LO SCIUPAFEMMINE
Commedia in due atti
di
Antonio Sapienza
Personaggi:
Costanzo Sciuto, detto Costa..sciupafemmine;
Lidia..amica di Costa venticinquenne;
Biceereditiera matura;
Lucianomedico e amico di Costa;
Agata fidanzatina di Costa, diciannovenne;
Pino.. Postino di genere neutro;
E, inoltre:
Lalter ego. Oppure sesso di Costa;
Il Direttore Direttore della libido di Costa;
Il Presidente.Presidente della libido di Costa
Attori necessari: Due uomini e una donna.
La scena sar nuda con un fondale neutro, oppure con una scenografia adatta per tutte le scene, girando su se stessa, in modo tale da fare da sfondo ad una ipotetica camera da letto prima quindi un soggiornino, dopo. Oppure, con una adeguata musica e gioco di luci, simulare il passaggio della scena, spaziale e temporale. Il trucco permetter a solo tre attori di interpretare tutti i personaggi della commedia.
I passaggi da interpretare, per lattore che impersona Costa andranno: Da un uomo sui venticinque anni, poi quaranta e, quindi, settanta; mentre per il personaggio femminile andranno da una ragazzina a una donna sui trenta. Laltra interprete femminile, se ci sar, dovr essere una donna matura.(Oppure, secondo le esigenze della regia: la stessa attrice delle precedenti scene, opportunamente truccata); per il terzo attore andranno da un uomo sui venticinque per il postino; sui quaranta per il medico e, poi anche per il postino uomo maturo, quindi lalter ego e il Direttore: e sui settanta per il Presidente.
La recitazione sar veloce e vivace.
Atto I
Scorcio stanza da letto, entrano in scena nel soggiorno Costanzo e Lidia, oppure musica e gioco di luci per scandire tempi e segnare i luoghi. Poi, prima diniziare latto si sentir qualche brano musicale degli anni ottanta.
Costa ( sui quarantanni, come se continuasse una conversazione iniziata nellaltra stanza) Vedi cara, ho letto da qualche parte che la donna ha i pi bei doni che il buon Dio poteva donarle: La bellezza, l'armonia, l'arguzia, l'astuzia, l'intuito, la dolcezza, il riposo, la rilassatezza; e, naturalmente io sono daccordo. Mentre alluomo dette solamente un po di coraggio, di forza e tanta prepotenza. E qua lipotesi leggermente opinabile. Ma, dandola per vera, ecco perci, contro la forza bruta, la creatura pi fragile - soccombette. Ed ecco spiegata la storia dell'umanit scritta al maschile. Non una bella ipotesi? -
Lidia (prima distratta, poi interessata) E solo una ipotesi. Se fosse stata una teoria giustificata da studi filosofici seri, credibili, potrei continuare a seguirti.-
Costa Aspetta, aspetta, quel pezzo affermava che con laccoppiamento tra maschi e femmine, unificandosi i doni, mischiandoli, rimestandoli, distillandoli, forse, chiss, il Padreterno avr pensato agli angeli... -
Lidia ( torva) O ai diavoli...-
Costa ( con forza) Non fa differenza. Chiunque pu essere angelo con la persona amata e diavolo con il prossimo suo... -
Lidia ( come se avesse avuto unispirazione) Allora, secondo te, io posso essere il diavolo per la societ, per il mio prossimo, per i miei cari, solo perch mi manca l'amore? Mavvia Costa che sciocchezze dici-
Costa ( tentando di sgusciare dal fare affermazioni) Non ho detto questo. Ecco, vedi, secondo me, chi amato dev'essere per forza felice-
Lidia (interrompendolo e allargando le braccia) Senti Costa, dacci una tagliata. Lo so, tu fai tutto il possibile, e anche, alcune volte, come nel mio caso, anche limpossibile per- come dire- per dare fiducia alle tue clienti, cio amiche, come ami chiamarci tu, ma non ti atteggiare a psicologo da strapazzo o da consolatore dozzinale meglio, sai.-
Costa- E risaputo! o non te ne sei accorta? ma no, lo sai perfettamente che la femmina calamita luomo con lo sguardo, con le movenze, con la voce. Allora, io dico: Fermo restando che ella seduce luomo, perch negare a te queste possibilit di giungere allamore, a trovare luomo da amare, in una parola a vivere? Guarda, vado contro i miei stessi interessi e ti esorto a provarci. Comunque, si dice, tentar non nuoce.-
Lidia Ho capito, ti vuoi sbarazzare di me.-
Costa Ma quale sbarazzare dEgitto. Senti, lasciatelo dire: tu sei stata brillante, poco fa, in stanza da letto. Hai assaporato il piacere sessuale in pieno e con me che sono, come dire, un mercenario dellamore avanti, ammettilo di l lhai provato oppure no? Secondo me, si.-
Lidia Provato, provato appena assaggiato, quasi un profumo, un alito-
Costa o un afflato. Beh, Io ho fatto il mio meglio. Lidia, io sono un professionista delleros, non dimenticarlo il mio curriculum chiaro e lampante: Mai una lamentela da parte delle mie delle mieinsomma delle mie partner. Non vorrai rovinarmi la reputazione, per caso?-
Lidia Ma no, che dici? Tu hai fatto ci che dovevi... e anche bene. Tuttalpi sono io che non sono stata allaltezza.-
Costa No! Tu sei non allaltezza, ma allaltezzissima. Certo se fossi stata innamorata di me, se tu lavessi fatto latto con amore, con passione, con trasporto, sono sicuro che le tue urla di piacere lavrebbe sentito tutto il condominio.-
Lidia (Rabbonita) Senti Costa, questa storia della tua psicologia spicciola la vorrei finire qui. Se avr bisogno di sostegno psicologico, mi rivolger a un professionista della materia.-
Costa Mia cara, io in fatto damore sono un illustre professionista, non se lo hai afferrato-
Lidia Oggi ho afferrato altri concetti e anche altri oggetti o soggetti di piacere. E per adesso ne ho abbastanza. (le offre una busta) Prendi e ( si appresta ad uscire)
Costa - (rifiutando la busta col denaro) Non mi offendere, Lidia, io lho fatto per pur amicizia Ciao cara e sempre a disposizione.- ( laccompagna verso luscita)-
Lidia (mettendo il soprabito)Grazie Costa, a buon rendere. Ciao (gli sfiora le labbra con un bacio, mentre gli mette la busta in tasca) Ciao sciupafemmine. (esce)-
Costa Ciao cara.-
Appena Lidia esce, Costa fa un sospiro di sollievo, si accende una sigaretta, ripone la busta in un cassetto e va a prendere qualcosa da bere nel mobile bar. La assaggia, poi suonano al citofono.
Costa - Pronto? Sisi secondo piano, c lascensore. (poi tra se) E lora delle raccomandate (guardando lorologio da polso).-
Bussano alla porta, Costa va ad aprire. Entra il postino, si chiama Pino, egli un giovane effemminato. Dallesterno arriva un motivo musicale degli anni 80.
Pino Buon giorno, c una raccomandata per Costanzo Sciuto. E lei?-
Costa- In persona.-
Pino Una firma, prego. (porge la ricevuta)-
Intanto che Costa firma, il postino lo guarda con interesse.
