso avere la
piet di restare. Ma come resto? Non lo capite? Per gli altri, ecco!
Resto. Ma sar peggio.
FRANCESCA E Laura?
ROMERI La signora ha bisogno di essere lasciata tranquilla. Vada lei a dirle
che ho obbligato io il sig. Banti a tenersi lontano. Io vado.
FRANCESCA Ma sola impazzir!
ROMERI No, signora. Vedr che riposer col rimedio che le ho dato per
calmare lagitazione. Forse a questora riposa. Vada, vada a
vedere.
FRANCESCA Ecco, si, vado, vado.arrivederci dottore.( esce dalluscio di sinistra)
Scena sesta
ROMERI ( stringendo le mani a Giorgio)Mi raccomando. Bisogna sempre esser
pi forti della sciagura che ci colpisce.
GIORGIO Questa peggiore, per me, di una morte. Ma se limmagina, lei
ancora viva, domani, davanti a me?
Scena settima
Il dottor Romeri via
FRANCESCA (sopravvenendo lieta dalluscio a sinistra, col cappello in capo)Si, si, riposa,
riposa veramente. Allora vado, si! Non posso farne a meno. Sar
qui domattinaaddio Giorgio. E non ti diconon ti dico
nulla, figliuolo mio..
GIORGIO A rivederla(rimane un pezzo assorto nella sua sciagura, esprimendo con la
contrazione del volto i sentimenti in contrasto. Poi sorge in piedi, si passa le
mani sulla fronte, si volta verso luscio a sinistra e ripete)Non posso..
non posso..non posso restare.
Francesca via
X x x x
S E C O N D O Q U A D R O
Scena prima
Laura su una sedia a sdraio, pallida, un po molle dun languore ardente dinesausta passione;
presta ascolto con interesse e, insieme, con un certo turbamento che vorrebbe dissimulare, a ci
che le dice il vecchio giardiniere, il quale le sta presso, in piedi, con un sacchetto a tracolla, un
fascetto di ramoscelli sotto il braccio e linnestatoio in mano.
FILIPPO Eh, ma larte ci vuole! Se non ci hai larte, signora, tu vai per dar
Vita a una pianta, e la pianta ti muore.
LAURA Perch pu anche morirne, la pianta?
FILIPPO E come! Si sa! Tu tagli a croce mettiamo a forca a zeppa a
Zampogna c tanti modi dinnestare! applichi la buccia o la
gemma, cacci dentro uno di questi talli qua;(mostra uno dei ramoscelli
che tiene sotto il braccio) leghi bene; impiastri o impeci a seconda
credi daver fatto linnesto; aspetti che aspetti? Hai ucciso
la pianta. Ci vuol larte, ci vuole! Ah, forse perch opera di un
villano? Dun villano che, Dio liberi, se con la sua manaccia ti
tocca, ti fa male? Ma questa manacciaEcco qua.(va a prendere
un grosso vaso da cui sorge una pianta frondosa, e la reca presso Laura)Qua
c una pianta . tu guardi: bella, si; te la godi, ma per vista
soltanto: frutto non te ne da! Vengo io, villano, con le mie
manacce ed ecco vedi?
(comincia a sfrondarla, per fare linnesto; parla e agisce, prendendosi tutto il
tempo che bisogner per compiere lazione)
Pare che in un m omento tabbia distrutto la pianta: ho strappato;
ora taglio, ecco; taglio taglio e ora incido aspetta un poco e
senza che tu ne sappia niente, ti faccio dare il frutto. Che ho
fatto ? ho preso una gemma da un'altra pianta a lho innestata qua.
E agosto? A primavera ventura tu avrai il frutto. E sai
come si chiama questinnesto?
LAURA (sorride, triste)Non so.
FILIPPO A occhio chiuso. Questo linnesto a occhio chiuso, che si fa
dagosto. Perch c poi quello a occhio aperto, che si fa di maggio,
quando la gemma pu subito sbocciare.
LAURA (con infinita tristezza) Ma la pianta?
FILIPPO Ah, la pianta, per s, bisogna che sia in succhio, signora! Questo,
sempre. Ch se non in succhio, linnesto non lega!
LAURA In succhio? Non capisco.
FILIPPO Eh, si, in succhio. Vuol direcome sarebbe?in amore, ecco!
