Lo scambio di persona

LO SCAMBIO DI PERSONA

LO SCAMBIO DI PERSONA
(storia di una rivoluzione mediatica nellanno 0)

di

Lorenzo Ait


Scena I: Strani echi nel deserto

Luogo: una locanda
Tempo: orario indefinito della sera

(un gruppo di uomini seduti a un tavolino sono intenti a bere e discutere)

1Uomo: dicono che sia nato da una vergine
2Uomo: lo hanno detto anche di quellaltro; di quello che girava a piedi nel deserto
1Uomo: questo qui nel deserto ci stato un mese!
3Uomo: (un po brillo) vero, lho sentito anchio, senza mangiare e senza dormire dicono
2Uomo: quantera? quaranta giorni? A me hanno detto che non ha bevuto
1Uomo: non essere ridicolo, come si pu resistere per un mese senza bere?
3Uomo: (sollevando il bicchiere, ubriaco) non si pu!
1Uomo: (brindando con lamico) no, non si pu!
2Uomo: (dopo un po) secondo voi davvero chi dice di essere?
3Uomo: (frastornato dal vino ) perch? Chi dice di essere?
1uomo: non dice di essere nessuno, questo il guaio
3Uomo: (ormai totalmente escluso dalla conversazione) perch? Chi ?
2Uomo: se non dice di esserlo forse lo davvero!
1Uomo: non lo soe se fosse un impostore?
2Uomo: non sarebbe il primo!
1Uomo: n lultimo! 
3Uomo: Amen! (alza il boccale, brindano)
1Uomo: (rompendo il silenzio) comunque, se mente, lo sapremo presto
2Uomo: gi: non si pu andare in giro a parlar male dellimpero
3Uomo: ci metteranno poco a scoprirlo, e dopo che ti scoprono zack, si purificano tutti i mali sotto la croce! (le sue parole, quasi casuali, lasciano i due ammutoliti)
1Uomo: (serio, rompendo il silenzio) se mente, durer poco. Chi si ribella sa che la pena la morte
2Uomo: a proposito, hai sentito leditto? Ora danno la caccia a Barabba
3Uomo: (versandosi da bere) venti denari che non lo prendono prima di un mese

(si illumina una parte di palco finora rimasta in penombra; le voci dei tre uomini diventano gradualmente inudibili insieme con la luce che su di loro sfuma sino alla penombra: i tre continueranno a parlare ma noi non li sentiremo. Sul nuovo tavolo troveremo due uomini seduti con fare circospetto) 

Pietro: le voci sono arrivate fino a qui
Paolo: meglio ti dico, ora che tutti sappiano!
Pietro: troppo presto! mi chiedo chi ne sia il responsabile 
Paolo: che importa chi? Importa che adesso! 
Pietro: non siamo ancora forti abbastanza! Adesso sarebbe un genocidio
Paolo: apri gli occhi fratello! Guardati intorno: il popolo dalla nostra: sufficiente che si levi una voce che subito ne seguono altre cento; e questo non solo nella Galilea, ma in tutte le province dellimpero
Pietro: non sei mai uscito da Gerusalemme, che ne puoi sapere tu?
Paolo: la voce comune questa
Pietro: le voci comuni sono dicerie. (cita) Niente echi nel deserto ricordi? Bisogna guardare coi nostri occhi, toccare con mano
Paolo: e Barabba? Anche Barabba una diceria? Ma lo sai che ha scomodato perfino il governatore egemone? E un uomo solo, Simone! E sta dando filo da torcere allimpero Romano!
Pietro: sta infastidendo il governatore: limpero non sa nemmeno che esistiamo! o quale tra le sue province sar la prima a morire  
Paolo: siamo vicini al punto di svolta ti dico. Mi chiedo se non dovremo sposare anche noi la sua causa
Pietro: abbassa la voce, sei impazzito?
Paolo: (quasi invocandolo) di abbassare la testa che mi sono stufato, fratello mio
Pietro: e da quando sei un uomo davventura? Tu fai il pescatore, figlio di pescatori
Paolo: le cose possono cambiare
Pietro: solo se cambiano lentamente. Barabba ha i giorni contati, hai sentito quegluomini laggi?
Paolo: stai a sentire quattro ubriaconi? E dici a me che credo a tutte le voci che circolano?
Pietro: la notizia vera: passato leditto
Paolo: (alza la testa, guarda fisso negli occhi lamico, poi cambiando tono) peccato, aveva il carisma di un capo quel Barabba
Pietro: ehinon darlo gi per morto
Paolo: una volta lho sentito parlare, aveva radunato una folla che
Pietro: potrebbe passare del tempo prima che lo prendano; e si diventa molto pericolosi con una condanna sulla testa
Paolo: che intenzioni hai?
Pietro: forse non cos sbagliato prendere contatti con questi rivoluzionariteste calde che per
Paolo: hai intenzione di
Pietro: (portandosi lindice alle labbra) Shh!

(il 3Uomo, quello ubriaco, si fa avanti e dal suo tavolo raggiunge i due prendendoli alle spalle)

3Uomo: (visibilmente barcollante) buonasera signori, volete unirvi a noi?
Pietro: no, mio caro amico, ti ringrazio: abbiamo gia fatto il pieno
3Uomo: una caraffa sola? Per due persone? Non dovete essere molto ospitali dalle vostre parti
Paolo: scusa la scortesia di mio fratello, il fatto che da quando sposato, la moglie non gli permette pi di bere quanto vorrebbe 
3Uomo: rimanete almeno il tempo di una scommessa; sapete, noi l, si discuteva del presunto messia, quello nuovo, quel Nazzareno
Pietro: di che parli?
3Uomo: ovv, che lo sanno tutti! Quello che si dice sia il vero messia, quello dei miracoli! Il re del popolo, il redentore!
1Uomo: (gridando dal tavolino) Melchiorre! Brutto rincretinito vuoi tapparti quella bocca? Vuoi farci arrestare tutti?
Paolo: scusa amico, non sappiamo di che stai parlando
2Uomo: (che nel frattempo lo ha raggiunto, portandoselo via) scusatelo voi, ubriaco fradicio
Pietro: (sdrammatizzando) beh, si vede che non ha una moglie
2Uomo: (sorridendo) gi

(i tre lasciano la locanda confabulando, ci scappa anche qualche ceffone per Melchiorre)