Costa (Restituendo la ricevuta) Ecco fatto-
Pino Ed ecco la raccomandata mi scusi se sono indiscreto, ma lei, per caso, il famoso Costa, lo sciupafemmine?-
Costa Sono Costa, certo sono conosciuto si, ma non credo dessere tanto famoso.-
Pino Eh, lei fa il modesto. Ma tutta la citt la conosce, anche in ambienti non tanto, come dire, sensibili alla sua professione.-
Costa Sarebbero?-
Pino (civettuolo) I miei, naturalmente. Ch non si vede?-
Costa- (Serioso) Ora si che si vede.-
Pino Signor Costa, mi permette? Mi chiamo Giuseppe, per gli amici Pino.(tende la mano)-
Costa Piacere ( ma non porge la mano).
Pino (facendo finta di nulla) Mi scusi, le potrei chiedere un favore?-
Costa- (sospettoso) Di che genere?-
Pino Del genere del genere diciamo neutro! (affettato) Vede lei un famoso (Costa lo blocca con la mano), volevo dire conosciuto, molto conosciuto sciupafemmine, ora io le domando, ma, secondo lei, esistono gli sciupamaschi?-
Costa Esistono, ma tu hai usato larticolo sbagliato: ci sono non gli, ma le sciupamaschi. Sono le donne fatali, insaziabili, ninfomane, ingorde e venali, a scelta.-
Pino E mi scusi ancora: non ci potrebbero essere sciupamaschi di genere neutro?-
Costa Mah, forse potrebbero essere quelle che chiamano Trans, ma non ne sono tanto sicuro.-
Pino Le Trans? No quelle lo fanno solo per denaro, (schifato) non per passione come lo potrei fare io. (sguardo allusivo).-
Costa Sarebbe possibile se trovi i partner adatti.-
Pino E lei, (ancora pi allusivo) mi potrebbe, come dire? Potrebbe ecco mettermi alla prova? Intendo dire: come sciupamaschi in pectore?-
Costa (Accompagnandolo alla porta) Tu sei postino?-
Pino Si, certamente.-
Costa Per hai sbagliato indirizzo! Buona giornata amico mio.-
Pino. (deluso) Che cattivo, per. E affascinante ma cattivo, cattivissimo, ecco! (esce senza salutare)-
Costa (richiudendo la porta, e tergendosi la fronte) Accidenti, mi ha fatto sudare freddo.-
Suonano al citofono. Costa, infastidito, va a rispondere.
Costa Ancora? (burbero) Pronto! Ah, scusa, sei tu? Come mai? Passavi certo che puoi salire: secondo piano. C lascensore a destra, se vuoi usarlo ti aspetto.-
Costa spegne subito la sigaretta, apre la finestra per far cambiare laria, poi apre la porta e aspetta seduto languidamente. Entra Bice, ella una donna matura molto truccata ed elegantemente vestita.
Costa Buongiorno cara-
Bice- Ciao caro (Costa le va incontro e la donna gli offre la guancia per un bacio, poi entra guardandosi attorno incuriosita) E questo sarebbe il tuo regno?-
Costa La mia modesta dimora, vorresti dire (ricambiando il bacio) Come mai la signora si abbassa a venire nella mia casetta?
Bice- (civettuola) Curiosit...-
Costa - e non potevi avvertimi?-
Bice (facendo lingenua) E perch? Che motivo cera? (poi, confidenzialmente) Ti ho forse disturbato?-
Cosimo No, no, nessun disturbo.-
Bice (arricciando il naso) Ma che pessimo profumo. Chi c stata qui? una baldracca!-
Costa (annusando laria e affermando pi volte, col capo) No, il postino. Devessere il profumo del postino.-
Bice Non raccontarmi frottole. Il postino o era la postina? (Costa fa cenno di no col capo) Comunque, qui cera una donna!-
Costa Ti ripeto: C stato il postino che mezza donna. (fa le movenze effemminate)-
Bice (scandalizzata) Ci sono gay tra i tuoi clienti?-
Costa- Oh basta! Era un postino gay, e mi ha portato una raccomandata. E ora se la vuoi finire Avanti, ti posso offrire qualcosa da bere?-
Bice Veleno ce nhai?-
Costa (stringendosi nelle spalle tra se) Ahi, ahi, ci risiamo. (poi rivolto a Bice accattivante) Amica mia, coshai oggi?-
Bice Nulla, nulla(poi decisa) Tu eserciti qui?-
Costa Come sei prosaica. Io qui ricevo i miei amici.-
Bice- Ne sento ancora il profumo profumo di donna!-
Costa E dalle! Era il postino.-
Bice Lhai gi detto, ma c un retroprofumo di donna.-
Costa E allora?-
Bice (alzando la mani in segno di resa) Allora nulla. Tu sei padronissimo delle tue scelte questi erano i nostri patti (poi tesa) Ma io sono gelosa lo stesso!-
Costa E fai male. Io con te sono stato sempre leale. Sto con te, ma devo avere la libert di esercitare la mia professione quando mi garba - senza problemi, liberamente. E ho rispettato i patti. Tu, in coscienza, ti puoi lamentare delle mie prestazioni private?-
Bice (ammettendolo con difficolt) No, no mai... anche se mi chiedesti il certificato sullAIDS. (Costa sta per replicare) Si, lo so, lo chiedi a tutte. Per-
Costa Per che cosa? Avanti sentiamo.-
Bice Per eccoti considero un pochino, ma davvero un pochinomio- per...-
Costa Per niente! Te lo dissi fin dal principio e tu accettasti. Ti prego, non farmi scenate, non le sopporto. Non mi sono mai voluto sposare, ne impegnarmi, appunto per la mia libert di scelta.-
Bice- Ma come puoi esercitare questa professione senza senza vergognartene.-
Costa Affari miei, cara. Naturalmente non ti chiedo come hai potuto accettare le mie prestazioni senza batter ciglio almeno allinizio, prima che mi diventassi gelosa.-
Bice Affari miei e dei miei milioni, caro.-
Costa E sia, anche dei tuoi milioni. Ma ti ho mai chiesto compensi o qualcosaltro? Certo, ho accettato da te qualche regalino, ma li accetto anche dalle altre amiche, alle quali faccio buona compagnia. Ora non capisco questa tua -pretesa.(breve pausa) Poi, se lo vuoi sapere, a proposito di quattrini, io ho rifiutato di fare spettacoli hard, che mi avrebbero fruttato tantissimo. Sai, nellambiente pagano profumatamente uno ben fornito. Quindi basta lamentele, non le tollero!-
Bice- No, dai, non te la prendere, caro. Ma quale pretesa, certo avrei gradito che tu sospendessi la tua attivit intanto che stavi con me. Tutto qui. Ma se non ti garba (lo sottolinea significativamente alzando pure le mani in segno di resa), fai pure ma attento, io potrei prendere qualche decisione drastica.-
Costa Ad esempio?-
Bice Potrei fare a meno di te, caro.-
Cosimo E dalle. Morto un papa, se ne fa un altro.-
Bice- Sei amorale!-
Costa Non posso farci nulla, la mia natura. Mi dispiace. -
Bice ( svenevole) Non tindurire, caro anzi se c qualcosa che deve indurirsi in te( gli guarda il basso ventre) -
Costa -(rabbonito) Adesso parli come si deve, cara. Senti, gi che ci siamo, vorresti visitare la mia camera da letto?-
Bice Volentieri. Per prima cambia le lenzuola. Dove sei giaciuto con unaltra femmina, non mi ci corico - io.-
Costa Per cos poco? Provvedo subito ( sta per andare nellaltra camera) Tu, intanto versati da bere ah, sono sprovvisto di veleno.-
Bice (facendo finta di colpirlo con un guanto) Burlone. Ma ti voglio cos: Pronto, ironico, spregiudicato. Senti un pezzo che volevo chiedertelo, ma non ne avevo lardire volevo dirtivolevo sapere insomma, sono curiosa-
Costa- (fermandosi per ascoltarla attentamente ma sospettoso) Che cosa vorresti chiedermi?-
Bice Ecco, mi piacerebbe sapere (poi di getto) come hai iniziato la la...-
Costa - (sollevato) Lattivit?-
Bice Uhmsi! (civettuola) sar eccitante-
Costa ed io, da buon amicointimo faccio uneccezione e taccontento. Ma sappi, nomi non ne faccio - mai. Ora siediti, mettiti comoda (la donna esegue) ecco cos va bene. Dunque, correva lanno no meglio dire: era una sera destate (la donna fa cenno di no col capo) no vero? Dunque, dunque (con enfasi da guitto dilettante): Tutto inizi con me, fin dalla nascita, sai sono cancro - quindi fimminaru per definizione astrale o astrologica, cosmologica, cosmogonica e universale. Insomma, come ti pare(facendo il burlone) Vedi? predestinatu fui-
Bice Sii serio ti prego, ci terrei di conoscere meglio il tuo-
Costa (maliziosamente) il mio attrezzo?-
Bice- Quello lo conosco gi. Insomma, hai capito: la tuainsommail tuo mestiere-
Costa E dillo: il tuo mestiere di fimminaru!-
Bice Come mi piaci quando fai il finto volgare. Dai, continua.-
Costa Grazie assai (ironico). Allora, in primis ci che faccio non una volgare attivit, come dire un mestiere, ma una professione, anzi una missione: Do a chi non ha!
