Dimitris Dimitriadis
Lo stordimento degli animali prima del macello
Traduzione di Maurizio de Rosa
Traduzione realizzata con il contributo dell Unione Europea - Cultura 2000 e Atelier Europen de la Traduction- Scne Nationale dOrlans
Prima italiana, mise en espace: Castello dellAcciaiolo di Scandicci - 26 giugno 2003 Festival Intercity Athina 2 -, regia di Giancarlo Cauteruccio, con Michele Andrei, Matteo Chioatto, Massimo Grig, Paolo Lorimer, Laura Martelli e Emanuela Villagrossi.
Personaggi
Nilos Lakmos
Militsa
Emilios
Evghenios
Starlet
Filon Filipps
A
B
C
Prologo
Scena prima
(A, B, C.)
A: Com cominciato cos finir. Lo sapete. Non occorre avvicinarsi troppo. Prima in piedi e poi in ginocchio. Lo schema antico. Ma non lo capisce. Sebbene si sforzi, sebbene si prenda tutto il tempo che occorre. Non importa quanto. Di solito segue lo stesso ordine, ma non detto. Potrebbe seguirne un altro. O il suo. Di solito ne segue un altro. Di solito segue il suo. risaputo. Tutto questo risaputo. Sai come comincia e sai come finisce. Ma non detto. Il segreto consiste nel diminuire le possibilit dinsuccesso. Se non addirittura nellannullarle. Poi per non avrebbe pi alcun interesse. Si prevede tutto e poi niente va come previsto. una previsione anche questa. In ogni caso la conclusione sempre la stessa. Pu divergere ma la stessa. E questo dovrebbe essere imprevisto. Tutto si conclude sempre nello stesso modo. Per nessuna conclusione uguale a unaltra. Sapete com. Lo sanno tutti. qualcosa di incontestabile. C chi dubita, chi insorge, chi si rassegna rifugiandosi nel privato o nella denuncia, ma nessuno contesta. Lo rifiuta ma alla fine lo elogia. Non pu che essere cos. Cio, potrebbe esserlo ma non . Potrebbe ma impossibile. La cosa giusta quella che succede. Sarebbe giusto che non accadesse ma non pu non accadere. Quello che accade giusto. Per questo accade. Lo sanno tutti. Non si tratta di una scelta personale. Nessuno sceglie. Quello che accade, accade perch non pu non accadere. Fiducia. Cos tutto va come deve andare. Le forme rivelano le loro dimensioni reali. Il nitore a poco a poco svanisce. A poco a poco cala la nebbia. E a poco a poco inghiottisce tutto. A poco a poco non si vede pi niente. A poco a poco. Senza che nessuno se ne accorga. Con dolcezza, quasi. lunico modo. Il ferro rimane ferro ma si verifica con dolcezza. Con delicatezza. In modo inconcepibile. Del resto lo sapete. In vista dellaltro. Non esiste altro ma sempre in vista dellaltro. Questo lobiettivo. Progressivamente. Prima si piegano le ginocchia, poi il resto del corpo. Gli occhi sono aperti ma non vedono. Vedono ma non sono quello che vedono. Non vedono quello che vedono. Come se le lacrime li soffocassero. Soffocano gli occhi. Sono sbarrati, le pupille sono dilatate, sporgono fuori dalle orbite, ma sono incapaci di vedere. Tutto qua. Lo sapete. Indescrivibilmente semplice. Incomprensibile. Chiunque lo capisce. Chiunque vi si rassegna. Non pu essere altrimenti. Esiste solo questo. Delicatamente. Dolcemente. Progressivamente. Per ultima cade la testa. No. Cade per prima, ma quella che cade per ultima la testa. la testa che cade per prima. E per ultima.
Scena seconda
(Nilos e Militsa.)
Militsa: Uff, quanto ancora dovremo aspettare?
Nilos: sempre un po in ritardo.
Militsa: Un po? E questo sarebbe un po?
Nilos: Che fretta c?
Militsa: Nessuna
Nilos: Sei qui con me
Militsa: Gi.
Nilos: Come gi, non sei contenta di stare qui con me?
Militsa: S, ma il tempo passa e non si conclude nulla.
Nilos: E allora cosa vuoi che facciamo? Eh? Su, dimmi, cosa vuoi che facciamo?
Militsa: Niente.
Nilos: No, dimmi, dimmi.
Militsa: No, no
Nilos: Vuoi che andiamo da unaltra parte?
Militsa: No. E dove, poi?
Nilos: Da qualche parte, da soli
Militsa: No
Nilos: Non vuoi?
Militsa: No ma cosa fai?
Nilos: Militsa
Militsa: Potrebbe arrivare
Nilos: Non mimporta
Militsa: No, Nilos
Nilos: Non mimporta se ci vede
Militsa: A me s, non so neanche chi -
Nilos: Per questo voglio fartelo conoscere
Militsa: Anche se non me lo fai conoscere
Nilos: Non vuoi conoscere il mio miglior amico?
Militsa: Non mimporta.
Nilos: Lunico
Militsa: Se il tuo migliore amico va bene. Ma poi, cosa significa?
Nilos: Cosa?
Militsa: Che il tuo miglior amico, lunico?
Nilos: Significa che siamo inseparabili sin da bambini, ci raccontiamo tutti i nostri segreti, i nostri problemi, ci fidiamo e abbiamo stima luno dellaltro
Militsa: Ah, come mi annoia tutto questo
Nilos: Ascoltiamo luno lopinione dellaltro, chiediamo il suo consiglio, la solidariet
Militsa: Siete tutti e due questo luno per laltro?
Nilos: Cosa intendi?
Militsa: Ma voi non siete amici, siete
Nilos: Cosa?
Militsa: Se fate tutto luno per laltro
Nilos: Be, non tutto
Militsa: S, daccordo
Nilos: Quello che voglio fare con te, quello che non mi permetti di fare con te
Militsa: No che non te lo permetto, perch dovrei?
Nilos: Ma se lo vuoi anche tu
Militsa: Non so, non siamo ancora
Nilos: Cosa? Sposati? Ma stiamo insieme da cos tanto tempo
Militsa: Non moltissimo
Nilos: Che importanza ha il tempo quando si sa quello che si vuole
Militsa: Per me ce lha
Nilos: Perch? Vuoi conoscermi meglio? Sai come sono. Sai cosa provo per te
Militsa: Non intendo questo, intendo
Nilos: Non mi vuoi?
Militsa: Non farmi questa domanda
Nilos: Su, dimmelo
Militsa: Che cosa?
Nilos: Mi vuoi o no?
Militsa: Lo sai
Nilos: Voglio sentirtelo dire, dimmelo
Militsa: No, non adesso, non qui
Nilos: E invece adesso, e qui
Militsa: Oh, Nilos
Nilos: Vieni
Militsa: No, no, ti prego, potrebbe arrivare
Nilos: Non mimporta
Militsa: Si pu sapere cosa ti ha preso?
Nilos: Quello che mi prende sempre.
Militsa: Non dovevamo venire qui.
Nilos: E allora andiamocene. Andiamo da unaltra parte.
Militsa: Dove?
Nilos: Tanto non viene pi, te lo presento unaltra volta, meglio che non sia venuto
Militsa: E se viene pi tardi? Non sarebbe giusto che venisse e non ci trovasse
Nilos: Capir
Militsa: Penser che colpa mia
Nilos: S, colpa tua
Militsa: Daccordo
Nilos: Mmm, ti mangerei, non resisto pi
Militsa: Insomma, la vuoi smettere? Su, da bravo, calmati, e tieni gi le mani.
Nilos: Mani? Solo mani?
Militsa: Forse dovrei dire manone
Nilos: Ti piacciono? Eh, ti piacciono?
Militsa: Mmm, mmm
Nilos: Cosa mmm
Militsa: No, niente
Nilos: Se avessimo un posto dove stare
Militsa: Che succederebbe?
Nilos: Ti farei vedere io
Militsa: Cosa?
Nilos: Quello che non succede adesso, altro che manone
Militsa: E invece?
Nilos: E invece, invece, invece
Militsa: No, no
Nilos: Su, andiamo, tanto non viene pi. Dove vuoi che ti porti? Dove vuoi tu. Dov che vuoi? Via, lontano da qui.
Militsa: Eccolo
(Entra Filon.)
Nilos: Stavamo per andarcene
Militsa: Non vero.
Filon: Filon Filipps.
Nilos: Militsa.
Militsa: Molto lieta.
Filon: Anchio.
Nilos: Anche tu cosa?
Filon: Sono lieto.
Nilos: Tu sei lieto, lei lieta
Militsa: Guarda che te le taglio quelle mani.
Filon: Ce le ha lunghe, eh?
Nilos: Lunghissime.
Filon: Ah, sono queste le cose che ti dice. Che depravato.
Militsa: S, proprio uno svergognato. Ma sempre stato cos?
Nilos: S, sempre
Militsa: Smettila
Filon: Dove si va?
Militsa: Non ho molto tempo, devo tornare
Nilos: Stasera resti con noi fino alla fine
Militsa: No, non posso
Nilos: Su, andiamo
Filon: Non voglio farvi perdere tutta la serata
Nilos: E chi ti ha detto che gi non labbiamo persa?
Militsa: Ti vuol bene pi che a me.
Filon: Lo so, per questo che
Nilos: Ehi, cosa state dicendo? Su, venite qui da me andiamo, offro io stasera ho con me tutto quello che posso desiderare, con voi arriver fino alla fine e ancora oltre ancora oltre
(Escono di scena.)
Scena terza
(A, B, C.)
A: Nessuno dubita che accadr.
B: La questione non si pone.
C: la prospettiva globale che conta. E questa c.
B: Il complesso.
A: Molto presto avremo i primi risultati.
C: Questo il vero problema. Non la prospettiva.
B: S, si avvicinato molto.
A: Accadr.
C: Questo il primo problema.
B: La questione non si pone.
A: Il principio. Il momento pi emozionante.
C: Finalmente. Quando si traccia la linea.
B: E tutto al presente.
C: Da adesso.
A: Senza dubbio.
Scena quarta
(Nilos. Aspetta fumando. Entra in scena Filon.)
Filon: molto che aspetti?
Nilos: Sono le dodici, lappuntamento era alle undici e mezza.
Filon: Scusa
Nilos: Non importa, anchio sono appena arrivato
Filon: Appena? Ma vedo che ne hai fumate tre, quattro cinque
Nilos: Ah, s?
Filon: O le ha fumate un altro?
Nilos: Sono mie.
Filon: Dunque molto che aspetti.
Nilos: Eh, s
Filon: A che ora sei arrivato?
Nilos: Non ricordo Stamattina
Filon: Perch? Cosa succede? Fatti un po vedere Mmm, che brutta cera. Non hai dormito stanotte? Sembri un cadavere.
Nilos: Per niente
Filon: Su, allora, dimmi, che hai fatto?
Nilos: Niente. Ho pensato.
Filon: Tutta la notte?
Nilos: Quasi.
Filon: Non eri con
Nilos: S, ma se n andata.
Filon: Se ne andata?
Nilos: tornata a casa presto.
Filon: Quindi sei andato a letto da solo.
Nilos: S.
Filon: E non riuscivi a dormire perch pensavi.
Nilos: Mi sono addormentato, ma mi sono svegliato nel cuore della notte e non sono pi riuscito a riaddormentarmi. Ci ho provato
Filon: A cosa pensavi? Posso saperlo? Cos che ti tormentava?
Nilos: Tu.
Filon: Io? Ah, s, sono entrato nella tua stanza, mi sono infilato nel tuo letto e a furia di accarezzarti e di abbracciarti non ti ho lasciato dormire
Nilos: Ti va di scherzare, eh?
Filon: E allora?
Nilos: Pensavo, non so come dirtelo
Filon: Che sei innamorato di me?
Nilos: Sii serio, non il momento di scherzare, ti dico
Filon: Non capisco.
Nilos: Ieri sera, con Militsa
Filon: Ah
Nilos: Abbiamo deciso di sposarci.
Filon: Capisco. Prima che se ne andasse avete deciso di sposarvi.
Nilos: Appunto.
Filon: Niente male, direi. E niente di originale. Prima di sposarsi bisogna andarsene. Tutto regolare. Il matrimonio non altro che un continuo andarsene.
Nilos: Il mese prossimo.
Filon: Vi sposate il mese prossimo?
Nilos: S. Stasera ci fidanziamo.
Filon: Stasera? Perch?
Nilos: Perch vogliamo stare insieme. Da adesso.
Filon: Cos non dormirai pi da solo.
Nilos: Lo so, per te tutto questo non significa niente
Filon: Neanche per te significa niente
Nilos: Fino a poco tempo fa vero, non significava niente, poi
Filon: nella tua vita entrata Militsa.
Nilos: Perch lo dici cos?
Filon: E come dovrei dirlo? Militsa Milofagos entrata nella vita di Nilos Lakmos? Vuoi tu, Militsa Milofagos, prendere in sposa il qui presente Nilos Lakmos e diventare la signora Militsa Lakmos-Milofagos?
Nilos: Molto divertente. Sappi per che io la amo e voglio vivere con lei, questo che mi ha fatto cambiare idea.
Filon: Questo o lei?
Nilos: Questo o lei che differenza fa, s, stata lei, lei, la amo, Filon, amo questa donna, la desidero, non voglio perderla, tanto difficile da capire?
Filon: Non, non lo , ma sposarvi
Nilos: Voglio stare con lei.
Filon: E allora stacci.
Nilos: Lo vogliamo.
Filon: sua lidea. stata lei a convincerti.
Nilos: No
Filon: sempre cos, anche a te capitata la stessa cosa.
Nilos: No, non cos, no
Filon: E tu non hai detto niente, hai accettato
Nilos: Lo abbiamo deciso insieme.
Filon: Ti sposi. Non riesco a crederci. Ti sposi. Ti sposi, ti sposi, ti sposi, ti sposi
Nilos: Non stato facile dirtelo.
Filon: Perch in realt non vuoi.
Nilos: Anchio la pensavo come te, lo sai, per le idee, ecco, come dirtelo, le idee a un certo punto della vita, capita qualcosa e
Filon: Intendi dire che le idee non resistono alla vita, giusto?
Nilos: S, quando la vita, s
Filon: Cosa?
Nilos: Lamore.
Filon: Lamore, gi. Niente pu resistergli tutti questi anni la nostra amicizia.
Nilos: No, la nostra amicizia no, non cambier mai, non cambier niente per noi
Filon: I nostri segreti
Nilos: Non cambier niente, te lo giuro.
Filon: Il nostro legame
Nilos: Te lho detto, staremo sempre insieme, niente e nessuno ci separer
Filon: Nilos, non farlo.
Nilos: Cosa?
Filon: Non sposarti.
Nilos: Impossibile.
Filon: Perch? Perch impossibile? Sei ancora in tempo. Non farlo.
Nilos: Basta, smettila
Filon: Lo ha deciso lei.
Nilos: Stasera mi aspetta.
Filon: Non andare, non ci andrai.
Nilos: Non posso, non insistere.
Filon: Hai paura di dirglielo.
Nilos: Cosa?
Filon: Hai paura di dirle che tra voi tutto finito.
Nilos: Ma cosa dici, sei impazzito
Filon: Vuoi che glielo dica io? Eh? Vuoi che vada io a casa sua stasera e che le dica che non vi sposate, vuoi che ci pensi io visto che tu hai paura?
Nilos: Tu non vai da nessuna parte e non le dirai proprio niente. Voglio sposarla.
Filon: Non vero.
Nilos: Non riesco a stare neppure un secondo senza di lei, sono pazzo di questa donna, pazzo, pazzo, pazzo, lo capisci, desidero tutto di lei, tutto, i suoi occhi, le sue labbra, i suoi seni, le sue gambe, il suo ventre, i suoi capelli, la sua voce, il modo in cui mi tocca, in cui mi stringe, in cui mi bacia
Filon: Va bene, va bene
Nilos: il suo respiro, la desidero alla follia, voglio leccarla, mangiarla, tutta quanta
Filon: Ti ha plagiato.
Nilos: questo lamore, no?
Filon: Non durer molto
Nilos: Durer quanto durer
Filon: Lamore finir e rimarr il matrimonio
Nilos: Non mimporta
Filon: Adesso non timporta, ma dopo?
Nilos: La amo
Filon: Ti stai mettendo nei guai
Nilos: Cosa?
Filon: Questo matrimonio sar la tua catastrofe.
Nilos: Come fai a saperlo?
Filon: Lo so
Nilos: Cosa sai?
Filon: Vuoi che te lo dica?
Nilos: Cosa?
Filon: Vuoi che ti dica quello che succeder?
Nilos: Sai prevedere il futuro?
Filon: Vuoi che te lo dica o no?
Nilos: Non c niente che devi dirmi
Filon: Hai paura di sentire la verit
Nilos: E tu la conosci, la verit?
Filon: La vuoi sentire?
Nilos: Non ho paura, perch dovrei aver paura, cosa ne sai tu, ma anche se conosci la verit io non ho paura di sentirla, io non ho paura di niente. S, voglio sentirla, voglio che me la dica, su, dimmi, fammi sentire la verit.
Filon: Ascolta, allora.
Avrete dieci figli, sette maschi e tre femmine.
Dapprima vivrete sereni e felici, non sarete ricchi ma non vi mancher niente.
Poi qualcosa cambia, allimprovviso le cose cambiano, diventerete ricchi, oltre al necessario avrete anche il superfluo, non saprete cosa farvene, avrete un sacco di soldi, un patrimonio gigantesco.
Poi perderete tutto rapidamente come lavevate guadagnato, precipiterete nella miseria e vi capiter una disgrazia dopo laltra.
