LO GIURO
MENTIVO
di
Paola
Ponti
Un uomo seduto al banco degli imputati, di fronte al pubblico. Un immaginario
avvocato difensore seduto accanto a lui. L'immaginario Pubblico Ministero
seduto al banco dell'accusa, sulla sua sinistra. L'immaginario giudice siede
sopra la prima fila del pubblico. La giuria tra il pubblico.
Non ero in casa. Non ero in casa. Non c'ero, non ero l, non ero in caso, lo
giuro: NON C'ERO. In che altro modo posso dirvelo? Mimarlo? Se non c'ero, non
c'ero.
(pausa) Non m'ha visto nessuno, no.
(pausa) Al bar! Sono stato al bar! Tutto il tempo, s! Al bar di fronte a casa
mia.
(pausa) Eh abbastanza spesso. Il mercoled no, ecco. Chiude il mercoled.
(pausa) Non lo so. (pausa) E io non lo so! Cosa ci posso fare? Non lo so, come
si chiama! Non c'ho fatto caso, non me lo ricordo. Ci entro nei bar, non leggo
le insegne. E' un reato? (pausa) No, che vuoto!, era pieno di gente. (pausa.
sospira) Nessuno che possa testimoniare. (pausa) Eh? (pausa) Ehm Quattro ore,
direi. Quasi, insomma. (pausa) E' possibile perch glielo dico io: non c'
nessuno che possa testimoniare di avermi visto. (pausa) E chi gliel'ha detto
che mi conoscono tutti? (pausa) E presume sbagliato! (pausa) "Come
mai". "Come mai". Come mai, perch Mi travesto. (pausa) Non ho
detto che ho ammazzato qualcuno, ho detto che mi travesto. (pausa) Ma quale
travestito! Mi-travesto! (pausa) Da coleottero!, da uomo, no? (pausa. Lo
interrompe) Si sbaglia, invece. Non ho bisogno di nascondere proprio niente,
io, al resto del mondo. E' solo per risparmiare a mia moglie un dispiacere.
(pausa) No. Solo per andare al bar. (pausa) Non so Dipende dai periodi
(pausa) In questo periodo? Un paio. (pausa) Di volte al giorno, s. (pausa)
Dipende da quanto hai da fare. (pausa) Per travestirsi? Un attimo. (pausa) Ma
quali trucchi? Pezzo unico. Una parrucca. (pausa) No, castana. E senza boccoli.
(pausa) Un impermeabile, una giacca, qualunque cosa che passi inosservata. (lo
interrompe) Avevo! Avevo, il problema del gioco. E' risolto da anni ormai.
(pausa) Con la parrucca, no?
(pausa) Beh, dipende. Come si fa a dire? Un'ora, due stamattina, quattro.
(pausa) Dipende se vinci, dipende. C' un punto in cui vinci sempre, un po'.
Cosa fai?, te ne vai quando vinci? Allora vai avanti Delle volte lunga
perch quando sei quasi arrivato, "adesso vado a casa", TRAN! che
sbuca fuori una scala reale.
Pausa. Ascolta il giudice che lo invita a cominciare la sua arringa iniziale.
Va bene, s. Grazie. Devo mi metto? (pausa) Bene, s, va bene.
Si alza e va in proscenio. Raccoglie un attimo i pensieri.
Signore e signori della giuria. Sono qui quest'oggi perch accusato di un
crimine terribile. Di un omicidio. A una giovane donna. Non riesco a pensare a
una cosa pi orribile. E' anche un giorno importante per, per me questo. Posso
dire la verit.
Il 27 novembre, mattina. Pioveva a dirotto. Scelsi l'impermeabile. Chiusi la
porta alle mie spalle - parrucca calzata - attraversai la piazza e entrai al
bar. No. Comprai le sigarette prima. Avevo finito le sigarette, s. L'ultima
appena sveglio, e scesi a comprarle. La parrucca la misi dopo. Non l'ho mai
indossata con la tabaccaia. E' sveglia lei, ha gli occhi svelti. Da femmina.
