Litigando… s’impara


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LITIGANDO…S’IMPARA (PRIMA STESURA)

LITIGANDO … S’IMPARA

di Mario Mirelli

PERSONAGGI:

Il grillo parlante

Pinocchio

Noè

2 scimmie

2 insetti

Un polpo

Una foca

Un picchio

Un serpente

Un rinoceronte

Un elefante

Antenato del grillo parlante

Mastro Ciliegia

Mastro Geppetto

Pinocchio quando era un pezzo di legno

Saggio europeo

Saggio russo

Saggio africano

Saggio cinese

Saggio messicano

Saggio indiano

Re dei ragni

4 ragnetti

Il sole

rosso

arancione

giallo

azzurro

indaco

verde

viola

3 alberi

Il cavallo

L’orso

Il lupo

L’aquila

Lo scoiattolo

Il puma

PROLOGO

MUSICA 0: allegra, introdurrà e concluderà sempre le future apparizioni del Grillo e di Pinocchio

Sipario chiuso. Sul proscenio il Grillo Parlante guarda nervosamente l’orologio nell’attesa di qualcuno. Si sente bussare alla porta.

GRILLO                  Avanti!

Entra in scena Pinocchio con i movimenti rigidi tipici delle marionette.

PINOCCHIO           Buon giorno, Grillo, come va?

GRILLO                  Oh, Pinocchio, hai sempre voglia di scherzare. Oramai è più di un anno che sei diventato un bambino.

PINOCCHIO           Ma che bambino! Io non sono un bambino.

GRILLO                  Suvvia Pinocchio, togliti quel ridicolo naso e smettila di muoverti come un burattino.

PINOCCHIO           (Si toglie il naso finto) “Marionetta”, vorrai dire.

GRILLO                  Cosa?

PINOCCHIO           La parola giusta è ”marionetta”. I burattini sono un’altra cosa.

GRILLO                  Bravo! Vedo che la scuola ti ha fatto bene.

PINOCCHIO           Sì, certo, ma c’è qualcosa che non riesco proprio ad imparare.

GRILLO                  E cioè?

PINOCCHIO           Non so ancora come si fa a non litigare! Se la vita da burattino…cioè da marionetta…era difficile, la vita da bambino è un vero inferno!

GRILLO                  Esagerato!

PINOCCHIO           Invece sì, non faccio altro che litigare con i miei compagni per mille motivi diversi e alla fine non sono per nulla contento. Aiutami grillino, ti prego!

GRILLO                  Ma… mio povero Pinocchio, il litigio non è mai stato un problema. L’umanità litiga da sempre! Ed anche gli animali. Ricordo che il mio bis, bis…cinquantasette volte bis… nonno una volta ha assistito ad una quantità enorme di litigi!

PINOCCHIO           Davvero? E dove?

GRILLO                  Ma nell’arca di Noè, naturalmente, ai tempi del diluvio universale.

MUSICA 0

Escono dalla scena, si apre il sipario.

SCENA 1: litigio sull’arca

MUSICA 1: la tempesta, dalle quattro stagioni di Vivaldi.

Una luce illumina Noè che governa a fatica l’arca ruotando il timone, durante il diluvio. Passerella degli animali che a coppie escono sul proscenio poi si sistemano sul palco a formare un coro.

Improvvisazione con gli ombrelli.

NOÈ                       Come vaghiamo in mezzo ai flutti,

                              nell’oceano per salvarci tutti

                              da tifoni e venti terribili!

CORO                     Terribili!Terribili!

MUSICA 2: di sottofondo ad accompagnare il litigio tra tutti gli animali, incalzante.

Dal coro si stacca la coppia di scimmie che mima i movimenti tipici dei quadrumani; un animale va al microfono:

ANIMALE 1            Le scimmie parlan troppo, non stanno ferme mai,

                              fan sempre un gran baccano, combinando guai!

