L’intruso

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L’INTRUSO

Commedia in tre atti

Di

Angelo Alfieri

Personaggi

CAMILLO SOLDRINI

CHIARA   SOLDRINI

FERDY PISPICI

LAURA  DELNEO

SOLE INDICHI

APPASCA’ DIMONTE

DEBORA FESTANI

LICINO FESTANI

UGO da PI

SILVANO OLIVES

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Cosa resta al cittadino comune avvolto dal grigiore della quotidianità se non la possibilità onirica quale mezzo d’evasione dalla realtà. L’uomo della strada non ha altro che il sogno per riscattarsi da una società mortificante e gerarchizzata. Voler essere quello che non si è almeno per una volta. Questa è la storia di un individuo che vive la vita semplicemente senza particolari emozioni: il solito tran-tran. Ma, d’un tratto, ecco che … La scena si svolge nella casa di Camillo situata in una città qualsiasi del nord Italia. Al centro un divano, qua e là alcune sedie e qualche oggetto, un televisore.

ATTO PRIMO

Scena prima

Camillo: (È seduto sul divano, si è appisolato, ad un tratto si sveglia, o crede di farlo, davanti alla Tv accesa: guarda l’orologio, sembra spaesato). Che programmitristi, monotoni. È mai possibile che tutte le emittenti per non perdere audience facciano le stesse trasmissioni, di cucina per giunta … certo bisogna imparare a far bollire l’acqua da questi qui. Chef! Mi facciano il piacere. Abbiamo bisogno di evasione, di avventure esotiche non di patate fritte. (Guarda dalla finestra, si aggira preoccupato, prende un giornale totalmente bianco, lo guarda ma non lo legge). Chestrano, sono le nove e non si vede ancora. Che sia successo qualcosa di insolito? Vuole chiudere lei il negozio per attardarsi con le clienti a sparlare di questa, di quella: dice che la monotonia prende il sopravvento e allora … la chiamo? Forse ha forato una gomma! (Alza il telefono ma non fa in tempo a chiamare perché Chiara entra inseguita a sua insaputa da Silvano che, avendo le cuffiette sulle orecchie, forse, non si rende conto e si infila nella porta aperta senza accorgersi).

Silvano: (Entra tra una nuvola di nebbia che svanisce subito). Che faticata! (Si abbandona sul divano). Cara, preparami una tisana defaticante, ne ho proprio bisogno

…Ah! Che cotta … venti chilometri oggi … (Non si accorge di essere a casa d’altri). Virgi, la tisana! Sono stanco morto! Siamo circondati da una massa di idioti

…che gente. Dove andremo a finire! Maleducati … bifolchi!(Chiude gli occhi, pare addormentato. Silvano è di indole bonaria, non farebbe male ad un a mosca).

Camillo:         (È rimasto con la cornetta in mano). Chi è?

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Chiara: Non mi vedi! Sei stanco. Tisana? Via Camillo! Stai cadendo nella trappola del consumismo omeopatico perché hai visto qualche bellezza dimagrire all’improvviso dopo aver bevuto qualche pozione miracolosa?

Camillo:         Girati un po’.

Chiara: (Si accorge ora). Chi è? Oh mamma, da dove sbuca? Non ne ho la più pallida idea … mi ha seguita? (Un attimo di panico).

Camillo:         Se non lo sai tu! Si è infilato dritto come un fuso. Ha perso

l’orientamento come gli uccelli, sai quelli che sbattono sui vetri. Non ti sei accorta di niente? Potrebbe essere un trovatello allo sbando. Uno “Zatterista”?

Chiara:            “Zatterista” , ah!  Non sembra straniero! Parla come noi. Ehi, lei … cosa

fa qui? È cotto … e se fosse malato di … peste: chiamo la polizia o l’ambulanza? (Lo tocca col manico della scopa).

Camillo:         Aspetta … (lo osserva).Vuoi vedere che crede di essere a casa sua: ha

chiesto la tisana! Crede di parlare alla moglie … da dove ti segue … (è piuttosto divertito).

Chiara: Sono entrata nel vialetto, ho chiuso la macchina, ho aperto la porta e … si sarà nascosto nei cespugli, con la nebbia non l’ho visto. … a quale scopo?


Camillo:


Divertente! Prepara la tisana, ci divertiamo.


Chiara: Gliela faccio con l’erba, ma quale tisana, non so nemmeno cos’è. Tu vedi solo il lato buono delle vicende, non pensi al disastro che ci potrebbe combinare. Non facciamo quelli che dopo si devono pentire per aver fatto entrare in casa un delinquente che uccide tutti per una manciata di soldi. (Mima il gesto delle bastonate e quant’altro). Gli darei una legnata.

Camillo: Quali soldi. Non ne abbiamo … frughi pure … gli apro la cassaforte così vede subito che non c’è niente e ci lascia stare … dorme della grossa. Dev’essere uno sportivo: è in tuta … alle nove di sera va in giro a correre? È scemo! (Gag a piacere). Io non vedo l’ora di rinchiudermi in casa e questo qui … mah!Sono queitipi che non fanno niente tutto il giorno e alla sera vagabondano per le strade.


Chiara:


Sarà come dici tu ma, a me, questo qui: puzza!


Camillo:


Di sudore! (Si gratta la testa, si avvia verso la porta ma …).


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Appasca’: (Pensa di sapere tutto della vita, in realtà è uno sbruffone di paese che preferisce inventarsi le avventure piuttosto che viverle). Permesso, Ueilà , abbiamoospiti? Chi è? Parente. … È morto?

Camillo:         Si è infilato in casa si è seduto e si è addormentato.

Appasca’: (Lo ispeziona). E non ha detto niente?

Chiara:            Ha chiesto una tisana.

Appasca’: Menomale! Lo lasciate lì così? Questi tipi qui sono imprevedibili, li conosco, vengono con una scusa qualsiasi e dopo … ti ammazzano di botte. Ho già avuto modo di incappare in situazioni simili … so io come fare. Lo leghiamo? Datemi un attizzatoio. (Lo prende come un gioco).

Camillo:         Non l’abbiamo. Prendi questo, è appuntito.

Appasca’: Glielo mettiamo dietro la schiena, quando si muove sente il ferro e crede che sia una pistola … l’ho visto fare in diverse occasioni … lasciate fare a me!

Chiara:            Sei sicuro che si fa così ? (Gesto di conferma di Appasca’ ).

Appasca’: Perbacco se sono sicuro … ho combattuto dappertutto: sono un militare di carriera. Appostamenti, raid, incursioni a sorpresa … scherziamo! Sono appena rientrato da un blitz in Indocina. Non mi credete?

Chiara: L’altra volta che ci siamo visti hai detto che hai partecipato ad un concorso di bellezza in Africa orientale, senza specificare in che stato e sei arrivato terzo. Sinceramente è la prima volta che sento dire che laggiù si facciano concorsi di quella natura.

Appasca’:   Ho detto così … ne ho fatte di tutti i colori … una volta sono rimasto

appeso ad un albero di banane per tre giorni prigioniero dei “mozzi”: guerrieri terribili. Le cicatrici che ho me le sono procurate in quell’occasione! Pazzesco! Quando volete ve le faccio vedere.

Chiara:            Ti crediamo sulla parola!

Appasca’: Questi guerrieri sono particolari, sono in grado di condizionarti a tal punto da farti credere di essere un'altra persona, ma io ho una tempra psicologica eccezionale e fino ad ora mai nessuno è riuscito a condizionarmi. Pensate che riescono a fondere le saponette col pensiero. Alcuni dicono che vengono da un altro pianeta!

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Camillo: Hai avuto una vita avventurosa? Noi invece: dentro e fuori dal negozio. Nella mia vita avrò raccolto venti tonnellate di capelli e lei pure. Avremo consumato un centinaio di scope. Pensa che la più emozionante avventura è stata quando è mancata la corrente. Si sta svegliando? (Si sveglia). Beh! Le sembra il modo di fare? Introdursi in casa d’altri senza batter ciglio?

Silvano: Sei scemo … chiamo la polizia … Virgi … Ma dove sono? Mi avete sequestrato … Maledetti …(Cerca di avventarsi su Camillo ma poi). Avete fatto un buco nell’acqua, avrò sì e no ventimila Euro sul conto … canaglie … chi siete? Tu faccia da scemo … (Si gira perché ha sentito l’oggetto appuntito sulla schiena). Levami il punteruolo, mi buca la tuta!

Chiara: Sei drogato! Corridore del cavolo non vedi come sei conciato: invece di scorrazzare per niente stai a casa a dormire … chi è questa Virgi?


Silvano:


Mia moglie! (Si mette dietro il tavolo teme per la sua incolumità).


Ferdy:              (Suona a ripetizione). Buonasera soliti amici … salve, finalmente uno

nuovo … cos’è: festa? (Va ad abbracciarlo, lo squadra). È un amico del nostro vecchio soldato di ventura? Ottimo abbigliamento.

Appasca’:     Vecchio? Ho trent’anni oggi!

Chiara: Ma ne dimostri sessanta! Saranno le avventure estreme che ti hanno invecchiato. Ferdy, ti presento il signor … come ti chiami Frescobaldo da corsa?

Silvano: Silvano Olives! (Si guardano esterrefatti). Onorato di fare la vostra conoscenza! Ditemi come sono finito in casa vostra! Quale sortilegio mi avete fatto? Mi si riconduca alla mia magione.

Camillo: Come parla questo? Mangione? Oh, magna magna, vacci piano. Sei venuto di tua iniziativa o ti ha guidato il telecomando? Cosa vai cercando a casa mia, la frutta per la macedonia? Si vede chiaramente una sofferenza psichica su quel viso , lo ammetta! Chiama la Dottoressa dei tipi strani, facciamolo vedere a lei.

Silvano:         Non sono certo io il malato … forza. Fuori la verità! Cosa volete?

Debora: (Campanello). Finalmente … Che giornata … Salve! (Osserva Silvano). Mi consenta di ispezionarla … a prima vista direi che lei è un tipo caucasico … si …

èdei nostri. E’ nativo della Georgia? Quel lineamento la tradisce.

Silvano:         Georgia? Chi è? Una collaterale sua. Sta bene signora?

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Debora:          Meglio di lei senz’altro! Mi dica dove è nato senza fare lo spiritoso se

possibile … mi piacerebbe interrogarla circa le sue origini: dal modo in cui si veste oserei dire un incrocio anglo-armeno.

Silvano:         (Si guarda). Non vede che sono in tuta da corsa.

Chiara: Lascia perdere … è piombato in casa infilandosi nella porta senza accorgersi … o è un pazzo o è un cretino che fa il furbo.


Debora:


Delle due una ... o è cretino o è furbo. Lei che cos’è?


Silvano:         Ma dico! Siamo impazziti? Vi ripeto: come sono finito qui! Mi si metta


in condizione di telefonare a mia moglie che sarà in pensiero … a quest’ora. O sono sotto sequestro?

Camillo: Uno come lei gira senza telefono? Pensi: io, che sono un umile barbiere, ne ho quattro! Tenga! Si sbrighi, si faccia venire a prendere da questa fantomatica moglie.

Silvano:         Fantomatica? Abbia rispetto delle persone che non conosce! Dia qui!

(Chiama). “Cara … sono finito in un posto sconosciuto … vieni a prendermi … nonlo so!” Che via è?

Chiara: Sant’Anastasio 234 … Me la passi per favore! “Pronto … ma dico, lei lascia “suo marito” in balia di se stesso nello stato in cui si trova! … Abbia pazienza: è uno svitato … Ma sì, pensi quello che vuole”. Tenga!

Silvano: “Virgi … mi sono perso … forse è così … mi stanno trattando male perché credono che sia un delinquente … Sì a dopo!” Arriva, siete contenti?

Appasca’: E così dice di essere un? … Silvano! Ne conosco parecchia di gente come lei … racconta palle, ecco cosa siete! Mi dica se sbaglio: lei ha un’azienda di vini pregiati … un oleificio … Un allevamento di pollame … (Silvano annuisce). Cosa vi dicevo … palle … qui l’unico allevatore sono io!

Camillo:         E da quando? Non l’hai mai detto prima!

Appasca’:       Perché sono modesto! Che bisogno c’è di dichiarare certe faccende.

Debora: Appunto: che bisogno c’è? Uno lo da per scontato. Come ti vede dice. Quello è un allevatore … amico vedi non spararle troppo grosse, per favore! Veniamo a lei, Silvano … (Gli gira attorno assumendo un tono cattedratico) lo sa che il suo nome significa: quello del bosco?

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Silvano:         E allora? Lei va in giro a dare spiegazioni circa il nome delle persone?

Mamma mia in che guaio mi sono cacciato … e non arriva, non arriva … sto impazzendo … (Si siede pensoso).

Ferdy: Cari amici … vi ho osservati attentamente … credetemi, gli state dando addosso per nulla, il signore, che è quello che è, si è smarrito nel bosco. Forse ha ragione Debora quando associa il nome alla situazione che si è creata. C’è del magico in tutto questo. Mi tolga una curiosità, è la prima volta che si perde?

Silvano: Mi avete preso per Cappuccetto Rosso? È ovvio che non mi è mai capitato. Datemi qualcosa per coprirmi, si comincia a gelare qui dentro. (Vede la perplessità dei presenti). Credetemi sarò riconoscente! Appena arriva mia mogliedisporrò un risarcimento a vostro appannaggio per il malinteso creatosi. Non sono certo lo scellerato che pensate. I Querciamagna sanno essere riconoscenti. Non vede che ha la cassaforte aperta: cosa pensava che le avrei rubato il denaro? (Chiara va a chiuderla).


Camillo:


Ventimila euro sul conto eh!


Silvano:


Ho temuto che mi volevate depredare …


Ferdy:              Depredare! Appannaggio! Signori, il linguaggio di costui è notevole, le


parole che dice non sono comunemente usate. Tu che studi gli usi e i costumi cosa pensi?

Debora: Non facciamone oggetto di studio. Non ho intenzione di perdermi in chiacchiere con voi che non avendo una preparazione adeguata potreste fraintendere le mie parole … Oltretutto vi conosco appena … (Ride). Lo sa come ci siamo conosciuti?


Silvano:


Sono qui per questo. (Con ilarità). L’ascolto!


Debora: Facendo footing al parco! Come vede non è molto dissimile dal modo in cui ci siamo imbattuti in lei. “Magico” no?

Camillo:         Non ci avevo pensato. Che sia il nostro destino quello di incontrare gli


amici correndo?

Appasca’: Non diciamo eresie. Ricordo un fatto:da giovane , ero in Guatemala, sotto attacco dei guerriglieri, nella foresta, fu proprio lì che feci amicizia con una donna straordinaria. Felicia de Almaviva. E vi garantisco: non stavo correndo!