Che voglia che voglia il frutto che per s non pu dare!
LAURA (interessandosi vivamente) Lamore di farlo suo, questo frutto? Del
suo amore?
FILIPPO Delle sue radici che debbono nutrirlo; dei suoi rami che debbono
portarlo.
LAURA Del suo amore, del suo amore! Senza saper pi nulla, senza pi
nessun ricordo donde quella gemma le sia venuta, la fa sua, la fa
del suo amore?
FILIPPO Ecco, cos! Cos! Vado signora se non ha pi bisogno di me!
LAURA Arrivederci Filippo(resta assorta; poi si alza, sappressa alla pianta or ora
innestata, e mette il capo fra le sue fronde, ripetendo tra se lentamente, con
angoscia di intenso disperato desiderio).Del suo amore..del suo
amore.
Scena seconda
Entra Giorgio. Laura, appena vede entrare Giorgio, balza in piedi tutta fremente e corread aggrapparsi
A lui in una crisi di pianto
LAURA Giorgio! Giorgio! Ah Giorgio mio!
GIORGIO(soprappreso, premuroso) Ebbene che cos?
LAURA Niente..Niente.
GIORGIO Ma tu piangi?
LAURA Niente. No..
GIORGIO Come no? Che stato?
LAURA Niente, ti dicoCos! La sorpresa.Non taspettavo cos, presto
di ritorno.
GIORGIO Ma tu perch, allora, hai pianto?
LAURA Te lho detto.non so perch, appena tho visto
allimprovviso.E quello che io sento, Giorgio.. E vedi che
rido, ora, poich tu sei qua di nuovo, con me..
GIORGIO Hai pur detto tu stessa che non maspettavi cos presto di ritorno...
LAURA Si, vero. Ma ho tanto sofferto, sai? A restar sola! Ho bisogno di
te, tanto! Che tu mi tenga cos, stretta cos, senza pi staccarti da
me, mai, mai!
GIORGIO Ma io sono andato per te, Laura mia.
LAURA Lo so, si vero!
GIORGIO Vedi come sono fredde queste tue manine? Tho portato da
ricoprirti bene. Siamo scappati qua, tutta un tratto. E volato pi
di un mese. E venuto il freddo..
LAURA Ma staremo qua ancora! Sar pi bello, ora qui, soli soli
Tu non hai paura del freddo, vero?
GIORGIO No, cara.
LAURA Non devi avere paura con me..
GIORGIO Ma io ho avuto paura di te, cara!
LAURA Non dirmi cara cos!
GIORGIO Come vuoi che ti dica?
LAURA Laura.come sai dirlo tu.
GIORGIO Ebbene, Laura.
LAURA Cos!, mi piace guardarti le labbra quando stacchi le sillabe.
GIORGIO Perch? Come le stacco?
LAURA Non so.Cos.
GIORGIO Laura mia.
LAURA Tua, tu, si! Ah, non puoi immaginarti come, ora! E pure vorrei
ancora di pi! Ma non so come!
GIORGIO Ancora di pi?
LAURA Si, ancora pi tua ma non possibile! Tu lo sai, vero? Lo sai
che di pi non possibile?
GIORGIO Si, Laura.
LAURA Lo sai? Di pi, si morirebbe. Eppure ne vorrei morire.
GIORGIO No! Che dici?
LAURA Per me dico; per non essere pi ionon so, una cosa che senta
ancora minimamente di vivere per s .ma una cosa tua, che tu
possa fare pi tua, tutta del tuo amore, del tuo amore, intendi?
Tutta in te, cos del tuo amore, come sono!
GIORGIO Si, si, come sei! Come sei!
LAURA Tu lo senti, vero? Lo senti che sono cos, tutta del tuo amore?
E che non ho per me pi niente, niente, n un pensiero, n un
ricordo per me, di nulla pi..tutta assolutamente tua, per te,
del tuo amore?
GIORGIO Si, si!
(Laura che ha proferitole parole precedenti con la pi immedesimata intensit,
che quasi il succhio della pianta di cui le ha parlato il giardiniere, si fa
pallidissima, sorridendo di un sorriso che vanisce nella beatitudine di un
deliquio, e gli appoggia la fronte sul petto.) Laura!
LAURA Ah!..
GIORGIO Oh Dio! Laura! Che hai?