                              Son furbe e petulanti, ormai siam tutti stanchi,

                              di averle tra le zampe, non le sopportiamo più!

CORO                     Non le sopportiamo più!

Dal coro si staccano gli insetti che disturbano le scimmie mettendole in fuga e facendole ritornare nel coro.

ANIMALE 2           Formiche, vermi e ragni,

sembran piccoli e indifesi

                              Ma lasciano tutti offesi

                              Ci fanno disperar

CORO                     Ci fanno disperar!

Avanzano una foca ed un polpo in mezzo alla scena fronteggiandosi.

POLPO                    Maleducata foca, è mio questo posto,

                              se non ti fai da parte,

                              ti faccio un occhio pesto!

FOCA                     Ehi, polpo prepotente, lo sai non fai paura,

                              con tutte queste braccia hai perduto la misura.

CORO                     Hai perduto la misura!!

Escono sostituiti immediatamente da un picchio ed un serpente.

SERPENTE              Picchiato picchiatello, non hai niente da fare?

                              Con questo gran rumore non dormo e ho il mal di mare!

PICCHIO                Che sibili serpente?

A me della tua pace non me ne importa niente.

                              Tu sei così lungo che mi occupi l’ambiente!

CORO                     Ci occupi l’ambiente!!

Dal coro si staccano l’elefante e il rinoceronte.

ANIMALE 3           I pachidermi lenti

                              Son grossi ed ingombranti,

                              a sopportarli a lungo

diventano pesanti.

CORO                     Diventano pesanti!

L’elefante e il rinoceronte iniziano una gara di tiro alla corda mentre gli altri, nel gruppo cominciano a picchiarsi. Noè cerca di calmarli senza risultato. La musica si fa incalzante. Saltellando entra in scena l’antenato del grillo parlante.

BIS/GRILLO          BASTA! BASTA! BASTA!

                              Cos’è tutto ‘sto caos, tutto ‘sto lagnarsi?

                              Basta col criticare, basta col lamentarsi!

SCIMMIA 1            Basta? Basta un corno!

                              Siamo troppi sulla barca,

                              manca spazio, cibo e aria,

                              non c’è posto in tutta l’arca,

                              ci prendiamo la malaria!

CORO                     La malaria! La malaria!

BIS/GRILLO          Bene, chi è dunque il coraggioso

Quell’animale più generoso

Che pronto e senza esitare

Salta subito in mare?

INSETTO 1            Buttiamo giù gli elefanti

                              Staremo larghi tutti quanti!

SCIMMIA 2           Buttiamo in acqua il serpente!

                              È un animale che non serve a niente.

RINOCERONTE      Liberiamoci degli insetti

                              Staremo tutti meno stretti.

INSETTO 2            Uffa, ma nessuno di noi vuole andare,

                              forse è meglio per tutti restare

                              accordarsi e non criticare.

BIS/GRILLO          Finalmente qualcuno è saggio

                              Ci voleva proprio così tanto coraggio?

                              Se mi ascoltate con attenzione

                              Vi indico io la soluzione.

Tutti gli animali si avvicinano al grillo che illustra loro la soluzione. Intanto Noè si avvicina al microfono.

NOÈ                       Tutti capirono che era il momento

                              Di stipulare un regolamento.

Si chiude il sipario. Sul proscenio riappaiono il Grillo e Pinocchio.

Intermezzo 1

MUSICA 0

PINOCCHIO           Un regolamento! Uffa che barba.  Sempre la solita storia. Anche a scuola la maestra non fa altro che fissare regole che nessuno rispetta mai e tutto continua come prima.

GRILLO                  Ragazzo mio, temo che io possa darti solo dei consigli, ma tu dovrai aggiungere alla ricetta l’ingrediente principale!

PINOCCHIO           E sarebbe?

GRILLO                  L’impegno, mio caro Pinocchio, l’impegno!

PINOCCHIO           (Spazientito) Ma l’impegno a fare cosa?

