LISTINTO
Commedia in tre atti
Di HENRI KISTEMAEKERS
PERSONAGGI
IL PROF. GIOVANNI BERNOU
IL DOTT. ANDREA BERNOU
LANTRIQUET
PIETRO
IL PORTALETTERE
CECILIA BERNOU
TERESA LAUGIER
BERTA
Nei dintorni di Parigi, oggi.
Ha un grande chirurgo il diritto di rifiutarsi a correre in aiuto di un moribondo, sapendo che sua moglie ama l'infelice che la scienza e la sua abilit potrebbero salvare? Questa nobilissima tesi, che ha sempre appassionato il pubblico e messo in imbarazzo i medici interrogati in proposito, servita a uno dei pi grandi commediografi europei, Henri Kistemaekers, per la sua commedia L'istinto. La vicenda drammatica, evolta mirabilmente dall'autore, ha suscitato in tutti i teatri del mondo - dove la commedia ha sempre ottenuto il pi grande successo - vivaci discussioni. Presentando ai lettori questa commedia, siamo certi che l'interesse non sar per nulla diminuito alla lettura poich, oltre l'episodio del quale protagonista un grande chirurgo, rimane questo l'interrogativo implacabile ma profondamente umano: pi forte l'istinto del proprio dovere o l'orgoglio del proprio onore?
ATTO PRIMO
A S. Cloud, d'estate. Il salotto di una villa moderna, visto d'angolo. A sinistra, una vetrata che d su una terrazza. Nel fondo, verso destra, un'apertura ad arco in angolo come la vetrata, che comunica con una specie di loggia, la quale d su un corridoio in cui si apre una porta che conduce in una camera. Un'altra porta a destra, in primo piano. Sono le 18. Il sole al tramonto.
La scena vuota. La vetrata spalancata. Si sente fischiettare un motivo popolare. Una voce grida da lontano: Posta! . Ripresa della canzone, dopo di che il Portalettere appare sulla terrazza.
Il Portalettere - (apparendo alla vetrata) Posta! (Pietro entra da destra).
Pietro - Eh, sai! C' il postino nuovo!... E' sempre la stessa musica!... (Al portalettere) Questi altri giorni mi farete il piacere di passare dalla parte della servit. Avete capito?... Avete lettere?
Il Portalettere - (figura aperta e gioviale) E cosa volete che abbia?
Pietro - Potreste anche avere dei giornali, pezzo d'imbecille!
Il Portalettere - Infatti li ho, signor Maestro di Casa!(Estrae dalla borsa un pacchetto di lettere e le consegna ad una ad una) Signor Professor Giovanni Bernou, Direttore della Clinica dell'Ospedale Beaujon, Boulevard Hauss-mann, 20. Far seguire: Villa delle Terrazze, S. Cloud... Non qui?
Pietro - Crederei!
Il Portalettere - (altra lettera) Dottor G. Bernou, medico chirurgo degli Ospedali... (Altra lettera) Al Dottor Giovanni Bernou, Professore dell'Accademia di Medicina.(Altra lettera). Prof. G. Bernou, Presidente dell'Accademia di Chirurgia... (Interrompendosi) A parte queste cariche... che cos' veramente il vostro padrone?
Pietro - Come?! Non sapete?! Ma di dove venite?
Il Portalettere - Da Belleville!
Pietro - Parigino?
Il Portalettere - Puro sangue!
Pietro - E non conoscete il prof. Bernou, il gran Bernou, come lo chiamano? Uno dei pi famosi chirurghi dei nostri tempi?
Il Portalettere - Non appartiene al mio ramo!...
Pietro - Il gran Bernou, l'inventore della pinztta emostatica e del processo di riduzione delle ettopie cardiache!
Il Portalettere - (stupefatto) Di che?...
Pietro - All'ultimo congresso di Milano gli stata fatta un'altra solenne acclamazione.
Il Portalettere - Che me ne viene di tutto questo?
Pietro - Se aveste la cancrena non direste cos! Sareste ben contento di trovare un Giovanni Bernou che vi prendesse in cura!
Il Portalettere - Andate al diavolo voi e le vostre profezie!... Io mi curo con la grappa!(Altra lettera) E questa?... Sig. Dott. Andrea Bernou... Andrea?! medico chirurgo degli O-spedali...
Pietro - E' il fratello del grand'uomo. Viene a passare qui l'estate.
Il portalettere - E lui cos'ha inventato?
Pietro - (con disprezzo) Niente. E' un semplice medico, il piccolo Bernou... Un brav'uo-mo, ecco tutto!(Con importanza) E' come chi dicesse un povero diagnostico ... E poi, non ha la mano ferma... per niente!
Il portalettere - Perbacco! Avete l'aria di intender vene, voi!
Pietro - D'intendermene?
Il portalettere - Voglio dire che avete del sale in zucca.
Pietro - (con importanza) Sono cose cos facili! Basta saperle...
Il portalettere - (mostrando un'altra lettera) Guardate un po' questo indirizzo. Voi dovete conoscere anche questa persona... sig. Luciano d'Arteuil- Villa Gabri...
Pietro - Certo che lo conosco!... Appena oltrepassato il cancello, voltate a sinistra... ci sarete in un momento... Il tempo di fare una pipatina.
Il portalettere - (andandosene) Grazie tante.
Pietro - (trattenendolo) Allora ci siamo intesi, eh? Fate il giro della villa, domani... cominciate la distribuzione dalla servit...
Il portalettere - Non dubitate. Arrivederci.
(Il portalettere esce e s'allontana fischiettan-d la sua canzone. Pietro, borbottando fra i denti, mette in ordine la corrispondenza su di un tavolino. Berta entra).
Berta - (entrando) C' la posta?
Pietro - Come vedete.
Berta - C' niente per la signora?
Pietro - (sgarbato) Guardateci! (Esce).
Berta - Vecchia mummia!... (Guarda gli indirizzi delle lettere).
(Lantriquet entra dal fondo, senea che Berta se ne accorga, e la tocca sulla spalla, facendola trasalire).
Berta - Ah, siete voi? Bel gusto farmi paura!
Lantriquet - (indicando le lettere) Buona pesca?
Berta - Neppur per sogno! Tutta roba del professore. Del resto, non pi il postino, ora, quello che porta la corrispondenza della signora!
Lantriquet - Ah! ci sono delle novit?
Berta - Se ce ne sono molte!
Lantriquet - (guardandosi attorno) C' nessuno?... Si pu parlare liberamente?
Berta - In ogni modo sbrigatevi e non alzate la voce.
Lantriquet - Avete visto il vostro... spasimante?
Berta - Ehi! Potreste anche usare altri termini!
Lantriquet - Non guardate a certe sottigliezze!
Berta - Ho visto Leone, il domestico del signor Luciano d'Arteuil.
Lantriquet - Se dicevate il mio spasimante , facevate pi presto!... Ebbene?
Berta - Complicazioni.
Lantriquet - Davvero?!... E cosa c' di nuovo?
Berta - Prima di tutto Leone s' accorto che il signor D'Arteuil comincia a diffidare di lui.
Lantriquet - Male! Male!
Berta - Oh, ma Leone... una volpe vecchia!
Lantriquet - Non fate dei giuochi di parole! E poi?
Berta - Poi c' qui, fino da sabato, una... come si direbbe?... una confidente!
Lantriquet - Ahi! Ahi! Ahi!
Berta - Una scimmietta d'istitutrice... un'amica d'infanzia della signora. Sono state maestre insieme... La signora l'ha invitata a passar qui l'agosto. Cos, fino dal primo giorno...(Lantriquet si siede) Non vi sedete; potrebbe venir gente!... Dunque, fino dal primo giorno, un continuo chiacchierare con abbracci...
Lantriquet - Confessioni, consigli, tenerezze, conforti... ho capito!
Berta - - Stanno insieme tutto il giorno a parlar sottovoce in giardino o in terrazza, e spesso chiuse di l... in camera della signora! Quanto a sentir quel che dicono... ci vorrebbe altro!... Fino ad ora non son riuscita ad afferrare una sillaba! Quando passo io... silenzio di tomba!
Lantriquet - Che sciocca! 0 non c' il buco della serratura!
Berta - S! vorrei vedervici voi, al buco della serratura!... Quella stupida diplomata ha un fiuto!... Altro che il bracco del padrone! Del resto, da quando ho lasciato il mestiere di sarta per far la cameriera, l'ho sempre detto: il nostro maggior nemico ... l'istitutrice!
Lantriquet - Approvato!(Sentenzioso) L'istitutrice, nelle famiglie agiate, per la sua posizione intermedia, sembra fatta apposta per spiare i vizi della cameriera e i segreti della signora!
Berta - Scherzate pure: la verit!
Lantriquet - Ma non perdiamoci in chiacchiere... E poi?
Berta - Zitto!... (Tende Vorecchio. Una pausa) Niente!
Lantriquet - Dunque, concretiamo: che altro sa fare la vostra istitutrice?
Berta - Sa... portar le lettere.
Lantriquet - Come!? lei che?!...
Berta - S'intende. Quando va dal signor D'Arteuil, la signora nervosa... sembra sulle spine!... Poi quando la signorina Teresa ritorna...
Lantriquet - Teresa?!
Berta - La diplomata... Quando ritorna lei il chiacchierio ricomincia!...
Lantriquet - Ma lui... lui?
Berta - Chi?
Lantriquet - Lo spasimante!
Berta - Leone?
Lantriquet - (impaziente) Ma no... D'Arteuil! Non viene pi qui?
Berta - No.
Lantriquet - (sorpreso) E come mai?
Berta - Leone, che se ne intende, dice che uno stratagemma per indurre la signora ad andare da lui. E se la signora ci va, capite bene... il colpo fatto!
Lantriquet - Furbo l'amico!... E il marito, non sospetta di nulla?
Berta - Per l'amor di Dio!(Alzando le spalle) Unchirurgo!... Ha altro da pensare!... Nondimeno non uomo da lasciarsi prendere in giro... L'altro giorno gli ho visto mettere alla porta un individuo!...
l'istinto
Lantriquet - Chi?