E ora riprendiamo: Naturalmente io non lo sapevo mica chi ero, qual era la mia natura, almeno fino allet di undici anni. Poi con la pubert, la mia vita improvvisamente cambi: il coso insomma lattrezzo del mio mestiere, mut la sua massa, divenne enorme. Ed io entrai in crisi esistenziale perch credevo che fossi vittima di una - mavaria- stregoneria, di una malattia sconosciuta, di aberrazione fisica. Fu unamica di mia madre che mi rasseren-
Bice Davvero, come?-
Costa - Come? Con un massaggio intimo e furtivo, nel sottoscala del cortile, intanto che laiutavo a stendere i panni al sole. Mi disse: Sei nato fortunato, non con la stella in fronte, ma col fagotto tra le gambe. Da quella volta, quando era il giorno del bucato, io la aiutavo a stenderlo. E lei, man mano, minsegn a stendere una femmina.-
Bice E te lha insegnato alla perfezione-
Costa Gi. Poi a scuola, alle medie, portavo ancora i calzoni corti, quando venivo interrogato, le professoresse ( e anche qualche professore, per la verit) mi inchiodavano i loro occhi sullinguine e mi davano immancabilmente il sei di incoraggiamento. Ai superiori, invece del sei, alcune prof, mi davano lezioni private a casa loro.
Poi portavo le ragazze in bicicletta in canna -
Bice e allora? Normale, no?-
Costa Certo, normale - se non che era una bici da donna( Sorriso furbesco).
Bice- (sorpresa, poi, bonaria, come se gli volesse dare un buffetto) Brutto stronzo! Dai continua.-
Costa - Fine.-
Bice- Oh no. Ci avevo preso gusto-
Costa Porcellona, ti piace, vero?
Bice Zitto. Dai, racconta.-
Costa ( facendo il bambinone viziato) No, no eppoi no!-
Bice- Continua ti prego, ma cerca di essere pi piccante.-
Costa (con un sospiro quasi di rimpianto) Poi ci fu la Cipride, la quale fu la prima a prendermi in casa - per scaricarmi inesorabilmente quando si stanc del gioco dello Scill e Cariddi, di cui lei era specialista ed io apprendista.
Bice- Cosa? Cosa? Di che gioco si trattava?-
Costa - Come? Non riconosci questo giochino? Via non posso crederci.-
Bice Davvero, non lo conosco, oppure non me lo ricordo-
Costa Non te lo ricordi, certamente, perch il giochino lo conosci benissimo. Comunque ti rinfresco la memoria: Diciamo, innanzi tutto che esso facilmente comprensibile per chi ha fatto, almeno una traversata dello stretto di Messina col ferryboat.
Allora, cosa faceva il traghetto quando, dopo aver salpato e attraversato lo stretto e attraccava nella sponda opposta? Andava allinvaso, cio si insinuava tra due paratie a V, e l manovrando approdava. Adesso hai capito di che manovra si trattava?-
Bice (Fa ripetutamente cenno affermativo con la testa, mentre le affiora un sorriso equivoco) Certo, certo ho capito: Cunnilingui. E lhai fatto tanta lunga. -
Costa Ma cara, un po di poesia - per non essere arridi. Ma dimmi: Secondo te, la stessa cosa dire: Cunnilingui che anche a pronunciarlo cupo le labbra si allungano e il suono cavernoso; e, invece dire: Scille Cariddi, dove le labbra si atteggiano ad un sorriso smagliante e il suono esce fresco e gioioso?-
Bice Ma il risultato non cambia.-
Costa Va bene, va bene, niente poesia, materialista - tagliamola qui.-
Bice Non ti adombrare per cos poco. Dai continua.-
Costa Ho finito.-
Bice- No! Non ancora, dimmi tutto di questa Cipride. Dimmi cosa facevi, i articolari.-
Costa- Eppoi sarei io lamorale-
Bice- Dai, ti prego-
Costa Mi stai facendo andare contro letica professionale, questo lo sai?-
Bice Me ne frego racconta dimmi tutto (illanguidita).-
Costa Beh, qualche chicca da raccontate, s, certamente, lavrei ma solo per celia- intendiamoci.
Come quella volta in ospedale. Ero stato ricoverato per unover dose di frutti di mare; in corsia ero stato messo in una stanza con due lettini, uno dei quali era occupato da un commerciante di mobile al quale gli si era perforata lulcera. Il poveretto soffriva moltissimo e aveva bisogno di assistenza anche notturna. Gliela dava la moglie, una trentenne assai prosperosa e, si scopr in seguito, anche molta intenditrice di sesso. Una sera arriv in corsia allimprovviso e mi sorprese in mutande
Bice- (scandalizzata) Eri in mutande? E il pigiama?.
Costa- Il pigiama? Fu un ricovero durgenza, chi pensava al pigiama, Ah, stavo morendo intossicato o, in alternativa, avvelenato. Dunque, dicevo: ero in mutande e leggevo poggiando il libro sul mio personale leggio -
Bice - personale leggio? Ma, avevi il leggio in camera?-
Costa No, tra le gambe (sorriso sornione)-
Bice (che comprende in ritardo la battuta facendo la finta offesa) Mascalzone!-
Costa T piaciuta, vero?