GRILLO                  E va bene, ho capito…lavagna!!

Due attori portano in scena una lavagnetta. Il Grillo s’avvicina.

GRILLO                  Ti racconterò qualche storia che ti mostrerà quali sono (scrive) “Le regole della convivenza pacifica”.

PINOCCHIO           Dai! Racconta Grillino!

GRILLO                  La prima storia ha come protagonista proprio te, Pinocchio. Ricordi? Non eri ancora neanche una marionetta: eri soltanto un pezzo di legno. Nella bottega di Mastro Ciliegia…

SCENA 2: un pezzo di legno

MUSICA 0

Siamo nella bottega di Mastro Ciliegia. Il falegname lavora ad un pezzo di legno, impersonato da un attore.

M. CILIEGIA          Voglio usare questo bel pezzo di legno per fare una gamba di tavolino.

Si volta con le spalle al pezzo di legno per prendere gli attrezzi di lavoro. Il tronco, dispettoso, gli fa volare in terra il cappello. Mastro Ciliegia rimane raggelato dal terrore, le gambe gli tremano.

M. CILIEGIA          Chi è stato?

Si volta piano piano ma vede soltanto un pezzo di legno inanimato.

M. CILIEGIA          Eh, eh, eh…vuol dire che è stata una corrente d’aria.

Si china per raccogliere il proprio cappello e Pinocchio gli assesta un bel calcio nel sedere. Il falegname è sbalordito.

M. CILIEGIA          E no! (massaggiandosi il sedere) Adesso ho sentito bene che qui c’è qualcuno!  Ora lo cerco e, quando lo trovo, lo sistemo io!

Afferra dal suo banco di lavoro una grossa ascia e, minaccioso, si guarda in giro ma non vede nessuno, allora si rivolge al pubblico.

M. CILIEGIA          Avete visto chi è stato? Dov’è?… Mah… non vi capisco…vorrà dire che riprenderò a lavorare.

Alza la mano con l’ascia per sferrare un forte colpo sul pezzo di legno ma rimane impietrito.

PINOCCHIO           Non mi fare male!

A queste parole il falegname cade seduto in terra come fulminato dallo spavento. Si sente bussare alla porta.

M. GEPPETTO         E’ permesso?… E’ permesso?…

M. CILIEGIA          A…avan..ti

M. GEPPETTO         Buon giorno, mastro Antonio. Che cosa fai lì per terra?

M. CILIEGIA          Be… io… insegno le tabelline alle formiche.

M. GEPPETTO         Tanti auguri.

M. CILIEGIA          Come mai sei qui, Mastro Geppetto?

M. GEPPETTO         Sono venuto a chiederti un favore…

M. CILIEGIA          (alzandosi di scatto) Eccomi qui, pronto a servirti.

M. GEPPETTO         Stamattina ho pensato di fabbricare un bel burattino. Con esso voglio girare il mondo per guadagnare un pezzo di pane e un bicchiere di vino.

PINOCCHIO           Bravo Polendina!

M. GEPPETTO         (rivolto a Mastro Ciliegia) Perché mi offendi, lo sai che non sopporto di essere chiamato Polendina per via della mia parrucca gialla come la polenta.

M. CILIEGIA          E chi ti offende?

M. GEPPETTO         Tu. Mi hai chiamato Polendina.

M. CILIEGIA          Non sono stato io.

M. GEPPETTO         Certo! E allora sarei stato io? Sei stato tu!

M. CILIEGIA          No!

M. GEPPETTO         Sì!

M. CILIEGIA          No!

M. GEPPETTO         Sì!

Si azzuffano graffiandosi, mordendosi. Si ritrovano ognuno con la parrucca dell’altro tra le mani.

M. CILIEGIA          Rendimi la parrucca.

M. GEPPETTO         E tu rendimi la mia e facciamo la pace.

Dopo aver ripreso ognuno la propria parrucca, si stringono la mano e giurano di rimanere buon amici per tutta la vita.