LAURA Nulla.nulla.(sorride levando il volto) Vedi? Nulla.
GIORGIO Ma ti sei fatta pallida!
LAURA No; non niente.
GIORGIO Sei tutta fredda! Siedi, siedi!
LAURA Ma no non mi dare aiuto. Tu non capisci.
GIORGIO Che cosa?
LAURA Che cos셅che cos..
GIORGIO Che cosa cos?
LAURA Che io sono tutta del tuo amore cos!
GIORGIO Ma si, siedi.siedi qua.
LAURA Lho toccata qua sul tuo petto..per un attimo, congiunta.
GIORGIO Che cosa?
LAURA Si, col tuo amore e col mio, congiunta, sul tuo petto per un
attimo la vita.
GIORGIO Ma che dici?
LAURA (ha un brivido violento che la scuote tutta e di nuovo la costringe ad
aggrapparsi)Oh Dio!
GIORGIO(Sorreggendola) Ma tu ti fai male! Che hai?.Che hai?
LAURA Niente un po di freddo, un po di smarrimento.
GIORGIO E troppo, vedi! Ti sei troppo..
LAURA (con ardore quasi eroico) Si, ma voglio cos!
GIORGIO No, cos male! No.(le prende il volto tra le mani) Tu sei il mio amore;
ma io non voglio, non voglio che tu ne abbia male!
LAURA(bevendo la dolcezza delle parole di lui) No?
GIORGIO No, non voglio! Vedi? I tuoi occhi..(sinterrompe vedendosi guardato
in un modo che gli fa perdere la voce)
LAURA (seguitando a guardarlo, quasi provocante) Diparla.parla.
GIORGIO (ebbro)Dio mio, Laura.
LAURA (ridendo, gaia) I miei occhi? Ma guarda, guardaNon vedi che ci
sei tu?
GIORGIO Lo vedo. Ma tu ridi.
LAURA No, no, non rido pi!
GIORGIO E per te, bada!
LAURA Si. Basta. Siamo buoni, ora! Siedi, siedi qua anche tu: ti faccio
posto! (nella sedia s sdraio)
GIORGIO No, siedo qua allora! (indica lo sgabello)
LAURA(si alza dalla sedia sdraio)No, quae io, cos. (gli siede sulle ginocchia)
GIORGIO Si, si.
LAURA No, buoni! Di, sei passato dalla mamma?
GIORGIO Si, ma non lho trovata.
LAURA Non hai veduto neanche Giulietta?
GIORGIO Era uscita con la mamma.
LAURA E non thanno detto nulla a casa?
GIORGIO No, nulla. Perch?
LAURA Perch ho telefonato di qua alla mamma.
GIORGIO TU? Stamattina?
LAURA Si.
GIORGIO Per me? Volevi forse qualche cosa?
LAURA No. Mi sono sentita un po male.
GIORGIO Ah si? Quando?
LAURA Poco dopo che sei andato via tu. Quando mi sono levata. Ma nulla
sai? E passato!
GIORGIO Che ti sei sentita?
LAURA Nulla, ti dico. Non so. Mi sono sentita mancare, appena mi sono
alzata. Un momento sai? Ecco, come dianzi!
GIORGIO E hai telefonato alla mamma per il medico?
LAURA No! Che medico! Per te. Per dire a te che tornassi presto.
GIORGIO Ma non mha detto niente nessuno!
LAURA Meglio cos! Io mi sono opposta. Ma sai com la mamma?
Ho paura che ce la vedremo spuntare da un momento allaltro,
qua, col dottor Romeri.
GIORGIO E sar bene! Cos vedr
LAURA Che vuoi che mi faccia il medico? Bada: se viene, non mi faccio
neanche vedere!
GIORGIO Ma perch?
LAURA Perch no! Non mi faccio vedere. O se no, guarda: gli parlo cos
(eseguendo) con la faccia nascosta sotto la tua giacca. E gli dico
GIORGIO (sorridendo) Che per causa mia?
LAURA (dopo una pausa, in ascolto sul petto di lui) Aspetta!
GIORGIO Che fai?
LAURA Un battito forte, lento; un battito piccolo piccolo, lesto, esile
GIORGIO Che dici?
LAURA Il cuore e lorologio!
GIORGIO Bella scoperta!