Una delle tue figlie dar segni di squilibrio e in breve tempo sprofonder nellabisso della follia.
Uno dei tuoi figli diventer un delinquente e verr assassinato.
Un altro tuo figlio diventer un rapinatore, sar arrestato, condannato, evader, ricomincer le rapine, sar arrestato di nuovo, e cos per tutta la vita.
Un altro figlio si suicider.
Anche la tua seconda figlia si suicider.
La tua terza figlia si dar alla prostituzione e morir per overdose.
Anche il tuo quarto figlio si prostituir e morir giovane.
Il quinto figlio diventer un killer professionista, verr implicato in alcune faccende losche e verr assassinato.
Il sesto figlio sprofonder nella depressione e morir per abuso di psicofarmaci.
Il settimo figlio un giorno scapper di casa e non torner mai pi, forse perch avr messo incinta sua madre.
Tua moglie ti tradir con altri uomini, insidier i tuoi figli e avr a sua volta figli da loro.
Quanto a te, passerai dalla felicit alla rovina, conoscerai momenti di gloria, diventerai ricco sfondato, sarai proprietario di case, di terreni, di fabbriche, di allevamenti, di isole, di navi, di teatri, di cinematografi, di discoteche, di giornali, di reti televisive, di satelliti, di alberghi, di banche, di pozzi di petrolio, di boschi, di castelli, di musei, diventerai un uomo cos potente che influenzerai la vita politica del Paese e cambierai il corso della storia, a un certo punto per comincerai a perdere tutto, e alla fine resterai senza niente.
Nilos: Hai finito?
Filon: Ah, ucciderai tua moglie.
Nilos: E poi?
Filon: Alla fine resterai solo e una banda di delinquenti ti assassiner senza un perch.
Nilos: C altro?
Filon: Ti innamorerai perdutamente di una delle tue figlie, uno dei tuoi figli si innamorer di un altro tuo figlio, anche tu ti innamorerai di uno dei tuoi figli e lo ucciderai, mentre una tua figlia si innamorer di un altro dei tuoi figli che la metter incinta e la far impazzire perch lui sar innamorato di sua madre, che avr messa incinta anche lei, e del resto anche tu metterai incinta una delle tue figlie, che partorir e soffocher il neonato nella culla
Nilos: Non ti sembra di esagerare?
Filon: Vedrai, accadr tutto molto in fretta, nel giro di qualche mese.
Nilos: E tu dove sarai?
Filon: Insieme a voi.
Nilos: Dunque, come vedi, non ci perderemo di vista
Filon: No, per non saremo insieme.
Nilos: E a te non capiter niente?
Filon: Certo, anche a me capiter qualcosa.
Nilos: Cosa?
Filon: Non te lo dico.
Nilos: E non c modo per evitare tutto questo?
Filon: No. A meno che non cambi idea.
Nilos: Ossia, a meno che non mi sposi.
Filon: Appunto.
Nilos: Io invece mi sposo.
Filon: Pur sapendo quello che ti capiter?
Nilos: La tua generosit commovente.
Filon: Vedrai se non ho ragione.
Nilos: Ne sei sicuro?
Filon: Non ho dubbi.
Nilos: Parole, parole
Filon: S, parole.
Nilos: Sai, sono curioso, davvero, hai reso la mia vita coniugale molto interessante, non vedo lora di sapere come andr a finire.
Filon: Vai via?
Nilos: S, devo prepararmi.
Filon: Per stasera
Nilos: S. Ciao
Filon: Quando ci vediamo?
Nilos: Te lho detto (Esce di scena.)
Filon: Non accadr proprio un bel niente. Non ho detto niente.
Scena quinta
(A, B, C. Sono seduti in poltrona a fumare.)
Scena sesta
(Militsa sola.)
Militsa: Dio mio, grazie, ti ringrazio. Hai ascoltato le mie preghiere. Hai mantenuto la promessa. Mi hai dato luomo che amo. Per anchio ho fatto come mi avevi suggerito. Lho tenuto lontano abbastanza da farlo pendere dalle mie labbra, da fargli desiderare di toccarmi, per non lho lasciato fare, solo un poco, molto poco, quanto bastato per farlo eccitare, per farlo impazzire damore per me, per indurlo a pregarmi di lasciarlo fare. Io un po lho lasciato fare ma non ho mai ceduto completamente, no, no, mai, questo mai. Adesso sono sette mesi che mi corre dietro e ogni giorno che passa mi desidera sempre di pi, poi ieri non ha resistito, mi ha chiesto se voglio sposarlo, e io ho detto di s. Mi faceva una pena vederlo soffrire in quel modo, ma, Dio mio, anchio ho sofferto, solo io so quanto ho sofferto. Perch anchio lo volevo, lo volevo, lo volevo quanto mi voleva lui, e anche di pi, quanto lo voglio, non so dove ho trovato la forza di trattenermi, di fingere, per tutto questo tempo lho incitato, tornavo a casa, mi chiudevo nella mia camera, come adesso, mi chiudevo, mi strappavo i vestiti di dosso e mi sfogavo, non sapevo che cosa fare del mio corpo, ero fuori di me, avrei voluto togliermi la pelle di dosso, farla a pezzettini, gridavo e mi strappavo i vestiti e mi sentivo soffocare dal mio stesso sangue, non riuscivo a respirare, Dio mio, che martirio, quanto lo desideravo, lo desideravo da morire ma non allungavo mai la mano per toccare il suo corpo, il suo corpo, il suo corpo. Adesso invece sar tutto mio, e lo devo solo a te, che per tutti questi mesi mi hai reso forte e salda. Ti ringrazio, Dio mio, e ti prometto che sar sempre forte, che ce la far sempre, perch ti avr sempre al mio fianco, ti sar sempre fedele, e anche ai miei figli insegner a esserti fedeli. Oh, ti prego, dacci, a me e al mio Nilos, dacci una vita felice, dona prosperit alla nostra famiglia, dacci figli sani e robusti, guidali sulla retta via, la Tua via, e proteggili sempre per tutta la vita. Proteggi anche noi, tienici uniti e pieni di affetto gli uni per gli altri, fa che viviamo una vita felice. Non ti chiedo molto, non ti chiedo nientaltro, solo una vita tranquilla e felice, non poco, lo so, ma te la chiedo, e io in cambio mi rivolger sempre a te a chiedere il tuo consiglio. So che ci proteggerai e ci donerai quello che meritiamo.
Tra poco arriva. Dopo il fidanzamento mi dar a lui. Non voglio pi vederlo cos triste. Lo amo. Stasera diventer sua, e lui diventer mio. Oh, Dio mio, aiutaci a sopportare tanta felicit, aiutaci, ti prego.
Scena settima
(A, B, C.)
A: Io sarei stato molto pi veloce.
B: Nellentrare o
A: Nellentrare e nelluscire. Ricordate che non bisogna aspettare mai, bisogna sempre risparmiare tempo.
B: S, quello che vogliamo anche noi, per non facile. La materia stessa oppone resistenza, la sua natura. Essa impone i suoi tempi, segue i suoi ritmi, e questo suscita frustrazione e collera.
A: Avete notato che allinizio accoglie pi facilmente la penetrazione? Non mi riferisco alla paura o alla resistenza. Mi riferisco alla natura del materiale.
C: In effetti si potrebbe dire che la risposta positiva, che favorisce lentrata.
A: Certo che cos.
C: Per non lammette.
A: S, indipendentemente dal dolore che procura.
C: A chi procura dolore?
A: Il punto non questo. Mi riferisco alla natura del materiale.
C: Questo materiale per appartiene a qualcuno
A: Quando ce lhai irrilevante sapere a chi appartiene.
B: Io non vedo e non sento niente. Non sento le grida n le smorfie n i gesti
A: E invece dovresti vedere e sentire, cos capiresti il senso di quello che stai facendo, il senso di quello che hai in mano, la sua vera natura, la natura di quello in cui stai entrando.
C: Trovo faticosa luscita.
B: Perch?
C: Perch in teoria dopo la penetrazione il materiale dovrebbe essere pi morbido, pi rilassato, e invece alluscita il mio ritmo rallentato.
B: Dipende dal tipo di strumento che usi. Se di metallo
C: Ho notato che questo rallentamento non dipende dal tipo di strumento.
A: Non dipende dallo strumento, infatti, ma dalla mano.
C: La mia mano mi obbedisce, in grado di eseguire qualsiasi ordine. E poi forte, io stesso mi stupisco vedendo la sua forza, in grado di portarmi dove voglio, non si ferma mai, davanti a niente, va, va solo alluscita rallenta un pochino.
A: Nel mio caso, invece, ho notato unaccelerazione. Stamattina, per esempio, stato cos veloce che non sono riuscito a cronometrarlo. Non riesco neanche a godermelo. Preferirei che fosse un po pi lento.
B: Io lo vorrei ancora pi veloce. Vorrei che tra lentrata e luscita non passasse neanche un istante.
C: Perch? Non ti piace?
B: Al contrario, mi piace molto.
C: E allora?
B: questo che mi piace, la velocit estrema.
C: Il tempo zero?
B: Mi d i brividi la durata minima, il non ricordare quando entro e quando esco, quando diventa impellente la necessit di ricominciare, di passare a qualcosaltro, e poi ad altro ancora, di penetrare qualsiasi cosa, velocemente, sempre pi velocemente, da uno allaltro, da uno allaltro, senza ritardi n pause n intervalli, senza alcun indugio, una successione continua e ininterrotta
A: Dipende dalla natura del materiale, cambia a seconda delle situazioni. Si tratta di una variabile nota ma anche imprevedibile, molto spesso sorprende persino noi.
B: S, vero, lho notato tante volte ma non ancora non so cosa sia esattamente.
A: Nessuno lo sa.
C: Noi per dovremmo saperlo.
A: Il mistero si infittisce.
C: Non c nessun mistero. Solo un mucchio di merda.
A: Lo vedo tutti i giorni, e tutti i giorni mi sembra la prima volta.
C: Una montagna di merda.
B: Non dovrebbe esserci. questa la causa di tutto. Il fatto che c.
C: Una montagna di merda.
B: Voglio eliminarla.
A: Non fermarti.
B: quello che faccio, ma non diminuisce, non diminuisce, tutti i giorni, tutti i giorni ne arriva altra, fino a quando?
A: Non finir mai.
C: E chi vuole che finisca? Io no. A me non basta mai, ne voglio sempre di pi.
A: Ecco che ricomincia. Lasciate perdere tutto. Non pensate a niente. Pronti? Siete pronti?
PRIMO ATTO
Scena prima
(Emilios, Evghenios e Starlet.)
Voce di Militsa (dallinterno): Starlet. (Nessuna risposta.) Starlet.
Starlet: Va bene, va bene
Emilios: Perch non vai visto che non hai niente da fare?
Starlet: E tu che ne sai?
Emilios: Cosa?
Starlet: Che non ho niente da fare.
Emilios: Be, ti vedo, no? Non sono mica cieco.
Starlet: Ma cosa vuoi vedere, tu.
Emilios: In questo momento stai facendo qualcosa che non vedo?
Starlet: S.
Emilios: Cosa?
Starlet: Che te ne importa?
Emilios: Non stai facendo niente. (A Evghenios.) La vedi fare qualcosa?
Evghenios: Lasciala stare.
Starlet: Vai al diavolo, tu, ci tratti come gentaglia, ma sappi che prima o poi la pagherai cara.
Emilios: Pensa ai fatti tuoi
Starlet: E tu ai tuoi
Voce di Militsa: Starlet!
Starlet (imitando la voce di Militsa): Starlet.
Emilios: Va a vedere cosa vuole.
Starlet: Cosa vuoi che voglia, niente, la conosco.
Emilios: Va a vedere, ti ho detto.
Starlet: La smetti di rompere?
Evghenios: Lascia perdere
Emilios: Ti ci porto io.
Starlet: Di peso?
Emilios: Per i capelli.
Starlet: Provaci, se hai coraggio.
Emilios: Guarda che se non vai
Voce di Militsa: Star-let!
Starlet (imitando la voce di Militsa): Starlet Starlet
Emilios: Adesso basta (si slancia su di lei, la prende per i capelli e cerca di trascinarla in cucina. Starlet grida. Evghenios li osserva con indifferenza. Entra in scena Nilos. Emilios e Starlet si rotolano sul pavimento.)
Nilos: Un bel giorno vedrete se non si faranno fuori.
Voce di Militsa: STAR-LET!
Starlet (a Nilos): Guarda cosa mi ha fatto ai capelli quella bestia
Emilios: unora che la mamma la sta chiamando
Starlet: La mia povera gonna
Emilios: e lei fa finta di niente.
Starlet: Bestia, bestia!
Nilos: Volete smetterla?
Starlet: Quante volte ti ho detto di non mettermi addosso quelle tue manacce!
Emilios: Io vado a lavarmi
(Entra in scena Militsa.)
Militsa (a Starlet): Sei sorda? Non senti che ti sto chiamando?
Starlet: Mi hai chiamato?
Emilios: Sei fuori?
Militsa: in ritardo.
Nilos: sempre un po in ritardo, per alla fine arriva sempre.
Militsa: Sono quasi pronta.
Starlet: Cosa vuoi da me?
Nilos: Forza, ragazzi, diamo tutti una mano
Emilios: Io non ho voglia di apparecchiare.
Starlet: Perch? Hai paura di stancarti?
Militsa: Ma guarda che
Starlet: Se non lavori non mangi, mio caro.
Emilios: Va al diavolo.
Nilos: Ragazzi Su, Evghenios, vieni anche tu. Evghenios, dico a te.
Emilios: Uff, non capisco il perch di tutta questa confusione.
Starlet: Ho una fame
Emilios: Neanche fosse la prima volta che lo invitiamo.
Militsa: Non la prima, per molto tempo che non viene da noi. Chiss dovera finito.
Emilios: Fa una doppia vita.
Militsa: E tu come lo sai?
Emilios: Dico per dire.
Nilos: Se dici per dire meglio che stai zitto.
Starlet: Sai sempre tutto, tu.
Emilios: S, esatto, e allora?
Starlet: Sai anche altre cose?
Emilios: La notte va in giro a sgozzare pollastre ritardate come te.
Militsa: Emilios
Starlet: Lo senti cosa dice?
Nilos: Su, lascia perdere.
Starlet: Sul conto del tuo miglior amico
Emilios: E poi se le mangia ecco cos
Militsa: Insomma, basta, smettetela.
Nilos: Evghenios, cosa stai facendo?
Militsa: Prova a chiedergli dov.
Evghenios: Ho limpressione che qualcuno ci osservi.
Nilos: Cosa?
Evghenios: Mi sembra che qualcuno ci osservi.
Nilos: Chi?
Militsa: Che ha detto? Ha parlato?
Starlet: Il signor Filon, chi altri?
Emilios: Lui osserva altri.
Nilos: Allora chi che ci osserva?
Evghenios: come se ci dicesse come comportarci, cosa dire
Militsa: Eccolo che ricomincia, ah, quand che questo ragazzo metter i piedi per terra.
Nilos: Non apre mai bocca, ma quando decide di farlo
Starlet: dice solo sciocchezze.
Militsa: Tu meglio che stai zitta assurdo, certi parlano sempre e altri non parlano mai, non c via di mezzo. Filon dov che lo mettiamo a sedere?
Starlet: Non voglio che un altro si segga al mio posto.
Nilos: Mettiamolo dove si siede sempre.
Militsa: Scusa, ma ho un vuoto di memoria. Dov che si siede?
Emilios: Io mi seggo qui.
Starlet: Questo il mio posto, vattene.
Emilios: La odio.
Starlet: Sapessi io.
Militsa: Adesso basta. Ah, come vorrei un po di tranquillit, parliamo in continuazione ma neanche noi sappiamo quello che diciamo. Tutte queste parole sono come una malattia. (Intanto hanno apparecchiato.) Daccordo, ancora un attimo.
Nilos: in ritardo.
Emilios (a Evghenios): Cosa volevi dire?
(Si sente il campanello.)
Starlet: Io non apro.
Emilios: Neanchio.
Militsa: Ma come devo fare con voi?
Nilos: Vado io.
(Va ad aprire.)
Emilios: Alla fine il signor Filon dov che lo mettiamo?
Starlet: Tra le tue braccia.
Militsa: Starlet, ti giuro che se dici ancora una cosa del genere
Starlet: Hai visto? Mi ha minacciato con il coltello.
Militsa: Non provocarlo.
Starlet: Voleva uccidermi.
Emilios: Brutta
Militsa: Silenzio!
(Entrano Filon e Nikos.)
Filon: Mmm, c aria di guerra.
Nilos: I soliti schieramenti, i nemici secolari
Filon: Porto pace e amicizia
Militsa: Ciao, Filon.
Filon: al vostro reame in subbuglio
Nilos: Prego, accomodati
Filon: e a tutte le vostre greggi
Nilos: Cosa?
Starlet: Non sono mica una capra, io.
Emilios: Ma una pecora s.
Starlet: Signor Filon, ecco il suo montone.
Nilon: Starlet, adesso basta. (A Filon.) Allora, doveri finito?
Filon: E voi?
Nilos: E tu?
Filon: Avevo perso ogni traccia di me.
Starlet: Io ho fame!
Militsa: Mi sembrate identici voi due.
Nilos: Ci vede come una cosa sola.
Militsa: Perch non dovrei
Filon: Dopo tanti anni
Militsa: Non vi vedete pi molto spesso.
Nilos: Filon ha altri impegni.
Emilios: Che vi dicevo?
Filon: Cos che dicevi?
Nilos: Che Filon ha impegni agli antipodi, giusto?
Filon: Non so dove mi trovo.
Evghenios: Da oggi in poi vi vedrete pi spesso.
Filon: Ah, s? E perch?