Bice Volgaruccia, ma passabile. Dai continua.-
Costa Insomma, quella lo guardimbambolata restando fulminata dal fagottone. Insomma il resto te lo lascio immaginare. Ma quello che mi turb era la faccia tosta di quella donna: chiamava suo marito amore, gioia, caro; diceva agli infermieri che il consorte era la sua vita, che non poteva vivere senza di lui, e di notte veniva nel mio lettino a fare la ricarica del suo cosino intimo. E lo vuoi sapere? Ero io mi sentivo in colpa.-
Bice- Non me ne frega niente dellospedale, e del tuo senso di colpa. Parlami della Cipride ho detto!-
Costa Ah, arriviamo gi alle imposizioni. Ma bene. Sai che ti dico?-
Bice- Che se non racconti ti accoppo (finta aggressiva)-
Costa- Ehi, ehi, calma, calma va bene, va bene, ma devi sapere che il tempo delle prestazioni professionali passer ugualmente.-
Bice- Sai che me lo posso permettere(fa cenno con le dita al denaro)-
Costa- Prosaica e porcellona, mi farai radiare dallalbo degli sciupafemmine.-
Bice- Perch non dici gigol?-
Costa Sono un sostenitore della madre lingua.-
Bice- Ah Lingua, come lhai detto bene(svenevole). Su parlami della Cipride.-
Costa Che cosa mi fai ricordare bricconcella (con un sospiro di rimpianto) Era la Venere per antonomasia. La incontrai mentre visitavamo, con altre persone, le rovine del castello normanno. Scambiammo qualche parola, poi mi sgam, e mi sussurr: Vieni, conosco il posto, ti faccio da chaperon. nel modo pi inequivocabile possibile Ed entrammo nel castello e mi diresse verso la stanza del castellano, un locale appartato, pieno disegni erotici fatti dai visitatori. Li stavamo contemplando quando un grosso ratto attravers la stanza e la Cipride, con uno strillo, si trov tra le mie braccia. Io laccolsi e (Costa si avvicina allorecchio della donna e simula di raccontarle la storio)-
Bice Davvero? Stupendo, dai, dai continua-
Costa Cosicch ( idem come sopra) col movimento del bacino.-
Bice Meraviglioso come sei stato dolce Ma perch non lo sei con me?-
Costa Perch ci sono tipe e tipe, femmine e femmine, troie e troie.-
Bice Mi stai dando della troia?-
Costa Tu che ne pensi?-
Bice Che la verit. Dai continua pure.-
Costa Evviva la sincerit. Allora: poi il mio frugare si spost in tutto il corpo. (idem c.s.)-
Bice - Favoloso eccitante-
Costa - Poi lAfrodite, mi prese in casa - per scaricarmi inesorabilmente quando si stanc del gioco dello Scilla e Cariddi, di cui, come ti dissi, lei era specialista ed io apprendista.
Cos capii che potevo intraprendere la mia libera professione e guadagnarmi la vita piacevolmente ( durante la scena Bice dar segni di eccitazione). Sei soddisfatta porcellona?-
Bice (languidamente) Contenta - s. Soddisfatta mai! Dimmi, perch ti scaric?-
Costa (facendole locchialino) E vediamo se vero che non sei soddisfatta. Andiamo di l, e poi mi dirai.-
Bice Dopo, dopo. Adesso dimmi perch ti scaric.-
Costa- E una storia brevissima: intanto che cavalcavamo nel mio letto, entr in casa una mia amica, perduta di vista da qualche mese, la quale aveva ancora la chiave di casa, che ci fece una scenata, ma una scenata. La Venere scese da cavallo, sinchin garbatamente verso il mio Costanzuzzu, lo salut, mandandogli un bacino col dito, e usc dalla scena e dalla stanza e dalla mia vita. Per sempre.-
Bice Ingrata-
Costa- Pi che per ingratitudine fu perch non amava lecomplicazioni. Ma ora basta, andiamo in camera da letto, a mettere in pratica le nostre capacit erotiche, perch e questo lo devi sapere - se ella era Venere, tu sei Giunone. (ammiccante) Che dici, andiamo di l e vediamo se c poi tanta differenza tra lei e te? -
Bice (quasi correndo verso la camera da letto) Satiro, andiamo.- Costa- E andiamo (poi quasi tra se) e speriamo bene.-
Da questo momento la musica e un gioco di luce rileveranno le scene seguenti.
Costa esce dalla presunta camera da letto, rassettandosi i vestiti, di udr la voce di Bice.
Bice Costa(voce languida) Costa (Costa si ferma e torna indietro. Poco dopo uscir riassestandosi e asciugandosi il sudore, ma si udr la voce di Bice )-
Bice Costinooooo.-
Costa (accorrendo) Che donna! (col solito gioco come sopra, va ma poi rientra )-
Bice Costantinoooo!-
Costa Ancora? Va bene che non mai soddisfatta ma sta esagerando (Costa va di nuovo dentro. Gioco c.s. Poco dopo Costa esce dalla camera asciugandosi il volto e facendosi vento con le mani). Ma questa non una donna, un vulcano!-
Bice Costino ino ino-
Costa Oh, no! ( entra nella stanza lentamente, svogliatamente. Tutto c.s, poi rientrando in scena) Per la miseria, insaziabile, inesauribile. ( si sdraia su una poltrona)-
Bice Costyno, vieni caruccio Costy, Costy-
Costa Minchia quanto mi costi! Nunciafazzucchi!!!-
Costa, poi, con un gesto di rassegnazione va in camera da letto. Luci che calano, e musica lentissima. Quando rientra in scena, barcolla, si regge ad una sedia e si accascia sulla detta.
Bice Costynuccioooo.-
Costa Noooo! (tenta di rialzarsi, ma non ce la fa, si sforza barcollando per rientrare nella stanza da letto, facendo smorfie di fatica atroci, mentre le luci calano fino al buio, musica adeguata e sipario che lentamente si chiude.-
Fine dellatto
Atto II
Stessa scenografia del precedente atto, con qualche cambiamento di mobilio e oggetti di scena ( se il caso). Sono trascorsi venti anni. In scena c Costa, capelli bianchi, pallido in viso, giacca da camera, seduto in poltrona con aria assente - allestremit destra della scena la sola che illuminata. Poi, come se avesse preso una decisione, si alza e si guarda allo specchio. Musica degli anni 2000.
Costa ( sui settantanni, davanti allo specchio) Eccolo, guardatelo il grande viveur, il gigol, il famoso sciupafemmine. Guardatelo come s ridotto (fa smorfie e boccacce) Guardatelo tutti, tutti! Che schifo: radi capelli bianchi, occhi rimpiccioliti e affossati, rughe in viso, collo da struzzo, spalle cadenti ( si guarda le mani disgustato) mani come pelle di coccodrillo! Oddio che miseria che miseria (si guarda nuovamente allo specchio, si passa le mani sul volto) che miseria.-
Nella parte sinistra, inizia a vedersi, lilluminata da un occhio di bue, una figura di giovane donna, mentre a destra la scena diviene buia. Musica adatta. Costa, lasciando la zona buia entra lentamente ai margini della luce. Egli sbalordito nel vedere la giovane donna comparire come se fosse una visione, un ricordo.
Costa (timidamente, confuso) Chi sei? Ti conosco gi? (poi con viva speranza) Agata? Agata sei tu?-
Agata ( ragazzina) Sono io. Ciao Costa, ben trovato.-
Costa- (sempre confuso) Agata, Agata, che piacere (poi a volersi assicurare) Sei proprio tu?
Agata- (con semplicit) Si, dai, sono io. Come stai?
Costa Da schifo, in alternativa da cane: randagio e rognoso. Agata, Agata, piccola mia, ma da dove sei entrata?-
Agata- ( indicando il fondo scena) Da l.-
Costa (entrando nel cono di luce) Si, capisco, di l certo ma forse dalla mia mente malata forse dai miei pensieri-
Agata - O dai tuoi rimorsi.-
Costa E vero. Dai miei rimorsi sicuro -
Costa si toglie la parrucca e la giacca da camera, e diventa un venticinquenne, Agata si scioglie i capelli: Sono due fidanzatini degli anni sessanta. Musica degli anni 60.
