L’intrigo

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Luigi Pirandello

L’INTRIGO

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Titolo

L’INTRIGO

Autore

Giuliano Angeletti

Data pubblicazione

15.04.2010

Anno di stesura

2009

Genere

Commedia 

Atti

1

Durata (min)

60

Lingua

italiano

Personaggi maschili

4

Personaggi femminili

3

Minimo attori maschili

4

Minimo attrici femminili

3

Premi e riconoscimenti

si

Depositato S.i.a.e.

  numero posizione Siae  : 198563

Codice Opera:  911701A

Segnalazioni commissione di lettura

n.d.

Sinossi:  “ L’intrigo “è una riscrittura della conosciuta commedia di Pirandello “ Cecè “, ma con una svolta comica ed inaspettata, perché il protagonista  Cesare Vivoli “Cecè”  da truffatore rimane truffato dalla sua stessa vittima:  nella nuova  commedia entra in scena un personaggio nuovo il  Conte Evaristo Riccobaldi  (alias: Conte  De Carolis ) che ha un ruolo determinante nella contro truffa ai danni di Cecè .

L’INTRIGO

commedia

di

Giuliano Angeletti

Numero Posizione Siae  : 198563

Codice Opera:  911701A

Riscrittura della commedia di Luigi Pirandello

“ Cecè”

PERSONAGGI


Cesare Vivoli

La Contessa Daniela Venturelli


Il Commendator Carlo Squatriglia

Il Conte Evaristo Riccobaldi ( ovvero Il Conte  Alfonso De Carolis )

Nada (ovvero Nadia) (mondana di lusso)

Elvira  (mondana di lusso)

Paolino (cameriere)

 

CONNOTATI:

CESARE o Cecè ha 35 anni. Ed è  simpaticissimo; occhi sfavillanti e labbra accese; gigolò che veste con raffinata eleganza. 

IL COMM. CARLO SQUATRIGLIA ha circa 50 anni: È ricchissimo e, sembra ingenuo, ma in effetti è scaltro e mondano.

IL CONTE EVARISTO RICCOBALDI  alias IL CONTE ALFONSO DE CAROLIS  ha 40 anni, nobile decaduto che vive di espedienti

NADA (NADIA) ha 30; vive di preziosa galanteria, e ha l'aria di una donna frivola e romantica ; ma, toccata nel vivo, si dimostra opportunista .

LA CONTESSA DANIELA VENTURELLI ha 60 anni ricchissima ed innamorata di Cecè.

AMBIENTAZIONE:    

 La  commedia è ambientata  nel 1930 in pieno ventennio in un  appartamento lussuoso in pieno centro di Roma,  arredato  con mobili d'ultima moda. L’ apparecchio telefonico nella parete di fondo, a destra nel salottino.
     

(Al levarsi della tela, Cecè e seduto sul divano e sta leggendo dei quotidiani. )

 SCENA 1

Cecè – paolino – LA CONTESSA DANIELA VENTURELLI

(Cecè è sul divano con una serie di giornali, più che leggerli li guarda svogliatamente passando tra un quotidiano all’altro, si accende una sigaretta)

(chiama Paolino)

Cecè: (ad alta voce)  Paolino

PAOLINO: (arriva subito) desiderate

Cecè: (sbadiglia)  paolino che noia … e tutti questi quotidiani che si copiano le notizie … letto uno letti tutti …

PAOLINO: (gentilissimo) signore mi permetto di dirvi Cecè che c’è la censura

Cecè: la censura … io Paolino me ne faccio un baffo della censura

(bussano alla porta)

Cecè: ma chi sarà mai a quest’ora … sono le tre del pomeriggio, l’ora della pennichella … Paolino per gentilezza dite a quello scocciatore che non sono in casa

PAOLINO: (gentilissimo) cercherò di accontentarvi signore

(Paolino si avvicina alla porta, la apre)

 (la Contessa Daniela Venturelli senza aspettare di essere annunciata, entra di corsa nella stanza : la donna piange)

(cecè lascia i giornali e si avvicina alla donna abbracciandola)

Cecè: (rivolto al suo cameriere ) lasciateci soli Paolino

PAOLINOsi signore

(Paolino esce di scena)

SCENA 2

Cecè  - LA CONTESSA DANIELA VENTURELLI

Cecè : (premuroso) Danielina cosa vi prende … un volto così bello non merita di essere rovinato dal pianto

LA CONTESSA DANIELA VENTURELLI: (agitata) Cesarino … Cesarino

CECÈ: (cerca di calmarla) calma Danielina calma … io sono qui vicino a voi

LA  CONTESSA DANIELA  VENTURELLI: vicino a me non c’è nessuno e non c’è mai stato nessuno, neppure mio marito… quello zotico,  ormai non lo sopporto più.

CECÈ: (cerca di calmarla) calma, sapete io non vi abbandonerò mai

(Cecè si risiede sul divano e seduto  abbraccia la nobildonna attempata. Il gigolò  è intento a sedurla)

Cecè: Avete le mani che vi tremano gentilissima Daniela, due mani bianche delicate e bisognose di baci

LA CONTESSA DANIELA VENTURELLI: (calma) Ma io … Cesare sono confusa … la vostra voce, le vostre parole mi mettono in imbarazzo, io ….

Cecè: So cosa volete dirmi Daniela. Volete  dirmi che avete quasi il doppio dei miei anni ma …

LA CONTESSA DANIELA VENTURELLI: Ma !

Cecè: Nessuna donna, ha la vostra classe, la vostra  cultura, il vostro modo di amare  

LA CONTESSA DANIELA VENTURELLI: Mi state dicendo cose che nessuno mi ha mai detto!