Evghenios: sempre cos.
Militsa: Cos che sempre cos, tesoro mio?
Starlet: Ho fame, ho fame.
Emilios: Sta zitta.
Filon (a Starlet): Hai sempre cos fame, tu?
Starlet: Io comincio.
Militsa: Aspetta
Emilios: perch sempre incinta.
Nilos: Emilios
Emilios: Come la mosca incinta
Starlet: Ma lo senti? E poi dici di me.
Nilos: Emilios, basta, smettila.
Starlet: Signor Filon, posso farle una domanda?
Militsa: No, non puoi.
Nilos: Mangia, non avevi fame?
Starlet: Vorrei sapere
Emilios: Lasciatela dire, sar la solita castroneria.
Starlet: Signor Filon, se la mucca fa mu perch il merlo non fa me?
(Silenzio, poi risate.)
Emilios: Be, pensavo peggio.
Starlet: E se il merlo non fa me perch la mucca fa mu?
(Ancora risate, seguono alcuni istanti di silenzio imbarazzato.)
Militsa: Se non fa il suo pezzo non contenta
Emilios: Ci scusi, signor Filon, purtroppo cos venuta fuori e cos dobbiamo tenercela.
Nilos: Mangiate, adesso.
Filon: E tu, Evghenios
Evghenios: Nella nebulosa di Orione.
Militsa: Ecco, hai visto?
Filon: In quella massa enorme di pulviscolo?
Evghenios: Come lo sa?
Filon: Ecco, anchio ogni tanto vado da quelle parti.
Emilios: Nel pulviscolo?
Filon: Non mi conosci bene.
Starlet: Nessuno la conosce bene.
Filon: Perch, qualcuno invece conosce voi?
Militsa: Noi?
Filon: S. Io che vi conosco da anni da quanti anni siete sposati?
Militsa: Venti. Eh, s, i birbanti qui presenti hanno diciannove, diciotto e
Starlet: Zitta, non dire quanti anni ho.
Emilios: Ben sedici.
Militsa: Mi sembra impossibile.
Emilios: Su, su, non prendertela, sembri molto pi giovane.
Filon: Non riesco ancora a credere che vi siate sposati.
Militsa: Qualcosa da obiettare?
Nilos (a Filon): Problemi tuoi.
Filon: Ma non che ma s, perch non me lo avete detto subito? Oggi il vostro
Militsa: S, il nostro anniversario di matrimonio. Il ventesimo.
Filon: Ma perch non me lo avete detto subito? Sono venuto a mani vuote
Nilos: Ventanni
Filon: Ecco perch. Cosa posso augurarvi?
Nilos: Niente, non importa. Devi solo ammettere
Militsa: No, no, che ammettere, deve solo farci un augurio
Nilos: Il miglior augurio che possa farci ammettere che lui sa cosa.
Filon: Daccordo, lo ammetto, lo ammetto
Militsa: Cosa?
Nilos: Sei daccordo con me?
Filon: S.
Nilos: Mi riferisco ad allora, quando ha cercato di farmi cambiare idea.
Militsa: Ah, passato tanto di quel tempo. Chi se ne ricorda pi
Nilos: Neppure io me ne ricordo pi. Ma sai che amarezza mi hanno procurato le tue parole di allora? Anche se non ho seguito il tuo consiglio, non significa che non ci abbia pensato, che non abbia riflettuto su quello che mi hai detto. Ci ho messo anni per dimenticarlo, per togliermelo dalla testa.
Filon: Adesso esageri.
Nilos: S, te lo giuro, non ho mai creduto neanche per un momento che avessi ragione, per non facevo che ripensare alle tue parole. Ti ricordi quello che mi hai detto?
Filon: Mah, erano cose senza importanza.
Nilos: Davvero non te ne ricordi?
Filon: No, come faccio a ricordarmene?
Nilos: Neanche a grandi linee?
Militsa: Smettila, Nilos, perch dovrebbe ricordarsene?
Nilos: Non pu non ricordarsene, impossibile. Non ricordi quella, come si pu dire, quello che mi hai detto insomma, avevi previsto il mio futuro, ed eri cos serio, questo almeno te lo ricordi, che eri assolutamente serio?
Militsa: Cos che diceva? Non me ne hai mai parlato.
Filon: Tu per non ridevi.
Nilos: Certo che ridevo, dentro di me ridevo, eri cos serio mentre dicevi quelle cose, sembravi un profeta.
Filon: Questo me lo ricordo. Quello che conta per che non sono riuscito a convincerti. Ho detto quello che ho detto, tu per niente, hai continuato imperterrito voce nel deserto sei tornato dalla tua Militsa, e adesso, dopo tanti anni
Militsa: Insomma, di cosa si tratta, muoio dalla curiosit.
Nilos: Diglielo.
Filon: Te lho detto, non mi ricordo bene.
Nilos: Be, qualcosa ti ricorderai.
Filon: Ma che importanza ha ormai, dopo tanto tempo. Non ha senso rivangare il passato, sono cose che si dicono cos per dire e un minuto dopo vorresti non averle dette.
Militsa: Ah, allora ti sei pentito di averle dette. Vuol dire che era una cosa seria.
Filon: Ma no, che dici.
Nilos: Per me lo era.
Filon: Se non lo era allora, come pu esserlo adesso?
Militsa: Insomma, cosa ti ha detto? Filon, che cosa gli hai detto?
Nilos: stato il giorno in cui sono venuto a chiederti di sposarmi.
Militsa: Ti ha detto di non chiedermelo?
Nilos: S. Ha cercato di farmi cambiare idea con vari pretesti.
Militsa: Perch?
Filon: Tu non centravi niente.
Militsa: Be, in pratica neanche ci conoscevamo.
Filon: Appunto per questo, erano cose generiche, ho espresso il mio credo.
Militsa: Che cosa ti ha detto?
Nilos: Non te lo immagini neanche. Sembrava un invasato.
Filon: S, sembravo un invasato.
Nilos: Ha previsto cose che sarebbero accadute nel futuro-
Filon: Guarda, forse meglio non
Militsa: Io voglio saperlo.
Nilos: No, Filon ha ragione, meglio non
Militsa: Fallo per i ragazzi.
Nilos: Per i ragazzi?
Filon: Perch per i ragazzi?
Militsa: Devono sapere.
Nilos: No, no, non il caso
Militsa: Su, Filon, parla, diccelo.
Filon: Senti, mi sono lasciato prendere la mano, non sapevo quello che dicevo, mi aveva sorpreso, anzi, sconvolto lidea temevo di perderlo, temevo che tutto sarebbe cambiato, ero terrorizzato, ecco tutto, la notizia che vi sposavate stata come un fulmine a ciel sereno, ho cominciato a delirare, credevo che sarei rimasto solo al mondo, insomma avevo perso la testa, s, avevo perso la ragione, non mi era mai successa una cosa del genere.
Nilos: Era solo uno scherzo.
Militsa: Scherzo?
Nilos: S, scherzavamo, e io stavo al gioco.
Filon: Per me non so se era uno scherzo.
Nilos: Certo che lo era, non dicevi mica sul serio.
Filon: Naturalmente no, era tutto cos assurdo, un mucchio di esagerazioni
Militsa: cos che vi divertivate?
Nilos: No, no, solo che in quel momento ci ha preso qualcosa.
Filon: colpa mia.
Nilos: Anche mia.
Filon: No, tu non centri, non hai detto niente
Nilos: S, per ti incoraggiavo con il mio silenzio.
Filon: Non riuscivo pi a fermarmi
Nilos: Eri un fiume in piena
Filon: Meglio aver dimenticato tutto.
Militsa: Ma qualcosa ricorderete.
Filon: No, niente.
Militsa: Una cosa piccolissima
Nilos: Mah, non so cosa dirti.
Militsa: Fate uno sforzo.
Nilos: Be, ecco, diceva che
Filon: Zitto!
Militsa: Lascialo dire.
Nilos: che i primi tempi saremmo stati felici, avremmo avuto molti figli
Militsa: Ah, bene
Nilos: ma poi
Filon: Non ascoltarlo.
Militsa: Dopo cosa?
Nilos sarebbero successe delle cose e a quel punto hai perso il controllo.
Filon: Erano parole suggerite dalla disperazione, a volte parliamo ma non intendiamo davvero quello che diciamo.
Militsa: Insomma, non volete dirmelo.
Filon: che non ce lo ricordiamo, ed meglio cos. Del resto non si avverato niente di quello che ho detto.
Nilos: Be, vorrei ben vedere.
Filon: Per fortuna ho fallito completamente nelle mie previsioni. Mai un essere umano si sentito tanto felice per un fallimento. I ragazzi ci ascoltano come se gli raccontassimo una favola senza capo n coda. passato tanto di quel tempo, tutto sembra uscire da vecchi libri scritti in una lingua sconosciuta, dimenticata persino dal loro autore. Mi sento cos vecchio, cos stanco
Nilos: Su, non abbatterti cos.
Militsa: Guardaci, noi stiamo benone, s, benone, io almeno non desidero niente di pi, niente, non potrei desiderare nientaltro, non ho tutto ma non mi manca niente, no, niente mi auguro solo che le cose continuino ad andare bene come adesso.
Nilos: Auguri, auguri ragazzi, i bicchieri Filon, alla tua-
Filon: Alla vostra
Militsa: Alla tua.
Filon: Non cambiate mai.
Militsa: Salute, salute.
Scena seconda
(A, B, C.)
C: La corda. Calate in fretta la corda e legate saldamente la cima e il fondo. Tendetela, tendetela, tanto non si rompe. La cima e il fondo sono robusti. Quanto pi tendete tanto pi la cima e il fondo resistono. Voglio sentirne il battito. Tendetela, tendetela, voglio sentirne il battito, non mimporta se si rompe. La cima e il fondo, il fondo e la cima.
Scena terza
(Emilios ed Evghenios nella loro stanza.)
Emilios: Sai tenere un segreto?
Evghenios: Riguarda una donna?
Emilios: No.
Evghenios: Allora, di che genere?
Emilios: Diverso.
Evghenios: Cosa?
Emilios: Per non devi dirlo a nessuno
Evghenios: Lo sa qualcun altro?
Emilios: Tu sei il primo, piccoletto.
Evghenios: Voglio qualcosa in cambio.
Emilios: Ti sei fatto furbo, vedo.
Evghenios: Che ti aspettavi?
Emilios: successo ieri.
Evghenios: Dove?
Emilios: Al cinema.
Evghenios: Eri solo?
Emilios: Con una tipa.
Evghenios: Chi?
Emilios: Una.
Evghenios: Vi siete baciati?
Emilios: Come sei curioso
Evghenios: Lhai accarezzata? Le
Emilios: Sta zitto e ascolta. Allora, eravamo seduti nellultima fila, la sala era piena di gente, cerano un sacco di persone intorno a noi, e a un certo punto ci siamo messi a slinguare. Poi non so neanchio come siamo caduti sul pavimento, nel corridoio tra le poltroncine, davanti a noi cera lo schermo e la luce del proiettore ci illuminava completamente, allora la prendo, le sollevo
Evghenios: E gli altri spettatori che facevano?
Emilios: Non lo so, non capivo pi nulla, a un certo punto ho cominciato a scoparmela come se ci fossimo solo noi. Si saranno girati a guardarci, immagino.
Evghenios: Non vi hanno detto niente?
Emilios: Mica erano scemi. Uno spettacolo cos non gli sarebbe capitato mai pi. Infatti a un certo punto hanno smesso di guardare il film, che era una stronzata, e hanno cominciato a guardare noi che scopavamo, poi quella puttana si messa a gridare, gridava che si sentiva in tutto il cinema ti dico, godeva come una pazza, e io glielo ficcavo sempre di pi, lho sfondata quella troia
Evghenios: Ma di
Emilios: S, glielho messo tutto dentro, e quella gridava, ci guardavano tutti, erano sconvolti
Evghenios: Come fai a saperlo?
Emilios: Mi guardavo intorno, li spiavo, nessuno guardava pi il film, ci siamo fatta una di quelle scopate, una scopata cinematografica direi, non ti dico poi quando sono venuto, lho messa sui gradini del corridoio, un po inclinata, forse per questo che ho sborrato in quel modo, non ho mai goduto cos
Evghenios: Mmm
Emilios: Ti piaciuto?
Evghenios: S, molto.
Emilios: Ti sei arrapato, eh? Vuoi una sigaretta?
(Fumano.)
Evghenios: Mmm
Emilios: Non mi mai successa una cosa del genere.
Evghenios: Ma la verit?
Emilios: Certo! Non mi credi?
Evghenios: Fammi vedere il biglietto.
Emilios: Lho buttato. Allora, non mi credi?
Evghenios: Racconti sempre un sacco di palle, tu.
Emilios: E tu le ascolti. Non lho detto a nessuno
Evghenios: Mi piace ascoltarti.
Emilios: E a me piace che mi ascolti. Mi piace molto, piccoletto.
Evghenios: Cosaltro volevi dirmi?
Emilios: Ah, guarda
Evghenios: Dimmi
Emilios: Ho deciso di assassinare
Evghenios: Di assassinare? Chi?
Emilios: Il primo ministro.
Evghenios: E perch?
Emilios: Perch lo odio. Voglio farlo soffrire, farlo gridare per il dolore. Merita di essere ucciso, e visto che non lo fa nessuno dovr pensarci io. la cosa che voglio di pi al mondo. Assassinare il primo ministro. Farlo morire. Nessuno ha il coraggio di farlo. Tutti se lo augurano ma nessuno lo fa, si cacano sotto, sono buoni solo a parlare, parlano, parlano e non fanno mai niente, mi viene voglia di tagliargli tutte quelle loro lingue del cazzo e fargliele mangiare, cacasotto, io per non posso pi aspettare, non ce la faccio pi, ho deciso di farlo e lo far, niente pu fermarmi, se potessi lo farei oggi stesso, in questo momento
Evghenios: Hai un piano?
Emilios: Ancora no, ma molto presto, forse gi domani
Evghenios: Cos presto?
Emilios: S, s, non c tempo da perdere, anzi, avrei gi dovuto farlo, dovrebbe essere gi morto e sepolto, ah, quando ci penso e lo vedo marcire sotto terra, quando me lo immagino nella tomba mi arrapo di felicit, ecco, guarda, tocca un po, hai visto, ci ho pensato e subito mi venuto duro, lo spettacolo pi eccitante che conosca, non lo voglio pi vedere, non voglio pi sentire la sua voce, mmm, mi venuto durissimo
Evghenios: S
Emilios: Non ce la faccio pi
Evghenios: Sono con te.
Emilios: Il mio piccoletto
Evghenios: Non capisco perch vuoi farlo, ma sono con te
Emilios: Sono felice che sei con me
Evghenios: Io sar sempre con te.
Emilios: Dammi un bacino.
Evghenios: Non l
Emilios: Perch? Qui, qui
Scena quarta
(Starlet nella sua stanza.)
Starlet: Me li immagino mentre si spogliano. Chiss com un uomo nudo. Gli unici uomini che conosco sono il pap e i miei fratelli. Anche loro sono uomini, no? Chiuder gli occhi e mi infiler nel loro letto. Quando stanno per addormentarsi. Mi infilo sotto le coperte. Sono nudi. Ho paura ma voglio farlo. Il loro odore. Li annuso. Annuso il loro corpo. Lo annuso. Loro hanno sempre gli occhi chiusi, dormono, sorridono. Sanno che sono io e sono contenti che mi sia infilata nel loro letto. Anchio sono nuda. Stringo il mio corpo al loro. morbido e insieme duro. Lo accarezzo. Lo accarezzo. Mi avvinghio intorno al loro corpo. Sento il loro corpo tra le mie braccia. Mi abbracciano anche loro. Le loro braccia e le loro gambe abbracciano il mio corpo. Sono tra le loro braccia. Li annuso. Li abbraccio. Li bacio. Mi baciano anche loro. Mi baciano, mi baciano. Ci baciamo. Dolcemente. Baci, baci. Il loro respiro. dolce e amaro. Morbido e acre. Il loro respiro e il loro odore. Fino a quando? Per sempre. Per sempre.
Disgraziato, disgraziato, disgraziato.
Attenta, Starlet, sta attenta.
Voglio entrare nel suo letto.
Dormi, Starlet, dormi.
Scena quinta
(Nilos e Militsa nella loro stanza.)
Militsa: Mi sento cos tutti i giorni.
Nilos: Come se festeggiassimo il nostro anniversario tutti i giorni
Militsa: E tutte le notti. cos che mi sento.
Nilos: Anchio.
Militsa: Per non lo manifesti.
Nilos: Tutte le notti?
Militsa: S, tutte le notti.
Nilos: Se te lo dimostrassi tutte le notti adesso sarei tra altre braccia, molto pi fredde
Militsa: Mentre le mie
Nilos: Non voglio nientaltro.
Militsa: Davvero?
Nilos: S. Non mi credi?
Militsa: Stasera, a tavola, mi sei sembrato
Nilos: Cosa?
Militsa: Mentre parlavi con Filon
Nilos: Be, s, volevo sapere
Militsa: Io volevo sapere. Tu sai gi
Nilos: Io non so niente. Mi sforzavo di ricordare
Militsa: Volevo sentire una bella storia.
Nilos: Una bella storia?
Militsa: Non ci manca niente.
Nilos: E allora?
Militsa: Qualcosaltro.
Nilos: Desideri qualcosa?
Militsa: Si desidera sempre qualcosa.
Nilos: Prega piuttosto di non perdere quello che abbiamo.