LAURA Possibile che misurino lo stesso tempo? Il mio cuore batte
cento pi del tuo! Oh Dio, no! Che brutto cuore!
GIORGIO (ridendo) Brutto? Perch?
LAURA Non te lavevo mai sentito battere, il cuore! Ma sai come ti batte,
placido, forte lento.
GIORGIO E come vuoi che batta?
LAURA Come? Se io sapessi che tu ascolti il mio, sarebbe un precipizio!
Mentre il tuo, niente: non si commuove!
GIORGIO Sfido! Parli del medico che non vuoi vedere.
LAURA No; invece parlavo del medico a cui volevo accusarti!
GIORGIO Gi! Ma con la faccia nascosta! Perch tu sai bene che non sono
io!
(Non ha finito di proferire queste parole, che si turba vivamente, come se esse, rispetto al male di cui Laura
soffre, dimprovviso abbiano acquistato un valore davanti a lui, altro da quello che egli intendeva dar loro).
LAURA Non sei tu? Come non sei tu?
GIORGIO (con sempre crescente turbamento) No io.
LAURA(levandosi dalle ginocchia di lui) Giorgio che pensi?
GIORGIO(con sempre crescente turbamento alzandosi) Oh Dio! Nulla!(poi cupo)
Tu credi che il dottor Romeri debba venire?
LAURA Non so.. ma perch?
GIORGIO Perch bene che venga! Voglio che venga!
LAURA Ma, Dio mio, Giorgio, io ho scherzato..
GIORGIO Lo so, lo so!
LAURA Vuoi che possa accusarti, se non per ischerzo?
GIORGIO Ma no, Laura: non per questo!
LAURA E che cos allora?
GIORGIO Ma.se tu stai male..
LAUR No! No! Io non ho niente! Io ho te! Ecco: te e non ho nientaltro che mi venga da te! Se godo, se soffro, se muoio sei tu!
Perch io sono tutta cos, come tu mi vuoi, come io ti voglio, tua.
E basta! Tu lo vedi, tu lo sai!
GIORGIO Si, si..
LAURA E dunque basta! Che male vuoi che abbia? (si sente di nuovo
vacillare) Diovedi?
GIORGIO Di nuovo?
LAURA No.. e un po di stanchezzasorreggimi
Scena terza
(entra Filippo di corsa da destra)
FILIPPO Signora,! Signora! viene la mamma con un altro signore!(va via)
GIORGIO Ah! Ecco il medico.
LAURA No, no! Giorgio! Non voglio vederlo!
GIORGIO E io voglio invece che tu lo veda!(si avvia verso il fondo per andare
Incontro al dottore).
LAURA NonoVai, vai. Portalo su in villa, di l! Io non mi faccio
vedere.
FRANCESCA(entrando) Buon giorno, Giorgio.
GIORGIO (per uscire in fretta) Buon giorno. Il dottore?
FRANCESCA Eccolo! No, per carit! Di l, Giorgio! Portatelo via di l!
Scena quarta
(Giorgio va via)
FRANCESCA(stordita) Ma che cos?
LAURA(eccitata) Ah! Non dovevi, mamma, non dovevi!
FRANCESCA Che cosa?
LAURA Portare quel medico! Hai fatto male, male! Un male incalcolabile,
mamma!
FRANCESCA Ma perch? Mi hai telefonato, che teri sentita male
LAURA Io non ho nulla! Non ho nulla!
FRANCESCA Bene! Tanto meglio!
LAURA Ma che meglio! Che vuoi che intenda, che sappia, che rimedio
vuoi che abbia, un medico, per quello che io sento, per quello che
io soffro, e che non voglio, non voglio capisci? Che sia un male, e
che con la presenza di quel medico che hai portato acquisti per lui
un immagine di male! Ancora di quel male che mi fu fatto!
FRANCESCA Non vuoi? ..Ma che forse? Che dici, Laura? Oh Dioche forse,
tu?
LAURA (convulsa afferrando la madre) Si, si, mamma! Si!
FRANCESCA Ah Dio! E lui? Tuo marito? Lo sa?
LAURA Ma appunto questo il male che tu hai fatto, mamma!
FRANCESCA Io?
LAURA Si! Chegli lo sappia, che egli lo pensi ora, come un male a cui si
possa portar rimedio: un rimedio pi odioso del male.