Costa - ( emozionato, impacciato, con difficolt nellesprimersi) Agata, staseracon questa luna sei molto, ma molto pi bella del solito.-
Agata ( timidamente, stessa difficolt desprimersi) Si vero la lunail pallore questa una notte magica.-
Costa (abbracciandola) Bella, bella, bella di bellezza infinita.-
Agata - Costa, come adulatore sei unico. -
Costa- (con pi scioltezza) Ma che adulatore, dico la verit. Guarda io ti vedo e ti adoro come una Dea. Non potrei vivere senza di te, senza il tuo sorriso, senza il tuo profumo, senza il tuo corpo-
Agata E lanima?-
Costa- (decisamente, abbracciandola) Pure, pure. Con tutta lanima io ti amo. Sai chi sei per me: la mia vita!
Ed la pura verit.-
Agata ( lasciandosi abbracciare e ricambiando) Costa, ti amo tantissimo, ma tantissimo e assai di pi.-
Con recitazione appropriata, con musica adatta, gioco di luci e, se fosse possibile una piccola coreografia, gli attori declameranno la parte seguente, senza mai staccare gli occhi luno dallaltra.
Costa Ieri notte ho sognato i tuoi occhi blu, che mi dicevano: consolati, mhai trovato. Ed ecco, stasera sei qui: ti ho cercato, ti ho attesa, sei venuta: dal sogno alla realt. Ed io lo sapevo da prima da sempre dallEternit, da oggi. da questattimo. E ci il Miracolo Lungamente atteso. Non perderti per favore, non perderti, cara.- Agata - Amore sano, amore infinito. Tu quando non potrai pi amarmi mi avrai tanto amato che mi baster per il resto della vita. Il tuo poco per me sar il tanto, il tutto.- Costa - Io, avevo solo il nulla, tristezza e morte. Ora vivere senza il tuo amore, vivere pazzia! E vero! Te lo giuro!- Agata -Quando mi abbracci odo campanellini suonare, canti angelici, profumi di fiori di campo e lampi di luce. Poi con una vampa sul viso la mia anima si smarrisce, mentre il corpo freme. Io, ora sono la corolla di un fiore che si schiude che chiama che brama. Oddio, ti sento! ti trovo in me. E la tua anima si fonde con la mia E si incontrano in infiniti Universi che frullano il mio languore, mentre nei miei pensieri di carne scorre la Vita: che con gratitudine laccolgo. E timmortalo.-
Costa torna vecchio, riprendendo il posto di prima. La musica cala, quasi un mormorio di sottofondo.
Costa- E quella volta facemmo lamore con vero sentimento- Agata - prendesti il mio corpo e me lo restituisti con la tua anima-
Costa - E ti promisi eterna fedelt, e tingannai fin dallinizio, e ti tradii per vizio e per denaro, e tu patisti di dolore e poi sposasti chi non amavi.-
Agata - si, sposai chi non amavo ma tu eri finalmente libero...- Costa - ma mi segnasti il cuore con una profonda cicatrice che ancora, al pensiero, sanguina di rimorso. Dio, perch ti feci tutto quel male?- Agata Non sei stato tu a farlo, ma la tua natura.- Costa Maledetta natura!- Agata- Non bestemmiare, sono venuta appunto per rimarginare questa tua ferita. Tu hai gi pagato la tua colpa con la tua trista vita. Io, quindi, mi rassegnai poi sopraggiunse lincidente e morii col tuo nome sulle labbra.- Costa Che amore! Ti giuro: Lo stesso far io.- Agata- Non fare nessun giuramento, Costa, sai benissimo che non potrai mantenerlo. Addio Costa e riguardati.- Costa Addio caraperdonamiti prego e grazie aspetta, non andare .-
Agata- (rientrando in ombra) No, vado. Quel che doveva essere fatto, stato fatto. Non ci prolunghiamo- ora saremmo solo patetici. Addio. (lentamente, indietreggiando esce)-
Costa- Hai ragione, addio addio (poi scoppiando in lacrime) Oddio come mi vergogno! Lei era il mio amore il mio bene, i miei occhi. Con lei toccavo cime destasi. La stringevo a me, e volavo. La accarezzavo, e toccavo il cielo, la baciavo, ed era il paradiso. Ah, che amore! Anima mia. Amandola, il mio essere la assorbiva La sua voce mi scioglieva il suo odore mi sublimava, il suo calore mi stordiva - e vibrava la mia passionee fu quella che mi perse. E mimmersi nella melma fino agli occhi. E ora soffoco, e lentamente muoio. -
Fine della musica e delle luci. Bussano alla porta. Si torna al presente.
Costa- ( che ha gi rimesso la parrucca e la giacca da camera) Avanti, aperta.-
Entra in scena Luciano, medico, amico di Costa.
Luciano Ciao Costa, mi hai chiamato, cosa c di cos urgente?-
Costa- Ciao Luciano e non si vede? (si mostra alzando le braccia stancamente) Sono uno straccio.-
Luciano- Vedo, vedo inutile domandarti cosa ti successo. Allora, quante ne hai fatte questa volta?-
Costa Due anzi tre no forse due una andata a secco.-
Luciano E ci credo! Costa, hai ormai una certa et, quando vuoi mettere giudizio? Ti ricordi , cosa ti successe, quando ti sottoponesti a quella maratona amatoria? Quante furono? Cinque volte-
Costa- sei per lesattezza. Certo che mi ricordo, ma quella era unassatanata, ninfomane, ricca sfondata.-
Luciano Che per poco non tammazz.-
Costa- Ma mi assicur la vecchiaia, per-
Luciano E a che prezzo? Poi potevi assicurarti lesistenza in altro modo, per altre vie.-
Costa- Sai che ne conosco soltanto una: La mia. Poi, ehi, ehi, di quale vecchiaia parli? Io sono ancora masculu, tanto per saperlo.( si alza e si mette a passeggiare nella stanza) Eppoi, un po di rispetto, perbacco! mica fui il suo mantenuto: non accettai mai una lira da lei peraltro non li accettai neanche da Bice, ai tempi - certo qualche regalo me lo ha fatto, il monte di piet ne sa qualcosa. Comunque non sono un ingrato, io le devo tanto perch mi assunse in qualit di segretario, mi pag i contributi, e mi assicur cos una piccola pensione. Certo, le sono molto grato per questo, ma, come hai detto tu, mi spremette come un limone - Dioceneliberi.-
Luciano Ma va l, se non fosse stata lei a spremerti, sarebbe stata unaltra. Tu, caro mio, perdi il pelo ma non il vizio. Tu, con questa vita che conduci, ti vuoi suicidare!-
Costa Esagerato sono cose che possono accadere sono un pochino stressato mi riprendercol tuo aiuto.-
Luciano Certo, sono cose che possono accadere ma a persone sensate, che hanno fatto una vita sana, alle quali una defaillance pu succedere, e basta. Ma tu hai fatto una vita disordinata ed eccessiva da quel punto di vista. Poi chiedi il mio aiuto Insomma, io da oggi mi rifiuto daiutarti. Sono un medico e non uno stregone. ( poi vedendo che Costa ci rimane male) Cerca di capirmi. Anche se sei mio amico, io ho la mia deontologia e la mia coscienza che me lo impongono: Non voglio essere tuo complice in questo pazzo, incosciente, superficiale modo di vivere - che hai tu!-
Costa- Bellamico. Quando ne hai di bisogno, si chiama fuori-
Luciano - continuando cos mi chiederai anche ladroga.-
Costa Ehi, ehi, ma che cavolate dici? Chi te lha chiesta mai? Ti risulta che faccio uso di stupefacenti?-
Luciano No, certo, mettevo solo le mani avanti. (breve pausa imbarazzante) Su, dai, non fare la vittima perch tu sei la vittima di te stesso. ( poi conciliante) Avanti, sentiamo questo polso(si avvicina e incomincia un esame sommario dello stato di salute dellamico). Bene, i battiti sono quasi regolaricerto un po bassini-
Costa Ho il cuore datleta io.