Militsa: Prego tutti i giorni, ogni sera mi rivolgo a Dio, si sar stancato di sentirmi, gli parlo e lo ringrazio dei suoi doni allinsaputa di tutti, ne ho bisogno, mi fa bene parlargli, non ho nessun segreto per lui, non ne ho mai avuti, mi sono sempre confidata con lui
Nilos: Patrimoni grandi, enormi, incommensurabili
Militsa: Lo ringrazio per quello che abbiamo.
Nilos: E per quello che non abbiamo?
Militsa: Penser lui a darcelo.
Nilos: E prima o poi arriveremo a dire ecco, adesso abbiamo tutto?
Militsa: S, pensa che bello non aver bisogno di niente non solo perch senti di non averne bisogno o perch sei convinto che non ti manchi nulla, ma
Nilos: Ma?
Militsa: Ecco, sarebbe bello non aver bisogno di niente perch hai pi di quello che ti serve, cos tanto che non sai neanche tu quanto, e quello che hai non finisce mai, anzi, si moltiplica, diventa sempre di pi, sempre di pi Dio mio.
Nilos: Facciamo finta che sia cos.
Militsa: No, smettila
Nilos: Fingiamo che abbiamo tutto e che neanche noi sappiamo quello che abbiamo.
Militsa: No, no
Nilos: E diventa sempre di pi, sempre di pi
Militsa: Non riesco neanche a pensarci
Nilos: Facciamo finta
Militsa: Non riesco a immaginarlo
Nilos: Immagina il
Militsa: No, no, non voglio, lasciami, senn finisce che non riesco a dormire
Nilos: Immagina di possedere il mondo intero, di avere quello che nessuno ha mai avuto, e che nessuno potr mai avere
Militsa: Ah, smettila!
Nilos: E immagina di diventare sempre pi ricca, sempre di pi
Militsa: Questo Dio non lo vuole.
Nilos: Immagina di avere tutto loro del mondo e anche di pi, s, di pi
Militsa: Si pu sapere cosa ti prende?
Nilos: di vivere nel fasto tu e la tua famiglia, rendendo conto soltanto a Dio.
Militsa: Nilos
Nilos: No, anzi, neppure a Dio, a nessuno, le tue ricchezze crescono sempre di pi e tu non devi rendere conto a nessuno.
Militsa: Mi basta quello che ho, non voglio nientaltro, solo te e i ragazzi.
Nilos: Anchio voglio solo te e i ragazzi.
Militsa: Non dire mai pi cose del genere.
Nilos: Per vorrei poterti dare tutto questo.
Militsa: Smettila.
Nilos: Cosho detto?
Militsa: No, niente
Scena sesta
(A, B, C.)
B: Lo avete visto anche voi?
Scena settima
(Filon a casa sua.)
Filon: Rieccomi nel nulla. Non ho nessuno da invitare, io. Verr lui, come al solito. Chiunque inviti, sempre lui che viene. Solo e soltanto lui. Arriva e poi se ne va. Non porta niente, non lascia niente. Ma forse questo che voglio. Non so se vorrei qualcosaltro. S, qualcosaltro lo vorrei, ma non so cosa. No, invece lo so, ma non posso averlo. impossibile. Solo il nulla. Un uomo morto. Sono uscito e sono tornato al nulla. Non ho neppure la bruttezza. Umiliazione, vergogna, obbrobrio. E poi, un mucchio di errori. Da quando ho cominciato a farne, non riesco a fermarmi.
Se allora fossi morto.
Come avr fatto a ricordarsene. Eppure se n ricordato. Ho sempre avuto paura che un giorno me lo avrebbe chiesto, che avrebbe preteso che ricordassi. Io per non ricordo. La paura mi ha fatto dimenticare tutto. Non ricordo niente.
Smettila di parlare.
Li hai visti stasera?
Tutti insieme.
Su, coraggio, non niente, un sorso dacqua e tutto va gi, tutto, di, ingoia, non niente, svuota il pugno, apri bene la bocca e caccia dentro tutto, su, su, tutto dentro, tutto gi, e tu con loro, disgraziato, farabutto, codardo, imbecille, inetto, questo che ti meriteresti ma non lo fai, solo di questo hai bisogno, morire, morire, non ce la faccio, non ce la faccio
Scena ottava
(Militsa e Nilos in cucina.)
Militsa: un appuntamento imprevisto?
Nilos: Me lhanno comunicato solo ieri.
Militsa: Farai tardi?
Nilos: Non credo.
Militsa: Non mi hai detto niente
Nilos: Lavevo dimenticato.
Militsa: Appunto.
Nilos: Lho saputo solo ieri. Non fare cos, non la prima volta.
Militsa: S, per oggi anche i ragazzi
Nilos: Cosa?
Militsa: Anche loro stanno via tutto il giorno.
Nilos: Anche Starlet?
Militsa: sempre cos impegnata, chiss cosa fa
Nilos: Dopo la scuola?
Militsa: Te lho detto, non ne ho idea.
Nilos: Stanno ancora dormendo. Va un po a dare unocchiata
Militsa: Sono grandi ormai, non oso entrare nelle loro stanze, togliergli le coperte e giocare con loro. Non sono pi dei bambini.
Nilos: tutta unidea tua, loro neanche se ne rendono conto.
Militsa: Se ne rendono conto eccome.
Nilos: Sono solo dei ragazzi.
Militsa: Se ne rendono conto invece. Tu non lo sai, ma se sentissi com cambiato lodore nelle loro stanze
Nilos: In che senso?
Militsa: Nel senso che non pi da bambini. Starlet per esempio si chiude persino a chiave, lo sai?
Nilos: Lo fa perch ha paura di me.
Militsa: Cosa dici, non voglio neanche pensarci
Nilos: Ha paura che una notte entri in camera sua
Militsa: S, scherza tu. E anche gli altri sono due uomini ormai.
Nilos: Due uomini
Militsa: S, soprattutto Emilios, naturale, ma anche laltro
Nilos: Forse per questo che Starlet si chiude a chiave in camera sua
Militsa: Oggi sei proprio un burlone.
Nilos: Non mica colpa mia, lo dici tu che sono uomini, e dal momento che sono uomini
Militsa: Allora?
Nilos: Allora cosa?
Militsa: Noi cosa dobbiamo fare?
Nilos: Per cosa?
Militsa: Ho paura
Nilos: Non aver paura
Militsa: Fa qualcosa, crescono cos in fretta
Nilos: E cosa dovrei fare? Farli crescere pi lentamente? Be, io vado.
Militsa: I soldi?
Nilos: Li ho lasciati l.
Militsa: la somma che ti ho chiesto?
Nilos: Contali quando me ne vado.
Militsa: Oggi devo fare molte spese
Nilos: Ciao.
(Entra in scena Starlet.)
Starlet: Stai uscendo?
Nilos: Sono in ritardo.
Starlet: Non mi hai dato il bacio.
Nilos: Mmm, sai ancora di sonno.
Starlet: Tu invece sai di buono.
Nilos: Mi sono appena fatto la barba. Ciao a tutti.
Militsa (a Nilos): E a me niente bacio?
Nilos: Certo, vieni qui (Bacia Militsa.) A stasera!
(Esce.)
Starlet: Dormono ancora?
Militsa: Va a svegliarli, tardi
Starlet: Non chiedo di meglio.
(Esce.)
Militsa: Dio mio, ma cosa mi sta succedendo? Cosa vuole il mio corpo? Oh, Dio, ti prego, dimmi cos questa cosa che sento salire, salire. Neanche quando avevo quindici anni mi sentivo cos. Basta, ti prego, aiutami
(Voci. Entra Starlet.)
Starlet: Non sapevo che dormissero completamente nudi.
Militsa: Cosa dici?
Starlet: Gli ho tolto di dosso le coperte.
Militsa: Nudi? Dormono nudi?
Starlet: Se scoprono quello che ho fatto per me la fine.
Militsa: Non lo sapevo
Starlet: Perch non si chiudono a chiave?
Militsa: Dormi nuda anche tu? per questo che ti chiudi a chiave?
Starlet: Vado a prepararmi
(Esce. Entra Emilios.)
Emilios: Che ha stamattina quella l?
Militsa: Quando la sera andate a dormire, chiudete la porta a chiave.
Emilios: Non sapevo che ci fossero donne qua dentro.
Militsa: E invece ci sono. Ma cosa fai l tutto nudo? Va a vestirti.
Emilios: Ti do fastidio?
Militsa: Va a
Emilios: Questa poi, non possiamo stare un po a nostro agio neanche in casa nostra.
Militsa: E questo per te stare a tuo agio? Su, sbrigati, va a vestirti.
Emilios: Vi comportate come se non aveste mai visto un uomo nudo in vita vostra.
Militsa: Emilios
Emilios: Ma lo sai che con un corpo cos farei soldi a palate? Con tutto questo ben di Dio andrei a ruba, ti dico
(Entra Evghenios.)
Militsa (a Evghenios): Portalo in camera
Emilios: Peggio per voi, non diventerete mai miei clienti
(Esce.)
Militsa: Ah
Evghenios: Coshai?
Militsa: Oggi mi sento strana, non so
Evghenios: Ogni secondo si verificano cambiamenti molto pi grandi e numerosi di quanti possiamo comprenderne
Militsa: Meglio cos, non intendo comprendere alcun cambiamento.
Evghenios: meglio per tutti. Se li comprendessimo sarebbe la fine.
Militsa: Anche tu hai unaria strana. Fa un po vedere
Evghenios: Non siamo fatti per avere tanta conoscenza
Militsa: Chi?
Evghenios: Lignoranza preserva. Sai che conseguenze esplosive pu avere la conoscenza? Ehi, mi senti?
Militsa: S, forse, non so
Evghenios: meglio per tutti.
Militsa: Sar un giorno come tutti gli altri.
(Entra Starlet.)
Starlet: Starlet sta uscendo.
Militsa: Dove va?
Starlet: Non lo sa neanche lei.
Militsa: Ormai ho perso completamente il controllo sulla mia casa
Starlet: tutto a posto, per questo io
(Entra Emilios.)
Emilios: Cretina.
Starlet: Ti abbiamo visto.
Emilios: E allora?
Starlet: Una volta basta e avanza. Ciao a tutti!
(Esce.)
Emilios: Si pu essere pi cretini di cos?
Militsa: A furia di non chiedervi dove andate e cosa fate ho perso completamente
Emilios: Non andiamo da nessuna parte e non facciamo niente.
Militsa: Vorrei sapere cosa fate dopo la scuola.
Emilios: Quale scuola?
Militsa: Che gente frequentate, chi vedete
Emilios: Meglio che non lo sai.
Evghenios: Non parlarle cos.
Militsa: Lo vedi? Ah, Dio mio
Evghenios: Non dargli retta.
Militsa: E io che volevo dei figli per avere qualcosa di mio Evghenios, dimmelo tu.
Evghenios: Cosa?
Emilios: Evghenios, guarda che hai giurato
Militsa: Mi nascondete qualcosa?
Evghenios: Daccordo, vattene
Militsa: Vuoi mangiare qualcosa?
Emilios: A stasera, ciao.
(Esce.)
Evghenios: Ha sempre voglia di scherzare.
Militsa: Begli scherzi.
Evghenios: Parla, parla, ma non combina mai niente.
Militsa: Dimmelo tu
Nilos: Che cosa?
Militsa: A volte ho limpressione che tu mi fai male pi di tutti gli altri.
Evghenios: Io?
Militsa: S, tu.
Evghenios: Pi del pap?
Militsa: S, a volte anche pi del pap. Ho torto?
Evghenios: Non so.
Militsa: Dimmi, ho torto?
Evghenios: Mah non lo so
Militsa: Tesoro
Evghenios: Ti vogliamo tutti un mondo di bene.
Militsa: Che cosho oggi? Mi viene da piangere
Evghenios: Hai bisogno di qualcosa?
Militsa: Non andartene. Oggi non rimane nessuno con me.
Evghenios: Come tutti i giorni
Militsa: Oggi mi sembra diverso. Non andartene anche tu
Evghenios: Torner presto.
Militsa: Nel pomeriggio?
Evghenios: S, forse. Be, vado.
Militsa: Aspetta un momento. Forse per via dellanniversario tutti questi anni passati in un soffio, il matrimonio, i figli, non facile per una donna vedere la creatura che ha messo al mondo crescere e diventare quello che vedo adesso in questo momento un essere familiare ed estraneo allo stesso tempo, che le appartiene e non le appartiene, vicino ma anche lontano, dentro di lei e fuori di lei come se allungasse la mano per prendere la sua stessa anima e non ci riuscisse, come se volesse e non ce la facesse (con movimenti lenti che a mano a mano diventano sempre pi rapidi, si slaccia la camicetta, poi si toglie il reggiseno e rimane cos davanti a Evghenios. Si guardano. Militsa si avvicina al figlio, comincia ad abbracciarlo e a baciarlo. Evghenios non si tira indietro, poi per si allontana ed esce in fretta. Militsa si copre con i vestiti che si appena tolti, poi rimane immobile come per cercare di capire quello che appena successo.)
Scena nona
(A, B, C.)
A: Sento la ruota. Gira, gira.
Scena decima
(Interno di una casa imponente.
Militsa gira la chiave nella toppa, apre la porta ed entra.
Ha in mano alcuni sacchetti della spesa. Li depone per terra e chiude la porta.
Riprende i sacchetti e fa per avanzare.
Si guarda intorno e rimane a bocca aperta.
Istintivamente, credendo di essere entrata nella casa sbagliata, torna indietro, apre la porta, esce e chiude di nuovo con la chiave.
Passa qualche minuto.
Militsa riapre la porta ed entra guardando ora le chiavi ora quello che la circonda i sacchetti li ha lasciati fuori della porta.
Si ferma e perlustra lambiente come se non lavesse mai visto prima, come se fosse in un luogo dove non riesce a credere di essere.
Muove un passo, poi un altro ancora, infine si ferma di nuovo.
Si avvicina ai mobili, li osserva da vicino, li sfiora esitate.
Si guarda ancora intorno, ha unaria sognante.
Cerca qualcosa un telefono.
Lo trova.
Solleva la cornetta con un gesto esitante, lavvicina allorecchio, si assicura che ci sia la linea, poi compone lentamente un numero.
Aspetta.)
Militsa: Nilos!
Scena undicesima
(Nello stesso ambiente. Nilos e Militsa.)
Militsa: Non so
Nilos: E poi cosa hai visto?
Militsa: Non mi sono inoltrata.
Nilos: Da fuori per sembra uguale.
Militsa: S, dentro che diversa
Nilos: Tu come stai?
Militsa: Non so, non lo so.
Nilos: Andiamo a vedere
Militsa: Aspetta che tornino i ragazzi
Nilos: Non ce la faccio ad aspettare
Militsa: Ma cos stiamo tutti insieme
Nilos: Vado a vedere
Militsa: Non mi lasciare sola (Nilos esce.) Nilos! (Silenzio.) Nilos! (Silenzio.) Dov finito? (Piange. Entrano Emilios, Evghenios e Starlet.) Ah!
Starlet: Che succede?
Emilios: Cos questa?
Starlet (ridendo): casa nostra?
Evghenios: Chi stato?
Starlet: Il pap dov?
Militsa: Andate a dare unocchiata
Emilios: Dov?
Militsa: Sembra scomparso.
Evghenios: Perch piangi?
Militsa: Non lo rivedr mai pi non lasciatemi sola (Emilios e Starlet escono.) Ero andata a fare la spesa dove sono i sacchetti?
Evghenios: Non piangere
Militsa: Ero appena arrivata
Evghenios: tutta cos?
Militsa: Non lo so, non mi sono inoltrata.
Evghenios: Ma cosa successo?
Militsa: Non capisco. Ah, Dio mio.
Evghenios: Non fare cos.
Militsa: E come dovrei fare?
Evghenios: Ti comporti come se ci fosse capitata una disgrazia.
Militsa: E non cos?
Evghenios: Ma guardati intorno.
Militsa: Non ce la faccio
Evghenios: Riconosco che non facile
Militsa: successo cos allimprovviso
Evghenios: Vado anchio a
Militsa: No, no. Ma dove sono finiti tutti, dove sono
(Dallinterno della casa si sentono voci e risate. Nilos, Emilios e Starlet rientrano.)
Nilos: Presto, un telefono!
Militsa: A chi vuoi telefonare?
Nilos: Alla polizia.
Militsa: Vuoi farci arrestare?
Nilos: Guarda che siamo a casa nostra
Militsa: E allora a chi telefoni, Dio mio, mi sento impazzire
Nilos (al telefono): Filon
Militsa: Perch lo chiama?
Nilos: Hai presente com la mia casa? Allora, ascolta. cambiata. Non io, la casa. Aspetta, non riattaccare. La casa cambiata. No, no, la stessa ma non pi la stessa. Aspetta, sono tutti qui, sono tornato prima del solito, Militsa mi ha chiamato, unaltra casa. Non lo so. Devi vederla. Ci sono scale, salotti, e poi altre scale e altri salotti. Aspetta, non riattaccare, ci ho fatto un giro, enorme, non te lo immagini neanche, e poi sapessi com arredata, solo mobili di lusso, Militsa ha subito una specie di paralisi, non so, te lho detto, non so. C di tutto, marmi, broccati, tappeti, lampadari, quadri, porcellane, non so cosa dire, per questo ti ho chiamato, ma devi vedere per capire, vieni a vedere. Non so cosa pensare. Non lo so, te lho detto, non so ancora niente. Devi vederla. S, lindirizzo sempre il solito, daccordo, ti aspettiamo, vedessi che armadi. Ha riattaccato. (Riaggancia a sua volta. Silenzio. Si guardano.)
Militsa: E adesso?
Nilos: Adesso, alzati.
Militsa: No, no, ti prego
Nilos: Su, tutti insieme, prendetela
Militsa: Non voglio, vi prego, no!
