L’innocente

LINNOCENTE

Un atto

di H.R. LENORMAND

(Traduzione di Enzo Gariffo).

PERSONAGGI

LA TOCA (LINNOCENTE)

GENOVEFFA

LA DONNA

LOSTESSA

LUOMO

IL VECCHIO

PRIMO GIOVANOTTO (IL GRAN BALMAZ)

SECONDO GIOVANE

Commedia formattata da

Un angolo del villaggio di Villarlurin, verso il 1900. A destra, isolato da un muretto pieno di muschio e di fiori selvaggi, il piccolo giardino dell'albergo. Nel mezzo di questo giardino, si intravedono alcuni tetti. Appaiono come Macchie di colore nel verde intenso della foresta, le cui cime si disegnano svelte sull'azzurro del cielo. A sinistra, un ceppo serve da sedile. E' il tramonto d'una bella giornata di estate. (Al levarsi del sipario, la scena vuota. L'orologio della chiesa suona le sette. Si ode il fluire del torrente. Il Vecchio entra dalla sinistra. E' curvo sotto un carico di fieno. Se ne libera ai piedi del muro, e chiama-.)

Il vecchio - Signora Panouse!

L'ostessa - (invisibile) Eccomi!

(Appare dalla destra. E' una vecchia donna bonaria. Veste di nero ed ha i capelli acconciati al anodo delle donne dell'alta Savoia).

Il vecchio - Berrei volentieri mezzo litro di vino nel nostro giardinetto, signora Panouse.

L'ostessa - Mezzo litro?

Il vecchio - Appunto quanto me ne bisognerebbe per combattere il calore e per rianimare le forze. Ma non ne berr che un bicchiere.

L'ostessa - Non capisco come a voi, cosi ben temperante, capiti di volere innaffiare i vostri vecchi giorni.

Il vecchio - (scotendo il capo) Vedo bene che non capite. (Entra nel giardino e si metti a sedere. Ella scompare nell'albergo, e ritorna con un bicchiere di vino bianco). Trecento metri di pendio, signora Panouse. Trecento metri tra i campi. E sei jgeri da riporre in granaio, prima della fine del mese. La donna paralitica nata per abbandonare il suo letto... Sono solo, signora Panouse, e sbrigo il lavoro di almeno tre muli.

L'ostessa - La vita dura per alcuni, e leggera per gli altri. Ecco!

Il vecchio - Potete dirlo. Laggi, all'incrocio dei campi, ho voluto riposare un poco. Non potevo drizzare la schiena. E c'era gente che passeggiava tranquillamente. Un uomo e una donna. Non sposati, certamente. Erano troppo pieni di tenerezza. Mi hanno dato il buon giorno e m'hanno parlato della bella giornata, del torrente e dei fiori. La donna era commossa, guardando le cime nevose- Anch'io ero commosso, nel restituire il buon giorno. Si sono allontanati e, appena si soni sentiti soli - ve lo debbo dire? - l'uomo ha baciato la donna sulla spalla tra la lana del mantello.

L'ostessa . - Questi innamorati! che cosa non combinano sulla terra?

Il vecchio - Avete ragione. (Beve. Pausa. Si ode di lontano un chiacchiero infantile. Ridono e gridano. L'ostessa guarda al disopra del muretto).

L'ostessa - Quei ragazzi! Sono sempre attorno all'Innocente.

Il vecchio - (sospirando) Non ha che del buon tempo, la Toca.

L'ostessa - Come se non fosse doveroso rispettare un essere privo di ragione.

Il vecchio - Anche le bestie sono prive di ragione; e allora ne approfittiamo.

L'ostessa - Ah, non le trattano meglio della Toca, credetemi. Sempre dietro a lei con le pietre. Se la madre non la lasciasse dormire accosto alla stalla, ella passerebbe le notti neh bosco. E per quel po' di pane... (Lo schiamazzo aumenta). Che cosa non son riusciti a inventare per tormentarla? Conosco gente d'et che non pu incontrarla, senza caricarla di ingiurie.

Il vecchio - Ci sono alcuni che dicono ch'ella porti disgrazia; e altri che affermano il contrario.

L'ostessa - (alzando le spalle) Fortuna,cio? Non pi che una capra o un montone. In quanto poi a portar disgrazia... ella la porta, s, come voi il vostro carico di fieno. (Appare Genoveffa. E' una bambina d'un'estrema vivacit). Affrettati, Genoveffa. Quei ragazzacci sono in procinto di giocare qualche brutto tiro a tua sorella. Non devi lasciarla sola.

Genoveffa - Si difende da s, signora Panousc. Non posso tenerla legata. Vado. A me i ragazzacci non fanno paura. (Esce di corsa).

L'ostessa - L'altro giorno, uno dei giovanotti che lavorano all'officina, il gran Balmaz, come lo chiamano...

Il vecchio - Lo conosco. Non migliore degli altri.