Luciano Bradicardia, certo il cuore un muscolo che sottoposto a sforzi calibrati, potenzia la sua massa e la resistenza. E dimmi, da giovane che specialit praticavi? Atletica leggera? Nuoto? Calcio? (Costa nega col capo) E allora?-
Costa- Mezzofondista del sesso. ( fa un timido gesto per sottolineare quello che intende)-
Luciano- Ma va a (continua lesame misurando la pressione) Allora la pressione un pochino bassa occhiaie stanchezza Accusi dolori muscolari?-
Costa Si, nel basso ventre.-
Luciano Spiritoso Allora (prende un ricettario dalla sua borsa e scrive) Ti prescrivo questo integratoresono delle pillolette costituenti li prendi per dieci, quindici giornidiciamo due al giorno, poi assumi questo compost a base di miele, polline, pappa reale e propoli tre cucchiaini al d-
Costa - e il semolino?-
Luciano Spiritoso, assai spiritoso (scuote il capo). E mi raccomando fai il massimo riposo guarda che una raccomandazione di riposo in tutti i sensi capisti? E niente sigarette!-
Costa (ironicamente) Allo scopone, ci posso giocare?-
Luciano (sconcertato ) E cosa centrano le carte=-
Costa Mhai proibito le donne, lalcool, il fumo, mi rimane solo il gioco. Posso giocare? O mi fa male pure quello.-
Luciano Scherzaci sopra, sai? E adesso dammi da bere.-
Costa- Serviti pure, io non ce la faccio ad alzarmi.-
Luciano si reca nel mobile bar e si versa da bere, poi col bicchiere in mano si siede vicino a Costa.
Luciano Alla salute (beve)-
Costa- E a me non ne dai?-
Luciano- Certamente, aspetta (si guarda in giro, vede una brocca dacqua, si alza e riempie un bicchiere e lo porge a Costa) A te solo acqua. Ti prescrivo tre bicchieri colmi di acqua il giorno. E inizia subito subito, con questo.-
Costa Magari con uno schizzo di whisky-
Luciano- Acqua, e basta. (finisce di bere)-
Costa (prende il bicchiere beve lentamente) Bevo sognando lwhisky. Che delizia ma forse in questo intruglio ho messo troppa acqua Devo rimediare. (si alza faticosamente, va nel mobile bar e si versa un dito di alcool, e assaggia) Cos va bene. Alla salute Luciano.-
Luciano (facendo un gesto di rassegnazione) Sei terribile, ti ci vorrebbe la camicia di forza. Infine la tua vita nelle tue mani, anzi, pi che nelle tue mani sicuramente bucate e tarate, o nel tuo brillante sesso- dovrebbe essere nel tuo buonsenso.-
Costa Hai ragione, tu non sai quanto hai ragione. Quasi mi commuovo.
Sappi che se esamino la mia vita trovo tante pozzanghere di melma e un solo scorcio di erba verde e di fresche acque. Ma, ora, siccome troppo tempo trascorso e miseramente andato perduto; e i giorni grigi si sono succeduti inesorabilmente, cadendo come foglie secche al vento; adesso anche quei prati e quelle acque si stanno ingiallendo, inaridendo e dissolvendonel nulla...-
Luciano Costa? Mi preoccupi! Mi stai diventando sentimentale? Proprio tu, ora, qui. Non posso crederci.-
Costa Ci sei cascato. Tho fregato. Sono un grande commediante, ammettilo. Ma sappi che la mia pellaccia dura, la scorza temprata dai giorni. Solo tu potresti riuscire a intaccarla: con le tue cureassassine!-
Luciano - Ben detto. Intanto prenditi ci che ti ho prescritto, regolarmente, poi si vedr. E adesso ti saluto, ho altre visite da fare. Ciao e stammi bene. E ti raccomando, non fare al solito tuo eh? segui la terapia.-
Costa- Vai Luciano e grazie ancora.-
Luciano esce e chiude la porta scuotendo la testa, scoraggiato. Costa beve ancora un sorso dacqua, poi faticosamente si alza, si affaccia alla finestra, poi va difronte allo specchio, e riprende a parlare come se avesse davanti a se unaltra persona.
Costa Vecchio bugiardo! Lurido mentitore! Vecchiaccio rimbambito! Luciano ci ha creduto: due o tre volte Ma quandomai! Sono ormai tre mesi che non mi funziona pi ( si guarda il basso ventre) Altro che due o tre voltemacch! Nessun segnale di vita! Nemmeno lombra dellombra pi ombra di una erezione. E buio pesto! Certo, lui sostiene che sono inconvenienti che possono accadere a tutti- certo; ma non a me, perbacco, a uno sciupafemmine professionista. ( voce depressa, quindi fa una lunga pausa intanto che si esamina ancora allo specchio e ripete lentamente, scuotendo la testa) certo, sono cose che possono accadere certamente- e a tutti, dice lui. Ma ora la conferma mi brucia Come se fosse facile accettarlaPoi, quella amica che mi tormenta, che mi assilla per quella certa prestazione... -
Suonano alla porta. Costa con un gesto di stizza, va ad aprire.