Nilos: Solleviamola di peso.
Militsa: Ah, Dio mio
Nilos: Lascia stare Dio.
Militsa: Perch?
Nilos: Senn la polizia lo arresta, questa tutta opera sua.
Militsa: Non dire cos
Nilos: Su, andiamo
(Tutti insieme sollevano di peso Militsa ed escono.)
Scena dodicesima
(A, B, C.)
B: Io terrei la bocca chiusa.
C: E se insistono?
B: Niente. Nessuna spiegazione.
A: Molto difficile. Lo stesso aspetto, le stesse fattezze, suscitano dubbi, interrogativi. quasi impossibile resistere alla tentazione. Ha paura di impazzire in assenza di informazioni certe.
B: La qualit della risposta sempre inferiore a quella della domanda. Nessuna risposta ha mai soddisfatto nessuno. Le risposte sono effimere, le domande no. Sono come la messinscena di opere classiche. Nessuna risposta pu mai esaurire neppure la domanda pi semplice e banale. Le domande sono il sale del mondo. Per questo devono rimanere senza risposta.
C: C anche un altro modo.
B: Intendi quello antico.
C: Il dare semplicemente risposte.
A: Rispondere con altre domande.
C: No. Qualcosa di pi piacevole, divertente.
B: Risposte fasulle. No, neanche.
C: Niente ti impedisce di mentire. Di dire quello che ti pare, quando ti pare, affermazioni infondate, irreali, senza senso, sconnesse, contraddittorie, arbitrarie, puoi farlo in qualsiasi momento. La lingua della verit assai misera, squallida, deludente, cerca in ogni modo di rendere convincenti e incontrovertibili le sue argomentazioni, si sforza di smascherare la menzogna, ma questultima la umilia, la offende, la avvilisce. La menzogna invece invulnerabile, invincibile. Inesauribile e superba, la verit la lascia del tutto indifferente, anzi, la menzogna disprezza la verit e deride gli sforzi che essa compie per cancellarla ed eliminarla. Povera verit, non sar mai degna neppure dellombra della menzogna.
B: Pensi che questo li render soddisfatti?
C: Perch, li vuoi vedere soddisfatti?
B: Neanche per idea.
C: Solo la menzogna procura soddisfazione. Non esiste soddisfazione pi grande di quella procurata dalla menzogna. Chi conosce la menzogna, chi sa che cos, si sente subito soddisfatto.
B: Non questa la mia intenzione.
C: E allora lasciali alle loro domande.
B: Quasi tutte le domande sono generate dalla menzogna. La verit rassicurante. Questo li dovrebbe soddisfare.
A: Se ce ne sar il tempo.
C: Se ce ne sar il tempo.
B: Panico, angoscia, paura, raccapriccio. fino a questo punto che voglio condurre il cervello. Fino ai limiti estremi. Fino al punto in cui sbatte contro il suo stesso muro. In cui si contorce prigioniero dei suoi stessi limiti. In cui soffoca, si sente impazzire scoprendo che non pu procedere oltre. Qual latto finale, il momento finale? Quando vorresti vedere ma non ci riesci. Vorresti capire, senti di essere molto vicino, ma non ti concesso.
A: Sarebbe molto bello vederlo.
B: A questo punto non si arriva con le risposte. E non basta il dubbio a impressionare o a scuotere. No, non basta. Deve uccidere.
C: Non esiste piacere pi grande che attendere inutilmente una risposta che non arriva mai.
B: S, lorrore estremo la parola.
A: E si pu raggiungere in mille modi.
B: La prigionia.
C: Chi ha coraggio.
B: Nessuno pu evitarlo. come una condanna. Un destino. Che non puoi evitare neanche quando sai si sta attuando.
C: Chi ha coraggio.
Scena tredicesima
(Filon in casa sua. Compone un numero telefonico.)
Filon: S. Mi successo qualcosa. Unaltra sera. No, ti chiamo io. Scusami. No, oggi non posso. No, neppure pi tardi. Non so neanchio. Ciao. (Riaggancia.) Meglio non andare. (Si dirige verso la porta. Si ferma.) Non devo andare, non devo pi vederli. Non so cosa significa. Che altro pu significare. Solo una cosa. Per questo non devo pi vederli. Devo sparire. (Si gira e si siede.) No, devo andare. Non posso non andare. Eppure non posso. No, non posso non andare. per lui che vado. No, non vado. (Si alza.) Perch sono vestito cos? Cosa sto aspettando? Stai lontano, stai lontano. Per, cosa diranno. Non posso andare da nessuna parte, non posso nascondermi n scomparire. O posso? Potrei ma non voglio. Voglio andare. Voglio vederlo. Come mi guarda! pronto. Ha capito tutto. Vado a cambiarmi. (Entra dentro. Poco dopo esce di nuovo. Non si cambiato.) No, non vado. (Compone un numero telefonico. Riaggancia.) Tanto, non fa nessuna differenza. (Esce.)
Scena quattordicesima
(Nilos e Militsa.)
Militsa: Pensi che ci riconoscer?
Nilos: Non credo.
Militsa: Chi siamo?
Nilos: Questo il mio corpo, questa la mia faccia
Militsa: Non mi sono mai riflessa in uno specchio cos
Nilos: Altissimo, con la cornice dorata, in autentico cristallo non sarei pi io neppure se mi ci specchiassi nudo. Sono bastate poche ore quante ore sono passate?
Militsa: Non so, non lo so, non chiedermelo, non so pi neppure quante dita ho nelle mani
Nilos: Da adesso in poi dovrai solo contare, le dita, i vestiti, le scarpe, gli anelli
Militsa: Voglio mettermeli tutti guarda quanti sono
Nilos: Anchio, guarda
Militsa: Nei miei guardaroba c di tutto
Nilos: Come ai grandi magazzini
Militsa: Come sto?
(Entra Starlet.)
Starlet: Come sto?
Nilos: Come sto?
Militsa: Dimmi
Starlet: Dimmelo, dimmelo
Militsa: Hai visto che stoffa meravigliosa? Sembra fatta apposta per me
Nilos: proprio cos, fatta apposta per te.
Starlet: Ho voglia di provarne unaltra
Militsa: Mi domando
Nilos: Da oggi basta con le domande.
Militsa: Ma non credi che
Nilos: No, lascia tutto come sta. Non bello?
Militsa: S, certo, ah, Dio mio
Starlet: tutto dentro certe scatole magiche, sono ancora chiuse, sembrano nuove di zecca, di velluto, ornate con nastri di seta e sigilli doro, e poi ci sono delle boccette meravigliose, colonie, profumi odora un po, me li sono messi tutti.
Militsa: Mmm, sembra un sogno e i tuoi fratelli dove sono?
Nilos: Si staranno provando i vestiti anche loro. Sei entrata nei loro appartamenti?
Militsa: Non ancora
Nilos: Solo le stanze da bagno sono ampie come tutta la nostra vecchia casa e poi vedessi che accappatoi
Militsa: Non sar troppo?
Nilos: E siamo solo allinizio.
Militsa: In un guardaroba ho visto cose degne di una regina. Un giorno voglio mettere tutto, perch no? Monili enormi, diademi, abiti stupendi s, s, me li metto, penseranno che sono impazzita, ma che importa, che mi sono vestita da regina dAssiria
Nilos: Da faraona
Militsa: Perch no?
Nilos: La valle del Nilo
Militsa: La tua valle
Nilos: Le piramidi.
Militsa: Voglio fargli uno scherzo spaventoso.
Nilos: A chi? A Filon? Ma non ci ha fatto niente.
Militsa: Come, con tutto quello che ha detto.
Nilos: Sullo scrittoio della biblioteca ho trovato dei documenti. Gli ho dato solo unocchiata, lelenco dettagliato delle nostre ricchezze mobili e immobili
Militsa: Avresti dovuto esaminarli attentamente
Starlet: Dobbiamo sapere quello che abbiamo.
Nilos: Vado a prenderli (Entrano Emilios ed Evghenios.) E voi chi siete?
Emilios: Veniamo dal cuore dellAsia
(Nilos esce.)
Militsa: Anchio devo vestirmi cos, da principessa
Evghenios: Come sto?
Militsa: Tesoro mio
Emilios: E di me, non dite niente?
Militsa: Ti manca solo il turbante nero
Starlet: sorta la mia stella
Emilios: E le enormi plaghe desertiche
Starlet: Star
Militsa: Ah, i miei bambini tutto vero?
Emilios: Non voglio dormire mai pi
Starlet: Neppure nel tuo letto meraviglioso?
Emilios: Voglio stare sempre sveglio per vedere, vedere
Starlet: Nudo coperto da lenzuola di seta
Militsa (a Evghenios): E tu, tesoro?
Evghenios: Cosa?
Militsa: Il tuo letto comodo?
Evghenios: grande abbastanza per tutti.
Militsa: Fosse sempre cos
(Entra Nilos.)
Nilos: I documenti (Campanello.) Ecco Filon! (Esce.)
Emilios: Io al suo posto
Militsa: Mettetevi in posa
(Entra Filon seguito da Nilos.)
Nilos: Fai con comodo, tranquillo
Militsa: Coshai da guardare? Siamo noi.
Starlet: Non ci riconosce.
Emilios: Noi lo abbiamo riconosciuto subito.
(Risate.)
Nilos: Che hai da guardare?
Filon: Tutta questa roba?
Nilos: Guarda, tutto scritto qui, lelenco dettagliato (Legge.) Ho appena cominciato a leggere e mi sono fermato. Amico mio, un sacco di roba, un patrimonio immenso ecco, vuoi leggere tu? Su, leggi.
Filon: Perch?
Nilos: Voglio che leggi tu
Filon: No, no
Nilos: Voglio sentirlo dalla tua voce, dalla tua bocca
Filon: No, non devo
Militsa: Che problema hai? S, Nilos, hai avuto unidea bellissima
Filon: Ma io non sono io
Nilos: Fallo come quel giorno
Filon: Quale giorno? No, no
Nilos: Come se ci facessi gli auguri per il nostro annivesario
Militsa: Il tuo dono per le nostre nozze
Filon: Ma questa, non roba mia.
Nilos: E di chi , allora?
Filon: Non so, della persona che ve lha regalata.
Nilos: E chi ce lha regalata?
Militsa: Non sappiamo chi .
Nilos: N vogliamo saperlo. Su, leggi.
Militsa: E dopo andiamo a pranzo. Ti abbiamo preparato un pranzetto
Filon: Dono di nozze dopo ventanni
Militsa: Di, vediamo cosa ci hai portato.
Filon (guardando i documenti): Sono centinaia di pagine
Nilos: Leggi solo le pi importanti, le cifre grandi
Filon: Ma qui tutte le cifre sono grandi.
Nilos: Le pi grandi.
Filon: Terreni, boschi, pascoli, bestiame
Militsa: Che genere di bestiame?
Filon: Equini, ovini, caprini
Emilios: E gli immobili?
Nilos: Va al paragrafo delle banche
Filon: Aspetta un attimo. Qui, alla fine, c una nota (Legge.) Le cifre a seguire si intendono per difetto e con possibilit di futuro incremento
Militsa: Cio?
Filon (legge): Sia i beni immobili sia quelli mobili (Rivolgendosi a loro.) Tali cifre sono destinate a incrementarsi in progressione geometrica senza alcuno sforzo, il che significa che il patrimonio possiede una dinamica interna che lo spinge a moltiplicarsi, ad aumentare allinfinito c scritto qui le cifre qui riportate sono provvisorie, hanno validit di un solo giorno, se non qualche ora, di giorno in giorno, di ora in ora
Emilios: Pazzesco
Nilos: Dammi qua Incremento, incremento
Militsa: Che bella parola
Starlet: Ci mettiamo a tavola?
Nilos: Filon, voglio condividere con te tutta questa abbondanza.
Filon: Io voglio solo augurarvi no, no, fermatemi
Militsa: Non resisto pi, mi viene da piangere
Starlet: Non mi sembra davvero il caso di piangere. Ho fame.
Militsa: E neppure il caso che tu dica ho fame vestita in quel modo.
Starlet: Ho fame.
Militsa: A me invece viene da piangere
Nilos: Filon, siediti. Sedetevi tutti
Evghenios: Propongo un brindisi.
Militsa: Davvero, tesoro? Vuole fare un brindisi, che
Nilos: Glielo ha detto qualcuno o unidea sua?
Evghenios: unidea mia.
Nilos: Ti ascoltiamo.
Evghenios: Non dobbiamo augurarci niente. N aspettarci niente.
Starlet: Concordo. Io pazienza non ne ho mai avuta
Militsa: Lascialo in pace.
Evghenios: Ho finito.
(Si siede. Si odono grida di protesta e risate.)
Militsa: Grazie, Dio mio, ti ringrazio
Nilos: Su, servitevi.
Tutti: Evviva, evviva
SECONDO ATTO
Scena prima
(A, B, C.)
C: Allora, la questione principale la seguente: che cosa succede applicando la legge sulla repressione delle reazioni vitali in tutte le loro manifestazioni.
A: Io lho detto sin dallinizio che non aveva alcun senso redigere, proporre, sostenere, votare e far applicare questa legge dal momento che poi ci si limitati semplicemente a farne uso. Scopo, obbiettivo, intenzione di questa legge era che venisse trasgredita in modo illimitato, incontrollato, parossistico e assoluto. Io lho detto sin dallinizio.
C: Questo per non accaduto.
A: In realt accaduto, ma mai in modo incontrollato e parossistico. Sennonch trasgredire questa legge in modo misurato e prudente, di fatto equivale ad abrogarla, svuotarla di significato, perch solo se applicata disperatamente alla lettera, con sfrenata licenza e senso estremo di irresponsabilit, essa pu portare ai risultati sperati. Questa legge non ha alcuna utilit se il suo funzionamento e la sua efficacia vengono compromessi da unapplicazione incerta, esitante, moderata. Ecco che in tal modo si torna alla tanto aborrita mediocrit. deludente constatarlo, tanto pi che i primi tempi della sua applicazione essa aveva dato risultati assai incoraggianti, sia dal punto di vista delle modalit di applicazione sia da quello delle sue conseguenze.
B: Qualcosa deve essere andato storto. Questa legge in realt non una legge. Non mai stata proposta n votata n sostenuta, n mai stata redatta. Si tratta semplicemente di un decreto spontaneo che ha come unico scopo la sua applicazione arbitraria. una specie di legge naturale che in natura non esiste. Dobbiamo essere molto franchi su questo punto. Si tratta di un decreto che non ha bisogno dellapprovazione di nessuno.
C: Sono daccordo.
A: Io preferisco il termine legge, e insisto nellusarlo. Le parole sono importanti. E occorre usarle con grande cautela. La parola non innocente. Luso di un termine errato ovvero di un termine corretto nel momento sbagliato si traduce in una serie di conseguenze immediate e tangibili. Di fatto la realt non altro che il complesso delle conseguenze derivate dalluso di un termine errato o di un termine corretto nel momento sbagliato. Propongo dunque di usare il termine legge anzich decreto, sebbene questultimo descriva con maggiore accuratezza la natura della nostra azione. Il termine legge esprime quello che esprimerebbe il termine decreto se questultimo fosse una legge.
B: E il termine applicazione?
A: Anche in questo caso preferirei il termine osservanza, che mi sembra pi vaga, sebbene rimandi a qualcosa di assai concreto. La sfumatura trasparente delle parole mi ha sempre affascinato, perch di norma dietro la facciata celano molta crudelt.
C: Le cose vanno oltre le parole. Che pena mi fanno, rimangono sempre indietro, corrono come pazze ma non c niente da fare, non riescono ad arrivare, la distanza che le separa dalle cose non diminuisce mai. I grandi momenti della realt. Mi fermavo a guardare. Lunica cosa che potessi fare era stare l, nella macchina parcheggiata, a guardare. A neanche cento metri di distanza. Il cervello mi si era bloccato. N pensieri n parole. Mi limitavo a guardare quello che succedeva. Comprendendo la mia incapacit di esprimerlo. Di descriverlo. Guardavo. Non volevo che finisse.
A: Non finisce mai.
B: Anche noi guardavamo.
Scena seconda
(Nilos. Entra Filon.)
Filon: molto che aspetti?
Nilos: Non sei mai stato puntuale.
Filon: S. Coshai?
Nilos: Proprio non riesco a
Filon: Dimmi.
Nilos: proprio questo che
Filon: Volevi vedermi, no?
Nilos: Dovevo vederti, al telefono non si parla di certe cose
Filon: Cosa intendi?
Nilos: Una bella notizia dopo laltra, come se la nostra situazione migliorasse di giorno in giorno, da molto tempo ormai
Filon: Da quanto?
Nilos: Non so. Non riesco a far nulla, per qualcosa devo fare, devo fermare tutto questo, non posso permettergli di continuare, non dovevo permettergli di arrivare dove arrivato per questo ho bisogno di te, voglio domandarti, voglio che tu mi dica, che tu mi aiuti, non ho nessuno, non abbiamo nessuno, tu sei lunico che pu darci una mano, devi ricordarti, non c altro modo, devi ricordarti, solo cos bloccheremo tutto questo, altrimenti continuer, continuer, devi ricordarti quello che mi hai detto allora, ricordi quello che mi hai detto?
Filon: Quando?
Nilos: Come quando, allora, no? Quel giorno, qui, proprio qui dove siamo adesso, te lo ricordi? Su, dimmi, te lo ricordi?
Filon: No.
Nilos: Non ricordi proprio niente?
Filon: Che importanza ha se me lo ricordo
Nilos: Perch stanno accadendo, la tua profezia si sta
Filon: avverando?
Nilos: S, avverando.
Filon: No.
Nilos: S.
Filon: Impossibile. Tutto quanto?