Paolo: chi avr messo in giro queste notizie?
Pietro: la gente
Paolo: voci? Sono troppo simili fra loro
Pietro: nientaltro le parole dei profetiqueste voci si alternano da annia parte quella storia della vergine segno che il disagio diventato pi forte: la gente invoca un redentore

(pausa)

Paolo: ah, lavevo dimenticato, Ismael tornato 
Pietro: con quali notizie?
Paolo: brutte: non possiamo contare sulla comunit Essena, vogliono restare isolati
Pietro: peccato, una guida spirituale sarebbe servita a perorare la causa
Paolo: c sempre quel Nazzareno
Pietro: si, se esistesse davveroe se avesse il carisma necessario
Paolo: e se ce lavesse?
Pietro: e se nemmeno esistesse? No, non bisogna sognare, procediamo come abbiamo sempre fatto: un passo alla volta, lunico modo

(le luci si abbassano fino al buio)

Scena II: Il Battista scende in campo

Luogo: la cella di una prigione 
Tempo: orario indefinito della notte

Giovanni Battista: (ha in mano una pergamena consegnatagli da un uomo, Melchiorre, lubriaco della prima scena) dunque ci che mi riferisci vero
Melchiorre: si, mio signore, anche le voci che danno prossimo il suo arrivo
Giovanni Battista: questo conferma le nostre previsioni. I segni sono chiari, e non v dubbio alcuno sul loro significato (al servo)ti ringrazio, mi hai reso un gran servigio; ora va, lasciami solo, devo meditare. (il servo esce) i morti stanno resuscitando, i ciechi recuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi guariscono e beato colui che non si scandalizza di me. Colui che doveva venire ora giunto; e i suoi nemici inciamperanno in lui stesso. Adesso si pentiranno di aver congiurato contro di me! Si! Non me ne rester in silenzio in questo fetido buco aspettando la morte. No, non ora che anche lultimo dei condottieri sceso sul campo di battaglia! Giovanni detto il Battista si schierer con lui, e brucer con lui se necessarioma non prima di aver redento i popoli col clamore dello spirito santo e della ribellione. Lui scender in campo, cos stato annunciato, e le genti lo seguiranno strillando nel suo nome fino a non avere pi voce. 
Ma una cosa alla volta adesso, un passo alla volta, come consiglia quel Simone. Ora pensiamo ad uscire dallombra, dopo recluteremo le genti (cammina in direzione della porta della sua cella, durante il percorso passa attraverso il fascio di luce che filtra dalla feritoia e ne rimane immerso; solleva la mano che, illuminata dal fascio di luce proietta la sua ombra lontano sul pavimento; ha un accenno di risa, poi si volta freneticamente, come indaffarato ed immerge la mano ne catino dellacqua; tirando fuori la mano gocciolante) Io li purificher nellacqua ma giuro qui, sin dora, che non passer un mese e sar il fuoco che alimenteremo dentro ognuno di loro a guidarliil fuoco della consapevolezzala ribellione passa attraverso il disagioli render consapevoli del loro disagio (la cella si apre, lo investe una luce fortissima, buio)

Scena III: Lavvento di un nuovo messia

Luogo: un mercato
Tempo: ora imprecisata del giorno

(entra una sorta di guitto, di giullare)

Messia: lavorate gente, lavorate! Cavate i frutti della terra per venderli al mercato! Ci sono le leggi che ve lo permettono; ci sono le leggi che ve lo impongono! Quanto mi costa un cesto di frutta? Pochi denari? Eccoveli sparpagliati in terra! brutti pecoroni che fate? Li raccogliete? Guardateli meglio e li calpesterete! Chi vuole leffige tutta doro dellimperatore? Chi vuole la moneta dargento con su la faccia del governatore egemone? Io getto oro ma dispenso saggezza! ma si, le monete raccogliete, che solo di quelle riuscite ad accorgervi quando vi passano davanti; e intanto vi fate comprare la libert della vostra terradella vostra indipendenzaprendeteprendete, per poi dare a Cesare tutto quello che avete! Ehi tu storpio, quanto la pagheresti la tua gamba nuova? Uno? Due? Trecento denari? E la vita di un uomo non vale che poche decine! (canta) Mio fratello un condannato che verr presto inchiodato come eloquente il viso di un uomo, quando ha sbagliato e chiede perdono ma che fate? Vi allontanate? Ora che ho la saccoccia vuota non vi interessa pi quello che ha da dire un povero pazzo eh? Quaranta giorniquaranta giorni ci sono stato in mezzo al deserto, a nutrirmi di sabbia, a nutrirmi di rabbiaa parlare al Signore! A ballare per ore! A cantare alla luna, per un po di fortuna! Sono entrato nel tempio. Dovete salvarlo! Gli ho detto E innocente! Gli ho gridato Le prove volevano Sofisti! Mistificatori! Se avevo le prove me lo salvavo da solo, io, no? Non venivo mica a chiedervi la misericordia! Dimostra la sua innocenza mi han detto! Ma dimostratemela voi allora, no? La sua colpevolezza! La legge divina non pu cambiarla luomo, occhio per occhio dice la Bibbia! Va lha, gli ho risposto, che la legge divina lha scritta un uomo sotto dettatura, questo che dice la Bibbia! E gli uomini sbagliano pi a copiare che non a fare di testa loro Ciechi! Pi ciechi dei ciechi e anche sordi, perch non volete sentire! Mai che si ricordino di perdonare! Prega mi han detto E io gi, che mi son messo a pregarli, in ginocchio. Non noi, il Signore! Ma il Signore lento! Gli ho detto! Mi ci vuole tempo, almeno una settimana: non ammazzatemelo subito che lunico fratello che ho! Un mese mi han dato, e dopo una settimana, puff! Ero orfano di fratello e di casa Impero maledetto! Ma adesso che ho perso tutto non mi potete togliere pi niente voi! Adesso sono un uomo libero io! Ora ve la faccio vedere ioquanto vale un popolo che soffre! Quanto Vale? (tra s) Quanto vale? Niente, niente vale Tutti l, ad azzuffarsi per poche monete, a idolatrare lunico dio che gli influenza la vita Le lagrime dei profeti conservano nei templima conservassero un po il sudore di un contadino, , o i calli di un maniscalco! Venerate voi stessi, che siete umili, non chi vi predica lumilt! La Santa Istituzionefinir per seppellirci tutti, ve lo dico io Popolo della Galilea! Impara a contarti popolo della Galilea! Scendete in piazza, uomini! Che finch si in dieci o venti ci possono bastonare, ma quando siamo in quarantamila ci devono dar retta per forza! Uscite dalle case! Ci saran trecento soldati in tutta la provincia e sono tutti figli di contadini! Fate vedere le facce, chi perde la propria guerra uno sconfitto, ma chi non la combatte un perdente! Ma perch non c pi nessuno in giro? Cos che vi spaventa? (si sentono i passi dei centurioni) Quattro o cinque soldati in armatura? Uscite fuori gente, mettetevi alla finestra, guardate in quanti sono venuti per zittire un povero pazzo! Hanno le armature, hanno gli elmetti, hanno le spade di legno! Affacciatevi alla finestra codardi, venite a vedere come si arrestano i pazzi! Venite a vedere quanto sono pericolosi i pazzi! Picchiatemi, picchiatemi forte, che non vi vede nessuno, picchiatemi per dimostrare a voi stessi di esistere, lunica libert che avete, quella contro il pi debole! 