FRANCESCA Ma se dici che ..
LAURA Non ! Non ! E io lo so bene che non ! Lo sento!
FRANCESCA Come? Che senti? Io ho paura che tu, figliuola mia, sii troppo
esaltata e che..
LAURA Ti pare che vaneggi? No! Non posso spiegartelo con la ragione,
ma lho saputo, qua, ora, mamma, che cos! E non pu essere
che cos!
FRANCESCA Che cosa, figlia mia? Io non ti capisco!
LAURA Questo! Questo chio sento. La ragione non lo sa; forse non pu
ammetterlo. Ma lo sa la natura, che cos! Il corpo, lo sa! Una
pianta qua, una di queste piante! Sa che non potrebbe essere
senza che ci sia amore! Me lo hanno spiegato or ora. Neanche una
pianta potrebbe, se non in amore! Vedi com? Non sono
esaltata! No, mamma. Io so questo: che in me, in questo mio
povero corpo quando fu in questa mia povera carne straziata,
mamma, doveva esserci amore. E per chi? Se amore cera, non
poteva essere che per lui, per mio marito.(con gesto di vittoria, quasi
allegra) E allora?
FRANCESCA Che dici? Ah, questo un nuovo martirio, figliuola mia! Ne sei
certa? Proprio certa?
LAURA Si! Ma cos! cos! E per forza cos!
FRANCESCA Ma lui, dimmi un po, tuo marito, lo sa?
LAURA Credo che gi lo sappia. Ma ora, l, con quel medico.Ah!
proprio questo, vedi, non doveva avvenire! Che egli lo sapesse
cos!
FRANCESCA Ma se gi lo sa, figlia mia!
LAURA Volevo che sentisse anche lui, naturalmente quello che io sento!
E che si unisse a me, simmedesimasse in me, fino a sentirlo, ecco,
e volerlo in me, con me, quello che io sento e voglio!
FRANCESCA Oh Dio! Ho paura, figliuola mia che.
LAURA(subito interrompendola) Zitta!.eccoli.andiamo, andiamo su!
(si trascina via la madre) Non voglio farmi vedere. Non voglio farmi
vedere!
GIORGIO (chiamando dal fondo) Laura.. Laura.
LAURA No, Giorgio! Te lho detto no! Vieni, mamma!( via con la madre)
XXXX
terzo quadro
Una sala della villa. Uscio in fondo. Uscio laterale a destra. Finestra a sinistra.
Immediatamente dopo il secondo atto.
Scena prima
GIORGIO: Venga , dottore.
ROMERI: Eccomi, eccomi.
GIORGIO: (seguitando con calma grave e contenuta il suo discorso con il dottore) Mi piegai allora; mi vinsi, come dovevo. Era una sciagura! Forse anche a lei, dottore, la mia violenza.
ROMERI: No; io per me
GIORGIO: Se non a lei, pot parer troppa ad altri, che non erano in grado di sentire in quel punto come me.
ROMERI: Ciascuno sente a suo modo!
GIORGIO: Ma fu, del resto, in quello stesso primo momento una violenza anche per me. Tanto vero, che appena la vidi, dottore, appena ella mi venne davanti, la mia violenza cadde di colpo, e io la raccolsi tra le braccia, non per dovere di piet, no, ma perch dovevo, dovevo per il mio stesso amore fare cos. E le giuro che non ci ho pi pensato, nemmeno una volta. Siamo stati un mese qua, insieme, come due nuovi sposi. Ma, ora, ora, dottore, se vero questo.
ROMERI: Eh, comprendo.
GIORGIO: Passar sopra a uno scempio, s, lho fatto. Ma oltre, no!
ROMERI: Speriamo ancora che non sia!
GIORGIO: Non lo so. Ma lo tempo! Se fosse.. lei mi comprende?
ROMERI: Comprendo, comprendo!
GIORGIO: La prego, glielo dica, se mai: ionon potrei transigere. Vado. Aspetto di l
.scena seconda
FRANCESCA: Non vuole! Dice che non vuole, dottore: assolutamente.
ROMERI: Ma sa che il marito lo desidera?
FRANCESCA: Glielho detto. Se n irritata di pi.
ROMERI: Ma perch?
FRANCESCA: Dice che non ce n bisogno.