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Debora: Lui stava parlando del modo in cui “noi” ci siamo incontrati … circoscrivi il discorso, in qualche modo siamo un clan … in qualche modo, una sola persona … Però, vedi, eri nella foresta anche in quell’occasione. Interessante!

Chiara: Quando eri giovane eh! Parli come se avessi cent’anni. Bene, facciamo gli auguri al nostro qui presente guerrigliero allora! Cam, prendi dello spumante!

Silvano: La prossima volta , se dovessimo incontrarci, ve ne porto una cassa … di quello buono s’intende.


Camillo:


Sta dicendo che il mio è pessimo?


Ferdy:


Non glielo dare … (Campanello).


Chiara: Avanti! Ti stavamo aspettando. Le presento Ugolino da Pi! È un artista emergente. Fagli vedere qualche tua opera. Personalmente le trovo interessanti. È un pittore di quelli che dipingono cose incomprensibili: un post - trans - cis - pre - non si sa di che!

Silvano:

Da Pi? Pistoia, Pisa?

Ugo:

Da Pi! Basta! (Lo squadra da capo a piedi). Sta lanciando una nuova

moda. Presentarsi dagli amici in mutande? È un’esistenzialista per caso?

Silvano:

Trovo la sua definizione alquanto superata … (Lo guarda bene). Ma

certo, la conosco. Ugolino da Pi: il pittore … ah, ecco. Da Pi sta per pittore … ingegnoso, non c’è che dire. Come sta? (Va a stringergli la mano).

Ugo:                  (È totalmente sorpreso del fatto). Sta bene? Non credo! Vedo che mi

conosce però: è un buon segno, almeno per me! Ha acquistato qualche mio dipinto? Ci siamo incontrati a qualche mia rassegna? Espongo in parecchie città d’Europa! (Silvano scuote la testa).


Silvano:

Il prof …


No! Conosco il suo gallerista di Roma. Mi sembra di averla incrociata là.


Ugo:                  Non dica niente ... per carità … lavoro gratis. La maggior parte degli


introiti se li pappa lui. (Il gallerista è il padre di Silvano). Sciagurato mercante. A volte sono tentato di denunciarlo ma non disponendo di sufficienti mezzi con cui vivere mi devo sottomettere. Sono costretto a vendere in nero dei lavori minori per sbarcare il lunario! Mi sta costringendo a diventare un artista da fiera di paese dipingendo fiorellini, casupole … al diavolo. .. Io, Ugolino da Pi un pittoruncolo qualsiasi. Sono in mano ad un ladro.

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Silvano:

influenza!


Perché lo diffama così? Parlerò con lui. Vedremo, mi creda ho una certa


Chiara:


Lasci perdere … in quello stato


nessuno le darebbe credito.(Sorride).


Appasca’: Ci penso io, dimmi come di chiama questo miserabile … quando vado a Roma lo incastro a dovere. Guadagnerai il doppio. Parola di … mia.

Ferdy: La faccenda si fa interessante. Lei conosce il gallerista di Pi. Capisco, è un artista anche lei? Si confà con lo stile di vita che mostra d’avere ma se non è così ci dica come l’ha conosciuto.

Silvano:         È molto semplice … (Arriva Licino).

Licino: Perdonate il colossale ritardo … Debora, è tanto che sei qui? (Non si capisce se finge e se è dispiaciuto).

Debora: Un po’ ancora che ti aspetto fanno in tempo a crescermi le unghie. Dove sei andato? Sapevi che ci saremmo recati qui.

Licino: Che sarà mai: mezz’ora! Sono uscito alle sette dall’ufficio e … non ci crederai, mi sono perso.

Camillo: Si vede che è la sera degli smarrimenti … lo dicevo prima: il campo magnetico fa brutti scherzi … o è la volontà di conoscenza?

Licino:             Vuoi dire? No, sono vittima dei tempi. Per soddisfare l’esigenza di

ecologismo lascio l’auto in garage per non aggravare l’inquinamento: giro in bici e il caso ha voluto che si bruciasse la lampadina del fanale: ho infilato una serie di vialetti forse perché ho preso il decumano in senso inverso. Queste ville a schiera sono tutte uguali: la mania degli architetti di creare i quartieri con la riga. Penso che l’ideatore di questo agglomerato sia parente di Dedalo, ci si addentra e il labirinto ti inghiotte . abbiamo un nuovo ospite? Piacere Licino Festani, marito di Debora, nonché suo collaboratore. È italiano?


Ferdy:


Non ci faccia caso, deformazione professionale!


Silvano:         Silvano Olives ecc, ecc … Mi sono perso anch’io sa! Sono finito qui per


sbaglio e sto rischiando tutt’ora di prenderle … sto attendendo mia moglie. Noi viviamo al di là della città, sulla collina!

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Chiara: È andato fuori zona di parecchio. Per lo meno si rende conto di dov’è? È in stato confusionale. Dove siamo? Sembra quasi che sia stato proiettato qui dal nulla!

Silvano: Avrò confuso i decumani, che ne so. Questo quartiere sembra un accampamento romano.


Camillo:

generale).


Infatti abbiamo noleggiato quattro centurioni per fare da vigili. (Ilarità


Ferdy:              Non si preoccupi, caso mai la porto a casa di persona. Accomodiamoci:

Camillo, dov’è la tua proverbiale ospitalità?

Camillo:         Si è persa nel bosco! Va bene: si accomodi in attesa della consorte.


Chiara, quello spumante? Festeggiamo il nostro avventuriero!

Appasca’: Trent’anni di peregrinazioni … ricordo in Congo, ero prigioniero dei “Mutunghi”! Dopo vari tentativi di fuga andati male mi presero e mi legarono a testa in giù per ore. Ho visto la morte passarmi davanti …

Ferdy:              E non l’ha preso! (Lo dice tra sé).

Appasca’: Ne ho passate di tutti i colori. Mi hanno messo coi piedi sui rovi con spine enormi che si conficcavano fino all’osso. Ho ancora le cicatrici sotto i piedi … non ho camminato per mesi, cosa da non credere.

Camillo:         Ti hanno fatto il solletico. (Ilarità generale, disappunto di Appasca’)

Appasca’: Ridete, ridete pure … se ci foste stati voi … questo qui poi, con quella tutina da borghesuccio … quanti anni hai “ amico di Pi”. Venti mila?


Silvano:

fesserie.


Quei tanti che bastano per capire che stai raccontando un sacco di


Appasca’:   Come ti permetti di … non sono un tipo rissoso ma se mi provocano

divento incontenibile … villano: giudica lui! “Mutandone”!

Licino: Via, amici, tutti siamo liberi di farneticare … potrei citarvi un vecchio adagio ma il buon senso me lo impedisce. (Ilarità di tutti).

Camillo: … Tua moglie? L’hai dimenticata nel frigorifero. Ferdy, dico a te! È più di una settimana che non si vede.

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Ferdy:              Verrà … è impegnata con le sue attività e poi non è mia moglie.

Definiamola: amica! Non sentiamo l’esigenza di fare il passo fatale … non ci va di conformarci all’andazzo collettivo fatto di inutili regole, di deliranti promesse … lascio a voi “convenzionali” l’onere delle vostre scelte …

Ugo: Il tuo discorso è più da artista che da uomo della strada, ti facevo piccolo borghese perfettamente inserito … mi devo ricredere e ne sono contento.


Silvano:

così?


Permettetemi di intromettermi: quando vi incontrate discutete sempre


Chiara:


Non sempre! Pensi che a volte parliamo anche di calcio ...


Licino:             Anche se io non ne vedo la necessità o l’utilità, tuttavia, essendo in

democrazia: accetto!

Debora:          Qui tutti parlano di “democrazia” senza saperne il significato reale.


Credetemi: è una parola vuota. Nemmeno ai tempi di Pericle esisteva. Tant’è vero che Aristotele la chiama “Eunomia”. Andate a leggere i testi .Mi spiego! Fin da allora chi comandava realmente erano i potenti che erano in grado di condizionare le masse, le quali, pur facendo parte del consiglio cittadino, non avevano la capacità di contestare le opinioni dei ricchi, che, essendo più colti avevano capacità dialettiche tali da confondere gli animi semplici e sottobanco compravano i consensi. Esattamente come oggi. Sventolando la bandiera in nome della democrazia tutti i capi rubano e i sudditi stanno a guardare. Quindi, andateci piano e non dite spropositi. E non mi fate arrabbiare!

Ugo:                  Chi ci libererà dalle schiavitù? L’arte … o la guerra? (Con enfasi).

Appasca’: Non so se sia vero quello che dici ma, nel mio piccolo, devo dire che se non combatti contro tutti non vai da nessuna parte. L’uomo è nato per combattere … se non fosse così saremmo appesi agli alberi a rubarci le noci di cocco come i nostri antenati primitivi. Combattiamo democraticamente senza troppi giri di parole.

Silvano: Non si potrebbe cambiare discorso? Voi vi trovate alla sera, stanchi morti, per raccontare le questioni fondamentali del vivere comune … sebbene, molto probabilmente non ci incontreremo mai più, permettetemi di dirlo … siate leggeri! E soprattutto non raccontatevi stupidaggini.

Ferdy: La leggerezza dipende dallo stato patrimoniale. Lo vada a dire ad un lavoratore qualsiasi che si barcamena con lo stipendio di stare leggero, soprattutto a

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fine mese. … poi quando esce dall’ospedale ne parliamo. .. Comunque concordo col corridore: parliamo di donne!


Licino:


È proprio l’argomento ideale a quest’ora … fatemi il piacere, donne!


Camillo:         Pur non conoscendola mi è simpatico: ci inviti a casa sua qualche volta.


Mi piacerebbe che ci incontrassimo spesso e lo dico senza interesse di bottega … sa ho un negozio di parrucchiere in centro … mi venga a trovare: taglio gratis naturalmente!

Silvano: Perché no! Sapete … purtroppo la circostanza è quella che è … pur non avendo capito bene quello che è successo cioè come sia potuto finire in casa vostra ritengo interessante l’accaduto … approfondiamo la conoscenza senza mascherarsi dietro sospetti inutili … se però mia moglie arrivasse sarebbe meglio … sono a pezzi.

Chiara: Tutto sommato ora sappiamo chi è … ci dica cosa fa per vivere! Noi siamo barbieri, loro sono antropologi, lui … non si sa, Pi è un pittore, come già sa e Ferdy un amabile intrattenitore attualmente disoccupato e senza voglia di sposarsi …

Ferdy: Sono professore “precario”. Noti bene, non è un aggettivo. È uno stato sociale, una condizione con la quale gli italiani dovranno fare i conti in futuro. Se il vivere è per definizione precario anche il modo di vivere diventa “precario”. Penso che sia giunto il momento che qualche filosofo teorizzi il fenomeno collocandolo nella storia come l’avvento di una nuova fase del progresso. Perché è del progresso che stiamo parlando! Quello che fa arricchire sempre i soliti … Dico così perché sono un ottimista altrimenti … invece lei cosa fa? Ci dica!

Silvano: Cosa faccio io … beh! Non so da che parte cominciare … scusate, mi fa telefonare ancora, vedo che ritarda.

Camillo:         C’è chi si ammazza di lavoro e chi si ammazza di “far niente”. Prego!

Silvano:         “Virgi, allora, … cosa aspetti? … Capisco: il motore è … vecchio, lo so

…provo. Ciao”. Signori, temo che qualcuno di loro mi dovrà accompagnare. Abbiamo dei mezzi di trasporto che sono a dir poco inservibili. Li conserviamo per puro diletto ma, alla bisogna …

Appasca’:     Non si preoccupi. L’accompagno di persona, ci mancherebbe … prego:

non ha freddo? Si porti via il poncho: è un mio regalo. Scambiamo due parole mentre andiamo. Ha detto sulla collina? Quartiere residenziale per eccellenza. Io non ho una residenza fissa, vengo chiamato improvvisamente per manovre d’ogni sorta quindi. In questo periodo sono qui ma domani … le spiego strada facendo.

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Silvano: Spero proprio di rivedervi … con rincrescimento. Sono imbarazzato nel congedarmi da voi. Non mi vengono le parole. (Se ne vanno).

Camillo: Che serata sconvolgente … quando torna ci facciamo raccontare tutto di questo fantasma in tuta. Sono ansioso di conoscere.

Licino: C’è qualcosa di strano in quest’uomo. Non so … piombare così … capita a tutti di svarionare ma … voglio dire … è come se lo conoscessi già. Ho una strana sensazione come di … no, non è così.

Ferdy:              Non sei molto chiaro nell’esporre … ci stai gettando nell’incertezza!

Debora: … Hai appena detto che è stato il fanale della bici a tradirti. Qualcosa avrà tradito lui. Dai, non trovare il pelo nell’uovo, se è il caso lo studieremo più avanti. A questo mondo ci si sbaglia ragazzi! E soprattutto si vorrebbe essere qualcosa di diverso da quello che si è!

Ugo:                  Dev’essere uno importante … mi conosce … non fraintendete, vuol dire

che frequenta certi ambienti: gli dirò di mettere una parola col mio gallerista “ladro”

…qui si che vale il discorso di prima … c’è gente che non sa nemmeno come fa a trovarsi con le tasche piene di soldi .

Debora:          Lo vedi che ho ragione! “Ruba”! Finché il mondo sarà pieno di creduloni

… l’idea di uguaglianza rimarrà tale: un’idea!

Chiara: Non tiriamoci in casa gente che ci può compromettere … per me è un furbacchione che ha saputo qualcosa di noi e … gira gira ce la farà pagare. E tu vagli a dire di rincontrarci. Sei proprio un barbiere!

Camillo: Denigrami pure. Cos’ ho da perdere? Le mutande? Via, siamo realisti. Avrà avuto un calo di memoria, con le cuffiette sulle orecchie, ha imboccato il nostro vialetto invece di …

Chiara:            Invece di? Chissà dove abita. Ce lo dirà “l’avventuriero” di trent’anni.

Ferdy: Credimi: mi fa più paura lui di questo … che cazzate racconta? Dove l’avete trovato poi.

Licino:             Nel parco no? Tutti noi ci siamo incontrati per caso … o per necessità?

Dipendiamo l’uno dall’altro o siamo autonomi, voglio dire, ognuno di noi è l’ idea di se o se stesso realmente! (Dice queste parole tra se). Dubito, dubito!

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Camillo:         A momenti mi sotterra con un pacco … mi sono ritrovato in un cespuglio

di botto … è rimasto li a scusarsi per un’ora… sapete che non gli ho mai chiesto se c’era lui in quel pacco o se aveva qualcosa dentro?

Debora:          Avrà avuto qualche mitragliatrice. (Tutti ridono). Questo Silvano non ha

i tratti del criminale … premetto che non sono lombrosiana, tuttavia qualcosa a

livello fisiognomico, vagamente, si può dedurre. Dai, è uno di noi! Poi conosce Pi, è una garanzia.