Berta - Un vicino che veniva a reclamare, minacciando di tirar una fucilata al cane, al nostro Tom, se entrava un'altra volta nel suo campo... Ebbene, il padrone gli saltato addosso e l'ha cacciato fuori!... Se aveste visto!... Io tremavo come una foglia!
Lantriquet - (impressiontato) Ma che!? Lui, violento? (Inquieto) Senti, senti!(Un momento di riflessione, poi, quasi a parte) Ma no, ma no, niente paura!... (Forte) Allora, mia cara, riepiloghiamo... Avete altro da dirmi, oggi?... (Silenzio di Berta) Affari magri, affari magri!(C. s.) Tutto quello che mi avete riferito vale ben poco...
Berta - (esitante) Avrei qualcosa di meglio, ma...
Lantriquet - (dopo una pausa) Ma?...
Berta - Ma... (Decisa) Solo che... gi le mani!... Conoscete i miei princpi: informazioni quante ne volete, ma documenti... niente! non affar mio.
Lantriquet - (molto interessato) Avete un documento?
Berta - (estraendo dal seno un biglietto) S... fresco, di stamani.
Lantriquet - Oh, oh! delle zampe di gallina! Benone! E la provenienza?
Berta - E' del signor D'Arteuil!
Lantriquet - (indicando gli appartamenti) Per?...
Berta - S.
Lantriquet - Magnifico!
Berta - Era tutto spiegazzato... L'ha raccolto Leone sotto la scrivania...
Lantriquet - Una minuta?!... Preziosa ugualmente. Le vostre azioni sono in rialzo. Fatemi vedere.
Berta - Adagio!
Lantriquet - Leggete allora.
Berta - (leggendo) Venite, vi supplico; l'attesa mi uccide. Voi sapete ch'io sono ammalato, e che mi rimangono pochi giorni di vita: illuminateli almeno con la vostra presenza!... .
Lantriquet - Un po' retorico, ma di effetto sicuro sulle istitutrici!...
Berta - Come scrive bene, eh?...
Lantriquet - Avanti, avanti!
Berta - - Venite stanotte; venite, necessario! Passate dal giardino dei Silvani. Io vi aspetter alla fine del viale, verso l'una. Vi aspetter fino a che non siate venuta! .(Commentando) Fino a che non siate venuta!... Non ci sarebbe da far impietosire le pietre?
Lantriquet - E' tutto qui? Non c' altro?
Berta - Il resto stato strappato.
Lantriquet - E... dopo aver gettato via questo biglietto, questa lettera... D'Arteuil l'ha riscritta?
Berta - Credo di s.
Lantriquet - L'ha visto scrivere, Leone?
Berta - Mi ha detto di s.
Lantriquet - E la lettera stata inviata a destinazione?
Berta - (gesto che significa: non so) La signorina Teresa da lui in questo momento.
Lantriquet - (fregandosi le mani) Benone! benissimo!.. Come dice la lettera? Stanotte , non vero?
Berta - S...
Lantriquet - L'appuntamento sarebbe dunque fissato per...
Berta - Per stanotte stessa.
Lantriquet - (al colmo della gioia) Brava! Queste informazioni s che hanno un certo valore!... Sapete quanto valgono?...
Berta - Venti franchi!
Lantriquet - (estraendo dal portafoglio il denaro) Ecco!(Berta tende la mano per prenderlo, Lantriquet ritira un po' la sua) Ma chi mi prova l'autenticit di questo documento?
Berta - Come?!
Lantriquet - Chi mi prova che non sia il vostro spasimante quello che...
Berta - (senza riflettere) Questa la scrittura di Leone?!
Lantriquet - (afferrando il biglietto) Grazie!(Porgendole il denaro) Ecco l'equivalente!
Berta - (cercando di riprendere il biglietto) No, no! E' un'azione disonesta! Rendetemelo, rendetemelo! Io vi ho avvertito... ve l'ho detto...
Lantriquet - (porgendo il denaro) Lo volete, s o no?
Berta - (prendendo il denaro) Voglio il biglietto! Me lo dovete restituire; avete capito? Voglio il mio biglietto!...
Lantriquet - Ma andiamo, via, non scherzate...
(La porta si apre ed essi si separano; Pietro entra).
Pietro - (a Berta) Siete ancora qui?... Sono cinque minuti che la signora scampanella!
Berta - (imbarazzata) Ero sul cancello, quando ho incontrato questo signore... che mi ha domandato...
Lantriquet - (con disinvoltura) Se il dottor Bernou riceveva.
Pietro - (a Berta che non se ne va) La signora vi chiama... Andate, dunque!(Berta esce. A Lantriquet) Il dottor Bernou?... quale?...
Lantriquet - Il professore.
Pietro - Il professore non torna mai a casa 13rima delle diciotto e mezzo.
Lantriquet - C' tempo allora! Per fortuna, son paziente di natura!...
Pietro - Se vuol seguirmi in anticamera... (Lantriquet lo segue. Pietro si ferma davanti alla prima porta di sinistra) Chi debbo annunziare?
Lantriquet - Lantriquet, detto l'intellettuale della sala N 16. Il professore se ne ricorder certamente; vedrete.
Pietro - (borbottando fra i denti) L'intellettuale?!(Apre la porta facendosi da parte, mentre dalla destra entra Cecilia) Passi pure... (Lantriquet scompare).
Cecilia - (inquieta e nervosa) La signorina Laugier non tornata?
Pietro - No, signora; non ancora.(Guardando dalla parte della terrazza) Eccola che arriva...
Cecilia - Potete andare.
(Pietro esce. Cecilia si precipita incontro a Teresa).
Cecilia - Ah! sei qui, finalmente!
Teresa - (togliendosi il cappello) Non ne posso proprio pi! Ah! D'ora in avanti, ti prego di volermi risparmiare certe scene! Son superiori alle mie forze!
Cecilia - Che scene?
Teresa - Non indovini?
Cecilia - (in tono strano) Sembri molto commossa, infatti!
Teresa - Come potrei non esserlo?
Cecilia - Se il tempo che hai passato l ti era cos penoso, perch ci sei rimasta tanto?
Teresa - Che cosa intendi dire?
Cecilia - Che nel fondo di quelle pene ci doveva pur essere qualche cosa di piacevole, poich l'incarico che ti avevo affidato non richiedeva tutto questo tempo!
Teresa - E sei tu che mi parli cos?...
Cecilia - E perch dovrei astenermene? Non c' nulla che ti possa offendere nelle mie parole... almeno mi pare!... Ma mi sorprende!... Tu sai ch'io aspetto ansiosa il risultato della tua gita, con la morte nell'anima... e tu non torni! rimani... rimani l un'eternit!... Lo so, lo so che la sua conversazione non senza fascino: il fascino della tristezza... il fascino di quei grandi cchi chiari e profondi..; pieni di desideri e di lacrime... Ma tu potevi scegliere un altro momento, per godere di quel fascino... dovevi pensare a me!...
Teresa - Gelosa! Mia povera Cecilia! Vedi bene che tu l'ami!
Cecilia - E se l'amassi?... Ne ho ben il diritto, mi pare!
Teresa - Non si tratta del tuo diritto... si tratta della tua felicit.
Cecilia - La mia felicit riguarda me sola.
Teresa - E chi te la contesta? Ma, allora... perch questa commedia, della quale io sto per divenire lo zimbello?... Perch mettermi di mezzo? Tu mi mandi da lui a dimostrargli la sua follia, a confermargli che non corrisponderai mai ad un amore impossibile, m'incarichi di dirgli delle cose crudeli e risolute... e poi non sono che delle menzogne! Non comprendo pi nulla!
Cecilia - Forse, comprendo io pi me stessa?... (Pausa) Riesco appena a comprendere che sono stata un'altra volta ingiusta e brutale!(Fa degli sforzi sovrumani per trattenere le lacrime) Perdonami, Teresa, in questi giorni io sono cos irritabile, esaltata... in preda ai miei nervi... Questa lotta che si prolunga mi esaurisce. La mia piet...
Teresa - (interrompendola con amarezza La tua piet!...
Cecilia - S, la mia piet! Ah! non credere a ci che ti ho detto or ora! Non vero che l'amo, capisci? Non vero!
Teresa - (con un gesto di scoraggiamento) Lo dici!...
Cecilia - (molto turbata) Lo credo almeno!(Pausa) Dunque... che cosa gli hai detto?
Teresa - Tutto ci che si pu dire in casi simili... delle parole inutili!...
Cecilia - E lui?...
Teresa - Lui... sempre con quell'idea fissa nella mente: Ah!supplicatela di venire!Che venga... che venga... Voglio vederla... Voglio sentir la sentenza dalle sue labbra... L'accetter rassegnato... Ma che venga, che venga! . E' impossibile fargli cambiar idea!
Cecilia - E perch, lui, ha preso l'improvvisa decisione di non venirci pi qui?
Teresa - La presenza di coloro che ti circondano gli riesce insopportabile: tuo marito, tuo cognato, io stessa... s, anch'io! Ci odia tutti!... Quanto ama te!... Ah! questi esseri sofferenti hanno una tal potenza di sensazioni, una tale energia d'amore e di odio alle quali non si pu resistere! Tieni... un biglietto che mi ha consegnato per te. (Glielo porge).
Cecilia - (con dolcezza) Ti avevo raccomandato di non...
Teresa - Mi sono rifiutata! Ma come resistere davanti a quelle labbra che tremano d'angoscia, davanti a quelle pupille febbrili che ti affascinano e a quelle lacrime mute? Infine, non sono che una donna, mia cara Cecilia! Te l'ho detto... tutto ci superiore alle mie forze!... Non so resistere!
Cecilia - (dopo aver letto il biglietto) Ma pazzo!... Lo sai cosa mi domanda?
Teresa - Lo so.
Cecilia - Questa notte?!... Ma pazzo!... Senti, bisogna assolutamente... (Entra Andrea).
Teresa - Taci... tuo cognato!...
Andrea - (con bonomia) Buona sera, cara cognatina!(La guarda con inquietudine) Ancora gli occhi rossi?.. Non ti senti bene?... (A Teresa che si allontana) Le ho fatto paura, signorina?