ROMERI. (con lieta sorpresa, come alleggerito da un gran peso) Ah! Non ce n bisogno!
FRANCESCA: E pare che lo abbia detto anche a Giorgio
ROMERI: Ma tanto meglio, allora! Avvertiamone subito suo genero che sta in pensiero!( va per avviarsi)
FRANCESCA: Aspetti, dottore! Sta in pensiero. Giorgio? Di che?
ROMERI: MaLei lo comprende, signora!
FRANCESCA: Eh, se per questo, temo purtroppo che non ci possa essere dubbio.
ROMERI: (stordito) Ah s? E come?
FRANCESCA: S dunque affacciato a Giorgio il sospetto che..?
ROMERI: Dio mio, s, signora!
FRANCESCA: Ma perch il sospetto?
ROMERI: Ma. perch, signora mia, pu affacciarsi anche a lei..anche a mea tutti
FRANCESCA: Ma no, scusi: non c poi mica da stabilire una certezza!
ROMERI: Basta il dubbio, signora!
FRANCESCA: E se mia figlia non ne avesse?
ROMERI: Dica che non vorrebbe averne!
FRANCESCA: Precisamente. Non vuole, non vuole averne!
ROMERI: Eh! Se si trattasse soltanto di volont.
FRANCESCA: Ma dunque anche lei crede, dottore?
ROMERI: Lasci star me. Sua figlia dovrebbe ispirare al marito la sua stessa certezza. Pare che non ci sia riuscita. Il solo fatto, scusi, che gli ha nascosto finora il suo stato, dimostra del resto- mi sembra- che quel sospetto si sia affacciato anche a lei.
FRANCESCA: No! Non ha nascosto niente! Il dubbio sul suo stato data da questa mattina soltanto!
ROMERI: E perch oppone allora, cos, al desiderio del marito?
FRANCESCA: Ma perch per lei naturale!
ROMERI: E vorrebbe che apparisse naturale anche a lui?
FRANCESCA: Ecco: proprio cos!
ROMERI: Capisco! Ma capisca anche lei, signora, che al marito ripugna il dubbio, anche il pi lontano. Tanto pi che, lei lo sa, avvalorato, questo dubbio, dal fatto che in sette anni di matrimonio non ha avuto figliuoli.
FRANCESCA: S , vero! Dio mio! Dio mio!
ROMERI: Bisognerebbe che lei si provasse a farlo intendere alla sua figliuola.
FRANCESCA: Io?
ROMERI: Suo genero mi ha detto qua esplicitamente, che su questo punto non potrebbe transigere a nessun patto.
FRANCESCA: Ma, e lei , dottore? Si presterebbe..?
ROMERI: S, signora: dato il caso -sintende- che la signora volesse consentire.
GIORGIO: ( facendosi avanti) E che non vorrebbe forse consentire?
FRANCESCA: No, no! Non sappiamo ancora, Giorgio!
GIORGIO: Ma dunque sicuro?
ROMERI: Pare di s .
FRANCESCA: ( per calmarlo, quasi supplichevole) Forse Laura crede..
GIORGIO: Crede? Che crede? Se sicura, come pu ancora esitare? Io lo esigo!
ROMERI: (seccato, anzi sdegnato) Ma no, scusi!
GIORGIO: S, io lo esigo! Lo esigo!
ROMERI: (fiero, deciso) Lei non pu esigerlo cos1
GIORGIO: Come no? Posso amettere che Laura esiti?
ROMERI: Ma deve dirlo lei, spontaneamente. Non mi presterei io, n si presterebbe nessuno, altrimenti!
GIORGIO: Ma il mio stupore questo, che lei non labbia gi chiesto subito!
FRANCESCA: Non mica una cosa da nulla per una donna, Giorgio! A te basta esigerlo!
GIORGIO: Come! Ma per se stessa, io dico, dovrebbe chiederlo subito, a qualunque costo! Dovrebbe essere nulla per lei, di fronte allorrore di un simile fatto1 Ma come? Crederebbe forse che io potrei sorpassare ancora, cedere, chiudere gli occhi, accettare? Ah! Perdio! Ma dov? Dov? (fa per andare nella camera di Laura)
FRANCESCA: No, per carit, Giorgio!
ROMERI: Non cos, non cos !