Cecè: Il mio cuore parla per me e parla di voi con molta ammirazione.

LA CONTESSA DANIELA VENTURELLI : Con molta ammirazione … ma scherzate alle visite ufficiali quelle della Roma bene … quelle dei conti dei cardinali e dei marchesi mio marito mi obbliga ad essere gentile. Lo sapete anche voi come lo sanno tutti, Arturo mi usa come specchio per le allodole per i suoi affari

(ride)

Lo so… io so tutto … e so che ha anche una giovanissima amante

(piange … Cecè si avvicina)

Cecè:  Vostro marito non vi merita … Daniela … io vi sarò  sempre vicino

LA CONTESSA DANIELA VENTURELLI: Sempre … sempre … voi uomini dite sempre così …. Siete pieni di promesse, ed io sono qua con voi rischiando la reputazione, con un uomo che tutta la città dice …

CecèDaniela, una donna come voi non dovrebbe ascoltare questi chiacchiericci

LA CONTESSA DANIELA VENTURELLI: ( ride) di chiacchiericci  (piange)  quanti ne ho subiti e quanti  ne devo subire ( ride isterica) (piange di colpo)

Cecè: (si avvicina a Daniela l’accarezza e le prende la mano) Daniela, voi avete sofferto molto ed una donna come voi non deve soffrire per un uomo

LA CONTESSA DANIELA VENTURELLI: ( piange) non posso, no non posso pensare , né vivere illudendomi di trovare in voi quel sentimento che per anni è rimasto assopito nel mio cuore deluso

Cecè: no mia signora, io non posso deludere il vostro sguardo, la vostra anima

LA CONTESSA DANIELA VENTURELLI: ( piange) la mia anima, non posso vivere nell’illusione del mio amore

Cecè: non posso …. E né auspico il dolore che provo , nel  vedervi lontano dal mio cuore e sapere che un giorno potesse accadervi qualcosa, o il mio amore …essere cagione di vostro danno o io essere ostacolo della vostra più pura o completa felicità.

LA CONTESSA DANIELA VENTURELLI: ( sconvolta) non potete dirmi questo … non potete … voi vi prendete gioco dei miei sentimenti, il mio cuore è un tormento … ma voi non capite

Cecè: stasera io mi sono accorto che nel momento in cui il mio cuore palpitava nell’aspettarvi, mi era indispensabile la vostra voce … mi mancavate Daniela … voi mi completate amore mio

LA CONTESSA DANIELA VENTURELLI: ( sconvolta) no… non è vero … non è vero ….voi non potere amarmi

Cecè: si ! posso amarvi … io non sono un essere abbietto come il vostro caro consorte  che usa la vostra bellezza per i suoi sporchi giochi

LA CONTESSA DANIELA VENTURELLI: ( sconvolta) lo sapete … mi ha usato per convincere quell’essere spregevole del conte Alibrandi a farsi dare l’appalto per la casa del fascio a Bengasi

Cecè: (ad alta voce) ma l’appalto non è stato ancora assegnato?

LA CONTESSA DANIELA VENTURELLI: ( sconvolta) è già stato assegnato … mio marito ha passato a quel bavoso una bustarella con ventimila lire … e mi ha costretto a sorridere al quel porco e ha passare un intero pomeriggio con lui … e mi ha perfino… ( non so se posso dirlo)

Cecè: si ditelo … io vi voglio bene Daniela …

LA CONTESSA DANIELA VENTURELLI: ( sconvolta) mi ha toccato le cosce , e mi ha perfino baciato ( schifata) ho ancora in bocca il suo tabacco e il disgusto della sua lingua

Cecè:   questo mio bacio può farvi dimenticare il dolore e l’umiliazione che avete subito (si avvicina e la bacia sulla bocca)

LA CONTESSA DANIELA VENTURELLI: ( sconvolta) baciatemi ancora vi prego

Cecè:  (si avvicina e la bacia sulla bocca) voglio consumarmi la lingua e bruciare le mie labbra sulle vostre labbra rosse ed ardenti come il fuoco

LA CONTESSA DANIELA VENTURELLI: ( sconvolta) ardenti come il fuoco, amore mio fatemi sentire il calore del vostro corpo abbracciatemi

(Cesare abbraccia Daniela)

Cecè: (sempre abbracciando Daniela)ma vostro marito è sicuro che il conte Alibrandi mantenga la sua parola,  sensibile com’è al fascino della Lira ( e fa il segno dei soldi)

LA CONTESSA DANIELA VENTURELLI: ( sconvolta) non  so e non mi importa,  adesso voglio vivere questo momento … fatemi  dimenticare tutto amore mio

Cecè:   (sempre abbracciando Daniela)ma vostro marito sta cercando di prendere l’appalto per la costruzione della caserma per i regi bersaglieri a Tripoli

LA CONTESSA DANIELA VENTURELLI: (baciando l’amante ) vuole dare una bustrarella al Barone Quintavalle, ma con lui non ho dovuto fare niente, ho sentito Arturo che voleva dare al barone una mazzetta di quindicimila lire per addomesticare l’appalto

Cecè:  (si avvicina e la bacia sulla bocca) non pensare a queste cose  Daniela, ora che sei qui con me …

( si alzano ed escono di scena)

(musica)

(bussano alla porta, solerte il cameriere va ad aprire)

SCENA 3

 PAOLINO – IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA: sono il Commendator Squatriglia ed ho un appuntamento con il signor Cesare Rivoli

PAOLINO: mi spiace il signor Rivoli in questo momento non è disponibile

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA: ma io ho un appuntamento

PAOLINO: mi spiace signore … in questo momento non è disponibile, dovete tornare più tardi