L'ostessa - ...ha incontrato l'Innocente mentre tornava al villaggio e le ha fatto credere che la cascata in fondo alla valle era di farina che il buon Dio lascia scivolare dal cielo per nutrire i contadini.

Il vecchio - Di farina? Ah! ah!

L'ostessa - Ed ecco che la poveretta si inette in cammino per raccogliere la farina. Se Genoveffa non l'avesse raggiunta, sarebbe andata a finire nell'acqua ghiacciata. Crede a tutto ci che le si dice. Una volta leg un filo alla zampa d'un colombo, perch le avevano detto che quello l'avrebbe portata in paradiso.

Il vecchio - Pu darsi.

L'ostessa - Si dice che gli innocenti, tanto i buoni quanto i cattivi, vadano diritto in paradiso.

Genoveffa - (appare con sua sorella. La Tor una ragazza dagli occhi mobili e dai modi impauriti. Ha i piedi nudi, e indossa una veste nera e stracciata. Ha in mano il cappello di paglia infangato. Genoveffa si rivolge ai ragazzacci che si odono fuori della scena) S, e-se non la lasciate in pace, le dir di p implicare il fuoco al granaio di vostro padre. Ella fata come le comander. L'Innocente non conosce il bene, n il male. I vostri genitori potranno ricorrere quanto vorranno al giudice; nessuno andr in prigione per quel fuoco. Se nei avessimo un padre, non osereste buttare il suo cappello nel fango. (/ ragazzi si allontanano vociando. Genoveffa abbraccia La Toca che stringe il suo cappello e piange) Non piangere. Lo aggiuster io il tuo cappello. Vieni con me. (Il vecchio, intanto, s' caricato del suo fieno e si allontanato verso il fondo. La Toca non piange pi e indica il vecchio).

La Toca - (alla sorella) Guarda... Guarda... Il fieno che cammina.

rlt vecchio - (sotto il suo carico) S... Si discende pi facilmente che non. si salga.

La Toca - Il fieno che parla.

Il vecchio - In lingua o in dialetto, secondo i casi. (Scompare).

La Toca - (gli corre dietro, e sfila dal suo carico un pugno di fieno. Lo esamina) Non dice pi niente. (Lascia cadere il fieno, delusa) Non si muove pi. Genoveffa...

Genoveffa - Eh?

La Toca - (vivamente, con tono confidenziale) Anche i fiori parlano alla Toca. E una volta... la gallina nera ha parlato.

Genoveffa - Vieni... vieni con me.

L'ostessa - (che ha seguito la scena dal muricciuolo) I fiori ti parlano, hai detto?

La Toca - (alzando il capo) Certe voi.

L'ostessa - Ebbene, quando vorrai sapere ci che i miei fiori hanno da raccontarti, non devi far altro che venire nel mio giardino. I ragazzacci non oseranno raggiungerti fin qui. Hai capito?

La Toca - La Toca ha capito.

L'ostessa - E verrai?

La Toca - La Toca verr.

L'ostessa - (a Genoveffa) Conducila quando vuoi, Genoveffa.

Genoveffa - Grazie, signora Panouse. (Esce con la sorella. L'ostessa rientra nell'albergo. La scena vuota. Si ode il fluire del torrente. L'orologio della chiesa suona le sette e mezzo. L'uomo e la donna, entrano dalla sinistra, e parlano. La donna nodosa e nervosa. E' acconciata come le donne dell'alta Savoia. L'uomo, che si sente minato dalla volont della donna, un gran corpo di quarant'anni che sorregge un viso pallido, servile e annoiato. Si mettono a sedere sul ceppo, a sinistra).

La donna - No, non posso pi, non posso pi guardare quel trovatello.

L'uomo - Bisogner che tu ti abitui. Non sar per un giorno, n per un mese che dovrai guardarlo; ma per anni e anni. E lo vedrai crescere. S, pesare come un cancro, gonfiare come un pidocchio che si nutra del sangue degli uomini. E' cos! Vedrai.

La donna - Preferirei trovarmi su una strada, spazzare lo sterco dei muli e venderlo per nutrire i miei figliuoli. (L'uomo alza le spalle) Se tu fossi un altro uomo, tuo padre non avrebbe osato crear suo erede una canaglia di ospizio, un trovatello della malora.

L'uomo - Non avrebbe avuto quell'idea, se tu, fossi stata un'altra donna. Dopo tutto, cara, ogni parola che dici e ogni movimento che fai lo esasperano. Ricordo che, quando avevi sei anni, non facevi altro che gettar pietre. Il padre diceva: Bisognerebbe legarla al palo e gettar sulla sua testa le pietre . Ormai son passati trent'anni e il suo cuore sempre lo stesso. E' per farti arrabbiare che ha raccolto un trovatello, e che ha diseredato i nostri figli in favore d'un disgraziato. (Sospira) Il vecchio ghiacciolo, come lo chiamano dopo la morie della madre. E' mal detto. Non esistono vecchi ghiaccioli che non fondano col tempo. Bisognerebbe dire: la vecchia roccia. S. Un ciottolo non tagliato che fa ancora delle scintille sotto la suola delle scarpe.