Non come le due del bar. A loro gli uomini non interessano. Mi misi la parrucca
in macchina, ci salii apposta, e poi entrai al bar. Non si pu giocare senza
sigarette. Chiesi il cappuccino freddo e cominciai con la macchinetta del
poker. La mia, quella blu, all'angolo di sinistra. Stavo l, credo da quindici,
venti minuti, quando mi telefon mia moglie per dirmi che Dolores quel mattino
poteva restare soltanto fino alle undici. E che siccome mio figlio era malato,
dovevo restare io con lui. "Bene. Va bene.", dissi. Erano da poco
passate le dieci, e il telefono vibr di nuovo nel mio taschino: "Certo
che me lo ricordo, ho gi avvisato l'ufficio. Non sar in ritardo". Ero
uscito presto, avevo tutto il tempo. E qui accadde la prima delle stranezze
della giornata. Ci sono sempre dei preavvisi nelle giornate come quella. E' che
di solito io sono troppo distratto per accorgermene. Appesi il telefono, e in
pochi secondi, uscirono una scala reale e due poker. Uno di jack e uno di
donne. Fanno mille Euro, tanto per capirci. (pausa) Non era mia successo prima
che una telefonata di mia moglie Ero confuso, ecco. E provai anche una stretta
allo stomaco per aver sempre considerato le donne di casa mia delle
porta-sfighe. Solo dopo capii che l'effetto era collaterale Comunque: Vincevo
1000 euro. "Ne gioco un po' e vado su." Tanto era ancora presto. Alle
dieci e mezzo, con mezz'ora d'anticipo, ecco di nuovo Lina. "Amore, ho gi
parcheggiato. Sto salendo. Bene va bene", le dissi. (pausa) Chiusi la
comunicazione. Avevo al momento 800 euro. Mi diedi cinque minuti: ne persi 100,
e non facile, considerando che la puntata massima di venti punti equivale a
un euro. Stavo per ritirarmi e gratificarmi con il solito Lagauillin (?),
quando di nuovo mi vibr il petto. Tirai fuori il telefono e vidi apparire la
scritta "B.B."
La prima reazione fu sana: "Se rispondo, questa mi fa perdere tutto. Non
lo devo fare, non lo devo fare, non lo devo fare" Purtroppo per sapevo
che "questa" - mia suocera - avrebbe chiamato casa, e quindi risposi:
"Certo che sono con Luca. (pausa) Ah Eri tu prima? (pausa) No, non
rispondevo perch sto cucinando, mamma. (pausa) Purtroppo non posso passartelo
perch sta dormendo, se non l'hai gi svegliato. (pausa) Perch ammalato,
mamma. E se ammalato meglio non svegliarlo, mamma, se non l'hai gi
svegliato. (pausa) Bene va bene.", le dissi.
Il giudice lo interrompe.
Ah. S s, mi siedo, Vostro Onore. Bene va bene.
Si siede al banco degli imputati. Guarda in alto, verso il giudice che gli
parla.
S. (pausa) S. (pausa) Esatto, s. (pausa) Eh non saprei, non capisco nemmeno
cosa c'entri Rispondo! Certo che rispondo, signor Pubblico Ministero. No, non
l'ho scelta io Dolores. Per sono fiero di esserle sembrato qualcuno che ha la
facolt di- (il PM lo interrompe) Certo. Dolores era la ragazza che ci dava una
mano in casa. (pausa) "Colf", "babysitter", non so, stava
in casa. (pausa) Ah s? Non lo sapevo. (pausa) "Bella", non so s.
S era una bella ragazza, immagino (pausa) Immagino, per dire "nel senso
comune", non lo so, non ci ho mai pensato. Era bella. S. Era bella.
(pausa) No, non lo sapevo che facesse anche la modella. L'unica mia
preoccupazione con lei era riuscire ad avere dei pantaloni stirati. (pausa) La
prima volta che la vidi? Pensai che aveva un nome piuttosto pessimista. (si
ferma un attimo) Era davvero cos alta? (pausa) Si vedr anche. Io non l'ho mai
visto.