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA: vi ripeto! Io sono il Commendator Squatriglia ed ho un appuntamento di affari con il signor Rivoli

PAOLINO:  ed io continuo a ripetervi che per un paio d’ore il signor Rivoli è impegnato torni più tardi…

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA: tra un paio d’ore lo trovo …

PAOLINO:  si , non preoccupatevi, andate a prendervi un caffè e tornate …

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA: davvero … allora mi riprenda un’ appuntamento

PAOLINO:  fidatevi … fidatevi … ci penso io (e fa il segno dei soldi)

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA: (il commendatore da dei soldi a Paolino che li intasca) ci conto

PAOLINO:  fidatevi … commendatore … fidatevi

(il commendatore esce di scena)

SCENA 4

 Cecè – la CONTESSA DANIELA VENTURELLI

(Cecè accompagna alla porta l’attempata signora)

Cecè: tesorino, adesso dovete andare che è tardi, vostro marito vi aspetta con ansia

la CONTESSA DANIELA VENTURELLI: Cesarino amore mio, non mi importa niente di mio marito, quello è un uomo che non mi merita, permettetemi di stare ancora stare con voi ancora un pochino

(Cecè accompagna la donna alla porta)

Cecè: tesorino andate ! Adesso andate … vi chiamerò io …

la CONTESSA DANIELA VENTURELLI: Cesarino datemi un bacio …

Cecè: tesorino, si ecco il bacio ora andate  Danielina …

(bacia la contessa e la spinge fuori dalla porta)

la CONTESSA DANIELA VENTURELLI: un altro bacio vi prego …

(Cecè bacia ancora spinge la donna con forza fuori dalla porta)

SCENA 5

Cecè – PAOLINO

(Cecè chiude la porta e fa un gesto di disappunto)

Cecè: ormai è diventata pedante

PAOLINO:  Calma  Cecè … calma dovete rimanere calmo

 Cecè: avete ragione … Paolino … cosa c’è di nuovo …

PAOLINO: tra un’ora viene il Commendator Squatriglia, tra dieci minuti arriva Nadia e il Conte De Carolis

Cecè: (sorridendo)e noi aspetteremo

(anche Paolino ride ed esce di scena)

SCENA 6

Cecè – NADIA

(suonano alla porta e Cecè va ad aprire, entra Nadia i due si abbracciano, ma improvvisamente la ragazza da uno schiaffo al damerino)

( si danno del tu in maniera confidenziale)

Cecè: (rivolto a Nadia e molto sorpreso) amore cosa ti è preso

NADIA: (letteralmente infuriata) Amore un corno, ho visto uscire dalla porta quella befana della tua amica …

Cecè: (rivolto a Nadia e molto sorpreso) amica … non capisco!

NADIA: (gelosa e in tono sarcastico) La Contessa Daniela Venturelli cosa ci faceva in casa tua … adesso anche lei è diventata una delle tue amanti …

Cecè: (sorridente) amante … ma scherziamo, figuriamoci se mi confondo con quella donna insignificante  …

NADIA: (gelosa) io ti amo e non posso fare a meno di te… devi capirlo … devi capirlo …

(Nadia picchia i pugni sul petto di Cecè, il quale frena l’impeto della donna e la bacia)

(Nadia si abbandona al bacio)

Cecè: (sorridente) mi ami Nadia

NADIA: (lasciva) si … tanto ….  (e riabbraccia Cecè)

Cecè: (sorridente) tanto … tanto …

NADIA: (lasciva) si … tanto …. Tanto … sei il mio unico e grande   amore Cecè 

(e riabbraccia Cecè)

Cecè: (sorridente) allora faresti qualcosa per me …

NADIA: (lasciva) si … tutto quello che vuoi amore mio 

Cecè: (sorridente) proprio tutto

NADIA: (lasciva) si … tutto … tutto … ma ora baciami

(Cecè bacia Nadia)

Cecè: (sorridente) presto verrà a trovarmi un uomo insignificante, tu lo incontrerai in questa casa dopo … (parla nell’orecchio a Nadia e lei ride di gusto)

(Cecè accompagna alla porta la sua compagna, i due si abbracciano e si baciano - escono entrambi)

SCENA 7

PAOLINO – IL CONTE EVARISTO RICCOBALDI (ALIAS  cONTE DE CAROLIS) - Cecè – IL COMMendator carlo SQUATRIGLIA

(bussano alla porta, Paolino va ad aprire)

PAOLINO: ( leggero inchino) buon giorno signor Conte

IL CONTE EVARISTO RICCOBALDI: ( sorridente entra ) posso …

PAOLINO: prego

IL CONTE EVARISTO  RICCOBALDI : ( sorridente  ) Cecè è in casa!

PAOLINO: accomodatevi sul divano

(il conte si siede e sfoglia una rivista, Paolino esce di scena)

(musica)

(entra Cecè)

CECÉ: ( cordialissimo)  caro signor Conte, finalmente ! Ormai sospettavo  che non ci deliziasse più della vostra presenza.