Costa. (brusco) Chi !-
Pino Posta-
Costa (seccato apre) Mi dia.-
Pino ( entra il postino del primo atto, ora una persona di mezza et, ma ancora in ottima forma e sempre lezioso) Buongiorno, una raccomandata, una firmetta prego ( porge la penna).-
Costa (firma e restituisca la penna al postino) Grazie.-
Pino ( dandogli la busta e guardandolo attentamente) Ma lei non Costa u fimminaru?-
Costa Cos si dice in giro. (stancamente, guardando la busta) Ancora tasse!-
Pino ( invadente) Dio, irriconoscibile! E a me? Non mi sta riconoscendo?-
Costa Mi perdoni, ma non mi ricordo proprio di lei.-
Pino Certo di tempo ne passato - tanto. Sono Pino, in arte Giusy. Adesso provo ad aiutarlo ( fa il vezzoso) si ricorda che molti anni fa le chiesi se cerano sciupamaschi di genere neutro?-
Costa ( pensandoci sopra) Ma certo, ma certo, ti riconosco, gi, Pino, volevi sapere se tu eri allaltezza... Gi, gi.-
Pino E la vuole proprio, proprio sapere? Non solo sono allaltezza, in cima, alla vetta, ma ora sono ai vertici, ai vertici del mestiere. Ho sfondato! Ma si rende conto?-
Costa (meravigliato) Davvero? (sbrigativo) Ma bravo.-
Pino (Prendendosi una certa confidenza, posandogli il braccio sulla spalle e passando al tu) Sapessi, sapessi, caro collega, col nome darte di Giusy, adesso esercito la professione: come la tua pi o meno e gli uomini mi vengono a cercare da tutti i quartieri della citt. Quasi quasi dagli impegni che ho, potrei lasciare limpiego alle Poste. Ma non lo faccio. E sai perch?-
Costa- Bedda matri, non lo so proprio.(scuotendosi infastidito dallabbraccio)-
Pino- E te lo spiego io il perch: Mi piace contattare, parlare, ciarlare, discutere anche con le persone cosiddette normali, (poi schifato) Certo non con quelli che mi chiamano frocio e, sai, spesso aggancio... (allusivo) mi capisci? A proposito, ma lo sai che ora non ci possono chiamare pi froci? No eppoi no! E guai a prenderci in giro, ad offenderci o a picchiarci: Sarebbero guai! Siamo tutelati dalla legge, come i negri e gli zingari e ei cani, anche i cani, cio no, anzi si(confondendosi) cio in quanto animaleddi (portandosi le mani incrociate al petto)... e che credi? (breve pausa, controscena di Costa) Adesso si usa, molto, elegantemente - come ben sai - (sottolinea) o dovresti sapere si usa dire (come ispirato): Gay e voi oscurantisti, dimenticatevi quel modo brutalmente osceno, di rivolgervi a noi - come si faceva una volta, quando cera il Duce (Costa si porta le mani ai capelli) tranquillamente e superbamente, dispregiativamente - oserei dire, riempendovi la vostra bocca disgustosa per dirci: Ah frocio! (breve pausa, mentre Costa da segni dinsofferenza)
Ma poi non vedi come suona male questa volgare parola? E come un colpo di grancassa di banda paesana che ferisce i timpani e li fa sanguinare. Invece Gay-e si, gay - sembra il suono di unarpa che vibra in una orchestra sinfonica - e la ingentilisce e larmonizza e la fa femmina-
Costa- ( a bocca aperta, stordito da quei discorsi) Che raffinatezza: Questa mi veramente nuova.-
Pino E certo, per voi supermaschilisti da strapazzo di raffinatezza, che ne sapete. (indignato, girandogli le spalle). E negro? E zingaro? (facendo segno di no col dito e girandosi cantarellando) Non si potr dire pi: Ora c la galera, hai capito? la galera!
Costa E allora Verdi dovrebbe stare molto attento-
Pino Verdi, chi?-
Costa Verdi, Giuseppe Verdi, lautore del Trovatore.-
Pino Verdi? Il Trovatore ah, si, quello del: Dagli! Martella! Com maschio questo verso (sospira, poi ripensa a quanto detto prima); ma, scusa tanto, cosa centra Verdi?-
Costa- Centra, centra. Continua il verso.-
Pino Dagli, martella, (canticchia): Chi del gitano i giorni abbella? La zingarella. Ecco fatto: e allora?-
Costa E allora, adesso si dovrebbe dire: Dagli, martella, chi del gitano i giorni abbella? La romminella Altrimenti - tappiti! Denuncia: razzismo, galera.-
Pino E mi pare giusto direi.-
Costa- E allora tu e i tuoi amici social-sensibili e i paraculo, andate ad arrestarlo l, al cimitero di Milano, dove riposa da pi di un secolo.-
Pino Mi prendi per il culo?-
Costa Io? A te? Mai!-
Pino Ah, credevo Sai una questione di dignit.-
Costa Dignit? Eh, caro mio, bisogna sapersela conquistare la dignit - e conservarsela.-
Pino (facendo loffeso) Perch adesso, per caso, metteresti in dubbio la mia dignit? (e nel fare il lezioso offeso, volgendo il capo velocemente, gli cade il parrucchino) Pardon (lo raccoglie e lo calza.-)
Costa (ironico ) Nooo, quando mai(poi con un gesto di rassegnazione) Comunque io credo che sia soltanto una questione di moda, questo si. Fra qualche anno cambier la moda e loro-
Pino- che sarebbero i miei amici social-sensibili paraculo-
Costa - pi o meno. Loro cambieranno di nuovo appellativo e dire gay diventer offensivo, vedrai... (breve pausa).-
Pino E dimmi, dimmi: tu cosa inventeresti? Come ci chiameresti, casomai?-
Costa- (riflettendo, poi ironico) Femminomo!-
Pino Minchia, e che vuol dire?-
Costa Sarebbe lunione di due parole, femmina e uomo: Femmin-omo. Capisti?-
Pino Mi piace, sei un cannone! Su, dimmilhai inventato ora?-
Costa No, macch. Lho, letto da qualche parte, forse in un romanzo.-
Pino Comunque bello! (contando con le dita) Sei lettere femminili e solo tre maschili! E azzeccatissimo.-
Costa - Ma guarda (ironico, poi serio) Ora, caro amico, tornando al nostro argomento del contendere, vedi, per conto mio, se uno a posto, gay o non gay la sua persona che conta! E il rispetto per la persona il fulcro del vivere civile, ecco tutto-
Pino E con le tue amanti-mantenute, come la mettiamo? Meritano anchesse rispetto?-
Costa Uffa! Salti da un argomento allaltro come un grillo. Comunque le ho sempre rispettate-io.
Adesso, permettimi, chi chiudere questo capitolo! Non voglio entrare in un campo dove non sono tanto ferrato. Potrei provocare qualche guaio.-
Pino Tu? Ma che minchia dici? Tu, eccellentissimo (inchino ironico,) tu, come parlantina sei meglio di un avvocato. Ma purtroppo mi hai deluso caro Sciupafemmine. Vedi, non sei al passo con i tempi: sei demod, carino. Sei out! E, a proposito di out: dimmi, tu che fai? Eserciti ancora?-
Costa ( Stanco di sentirlo) No, sono in pensione.-
Pino Io invece sono in pieno boom! Mi vesto da femmina e certi uomini impazziscono. Che gioia!-
Costa Buon per te. Allora, grazie per la raccomandata, e addio.-
Pino (lezioso) Buona pensione collega e non ti sciupare, mi raccomando (con sarcasmo).-
Costa (apre la porta e gli fa cenno di filare) Vai, vai Giusy.-
Pino Mih, quel brutto caratterino di tanti anni fa, ti rimasto cos comera: intatto! (poi allusivo) certo, quello il caratteraccio, si, intatto - ma il fisico no!quello ripugnante! (disgustato, con disprezzo, poi alza la testa ed esce) Addio e sappi che mi hai proprio, ma proprio, deluso.-
Costa- (chiudendo luscio) Spiacente. Addio, addio, tempo tuo (poi tra se) ripugnante, eh? (Getta la busta sul tavolo e si siede stancamente e si copre il viso con le mani) Oltre alle mancate erezioni, le ripetute cilecche, adesso mi tocca assaporare lamaro fiele della derisione e dellinsolenza di quellosciocco postino Madonna che disastro, che disastro (con sconforto si porta le mani ai capelli, poi con uno scatto dorgoglio, si alza) No, non gliela d per vinta, a nessuno! Sursum corda! Niente crollo psichico, demoralizzazione, o depressione. Alla malora i cucchi! (passeggia per il palco)
Devo reagire, incazzarmi veramente, e reclamare perentoriamente i miei diritti di masculo. ( guardandosi il basso ventre, quindi con voce pimpante, chiara): Allora, caro signor coso, mi vuol dire per favore, cosa sta succedendo? Perch queste lunghe pause e ripetute defaillance?-
Stesso gioco di luci della scena precedente, ma stavolta a destra, nel cono di luce, appare una figura ammantata di bianco sporco. E lalter ego di Costa, o meglio la figura del suo sesso umanizzata.