Nilos: Be, quasi tutto. Mi sembra di sentirti mentre mi dicevi tutte queste cose anche se non me le ricordo bene
Filon: Non sapevo quello che dicevo
Nilos: Oggi Evghenios mi ha detto che lui e Militsa
Filon: Lui e Militsa
Nilos: S, da un po di tempo E che mentre lui cerca di impedirglielo, di trovare unaltra, sua madre non glielo permette, e cos continuano
Filon: Erano parole in libert.
Nilos: E Starlet Un giorno sono entrato in camera sua, non volevo entrarci, mia figlia, la mia Starlet, non potevo non farlo
Filon: Cosa hai fatto?
Nilos: Mi ha detto che era innamorata di Emilios, che non vuole me, vuole lui, non vuole suo padre, vuole suo fratello-
Filon: Non credo a una sola parola di tutto questo. Fino a qualche giorno fa mi parlavi solo del tuo patrimonio che cresceva la ricchezza ti ha dato alla testa, basta, non voglio sentire altro, smettila. Ed Emilios?
Nilos: Lo hanno lasciato libero su cauzione.
Filon: Emilios?
Nilos: Lo avevano arrestato per rapina
Filon: Emilios?
Nilos: S, s, Emilios, Emilios
Filon: Hanno arrestato Emilios per rapina
Nilos: in un brutto giro, se la fa con delinquenti, malavitosi, ho paura che si metta in guai anche peggiori, ho molta paura che
Filon: Emilios
Nilos: Emilios, Starlet ed Evghenios e Militsa e Nilos, tutti
Filon: No, non ci credo, sono idee tue, tutto cos assurdo, adesso sei tu che dici cose senza senso, i soldi, il lusso, ti hanno dato alla testa
Nilos: Macch soldi, macch lusso, sta svanendo tutto, alla fine non rimarr quasi niente, ma a me non importa
Filon: Come, sta svanendo tutto?
Nilos: Non lo so, non lo so, non chiedermelo, per noi che sono preoccupato, per i ragazzi, per Militsa, credimi, sembra assurdo ma cos, tutto questo capita in casa mia, nella mia famiglia, a noi, ci capita una disgrazia dopo laltra, non si fermano mai e non ci lasceranno tranquilli finch Filon, dobbiamo fare qualcosa.
Filon: S, dobbiamo fare qualcosa.
Nilos: Dobbiamo bloccare tutto questo.
Filon: Ci inventeremo qualcosa.
Nilos: Per dobbiamo sbrigarci. Penso soprattutto a Starlet, non so se riuscir a resistere, e anchio, Filon, io continuo a Non voglio, ma tutte le sere non riesco a fermarmi, lunica cosa che vorrei ma non ce la faccio, non ce la faccio
Filon: Cosa possiamo fare?
Nilos: Lunico rimedio ricordarti quello che mi avevi detto, parola per parola, nello stesso ordine in cui me le avevi dette
Filon: Ma non avevano un ordine
Nilos: Neanche quello che ci sta capitando ce lha
Filon: E allora?
Nilos: Se riuscissi a ricordarti che cosa succeder dopo quello che gi successo
Filon: Alcune delle cose che mi hai raccontato mi ricordano qualcosa, a proposito di Starlet, di Emilios, s, qualcosa ricordo
Nilos: Avevi parlato anche di Militsa
Filon: S, avevo detto che avreste perso tutto
Nilos: quello che sta capitando
Filon: Vedrai che ricorder
Nilos: Prima che sia troppo tardi
Filon: Stai tranquillo, ricorder tutto e bloccheremo la serie di disgrazie, te lo prometto, non ti capiter pi niente, per dobbiamo fare tutti uno sforzo, anche i ragazzi e Militsa. Devi parlargli, devi dirgli tutto, solo se saremo uniti potremo farcela. Perch non me lhai detto prima?
Nilos: Mi vergognavo Presto, Filon, presto
Filon: Vedrai, tra poco sar tutto finito.
Scena terza
(Militsa nella sua stanza.)
Militsa: Unantica regina.
Il mio tesoro si accresce come dono divino e io
mi accontento dello sguardo di uno schiavetto.
Lui il mio vero tesoro.
Quello che voglio, quello che mi prendo.
Mi riempie le ossa, mi riempie il sangue.
Eppure mi lascia nella disperazione della donna
che si vergogna di quello che ha preso,
di quello che ha dentro di s, qua. Qua dentro.
Non so chi maledire per questa gioia.
Unantica regina. Ho tutto dentro
questo mostro di raffinatezza, mi guardo intorno
e vedo ci di cui i miei occhi hanno bisogno
per credere che qui c tutto il mondo,
ma solo una cosa non voglio perdere,
e voglio che se la chiamo venga a me, venga
e non mi faccia sentire che se ne andata quando se ne va,
ne inspirer il respiro,
la morsicher in profondit,
alla fine ne sar completamente sazia.
Il mio unico regno, il mio tesoro.
Voglio volerlo sempre di pi, non lo voglio
quanto vorrei volerlo, perch quanto pi
lo vorr, tanto pi lo avr.
Per quanto tempo? Dove arriver?
Ah, Nilos, la nostra stata ununione cos feconda
che i frutti del mio corpo sono ancora innumerevoli.
Il seme migliore, il frutto pi bello.
Chi immaginerebbe che tanta bellezza
sia uscita dal mio ventre
e che adesso ritorni qua, qua dentro.
No, non voglio farlo, non capovolger il corso della vita,
sono una regina e so qual
lordine delle cose per questi occhi,
questo sentimento ricambiato, questa sacrificio,
la linfa che scorre dentro di me e mi riempie,
il calore della linfa, la dolcezza della linfa
oh, Evghenios, mio dolce Evghenios
la bellezza pu essere insopportabile,
perch questo schiavetto ha uno sguardo
cos profondo chi gli ha regalato questo
sguardo cos profondo
Scena quarta
(Emilios, Evghenios. Nella stanza di Evghenios.)
Emilios: Quanto tempo che non esci?
Evghenios: Non lo so. Non mimporta.
Emilios: Io qui dentro finir con limpazzire. Sono stanco di tutto.
Evghenios: Dove sei stato?
Emilios: In giro. Non sto bene da nessuna parte. Ho sempre voluto avere la stanza pi grande del mondo, e adesso che ce lho non mi va di starci, e quando sono fuori voglio qualcosa che sia ancora pi grande del fuori, pi fuori del fuori, qualcosa che sia ovunque, che non finisca mai, che non mi faccia mai annoiare, che contenga tutto quello che voglio e quello che sono, che non sia mai uguale, che mi sorprenda con i cambiamenti, che mi dia senza che io debba chiedere, che esaudisca ogni mio desiderio ancor prima di esprimerlo folle, eh?
Evghenios: Le tue mani. Che coshanno?
Emilios: Ho scritto dei graffiti, su un muro.
Evghenios: Stanotte?
Emilios: S. Sono andato in giro a scrivere
Evghenios: Cosa?
Emilios: per te che sono tornato. Mi manchi. Volevo toccarti.
Evghenios: Toccami.
Emilios: Anche tu.
Evghenios: Che mani belle che hai
Emilios: In prigione ci starei solo se ci fossi anche tu Voglio toccarti
Evghenios: Toccami
Emilios: Sei cos pulito, cos
Evghenios: Sporcami. Scrivi sul mio corpo.
Emilios: No, piccolo, voglio che rimani cos.
Evghenios: Cosa hai scritto sui muri?
Emilios: Tre parole. Solo tre parole.
Evghenios: Sempre le stesse?
Emilios: Sempre le stesse, le stesse, le stesse e le stesse tre parole: Ira e Coscienza
Evghenios: Bello. Ira e Coscienza.
Emilios: Ira e Coscienza.
Evghenios: Cosa significa?
Emilios: il nome dellorganizzazione.
Evghenios: Sei in una
Emilios: mia. Lho fondata io.
Evghenios: Siete in molti?
Emilios: Solo due. Tu e io.
Evghenios: Ci sono anchio?
Emilios: Tu sei il mio vice.
Evghenios: Voglio rimanere nella tua stanza
Emilios: Vieni.
Evghenios: Come vorrei essere di nuovo come eravamo prima! Non mi piace che dormiamo separati Anche quando non sei con me nella stanza, come se ci fossi, ti sento accanto a me, vicino a me, come se non fossi mai andato via. Adesso sto qui tutto il giorno e non ho nessuno con me, non faccio niente
Emilios: Io impazzirei
Evghenios: Immagino il cielo. Torno indietro, molto indietro, pi indietro che posso, al principio, allo zero, e comincio a ricreare tutto dal niente, come voglio io, metto tutto quanto come piace a me, in posizione diversa, creo un altro cielo Non mi piace il mondo esterno, non potrei mai star fuori tanto tempo come fai tu. Odio le strade, le case, la gente Voglio creare una costellazione che porti il tuo nome, s, voglio farlo La costellazione di Emilios-
Emilios: Fa quello che vuoi
Evghenios: Coshai?
Emilios: Me ne fotto del cielo, sai cos che voglio? Voglio distruggere la terra, distruggere tutto e uscire fuori, fuori
Evghenios: Anchio voglio uscire, oggi Vado a trovare una donna
Emilios: Chi?
Evghenios:
Emilios: Io ti racconto tutto. Ricordi una cosa che ti ho detto?
Evghenios: Anchio ti racconto tutto.
Emilios: Ti ricordi? Del mio piano?
Evghenios: Quello? S. Vuoi realizzarlo?
Emilios: S.
Evghenios: Quando?
Emilios: Vieni qui
Evghenios: Con ira e coscienza?
Emilios: S.
Evghenios: Non hai paura?
Emilios: Baciami.
Evghenios: Voglio che tu lo faccia.
Scena quinta
(Starlet. Nella sua stanza.)
Starlet: Lascia che ti odori. Odorami anche tu.
Oggi mi sono messa solo un profumo. Dappertutto.
Odorami. Cos. Ancora. Ancora.
Com duro il tuo corpo.
Com bello stare sotto le coperte.
Non qui, se n andato, gli ho detto di non tornare,
non lo voglio, non lo voglio, glielho detto,
ma non capisce e ritorna sempre,
lo mando via ma lui ritorna.
Io voglio solo te. Lascia che ti odori anchio.
Amore mio.
Il tuo collo. Le tue ascelle.
Voglio arrivarti fino alle dita dei piedi,
e poi ricominciare daccapo.
Il tuo corpo duro come il ferro,
caldo e duro, amore, amore mio.
Non gli permetter di tornare.
Voglio che ci veda mentre ci abbracciamo, ci baciamo,
si rassegner e non torner pi.
Perch mi tormenti? Perch mi ferisci?
Prendimi dentro di te, prendimi, prendimi dentro di te.
Sono la tua donna.
Digli di andarsene.
Scena sesta
(Filon. Entra Nilos.)
Nilos: Come va?
Filon: Continua.
Nilos: Ero io che ti aspettavo, no?
Filon: Hai ragione.
Nilos: Dobbiamo fare tutto come si deve.
(Filon esce e rientra.)
Filon: molto che aspetti?
Nilos: Non importa. Anchio sono appena arrivato.
Filon: Le hai fumate tu tutte queste sigarette?
Nilos: S, sono qui da un po
Filon: Come stai?
Nilos: Bene
Filon: Non hai un bella cera. successo qualcosa? Sei stato con lei?
Nilos: S, ma poi sono tornato a casa.
Filon: Solo?
Nilos: Volevo pensare. Ho pensato tutta la notte.
Filon: A che cosa?
Nilos: Non so come dirtelo
Filon: Cosa?
Nilos: Ecco, con Militsa ieri sera abbiamo deciso di sposarci. Stasera ci fidanziamo
Filon: Cos presto?
Nilos: Vogliamo stare insieme. La amo.
Filon: La vuoi
Nilos: S. Per te tutto questo non significa niente
Filon: Neanche per te significa niente.
Nilos: Non c alternativa
Filon: stata unidea tua?
Nilos: Di tutti e due
Filon: stata lei a convincerti.
Nilos: No
Filon: Non ci credo. Dunque, ti sposi.(Poi:) Dai, continua-
Nilos: Non temere, tra noi non cambier niente
Filon: Nilos, non farlo.
Nilos: Impossibile, ormai abbiamo deciso.
Filon: Vuoi che le parli io?
Nilos: No, no
Filon: Le dir che hai cambiato idea
Nilos: Sei impazzito?
Filon: Che non la vuoi pi, che non la ami, che tra voi tutto finito
Nilos: Ma io la amo, la voglio
Filon: Su, dai, ti conosco
Nilos: Io sono pazzo di Militsa, non posso vivere senza di lei
Filon: Ti ha stregato.
Nilos: questo lamore, no?
Filon: Forse, ma non dura a lungo.
Nilos: Non mimporta.
Filon: E il matrimonio
Nilos: Quanto dura, dura.
Filon: E se fosse una disgrazia?
Nilos: Cosa? Il matrimonio?
Filon: Il matrimonio, Militsa.
Nilos: Perch dovrebbe essere una disgrazia?
Filon: Lo vedrai. (Poi:) Su, vai avanti, siamo quasi al punto.
Nilos: Cosa pu succedermi?
Filon: Cosa pu succederti? Lo vuoi proprio sapere?
Nilos: S, lo voglio sapere, forza, dimmi, cosa pu succedermi, eh?
Filon: Non hai paura di sentirlo?
Nilos: No, parla, dimmi cosa pu succedermi, che disgrazie mi possono capitare.
Filon: Lhai voluto tu.
Nilos: Parla.
Filon: Avevo detto che avreste avuto molti figli, sareste stati felici, allinizio avreste avuto abbastanza, poi invece avreste avuto tutto ma non sarebbe durato a lungo, a poco a poco avreste perso tutto.
Nilos: E poi, dopo di questo, dei ragazzi, di Militsa?
Filon: Un attimo.
Nilos: Lascia perdere le cose che sono gi successe.
Filon: Allora, avevo detto che il tuo figlio maggiore sarebbe stato assassinato, e che laltro, il minore, si sarebbe suicidato. Che tua figlia sarebbe impazzita quando avesse saputo dellassassinio del tuo figlio maggiore. Tu avresti continuato a desiderarla e ad andare con lei, cosa che lavrebbe ben presto condotta alla follia e poi alla morte. Tua moglie avrebbe partorito il figlio di tuo figlio e poi lo avrebbe ucciso nella culla. Tu avresti ucciso tua moglie, e tu saresti stato ucciso da una banda di delinquenti Basta, ti prego, non ce la faccio pi.
Nilos: Era tutto in questordine?
Filon: Non lo so.
Nilos: Tanto che importanza ha ormai. Che altro possiamo fare?
Filon: State uniti.
Nilos: Forse la causa proprio questa. Che siamo troppo uniti. Forse perch abbiamo lo stesso sangue. Ho paura, non voglio tornare a casa, non voglio vederli, non voglio vedere pi niente, se torno ricomincia tutto come prima, non voglio tornare pi, lunica soluzione sarebbe scappare lontano, andare via, lasciami, lasciami, non voglio sapere pi niente, come possiamo aiutarli, come si fa, tutto deve compiersi, cosa possiamo fare, lasciami scappare, voglio scappare, ho paura, lasciami, lasciami
Scena settima
(A, B, C.)
B: Parlavo della differenza tra i segni.
A: Questi non sono mai uguali.
C: In fondo, la regola generale dovrebbe essere questa: come gestire lombra.
A: I segni comunque rimangono inalterati.
B: La combinazione dei due.
C: Fammi vedere questombra. Il modo in cui si avvicina. Il modo in cui si sposta da un punto allaltro.
A: Il filo invisibile, oscuro.
B: E viceversa.
Scena ottava
(Militsa, Starlet, Emilios, Evghenios e Nilos.)
Nilos: la prima volta che ci riuniamo. C una ragione che rende questo nostro incontro diverso da tutti i precedenti.
La grande fortuna che abbiamo avuto ci sta abbandonando.
Si sta trasformando in sciagura.
A tutti noi accadono cose che non avremo mai neanche immaginato.
Dobbiamo fare qualcosa.
Non ci aspettavamo una cosa del genere, cos come non ci aspettavamo il nostro improvviso benessere.
Non ci aspettavamo niente. Non volevamo niente.
Ci capitato tutto senza che lo volessimo.
Adesso dobbiamo capire quello che ci sta succedendo e fare tutti un grande sforzo per fronteggiarlo.
Ho parlato con Filon. Abbiamo cercato di ripetere un nostro incontro di molto tempo fa perch volevamo ricordare, per quanto possibile, le cose che mi aveva detto nel corso di quellincontro cose spiacevoli, terribili, e che si stanno verificando. Filon aveva previsto tutto, sia le cose belle, che sono finite, sia quelle brutte, che ancora continuano.
Quello che avevamo lo abbiamo perso, per non mi riferisco a questo. Quello che conta sono le cose che stanno capitando a noi.
Chiunque ci abbia dato la fortuna se l ripresa, non sappiamo chi sia e forse non lo sapremo mai, una cosa inspiegabile, e del resto adesso non ha molta importanza trovare una spiegazione. Quello che conta il nostro benessere, perch finch noi staremo bene anche la nostra famiglia sar salda. di questo che dobbiamo preoccuparci, del nostro benessere.
Dobbiamo fare uno sforzo. Per resistere a quello che ci sentiamo spinti a fare.
Dobbiamo riuscirci.
Vogliamo il bene reciproco. Siamo una famiglia. Ci amiamo. Ci amiamo. Abbiamo il dovere di preservare noi stessi e gli altri dalle forze che ci sopraffanno. Nessuno di noi desidera il male dellaltro. Dentro di noi c solo amore, solo amore. Questa devessere la nostra arma, con questa che dobbiamo lottare. La nostra famiglia deve salvarsi.