IL  CONTE EVARISTO  RICCOBALDI: ma scherziamo, un impegno è un impegno

CECÉ: ( cordialissimo)  posso avere l’onore di offrirvi qualcosa

IL  CONTE EVARISTO RICCOBALDI: un marsalino grazie

CECÉ: ( cordialissimo)  Paolino portate due marsalini

(Paolino porta i marsalini ed esce di scena)

IL  CONTE EVARISTO  RICCOBALDI: (alterato) signor Cesare possiamo parlare d’affari il tempo è denaro e domani devo partire per  Tripoli

(bussano alla porta, Paolino va ad aprire)

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA: buon giorno sono il commendator Carlo Squatriglia avrei un appuntamento con il signor Cesare

PAOLINO: Signor commendatore , entri la stanno aspettando

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA: grazie

(  entra il Commendator Carlo Squatriglia, Cecè si alza per accoglierlo, anche il Conte si alza Paolino esce di scena)

CECÉ: ( cordialissimo)  Carissimo Commendatore : aspettavamo proprio voi (pausa) sedetevi, accomodatevi mettetevi a  vostro agio …

(tutti si alzano e fanno il saluto fascista)

(ad alta voce) Paolino

(arriva Paolino di corsa)

PAOLINO: (servizievole e molto formale) Desiderate signor Cesare

CECÉ: porti un marsalino al nostro ospite

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA: grazie

(Paolino porta da bere al Commendatore che si siede)

CECÉ: (autorevole)  Paolino nessuno  ci deve assolutamente disturbare

PAOLINO: (servizievole e molto formale) sarà fatto signor Cesare

(Paolino esce di scena)

CECÉ: ( cordialissimo)  Carissimi ospiti, vi conoscete

(ed entrambi - non ho il piacere)

IL CONTE  EVARISTO  RICCOBALDI E IL COMMENDATORE CARLO SQUATRIGLIA (dopo le presentazioni)

(ed entrambi –Piacere )

IL CONTE EVARISTO  RICCOBALDI: (sorpreso) che strano accento avete  signor Commendatore

IL COMMENDATORE CARLO SQUATRIGLIA: io sono di Torino

IL CONTE EVARISTO  RICCOBALDI: (sorpreso) di Torino! avete fatto un buon viaggio

IL COMMENDATORE  CARLO SQUATRIGLIA: in treno … un lungo viaggio in treno ….

CECÉ: il progresso,  ha i suoi pro e i suoi contro … pensate a quando la gente si spostava con le carrozze, a fare un tratto così lungo la gente arrivava con le ossa rotte

(e tutti ridono)

IL CONTE EVARISTO RICCOBALDI: (irritato) scusate, ma cerchiamo di essere solerti, domani mattina mi devo imbarcare per la Libia

CECÉ: (rivolto al Commendatore) il signore maneggia , pratiche di appalti per la Pubblica Amministrazione.

IL COMMENDATORE CARLO SQUATRIGLIA: interessante … interessante

CECÉ: cerchiamo di non perdere troppo tempo, il conte deve partire domani

IL COMMENDATORE CARLO SQUATRIGLIA: io insomma sarei interessato all’ appalto della Casema dei Regi Bersaglieri a Tripoli e la casa del Fascio a Bengasi

CECÉ: lo so ed è per questo che io ho combinato questo incontro, egregio Signor Conte il commendatore ha preparato le carte

( il commendatore tira fuori le carte dalla borsa)

IL CONTE EVARISTO RICCOBALDI: (irritato) fate vedere … fate vedete …

CECÉ: (rivolto al Commendatore) il Signor Conte è un vero esperto

IL COMMENDATORE CARLO SQUATRIGLIA: (rivolto al conte) ho scritto anche nelle carte che io sono un fascista della prima ora vedete ( si alza e va vicino al conte mostrandogli le carte) vedete ho scritto che da giovanissimo, avevo sedici anni … ho fatto ( a voce alta) la marcia su Roma

IL CONTE EVARISTO RICCOBALDI: (irritato) ho capito … ho capito … non interrompetemi.

(scaccia con le mani il Commendatore) e ! rimettetevi a sedere … ho detto…

(il Commendatore si rimette a sedere)

CECÉ: rimanete calmo Commendatore, il  mio cordiale amico è un uomo competente, sapete ha buoni rapporti con tutti sia con il Conte Alibrandi  e il Barone Quintavalle

IL COMMENDATORE CARLO SQUATRIGLIA: ho capito … ho capito…

IL CONTE EVARISTO RICCOBALDI: (irritato, posando le pratiche sulla scrivania) mi sembra tutto a posto, mancano solo i versamenti

IL COMMENDATORE CARLO SQUATRIGLIA: questo posso farlo anche subito …..

IL CONTE EVARISTO RICCOBALDI: (sorridendo) ve lo devo dire io quello che dovete fare

CECÉ: (alterato) volete fare silenzio Commendatore

IL CONTE EVARISTO RICCOBALDI: (sorridendo) Così voi signor … signor …

IL COMMENDATORE CARLO SQUATRIGLIA: Commendator Carlo Squatriglia….. Squatriglia

IL CONTE EVARISTO RICCOBALDI: (sorridendo) Così voi  … vorreste che io aggiusti …. La situazione

IL COMMENDATORE CARLO SQUATRIGLIA: ( ride) so come funzionano le cose

IL CONTE EVARISTO RICCOBALDI: (sorridendo) bravo …. bravo … allora … adesso

CECÉ: (sorridente) sapete che le cose che si diranno in questa stanza non possono essere rivelate ad alcuno

IL COMMENDATORE CARLO SQUATRIGLIA: ( ride) sono consapevole,  adesso veniamoci incontro

IL CONTE EVARISTO RICCOBALDI: (sorridendo) bravo …. bravo … allora … adesso ho fatto i miei conti … come sapete bisogna ungere gli ingranaggi per cui …

IL COMMENDATORE CARLO SQUATRIGLIA: ( ride) ditemi …

IL CONTE EVARISTO RICCOBALDI: (sorridendo) quattrocento mila lire e io vi addomestico tutto …

IL COMMENDATORE CARLO SQUATRIGLIA: ( ride) ma è una cifra enorme …

IL CONTE EVARISTO RICCOBALDI: (fa l’atto di alzarsi) va bene … non importa … amici come prima … arrivedervi …  signor …