La donna - Il giorno in cui ha condotto in casa il trovatello, avresti dovuto dirgli: Padre, se non riconducete questo ragazzo, sar la guerra tra di noi .

L'uomo - Lo avrei fatto ridere.

La donna - Perch non ha fiducia in te.

L'uomo - Pi di quanto ne abbia in le, certo.

La donna - Aspetta solamente tre giorni.

L'uomo - (scettico) Il padre ti creder?

La donna - Questa notte non potevo dormire. Udivo la mucca che ruminava nella stalla. Anch'io ruminavo, ma non l'erba tenera, no. L'ortica e i cardi, l'assenzio e la paglia piccante. Rifacevo il corso degli avvenimenti, durante quest'ultimo mese. Il vecchio disceso a Montier, il ragazzo ritirato all'Ospizio... Ma quel ragazzo stato scelto a caso dal vecchio. A caso. Quel moccioso d'un trovatello era entrato nell'ospizio dalla porta di servizio, e ne uscito con la mano nella mano d'un ricco. Quel brandello d'un mendicante, quel malnato che non avrebbe mai dovuto avere un nome, eccolo nei registri dello Stato Civile, adottato presso il notaio, battezzato, riconosciuto nel testamento, con la fortuna in pugno. E noi, diseredati; i nostri figli, spolpati fino al sangue. Due ragazze e un ragazzo che cresceranno nell'indigenza, mentre quell'intruso s'ingrasser della loro terra. Forse egli li assumer come servi, oppure permetter loro di raccogliere la legna della carit nella sua foresta. (Pausa. Si ode il fluire del torrente. Ella continua con un accento di odio selvaggio, abbassando il tono) Lo chiamano Deodato. Se Dio che l'ha donato, forse il diavolo lo riprender.

L'uomo - Il diavolo non ai tuoi ordirti.

La donna - (a voce bassa) Credi che si farebbe molto pregare per allungare la sua grinfia su un ragazzo di sette anni?

L'uomo - Lascia stare. Tu vorresti che la cosa fosse fatta, senza subire le conseguenze. Ebbene, no; la cosa non si far senza che tu abbia detto una parola pro o contro.

La donna - Penso alla Toca.

L'uomo - All'Innocente?

La donna - Si, all'Innocente, come la chiamano. Ed ella innocente davvero. Innocente del male che pu fare.

L'uomo - Ma che cosa vorresti dall'Innocente? (La donna si curva all'orecchio dell'uomo e mormora qualche parola. Durante il silenzio, si ode, il torrente. L'uomo sovrappensiero).

La donna - Nessuno la sospetterebbe.

L'uomo - No; ma se per caso l'intelligenza le fosse resa, ella parlerebbe.

La donna - Ma hai visto ridonare la ragione ai cretini?

L'uomo - S. Quella della Lchre ha funzionato benissimo durante l'incendio della cascina di suo padre. Non ritornata folle se non alla fine dell'incendio.

La donna - Un po' pi folle, un po' meno folle, una scema una scema. Nessuno la crede. Nessuno l'ascolta. Con sua madre indigente e sola, otto mesi su dodici all'ospedale, l nostra Innocente pi abbandonata d'una capra sull'orlo d'un ghiacciaio. Una scema come una bestia; non si pu rimproverarle di mordere, ne meravigliare se abbia morso. Vedrai che il padre, a cosa fatta, muter d'opinione.

L'uomo - Niente impossibile.

La donna - Egli dir che stato Iddio a punirlo. Strapper il testamento, e il suo pupillo andr... dove giusto che vada.

L'uomo - Possibile anche questo.

La donna - A. che pensi?

L'uomo - Penso a Deodato.

La donna - (con crudelt) Anch'io penso a lui. E penso che vorrei vederlo annegato.

L'uomo - (emozionato) Donna! donna!

La donna - (guardando a destra) Ecco la Toca. Bisogna procurare di sapere se possibile.

L'uomo - Sei decisa?

La donna - Decisa.

L'uomo - Allora... segui la tua idea.

La donna - (chiamando la Toca che, col suo cappello pulito, si dirige verso il giardino) Eh! Toca! (La Toca si ferma, diffidente) Dove vai?

La toca - Dai fiori.