Dobbiamo stare, s, stare lontani gli uni dagli altri Militsa da Evghenios, io da Starlet, Starlet da Emilios, Emilios da Evghenios, Evghenios da Emilios e da Militsa.
Forse dovremo separarci, stare lontani, se stando nella stessa casa proprio non riusciamo a evitarci. Forse sar necessario farlo.
Dobbiamo amarci, amarci lun laltro.
Se sar necessario ci sparpaglieremo ai quattro angoli del mondo per difendere gli uni dagli altri, non ci vedremo mai pi pur di non farci del male.
Fino ad allora dovremo stare molto attenti, dobbiamo volere solo il bene luno dellaltro, amare laltro pi di noi stessi, pi di quanto laltro ami se stesso, pi di quanto laltro ci ami.
Ciascuno di noi deve amare laltro.
questo che dobbiamo fare.
Scena nona
(Casa di Filon. Notte. Suona il campanello. Trascorre qualche istante. Il campanello suona ancora. Trascorre qualche istante. Suona ancora. Filon esce dalla sua stanza e va ad aprire. Entra Emilios.)
Emilios: Chiudi.
Posso restare?
Mi inseguono.
Devo restare qui.
Non voglio tornare a casa.
Mi troveranno.
Non voglio che mi trovino.
Filon: Cos successo?
Emilios: Posso restare?
Filon: Coshai fatto?
Emilios: Lho fatto
Ho ucciso il primo ministro.
Non ridere.
Non so se morto.
Gli ho sparato, ho mirato e ho fatto fuoco, lho colpito, ho visto quando caduto, lho visto cadere, non so se morto ma lho colpito.
Ecco, questa la pistola.
Non ridere.
Lho aspettato per ore, sapevo che sarebbe passato, ho aspettato.
Smettila di ridere.
Ho lasciato il motorino poco lontano.
Non mi credi, eh?
Conta le pallottole, prendi la pistola e conta le pallottole, contale e guarda tu stesso.
Posso restare?
Filon: la verit?
Emilios: Non mi credi ancora?
Filon: Perch lhai fatto?
Emilios: Per vedere se so sparare anche a un bersaglio vivente, sono anni che mi esercito. Non la stessa cosa, sai, sparare a un bersaglio inanimato, solo quando spari a un bersaglio vero capisci perch esistono le armi, perch hai una pistola e prendi la mira, perch spari. E sai una cosa? Oggi me ne sono reso conto. Quando il bersaglio vero non resti l dove sei, osservi la traiettoria delle pallottole, corri anche tu con loro, ti conficchi nel corpo della vittima, entri dentro anche tu.
So che tu hai sempre avuto una simpatia particolare per me. Lho capito dal tuo sguardo hai presente quando uno ti mangia con gli occhi, quando uno vorrebbe dirti qualcosa ma non ha il coraggio e al suo posto parlano i suoi occhi?
Quando vorrebbe dirti che ti desidera?
Non vero che mi hai sempre desiderato? (Comincia a spogliarsi.) Che hai sempre voluto qualcosa da me, e non avevi il coraggio di chiedermelo? (Rimane nudo.) Adesso puoi prendertelo. Scusami, non so perch lho fatto.
Filon: No, aspetta
Scena decima
(Militsa e Starlet. Nella stanza di Militsa.)
Militsa: Tu sei come sono io. Devi sapere che questo che fa la differenza. Prima non lo sapevo. Adesso lo so. E devi saperlo anche tu. Devi sapere cos la cosa che abbiamo in mezzo alle gambe. Ci senti come parliamo, come ridiamo, le voci che escono da dentro di noi. questo che fa la differenza. Dovremmo prenderci a botte per come parliamo, per come ridiamo. Queste nostre risate. Le nostre voci. E da l che escono. A poco a poco lo capirai.
Starlet: Io lo amo.
Militsa: Anchio lo amo. Entrambi sono usciti da qua dentro.
Starlet: Io non so ancora nulla. A volte vorrei non essere quello che sono, per questo mi comporto cos, perch non posso non esserlo.
Militsa: Lodio che prova una donna per se stessa non pari a nessun altro. Credi che succederebbe tutto questo se non ci fosse questa cosa che ho tra le gambe? Per la situazione questa e non pu cambiare. Chiss come sarebbe una donna senza questa cosa che ha tra le gambe.
Starlet: E la cosa che hanno gli uomini?
Militsa: Oh, questa ha un effetto sedativo. La nostra cosa invece appicca incendi, fa perdere la ragione prova a sentire una donna che ride e capirai, ascolta la sua risata, non c niente di pi terribile, come se ti dicesse tutto finito, non c rimedio, non c speranza, tutto finito.
Starlet: Non hai avuto paura quando mi hai partorito?
Militsa: Ho paura ancora adesso. Ma non riesco a farci niente. Mi sembra che potrei partorire anche da morta.
Starlet: Perch non trovo pace?
Militsa: Cominci a capire.
Starlet: Cosa succeder?
Militsa: Te lho detto, non siamo buone a nulla noi, siamo sempre preoccupate, sempre vuote, ci annoiamo, pretendiamo, ci lamentiamo, disturbiamo, non siamo capaci di far niente, solo di fare del male, siamo state noi a distruggere lEden, ci siamo intromesse tra luomo e il serpente, luomo da solo non si annoiava, la noia delluomo la donna, Dio mio, che noia, che sensazione di vuoto, di inutilit
Starlet: E adesso che cosa facciamo? E il pap?
Militsa: Lui non centra.
Starlet: Voglio mandarlo via
Militsa: Non basta
Starlet: Che altro posso fare? Dimmi
Militsa: La risposta non pu dartela colei che ti ha generato sai cosa significa generare? Ricreare il mondo da zero. Credevo che generando avrei dato al mondo nuova vita, e invece quello che ho fatto stato non riuscire a salvare dalla sventura quello che ho generato, non riuscire a donargli un po di felicit. Non sono neppure in grado di dare una risposta, e non mi pento neppure quando mi pento.
Starlet: Perch?
Militsa: Hai visto? Non faccio che ingenerarti nuovi dubbi e nuove domande. E adesso sono pi lontana che mai, sono meno forte che mai, sono persa completamente nella cosa che ho tra le gambe, e niente pu tirarmi fuori, n tirare fuori te
Starlet: Non so perch lo desidero cos. Perch lo desidero cos?
Militsa: Desideralo come lo desidero io, non ha importanza che siano nostri parenti, carne mangia carne e sangue beve sangue e basta
Starlet: Sono pazza di lui, pazza, pazza
Militsa: Lo siamo tutti di tutti
Scena undicesima
(Filon ed Emilios.)
Filon: Questo non mi piace.
Emilios: Cosa?
Filon: Quello che fai. Ti sei piazzato in casa mia, ti sei appropriato di tutto quanto, non mi hai lasciato niente, in casa mia niente pi mi appartiene. Neppure io mi appartengo.
Emilios: Anche questo diventato mio?
Filon: Sto parlando seriamente, ti sei infilato dappertutto
Emilios: quello che volevi, no?
Filon: Non passa giorno senza che perda qualcosa.
Emilios: Perch, che cos che hai? E se ce lhai, meglio che la perdi. Adesso hai me. Io sono tutto per te. Giusto?
Filon: Cos che sei?
Emilios: Lo sai.
Filon: Fai troppe promesse.
Emilios: Che mantengo.
Filon: Non tutte.
Emilios: In effetti, pochissime.
Filon: Perch?
Emilios: Non vale la pena contarle. Quando conti, la fine arriva in fretta.
Filon: E invece non deve arrivare?
Emilios: No.
Filon: E se arriva?
Emilios: La uccider, ho ancora qualche pallottola
Filon: Uccidila.
Emilios: Non verr
Filon: Non verr?
Scena dodicesima
(Militsa. Nella sua stanza.)
Militsa: Vieni qui. Hai fatto tardi. Dove sei stato?
Evghenios: Sono uscito.
Militsa: Lo so. Dove sei stato?
Evghenios: Mi sono innamorato di una donna.
Militsa: Ti sei innamorato di una donna? Come?
Evghenios: Come, come? Come un uomo si innamora di una donna.
Militsa: Vuoi dire, come sei innamorato di me.
Evghenios: No.
Militsa: Perch, com che mi ami?
Evghenios: Devo andare
Militsa: Com che ami lei? La desideri? Vuoi entrare dentro di lei?
Evghenios: S
Militsa: cos che ami anche me.
Evghenios: S, ma
Militsa: Ma, ma, sempre ma.
Evghenios: Smettila
Militsa: Perch sei venuto, allora? Te ne vai e poi torni. Ti vedi con altre donne per alla fine torni sempre qui. Non facciamo che parlare, parlare, ma perch, tanto laltro sentimento sempre pi forte, avr sempre la meglio, faremo sempre quello che vuole lui, e allora perch continuiamo a parlare?
Evghenios: Lasciami, non voglio, non ti voglio
Militsa: Almeno siamo sinceri: tu mi ami e io sono la tua donna, questa la verit, e non ce ne sono altre, n donne n verit
Evghenios: No, M
Militsa: M cosa? Cosa? Mamma? Militsa? Cosa?
Evghenios: No, niente
Militsa: Non temere. Io sono il tuo corpo, laltra solo unestranea, e tu devi entrare nel tuo corpo
Evghenios: Ti prego, devo andare, voglio andare lontano, il pi lontano possibile
Militsa: Non c un posto pi lontano di questo - vieni qui-
Evghenios: Devo andare, devo andarmene
Militsa: Tu non vai da nessuna parte
Evghenios: Non mi vedrai mai pi
Militsa: Vieni, vienimi dentro
Evghenios: No, lasciami
Militsa: Ti ho gi dentro di me, un piccolo Evghenios, un piccolo Evghenios da Evghenios, il mio uomo e mio figlio, i miei figli, un piccolo Evghenios
Evghenios: Stai mentendo
Militsa: Il mio bel schiavetto
Evghenios: Menti per non farmi andar via
Militsa: Regala alla tua regina il pi bel regno che esista
Evghenios: Adesso voglio andare ancora pi lontano
Militsa: Nessuno di noi pu andarsene, ricordatelo. Qualsiasi cosa facciamo, non possiamo fare niente, non lo vedi? Solo questo, neppure io, una regina cos potente, posso dare ordini a me stessa, io ho il potere di fermare tutto, di proibire tutto, ho il potere di uccidere, ma non posso fare questo
Evghenios: Io posso, e posso anche ucciderlo, e lo uccider, non permetter che
Militsa: Rassegnati!
Evghenios: No, no
Militsa: S, piangi come faccio io. Ma rassegnati
Evghenios: No, mai.
Militsa: Evghenios, Evghenios
Scena tredicesima
(Starlet e Nilos. Nella stanza di Starlet.)
Nilos: Ti prego, dimmelo ancora.
Starlet: Sono la tua piccola Starlet. La tua figlioletta. La tua bambina.
Nilos: Ancora, ancora
Starlet: Tu sei il mio paparino, e io sono la tua bambina
Nilos: Aiutami
Starlet: Smettila di volermi ecco, non mi vuoi
Nilos: Non ti voglio ti voglio
Starlet: Non sono tua moglie
Nilos: Non lasciarmi lasciami meglio morire
Starlet: Io morir
Nilos: Meglio essere uccisi
Starlet: Uccidi me
Nilos: No, tu uccidi me
Starlet: Vattene, non farti pi vedere.
Nilos: Non mandarmi via. Abbi piet di me, non sono io, sono io ma non sono io, non so chi sono, ci sono cos tante cose, non capisco, pensavo di aver riportato ordine, mi sono detto, questo non deve capitare, no, non deve, dobbiamo fare tutti in modo che non capiti, ma non capisco, certe cose capitano perch le abbiamo dette e altre non capitano anche se le abbiamo dette, le parole non ascoltano, non ubbidiscono, fanno quello che gli pare, tutto fa quello che gli pare, non ascolta nessuno, fa di testa sua, ma allora, se cos, se non posso farci niente, allora posso farci tutto, se non posso farci niente posso fare quello che voglio, eppure non voglio, non voglio, voglio ma non devo volere, non posso non volere, e visto che non posso un abisso questo volere, un abisso questo potere, Starlet, vieni con me nellabisso, Starlet, la mia donna
Scena quattordici
(Filon e Emilios. A casa di Filon.)
Emilios: Vado a fare una doccia.
Filon: Non metterci troppo.
Emilios: Vuoi farla prima tu?
Filon: No, la faccio dopo.
Emilios: Vuoi che la facciamo insieme?
Filon: No.
Emilios: Che ti prende?
Filon: Niente. Ricordati di mettere la biancheria sporca in lavatrice, quante volte ti ho detto di non lasciarla per terra.
Emilios: Tanto sporca.
Filon: Non devi farlo, cosa ti cosa metterla in lavatrice?
Emilios: Daccordo. Lo sai che adoro vivere con te?
Filon: Anchio adoro vivere con te
Emilios: Come lo adoro io?
Filon: Perch non ti metti laccappatoio?
Emilios: Cos, non ti piace vedermi nudo?
Filon: Mi piace moltissimo.
Emilios: Non mi sembri convinto.
Filon: Mi piace moltissimo, ti dico.
Emilios: Ripetilo.
Filon: Moltissimo.
Emilios: Ancora.
Filon: Mol insomma, smettila.
Emilios: Ripeti quello che mi hai detto ieri
Filon: Cosa?
Emilios: Su, ripetimelo
Filon: Ma che hai, va a farti la doccia, hai lasciato il rubinetto aperto
Emilios: Non mimporta. Dimmelo
Filon: Che non voglio perderti.
Emilios: Non mi perderai. Staremo insieme tutta la vita, sempre che non mi denunci.
Filon: Come ti viene in mente?
Emilios: Io vado. Non ci metto molto. E se cambi idea, sai dove trovarmi. (Esce. Si sente lo scroscio dellacqua. Filon va verso il telefono. Passa qualche minuto. Solleva la cornetta e compone un numero.)
Scena quindicesima
(Nilos e Militsa. Nella loro stanza.)
Militsa: Guarda in che stato sono. stato tuo figlio a ridurmi cos.
Nilos: Non dire cos.
Militsa: Daccordo, volevo dire mio figlio. Cos va meglio?
Nilos: Non ce la faccio a sentirti mentre parli.
Militsa: Ma non ho detto niente di male.
Nilos: ancora peggio che non te ne rendi conto.
Militsa: Non mimporta.
Nilos: Militsa
Militsa: Non ti piaccio pi, lo so, non sono pi quella di un tempo, non chiedermi chi ero, non me lo ricordo, per so quello che dico, e lo sai anche tu
Nilos: Ti prego
Militsa: Non c niente di pi bello. Niente di pi forte.
Nilos: Non ce la faccio a sentirti.
Militsa: Generare la creatura che ti regaler la gioia pi grande
Nilos: Io non gioisco affatto
Militsa: Veder tornare allutero la creatura uscita dal tuo utero, non c niente di pi bello, sentire la tua carne ritornare la tua carne, veder tornare quanto se nera andato, questa lunione perfetta, e tu lo sai, hai paura di dirlo ma cos, ammettilo Starlet
Nilos: Basta, basta, basta
Militsa: La smetter solo se mi ucciderai. Dillo che mi ucciderai per farmi smettere, vuoi cos tanto che la smetta che saresti capace di uccidermi
Nilos: No, no, non voglio
Militsa: Per lo fai.
Nilos: Cosa?
Militsa: Non vuoi?
Nilos: orribile, disgustoso
Militsa: Come tutto.
Nilos: un crimine
Militsa: tutto cos disgustoso e tedioso
Nilos: Voglio strappartelo da dentro, voglio distruggerlo, spazzarlo via, buttarlo, eliminarlo, non voglio pi essere sporco quanto male faccio
Militsa: Cosa credi, che fermandoti farai del bene?
Nilos: Sono i nostri figli.
Militsa: E siccome non lo farai, credi di fare qualcosa di buono solo perch non lo farai? Menzogne, menzogne
Nilos: Ho chiuso la porta, ho inghiottito delle pastiglie, ho dormito per giorni e notti interi, poi ho riaperto, ero solo, sono uscito ed ero sempre solo, sono tornato da solo, da solo
Militsa: Veniva a pregarmi davanti alla porta piangeva -
Nilos: Chi?
Militsa: Voglio entrare, lasciami entrare, ma poi se n andato, sempre piangendo, perch lho fatto entrare
Nilos: Ama unaltra donna
Militsa: Cos dice. Cerca
Nilos: Perch, perch, perch?
Militsa: Se davvero ami Starlet, rendila felice, dalla a Emilios, lui che lei vuole
Nilos: Non mi parla mai di Emilios
Militsa: A me ne parla
Nilos: Allora meglio che sia scomparso
Militsa: Allora non la ami
Nilos: Se sapessi
Militsa: Lo so, speri che tuo figlio non torni perch tua figlia lo desidera. Sei geloso, non vuoi che labbia un altro, lei pazza di lui, e se non lo rivedr finir con limpazzire se la ami, riportale indietro Emilios
Nilos: Io?
Militsa: S, tu, trovalo e riportalo qui se vuoi renderla felice, se la ami.
Nilos: Chi ci potr salvare?
Militsa: Chiss dov sparito, sono giorni che non si vede-
Nilos: Chi avr piet di noi?
Militsa: Nessuno. Una volta ringraziavo uno. Lo ringraziavo per quello che mi dava, per quello che ci aveva dato. Adesso non ho pi ragione di ringraziarlo. Se lui che ci ha dato tutto questo, non c ragione per ringraziarlo; Non occorre. Neanche allora mi ascoltava, in realt. Neanche allora era lui a darci le cose che avevamo. N adesso n allora. Nessuno.