IL COMMENDATORE CARLO SQUATRIGLIA: ( ride) Squatriglia … non andate via … accetto … accetto … però aiutatemi a farmi avere dell’altro

IL CONTE EVARISTO RICCOBALDI: (soddisfatto si siede) intanto caro commendatore accontentatevi, adesso … avete portato il dovuto…

IL COMMENDATORE CARLO SQUATRIGLIA: ( ride) ecco  (apre la valigetta  e fa l’atto di contarli)

IL CONTE EVARISTO RICCOBALDI: (soddisfatto prende la valigetta) adesso andate a fare i versamenti e portate le ricevute al signor Cesare … io adesso purtroppo devo andare … (e si alza)

(rimane seduto il Commendatore)

Commendatore alzatevi andate a fare i versamenti per partecipare agli appalti, gli sportelli chiudono tra un’ora … andate e alla svelta

IL COMMENDATORE CARLO SQUATRIGLIA: ( ride) vado subito … i miei omaggi … signori … allora ci conto ….

IL CONTE EVARISTO RICCOBALDI: (soddisfatto) andate  sul sicuro, i miei omaggi …

(tutti fanno i saluto fascista , il commendatore esce di scena)

SCENA 8

CECÉ  - IL CONTE EVARISTO RICCOBALDI

(rimasti soli )

CECÉ: ( cordialissimo) ma Conte fatevi vedere … avete la camicia nuova, fresca di sartoria e soprattutto di un bel nero … roba di  prima qualità!

IL CONTE EVARISTO RICCOBALDI: cosa volete, noi piccoli gerarchi ci trattiamo bene.

CECÉ: ( sarcastico) fate il saluto …  dai fatelo …

IL CONTE EVARISTO RICCOBALDI: ( ride di gusto) volete dire  che non so fare il saluto romano

CECÉ: ( sarcastico) provate dai voglio vedervi (ride)

IL CONTE EVARISTO RICCOBALDI : ( sarcastico) va bene se ci tenete proprio …

 ( si mette sull’attenti alza la mano destra e grida ) Eia eia eia …. Alala … alala … alalà…

(entrambi ridono)

guardate questo  ( alza la mano destra ) saluto al duce!  (entrambi ridono)

adesso basta voglio levarmi questa roba di dosso … ( ride) Il Conte Evaristo Riccobaldi non è mai esistito, ma il Conte Alfonso De Carolis si! Ora voglio vestirmi e finalmente rientrare nel imio rango

CECÉ: ( sarcastico) si  …Conte Alfonso De Carolis…

IL CONTE ALFONSO DE CAROLIS : (ride) datemi la mia parte che me ne vado …

CECÉ: ( sarcastico) ecco la vostra parte signor …(da i soldi a De Carolis)

IL CONTE ALFONSO DE CAROLIS : (ride) chiamatemi come volete , io per voi sono stato duca, marchese, cavaliere … insomma tutto e niente…

Ossequi  (prende i soldi ed esce di scena)

SCENA 9

CECÉ  - NADIA  - PAOLINO

(entra Nadia  cantando un motivetto ed euforica , si danno del tu)

CECÉ : come ti vedo bene amore mio … oggi  … sei veramente meravigliosa

NADIA: sono felice perché presto tu ti ritirerai dagli affari e noi due ci sposeremo … si ci sposeremo … vero … vero (e bacia Cecè)

CECÉ : come  sposarsi , ma scherziamo , adesso è ancora presto per ritirarsi dagli affari … dopo vedremo

NADIA:  (imbronciata) come amore … tu lo avevi promesso … lo avevi promesso …

CECÉ : come  sposarsi, non avevo promesso niente: anzi avevo detto  così per dire …

NADIA: (piange) dopo questo affare … mi avevi promesso.

CECÉ : ma l’affare non è ancora concluso … dopo vedremo …

NADIA: (rinfrancata) dopo si …. Promettilo …

CECÉ : si va bene , te lo prometto

NADIA: (rinfrancata) si amore …

CECÉ : adesso però … mi raccomando: presto ti farò conoscere un uomo … gretto,  insignificante ma ricchissimo, coltivatelo bene, lui ha delle mie cambiali, li porta sempre dietro … cerca con due moine di fartele dare perché mi servono … (sorridendo) dopo se sei brava amore, finalmente ci sposeremo

NADIA: (sorridente) si… si … si… ( i due si baciano)

CECÉ : adesso amore, pensa a coltivarti quel  deficiente

NADIA: (sorridente) ci penso io … amore ci penso io …

(I due si abbracciano e si baciano)

CECÉ : naturalmente tesoro, sai che io in sua presenza … mio malgrado dovrò darti del voi per…

NADIA: (sorridente) non destare sospetti … lo so amore …. Sì!  … E non è la prima volta …

(si abbracciano e si baciano)

(bussano alla porta)

CECÉ : Paolino ….

PAOLINO: vado …

NADIA: chi sarà!

CECÉ : ma di sicuro …

PAOLINO: quel pollastro,  del Commendator Squatriglia.

NADIA: (ridendo) il pollo che devo spennare!

CECÉ : e più lo spenni …

NADIA: (ridendo) e ….

CECÉ : e prima … ci sposiamo

(bussano di nuovo)

PAOLINO: vado ad aprire

NADIA: fatelo  attendere ancora un poco

CECÉ : ora sediamoci e prepariamo un bel piattino per quel ingenuo …

(Nadia e Cecè si siedono sul divano)

(di nuovo si sente bussare)

PAOLINO: io signore vado ad aprire poi con discrezione mi dileguo

NADIA:  si , andate Paolino …

(Paolino va ad aprire, entra tutto concitato il Commendatore)

SCENA 10

CECÉ  - IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA

(confidenzialmente Cecè e Squatriglia si danno del tu, a Nada danno del voi)

IL COMMENDATOR  CARLO SQUATRIGLIA:  Carissimo Cecè! Anche il problema dell’appalto lo abbiamo risolto ( si sfrega le mani) mi è costato … ma ne valeva la pena …

CECÈ: accomodati, commendatore. Vedi, ti aspettavo


IL COMMENDATOR  CARLO SQUATRIGLIA:  ma non  disturbo... vedo che sei con una bella signora

(Nadia ride di gusto)

CECÈ: Ma no! Con te non faccio cerimonie questa bella signora si chiama Nadia ed è la mia segretaria.

(si alza  tenta di essere galante ma  goffo ed impacciato, bacia la mano a Nadia)

(Nadia ride di gusto)

Con lei potete parlare liberamente

IL COMMENDATOR  CARLO SQUATRIGLIA: (titubante) posso ….
( fa l’atto di sedersi)

CECÈ: siediti, e dimmi: hai portato le due ricevute

(Il commendatore trae da un grosso portafogli una carta e si mette a esaminarla, e le passa a Cecè, il quale le esamina e le mette dentro un cassetto)

CECÈ : Carlo non parli?

IL COMMENDATOR  CARLO SQUATRIGLIA:  (Guarda l'orologio; si alza.) Cecè, devo andar via subito, sai? Sono venuto per salutarti e ringraziarti. Parto alle undici.  Sono passato anche per darti questo (passa una busta a Cecè)

CECÈ :(apre la busta e guarda e conta i soldi): ma non dovevi? Sono troppi?

NADIA:  con permesso signor Cesare io mi ritiro nell’altra stanza a finire quelle pratiche  che mi avete assegnato … con permesso Commendatore

IL COMMENDATOR  CARLO SQUATRIGLIA:  con permesso signorina …

( Nadia esce di scena)

 IL COMMENDATOR  CARLO SQUATRIGLIA:  (rivolto a Cecè) grazie Cecè !

CECÈ: Perché? E cosa ho fatto per meritarmi tutti questi soldi

IL COMMENDATOR  CARLO SQUATRIGLIA:  Ah sì! se non era per te, figurati , se avrei trovato così presto la via d'entrare a parlare con Sua Eccellenza

CECÈ: e te l'ho fatta trovare io, la via?

IL COMMENDATOR  CARLO SQUATRIGLIA:  Ma come? Non ti ricordi più?

CECÈ: Quale Eccellenza, scusa? Il Conte Evaristo Riccobaldi… lo conosco da una vita e comunque (prende la busta con i soldi) questi soldi  non li voglio… se io l’ho fatto, l’ho fatto per fare un piacere a te che sei un amico

IL COMMENDATOR  CARLO SQUATRIGLIA:   (riprende la busta e la riconsegna all’amico) questi prendili altrimenti roviniamo un’amicizia … e poi con me non bleffare … se non era per te non prendevo nessun appalto …. E non darti delle arie … tu conosci … tutti …

(sorride compiaciuto mettendosi i soldi in tasca)

CECÈ: ( quasi alterato) Io, delle arie? Ma scherzi e poi l’appalto capisci il detto “ non dire gatto se non l’hai nel sacco” ?

IL COMMENDATOR  CARLO SQUATRIGLIA:  Cos'è? Ti offendi?

CECÈ: Non m'offendo; mi fai rabbia! Perché ti giuro, caro, che io non conosco, invece, nessuno. Nes-su-no, capisci? Guarda! Pensavo proprio a questo, mentre di là stavo a farmi la barba: che è una bella sorte la mia! Cecè... Cecè... Cecè ... tutti mi chiamano Cecè... un passerajo... Centomila mi chiamano Cecè ... a Milano, a Torino, a Venezia, a Genova, a Bologna, a Firenze, a Roma, a Napoli, a Palermo... tutti, ma tante volte vengo salutato da persone di cui non ricordo né il nome né chi siano.


IL COMMENDATOR  CARLO SQUATRIGLIA:  (ride) Sfido! Così conosciuto da tutti.

CECÈ: Ridi, ah? tu ridi?

IL COMMENDATOR  CARLO SQUATRIGLIA:  Rido, perché... di' la verità... sai chi sono io?

CECÈ: Ah, che c'entri tu... che discorsi! Io ti conosco benissimo e sono sicuro che di te mi posso fidare

IL COMMENDATOR  CARLO SQUATRIGLIA: (ridendo a crepapelle):Si è vero?  è vero? Su di me puoi contare…

CECÈ: (sorridendo)ti ricordi quando ti ho conosciuto

IL COMMENDATOR  CARLO SQUATRIGLIA: Ma sì! A Palermo. Per l’appalto per  riparazione all'antemurale del porto

CECÈ: Ecco, già, già... a Palermo! Antemurale! Vedi bene che... E così, t'ho reso proprio un servizio? Guarda, guarda... e ti ho anche presentato  S. E. il Ministro dei lavori pubblici...

IL COMMENDATOR  CARLO SQUATRIGLIA: Prima il Sotto-segretario, e poi dal Ministro..

CECÈ: Ah, prima il Sotto-segretario, adesso mi ricordo? E di' un po': una tua giornata, mi figuro, deve valere qualche... qualche mila lire di lire, eh? forse più...Ah, già! E t'avrò fatto, dunque, mettere dentro il sacco una bella sommetta, di' la verità!

IL COMMENDATOR  CARLO SQUATRIGLIA: Ma certo, caro! Era una settimana, che mi mandavano da Erode a Pilato... Non so proprio come ringraziarti...