Alter ego - Si calmi, si calmi. Che cosa grida a fare? Non sa che c la crisi che non arrivano i rifornimenti necessari.- Costa - Come crisi? Anche qui? ( scandalizzato e guardando alternativamente lalter ego e il suo basso ventre) Crisi anche per questo? Qui? Che significa? E poi come mai non arrivano i rifornimenti?-
Alter ego (con aria annoiata, guardandosi le unghie della mano) E lo chiede a me? Che ne so io? Io vivo nei bassifondi, alloscuro di tutto. Io faccio quello che mi dicono, quando naturalmente mi danno i mezzi necessari, e ora, voglia scusarmi, ma ho bisogno di riposo
Costa Come, come riposo? Non pu!-
Alter ego Mih, ma lei non capisce? Ripeto: sono stanco, sfinito, mezzo morto! Poi, per intenderci, (facendo segno col dito verso lalto) a me se dicono fa! Io faccio. Io sono un esecutore. Io eseguo soltanto- naturalmente , come ho gi detto, se ho la materia prima, altrimentifiasco! Ora caro lei, se non soddisfatto delle mie risposte, vada su, si rivolga ai piani superiori; l, dove fanno tutto, dove sanno tutto parli col Direttore, e mi lasci in pace, io sono tanto, ma tanto stanco-
Costa Con lei faremo i conti dopo, adesso vado a parlare con questo direttore.-
Esce di scena lalter ego, ed entra un uomo con camice bianco e occhiali.
Costa ( senza salutarlo, ma pi incavolato che mai) C nessuno? Chi comanda qui? Chi c in questa infernale sala macchine da ferryboat?-
Direttore Ci sono io, il direttore. Che succede? -
Costa - Che succede? (sbottando) Succede che l sotto le cose non funzionano bene; gi sono dei pigroni, per non dire indolenti e volutamente inefficienti e un poveraccio, lasciato in bala degli eventi, che fa?-
Direttore Ma quale bala? Che eventi. Si calmi, suvvia mi spieghi il suo caso, per favore.-
Costa - Mi spiego, mi spiego! E mi calmo. Ecco ( imbarazzatissimo) vede, su certi argomenti personali, delicati, riservati ( poi come tra se) accidenti, come si fa a parlarne con calma? (quindi deciso) Signor direttore, questo sono i fatti, nudi e crudi: dopo un mucchio di anni donorata professione, e allapice della carriera, ecco che mi giunse una richiesta - da parte di una gran dama importantissima e facoltosissima diniziarla diniziarla insomma desiderosa di provareuna cosa( esita) Va bene: vorrebbe vorrebbe da me certe prestazioni alternative al coito, per intenderci quella cosa l, come si chiama...insomma la fellatio; ed ecco che quel maledetto che sta di l sotto, fa le bizze dice che stanco di tanti anni di lavoro, che non ha pi forze, che ha bisogno di riposo, non ha i necessari rifornimenti. E, per levarmi di torno, mi spedisce direttamente ai piani alti: da voi! Ed eccomi qua.-
Il direttore ascolta attentamente, poi esamin accuratamente una scheda.-
Direttore - Caro amico, dalla sua scheda risulta che lei aveva a disposizione circa diecimila coiti quasi tutti consumati - e mille fellatio delle quali ora gliene rimangono, forse, diciamo, soltanto, e col beneficio del dubbio, dieci scarsi scarsi. Caro signore, si rassegni, ormai agli sgoccioli, il suo tempo terminato, e i suoi rifornimenti sono finiti.-
Costa - Come finiti? Cos di botto? Senza preavviso? No, non pu essere.-
Direttore - Purtroppo si, e non posso illuderla. Vede, ( e simul il tocco del manometro, mentre una strana macchina sbuffava come un vapore) controlli lei stesso, la sua pressione si esaurita, quasi allo zero.
Ora, io non posso farci nulla, non pi competenza di questo reparto, mi spiace. Comunque vada sopra, in sala comando, parli con Presidente, e chiss se lass hanno qualche soluzione per il suo delicato caso. Lascensore a destra.-
Il direttore esce, ed entra in scena un vegliardo vestito di azzurro, il Presidente. Luomo guarda sottecchi Costa, e si mette a consultare un fascicolo.
Presidente - Venga avanti, giovanotto.-
Costa - Giovanotto? A me? Ma che mi prende per i fondelli?-
Presidente ( guardandolo tranquillamente) E un modo di dire non ci faccia caso Vede, sto controllando i suoi dati e le debbo dire, con dispiacere, che i signori ormoni deputati al suo organismo riproduttivo, si sono ridotti al minimo, sono quasi a zero. E, ancora purtroppo per lei, devo farle sapere che questi signori non si rigenerano pi. Fine!
Ergo, da Presidente illuminato, a titolo di magra consolazione, le propongo queste tre opzioni surrettizie: La Saggezza, la Poesia e la Contemplazione. Ora, per lei, la Poesia ancora sufficiente; la Contemplazione in ascesa; ma la Saggezza al di sotto dei livelli minimi accettabili. Pertanto si concentri sulla Saggezza e, possibilmente, ne elevi il suo potenziale impiego. Le far senzaltro bene.-
Costa- (Restando impietrito) Oddio, questa volta fatta! E finita! Non sono pi masculu (respirando profondamente, parlando con voce pietosa) Signor Presidente, non si potrebbe fare uneccezione?-
Presidente (sospirando ) Purtroppo no! Mi creda, non pi possibile ripristinare la funzione. Per ci sarebbe una soluzione chimica insomma si tratterebbe di una questione personale, molto delicata, direi etica e di colore azzurro. Se putacaso a noi arrivasse tale stimolo, saremmo costretti ad ordinare ai piani bassi - ma a malincuore, beninteso - di procedere alla bisogna-
Costa - Chimica? Azzurra? Il viagra! No, e che centra? La faccenda, se si poteva, si doveva appianare con le nostre sole forze naturali, senza aiuto dallesterno. No, cos non vale. No, no. Ma quando maiSa invece cosa le dico? Che accetto il suo consiglio sull'opzione saggezza. Adesso vado, scendo gi e quel che deve succedere - succeder! ( Malinconicamente) Anche se sar la fine della mia onorata carriera di fimminaru.-
Presidente ( sorridendo compiaciuto, porge a Costa un piccolo biglietto sul quale ha vergato pochi segni, sussurrandogli, nel frattempo, qualcosa allorecchio, poi con voce normale) Ecco, lo consegni al titolare dei piani bassi, con i miei saluti. ( stringendogli la mano).-
Costa Riverisco signor presidente, presenter.-
Il presidente esce ed entra in scena luomo vestito di bianco sporco, lalter ego, portandosi appresso una porta dove spicca unelegante targhetta con la scritta, a grossi caratteri: <Pene - Fallo Membro & C.>. Costa consegna il foglietto e aspetta che luomo lo legga. Infatti, questi lo legge, poi guarda interrogativamente Costa.
Alterego -Cosa significa S.S. P.P.?-
Costa (con aria di sufficienza) Suppongo che voglia dire: Servi Solo Per Pip. Addio bello, e non darti pi tante arie caro signor Minchia!
Sipario
- Questo copione è stato visto:


