L’italiana in Algeri

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L'Italiana in Algeri

Dramma giocoso in due atti

Libretto di Angelo Anelli

Musica di Gioacchino Rossini

Personaggi:

MUSTAFÀ, Bey d'Algeri (basso) ELVIRA, moglie di Mustafà (soprano) ZULMA, schiava confidente d'Elvira (mezzo-soprano) HALY, capitano de' Corsari Algerini (basso) LINDORO, giovine Italiano, amante d'Isabella, schiavo favorito di Mustafà (tenore) ISABELLA, Signora Italiana (contralto) TADDEO, compagno d'Isabella (basso comico) Eunuchi del serraglio, corsari algerini, schiavi italiani, pappataci, femmine del serraglio, schiavi, europei, marinai

La scena si finge in Algeri.

L'Italiani in Algeri

Atto Primo

 


Atto Primo: Scena [ 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 ] Atto Secondo

 


                      ATTO PRIMO

SCENA PRIMA

Piccola sala comune agli appartamenti del Bey e a

quelli di sua moglie. Un sofà nel mezzo.

Elvira seduta sul sofà. Presso a lei Zulma.

All'intorno un coro di Eunuchi del serraglio. Indi

Haly, poi Mustafà.

N.1 INTRODUZIONE

Coro di Eunuchi

          Serenate il mesto ciglio:

          Del destin non vi lagnate,

          Qua le femmine son nate

          Solamente per soffrir.

Elvira

          Ah, comprendo, me infelice!

          Che il mio sposo or più non m'ama.

Zulma

          Ci vuol flemma: e ciò ch'ei brama

          ora è vano il contraddir.

Coro

          Qua le femmine son nate

          Solamente per servir.

Haly (dall'interno)

          Il Bey

Zulma

          Deh! Signora...Vi scongiuro...

Elvira

          Che ho da far?

(Entra Mustafà.)

Coro (a parte)

          (Or per lei quel muso duro

          Mi dà poco da sperar.)

Mustafà

          Delle donne l'arroganza,

          Il poter, il fasto insano,

          Qui da voi s'ostenta invano,

          Lo pretende Mustafà.

Zulma

          Su, coraggio, mia Signora.

Haly

          E' un cattivo quarto d'ora.

Elvira

          Di me stessa or più non curo;

          Tutto ormai degg'io tentar.

Coro

          (Or per lei quel muso duro

          Mi dà poco da sperar.)

Zulma

          Su, coraggio, mia Signora.

Elvira

          Signor, per quelle smanie

          Che a voi più non nascondo...

Mustafà

          Cara, m'hai rotto il timpano:

          Ti parlo, schietto e tondo.

          Non vo' più smorfie:

          Di te non so che far.

Elvira

          Ohimè...Signor...ma...se...

Haly, Zulma, Elvira e coro

          (Oh! che testa stravagante!

          Oh! che burbero arrogante!)

          Più volubil d'una foglia

          Va il suo cuor di voglia in voglia

          Delle donne calpestando

          Le lusinghe e la beltà.

Mustafà

          Più volubil d'una foglia

          Va il mio cuor di voglia in voglia

          Delle donne calpestando

          Le lusinghe e la beltà.

Elvira

          Signor...sentite...se mai...

Mustafà

          Cara m'hai rotto il timpano:

          Di te non so che far.

Tutti

          Più volubil d'una foglia, ecc.

RECITATIVO

Mustafà

          Ritiratevi tutti. Haly, t'arresta.

(Elvira, Zulma e gli Eunuchi escono.)

SCENA SECONDA

Mustafà e Haly

Mustafà

          Tu sai che sazio io son di questa moglie,

          Che non ne posso più. Scacciarla...è male,

          Tenerla...è peggio. Ho quindi stabilito

          Ch'ella pigli Lindoro per suo marito.

Haly

          Ma come? Ei non è Turco.

Mustafà

          Che importa a me?

Haly

          Ma di Maometto

          La legge non permette un tal pasticcio.

Mustafà

          Altra legge io non ho, che il mio capriccio.

          M'intendi?

Haly

          Signor sì...

Mustafà

          Sentimi ancora.

          Per passar bene un'ora io non ritrovo

          Una fra le mie schiave

          Che mi possa piacer. Tante carezze,

          Tante smorfie non son di gusto mio.

Haly

          E che ci ho da fare io?

Mustafà

          Tu mi dovresti

          Trovar un'Italiana.Ho una gran voglia

          D'aver una di quelle Signorine,

          Che dan martello a tanti cicisbei.

Haly

          Io servirvi vorrei, ma i miei Corsari...

          L'incostanza del mar...

Mustafà

          Se fra sei giorni

          Non me la trovi, e segui a far lo scaltro,

          Io ti faccio impalar.

(Si ritira nel suo appartamento.)

Haly

          Non occorr'altro.

(Parte.)

SCENA TERZA

Lindoro solo, indi Mustafà.

N.2 CAVATINA

Lindoro

          Languir per una bella

          E star lontano da quella,

          E' il più crudel tormento,

          Che provar possa un cor.

          Forse verrà il momento;

          Ma non lo spero ancor.

          Contenta quest'alma

          In mezzo alle pene

          Sol trova la calma

          Pensando al suo bene,

          Che sempre costante

          Si serba in amor.

RECITATIVO

Lindoro

          Ah, quando fia ch'io possa

          In Italia tornar? Ha ormai tre mesi,

          Che in questi rei paesi

          Già fatto schiavo, e dal mio ben lontano...

Mustafà

          Senti Italiano vo'darti moglie

Lindoro

          A me?...Che sento?...(Oh Dio!)

          Ma come?...In questo stato...

Mustafà

          A ciò non dei pensar. Vieni, e vedrai

          Un bel volto,un bel cor,con tuttto il resto.

Lindoro

          (O povero amor mio! Che imbroglio è questo!)

N.3 DUETTO

Lindoro

          Se inclinassi a prender moglie

          Ci vorrebber tante cose.

          Una appena in cento spose

          Le potrebbe/può tutte combinar.

Mustafà

          Vuoi bellezza? Vuoi ricchezza?

          Grazie?...amore?...Ti consola:

          Trovi tutto in questa sola.

          E'una donna singolar.

Lindoro

          Per esempio, la vorrei

          Schietta...e buona...

Mustafà

          E'tutta lei.

Lindoro

          Per esempio, io vorrei

          Due begli occhi...

Mustafà

          Son due stelle.

Lindoro

          Chiome...

Mustafà

          Nere.

Lindoro

          Guance...

Mustafà

          Belle.

Lindoro

          Chiome...

Mustafà

          Nere.

Lindoro

          Volto...

Mustafà

          Bello.

Lindoro

          (D'ogni parte io qui m'inciampo,

          Che ho da dire? Che ho da fare?)

Mustafà

          Caro amico, non c'è scampo;

          Se la vedi, hai da cascar.

Lindoro

          (D'ogni parte io mi confondo,

          Che ho da dire? Che ho da far?

          Ah, mi perdo, mi confondo.

          Quale imbroglio maledetto:

          Sento amor, che dentro il petto

          Martellando il cor mi va.)

Mustafà

          Presto andiamo.

          Sei di ghiaccio? Sei di stucco?

          Vieni, vieni: che t'arresta?

          Una moglie come questa,

          Credi a me, ti piacerà.

          Vieni andiamo.

Lindoro

          Ha begl'occhi...

Mustafà

          Son due stelle.

Lindoro

          Schietta...e buona...

Mustafà

          E' tutta lei.

Lindoro

          Chiome...

Mustafà

          Nere.

Lindoro

          Guance...

Mustafà

          Belle.

Lindoro

          (Ah, mi perdo, mi confondo,ecc.)

Mustafà

          Sei di ghiaccio? Sei di stucco? ecc.

SCENA QUARTA

Spiaggia di mare. In qualche distanza un vascello

rotto ad uno scoglio e disalberato dalla burrasca che

viene di mano in mano crescendo. Varie persone sul

bastimento in atto di disperazione. Arriva il legno

dei Corsari: altri Corsari vengono per terra con Haly

e cantano a vicenda i cori. Indi Isabella, e poi

Taddeo

N.4 CORO E CAVATINA

Coro di Corsari I

          Quanta roba! Quanti schiavi!

Haly e coro II

          Buon bottino! Viva, bravi!

Coro I

          Non c'è male!

Haly e coro II

          Starà meglio Mustafà.

Coro I

          Ma una bella senza eguale

          E'costei che vedi qua.

(Tra lo stuolo degli schiavi e persone che sbarcano,

comparisce Isabella).

Haly e coro (osservandola)

          E'un boccon per Mustafà.

Isabella

          Cruda sorte! Amor tiranno!

          Questo è il premio di mia fe'?

          Non v'è orror, terror, nè affanno

          Pari a quel ch'io provo in me.

          Per te solo, o mio Lindoro,

          Io mi trovo in tal periglio.

          Da chi spero, o Dio, consiglio?

          Chi conforto mi darà?

Coro

          E' un boccon per Mustafà.

Isabella

          Qua ci vuol disinvoltura,

          Non più smanie, nè paura:

          Di coraggio è tempo adesso,

          Or chi sono si vedrà.

          Già so per pratica

          Qual sia l'effetto

          D'un sguardo languido,

          D'un sospiretto...

          So a domar gli uomini

          Come si fa.

          Sian dolci o ruvidi,

          Sian flemma o foco

          Son tutti simili

          a presso a poco...

          Tutti la chiedono,

          Tutti la bramano,

          Da vaga femmina

          Felicità.

RECITATIVO

Isabella

          Già ci siam. Tanto fa. Convien portarla

          Con gran disinvoltura.

          Io degli uomini alfin non ho paura.

(Alcuni Corsari scoprono ed arrestano Taddeo.)

Taddeo

          Misericordia...Aiuto...Compassione...

          Io son...

Haly

          Taci, poltrone. Uno schiavo di più.

Taddeo

          (Ah, son perduto!)

Isabella

          Caro Taddeo...

Taddeo

          Misericordia...aiuto!

Isabella

          Non mi riconosci più?

Taddeo

          Ah!...si...ma...

Haly

          Dimmi, chi è costei?

Taddeo

          (Che ho da dir?)

Isabella

          Son sua nipote.

Taddeo

          Sì, nipote...Per questo

          Io devo star con lei.

Haly

          Di qual paese?

Taddeo

          Di Livorno ambedue.

Haly

          Dunque Italiani?

Taddeo

          Ci s'intende.

Isabella

          E me ne vanto.

Haly

          Evviva, amici, evviva.

Isabella

          E perchè mai tanta allegria?

Haly

          Ah! Non so dal piacer dove io mi sia.

          Prescelta da Mustafà sarete,s'io non sbaglio

          La stella e lo splendor del suo serraglio.

(Parte con alcuni Corsari).

SCENA QUINTA

Taddeo, Isabella e alcuni Corsari indietro.

Taddeo

          Ah! Isabella...siam giunti a mal partito.

Isabella

          Perchè?

Taddeo

          Non hai sentito quella brutta parola?

Isabella

          E qual?

Taddeo

          Serraglio

Isabella

          Ebben?...

Taddeo

          Dunque bersaglio

          Tu sarai d'un Bey? D'un Mustafà?

Isabella

          Sarà quel che sarà. Io non mi voglio

          Per questo rattristare.

Taddeo

          E la prendi così?

Isabella

          Che ci ho da fare?

Taddeo

          O povero Taddeo!

Isabella

          Ma di me non ti fidi?

Taddeo

          Preso m'hai forse, anima mia, preso per un

          babbeo? Di quel tuo cicisbeo...

          Di quel Lindoro...io non l'ho visto mai,

          Ma so tutto.

Isabella

          L'amai prima di te: no'l nego. Ha molti mesi

          Ch'ei d'Italia è partito: ed ora...

Taddeo

          Ed ora se ne gia la Signora

          A cercarlo in Gallizia...

Isabella

          E tu...

Taddeo

          Ed io col nome di compagno

          Gliela dovea condur...

Isabella

          E adesso?

Taddeo

          E adesso con un nome secondo

          Vo in un serraglio a far...lo pensi il mondo

N.5 DUETTO

Isabella

          Ai capricci della sorte

          Io so far l'indifferente.

          Ma un geloso impertinente

          Io son stanca di soffrir.

Taddeo

          Ho più flemma, e più prudenza

          Di qualunque innamorato.

          Ma comprendo dal passato

          Tutto quel che può avvenir.

Isabella

          Sciocco amante è un gran supplizio.

Taddeo

          Donna scaltra è un precipizio.

Isabella

          Meglio un Turco che un briccone.