Teresa - Oh no, signore!... Devo finire di scrivere una lettera importante...
Andrea - (tendendole la mano gentilmente) Allora non voglio trattenerla... La riverisco.
Teresa - (c. s.) A rivederla, signor Dottore.
Andrea - (indicando Cecilia) Che cos'ha?
Teresa - Niente. I soliti nervi... di tutte le giovani signore...
Andrea - Eh, si! Le signore giovani sono come gli orologi vecchi...
Teresa - Meccanismi che si guastano...
Andrea - Molto facilmente...
Teresa - Per fortuna che ci siete voialtri... che siete degli allegri orologiai, pronti ad aprir la cassa dei vecchi orologi per veder che cosa c' dentro, col pretesto di accomodarli!... Dev'esser divertente!
Andrea - Non dir questo.per me, spero... Io non sono un chirurgo! Ma non voglio pi trattenerla...; non voglio che per causa mia lei non abbia a terminare la sua lettera. Il destinatario potrebbe andare in collera con me!...
Teresa - (andandosene) Il destinatario?!... Ma si tratta di una donna!
Andrea - Tanto peggio! Le temo pi degli uomini.(Teresa esce).
Andrea - Vediamo... Parliamo un po' della tua indisposizione!
Cecilia - Vuoi auscultarmi?
Andrea - (sorridendo) S, l'anima!...
Cecilia - Mio caro, contentati del corpo! Non ci vedresti tanto chiaro, tu, nell'anima!
Andrea - Sei troppo assoluta nei tuoi giudizi!
Cecilia - Sono positiva. Auscultarmi l'anima!?... Che cosa le daresti?... Del bromuro, non vero?... Poi, mi diresti: niente preoccupazioni, niente agitazioni, calma, non pensare a niente, aria pura, uova, latte... E se con tutto ci non diverrai spensierata come una cinciallegra, segno che non vi ho messo della buona volont... o perch ho lo spirito... ribelle! Eh via, c' da ridere! (Piange).
Andrea - Il tuo strano modo di ridere, da qualche giorno davvero inquietante!... Credimi, Cecilia, bisogna proprio che tu ti curi!
Cecilia - Curarmi?!... Scommetto che sono nevrastenica!...
Andrea - Ma, certamente!
Cecilia - Ecco la gran parola!... Soffri?... Nevrastenia!... Piangi?... Nevrastenia!... Muori?... Nevrastenia!(Con ironia accentuata) Allora, dottore, io sarei nevrastenica?...
Andrea - S; e la tua nevrastenia presenta un caso dei pi singolari. Si potrebbe chiamare una nevrastenia medicofoba... Mia cara, che cosa ti hanno fatto infine i medici?... Tu vivi in mezzo a loro e avrai gi potuto constatare che almeno non sono peggiori dei loro ammalati.
Cecilia - I loro ammalati sono meno pericolosi.
Andrea - Ne sei ben sicura?... Sappi allora che l'anno precedente al tuo matrimonio, mio fratello, nel fare un'operazione, s'infisse un bsturi nel dito mignolo, e gli si conficc fino all'osso... un bsturi infetto, capisci?... Nessuno dei suoi assistenti sarebbe stato capace di terminare l'operazione! Ebbene, Giovanni la termin; impieg un'ora per terminarla scrupolosamente... senza aprir bocca, senza far sapere a nessuno che il virus che s'era inoculato portava, con rapidit fulminea, la morte nel suo sangue... E ti giuro che se ventidue incisioni al braccio lo hanno salvato, stato un vero miracolo!
Cecilia - E che cosa prova tutto ci?
Andrea - Oh, niente!
Cecilia - Che alcuni di voi si fanno del proprio dovere un concetto eroico! Sia pure! Bravi, ma bravi come chirurghi!... Per la vostra scienza... che cosa ci guadagna la vostra scienza con questi sacrifici personali? Tu hai detto la parola: miracolo!... Un chirurgo si ferisce... ci vuole un miracolo per salvarlo!...
Andrea - Oh! permetti...
Cecilia - Il vostro sacrificio? Chi ve lo contesta?... Ma la qualit stessa del vostro sacrificio mette in rilievo la vostra impotenza!... Il male colpisce quelli che vi sono cari, e voi siete incapaci di strapparli alla morte!
Andrea - Tu svisi la questione.
Cecilia - Niente affatto! io te la metto a nudo!... La vostra scienza!?Un garbuglio di parole astruse e di vane teorie! Ah! tu mi citi degli esempi! Sta bene! Ma non potrei io citartene mille che provano la vostra impotenza?
Andrea - Sentiamo!
Cecilia - Ci tieni?... E' assai facile citare degli esempi! Ce ne son# a migliaia! Ma, guarda, te ne voglio citare uno solo che abbiamo qui sott'occhio... che si presenta sulla nostra soglia come una bieca ironia...
Andrea - Luciano D'Arteuil?
Cecilia - Proprio lu! Il tuo amico, il tuo collega, colpito nel fiore della giovinezza, irrimediabilmente perduto. Ne avr forse ancora per un anno! Un anno, per lui, nulla! Per voi, per la vostra scienza, dovrebbe essere un tempo enorme! Un anno per evitare un'agonia! Un anno per combattere e vincere il male!... Se la vostra scienza esiste, ecco che essa ha del tempo davanti a se per combattere la malattia! Ebbene, vediamo! Mio marito con tutto il suo arsenale di strumenti d'acciaio, e tu con tutte le tue ricette, lo salverete il vostro amico D'Arteuil, lo salverete?... No, non ci pensate neppure! Voi alzate le spalle con un'ammirevole rassegnazione e date la sentenza: E' impossibile salvarlo! . E' impossibile salvarlo! A venticinque anni! Ecco tutto quello che la vostra scienza ha scoperto! Ah! sublime! In verit, sublime!(Lunga pausa. Andrea osserva Cecilia in silenzio)... Non hai nulla da rispondermi?
Andrea - Nulla, per ora. Pi tardi ricapitoleremo insieme il cumulo di errori e di contro-sensi che tu hai commesso in questi pochi minuti. Intanto mi basta poterti dire che ne la medicina, ne la chirurgia, hanno la pretesa di impedire il suicidio... Ora D'Arteuil, se tu lo vuoi sapere, s' procurato egli stesso la tubercolosi coi suoi eccessi di ogni specie.
Cecilia - Cosa intendi dire?
Andrea - Che stato un depravato!
Cecilia - (con violenza) E' falso! Ci che tu dici falso!
Andrea - (pausa) Che cosa ne sai tu?
Cecilia - (impacciata) Nulla... evidentemen te... E' vero... perdonami... io sono aggressi va.. E' assurdo... (Pausa) Hai ragione... Biso gna che io mi curi
Andrea - (facetdo risaltare le parole) E' necessario!(Altro silenzio imbarazzante)
Cecilia - (cercando di scherzare) Allora... che cosa dobbiamo dare alla mia anima?
Andrea - Una doccia fredda!
Cecilia - Cosa hai detto?
Andrea - E' efficacissima nelle nevrastenie romantiche!
Cecilia - Non ti capisco davvero!
Andrea - Non fa niente... Ma a proposito... sai cosa potresti prendere? Potresti prendere, con efficacia, del bromuro... Te lo consiglio... (Cecilia ride) Non so cosa ci sia da ridere!
Cecilia - Oh, niente... ne prendo nota.(Sulla soglia, con leggera ironia) Del bromuro... di sodio, non vero?
Andrea - Perfettamente... a motivo del cuore.(Cecilia esce ed egli la segue con lo sguardo, poi, rimasto solo) Ahi, ahi! la diagnosi cambiata! (Giovanni entra).
Giovanni - Senti, hai degli spiccioli per la carrozza?
Andrea - Per la carrozza?! E l'auto? in panna?
Giovanni - Altro che panna! Lo chauffeur dev'essere andato a spasso per conto suo!... Dammi due lire, fammi il piacere. Alle diciassette ero ancora sulla porta dell'ospedale ad aspettarlo!
Andrea - (frugandosi) Non ho che cento franchi! Pare impossibile! Quando si ha bisogno di due lire, non si hanno che cento lire!
Giovanni - Un tempo, invece, quando si aveva bisogno di cento lire non si avevano in tasca che due lire!... E Cecilia?... (A Pietro che entra) Spero che almeno tu avrai due lire!
Pietro - (frugandosi) S, signore, le ho.
Giovanni - Va' a pagar la carrozza, corri.
(Pietro esce).
Giovanni - Dov' Cecilia?
Andrea - Mi ha lasciato in questo momento.
Giovanni - Come si sente?
Andrea - Non troppo bene.
Giovanni - Che ha?
Andrea - Nervi!
Giovanni - (con impazienza) Ancora?!(A Pietro che ritorna) Prendi.(Gli d il soprabito e il cappello) Quando torna lo chauffeur, avvertimi!(Pietro esce. Ad Andrea) Dunque?... Cos'ha Cecilia?... Cosa dici di fare?... Se le facessi cambiar aria?...
Andrea - Ci vuol altro!... Bisognerebbe che cambiasse sesso!
Giovanni - (preoccupato e in collera) E, sai, mi secca, mi impensierisce, mi dispiace, proprio!... Povera Cecilia!
Andrea - Vedi... Michelet, che infine uon era che un semplice poeta, non era in errore quando diceva che le donne sono delle malate!...
Giovanni - E curiamole!(Pietro rientra) C' l'automobile?
Pietro - No, signore. Sono venuto a domandare se ha degli ordini.
Giovanni - S, disinfetta meglio questa roba.(Gli d l'astuccio degli strumenti chirurgici).
Pietro - C' stata qualche bella operazione, oggi, signor professore?
Giovanni - Peuh! Delle riparazioni... (Porgendogli un paio di forbici) Cambiami queste, non valgono proprio niente!... C' nessuno- di l?...
Pietro - C' un certo signor Lantriquet... un individuo un po' sospetto... Per me dev'essere uno scroccone!...
Giovanni - Come si chiama, hai detto?
Pietro - Lantriquet.
Giovanni - Fallo passar di qua.
Pietro - Subito, signor professore... ma badi che non le scrocchi dei soldi!
Giovanni - Non preoccupartene. Mi resteranno sempre le due lire da restituirti.
Pietro - (mortificato) Oh! signor professore... mi scusi.(Esce).
Andrea - Lantriquet?! Ma aspetta!... lo conosco: l'Intellettuale!
Giovanni - L'Intellettuale?!
Andrea - Ma, s... sala 16a... Lo stomaco!... Non ti ricordi di quel tale che si luss la spalla per rimanere ancora nell'ospedale?... Non ti ricordi delle conferenze che teneva ai suoi compagni di sala? Un tipo!... Non ricordi?
Giovanni - Ah! s... ricordo sempre il titolo strabiliante di una sua conferenza: La legittimit del furto dal punto di vista individualista !... Povero diavolo!... Era stata la miseria che l'aveva condotto all'ospedale!
(Lantriquet, introdotto da Pietro, entra).
Lantriquet - (a Giovanni) Lei parlava certamente di me, illustre professore!
Andrea - S, mio caro, parlavamo di voi. Si diceva che la vostra operazione era riuscita splendidamente!
Lantriquet - (indicando la spalla) La piccola? - (Indicando lo stomaco) 0 la grande?
Andrea - La grande! E' stata senza dubbio una delle pi belle laparatomie ch'io abbia veduto!
Lantriquet - Io non posso dire altrettanto, perch dormivo.
Andrea - Come un ghiro, vi garantisco! Fui io che ebbi l'onore di darvi il cloroformio.
Lantriquet - L'onore stato il mio, signor dottore.
Andrea - Allora, a rivederci, caro Intellettuale! State bene.(A Giovanni) Hai bisogno di me?
Giovanni - Grazie.(Andrea esce) Dunque, la vostra spalla? (Prende il braccio di Lantriquet facendogli fare qualche movimento di flessione, ecc.).
Lantriquet - Ahi!
Giovanni - (lasciando il braccio) E' ancora sensibile?
Lantriquet - Un pochino, signor Professore... ancora un pochino.
Giovanni - E lo stomaco? Funziona?
Lantriquet - Egregiamente! Ed davanti a un tal fenomeno che c' da stupire!
Giovanni - Che fenomeno?
Lantriquet - Ecco: fino a quando la mia condizione sociale - oscillante per molto tempo fra il vagabondaggio e la miseria - non mi mise nella condizione di chiedere al mio stomaco una funzione quotidiana, quest'organo intelligente si rifiut di servirmi... certamente per disprezzo verso l'incertezza delle sue mansioni... Ma, adesso che mi trovo in buone condizioni economiche, il mio stomaco si mostra di una compiacenza e di un'attivit degna d'encomio.
Giovanni - Allora, tanto meglio!
Lantriquet - S, s... Tanto meglio!... Che consolazione era per me, nel passato, poter dire a me stesso, quando non avevo da sfamarmi: A che cosa ti servirebbe aver da mangiare?... Lo stomaco non funziona! .
Giovanni - (divertendosi) Davvero!
Lantriquet - E sa, signor Professore, quando fui ammesso nella sala N. 16 ... ero a dieta da quattro giorni!... Si pu figurare con quale sorriso di superiorit mi distesi sulla tavola... operatoria!...
Giovanni - Di superiorit?!
Lantriquet - Sicuro! Pensavo: questi bravi dottori si danno tanto da fare per aprirmi lo stomaco... e non ci troveranno dentro proprio niente!(Giovanni sorride, non pu far a meno di sorridere) Basta! Lasciamo andare il passato e la fame sofferta! La mia modesta posizione mi permette ora un po' di tranquillit... respiro infine!
Giovanni - Gi, gi, infatti noto... come si direbbe? Una certa differenza tra la vostra apparenza attuale, e...
Lantriquet - E il mio spettro del passato... Lo credo anch'io!
Giovanni - Mi fa proprio piacere... E che cosa fate adesso? Siete in commercio?...
Lantriquet - Veramente... non credo che si possa chiamare commercio il mio. Sono direttore-aggiunto dell'argo mondano.
Giovanni - Come avete detto?
Lantriquet - Dell'argo mondano... Non conosce l'Argo mondano? (Gesto vago di Giovanni) U Argo mondano, di via Laffitte... cerca e trova tutto quello che si vuole... E' la sola organizzazione realmente seria e di prim'ordi-ne. Ha agenti e corrispondenti in tutto il mondo Sorveglianza di giorno e di notte!...
Giovanni - Sorveglianza?!
Lantriquet - Informazioni. Inchieste su precedenti, condotta, relazioni, situazione economica, moralit, amori, raggiri, capacit, occupazioni, caratteri... Inchieste su falsificazioni, lettere anonime, furti, scrocchi, truffe, abusi di fiducia... Incarichi di qualsiasi genere. Come, professore, non conosce YArgo mondano?
Giovanni - No. Ma me lo avete fatto conoscere voi adesso. Ho capito perfettamente.
Lantriquet - (mentre parlava ha tirato fuori di tasca un cartoncino-reclame) Ecco qui l'avviso-programma della Casa.(Giovanni non lo prende, Lantriquet lo depone sulla tavola) La novissima formula indicata nel nostro programma, costituisce realmente una innovazione ed una rivoluzione nei servizi di informazioni praticati finora...
Giovanni - S, s, va bene. Ma io ho un po' di fretta...
Lantriquet - Un minuto secondo ancora... Facciamo un'ipotesi: supponiamo che lei sia stato derubato dal suo cassiere... cassiere nel quale aveva deposto tutta la sua fiducia... Noi facciamo un'inchiesta, l'approfondiamo coscienziosamente, gliela presentiamo forfait, risparmiandole cos la noia delle ricerche... Supponiamo ancora - un'altra ipotesi - che sua moglie lo tradisca, cosa che non le auguro; lei non ha alcun sospetto, neppur per sogno!... (Leggero movimento di Giovanni, provocato dal tono strano di Lantriquet) Noi risaliamo alle origini dell'adulterio, alla sue cause e... s cos posso esprimermi, al suo modo di funzionare ... Quando l'incartamento completo, noi glielo offriamo a prezzi modicissimi, senza concorrenza... Non trova ci originale ed ingegnoso?
Giovanni - Ma non lo trovo troppo onesto!
Lantriquet - (ingenuo) Che cosa?
Giovanni - Il vostro mestiere!
Lantriquet - C' forse un mestiere assolutamente onesto, signor Professore? Si lavora tutti per lo stesso fine: guadagnare del denaro e vivere. Ch'io sappia il denaro non serve ad altro; chi ne guadagna di pi vive meglio; per questo tutti cercano di guadagnare di pi...
Giovanni - Ho capito. Ma, ditemi, per quali indizi o supposizioni vi occupate del mio cassiere a preferenza di quello del signor X?
Lantriquet - E... di sua moglie piuttosto che della moglie del suo vicino?... E' il calcolo delle probabilit. E' semplicissimo. Abbiamo le nostre statistiche: esse stabiliscono in modo assoluto che, su 100 cassieri che giocano alle Corse, 97 finiscono male, e che su 100 uomini che hanno contratto unioni, in sproporzione d'et, 70 sono... fatalmente...
(Pietro entra. Da qualche minuto, lentamente, calata la sera).
Pietro - Signor Professore... E' arrivato lo chauf f eur!
Giovanni - (nervoso) Non mi seccare, ora!... Vattene!
(Pietro esce. Pausa).
Giovanni - (brutale) Insomma! Qual' lo scopo della vostra visita?
Lantriquet - Io non ho nessuno scopo... cio... vorrei che lei mi comprendesse... Io le le debbo la vita, signor Professore, lo sa da se, e nella mia nuova posizione, ho pensato che... avrei forse potuto dimostrarle la mia gratitudine...
Giovanni - La vostra gratitudine?!
Lantriquet - Creda, signor Professore, io posso renderle dei servizi... che neppure il pi intimo amico... neppure un fratello potrebbe renderle... Se io l'avvertissi di un pericolo che la minaccia!...
Giovanni - Infine, che cosa volete darmi a infendere?
Lantriquet - Ecco, signor Professore... vede... ho voluto mettere a suo profitto il sistema d'informazione dell'argo moderno... Guardi, se vuol convincersi della precisione dei nostri documenti; ecco... per esempio... una nota di cui le sar facile constatare l'esattezza... E' concisa, ma esatta.(Legge. Controscena di Giovanni che si contiene a stento per lasciarlo finir di leggere): Cecilia Barnou, nata a Guernandre - 25 anni, temperamento generoso, esaltata, sensibilit eccessiva che rivela l'origine meridionale. Famiglia completamente rovinata; tanto che Cecilia s' data coraggiosamente all'insegnamento per sostentare la madre ed un fratello. In seguito ad una caduta, ricoverata nell'ospedale di Beaujon. Il prof. Giovanni Ber-nou giudica necessaria un'operazione chirurgica, e preso da simpatia per la signorina, le fa lasciare l'ospedale per ammetterla nella sua clinica privata. Da questo comincia il romanzo... .
Giovanni - (pallidissimo) E dove volete arrivare?
Lantriquet - Volevo soltanto farle toccar con mano quanto sono serie e scrupolose le nostre inchieste, mio illustre Professore, e... (si ferma).
Giovanni - (fissandolo negli occhi) E?...
Lantriquet - E... nel caso tenesse ad avere la seconda parte di questa nota... che completa... e che presenta per lei un grandissimo interesse...
Giovanni - (pallido) Andatevene! Via! Fuori di questa casa!(Si slancia su Lantriquet coi pugni serrati) Andatevene dunque!... (Lo afferra brutalmente).
Lantriquet - Ahi! La mia spalla!
(Questo grido fa subito abbassare le mani a Giovanni. Pausa).
Giovanni - (dopo uno sforzo terribile) ...Via! Parlate!
Lantriquet - (toccandosi la spalla) Un momento...
Giovanni - Parlate! Documentate; voglio, subito.
Lantriquet - Uno dei suoi assistenti, dimissionario per motivi di salute, un bel giovine che lei ha protetto per molto tempo, e... che era uno dei suoi pi intimi amici...
Giovanni - D'Arteuil?...
Lantriquet - D'Arteuil.
Giovanni - E' il suo amante?
Lantriquet - Scusi... Ma io non ho detto questo. Per ora, non si tratta che di una candidatura... Almeno si suppone... (Tendendo un piego a Giovanni) Qui ci sono tutti i particolari... E' la storia dell'idillio dalle sue origini, seguita scrupolosamente da abili e segreti spettatori. Manca una giornata per essere completa: quella d'oggi.
Giovanni - Perch?
Lantriquet - Perch solo un'ora fa ho avuto gli ultimi documenti. Ma si pu campletare la memoria aggiungendo: Il 12 agosto, Luciano d'Arteuil supplica con una lettera disperata la sua amica di andare ad un appuntamento, la notte stessa... verso l'una .
Giovanni - E' falso!
Lantriquet - (indietreggiando, spaventato) E... se avessi una prova?
Giovanni - Datemela, datemela subito, o non uscite vivo dalle mie mani!
Lantriquet - Eccola!(Gli d la minuta del biglietto di D'Arteuil; Giovanni la legge rapidamente).
Giovanni - (stropicciando leggermente la lettera) Sta bene... Potete andarvene.(Vedendo che non si muove, lo spinge verso l'uscita) Ma andatevene, dunque!
Lantriquet - Vado, vado... La riverisco, signor Professore... E se permette, domani manderemo il commesso con la fatturina... fra le 17 e le 18, professore. - (Esce).
(Giovanni resta un momento immobile con gli occhi fissi nel vuoto. Spiega lentamente la lettera di cui aveva fatto una pallottola, la rilegge, poi la strnge di nuovo in pugno con un gesto convulso. Finalmente, con uno sforzo, suona il campanello. Berta entra da sinistra).
Giovanni - Ho chiamato Pietro: dov'?
Berta - Credo che sia andato in laboratorio col signor Andrea.
Giovanni - Dite alla signora che ho bisogno di parlarle.(Berta attraversa la scena. Nel momento in cui sta per uscire) Berta!
Berta - Comandi!
Giovanni - Niente. Andate.(Appena Berta uscita, Giovanni fa un gesto risoluto; il gesto di un uomo che ha preso una decisione immediata. Cecilia entra).
Giovanni - Buona sera, Cecilia.(Le prende le mani; essa, ha un movimento di repulsione) Che cos'hai?
Cecilia - Niente... Scusami, mio caro. Tu lo sai che sono tanto nervosa... Mi era parso di vedere una macchia di sangue sul tuo abito, ed ho avuto un movimento involontario... (Egli la guarda a lungo senza parlare, con una specie di tristezza ansiosa). Perch mi guardi cos?
Giovanni - (senza risponderle) Tu hai pianto?
Cecilia - Io?
Giovanni - S. Perch negarlo?
Cecilia - Infatti... pu essere... Non ci badare. Del resto, sai bene che le mie lacrime non hanno alcuna importanza...
Giovanni - Hanno una grandissima importanza per me... O tu hai qualche dispiacere, e allora devi confidarmelo...
Cecilia - (vivacemente) Non ho dispiaceri; te l'assicuro.
Giovanni - (continuando) O tu sei malata...
Cecilia - Infatti... non mi sento troppo bene.
Giovanni - In tal caso necessario provveder subito al tuo male.
Cecilia - Per provvedere... bisognerebbe conoscere il mio male, e non lo conosco neppur io!
Giovanni - Ma lo conosco io!
Cecilia - Credi?
Giovanni - Te l'assicuro.
Cecilia - Prescrivimi dunque una cura... mi affido alle tue mani.
Giovanni - Noi partiremo domani mattina: andremo nella nostra tenuta di Puget-Thniers. C' un treno alle 5 del mattino; non credo che l'ora ti dispiaccia poich sei cos mattiniera... Giunti lass cominceremo la tua cura d'aria e - fra due mesi - sarai completamente guarita.
Cecilia - (con ima certa violenza) E' impossibile!
Giovanni - Perch?
Cecilia - Perch non c' senso comune... E il tuo servizio all'ospedale?
Giovanni - Sar fatto dai miei assistenti.
Cecilia - E i tuoi malati?
Giovanni - Li curer Andrea.
Cecilia - Ma perch una partenza cos improvvisa, immediata! Non sto poi cos male! Rimandiamo di qualche giorno; che motivo c'B che sia proprio domani!
Pietro - (entrando) Il signor Andrea desidera che lei salga un momento in laboratorio,! signor Professore.
Giovanni - Vengo subito.(Pietro esce. A Cecilia) Il motivo?... La tua salute non uni motivo sufficiente?
Cecilia - Non per giustificare una fuga dil questo genere!
Giovanni - Ne sono responsabile! Questo! non ti riguarda.
Cecilia - (con un atto di rivolta) Ma...
Giovanni - (interrompendola) Cecilia, ti prego, non discutere. Tu non puoi aver nessun motivo per giustificare la tua resistenza. Pi tardi, se sar necessario, ti dar altre spiegazioni, ma, per ora, bisogna che tu accetti la mia decisione... perch anche la mia volont, capisci?
Cecilia - E se non fosse la mia?...
Giovanni - Partiremmo ugualmente. In questo caso non posso tener conto che della mia volont!
(Esce. E' calata la notte).
Cecilia - (sola, ribellandosi) No!... no!,.. (Teresa entra) Ah!... Senti!... Io parto domattina all'alba... ti dir poi... Tu comprendi... bisogna che io lo veda, che gli parli, che lo esorti ad avere coraggio...
Teresa - Ah! mia povera amica! Te ne scongiuro, non andare all'appuntamento!... Non andare!
Cecilia - E' vero!... (Agitata) Potrei essere scoperta, spiata... E' impossibile... E poi, e poi impossibile!... Ma... va' tu da lui, digli che venga qua!... Tu l'aspetterai, stanotte... lo farai entrare dalla serra...
Teresa - Dalla serra?!... Ma allora... da te!
Cecilia - (decisa) S, da me!
Teresa - Nella tua... camera?!... Ma sei pazza!?
Cecilia - Non temere! Qui, pi che altrove, mi sentir sicura di me...
(Si separano perch Berta entrata. Teresa prende un ricamo; Cecilia si siede presso la tavola e. apre un libro). Cecilia - Berta!... La luce!(Berta gira la chiavetta del commutatore elettrico e le lampade di centro si accendono).
Fine del primo atto
SECONDO ATTO
La stessa scena del I atto. Di notte. Una lampada accesa nel fondo. La vetrata lascia intravedere la campagna buia ed il cielo stellato.
Andrea - (venendo di fuori) Chi c'?... (Gira la chiavetta del commutatore elettrico; il lampadario di centro si accende) Che cosa fate qui, voi?
Berta - (sorpresa) Niente, signore... Io... aspettavo...
Andrea - Che cosa aspettavate?
Berta - Nulla, signore... Stavo per salire al piano di sopra...
Andrea - Ali!(La guarda fissa. Una pausa) Andate.
Berta - S, signore.
Andrea - Nel passare... bussate alla porta della signorina Laugier e ditele che desidero parlarle.
Berta - E se la signorina a letto?... Debbo farla alzare?
Andrea - Sar ancora in piedi.
Berta - Ma mezzanotte.
Andrea - Ho visto adesso le sue finestre illuminate. Potete andare,..(Berta si avvia, ma a un tratto Andrea, che guarda con ansia fuori della vetrata, la trattiene con un gesto) Ditele per che venga da me... quando sar solo... avete capito?
(Berta esce).
(Questa scena deve esser detta con molta emozione, ma a voce bassa, senza scatti, neppure nelle battute violente; deve tenersi presente che notte e tutta la casa si suppone immersa nel sonno.
Andrea - (a Giovanni che entra dalla vetrata) Vieni di fuori?
Giovanni - S... Si coricata Cecilia?
Andrea - Da un pezzo... Di dove vieni?...
Giovanni - (evasivo) Di laggi...
Andrea - Allora... come mai hai attraversato il giardino dei Silvani?
Giovanni - (sorpreso) Mi hai visto?
Andrea - S.
Giovanni - E perch mi fai queste domande?
Andrea - Per assicurarmi che non avevo sbagliato! E cos... tu sei andato a far la ronda alla villa Gabri?
Giovanni - S, io, proprio io. Appostato dietro un albero, in agguato per pi di mezz'ora, con gli occhi fissi nel buio e il cuore in tumulto, con l'angoscia degli innamorati e... dei ladri...
Andrea - E' una pazzia!
Giovanni - Da far piet!
Andrea - Ah! lo riconosci tu stesso!
Giovanni - Lo riconosco.
Andrea - Sei gi in via di miglioramento e di guarigione...
Giovanni - Non c' miglioramento, n guarigione, mio caro. In questo mondo, noi uomini, non siamo che dei poveri diavoli, degni di compassione e di piet.
Andrea - Perch?
Giovanni - Perch siamo una razza di malati, senza speranza di guarigione. N il tempo, n il lavoro, n la scienza, n l'educazione possono renderci migliori!
Andrea - Ma cosa dici?
Giovanni - Dico che nel nostro intimo c' qualcosa di pi forte di tutto ci, qualche cosa d'arbitrario e di vile, di cui noi siamo schiavi, nelle ore di crisi... Decisamente, qualsiasi sforzo inutile... si lotta per sapere... si va alle sorgenti stesse della vita... si riempie il nostro piccolo cervello di grandi idee... e poi, quando si hanno gi i capelli grigi, ci si ritrova tutt'a un tratto come dei bambini davanti a un giocattolo spezzato, perch una donna ci ha tradito...
(Un silenzio. Andrea nervoso. Guarda continuamente di sfuggita verso la porta che mette negli appartamenti di Cecilia).
Andrea - Insomma, che cosa hai scoperto laggi?
Giovanni - Nulla. Una casa immersa nel sonno.
Andrea - Neppure D'Arteuil era andato all'appuntamento ?
Giovanni - Non c'era andato.
Andrea - E allora ?
Giovanni - (cupamente) Allora... tanto meglio per lui!
Andrea - Vedi bene che tutti i tuoi sospetti sono infondati!
Giovanni - Dio lo voglia!
Andrea - Del resto, l'ho detto e lo ripeto, nulla prova che la copia della lettera che tu conservi sia stata inviata.
Giovanni - Il documento stesso nondimeno una prova della menzogna!
Andrea - Mi par piuttosto una prova certa che ancora non c' nulla d'irreparabile!
Giovanni - Irreparabile! Dove comincia l'irreparabile?... Lo so, questo vuol dire che non l'amante di D'Arteuil! Sarebbe meglio se avesse ceduto a un momento di debolezza!... La carne... ne abbiamo maneggiata e tagliata abbastanza per disprezzarla!... La carne... i sensi!... Ma qui peggio ancora!(Con esaltazione crescente) Tutti i giorni un uomo le parla d'amore, le mormora delle parole di desiderio e di passione!... E lei lo ascolta, gli risponde..., si lascia circuire, da questo adulterio morale, e lo assapora lungamente!... S, a poco per volta, col suo cuore, coi suoi nervi, col suo cervello!... Tutto per l'altro: effusioni, confidenze, carezze... tutto per l'altro! Essa mi sfugge, mi sfugge col mistero... e con la menzogna!... E' questo! E' questo che mi rivolta! Io non vedo pi nulla! Sento soltanto che la mia felicit, se ne va! E allora, capisci, mi sento la voglia di irrompere come un bruto!
Andrea - (con angoscia) Io non ti riconosco pi... E' una cosa incredibile!... Urna simile e-saltazione!... Ma, allora, se tu li avessi trovati a quell'appuntamento, dove tua moglie, del resto, poteva andare attirata solo dal fascino romantico che subiscono tutte le donne, che cosa sarebbe avvenuto ?
Giovanni - E' molto semplice: avrei ucciso!
Andrea - Giovanni!
Giovanni - Avrei ucciso! Te lo giuro! Vi sono altezze dalle quali non si pu discendere!
Giovanni - Parole! Parole!
Andrea - Parole che esaltano la verit!
Giovanni - Non ne conosco che una, Verit: l'istinto. Che cosa ti ha suggerito l'istinto il giorno in cui il tuo bisturi t'inoculava nel sangue un virus mortale?... T'ha detto di abbandonare l'ammalato, di fuggire per farlo curare, per salvare te stesso?... No... ha taciuto!... Perch un istinto pi imperioso lo costringeva al silenzio!
Giovanni - Quale?
Andrea - L'istinto umano degli esseri superiori! Quello del dovere. Lo stesso istinto che nell'ora del naufragio fa sparire nei gorghi i marinai insieme alla loro nave, dopo aver gettato l'ultimo salvagente all'ultimo passeggero.
Giovanni - Tutti siamo uguali!... Ti ripeto elle avrei ucciso. Lo sento; avrei ucciso! Secondo te che cosa fanno allora gli uomini come noi, quelli che tu chiami superiori quando trovano la propria moglie con l'amante? Ragionano, forse?... 0 perdonano, vero! E' questo che vuoi dire? Mi fai ridere coi tuoi istinti superiori!... Non c' che un solo istinto: quello che centuplica la forza del braccio per uccidere!
Andrea - Mi fai orrore!
Giovanni - Te ne far fino al giorno in cui la realt ti far conoscere la rovina delle mie illusioni!
Andrea - (con dolcezza) Perdonami. E calmati.(Pausa). E' tardi... e se vorrai partire col treno delle cinque...
Giovanni - Oh! quanto a questo, non rimanderemo certo la nostra partenza!(Pietro entra).
Giovanni - E tu cosa fai? Sei ancora alzato?
Pietro - Ho finito in questo momento di fare i suoi bagagli, signor Professore.
Giovanni - E' tutto pronto?
Pietro - S, signore. Non ho lasciata aperta che la valigia dei libri, perch non sono riuscito a trovare quello piccolo che la signora porta sempre con s.
Giovanni - Aspetta, verr a vedere io.(Ad Andrea) E tu non vai a letto?
Andrea - S, eh. Il tempo di chiudere la vetrata e di spegnere la luce...
Giovanni - Ci pensa Pietro!
Andrea - Lo faccio io: lo stesso.
Giovanni - Come credi. Allora... ci si rivede prima di partire?
Andrea - S, s, sar alzato.
Giovanni - Buona notte!
Andrea - Buona notte.
(Giovanni esce, seguito da Pietro).
(Andrea socchiude dolcemente la porta da cui uscito Giovanni, e rimane in ascolto. Teresa entra dalla vetrata).
Teresa - La cameriera mi ha detto che voleva parlarmi da sola. Ho atteso che il Professore se ne andasse... ed eccomi qui.
Andrea - Tutta quest'aria di mistero non 1 ha fatto supporre di che si tratta?
Teresa - Lo confesso che veramente... non arrivo a comprendere...
Andrea - Glielo spiegher in due parole. Un dramma alita su questa casa perch un uomo vi si introdotto, ora, come un malfattore. E' lei, che gli ha aperto la porta!
Teresa - Signore!
Andrea - (con autorit) E' vero?
Teresa - No!
Andrea - (con freddezza) No?!Io non voglio mettere in dubbio la sua parola e, per provarglielo... (Si dirige verso la porta di destra)
Teresa - (con angoscia) Dove va?
Andrea - Vado a dire a mio fratello che sua moglie lo chiama.
Teresa - ( con un grido di terrore) Ah!no!no! per carit!
Andrea - (accostandosi a lei) Vede bene che inutile mentire!
Teresa - (con dolcezza) Oh! signore... lei parla ad una donna!
Andrea - No, signorina! Io. parlo alla complice di una cattiva azione...
Teresa - Ci che lei chiama cattiva azione, non che un atto di piet!
Andrea - Non mi sembra il momento opportuno per discutere! In una parola: il signor D'Arteuil si trova in questo momento in quella camera? - (Teresa non risponde) S o no?
Teresa - Mi lasci almeno dire il motivo che...
Andrea - La prego, non mi spieghi nulla! Le ho fatto delle domande. Se le penoso rispondere, risponder io per lei.(Con gravit) Verso le diciannove lei andata di nascosto dal signor D'Arteuil, e gli ha comunicato il piano dell'appuntamento... Egli era qui a mezzanotte e mezzo... lei lo aspettava l fuori, lo ha accompagnato nella serra che comunica con gli appartamenti di Cecilia... Non esatto tutto ci?
Teresa - E' esatto; ma lei non sa...
Andrea - (interrompendo) E' esatto; sta bene. Questo ci che lei sa. Ma c' qualcosa che ignora. Mentre lei adempiva la sua delicata missione, mio fratello, che lei credeva gi coricato, era invece nel parco, lo che mi ero accorto di questi sotterfugi, pensavo che il caso la facesse incontrare con Giovanni e provocasse una disgrazia irreparabile... capisce, dunque, perch le impongo di non mentire?
Teresa - Capisco... ma perch non vuole ascoltarmi?
Andrea - E che cosa pu dirmi a sua discolpa?..,
Teresa - Che il mio interessamento non ha il significato che lei crede.
Andrea - Veramente?
Teresa - L'appuntamento concesso a quell'infelice non , le ripeto, le giuro, che il risultato di un sentimento di piet. Le apparenze soltanto condannano la mia amica; ma Cecilia non colpevole che di un'imprudenza, ed io, rendendomi complice, non ho fatto che accondiscendere alla sua amicizia.
Andrea - Ma ha tradito l'ospitalit!
Teresa - Lei avrebbe fatto come me!
Andrea - No, signorina, no. Troppi dolori giustificati ho veduto nella mia vita per potermi interessare dei piccoli conflitti sentimentali, che le turbano tanto l'animo. La mia piet io la serbo per i grandi dolori!... Sa lei che cosa rischiavano di far commettere le loro inutili piet romantiche? Spingere un uomo onesto all'omicidio!
Teresa - (con terrore) Mio Dio!
Andrea - E' esatto. Un momento fa, Giovanni mi ha confessato che se avesse trovato sua moglie alla villa Gabri, non avrebbe saputo dominarsi, frenare la sua follia omicida... Cosa farebbe, mi dica, cosa farebbe, se trovasse D'Alterni in quella camera?
Teresa - Ah! Signore! E' orribile!
Andrea - Ah! ne conviene anche lei, finalmente!
Teresa - Corro ad avvertire Cecilia e il signor D'Arteuil..'.
Andrea - Appunto per questo l'avevo l'atta chiamare... Le raccomando di agire con prudenza, per... Mio fratello non si ancora coricato... e le sue finestre danno sul parco.(Teresa molto emozionata si dirige verso la camera di Cecilia) Presto!(Teresa sta per aprire, mal Andrea la trattiene con un gesto) Aspetti un momento... sento dei passi!(Va in fretta ad' ascoltare alla porta di sinistra) S... viene qualcuno.,, Passi dalla serra.(Teresa corre alla vetrata) O piuttosto... no, no. Aspetti l fuori, la chiamer io.(Sentendo avvicinarsi il passo di Giovanni) Via, presto! Via!(Teresa esce furtivamente. Giovanni entra).
Giovanni - (sorpreso) Come?!... Sei ancora qui?
Andrea - S, non ho sonno... volevo finir di leggere... E tu, perch sei tornato gi?
Giovanni - Figurati che con Pietro abbiamo messo sottosopra la biblioteca per trovare quel famoso libro, e poi mi sono ricordato d'averlo lasciato ieri in camera di Cecilia. Vado a riprenderlo.
(Si dirige, verso la camera di Cecilia. Andrea, immobile, atterrito, lo segue con lo sguardo).
Andrea - (nel momento in cui suo fratello giunge alla porta) Giovanni!
Giovanni - Cosa?
Andrea - Vuoi... vuoi svegliare Cecilia?
Giovanni - No, no... so dove ho lasciato il libro...
Andrea - (avvicinandoglisi) La sveglierai... mentre sarebbe pi semplice prendere il libro domattina, prima di partire...
Giovanni - Ma ci alzeremo cos presto... potrei dimenticarmene.
Andrea - Appunto perch vi alzerete cos presto, necessario che tu lasci dormire tual moglie... Non ti pare?
Giovanni - Non temere, faccio piano... (Fa un passo verso la porta).
Andrea - (con voce strozzata) Giovanni!
Giovanni - (si ferma senza rispondere e fissa il fratello. Dopo una pausa) Cosa c'?
Andrea - Senti...
Giovanni - (con voce alterata) Cos'hai?... sei pallido...
Andrea - Senti... vieni qui... ascolta...
Giovanni - (accostandosi a lui bruscamente e afferrandolo per un polso con forza) Dunque?!... cosa c'?... Parla!
Andrea - (con voce strozzata) Non andare!
Giovanni - (fissando alternativamente il fratello e la porta con sguardo inquieto) Non andare da mia moglie?!... Perch?
Andrea - Non andare!
Giovanni - Ma, perch? (Abbandona la mano del fratello e si dirige verso la porta).
Andrea - Perch... Cecilia non c'!
Giovanni - Non c'?!... Come!?... E dov' dunque? Ma spiegati, perdio! non vedi che mi fai impazzire?
Andrea - L'ho veduta uscire!
Giovanni - Quando?
Andrea - Pochi minuti fa!
Giovanni - Con Teresa?... sola?
Andrea - Sola.
Giovanni - Sola?!... E non le hai domandato dove andava? Non l'hai inseguita?
Andrea - Stavo per farlo, quando ti ho sentito scendere... Allora... ho avuto paura... per lei e per te...
Giovanni - Paura?
Andrea - S. Quando mi hai lasciato eri cos agitato. Ma, infine, non ho riflettuto... Ho a-vuto paura, una paura stupida... e ti ho aspettato.(Giovanni si passa una mano sulla fronte. Una pausa).
Giovanni - Dunque... tu l'hai vista dirigersi verso la villa Cabri?...
Andrea - No.
Giovanni - (con un grande sforzo) Dimmi la verit... lo vedi che sono calmo...
Andrea - E' la verit... Cecilia si diretta... dalla parte opposta della villa...
Giovanni - E' andata all'appuntamento!!... All'ultimo momento si sono accorti che alla villa era troppo pericoloso... E' uscita dal giardino?...
Andrea - Nel momento in cui tu sei entrato... ha oltrepassato il cancello, prendendo a sinistra, per la discesa...
Giovanni - Nel momento in cui sono entrato?!... Allora... non pu esser lontano... Va bene!(Esce risoluto).
(Andrea, durante alcuni minuti, scruta ansiosamente nel buio esterno cercando di seguire con lo sguardo il fratello. Intanto, la porta di destra si apre dolcemente ed appare Cecilia, livida e vacillante).
Cecilia - (con gli occhi abarrati) Andrea!
Andrea - Mi spaventi! Perch mi guardi cos? (Essa non risponde: sconvolta, sta per svenire; vacilla. Andrea la sostiene) Cecilia! Cecilia! Parla! Cosa c'?
Cecilia - (indicando la porta) Di l... di l!... Volevo scongiurarlo di non rivederci pi... A un tratto... l'ho visto impallidire... portare una mano alla bocca... sangue... sangue... Ha stralunato gli occhi, poi caduto al-l'indietro...
Andrea - (con un gesto di disperazione) Perdio!
Cecilia - (supplichevole) Andrea! Andrea!... Soccorrilo... io sono pazza!... aiutami!...
Andrea - (agitatissimo) Oh! per lui non c' pericolo!... E' un debole: svenuto alla vista del sangue... Ma noi... noi... Giovanni che crede che tu sia uscita... e ti cerca... e sta per tornare, capisci? (Frenandosi e parlando fra s, mentre si rivolge anche a Cecilia) Ma forse non ancora irreparabile: le sincopi dell'emottisi hanno breve durata... Giovanni potr rimanere fuori ancora qualche minuto... Andiamo... Non c' da perdere un minuto! Chiama Teresa che l fuori... Chiudi la vetrata e spegni quella lampada... Far in modo che possa riaversi.(Si precipita nella camera. Cecilia, immobile, lo segue con lo sguardo. Poi ritrovando tutta la sua energia, va alla vetrata, fa alcuni passi sulla terrazza e chiama a bassa voce).
Cecilia - Teresa!... (Un lungo silenzio) Teresa!... (Altro silenzio pi breve. Ritorna in scena; entra anche Teresa).
Teresa - (con angoscia) Cosa c'?... Ho visto tuo marito attraversare il viale di corsa... E tu che cosa fai qui?...
Cecilia - (portando l'indice alle labbra per imporle silenzio) E' orribile!... Vedrai!... Chiudi la vetrata!.... (Spegne la lampada vicino alla vetrata. Appena hanno finito appare Andrea).
Andrea - (con voce chiara e sorda) E' impossibile trasportarlo. Cadendo si fatto una larga ferita al capo: pu darsi che si sia fratturato il cranio. E' impossibile muoverlo da quella stanza... Cosa decidi di fare? (Cecilia, battendo i denti, lo fissa senza rispondere, come allucinata. Un silenzio).
Cecilia - (cadendo su di una sedia col capo fra le mani) Non so, non so! Dio, Dio mio, perdonami!
Fine del secondo atto
ATTO TERZO
La stessa scena. Una sola lampada accesa. Fra questa lampada e la vetrata un paravento aperto lascia nell'ombra tutto il fondo della scena.
(Cecilia nell'ombra con la fronte appoggiata ai vetri, in piedi, immobile; Andrea, sulla porta della camera di Cecilia che aperta, come in attesa di qualche cosa, tende l'orecchio e volge lo sguardo al corridoio. La porta di destra si apre dopo un lungo silenzio per lasciar passare Teresa. Il colloquio si svolge quasi sottovoce.
Andrea - (a Teresa) L'ha trovato?
Teresa - (porgendogli uno strumento chirurgico) E' questo?
Andrea - No... il misuratore... una specie di squadra mobile...
Teresa - Allora non era dove mi ha detto.
Andrea - Non importa, rimedier. E il sublimato?
Teresa - Eccolo.
Andrea - (dppo aver guardato la bottiglia) Va bene. Mi dia ora un cartoncino... un biglietto di visita... e un decimetro... ce ne dev'esser uno l nel mobilino...
(Teresa va a vercare ci che Andrea ha chiesto. Intanto Cecilia, che non ha ancora fatto ancora alcun movimento, si allontana dalla vetrata, prende una scatoletta che sul ripiano di un secretaire, ne toglie alcuni biglietti di visita e li porge a Teresa, che li d, col decimetro, ad Andrea. Poi Cecilia, sempre in silenzio, ritorna in vedetta alla vetrata).
Andrea - E i domestici?
Teresa - Stia tranquillo. Son salita fino al laboratorio. Tutti dormono.(Andrea fa per uscire) Signor Andrea... (Andrea si volta) Gravissimo?
Andrea - S.(Esce).
Teresa - Non rimanere pi qui, mia cara... E' pi di un'ora che sei in piedi.
Cecilia - (in questo momento trasale, po'i con voce alterata, senza voltarsi) Eccolo!... c' mio marito!
Teresa - Ah! non ti lascio!
Cecilia - Va' da Andrea... chiudi quella porta... e anche quella della camera... Va', ti prego, va'...
Teresa - No, no!
Cecilia - (con fermezza) Lasciami sola!...
(Teresa obbedisce. Cecilia si assicura da se stessa che la porta sia chiusa. Giovanni entra, si ferma, e la guarda. Un silenzio).
Giovanni - (apparentemente calmo) Di dove vieni ?
Cecilia - Non mi son mossa di qui.
Giovanni - Non sei uscita?!
Cecilia - No.
Giovanni - No... (Una pausa; poi sempre con dolcezza) Ci che dobbiamo dirci assai breve... Non cercare d'ingannarmi... Sei sfuggita al mio inseguimento... hai fatto bene... meglio cos... ma non sfuggirai alle mie domande... Dunque?... (Cecilia vuol parlare) Aspetta... Tu sei uscita, lo so. Andrea t'ha veduto, me l'ha detto. E quando io son corso per raggiungerti tu avevi oltrepassato il cancello... vedi bene che sono al corrente... inutile svisare le cose... Puoi dirmi la verit.
Cecilia - La saprai.
Giovanni - Subito!
Cecilia - Subito! Ti aspettavo per dirtela. Ho deciso di dirti tutto il mio pensiero, tutto, liberamente e lealmente. E' il solo mezzo che mi rimane per affrontare questa tragica fatalit.(Giovanni la fissa senza parlare. Pausa) E' anche ci che vuole la mia coscienza. In ogni modo avrei obbedito a questa coscienza domani, domani l'altro... presto... Le circostanze mi obbligano a farlo subito; tanto meglio. E obbedisco.
Giovanni - Quali circostanze? Lasciamo da parte le reticenze e le frasi vaghe. Tu hai un amante: d'Arteuil!
Cecilia - No!
Giovanni - Non mentire; la verit! So tut to, capisci? tutto!Non m' stato neppur risparmiato il dolore di leggere le lettere che egli ti ha scritto, e specialmente questa... questa... l'ultima, con la quale ti dava l'appuntamento. Ci sei andata!
Cecilia - Non sono la sua amante!
Giovanni - Ci sono queste lettere che ti accusano. Le hai ricevute?
Cecilia - S!
Giovanni - Ed hai risposto! Tu ami quell'uomo! E' falso?... Guardami, dimmi che falso e ti creder.
Cecilia - (dopo una pusa, con voce debolissima) Non lo so!
Giovanni - (pallidissimo, contenendosi) Vedi?!
Cecilia - Non lo so... Non mi far dire di pi di quel che ho detto... Ti giuro che non lo so... Mi sono interessata di lui, perch egli era debole, malato... per piet. Il suo dolore e la sua tristezza m'hanno affascinata... Ecco tutto quel che posso dirti.
Giovanni - (freddamente) E allora?
Cecilia - Allora... vero... a poco a poco, egli si imposto al mio pensiero, alla mia vita, come un male profondo e necessario... E' stato come se egli m'avesse liberata per qualche istante da tutto ci che mi circonda, dalla tua forza che mi pesa, dalle tue mani che spezzano, che tagliano! Egli ha portato qualche cosa di diverso in quest'atmosfera di brutalit che mi soffoca... E' stato come un pensiero delicato e triste trovato fra i tuoi libri aridi, fra i tuoi trattati dove in ogni pagina s'insegna come rimediare alla carne e mai allo spirito. E' questo tutto ci che ho sentito, che d'Arteuil ha risvegliato in me... Si pu chiamare amore?
(Giovanni non ha cessato un momento di fissarla. Un silenzio).
Giovanni - Sta bene! E' un colpo crudele... Ma infine... so. Sta bene! L'hai veduto stanotte?...
Cecilia - (risoluta) S!
Giovanni - Ah! Finalmente!
Cecilia - Era necessario!... dovevo dirgli per l'ultima volta di rinunziare a ci che non poteva essere... E glielo ho detto, con tutta la mia lealt, Giovanni, con tutta la mia onest!
Giovanni - (coi denti stretti e pallido dalla collera) Con tutta la tua onest!?... E lui?... con tutta la sua, cosa t'ha risposto?... Delle parole d'amore, non vero?... delle parole d'amore che ti riempivano di una duplice volutt... la volutt del desiderio... e la volutt della paura!... Della paura, s!... Perch in fine, con la tua lealt, con la tua onest e con la tua fermezza, tu lo temi quest'uomo che ti parla e che non sa giungere al tuo spirito. Doveva essere deliziosa quella paura... mentre egli cercava la tua bocca... eh?... Di'... rispondimi (La fissa terribilmente, alzando il pugno su di essa; poi cambiando tono) Ma no... voglio soltanto una semplice spiegazione... Ho anch'io qualche cosa da dirgli e subito. Intendo liquidare questa faccenda. Subito! capisci?... Ma egli non a casa ora! Vengo di l in questo momento... Dov'?
Cecilia - Giovanni!
Giovanni - Che?... Che cosa temi?... Che lo uccida?
Cecilia - (ribellandosi) E perch dovresti ucciderlo?!
Giovanni - Perch dovrei ucciderlo? giusto!... La mia casa distrutta... che importa? La mia felicit perduta... forse conta qualche cosa? Sta' tranquilla: voglio parlargli per non fargli attender troppo una buona notizia... Tu l'arni? Io te lo cedo!... Egli ti adora? Io vi unisco!... Mi sentirei colpevole se volessi separare due esseri fatti l'uno per l'altro!Un bell'esempio davvero di forza e di bellezza!... Dov'?
Cecilia - Quest'uomo che tu insulti non pu risponderti: ferito!
Giovanni - Ferito?!
Cecila - Per colpa mia! Poco fa svenuto, e cadendo si ferito.
Giovanni - Non tendermi un nuovo tranello con le tue menzogne. Dov'?
(Pausa).
Cecilia - (risoluta) E' qui!
Giovanni - Qui?!... Sei pazza!... (Afferrandola pei polsi) Che cosa hai detto?... Ripetilo!
Cecilia - (cercando di liberarsi) Ahi! mi fai male!...
Giovanni - (senza lasciarla) Qui?! In questo momento? In casa mia?...
Cecilia - Nella mia camera!
Giovanni - Prostituta!(Vuole slanciarsi verso la camera di Cecilia; Andrea entra a tempo bruscamente).
Andrea - (con fermezza) Fermati! moribondo! (Giovanni si frma di colpo, disorientato, coi pugni chiusi. A Cecilia, facendole comprendere con lo sguardo di allontanarsi. Cecilia esita; deciso) Lasciaci soli!
Giovanni - S, s... Che se ne vada!... Vattene! Vattene! (Cecilia esce vacillando. A Andrea) E tu?... Anche tu m'ingannavi!... mentivi!... ti sei fatto complice di costei? Non trovi nulla da dire?... (Andrea fa un gesto di scoraggiamento) Non trovi nulla? Perdio! Sarebbe ridicolo... il tuo contegno... se non fosse cinico. Non rispondere!... Guardami con uno sguardo che mi dica: ebbene, cos! non c' altro da fare!... Essa riceveva l'amante in camera sua!... Eri d'intesa con loro tp!tu!... (Pausa) Ma trova dunque una parola per giustificarti! Trovala!
Andrea - Non si giustifica chi ha fatto il proprio dovere!
Giovanni - Ah!... hai fatto il tuo dovere?!
Andrea - In questo momento, Giovanni, tu sei troppo lontano dalla giustizia! Sei troppo lontano per potermi comprendere! Ecco perch taccio!
Giovanni - Il dovere!... la giustizia!... L'uomo dalle grandi parole si decide a parlare adesso!
Andrea - Giovanni!
Giovanni - Vattene!... No... non darmi ascolto... Io soffro!... C' qualcosa, qui, che s' spezzato... Vorrei piangere... e non posso, no, non; posso!... (Si strappa il colletto) Soffoco!
Andrea - (disperato) Mio povero Giovanni!
Giovanni - S, sono un infelice! Forse tu non comprendi quanto soffro; nessuno pu compren derlo. Per questo ridicolo. Per trent'anni ho-lavorato come un forzato; non ho visto che piaghe, che misei'ie della carne, non ho assistito che a delle agonie. Della gioia degli altri a me giungeva il marciume... l'amore, la vita, la felicit erano lontani dalla mia tavola operatoria. Sono stato un ingenuo: ho creduto che la mia felicit consistesse nello strappare alla morte degli esseri felici che io restituivo alla loro felicit.
Andrea - Mio povero Giovanni!
Giovanni - Compiangimi! E' da compiangere questo gran Bernou, che non sente pi nemmeno l'orgoglio del suo nome tanto la vita spezzata. Quante volte mi sono sentito triste, quante volte ho desiderato come un fanciullo una sola parola di tenerezza. (Pausa) Poi ho incontrato lei: entrata nella mia vita con la sua freschezza come una primavera. E' stato come se il sole avesse riscaldato tutto il mio passato! Una donna mia, per me... Credevo che fosse per me; mi sono1 ingannato! E tu, mio fratello, ti sei fatto complice del tradimento... tu hai tollerato che mi sij umiliasse, mi si uccidesse cos...
(La porta si apre; appare Cecilia sconvolta, terrificata).
Cecilia - Andrea!... presto, vieni!... Egli muore... (Andrea fa un movimento istintivo, ma trattenuto da uno sguardo di Giovanni che si trova tra il fratello e la moglie) Andrea!... (Supplichevole) Giovanni!... anche tu... tu sei buono! Venite! Lo salverete! un infelice, un ra gazzo... sta per morire... e tu potresti, tu puoi... (Avvicinandosi a Giovanni) Ti supplico, Giovanni, soccorrilo! Tu sei forte!... tu ne hai il potere!... E lui l, pallido, con un filo di sangue che gli scorre sulla guancia. E' orribile! se tu lo vedessi, avresti piet... vieni... vieni... ti supplico!
Giovanni - (ad Andrea, con rabbia dolorosa.e sorda) Ascolta! Guarda come l'ama!
Cecilia - No., non lo dire! non lo pensare neppure!... Si raccoglie, si soccorre una bestia ferita!... Vorresti lasciar morire cos un essere: umano, quando si pu soccorrerlo?...
Giovanni - Non posso soccorrerlo: pi forte di me.
Cecilia - No, tu verrai... sarebbe una vigliaccheria!
Giovanni - Ah! tu l'ami fino a questo punto?!... Salvalo dunque tu!... Si dice che l'amore faccia dei miracoli!... salvalo tu!...
Cecilia - (ribellandosi) Oh!
Giovanni - (con disprezzo) E' vero, potrei salvarlo... Potrei ridargli la vita a cui tieni tanto... Ne dispongo io della sua vita... Essa qui fra le mie mani, la sento palpitare...
Cecilia - Giovanni, ascoltami, sii calmo... E' questione d'umanit!... Tu non puoi lasciarlo morire come un cane!(Con disperazione, ad Andrea) Ma digli dunque qualche cosa, parlagli... aiutami! Non vedi che non mi ascolta?... Io non sono che una povera donna, io non trovo le parole... (A Giovanni) Salvalo, ed io ti giuro che non lo vedr mai pi; ma salvalo!(Ad Andrea) Digli, digli che il suo dovere. Digli che c' un uomo da salvare!...
Andrea - (fremendo) Ecco le parole! Ascoltala. Giovanni: ha ragione, ha ragione! C' un uomo da salvare!
Giovanni - L'amante di questa donna!
Andrea - C' un uomo da salvare! e dietro queste parole, tutta la tua vita! In un istante, non si pu rinnegare tutta la propria vita!
Giovanni - Io la rinnego, s! E non l'aiuto; lo faccio trasportare fuori della mia casa!
Andrea - Giovanni! Sei pazzo?!
Giovanni - Sono pazzo! Mi avete fatto impazzire voi! E non voglio che quel moribondo compia la sua opera distruggendomi la poca ragione che mi resta.
(Come un folle si precipita verso la camera di Cecilia. Cecilia fa per impedirglielo, ma non riesce che a farsi urtare malamente. Mentre Giovanni scompare nella, camera, Andrea soccorre Cecilia).
Cecilia - (lottando per liberarsi) Lasciami!
Andrea - (trattenendola) Rimani; non andare..
Cecilia - Voglio...
Andrea - No!
Cecilia - (ansante, respirando a stento) Voglio difenderlo!
Andrea - Non possiamo far nulla!
Cecilia - L'uccider!
Andrea - Bisogna rimanere qui!. E' necessario! (Tutti e due rimangono in attesa; silenzio).
Cecilia - (quasi senza forze, con un soffio di voce) Ho paura!... Ho paura! Ho paura!
(La pendola suona lentamente Vuna. Cecilia trasale. Lungo silenzio. La porta si apre. Giovanni riappare calmo, spaventosamente livido, senza un gesto).
Giovanni - (triste, e dolcemente ad Andrea) Andrea... va' a svegliare Pietro... dobbiamo operare!...
FINE
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