GIORGIO: Che dice? Posso sapere almeno cosa dice? O vorrebbe forse darmi ad intendere che il suo amore
Scena terza
Laura entra dalluscio a destra
LAURA Che il mio amore..?(al suo apparire, alle
sue parole restano tutti sospesi, interdetti) Di, di! Finisci!
GIORGIO Laura, io ho bisogno di saper subito che tu non ti opponi.
LAURA A che cosa?
FRANCESCA(cercando dinterporsi) Ma se non sa ancora nulla! Non abbiamo
ancora parlato!
GIORGIO Lasciatemi allora spiegare con lei, vi prego!
LAURA Si, meglio!
GIORGIO Attenda un po di l.
LAURA Si mamma vai!
(La signora Francesca si ritira per luscio in fondo)
Scena quarta
LAURA Parlavi del mio amore, cos, davanti ..
GIORGIO (subito, compiendo la frase) davanti a tua madre e al dottore!
LAURA Anche la madre, in questo caso, diventa una estranea. Non dico
quellaltro. Avevi laria di buttarmelo in faccia!
GIORGIO Ma si, perch non credo, non voglio credere, che tu ora possa, o
voglia avvalertene!
LAURA Dio! Giorgio, ma guardami! Tu non puoi pi guardarmi?
GIORGIO No! Se vero questo, no! Che tu possa pensare..Io voglio
sapere e subito, subito, senza tante parole quello che vuoi fare!
LAURA Che debbo fare? Dipende da te; Giorgio. Dal tuo animo,
GIORGIO Come! E tu hai bisogno che telo dica io, qual il mio animo?
Quale pu essere? Non lo comprendi? Non lo vedi? Non lo senti?
LAURA Sento che tu mi sei tutta un tratto nemico. Come come se io...
GIORGIO Dunque tu dici di no?
LAURA (abbattendosi a sedere, disperatamente, dice quasi tra se) Ah Dio! Ah Dio!
Non valso dunque a nulla?
GIORGIO (la guarda, come sbalordito, un pezzo; poi) Che cosa non valso? Che
dici? Voglio che tu mi risponda!
LAURA Tu dunque ricordi solo una cosa? E dimentichi tutto?
GIORGIO Ma che vuoi che pensi io in questo momento?
LAURA Non puoi neanche pensare che per me proprio tutto il contrario?
GIORGIO Il contrario? Che cosa?
LAURA (come assorta lontano, trucemente, con lentezza) Chio non ho memoria,
n immagine: nulla! Io non vidi! Io non seppi nulla! Nulla,
capisci?
GIORGIO Sta bene. E poi?
LAURA E poi..(sinterrompe in un silenzio opaco. Poi dice) Niente. Se hai
perduto tu, invece, la memoria di tutto.
GIORGIO Ah, del tuo amore, vero? Ma proprio cos, dunque? Tu mhai
circondato del tuo amore, tu mi hai avviluppato nelle tue carezze,
sperando che io credessi?
LAURA ( con un grido) No! (poi con nausea) Ah!
GIORGIO E allora?
LAURA Non ho ragionato, io : io sono quasi morta damore per te; mi
sono fatta tua come nessuna donna mai al mondo stata dun
uomo; e tu lo sai; tu non hai certo potuto non sentirlo questo, che
ho voluto averti tutto in me; che mi sono voluta tutta di te
GIORGIO E con questo? Con questo?
LAURA(gridando) Non ho ragionato ti dico!
GIORGIO Ma che hai sperato?
LAURA Ma daver cancellato daver distrutto.
GIORGIO Che cosa? Come?
LAURA Niente.(alzandosi) Tu hai ragione, e stata la mia follia.
GIORGIO Ma si , una follia! Tu lo vedi bene!
LAURA Si, e ne esco. Ne son gi uscita. Ma bada! Tu non puoi pi
parlarmi, ora, come si parla a una folle!
GIORGIO M io voglio appunto che tu ragioni, Laura!
LAURA (freddissimamente) E poi?
GIORGIO Ma che si faccia ..pur troppo
LAURA Solo per un ragionamento, vero? E dopo che mhai buttato in
faccia con disprezzo, con orrore, tutto ci che tho dato di me? E
che tu hai potuto stimare un calcolo vile un laido inganno.un
espediente
GIORGIO No, no, Laura! Ma se lhai chiamata tu stessa una follia?
