Lìoni

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Antonio Spoto

L o n i

Due tempi di quattro atti

Personaggi

Lioni

Domestico

Nil (Cara)

Domes

Statua

Augusto

Meil

Foemeil

Figura

Foglia

Turbine

Polvere

Cose

Estrapolati

PRIMO TEMPO

ATTO 1

Nella fitta penombra un taglio di luce provenientedaillumina fievole Loni un po allungato sulla sua sedia-poltrona dietro la scrivania

Opposto - la mano a stringere la maniglia Domestico, nella flebile luce, apre la porta ed esce.

Lioni - le mani giunte sotto il naso, stessa posizione - sembra sprofondare in una densa concentrazione. Un quadro appoggiato a terra, da solo struscia verticalmente sul muro e riprende il suo posto; il camino sarde. Una vibrazione, bassa, sonora, ondulante, ritornante. Un respiro riempie la stanza, quasi si placa. Poi si placa.

Voce : - Sto per morire.

Voce di Lioni : - (esclama un qualche suono interrogativo)

Anchio sto per morire. Forse che tu sei soltanto pi vicino.

Non stiamo, forse, morendo ? Stiamo morendo battito dopo attimo.

Fa delle cose (gesti semplicemente umani; azioni tenuemente Superumane).

Mio padre, disteso, alz gli occhi a guardarmi, quasi a forzarli; ed io pensai: Che voglia dirmi : - Sto morendo ! - ?

Scacciai lidea. Due giorni dopo (forse pi?) mor.

Mio padre.

Ludii ma non lascoltai. Per premura, forse per Paura o per fare le mie tante cose non mi fermai; non a parlare con mio padre, col mio tenero padre fosse mio figlio, io suo figlio, mio tenero dolce padre anche solo se con gesti dello sguardo soltanto se con semplici segni delle mani, perfino essi erano diventati estremi. Le cose della vita: vanno cos ed io non voglio farmene un complesso. Non mi spetta, non ne ho il diritto; non sarebbe in equilibrio n giusto.

Ed ancora:

Puoi vedere un tavolo, non antico, non moderno, con su libri, carte, oggetti e della polvere (non troppa): uno scrittoio e la sua sedia, in stile con zampe e teste danimali, se vuoi, e putti o altro. Poi vedi, in concatenate rientranze, un ammasso: non pesanti librerie; e quadri e lumi, tappeti se credi. E la luce che ancora tindica il camino; una grande alta vetrata policroma o no, in sbalzo, semicircolare. Ninnoli ed altre utilmente inutili cianfrusaglie, se ancora lo desideri; e la polvere (non troppa, in verit).

Non un castello, ma quasi una favola, come se; popolato da suoni vibrazioni e non continui scricchiolii: da cose che fanno avvertire, sentire la loro presenza.

Lioni : - E voi benedette, maledette cose, astutamente vive. ()

Inermi nel sembrare, quiete ad invecchiare, attente ad aspettare; voi cose vive, a confabulare chiss quali misteri.

Apparentemente silenziose

Voce di Lioni : - e ancora inermi.

S alza; alle cose.

Ma se il vento le stuzzica

( laria un po pi fresca,

lodore delle erbe

lazzurro terso del cielo

nubi chiarogrigie

si frantumano allorizzonte

invaso dalla Montagna )

se gli occhi chiudi

ed ogni altro senso espandi,

hanno una loro nascosta ciarliera presenza

se ascolti;

puoi sentirne i pensieri imprigionati

pronti a

Lioni : - Benedette, maledette cose; cos profondamente nascoste eppure cos astu tamente vive. Non vi temo, non vi temo.

Leggero svolo duna tenda tirata alla vetrata.

Salza un tenue vento. Sembra toccare vari oggetti che ad uno ad uno esprimono un loro suono, un insieme di suoni, una musica che in crescendo altera lo spazio, ingigantisce, fluttua, che stravolge la tenda, spalanca la finestra della vetrata al crescere dun soffio che incombe minaccioso, e gela.

Venite pure mille spiriti delle cose, non vi temo. Sento in me crescere la forza; vi conosco, fin nellintimo dei vostri atomi. Da essi traggo forza.

Venite pure mille spiriti delle cose; vengano pure le forze che vi traggono, non vi temo.

Cos dicendo, i suoi contorni profilati da una luce, solleva le braccia a sprigionare una magnetica lotta e sprizzi luminosi denergia.

Le cose sembrano cedere e stonare, il vento a scemare per poi riprendere, torcere e piegare Lioni fin quasi sui ginocchi.

Entra Domestico. Che accorre a chiudere la finestra. Il vento giace; tutto si placa. Lioni alza su lui il capo furente ad imprecare.

Tu verme senzali, tu che non sai volare; tu verme della terra, visceri senzanima. Chi sei essere perduto? Che ne sai, tu?

Che ne sai dun uomo, della sua forza che cresce, si espande; che lo rende simile ad un Dio? Vattene inutile insetto; insignificante larva, va via. Non osare mai pi interrompere la forza che cresce in me. Fuori.

Hai visto? Domestico, pieno daffetti, ha chiuso semplicemente la finestra - un gesto in slancio damore; per aiutare Lioni che atroce ha sentito svanire la sua prova.

Su Domestico Lioni ha rivolto la sua forza, e luomo, impaurito, ha sentito tutto su di s lalito dellira.

Lioni serge, sembra ingigantire sul misero Domestico timido a nascondersi; lo incalza, lo stravolge - da lontano - Lioni, lalza in aria e, apertasi la porta, lo scaraventa fuori.

Ora solo; inquieto tra le sue mute cose da capire, da ghermire.

Sabbraccia, stringendo i suoi prorompenti stati danimo.

Si versa da bere; saccomoda.

Poi schiocca le dita: ed una musica saccende. Finir.

Lioni : - Quante cose ho imparato a fare!

Su quante cose ho impresso il mio Potere. Tutto cresce in me, nelle mie pi intime profondit ; si dilata. Pi sallunga la forza e pi la vita. Io sono lUniverso, lUniverso me. E non c spazio

Frantuma il bicchiere tra le dita

E non c spazio.

Cara, dove sei?

Dove sei Cara?

Perch?

Apre una mano. Osservi nascervi una luce, crescere; un batuffolo fragile - forse - che singrossa. Lioni guarda questo suo modo dessere, Lioni spinge, Lioni libera questo suo nuovo modo dessere che soffice, rimbalzando, si ferma - splendido a vedersi.

Lioni - il mento accoccolato sui suoi avambracci scruta ancora questo suo diverso questo suo nuovo modo.

Perch?Perch?

Odi il frantumio di alcuni piccoli vetri. (Domestico mi si presenta, Domestico vuole entrare.)

DomesticoDomesticoServo della malora

Grida Lioni. La porta s apre; Domestico appare. Il batuffolo lassale, sbarrandogli il passo, controlla Domestico che arretra alla parete.

Se vuoi calma, io te la dar eterna.

Domestico : - S.

Lioni : - S?

Domestico : - Non sono che un semplice mortale che si onora di accudire

Il tondo batuffolo ancora sospeso palpita.

di servire il suo signore.

Il tondeo batuffolo staziona a controllare da su una mensola delle rientranti concatenate librerie.

Lo sa che sono un mortale, un semplice mortale, semplicemente un uomo!?

Lioni : - Che sfumature di ai tuoi stupidi insensati suoni?

Che nuovo modo di dire?

Attento, se non vuoi incenerirti lanimo.

Dice e limprigiona come in una sagomata scatola di fuoco che incandescente irida laria, poi si trasforma in una bianca velata tinta dazzurro.

Domestico e la sua vita appaiono come sospesi.

Poi rabbuiano; quindi dispaiono.

Mentre:

Che cumulo di inutili frattaglie. Che sacco dimbecillit.

E tu, mia luce, mio iridato tormento, fammi sognare; allevia la stanchezza delle membra.

Il mento posa, poi la guancia adagia sugli avambracci. Il tondeo batuffolo gli accanto in prospettico equilibrio.

difficile non essere umano; quasi divino.

La luce si ammorbidisce su Lioni che dorme.

E il batuffolo che vigila ancora.

Passato del tempo. E con esso dellaltro che accade: le cose a parlare cifrati linguaggi, nascoste a scricchiolare velate esigenze.

Una fiammella si stacca da Lioni; poi una ed unaltra. Gli ruotano danzano poi ronzano attorno; pi gi, pi su; abbandonano il tavolo, savventano al centro - in uno al batuffolo che resta a girare. Solo, se due fiamme si tuffano sulle sagome oscure: masse rientranti, concatenate librerie; ne segnano i fianchi, i lavorati profili - due bordi ne tirano in luce, laterali sinistri; luminosi levidenziano lentamente, quasi a scoprirli.

Poi ancora la terza che cerca Domestico la noti? Ne cinge i contorni, dota loro di una luce che quieta permane.

Chiss che segnali, che nascosti progetti spingono Lioni a dormire, vuoi forse a sognare o le fiamme a brillare?

Non stare a sognare, ma guarda le cuspidi fiamme rientrate a ronzare infinite farfal

le, attente a gravitare su orbite e trame, tricuspidi lame intorno al soffice tondeo.

Hanno ripreso a ruotare, a danzare; su ritmi oscuri, infinite armonie. E ancora su e poi gi. Ne nasce uno spettro, unimmagine? Unignota figura che appare; riemerge a segnare dei ritmi strani, turbate armonie; lenti passati, inquieti a tornare.

Cara

Lioni grida (invoca il suo amore sommerso, passato, profondo come il mare pi un mare ed un mare; passato sommerso da un cielo ed un cielo pressato schiacciato dall Uno Universo).

Lioni grida e le luci gli si tuffano dentro. Lioni salza. Lioni vede

Cara
che muta rasenta i suoi sogni. Immobile, bella, come da mano di fata; e poi dolce.

Mansueta e poi dolce, soprattutto e poi dolce ed ancora da gustare.

Mio dolce tesoro, mio bene terreno, mia unica vitaChe frasi comuni, che liriche frasi! Insensati periodi che scaldano il cuore, ti chiudono il Tempo, riquadrano lo Spazio periodi dattimi; taggiogano allore, al tempo che passa, allinutile battito, al soffio damore. Perch lho permesso?!: tu a rompere il filo che vincola a me; quel magico filo, rocchetto del cuore. Mi sfibri, lo sai. Lo sai?

Protende il suo braccio, la mano ad aspettare.

Cara si muove, gli tocca le dita; si pone al suo fianco le mani sulla spalla, la testa vadagia, silente.

Mia unica vita; tua unica vita questuomo che cade. Non cade. Che cade?! Questuomo si erge; questuomo sesalta, trionfa questuomo su fragili cose, su inutili cose, su spiriti vani. Questuomo, il tuo uomo, tua unica vita.

Tesoro, lo sai. Lo sai?

Irato la stringe, la scrolla.

Se questo t conscio, perch mhai lasciato?

Con forza la spinge.

Non tu mhai lasciato, ma io ho tranciato il filo di fuoco, il laccio rovente che stringe, che avvince, costringe; quella tenera canapa che uniti ci univa.

Non tu Nil.

Stringendole il collo intoccata da lontano la soffoca, la strozza; savvicina.

Cara, non tu

Avanza; la tocca il collo tra le dita; lo cinge, lo cinge, la soffoca.

ma io; io, non tu.

O muore o la lasci
Scusami, scusami scusami.

A s la tira; la cinge, affettuoso la stringe, labbraccia. Cara si muove, sorride comprende? apparentemente fulgida e viva.

Perdonami Cara, mia tenera linfa; tua tenera linfa, io, tuo ramo spezzato; riunisciti a me.

Ricordi? Le notti sul mare: la complice Luna, loscuro pendio un dirupo, se vuoi? Lodore dellalga, dellerbe: profumo di vita.

Ricogli il Passato, dun balzo il fuggente, carpiscilo, rubalo ancora alla notte; rivivi con me quel balzo damore.

Le cose cospirano, le forze mendaci, ubbidienti a forzare le cose: lammasso si torce, lo spazio trasforma. un gioco di forze, di oscuri equilibri che Lioni sa, profondo conosce: lo Spazio e il Tempo lui torce.

Staccata la scena, strappata alloblio ma inerte se londa non scroscia, se il moto non tonfa.

In alto, dalloscuro crepaccio, Lioni tenera Cara contempla il ricordo ancora sommerso da un tenue velo: uno strato di polvere che invecchia le cose, le frena.

Ma Lioni sa; per questo che soffia: la polvere salza, il vento si scrosta, il vento che scrocchia; poi il velo si smassa, lattimosaccende.

Vedi londa arricciarsi e la complice luna.

Noti un volo fugace, la nube che passa, lo spruzzo dellonda; tu senti: il profumo di vita. E le dolci parole, calde di sensi non veri le dolci carezze tu palpi, tu gusti discontinui se vuoi e la cara intimit che tra i due sattepora.

Il tempo trapassa.

Demone fantastico, Demone buono, non mi turbare. Lasciami vivere; ancora quegli attimi, questattimi ancora. Non minquietare, non mi crucciare; non mi destare. Aiutami, Cara, mio muto fantoccio; vivifica in me il ricordo.

Cresce la voce di Lioni, sul tutto samplifica.

Parlami, mia antica, sperduta, velata memoria.

Almeno una voce, non mia. La voce che parta da te. Rispondi inutile cosa. Che farmene di un alito freddo?! Non giova un corpo senzanima. Sparisci, va via. Muori.

La scaraventa gi tra gli scogli.

E voi, astute cose, che state ad aspettare?

Che avete da ridire?

Piegatevi al Demone buono, crudele se occorre. Io, Lioni. N Demone, n Dio; ma insieme Demone e Dio: pi Dio.

Colpisce le cose con febbrili lampi. La scena si serra, ed il sogno si chiude.

Scende gi dallaltura, Lioni domina laria.

Presso Cara si posa il corpo disteso cos restituito; restituita di prima la scena.

Alzati;

Cara salza. Cammina.

Trionfa. Sempre vittima dei miei sogni, tu, della mia realt inaccessibile amante. Rivivi. Anche se come fulgida colorata ombra; come lucido variopinto negativo. Vieni.

Un letto apparso; aereo, velato arredato.

A che scopo? Pu un dio scegliersi unamante, un oggetto, una donna; sentirne la forza che avvince, costringe, che lattrae?

Un demone, forse; o un uomo. Ma un dio? Pu un dio ansimare per qualcosa? Forse s, oppure no.

Ma se demone e dio?!

Cos rimasto Lioni lei distesa, lui pronto: forse che s oppure no. In dubbio. In quel dannato tarlo che ti blocca; ti punge. Al centro tra due possenti forze, logoranti trazioni che strappano.

inutile che fingi. Ti sento, lo sai. Ascolto i tuoi pensieri, il tuo recondito moto degli atomi.

Se maffascina la mente! Il pensiero che non tocchi, il pensiero che non vedi, tu tocchi, tu vedi: materia, onda; vibrazione che induce altri sbalzi, altre onde e vibrazioni altri atomi ancora. Cos tutto si dilata, ingigantisce, si precisa; e percepibile il tutto si registra.

Senti come ripetono le cose.

Pi toni volumi della voce di Domestico si susseguono di rimando, luna allaltra:

- Com fragile,

Com docile,

Com dolce. La tua Cara, forse non Niol.

Tutto qui dentro buio e socchiuso da quando se ne and.

Lioni : - Che minventi? la tua voce, questa? Se non la tua voce.

Non sei tu, Domestico, inutile frattaglia, unghia dinsetto; sperduto, irrequieto mortale, indomato domestico restio al mio giogo, al mio diritto? Di che tintrighi? Non un abuso: tu mi devi rispetto, tu mi devi onorare.

Pensiero di Domestico : - Sono liberi i pensieri, e volano; io non so, n oso frenarli.

Alcuno pu impedirli?

Niol, Niol, ed ancora sempre pi Niol. La invoco; benedico il suo nome, il suo esistere Niol, mi perdoni, non la sua Cara. Una piccola faccia del grande prisma; Niol, come me, come

Lioni : - Sta zitto, stupido sfacciato tarlo. Sempre tu a ciarlare.

Esiste Niol? Non pu esistere: mha tranciato Niol. Non c, n voglio che ci sia.

Mi deludi, tu mi provochi; mi irriti, tu.

Non vedi questa donna? La vedi. Che ha di strano?

Morbida, perfetta. Non lo fin nei minimi particolari?

Di ottima fattura la mia Cara.

Sta zitto; non parlare. Ha unanima la mia Cara nascosta, velata ma pur unanima; tutta sua; nessuno gliela pu negare.

Domestico (suo pensiero) : - Ma non Niol.

Lioni : - Ma non Niol. questo che mi umilia. Io uomo, io dio, io Lioni; io

Astro-Confuso. questo che mi distrugge. Forse mesalta? Non Niol. Ma Cara. Affettuosa, se vuoi - la mia tenera, dolce Cara.

Domestico : - Senzanima

Lioni : - Calda dardore

Domestico : - Vuota dardore

Lioni : - Colma daffetti

Domestico : - Fredda damore

Lioni : - Splendida e bella

Domestico : - Tiepida e senzanima

Lioni : - E senzanima - cos pure, se vuoi.

Mi irriti, tu - tu, mi provochi; mi deludi.

La vedi, questa donna. Io tocco, io stringo, io bacio questo corpo che caldo mi guarda, mi tocca, mi stringe, mi bacia. Intreccio alle sue le mie dita: lansia ne colgo, lintimo moto che la vibra.

Tu vuoi che la richiami, vero?

questo che vuoi? Se questo tu vuoi, io lo voglio; e questo risa.

Domestico : - Sul velo

Lioni : - Una figura

Domestico : - Lo so.

Lioni : -

La sto tirando, ritrascinando qui - ancora; lo so.

Apparsa sul velo - una tenda - domina una figura. Lei simile a Cara.

Domestico linvoca; Lioni la vuole, la esige. Il vento la stuzzica.

Sagita - quel velo ha unanima - resiste; si torce, scudiscia, scatena la lotta: il filo si scuce, il velo si strappa; un pezzo si stacca, trascina limmagine, salza, sinvola - trasparente figura - fin sopra la tenue Cara poi cade, lei magica forma fluttuando cede, come fiocco discende, cos, lentamente; sul capo si posa di Cara. Come velo le copre la faccia.

Ora ha la sua anima, trae fuori lessenza. Non pi docile Cara quella dolce figura, non pi corpo di donna che vivo non sente.

Combacia la sua indole, si tocca con Cara, con forza ne tira il fuoco che saccende.

Vedi il tocco di luce.

Con grazia, le morbide dita, solleva quel magico lembo, quel velo, a scoprire la faccia - fosse nuovo sipario, antica veletta. Dal lampo del ciglio avverti lintimo palpito, puoi notarne la vita, ne osservi lo slancio.

Sorride quel viso dallocchio pungente; ci tira, ci attira quel corpo di donna, dichiara il suo nome: Niol.

Sorride e comprende; ne senti la mente.

Niol : - Bravo, ce lhai fatta; complimenti! Ancora una volta, e con minore fatica;

bravo, complimenti, ancora!

Se il buio avesse un peso, ci schiaccerebbe tutti qui dentro. Quanta inutile penombra!

Tra le concatenate rientranti librerie; le sorpassa, dispare. Apre: salza la luce dietro lammasso. Riemerge. ( A Lioni, poi a Domestico )

Contento? Raggianti! Felice?

Non la finirete mai di giocare?

Va alla vetrata grande, alta finestra semicircolare.

Lioni un po allungato sulla sua sedia-poltrona, le mani giunte sotto il naso la scruta, la contempla; Domestico la osserva dalla sua balugine scatola, sagomata tinta dazzurro, la contempla.

Apre Niol e la luce entra, invade la casa: la stanza sillumina. Saffaccia, Niol, profondo a respirare.

Com morbida questaria di Primavera! Terso il cielo, tiepida laria a riscaldare i nidi. Gli alberi gi in fiore: prima questanno?

Si sporge.

Chi quella donna? Stringe un figlio tra la braccia.

Lioni : - O una figlia.

Niol : - O una figlia, cos pure se sai; poi se un senso ha il sesso.

Ha veramente un senso?

Lioni : - Non questo che voglio lo sai.

Niol : - Lo so?

Lioni : - No?

Niol : - Forse s oppure no.

Lioni : - difficile non essere umano, quasi divino.

Niol : - Forse, divino.

Lioni : - Sentirsi, divino.

Niol : - Da onorare.

Lioni : - Da amare.

Niol : - Da servire, fossi io tua vestale.

Lioni : - Daccudire, quale tenera sposa.

Niol : - Credo proprio da incensare.

Lioni : - Da incensare, e da amare se vuoi.

Niol : - La conosci?

Muto Lioni che ascolta; Domestico la osserva.

Sono cos in tanti a venire Cos in molti a tornare

Com splendida Niol alla finestra! Appoggiata sembra apparire, ad assorbire la luce diffusa.

Contempla i confini del cielo, londeggiare lento dei rami: conosce bene le cose.

Un dono le appare tra le mani; un dono di Lioni: un fiore.

Soffice, sempre leggera, si stacca, poi tocca gli oggetti a lei cari: lantica cornice, il buffo pupazzo; ne scrosta i ricordi, lintimo brivido che lassale.

Domestico lassorbe a schiacciarsi, sulla sagomata tinta dazzurro. Lioni la gusta.

La conosci?

Posa loggetto; Lioni - da seduto, nascostamente inquieto lo colloca al suo posto.

Ne hai sentito il dolore?

Lioni : - Non sopporto il pianto dellumano, mi irriti e lo sai.

Minfastidiscono le lacrime, gli inutili piagnistei. Insetti che credono di soffrire e non sanno nulla, che chiedono ma non capiscono; e niente scrutano, niente comprendono.

Niol : - Mi turbano.

Lioni : -

Niol : - Mi sirrita il cuore per il bene che non fai.

Lioni : - Lo so, conosco bene questo tuo battito. Umano, che non sa, che non vuole

crescere, farsi divino.

Niol : - Tutti lo possono: lo siamo; in ognuno c la forza, la spinta per capovolge

re, per trapassare questo stato. Di che ti lodi, perch ti incensi?!

Comune a tutti.

Lioni : - Ma Uno riesce. E quellUno che sa simile ad un dio,lui pure un Dio.Lo

sai, o forse no?

Niol : - Forse s, oppure no. Ma non m inquieta - se il cuore che cresce cos lon

tano, di pietra, inaccessibile pure.

Un cuore da formica, meglio, se caldo, tiepido al punto giusto.

Chi quella donna, quel piccolo cuore che stringe; perch tieni chiuso Domestico, l esecranda prigione?

Lioni : -

Niol : - Ti irrito io, io ti provoco Perch mhai chiamato? Ancora a soffocare

con te?

Lioni : - Lo sai.

Niol : - E dimmelo. Amore? Pu quel tuo cos grande cuore contenere lamore, amore per le piccole cose? Il tuo cuore conosce le magnanime cose, non pu contenere lamore cos piccolo e umano.

Lioni : - Lo sai ci che intendo.

Niol : - Mi vuoi cavia, oggetto per i tuoi esperimenti. Io, laltro segno?

Da unire, per raggiungere lUnit; pi su, pi in alto fin dove c spazio, fin dove c Universo.

Lioni : - Travisi il mio senso, cos storpi le mie prove.

Niol : - O forse mi vuoi corpo?La bestia che ti assale,ti spreme il sangue agli occhi,

forse ti chiama, ti doma, ti vuole.

il moto della carne che mi tira? non so se piangerne o gioirne!? Il mio corpo che cerchi? Guarda. Non sono docile e bella? Agile splendida la mia figura. Prendila, se vuoi.

Ha detto, Niol, smuovendo le vesti maliziosamente impura ma casta; velata dantico candore, o moderna se vuoi. Fluidi i capelli tra le dita, ha messo in mostra il suo corpo, le sue forme, quel senso di donna che traspare - non tra eccessi ma intoccabile, pudica di velata malizia, apparentemente impura ma casta dannatamente intoccabile cos da incidere, fortemente da gridare:

Naturale

;

naturale, non mistero n vergogna

forse errore

Aggrapparmi al tuo seno di madre?

E non so davvero s amorodio,

se costruisci o mi distruggi:

poi forse rester il vuoto

Ma ora

Ora accanto a Domestico Niol che si schiaccia, con occhio incantato intoccato intoccata la tocca ma puro. Guarda Lioni, scruta: si rode e si contiene ( pu un dio scegliersi unamante, una donna, una moglie? Pu toccare quel brivido dira, quel tarlo geloso che vuole loggetto intoccato, nascosto, da amare per s, e da solo?

Lo vuole e lo pu. ). Sirrita Lioni, geloso s avvampa, scolora, pulsa contro quella figura velata Niol, trasparenza che sfiora, vivifica, eburnee le spalle, la sagoma fredda; strapparla vorrebbe, lontano; tornarla magari a quel limbo Non pu almeno, resiste. Vede lagile mano, vede il fiore che stringe, che sfiora, carezza il suo corpo: bella si fa. Sa farsi bella Niol?

Ha unanima che viva combatte, Lioni sfida.

Un gesto fulmineo, serrato, un tocco, un lampo; un grido per tuono: Niol che getta quel fiore. Che fiore? Orrendo animale che incute terrore: cos vuole Lioni.

Dargli in pasto quel senso - Si morde Niol.

Inghiottire vorrebbe quel grido, annodarlo alle corde vocali. Dargli in pasto quel senso

Si sforza, si vince: si china, raccoglie quel mostro; laccarezza, lo stringe locchio raccoglie, locchio lancia la sfida lo odora.

Cos rompe lincanto: il fiore ritorna.

Si stacca Niol, lascia attento Domestico, avanza raggiante, nasconde un suo dubbio.

La scena si compie: un salotto, unalcova; un giardinoDecidi. L continua la storia.

Lioni : - Che vita la tua!

Niol : - Lo senti mio cuore? Che faccia!

Vivi chiuso, sepolto e mi dici Che faccia, mio cuore!

Lioni : - Senza argini lo Spazio dimentichi? il Tempo senza limiti. E den

tro e fuori lUniverso dai nascosti cangianti? confini: tu scegline una via. Una porta aprine ed entra.

Lo sai il grande palpito. Riunisciti a me, dritti fino alle radici.

Tu e non altri; chiunque al mio fianco potrei e lo sai. Ma Lioni ti vuole, ha scelto Lioni: tu e non altra.

Niol :- Quindi non amore.Allora mi vuoi cavia: unit per conoscere il segno unico

delle cose; il senza segno, la forza inscissa che imploda in s ogni opposi

zione?

Lioni : - Ti voglio. Sposa, ti basti. Solo tenera amante unita al mio fianco.

Niol : - Solo corpo da usare.

Lioni : - Profondo da conoscere

Niol : - Da lisciare, palpare

Lioni : - Come fosse un segreto, intimo da custodire

Niol : - Tu mi vuoi, mi desideri

Lioni : - Da carezzare; tenera, per sognare

Niol : - Corpo mi vuoi

Lioni : - S, e non cos. Gustare la tua pelle, palpare la tua anima e baciare le tue membra, stringerle; anche cavia se occorre; ma damare, non da gettare.

Cos, se tu mi vuoi. Ancora. Fossi Tu la mia regina.

Niol : - Non pi, lo sai. C un Universo tra di noi. Io restia, indocile a seguire il Maestro; provata a sfuggire ogni giogo. Tu, chiuso nella tua polla, isolato nel tuo cuore.

Se maccetti, come allora, io risar tua; mio, tapparter.

Lioni : -

Niol : - Vedi?! Troppo muti messaggi tra di noi, non dette parole. uno stagno

il nostro Spazio, troppo muto il nostro silenzio eloquente ma freddo, estraneo; scostante ci separa, ci oppone.

Ti deludo, lo so. E tu lasciami, ti prego cos come pu lamico che pronto ti aiuta, ti tende la mano; poi nostalgico sallontana.

Lioni : -

Niol : - Ti ho. Da qualche parte, intanato nel cuore. Ma non importa. Non mi pos

sibile un dio, doloroso seguirne la rotta.

Voglio un uomo: semplice e mortale.

Chi grida laggi? Invoca e batte alla tua porta.

Cresce un rumore. Un frantumo doggetti ne accompagna il vibrare. Le cose subiscono limpetuoso moto di Lioni: in-catena la collera che chiusa, costretta irrompe tra gli argini; esplode.

Lascialo in pace; tu libera Domestico. Perch lo tormenti? Semplice mortale. Cos lui mi appare. Ed il suo silenzio che mi fuoco, cuoce e riscalda.

Salza il vortice dira, strappa le cose, modifica lo spazio, frantuma lesecranda prigione, solleva i due palpiti umani, li turbina tra le cose: Lioni al centro del tutto punisce la sfida. Gli spazi si richiudono, le imposte si serrano: ridiscende la penombra.

Lalcova si torce, si flette, dispare; cede luogo alle volte, agli umidi archi: sotterranea prigione dantico castello si estende se vuoi.

E torce tu vedi, poi nascoste rientranze; tele di ragno e filtri di polvere nei tagli di luce non troppi, in verit.

Sul muro si posano i due: luna assieme allaltro; i polsi serrati, incatenate le caviglie. E Lioni che ride, echeggia stridulo, esasperato, ma ride. Non piange, in verit.

Niol - di fuoco le membra - si strugge, alludire, sinsanguina dentro; singiungla. Niol, sinfuoca, si impaluda tra infiniti sentimenti, spezzettate sfumature contrastanti dai labili confini, cos aguzzi da non sentire nemmeno le catene. Ascolta Niol; in gola soffoca, stringe le lacrime: o piange se crede.

E leco che struscia sui muri, simpiglia tra le sbarre, porta con s il grido di Lioni; ad intervalli ritorna, graffia i piloni, le prospettiche volte, ne ingigantisce il dolore.

Niol : - Che fare, mio buon Domestico, nobile compagno, atrocemente coinvolto in questo danno; che fare?

Domestico:- N vivere n morire: non ci permesso.

Niol : - Meglio morire. Zittire per sempre questa storia.

Domestico:- Neanche sognare: non sai se, dormendo, nel sogno ti colpir.

Niol : - Morire, morire: e cos sparire.

Giusto sarebbe se fosse un dio; se fosse un demone riderebbe del male. Ma non cos, n cos.

Forzare tanto quella porta vorrei, quella stessa che in un attimo sapr per farmi entrare quando i miei Due si unirono; per un attimo, e da l uscire.

Domestico:- Si chiuse subito alle spalle e mi costrinse a questo spazio - direbbe for

se lantico sacerdote.

Vedi?! Tra le linee del pensiero anche il dolore si placa e questo posto pu sembrare bello, se irreale.

Niol : - Giungi sempre a toccarmi lanima; ma se mi volto, trovo il magma alle mie spalle.

Domestico:- M dolce sentire la tua voce. Maccompagna il tuo ricordo quando libera tu vai; quando solo resisto ad accudire, a servire il mio signore.

Aspetto il tuo dolore.

Niol : - Ovunque la mia pena altrove o qua; anche se lontano vi sto.

Domestico:- Ma almeno sei qui a distrarre, ad associare al mio il tuo tormento.

Niol : - Ne soffre, lo sai.

Domestico:- Lui pure. Che soffra.

Niol : - Ne soffro, io pure.

Domestico:- Non io, non pi.

Niol : - Crudele; non tu.

Domestico:- Non tu! Pu la pulce scuotere le montagne?

Protenditi di. Spingi forte le tue dita a toccare le mie: un po dacqua ti prego. Cos, forza, di. Almeno questo ci resti: il contatto tra essere veri.

Niol : - Se penso al suo tormento

Domestico:- E tu toccami, ancora, di pi. Che crepi.

Niol : - Non cos. Non questo che voglio. Cos non libero il mio mondo.

Lo senti? Gi lavverto. Ne sento laria vibrare. Gi incombe. Lui qui.

Voce di Lioni:- Che crepiTi sento, lo sai.

una mossa la tua, spudorato Domestico, vile tralcio secco? Non pulce ma pidocchio; schifoso verme che non sapr mai volare.

Se ne stia il sorcio nella sua fogna. Diventi questa la tua tomba.

Niol : - Lioni, ti pregoLioni

La cella si chiude. Su essa tonfano le rientranze concatenate: battenti irreali, forse fittizi, quasi unimmagine, ombre, un sipario.

Lioni che sappoggia al suo scrittoio.

Lioni : -Tumida lingua, la sua e la sua.

Miserabile groviglio didee e di parole: mi stuzzicano, mi provocano. Ad ogni passo camuffano una trappola. Mi turbano, minquietano perfino; disturbano ogni mia tensione. Li ho nel sangue, nel cuore o nella mente: lo sanno e ne approfittano; inquinano ogni mia estensione, ogni pi frazionabile mia ricerca.

Che restino nascosti, a protendersi, a toccarsi quelle sudicie dita: miserabile ammasso dinutili gesti, di non utili parole.

Che io resti solo sulla via, solitario viandante dello Spazio: il destino degli dei. il destino degli dei?Meraviglioso lUniverso e il Cosmo della Mente; Meraviglioso il Pensiero. Dentro e Fuori saggiustano, si completano.

Cos Lioni guarda le magiche porte forse fittizie, come irreali: fossero un velo, da cui tutto traspare.

Vedi dentro Niol, dal volto socchiuso; v incontri Domestico che muto non sente; e le immobili luci: ogni cosa apparente.

Osserva mia Mente; mia Mente, osserva, penetra, fin nelle pi intime giunture del loro essere; strappali se credi. In me sento ruggire le mille anime, gli infiniti spiriti di fuoco. Disturbali, mio Occhio, incalzali; non concedere loro una lunga tregua; opprimili, in loro soffoca il respiro se nel loro Spazio si racchiudono, si ritemprano alla battaglia. Colpisci mio Pensiero, nel giusto lira degli dei; tormenta a lungo quei cuori accam pati; cos, irrompi tra i recinti e negli animi avvampa, infondi il Terrore che dagli occhi traspaia: il sangue, la colpa, non retto il loro agire. N pire n faci in questa notte.

Che importa se rabbia o gelosia: nulla in un uomo che non sia gi in un Dio.

Di fuoco questessere: sembrava accendersi. Prorompente questanimo. Turbato forse, offeso ha inveito, liberato la sua fiamma. Scatenato, ha scosso le porte, i battenti fittizi; divelto ha limmagine, scardinato lammasso, irreale solo velo apparente, travolto dallira, trascinato tra gli archi fin negli angoli bui, fin dietro a sparire.

Di fuoco il suo dire, di fiamma quelluomo turbato a inveire, a soffrire, a sparire, a cercare o sfuggire, ad immergersi tra i calpestati mattoni, prepotentemente a sprofondare tra gli interspazi dellodierno vetusto pavimento.

Resta un manto sul posto, una stoffa; in luce a coprire labisso.

Ogni voce singrotta.

Voce di Niol:- LioniLioni

Voce di Domestico:- Che scoppi ti dico. Se vuole ci sgretoli, ma che scoppi,

si spacchi.

Voce di Niol:- Ancora quegli echi

Voce di Domestico:- Che magici suoni!

Voce di Niol:- andato?

Voce di Domestico:- Ad imbastire tormenti chiss quali astuzie!?

Voce di Niol:- Fin dentro alle cose, alle sue magiche cose.

Voce di Domestico:- Fin dentro, chiss.

Voce di Niol:- Ancora quegli echi, ancora; frantumate parole. Mi scuotono dentro.

Voce di Domestico:- E tu toccami, di. Protenditi, spingi forte le tue dita.

Voce di Niol:- Ne soffre, lo sai.

Voce di Domestico:- Che soffra, lui pure.

Voce di Niol:- Lo sento che incombe; gi viene

Voce di Domestico:- Che venga, non gli occorre coraggio

Voce di Niol:- Laria si scuote, sagita questo Spazio

Voce di Domestico:- Si smuova questo sogno!

Voce di Niol:- Forse al Tempo ritorna.

Vede bene, Niol: Lioni accade. Emerge dal suolo, lentamente. I capelli ne scorgi, la fronte, poi le ciglia ed il naso; fino al collo quel volto conosciuto che, completo, un giro compie su se stesso mentre si rianimano le luci. Ogni cosa si smuove tra le riaccese parole di un Domestico che incalza.

Domestico:- Ecco che riappare il grande gladiatore; invitto ridiscende nellarena.

riapparso Lioni, emerso in tutta la sua figura

Lioni : - Peccato che vitrovi sempre la solita pecora sdentata, mai un leone.

Un gesto

Domestico:-

Lioni : - Che? Qui nessuno ti ascolta. Soffia, fortemente soffia. A che serve uno

strumento se il fiato non c?! Non meglio distruggerlo o, scordato, buttarlo in un angolo ovunque; lasciarlo l, al suo inutile destino?!

Niol : - Lascialo. Odio questo tuo aspetto da carnefice.

Lioni :- Hai sentito? La regina ti difende: lunga lunga alla regina. Parla. Lascio libera la tua putrida lingua, paziente a sopportare le tue ciarle.

Domestico:- Vedi Niol, se ho ragione quando chiedo che soffra?!

Che lui pure si torca tra di noi. Toccami, protenditi, spingi; o soltanto fissa nei tuoi occhi i sofferti miei.

Lioni : - Se lo rifai, luccido.

Domestico:- Che mi uccida, se vuole; interrompa il flusso dei miei atomi. Guarda

mi.

Lioni : - Non te che cerca, tu mappartieni. me che incalza.Vuol liberarsi del

mio giogo.

Non questo che vuoi, Domestico dalla lingua callosa? Non nellordine naturale delle cose che un dio venga servito, devotamente adorato?

Domestico:- Niol

Lioni : - Tu, mia adorabile sposa

Niol : - Smettila tu e tu finiscila. Io non vi sto nel mezzo, tra di voi. Tu minsidii,

tu mi possiedi ed io non voglio luno, respingo laltro.

Lioni : - Gi! Spirito libero la nostra cara

Domestico:- Non caraNiol.

Niol : - Se stessi in mezzo mi strappereste

Lioni : - E tu non sai come cucire i tuoi istinti

Domestico:- Noi non siamo divini

Lioni : - Forse neanche umani se tradite lansia che spinge al divenire, allessere

divini.

Niol : - Noi non siamo per essere immortali, cos come nasciamo noi non siamo

che umani. Forse qualcuno copia la possanza del dio ma per sentirsi crescere sul suo simile e su di esso imporre la sua forza. E non divino, mortalmente umano.

Domestico:- Gi lo siamo, al nostro modo in questo mondo forse divini, cos co

me siamo.

Lioni : - Sempre insieme voi due, uniti nella mente vi capite.

Domestico:- Ci sforziamo

Niol : - Ci tendiamo

Lioni : - In un interminabile gioco di posizioni che vaccomuna. Solo infinite spez

zettature miste di Caso e di Coscienza duna lotta che vallea.

Domestico:- Cos. Infinite sfumature che ci oppongono, miste di Caso e di Coscien

za, e che ci alleano anche questo lumano.

Lioni : - Fragile al soffio dei contrari gracile, si spezza.

Se tu sapessi la mia Niol! Non tra il vento dei contrari, nel profondo stabile del suo cuore; non tra la cascata degli istinti, degli umori che, voluti e casuali, ci rifondono o disuniscono.

Che guardi la mia sposa occhio di un Domestico?! Non vedi e pur guar di. Se quando ti accanto pensa e piange al suo marito?!

Se tu sapessi la mia Niol quando dolce si arrende al mio braccio. Ti pensa? Che dici: ne ha il tempo? Se offesa, dun tratto si turba, sarriccia, si flette alla battaglia? Solo allora t vicino, se tincontra. Non ti compagna la mia Niol, forse nemmeno nella lotta.

Domestico:-

Lioni : - O forse disconosci la mia donna quando rovente minvita alla luna?!

Romantica mincrina prelude, complice la chioma trasparente gi un velo si slaccia.

Domestico:-

Lioni : - Poi il tocco leggero, fugace del vento: ci porta i profumi, suggella lab

braccio - se non scotta un ricordo che lento la muta. Ne sento il contrasto, il richiamo le viscere il fastidio le tiene allora lalito che freme; sguscia e scivola, cos sallontana fossio a lei nemico crudele, fossi il fuoco con lacqua, il miele col fiele poi sul vento si adagia che ovunque la disperde.

Domestico:-

Lioni : - Vedi? Quanto in s instabile ogni cosa, quanto in s cos la rocciosa es

senza della donna?

Domestico : - Realmente labile la natura delle cose. Erranti cinsinuiamo tra gli e

venti; ci schermiamo, pronti a saltarne se occorre.

Realmente mobile la natura delle donne.

Niol : - Ti adesca, mi pare?

Domestico:- Mi confonde

Lioni : - Semplicemente mi soffermo un po con voi, a ragionare.

Niol : - Dritto, non devii.

Lioni : - No. Dovrei? A trarne che utili? Non ne vedo nemmeno a distanza.

Niol : - O ridiventi miope o il falso rimescola la tua lingua.

Astuto ritenti a ricondurre il giogo?!

Lioni : - Rivoglio sempre ci che mio; o lo lascio se mappartiene.

Niol : - Non un oggetto questa Mente e questo Cuore. Non so che farmene dun

Lioni che frettoloso mappartiene e non ha occhio, n cuore, n Mente per gli umani travagli di Niol.

Preferisco le fragili dita di un Domestico se calde trasmettono un messag gio. Cos toccami tu e tu uccidici se vuoi.

Domestico:-Non mappartiene questincomodo:qui legato me ne sto mio malgrado.

Frenetico lanimo della donna, schizza ed usa chi le pare, sembra cedere per ritrattare.

Abile, realmente volubile femmina questo stato.

Lioni : - Ne soffri? Fortemente ne piangi. Di che ti duoli se un pensiero ne attiri,

e non di lotta?

Domestico:- Cede il sostegno e la volta si frantuma, poi la trave si spezza; mi tra

volge questa frana.

Lioni : - Quante volte mha deluso? Ha tranciato questo cuore; lha curato, lha di feso.

Domestico:- Utilizza ogni mossa per costringerti allo scopo.

Niol : - Utilizza ogni mossa per costringerti allo scopo.

Lioni : - Cos la femmina, se ama o se odia.

Domestico:- Cos tra i gatti quando piena la luna.

Niol : - Cos tra i fessi quando fosca la mente: disattenta, si lascia plagiare.

Non taccorgi che tintriga?!

Domestico:- Forse, ma preme sul punto naturale, laspetto vero che mi duole.

Lioni : - Ti irrita. Prima ci sproni e poi ti offusca se i cavalli, rotto il freno, galoppa

no al vento libere le criniere.

Domestico:- Ti secca questa pianta. E tu coltivane unaltra.

Niol : - Sallea la tigre e il domatore: ora occorre la preda.

Domestico:- Non maizza il suono dei corni: non minteressa la caccia.

Niol : - Potresti? Ormai fa parte del vincolo che vunisce. questo l esercizio:

un grosso gatto striato che allordine scatta, felino sacquatta pronto al balzo che scuote la vittima; ferita, le carni squarciate, cos la riporta al domatore che schiocca.

Domestico:- Non schiocca.Che schiocca? Se locchio e la mente dun balzo si apre.

Lioni : - Saresti tu quella tigre che affonda gli artigli nel cuore a chi tama?

Domestico:- Che brucia parole allara del dio poi altrove le soffia

Lioni : - Eppur si fa bella intanto gioca col topo.

Domestico:- Se saizza la fiamma, poi lincendio divaga.

Non si scherza col cuore.

Niol : - Veramente un nibbio questamore: ignara ghermisce la preda, poi nel ni

do la sventra.

Lioni : - Taccorgi, Domestico? Ha tante facce quel prisma che a riflettere la vi

sta confonde.

Niol : - Com bravo lattore! Professionista, giochi le tue mosse e vinci, se bari.

Lioni : - Vinco sempre se voglio, come Dio e come Uomo.

Niol : - Che Demone sei!

Lioni : - Completo mi muovo; leggero, con passo pesante precorro la via che vince

lalloro.

Niol : - Vittoria! Anche se dentro si lacrima.

Lioni : - Non c luogo per sentimenti dalto tipo quando, costretto alla lotta, decidi

battaglia. O piangi o combatti.

Niol : - E lasciare sul campo i feriti?! Un dio soccorre sempre chi lo prega se dal

lintimo glinvoca la tregua, non lascia insepolto chi muore.

Lioni : - Non conosci lanimo degli dei.

Niol : - Ma il tuolo conosco?

Lioni : -

Niol : - Non mintendi? Non leggi la mente.

Lioni : -

Domestico:- Crolla lantro della dea, pi non resiste al maglio del dio. Non manca

che il rossore.

Niol : - In agguato questo non dire; diverso mi sorprende, mi adesca.

Lioni : -

Domestico:- Eccolo. Vermiglia ora brucia la guancia.

Niol : - Stranamente pi chiaro limpido questo silenzio. Lo temo. Mi scuote lo

sai. In me sapre un varco, profondo, mi stravolge, minebria; cos parla, ti prego. Forse per questo uno spazio saccende.

Domestico:- Le mura si scuotono: anche il dio ne risente.

Lioni : - Mio cuore, mi tenti.

Domestico:- Lantico romantico amore. Rinasce.

Niol : - Ricresce?

Lioni : - Mi piace, perfino se spezzi il legame, il nuovo patto che maschi ci univa.

Domestico:- Se ruoti quel prisma, resta uguale la faccia.

Lioni : - Non dire ma guarda. Ora vedi: realmente tappari diverso?

Ancora un gesto per Lioni, poi uno ed ancora; la mano protende: Niol che si stacca, che osserva - fors esita. Acconsente?

Domestico:- Si ripete la storia; senza reali cambiamenti melliflua ritorna.

Niol che si chiude; pensosa si ritrae.

Lioni : - Utilizzi ogni mossa - mi pare.

Domestico:- Mi difendo se posso. Aggredito, dai lupi cerco una via, uno scampo;

attento recingo ogni baluardo.

Niol : - Cos volpe ti fai: canide contro canide.

Domestico:- Cos pure, se vuoi.

Niol : - Cos pure.

Domestico:- Lo sai. Non iena, per.

Lioni : - Che genio questessere! Serge a combattere.

Domestico che punge; coraggioso, che vibra il suo strale. Avanza, perfino - convinto dimpugnare la lancia, linsetto che affonda il suo rostro.

Niol : - Che ronza il suo aculeo; pungiglione si fa.

Domestico:- Che cari folletti! Cos che vallea: il Caso o la Mente?

Lincontrastato giuoco dei contrari?

Niol : - Un incontro, o comunque uno scontro che di certo non tappartiene.

Lioni : - Di che tintrighi, fastidioso mortale?

Niol : - In che tintrufoli, infernale furetto, impudico a strusciare?

Lioni : - Tinsinui sempre a strisciare.

Niol : - Interessato, mi tenti.

Domestico:- Se mattorciglio per capire il nesso intimo delle cose, il perch dun

peso che ci opprime.

Niol : - Non mi gode vederti in questo stato.

Non sei pi lintelligente Agnello che conosco.

Lioni : - Pecora, restammo.

Domestico:- E latte ti do:

Meglio pecora che gnomo.

Lioni : - Ora basta. Hai rotto ogni argine, Domestico dalla lingua espansibile.

Richiudi il cancello, rientra nel tuo fetido recinto; un porcile ti calza.

Domestico:- Tu mi pizzichi e tu maccoltelli; prima mi spingi e tu mi trapassi,inten

samente mi pungi; poi vadira se lacqua saccresce, minacciosa singros sa, fuoriesce. Forse mio quellargine.

Lioni : - Non altro che una putrida pozza limaccioso tu sei.

Niol : - Una piccola goccia, contro i contigui oceani; una trascurabile punta contro

i bastioni.

Domestico:- Prima mi stuzzichi, poi ti fortifichi. Qual l intento che d un tratto

vunisce?

Niol : - Nel segreto delle visceri trovi scritto il destino. Leggilo, se sai.

Domestico:- E sbudellare a mio uso la vittima: non questa la strada. Negli occhi

esigo la prova.

Lioni : - Esigi? Chi sei?

Niol : - Troppo spesso mi pare alzi di gomito

Domestico:- Annacquato il nettare che mi di, pi non minebria.

Lioni : - Cos illuso da parlare alla mia sposa?!

Rientra al tuo posto servo Domestico, a ripulire i fetidi orinali.

Domestico:- E cos ancora peggio; a riabbassare il capo, a tradire lorgoglio dellu

mano; la mia dignit.

Lioni : - Piccolo, semplice umano, tu non hai dignit.Tu non sei che polvere dinnan zi al vento del Dio.

Domestico:- E la tua sposa? Non piccola, semplice e umana?

Incerta, si lascia plagiare. Dimentica, accetta lomaggio, lantico cavallo. E le idee, le giornate, gli amici, i compagni di lotta?

Lasciaci parlare, tra noi ci capiamo.

Lioni : - Lho scelta. Niol condivide la mia sorte.

Domestico:- Se non fosse cos, anche a lei toccherebbe un pitale.

Lioni : - Se cos non fosse, se cos non fosseSempre a blaterare, a rintuzzare su

ogni punto. Basta. Troppo a lungo ha soffiato questaria confusa s sentita un tornado; troppo a lungo ho sopportato che tu guardassi indenne nellocchio del ciclone.

Ora io grido: basta. Troppa acqua hanno rovesciato le nubi: il mio fiume tinondi, da quegli argini fuoriesce; subisci la piena.

Niol : - Aspetta.

Lioni : - Non puoi pi trattenere il braccio del Dio

Niol : - Ancora, ti prego.

Lioni : - Colmo il calice della collera, furente travasa. Va punito chi sbaglia.

Niol : - Con forza: o con odio o con amore

Lioni : - Senza indugio: non nello stile degli dei.

Colpisce lira del dio; da ogni poro travasa. Se fosse una fiera, gli occhi di brace, la vedresti saltare, sbranare la preda lindifeso Domestico, lunga o no la sua lingua. La vedresti azzampare, mordere e squartare le carni dun corpo che incatenato pu solo gridare ovunque poi sparse le visceri e macchie di sangue.

Ma pi sottile la rabbia del dio: colpisce da sotto la pelle, a pizzicare ogni nervo e tranciare le vene, a stritolare, fino a rompere e triturare le ossa. Cos ad un Domestico che dal dolore si torce, che, strappato ogni muscolo, pu solo flettersi ed urlare; magari inveire, ad imprecare oppure ancora stretta la bocca muto e tremante, al dolore rubare il suo suono.

Niol : - Basta, ti prego.

Lioni : - Basta? Si ripete la storia. Per questo sacco minvochi?

Perch? Vuoto, inutilmente sta ritto.

Niol : - Ha unanima dentro.

Lioni : - Che soffra.

Niol : - Lui pure?!

Lioni : - Ascolta Domestico. Senti? Si risfibra la canapa.

E bravo! Che lanima ti scoppi!

Niol : - Todio, se luccidi.

Lioni : - Come freme la donna: ancora una prova. Hai nascosto una fossa.

Niol : - Mi conduci per mano, mielato mi accompagni, poi raggiante mi la

sci cadere.

Lioni : - Guardala mia Mente, cos come si affanna per la sorte dellamante.

Niol : - Spudorato, menzognero lestofante: io non ho amanti.

Lioni : - Se tremi! Corrisposta tagiti per il destino dun altro.

Niol : - Per lui come per chi altro; per ogni cosa palpita il mio cuore. Allora s: ho

centomila amanti. Perch minfanghi? Conosci bene queste cose: le hai viste e le sai.

Lioni : -

Niol : - Punisci; ma dietro, locchio vigile dellamore nascosto, se vuoi diradi

la sadica cortina dellodio. Colpisci; ferma, la mano non vacilli. Ma corretto sia il giudizio, giusto il suo braccio e la sua pena.

Lioni : - Tutta partecipi al fremito delle cose e non ne conosci il male che ne viene

se, distratta, troppa corda gli di.

Niol : - Ti basti distruggere la mia anima. Perch lo torturi?

Lioni : - C pi gusto.Pesa di meno il fardello se,coinvolti,assieme lo portiamo.Da

solo s intromesso, si adatti io non lho invitato.

Domestico:- Ma se ci hai costretto. E poi dici Se non tua la trappola! Lun contro laltro: questa la mossa.

Lioni : - Non mi pare sia questo il mio uso.

Niol : - Ormai ne dubito, ancora.

Lioni : - Pi facile sconfiggere il Re se, vinta, conquisti la Regina.

Niol : - Si risfibra la canapa. Sarei io la pedina?

Domestico:- Noi i suoi pezzi davorio.

Lioni : - Lun laltro vi usate: ribelli maggredite.

Niol : - Uniti o disuniti per voi mi cercate: tu per me non ti batti; n tu se, invitto

lo scettro, pi ti preme il potere e la gloria.

Domestico:- Contro me vaccanite, a distorcere i fatti.

Da questo a questaltro saltate, poi contro me vindurite.

Lioni : - Se riemerge lirrefrenabile gioco, laccanito fermentare dei contrari che

pettegolo vi assilla!

Domestico:- Davvero labile la natura degli umani.

Niol : - Realmente mista di Cuore e di Mente ci sommerge uneccessiva catasta; a saltelli ci sincunea tra variate sfumature che infinite e spezzettate ci anellano e ci separano e cos ancora ed ancora, secondo il metodo e loccorrenza.

Lioni : - Di voi ride, lincontenibile Duetto - se ne gode, misto di Caso e di Coscien

za; si moltiplica e si frantuma. Irresistibile, tra la bufera degli eventi, oh se vi rende tenui, fatui e sperduti!

Niol : - Danzi pure lirrefrenabile coppia, intorno al fuoco sinebri; cos ubriaca,

saltando, sinfiammi, simmerga a fondo nel vivo dei contrasti. Limpor tante capire.

Domestico : - Cos da crescere e costruire

Lioni : - Se ancora questa la strada

Niol : - Eppure cos ci aggrada

Domestico : - Questa lumana dignit

Lioni : - Tenti ancora ancora la mia sposa

Domestico : - Libera, mi piace

Lioni : - Ti precede il sibilo della serpe

Domestico : - Niol

Lioni : - Mia cara

Niol : - Ancora insieme, disuniti mi pressate; nel mezzo vi sto cos chio balzo per

non restare schiacciata. Tu mi spingi, tu mi trascini; tu tavvicini e tu mallontani: nel mezzo Niol. Cos da rischiare doloroso uno strappo.

Fuori luno, via laltro pi in alto vi sto.

Lioni : - Si ridividono le coppie: ognuno torni al suo posto.

Domestico libero dai lacci.

Contenta, Niol? Clemente questUomo.

Niol : - Senzaltro meglio, cos.

Lioni : - Ed ancora Tu guarda: sul muro uno specchio. Mi specchio. Come uomo

mi ami, divino mi disprezzi. Ne soffro e lo sai. Si restringe lumano; in me sempre pi allingigantire del divino: mi sfibro in questo Spazio. Ora vivo questo vetro; acuto nellanimo legge. Ti bello Domestico; profondo, attraente, e soprattutto terribilmente umano. Osserva. la sua anima che sadocchia; inviluppata emerge la sua vera natura.

Di fronte allo specchio, tirato da Lioni, s fatto pi attento Domestico. Nana, gli appartiene la figura riflessa, certamente non splende la sua natura.

Forse tocca quel vetro a guardarsi, profondo a conoscersi magari a strapparne il riflesso. Ed intanto gli resta dinnanzi: gli compete limmagine ed sua la figura.

Ti piace? Ti soddisfi? Ora conosci la sua vera essenza; il resto apparenza.

Niol : - Che prove mi di.

Lioni : - Un tocco e lei vive.

Niol : - Un trucco

Lioni : - Unimmagine; proiezione che vive reale.

Un po scostando Domestico

Vedi se sinsiste troppo a pizzicare?! Hai la natura dun giullare. Osserva ti. Gli tendo una manogli grido: Nasci Delle dita mi toccano, fuoriescono; emerge intera la figura: a voi Domes; ci appare. Mi chino al nuovo esemplare.

Niol : - Un nuovo pupazzo.

Lioni : - Reale; lo rendo libero di servirmi, dagire e di pensare. Ma poi non stupirti

se a me sassocia: la parte di Domestico che sempre affonda e dispare.

Domestico : - Se mappartiene comincer presto a mordere ancora a tentare le cate

ne.

Lioni : - Vieni mia sposa, conoscerai meglio l intimo di questo tuo compagno di

lotta.

Niol : - E Domestico?

Lioni : - Se ne star buono qui ad invecchiare, a noi basta linsetto.

Niol : -

Lioni : - questo il danno minore. Accettalo se in fede.

Niol : -

Lioni :- Tra queste mura, pu muoversi e parlare. A volont lo lascio libero;perfino

di pensare.

Niol : -

Lioni : - Al dopo le possibili soluzioni. Domes che gi ci precede, penser lui a saggiarne i lamentevoli bisogni; lesto ad eseguire leale? saffaticher.

Ed ora presto agli altri luoghi; ad aggiungere ad altro altro tempo ed altro; ancora a quellincatenato susseguirsi dattimi che timprigionano o che, finiti ed infiniti, se compresi, ti ribaltano lo spazio e, pietosi, ti liberano.

Cos vedi Niol a sua volta sparire, facile a salire le scale o se credi a svanire.

Ancora un attimo per Lioni dal tocco austero; enigmatico, forse sfida Domestico che raccolto uno slancio vibrante si tende; contratto trattiene lo scocco, saetta si fa.

Ancora un tocco per Lioni, potente a prevenire.

Dal nulla la vita o gi vita nel nulla? E dal suo spazio pi in luce sanima la statua portentosa cariatide che eluso il piedistallo, in sospeso le volte, sbarra possente a Domestico ogni possibile cammino.

ATTO 2

Scivola la fluida tela, forse saggia o impietosa a riscoprire la scena; comandata a svelare glintimi travagli, le inique ambizioni, gli attorcigliati giochi dun vivere umano trapunto dimmortale. Una palpebra che sapre verticale e, libera la vista, ti confonde lintricato moto che tassorbe, poi taffascina se ti prende, fin tanto che travolge, e

disconosce da che parte brilla locchio.

Contemporanea una luce, un lampo che abbaglia la scena ed ogni cosa; poi il buio improvviso uno scoppio, furente di tuono.

Ed ancora: brontolii e rumore di pioggia.

Torna in luce Lioni al suo scrittoio attento ad una penna che scrive, sospesa e da sola: riceve i dettami dun Lioni che assorto le assegna un messaggio.

Un leggero svolo socchiude appena la finestra. Lioni la richiude, stabile al suo posto, ancora intensamente immerso in quella penna che sagita e scrive: che abile a contorcersi si dimena; tortuosa a trasmettere l'intrigato uso dei vocaboli, il tormentato fiume di pensieri che infinito sassocia e si dissocia.

Voce di Lioni : - Resti questo custodito un segreto ed una prova. Ha buon diritto

il mio dire, se cocente in me si sbalza il riscatto e la dignit dellumano.

Ancora un alito per lingente che al palpito si piega: si rischiude limposta. Sfarfallando una foglia: sul vetro si schiaccia ad osservare; entra ed avanza, presso Lioni si posa.

Lioni : - Anche tu a spiare nello spieguzzato velame dei miei segreti?

La prende, i particolari ne saggia

Se cade, anche la foglia segna puntuale lincontenibile incedere del Tempo. Maestoso savanza, incide la Figura che a vista si trasforma, civettuola sfoggia labito di turno e se ne ammanta fluide le vesti e landatura. Lautunno incalza queste mura e gi brilla linverno alla finestra. Se avanzo, al davanzale mi protendo gi protese le mani ai mille cristalli, aglinfiniti luccichii che ammantano lo sguardo e fioccano.

Vedi, come gracile si scioglie al tenue tepore delle dita?!

Gi lo so che non sei sola, ti precede una presenza: qui dattorno adocchia e saggira, cauta ammicca

Come punge questaria che piena si respira; uniforme la mente e il cuore, mi slancio a questo Spazio! E te libero, mia incerta, venata farfalla fluttua a toccare il suolo che taccoglie.

Dun tratto si ritrae Lioni che saffascina; lintormentato prepotentemente abbarbicato a questo ruolo che caparbio nel suo mondo si distende.

Sale lento e solenne, cos penetra le scostanti fessure dellimposta, e pure si torce nellaria quel dolce richiamo, sommesso battente che invoca, pietosa a lacrimare antica e tenera, transdotta ninna nanna che preme coraggiosamente e non ottiene:

Lalla, lalla: aut dormi aut lacte;

nisi lactes, dormi, dormi.

Blande somne, somne veni,

claude infante nostro ocellos,

artus occupa tenellos:

sunt ocelli somne pleni:

somne veni.

Sbatte quel vetro Lioni ruggente a chiudere i portali a non sentire.

Sempre ed ancora pi mincalzano, maledetti a lacrimare; anchessi a ten

tare di storcere la mia pace, il mio tranquillo viandare, inabissato da procedere ed osservare.

Non voglio confondermi al reale che bugiardo ci turba, annebbia e ci assale che infinitamente ci affascina.

Andate via dispettosi aculei, sparite dalla mia soglia prima chio vi trasformi. E tu, misteriosa presenza che minsulti col tuo silenzio, dov che ti nascondi? Se temi nella notte, accogli questa luce che ora mi arde nelle mani o se del fuoco tremi, fuggi. Appari, esecrando folletto: Lioni non teme il mostro che sacquatta, o il mago o la fata, n le storie della notte, n la vecchia megera che rugosa sfiatando venefici filtri prepara. Lioni passa indenne tra i mille lugubri pensieri che lo scivolare delle ombre o il bianco clamore della luna tangibilmente alimentano. Lioni sa del falso; Lioni conosce del sole che fuga le paure, dei misteri che inquietano, che alla sua luce poi sembrano svanire. Veramente credi che il dio che pu, pu realmente temere le cose? Le crea, le domina il dio e le distrugge, se occorre. Non temere se il tuo spirito semplice e non malvagio. Appari. Lioni che tordina.

Odi tenue lafflato? Cerca e poi vibra se dun soffio tu cogli la polvere che salza e per essa il tortile moto dun vortice alto quanto pu un fanciullo figlio del vorticoso vento.

Sei tu, gioioso folletto? Sei tu che mi spiavi? Di certo benefico tu sei.

E divertito lo rincorre, Lioni che gioca.

Spiana ad esso la strada, preclude ogni possibile nascondiglio al giovane figlio del vento che ludico scappa e zigzagando su questo e quello torna o trapassa fino a che, svuoto dogni cosa, nuovo spazio si distende per un Lioni che ciurma: gli rende omaggio la scena, al suo volere corrisponde. Cos la grande sala che appare, vibra dincanto! Nuda ma possente, o a tratti adorna di radi altri robusti, notevoli particolari, e con in fondo un seggio regale in evidenza, al centro tra due altri pi piccoli e vellutati.

Da un suo angolo socchiuso ad osservare, ciurla Domes attento, cionco ad ansimare. Imponente larte del disbrigo e Domes non ha ali per volare, solo corte le sue gambe per correre veloce ad accudire, pronto e lesto ad eseguire.

Che scappi? Non hai pi di che nasconderti: fermati.

Esegue lagile vortice pronto a rifuggire.

Se avanzo dun passo, dun passo indietreggi. Perch? Forse temi lalito di

Lioni? Vorticosa retta la mia natura, non temere; madatto ad ogni cosa. Libero incantevole il moto dellaria; non ghermibile la natura del vento, ad essa maffaccio se voglioE gi in te mesalta il solco delle navi, lintrepido spumare dellonde; a lungo il rotolare su per gli impervi pendii, cos proteso, aereo; e poi gi a lisciare le profilate valli, la dolce mano sui fiori, a scuotere gli steli, i tronchi a scardinare, pure sbuffando sugli indocili capelli, dolcemente a cullare e parlare al muto linguaggio delle cose, e vibrare fino a dare loro il suono che prepotente le stuzzica.

Questa la memoria di me che in te mattira, perci consolami se vuoi e soffia fortemente placa questa mia anima rovente.

Condiviso, savanza il placido fanciullo distinto ad abbracciare quel Lioni di fuoco. Tra le sue spire lavvolge tortuose e ventilanti, tortili ventose e travolgenti, fluttuanti. E Lioni che indugia; ancora un po sinebria in quel suo facile giocare, felice, gioioso a ricordare. Poi si stacca il vento ballerino; sulla finestra salta, lui pure indugia, sallontana forse risponde al padre che lo chiama.

Ancora lieto Lioni sabbraccia.

Che niente accada! Nulla avvenga; che non incappi tra gli assillanti inghip

pi del Tempo. Adoro questa pace, posso gioirne in pieno: solo che arresti il continuo, questo ritmato battere che scorre. Nulla savventi e si dimeni; pi niente pu accorrere ad avvelenare questattimo

( anche la voce di Lioni cambia )

che gi massilla questa polvere che simpregna che lenta ricopr ogni cosa; che mi prude linstabile divenire

Ma se riscorro, la polvere scompare, la mia voce torna usuale e dentro rigorgoglia lansia del vivere, ancora l atroce dibattito che coinvolge. Gi massaltano i mille volti dellumano, in me trambustano le lunghe metamorfosi, le pressanti inquietudini, anelli duna catena che pesante sallunga. Riemergete mie luci; con voi trascinate le contrastanti anime che sassommano. Nel buio indicate loro la via. Che rinascano se a questo premono.

Tornano a brillare le cuspidi fiamme, di nuovo a danzare, a ruotare intorno al soffice tondeo.

Ne nasce uno spettro, unimmagine, metamorfosi duna vita che possibile dilaga, che dentro saccumula, da ere simpasta strati su strati, battuti, pressanti, un tocco sullaltro, cocenti fino agli innumeri svariati ottenibili cambiamenti.

Un vivere che dentro si plasma umori su umori, istinti sepolti, nature complesse che sfocia nella belva, nellumano, nel prato se vuoi.

Cos Lioni fuori Demone o Dio, forse umano che Cresce cumulo dumori, nature diverse che sagitano dentro, che in lui ribollono e cercano una via, una vita, forse a frustrare la non umile crescita.

Un prodotto ci appare, salta da dentro, da Lioni emerge vischiosa figura che melliflua serge: vizio o virt? Bella si fa il labbro carnoso, locchio che brilla; alta, possente, sdolce ed elegante.

Bello, ma statua. Che cerchi? O pretendi? Spingi e fuoriesci. Relegata in

questangolo adorna questo spazio. Che pretendi, che imponi questa nascita? Non avrai vita, mia intima figura. Insorgi, se puoi

Ancora una presenza, dentro e fuori. Fuori da tempo mi osserva, intenta a raccogliere ogni mio attimo. Raggiungimi, Domes che spii; vola.

Preso nel suo angolo socchiuso, nuova dose di luce, salza fortemente stretto Domes; barcollando levita fin poco sopra il capo di Lioni.

Domes:-Fammi scendere mio signore, mi gira la testa. Non sono aduso a queste

grandi altezze. Non spiavo; me ne stavo preso, incantato dai tuoi interminabili modi dessere.

Fammi scendere, che io tocchi terra.

Esegue Lioni divertito, dal gesto che burla.

Lioni : - Tu s che mescoli questo mio mondo popolato da incubi e da fantasmi. Di

vertente tassocio alle mie luci che possenti squarciano le Tenebre.

Guarda; inebriati a questo mio scorrere tumultuoso: strati; contrastanti evoluzioni che chiedono, a cui rispondo e do un corpo una vita, se mappaga. Crescere; in me quantificare; in me li sento battere e rumoreggiare. Da me ho tratto le mille schiere, dal resto gli innumeri avversari. Ne senti il clamore, il rombante grido della lotta?

A chi volge la battaglia? Avanzano i miei baluardi? Non indietreggiano certo i miei soldati. Forse, ne giovano di nuovi. Alla finestra, osserva Domes come sinzeppano le mie e le sue truppe. Instancabile il gioco delle mosse.

Potrei stravincere al tocco dun pensiero, ma leale sar la lotta in gioco ben altro e la Regina.

Domes : - Stanno cadendo a mille, spariscono e ricompaiono. Avr termine questa

guerra? Intanto che il cielo si tinge di rosso. lalba? Il tramonto? Forse il colore delle visceri e degli umori camuffa lazzurro ampio del cielo.

Lioni : - Sola la mia anima. Sola la mia anima? . Pur se tra tanta compagnia!?

Chi bussa dentro? Maschio o femmina? Femmina. Si pu, se mi possibile.

Guarda Domes che nuovo modo dessere sar questo mio.

Nascono. Premono e si condensano; da Lioni sbalzano alcuni perfino limbarazzano. Apparizioni, le sue possibili cellule: copie differenziate, interrotte, castrate queste copie possibili vite non espresse.

Dal buio - lenta, in luce - emerge: femmina o donna? notevole esemplare, dallo sguardo che irretina.

Un po pudica, un po puttana sussulta la mia essenza. A lei virile saccom

pagna lansia condottiera.

Augusto vuole nascere; cos che nascere deve Augusto. Preme.

E nasci, tu pure fuoriesci.

Deve. E le luci sglobano da dentro lantico dirompente personaggio ipocrita o leale? irruente. Locchio e le membra segnano linnata potenza, costruita, lintima forza che laccompagna. Si espande questuomo a coinvolgere il tutto, a crescere su ognuno ed ogni cosa, a vincere e sopraffare. Esaltante, dal gesto trascina, brucia e coinvolge.

A lui, avvinto con forza, saggrappa un diverso esemplare: umano non umano, bestia o pi su scimmia; colomba, un po serpente; sasso, un po leone; jena, un po pantera; tigre e coniglio; fronda; un po pesce, un po uccello; fuoco un po;

Cos mi libero tuttuno degli innumeri ottenibili cambiamenti; giunture svariate forme che non sanno ma che io conosco e che dentro e fuori mi pungolano. Ergiti Augusto condottiero, mio Augusto, adorabile forma battagliera. Sorgi, pronto alla mischia furibonda lotta si prepara. In me attende, teso allo scocco, il fremito del duce. Crudele o benigna in me si torce la gioia del comando; viscerale la voglia delle mosse, delle eccitanti astuzie che sopraffanno e vincono chi il passo timbriglia. Ora fuoriesce; da pari mi fronteggia, pure se impari la tua figura: carattere, un aspetto soltanto, e della mia natura, che mi stuzzica e mi diverte vedere e sentire con tatto palpare. Non provi, Augusto, il tortile moto delle visceri, lansia che le preme e le attanaglia a s le attira non anche tu il fremito che coinvolge le budella, che le prude e le purga? Se lora gi batte limminenza, pure il dio, se vuole, lo pu.

Quanto convulso e triste lattimo che precede lo scontro se, da solo a rimuginare, ad inseguire te ne stai i fantasmi della mente, i possibili esiti della vicenda.

questa mia forza guerriera Niol che da me tallontana? Questira rabbiosa, mia carica condottiera, che mi guida nascosta palese, se vuoi?

Non lei che minclina: lei che io conosco e lei posseggo, muta statua ne faccio e me ne libero se voglio.

O forse costei Niol? In me uguale alligna questo saper di femmina. Questa la parte di me che ti respinge? Ti ripulsa questa mia figura: uguale segno si contrasta. O ti stuzzica, gelosa ti fai se, a me dissimile, dun tratto lavverti possibile donna che dentro me suadente saggira? A s mi conforma ed attira realmente bella.

E bella tu sei; contesa: da velata lussuria; reale, il rossore ti adorna ti macchia la guancia. Che susciti, se libera taggiri? Veramente impone gelosia questaria che dai tuoi pori traligna; induci a peccare.

Un bacio le imprime, sulla fronte linfrange. Poi gi per gli zigomi una guancia le sfiora; negli occhi la guarda.

E gi poi ancora una mano le stringe, al labbro la porta, leggero e la bacia Lavvince: per la vita la coglie; sostiene quel corpo che dun tratto saccascia, che morbido e lento poi a terra saffloscia, riposa, suadente sadagia: cos Lioni la posa.

Pi alta la fiamma; il camino sinfuoca. Osserva limposta: di poco il battente si scosta: timido trasmette il tenue rullare di tamburi.

Ti bacio? Mi bacio? Se al mio cuore ti stringo?

Anchio, come te, adoro le carezze, gli esili palpiti, poro per poro la scarica di brividi che le membra taccalda, la mente timbriglia. Minebrio anchio come corpo! e mi soddisfa lalito caldo che mi sfiora.

Come corpo ti cerco e mi spezza, Niol, se la mia carne perfino ti puzza il mio sudore rigetta la tua anima retrattile; come mente ti attiro, al mio spirito si lega, indissolubile saggancia.

Di certo potrei: inebriare e fiorire, potrei. Ma non questo che cerco. Completo, completa ti voglio: Materia, che vibra e si trasforma; saccalda, sentimento si fa. Impalpabile sentire nato da terra, cos reso dalla Mente ai suoi pensieri; non mezzo guscio.

Vieni mio Domes. Comprendi mio lucido gnomo? Che tensioni per un dio! Inutili tormenti da cancellare allo schiocco: cosa vuoi che siano queste piccole cose, per un dio?! Ben altre onde avrei da navigare se non fosse per quel laccio che mi vincola al molo ne ho la robustezza e la forza. Eppure mi lega lumana natura, trascinare la voglio con me nellEccelso: Materia che Cresce, Divina si fa. Comprendi, mia fragile creatura? Se un Dio si frantuma, le sue piccole parti, separate, incomplete saranno, forse causa di possibili mali ( a s poi il Dio li richiama).

Non voglio dar vita a costoro, pure se chiedono. Dovrei?

Se questa mia voglia di guerriero libera se ne andasse da sola? Che ne dici? : saprebbe dellaltra natura che quieta risolve gli enigmi, mansueta poi sta?

E non a questi simile il tuo avvento - Foemina - che distesa qui ti stai, per me disciolta a sprigionare caldi umori che prudono lasciva, ora prudente e ritrosa, misteriosa e silente? Tu pure cos; e cos tu dalla melliflua essenza. Di che ti compiaci, che - alto e possente, realmente bello, cos relegato ad inghiottire e digerire ti ritrovi questi discorsi miei zigzagati? Entrambi voi siete: tu uomo e donna, femmina e maschio; Meil e Foemeil . Separati ed insieme ad interrompere la molla che a me vi riporta. Che la polvere vinghiotta ed inzaccheri questi vostri assilli da pensiero! Mia unica natura, divisa ti riprovo.

E non ad essi uguale? Tu pure cos, poderosa figura che premi e travasi, formidabile Augusto.

O tu, che stracolmo depiteti, ciondolante nature diverse pronte allo slancio impalato, forse acquattato, te ne stai. Ronzante di pensieri cerchi lennesima prova.

E quanto ad essi simile Domes che mi scruti? O forse diverso da cos?

Comunque sublimi; magnifici, corona mi fate.Ed eccelsi voi siete ( intanto che struggi il mio cuore, Niol che sciupi lessenza). Eccellente un corpo vi stringe; vi rende vivibili, vivente unanima vi spira. Ed Eccelso il tuo nome, peluria dal volto di scimmia che grondi nature: ancora un attributo per te; o meglio Figura : forse, questo tu sei.

In noi alberga il sangue della scimmia.

Cresce il rullare sommesso, richiamo si fa.

Non voglio dar vita a costoro, sebbene lo chiedano. Uniti li voglio; lo devo. Divisi resterebbero soli ed imperfetti; potrebbero subirne o fare del male (a s poi il dio li rivuole). Non utili regalie, questi piccoli frammenti: anchio perderei defficacia, come di forza, cos dunit.

Quanto complesso diverrebbe il contatto con tante nature disperse, isolate forme che libere ognuno una sua vita saggirano!?

Aumenta il rullio dei tamburi, il tramestio delle truppe. Il crescente clangore spalanca la finestra.

Ascolta, Domes. Le mie truppe saffossano. Devo guidarle di persona? A duce minvocano le mie schiere. Il frutto si matura: ora tempo che veda; chio vada di persona a guida degli eventi. Affacciati ed osserva Domes che timboschi; a me ripeti ed egualmente, quel chio gi so. Poi di questi abbi cura.

Lioni esce, Lioni incombe, soffia Lioni: i cuori incendia, spiegato alla battaglia.

Domes e Voce di Lioni:

- Torna la mischia al suo vigore, infuria la vicenda, limpenetrabile gioco dei contrari: ora vincono i seguaci di Lioni, ora irrompono con furia i suoi nemici.

Domes:- un gioco di mosse reali. Lioni a s riunisce i suoi generali, certamente un piano dispiega mentre Domestico, da mille circondato ancora combatte primo tra i suoi. Ecco che la mischia si dirada, si riformano le schiere, ordinate e ben disposte si fronteggiano, geometricamente abbelliscono la

scena. Alto sul tutto risuona il silenzio: perfino il crepitio dei fuochi puoi sentire, rado il fievole lamento dei feriti. Finch tutto tace; e laria che si carica di brividi. Unonda investe Domestico ed i suoi fedeli-di vento? For se Lioni che soffia in crescendo urta gli scudi innalzati a riparo. Nien te; ancor che nulla accade, nessuno si smuove; non uno che dun tacco indietreggi: gelidi, i fiati in sospeso, si fronteggiano.

A voi non elargito vedere figure immobili a me affidate, caratteri isolati, imbambolati a custodire il vuoto. Che sensazioni, miei inaliti fratelli! Sul campo qualcosa si prepara, qualcosa di intimo, di non visibile, forse palpito di cuori che scalpitando cresce fino al rullare e deflagrare al battito si confonde dei tamburi che vibrando, ricominciano ad incitare: si smuovono le insegne.

E voi che non vedete questarsenale darmi e dumori! Fra poco mille chiome simpasteranno. Per chi gridare? Per Lioni che moffusca, mi domina e mi ricrea? O per lastuto, il paziente Domestico che dal s mi sostiene? Mi piace questa lotta: mi carica di enigmi specialmente se, protetto, da qui grido, osanno e parteggio. Voltati almeno alla finestra, celebrato Augusto. Mi costa sacrificio questo sforzo, ma se tu puoi guarda. Ed anche voi rigiro alla vetrata, se non altro vinvesta questalito di lotta. Ad uno ad uno. E tu pure, soffice e distesa, almeno al cielo piega questo volto tuo disincantato Troppe facce hai tu da ruotare, mi di timore. Meglio che ti rimani cos rigido ed isolato.

Cos questo boato, questo vocio da moto delloceano? I fanti gi corrono, tesi i pugni, sinfrangono allo scontro. Assiepati, ruggenti combattono ovunque volano brandelli di carne.

I cavalieri di ghiaccio circondano tra balenii e luccichii quasi una giostra la cavalleria alata di Domestico accorsa nella mischia. Ne sento lo scalpitio. Quante criniere arrossate, le code al vento, vedo sole fuggire, lanciate al galoppo nellocchio ancora la paura dei mille dardi di fuoco che roventi trafiggono gli scudi e le viscere. Quanti poveri gnomi e larve ed umani calpestati da quel correre e zoccolare; quanti fili derba e piante troncati, interrotti sul gridare! Urla io sento che scuotono laria: il cielo rabbuia. Ma altri trucchi ha in serbo Domestico: non pi nascosti, dalle siepi emergono altri fanti e cavalli e cavalieri ed armi. Sui Lionidi savventano e ne scemano i sorrisi.

Ma Lioni Lioni che ha in serbo altre sorprese: e fanti e cavalli e cavalieri ed armi. tutto un brulicare di scintille, dordini gi pianificati, decine di folti gruppi che ruotano, savventano e combattono. Lioni! l che coglie i pensieri, allo stato convulso; l dove i vari pezzi sassociano e si compongono in pensiero. Avrebbe gi vinto, ancor prima dincomincia re, ma rieccolo ancora pronto a battersi da umano: alta, per lui, la posta in gioco.

E Niol che in campo non sa per chi pregare.

Il buio opprime ormai la vista, conviene che ogni cosa si plachi.

Sentite come dun tratto tonfi il silenzio, di colpo frastorna i timpani: solo il crepitio dei fuochi ed un tiepido furoreggiare di cicale.

Che voglia di cantare!

Ascolta: che armonia quel suo murmureggiare! E quanti suoni e cadenzati ritmi dal suo torace irrompono per la gola, emergenti ed alti e bassi, ora acuti e profondi!

Ma non tempo di tritoni e di sirene. Rabbrividisce Domes.

Quanti sbalzi

in questa vita da ingoiare

e quanti suoni

velate armonie, dun tratto

disarmoniche e graffianti.

Poi si placa la cupola degli umori

placida si distende, non sinfrange

Annota: ancora una presenza, ombra nella penombra.

Non mi sfugge questo suono. Serrate incognite nasconde il silenzio; e quante; se non tante: ruvide, puntute, smussate e remiganti! La luna a tratti s nascosta, velata, incinta di splendore, da qualche nube tenue traspare o pallida; pi tenue ma precisa. Comunque corrono: le soffia la luna? - sembra fuggire il soffice sciame, candido, ora grigio e minaccioso. Nuvole! Mie utili sorelle. Forse tirate, riaprono la scena, la sottopongono agli occhi della luna sorride la sua bocca, o seria si rapprende?: di certo il sole avverte la sua presenza - cos che il raggio, riflesso lunare, si tuffa nelloceano, sul monte rimbalza, si rifrange, nel fiume si rituffa e scorre chiomate e pallide fremono le piante. Stanchi si distendono i soldati, in tregua si lasciano assopire. Nitriscono i cavalli, svogliatamente brucano tra lacuto, attento occhieggiare: vigilano i gufi; i roditori sbucano, al lume saggirano delle mille lanterne, delle lucciole in amore, tra il frenetico zampettare di cicale. Dormono le armi ai fianchi; sincubano fantasmi, sincendiano al caldo sussultare dei fuochi. Lora per sognare.

Si volta Domes, di scatto. Ha sentito la presenza. Domestico che lo guarda, muto lo osserva.

Non ti vedevo al fianco dei tuoi.

Domestico:- Infatti non ho pace n sonno. Sono qua. E mi stupisce e mi commuove

scoprirti intimo, attento, e distaccato.

Cos la poesia?

Domes : - Lo stesso che la prosa, la musica, la scienza e la pittura e la scultura cos come ogni altra arte e lavoro se dentro c quel fuoco che incendia e che brucia arde, e distrugge, incenerisce se vuole; edifica.

il sostrato sottostrato, strato profondo, velato

Sono i sogni e la fantasia che ci trascinano a progredire.

Posso dire ci che penso sono il buffone, la mezza figura estratta; mezzo e mezzo in tutto. Sono la bestia e lignoranza, posso dire e ridire ridere posso e far ridere, se lo desidero. Lo devo?

Domestico : - Un inutile complesso! non ti pare?

Domes : - Mi cresce dal profondo, fatico per frenarlo. Nasce nel punto antico, la parte intima del mio cervello: lalcova degli istinti e dei riflessi dove tutto sincanala e segue per i punti fermi le mie insegne e parte del mio carattere. qui dove sassociano i mille tasselli che rendono lidea istantanea, cos veloce da non capire: puoi solo subirne gli effetti. Poi sapre una porta ed essa travasa, lascia i brevi giri del primo livello e nel secondo accede o della prosa. Il primo ti cede immagini, improvvise, salta o le fonde, compie ardui accostamenti che a volte fatichi, se riesci, a spiegare, a riproporre. Qui attinge la poesia.

( Tutto ci e quanto segue potr descrivere sul proprio craniosulla scena,)

Poi via, al di l della soglia, lungo i circuiti, le inscatolate circonvoluzioni distanze enormi per frenare, elaborare, quellimmagine istantanea e rendertene chiara lidea non restringi, non assommi, non coaguli pensieri, ma li rallenti e li frantumi e li precisi, li spieghi e li dispieghi, i passaggi ne esplori e cos correndo a mischiarsi li osservi nelle aree dei sensi e delle strutture sociali ad impastarsi di voci e ritmi, gi suoni-immagini, immagini-parole ( prima li avverti, li vedi, poi i suoni ne senti, gli umori ), lidea asciutta nemerge densa e colorata.

Esplode qui o prima il lampo delle soluzioni o scocca gi quando oltrepassa la soglia?

Quanto veloce deve essere il pensiero, lidea per coprire in breve cos grandi distanze: forse un lampo, una luce!

Saccende. Per uno scatto; un cambio di velocit? Ma solo se si proietta pi veloce ed in breve coprire le distanze che ti fanno intelligente e capire. Frena allora od aumenta il secondo livello la velocit del primo? Forse aumenta, ma nel giro accorrendo dei circuiti lunghi impiega pi tempo e quindi si frena. Uscendo dal primo, frenando, appare?: si chiarifica e sillumina; sul nascere sinfiamma o sul finire? E ci sar una soglia? Veramente tra i due livelli, tra essi una zona di passaggio?

Vedi quanta ignoranza dentro me?! Lioni conosce, forse, la risposta. Ma io! Un concentrato sono io, un pressato, un cumulo staccato da chiss quale livello se esiste livello ( dici somma di livelli? Strati? Aree? ). Posso piangerne e far ridere. Se non ridi, piangi di me che tappartengo e lacrima cos anche per te.

Un sistema di chiuse: liquidi; chimica che sincanala lungo i capisaldi del nostro piacere; lungo quei punti di riferimento, scavati come sponde di torrente, che installati dalla tua esperienza, pi forti se ad incastro col tuo naturale incanalano le fantastiche immagini e i pensieri, definendo il tuo carattere. E cos...

Domestico:- Fermati. Blocca questo tuo piumato fantasticare, questo irruente scon

finare tra scienza e fantasia.

Con rispetto mi fai ridere.

Domes : - Che ti costa, non tappartengo? Ti solletico dal didentro.

Domestico : - Ci sar rimasto male Lioni nello scoprirti migliore del suo intento?

Domes : - Ci sar rimasto male?

Domestico : - Ti ha gi visto in questa veste?

Domes : - In questa veste o in queste brache, certamente Lioni sa.

Domestico : - Che idea lidea che lidea varca una soglia!

Domes : - Che idea! Non spetta a me il gioco del far ridere?

Domestico : - Lidea oltrepassa la soglia

Domes : - Si chiude la porta e la pesta.

Domestico : - Forse per questo qualcuna sazzoppa

Domes:- Esce ed avanza caduca. Ma non tocca a me comunque far ridere? Sbuffa

re e far ridere, sorridere?

Domestico : - Sbuffo tu sei. Non mappartieni?

Domes : - Costretto. In te ritornare e finire.

Domestico : - Piangere mi fai.

Domes : - Che piangere mi fai!

Domestico : - Attento: minondi.

Domes : - Al massimo tannacquo:sono cos piccoloGuardami.Come volteggio e

salto; quante smorfie so fare! Come so giullare!

Domestico : - Sei bravo.

Domes : - Lo so.

Domestico : - Ah!

Domes : - Ah?

Domestico : - Certo. Molto bravo tra queste ombre e finti corpi. Chi sono costo

ro? di Lioni?

Domes : - Mi diverti. Sai far ridere anche tu?!

Domestico : - Forse, non ci apparteniamo?

Domes : - Non sono che un tratto, un estrapolato ma ti completo lessenza.

Domestico : - Ne evidenzi unessenza

Domes : - Se ti guardi, padrone

Domestico : - No. Meglio tralasciare. Ritroverei in me gli antichi pensieri, le com

presse passioni avvolti tra ciuffi di capelli, nel cavo dellocchio, nel moto del ciglio; velati, perfino, tra le pieghe della pelle. E il fiato che singrossa, proteso in corsa.

Domes : - Insegui le orme del Destino?

Domestico : - Mi oppongo o ne rincorro le peste.

Domes : - Le pesti!?

Domestico : - ??? Che dici?

Domes : - Le pesti le peste(?,!,.)

Domestico : - E non scherzare. Lo dovresti conoscere questo mio stato.

Domes : - Lamore ti distrugge. Lamore totale.

Domestico : - Poltiglia, brodaglia!

Domes : - Ma di cui sempre se ne vuole un buon mestolo!

Domestico : - Me ne voglio liberare.

Si conviene che vada; sono stanco: sbadiglio.

Domes : - Ahum! Aspetta, non andare

A Domestico che dispare

Nutrimi dei tuoi umori, dei prorompenti e dilaganti tuoi umori: stati danimo. ( Se voglio, anchio so parlare come voi. Ancora non mi hai scoperto in tutta la mia splendida demenza.)

Esce. Solo le ombre e finti corpi.

Voce di Lioni : - Riuniti, insieme si rifanno: il buffo e il buffone.

Ride. E il suo ridere echeggia. La quiete riinvade ogni cosa. Delle tante parole resta solo il silenzio, il senso del possibile e dellinstabile. Una quiete, reale o apparente, inzuppata deventi, di vuoto e di pieno, da contrastanti pensieri anchessi contrastati. Poi: cigola la finestra; tremula la fiamma si piega, crepitando in s si rannicchia. Ancora un po si riduce. Giunge profondo il silenzio. E scricchiolii e rumori di cose.

Dun tratto la fiamma savventa, pi alta mentre vibra potente limposta: Vortice riappare, su essa si posa. Rigira, rientra, tra il buio si ferma. Osserva ed avanza. Qualche cosa stuzzica; curiosando vortica tra le mute figure sembianze dumano forze traenti o grumi di sangue forse vuoti allinterno: cellule, di Lioni; tangibili apparizioni, copie castrate od imbambolati caratteri possibili vite non espresse.

Scruta, vortica; cauto si ferma, scruta e lentamente tocca; lentamente avvolge, il corpo di Foemina/Foemeil sonda: lo vibra, lo stuzzica; i pensieri ne coglie, che amplifica.

Voce di Foemeil : - Vivere: e questo voglio. Nientaltro che Vita: questo quel che

voglio. Vita e i suoi possibili sviluppi. Fantastica vita! Non possibile Vita

racchiusa ed espressa in un guscio similare, ma autonoma vita, reale, intrisa di sangue e dumore. Non possibile femmina o ideale di donna, ma femmina e donna distinto e per mente: quel che suscito, suscito, purch libera maggiro. Un po pudica un po puttana? Reale il rossore mi adorni la guancia. Civettuola, se speri. Ma in vita, e scegliere da me chi damare o comandare, per chi vibrare ed ancheggiare, o se dallocchio attrarre. Ah, strusciare tra i sensi, tra essi rotolarsi ed io vibrare e far vibrare, tremare la mano che calda mi liscia, anchessa timida ed impudica, che per i pori mi tocca avvinta di piacere! E pi inoltre, poi ancora, lungo la scala dei grandi fatti e dei piccoli eventi. Femmina e donna, pudica ed impudica e poi madre se giova e piace: reale vita e i suoi possibili sviluppi. Fantastica Vita!

Si stacca il vento ballerino: vede o non vede Domes rientrato, Domes che origlia. Scorge o non scorge, vede o non savvede.

Ancora pi cauto Vortice saggira; cauto si ferma, scruta; attentamente tocca e ritocca, di balzo si ritrae da Figura e dal suo suono miscuglio riunito di miriadi di voci anelanti: ululati, caniti, squassati, ruggenti belati, lamenti e vagiti, guaiti, stormiti, forse risate. Chi gracchia, o cinguetta? Che strano rumore quella somma di voci, miriadi di suoni in tuttuno che Vortice hanno gi spinto alla fuga. Palpita il turbine salterino, attentamente scruta; silenzio nel silenzio, attorno a quei corpi - curioso? - si muove. Osserva ed impara. Evitata Figura, deciso savanza sui tre si misura, spavaldo li lascia, li alterna, ritocca, i suoni ne ascolta, i sospiri, le sillabe e voci, qualche completa parola: Umane parole, la somma di suoni? Espressioni di vita:.- Foemina che sensuale sospira, dal suono si torce; ed ancora, ognuno veloce pigiando: s; pi; a; ( i tre ritoccando, riprese si completano le parole: sesso; piacere; amore; potere; Ed altre ancora, altre possibili parole se ne possono estrarre ).

Turbina Vortice, preme e linvolucro sapre si schiude alla vita gravido di pensieri. Augusto, dalla forma irruente, al vento affida lanelito nascosto.

Voce di Augusto : - Ancora mi stuzzichi? Non temi, giacch libera la mia voce si

sente. Ti sbraner, se moltraggi pure se immobile e furente; ma se voce mi di, al mio fianco insigne ti far messaggero di mia vita, se vita mottieni.

Al culmine dei sensi ho la gioia del comando. Che gaudio, il profilarsi e laccamparsi del potere che ti procura e piega chi non ci sta ed onori ti addensa, sesso e benessere!

Per me chiedi lonore del campo, l realmente vivere per giostrare ed astute mosse imbastire; l vivere o morire.

Da lui si stacca il turbine salterino, su Meil si torce, su Meil si posa.

Voce di Meil : - Amo sentire il suono timbrante dei pensieri. Con avidit ho inteso

i miei consimili, con ansia ho atteso che tu pigiassi il tasto che mi esprime. Circondami tortile folletto, degnamente aprimi alluso della vita.

Che tristezza! Vivere racchiuso, in s serrato e non aprirsi al mondo che mi accolga. Soffice mondo, denso e vellutato; sacro di misteri e mistici richiami. Tangibile Mondo, caldo e suadente; a me caro. Non vita, se vita apparente? O emergere o sfiorire.

Perch non vivere se elevati a coscienza?! Meglio non essere non sapendo: sparuta cellula, indefinito carattere. Anchio invoco vita. Anchio suadente e sensuale: cambia il polo, ma lattrazione ha le sue regole similari.

Corri tu che puoi, e per noi intercedi.

Vortice si scosta: da Meil si sposta.

Cigola limposta. Per i battenti, fluttuando appare, Foglia che tremula vacilla; rotula ed avanza verso il turbine che accorre.

Vibra la foglia, salta, si spiglia tra il vorticante alito che lavvolge. Confabula? Tintinnanti risatine puoi udire e la fiamma che salza e pi arde, verso i due si protende e scoppietta.

Dura un po questa scena. Poi il vento sallontana, per la finestra, la foglia a s richiama.

Il silenzio che risuona pigia forte sulle cose, sulla Fiamma che si smorza: nel camino timida sacquatta.

Domes : - Questa vita Che vita! Che zuppa deventi! un sogno, un reale, sol tanto apparente. Un essere che scorre, che a volte sintasa e simpiglia; un retrocedere, un nascere, un divenire.

Quantaltro accaduto! Quanto tempo passato? Ho la sagacia degli incerti.

Esitante sicuro mi muovo in questo Spazio che avanza e si trasforma; materia che ruota, che incalza, prepotente denergia che lespande, che decresce, invecchia e si transmuta: Tempo si fa.

Esitante sicuro io vibratile foglia. Abbraccio la vita per caso trovata; non voglio tornare allabisso. Lorrido baratro: vita non vita, luce non luce, ombra non ombra Tra voi maggiro, non statue ma pensieri lho sentito. Anche voi come me, mia gente che soffri cos rigida e bloccata. In ansia, rieccoci soli, popolo mio degli estrapolati; emergenti a divertire quel Lioni che ci sovrasta, che solitario gioca per s vincere la solitudine.

Io solo, vivo tra costoro. Anchio isolato, tra voi mi aggiro: in carne o fantasma?

Eppure esisto e non sapevo desistere. Pure al buio mi sento, sebbene mi confonda l'allungarsi delle ore interminabili, se nulla accade. Con sparuta ansia vivo lappressarsi delle tenebre: temo se la caligine saddensa reale o misteriosa deventi? E il cuore, questo cuore che io sento battere, cambia tamburo se penso al sonno come alla mia possibile tomba nella notte dormendo sparir? Non colto da malori ma svanendo mai realmente nato n morto realmente mai.

Ma quando il drappo della notte ricamato di raggi e di stelle anchesso bello cede allalba, giunto il suo turno, quando il sole che riemerge variopinge letere in un continuo cangiante gioco di posizioni e riflessi, rifrazioni diverse, respiro so che milludo; e il Tempo mi risulta reale: il mio tempo; venerabile Tempo.

Buffo mi tormento; e rido se non rido nano e giullare.

Anche per voi mi dolgo: in voi ho sentito la voce, il messaggio trasmesso che batte che anchesso chiede vita.

Anche per voi, fratelli, salter, rider a rilasciare il favoloso signore, ad intercedere e guadagnarci la vita.

Esce di scena, Domes che si sorpassa. Va.

Entra Niol. Alla finestra saffaccia, la chiude; poi tra le mute statue saggira.

Pure Domestico entra.

Domestico : - Ancora per queste tetre mura? Non dormi questa notte?

Niol : - Strane cose ho sentito nel vento. Richiami di vita.

Domestico : - Dun tratto il fuoco s arso:ha bruciato se stesso.Nellaria ho sentito

anchio richieste di vita.

Niol : - Mi sono affacciata e le fronde scuotevano laria carica di brividi, come a

dirsi qualcosa altrove buffo, ma non qua.

Intanto nellaria sentivo pi voci gemere e chiedere lonore del campo e Reale vita

Domestico : - di essere femmina e donna ho sentito

Niol : - La voglia di un mondo tangibile, caldo e suadente.

Domestico : - Un misto di rabbia

Niol : - E di tristezza. Veniva

Domestico : - Da qua?

Niol : - Che sono costoro?

Domestico : - Non so di preciso.Li ho gi notati.Ma ero troppo stanco per indagare.

Sembrano statue, ma vive.

Niol : - I loro corpi sembrano di carne. Sono caldi. Che statue! Ancora un truc

co di Lioni. Chiss che sadica combinazione.

Domestico : - Erano loro le voci dansia che invocano vita?

Niol : -

Entra Domes. Domestico lo ferma.

Domestico : - Mia gentile ed infelice natura, dimmi. Abbiamo riudito larcano: voci abbiamo inteso, strane richieste, di vita. Dicci: nuovo incanto si prepara?

Domes : - Si separa? Non so se si separa Chi si separa da che e per che cosa?

Niol : - Andiamo Tu segui il tuo padrone ovunque, tu sai

Domes : - Cosa?

Domestico : - Non fare lo scemo. Non lo sei e lo so.

Niol : - Hai paura che Lioni sappia

Domestico : - Voci, richieste di vita. Provenivano da qua.

Niol : - Chi tiene nascosto in prigione?

Domes : - Vado a vedere.

Niol : - Fermo. Ti prego rispondi: sono questi corpi la prigione di quelle voci?

Domes : - Lioni mi chiama.

Domestico : - Ma tu non vai.

Domes : - Ma io lo dico a Lioni.

Domestico : - Ma io ti strapazzo.

Domes : - Vuoi vedere che grido?Aiuto

Vuoi che gridi pi forte?

Domestico : - Ti lascio perch sei vile.

Domes : - Tu coraggioso facile vincere con me.

Niol : - Non lo .

Domes : - Sono piccolo.

Niol : - Ed astuto. Tu pure grande?

Domestico : - Mappartieni. Non puoi tradirmi.

Niol : - Tradiresti te pure.

Domes : - Non capisco perch vi prema tanto sapere.

Niol : - Tu provieni da Domestico, non puoi non capire.

Domestico : - un gioco che odio; non mi s addice questo scempio dumori. Non

si pu essere cielo e fango. Non si pu resistere restando costretti. Se questo un nuovo trucco, potrei perdere me stesso e con me perdere il tutto.

Niol : - Non riavrei libert.

Domestico : - Lioni ci divide. Unisciti a noi: ci appartieni.

Niol : - Se altre vite che soffrono e non un trucco, libere devono vivere queste

figure - pure quellammasso, se libert chiedono e vita.

Domes : - Posso risolvere da me questi problemi: loro appartengono pi a me che a

voi. Sono stato in cerca di Lioni. Ma nessuno sa dov.

Domestico : - Hai visto? Se non c da prevenire!

Domes : - Se irrito il mio signore per me rischia di cessare la corsa ancora prima

del possibile previsto una tragica meta.

Si pu essere fango e cielo. Anche se diversi, in fondo tutto simile.

Domestico : - Preferisci leccare mani e piedi al tuo padrone. Non ami realmente la

vita. Non chiedi libert.

Domes : - Credi che Lioni non sappia? Che Niol ha richiesto battaglia per aprirti le porte e interrompere cos la tua prigione? Gi questo ovunque si conosce. Aiutato guerreggi. Sei libero?

Domestico : - Se vinco. Lo ha promesso. Davvero, Niol, Una splendida idea la

tua. Una battaglia

Niol : - una guerra a tutto campo: non sai da dove pu sgusciare il prossimo

attacco.

Domestico : - Sei un po me stesso, non puoi tradirmi.

Noi sentiamo il peso di questo indizio, potremmo servircene per vincere: sono nati da Lioni queste ennesime figure?

Domes : - Beh

Niol : -

Domestico : - Allora

Domes : - BehNon posso parlare. Non senti? Lioni mi ha tolto la parola. Riesco solo a fare Beh. Senti?

Niol : - Sei uno gnomo irritante e presuntuoso, altro che grande.

Domes : - Beh

Domestico e Niol : -

Domes : - Niol, Questi esseri sono anchessi di carne; mi stanno a cuore e mi

somigliano. Potrebbero morire e non nascere alla vita che invocano se sbaglio.

Domestico:- Allora provenivano da qua

Domes:- Non volevo dire questo

Niol:- Non l hai detto. Ti sfuggito; o comunque labbiamo capito. Ormai a che

serve celare. Completa e chiarisci.

Domes:- Non posso.

Domestico:- Bene. Passiamo al ricatto. Se non mi racconti cos successo

Domes:- Allontanati da loro.

Domestico:- Sono di carne ha detto

Domes:- Non li toccare.

Domestico:- Potrebbero morire?

Domes:- Credo.

Domestico:- Se non parli li uccido.

Domes:- Fermo. Sono nati da Lioni. E Lioni ha detto che perderebbe defficacia, di forza, e dunit se questi suoi caratteri lo abbandonassero vivendo una loro vita. Non li toccare, per favore. Mi somigliano. Sono del popolo a cui appartengo.

Niol:- Vedi quanto utile ci che hai detto?!

Domestico:- Se non vuoi unirti a noi, fa quel che ti pare. Noi ci ritiriamo per

concordare un nuovo piano.

Escono.

Domes:- Ho detto ci che volevo si sapesse. Ma chi mi potr incolpare daver ordito.

Domestico non avrebbe mai toccato questi esseri lo so, lo conosco. Ma mi urgeva che sapessero; e Lioni udr che mi stato estorto quanto ho rivelato. Mi colpir ma non mi rimander nella non-vita, spero.

Esce.

Sanima ancora la fiamma. Un poco si rizza.

Voce di Augusto:- Quel vortice, piccolo turbine, mi ha riempito di vento; ancora un alito ne ho nascosto nel torace cos da far vibrare ancora il suono dei miei pensieri. Lo stesso per voi?

Voce di Meil:- S

Voce di Foemeil:- S

Strano suono di Figura:-

Voce di Augusto:- Veramente vogliamo non tentare? Subire ancora questo stato, ora che siamo ad un passo, un punto ed un tratto dalla motile vita? Cos vicini dopo tanto tentare?

Voce di Foemeil:- Hai un piano?

Voce di Augusto:- Per ora una semplice certezza. Sta a noi ingigantirla per vincere.

Voce di Meil:- Conquistando la vita, svuotare Lioni.

Strano suono di Figura.

Voce di Augusto:- Se otterr vita, al suo fianco mi porr. Guider lesercito per lui. Alfine prevarr.

Voce di Foemeil:- Bisogna stringere alleanza con chi odia Lioni.

Voce di Meil:- Ci si pu fidare di Domestico?

Voce di Foemeil:- Non so. Anche lui appartiene alla sfera-casta degli eroi.

Niol se lo odia lo ama

Voce di Meil:- Ama pure Domestico?

Voce di Augusto:- Forse, ma un legame curioso.

Voce di Figura:-

Voce di Foemeil:- Certo. Domes ci appartiene.

Voce di Meil:- E poi?

Voce di Augusto:- Altri alleati sapr suscitare. Cos voi. Prostrarlo e cos vincerlo.

Voce di Foemeil:- Se non bastasse, ucciderlo.

Voce di Meil:- Non sappiamo come fare? Da dentro lo conosciamo.

Voce di Augusto:- Anche se un diverso modo di morire, sar pur sempre un modo di morire non vi pare?

Voce di Foemeil:- La sua morte si ritorcerebbe contro di noi?

?!

Voce di Meil:- Se non altro vale la pena di rischiare.

Voce di Augusto:- Se non altro.

Voce di Foemeil:- Va bene. Vale la pena.

Voce di Figura:-

Prosegue la storia.

Sipario

SECONDO TEMPO

ATTO 3

Di scena Lioni e Domes che intorno gli ronza.

Lioni:- Hai ben custodito queste mie intime essenze?

Domes:- Secondo il tuo volere, mio signore.

Lioni:- Come si conviene. Bravo.

Perch li hai toccati?

Domes:-Volevo che vedessero o palpassero lalito esaltante della gloria.

Lioni:- Perch?

Domes:- Perch meglio.

Lioni:- Chiara.

Domes:- Non ho segreti per te.

Lioni:- Per altri invece sai mentire o tacere?

Domes:- Devo bugiardare qualcuno?

Lioni:- Non devi imbugiardire me.

Domes:- Ma perch, padrone, insistete tanto che io menta.

Lioni:- Insisto che tu menta?

Domes:- Io non vi ho certo chiesto di mentire.

Lioni:- E dove avrei mentito?

Domes:- Direi una bugia se dicessi dove. Voi dite di mentire.

Lioni:- Hai sbattuto o hai bevuto?

Domes:- E queste ingiurie? Non sono, forse, menzogne?

Lioni:-

Domes:-Mi accorgo di capire - mio sire - che voi mentite affinch io menta. Ma non ne colgo il fine.

Lioni:- Le bugie sono corte: qualcuna passa inosservata, qualche altra finisce con lessere schiacciata.

Domes:- Daccordo. Basta.

Unultima domanda, mio signore.

Ci sono menzogne veramente alte o si camuffano da grandi? Pu sembrare una domanda banale ma conseguenziale, visto che insisti cos tanto a parlare di bugie e non ne capisco il perch

Gioca Lioni e non colpisce Domes con piccole saette e scoppi. Tra salti e schiamazzi Domes finge paura e di evitarli.

Lioni:- Mi ritiro. Fa buona guardia.

Lioni esce.

Domes:- Guai se insisteva! Me lo avrebbe letto negli occhi.

Lioni rientrato

Lioni:- Che ti avrei letto negli occhi?

Domes:- Che

Perch non lascia vivere questi miei consimili: ne conosco lansia in questo stadio?

Lioni:- No.

Domes:-

Lioni:- E non insistere. Non avrei dato loro nemmeno questa forma seNo.

Vedi che ne hai, di segreti per me?!

Da fuori uno squillo.

Attente le mie sentinelle. Fanno buona guardia. Non si lasciano sfuggire il vantaggio accumulato. Perch non brindare; tendere in alto le coppe e da esse bere? Salute a te, lucido gnomo, assaggia questo nettare che appare ed usa bene questa esistenza che tho ispirato.

Domes:- Al migliore.

Lioni:- Attento alla tua vita, creatura.

Schiocca le dita e nuova musica saccende, come da festa.

Lioni assiso al suo trono; Domes ai suoi piedi una mano gli carezza. Una luce che abbaglia e si colora nasconde la scena. Lo spazio si rinnova: vedi Niol nella sua stanza che dentro si rimescola. Rimugina, sagita certamente non in quiete. Una pausa se si ferma, non una stasi.

La luce si placa. A s, lentamente, limmagine richiama.

Lioni:- Tu mi sei testimone: leale mi conduco. Secondo i patti soltanto da umano

mi muovo. Potrei udire e sapere conoscere ed udire i suoi pensieri ed apprendere se saffligge o se trama. Per chi si rimugina?

Hanno un fine velato i suoi passi. Contro o a favore? Con Domestico sallea o, avversa a me e a lui, ordisce una tresca?

Ancora la luce che abbaglia e si colora, che fulgida trasmette messaggi e figure. Vi osservi Domestico che dentro rimugina che sagita e si rimescola; non in quiete nella scena che ci appare: un luogo; una stanza;

Lioni:- Anche lui non riposa; e non ha posa. Anche lui in tensione, proteso al suo fine. Come pu Niol aver posato la sua mente su un simile incerto decotto di volont?

Decade la scena.

Meglio staccarmi da lui. troppo grande la voglia di sondarlo; troppo in me limpeto di aggredirlo.

Domes:- un prurito che non va assecondato. Un foruncoletto che non va grattato.

Lioni:- E noi non lo gratteremo n lo asseconderemo.

Domes:- Almeno fino al completo esaurimento dellindice dei patti.

Lioni:- Bravo! Da quel momento in poi

Ironicamente mima il furibondo Lioni, Domes; comicamente si contorce, ad indicare di Domestico la possibile agonia.

Mi distrai con questo continuo tuo ciarlare; mi distoglie questo tuo folle comportamento.

Per contenere questa pulce, non indago sulle possibili trame.

Divertente, mi rilasci. Ti piace questa musica? Ne possiamo trarre una danza, una festa. Certo che ti stuzzica lidea. Una festa. Qua, nel palazzo di Lioni. Non il tetro Lioni, cupamente chiuso nel suo globo. Ma il garbato e fulgido Signore, maestro e cerimoniere.

Appaiono. Da soli si dispongono gli ingredienti, ancora i necessari: a voi gli arredi immaginateli, riempite questo spazio arie di danze, strumenti e danzatori, musici, invitati, possibili cantori, serviti e servitori, uomini e donne, nobili figure, l da sempre, bene inserite; dun tratto ferme a salutare lancor pi nobile signore, chino il capo, ad applaudire.

In piedi Lioni che raccoglie;

a Domes che sincanta:

Ti piace? Corpulenta questa festa. Agile ed insigne.

Chiamate la mia sposa. E che sagghindi.

Un servo va. Regale, Lioni si siede. Si rianima la festa.

Per un po si prolunga, ispessita da attraenti evoluzioni, coreografici balli, trascinanti i suoni. Interventi vari; figure e posizioni: quadri. Scene reali di vita, non-vita. Estrapolazioni?

Mesci mio piccolo usignolo. Da questo calice trabocchi. Per le pareti scivoli sino ad inondare le mie dita umane. Che dal polso si riversi, a gocciolare gi su questi mattoni arcani. Ebro il tuo dio, ma di fremiti, di forza e di potenza.

Domes:- Allora che ti costa mio signore dare pure sfogo alla vita di questi miei fratelli?

Lioni:- No.

Domes:- Perch s a costoro; perch cos per me?

Lioni:- Questaltri sono ancora pi intimi.

Domes:- Pure questo confuso esemplare?

Lioni:- S.

Domes:- Ma non umano.

Lioni:- Il cervello sa le sue lunghe metamorfosi.

Domes:- Con gradite elargizioni rendi aurifera questa festa

Lioni:- Sono asciutti i canali delloro.

E basta. Piuttosto scosta Meil e Foemeil perch il moto di costoro non li travolga.

Vai.

Costretto savvia Domes. Forse astuto, spinge, tira; ora luno ora laltra. Mostra fatica. Riprova ma non riesce. Sguardi lancia; chi li raccoglie li rimanda, ad altri li rilancia. Un fiume nascosto che si muove, comuni onde di pensiero che insapute la specie conosce e che per esse saccomuna.

Il ballo incalza. Domes che ritenta. Il ballo cresce. Domes che riprova. Singrossa il ballo. Lioni che salza: ai due imprime unanima. Dilaga la danza, eccede; il ballo circonda le due motili figure, in s le ingloba, nel suo moto le coinvolge e le trascina; le nasconde. Non visti, i due dilegua.

Fuggono Meil e Foemeil mentre Lioni si sporge, grida, tutto zittisce, avanza. Con furore a Domes sappressa; lo avvinghia; con le sue mani umane lo scuote e lo solleva.

Hai coraggio giullare, figlio dun buffone nato da esibizionista.

Non mi resta che schiacciarti, miserabile fascio di nervi impidocchiati.

Domes:- Padrone

Lioni:- Nel tuo buffo ricettacolo ti riincaglio.

Domes:- Mio Sire

Lioni:- Che implori, rachitico sorcio. Neghi?

Domes:- Levidenza? Come posso?!

Lasciali liberi, almeno per un po. Che ti costa? Dove vuoi che vadano?

Lioni:- Ora pu accadere loro ogni cosa. Possono subirne o fare del male. E del tutto tutta tua la colpa.

Domes:- Solo il Caso ha prodotto ci. Misti di Caso e di Coscienza

Lioni:- Vi sommerge uneccessiva catasta. Ed io tinondo, ti copro, ti sommergo

Domes:- Mio Sire e mio Dio

Grida Lioni. Entra Domestico.

Chi ha riempito danima Meil e Foemeil?

Lioni:- Io.

Domes:- Tu sei il loro e il nostro dio.

Lioni:-

Domes:- Certo. Pu tutto un dio. Importa che generi o crei le sue creature per esserne Padre?

Lioni:-

Domes:- Impossibile che un genitore agisca a danno dei suoi figli. Li esaudisce se

chiedono.

Lioni:- Se pu; se non vuole per una necessit superiore.

In caso contrario li vizia e li danneggia. Mi danneggiano queste libert.

Domes:- Un padre invecchia e muore, per s e per i figli, ad essi cede.

Lioni:- Un dio non ha problemi di mortalit.

Domes:- Ma vuole essere lodato, amato, rispettato

Lioni:- Logico, se dona loro la vita?!

Domes:- Per egoismo o altruismo? Per entrambi; per egocentrica necessit.

Lioni:- Tu conosci le necessit di un dio?!

Domes:- Mi diverte inventarle, se non le conosco. Chiss che non ci azzecchi.

Lioni:- E va bene. Ammettiamo che io sacrifichi un po della mia forza. Che guadagno ne ottengo in cambio della perdita? I miei figli che confusi, ubriachi duniverso, si autodanneggiano mortificando cos la loro natura e sempre pi lontani dal padre.

Domes:- I figli tornano al Padre.

Lioni:- Il dio li richiama?

Domes:- Se gli giova?! tutto un rincorrersi di echi la voce del sangue.

Lioni:- Mincuriosisce il tuo modo di risolvere il problema.

Domes:- I figli si moltiplicano.

Lioni:- Si frantumano.

Domes:- Incompleti a lungo non resistono: muoiono. Per sopravvivere si sommano. Languiscono tra il ripetersi di errori ed esperienza, forse avanzano.

Lioni:- E sallontanano.

Domes:- Perdono il ricordo del padre primigenio. Lo credono possibile, vicino, forse inconoscibile; alcuni non vi credono; comunque lontano. Ma non sono essi stessi che dal padre sallontanano?

Lioni:- Annota Meil e Foemeil.

Domes:- Corrono lungo assi che sintrecciano, magari legati ad un cerchio. Tornano sempre verso casa e sallontanano. Sfugge loro linsieme.

Lioni:- A tal punto da non comprendere.

Domes:- Osservano e si osservano.

Lioni:- E se ne chiedono lorigine.

Domes:- Studiano. Sgobbano su pensieri e cose.

Quanto coerenti i tuoi pensieri, se divino ti muovi! Iddio logica?

Lioni:- Che accade se lo ?

Domes:- La logica pensiero?

Lioni:- Continua.

Domes:- Il pensiero esiste, se ne vedono gli effetti, ma non lo tocchi con le mani. Non lo tocchi ma lo senti. Il pensiero materia.

Lioni:- E da che lo deduci?

Domes:- Cervello rotto pensa distorto; non si pensa senza cervello. Il cervello materia, il pensiero suo prodotto materia. Come il caldo dal fuoco, ed altro.

Lioni:- E se fosse una macchina il cervello, dove lanima pensante saccomoda e guida?

Domes:- Se lanima pensa, saccomoda e guida, lanima . E se , esiste. Se esiste, sondabile, percepibile e conoscibile. Se energia va cercata, scientifica mente studiata.

Lioni:- Ma materia od energia? Soltanto energia? O altro da cos? la materia che produce lenergia o lenergia che produce la materia? Entrambi ununica cosa?

Domes:-

Lioni:- Ti confondi?

Domes:- No

Lioni:- Rispondi allora.

Domes:- Ci trascinerebbe lontano tutto questo ragionare. Ogni domanda va discussa, meditata. Per ognuna di esse occorrono lunghi incontri, perfino tra di esse lunghi intervalli.

Lioni:- Ed intanto prendere tempo ed allungare cos la tua permanenza, assicurandoti vita ed una lunga realt. Veramente lunga questa tua furbizia. Comunque: Il Dio logica dicevi. Che accade se lo ?

Domes:- Come lanima. Se dio ed fantastica logica, dio scienza. Come tale scientificamente va studiato, indagato e toccato.

Lioni:- Ed una volta conosciuto?

Domes:- Sar stato ritrovato. I figli, liberi, hanno cercato in s, fuori, ed in s; il padre hanno riavuto. Egli li ha ed essi a lui si fondono.

Lioni:- Che folla! Partiti in pochi, sono tornati in tanti.

Domes:- Aumenta la potenza del padre laccresciuto numero dei figli. Lo compensa della perdita iniziale. Non cos?

Lioni:- Cos che hai raggiunto lo scopo. Sei fantastico. Sei riuscito a togliermi lira, e quei due dalla mente: Meil e Foemeil andati via. Perfino a distrarmi.

Avvicinati Domestico. Senti come prende tempo? Ma almeno non mi fa perdere tempo.

Domestico:- Ognuno di noi, ognuno quasi, si sente in contatto diretto con Dio. Nel

cavo della mia mente, chiuso in me, se penso ed a Lui mi volgo a Lui mi lego. Con te no. Perch?

Lioni:- Tu mi vedi, mi tocchi.

Perch sono in carne ed ossa?

Comunque hai detto bene: nel cavo della tua mente. Ma proprio nel cavo, chiuso e se pensi.

Domestico:- Ti stupisce? Tu sei la potenza dellumano - laico che cresce religioso

si fa; io la saggezza, Niol ne la forte dolcezza e bont;

Lioni:- Bravo! Hai diviso le parti. Domestico il buon senso

Io tho elevato a dignit, tho dato un nome ed un grado. Tho promosso condottiero e pure ti ho permesso di lottare, con me di batterti e misurare. E questo per Niol, per mio svago e mia bont.

Domestico:- Per Niol Va bene! E ti credo se affermi per tuo svago Ma se dici bont !

Se navevi lhai pestata, sfilacciata e dispersa sotto una montagna di vanit. La Sacra Montagna del Dio.

Lioni:- Congratulatevi. Bench servo, parla con modi cos Eccellenti Pure lui

Bravo! Sempre pronto e al dente.

Domestico:- Perch non rendi vita a chi vita ti chiede? Sebbene mute, parlano queste tue statue di carne. Tue nuove torture? Gi due ne mancano? Forse questo lEvento dei Tempi? Linvincibile Lioni, dal granitico cuore, si scuote a piet. Voluta od indotta?

Lioni:- Tu - che gi conosci il dono e il danno, che gi, ancor piccolo, gli occhi in

alto miri a colpire le azioni del dio, forse geloso accanto a Lui ed al suo posto salire, e tuoni con voce sicura, untuoso a sfiatare - sai bene tu del Male e del Bene?! Chiaramente lUno dallAltro discerni.

Domestico:- Questo grumo pendente di esseri e questa statua deroe Perch non

doni loro libera vita?

Lioni:- Chi te nha parlato?

Domestico:- Prima o poi si sa.

Lioni riguarda Domes che, tremulo il gesto, un po si scosta.

Parlano da sole le tue mura, se si hanno occhi per sapere ascoltare. Espandi alla vita questo fiero esemplare. Ne ha diritto.

Lioni:- Non gi scritta la vita degli umani sullantico libro della vita? Se le pagine ne sfogli gi descritto vi trovi il loro agire. Meglio che al mio fianco gli altri due richiami.

Meil!

qua; lo sento. Mia natura caparbia e vigliacca.

Domes, mi hai forzato a liberare un mostro. Voi non lo vedete, ma io so dove la sua natura lo spinge. Guardate.

La luce che abbaglia. Ancora. Si ricondensa nello spazio la stanza di Niol.

Guardate: si prepara la mia sposa. Accettabile la mia Regina. Con ironia sa farsi bella la mia Niol: Niol che si prepara. Nascosto Meil la spia. L dietro, osservate. Sentitene i pensieri, mentre Niol poi ne avverte la presenza, si volta, pian piano ne resta turbata. Non uno qualunque, ma parte di me che adesca Niol lOggetto mio caro. Comunque altro da me che mi brucia, geloso.

Pensiero di Meil:- Un amore timido lestofante o menzognero? Mi adatto e sviluppo laspetto ritroso. Non dire allo scoperto ci che penso e che desidero: ci sta o non ci sta poco importa cosa chiaro lei pensi di me. Ma velati messaggi trasmettere sottintesi chiari, se attenti, e non dimostrabili. Ipocriti? Ritrosi; intimi e sottili! Mi piace E gi il tipo che uguale si adatta: lei e lintorno. Se accetta linvito nascosto, aspetto che sapra e minviti: un tocco, uno sguardo, una scelta un sorriso Si lascia toccare; mi tocca - per gioco (divertito e lusinghiero); a spingere al sempre pi evidente. Fusando, leggera locchio socchiuso, accaldata, il viso cocente ci sta

Leco di Lioni scuote la scena.Niol che si riprende (?) e Meil, impaurito, che fugge.Lo spazio lentamente a Lioni ritorna e al suo grido che arde, che sempre pi reale diviene, presente si fa. Dispersa Niol e la sua stanza resta il grido di Lioni, geloso dalla sua ugola , senzechi, si squassa.

Lioni:- Vedi miserabile nano, che mi contrasti?! Su te dovrei spegnere la mia collera.

Domes:- Non vale essere geloso di Meil se parte di te stesso.

Lioni:- Tammazzo. Questa volta realmente tuccido, miserabile talpa.

Domes:- Ti prego. Non serve. Tu lo controlli come vuoi, gi Meil di certo fuggito.

Lioni:- Gi. S nascosto o defilato. Qui dentro non c. Se n andato. Chiss a combinare quale danno?! Ed io mi sento, cos

Domes : -

Domestico : -

Lioni cupo, profondo negli occhi li guarda. In silenzio osservato, su tutti posa il suo silenzio.

Domes : - Lascialo vivere ancora.

Domestico : - Rimettilo alla prova. Non ha fatto che rispondere al tuo stesso richia

mo. Non parte di te?!

Lioni : - Volete che lo lasci?!

Tutti : - S.

Lioni : - Un coro Bene.

Ascolta, Meil. Ovunque tu sia. Minfastidisce questa tua carnosa bellez za. In Figura tengo nascoste le mie doti? Che sei in me: un amore cortigiano. Esci, va via

Fatto - tanto cos gi quanto per Foemeil. Davvero mi delude la sua vista. Ma vi mostrer pi avanti il male che ne viene.

Domestico : - E sia: ne viene un male. Da quel che abbiamo visto conviene che tu

calpesti queste serpi, pi che mandarli via. Da quel che in ogni occhio si impresso non credo altro occorra affinch da noi tutti a te si dia ragione. Tu acconsenti a che Meil resti libero e lui ti ringrazia insidiando la tua sposa. Un po tutti amano Niol, ma un diverso modo di sentire. Lui la concupisce, tenta di farla sua. Sarebbe meglio non fosse mai apparso, questo Meil, maschio lussurioso. Forse ha un po del sangue di Lioni, ma Lioni non un cortigiano; ne il re. Ha ragione a non cedere, ne ha ben validi i motivi. Lioni non vuole e non pu. Non deve. Non deve e non vuole un dio mostrare il fianco; non vuole e non deve dar vita a creature imperfette, solo parte di s. Completo devessere il dio: freddo e caldo, femmina e maschio, uomo e donna, bene e male. pi comoda cos la posizione del dio.

Eppure Lioni si scinde ormai non c uno che non sappia di queste figure nate da te, e le schiere e le danze e gli eroi Ovunque se n sparsa la voce.

Separato ti ritrovo in innumerevoli nature contrastanti. Non un dio, Lioni? Per questo no di certo: se un dio si frantuma, se un dio si separa d vita alla sua stirpe, popola la sua solitudine. Forsanche per essere adorato.

Non si pu scindere il dio se dio vuole restare? Su questo da insistere? Ma se un dio non pu, non un dio che, se vuole, pu. E lioni pu. Cos: se si scinde, ma incompleto, d vita; completo se imprigiona la vita. Per tale dilemma pu perfino impazzire la natura di un dio.

Ma il dio non deve impazzire. Come pu? Certamente Lioni saggio: meglio non dar vita pur se vita gli simplora. Ne abbiamo constatato il danno se si cede.

Non poi cos libero il dio. Sembra umano, un po pi su; anche lui immerso nellirrefrenabile giuoco dei contrari. Questo s che pesa, questo male. Un dio che non pu vincere se stesso. Che trema e sente la paura, in bilico sul s e sul no, tra il s e il non cos. E se gli sfugge la vita, teme e sacquatta pronto a righermirla a s tirarla e riinghiottirla. Che dio un dio che ansima?! Se cede e lascia libero il male buono il dio, questo resta ma poi del male teme, si vergogna; se questo tiene e aperta via d al bene, cattivo il dio perch questo resta. Si moltiplicano i problemi per il dio anche questo male: occorre tempo per risolverli. Ed un dio non ha tempo, lo possiede Altro potrebbe il dio: tenersi il bene e mandar fuori il male obbligandolo nelle scelte cos rabbonirlo. Ma questo bene male essendo il male un falso bene. Saffanna la corsa, si restringe e strozza la via: se mette fuori il bene lascia posto al male; se toglie libert tutti lo diranno tiranno. bene ci? Che, dei due, il male: il falso bene o il tiranno? Comunque ancora una possibilit: potrebbe ancora lasciar vivere libero un po di bene e un po di male. Che si mischino a volont, da ci nasce equilibrio. Cos, libero, si muove a suo piacere il dio. Pur sempre per resta incompleto o comunque si depotenzia. E il problema rimane. Il cerchio si ripete ed il ciclo ritorna. Se completo ormai tutti lo sanno, lo abbiamo visto pure esseri perversi ha in s il dio. Quindi non perfetto, come mostri Lioni. Grappoli di scure serpi nascondi, viscide ti scivolano dentro e te ne liberi se ti schifano. Cos che ancora resti bene ma incompleto. E questo male. Obblighi Meil a rientrare? E per il bene che nacquisti questo laltro male.

Chi il vero danno: Meil o il Tiranno?

Non puoi non dar vita a costoro. Ugualmente grande la meditata imperfezione del giusto. Non aspettiamo che un tuo gesto segno di saggezza e di bont. Che si mischino anchessi tra noi, a volont. Non sapevo di dei cos paurosi. Li fai nascere, te ne liberi e li congeli. Ancora un trucco, e non bene. Ancora un atto da tiranno, ancora un danno. In contrasto vivo con la figura piena del dio. Esaudisci, tutti lo chiedono. Che razza di guerriero hai dentro? Tutto muscoli e niente niente. Niente mente, niente coraggio. Vuoto sacco di vanit nonch di inerte imbecillit. Incapace a condurre realmente una lotta.

tutto qua il tuo essere battagliero?

Sei tu quel fiero Augusto unito allEccelso di cui gi nascosti sussurrano i venti? Indifeso pulcino, mi fai piet inutile guerriero.

Entra Niol mentre Lioni segna laria: cala su Domestico il fendente di Augusto. Grida Niol.

Lioni : - Non sai di parlare al sangue ribollente di Lioni? Non so chi di voi due abbia i riflessi pi pronti. Tu che, appena donata la vita, preparato ed inferto hai il colpo o tu che, inconsapevole, prontamente lhai scansato.

Alcuni intorno a Niol ad informarla.

Bene. Lestamente informatela.

Oggi pare che tutto cospiri.

Un vocio dalle truppe.

Si ridestano i miei fedeli? Si preparano alla battaglia o salutano la tua nascita?

Augusto : - Quale vera delle due possibili ipotesi poco importa. Io sono limpeto

stesso della lotta. La mia nascita gi ansia di guerra. Nel tuo nome vincer gli eserciti, se mi invii, in basso li prostrer. Ai tuoi piedi strisceranno a schiere, a orde chiederanno piet.

Si rileva il vocio.

Lioni : - Sono stanco. Va.

Esce Augusto

Affiancami, tu che stuzzichi gelosia, ed alla mia destra siedi. Tu qui alla mia sinistra nobile Domestico. Tu che sai del Tempo e dello Spazio, vaghi schemi, che su essi timpaludi non ovunque istantanea contemporanea lazione risolutrice del dio se contemporaneo istantaneo ed ovunque palpita il Suo Spazio? che tanto sai del bene e del male, della libert e della solitudine del dio, tu che trovi male il mio bene, e bene laltrui mal fattomi, guarda bene per chi ti batti. Pure tu qui Domes.

Sono circondato da dei. E voi tutti appressatevi a me. Ascoltate. Ora voi ci racconterete il grande bene di Meil e di Foemeil carnosi e belli. Sinebrino i suoni. A me unitevi. Mostrate miei danzatori, vi do la forza di vedere.

Sanima il ballo. La scena si compone daltri pochi segmenti e tocchi lambiente creano. Foemeil che morbida sadagia Sappoggia? Sul divano, in una stanza, su una panca od ancora per la via, lungo il Corso degli Eventi, su un angolo in disparte come dovatta lintorno e linsieme con altra gente che emerge, sallontana, o che visibile si pone. E maschi che linsidiano Foemeil. Ci sta. Colma di sospiri latmosfera, si carica di frenetica lussuria non vista ma sensibile. Non trascende il ballo, chiaro ti porge i simboli, ma velato e trasparente. E musiche e parole.

Foemeil : - Cos mi sento! Libera quanto Meil! Posso sfogare tutta la mia sana

ed insana sessualit. Lascia le tue donne e le tue alcove Meil, se mi ascolti o portale con te; vieni. Che asfissiante strozzatura la sessualit in un dio!

Ai vari Il ballo mima.

In lui si sublima? Completo il dio la rigetta; ne sente gli impulsi, li trascende. In alto, estraneo a questo mondo, perde il dio del sesso la necessit, in altro la sfoga. Mi ascolti, Meil? Che terribile punizione per tale crescita! Pu un dio dipendere dal sesso? E chi ama e fa allamore con Niol: Meil o io? Insieme? Lenta o veloce lazione amorosa del dio? Possente o inesistente? Controllabile? Meil, mi ascolti; mi ascolti Meil?

Con un grappolo di donne, piccolo nugolo, entra il fascinante Meil. Qua e l uomo con uomo, donna con donna: continua il ballo; leggero mima, mai trascende.

Molto pi chiaro cos il sesso in noi.

Vero, Lioni, mio amore?.

Poi ancora con chiunque. Il ballo li adesca, li coinvolge.

Lioni : - Quei due rischiano sempre dincontrarsi; sempre finiscono con

lintendersi. Basta ora; tutto si plachi.

Finisca del tutto questa insulsa confusione di ruoli.

Dispaiono: Meil, Foemeil e relativi sciami.

Mi urtano queste umili inglorie. Mi stancano. Fiaccano perfino queste membra.

Alcuni scompaiono: qua e l musici, invitati e danzatori, uomini e donne.

Cadono i suoni in un affannato silenzio.

Domestico : - Saffatica?

Niol : - Forse. A s mi pare gi richiami alcune delle innumeri figure marginali.

Lioni :- E voi che avete da soffiare?

Domestico : - Ugualmente vita ti chiediamo per queste tue sembianti umane.

Lioni :- No pi di ogni possibile s. Credo che ti strapper la bocca mio buono e

caro Domes.

Domes accusa il colpo e lo trasforma in atti e smorfie.

Io ti ho tratto al mondo, io ti distruggo. Tu fammi divertire.

Domes : - T incanter, mio signore, e ti far sognare. Per te una storia io narrer. La favola del germoglio di pietra. Tutti gi, o ai posti; attenti alle mie parole.

Cera una volta un inutile gran signore che viveva in un inutile gran castello conducendo un inutile grande vita.

Nel suo inutile gran daffare coinvolgeva i suoi inutili grandi amici.

Aveva delle inutili grandi schiere, uninutile grande mente ed un inutile grande cuore.

Solo; sempre pi solo restava. E mille spazi sinventava e mille cose per riempire quel vuoto che sempre pi si svuotava. Veramente grande era quel signore, combattuto tra essere e forma. Capace dello Spazio e del Tempo, a suo piacere Li comprendeva. Forse si chiedeva se il suo essere fosse un modo di essere o un saper essere, oppure un divenire; se il suo penetrare nellintima essenza delle cose, in esse ed esse divenire, divenire universo, universo divenire, fosse Forma della Forma, Essere dell Essere, Essenza dell Essenza, Forma dell Essere o Essenza della Forma. Intanto il mondo ruotava.

Cupo, il silenzio rimbombava ed ogni piccolo rumore ingigantiva e saccresceva, si rincorreva per quelle vuote stanze, s estendeva fino a perseguitare quel signore se umano saggirava e si placava.

E sempre nuovi mondi, per vincere quello stato; sordo alle possibili richieste daiuto. Cos i suoi amici-nemici, inutili fantasmi, fantasmi inutili si percorrevano; senza ottenere chiedevano strappati, tra il fuggire e loscura voglia di restare.

Un giorno o una notte, chiss che Tempo era? usc nel parco: anche gli animali sfuggivano quei luoghi grigie le fronde, bruni i tronchi e laria immota, intrisa di silenzio. Non pace silente, serenit tranquilla ma cupo che brucia, un silenzio da tregua; appiccicato, sui rami, sullerba; appiccicato e non scrostabile, bloccato a gocciolare; sui rami ed ogni cosa.Perfino tra le stelle tumidi lampi di silenzio; grigio e sovrumano, stabile, di tipo infausto. Intanto che il mondo in s savvolgeva in altri giri ruotava.

Tutti serano ritratti; perfino gli alberi tutti si erano ritirati: non volevano crescere al centro di quel parco con in fondo quellinutile castello poggiato, forse, sul ciglio dellabisso. Guardinghi, intorno, preferivano osservare ed aspettare. Non proprio vuoto vuoto era quello spazio perch al centro qualcosa vi cresceva solitaria torre o baluardo ed era anchesso un albero, ma diverso: lalbero delle Stagioni. A suo piacere si mutava.

Ed ora un frutto dava, ed ora un altro ed un altro ed altro, ed ora altro ancora. Chi, passando, coglieva il frutto del momento si trasferiva e viveva in altra Stagione forse in altro Luogo, in altro Tempo, e L imprigionato restava. Solo linutile gran signore conosceva: andava e ritornava. Il suo luogo dellappuntamento, era quella la sua meta preferita: L viaggiava o sostava, con turbini giocava, lui stesso divenuto vento soffiava o spirava, o con le foglie dialogava, col fuoco si rizzava e con le cose discorreva.

Solo, sempre pi solo restava.

Gioia e tormento era quellalbero cos meraviglioso. Chi lo desiderava mangiando di quellalbero, in segreto appreso o per caso con sollievo spariva, ad altro Tempo andava. Sebbene un senso di pianto su chi restava, pi se di forza, per fato e dun tratto separato solo si ritrovava lontano da chi amava. E cera chi di slancio, elevato al cielo il grido, malediceva o soltanto imprecando a quel magico frutto; e se per riunirsi al suo amore svanito altro ne raccoglieva, gi nuovo frutto: cos che ad altro Spazio andava, in altra Stagione egualmente diviso, in altro Tempo in Esso disperso, cercando e riprovando, vagava.

Sinfastidiva leccelso signore per quello spazio vuoto, l, al centro di quel parco, tuttintorno la vita, circondato da quelle oscure sentinelle baluardi di che cosa? mentre sguardi acuti sembravano avere occhi solo per quel centro. Inutilmente con altre piante tent di rinverdire quellarido pozzo. E quando un seme vi piant intagliato dalla pietra e reso vivo, ben grosso, tenuto tra le sue mani e pieno di tutte le essenze del mondo- lo vide restringersi ed indurire fino a rifarsi di pietra. Una maledizione quel seme di pietra simbolo dun cuore freddo e chiuso al mondo.

Quando questo seme dar germoglio, qui ritorner la vita- gli soffiarono i venti e ripeterono le cose.

Ma pu una pietra germogliare?

Ruotavano i giorni sulla giostra del Mondo.

Chiss che Tempo era? giunse vicino il tinnante vociare di bimbi. Sotto lalbero la giovane coppia sostava mamma e pap ancora stretta tra teneri sguardi, tenui sussurri locchio attento a s ed ai figli velate moine, gesti novelli, giovani parole tiepide dabbracci.

Un leggerissimo vento, tiepido pure spirava leccelso signore? Forse no.

Attratta dal frutto cangiante, lo colse. Tra le mani lo vide cambiato. Lo gir, losserv, lannus. Luomo tenuemente restio. Tinnivano i bimbi attenti al gioco; il bimbo li guard.

Forse una svista. O un magico incanto? Un magnetico profumo da quel frutto suadente. Olezzante lirresistibile fascino dellarcano! Un filo mentale, sottile intrecciava lo sguardo dei due luno nellocchio dellaltro fino a divenire trama dun sottilissimo velo dintesa. A lui lei porge lirresistibile frutto. Sar buono? << Proviamo. >> Sulle labbra lo adagia; lui, titubante, lo tocca, con le mani lafferra. Lo morde. Buo

no.

Allibiti negli occhi di lei; piangono. Invano abbranca limmagine che dispare. Ansioso il bimbo pi vicino; la bimba li guard. Di slancio la donna stacca e morde un altro frutto. Mio sposo svanendo Mio bimbo. Bambina. Anche lei non pi: in altro Spazio, in altro Tempo; non pi col suo uomo e con i figli non pi. Le braccia protese, vuote dabbraccio, piange il piccino. Da terra coglie un frutto caduto, lo morde e svanisce mentre tremule di brividi le foglie dellalbero invitano tenero un ramo a piegarsi, quasi ad accogliere il giovane figlio che scompare.

Guarda la bimba, non comprende. Di sasso al suo posto, non comprende mentre il silenzio, turbato, ritorna; di nuovo sappiccica. Tra le lacrime simpasta rigando sul viso langoscia di quella piccola bimba. Resta l e non sa dove andare. Chiss che Tempo era?

Timidi, esitanti, un po pi vicino si fecero le piante; un po si strinsero gli animali; qualche pietra rotol per vedere. Saltellando, guardinghi, alla bimba savvicinarono i grilli: dolcemente le frinirono il loro sostegno. Uno sciame di bellissime farfalle leggere le volarono intorno colorando lo spazio. Le piante alitavano sulla bimba caldi sensi e magnifici frutti preparavano. Tutti gli animali del parco e lorso, e il lupo e lagnello, perfino un gallo-pappagallo erano in movimento, sembrava che tutta la natura di quei luoghi si fosse riaccesa in un frenetico daffare. Sciami dinsetti benigni portavano ordini e notizie a prova con altri animali cavalcando chicchi di polline di piante ciarliere. Tenere fontanelle dargentea acqua si misero a gara a zampillare per collaborare ad impastare succulenti vivande i frutti raccolti da scoiattoli e tordi, portati da uccelli e pavoni a ventaglio. Fili di luce trinarono lo spazio, quasi impalpabili luminose ragnatele. La bimba, piangendo a quei tanti cos suoi amici, mangi e si quiet. Una nuvoletta accaldata scese dal cielo per farle da cuscino, morbidamente lavvolse e dal suo posto, l su in alto, lasciato vuoto come tolto un soffice tappo un candido raggio filtr, ricamato dei colori del mondo, entr per illuminarle un sorriso. Le cicale intonarono il coro, rilassante e tenera, tradotta ninna nanna.

Forse attimi o giorni che, servitori serviti, con s trascinano linutile signore, al solitario luogo lo chiamano. Viene e scompare; ma non pu non vedere. A suo piacere riappare; ma non pu non sentire. Non pu non sapere. O mia solitaria fronda che accade, che a tratti vibri le tue magnifiche foglie? Cos tanto pesa nel tuo verde cuore, nel tuo centro vitale e di pensiero il ricordo di questultimo evento tra pianti e grida non si rassegna la giovane famiglia e questa piccola, qui, che esausta dorme e sogna? Perch ti dimeni ed interrompi il tuo corso senza lacrime e naturale?

Nel sonno veglia questa bimba. E con che occhi mi guarda!

E sia. Che non sintacchi tra gli assillanti inghippi del Tempo! Dallansia dei tuoi rami, per loscuro tumultuoso scorrere della tua linfa, voglio interrompere questo gelido usuale silenzio che ci circonda. Per una volta almeno.

Si lancia il non utile signore, tra le foglie simmerge, dispare. Via: a lottare, collimare, ad arginare il Tempo e lo Spazio.

Infrante le barriere, riapparvero i parenti della storia: ritrovatisi assonnato il bambino, il viso accaldato sorridente adagiato sulla spalla della madre avvinta al suo sposo. E luomo si chin.

Tra le braccia la bimba, insieme si baciarono.

Felici se ne vanno. Che questo sorriso interrompa questo grigio! Vedi, mia mutevole fronda? Staccati dallinquieto oblio se ne vanno. Si voltano; ci salutano. Pure i bambini assonnati.

Sono stanco. Addio.

Sallontana lutile signore. Nellutile castello saccende un focolare. Utili gli amici lo attendono.

Mentre nel buio del silenzio men fitto lalbero sapre ad un tenero pianto in goccia si condensa. Forse goccia di rugiada o linsieme felice dei pianti nascosti, forse stilla dalbero felice; commossa lacrima che lenta si stacca, nellaria quasi si blocca lentamente scende mentre piano allunisono lalbero lento scompare. Certo, piangendo, gi sa lattraente signore. Si posa; la lacrima calda sadagia, sul sasso ch un seme riposa. Ed ecco, atteso, levento! Germoglia la pietra! Forte e potente sirradica, cresce e sespande. Accorsi gli animali per vedere, le piante sembravano camminare. Tuttintorno lo spazio si riemp; quel vuoto colmarono. In attesa sostarono, curiosi daccudire quellolezzante virgulto nato da tutte le essenze del mondo. Chiss in che tipo di albero si sarebbe trasformato quel germoglio di pietra?

Certo, sorridente, gi sapeva leccelso signore.

Chiss che tempo era?!

Applaudono i presenti.

Salza Lioni, un po verso Domes avanza. Ancora lontano, una sberla gli imprime: denergia. Vistosamente colpito cade Domes; Niol in piedi risentita.

Lioni:- E bravo il mio sgorbio! Sai che ti dico? In te ho racchiuso la parte miglio

re di Domestico, in lui ho lasciato la peggiore.

Niol: - Un carnefice. Saresti tu quel tanto umano, quelluomo-dio di cui tanto tim

pregni? Forse mago, e dei pi vili, o un truccatore semplice e codardo che fa abuso del suo potere.

Lioni:-

Domes:- Tu! Lumano che crescedivino si fa!Mi hai fatto male.Sfoghi con me

la rabbia che non sai con chi alto ti ostacola il cammino. Con meperch sono piccoloLumano che cresce sono io; io sono Lioni, ed elevato a potenza.

( Pi attento e penetrante lo sguardo di Niol. )

Incombe Lioni dun passo. Domes in fuga, cos Lioni lo blocca.

Lioni :- BravoBravoAvete sentito? Non me laspettavo. Bravo. Tieni; come premio prendi

No! Non con le mani. Cos. Ed ora striscia; a me riportalo. Bene. il ruolo che ti saddice.

Niol: - Un carceriere aguzzino

Lioni:- Davvero?!

Domes lesto si fa scudo di Niol.

Niol: - Un egoista che non lasci vivere chi vita ti chiede.

Lioni:- Ma in che razza di insulso Tempo mi sono infangato! Che stupido Luogo

mai questo, e che deludente Storia! La battaglia continua fin qua. Non c, forse, qualcosa sotto? Domes, ridicolo, che minsulta; Domestico che, miope, vaneggia; e tu mia sposa che incalzi; Meil che tinsidia e tu flaccida ci staiquasi, lo so e non per colpa tua

Ma per merito mio

Niol: - E tu lasciali in vita, in quiete si godano in Libert.

Lioni:- In me si sublima lo Spirito Sublime; in voi si frantuma in miriadi di rigagnoli dansia.

Niol: - Incrina questa dura corazza, affonda le tue portentose dita nel solco che si apre e tira, sconquassala come un tumulo che ti ricopre ed apriti alla gioia di questo formicaio umano.

Lioni:- Che moglie sei!

Niol : - Che ti costa!?

Lioni:- Sbiancato, costretto ad un pallido imene.

Niol : - Che ti costa!?

Lioni:- Che moglie sei! Non mi lanci mai le braccia al collo.

Niol : - Libera Domestico.

Lioni:- Solo se vince il patto.

Niol : - Cos per me?!

Lioni:- Purtroppo. Mio malgrado. Ma mai tu di slancio verso me.

Niol : - E questo confuso insieme di figure?

Lioni:- Che moglie sei! Non mi lanci mai, mai che mi lanci, mai, le braccia al collo.

Niol : - Troppo alto tu sei: non raggiungo a cingere il tuo collo.

Lioni: - Ma ugualmente tenti di strozzarmi. Perch dovrei abbassarmi?Salite a me.

Niol: - Di Domes rompi i vincoli che lo tormentano.

Lioni:- No.

Niol: - Lascia che Augusto simpasti di comando.

Lioni:- No.

Niol : - In quiete vivere Meil e Foemeil.

Lioni:- No.

Niol : - Ma di che temi?

Lioni:- Che ha da temere un dio?!

Niol : - Te lo chiedo.

Lioni:- Voluto o per caso, sei stato tu a parlare mio linfatico Domes da strizzare, se non per questa tua stupidit che mi diverte.

E tu non ricordarmi pi di quellinfausto Meil: ha i battiti contati.

Niol : - Tinfiamma. Poi perch? Meil ha di certo il sangue di Lioni. Forse per questo ha agito come da voi visto ed udito: perch natura tua parte innamorata di Niol. Se cos stato, involontario un male n venuto forse un bene, a suo modo.

O, forse, per vendetta? Per ferire a fondo Lioni, Meil ha alzato su Niol il suo sguardo interessato. Questo s un male. La strada si biforca: da un lato verso il Bene dallaltra parte il Male.

Lioni:- Quanto bravi a scindere lunica via: da una parte di qua, dallaltra di l.Poi ognuna triturate, magnifici ed eccellenti. Sul tutto disquisite, quasi non capite le profonde necessit del Bene, a fondo le buone ragioni del Male. Del Male! Mi sventolate questorribile parola: il Male!

Cos Questo di cui tanto sapete? La guerra uccide e crea sentimenti, semplifica problemi, risolve tensioni, spopola perfino la sovrappopolazio

ne, inventa armi che poi aiutano il formicaio a progredire. La guerra male. male la guerra? Il furto torganizza anchesso la plebe in societ, causa lavoro. Il furto male? male il furto. La morte rinfranca il mondo, lo ricambia Oh che perfido male la morte!

Domes: - E il piccolo popolo, che medio pensa e medio agisce, comanda; utilizza i singoli grandi e realmente simpossessa del Mondo e del Potere.

Lioni:- Turati tu. Non divagare, trascinandoci lontano.

Domes: - Mincanalo: nel Male elementi di Bene, alla lunga vi piange solo chi commette il male. Nel Bene solo Bene.

Lioni:- Zitto! Non spetta a te il turno. Non sbeffeggiare e non buffoneggiare; nasconditi e sta zitto. Niol che ha da interloquire, da difendere ed aggredire; da mostrarmi tutto il suo non-amore per me.

Niol : -E sia. Ma grido ancora che ti sbagli, qui dinnanzi a tutti; che su di me ancora non comprendi e che ti sbagli: ha le sue virt il male, come le sue ha il bene. Ognuno una sua profonda ragione dessere. Male ha fatto Meil ad intristirmi col suo passo dazzardo e male fa chi libera vita ti chiede.

Via via stupiti commenti dincertezza.

Attento ed affaticato Lioni a sedere.

Il male non si conviene. Si conviene il bene. Al tuo fianco mi schiero e a te do ragione.

Abbiamo tutti visto quanto claudicante il loro autonomo modo di vivere.Io stessa da questa apertura posso seguire il folle agire di Augusto: senza piet sta squartando i suoi nemici; con quanta insensibile empiet affonda le sue armi per uccidere e macellare.

Al gesto di Lioni qualcuno degli astanti dispare.

Puntuale si leva il fremito della guerra.

giusto, richiamali. Ma non ora: mi distrai.

Malvagio questo modo di colpire di Augusto: qualcuno perfino amputa e deturpa e non luccide. A questo trascina i tuoi fedeli, chiamandoli cos ad un ignominioso modo di combattere. Tutto questo male e non si conviene. Resta il senso dellodio e dellabominio sui tuoi nemici che convinti combattono un abominevole tiranno. In s si richiudono e, se sconfitti, nel segreto delle tenebre terranno adunanze ed ordiranno per capovolgere ed affossare linfangato signore. Si conviene il bene: un equilibrato e benevolo modo di sconfiggere che amici recluta tra gli stessi nemici. Con occhio commosso e leale osserveranno luso della piet.

E non equilibratamente si trascinano chi non ha visto ed udito? Meil e Foemeil, cos meglio che a Lioni ritornino. Lioni non pu e non deve dar vita e libert. Un male gliene viene. Poi dici che non ti amo, mio adorabile.

Per seguire gli sgangherati viottoli delle sue emanazioni e sistemarne i problemi, disperderebbe le sue doti dietro inutili frattaglie frenato nello slancio che gli compete verso una Meta Indefinita. E se questo male non si conviene. Costretto si ritroverebbe il dio, liberate le sue infamie e le sue glorie, ad inseguirle in questo mondo circolare, dove lorizzonte sguscia e si restringe; e se savanza verso il fondo ci si protende ruota ancora lorizzonte, degual passo, mai si prende. Si conviene il bene. Non credo sia leale chiedere al dio di rinchiudersi in questa retta stretta a cerchio e, privandosi dei suoi caratteri in vita, dispersi per il mondo perdere defficacia e dunit; perdere se stesso, e il proprio fine. Il bene bisogna perseguire. Il Bene in s detiene il Bene; in s ha forza; subendo, vince. Se irrita, poi placa; caparbio e silente, paziente, smussa le punte, inumida gli umori, a nuovo riaccende i precedenti velenosi irati intransigenti furori. Il Bene in s detiene il Bene. E non bene da parte nostra costringere Lioni a frenare il suo cammino un virtuoso Percorso che il dio compie e per Esso si amplifica non giusto obbligarlo a rasentare il Solitario ed il Silenzioso, se altri o noi libera. Che gaudio ce ne viene, mio eccellente Domestico? Se dal nostro essere liberi ne derivasse un bene, ancora mi batterei per ci. Ma un male in avanzo mi pare ne derivi.

Lioni : - Un po riduttivo, comunque dici che mi ami. Grande la mia sposa!

Domes:-Basta dire ci che non Bene per dire ci che Bene, precisare ci che

Male per esaltare ci che non Lo . Com difficile scindere linterno dallesterno della sfera! Una congrua sfera instabile nel suo giro, che si apre e nel suo esterno si richiude al Fuori risgloba il Dentro e al Dentro riingloba il Fuori.

Lioni : - Il manuale, ridotto, del buon filosofo. Sta zitto.

Domestico : - Non ho ancora ben capito con chi stai.

Niol :- Con ci che oggettivamente si stabilisce giusto.

Se dallottenere libert ce ne giunge un bene, trovo giusto che noi la si chieda; ma se ci non accade, se un male o comunque un non-bene il risultato della nostra richiesta, solo un danno per Lioni.

Quindi perch torturarlo?

Ora eccoci: liberi! Che accade?

Dove andrai,Domestico - se da sempre vissuto in questangolo di vita?For

se a tuo modo resterai per ripetere a tuo modo le gesta del Signore?

Tra s, un po appartata

O forse, tu stavolta Lioni?

Ancora in mezzo, al centro dellaffinato loquace chiacchierio.

O, se disperso per il mondo, costruita a nuova vita una tua via, forse con pesante malinconia in te rivivrai i lugubri o gioiosi momenti, gli esilaranti attimi, le appassionanti perplessit che soltanto lagire dun Lioni pu inventare fino a renderle variegate e luminose, opprimenti ma intensamen te affascinanti.

Lioni : - Ti giuro che mi piaci.

Domes:- Fuori di noi non c niente che non sia gi in noi. Organizziamo il mondo esterno secondo lorganizzazione interna dei nostri schemi biologici e mentali; cos come perfezioniamo o modifichiamo lintima organizza zione del nostro corpo attraverso larricchimento che proviene dalle esperienze a noi fisicamente almeno in apparenza, se non c pure tra esse un intimo nesso fisicamente esterne.

Lioni : - Ma quante cose sai! Anche tu farneticante dotto. Che centra?

Domes:- Seguivo un filo del mio discorso

Niol : - Noti, Domestico? Se ho ragione! Fuori di qua non avresti certo modo dimbatterti in questa tua esilarante natura. Anchio pure se odio amo questo mio continuo ritornare che a volte mi calpesta, ma mi ripaga quando sono io a cavallo degli umori. Anchio sfibrata dansia e nostalgia vivo le mie ottenute libert ricordando.

Col tempo e col vissuto, si gi fatto Lioni meno irruente, pi pacato.

E quando, da sola, vago per un mondo in fondo a me estraneo come immersa tra le nebbie dun nuovo incubo analizzo il valore di quellagognata libert. E mi riprende la segreta voglia desser qua. Una umiliante orgogliosa esaltata solitudine in cambio dun forse umiliante tentativo orgogliosamente contrastato ed esaltante.

C pi buon gusto a stare qua.

Domestico:- Un aspetto; solo il tuo aspetto.

Lioni : - Senzaltro pi vibrante il contatto con un dio.

Domes:-Questo Dio! Enigmatico ed imperscrutabile, ugualmente discusso. Ed egualmente io ne discuto. Chiss che non ci azzecchi.

Lioni : - Minfastidiscono questi tuoi assoli.

Domes:- Zeppo denigmi il mondo dello spirito. E lanima? Ancora: esiste o no? Si forma anchessa nellatto del concepimento, nel dittongo o nelliato della vita; l, quando i geni si fondono, con energia savvinghiano, sincastrano e ne sprigionano? Inizia l il duplice contrasto, laffascinante binomio? L dove due semi diventano uno?

Lioni : - Cos in basso? Che strazianti continui fuori-scena! Con essi mi distur bi. Non distrarmi da Niol.

Niol : - Esaltante questa tua essenza; fortemente geniale.

Domestico:- Non hai detto che queste essenze non devono vivere?

Niol : - un tuo prodotto questo, non di Lioni.

Domes:- Mi fai arrossire, Niol. Intelligente normale, non un genio. Daltronde non saprei scindere bene il normale dal genio e questo male e bisogna evitarlo. sottile la differenza tra normalit e genialit, cos sottile che forse non esiste. Frutto del Caso o di nostre Qualit? Nasce con noi se esiste o si costruisce? Forse si produce

Lioni : - Qualcosa non va.

Domes:- Forse si produce quando insorge sintonia tra il pensiero nascosto e il pensare palese, il primo sottinteso costruisce la trama, il secondo vi ricamao quando insorge sintonia tra materia e spirito

Lioni : - Mi si vuole distrarre?

Domes:- Quando la mente trova i canali giusti per permettere allo spirito despri mersi in modo pi adeguato.

Lioni : - Finiscila.

Domes:- Ed anche questo voluto, da Se stessi, dal Fuori di S, o casuale?

Lioni : - Basta. Smettila. Zittisciti.

Un po lo strapazza: con le mani o con la mente.

Domestico:- Vedi quanto sensato difendere il tuo Lioni? Dicci con chi stai. Se non con noi, vattene. Abbracciati al tuo Signore. Ti ostini ad esaltare un bruto che ignobilmente usa la sua forza.

Sta perLioni.

Niol : - Calmatevi. Ed adattatevi soltanto alluso piccante della parola.

Insiste Lioni. Domes beffeggia: ci pure irrita Lioni.

Domestico:- Vedi?Non stai con noi.

Niol : - No? Che cosa te lo dice?

Domestico:- Tu, i tuoi atti e le tue parole.

Lioni : - Era questo?: Augusto mi chiama ai suoi successi; Meil e Foemeil conquistano nuovi spazi e li deturpano; e

Niol : - Osservate? Ha ragione il mio Lioni. Turbato ad inseguire le sue ombre che turbate male si producono. Pure noi nelliniquo coinvolgono. Domestico. Guarda le tue truppe: anchesse subiscono il contagio. Gi cominciano le prime ignobili mosse. Prima o poi sallargher fino a prendere te e contagiarti, ed a noi pure si estender se non forse gi in atto. Ha ragione Lioni: ogni cosa al punto di partenza. E noi qua.

Pure se mi tarla il vedervi afflitti per il mio dare un giusto riscontro ai possibili pensieri di Lioni; il vedere nei vostri pensieri delusi lincertezza delusa del vostro sguardo; pure se mi crolla dentro questa smania di tornare al peso delle sue sfuriate non dolce sposo, seppur amato e questintorno che non sillumina ancora mi riincupa come nera caligine.

E di Lioni? Poi che altro da ridire, se il Bene si conviene?!

nella morsa di questo affannante sentire che riinsorgono gli antichi spasmi, le antiche voglie e le temute doglie. Si ripetono.

Dal fondo dei buoni propositi riemergono e mi fanno impazzire.

Sappressano i dubbi, bussano, pi vicino li sento spingere ed avanzare;

Lioni che nellintimo vibra rompe qualcosa

Ecco che gi riagguantano la mia mente e il mio cuore, ristravolgono quanto detto e fatto, tramutano in odio l amore se non odio, non il bene che ti voglio. Ed cos che mi ricredo.

Il contagio? Che contagio!

Come fossimo frasche! Che incerte tra lo spirare del vento, obbligate, si lasciano prendere e condurre. Indomiti siamo; scrigni di forza e di carattere. Non certo facilmente cediamo ai colpi del maglio. Resistenti, ci battiamo per vincere o, se costretti, deporre le armi consumate e ridotte allelsa. Ci assedia il contagio ma non vince. Si bloccano le tue schiere, Domestico. Nellatto delleccidio, come freme e si trattiene quel soldato! Sbandato, stava per rispondere con egual misura agli eccessi dilaganti ma s ripreso. Si ricompongono le tue truppe, noti?, almeno in dignit. Cos che il bene si conviene. Realmente non disdice?

Poi star qui. Per che fare? A risentire, riproporre senza utili cambiamenti.

Battersi nellorgoglioso tentativo, pi che per vincere, di affermare la reale necessit dei nostri propositi, ci ripaga del tempo perduto? Poi se nulla si tramuta? Della sciupata libert? Mi scoppia dentro la voglia di star qua, in un ovunque lontano mi spinge. Perch, se libera per il mondo, temere le possibili aggressioni della solitudine; gi fin dora bagnarmi di una possibile ansia e temere se tra tanti ed altrove gli accettabili assalti dei ricordi? Certo pi sensato ardere la nostalgia e spargerne le ceneri disperdendole nellampio agro della pi coerente attivit; vincere il malinconico richiamo del passato, sempre pi bello nel ricordo che reale, e seppellirlo sotto il cumulo di una travolgente operosit. Altrove costruire quanto qui ci negato, da devolvere in altruistico slancio e vincere cos il senso vuoto dellegoistica solitudine che diversamente ci opprime. Altro se non libert!Ora liberaci.

Lioni : -

Niol : - Come vedi possibile il contrario: quanto detto ha ancora un suo lato.

Domes:- La tesi del s e del non; ancora del s e non cos.

Lioni : - Intrigati, gnomo.

Domestico:- Attento a questo insulso uragano di parole.

Niol : - Ancora massalti. Perch? Non stiamo, forse, insieme ora? Sul comune piatto di bilancia. Insieme a martellare sulla forgiatissima catena di Lioni. Se spronati dal fare con forza finalmente liberi! come volgerti con malinconia a questo presente? E se cos , che Lioni varia questunica storia e con essa ci rende possibili a una grande variet di situazioni, cos che toccato col pollice il trucco, allaltre dita riferito la mano si ritira dal gioco, giogo divenuto, ed cos che appare a noi non utile ripetere, diversamente, la stessa sempre unica vicenda. lugubre sapere deccellenti spazi, da sondare ed attivare, e restarcene egualmente chiusi nella bolla. Di certo vuoi dare ascolto, Domestico, al tuo volatile spirito e ti ripugna stare qua, in questangolo di vita asfittico si mostra prigioniero di Lioni e dedito al suo fascino. E mostri dodiare le gesta del signore, da odiare e reprimere non certo da imitare se per essere pi dei bisogna essere pi Lioni.

Gi sapresti dove andare.

Tra s

Forse non tu, stavolta, Lioni.

A tutti

Meglio disperdersi per il mondo. Ora con questo sto, perch oggetti vamente giusto. Un asfittico male restare qua; per noi una tortura. Ed il male non si conviene se in assoluto si conviene il bene. Di esso ci si giova?

Lioni in s richiama qualcuno dei presenti che dispare. Caratteri periferici? Poca forza gli danno. Sassottigliano gli invitati, a singoli o a gruppi; lugubre diventa la festa.

E certo ribaltando lottica delle cose, non del tutto disdicevole il male. Ha il suo positivo tornaconto. Se, non per paura ma perch innamorato del bene, accetti pure il male in attesa di rifarti, non del tutto candido il bene. La parte in te che spinge alla rivalsa, costretta ed azzittita, tanto forza che riemerge. E se sconfigge chi, esercitando con suo gusto il male, vive felice cos per sua natura, cos educata, anche il bene compie in s e fuori di s la sua dose di male. O se convince ed attira cos pure vince in s compone la sua opera di plagio che si sbarazza poi della precedente posizione. E se luno ha vinto, in diverso modo ed in ogni caso, ha perso laltro.

Il bene in s detiene il bene?

Se Lioni ci sovrasta, ora egli il male, noi soffriamo eppure a noi medesimi restiamo, egualmente vivi e col nostro bene chiuso dentro; se sovrastiamo Lioni, egli dovr lasciare il campo, cedere dovr Lioni il suo bene che male e sparire: un nuovo Lioni, nei limiti del sempre pi ampio possibile; un diverso Lioni dovr esistere. Molto pi intransigente il bene! Tende a sanare lintimo di ogni cosa e a livellarne la natura. Piatto, soltanto il mondo del bene?

Il maleha forza; aggredendo, vince. Irrita, non si placa; caparbio; strisciante, silente, roboante; anchesso eccitante; smussa le punte se gli conviene o le aguzza; placa od eccita gli umori, li arde; raggiunge prima lo scopo e se non risolve previene, agisce e mantiene cos risolve; pure se si ribalta la posizione si mantiene, pure se il bene vince e lo sovrasta. Il male laltra faccia del bene che contenuto non lo contiene. Semi di bene possiede in s il male, e - prima o poi - anchessi frutteranno. Forse, pi completo?, il male si conviene. In s detiene il male e il bene.

E chi non si livella, cova.

Stanco Lioni a Domestico, che saffaccia

Lioni : - A che punto la battaglia?

Domestico:- Incerta. Forse beneche io vada

Niol : - Al primo abbaglio facile il pericolo e possibile pure sbattervi le ossa

contro, e credere veramente, per esempio, allinsensibile empiet di Augusto, contrassegnare col marchio della follia il suo modo di combat tere e di agire. Non fosti tu, Lioni, a dirmi Non c luogo per sentimenti dalto tipo quando, costretto alla lotta, decidi battaglia.? Semplicemen te ti fedele, cos, Augusto.

Lioni : - Una parte, un aspetto soltantoe della mia natura che non sa dellaltra

Niol : - SaSa che deve vincere se ancora vuole restare in vita. Sei tu che lo costringi. E quelluccidere cos selvaggiamente ha sconvolto lanimo dei nemici restringendo loro il polso, la mente e il cuore. Forse sarebbe realmente meglio che tu andassi a guida delle tue truppe, Domestico, anzich preoccuparti della mia alleanza.

Domestico:-

Niol : - Forse pi completo il male si conviene. Certo Augusto non teme lodio e labominio dei suoi nemici n si preoccupa se ti ammiccano a tiranno. Sussurri, nascoste voci che, chiss quando, troveranno lardire di elevare tono e volume. Si vedr allora come rafforzare ed estendere la cappa. Intanto sinchineranno i pi alla presenza del tiranno ne subiranno il fascino e, in dubbio, saffaticheranno per piacergli e scrostargli di dosso perfino linfamante e labiato epiteto, e sembrer eccessivo dirgli abominevole. Nel male elementi di bene. A questi guarderanno per vivere pi cheti e rendergli con statue lomaggio. Un lurido grumo di teste calde, chi tramer; odiabili attentatori; non altro, contro la forza e il rispet

to delle LeggiAlla fine, un equilibrato e benevolo modo di sconfiggere che amici recluta tra gli stessi nemici. Con occhio leale e commosso osserveranno, forse, luso della piet.

Ha diritto alla vita il nobile ed eccellente Augusto. E gli altri? Non credo riserverai per questi il tiro nascosto?! Lo chiedo a loro, pure se pi scemato il numero degli astanti. Ci avete riproposto in ballo il modo di condursi di quei due. Anche per voi non equilibratamente si trascinano Meil e Foemeil?Ma non per questo meglio che a Lioni ritornino. Che vadano o restino che male gliene viene? Sai che paura a tralasciare per un po il suo slancio verso Mete Indefinite per tingersi, per un po, di vita lungo i piccoli viottoli e a larghi passi, calato il cielo allorizzonte, inseguire con egual passo quella retta curva come su una giostra! Che tensione inseguire le sue infamie e le sue glorie!Pu un dio perdere defficacia? Per cos poco?Impensabile. Sarebbe come ammettere la propria non deit

Non meglio costringere Lioni a frenare il suo cammino ed averlo pi umano cos tra noi?

La sua quiete umana sar per noi un sollievo: potremo tranquillamente riposare e chiedergli per noi libert. Da tutto ci, un bene ce ne viene.

Lioni : -

Niol : - Il tuo dissenso mi vede sempre costretta a lottare affinch noi tutti si goda della giusta libert: un gaudio ce ne giunge.

Tutti in un pugno contro questo insensato liberticidio. Ha le sue virt il male, cos il bene; ognuno una sua ragione dessere.

Poich obbligati in terreni in contrasto, costretti alla battaglia, mi costringi a starti contro, ad avvelenarci la vita, fino a furoreggiare negli occhi il mio insulto e gridarti che enormemente meglio fa chi vita ti chiede e che perfino bene ha fatto Meil ad intristirmi col suo pazzo tu sai perch impazzito passo dazzardo. A tutti devi libertpure a questinsieme sospeso di nature. Dal tuo fianco mi dissocio. A te non do ragione e ti contrasto.

Lioni : - Mi hai acceso il cuore di gioia poi crudamente nel buio lo scaraventiU na logica errata concatenazione la tuaTra il detto e il fatto

Domes:- C di mezzo il matto.

Lioni : - Un sadico masochista: non contento se non ti squasso

Ancora incerta la battaglia?

Domestico:- ?!

Lioni : - Forse non pi. Spingere fin qui la lotta t valso soltanto a sciupare il

tuo tempo, Domestico, compromettendo cos lesito conclusivo della storia. Su non inzeppatevi cos alla finestraE tu pure, mia difficile compagna, con pi calma

Per un po t ho creduto veramente mia sposa. Mentre il tuo amore per me una spada che mi trapassa. Sono stanco. E se ancora vuoi una prova del mio amore a mio discapito te la conceder. Vuoi che ai tuoi ordini attenda? Cos avvenga; cos come ti aggrada.

Fuori si leva il clamore.

Hanno gi vinto le mie truppe, le tue gi deposto hanno le armi. Ma io vi render ugualmente al vostro accanito sogno di libert. Cos per ogni altro: Meil, Foemeil e voi che tanto ci avete rallegrato

Spariscono i convitati, in un modo o nellaltro si dileguano.

Resti tu, poroso eccelso - sangue del mio sangue od umana presenza, tu pure come gli altri? - tu a meglio sorreggere questa restante mia forzaVai chiss da solo che farai?!; fa come vuole la mia sposa e questaltro che amo ma che a me s oppone. Agitati, cos, mia Figura, e risuona; allindocile moto della vita capovolgiti.

Si protende Figura, si sforza e si tende. Qualche passo confuso.

Poi tirano le sue innumeri essenze: chi di qua, chi di l; ognuna a s forza, reclama ognuna la sua autonoma vita.

Si strappa lammasso e si distrugge. Inutilmente inerte, a pezzi ed a terra, cede e cade Figura.

Cos Lioni sfibrato si piega, saggrappa, rifiuta laiuto di Domes che sacquatta, a s stesso savvinghia; a fatica si rialza e s trascina alla finestra.

Nel muto silenzio solo qualche scoppiettare dal camino di loquace ed interessata favilla.

Su tre vertici in posa, ognuno dei tre rimugina qualcosa mentre gi, tangibili, i pensieri puoi udire di Domes che mugugna.

Voce di Domes:- Tutto e il suo contrario. Hanno le loro virt il male e il bene (opposti, non opposti si mischiano si toccano e si contrastano); non ci resta che scegliere e combattere o, forse, meglio lasciare ogni cosa al suo sperimentato equilibrio: un movimentato alternarsi di bene e di male.

Scricchiolii e rumori di cose.

Voce di Domestico:- che gaudio viscerale! Cede Lioni. Secondo i piani, tutto procede. Ora devo colpirlo sempre pi forte e a fondo. Per lui impietosirmi? Non mi duole di certo. Di lei mi sono servitoMa solo il ricordo pungente e la presenza di Niol potevano realmente sostenere il mio schema di lotta; e pigiare ancora su lei contribuir a rasare questinutile signore. I miei altisonanti e, chiss quanto!, ingenui amici crederanno allorgoglio fiero di Domestico; che non accetter il regalo di Lioni, la libert, perch sconfitto. Non sanno quel che si accumula e li aspetta. Sconfitto Lioni, avr il mio da fare.

Non cos? Vero mia Cara, mia Niol? Se io ti uso, tu certo non scherzi.

Voce di Niol:- Com convinto il mio Domestico. Crede ancora chio con lui mi batta e che per lui e per me risichi la mia vita. che mi giovi, per raggiungere lesito finale bench finora dubiti chi dei due bene che ancora assecondi il gioco.

Voce di Lioni ( il volto arricciato si modificasbuffa silenziosa divertita una risata ):

- Insana sete del potere. Sai che terribile ingannoProva ad immaginare quanto pu indebolirmi e prostrarmi questa perdita di caratteri, questo doloroso allontanarsi da me delle mie essenzeMa bene che lo credano ancora.

Si leva forte un nuovo grido tra i soldati.

Domes, di scatto, alla finestra.

Domes:-I tuoi soldati vanno scemando, Lioni. E tanti tra i prigionieri restano liberiRiimpugnano le armi. Alcuni affondano nel vuoto le spade perch svaniscono i nemici. Che nuovo evento? Si riduce lesercito di Lioni, sassottiglia; si disperde. Inaspettatamente, attente al soffiare del Caso, ne approfittano e vincono le tue schiere, Domestico.

Domestico ( tra s ) :- Anche questo non mi sposta.

Domes:- Si consultano i vincitori. Qua e l blando qualche grido desultanza. Scialbo questo tipo di vittoria: non c gusto a vincere per assenza di nemici. Indebolito il mio signore, sono scomparse le sue schiere. Ergiti mio sire, non mi piace vederti cos prostrato.

Lioni : - Solo ora non ti piace? Perch non prima: quando a tutti hai ventilato i miei segreti?Ti stato estorto, lo so.

Domes:-Le tue cose e i tuoi venti hanno soffiato ovunque lannuncio.

Lioni : - Che lunga lingua hai: se la srotoli ti sorpassa.

Lioni saffaccia, sul campo depone la sua mente e il suo cuore; guarda.

Penetra Domes, osserva. Guarda il fratello, il tuo simile. Che faccia il mio Augusto non certo brillano i suoi nemici! Vedi: che fitto dialogare tra Augusto e quei miei pochi rimasti? Certo li brucia lo sconforto e la rabbia, attivamente contrasta il blando torpore

Domes:-Un senso di disfatta, su vinti e vincitori. la solitudine che simpossessa del campo.

Lioni : - Solitario lumano che saccoppia, che sempre cerca un compagno, perfino un nemico se gli occorre. Scruta. Mentre qui sappressano, che ha da dire o da gridare Augusto ai suoi nemici? Amici e nemici lo ascoltano?! Vorrei udire ci che dicono, ma non ne ho la forza. Tornano pian piano umane le mie membra, se forse non ancora pi s involvono. In

vano arde la mia ansia da dio. E voi che mi pressateTutto m contro, mio buon Domes?

Ancora l quella donna! Laggi mi aspetta al passo.

Ho la morte dentro, per questi eventi insipidi che maturano.

Mentre Lioni dice, via via di piombo la scena; ingrigita, sepolcrale diventa. E tumuli puoi vedere, turbate rientranze; forse luci e una fredda afa notturna. Notturna?E la polvere. N poca n troppa, in verit.

Dio!Che Dio un Dio che invoca Dio?! Invoco Me stesso?! ( O cercando Me stesso cerco Dio? )

Foschi pensieri in me. Vacilla il piede, il braccio e la mente; piano piano mi soffoca la catasta del sapere, mi sommerge, pi non la reggo.

Domestico:- Come una bolla: pi soffi, pi sallarga ma sempre tanto, n meno n pi. Solo piena daria o daltro. E se ancora sespande c pericolo che ti ingombri, che chiss come?! ti schiacci o che scoppi.

Lioni : - Per una visione pi completa ha da allargare i suoi orizzonti lumano.

Domestico:- Pure il divino? Non potevi conoscerla fin gi da quandera pi piccola?

Lioni :- Grande la mia polla: ma vuota daria e di forza ora su s debole si affloscia.

Mia creatura, pure se tratta da costui, anche tu contro me?

Domes:- Contro? ?!

Lioni : - E tu, mia dolce infedele fedelissima moglie?

Niol : - Mi fa soffrire vederti in questo stato, ma sai ci che mi devi.

Entra Augusto.

Augusto:- Ti ringrazio, signore, per linfausta battaglia. Potevi evitarmi un simile sconcio: vedere vivo il mio sogno, sentire il caldo imponente della vittoria e ritrovarmi poi senza i tasselli per i miei osanna. Ed io che gi mi vedevo sul podio, incoronato dalla tua possente mano. Ad una ad una sono cadute le foglie della gloria e dellaureola rimasta solo una treccia friabile e secca.

E giunto per sapere, gi udito dei tuoi problemi, ti ritrovo emaciato in questo stato ancor peggio di come maspettavo. Dov finito leccelso condottiero? Quanti superstiti, perfino i tuoi nemici, chiedono che sia io a sorreggerti per il fianco.

Lioni : - E se non accettassi?Che faranno i tuoi alleati?

Augusto:- Si vedr. Comunque a me fedeli, non puoi pi richiamarli dentro te.

Lioni : - Non ho pi animo n forza di richiamare in me alcuno n di sostenerli. Che facciano. Ho quasi voglia di morire. Tradito da me stesso. Era questo che volevi Niol?

Niol : -

Lioni : - In me stravolta ogni voglia. Non piangere n inveire. Soffia vento amico, con te trascinami. Ascoltami.Disperdi questuomo che tinvoca.Mi senti? Finch ancora me ne rimane la forza a te assomigliami. Vento, mi ascolti?Mi ascolti vento? Comunque tu soffi: caldo o freddo, tiepido e gioioso o tempestosoAbbracciami, a te stringimi. Odimi.

Si eleva una parte di scena, con s innalza Lioni una Montagna. Domes che lo rincorre resta inerme ai piedi dellerta: saccovaccia; poi si scosta.

Anche tu mi sei contro? Perch non rispondi? Forse altrove indaffarato, assecondami ancora. Su questa improvvisata erta raggiungimi, a te cos pi vicino. Appressati.

Alle sue spalle Augusto. Avanza, sarrampica. Leva armato il suo braccio; quatto savvicina attento al momento opportuno: pronto a colpire.

Mi pare di sentire gi il tuo respiro, quatti i tuoi passi avanzare.

Si volta Lioni. Augusto affonda la sua lama lama? mentre grida Niol.

Sei tu gio

Contro me la tua mano? Insensato il tuo gesto.

Augusto:- Cos hanno deciso: che fossi io. Ed in tua vece io li guider.

Lioni : - Insana sete del potere. Rotto il giogo, il morso scavezzatoGuardatemi voi, da laggi. Che fine per il vostro LioniUcciso da se stessoSolo cos morente?

Mi ascolti vento gelido della notte? Vieni a risuscitare questo Lioni che muore.

Caracolla la foglia, presso Lioni che cade si posa; presagisce larrivo del vento che di poco le succede: ne ascolti il vociare e della sua mano vedi leffetto che smuove le cose e gli affetti. Stringe piano la foglia Lioni che giace da lui salza una cuspide fiamma.

Ancora tu, Foglia che consoli i miei pensieri. Mi sei rimasta amica e compagna.

Appare il piccolo vortice.

Pure tu con noi, amico prediletto tra altrettanto prediletti amici. Anche tu a sostenere sul finire questo Lioni. Giorno vorace, mondo rapace. Non cos questo spazio, cos come lo si chiama e costruisce? Scaldami mia fiamma, fra poco a voi sar. Gocce dacqua per le labbra e tra le dita un pugno terra. Quant pregnante e silente, convulso lattimo che precede lo scontro, se ad inseguire te ne stai i possibili fantasmi della mente E se scosti il velo, una folla di memorie che tassale Niol!

Giace Lioni. Si spegne? Lentamente scompare. Resta il suo manto, che dun tratto smosso sagita per linsorgere di un nuovo vortice: Lioni, che insieme ai suoi amici sallontana. Uno svolio scuote i capelli di Niol: ancora un tocco per lei (Che fa?).

Se pur comico, non scherza Domes che singhiozza.

Augusto:- Non ci resta che puntarlo, ingabbiarlo e dissolverlo nel tocco finale.

Getta gi dietro laltura il manto di Lioni.

Ecco le sue spoglie.

( ) Giunge consueto il commento - come altrove.

Con larte conosciuta e da voi espressa completate lopera e adoperatevi affinch Lioni si sfiati e n qui n altrove pi ritorni.

Ora la vita ci abbagli, se vuole. Noi siamo pronti per sorridervi e scrutare in essa. Pronti a conquistarla e vincerla e soggiogarla.

Ai tre

Ai miei amici ho da mostrare le mani. Che ad esse, liberatrici, si stringano. Mi appartiene il dominio di Lioni. E voi, miei sudditi ed amici, pi oltre tangibilmente ne udrete e lo constaterete

Gi per il retro dellaltura esce di scena Augusto. Ad altro sallontana.

Giunge lenta e solenne linstancata e tenera trans-dotta ninna nanna:

Lalla, lalla aut dormi aut lacte :

nisi lactes, dormi, dormi.

Alta in coelo splendet luna,

errant noctis umbrae inanes,

per silentia latrant canes,

micant stellae mille et una,

splendet luna.  

...

ATTO 4

( Si distende od ancora pi sallunga la vicenda. Si dilunga? Avanzando s fatta pi complessa la vita, continuando si restringe e si dilata; pur se agile ed intensa qua e l appesantita? s ispessita la scena e la vita, pur se veloce e snella. Un adattarsi alle improvvise esigenze? Forse al Tempo Continuato della Non-Mortalit.

Non si slunga la storia. Ovunque in agguato cospira landamento semplice e naturale, a s richiama ed attira. Dal facile al semplice e dal semplice al facile: cos, perfino sfiorando il banale. )

Domestico:- Finalmente svanito il tiranno. Morto o ad altro ridotto, da noi si dilegui e sallontani. Poi quellaltro sistemeremo.

Scomposto s ricomposto lambiente: del palazzo ripristinata la precedente scena.

( Tra fine ed inizio d Atto , il cambio da diverso sipario traspare? )

Niol : - Affidami un singhiozzo, affettuoso Domes; caldo, sempre lo porter con me.

Domestico:- Pure tu vai?

Niol : - S.

Domestico:- Ed io?

Niol : - Forse fai parte dei miei piani?

Domestico:- O tu dei miei?

Niol : - Snidata la libert, bisogna precederla o seguirla.

Domestico:- Snudata, inseguirla.

Domes:- Uno strale scoccato, da rincorrere per non farsi rincorrere.

Niol : - Non unassenza di strale?

Domestico:- Oppure mantenerla.

Domes:- O pienamente senzaltro viverla.

Domestico:- Comunque libert!

Niol : - S. Ma pure cos non dolce, se non amara.

Domestico:- Anchio sono libero di andare; ed andr Ancora turbata per la fine, non morte si pu chiamare, di Lioni?

Niol : - Non lodiavo, lamo se pur l ho avversato per quel suo accanito modo dessere. Quanta gente ha bussato alla sua porta.

Domes:- Tanto da risuolare le scarpe.

Niol : - Non ho voglia di scherzare.

Domes:- Neanchio.

Niol : - Aiutare, deimmiserire chiunque; aiutare ed ancora salvare.

Domestico:- Lo avrebbero soffocato.

Niol : - Tanto quanto il tuo padrone! Lo comprendi; ne sei degno. Non soffoca laggi quella donna, col suo piccolo stretto al seno? Caparbia, li ha rinsecchiti lattesa. Li ho guardati; li ho visti attentamente. Mi sono soffermata con loro mentre voi due lottavate che grande cosa il vostro maschio scontro, per voi pativo! Come storpia la madre, il bimbo come sano. Entrambi bisognosi, di una carezza di Lioni. E se loro fosse stato aperto, permesso di entrare e qui salire, non avrebbe avuto la donna la forza di rizzarsi, di arrancare e, trascinandosi, fin qui giungere ad implorare. Semplicemente umana, miserevolmente umana; e debole.

Domestico:- Imbalsamarci nel ricordo di Lioni, partire, o restare qui a tentare lardua sua via?

Niol : - Non timporta di costoro. Preoccupato del tuo daffare non hai n cuore n mente per gli umani travagli, per le semplici passioni; per le accorate tensioni di Niol. Quanto mi pare somigli al tuo padrone!

Domestico:- Padrone? Lho vinto e allontanato. Semmaiho un servo Se non mappartiene questo tuo preoccupato modo di sentire! Ma qui ancora legato me ne sto mio malgrado. Perch non mia sposa? Tu, mia tenera e dolce Niol?!

Domes si colpisce la faccia.

Niol : - Pi folle ed insensato di Lioni

Domestico:- Non credo. Lo sai ci che intendo, da tempo si ripete. il tuo spirito che maffascina.

Domes:- Lanima nasce col corpo; in esso non simmette, nel corpo si forma e si sviluppa. Allunisono vive con esso, anche se un po stretta, e con esso tuttuno. Poi lo continua, quando il corpo si sfilaccia e muore. Se tincanta la sua anima pure taffascina il suo corpo.

Domestico:- Perch non mia sposa? Non ora, col tempo e di pi.

Niol : - E Lioni? Ancora caldo il suo ricordo e gi mi spingi al tradimento? Per chi mi prendi?

Domestico:- Amo Lioni quanto te. Con lui midentifico ed ogni sua cosa posseggo.

Si scosta Niol.

E quando mi stuzzichi per farlo ingelosire? Non timporta se maccaldi!

Niol : - Niente pi che uno sguardo divertito e sincero, forse colpevole, ma non ignobile. Lioni non muore: non unadultera sono io.

Niol che di Domes si fa scudo.

Di certo a te preferisco Domes che pure tappartiene, pi sensibile non mostra il tuo crudele comportamento.

Domestico:- E restare legati alla memoria dun Lioni!? Abbiamo vinto, e completa devessere la nostra vittoria. Insieme abbiamo prevalso, insieme ne godremo. Uniti nel cuore e nella mente, insieme vivr il nostro spirito.

Domes:- Impregnata del corpo, delle sue azioni e dei suoi pensieri, essi stessi suoi pensieri, continua lanima come il corpo si comportato cos ha appreso: bene o male, approssimativamente, discretamente bene o discretamente male, cos cos.

Domestico che sinfastidisce.

Educando il corpo seduca lanima, che da dove giunta continua. Basta poco e ravvedersi per migliorarsi.

Domestico:- Comincia ad infastidirmi questo tuo assiduo filosofare.

Domes:- Prima ti piaceva.

Domestico:- Ora quasi non pi. Perch non tapparti?

Un po in disparte

Da maschi: sgombrami il campo.

Niol : - Quanti segreti! Stammi vicino,Domes.

Domestico:- Mingelosir di me stesso? A che ti serve questo piccolo scudo? Non puoi sottrarti ai miei assalti, se insisto. E tu non ti vergogni in questo ruolo?

Niol : - Il pi sensato che ha da vergognarsi?

Domestico:- Quanto volubile lanimo di Niol: usa e strizza chi le pare.

Niol : - Ignobile non mappartieni.

Domestico:- Altezzosa disdici. Mi stuzzichi e ti ritrai; in te minnesti e mi solleciti ad una contrastante sequela di sogni, poi il tutto stravolgi: mi usi.

Niol : - Senti, mio Domes? Tu credi veramente al suo modo leale dessere sincero?

Domestico:- Lo deve, mi conosce e mappartiene. Sottraiti dal suo fianco, Domes, e al mio assommati. Una tigre in agguato, Niol.

Niol : - Tu il Leone

Domestico:- Una cagnaannuserebbe nellaria la mano amica

Niol : - Un vermecon me saprebbe come volare

Domestico:- Piena di frecce la faretra di Niol. Ispida ha pi aculei del riccio. Forse bene che vada; che abbandoni per sempre queste patrie paterne mura materne.

Eppur si fa bella. Intanto chiss se non gioca col topo? Da lei sottraiti ancora che lo puoi; linganno affligge le sue mani e truccando ti far credere perfino dallungare. A me riaccostati, mi ci vuole un compagno tra tanta e tetra solitudine.

Domes:-

Domestico:- Forse ti staccheresti da me che ti ho generato? Uno devessere illUmano; non un caotico miscuglio di frammenti. Tallei a chi mi scaccia e non mi vuole; che prima malletta, poi lontano mi proietta? Ma schi, un intimo patto ci vincoli. A me unisciti e persevera.

Domes insicuro gli saccosta.

Niol : - E cos tattira, pian piano al s tavvicina; poi in s ti riingloba.

Solo perch da lui hai preso forma, a lui ti prostri e tavvicini; lo sostieni nel suo divenuto ignobile modo di trattare. Veramente hai capito il fondo della proposta che mi ha fatto?

Domes:-

Niol : - Morto Lioni, qual il suo scopo se realmente c uno scopo? Noto che non taccorgi che tintriga; che ti usa e di te forse si serve per vendetta, per punire Niol che lo rifiuta.

Domes:-

Niol : - Piccolo e servo: te ne avvedi? Cos, mi pare, si pone; del tuo modo dessere, questo, forse, il concetto che in Lui si fa strada.

Domes:-

Niol :- Ed io che di te ho soppesato leccellenza mentale, il gusto appropriato delle scelte; che in altra veste t ho veduto; da pari, ugualmente alto, nel sentire; da amare come lantecedente Domo, per suo modo paziente, il precedente Domestico, di prima compagno di bene. Dove pulsa il riscatto se peggio degli insigni? Ora pure Domestico vacilla nelle scelte. Perch non pure Lui un Insigne? E tu?A stargli dietro. Io sola.

Ed ancora un Nulla che accade, si frantuma, che ripetutamente si modifica regalandoci il ruolo apparente di una storia.

Pu realmente Domes staccarsi dallo sguardo profondo di Niol? Evidente: ne sente il richiamo, mentre Domestico sottilmente a s lo lega. Vacilla, Domes; annota il suo slancio contratto; osserva: gi il passo solleva la mente quasi tocca la meta candente lo sguardo, il gesto del ciglio, la mano gi in moto: appattarsi? Appartarsi o restare?Con chi intensamente legare? Per conto suo sallontana.

Voce di Lioni:- In silenzio sassocia e si dissocia.

Non udita la voce di Lioni; forse da Domes percepita o intuita. Amore per la tresca? Forse pensa lattento giullare. O non ordisce Niol n Domestico affina una trappola. Solo un dubbioquella solita dannata pulce. Tocca, Domes pensoso, osserva qualcuno dei pezzi di Figura.

Domes:- Questanima del mondo che organizza, costruisce, pianifica per mettere su piedi una struttura che le permetta di raggiungere una sempre maggiore coscienza di s. Prova tante vie, alcune le lascia, che crescono poi per conto loro. Ma che necessit ha questanima del mondo di rag giungere col corpo la coscienza se, per pianificare ed edificare, di s gi occorre coscienza?

Ha rese stridule questultime parole, un po invaso dalla vista di quei pezzi dun tratto brulicanti in moto.

Uniti Domestico e Niol.

Ed ancora pi comico con pi alterato tono Domes:

Ripenso al corpo come tuta scafandro dellanima

La scienza? la messa in scena dellanimo.

Ridiscena Lioni. Cinicamente sarcastico? Vortice accanto.

Lioni : - Un Lioni, un Servo e Niol. Si ripete il terzetto. Non rilasciammo qui la storia? Mi pare si ripeta.

Lascia, Domes, che io riprenda il mio posto e Domestico che al suo ritorni.

Domes gioioso gli si slancia ma sarresta.

Stupiti?

Niol : -

Domestico:-

Lioni : -

Un vento ed una fiamma, complice la foglia: avrei potuto ardere, bruciarvi, ed incenerire il mondo.

Credevate facile sconfiggere Lioni?

A Vortice

Forse l hanno inteso veramente; tangibile hanno afferrato lefferato loro sogno

O, forse, solo uno di quei sogni che vi tartassano. Tu - mio Vortice o Io a seminare gli intimi pensieri degli estrapolati; la Foglia o altre Cose; il Fuoco? Svanito Lioni, saffollano i vostri sogni costretti, si spingono, sgomitano ed avanzano le vostre pulsioni, tra essi qualcuno lentamente emerge e tra essi qualcuno o luno prevarr.

Domes:- Succede: quando ad un altro qualcuno soppone a torto o a diritto si svolgono i contrasti. E se quegli - sconfitto o esacerbato, o per altro motivo palese o nascosto ceder, il suo posto lasciato vuoto a lungo vacuo non resta: un altro, forse prima silenzioso, il posto ne assorbe e ad opporsi fa suo.

Lioni : - Per calmati: devo concludere questa storia.

State bene cos vicini; veramente unottima coppia.

Bravi e di pi.

Se non emergono le contrastanti spinte. Uniti vi ritrovo, fra poco in un amplesso.

Niol : - Usi il fuoco con la mano di un bambino.

Lioni : - Incenerirti dovrei, altro che libert. Appena qualche tiepida lacrima per il Lioni morente e poi ancora allopera, nuovamente ad inseguire il tuo scopo e la bugiarda libert.

Niol : -

Domestico:- Che ne hai fatto degli altri?

Lioni : - Li ho mangiati; in succulenti vivande li ho imbanditi.

I figli tornano sempre al padre Non cos, Domes?Per ucciderlo?

Morire per mano di Augusto o di chi altro da me illuso alla vita

Piccolo Domesche piccolo Domes!Augusto emerge ed io ne perdo laspetto, in me decade la forza del guerriero; in me si scioglie ogni altra forza e qualit allapparire dogni altra forma; e debole e miserrimo, morire ricurvo su me stessoUna storia per giocare sul nulla. In me ho come umano milioni di miliardi di quelle cellule e come divino, infinite.

A me ritornate mie nature disperse. Non utili regalie questi piccoli frammenti. Il dio non si frantuma. Tornano sempre al padre i figli, a S poi il dio li richiama.

Chi di qua, chi di l ritornano i contrastanti caratteri ubbidienti, volendo o trascinati. Lioni che li richiama, li attira, a s li vortica. Giunture, isolate forme, possibili vite non espresse, frantumi di copie, realmente vive o apparenti, che Lioni a s rivuole.

E Vortice divertito che in s si trastulla e balla.

Si ricompone Figura.

Un volto ed unapparenza; una reale vita irreale ho elargito a queste cellule diversi dai miei. Dei caratteri ho ingranditoMa questo un mio volere. Da ogni mio piccolo, finitimo frammento pu nascere un Lioni, unidentica copia di me stesso se voglio.

Che storia imponente! E quanto raccontata con tono veritiero.

Non vi giova certo la vita, e certamente non lavrai roboante Augusto quanto gli altri traditore di te stesso; e voi confusamente insieme Meil e Foemeil dolci, sobri ed eleganti, malvagi o forse no; n altri n tu lavrai Figura che mastichi pensieri: in te si ricicla ogni mia ansia primaria. Cos per quanti da me ho divelto ed esternato. Finzione! Un infido ma divertente raggiro. lora del rientro; a me tornate.

Irreali, cos docilmente faranno.

Domes:- Sta per sbattere la mia ora?

Forse, spaurita sta per cozzare contro lo spigolo finale.

Le braccia solleva, Lioni: potente a s li richiama. Ma non docile ovunque saggrappa il popolo degli estrapolati; poi, indocile, luno su laltro savventa, con gesto deciso lun laltro succide. Tragica la sua voce, volutamente si riscompone Figura: si frantuma.

Ancora in vita Meil e Foemeil, si toccano, si guardano.

Lioni : - Rischiano sempre dincontrarsi, quei due.

Con gesto possente li unisce, al bacio li spinge. Soppongono i due chiss perch? Al bacio o abbraccio in uno si fondono.

Ridicole dimostrazioni di vita anchesse futili, fittizi o reali.

Se volete in me rientrate o se no svanite.

Nel buio si sperdono. O Lioni li assorbe.

Comunque senza suo danno li ha fatti sparire.

Vortice intorno sallontana: esce di scena.

Domestico:- Nuovamente in tre.

Lioni : - Quattro.

Domes:- NoNoTre. Piccolo e basso in tutto: non conto.

Lioni : - Ancora in quattro.

Domes:- Tre e mezzo: cos diciamo. Ma tranquilli e comodi fate pure il vostro conto come se io non ci fossi. In disparte, disperso tra i miei sogni, un oggettoNon avr sensi.

Lioni : - In treDi cui due contro uno.

Domestico:- Non uno contro due?

Niol : - Duecontro uno.

Domestico:- Due contro uno.

Niol : - Ma che vuoi, cuore di pietra! Pi felino del gatto, crudele giochi con noi in assenza del topo.

Lioni : - Ha i suoi ben validi motivi il gattoMa, quanto tu brava nel giudizio

Niol : - E che dimostrano queste tue variabili esecuzioni? Giochi con chi ti ama; gli tagli il cuore, atrocemente lo svelli e poirieccoti qua fulgido e vivo, morto da scena. Come restare innamorata di un folle infingardo?!

Lioni :- Intanto tra una lacrima ed unaltra, qui si gioca sul palcoscenico dellamore, ci si prepara per usurpare il mio posto e a dividervi le mie non toccabili spoglie non certo ad onorarne il ricordo.

Niol : - Su me non hai da ridireChiedilo a Domestico.

Domestico:- Volevo sposare la tua sposa.

Lioni : -

Niol : - Almeno sinceroGi meglio.

Domestico:- Gi pronta bene sgusci e ti ripari.

Lioni : - Mi stanca questo vostro loquacissimo ciarlare.

Niol : - Su te tutta lattenzione.

Lioni : - Di che vuoi si parli?

Niol : - Di noi. Per finire di questa nostra interminabile vicenda.

Lioni : - Siete liberi, no? Domestico si espanso ed ha vinto la battaglia.

Niol : - Oh che battaglia!

Lioni : - Zeppa dintrighi e divertente.

Niol : - A tuo modo divertente.

Lioni : - Comica.

Domestico:- Mi fa impazzire dal ridere.

Niol : - Che essere inconsueto! Uno studiato dosaggio di buono e di malvagio. Fi glio del miele o del fiele?

Lioni : - Mio Padre il Bene e il Male.

Domestico:- Ma tu realmente ami Niol?

Lioni : - S. Ma mi brucia questo corpo, questa coordinata espansione di pensiero.

Domes:- Un prolungarsi del cervello, che serve a dare mani e piedi in moto, presa e pi sensi alla mente una prolungata utile ed utilizzabile escrescenza del cervello? esso stesso cervello e parte della mente.

Niol : - A me piace questo toccarmi, questa mia carne; questa esile provocante semplicit.

Domestico:- Questo ritmico pulsare nelle vene.

Lioni : - Insieme, vi.

Niol : - Non vola la tua mente lanciata come instancabile strale?

Domestico:- Intenta a squarciare gli abissi ripudia perfino larco che la proietta.

Lioni : - O non gi in volo prima dellarco o della faretra o del lancio del dito che limpugna?

Niol : - Soltanto per mete grandi concorri, per gli eccelsi modi di sentire.

Domestico:- Pi alti dello stesso amore?

Lioni : - Orpelli gli altri possibili sentimenti.

Domestico:- E tu che ti rifiuti e piangi!

Niol : - Comunque problemi del mio cuoreper vincerli o stranirne.

Domestico:- Per risolverli in mio favore. Da poco ancora compagna, insieme per affrontare questa ennesima riscossa, a me riunisciti. Caparbiamente umani, uniti al meglio ci ribatteremo.

Niol : - Anche tu invaso dalla mia carne?

Domestico:- Perfino il mio corpo ti offro.

Niol : - A peso lo vendi?

Domestico:- Appeso a questo tuo laccio di fuoco rovente.

Niol : - Mi scotto e ti brucio. Un imperdonabile disastro.

Lioni ventila: attenua almeno questi miei calori.

Domestico:- non mi vuoi.

Niol : - No.

Domestico:- ..!?..

Niol : - Non cos. Sto con Lioni.

Lioni : - Un po riduttivoComunque dici che mi ami?

Domestico:- Non preferivi le fragili dita di un Domestico?

Niol : - Di Lioni sono in sposa.

Domestico:- Ma ha dita solo piene di vento!

Niol : - Adoro il Lioni.

Lioni : - Bene.

Niol : - Ma consueto mi piace.

Domestico:- Meglio.

Domes:- un gioco? la vita..?..

Forse un punto dincontro tra il tangibile spirito e limpalpabile materia.

Lioni : - Zitto, Domes che ti contraddici.

Niol : - Bravo.

Domes:- Normale, se non mi ripiglia il gusto del grande e dellinfinitesimale.

Lioni : - Tre e mezzo

Domes:-

Domestico:- Una pedina che gira su una giostra. Non sei che questo, Niol.

Lioni : - Riincurvati dannato inserviente.

Domestico:- Non sono cos elastico.

Niol : - E tu chinati per amore.

Domestico:- No.

Niol : - Pi ratto del ratto, crudele giochi, in assenza del gatto. Come vedi ben ti sta il tuo padrone.

Domestico:- A contatto col divino alla sua vita si partecipa e se ne apprendono i trucchi.

Lioni : - Andiamo, Niol. Abbandoniamo questi al suo destino.

Niol : - No. Neanche a questos.

Domestico:- Rido o piango?

Lioni : - Piango o rido?

Niol : - Di entrambi me neirrido.

Domestico:- Ci stiamo impoverendo.

Lioni : - Troppo da tempo insieme a questi. Dobbiamo appartarci, riunirci in un soffice letto.

Niol : -

Lioni : - Sei la mia sposa e mi devi soddisfare.

Niol : - Non voglio.

Lioni : - Un gioco che duri nel tempo.

Niol : - No; con te non gioco.

Lioni : - E con chi stai allora?

Niol : - Se fai cos preferisco Domestico.

Domestico:- Cos io non gioco

Domes:- Padroni vi prego.

Lioni : - Ridammi la miaNiol.

Domestico:- Perch non te la tieni? Preferisco la merenda.

Domes:- Vi prego

Lioni : - Io valgo di pi.

Niol : - No, io.

Domestico:- Io.

Domes:- Resistete e finitela.

Mentre i tre

Domes:- questo laltro volto dei grandi, dei saggi e degli dei?Inaffermabi leO il lato inverso di che cosa?E cos dun tratto che ancora di pi non vi capiscoAstuzie guidate? O casuali?Il non utile aspetto dellinutile vita?O lapparente aspetto povero dellapparente grande vita?Endemico un male?La Coscienza e lIncoscienza, il Sapere e lIgnoranza?Il piccolo e limmenso; il Pro e il suo Contro?Tutto e il suo contrario?Vi comprendo?

Lioni : - Vieni via con me.

Niol : - No.

Domestico:- Lasciala.

Lioni : - Mappartiene.

Niol : - Allora prendimi tu per mano, Domestico.

Lioni : - E vattene

Quindi in s racchiusi i tre si bloccano.

Domes:- Vi pregoAncora rinsaviteIn voi sprofondate alla ricerca dei dati.

In ogni cellula, nelle vostre invisibili fila vi sar tutta scritta la storia del mondo e dellumano come racchiusa in unimmensa piccolissima biblioteca. Bisogna leggerne i volumi e ricercare il libro, perfino gli appunti di partenza.

Lioni : - Ssss!

Domes:- Cos state facendo?

Niol : - Cos far.

Domestico:- Si rincuora la mente. Lenta ritorna lansia degli stimoli. Il corpo si rinfranca.

Domes:- Pi perfetta la macchina, migliore il risultato: lanima si esprime meglio.

Niol quasi sabbraccia con Domestico.

Domestico:- Niente sesso. Il tuo pugno nel cavo della mia mano, la mia mano nel cavo del tuo pugno. Sento tutte le tue ansie, a te munisco e te libero. In me ti rilasci ed io in te.

Niol : - Se non tu stavolta Lioni

Domestico:- Lamore non slaccia le catene? Vai; prima che Lioni si riprenda. Anco

ra una volta sono riuscito a liberarti. Torna quando vuoi.

Niol : - In un dovunque dispersa, sola me ne andr da qualche parte tornerMa qual era il tuo piano?

Domestico:- Pi non importa.

E il tuo?

Debole risata di Niol.

Riapparso quel velo. Rischizza da dentro, dal capo di Niol: lantica veletta che salza, verso lalta vetrata policroma o no lesta sinvola; resta immobile Cara.

Ma non entrambi libera questamore. Dai lacci non

Grida Niol Domestico, levando il suo braccio; Lioni Cara, il suo levando. Sbatte limposta, il velo pesta. Grido di Niol. Lioni che accorre alla finestra.

Di nuovo solo Lioni? Lamato velo coglie a s lo stringe e bacia.

Lioni : - Con il mio cuore come morta. Non ti vedo mia dolce anima. Hai morso e strappato questo mio battente centro di vitae denergia. E ancora Lioni pi solo. Pi solo, Lioni? Che solo, se tra tanta innumerevole compagnia, dentro e fuori mi circonda; se ovunque si spinge e saccompagna Lioni il Domo, Lioni il Domestico.

lora delle consegne; dellaltalenante variante trapasso?

Dalle mani gli sfugge la veletta, fluttua, sulla spalla di Domestico si posa.

Pu piangere un dio? Se la rabbia di dentro lo spinge? Lo pu se lo vuole dannata Niol, insensata femmina testarda e dispettosa. Vattene se non vuoi che col mio fuoco infiammi ogni filo della tua trina.

Fugge Niol. Lioni che accorre alla finestra.

In un ovunque velato disperditi; al ritmo vibrato di quei rintocchi mischiati campanacci o campane?; cos, tra gli armenti, tra il gregge degli umani o al suolo dondolando posati. Va via.

Subito rientra, spalle alla finestra.

Maledetta Niol! Ancora l quella donna con quel figlio tra le braccia. Per ch non li distruggo?

Domestico:- Non proprio cos Niol da andare via.

A Cara che afona piange Domestico con la mano asciuga silenziose le lacrime.

Ancora un alito di Niol.

Lioni : - E sia. Ormai tutto cos semplice e familiare quaEsaudiremo la pres sante presenza di quella donna. Ci circonderemo di futili umane richieste, ce ne riempiremo. Cos, per la felicit di una Niol che ci ha lasciato.

Domes.

Domes:- Sempre lesto e pronto al comando.

Lioni : - Dille di salire.

Domes alla finestra.

Domes:- DonnaDonna.

Lioni : - Vedremo come al meglio usare questa residua mia forza.

Domes:- DonnaNon mi sente. Hanno qualcosa di simpatico quei due.

Lioni : - Scendi ed invitala a salire.

Esegue Domes che si compiace, mentre Lioni si circonda di specchi.

Su tutti si riflette.

Tutto a me simile. Hanno tutti il mio volto i personaggi di questa storia. Sul tutto emergo ed incontrastato regno.

Rientra Domes.

Domes:- Affascinante il segno del destino. Alzando gli occhi mi ha fissato smuovendomi dentro il sangue e le viscere.

Domestico:- Cos pietosa?

Lioni : - Bella o brutta?

Domes:- Cos Niol!

Lioni alla finestra.

La madre simile a Niol anche se pi provata e dimessa. E dice ancora che vi ama e che conosce di voi quanto da ognuno ed ogni cosa ventilato.

Lioni : - La spingo via dal cuore e dalla mente e mi rientra dentro dai pori! Dille che per loro ogni minima richiesta sar esaudita. Di grandi cose li elargir. Che vuole?

Straride Domes.

Domes:- Un piattoTutto ci che desidera dopo tanta attesaDice daver dimenticato perfino il novero delle sue richiestee che ora saccontente rebbe dun piattoche delle tante proposte di vita lattesa ne ha fiaccato lintensit e il ricordoDi tanto si dice di qua dentro che ha confuso in s il gusto di ogni possibile richiestaMa che una le rimasta o nataProfumati e succulenti magari ancora dal gusto saltellante, con pasta o a zuppainsaporita da indicati condimentiQuesto ha chiestoIn questo, infine, si condensa lo spettro dellintera sua presen za?Teneri e freschiFagioli teneri e freschiUn semplice piatto dalle tue cucineE tutto il resto che non ha richiesto.

Pure Domestico ride di cuore.

Lioni : - Entrambi risanati ed una montagna di legumi.

Domestico:- Necessariamente eclatante?! Giova ancora questo dio?

Lioni : - Tutto questo e quanto non richiesto. utile il tuo Signore, Domes.

Domestico:- Tutto questo e quanto non richiesto. Lunga vita, gloria, beni e salu te.Va premiata questa volta lumilt e la costanza. Ovunque cospira e vince, se tu distratto, landamento semplice e naturale.

Ancora un Lioni apparso, disposto accanto al primo dun tratto o lentamente, uno specchio?, scoperto come tu vuoi mentre nel buio si dileguano i circostanti vetri.

Invisibile, ma evidente, un sofferto scontro si sottende tra i due: leggermente piega Lioni.

Utile quanto me? Allora tu come me!

Lioni : - Perfino uno specchio sa essere la mente? Bifronte diresti, di certo non usuale; veloce a ruotare sul suo asse, luccicante a riflettere ogni cosa, assorbe e registra, il tutto elabora. E mentre gira,

Detto moto imprime

lUniverso porta in Dentro ed al Fuori riflette il Dentro. Ruota lo scambio dei ruoli. Da un nulla sconfitto hai vinto.

Domestico:- Meraviglioso lUniverso e il Cosmo della MenteSe nella Mente tu inglobi ogni cosa, ogni cosa tu tieni. Se dalla memoria lestraggo, poi laccosto come credo e tra di esse immobili o mobili, se voglio mi muovo, io vivo una mia storia reale dentro, cos come la creo: cos per te o me; antico io nuovo personaggio. Prima riemerso ho raggiunto il premio, ancora la sommit del gioco; ancora io prima che tu: del tutto ora possiedo lassommata forza e la coscienza.

Lioni : - Su una giostra, alla prossima Corsa!

Mi segui Domes?

Domes:- Mi dispiace mio Signore. Ho qualcosaltro da rispettare.

Lioni : - Hai vinto? Ma io mi ripeto: ancora.

Sale lenta e solenne, mentre con Lioni Cara dispare, lantica e tenera transdotta ninna nanna:

Lalla, lalla aut dormi aut lacte :

nisi lactes, dormi, dormi.

Longe rubent dulcia poma,

cadunt lilia, surgunt rosae,

stellae in coelo sunt radiosae

stertitridetsubter coma

sensit poma.

Nello specchio - o l presso vedi Lioni ovunque o al suo scrittoio. Al fianco la dimessa Niol. Un bimbo, o una bimba, gli gioca di fronte: poi da cui escono luci.

Alza il gesto Domestico: eccetto Lioni il resto dispare. Entrambi pi Domes in prospettico equilibrio. Coatto il Lioni che restio in Domestico trascinato si dilegua, in unit sassomma. Salza tenue il vento tra sprizzi luminosi denergia. Silente la stanza.

Domes:- Il divino si compiace nellumano ed in esso si rinnova e prende forza.

Ora accade che Lioni Domestico e che Domestico Lioni?

Domestico:- Ora io stavolta, LioniLioni il Domo, Lioni il Domestico.

Domes:- E non ostenti la tua forza?

Domestico:- Ancora non occorre - se veramente occorre, e per necessit.

Domes:- Limportante capire. Capire aiuta a guarire?

Domestico:- Come vedi questa volta dio?

Domes:- Come un ovunque infinito non-corpo che penetra tutte le cose e con ogni piccolo frammento si tocca. Ovunque sespande il dio; invisibile ogni posto occupa. Cos, non visto, col tutto ed ogni cosa si tocca e se interviene nel punto necessario, nascosta, sprizza luminosa la sua forza: cos agisce, fortifica e sana.

Comunque mi muovo, mi muovo immerso in Dio.

Domestico:- E lumano?

Domes:- Uninvisibile alga?

Domestico:- Sei utile quanto lo sciame o il pulviscolo del mare!

Questumano, piccolo e miserabile, innamorato di Dio.

Vieni; il momento di svanire. giunta lora che tu rientri in me, Domes. Non ha senso che tu viva senza il resto che tappartiene. E di te io mi glorio. Avrai modo di ritornare, di venire a riprendere una boccata dariaIn una nuova diversa storia o similare. Con me vivo, non svanirai

FagioliE tu blateri di mente e di spirito, di anima e di corpo

Domes:- Il bruco che ha in s la farfalla diverso dal suo essere farfalla?

Domestico:- Sempre pronto il mio dolce e caro Domes. Con umilt ti prego di rientrare.

Ribatte sui vetri Niol: come veletta per quanto ancora in quella forma? a s li chiama.

Riuniti? E riconciliati. Anche noi. Un tuttuno? Usiamoci a fondo. Ancora un tuffo nelle corpose leggere duttili rincollanti semplicit. Avanti nel pi complesso e profondo da rendere ancora semplice e naturale. Da precedenti a nuove storie da rivivere e inventare: cos piccole e grandi.

Dispaiono.

Lalla, lalla, aut dormi aut lacte:

nisi lactes, dormi,dormi. 

Nel buio mutata la scena.

Un quadro, strusciando sul muro, verticalmente riprende il suo posto: a terra si posa. La fiamma ancora un po saccende e si riduce. In concatenate rientranze non pesanti librerie; e quadri e lumi eUn respiro che non riempie la stanza: poi si placa. Domestico-Lioni un po allungato sulla sua sedia poltrona; opposto, la mano a stringere la maniglia, Lioni-Domestico apre la porta e

Voci di Lioni, Domestico:- Se prima o dopo, chiss quando, mor.

Mio padre.

Ludii ma non lascoltai. Mio Padre. Il Bene, il Maleil mio Materna Padre, Me Stesso o Parte di Me Stesso: Il Bene, il MaleMio PadreIl Pro e il suo Contro, il Cos e Non Cos, lUno nellAltroLuno e laltro sesso, Positivo e Negativo, Una forza e il suo contrario, lOpposto e il Similare,Non stabili: cos che lUno nellAltro travasa e si riversa. Poi di tutto lUnit. Cos e Non Cos?  

Voci di Domestico, Lioni, e Niol:- Comunque ad Altro

I visi si confondono, gi confuse le vesti puressi dispaiono.

E la polvere non troppa, in verit.

Ancora il silenzio, e quel magico vuoto.

Rotola al centro un batuffolo. Sespande, singrossa.

Tanti dallUno o lUno dai Tanti?

Salza il vento; leggero un breve vortice; scricchiolii; poi il batuffolo che scoppia. In polvere ovunque si deposita. Un concertato rincorrersi di rumori lievi e scricchiolii: quasi armonico un suono.

Voce : - Ma chi erano?

La Polvere che palpita:- Mah! Forse laria stessa che li produce.

Leggere tinnanti risatule.

O se, accessibile o rivelata, la natura stessa fosse il Dio, non sarebbe anchessa una possibile certezza, garanzia dun sopravvivere al tacito irrespirare della morte? Se dalla natura emerge la coscienza, se per intricate vie serge la vivida intelligenza, perch dubitare?

Zeppa dinvisibili canali trasparenti, forse fluida accorre la natura a nuove prove, celatamente si sottende e si trasforma, alta trapassa questo stato; inventando, si mantiene.

In girum imus nocte et consumimur igni

Da che lingua o da che mondo comunque nellaria non udita riecheggia e si mantiene: una frase. Anchessa uno dei canali?

In girum imus nocte et consumimur igni.

In giro andiamo di notte e siamo consumati dal fuoco.

Umani Demoni o Dii?

O se anchessa prova duna vita che non muore, che preesiste esiste e ci sorpassa perch anche cos dolerci, perch trafiggerci strapparci ed ancora dubitare?

Ci riconfonde lansia del vivere. Ci riconfonde il corso della vita? Di carne ed umani: forse cos per essere. O forse cos per essere anima? Di carne ed umani. Ruotano ancora i canali del mondo, per noi si mischiano e ci confondono.

Ma non si smorza lansia del fiore.

Il sole imprime ancora il suo bacio alla luna e la notte risplende.

.!?

AllUno, a vele irto, otri eleva - o nulla.!?

Allunussu nulla?

E lansia ci ritocca, ci raggruma e ci riprende.

Perch vivere e vivere con ansia?

Perch vivere con ansia la precariet?

E se non tale, pesa inutilmente l erodere del pianto.

FINE

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