LINTERMEDIARIO
Commedia seria
In due atti
Di
Angelo Alfieri
Personaggi
GIO:
ELENA:
CARLO:
LUISA:
NANDO :
LEO:
BEA:
CESCO:
UOMO:
Venditore di immobili, giocatore
Insegnante, moglie di Gio
Bibliotecario, amico di casa
Collega di Elena
Sbandato, giocatore incallito
Antiquario, padre di Elena
Numismatica, madre di Elena
Ex dipendente pubblico, padre di Gio
Intermediario
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ATTO PRIMO
La scena si svolge nellabitazione di Gio ed Elena sita in un condominio di una citt del nord Italia, ci sono quattro porte: ingresso, bagno, camera e cucina, ben arredata. Gio un giocatore sullorlo del baratro. Incapace di smettere sta dilapidando il patrimonio di famiglia. in casa solo, sta frugando nei mobili alla ricerca di oggetti di valore, riflette a voce alta.
Scena prima
GIO:Anche oggi non ci siamo lasciati mancare niente; cento euro di qui, cento
euro di l: ottime perdite. Bene, a fine mese manger un po di ortiche, dicono che fanno bene. In fin dei conti meglio stare un po leggeri la sera, poi non mi viene neanche fame il problema non quello che mangio io ma quello che devono mangiano i miei figli. Come posso fare? Chiss quando finir questa storia. Penso che non ci sia differenza tra droga e gioco dazzardo: una morsa mortale, non ne puoi fare a meno. E pensare che cominciato tutto per scherzo provaci anche tu cosa vuoi che sia ecco quello che . C qualcosa dentro che ti spinge verso le slot, non so, bisogna provare : la smania di ricchezza non il problema principale, si, vero cerchi di rifarti delle perdite ma non gioco solo per vincere: voglio dimostrare a me stesso quanto sono bravo a sfidare la sorte Adesso arriva mia moglie prima o poi se ne accorger e sar la fine per tutti eccola.
ELENA: Mamma mia che prezzi, coi soldi che ho posso comprare solo ortiche. Guarda se non vero? Erbe: sono diventata vegetariana per forza Senti un po, falla finita con tua madre, cerca di tenerli in tasca i soldi. Tuo padre guadagna pi di 2000 euro al mese, che bisogno ha? il caso di passargli quattrocento euro il perch lo sai solo tu. La- vita- costa- cara... mettitelo in testa... venditore di capanne dello zio Tom.
GIO: Hanno avuto dei problemi, te lho detto, mio fratello se ne frega. Se non li aiuto io cosa devo fare lasciarli soli non lo meritano.
ELENA:Allora tiriamo la cinghia, cos lui avr leredit e tu le palle di frate
Giulio: contento? Renditi conto che questo mese gli hai dato pi di settecento euro e
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hai venduto una casa sola, cazzo. (Va in cucina. Alza il tono). A te piace lavorare per la gloria.
GIO: Lo so. (Tra s). Ho perso cos tanto. Dunque, settecento pi settecento, pi quattrocento, pi duecento, pi mille tremila euro in tre mesi, ne ho vinti duecento duemilaottocento di passivo ... cazzo devo vendere qualcosa su internet s ma cosa non rimasto pi niente fra un po vendo anche lei e buona notte. La mando a battere la radio depoca s un trecento euro varr? Dove mi sono cacciato ... tutta colpa di quel ... (Si aggira in preda alla disperazione).
ELENA:
(Rientra). Stai telefonando?
GIO:
Sto riflettendo a voce alta.
ELENA:Dove sono i bambini? (Gio fa segno che sono in camera). A proposito,
guarda che non posso pi mandare Alberto a lezione di Judo, aumentata la retta: Guarda qui chiuso: prima Chiara con la musica ora lo Judo avanti o popolo. Facciamoli crescere come due poveracci. Adesso solo loro due non fanno attivit extra scolastiche in tutto listituto . Sei contento? Non gli compro pi vestiti da non so quanto tempo pensa bene a quello che fai. (Nel frattempo Gio ha notato un libro antico sulla mensola, lo prende in mano, ci pensa su).
GIO: (Tra s). Quasi quasi (Se lo mette sotto il maglione e si vede un rigonfiamento).
ELENA:
Hai sentito un po di tempo che sei svanito cos:
hai lamante
per caso?
GIO:
Magari: costerebbe meno. (Tra s).
ELENA:La smetti di parlare da solo? Vai di l a far da mangiare, sono stanca
morta. Per millecinquecento euro al mese devo sputare sangue. Cosa hai venduto oggi? Niente, lo sapevo. Cambia mestiere, vendi le banane, forse guadagni di pi. (Si siede sul divano, piuttosto arrabbiata).
GIO:
scelta?
Vado, vado, cucino io, cosa preferisci, erbe generiche, erba gatta o roba
ELENA:Vai via fila scherza se andiamo avanti cos, tra una balla e
laltra vedrai dove andiamo a finire. Bambini venite ora di cena!
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Scena seconda
Il mattino dopo
ELENA: I bambini sono a scuola, tu vai oggi pomeriggio in ufficio? Bene io vado. Senti, non hai visto il libro che era qui? Me lo ha dato mio pap da leggere, sai quello antico, una specie di incunabolo, hai in mente?
GIO:Incunabolo, cos di ferro? (Riflette come un grande esperto). Incudine-
abolo abolo, dal latino albus: chiaro: incudine di ferro chiaro eh, che traduttore!
ELENA:
Sei scemo ?(Esce).
GIO:Se si accorge sono nella escrementa bovis, altrimenti dette torte di
prato montano : che vita di merda. (Si mette le mani nei capelli). Devo porre rimedio le dir che i bambini lhanno buttato via. Varr un migliaio di euro s e no. (Lo prende dal cassetto). Mi piacerebbesapere cosa c scritto almeno... ah, latinodel del 1600. Non sono cos esperto, cazzo. (Prende il telefono). Pronto Carlo, passa di qui un attimo, ti voglio far vedere un libro prima di uscire dai un attimo (Nel frattempo si messo a leggere. Dopo un po suona il campanello).
GIO:
Vieni, vieni ... prima di venderlo tu ci capisci qualcosa?
CARLO:
romana
(E in vena di scherzare) Vediamo epoca preistoria stampa: et
GIO:
Cosa stai dicendo? Scherza, scherza.
CARLO: latino epoca 600 circa boccalone: dammelo lo analizzo meglio
in biblio perch lo vuoi vendere? Per i soldi. Smettila prima che sia troppo tardi... hai una famiglia meravigliosa non ti permetto di gettare tutto alle ortiche non ti lascio fare la fine che ho fatto io il gioco pericoloso!
GIO:S, lo so, dai quanto potr valere?
CARLO: Parlo al vento Cos a occhio vediamo leditore sai, gli editori cerano anche allora un quindicimila euro li prendi. Devo consultare un po di cose ci vuole tempo
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GIO:Quindicimila euro, non ci credo ho in casa un libro... mia moglie non
ha idea suo padre ne avr in casa due o trecento di sti cosi (Si aggira in preda allagitazione).
CARLO:
La Madonna, chi , lerede del bibliotecario di Alessandria?
GIO:
capitale.
Che ne so: Carlo fermami per carit, fai in modo che non sperperi questo
CARLO:Cosa devo fare? Cercati un centro specializzato, qui ce ne sono due , vai
spieghi cosa succede e stai alle regole dammelo, cercher di tradurlo un po, tanto per curiosit
GIO:Va bene, tanto crede di averlo perso. Sei sicuro quindicimila euro
(Carlo esce Gio va in camera da letto)
Pomeriggio
GIO: (Squilla il telefono). Pronto Carlo dimmi ma no. (Si siede di colpo sbalordito). Sei sicuro? Tienilo tu, ti prego... (riaggancia )non possibile, sisbaglia, non capisce mi buggera no non il tipo, un amico sincero. Ci conosciamo da cento anni perch dovrebbe mentirmi (Arriva Elena).
ELENA:Sei ancora a casa?
GIO:Sto uscendo, non ci incontriamo mai il gioved, sei in anticipo?
ELENA: C sciopero, sono tornata con la collega, sta salendo i bambini li prendi tu o devo uscire io? Non farmi fare la spola eh! E cerca di vendere qualche tugurio (Elena un po risoluta di carattere, molto decisa).
GIO:
Chiama tua madre, dillo a lei.
ELENA:
Lo sapevo, sei un libro aperto. A proposito lhai trovato?
GIO:Che cosa ... ah, no, non lho cercato, tanto tutta cartaccia piena di
muffa buttalo prima che i bambini prendano qualche virus della carta magari quando lo hanno stampato cera la peste: facciamo spazio a cose migliori.
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ELENA: Cosa dici, virus sei fobico peste ma va la mio padre me lo ha prestato separandosi con tanta sofferenza, guarda che varr almeno cinquecento euro.
GIO: Per! (Si gratta la testa). Beh, vado a lavorare, a dopo. Ciao. (Mentre esce entra una collega della moglie) Luisa ciao, Elena c Luisa, vado
ELENA:Ci,vediamo questi compiti del cavolo: anche i tuoi ... diciamo studenti,
saltano sui banchi come esci dallaula? (Ci unespressione usata in Lombardia per indicare: ecco, allora).
LUISA: Sui banchi, sulla cattedra, prima o poi qualcuno cadr dalla finestra poi saranno cazzi nostri. Hanno quasi ventanni e fanno i cretini come i bambini dellasilo. (Iniziano a correggere). Secondo te, un po' che te lo volevo dire, il figlio di quellingegnere quello che ha rubato i materiali quello dei cantieri, ricordi? scemo o ha qualche problema serio?
ELENA:Non lo so, o un Asperger o scemo di natura. Guarda questo in
quinta ha scritto cavagliere: colpa nostra lo sai che al preside arrivano un sacco di mail: ci incolpano di tutto. Addirittura uno mi ha accusata di non aver gettato la spazzatura nel cassonetto che era gi per terra in cortile capisci, siamo diventati bidelli
LUISA:Ventanni di scuola e siamo ridotti cos. Anche a me capitata una cosa
del genere : mi hanno riferito che mi sono comportata male con quel cretino che ti dicevo prima scemo cosa devo fare, in qualsiasi discorso che si fa in aula lui ci deve mettere il becco: ha sempre ragione lui, prima o poi lo pestano uno cos a rischio, i ragazzi non sono disposti a tollerare tutte le sue decisioni senza reagire, chiamer i suoi Ho visto tuo marito adesso dopo un po di tempo, lo trovo dimagrito.
ELENA: preoccupato per i suoi gli d un sacco di soldi e non capisco perch. Ti sembra che quelli abbiano bisogno? Ne hanno da buttare. un atteggiamento illogico: se hai bisogno di denaro te lo do tutto in una volta: non ti pare?
LUISA: E vero. Lo sai che cosa mi ha detto la Camilla... (Suona li campanello, Luisa lascia il discorso a met).
ELENA:
Avanti. Carlo, hai bisogno? Ecco lo scapolo doro!
Di stagno .. va.
CARLO:Elena. Luisa, sono dieci anni che non ti vedo, non sei affatto cambiata,
hai venduto lanima al Diavolo? (La bacia affettuosamente).
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LUISA:
Mi hai vista ieri! Ci stai provando Carlo?
ELENA:
Beh! bella solo lei, non sei per niente cavaliere .
CARLO:
Tuo marito non c? Ho bisogno di
ELENA: Fino stasera alle otto, oggi fa il pomeriggio, dimmi, scapolone impenitente. In che cosa posso esserti utile? Vuoi un po di soldi anche tu?
LUISA:
provincia?
Invece di corteggiare noi perch non ti Sposi qualche cartolaia della
CARLO: Cartolaia? Mi sottovaluti di brutto. Perch non lhai sposato tu un cartolaio invece di quel restauratore di canterani.
LUISA:Di canterani? Senti questo!
ELENA:Cosa volevi dirmi?
CARLO: Niente, vengo domani: adorabili fanciulle. Mi ha dato una cosa da leggere (manca poco che scopra gli altarini, esce). Ciao, ci si vede. Vado di fretta.
ELENA: Ma lo sai che certe volte non lo capisco. Un giorno lho visto con Gio al bar che discuteva come un matto e non certo di pallone. Si giustificato dicendo che il cliente vicino gli aveva pestato i piedi e se n'era andato senza pagare il conto. Mah, non lo so Luisa, come se mi sfuggisse qualcosa, ma non so cosa, capisci?
LUISA: Sono idee: dai, visto che abbiamo finito, scendiamo a berci un caff. Ti stavo dicendo della Camilla ... mi ha raccontato di aver visto tuo marito al casin di Campione ... per me si sbagliata, quella l mezza cieca. (Nel frattempo hanno riordinato i compiti, li sistemano nella borsa).
ELENA: Nooo, quando mai, non sa nemmeno dov' Campione. Luisa, Sono stanca e non ho ancora fatto il bucato, ci vediamo domani, ti spiace? (Esce Luisa, suona il telefono, la madre d Elena). Pronto, mammaah, li hai tu, s vengo aprenderli dopo s, s mamma non che hai trecento euro da prestarmi ... lo so questa storia deve finire ... va bene ciao. (Arrivano Gio e Carlo).
GIO:Veramente. (Non si accorge della moglie) quella l una ganza a fare i
massaggi, ti spolpa una eh! (vede Elena, non sa come rimediare) chi la cosa.
ELENA:Chi ti spolpa?
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CARLO:
La cinese, dicono che spolpi i clienti. (Ingenuamente).
ELENA:
Fa la macellaia adesso? Come fate a saperlo?
GIO:
Lo sanno tutti Elena.
ELENA:
Per esempio io non lo sapevo!
GIO:
capito.
Sono cose da uomini dai, il massaggio un'alternativa al dai hai
ELENA: Ti alterno io con qualcun altro se vai avanti cos. Carlo, vuoi rimanere a cena? I bambini sono da mia madre.
CARLO: Quasi quasi, moglie permettendo scherzo. (Carlo in fin dei conti un po burlone sebbene sia un rispettato paleografo nonch un bibliotecario importante).
ELENA:
Sei in anticipo.
GIO:Si passato l'ingegnere in ufficio e ho mollato prima. Mi ha fatto una
testa tanta che ... nonostante tutto quello che vendo vogliono che lavori anche la Domenica lo sai? Oggi ho fatto tre contratti.. .
ELENA:
Quale ingegnere?
CARLO:
Nando Silar.
ELENA:Nando Silar, lo conosci? Che clienti hai? Lo sapete che un mascalzone
patentato. un giocatore incallito, l'avranno arrestato tante di quelle volte che ... deve soldi a tutti. Un momento, cosa c'entri tu con quello? Non sapevo nemmeno che era ingegnere ... (Lascia in sospeso). Cosa ci faceva da te Nando Silar?
GIO: Ha sbagliato lui, non era quello l che venuto. (Cerca una pezza).Carlo, sei sordo, Silandiner, non Nando Silar, sei vecchio boia cane. A furia di stare in mezzo ai libri ti sei rimbambito. (Comincia ad Apparecchiare la tavola).
CARLO: Scusa, mi sembra strano che tu conosca quello spiantato. Va bene cosa mi fai di buono per cena? Lo sapete che proprio stamattina mi capitato in mano un libro antico del valore di una sessantina di migliaia di euro? ( ingenuo. A Gio gli cadono di mano i piatti).
ELENA:Ma ti senti bene? Siediti, sei sbiancato. E troppo stressato.
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GIO: Che botta ... un libro di sessantamila euro, non ci credo. Ci vedi poco Carlo. Avevi la polvere sugli occhiali quando hai valutato.
CARLO: Eppure, se te lo dico io. Mi piacerebbe sapere se ce ne sono in giro tanti di questi libri ... (Si interrompe, si accorto che potrebbe compromettere Gio).
ELENA:
Di questi li ... a proposito l'hai trovato?
GIO: No, non l'ho cercato. (Carlo se la ride sotto i baffi). Sono i tuoi figli che buttano tutto in pattumiera ... non apprezzano ... hanno in mente i video giochi ...
ELENA:
Sar!
CARLO:
Elena, tuo pap ne ha tanti di questi libri antichi?