Taddeo

          Meglio il fiasco che il lampione.

Isabella

          Vanne al diavolo in malora!

          Più non vo'con te garrir.

Taddeo

          Buona notte; sì... Signora.

          Ho finito d'impazzir.

Isabella

          (Ma in man de'barbari...senza un amico

          Come dirigermi?...Che brutto intrico!

          Che ho da risolvere? Che deggio far?

          Che ho da risolvere? Che brutto affar!)

Taddeo

          (Ma se al lavoro poi mi si mena...

          Come resistere, se ho poca schiena?)

 A due

          (Che ho da risolvere? Che deggio far?)

Taddeo

          Donna Isabella?...

Isabella

          Messer Taddeo...

Taddeo

          (La furia or placasi.)

Isabella

          (Ride il babbeo.)

Taddeo

          Staremo in collera?

Isabella

          Che ve ne par?

A due

          Ah,no: per sempre uniti,

          Senza sospetti e liti,

          Con gran piacere, ben mio,

          Sarem nipote e zio;

          E ognun lo crederà.

Taddeo

          Ma quel Bey, Signora,

          Un gran pensier mi dà.

Isabella

          Non ci pensar per ora,

          Sarà quel che sarà.

SCENA SESTA

Piccola sala, come alla scena prima.

Lindoro, Elvira, e Zulma.

RECITATIVO

Zulma

          E ricusar potresti

          una sì bella

          e sì gentil signora?

Lindoro

          Non voglio moglie,

          io te l'ho detto ancora.

Zulma

          E voi che fate là?

          quel giovinotto

          non vi mette appetito?

Elvira

          Abbasatanza provai,

          cosa è marito.

Zulma

          Ma già non c'è riparo.

          Sposo e sposa vol che siate il Bey.

          Quando ha deciso obbedito

          esser vuole ad ogni patto.

Elvira

          Che strano umor!

Zulma

          Che tirannia da matto!

Lindoro

          Zitto ei: ritorna.

SCENA SETTIMA

Mustafà e detti.

Mustafà

          Ascoltami, Italiano,

          Un vascel veneziano

          Riscattato pur or deve a momenti

          Di qua partir. Vorresti

          In Italia tornar?...

Lindoro

          Alla mia patria?...Ah! qual grazia, o

          Signor!... Di più non chiedo.

Mustafà

          Teco Elvira conduci, e tel concedo.

Lindoro

          (Che deggio dire?)

Mustafà

          Va intanto del vascello

          Il capitano a ricercare, e digli

          A nome mio, ch'egli di qua non parta

          Senza di voi.

Lindoro

          (Pur ch'io mi tolga omai

          Da si odiato soggiorno...

          Tutto deggio accettar.) Vado e ritorno.

          (Parte.)

SCENA OTTAVA

Elvira, Mustafà, Zulma, indi Haly

Elvira

          Dunque degg'io lasciarvi?

Mustafà

          Nell'Italia tu starai bene.

Haly

          Viva: viva il Bey.

Mustafà

          E che mi rechi, Haly?

Haly

          Liete novelle.

          Una delle più belle

          Spiritose Italiane...

Mustafà

          Ebben?...

Haly

          Caduta

          Testè con altri schiavi è in mano nostra

Mustafà

          Or mi tengo da più del gran Sultano.

          Elvira, adesso con l'Italian tu puoi

          Affrettarti e partir. Zulma, con essi

          Tu pure andrai. Con questa Signorina

          Me la voglio goder, e agli uomini tutti

          Oggi insegnar io voglio

          Di queste belle a calpestar l'orgoglio.

N.6 ARIA

Mustafà

          Già d'insolito ardore nel petto

          Agitare, avvampare mi sento:

          Un ignoto soave contento

          Mi trasporta e brillare mi fa.

          (ad Elvira)

          Voi partite... Nè più m'annoiate.

          (a Zulma)

          Tu va seco... Che smorfie...Obbedite.

          (ad Haly)

          Voi la bella al mio seno guidate.

          V'apprestate a onorar la beltà.

          Al mio foco, al trasporto, al desio,

          Non resiste l'acceso cor mio:

          Questo caro trionfo novello

          Quanto dolce a quest'alma sarà.

(Parte con Haly e seguito.)

SCENA NONA

Zulma, Elvira, indi Lindoro.

Zulma

          Vi dico il ver. Non so come si possa

          Voler bene ad un uom di questa fatta...

Elvira

          Io sarò sciocca e matta...

          Ma l'amo ancor!

Lindoro

          Madama è già disposto

          Il vascello a salpar, e non attende

          Altri che noi... Voi sospirate?...

Elvira

          Almeno ch'io possa anco una volta

          Riveder Mustafà. Sol questo io bramo.

Lindoro

          Pria di partir dobbiamo

          Congedarsi da lui. Ma s'ei vi scaccia,

          Perchè l'amate ancor? Fate a mio modo:

          Affrettiamoci a partir allegramente.

          Voi siete finalmente

          Giovine, ricca e bella, e al mio paese

          Voi troverete quanti

          Può una donna bramar mariti e amanti.

SCENA DECIMA

Sala magnifica. A destra un sofà pe'l Bey. In

prospetto una ringhiera praticabile, sulla quale si

vedono le femmine del serraglio.

Mustafà seduto. All'intorno Eunuchi che cantano in

coro, indi Haly

N.7 FINALE

Coro di Eunuchi

          Viva, viva il flagel delle donne,

          Che di tigri le cangia in agnelle.

          Chi non sa soggiogar queste belle

          Venga a scuola dal gran Mustafà.

Haly

          Sta qui fuori la bella Italiana...

Mustafà

          Venga... Venga...

Coro

          Oh! Che rara beltà.

SCENA UNDICESIMA

Isabella, Mustafà, gli Eunuchi.

Isabella

          (Oh! Che muso, che figura!...

          Quali occhiate!...Ho inteso tutto.

          Del mio colpo or son sicura.

          Sta a veder quel ch'io so far.)

Mustafà

          (Oh! Che pezzo da Sultano!

          Bella taglia!...viso strano...

          Ah! M'incanta...m'innamora.

          Ma convien dissimular.)

Isabella

          Maltrattata dalla sorte,

          Condannata alle ritorte...

          Ah, voi solo, o mio diletto.

          Mi potete consolar.

Mustafà

          (Mi saltella il cor nel petto.

          Che dolcezza di parlar!)