Si blocca e si volta ad ascoltare il PM.
S, dov'eravamo ah, alla seconda magia della giornata: B.B. Appena riappesi al
telefono, risalii in un lampo a 1055 euro. Avevo detto per la seconda volta che
stavo gi con Luca ma nessuno va a riscuotere mille e cinquantacinque euro:
"Faccio mille e salgo su" Ma eccoti un'altra scala. E un tris d'assi.
Una doppia, un'altra doppia, un poker. Credevo che la macchinetta fosse
impazzita. In realt sono impazzito io, e ho continuato a giocare, giocare,
giocare. Non lo so quanto tempo passato, ma so che cosa mi ha fermato.
"Signor Guidi! (pausa) SIGNOR GUIDI!" (pausa) Mi si raggel il
sangue. Era diventato una specie di crostone, come l'acqua nei termosifoni
quando ghiaccia. Come faceva la vecchia lesbica della cassa a sapere il mio
nome?
(pausa) "C' qualcuno che si chiama Guidi qui dentro? (pausa) A signo',
nun ce sta il signor Guidi. 'Vederci" (sospira) Non lo sapeva! che mi
chiamavo Guidi. C'era solo qualcuno al telefono, per un certo signor Guidi.
Chi?
Lo scoprii solo pi tardi che era stata mia moglie. Povero angelo, era tornata
a casa e aveva trovato Dolores l, distesa, nell'atrio. Mi aveva cercato
ovunque fino a quando con coraggio prov persino al-
Il PM lo interrompe.
Perch, gliel'ho detto, il gioco era ormai un vizio antico e superato. Infatti,
essendo antico superato, nessun signor Guidi rispose a quel telefono. (pausa)
Era pi di un anno ormai che nessuno rispondeva pi a quel telefono.
Parla il PM.
Gelosa mia moglie? Non posso pensare a una cosa pi lontana dal vero. Lina mi
conosce.
Parla il PM.
Certo che ci pensavo a mio figlio! Ma insieme pensavo: "In fondo ha undici
anni, non mica un bambino. E poi tanto io arrivo subito".
Parla il PM.
Per cosa, per le parrucche? (pausa) Dici che mamma amava le parrucche -
naturalmente solo se nelle condizioni di non poter smentire, cio morta o
poco credibile, la mia ci nata poco credibile. Te ne compri una dozzina, le
sistemi nell'armadio, magari in ordine sparso - pi difficile accorgersi se
ne manca qualcuna. Poi, per sicurezza, se hai una moglie che adora l'ordine,
"precisina", le dici che oltre alle parrucche, mamma amava conservare
certi insetti che le ricordavano momenti campestri del passato, soprattutto
vermi e ragni, e cos stai tranquillo che almeno l, tanta voglia di essere
ordinata, non le verr.
Parla il PM.
No, in quello sono stato fortunato. Non ho dovuto comprare niente. Li
mummificava davvero, mamma, gli insetti.
Parla il Giudice.
No, qui la devo interrompere, Vostro Onore, mi perdoni. Quando la Polizia mi ha
trovato che salivo sulla macchina "sgattaiolando come un ladro", come
dice lei, non stavo sgattaiolando da casa, ma soltanto da mia moglie. (pausa) E
non venivo da casa, venivo dal bar!
Parla il PM.
Ci stavo andando da Luca!, ero solo un po' in ritardo
Si volta verso l'avvocato difensore.
Anche lei per, cosa sta l a fare, mi scusi? Non so se ha capito esattamente
la situazione, ma quello che deve dimostrare che il suo cliente non altro
che un mentitore cronico. E non deve essere difficile visto che ci ho passato
la vita! (realizza in quel momento) Ecco perch ci ho passato la vita! Perch
facile! E' la verit, il problema. Io non so pi come dirvelo: Lo giuro,
mentivo!
Parla il giudice.
Cosa? (pausa) No, mio figlio un altro argomento. Il guaio di mio figlio che
mio figlio. E i figli si fidano. Almeno a undic'anni! Gli ho telefonato e gli
ho detto "Sto salendo. Ho gi parcheggiato. Ti preparo l'arrosto." Io
ho detto che stavo in cucina? Bene, io stavo in cucina. E poi, l'hanno trovato
che dormiva, no? Troppi antibiotici. (pausa) Quando l'ho chiamato? Un'ora prima
che arrivasse Lina.
Parla il PM.
E Lina Lina Come fa ad ammettere che sono stato in quel bar per tutto quel
tempo? Significherebbe che in tutti questi anni hai avuto al fianco qualcuno
che non ha mai fatto quello che ti diceva di fare, che non stava mai nel posto
in cui ti diceva di stare E tu gli hai sempre creduto. (pausa) Ti senti un
idiota, immagino.
Parla il giudice.
Ma s, s, avr anche scoperto che Dolores era, come dice lei,
"perdutamente" innamorata di me, ma mia moglie mi conosce, Vostro
Onore.
Parla il Giudice.
S, gliel'ho detto anch'io. Era bella. (pausa) "Bellissima?", ha
detto cos? S, Lina la amava molto, Dolores. La chiamava "La
Sirena". (riflette un attimo) Ma potr mai essere cos io? Una giovane
sirena si innamora perdutamente di me, e io NON ME NE ACCORGO?!
Parla il PM.
S. Certo. (pausa) Perch il mio nome urlato a squarciagola aveva ormai
spezzato ogni ritmo di gioco, e poi avevo anche perso quasi tutto. Giusto
qualche minuto per perdere anche gli ultimi euro e corsi da Luca. Il problema
fu che, messo il piede fuori dal bar Vent- VENTOSE! Ecco come si chiama!
(entusiasta) Vostro Onore, me lo sono ricordato il nome, si chiama Ventose, il
bar!! (pausa. mortificato) Ah. Bene va bene. Messo il piede fuori dal bar,
Ventose, feci per attraversare la piazza. Purtroppo c'era gi parcheggiata la
Mercedes di mia moglie.
Parla il PM.
Cosa ho pensato? Fra la vasta gamma possibile, credo di aver scelto: "Oh
cazzo." Cos'altro potevo pensare? Mia moglie era rientrata prima di me. E
quando la Polizia mi ha visto partire a "a gran velocit", vorrei
solo ricordare alla giuria che la mia auto stata immatricolata nel 1981.
Comunque la verit che volevo solo farla sbollire un po', l'avrei chiamata da
fuori per sondare il campo, e intanto pensare ai vari dettagli di una scusa
appropriata.
Parla il PM.
Guardi, tanto per capirci, Dolores lavorava da noi da quasi tre anni e ci
saremo rivolti la parola trenta volte in tutto. Io non avevo niente da dirle,
lei non aveva niente da dirmi. E se proprio mi premeva di parlare, gli accenni
pi ambigui, come li chiama lei, credo fossero "immagino che neanche oggi
tu abbia avuto il tempo di stirare le mie camicie" oppure "possibile
che l'unico paio di pantaloni puliti che ci sia nel mio armadio sia anche
quello che ho messo alla commemorazione di Moro?". No, aspetti. Una volta
le ho anche chiesto se era di Buones Aires citt. (pausa) E lei mi ha risposto
"S".
Parla il PM.
Eh, lo so che scriveva cose diverse sul diario. Adesso lo so, per! L'unica
cosa che sapevo prima era che stavo bene spettinato, possibilmente con le
occhiaie, e che semplicemente "adorava" il tanfo di fumo che mi
accompagnavo dentro casa, la sera, insieme al mio cappotto. (pausa) Qualche
problemino la ragazza doveva avercelo, no?
Parla il PM.
No, mia suocera ha detto quello che ha detto perch?- Senta, lo vuol sapere
perch l'ho segnata B.B. sul telefono? (pausa) No, non Brigitte Bardot. Ma la
Belva di Belsen. L'unica donna a capo di un lager durante il Nazismo. Devo dire
altro?
Parla il Giudice.
Come? (pausa) Una lettera? (pausa) Ah. E viene letta qui, adesso? (pausa) No,
mi pare solo una strana procedura. E quando l'ha scritta, mia moglie, questa
lettera? (pausa) Ah. (all'avv. difensore) Immagino, avvocato, che fosse un
dettaglio di poca cosa, inutile avvertirmi
Parla il giudice.
S, Vostro Onore, certo che sono interessato Vostro Onore, mi scusi. (pausa)
Bene va bene.
Diventa il giudice che legge la lettera.
Signore e signori della Corte, questo tribunale ha concesso alla testimone Lina
Guidi che venisse letta quest'oggi questa lettera, da noi gi autenticata ieri
pomeriggio, perch fosse vagliata la possibilit di metterla in seguito agli
atti, come testimonianza effettiva. Vi chiedo tutta l'attenzione necessaria.
"Vostro Onore, avvocati, signori della Giuria, Vi chiedo umilmente scusa
per non poter essere qui, oggi, davanti a questa Corte, per testimoniare a
favore di mio marito, ma un tragico evento mi costringe a questa dichiarazione
in forma epistolare.
Prima di cominciare, mi preme sottolineare che l'amore per mio marito stato
ed un amore infinitamente grande, senza il quale la mia vita non avrebbe
avuto in passato e non avrebbe tuttora alcun senso. Mio marito un uomo
straordinario e come tale merita di restare un uomo libero.
La povera Dolores ha passato con noi tre anni. Sembrava ancora una bambina,
quando l'assunsi, nonostante la sua maggiore et. Era ingenua, sprovveduta,
arrivava da una Argentina certo povera ma di saldi principi cattolici. Mio
marito un uomo intelligente e affettuoso, signori della Corte. E la piccola
Dolores si innamor presto di lui. Gelosa? E perch mai? Mio marito sa sempre
come comportarsi. E cos infatti fu. (pausa) Per quasi due anni. (pausa) Due
anni di rinunce davanti al corpo di una sirena. Ma l'uomo carne e la carne
fragile. E cos Bruno e Dolores cominciarono a vedersi fuori casa, e
precisamente al Motel Venezia.
Questo, signori, vi sar piuttosto facile da verificare, perch ad un controllo
del registro apparir con frequente regolarit il nome Signora Lina Guidi.
Esatto, Lina Guidi, il mio nome. Dolores mi aveva rubato la carta di Identit,
che io naturalmente denunciai, ma in certi alberghi non si verifica molto,
l'importante pagare. Me ne accorsi una volta per caso, riordinando la sua
borsa. Non le dissi nulla. Volevo capire il motivo. Cos la seguii. Solo per evitarle
di finire nei guai, naturalmente. Fu cos che venni a conoscenza del Motel
Venezia. Un giorno la vidi arrivare sottobraccio a Bruno. Ne fui sconvolta.
Per, dovevo pazientare. Due persone di cos diversa cultura Certo Dolores era
molto bella, ma non sapeva quasi leggere n scrivere, e quella pelle cos
scura Tutto si sarebbe risolto con l'aiuto del tempo e dell'amore grande che
ci ha sempre unito. Ma pass un anno e non successe nulla. Non mi restava
scelta, dovetti affrontare Dolores. (pausa) Lei, certo, Bruno era solo la
vittima. Andai da lei e le dissi di andarsene. Che strazio al cuore pensare ora
in che modo scoppi a piangere. Era solo una ragazzina in fondo. Troppo
fragile. Mi chiese scusa e prepar i bagagli. Come potevo biasimarla, io per prima
sapevo bene quanto difficile resistere al fascino irruente di Bruno. Disse
che sarebbe scomparsa, che non ci avrebbe mai pi dato fastidio e in questo,
bisogna dirlo, fu sincera. Mi chiese solo di non dire nulla a Bruno. E io
accettai.
Il mattino seguente Dolores sarebbe uscita molto presto. Bruno sarebbe arrivato
molto tardi. (pausa) Ora. Io non so cosa sia accaduto, ma evidentemente i due
si sono incrociati e la situazione degenerata fino allo strangolamento della
povera Dolores.
Ecco la storia, Signori della giuria. La storia di un momento di follia. Bruno
l'uomo pi buono che io conosca e per questo, come ho scritto all'inizio di
questa lettera, ha il diritto di restare un uomo libero. Libero al cospetto di
Dio. (pausa) Per questo io oggi non ho potuto tacere. Perch solo pagando per
quello che ha fatto, potr un giorno raggiungere il regno dei cieli. Perch
solo scontando la pena del suo peccato, il suo adulterio, gi perdonato da sua
moglie, potr essere perdonato da questa Corte e un giorno da Nostro
Signore.
Grazie per l'attenzione che mi avete preservato. E con l'aiuto della mia fede,
mi vedo tristemente costretta a lasciare questo paese, mio figlio e mio marito
per correrre in Nuova Zelanda, al capezzale del mio povero padre, sperando che
queste ultime terribili vicende non l'abbiano raggiunto negli ultimi momenti
che gli rimangono di vita. E sperando altres di raggiungerlo in tempo per un
ultimo estremo saluto, in fede, Lina Guidi."
(pausa) Bene, signor Guidi, a questo punto le lascerei la parola per una
replica. Prima che lei si imbarchi in strane dichiarazioni, ci tengo a
precisare che, per quanto riguarda il Motel Venezia, gi stato fatto un
controllo, ed effettivamente, per la durata di un anno, sul registro annotata
con regolarit la Carta di Identit della signora Lina Guidi. Insieme
naturalmente alla sua, signor Bruno Guidi.
Torna Bruno Guidi.
(lunga pausa) Vorrei solo dire due cose, Vostro Onore. La prima, se mi
permette, un pensiero per mio suocero. E' stato un grande uomo. Forte,
coraggioso, alto due metri, gli occhi azzurri come il cielo. Uno dei nostri
migliori scalatori. Mia moglie lo adorava pi di ogni altra cosa al mondo. Vi
dico solo che ogni notte, da venticinque anni, prima di concedersi al sonno,
Lina mi legge brani del Mein Kampf, perch cos faceva suo padre con lei quando
era una bambina.
E ora io riesco a capire perfettamente perch abbia dovuto lasciare di corsa
questo paese, suo figlio e suo marito, anche nel mezzo di un processo.
Pausa.
"La seconda cosa?" Eh, la seconda cosa. Vi ho gi detto, mia moglie
una donna molto ordinata e si prende molta cura di me. In ogni dettaglio,
direi. Per questo infatti, la cara Lina, preferisce, da sempre, conservare lei
per me il mio passaporto, la mia tessera sanitaria, la mia Carta d'Identit.
Signor Giudice, Lina, per precauzione, non vuole che io sappia nemmeno dove
conserva le mie cose. Sa tanto per non perderle
Pausa.
Ah, Vostro Onore, un'ultima cosa. Una sciocchezza forse, che per sento che in
qualche modo pu essere utile alla conclusione di questo processo:
Ho detto che mio suocero, il mio adorato suocero ariano, l'uomo per cui mia
moglie ha lasciato il paese, costretta per la mia difesa addirittura a una
dichiarazione in forma epistolare, lo stesso uomo per cui mia moglie mi legge
ogni notte il Mein Kampf da venticinque anni. Ecco ho scordato di aggiungere
che mia moglie mi rallegra di questa amena lettura proprio da venticinque anni
perch proprio da venticinque anni che mio suocero ci ha tristemente
lasciati. E non per la Nuova Zelanda ma per il regno dei cieli. Come, immagino,
"vi sar facile verificare", mio suocero deceduto a Roma il 22
Dicembre 1977.
(pausa) Grazie, Vostro Onore. Grazie a tutti per la pazienza. Buonasera.
Buio.
Sipario.
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