M. GEPPETTO         Dunque, avrei bisogno di un po’ di legno per fabbricare il mio burattino, me lo dai?

M. CILIEGIA          (Come illuminato da una grande idea) Certo, certo (indicando il pezzo di legno parlante) puoi prendere quello lì!

Mastro Ciliegia si avvicina al pezzo di legno ma quello dà uno scossone e va a sbattere negli stinchi di Geppetto.

M. GEPPETTO         Ahi! Mastro Antonio! Ma sei impazzito! Mi hai quasi ammazzato.

M. CILIEGIA          Ti giuro che non sono stato io!

M. GEPPETTO         E allora chi è stato?

M. CILIEGIA          La colpa è tutta di questo pezzo di legno…

M. GEPPETTO         Lo so che è del legno ma sei stato tu che me lo hai lanciato!

M. CILIEGIA          Io? No, davvero.

M. GEPPETTO         Bugiardo!

M. CILIEGIA          Geppetto, non mi offendere, se no poi ti chiamo Polendina!

M. GEPPETTO         Asino!

M. CILIEGIA          Polendina.

M. GEPPETTO         Somaro!

M. CILIEGIA          Polendina.

M. GEPPETTO         Brutto scimmiotto!!

M. CILIEGIA          PO – LEN – DI – NA!

Geppetto si avventa sul falegname e se le suonano di santa ragione. Intanto il pezzo di legno se la ride. A battaglia finita i due si guardano sconsolati.

M. CILIEGIA          Non avevamo mai litigato così!

M. GEPPETTO         Alla nostra età! Dammi il pezzo di legno e facciamo la pace.

Si stringono la mano e giurano di rimanere buon amici per tutta la vita.

MUSICA 0

Si chiude il sipario.

Intermezzo 2

Sul proscenio rientrano Pinocchio e il Grillo Parlante.

GRILLO                  Allora, Pinocchio, cosa ti ha insegnato questo racconto?

PINOCCHIO           (Riflettendo) Beh…che anche gli adulti litigano!

GRILLO                  Oh, questo è sicuro. Ma, rifletti, chi dei due aveva ragione? Mastro Ciliegia o Geppetto?

PINOCCHIO           Il mio babbo aveva tutte le ragioni per dubitare di Mastro Ciliegia. Ma mastro Ciliegia non era colpevole…(ridendo) Ero io a fare gli scherzi!

GRILLO                  Esatto! Bravo Pinocchio! Nessuno dei due aveva la ragione tutta dalla sua! Questo ci permette di scrivere la prima regola…lavagna!!

Entrano i soliti due attori a portare la lavagna.

GRILLO                  (Scrivendo) “NON SEMPRE LA RAGIONE STA DA UNA SOLA PARTE”. Ma ora ascolta la storia dei sei saggi ciechi…

Escono tutti dalla scena e si apre il sipario.

MUSICA 0

SCENA 3: i sei saggi ciechi

MUSICA 3: comica, grottesca, cadenzata.

Entrano in scena sei saggi di nazionalità diverse. A causa della loro cecità tutti portano occhiali scuri, qualcuno ha un bastone. Avanzano in fila indiana, a tentoni, l’uno appoggiando la mano sinistra sulla spalla sinistra di chi gli sta davanti. Si sistemano sulla scena a semicerchio, rivolti verso il pubblico. A qualche passo di distanza da loro c’è un elefante.

CINESE                  Onolevoli colleghi, siamo qui liuniti per conoscele un animale che non abbiamo mai visto prima: l’elefante.

RUSSO                   Caro collega cinese, è ovvio che non lo abbiamo mai visto, poiché siamo tutti ciechi!

AFRICANO            Non solo ogghi fatti per gonoscere, anghe naso serve per gonoscere, anghe oregghie servono per gonoscere, anghe mani, anghe…

EUROPEO               (Interrompendo) Abbiamo capito il concetto, collega africano.