ELENA:Certo. Quello che cerco suo, me l'ho ha prestato da tradurre , per, non
so, gli ho dato unocchiata appena un latino maccheronico che sembra pi antico dell'edizione. Voglio dire: la lingua pi antica il volume pi recente .C un problema di traduzione . Ci sono delle incongruenze, ecco.
CARLO:
Lho notato anchio.
ELENA:
Come fai a sapere che ho un libro di mio padre?
CARLO:
antichi!
Non lo so ho tirato a indovinare, non antiquario? Ne avr di libri
ELENA:
Certo e tanti, forse anche pi antichi.
CARLO:Voglio dire che spesso cos, non si sa che in che data collocarli
Bisogna fare degli studi, delle ricerche approfondite, ci vogliono mesi senza un po di fortuna sapessi quanti me ne capitano (Non vero non ne ha mai visti cos).
ELENA: Ne sono convinta, il volume del 1600 e la lingua del 1000. Ci sar un motivo? Forse non (Viene interrotta da Gio).
GIO:
Come sei preparata, sai distinguere anche questi particolari?
CARLO:Certo la sintassi, la grammatica i caratteri degli amanuensi sono cambiati
nel corso del tempo,il modo di scrivere, ad esempio la esse si scriveva come una effe
e poi c' il discorso tipografico da tenere in considerazione. Lo so perch sono paleografo. Ho anche studiato il sistema tipografico fin dalle sue origini. E questo volume strano strano.
ELENA:Cosa vuoi dire con questo volume strano?
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CARLO:Niente, parlavo tanto per dire quale libro?
GIO:La sapete lunga voi due per!
ELENA:O lunga o corta quasi pronto in tavola.
Scena terza
Il giorno dopo, pomeriggio entra Elena con la madre
BEA: Elena, non possibile che non riusciate a tirare la fine del mese, quanto guadagnate, quattromila, cinquemila euro.
ELENA: Mi arrivato l'estratto conto. Per me mancano soldi. Fino a qualche tempo fa si risparmiava, ma ora ... quello che non capisco perch debba dare dei soldi ai suoi. Una volta mi ha detto che suo padre prende duemila euro al mese, per non dire della madre, cosera una preside, una direttrice beh.
BEA: Cosa se ne fanno? Li mangiano in insalata? Io e tu padre viviamo con ottocento euro al mese ... non sappiamo come spenderli a una certa et, non si va da nessuna parte, con tuo padre poi, che non vuole uscire neanche se voglio dire, una volta che hai da mangiare ... li mettiamo via per voi ... certo che se andate avanti cos ... per fortuna il pap non sa niente dei soldi che ti do, li prendo dal mio conto... ma... lo capir e poi non so cosa pensare. (Arriva il padre di Gio).
CESCO: Permesso, oh, che bella sorpresa la mia cara consuocera. (Le bacia la mano .Rimane curvo per un attimo di troppo). Le ossa, hanno perso elasticit. Tivedo bene!
GIO:Hai cambiato gli occhiali? (Era in bagno, ha sentito le ultime parole).
BEA:Mascalzone!
ELENA:Signor pap, come sei elegante?
CESCO: un abito firmato ... da me ... guarda qui. (Ha i pantaloni macchiati).
BEA:(Scuote la testa). Sei un pataccone, vieni di l che te li smacchio.
CESCO:Mi lasci in mutande?
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BEA: Sei il solito burlone ... simpaticone ... (Gli d un buffetto sulla guancia, vanno in cucina).
GIO:
Vanno d'accordo quei due.
ELENA:
Lo sai che mio pap un po' rigido, diciamo ... (Entra il padre di Elena).
LEO:
Ciao canaglie ... dove sono le pesti?
GIO:
Sono dalla signora di sopra.
LEO:
penso: no!
Come, vengo per loro e non li trovo? Vado a prenderli. Adesso che ci
ELENA:
Lascia vado io.
LEO:Come volete voi. (In quella esce dalla cucina Cesco e Bea: Cesco ha i
pantaloni in mano, si devono asciugare).Ah, me la fai sotto il naso, e tu, scelleratotravet da strapazzo alla tua et osi metterti con una donna sposata?!
GIO:
Cominciano i combattimenti!
BEA:
Finiscila, cosa sei venuto a fare?
CESCO:
Non vedi che mi ha smacchiato i calzoni? Sospettoso mobiliere.
LEO:Mobiliere a me! Bada a come parli, impiegatuccio dei miei stivali
allora, vengo a trovare i miei nipoti e non li trovo, vedo il mio consuocero in mutande: ditemi voi cosa devo pensare. (Si alterato un po. Quando si vedono si scaricano addosso un sacco di improperi ma si vogliono bene).
BEA:
Quello che vuoi.
LEO:Elena, dammi quel libro in latino che forse ho trovato un cliente ... gli
spelo mille euro. Pensate che lho trovato in un sacco di lana in una casa di Varese che ho svuotato mi hanno detto che era tutta roba di poco valore, comunque gli ho dato quattromila euro per tutta la robaccia ricchi signori conti... marchesi... mah! (Parla con Cesco).
ELENA: (Alquanto imbarazzata). S, lo cerco domani Gio, dov, non si trova mai niente in questa casa.
GIO:Era qui, i bambini lavranno spostato toccano tutto.
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LEO: S, va bene domani (Si siede). Oh, oggi tengo chiuso: al pomeriggio fa troppo caldo, il ventilatore non funziona pi, sapete che ha circa 45 anni, consuma pi di una lavatrice porca miseria. Eh, non ne fanno pi cos, pensa che se lo tengo al massimo mi fa volare via anche i libri.
CESCO:Madonna cos il ghibli? Solo uno come te pu tenere un affare cos...
taccagno... Ho detto a mia moglie di venire ma non ha voluto: ha detto che stracotta. Non fa niente tutto il giorno la mander in palestra, si rinforza
GIO:
Pap non hai niente da fare?
CESCO:Se sono qui perch non ho niente da fare. Se avessi avuto da fare sarei
altrove a pulire i binari del tram (Guarda Leo). Vai su a prendere i bambini che giochiamo col trenino.
LEO: Da quella no. Tutte le volte che salgo scendo ubriaco lei e i suoi cicchetti sciur Leo al voor un bicerin? Vai tu. (A Gio).
GIO:Andr dopo. (Teme che il padre scopra gli altarini: lui a dare soldi al
figlio, esce un attimo ). Ti cerco il libro Leo, vedrai che lo troviamo sar nel cestodei giochi
BEA: Cesco, cosa mi racconti di bello? Se questo qui non fosse uno sfaticato potremmo andare a Milano a vedere il duomo o la pinacoteca di Brera, sono anni che non ci entro : un periodo che non usciamo di casa neanche se cascasse il mondo sei diventato vecchio, caro Leone. (Leo la manda al diavolo con un gesto eloquente).
CESCO:Cosa ti devo dire che i soldi non bastano mai, con questa crisi
aumentato tutto, in primis le bollette . Non sanno pi dove prenderli. Si attaccheranno a tutto. Ci faranno pagare laria a metro cubo Laltro giorno ho preso due pizze , quelle da portar via: venti euro. E troppo! guardate, vi do ancora un anno e vedrete che non ci daranno pi niente, arriver il cedolino della pensione con uno zero. (Cos dicendo da adito ad Elena di pensare quello che le fa credere Gio). Il denaro ti scivola dalle mani come lolio lo sapete anche voi proprio a voi lo dico, che siete ricchi Lo sto dicendo a me stesso Cesco, il denaro scivola
ELENA:
Bisogna risparmiare di pi.
CESCO:
altro.
Non lo dire a me. (Cesco d un sacco di soldi al figlio). Ma a qualcun
BEA:
Quanto prendete voi statali al mese 700, 800
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CESCO:
Scherzi, molto di pi, dipende dalle qualifiche
LEO: Pensa che io morir in negozio, mi seppelliranno in qualche cassa panca e via adios ... altro che cedolino.
CESCO:
colpa tua, ti vuoi arricchire oltre misura!
BEA: Arriva lui abbiamo tante di quelle spese che manco ti sogni, lo sai che passano settimane senza vendere niente?
CESCO:
Per forza, da voi un chiodo costa come un diamante.
ELENA: (Capisce che gli animi si stanno riscaldando). Volete qualcosa da bere? Un t? (Tutti fanno segno di no).
CESCO: No, a questora bevo solo caff con cicoria di mia moglie. Me lo fa lungo, lungo... acqua nera ... lo chiamo Nerone
BEA: Sei messo male un giorno di questi vengo a prendere la Pina e andiamo al lago a vedere le oche.
CESCO:Ci sarete solo voi due intanto che ci sei: lasciala sullisolino. (Ride
mentre Leo approva).
GIO:(Rientra). State ancora a litigare per (Sospende il discorso).
CESCO:S, per quello (Nessuno si intromette).
BEA: Leo andiamo, fra un po c il pullman. Quando devo prendere i bambini da scuola? Ah s, gioved ciao.
LEO: Siamo appena arrivati fa caldo e mi fai camminare di continuo, Cesco dille qualcosa? Oh, mi raccomando il libro. Non farmela girare, ti do le cose e tu non le guardi nemmeno... dammi almeno un parere qualificato ... vero Cesco? Ma tu non sai niente di antichit. Sei abituato coi timbri che ne sai.
CESCO: Ne basta uno in famiglia di sapientone che si fa aria col giradischi... Elena dagli quella cartaccia sporca senn diventa matto. Sei fissato con le cartacce imbrattate d inchiostro. Fai come i pompieri di Fahrenheit: bruciale.
LEO:
Sei un analfabeta (reazione di Cesco) in fatto di antichit
ELENA:
Pap, lo cercher. Siamo messi male ma i libri non li mangiamo ancora.
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Scena quarta
Sera, dopo cena
ELENA:
Si divertono i nostri?
GIO:Oh! Sono come i bambini, hai sentito che volevano giocare col trenino.
Chiss se arriveremo anche noi a quellet spensierata (Pensa alla sua situazione).
ELENA: C qualcosa nel parlare di tuo padre che mi lascia perplessa. Mi sembrato che ti volesse mandare dei segnali non so questa faccenda dei soldi non mi convince mica troppo
GIO: Fai lindovina? Non so cosa dire lo sai com un momento sul pero e un attimo dopo sul fico Pindaro a scuola lo chiamavano cos.
ELENA: Non dirne pi, per favore, piuttosto cerchiamo quel dannato libro, non voglio fare la figura della deficiente che perde la cose di valore (Pensa). Eppure lavevo messo sul comodino vedi se i piccoli dormono. (Suona il campanello).
NANDO: Posso, Elena cosa fai qui? (Ha un sobbalzo. vestito in modo indecente sembra un barbone).
ELENA:
Come cosa faccio qui, ci abito! (Entra Gio, allibito).
GIO:
Signor Silar, cosa ci fa qui?
NANDO: Ma siete sposati voi? Pensavo che tu abitassi da solo. Perch non me lhai mai detto che sei sposato?
ELENA:
La cosa non ti riguarda. Vi conoscete? Da quando, se lecito.
GIO:Non lo conosco infatti. (Mente). un frequentatore del bar qui sotto, lo
vedo l. Perch salito fin quass?
NANDO: Siccome che domani dobbiamo discutere di quel pagamento famoso pensavo di anticipare ad oggi, per te cosa cambia?
GIO:Non c' niente da anticipare, venga in ufficio domani sistemiamo la
cosa chi lha mandata qui a quest'ora? Qualcuno dellagenzia immagino?
NANDO: S, il capo ha detto che eri a casa ok, ci sentiamo domani scusa Elena se ti ho importunata (Silar un giocatore accanito, cerca soldi a tutti e
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restituisce solo briciole, non cattivo ma a volte viene arrestato per piccoli furti, assillante, venuto a chiedere denaro a Gio, il quale, per ripianare le proprie perdite chiede soldi al padre, Elena alloscuro di tutto, non sospetta che sia suo marito ad essere in gravi condizione economiche).
GIO: Deve vendere, non so cosa ( Cerca di mistificare). Come avr fatto a trovare la casa non gli ho mai detto di abitare qui mi avr seguito che delinquente. Elena, ma tu sai chi ?
ELENA: Certo, lo conoscono tutti un delinquente o meglio, un cerca soldi, indebitato fino al collo sempre attaccato alle macchinette, non lo vedi mai al bar? Ma tu dove vivi? Mi chiedo chi lha fatto salire allora vero che venuto in ufficio? Aveva ragione Carlo? Te lha mandato lui, ci scommetterei.
GIO: Ma no, cosa centra Carlo, vive tra le scartoffie, non sa neanche l'indirizzo di casa sua, figurati se conosce uno cos. Carlo un intellettuale, a volte lo cercano perfino negli scantinati della biblioteca e lo trovano appeso agli scaffali: qualche volta ci rimarr sotto.
ELENA: S, ma ricordarti che Carlo anni fa era un giocatore compulsivo e ne uscito per miracolo.
GIO:
Ma uscito lui. (Elena lo guarda male). Dico lui uscito, Silar no
CARLO: Permesso amici cari, sono di passaggio devo... devo... (Non sa cosa dire visto che c' Elena).
ELENA:
Piantala, scartoffiaro. Vieni un po qua!
CARLO:
palazzo?
Ho visto Silar che suonava a tutti i campanelli, conosciuto in questo
GIO:
Non credo. (Fa il gesto dei soldi, Carlo intuisce).
ELENA: stato qui e la cosa non mi piace, facciamo di tutto per tenere lontano i bambini da certa gente e poi ti li trovi in casa. Vedo che lo conosci bene, lhai mandato tu?
CARLO:
Io? Ti pare?
ELENA:
Quei portinai fanno salire tutti! Sentite io vado a dormire, ciao. (Esce).
CARLO: Che cazzo fai, sei diventato matto cerca di fare qualcosa, ti mando al centro (lo strattona).Domani chiamo.
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GIO:
Dimmi del libro, dai vero quello che mi hai raccontato?
CARLO: vero, tuo suocero non si rende conto del valore che ha! un libro
un incunabolo del 1465 non del 1600, uno dei primi stampati in Germania da un tipografo contemporaneo di Gutenberg: tale Shooffer cazzo, non ha prezzo addirittura forse nella stessa bottega sai che Gutenberg cadde in rovina e mor proprio nellanno di questa pubblicazione gi tempo prima gli portarono via tutto
... non riusc a stampare pi niente ... pare che questo personaggio, si dice, abbia rilevato il laboratorio ... qui si parla di un milione di euro almeno. Vendilo alla biblioteca ambrosiana. Guarda, prima ti sbarazzi meglio ... se qualcuno lo viene a sapere per caso, ti sfasciano la casa per rubarlo ... se cerchi di sperperare il denaro lo dico ad Elena non cercare di venderlo a qualche deficiente per strada, capito la copertina in realt una sovra coperta, vedi, sotto c quella autentica, lhanno messa per celarne lantichit non gettare i soldi perch ... ci sono dei disegni interessanti
insomma un capolavoro (Il discorso di Carlo precipitoso, ha tante cose da dire ma teme che Elena entri allimprovviso).
GIO: ( completamente inebetito, intravede la possibilit di fare soldi). Mio suocero lo vuole indietro ho fatto credere che lhanno perso i bambini ...
CARLO: Tu sei un pazzo furioso. Posso tentare io presso qualche collezionista estero tanto per avere un riscontro accenno che c un libro con queste caratteristiche e vediamo
GIO:
Va bene, ma fai in fretta, sono con lacqua alla gola
ELENA:
In fretta a fare cosa? (Entra in pigiama, un po assonnata).
GIO:
A fare che? Carlo se ne sta andando.
CARLO:(Capisce lantifona) S, vado sono tutto impolverato, sai tra gli scaffali.
Sei bella anche in pigiama! (Si avvicina a Gio e gli sussurra ). Sei un coglione.
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Scena quinta
Il giorno dopo, mattino
GIO: (Suona il telefono, entra in scena). Pronto pap, cosa gridi la mamma ha scoperto tutto ma non le dicevi dellospedale le cure come non ci crede pi pap, stai attento ho bisogno di tempo
ELENA:
Chi ?
GIO:
detto.