Isabella

          (In gabbia è già il merlotto,

          Nè più mi può scappar!

          Del mio colpo or son sicura.

          Oh! Che muso, che figura!...

          Sta a veder quel ch'io so far.)

Mustafà

          (Io son già caldo e cotto,

          Nè più mi so frenar.

          Ah! M'incanta...m'innamora.

          Che taglia!... Ma bisogna simular.

          Oh! Che pezzo!...Ma bisogna simular.)

SCENA DODICESMA

Taddeo respingendo Haly, che vuole trattenerlo, e detti

Taddeo

          Vo'star con mia nipote,

          Io sono il signor zio.

          M'intendi? Sì, son io.

          Va'via: non mi seccar.

          Signor...Monsieur...Eccellenza...

          (Ohimè!...Qual confidenza!...

          Il Turco un cicisbeo

          Comincia a diventar.

          Ah, chi sa mai, Taddeo,

          Quel ch'or tocca a far?)

Haly

          Signor, quello sguaiato...

Mustafà

          Sia subito impalato.

Taddeo

          Nipote...ohimè...Isabella...

          Senti, che bagatella?

Isabella

          Egli è mio zio.

Mustafà

          Cospetto! Haly, lascialo star.

Isabella

          Caro, capisco adesso

          Che voi sapete amar.

Mustafà

          Non so che dir, me stesso,

          Cara, mi fai scordar.

Taddeo

          (Un palo addirittura?

          Taddeo, che brutto affar!)

Haly

          (Costui dalla paura

          non osa più parlar.)

SCENA ULTIMA

Elvira, Zulma, Lindoro e detti

Elvira, Zulma, Lindoro

          Pria di dividerci da voi, Signore,

          Veniamo a esprimervi il nostro core,

          Che sempre memore di voi sarà.

Isabella

          (O ciel!)

Lindoro

          (Che miro!)

Isabella

          (Sogno?)

Lindoro

          (Deliro? Quest'è Isabella!)

Isabella

          (Quest'è Lindoro!)

Lindoro

          (Io gelo.)

Isabella

          (Io palpito.)

A due

          (Che mai sarà?

          Amore, aiutami per carità.)

Mustafà, Elvira, Zulma, Haly

          (Confusi e stupidi, incerti pendono;

          Non so comprendere tal novità.)

Isabella e Lindoro

          (Oh, Dio, che fulmine! non so rispondere.

          Amore, aiutami per carità.)

Taddeo

          (Oh, Dio, che fremito! Oh, Dio, che spasimo!

          Che brutto muso fa Mustafà.)

Isabella

          Dite: chi è quella femmina?

Mustafà

          Fu sino ad or mia moglie.

Isabella

          Ed or?...

Mustafà

          Il nostro vincolo,

          Cara, per te si scioglie:

          Questi, che fu mio schiavo,

          Si dee con lei sposar.

Isabella

          Col discacciar la moglie

          Da me sperate amore?

          Questi costumi barbari

          Io vi farò cangiar.

          Resti con voi la sposa...

Mustafà

          Ma questa non è cosa...

Isabella

          Resti colui mio schiavo,

Mustafà

          Ma questo non può star.

Isabella

          Andate dunque al diavolo.

          Voi non sapete amar.

Mustafà

          Ah! no...M'ascolta...acchetati...

          (Ah! Costei mi fa impazzir.)

Elvira, Zulma, Lindoro (ridendo)

          (Ah! Di leone in asino

          Lo fe' costei cangiar.)

STRETTA DEL FINALE 1

Taddeo, Mustafà, Elvira, Isabella, Zulma, Lindoro,Haly

          Va sossopra il mio cervello,

          Sbalordito in tanti imbrogli;

          Qual vascel fra l'onde e i scogli

          Io sto/Ei sta presso a naufragar.

Coro

          Va sossopra il suo cervello;

          Ei sta presso a naufragar.

Elvira

          Nella testa ho un campanello

          Che suonando fa din din.

Isabella e Zulma

          La mia testa è un campanello

          Che suonando fa din din.

Lindoro e Haly

          Nella testa ho un gran martello

          Mi percuote e fa tac tà.

Taddeo

          Sono come una cornacchia

          Che spennata fa crà crà

Mustafà

          Come scoppio di cannone

          La mia testa fa bum bum.

Atto Secondo

SCENA PRIMA

Piccola sala come nell'atto I.

Elvira, Zulma, Haly e coro di Eunuchi.

N.8 INTRODUZIONE

Coro di Eunuchi

          Uno stupido, uno stolto

          Diventato è Mustafà.

          Questa volta Amor l'ha colto:

          Gliel'ha fatta come va.

Elvira, Zulma, Haly

          L'Italiana è franca e scaltra.

          La sa lunga più d'ogni altra.

          Quel suo far sì disinvolto

          Gabba i cucchi ed ei no'l sa.

Coro

          Questa volta Amor l'ha colto:

          Gliel'ha fatta come va.

SCENA SECONDA

Mustafà e detti

Mustafà

          Amiche, andate a dire all'Italiana

          Che io sarò tra mezz'ora

          A ber seco il caffè!

Zulma

          Vi serviremo.

Elvira

          Farò per compiacervi

          Tutto quel ch'io potrò.

Zulma

          Ma non crediate

          Così facil l'impresa.E'finta...

Elvira

          E'scaltra più assai che non credete.

Mustafà

          Ed io sono un baggian? Sciocche che siete.

          Haly, vien meco e voi

          Recate l'ambasciata. Ah! Se riesce

          Quello che io già pensai,

          La vogliam veder bella.

Haly

          E bella assai. (tutti partono)

SCENA TERZA

Isabella e Lindoro

Isabella

          Qual disdetta è la mia! Onor e patria

          E fin me stessa oblio; su questo lido

          Trovo Lindoro, e lo ritrovo infido!

Lindoro (a Isabella che va per partire)

          Pur ti riveggo... Ah, no, t'arresta,

          Adorata Isabella, in che peccai,

          Che mi fuggi così?

Isabella

          Lo chiedi ancora?

          Tu che sposo ad Elvira?...

Lindoro

          Io! Di condurla,

          Non di sposarla ho detto, e sol m'indussi

          Per desio d'abbracciarti.

Isabella

          E credete posso?

Lindoro

          M'incenerisca un fulmine, se mai

          Pensai tradire la nostra fede.

Isabella (pensosa)

          Hai core?

          T'è caro l'amor mio, l'onor ti preme?