RUSSO                   Propongo di utilizzare le mani per toccare questo animale sconosciuto e poterlo descrivere agli altri.

INDIANO              Sono d’accordo. Vi mostrerò che la vera saggezza è quella indiana.

GLI ALTRI             Buu!!

EUROPEO               Siamo noi europei i più saggi!

AFRICANO            No, noi afrigani!

MESSICANO          No, noi messicani!

TUTTI                   Noi! Noi!

CINESE                  (Gridando più degli altri) Basta! (Abbassando la voce) Onolevoli colleghi, il nostlo compoltamento è molto poco onolevole!

MESSICANO          Plopongo… scusate…propongo di procedere con la prova amigos, i fatti parleranno da soli…andlè…andlè

MUSICA 4: allegra, comica.

Due alla volta i sei saggi si avvicinano all’elefante a tentoni e, ognuno toccando una parte diversa del corpo, dice la sua.

INDIANO              (Toccando l’orecchio) L’elefante è come un ventaglio.

RUSSO                   (Toccando una zampa) E’ come un albero

MESSICANO          (Toccando la coda) Vi sbagliate! L’elefante è come una fune.

AFRICANO            (Toccando una zanna) L’elefante è gome una langia.

CINESE                  (Toccando il fianco) Ellole, glosso ellole: l’elefante è simile a glande mulaglia cinese.

EUROPEO               (Toccando la proboscide) Avete tutti torto: l’elefante è come un serpente.

MESSICANO          No! Come una fune!

EUROPEO               Serpente!

CINESE                  Mulaglia!

AFRICANO            Avete torto!

RUSSO                   Ho ragione!

INDIANO              Bugiardo!

Le voci dei saggi si sovrappongono in una confusione assordante. Il sipario si chiude.

MUSICA 0

Intermezzo 3

Rientrano Pinocchio e il grillo.

GRILLO                  Allora Pinocchio, i sei saggi ciechi erano davvero saggi?

PINOCCHIO           Neanche un po’.

GRILLO                  E perché?

PINOCCHIO           Ognuno era sicuro di conoscere la verità. Se avessero accettato il punto di vista degli altri avrebbero capito davvero com’è fatto un elefante.

GRILLO                  Esatto, Pinocchio. Sei un ottimo allievo. Allora adesso possiamo…

PINOCCHIO           Ho capito…lavagnaaa!!!

La lavagna è portate velocemente in scena e il grillo scrive.

GRILLO                  “MI SFORZERÒ DI CAPIRE IL PUNTO DI VISTA ALTRUI”

PINOCCHIO           Ma…non è facile…

GRILLO                  E’ vero, ma ne vale la pena come ti dimostrerà il racconto di questa leggenda degli indiani del Nord America.

Escono tutti dalla scena, si riapre il sipario.

 

SCENA 4: la nascita dell’arcobaleno

La scena si svolge nella caverna del Re dei Ragni, sulle Montagne Rocciose. Su uno sfondo completamente nero si vedono tre ragnetti rannicchiati.

NARRATORE:         Sulla cima più alta delle Montagne Rocciose, in un’immensa grotta, Il Re dei Ragni aveva la sua dimora. Uomini ed animali lo servivano e ne erano terrorizzati.

MUSICA 5

I ragnetti cominciano a muovere lentamente le zampette, poi si spostano nello spazio, si fermano, tessono la tela, riprendono a muoversi.

MUSICA 6

Improvvisamente entra trafelato il quarto ragnetto.

Raggiunge il centro della scena e, allarmato, chiama a sé gli altri. Questi si avvicinano, parlottano e terrorizzati scappano in quattro direzioni diverse.

MUSICA 7

Entra il Re dei Ragni con tuba e bastone e avanza ballando

I quattro ragnetti si allineano a lato del Re accompagnandolo con il battito delle mani.