Mio pap , per lospedale le donazioni in Africa . Sai, te lavevo
ELENA:Non hanno soldi e fanno le donazioni e tu gliene dai ... sei scemo
(Si sta asciugando i capelli, rientra in bagno). Finiscila di fare cazzate.
GIO: (Si mette le mani nei capelli, non sa pi cosa fare, sullorlo della disperazione, sul punto di ricorrere allo strozzino). Certo, se vendessi quel libretto,sarei a posto per tutta la vita io e i miei devo trovare il sistema ci vorrebbero conoscenze altolocate milionari con interesse specifico c chi compra vasi antichi e chi compra libri antichi in fin dei conti come avere un oggetto del quinto secolo il paragone regge (cerca di convincersi) e se un falso? Andiamo tutti in galera almeno finita. (Si aggira in preda allagitazione).
ELENA: (Esce vestita di tutto punto). Andiamo che ora ... sembri un cadavere stai bene?
GIO: S, solo lidea di andare a vendere catapecchie che mi fa star male. Elena, sei sicura che quel libro autentico? Metti che tuo pap abbia mentito, che labbia preso di contrabbando.
ELENA:Mio pap non ha nessun motivo di mentire, perch dovrebbe farlo con
noi, non siamo compratori! se dice di averlo ritirato da una villa quale contrabbando sei matto. Finire in galera per niente . Magari rincara un po gli oggetti,ma Poi un esperto pi di quello che si crede.
GIO:Vado avanti: ho fretta, sono in ritardo, se viene quel cretino di
Silandiner (Sta andando a giocare alle poker machine).
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ELENA: A stasera.(Sta riordinando la borsa). Che fretta ha? la prima volta che corre per andare in ufficio vuoi vedere che ha unamante? Ci manca solo questa. Lo pedino ma no non il tipo da amante so quello che dico (Al pubblico).
Verso mezzogiorno
GIO: (Entra con Nando Silar). Porca miseria hai capito che di soldi non ne ho, quante volte te lo devo dire, cazzo mi servono per giocare non ne ho mai abbastanza me li faccio prestare da tutti e tu vieni da me vai al diavolo, Silar
se mia moglie lo dovesse scoprire io sono finito e sta certo che ti trascino nellabisso! Se siamo in questo condizioni solo colpa tua: maledetto!
ELENA:(Entra in quella con la spesa, sovraccarica). Ancora tu vattene
altrimenti chiamo i carabinieri e poi perch gridate? Gio, metti lacqua sul fuoco e tu fila (Silar esce con le pive nel sacco). Comincio a sospettare che te la intendi con quel deficiente l guarda che ti faccio mangiare lerba del prato .. .
GIO: Io non me la intendo con nessuno. Mi segue come unombra, era sulle scale che mi aspettava, cosa devo fare buttarlo di sotto?
ELENA: Non sarebbe una brutta idea. O ti liberi o chiedo il divorzio capito sperperatore (Si ritirano in cucina).Ci manca solo che dai soldi a quello, ti faccio fuori con le mie mani cazzo.
CESCO: Permesso, si pu, piccoli, vi prendo eh! Ma non c nessuno. Ehi, voi due, venite fuori invece di spupazzarvi tutto il giorno (compare Elena).
ELENA:
Pap, stai a pranzo? Sto preparato gli spaghetti dai
CESCO:
Dov tuo marito?
ELENA: di l, Gio, c tuo padre, vieni guarda che tuo figlio ha qualcosa che
non va un periodo che sempre nel pallone e frequenta tipi loschi uno lo cacciato via adesso ... Nando Silar, lo conosci per caso? (Va in cucina).
CESCO: Mi sembra, non quello che stato arrestato lanno scorso per la rapina al super (tra s). Siamo alle strette, cosa devo fare con quello (Sembra disperato). E arrivato il momento di agire. Bisogna prendere une decisione drastica:tagliare i fondi e si
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GIO:
Pap, cosa fai qui?
CESCO: Sono venuto a prendere un a boccata daria, perch: dove sono i bambini? Sei diventato scemo Nando Silar, ma non ti vergogni ...
GIO: lui che mi cerca, ha bisogno di soldi, si mette sulle scale dammi 300 euro, sono a secco (Lo prende per un braccio e lo strattona).
CESCO:
No! Da me non avrai pi nulla! (Grida forte, Elena esce di colpo).
ELENA:Beh! pronto! Adesso che ci penso, tu non dovevi lavorare fino a tardi
oggi, cosa hai detto che andavi a Milano per gli appartamenti di via sei un bugiardo non ti capisco pi un cazzo ... Cesco, dagli una strigliata prima che ci pensi io
GIO: Hanno spostato lincontro non colpa mia (Cesco gli d uno spintone). Mi usano come un pupazzo!Vai su vai gi, stai in ufficio sono stufo.
LEO: (Entra, inatteso, abbastanza festoso, ignora i problemi del genero). Ah, bene sono arrivato al momento giusto! Si mangia, cosa c di buono Monsu travet ci sei anche tu? Che facce serie, morto il gatto Silvestro? Le pesti, dove sono: bambini c il nonno Leone con un bel regalone. (Saltella festoso, ha un pacco sotto il braccio).
ELENA:Sono a scuola perch non vai a prenderli, per favore
LEO: Manda il direttore qui pi veloce di me ha la macchina, il signore. (Lo prende in giro). Bene bene, sono contento, stamattina ho venduto un oggetto che avevo da 40 anni ... era ora: diventato vecchio a casa mia ... modernariato ... ma va ... diecimila euro li abbiamo incassati.
CESCO: Vedi, basta una schifezza e sei gi ripagato ... ti lamenti sempre ... strapazzatore di mobili!
ELENA:
Allora, la finite di litigare.
LEO:Chi litiga, noi siamo buoni amici ... il nostro un odio professionale ...
ma ci vogliamo un bene dellanima. Non vero Cecco.
CESCO:Mi vuoi tanto bene che sbagli anche il nome. Mi hai sempre odiato
perch io sono un impiegato modello, ho anche un riconoscimento ufficiale dello stato. Sono decorato io
LEO:
E io ho vinto il mobiletto doro Io.
Ti
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GIO: Andiamo a mangiare ... che meglio! Leo, dopo facciamo una partitella? Piccole puntate, s'intende.
LEO:
Inutile, vinci sempre tu!
CESCO:
cucina).
Niente partite ... un ordine! (Leo lo manda al Diavolo,Si ritirano in
Scena sesta
Verso sera
ELENA: Che giornataccia, Luisa. (Entra in scena,Sta telefonando).Hai visto,non mi funziona pi, andr in banca questa te la voglio proprio dire. Salendo ho intravisto quel tale che ti dicevo l'altro giorno ... quel Nando ... era tutto pestato ... le ha prese di sicuro ... un pazzo ti lascio sta arrivando Gio ... ciao ... s, s.
GIO:
( pieno di lividi). Ciao Elena, sono stanco morto. (Si sdraia sul divano).
ELENA: A che ora sei uscito? E soprattutto dove sei andato. Che cazzo hai fatto, sei finito sotto un camion? (Si accorge ora dello stato di Gio).
GIO:Mi sono caduti addosso dei mattoni in un cantiere. un miracolo se sono
vivo. (Elena va in bagno a prendere dei cerotti ecc.). Stavolta capisce tutto, ma no come fa a mettere in dubbio ... capita un incidente ... (entra Carlo).
CARLO: Sei contento adesso? Se non intervengo finisci all'ospedale, scemo ... te e quel demente ... dove sei finito in che baratro
ELENA: Carlo, non ti ho sentito arrivare: hai visto come si ridotto, dice che gli sono caduti dei mattoni ... ma mai possibile ... dimmi tu ... (Ci pensa un po'). Il fatto curioso che ho visto Nando tutto pesto anche lui ... non che c' una qualche relazione?
CARLO:Quale relazione ci deve essere? Sar un caso.
GIO:Sto bene, lasciatemi andare in bagno a rinfrescarmi. (Suonano alla
porta, Leo).
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LEO: Ci sono i carabinieri sotto, cos' successo, hanno svaligiato qualcuno? Che palazzo diventato ... di barboni ... per fortuna non ci sono extra ... non potete accusarli ... stavolta.
ELENA:
Pap, non ci complicare le cose. Torna a casa dalla mamma, dai ...
LEO:
Mi cacci via, sono venuto per una partitina a poker col genero?
CARLO.
Mi creda non il momento. (Rientra Gio, si vede che le ha prese).
LEO:Prima o poi mi dovrete spiegare, cazzo ... adesso vado ma ... guarda
come sei conciato ti sono caduti addosso dei mattoni per caso? Il libro, l'ho gi venduto sulla parola, tiratelo fuori ... vado ma guarda questo
GIO: Gi! Mattoni! (Carlo gli da una pacca). Bene, cosa c' da mangiare? Ho un certo appetito. (Elena esce, Gio si avvicina a Carlo). Oggi ho vinto 500 euro, per quello che ci siamo azzuffati, li voleva lui. Gli ho dato un cartone ...
CARLO: Si vede! Il libro ce l'ho qui, dove lo metto? Nascondilo almeno. Te lo metto qui nel cassetto, ricordati ... comunque l'ho tradotto in parte ... come dicevo io: un trattato sulla medicina antica, dellanno mille . Praticamente l'hanno stampato pari pari da un testo pi antico, forse era su una pergamena ... senza tradurlo, un capolavoro, un capolavoro ... impediscigli di venderlo, ho un possibile cliente milionario ... non glielo dare per adesso. Vado. Ciao Elena. (Non risponde, esce).
ELENA:Dov' il bibliotecario, se avessimo ancora il libro glielo farei vedere a
lui: uno che sa valutare.
GIO:Oh! non ci capisce niente quello l. Adesso lo cerco ... per teniamocelo
noi ... tanto tuo padre cosa se ne fa ... diamoglielo tra un po'... ne ha talmente tanti che ... gliene da un altro a quel cliente, tanto cosa cambia ...mi fa male dappertutto.
ELENA: Possiamo tentare di venderlo noi ... e ci compriamo una bella vacanza ai Caraibi ...2000 euro possiamo prenderli, imbrogliamo un po' ...la gente non sa un cazzo di libri antichi, loro guardano la copertina e basta ... figurati se capiscono cosa c' scritto ... dai, andiamo a letto muratore da strapazzo. Tanto, conciato come sei non combini niente neanche stanotte ...
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Scena settima
Il mattino dopo
ELENA: Che dormita sai che cosa ho sognato? Che veniva Nando Silar a rubarci il libro perch avevamo debiti con lui e ti ha pestato come si deve.
GIO:Sono dei bei sogni, niente da dire sembrano realt. Senti oggi ho da
fare un sacco di giri per la provincia torner tardi, non mi aspettare .. .Vado. (La bacia teneramente e se ne va).
ELENA:Oggi comincio alla terza ora, chiss se arriva quella (Suona il
campanello. Luisa). Ciao, ti stavo aspettando, vieni ho ancora un po di caff.
(Luisa , con un gesto fa capire che ha gi bevuto il caff).
LUISA: Tuo marito corso come un matto fuori dal portone lho visto salire sulla macchina di Carlo con altre persone, non mi ha nemmeno salutata che fretta, avessi io un marito con cos tanta voglia di correre invece se ne sta a casa fino alle nove mah!
ELENA: Sei sicura che era lui, doveva andare in giro per la provincia? Aveva un pacco di disegni Senti, andiamo in quel negozio che hai detto laltro giorno dove hai visto quel tailleur a poco prezzo sperando che la carta di credito funzioni.
LUISA:Andiamo, tre ore passano in fretta .E abbastanza lontano.(Escono).
(Poco dopo).
GIO: (Rientra con Carlo e Nando). Se Elena se ne accorge noi siamo morti, va bene. (Si mettono a giocare a carte, improvvisamente suona il campanello Leo con Cesco, buttano tutto sotto il divano) Questa lultima volta che veniamo qui, chiaro!. Chi avanti.
LEO: Ti ho visto che salivi e siamo venuti su! Pensavo che dovevi uscire e invece sei qui. Se ti disturbiamo andiamo al bar a fare una partitina a scopa coi vecchietti semi deficienti (Indica Cesco ai presenti). Ma lei non quello che hanno pestato qui sotto ieri? Cosa devo pensare, che siete in combutta o cosa?
NANDO: Come lo sa?
LEO:C un trafiletto sul giornale, vuol vedere? In via Carlo Martello ecc
..(glielo mostra).Non ci sono i nomi ma
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CESCO: Io la conosco, lei stato in galera per quel furto al super (Nando si precipita fuori a tutta birra). lui allora, dimmi, cosa ci fa un tipo come quello incasa tua?
CARLO:Niente, salito con me, volevamo fare una abbiamo difficolt ad
allontanarlo: avevamo un po di tempo (cerca di essere sommario).
LEO: Se permette non ci credo! Cesco, andiamo non aria, qui si soffoca. Visto che sei a casa, vai tu a prendere i bambini ... chiaro e tra fuori il libro in latino. (Mentre escono, a parte). Che cosa succede qui ... Cesco, mi vuoi spiegare
CESCO:
Stai zitto per adesso ti dir
CARLO:
Signor Leone, cos per curiosit professionale, ne ha tanti di quei libretti
mi interesserebbe visionarli
LEO:
Perch no, dopotutto lei un grande esperto in materia o mi sbaglio
venga in negozio quando ha tempo gliene faccio vedere un paio che Cesco, andiamo. (Escono sotto braccio).
GIO: Sei un grande qui bisogna fare sparire le prove, se torna Elena non deve sapere che eravamo a casa ... trover una scusa andiamo, mi aspetta la slot
machine!
CARLO:Smettila prendo appuntamento col centro ... ora di finirla e lascia
quella radio dov. (Gio ha preso la vecchia radio per venderla, la abbandona sul tavolo, escono, pi tardi).
ELENA:Entra Luisa, cosa ci fa la radio sul tavolo, sono venuti i ladri, oh
Madonna (Sono tornate a casa per lasciare le compere,Luisa cerca di calmarla).
LUISA:
Sembra tutto in ordine guarda di l vado io tutto in ordine
Elena, lavrai lasciata l
ELENA:Ma no, siamo usciti insieme stamattina e non cera (Chiama il marito
al telefonino). Gio, sei tornato indietro stamattina?C la radio vecchiasul tavolo?Ah, lhai messa tu ... e quando ah sei sicuro? Ciao. stato lui ma cosa sono? (Vede le carte sotto il divano).Carte da gioco quei bambini me ne combinano di tutti i colori guarda Luisa un pacco di gratta e vinci, di chi sono gi grattati o mamma mia, di chi potranno essere? Me lo spiegher dopo. Andiamo a soffrire per un paio dore va. (Ripensa alla telefonata). Sai una cosa quando ho chiamato Gio si sentiva un baccano sotto che sembrava in un bar sai quelli dove si gioca con le macchinette quei rumori, stata una strana sensazione mi piacerebbe sapere dove va a fare affari!
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Scena ottava
Nel pomeriggio verso le cinque
ELENA: Chiss a che ora arriva .. . laffarista correggo i compiti dei miei grandiosi illetterati (Suonano alla porta) avanti. Siete voi, pap, mamma, cos festa, Cesco incredibile
LEO:Eravamo in giro a zonzo, almeno loro, io non zonzo mai a questora.
Bene, ho venduto un canterano dellottocento per1800 euro dove sono le pesti uh uh , non ci sono mai. A dire il vero sono passato anche stamattina . (Cesco gli d uno strattone, Leo se ne risente. Leo piuttosto ingenuo). Che c consuocero, misgomiti , non siamo sul pullman ho capito, vuoi bere ... il cicchetto
CESCO:
Tu scherzi sempre zitto.
ELENA:
Come stamattina? Non c'era nessuno!
CESCO:
niente...
Siamo passati, ma siamo tornati indietro. questo qui che non capisce
BEA:Si pu sapere che cosa dite? Chi mente di voi due? Ah, ho capito, andate
a donne di nascosto ... e gi, i giovani centenni lo fanno spesso ... con le bulgare no?
ELENA:
Mamma, lasciali parlare, stamattina chi c'era qui?
LEO: Non lo so! Non sono entrato, ho bussato, abbiamo bussato e ce ne siamo andati ... tutto qui ...