Lindoro

          Che far degg'io?

Isabella

          Fuggir dobbiamo insieme.

          Quell'istesso vascel...Qualche raggiro

          Qui bisogna intrecciar. Sai che una donna

          Non v'ha di me più intraprendente e ardita.

Lindoro

          Cara Isabella, ah, tu mi torni in vita.

Isabella

          T'attendo nel boschetto. Inosservati

          Concerteremo i nostri passi insieme.

          Separiamoci per or.

Lindoro

          Verrò, mia speme.

          (Isabella parte)

N.9 CAVATINA

Lindoro

          Oh, come il cor di giubilo

          Esulta in questo istante!

          Trovar l'irata amante,

          Placar sua crudeltà.

          Son questi, amor, tuoi doni,

          Son questi i tuoi diletti.

          Ah! Tu sostien gli affetti

          Di mia felicità. (Parte.)

SCENA QUARTA

Mustafà, indi Taddeo, poi Haly con due Mori,i quali

portano un turbante, un abito Turco, una sciabola, e

coro di Eunuchi.

RECITATIVO

Mustafà

          Ah! Se da solo a sola

          M'accoglie l'Italiana...Il mio puntiglio

          Con questa Signorina

          E'tale ch'io ne sembro innamorato.

Taddeo

          Ah! Signor Mustafà.

Mustafà

          Che cosa è stato?

Taddeo

          Abbiate compassion d'un innocente.

          Io non v'ho fatto niente...

Mustafà

          Ma spiegati...cos'hai?

Taddeo

          Mi corre dietro quell'amico del palo.

Mustafà

          Ah!...Ah!...capisco.

          E'questa la cagion del tuo spavento?

Taddeo

          Forse il palo in Algeri è un complimento?

          Eccolo...Ohimè...

Mustafà

          Non dubitare. Ei viene

          D'ordine mio per onorarti. Io voglio

          Mostrar quanto m'è cara tua nipote.

          Perciò t'ho nominato

          Mio grande Kaimakan.

Taddeo

          Grazie, obbligato.

N.10 CORO, RECITATVO E ARIA

(Haly mette l'abito Turco a Taddeo, poi il turbante;

indi Mustafà gli cinge la sciabola. Intanto i Turchi,

con gran riverenza ed inchini, cantano il coro.)

Coro di Eunuchi

          Viva il grande Kaimakan,

          Protettor de' Mussulman.

          Colla forza dei leoni,

          Coll'astuzia dei serpenti,

          Generoso il ciel ti doni

          Faccia franca e buoni denti.

          Protettor de' Mussulman,

          Viva il grande Kaimakan.

Taddeo

          Kaimakan! Io non capisco niente.

Mustafà

          Vuol dir Luogotenente.

Taddeo

          E per i meriti

          Della nostra nipote a quest'impiego

          La vostra Signoria m'ha destinato?

Mustafà

          Appunto, amico mio.

Taddeo

          Grazie: obbligato.

          Ho un gran peso sulla testa;

          In quest'abito m'imbroglio.

          Se vi par la scusa onesta,

          Kaimakan esser non voglio,

          E ringrazio il mio Signore

          Dell'onore che mi fa.

          (Egli sbuffa!...Ohimè!...Che occhiate!)

          Compatitemi...ascoltatemi...

          (Spiritar costui mi fa.

          Qua bisogna fare un conto:

          Se ricuso...il palo è pronto.

          E se accetto?...è mio dovere

          Di portargli candeliere.

          Ah! Taddeo, che bivio è questo!

          Ma quel palo?... Che ho da far?)

          Kaimakan, Signor, io resto.

          Non vi voglio disgustar.

Coro

          Viva il grande Kaimakan,

          Protettor de' Musulman.

Taddeo

          Quanti inchini!...quanti onori!...

          Mille grazie,miei Signori,

          Non vi state a incomodar.

          Per far tutto quel che posso,

          Signor mio, col basto indosso,

          Alla degna mia nipote

          Or mi vado a presentar.

          (Ah! Taddeo! Quant'era meglio

          Che tu andassi in fondo al mar.)

Coro

          Viva il grande Kaimakan,

          Protettor de' Mussulman.

Taddeo

          Grazie, quanti onori!...

          Alla degna mia nipote

          Or mi vado a presentar.

SCENA QUINTA

Appartamento magnifico a pian terreno con una loggia

deliziosa in prospetto, che corrisponde al mare. A

destra l'ingresso e varie stanze.

Isabella innanzi ad uno specchio grande portatile, che

finisce d'abbigliarsi alla Turca.Elvira e Zulma, poi

Lindoro, Mustafà e Taddeo.

RECITATIVO

Isabella

          Dunque a momenti

          Il Signor Mustafà mi favorisce

          A prendere il caffè? Quanto è grazioso

          Il Signor Mustafà.

          Ehi...Schiavo...Chi è di là?

Lindoro

          Che vuol, Signora?

Isabella

          Asinaccio, due volte

          Ti fai chiamar?...Caffè.

Lindoro

          Per quanti?

Isabella

          Almen per tre.

Elvira

          Se ho ben inteso

          Con voi da solo a sola

          Vuol prenderlo il Bey.

Isabella

          Da solo a sola?...

          E sua moglie mi fa tali ambasciate?

Elvira

          Signora...

Isabella

          Andate...Andate...

          Arrossisco per voi.

Elvira

          Ma che cosa ho da fare?

Isabella

          Io v'insegnerò. Va in bocca al lupo

          Chi pecora si fa. Sono le mogli

          Fra noi quelle che formano i mariti.

          Orsù: fate a mio modo. In questa stanza

          Ritiratevi.

Elvira

          E poi?

Isabella

          Vedrete come a Mustafà farò drizzar la testa

Zulma

          (Che spirito ha costei!)

Elvira

          (Qual donna è questa!)

Isabella (alle schiave)

          Voi restate (a momenti

          Ei sarà qui): finiamo d'abbigliarci.

          Ch'egli vegga...Ah! Sen viene:

          Or tutta l'arte a me adoprar conviene.

(Si mette ancora allo specchio abbigliandosi servita

dalle schiave. Mustafà, Taddeo, Lindoro restano

indietro, ma in situazione di veder tutto.)

N.11 CAVATINA

Isabella

          Per lui che adoro,

          Ch'è il mio tesoro,

          Più bella rendimi,

          Madre d'amor.