Ugo: Oh! Capirai, è amico di uno sfruttatore sanguisuga. Quando saprò dove abita cercherò di contattarlo … può anche darsi che non tutti i mali vengano per nuocere … cosa mi fate dire: delle banalità che odio.

Camillo:         Signori, non vi voglio scacciare ma l’ora parla per noi: la giornata è stata

pesante …. Abbandoniamo la scena . Fra qualche giorno sentiremo le novità!

Aspettate … in realtà come si chiama quel Pasca’? Dopo un anno che lo conosciamo non abbiamo ben realizzato se si tratta di un lestofante o di un grande uomo. Sappiamo più di questo svitato: di lui?


Ugo:


È importante?


Licino:


No, ma la curiosità dice di si!


Ferdy:


Pasquale Dimonte! Di professione …


Debora: … Fregnone … suvvia, siamo realisti: trent’anni di che cosa? Faceva le rivoluzioni in fasce? Sembra Ercole … gli manca solo la clava. Quello non è mai uscito di casa.

Camillo: Come Salgari! È un avventuriero di carta. Mondi sconosciuti … viaggi incredibili, avventure straordinarie , principesse favolose … (Come se stesse sognando a occhi aperti).


Chiara:


Ci capitano tutti a noi questi soggetti bislacchi!


Debora:


Ci stai accomunando a loro?


Camillo: No! Ragazzi siamo stanchi: non litighiamo per dei malintesi assurdi. (Se ne vanno tutti). Chiara, ho detto qualcosa di male?

Chiara:            Sono permalosi! (Si getta sul divano totalmente rilassata come se avesse


fatto un sogno). Ritiriamoci in buon ordine signor barbiere … domani ci aspetta unaaltra avventura tra gli shampoo!

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Scena seconda

Camillo: (Entra dall’ingresso principale). Anche per oggi abbiamo dato: ottanta clienti da tosare, da scapigliare, da sforbiciare in tutti i modi possibili … è il nostro destino cara. Viviamo in un mondo di ottanta metri quadri. Chissà quell’individuo che fine ha fatto. Per me è in terapia! Via, dai, piombare nella nostra vita a tutta birra … sarà.

Chiara:            Rimango del mio parere: è drogato! (Campanello). Avanti! Ciao Sole! È

tanta la soddisfazione di vederti che non uso parole di circostanza … sei rientrata? (Stava sistemando le sue cose, ma all’arrivo di Sole abbandona tutto per abbracciarla).

Sole: Sì! Una tournee magnifica: trenta città. Sono soddisfatta del successo ottenuto. Ho incontrato dei personaggi importanti, divi del cinema americano , registi importanti. Vi dirò! … Voi?

Camillo:         Ci sono capitate, diciamo così, “avventure” emozionanti. (Ride).

Sole:                  Diamine, che bello, non mi lasciare col fiato sospeso … narra! Anche a

me l’altra sera, … avventura … niente d’importante … Qualche giorno di questi vi faccio conoscere il mio maritino, visto che sono in pausa con la compagnia, ne approfitto. È quasi un anno che ci frequentiamo e non ho ancora avuto l’occasione: vedrete, vi piacerà! Lui è tutto quello che non siamo noi.

Chiara: Vieni con me di là, approfitto per farti vedere una cosetta e intanto … mi interessa un tuo giudizio.

Ferdy:              Eccoci qua. Laura! … (La chiama). Rimane sempre indietro: è di una

lentezza “lumachesca”. Chiude la macchina, si guarda attorno, si tira su i collant dove si trova. Non fa caso alla gente … poi si arrabbia perché la guardano e dopo si lamenta … adesso arriva arrabbiata e strapennata.

Camillo: Sei tu che l’anticipi! Le donne hanno i loro tempi … lascia scorrere come diceva il filosofo.

Ferdy: Quello che dicono i filosofi va bene solo per loro e per qualcuno della loro cerchia di …


Laura:


(Entra). Dov’è? (Gesti ad hoc di Ferdy).


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Camillo:


È di là con Sole … vai, vai … ti ragguaglierà!


Laura:


C’è Sole? Mi precipito! L’adoro: lei è tutto il contrario di me.


Ferdy: Ragguaglio circa? Ah, ho capito. Non si è ne visto ne sentito? Non lo rivedremo più. Meglio, meno siamo meglio è! (Si atteggia).

Camillo:         Sei per la cerchia ristretta? Io penso che più conoscenze si fanno più gli


orizzonti si allargano … ma parlo per me: dall’alto della mia modestia. Voi siete intellettuali. Tenete conferenze, incontrate centinaia di persone ma poi chi se ne frega. Alla fine, quando venite avvicinati per dare spiegazioni fate gli schizzinosi fingendo di dimenticare perfino quello che avete detto. Siete abituati ad essere ascoltati non ad ascoltare. Pensa che io faccio fatica a farmi ascoltare perfino dai miei clienti riguardo ad un semplice taglio di capelli.

Ferdy:              Cosa ti devo dire … è così! “Ruoli”, “Categorie” . Caro Camillo, accetta

senza pensarci troppo: ne va della tua salute!

Appasca’: (Come sua abitudine entra senza bussare). Novità? Ve le racconto io. Innanzitutto dico che il nostro “corridore “ sta per arrivare. Dice che le promesse si mantengono. Penso si riferisca a quella cassa di vini. (Entrano le signore). La mia amica del cuore … Sole … (Va ad abbracciarla ma Sole si ritrae). Non sono appestato … disumana che non sei altro … ti adoro e tu fai la schizzinosa? Vai al diavolo!

Sole: Lo sai che detesto essere toccata … lasciami nel mio brodo. Per giunta sono anche sposata …

Appasca’:     Cosa centra! Non sei proprietà di nessuno o mi sbaglio?

Laura: Appasca’: fammi il piacere! Le donne non si assaltano come le mura del castello … Camillo , tu che sei un galantuomo, insegnagli il modo di comportarsi.

Ferdy: Piantatela … che sarà mai … quante arie, cosa credi di essere, Wanda Osiris?

Sole: È possibile! Non sono venuta qui per essere insultata da questo spara balle. Che diritto ha di buttarsi addosso senza motivo. Sei un animale selvatico. Lo farò presente a mio marito, ti farà vedere lui … Chiara, me ne vado … ci vediamo da sole. Addio!


Laura:


Te ne vai così?


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Appasca’:     Ogni riferimento alla stella è casuale … che scema. È diventata villana.

Lei splende nel cielo … che nome di merda … chi glielo ha dato? (È avvilito).

Ferdy: È un nome d’arte … in realtà sarebbe Soledad ma il vero nome … non lo so! Dice che ha dovuto accorciarlo perché non ci stava nella locandina. Stravaganze da artisti.

Laura: Dai, basta: si è vero, e diventata scorbutica. Tutti noi abbiamo i nostri difetti. E tu ne sei il principe.

Appasca’:     Se non ci fossi io a rallegrarvi la serata … qui nascerebbero i funghi.

Camillo:         Sei un benefattore … dai, bando alle lagnanze: ognuno è quello che è.

Punto! Sopportiamoci.

Chiara: Gli altri? (Campanello). Eccoli! Avanti! Licino, Debora! Venite prima che la situazione precipiti nelle ovvietà da fiera di paese.

Debora:          State litigando? C’è Licino: il pacificatore!

Licino: Non incominciamo, non mi mettete in mezzo … vengo per distrarmi e voi mi volete coinvolgere in astruserie da mercato. No! Appasca’, raccontaci di quando eri in Congo.


Appasca’:


Amici, non sono Scherazade. Intrattenetevi da soli.


Chiara:


Vieni per questo!


Debora:


Non me lo fate arrabbiare , per favore! Dai, parla degli Ottentotti!


Appasca’:


Non li conosco! Mi avete innervosito.


(Ridono tutti).


Laura:


Dai, non fare il ritroso: pendiamo dalle tue labbra. Favolista!


Ferdy:              Vi racconto io un fatto. Qualche anno fa, prima di incontrare Laura,


partecipai ad un concorso di letteratura , non vi dico la noia, con un romanzo breve, molto breve, che parlava di una compagnia di amici in rotta di collisione. Dapprima tutto bene e poi d’un tratto: puff. Tutto finito! Sono arrivato secondo eh!

Laura:               Che razza di scemata è? Tu scrittore? Caspita ragazzi, tutti i giorni ne

scopro una. Sei un pozzo di … Licino, tu che lo conosci da tanto: è vero?


Licino:


Lo conosco da tanto ma non da anni! Facci vedere il libro!


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Camillo: È vero! Vado a prenderlo! (Lo trova). Eccolo! Pensa che non lo sapevo che fosse tuo … già. Ferdinando Pispici … non guardo mai i nomi degli autori, quando entro in libreria, vado a naso … l’annuso, se il profumo è buono il libro è buono. È un metodo infallibile. Ho capito che eri tu poco tempo fa dopo che ci siamo conosciuti … però è finito nel dimenticatoio. (Il libro è completamente bianco).

Laura: Ma ti dico io … sei un cretino! Perché non l’hai mai detto? Se non venissimo qui non l’avrei mai saputo?

Chiara: Questa casa, a parte gli ospiti indesiderati, funziona da “rivelatore” di enigmi … Qui si viene a conoscenza dei più profondi segreti. Vero Camillo?

Camillo: Se lo dite voi … a me pare che se ognuno a casa propria, nell’ambito della famiglia, parlasse un po’ di più invece di svicolare su argomenti banali, forse, certe cose salterebbero fuori!

Licino: Sei un barbiere di “qualità” … complimenti: ottima deduzione. E lo so, voi siete come i confessori … sentite di tutto in negozio. Imparate! Però, d’altro canto, siete costretti a barcamenarvi, voglio dire: dovete dar ragione a tutti per non perdere i clienti. Io credo che il barbiere sia un grande “Cerchiobottista” e che oltretutto è costretto a spersonalizzarsi, a privarsi delle proprie convinzioni … anche politiche, pur di assecondare. “Non si può dar ragione a tutti”, si subisce e si resta spaesati.


Camillo:


Può anche essere ma non darmi dell’ignorante a prescindere!


Chiara:


Mi fai sentire un verme!


Debora: Licino, non manchi mai di metterti in mostra. Cosa abbiamo detto: che le serate passate con loro devono essere serene. I dibattiti lasciali a casa.

Ferdy:              Noi siamo dei mentecatti, veniamo qui per niente, dobbiamo ascoltare


quello che dici tu …

Appasca’: Ricordate quello che disse lo sconosciuto? “Leggerezza” cari amici. Piuttosto tira fuori una bottiglietta va!

Silvano: (Arriva con delle bottiglie e altro). Permesso! Eccomi … Vi ho portato Ugo da Pi. Era sulla strada … Le promesse si mantengono … prego! Dove l’appoggio? Scusate, mia moglie è passata per caso a scusarsi.

Camillo: È lei che si deve scusare, pensavo che nella società della “collina” ci fossero delle responsabilità inderogabili. Sarà. … No, non abbiamo avuto il piacere

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fin ora … si accomodi .. . Ugo, prendi dei bicchieri … (Ugo va in un’altra stanza). Il nostro pittore le ha parlato ancora del suo gallerista ladruncolo?

Silvano: No! Parlerò io col gallerista, se è veramente un bravo artista lo promuoveremo … la signora è nuova? Piacere Silvano Olives.

Laura:               (Come entra Silvano, Laura si dà una sistemata. Non è elegante, anzi è

piuttosto anonima). Sono la compagnadi Ferdy … piacere … mi hanno raccontatodella sua disavventura … capita. Vedo che è stato di parola!


Silvano:


Certo, in fin dei conti sono stato accolto … bene …


Chiara:


Io ero disposta a bastonarla se è per quello … abbia pazienza!


Debora:          Io e mio marito saremmo felici se ci venisse a trovare però deve


assolutamente portare sua moglie .

Silvano: Mia moglie è sempre in giro … fa un mestiere, oserei dire “zingaresco”! Si, è la parola giusta.

Chiara:            Cosa fa? Il circo!

Silvano:         Simile … simile! Ha presente il carro di Tespi: ecco!

Appasca’: Come me! Tre anni di vita circense mi hanno distrutto. Tigri, leoni, elefanti … non faceva per me … me ne sono andato dalla disperazione. Anche se, questo signor Tespi non lo conosco.

Ferdy: Mi pareva strano che non dicevi niente a riguardo. Come, fare il guerrigliero si e il circense no. È meno faticoso. E poi … Tespi lo sa!

Appasca’:   Quando lo incontrerò …

Laura:               Non riattaccare … bugiardo … (Lo dice a Ferdy).

Ugo:                  Perché? Noi artisti, e Appasca’ lo è, abbiamo bisogno di grandi vedute

per creare qualcosa di interessante … non è vero? Il respiro profondo della natura, uno sguardo all’interno dell’animo umano … intravedere l’aldilà … andare oltre il possibile … penetrare nei sogni … ecco il segreto.

Ferdy: Già! Poi arriva il gallerista e ti smonta tutto. (Ride). Silvano, dicci cosa fai per vivere!

Silvano:         Ebbene sia. In primo luogo mi occupo di carta … sì, carta per i giornali:

cartiere! In secondo, editoria. Libri, pubblicazioni in genere. “Edizioni dell’ulivo!”

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Terzo, prodotti alimentari, come sapete già! E poi, cinema, teatro ecc … tutto quello che volete. (Camillo controlla il libro di Ferdy: è lo stesso nome),


Appasca’:


Io dicevo per dire … ho indovinato? (Silvano annuisce).


Camillo:


Ferdy, è il tuo editore: guarda!


Ferdy:


Oh perbacco: è vero! Ci conosciamo?


Silvano: No! Non mi occupo direttamente ... fammi vedere? A sì, l’ho letto … potevi attaccargli qualche capitolo in più, è scarno!

Camillo:         Chissà quanti soldi hai … e noi che ti abbiamo preso per un accattone.


(Ridono tutti). E solo per il fatto che sei precipitato in casa nostra.

Silvano: Perdonatemi … non riesco a capacitarmi dell’accaduto. Sono stato attratto da questa casa. Non succederà più!

Chiara:            Vorrei vedere! Beviamo questo squisito nettare di Ambrosia allora.

Appasca’:     È una vostra conoscente?

Debora: Si, l’abbiamo incontrata sulle scale del museo archeologico di Atene. Era in coda per i biglietti! Ricordo che Ebe le versò una coppa di …


Appasca’:


… Perbacco … è famosa?


Licino: La conoscono tutti, mi meraviglio di te. Possibile che nei tuoi pellegrinaggi non l’hai incontrata.


Camillo:


La conosco io che sono barbiere …


Ferdy:


Figurati un po’.


Appasca’:


Ma, mi state prendendo per i fondelli o … (Tutti negano).


Silvano:

sua strada .