ELENA:Vi dico cos perch qualcuno a casa c' stato: ho trovato la radio sul
tavolo e quando siamo usciti non c'era! Ma, se uscito prima di me, come ha fatto a ... (Intuisce che qualcosa non torna). Non ci capisco pi niente siete sicuri che non cera nessuno? Mi ha detto che laveva messa l prima di uscire ma, sapete che non ricordo esattamente i fatti di stamattina?
BEA: Elena, non ti affannare per cose da nulla, quando torna vediamo andiamo di l lo sai che ho ritirato una collezione di monete doro di Napoleone terzo, mica da ridere un pacco cos. (A parte). Da ancora soldi a quello l
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ELENA: Credo proprio di s si comporta in modo strano in questi ultimi tempi. Ho paura che stia combinando qualcosa di poco chiaro sai, con le vendite in contatto con persone non troppo limpide che ne so. (Vanno in cucina).
LEO:Tira fuori le carte che facciamo una scopetta intanto che arriva il genero.
(Cesco le cerca al solito posto ma non le trova).
CESCO:
Dove sono, Elena dove sono le carte da scopa? Tu non sai niente di Gio?
LEO:Che cosa devo sapere? Per via di quel ladrone che cera qui
stamattina. Ti faccio notare che anche quellaltro bibliotecario non poi quel santo duomo! Anni fa era in cura presso il centro di disintossicazione dal gioco.(Farfuglia per non farsi sentire, tant che Cesco glielo fa ridire).
CESCO:
donne).
Cosa gridi! Non lo sapevo non so come dirtelo (Rientrano le
BEA:
Allora sfaticati, cosa vogliamo fare? Andiamo o stiamo.
ELENA:
Rimanete a cena: mamma andiamo a fare la spesa qui sotto.
CESCO:
Scendo anchio, prendo le sigarette. Quando arriva tuo marito?
ELENA: Sar qui a momenti credo, non so nemmeno dov: dice una cosa e ne fa unaltra (Guarda nel portafogli, va in camera, crede di aver dimenticato i soldi sul comodino). Chi mi ha preso i soldi? Stamattina cerano, ne sono sicura, cazzo. tornato a casa, ora ne sono certa.
LEO: (Sta per parlare ma si ricorda di quello che gli ha detto Cesco e farfuglia) Si stamat no, non, machi? Loro ma Cesco scendo con te!
BEA: Che ti stai rimbambendo lo so gi, ma cos di colpo mi sorprendi, hai lHalzaimer precoce? Cesco, vuoi dire che la polvere dei mobili a ridurlo cos?
CESCO: Niente di meglio: i mobili antichi infiammano il cervello lo sanno tutti. E statisticamente provato: i mobili antichi rilasciano tossine molto dannose e gli antiquari muoiono come mosche.
LEO:Dinne unaltra che ti (A parte) mi vuoi spiegare per favore:
scendiamo dai noi andiamo gi un momento, a dopo. (Escono).
BEA:Te li ha portati via lui (Si riferisce al marito). Il bello che questo qui
fa finta di niente mi fa una rabbia .. . si comporta come se niente fosse cazzo, mi fa dire anche le parolacce Bisogna affrontare la questione al pi presto
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provo a chiamare la Pina mi dir qualcosa? Quanto hai bisogno per la spesa? Toh, 200 euro vanno bene.
ELENA: Mi vergogno come un cane, (piange) essere ridotta cos dopo tutti questi anni di matrimonio non ci sar qualcos altro mamma? Andiamo prima che chiudano. Ho notato che mi mancano quelle tovaglie antiche che mi hai regalato quando mi sono sposata, non le trovo pi le tenevo come loro (piange).
(Poco dopo rientrano tutti, Gio con Carlo, Elena e la madre, Cesco e Leo un po dopo).
GIO: Non c ancora nessuno, strano Carlo fermati a cena, Elena sar contenta abbiamo deciso ti tenerci il libro per un po di tempo in attesa degli eventi mio suocero ha poca memoria, fra un po non si ricorda pi (Entrano Elena e la madre).
BEA: Eccoli gli intellettuali! Hai lavorato tanto oggi? E lei Carlo, ha scartabellato abbastanza libri? Se trova qualcosa di interessante da leggere, me lo dica
soprattutto riguardo la numismatica!
ELENA: Si pu sapere doveri stamattina quando ti ho chiamato al bar con quel deficiente? Luisa mi ha detto che siete andati via insieme, vero?
CARLO: S, vero siamo andati un attimo in biblioteca da me per un libro di antiche mappe catastali le voleva vedere e dopo .. (Arrivano Leo e Cesco chiacchierano ad alta voce) .
LEO: Eccoli. (Passa da uno stato di apparente euforia ad uno di rabbia, parzialmente al corrente). Hai trovato il libro? Cerchiamo di non fare scherzi!
CARLO:
(Tra s). Per fortuna che soffre di memoria io andrei
GIO:Resta, ti prego. (Ha bisogno di in sostegno). Facciamo due chiacchiere in
famiglia! (Vede la radio in un angolo). Cosa ci fa la radio l?
ELENA: Lhai messa tu stamattina ( stata una giornata pesante ha perso quasi 500 euro, non ricorda affatto quello che ha fatto il mattino). E poi guardatecosa ho trovato. Di chi sono?
GIO:
carta.
Me li faccio dare dalla barista per i bambini, li usano per fare castelli di
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ELENA: Non farne pi, per favore, castelli di carta, con tutto quello che hanno a disposizione!
LEO: (Sbotta di colpo). Stamattina siamo stati qui per caso e li abbiamo trovati che stavano (Non sa , in effetti non stavano giocando, avevano buttato le carte).
CESCO: Non so cosa stavate facendo ma la faccenda non chiara: tu dovevi essere al lavoro e stavi qui, come mai? Cera anche quel malfattore di, come si chiama Silver, Sillas
ELENA: Allora vero che eri a casa? Bugiardo. Mi hai preso tu i soldi sul comodino? (Gli animi si scaldano, Elena comincia a capire qualcosa ma sviata dai presenti che tentano di risolvere la questione a loro modo). Me ne vado a letto.Carlo da te non me laspettavo lo stai trascinando nel baratro del gioco dazzardo per fortuna ne eri uscito
CARLO: Ma quale gioco, siamo tornati indietro perch stava male, in biblioteca ha avuto un mancamento e abbiamo incontrato questi due che ci hanno visti salire.
LEO:
E Silar, come lo spieghi?
GIO:Silar cerca soldi a tutti e va in giro in cerca di fortuna, spera di vincere
qualcosa. Come ci vede ci rincorre con lintendimento di scroccarci denaro. Lo fa con tutti, anche con degli sconosciuti, figurati messo male. (Carlo si mette le mani nei capelli, Elena se ne accorge).
ELENA: Che c Carlo, non stai bene? Tu non lo devi vedere ormai sa dove abiti ... ha fregato lui i soldi dal comodino?
LEO:
corsa.
Quando siamo arrivati non stavano giocando e Silar se n andato di
CESCO:
Labbiamo scoperto.
BEA: Ci sono cose che devo capire: Cesco, che bisogno hai di soldi? (Cesco capisce di essere stato scoperto).
CESCO:
tutto a Leo).
Quali soldi? Ah s, per lAfrica. (Cerca di tergiversare, non ha detto
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GIO:Mi state accusando di cosa, di sperperare il denaro: uno si pu anche
ammalare (Fa intendere di soffrire di un male incurabile, Cesco ha un sussulto di rabbia e pure Bea). A volte devo tornare indietro perch mi fa male lo stomaco.
LEO: Va bene, datemi il libro il ricavato te lo do per curarti cosa hai di preciso varr un bel po.
CARLO:Un milione. ( ingenuo).
LEO, CESCO E BEA: Un milione di cosa!
CARLO:Dico un milione di volte che glielo dico di curarsi.
GIO: vero. (Crolla sulla sedia).
Scena nona
Elena sta preparando i suoi libri, deve uscire, Gio sta facendo colazione, sul divano ci sono rotoli di disegni.
GIO:Oggi sono a Campione. (Si tradisce mettendo una pulce nellorecchio
alla moglie).
ELENA:A fare? Camilla ha detto di averti visto al casin un po di tempo fa.
GIO: vero. Stiamo vendendo limmobile accanto sono entrato per vedere
curiosit (Non vero, era Domenica quel giorno). Certe cose mi incuriosiscono.
ELENA: Non stare in giro tutto il giorno! Ciao, vado. (Gio prende il libro da sotto il divano, Elena rientra ballimprovviso).
GIO:
Eccolo, era sotto qui, labbiamo cercato per mare e per terra.
ELENA:Sono scema, ho lasciato le chiavi della macchina .(Non si accorge di
quanto va dicendo Gio, il quale nasconde subito il volume). Cerca il tomo e poiprendi appuntamento dal medico, non lasciare che le cose peggiorino, non sei un ragazzino. (Gio le ha fatto credere di avere un forma di epatite non molto grave). Col fegato non si scherza!
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GIO:Adesso lo chiamo. (Invece chiama Carlo). Carlo, passa qui a s la
Madonna (Non sta pi nella pelle). Lhai trovato il fesso, a Leo gli posso dare un'altra schifezza (Nel frattempo Gio si messo a leggere ,campanello).
CARLO:Allora, intanto ho fissato un appuntamento col centro e fai il piacere di
venirmi dietro poi ho trovato un compratore lo vuole vedere: dammelo, ah eccolo
GIO:A mio suocero dagli qualcosa dei tuoi , della biblio un po vecchio.
CARLO: Ma sei scemo? un antiquario serio, conosce anche il nome dello non hai idea che tipo di cultura abbia tuo suocero! Non lavr esaminato bene, ma se ne accorger
GIO:Allora a quanto cosa prendiamo
CARLO:Non so, facciamoglielo vedere lo facciamo venire qui, dimmi quando
viene da Lugano, un intermediario, vorr la percentuale, bisogna stare un po pi alti partiamo da 1200000 e vediamo. (Tra s).Anche se c qualcosa che non mi convince!
GIO: Se laffare va in porto devi mettere i soldi su di un conto che conosci solo tu non voglio finire in manicomio mi fido. Carlo, aiutami ti prego, se mio padre parla finisco sui manifesti delle comiche! Mi cacceranno dallufficio
CARLO: Ma Elena non si rende conto che mancano dei soldi? Glieli rubi dal cassetto, cazzo.
GIO:
per mille.
Glieli ho rimessi, ma sono falsi, me li ha dati un tale al bar, cento euro
CARLO:Sei scemo! E se larrestano? Va bene una, passa, ma un pacco non ti
seguo pi, anchio sono stato in crisi, ma non cos. Guarda che se vai al posto giusto ne esci alla grande. (Arrivano i genitori).
LEO: Permesso: eccoli. Carlo, proprio te cercavo ti posso dare del tu? (Carlo fa cenno di s). Guarda cosa ti ho portato,dagli unocchiata antico eh,boia cane Cesco, sei serio. tutta la mattina che non dice una parola.
CESCO: Leo, questo qui un giocatore compulsivo non sa come uscirne, hai capito adesso non sapevo come dirlo lo sai che ci sta spennando ho dovuto dirlo a sua madre. Sette - ottocento euro al mese, e anche tua moglie presta denaro ad Elena, di nascosto, senza sapere il perch. Ci manda in bancarotta tutti
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LEO: Ma laltra volta mi hai detto che era una cosa da niente che si tirava fuori non ti permetto di rovinare mia figlia e i bambini sciagurato siete tutti dei drogati come hai fatto a precipitare cos in basso?
CARLO:
Bisogna incominciare la cura gi al centro. Subito! (Gio sconvolto).
GIO:Credetemi, ho tentato ma pi forte di me passo ore alle macchinette
stato quel Silar, colpa sua non ce la faccio pi aiutatemi quando gioco non capisco pi niente, come se fossi inebetito
CARLO: Prendi quei soldi e buttali ha messo sul comodino un pacco dibanconote false. (Cesco si precipita in camera, ne esce con due pacchi).
CESCO :Quale dei due? (Gio fa segno che sono falsi tutti e due).
LEO: Madonna dov arrivato! Vendiamo quel libro almeno paghiamo le spese, coster. Devessere curato bene sicuramente devi soldi a qualcuno.
GIO:Dieci mila euro ad un tale, ma non uno strozzino uno che conosco.
LEO: (Estrae il libretto degli assegni). Allora quanto. (Gio indica il 2).Siamo gi a venti, bene. Speriamo che tu abbia il buonsenso di non mentirci almeno.
CARLO: Se mi date carta bianca posso portare a termine una trattativa: professor Martinelli ... il libro qui ... io ... Gio mi ha chiesto di valutarlo .
LEO: Volevo ben dire ... per lo meno in buone mani ... mi dica, secondo lei cosa possiamo prendere?
CARLO:
Uno
LEO:
allora.
Mille, (Carlo scuote il capo), dieci mila (idem) cento mila, dica lei
CARLO:
Un milione. (Leo ha uno sbandamento, Cesco salta sulla sedia).
LEO:
Ma, di chi ?
CARLO: Gutenberg, 1465 pubblicato dopo la morte dell'artigiano. (Ennesimo sbandamento di Leo) E un trattato di medicina credo dellascuola salernitana o gi dili. Le devo dire che ho un contatto con un tale di Lugano che tratta libri antichi per conto di biblioteche estere ... se mi d carta bianca vedo di concludere l'affare.
LEO:Bisogna proteggerlo fino ad allora. (Entrano Elena e la madre).
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BEA: Mi sembrate usciti dalla guerra ... che facce! Sei ridotto come i tuoi mobili polverosi.
ELENA:
Pap, quando fai cos successo qualcosa di raro.
CESCO:
Vero, il libro. (Lo brandisce come una spada).
ELENA:
L'hai trovato, dov'era, nel cassetto.
LEO:
Siamo ricchi, abbiamo per le mani la nostra fortuna ... in tutti i sensi ...
ELENA:
Spiegati. (Carlo fa segno un milione ma Bea crede mille).
BEA:Eccolo, l'hai voluto a tutti i costi e non vale niente ... mille, andiamo di l
che la borsa pesa. Oggi tortellini di magro e non brontolare.
CARLO:Deve venire domani, vogliono concludere in fretta, non capisco.
Naturalmente io sono stato sul vago: Leo dove l'ha trovato?
LEO: In un sacco di lana a Varese, l'estate scorsa, penso che i proprietari siano discendenti degli Este. Era una villa molto grande. Hanno demolito tutto, non c' pi niente. La maggior parte della roba in magazzino, non la vender mai: roba da bruciare. Probabilmente i signori ignoravano l'esistenza di questo volume. rimasto seicento anni nella lana? Non possibile, la lana non dura seicento anni senza decomporsi ... stato messo di recente, l'hanno nascosto ... ma chi? Chi lha nascosto?
CARLO : vero, come dicevo la copertina esterna stata messa per nasconderne l'antichit. Gio, non ne sa niente nessuno, vero?
GIO:
L'ho detto a Silar.
LEO:
Lo porto in cassetta di sicurezza, subito. (Esce di corsa).
CARLO:
ti aspettano.
Sei un cretino, faccio di tutto per proteggerti e tu lo ... domani al centro,
ELENA:
Quale centro?
GIO:
Il centro commerciale. (Cesco si alza, sdegnato e si infila nel bagno).
ELENA:
Si va con l'appuntamento? Dai, pronto: pap, Leo ..
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Scena decima
Buio, durante la notte
Qualcuno sta forzando la serratura, entra un losco figuro mascherato con la torcia, fruga qua e l, ad un certo punto si toglie la maschera, non si sa chi sia.
UOMO:Dove sar .Quel cretino mi sta mettendo nei guai per niente. (Fruga
ancora poi decide di andarsene a mani vuote perch si sentono rumori dalla camera:
Gio che si alza. La scena piuttosto comica vista lincapacit dellindividuo, fa cadere oggetti ecc ).
GIO: Boh! non c' nessuno. La porta intatta! Anche di notte vedo soldi che svolazzano per casa, sento rumori, cosa mi succede?
Il mattino dopo
GIO:Oggi viene quel tale. (Si sfrega la mani) un milione, ne ho da giocare ...
non me li daranno mai ... tra un po ho l'incontro con quei dottori ... chi se ne frega l'assegno ce l'ho, pago quel cretino e ricomincio. Elena devi uscire?