La donna - Se hai un appuntamento con i fiori, non scapperanno. Siedi qui un momento con noi. (La Toca sempre, diffidente) Non aver paura; nessuno ha intenzione di farti del male. (La Toca sorride e si avvicina) Sei stati ancora tormentata dai ragazzacci? (La Toca fa cenno di s) T'hanno ancora buttato il cappello nel fango? (Medesimo gesto della Toca) Me ne sono accorta dalla mia finestra. E' una cattiva razza, quella. Bisognerebbe che tu annegassi tutti i ragazzacci come si fa con i toni, quando cadono in trappola. (La donna ride. La Toca la imita) Cos non vi sarebbero pi ragazzi, nel villaggio. Tutto il villaggio apparterrebbe alla Toca, e cos i campi, le foreste, Tutto della Toca.

La Toca - (ridendo) E per Genoveffa.

La donna - Anche per Genoveffa, s'intende. Ella non cattiva. Dimmi dunque, Toca, conosci Deodato?

La Toca - S.

La donna - C'era anche lui, quando t'hanno buttato il cappello nel fango?

La Toca - No.

La donna - Quando giochi con lui, ti tormenta come fanno gli altri?

La Toca - Non tanto.

La donna - Possibile ch'egli sia il migliore?

La Toca - Non cattivo. Sono gli altri che gli fanno del male.

La donna - Cos che deve faticare a difendersi. Non cos?

La Toca - S.

La donna - E perch gli fanno del male?

La Toca - Gli dicono... che senza madre.

L'uomo - (sogghignando) E' senza madre e... senza padre. E' un trovatello.

La Toca - (ripete, ridendo, le parole che sembrano piacerle) Un trovatello! Ah! ah! Anche la Toca senza pap. La Toca trovatella.

La donna - Vuoi bene a Deodato, o no?

La Toca - (indifferente) Non so.

La donna - A chi vuoi pi bene nel villaggio?

La Toca - (reticente) Non so.

L'uomo - Non sai, o non vuoi dire?...

La Toca - (c s.) Non so.

L'uoMo - (alla donna) E' lo stesso che parlare a un pezzo di legno.

La donna - Pazienza! (Alla Toca) Ti piacciono i soldi?

La Toca - S.

La donna - Ne vorresti molti?

La Toca - (indifferente) S.

La donna - Per che farne?

La Toca - Per regalarli a Genoveffa. Per comperarle tanti dolci.

L'uomo - Hai mai bevuto un sorso d'acquavite?

La Toca - S. I ragazzi gettano grosso pietre sulla Toca... La signora Panouse le d dell'acquavite.

L'uomo - Ti piace? E' buona?

La Toca - Calda... calda... come sole nella testa.

L'uomo - Ti piacerebbe averne una bottiglia tutta per te?

La Toca - (indifferente) S.

La donna - Ascoltami bene, Toca. Dimmi che cosa ti piacerebbe di pi.

La Toca - (senza esitare) Una bella veste.

L'uomo - Ah! ah! una bella veste? E come?

La Toca - (c. s.) Tutta di seta... con dei bei fiori. (L'uomo e la donna si guardano).

La donna - Ho qualche cosa che fa per te.

La Toca - Oh! una bella veste per la Toca?

La donna - Forse. La veste non ancora fatta. Ma ho un pezzo di stoffa che ho ereditato dai miei. Il curato di Moutiers non ha niente di pi bello sulle spalle quando dice la messa episcopale. Il fondo in seta rossi con dei fiori ricamati in oro e argento.

La Toca ..................... - (ha ascoltato avidamente, battendo le mani) Bella, bella veste. Regalala alla Toca. Presto, presto!

Luomo - Un momento. Avrai la veste, ma prima bisogna guadagnarla. Capisci?

La Toca - (impaziente) No. La Toca vuole subito la veste.

La donna - Non l'avrai, se non sarai ubbidiente.

La Toca - (delusa) Ubbidiente?

La donna - Se non farai ci che ti si comanda.

La Toca - Che cosa? La Toca vuole.

La donna - (all'uomo) Su, parla!

L'uomo - (a voce bassa) Parla tu.

La donna - (c. s.) Levati, che hai paura d'una scema. (Alla Toca) Ascolta bene e procura di capire. Deodato un ragazzo cattivo.

La Toca - Non tanto.

La donna - Ti dico che cattivo. Egli ruba ci che appartiene agli altri ragazzi e... ci che appartiene ai grandi. Non una cosa cattiva, questa?

La Toca - S, cattiva.

La donna - Fa dunque che non Io si veda pi in questo villaggio. Bisogna ch'egli scompaia, che se ne vada. Capisci?

La Toca - S.

La donna - Tu giuochi qualche volta con lui?

La Toca - Qualche volta.

La donna - A che cosa giocate?

La Toca - Non alla palla... La Toca non ne ha... A correre... a saltare...

La donna - E dove giocate?

La Toca - Qui presso, sulla strada.

La donna - E in riva al torrente, mai ?

La toca - Qualche volta.

La donna - Ebbene, un giorno che vi divertirete a saltare e a rincorrervi sulla scarpata... tu devi dargli uno spintone.

La Toca - E dopo?

La donna - Basta. Non ti si chiede altro. Tu gli dai uno spintone e lo fai cadere nell'acqua. Non difficile.

La Toca - Deodato scontento.

L'uomo - Non ci pensare.

La donna - Perch Deodato sar scontento?

La Toca - (ridendo) Tutto bagnato.

La donna - (incalzando) Ascolta bene, Toca. Quel torrente non come gli altri. Non fatto d'acqua, ma di vetro.

La Toca - (meravigliata) Di vetro!

La donna - S. Di vetro che cammina fin dopo il ghiacciaio d'Isre. Tu vedrai Deodalo scivolare sulla schiena sino in fondo alla valle. Una cosa divertente, Toca.

La Toca - (battendo le mani) S, s. E anche la Toca scivolare fino a Isre!

L'uomo --------------- - Tu sei troppo pesante. Se il vetro si rompe, vai sotto.

La Toca - Il gran Balmaz ha detto un giorno alla Toca che la cascata...

L'uomo - Ebbene?

La Toca - Non d'acqua. Ma di farina. E' vero ?

L'uomo - Sicuro che vero. Se vai sotto la cascata, non ti bagni, no. Ne sarai infarinata come i sorci del mulino.

La Toca - Oh, Toca contenta!

L'uomo - Perch sei contenta?

La Toca - Il gran Balmaz non ha mentito.

La Donna - Perch avrebbe dovuto mentire? Anche noi non mentiamo. Vi sono cose fuori dell'ordinario, in questo paese. Ecco quel che ti si pu dire. Allora, hai capito? Darai uno spintone a Deodato perch'egli non ritorni pi in questo villaggio?...

La Toca - S. Forte... forte... Cos.

L'uomo - Tu sei una brava figliola, Toca. E noi ti daremo la stoffa.

La donna - E attenzione. Non bisogna avvertirlo.

La Toca - Perch?

La donna - Perch forse vorrebbe allontanarsi dal paese o perch non vorrebbe giocare a scivolare sul vetro.

L'uomo - Bisogna prenderlo di sorpresa.

La Toca - (scoppiando a ridere) S. Cos.

La donna - Va' dunque a vedere dove nascosto. Noi, durante questo tempo, andiamo a cercare la stoffa per dartela.

- (La Toca batte le mani. L'uomo e la donna si guardano, poi si allontanano verso il fondo).

L'uomo - Donna... donna...

La donna - (guardandolo) Che cosa?

- (L'uomo tace. I due escono. La Toca rimane sola. Cerca Deodato. Ma il suo sguardo si posa sui fiori. Si dimentica, del ragazzo ed entra nel giardino. Gioca con i fiori. Tocca delicatamente un girasole).

La Toca - (agitando il girasole) Din... din... din... (All'orologio delle chiesa suonano le otto. La Toca, incantata, pensa forse che il suono provenga dal fiore. Allora continua ad agitarlo) Din... Din... din... (Ma l'orologio tace. L'Innocente stupisce del silenzio del fiore, e lo agita invano) Din... din... din... (Si volta incollerita. Si odono le voci e le risa di due allegri operai; quindi entrano da sinistra).

1 giovane - (in giubba da lavoro) Ah, se tu l'avessi tenuta nel vuoto!

1 giovane - La ritrover. M'ha detto che andr alla festa di Champagny.

2 giovane - Ci sarai anche tu?

1 giovane - Certamente. (La Toca, ascoltando le voci, s' nascosta dietro il muro. Coglie un fiore di geranio e lo getta sotto i passi del primo giovane. Egli s'arresta e allontana il fiore col piede) I gerani della signora Panouse si staccano.

2 giovane - Te l'avr gettato qualche fanciulla.

1 giovane - (cantando comicamente verso il giardino) Il fior che tu m'hai dato... .

- (Sedotta dal canto, la Toca si mostra. La sua lesta emerge bruscamente dai fiori).

La Toca - (in estasi, battendo le mani) Bella! bella! simile alla messa cantata.

2 giovane - (ridendo) Eccoti una nuova amante tra le braccia. Dalla Lchre alle Allucs, rischi d'averne una dozzina.

1 giovane - Ah, s! ma questa la vera. E' la mia fidanzata. Non la Toca?

2 giovane - (scoppia a ridere).

La Toca - (tristemente) La Toca senza fidanzato.

1 giovane - Non hai la mia promessa di matrimonio? Allora ti sei scordata del giuramento dell'altra sera?

La Toca - (c. s.) La Toca non ha giurato.

2 giovane - Forse ha cambiato idea. Si ha il diritto d'esser difficili con un citrullo come te.

1 giovane - (parodiando qualche attore da fiera) Ah, ah, ah, ah, ah, femmina smemorata e perfida, ti far ricordare io quanto hai promesso!

La Toca ___________ - (con sincero, doloroso sforzo di me moria) La Toca non ha dimenticato niente ricordare... non pu dimenticare...

1 giovane - (continuando la parodia) Vuoi tu, s o no, diventare la mia sposa? Se s, il mio cuore tuo. E tutto quanto posseggo: i miei cavalli, la mia fortuna, la mia vita; ogni cosa tua... (S'inginocchia davanti al muro, e mette una mano sul cuore. Il 2 giovane continua a ridere).

La Toca - Non ridere, cattivo ragazzo!

1 giovane - Rispondi, donna adorata!

La Toca - (con emozione pudica, abbassando il capo) La Toca vuol bene. Sempre vuol bene al gran Balmaz.

1 giovane - (alzandosi, al 2 giovane) Eh? Quando ti dicevo ch'era la mia fidanzata! Non era un vanto. Ti invito alle mie nozze. E ti prometto che non ti annoierai.

2 giovane - (sempre ridendo) Hai fatto un buon affare, Gregorio. Se gli scemi vanno in paradiso, non difficile che la Toca voglia trascinare anche te nel regno celeste. Almeno, avrai guadagnato questo. E vedrai che bei figlioli ti metter al mondo.

La Toca - Figlioli?

2 giovane - Perbacco! chi si sposa per avere figli. (I due giovani escono ridendo).

La Toca - (sporgendosi, angosciata, dal muro) In che giorno?

1 giovane - (voltandosi) Che cosa dici, tesoro mio?

La Toca - (con agitazione) Le nozze?... a quando?... in che giorno?

1 giovane - Ma il giorno di Sant'Innocenzo, perbacco!

2 giovane - (al primo) No, il 29 luglio.

1 giovane - Perch il 29 luglio?

2 giovane - Santa Cristina!

1 giovane - Ah, ah, ah! (Alla Toca) E procura d'esser bella, hai capito?

La Toca - La Toca sar bella...

- (/ giovani escono dalla sinistra, ridendo e cantando: Il fior che tu m'hai dato... . Un sentimento d'allegrezza invade la Toca. Appare Genoveffa in cerca della sorella).

Genoveffa - (alla sorella) Te la sei ancora scampata? Che cosa fai, qui?

La Toca - (facendole segno di avvicinarsi) Vieni.

Genoveffa - (entrando nel giardino) Che cosa c'?

La Toca - Contenta. (Ride). Contenta.

Genovefa - Che cosa t' capitato?

La Toca - (con un tono di solenne confidenza)

La Toca - fidanzata.

Genoveffa - Ges! Che cosa mi dici?

La Toca - La Toca fidanzata al gran Balmaz.

Genoveffa - Quegli che lavora all'officina?

La Toca - S.

Genoveffa - (sospirando) I ragazzi dicono che e un cattivo soggetto.

La Toca - Non un cattivo soggetto

Genoveffa - (importante e rassegnata) S; e lo prova il fatto che l'anno scorso ha scosso l'albero di albicocchi su cui s'era arrampicata la piccola Denisson. L'ha fatta cadere sull'erba, ed ella s' storto un piede. Quando i genitori gli hanno chiesto conto dell'accaduto, egli s' scusato col dire che era ubriaco e che aveva scherzato. Dio sa che cosa aveva bevuto.

La Toca - (scotendo il capo) Il gran Balmaz non ha fatto ci.

Genoveffa - La Denisson stessa ti ripeter...

La Toca - (ostinata) E' il suo amico che ha fatto quello scherzo. Cattivo il suo amico.

Genoveffa - Tutti quelli che lavorano al romcina sono malvagi.

La Toca - (esaltata) Il gran Balmaz pi buono che te, che me, che signora Panousc. Ama la Toca.

Genoveffa - Te l'ha detto?

La Toca - S. La Toca ha ben capito.

Genoveffa - T'ha detto che vuole sposarti?

La Toca - S, il giorno di Santa Cristina.

Genoveffa - T'ha dato l'anello?

La Toca - L'anello?

Genoveffa - (rassegnata) Egli non pu sposarti, se non ti ha dato l'anello.

La Toca - Me lo dar.

Genoveffa - E la sua fotografia? T'ha dato la sua fotografia?

La Toca - Me la dar.

Genoveffa - E fiori? Non te ne ha dati...

La Toca - E' la Toca che glieli ha dati. S. Un fiore, quando passava. Allora ha detto... ha detto... (Con uno sforzo di memoria) Il fior che tu m'hai dato.... Com'era bella la canzone! Simile alla messa. Il gran Balmaz non eanta cosi per le altre fanciulle.

Genoveffa - Ho paura, mia povera Toca.

La Toca - La Toca non ha paura. La Toca non avr pi paura.

Genoveffa - E tu l'ami?

La Toga - S.

Genoveffa - E lui?

La Toca - Glie lo ha gi domandato la Toca.

Genoveffa - Quando?

La Toga - Una sera... Raccogliendo della frutta.

Genoveffa - Veramente, anche se non del tutto un buon ragazzo, una vera fortuna per te. Ma dimmi, come farai per il velo di nozze? per i fiori d'arancio? Tutto ci costa.

La Toga - (disincantata)Molti soldi ?

Genoveffa - Molti.

La Toca - (scotendo il capo) La Toca niente ricca.

Genoveffa - E, nel villaggio, non c' nessuno che ci darebbe un soldo.

La Toca - (riflettendo) Per i fiori d'arancio... raccoglier i fiori di neve.

Genoveffa - Non ho mai visto una corona nuziale fatta di fiori di neve. E come faresti ad averne molti?

La Toga - So dove trovarli.

Genoveffa - E il velo? Si pu chiedere alla signora Panouse di prestarci un pezzo di mussola o la garza che attorno al suo lampadario.

La Toca - Niente mussola... niente garza... Troppo brutte. Velo nuziale leggero, leggero... come la nebbia.

Genoveffa - (ridendo) Tu vuoi un velo di nebbia?

La Toga - S.

Genoveffa - Ma povera creatura, non resterebbe su di te. Si dileguerebbe.

La Toca - Resta, invece, sui fiori di neve. (S'immobilizza nella sua visione, e pare avvolta nel velo nuziale, con un mazzo di fiori in mano).

Genoveffa - Eccoti bella come ima fata, col tuo mazzo di stelle alpine e il tuo velo di nebbia! Ma tu non pensi a una cosa: ti manca l'abito.

La Toca - (ritornando in se stessa) L'abito ?

Genoveffa - Appunto. E questo non puoi manifatturarlo con i fiori.

La Toca - Per l'abito, la Toca pregher la Santa Vergine.

Genoveffa - Se credi che ti sar portato in sogno... (Sospirando) Come mi sentirei pi tranquilla, se niente di tutto ci fosse accaduto.

- (Dietro il muro, appaiono l'uomo e la donna. La donna ha un involto. Si fa seria).

La donna - (a voce bassa, indicando all'uomo la Toca) Eccola nel giardino.

L'uomo - (a voce alta, fermandosi) Che ne diresti di un buon bicchier di vino?

La donna - Che mi piacerebbe...

L'uomo - Allora entra. (Entrano nel giardino. L'uomo chiama) Non c' nessuno? Signora Panouse! portateci mi bicchiere di quello buono in giardino.

La voce dell'ostessa - Quanti bicchieri?

L'uomo - Due... No, tre.

La voce dell'ostessa - Subito.

La donna - Che cosa fate l, bambine?

La Toca - La Toca fidanzata...

L'uomo - A quest'ora sempre presa dalla mania della grandezza.

Genoveffa - (importante) E' la verit. Mia sorella s' promessa a un operaio dell'officina. Egli un giovane di grande avvenire. Voi avete forse sentito parlare di lui. Si chiama Balmaz.

L'uomo - (sbigottito) Ma guarda un po'.

Genoveffa - E' il pi bel partito del villaggio.

L'uomo - (ridendo, alla Toca) In questo caso, bisogna bere alla tua salute...

L'ostessa - (entrando con i tre bicchieri di vino) E' freschissimo.

La Toca - Signora Panouse!

L'ostessa - Che cosa vuoi, piccola?

La toca - (chiamando in disparte) La Toca fidanzata...

L'ostessa - Che mi vai dicendo, povera piccola?

La Toca - Il gran Balmaz ha chiesto la Toca ili sposa.

L'ostessa - Oh, che perfido ragazzo! Burlarsi d'una povera creatura!

La Toca - Niente burlarsi. Niente perfido ragazzo.

Genoveffa - (chiacchierona) E' vero, signora Panouse. Io ero presente. Ho udito tutto. E anche a me ha detto...

L'ostessa - Bene, bene. (All'uomo e, alla donna) Bisogna lasciarla alle sue stramberie. Ella felice, quando s'illude. L'altro giorno credeva che gli scoiattoli le facessero dei segni, nel bosco. E allora ha chiacchierato con quelle bestiole fino a notte inoltrala. Era contenta, L'indomani non si ricordava pi di nulla. 'Bevete alla vostra salute! (Rientra nell'albergo)

La donna - (a Genoveffa) Va' a giocare un momento sulla strada, cara.

Genoveffa - (alla Toca) T'aspetto in casa. Rientrerai, non vero? Non rimarrai tutta li notte nei campi...

- (La Toca le fa un cenno con il capo. Genoveffa esce).

La donna - Versa da bere a questa brava figliola.

L'uomo - (riempie i tre bicchieri, e ne offri uno alla Toca) Bevi; per brindare alle tue nozze.

La Toca - Grazie.

La donna - Alla tua salute. Alla salute del tuo fidanzato.

L'uomo - Alla felicit del tuo matrimonio,

La donna - (aprendo l'involto) E ora, guarda un po'. Ho portato con me la stoffa. E' di eccellente qualit, e senza tarli. Seta finissima come non se ne tesse pi. Guardala. E guarda questi fiori in argento e oro.

La 7'oc - (carezzando la stoffa) Bel]a!

L'uomo - Per rana sposa, non c' dono migliore.

La toga - La Toca prega per la sua veste.

La donna - Bisogna credere che Iddio t'abbia ascoltato.

La Toca - La Santa Vergine dona alla Toca la veste nuziale. Bella! bella!

L'uomo - Sicuro.

La donna - Quando la sarta t'avr fatto su misura l'abito di nozze, tutte le ragazze del villaggio invidieranno la Toca.

La Toca - (impossessandosi della stoffa) Dammela!

La donna - (strappandogliela dalle mani) Un momento. Sai gi quel che devi fare, se vuoi averla.

La Toca - (stupita) No. La Toca non sa...

L'uomo - (in collera) Ah! testa di ricotta! Non ricordi pi ci che t' stato comandato?

La Toca - (confusa) La Toca non ricorda...

La donna - Deodato... (Pausa, durante la quale si ode il fluire del torrente. La Toca ripete istintivamente il gesto di spingere il ragazzo nell'acqua) Ah! ricordi, ora? Il vetro che cammina fin dopo il ghiacciaio di Isrc?

L'uomo - Tu... lo conduci fin sulla sponda...

La donna - Gli dai uno spintone...

L'uomo - E vedrai la bella scivolata che far dritto fino a Moutiers.

La Toca - (grave) La Toca ricorda.

La donna - Siamo intesi, allora? Gli darai uno spintone...

La Toca - (con decisione) No. La Toca non vuole.

La donna - Perch non vuoi?

La Toca - (sconvolta) Niente vetro, il torrente... acqua fredda... Un giorno la Toca voleva annegare capretto... La Toca ricorda. Piccolo Deodato annegare come capretto. La Toca sa.

L'uomo - (alla Toca) E che t'importa ch'eg'i sia annegato?

La Toca - (tremante) Non voglio annegare bambini. Non voglio. Cattiva gente voi. Cattiva, cattiva gente.

La donna - (furiosa) E come farai a mari? farti, piccola imbecille, se non vuoi guadagnare la veste?

La Toca - Che cosa ?

L'uomo - Non la pretenderai per niente o per i tuoi begli occhi!...

La Toca - (attaccandosi alla stoffa) Dammi la veste. Tu mentire alla povera Toca. Veste promessa... Dammela!

La donna - (dandole uno spintone, e riavvolgendo la stoffa) Gi le zampe! Sai gi quel che devi fare, se la vuoi.

L'uomo - Se vuoi maritarti con la veste di seta, devi liberarci da quel moccioso.

La Toca - La Toca sposa senza la veste.

L'uomo - E credi che ti lasceranno entrare in chiesa con quegli stracci? Il curato ti scaccer come un cane rognoso.

La toca - (spaventata) Come un cane rognoso ?

La donna - . A pedate ti prender.

La Toca - (c. s.) A pedate?

La donna - E il tuo Balmaz ti rider sul naso.

La Toca - (con un grido) No!

L'uomo - Come ora ride con i suoi amici.

La donna - Non capisci che t'ha preso in giro?

La Toca - In giro?

L'uomo - Guardati dunque, ora che l'amore l'ha messo un po' di luce nel cervello.

La Toca - Gran Balmaz ha detto: II mio cuore tuo! .

L'uomo - Ti ha mentito. Per lui, non sei pi che la capra dei suoi genitori.

La Toca - Gran Balmaz ha detto: Donna adorata! .

La donna - Finiscila! com' possibile che un bel ragazzo come lui pensi a una cretina, quando tutte le pi belle fanciulle dei dintorni gli corrono dietro?

La Toca - (disperata) La Toca niente bella! La Toca villana, villana! Cretina! La Toca amare! La Toca morire!

L'uomo - (alla donna) Vieni, donna. Dammi la stoffa. Bisogner trovare qualche altro rimedio.

La donna - Lo troveremo. Avrei dovuto prevedere che i disgraziati si appoggiano tra di loro.

L'uomo - (alla Toca) Se ripeti una sola parola di quanto hai udito stasera, guai a te! Questa stoffa sarebbe stata la tua fortuna.

La Toca - (costernata) Stoffa partita! Veste nuziale partita! (Riprendendosi poco a poco e abbandonandosi all'ebbrezza lucida del sacrifizio) Non bisogna far male ai bambini. Deodato. Niente annegare Deodato. La Toca sa. La Toca capisce.

L'uomo - (alla, donna, mentre escono) Che cosa potevamo sperare da una cretina?..,

- (Scompaiono dietro il muro).

La Toca - (fola) La Toca niente fidanzata, niente sposa, mai sposa... Bambini correre, saltare... Deodato vivere. (Suonano le otto e mezzo all'orologio della chiesa).

FINE

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