LAURA Ah, una follia, si! E speravi che tavessi sollevato con me
nellardore di essa, qua, in mezzo alle piante che pure la sanno,
questa mia stessa follia. O che tu almeno me lo chiedessi, come si
chiede a una povera folle un sacrificio che essa non sadella sua
stessa vitae che sa! Avresti forse ottenuto quello che volevi.
Perch non puoi credere chio volessi salvare in me chi ancora non
sento e non conosco. Io lamore volevo salvare! Cancellare una
sventura brutale, non brutalmente come tu vorresti.
GIORGIO Ma come? Come, in nome di Dio?
LAURA Posso dirti come, se tu non lintendi?
GIORGIO Accettando la tua follia?
LAURA (con un grido di tutta lanima) Si! Tutta me stessa! Perch tu vedessi
tutta me stessa tua, nel figlio tuo : tuo perch di tutto il mio amore
per te! Ecco, questo! Questo volevo!
GIORGIO(ritraendosi, quasi inorridito) Ah, no!
LAURA Non possibile : lo vedo.
GIORGIO Come vuoi chio possa accettare?
LAURA E lascia allora che accetti io, invece, la mia sventura.
GIORGIO Tu?
LAURA Io sola, si, tutta intera la mia sventura.
GIORGIO Ah, dunque detto? Tu ti rifiuti?
LAURA Perch lo farei, se dopo tutto quello che ho dato di me, non sono
riuscita a cancellarla?
GIORGIO Ah, no perdio! Tu non puoi! Tu non devi!
LAURA Perch non posso?
GIORGIO Dopo quello che hai fatto?
LAURA Che ho fatto?
GIORGIO Dopo quello che hai voluto?
LAURA Che ho voluto?
GIORGIO (con ferocia) Il mio amore, dopo!
LAURA(con disprezzo) Per nascondere vero?
GIORGIO Ma sai che c di mezzo il mio nome?
LAURA Ah, non temere. Avr il coraggio che ebbe Zena. Peccato chio
non possa darlo dopo linganno al suo padre vero!
GIORGIO Ma tu volevi darlo a me! E non questo un inganno?
LAURA Chiamalo inganno! Io so che era amore!
GIORGIO Ti dico che tu non puoi!
LAURA E che vorresti? Con la violenza?
(va alluscio in fondo e chiama)
Mamma! Mamma!
GIORGIO(inveendo) Anche con la violenza, si!
(accorrono alluscio in fondo in grande agitazione la signora Francesca e il dottor Romeri)
Scena quarta
FRANCESCA Laura! Che cos?
GIORGIO (a Romeri che lo trattiene)Dottore, le dica che essendo mia moglie
LAURA Non sono pi tua moglie! Mamma, io vengo con te!
GIORGIO Ma non basta che tu te ne vada!
LAURA(fieramente) Perch? Che ho di te?
(Giorgio casca a sedere, come schiantato. Lunghissima pausa.
Mamma, possiamo andare!
(savvia con la madre)
GIORGIO(balzando in piedi, con un grido desasperazione e di disperazione) No
LauraLaura
Proferir cos due volte il nome di lei con due diversi sentimenti: dangoscioso sgomento, prima,
poi dimplorazione quasi irosa. Laura sarresta. Lo guarda. Pausa. Giorgio si copre il volto con le
mani e rompe in singhiozzi.
LAURA (accorre a lui) Giorgio , tu mi credi?
GIORGIO Non posso! Ma non voglio perdere il tuo amore!
LAURA(con impeto di passione) Ma a questo solo tu devi credere!
GIORGIO Come credere? A che?
LAURA(c. s. ) Ma a ci che io ho voluto, con tutta me stessa, per te e
Che devi volere anche tu! E mai possibile che tu non ci creda?
(lo abbraccia, lo scuote)
GIORGIO Si, si Nel tuo amore, credo.
LAURA (quasi delirando) E dunque, che vuoi di pi, se credi nel mio amore?
In me non c altro! Sei tu in me, e non c altro! Non c pi altro!
Non senti?
GIORGIO Si, si.
LAURA (raggiante, felice) Ah, ecco! Il mio amore! Ha vinto! Ha vinto! Il mio
amore!
T E L A
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