Dia retta a me: non dia peso alle dicerie dei suoi amici, continui per la


Appasca’:


Lei ne sa qualcosa! (Tutti ridono). Bene, alla salute dei presenti.


Silvano:


Per quanto tempo la dovrò pagare questa leggerezza?


Camillo:


Basta questo delizioso vinello.


Silvano:


Vinello? Amici costa otto cento Euro a bottiglia!


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Licino: Alla faccia … li guadagno in un mese ... Debora, abbiamo sbagliato mestiere … al diavolo, che figura meschina ci fai fare.

Silvano: Era per dire … non vado da conoscenti con della porcheria, si potrebbero fare un’idea distorta di me! E poi chiamatemi Silvano .

Chiara:            Noi, finora, ti abbiamo chiamato “corridore” ma, va bene: Silvano!

Ferdy: Un’idea un po’ distorta ce la siamo fatta, abbi pazienza: piombare in casa d’altri mentre si corre … noi, per lo meno ci siamo incontrati in modo un po’ più civile.


Camillo:

rara fattura!


Si ma è stato meglio così, se non altro ci stiamo bevendo un nettarino di


Ferdy:


Appunto! Ho altri testi … pubblicameli.


Laura:


Ma senti questo scemo, ne ha ancora …


Silvano: Avrò un occhio di riguardo … purché siano più corposi. Buttaci dentro di tutto, rendili interessanti non per te stesso ma per i lettori potenziali. I libri vanno venduti una volta stampati altrimenti non facciamo altro che creare cartaccia … e ti posso assicurare che ce n’è in giro … Lo dico per te.

Laura:               Ti sta bene! “Scribacchino”.

Ferdy:              (Rimane deluso). I miei argomenti sono interessanti a prescindere. Un

fatto si può raccontare in venti parole o in mille: dipende solo da quante “pomposerie” ci metti. Non sono un giornalista che per dire una cosa ne racconta un’altra. Come quel tale che per far sapere che ci sono i fossi ha raccontato la storia di sua madre che è caduta dentro e allora tu dici: “Ah!” Ecco era quello che volevo dire: “A”. Capisco che il giornale ha molte pagine da riempire ma …


Chiara:


Io di pomposo so fare i capelli … cotonati. (Ilarità generale).


Debora:          Mi spiace che Sole se ne sia andata così , avresti conosciuto una donna

magnifica: grande attrice drammatica.

Silvano:         Attrice? Mah! Ne ho già una per casa. Conosco tutti i drammi, le


tragedie e quant’altro . …. No, per carità: ne faccio a meno! Beh, sarà per la prossima

volta, una scusa in più per ritornare. (Ridono tutti).

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Licino:             È una bella donna, ne vale la pena comunque … fidati! Pensa un po’:

l’abbiamo conosciuta nel parco. Eravamo tutti insieme e ce la siamo trovata tra i piedi. Divertente!

Chiara:            Una persona o la si conosce in giro o la si conosce a casa di qualcuno.

Non esistono tanti modi.


Debora:


Non ci avevo mai pensato.


Ferdy:


Studi da anni ma questa non l’hai mai sentita …


Appasca’:


È da un pezzo che lo so. Certe ovvietà non le dico se non sotto tortura.


Camillo:


E tu ne sai qualcosa! Raccontaci quella di Panama.


Appasca’: (Cade nella trappola e si lascia andare a racconti farneticanti). Sì Panama … che disastro ragazzi, sono vivo per miracolo. Dopo aver concluso la trattativa per cui ero andato, premetto che ho sbagliato zona, invece di andare in un posto ho sbagliato e mi sono ritrovato in un altro … lo so, dirlo così fa ridere ma … insomma, mi hanno lasciato quindici giorni senza mangiare. Lo vedevo passare sotto gli occhi e non lo potevo toccare …

Licino:             Il supplizio di Tantalo!

Appasca’:     Non so chi era ma non mi faceva mangiare. Ho perso trenta chili.

Bevevo acqua piovana per fortuna. Mi tenevano rinchiuso in una foglia di banano.

Credetemi: ho temuto il peggio, ho pensato di finire nel pentolone.

Camillo:          Incredibile! Ci sono ancora cannibali? Cosa ci facevi a Panama?

Appasca’:   Commerciante di alimentari! Vendevo ai diseredati sparsi nella jungla.

Debora: Sei rimasto fregato … per la legge del “contrappasso” hai digiunato. (Tutti ridono). Quanti anni fa è successo?

Appasca’: Non tanti: sei credo. Principalmente olio: laggiù non ne hanno. Ne ho portato giù una grossa partita .Ottanta mila lattine. Praticamente ho svuotato il magazzino al produttore. “Olio del conte” si chiamava! Porcheria!

Silvano:         Tu vendevi il mio olio? Ma ti dico io! Non ti conosco. Da chi lo

acquistavi?  (Si è alzato di scatto come se fosse stato punto da qualcosa).

Camillo:         Non è possibile, il libro, l’olio e poi cosa …

Appasca’:     Lo prendevo da Barbisol. Lo pagavo dieci e lo vendevo a cento.

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Silvano: “Barbisol”. Fortunatamente l’hanno messo in galera quel ladro. Sono stato un cretino a dare in gestione i contratti … letteralmente un cretino!

Chiara: L’avevo capito. Per quel che riguarda te: hanno fatto bene a farti morire di fame, così impari a sfruttare la gente … ammesso che sia vero …

Silvano:         È così … Barbisol … era lui a contraffare l’olio, non io!

Ferdy:              Certo, l’eroe è senza macchia, sono gli altri che sbagliano. Tolgo il

disturbo: vado a casa a riflettere, Laura, vieni?

Laura: Dobbiamo chiarire molte cose noi due … se ci tieni al nostro rapporto ti conviene parlare … e ubbidire! “Letterato”!


Ferdy:


Debora .. hai ragione tu! ( mostra le mani ammanettate).


Debora:


Come sempre del resto.


Licino: Carica la bicicletta sulla macchina piuttosto … se mi perdo ancora mi ritrovo con qualche casa editrice e dell’olio da vendere a qualche sperduto personaggio della jungla … Adios amigos!


Camillo:


Sembra quasi che tutto non stia capitando per caso.


Silvano:         È tutto casuale … Alla prossima! Amici, tutto quello che posso fare io è


accontentarvi … dopo quello che è successo! (Esce).


Camillo:


È come se … non so … come se fossi io a … Buona notte Silvano.


Chiara: Ognuno di noi e se stesso con se stesso e qualcun altro con gli altri. Non credi Camillo?

Camillo: È possibile! Perché siamo così complicati. Forse dipende dalle ambizioni, dalle aspettative , dai fallimenti … Chiara, cosa ci manca, non siamo felici!


Chiara:


Vallo a sapere.


FINE PRIMO ATTO

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SECONDO ATTO

Scena prima


Camillo:


Anche per oggi … Chiara, devono venire questa sera?


Chiara:            Se vogliamo sì! Certo che, medita bene, per caso ci siamo imbattuti in


personaggi davvero strani … davvero strani.

Camillo: Più passa il tempo e più me ne rendo conto. Quest’ultimo poi, ragazzi! Alle volte, quando ci sono tutti, mi pare di stare in un sogno … avventure impossibili, artisti, industriali, mah!

Chiara: Sono simpatici … diventiamo più intimi … di sicuro non ci perdiamo niente, anzi, abbiamo tutto da scoprire … a me quella Sole piace da morire … racconta di quelle cose. Divi del cinema, del teatro, che dicono questo, quello, si azzuffano appena finito lo spettacolo, poi quando si apre il sipario fingono di essere amici … Si inchinano mentre si danno gomitate. Dice che tra di loro attori si odiano. Quando vengono intervistati non fanno altro che ripetere quello che sentono dai registi … Che strano mondo!

Camillo: Si vede poco: vedi, lei è in contrasto netto con quel corridore. Agli antipodi oserei dire. Spero che arrivi … per te voglio dire. (Campanello). Avanti!

Chiara:            Eccola! Sole, sei meravigliosa: stavamo parlando di te.

Sole: Spero bene … (Ride). Sapete, Wilde diceva: l’importante è parlarne, bene o male chi se ne frega. Ho un mese intero di sosta, vorrei approfittarne per conoscerci meglio … siete simpatici e non mi fate pagare l’acconciatura. (Ride di nuovo).

Chiara: Noi trattiamo bene gli amici, non sarà certo questo mancato introito a sconvolgerci la vita. Euro più euro meno.

Sole:                  Vi ringrazio ... ho chiesto a mio marito di accompagnarmi ma ha avuto

un impegno improvviso e ha dovuto rinunciare … sarà per un’altra volta dai … gli altri?

Camillo:         Arriveranno. (Campanello). Avanti! Ugo, sei tu.

Ugo:                  (Fa come i bambini che fanno le bizze). Sono arrabbiato col mio

gallerista. Mi ha assicurato una vendita e invece. Sciagurato! Lo dirò a quel suo ...

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Sole, mitica, sei in vacanza? Beata te! Più lavoro più perdo soldi. Vorrei sapere chi bisogna conoscere per poter vivere decentemente.

Sole:                  Non sei già affermato? Dai tempo al tempo! Ho visto un tuo dipinto in

mostra ad Agrigento: una collettiva! È di difficile interpretazione ma … interessante!

Ugo: Ho conosciuto un tale qui da loro che mi ha promesso di interessarsi ma non lo vedo e non so nemmeno dove abita. Se venisse almeno.

Chiara: Tu ti fidi troppo degli altri. Vedi, noi ci siamo fatti da soli, andiamo avanti con le nostre forze … anche se adesso vorremmo di più!

Ugo:                  La fai facile, io sono un artista, ho bisogno di dilagare, di espandere le

prospettive … non basta un negozietto per tirare a campare … senza rancore è.

Camillo: Ti capisco … i raggi d’azione sono diversi. Tu fai questo, tu quello. Se li sovrapponi salta tutto.

Sole:                  Sì, noi artisti abbiamo bisogno si spazio … di libertà soprattutto. Il vero

artista vive fuori dagli schemi … quando ti giri devi vedere lo spazio non le catene. Voi gente comune vi portate dietro molte zavorre. Le convenzioni cari!

Ugo:                  Esatto! Al diavolo le convenzioni e tutto il resto. (Campanello). Che sia

quel Silvano: adesso mi sente. Esco, provo a raggiungerlo lungo la strada.

Ferdy:              (E’ particolarmente allegro) Dove corri! È impazzito… no,un artista

non è pazzo: fa impazzire gli altri. Mi pubblica due romanzi: è stato di parola!

Laura:               Due cretinate vorrai dire. Amici … sono più esterrefatta che soddisfatta.

Èproprio vero: non ci si conosce mai abbastanza. Penso che, a volte, si scoprono più cose in sogno che da svegli.

Camillo: Che gioco di parole … hai scoperto di avere un compagno letterato e ti lamenti. Cosa devo dire io che ho una moglie parrucchiera?

Chiara:            E io un marito barbiere .. eh!

Ferdy:              “De gustibus non disputandum est” .

Laura:               Cretino!

Ferdy:              Grazie! Sei la compagna ideale.

Sole: (Sta per dire ma l’arrivo di Appasca’ la frena). Niente, non dico niente! Stavo per andarmene. Chiara, Laura, vi adoro ma qualcuno mi irrita.

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Appasca’: Lo sapevo: come mi vedi … rimani pure, per me è come se non ci fossi. Raccontatemi, il nostro “corridore”? Lo sapete che per un pelo non ho incontrato sua moglie? Accidenti, mi spiace! Quando l’ho riaccompagnato era appena andata a dormire. (È pazzo di Sole ma viene ignorato e disprezzato da lei).

Sole: La moglie di chi? Di Che Guevara! Ma fammi il piacere … sai perché non ti sopporto?

Appasca’:     Avete sentito qualcuno parlare? Ho inteso una sorta di ronzio.

Sole:                  Amici: ciao. A quando non c’è lui!

Chiara:            Non te ne andare … (Se ne va). Trovate un punto d’incontro per favore.

Debora: (Entra mentre esce Sole). Dove vai … Ah ecco! L’avventuriero di plastica l’ha mandata in tilt.


Appasca’:


Non è colpa mia se crede di essere chissà chi!


Chiara:


È la donna che ho sempre sognato di essere e me la caccia sempre via.


Laura:


Sei sicura? Mollala … è tutta scena.


Licino: È un’attrice! Cari amici, è tempo che qualcuno studi queste creature misteriose chiamate “teatranti” … Debora, mettiamoci sotto.

Debora: Sì, sì … è tempo! Si identificano coi loro personaggi e traggono tutto il peggio che hanno riversandolo su gli altri. Vivono di luce riflessa. Sono come marionette, una volta lasciati i fili si afflosciano.


Chiara:


Non credo proprio che funzioni così.


Ferdy:


Il “corridore” pubblica due mie opere … lunghe!


Camillo:


Così diventerai un romanziere a pieno titolo?


Laura: Almeno fosse! Lascia che li legga prima. Non credo di essere l’ultima arrivata … a me non sembrano un gran che. Fidati!


Ferdy:


Pensa quello che vuoi: ho già qui i manoscritti.


Camillo:


Falli pubblicare col mio nome!


Chiara:


Per quale motivo? Si stanno scatenando forze occulte dal profondo?


Ugo:


(Suona , entra di corsa). Sono felice!


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Appasca’:     Hai cambiato nome?

Ugo: Cretino! Vieni Silvano … non mi apprezzano. Mi ha appena detto che un mio quadro “concettualista” è stato venuto per otto cento mila Euro! “All’estero”.


Camillo:


(Si siede sul divano molto contrito). Che bel mestiere fai!


Chiara:


Quanti capelli dovremo tagliare!


Silvano:         È evidente che ho parlato col gallerista: ottocento sono al lordo


s’intende, a te spetteranno circa … trecento …


Appasca’:

guerre.


Alla faccia di tutte le tribù dell’Amazzonia. Ne devo così combattere di


Camillo:


Con chi puoi parlare per rendermi più felice?


Debora:          La felicità non dipende dagli altri, te la devi creare da solo. Per ottenerla


ci sono due modi. Devi solo scegliere. O artificiale, cioè facendo un percorso di stupefacenti, o attraverso il raggiungimento del benessere spirituale per giungere all’estasi. E il secondo porta inesorabilmente al primo. Perché la felicità non esiste!


Licino:


Li stai confondendo inutilmente.


Silvano:

desideri?


Che cosa sono io? Potrei essere il “mezzo” … pensateci? Camillo cosa


Appasca’:


(Tra sé). È arrivato il genio della lampada.


Camillo:


Non lo so! Soldi, potere, …


Silvano:


Lo vedi: non lo sai! Io invece sì!


Ugo:


Sentiamo dunque, proponi!


Silvano: Tu sei quello che ha meno bisogno … mi pare che il tuo successo lo debba in parte al tuo gallerista, che ha agito sulla scorta dei miei uffici.

Ugo:                  Non in base alla mia bravura?

Chiara: Effettivamente se non ci fosse l’intervanto di un esterno, lo dico a tutti i livelli, non ci sposteremmo di un millimetro.

Ferdy: Stai dicendo la classica spintarella! È vero! Lo sappiamo tutti che le recensioni non sono mai libere ma condizionate da tornaconti … via. Parla bene del mio libro o del mio quadro che poi, sotto banco ne trai beneficio pure tu. “Critici”,

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ma mi facciano il piacere. Silvano, ho i manoscritti, li affido a te. (Silvano li mette nella sua borsa. Sono due pacchi di carta bianca).

Licino: E quando sei morto le tue opere non valgono più niente perché ci pensa qualcun’altro a smontartele o a farle crescere di valore a secondo degli interessi … dai … Ci sono molte opere che non valgono niente, autentiche “porcherie” spacciate per capolavori. Sapete perché? Perché la maggior parte della gente non è in grado di discernere, di esprimere un parere, perché non ha gli strumenti … Si devono fidare degli esperti che ti propinano quello che “giustamente” diceva Ferdy. Questo fenomeno lo si registra soprattutto nelle canzonette. Ma è mai possibile che siano tutte belle!... In generale si può affermare che la critica è un affare di stato! Fate passare, fate passare … teniamoli tutti ignoranti, purché comprino.

Silvano: È vero! Ma se manca totalmente la base anche il critico più corrotto non ha appigli. Io sono qui! Sono pronto a subire le lamentele.

Appasca’: Io ho venduto il tuo olio e ho guadagnato assai grazie alla mia abilità e all’ingenuità dei compratori.


Camillo:


A che prezzo! Sei rimasto appeso per quindici giorni ….


Laura:


Sempre se è vero quello che racconta: non ci credo!


Appasca’: La prossima volta vieni con me in Amazzonia. Come entri sei bersaglio di decine di invisibili omini armati di frecce al curaro … se fai un passo falso: trach! Preso! Mi è capitato più volte.

Licino:             Sei un avventuriero della domenica per forza.

Appasca’:     Ne basta uno di furbo!

Camillo:         Racconta … vieni qui per questo.

Ugo: Ci mancano le tue vicissitudini. Vedi, in fin dei conti, io passo giornate intere attaccato ai pennelli, che mi fanno volare con la fantasia, ma stando fermo in venti metri quadri. Mi manca la fisicità, il contatto umano.

Silvano: Non si può avere tutto. O la fantasia o la realtà o il sogno! Solo io posso fare la differenza come vi dicevo.

Debora: Penso che l’unica vera avventuriera qui dentro sia io. Non avete idea. Ho incontrato tutto il campionario del genere umano nel bene e nel male. Non sono una studiosa da biblioteca, come Licino del resto! Ho visitato tribù mai venute in contatto

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con noi cosiddetti civilizzati. Mi hanno accettato a patto che mi integrassi con loro facendomi mangiare ogni sorta di porcherie, adorare immagini di idoli meravigliosi che parlavano di natura, viaggiare in paradisi fantastici abitati da Dei che vivono in un palazzo fantastico.

Silvano:         Si, quello del Prete Gianni … Debora, stai favoleggiando pure tu?

Chiara: Anch’io incontro tutto il campionario ma non mi serve a niente. Quando ho saputo che la tale si è messa col tal’altro e la tal’ altra ha lasciato il tipo perché ha scoperto che era omosessuale e la direttrice del museo ha rotto una statuetta antica e cerca di far ricadere la colpa su qualcun altro … a me … come varco la soglia di casa non mi rimane nulla. Voi invece condizionate il corso della storia con le vostre ricerche.

Ugo: Stiamo andando fuori dal seminato con questi discorsi accademici. Non siamo qui per questo!

Silvano:         “Leggerezza” per carità! Avevo intenzione di portate la mia consorte ma

non l’ho intercettata. Cosa se ne fa del telefono rimane tutt’ora un mistero: questi attori!

Debora: Parlaci un po’ di lei! Qui da Chiara viene un’attrice ma purtroppo viene messa in fuga da questo esploratore. Prima che arrivassi tu era qui!

Silvano:         Non è che sia entusiasta come dicevo: ne ho già una di attrice che

ballonzola per casa e in questo periodo è in pausa. L’adoro ma, come si dice: per un po’ sopporti ma poi.


Camillo:


Noi l’adoriamo questa Sole! Mia moglie poi, vero cara?


Chiara:


Oh sì!


Silvano:


Avete detto Sole? Sole e basta?


Ferdy:


Soledad … Poi … Laura, tu che la conosci meglio!


Laura:


Sole … non so altro. Debora?


Debora: Sai che non l’abbiamo mai chiesto. È giunta come una meteora tra di noi … un po’ come te!

Chiara:            Fa parte della nostra cerchia ormai. Non mi interessa il nome: mi


interessa lei! Organizziamo un incontro con tutti e due … facciamo la prossima Domenica?

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Silvano:


D’accordo! Vada per Domenica.


Ugo: Il mio gallerista mi ha invitato al “vernissage” di una mostra di Fedori. Non so se partecipare o no! Mi è antipatico, lo conosci?

Silvano: Come no! È molto famoso e vende bene, pensa che gli pubblico il catalogo … gratis s’intende.

Camillo:         Perché non mi stampi qualche volantino pubblicitario da distribuire in


giro? Non so, per esempio: “venite da Camillo, barba e capelli sempre più belli, lunghi, corti o spettinati quando uscite sarete notati”. (Ilarità generale).

Silvano:         Certo! Se non lo faccio io che vengo apposta … chi mai!

Ferdy:              Appasca’ fatti finanziare da lui. Scrivi un bel saggio sulle tue avventure.

Una sorte di manuale dell’avventuriero.

Appasca’: Non ne ho bisogno … non ho sete di successo, anzi, meglio se sto nell’ombra …

Chiara: Meglio. Amici, il tempo è tiranno, si è fatta l’ora del desio. Separarmi da voi è doloroso ma … (Se ne vanno tutti). Che fortuna ci è capitata, abbiamo amici che tutti bramerebbero avere e invece sono nostra esclusiva.

Camillo:         E non ce li siamo cercati: sono piovuti dal cielo.

Scena seconda

Camillo: Quel Silvano ha delle potenzialità eccezionali. E’ stato di parola. Mi ha fatto il bozzetto … guarda un po’ che bello … bisognerà ringraziarlo. Benedetto il giorno che si è perso lungo il viale. (Mostra un foglio completamente bianco).

Chiara: E io che lo volevo bastonare! Ma, hai fatto caso? In qualche misura tutti noi siamo in relazione con lui, chi per un libro chi per l’olio, chi per i quadri …

Camillo:         Si si ho pensato. Gli unici che sono estranei sono gli studiosi e

quell’attrice. E’ un fatto magico o devo pensare che … (Arrivano Licino e la moglie).

30


Licino:             Eccoci … stavate pensando a noi?

Camillo: Veramente … forse … senza accorgersi. Stavo dicendo che voi e Sole, siete gli unici a non avere nulla a che vedere con Silvano.

Debora: Che significa? Ah! Per via di Pi? Facciamoci dire il motivo di questa incredibile reciprocità. Io lo chiamo “caso”.


Licino:


Non la fare lunga: Basta sapere come si chiama il gallerista e … fatto!


Chiara:


Già!


Ugo:                  (Entra trionfale, non saluta nessuno, si siede, guarda tutti con un sorriso


interlocutorio). Non mi chiedete niente? Amici, mi ha pubblicato il catalogo dellamostra … quella in allestimento a Roma. Che gallerista! Mi apprezza solo ora che ho conosciuto Silvano. Gli avrà fatto una ramanzina.


Licino:


Ugolino da Pi diventa famoso!


Debora:          Noi lo siamo già da un pezzo, non ti addolorare. Tutti possono diventare

famosi, chi per poco tempo e chi per secoli: dipende da cosa lasci dietro di te!


Camillo:


Cara moglie la nostra fama è racchiusa in questo bozzetto di volantino?


Chiara:


E’ un po’ poco. Chiamiamo Laura e …


Laura:               Eccoci! Ferdy!  (Lo chiama). Rimane sempre indietro, è di una lentezza


…Chiude la macchina, si guarda attorno, si tira su i pantaloni in mezzo alla gente, non bada a nessuno poi si lamenta perché lo deridono. E’ diventato uno svogliato!

Camillo:         Dite le stesse cosa l’uno dell’altra. (Si sorprende del fatto).

Ferdy: Cosa corri … ti scappa per caso? Amici, tra un mesetto vi farò leggere i miei romanzi. Silvano è un genio.

Camillo:         E’l’uomo della provvidenza! Non si vedono gli altri. Strano! Questa

sera ho voglia di sentire le stravaganze di Pasca’ e anche di Sole …. Che personaggi!

Sole:                  Mi stavate cercando? Anche stavolta mio marito ha dato buca: un

impegno pressante a Roma da suo padre. Pare ci sia di mezzo un artista emergente. Un letterato credo … un insegnante senza cattedra che si è messo a scrivere improvvisamente … comunque non sono cose che ci riguardano. Parliamo di noi. Chiara, non mi daresti un colpetto di fon ….

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Chiara: Vieni di là … un attimo solo. Ti stavo aspettando. Quando ci sei tu la vita rinasce come a primavera.

Sole:                  Davvero? Verrò più spesso.

Laura:               Vengo anch’io sennò mi perdo le tue avventure romantiche.

Sole. Ne ho tante … andiamo .. con mio marito: mosca eh! In fin dei conti non faccio niente di sconveniente. (Sussurra qualcosa all’orecchio delle due che si mettono a ridere). Per noi attrici è normale un comportamento un po’ “bizzarro”!

Debora: Ho letto di lei su di una rivista, aspetta … il nome … si chiama … Indichi, Indiche ma, mi sfugge …. Chiediamoglielo una buona volta … almeno …

Ferdy: … L’ho letto anch’io ma … mi sembra che è la moglie di un grande industriale, uno di quelli che lasciano il segno, non di uno così del cavolo e deve il successo proprio a lui , una sua creazione ecco.… non mi interessa, il pettegolezzo lo lascio ai perdi giorno, già faccio fatica a ricordare il tuo di nome … non voglio appesantirmi il cervello.

Licino: Che è compromesso dalla scrittura! Vi dirò, l’amico Silvano ha convocato , senza apparente motivo, il rettore della mia facoltà nel suo ufficio proponendo una spedizione in Australia per studiare alcuni popoli che, a suo dire, non sono mai venuti in contatto con noi. Mi chiedo cosa gliene frega di …

Debora:          … Su quali basi poi … lo sa solo lui . Gli sarà passato per la testa

qualche schiribizzo …. Avrà saputo dei nostri studi … boh! Tra l’altro Martellini me

lo ha detto così in corridoio, ha detto: “è venuto un tale, ha detto che, e io poi ho detto ma e lui ha detto se però ma io” … per chi non lo sapesse questo è il frasario del rettore. Carica politica! Capacità :zero! (Lo dice a bassa voce).

Camillo:         Per bacco anche voi siete coinvolti … sono cose mie … lo dirò a Chiara.

Vado di là un attimo.


Laura:


Sta impazzendo?  Chiamiamo Silvano, sentiamo dalla sua voce le novità!


Debora: Parlare col rettore è superfluo, ha impiegato un’ora per spiegarmi con chi aveva a che fare. Ci credete che l’ho indovinato da sola?

Appasca’:     (Entra come al solito senza bussare). Compatrioti …. Non dite niente?

(E’ in tuta mimetica). Eh! Nuova di pacca!

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Licino: E’già Carnevale? Ti sei lasciato coinvolgere dalle tue ossessioni o sei in partenza per il fronte?

Debora:          L’elicottero è qui fuori o sei in avanscoperta?

Appasca’:     Camillo dov’è? Vuole che gli racconti un’avventura.

Ferdy: Non risponde … pazienza, sarà per domani. Di che scrittore parlava quella? E’ uno sciocco, da retta a tutti! Bisogna discernere … tutti sanno scrivere ma pochi diventano famosi .. per le suddette questioni ecc …

Appasca’:     Chi stai cercando?

Ugo:  .             (Nel frattempo ha sfogliato una rivista, è completamente bianca).

Ugolino da Pi è il pittore dell’anno … guardate la rivista invece di piangervi addosso

…(Arrivano gli altri, Sole è vistosamente acconciata). Sole, mia adorata, fattiabbracciare. Quando ti vedo vado in “ebollizione”.

Sole:                  Cosa ti prende … sei euforico stasera. Mi hai già vista prima.

Appasca’: Lui ti salta addosso perché è euforico mentre io che ti adoro sono un miserabile.

Sole: Uno che si presenta in mimetica cos’è? Non distingui più la realtà dalla fantasia o sei precipitato in una sorta di limbo artificiale generato dagli stupefacenti.

Camillo: (Rientra). Trovate un punto d’intesa … amici, per me siete indispensabili tutti e due. Da quando ci conosciamo non vi ho mai sentito fare un discorso. Solo schermaglie.

Ferdy:              Le attrici sono volubili, si fanno coccolare, se vuoi sapere qualcosa devi

ignorarle: centellinano le loro storie di palcoscenico come nettare della già sopracitata Ambrosia.

Appasca’:   Ancora con questa … al diavolo.

Licino:             Sei di un’ignoranza abissale Pascà … vatti a cambiare per favore.

Appasca’: (Si leva la tuta e rimane in smoking). Sta attento a non perdere di vista i libri di fiabe altrimenti tua moglie si potrebbe confondere e finire in bocca a qualche cannibale.

Debora:          Sole, hai ragione tu … mi sta diventando sempre più antipatico.

Ugo:                  Via, via, amici non lasciatevi prendere dalla smania di personalismo.

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Chiara:


Sole, portaci questo tuo marito, è tempo che lo si conosca.


Sole: Appena arriva da Roma ha promesso di venire … ha molti impegni e secondo me troppe attività. Pur di accontentare si improvvisa!

Camillo:         Adorata Sole da tempo ci stiamo chiedendo quale sia il tuo vero nome.


Soledad è quello d’arte ma in verità … dicci!

Ugo: Anche il mio è un nome d’arte. Non crederete che da Pi sia il mio cognome .. suvvia, non sono cretino fino a questo punto. Mi chiamo Felicino De Sillis … antico nome greco … della magna Grecia … è stato il professor “Gallerista “ a trovarmelo, dice che funziona … e ha ragione.


Licino:


Noi invece siamo quello che siamo, vero Debora?


Debora:


Cosa vorresti dire? Che siamo più autentici di loro?


Camillo:


Io mi chiamo Camillo e lei Chiara Soldrini.


Chiara:


No! Vuol dire che non abbiamo bisogno di mascheramenti: siamo


barbieri. Noi dobbiamo essere quello che siamo, non quello che dovremmo essere.

Appasca’:   Siamo reali … loro vivono nei sogni … chimere irraggiungibili..

Sole: Io sarei una chimera? L’attore fa il suo mestiere come il barbiere fa il suo. Tu piuttosto, oltre ad essere anacronistico sei anche in po’ stronzo! Mi sto arrabbiando!


Chiara:


Amici, beviamoci su! Ugo, prendi delle coppe di là.


Ugo:


Agli ordini!


Sole:                  Provo a chiamate il marito vagabondo. “Pronto … dove sei? … ah! Stai


tornando … io sono da quegli amici che ho conosciuto nel parco … si … ecco, perfetto. A più tardi, ciao”. E’ ansioso di conoscervi! Ragazzi, devo proprio scappare.

Camillo:         Abbiamo chiesto a Silvano di venire Domenica …

Sole:                  Domenica … si ok! Ciao.

Ferdy:              Se n’è andata senza dirci come si chiama … ma è mai possibile che non

lo si riesca a sapere? Che stupido: gli Dei non finisco sui rotocalchi o sulle pagine bianche.

Ugo:                  Dei … pensavo parlassi di me …. Sto scherzando.

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Appasca’:   Lo scopro io dai … in passato ho indagato per i servizi …

Licino:             Igienici suppongo! (Appasca’ non sente e tira dritto).

Appasca’: Dossier segreti da decifrare, manoscritti antichi da copiare, nomi da rivelare … so fare tutto. Ricordo in medio oriente, anni fa …

Debora:          Parecchie migliaia … (Anche questa volta non sente).

Appasca’: Mi mandarono in una città ancora da scoprire , in gergo si chiamano “Tell”, perché casualmente un beduino si imbatte in un oggetto misterioso …

Ugo:                  E mandarono te …. (Idem, occhiata interlocutoria dei presenti, solo

Camillo e Chiara sono attoniti).

Appasca’:     figuratevi se non riesco a scoprire come si chiama questa scema!

Camillo:         Incredibile … quando vai in quei posti dimmelo … ti seguo volentieri.

Chiara:            Tanto per rompere la “routine” quotidiana.

Debora:          Per questa sera ne ho sentite abbastanza .. ragazzi, confido in voi per

Domenica … fate in modo che vengano … Licino, andiamo, dobbiamo sapere di Silvano e del rettore … ammesso che si debba partire veramente ci dovremo organizzare per bene.

Licino: Ma dove vuoi andare, Martellini non si lascia coinvolgere tanto facilmente. Quando ho chiesto il finanziamento per le Filippine ha trovato mille

scuse, il dipartimento ,la banca … senza tornaconto non muove un dito. Lui crede che l’antropologia consista nel reperire maschere e altri amenicoli da appendere alle pareti … di casa sua, naturalmente.

Ferdy: Silvano ha un certo potere … è come Re Mida, tutto quello che tocca diventa prezioso.


Ugo:


Ma! Lo verificheremo! Addio! (Se ne vanno tutti).


Camillo:

potere.


Ma Re Mida ad un certo punto stava morendo di fame per via di quel suo


Chiara:


Ma gli altri si arricchivano?


Laura: Rivista interessante … chi è l’editore? (E’ la rivista che stava leggendo Ugo). Edizioni Querciamagna … chi è!

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Ferdy:              E’ un termine che ho già sentito da qualche parte.

Appasca’: E’ il proprietario di un palazzo sulla collina presso l’abitazione di Silvano: il primo a salire … c’è tanto di insegna ,poi c’è il secondo ma … il cancello d’ingresso mi sembrò lo stesso … di sera, avrò confuso. E’ stata una sensazione ma mi è parso che la collina fosse totalmente abitata da questi Quercia … cosa …

Laura:               Ti sei confuso. Un esploratore amazzonico che confonde le abitazioni …

Ugo:                  Lascia perdere ….E’ il nome del mio gallerista: professor Querciamagna

ecc … che conosce Silvano che pubblica col nome di “Edizioni dell’ulivo”, quindi nessuna relazione. Tuttavia il catalogo ha, un attimo, guardo quello di Fedori: Querciamagna! (E’ un libro bianco).


Licino:


Domani lo sapremo: Martellini lo saprà , Debora, andiamo in missione.


Appasca’:


Se permettete vero … in missione ci vado io …


Camillo:


Non sovrapponiamo i ruoli per carità!


Chiara:            Mi sembra del tutto irrilevante quello che dite: sono due case editrici.


Punto! Andiamo a dormire .. domani e un altro giorno … uguale ad oggi.

FINE SECONDO ATTO

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ATTO TERZO

Scena prima

Chiara: E’ una settimana che non si vedono, nonostante li desideriamo … Camillo .non si faranno pregare eh!

Camillo: Ma no! Ci siamo distratti un attimo e loro si sono persi nei meandri del pensiero. Sono fiducioso! (Campanello). Cosa ti dicevo, eccoli puntuali. Avanti!

Ugo: Per un attimo ho temuto di essermi perso qui attorno … mi è parso di aggirarmi a vuoto, come Silvano quella sera.

Camillo:         Ma no, dal momento che sei qui vuol dire che sei qui … (Ridacchia).

Ugo:                  Non avevo fatto caso … amici: ho venduto un altro quadro.

Querciamagna è soddisfatto … si sta arricchendo alle mie spalle lo credo bene!

Silvano? Oggi viene con la moglie … sono ansioso di conoscerla .. voi no?


Chiara:

consorte?


A chi lo dici! (Campanello). Che sia lui? Avanti! Tesoro sei tu. Il


Sole:                  Ci raggiunge tra poco … (Si allunga sul divano). Che giornata piena. Ho


finito poco fa di litigare con “Lui”. Solo dopo che gli ho detto che venivamo qui si è calmato. Novità?

Camillo:         Il solito! Gli altri?

Appasca’: Presente! (E’ piuttosto euforico ma quando vede Sole si ammoscia). Lo sapevo … pazienza … sopportiamo le sconfitte a testa alta, siamo abituati a tutto.

Sole:                  Mi viene voglia di andarmene … rimango solo perché arriva lui.

Chiara:            Siete agli opposti voi due. (Campanello).

Licino:             (Arrivano tutti tranne Silvano).Si parte … (Sventola un foglio).

Australia. (Il foglio è bianco).


Laura:


Evviva! Il tuo rettore si è convinto in fretta.


Licino:


Ha avuto una sovvenzione milionaria, ci credo!


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Camillo: Silvano Re Mida! Lo devo ringraziare per quei volantini. Mi si sta riempiendo il negozio di facce nuove … se continua così devo tenere aperto anche di notte.

Appasca’: Non sei contento … invece di trovarci qui verremo in negozio, intratterrò gli astanti mentre li tosi … suvvia!

Chiara: Da una settimana a questa parte siamo così oberati che .. mi tremano le mani … non vi dico gli introiti. Triplicati!

Licino:             Vi dirò che sono stupefatto, mai e poi mai mi sarei aspettato un gesto

così immediato di Martellini: gli scappa la terra sotto i piedi.

Debora:          Pensate che vuole venire anche lui. Non è mai uscito di casa da solo e

adesso … Appasca’ portalo con te .

Appasca’:     Vivo da solo le mie avventure, sono dentro di me e basta.

Ferdy:              Non arriva? Lo chiamo? (Telefona).

Sole:                  (Le suona il telefono).Pronto … si sono qui …sbrigati, ti aspettano.

Ferdy:              Non risponde.

Ugo:                  Non lo fa mai. Provo col “gallerista” … “pronto, professore, sono da Pi

…niente, siccome stiamo aspettando il suo conoscente e non riusciamo a contattarlo, mi chiedevo se lei avesse un numero con cui … capisco, non sa chi è, mi scusi!” No!

Niente.


Camillo:


Non saprà l’indirizzo! E’ la prima volta che viene.


Sole:


Lo sa, me lo ha detto lui …


Laura:


Mi sembra di stare in quella commedia di Beckett … come si chiama?


Ferdy:


Aspettando Godot … Sole, nell’attesa ce ne puoi parlare tu?


Sole:


Non la conosco, non l’ho mai fatta … chi è costui che si fa attendere ?


Camillo:


E’ una pietra miliare del teatro contemporaneo.


Chiara:


La conosco anch’io!


Ferdy:


Figurati un po’ . (Campanello).E’ lui, il nostro tanto atteso ospite.


Camillo:


Avanti! Silvano sei tu? Stiamo aspettando il marito di Sole.


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Sole:


Finalmente: ti sei perso di nuovo?


Silvano:


Virgi, ma … cosa ci fai qui? (Smarrimento generale).


Sole:


Sono gli amici che ti ho detto, tu piuttosto, sembri scioccato di vedermi?


Silvano:


Da quanto frequenti questa casa?


Chiara:


Da un’annetto vero amici! Vi conoscete da tanto?


Silvano: Direi proprio di si. Lei è mia moglie: Virginia Indichì, in arte Soledad. Voi come la conoscete?

Sole: Come Sole … e tu … ora capisco,quando ti sei perso sei finito qui … che strane coincidenze. Frequentiamo le stesse persone senza saperlo … magico!

Camillo: Signori, per delle ragioni che mi sfuggono, mi ritrovo a frequentare voi che siete dei personaggi importanti e oggi a sorpresa si aggiunge sorpresa. Mai avrei potuto pensare che voi due foste in così stretto rapporto.

Silvano: Potrei dire la stessa cosa di voi. Fino ad ora la mia vita è stata monotona, lineare, scandita da ritmi precisi. Ma da quando, per errore ,sono piombato qui mi sembra di rinascere … non è così adorata Virgi.

Sole: Se io fossi venuta a prenderti quella sera tutto questo malinteso non ci sarebbe stato.

Ferdy:              Tutti noi ci siamo incontrati in modo a dir poco”bizzarro” e a tutt’oggi

non so spiegarne il motivo ma una cosa so con certezza: In qualche misura tutti noi ne abbiamo avuto un beneficio.


Ugo:

dubbio.


Da quando ti ho incontrato il mio successo è aumentato: è fuor di


Silvano:         La maggior parte di questo exploit lo devi a mio padre che ha creduto in


te. Mi riferisco al professor Querciamagna, il gallerista di Roma.

Appasca’: E’ tuo padre! Sono avvilito … in qualche modo tutti abbiamo avuto a che fare con te prima che ci conoscessimo. Oserei dire che siamo delle tue propaggini, come dei rami che …

Debora: Più che altro lui rappresenta la materializzazione dei nostri sogni, dei nostri desideri, Licino.

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Licino: All’inizio della mia carriera formulai un proposito: andare in Australia per studiare alcuni popoli minori che nessuno voleva avvicinare ed ecco che, improvvisamente, ora ci posso andare … magico è dir poco.

Laura: E’ per queste ragioni ci ritroviamo qui: per realizzare sogni. Io, non avendone, rimango quella di prima, anzi, sono rimasta delusa da questo individuo che pensavo di conoscere bene e invece mi ha gettato in uno stato d’animo a cavallo tra la compassione e lo smarrimento.


Camillo:

tempi.


Sta diventando famoso grazie a lui. Il più grande benefattore di tutti i


Silvano: Io realizzo i desideri della gente perché ho i mezzi per farlo senza spendere un soldo.


Ferdy:


Solo chi ha il potere di essere un grande industriale si può permettere di


Sole: … Se sono famosa lo devo a lui … il mio sogno era quello di diventare una grande attrice senza fare troppa fatica, volevo raggiungere l’obiettivo subito e così è stato.

Appasca’: Il mio sogno non era certo quello di vendere olio in giro per il mondo. E’ stato un caso che fosse il suo.

Silvano: Ma hai guadagnato così tanto da permetterti di sopravvivere fino ad oggi. Non mi pare che tu abbia chissà quale occupazione.


Debora:


Alla fine di questo percorso ti dovremo ringraziare?


Camillo: Io lo ringrazierò e anche Chiara. Per realizzare i miei sogni ho bisogno di denaro e Silvano, con un semplice volantino, lo sta risolvendo.

Licino:             I miei sogni sono i tuoi , i suoi, ormai si sono così intersecati che non


siamo più in grado di distinguerli. Quante volte ho sognato di vagabondare nella jungla come fa lui e quante volte ho sognato di essere un grande artista come lui o un grande industriale come lui.


Chiara:


E io una grande attrice come lei.


Ferdy:              Quindi siamo complementari, se svanisce uno svaniscono tutti sia i sogni


che le persone che li rappresentano?

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Silvano: Come si fa a saperlo! Tuttavia noi siamo quello che siamo indipendentemente dagli altri. Io rappresento me stesso e sono una proiezione per voi e voi siete una proiezione per me … il fatto è che io di sogni non ne ho!


Camillo: Il tuo sogno è quello di realizzare quelli degli altri … sogno di qualcun altro che desidera essere uno come te.


o fai parte del


Silvano:


Quando mi sveglierò saprò se ho sognato o se sono un sogno.


Ferdy:


Io sto sognando voi che sognate me o viceversa, che importanza ha?


Licino: Lo scopriremo alla fine. A chi giova sognare il benessere per un altro se l’altro non esiste?


Chiara:


Io non sto sognando, se tocco Sole lei reagisce:guardate!


Sole:


E’ così reale che è reale.


Debora: Stiamo divagando. Apparteniamo al sogno di qualcuno di noi che finge di non sognare, avanti si palesi. Si svegli ora!

Silvano:         Sono entrato nella mente di uno di voi nel momento in cui sono entrato


qui, non mi si accusi. Ho tentato di ribellarmi ma senza esito. Ho dovuto fare ricorso a tutte le mie risorse per adattarmi.

Camillo: Ti sei adattato alle esigenze di tutti noi involontariamente. Qualche ambizioso come Ugo potrebbe esserne la causa.


Ugo:


Non sogno mai di diventare famoso perché lo sono già.


Sole:


Non guardate me. Sono il sogno di Chiara, ora ne sono certa.


Chiara: E’ possibile, non lo nego, è tanta la smania di recitare che ti ho materializzata quale mio ideale ma se non sono io a sognarti siamo daccapo!

Silvano: Allora come ne usciamo? A volte mi chiedo chi sia veramente e non mi vengono risposte, quindi appartengo a voi. Però, sono stato bravo ad aiutarvi. Senza di me che sogno sarebbe stato.

Laura: Ripeto, lasciatemi fuori dalla mischia, non ho mai espresso desideri particolari, quindi sono parte di voi, qualcuno mi sogna inutilmente. Mi sembra di essere così’ inutile. Liberatemi per favore, lasciatemi sognare per conto mio.


Debora:


E se tu non esistessi?


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Laura: Ne sarei profondamente triste. Vivere nel sogno di qualcuno senza esistere veramente è il colmo, si è desiderati soltanto per finta.

Ferdy:              Svegliamoci: l’unico che rimane è reale ed è il sognatore.

Camillo: Trovo la soluzione opportuna: allora al mio tre ci si svegli. Uno due e tre! (Buio per un attimo, all’accensione non c’è più nessuno)

Scena seconda

Camillo: Che nottata movimentata, sono ancora scombussolato: Chi l’avrebbe mai detto. E pensare che è tutto casuale. Se avessi pensato che un giorno mi sarebbe capitata un’avventura simile avrei dubitato di chiamarmi Camillo. (E’ disteso sul divano in pigiama). Prepariamoci prima che scocchi l’ora ics.Ogni mattino si scendein campo: rasoio, pennello, non da pittore ma, sapone … (Va probabilmente in camera ed esce con dei vestiti). Quale? Il più bello? Sono tutti uguali, voglio dire,mediocri … gli abiti da barbiere non sono necessariamente squallidi, anzi, devono fare tendenza, se fossimo a Roma, ma qui tendono al ribasso. (Si veste, guarda l’orologio).Solitamente a quest’ora mi citofona la collega per il soli … (Citofono). Arrivo cara! Orario perfetto … per essere italiana è precisa. Lo dico dopo anni di frequentazione, non in base ad eventi occasionali. Bene, posso andare? (Esce).

Chiara: Entra pure Sole, mio marito non c’è : sarà già in negozio! Ho passato una nottataccia, Camillo non ha fatto altro che rigirarsi nel letto in preda a chissà quale sogno.

Sole:                  Capita a tutti prima o poi di deragliare. I sogni servono a quello. Per

uscire dai binari … sono mesi che non ricordo i miei, probabilmente non ne faccio più. Avendo appagato i desideri …


Chiara:

credimi!


Se fosse per i desideri, cara, sognerei a occhi aperti tutto il giorno,


Ferdy: (Suona il campanello). Allora, non si è visto il nostro amico professore? Dice ad un ora ma arriva ad un’altra come di consueto. E pensare che deve attraversare la strada. Ragazze,mi è andata male la questione ,pensavo di risolverla invece … nein! Ritenterò, come si dice: chi l’ha dura la vince!

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Licino: Dai, andiamo, sei in ritardo Ferdy … perdiamo il pullman … ciao bimbe! (Le donne lo salutano).

Ferdy: Maniaco della precisione … non dico niente perché il pubblico sa già cosa dovrei dire e l’autore non vuol cadere nella banalità inserendo una battuta scontata. Lo sai che la maggior parte delle battute di una qualsiasi commedia o dramma che sia, sono inutili. Vengono inserite per fare volume, per soddisfare la necessità del pubblico di sentir dire quello che già ha pensato della trama e così si sente protagonista della vicenda. E’ uno schema millenario.


Licino:


Sembri Silvano! A proposito: non viene domani alla serata.


Chiara:


La moglie non vuole perché pensa che la tradisca.


Sole:


Non è vero! Sciocca, è così dolce e delicato che … (Ridono).


Debora:


… Che? Svogliati, andate a lavorare, su su fuori dalle palle. Chi manca?


Chiara:


Laura …


Ferdy: Non viene, andate da sole … (Rumori all’esterno) Che c’è? (Va a vedere) E’ il falegname!Andiamo Licino,se arrivi in ritardo i tuoi studenti credonoche sei malato e se ne vanno a casa contenti.

Licino:             Non dire cretinate.

Chiara:            Caspita, si fa vedere col conta gocce … l’altra volta ha raccontato una

storia … mamma mia: su tre ore che è rimasto avrà lavorato mezza. Sarà anche arrivato ma dov’è? Finalmente, (Va ad accoglierlo sulla porta). Ha intenzione di rimanere o di è di passaggio?

Appasca’:     (Da fuori). Di lavorare! (Entra con barba e parrucca).

Chiara:            Perché si è travestito?

Appasca’: Travestito? Io? Signora, non la capisco … sono anni che ho la barba. Si, di tanto in tanto mi capita di fingermi un altro ma per motivi che non posso rivelare a lei (Sorride) sono segreti.

Sole: Segreti? Birbante … lei si che ci sa fare con le donne ma purtroppo sono felicemente sposata con un uomo straordinario … Lo conosce mi pare?

Appasca’: Altroché . L’altra volta che sono salito su ho perfin sbagliato cancello, mi sono addentrato nei meandri di quella villa del coso li, come si chiama?

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Sole:                  Querciamagna: l’editore.

Appasca’: E’ un cretino , ho corso il rischio di prendermi una fucilata nel sedere .. . si, si lo conosco … Silvano Olives … lavora ancora in quell’azienda alimentare?

Sole:                  Certo! E’ il direttore adesso.

Chiara: Senti andiamo. Signor Pasquale, la lascio da solo, mi raccomando non mi rubi niente per favore. La cassaforte è vuota, l’abbiamo solo per bellezza!

Appasca’: Per chi mi ha preso, per uno sciacallo? Io sono un avventuriero, insomma, un falegname avventuroso va! (Tutti sorridono).

Chiara:            Tra un po’ arrivano degli amici, li trattenga un attimo che arriviamo.

Appasca’:     Se è solo per quello, posso intrattenerli per ore.

Chiara:            Ce ne siamo accorte va! (Le donne escono).

Appasca’: Vediamo di finire ‘sto lavoro del cavolo. Dunque, da dove riprendiamo? Ah, si! E’ un lavoro di mezz’ora!

Laura: (Entra senza che Pasquale se ne accorga). Salve, la padrona di casa non c’è?

Appasca’: (Senza guardarla). Ho avuto ordine di intrattenerla fino al suo arrivo. Si accomodi, finisco qui e sono … da .. lei. Cara signora, pensi che per vivere mi tocca lavorare.

Laura: Ma pensi! Io, vivendo d’aria non ne ho bisogno. Ma lei non è il signor Dimonte, quello che è stato in Africa l’anno scorso? Lo stava raccontando Chiara.

Appasca’: Non penso di essere stato l’unico! Ormai in Africa ci vanno tutti. Se sono andato io, si figuri.


Ugo:


Laura, sei sola? Chiara?


Appasca’:


La intrattengo io, si accomodi.


Non tocchi niente per carità!


Ugo:


Perché mai mi dovrebbe intrattenere? Lo sa chi sono io?


Appasca’: (Lo guarda). Oh! Come si fa a non saperlo. Mi ha imbiancato tutta la casa! Ha la memoria corta lei.

Ugo:                  E quando?  Io sono un artista del pennello, non imbianco … tratteggio!

So fare imbiancature particolari: stile fiorentino, mosaico, marmorizzato … oh!

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Laura:               Vedo che ci conosciamo tutti.

Silvano: (Entra). Eccomi qua. Pasquale Dimonte … lei fa il furbo … mi ha lasciato il lavoro in sospeso giù in azienda … invece di raccontare tutte quelle balle cerchi di lavorare in fretta.

Appasca’: Se è venuto per offendermi c’è riuscito. Intrattenetevi da soli, me ne vado. Lavoro in sospeso … Si vergogni. (Esce indignato).

Silvano: Camillo? Sarà di ritorno ormai … Lei la conosco: De Sillis … si,si ora ricordo quello che pensa di essere un pittore famoso.


Ugo:


Ho tentato ma senza una bella spintarella non si va da nessuna parte.


Silvano:         Non lo dica a me! Non faccio altro che spingere. Lo sa che ho trovato il


lavoro a decine e decine di persone e non tutti mi sono riconoscenti, anzi, a volte mi insultano perché dicono che avrei potuto mandarli da qualche altra parte dove si fatica meno.

Ugo:                  Ingrati!

Camillo:         (Arriva stanco). Ragazzi, che palle ‘sti clienti, non gliene va bene una.

Tua moglie era in negozio con Chiara: non hanno fatto altro che ridere. Cosa si raccontano poi … cosa si raccontano?

Silvano: Sono donne … hanno bisogno di svago. Alla Domenica se non la porto a fare un giro mi tiene il muso per tutta la settimana .

Ugo: Io sono fortunato. Non ho moglie: solo amanti! Sono un “anti convenzionale” quando sento odore di matrimonio mi do alla macchia!

Camillo:         Ugolino … ma un nome più decente, i tuoi, non te lo potevano trovare?

Sembri uscito dalla Divina Commedia! Sei venuto con uno scopo e sei di passaggio?

Ugo:                  Quale scopo! Ti volevo chiedere se mi puoi esporre in negozio qualche

mio scarabocchio … per arrotondare …

Camillo:         Basta che non siano le solite capre …

Ugo:                  Quali capre … roselline …

Ferdy:              (Arriva con Licino Chiara Sole e Debora). Moglie … compagna adorata

.. . possiamo andare.

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Licino:             Perché non organizziamo un bell’incontro per Domenica? Ci stendiamo

sul prato ci mangiamo quattro salamini. D’Estate bisogna farlo : è un’eredità che ci hanno lasciato gli americani. Se non lo fai almeno una volta all’anno non sei considerato dai tuoi vicini di casa. Loro lo fanno in giardino ma non ti invitano perché non facendo parte della loro cerchia sei indegno. Certe cosa bisogna capirle. Dopo ci facciamo una bella dormita e poi torniamo a casa contenti.


Laura:


Prospettive astrali eh!


Debora:          Ti ricordo che siamo in partenza per l’Australia. Non ti far venire strane


idee perché … ecco! Vuoi andare in vacanza? Allora attieniti alle direttive.

Licino:             (A tutti). Sue!

Chiara:            Potessi venire anch’io .. ma le catene mi trattengono qui.

Camillo:         Catene poi: impedimenti.

Sole: Come mai sei già qui? Non avevi quell’impegno con tuo padre! Guarda che stasera voglio andare a teatro, non tirare in ballo scuse perché mi arrabbio!

Silvano:         Mi piacerebbe sapere chi ti gonfia la testa con ‘sto teatro … per vedere

cosa? Non li leggi i manifesti, non vedi che cosa danno: monologhi! Se ti va di

sentire una sequela di banalità: contenta tu!

Ferdy:              Portala no! Voi non sapete quanto desideri essere un commediografo

che quando arriva in teatro la gente crea un varco per lasciarlo passare: “prego maestro le abbiamo riservato il posto in prima fila accanto al presidente della repubblica “… e invece …


Laura:


Ma purtroppo sei ben altro . filare: a casa!


Ferdy:


Chiara, hai visto (Fa il gesto delle manette).


Camillo:


Sii meno severa con lui, in fin dei conti ha detto che ti sposa. Gioisci!


Debora:


Tripudio eh! Metti fuori i manifesti. Evento straordinario!


Silvano:


Che cosa vi prende a tutti quanti? Siete fuori controllo!


Sole:


Che romantici.


Licino: Quel falegname intrattenitore, non c’è? Era qui prima … ha lasciato la raspa … è distratto.

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Camillo: Non fa altro che raccontare quello che gli passa per la testa … il bello è che ci crede!

Chiara:            Non sarà così scemo?

Appasca’: E’ permesso? Ho dimenticato qualcosa … ah ecco: la raspa! Tutto bene? Il lavoro è finito signor Camillo.

Camillo: Se è tornato indietro apposta per essere pagato subito lo dica, non si trinceri dietro la maschera dello smemorato.

Appasca’: Caro amico, quali maschere … ognuno ha quella che gli è data dalla natura … le altre ce le mettiamo per non sprofondare nella “routine quotidiana” , per non dimenticarci che siamo vivi e così facendo apriamo il sipario dell’anonimato che ci è assegnato dalla società … in altre parole evasione … finzione, teatro!

Silvano: Ed è per questo che va raccontando avventure impossibili anche per un extraterrestre?


Licino:


Noi gente comune abbiamo bisogno di sogni per realizzarci.


Debora:          I potenti non ne fanno: sono già realizzati! Anzi, sfruttano i nostri sogni


per speculare, per indurci a nuovi e più inarrivabili desideri che si accumulano agli altri e alla fine si esplode nel delirio. E poi sotto coi farmaci!


Chiara:


Siamo condannati a vivere di sogni e nei sogni cari amici! Povera me!


Ugo:


Una speranza c’è. Passare al di là … oltre!


Ferdy:


Di là dove? Se ci porti “aldilà” siamo finiti.


Ugo:


Ma no. Venite con me. (Escono tutti interrogandosi a vicenda).


Scena terza


Camillo:

corsa).


Ma, dove sono, mi dicono di là e se ne vanno! Ehi! (Entra quasi di


Chiara: Eccomi … come mi trovi? Quel Ferdy si è superato, non avrei mai pensato di mietere successi ovunque.

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Camillo:         Ma prima cosa facevi?

Chiara:            (Pensa). Ho sempre fatto l’attrice!

Sole: Benvenuti amici … che giornata pesante: ottanta clienti da tosare, da sforbiciare e quant’altro … si arriva a sera distrutti … vero Silvano?

Silvano: Non me lo dire. Fortunato chi non fa niente per vivere . Caro Camillo, sei di nuovo in partenza?

Camillo:         Si, questa volta Madagascar! Ho delle tribù da studiare. Starò via

parecchi mesi … il problema è mia moglie, si annoia facilmente e vuole tornare a casa subito … non è che me la puoi tenere tu?

Silvano:         Io? Non ci penso nemmeno, ne ho già una da sopportare … e mi scassa!

Licino:             Vi ritrovo finalmente ... e che diamine siete spariti … Non trovo mia

moglie .. eppure l’ho vista entrare: Laura!

Laura: Non gridare, sei sempre il solito … che simpatico quel Pasca’, starei ore ad ascoltarlo, non è noioso come te ,pittore da strapazzo.


Sole:


Beh! Un po’ lo sei … quanti quadri hai venduto: uno!


Licino:


Due! Smorfiosa, invidiosa, fate così perché sono famoso e voi no!


Silvano: Dai, non ricominciamo … lo sapete no: per me siete indispensabili tutti quanti, vero Sole?


Sole. bosco!


Vero! Non vedo Ferdy. Con tutti gli impegni che ha è diventato uccel di


Chiara:            Se non ci fosse lui non sarei niente. Devo il successo alla sua


intraprendenza, alla sua capacità di promuovere le persone, alla sua ricchezza.

Silvano: L’avessi io questa capacità, non starei di certo in bottega a strafalciare quei soggetti. Ma ecco Ugo … sei combattuto da contrastanti desideri di grandezza e di povertà?

Ugo: Non mi si aggravi l’anima con zavorre ideologiche di sorta: io ho bisogno si spazi liberi intorno a me. Quando salgo sugli alberi più alti, laggiù nella jungla, devo vedere distese verdeggianti, non certo voi diseredati.

Debora:           Ho faticato a trovarvi ma alla fine vi rivedo. Camillo, so che non mi vuoi

portare in Madagascar … perché?

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Camillo:         Ti annoi in men che non si dica … diventi zavorra … rimani a casa con

Pasca’ … a proposito: dov’è?

Silvano:         Già, dov’è?

Sole:                  Era con Ferdy … al lago.

Chiara:            Hanno bisogno d’evasione … sono troppo occupati coi loro libri. Ha

pubblicato tre romanzi a Pasca’: un trionfo! Eccoli!

Ferdy: Cari inseparabili amici, guardate chi vi porto? Pasca’! (Entra vestito bene). Di successo in successo eccolo qui tra di noi … potrei dire chissà cosa ma lamia proverbiale modestia lo impedisce. Caro Appasca’, se non ci fossi io … ecco vedete, ci stavo cascando di nuovo. Non capisco se sono necessario all’autore che deve per forza raccontare o se mi posso raccontare da solo.

Appasca’:   E’ un circolo vizioso, non se ne esce: leggete i miei libri.

Chiara:            Ci getterebbero ancor di più nella confusione … io ho bisogno di

chiarezza: ognuno ha la sua parte, il suo ruolo.

Silvano: Stiamo peggiorando … la situazione ci sfugge di mano, non sappiamo più chi siamo … sognare va bene, anche ad occhi aperti, ma poniamoci un limite.

Ugo: Ha ragione, sembriamo degli eroi picareschi … siamo reinvenzioni di noi stessi … proiezioni oniriche che vogliono liberarsi della condizione di sudditanza creatasi dal nulla.

Debora: Eppure, quando sono entrata qui vi ho riconosciuti subito. E’ segno che ci conosciamo tra di noi!

Laura:               Ma siamo instabili. Non vorrei che fosse una condizione mentale che ci

fa delirare … ho capito: manie di onnipotenza! Ci crediamo altri per via della nostra incapacità si essere noi stessi e sogniamo di sognare.


Camillo:


Noi siamo noi stessi. Il fatto è che vorremmo essere altro.


Ferdy:


O altri!


Chiara:            Ognuno di noi non può essere che se stesso: uno e irripetibile. Il


problema è che non vogliamo accettarci.

Licino: E’ la società che ci induce a comportarci così. Tutti noi abbiamo un lavoro, che ci siamo scelti pensando di aver fatto la chissà che, perché era il nostro

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sogno diventare quel tale o quel tal altro .. e invece, dopo poco tempo di mansueta sottomissione alla volontà ,alla domanda: “sei soddisfatto del tuo lavoro?” Inevitabilmente la risposta è? Ditelo voi a me!

Appasca’: No! E’ ovvio, solo gli artisti dicono di si! Tuttavia, nella vita, si può essere di tutto, come noi stiamo dimostrando mi pare.


Sole:


Basta non sovrapporre! Altrimenti si finisce in manicomio.


Camillo:         Abbiamo giocato fingendoci questo o quello per puro diletto,a cavallo tra


sogno e l’altro senza pensare che qualcuno potrebbe cadere nella trappola credendo di essere finito in un delirio letterario senza capo ne coda.


Silvano:

ricorda).


Non diciamo eresie: io sono Silvano Olives di professione … (Non


Chiara:


Barbiere! (Pensa ma sembra confusa).


Camillo:


No, il barbiere sono io!


Licino: Andiamo per ordine … ricapitoliamo: quando siamo rientrati eravamo svegli o no?

Debora: E’ difficile dirlo! Si, siete voi che sognate me. Abbiate pazienza … Camillo sei tu a sconvolgere le carte.

Chiara:            Non mi mettete in mezzo: io sto bene così: Sono all’apice del successo e

mi volete svegliare, andate al diavolo tutti quanti.

Appasca’: Invece io mi trovo male in questi panni … vorrei tornare indietro. Chi mi sogna si svegli ora e mi liberi dall’incubo!

Ferdy: Nient’affatto si rimane così … troppo comodo: è una vita che voglio essere un grande magnate, un benefattore, in primo luogo di me stesso e poi … degli altri. Dormite all’infinito!

Sole:                  Lo sapevo che andava a finire così …. Rimarrò parrucchiera per

l’eternità … maledetti, ci siete riusciti a gettarmi nell’angolo. Mi avete messa in condizione di odiarvi …

Silvano: Io stavo meglio prima, non c’è dubbio. Questo ruolo mi sta un po’ stretto ma, per lo meno, non ho responsabilità … pensateci voi a soddisfare le vostre manie di grandezza.

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Ugo:                  Proprio ora che sono realizzato mi volete ributtare nella fogna? Il mio

ideale è sempre stato quello di girovagare per niente in tutto il mondo …

Camillo: Mi piacerebbe sapere quanti ideali hai! L’imbianchino non ti aggrada, il pittore men che meno, ora che sei viaggiatore ti senti soddisfatto .. per quanto tempo?


Ferdy:

desiderio.


Su, su, diamoci un taglio. Laura, non hai detto una parola! Esprimi il tuo


Laura:               Non ho più niente da dire. Gira e rigira sono sempre quella di prima cioè


una nullità! Ditemi voi che cosa posso diventare! A me sta bene tutto. Essendo un sogno mi sottometto alla vostra volontà. Sognatemi come un’astronauta in giro per il cosmo.


Ferdy:


Esagerata, astronauta … scendi coi piedi per terra …


Camillo: Tu devi essere un grande e impedisci a lei, che è un sogno, di diventare quello che vuole?

Licino: I sogni non hanno spessore, possono essere comuni o no ma comunque sia sono astrazioni … e non tutte sane, quindi …. Largo alle fantasie di Laura.

Ugo:                  Vi posso intrattenere per settimane raccontando avventure mirabolanti


ma mi rendo conto che dovrei pescare in quelle degli altri e non mi va di mentire: dopo tutto sono esploratore da poco, da quando sono entrato qui. A proposito, che luogo è?


Chiara:

tutto e


Il luogo ideale per chi non si pone limiti … che meraviglia … essere il contrario di tutto nello stesso istante.


Camillo:


Beati quelli che sognano a occhi aperti.


Ferdy:              Noi ci dobbiamo addormentare per godere dei successi altrui


immaginandoci a nostra volta degli eroi …

Licino:             E’ l’ultima spiaggia amici, dopo di che, il nulla!

Appasca’: In che società viviamo? Non era quella in cui le aspirazioni dovevano essere appagate perché è scritto nella costituzione che …

Silvano:         … Che siamo degli illusi!

Sole: Ci sarà pure un modo di uscirne! Ho un’idea. Restiamo così come ora! Si dice “mantenimento dello status quo”.

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Debora:

quello!


No no, mi spiace, preferisco essere nessuno piuttosto che la moglie di


Camillo:

vedremo!


Cosa hai da perdere? Fino a che rimaniamo così accontentati, dopo


Sole: Fermiamoci, non sogniamo più … forse è meglio per tutti. Accettiamoci così come siamo.

Ugo: Capisci che facendo come dici tu non facciamo altro che sprofondare nell’anonimato che il sistema ci impone … non capisci che se tu diventi uno di loro uno di loro deve sparire per lasciare il posto a te e questo non è previsto.


Camillo:

indietro!


Allora prendiamo una decisione! Ma una volta presa non si torna più


Tutti in coro: E sia!

Silvano:         Ci sono due categorie di viventi. La prima è costituita da quelli che


sognano e sono la maggioranza e la seconda da quelli che ti fanno sognare. Noi dobbiamo appartenere per forza a qualcuna di queste … è inevitabile!

Camillo:         Preferisco quella che ti fa sognare … penso che basta iscriversi no?

Chiara:            La fai facile. (Esce).

Ugo:                  Ne esiste un’altra! (Esce).

Ferdy: Ah … questo ci vuol portare al … signori … è stato interessante ma ora, se permettete … esco dai sogni … ditemelo se avete intenzione di farmi diventare un principe … dovrei pensarci un attimo. (Esce).

Appasca’: Signori, a chi appartenga non lo so e non lo voglio sapere: per me vale il discorso del collega “onirico”. (Esce).

Sole:                  Ve ne andate tutti, mi lasciate così’ senza speranza, prigioniera di chi?

Debora: Di te stessa … avresti dovuto farti sognare meglio, che colpa abbiamo se ti sei cacciata nell’angolo! (Esce).

Laura:               Addio … lo sapete che non ci vedremo più? (Esce).

Camillo:         Suvvia … siate felici di essere stati per un attimo chissà chi! (Esce).

Licino:             Cara Sole siamo rimasti noi soli …

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Silvano:         Signori, vi ringrazio per quello chi mi avete fatto diventare ma ora … vi

devo per forza abbandonare … abbiate pietà! (Esce).


Sole:


Caro … come ti devo chiamare?


Licino:


Licino credo! E tu come ti chiami?


Sole:                  Virginia credo! Se ne sono andati tutti , vuol dire che il sognatore è uno


di noi. E’ mai possibile che sia un incubo anche il sognare? Licino, non ci rimane che tentare una sortita.

Licino:             Ormai, qualsiasi cosa escogitiamo è vana. Restiamo così, in fondo è

come vivere tante volte nello stesso momento. Pensa: d’un sol colpo abbiamo superato tutti i principi religiosi sulla reincarnazione, sull’aldilà, sulla risurrezione …

Sole:                  Siamo tornati alle origini, quando il sogno era visto come qualcosa di

divino che si realizzava! (La scena viene invasa da una nube di fumo, un attimo di spegnimento delle luci).

Scena quarta

Camillo: ( Alla riaccensione delle luci è in scena Camillo) . Devo aver dormito a lungo su questo divano … (cerca di ricordare). Che giorno è? Domenica! Accidenti, cosa mi sto dimenticando? … deve venire qualcuno? Speriamo che non si perda nel labirinto dei vialetti come al solito … qui è come stare a Knosso! Chiara sei tu ?

Dov’eri?

Chiara:            (E’ rimasta sulla soglia). Qui in giardino … c’è movimento di là!La

solita grigliata mista. Nel senso: fumo e carne bruciata … sai che non mi attira affatto … in tutti questi anni l’avremo fatto due volte. Sono cose da giovani e da ricchi … Mi basta l’odore per essere soddisfatta …. Senti …

Camillo: (Rimane pensoso). Penso di aver fatto un terribile sogno, non ne sono certo completamente ma … per caso tu conosci un tale Silvano? (Chiara entra e improvvisamente appare sulla porta Silvano).Ancora lei! Cosa vuole! Tutte le volteche entra qualcuno lei si intrufola come un topo pensando di passare inosservato?


Silvano:

per invitarvi


Ma veramente è la prima volta e poi non mi sono intrufolato. Sono qui al … (Chiara e Camillo si guardano).


Camillo:


Lei, in effetti chi è?


Silvano:


Come chi sono? Non mi riconoscete? (I due fanno cenno con la testa).


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Chiara:


No!


Silvano:


Eppure se ci pensate bene …


Camillo: Lei sta diventando un incubo! Per causa sua sto cominciando a diventare pazzo … Chiara buttalo fuori.

Chiara:            Si sbrighi su! La smetta di far dannare il signore che non ha tempo da


perdere durante la notte.

Silvano: Va bene … non pensavo di occupare le nottate di questo signore. Sono Silvano Olives il nuovo vicino di casa … ci siamo incrociati qualche volta nel vialetto e non mi ha nemmeno salutato … mi è venuto il sospetto che ci fossero dei problemi. L’ ha detto anche mia moglie. Vorremmo fare amicizia. (Lo dice ironicamente). Perché dice che sta diventando pazzo?

Camillo: La finisca di torturarmi … non sono il suo pupazzo. Chiara è lui che ho sognato. E’ lui che ti seguiva nel vialetto.

Silvano: Non è mia abitudine inseguire. La prego di non confondere i due aspetti. Tutto ciò che succede nel sogno non è responsabilità di colui che viene sognato. Sono passato per invitarvi .. è tutto pronto per il barbecue, ci sono tutti i vicini … non temete, siamo tutti d’accordo … perbacco state sempre chiusi in casa … che vita conducete? Ci siamo permessi di farvi partecipi della nostra festicciola in giardino. Ritengo opportuno allargare le conoscenze per rendere meno odiosa questa opprimente realtà!

Chiara:            Crede? Beh, un po’ orsi lo siamo! Camillo, cosa ne dici?

Camillo: Esco a dare un’occhiata … (Rientra frastornato, tra se). Ci sono tutti quelli del sogno … ma allora … sono proprio curioso di sapere che cosa fanno di mestiere. Chiara … (Pensa). Così lei sarebbe il mio vicino di casa …

Silvano: Da due settimane … circa … una sera sono passato di corsa ma lei si è voltato per non salutarmi. E’ entrato in casa come se avesse visto un fantasma. Mi è parso che le desse fastidio vedermi. C’è il signor Fernando Pispici che desidera conoscerla … venite.

Camillo: Pispici? (Si passa una mano sulla testa). Probabilmente ero sopra pensiero … oggi non è giornata mi creda. (Lo guarda attentamente). Così dice di abitare qui vicino?

Silvano:         Abito qui … lo sanno tutti.

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Chiara:


Per curiosità, che lavoro fa’?


Camillo:


Mi piacerebbe saperlo.


Silvano: Ma, veda, ultimamente mi occupo di un po’ di tutto … Ma l’editoria rimane nel mio cuore . (Esce con Chiara). Virginia arrivano!

Camillo:            Virginia?  Vi raggiungo subito! Come mi devo comportare con questi?


Non vorrei che mi scappasse qualche scemenza che ho sognato … così faccio una bella figura da scemo. Chissà chi sono e cosa fanno soprattutto … e se mi conoscono? Devo stare zitto ed ascoltare. E’ così difficile vivere? …. Io non ci

vado. Ammettiamo che a qualcuno di loro viene in mente di raccontare i sogni che fa

…se me lo chiedono cosa gli dico: che gli ho sognati …. Devo mentire! Devo negare d’averli visti scorrazzare nella mia mente? … E questo sarebbe lo stile di vita occidentale: negare persino di sognare per non subire le ritorsioni di qualcuno che si sente offeso perché è finito nei meandri della mente di qualcun’altro? Cosa c’è di sbagliato: la mia mentalità piccolo borghese o la paura di non essere all’altezza di contrastarli dialetticamente?

Chiara: (Rientra con Sole). Allora … ti stanno aspettando! Sono simpatici … Virginia diglielo anche tu. (Camillo ho un sussulto).


Camillo:


Vi conoscete?


Chiara:


No,  ma l’amicizia scatta subito quando c’è sintonia … non è vero?


Sole:

conoscere.


Indubbiamente! Incrociandosi sul vialetto prima o poi ci si doveva


Camillo:


(Temendo di dire una sciocchezza) Per caso,lei è un’attrice?


Sole:


Si!


Camillo:         Ho sognato la realtà? (Si sente sollevato, più fiducioso nelle sue


possibilità). Andiamo Chiara! (Al pubblico).Tutto sommato, per ora, sognare non èancora reato!

FINE

Qualsiasi riferimento alle persone e ai fatti è puramente casuale.

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