RE DEI RAGNI       Servi, chi comanda qui?

SERVI                    Tu, Re dei Ragni!

RE DEI RAGNI       Ah ah ah!

I servi ridono per imitazione ma sono fermati da un gesto del Re.

RE DEI RAGNI       Certo, perché io sono il più potente!

SERVI                    Ooooh! (esprimono finta meraviglia ma sono ancora interrotti da un gesto del Re)

RE DEI RAGNI       Il problema è che tutti hanno paura di me e mi lasciano solo (piange).

Anche i servi piangono ma sono ancora fermati dal Re.

RE DEI RAGNI       Ora basta! Mi state prendendo in giro!

MUSICA 8

Afferrato il suo bastone a due mani, il Re dei Ragni inizia a picchiare i suoi servi che arretrano in un cantuccio. Il tutto avviene al rallenty.

NARRATORE          Ma uno dei suoi servi, stanco di sopportare le violenze del Ragno, gli mostrò il Sole.

QUARTO RAGNO   Tu sei cattivo con noi, perché pensi d’essere invincibile, ma c’è qualcuno più potente di te,

RE DEI RAGNI       Ah sì? E chi sarebbe?

QUINTO RAGNO   E’ il Sole, che può incenerirti.

MUSICA 9

Il Re dei Ragni si volta verso il punto nel cielo indicato dal suo servo. Il Sole, nel fulgore della sua luce, avanza verso di lui.

Il Re arretra, abbagliato dalla luce del Sole.

NARRATORE          Il Re dei Ragni s’arrabbiò molto: “Il Sole ha voluto umiliarmi, ma io mi vendicherò” urlò.

Il Re dei Ragni s’infuria.

NARRATORE          Con i colori dei diamanti incastonati nella sua grotta, cominciò a tessere una tela meravigliosa.

MUSICA 10

Gli attori che impersonano i colori appaiono dalle quinte in ordine sparso con in mano, ognuno, un cuscino. Il Re li trascina uno alla volta al centro della scena. Inizia un’improvvisazione dei colori con i cuscini. La scena s’oscura, i cuscini creano degli effetti luminosi. Alla fine i colori lasciano cadere i cuscini e aprono una tela con i colori dell’arcobaleno.

Il Re dei Ragni afferra la tela mentre i colori vanno via tristi portandosi via i cuscini.

RE DEI RAGNI       Con questa tela catturerò il mio nemico: il sole! (esce dalla scena).

NARRATORE          A queste parole la natura si disperò: gli alberi piansero, gli animali si agitarono, si scatenò un temporale.

MUSICA 11

Entrano in scena alberi ed animali ed improvvisano agitazione e disperazione. Animali e piante si accasciano alla fine come morti.

NARRATORE          Il sole, sentendo l’agitazione della natura, intervenne. Con il suo raggio più caldo sciolse il ghiaccio che ricopriva il cuore del Re dei Ragni. Tutta la natura si risvegliò e gioì.

MUSICA 12

Arriva in scena il sole, scaglia i suoi raggi luminosi sulla natura addormentata (stelle filanti). La natura si risveglia e gioisce. Anche il Re dei Ragni partecipa alla gioia collettiva. Sul fondo della scena i colori aprono l’arcobaleno.

NARRATORE          Da quel giorno dopo una bufera compare l’arcobaleno che ci racconta di pace e serenità.

MUSICA 13

Tutti gli attori scendono tra il pubblico con dei panierini contenenti messaggi di pace scritti e disegnati che distribuiscono a tutti. Il sipario si chiude. Gli attori rientrano dietro le quinte. Sul proscenio entra Pinocchio.

Finale

PINOCCHIO           (Rivolto al pubblico) Oggi il Grillo mi ha raccontato tante storie. Ma la leggenda del Re dei Ragni mi ha insegnato la cosa più importante di tutte. E a voi?

Saluta il pubblico ed esce dalla scena.

MUSICA 0

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