ELENA: Direi, la pensione lontana, noi lavoreremo fino a morte sopraggiunta. Geometra dei miei stivali cerca di vendere qualche villino ... come va il fegato ... hai preso le pastiglie.
GIO:
Oh! (Entra Luisa).
LUISA:Permesso. Ciao, Gio. Ma, toglimi una curiosit, sono anni che te lo
volevo chiedere: il tuo nome per intero qual ?
GIO:Gio, sarebbe Gioacchino ... non dirlo in giro ... mio padre un rossiniano
accanito, figurati ... non mi sputtanare ...
LUISA:(Ride divertita). Figurati, mio marito si chiama Belisario, io lo chiamo
Dario ma ...
ELENA:Andiamo, Luisa, ci aspetta una giornata di fuoco. (Escono, poco dopo
arrivano tutti, c' anche quel personaggio mascherato. l'intermediario, ma in realt un truffatore).
CARLO:Si accomodi, signor?
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UOMO:
Shakerproff ... sono tedesco. (D un nome falso).
GIO:Cos lei in contatto col bibliotecario di Berlino, lo sa che un
conoscente di mio suocero? Ravensppers. ( un nome che Gio inventa l per l).
UOMO:S, tratto sempre con lui. Gli affari grossi bisogna trattarli con lui.
CARLO : Bene, attendiamo il libro. (Entrano Leo, Cesco e Bea). Ah, eccoli!
LEO: Signori, ecco il libro famoso! ( un altro, Leo non si fida di nessuno, naturalmente vale poco, nessuno se ne accorge solo Carlo ha qualche sospetto).
UOMO:Devo esaminarlo attentamente s antico lo (Lo gira e
rigira). Signori, cosa volete realizzare? (Carlo si guarda attorno un po sorpreso, non sa che dire).
CARLO:
Vista lantichit almeno un milione e duecento mila euro .
UOMO: Il mio cliente disposto a versare ottocento mila euro per oggetti come questo. (Tutti si guardano).Sapete, un piccolo margine in futuro
LEO:
Ottocentocinquanta mila e il libro suo.
UOMO:
Svizzera?
Accetto per il pagamento, assegno o contanti? Avete un conto in
LEO:
Va bene in contanti. (Era quello che sperava il truffatore).
UOMO:
Va bene, a domani. (Esce, ha una fretta dannata).
GIO:
un bel prendere. (Sono entusiasti).
LEO:
Altroch: un altro libro. (Ride come un bambino).
CARLO:
Volevo ben dire me ne sono accorto che
GIO: Quello un falsario. Ha detto che in contatto con Ravensppers. Me lo sono inventato questo nome!
CESCO:
Siamo sicuri che stiamo facendo la cosa giusta?
BEA:Fidati, Leo una volpe: quellaltro lo vendiamo allo stato. Intanto
vediamo come va, se ci casca o no!
GIO:Stanotte devessere entrato qualcuno per non ho fatto in tempo a capire,
tutto a posto. A meno che non me lo sia sognato sono cos agitato che
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CARLO: Che sia stato quel tipo? Di solito io contatto un altro personaggio, per questa volta si presentato questo tipo, molto in fretta, di solito passano settimane non so perch. Stiamo attenti!
LEO: Questo libro non vale niente, se un ladro ci pagher con soldi falsi. Falso per falso, siamo pari!
GIO:
Bisogna giocare dazzardo.
CARLO: Fortunatamente non gli ho detto di che libro si trattava, non sa di che epoca . Confondiamolo, portiamone altri .
GIO: una sfida grossa, rischiamo di tirarcelo in casa un'altra volta, ammesso
che sia lui il misterioso intruso dellaltra notte. Ci sono i bambini, ho paura che gli faccia del male rischioso! Li lascio dalla signora di sopra!
LEO: Tentiamo, mettiamo qui un rotolo di papiri falsi e stiamo a vedere, se li porta via sappiamo chi . (Fanno cos).
Scena undicesima
Il giorno dopo, mattino.
Come previsto ecco che arriva il finto compratore con Nando Silar, sono incappucciati, frugano qua e l e poi si levano il cappuccio, trovano il falso papiro. Molto probabilmente Silar ha intercettato la conversazione di Carlo col vero compratore e si dato da fare).
NANDO: Ehi, guarda un rotolo chiss cosa vale, non c altro libri non ne vedo. Questi qui chiss che cosa hanno in casa, veniamo a fare un altro giro, magari tra un po.
UOMO:Era qui ieri, sono furbi o cretini? Non abbiamo molto tempo. Dai filiamo
testa di ravanello.(Si mettono il papiro in borsa e se la svignano di corsa).
GIO:
per bene!
(Si era nascosto in bagno). Ok, ci sono cascati. Domani li bastoniamoBrutto bastardo.(Chiama il suocero).
Pi tardi
ELENA:
Ciao, sei arrivato presto? Come mai? (Arriva ora).
GIO:
Ti spiegher pi avanti, fidati di tuo marito, stanno arrivando i tuoi.
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LEO:
Allora, ha abboccato il pirlotto?
GIO: Sono in due. Uno era Nando Silar e laltro il tuo Maneggione.(Elena ha un sussulto).
CARLO:
Come hanno fatto, non capisco.
BEA:
Non il momento di fare ipotesi, li abbiamo in pugno.
ELENA:
Silar: basta!
Mi volete spiegare, chi abbiamo in pugno? Ancora con questo Nando
CESCO:
Leo. Sei una vecchia volpe, lo devo riconoscere.
BEA:Quando arrivano? Adesso vediamo chi pi abile tra di voi. come una
partita a scacchi il (lascia i n sospeso perch si accorge che potrebbe dire cose spiacevoli).
ELENA: Vado a bermi un caff perch mi fumano le meningi. Tu stai attento non mi mettete in mezzo alle vostre porcate perch prima o poi capir quello che state facendo e allora fai in modo che non mi possa pentire di averti sposato.(esce di casa).
GIO:
Stavolta la vedo brutta, cerchiamo di uscirne in fretta.
CARLO:Ho portato un quadernetto con una lista di volumi antichi sparsi in tutto
il mondo, glielo facciamo vedere e vediamo la reazione. Creder che li avete voi.
GIO:
Facciamo in fretta che arriva. (Campanello) Eccolo, avanti.
UOMO: Signori,eccomi qui tutto per voi allora ho contattato il mio cliente siamo daccordo per ottocentocinquanta mila, una bella cifra per un libro
GIO:
Pensavo che Beberberg fosse un osso duro invece ha ceduto in fretta.
UOMO: Ha molta premura, deve partire per lEgitto, hanno trovato dei reperti. Bebenberg un furbacchione, ha molto fiuto per le antichit!
CARLO: Vede. Le ho portato un elenco di altri libri, se volesse acquistarli in futuro? Ecco a lei (Luomo lo sfoglia e ne trae le conclusioni).
UOMO:
Interessante, lo terr presente signor
CARLO:
Vanni.
UOIMO:
Certo, Vanni, sa ho in mente tanti nomi che
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LEO:
Bene, come ha detto che paga?
UOMO: In contanti come stabilito. (Apre la valigetta coi soldi). Ecco qua il vostro denaro.
BEA: E questo il libro. (Luomo lo consulta per bene, non capisce niente e lo mette in borsa).
UOMO:Possiamo dire conclusa la trattativa, signori, il signor Perbendereg
abbiate piet, la memoria (Non si ricorda il nome, non pu ricordarselo). Ne sar entusiasta. Arrivederci.
GIO: Si fermi un attimo, le offro da bere, perbacco dopo una trattativa del genere Ottocentocinquanta mila euro non si vedono tutti i giorni.
LEO:Perbacco! (Luomo restio, vuole andarsene in fretta). Ci dia il tempo di
controllare il denaro, fidarsi bene ma s mi sembra tutto a posto (Intanto Gio ha versato dello spumante, brindano). Evviva, ai nostri futuri affari.
BEA: Sa, noi siamo dei miseri antiquari, abbiamo bisogno di vendere, ci dica come si chiama cos in futuro possiamo trattare altri oggetti.
UOMO:
Certo. (Estrae di tasca un biglietto da visita). Ecco qui.
CARLO:
Ma, io non ho chiamato questo numero, lei chi
UOMO: vero, lei ha chiamato il signor Bertelli, non c in questo momento, ha mandato me.
CARLO:Non mi ha avvisato che avrebbe inviato un altro il Bertelli, prima di
ricontattarmi lascia passare settimane, per il semplice fatto che super occupato lei arrivato come un fulmine.
UIOMO: Lo so. stata una combinazione, mi ha informato e, siccome mi trovavo a Milano per un altro affare ho preferito venire subito.
CARLO:
Le posso chiedere se per caso ha gi trattato libri come questo?
UOMO: Altroch, a decine lultimo era pi o meno della stessa epoca ... del 1700 come questo.
ELENA:
davanti ad
(Entra come un fulmine). Ho capito tutto manica di . (Si trova uno sconosciuto e si trattiene).
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GIO: Elena, cosa ti prende, sei sconvolta. mia moglie, non sta troppo bene e fa cos. (Elena di accascia sul divano).
UOMO:
Devo proprio andare arrivederci. (Esce).
GIO:
Cosa succede, Elena? Non ci facciamo riconoscere da tutti.
LEO:
Elena, non ti ho mai vista cos. Chi stato?
ELENA:
Quel Silar ha detto che gli devi ventimila euro. vero?
CESCO:Chi deve ventimila euro . Ora vado e lo sistemo per le feste, quelle
solenni! Lascia che mi capiti sotto mano vagabondo tanto ha finito di fare il deficiente ha le ore contate. (Si lasciato trasportare dallira).
LEO: Appunto, non ti scaldare troppo finito. Quel volume che gli ho rifilato stato stampato su carta anticata per essere venduto da qualche imbroglione nei mercatini dellusato. Un occhio esperto lo capirebbe subito, anche perch non in latino ma in francese del 600. Il che dimostra la totale incompetenza del soggetto.
ELENA:Cosa significa?
BEA: Vedrai gli abbiamo fatto uno scherzetto che se lo ricorder per tutta la vita. (Questa scena ha quel tanto di goliardico tipico dei principianti, infatti loro credono di aver compiuto una mirabile truffa ma).
GIO: Elena guarda quanti soldi (Elena ha un sobbalzo) peccato che potrebbero falsi. Abbiamo rifilato una patacca a quel Silar e soci altro che ventimila euro, vedrai fra un po quando se ne accorge. (Tutti ridono soddisfatti).
LEO:
Ma, questi soldi mi sembrano veri, guarda tu che sei pratico.
CESCO: Come faccio ad essere pratico se non ne ho mai viste di banconote da cinquecento?
GIO:Vediamo. (Li esamina sotto la lampada). Ma, sono fatti bene. Sembrano
quelli che (Si interrompe, stava dicendo: come quelli che mi hanno rifilato).
CESCO:Ho capito, quelli s, s sono in pat (Va a recuperarli). Gi, sono
uguali. (I soldi in realt sono veri: il malfattore ha trovato il sistema di nasconderli momentaneamente in casa di Gio, impossibile per loro distinguerli).
ELENA:
Cosa avete combinato tutti quanti? Vi sta dando di volta il cervello?
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GIO: Abbiamo venduto il libro ad un tale che in combutta con Silar, labbiamo scoperto per caso che centrava anche lui
ELENA:
euro
E vi ha dato tutti questi soldi? Pap hai detto che valeva cinquecento
LEO:
Mi sono sbagliato. Carlo ha detto che molto raro, per non dire unico
GIO:
Bene, mi sembra il momento di festeggiare! (Deve sviare i presenti).
BEA:
Non credo, vero?
CARLO: (Fino ad ora stato in silenzio). Spero che ci siano cascati, dopotutto non saranno degli sprovveduti totali se mi hanno intercettato. Quel Silar, mi avr sentito parlare col Bertelli e ha giocato danticipo, non crede, signor Leo?
LEO: Io non sono avvezzo a questi movimenti, ma una cosa certa: credono di averci imbrogliato, ora si tratta di vedere se hanno competenza in fatto di libri antichi. Io proporrei di continuare linganno. Facciamogli trovare ancora qualcosa qui e opportuno confondere la acque prima di lanciare sul mercato il libro vero ...
ELENA:
Cos entrano e ci sparano.
GIO:Dobbiamo trovare un espediente formidabile, qualcosa che tagli la testa
al toro. (Tutti sono daccordo).
Scena dodicesima
Qualche giorno dopo
ELENA: Sono spaventata, tutta questa faccenda mi ha messo in agitazione, tu che non stai bene, quel Silar che ronza intorno ai soldi, il libro falso, il denaro che abbiamo di l cosa deve succedere ancora? Gio, stai attento un periodo difficile di per s, se ci mettiamo anche del nostro mio padre ha perso la sua lucidit e mia madre gli va dietro: credono di guadagnare chiss che con quel libro del cavolo, e Carlo li fomenta una cosa non ho capito. Perch Silar ha detto che gli devi ventimila euro?
GIO:Vallo a sapere, ti avr voluto spaventare, comunque adesso sto meglio
ho cominciato la cura giusta mi sta aiutando Carlo (Carlo lo ha trascinato di forza al centro).
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ELENA: Cosa centra Carlo? Sei tu che stai male. Mi sembra che siate troppo presi per questa storia, non so era il caso di sbandierare le nostre faccende private? e di tutti quei soldi, cosa ne facciamo, non vorrai tenerli in casa? Portali in banca.
GIO: Non si pu, sono il frutto di una trattativa illecita: non stato rilasciato nessuna fattura come si fa vanno depositati un po per volta meglio tenerli
(Elena va in cucina). Caspita quelli lo sanno che se li portiamo in banca scattauninchiesta. Sono furbi, ma perch pagare con soldi falsi un (Arrivano tutti).
CESCO:
Siamo venuti per i soldi, li nascondiamo noi al sicuro.
ELENA:
(Rientra in quella). State diventando delinquenti per caso?
BEA:
padre!
Non possiamo caricavi di questa responsabilit. E poi i soldi sono di tuo
CARLO: meglio cos, credimi Gio sai, no se sono falsi li bruceremo se
sono veri allora saranno problemi seri quando si trattano oggetti antichi meglio non lasciare tracce basta una parola di troppo e sei bello che fregato: lo dico per esperienza Poi c sempre Bertelli,se non centra niente prima o poi mi contatter e cosa gli diamo? (Suona il telefonino di Carlo, Bertelli). Pronto carissimo, mi stavo chiedendo quando si sarebbe messo in contatto? S, il proprietario ci sta ripensando abbiamo bisogno di tempo comunque credo di essermi sbagliato sullautenticit Bertelli, potrebbe essere un falso ecco glielo dico cos brutalmente certo, la contatto io, salve. Era lui, teniamolo in sospeso. Avete visto, non sa niente.
LEO: Ho portato una bella sorpresa per quei due fessi ecco qua portolani di Colombo falsi ... belli, eh? Falli venire qui a rubarli Carlo, quando vedi Silar telefona a quel tale fallo venire subito, altrimenti perde laffare.
BEA:Siamo certi, eh? Cosa gli cerchiamo, cinquecento mila?
ELENA: Mi fate venire la pelle doca! Possibile che non c un altro modo di fregarli? Andate dai carabinieri
LEO: Troppo rischioso, ci andremmo di mezzo no bambini, venite ho un bel trenino nuovo. Cesco, dai che lo montiamo e non stare l impalato!
GIO:Sono a scuola.
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LEO: Meglio, giochiamo noi. Voi non dovevate andare dal parrucchiere? Cesco, abbiamo tutta la mattinata. (Gli d uno spintone).
ELENA: Vi sembra il momento, con tutti i problemi che abbiamo,voi giocate? Pensiamo a Gio, piuttosto.
GIO:
Gio se la cava da solo. (Occhiataccia di tutti). Devo scendere vado .
CESCO:
Tu non vai da nessuna parte se vuoi andiamo insieme al bar.
BEA: Elena, vieni con me: andiamo dal parrucchiere! (Appena escono si scatena il putiferio).