CECÈ:  Te n'afffiggi? Te n'affliggi sul serio? Te ne riparti con l'afflizione di non sapere come ringraziarmi?

IL COMMENDATOR  CARLO SQUATRIGLIA: dimmi cosa vuoi ed io cercherò di venirti incontro

CECÈ:   (sorridendo): mi faresti un favore?


IL COMMENDATOR  CARLO SQUATRIGLIA: certamente … se posso sai … io non  mi  tiro indietro

CECÈ (sopra pensiero):mi  daresti uno sguardo a dei conti ... con Nadia

IL COMMENDATOR  CARLO SQUATRIGLIA: Cecè, non ho tempo. Devo partire alle undici. E ancora non ho pronta la valigia.

CECÈ: Carlo non partire, adesso!


IL COMMENDATOR  CARLO SQUATRIGLIA: devo partire per forza... domani devo essere a Livorno

CECÈ: Ma abbi pazienza! Sei venuto qua per ringraziarmi?


IL COMMENDATOR  CARLO SQUATRIGLIA:  Sì.


CECÈ: E hai detto che non sapevi come? Dammi uno sguardo a quei conti ?

IL COMMENDATOR  CARLO SQUATRIGLIA:  Va bene... va bene ma facciamo presto,  naturalmente sarai presente anche tu

CECÈ: no io purtroppo devo andare, ho un appuntamento di affari

IL COMMENDATOR  CARLO SQUATRIGLIA:  va bene ma solo perché sei un amico!


CECÈ:  allora mi raccomando , io devo andare … dai una mano a Nadia ad aggiustare certi conti come sai fare tu … sono nelle tue mani Carlo, ti ringrazio…

IL COMMENDATOR  CARLO SQUATRIGLIA:  non sono moltissimi, vero!

CECÈ:  ci metterai a dir tanto mezz’ora … ora devo andare … e di nuovo ti ringrazio

(Cecè prende la giacca ed esce di scena)

SCENA 11

 NADIA  - IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA - PAOLINO

L'uscio si apre, entra Nadia, e si ritira, richiudendo l'uscio. Squatriglia,  galante, s'inchina.

NADIA : (impacciata): Buon pomeriggio Commendatore

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA: buon pomeriggio signorina, il signor Cesare mi ha autorizzato a visionare e aggiustare una parte della contabilità …

 NADIA : (impacciata): se il signor Rivoli vi ha autorizzato … ecco le carte

(passa le carte al commendatore)

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA: buon pomeriggio  Nada non  Nadia

(Nada si volta sorride ed abbraccia Carlo)

Nada come mai sei finita qui!

NADA: sai la vita …. ci cambia!

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA: tu non puoi essere cambiata Nada ….

NADA: si sono cambiata … a Firenze facevo la vita!

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA: tu eri differente…. non lo facevi in casino….

 (Nada passa le pratiche che man mano vengono esaminate da Carlo)

NADA: no io mi sono sempre scelta …. i clienti! (ride di gusto)

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA: possiamo parlare in tutta libertà….

NADA: no … Paolino … sicuramente sarà da qualche parte ad origliare

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA: cerca di liberartene….

NADA: (a bassa voce) abbassa la voce … adesso vedo

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA: (a bassa voce) cerca di fare qualcosa (ad alta voce) in questo conto c’è dell’irregolarità …

(Nada si alza e va al mobile bar  lo apre guarda all’interno e lì ad alta voce)

NADA: (ad alta voce e dando del voi) signor commendatore volete proprio del Martini bianco

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA: si signorina

NADA: (ad alta voce e dando del voi) purtroppo  con dispiacere devo dirvi che è terminata la bottiglia. Signor  Carlo volete proprio il Martini.

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA: se è possibile si! Ma se non c’è … lasciamo perdere.

NADA: (ad alta voce e dando del voi) lasciare perdere … ma scherziamo … dove è finita l’ospitalità in questa casa (autoritaria) Paolino … Paolino …

(arriva Paolino di corsa)

PAOLINO:  desiderate signorina …

NADA: (ad alta voce e dando del voi) ho notato che nel mobile manca il Martini bianco , il signore lo desidera … andate subito alla bottiglieria a comprarne un paio di bottiglie e fatele segnare a Cecè …

PAOLINO:  ma …  signorina Nadia non è per contraddirvi ma … il Martini bianco in questa casa non c’è mai stato … e neppure è di gradimento al signor Cesare …

NADA: (ad alta voce e dando del voi) piace al nostro ospite … prego andate e di corsa

PAOLINO: vado … vado … ma signorina non si alteri per favore  

(Paolino esce di scena)

SCENA 12

 NADA  - IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA

(appena uscito i due ridono e si abbracciano)

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA: adesso spiegami il perché di questo cambio di nome

NADA : (ridendo) quando mi hanno fatto i nuovi documenti hanno sbagliato a trascrivere il nome …  e ho tenuto quello. (ride)

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA: (ridendo)ti sei rifatta una verginità …

NADIA : (ridendo) no a dire la verità …. Cecè …

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA:  (ridendo) ti ha detto di farlo con me … perché io ho dei suoi documenti compromettenti e lui vorrebbe

NADA : (ridendo) tramite me … ritornarne in possesso …

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA:  (ridendo) e tu cosa farai … visto che quello dei conti era una scusa …

NADA : (ridendo) cercherò … di farmi dare i documenti …

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA:  (ridendo) e come farai …

NADIA : (ridendo) o ti seduco o mi farò sedurre … lì (indica il divano) … sul divano … e dopo mi darai tutto quello che voglio

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA:  (ridendo) con me non lo faresti mai … e poi perché lo fai …

NADIA : (seria) perché …

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA:  (ridendo) perché  ha promesso che ti sposa …

NADA : (ride) si è vero! Ma come fai a saperlo

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA:  (ridendo) il mondo è piccolo …

NADA : (ride) e la gente mormora! (curiosa) Ma come fai a saperlo?