( il rumore dei passi dei centurioni si fanno sempre pi forti, la luce cala diventando rossastra, luomo si ritrae su se stesso come per proteggersi)

Scena IV: Un incontro sospetto 

Luogo: il mercato dopo il passaggio delle guardie
Tempo: il tramonto 

(in strada non c pi nessuno, tranne un uomo seduto in un angolo; sembra che attraverso il mercato sia passato un tifone; sopraggiunge Pietro)

Pietro: cosa successo qui?
Nazzareno: c stato un comizio
Pietro: tenuto da chi?
Nazzareno: che importa?
Pietro: importa a me! Cosa successo? Qualcuno stato catturato?
Nazzareno: i tuoi fratelli sono al sicuro, non temere
Pietro: io non ti conosco, chi sei?
Nazzareno: tu sei Simone vero?
Pietro: no, ti sbagli
Nazzareno: e di mestiere fai il pescatore

(la luce cambia)

Pietro: (dopo un attimo di silenzio) chi sei?
Nazzareno: seguimi

(luomo sparisce dietro una via, Pietro lo segue. Buio)

Scena V: Le orecchie dei mercanti

Luogo: il Mercato
Tempo: unora dopo il passaggio del messia

1Mercante: era il messia quello?
2Mercante: quale?
1Mercante: quello che parlavache ha tenuto un comizio poco fa
2Mercante: io non ho udito nessun comizio
1Mercante: (dopo averci pensato) ma certo, neanchio
2Mercante: comunque cos che diceva?
1Mercante: chi?
2Mercante: quello che prima non ha parlatoin quel comizio che io non ho udito e tu non hai visto
1Mercante: ahnon parlava di nienten male dellimpero n male dei sacerdotisolo aveva dei soldi da buttare
2Mercante: si, quello lo so: io sono stato tra i primi che non li ha raccolti
1Mercante: infatti io non ti ho visto farlo. Lo sai che cosa si dice in giro?
2Mercante: pi interessante, di questi tempi, sapere cosa non si dice
1Mercante: i soldati confiscano le monete che i pazzi gettano in terra: il governatore sostiene che tutto ci che stato guadagnato senza fatica appartiene allimpero ed patrimonio delle province
2Mercante: ma se appartiene allimpero non pu essere patrimonio delle province
1Mercante: si, se le province appartengono anche loro allimpero
2Mercante: se avessi dei soldi in pi, ci pagherei le tasse
1Mercante: ma siccome non li hai ed io del resto non ti ho visto raccoglierlinessuno dir che ne hai raccolti anche per me
2Mercante: (tira fuori i denari, li da allamico che poi si allontana, rimasto solo, fra se) se non puoi fare niente alla tua colpa, rendi colpevole chi ti sta intorno 

Scena: VI: Limboscata

Luogo: un uliveto
Tempo: prime ore della notte

Paolo: non mi sento tranquillo in questo luogo
Pietro: hai paura degli alberi o delle ombre?
Paolo: ho paura di ci che non conosco; e di quelluomo che non conosciamo
Pietro: ma lui sa di noi, e questo pu rappresentare un pericolo per la comunit 
Paolo: la comunit sono le nostre famiglie e pochi amici: non sarebbe pi facile proteggerli vegliando su di loro?
Pietro: lunica vera difesa la conoscenza fratello mio, senza di essa siamo come le bestie braccate dai lupi
Nazzareno: parli proprio come un predicatore
Paolo: chi ?
Pietro: lui quelluomo!
Nazzareno: tacete, siete circondati
Paolo: lavevo detto io che era pericoloso
Pietro: sei amico dei Romani?
Paolo: (estraendo un coltello e puntandolo alla gola del Nazzareno) dove sono? Dove si nascondono?
Nazzareno: dovunque! Siamo circondati. Si sempre circondati da spie in tempi come questi
Pietro: lascialo andare Paolo: non ci sono milizie qui attorno
Nazzareno: pensavo che un pescatore avesse la testa un po meno calda 
Pietro: giovane
Nazzareno: ma se non ha let giusta per prendere pesci come puoi istruirlo a diventare pescatore di uomini? 
Paolo: giovane? Sono diventato vecchio a furia di attendere senza poter fare nulla!
Nazzareno: lo so, cos mi stato riferito
Pietro: cosa sai di noi, come fai a conoscerci?
Nazzareno: ho le mie fonti
Paolo: (si avventa di nuovo sulluomo col coltello) ci hai messo addosso dei
Nazzareno: (stavolta il Nazzareno lo disarma e, bloccatolo, gli rivolge contro larma) ma certo: non so ancora se posso fidarmi di voi
Pietro: neanche noi lo sappiamo
Nazzareno: voi non avete scelta! (lasciando libero Paolo dalla presa) Non avete il potere per decidere in cosa credere
Pietro: le tue spie ci conoscono gi cos bene?
Nazzareno: altrimenti vi sareste gia mossi!
Paolo: lo dicevo io
Nazzareno: chi sa in cosa credere crede in se stesso, tutto il resto non ferma un uomo libero 
Pietro: ci sono delle responsabilit quando si comandano eserciti, non possiamo gettarci nella mischia senza pianificare prima tutte le mosse!
Nazzareno: tu mi parli di eserciti; poche decine di uomini? Io non ho intenzione di comandare nessuno, ma di invitare le genti ad intraprendere un viaggio
Paolo: un viaggio?
Nazzareno: un viaggio che li porter ad incrinare le fondamenta stesse dellImpero; ad incrinare da dentro le certezze su cui si regge il potere dei regnanti
Paolo: quale il tuo piano? 
Nazzareno: dividere e amministrare: la loro forza di riuscire a mantenere separate le province . La nostra sar far prendere coscienza alle genti che limperosiamo noi
Pietro: hai intenzione di riunire i popoli?
Nazzareno: esatto
Pietro: non cos facile: ci abbiamo provato. Il grosso dei cittadini non si rende nemmeno conto dei disagi che costretto a sopportare
Nazzareno: proprio in questo, finora, stato il vostro limite. Odiate i Romani perch costringono il popolo alla sottomissione. Volete liberare gli uomini dalla schiavit, ma per farlo pretendete che diventino simili a voi anche nel pensare 
Paolo: necessario che si parli tutti la stessa lingua per intendersi
Nazzareno: io dico che ognuno capisce la rivoluzione per quello che pu. E se il popolo per capire ha bisogno di un capoallora diamoglielo!
Pietro: il popolo vuole una guida autorevole: non si riconoscer in un altro sobillatore in grado di fomentare le folle. Giovanni il Battista ne stato la prova
Nazzareno: il Battista era una prova! Un tentativo che fa parte di un piano pi grande; ed la ruota di un carro che forse anche voi potete spingere
Pietro: sei in contatto con lui?
Nazzareno: trova utili i miei consigli, mi stupisce che tu non sia dello stesso parere. La comunit Essena non vi ha forse rifiutato il suo aiuto senza fornire spiegazione alcuna?
Paolo: cera un perch dietro tutto questo? Se c un capo noi non lo conosciamo
Pietro: quale il piano? 