Nilos: Dio mio, Dio mio
Militsa: Non c nessuno.
Nilos: Salvaci
Militsa: Tra poco terr il mio bambino in braccio. Che cosa sei tu per questo bambino?
Nilos: Quale bambino?
Militsa: Il figlio di Evghenios e di Militsa.
Nilos: Che cosa sono io?
Militsa: Io sar sua madre e sua nonna, e tu?
Nilos: Io ho sposato te.
Militsa: Non avresti
Nilos: Zitta
Militsa: Non avresti dovuto
Nilos: No, non ce la faccio, non ce la faccio
Militsa: Un panino
e un gattino.
Mangia gattino
il tuo bel panino.
Chi non mangia
lorco lo mangia.
E chi manger
poi mi amer.
Ecco il panino
ecco il gattino.
Mangia gattino
il tuo bel panino.
Scena sedicesima
(Casa di Filon. Notte. Tranquillit. A un tratto si odono sirene e i proiettori delle volanti della polizia illuminano fin dentro casa. Emilios in mutande esce dalla sua camera con la pistola in mano. Dietro di lui c Filon, in vestaglia. Si ode una voce amplificata da un megafono. Emilios corre di finestra in finestra caricando la cartuccia della pistola.)
Emilios: Brutti bastardi.
Filon: Non provocarli
Emilios: Cosa dovrei fare, arrendermi? Figli di puttana
Filon: Quanti sono?
Emilios: Vedrai come li riduco, questi rottinculo (Rompe il vetro di una finestra e comincia a sparare.)
Filon: No, no
Emilios: Li riduco brutti bastardi, figli di puttana (Spara.) Centro! (Segue una vera e propria sparatoria. Emilios spara ancora.) Ancora centro!
Filon: Nasconditi
Emilios: Vai dentro, tu (Spara.) Ancora un altro! Ragazzi, che mira! (Raffica di colpi.)
Filon: Hai abbastanza munizioni?
Emilios: Te ne vuoi andare? Stronzi, bastardi, figli di puttana (Finiscono le munizioni. Apre il balcone.)
Filon: Emilios
Emilios: Addio, Fil, so che mi hai amato pi di quanto amassi me stesso (Esce sul balcone.) Ira e coscienza, stronzi, ira ira e coscienza (Salta dal balcone mentre gli spari si susseguono a raffica, sirene e proiettori accesi. Filon corre sul balcone.)
Scena diciassettesima
(Starlet, Nilos, Militsa ed Evghenios. Nella stanza di Emilios.)
Starlet: Dov? Dov finito? Perch lo tengono nascosto? Perch non ce lo restituiscono? Che cosa gli hanno fatto? Lo hanno picchiato? Lo hanno deformato? Gli hanno spaccato la faccia? Le botte lo hanno reso irriconoscibile? E il corpo? Cosa ne del corpo? Che buon profumo hanno le sue lenzuola. Io lo riconoscer comunque. Con che diritto non ce lo restituiscono. Io vado a riprenderlo, appartiene a me, lo riporto qui, lo metto a letto e lo avvolgo nelle sue lenzuola
Che profumo meraviglioso
Non voglio sapere cosa ha fatto, qualsiasi cosa ha fatto ha fatto bene, nessuno ha il diritto di giudicarlo, nessuno, nessuno era come lui, ha fatto bene a fare quello che ha fatto, sto male solo a pensarci, si sarebbero meritati anche di peggio, si meritano sempre di peggio, non hanno alcun diritto di trattenerlo, io lo rivoglio qui, voglio metterlo nel suo letto, avvolgerlo nelle sue lenzuola, con il suo profumo, su, andiamo a prenderlo
Chi dice che lhanno sepolto? Chi lo ha sepolto? Perch lo hanno sepolto? Lo hanno sepolto vivo? Ma se vivo perch lo hanno sepolto? Non dovevi lasciarglielo, dovevi riprendertelo, perch non sei andato a riprendertelo?
Non mimporta in che stato era, lo avremmo lavato, vestito bene, avremmo messo fiorellini bianchi tra i suoi bei capelli, lo avremmo deposto con dolcezza, gli avrei accarezzato la fronte, gli avrei baciato gli occhi e le labbra, mi sarei messa anchio accanto a lui, avrei attaccato il mio corpo al suo, lo avrei abbracciato, anche lui mi avrebbe abbracciato, mi avrebbe baciato, ci saremmo baciati
Perch non lhai riportato indietro, perch glielhai lasciato? Non sei un padre, tu. Non sai fare niente, non fai niente, perch ti ho sposato, perch ti ho dato dei figli, perch, inetto, disgustoso, laido, seminatore di disgrazie, perch ti ho sposato, stammi lontano, non ti voglio pi vedere, non hai piet di nessuno, n di me n dei tuoi figli, vattene, non ti voglio pi vedere
Amore, amore mio, voglio stare accanto a te, abbracciami, staremo insieme nella tomba, con te non ho paura del buio n del freddo, com bello stare nella tomba insieme a te, con mio marito, voglio solo te, amore, oggi ci sposiamo
Scena diciottesima
(In carcere. Filon e Nilos.)
Filon: Non mi tratterranno a lungo. Giusto per le formalit. Linterrogatorio finito. Ho detto tutto quello che sapevo.
Grazie per essere venuto.
Nilos, io lo amavo.
Sono il tuo amico.
Sono stato io ad avvertirli.
Gli ho detto la verit.
Tu sei il mio unico amico.
La polizia.
Non saresti dovuto venire.
Grazie per essere venuto.
Io lo amavo.
Sono stato io a ucciderlo.
Non voglio uscire di qui.
Voglio morire qui.
Sono stato io a farti questo.
Voglio morire.
Non ho nessun altro.
Nilos.
Scena diciannove
(Militsa ed Evghenios. Nella stanza di Militsa.)
Militsa: Chiudi la porta. Su, vieni.
Evghenios: Come si fa?
Militsa: Ti aiuto io.
Evghenios: Non ce la faccio
Militsa: Voglio che lo veda. Su, vieni qui, ecco, non devi fare niente, devi solo reggermi, ancora un po, ecco, cos, ancora un po, ancora un po, ecco, ecco, sta uscendo
Evghenios: Che cos?
Militsa: Ecco, esce
Evghenios: Non ce la faccio
Militsa: Aspetta, non andartene! Ecco, uscito
Evghenios: Cosa
Militsa: Nostro figlio, il nostro bambino, il nostro piccolo Evghenios
Scena venti
(Starlet e Nilos. Nella stanza di Emilios.)
Nilos: Su, apri la bocca. Ecco, da brava, apri la bocca, che brava che sei, sei proprio una brava bambina, simpatica, vezzosa, e poi ballavi, non ti stancavi mai di ballare, ti mettevi addosso qualcosa e ballavi, ballavi sempre qualcosa, ti truccavi le guance e le labbra come una vera signora, come una mamma, e poi avevi i capelli rossi, delle ciocche rosse come il fuoco, e piegavi il tuo corpicino come unacrobata, una ballerina, ti ricordi cosa rispondevi quando te lo domandavamo? Starlet, sono Starlet, te lo ricordi ?
Starlet: Non vedo
Nilos: Cosa?
Starlet: Niente
Nilos: Sono molti giorni che non mangi, piccola mia
Starlet: C buio
Nilos: Guardami, guardami, mi vedi?
Starlet: Niente
Nilos: Sono giorni che non mangi, Starlet, piccola mia, guardami, guardami, Starlet
Scena ventuno
(Evghenios. Nella sua stanza.)
Evghenios: Non scende una stella a tirare la corda?
E io che credevo che il cielo fosse mio!
Non resta nientaltro.
Pi alto pi vicino.
Non vengono perch non vogliono morire.
Sar io la mia stella.
E quando la chiamer lei verr.
Eccola qui.
Tu, stellina palpitante
S, tira, tira forte, mia dolce stellina, piccolo Evghenios, portami su, su
Eccomi
Scena ventidue
(Militsa e Nilos. Nella stanza di Militsa.)
Militsa: Come lho tirato gi? Cosa vuol dire lho tirato gi?
Nilos: Militsa
Militsa: Chiama subito Starlet
Nilos: Nella stanza di Emilios
Militsa: Dille di venire qui
Nilos: Era appeso
Militsa: Era appeso, Lho tirato gi cosa intendi dire?
Nilos (guardando il neonato): Lui invece vivo
Militsa: Guarda come cresce, come se i giorni passassero a cinque alla volta, a dieci alla volta ed tutto Evghenios-
Nilos: Perch vivo? Non ha senso che viva.
Militsa: Portami Starlet qui. Evghenios dov?
Nilos: In camera sua. Lho
Militsa: Digli di passare pi tardi
Nilos: Militsa
Militsa: Insomma, vai, che aspetti? Ricordi cosa ti ho detto? (Nilos esce.) Lho tirato gi, Era appeso (Poi, al neonato.)
tutta colpa tua.
Non ce lha fatta.
Ma senza di lui non ha alcun senso.
Chiedi perdono.
Non ti sopportava.
Evghenios ha ucciso Evghenios.
Non te lo perdono.
Chiedi perdono.
Non vuoi?
Ti perdono io, allora.
Ecco fatto. (Lo strozza.)
Scena ventitr
(Nilos. Nella stanza di Starlet.)
Nilos: Da qui cominciata la rovina. Se me ne liberer, mi liberer anche dalla rovina. Devo toglierti di mezzo, non potrai pi fare del male, tua la colpa, sei tu la causa di tutto, da te cominciata questa serie di disgrazie, chiedi, chiedi, chiedi sempre, non ti accontenti mai, non ne hai mai abbastanza, non sei mai soddisfatta, mai tranquilla, ci penso io a toglierti di mezzo, ti far smettere di chiedere, finalmente sarai soddisfatta, vedrai, ti ho in pugno, non puoi sfuggirmi, maledetto mostro, figlia del demonio, finalmente imparerai a lasciarmi tranquillo, ti faccio vedere io, posso farlo, s, posso, ne ho il potere, ti elimino una volta per tutte, terribile inquietudine, fame smisurata, ti strappo la vita, completamente, e la butto nella spazzatura, via, lontano, adesso, adesso (Gli cade il coltello dalle mani.)
Scena ventiquattro
(Militsa. Nella sua stanza.)
Militsa: Eravamo pazzi damore. Non dimenticher mai il giorno in cui diventato mio. Esiste la felicit. Lui me lha data e io glielho data. Come solo un essere umano pu darla a un altro essere umano. Labbiamo data luno allaltra. (Entra Nilos.) Come mi guardavi. Come mi toccavi. Quanto ti desideravo. Quanta felicit mi hai dato. Per questo vivevamo. Per la gioia che dava luno allaltra. Ci davamo gioia. Non ci bastava?
Ho paura di guardarmi alle spalle.
Noi, sempre noi. Da soli. Come allora. Tu e io. Toccami come hai fatto allora. La prima notte. Nilos e Militsa. Io la tua donna e tu il mio uomo. Io ero tua. E tu eri mio. Prendimi (La strozza.)
Nilos: Non c nessuno. Volevo fare una domanda, ma non c nessuno. Cosa voglio chiedere? Molte cose. Molti pensieri mi tormentano. Devo fare ordine nei miei pensieri. Prima ci sono i ragazzi, e poi Militsa. No, prima ci sono io, e dopo i ragazzi. No, prima c Militsa. No, meglio che prima ci siamo tutti. Anzi, viene prima qualcosaltro. Prima c chi? Come, chi? No, neanche questo. Non so. Ah, s, siamo una famiglia, non abbiamo mai fatto male a nessuno. E poi? Che razza di domande La domanda : qual la domanda? Se lo sapessi, forse potrei resistere. Dunque la domanda che cosa ho fatto. O cosa non ho fatto. O cosa avrei dovuto fare. Cosa avrei dovuto e cosa non avrei dovuto. No, aspetta, ecco, ci sono due ragazzi, uno comincia a dire qualcosa, ma chi mai si salverebbe se la sua vita fosse come la mia? Questa la domanda. No, neppure questo voglio chiedere. Devo fare ordine nei miei pensieri. Tutto cominciato (Entrano A, B e C.)
A: Ogni uomo nuota nelle sue parole.
Nilos: Chi siete?
B: Vuoi smetterla di cianciare
fino a quando darai aria
alla bocca?
Nilos: Potete aiutarmi?
C: Il papiro fiorisce se non innaffiato?
Nilos: Non capisco.
Eravamo molto giovani, Filon, Filon Filipps,
io sono Nilos Lakmos, e un giorno per scherzo
A: Dimmi, tu sei stato creato prima dei colli?
Nilos: Ci abbiamo provato, con quel poco che ricordavamo, abbiamo cercato
C: Sai contare le gocce di pioggia?
Sei capace di misurare con laltezza di una nuvola?
B: Sei capace di dire alla neve cadi, e quella cade?
Nilos: Non capisco. Cosa volete dire?
A: Dimmi, doveri tu quando ho stabilito la terra?
C: Conosci la sorgente del mare?
Hai camminato sulle tracce dellabisso?
Dov che risiede la luce? Le tenebre?
Nilos: Di chi la colpa?
Perch ci ha ridotti cos?
B: Sai chi ha fissato le misure della terra?
Chi ha posto la prima pietra?
Chi ne ha gettato le fondamenta?
Nilos: di me che vi chiedo
se la mia vita era biasimevole
allora milioni di vite in tutto il mondo
sin dalla nascita del mondo avrebbero dovuto
subire
se la mia vita
allora nessuna vita
le mie sofferenze
A: E che importa se le tue opere erano irreprensibili? Non esiste figlio di donna che sia puro.
C: Adesso parler nella lingua
del saccheggio e della burrasca,
io, che da solo ho fissato il cielo,
e cammino sul mare come sulla terra.
Nilos: Militsa, Evghenios, perch,
tanta vita, la mia Starlet, Emilios,
ditemi, perch non ne rimasto niente?
B: Quando sono nate le stelle,
tutti i miei angeli hanno elevato
con voce tonante linno della mia gloria.
C: Ho cinto il mare mentre nasceva,
lho posto nei confini, ne ho collocato le chiavi.
A: Ho decretato di racchiudere il volto del mare
laddove luce e tenebra si fondono.
Nilos: Chi ci ha abbattuto?
Chi ci ha svuotati, chi ci ha fatti impazzire?
Chi ci ha ridotto a bestie, chi ci ha accecati,
chi ci ha umiliato cos?
A: Conosci lorigine della bruma?
Chi ha generato le goccioline di rugiada?
C: Da quali viscere deriva il ghiaccio?
B: Come fanno a stare insieme le Pleiadi?
C: Sai dividere le stelle di Orione?
B: Sai prendere Lucifero per i capelli
e farne tutto quello che vuoi? Lo sai?
C: Sai chiamare a te i nembi
e trarre da essi una violenta burrasca?
A: Sai dare ordini alle saette
e farle cadere dove tu hai ordinato loro? Lo sai?
Nilos: Vi chiedo, perch noi,
perch toccato a noi
fare tanto male
C: Sei stato forse tu a donare la forza al cavallo e a domarlo con tremore?
B: Sei stato forse tu a insegnare al falco a planare
nellatmosfera ad ali spiegate?
C: E laquila, vola forse perch glielo ordini tu?
A: Sei forse tu a decidere quando partoriscono i cervi?
E sei tu a liberarli dalle doglie?
Nilos: Chi siete? Cosa volete?
B: Lippopotamo opera mia.
A: La mia creazione pi perfetta il coccodrillo.
Nilos: Non so chi siete.
A: Solo gli angeli possono ingannarlo.
B: Devi adorare il coccodrillo.
Nilos: Andate via, lasciatemi
B: Inchinati ad adorarlo!
Nilos: Non sapete niente, non potete aiutarmi
B: Se lo adorerai, mostrerai di essere diventato saggio.
Nilos: Andate via, via
C: Otterrai quattordicimila pecore
Nilos: Maledetti
B: Seimila cammelli, mille coppie di buoi
Nilos: Maledetti, maledetti
A: Sette figli e sette figlie
e vivrai centosettanta anni
Nilos: Io sono Nilos Lakmos. E voi chi siete?
A: Siccome tu sei destinato a morire, credi che la terra diventer un deserto o i monti saranno sradicati?
(Si avvicinano. Nilos cerca di scappare. Lo prendono e lo tengono stretto.)
Nilos: Aiuto, aiuto, aiuto (Cominciano a percuoterlo.) Maledetti, aiuto, aiuto (Anche Nilos comincia a percuoterli. Lottano. A, B e C estraggono dei coltelli a serramanico e lo pugnalano ripetutamente. Nilos si accascia al suolo. Escono.)
Scena venticinque
(Filon. A casa sua.)
Filon: Le ho fumate tutte.
Non importa, sono qui gi da un po.
No, non preoccuparti, non sei in ritardo, non importa, sono arrivato apposta prima di te, stato bello aspettarti.
Ah, li hai portati.
Avevo voglia di vederci.
Militsa.
Ciao, Starlet.
Non siete mai stati qui?
Con Nilos era sempre qui che ci vedevamo.
Non vi ci ha mai portati? Ve lha tenuto nascosto.
Militsa invece ci gi stata, vero Militsa?
Vi trovo bene.
Adesso per devo lasciarvi.
Volevo solo rivedervi.
Vedere se state bene.
Ciao, Evghenios, ciao, Emilios
Ciao, Nilos
Non permettete mai a nessuno di parlare
di voi, n in bene n in male.
Alla prima occasione verr.
Scena ventisei
(A, B, C.)
C: La questione non si pone.
B: la prospettiva globale che conta.
A: Senza dubbio.
17 dicembre 1997
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