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA:  (ridendo) non te lo dico? E poi ti avrà detto… adesso dovrai coltivarti … un uomo insipido … talmente scemo che quando lo vedrai gli riderai in faccia

NADA : (ride) è vero … verissimo

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA:  (ridendo) e sai anche che non ti sposerà

NADA : (incupita) lo sospetto … ma non ci voglio credere (cambiando discorso) ma tu che vita fai …

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA:  (serio) mia moglie è morta … non ho figli …non ho una donna … non ho nessuno … accumulo solo soldi e basta … insomma mi faccio schifo …

(fruga tra le carte vede una busta)

E questo cos’è! (prende la busta, ne trae imbarazzato, vede , un conto da modista, e legge): Cappello a cupola piana, con grande Paradis bianco naturale. Lire milleseicentocinquanta. (La guarda. Nada col dito gli indica il cappello che ha in capo. Comprende e s'affretta a dire:) Ah... sì... subito... Volentieri... (Trae dal mazzetto un altro biglietto da cento e uno da cinquanta, e li mette insieme con gli altri sul tavolino, sotto il calamajo.) Ecco fatto... questo te lo saldo io … anche se dovrebbe saldartelo lui …

NADA : (incupita) lui non mi salda niente … anzi mi fa qualche regalo solo quando ottengo le cose che vuole lui … a me non lascia neppure un centesimo … (triste) per lui conto pochissimo, meno che Paolino … comunque grazie Carlo sei un amore.

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA:  (serio) a pensare che anni fa …

NADA : (incupita) anche le tue sono promesse da marinaio (cambiando discorso) lasciamo perdere, ma comunque … sai che  Cecè  ti mangia un sacco di soldi …

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA:  (sorridente) non mi mangia proprio niente … diciamo che non sono ingenuo

NADIA: e i soldi che hai portato

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA: (sorridente) non pensare ai soldi

NADA : (sorridente) sei sempre la solita volpe Carlo

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA:  (sorridente) vuoi cambiare veramente vita  Nada

NADA : (sorridente) si ormai ho trent’anni ed ho bisogno di certezze

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA:  (sorridente) tieni ti ho portato questo

(un anello e vede scritto il suo nome)

NADA : (sorridente abbraccia e bacia Carlo) non dovevi … non dovevi …

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA:  (sorridente) l’ho comprato per te otto anni fa …

 NADA : (sorridente e confusa ) otto anni fa! Cecè non mi ha mai regalato niente di simile …

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA:  (deciso) vieni via con me  …  io ti amo Nada per te ci sarà una appartamento in centro Torino … una villa al mare … ricevimenti e una vita di lusso e un grande amore … (breve pausa) il mio

NADA : (sorridente e confusa ) no non posso  metterei di nuovo tutto in discussione … la mia vita … tutto …  e poi … dovrei fare le valigie …

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA:  (deciso) le valigie! Ma ti compro tutto nuovo …

(tutti e due ridono)

NADA : (sorridente abbraccia e bacia Carlo) va bene andiamo … ma a Cecè bisogna dire qualcosa, lui conosce il mondo e poi è un tipo vendicativo

IL COMMENDATOR CARLO SQUADRITRIGLIA: vendicativo, ma scherziamo … non mi può fare niente perché sono a conoscenza di documenti per lui compromettenti.

NADA: sei grande Carlo, ma io sono stato più sveglia di te ( tira fuori altri documenti compromettenti)

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA:  (sorridente) lo sapevo che eri troppo furba per lui, se vuoi gli lasciamo questa piccola missiva …che naturalmente ho già preparato ( la tira fuori dalla tasca)

NADA : (sorridente) posso leggerla … (e ad alta voce legge)

Caro Cecè la carissima Nada viene via con me ossequi … Carlo

NADA : (sorridente) mi hai chiamato con il mio vero nome

IL COMMENDATOR CARLO SQUATRIGLIA:  (sorridente) presto sarai … Nada Squatriglia …

NADA : (sorridente) e dai! Suona anche bene

(i due abbracciati escono di scena)

SCENA 13

CECÉ  - PAOLINO

(entra Cecè)

CECÉ : ( ad alta voce) Nadia .. Nadia … (nessuna risposta)

(entra Paolino)

PAOLINO:  signore … purtroppo la signorina Nadia se ne è andata …

CECÉ : ( ad alta voce) come se ne è andata … così senza dire niente …

PAOLINO:  e fuggita con il commendatore …

CECÉ : ( ad alta voce)è fuggita con il commendatore (ride)

PAOLINO:  come non sei arrabbiato… ha lasciato anche una piccola missiva

(e la passa a Cecè che la prende e senza leggerla la strappa)

Ma come! Non la leggete !

CECÉ : ( sorridendo Cecè la legge ad alta voce  poi ride) non me ne importa niente (ride) finalmente me ne sono liberato!

(bussano alla porta)

PAOLINO:  vado ad aprire …

CECÉ : ( sorridendo) ma cosa aspettiate !

(Paolino va ad aprire compare una ragazza mora alta vestita in abiti succinti, Cecè si alza e corre ad abbracciarla)

CECÉ : ( sorridendo) Elvira amore mio (i due si baciano)

PAOLINO: (ad alta voce) questo Cecè  ne sa uno più del diavolo…

SIPARIO

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