GIO: Mi state limitando anche nei movimenti? Sono andato al centro di recupero, mi hanno preso, siete contenti?
LEO:Tu devi essere contento, rimettiti sulla carreggiata in fretta. (Alza la voce
come tutti). Hai dato il denaro a quel tale? la prima e lultima voltache ti firmo unassegno, chiaro? Scellerato!
CESCO:Ti faccio ricoverare, se non ti rimettiti sulla carreggiata .
GIO: Non sono unautomobile! Lo sto facendo, ci vuole tempo, Carlo ha impiegato un anno. (Gio accerchiato dai suoi, si sente in trappola, cerca una via di fuga). Vado a prendere i bambini! Mi raccomando non dite niente ad Elena. (Leo gli scaglia un giornale sulla testa, Cesco un quaderno dei nipoti).
LEO: Oh! Ci voleva, bisogna essere duri coi pavidi perch tuo figlio un pavido. (Si sono messi a montare il trenino). Lo faccio guarire io a pedate nel sedere.
CESCO: Chi avrebbe mai detto che mio figlio finisse in guai cos seri Non sei capace di fare niente, mobiliere da strapazzo, non va l il binario. (Inizia la solita bagarre).
LEO: Perch dove va, strapazzatore di matite. Finiscila! Senti, invece di montare questa trappola perch non andiamo al parco, ci sono un sacco di belle donne!
CESCO:
Ma smettila che sei vecchio, appena ne vedi una cadi per terra!
FINE PRIMO ATTO
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SECONDO ATTO
Scena prima
in scena Gio, sta frugando nei cassetti alla ricerca di oggetti da vendere.
GIO:
varranno.
Non posso aver venduto tutto le posate dargento, un migliaio
ELENA:
Abbiamo invitati a cena? (Sorprende Gio).
GIO: Le volevo pulire, non ho niente da fare, volevo rendermi utile: un miracolo che sia a casa oggi.
ELENA:
Domenica!
GIO:Appunto, vuoi vedere che mi chiamano? (Suona il telefonino). Pronto,
non posso, mia moglie ha bisogno s s abbiamo degli invitati, Domenica per favore ... a domani . Va al Diavolo, deficiente... (Per la prima volta, Gio non si lascia convincere ). Hai visto?
ELENA: Chi era, il grande capo? proprio un deficiente. Ti permetti di trattarlo cos sei stato risoluto per che carattere bambini, a tavola.
GIO: (Tra s). Che deficiente eh ma stavolta non mi frega il demente mi sento pi sereno, ho fatto solo due sedute mah chiss. (Tira un sospiro di sollievo).
ELENA: Smettila di confabulare, muoviti, sembri una pecorella smarrita la pillola la bevi? (Si messo sul comodino delle mentine insapori). Questa settimana non hai dato soldi ai tuoi?
GIO:No. Prima o poi la carit deve finire glielho detto: pap, la borsa vuota
fatteli dare da Osvaldo. (Ha prelevato un pacco di cinquecento euro dalla valigetta, usa quelli).
ELENA:Era ora che diventassi furbo.
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Il mattino dopo
GIO:Che dormita, porca miseria se si accorge che ho preso le banconote dalla
valigia. (Dal pigiama escono dei soldi, si appresta a nasconderli, ma una banconota cade a terra, Elena se ne accorge).
ELENA:
Di chi , sembra una di quelle della valigetta.
GIO: lo stipendio, questo mese mi hanno pagato in contanti, si rotto il
meccanismo il commercialista, boh ogni tanto vanno in tilt. Anzi, mettili via, ce ne sono altri di l.
ELENA:
(Va a controllare).Sono mille in totale, ne mancano!
GIO:Li ho depositati venerd, ne ho tenuti un po cos paghiamo in contanti.
Sono anni che paghiamo col bancomat pi emozionante.
ELENA: Non sto pi nella pelle. Tienimi perch volo. ( sarcastica. Suona il campanello). Luisa, vieni, vuoi del caff
LUISA:Gioacchino, certo che tra nome e cognome voi due siete messi bene.
Gioacchino De Gioia e Belisario Belin. Elena, andiamo a fargli cambiare nome a questi due.
ELENA:
Pi che il nome io gli cambierei la testa (Luisa ride). Andiamo, va.
GIO:
Volontarie delle sofferenza io torno tardi, dopo cena .
ELENA:Cos i bambini li devo prendere io anche oggi? Va bene. (Poco dopo
luscita di Elena suona il telefono ma dallaltro capo silenzio).
GIO: Pronto fanno gli scherzi imbecilli Non compare nemmeno il numero privato ecco vado.
CESCO:(Suona il telefono, scatta la segreteria). Gio, chiamami appena rientri:
non spendere i soldi della valigia che stupido, ce lha Leo niente ci sentiamo.
Rumori alla porta, sono i due che arrivano
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NANDO: Facciamo in fretta, quel Carlo ha chiamato il suo referente, gli ha detto che hanno dei portolani, dai muoviti
UOMO:Eccoli. Porca puttana sono veri abbiamo da giocare tutta la vita. A
chi li vendiamo? Chi ha a disposizione tutti sti soldi? (La scena abbastanza comica). Vendiamoli al museo di Genova! Tiriamo su una bella barcata di soldi!
NANDO: Lo so io a chi darli ..- andiamo la valigetta la portiamo via adesso o no
UOMO:Lasciala qui un altro po. I Carabinieri la stanno cercando ancora. Non lo
sapranno mai che qui. come averla in cassaforte e non gli conviene portarli in banca, credimi. Dai, fuori, andiamo. (Ride stupidamente).
NANDO: Che idioti, pensano che gliela lasciamo a loro. Ottocento mila cos che botta, cazzo. Chi se lo sarebbe immaginato che
UOMO:Se mi chiedevano di pi eravamo nella pup guarda, posate dargento
... arriva qualcuno. (Hanno lasciato la porta aperta, se la svignano, poco dopo arriva Elena).
ELENA: (Si sente un tonfo sulle scale, i due sono caduti, si erano nascosti in una rientranza del muro esterno. Elena non ci fa caso). Che giornata da brivido, anche lacaravella mi ha piantato. Come si pu pretendere, dopo ventanni una macchina (Prende il telefono). Gio, dove sei tra unora e mezza? Che rumore c? Unautogrill come Lainate va bene ciao. Chiamo mia mamma mamma i soldi non mancano pi di mille euro, dice che lhanno pagato in contanti questo mese vieni a cena sono le sei i bambini sono dalla signora su sono esaurita sei ore di fila quando esco da l pap ha un s portalo ti lascio perch suonano alla porta. Ah, Carlo sei tu?
CARLO:
Gio, non c?
ELENA:Aspetta, guardo sotto il letto! Dai, vieni dentro. Sei un credulone.
Nonostante le tue quattro lauree sei bello fresco.
CARLO:Macch fresco. Non sono le lauree a fare un uomo intelligente, la vita,
lesperienza i titoli ti aiutano nelle credenziali, ma se sei un cretino a lungo andare se ne accorgono e ti sbattono la porta in faccia.
ELENA: Mio pap ha trovato un altro libro antico, vengono a cena, stai qui anche tu!
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CARLO:Bene Elena, i portolani non ci sono pi sono venuti i due.
ELENA: Non me ne sono neanche accorta ecco cosera quel rumore di prima. Sar contento mio pap. Adesso cambio la serratura basta le posate ci sono ancora si vede che non hanno avuto tempo . Non valgono niente quei portolani, giusto.
CARLO: carta straccia, te li regalano coi punti del supermercato: o sono due fessi totali o ci fanno credere di esserlo. (Arrivano i genitori di Elena).
LEO:
c?
Eccoci, ah, Carlo, dagli unocchiata gi che sei qui, mio genero non
ELENA:
Spero che arrivi per cena, era a Lainate! (Arriva Cesco trafelato).
CESCO: Ho fatto una scoperta (Si siede, non riesce a parlare, incitato dai presenti che lo confondono). I soldi della valigia, sono veri.
LEO:Come fai a saperlo? Era sul giornale? (Si agita anche lui, ma imitando
Cesco, lo prende in giro). Quale giornale?Dai racconta ti venuta cos o te la seistudiata?
CESCO: No, il frutto di una rapina di qualche anno fa, la stanno cercando dappertutto! Saranno stati loro ci sono i Carabinieri di sotto: chiedono alla portinaia.
CARLO: Non perdiamo la calma, noi non centriamo niente, come possono sospettare che sia qui?
LEO:Ha ragione lui stiamo calmi
BEA: Calmi unostrega! (Suonano alla porta). Ci siamo, siamo innocenti. (Si lascia trasportare dalla paura).
GIO:
Elena, aprimi, ho lasciato le chiavi a casa.
LEO:
Avete visto, Gio.
GIO:
Ci sono i Carabinieri, successo qualcosa?
CESCO:
I soldi della valigia sono veri: non li toccate!
GIO : (Si accascia sul divano). Oggi non ho nemmeno gioc (Sta per dire giocato ma si trattiene). Come sono veri, chi te lha detto?
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CESCO: Il telegiornale. il bottino di una rapina fatta a Roma ... ne stanno parlando ora. Adesso cosa facciamo?
tanti anni fa
CARLO: Si faranno vivi, ah, Leo sono venuti a rubare i portolani, ha funzionato. Ora il momento di incastrarli!
ELENA: Siamo nella merda, altro che palle e voi vi divertite. Come mai non hanno cercato la valigia? Non sanno che ce lhai tu?
LEO:
vero, tutto in ordine, Elena?
ELENA:
S! A parte quei cosi non manca niente.
GIO:E allora che temiamo? Che vengano pure! Siamo come bimbi innocenti.
In fin dei conti cosa abbiamo fatto? Venduto una cartaccia a prezzo stratosferico a due idioti.
CARLO: Penso che sia stato tutta una messa in scena: quel deficiente ha approfittato delloccasione per mollarci il malloppo. Noi siamo insospettabili! Chi va a cercare in casa di un geometra ottocentocinquanta mila euro? Ora dobbiamo essere pi scaltri di loro. (A parte).
BEA:S, come dice lui, diamoci da fare in fretta.
CARLO:Va organizzata bene stavolta, bisogna pensarci bene bene
GIO: (Rimane solo un attimo con Carlo). Sai che oggi non ho toccato la macchinetta sono contento ... non ne ho avuto nemmeno bisogno andiamo a cenare comincio a sperare ...
CARLO:Cosa ti dicevo, bisogna avere fiducia in se stessi.
Scena seconda
Il mattino dopo
ELENA: Gioacchino, anche tuo padre per, darti un nome cos ti vedo pi disteso in questi giorni. Ti sei liberato della zavorra? Guarda, non ci crederai ma ho risparmiato dei soldi: li ho qui.
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GIO: Come possibile? cavalli? Gli ho detto di no.
Lo sai che quel Nando mi ha chiesto di giocare ai
ELENA: Non ci cascare per lamor di Dio devi pi incontrarlo!
il gioco una brutta bestia, non
GIO:Mi aspetta sulle scale tra un po lo mettiamo a tacere lasciaci
organizzare lo spettacolo a proposito, chiamo Carlo, deve aver gi organizzato la sceneggiata. (Arriva Luisa).
LUISA:
Bella Gioia.
GIO: De Gioia, prego. (Gli d un buffetto sulla gota). Ti ho detto di non prendermi in giro
LUISA: Ah, gi. Elena, andiamo a divertirci per quattro ore. Oggi cosa spieghiamo, Cicerone ah, ti saluta Camilla ti ha visto alla sala giochi di via Magenta. Quella Camilla l o una giocatrice o non so!
GIO: vero, abbiamo ritirato lo stabile, buttano gi tutto, fanno un supermercato del freddo, sapete surgelati
ELENA:Ah! Andremo l a comprare i prodotti. Cara Luisa, chiss dove andremo
a finire di questo passo. Chiudono tutte le attivit, qui da noi hanno gi chiuso in tanti. Senti, organizzati per stasera, vale a dire torna in tempo utile: non lasciare i piccoli dalla signora Cleofe, perch costa dieci euro allora! Gioacchino. (Escono).
GIO: Chiamo Carlo Carlo, allora ti ha sentito bel colpo stavolta li aspettiamo sto uscendo, no non ci vado vado in ufficio.
Scena terza
Arrivano tutti
CESCO:
Stavolta li sistemiamo.
CARLO:Allora: Nando mi ha sentito mentre telefonavo al finto Bertelli, gli ho
fatto credere di avere un papiro del antico regno ... un qualche cosa, sul vago qui o
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sei un egittologo o non ci capisci niente: prendere o lasciare. Non ci sono vie di mezzo. Lo incastriamo.
GIO:
Come puoi sapere che non conosce i geroglifici?
LEO: semplice, glieli faccio leggere. Io li conosco bene. Vuoi vedere. (Si mette a leggere). Avere visto.
BEA:
Io non la vedo bene. Stiamo esagerando.
CARLO:Gli ho detto che li portavo qui perch Elena li sa tradurre. Come figlia di
un antiquario ci capisce, possibile che venga ancora. Gio, penso che ti abbia clonato la chiave, vedi non c scasso.
GIO: possibile, al bar mentre (Tutti in coro giocavo). S, ma sto smettendo ho gi fatto quattro sedute dicono che non sono poi cos grave. (Entra Elena). Sei in anticipo.
ELENA:
Grave ti curi, no?
CESCO:
Aspetta prima si sparare a zero.
BEA:Vieni tesoro, andiamo a cucinare intanto che i geni organizzano il
marchingegno: il deus ex machina.
ELENA:Papiri, epoca?
CARLO:Moderna.
ELENA: Ah, gi fa vedere Thutmosis terzo cazzo, se autentico non bastano dieci milioni di euro. (Va in cucina con la madre).
LEO:Ma non lo : un miscuglio di cose, sai quel papiro Tulli che balla in
giro da anni: lui. (Ridacchia). Lho ricopiato io. Quando vado in Egitto compro dei papiri vergini per mi diverto con poco. Gio, come stai, sei sempre accanito?
GIO:Sto dicendo che va meglio. Pensavo di avere poche chance, invece:
pensate, sono cinque giorni che non tocco macchinetta, come una liberazione.
CARLO:Bene, il difficile non avere ricadute.
CESCO: Lo facciamo ricadere noi se intanto che la cena cuoce: dov il trenino?
LEO:Lho portato a casa perch ha i binari che non si incastrano bene.
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CESCO:
Ma cosa dici, con te non si pu fare mai niente. Straccivendolo!
LEO:
Bada a come parli: non sai chi sono io!
CESCO:
Il mio consuocero! (Si lanciano i papiri).
CARLO: Dai, si sfasciano prima del tempo! Professore via ... Cesco ... a volte mi chiedo dove trova tutta questa robaccia? (Leo abbraccia fraternamente Cesco).
LEO: Questo non lho trovato io sono decenni che balla in giro, una storia complicata , ve la racconter unaltra volta. Dove trovo la roba? Nei mercatini, vado sotto mentite spoglie nelle case dove capita.
CARLO:Non mi dica che li vende per buoni certi oggetti, diciamo del cavolo?
LEO: Li tengo quando si porta a casa la roba la metti l come vedi tornata utile. ( molto divertito).
CESCO: Non gli credere, la vende per buona! Fessi ce ne sono i peggiori sono quelli che hanno soldi da spendere gli arricchiti quelli che si sono trovati coi soldi in tasca senza sapere il perch sono ignoranti come le bestie non distinguono un pezzo di stoffa da un dipinto e lui ci sguazza!
BEA: ( rientrata, la cena pronta). possibile, ma non il nostro caso: se lantiquario disonesto a lungo andare chiude bottega, Cesco, i mistery shoppers vengono anche da noi e sono mazzate, cosa credi. Come hai potuto notare Leo si sbagliato nel valutare il libro, avremmo perso molto.
GIO: Pap diceva per dire. Mica tutti sono dei fessi come questi due bisognerebbe sapere che rapporto intercorre tra di loro ... non lo capisco se i soldi sono di una rapina, cosa centra Silar? Non esce mai dal bar.
CARLO: strano, tutto dipende da quel tale. Parlo col Bertelli, vediamo (lo chiama, nel frattempo Leo e Cesco schermagliano tra di loro). Non sa niente ditrafficanti di oggetti antichi. Allora un rapinatore, o ha trovato per caso la borsa e hanno finta di trattare con noi per lasciare in deposito il malloppo per un po di tempo
qui al sicuro. Lavevo gi sospettato. (Mentre telefona i due confabulano sottovoce concitatamente).
ELENA: cos, scendo dalla portinaia, chiedo dei Carabinieri. Stiamo attenti ai notiziari. (Si precipita fuori).
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BEA: Dai che ora di mangiare cosa ti manca da svendere? Se vai avanti cos non ti resta pi niente che fine hanno fatto le tovaglie fiorentine?
GIO: (Gio si gratta la testa).Sono cinque giorni che non tocco datemi tempo. Non cos semplice, Carlo ha impiegato un anno (Sta usando i soldi della valigia, gioca meno, ma, risale Elena).
CESCO: Nessuno ti dice niente, ma il tempo stringe, ci sono troppe cose in ballo, ne va della salute di tutti qui!
CARLO:Allinizio sembra facile ... dopo che (Entra Elena trafelata).
ELENA: Stanno cercando i soldi i Carabinieri hanno rintracciato due banconote da cinquecento nella sala giochi di via Magenta. Dicono che sono della rapina. Hanno portato via Nando in manette. Dice che il direttore della sala non ricorda chi ha speso il denaro. (Gio ha un malore, Cesco teme il peggio).
BEA:Coshai, la febbre? Curati, figlio mio, sei uno straccio.
CARLO: (Tra s). Vuoi vedere che (Gli suona il telefono) Pronto, sono io. Ah, Bertelli no il volume che le ho proposto un falso e s anche la carta falsa sembrava Fabriano ma al microscopio si rivelata porcheria mi spiace se ho sottomano qualcosa la informer per primo ah, non lo sapevo i marchesi
non mi dica chi lo dice il direttore delluniversit di Jena? Perbacco! A Varese! Guardi io sono bibliotecario da anni ne avrei sentito parlare no no i miei contatti questo che dico io un trattato di botanica precedente a Linneo in una bancarella non ricordo a presto.
LEO:Che c?
CARLO: Madonna, Bertelli stato informato che a Varese hanno rinvenuto il nostro libro! il suo.
CESCO:
Come gli giunta la notizia?
CARLO:
E chi lo sa! Pare che i proprietari sapessero che cera.
LEO: I proprietari hanno 180 anni in due. Li ho visti. E poi il palazzo stato abbattuto, sono passato un po di tempo fa.
BEA:
Cosa facciamo?
GIO:
Nascondilo in cassetta di sicurezza in banca.
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ELENA:
Non potranno mai risalire a te.
LEO:Niente di pi facile, metti che il vecchietto ha raccontato che ha venduto
allantiquario tal dei tali mi beccano subito. Chi potrebbe avere interesse? E poi il marchese consapevole del valore? Non lui che ha parlato. Andiamo, chi metterebbe un libro nella lana. Qualcuno lo voleva gi prima e lo ha nascosto in attesa del momento giusto ma gli andata male perch il nonnino lha dato a me!
CARLO : Adesso che ci penso: vi ricordate di quel furto a Varese? Non hanno rubato niente ma hanno messo sotto sopra tutto. Che sia quella la casa? Controlliamo!
ELENA:Si fredda tutto.
Scena quarta
Alcuni giorni dopo. Sono tutti in scena
GIO: (Telefono). Certo non venire ... Nando, lhanno liberato, non centra niente, vuol venire su.
NANDO:(Campanello, particolarmente lacero, entra senza parlare).
GIO:Beh! Cosa c?
NANDO: Mi accusano di aver pagato con banconote da cinquecento ... non so nemmeno come sono cazzo! Se prendo quel cretino lo strozzo.
CARLO:Non sei nella condizione di strozzare nessuno.
BEA:Chiama la Polizia e dille che qui. Vediamo come si difende. (Nando
non pu difendersi, si messo nei guai da solo). NANDO: Non ti vedo pi da giorni, come mai?
CESCO: Lo sappiamo noi, vattene! (In realt Nando venuto perch lo stanno cercando tipi alquanto loschi).
NANDO: Nascondimi per un po in solaio non lo sapr nessuno (Gio non ha nessuna pendenza con lui, ma teme che abbia scoperto la provenienza delle banconote).
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LEO:Ti sembra unidea? Tu metti tutti nei guai, ti rendi conto!
NANDO: Mi ricattano!
CARLO:Chi?
NANDO: Lo so io ... meglio che gli state lontani io sono un giocatore non un ladro. (I ruoli si chiariscono).
ELENA:
Non so cosa sei ... comunque vattene ... in fretta.
GIO:
Vai gi, vado a vedere se la via libera ... scendi.
ELENA: Ci siamo liberati! Perch dice che sono tre giorni che non ti vede? Hai cambiato bar?
GIO:
Sar lui che non ci va!
LEO:
Tra un po non lo vedr pi del tutto, vero Cesco?
CESCO:
Vero come il sole. Sentite ci mangiamo sti agnolotti?
BEA:
Che agnolotti, erbacce volevi dire.
CARLO:Con le erbacce si allevano i conigli, noi umani abbiamo bisogno di
erbette fresche, carni prelibate (Tutti lo deridono).
Scena quinta
Durante la notte, rumori, arrivano i due.
UOMO: la quarta volta che veniamo per niente Prendiamo la valigia
dove sar ehi, guarda dei papiri questo vale molto antico regno, Egitto quanti ne hanno di questi cosi andiamo a fare un giro anche in negozio viviamo di rendita. Gli facciamo lo spazzing!
NANDO: No, li no! La valigia la porti via tu io non ne voglio sapere ...
UIOMO: Sei un fifone fai piano scemo. (Fanno un sacco di rumore, si accendono le luci in camera, fuga dei due).
GIO:Sono venuti ancora rubate pure le cartacce.
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ELENA: Domani chiamo il fabbro e la facciamo finita. Metto lallarme. Non voglio finire allospedale, ci sono i bambini.
GIO:Non sono banditi, ha ragione Carlo: si sono trovati con una valigia in
mano senza volerlo.
Il giorno dopo
Mezzogiorno di Domenica, sono tutti in scena c anche Luisa. Chiacchiericcio di sottofondo.
LUISA:Ho letto sul gazzettino letterario che a Varese stato ritrovato un libro.
Un trattato risalente allanno mille mi piacerebbe vederlo, cos per curiosit.
LEO:
Non ne sapevo niente ... non mi giunta notizia ecco.
LUISA:In genere quei libri non finiscono dagli antiquari. Chi li ha se li tiene e li
mostra a qualche studioso per valutarlo Carlo tu non ne sai niente? Sei il capo della pi importante biblioteca del nord Italia?
CARLO : Cosa vuoi che sappia! Libri antichi non ce ne sono pi, quelli che trovi sono per allocchi.
CESCO:Cosa diceva quellarticolo?
LUISA:Che in una villa signorile in circostanze misteriose stato rinvenuto
larticolo di Speroni, il critico darte Chiss quanti lo vorrebbero, a qualsiasi costo! Di banditi ce ne sono operano su commissione, stia attento professor Martinelli che vengono a farle visita, fanno il giro di tutti gli antiquari della zona. Non si sa mai! Quello che mi sono chiesta il come come lhanno saputo, chi ha interesse a divulgare una simile notizia? Se lavessi io lo porterei a qualcuno che me lo vende allinsaputa di tutti, non ti pare Carlo?
ELENA:Mi sembri interessata?
LUISA: Io e Carlo abbiamo fatto lo stesso corso di paleografia .. poi mi sono dedicata allinsegnamento. Lui stato pi fortunato ha seguito le orme di Vitelli di Romagnoli e compagni: i pi grandi papirologi italiani.
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CARLO:Si, ho avuto la fortuna di tradurre Cratino consultando gli stessi
papiri. Certo, avere per le mani un testo antico sarebbe interessante, se provata lautenticit, ma, come tu sai di falsi ce ne sono a bizzeffe. Lei cosa dice professore?
LEO:
stretto.
Cosa devo dire: per quel che mi riguarda se ne avessi uno lo terrei ben
GIO: Vi giuro che non immaginavo una storia cos, libri del medioevo. Non ci crederete mica?
LUISA:Scherzi, ce ne sono e come! Prima che cominciassi ad insegnare
lavoravo in Svizzera alla biblioteca centrale di Berna. Li ho conosciuto il dottor Bertelli una sorta di intermediario compra- vende per tutti bisognerebbe domandare a lui un tipo un po strano, Carlo lo conosci?
CARLO:
Lho sentito nominare qua e l no di persona no.
LUISA:Guarda, non mi prendere per pazza ma ho avuto la sensazione di averlo
visto qui in citt mi sembra cos irreale che volevo fermarlo ma temendo di fare una figuraccia, ho soprasseduto.
GIO:
Avrai le allucinazioni, Luisa!
ELENA:
Perch, se dice di averlo visto sar vero.
CESCO:
Signori andiamo che il pranzo si raffredda.
Verso sera
LEO:Cesco, prendiamo in mano la situazione, facciamo venire quel tale e
finiamola, ormai abbiamo capito, gli ridiamo la valigia e morta l. Se si viene a sapere che ho il libro e per me lo sanno ci fanno fuori..
CESCO:Finiamola. Ma il libro no! (Campanello). Chi , avanti.
NANDO:( sconvolto). Mi cercano per il libro che ho venduto a quel tale, falso!
LEO:Come lo sai?
NANDO: Vi dir tutto. Sono stato io a condurlo qui, un giocatore come me e per caso in treno ha rinvenuto la valigia piena di soldi e se l tenuta un giorno ho
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ascoltato Carlo che parlava con un tale e ho messo in scena la farsa. A noi non interessava il libro interessava nascondere il bottino.
CESCO:E ci sei riuscito, vigliacco.
NANDO: Il bello che Abbiamo rivenduto il volume a quel tale per cinquantamila euro, ma si accorto dopo della falsit siamo tutti imbroglioni qua dentro rivuole i soldi. Quei cinquantamila li abbiamo mangiati tutti ... ho anche il sospetto che Gio abbia prelevato un pacco da cinquecento e li abbia giocati alla Magenta ...
anche se un po di tempo che non lo vedo.
CESCO:Meglio cos.
NANDO: Di quella valigia cosa ne facciamo?
LEO:Sono problemi vostri, io ve la do ... basta.
NANDO: I papiri che vi abbiamo preso sono falsi?
LEO:Li ho fatti io e anche i portolani che eravate due fessi lo si capiva,
ma andare a vendere certe cose non vi bastava il denaro della valigia?
NANDO: Cercavo Gio perch tra un po risaliranno a lui. Stanno interrogando i giocatori abituali.
CESCO: Vado a vedere mancher qualcosa, ma il pacco c. Meno male. Se li do a te, te li giochi subito e ti beccano... e vengono qui.
LEO:
Ci vuole uno stratagemma, facciamo venire quel tale!
NANDO:
Avete cominciato voi.
LEO:Volevo guadagnare bene senza rischi e voi ci avete messo nei guai. Se il
tuo compare fosse stato competente non sarebbe successo niente : non avrebbe mai pagato ottantacinquemila euro ma lo scopo era un altro.
NANDO:Siamo stati fessi nascondetemi, il tipo nei paraggi. (Campanello).
Silenzio, non c nessuno.
CESCO:Lasciate fare a me. (Esce dalla porta). Desidera? Non abita qui questo
tipo. Alzi la voce per favore. Lei vuole parlare col signor Carlo. Non lo conosco ...
ecco gli telefoni addio. (Torna dentro). Chiamate Carlo. (Poco dopo arrivano Carlo Elena e Bea). Fermi tutti, Carlo, venuto un tale a cercarti. (Suona il telefono di Carlo).
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CARLO: pronto signor Bertelli dica due balordi le hanno rifilato una patacca? Cinquantamila euro per falso del 600 francese ... s non ne ho la pi pallida idea incontriamoci al bar di via Manin si figuri un parere si d sempre. Siete stati voi ... come avete fatto a contattare il Bertelli?
NAN DO : Abbiamo fatto una cazzata. Ti ho preso il numero al bar non te ne sei accorto, quando sei con quella tizia non capisci pi niente
CESCO:
Ah! Finalmente hai una tizia?
LEO:
gesto).
Non il momento Cesco. (Lo manda a quel paese con un sapiente
CARLO:
Come posso rimediare i cinquantamila euro, chi glieli da?
NANDO:
Prendiamone dalla valigia?
GIO:
vero, chi se ne accorge?
CESCO: Finch non si conosce la provenienza dei soldi non se ne fa niente. Carlo tieni a bada quel Bertoletti.
CARLO:
Nando, sei un deficiente, con tutti i consigli che ti ho dato, fesso. (Esce).
ELENA: (Era in camera ha sentito le ultime parole). Certo che il gioco una brutta bestia, meno male che ne siamo immuni, vero Gio? (Lo abbraccia, tutti si danno da fare per mascherare). Nando vai a casa. Carlo risolver tutto.
NANDO:
Bisogna liberarsi di quellaltro: vuole la valigia, verr io a prenderla.
LEO:
Fai venire lui
GIO:Non meglio se gliela facciamo trovare sotto qualche panchina al parco.
Ci liberiamo senza colpo ferire. Non abbiamo perso nemmeno un euro.
LEO:
Qualcosa abbiamo perso.
BEA:
Che cosa?
LEO:
Dillo a lui.
ELENA:
Cio.
GIO:Ho tenuto un pacco di cinquecento euro per noi. Oh, loccasione fa
luomo ladro.
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ELENA:Da una parte sei stato furbo, ma dallaltro disonesto.
NAN DO: Non questione di onest, ma di disponibilit. (Viene zittito). Elena, tuo marito un giocatore compulsivo ha incominciato la cura disintossicante al centro di via Restelli ci andr anchio, sono stufo di prendere bastonate da tutti.
ELENA: Tutti quei soldi erano per te ... ecco perch mi dicevi di tenerci li libro ... per venderlo per buttar via ... aveva ragione Camilla adesso si spiegano tante
cose ... maledetto bugiardo divorzio non eri tu a dare soldi a tuo padre lui che ti da, ti da soldi, che vergogna, e io credevo i ventimila erano per lui. (Sviene).Mamma, tu ...
NANDO: Non erano per me, ma per altri personaggi. Se li sono spartiti.
BEA:Bravo, hai fatto un capolavoro. Vattene prima che si riprenda. Prima o
poi lavrebbe capito ... cazzo Elena su (Tutti si danno da fare per soccorrerla).
GIO:
Per fortuna sono sulla via giusta.
CESCO: Quella del manicomio. Una cosa certa, se non ti aiutavamo noi tu chiss dove finivi. Pensa a questo qui che appena uscito, senza sostegno della famiglia, guarda com ridotto devi ringraziare Leo.
GIO:
Lo ripagher.
LEO:Mettiamoci una pietra sopra. Ho sempre il libro. Carlo me lo vender e
ci rifaremo, anche se ci sono dei misteri intorno.
Scena sesta
Alcuni giorni dopo, ci sono tutti
CARLO:
(Entra trafelato). Ho scoperto tutto!
LEO:
Anchio eh cose grosse caro amico il marchese ...
CESCO:
Fermi tutti, ho una notizia bomba. (Entra di corsa pure lui).
ELENA: scoppiata la guerra? Calmatevi, anchio ho qualcosa da dire: divorzio.
Basta, dopo quello che mi ha fatto come potrei.
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GIO: finita Elena. Non tocco pi macchinette da una settimana lo psicologo contento stato un momento di sbandamento indotto da Silar.
ELENA: Dovevi pensarci prima. Se non cera mio padre tu finivi in galera con quellaltro scemo. Lo sai che finito dentro per furto? (Lo sanno tutti).
CESCO:
come se si fosse ammalato, devi pensarla cos Elena.
ELENA:
Lo so me lo hanno detto al centro.
LEO: In fin dei conti, se vogliamo dirla tutta, non colpa sua, cerca di capire cinquemila euro me li ha gi restituiti e non ha debiti con nessuno.
CESCO:Ottomila euro glieli ho dati io, quindi sarebbero ventottomila. Hai
sperperato un pacco di soldi in quanto tempo? Un anno, due? Se lo viene a sapere tua madre sono io che rimango da solo. Gli ho detto che erano pochi per tenerla buona ma Elena, pensaci bene, avete due angeli da crescere le malattie passano e non giusto che si debbano portare via tutto.
ELENA:
Va bene, va bene ci penser. (Piange ,esce).
BEA:
Non stategli addosso come avvoltoi. (La segue in cucina).
CARLO:
Stavo dicendo. (Non lo lasciano parlare, i discorsi si accavallano).
GIO:Sono distrutto, come ho potuto non rendermi conto di quello che facevo.
Vivevo fuori dalla realt vivevo in funzione delle macchinette, come stare in un vortice che assorbe ogni cosa. (Si mette le mani nei capelli, ha il sostegno di tutti).
CESCO:
Lasciatemi dire, vi prego.
LEO:
Che c, monsu travet? (Lo stringe affettuosamente).
CARLO:
stato il Bertelli.
LEO:
A fare cosa?
CARLO:Il libro, lo sa. Tempo fa il maggiordomo del marchese lo ha incontrato
per caso in un hotel di Rimini dove va in vacanza il Marchese e gli ha raccontato di avere trovato un libro, cos nel discutere glielha detto di aver messo nella lana questo oggetto che secondo lui era di valore quindi lo voleva
vendere allinsaputa del Marchese.
LEO:Ma improvvisamente il Marchese ha deciso di abbandonare la villa che
stava per crollare e ha chiamato me all insaputa del frescone che si trovato con un
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pugno di mosche! Il Bertelli ha informato lo Speroni perch lo voleva a tutti i costi e ha fatto pubblicare larticolo per vedere se saltava fuori. Fortuna vuole che il cameriere non ha mostrato il libro allavventuriero. Questo penso io.
CESCO:
Hai capito la combinazione?
BEA:
Allora di chi questo libro?
LEO:
Mio, ho tanto di fattura: sono il legittimo proprietario.
CARLO:
Vendetelo in fretta. Bertelli dar battaglia fino alla morte ... lo conosco.
CESCO:
vero, datti da fare con altri compratori.
GIO:
Silar lo sa che abbiamo il libro di valore. (Intanto Leo monte il trenino).
CARLO: in galera, non dir niente. Luisa da tenere docchio, conosce Bertelli. Ammettiamo che la chiami?
GIO: Sono passati tanti anni da quando era a Berna . Ma no, ha letto larticolo per caso. E poi crede di averlo visto ma .. di quel cameriere che ho paura, se chiama la volpe e gli dice che tu sei lantiquario?
LEO:
Non ci avevo pensato!
CARLO:Bisogna vedere in che rapporti sono, si sono visti al mare, potrebbe non
avere nemmeno il numero di telefono. Sono quegli incontri occasionali, ti vedi una volta e Vendetelo in fretta. (Cesco e Leo sono sempre pi presi dal modellino).
LEO:
Non va qui, non sei capace di fare niente impiegatuccio dei miei stivali.
CESCO:
scoperto.
(Improvvisamente si ricorda perch venuto). Io sono venuto perch ho
LEO
Cosa vuoi scoprire ... tieni
BEA:Elena di l che piange ... Gio vai da lei ...(Era ritornata dalla figlia,
entra in scena).
ELENA: (Si precipita fuori). Stammi lontano, scellerato se ti veniva un accidente era meglio almeno sapevo con chi dovevo combattere.
BEA:Elena, siamo in dirittura darrivo. (Elena torna in camera).
CESCO:Allora, se mi lasciate parlare forse
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CARLO:
Dica
CESCO:
Appunto: ho scoperto chi i soldi che hai tu, sono praticamente puliti.
BEA:
Cosa vuoi dire?
CESCO: Nel 2001, quando entr in funzione leuro, un funzionario della zecca fu incaricato di trasportare una valigetta piena di euro appena stampati. Durante il viaggio da Roma a Milano stato colto da infarto morto sul treno e la valigia che aveva con se non fu mai ritrovata, era finita dietro un separ e solo adesso il denaro ha cominciato a circolare, dopo quattordici anni. Naturalmente le forze dellordine ne erano al corrente, la cercano ancora. La notizia fu tenuta segreta. Per non far scoppiare una caccia spietata ti immagini: si sarebbe scatenata la folla, tutti alla ricerca diffusero la notizia che sul tal treno era stata rapinata un ingente somma di denaro. ... era per depistare come successo che si sono intervenuti i Carabinieri? Perch hanno rintracciato le banconote che qualcuno ha spacciato al bar e la verit uscita, sul giornale.
GIO:Come lo sai? Voglio dire chi te lo ha detto? (Alla fine confessa).Ho fatto
una cappellata . Facciamo venire qui quel cretino: gli diamo tutto e basta. Sono stato
io. (Tutti gli danno addosso). I soldi che cercano li ho spacciati io: sono della valigia!
CARLO:
Lo immaginavo. Sei un cretino cazzo.
LEO:
S, facciamo cos, Carlo attiralo con linganno.
CARLO:
E come faccio?
CESCO:
Ti ha dato il numero no?
LEO:
vero, ce lho qui. Speriamo che non sia falso anche questo.
CARLO: Lo chiamiamo subito. Silenzio signor Shakerproff ... sono quel Vanni del libro s ne abbiamo altri se volesse ah, capisco fino a domani non pu guardi che roba grossa daccordo a domani. Ha abboccato, stiamo attenti che non venga armato. Probabilmente non sa che Nando in gattabuia.
LEO: Gli facciamo vedere una porcata qualsiasi Cesco, cosa ne dici di un vangelo apocrifo?
CSECO:
roba da mangiare? Apo che cosa?
LEO:
Lascia perdere, ne ho tre o quattro ... antichi da far paura.
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CARLO: Ottimo qui casca lasino. Poi, a cose fatte gli parliamo della valigia e stiamo a vedere.
BEA:Vediamo di non finire allospedale.
Scena settima
Lindomani, nel pomeriggio
CARLO: Sta arrivando il tipo silenzio. Confondiamolo per bene. Lui cercher la valigetta. Facciamogliela trovare vicino allattaccapanni potrebbe darsi che la prenda al volo e se la svigni di corsa. Cos finita!
LEO:
vero! (Lo dice come se fosse un bambino).
CESCO:
La cosa ti diverte? (Si adegua al consuocero).
BEA: Scemi, state buoni se lo sa Elena soffrirebbe molto Gio, tienila calma portala fuori un po vai al parco.
GIO:
Ti sembra facile? Non mi pu vedere.
CESCO:
Mettigli gli occhiali. (Parla sottovoce).
LEO:
Sei diventato scemo, non il momento
CARLO:Suvvia, signori, la faccenda seria. (Suona il telefonino).Pronto s
sono io chi Bertelli qual buon vento a Varese guardi che la villa stata abbattuta tempo fa non credo no, non lo conosco mi creda lasci perdere
sono tutte storie s ho letto larticolo di Speroni si gi ricreduto teme di finire come quei critici si ricorder della beffa Modigliani e s mi sorprende il fatto che si sia lasciato turlupinare da qualche fesso (Fa gesti ai presenti, mette una mano sulla cornetta). stato lui a far pubblicare, ne sono certo per ilmomento non ho niente sono fole, mi dia retta. (Riaggancia). Avete sentito, cerca la villa.
BEA: Hai capito il deficiente, chiss cosa ci guadagna altro che biblioteche lo vende di contrabbando.
LEO:Certo, cosa credi.
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CARLO:Silenzio! (Va a vedere fuori, non c nessuno).Questa gente non scherza.
GIO:Lho convinta, esco Elena andiamo
ELENA: Vi voglio bene, sappiatelo ho bisogno di riflettere se lo vengono a sapere le colleghe mi sparo. (Piange di nuovo).
BEA: Non essere drastica via non hai dieci anni hai due figli da crescere Madonna santa (Escono).
CARLO:La capisco, mia madre allora, quando io ero insomma avete capito ...
era sullorlo del precipizio mi disse che se non smettevo subito si sarebbe suicidata: non facile per chi ti sta intorno moglie o madre che sia. (Campanello, Carlo fa segno di tacere). S, avanti.
UOMO: (Entra, spavaldo). Signori eccomi qui. Spero di non essere venuto per niente (vede la valigia). Venire da Lugano per un nonnulla mi scoccerebbe.
LEO: Come si permette di parlare in questo modo con chi crede di avere a che fare? In questa stanza il pi ignorante ha quattro lauree. (Si atteggia per mettere in difficolt lindividuo e ci riesce).
UOIMO:Scusatemi, non era nelle mie intenzioni offendere. Bene, fatemi vedere
i capolavori.
CARLO: Ecco qua, vangeli apocrifi secondo secolo (Il tipo non sa che i presenti sanno che ha rivenduto la cartaccia al Bertelli).
UOMO: Ah! Vediamo non il mio campo ma mi sembrano autentici (li osserva con la lente) quanto volete ilmio cliente pu offrire duecento mila non dipi.
LEO:Vanno bene non speculiamo per il pagamento sempre in contanti?
UOMO: meglio lassegno (Infatti ne trae il libretto, sta per scrivere, ovvio di soldi non ne ha).
CARLO:
coperto spero sa con quello che si sente!
UOMO: Ci mancherebbe! ( falso). Sono conosciuto in tutta Europa chiedete in giro (Si ma come truffatore).
CESCO:
Chiederemo, non si preoccupi. (Luomo comincia a sospettare ).
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UOMO:
domani
Adesso che ci penso questo libretto forse meglio se facciamo
LEO: Se fossi in lei concluderei subito, ho gi altri acquirenti interessati e pagano di pi.
UOMO:
Capisco! (Tenta il tutto per tutto). Ecco lassegno.
CARLO: Quel trattato lha gi rivenduto al professor (Non si ricorda il nome, lha inventato Gio).
UOMO:
Non ancora. Lho chiamato, devessere ancora allestero!
LEO:Sappiamo che un tale, il signor Bertelli, forse lo conoscer, ha acquistato
un libraccio falso da un soggetto un po ambiguo. Pensavamo che lei sapesse qualcosa visto che conosciuto in tutta Europa (Si sente scoperto e fa di tutto per andarsene).
UOMO: Non so chi sia costui ho molta premura, perdonatemi se tutto a posto me ne andrei lassegno ve lo dato
CARLO: sicuro che non dimentica qualcosa?
UOMO:Ah, s dimenticavo limpermeabile, che sbadato. (D unocchiata alla
valigia,lascia cadere sopra limpermeabile per poterla coprire meglio, Leo per sviarlo da una pedata alla sedia, Cesco bussa alla porta, il soggetto si spaventa lascia la valigia dovera accanto allattaccapanni, la si nota solo in parte). Cipossiamo vedere in futuro se avrete qualcosa che ne valga la pena. (Inciampa nel tavolo, molto preoccupato).
CESCO: Vedr che ci rivedremo! (Luomo esce di corsa, non riesce a prendere il malloppo). Bene labbiamo in pugno. Porca puttana.
LEO:
la prima volta che ti sento dire parolacce ... non da te.
CESCO:
lentusiasmo per aver smascherato uno scemo.
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Buio
Scena ottava
Qualche giorno dopo, sono tutti in scena
LEO: Carlo un genio, ha delle conoscenze incredibili! Il libro stato venduto a Berlino, in buone mani, caro Cesco delle mie brame. ( soddisfatto).
CESCO:
Senti, Biancaneve degli antiquari, i nostri nipoti ci reclamano nonno.
LEO:
Nonno, tu sarai nonno, io sono semi
BEA: Semi infermo di mente. Comunque il ricavato della vendita stato messo su un conto intestato ai ragazzi, al compimento della maggiore et lo potranno riscuotere, solo con gli interessi avranno di che pagarsi gli studi. Vero, Leo?
LEO:
Non per mancanza di fiducia, Gio.
GIO:No, figurati si vede a proposito, Nando uscito sulla parola.
Torneranno vedrete.
CARLO: (Arriva di corsa). Arrestato, lo hanno arrestato quel Bertelli ha venduto i rotoli a uno di Zurigo ... lui e quel fantomatico Shakerproff nessuno conosce la provenienza di quei coserano? Guardate non sanno niente .
LEO:Arrestati due insospettabili truffatori la polizia elvetica ha
sequestrato due rotoli di antichi papiri egizi di dubbia autenticit ,stavolta ci beccano.
CARLO: Li ha fatti lei. Sono falsi e poi ce li hanno rubati. Potrebbero essere di chiss chi. Lei potrebbe essere stato truffato a sua volta. Voglio vedere se hanno il coraggio di indicarne la provenienza. Bertelli non scemo. Ormai i suoi contatti sanno che un truffatore: finito.
LEO: vero, voglio proprio vedere come va a finire. Cesco, chi ti ha raccontato quella storia della valigia?
CESCO: Lho scoperto su internet, sono risalito a quel tempo, cera un trafiletto su di un giornale che diceva di questo funzionario morto sul treno e di una misteriosa valigetta rapinata non ancora ritrovata e del bottino ricercato dalle forze dellordine ecc uno pi uno fa ...
LEO:Dieci e lode caro Cecco.
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GIO:
Tutto bene quel che finisce
LEO: Bene (si sfrega le mani soddisfatto). Elena come sta Luisa ha saputo? Le colleghe?
GIO:
Non sa niente nessuno per ora.
CARLO:So che Camilla ti ha visto al centro una consulente, psicologa. Me
ne ha parlato, voleva sapere .. non le ho detto niente ma prima o poi capir
GIO: Sei sicuro? Non lho mai vista se lo viene a sapere sono fregato. Divorzia. (Entra Elena con Luisa).Accidenti, quellimpiccione della collega! Non dite niente
ELENA:
Fermati un attimo per un caff.
LUISA: Ti stavo dicendo che Camilla appunto te: Gio, vai al centro di via Restelli? ... Dal ...
GIO:
Chi, io? A fare?
LEO:
Devono buttare gi tutto. Vendono!
LUISA:
Ma della Asl dove andranno?
CESCO:
Al Diavolo credo!
ELENA:
Ah, per, vendono?
BEA:
Gi, agli impiccioni.
LUISA: Dico, Camilla una giocatrice compulsiva una psicologa compulsiva ... ha sperperato 30000 euro in poco tempo, ecco perch va al centro : curioso no? Voglio dire ci va come paziente, non come psicologa!
TUUTI IN CORO: Ah! Volevo ben dire!
LUISA: Vado a casa. A domani sono stanca morta : si fa tanta fatica a guadagnare quattro soldi che .. vero Elena?
ELENA:Hai ragione Luisa!
LUISA:(Prima di uscire) A proposito, Carlo, bella conquista!
CESCO:(Crede chiss cosa). Conquista?
LUISA:S, finalmente! Non se ne poteva pi di vederlo ballare in giro!
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CARLO:
S, era ora: prima o poi ve lavrei detto mi sono fidanzato in casa.
BEA:
Pensa! Si pu sapere chi ?
CARLO:La figlia del gallerista di corso Garibaldi sapete quello che stato
coinvolto in quella truffa? Vi ricorderete di quel Tintoretto falso Lui non responsabile, lhanno messo in mezzo!
LEO: Mi deve centomila euro ma bravo, tu non centri niente ci mancherebbe.(Bea lo guarda con sospetto Leo se ne accorge e fa un passo indietro). Signori, cosa vi devo dire, che, shakesperianamente parlando, tutto bene quel che finisce bene! (Ridono soddisfatti Luisa non capisce).
CESCO: Gi,siamo stati fortunati cara signora (stava per dire qualcosa ma Leo lo prende per un braccio impedendogli di parlare,Cesco ha una reazione ma capisce lantifona).
GIO: Toh!Guardate! La valigia rimasta qui. (La prende in mano, fino ad ora non se ne erano accorti, Luisa si agita).
LUISA:
Beh! Cosa c
dentro: il tesoro dei pirati dellisola misteriosa?
CARLO:
Gi! (Campanello, panico generale). Chi sar?
GIO:
Chi sar?(Luisa crede che scherzano).
CESCO:
Chi sar?
LUISA :
Come chi sar: I pirati no!
FINE
Il riferimento alla realt dei fatti e delle persone puramente casuale
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