          Tu sai se l'amo,

          Piacergli io bramo:

          Grazie, prestatemi

          Vezzi e splendor.

          (Guarda, guarda, aspetta, aspetta...

          Tu non sai chi sono ancor.)

Mustafà

          (Cara!...Bella! Una donna

          Come lei non vidi ancor.)

Taddeo e Lindoro

          (Furba!...Ingrata! Una donna

          Come lei non vidi ancor.)

Isabella

          Questo velo è troppo basso...

          Quelle piume un po' girate...

          No, così...Voi m'inquietate...

          Meglio sola saprò far.

          Bella quanto io bramerei

          Temo a lui di non sembrar.

          Per lui che adoro, ecc.

          (Turco caro, già ci sei,

          Un colpetto, e dei cascar.)

Lindoro, Taddeo e Mustafà

          (Oh, che donna è mai costei!...

          Faria ogn'uomo delirar.)

(Isabella parte, le schiave si ritirano.)

SCENA SESTA

Mustafà, Taddeo, Lindoro, poi Isabella e Elvira.

RECITATIVO

Mustafà

          Io non resisto più: questa Isabella

          E' un incanto: io non posso

          Più star senza di lei...

          Andate... e conducetela.

          Senti, Kaimakan, quando io starnuto

          Levati tosto, e lasciami con lei.

Taddeo

          (Ah! Taddeo de'Taddei, a qual cimento...

          A qual passo sei giunto!...)

Mustafà

          Ma che fa questa bella?

Lindoro

          Eccola appunto.

(Entra Isabella)

N.12 QUINTETTO

Mustafà

          Ti presento di mia man

          Ser Taddeo Kaimakan.

          Da ciò apprendi quanta stima

          Di te faccia Mustafà.

Isabella

          Kaimakan? A me t'accosta.

          Il tuo muso è fatto a posta.

          Aggradisco, o mio Signore,

          Questo tratto di bontà.

Taddeo

          Pe'tuoi meriti, nipote,

          Son salito a tanto onore.

          Hai capito? Questo core

          Pensa adesso come sta.

Lindoro (a Mustafà in disparte)

          Osservate quel vestito,

          Parla chiaro a chi l'intende,

          A piacervi adesso attende,

          E lo dice a chi no'l sa.

Isabella

          Ah, mio caro.

Mustafà

          Eccì...

Isabella e Lindoro

          Viva.

Taddeo

          (Ci siamo.)

Isabella

          Ah!...

Mustafà

          Eccì...

Taddeo

          (Crepa. Fo il sordo.)

Mustafà

          (Maledetto quel balordo

          Non intende e ancor qui sta.)

          Eccì...

Taddeo

          (Ch'ei starnuti finchè scoppia/vuole:

          Non mi movo via di qua.)

Isabella e Lindoro

          (L'uno spera e l'altro freme.

          Di due sciocchi uniti insieme,

          Oh, che rider si farà!)

Isabella

          Ehi!...Caffè...

(Due Mori portano il caffè.)

Lindoro

          Siete servita.

Isabella (Va a levar Elvira.)

          Mia Signora, favorite.

          E' il marito che v'invita:

          Non vi fate sì pregar.

Mustafà

          (Cosa viene a far costei?)

Isabella

          Colla sposa sia gentile...

Mustafà

          (Bevo tosco...sputo bile.)

Taddeo

          (Non starnuta certo adesso.)

Lindoro

          (E' ridicola la scena.)

Mustafà

          (Io non so più simular.)

Isabella

          Via, guardatela...

Mustafà (sottovoce a Isabella)

          Briccona!

Isabella

          E' si cara!...

Mustafà

          (E mi canzona!)

Elvira

          Un'occhiata...

Mustafà

          Mi lasciate.

Lindoro

          Or comanda?...

Isabella

          Compiacenza...

Elvira

          Sposo caro...

Isabella

          Buon padrone...

Taddeo

          (Non starnuta.)

Elvira, Isabella, Lindoro, Taddeo

          Ci/La dovete consolar.

Mustafà

          Andate alla malora.

          Non sono un babbuino...

          Ho inteso, mia Signora,

          La noto a taccuino.

          Tu pur mi prendi a gioco,

          Me la farò pagar.

          Ho nelle vene un foco,

          Più non mi so frenar.

Tutti

          Sento un fremito...un foco, un dispetto...

          Agitato(a), confuso(a)...fremente...

          Il mio core...la testa...la mente...

          Delirando... perdendo si va.

          In sì fiero contrasto e periglio

          Chi consiglio, conforto mi dà?

SCENA SETTIMA

Piccola sala, come alla scena prima dell'atto II.

Haly solo

Haly

          Con tutta la sua boria

          Questa volta il Bey perde la testa.

          Ci ho gusto. Tanta smania

          Avea d'una Italiana...Ci vuol altro

          Con le donne allevate in quel paese,

          Ma va ben ch'egli impari a proprie spese.

N.13 ARIA

Haly

          Le femmine d'Italia

          Son disinvolte e scaltre.

          E sanno più dell'altre

          L'arte di farsi amar.

          Nella galanteria

          L'ingegno han raffinato:

          E suol restar gabbato

          Chi le vorrà gabbar. (parte)

SCENA OTTAVA

Taddeo e Lindoro

RECITATIVO

Taddeo

          E tu speri di togliere Isabella

          Dalle mani del Bey?

Lindoro

          Questa è la trama.

          Ch'ella vi prega e brama,

          Che abbiate a secondar.

Taddeo

          Non vuoi?...Per bacco!

          Già saprai chi son io.

Lindoro

          Non siete il signor zio?

Taddeo

          Ti pare?

Lindoro

          Come?...Come?...

Taddeo

          Tu sai quel che più importa

          E ignori il men? D'aver un qualche amante

          Non t'ha mai confidato la Signora?

Lindoro

          So che un amante adora: è per lui solo

          Ch'ella...

Taddeo

          Ebbene. Son quell'io.

Lindoro

          Me ne consolo. (ah! ah!)

SCENA NONA

I detti

Taddeo

          Ti giuro, amico, che in questo brutto intrico

          altro conforte non ho che il suo amore;

          prima d'adesso non era, tel confesso,

          di lei troppo contento;

          avea sospetto che d'un certo Lindoro,

          suo primo amante, innamorat ancora,

          volesse la signora farsi gioco di me;

          ma adesso ho visto che non v'ha cicisbeo

          che la possa staccar dal suo Taddeo.