(Nazzareno tace)

Pietro: a questo punto devi dircelo! 
Paolo: deciditi a rivoltare le carte!
Nazzareno: cosa invocano a gran voce in tutte le province? Cos che farebbe muovere tutti sotto ununica bandiera? 
Paolo: un capo! Un condottiero, un salvatore
Pietro: ilSalvatoreil Messia!
Nazzareno: (prendendo fra le mani la testa di Petro e guardandolo negli occhi) diamoglielo!

Scena VII: Religione di rivolta 

Luogo: segreto
Tempo: indefinito 

(Pietro e il Nazzareno sono intenti a discutere)

Pietro: potresti essere tu?
Nazzareno: potrei
Pietro: ma ne saresti capace?
Nazzareno: possibile
Pietro: lo sei o non lo sei?
Nazzareno: dipende
Pietro: tu sei il Messia!
Nazzareno: tu lo dici
Pietro: il problema che tu non dici niente! Parli di un piano pi grande, di un capo, ma chi questo capo, sei tu forse?
Nazzareno: importante sapere chi comanda? Conosci la causa: non puoi scegliere da te se schierarti oppure no?
Pietro: hai ragione. Ma allora perch mi lasci nel dubbio? Perch non metti me e mio fratello a conoscenza del quadro generale?
Nazzareno: perch diventereste spettatori e di questi tempi c ne sono fin troppi! Abbiamo bisogno di uomini in grado di pensare con la propria testa. Di improvvisare, quando sar il momento
Pietro: tu sai cose che io non so
Nazzareno: anche tu sai cose che io non so! E proprio questo il punto: lo scambio! Ricordi? Ognuno capisce la rivoluzione per quello che pu 

(Pietro lascia la stanza)

Nazzareno: e un giorno capirai Simon Pietro Ho bisogno anchio di avere i miei seguaci; non tutto si condivide a questo mondo La vita stessa un tempo tanto effimero se paragonato alle nostre illusioni o a un dio immortale. Abbiamo bisogno della nostra fede. Abbiamo bisogno delle nostre religioni. Limpero lo sapeva e ce le ha tolte! Le ha messe tutte sullo stesso piano: la collera di un dio con le sue orge. Siamo diventati un branco di pecore capace solo di seguire il suo pastore. Senza pi niente di sacro. Come possiamo porre la vita stessa al servizio della nostra esistenza? Senza una volont pi grande o la certezza di un bene supremo come possiamo credere ancora che esista un ideale? Il primo passo Pietro, sar di restituire un dio agli uomini. Un dio supremo che sia come un faro; che ponga uguale dignit sullimperatore e i suoi sudditi. E che restituisca al vinto laltare del vincitore. Solo cos limpero verr intaccato nelle fondamenta. Ma per far questo va compiuto un passo ancora pi grande: occorre che un uomo fatto di carne e sangue, abbia la forza di credere in quel dio affinch possa reggere il mondo sulle spallee diventarlo!

Scena VIII: La provocazione del Nazzareno

Luogo: una locanda
Tempo: poco prima della chiusura 

(tre uomini sono intenti a bere, in un angolo Petro e gli altri, c anche il Nazzareno, pi in disparte)

1Uomo: sembra che un uomo nella Galilea sia in grado di ridare ai cechi la vista 
2Uomo: c chi ha rivisto camminare un morto. In Palestina
3 Uomo: la fine del mondo sta per arrivare
1Uomo: preghiamo tutti per le nostre colpe
2Uomo: ma che pregare, questo solo un segno
3Uomo: segno che i tempi stanno per cambiare
2Uomo: segno che qualcosa dovr succedere!
1Uomo: non ti far sentir dire queste cose!
2Uomo: ormai si parla, ormai si pu parlare! Ormai tempo che qualche cosa accada! Ma non capite? E segno che il messia giunto!
1Uomo: zitto, non voglio sentir parlare di rivoluzione!

(in disparte, nellombra, Pietro e altri continuano ad osservare la scena; c anche il Nazzareno)

Pietro: ehi voi! Che cosa sono questi discorsi? Volete farci arrestare tutti?
1Uomo: hai ragione! E quello che gli ho detto. Noi non sappiamo niente e non vogliamo problemi
2Uomo: a meno che non sia tu a crearcene
1Uomo: ma che dici, sei impazzito?
2Uomo: ma non lo vedi che un agnellino?
1Uomo: (sottovoce) non voglio che chiamino i soldati, quello che hai detto vale la prigione

(il 3 Uomo lascia velocemente la locanda senza nemmeno congedarsi; viene bloccato dal 
Nazzareno che era sulla traiettoria della porta; dopo la battuta lo lascer andare)

Nazzareno: e quanto vale lincubo di una prigione? Vale quanto una vita di paure? 
Pietro: (dopo essere andato verso di lui) che fai? Vuoi forse mandare tutto a monte?
Nazzareno: sii un bravo discepolo fratello mio: ora di capire se i semi che abbiamo piantato daranno buoni frutti
2Uomo: (dapprima al Nazzareno, poi a tutti) preferisco inchiodarmi da solo su di una croce che non far niente mentre la mia terra viene confiscata dai Romani! Guarda le mie mani: sono le mani di chi conosce la faticae sono mani di chi sa lottare. Non un soldato, non uno solo riuscirebbe a strappare frutti alla terra come ho fatto io! Non crescerebbe niente grazie al suo sudore! Sanno solo come zittire la gentenoi gli serviamo per essere potenti! Che cos un re senza i suoi sudditi? Cosa pu fare un soldato se non ha pi chi lo comanda? Non so se questo messia finalmente quello giusto, ma sono daccordo con quello che sostieneio valgo quanto un re di fronte a dio!
1Uomo: le sue parole
Pietro: sono quelle di un uomo libero
Nazzareno: ogni uomo pu farsi capo della sua rivolta

Scena IX: Deposizione del primo Mattone

Luogo: medesimo
Tempo: successivo

( calato lentamente un buio che investe tutti i personaggi tranne Pietro e il Nazzareno, quando risale la luce passato del tempo e nella locanda, ormai chiusa, non c pi nessuno tranne loro due)

Pietro: come hai fatto?
Nazzareno: ho fatto
Pietro: come possibileche stia succedendoche tutto questo sia possibile? 
Nazzareno: viviamo in un epoca hai ascoltato quelluomo mentre parlava?! 
Pietro: ma tu chi sei veramente?

(pausa)

Nazzareno: di questi tempisono colui che mi si crede

(pausa, sorride)

Nazzareno: una volta ero un pastore

(pausa)

Pietro: tu sei il Messiaper tutti quelli che ti vedono come tale, lo sei; e sei il Salvatore, per tutti quelli che hanno bisogno di essere salvati 

(pausa)

Nazzareno: per te chi sono, compagno mio?
Pietro: io ti chiamo fratelloe mio maestro
Nazzareno: tu per me sei Simone, mio fratello; mio discepolo finch imparerai da me. Ma ascolta bene: un giorno deciderai di chiamarti Pietro, e su quella pietra, tu costruirai un tempio di libert e di uguaglianza per tutti gli uomini che nasceranno liberi 

Scena X: La cattura di Barabba

Luogo: una strada
Tempo: prime ore del pomeriggio

Voce Off: correte! Si ammazzano!

(un uomo entra letteralmente in tuffo sulla scena: Barabba, che fugge dai soldati. E coperto di sangue ed armato: un coltello in una mano ed un bastone nellaltra) 

Barabba: bestie! Cani, porci! conigli! Non sapete affrontare un uomo libero? Non avete speranze contro di me! Se per chi perde una lavata di capo, se perdo io lagonia della croce! Non c una taglia! Non c guadagno che vi dia la forza di fermare un uomo con le spalle al muro! Dove vi siete rintanati animali?! Vi ho seminato ancora? No: voi lo sapete dove sono, la sentite la mia voce; ma siete pecore senza pastore, avete bisogno di radunarvi in un branco per darmi la caccia. Ma quale branco: un piccolo gregge, che un lupo solo lo mette in fuga! (getta le armi in terra, poi prosegue con una punta di disperazione nella voce) Venitelo a prendere Barabba, che disarmato adesso Non li tradisce gli amici lui! non li tradisce gli amici! I miei fratelli inchiodano, se non mi arrendo io neanche la voglia di venirmi a cercare hanno: vanno subito da chi pi debole per provare a loro stessi quanto sono forti, quanto sono furbi! Ah, ma non furbizia, meschinit! Meschinit! Affacciati alle finestre Palestina: anche se muore Barabba la sua dignit non muore! Non muore luomo! Perch un solo Barabba ne vale cento di lorocento (si piega su se stesso) ma non vale una lacrima del pianto di un innocente

SIPARIO


SECONDO ATTO

Scena XI: La riunione 

Luogo: Il rifugio di un rivoluzionario
Tempo: poche ore dalla cattura di Barabba 

(una riunione appena iniziata)

Pietro: perch ci hai riuniti?
Giovanni Battista: il mio servo ha delle novit da riferire
Paolo: buone nuove? cattive notizie?
Giovanni Battista: non c premura per le novit nel bene, invece successo un fatto molto grave
Pietro: non tenerci sulle spine fratello, ti prego
Giovanni Battista: coraggio, racconta a loro come hai detto a me 
Melchiorre: un uomo, un sacerdotedice di aver visto una grande folla che inondava le strade di Gerusalemme. Allinizio pens che si trattasse di un corteo, al seguito di un patrizio; unadunata per elemosinare qualche moneta, invece
Paolo: cosa?
Melchiorre: Barabba!
Pietro: quando?
Melchiorre: non pi di tre giorni fa
Pietro: quando lo giudicheranno!?
Giovanni Battista: a non pi di tre giorni da oggi
Paolo: io dico tentiamo di liberarlo!
Pietro: io dico taci! e pensa prima di parlare
Giovanni Battista: tutto ci non giova alla nostra causae hanno appena messo una taglia anche sulla mia testala chiedono su di un piatto dargento, segno che pagano bene
Pietro: lo so, lho sentito
Paolo: non preoccupati, passer del tempo prima che
Giovanni Battista: lo avete detto anche per Barabba 
Paolo: beh, tempo ne passato, e la rivolta vicina: se non in tutto limpero almeno in queste province!
Pietro: ma non hai sentito? Pensa prima di parlare: la cattura di Barabba un duro colpo per il morale degli uomini, lo credevano invincibile! Il fatto che uno come lui lavesse sempre fatta franca riempiva di fiducia anche i pi timorati col suo cadavere inchiodato finir tutto!
Melchiorre: bisogna elaborare un piano
Giovanni Battista: un modo ci sarebbe
Pietro: hai in mente qualcosa?
Paolo: parla!
Giovanni Battista: solo unidea, ma potrebbe funzionare
Pietro: dovr essere un piano che si possa organizzare in pochi: non abbiamo tempo per radunare tutti
Giovanni Battista: baster un uomo
Paolo: uno soltanto? 
Giovanni Battista: esatto: sar la diplomazia a salvarci

(cala la luce fino al buio)

Scena XII: Il piano di Giovanni Battista

Luogo: medesimo 
Tempo : immediatamente successivo

(Giovanni detto il Battista spiega il suo piano: sono presenti Pietro, il Nazzareno e pi in disparte gli apostoli)

Giovanni Battista: ascoltatemi tutti
Pietro: siamo qui per questo, avanti parla
Giovanni Battista: un piano molto semplice, ma perch funzioni c bisogno che tutti siano daccordo
1Apostolo: siamo con te fratello: faremo ci che ci ordini 
Giovanni Battista: anche se si tratter di sacrificare uno di noi? 

(silenzio generale, tutti si guardano tra di loro tranne Pietro, Giovanni e il Nazzareno)

Nazzareno: parla!
Giovanni Battista: Melchiorre pu confermare ci che gi sospettavamo: lesecuzione avverr prestissimo
2Apostolo: una tigre come Barabba fa paura anche in catene! (si accorge che la sua enfasi non raccoglie le approvazioni dei compagni, dunque tace)
Giovanni Battista: verranno giustiziati due uomini oltre a lui: dei ladroni colti a rubare sul fatto 
Paolo: lo dici come se fosse un fatto importante
Pietro: gia, perch questo particolare dovrebbe interessarci?
Giovanni Battista: perch la chiave di tutto: rubavano agli esattori imperiali!
1Apostolo: che coraggio!
Giovanni Battista: se li uccideranno tra poco vuol dire che sar prima di Pasqua, e la tradizione vuole che venga pronunciata almeno una sentenza di grazia per una festivit cos importante
Paolo: le tue speranze sono vane: non grazieranno certo Barabba, al massimo libereranno gli altri due
Giovanni Battista: non possono, rubavano i denari destinati a Roma! 
1Apostolo: direttamente dalle tasche dellimperatore!
2Apostolo: il governatore ha le mani legate!
Nazzareno: qual il tuo piano?
Giovanni Battista: forniamo al governatore egemone un altro martire, cos sar costretto a rimettere al popolo la decisione
2Apostolo: e il popolo salver Barabba!
Paolo: gia, ma dove lo troviamo un ricercato degno di Barabba
Giovanni Battista: vi sta parlando ora
Pietro: cosa? Sei impazzito?
Giovanni Battista: lavevo annunciato che qualcuno si sarebbe dovuto sacrificare e con una taglia sulla testa per me solo una questione di tempo!
Nazzareno: noper te non ancora tempo
Giovanni Battista: se non ora quando? Se non io chi?
Nazzareno: il tuo momento ancora non giunto: sarebbe un sacrificio inutile
Paolo: vero: anche la tua cattura scoraggerebbe molti
Pietro: senza contare che il governatore potrebbe non voler rispettare la consuetudine
Nazzareno: no, questo non lo credo, le certezze sono importanti per il popolo e lui questo lo sa: un popolo senza tradizioni cade pi facilmente preda di nuovi idoli. Un popolo senza religioni indotto a pensare
Pietro: (al Nazzareno) di tu qualcosa! 
Nazzareno: (dopo aver riflettuto) fratelli! Avete fiducia in me?
1Apostolo: di pi, abbiamo fede!
2Apostolo: cos!
Nazzareno: allora vi annuncio, che il giorno della crocifissione non solo libereremo Barabba, ma daremo anche inizio alla disfatta di Roma!

(exeunt, buio)

Scena XIII: Il consiglio dei capi

Luogo: una stanza privata
Tempo: mezzora dopo la riunione 

(sono presenti in gran consiglio segreto il Nazzareno, Pietro e Giovanni Battista)

Nazzareno: dobbiamo agire in fretta
Pietro: ne abbiamo gia parlato
Giovanni Battista: infatti, basta chiacchiere, passiamo allazione
Paolo: hai fretta di morire?
Giovanni Battista: di diventare un martire no; ma se il mio sacrificio sar la scintilla della rivoluzione
Nazzareno: adesso basta! E giunto il tempo che sia io a parlare; a tendere i fili della rete che abbiamo cucito assieme
Paolo: era ora che qualcuno si decidesse!
Nazzareno: lasciaci soli, Paolo
Paolo: maio
Nazzareno: c una persona che aspetta fuori dalla porta: vallo a chiamare!

(Paolo esce, dopo pochi attimi entra un uomo fin dora mai visto, Josu; straordinariamente somigliante al Nazzareno, quasi da non distinguerli)

Nazzareno: ti ringrazio per esserti deciso cos presto, Josu 
Pietro: che cosa significa tutto questo?
Giovanni Battista: chi questuomo?
Nazzareno: al tempo, ci arriveremo

Scena XIV: La discesa dello spirito santo

Luogo: una stanza adiacente
Tempo: manca unora al pasto serale 

(Pietro e il Nazzareno sono rimasti soli e stanno discutendo)

Pietro: sono io che non capiscoo non voglio capirecosa hai in mente?
Nazzareno: su una cosa di certo concorderai
Pietro: veroche non possiamo permettere al Battista di consegnarsi nelle mani dei Romani 
Nazzareno: (con lo spirito rinfrancato) ormai lontano il tempo in cui dovevo spiegarti ogni cosa. Ora ragioni con la tua testa
Pietro: (riconoscente) devo a te se cos
Nazzareno: ma sarai guida anche per gli altri?
Pietro: (come recitasse degli precetti) se sapr essere esigente allo stesso modo con me stesso e chi mi sta vicino, se sapr non approfittare di un fratello pi debole di me, se non agiter lo scettro del comando ma tender la mano per un altro viaggio (Pietro si interrompe, ha intuito qualcosa) 
Nazzareno: saprai improvvisare quando gli eventi precipiteranno?
Pietro: ti prego: dimmi che non hai intenzione di
Nazzareno: dovr sparire per un po

(i due si guardano per un po, come se non avessero bisogno di parlarsi, poi Pietro rompe il silenzio)

Pietro: hai intenzione di sostituirti a Giovanni
Nazzareno: (abbracciandolo) Pietro Fratello mio! Sarai una solida pietra. Sarai una roccaforte. Non dimenticarlo mai Pietro, sarai il mattone su cui verr posato un nuovo impero
Pietro: non lo permetteremo neanche a te!
Nazzareno: shh! (gli tappa la bocca) tempo al tempo discepolo! Non ancora il momento per te di parlare; devi ricevere adesso il mio ultimo insegnamento

(il Nazzareno si porta al centro della scena)

Nazzareno: sar la nostra cerimonia stasera ceneremo assieme, poi il riposo. Dovremo essere in forze per domani: vedremo lalba di un grande miracolo! 
Pietro: un miracolo?
Nazzareno: lo sai cos un miracolo Pietro? E la voce di dio che ci parla da dentro! Ti mostrer la viae tu insegnerai agli altri Noi tutti saremo il pi grande miracolo umano in tutta la storia!
Pietro: Che cosa dici?
Nazzareno: (come tra se) certo, per far questo avremo bisogno di fede 
Pietro: sono tutti convinti che domani libereremo Barabba hanno tutti fiducia che troveremo il modo
Nazzareno: non questo stesso un miracolo?
Pietro: forse, ma
Nazzareno: (indicando con la mano) osserva Pietro!
Pietro: (non vedendo nulla) cosa? 
Nazzareno: la discesa dello Spirito Santo
Pietro: questa bestemmia
Nazzareno: no, mia piccola creatura, si tratta di un miracolo 

(Nazzareno ormai completamente assorto nel contemplare uninvisibile forza; sembra accarezzare una fonte di luce, immergervisi dentro; Pietro osserva sconvolto)

Nazzareno: cosa si cela Pietroin questo spazio immerso in questo spazio che stiamo dividendo?
Pietro: (non senza una certa enfasi) non ci divide niente ormai (sorride) esclusi pochi passi
Nazzareno: pochi passi! In verit due o tre, davverouna distanza effimera, se paragonata al cammino di una vita eppure tanto grande da contenere i nostri pensieri (Pietro fa per avvicinarsi ma Nazzareno fa cenno di fermarsi)no, non calpestarloc un potere infinito in cos poco spazio
Pietro: (come preoccupato, per riportarlo alla realt) domani giustizieranno Barabba
Nazzareno: si se non ascolterai! che cosa vedi Pietro?

(Pietro ha una reazione di chi confuso, ma con una punta di stizza. Nazzareno se ne accorge, comincia a delimitare col corpo i contorni di una immaginaria sfera davanti a se)

Nazzareno: cosa vedi?
Pietro: vedo un uomo fingere che ci sia qualcosa
Nazzareno: (ha una reazione di rabbia,appena velata, si allontana di scatto da quel centro di attenzione) vero: non c niente! (si calma, poi aggira Pietro e gli prende le mani) e non ci sar mai niente finch non lo vorraima se ti concentri, (con le mani di Pietro disegna i contorni di una sfera) se metterai attenzione in ci che fai, (continua a guidare lamico) se crederai e se farai partecipare gli altri alla tua fede (si distacca dallamico e comincia anche lui a ripetere la stessa azione) Un uomo ha unidea e la contempla, ne passa un altro e decide che quellidea ha un valore anche per se; insieme definiscono i contorni di un qualcosa che fino a poco fa non esisteva. Altri seguono quellidea. Un po perch lhanno compresa, un po perch subiscono il fascino di chi lha concepita: ognuno capisce le rivoluzioni per quel che pu capire Che cosa vedi adesso? 
Pietro: vedo il destino somiglia ai miei pensieried il progetto di tutta la mia vita (quasi in contemporanea a Nazzareno) la mia anima
Nazzareno: (quasi in contemporanea a Pietro) ci che sei... 

(i due si guardano a lungo, Pietro si allontana: ha bisogno di rimanere solo. 
Buio)

Scena: XIV: La cospirazione

Tempo: dopo un po
Luogo: la stanza di poco fa

(la scena ritrova Pietro assorto a pensare e il Nazzareno che da lontano lo osserva)

Nazzareno: (che ha appena dato lo spirito santo al compagno) comprendi le mie intenzioni adesso?
Pietro: mi tutto chiarofino dal principio
Nazzareno: capisci che non avrei mai potuto spiegartelotu non sei come gli altridovevi concepire tu stessoun pianoche si accostasse al mio 

(una luce nuova, appena percettibile, illumina la scena mettendo in luce particolari fino a poco fa nascosti )

Pietro: (con ritrovata risolutezza) tempo di agire! Vogliono un capo che li guidi: daremo loro un dio! Nazzareno!
Nazzareno: si Pietro? 
Pietro: devi scomparire per un po: un altro prender il tuo posto
Nazzareno: Josu il pi affidabile: facilmente pu passare per me e morirebbe se glielo chiedessi 
Pietro: domani il popolo sar chiamato a scegliere! Se liberare Barabba il capopopolo o il Nazzareno, re dei Giudei! 
Nazzareno: gli altri istruiranno il popolo
Pietro: Iscariota consegner Josu nelle mani dei soldati
Nazzareno: Josu verr processato
Pietro: condannato
Nazzareno: giustiziato
Pietro: poi metteremo in giro la voce della sua natura divina e il giorno della Pasqua il Nazzareno in carne ed ossa, luomo che stato capace di resuscitare i morti e di far guarire gli storpi far la sua apparizionein quel momento popolo e governo saranno in preda alla confusione
Nazzareno: e noi indirizzeremo quella confusione sulla strada della rivolta! 

(i due si riprendono dal climax)

Pietro: mi dispiace solo per il povero Josu, soffrir torture destinate a noi
Nazzareno: non esserne colpevole: avremmo compiuto noi questo sacrificio, se avessimo potuto
Pietro: lascia che sia io a parlargli stanotte: la morte di un solo uomo sar la salvezza di un intero popolo
Nazzareno: no! Non di lucidit che avr bisogno domani, (contempla qualcosa nellaria, ne traccia i contorni con la mano mentre parla) ma di una fede cieca che gli impedisca di pensare al male a cui va incontro; se sapr credere fino alla fine in se convincer anche noie con noi il mondo!

(buio)

Scena XV: Passione di Josu 

Luogo: ideale
Tempo: ideale

Questa scena descrive gli eventi della crocifissione, ed la scena pi libera di tutto il testo, dato che per essa sar dato al regista di renderla come meglio crede: non ha importanza: tutto consentito tranne la pedissequa rappresentazione tradizionale cristiano-evangelica.
Per quel che mi riguarda inserir una personale visione della scena, dato che questo testo presuppone di per se un piano di regia. Tali scelte non verranno motivate in questa sede; 

il tema dunque la rivoluzione... 

Sar un susseguirsi di immagini, quadri, se vogliamo; non necessario che lattore che interpreta Josu sia sempre lo stesso, anzi, per facilitare il compito alla compagnia potrebbero esserne gia disposti sul palco pi di uno. La prima immagine sono le fustigate che il personaggio riceve prima di salire il Golgota: ad ogni colpo di frusta verr illuminato un luogo deputato che ospiter un altro momento. Alla scudisciata successiva caler il buio sulla precedente e se ne illuminer unaltra.

La scena sar composta di tre gironi:

Primo girone: rivoluzione delle maschere

La prima immagine appunto la frusta che si abbatte su Josu;

il secondo momento vede invece Pietro che si comprime il fianco, come fosse lui a ricevere il colpo

la terza stazione la crocifissione: i chiodi entrano nelle carni. Nota: allaltezza dei polsi;

quattro: Barabba si tiene la testa in preda ai sensi di colpa

cinque: lEgemone osserva le proprie mani gocciolanti dacqua

sei: Iscariota si suicida e pende da un albero impiccato

sette: Nazzareno contempla assorto il proprio spirito santo

otto: Giovanni e Melchiorre osservano gli strazi: il volto inorridito ma nel corpo pronti allazione

nove: Paolo sgozza un centurione 

dieci: il popolo esplode nella rivoluzione; scene di violenza

Secondo girone: rivoluzione degli artisti

(vengono proiettati sullo sfondo nero le seguenti immagini dei quadri del pittore Michelangelo Merisi da Caravaggio) 

undici: Giuditta e Oloferne

dodici: Davide e Golia

tredici: Davide con la testa di Golia 

quattordici: Davide con testa di Golia (ma col volto di Caravaggio) 

quindici: Salom con la testa del Battista

sedici: Il Sacrificio di Isacco

diciassette: La decapitazione del Battista

diciotto: Crocifissione di Pietro

diciannove: Il dubbio di San Tommaso

venti: Medusa

Terzo girone: rivoluzione delle umanit 

(ai quadri si sostituiscono delle fotografie)

ventuno: foto del Vietnam: un uomo mostra ridendo una testa mozzata

ventidue: foto del vietnam: ragazzina urlante, nuda, in fuga 

ventitre: fotografia di un campo di sterminio nazista

ventiquattro: esplosione della bomba su Hiroshima

venticinque: attentati aerei contro le due torri

ventisei: padre e figlio uccisi nel conflitto israelo-palestinese

ventisette: uomo che tira la pietra al carroarmato

ventotto: foto di Ernesto Che Guevara/foto di Ernesto Che Guevara morto

ventinove: manifestazione in piazza contro la guerra in Iraq/foto dei bombardamenti in Iraq

trenta: le luci si accendono in platea (Nota: il pubblico diviene l'ultima immagine della scena; potrebbe addirittura essere ipotizzabile la discesa di uno specchio...)

(Josu rimane solo; il cadavere di Josu deposto sul palco. Buio sul palco) 

Scena XVI: Epilogo o Atti degli apostoli

Luogo: il palcoscenico cos com / la platea cos com
Tempo: alcuni mesi dopo la crocifissione di Cristo / ai giorni nostri

(al riaccendersi delle luci il palco vuoto, entra un guitto, una sorta di giullare o di mendicante Nota: da questo punto in poi le luci e gli artifici teatrali in genere non servono pi; abbiamo: un attore, solo, col suo pubblico)

Servo di scena: (indossa un vestito umile e senza tempo, la faccia coperta da stracci, parla con la voce rauca) quante cose han visto i miei occhi questi occhi han visto cose che (alla folla/al pubblico) Salvare lUomo? Salvare lUomo dite voi? A nessun uomo dovrebbe essere dato il permesso di salvarsi! Di farsi artefice della propria rovina, questo si, questo dovrebbero dargli, che gli riesce bene! Buh...Buuh! Siete tutti tiranni! Non c speranza per voi! Non c speranza di misericordia! Complici del tiranno, servi del tiranno, tiranni a vostra volta! Guardate la fine di quel Nazzareno! Osservate la croce! Lo sapevate fin dallinizio che sarebbe andata a finire cos, ma siete rimasti a guardare Spettatori silenziosi davanti al vostro destino Gente senza memoria, ecco cosa siete! Ma adesso basta, adesso bastaun uomo solo che grida il suo "no!" ha pi voce di una folla che gli grida contro per non ascoltarlo... Mi sentite?! Mi sentite voi? (si getta in ginocchio) Vi prego, ascoltate quel che sto dicendo: altrimenti tutto questo sar servito a nulla... (il mendicante-guitto, terminate le forze ha un crollo; ripresosi continua pi calmo) Ieri c' stato un uomo... ho assistito alla sua morte...lapidato, stato lapidato... 
- No!...Aspettate!...Fermi!...Voi non sapete ci che state facendo! - (pausa) Come ci indovinava quel poveraccio: in una folla di uomini nessuno si ferma mai a riflettere... (pausa) Un povero martire, un folle! Si messo a raccontare che era stato lui... Aveva detto:- (lascia cadere dal viso le bende, si scopre il volto: il Nazzareno) Era una mia idea quella rivoluzione! Non era vero niente, se non che l'uomo non prende mai coscienza di se stesso! C'era bisogno di un capo...per dare sicurezza alle genti...ma il capo eravamo noi...gli artefici della rivolta... ce lo siamo inventati noi quel Nazzareno! - (l'attore rimane in silenzio come per contemplare una scena che vede continuamente quando chiude gli occhi; poi fa per andarsene) ...era nient'altro che un povero pazzo... ...parlare alla folla...pretendere che gli uomini si fermino a riflettere... proprio questa la pazzia pi grande... (l'attore abbandona il palco e sparisce dietro le quinte; dietro di lui le luci sfumano lasciando al buio platea e spettatori)

FINE

Roma, marzo 2003

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