Lindoro

          Viva viva! (ah! ah!...)

          ma zitto: appunto vien Mustafà.

          Coraggio, secondate con arte il mio parlare;

          vi dirò poi quel che avete a fare.

SCENA DECIMA

Mustafà e detti

Mustafà

          Orsù: la tua nipote con chi crede

          D'aver a che far? Preso m'avria costei

          Per un de'suoi babbei?

Lindoro

          Ma perdonate. Ella a tutto è disposta.

Taddeo

          E vi lagnate?

Mustafà

          Dici davvero?

Lindoro

          Sentite. In confidenza

          Ella mi manda a dirvi

          Che spasima d'amor.

Mustafà

          D'amore?

Lindoro

          M'ha detto infin,

          Che a rendervi di lei sempre più degno,

          Ella ha fatto il disegno,

          Con gran solennità fra canti e suoni,

          E al tremolar dell'amorose faci,

          Di volervi crear suo Pappataci.

N.14 TERZETTO

Mustafà

          Pappataci! Che mai sento!

          La ringrazio. Son contento.

          Ma di grazia, Pappataci

          Che vuol poi significar?

Lindoro

          A color che mai non sanno

          Disgustarsi col bel sesso,

          In Italia vien concesso

          Questo titol singolar.

Taddeo

          Voi mi deste un nobil posto.

          Or ne siete corrisposto.

          Kaimakan e Pappataci

          Siamo là: che ve ne par?

Mustafà

          L'Italiane son cortesi,

          Nate son per farsi amar.

Lindoro e Taddeo

          (Se mai torno a'miei paesi,

          Anche questa è da contar.)

Mustafà

          Pappataci...

Lindoro

          E' un bell'impiego.

Taddeo

          Assai facil da imparar.

Mustafà

          Ma spiegateni, vi prego:

          Pappataci, che ha da far?

Lindoro e Taddeo

          Fra gli amori e le bellezze,

          Fra gli scherzi e le carezze,

          Ei dee dormire, mangiare e bere,

          Dee dormire, e poi mangiar.

          Pappataci dee mangiar,

          Pappataci dee dormir.

          Pappataci deve ber,

          Pappataci ha da dormir,

          Pappataci ha da goder.

Mustafà

          Bella vita!...Oh, che piacer!...

          Io di più non so bramar.

          Pappataci dee mangiar,

          Pappataci dee dormir,

          Pappataci...e ber, mangiar.

SCENA UNDICESIMA

Appartamento magnifico come alla scena quinta.

Taddeo, Lindoro, indi Isabella, e un coro di Schiavi

Italiani.

RECITATIVO

Taddeo

          Tutti i nostri Italiani

          Ottener dal Bey spera Isabella?

Lindoro

          E li ottiene senz'altro.

Taddeo

          Ah! saria bella!

          Ma con qual mezzo termine?

Lindoro

          Per far la cerimonia

Taddeo

          Ih...Ih...Ih...

Lindoro

          Di loro altri saran vestiti

          Da Pappataci, ed altri

          Qui a suo tempo verran sopra il vascello.

Taddeo

          Ih...Ih...gioco più bello

          Non si può dar. Ma eccola...Per bacco!

          Seco ha gli schiavi ancor.

Lindoro

          N'ero sicuro.

Taddeo

          Quanto è brava costei!

Lindoro

          Con due parole

          Agli sciocchi fa far quello che vuole.

N.15 CORO, RECITATIVO E RONDO'

Coro di schiavi Italiani

          Pronti abbiamo e ferri e mani

          Per fuggir con voi di qua,

          Quanto vaglian gl'Italiani

          Al cimento si vedrà.

Isabella

          Amici, in ogni evento

          M'affido a voi. Ma già fra poco io spero,

          Senza rischio e contesa,

          Di trarre a fin la meditata impresa.

          Perchè ridi, Taddeo? Può darsi ancora

          Ch'io mi rida di te.

          (a Lindoro) Tu impallidisci,

          Schiavo gentil? Ah! Se pietà di desta

          Il mio periglio, il mio tenero amor,

          Se parlano al tuo core

          Patria, dovere e onore, dagli altri apprendi

          A mostrarti Italiano; e alle vicende

          Della volubil sorte

          Una donna t'insegni ad esser forte.

          Pensa alla patria, e intrepido

          Il tuo dover adempi:

          Vedi per tutta Italia

          Rinascer gli esempi

          D'ardir e di valor.

          (a Taddeo) Sciocco! Tu ridi ancora?

          Vanne, mi fai dispetto.

          (a Lindoro) Caro, ti parli in petto

          Amore, dovere, onor,

          Amici in ogni evento...

Coro

          Andiam. Di noi ti fida.

Isabella

          Vicino è già il momento...

Coro

          Dove ti par ci guida.

Isabella

          Se poi va male il gioco...

Coro

          L'ardir trionferà.

Isabella

          Qual piacer! Fra pochi istanti

          Rivedrem le patrie arene.

          (Nel periglio del mio bene

          Coraggiosa amor mi fa.)

Coro

          Quanto vaglian gl'Italiani

          Al cimento si vedrà.

          (Partono tutti meno Taddeo.)

SCENA DODICESIMA

Taddeo, indi Mustafà

RECITATIVO

Taddeo

          Che bel core ha costei! Chi avria mai detto

          Che un sì tenero affetto

          Portasse al suo Taddeo?...Far una trama,

          Corbellar un Bey, arrischiar tutto

          Per esser mia...

Mustafà

          Kaimakan...

Taddeo

          Signor?

Mustafà

          Tua nipote dov'è?

Taddeo

          Sta preparando quello ch'è necessario

          Per far la cerimonia. Ecco il suo schiavo,

          Che qui appunto ritorna, e ha seco il coro

          De' Pappataci.

Mustafà

          E d'onorarmi dunque

          La bella ha tanta fretta?

Taddeo

          E'l'amor che la sprona.

Mustafà

          Oh, benedetta.

SCENA TREDICESIMA

Lindoro con un coro di Pappataci e detti.

N.16 FINALE II

Lindoro

          Dei Pappataci s'avanza il coro:

          La cerimonia con gran decoro

          Adesso è tempo di cominciar.

Coro di Pappataci

          I corni suonino, che favoriti

          Son più dei timpani nei nostri riti,

          E intorno facciano l'aria eccheggiar.

Taddeo

          Le guancie tumide, le pancie piene,

          Fanno conoscere che vivon bene.

Lindoro e Taddeo

          (Ih...ih...dal ridere sto per schiattar.)

Mustafà

          Fratei carissimi, fra voi son lieto.

          Se d'entrar merito nel vostro ceto

          Sarà una grazia particolar.

Coro

          Cerca i suoi comodi chi ha sale in zucca.

          Getta il turbante, metti parrucca,

          Leva quest'abito, che fa sudar.

(Levano il turbante e l'abito a Mustafà e gli mettono

in testa parrucca e l'abito di Pappataci.)

Mustafà

          Quest'è una grazia particolar.

Lindoro e Taddeo

          (Ih...ih...dal ridere sto per schiattar.)

SCENA QUATTORDICESIMA

Isabella e detti

Isabella

          Non sei tu che il grado eletto

          Brami aver di Pappataci?

          Delle belle il prediletto

          Questo grado ti farà.

          Ma bisogna che tu giuri

          D'eseguirne ogni dover.

Mustafà

          Io farò con gran piacere

          Tutto quel che si vorrà.

Coro

          Bravo, ben: così si fa.

Lindoro

          State tutti attenti e cheti

          A sì gran solennità.

          (A Taddeo dandogli un foglio da leggere)

          A te: leggi.

          (A Mustafà) E tu ripeti

          Tutto quel ch'ei dirà.

(Taddeo legge e Mustafà ripete tutto verso per verso.)

Taddeo e Mustafà

          Di veder e non veder,

          Di sentir e non sentir,

          Per mangiare e per goder

          Di lasciare e fare e dir,

          Io qui giuro e poi scongiuro

          Pappataci Mustafà.

Coro

          Bravo, ben: così si fa.

Taddeo e Mustafà (come sopra)

          Giuro inoltre all'occasion

          Di portare torcia e lampion.

          E se manco al giuramento

          Più non abbia un pel sul mento.

          Io qui giuro e scongiuro

          Pappataci Mustafà.

Coro

          Bravo, ben: così si fa.

Lindoro

          Qua la mensa.

(Si porta un tavolino con vivande e bottiglie.)

Isabella

          Ad essa siedano Kaimakan e Pappataci.

Coro

          Lascia pur che gli altri facciano:

          Tu qui mangia, bevi e taci.

          Questo è il rito primo e massimo

          Della nostra società.

          (il coro parte)

Taddeo e Mustafà

          Buona cosa è questa qua.

Isabella

          Or si provi il candidato. Caro...

Lindoro

          Cara...

Mustafà

          Ehi!...Che cos'è?

Taddeo

          Tu non fai quel ch'hai giurato!

          Or t'insegno. Bada a me.

Isabella

          Vieni o caro.

Taddeo

          Pappataci.

(Mangia di gusto senza osservar gli altri.)

Lindoro

          Io t'adoro.

Taddeo

          Mangia e taci.

Mustafà

          Basta, basta. Ora ho capito.

          Saper far meglio di te.

          Aver capito, saper far meglio di te.

Lindoro e Taddeo

          (Che babbeo, che scimunito!

          Me la godo per mia fè.)

Isabella

          Così un vero Pappataci

          Tu sarai da capo a piè,

          Così un vero Pappataci

          Resterai da capo a piè.

SCENA QUINDICESIMA

Comparisce un vascello, che s'accosta alla loggia con

marinari, e Schiavi Europei, che cantano in coro.

Coro di schiavi

          Son l'aure seconde, son placide l'onde,

          Tranquille son l'onde,

          Su presto salpiamo: non stiamo più a tardar.

Lindoro

          Andiam, mio tesoro.

Isabella

          Son teco, Lindoro.

A due

          C'invitano adesso la patria e l'amor.

Taddeo

          Lindoro!...Che sento? Quest'è un tradimento.

          Gabbati, burlati, noi siamo, o Signor.

Mustafà

          Io son Pappataci.

Taddeo

          Ma quei...

Mustafà

          Mangia e taci.

Taddeo

          Ma voi...

Mustafà

          Lascia far.

Taddeo

          Ma io...

Mustafà

          Lacia dir.

Taddeo

          Ohimè!...Che ho da far? Restar, o partir?

          V'è il palo, se resto: se parto, il lampione

          Lindoro, Isabella: son qua colle buone,

          A tutto m'adatto, non so più che dir.

Isabella e Lindoro

          Fa' presto, se brami con noi venir.

SCENA ULTIMA

Elvira, Zulma, Haly, coro di Eunuchi e detti

Zulma e Haly

          Mio Signore...

Elvira

          Mio marito...

Elvira, Zulma, Haly

          Cosa fate?

Mustafà

          Pappataci.

Elvira, Zulma, Haly

          Non vedete?

Mustafà

          Mangia e taci.

          Pappataci. Mangia e taci.

          Di veder e non veder,

          Di sentir e non sentir,

          Io qui giuro e poi scongiuro

          Pappataci Mustafà.

Elvira, Zulma, Haly

          Egli è matto.

Isabella, Lindoro, Taddeo

          Il colpo è fatto.

Elvira, Zulma, Haly

          L'Italiana se ne va.

Mustafà

          Come...come...ah, traditori.

          Presto, Turchi...Eunuchi...Mori.

Elvira, Zulma, Haly

          Son briachi tutti quanti.

Mustafà

          Questo scorno a Mustafà?

Coro di schiavi

          Chi avrà cor di farsi avanti

          Trucidato alfin cadrà.

Mustafà

          Sposa mia; non più Italiane.

          Torno a te. Deh! Mi perdona...

Elvira, Zulma, Haly

          Amorosa, docil, buona,

          Vostra moglie ognor sarà.

Isabella, Lindoro, Taddeo

          Andiamo...

Elvira, Zulma, Haly

          Buon viaggio!

Isabella, Lindoro, Taddeo

          ...Padroni!

Elvira, Zulma, Haly

          Stian bene!

Isabella, Lindoro, Taddeo

          Possiamo contenti

          Lasciar queste arene.

          Timor, nè periglio

          Per noi più non v'ha.

Elvira, Zulma, Haly

          Potete contenti

          Lasciar queste arene.

          Timor, nè periglio

          Per voi più non v'ha.

Tutti

          La bella Italiana

          Venuta in Algeri

          Insegna agli amanti

          Gelosi ed alteri,

          Che a tutti, se vuole,

          La Donna la fa.

SIPARIO

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